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Traduzione Paradise Lost

Il documento riporta estratti dal Paradiso Perduto di John Milton. I passi descrivono la creazione di Adamo ed Eva e la loro vita innocente nel Giardino dell'Eden prima della caduta.

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Sara Revelli
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TRADUZIONE PASSI PARADISE LOST

BOOK 1: VERSI 91-124

Tu vedi in quale pozzo/abisso


e da quale altezza siamo caduti, così egli si dimostrò tanto più forte
con il suo tuono: e fino ad allora chi sapeva
la forza di quelle terribili armi? E tuttavia non per quelle
ne per ciò che il potente vincitore nella sua furia
può infliggerci ulteriormente, io mi pento o cambio quella mente stabile/immutabile
sebbene cambiato nel mio aspetto esteriore
e lo sdegno assoluto da un senso di merito ferito
che mi ha spinto a lottare con il più forte
e che portò con se alla fiera contesa
innumerevoli forze/schiere di spiriti armati
che osarono tenere in spregio il suo regno, e preferendo me
opposero/contrastarono il suo potere assoluto con un potere avverso
in una battaglia dall’esito incerto sulle pianure del cielo
e scossero il suo trono. Che cosa importa se la battaglia è persa?
tutto non è (ancora) perso; una volontà indomabile,
e il disegno della vendetta, l’odio immortale,
e l’orgoglio di non sottomettersi, o cedere mai:
e che cos’altro è il non essere sconfitti?
la sua ira o la sua potenza non estorcerà
mai da me quella gloria. Inchinarsi e chiedere la grazia (il perdono)
con ginocchio supplicante, e santificare il suo potere
che a causa del terrore di questo braccio fino a poco tempo fa
dubitò del suo impero, ciò sarebbe veramente basso/ignobile
ciò sarebbe un ignomigna e una vergogna peggiore
di questa caduta; poiché per destino la forza divina
e questa sostanza empirea non può venir meno,
poiché attraverso l’esperienza di questo grande evento
nelle armi non peggiore/non più deboli, ma nella previsione molto più avanti
potemmo decidere con maggiore speranza di successo
dichiarare o attraverso la forza o attraverso l’inganno guerra eterna
inconciliabile al nostro grande nemico
che ora trionfa, e nell’eccesso della gioia
regnando da solo tiene il cielo nella sua tirannide.
BOOK 1: VERSI 242-263

È questa la regione, è questo il suolo, il clima


disse allora l’arcangelo perduto, questo il seggio/luogo
che dobbiamo cambiare per il cielo, questa oscurità luttuosa,
per quella luce celestiale? Sia così poiché
colui che ora è sovrano può (ha il potere di) decidere e comandare
ciò che sarà giusto: più lontano da lui è meglio
che la ragione ha reso uguale, la forza ha reso superiore
rispetto ai suoi uguali. Addio campi felici (il cielo)
dove la gioia risiede per sempre: benvenuti orrori,
benvenuto mondo infernale, e tu inferno profondissimo
ricevi il tuo nuovo padron: uno che ha una mente
che non cambia a seconda del luogo o del tempo.
la mente è il suo stesso luogo, e in se stessa
può fare di un inferno un paradiso e di un paradiso un inferno.
che importa dove, se io sono sempre lo stesso
e cosa dovrei essere, tutto ma inferiore a colui
che il tuono ha reso più grande? Qui almeno
potremo essere liberi. L’onnipotente non ha costruito questo luogo
per la sua invidia, non ci scaccerà da qui:
qui potremo regnare sicuri, e a mio giudizio
regnare è una degna ambizione sebbene all’inferno:
meglio regnare all’inferno che servire in paradiso.
BOOK 3: VERSI 80-134

Mio unico figlio generato, vedi quale rabbia


trasporta il nostro avversario, che nessun limite
imposto, nessuna barriera dell’inferno, ne tantomeno tutte le catene
ammassate su di lui la, ne ancora il vasto abisso
sconfinato possono trattenere; così concentrato sembra
sulla vendetta disperata, che ricadrà sul
suo capo ribelle. E ora
superati tutti i divieti si apre la strada
non lontano dal cielo dentro i confini della luce
direttamente verso il nuovo mondo creato,
e verso l’uomo collocato la, con lo scopo di vedere
se può distruggerlo con la forza, o peggio,
corromperlo attraverso di un falso inganno;
poiché l’uomo ascolterà le sue bugie seducenti,
e facilmente trasgredirà il solo comandamento,
l’unica promessa della sua obbedienza: così cadrà
lui e la sua progenie senza fede: di chi è la colpa?
di chi se non la sua? Ingrato, ha avuto da me
tutto quello che poteva avere, l’ho fatto giusto e retto,
capace di aver resistito sebbene libero di cadere.
così ho creato tutti i poteri eterei
e gli spiriti, sia quelli che resistettero sia quelli che caddero;
se non fossero stati liberi, quale prova sincera avrebbero potuto dare
di vera fedeltà, di fede costante o amore
laddove apparisse solo ciò che essi devono fare di necessità
e non ciò che vorrebbero? Quale elogio potrebbero ricevere?
quale piacere potrei trarre io da una tale obbedienza pagata a me
quando la volontà e la ragione (anche la ragione è una scelta)
inutili e vane, spogliate entrambe della libertà
rese passive entrambe, avessero servito la necessità
e non me. Perciò essi poiché appartenevano al giusto
così furono create, ne tantomeno possono accusare giustamente
il loro creatore, o la loro creazione, o il loro destino;
come se la predestinazione governasse
la loro volontà, disposta da un decreto assoluto
o da un alta preveggenza; essi stessi decretarono
la loro ribellione, non io: se l’avessi previsto
la preveggenza non ebbe nessuna influenza sulla loro colpa,
che si sarebbe rivelata sicura anche se non prevista.
così senza il minimo intervento o ombra del fato
o altro che da me fosse immutabilmente previsto,
essi trasgrediscono, autori essi stessi di tutto
sia di ciò che giudicano sia di ciò che scelgono
poiché così gli ho creati liberi, e devono restare liberi,
fino a quando non si rendano schiavi da soli: altrimenti dovrei
cambiare la loro natura, e revocare l’alto decreto
immutabile, eterno, che ha stabilito
la loro libertà, loro stessi hanno deciso la loro caduta.
la prima schiera cadde per la loro propria intenzione,
auto tentati e auto corrotti: l’uomo cade ingannato
dalla prima schiera: perciò l’uomo potrà trovare la grazia,
gli altri nessuna: la mia gloria eccellerà così nella grazia e nella giustizia
in cielo e in terra
ma la misericordia brillerà la più luminosa prima ed ultima.

BOOK 3: VERSI 285-342

……………………………………… Dove il demonio


vide senza piacere tutti i piaceri, tutti i generi
di creature viventi nuove alla vista e meravigliose:
due di aspetto molto più nobile, erette e alte,
erette come dio, vestite con nativo onore,
in nuda maestà sembravano i signori di tutto,
e apparivano degni, poiché nei loro sguardi divini
risplendeva l’immagine del loro glorioso creatore,
verità, saggezza, santità severa/seria e pura
ma posta in una vera libertà filiale;
di qui la vera autorità negli uomini; sebbene entrambi
non uguali, poiché il loro sesso non appariva simile;
lui fu creato per la contemplazione/ragionamento e per il valore/coraggio/azione
lei per la dolcezza e per la grazia dolcemente attraente,
lui fu creato solamente per dio, lei fu creata per dio in lui.
la sua bella e ampia fronte e l’occhio sublime/vivo dichiaravano
un ruolo di governo assoluto; ricci colore del giacinto
scendevano virilmente in ciocche tutte intorno diramandosi dalla fronte divisa
ma non al di sotto delle sue ampie spalle.
lei portava le sue trecce dorate disadorne come un velo
fino alla sua vita snella,
arruffate ma ondeggianti in riccioli ribelli
come la vite arriccia i suoi viticci, che significava
sottomissione, ma richiesta con gentile autorità,
e da lei ceduta, da lui ricevuta al meglio,
concessa con timida sottomissione, orgoglio modesto,
e indugio dolce, riluttante e amoroso.
ne tanto meno quelle parti segrete erano allora celate
non erano una vergognosa colpa, vergogna disonesta/immorale,
delle opere di natura, onore disonorevole
nutrito del peccato, come hai vessato tutto il genere umano
con mere apparenze, mere apparenze di sembrare pura,
invece hai bandito dalla vita dell’uomo la sua parte più felice
la sua semplicità e l’innocenza senza macchia.
così passavano nudi, ne tantomeno evitavano lo sguardo
di dio o degli angeli, perché non pensavano alcun male:
così passavano mano nella mano, la coppia più amabile/bella
che da allora in poi si incontrò in abbracci d’amore
ADAMO il migliore degli uomini da allora nati
i suoi figli, la più bella delle sue figlie EVA
essi si sedettero sotto la chioma ombrosa di un albero
che su un prato si ergeva sussurrando dolcemente,
vicino a una fresca sorgente, e dopo una fatica non più grande
del loro dolce lavoro di giardinaggio di quanto bastasse
a rendere il fresco zefiro e il riposo
ancora più riposante e rendere la sete sana e l’appetito
ancora più gradevoli, essi si disposero alla loro cena composta da frutti.
frutti ricolmi di nettare che i rami generosi
gli offrivano loro dove essi sedevano reclinati lungo
la soffice sponda damascata di fiori:
si cibavano della saporosa polpa, e nelle scorze vuote
attingevano il flusso traboccante d’acqua se ancora assetati;
ne mancavano la gentile conversazione, ne i sorrisi seducenti
ne tenerezze giovanili come si addice
a una bella coppia, legata da un vincolo nuziale felice,
sole come loro. Intorno a loro giocavano saltando intorno
tutte li animali della terra, da allora in poi selvaggi, e cacciati
nei boschi, nei luoghi deserti, nelle foreste o nelle tane.

BOOK 4: VERSI 358-392

Oh inferno! Cosa vedono i miei occhi con dolore,


Nel nostro luogo di felicità perfetta
creature di un altro stampo, così elevate
probabilmente nate dalla terra
non spiriti, e tuttavia di poco inferiori ai luminosi
spiriti del cielo, che i miei pensieri perseguono
con meraviglia, e potrei amare, così vividamente
risplende in essi la sembianza divina, e la mano
che gli ha formati ha riversato nella loro forma una tale grazia
coppia gentile, non sapete affatto a quanto vicino
sia il vostro cambiamento, quando tutti questi piaceri
svaniranno e vi consegnerà al dolore;
tanto più dolore, quanto più ora il vostro gusto è della gioia;
felici ma non abbastanza sicuri per continuare a lungo
a essere così felici, e questo alto seggio nel vostro paradiso
mal custodito, perché il cielo tenga fuori un tal nemico
come ora è entrato, e tuttavia non un nemico di proposito nei vostri confronti
che io potrei anche compiangere così soli e abbandonati
sebbene io non sia stato compianto: cerco un alleanza con voi
cerco un amicizia reciproca, così stretta e vicina,
che io debba vivere con voi o/e voi con me
d’ora in poi; il luogo in cui vi porterò potrebbe non piacervi
al pari di questo ben paradiso, tuttavia accettate come tale
l’opera del vostro creatore; me lo ha dato
e io liberamente lo concedo,; l’inferno spalancherà
le sue imponenti porte per accogliervi e manderà avanti
per darvi il benvenuto tutti i suoi re, ci sarà spazio
non come questi stretti confini, per ricevere
la vostra numerosa progenie, se questo non è un posto migliore
ringraziate colui che mi induce pur nolente a compiere questa vendetta
su di voi che non mi avete recato alcuna offesa
al posto di lui che mi ha recato offesa.
e dovessi io intenerirmi verso la vostra innocenza
indifesa, così come mi intenerisco, e tuttavia
la giusta ragione pubblica, l’onore e l’impero aumentato con la vendetta
attraverso la conquista di questo nuovo mondo, mi costringe ora
a fare ciò che altrimenti aborrirei/rifiuterei di fare sebbene io sia dannato.

BOOK 4: VERSI 411-439

Unica compagna e unica parte di tutte le gioie


tu stessa la più cara di tutte; il potere che ci creò
e creò per noi questo ampio mondo deve di necessità
essere infinitamente buono e della sua bontà tanto liberale
e libera quanto infinita che ci sollevò dalla polvere e ci collocò qui
in tutta questa felicità, noi che non abbiamo meritato nulla
dalla sua mano, ne tantomeno possiamo fare
nulla di cui lui ha bisogno, lui che richiede
da noi nessun altro servizio all’infuori di mantenere
questo servizio, questo compito così facile, di tutti gli alberi
del paradiso che recano deliziosi frutti,
così vari, non cogliere solo quelli dell’albero
della conoscenza, piantato vicino all’albero della vita,
così vicino cresce la morte alla vita, qualsiasi cosa sia la morte
senza dubbio qualche cosa di terribile; poiché tu ben sai
che dio ha decretato la morte a chi avesse assaggiato da quell’albero
l’unico segno rimasto della nostra obbedienza
fra così tanti altri segni di potere e governo,
a noi attribuiti, e dominio dato a noi
su tutte le altre creature che vivono
sulla terra, nell’aria e nel mare. non pensiamo sia duro
questo facile divieto noi che disponiamo di
libero e illimitato accesso a tutte le altre cose, e di scelta
illimitata di molteplici piaceri:
ma elogiamolo sempre ed esaltiamo
la sua bontà, seguendo il nostro piacevole lavoro
di potare queste piante rigogliose e curare questi fiori
che anche se fosse gravoso, tuttavia sarebbe dolce con te.

BOOK 9: VERSI 679-709

Oh sacra, saggia e dispensatrice di saggezza pianta


madre della scienza ora sento chiaramente il tuo potere
dentro di me, non solo di intendere
le cose nelle loro cause ma anche il potere di scoprire
le intenzioni di azione dei più alti agenti, per quanto considerati saggi.
Regina di questo universo non credere
a quelle rigide minacce di morte, non morirai (di certo)
come potresti? A causa del frutto? Ti da vita
e conoscenza, a causa di colui che ti minaccia, guardami
io che ho toccato/colto e assaggiato (il frutto), e tuttavia io vivo
e ho raggiunto una vita più perfetta di quella che il fato aveva riservato per me
avventurandomi più in alto della mia specie.
sarà chiuso/precluso all’uomo ciò che all’animale
è aperto/concesso? Oppure dio infiammerà la sua ira
per una trasgressione così piccola/trascurabile, o dio non elogerà
piuttosto la vostra virtù coraggiosa, che la pena
di morte è stata pronunciata, qualsiasi cosa sia la morte
non vi impedì di raggiungere ciò che potrebbe condurre
a una vita più felice, la conoscenza del bene e del male;
del bene come è giusto? Se ciò che è male
è reale perché non conoscerlo poiché è più facile evitarlo?
perciò dio non può farvi del male e (allo stesso tempo) essere giusto
se non è giusto non è dio, e allora non è da temersi, non obbedito
la vostra stessa paura della morte rimuove la paura
e allora perché questo fu proibito? Se non per incutere timore
perché se non per mantenere voi in uno stato umile e d’ignoranza
i suoi adoratori; lui sa che il giorni in cui
ne mangerete, i vostri occhi che sembrano così chiari
tuttavia sono solo opachi, saranno totalmente
rischiarati e aperti allora e sarete come gli dei
conoscendo sia il bene sia il male come loro lo conoscono.

BOOK 9: VERSI 896-916

Oh la più bella di tutte le creature, l’ultima e la migliore


di tutte le opere di dio, creatura nella quale eccelleva
tutto ciò che può essere formato/creato alla vista o al pensiero
santa, divina, buona, amabile o dolce!
come sei persa, come sei perduta improvvisamente
sfigurata, deflorata, e adesso devota alla morte?
come hai potuto piuttosto cedere alla trasgressione
del divieto ferreo, come hai potuto violare
il sacro frutto proibito! Qualche maledetto inganno
di un nemico ti ha ingannata, e tuttavia sconosciuto (il nemico)
e ha portato alla rovina me con te, poiché la mia
decisione sicura è morire con te;
come posso vivere senza di te, come posso fare a meno
della tua dolce conversazione e dell’amore unito
così caramente (che così profondamente ci unisce)
vivere ancora in questi boschi selvaggi solo e triste?
se dio dovesse creare un’altra Eva, e io
dovessi cedere un’altra costola, tuttavia la
tua perdita non se ne andrebbe mai dal mio cuore, no no sento
che il legame di natura mi spinge: tu sei
carne della mia carne, ossa delle mie ossa, e la tua condizione
non sarà (dovrà essere) mai divisa dal mio, nella felicità o nel dolore.

BOOK 9: VERSI 1067-1082

O Eva, in un’ora malvagia hai dato orecchio (ascolto)


a quel falso verme, chiunque gli abbia insegnato
a contraffare la voce umana, veritiero per la nostra caduta
e falso nella nostra promessa di ascesa, poiché troviamo
che i nostri occhi sono certamente aperti, e conosciamo
entrambi il bene che il male, il bene perso, e il male ottenuto
cattivo frutto della conoscenza, se questo è/significa conoscere
che ci lascia così nudi, privi di onore,
di innocenza, di fede di purezza,
i nostri antichi ornamenti, ora macchiati e insozzati
e sui nostri volti sono evidenti i segni
della sozza lussuria, dove il male risiede
persino la vergogna, l’ultimo dei mali; del primo (male)
stai pur sicura. Come potrò da qui in poi
guardare la faccia di dio o degli angeli, prima così
spesso contemplati con gioia e rapimento/estasi?

BOOK 12: VERSO 575-587

avendo imparato questo, hai acquisito la piena saggezza (conoscenza)


non sperare (di sapere altro), poiché hai conosciuto tutte
le stelle per nome e tutti i poteri eterei
tutti i segreti del profondo, tutte le opere della natura
o le opere di dio nel cielo, nell’aria nella terra o nel mare
e hai goduto di tutte le ricchezze di questo mondo
e tutto il potere racchiuso in un unico impero; aggiungi solo
fatti corrispondenti alla tua conoscenza, aggiungi fede,
aggiungi virtù, pazienza, temperanza, aggiungi amore,
che si chiamerà in futuro carità, l’anima
di tutto il resto: quindi non ti peserà
lasciare questo paradiso, ma possederai
un paradiso dentro di te, molto più felice.

BOOK 12: VERSO 632-649

Avanzata in alto e in fronte/in alto in fronte a quelli che avanzavano


la spada brandita di dio, riluceva davanti a loro
fiera come una cometa; che con caldo torrido
e vapore simile all’aria libica secca,
iniziò a infuocare quel clima temperato; in quel momento
l’angelo che si affrettava prese i nostri
indugianti genitori in entrambe le mani, e li condusse diretti verso il cancello orientale
giù per la collina e altrettanto velocemente verso la pianura sottostante; poi sparì.
essi voltandosi, guardarono (per l’ultima volta) tutta la parte orientale del paradiso
fino a poco prima il loro luogo felice,
ondeggiata a causa di quella spada fiammeggiante, il cancello
affollato di facce terribili e braccia/armi fiere/ostili:
essi versarono alcune lacrime spontanee, ma le asciugarono presto;
il mondo era tutto davanti a loro, dove scegliere
il loro luogo di riposo/la loro dimora e (dove scegliere) la provvidenza come loro guida
ed essi mano nella mano, con passi incerti e lenti
presero la loro strada solitaria attraverso l’eden.

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