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Testimonianze dallInferno
Scritto da Simone Iuliano, sezione: Teologia 5244 23

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Seguici su... Una donna che vendeva il proprio corpo


Roma, 1873.
A Roma, nel 1873, verso la met di agosto, una delle povere ragazze che vendevano il loro corpo in una casa di tolleranza si fer
a una mano. II male, che a prima vista sembrava leggero, inaspettatamente si aggrav, tanto che quella povera donna fu
trasportata urgentemente allospedale, dove mor poco dopo.
In quel preciso momento, una ragazza che praticava lo stesso mestiere nella stessa casa, e che non poteva sapere ci che
stava avvenendo alla sua collega finita allospedale, cominci a urlare con grida disperate, tanto che le sue compagne si
svegliarono impaurite.
Le citazioni Per le grida si svegliarono anche alcuni abitanti del quartiere e ne nacque uno scompiglio tale che intervenne la questura.
Cosera successo? La compagna morta allospedale le era apparsa, circondata di fiamme, e le aveva detto: Io sono dannata! E
Se qualche volta cadete, non se non vuoi finire anche tu dove sono finita io, esci subito da questo luogo di infamia e ritorna a Dio!.
dovete cos avvilirvi da Nulla pot calmare lagitazione di quella ragazza, tanto che, appena spuntata lalba, se ne part lasciando tutte le altre nello
lasciare dandare innanzi. Da stupore, specialmente non appena giunse la notizia della morte della compagna avvenuta poche ore prima allospedale.
quella caduta il Signore Poco dopo, la padrona di quel luogo infame, che era una garibaldina esaltata, si ammal gravemente e, ben ricordando
sapr cavare del bene. lapparizione della ragazza dannata, si convert e chiese un sacerdote per poter ricevere i santi Sacramenti.
(Santa Teresa dAvila) Lautorit ecclesiastica incaric della cosa un degno sacerdote, Mons. Sirolli, che era il parroco di San Salvatore in Lauro.
Questi richiese allinferma, alla presenza di pi testimoni, di ritrattare tutte le sue bestemmie contro il Sommo Pontefice e di
esprimere il proposito fermo di mettere fine allinfame lavoro che aveva fatto fino allora.
Quella povera donna mor, pentita, con i conforti religiosi. Tutta Roma conobbe ben presto i particolari di questo fatto. Gli incalliti
nel male, comera prevedibile, si burlarono dellaccaduto; i buoni, invece, ne approfittarono per diventare migliori.
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Una vedova di 29 anni ricca e corrotta
Londra, 1848.
Esorcismo dal vivo
Viveva a Londra, nel 1848, una vedova di ventinove anni, ricca e molto corrotta.
Testimonianze dall'inferno Tra gli uomini che frequentavano la sua casa, cera un giovane lord di condotta notoriamente libertina. Una notte quella donna
era a letto e stava leggendo un romanzo per conciliare il sonno. Appena spense la candela per addormentarsi, si accorse che
Natuzza Evolo una luce strana, proveniente dalla porta, si diffondeva nella camera e cresceva sempre pi. Non riuscendo a spiegarsi il
fenomeno, meravigliata spalanc gli occhi. La porta della camera si apr lentamente ed apparve il giovane lord, che era stato
Eucaristia e Creato tante volte complice dei suoi peccati. Prima che essa potesse proferire parola, il giovane le fu vicino, lafferr per il polso e
disse: C un inferno, dove si brucia!.
Lo Spirito Santo La paura e il dolore che quella povera donna sent al polso furono cos forti che svenne allistante.
Dopo circa mezzora, ripresasi, chiam la cameriera la quale, entrando nella stanza, sent un forte odore di bruciato e constat
Il diavolo e gli animali che la signora aveva al polso una scottatura cos profonda da lasciar vedere losso e con la forma della mano di un uomo. Not
anche che, a partire dalla porta, sul tappeto cerano le impronte dei passi di un uomo e che il tessuto era bruciato da una parte
allaltra. II giorno seguente la signora seppe che la stessa notte quel giovane lord era morto. Questo episodio narrato da
Gaston De Sgur (1820 1881) che cos commenta: Non so se quella donna si sia convertita; so per che vive ancora. Per
Newsletter coprire agli sguardi della gente le tracce della sua scottatura, sul polso sinistro porta una larga fascia doro in forma di
braccialetto che non toglie mai e per questo particolare viene chiamata la signora del braccialetto.
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Controlla la nostra guida. La testimonianza di SantAlfonso Maria De Liguori
Parigi, XVIII secolo.
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SantAlfonso Maria De Liguori (1696 1787), Vescovo e Dottore della Chiesa, e quindi particolarmente degno di fede, riporta il
seguente episodio. Quando luniversit di Parigi si trovava nel periodo di maggior splendore, uno dei suoi pi celebri professori
mor improvvisamente. Nessuno si sarebbe immaginato la sua terribile sorte, tanto meno il Vescovo di Parigi, suo intimo amico,
che pregava ogni giorno in suffragio di quellanima. Una notte, mentre pregava per il defunto, se lo vide apparire davanti in forma
incandescente, col volto disperato. II Vescovo, compreso che lamico era dannato, gli rivolse alcune domande; gli chiese tra
laltro: Allinferno ti ricordi ancora delle scienze per le quali eri cos famoso in vita?.
Che scienze che scienze! In compagnia dei demoni abbiamo ben altro a cui pensare! Questi spiriti malvagi non ci danno un
momento di tregua e ci impediscono di pensare a qualunque altra cosa che non siano le nostre colpe e le nostre pene. Queste
sono gi tremende e spaventose, ma i demoni ce le inaspriscono in modo da alimentare in noi una continua disperazione!

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Al funerale il deceduto si rianima e dichiara le sue colpe
Ed ecco un altro fatto sconvolgente, avvenuto alla presenza di migliaia di testimoni ed esaminato in tutti i particolari dai
dottissimi Bollandisti. Era morto a Parigi il professore della Sorbona Raimond Diocr. Nella chiesa di Ntre Dame si
svolgevano i solenni funerali. Oltre a molti semplici fedeli vi parteciparono numerosi professori e discepoli del defunto. La
salma era collocata nel mezzo della navata centrale, coperta, secondo luso di quel tempo, da un semplice velo. Cominciate le
esequie, allorch il sacerdote disse le parole del rito: Rispondimi: quante iniquit e peccati hai?, si ud una voce sepolcrale
uscire da sotto il velo funebre: Per giusto giudizio di Dio sono stato accusato!. Fu tolto subito il drappo mortuario, ma si trov il
defunto immobile e freddo. La funzione, improvvisamente interrotta, fu subito ripresa fra il turbamento generale. Poco dopo il
cadavere si alz davanti a tutti e grid con voce ancora pi forte di prima: Per giusto giudizio di Dio sono stato giudicato!. Lo
spavento dei presenti giunse al colmo. Alcuni medici si avvicinarono al defunto, ripiombato nella sua immobilit, e constatarono
che era veramente morto. Non si ebbe per il coraggio, per quel giorno, di continuare il funerale e si rimand al domani. Intanto
le autorit ecclesiastiche non sapevano che cosa decidere. Alcuni dicevano: dannato; non degno delle preghiere della
Chiesa!. Altri osservavano: Non si pu essere sicuri che Diocr sia dannato! Ha detto di essere stato accusato e giudicato, ma
non condannato. Anche il Vescovo fu di questo parere. II giorno seguente fu ripetuto lufficio funebre, ma giunti alla stessa frase
prevista dal rito: Rispondimi il cadavere si alz nuovamente da sotto il velo funebre e grid: Per giusto giudizio di Dio sono
stato condannato allinferno per sempre!. Davanti a questa terribile testimonianza, cessarono i funerali e si decise di non
seppellire il cadavere nel cimitero comune.
Il prodigio era evidentissimo e molti si convertirono. Tra i presenti cera un certo Brunone, discepolo e ammiratore del Diocr;
era gi un buon cristiano, ma in quelloccasione decise di lasciare le attrattive del mondo e di darsi alla penitenza. Altri
seguirono il suo esempio. Brunone divenne fondatore di un Ordine Religioso, il pi rigoroso della Chiesa Cattolica: lOrdine dei
Certosini. In seguito mor da Santo. Chi va oggi a Serra San Bruno, in Calabria, pu visitare il monastero fatto costruire dal
Santo, ove sono sepolti, tra gli altri, non pochi uomini illustri che hanno lasciato tutto per dedicarsi interamente alla preghiera, al
lavoro, allaspra penitenza e al pi rigoroso silenzio. II mondo potr giudicare pazzi costoro, ma in realt sono sapienti;
seguendo le orme del fondatore, al pensiero dellInferno, perseverano nella vita di mortificazione per guadagnarsi il Paradiso.

LA PERDITA DI DIO ALLINFERNO: IL PENSIERO DEI SANTI

San Giovanni Crisostomo (354 407) dice: Se tu dirai mille inferni, non avrai ancora detto nulla che possa uguagliare la
perdita di Dio.
SantAgostino (354 430) insegna: Se i dannati godessero la vista di Dio non sentirebbero i loro tormenti e lo stesso Inferno
si cambierebbe in Paradiso.
San Brunone (1030 1101), parlando del Giudizio Universale, nel suo libro dei Sermoni scrive: Si aggiungano pure tormenti
a tormenti; tutto nulla davanti alla privazione di Dio.
SantAlfonso (1696 1787) precisa: Se udissimo un dannato piangere e gli chiedessimo il perch, ci sentiremo rispondere
Perch ho perduto Dio!. Almeno il dannato potesse amare il suo Dio e rassegnarsi alla sua volont! Ma non pu farlo.
costretto a odiare il suo Creatore nello stesso tempo che lo riconosce degno damore.

Si pu approfondire la lettura con il seguente ebook gratuito: Testimonianze dallInferno

TAG anima, fede

AUTORE: SIMONE IULIANO


Scrittore e studioso di Teologia cattolica, autore dei due best sellers "Manuale di Demonologia" e
"Testimonianze dall'Inferno", libri sviluppati alla scuola di Padre Gabriele Amorth e Padre Jose Antonio Fortea.
Biografo ufficiale del Venerabile Padre Giuseppe Maria Cesa di Avellino dei frati Minori Conventuali nel libro "L'
impazzito per la Vergine".

COMMENTI

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ARTEMISIA
ciao a tutti, bellissimo il sito complimenti :) volevo togliermi una curiosit: ho letto recentemente una testimonianza dallinferno
di un prete dannato che diceva che le donne che mostrano il proprio corpo in maniera provocante bruceranno e roba
cos ma non solo quelle che, insomma, senza veli chiamiamola cos, va, ma anche le modelle , cio quelle che sfilano
tipo miss italia, che , a dirla tutta, non sono senza veli ma quasi. solo una curiosit questa ecco. ciao a tutti spero di avere
delle risposte molto presto buona serata.
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VENITE AD ME
Salve,
la questione abbastanza semplice: vanit .
Sebbene, per quanto concerne il caso da lei riportato, riguardi in maggior parte il sesso femminile, anche
quello maschile non ne esente. Ora, chiaro che un abbigliamento estremamente succinto, quasi
invisibile, simbolo di vanit, ed incita allinvidia/competizione (nel caso daltre donne) o al peccato in
pensieri o atti (nel caso degli uomini).
Gli abiti volutamente provocatori sono peccato, proprio perch vengono indossati appositamente per
suscitare negli altri le emozioni sopradescritte.
Aggiungiamo, questa tipologia dabiti sono in aggiunta simbolo degocentrismo, nonch allo stesso tempo
dinesistente rispetto verso se stessi.
Si possono paragonare, per traslazione, alle parole che incitano violenza: sebbene non la si compia
direttamente, sincita gli altri a farla.
Un certo tipo di moda non tutta colpevole, certo, ma lo sono anche televisione, giornali e pubblicit.
Aggiungiamo: alcuni genitori sono colpevoli allo stesso modo poich non solo non correggono i propri figli
a riguardo, ma spesso sono i primi a dare esempi deleteri.

Ci si chieder: allora bene portare il velo come gli islamici? No.


Serve solo un pizzico di moderazione e decenza. E di rispetto verso di s.

La pace sia con lei! ;


La redazione
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ANGELA
Ho letto questo libro: Testimonianze dall inferno e ritengo che sia un vero capolavoro. Certo duro, pagina dopo pagina l
anima prende coscienza e consapevolezza della propria miseria, ma questo non deve spaventare. Che poi si critichi il
contenuto o il modo in cui il contenuto venga esposto lo ritengo superficiale quanto superfluo anzi la prova stesso che
questo testo serve eccome. Infatti basta un minimo di elemetare logica per capire, leggendo il libro, e facendo i dovuti
confronti, che l autore non riporta nient altro che letteralmente le testuali parole dei santi! Quest ultimi meglio imitarli che
contestarli
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ENNIO SCANNAPIECO
Gentile Dr.Massi-Massimiliano, grazie infinite, ma vorrei precisare che non possiedo alcun titolo accademico, n una laurea
e neppure un diploma di scuola media superiore.
A stento ho conseguito la licenza media normale, mentre i professori dicevano che ero troppo scemo per continuare gli
studi. Ci nonostante, cliccando il mio nome e cognome su Google,si trovano diverse pagine a me immeritatamente
dedicate
Evito di rispondere alla Sua ultima arringa perch non mi sembra corretto utilizzare questo sito per la nostra personale
quanto divertente querelle.Inoltre, da qualche tempo non riesco pi a trasmettere un messaggio che sia pi lungo di poche
righe.Per questo mi sono firmato con il mio indirizzo di posta elettronica.
Cordialmente, e.scannapieco@libero.it
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MASSI
Gentile Sig. Ennio, io normalmente, non mi firmo mai col titolo n, tanto meno, li metto in rilievo (Massi, sta infatti, per
Massimiliano, il mio nome) ma mi sono sentito di prendere una posizione (sicuramente poco umile) a quello che Lei stesso
ha definito come Sua immodestia: e di tale si tratta (anche forte, aggiungo io) poich, in base a tutti i Suoi commenti, non fa
altro che rimarcare linconfutabilit delle proprie convinzioni, relegando, viceversa, ogni (anche solo ipotetica!) posizione
contraria alla Sua, come disonest avvocatizia, evidenza dei fatti (ovviamente, quelli lapalissiani alla Sua testa)
eccetera. Al Suo tono provocatorio, Le garantisco che i miei lunghi e continuativi studi, mi hanno fatto capire come fosse
vera la verit socratica del sapere di non sapere: mi rendo conto davvero che il conoscere ti fa capire quanto, in realt,
non sai e che tutto quello che saprai sar, comunque, una parte infinitesima.
Ora le risponder punto per punto allultimo commento da Lei postato.
1) Le do pienamente ragione nel non avere (ancora) onorato il mio proposito di scrivere un contributo dove discuterei i Suoi
rilievi fatti a suo tempo allarticolo in questione ma i rilevanti impegni personali e lavorativi (normalmente, nellarco di un mese
sto in pi nazioni) me lo hanno finora impedito; di ci mi scuso nuovamente ma un qualcosa che far abbastanza a breve,
se il Cielo vuole. Lidea dellarticolo stata proprio perch Lei stato analitico e dettagliato nel Suo commento.
2) Lei , come sempre autoreferenziale: chi glielo garantisce che il Suo (come il mio o di chiunque altro) uso della ragione
sia corretto? Le rispondo io: la superbia, che alberga in ogni essere umano in numerose forme, anche le pi subdole. Qui,
tra laltro cade in una bella contraddizione: da una parte, si scaglia contro la disonest avvocatizia (affascinante termine
che, per, si presta a diverse sfumature ed interpretazioni), dallaltra afferma che la Verit appartenga
MOMENTANEAMENTE a chi ha le capacit dialettiche di dimostrarla; ovvero a chi capace di fare uso della retorica e dei
sofismi, tra i quali ci sono gli avvocati, appunto (magari oggi non tanti, poich, anche tra loro, non cos improbabile trovare
chi non sappia parlare in maniera decente manco lItaliano)!
3) La Sua affermata intolleranza verso coloro che esprimono idee (che Lei mette tra virgolette, giusto per rimarcare,
semmai ce ne fosse bisogno, che quelle vere ed indeffettibili siano le Sue, costituenti, viceversa le altre, credenze ingenue,
nella migliore delle ipotesi) rilevanti carenze morali o intellettuali, , francamente un sintomo che potrebbe presentare
risvolti inquietanti: se, da una parte, normale, per lanimo umano, formulare e creare giudizi di valore, tramite morale,
sentimento religioso, tradizioni ed una miriade di altri aspetti, (che qui non approfondiamo, altrimenti sarebbe una
conferenza) variabili nel tempo e/o luoghi, dallaltra pu essere molto pericoloso assurgersi a censori delle carenze morali o
intellettuali altrui: lungi da me ogni forma di cosiddetto relativismo (il quale, proprio per quanto affermato prima, non pu
esistere) ma tali terminologie, caro Sig. Ennio, sono comuni tanto ad aspetti positivi del divenire umano quanto a quelli
negativi, se non infami: i fanatismi temporalmente pi vicini a noi, sia quelli religiosi, parareligiosi (quali il nazismo, per fare un
solo esempio dimpatto) che laici (comunismo), si sono sviluppati proprio da tali semi, dove le idee depravate dei diversi,
devono essere eliminate con tutti i mezzi. Certamente (e non potrebbe essere altrimenti) anche il Cristianesimo promuove

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dei valori e una morale, nonch una dottrina sociale sulla quale stato fondato buona parte del mondo moderno, ( in termini
estremamente riduttivi, il Socialismo una applicazione laica di questa e il Comunismo una visione atea, materialistica e
distorta della stessa).
La grandezza morale e spirituale del Cristianesimo (ribadisco ancora una volta: non sono un prete e sono ben lontano dalla
santit!) sta proprio in ci: riconoscere contemporaneamente la grandiosit e la fallacia umana, afflitta da una comune
superbia (legoismo una applicazione concreta della stessa e i risultati, nel proprio condominio come nel Mondo intero,
sono evidenti) e dare la soluzione infallibile: ama il prossimo come te stesso, in particolare chi non ti ama! Tutto discende da
questo, nellinsegnamento di Ges di Nazareth (il Cristo, per chi crede).
La posizione comune a tutti gli esseri e i gruppi umani, da Lei magistralmente espressa, del noi siamo i buoni e quindi
abbiamo sempre ragione, assume qui una forma nuova: abbiamo ragione di sicuro (una qualsiasi religione relativa
sarebbe una contraddizione in termini) ma non siamo buoni: possiamo solo chiedere lilluminazione per non cercare di
deviare dalla strada e, soprattutto, non odiare e non giudicare nessuno.
4) Le posso garantire che io, come ogni essere umano, sono superbo: e i doni che mi sono stati fatti, a volte li uso male; mi
sento, tuttavia, altres di sostenere, che non ho nessuna intenzione di far domanda di ammissione presso i Cavalieri
dellApocalisse n, tantomeno, alcuna velleit di sostituirmi a Dio: credo di essere abbastanza conscio dei miei limiti, mentali,
spirituali e fisici. Davvero non vedo come possa vederLa come un fastidioso concorrente: di che?? Forse perch oso
porre in discussione le Sue inconfutabili, incommensurabili, eterne ed (auto)divine Verit? Suvvia! Per me Lei una persona
con la quale mi confronto su tematiche certamente non agevoli e di non facili interesse: e credo che ne abbia senso perch
Lei una persona che ha finora mostrato di basare le proprie affermazioni su idee (certamente, a mio avviso, fortemente
criticabili, in tale ambito) e non sui soliti luoghi comuni, stereotipi e pregiudizi.
Chiedo scusa a tutti di eventuali errori, dato che sto scrivendo a notte fonda.
Un caro saluto.
Massimiliano
p.s. Preferisco scrivere sul forum, invece che alla Sua mail, in modo che si pu dare la possibilit di confronto a coloro i
quali volessero intervenire
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ENNIO SCANNAPIECO
Gentile Dott.Massi, mi inchino davanti ai Suoi 5 titoli accademici, ma: 1)Se i miei argomenti sonointelligentima non privi
dicontraddizioni e di tautologie, dove sono le Sue controdimostrazioni? 2) Penso che la Verit appartenga
MOMENTANEAMENTE a chi ha le capacit dialettiche di dimostrarla; pertanto non sono cos paranoico da
ritenereindiscutibili le piccole verit che mi permetto di far scaturire da un uso corretto della ragione. 3) Sono intollerante
solo verso ladisonest avvocatizia di chi esprimeidee rivelanti carenze morali o intellettuali. 4)Sono troppo cosciente dei
miei limiti per aspirare a sostituirmi a Dio; cerco solo come Lei dice di s stesso -di vedere chiaro nelle cose. Che sia
invece Lei che,dallalto dei Suoi titoli accademici, aspira a proporsi candidato alla carica di Dio,e vede in me un fastidioso
concorrente?
Mi creda, cordialmente Suo, e.scannapieco@libero.it
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MASSI
Mi permetto di precisare ed aggiungere: che Lei una persona di cultura, una cosa che si percepisce
da distante!
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