Sei sulla pagina 1di 11

Il Futuro dellumanit nelle profezie di Maria Valtorta

Di Francesco Semi
Gli scritti citati sono estratti dalle opere pubblicate in Italia e nel mondo
dal
Centro Editoriale Valtrortiano di Isola del Liri

"IO SON CHI SONO"


"Ora parla il Padre" Chiedete un segno. Lo chiedete col vostro cuore impuro e
col vostro labbro bestemmiatore. E perci lo chiedete in modo che irrisione
verso la mia potenza, che negazione dellesistenza mia. Mi provocate a
mostrarmi con un segno perch dubitate del mio esistere. Anche al tempo del
Figlio mio i giudei lo provocarono a dargli un segno sulla sua Natura, perch
negavano in cuor loro che Egli fosse il Figlio di Dio. E 1unico segno che li fece
accorti del loro deicidio fu quello che venne dopo la morte del mio Verbo.
Castigo imperdonato per coloro che furono sordi e ciechi ai prodigi e alle parole
del mio Cristo.
Non avete un segno del Dio vostro perch Io non mi manifesto a chi mi nega. In
cambio avete i segni molteplici di chi adorate come schiavi. Egli, il Nemico, li
moltiplica i suoi segni e voi, gi prossimi al tempo de1ladorazione della Bestia
apocalittica, ne rimanete sedotti e giudicate che il creatore di tali segni sia pi
grande di Me. Sia 1unico che esista. Vi dite: "Chi e Dio? Che ?", e nellinterno
vostro vi rispondete, a giustificazione delle nequizie vostre: "Dio non ".
Io son chi sono. Sono talmente superiore a voi che nessuna manifestazione mia
sarebbe ormai compresa dal mondo disceso nelle tenebre e nella stoltezza pi
spaventosa. Ci che credete progredire, il vostro regresso verso i crepuscoli dei
primi tempi, nei quali gli uomini, perduto Dio e il suo Paradiso, furono di ben
poco superiori alle bestie e spinsero la loro corruzione ad un punto che mi decise
a sterminare la razza di cui avevo sdegno.
La fine sar come il principio. Il cerchio si salda innestando i due monconi
tenebrosi 1uno allaltro. Il nuovo diluvio, ossia 1ira di Dio, verr con altra
forma. Ma sar sempre ira.
Fedele alla mia parola, Io non mander pi il diluvio. Ma lascer che le forze
sataniche mandino il diluvio delle sataniche crudelt.
Avete avuto la Luce. Ve lho mandata, la mia Luce, perch la parabola
dellumanit fosse illuminata da Essa. Ve 1ho mandata perch non si potesse
dire che ho voluto tenervi nel crepuscolo de11attesa. Se 1aveste accolta, tutta
laltra parte del cerchio che unir il cammino delluomo, da1 suo sorgere al suo
finire, sarebbe stata illuminata dalla Luce di Dio, e lumanit sarebbe stata

avvolta da questa Luce di salvezza che vi avrebbe condotto senza scosse e dolori
nella Citt della Luce eterna.
Ma voi avete respinto la luce. Ed Essa ha brillato al sommo del cerchio e poi
sempre pi rimasta lontana da voi che siete discesi per 1altro cammino, non
dicendo ad Essa: "Signore resta con noi, che la sera dei tempi sopravviene e noi
non vogliamo perire senza la tua Luce". Come nel corso del giorno, voi uomini
siete venuti incontro alla Luce, 1avete avuta e poi siete tornati nelle tenebre.
Essa, la mia Luce, il mio Verbo, rimasto come Sole fisso nel suo Cielo dove
tornato dopo che, non la morte, ma il vostro respingerlo lo hanno riportato".
"I Quaderni del 1944", pagg. 288-289
"La chiave di certe aberrazioni umane che crescono sempre pi e portano
1individuo a mostruose delinquenze, in questa voce della coscienza che voi
cercate attutire con nuovi balzi di ferocia; cosi come lintossicato cerca di
dimenticare la sua voluta sventura attossicandosi sempre pi, fino allebetismo.
Siate dei figli, creature mie. Amate, amate il nostro buon Padre che nei Cieli.
Amatelo per quanto potete. Facile vi sar, allora, seguire la sua benedetta
Volont e farvi un destino di gloria eterna".
"I Quaderni del 1943", pagg. 38I
"Lanno passato Io ti ho detto, ed stato il primo dettato: [vedi "I Quaderni del
1943, pagg. 83-84: nel capitolo "I Castighi "] "Il Padre stanco, e a far perire la
razza umana lascer che si scatenino i castighi dellInferno".
Ho detto, era il Venerd Santo: "Io verrei una seconda volta a morire per
salvarli da una morte pi atroce ancora... Ma il Padre non lo permette... Sa che
sarebbe inutile... Oh! se gli uomini sapessero ancora volgersi a Me che sono la
salvezza!".
Vi rimando a tutti i miei dettati antecedenti a quelli di questultimo tempo. Ho
parlato usando le profezie del Libro santo, spiegandovele, applicandole ai tempi
dora, e se ho taciuto poi, su questo tono, [vedi "I Quaderni del 1943", pag. 665:
capitolo "I Castighi"] perch ho compreso che era inutile ai fini del Bene e
pericoloso perch quelle parole divine potevano divenire arma di tortura
diabolica contro i miei servi che le udivano, le ripetevano, le diffondevano e le
accoglievano. Ma il mio Pensiero, se anche non si esprime con la Parola, quello
e non muta.
Maria, Io ti ho detto alla fine del maggio passato: "Riguardo al futuro... Cosa
vuoi sapere, povera anima?" (dettato del 31-5- 43). ["I Quaderni del 1943",
pag. 13] "Ringrazia la mia Misericordia che, per ora, ti nasconde in buona parte
la verit sul futuro".

Povera, povera anima! Unaltra volta ho detto: "Vorreste che apparissi e mi


mostrassi... Ma, se anche mi mostrassi, dove nei cuori quel tanto residuo di
fede e rispetto che 1i farebbe curvare col volto a terra per chiedermi perdono e
piet?" (dettato de15-6-43). [ "I Quaderni del l943", pag. 26].
Anche ora chiedete da Me un segno di potenza, il quale, per esser Potenza di un
Santo - del Santo dei santi - dovrebbe essere punizione inesorabile, tremenda, di
un numero incalcolabile di persone, perch ripeto ci che ho detto mille volte, i
grandi colpevoli sono perch la massa e tutta pi o meno colpevole dello stesso
peccare dei grandi.
Ma Io - e te lo dico, povera anima alla quale ho dato di vendermi trionfante per
infondere forza al tuo essere accasciato nella carne che muore e nello spirito
desolato per la prova che hai patito e per g]i orrori che ti circondano - ma Io
non posso dare questo segno. Questo segno della Potenza mia, mi e impossibile
farlo. Non perch Dio abbia perduto la sua facolt di fare. Nulla mi e
impossibile come Dio. Ma lora della potest delle Tenebre. E gli uomini
1hanno spontaneamente voluta. Il regno del Male e gi instaurato. Qualunque
cosa Io facessi sarebbe resa nulla dalla volont delluomo. Qualunque Bene
sarebbe distrutto dal Male.
Assisto impotente a questa corsa nella morte spirituale di tutta lumanit. Non
vi mio dono, non mio beneficio, non mio richiamo, non mio castigo che valga
ad arrestare questo spontaneo naufragio del1umanit, da Me redenta, in
Satana.
Come toro infuriato, 1umanit atterra tutto: ragione, morale, fede, e va a dare
di cozzo contro ci che 1uccide. La mano profanatrice delluomo si alza a
nuovo delitto che non merita perdono. E il Padre non vuole perdonare. Vi lascia
perire come avete voluto.
Lunica cosa che posso fare e faccio (e la faccio per piet dei santi che rari come
fiori in un deserto, pregano ancora; pregano, non fanno protesta di
consuetudine e ipocrisia) di trattenere lira del Padre mio, il quale, stanco dei
delitti di una razza per la quale inutilmente il mio Sangue si effuso, vuole,
vuole, vuole esercitare la Giustizia su voi. E giustizia, poich siete colpevoli,
vorrebbe dire castighi tremendi che la mia Misericordia non vuole, in aggiunta
a quelli che da voi vi date".
"I Quaderni del l 944", pag. g. 318-319
" inutile inorridire di certe manifestazioni attuali. Sono frutto dellinterno
vostro Io 1ho detto: " dal cuore che escono pensieri malvagi e malvagi
sentimenti, e questi sono quelli che contaminano". Io ho anche detto che ogni
uomo si riconosce dalle sue opere, e che come non si pu cogliere dolci frutti sul
selvatico pruno cosi non si pu trarre atti onesti da chi ha linterno disonesto.
La disonesta non consiste soltanto nel rubare, nel mentire, nel nuocere al
prossimo. disonest il mancare verso Dio, il derubare Lui di quel rispetto

amoroso che dovere delluomo verso il suo Creatore. disonesta far servire i
suoi doni per atti malvagi. Tutti i suoi doni e specie il dono della vita.
Ora guarda e giudica come fate mal uso della vita che il Padre vi dona. Guarda
e giudica come fate mal uso del vostro corpo in cui alita 1anima, tempio
riservato a Dio, in cui risiede la mente che dovrebbe essere volta a comprendere
la Legge di Dio come il cuore dovrebbe esser occupato ad amarla e a praticarla.
Invece che fate? Fate resistenza alle voci del Signore, ai desideri del Signore, ai
comandi del Signore, alle volont de1 Signore. Come arieti selvaggi opponete la
vostra durezza e la vostra ribellione, due corna ben aguzze ad ogni invito di
Dio.
Vi rovinate, ma continuate a resistere. E vi dite cristiani? No, che non lo siete.
Io, il Cristo, non vi ho insegnato ribellione, disubbidienza, lussuria, crudelt,
idolatria. Io vi ho insegnato tutto il contrario. Vi ho mostrato come va usata la
vita, vi ho spiegato come voi siete templi di Dio che vuole vivere in voi, che ama
vivere in voi ben pi che non in sontuosi templi ma fatti solo di pietre e di
marmi. No, Dio non vuole queste dimore fatte da mano duomo. Vuole voi, voi
fatti dalla sua mano, voi templi di sangue e di anima, voi che il sangue mio ha
rivestito di porpora immortale e purificato come preziosi altari. Questo quello
che vuole Dio per tornare a vivere in amorosa pace con voi.
Non persistete sulla dura via che avete intrapresa e che vi conduce alla rovina.
Siate cristiani veri e non cristiani a parole soltanto. Il mio segno sia realmente
inciso nelle fibre vive dei vostri cuori, non sul frontone dei templi vuoti, dove
non venite a pregare o ci venite con 1animo turbato da tutte le sollecitudini
vane e dalle fermentazioni dei vostri istinti inferiori.
Aprite il cuore allAmore, figli. quello che pi vi manca. Siete senza carit
verso Dio, verso il prossimo, verso voi stessi. Si, anche verso voi stessi, perch
uccidete la vostra anima.
Che, ricordatevelo sempre, le tentazioni inevitabile che ci siano, ma esse non
fanno male. Male fate voi quando cedete ad esse. E non dite che esse sono pi
forti di voi. No. Il Padre da a seconda di quanto avete voi a dare. La tentazione
richiede 10 di forza per resisterle? E Dio ve ne da 10 e anche pi.
Il male che siete voi che non fate che desiderare di cedere al male. E allora che
pu Dio se voi distruggete le forze di Dio con la vostra volont perversa e vi
abbandonate al bacio della tentazione?
Cos facendo mettete 1anima in una morsa di morte e da unanima malata o
morente escono quei sentimenti di cui vi stupite. Ma non pu esser diverso. In
corpo corrotto stanno fetori di morte. In anime corrotte stanno manifestazioni
di peccato".
"I Quaderni del l943", pagg. 296-297
"N da stupirsi se vi precedono ormai quelli che sono i pi lontani da Roma
cattolica. Gaspare, Melchiorre, Baldassarre, da tre punti della Terra sul

paziente dorso dei cammelli vennero alla Luce del mondo non vista dai
compatrioti del Figlio di Maria. Africani, asiatici, australi, vengono alla Croce
che voi avete respinta. E vi sorpasseranno. Nellultimo giorno, quando il tempo
e gli uomini saranno illuminati in ogni punto e lato, si vedr la ingrata lacuna
lasciata do voi, cattolici da secoli, mentre gli altri: idolatri ed eretici, affascinati
dal Cristo, Signore Santo, saranno affluiti con le loro anime fatte vergini dalla
Grazia.
Quanti moti tenebrosi nel mondo civile! la vostra vergogna e il vostro castigo.
Mai avreste dovuto e mai dovreste permettere che la Luce data a voi per i primi
fosse da voi respinta e rinnegata. Le tenebre vi uccidono e non le volete
abbandonare. Da esse vengono, come gli odiosi animali della notte, tutti i mali
che vi tormentano e si pascono del vostro sangue, del vostro tormento.
Non mi volete pi. Non mi comprendete pi. Non mi conoscete pi. Neppure
quelli della "mia casa" mi conoscono pi. Ed Io stento a conoscere 1oro, tanto li
hanno imbruttiti le molte malattie della carne e della mente".
"I Quaderni del 1943", pagg. 596-597
"Ricordati che Io sono il Cristo di tutti, e che tutti i cristiani sono del Cristo.
Ricordati che la missione tua va molto al di l del sangue e degli affetti. Sei la
portatrice della Voce, e la Voce andava a tutti. Non lo puoi negare. Ricordati
che sono amato (tu stessa 1hai intuito) con pi riverenza nelle altre confessioni
che da voi. Non c che un passo da fare per entrare a fare un solo Ovile sotto un
unico pastore. E ci vuole una mano che si tenda al di l del ruscello che divide
per aiutarli a venire. La sete di Me ben viva la...
Per lunione che manca fra i popoli ci sia almeno una unione fra i cristiani,
perch le epoche anticristiane sono imminenti e ci vuole che il predetto si
compia".
"I Quaderni dal 1945 al 1950", pag. 88
VERIT E MISERICORDIA
"Ora Parla il Padre": "Vi pare dura la parola che dice la verit. Vorreste solo
parole di misericordia. Potete dire di meritarla? Non misericordia anche la
Voce severa che vi parla di castigo incitandovi a pentirvi? E vi pentite forse?
Questo desiderio di sentire solo promesse di bont, questa smania di avere da
Dio solo carezze la deviazione della Religione. Avete reso epicureismo anche
questa sublime cosa che la Religione nel Dio vero. Da essa volete godimento,
non volete dare ad essa sforzo.
Volete adagiarvi in una comoda transazione fra il comandato e quello che a voi
piace. E pretendereste che Dio venisse a questo adattamento. Un tempo fu detto,

'quietismo', questo vizio spirituale. Ancora e detto dai dottori di spirito. Io sono
pi severo e lo chiamo epicureismo dello spirito.
Dalla Religione, da Dio, dalla sua Parola vorreste avere solo quanto accarezza il
senso. Perch cosi siete discesi che anche lo spirito avete reso sensuale. Perci
volete dargli sensazioni e brividi tutti umani. Sembrate quei folli di altre
religioni che provocano con opportune cerimonie uno stato psichico anormale
per godere le false estasi dei loro paradisi.
La grande, la pi grande misericordia di Dio non la capite pi. E chiamate
durezza, spavento, minaccia quello che amore, consiglio, invito al
ravvedimento per avere grazie. Volete parole di misericordia. Dite che volete
queste per avere forza di risorgere? Non mentite. Vi piacerebbero perch sono
dolci. Ma voi rimarreste amari come tossico al labbro di Dio.
Le parole di misericordia, le visioni tutte amore che da un anno vi sono elargite,
per ultima prova di elevazione delle vostre paganizzanti anime verso Dio,
servono a che? A molti per diletto, ad alcuni per rovina, ad una minoranza di
una esiguit spaventosa per santificazione. Continua il destino del Cristo: di
essere segno di contraddizione per molti.
Oggi Io parlo. Parlo per mostrare che ancora infinita la mia misericordia se
non vi seppellisce sotto una grandine di fuoco, o colpevoli pi dei sodomiti.
detto: "Tu castighi i traviati a poco per volta, li riprendi dei loro falli e li
ammonisci affinch, messa da parte la malizia, credano in Te" [Sapienza 12;12]. Questi periodi tremendi non sono andati aumentando piano piano ? Vi ho
lasciati percuotere tutto in una volta cos infernalmente? No. Sono decenni e
decenni che la punizione aumenta in forma e in durata, dandovi dentro per
dentro un miracoloso aiuto che ve ne liberava e che voi usavate per preparare
con il vostro stesso volere un flagello ancor pi fiero.
Mai siete tornati migliori. Malizia e miscredenza sono aumentate sempre,
derisori di Dio. E ora? Ora, se non sapessi come vi ho creati, Io mi chiederei se
avete unanima. Perch le vostre opere sono da pi di bruti. Vi spiace sentirvelo
dire? Non agite in modo da meritarvi questa parola! Nella Sapienza si legge,
detto verso i Cananei: "Gli antichi abitatori della tua terra santa Tu li avevi in
orrore, perch detestabili davanti a Te erano le opere loro che facevano con
malie ed empi sacrifizi. Uccidevano senza piet i loro figlioli, mangiavano le
viscere degli uomini e bevevano il sangue in mezzo alla tua sacra terra. Quei
genitori carnefici di anime indifese Tu li volesti distruggere..." [Sapienza 12, 37]. Non vi riconoscete, o generazioni di uomini dora, in questi vostri antenati?
Io vi riconosco. Aumentati in malizia siete. Essa divenuta pi satanica. Ma vi
fa sempre di questa genia che a Me detestabile. Il satanismo si e diffuso
divenendo quasi la religione degli stati. Grandi ed umili, colti e ignoranti, e fino
nelle case dei ministri di Dio, si vuole e si crede sapere attraverso a malie che
hanno il sigillo sicuro: quello di Satana.
Non fate i sacrifizi dei cananei? Ma di peggiori ne fate! Immolate non le carni
ma le anime vostre e dei vostri simili, conculcando il diritto di Dio e la libert
delluomo. Perch siete giunti al punto di violentare con lo scherno o col

comando le coscienze che sanno ancora rimanermi fedeli, e le detronizzate dal


trono della loro fede che a Me le eleva corrompendole con dottrine maledette,
oppure le uccidete credendo con questo di spogliarle della fede. No. Anzi, di
incorruttibile fede con questo le vestite. Ma voi siate maledetti per la corruzione
che seminate, onde levare a Dio i fedeli.
E non vi riconoscete voi, generazioni di genitori, che senza piet uccidete
moralmente i vostri figli comunicando ad essi, innocenti, le vostre incredulit, le
vostre sensualit, tutto il corredo del razionalismo e della bestialit che vi satura
e che ora, ora, ora, poi, questi figli, non pi sorretti da nessuna colonna
spirituale, voi finite di uccidere in quanto loro resta: nella carne, permettendo
che come bestie di lussuria di essa carne facciano mercato, consenzienti e felici a
questo mercato che vi permette di pascervi e di godere con il sacrificio dei figli?
Non esagera, no, la Sapienza a dirvi carnefici di anime indifese!
Avete pi cura della bestia che allevate per venderla e della pianta che coltivate
per averne frutto, di quanta ne avete dei vostri figli. Essi sono deboli e voi non li
fortificate ne dando loro la religione di Dio ne, quanto meno, quella della onest
civica e dellamore familiare. Padri, non siete pi i tutori dei minorenni. Madri,
siete idoli e non angeli per le vostre creature. Mancate allo scopo per cui Io vi ho
messi. Abdicate ai vostri doveri e ai vostri diritti. Mi fate ribrezzo. Siete degli
idoli idolatri. Idoli perch senza spirito. Idolatri perch adorate ci che tutto e
meno che spirito. Avete adorato luomo, avete permesso che si giungesse al culto
del corpo. Si tornasse al culto del corpo come i pagani trovati da Cristo, o neo
pagani, due volte colpevoli di paganesimo, per esserlo e per esserlo dopo avere
avuto la vera religione.
Anche nei lutti, anche nelle gioie, che fate? Idolatria. Venerate, adorate ci che
pu perire. Non avete pensiero allo spirito ed al Creatore dello stesso, e questo
" un inganno per la vita umana in quanto gli uomini, assecondando laffetto o i
tiranni, danno alla pietra o al legno o alla tela dipinta, il Nome incomunicabile"
[Sapienza 14, 21]. Io sono, solo Io sono Dio.
Vi pare che Io vi sferzi? E allora udite: "N bast avere sbagliato nella
cognizione di Dio ma, vivendo nella grande guerra dellignoranza, a si grandi
mali danno il nome di pace. Ora immolano i figli, ora fanno tenebrosi sacrifizi,
ora passano la notte in orge infami. Non conservano pure n la vita n le nozze.
Ma 1uno uccide 1altro per invidia o lo contrista con adulteri. Tutto sossopra:
sangue, omicidi, furti, frodi, corruzioni, infedelt, tumulti, spergiuri, vessazione
dei buoni, dimenticanza di Dio, contaminazione delle anime, inversione dei sessi,
incostanza nei matrimoni, adulteri, impudicizie, perch 1abominevole culto
degli idoli causa, principio e fine dogni male. Essi o folleggiano in gozzoviglie,
o vaticinano il falso, o vivono nellingiustizia e senza esitazione spergiurano,
perch fidando in idoli inanimati non temono alcun pregiudizio per i loro
spergiuri" [Sapienza 14, 22-29].
Ma la Sapienza dettata un secolo avanti il Cristo, o scritto dettato per i
momenti attuali? E vorreste parole di misericordia ancora?! Non avete mai
visto un popolo in fuga sotto una grandine grossissima? Fugge, fugge e viene

colpito perch i grossi chicchi lo perseguitano da ogni dove. Se dovessi parlare


per come meritate, e parlare Io, Dio Padre, sareste simili a questi percossi da
innumerabile grandine. Parla la Bont e non capite. Parla la Giustizia e la
trovate ingiusta. Avete paura e non vi correggete. Stolti o delinquenti? Folli o
indemoniati?
Ognuno si esamini. Ed per questi che il Figlio del Padre fu mandato a morire?
Veramente che se fosse possibile trovare errore in Dio si dovrebbe dire che tale
Sacrificio fu un errore, perch e nullo per troppi il suo infinito valore. Un
errore. Si. Che testimonia della mia Natura. Perch se non fossi Amore, o
uomini che colpevoli come siete trovate che Io non vi tratto con misericordia,
non vi avrei dato la Redenzione. S, che in verit se avessi dovuto agire come voi
fate, volendo il 100 per 100, e anche il 1000per 1000 quando fate un poco di
bene, Io non avrei mai dovuto farvi grazia. Perch le grazie, tutte, cominciando
da quella del Sangue effuso per voi, vengono da voi trascurate, derise, volte a
disgrazie.
Oggi non parla Ges, e non vede il piccolo Giovanni. Oggi parlo Io. Per dirvi
che ora come due anni fa il mio Pensiero e sempre quello. [Vedi "I Quaderni del
1943", pag. 83]. Per dirvi che se taccio e perch so inutile il parlare, per dirvi
che la parola amore ed il silenzio amore, che la severit amore. Solo voi,
nellamore sovrano che informa tutto quanto da Dio viene, siete disamore. Ed
questa la vostra condanna".
"I Quaderni dal 1945 al l950", pagg. 42 - 45
"Il corpo umano lavato dal Battesimo tempio dello Spirito di Dio. Non va
dunque violato con invereconde mode e inverecondi costumi. Dalla donna,
specie dalla donna che non rispetta se stessa, non pu che venire una prole
viziosa e una societ corrotta, dalla quale Dio si ritira e nella quale Satana ara e
semina i suoi triboli che vi fanno disperare".
"I Quaderni del l944", pagg. 234
"Contaminatori di tutto quanto toccate. E lo sguardo, persino lo sguardo vostro,
una contaminazione, uomini pieni di appetiti osceni. E la parola volta a sedurre
come il sibilo del vero vostro padre; 1infernale Serpente. E il pensiero che
partorisce lavori che son veleno delle menti e degli occhi, per cui lo stimolo del
vostro veleno scende a turbare i sentimenti e a svegliare i sensi. Invertiti nei
sensi.
Mai come ora, frutto venuto da secoli di vizio, questa caratteristica che vi fa
inferiori ai bruti, diffusa. N voi la combattete, ma anzi, poich siete dei
depravati, ve ne compiacete e la sfruttate per le vostre borse. Fate ribrezzo ai
demoni. E non dico altro per rispetto del mio portavoce [Maria Valtorta].

Questo vi d 1idolatria del senso e del potere che voi ora praticate con tanto
accanimento. E vi ci abbandonate senza pensare che di essa e dei frutti di essa
sarete puniti da Colui che vede. Non sono un dio di carne o di creta che non
sempre presente o che non ha occhi per vedere. Sono Colui che , e che
ovunque , e dallalto del mio trono scruto e noto le opere degli uomini. Sono
Colui che ha parlato per darvi modo di condurvi. Ci che ho detto ho detto e per
scorrere di millenni non muta. Sono 1Eterno, Unico Dio. Sono il Signore Iddio
vostro de1 quale non ve ne altra copia. Unico sono nella mia Santissima
Trinit.
Maledetti coloro che di Me non si curano, e mi ripudiano per seguire la Bestia".
"I Quaderni del 1943", pagg. 536 - 537
Ai Romani, cap. 1, dal versetto 24 al 31 compreso: ["Per questo Dio li ha
abbandonati ai desideri del loro cuore, allimmondezza, in modo che disonorino
tra di loro i propri corpi, essi che han mutato la verit di Dio nella menzogna, e
hanno adorato e servito la creatura invece del Creatore (il quale benedetto in
eterno. Cosi sia!).
Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne han cambiato
1uso naturale in quello che contro natura, e similmente gli uomini lasciata la
naturale unione con la donna, arsero di libidine gli uni verso gli altri, facendo,
uomini con uomini, delle turpitudini, e ricevendo in s stessi la condegna
mercede della loro degenerazione. E siccome non si son curati di riconoscere
Dio, Dio li ha abbandonati al reprobo senso, in modo che fanno cose immorali.
Son ricolmi di ogni iniquit, di malizia, di fornicazione, di avarizia, di
malvagit, pieni dinvidia, di omicidio, di discordia, di frode, di malignit,
pettegoli, detrattori, nemici di Dio, oltraggiatori, superbi, millantatori, inventori
di perversit, disubbidienti ai genitori, stolti, disordinati, senza amore, senza
legge, spietati" [Romani 1, 24-31].
Dice il SS. Autore: [lo Spirito Santo] "Pi esatta di una pittura che ritragga alla
perfezione il vero, pi esatta di una cronaca che riporti fedelmente gli
avvenimenti e i costumi di unepoca, ecco che 1epistola paolina descrive i
costumi di questepoca che si insatanassa. Ogni parola una pennellata di
colore per delineare 1uomo di questepoca; i nove decimi degli uomini di
questepoca. Tutte le sfumature necessarie a dipingere (non 1uomo figlio di
Dio, come Dio avrebbe voluto che fosse, non 1uomo superuomo, come credono
di essere questi mostri dal1aspetto umano che sono i nove decimi degli uomini,
ma a dipingere) 1antiuomo, (il degenere figlio di Dio, il frutto spaventoso del
connubio dellUmanit con la Corruzione, il servo di Satana) sono usate nella
pittura perfetta. E le tinte meno atroci sono date dagli epiteti: sussurroni,
millantatori, stolti, disordinati. Poi le tinte si incupiscono sempre pi, sino alle
tinte che gi hanno il colore del pi profondo inferno, delle colpe contro natura,

cos diffuse ora e usate non solo a soddisfazione del loro reprobo senso, ma bens
a soddisfazione della 1oro avidit di ricchezze.
Ma per quanto Paolo parlasse a uomini del tempo suo, a uomini viventi in
mezzo ai pagani, pi che a pagani: a senza dio a1cuno (perch se ancor avessero
rispettato un dio, ossia una legge morale, anche se imperfetta, perch anche
luomo assolutamente ignorante di ogni codice religioso sente istintivamente,
quando non uno che non vuole sentire, la esistenza di un Ente Supremo al
quale il suo spirito aspira per sua propria natura spirituale, per cui cerca come
spirituale che , di riunirsi allo Spirito dal quale ebbe principio, a senza alcun
dio), volutamente voluto ignorare per non avere alcun freno di legge morale
anche sol naturale, per quanto Paolo parlasse a questi uomini viventi fra questi
mostri, no, ancora ha lasciato la tinta pi fosca del quadro. Perch lha lasciata?
Perch la ignorava.
Egli e salito con lo spirito al terzo cielo e molte verit ha conosciuto, anche
quelle sugli ultimi tempi. Ma non ha conosciuto una perversit di questi tempi
semifinali, una perversit che prepone lavvento del1apostasia e la
manifestazione delluomo del peccato [LAnticristo]. Egli scriveva ai
Tessalonicesi: "Gi il mistero delliniquit e in azione", ma confutava poi
dicendo: "Solamente v chi ora lo trattiene e lo tratterr finch sia tolto di
mezzo". Ma quando i nove decimi dellUmanit respingono Colui che trattiene
1evolversi del mistero delliniquit sino a farsi, da mistero, realt orrenda, con
il nefando regno della Bestia che si proclamer Dio pretendendo onori divini;
ma quando gi alla Bestia sono dati onori divini; ma quando invocata ed
evocata con riti osceni, per il suo onore; pu Dio continuare a fare difesa contro
1avanzarsi del Serpente dabisso?
E che nome Io dar ai riti osceni, alle orrende orge terminanti in copule
sataniche nelle quali signore e sacerdote lo stesso Satana? E che nome Io user
per chiamare col giusto nome questo peccato supremo, questa religione satanica,
superiore in atrocit ad ogni pi barbara religione antica o ancora esistente fra
selvaggi? Qui non si immolano agli dei i corpi di vittime innocenti, come un
tempo a Moloc. Qui non si uccidono uomini civili per farne omaggio allidolo
selvaggio, qui si immola lImmolato, qui si colpisce lInnocente, qui si da in
sacrificio allAvversario lincarnato Figlio di Dio vivente nel SS. Sacramento col
suo Corpo Sangue Anima e Divinit.
Oh! come deve ridere del suo orrendo riso Lucifero, in queste sue epoche e ore
di gloria!
egli, il maledetto, il fulminato, lo scacciato da Dio sul suo trono, su quel trono
che gli uomini gli innalzano, e al suo orrendo dileggio offerto 1Agnello, Colui
che egli mai non vinse, Colui nel quale mai egli pot entrare, Colui che lo vinse
cento e mille volte, e lo vince da venti secoli, e lo vincer sino alla fine, liberando
gli spiriti di buona volont dalla sua potest infame.
Sara vinto. Ma intanto ha una parvenza di vincitore.

Ed il Sacramento dei sacramenti, questo mistero damore per il quale anche il


pi serafico amore duomo sempre insufficiente a dargli il degno onore, dato
da uomini come mezzo a Satana per il suo effimero trionfo.
Questo Paolo non lo conobbe. No. La misericordia di Dio gli tenne occulto
questo peccato che fa fremere il Cielo tutto.
Ed ascoltate bene, o voi che col Cielo fremete dorrore e se coloro che profanano
le Sacre Specie ignorassero che in esse il Cristo vivo e vero, cos come fu in
Terra ed e in Cielo, se non credessero alla sua presenza nelle Specie consacrate,
a semplice atto di magia si ridurrebbero le loro pratiche. Ma essi sanno. E
questo costituisce il loro peccato senza perdono. Non applicabile per loro la
preghiera del Redentore, perch essi "sanno ci che fanno."Non app1icabile la
parola di Paolo". Avendo conosciuto che la divinit, quale che sia pensata e
creduta, premia i giusti e punisce i malvagi, perch un concetto di giustizia,
anche se molto imperfetto, lo pensa ogni credente nella divinit che si creata,
o che conosce di essere vera cd unica, non compresero che chi fa tali cose
degno di morte" [Rm 1, 32],
perch essi comprendono, e ciononostante
compiono la profanazione suprema".
"Lezioni sull'Epistola di Paolo ai Romani", pagg. 50-53

Interessi correlati