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anno 1 - n.

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trimestrale - luglio/settembre 2008
copia gratuita
IL DISCEPOLO
un porto sicuro per tutti coloro che cercano
la via, la verit e la vita
Copyright 2007 Provvedimento del Presidente del Tribunale
di Modena Iscritto al n.1866 del 19/02/2008
del Registro Stampe e Periodici.
Collaborazione progetto grafco Simona Murabito
Stampato presso la tipo-litografa AG snc di Rustichelli & C.
questa rivista emanazione della Draco Edizioni
fondata nel 2006, per diffondere in termini moderni lantica conoscenza esoterica.
in collaborazione con lassociazione Atman, fondata nel 1994
per la diffusione del raja yoga e dellesoterismo,
e di Energheia, fondata nel 1996, prima scuola italiana per terapeuti esoterici,
Nel tempo tutto cambia e niente cambia. Le realt essenziali della vita, le sue strutture fondamentali, lana-
tomia e la fsiologia della coscienza rimangono fedeli allemanazione primordiale di quel verbo che tutto
pervade. Nel tempo, quello che cambia sono i modi della manifestazione, sempre pi aderenti alle forme
cangianti che lo spirito pu usare, di era in era, nel suo lungo pellegrinaggio tra le pieghe della materia.
Nello spirito che discende nella carne si compie la parabola del fgliuol prodigo che prima o poi ritorner
nella casa del padre. Questa rivista, in fn dei conti, vuole solo prendere atto dei modi diversi oggi necessari
ad esprimere adeguatamente le immutabili verit dellantica saggezza esoterica. Questo spazio vuole essere
utile a tutti i pellegrini che nel loro viaggiare sono arrivati a rivolgere gli occhi verso la casa in cui sono nati.
Che il potere del padre, lamore del fglio e la sapienza dello spirito santo ci uniscano in ununica vita.
Massimo Rodolf
La tensione tale che il Mondo freme. Gli eventi sono in pressione. A tutti i livelli le energie del-
la Luce sono impegnate a fondo per salvarlo dalla distruzione, mentre le tenebre si insinuano, con ma-
schere luminose, decise ad annientare ci che la Luce crea e, dove possibile, a demolire le basi stesse
dellopera creativa. Nellepoca grave dellArmageddon specialmente necessario sapere quali sono
le forze che causano le azioni di ogni singolo giorno, di ogni singolo evento, di ogni fenomeno; poich
lora della decisione, e non ci sono mezze misure sulla via del Mondo del Fuoco.
Maestro Morya
Immagine di copertina: Immagine di Ges
secondo la visione di suor Faustina Kowalska
il Cristo ci mostra la strada
Sommario
Editoriale Curatore: Massimo Rodolf
SALVIAMO I NOSTRI BAMBINI pag. 2
Conoscere la conoscenza Curatore: Andre Innocenti
EPICUREI E CHARVAKA pag. 4
ovvero materialismo occidentale
e orientale nellantichit

Educare per la consapevolezza Curatore: Anna Grazia Fiorani
EDUCARE UN BAMBINO EDUCARE DELLE PARTI DI NOI pag. 7

Letteratura e spiritualit Curatore: Anna Todisco
LA VITA, OVVERO... pag. 10

Fitoterapia energetica Curatore: Donatella Donati
UNA VISIONE ESOTERICA DELLA RADIOATTIVIT pag. 13
Nuovo insegnamento esoterico Curatore: Fabio Ricchetti
LA QUALIT DEL SENTIERO SPIRITUALE pag. 15
Antica saggezza e scienza moderna Curatore: Gianluca Fontana
NOI SIAMO FIGLI DELLE STELLE pag. 17
La coppia sul sentiero Curatore: Giorgio Ricci Garotti in collaborazione con Monica Giovannini
LUOMO E LA DONNA: I RUOLI pag. 20
Mitologia e Sentiero Iniziatico Curatore: Graziano Fornaciari
GLI IMPULSI DELLA VITA pag. 24
il Raja Yoga e lesoterismo Curatore: Luca Tomberli
DIVERSI TIPI DI YOGA pag. 27
Astrologia esoterica Curatore: Maria Grazia Barbieri
I 5 PUNTI DI ENERGIA SPIRITUALE pag. 31

Il Sentiero Iniziatico Curatore: Massimo Rodolf
LINGRESSO NEL TEMPIO.
LE CINQUE GRANDI INIZIAZIONI pag. 34
Psicologia esoterica Curatore: Paola Spada
LAPPARENZA pag. 38
Psicologia sociale e del lavoro Curatore: Diana Ferrazin
LINFLUENZA SOCIALE DEI MASS MEDIA pag. 40
Le fabe della manu Curatore: Manuela Baccin
LA PRINCIPESSA CHE SVEL IL SUO CUORE pag. 42
Curatore: Cinzia Targato
UN VIAGGIO IN SOLITARIO pag. 44
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Probabilmente cominciamo ad essere assue-
fatti alla violenza che ci circonda, visto che,
bene o male, oltre a quella con la quale pos-
siamo venire in contatto direttamente, ci sor-
biamo tranquillamente anche tutta quella che
penetra nelle nostre case attraverso i mezzi
di comunicazione di massa. C un aspetto di
questa realt per, che oramai non riesco pi
a tollerare, ed la violenza che in vario modo
viene esercitata sui bambini. In questi giorni
mi hanno parlato delluscita di un nuovo vi-
deogioco, particolarmente cruento, che sta
suscitando uno speciale interesse, al punto
che si formano le n dallalba davanti ai ne-
gozi che lo vendono, per poterselo accapar-
rare. Da tempo si sentono discussioni, anche
in televisione, sugli effetti che questo bom-
bardamento di violenza, attuato attraverso un
uso dissennato dei mass media, produrrebbe
sulle coscienze, ma evidentemente hanno lo
stesso risultato della masturbazione menta-
le, visto che nei fatti il fenomeno non fa altro
che aumentare in modo esponenziale. Sem-
pre in questi giorni, poi, mi venivano riferite le
preoccupazioni di un assessore di una piccola
cittadina di provincia, nella quale, in linea con
un fenomeno gi presente nelle grandi citt,
pare che lultima moda degli adolescenti sia
quella di tagliarsi le braccia con le lamette,
andando in giro col volto pallido, le occhiaie
nere e le labbra viola, esattamente come un
cadavere. Bello no? Facendo una veloce ri-
cerca su internet, sono stato tranquillizzato
da una serie di articoli nei quali gli esponenti
delle case produttrici di videogiochi afferma-
no che non vi assolutamente legame tra la
violenza nella realt e quella rappresentata
sullo schermo. Citano per loccasione una ri-
cerca commissionata dal governo britannico,
che confermerebbe questa ipotesi. Inoltre si
avanza anche unaltra affascinante congettu-
ra, che sostiene che, ormai, quella dei video-
giochi una forma di arte, migliore di quella
dei vari lm e telelm che sarebbero anche
pi violenti.
In effetti mi stupisce che nella Galleria degli
Ufzi di Firenze non siano ancora conservati
esempi di questa arte sublime, che, nel suo
linguaggio arcaico, ma non per questo meno
sacrale, non esita a rappresentare esseri
umani fatti a pezzi con la motosega, stupri e
uccisioni, piuttosto che furti o eventi come
il seppellire una ragazza viva o strangolare
qualcuno con le proprie mani. Signori, credo
che la nostra civilt sia ormai arrivata al suo
capolinea. Se tutto questo arte, e dobbia-
mo considerarlo non solo normale, ma anche
bello, vuol dire che ci siamo giocati quel poco
cervello che casomai abbiamo posseduto. Se
demoni e incubi possono dominare il mondo
grazie alla legge del protto, non avrei un gran
dispiacere se nissimo tutti arrostiti come gli
Editoriale
Curatore: Massimo Rodolf

SALVIAMO
I NOSTRI BAMBINI
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abitanti di Sodoma e Gomorra, magari cos li-
bereremmo un pianeta, di per s bello, dalla
presenza distruttrice di una umanit ormai in
preda al delirio. Per fortuna ritengo che, tra gli
esseri umani, possa essere trovato ben pi
di quel solo giusto che avrebbe risparmiato
le due antiche citt dalla punizione divina. Di
sicuro io non sono Lot e non sono venuti gli
angeli ad avvisarmi di lasciare la citt, per
potrebbe almeno essere il momento di co-
minciare veramente ad invertire una tenden-
za che ci costringe a subire, e che soprattutto
fa subire ai bambini un normale degrado di
valori e di umanit.
Se fosse vero che la reiterazione di immagini
di un certo tipo non produce nessun effetto
nella coscienza umana, mi spiegate perch
devo assistere cento volte in un giorno alla
pubblicit dei pannolini? Credete che coloro
che pianicano le campagne pubblicitarie per
le grandi aziende, investendo cifre che baste-
rebbero a sfamare per un mese un milione di
persone, non sappiano quello che stanno fa-
cendo? Dal punto di vista esoterico la questio-
ne poi ancora pi chiara, visto che una delle
massime fondamentali della scienza occulta
dice che lenergia segue il pensiero. Pen-
siamo quindi che non crei nessuna impres-
sione nella coscienza di un bambino passare
qualche ora della sua giornata focalizzato su
scene di artistica quanto truculenta violen-
za? Bisogna essere decienti per pensarlo,
e lo affermo anche senza far commissionare
nessuna ricerca scientica. Peggio ancora,
ritengo che ci debba essere anche una forte
volont di male e di attaccamento alla morte
in coloro che producono e distribuiscono tali
opere darte. Peccato che il concetto attua-
le di normalit non prenda in considerazione
lipotesi di dedicarsi alla cura di coloro che
soffrono di questo violento modo dessere.
Questa gente va curata, va orientata verso
la pace, lumanit non pu pi permettersi
di andare avanti attratta solo dal potere, dal
denaro e dal sesso. Bisogna che prendiamo
atto del fatto che stiamo distruggendo la vita
su questo pianeta e lo facciamo soprattutto
grazie alla diffusione di disvalori che esaltano
la sopraffazione e la distruttivit.
Dobbiamo salvare i nostri bambini da tutto
questo, deve diventare una priorit assoluta,
dobbiamo svegliarci dal torpore che lauto-
matismo dellesistenza produce su ognuno
di noi, dobbiamo renderci conto della respon-
sabilit che abbiamo, ognuno nella sua vita,
nei confronti di tutto ci con cui entriamo in
rapporto. Dobbiamo abituarci a benedire la
vita con la nostra capacit di amare e non a
maledirla con i limiti del nostro egoismo. Che
mondo possiamo consegnare ai nostri bam-
bini se noi stessi non siamo in grado di an-
dare al di l dei limiti di unesistenza subta
invece che agita? Non c bisogno di essere
chiss chi per cominciare a costruire con pi
forza spazi di bellezza, bont e verit nelle
nostre esistenze. Questo ci possiamo e
dobbiamo condividere, queste sono le basi
che dobbiamo fornire a chi si affaccia ora alla
vita. Basta con logica del protto al di sopra
di tutto, poniamo al di sopra la vita, quella dei
nostri bambini.
Massimo Rodolf
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Gli EPICUREI e i CHARVAKA sono due fonda-
mentali esempi di materialismo occidentale e
orientale.
Il loro mitico grido: Afferra lattimo ha su-
scitato la riprovazione di tanti benpensanti,
ma anche ha alimentato la speranza di libert
di molti cuori.

GLI EPICUREI
Epicuro nasce nel 341 a.c. nellisola di Samo,
ma la sua formazione avviene nellisola di
Theos, alla scuola di Nausifane, discepolo di
Democrito.
Alla sua losoa, pi che una dottrina un
modo di porsi nella vita, si rifanno tutti colo-
ro che cercano una prospettiva di liberazione
dalla superstizione, dai dogmatismi delle reli-
gioni e da tutte quelle sovrastrutture culturali
che la losoa e in parte la scienza stessa
hanno creato nei secoli.
La causa principale del dolore per Epicuro la
credenza di un continuo intervento degli dei
nelle cose umane.
Gli dei esistono lui dice ma vivono negli
spazi vuoti tra mondo e mondo in uninnita
lontananza che non permette alcun contatto
con le cose umane.
La paura della morte unaltra causa di sof-
ferenza, ma essa non niente per noi per-
ch Quando noi siamo, la morte non c,
e quando la morte c, allora noi non siamo
pi, afferma il losofo.
Il materialismo di Epicuro deriva dalla sua con-
cezione atomistica del mondo sico, sostan-
zialmente ispirata alla losoa di Democrito.
Con la sua teoria dei minimi, egli distingue
i minimi con carattere sico da quelli assoluti
aventi valenza matematica.
Infatti latomo del losofo di Samo ha in s
unestensione, sia pure molto esigua, quindi
di fatto diviene divisibile in parti, ma queste
sono indivisibili, perch minimi assoluti. Si
passa con questo dalla prospettiva concreta
della sica a quella astratta della matemati-
ca, sorando cos con lintuizione alcuni con-
cetti cardine dellanalisi innitesimale. Il suo
precursore Democrito ha invece una visione
meno sosticata dellatomo: egli infatti non
distingue il punto di vista matematico da
quello sico; per lui latomo un ente quasi
metasico, la particella indivisibile, costi-
tuente tutte le cose delluniverso.
Lanima, come tutto ci che esiste, costitui-
ta da atomi. Al momento della morte, quando
il corpo si dissolve, anchessa si disperde nel-
le innumerevoli particelle che la compongo-
no. Lindividuo, perci, perdendo la sua unit,
cessa di essere. Questo completo annulla-
mento per gli epicurei motivo di abbando-
no di ogni timore dovuto alla morte e a tutte
le superstiziose credenze su di essa.
Il cuore della dottrina dEpicuro letica, rias-
Conoscere la conoscenza
Curatore: Andrea Innocenti
EPICUREI E CHARVAKA
ovvero materialismo occidentale
e orientale nellantichit

sumibile in tre prospettive.
Bene e piacere si identicano, ma ci va con-
cepito come la libera espressione della natu-
ra delluomo, che non pu essere priva di mo-
derazione e razionale sobriet. Il carpe diem
del poeta Orazio un vivere listante con la
massima consapevolezza del valore della sua
eterna esistenza e insieme innitesima, fuga-
ce provvisoriet.
Piacere vuol dire stabilit interiore: le per-
turbazioni della mente vanno eliminate con
lequilibrio della ragione.
Assenza di dolore, che non inteso soltanto
come male sico, ma soprattutto come an-
goscia psichica. Latarassia, cio il distacco
interiore, unita allautarchia, cio alla capacit
di essere autonomi, permettono quello sta-
to di completa immersione nel mondo senza
essere del mondo.
La visione fondamentalmente anarchica di
Epicuro la si trova nel modo di vita della co-
munit epicurea, attuata nel Giardino dEpi-
curo. L si realizza veramente la democrazia,
perch la comunit aperta a tutti, uomini
e donne, spose legittime o etere, schiavi o
padroni, nobili o plebei. Non esiste una legge
scritta, perch la sua unica legge la phila,
lamicizia, sentimento estremamente profon-
do e difcile, ma pi alla portata della natura
umana, rispetto allamore, termine troppe
volte usato, ma spesso fuori dalle reali uma-
ne possibilit. Epicuro esprime questo con-
cetto con queste parole: Non sa esercitare
lamicizia chi cerca sempre in ogni occasio-
ne lutile, ma nemmeno chi non sa mai unire
lamicizia allutilit; luno con il pretesto del-
laffetto mercanteggia il cambio, ma laltro si
taglia via ogni buona speranza per il futuro.
Molto bella ed esplicativa, pur nelleccesso
di un ammirato lirismo, limmagine che il
grande poeta romano Lucrezio fa del losofo
greco nella sua opera De rerum natura:
Quando la nostra vita umana giaceva per terra
turpemente schiacciata da una pesante religione
che mostrava dal cielo lorribile faccia
sopra i mortali , per la prima volta un uomo mortale,
un Greco, os contro di quella alzare lo sguardo
e per primo resisterle contro; n la fama dei Numi
n il fulmine lo distrusse n la minaccia del cielo
strepitoso lo spavent; ch anzi il desiderio
gli crebbe pi forte e pi acre lo strinse,
di rompere egli per primo
le porte serrate della natura. E vinse
la forza dellanimo; e and lontano, solo,
di l dalle ammanti barriere delluniverso
e tutto limmenso attravers la mente
illesa, e a noi vittorioso ritorna e ci svela
il segreto dei corpi che nascono e come alle cose
sso un termine e limitato il potere.
Cos la religione fu calpestata
sotto i piedi mortali
e quella vittoria ci solleva alle stelle.

I CHARVAKA
Per quanto abbastanza oscurata, la corren-
te materialista nella losoa indiana ha avu-
to una vigorosa diffusione in quel pensiero.
Non se ne conosce bene lorigine, ma essa
contemporanea allinizio dei Veda, cio alme-
no il II millennio a.C.
Brhaspati Laukya o Brahmanaspati del Rig-
Veda fu uno dei primi che dette una forma
chiara e distinta alla concezione della mate-
ria come ultima realt. Suoi seguaci furono
i Charvaka, denominati anche Barhaspatya.
Oggi il nome di Brhaspati poco conosciuto,
ma a molti noto il termine Charvaka.
Vatsyayana, autore del Kama-sutra, pur non
essendo un materialista, esercit una grande
inuenza con la sua dottrina del trattamento
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razionalistico e scientico dei piaceri dei sen-
si sullintellighenzia della scuola charvaka.
Per questi loso materialisti lunico mezzo
per conoscere la verit la percezione, poi-
ch anche linferenza uno strumento non
sicuro e spesso fallace, cos come la rela-
zione di causa ed effetto, che vista come
una concezione arbitraria, perch il rapporto
fra gli eventi sempre di probabilit, mai di
certezza. In sintesi, il caso domina luniverso,
il quale scaturisce dalla combinazione fortui-
ta di atomi di materia. Anche lanima, come
il corpo, costituita da una combinazione di
particelle elementari, anzi possiamo dire che
i due si identicano, sono di fatto la stessa
realt, soggetta a differenti gradi di qualit. Il
soprannaturale non esiste perch linferenza,
che in qualche modo la religione propone,
ingannevole: non esiste un Dio supremo
creatore ed architetto delluniverso, molto
pi reale il potere politico terreno espresso
da un governatore o da un re.
La moksha, cio la liberazione, non pu esse-
re per i Charvaka laffrancamento dellanima
dal suo legame con il piacere e il dolore, per-
ch essa non esiste. Lunica vera e possibile
moksha lindipendenza del corpo o in alter-
nativa la sua dissoluzione.
Non esiste alcun paradiso e alcun inferno.
Il piacere il solo paradiso e il dolore luni-
co inferno, quindi il primo il vero obiettivo
delluomo; per questo va messo da parte il
sostanziale pessimismo dei pensatori spiri-
tualisti e mistici per volgersi alla vita con un
materialismo ottimista e spontaneo, come la
natura stessa propone.
La vita va affrontata con coraggio e determi-
nazione: bisogna godere serenamente delle
gioie che essa d e accettarne con impertur-
babile tranquillit le sofferenze, che daltra
parte hanno sempre il grande pregio di fare
comprendere e apprezzare meglio anche i
fugaci ed efmeri istanti di piacere che il caso
presenta.
Cos recita un detto dei Charvaka: Vivi lieta-
mente nch vivi, prendi grita (burro) anche
se devi fartelo prestare, il corpo una volta bru-
ciato non torna pi.
indubbio che ci siano molte differenze fra
la scuola di Epicuro e quella dei Charvaka, ma
molte idee li avvicinano fortemente, prima
fra tutte quella della necessit di afferrare
lattimo fuggente. Ma questo pu avvenire
soltanto con una mente libera da sovrastrut-
ture ideologiche e da preconcetti di qualsiasi
genere .
Inoltre, se pu essere discutibile la negazio-
ne di un Grande Archetipo, comprensivo di
tutta la Realt, rimane molto signicativo e
importante il loro approccio alla vita, perch il
sentiero dellevoluzione non pu non passare
che attraverso lesperienza dialettica delle di-
verse circostanze.
Una certa cosiddetta spiritualit ha sempre
cercato di demonizzare entrambi, sia in Orien-
te sia in Occidente, travisandone e distorcen-
done il pensiero, al solo scopo di proteggere
privilegi e posizioni di potere acquisiti.
Andrea Innocenti
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La natura, madre delle cose, ha messo a di-
sposizione degli animali privi di linguaggio pi
mezzi per assolvere le loro funzioni innate.
Ma, poich la Provvidenza divina ha fatto del-
luomo lunico animale razionale, ha lasciato
alleducazione un ruolo fondamentale, per cui
lalfa e lomega della felicit umana sono una
buona istruzione e una buona educazione, se-
condo i valori umani pi elevati.
Uneducazione attenta la fonte di ogni virt
e di ogni principio, mentre mezzo e ne della
stupidit e della cattiveria sono uneducazio-
ne trascurata. Perci agli uomini rimasta
leducazione. Per la stessa ragione la natura
ha dato agli animali rapidit, vista acuta, cor-
na, unghie, veleni, squame per preservare la
propria incolumit, procacciarsi il cibo e alle-
vare la prole.
Solo luomo nasce nudo, delicato, inerme.
Egli per ha una qualit unica, ossia lintelli-
genza, la capacit dapprendere: in questa fa-
colt, purch la si eserciti, implicito tutto.
Tanto minore la capacit dapprendimento
di ciascun animale, tanto maggiori sono le
sue abilit innate. Le api non imparano a fab-
bricare le cellette, a raccogliere il polline, a
produrre il miele, e le formiche non sono am-
maestrate ad ammassare in estate ci con
cui vivranno in inverno: esse fanno tutto ci
per un istinto naturale.
Luomo invece non sa n mangiare n cam-
minare n parlare, se non glielo si insegna.
La natura potente, ma vince leducazione,
che pi potente di lei.
Eppure purtroppo molti genitori, per diverse
ragioni, prestano poca attenzione alla vera
educazione.
Fin dalla notte dei tempi avere un glio ha
sempre signicato per i genitori trarre onore e
protto, trasferire gran parte dellamministra-
zione di casa e di propriet, ottenere lamore
liale: in questo modo il glio poteva mante-
nere e sostenere il peso della sua vecchiaia,
essere un do difensore della stirpe, un buon
marito per la moglie, un cittadino energico e
utile per la societ e lo Stato.
Oggi tante cose sono cambiate. stato per-
so il signicato pi profondo delleducazione.
Ci si d da fare per possedere e non si pensa
al possessore. Ci si cura del corpo, che non
abbia difetti, per poter essere capace di se-
guire ogni attivit, ma si trascura lanima, che
governa il corpo, e che fondamento di ogni
azione onesta.
Parliamo spesso di valori educativi, ma ci per-
diamo nella loro comprensione perch siamo
lontani dallavere gli strumenti pi profondi
per farli nostri.
Un valore denito sempre in rapporto a
certi aspetti della nostra vita quotidiana o
come qualit riconosciuta e utile. Alcuni valori
Educare per la consapevolezza
Curatore: Anna Grazia Fiorani

EDUCARE UN BAMBINO
EDUCARE DELLE PARTI DI NOI
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possono essere opinabili e quindi discutibili,
ma la maggior parte di essi ha come base il
benessere generale di tutti, motivo per cui
diventano principi direttori sui quali possono
essere fondate la routine e la vita quotidiana
di tutti gli esseri umani.
Perci diviene fondamentale riscoprire e se-
guire obiettivi che riguardano la purezza del-
lintenzione, e che motivano le nostre deci-
sioni e azioni in ogni momento della nostra
vita, in modo che altri possano riconoscersi
e identicarsi per la condivisione di valori co-
muni.
Il losofo Aristippo, quando gli fu chiesto a
cosa servissero la cultura e leducazione per
un ragazzo, rispose: Se non altro a evitare
che in un teatro una pietra si sieda su di unal-
tra pietra. Anche il losofo Diogene, si narra,
aveva unindole spiritosa: spesso, nellora del
mezzogiorno, lo si vedeva in giro per la piazza
del mercato in mezzo a tanta gente, e, quan-
do gli si chiedeva cosa andasse facendo e
cercando, lui rispondeva: Cerco un uomo.
Non c animale pi crudele e nocivo delluo-
mo dominato dallambizione, dalla cupidigia,
dallira, dallinvidia; perci chi non si preoccu-
pa di dare al glio una buona educazione non
uomo di se stesso.
Si dice che perno gli animali come lorso
partoriscono una specie di ammasso infor-
me, e che la madre a forza di leccarlo lo mo-
della dandogli sembianze di orsacchiotto. La
natura, quando ci dona un glio, non fa altro
che porgere una pasta grezza. compito del
genitore, delladulto, imprimerle lassetto mi-
gliore. Ecco perch leducazione modella, co-
struendo un futuro uomo nuovo.
Spesso i genitori inorridiscono davanti a evi-
denti comportamenti che arrecano danni a
livello sico, ma non comprendono il danno
che procura lignoranza: uccidere il corpo
meno grave che uccidere lanima.
A ogni genitore pu fare piacere che il proprio
glio riproduca una sua azione, o un pensiero,
o una parola. La natura ha dato infatti al bam-
bino, n dalla primissima et, la caratteristica
capacit istintiva di imitare. In questo modo
si gettano salde radici di ci che si pu inse-
gnare a unanima ancora vergine. Si pensi ai
primi interventi educativi, per esempio una
madre che tiene in grembo il proprio glio pi
di quello di cui lui abbia bisogno: in questo
caso la madre non distingue pi il bisogno del
glio dal suo, facendolo cos diventare incon-
sapevolmente la sua scimmietta.
Questi comportamenti assumono e lasciano
delle tracce sul modo di condurre la vita fu-
tura del bambino.
Occorre porre attenzione e capire: se un bam-
bino viene educato in mezzo a strabici, zoppi
o balbuzienti, il suo corpo viene danneggiato
per contagio. Cos, anche i comportamenti
spirituali si trasmettono, pi nascostamente,
ma anche pi rapidamente: i mali dellanima
penetrano pi in profondit che i mali del cor-
po. A ragione lapostolo Paolo ha reso onore a
questa frase citata nelle epistole: Le cattive
conversazioni corrompono i buoni costumi.
Effettivamente per avere il meglio dalla vita
occorre insegnare il meglio della vita.
Pensiamo alla natura: gli animali insegnano
irrazionalmente i doveri che conoscono ai
propri gli, insegnando loro ad assolvere le
funzioni naturali. Un uccello nasce capace di
volare, ma i genitori gli insegnano larte del
volo. I cervi cominciano ad esercitare nella
corsa e nella fuga i loro piccoli, conducendoli
in luoghi scoscesi e mostrando loro precipi-
zi, perch queste arti vengano usate contro
le insidie dei cacciatori. Elefanti e delni im-
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partiscono agli animali pi giovani un inse-
gnamento quasi pedagogico. Fra gli usigno-
li ritroviamo, addirittura, i ruoli del maestro
e del discepolo, con lanziano che va avanti,
richiama e corregge mentre il pi giovane ri-
pete. Anche il neonato inizialmente non fa di-
stinzione tra genitori ed estranei. Poi impara a
conoscere la madre e il padre. A poco a poco
impara a rispettarli e ad amarli.
Questi piccoli insegnamenti sono la base che
porta ad abituarsi a piccoli beni, che conduco-
no poi a grandi beni. La cosa migliore abi-
tuarsi subito al bene, imitandolo nelladulto
che si ha al proprio anco. Ecco perch edu-
care un bambino signica educare s stessi,
diventare coscienti ed essere padroni di s
per non essere mai un cattivo esempio per
il glio.
Possiamo infatti affermare con certezza che
soprattutto attraverso lesempio che ledu-
cazione diviene efcace. Dire belle parole su
cosa il bambino debba fare o non fare poco
efcace se non si d lesempio di quello che
si insegna. Sincerit, onest, lealt, coraggio,
altruismo, pazienza, fermezza, pace, calma,
autocontrollo sono cose che vengono inse-
gnate e apprese attraverso lesempio piutto-
sto che attraverso bei discorsi.
Come adulto e genitore occorre avere un
ideale elevato, agendo sempre in accordo
con esso. Sperimentando ci a poco a poco
si noter che il bambino riette in s questo
ideale, e spontaneamente manifester le
qualit che vorremmo vedere espresse nella
sua natura.
naturale per un bambino avere rispetto e
ammirazione per i suoi genitori; questi ap-
paiono sempre ai suoi occhi come dei semi-
dei che egli cercher di imitare, facendo sem-
pre del suo meglio. Ma spesso i genitori non
sono coscienti dellinuenza negativa che i
loro difetti, impulsi, emozioni, debolezze e
mancanza di controllo possono avere sui pro-
pri bambini: se si desidera essere rispettati
occorre rispettare.
Spesso i bambini pongono domande, e molti
genitori, con il pretesto che essi non com-
prendono ancora, danno risposte sciocche,
stupide o incomplete. Occorre invece sem-
pre farsi capire, dire la verit, rendendola ac-
cessibile alla mente del piccolo ascoltatore.
La mente del bambino no ai 13/14 anni
difcilmente aperta a nozioni astratte, ma si
pu allenarla a comprendere usando immagi-
ni concrete, simboli o parabole. Sicuramente
una narrazione, un racconto, una favola pos-
sono insegnare molto di pi di tante spie-
gazioni teoriche. I bambini sentono parlare
delle narrazioni di Ulisse e dei suoi compa-
gni trasformati in porci e in altri animali dagli
incantesimi della maga Circe, ad esempio: il
racconto fa ridere, ma intanto il bambino im-
para che chi non guidato dalla ragione, ma
trascinato dalla passione, diventa una bestia
selvaggia.
Le basi di relazioni elevate, di esperienze che
richiamano concetti e valori superiori sono
ottime esperienze afnch un bambino, una
volta entrato nella scuola a contatto con altri
bambini e adulti, possa distinguere lui stesso
le persone spiacevoli, poco afdabili, da quel-
le sagge, positive, con le quali bello stare in
compagnia, e condividere dei giochi.
Anna Grazia Fiorani
10
quella cosa che ci accade mentre siamo
occupati a fare altri progetti.
1
Con una inspirazione cominciamo la nostra
vita nel mondo, e quando la nostra ora giun-
ta ce ne andiamo espirando, spesso senza
aver afferrato il senso di questo nostro pas-
saggio sulla terra. Ma cosa vuol dire vivere
la vita? Come bene vivere? Cosa abbiamo
da realizzare nel corso della nostra umana av-
ventura per non vanicare lopportunit che
ci si presenta ?
Ti domanderanno come si traversa la vita. Ri-
spondi: come un abisso, su una corda tesa, in
bellezza, con cautela ed oscillando
2
Comunemente tendiamo a lasciarci vivere,
agiamo in automatico, ignari del fatto che
soggiacciamo alle gabbie che noi stessi ci
creiamo. Il nostro corpo qui, ma la mente
rivolta al passato o al futuro, intrappolata da
frustrazioni, speranze, rabbia; lesperienza si
riduce ad un atto senzanima, ben lungi dal vi-
vere avendo il proprio spirito presso di s,
come dice lo Zen.

La vita non che un respiro. Non impanta-
natevi nel mondo di ieri e di domani. Vivete
invece nel mondo di oggi. Ovunque siate e
qualunque cosa stiate facendo. Sperimentate
le cose belle che vi circondano in quel mo-
mento
3
Il Sacro di cui vi parlo e che vi attende per ri-
generarvi, potete scoprirlo in ogni istante e in
ogni giorno. Dipende dalla coscienza con cui
compite i vostri atti quotidiani.
Vi propongo quindi di rivolgere ogni mattino
un nuovo sguardo, uno sguardo pieno di stu-
pore sulle cose sulle situazioni e le persone
che incontrerete: basta volerlo e mantenere
la promessa
4
Per molti giorni, per molte miglia,
con molte spese, per molti paesi,
sono andato a vedere i monti,
sono andato a vedere il mare.
Ma a due passi da casa,
quando ho aperto gli occhi,
non ho visto
una goccia di rugiada
sopra una spiga di grano.
5
Gli occhi che cercano in fretta solo la destina-
zione del viaggio non possono gustare la dol-
cezza del vagabondaggio. Foreste, torrenti e
tutti gli spettacoli meravigliosi che ci attendo-
no in ogni punto della via restano perduti.
6

Vivere il presente il vero miracolo: la rea-
lizzazione dellautoconsapevolezza.
Letteratura e spiritualit
Curatore: Anna Todisco

LA VITA, OVVERO...
11
Signica riuscire a rimanere aderenti al nostro
centro, immersi nella coscienza dellEsse-
re, avendo il proprio spirito presso di s.
Ecco perch occorre impegnarsi a compiere
qualsiasi azione con consapevolezza. Soprat-
tutto quando compiamo atti quotidiani, ba-
nali, che rientrano nella ordinariet e che oc-
cupano tra laltro la maggior parte del nostro
tempo. lopportunit che abbiamo per vive-
re lesperienza, diventando soggetti, creatori
capaci di rendere procuo il tesoro che ci
stato donato dalla vita sotto forma di talenti
specici. la via che conduce dal vivere nella
dimenticanza di s al ritrovamento di s, ad
Essere, per lappunto.
Il cammino della conoscenza non impone nul-
la, se non lessere sempre presenti nelle cose
che sono e in ci che noi stessi siamo.
7

Se sai prendere dimora in un attimo, scopri-
rai leternit. Fai di ogni attimo loccasione
per vivere profondamente felice e in pace. Il
mondo ha bisogno della nostra felicit.
8

La vita pu essere lieve, facile, gioiosa, sem-
plice e bella cos com. Secondo due ce-
lebri detti zen gli uccelli volano cos come
volano e i ori oriscono cos come sono.
E quando le cose sono come sono, il coper-
chio si adatta perfettamente alla scatola,
come recita un altro aforisma. Tutto, cio, si
semplica; non ci sono pi ostacoli e allora
mangiando si mangia, bevendo si beve, cam-
minando si cammina, per lappunto vivendo
si vive, e non altro.
Semplicemente la vita .
La vita bellezza, ammirala.
La vita unopportunit, coglila
La vita beatitudine, assaporala.
La vita un sogno, fanne una realt.
La vita una sda, affrontala.
La vita un dovere, compilo.
La vita un gioco, giocalo.
La vita preziosa, abbine cura.
La vita una ricchezza, conservala.
La vita amore, donala.
La vita un mistero, scoprilo.
La vita promessa, adempila.
La vita tristezza, superala.
La vita un inno, cantalo.
La vita una lotta, accettala.
La vita unavventura, rischiala.
La vita felicit, meritala.
La vita la vita, difendila.
9

La nostra vita, come un ume, corre tra due
rive non per restare chiusa fra di esse, ma per
continuare a ogni istante il suo libero corso
verso il mare, allo stesso modo in cui un can-
to poetico segue il suo metro non per essere
vincolato da strette regole, ma per esprimere
la libert interiore della sua armonia.
10
Allora comprendiamo che:
Utilizzare la vita per diventare armoniosi e do-
nare armonia al cosmo il modo pi autenti-
co di esistere.
11
Condando nel fatto che:
Tu sei glio delluniverso, non meno degli
alberi e delle stelle; tu hai diritto ad essere
qui. E che ti sia chiaro o no, non v dubbio
che luniverso si stia schiudendo come do-
vrebbe. Perci sii in pace con Dio, comunque
tu Lo concepisca, e qualunque siano le tue
lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace
12
con la tua anima pur nella rumorosa confusio-
ne della vita Fai attenzione. Cerca di essere
felice.
12

Non dimentichiamo che:
Una persona non unentit individuale che
attraversa inalterata il tempo e lo spazio come
se uno spesso guscio la isolasse dal resto del
mondo. [] Forse si pu dire di essere vivi
solo quando si vive la vita del mondo, quando
si vivono le gioie e le sofferenze degli altri.
13
Anna Todisco
1
A. DE MELLO, Messaggio per unaquila che
si crede un pollo, PIEMME, Casale Monferra-
to (AL), 2000
2
Foglie del Giardino di Morya, II, Nuova
Era,Roma, 1973
3
TSAI CHIH CHUNG, Dice lo Zen, Feltrinelli,
Milano, 1999
4
A.-D. MEUROIS-GIVAUDAN, Wesak: il tem-
po della Riconciliazione, Amrita, Torino, 1992
5
R. TAGORE, Il Canto della Vita, a cura di B.
Neroni, Guanda, Parma, 1989
6
H. HESSE, Poesie, Mondatori, Milano,
1982
7
L. BOGGIO GILOT, Pensieri dal silenzio, Vi-
dya, marzo 2006
8
TICH NAT HANH, Toccare la pace, Ubaldini,
Roma, 1994
9
MADRE TERESA DI CALCUTTA, Inno alla
vita, San Paolo, Milano, 1997
10
R. TAGORE, Massime per una vita armo-
niosa, Guanda, Parma, 1992
11
L. BOGGIO GILOT, Pensieri dal silenzio,op.
cit.
12
ANONIMO,trovato nella chiesa di S. Paolo
Baltimora; datato 1692
13
TICH NAT HANH, Il miracolo della presenza
mentale, Ubaldini, Roma, 1992
Errata Corrige: a pagina 10 del n. 2 della rivista
la citazione iniziata alla pagina precedente, si
conclude alla ne del terzo rigo ed appartiene
a W. WHITMAN, Foglie derba, Mondatori,
Milano, 1971
13
Etimologicamente la radioattivit la capa-
cit di irradiare. Se scindiamo la parola radio
in RA-DIO, il signicato che ne otteniamo
RAGGIO DI DIO.
Non mi soffermer, anche per mancanza di
conoscenze speciche, a descrivere il mecca-
nismo sico della radioattivit, ma descriver
solo quello che in questi anni di ricerca eso-
terica mi ha fatto pensare. La mia passione
sempre stata la sica, non quella classica, ma
la sica delle particelle, quella in cui nessuno
ci capisce nulla, io per prima, quella materia
di ricerca viva solo per certi cervelli atipici...
un po come la materia esoterica.
Il primo pensiero, forse per deformazione
professionale, lho rivolto alle piante, alla loro
possibile radioattivit, e mi sono chiesta qua-
le fosse per il mondo vegetale lespressione
massima di irradiazione. Gi A. Bailey parla in
alcuni sui testi di espressione irradiante delle
piante attraverso la secrezione, e nello speci-
co di prodotti secondari delle piante ofcina-
li quali gli oli essenziali. Gli oli essenziali sono
molecole complesse, ricche di strutture, qua-
li alcoli, aldeidi, chetoni, fenoli e terpeni; que-
ste molecole hanno diverse attivit che fanno
s che lolio essenziale abbia le propriet an-
tinammatorie e antisettiche che pi o meno
conosciamo. Gli oli essenziali sono sostanze
molto potenti ed largamente conosciuta la
loro causticit (che considero solo unaltra
espressione della radianza atomica): i dosag-
gi per via orale sono pertanto di solo un paio
di gocce ed eventualmente veicolati da una
zolletta di zucchero per evitare di corrodere le
pareti gastriche. Essi sono i responsabili del
profumo di molte piante e di conseguenza
della possibilit attrattiva e riproduttiva. Tra le
piante pi ricche in oli essenziali troviamo il
Timo, che produce il pi potente antisettico
naturale e il Tea Tree, dalla conosciutissima
attivit antimicotica. Abbiamo anche lEu-
calipto, con la sua potente capacit disin-
fettante e antimicrobica, lolio essenziale di
Zenzero, dallattivit afrodisiaca, e la Melissa,
che ha invece unazione rilassante. Di oli es-
senziali pieno il commercio, ma, secondo il
mio parere, pochi estraggono e producono in
maniera seria questi toterapici, che denirei
profondamente esoterici. Spesso vengono
miscelati a sostanze e oli di scarto o, peggio
ancora, manipolati da soggetti oscuri, che,
come ne, hanno solo il guadagno economi-
co (ma questo un altro articolo...). ancora
sconosciuto il meccanismo dazione dei vari
oli essenziali, essendo essi a loro volta dei
tocomplessi (proprio come gli atomi, che a
loro volta sono composti e divisibili in altre
particelle). Come dicevo allinizio, solo alcune
piante producono oli essenziali, e il mistero
forse proprio qui: perch alcune s e altre
no? Se fosse per via del fatto che quelle in
Fitoterapia energetica
Curatore: Donatella Donati
UNA VISIONE ESOTERICA
DELLA RADIOATTIVIT
14
grado di produrre oli essenziali sono pi evo-
lute?... Se questa importante caratteristica
fosse espressione di una coscienza pi am-
pia? Chiss! A me viene da crederci...
Se possibile, anzi probabile, che le piante
esprimono qualit radioattive, non possiamo
neanche escludere lipotesi di una radioat-
tivit umana. Essendo la radioattivit degli
elementi un agente alterante a livello atomi-
co, perch non si potrebbe parlare di una via
verso lampliamento dellirradiazione umana?
Mi spiego: tutti gli esseri nel loro percorso,
prima o poi, esprimono lenergia irradiante
dellanima e quindi rendono attivo il raggio di
Dio... Chi pi di un iniziato, di un santo, o di
un maestro di saggezza pu denirsi radioat-
tivo?!
La coscienza di un iniziato, quando si incontra
con un suo discepolo, induce una differenza
di potenziale, un disordine temporaneo che
pu generare un cambiamento atomico e
strutturale a livello energetico. Cos, attraver-
so linduzione da contatto (col maestro) e la
trasformazione alchemica interiore, ognuno
di noi pu raggiungere un certo grado di ra-
dioattivit.
Il terapeuta esoterico, che lavora tramite
lenergia radiante, fa questo, irradia attraver-
so la luce dellanima la propria radioattivit,
inducendo uno squilibrio; se il paziente reat-
tivo e pronto, si risolve in un innalzamento
di frequenza della propria coscienza. Questo
avviene sempre e solo attraverso una dispo-
nibilit del paziente e una razionale voglia
di cambiamento, mai attraverso linganno o
unutopistica idea di guarigione. Non si pu
irradiare luce se non si innocui, perch lirra-
diazione un alto e scientico modo di dare...
ma, forse, c ancora molto da imparare!
Nulla si crea e nulla si distrugge, e questo
da tempo assodato. Ora, forse siamo pronti,
come umanit, a vedere la chimica del nostro
vivere con occhi occulti, con la consapevolez-
za che forse ci che irradiamo trasforma la
nostra e laltrui coscienza in un ritmo inces-
sante di salti quantici e giochi elettronici, pro-
prio come degli atomi di una grande struttura
vivente.
Donatella Donati
15
Negli ultimi anni sempre pi persone cercano
risposte nella spiritualit. Tutto ci dal punto
di vista esoterico sicuramente un bene, ed
comunque indice di un progresso spiritua-
le da parte dellumanit nel suo complesso
e del rapido volgere dello sguardo delluomo
verso le realt interiori. Uno dei risultati il
sorgere di nuove offerte spirituali e la na-
scita di corsi e scuole di ogni tipo. naturale
per che in tutto questo orire solo una parte
sia realmente capace di mantenere quei risul-
tati che promette, mentre una parte, proba-
bilmente cospicua, non fa che alimentare pi
o meno consapevolmente illusioni umane di
presunta spiritualit.
Come fare allora ad orientarsi in una rete cos
tta e intricata di offerte? Come distinguere
la vera spiritualit da quella che un maestro
tibetano deniva come materialismo spiri-
tuale?
La cosa pi saggia che si pu fare quella di
portare lattenzione su noi stessi ed analizza-
re bene le nostre aspirazioni. Occorre discri-
minare accuratamente quali sono i moventi
che ci spingono alla ricerca e quali sono le
qualit che ricerchiamo. Occorre chiederci
quanto siamo disposti a metterci in discus-
sione e quale profondit siamo disposti a rag-
giungere.
Spesso si dimentica o non si comprende che
le cose spirituali hanno senso se radicate
nella realt quotidiana. Nei dettagli trascurati
della nostra vita infatti si nasconde ci che
pu essere denito come male, intendendo
con questo termine una distorsione tempora-
nea della corrente divina che scorre e informa
ogni cosa.
Proprio in quei piccoli dettagli potremmo
scoprirci predicare bene e razzolare male. A
cosa serve una presunta conoscenza intel-
lettuale se funge da distrazione e fuga dalle
imperfezioni? A cosa serve una grande de-
vozione se si continua a vedere le pagliuzze
negli occhi degli altri non vedendo le travi nei
nostri? Come diceva Paolo di Tarso, la cono-
scenza senza carit nulla. Ma per sviluppare
tale carit e innocuit, che pu essere deni-
ta, secondo unantica legge esoterica, come
equilibrio perfetto, visione globale e com-
prensione divina, occorre prima aver lavorato
duramente su noi stessi e su tutto ci che in
noi alimenta divisione ed egoismo. Occorre
riconoscere le abili maschere costruite dalla
mente e dietro alle quali quelle tendenze di-
struttive si annidano. Occorre aver compreso
i meccanismi sottili che governano lessere
per poter sradicare completamente ogni for-
ma di distruttivit (i cosiddetti samskara). Per
fare questo necessaria una buona dose di
onest interiore o, in altri termini, opportu-
no che la nostra aspirazione sia sufciente-
mente forte da permetterci di affrontare e
Nuovo insegnamento esoterico
Curatore: Fabio Ricchetti
LA QUALIT
DEL SENTIERO SPIRITUALE
16
vedere tutto ci.
Quindi, qualsiasi Sentiero spirituale che pre-
tenda di essere veramente tale non pu che
portare allapplicazione PRATICA di questi
precetti. Deve portare a modicare nella real-
t dei rapporti quotidiani il clima delle nostre
vite. Infatti, come sta scritto, non chi dice
Signore Signore fa la volont del Padre, ma
chi agisce questa Volont. Cosa che implica
una ricerca interiore, un riconoscimento e un
superamento degli ostacoli e solo alla ne
uno svelamento, frutto della risoluzione di tali
ostacoli. Bisogna realizzare un vero e proprio
atto di unicazione di coscienza che lega la
realt spirituale alla realt quotidiana. Dal-
tronde la vera religione implica un legare di
nuovo (re-ligare) ci che stato diviso in pre-
cedenza - cielo e terra, pensiero, parola e azio-
ne -, come daltronde lo Yoga, che allo stesso
modo signica etimologicamente unione.
Cos, avendo chiare queste basi, quando ci
si trova ad intraprendere un qualsiasi sentiero
spirituale, opportuno chiedersi: quali sono
i principi che vengono trasmessi? Viene ve-
latamente trasmessa labitudine di incolpare
gli altri delle nostre apparenti sfortune e delle
insoddisfazioni delle nostre vite? Porta verso
lisolamento intellettuale, creando qualche
sorta di paradiso articiale per sfuggire ai fa-
stidi del vivere quotidiano? Si impara a ope-
rare con la luce senza sporcarsi le mani con
i propri difetti? Se cos, probabilmente non
il posto giusto per chi cerchi realmente le
Vie della Luce e della Realizzazione Interiore.
Le qualit del Sentiero Spirituale che condu-
ce allAnima non sono quelle sopra elencate.
Certo, dal momento che la presa di coscienza
progressiva, passiamo inevitabilmente at-
traverso gradi di illusione via via decrescenti,
ma col procedere del lavoro su di s gli spazi
della gioia, dellironia, della leggerezza devo-
no aumentare, di pari passo con una sempre
maggior Presenza e responsabilit del pro-
prio agire e con una sempre maggior con-
sapevolezza della propria capacit distruttiva
che deve essere riconosciuta e trasformata.
E proprio questa trasmutazione del piombo
della coscienza quello che permette laffer-
marsi della leggerezza dellAnima, il mercurio
losoco.
Quindi i parametri sui quali poter misurare un
serio e profondo percorso spirituale possono
essere cos deniti:
La mia vita cambia nella direzione di una
reale conoscenza di me stesso e degli altri.
Tutto ci si traduce in una sempre maggior
inclusivit e presenza nella vita.
Riesco a riconoscere lautoinganno: dove
perverto la vita, dove sono distruttivo.
Ho gli strumenti per modifcare questo sta-
to di cose.
Comprendo davvero i miei percorsi interio-
ri e sono in grado di percepire ed affermare
qualit diverse.
Se tutto questo vero, allora credo si possa
dire che il Sentiero che abbiamo imboccato
probabilmente quello giusto tenendo sem-
pre presente che giusto lo sar ugualmente,
dal momento che troviamo inevitabilmente
ci che cerchiamo. La qual cosa ci riporta alla
conoscenza di noi stessi e dei moventi che ci
sospingono allazione. E qui il cerchio si chiu-
de
La vita inevitabilmente giusta. Questo oc-
corre sempre tenerlo presente. E se di que-
sta cosa non siamo ancora convinti ci vuol
dire che probabilmente non ancora giunto
il momento per noi di calcare il Sentiero che
conduce al centro dellEssere.
Fabio Ricchetti
17
Come due stelle noi
soli nella notte ci incontriamo.
Come due stelle noi
silenziosamente insieme ci sentiamo.
[]
Noi siamo gli delle stelle,
gli della notte che ci gira intorno.
Noi siamo gli delle stelle,
non ci fermeremo mai per niente al mondo.
Noi siamo gli delle stelle,
senza storia senza et, eroi di un sogno.
Noi siamo gli delle stelle
Cos cantava sul nire degli anni Settanta Alan
Sorrenti. E insieme a lui tanti innamorati han-
no canticchiato questo bel motivo, forse pro-
prio guardando il cielo nelle notti stellate
Pensare di essere gli delle stelle molto ro-
mantico. Ma il punto che le parole di Sor-
renti non sono solo romantiche, ma anche
rigorosamente scientiche e profondamente
esoteriche. Niente meno, danno alluomo la ri-
sposta a una domanda sulla quale si interroga
da sempre: Chi sono? E da dove vengo?.
Possibile che sia cos? Sembra proprio di s.
Le stelle nascono allinterno di enormi nubi
gassose costituite prevalentemente da idro-
geno, il pi semplice tra gli elementi chimici.
La nube in condizioni normali stabile, nel
senso che le sue molecole sono troppo lon-
tane le une dalle altre per unirsi sotto leffet-
to della gravit. Se per la nube viene per-
turbata, per esempio dallonda durto di una
stella vicina che esplode, una parte dei suoi
gas inizia a comprimersi. Se la perturbazione
stata sufcientemente grande, la densit
della porzione compressa arriva a superare
un valore critico. A questo punto, per effetto
della gravit, la materia inizia ad accumularsi
sempre pi, formando il nucleo di una cosid-
detta protostella. Un po come nel caso di
tante piccole calamite che, unendosi tra loro,
formano via via una calamita pi grande e po-
tente. A mano a mano che il nucleo aumenta
di dimensioni, gli atomi esterni vengono at-
tratti verso di esso a velocit sempre mag-
giori, con il conseguente aumento della loro
energia cinetica e quindi del calore sviluppato
al momento dellimpatto con il nucleo. Se la
protostella sufcientemente grande, si ar-
riva a un certo punto a superare una tempe-
ratura critica, che permette linnesco di una
reazione di fusione nucleare, nella quale gli
atomi di idrogeno si fondono tra loro per for-
mare atomi di elio, liberando enormi quantita-
tivi di calore. Lenergia termica cos sviluppa-
ta aumenta la pressione del gas interno no a
quando essa controbilancia il peso degli strati
esterni, fermando il processo di contrazione
della protostella. Un po come succede nel
caso di un palloncino da era, che, riempito
Antica saggezza e scienza moderna
Curatore: Gianluca Fontana
NOI SIAMO
FIGLI DELLE STELLE
18
di gas dal giostraio, si espande no a che la
pressione interna pari a quella esterna del-
latmosfera. A questo punto nel cielo nata
una nuova stella! Essa si trova ora in una
condizione di equilibrio che durer per circa
il 90% della sua vita, un periodo molto lun-
go, la cui durata pu variare tra alcuni milioni
e alcuni miliardi di anni. Con il tempo, per,
gran parte dellidrogeno si trasforma in elio.
E a un certo punto il processo di fusione nu-
cleare cessa, la pressione dei gas del nucleo
non quindi pi in grado di controbilanciare la
gravit degli strati esterni e il nucleo riprende
a contrasi. Un po come accade, nellesem-
pio precedente del palloncino, nel caso in
cui gli sia stato fatto un forellino: il pallonci-
no inizia a sgonarsi. Quando la temperatura
del nucleo, a causa dellimpatto su di esso
degli starti esterni, raggiunge una valore suf-
ciente, accade il primo fatto interessante:
si innesca una seconda reazione di fusione
nucleare. Se nella prima lidrogeno veniva tra-
sformato in elio, ora lelio viene trasformato
in carbonio, lelemento pi caratteristico degli
esseri viventi! Cos caratteristico, che nella
fortunata serie televisiva di Star Trek, il vul-
caniano signor Spock dalle orecchie appunti-
te, riferendosi agli umani, li chiamava unit
carbonio. Se poi la stella sufcientemente
grande, diciamo di massa pari ad almeno cin-
que volte il nostro sole, accade il secondo fat-
to interessante. Il processo sopra descritto di
trasformazione di un elemento in un altro pi
pesante per fusione nucleare si ripete varie
volte, producendo cos gran parte dei restanti
elementi chimici conosciuti, tra cui quelli che,
insieme al carbonio, compongono il corpo de-
gli esseri umani: lossigeno, lazoto, il fosforo
e il silicio! Lultimo elemento ad essere for-
mato in seno alla stella un particolare tipo di
ferro, noto come Fe-56. A quel punto la cate-
na di reazioni nucleari ha ne, gli strati esterni
si schiantano per gravit contro il nucleo e la
stella esplode, luminosissima, in una super-
nova. Durante lesplosione alcuni degli atomi
pi pesanti catturano particelle che, inglobate
nel loro nucleo, li rendono ancora pi pesanti,
a formare gli elementi di peso atomico supe-
riore al ferro. Lintera tavola periodica degli
elementi viene cos riprodotta durante la fase
di vita e di morte della stella. In questo modo
il carbonio e gli altri elementi essenziali per
la vita, prima creati nella stella e poi espulsi
nello spazio interstellare, con il tempo vanno
a costituire i pianeti e tutti i suoi abitanti, tra
cui luomo.
Pertanto, scienticamente vero che noi
siamo gli delle stelle!
Ma, come se non bastasse, le parole di Alan
Sorrenti nascondono un signicato ancora
pi profondo, esoterico.
LAntica Saggezza ci dice che lessere uma-
no ununit di coscienza che proviene da
un passato lontano, che di molto precede la
sua nascita, e che si dirige verso un futuro
altrettanto lontano, che di molto segue la sua
morte. Unevoluzione continua che prevede
numerosissimi cicli di incarnazione e disincar-
nazione, ovvero di nascita, morte e rinascita,
grazie ai quali lunit di coscienza evolve,
passando, uno dopo laltro, per tutti gli stadi
umani. Come dire che ognuno di noi molto
pi vecchio di quello che sembrerebbe atte-
stare la sua carta didentit!
In sintesi. Luomo inizia la sua carriera nel
regno umano come primitivo, ovvero come
essere dominato dagli istinti. una fase in
cui a comandare il corpo, e la differenza
con gli animali non molta. Poi egli passa alla
19
fase successiva, nella quale il cuore a gui-
darlo, e da istintivo diviene prevalentemente
passionale, emotivo, sentimentale. Inne egli
entra nellultima fase dello sviluppo umano
vero e proprio, in cui le redini del comando
sono prese dalla mente e da emotivo diviene
prevalentemente mentale. A quel punto sta
per nascere una personalit integrata, il o-
re allocchiello del regno umano, ovvero un
essere nel quale il corpo, il cuore e la mente,
con questultima al comando, sono tesi con-
temporaneamente a ununica meta.
LAntica Saggezza, per, nel tracciare la sto-
ria delluomo, si spinge ben pi indietro dello
stadio primitivo e, volendo semplicare, af-
ferma che chi oggi un essere umano in un
lontanissimo passato stato un animale,
un vegetale e un minerale. Ora, guardandoci
attorno, verrebbe da dire che non c biso-
gno di essere chiaroveggenti per confermare
questi trascorsi delluomo di oggi
Ma, ironia a parte, il concetto che la coscien-
za di tipo sico, emotivo e mentale dellessere
umano il risultato di un lungo peregrinare del-
la sua unit di coscienza nei regni precedenti,
dove quei tipi di coscienza sono via via com-
parsi e si sono gradualmente sviluppati. Prova
ne sia, ad esempio, la possibilit di interagire
mentalmente con un animale, addestrando-
lo, e la possibilit di rapportarsi, per cos dire,
emotivamente con una pianta, adottando le
cosiddette tecniche da pollice verde...
Detto questo, per, rimane una domanda:
qual la sorgente di queste unit di coscien-
za? LAntica Saggezza afferma che ogni for-
ma, piccola o grande che sia, presieduta
da una coscienza, pi o meno espansa, che
la abita. Ci non vale solo per un sasso, una
pianta, un animale e un uomo, ma anche per
un pianeta, un sistema solare e cos via. Le
unit di coscienza che chiamiamo uomini e
vivono sul nostro pianeta sono state emesse
miliardi di anni fa dalla coscienza di Colui che,
letteralmente, incarnato nel nostro sistema
solare e che gli Egizi, giustamente, venerava-
no come Dio. Una coscienza immensa, che
ha nel nostro sole il suo centro e che sta a
quella delluomo come quella delluomo po-
trebbe stare forse a quella di un atomo. il
concetto teosoco della emissione da parte
della Divinit solare delle monadi, le scintille
che contengono in se stesse tutte le poten-
zialit divine e che tramite lesperienza nei vari
regni di Natura trasformeranno quelle poten-
zialit in atto, divenendo un giorno loro stes-
se Divinit solari. il concetto cristiano degli
uomini come gli di uno stesso Padre, dal
cui seno sono stati emessi e alla cui casa un
giorno faranno ritorno, come il gliol prodigo.
il concetto ind dellAtman, il frammento
divino presente in ogni uomo e proveniente
dal Brahma, lAssoluto; quel frammento cui si
riferiscono i Rishi, i grandi veggenti dellIndia,
quando a proposito delluomo dicono: Tat
Tvam Asi, Tu Sei Quello.
E questo, naturalmente, non vale solo per un
abitante del nostro bel pianeta blu, ma anche
per un ipotetico abitante di un altro pianeta
appartenente a un altro sistema solare
Dunque, ancora una volta, gli uomini possono
dirsi veramente gli delle stelle.
Noi non sappiamo se Alan Sorrenti - che negli
anni 80 peraltro si convert al buddismo - fos-
se consapevole di tutto ci. Sappiamo per -
e ciascuno pu vericarlo - che cantare la sua
canzone con questa consapevolezza rende le
sue parole ancora pi belle
Gianluca Fontana
20
Da un dizionario della lingua italiana da anti-
quariato si legge: Forza, animosit e corag-
gio quali attributi delluomo; grazia e dolcezza
della donna. Nella vita manifesta, nel mondo
di relazione, per, sono qualit tuttaltro che
scontate. In questo 2 Sistema Solare a ca-
ratterizzazione femminile, nel quale viviamo e
siamo, luomo contemporaneo esprime ener-
gie femminili distorte faticando a manifesta-
re energia maschile, mentre la donna esterna
energie maschili distorte con relativa carenza
per quello che riguarda le energie femminili:
ma cosa signica in pratica?
Le donne prendono troppe decisioni (che
non spetterebbero a loro) ed per questo
che sono cos tese, cos nervose Altres gli
uomini sono cos remissivi, sempre stanchi
e non cosa buona, tuttaltro Al di l della
voluta ironia, desidero chiarire da subito che
non si tratta di un problema di identicazione
nei ruoli di vittima e/o carnece, illusione al-
quanto diffusa. Nessun essere umano indi-
feso rispetto ad inuenze e/o poteri esterni,
ma lo relativamente alle parti della sua co-
scienza frazionate, disarmoniche, non ancora
riconosciute, accolte e trasformate. In questo
mondo non c pi rispetto per luomo n per
la donna, a partire da noi stessi. Quello che
possiamo cercare di sviluppare, costruire e
comprendere il ruolo di un uomo che sia
uomo e di una donna che sia donna, in grado
di rapportarsi nel modo pi costruttivo e ar-
monico possibile.
Abbiamo considerato nel precedente articolo
come la Creazione si manifesti continuamen-
te attraverso il Principio Maschile (Volont),
attivo, centrifugo, ed il Principio Femminile
(Intelligenza), passivo, centripeto. Lagire e
laccogliere, interagenti in ogni individuo.
Luomo e la donna evolvono attraverso la
comprensione, la consapevolezza e la manife-
stazione armonica di entrambi i principi allin-
terno di s, tramite lesperienza esterna della
relazione, ossia nel rapporto di coppia. Ora,
nella misura in cui nella coscienza dellesse-
re umano albergano odio, ostilit, repulsione,
etc., non importa se in modo manifesto o ma-
scherato, il principio maschile attraverso la
volont produce distruttivit, nelluomo come
nella donna. Si tratta della cosiddetta distor-
sione del potere connotata dallaggressivit
in tutte le sue forme, gradazioni e degrada-
zioni, pi o meno manifesta, ma comunque
produttiva di effetti. Il riuto di assumersi le
proprie responsabilit riguarda invece il prin-
cipio femminile nella dimensione in cui latti-
tudine allaccoglienza ed alla arrendevolezza
non sono motivate da intelligenza e ducia
nella vita, ma dalle paure e dalle insicurezze;
parliamo allora di distorsione dellamore con
una comportamentalit connessa alla sotto-
missione, anche qui con innite dinamiche e
La Coppia sul Sentiero
Curatore: Giorgio Ricci Garotti
LUOMO E LA DONNA: I RUOLI
21
modalit, in entrambi i sessi.
Abituiamoci allora a considerare consapevol-
mente che il comportamento originato non
dalle maschere, che fungono da protezione,
ma da ci che sta sotto ad esse. Quindi i reali
moventi rappresentano le cause, per lo pi
non riconosciute (mascherate), che genera-
no i relativi effetti, per forza di cose, sgraditi
(lignoranza la fonte della sofferenza af-
ferma il Buddha). necessario quindi disatti-
vare le radici di questi processi per acquisire
la capacit di un utilizzo creativo ed armonico
della volont facendosi carico delle proprie
responsabilit. E ci direttamente propor-
zionale ad una crescente innocuit che pre-
senza attiva e gioiosa, utile alla vita. La vera
spiritualit sta nel divenire uomini e donne
pi completi, in n dei conti, ed per questo
che levoluzione passa anche attraverso la ri-
cerca di relazioni di tipo pi avanzato. Essere,
o meglio, divenire forti e al contempo respon-
sabili non un optional, ma lobiettivo del-
lesistenza stessa: luomo e la donna perfetti
che consentono ladombramento dellAnima
sulla personalit, una possibilit tangibile
oggi. Luomo deve imparare ad armonizzare
il principio femminile in s, se vuole attivare
costruttivamente quello maschile, e la donna
deve attivare quello maschile per arrendersi
a quello femminile: una straordinaria comple-
mentariet. In altre parole, la relazione pu
essere veramente graticante nella misura in
cui allinterno di ognuno dei partner il maschi-
le ed il femminile interagiscono in armonia.
Si trasla dalla contrapposizione e dal conitto
allunione e alla integrazione delle coscienze
frazionate e fratturate. Quando i due principi
si riconciliano, le due forze apparentemente
opposte si protendono verso una sola meta,
la manifestazione dellAmore, dentro e fuori
di noi. La storia del binomio uomo-donna di
fatto espressione della Trinit, in genere re-
sta binomio, purtroppo, quindi incompleta
Possiamo solo migliorare Sia gli uomini che
le donne, dunque, attraverso la relazione,
devono riconoscere, puricare, trasmutare
laggressivit del potere basata sullegoismo,
nonch imparare ad assumersi le proprie re-
sponsabilit sciogliendo le dipendenze. Mol-
to pi comodo, certo, addossare la colpa
della propria insoddisfazione, frustrazione, a
questo o a quello e soprattutto allaltro, ma il
disagio stranamente ritorna
Allinterno del singolo individuo poi i due prin-
cipi si compensano vicendevolmente nelle
distorsioni, in quanto, pur nella necessaria
imperfezione, ci deve sempre essere un
equilibrio (nello squilibrio); laddove si manife-
sta iperattivit in certe aree del polo maschile,
parallalelamente si svilupper uneccessiva
passivit in altre aree del polo femminile e/o
viceversa, non si sfugge. Considerati i due
principi e le loro implicazioni, potremmo dire
che qualunque problematica connessa in
qualche modo con la nostra virilit e/o con la
nostra femminilit, semplicemente perch la
creazione funziona in questo modo: ad unum
convergere, in sanscrito yoga. Divenire, ma-
schile, volontario, ed Essere, femminile, in-
volontario. Quindi, quando si afferma che la
donna oggi esprime energie maschili distorte
si intende una manifestazione di tagliente ag-
gressivit molto diffusa, a danno di una dif-
colt ad esprimere dolcezza ed accoglienza,
mentre dallaltra parte luomo cede il passo
ad una passiva mansuetudine che non espri-
me certo la volizione, unitamente alla tempe-
ranza, che dovrebbero caratterizzarlo. Questo
a causa delle reiterate erronee interpretazioni
ed applicazioni di superiorit maschile ed infe-
22
riorit femminile. Il movimento storico che ha
visto la donna affrancarsi da una condizione
esteriore di sfruttamento e oppressione ha
avuto come successivo sviluppo la ricerca, da
parte della donna stessa, di unidentit diver-
sa, ma con la tipica aggressivit distorta del
maschile, che non ha certo favorito lespres-
sione delle sue qualit e potenzialit interiori.
Luomo, sentendosi aggredito, ha reagito di
conseguenza. Assistiamo quindi ad una com-
pensazione disarmonica delle energie ma-
schili e femminili dentro e fuori ognuno dei
partner attraverso uninversione dei ruoli. Ov-
viamente questa una delle tante modalit
possibili presa ad esempio.
Lopposizione dinamica tra uomo e donna tie-
ne conto degli elementi delluno e dellaltro,
giorno dopo giorno, favorendo sintesi e armo-
nia tra mascolinit e femminilit, anche indi-
vidualmente. Prevale invece largamente la
sola opposizione, reiterata, cristallizzata, nella
miopia della personalit avida: Devo essere
amato come dico io.... Tutti, indistintamen-
te, cercano amore, per come possono, ma in-
vece di fare la propria parte, si pretende dagli
altri, dallaltro, perch ci dovuto, e laltro,
nella misura in cui disattende alle pretese-
aspettative, diviene il nemico, lavversario.
Lesoterista pratica la dinamica degli opposti
per conoscerne il funzionamento e quindi in-
teragire con la vita sviluppando la vera creati-
vit, ossia capacit di reazione ed intervento.
Il nodo poi alla ne qual ? Il bisogno di affer-
marsi, che include la competizione, la preva-
ricazione, quando da sempre lobiettivo unico
ed imprescindibile imparare ad amare. Oc-
corre riconoscere il piacere legato al male; il
male distorsione (momentanea) del bene e
quindi anche del piacere. E c anche piacere,
purtroppo, nellallontanare, nel respingere,
nel castrare, nel soffocare laltro, tutte moda-
lit distorte dellattrarre attenzione. Ricono-
scere laltro, dunque, calarsi nei suoi panni,
togliere attenzione da s, consente progres-
sivamente di esprimere qualcosa di diverso.
Maggiore virilit, maggiore femminilit; stare
l, dunque, non scappare di fronte alle dif-
colt, non tradire, ma congiungere, unire,
attraverso la presenza, la comprensione,
lazione; sanare le fratture, attraverso laltro,
con laltro, dentro di noi, maschile e femmini-
le, e fuori di noi, cos . Non fuggendo che
si sanano le ferite; invece di recriminare, si
dovrebbe accogliere Lillusione del male
la facilit, la linea di minor resistenza pre-
tendere tutto senza dare nulla. E da dove si
parte? Linsoddisfazione la molla. Lumana
specie caratterizzata dallimpossibilit del-
lunione perch la coscienza ancora si ribella.
E del resto se non ci fosse la sofferenza chi
si preoccuperebbe di crescere, di migliorare?
Invece di pretendere di cambiare gli altri, bi-
sogna tornare a s, alle cose che gli altri ci
fanno vedere che sono in noi e che dobbiamo
cambiare. In particolare, la relazione (quanto
pi stretta tanto meglio) offre la possibilit di
risolvere quei legami distorti, di comprenderli
per armonizzarli, consente di integrare, unire
(dentro ognuno di noi in primis). Ricordiamoci
che nch c conitto, c del non risolto.
Dove vi limite, restrizione, ignoranza, gene-
ranti sofferenza e quindi lamentela e recrimi-
nazione, non possono manifestarsi il buono,
il bello, il vero. Armonizzare ci che disar-
monico signica anche esprimere quella bel-
lezza che di fatto vuole manifestarsi (se glielo
concediamo). Allora prendiamo liceberg dal-
la punta visibile e penetriamo quel limite e
quella restrizione che sono in noi, cercando
di superarli.
23
In realt la donna, per avere ducia, deve
avere al suo anco un uomo vero, e lui
per potere agire deliberatamente e creativa-
mente deve avere una donna responsabile e
accogliente. Dobbiamo crescere come gran-
di uomini, grandi donne, nel modo di essere,
amare, sapere, recuperando il nostro ruolo e
perseguendo cos la realizzazione della nostra
reale identit, sotto il regno della mente, inte-
sa, sia chiaro, come Manas Superiore, Corpo
Causale o Anima che dir si voglia. Il tendere
verso la nostra naturale perfezione signica
svelare il progetto che ci riguarda unendo il
cerchio che sta sotto (subconscio) con quello
che sta sopra (superconscio) lavorando nel
presente (conscio) Quanto pi si liberi,
tanto pi si compassionevoli. La castrazio-
ne tipica delle relazioni la paura di mostrare
la vitalit, la sensualit e lerotismo reciproci.
Ci si fa un gran male a vicenda. E invece bi-
sogna ritrovare il piacere del gioco, della vita,
dellincontro. Vogliamo fare in modo che sia
il piacere lobiettivo, e non la sofferenza. La
recriminazione respinge e alimenta la distor-
sione anche nel partner, altro che stimolo al
cambiamento Dal disprezzo bisogna passa-
re allapprezzamento.
Noi, che ci lamentiamo tanto di chi abbiamo
vicino, se fossimo un po pi solerti (e so-
prattutto disponibili), capiremmo che laltro
ci fa vedere il maschile e il femminile in noi,
e allora forse quella lamentela ci potrebbe ri-
condurre alle radici del nostro odio e guidarci
nel percorso inverso e quindi allumilt, al de-
siderio di comprendere, alla capacit di ama-
re. Immaginatevi in presenza di un Essere
dotato di un immenso amore e di una grande
saggezza , e lasciate che lenergia divina che
emana dalle sue parole raggiunga la parte pi
profonda della vostra anima afferma Judith
Saly, autrice di How to have a better relation-
ship (Ed. Blue Cliff, Ballantine). Better rela-
tionship, un rapporto migliore, certo, quindi
perfettibile; progressione pratica, reale, pos-
sibile, partendo da dove e come si qui ed
ora, per proseguire, evitando di saltellare da
unillusione allaltra, come quasi sempre ca-
pita...
Sussistono, a tutto ci, vie di fuga molto dif-
fuse e praticate, in particolare lisolamento e
il tradimento, comunque sfaccettature dello
stesso aspetto: il non (volere) esserci; ma ne
parliamo unaltra volta
Giorgio Ricci Garotti
in collaborazione
con Monica Giovannini
24
Questo articolo vuole essere un completa-
mento della precedente fatica di Ercole nel
segno dellAriete, nel quale cercher di am-
pliare la comprensione dei punti salienti del-
la prova, rimanendo fedele alla possibilit di
riconoscere il tutto nel proprio quotidiano.
Nulla ha valore se non pu giungere sul pia-
no sico ed essere discriminato attraverso
limmersione, sempre pi consapevole, della
Legge del Karma.
Il segno dellAriete inizia il ciclo della manife-
stazione. Tutte le anime come entit indivi-
duali sperimentano lincarnazione per la pri-
ma volta in Cancro, emergono come entit
mentali in Ariete, emotive in Toro, e vitali, o
eteriche, in Gemelli, per assumere forma si-
ca in Cancro. Il primo impulso nasce quindi in
Ariete, dove si forma lidea iniziale da avviare
allattivit.
Partiamo dal concetto di impulso che signi-
ca, prendendo spunto dal vocabolario della
lingua italiana spinta esercitata per comuni-
care il moto di un corpo a un altro. Limpulso
presente in latenza in ogni nostro gesto, n
dai tempi del respiro di Brahma o, per quan-
to riguarda gli scienziati, dal big bang. Non
possiamo stare fermi, a volte ci illudiamo di
poterlo fare con uno sforzo immane, consu-
mando un quantitativo di energia abnorme
rispetto alla necessit del momento, solo
una questione di comprensione della direzio-
ne, e della necessit di avvallare sempre pi
un processo della vita che non pu essere
modicato.
Gli impulsi, no ad un certo punto del nostro
cammino, non possono che essere automa-
tici: non possiamo essere in grado di sceglie-
re, e viviamo con ignoranza gli accadimenti.
Eppure, malgrado questo, lessere umano
difende con un moto dorgoglio ed una po-
stura pettoruta la propria libert. Egli ritiene
di essere libero, senza riuscire ad oltrepassa-
re la propria aura, parlando unicamente a se
stesso di verit e giustizia, senza conoscerne
il reale signicato, ma, soprattutto, nellinca-
pacit di ammettere la propria imperfezione.
Non possiamo che essere una pallina impaz-
zita nelluniverso della nostra coscienza, simi-
le a questo punto ad un ipper che si muove
continuamente, senza renderci conto che la
vera scelta dipende dal rendersi conto del-
lambito nel quale ci muoviamo, nalizzando
il nostro agire ad una comprensione sempre
pi saggia, che ripone le proprie speranze
nellunico strumento che pu sancire lesse-
re liberi, ossia la nostra anima.
Lignoranza va tollerata, combattuta certo,
ma senza imporre una presunta conoscenza.
Si fa sempre con ci che possibile, cercan-
do di tenere a bada linsorgere degli ideali che
muovono ognuno, riconoscendo un bisogno
della forma di essere velata, nel momento
Mitologia e Sentiero Iniziatico
Curatore: Graziano Fornaciari

GLI IMPULSI DELLA VITA
25
in cui la luce della nostra anima risultasse
troppo forte. Lignoranza quindi un fattore
di protezione, una crema solare: vorremmo
abbronzarci senza sforzo e allistante, ma ci
sono tempi e modi che impongono un ritmo
che travalica i nostri bisogni.
Comunicare, rimanendo nellambito umano,
deve passare necessariamente attraverso
la conoscenza di se stessi. In questo modo
pu insorgere una vera comunicazione, fat-
ta di condivisione e di uno svelarsi reciproco.
La conoscenza di se stessi produce il rico-
noscimento del proprio posto e la linea del
tempo nella quale ci muoviamo. Discriminare
gli eventi permette di migliorare la comuni-
cazione con un minore dispendio energetico,
riconoscendo linutilit di prevaricare laltro,
puntandogli il dito e accusandolo di essere
imperfetto. Nulla perfetto, ma tutto in di-
venire, e credo non possa esistere un luogo
nel tempo e nello spazio nel quale ci si possa
arrogare il diritto di affermare linutilit della
costruzione di forme sempre pi adeguate,
incubatrici della vita che vuole essere.
Come esposto nellarticolo precedente, ine-
rente alla fatica di Ercole nel segno dellArie-
te, vi sono tre aspetti basilari che segnano
questa esperienza: limpulso a cominciare, a
creare e a risorgere. Limpulso a cominciare
determina il dare inizio a qualcosa. Certamen-
te cominciare bene importante e, come reci-
ta lantico adagio, chi ben comincia a met
dellopera, a patto che la necessit di parti-
re con il piede giusto e di non sbagliare non
produca una cristallizzazione. Certo bisogna
fare attenzione, visto che il comportamento
opposto, del tipo faccio quello che sento,
sono fatto cos, potrebbe ingenerare degli
sgradevoli effetti, visto che, come afferma
il Maestro Tibetano, solo il 2% di quello che
viene percepito esatto, mentre il restante
98% illusione. Non esistono solamente
il bianco ed il nero, in mezzo a queste due
possibilit vi sono una innit di gradazioni
di colore, comunque, dovendo scegliere, per
quanto mi riguarda, preferisco sempre di pi
agire per poi scoprire strada facendo ci che
mai avrei percepito rimanendo ad elucubrare
mentalmente. Limpulso a creare permette
lemergere della nostra natura divina. Creare
bello, vedere gli altri creare lo meno. Per-
cepire il bello nel fare degli altri pu essere
conseguito solamente quando a nostra volta
siamo intenti a costruire. Riusciamo a perce-
pire la bellezza della vita nel momento in cui
siamo meno attenti ai nostri bisogni e non
obblighiamo gli altri a dirci quanto siamo bra-
vi, che in tutta condenza accadr di rado. Il
problema sempre quello, distogliere latten-
zione da s stessi, evitare di sentirsi al centro
delluniverso e cominciare a cogliere negli al-
tri le nostre stesse difcolte allora perch
inveire verso di essi? Meglio assumersi le
proprie responsabilit e cominciare a vedersi
come cellule che stanno evolvendo, cellule
che non possono che denirsi imperfette.
Limpulso a risorgere di una bellezza straor-
dinaria, per quanto si possa cadere in basso
la vita con la sua innita benevolenza ci tende
sempre la mano e ci issa, permettendoci di
osservare che la meta non svanita, che pu
essere ancora raggiunta, anzi proprio in vir-
t del nostro errore ci siamo maggiormente
avvicinati al nostro obiettivo. Lerrore, la ca-
duta nascosta per non far percepire la nostra
fragilit, se letto come anima rappresenta la
nostra vera forza, semplicemente unespe-
rienza che, spesse volte, coloriamo in modo
tale da giusticare i nostri errori. Non esiste
un Dio cattivo che ci punisce, ma un Padre
26
nei Cieli, che con il suo amore ci guarda ca-
dere e ci esorta a risorgere, sostenendoci in
modo silenzioso e lieve.
Cominciamo, creiamo, cadiamo e risorgiamo,
non possiamo esimerci da questo ciclo, ma
se ritorneremo un po pi bambini, riappro-
priandoci della naturale elasticit della vita,
sapremo usare la forza della caduta come
propellente per la resurrezione. Cadere
importante, e per una strana legge della -
sica lo scuotimento delle natiche sul terreno
produce lo scrostarsi di determinate strutture
rigide, e permette di acquisire una maggiore
uidit e ripristinare i circuiti vitali.
Esistono tre Croci, nelle quali lessere umano
gradatamente si identica, la Croce Mobile,
la Croce Fissa e la Croce Cardinale. Ercole
comprese il vero senso della Croce Mobile
e sal con piena conoscenza sulla Fissa, ad
affrontarvi le fatiche e i dolori.
La Croce Mobile quella dello Spirito Santo,
che organizza la sostanza e ne evoca la rispo-
sta. La Croce Fissa quella del Figlio di Dio,
sospinto dallamore a incarnarsi per essere
poi innalzato consapevolmente sulla Croce
della Materia. La Croce Cardinale quella del
Padre.
La Croce Mobile viene denita anche del Cri-
sto celato, in quanto luomo non si rende con-
to delle energie che lo percorrono e poco ca-
pisce in termini di anima. Egli non comprende
gli eventi e la loro correlazione. La Legge di
Causa ed Effetto non che un barlume e vive
gli accadimenti in termini di fortuna o sfortu-
na. In questo modo la vita viene vissuta con
un travaglio che non fa percepire nessuna na-
scita. I quattro bracci di questa Croce sono
retti dai segni dei Gemelli, della Vergine, del
Sagittario e dei Pesci.
La Croce Fissa viene denita anche del Cristo
in croce. Luomo che vi crocesso sem-
pre pi consapevole della direzione chessa
imprime e delle sue inuenze, e non reagisce
alla cieca. Egli acquista lamore necessario a
discriminare gli avvenimenti come anima e
non come personalit. La vita viene vissuta
con maggiore consapevolezza e lo stare in
croce rappresenta una necessit per acqui-
sire la possibilit di servire la vita al meglio,
in modo innocuo. I quattro bracci di questa
Croce sono retti dai segni del Toro, del Leo-
ne, dello Scorpione e dellAcquario.
La Croce Cardinale viene denita anche del
Cristo risorto e rappresenta la Croce dellIni-
ziazione. la Croce delle braccia distese, del
cuore aperto, della mente superiore, poich
chi vi sale sa cosa signicano queste parole.
I quattro bracci di questa Croce sono retti dal
segno dellAriete, del Cancro, della Bilancia e
del Capricorno.
Il signicato delle tre Croci verr ripreso in
seguito, in modo pi approfondito, quando
Ercole giunger alla ne delle sue fatiche.
La prima fatica nel segno dellAriete era ine-
rente al piano sico, la susseguente nel se-
gno del Toro al piano astrale. Non ci resta ora
che seguire il nostro eroe, Ercole, nella sua
seconda fatica nel segno del Toro il cui signi-
cato sta nella comprensione della Legge di
Attrazione.
Graziano Fornaciari
27
Negli ultimi anni ho notato come siano au-
mentate esponenzialmente le offerte di tec-
niche spirituali, alcune delle quali mi hanno
suscitato delle domande esistenziali: il power
yoga lo yoga per i Power Rangers? Il green
yoga uno yoga per controllare lemissione
dal corpo di sostanze inquinanti o uno yoga
per golsti stressati?
Ormai ho rinunciato a memorizzare tutti i
nomi di presunte pratiche spirituali sorte in
seno alla new age che promettono facili risul-
tati. Personalmente lo vedo come un allon-
tanamento dal sentiero spirituale che rimane
semplice e chiaro per chi non si fa abbagliare
dallillusione di avere tutto e subito, e tuttavia
la maggior diffusione di aspetti, pur velati, del-
lantica saggezza in seguito allavvento della
new age pur sempre positivo. La scienza
esoterica stata codicata per dare alluomo
uno strumento per conoscere se stesso e
vivere in armonia nel mondo. Anche se nel
tempo certe codicazioni possono essere
integrate con nuove conoscenze, pensiamo
veramente di essere liberi e creativi quando
coloriamo ci con cui veniamo in contatto
senza tenere conto delle leggi della vita o
invece stiamo semplicemente affermando
parti di noi in maniera meccanica? Per carit,
non dobbiamo reprimere la personalit, infatti
soltanto affermandola che possiamo capire
dove sbagliamo, ma almeno iniziamo a vede-
re cosa produce nella nostra vita.
La vita umana preziosa e limitata, quindi
cerchiamo di utilizzarla al meglio, impiegan-
dola nella trasformazione dellunica cosa che
permane nel tempo: la coscienza. In altre pa-
role, quando sperimentiamo qualcosa possia-
mo domandarci: quello che faccio mi fa stare
meglio? utile?
Per quanto ne so, le nuove pratiche di rea-
lizzazione spirituale dovrebbero essere tra-
smesse da esseri illuminati in quanto mossi
da motivazioni altruistiche, tanto da donarle
ai loro discepoli una volta sperimentate per-
sonalmente, come hanno fatto molti yogi co-
nosciuti anche in Occidente. Tenendo conto
di tutto questo, se iniziamo a contare le nuo-
ve tecniche spirituali che sono pubblicizzate
nelle riviste specializzate potremmo pensare
di vivere in una societ di illuminati. Poi ci si
muove nelle citt e tutti questi esseri realiz-
zati non si vedono: non saranno mica tutti
nascosti nelle grotte dellHimalaya? Allora ci
sar anche l il problema dellalloggio?
A parte gli scherzi, sono grato e nutro un
grande rispetto verso tutti quei sinceri ri-
cercatori che hanno donato allumanit stru-
menti utili per camminare lungo il sentiero
della vita. Grazie alla loro abnegazione, tanti
uomini pieni di buona volont possono cer-
care di comprendere la vita partendo da un
punto pi interno, e quindi pi vicino alla ve-
Il Raja Yoga e lesoterismo
Curatore: Luca Tomberli
DIVERSI TIPI DI YOGA
28
rit. Sicuramente dobbiamo onorare i nostri
antenati e tutti quelli che giornalmente con il
loro lavoro ci permettono di occuparci di altro,
perch quello di cui avevamo bisogno qual-
cuno lha gi fatto anche per noi. In pratica
posso percorrere la mia strada mantenendo
un sentimento di gratitudine verso chi mi ha
preceduto.
Ritengo che per onorare la vita bisogna cerca-
re di riettere nella coscienza individuale lor-
dine generale delle cose. La visione antropo-
centrica chiaramente limitata ma ancora in
uso nel pensiero comune. Nellera dei viaggi
spaziali, nonostante ormai ci rendiamo con-
to di essere un punto nelluniverso, il genere
umano ancora tenta di imporre la sua volont
al creato, invece di arrendersi allevidenza che
il cielo contiene pi stelle di quelle che pu
immaginarsi la mente umana. Questo non
vuol dire che dobbiamo vegetare nellattesa
di un segno dal cielo, forse arriver e magari
sar anche inequivocabile, ma nel frattempo
possiamo adoperarci per cercare di trovare il
nostro posto nel mondo.
La premessa in cui mi sono attardato servi-
ta per spiegare cosa ha prodotto il caos spi-
ritualistico alimentato dalla new age, in cui il
certo viene barattato con lincerto, e lesotico
in quanto distante viene considerato miglio-
re del tradizionale. Se siamo alla ricerca della
verit, tutti i nostri tentativi di compimento
dovranno essere ricondotti alla comprensio-
ne della coscienza, e qualsiasi sia il nome con
cui etichetteremo i nostri sforzi, non potremo
sfuggire dal confrontarci con la realt pi vici-
na, noi stessi. Chi anela allo spirito pu volge-
re lo sguardo al giardino orito della tradizione
per trovare strumenti adeguati allaspirazione
che lo alimenta. Da sempre, le piante coltiva-
te dalla saggezza eterna, per la loro bellezza,
attraggono lattenzione degli aspiranti alla
vera conoscenza. Lo yoga uno dei frutti di
questo giardino coltivato con lamore e la vo-
lont spirituale da esseri realizzati che hanno
a cuore le sorti dellumanit.
Secondo le fonti esoteriche, la Gerarchia
spirituale da sempre promuove la pratica di
diversi tipi di yoga, a seconda delle differen-
ti fasi evolutive del genere umano. Gli yoga
tradizionali non sono molti e possono essere
riassunti in: hata, bhakti, karma, jnana e raja.
Il karma yoga valido in qualsiasi fase del
percorso, lo possiamo vedere come un lo
rosso che unisce ogni yoga, in quanto ad ogni
praticante di qualsiasi disciplina viene inse-
gnato che la realizzazione non soltanto un
raggiungimento di uno scopo, ma un adem-
pimento di una legge interiore. Lessenza del
karma yoga sintetizzabile nellaffermazione:
agisci senza aspettarti nessuna ricompensa.
Tale modalit di vita vissuta integralmente
da tutti coloro che, pur avendo trasceso la
condizione umana, si occupano ancora dei
fratelli con cui hanno condiviso una parte del
percorso, ed lobiettivo da raggiungere per
chi vuole accedere al Regno dei Cieli.
Lo jnana yoga si differenzia dagli altri yoga,
in quanto non attuabile da un numero ele-
vato di persone, anche se vanno riconosciu-
ti gli stupendi risultati che ha contribuito a
produrre in menti desiderose di confrontarsi
con linnito. Lo possiamo considerare uno
strumento di nicchia in quanto indicato per
chi cerca di capire la vita attraverso la mente,
infatti il praticante riproduce mentalmente i
processi vitali no a che non li capisce. Ci
comporta il dilatare i tempi di comprensione
dei moti della coscienza, mentre sono evi-
denti quando questi vengono percepiti intuiti-
vamente attraverso lesperienza.
29
Esiste una sorta di evoluzione riscontrabile
nei vari tipi di yoga, in quanto si occupano
di piani diversi della vita, seppur accomu-
nati dallobiettivo dellunione. Arrendendoci
a questa evidenza capiremo come mai non
hanno senso quelle dispute che spesso si
sentono tra praticanti di diverse discipline.
Lantica saggezza ci insegna che lhata yoga
venne promosso dagli illuminati per favorire
il processo di coordinazione del veicolo sico
delluomo lemure. Ancora oggi tale pratica
molto utile per alleviare le tensioni sul corpo
sico in quanto agisce sul veicolo energetico
che alimenta direttamente il corpo denso. La
pratica dellhata yoga stata creata per aiuta-
re un uomo posizionato su aspetti superciali
della coscienza, perci ad un certo punto del-
levoluzione umana diviene un impedimento
piuttosto che un aiuto, infatti se lenergia,
invece che essere liberata in altri piani pi
sottili, viene costretta a stabilizzarsi sul piano
eterico sico attraverso le asana (posizioni),
ritarda la crescita della coscienza umana.
Il bhakti yoga favorisce larmonizzazione del
corpo emotivo, ed praticato sin dai tempi
di Atlantide. Ancora oggi la parte dellumanit
posizionata sul piano astrale della coscienza
fa ricorso al bhakti yoga per inerpicarsi verso
le vette dello spirito. Nella visione cristiana
conosciuto sotto il nome di misticismo: una
amma che da secoli brucia la personalit
sullaltare del divino in nome dellamore ver-
so lunico Dio, anche se alcuni mistici delle
grandi religioni si sono spinti oltre, arrivando a
percepire la divint in ogni cosa e togliendola
da quelle paludi dogmatiche in cui la teolo-
gia laveva affondata. Questa pratica porta a
sviluppare principalmente il centro energeti-
co del cuore, afnch divenga magnetico e
radiante. La vita viene vissuta come un fuoco
che consuma le passioni e lascia nudi di fron-
te allamato.
La nostra razza, pur ancora fortemente pola-
rizzata sul piano delle emozioni, realizzer nel
tempo aspetti della mente divina. Vedremo
quali saranno le conquiste del genere umano;
al momento si possono intravedere degli in-
dizi, comunque innegabile che le condizioni
di vita di una parte del mondo sono migliora-
te. Il parto maschio della scienza, la tecno-
logia, conduce luomo ad un miglioramento
progressivo delle condizioni generali di sussi-
stenza nel pianeta, pur tra mille contraddizio-
ni, che, alimentate da aspetti umani distorti,
potrebbero sfociare in catastro planetari se
lattivit umana non verr ricondotta quanto
prima al modello originario con cui siamo stati
emanati.
Il compimento per lessere umano lentrata
nel Regno dei Cieli, cio lidenticazione della
coscienza con aspetti superiori che sintetiz-
ziamo con la parola anima. Il raja yoga lo
strumento adatto per realizzare il Regno di
Dio, infatti sviluppa in chi lo pratica, al di l del
tempo e dello spazio, il processo di reintegra-
zione nellunit. La coscienza di un illuminato
caratterizzata da una continua presenza che
non si identica con la dualit riscontrabile
nellesistenza sica, anche se egli continua a
percepire le contraddizioni presenti nel mon-
do. Il ne del raja yoga larresto dellattivit
mentale, ma per fare questo sono necessarie
pratiche di vita e di meditazione che diano la
possibilit di identicarsi con il vero S e di
superare la condizione di ignoranza che carat-
terizza generalmente la coscienza umana. In
alcuni testi esoterici, scritti nel secolo scorso,
viene detto che lagni yoga sar lo yoga del
futuro e sostituir il raja yoga; al momento
comunque gli yoga sutra di Patanjali sono an-
30
cora un valido riferimento per poter calcare il
sentiero iniziatico.
Come ho precedentemente scritto, ogni razza
umana ha uno yoga di riferimento a seconda
delle qualit che deve sviluppare. Ma nel ge-
nere umano vi sono molte specicit che de-
vono essere tenute in conto, quindi in un sin-
golo periodo normale che vengano utilizzati
da alcuni individui yoga differenti. Comunque
la tradizione tiene conto delle differenze psi-
cosiche umane, e per questo i diversi tipi di
yoga tradizionali costituiscono un corpo unico
di insegnamenti che con il tempo divengono
sempre pi inclusivi e penetrano in realt
sempre pi profonde. Il genere umano dovr
confrontarsi sempre pi con la diversit, con-
dizione imprescindibile della vita, in quanto
ne il nutrimento e il motore. Soltanto rela-
zionandoci con il diverso possiamo instaurare
nella coscienza individuale quella differenza
di potenziale che innesca una corrente vita-
le, che, essendo contraddittoria rispetto alla
condizione pregressa, potr essere incana-
lata soltanto migliorando o esprimendo altri
aspetti di noi stessi. Inoltre, dato che in prima
battuta non potremo vivere compiutamente
le modicazioni, per stare meglio saremo
costretti ad agire per integrarle nel nostro
campo di coscienza, che di conseguenza si
espander. Purtroppo luomo non ha ancora
compreso il valore della diversit, ad esempio
i ussi migratori vengono percepiti negativa-
mente o sfruttati per trarne protto. Comun-
que le difcolt di integrazione sociale che
nascono dallarrivo di persone rese disperate
dalle pessime condizioni economiche in cui
hanno vissuto nei paesi dorigine ci costrin-
gono a vedere almeno alcune delle contraddi-
zioni che la nostra civilt ha contribuito a crea-
re, e che quindi dovranno essere prima o poi
risolte. In sintesi, non penso che la soluzione
del problema sia larroccarsi su se stessi, an-
che se certamente vanno difesi e sviluppati
quei valori grazie ai quali tante cose buone
sono state espresse.
Lumanit in cammino, ma gli uomini non
stanno andando verso la stessa direzione:
quando smetteremo di colorare la vita con
eccessi di protagonismo che distolgono dalla
ricerca del vero, allora il sentiero diverr uni-
co. Il pellegrino, seppur esausto dalle fatiche
del viaggio, soltanto quando calca la strada
maestra pu comprendere che seguendo i
sentieri secondari si attarda sulla via del ritor-
no a casa.
Luca Tomberli
31
Per introdurre questo nuovo argomento parto
dal fatto che le energie provenienti da Orsa
Maggiore, Sirio e Pleiadi si riversano sulla
Terra tramite tre centri planetari: Shamballa,
Gerarchia e Umanit. Shamballa corrisponde
al centro planetario della testa, la Gerarchia
corrisponde al centro planetario del cuore,
lUmanit corrisponde al centro planetario
ajna. Nel caso del Logos planetario, sono cin-
que i fuochi attivi e vibranti, e due non sono
in attivit: il centro sacrale e il centro alla base
della spina dorsale. Il centro sacrale sta calan-
do sotto il livello di coscienza logoica, quindi
manca in quanto molto connesso al corpo -
sico, e il centro alla base della spina dorsale
quasi del tutto quiescente, se non per il fuoco
che genera la volont di sopravvivere. Nel ci-
clo attuale, nella 5 razza-madre, lAriana, ci
sono quindi cinque centri planetari in stato di
attivit e due quiescenti.
Ora lUmanit corrisponde al centro ajna
planetario, ma in un ciclo passato lUmanit
corrispondeva al centro del plesso solare pla-
netario, e in uno futuro corrisponder al cen-
tro del cuore planetario, e allora la Gerarchia
entrer nella sfera di Shamballa, e la forza di
Shamballa che ora opera per distruggere si
trasformer in forza per costruire. In realt,
ora possiamo affermare che sta avvenendo
uno spostamento dellenergia dal plesso so-
lare planetario a quello del cuore planetario,
e questa la meta prossima dellUmanit.
Ricordatevi che il sistema solare in questo
ciclo manifesta laspetto coscienza, il 2 rag-
gio, quindi tutto in funzione dellamore, che
unisce, che attrae, che sostiene lespansione
di coscienza, quindi in questo ciclo levoluzio-
ne del sistema solare e di ci che contiene
sospinta e sostenuta dallaspetto coscienza,
dal principio cristico dellamore che unisce.
Questi tre centri planetari, Umanit, Gerar-
chia e Shamballa sono in stretto rapporto tra
di loro, sono lespressione della vita divina, e,
per essere ancora pi precisi, rappresentano
la manifestazione di tre gradi di sviluppo del
piano divino, e sono correlati con i tre sistemi
solari di cui spesso parla il maestro Tibetano.
Infatti lUmanit nacque e si svilupp durante
il primo sistema solare quando venne in ma-
nifestazione il terzo attributo divino, laspet-
to intelligenza; la Gerarchia comparve nel
secondo sistema solare, il nostro attuale, e
attraverso di Essa uisce il secondo attributo,
laspetto amore che tutto pervade, e che un
giorno permetter agli uomini di conoscere
veramente lamore di Dio; inne Shamballa,
nel prossimo sistema solare, porter in ma-
nifestazione, attraverso lamore, la volont
divina.
Ma il fatto importante di cui voglio parlarvi
che nel nostro pianeta Terra ci sono cinque
sbocchi di energia spirituale che non hanno
Astrologia esoterica
Curatore: Maria Grazia Barbieri

I 5 PUNTI
DI ENERGIA SPIRITUALE
32
nulla a che fare con i chakra del pianeta di
cui vi ho accennato, ma sono cinque sboc-
chi di energia, denita dal Maestro Tibetano
propellente, e sono in corrispondenza di cin-
que citt di importanza spirituale. Queste cit-
t sono: Londra, New York, Ginevra, Tokio e
Darjeeling. Sono cinque sbocchi, cinque punti
focali attraverso i quali vengono immesse per
poi essere ritrasmesse al pianeta e allUmani-
t cinque energie particolari con il ne di so-
stenere lUmanit nella sua evoluzione. Dal
punto di Londra uisce energia di 1 raggio,
dal punto di New York uisce energia di 6
raggio, dal punto di Ginevra uisce energia di
2 raggio, dal punto di Tokio uisce energia
di 1 raggio ed inne dal punto di Darjeeling
uisce energia di 1 raggio. Quindi 1, 2 e 6
raggio. Inoltre non confondete queste ener-
gie di raggio speciche in attivit con i raggi
della personalit o dellanima di queste citt,
che sono altri.
Sappiamo che la Vita unione e manife-
stazione del 1, 2 e 3 raggio, cio Padre,
Figlio e Spirito Santo, ma in questo ciclo at-
tuale ha avuto e ha ancora molta importanza
linuenza del 6 raggio, anche se in fase
decrescente di attivit. Lenergia di 1 raggio
inizialmente distrugge, poi nelle fasi nali pro-
duce fusione, e compito della Gerarchia, at-
traverso lenergia damore, proprio quello di
attuare questa fusione con saggezza, mode-
rando la distruzione ed esaltando lo spirito di
costruzione. Il 3 raggio contribuisce, tramite
lUmanit, a dare una risposta intelligente al-
limpulso di Shamballa trasmesso dalla Gerar-
chia. Il 6 raggio la linea di minore resisten-
za per luomo e attua le condizioni caotiche
necessarie ai ni dellevoluzione, infatti il 6
raggio ha contribuito tantissimo a fare giun-
gere lUmanit al punto in cui ora. il raggio
che, nella sua forma superiore, ha dato vita al
Cristianesimo, la cui massima espressione
stata incarnata dal Maestro Ges e dal suo
ideale, il Cristo. La sua nota fondamentale
lidealismo: lideale divino che per la prima
volta si manifestato allUmanit attraverso il
Cristo, la spinta delluomo alla realizzazione
e al raggiungimento di una meta spirituale.
Per attuare questo proposito altri Figli di Dio
hanno manifestato attributi divini, ma in tre
di Loro il primo, secondo e sesto raggio fu-
rono pienamente manifestati. Questi Figli di
Dio mediante i quali lidealismo, lamore e la
volont apparvero in tutto il loro splendente
potere sono Ercole, Buddha e Cristo. Erco-
le il perfetto discepolo, Buddha il perfetto
illuminato, il perfetto iniziato, espressione
dellanima consapevole di s, e il Cristo,
massima espressione della divinit in Terra.
Infatti laspetto particolare che queste tre
grandi gure spirituali avevano in comune
proprio questi tre raggi, 1, 2 e 6: essi era-
no espressione e manifestazione di questi
tre raggi, poich questo era il loro compito,
quello di incarnare queste energie divine e di
diffonderle nellUmanit imprimendo il loro
sigillo sui cuori degli uomini.
Ercole aveva anima di 1 raggio, personalit
di 2 raggio e corpo astrale di 6 raggio; Bud-
dha aveva anima di 2 raggio, personalit di
1 raggio e mente di 6 raggio; Cristo aveva
anima di 2 raggio, personalit di 6 raggio e
mente di 1 raggio.
Ma laspetto su cui vorrei richiamare lat-
tenzione il fatto, non casuale, che sono gli
stessi raggi che troviamo caratterizzare questi
cinque sbocchi di energia spirituale nel piane-
ta ancora adesso. Perch ancora adesso, anzi
specialmente adesso, questi grandi Maestri,
attraverso Shamballa e la Gerarchia, stanno
33
lavorando per lattuazione del piano di Dio,
fondato sullamore, continuando a diffonde-
re queste energie, nch luomo ne avr bi-
sogno, nch ci sar la necessit di questa
Loro celeste presenza. Questo perch luo-
mo ha ancora bisogno di distruggere per po-
tere ricostruire pi bello e pi vero, perch
ha bisogno di imparare ad amare nel senso
di condividere, di unire, di comprendere e di
avere consapevolezza di s e della vita, e pu
fare ci solo seguendo un ideale spirituale,
sostenuto da una grande aspirazione verso
la realizzazione e la manifestazione del divino
che in lui.
Inoltre interessante notare che, come i se-
gni sono divisi in tre decanati, ognuno retto
da un pianeta, anche lo Zodiaco stesso
diviso in tre decanati, retti ognuno da una
costellazione. Queste tre costellazioni sono
Scorpio, Taurus e Pisces, le quali, secondo gli
archivi della Grande Loggia Bianca, sono con-
nesse a Ercole, Buddha e Cristo, poich Essi
hanno incarnato proprio le qualit e le note
fondamentali di questi tre decanati cosmici.
Queste tre costellazioni rappresentano un
importante triangolo iniziatico, poich forni-
scono le prove da superare per perfezionare
la personalit afnch questultima possa ri-
ettere lanima. Queste tre costellazioni sono
molto importanti proprio come momenti pre-
cisi di passaggio, di espansione di coscienza
e di elevazione durante il Sentiero evolutivo.
Scorpio offre la prova sul piano sico, Taurus
presiede al desiderio e alla prova sul piano
astrale ed inne Pisces eleva la prova sul pia-
no mentale. Quindi luomo deve superare le
nove prove di Scorpio, le nove teste dellIdra,
per uccidere la personalit, nella sua triplicit
inferiore, deve fare sua la Luce dellocchio di
Taurus per illuminare la via dellanima e deve,
dopo avere vinto la morte, attuare il servizio
simboleggiato da Pisces per divenire il Salva-
tore del mondo.
Inne un momento preciso di manifestazione
potente di queste energie il plenilunio del
Toro, il Wesak, dove sono coinvolte in modo
particolare le costellazioni di Taurus e Scor-
pio, e durante il quale Buddha e il Cristo si
incontrano per benedire insieme lUmanit,
per distribuire nel mondo e in tutte le sue
creature una grande energia damore per aiu-
tare luomo, cio il discepolo Ercole, a liberar-
si da ci che ancora lo trattiene nelloscurit
per divenire libero nella Luce, nella Verit, nel
Bello, nel Buono e nella Gioia, e vivere come
Angelo solare, come Figlio di Dio.
Maria Grazia Barbieri
34
Certamente la maggioranza delle persone
non ha neppure la pi pallida idea di che cosa
questo titolo possa signicare, a riprova del
fatto che argomenti di carattere esoterico ri-
mangono ancora veramente tali. Eppure un
giorno tutta lumanit imparer per esperien-
za diretta che cosa rappresenti il Tempio dello
Spirito ed il signicato delle cinque porte prin-
cipali che lessere deve attraversare per giun-
gere sullaltare della coscienza. Tradizional-
mente lesposizione di tale tema, nel corso
della storia, avvenuta in modo simbolico ed
allegorico, per mantenere criptato il signica-
to nascosto dietro le parole. Gli antichi Miste-
ri, ossia gli insegnamenti da sempre praticati
da una cerchia ristretta di persone nel seno
dellumanit, erano tali in funzione dello stato
di coscienza degli esseri umani delle epoche
passate. Non che ai giorni nostri vi sia una
consapevolezza diffusa di che cosa effettiva-
mente si celasse dietro le discipline misteri-
che, per un dato di fatto che gli uomini nel
loro complesso possono avere accesso ad un
livello molto pi elevato di conoscenze. Que-
sta realt fa s che un gran numero di persone
sia oggi nelle condizioni di potersi interessare
a un sapere anticamente riservato a pochis-
simi. Soprattutto, nellepoca attuale, vi sono
strumenti mentali che ci mettono nelle con-
dizioni di potere accedere allapprendimento
partendo da un approccio scientico. Questo
ci consente di mettere in secondo piano, non
necessariamente perch inutili o obsoleti, il
simbolo e lallegoria, evidenziando invece
laspetto empirico e rigoroso della scienza
esoterica. Infatti il sapere degli antichi misteri
altro non se non la conoscenza reale della
natura, sia umana che del mondo, non ne a
se stessa, ma alla trasformazione necessaria
allessere per vivere compiutamente la pro-
pria vita con consapevolezza.
Nei due articoli precedenti abbiamo cercato
di tracciare sinteticamente il lungo percorso
che ogni essere umano compie prima di giun-
gere dinanzi al Tempio dello Spirito, ossia pri-
ma di essere pronto a sperimentare il quinto
regno di natura, o dellanima, altrimenti detto
Regno dei Cieli.
La ne di quello che abbiamo chiamato il
Sentiero della Prova conduce in effetti, sim-
bolicamente, dinanzi alla porta del Tempio. A
questo punto, il nostro uomo, o candidato ai
misteri, si trova in bilico tra due mondi. Den-
tro di s tutta la lunghissima esperienza pre-
gressa che ha fatto di lui un vero uomo, ossia
lo ha reso adulto nel quarto regno di natura.
Davanti a s, avvolta ancora in una nebbia
luminosa che ne rende difcile la compren-
sione, percepisce una realt che lo sovrasta
e lo attira in modo inesorabile. Questo dato
ha in pratica a che fare con lo stato della co-
stituzione occulta dellessere umano, ossia
Il Sentiero Iniziatico
Curatore: Massimo Rodolf
LINGRESSO NEL TEMPIO.
LE CINQUE GRANDI INIZIAZIONI
35
con lo stato dei suoi centri energetici e dei
suoi corpi sottili, determinato dall esperienza
vissuta. Disponendo di una matematica ade-
guata si potrebbe anche esprimere attraver-
so unequazione il rapporto esistente al suo
interno tra le quantit delle diverse qualit
energetiche componenti la sua coscienza, mi
sembra per, allo stato attuale, abbastanza
improbabile riuscire in un tale compito. Cer-
to che chi vive lesperienza della condizio-
ne del Discepolo si rende conto dei notevoli
cambiamenti che stanno avvenendo dentro
di s e desidera divenire sempre pi consa-
pevole di questo processo.
A questo punto, per comprendere lentit del
salto evolutivo che lindividuo sta compiendo
dobbiamo ritornare allallegoria, cercando di
penetrarne i signicati. Un grande maestro
dellumanit, Ges Cristo, ci ha mostrato nei
tratti salienti della sua esistenza che cosa
signica aver parte nel Regno, ossia espan-
dere la propria coscienza nel quinto regno di
natura, no a tornare nella casa del Padre.
Tradizionalmente, cinque sono gli episodi si-
gnicativi della vita di Ges, considerati come
esplicativi del Sentiero Iniziatico. La Nascita a
Betlemme, il Battesimo nel Giordano, la Tra-
sgurazione sul monte, la Crocissione e la
Resurrezione. Questi eventi rappresentano
cinque grandi momenti di crisi e transizione
che ogni uomo deve affrontare per giunge-
re al culmine della sua evoluzione su questo
pianeta. I riti e le cerimonie che anticamente
sancivano, allinterno dei templi, queste tra-
sformazioni, ora avvengono sui piani interiori
della vita, ma, oggi come allora, laspetto pi
importante della pratica dei misteri dato
dalla dimostrazione concreta dellavvenuto
cambiamento, interiore ed esteriore, nella
coscienza delluomo. Solo chi applica il co-
mandamento unico datoci da Ges, ama il
prossimo tuo come te stesso, testimonia con
certezza la sua appartenenza al Regno.
Mentre lesercizio dellinnocuit procede, il
chiaroveggente pu vericare dai cambia-
menti di radianza dellaura le trasformazioni
oggettive della coscienza. Lessere umano,
attivo nel quarto regno di natura, si caratte-
rizza esotericamente per tre tipi di radiazio-
ne energetica emessa, quella eterica, quella
astrale e quella mentale. Colui che inizia ad
attivare le potenzialit della sua anima, il di-
scepolo che entra nel cortile del Tempio, in-
comincia ad irradiare una luce che visibile
al di l del limite dellaura mentale. Si parla
generalmente di dieci passi che il discepolo
deve compiere prima di giungere dinnanzi al
primo portale delliniziazione, e anche questi
sono visibili come dieci livelli di frequenza
energetica crescente, presenti negli strati pi
bassi del corpo causale, o anima.
Luomo che rinasce nel Regno dei Cieli, che
con Ges nasce a Betlemme, varcando la
prima porta del Tempio, completa un primo
settore della vita del suo corpo causale, de-
nendo meglio la struttura del suo involucro
aurico. Questo avvenimento corrisponde let-
teralmente allo sbucare con la testa in una
nuova dimensione, il bambino nato, non
pi esclusivamente materiale, e lo attende
una nuova vita, fatta non solo di percezione
sensoriale, ma di esperienze relative al mon-
do dellintuizione. Cos come Ges per at-
tese trenta anni prima di manifestarsi, anche
il novello iniziato dovr crescere in sapienza,
continuando con tenacia sul sentiero verso
la maturit nel Regno dei Cieli. Infatti, se
vero che oramai lanima una realt, anche
vero che la personalit, con i suoi limiti, rap-
presenta ancora la parte pi consistente della
sua coscienza. Questo fatto determina spes-
so confusione perch nei cosiddetti ambienti
spiritualisti si ritiene, non di rado, che liniziato
sia una diafana gura che aleggia al di sopra
dellumanit, dimenticando invece che, n-
ch egli non avr completato lo sviluppo della
sua anima, i suoi piedi saranno nel fango ed il
suo sguardo sar rivolto verso il cielo.
Il secondo grande passaggio denito il Bat-
tesimo nel Giordano. Laura causale diviene
ancora pi luminosa, raggiungendo una spe-
cicit che nella vita del Maestro coincise con
la discesa dello Spirito Santo e con lincarna-
zione del Cristo, mentre una voce dal Cielo di-
ceva: questo il Figlio mio prediletto nel qua-
le mi sono compiaciuto. I quaranta giorni nel
deserto danno atto delle prove superate dal-
liniziato per realizzare questo pi elevato sta-
to di coscienza. La personalit ancora pre-
sente, ma il crescere dellanima coincide con
la capacit sempre pi rilevante di dominare
il male in s. Infatti solo dopo la seconda
iniziazione che veramente non si torna pi in-
dietro, ossia, pur continuando ad albergare in
s degli aspetti deleteri e distruttivi, la perso-
na potr continuare il suo percorso solo sulla
strada del bene. Il sentiero oscuro, della ma-
gia nera, dellegoismo e dellannichilimento,
non eserciter pi la sua attrazione. Liniziato
diviene sempre pi in grado di servire luma-
nit, come ci dimostra Ges, che superate le
tentazioni del demonio, inizia la sua missione
pubblica. In Oriente questo passaggio viene
anche denito lingresso nella corrente, per-
ch effettivamente solo da questo livello di
coscienza si inizia a servire con efcacia.
Dopo tre anni di predicazione pubblica il Mae-
stro prende con s tre discepoli e sale sul
monte Tabor. In quella situazione le sue ve-
sti divengono di luce, mentre, dinanzi ai suoi
sbigottiti discepoli, egli parla con gli antichi
profeti.
La terza iniziazione, o Trasgurazione sul
monte, segna la maturit dellanima. La sua
radianza diviene molto intensa e la sua ca-
pacit magnetica forte, tanto che ormai la
personalit umana quasi completamente
dominata dalla luce dellanima. Infatti la voce
di Dio, che si sente in questa circostanza,
mentre la luce investe Ges, tuona dallalto:
questo il mio glio prediletto nel quale mi
sono compiaciuto, ascoltatelo. Questultima
esortazione era assente al momento del Bat-
tesimo, mentre ora viene espressa, in con-
siderazione del fatto che il glio prediletto,
lanima, il Cristo in ognuno, lemanazione
pi diretta del Padre, lo Spirito o Monade, che
rappresenta la nostra vera essenza. Quando
il corpo causale, nel corso dellevoluzione
dellessere, diviene sufcientemente ma-
turo, ossia lanima raggiunge let adulta, le
imperfezioni della personalit non hanno pi
uninuenza determinante nella coscienza
delluomo. Vi saranno ancora manifestazioni
dolorose e distruttive, ma la luce dellanima
pu rapidamente superare queste attrazioni
e comprendere molto meglio la sua parteci-
pazione al Piano divino di perfezionamento
della vita stessa. Lessere diviene afdabile e
la sua visione interiore aderente, per lo pi,
alla realt della vita e non alle proiezioni od
illusioni che di solito accompagnano la perce-
zione umana. Liniziato ora veramente utile
nel suo servizio allumanit, grande la sua
capacit di amare e di includere, forte la sua
aspirazione al bello, al buono e al vero.
A questo punto per, contrariamente alle
istanze della pur presente personalit, sim-
boleggiata dai tre discepoli che avrebbero
voluto rimanere sul monte per sempre, per-
36
ch bello stare qui, lanima comprende il
suo compito e sa che deve scendere verso
Gerusalemme, per mangiare la Pasqua e mo-
rire. La quarta iniziazione, o Crocissione, che
comporta il superamento di tutte le istanze
materiali, coincidendo con ci che in Orien-
te chiamata illuminazione, ci mostra due
aspetti signicativi. Il primo, quello dellistitu-
zione delleucaristia, nel quale Ges si propo-
ne come lagnello di Dio che toglie i peccati
dal mondo, dimostrandoci come lanima, per
compiere se stessa, deve comprendere il
senso del sacricio in funzione dellumanit
sofferente. Il secondo, quello della preghiera
nellorto degli ulivi, dove vengono vinte tutte
le residue illusioni relative alla propria natura
umana, che ancora manifesta resistenze nei
confronti dellevoluzione. Laccettare di bere
quel calice no allultima goccia signica che
si compiuta ogni esperienza umanamente
possibile, si compreso leffetto di ogni cau-
sa agita in ogni tempo e lamore pu essere
vissuto senza limiti perch lesperienza ci ha
unito (yoga = unione) ad ogni cosa e ad ogni
essere di questo pianeta, per cui la compas-
sione, il patire con, diviene vera norma di vita.
Laffermazione di Ges in croce, ecco tutto
compiuto, nelle tue mani Padre rimetto il mio
spirito, sintetizzano quella che ora una real-
t per liniziato, ossia che non vi pi bisogno
di ritornare nel mondo. La ruota del karma,
secondo gli insegnamenti orientali, interrom-
pe qui il suo eterno girare, lilluminato libe-
ro dalla necessit di reincarnarsi e lanima
sempre pi attratta dallo Spirito, il Padre o
Monade.
Di l a poco si attraverser la quinta porta del
Tempio, la Resurrezione, che segna il com-
pimento dellevoluzione nel Regno dei Cieli.
Lanima, o Angelo Solare, siede sul suo trono,
la morte vinta, la materia, inchiodata sulla
croce, viene lasciata dietro di s, nel senso
che non pi una necessit.
Luomo ora divenuto un Maestro delluma-
nit e dar il suo pieno contributo cosciente,
assieme agli altri esseri di luce della Gerar-
chia planetaria, al Piano divino di trasforma-
zione della coscienza di questo pianeta, no
al momento dellAscensione al Cielo, che lo
porr dinnanzi alla grande scelta relativa ai
sette sentieri cosmici sui quali continua levo-
luzione... Ma questa unaltra storia.
Massimo Rodolf
37
Con il termine apparenza si intende la ma-
teria, la forma tangibile animata dalla vita en-
trostante: la Madre terzo raggio di aspetto,
il fuoco per attrito prodotto dal rapporto tra
spirito e materia. Fornisce il campo di ma-
nifestazione delle varie forze ed energie. La
materia si pu considerare spirito al punto pi
basso della sua attivit ciclica.
I sette raggi hanno un effetto settemplice
sulla materia, infatti producono sette tipi psi-
cologici diversi, detti temperamenti umani.
Oltre ai sette tipi di raggio abbiamo poi le
quarantanove loro differenziazioni.
Il processo di manifestazione passa attra-
verso lattrazione di sostanza occorrente per
la manifestazione da parte delle grandi vite:
questo vale per un sistema solare, un pianeta
e un uomo, il cui aspetto Vita attira a s la ma-
teria che costituisce il suo corpo di manife-
stazione composto da un aggregato di atomi,
cellule, organi uniti in una forma che contiene
centri di vita attraverso i quali si manifestano
le qualit dei raggi che provengono da una
vita centrale con qualit proprie. Questo cen-
tro impone la sua vita su ogni atomo.
La comprensione di questa triplicit fonda-
mentale per comprendere poi tutta la psico-
logia esoterica, perch va detto che la vita
entrostante che ha costruito la forma, mentre
la tendenza odierna quella di considerare
solamente laspetto formale. In questo senso
ogni uomo un microcosmo che riproduce
le stesse modalit del macrocosmo: perci
molto utile imparare a ragionare in termini di
analogia per comprendere se stessi e luni-
verso.
Spirito, anima e corpo caratterizzano quindi
ogni vita, e ogni forma appartiene ad uno dei
raggi. Quando una vita centrale decide di in-
carnarsi e assumere una forma materiale si
crea un vortice di forza che trae a s la ma-
teria, e da questa unione fra spirito e materia
scaturisce qualcosa di nuovo che la qualit.
Vita, qualit e apparenza si sintetizzano nella
coscienza. Le cause risiedono sempre in ci
che sta dietro la forma, e in questo modo si
diventa sempre pi consapevoli dello svilup-
po psichico.
Questa premessa fondamentale per la
comprensione dei raggi. Anche luomo
costituito da una vita entrostante che chia-
miamo monade, il Padre in noi contenente
il progetto di vita, e una forma attraverso la
quale questo si realizza. La personalit la
forma perch costituita da veicoli formali
che sono il corpo sico, il corpo astrale, con il
quale possibile comunicare con lambiente
e provare emozioni, e il corpo mentale, che
serve per afferrare i concetti. Nella misura in
cui la materia interagisce con lo spirito nasce
un aspetto nuovo, che il Cristo, o laspetto
qualit.
Psicologia esoterica
Curatore: Paola Spada

LAPPARENZA
38
Noi stessi come genere umano siamo parte
del corpo di manifestazione di Dio che vuole
esprimersi: lo scopo dellevoluzione manife-
stare ci che potenziale, esprimere ci che
latente, giungere ad esprimere il progetto
della propria monade che per tanto tempo re-
sta celato e distante. Scopo della forma ce-
dere alla radiazione della qualit entrostante.
La Madre corrisponde alla personalit che
cela lanima, la quale cela il proposito. Detto
in altri termini, la Madre conduce al Figlio e il
Figlio conduce al Padre. Secondo la termino-
logia cristiana indicato lo stesso processo
di svelamento, ed ogni volta che un proces-
so inferiore viene padroneggiato si sintetizza
nel principio superiore, e nulla va perso, ma
si ritorna alla casa del Padre dopo aver vagato
nel reame dellapparenza come fece il Figliol
prodigo prima di alzarsi e decidere di tornare
alla casa di suo Padre.
Si comprende che per ogni corpo che costitui-
sce luomo esiste un raggio che lo governa,
donando qualit e distorsioni, e tutti questi
raggi portano allUno, dove tutte le differenze
si sintetizzano in ununit. Per questo motivo
si afferma che la vita una nonostante la mi-
riade di forme, le sette vite e le quarantanove
forze. Anche il proposito del nostro sistema
solare non che un settenario di un propo-
sito pi alto.
Finch luomo si identica con il suo corpo,
laspetto forma, si illude di essere separato
dal tutto perch lapparenza lo inganna fa-
cendo percepire reale leresia della separa-
zione (ci determina anche il senso dellio).
In seguito si identica con i pensieri, poi con
la qualit, e fa allora il suo ingresso nel Re-
gno dei cieli, dato che si identica con lani-
ma. Anche quando lanima perfettamente
compiuta e sta seduta sul suo trono inizia una
nuova sintesi tra anima e monade; una volta
avvenuta questa sintesi luomo irradia senza
veli la vita entrostante.
Scopo della nuova psicologia fondere, in
primo luogo, qualit e apparenza: solo stu-
diando la natura della qualit si pu produrre
unapparenza fedele. Il mondo dellapparenza
non un principio perch riceve tutte le ener-
gie dal mondo della qualit e del proposito.
Solo quando lapparenza e la qualit saran-
no comprese il proposito sottostante potr
emergere.
A quel punto dellevoluzione ogni uomo potr
essere un Signore di incessante devozione a
un obiettivo che vede e persegue, un Signore
di amore e saggezza che ama e un Signore
di conoscenza che opera con attivit intelli-
gente. Allora sar noto il signicato della bea-
titudine e della gioia, nota fondamentale del
nostro sistema solare.
Anche la forma pervasa dallanima perch
ogni atomo di sostanza ha anima: infatti il cor-
po eterico composto dallinsieme di tutti gli
atomi di sostanza, e quando lanima intera-
gisce con la forma questa esprime sensibili-
t e qualit e viene spinta ad avanzare nello
sviluppo; cos viene offerto allanima un cam-
po di esperienza e al corpo unopportunit di
rispondere allimpulso superiore dellanima.
In questo modo lanima aumenta la presa sul
suo strumento.
Scopo della razza ariana domare la forma
sica. Ci avverr per effetto dellinusso
dellenergia interiore che rivitalizzer ogni
atomo, e la forma sar cos gloricata.
Paola Spada
39
40
Mi piacerebbe con questi articoli dare un
contributo, per quanto a volte soggettivo e
poco dimostrabile, a unopinione diffusa sui
fenomeni sociali che spesso trascura i mec-
canismi che ne stanno alla base e che proprio
per questo non in grado di valutare la realt
delle cose che accadono in maniera consape-
vole e libera.
Molto si detto e molto si dice oggi sullin-
uenza sociale, fenomeno che ha iniziato a
incuriosire or or di studiosi allinizio del se-
colo scorso, soprattutto a partire dal secondo
dopoguerra, quando si cominci a chiedersi
come intere popolazioni abbiano potuto con-
dividere ideali e scopi di pochi tuttaltro che
condivisibili...
Lo studio dellinuenza sociale indaga le
modalit con cui i processi mentali, le emo-
zioni e i comportamenti degli individui o dei
gruppi sono modicati dalla presenza (effet-
tiva o simbolica) di altri individui o gruppi
1
; il
campo di indagine quindi sterminato, ma in
tempi cos fortemente colorati e anche inqui-
nati dallinformazione, locchio cade sui mass
media.
Inuenzare deriva dal latino inuere che si-
gnica uire, scorrere dentro, termine che
d perfettamente lidea di ci che potrebbe
accadere durante un processo di inuenza sia
a livello micro (di individuo) sia a livello macro
(di societ); linformazione unenergia che
uisce, che penetra, che coinvolge e avvici-
na, o allontana e separa.
Una delle pi comuni sovrapposizioni che si
possono trovare nella letteratura scientica,
ma anche nel linguaggio comune, quella di
inuenzapotere; inuenzare signica ave-
re un potere su un ipotetico bersaglio: per
potere intendiamo la capacit di far fare agli
altri quello che noi vogliamo, la capacit di in-
terferire e appunto inuenzare.
Ma cosa centrano i mass media in tutto que-
sto? Centrano, centrano
Nel 1955 una ricerca effettuata da Katz e La-
zarsfeld sulla funzione svolta dai leader dopi-
nione e dei mass media su scelte di vario tipo,
mise in luce come i media, con le loro moda-
lit diciamo per ora persuasive (nel prossimo
articolo approfondiremo questo aspetto), non
erano in grado di indurre un cambiamento
di atteggiamento o di idee, ma risultarono
efcaci unicamente come rinforzo di con-
vinzioni o scelte precedenti. Partendo dal
presupposto che lessere umano, in quanto
personalit imperfetta, perch ancora incapa-
ce di esprimere appieno le potenzialit della
sua Anima, rappresenta un bel minestrone di
qualit positive e negative che possono es-
sere stimolate o represse, qualsiasi rinforzo
precisamente studiato pu inuere in esso e
rinforzare le sue qualit (positive e negative)
spesso in maniera automatica, quindi senza
Psicologia sociale e del lavoro
Curatore: Diana Ferrazin

LINFLUENZA SOCIALE
DEI MASS MEDIA
41
trovare alcuna resistenza.
Gli orientamenti pi recenti aggiungono al-
lidea del rinforzo quella della quantit di co-
municazione a cui un soggetto esposto, per
cui per esempio pi uno guarda la televisione
e maggiore linuenza e limpatto dei me-
dia; ma allora una dieta televisiva qualita-
tivamente satura di messaggi violenti, come
quella a cui siamo oggi continuamente sotto-
posti, non che per caso intona una vibrazio-
ne negativa, quindi richiama magneticamente
in noi ci che in sintonia con essa?
Scienticamente difcilmente dimostrabile
se gli individui violenti siano attirati da pro-
grammi violenti o se invece i programmi vio-
lenti inducano comportamenti violenti; non
facile stabilire la direzione causale di tale rela-
zione, a logica le due cose non si escludono;
forse gli individui violenti, e possiamo pensa-
re che un po di violenza sia dentro ognuno di
noi (magari repressa, o furbescamente ma-
scherata), sono attirati dai programmi violen-
ti, i quali alimentano in loro la violenza interio-
re, andando a stimolarla in vario modo.
Non vi mai capitato di essere ossessionati
da un certo tipo di visioni dopo aver visto un
certo tipo di programmi televisivi? Beh, a me
si, credo quindi che losservazione di alcuni
programmi implichi una comunicazione diver-
sa dallidea dellindividuo solo, comodamente
seduto in poltrona in casa sua; una comuni-
cazione che porta a vivere su di s ci che
viene trasmesso dalla televisione, di qualsiasi
qualit esso sia, qualit che possiamo condi-
videre o meno ma con la quale in ogni caso
dobbiamo fare i conti.
Negli anni 60 Bandura e i suoi colleghi han-
no formulato la teoria dellapprendimento
sociale, secondo la quale laggressivit, qua-
le comportamento sociale, viene acquisito e
mantenuto a determinate condizioni; pur non
condividendo questo punto di vista che tra-
sferisce la responsabilit del comportamento
aggressivo allambiente, quindi al fuori da s
piuttosto che allindividuo che aggressivo,
concordo nel sostenere che losservazione di
un comportamento aggressivo, tanto pi se
produce i risultati sperati, aumenter la pro-
babilit che losservatore adotti quel compor-
tamento in situazioni analoghe.
Io aggiungo per: sempre che egli lo voglia
veramente e che quel comportamento sia in
sintonia con ci che egli nel profondo, per-
ch altrimenti rester un semplice osserva-
tore, probabilmente anche disgustato da ci
che ha osservato.
Noelle e Neumann (1974; 1984) parlano della
teoria della spirale del silenzio, secondo la
quale i media sono uno strumento attraverso
cui lopinione pubblica (o ci che deve diven-
tare opinione pubblica) esercita una pressio-
ne al conformismo, mettendo a tacere le po-
sizioni minoritarie. Questo perch coloro che
non condividono si autocensurano per paura
di essere considerati diversi e di rimanere
soli.
La tendenza allimitazione, molto presente
nei bambini ma, non dimentichiamolo, anche
negli adulti, un aspetto non trascurabile e
non fa che alimentare e sostenere tutto que-
sto processo, dimostrando ogni giorno la po-
tenza dei modelli negativi proposti dai mass
media.
Diana Ferrazin
1
A. MUCCHI FAINA, Linuenza sociale, Il
Mulino, Bologna 1996
G. GOCCI - L. Occhini, Atteggiamenti e co-
municazione, Collana Zero Collettivo ed in-
dividuazione, Edizioni Studio @lfa 2005
42
Cera una volta una Principessa dai capelli biondi
e lucenti come seta, che viveva in un palazzo
che si trovava in cima a una montagna altissi-
ma.
Il palazzo era cos vicino al cielo che si poteva
toccarlo, era per fatto di ghiaccio e non pene-
trava niente di quello che cera fuori.
I raggi del sole si infrangevano sulla reggia,
creando una luce immensa che la avvolgeva
dando vita a mille colori, e la notte le stelle, ri-
verberando sul ghiaccio, creavano uno smisura-
to manto luccicante.
Una mattina la Principessa si svegli di sopras-
salto sentendo un calore sulla sua guancia. Un
raggio di sole era entrato nella sua stanza, bu-
cando la parete di ghiaccio. Quella sensazione
piacevole la fece sorridere compiaciuta, ma,
mentre sorrideva, tre sfere di luce comparvero
nella stanza. Una era di un colore Verde sfavillan-
te, una di colore Rosso brillante e laltra di un Blu
Indaco rilucente.
Esse si muovevano velocemente girando intor-
no alla principessa, nch ad un certo punto,
aprendosi, svelarono tre gure.
La sfera rossa era la Dama del Coraggio, la sfera
Verde era La Maga del Calore e la sfera Blu In-
daco era La Saggia Pace.
La Maga del Calore, avvicinandosi alla Princi-
pessa, disse: Oh! Piccola, non ti preoccupare
di loro, voltandosi verso le due fate, so che
potrebbero trarre in inganno, ma sono buone,
sai!.
La Saggia Pace, intromettendosi, disse: Oh in-
somma, ma guardatela! impaurita.
E allora La Dama del Coraggio avvicinandosi:
Su, su non hai niente da temere.
La Principessa era disorientata, non sapeva pi
cosa pensare.
La Saggia Pace si sedette sul letto, prendendo
la mano della principessa, e accarezzandola le
disse: Adesso siamo qui, non era quello che
volevi?.
La principessa, ritraendo la mano e distanzian-
dosi con prudenza, disse: Io? Ma non ho chie-
sto nulla!.
La Maga del Calore, vedendo la resistenza della
Principessa, si sedette di fronte a lei e le disse:
Oh Principessa, non vero, stato il tuo sorri-
so che ci ha fatto giungere n qui.
Intervenne La Saggia Pace: Il tuo sorriso la
conferma di quello che gi sa il tuo cuore, e noi
siamo venute allinvocazione del tuo cuore.
E aggiunse La Dama del Coraggio: Tutto quello
che accade adesso, accadr solo perch lo vuoi
tu, noi siamo qui, perch tu adesso vuoi il co-
raggio, vuoi sentire il calore dellamore e vuoi
scoprire la pace della tua anima.
In quel momento scese nella stanza una luce
calda, quasi palpabile, accompagnata da un suo-
no soave. Fu a quel punto che la principessa si
alz, chiuse gli occhi e, focalizzando il suo pen-
siero al centro del suo cuore, allung le braccia e
Le fabe della Manu
Curatore: Manuela Baccin

LA PRINCIPESSA
CHE SVEL IL SUO CUORE
43
impose le sue mani su una parete di ghiaccio.
Dal centro del suo cuore uscirono due fasci di
luce verde, che, scivolando lungo le sue braccia,
inondarono le sue mani creando scintille anima-
te di colore rosa e, con quel calore da lei stessa
sprigionato, sciolse la parete.
La Principessa era felice e intimorita, si ritrasse
per un momento e guard le tre Fate, che a loro
volta, liete di quello che era accaduto, compren-
devano anche i timori e le paure che ella poteva
avere.
La Dama del Coraggio, prendendola tra le brac-
cia, disse: Adesso devi uscire.
La Principessa non riusc a muoversi, sentiva
correre nel suo corpo un usso glaciale che qua-
si sembrava bruciasse il suo corpo, rimase para-
lizzata, impietrita, immobile. E disse: Io adesso
ho scoperto la potenza del Calore, ma non cono-
sco il Coraggio.
La Saggia Pace rispose: Tu hai conosciuto la
potenza del Calore, perch tu sei il Calore.
In quellistante la Principessa incominci a sen-
tire una vibrazione in tutto il suo corpo e vide
dinanzi a lei un fuoco enorme e in fondo a que-
sto fuoco, al centro, una cascata dacqua fresca
e cristallina. Si lanci nel fuoco e subito si trov
circondata da amme gigantesche, che lavvol-
gevano e che le impedivano il cammino verso la
cascata, ma a quel punto pronunci queste pa-
role: Che il mio cuore faccia risuonare le note
che producono la fusione del Fuoco e dellAc-
qua, e cos il fuoco si forgi con lacqua.
La Principessa si ritrov al centro di un cerchio
formato dalle tre Fate, era immersa in una sen-
sazione di pace, il suo corpo era libero da paure
e da quel velo freddo che aveva sentito dentro
di s.
La Dama del Coraggio le disse: Adesso hai rico-
nosciuto e accettato il coraggio che c in te.
La Principessa, senza indugio, decise di uscire
dal suo palazzo e, accompagnata dalle tre Fate,
incominci un lungo viaggio, discendendo dalla
montagna, attraversando umi e laghi, boschi e
pianure
Quando un giorno, stanche per un lungo cam-
mino, si fermarono al ciglio di un ume per
refrigerarsi, la Maga del Calore le disse: Cara
Principessa, hai fatto molta strada, hai imparato
la gioia della vita, ma adesso devi sapere cosa
vuoi.
In quel momento ella fu attratta da un rumore
che proveniva dal bosco, e che si avvicinava pian
pianovide un uomo che cantava allegro, avan-
zando sempre pi verso di lei.
Lei si gir verso le Fate e disse: S, so cosa vo-
glio fare, voglio tornare alla mia casa e trasmu-
tarla in quello che adesso sono.
Luomo giunse a lei, e le disse: Felice giorna-
ta, mi presento, io sono Cavaliere Luca, sono in
viaggio da molto tempo, ho affrontato prove, ho
vissuto sofferenze, ho superato difcolt e ho
compreso che nella vita di una persona che
alla ricerca di s, una parola non detta, quando
sarebbe stato necessario dirla, unazione non
compiuta tempestivamente o dei dettagli appa-
rentemente di poca importanza, se trascurati,
possono divenire i fattori che ritardano e allon-
tanano la libert e lunione con altri compagni di
viaggio. E adesso sono di fronte a Lei, Principes-
sa, e le chiedo se vuole fare questo viaggio con
me, per trovare la strada della Pace.
La principessa rispose: Cavaliere, io ho vinto la
Paura, ho vinto la fredda morte e adesso con te
conosco la Pace nel mio cuore.
E in quellistante Le tre Fate mutarono forma,
divenendo tre fasci di luce colorata che si avvol-
sero attorno alla Principessa e al giovane Cava-
liere, assorbendosi nei loro cuori.
E nellamore vissero.
Manuela Baccin
44
Finalmente solo! Finalmente libero! Niente
pi legami e costrizioni. A questo crocevia
ci siamo salutati. La primavera alle porte.
Lodore dellerba e dei ori, il rumore del ru-
scello ed il cinguettio degli uccelli mi accom-
pagnano in questo tratto di strada.
La natura si sta risvegliando ed io con lei. Il
piacere di svolazzare come una farfalla da
ore in ore. Incontro altri viaggiatori, vengo
ospitato, amato, voluto. A volte ringrazio altre
volte scappo...verso la libert.
Le lunghe e calde giornate estive sono su-
bentrate alla frizzante primavera. I colori sono
estremi, il blu del mare e del cielo contrasta
con il giallo della terra arsa dal sole e con il
bianco splendente delle case. Fiori dai colori
forti, vivaci colpiscono la vista e lolfatto ed io
mi fermo a godere di questo spettacolo assa-
porando la mia solitudine. Lontano tanta gen-
te, tanti ossessionanti legami. Un brivido di
fastidio percorre il mio corpo. Ma io so quello
che voglio e questo il mio viaggio verso la
libert. Il paesaggio nuovamente cambiato,
le prime foglie cadono dagli alberi, le prime
nebbie offuscano la mia visione e le mie cer-
tezze. Continuo a camminare, ma ora sento
il peso dei miei passi e la solitudine inizia ad
avere il sapore del vuoto. Quanti esseri uma-
ni ho schiacciato nel ricercare la mia libert?
Quanto male ho fatto? Non posso tornare in-
dietro!
Il tempo passa, le giornate diventano sempre
pi corte, le lunghe notti sono diventate le
mie compagne di viaggio e lo zaino sempre
pi pesante. O forse il peso della vita che
inizia a gravare sulle mie spalle? Mi sveglio
al mattino immerso nella nebbia, mi corico la
UN VIAGGIO IN SOLITARIO
Curatore: Cinzia Targato
sera con il buio che mi abbraccia e mi porta
sempre pi gi. Cos la libert? Ma io sono
libero?
Mi guardo attorno e c solo silenzio, un si-
lenzio di morte. Avrei bisogno di qualcuno
che mi abbracciasse, ma non c nessuno.
Solo il freddo pungente dellinverno, dentro e
fuori di me. Il sole cos lontano. Ogni cellula
del mio essere urla il bisogno damore ma io
conosco solo il ghiaccio del mio cuore. Mi ri-
paro allinterno di una grotta. Accendo un pic-
colo fuoco, mi raggomitolo come un bimbo
attorno ad esso e piango. Il dolore al cuore
lacerante, il senso di vuoto insopportabile.
Brividi di freddo e di rabbia mi pervadono.
Una voce giunge da lontano:Non sei solo,
non lo sei mai stato.
Cerca il fuoco dellamore che presente in te.
Cerca la luce della tua anima e nutrila. Cerca
leremita nel tuo cuore e con la sua lanterna
illumina la strada che conduce alla saggezza.
Ritira i sensi, acquietali. Non cercare fuori di
te. Il vuoto che senti pu essere colmato solo
da te stesso modicando il movimento della
ruota. Lasciati toccare dalla tua anima. La-
sciati accarezzare dalla sua luce, che questa
luce possa penetrare dentro di te e colmare
il vuoto. Questa la libert che cerchi. La li-
bert di essere te stesso senza paure. Dai -
ducia alla tua anima, quella ducia che no ad
oggi hai negato a tutti compreso te stesso.
Cos come il sangue arterioso dal cuore sico
irradia nutrimento a tutte le cellule, lascia che
il tuo cuore spirituale possa nutrire te stesso
e chi attorno a te cerca lo stesso nutrimento.
Ed in questa caverna rinasci alla vita.
Cinzia Targato
La scuola intende preparare al discepolato e al cammino iniziatico, fornendo gli strumenti teorici e pratici per focalizzare stabilmen-
te la propria coscienza sul piano dellanima, requisito fondamentale per poter operare nel campo della guarigione esoterica.
Il programma, estremamente vasto, spazier dalla conoscenza dei chakra, dellaura, dei corpi sottili, al karma, alla psicologia eso-
terica, alla conoscenza e alluso dellenergie di raggio. Un guaritore esoterico deve poter aiutare i suoi fratelli a far fuire lenergia
dellanima, fonte di ogni vera guarigione, e deve sapere come questo pu avvenire in pratica. Liscrizione alla scuola comporta una
decisa scelta di vita nel senso della trasformazione del proprio s inferiore e del servizio agli altri.
Chi non avesse questi precisi intenti sappia che non potr essere accettato nella scuola, che sar fra laltro a numero chiuso.
www.scuolaenergheia.it
La scuola presente a Bergamo, Torino, Milano, Padova, Modena, Firenze, Roma, Taranto e Napoli
A S S O C I A Z I O N E
ATMAN
Associazione per lo studio del Raja Yoga
Atman in sanscrito designa il vero s dellessere umano, lo spirito assoluto, Brahman, individualizzato nelluomo. Il Raja yoga la
scienza dellessere che consente di dissipare il dolore e lignoranza, portando alla conoscenza di Atman attraverso pratiche di vita e
di meditazione sperimentate da millenni.
LAssociazione Atman nata con lo scopo di diffondere la conoscenza e la pratica del Raja yoga e di tutte quelle tradizioni esoteri-
che che hanno come fnalit il perfezionamento delluomo nel suo complesso.
www.associazioneatman.biz
La Draco Edizioni, lassociazione Atman
e la scuola Energheia sostengono lopera di
queste associazioni di solidariet.
HEWO
www.hewo-modena.it
Attiva in Etiopia ed Eritrea
e OMEO BON BON
www.csvferrara.it/articolo.php
Attiva in Madagascar
La prima rivista esoterica on-line: www.ildiscepolo.it
info@ildiscepolo.it