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IL DISCEPOLO

un porto sicuro per tutti coloro che cercano


la via, la verit e la vita
Copyright 2007
Provvedimento del Presidente del Tribunale
di Modena Iscritto al n.1866 del 19/02/2008
del Registro Stampe e Periodici.
anno 6 - n. 19
trimestrale - gennaio/marzo 2013
5,00
COPIA OMAGGIO
questa rivista emanazione della Draco Edizioni
fondata nel 2006, per diffondere in termini moderni lantica conoscenza esoterica.
in collaborazione con lassociazione Atman, fondata nel 1994
per la diffusione del raja yoga e dellesoterismo,
e di Energheia, fondata nel 1996, prima scuola italiana per terapeuti esoterici.
Nel tempo tutto cambia e niente cambia. Le realt essenziali della vita, le sue strutture fondamentali, lana-
tomia e la fsiologia della coscienza rimangono fedeli allemanazione primordiale di quel verbo che tutto
pervade. Nel tempo, quello che cambia sono i modi della manifestazione, sempre pi aderenti alle forme
cangianti che lo spirito pu usare, di era in era, nel suo lungo pellegrinaggio tra le pieghe della materia.
Nello spirito che discende nella carne si compie la parabola del fgliuol prodigo che prima o poi ritorner
nella casa del padre. Questa rivista, in fn dei conti, vuole solo prendere atto dei modi diversi oggi necessari
ad esprimere adeguatamente le immutabili verit dellantica saggezza esoterica. Questo spazio vuole essere
utile a tutti i pellegrini che nel loro viaggiare sono arrivati a rivolgere gli occhi verso la casa in cui sono nati.
Che il potere del padre, lamore del fglio e la sapienza dello spirito santo ci uniscano in ununica vita.
Massimo Rodolf
La tensione tale che il Mondo freme. Gli eventi sono in pressione. A tutti i livelli le energie del-
la Luce sono impegnate a fondo per salvarlo dalla distruzione, mentre le tenebre si insinuano, con ma-
schere luminose, decise ad annientare ci che la Luce crea e, dove possibile, a demolire le basi stesse
dellopera creativa. Nellepoca grave dellArmageddon specialmente necessario sapere quali sono
le forze che causano le azioni di ogni singolo giorno, di ogni singolo evento, di ogni fenomeno; poich
lora della decisione, e non ci sono mezze misure sulla via del Mondo del Fuoco.
Maestro Morya
Immagine di copertina:
Granada, Alhambra - Foto di Manuela Baccin
Varcheremo quella soglia e respireremo liberi la vita...
Collaborazione progetto grafco Simona Murabito
Stampato presso la tipografa Nuovagrafca s.c.
Sommario
Editoriale Curatore: Massimo Rodolf
REALIZZARE LILLUMINAZIONE COME GESTO RIVOLUZIONARIO pag. 2

Letteratura e spiritualit Curatore: Anna Todisco
PUNTI DI VISTA pag. 5

il Raja Yoga e lesoterismo Curatore: Luca Tomberli
LA TRASFORMAZIONE DELLE EMOZIONI NEGATIVE -PRIMA PARTE pag. 7

Conoscere la conoscenza Curatore: Andrea Innocenti
LIDENTIFICAZIONE OVVERO COME AVVIENE
LA COMUNICAZIONE NEL MONDO DELLE ANIME pag. 10

Il Sentiero Iniziatico Curatore: Massimo Rodolf
KUNDALINI E I TRE CHAKRA AL DI SOTTO
DEL DIAFRAMMA (quarta ed ultima parte) pag. 13

Mitologia e Sentiero Iniziatico Curatore: Graziano Fornaciari
GLI ASPETTI DELLA PERSONALIT DA TRASCENDERE pag. 15

Astrologia esoterica Curatore: Maria Grazia Barbieri
CAPRICORNUS, IL MISTERO INIZIATICO pag. 19

Geometria Sacra Curatore: Enrica Battaglia
ELEMENTI SEMPLICI DI GEOMETRIA SACRA pag. 22

Fitoterapia energetica Curatore: Donatella Donati
LE PIANTE E IL SISTEMA OSSEO pag. 24

La coppia sul sentiero Curatore: Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
UN PROBLEMA DI UDITO... O ANCHE LA SORDITA IN RELAZIONE pag. 26

Educare per la consapevolezza Curatore: Anna Grazia Fiorani
IL NOSTRO CUORE: LA FORZA CHE CI INNALZA pag. 28

La Comunicazione Umana Curatore: Anna Maria Fabene
LA NOSTRA VOCE pag. 30

Le fabe della Manu Curatore: Manuela Baccin
CONSEGUIMENTO pag. 33

Editoriale Curatore: Massimo Rodolf
LUSO ESOTERICO DEI MEZZI DI INFORMAZIONE pag. 35


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da qualche anno che non riesco a trattenermi
dallintervenire in quella che, per unesoterista
come me, potremmo denire unattivit es-
soterica. Ossia, la condizione che stiamo vi-
vendo, sia sul piano planetario che nella realt
specica del nostro paese, tale per cui mi
risulta praticamente impossibile non partecipa-
re, dicendo la mia, in questioni che, usando il
vocabolo correttamente, si potrebbero denire
politiche. Questo non signica per che io non
sia ben consapevole del fatto che la condizione
umana, e tutti i suoi concepibili cambiamenti,
ruoti attorno alla consapevolezza possibile, l
dove si giocano veramente tutte le opportuni-
t del campo dellevoluzione umana e plane-
taria. Non dimentichiamoci mai questa cosa.
Aggiungo anche, mentre sono immerso in un
frenetico giro dItalia volto a risvegliare, per
quanto possibile, le coscienze del nostro pae-
se anche in senso politico (proprio come cura
della polis, linsieme dei cittadini), che provo
un po di nostalgia per le mie tranquille ses-
sioni di carattere esoterico, e questo editoriale
espressione anche di questa sensazione.
Il vocabolo stesso illuminazione, necessa-
riamente rimanda, per quanto chiaro, a un
signicato inesprimibile a parole. vero che
potremmo limitarci allorigine etimologica,
in-luminare, da lumen, lume, che potremmo
tradurre come dar lume, splendore, svelare,
rischiarare, illustrare, ma anche vero che,
tutti coloro che hanno sperimentato questo
stato della coscienza, lo hanno denito come
indenibile. Quindi che lilluminazione sia un
paradosso, o un ossimoro? Ci di cui possiamo
parlare con maggiore sicurezza la Via verso
lIlluminazione, perch, anche se la meta ci ri-
mane oscura e imprecisata, proprio per il suo
essere al di l della ragione, la natura ci favori-
sce nel seguire il Sentiero. Infatti sono convin-
to che sia impossibile non evolvere, e che su-
perare le limitazioni della condizione umana, o
se preferite del quarto regno di natura, sia solo
una questione di tempo, legata semplicemen-
te allanzianit di servizio del principio spiri-
tuale che ogni essere incarna, vita dopo vita.
Ma fatemi comunque parlare dellIlluminazio-
ne, anche se sono il primo ad essere a cono-
scenza della sua inesprimibilit! Nel tempo, in
questa vita, leggendo avidamente sullargo-
mento, mi ero fatto unidea su questo mitico
stato della coscienza, che ho dovuto progres-
sivamente modicare. La cosa che affascinava
la mia giovane mente, come penso quella di
tantissimi altri, era la condizione di incredibile
potere sulla materia, sullo spazio ed il tempo,
che i racconti relativi a coloro che avevano
raggiunto questa condizione narravano. Com-
presa ovviamente la possibilit di superare la
sofferenza che comunque caratterizza lessere
umano. Ognuno ha il diritto di farsi le idee che
vuole sullo stato al di l della mente, perch
Editoriale
Curatore: Massimo Rodolf
REALIZZARE LILLUMINAZIONE
COME GESTO RIVOLUZIONARIO
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comunque queste pregurazioni non avranno
altro valore che quello di ombre nella notte. In
effetti solo lesperienza che pu diradare le
nebbie di una percezione non adeguata, e n-
ch ognuno, al culmine della sua personale ri-
cerca, non si trover idealmente seduto, come
Siddharta Gautama, sotto lalbero della Bodhi,
non potr comprendere veramente lessenza
del Nirvana.
Oggi, molto tempo dopo quei pruriti giovanili,
la mia idea di Illuminazione si molto sempli-
cata. Ho compreso che il potere sulla mate-
ria, lo spazio ed il tempo, altro non che quei
siddhi, o poteri, di cui parla Patanjali, il mitico
fondatore del Raja Yoga, che sorgono spon-
taneamente, come effetti collaterali dellaf-
fermazione di uno stato di coerenza interiore.
Questi non sono desiderabili in quanto tali,
tanto che possono essere ostacoli allevolu-
zione, ma divengono la normale manifestazio-
ne della realizzazione di uno stato non diviso
della propria coscienza. Ci che veramente
importante e signicativo, e che cambia ve-
ramente il senso della propria esistenza, il
conseguimento di una estremamente sempli-
ce, ma possente, coerenza di vita, che lega in
ununica e diffusa manifestazione tutto quello
che noi siamo, a partire dalla nostra sorgente
spirituale, per arrivare alle densit del nostro
corpo sico. Questo stato, come ci ricordano
le scritture indiane, viene denito di Sat, Chit,
Ananda, Essenza, Consapevolezza e Beatitudi-
ne, innite.
Sapete, non cos semplice la coerenza, al
di l delle inutili e ribadite affermazioni auto-
referenziali, perch questa non riguarda solo
lapparenza del proprio comportamento, quan-
to piuttosto la capacit percettiva di avere un
rapporto costante, consapevole e veritiero con
ogni parte del proprio essere. Semplicemente
bisogna sapere perch si pensa, si dice, o si
fa qualcosa, ossia bisogna essere consapevoli
del legame esistente tra le cause e gli effetti
di ogni cosa, senza che questo produca altera-
zione nel calmo equilibrio della propria coscien-
za. Non c molto spazio per lillusione, e quel
calmo equilibrio non in grado di mentire, o
c o non c. Ma non preoccupatevi indebi-
tamente, vedrete che sarete perfettamente a
conoscenza del momento in cui gli ultimi veli
che vi separano dalla Verit saranno bruciati dal
Fuoco dello Spirito. Anche perch non passer
inosservato il vostro essere dinnanzi allInizia-
tore Unico, che vi consegner le Chiavi della
Vita. Ecco che ho aggiunto un tocco di mistero
allinesplicabile argomento dellilluminazione.
Potete anche non credere a quello che vi ho
appena detto, ma allora, perch non vi date
da fare per vedere di persona di che cosa si
tratta?
Tornando a parlare della Via verso lIlluminazio-
ne, io concepisco tre livelli, sui quali costan-
temente ci si muove, sia individualmente che
come umanit. Vi un livello condiviso, di unu-
manit in cammino, che insieme avanza verso
i Cancelli del Tempio. A questa umanit biso-
gna parlare con il linguaggio della politica, della
giustizia sociale e di unetica basata sullamore
e linnocuit. Questo potr favorire il passaggio
in massa, tanto auspicato, da parte del genere
umano al livello successivo, quello rappresen-
tato dagli aspiranti e i discepoli che cercano la
via verso il Regno. A costoro parlano i Maestri
dellumanit, afnch pi facilmente possano
calcare il Sentiero. Poi vi il livello di esisten-
za di coloro che gi hanno consunto la propria
ruota del karma, e che permangono, come veri
Bodhisattva, per donare la propria esistenza
alla realizzazione della vita tutta. Non importa a
quale punto di questo percorso ognuno si tro-
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vi, perch sar comunque il pi appropriato per
la manifestazione del proprio essere. La cosa
che ritengo invece oggi importante, possibile
e necessaria, che tutti coloro che in qualche
modo sentono risuonare queste parole com-
prendano che lIlluminazione non solo una
vicenda di carattere personale, ma rappresenta
lespressione della nostra massima responsa-
bilit nei confronti del pianeta sul quale vivia-
mo. Desiderare lIlluminazione signica poterla
realizzare, e grande il tripudio nel Regno dei
Cieli per ogni essere che consegue la Libera-
zione da s.
Ho sempre avuto il desiderio di cambiare que-
sto mondo in un mondo migliore, da tempo ho
compreso qual la vera rivoluzione da compie-
re: realizzare se stessi per realizzarsi insieme
agli altri. Solo cos questo pianeta potr diven-
tare migliore. E allora gente, non vi viene voglia
di andare a vedere se questa benedetta Illumi-
nazione veramente quella condizione stupen-
da della coscienza umana che ci raccontano i
Saggi? Oggi sono molte le forze che ci vorreb-
bero disumani, e c chi parla di esseri post-
umani, interfacciati con le macchine, a questi io
rispondo che s, dobbiamo andare oltre luomo,
ma che questa condizione non la si trova nel-
le macchine, o nelle modicazioni genetiche,
bens in noi stessi. In noi sta la risposta ad ogni
cosa, ed in noi sta tutta la potenza e la bellez-
za delluniverso, ma tutto questo ha un senso
solo se serve, serve alla vita, serve agli altri.
Dobbiamo semplicemente scoprire che cosa
c in noi, e lasciare che la Luce sia.
Desideratelo, e allora scoprirete che, come dis-
se il dottor Frankenstein del lm di Mel Brooks:
S I - P U O - F A R E E E E E!!
Come si fa? Chiedete e vi sar dato, bussate e
vi sar aperto, provare per credere...
Massimo Rodolf
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addirittura una sorta di illusione ottica. Quan-
do poi uno stato mentale (rabbia, tristezza,
risentimento o gioia, equanimit, ottimismo)
prevale sugli altri, esso determina la qualit
globale delle nostre attitudini personali e le
emozioni ad essa collegate diventano condi-
zioni abituali. A seconda dellabitudine emo-
tiva che ci anima possiamo identicarci, nel
dialogo seguente, con San Francesco o con
il suo frate:
- Santo Francesco, un triste parmi udire -
schiare di serpi sotto gli arboscelli.
- Io non odo che il placido stormire della pine-
ta e linno degli uccelli. []
- Santo Francesco, qui saffonda e ormai vien
la sera, e siamo lungi dalle celle.
- Leva gli occhi dal fango, uomo, e vedrai nei
celesti orti riorir le stelle.
Per le stesse ragioni saremo pi o meno pro-
pensi a considerare un bicchiere met pieno,
piuttosto che met vuoto. O a vedere la rosa
sopra le spine, anzich le spine sotto la rosa.
Ma questo non vuol dire che dobbiamo arren-
derci al nostro sentire distorto e distorcente.
possibile liberarsi da quegli ostacoli che si
frappongono tra noi e la vita. Con il serio la-
voro di puricazione e riorientamento delle
energie che costituiscono il nostro campo
emotivo-mentale siamo in grado di trasfor-
Letteratura e spiritualit
Curatore: Anna Todisco

PUNTI DI VISTA
Per il suo amante una bella donna una deli-
zia; per un monaco una distrazione; per una
zanzara, un buon pasto.
In questo aforisma zen espressa in modo
conciso e chiaro una questione fondamenta-
le: le cose ci appaiono in base alle lenti o ai
ltri attraverso i quali le osserviamo. Come
a ribadire che tutto relativo e che non pu
esserci una prospettiva assoluta nel nostro
mondo. Anche il rigoroso metodo scientico
considera la possibilit di una variabile che
pu condizionare loggettivit e il risultato
dellosservazione: locchio dellosservatore.
Sappiamo bene che un evento accaduto sot-
to gli occhi di molti verr riferito in modo
diverso da ciascuno, perch vissuto diver-
samente. Ognuno avr puntato lattenzione
su un aspetto particolare della vicenda, che
sicuramente ha una qualche relazione con
la sua sensibilit, meglio anzi se ci esprimia-
mo in termini di campo di coscienza. In altre
parole la nostra visione del mondo viene con-
cretamente prodotta dallo stato della nostra
coscienza, determinante anche per ci che
concerne felicit e sofferenza, gioia e dolore,
salute e malattia. Gi agli esordi della psicolo-
gia buddista, nel quinto secolo, fu chiaro che
determinati movimenti della mente, imper-
cettibili e repentini danno forma alla nostra
realt. Uno stato mentale pu condizionare
sostanzialmente la nostra percezione, creare
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mare la nostra esistenza, liberandoci deniti-
vamente dai limiti che ci inducono a vivere in
modo illusorio, non aderente al reale.
In attesa di conquistarci con tenacia e disci-
plina un punto di vista completamente libero
da idee preconcette e sempre pi aderente
al vero, possiamo addestrarci ricorrendo a
stratagemmi che ci aiutino a rieducare la ma-
teria emotiva e mentale. Scienziati americani
hanno condotto diversi esperimenti dai quali
risulta che il livello di contentezza nella vita si
rafforza cambiando prospettiva e pensando a
come le cose potrebbero andare peggio. Da
certi esperimenti risultato un netto aumen-
to del senso di soddisfazione per la propria
vita, se si ha come termine di paragone una
situazione decisamente pi penalizzante di
quella che realmente si vive. Tale prospettiva
porta a recuperare quello che gi si possiede,
ad accontentarsi, e ci alleggerisce la vita.
Proprio come in questa divertente storiella
di A. De Mello:
Ho un disperato bisogno di aiuto, o diven-
ter matto .Viviamo in una sola stanza. Mia
moglie, i miei gli e i miei suoceri. Abbiamo i
nervi a pezzi, urliamo e gridiamo gli uni contro
gli altri. Quella stanza un inferno.
Mi prometti di fare tutto quello che ti dir?,
disse il maestro gravemente.
Giuro che far qualunque cosa.
Benissimo. Quanti animali avete?.
Una mucca, una capra e sei polli.
Prendeteli tutti nella stanza con voi. Poi tor-
na tra una settimana.
Il discepolo era atterrito. Ma aveva promes-
so di obbedire! Cos prese in casa gli animali.
Una settimana dopo torn, ridotto a un pieto-
so essere gemebondo: i miei nervi sono di-
strutti. Lo sporco! Il puzzo! Il rumore! Siamo
tutti al limite della pazzia!.
Torna indietro, disse il maestro, e metti
fuori gli animali.
Luomo and a casa di corsa. E il giorno dopo
torn, con gli occhi brillanti di gioia. Quant
dolce la vita! Gli animali se ne sono andati.
La casa un paradiso cos tranquilla, pulita
spaziosa!.
Quando poi saremo diventati abbastanza sag-
gi e sapienti, la nostra prospettiva sar diven-
tata tanto ampia e inclusiva da andare oltre
lapparenza sgradevole e difcoltosa delle
nostre esperienze, no a coglierne non solo
il giusto, ma anche lutile. Come nel caso del
su di questo apologo:
Una scimmia gett da un albero una noce di
cocco in testa a un su. Luomo lo raccolse,
ne bevve il latte, mangi la polpa e col guscio
prepar una ciotola.
Possiamo immaginare che luomo si sia sen-
tito anche grato alla vita per avergli fornito
una cos felice opportunit! il distacco di
colui che non giudica lapparenza, che vive in
modo equanime gioia e dolore, che nalmen-
te si decentrato dal suo piccolo ego, acco-
gliendo la vita cos come si presenta. Perch,
noi ancora non ce ne accorgiamo, ma per-
fetta cos com.
Anna Todisco
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vitarkabadhane pratipaksabhavanam
(Yoga Sutra 2-33)
La scienza esoterica insegna che per accede-
re al Regno dei Cieli deve essere puricata la
materia di cui si composti. Il discepolo, qua-
lunque sia il percorso intrapreso, sar chia-
mato sempre pi a trasmutare le parti oscure
della coscienza. In particolare gran parte della
sua attenzione dovr vertere sulla trasforma-
zione delle emozioni negative. Questa pratica
di vita rappresenta il vero campo di prova in
cui deve cimentarsi chi anela a ricongiungersi
allo Spirito. Troppe volte la civilt occidentale
ha espresso dei ricercatori spirituali, seppur
sinceri, che indicavano di combattere il male
negandolo, considerando esistente soltanto
il bene. La pratica continua di assoggettarsi
a livelli di riferimento elevati, oltre a produrre
dei beneci specici, se non accompagnata
dalla comprensione reale di se stessi e de-
gli altri, pu alimentare disprezzo di s e del
mondo, acuendo il senso di colpa. Prima di
poter esprimere compiutamente il bene ne-
cessario riconoscere il male che presente
in noi attraverso la sua tendenza distruttiva.
Soltanto la capacit di amare pu sanare ogni
ferita e riorientare quelle correnti divine di
energia pervertita che deniamo il male. Per
per amare veramente bisogna accettarci per
quello che siamo. Ma dato che laccettazione
di se stessi non una pratica tanto in voga
tra gli esseri umani, una volta che si inizia il
lavoro di introspezione, sembra di essere en-
trati in un labirinto senza via di uscita. Invece,
secondo i Maestri, luscita dal dedalo in cui
sembra smarrirsi la nostra vita consister nel
conoscere i meccanismi e le strutture della
coscienza iniziando a portare lattenzione sui
comportamenti. Nel come ci rapportiamo
con gli altri possiamo osservare scientica-
mente quali sono i processi della coscienza.
Quando tutto ci sar applicato in ogni area
della nostra vita, ci condurr ad una maggior
comprensione dei moti della coscienza e con-
seguentemente favorir laccettazione di se
stessi.
Gli organi di informazione continuamente ci
ricordano come nel mondo esistano la soffe-
renza e la ricerca della distruttivit. Lessere
umano ancora profondamente attratto dal
senso del peccato e dal piacere distorto del
male. Secoli di privazioni e di morticazione
della carne non hanno favorito la libert e la
gioia di vivere, anzi hanno alimentato la ricer-
ca di un piacere distorto da raggiungere in
segreto e in maniera perversa. Inoltre co-
munemente risaputo che quando qualcosa
viene proibito diviene pi attrattivo e stuzzica
maggiormente il piacere di ottenerlo. Invece
chi vuole abbracciare il bene e la gioia di vi-
vere dovr compiere alcuni passi in direzione
Il Raja Yoga e lesoterismo
Curatore: Luca Tomberli
LA TRASFORMAZIONE
DELLE EMOZIONI
NEGATIVE - PRIMA PARTE
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della propria anima. Per compiere tutto ci
Patanjali ci indica una attivit inequivocabile
Quando esistono pensieri contrari allo Yoga,
si devono coltivare quelli a essi opposti. Lo
yoga, lilluminazione, la realizzione dellunio-
ne della coscienza. Il pensiero contrario allo
Yoga, denito dagli indiani kama-manas (de-
siderio-mente), un insieme disorganico di
energie emotive e mentali avvinghiate le une
con le altre che perturba la coscienza mante-
nendola disunita. Quindi per poter esprimere
un pensiero unicante bisogna prima di tutto
riconoscere i pensieri e le emozioni contrari
allunione, applicando la pratica dellatten-
zione nella vita quotidiana, ed in particolare
necessario osservare quello che sentiamo,
pensiamo e speriamo. Il processo dellatten-
zione costante appena descritto corrisponde
a Dharana ed il passo necessario per acce-
dere a Dhyana, la meditazione, come descrit-
to da Patanjali negli Yoga Sutra.
La vita condotta dal genere umano non si pu
certo dire che ordinata e lineare come una
funzione matematica, piuttosto tende alla
schizofrenia, infatti sono molteplici gli impulsi
con cui dobbiamo fare i conti. Pulsioni, emo-
zioni, sentimenti e pensieri, non vanno quasi
mai di pari passo, anzi possiamo affermare
che il pi delle volte sono contrastanti. Si po-
trebbe obiettare asserendo che ci sono molte
persone che hanno una vita ordinata... ma sia-
mo proprio sicuri? Non che il nostro sguar-
do rimasto in supercie? veramente raro
trovare chi armonico nel proprio rapportarsi
con il mondo interiore ed esteriore. Indagate
pi a fondo e scoprirete che sotto lapparen-
te facciata rassicurante vi una massa lavica
che sta premendo per uscire. Lessere uma-
no non abituato a mettere in connessione
linterno con lesterno, cos non conoscendo
le sue potenzialit, tende ad inibire ci che
cela nel profondo. Ma questa energia poi fa
capolino nei momenti meno prevedibili. Ad
esempio osservate come si svolgono i dialo-
ghi. Oltre alla positivit di base che presen-
te quando due o pi persone parlano tra loro,
esiste una negativit strisciante, infatti una
parte del colloquio viene dedicata a criticare
gli altri e a lamentarsi che le cose non vanno
come dovrebbero, e spesso la nalit sotto-
stante della comunicazione consiste nellaf-
fermare il proprio punto di vista. Ogni nostra
azione alimentata da una serie di forze al-
cune consapevoli e altre inconsapevoli che
ne determinano lesito. Quindi se vogliamo
migliorare la nostra attivit dovremo andare
a lavorare sulle forze non ancora puricate
che ci compongono. Spesso nelle religioni
si descrive la manifestazione attraversata da
due forze il bene e il male, le quali sono in
lotta tra di loro e al praticante viene richiesto
di accordarsi al bene e di respingere il male in
tutti i modi possibili facendo leva sulla buona
volont. Lesoterismo ci insegna che il bene
ed il male hanno una matrice comune e in
particolare che il male una perturbazione
del raggio di amore divino. Se vogliamo ten-
dere al positivo, il negativo non deve esse-
re occultato, ma riprocessato alla luce della
coscienza superiore, cio la luce dellanima.
Soltanto il S superiore pu unicare la co-
scienza. Il male agisce il suo potere rimanen-
do nellombra, sottoposto alla luce divina si
squaglia come neve al sole. per questo che
necessario riprocessare consapevolmente
le tendenze distruttive che albergano nella
coscienza no a che avranno perso la loro
carica attrattiva. Tale pratica di vita non deve
essere meccanica, cio non che dobbiamo
cedere in maniera indiscriminata alle nostre
9
tendenze negative, ma dovranno essere sen-
tite e risentite cercando al contempo di espri-
mere i nostri aspetti positivi. Ogni battaglia,
anche se non ha esito positivo, diviene uno
dei mattoni con cui si costruisce il tempio del-
lo Spirito.
Nonostante viviamo in una societ tecnologi-
ca che ci permette di avvicinarci sempre pi
alle stelle o di sprofondare nellinnitamente
piccolo, gli scienziati ci ricordano che utilizzia-
mo solo una piccola parte delle potenzialit
del cervello. La coscienza dellumanit for-
temente polarizzata nel campo delle emozio-
ni. Gran parte della vita dellessere umano
determinata dallinterazione del corpo emo-
tivo con il mondo esterno, in altre parole la
percezione che abbiamo del mondo passa at-
traverso il nostro corpo emotivo che carat-
terizzato dal sentire. Se non siamo soddisfatti
nonostante abbiamo quello che ci occorre per
vivere in maniera dignitosa, molto probabil-
mente ci dipender da emozioni distruttive
che impediscono di cogliere la bellezza della
vita. Molti dei veleni che inquinano la nostra
coscienza arrivano dal mondo del sentire. La
qualit della nostra giornata determinata
in gran parte dalla natura delle emozioni che
albergano nella nostra coscienza. Sia chiaro
che sto descrivendo la situazione di persone
che dispongono del necessario per vivere de-
centemente, mentre quei fratelli che fanno
fatica a mangiare o a trovare un tetto sotto
cui ripararsi, al momento hanno altre cose
pi importanti di cui preoccuparsi. Una volta
riconosciuto che il male dentro di noi, biso-
gna iniziare a lavorare in maniera scientica
su questa energia per trasformarla. Non
un percorso facile n tanto meno veloce. Ci
vorr del tempo per processare pi volte la
coscienza e disattivare cos dei meccanismi
codicati in diverse incarnazioni. I Maestri ci
insegnano che quello che ci aspetta ne vale
la pena. Infatti pi la luce permea la coscienza
e maggiormente pu essere sperimentata la
gioia, lamore e la verit.
Luca Tomberli
10
Lidenticazione stato affermato nellartico-
lo precedente essere il mezzo della comuni-
cazione nel mondo delle anime. Dato che a
mio parere questo un tema particolarmen-
te stimolante e carico di ampie implicazioni,
continuer a commentare trascrivendo la le-
zione Quantit Qualit del maestro Kempis
(entit presentatasi agli incontri del Cerchio
Firenze 77). Questa comunicazione la de-
scrizione chiara ed approfondita di una realt
che a lui appartiene, ma che a noi scono-
sciuta, perch trascende la nostra percezio-
ne. Mi rendo perfettamente conto che a mol-
ti la cosa pu apparire discutibile e carica di
dubbi; a tale proposito mi sento di dire che il
contenuto del messaggio va preso solo come
unipotesi di lavoro, ma che non giusto por-
re barriere preclusive limitando cos allintu-
izione il suo spazio possibile di conoscenza.
Il rigore logico che sempre accompagna le
argomentazioni di Kempis aiuter la ragione
a mantenere salda la sua criticit.
Cos parla lentit:
Il ruolo degli esseri di una tale dimensione di
esistenza non comportamentale, non di
azione, anzi non in nessun modo un ruolo,
perch non rappresentare e fare, ma esse-
re e sentire. In una simile dimensione di esi-
stenza non c spazio, pur essendoci ancora
separativit; quindi gli esseri non sono pi o
meno vicini in senso spaziale, lo sono per
in senso di afnit. Tuttavia non c contatto
se non nella reciproca identicazione. In una
simile realt gli esseri non sono pi isolati di
quanto lo siano nella dimensione della perce-
zione, dove degli altri si conosce solo ci che
appare, e lintimo essere rimane sempre un
mistero.
La dimensione alla quale fa riferimento Kem-
pis quella dellanima, cos egli descrive ci
che accade sul piano del sentire, dove gli
esseri non hanno un ruolo non facendo o
rappresentando qualcosa come accade sul
piano sico, ma sono soltanto realt di sen-
tire e quindi di consapevolezza; ovviamente
quando la coscienza molto limitata questa
sar estremamente ristretta. La comunica-
zione fra le anime avviene mediante la iden-
ticazione e pu esserci essenzialmente fra
gradi di evoluzione analoghi, dopo di che la
fusione permette lunicazione fra sentire di
fatto eguali. cos che la pluralit nisce per
divenire Unit. Ci pu dare angoscia e riget-
to, difcile accettare tutto questo, la perso-
nalit si riuta di mollare la presa rinuncian-
do a se stessa. Tranquilli, lillusione della
separativit cessa soltanto quando la co-
scienza in grado di farlo, non un attimo
prima n un attimo dopo.
Ancora Kempis:
Ora, lannullamento della separativit, con-
seguente alla identicazione, non pu che es-
Conoscere la conoscenza
Curatore: Andrea Innocenti
LIDENTIFICAZIONE
OVVERO COME AVVIENE
LA COMUNICAZIONE
NEL MONDO DELLE ANIME

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sere un arricchimento delle parti. Sicch non
solo la coscienza non cessa desistere ma,
se vera lidenticazione, destinata ad am-
pliarsi sempre di pi. E che sia vera lidenti-
cazione - che rappresenta nel mondo spiritua-
le il processo analogo allattivit di relazione
degli esseri materiali - lo dimostra il fatto che
la vita naturale, pur tendendo a manifestarsi
in una molteplicit inesauribile, tuttavia non
tiene isolata ogni unit della molteplicit, ogni
individuo, ma lo pone costantemente in situa-
zioni di relazione non solo con individui appar-
tenenti alla stessa specie, ma anche con in-
dividui di specie diverse. quindi ragionevole
supporre che gli esseri spirituali soggiacciano
alla stessa legge di relazione che, nella loro
dimensione, si concretizza nellidenticazio-
ne reciproca.
Come accade nel piano della percezione,
dove le tante esperienze individuali conduco-
no al superamento delle limitazioni del senti-
re di coscienza, cos sul piano akasico liden-
ticazione arricchendo vieppi la coscienza
conduce allannullamento della separativit.
Si potrebbe dire, in maniera simbolica e for-
se un po retorica, che: Nel settimo Cielo
il cammino dei Santi verso Dio continua
con una modalit di conoscenza diversa,
quella estatica.
Continua Kempis:
Il processo di accrescimento della coscien-
za dunque inverso a quello di accrescimen-
to del numero, perch, mentre il numero
cresce con laccrescimento delle unit - cio
nella molteplicit - la coscienza si incrementa
nel diminuire delle molteplicit, per effetto
della unicazione. Il processo di identicazio-
ne delle coscienze individuali, che realizza il
superamento della separativit, va a costitu-
ire una coscienza riassuntiva e quindi totale.
In una simile coscienza tutto egualmente
sentito, cos come le singole coscienze lo
sentono: perci nella totalit nulla emerge in
particolare. Ora, se la qualit percepita uni-
tariamente, dipende dal fatto che unitaria,
perci unitaria la coscienza. E lo dimostra il
fatto che anche nel mondo della percezione,
dove tutto tende a mostrarsi diviso e molte-
plice, la consapevolezza - qualit delluomo
- pur poggiandosi su innumerevoli e distinte
informazioni fornite dai sensi, pur essendo il
risultato di segnali percepiti distintamente e
simultaneamente, tuttavia un fatto unitario,
una sintesi in cui tutte le singole informazio-
ni sono egualmente tenute presenti e che
va oltre la portata di esse, proprio per la sua
unitariet. Sicch la coscienza totale, pur fon-
dandosi sulle singole coscienze individuali,
non pu che essere unitaria e perci trascen-
derle. E siccome la coscienza qualit che si
identica con la sostanza, la coscienza totale
un essere totale che per il suo trascendere
la totalit assoluto.
C differenza fra il crescere della coscien-
za ed il crescere del numero, infatti meno la
prima frazionata pi ampia la consapevo-
lezza, mentre per il numero pi sono le unit
maggiore il numero. La logica di Kempis ci
ha condotto cos ad un punto oltre il quale
la mente razionale non pu andare, solo lin-
tuizione pu soccorrere proiettando il nostro
sentire verso lUnit; il maestro ne ben con-
sapevole e termina perci con un messaggio
mistico, che forse a qualcuno pu fare arric-
ciare il naso, ma se compreso oltre la ragione
apre il cuore.
Kempis:
Chi sei Tu, essere assoluto di cui siamo
atomi? Tu che trascendi le nostre limita-
12
zioni ed il morire di ogni istante? Tu che ci
salvi dallimmobilit e ci fai evadere dalle
condizioni di limitatezza? Tu che ci fai esi-
stere e non releghi la nostra coscienza ad
uno stato di incompletezza? Tu che esisti
nel superamento di ogni separativit, nel-
la comunione di tutti gli esseri? Chi sei?
Io sono spirito e materia, e nulla di tutto
questo. Sono maschio e femmina, e nulla
di tutto questo. Non sono neppure un io,
perch in me non esiste distinzione sepa-
razione limitazione: infatti comprendo il
Tutto. Comprendere il Tutto signica non
conoscere esclusione alcuna, privazione
alcuna; non conoscere langoscia che na-
sce dal desiderio di avere o di essere ci
che non si ha o non si . Essere il Tutto
signica Essere e, quindi, avere la pienez-
za assoluta. Per te io sono tutto quanto
ti manca per essere assoluto. Tutto quan-
to sperimenti ti conduce a me, perch io
sono il tuo destino. Apparisco nascosto ai
tuoi occhi, eppure sono palese a chi voglia
trovarmi. Non attribuirmi qualit che han-
no un contrario, perch mi limiti. Dunque
io sono illimitato. Ma pure questa una
qualit: dunque sono indenibile. Sono
il tuo essere e il tuo non essere, in forza
del quale sei come sei, imperciocch ogni
cosa del mondo relativo esiste perch
esiste il suo contrario. Ma io sono la spie-
gazione dei contrari, perch li trascendo.
Sono colui che dalla materia bruta trae la
coscienza, in forza della quale tutto esi-
ste. Se infatti ci che non esistesse o
non fosse sentito, non esisterebbe. Cos,
il prodigio dellesistenza il prodigio della
coscienza. Esistere sentire di esistere. Io
sono lesistenza assoluta. Perci, sentire
di esistere sentire me. Ogni essere mi
sente perch sente desistere, ed in forza
della sua stessa esistenza io sono presen-
te in ogni essere. La semplice coscienza di
esistere la mia pi velata manifestazio-
ne negli esseri, ma io sono anche ci che
alimenta la loro coscienza. Perci sono la
gioia che aneli e il dolore che ti schianta.
Sono lambizione che ti spinge alla con-
quista ed il vuoto che alla conquista su-
bentra. Per ampliare la tua coscienza non
esito ad edicare una civilt o a distrug-
gerla. Tutto faccio in funzione di te, del tuo
vero bene. Vedi coloro che ti circondano?
Gioiscono, soffrono, si muovono, vivono e
ci che tu vedi di loro avviene per te, glio
mio. Il sole sorge e tramonta, le stagioni
si susseguono, i pianeti percorrono le loro
orbite, gli universi nascono e periscono e
tutto ci io lo faccio accadere per te, glio
mio. Dunque io sono la sostanza che ti co-
stituisce e lo spirito che ti anima, perch
tu sei in me ed io sono in te, glio mio. Ma
non mi fermo solo a questo, perch rendo
partecipe di me stesso ogni essere ed a
ciascuno mi dono interamente senza ri-
serve, no al punto che ogni distinzione io
e te, ogni separazione, sono solo illusorie,
e lo sono solo quel tanto necessario a farti
esistere, a donare allessere la coscienza
assoluta. Questo io sono.
Andrea Innocenti
13
I questo quarto articolo sullargomento, con-
cludiamo trattando gli ultimi quattro settori
di Manipura chakra, che si estrinsecano in
altrettanti nadi, che veicolano altrettante qua-
lit della nostra coscienza, alimentando varie
parti dei nostri corpi. Nel settore superiore
del quadrante inferiore destro del chakra,
troviamo il canale energetico che alimenta in
parte il colon ascendente e il colon trasverso.
Iniziando a considerare gli aspetti pi densi
e distorti che si possono manifestare come
qualit di questo settore del chakra, la frase
che, secondo me, esprime al meglio questa
qualit : Lotto per assicurarmi il nutrimen-
to. Dove il nutrimento non deve essere
considerato solo dal punto di vista sico, ma
anche emotivo e mentale. Lessere umano
infatti, nch vive incentrato solo sulla mera
percezione di s, che possiamo denire an-
che egoismo, tende a dare molta importanza
ai ussi che arrivano alla propria persona, ten-
tando di accaparrare quanto pi possibile, sia
di cibo, che di attenzione emotiva e mentale.
Levoluzione della coscienza tende, in gene-
rale, a decentrare questi ussi energetici,
rendendoli meno egocentrici, per cui, mentre
la coscienza diventa pi coerente ed evoluta,
diminuisce lavidit, sia sica, che emotiva e
mentale. Di questo non pu che avvantag-
giarsi il nostro colon, che sar sempre meno
sottoposto a ussi energetici irritanti e di-
struttivi. In questo modo la qualit energetica
espressa da questo nadi virer sempre di pi
verso quella che io denisco Organizzazio-
ne produttiva, ossia, invece di arraffare dal-
la vita in maniera indiscriminata tutto quello
che possiamo, nalmente iniziamo a dare un
senso e unorganizzazione alla nostra attivit,
specialmente quella relativa a ci che nutre,
non solo il nostro corpo sico, ma tutta la no-
stra coscienza.
Lottavo nadi nadi, che fuoriesce dal centro
del lato destro del chakra, alimenta il fegato
ed esprime una contrapposizione dialettica
che possiamo riassumere come Io domino,
contrapposto a Io organizzo. Che dire? O sa-
rebbe forse meglio dire. che fare, per avere
un fegato in buona salute? Il fegato, secon-
do diverse chiavi di lettura della coscienza,
spesso associato con la rabbia, e direi di
poter assolutamente concordare, ma volen-
do dare una specicit alla qualit di questa
rabbia, io la denirei come legata ad un bi-
sogno di affermazione indebito della propria
personalit sugli altri. Spesso questa pro-
pensione non ben chiara a chi la esercita,
generando una condizione di compressione
e distorsione energetica, della quale il fegato
risente ulteriormente.
Quando cominciamo a capire che il mondo
non da dominare, n tanto meno da pos-
sedere, cominciamo anche a comprendere
Il Sentiero Iniziatico
Curatore: Massimo Rodolf
KUNDALINI E
I TRE CHAKRA AL DI SOTTO
DEL DIAFRAMMA (quarta ed ultima parte)
14
che facciamo parte di un tutto del quale, caso
mai, dobbiamo prenderci cura. Allora iniziamo
a dare il nostro contributo costruttivo alla vita,
in maniera sempre pi disinteressata. Il sag-
gio, secondo gli antichi testi indiani, agisce
senza cercare il frutto dellazione, quindi, la
capacit organizzativa, a differenza dellattivi-
t dominante, si volge armonicamente a rea-
lizzare nel mondo ci che pu servire, essere
utile, e non ci che voglio possedere.
Il nono canale energetico di Manipura chakra
si diparte dal quadrante superiore destro ed
alimenta il pancreas. Le sue caratteristiche
negative possono essere tradotte con Io
non sono degno, non esisto, mi punisco,
mentre il superamento di questi limiti pu
essere visto come Io abbraccio la vita, sono
parte della vita. C da dire che duemila anni
di civilt occidentale hanno reso abbastanza
bene lidea di come pu essere diffuso il sen-
so di colpa. Chiaramente una caratteristica
intrinseca alla coscienza umana, anche se io
affermo da tempo che questo sentimento
quanto di pi inutile e deleterio possa esser-
ci, perch di fatto non cambia per niente gli
avvenimenti per i quali ci si sente in colpa.
Inoltre, aggiungo, esso funge abbastanza
bene da maschera, proprio per lamentarsi di
ci che andato male, senza volerlo in realt
cambiare.
Nellaspetto distruttivo, espresso da questa
corrente energetica, c tanta rabbia, ma-
scherata da falsa modestia e senso di ina-
deguatezza. In genere poi gli esseri umani,
in questo modo, nascondono artatamente le
loro volont di dominio. Ma non in questo
contesto che voglio approfondire tematiche
diciamo psicologiche, per le quali rimando
caso mai al mio ultimo libro, La Psicologia
dello Yoga. Certo che se conoscessimo
meglio la nostra anatomia e siologia, occulte
ovviamente, probabilmente staremmo me-
glio tutti. Anche perch, afnch si potesse
realizzare una situazione di questo tipo, la co-
scienza dellintera umanit dovrebbe elevarsi
non poco, e gi questo sarebbe motivo suf-
ciente di grande benessere generalizzato.
Passare da una condizione di apparente su-
bordinazione alla vita e autopunizione, a una
completa immersione nellesistenza, com-
porta un bel cambiamento. Daltronde, la vita
umana tutta caratterizzata da una lunga
transizione dalle le nostre caratteristiche ne-
gative a quelle positive, in un processo di in-
tegrazione che dura vite e vite. E la vita stessa
non avrebbe senso se non esistessero degli
opposti da sintetizzare, anche se il pancreas,
senza dubbio, si sente molto meglio quando
riusciamo nalmente ad abbracciare la vita,
invece di rimanere in un angolo a ripetere che
non siamo degni...
Il decimo, e ultimo nadi, fuoriesce dallangolo
superiore destro del chakra, innervando la
parte destra sia della tiroide che del polmone
destro, le sue qualit contrapposte sono: Io
riuto la vita - Che la vita mi attragga. Non
raro che, nelle condizioni un po sconfor-
tate di questa nostra umanit, scarsamente
soddisfatta di s e di quel che fa, il riuto per
la vita sia una condizione abbastanza diffusa,
cos come le patologie della tiroide, o polmo-
nari. evidente che superare le sofferenze
dellumanit, sia individuali che collettive,
passa attraverso la puricazione di tute le
componenti della nostra coscienza, sia indi-
viduale che collettiva. Che dite, ci mettiamo
per strada?
Massimo Rodolf
15
In questo articolo desidero approfondire la
simbologia delle nove teste dellIdra di Lerna
che, Ercole ha dovuto affrontare nella prova
che si svolta nel segno dello Scorpione. Le
teste del mostro rappresentano gli aspetti
della personalit che devono essere trascesi
in luogo di una maggiore capacit di orientarsi
nella direzione dellanima, dando prova di es-
sere degni delliniziazione e sensibili al Piano
della Vita.
La prima testa riguarda il sesso e gi qui si
apre un mondo. La Vita sesso nel suo con-
tinuo intrecciarsi tra Spirito e Materia, nel
tentativo di produrre forme sempre pi ade-
guate, capaci di esprimere la progettualit
del Padre che nei Cieli. I problemi ci sono
e sono anche evidenti, ma al momento, pi
di tanto non si pu fare, se non osservare il
continuo emergere della distorsione riguar-
dante questo argomento. Esiste un tempo
per ogni cosa, dapprima le onde porteranno
a riva tutto il materiale e solo il riusso ci per-
metter di fare i conti con loggettivit di ci
che rimane.
Certo che il degrado evidente, ne siamo co-
stantemente immersi, ci che pu consolare
che il tutto dipende dallamore, il quale, vo-
lendo affermarsi al suo livello pi alto come
Legge di Attrazione, per il momento si deve
accontentare ad essere espresso come
desiderio e perversione dello Spirito che de-
sidera farsi carne.
Lamore vissuto dalla personalit pu consi-
derarsi magia nera, tutto ci che viene vissu-
to egoisticamente, tenendo conto solamen-
te dei propri bisogni, non pu che andare in
quella direzione. Non possiamo fare altro che
continuare a vivere rapporti insoddisfacen-
ti duciosi che limperfezione che viviamo
rappresenta la perfezione possibile in questo
momento.
La personalit ha bisogno di ruotare su se
stessa, come un cane che si morde la coda,
consumandosi gradualmente, forgiando i cor-
pi afnch possano allinearsi e contribuire al
bene comune, in parole povere, permetten-
do allanima di sedere sul suo trono. Molte
forme si susseguiranno sulla base di desideri
che tengono conto della parzialit della nostra
percezione, molti travagli ne seguiranno, ma
altrettante nascite avranno luogo e, leterno
Pellegrino penser ogni volta di essere giunto
a destinazione, ma ogni volta riprender il suo
cammino con pi esperienza e minore peso
nel cuore, vivendo in tal modo il viaggio nel
suo intimo signicato. Il Pellegrino, quando
sar dimentico di ci che lha portato a intra-
prendere il suo percorso, trover ci che gli
occorre, riconoscendo che la meta il risul-
tato delle spinte che gradatamente si esau-
riscono in luogo dellunica via che occorre
seguire, la Via del Cuore.
Mitologia e Sentiero Iniziatico
Curatore: Graziano Fornaciari
GLI ASPETTI
DELLA PERSONALIT
DA TRASCENDERE
16
La seconda testa riguarda il benessere e la
distorsione che ne consegue. Ognuno cerca
di stare in equilibrio, per quanto gli possi-
bile, motivato dalla propria insoddisfazione. Il
fatto di identicarsi in aspetti parziali della vita
non pu che produrre un senso di limitatezza,
tale da condurlo ad una strenua e continua ri-
cerca dellunit, cos da percepire il tutto con
quella sintesi necessaria a cogliere il senso di
ogni cosa.
La ricerca del benessere rappresenta qual-
cosa di irrinunciabile da sempre presente,
a partire dal momento in cui, emessi come
scintille dal seno del Padre, vaghiamo come
raminghi alla ricerca del tempo perduto. In
questo viaggio, nel quale acquisiremo grada-
tamente una maggiore inclusivit, rimarremo
imbrigliati nelle nostre illusioni, percependo
in ogni momento di quiete la ne del nostro
percorso, agendo nel tentativo di bloccare la
vita e la progettualit della nostra anima.
Nel Vangelo si afferma che luomo non avr
luogo ove ripararsi trovando rifugio, ed Erco-
le deve recidere anche questaspetto, che
renderebbe il suo cammino incerto, perch
il benessere pu divenire un impedimento a
tutti i suoi sforzi. Il possedere rischia di pro-
durre ristrettezza di visione, divenire un far-
dello troppo pesante sotto il quale lo Spirito
pu perdere defcacia, mettendo da parte le
lotte necessarie, le quali, devono rappresen-
tare il movente principale del proprio agire,
un agire che tenga conto del bene comune.
Le scelte da produrre devono essere ne-
cessariamente impopolari per la personalit
e, le vie pi brevi senza difcolt apparenti,
non devono rappresentare la nostra massima
aspirazione. I pesi inutili debbono essere ab-
bandonati, la salita sul monte delliniziazione
necessita di un passo spedito, consapevoli di
dover perdere gradatamente i propri punti di
riferimento in luogo dellanima, nalmente ri-
conosciuta come fattore dunione.
La terza testa simboleggia il denaro, che
rappresenta il problema di fondo, visto che
ogni scelta compiuta dallessere umano si
basa su delle considerazioni economiche, in-
vece di tenere conto di un approccio etico e
spirituale. Lavidit umana sembra non avere
limiti e per quanto si possieda sembra non
bastare mai, basandosi solamente su quan-
to si pu accaparrare, senza tenere conto di
ci che, a propria volta, si potrebbe donare.
La percezione delluniverso da parte delles-
sere umano si avvicina molto ad una mucca
da mungere, dove lunica cosa che conta
suggere senza dare nulla in cambio. Tutto ci
pu essere trasmutato in una volont spiri-
tuale dove il denaro sia un mezzo necessa-
rio alla creazione di una rete di luce, alla co-
struzione di forme sempre pi adeguate alla
manifestazione dello Spirito nella materia. La
distribuzione delle risorse a livello planetario
rappresenta un problema, la mancanza di
ritmo al riguardo alla base della perversio-
ne che impedisce allanima di manifestarsi
ad ogni livello. Il trattenere per s e ci che
motiva nellutilizzare il denaro come forma di
energia, concorre alla creazione di buchi neri
nella coscienza del pianeta, i quali tratterran-
no invece di rilasciare.
La quarta testa rappresenta la paura, che at-
tanaglia il genere umano attraverso molteplici
aspetti, facendolo divenire zimbello di forze
che si muovono nellombra, forze che agisco-
no per disunire, per creare frammentazione,
in modo tale che la visione sia impedita, che
la luce produca quella chiarezza necessaria
tale da bollare il male.
Il timore di mostrarci per quello che siamo ci
17
porta ad alzare delle maschere, dietro le quali
potremo alimentare ogni tipo di congettura
e giusticazione al nostro agire. In questo
modo la nostra attivit sar incentrata sul
preservare, e non a nutrire il cambiamento,
vera fonte di vita, vivendo lesperienza come
fattore determinante nel dissipare i luoghi
dafizione della personalit.
La paura, verr dissolta nel momento in cui
potremo esprimere ritmo nella nostra vita,
dove il preoccuparsi possa riprendere il suo
signicato pi aderente, nel senso che mi
pre-occupo prima, valutando le forze in gioco
ed agendo di conseguenza, ducioso del fat-
to che potr conseguire il massimo consenti-
to dalla mia consapevolezza. Invece di essere
paralizzati di fronte alle scelte e dissipare la
forza necessaria al movimento, meglio acco-
gliere i propri limiti, tramutandoli nel nostro
tesoro pi grande.
La quinta testa rappresentata dallodio, il
quale fonda le sue radici nella negazione e
rappresenta lopposto del desiderio di unio-
ne. Lessere umano nella sua ignoranza re-
spinge tutto ci che lo pu portare a contatto
con la possibilit di divenire responsabile del-
la propria vita. Fino a quando questa frequen-
za avvolta di emotivo la percezione non po-
tr che essere fallace, e quindi lanciare strali
verso coloro che disattendono le giuste e
sacrosante necessit egoistiche senza te-
nere conto dellimperfezione che ammanta
ogni essere umano.
Quanta tristezza nel sentire affermare un
grossolano ti odio e ancora peggio ascol-
tare coloro che affermano che non odiano,
semplicemente quella persona per loro non
esiste pi. Quante battaglie che non si in
grado di sostenere al proprio interno vengono
riversate allesterno mandando ambasciatori
a consegnare la dichiarazione di guerra, con
lunico scopo di alimentare quel polverone
allinterno del quale costruirsi sempre lalibi
adeguato.
La sesta testa ci conduce al desiderio di po-
tere che, quando disgiunto dallamore rap-
presenta una forza che corrompe, desiderosa
di indirizzare la vita degli altri secondo linee
prestabilite. Fino ad un certo punto i propri
desideri non tengono molto in considerazio-
ne delle necessit altrui, anzi, forse a volte
succede il contrario e lagire dellaltro viene
percepito come una minaccia tendente e le-
dere i propri insopprimibili bisogni.
Il potere, quando non tiene conto dellamore,
non pu che essere cieco, mancando della
necessaria discriminazione che solo la capa-
cit di unire pu donare. In questo modo la
forza impiegata terr conto dei bisogni altrui,
della necessit che ogni essere ha di meta-
bolizzare gli eventi con tempi e modalit pre-
stabiliti secondo la necessit oggettiva della-
nima. Esiste un tempo per ogni cosa, esiste
lattesa paziente che prima o poi sar colma-
ta, esaltando, come ha affermato il Maestro
Morya, la qualit del nostro lavoro.
La settima testa ci porta ad affrontare il
tema dellorgoglio, riferendosi alla tendenza
dellessere umano di incensarsi eccessiva-
mente, perdendo di vista il senso della realt
e la prigionia che ne deriva alimentando una
modalit di questo tipo. Bisogna sempre ce-
dere dando spazio ad una maggiore capacit
di unire i propri bisogni che interrompono il
usso della vita e che impediscono il naturale
uire delle energie, le quali debbono acqui-
sire il necessario ritmo, da sempre motivo
principale dellinsorgere della malattia in ogni
piano della coscienza. Cedere, ad un certo
punto, diventa insopprimibile, riconoscen-
18
done la giusta valenza, dove linginocchiarsi
produrr lelevazione necessaria.
Tutte le battaglie devono essere combattute
e vinte attraverso il sacricio, mettendo in
croce ogni giorno tutto ci che possibile
tramutare in luogo di una maggiore capacit
di cedere. La volont che diviene ostinazione
di grande impedimento, come lincapacit
di abbandonarsi e di esporsi nella propria im-
perfezione. Ci che ne deriver saranno resi-
stenze, a volte agite strenuamente, ma ci
che dovremo radicare e conseguire sar la
nostra disponibilit a morire nellincapacit
di ottenere secondo i nostri limitati bisogni. .
Lottava testa rappresentata dalla separa-
tivit, lincapacit di concepire tutto come
uno. Il problema deriva da una mente anali-
tica e razionale, la quale deve separare per
comprendere e metabolizzare lesperienza,
ma solo con la discesa della luce dellanima,
e con essa la maggiore capacit di sintesi so-
stenibile al momento, potr farsi largo lintui-
zione, la comprensione in assenza di ragione.
Il male non ha ragione, lignoranza non pu
arrogarsi il diritto di percepire una verit che
vada a scapito del tutto. Fino ad un certo
punto del nostro cammino, questo tipo di
atteggiamento non evitabile, lo scomporre
le cose fa parte del processo di risalita attra-
verso il quale, il gliuol prodigo ritrova la via
della casa del Padre. In futuro, risulter inevi-
tabile identicarsi sempre pi con spazi pi
ampi della propria coscienza, no a quando,
come Ercole, non percepiremo lIdra come
un soggetto unico, smettendo di identicar-
ci negli aspetti parziali, nella fattispecie nelle
nove teste.
Lultima testa ci rimanda alla crudelt, che
rappresenta la soddisfazione che gli uomini
provano a fare del male agli altri. Quanta igno-
ranza e sofferenza nel non rendersi conto
dellelevato pegno da pagare nel momento in
cui si agisce con questa modalit. Ci si erge a
giudici, a difensori di chiss quale legge, guar-
da caso aderente ai nostri bisogni tendenti ad
allontanare chiarezza dal nostro agire.
I legami fra gli esseri umani sono basati su
questo e il rapporto che ne deriva sar di di-
pendenza, dove lassenza di piacere, sar il
piacere stesso. Sembrer una contraddizione
ma il piacere viene visto come assenza del
piacere altrui. La maggiore crudelt non
rappresentata da quella sica, bens da quella
mentale. Essa pu tramutarsi in compassio-
ne, ma dovr essere esposta alla luce della
ragione, sollevata no allaria afnch perda
i suoi poteri.
In due prove, nei segni della Vergine e della
Bilancia, Ercole uccise quando avrebbe dovu-
to amare, ma nel segno dello Scorpione egli
estirp queste tendenze che lo avrebbero
danneggiato nelle prove future.
Graziano Fornaciari
19
Parlando di Cancer, abbiamo visto che, Ca-
pricornus, suo opposto polare, laltra porta
dello Zodiaco, la porta che immette nel regno
spirituale, mentre Cancer la porta di ingres-
so nella manifestazione sica. Attraverso di
esse si compie il ciclo delle rinascite e non
a caso entrambe queste costellazioni appar-
tengono alla Croce cardinale, chiamata anche
croce della Vita, croce che descrive il ciclo
periodico, limpulso ripetitivo che scandisce
il percorso della Monade nella materia, af-
nch essa, dopo avere tutto sperimentato,
possa fare ritorno alla casa del Padre.
Poi, sempre sulla Croce cardinale, abbiamo
visto Capricornus quale segno di completa-
mento, perch in esso si chiudeva il giro della
ruota come massima realizzazione possibile
per luomo attraverso il conseguimento di
una iniziazione. Capricornus la vetta del
monte dove oltre non si pu salire, e allora
luomo per giungere al suo compimento deve
scendere dallaltra parte, e rifare un altro giro
nella valle delle lacrime per risalire unaltra
vetta, sempre pi elevata, ed ecco cos re-
alizzarsi il ciclo delle rinascite espresso dalla
croce cardinale che ha in Cancer, la discesa
nella materia. Capricornus inaugura sempre
un nuovo ciclo, che sia laspirante o liniziato
a compierlo uguale; viene considerato un
punto di arrivo invece di partenza, perch
da sempre lidea di un nuovo ciclo che deve
ricominciare.
C un impulso ad essere che ci porta a di-
scendere in manifestazione nelloscurit e
nella materia dove sottostiamo a leggi che
porteranno in equilibrio gli estremi spirito-ma-
teria e questo permetter di conseguire uni-
niziazione, cio di avere una maggiore inclusi-
vit della coscienza, ma che poi ci far sentire
la necessit di ritornare a creare, attraverso
un nuovo impulso, che ci riporter nella ma-
teria con pi consapevolezza di prima per fare
un altro giro sulla ruota, e cos via, questa
levoluzione. Quindi la Monade spinta da que-
sto impulso ad essere e a creare, entra per
forza in manifestazione, attraverso le energie
di Cancer, discende nella materia per fare
esperienza, per comprendere le leggi della
vita, poi conclude in Capricornus, questo ori-
gina il ciclo delle rinascita, e questo impulso
ciclico a ripetere continuer no a che, con
laiuto di uomini iniziati liberi di entrare ed
uscire dalla manifestazione per servire, tutta
lumanit avr raggiunto la liberazione.
Quindi in Capricornus inizio e ne combacia-
no, e questo perch una volta era il decimo
e ultimo segno, che precedeva Aries, segno
iniziatore di ogni nuovo ciclo. Aquarius e Pi-
sces ancora non erano in essere a comple-
tare il ciclo zodiacale, allora giunti alla vetta
pi alta nasceva un nuovo impulso ad essere
che riportava gi a fare una nuova esperienza
Astrologia esoterica
Curatore: Maria Grazia Barbieri

CAPRICORNUS,
IL MISTERO INIZIATICO
20
per raggiungere una nuova vetta di consape-
volezza e conseguire cos una iniziazione pi
elevata.
Ora la porta di Capricornus, porta di inizia-
zione, sfocia in Aquarius, nei portatori dac-
qua, nei servitori del mondo, per poi arrivare
in Pisces, segno che segue Aquarius, dove
luomo diviene Salvatore del mondo. Allora
per realizzare Aquarius e Pisces, quindi per
essere portatore dacqua che serve gli altri
annullando se stesso e divenire un salvatore
del mondo, liniziato ritorna con la consape-
volezza di questo servizio ad addentrarsi nel-
la materia oscura. Allinizio questo impulso
istintivo, lanima che effettua tutti i giri a
lei necessari sulla grande ruota per raggiun-
gere un compimento, un completamento. La
distanza data solo dal punto evolutivo rag-
giunto, che fa agire luomo inconsapevole di
tutto ci, e la differenza che liniziato vive
con consapevolezza la scelta di fare questo
giro sulla ruota per servire la vita. Nelliniziato
non c pi una esigenza evolutiva ma una
scelta consapevole.
Quindi in Cancer luomo si immerge nella ma-
teria e acquisisce una coscienza di massa, in
Leo diventa cosciente della sua individualit,
poi in Virgo acquisisce una coscienza cristi-
ca, ma per giungere dove? Dalla coscienza
di massa di Cancer alla coscienza di gruppo
di Aquarius, con la consapevolezza di servire
lumanit. Lalfa e lomega sono in Pisces, il
quale si fonder con Aries dando inizio ad
una circolarit dove non esiste n principio n
ne, perch tutto stato equilibrato tramite
Libra e il proposito di Dio realizzato attraver-
so liniziazione in Capricornus, ma da Cancer
siamo partiti per addentrarci nella materia
e attraverso la porta di Cancer torniamo ad
immergerci con la grande consapevolezza di
servire. Questo perch possiamo considera-
re concluso in Pisces il percorso del Salvatore
del mondo, ma il Salvatore non sta da solo in
un angolo a guardare, ma agisce le qualit di
Aquarius, si addentra nella massa, con il solo
scopo di aiutare chi ancora rimasto indietro
sulla via evolutiva.
Capricornus rappresentato da tre animali
simbolici: la capra, il coccodrillo e lunicorno.
In questi tre simboli racchiusa tutta la natu-
ra umana, luomo descritto in modo com-
pleto: la capra rappresenta la densit, lavidit
che mangia tutto ci che trova, la parte si-
ca e istintiva, poi il coccodrillo che vive met
in acqua met in terra, simboleggia luomo
emotivo, inne lunicorno, che esprime il lato
spirituale delluomo. Nellunicorno troviamo
luomo spirituale compiuto, dove i due occhi
della capra sono divenuti locchio singolo di
luce, di cui parla il nuovo testamento, espres-
sione della luce dellanima.
Capricornus rappresenta il lato pi denso del-
la creazione, ma al tempo stesso porta in s
la luce pi intensa dello Spirito e sta alluomo
sotto al suo inusso, e aiutato da Saturno,
trasmutare il suo passato, distruggendo i suoi
limiti terreni, e accedere cos alle dimensioni
superiori della sua coscienza, fermando il suo
eterno viaggiare sulla ruota delle incarnazioni.
Sotto linusso di Capricornus luomo deve
ripetere questo processo: concretizzare, cri-
stallizzare e distruggere la concretezza che
ha costruito per arrivare alla liberazione de-
nitiva. Luomo deve rinunciare al lato materia-
le della vita e acquisire il distacco, ma lo deve
fare proprio quando la sua evoluzione lo porta
ad essere maggiormente attratto dalla mon-
do materiale: questa la grande prova a cui
ci sottopone Saturno signore di Capricornus.
Saturno il pianeta che offre allumanit lop-
21
portunit di affrontare, trasmutare ed esauri-
re il proprio karma. Saturno rappresenta loc-
casione karmica, il Guardiano della soglia
planetario e tutta lumanit, prima o poi, do-
vr presentarsi a lui per oltrepassare la soglia.
Il fatto che anche Ges Cristo dovette passa-
re attraverso la porta di Capricornus ci fa com-
prendere che essa la prova suprema dove
luomo deve vincere la tentazione postagli
davanti dal Capro infernale, da Satana, per
acquisire il distacco dalle cose terrene e di-
venire spirito in manifestazione. Capricornus
infatti entrambe le cose: il massimo della
tentazione della materia e la Luce pi grande
a cui accediamo con liniziazione. Come sem-
pre la vita di Cristo ci mostra la via e ci aiuta a
comprendere il signicato di Capricornus: vis-
se con umilt, serv gli altri, insegn lamore e
fu crocesso da uomini che furono spinti dal-
la paura di ci che Esso era, la perfezione in
terra. Ma attraversando la porta di Capricor-
nus Cristo consegu liniziazione ultima che lo
port alla liberazione. Capricornus anche il
segno in cui nacque Cristo, e per luomo que-
sta nascita da intendere come la seconda
nascita, espressa dalla frase di Cristo: devi
nascere due volte. E la nascita nel cuore,
il fondamento su cui sorger il quinto regno,
attraverso le iniziazioni.
Luomo divenuto iniziato in Capricornus vive
nella luce ma poi le volta le spalle, perch il
suo scopo servire, ed intento solo a guar-
dare coloro che sono rimasti indietro. Allora
rientra dalla porta di Cancer, ma con la co-
scienza ssa in Aquarius, perch conseguita
liniziazione in Capricornus, capisce il servi-
zio del portatore dacqua di Aquarius, segno
successivo, allora ritorna nella moltitudine
con questa consapevolezza. Quindi compito
dellumanit ora, proprio quello di sviluppa-
re e completare il corpo mentale, che nei suoi
aspetti superiori forma il piano causale, che
la dimora dellanima. LEt dellAcquario
aiuter luomo a compiere questo passaggio
dal regno umano al regno dellanima, e solo
allora le porte dello Zodiaco saranno simulta-
neamente aperte ed allineate per permettere
questo passaggio, alla ne della quarta ronda,
e dare cos inizio alla 6 razza madre. Un altro
grande giro sulla ruota cosmica sar compiu-
to, ma un altro ne inizier, portando lumanit
a compiere insieme un altro passo verso lal-
to, verso il divino, sulla Via innita che porta
a Dio.
Maria Grazia Barbieri
22
La geometria ha sempre rappresentato per
me un mondo magico che esprimeva la sua
bellezza attraverso la semplicit delle sue for-
me. Tracciare lo spazio di un foglio bianco con
un tratto di matita era come creare qualcosa
di vivente al mio interno, non lo conoscevo,
ma lo sentivo come unespressione creativa
della vita che mi nutriva dandomi gioia. Nel
tempo ho imparato che questo mondo magi-
co appartiene alla nostra costituzione interio-
re, e che si manifesta nel mondo attraverso
la forma; tale forma, oltre ad esprimersi con il
suo aspetto esteriore, lo fa anche e soprattut-
to con la propria qualit energetica. Il mondo
delle forme nutre cos lo spazio circostante
rendendolo pi afne a certe caratteristiche
qualitative piuttosto che ad altre.
Ogni realt manifesta ha origine da un punto
virtuale, la vita stessa, che il passaggio tra il
non essere e lessere. Cos anche in geome-
tria il punto, malgrado non abbia dimensione,
rappresenta la nascita di ogni gura piana o
tridimensionale, riferimento di ogni simme-
tria che genera armonia.
Simbolicamente, in ogni aspetto della vita,
rappresenta la partenza di un viaggio, di ogni
slancio creativo. Proviamo ad ascoltare quale
energia scorre attorno alla geometria di un
punto. Non cos banale come pu sem-
brare. Facendolo, entriamo in contatto con
il senso dimmenso intorno a cui tutto pu
essere, dove passato, presente e futuro co-
esistono; nel momento in cui da quel punto
tracciamo un segno, affermiamo qualcosa di
nuovo, una forza che entra in campo, come
quando in una mente libera sorge un pensie-
ro nuovo. I pensieri esprimono dei concetti di
varia natura, delle forze che possiamo chia-
mare anche energie, aventi vari signicati e
qualit; allo stesso modo una serie di segni
crea delle gure pi o meno armoniche, dalle
pi complesse alle pi banali, che esprimono
in chiave geometrica gli stessi concetti, ma
pi chiari, perch esenti dalle distrazioni che
invece attraversano una mente comune. Per
questo motivo il signicato di una gura geo-
metrica ordinata e simmetrica diventa simbo-
lo, sintetizzando delle forze che inuenzano
la vita circostante in modo preciso, ed il sim-
bolo diviene sacro quando la sua frequenza
elevata e tende ad armonizzare attorno a
s ci che non lo , emanando ordine, chia-
rezza e quindi bellezza. Larmonia si esprime
nellarte con la bellezza, nel suono attraverso
la melodia, e nel colore mediante la purezza
della luce. Il ritmo un elemento comune ad
ogni espressione della vita perch scandisce
lordine, la proporzione, il tempo o la giusta
tonalit, tutti aspetti necessari a determinare
equilibrio. Secondo il pensiero indiano sattva
rappresenta il ritmo, che insieme a rajas e ta-
mas, il movimento e linerzia, costituiscono
geometria sacra
Curatore: Enrica Battaglia

ELEMENTI SEMPLICI
DI GEOMETRIA SACRA
23
i tre guna ovvero i tre li che, intrecciati tra
di loro, danno vita al creato. Posti in essere
questi tre aspetti si completano a vicenda.
Cos possiamo spiegare come anche nella
geometria vi siano punti passivi e punti atti-
vi che con il giusto ritmo creano armonia. La
prima dimensione che ha origine da un punto
la retta. Essa nasce quando lUno emana se
stesso sotto forma di due principi, uno attivo
e uno passivo, lo spirito e la materia. Il pun-
to sceglie un luogo al di fuori di se stesso:
una direzione. Si verica cos una separazio-
ne, e la retta posta in essere dai due punti
sopra citati manifestandosi. Dal movimento
di una retta nasce il cerchio. Ci avviene nel
momento in cui uno degli estremi della retta
fermo, come lago del compasso, e laltro
si muove, roteandogli attorno e creando la
prima gura piana che determini uno spazio
ordinato. Il cerchio simboleggia lenergia del
cielo. Questa gura, che rappresenta lUno
in manifestazione, viene rafgurata anche
in alcune miniature medievali che riportano
limmagine di Dio Pantocrate proprio men-
tre con un compasso si appresta a disegnare
il cielo con i pianeti e le stelle, la Creazione
stessa. Il triangolo, invece, il primo poligo-
no possibile: il punto attivo pu raggiungere
una terza posizione equidistante dai primi
due punti, descrivendo un triangolo equilate-
ro; esso simboleggia la trinit, lenergia dello
Spirito Santo, il terzo raggio di aspetto detto
anche di intelligenza creativa, che d modo
alla forma di potersi manifestare completan-
do il progetto divino.
E poi il quadrato: la retta pu spostarsi pa-
rallela a se stessa pari alla propria lunghezza,
determinando i quattro lati dun quadrato che
nella simbologia cosmica rappresenta lener-
gia della terra, la materia, la concretezza. Cos
il cerchio e il quadrato sono un po come il Pa-
dre e la Madre di tutte le altre geometrie po-
ste in essere, mentre il triangolo rappresenta
laspetto coscienza.
Tra il cerchio e il quadrato esiste un rappor-
to particolare, infatti chi non avr mai sentito
parlare della quadratura del cerchio? Siamo
soliti conoscere questo rapporto geometrico
attraverso la rafgurazione delluomo vitru-
viano studiato da Leonardo da Vinci, in cui il
quadrato traduce la materia, la terra, mentre
il cerchio lo spirito, il cielo. Entrambi hanno
eguale area e perimetro mentre contempo-
raneamente circoscrivono e inscrivono nei
loro limiti la gura delluomo, perfettamente
in sintonia con le proporzioni auriche legate al
numero 1,618, gi menzionato nei precedenti
articoli. In questa emblematica gura luomo
il centro, la fusione tra i due archetipi lega-
ti alla natura di tutta la manifestazione, colui
che attraverso il proprio sentiero cresce in
consapevolezza, armonizzando in s lo yin e
lo yang del Tao orientale, diventandone il por-
tavoce, la coscienza del percorso che riporta
il gliol prodigo alla casa del padre, colmo di
sapienza e pronto per intraprendere un nuovo
viaggio che lo porter ancora pi vicino alla
luce di nuove stelle.
Enrica Battaglia
24
Le piante hanno molto a che vedere con noi.
Anchesse, per esempio, hanno uno schele-
tro che le sostiene, e hanno anche cellule,
organi, tessuti ed apparati. Certo, non pos-
siamo chiamarli e paragonarli ai nostri, ma
possiamo accettare, che hanno anchesse,
una struttura differenziata. Se le piante non
ci assomigliassero, i loro prodotti non sareb-
bero utili alla nostra salute. Le piante hanno
anche loro un sistema osseo (il fusto), che
fondamentale per la loro sopravvivenza.
Il fusto una struttura complicata che si di-
versica anche da pianta a pianta. In alcune
troviamo una struttura pi differenziata, in al-
tre una composizione del fusto pi semplice
e, passatemi il termine, meno evoluta.
Allinterno del fusto legnoso troviamo diverse
suddivisioni: dallepidermide al midollo, un p
come il nostro sistema osseo, senza entrare
nel particolare e nella materia specicamente
botanica, possiamo aggiungere che, il fusto,
come il sistema osseo si nutre di minerali
come calcio, fosforo, rame, ect, indispensa-
bili, anche sotto forma di cofattori, alla costi-
tuzione e alla trasformazione cellulare.
Partendo dalle considerazioni sopra elencate,
possiamo intuire allora la possibilit che le
piante ci possano sostenere, in maniera de-
licata ma precisa, e questo discorso vale an-
che il sistema osseo. Tra le piante pi efcaci
c lequiseto (Equisetum Arvense), ricchissi-
mo di sali minerali, tra i quali spicca il potassio
(indispensabile per gli scambi cellulari), laci-
do ossalico, di fondamentale importanza,che,
una volta trasformato, serve in maniera diret-
ta alla produzione di energia.
Lequiseto in estratto secco pi indicato
come remineralizzante e in estratto uido o
tintura madre pi adatto come diuretico e
antinammatorio (grazie ai avonoidi conte-
nuti...).
Un altra pianta dalle propriet quasi inaspetta-
te il calamo aromatico (Acorus Calamus L),
usato prevalentemente nella medicina occi-
dentale come stomachico e digestivo, ma ha
in realt diverse attivit sullosso, infatti, nella
medicina tradizionale cinese viene usato per
lartrite reumatoide, essendo il calamo un
potente antinammatorio grazie ad alcuni se-
squiterpeni, alcoli e aldeidi contenuti nel suo
rizoma. Il rizoma anche ricco di minerali, uti-
li al nutrimento dellosso e al suo sostegno
contro gli agenti tossici.
Unaltra pianta, di cui ho gi trattato, ma dalle
molteplici attivit il ribes nigrum (Ribes Ni-
grum), nelle sue foglie ci sono principi attivi
altamente decongestionanti e diuretici come
i polifenoli e i triterpeni. Ha una potente azio-
ne di drenaggio dellacido urico in eccesso.
Attraverso la sua eliminazione, sostiene la
pulizia di cartilagini e articolazioni, prevenen-
do, cos, artriti e artrosi
Fitoterapia energetica
Curatore: Donatella Donati
LE PIANTE E
IL SISTEMA OSSEO
25
Tante sono le piante che possono sostenere
losso e i suoi annessi, ma tra le pi indica-
te, mi sovviene, anche, il frassino (Fraxinus
excelsior), le cui foglie hanno unelevata atti-
vit antiartritica e antigottosa (torniamo sem-
pre allacido urico...), i glicosidi contenuti e gli
acidi organici permettono la depurazione
profonda dei componenti ossei che assorbo-
no le sostanze di scarto e non hanno la pos-
sibilit di eliminarle in maniera indipendente.
Tra i minerali, introdotto come oligoelemen-
to, spicca, per la sua azione sulle ossa il boro.
Il boro fornisce minerali precisi alla struttu-
ra ossea e, contemporaneamente, sostiene
lassimilazione del calcio nelle ossa stesse.
La sua azione duplice: da una parte forni-
sce i mattoni per la struttura ossea, dallaltra
assembla questi mattoni assicurandosi che
quelli indispensabili (lo ione Calcio) non man-
chino e siano sempre a disposizione per la
costruzione ossea. Un altro microelemento
indispensabile per la costruzione e il soste-
gno dellosso il selenio. Il selenio, in realt,
conosciuto come antiossidante e ha molte-
plici attivit (ci sono per esempio degli enzimi
selenio-dipendenti indispensabili per il buon
funzionamento del sistema immunitario). Se
le nostre cellule funzionano in maniera ade-
guata, riducendo i processi ossidativi al mi-
nimo, il sistema osseo nel tempo, si degrada
in maniera minore, rimane pi giovane e
diminuisce cos la possibilit che insorgano
malattie come l osteoporosi.
Il sistema osseo risente della forza gravita-
zionale e per questo ha bisogno di materia
densa, che crei forze coesive atte a contro-
bilanciare la spinta alla dissoluzione o allal-
terazione di uno stato sico, (esempio pas-
sare dal sico alletere...). Poi non dobbiamo
dimenticare che il sistema osseo ci collega
con gli altri regni e con ci che siamo stati,
e con ci che ci circonda continuamente;
un po come fare nta di non avere un cogno-
me, nessun avo, nessuna radice familiare...
impossibile, no?
Le piante che trovano sintonia con il sistema
osseo e i suoi componenti sono sicuramen-
te le piante pi grezze, quelle pi vicine al
mondo minerale, quelle che spesso possono
risultare un p indigeste, per lappunto pe-
santi, ma sono utili ad alleviare un disagio
organico (ad esempio lartrosi), un avvelena-
mento ambientale (inquinamento da metalli
pesanti) che altera, anche, lequilibrio del
sistema osseo. Le piante sono utili, anche
nellalterare tutto ci che energeticamente ci
allontana dalla nostra umanit, tutto ci che
vuole distoglierci dalla materia che siamo e
che secondo necessit evolutive dobbiamo
essere oggi. Le piante, tranne qualche ecce-
zione, possono sostenere in maniera lumi-
nosa il nostro percorso, senza interferire nel
metabolismo e nel karma personale. Un p
come un amico (raro trovarne...) che ti sostie-
ne, c per quello che e non ti far mai del
male, almeno consapevolmente. Ma le pian-
te, nella scala evolutiva, sono pi avanti degli
uomini e si vede...
Donatella Donati
26
Sar un caso che Patanjali nella terza par-
te degli Yogasutra, il Siddhi Pada, consideri
ludito per primo, tra i sensi comunemente
conosciuti, nella direzione dello sviluppo per-
cettivo intuitivo; ascoltare e sentire, guardare
e vedere Ma lascolto prima di tutto. E
viene in mente, o meglio allorecchio, quella
trasmissione radiofonica in cui il conduttore,
conversando al telefono con una radioascol-
tatrice, essendoci problemi di audio, biascic:
parli, parli pure signora, tanto non lascol-
to
Laltro c ma non lo sento, o meglio non lo
ascolto, o, anche, ngo di ascoltarlo: a vol-
te sento come un ronzio Scherzi a parte,
ascoltare e sentire sono fasi di un proces-
so percettivo consequenziale tuttaltro che
scontato. Richiede attenzione, lascolto,
come indica letimo stesso. Bisogna volerlo,
saperlo, poterlo fare, conseguire, realizzare;
che fatica stare al mondo, eh? Un mondo
dove la massima realizzazione diviene lappli-
cazione scientica dellAmore, il cosiddetto
11 Comandamento del Maestro Ges: ama-
tevi luno con laltro. E invece, intanto che ti
lamenti, recrimini, elevi il tuo dissenso, la tua
contrapposizione, la tua giusta ingiustizia in
seno alla relazione amorosa, laltro l che
aspetta e aspetta proprio te; perch prima
di ogni altro, ha bisogno di te, e anche tu.
Certo, il rapporto sempre un dare e un ave-
re; una partita, doppia in quanto di coppia,
non certo esente da avidit, egoismo, attac-
camento, bisogno di attenzione, per cui, poi,
riorientandolo creativamente, lamore per lal-
tro pu superare progressivamente il bisogno
dellaltro, ma intanto una cosa per volta. Par-
tiamo da chi siamo, cosa facciamo, come lo
facciamo e cosa possiamo fare di meglio, con
laltro e per laltro, tanto per giocare un po
nellorticello dei nostri limiti, dove lascolto e
la conseguente comunicazione non crescono
certo spontanei, rigogliosi e prosperosi; c
da diserbare, sarchiare, fertilizzare, concima-
re, coltivare, curare, consapevolmente e con
amore. E, prima di tutto, occorre disponibilit,
vera
Viene spontaneo, leggendo queste righe,
dire: ma s, lo so, guriamoci, scopriamo
lacqua calda. Certo che lo sai, ma non
lo fai vero? Perch tra il dire e il fare c di
mezzo il Karma e nel processo creativo di co-
erenza fra pensiero, parola e azione, lascolto,
la comunicazione, trovano qualche simpatico
intoppo che li rende quantomeno discrepanti,
anche se poi con la mente, che mente sa-
pendo di mentire, ce la raccontiamo e giusti-
chiamo alla grande, tanto che ci crediamo,
e vogliamo convincere anche laltro, ma non
funziona. E anche se diamo la colpa allaltro,
non funziona
Vero che siamo spesso convinti di dialogare
La Coppia sul Sentiero
Curatore: Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
UN PROBLEMA DI UDITO...
O ANCHE
LA SORDIT IN RELAZIONE
27
mentre in realt stiamo recitando un mono-
logo dei nostri limiti, che non contempla la-
scolto; laltro c, e deve esserci come dico
io. Ma non ci pu essere ascolto dellaltro se
lascolto va alle nostre indiscutibili ragioni,
se dobbiamo a tutti i costi affermare il nostro
punto di vista che altro non che imposizione
dellego, presunzione, ignoranza. In altre pa-
role, i nostri limiti, che potremmo considerare
ironicamente come la trimurti della perso-
nalit: potere distorto, bisogno di attenzione,
imposizione e manipolazione dei ritmi. Aspet-
ti, modalit che attuiamo continuamente in
una possibile espressione damore, certo,
ma che rappresentano sicuramente unam-
pia distanza da colmare. Come? Tanto per in-
cominciare riorientando lascolto alla propria
Anima, per poi riconoscere e superare quei li-
miti, perch il Verbo che si fa carne lAnima
che uisce creativamente, senza conoscere
divisioni e contraddizioni, attraverso la per-
sonalit, ed sempre espressione dAmore,
che include, accoglie, unisce.
Opinioni, solo opinioni, siete in grado di ge-
nerare, afferma Socrate dinanzi agli irati
esponenti dellintellighenzia ateniese, affer-
mando invece, con semplicit, la necessit
del muovere dal secondo me al secondo
la vita, passando per il so di non sapere,
e la reazione astiosa forte in quanto la con-
troparte non vuole sentire ragioni, non vuole
muoversi, non vuole andare incontro allaltro,
a partire dal non ascoltarlo Non forse ci
che succede nel conitto tra Anima e perso-
nalit?
Dicevamo: amatevi luno con laltro. Non
sentimento amorevole, ma amore intelligen-
te, amore che riconosce il bisogno e le ne-
cessit della persona in quel momento, amo-
re che non perde tempo a parlare ma che si
manifesta nellazione, nel fare, nellessere
presenti nelle quotidiane necessit degli al-
tri come nelle azioni pi importanti. Questo
comandamento di Cristo il fondamento per
la nuova era, per let dellAcquario, poich
esprime il principio dellunione vera e disin-
teressata. Chi ha orecchie per intendere,
intenda. Per sentirsi meglio bisogna sentirsi,
certo, ma per sentirsi bisogna ascoltarsi, e
per ascoltarsi, bisogna ascoltare anche lal-
tro. Peraltro, se non ci fosse laltro ad offri-
re questa opportunit di espansione uditiva,
sarebbe quantomeno improbabile riuscire ad
entrare in rapporto con certe parti della no-
stra coscienza, disagiate, afitte, irritate, e
ricoperte da una spessa glassa di sordit
Limmagine delleremita, che, illuso nel suo
agognato isolamento, si ritrova ad incazzarsi
con se stesso, non capendo bene perch,
sintomatica. La vita rapporto, lascol-
to rapporto, la comunicazione rapporto:
se non c rapporto non c vita, se non c
ascolto non c comunicazione.
Gaude, Virgo Mater Christi quae per Aurem
concepisti la Madre insegna: solo attra-
verso lascolto e una piena disponibilit, pu
nascere il Figlio, ovvero lAnima e cos la
relazione.
Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
FONTI:
1) da I sette colori del cielodi Maria Grazia Barbieri,
pag.129, Draco Edizioni
28
Attraverso questo articolo desidero appro-
fondire quanto espresso in precedenza, circa
limportanza che ogni educatore sia continua-
mente in contatto con il proprio cuore e con
lo scopo educativo al quale opera, in modo
tale che possa essere sostenuto da amore e
senso di libert, solo in questo modo, ogni
ragazzo potr essere indirizzato alla compren-
sione dei suoi bisogni.
Il merito di ogni educatore deriva dalla sapien-
za, patrimonio della mente, dalla saggezza,
patrimonio emotivo-esperienziale aspetti ac-
quisiti man mano nel corso delle esperienze
della propria vita. Levoluzione un processo
spirituale, che riguarda ogni essere, anche se
non consapevole di tutto ci.
Quindi, denisco di vitale importanza, do-
ver portare lattenzione a quanto, in ognuno
di noi, che incarna un educatore, diventi un
modello umano di vitale importanza, punto di
riferimento che, con il tempo, potr sfociare
nella possibilit di condividere esperienze si-
milari piuttosto che una guida da cui dipen-
dere.
Creare dipendenza pu risultare pericoloso
e divenire negativo sia per leducatore, che
rischia di ingrandire il proprio ego a causa del
guadagno di potere capace di inuenzare gli
altri, sia per il ragazzo, che rischia di concen-
trarsi troppo nellatto di imitare ed emulare i
comportamenti e gli ideali di colui che inse-
gna.
Afnch un insegnamento sia neutro e di
sostegno, deve essere basato sullAmore
incondizionato, un Amore pronto a dare e
a non ricevere. Ma, realmente, quante per-
sone sono pronte ad attuare questa verit?
Se volete iniziare a sperimentare vi chiedo di
portare attenzione ai vostri pensieri, pensieri
che debbono essere ascoltati quando state
osservando il vostro bambino; nel fare que-
sto avete forme di pensiero in comunione?
Vi immedesimate in lui? Oppure lo osservate
immersi nel vostro stato elucubrativo, espri-
mendo pensieri rigidi che fondano le radici in
una ideologia o su ci che poco prima avete
letto in una rivista per cercare di capire i vostri
gli, cercando di carpire o di trovate riscontri
che vi possano far sentire provetti educatori.
Ora, non voglio stare ad enunciare le quali-
t che deve avere un educatore, in quanto
ognuno deve sentirsi libero di percorrere il
proprio sentiero di crescita personale in tota-
le assenza di dipendenza da forme pensie-
ro altrui, i quali, molto spesso, sono troppo
stereotipati per un individuo che aspira a cre-
scere spiritualmente. Da questo si evince la
necessit di comprendere se stessi, radican-
do lintuizione per poter insegnare a nostra
volta ci che siamo.
Questa, ora come ora, limpresa pi ar-
dua, in quanto la maggior parte degli uomi-
Educare per la consapevolezza
Curatore: Anna Grazia Fiorani
IL NOSTRO CUORE:
LA FORZA CHE CI INNALZA
29
ni preda di un sistema di pensiero e di un
ideologia che, in massima parte conduce ad
un comportamento cristallizzato, il quale, pi
vecchio e pi d sicurezza. Per confermare
ci che sto scrivendo, volgiamo la nostra at-
tenzione alla crisi educativa che si sta manife-
stando ovunque, crisi che genera paura, che
viene esorcizzata, per esempio, ripristinando i
grembiulini, in modo tale da far sentire i bam-
bini indifferenziati.
Ma come possibile?!? Ogni bambino sa-
prebbe dirci se giunto il momento di riceve-
re non nuovi grembiuli, ma giunto il momen-
to di aiutarlo a trovare la sua unicit, magari
solo ricordandoglielo, perch lunicit insita
nella ricerca e nellemersione della vita. Dob-
biamo educarlo cercando di aiutarlo a capire la
natura interiore della libert e, vi assicuro, che
mentre aiutiamo il bambino, aiutiamo anche
noi a diventare adulti, osservare e fare per ca-
pire. Per poter comprendere meglio insieme
al bambino, dobbiamo sperimentare la vita
come totalit, che, tradotto, signica aiuta-
re la mente ad andare oltre se stessa, oltre
lIO e il MIO. Solo in questo modo speri-
menteremo e capiremo i nostri limiti liberan-
docene. Personalmente sto sperimentando
questo: penso che, solo un agire di questo
tipo, ci potr permettere di divenire consape-
voli della nostra mente. Penso che nella vita
ci sia un signicato pi ampio ed elevato,
proprio leducazione di noi e dellaltro che ci
aiuta a farlo emergere, evolvendo e comple-
tandoci insieme. Possiamo essere istruiti,
ma se non possiamo integrare il pensiero e
il sentimento, le nostre vite saranno incom-
plete, contraddittorie e lacerate dalle paure.
Fino a quando leducazione non coltiver una
visione integrata della vita, non prender mai
il suo reale e profondo signicato, rimanendo
come ora, rilegata ai margini di ogni edicio
scolastico.
Il sistema scolastico ed educativo, come
qualsiasi altro sistema politico, non subisce
particolari trasformazioni, anzi, esprime un
conservatorismo che rimesta nel passato
facendo apparire il tutto come innovazione.
Le cose mutano in noi solamente quando sia-
mo in presenza di un radicale cambiamento,
prodotto da uno sguardo che tenga conto del
bene comune. Ci che pi importante lin-
dividuo, non il sistema, ma no a quando non
si comprender questo semplice processo
interiore leducazione non potr essere con-
cepita in modo armonioso ed evolutivo.
Evolversi signica essere liberi di creare.
Tutto ci non rappresenta un dono dal cielo
che si pu conseguire senza sforzo, anzi, alla
base di tutto questo vi la necessaria cono-
scenza di s. La creativit, per come la sto
sperimentando, si pu manifestare quando
siamo in una condizione dellessere in cui i
conitti e i dolori sono assenti, in quanto
uno stato in cui la mente non presa dalle
esigenze e dalle attivit di desiderio.
Se vogliamo trasmettere ai bambini tale bel-
lezza, la dobbiamo vivere prima noi, se voglia-
mo che i nostri bambini propendano verso il
bello e il piacevole, dobbiamo essere noi i pri-
mi a sperimentare ci, cos da poterlo condi-
videre. Se vogliamo che i nostri gli possano
imparare a muoversi scoprendo e divenendo
creativi, sia nellazione continua, che a volte
diviene irrefrenabile, sia nel silenzio, acqui-
sendo maggiore sensibilit, siamo noi che
dobbiamo mostraglielo, facendo lo sforzo ne-
cessario, comunicando questa fatica che, se
compresa, diverr leggera.
Anna Grazia Fiorani
30
I disturbi della voce, o disfonie, sono stati og-
getto di ricerca razionale soltanto dal secolo
scorso, dallinvenzione cio dello specchietto
laringeo da parte di Garcia. Studi al riguardo,
tuttavia, non mancarono in passato. Verso il
1600 Hieronimus Fabricius da Acquapenden-
te aveva descritto il disturbo della disfonia
chiamandola malattia dei predicatori, rife-
rendola agli sforzi ed eccessi vocali dei reli-
giosi. Le patologie della voce sono in cre-
scente aumento, soprattutto tra coloro che
utilizzano le corde vocali come strumento
fondamentale nella loro attivit lavorativa, ma
colpiscono anche al di fuori delle categorie a
rischio quando si instaurano cattive abitudini
vocali che conducono ad una condizione di
sforzo fonatorio cronico. Si stima che il 30 %
degli insegnanti soffra di disturbi persistenti
delle corde vocali, e che il 50 % lamenti di-
sturbi occasionali della voce, mentre in altre
categorie professionali a rischio si raggiungo-
no percentuali inferiori ma comunque signi-
cative. Se pensiamo a quanto sia importante
la comunicazione verbale nella vita di tutti i
giorni possiamo capire quanto i disturbi della
voce possano condizionare la qualit della
vita con ricadute sul piano economico, socia-
le e relazionale. Viviamo in una societ in cui
il rumore di fondo che accompagna le nostre
giornate in costante aumento; per farci sen-
tire siamo costretti ad aumentare il volume
della nostra voce per sovrastare il rumore di
fondo. La nostra vita spesso viene vissuta in
modo convulso ed ricca di occasioni di
stress emotivo; la tensione emotiva pu con-
tribuire allo sviluppo di patologie delle corde
vocali a causa dello stato di tensione della
muscolatura della laringe, del collo e della re-
spirazione, tensione che accresce lo sforzo
fonatorio. La voce, parlata e cantata, il risul-
tato di un gioco di forze pressorie. La prima
data dalla colonna daria espiratoria che dai
polmoni sale verso lalto, no a raggiungere
lo spazio esterno; la seconda costituita dalla
laringe che, attraverso i movimenti di addu-
zione e di tensione delle varie cartilagini di cui
composta, oppone resistenza alla fuoriusci-
ta della colonna espiratoria. La voce il suo-
no prodotto dalla vibrazione delle corde voca-
li situate nella laringe, sede della fonazione e
situata nella parte anteriore del collo. Il mo-
tore, per la produzione del suono, laria
che viene immagazzinata dai polmoni in fase
inspiratoria. I polmoni sono ospitati dallelasti-
ca gabbia toracica e poggiano sul diaframma,
spessa e ampia membrana muscolare oriz-
zontale che separa lapparato respiratorio (si-
stema cardiaco compreso) dai visceri addo-
minali. Il diaframma il regolatore della
funzione respiratoria, sia in fase inspiratoria
sia in quella espiratoria. In fase di espirazione
laria sale verso il tubo tracheale, lasciando la
La Comunicazione Umana
Curatore: Anna Maria Fabene
LA NOSTRA VOCE
31
spugnosa massa polmonare e gli alveoli attra-
verso la ramicazione bronchiale, e giunge
alla laringe dove le corde vocali, avvicinandosi
e allontanandosi e compiendo movimenti di
tipo ondulatorio, producono la voce. I suoni
prodotti dalla laringe sono deboli e privi di co-
lore, un materiale sonoro grezzo che, modi-
cato dalle altre porzioni dellapparato fonato-
rio, convertito nella voce umana articolata.
O Devi! O Sarasvati! Risiedi Tu nel mio di-
scorso. Risiedi Tu sempre sulla punta della
mia lingua. O Madre Divina, datrice di perfet-
ta poesia. Il chakra della comunicazione, co-
munemente detto chakra della gola, lo-
calizzato nella regione del collo e delle spalle.
L azzurro luminoso il suo colore. un loto
con sedici petali che contiene tutte le vocali
sanscrite che rappresentano lo spirito mentre
le consonanti rappresentano la parte pi dura
della materia. Tutte le vibrazioni sono caratte-
rizzate dal ritmo, aspetto fondamentale della
vita e della coscienza. Lo stesso meccanismo
attraverso il quale le bre nervose portano in-
formazioni al cervello consiste in pulsazioni
ritmiche di energia. Ci che a molti di noi
manca questo senso integrante del ritmo
che connette il nucleo del nostro essere al
battito del cuore della Vita. Manchiamo di co-
ordinazione, di coesione e di grazia, per que-
sto non stiamo bene con noi stessi e col
mondo. Siamo inuenzati dallambiente attra-
verso processi di risonanza e di interferenza
attentamente studiati dalla Meditazione Tra-
scendentale. Compito dellessere umano
quello di divenire consapevole dellinuenza
positiva o negativa che esercita sullambiente
circostante con i propri pensieri, emozioni ed
azioni. Anche i chakra mostrano schemi vi-
brazionali che vanno dalle lente vibrazioni del-
la materia solida a quelle pi elevate e rapide
della coscienza pura. Linuenza esercitata
sulla materia dalle onde sonore, ovvero il
principio della risonanza, lidea base che sta
dietro ai mantra, suoni sacri usati nella medi-
tazione. La parola mantra deriva da man,
che signica mente, e tra che signica pro-
tezione, strumento. I mantra sono strumenti
per proteggere la mente dalle trappole dei
cicli non-produttivi di pensiero ed azione e
per renderla calma. La focalizzazione sulla ri-
petizione del suono favorisce larmonia e la
coerenza delle onde cerebrali, una maggiore
sincronia tra gli emisferi ed il raggiungimento
di un senso di ordine interiore. Non neces-
sario conoscere il signicato del suono per-
ch il mantra abbia effetto su di noi. Il suo
suono beneco agisce sui nostri canali subli-
minali riverberando silenziosamente armonia
nella mente e in tutte le cellule del corpo.
generalmente il foniatra che invia in rieduca-
zione ma passano molti mesi, a volte un
anno, prima che la persona si rivolga al medi-
co specialista. Confuso il disturbo della voce
per un malessere inuenzale, le persone
aspettano che passi, ma la voce ormai co-
stantemente velata e non torna pi come pri-
ma. Episodi di afonia si ripetono sempre pi
spesso creando un disagio importante, una
stanchezza generale a ne giornata e tanta
difcolt sul lavoro. Quanto pi severo il de-
cit fonatorio tanto pi aumenta lo sforzo
per tirarla fuori quella voce. Generalmente
le persone soggette a questa patologia tran-
sitoria sono molto loquaci. Parlano tanto ma
ascoltano molto poco gli altri e per prima
cosa non ascoltano mai loro stesse. Il
feedback uditivo, la capacit di auto-ascoltar-
si mentre si parla, inesistente. Qualcuno mi
rivela che per lui impossibile sostenere le
pause di silenzio con gli interlocutori, umi di
32
parole devono colmare quei vuoti. Ogni voce
ha la sua storia che lentamente viene narrata
tra un esercizio fonatorio e laltro. Una sorta
di alleanza viene a crearsi appena si comincia-
no ad avvertire i primi segnali di recupero.
Allinizio c una sorta di difdenza, si sento-
no strani nel porre attenzione ai suoni vocali-
ci, alla loro qualit, alle sensazioni che si pro-
pagano nel corpo che cos diviene la cassa di
risonanza, un luogo dove ritrovare se stessi,
basta ascoltarsi. La consapevolezza del respi-
ro, la capacit di rilassarsi imparando a visua-
lizzare immagini positive in armonia con la
vita, un mondo sconosciuto che si apre.
Quasi tutti ignorano la siologia dellapparato
fonatorio; la spiegazione data dal medico in-
viante spesso non stata sufciente per ca-
pire come esso funziona. Qualcuno sente il
bisogno di andare oltre per poter capire me-
glio se stesso. Altri fanno tesoro della tecnica
appresa per utilizzarla al momento del biso-
gno. Qualcuno interrompe la terapia, anche a
discapito della propria salute, perch grazie a
quella voce, cos particolare e sensuale, rice-
ve molti pi consensi maschili. Chi era abitua-
to ad usarla come arma per schiacciare il
prossimo, prova su di s lo stesso senso di
impotenza fatto provare agli altri. Ogni sinto-
mo ha la sua storia. Le cause affondano nelle
profondit della coscienza ma niente casua-
le. La consapevolezza, losservazione attenta
dei propri comportamenti, il riconoscimento
delle intime intenzioni che sono alla loro base
possono lentamente far maturare nelluomo
il senso di responsabilit verso la Vita e la
comprensione delle Sue leggi.
Anna Maria Fabene
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Raccontano i saggi che nei tempi in cui il male
imperava, e la Luce combatteva al anco dei
cavalieri, sulla Terra, anche se attraversata dalla
sofferenza e dalla fatica, erano presenti lAmore
e la gioia della fratellanza.
Lalleanza tra Esseri di luce e lUmanit era sanci-
ta da un legame inscindibile e da un giuramento
fatto al di l del tempo.
Cos in quellepoca la Terra era popolata da Es-
seri di luce incarnati, dalla forza del fuoco, dalla
saggezza dellamore e dalle capacit miracolose.
Il nostro pianeta visse vite e vite di guerre, vinte
dal coraggio degli uomini e dalla presenza discre-
ta di questi Esseri di luce.
Un giorno per, il loro Ordine Supremo, decise
che era giunto il tempo di ritrarsi dal piano si-
co per ritornare alle sfere alte della vita, facendo
comunque una promessa ai Maestri della Terra,
che sarebbero rimasti a presidiare il pianeta.
Da quel giorno, molto tempo trascorse e gli
uomini smarrirono la memoria di quellepoca
perdendo in quel modo anche la fedelt data dal
giuramento, assieme al sentire prodotto da quel
legame. Cos, lumanit gravata dal male, inco-
minci a diffonderlo e a condividerlo.
Smarriti nel limbo dellillusione, scesero a com-
promessi, dimenticandosi il loro coraggio e la
forza insita nella loro natura.
Oramai le prospettive di un cambiamento ap-
parivano sempre pi lontane, e cos nel giorno
pi lungo dellanno, si riunirono, alle pendici del
Monte Sacro, tutti i Maestri di ogni grado, assie-
me ai discepoli della Terra, e in silenzioso rac-
coglimento, intonarono un Mantra segreto. Dai
cuori li dargento si univano a un punto lumino-
so nel cielo che via via si avvicinava.
Rimanendo a mezzaria Il punto divenne sfera,
da essa fuoriuscirono fasci illuminati e dal loro
interno, discesero tre Esseri di Luce.
Tutti i presenti singinocchiarono al loro cospetto
congiungendo le mani a preghiera e ponendole
sopra al loro capo, In quel momento Il Gran Mae-
stro si alz e chinando la testa con le mani giunte
disse: Benvenuti, che il lo dargento sia nutrito
dalla luce del fuoco.
Gli Esseri a loro volta sinchinarono con le mani
giunte allaltezza del cuore e risposero: Che il
fuoco pervada i cuori di tutti gli esseri di questo
mondo.
Uno dei tre Esseri di Luce poi prese la parola
rivolgendosi al Maestro dei Maestri: Il vostro
mondo soffre perch luomo non crede nellu-
nione e nella vita. So che molti uomini di buona
volont stanno cercando di creare una forza di
luce, per sconggere lafizione che si sta espan-
dendo nei cuori degli uomini, che non si rendono
conto di questo veleno, che spegne lentamente
ogni scintilla appartenente al loro corpo. Non cre-
dono perch non vedonoe n che la loro cecit
rimarr giusticata dalla loro arroganza la linfa
vitale del sole rimarr lontana.
Poi si avvicin al Maestro, pose la sua mano sul-
Le fabe della Manu
Curatore: Manuela Baccin

CONSEGUIMENTO
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la fronte, e chiudendo gli occhi pronunci parole
magiche. Poi si allontan di un poco, rimanendo
in attesa
Il Gran Maestro apr gli occhi e la sua vista era
ancor pi ampia, visitava limmenso universo,
oltre le stelle, oltre le galassie posandosi su
mondi di altre epoche, viaggiava nel tempo dal
passato al futuro. La sua visione del tutto era per
chi aveva conosciuto la vita e la morte, e le aveva
comprese, perch sono la stessa cosa.
Un altro Essere di Luce a quel punto aggiunse:
Oggi il risultato di ieri ma il domani dipende-
r da cosa farai oggi per il futuro. La capacit di
vedere il passato e il futuro non porter il cam-
biamento, ma la scelta fatta adesso, questo s.
Il Gran Maestro annu, ma un discepolo allim-
provviso intervenne: La visione pu far com-
prendere cosa sia giusto oggi per il futuro, quindi
perch mio Maestro, non farne uso?
Stava per rispondere uno dei tre Esseri di luce,
ma fu fermato da un cenno del Gran Maestro,
che si avvicin al discepolo e sorridendogli gli ri-
spose: Se hai la visione nella luce per vedere di
l dalle stelle e dei mondi lontani, allora puoi fare
la scelta giusta senza luso di questa.
Poi scorse velocemente con lo sguardo tutti i
presenti e i loro occhi erano pieni di speranza
e pace. Questo era buono, pens tra se e se il
Gran Maestro.
Uno dei tre Esseri si afanc al Maestro e anche
lui guard la moltitudine di uomini che in silen-
zio aspettavano un cenno, una parola; rimase a
guardare e intanto parl al Maestro: La Terra
nei nostri pensieri di luce, lumanit legata a
noi, da un legame che il cuore immenso delle-
ternit, noi siamo pronti per combattere al vo-
stro anco, noi siamo sempre stati qui con voi.
Niente e nessuno potr distruggere tutto ci
perch impossibile sconggere lamore, e tut-
to questo ne fa parte.
Il Maestro a quel punto fece un cenno rivolto ver-
so tutti, per attirare lattenzione, e profer queste
parole: I nostri pensieri saranno il tempio delle
nostre parole, le nostre azioni porteranno in seno
il futuro. Tutto questo, solo se crederemo che
noi siamo la scelta, che noi siamo la causa del
cambiamento.
Che il velo dello sconforto possa essere strappa-
to e la gioia sia.
Che la debolezza non sia scambiata come bon-
t ma, che la grandezza della benevolenza sia la
forza in noi.
Che la conquista sia la nostra spinta in azione ma
non il nostro ne.
Che la nostra presenza discreta non sia confusa
dalla timidezza, ma sancisca la nostra verit.
Che lintolleranza sia verso il male, ma che il
male non sia la causa della nostra intolleranza.
Che il tutto sia affermato dal Conseguimento
Manuela Baccin
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Editoriale
Curatore: Massimo Rodolf
LUSO ESOTERICO
DEI MEZZI DI INFORMAZIONE
Nella nostra societ linformazione riveste
un ruolo fondamentale. In tutte le epoche,
controllare linformazione su larga scala ha
sempre signicato avere potere sulle masse.
Una considerazione che possiamo fare, para-
gonando i nostri tempi a quelli passati, che
i potenti di un tempo erano dei dilettanti ri-
spetto a chi oggi detiene le leve dellinforma-
zione. Questultima infatti ha raggiunto dei
livelli di penetrazione nella vita delle persone,
impensabile no a qualche decennio fa. Ri-
cordo, durante la mia infanzia in Venezuela,
che attraversando le favelas fuori Caracas,
si potevano notare delle antenne televisive
sulle povere baracche. Non c bisogno che
vi ricordi oggi a che punto siamo arrivati,
nellera dellIphone, Ipad, computer e tv, fra
poco ci installeranno un microchip nel cer-
vello e schermi negli occhiali, cos saremo,
nalmente, tutti connessi in rete. Daltronde,
personaggi come Casaleggio, non vedono
lora che niamo ridotti cos. Ma ci rendiamo
veramente conto delluso, che i potenti che
governano il mondo, fanno dei mezzi di co-
municazione di massa?
Tralasciando gli aspetti pi nascosti e subdoli
delle tecniche di condizionamento di massa,
che pure esistono (vedi il recente riferimento
di Putin alle armi psicotroniche), non sembra
evidente anche a voi che si stanno compien-
do grandi operazioni, anche di matrice esote-
rica, per condizionare le nostre coscienze? Mi
riferisco in particolare, nellambito di una crisi
mondiale pilotata dai grandi gangli nanziari,
alla volont di mantenere le popolazioni mon-
diali in un clima di afizione, miseria e violen-
za, sempre crescente. I fautori del cosiddetto
Nuovo Ordine Mondiale fanno di tutto, per
mantenerci in un clima di abulica paura ed
indifferenza nei confronti della vita. Si stan-
no minando tutte le radici di solidariet che
appartengono al genere umano, isolandoci
sempre di pi, soli, dietro a uno schermo, ri-
dotti perno a girare per strada con delle cuf-
ette da marziano, che ci separano addirittura
dallambiente in cui viviamo. Non viene persa
occasione dai media per rimpinzarci di orrori
truculenti e idiozie ributtanti, nel chiaro inten-
to di nutrire forme pensiero planetarie avide e
distruttive. Gente, tocca a noi ribellarci, per ri-
appropriarci delle nostre vite e del nostro pia-
neta. Resistere a questo sistema disumano
oggi diventato un obbligo da parte di tutti
coloro che hanno a cuore la vita. Ritorniamo a
sorridere, a parlarci guardandoci negli occhi,
alimentando la speranza di un mondo miglio-
re, veramente alla faccia di chi ci vuole male.
Costruiamo la vita, soprattutto per lasciarla a
quei bambini dagli occhi di luce, che stanno
nascendo e crescendo in questi anni un po
bui. Sono loro che ci stanno donando la gioia.
Massimo Rodolf
Il Portale della Consapevolezza
Cera una volta, e c ancora, Atman, associazione per lo studio del Raja Yoga e
dellesoterismo, che dal 1994, ormai da diciotto anni, un serio punto di riferimento
in Italia per la conoscenza e la pratica dello yoga e di tutto ci che serve a compren-
dere e trasformare la propria coscienza.
Cera una volta, e c ancora, Energheia, la prima scuola italiana per terapeuti
esoterici, che dal 1996, da sedici anni, forma persone che vogliono veramente
prendersi cura di s e degli altri.
Oggi c anche la Draco Edizioni e la rivista esoterica Il Discepolo, nate per
codicare e diffondere lesperienza di questo lungo periodo, per poter servire
ancora meglio una umanit allo sbando in questo periodo di grande crisi.
Tutto ci diventato ora una vera e propria scuola: Agnihotri - I Custodi del
Fuoco - Il Sentiero di Guarigione del Guerriero del Fuoco - Scuola di Yoga, Vita
e Salute, che strutturata come un percorso completo, in grado di accompagna-
re il ricercatore, dai suoi primi passi sul Sentiero della conoscenza di s, no alla
consapevolezza diretta delle realt pi profonde dellesistenza.
Ed inne, ora attivo un nuovo portale sul web, denominato Yoga, Vita e Salute,
il quale, oltre a contenere tutti i riferimenti alle attivit gi esistenti, propone discus-
sioni su un vasto panorama di argomenti, di grande attualit, sulle quali offriamo
il punto di vista proprio di chi ricerca linnocuit come regola di vita. Su questo
portale, oltre ad essere presenti tutte le attivit della scuola Agnihotri, trova posto un
blog\giornale dal nome La Finestra sul Mondo, il quale, oltre a discutere delle pi
svariate tematiche, ospita anche lattivit del RIP, ossia Riprendiamoci il Pianeta,
che si occupa pi da vicino delle emergenze vitali del pianeta. attivo anche uno
spazio dedicato alla Psicologia dello Yoga. Esiste anche, di supporto a questultimo
spazio, la possibilit di fruire di un servizio di Web Therapy, una nostra creazione,
che ha lintento di sostenere energeticamente le persone che ne facciano richiesta.
Non mancano insegnamenti sullo yoga, sia nei suoi aspetti pi divulgativi che in
quelli pi scientici, tenuti dal gruppo di insegnanti della scuola e dal suo fondatore,
Massimo Rodol, ed inne potete trovare anche uno spazio dedicato ai bambi-
ni e alleducazione allinnocuit. Ovviamente anche possibile trovare tutte le
pubblicazioni della Draco Edizioni e scaricare il pdf, o ordinare il cartaceo, della
rivista Il Discepolo. Insomma direi che abbiamo lambizione di diventare IL portale di
riferimento per tutti coloro che si vogliono dedicare seriamente alla ricerca di s, alla
conoscenza del mondo e al servizio dellumanit.
Yoga Vita e Salute
www.yogavitaesalute.it
www.yogavitaesalute.it
N
o
v
i
t

MEDICINA CONSAPEVOLE
Con un poco di zucchero la pillola andr gi?
di Domenico Battaglia
Lidea della medicina oggi quasi sempre avvicinata al concetto di
malattia, ma a me piacerebbe che fosse invece sempre pi frequen-
temente accostata al concetto di salute inteso come benessere,
come perseguimento di uno stato che non solo assenza di ma-
lattia ma pienezza e consapevolezza dello scorrere della vita in noi.
Per fare questo servono delle informazioni, delle conoscenze, degli
strumenti che ci consentano di operare delle scelte il pi consape-
voli possibili, anche in riferimento al momento storico di ciascuno
di noi e al nostro bisogno di esperienza.
Il percorso di questo libro oscilla dal macrocosmo al microcosmo,
conscio del fatto che il nostro corpo non pu essere visto e vissuto
semplicisticamente come una scatola-contenitore di organi ed ap-
parati, che svolgono ognuno funzioni speciche ed avulse tra loro, bens come un universo di
universi che concorrono in modo corale allo svolgimento della vita, e dunque del benessere, nel
modo che pi si avvicina alla perfezione possibile sul nostro Pianeta.
LA PSICOLOGIA DELLO YOGA
Corso pratico di meditazione
La salute attraverso lo yoga - Volume II
di Massimo Rodol
Lunico modo per liberarsi della sofferenza sica, emotiva e men-
tale, che caratterizza la condizione umana, divenire consapevoli
dei veri moventi della propria personalit. Lobiettivo dello yoga di
armonizzare la coscienza, per realizzare una condizione di non dipen-
denza dalle proprie tendenze distruttive. Questo libro supera i cano-
ni ordinari della psicologia occidentale e, rifacendosi alla millenaria
tradizione yogica, oltre che alla pluridecennale esperienza dellauto-
re nel campo dei meccanismi della coscienza, offre una prospettiva
nuova, e al tempo stesso antica, per comprendere e risolvere le di-
namiche negative della propria personalit. Affermarsi positivamen-
te, imparare ad amare e gioire della propria vita possibile, a patto
di cominciare a conoscere che cosa motiva i nostri pensieri, le nostre emozioni e le nostre azioni.
La Psicologia dello Yoga ti insegna, in modo chiaro e sintetico, ad andare dentro te stesso, per
capirti e risolverti.
www.yogavitaesalute.it/draco-edizioni - www.dracoedizioni.it
A questi indirizzi potete anche richiedere la rivista Il Discepoloal solo costo di spedizione