Sei sulla pagina 1di 44

IL DISCEPOLO

un porto sicuro per tutti coloro che cercano


la via, la verit e la vita
Copyright 2007 Provvedimento del Presidente del Tribunale
di Modena Iscritto al n.1866 del 19/02/2008
del Registro Stampe e Periodici.
anno 3 - n. 9
trimestrale - gennaio/marzo 2010
copia gratuita
questa rivista emanazione della Draco Edizioni
fondata nel 2006, per diffondere in termini moderni lantica conoscenza esoterica.
in collaborazione con lassociazione Atman, fondata nel 1994
per la diffusione del raja yoga e dellesoterismo,
e di Energheia, fondata nel 1996, prima scuola italiana per terapeuti esoterici.
Nel tempo tutto cambia e niente cambia. Le realt essenziali della vita, le sue strutture fondamentali, lana-
tomia e la fsiologia della coscienza rimangono fedeli allemanazione primordiale di quel verbo che tutto
pervade. Nel tempo, quello che cambia sono i modi della manifestazione, sempre pi aderenti alle forme
cangianti che lo spirito pu usare, di era in era, nel suo lungo pellegrinaggio tra le pieghe della materia.
Nello spirito che discende nella carne si compie la parabola del fgliuol prodigo che prima o poi ritorner
nella casa del padre. Questa rivista, in fn dei conti, vuole solo prendere atto dei modi diversi oggi necessari
ad esprimere adeguatamente le immutabili verit dellantica saggezza esoterica. Questo spazio vuole essere
utile a tutti i pellegrini che nel loro viaggiare sono arrivati a rivolgere gli occhi verso la casa in cui sono nati.
Che il potere del padre, lamore del fglio e la sapienza dello spirito santo ci uniscano in ununica vita.
Massimo Rodolf
La tensione tale che il Mondo freme. Gli eventi sono in pressione. A tutti i livelli le energie del-
la Luce sono impegnate a fondo per salvarlo dalla distruzione, mentre le tenebre si insinuano, con ma-
schere luminose, decise ad annientare ci che la Luce crea e, dove possibile, a demolire le basi stesse
dellopera creativa. Nellepoca grave dellArmageddon specialmente necessario sapere quali sono
le forze che causano le azioni di ogni singolo giorno, di ogni singolo evento, di ogni fenomeno; poich
lora della decisione, e non ci sono mezze misure sulla via del Mondo del Fuoco.
Maestro Morya
Immagine di copertina:
cascate di Kravice, foto di Manuela Baccin
Allinizio era cos...
Collaborazione progetto grafco Simona Murabito
Stampato presso la tipo-litografa AG snc di Rustichelli & C.
Sommario
Editoriale Curatore: Massimo Rodolf
SCIE CHIMICHE, VACCINAZIONI E PSICOFARMACI AI BAMBINI pag. 2
Conoscere la conoscenza Curatore: Andrea Innocenti
NON SEMPRE LOBBEDIENZA UNA VIRT pag. 4
Educare per la consapevolezza Curatore: Anna Grazia Fiorani
APPUNTI DI VIAGGIO DEL MONDO CELESTE DELLINFANZIA pag. 6

Letteratura e spiritualit Curatore: Anna Todisco
IL VIAGGIO DEL PELLEGRINO pag. 8

Fitoterapia energetica Curatore: Donatella Donati
COSA RAPPRESENTA ENERGETICAMENTE LALLERGIA? pag.
11
Nuovo insegnamento esoterico Curatore: Fabio Ricchetti
MEDITAZIONE E TRASFORMAZIONE DI S pag. 13
Antica saggezza e scienza moderna Curatore: Gianluca Fontana
IL CLIMATIZZATORE DEGLI DEI pag. 16
La coppia sul sentiero Curatore: Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
IL TRADIMENTO OVVERO TRADIRE SE STESSI (parte II) pag. 18
Mitologia e Sentiero Iniziatico Curatore: Graziano Fornaciari
CEDERE UN PO COME MORIRE pag. 20
il Raja Yoga e lesoterismo Curatore: Luca Tomberli
LUOMO COME MICROCOSMO pag. 24

Astrologia esoterica Curatore: Maria Grazia Barbieri
VIRGO, LA MADRE DEL MONDO pag. 27

Il Sentiero Iniziatico Curatore: Massimo Rodolf
CORPO FISICO E SOMATIZZAZIONE pag. 30
Psicologia esoterica Curatore: Paola Spada
ARMONIA TRAMITE CONFLITTO pag. 33

Psicologia sociale e del lavoro Curatore: Diana Ferrazin
IL BISOGNO DI RICONOSCIMENTO pag. 35

Le fabe della Manu Curatore: Manuela Baccin
UNA PICCOLA MAGIA pag. 37
2
E dire che sto mondo sarebbe anche bello,
se non ci fossimo noi umani a comportarci
come delle cavallette o dei virus. Riusciamo
veramente a combinare dei bei casini e mi
sa che stavolta la stiamo facendo proprio
grossa. Fra le tante grandi sciocchezze che
lumanit sta mettendo insieme per rovinare
il pianeta, ce ne sono tre che sono proprio
una chicca e che, visti gli interessi dei grandi
criminali che ci sono dietro, conniventi con i
vari governi mondiali, trovano ampie e fanta-
siose giusticazioni a tutti i livelli.
La prima di questa la di perle quella or-
mai mondialmente nota come il fenomeno
delle scie chimiche. Che ci siano aerei che in
ogni parte del mondo irrorano latmosfera ri-
lasciando sostanze chimiche ed organiche di
varia natura ormai un fatto riscontrabile da
chiunque sia in buona fede. Basta alzare gli
occhi al cielo e respirare laria col naso inve-
ce che con altri organi, come sembrano fare
certi meteorologi, showman e politici che evi-
dentemente subiscono una inversione di par-
ti anatomiche, ritrovandosi altro al posto della
faccia, per capire che quello che respiriamo,
grazie a queste operazioni non bello.
Perch, questi bei guretti, invece di accanir-
si a dire con tanta arroganza che il fenomeno
non esiste, screditando i ricercatori indipen-
denti che tentano di dimostrare la verit, ge-
neralmente senza mezzi, non ci forniscono la
strumentazione per fare analisi certe dellaria,
dellacqua e della terra, magari dicendoci an-
che da dove decollano e col permesso di chi
quella enorme quantit di aerei che svolazza-
no quotidianamente in ogni parte del cielo?
Ovviamente le migliaia di persone che in tut-
te le parti del mondo denunciano il fenome-
no, iniziando anche a documentare lenorme
incremento di malattie di ogni genere, cor-
relate alle irrorazioni chimiche, sono tutti dei
pazzi visionari, che si mettono daccordo la
notte per inventare queste belle storie.
Non ci vorrebbe molto a dimostrare che il fe-
nomeno non esiste, basterebbe avere libero
accesso a un minimo di informazioni sui voli e
sulle sostanze emesse dagli aerei in volo per
far capire che tutto si risolve in normale in-
quinamento atmosferico, cosa gi abbastan-
za idiota di per s, ma comunque comprensi-
bile, viste le condizioni dei cervelli umani. E
invece, quando si tocca questo argomento,
come avrebbe detto mia nonna che aveva
studiato ad Oxford, sui media si vedono i
cani cagare dei violini, ossia si sentono le
cose pi strampalate, pur di giusticare un
pesante e complice silenzio su una cosa che
evidente ad occhio nudo.
Qualche ammissione da parte di qualche
stambecco delle vette cerebrali comincia ad
esserci e non si fa mistero sul fatto che, al-
meno, determinate irrorazioni possono modi-
Editoriale
Curatore: Massimo Rodolf
SCIE CHIMICHE,
VACCINAZIONI
E PSICOFARMACI AI BAMBINI
3
care il clima. Ovviamente la cosa viene pre-
sentata come altamente positiva e fatta per
il nostro bene, visto che lobiettivo dovrebbe
essere rallentare leffetto serra, o cose del
genere. Ma ragazzi, ci prendete proprio per
coglioni? Di grazia, non che ci sarebbe qual-
cuno, in parlamento o negli alti gradi militari,
che abbia voglia di dirci come stano veramen-
te le cose? Ehil, non che ci spieghereste
perch state avvelenando la popolazione
mondiale?
Laltra bella perla di questa entusiasmante sta-
gione quella dellinuenza del porco. Siamo
arrivati a dei livelli veramente interessanti e
avanti di questo passo, pare proprio che ci do-
vremo vaccinare tutti, obbligatoriamente, con-
tro questa terribile pandemia che, di per s,
far meno morti di quanti ne far probabilmen-
te il vaccino. Se volete sapere in sintesi il mio
pensiero (tanto ve lo dico anche se non volete)
qualche bel fringuello, ben prezzolato, dentro
a qualche bel laboratorio militare o di qualche
casa farmaceutica, si divertito e continua a
divertirsi, a giocare coi virus per poi mollarli in
giro per vedere che effetto che fa.
Casualmente poi i governi di gran parte del
mondo, sostengono massicce campagne di
informazione, ovviamente senza spargere il
panico fra la popolazione, per giusticare la
vaccinazione di massa. Le multinazionali del
farmaco poi, con la loro rinomata dedizione -
lantropica, approntano in tempi brevissimi de-
cine di milioni di dosi di vaccino, che verranno
ovviamente regalate per il bene dellumanit.
Scusate, pu venirmi un dubbio? Non che
si erano messi daccordo prima per spartir-
si la porchetta, o se preferite i proventi de-
rivanti dallinuenza suina? Ma vaccinatevi
voi, casomai, che mi sembrate averne un po
pi bisogno, vista la vostra vicinanza ideale
allanimale in questione, che di sicuro non
meno avido di voi.
Inne, dovete sapere che di questi tempi ab-
biamo i bambini agitati. Gli viene la AHDH,
o qualcosa di simile, e allora bisogna trattarli
con psicofarmaci, perch se si agitano trop-
po... non si sa mai. Gi solo a pensare di dare
degli psicofarmaci a un bambino, secondo
me, bisogna essere cerebrolesi, per cui si
torna al punto precedente: prendeteveli voi,
che male non vi faranno, visto che avrete il
sistema nervoso di un polipo sugli scogli. A
me, quando ero piccolo ed ero agitato, e vi
garantisco che lo ero, casomai davano due
sberle e, per un po, contavano. Se proprio
non stavo capito, me ne davano altre due,
cio calibravano il dosaggio...
Non star a tediarvi con le statistiche relati-
ve alla vendita degli psicofarmaci al mondo,
sono cose banali e scontate e che dietro a
queste manovre criminali vi siano imponenti
interessi lo capisce anche un bambino e for-
se proprio per quello che ci vogliono stor-
dire a partire dalla culla, visto mai che a qual-
cuno un po troppo agitato gli venisse voglia
di mandare a ranocchi sta massa di carenti
di umanit che oramai governa il mondo. Ma
mettetevi una mano sul cuore, ammesso che
non sia quello di un bacherozzo, vi sembra
il caso di trattare chimicamente dei cervelli
appena nati? Signori, non che vi verrebbe
di lasciarci un po in pace, che riusciamo a
farci male anche da soli? A me, come capa-
cit distruttiva, bastava la normale umanit,
ma mi sa che siamo andati oltre... per favore,
ridateci il pianeta, fermatevi, nch siamo in
tempo.
Massimo Rodolf
4
Il senso di questo articolo prende spunto da
una lettera che don Lorenzo Milani scrisse
come risposta ad una presa di posizione dei
cappellani militari della Toscana nel corso
di una loro assemblea, tenuta l11 febbraio
1965, nella quale denivano lobiezione di co-
scienza espressione di vilt.
Don Lorenzo Milani, lo scomodo priore di
Barbiana, d con la sua vita e il suo insegna-
mento un fulgido esempio di grande spiri-
tualit: possiamo veramente dire che una
grande mente profetica del suo tempo e,
come accade sempre con tali personalit, ha
ricevuto grande opposizione dalle autorit ci-
vili e religiose quando era in vita. Poi, quando
la voce si spenta perch la morte lha fatta
tacere, le stesse autorit si sono ampiamen-
te affrettate a rivalutarla, facendosi cos gran-
de merito di avere una tale forza spirituale al
suo seguito. Non nostro intento entrare nel
merito, pi di tanto, sullopera e sul pensiero
di don Lorenzo Milani; vogliamo solo riferire
alcune note signicative riguardo alla sua di-
fesa degli obiettori di coscienza condannati
dalla legge ed in modo maramaldesco ag-
grediti dalla gerarchia religiosa nella veste di
alcuni cappellani militari. Cos esordisce il
sacerdote:
Se voi avete il diritto di dividere il mondo in
italiani e stranieri allora vi dir che, nel vostro
senso, io non ho Patria e reclamo il diritto di
dividere il mondo in diseredati e oppressi da
un lato, privilegiati ed oppressori dallaltro. Gli
uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri
.
Lobbedienza cieca, pronta e assoluta qua-
le viene richiesta dai regolamenti militari e
spesso anche religiosi, ha prodotto in passa-
to migliaia e migliaia di morti e unindicibile
sofferenza a tutta lumanit.
Nasce cos la domanda, la cui risposta appare
quasi banale, ma poi non cos tanto: Chi of-
fende pi la Patria, colui la cui obbedienza, ad
ogni costo, genera bombardamenti dei civili,
rappresaglie crudeli, torture ecc. oppure chi
obiettando risponde alla voce della sua co-
scienza e si oppone a tutto ci?. Purtroppo
gli esempi nei quali la libera coscienza insorge
sono abbastanza rari e soprattutto inesorabil-
mente puniti dal potere costituito, che non
tollera trasgressioni alla sua volont di affer-
mare e riprodurre se stesso. Ges, con il suo
sacricio, ha ampiamente rappresentato un
illuminante esempio di ci, ma la storia offre
anche molti altri esempi di uomini che si sono
immolati in nome della propria coscienza:
non soltanto personaggi ampiamente famosi
quali Giordano Bruno, Che Guevara ecc., ma
anche tante altre persone non conosciute
che, solo per difendere un compagno o non
rivelare uninformazione, si sono fatti impri-
gionare o uccidere. In un certo senso possia-
Conoscere la conoscenza
Curatore: Andrea Innocenti
NON SEMPRE
LOBBEDIENZA UNA VIRT
5
mo considerare fra questi anche quei giovani
che i cappellani militari in nome di un distorto
amore di patria si permettevano di offendere
e in difesa dei quali insorto lo sdegno della
libera coscienza di don Milani. Naturalmente
le istituzioni religiose e civili non potevano ri-
manere indifferenti a tutto questo, la scure
del potere calata inesorabilmente sul sacer-
dote stesso.
Il cardinale Ermenegildo Florit ha minacciato
di sospenderlo, mentre partita subito la de-
nuncia da un sedicente gruppo di ex combat-
tenti alla procura di Firenze. La prima senten-
za del tribunale di Roma lo assolve, perch il
fatto non costituisce reato, ma in appello
condannato il suo coimputato a cinque mesi
e dieci giorni di carcere, il vicedirettore della
rivista Rinascita Luca Pavolini, che si era
permesso di pubblicare la lettera, mentre il
sacerdote non stato condannato solo per-
ch sopraggiunta la sua morte. Questa
stata la sentenza: il reato estinto per mor-
te del reo.
Tutta la vita di don Milani, e non soltanto in
questo episodio, ci mostra che il sentire di
coscienza deve essere libero, non pu venire
ingabbiato dalle strutture esterne, anche se
queste appartengono a organizzazioni che si
dicono spirituali, perch non c nella storia
dellumanit, nessun esempio di gruppo ma-
terialmente organizzato che abbia mantenuto
loriginaria ispirazione spirituale del fondato-
re. Accade questo perch le coscienze de-
gli adepti non sono in grado di sostenere la
Luce del Maestro, perci si chiede la regola
nellillusione di supplire alla sostanza con la
forma. Inevitabilmente o la gabbia del precet-
to nisce per essere violata dalla spinta del-
la coscienza, che se non elevata ha fame di
esperire la sua ignoranza, se invece ampia va
ben oltre il limite imposto, oppure la coscien-
za inaridisce in una personalit che ipocrita-
mente maschera la rabbia di non poter segui-
re limpulso dellevoluzione. Forse sul piano
dellanima pu sussistere un gruppo di anime
che per afnit di sentire di coscienza svolga
un lavoro unitario che vada verso la fusione
dei sentire di coscienza stessi, ma questa
unipotesi ancora da dimostrare.
Tutto questo si coniuga con il grande proble-
ma della libert: quanto si liberi e, se s, no
a che punto lo si pu essere?
A me pare evidente che la coscienza non
pu orire senza libert, ma questo non vuo-
le dire assolutamente delirio di onnipotenza:
nel mito Lucifero sda Dio, ma la sua co-
scienza non esce dal limite dellindividualit
per sciogliersi nelluniversale, quindi rimane l
insabbiato nellillusione di un potere che non
ha. Socrate dice: saggio colui che sa di
non sapere. questa forse la vera umilt!
Riconoscere lincolmabile ignoranza umana,
ma mantenendo sempre teso larco verso la
conoscenza, come se questa fosse possibile
in assoluto. per questa tensione che il sen-
tire di coscienza rompe i suoi limiti attraver-
so i quali tracima la corrente del divino che
in noi, nel continuo tentativo di trasformare
lindividuale in universale ed il relativo in as-
soluto.
Andrea Innocenti
6
Mi sento veramente una viaggiatrice che vie-
ne da un punto remoto ed proiettata lonta-
no, tra stelle e galassie del nostro cielo che
ci sta sopra e che proietta la strada che dob-
biamo percorrere. La conoscenza del mondo
celeste, esistente nella coscienza di ognuno,
dovrebbe determinare la natura della discipli-
na dei primi anni dellinfanzia.
Questa percezione della facolt creativa che
ci portiamo dal mondo celeste non deve mai
sparire, perch creare nel mondo sico, an-
che se assai arduo, un compito che deve
essere eseguito. Ogni insegnante, in verit,
si deve sforzare di rendere meno stridente la
transizione fra mondo celeste e mondo della
lotta quaggi, in modo che, quando la matu-
rit giunge, il ragazzo possa sentire la forza
adeguata per fronteggiare ogni tipo di prova
che la vita gli metter davanti. In altre parole,
alla base della vita necessario avere qualche
conoscenza delle eterne verit delle cose.
Lessere umano possiede un senso di ap-
partenenza. Per esempio, allinterno di una
scuola, ogni ragazzo che ne faccia parte pu
anche pensare di avere diritto e dovere di
andare orgoglioso della propria classe, e di
essere ero della scuola nel suo complesso,
percependo dei doveri tanto verso la scuola
quanto verso la propria classe. Questo un
modo di sentirsi appartenente a qualcosa,
ed ogni insegnante dovrebbe stimolare que-
sto processo, in modo particolare durante le
prime esperienze del bambino, il quale deve
essere incoraggiato ad una percezione pi
ampia, tale da incentivare il senso di apparte-
nenza al mondo e alla vita stessa.
Spesso si esortano i bambini a non essere
impulsivi, a non seguire la spinta del momen-
to. Teniamo presente che non siamo mai do-
minati da una spinta di una sola vita, e che
una sola esistenza individuale non che un
momento nellinnita serie delle realt che
stanno dietro alle nostre spalle e che si sten-
dono davanti a noi.
Il cielo un indizio sia della nostra mortalit
sia del nostro sicuro trionfo. Il nostro futuro
ci aleggia intorno continuamente, perch cia-
scuno di noi ha il proprio cielo, ed da questo
nostro cielo che proviene tutto quellaspetto
del futuro che ci pu entusiasmare, che ci
pu sostenere, assicurandoci la divinit, inco-
raggiandoci nelle difcolt del cammino. Si sa
che durante la sperimentazione della nostra
vita la conoscenza cresce maggiormente: pi
cresce la nostra conoscenza e pi i nostri cie-
li si allargano e la scintilla diventa la amma
sempre pi cosciente della divinit.
Ogni bambino nel corpo sico ha lo spirito an-
cora uente dalle acque del battesimo in
un cielo di sua creazione, dove ancora tutto si
pu plasmare con la creta delle sue divine po-
tenzialit. Nella misura della nostra credenza,
Educare per la consapevolezza
Curatore: Anna Grazia Fiorani
APPUNTI DI VIAGGIO
DEL MONDO CELESTE
DELLINFANZIA
7
della nostra ducia, delle nostre aspirazioni e
della continua ricerca della verit, sboccer in
cielo la realizzazione dei nostri sogni. Quello
che noi abbiamo pensato, lo diveniamo per
un istante nel cielo. Vedere credere, dice
la terra, Credere vedere, dice il Cielo. Sia
luno sia laltro sono necessari per la vittoria
sullillusione e sullignoranza. La stessa Mon-
tessori, scriveva che la fede che guida la
vista, non la vista che procura la fede.
Le nostre anime sono le nostre madrine fata-
te, che ci dimostrano con insistenza che dalle
piccole cose deriva quel tutto che neces-
sario per proiettarci lontano. vero che colui
che vede un mondo in un granello di sabbia
ed un cielo in un ore di campo innanzi al
sentiero della vita.
Colui che crede che il cielo sia nel granello
di sabbia e nel ore selvatico alle porte
del mondo della verit. Nel mondo celeste
limmaginazione creazione, nel mondo dei
bambini limmaginazione conserva la sua po-
tenzialit.
Quando vediamo nei bambini limmaginazio-
ne agire in modo strano, dobbiamo imparare
a tenere locchio alla vita piuttosto che alla
forma. La forma pu essere bambina, incom-
pleta, ma mai sciocca, in quanto trae forza
dal mondo celeste. La memoria in molti di
noi svanisce presto, la mente inferiore soffo-
ca presto la mente superiore, cos il bambino
cresce fra coloro che hanno dimenticato.
Voglio citare alcune parole di Froebel, noto
pedagogista, che asseriva: Non infrangere
dun colpo il sogno, il sogno benedetto dellin-
fanzia, in cui lanima si unisce con il tutto, in
terra, in cielo, nel mare e nel rmamento.
Ogni bambino un creatore, e noi non sia-
mo in grado di giudicare quale sia il proposito
per cui egli crea, e non nemmeno nei limiti
della nostra comprensione il motivo per cui
la sua gioia gli venga da vie che ci sembrano
strane.
Molti pensano che limmaginazione del bam-
bino e i poteri divini che possiede rappresen-
tino un segno di immaturit. Ci sono sicu-
ramente vari generi di immaginazione, ma la
ragione costruttiva non per nessuna ragio-
ne basata sulla realt che ladulto riconosce.
Essa si pu basare sia sulle verit sia sulle
realt che si porta dal mondo celeste.
Tutti riconoscono la magia che ogni bambino
si porta dietro nel momento della sua nascita,
tutti ne sono toccati nel profondo: si guarda e
si sente questa nuova vita con una potenza e
allo stesso tempo con una leggerezza che va
al di l della pesantezza con cui ogni adulto
abituato a vivere: questa la magia dei mon-
di celesti, e non possiamo non percepire un
mondo di vitale signicato di cui il bambino
esprime ancora le qualit radianti.
Ci si ritrova davanti corpi bambini che ragio-
nano in maniera razionale e spietata, alla stre-
gua di un adulto. La decienza di non pote-
re comprendere spesso inevitabile per lo
stridente contrasto che esiste attualmente
tra il cielo e la terra, in parte perch stiamo
attraversando lo stadio pi materiale della
nostra evoluzione e in parte perch la menta-
lit critica domina ancora potentemente. Solo
la fanciullezza si erge ancora libera e festeg-
gia i suoi misteri, che si fondano sulla verit,
coltivando grandi piaceri che si trovano nelle
incognite che essa nasconde allo scetticismo
degli adulti, fondando le radici in mitologie di
sua creazione.
Anna Grazia Fiorani
8
CHI SONO, DA DOVE VENGO, DOVE
VADO?
In queste domande si cela tutto il dilemma
della condizione umana. La paura pi grande
che perturba il nostro animo quella delligno-
to. Tutti sentiamo forte il bisogno di compren-
dere il senso del perch siamo di passaggio
come nuvole nel cielo, come recita una can-
zone. Urge in noi lesigenza di comprendere
qual la nostra ragion dessere allinterno
della realt universale e quale lo scopo di tan-
te nostre esperienze pi o meno dolorose, o
semplicemente di tutto quello che realizzia-
mo nelle nostre esistenze.
Quando avevo circa quindici anni mor un
ragazzo della mia scuola, di poco pi grande
di me, un ragazzo vitale, molto conosciuto
nellistituto. Era appena cominciato il nuovo
anno scolastico e lui aveva dovuto sostene-
re, non senza sforzo, lesame per essere pro-
mosso, perch era stato rimandato, come si
diceva allora. Io fui molto turbata: mi sfuggiva
il senso del darsi da fare, arrabattarsi per ri-
solvere i problemi contingenti e poi senza
preavviso alcuno toh scompari, ritorni da
qualche parte o cosa? Assurdo. Dura da ac-
cettare, se non hai elementi che ti possano
aiutare a comprendere.
Quando mor mio padre avevo pi o meno la
stessa et. Mi ricordo che un pensiero domi-
nava sugli altri: quasi invidiavo il fatto che lui
almeno ora sapesse, gli era ormai stato sve-
lato il mistero dellaldil.
Quando, invece, nacque mia glia, nel guar-
dare quellesserino, perfetto in ogni sua pi
piccola parte, insieme allincredulit per sen-
tirmi in un certo senso lartece immeritevole
di tale miracolo, ero animata da pensieri del
tipo: chi questa creatura, da dove viene,
perch capitata proprio qui da me, come di-
venter? Avevo la netta sensazione che oltre
quegli occhi e oltre a quel corpicino si aprisse
un altro universo a me sconosciuto.
Ora mi sembra chiaro che le chiavi per com-
prendere la complessit della nostra esi-
stenza ce le fornisca il riconoscimento che
lUomo nella sua totalit qualcosa di pi
della condizione uomo
1
. C una Realt che
insufa Vita e signicato alla nostra esisten-
za empirica spazio-temporale. Finch non ci
sintonizziamo su questa lunghezza donda,
non possiamo trovare quella compiutezza
che ricerchiamo; ecco la fonte delle nostre
continue frustrazioni, angosce e incertezze.
Il problema, e limite nostro, che circoscri-
viamo la nostra vita esclusivamente alla sua
dimensione sica, ma lessere, nella sua to-
talit qualcosa di pi di un corpo sico, con
le sue secrezioni ghiandolari
2
. Questi sono i
limiti entro i quali normalmente ci costringia-
mo e che ci strangolano e annientano.
Letteratura e spiritualit
Curatore: Anna Todisco

IL VIAGGIO DEL PELLEGRINO
9
Francamente, le cose cui si attribuisce il pi
alto grado di esistenza, proprio queste sono
al pi alto grado inesistenti. E la grandezza
sica ha un minimo di esistenza. [] Badia-
mo bene, per, allorgano con cui, a volta a
volta, le cose devono essere percepite: con
gli occhi, alcune; con gli orecchi certe altre e,
corrispondentemente, il resto; da credere,
inoltre, che c da vedere ben altro con lo Spi-
rito e non ridurre il pensare a un udire o a un
vedere, come se si ordinasse alle orecchie di
vedere e si dicesse poi che i suoni non esi-
stono poich non si vedono
3
.
Lindividuo va ansiosamente alla ricerca
dellEssere, di ci che , del Reale in quanto
universalmente e non generalmente tale,
della Verit nella sua Unit totale, non nella
sua frammentariet e contraddittoriet. Ogni
vero losofo, scienziato, religioso, ogni au-
tentico ricercatore non tende ad altro se non
a trovare la Costante, la Realt assoluta
4
.
Se vogliamo rimuovere il velo dellignoranza
che ci separa dalla comprensione del Reale,
non ci resta che diventare ricercatori e intra-
prendere il viaggio che attraverso un acciden-
tato cammino evolutivo ci condurr al centro
di noi stessi, a riconoscerci in quello che sia-
mo gi in potenza: anima, riesso dello spirito
nella materia.
I propri sforzi dovrebbero essere incanalati a
conoscere se stessi andando al di l di ci
che appare
5
.
Si dice che Ramana Maharishi chiedesse
ai suoi seguaci: Perch vuoi sapere cosa
sarai dopo la morte se prima non sai cosa
sei in questo momento? Prima cerca chi sei
adesso. Daltronde gi lOracolo di Del
nellantica Grecia esortava: conosci te stesso
e conoscerai luniverso e gli Dei. E poi tutte
le religioni non sostengono concordemente
che siamo fatti ad immagine e somiglianza di
Dio?
Cio, in potenza siamo Spirito che incarna e
informa la materia. Spirito e materia coesi-
stono in quanto polarit costituenti lunit
dellEssere, e la meta della vita la manifesta-
zione dello Spirito che nascosto sotto gli in-
volucri della materia con cui si identicato
6
,
per diventare, come sosteneva San Paolo,
quello che gi siamo in essenza.
La materia in verit molto importante, ma
solo se unita allo spirito tocca il suo senso
pi sacro
7
.
In sintesi, durante tutto il percorso evolutivo
luomo deve risalire verso lUno, integrando
tutte le energie che lo compongono, dalla
materia allo Spirito. Questo comporta lo svi-
luppo di una coscienza sempre pi inclusiva,
no allidenticazione col S autentico. Egli
deve percorrere un arduo cammino che porta
il viandante da unangusta valle, alla sommit
di una montagna maestosa: via via che sale
lungo il Sentiero, il suo sguardo gradualmen-
te si apre su un panorama sempre pi vasto
ed ogni cosa gli appare in una prospettiva
nuova, no a quando, arrivando alla sommit,
lo sguardo spazia nellinnito
8
.
Divino lo Spirito ed eterno.
Incontro gli andiamo, strumento di Esso
ed immagine; a questo aspiriamo nellintimo:
diventare comEsso, brillare della sua luce.
Ma terreni noi siamo immortali,
10
pigra ci preme le spalle la gravit.
Dolce bens e materna e calda ci abbraccia
la Natura,
ci allatta la terra ci accolgono culla e sepolcro;
ma la Natura non dona la pace,
e la scintilla
dello Spirito immortale e paterno trapassa
il suo incanto di madre, fa uomo linfante,
rompe il candore a lotta e coscienza ci chiama.
Cos tra la madre ed il padre,
tra il corpo e lo Spirito
esita la creatura pi fragile al mondo,
lanima tremula umana, capace daffanni
come nessuno, e capace del bene supremo:
fede, speranza ed amore.
Dura la via, peccato e morte il suo cibo,
spesso si perde nel buio, e meglio sovente
sarebbe non fosse mai nata,
ma eterna la irraggia la sua nostalgia,
la sua meta: la Luce, lo Spirito
9
.
Percorrendo limpervio sentiero verso la casa
del Padre il pellegrino nalmente giunge a
comprendere:
Io sono Atman, la scintilla di luce emessa
dalle profondit della Creazione, generata dal-
la stessa sostanza del Padre, e vago nelleter-
nit per compiere il proposito divino che so-
stiene luniverso. Io porto la bellezza del mio
suono, del mio colore e della mia forma come
contributo raro e prezioso alla vita.
Io vengo dal cuore stesso di Dio per per-
correre tutti i suoi sentieri. Nelle mie vite gi
tanti ne ho attraversati e ancora attendo con
stupore il sentiero del domani, per vedere
una volta di pi la bellezza del creato del qua-
le faccio parte.
Io vado verso la casa del Padre, da dove
sono venuto, per condividere nellUno tutti i
frutti dei campi che ho arato. Essi non mi ap-
partengono, perch una la Vita ed in quella
tutti siamo
10
.
Anna Todisco
1
Raphael, Tat tvam asi, Ashrdam Vidya,
Roma 1977.
2
Ibidem.
3
Plotino, Enneadi, Laterza, Bari 1949.
4
Raphael, Tat tvam asi, op. cit.
5
J. Nageswran, Bhagavan Ramana e lo
zen, Vidya, febbraio 2001.
6
A.M. La Sala Bat, Dal s inferiore al s
superiore, La nuova Era, Roma 1965.
7
Foglie del Giardino di Morya, II, Nuova Era,
Roma 1973.
8
A. Besant, Il Tempio interiore, ADYAR, Trie-
ste 1990.
9
H. Hesse, Poesie, Mondadori, Milano 1985.
10
M. Rodol, Lettera ai soci Atman, 22 di-
cembre 2007.
11
In questo periodo dellanno il termine allergia
risuona potente nelletere. Molti esseri umani
soffrono di disturbi primaverili, e questo crea
spesso fastidi anche di forte intensit. Nel pe-
riodo dellanno pi bello e pi importante per
tutto ci che concerne il RISVEGLIO della na-
tura molti di noi vivono terrorizzati. Perch?
La natura, nel suo espandersi, travolge tut-
ti gli esseri in un cambiamento repentino, e
chi pi restio al cambiamento si allergizza
e risponde con uninammazione o un sinto-
mo specico. Spesso nella nostra vita ci sono
cose che non accettiamo, che facciamo nta
che ci piacciano tanto Poi allimprovviso
qualcosa ci toglie il respiro o ci fa gocciolare il
naso (quando va bene) e noi, esseri altamen-
te evoluti, malediciamo la primavera e il fatto
che non ci siano pi le mezze stagioni... ma
cosa centra? Passiamo la vita a giusticare a
noi stessi delle situazioni in via di decompo-
sizione, a cercare di fermare e controllare il
tempo, questo demone senza piet, che ine-
sorabile fa tornare la primavera e la necessit
del cambiamento.
Limpollinazione , per la pianta, un distacco
da s, un donare qualcosa di s ad un altro
essere, una sorta di abbandono a fondersi
con laltro. Esprime la consapevolezza di una
responsabilit nel piano.
Quanta elasticit in cos poca differenziazio-
ne: niente cervello, nessuna parola, gli spazi
temporali occupati dallessere sono ci che
il proprio campo percettivo percepisce come
necessario e basta.
Mentre noi in primavera ci ammaliamo: chi si
deprime, chi metereopatico, chi ha le aller-
gie; qualche sintomo di ribellione da qualche
parte deve uscire, anche attraverso problemi
di pelle. Basta continuare a starsene lontani...
Il senso profondo un po questo: non sto
bene, non posso uscire, svestirmi, incontra-
re e fondermi in una sorta di impollinazione
umana. Ma purtroppo, o per fortuna, anche
noi rientriamo inevitabilmente nei ritmi della
natura.
Allora di media cosa facciamo: c chi pren-
de lantidepressivo o lansiolitico, perch
la primavera col sole e i primi caldi ci depri-
mono Ma allora perch non usare delle
piante? Esistono estratti che ci danno tono,
togliendo quella stanchezza profonda che il
cambiamento produce: ci sono lAngelica ci-
nese (Angelica sinensis), pianta prettamente
femminile, che raccoglie in s la possibilit
di essere tonica, immunomodulante e depu-
rativa allo stesso tempo (da usare, per, con
attenzione in soggetti che usano anticoagu-
lanti). Un altro energetico, indicato per donne
e uomini, lEleuterococco o ginseng siberiano
(Eleutherococcus senticosus): un immuno-
stimolante e un addattogeno, cio in grado
di agire sui meccanismi siologici che de-
Fitoterapia energetica
Curatore: Donatella Donati
COSA RAPPRESENTA
ENERGETICAMENTE
LALLERGIA?
12
terminano un innalzamento della resistenza
sica allo stress. La Schisandra (Schisandra
chinensis) una pianta anche questa dalle
origini orientali e nello specico cinesi: ha
come attivit principale la funzione di tonico,
ma anche una pianta antinammatoria a li-
vello bronchiale e alcuni studi la reputano un
ottimo antidepressivo e depurativo epatico.
Unaltra pianta utile specicamente per quel
che riguarda le allergie lElicriso (Helicrisum
italicum), pianta dallorigine mediterranea che
funzionale in caso di allergie di varia natura
e problematiche della pelle (psoriasi, derma-
titi, etc.) e che, come altre piante che hanno
queste attivit sullorganismo umano, contie-
ne dei avonoidi, nello specico la quercitina,
che inibisce sia la liberazione sia la produzio-
ne di istamina, molecola che provoca bronco-
costrizione. Inne, utile sempre il mitico Ri-
bes nigrum, da prendere anche insieme alle
piante sopraccitate, stimolando, in maniera
naturale, la corteccia surrenalica.
Ma se listamina o una simil-istamina si ge-
nerasse anche allinterno della cellula vege-
tale? Se in un momento di stress, di paura,
di necessit di fuga la pianta avesse davvero
un rimedio chimico al suo allarme? Se si auto-
guarisse dalla paura di incontrarsi e fondersi?
Se anche per la pianta laltro pu essere un
potenziale pericolo proprio come per noi? Se
alcune piante si adattassero alla situazione
nuova con la produzione di determinati prin-
cipi attivi? chiaro che questo non vale per
tutte le piante...
E noi? Quale molecola possiamo tirare fuori
dallalabastro? Credo che il miglior antidoto ai
disagi che la primavera ci mette davanti sia il
sentire cosa ci muove veramente verso lal-
tro e sentire se la sua paura anche la nostra;
nellinammazione io riuto ci che ho davan-
ti, cos come nella depressione.
Se la primavera la stagione della depura-
zione in senso lato, cominciamo dallallegge-
rire il nostro fegato, accettando, attraverso
lintrospezione, quanto siamo arrabbiati con
noi stessi per non essere perfetti. In questo
modo le paure si dissolvono, non ci si depri-
me, perch non abbiamo pi bisogno di nu-
trirci di solitudine, e ci si muove nella propria
imperfezione proprio come laltro nel quale
alla ne ci si riconosce.
Tutto, sempre, ci rimanda ad uno sguardo
centripeto e ad una semplicit quasi irreale.
Donatella Donati
13
Va e non peccare pi: con questa ingiun-
zione si chiude il rito della confessione, e il
sacerdote invita il fedele a non indulgere in
azioni peccaminose. Ora, a parte il fatto che
si potrebbe disquisire a lungo su quello che la
Chiesa ritiene peccaminoso, rimane comun-
que la questione di come poter operativa-
mente sradicare da s le cause del male.
Innanzitutto ribadiamo che alla base di ogni
tradizione esoterica vi il riconoscimento
della divinit insita in ogni uomo: il male non
che uno stato di temporaneo oblio da s,
destinato a risolversi un giorno nella essenza
principiale.
Rimane quindi il problema di come fare a tra-
sformare queste qualit che oggi riconoscia-
mo come causa di dolore per noi e spesso
per chi ci circonda. Rimane il fatto che in noi
esiste un diffuso caos interiore col quale non
sappiamo come rapportarci e che sperimen-
tiamo una intensa sofferenza senza poter
comprendere il perch del nostro dolore esi-
stenziale.
Dopo aver a lungo cercato delle risposte, la
mia esperienza mi ha portato a trovare nel
Raja Yoga e nella pratica della Meditazione la
risposta a queste domande. Ho riconosciuto
questo come il mezzo per mettere ordine
allinterno e per comprendere le dimensioni
pi profonde dellEssere.
Visti i tanti luoghi comuni che circondano il
soggetto, vediamo di chiarire cosa si intende
quando si parla di Meditazione.
1. Scopi
In primo luogo ne chiariamo lobiettivo citan-
do i versi degli Yogasutra di Patanjali:
Lo scopo [dello Yoga] produrre la visione
dellAnima ed eliminare gli ostacoli
1

Lo Yoga l estinzione dei vortici della so-
stanza mentale
2
Occorre estinguere la loro attivit [degli
ostacoli] attraverso la meditazione
3

In realt la meditazione non una attivit
come normalmente si intende, ma una atti-
tudine della mente ad essere concentrata.
necessario un lungo addestramento ed anni
di pratica perch questo stato di concentra-
zione si realizzi. La cosa che risulta difcol-
tosa quella di placare i chitta-vritti, i vorti-
ci della sostanza mentale, che mantengono
continuamente perturbata la nostra coscien-
za impedendo cos lemergere della vera vo-
lont spirituale.
2. La versatile natura psichica
Cosa impedisce quindi lacquietarsi della
mente? Nel quarto articolo abbiamo para-
gonato la nostra coscienza ad un Regno nel
quale esistono diverse voci non integrate,
ognuna delle quali reclama per s il dovuto.
Lesistenza di queste diverse parti delles-
sere, esistenti nella forma di vere e proprie
strutture nella materia emotiva e mentale,
Nuovo insegnamento esoterico
Curatore: Fabio Ricchetti
MEDITAZIONE
E TRASFORMAZIONE DI S
14
si manifesta alla supercie della coscienza
come volont e bisogni discordanti. Ci po-
tremmo cos trovare contemporaneamente a
volere e riutare una stessa cosa come ef-
fetto delle diverse realt coesistenti al nostro
interno. Leffetto sar il nostro non so chi
sono, non so cosa voglio o non so cosa
fare, in altre parole confusione e conitto.
Ma non solo; quello che occorre riconoscere
come in realt tutto ci al quale aspiriamo e
che, nonostante i nostri sforzi, non riusciamo
ad ottenere, proprio frutto di queste voci in-
teriori che ci fanno poi incolpare fattori ester-
ni dei nostri presunti fallimenti.
Quello che non riconosciamo che in realt
siamo noi a dire no, siamo noi che, impri-
gionati nei nostri circoli viziosi, manchiamo
di cogliere occasioni e realizzare ci che in
parte vogliamo ma che allo stesso tempo
inconsciamente riutiamo. Possiamo espri-
mere quanto sopra in termini esoterici con il
principio secondo il quale:
Come un uomo Pensa, tale egli
ovvero, tutto ci che ci accade non che il
frutto del nostro pensiero, ovvero di ci che
le nostre voci attirano magneticamente. Ci
vero nel bene e nel male.
Vediamo ora come agisce la Meditazione su
questo stato di cose.
3. Percezione
Laddestramento meditativo permette innan-
zitutto di portare lattenzione sui nostri pro-
blemi. Le voci della personalit, avendo una
coscienza propria, non hanno alcun interesse
ad essere identicate, e tendono a mantene-
re il nostro sguardo lontano da esse. Tendono
cos a distrarci e mantenerci focalizzati sulla
supercie. Questo il motivo per cui non
siamo generalmente consapevoli della nostra
responsabilit degli eventi. In fondo il male
trionfa nelle tenebre, quando non visto,
mentre quando scoperto perde la propria
potenza distorcente. Il primo passo quindi
quello di volgere lo sguardo verso linterno.
la prima grossa resistenza da vincere.
La pratica della meditazione consente di
educare la nostra mente afnando la nostra
capacit discriminante. Ci permette di per-
cepire i contenuti psichici scoprendone pro-
gressivamente lesistenza e, soprattutto, ci
permette di scoprire il legame di questi con
ci che ci accade nella vita quotidiana. Di fat-
to proprio attraverso laderenza alla realt
quotidiana, attraverso la discrepanza tra ci
che a parole propugniamo e ci che nei fatti
concretizziamo, che si evidenziano le frattu-
re della coscienza e si possono cos rendere
consci i contenuti inconsci.
4. Trasformazione
Contemporaneamente allopera di riconosci-
mento inizia lopera di trasformazione, che
avviene sfruttando un altro principio fonda-
mentale della disciplina esoterica: lEnergia
segue il Pensiero.
Questo principio esprime il riconoscimento
che ogni contenuto psichico ha una natura
energetica, ed esprime poi il fatto occulto
che questo stato energetico pu essere mo-
dicato dirigendo opportunamente il nostro
pensiero. In termini yogici Patanjali afferma
la stessa cosa quando dice: Quando sorge
un pensiero contrario allo Yoga, sviluppare il
pensiero opposto
4
.
Lenunciato, allapparenza semplice, in real-
t denso di signicato. Siamo abituati ad in-
tendere leffetto della nostra attivit sottile
come privo di effetti, mentre ci non corri-
sponde al vero. Quello che nella fase iniziale
immaginazione, diviene poi vera e propria
capacit di visione e possibilit di potente
15
modicazione dei contenuti sottili presenti
nel subconscio. In particolare questi si modi-
cano sfruttando le due possibilit di operare
della mente:
Aspetto Distruttivo: consiste nella capacit
della mente di focalizzarsi ed imprimere im-
pulsi tesi a disgregare contenuti psichici ne-
gativi e distruttivi.
Aspetto Creativo: consiste nella capacit
della mente di imprimere nuovi ritmi, richia-
mando opportune energie che vanno a co-
struire nuove forme pi armoniche ed in sin-
tonia con i nostri veri bisogni.
In questo modo, attraverso lo sforzo reitera-
to, si vengono a destrutturare i circoli viziosi e
si imprimono qualit diverse che favoriscono
lemergere delle nostre vere potenzialit.
Sempre di pi migliora la percezione e sem-
pre pi siamo in grado di modicare i conte-
nuti del nostro subconscio. In questo modo
si attua lalchimia della trasformazione, si
acquieta la versatile natura psichica e pu
emergere ci che giace sepolto sotto la so-
vrastruttura: la nostra Anima.
5. Conseguimento
La meditazione il mezzo per entrare in con-
tatto con noi stessi. Essa crea uno spazio in-
teriore dove riconoscere e smantellare i nostri
giochi nevrotici. Ci permette di riconoscere le
strutture che avvolgono il nucleo profondo
e ci fornisce lenergia per poter affrontare la
loro trasformazione uscendo dal bozzolo del-
la nostra routine. Nellaffermarsi delle qualit
dellAnima, nella identicazione con questa
parte del nostro Essere, sta il vero rilassa-
mento e la vera felicit che diviene gioia e
beatitudine. Attraverso questa opera di svela-
mento accediamo ai domini superiori dellesi-
stenza e radichiamo progressivamente quella
pace che diviene con il tempo stabile ed in-
crollabile.
Questo non per frutto esente da sforzo,
ma, come abbiamo appena intravisto, con-
seguente ad un arduo lavoro di trasformazio-
ne che agisce dallinterno, ma impone poi di
osservare la propria vita esteriore n nelle
sue pieghe pi recondite ed apparentemente
insignicanti.
Limmagine del santone ritirato dal mondo,
spesso associato con le pratiche dello yoga,
quindi un anacronismo; non coincide con le
necessit attuali dellumanit che non deve
rifuggire dal grigiore della quotidianit, ma
riscoprire proprio nella vita di tutti i giorni la
bellezza e la perfezione della Vita stessa.
Certo, il prezzo da pagare alto, e richiede
anni di sforzi reiterati e di contatto con la sof-
ferenza che giace sotto le maschere. Affer-
mare il contrario sarebbe illusorio ed ingan-
nevole. Ma tale sofferenza non pi cieca e
senza speranza, ma anzi, risolutiva e libe-
ratoria.
I tesori del Cielo man mano che vengono
conquistati hanno valore eterno. Sono conse-
guimenti dei quali nessuno potr mai privarci.
Saremo sempre pi fondati sulla roccia del S
e sperimenteremo progressivamente spazi
sempre maggiori di Sat-Chit-Ananda: Essen-
za, Consapevolezza e Beatitudine assoluta.
Da questo punto ci muoveremo nella vita irra-
diando questa luce sui nostri simili. Perch in
questo sacricio, in questo rendere sacro
tutto trova poi il suo compimento profondo.
Fabio Ricchetti
1
PATANJALI, Yogasutra, libro II, v. 2.
2
PATANJALI, Yogasutra, libro I, v. 2.
3
PATANJALI, Yogasutra, libro II, v. 11.
4
PATANJALI, Yogasutra, libro II, v. 33.
16
A tutti noi, un mattino di primavera, sar ca-
pitato, svegliandoci, di vedere un bel raggio
di sole che ltrava attraverso le imposte e
sentire il canto degli uccellini arrivare dagli
alberi vicini. E alzandoci, poi, ci sar capita-
to di vedere il cielo tinto dazzurro, con solo
qualche sofce nuvoletta bianca sparsa qua
e l, e sentire il dolce profumo di un prato
in ore. Ricordiamo lo stato danimo di quel
momento? Quasi certamente eravamo feli-
ci, come normale che sia. A tutti noi, per,
un mattino dautunno, sar anche successo,
svegliandoci, di vedere la stanza ancora buia
e sentire il rumore della pioggia insistente.
E alzandoci, poi, ci sar successo di vedere
il cielo tinto di grigio, con qualche nuvolone
nero allorizzonte, e sentire magari lodori-
no della spazzatura che il camion della net-
tezza urbana, per uno sciopero del personale,
non aveva ritirato. Ricordiamo lo stato dani-
mo di quel momento? Quasi certamente era-
vamo tristi, come normale che sia. La cosa
sorprendente, invece, che, almeno una vol-
ta nella vita, ci sar capitato di svegliarci in
una grigia e maleodorante mattina dautunno,
come quella descritta, sentendoci felici. Non
che i nostri occhi non vedessero quel grigio
e il nostro naso non percepisse quel profu-
mino, ma, stranamente, qualcosa di gioioso
dentro di noi riusciva a neutralizzarli. Vedeva-
mo quella pioggia con occhi diversi, pensan-
do che avrebbe magari dissetato un terreno
arso da tempo. Sentivamo quellodorino con
un naso diverso, pensando che lo sciope-
ro di quel giorno avrebbe magari migliorato
le condizioni di quei lavoratori. E magari, non
dico a tutti noi, ma probabilmente a qualcu-
no sar anche successo che in quella magica
mattina la gioia interiore fosse cos intensa
da fargli fare una pazzia: uscire di casa e
interpretare per strada il celebre musical Sin-
ging in the rain!, Cantando sotto la pioggia!
Ma sicuramente a tutti noi sar, poi, capitato
che la magia di quella mattina se ne andasse,
cos come era venuta, la gioia svanisse, la-
sciando il posto a uno stato danimo cos cos
o, peggio, a
Di fronte a queste esperienze quotidiane,
impossibile non chiedersi: da cosa dipendo-
no, veramente, la nostra felicit e la nostra
tristezza? Riusciremo mai a essere felici sta-
bilmente?
La scienza esoterica riesce a rispon-
dere in modo esaustivo a queste domande,
che da sempre luomo si pone. In parole sem-
plici. La gioia e il dolore che conosciamo, per
quanto possa sembrare strano, fondamen-
talmente non dipendono dalle circostanze
esterne. Questi stati danimo opposti hanno
la loro vera origine dentro di noi. Gli eventi,
semplicemente, agiscono da attivatori nei
loro confronti, facendo emergere felicit o
Antica saggezza e scienza moderna
Curatore: Gianluca Fontana
IL CLIMATIZZATORE
DEGLI DEI
17
tristezza, a seconda dei casi, dal profondo di
ognuno. Tale condizione, caratteristica della
stragrande maggioranza dellumanit, uno
stato di mancanza di libert, perch, stando
cos le cose, gli uomini non possono sceglie-
re di essere gioiosi in una circostanza avver-
sa. Per fortuna, per, questa condizione non
dura per leternit. Lantica saggezza eterna
afferma che ogni uomo destinato, alla ne
del suo lunghissimo ciclo di incarnazioni, a
divenire un Arhat, un Liberato, ovvero un es-
sere il cui stato interiore, di gioia, diventato
indipendente dalle circostanze esterne e co-
stituisce la costante del suo modo di perce-
pire la vita. Questo stadio evolutivo estre-
mamente avanzato e ad oggi solo pochissimi
esseri incarnati possono sperimentarlo e,
quindi, testimoniarlo. Naturalmente, come
sempre, esistono tutti i gradi intermedi, con
la conseguenza che, pi luomo si avvicina
allo stadio culmine dellevoluzione umana so-
pra descritto, pi aumenta lindipendenza del
suo stato danimo dagli eventi esterni.
Unanalogia, tratta dal mondo della
tecnologia quotidiana, ci pu aiutare a capire
meglio questo importante concetto. Pensia-
mo a un uomo primitivo che abiti in una rudi-
mentale capanna. Nei periodi miti dellanno,
cio in primavera e in autunno, vivr in modo
confortevole, assaporando il tepore e il fre-
sco di quelle stagioni. Ma cosa succeder nel
cuore dellinverno e nel pieno dellestate? Il
clima allinterno della capanna sar allincirca
quello allesterno della stessa e, pertanto, ar-
river a fare molto freddo e parecchio caldo.
Certo quelluomo potr vestirsi con abiti pi
pesanti nei mesi pi rigidi e con indumenti
pi leggeri in quelli pi torridi, ma sicuramen-
te patir. E sar costretto a convivere con
quel clima, no a quando le stagioni miti ritor-
neranno, per poi di nuovo lasciare il posto alle
altre. Pensiamo ora, invece, a un uomo mo-
derno che abiti in una confortevole abitazio-
ne, dotata di un efcace sistema di climatiz-
zazione. In che cosa la sua vita sar diversa da
quella del suo fratello primitivo? Il clima della
sua casa potr essere reso indipendente da
quello della stagione. Pertanto, anche quan-
do fuori si faranno sentire il freddo pi rigido
dellinverno e il caldo pi torrido dellestate,
lui potr sentire a piacere il tepore e il fresco
delle stagioni pi miti. Il tutto, semplicemen-
te, agendo sulla manopola del suo sistema di
climatizzazione. E naturalmente, tanto mag-
giore sar la potenza del suo climatizzatore,
tanto pi rigidi e pi torridi saranno gli inverni
e le estati che potr affrontare serenamente.
In questa analogia, luomo ordinario, in quan-
to a stato danimo, dipende dalle circostanze
esterne come luomo primitivo, in quanto a
comfort, dipende dal clima della stagione. Il
Liberato, invece, , per lappunto, libero dagli
eventi esterni, come luomo moderno, nella
sua confortevole abitazione climatizzata, in-
dipendente dal clima di stagione. E ci signi-
ca una cosa importante. La gioia con la quale
riusciamo a vivere la vita, con i suoi alti e i
suoi bassi, dipende dalla potenza del nostro
sistema di climatizzazione interiore: lAnima,
che da sempre i Saggi insegnano a sviluppa-
re. Un sistema cos prezioso che, a ragione,
possiamo chiamare il climatizzatore degli
Dei.
Gianluca Fontana
18
Abbiamo gi considerato come, nella relazio-
ne, vi siano punti di accordo e/o intesa armo-
nici, sui vari piani di coscienza, e al contempo
parti dissonanti, originate dalle distorsioni di
ognuno. A partire dalla vitalit, c sempre
una sorta di sottofondo negativo nella relazio-
ne nel momento in cui questa si stabilizza,
ovvero dopo la fase dellinnamoramento, che
riguarda tutto ci che creativo, piacevole,
fra cui, certo, anche la sessualit. La donna
tende a controllare spegnendo il fuoco ses-
suale, luomo a imporre gli istinti, ma tutte
le dinamiche di potere di ognuno entrano in
gioco. I fattori inibenti reciproci congelano, al-
lontanano. E i blocchi karmici sui piani astra-
le e mentale inuiscono sulla sessualit sul
piano sico: essa viene pervertita e il piacere
viene provato attraverso le distorsioni. Si crea
una frattura tra il cuore e la mente. Laspetto
repulsivo porta a disgiungere i vari piani. La
vitalit sessuale viene vissuta come minaccia
in quanto armonia ed equilibrio cozzano con
le parti ripugnanti e distruttive della coscien-
za. Castrandosi reciprocamente si crea poi un
clima nel quale difcile avvicinarsi dal punto
di vista erotico. Escludendo la sicit, viene a
mancare un pezzo, con le relative distonie.
Ma siamo uomini e donne che si attraggono,
si desiderano e che necessitano di unirsi si-
camente, emotivamente, mentalmente, oltre
che spiritualmente!
Eppure vivere tutte le dimensioni con una
sola persona ed essere felici e appagati la
cosa pi difcile, pare... E quanta sofferen-
za nel non riuscire a capirsi, a comprender-
si, a desiderarsi Disagi in ambito emotivo,
mentale, ma soprattutto nel sesso, che viene
relegato in coda al rapporto. Cosa produce
questo? Ristagno dellenergia vitale che ge-
nera depressione e alimenta la distruttivit
per compensazione. Il ristagno si espande
sui vari piani e la necessit della sessualit
viene ovattata progressivamente: meno si fa
e meno si farebbe Intanto la coscienza di-
viene greve, pesante, ed una violenza signi-
cativa perpetrata ai danni dellenergia vitale
orientata al piacere e alla creativit: stiamo
pur sempre considerando una equilibrata e
armonica attivit sessuale e non uno srego-
lato libertinaggio. Occorre sempre partire da
ci che si , riconoscendo consapevolmente
la nostra perfetta imperfezione.
In virt di questi processi inibitori, si vive una
sofferenza pi o meno consapevole, spesso
alquanto velata, ma comunque presente e
attiva. E diviene poi normale, per non dire -
siologico, cercare soddisfazione al di fuori del
rapporto, in quanto le energie comunque si
muovono e da qualche parte vanno. Possono
implodere attraverso la malattia o esplodere
attraverso ladulterio o perversioni varie, tan-
to pi distorte quanto pi sussiste cristalliz-
La Coppia sul Sentiero
Curatore: Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
IL TRADIMENTO OVVERO
TRADIRE SE STESSI (parte II)
19
zazione inibitoria, coerentemente alla qualit
e quantit di energia bloccata. Diviene quin-
di importante focalizzarsi consapevolmente
sulle condizioni che viviamo per provare ad
affrontarle in modo un po diverso, per spez-
zare automatismi e compulsioni. Cercare di
vivere, condividere, crescere insieme a par-
tire dalla sessualit. Scoprire il piacere di una
presenza vera, reale dellaltro e di noi stessi,
con la disponibilit, elemento fondante, ad
affrontare ci che ci spetta, nella chiarezza di
una incidenza armonica costruttiva e creati-
va, anche perch occorre scendere ai nostri
inferi per risalire veramente la china. Il per-
manere in un contesto monogamico stimola
reciprocamente laforamento di energie che
non vorrebbero essere toccate e producono
poi somatizzazioni di ordine sico ed emoti-
vo. Ma un processo molto salutare: la vo-
lont di affermare un piacere pulito e armoni-
co, per quello che possibile nel presente,
stimola la reazione, nonch lemersione delle
parti inibite ed inibenti. Cercare di esserci an-
zich sfuggire rende pi evidente limplicazio-
ne ampia del tradimento che a partire da se
stessi coinvolge laltro, certo, ma in realt la
vita una, in quanto moto di ribellione al nutri-
mento che Amore e che tende sempre e
comunque allunione e non alla separazione.
Divenire responsabili signica anche rendersi
conto che non esistono i fatti (solo) miei, o
meglio esistono, ma che le mie scelte non
inuiscono solo su di me, anzi Dio esiste,
ma non sei tu si leggeva in un cartello afs-
so in una trattoria...
In coppia, laffrontare i problemi non tanto
il discutere per capire, come si suol dire,
disperdendosi in mille rivoli mentali, ognuno
nella propria torre davorio, ma esserci con
benevolenza e disponibilit; tacere o dire quel
che c da dire al momento giusto, senza na-
scondersi dietro le maschere e al contem-
po senza imporre, senza crudelt, ma con
lintento di costruire, esprimendo dolcezza,
chiarezza, verit. Avvicinarsi veramente, per-
mette di lasciare andare il controllo; cadono
le maschere, cominciano a fuoriuscire rabbia,
odio, aggressivit, ma non dobbiamo scorag-
giarci, perch cos che ci rendiamo conto di
come siamo fatti. Quindi luscire allo scoper-
to cosa buona e giusta, non come punto di
arrivo, ma come transizione utile e consape-
vole in un processo di integrazione (visibilit
o non visibilit; venire alla luce, portare alla
luce; il male prolifera non visto, nelloscurit
appunto).
Essere fermi, determinati, saldi, nel propo-
sito di unirsi, di accettarsi; ecco che la dif-
ferenza di potenziale (amore anzich odio)
impone la sua vibrazione, generando la vera
trasformazione. E ancora il problema non
capire (nelluomo di media evoluzione ci che
divide proprio il volere chiarire sotto legida
del proprio ego), ma abbandonare le pretese,
spostare lattenzione da ci che laltro mi fa
al movente che mi anima. Volersi bene sul
serio, quindi, lasciar perdere ci che repelle
e distrugge. Occorre affrancarsi da un modo
automatico di vivere incentrato su di s. Non
scontato lo stare al mondo presenti nel pre-
sente a partire dal rapporto di coppia, imper-
fetti e non perfetti come le nostre maschere
imporrebbero, sorretti al contempo da una
forte aspirazione al cambiamento.
Giorgio Ricci Garotti
e Monica Giovannini

20
Questo articolo vuole essere un approfondi-
mento della terza fatica del nostro Eroe, che
si svolta nel segno dei Gemelli, segno di
aria legato allintelletto, e quindi alla capacit
di discriminare, di scegliere la via di minore
resistenza. Abbiamo letto della prova di Er-
cole e della gura di Prometeo, salvato dallo
stesso, che ha donato il fuoco agli uomini;
desidero, quindi, affrontare il tema riguardan-
te il naturale eclissarsi della personalit, per
cedere il posto allanima.
Nella costellazione dei Gemelli vi sono due
stelle, chiamate dai Greci Castore e Polluce,
che rappresentano i due aspetti della natura
delluomo, lanima e la personalit. Castore
era considerato mortale e Polluce immortale,
ed interessante notare come nel cielo Ca-
store stia gradatamente impallidendo, men-
tre Polluce stia aumentando la propria lumi-
nosit. Tutto ci ci riporta alla comprensione
di ci che deve necessariamente morire per
far nascere altro. In questo segno Ercole co-
mincia a comprendere tale aspetto, la sua ca-
pacit di servire aumenta, come aumenta la
sua capacit di distaccarsi dai propri bisogni:
egli comincia a cogliere ci che deve morire
in s per far posto alla propria anima, la quale
deve divenire un sole radioso, capace di illu-
minare il suo cammino.
Castore e Polluce avevano la stessa madre,
la regina Leda di Sparta, ma padri diversi.
Nella stessa notte, narra la leggenda, la re-
gina di Sparta giacque sia con Zeus, il qua-
le prese appositamente le sembianze di un
cigno, sia con il re Tindaro: il risultato fu la
nascita di due gemelli che, malgrado avesse-
ro padri diversi, erano perfettamente uguali.
Ritroviamo in questo ambito lo Spirito, Zeus,
che si immerge nella materia velandosi, non
per ingannare, ma per adeguarsi a piani di co-
scienza pi densi; egli rimane tale malgrado
limmersione dello spirito nel piano sico. I
gemelli hanno fattezze uguali, ma ci che li
contraddistingue sono sempre le energie in
essi contenute, che lesposizione alla luce
far emergere.
Possiamo ritrovare questa dualit in molte
narrazioni, per esempio la storia di Caino e
Abele, oppure Romolo e Remo, tanto per
fare un esempio: essa rappresenta la neces-
sit della personalit, o materia, di eclissarsi
in luogo dellanima, la quale desidera sedere
sul suo trono. La storia ci rimanda alla morte
come aspetto negativo, ma di due cose sia-
mo certi, che nasciamo e moriamo: ci preoc-
cupiamo tutta la vita di qualcosa che ine-
luttabile. Larte del morire sempre sotto gli
occhi di ognuno: il fatto che non possa essere
compresa dipende dal grado di focalizzazione
e dalla incapacit di sostenere lo sciogliersi
delle proprie illusioni. strano il fatto che
la nostra paura pi grande sia riferita ad un
Mitologia e Sentiero Iniziatico
Curatore: Graziano Fornaciari
CEDERE UN PO
COME MORIRE
21
evento sicuramente per molti aspetti ancora
misterioso, ma che sappiamo inevitabile. La
morte, e ci vale per ogni aspetto della vita,
deve essere preparata con cura, non deve
divenire qualcosa che ci ghermisce sempre
in un momento che riteniamo inappropriato:
bisogna invece riconoscerla come funzionale
alla nascita di uno strumento migliore, capa-
ce di esprimere pi correttamente la proget-
tualit della nostra anima.
Ogni essere umano cerca la via che gli per-
metta di fare meno fatica, allora escogita
percorsi strani che, visti dallesterno, risulta-
no incomprensibili. Esiste sempre un limite
oggettivo della coscienza che ci preserva e
che ci incita ad andare oltre le nostre barriere,
le quali, non possono essere abbattute sola-
mente con il ragionamento; anzi, luso impro-
prio della mente pu risultare pericoloso, in
quanto rischiamo di essere condotti nei me-
andri della nostra emotivit, in una continua
ricerca di una giusticazione al nostro agire.
Nella prova successiva, la cattura della cerva,
Ercole si misurer maggiormente con questo
aspetto, cominciando a cogliere il signicato
dellarciere del Sagittario, segno complemen-
tare dei Gemelli, il quale potr scagliare la sua
freccia sul bersaglio con estrema precisione.
Il segno dei Gemelli preparatorio in questo
senso, la dualit deve cedere il passo ad una
maggiore unit che permetta una visione in-
tegrata. Cedere sempre difcile: e se poi
quello che cediamo non lo possiamo pi ri-
prendere, a noi cosa succede? C una gran-
de avidit in questo aspetto, che manifesta
un bisogno di saziet che va oltre le nostre
reali necessit. La personalit, in questo caso,
prende del posto, perch si deve premunire
per ogni evenienza (non sia mai che possa
rimanere scoperta); invece lanima, amba-
sciatrice di verit nel regno delle torri davorio
che costruiamo, tende a scoprire, a mettere
a nudo, a bollare ci che separato e che per
questa eresia vuole tutto per s. Ma perch
luomo vuole tutto per s? Nel suo creare
fossati, che percepisce sempre pi ampi, egli
pensa che siano sempre gli altri a doversene
assumere la responsabilit, di cui non si ri-
tiene partecipe. Vive gli altri come prevarica-
tori, e, per far fronte a questa masnada, egli
si sente giusticato nel proprio agire, prevari-
cando a sua volta, sentendosi vittima nel giu-
sto diritto di avere tutto ci che gli serve.
Luomo che non cede, o come diceva una
vecchia pubblicit Luomo che non deve
chiedere mai, rappresenta, ancora oggi,
purtroppo, un valore che ha un certo segui-
to. Accennavo in precedenza alla presenza di
una realt oggettiva: luomo che non chiede
e non cede non pu fare altro, non perch
abbia trovato la panacea di tutti i suoi mali ali-
mentando una rigidit che ritiene un viatico
per la felicit, ma semplicemente perch
focalizzato in uno spazio-tempo certamente
non prossimo alla propria anima. Egli non
possiede la capacit di sintesi e coglie so-
lamente un aspetto delleterna diatriba che
vive lessere umano. Egli non riconosce che
cedendo che si riceve, ma a questo punto
che dire, tutti vogliono ricevere, non esiste
voce che non reclami per s, per poi inneg-
giare alleventuale uso ispirato di quanto otte-
nuto. Il problema la coerenza, il riconosce-
re che quanto affermiamo spesse volte non
coincide con ci che facciamo; siamo vittime
delle nostre illusioni di separatezza, perch ri-
teniamo che non esisterebbe, se gli altri, solo
un poco, accogliessero con estrema serenit
il fatto che li stiamo prevaricando.
Ah se potessi avere questa o quella cosa, al-
22
lora s che la mia vita cambierebbe, forse
Forse vi la remota possibilit che a qualcuno
di noi potrebbe essere balenata nella mente
una affermazione di questo genere, attraver-
so la quale ci decentriamo dalle nostre reali
necessit, che sono esattamente quelle che
stiamo vivendo. Il problema che non voglia-
mo cedere, non vogliamo far sorire nulla,
tutto deve rimanere turgido agli occhi della
nostra personalit. La morte necessaria in
ogni ambito della vita, essa fa parte della vita
stessa, una vita che si rigenera traendo espe-
rienza dal proprio vissuto. Ricevere un po
come morire, sembra strano ma pu essere
unesperienza devastante e possono insor-
gere diversi problemi, che, se non digeriti,
produrranno certamente somatizzazioni. Nel
momento in cui accettiamo ci sentiamo di-
sarmati, indifesi, nito il gioco, quel gioco
che ci conduceva alla ricerca vana del nostro
benessere attraverso il richiamo delle sirene,
le quali ci allontanavano dalla nostra meta. Ci
sentiamo spogliati dalla possibilit di negare
continuamente ci che la vita ci offre, e nello
stesso tempo assumerci la responsabilit del
nostro agire.
Ora desidero portare alla nostra attenzio-
ne alcuni aspetti: per esempio il bisogno di
ricambiare immediatamente qualcosa che
riceviamo: non possiamo restare in bala di
un presunto debito, non possiamo continua-
re a vivere con questo senso di oppressione
incalcolabile, e se poi ci chiederanno di resti-
tuirlo? O ancora peggio, e se poi ci chiede-
ranno qualcosa in cambio? Cosa potr suc-
cedere? Ma, soprattutto, non sapremo mai
quando questo potr avvenire, e questo
lancinante, meglio essere tratti e uccisi per
mezzo di una lancia, piuttosto che vivere que-
sto tormento.
Ricevere corrisponde a cedere: che bello
sarebbe abbandonarsi agli eventi! Ma la ten-
denza ad osservare le cose attraverso i no-
stri specchi, certamente non tersi, alimenta
le congetture, e cos percepiamo nellaltro le
nostre stesse motivazioni. Ma non verso gli
altri che dobbiamo rivolgere la nostra atten-
zione: il pericolo alberga in noi, il nemico ce
labbiamo in casa, e dobbiamo decidere chi
comanda a casa nostra. In questo caso mi
sento di far parte di una setta, voglio essere
settario, e non identicarmi in parti della mia
coscienza che professano la divisione.
Nel momento in cui cediamo si aprono sce-
nari interessanti, nei quali potremmo coglie-
re un maggiore senso di unione, che sar
sempre meno percepito come perdita, ma,
al contrario, come acquisizione. Imparando
a cedere possiamo comprendere che non
siamo mai stati abbandonati, e il senso di
abbandono che spesse volte viviamo altro
non che la nostra incapacit di accogliere
laltro. Ci sentiamo abbandonati dagli altri,
semplicemente per il fatto che non sempre
avvallano supinamente le nostre imposizio-
ni pi o meno velate. Il cedimento, vissuto
anchesso in modo negativo, ci riporta alla
sensazione di non essere pi come prima,
e mi permetto di aggiungere meno male,
perch continuando a volgerci indietro non
possiamo che urtare spigoli. Meglio guardare
avanti, riportando in auge ci che da piccoli
ci viene detto: guarda avanti e non ti voltare,
copriti il giusto se fa freddo, spogliati il ne-
cessario se fa caldo, metti un piede davanti
allaltro, attento dove metti i piedi e non fare
mai il passo pi lungo della gamba, etc. Cosa
voglio dire con ci? Semplicemente il fatto di
poter essere aderenti al momento che stia-
mo vivendo, coltivando la semplicit, che non
23
si acquisisce attraverso tecniche roboanti,
ma agendo; lazione che apre i chakra, ed
sempre lazione che forgia i canali necessari
alla manifestazione dello Spirito. Possiamo
leggere tutto lo scibile umano sullamore, ma
se non abbracciamo laltro, consci anche del-
le nostre imperfezioni, difcilmente sapremo
colmare le distanze e radicare quel benesse-
re necessario. Tutti vogliono stare bene, tutti
vogliono ricevere, ma quanto siamo disposti
a cedere per far s che ci avvenga?
Dopo alcuni anni di Sentiero sento aforare
sempre pi una piacevole serenit, dovuta ad
una diversa interpretazione degli eventi pas-
sati. Ne riconosco un po di pi la loro perfe-
zione e soprattutto osservo il continuo emer-
gere di piccole frasi, alcune delle quali ho
scherzosamente citato pocanzi, che, nel mo-
mento in cui mi sono state dette, ho vissute
come imposizione, dato che nel momento in
cui sono state seminate nella mia coscienza
non potevano essere comprese appieno: ora
invece che lesperienza ha un po colmato le
distanze, ne riconosco la loro funzionalit. Ri-
conosco in quelle frasi la migliore possibilit
che avevano i miei genitori di insegnarmi la
Legge del Ritmo, sicuramente in modo im-
perfetto e a volte maldestro, ma amorevole.
Ora che possiedo una maggiore capacit di
andare oltre lapparenza, colgo una sintesi
e la necessit di essere meno dogmatico,
aspetti che stanno producendo una diminu-
zione dello sterile fantasticare su quali siano
le mie vere necessit.
Nel precedente articolo abbiamo visto Pro-
meteo che aiut gli uomini donando loro il
fuoco, cosa che a Zeus non piacque e per
vendicare la quale afd ad Hermes Pandora,
la prima donna, afnch giungesse sulla Ter-
ra. Essa ricevette in dono da Zeus un vaso,
con il divieto di aprirlo, contenente tutti i mali
che lumanit non conosceva. Pandora, che
signica tutto dono, dal greco pan doron,
doveva essere portata in dono ad Epimeteo,
fratello di Prometeo, che rappresenta la per-
sonalit, la quale si identica nella materia e
quindi nellaspetto femminile. Epimeteo non
ci mise molto ad innamorarsi di Pandora e a
sposarla, malgrado gli avvertimenti del fratel-
lo, il quale gli consigliava di non accettare nes-
sun dono da lei. Inutile dire che il vaso venne
aperto da una curiosa Pandora, e prima che
ella lo richiudesse tutti i mali fuoriuscirono;
tuttavia sotto il coperchio rimase incastrata
Elps o Elpdos, la speranza.
Possiamo essere speranzosi: cedere possi-
bile e il Sentiero ci soccorre, non ammetten-
do occultamenti. Tutto deve essere svelato e
posto a contatto con lanima, lasciando che
essa, in modo dolce e paziente, gradatamen-
te ci plasmi, oliando le nostre giunture, in
modo tale da poterci chinare e cogliere que-
sta intima necessit.
Graziano Fornaciari
24
In principio vi era oscurit nascosta da oscuri-
t; indistinguibile, tutto questo era acqua.
Ci che era nascosto dal vuoto, lUno,
venendo in essere, sorse attraverso il potere
dellardore.
In principio il desiderio venne prima di tutto,
che fu il primo seme della mente.
I saggi che cercavano nei loro cuori con sag-
gezza scoprirono il legame dellesistente con
il non-esistente. (Rig-Veda, 10, 129)
Nel linguaggio comune le parole caos e
cosmo, derivate dal greco antico, non han-
no mantenuto il signicato che avevano in
origine. Esiodo nella Cosmogonia ci informa
che il cosmo procede dal caos e di fronte a
questa affermazione possiamo comportarci
come il mitico ragionier Filini, in uno dei tanti
lm sulla vita di Fantozzi, riguardo al topo che
aveva appena pescato, infatti per non am-
mettere la propria incapacit di pescare si
ostinava a chiamarlo pesce-ratto e di fronte
allo sgomento dei suoi affamati amici aggiun-
geva che poteva piacere o non piacere e che
a lui piaceva. Per cercare di muoverci con una
maggior cognizione di causa rispetto al sim-
patico Filini in un terreno leggermente scivo-
loso e appena oscuro come quello della crea-
zione, dovremmo almeno denire bene il
signicato delle parole incontrate. Sembra
che in origine il caos si riferisse allindistinzio-
ne originaria di tutti gli elementi e la parola pi
adatta per denirlo fessura. Mentre
nellaccezione comune il caos viene associa-
to al disordine. Intanto possiamo osservare
come la visione mitologica greca non si di-
scosti per niente dalla rivelazione vedica,
dove la manifestazione viene descritta come
il passaggio dal non essere allessere. Inoltre
il signicato di caos molto vicino al concetto
buddista di vuoto (Sunya), infatti per il Signo-
re Buddha la realt essenziale delle cose il
vuoto. Sunya non da associarsi al Nulla del
nichilismo, ma ha molto in comune con il fuo-
co eracliteo che alimenta il continuo divenire
o con Atman, da dove tutto procede e dove
tutto torna. Come poi non ricordare la visione
aristotelica della vita come passaggio dalla
potenza allatto, che in menti intuitive rende
ancora pi evidente come vi sia un sottofon-
do comune negli insegnamenti di molte tradi-
zioni. Spesso quando vogliamo descrivere
linsieme degli astri e la materia che compo-
ne il creato utilizziamo indifferentemente le
parole universo e cosmo. Adesso mi con-
centrer sullaltro signicato di cosmo, che
ordine. Osservando un tessuto possiamo ve-
dere chiaramente lordine esistente tra i li
della trama, mentre non cos facile osser-
varlo nella nostra vita. Gli impulsi, le emozioni
contrastanti e i pensieri pi vari mal si conci-
liano tra loro in una risposta unica e ben dire-
Il Raja Yoga e lesoterismo
Curatore: Luca Tomberli
LUOMO COME MICROCOSMO
25
zionata, e la nostra percezione di quello che ci
capita perci frazionata e quindi difcilmen-
te siamo presenti in quello che facciamo. Co-
munque, nonostante la condizione schizofre-
nica che caratterizza luomo, possiamo
considerarci un microcosmo, infatti siamo
soggetti alle stessi leggi che vigono nel co-
smo. Secondo la scienza esoterica la legge
dellanalogia valida in ogni ambito della vita:
ancora non possibile dimostrarla scientica-
mente anche se intuitivamente vi sono molti
indizi a suo favore. Costituiamo un microco-
smo perch lessere umano espressione di
uno Spirito, la volont di essere, che ha richia-
mato la materia necessaria al suo progetto, la
potenzialit di essere, e di unanima indivi-
dualizzata espressione di una consapevolez-
za raggiunta. Quindi nellessere umano sono
riprodotte continuamente le dinamiche es-
senziali della creazione stessa, ed per que-
sto che lAntica Saggezza afferma che cono-
scendo se stessi si conosce luniverso.
Lingiunzione conosci te stesso presente
allingresso del Tempio di Del doveva guida-
re chi voleva prepararsi a conoscere gli anti-
chi Misteri. Per molti racchiude anche linse-
gnamento socratico sullarte della maieutica,
infatti Socrate aiutava i suoi allievi attraverso
lironia a tirar fuori quello che tenevano na-
scosto. Possiamo considerarlo linsegnamen-
to esoterico fondamentale per iniziare a intra-
prendere un sentiero di verit. Lignoranza
della Vera Realt ci porta a cercare nellester-
no le motivazioni di quanto ci capita, invece di
volgere lo sguardo dove invece sarebbe utile,
al proprio interno. Troppo spesso partiamo
con slanci ideali, ma appena la vita ci aiuta a
svelarne il carattere illusorio attraverso espe-
rienze non piacevoli, scatta come una molla il
nostro indice accusatore. Ma s, dai, confes-
siamolo, ogni volta che le cose ci vanno male,
sono sempre gli altri e non noi la causa di
quello che ci sembra di aver subito. La suoce-
ra, i genitori, il capoufcio sono solo alcuni,
ma tra i pi signicativi, dei bersagli verso cui
riversiamo le colpe. E anche chi si accolla la
colpa, in genere non lo fa perch motivato
da un sano moto di contrizione, ma normal-
mente alimentato dal senso di colpa che
poi ha leffetto magico di nascondere ci che
non si vuole far vedere di s, quindi di non
fare niente per cambiare, continuando cos a
fare quello che si vuole. Siamo molto attenti
afnch non ci venga fatta nessuna ingiusti-
zia, ma siamo veramente cos sicuri di non
alimentare lingiustizia nel mondo di relazione
attraverso il pensiero, la parola e lazione? Si-
curamente ci conosciamo poco, abbiamo
unidea superciale di noi stessi, infatti non
la prassi viaggiare allinterno della coscienza.
Anzi siamo molto dediti a proteggerci da pos-
sibili attacchi esterni e per fare questo impie-
ghiamo molte energie. Quando non siamo
soddisfatti di quello che viviamo o della vita
che conduciamo, allora lunica cosa utile che
possiamo fare di cercare di risalire alle cau-
se che producono queste situazioni non pia-
cevoli. Una ricerca delle cause fatta con tutti
i crismi scientici della vericabilit e della ri-
producibilit vi porter a scendere sempre
pi al vostro interno, trovando una concate-
nazione di cause secondarie generate da una
causa primaria. Possiamo descrivere energe-
ticamente luomo come una cipolla. Il nucleo
originario luminoso ricoperto da tanti veli
che nascondono quello che sta sotto e che
alimentano ci che sta sopra. In particolare,
parlando di aspiranti spirituali, il velo esterno
caratterizzato dalla qualit del bravo ragaz-
zo, il velo sottostante contiene la frequenza
26
del senso di colpa e ancora sotto troviamo la
vibrazione della rabbia. Anche se non ho ni-
to di descrivere i veli umani mi fermo lo stes-
so, infatti al momento ritengo funzionale
spiegare meglio la tesi appena proposta. Ogni
velo inconsciamente viene considerato una
protezione dalla sofferenza, ma in realt con-
tribuisce ad alimentarla, in quanto impedisce
di esprimere ci che siamo veramente, e vi-
vendo nella falsit siamo impossibilitati di ac-
cettarci. Se un velo viene squarciato, subito
quello sottostante diviene la nuova difesa di
se stessi. Ad esempio quando ci rendiamo
conto che non riusciamo a comportarci da
bravi ragazzi, siamo assaliti dal senso di colpa
che ci immobilizza, e tutto questo serve per
non fare i conti con quella rabbia sottosante
che non vogliamo vedere perch tentiamo di
mantenere unaltra idea di noi stessi. Lesse-
re umano non perfetto, infatti ne abbiamo
tutti i giorni la riprova, ma le leggi che ci go-
vernano esprimono una perfezione sicura-
mente non umana. Nei Rig-Veda viene usata
la parola Rta per indicare lordine delluniver-
so che si basa sulle leggi naturali. Una delle
leggi basilari del cosmo il Karma, la legge di
causa ed effetto, conosciuta anche da San
Paolo, che infatti la spiegava attraverso
lesempio del seminare e del raccogliere.
Quello che agiamo ci ritorna dello stesso se-
gno di come stato emesso, quindi le espe-
rienze dolorose ci spingono a cercare nuovi
modi di espressione sempre pi aderenti ad
una possibile innocuit. Laspirante spirituale
deve conoscere il proprio microcosmo puri-
candolo il pi possibile, no a che non riuscir
a plasmarlo completamente accordandosi
alle leggi di Natura. Il cammino spirituale pas-
sa dallorientare le forze presenti nella co-
scienza, che invece stiamo distorcendo per
evitare la sofferenza e cos facendo ci tenia-
mo lontani dalla possibilit di esprimere il bel-
lo, il vero e il buono; ed questo che la vita ci
insegna attraverso tutte le situazioni limite in
cui ci sentiamo invischiati e che ci costringo-
no per superarle ad esprimere qualcosa di
diverso. Larmonizzazione delle forze che
sono presenti nella coscienza comporta tem-
po e fatica, e in questa opera alchemica alcu-
ne delle qualit da afnare sono laspirazione,
la dedizione e la volont. La grande battaglia
che investe la vita dellaspirante si scatena
tra lenergie dellanima e della personalit,
no a che la luce dellanima risplender senza
impedimenti nella coscienza di colui che nel
frattempo sar divenuto un iniziato alla vita
reale. Nella Bhagavad Gita, poema epico in-
diano, viene raccontata la guerra tra i cugini
della stirpe dei Pandava e dei Kaurava per la
successione al trono regale. La battaglia si
svolge nella pianura di Kurukshetra che rap-
presenta il campo emotivo dellaspirante che
dovr riequilibrare il suo corpo emotivo afn-
ch lanima sieda sul trono che le compete.
Luca Tomberli
27
Tanto ho riettuto e meditato sul signicato
della costellazione di Virgo, prima di iniziare a
scrivere questo articolo, che ha la pretesa di
raccontarvi i misteri e i signicati pi profondi
di questo segno zodiacale, di cui si dice es-
sere, fra tutti, il pi antico. Restavo in ascolto
delle emozioni che questo segno suscitava in
me e man mano salivano alla mente portando
barlumi di intuizione.
Umilt, semplicit, ricezione, accoglienza,
discriminazione, amore materno che tutto
avvolge, ma anche grande forza e grande po-
tenza era ci che pian piano mi pervadeva,
e in quel momento credo di avere compreso
perch la frase il Cristo in Voi, speranza di
Gloria la frase che meglio esprime in tutta
la sua pienezza il signicato pi profondo del-
la costellazione di Virgo.
Ogni segno zodiacale ha in s un compito,
una lezione da apprendere, una missione da
compiere, e Virgo ha proprio come compito
quello di proteggere, nutrire, accudire, per
poi svelare la realt spirituale che tiene na-
scosta, il Cristo cosmico.
Il signicato di Virgo riguarda tutto il cammino
evolutivo, poich ne la realizzazione, che
quella di portare in s il germe della coscien-
za cristica, afnch dopo la gestazione possa
venire alla luce in tutto il suo splendore. La
materia, come matrice, accoglie in s limpul-
so ad essere per dare origine alla vita, unione
di spirito e materia, per creare il glio.
Quindi in Virgo la dualit presente, ma
espressa in sintesi, nel senso che gli opposti
sono ognuno importante per laltro in eguale
misura; la Madre, la materia che protegge la
vita cristica, e il Cristo che illumina la forma.
Quindi la materia come custode dellanima
che ancora nascosta, che ancora non
pronta per venire alla luce, ma anche la luce
dellanima che inizia a gloricare la materia
innalzandola al Cielo.
Allinizio del tempo, quando ancora regnava
loscurit, un oceano di materia priva di con-
sapevolezza fu increspato dallo Spirito Santo
che pazientemente lo prepar a divenire ma-
trice ricettiva per Colui che tanto potentemen-
te, spinto dal desiderio, voleva essere. Tutto
questo accadde durante il primo sistema so-
lare, che per milioni di anni cos si prepar per
dare inizio alla dualit, attraverso lincontro di
Padre-Spirito e di Madre-Materia per fare s
che dalla loro unione potesse poi originare,
nel secondo sistema solare, il nostro, laspet-
to coscienza, portato in essere dal Figlio.
In quel primo sistema solare, infatti, Cancer
ebbe predominanza nella prima fase, dove
la materia informe e ricettiva si preparava ad
accogliere lo spirito, ma nella seconda fase
predomin Virgo, creando consapevolezza
della dualit e facendo intravedere nelle pie-
ghe della materia la luce dellanima.
Astrologia esoterica
Curatore: Maria Grazia Barbieri

VIRGO, LA MADRE DEL MONDO
28
Questo signicato di Virgo lo ritroviamo
espresso anche dalla gura di Maria che da
umile serva diviene la Vergine Madre di Cri-
sto e sale al cielo, dopo essersi liberata della
forma. Allora, ecco perch nella tradizione
cristiana vediamo Maria avvolta nella luce del
Sole, con una corona di 12 stelle luminose
e con la Luna, che rappresenta la forma, e
il serpente posti sotto ai suoi piedi, a signi-
care la vittoria dellanima sulla materia. La
Vergine domina la Luna, e uccide il serpente
simbolo di Scorpio, segno di Ercole che ap-
pena nato uccise il serpente come fece an-
che Ges bambino nella culla. Questo spiega
anche perch la Luna associata al Drago,
suo eterno nemico: la Vergine domina Satana
schiacciando il serpente, che altro non che
la testa e la coda del Drago che ai giorni no-
stri rappresentano in astronomia i nodi lunari
ascendenti e discendenti ma che erano un
tempo simboleggiati da due serpenti.
Per millenni antichi sapienti e maestri, e poi
loso, pensatori e santi guardarono il cielo
e si interrogarono sullorigine della vita, e da
chi fosse stata generata. Originariamente la
Luna era maschile, poich il Sole generava
la vita nelluniverso ma la Luna generava la
vita sulla terra, poi il glio gener se stesso e
divenne marito della madre, cos che la Luna
assunse i volti di mille dee pagane no al vol-
to cristiano di Maria, Regina del Cielo.
Infatti la Vergine Madre compare in tutte le
grandi religioni, e tre in particolare sono le
gure che hanno segnato passaggi impor-
tanti per levoluzione di questo segno: Eva,
Iside e Maria. Eva stata attratta dal fascino
della conoscenza sul piano mentale, cio la
mente che per svilupparsi scesa nella carne
per fare esperienza. Il peccato originale, che
ha originato linversione evolutiva del gene-
re umano rispetto al sistema solare, nasce
proprio da questo desiderio della mente di
fare conoscenza attraverso lesperienza nel-
la carne. Iside la stessa cosa ma sul piano
emotivo, e come dea era lemblema della fe-
condit, della maternit, dellaspetto femmi-
nile, ricettivo e negativo, infatti veniva spesso
rafgurata nei templi egizi mentre allattava
Horus bambino. Poi con lavvento della reli-
gione cristiana abbiamo Maria, che rafgura
sul piano sico, colei che d la sostanza allo
spirito per potersi manifestare, infatti d si-
camente alla luce il Cristo. Queste tre gure
rappresentano la formazione e la fusione dei
tre aspetti della personalit e Virgo, come co-
stellazione, la sintesi di questi tre aspetti
femminili: Eva, Iside e Maria.
Queste gure erano tutte vergini madri dello
stesso glio, il Sole, nato in modo immaco-
lato. Lunica distinzione che per gli antichi
pagani il Sole e la Luna, principi maschile e
femminile generano il proprio glio, luniver-
so, fecondando la terra la quale poi a sua vol-
ta concepisce e genera la vita, mentre per i
cristiani il primogenito generato (genitus,
non factus) e partorito (virgo pariet, cio una
vergine partorir), quindi c un abbassamen-
to a livello materiale dellideale della Vergine
Maria che, divenendo terrena, porta il cielo in
terra, porta lo spirito dentro alla materia.
La Vergine Cosmica, quindi, d quanto occor-
re alla vita per manifestare sul piano sico,
emotivo e mentale la divinit che tiene in s,
colei che d la materia e la sostanza, cio il
terzo aspetto, afnch lo spirito possa essere
manifestato.
Alla luce di ci risulta facile comprendere
come, attraverso i suoi pianeti reggenti, Vir-
go accompagni luomo durante la sua evolu-
zione no alla nascita nella caverna, afnch
29
esso possa nascere una seconda volta; lo fa
con Mercurio, glio della Mente, che funge
da mediatore fra Padre e Madre, fra spirito e
materia, ma che nello stesso tempo anche
il frutto della loro unione; e lo fa con la Luna,
che vela Vulcano, la quale emette energia di
4 raggio, di armonia tramite conitto, come
Mercurio, ma dove questa continua con-
ittualit fra spirito e materia per intesa
come espressione del volere. In altre parole
la Luna presiede alla forma, ma dalla quale
emerge la Volont divina che desidera mani-
festarsi attraverso di essa.
Inne nello Zodiaco Virgo denito segno
di ricezione proprio perch mediante i suoi
reggitori connesso in modo particolare ad
altri otto segni che, uniti a Virgo, formano i
nove mesi della gestazione e costituiscono
una sintesi che riguarda in modo particolare il
genere umano; infatti in Virgo che abbiamo
la nascita del Cristo cosmico, con la fusione e
laiuto delle energie degli altri otto segni, ma
poi in Capricornus che abbiamo la nascita
del Cristo individuale attraverso liniziazione.
Inoltre se seguiamo il giro ordinario nella ruo-
ta dello Zodiaco, Capricornus proprio il nono
segno dopo Virgo, e questa unulteriore
prova che cos in cielo come in terra una
grande verit.
Da qui consegue che se otto sono i segni col-
legati a Virgo, allora ne rimangono tre che non
sono collegati. Questi tre segni, deniti segni
di crisi sono Leo, Libra e Capricornus: Leo,
crisi di individuazione, Libra, crisi di equilibrio
e Capricornus crisi di iniziazione. Quindi nove
sono i segni, con a capo Virgo, attraverso cui
piovono sulluomo energie che producono
esperienza e mutamenti dentro la forma, col
ne di evocare un contatto con lanima, poi
questi mutamenti provocano una crisi, la qua-
le una volta affrontata e vinta porta al trion-
fo e al raggiungimento della meta: questa
levoluzione, cos stato, cos , e cos sar
sempre: movimento, crisi e conseguimento.
Concludo cercando di fare mia la sintesi, che
una qualit principale di Virgo, dicendo che
con Virgo, luomo interiore inizia a manifestar-
si e listinto tipico delluomo involuto inizia a
trasformarsi in intelletto. Poi avanzando sul
sentiero la mente, prima razionale e critica,
assume i colori dellintuizione e della rivela-
zione e il Cristo, anche se ancora nel grembo
della Madre, si rivela trasformando gli egoi-
smi delluomo in disinteresse di s, in con-
divisione con gli altri, in senso di fratellanza
universale e in servizio verso il prossimo, che
sono tutti aspetti delluomo che, divenuto di-
scepolo, vive come anima.
Maria Grazia Barbieri
30
un dato di fatto che gli esseri umani sono
prevalentemente consapevoli del loro corpo
sico.
Ci sinonimo di uno stato di identicazione
dal quale difcilmente si sfugge, tant che,
anche da un punto di vista scientico, si attri-
buisce la spiegazione di ogni fenomeno che
riguarda il nostro essere a meccanismi di tipo
biologico. Da queste colonne ci stiamo sgo-
lando per spiegare che forse meglio con-
cedersi la possibilit di vericare, allinterno
della propria coscienza, il fatto che la vita si
estende al di l della materia normalmente
conosciuta. Questo non perch lo dico io, che
non sono di sicuro il depositario delle verit
universali, ma perch nella storia del mondo
sono state migliaia, se non milioni, le perso-
ne che hanno testimoniato lesistenza di altre
dimensioni. Saranno state tutte decienti?
Vuoi che Buddha o Ges Cristo fossero dei
millantatori? O Dio, c anche chi lo sostiene,
per cui alzo le mani e mi arrendo, ma anche
solo per un dubbio di tipo scientico, voglia-
mo ammettere che, magari, possibile che
esistano altre dimensioni della vita, causali ri-
spetto al piano sico? Poi fate come vi pare,
ma vi perdete una grande possibilit, quella
di uscire dallignoranza e dalla sofferenza.
Concepire la vita meccanicamente, ed estesa
orizzontalmente, solo sul piano sico, og-
gettivamente limitante e di sicuro non con-
sente di comprendere le cause della vita nei
suoi vari aspetti. Non riusciamo nemmeno a
comprendere che cosa davvero determina la
percezione che noi abbiamo della realt, che
senzaltro laspetto pi signicativo della
nostra esistenza. Infatti tutta la nostra visione
del mondo, compreso quello nostro interiore,
passa attraverso la sensazione che noi pos-
siamo avere di tutto ci. Per non parlare poi
della possibilit di comprendere che cosa sta
allorigine degli eventi della nostra vita, della
sofferenza e della malattia.
Bisogna dedicarsi a studi di mecca-
nica celeste per cominciare a comprendere
un po meglio perch e percome siamo nel
mondo. La nostra visione quindi va estesa in
senso diciamo verticale, per capirci, in modo
da comprendere anche gli altri piani dellesi-
stenza, attraverso i quali la nostra coscienza
si esprime. Ponendo il caso che quello che
sto dicendo sia vero, avremmo allora una
realt composta, per ci che ci riguarda, da
una dimensione pertinente allanima, o corpo
causale, attraverso il quale pu esprimersi il
livello pi elevato della nostra coscienza. Di-
scendendo di livello, proprio nel senso della
frequenza vibratoria della materia, avremmo
poi la dimensione mentale, nella quale il re-
lativo corpo lo strumento di manifestazio-
ne del nostro pensiero. Un piano pi sotto si
troverebbe poi la dimensione astrale, nella
Il Sentiero Iniziatico
Curatore: Massimo Rodolf
CORPO FISICO
E SOMATIZZAZIONE
31
quale sono metabolizzate le nostre emozioni.
Solo al punto pi basso di questa catena vita-
le possiamo reperire ci con cui siamo tanto
identicati, cio il nostro corpo sico, che si
esprime nella dimensione materiale a noi cer-
tamente pi nota.
La visione esoterica del mondo ci racconta
che questa complessa realt interconnessa
ed agisce come quel tutto unico che possia-
mo chiamare la nostra coscienza. Il problema
dellindividuo che arriva ad essere consa-
pevole della sua reale ed occulta anatomia e
siologia solo alla ne del suo lungo tragitto
allinterno del quarto Regno di Natura. Anzi,
proprio lesperienza accumulata progressi-
vamente come esseri umani che ci porta ad
estendere la nostra percezione al di l della
dimensione sica. La struttura interna di ogni
corpo di manifestazione dellessere poi ca-
ratterizzata dallesistenza di sette centri ener-
getici fondamentali, in sanscrito chakra, che
possono essere considerati come i veri e pro-
pri motori della coscienza. Senza approfondi-
re troppo il discorso, possiamo affermare che
allinterno dei chakra vengono metabolizzate
tutte le esperienze che ci riguardano, cosa
che li rende anche gli archivi storici della no-
stra evoluzione. I chakra per sono, allo stes-
so tempo, i centri di alimentazione di tutti gli
organi, apparati e sistemi che ci compongono
sul piano sico, dal che si potrebbe facilmen-
te desumere che vi una stretta relazione tra
funzionamento della coscienza e funziona-
mento degli organi, anche di quelli del nostro
corpo pi denso.
Il nostro karma, la storia delle nostre vite, il
percorso dellattivit della nostra coscien-
za, quindi registrato allinterno dei centri
energetici e da l manifesta la sua esistenza.
Tralasciando in questo contesto la siologia
della coscienza, cio tutta la sua specicit di-
namica, come funziona, la qualit che espri-
me, prendiamo rapidamente in esame la sua
meccanicit. Fra laltro dobbiamo considera-
re che se vi un luogo di residenza del no-
stro subconscio, di sicuro non nel cervello,
hardware sico del sistema, quanto piuttosto
allinterno dei vari piani dei chakra. Ponia-
mo che la modalit con la quale noi viviamo
unemozione come la rabbia, magari partico-
larmente repressa, abbia avuto origine in una
nostra pi o meno remota vita precedente.
La quantit e la qualit di energia associate
a questa antica esperienza sono registrate
sicuramente in qualche sottopiano del mio
Manipura chakra, il centro energetico posto
dietro allombelico, allineato lungo la colonna
vertebrale. Questo chakra, come ci dicono i
testi, ha dieci nadi, ossia da esso si dipartono
dieci canali energetici diretti ad alimentare al-
trettante parti signicative del nostro organi-
smo. Specico che in realt ognuno di questi
canali veicola un aspetto signicativo della no-
stra coscienza, contribuendo alla metabolizza-
zione, in particolare, di gran parte del nostro
campo emotivo.
La rabbia, cos come la vivo, sulla base di quel-
la mia antica esperienza non ancora risolta, si
manifesta come energia densa, disarmonica
e distruttiva. Ci rappresenta sicuramente
una tensione, un punto di conitto, allinterno
del mio essere, che si sfoga seguendo quelle
che risultano essere le linee di minor resisten-
za per la mia coscienza. La vita delle emozio-
ni, cos come dei sentimenti e dei pensieri,
dal punto di vista della meccanica dellessere,
si manifesta particolarmente a partire dai cha-
kra, per passare attraverso i nadi, diffonden-
dosi a tutto il corpo, o meglio a tutti i corpi.
Da questo complesso poi interagiamo con il
32
mondo che ci circonda, ma questa unaltra
storia. Se metto della sabbia nel serbatoio
della mia auto molto probabile che i pistoni
si inchiodino. Se in Manipura chakra albergo
dellenergia distruttiva facile che si amma-
li un organo del mio apparato digerente; se
questa energia fosse rabbia, garantito che
sarebbe il fegato a farne le spese. Ovviamen-
te sto ampiamente schematizzando, ma spe-
ro che il concetto sia chiaro.
Possiamo concepire il nostro corpo si-
co come la manifestazione pi densa della
mappa della nostra coscienza. Ogni organo,
apparato o sistema, in realt lespressione
diretta di quella rete che lattivit del nostro
essere. Ogni parte del nostro corpo esso
stesso coscienza e, comunque, ne consente
la manifestazione. Bisognerebbe quindi rive-
dere il nostro modo di rapportarci con la ma-
lattia, considerandola come la manifestazio-
ne, lungo la linea di minor resistenza, di una
tensione proveniente dalle profondit di noi
stessi. Questa la somatizzazione, ma come
vediamo essa ha a che fare con una localizza-
zione precisa, non con un vago subconscio,
una precisa via di manifestazione, determina-
ta proprio da come sono fatti i nostri corpi e
da come essi esprimono la vita. Vivo lemozio-
ne distorta, questa metabolizzata di sicuro
in un centro energetico, da l si esprime lun-
go i canali che alimentano energeticamente
gli organi, la tensione cos sfogata provoca la
malattia dellorgano in questione.
Come faccio a guarire il mio corpo sico?
Devo comprendere e trasformare la tensione
allorigine della somatizzazione. Detto cos
pu sembrare persino banale, salvo il fatto
che questo processo richiede normalmen-
te diverse incarnazioni. Sperimento tutte le
circostanze connesse con quel tipo di espe-
rienza, prima di poterla veramente compren-
dere e di considerare risolta ogni possibile
tensione dentro di me. Ma questo procede
parallelamente con la crescita della luce della
mia anima, che allora potr uire nei circuiti
dei miei corpi, portando con s larmonia ed
il benessere che la parte superiore della mia
coscienza manifesta.
Per questo motivo si dice che lamore guari-
sce ogni cosa, perch lanima il massimo
dellamore che noi umanamente possiamo
realizzare e riversarlo allinterno dei corpi della
nostra personalit la massima fonte di guari-
gione che possiamo concepire. lanima che
guarisce, non le pastiglie, ma se ancora non
sapete che cos lanima meglio che pren-
diate le pastiglie.
Massimo Rodolf
33
Armonia tramite conitto il nome con il
quale si designa lenergia di quarto raggio,
che il primo tra i raggi di attributo.
Il Signore di Armonia, Bellezza e Arte ha la
missione di creare bellezza intesa come
espressione di verit: la sua inuenza ripren-
der dal 2025, ma le prime impressioni sono
gi percepibili e porteranno ad una ripresa
dellarte in tutte le sue manifestazioni.
Inoltre, essendo il raggio dellintuizione e del-
la sintesi, tutto ci che si ottenuto median-
te lesperienza nella forma verr poi assorbito
e sintetizzato dallanima e successivamente
manifestato dalla Monade che opera attraver-
so la forma.
Tutte le opere fondate sul principio di armo-
nia riportano al sacro ed esprimono bellezza.
Lampiezza stessa della parola armonia come
era considerata dai presocratici, in particola-
re dalla scuola pitagorica, ci riporta alle spe-
culazioni cosmogoniche che dalla scienza
armonica ricavavano un modello di struttura
metasica delluniverso. Pertanto qualsiasi
creazione, anche architettonica, che rispetti il
principio di armonia pu dirsi veramente bella
in quanto favorisce il contatto con il modello
divino: stupende cattedrali gotiche ad esem-
pio fanno risuonare nel tempio delluomo le
vibrazioni cos abilmente catturate da geome-
trie sacre.
Quello che si pu dire per una Vita di raggio
pu essere detto anche per una vita umana:
anche luomo, quando riesce ad applicare il
principio di armonia alla propria vita, ne pu
ricavare bellezza, diventando cos costruttore
del suo Tempio, dove poi la luce risplende.
Tutta la storia dellumanit caratterizzata da
conitti che poi conducono allarmonia. Gra-
zie a questo raggio, infatti, si crea tensione
fra gli opposti, come fra spirito e materia. Ma
oggi nalmente lattenzione si sta spostando
verso il lato spirituale della dualit, e questo
porter ad un calo di attenzione nei confronti
del materialismo a favore dei principi spiritua-
li. Il quarto raggio inuenza sempre potente-
mente lumanit per il nesso che esiste fra
questo e il quarto regno di natura, cio quello
umano.
Luomo che appartiene a questo raggio la-
cerato dal conitto tra le energie di attivit e
quelle di inerzia che lo compongono, e lesito
nale del loro conitto, quando soddisfa-
cente, porta alla nascita del Cristo. La vita
una lotta perpetua e senza tregua, ma grazie a
questo attrito e allesperienza acquisita, levo-
luzione viene affrettata. Questo raggio incide
anche sui rapporti umani: se prevale lattivit
luomo diventa ardito, incurante dei rischi ed
entusiasta, capace di coinvolgere con ardore
altri esseri umani nei suoi progetti, mentre se
prevale linerzia ci sar indolenza, tendenza
agli agi, ai piaceri e a procrastinare lasciando
Psicologia esoterica
Curatore: Paola Spada

ARMONIA TRAMITE CONFLITTO
34
le cose cos come sono. Ma attraverso la
sintesi degli opposti che luomo si eleva e di-
venta capace di percepire la verit.
Il secondo raggio di amore e saggezza regola
i rapporti umani, ma anche grazie al quarto
raggio lumanit approder a giusti rapporti e
allaffermazione della buona volont; la capa-
cit di sintesi far poi scorgere la verit pre-
sente negli schieramenti opposti e la via di
mezzo. La possibilit di percepire le qualit
opposte come due aspetti di ununica realt
spirituale, da un punto di vista pi elevato,
pone le basi per rapporti armonici tra gli esse-
ri umani o le nazioni.
Da sempre lumanit immersa nei conit-
ti, ma mai come oggi il desiderio di armonia,
pace ed equilibrio stato cos forte, e questo
non pu non suscitare una risposta. La guer-
ra mondiale ha segnato il culmine dellopera
del principio di conitto, ma ha anche fatto
emergere un maggior desiderio di armonia e
pace.
Compito principale degli aspiranti di questo
raggio quello di fungere da ponti armo-
nizzando le vecchie idee con quelle nuove,
cio adattando il nuovo al vecchio in modo
da mantenere il modello originale: essendo
infatti intuitivi e dotati di sintesi, essi possono
fare collegamenti, e sanno essere precisi nel
presentare, in modo assai fedele, il vero mo-
dello divino. Anche Ges affermava di essere
venuto non ad abolire la legge ma a perfezio-
narla, come se nel progressivo adeguarsi ad
un modello gi perfetto luomo conquistasse
ogni volta un frammento di verit in pi.
Il quarto raggio spinge allazione con amore
e bellezza e aiuta a comprendere sia lestasi
della materia sia le manifestazioni dello spiri-
to, infatti la giusta valutazione della bellezza
della materia, unita alla prontezza a scanda-
gliare le profondit dello spirito, che creano
unit. Nei petali puri del ore del loto conte-
nuta la sostanza tratta dalle radici nel fango:
in essenza fango e ore sono uno.
Questa energia che produce bellezza nel-
le forme viventi insegner larte di vivere in
modo da ottenere una sintesi di bellezza, ma
non c bellezza senza unit, quindi cercare
con tutto il cuore e con tutta la mente lunit,
innanzi tutto in se stessi, crea bellezza.
Cos come il risultato del conitto per il disce-
polo produce fusione dellanima e della per-
sonalit: anche i conitti mondiali porteranno
allarmonia nale nella misura in cui lumanit
si evolver.
Quindi possiamo, scendendo nelle profondit
della materia attratti dal desiderio, riscoprire
la via che collega luomo a Dio, elevarci e cre-
scere esprimendo progressivamente la divini-
t e percepire larmonia delle sfere che nella
miriade di suoni e colori creano una melodia
unica che la sintesi della vera bellezza.
Paola Spada
35
Il bisogno di riconoscimento quanto di pi
naturale e innato possiamo scovare nelluo-
mo; ci porta quindi lontano, n dove si pu
parlare di individualizzazione.
Anticamente forse era meno sentito questo
bisogno, visto che il riconoscimento generale
era connaturato alla propria identit sociale,
identit che, viste le rigide categorie sociali
su cui si fondava la comunit, tutti davano
per scontata; oggi invece il riconoscimento
non a priori, ed ognuno chiamato a con-
quistarselo attraverso uninterrelazione, un
confronto con gli altri che ahim pu non
riuscire!
Il bisogno di riconoscimento diviene quindi
domanda di riconoscimento, pi o meno evi-
dente e consapevole, pi o meno pressante,
sia in una dimensione individuale che comu-
nitaria.
Possiamo parlare di riconoscimento a due
livelli: in primo luogo nella sfera intima, di-
ciamo a casa nostra, in mezzo a quelli che
qualcuno ha denito altri signicativi, cio
mamma e pap, ma anche marito, moglie, -
gli, fratelli, amici, dove noi stabiliamo regole
e giochi in maniera esclusiva; in secondo luo-
go nella sfera pubblica, quindi in quel mondo
sociale pi ampio che noi tutti condividiamo,
e allinterno del quale necessario trovare il
proprio posto.
In una societ democratica del 2010 pen-
so che sarebbe legittimo riettere su una
politica di uguale riconoscimento per tutti,
ma non volendo entrare in questioni troppo
complicate, mi limito a sottolineare un paio
di concetti: punto primo, il bisogno di rico-
noscimento il motore alla base del vivere,
di un vivere per oggi ancora personalistico,
che poco guarda alle necessit del gruppo,
della comunit a cui si appartiene. Punto se-
condo, il misconoscimento ovvero il non rico-
noscimento pu danneggiare coloro ai quali
esso viene negato, potendo essere una for-
ma di oppressione che imprigiona in un modo
di vivere impoverito, distorto e poco felice,
creando gabbie mentali allinterno delle quali
si diviene incapaci di muoversi anche quando
gli ostacoli oggettivi al cambiamento venga-
no a decadere.
Mi sorge esemplare a questo punto una real-
t come quella degli immigrati in Italia.
Quanto pregnante il bisogno di riconosci-
mento in una minoranza sociale come que-
sta?
Lo potremmo denire originariamente come
un tentativo di graticare il proprio campani-
lismo innato, un bisogno quindi di salvaguar-
dare i propri usi, costumi, tradizioni, la propria
lingua, un bisogno di preservare la propria
razza, ma n dove ci spinge questo bisogno?
Fino allestremo, no al riuto, allosteggiare
tutto ci che non conferma le nostre piccole
Psicologia sociale e del lavoro
Curatore: Diana Ferrazin
IL BISOGNO
DI RICONOSCIMENTO
36
verit quotidiane, pilastri della nostra coscien-
za.
Questo riguarda la minoranza che cerca di
emergere ma anche la maggioranza che mol-
to abilmente fatica a riconoscerla.
A fomentare questa politica della divisione
come sempre poi troviamo attivi in prima li-
nea i nostri beneamati mass media, grazie ai
quali maturiamo ogni giorno di pi anche
nuovi sinonimi di immigrato impariamo
cos che immigrato vuol dire violento, igno-
rante, ladro, limmigrato chi ruba il lavoro
agli italiani, o addirittura chi ruba le donne
agli italiani mai o troppo poco troviamo sot-
tolineato a dovere un qualche bellesempio di
integrazione, qualche esempio di successo,
che esiste perch, diversamente da come ci
viene propinato, gli immigrati non sono per
denizione delinquenti, anzi!
E allora in mancanza di un adeguato e sano
riconoscimento si cercano mille modi per
creare la propria identit, per affermare la
propria posizione in una societ che non
accetta il diverso, e che, diversamente da
come recita quella canzone, non considera il
diverso unopportunit. Escludo chiaramente
da questa analisi chi delinque consapevol-
mente, chi non cerca lintegrazione, chi vive
ancora nellombra.
La visione sempre quella di individui che
lottano per il riconoscimento, di nazioni che
lottano per il riconoscimento, di comunit re-
ligiose che lottano per il riconoscimento.
Il nostro livello di vita intonato su questa
battaglia continua dentro e fuori di noi che
per spesso volta ad esaudire solo i nostri
piccoli bisogni, ben lontani da un sentimento
comunitario senza conni di razza, di religio-
ne, di lingua, di nazionalit, dove lunione fa
la forza pi siamo meglio perch da soli
non si va da nessuna parte!
Il valore che deve essere individuato una
potenzialit umana universale, cio comune a
tutti gli esseri umani, ed questa potenziali-
t, e non ci che una persona pu o non pu
avere fatto, ad assicurarci che ognuno merita
rispetto
1
.
Riconoscere i nostri simili un dovere oltre
che un bisogno della parte pi bella di noi.
Ma quanto siamo in grado di farlo nel nostro
quotidiano?
Io ho cominciato ad osservarmi e sto scovan-
do mille posti diversi dove mi ritrovo a misco-
noscere gli altri: tutte le volte che sottovaluto
le persone, che le giudico attribuendo loro
qualit e quantit dal mio punto di vista non
riconosco il loro giusto valore; tutte le volte
che non le ascolto, concentrandomi piuttosto
su quello che dico o che ho intenzione poi di
dire io non le riconosco; tutte le volte che le
riuto, le allontano non le riconosco, tutte
le volte che abilmente gli ricordo i loro limiti
magari recriminando non le riconosco.
Proviamo ad estendere lanalisi anche a tut-
to ci che esiste? Agli animali per esempio?
O alla generosa Natura da sempre oggetto
di sfruttamento disumano o potremmo dire
anzi terribilmente umano vista la violenza di
cui luomo sembra ancora capace?
Tutto ha un posto legittimo e tutto funzio-
nale alla vita, quindi merita il nostro giusto ri-
conoscimento, che diviene rispetto per la vita
medesima e anche per noi che di quella vita,
non dimentichiamolo mai, siamo parte viva.
Diana Ferrazin
1
J. HABERMAS, C. TAYLOR, Multiculturali-
smo, Feltrinelli, Milano 2006
37
Era una giornata piovosa, faceva freddo, il cielo
era plumbeo, gli alberi erano fermi e spogli, la
vallata era celata dalle nuvole, nellaria si senti-
va lodore della terra bagnata e di fumo di legna
bruciata; i colori dellautunno facevano risaltare
le case disposte qua e l.
Dion guardava tutto ci, dalla nestra di casa
sua.
Era una donna di bellaspetto, aveva un fascino
particolare e se avevi la fortuna di conoscerla,
questo, non faceva altro che confermarlo. Era
bella per la sua calma nel parlare, per i suoi mo-
vimenti lenti e per il suo modo docile di ascol-
tare.
I suoi occhi scuri ammorbiditi da ciglia lunghe,
erano accesi e decisi, i capelli corti denivano il
suo viso particolare, piacevole e armonioso, la
forma delle labbra indicavano calma.
Aveva quel particolare gusto creato da piccole
cose che la rendevano unica, anche nellaspet-
to.
Dion si era trasferita da poco nella sua casa nuo-
va, posta su colline appena ondulate, arredata
con gusto ed essenzialit, ma non per questo
povera, anzi molto accogliente e originale.
Viveva da sola, la sua vita era piena, faceva un
lavoro che le piaceva, aveva amici, pochi ma
amici.
Era da un po che guardava dalla nestra, si era
incantata, tanto che ormai il panorama sembra-
va unimmagine ferma senza vita no a quando,
apparve dinanzi ai suoi occhi una visione di un
altro tempo ma famigliare, come gi vissuta.
Si vide in una stanza fredda con spessi muri di
pietra, al centro della parete dominava un enor-
me camino acceso, era seduta su una sedia ri-
vestita da pelli e pellicce morbide e ai suoi piedi,
si trovava una giovane donna, con il capo chino,
muta e terrorizzata.
La donna ssava con rabbia e amarezza questa
giovane, poi di scatto si alz e scansandola si
allontan da lei, pose una mano sullo schienale
della sedia e stringendolo con forza e violenza,
dandogli le spalle, dichiar: Mi hai ferita, delu-
sa, noo! Mi hai strappato la vita che avevo in
te! Sono furiosa, ma ancor peggio provo dolore,
perch tu mi hai causato questo lento e sofferto
allontanamento da te, dalla vita da me.
La giovane rimase in terra, alz il viso verso di lei
e con voce provata, tremolante si rivolse a lei:
In me c la paura, dormiente cresciuta lenta-
mente nelle mie carni da sempre, va oltre la mia
memoria, io ho guardato attraverso essa, ho re-
spirato, pensato, parlato lho vissuta sia nel gior-
no sia nella notte, anche nei sonni pi profondi
e la rivivo in altri piccoli mondi dei miei sogni. E
guardandola negli occhi prosegu.
Sento che il mio corpo serve solo per contene-
re il dolore, linquietudine che mi accompagna
in ogni piega del mio essere, la paura che im-
mobilizza, che mi toglie il respiro, che non mi fa
andare verso la vita, questo non lo voglio pi.
Le fabe della Manu
Curatore: Manuela Baccin

UNA PICCOLA MAGIA
38
Il male che ti ho fatto stato necessario, non
posso pi oltre modo andare ancora oltre, era in
gioco la mia vita e, ho fatto la scelta la scelta
di distruggerti, di liberarmi di te, di non essere
pi schiava di questi bisogni mascherati da in-
tenzioni nobili e di buoni sentimenti... ho paura
e sto rischiando perch non conosco cosa mi
aspetta, ma so quello che non voglio.
La sua voce esprimeva sempre pi un tono deci-
so e fermo, rimarcando: Credimi non mi dispia-
ce perderti, di strapparmi te da me, dal mio cuo-
re, dalla mia mente tu che mi hai succhiato
lunicit della mia vita e pian piano, lentamente
hai soffocato la mia luce.
Poi la giovane si alz e si mise di fronte a lei e
fu in quellistante che alla vista di Dion, vide che
le due donne erano entrambi lei stessa ebbe
un sobbalzo, ma poi cerc di rasserenarsi e cos
facendo continu a osservare quel piccolo fram-
mento di vita che le apparteneva.
Le due donne si guardarono a lungo negli occhi,
la giovane con forza e potere pronunci: Io non
ti appartengo pi e con il braccio teso verso il
petto di lei, con mano aperta e ferma, la spinse
indietro.
In quellistante, dal petto della giovane, incomin-
ci ha formarsi una spirale di piccole particelle
scintillanti che prendevano posto nel buio del
suo cuore e man mano si effondevano lungo le
braccia, gi per le gambe inondando il torace e il
suo viso. I suoi occhi brillavano come stelle. Era
unimmensa luce bianca con scintille di color in-
daco che palpitavano. Nel frattempo assisteva al
dissolversi lento del corpo dellaltra donna, che
sbiadiva e aveva sempre meno consistenza no
a quando svan del tutto nel vuoto assoluto
Poi dallalto del suo capo discese un raggio di
luce che attravers tutto il suo corpo no alle
gambe. Silluminarono poi sette centri posti
lungo la schiena e da ognuno si formarono sfe-
re trasparenti luminescenti che lentamente si
estesero fuori dal suo corpo creando un alone
di luce.
Dion a quel punto tolse lo sguardo da quella vi-
sione, si allontan dalla nestra e guardandosi
vide che era il suo corpo ad emanare quellalone
di luce e in s sent una dolcezza nuova, scrut
nella sua mente e non trov pi pensieri oppres-
sivi e cupi e nel suo cuore palpitavano solo sen-
sazioni e sentimenti di gioia e di vita
Era una giornata piovosa, faceva freddo e il cielo
era plumbeo
Eppure il sole si fece spazio tra le nuvole e a Est
un arcobaleno abbracci la vallata. Dion guard
tutto ci dalla nestra di casa sua e sorridendo
prese la giacca e usc, sapendo che laspettava
una giornata, anzi una vita, magica.
Manuela Baccin
www.scuolaenergheia.it
ENERGHEIA
Prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici
La scuola intende preparare al discepolato e al cammino iniziatico,
fornendo gli strumenti teorici e pratici per focalizzare stabilmente
la propria coscienza sul piano dellanima, requisito
fondamentale per poter operare nel campo
della guarigione esoterica. Il programma,
estremamente vasto, spazier dalla
conoscenza dei chakra, dellaura, dei corpi
sottili, al karma, alla psicologia esoterica,
alla conoscenza e alluso dellenergie
di raggio. Un guaritore esoterico deve
poter aiutare i suoi fratelli a far uire lenergia
dellanima, fonte di ogni vera guarigione, e deve
sapere come questo pu avvenire in pratica.
Liscrizione alla scuola comporta una decisa scelta
di vita nel senso della trasformazione del proprio
s inferiore e del servizio agli altri. Chi non avesse questi
precisi intenti sappia che non potr essere accettato nella
scuola, che sar fra laltro a numero chiuso.
I corsi si tengono ogni anno da ottobre a giugno.
PROGRAMMA
1anno: Introduzione Il Sentiero degli Angeli - La pratica della meditazione - Lintegrazione della perso-
nalit - Il corpo sico - Il corpo eterico - Pranoterapia e terapia magnetica - I sette raggi - Kundalini, chakra e
laura - Il Karma - Il sentiero iniziatico.
2anno: I sette tipi psicologici - Il corpo astrale - Il corpo mentale - La formazione delle immagini karmiche
- La chiaroveggenza, i chakra e laura - Alchimia spirituale, dal s inferiore al s superiore - Leteroscopia -
La terapia radiante - La telepatia - I sogni.
3anno: Il corpo causale - Il contatto con lanima, i maestri, gli angeli e i deva - Alchimia dei chakra e trasmu-
tazione delle immagini karmiche - La guarigione di gruppo - La seduta terapeutica - La tenuta di un gruppo
- Linsegnamento della meditazione - Le dieci leggi, le sei regole e i sette modi della guarigione esoterica -
Elementi di astrologia esoterica - Conclusioni.
PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLE SEGUENTI SEDI:
BERGAMO Roberto Rovatti tel. 059 696977 - cell. 347 3930476 e-mail: sede.bergamo@scuolaenergheia.it
MILANO Luca Gazzetti tel. 0536 957382 - cell. 333 8395180 e-mail: sede.milano@scuolaenergheia.it
TORINO Isa Neroni cell. 339 5331650 e-mail: sede.torino@scuolaenergheia.it
PADOVA Fabio Ricchetti cell. 335 6083781 e-mail: sede.padova@scuolaenergheia.it
MODENA Anna Grazia Fiorani tel. 059 900086 - cell. 339 8476284 e-mail: sede.modena@scuolaenergheia.it
FIRENZE Anna Todisco tel. 055 781699 - cell. 328 9636352 e-mail: sede.firenze@scuolaenergheia.it
ROMA Luca Tomberli cell. 328 3122520 e-mail: sede.roma@scuolaenergheia.it
LECCE Giovanna Spinelli tel. 099 9558405 - cell. 328 7734551 e-mail: sede.lecce@scuolaenergheia.it
Dieci week-end allanno per tre anni di intenso studio e di profonda alchimia spirituale.
Atman in sanscrito designa il vero s dellessere umano, lo spirito assoluto, Brahman, individualizzato nelluomo. Il Raja
yoga la scienza dellessere che consente di dissipare il dolore e lignoranza, portando alla conoscenza di Atman attra-
verso pratiche di vita e di meditazione sperimentate da millenni.
LAssociazione Atman nata con lo scopo di diffondere la conoscenza e la pratica del Raja yoga e di tutte quelle tradi-
zioni esoteriche che hanno come nalit il perfezionamento delluomo nel suo complesso.
www.associazioneatman.biz
ATMAN
Associazione per lo studio del Raja Yoga
La prima rivista esoterica on-line: www.ildiscepolo.it info@ildiscepolo.it
Allindirizzo www.dracoedizioni.it potete richiedere la rivista Il Discepoloal solo costo di spedizione
LE VIE DI LUCE
Dalla stessa scintilla, come spesso accade alla vita, molti raggi sono nati per diventare Le Vie di Luce, tanti modi per
dire la stessa cosa, tante strade per arrivare allo stesso cuore. Aiutare gli altri a ricercare se stessi, nella pratica e di-
cendoglielo con la parola, insegnare loro a prendersi cura degli altri. Insegnare ai bambini e ai loro genitori dei modi belli
di crescere insieme. Essere attenti allambiente, al pianeta, per riportare luomo al centro di tutto. Studiare la vita nelle
sue forme di luce per migliorare anche il corpo pi denso e, perch no, farlo pi bello. Questo siamo, perch possa
servire.
Massimo Rodol
La Draco Edizioni, lassociazione
Atman e la scuola Energheia
sostengono lopera di queste
associazioni di solidariet.
OMEO BON BON
www.omeobonbon.it
Attiva in Madagascar
e HEWO
www.hewo-modena.it
Attiva in Etiopia ed Eritrea
DRACO EDIZIONI
MILANO 30/3/2010, LECCE 7/4/2010, ROMA 21/4/2010, FIRENZE 5/5/2010,
MODENA 12/5/2010, PADOVA 14/5/20110, BERGAMO 18/05/2010, RIMINI 20/5/2010
TORINO 27/5/2010, MODENA 23/9/2010.
per informazioni www.associazioneatman.biz, www.dracoedizioni.it, www.scuolaenergheia.it
SUL SENTIERO DEGLI ANGELI
Presentazione della scuola Enrgheia,
conferenze di Massimo Rodol
PROSSIME USCITE
www.dracoedizioni.it
DRACO EDIZIONI
GUIDA PRATICA
ALLA MEDITAZIONE
Massimo Rodol
EXALUX
ERBE DI LUCE
Un nuovo modo di concepire la ftoterapia
Donatella Donati Massimo Rodol
EXALUX - ERBE DI LUCE - Un nuovo modo di concepire la toterapia
Le erbe sono in primo luogo architetture energetiche di luce, esse sono vita che si manifesta
come forma. Exalux, questa rivoluzionaria linea erboristica, realizza la sintesi tra mondo umano e
vegetale, creando forme per la vita. Analizzando le piante con la chiaroveggenza, si vedono le loro
strutture energetiche e le relazioni che queste possono avere con le linee di luce del corpo eterico
delluomo. Combinando tra loro vari schemi luminosi delle erbe, abbiamo creato una serie di rime-
di che agiscono nel profondo della struttura energetica umana. Con la luce del mondo vegetale,
i prodotti Exalux riequilibrano e puricano i vari apparati e sistemi del nostro corpo, seguendo un
preciso percorso energetico. La combinazione degli archetipi luminosi delle piante, applicata al
nostro organismo, la vera scoperta, che apre alla ricerca innite possibilit.
GUIDA PRATICA ALLA MEDITAZIONE
Come migliorare la propria salute e comprendere meglio se stessi attraverso la meditazione. Un
libro chiaro, semplice, alla portata di tutti, che al tempo stesso non trascura nessuno degli aspetti
rilevanti per una corretta pratica della meditazione. Tanti sono i luoghi comuni legati allargomento,
ma questo manuale, con la sua essenzialit, li esclude. Nella prima parte impariamo a rilassare
il corpo, a respirare correttamente, a calmare e a concentrare la mente. Nella seconda parte del
libro si approfondisce la consapevolezza del proprio corpo e si acquisiscono nozioni basilari per
migliorare la propria salute. Inne, sono date semplici indicazioni per migliorare, attraverso la me-
ditazione, le aree di insoddisfazione della propria vita. Un libro veramente imperdibile.
SUL SENTIERO DEGLI ANGELI
Questo libro non un libro sugli angeli, ma dedicato a tutti coloro che in questo preciso momen-
to della loro evoluzione stanno per imboccare, o hanno appena imboccato, quel sentiero che li
porter a realizzare la loro vera natura di angeli solari, compiendo cos il sacricio perfetto, quella
sacralizzazione di s, che ogni illuminato, per il bene del genere umano, ha dimostrato essere
possibile. Buon viaggio a voi Fratelli che siete sulla strada del ritorno, io sono uno di voi e vi indico
semplicemente la strada verso casa, quella che vi far viaggiare Sul Sentiero degli Angeli.
PROSSIME USCITE