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IL DISCEPOLO

un porto sicuro per tutti coloro che cercano


la via, la verit e la vita
Copyright 2007 Provvedimento del Presidente del Tribunale
di Modena Iscritto al n.1866 del 19/02/2008
del Registro Stampe e Periodici.
anno 4 - n. 14
trimestrale - ottobre/dicembre 2011
5,00
COPIA OMAGGIO
questa rivista emanazione della Draco Edizioni
fondata nel 2006, per diffondere in termini moderni lantica conoscenza esoterica.
in collaborazione con lassociazione Atman, fondata nel 1994
per la diffusione del raja yoga e dellesoterismo,
e di Energheia, fondata nel 1996, prima scuola italiana per terapeuti esoterici.
Nel tempo tutto cambia e niente cambia. Le realt essenziali della vita, le sue strutture fondamentali, lana-
tomia e la fsiologia della coscienza rimangono fedeli allemanazione primordiale di quel verbo che tutto
pervade. Nel tempo, quello che cambia sono i modi della manifestazione, sempre pi aderenti alle forme
cangianti che lo spirito pu usare, di era in era, nel suo lungo pellegrinaggio tra le pieghe della materia.
Nello spirito che discende nella carne si compie la parabola del fgliuol prodigo che prima o poi ritorner
nella casa del padre. Questa rivista, in fn dei conti, vuole solo prendere atto dei modi diversi oggi necessari
ad esprimere adeguatamente le immutabili verit dellantica saggezza esoterica. Questo spazio vuole essere
utile a tutti i pellegrini che nel loro viaggiare sono arrivati a rivolgere gli occhi verso la casa in cui sono nati.
Che il potere del padre, lamore del fglio e la sapienza dello spirito santo ci uniscano in ununica vita.
Massimo Rodolf
La tensione tale che il Mondo freme. Gli eventi sono in pressione. A tutti i livelli le energie del-
la Luce sono impegnate a fondo per salvarlo dalla distruzione, mentre le tenebre si insinuano, con ma-
schere luminose, decise ad annientare ci che la Luce crea e, dove possibile, a demolire le basi stesse
dellopera creativa. Nellepoca grave dellArmageddon specialmente necessario sapere quali sono
le forze che causano le azioni di ogni singolo giorno, di ogni singolo evento, di ogni fenomeno; poich
lora della decisione, e non ci sono mezze misure sulla via del Mondo del Fuoco.
Maestro Morya
Immagine di copertina:
tramonto sul mare, foto di Manuela Baccin
Ogni fne senzaltro un nuovo inizio
Collaborazione progetto grafco Simona Murabito
Stampato presso la tipografa Nuovagrafca s.c.
Sommario
Editoriale Curatore: Massimo Rodolf
QUANDO SORGE UN PENSIERO CONTRARIO ALLO YOGA... pag. 2

Letteratura e spiritualit Curatore: Anna Todisco
LE RELAZIONI (II parte) pag. 5

il Raja Yoga e lesoterismo Curatore: Luca Tomberli
I SOGNI pag. 7

Antica saggezza e scienza moderna Curatore: Gianluca Fontana
AL SERVIZIO SEGRETO DI SUA... DIVINIT pag. 10

Conoscere la conoscenza Curatore: Andrea Innocenti
LA FILOSOFIA DI KEMPIS
E LA TEORIA DEGLI OLOGRAMMI (II parte) pag. 13

Il Sentiero Iniziatico Curatore: Massimo Rodolf
IL KARMA E LA FORMAZIONE DELLE IMMAGINI KARMICHE pag. 15

Mitologia e Sentiero Iniziatico Curatore: Graziano Fornaciari
ERCOLE E IL CINTO DI IPPOLITA pag. 18

Astrologia esoterica Curatore: Maria Grazia Barbieri
ARIES, LINIZIATORE pag. 20
Geometria Sacra Curatore: Enrica Battaglia
INTRODUZIONE ALLA GEOMETRIA SACRA pag. 22

Fitoterapia energetica Curatore: Donatella Donati
LA POTENZA OCCULTA DEGLI ACIDI GRASSI INSATURI pag. 24
La coppia sul sentiero Curatore: Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
IL SAPORE AMARO DELLA GELOSIA pag. 26
Educare per la consapevolezza Curatore: Anna Grazia Fiorani
IL BENESSERE (I parte) pag. 28
La Comunicazione Umana Curatore: Anna Maria Fabene
LA NASCITA DEL LINGUAGGIO pag. 30

Le fabe della Manu Curatore: Manuela Baccin
LA BATTAGLIA SILENZIOSA pag. 33

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Il sutra numero 33 del secondo capitolo degli
Yogasutra di Patanjali passibile di essere tra-
dotto con varie sfumature, ma il concetto di
fondo : quando sorge un pensiero contrario
allo yoga sviluppa il pensiero opposto. I miei
allievi che leggono queste righe probabilmen-
te non tratterranno un sorrisino, solo per il fat-
to che questa frase se la sono sentita ripetere
allinnito. Infatti ritengo che in questa riga sia
contenuta la chiave di volta di tutte le possibi-
lit di trasformazione della coscienza umana.
Io tengo sempre a ribadire che la conoscen-
za esoterica in fondo semplice descrizione
dei processi della natura; una sorta di mecca-
nica della realt che ci spiega come funziona
la vita, specialmente in quelle pieghe che gli
esseri umani non riescono a percepire con le
loro limitate capacit sensoriali.
In n dei conti anche le dimensioni pi sottili,
come per esempio quelle in cui viviamo le no-
stre emozioni o il nostro pensiero, sono fatte
di materia, anche se pi rarefatta di quella si-
ca. I nostri stati di coscienza sono caratterizza-
ti dallessere costituiti da materia pi o meno
densa, pi o meno corrosiva, piuttosto che
armonica e rafnata, e cambiare le proprie con-
dizioni si traduce in ultima analisi in una vera e
propria alchimia dei diversi tipi di sostanza che
ci compongono. Provare unemozione o espri-
mere un pensiero signica dare corpo allatti-
vit di un determinato quantitativo di materia
di una specica qualit. La legge del karma ci
spiega che tutto ci che attuiamo attraverso la
nostra coscienza, sica, emotiva e mentale, ci
torna in modo molto preciso, mostrandoci in
pratica gli effetti delle nostre azioni.
Il dolore quindi, nota caratteristica del genere
umano, di fatto il risultato dellumano agire,
che tradotto meccanicamente signica che
la coscienza umana ancora non pu prescin-
dere dalla greve materia che la costituisce.
Non c niente di strano secondo me, allora,
a considerare il fatto che se tutto quello che
facciamo lespressione di determinate qua-
lit di materia, per cambiare ci che genera
sofferenza non si pu far altro che produrre
materia di tipo diverso. Per me Patanjali
uno dei pi grandi tecnici della coscienza che
lumanit abbia mai avuto, perch in pochis-
sime parole ci spiega come fare a realizzare
quellalchimia necessaria ad eliminare da noi
la sofferenza.
Quando sorge un pensiero contrario allo yoga,
cio quando ti rendi conto di star dando corpo
a unazione, unemozione o un pensiero che
invece di produrre coerenza (yoga=unione, o
coerenza della coscienza) realizzano disarmo-
nia e incoerenza, sviluppa il pensiero opposto,
ossia consapevolmente coltiva unattitudine
opposta, volta a creare invece di distruggere,
ad unire invece di contrastare, a sintetizzare
invece di dividere. In questo modo, molto
Editoriale
Curatore: Massimo Rodolf
QUANDO SORGE
UN PENSIERO
CONTRARIO ALLO YOGA...
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concretamente, vengono contrapposte delle
forze dentro di noi che, volgarizzo, per attrito
danno luogo a quellalchimia che trasforma la
materia che ci compone, rendendola pi inno-
cua e meno generatrice di sofferenza.
Questa modalit, assieme alla meditazione,
anche la chiave di volta della scuola che ho
creato e che oggi in Agnihotri, I Custodi del
Fuoco, Il Sentiero di Guarigione del Guerriero
del Fuoco, sintetizza un percorso molto com-
pleto, che unica lattivit dellassociazione
Atman, con i suoi corsi di yoga, di Energheia,
la prima scuola italiana per terapeuti esoteri-
ci, e di Agnihotri, che in pratica il livello pi
avanzato, del quale sono lunico insegnante. In
questo contesto, in modo graduale, vengono
acquisiti tutti gli elementi necessari alla com-
prensione e alla trasformazione di se stessi.
Lalchimia della coscienza e la meditazione
vengono proposte a vari livelli, dando vita ad
un percorso formativo unico nel suo genere
e veramente innovativo, che riesce a fondere
lAntica Saggezza orientale ed occidentale con
lapproccio scientico contemporaneo, appli-
cando questa conoscenza alle esigenze di una
vita quotidiana caotica e difcile, come quella
che risulta dal vivere nelle societ contempo-
ranee.
Si pu iniziare con i tre corsi pratici, di medita-
zione, di psicologia dello yoga e di tecniche di
guarigione dello yoga, dove gli strumenti for-
mativi vengono proposti in una chiave assolu-
tamente semplice, ma non per questo meno
completa ed efcace, per magari continuare
con il corso di raja yoga, dove sia la pratica che
la conoscenza teorica della materia vengono
approfondite in modo pi consistente. I corsi
sono tutti strutturati in modo da poter essere
frequentati anche in modo indipendente lu-
no dallaltro, compresa Energheia, la scuola
che dura tre anni, e che di sicuro si presenta
come lo strumento pi completo che si pos-
sa oggi trovare nel campo della trasformazio-
ne della propria coscienza. Agnihotri invece,
che possiamo considerare, rispetto a questo
percorso, come un dottorato di ricerca, dura
un anno ed riservato solo a chi ha gi fre-
quentato la scuola Energheia. Quello che
certo che ad ogni livello formativo vengono
comunque presentati, anche se in maniera
pi o meno approfondita, tutti gli elementi ne-
cessari per cominciare a svolgere un efcace
lavoro di trasformazione di se stessi, in grado
comunque di produrre risultati tangibili nella
propria esistenza.
Questo benedetto sutra 33 potrebbe essere
considerato espressione di qualche vaga pra-
tica mistica, o uno dei tanti appelli ad essere
buoni da parte di una qualche autorit religio-
sa, invece, dopo quarantanni di pratica yogica
e trenta di insegnamento, mi sono reso conto
della assoluta scienticit di questo approccio
allesistenza. In realt io lo considero lunico
vero modo per cambiare se stessi, acquisen-
do maggiore consapevolezza e gioia nella vita,
basata sul rispetto per ogni forma di esisten-
za, sulla non distruttivit e sullamore.
Inoltre, lo sviluppo del pensiero opposto
ha secondo me una valenza che va ben al di
l dei limiti soggettivi, legati ad una psicolo-
gia dellindividuo, e trova applicazione a tutti
i livelli possibili dellesistenza. Per esempio,
riettevo recentemente su come le forze an-
tagoniste alla vita su questo pianeta si stiano
esprimendo, ora pi che mai, in modo forte
per limitare le capacit vitali del genere uma-
no. A livello planetario ci avviene tentando
di distorcere le fondamentali qualit creative,
che ovunque sono rappresentate da quelle
forze, note esotericamente come i sette raggi.
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Ecco allora che le forze del male cercano di
farci sentire impotenti di fronte allesistenza
(distorsione del primo raggio, volont e pote-
re), cos come molti affermano lodio e la divi-
sione (distorsione del secondo raggio, amore
e saggezza). In questo periodo particolare poi
si cerca scientemente di diffondere la mise-
ria e lincapacit creativa tra il genere umano
(distorsione del terzo raggio, intelligenza crea-
tiva), assieme al culto del brutto (distorsione
del quarto raggio, armonia tramite conitto).
Lignoranza un prerequisito delle nostre so-
ciet di massa e consumistiche (distorsione
del quinto raggio, scienza concreta), mentre
non vi pi devozione a nessun vero ideale
(distorsione del sesto raggio, idealismo e de-
vozione). Inne il caos si oppone allordine rit-
mico delle cose (distorsione del settimo rag-
gio, dellordine rituale).
difcile resistere e reagire a tutto ci, conti-
nuando a coltivare i propri ideali di pace, amo-
re ed armonia, ma credo proprio che questa
sia lunica strada per uscire dalla strettoia nel-
la quale si trova lumanit. Sviluppiamo quindi
umilmente la nostra potenza nella vita, che
non pu essere disgiunta da amore, compas-
sione e fratellanza. Continuiamo a cercare la
nostra realizzazione creativa, che pu essere
lunica fonte di vero benessere, anche ma-
teriale. Perseguiamo il bello, producendo ar-
monia in ci che facciamo e non ci venga mai
meno la curiosit per la conoscenza, che alla
base dellaspirazione al compimento dei no-
stri ideali. In questo modo porteremo ordine
e ritmo nelle nostre vite, accordandole il pi
possibile con il grande respiro che ci avvolge e
sostiene. Credo che anche Patanjali potrebbe
essere soddisfatto da questo tipo di sviluppo
del pensiero opposto. Poi c stato anche un
altro grande maestro dellumanit che ha ben
evidenziato e applicato questo concetto, af-
fermando ama chi ti odia. Purtroppo lhanno
crocisso, ma di sicuro non hanno arrestato
la potenza e la validit del suo insegnamento.
Massimo Rodolf
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Lespressione biblica: in Lui viviamo ci muo-
viamo e siamo, enuncia una delle leggi
fondamentali della natura, secondo la quale
esiste una Vita Assoluta, un Essere onnipre-
sente che tutto include e pervade. Dietro la
molteplicit della manifestazione esiste una
fondamentale unit di tutta lesistenza, da
cui niente pu essere separato in quanto
parte inscindibile del tutto. E ci vero tan-
to per latomo, quanto per luomo, la stella
o il pianeta, etc. Eppure abbiamo visto che
lumanit, dimenticando o ignorando questa
idea, vittima dellillusione della separativit:
una sorta di malattia sociale che afigge gli
individui, allertandone continuamente, senza
reale motivazione, listinto di autodifesa. Pi
o meno quello che accade nel nostro orga-
nismo allorch una cellula impazzita perde il
senso dellinsieme e comincia a lavorare in
modo autonomo e scollegato dal contesto
strutturale e funzionale. Lessenziale condi-
zione di interconnessione ed integrazione,
che garantisce lequilibrio-salute, viene a
mancare generando linsorgere della malat-
tia. Questo perch larchitettura del corpo
umano caratterizzata dallorganizzazione.
Un organismo, cio, non semplicemente
un aggregato, bens unintegrazione. Lana-
logia tra il microcosmo e il Macrocosmo sta
proprio in questa basilare struttura unitaria,
caratterizzata dalla necessit intrinseca di
concordia e collaborazione delle singole unit
minori, costituenti le maggiori. Solo il rispetto
di queste condizioni consente lestrinsecarsi
dello schema che sospinge la vita del singolo,
della famiglia, della razza, dellumanit, etc.
Noi tutti siamo come membra di un unico
corpo e perci chi cerca di danneggiare o di-
struggere gli altri, come se la mano destra
cercasse di tagliare quella sinistra per gelosia.
Chi uccide il prossimo suo, uccide se stesso;
chi deruba se stesso, froda se stesso; chi fe-
risce il prossimo, mutila se stesso, perch gli
altri esistono in noi, come noi esistiamo negli
altri. (H.P. Blavatsky)
Questa visione vanica ogni spinta persona-
listica e svilisce ogni rivalit o contrapposizio-
ne nei confronti degli altri. Evidenzia, invece,
la necessit di rinunciare agli stridori degli im-
pulsi egoistici, illusori ed ingannatori, a van-
taggio degli slanci altruistici che inducono a
trasformarsi in forza beneca della vita. E
la graduale rinuncia a s (in realt alle proprie
distorsioni) che ci rende autentici, padroni di
noi stessi e capaci di servire alle necessit
della vita in modo impersonale, rivelando
piano piano lunicit che ci contraddistingue
e realizzando lArte di scoprire se stessi in
quanto Musica universale, come ama espri-
mersi Raphael, ne La triplice via del fuoco.
Letteratura e spiritualit
Curatore: Anna Todisco

LE RELAZIONI (II PARTE)
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Tu sei una Nota che il grande Musico uni-
versale risuona da tempi immemorabili: ri-
trovati e palesati come Nota vibrante; la Vita
risponde alla tua sinfonia. [] Pensa allAc-
cordo, parla di compartecipazione, dona
comprensione, muoviti con Bellezza di rit-
mo, vivi il tono dellAmore-Verit: il discepolo
[] incede con Dignit, con Compostezza,
con Soavit.
Chi non produce Accordo rimane solo con
se stesso []. La solitudine appartiene ad
una nota vivente che non ha ancora saputo
trovare il suo posto nella grande orchestra
della Vita.
Spesso la nota vibra in modo cos aritmico
che le riesce difcile intonarsi con il grande
Musico.
Se vuoi vincere la solitudine che opprime,
devi trascendere i suoni egoici individuati e
intonarti con i mille soli afssi sulla tela del
Grande Architetto. (Raphael)
Linsieme armonico delle singole note, la sin-
fonia dei singoli suoni consente la realizzazio-
ne del Piano: la volont di Dio, il Suo propo-
sito.
Lo splendore, la grandiosit del piano lascia-
no estatici, mentre ancora pi impressionan-
te la calma dignit, la sicurezza assoluta nel-
le quali tutto si compie. Non solo gli individui,
ma le nazioni sono le pedine di questo gioco;
per, n le nazioni, n gli individui sono mai
forzati a compiere la parte loro assegnata.
Loccasione di compierla presentata [],ci
spiega A. Powell ne Il sistema solare.
Colui che vuole contribuire consapevolmente
allattuazione del piano, decide di astenersi
dal male e si impegna attivamente nel fare
il bene, si sforza di diventare un veicolo at-
traverso il quale possa uire lamore divino.
Costui aspira a servire il prossimo, dimentico
di se stesso.
Egli , nella mano di Dio, come una penna, at-
traverso cui il pensiero divino pu uire e tro-
vare quaggi unespressione che, altrimenti,
non potrebbe avere. Ma, allo stesso tempo,
egli anche una piuma vivente di fuoco, che
irradia sul mondo lAmore Divino che gli riem-
pie il cuore. (Krishnamurti)
Ogni essere umano che perviene alla meta
della luce e della saggezza, automaticamente
dispone di una sfera dinuenza [] egli di-
verr un centro di vita cosciente, che dispen-
sa forza senza alcuna fatica. Egli stimoler,
infonder energia e vitalit atte a rinnovare gli
sforzi di tutte le vite con le quali verr in con-
tatto [] Sar un trasmettitore di luce nelle
tenebre. Disperder le nebbie dellillusione
attorno a s, facendo penetrare lo splendore
della realt.
Quando un gran numero di gli degli uomini
sar in grado di agire in questo modo, la fami-
glia umana potr iniziare il servizio mondiale
cui predestinata. La sua missione di fare
da ponte tra il mondo dello spirito e il mondo
delle forme materiali. (A. A.Bailey, Trattato di
magia bianca)
Anna Todisco
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Linconscio ci comunica coi sogni
frammenti di verit sepolte:
quando fui donna o prete di campagna
un mercenario o un padre di famiglia.
Battiato Caff de la Paix
Quasi un terzo della nostra vita lo passiamo
dormendo. Questa attivit necessaria in
quanto durante la veglia i corpi accumulano
stanchezza. Durante il sonno attraversiamo
vari stati che sono stati classicati a seconda
delle onde emesse. Vengono denite attra-
verso lacronimo NREM (sonno privo di mo-
vimenti oculari) le quattro fasi dove il cervello
emette onde lente, ed inoltre caratterizzate
generalmente dallassenza di sogni o almeno
cos sembra perch al risveglio non vengono
ricordati. Mentre la fase REM contraddistin-
ta dallemissione di onde veloci e dal rapido
movimento oculare. Questa fase viene anche
denita sonno paradossale in quanto lattivit
elettroencefalograca simile a quella di ve-
glia. Inoltre in questa fase che vengono pro-
dotti i sogni ricchi di immagini e quindi per-
cepiti con maggior intensit. La psicoanalisi
tende a ritenere il sogno come leffetto di un
complesso processo di pensiero effettuato
durante il sonno, che contribuisce a consoli-
dare la struttura psicologica dellindividuo. La
dimensione del sogno affascina da sempre
luomo. Linteresse verso il mondo onirico
un lo che lega luomo primitivo, gli egizi, i
sumeri, la Grecia antica, limpero romano, il
medioevo e il novecento. Nellantico Egitto i
sogni erano considerati un messaggio magi-
co proveniente dal mondo delle potenze, ed
avevano grande importanza quelle persone
che riuscivano ad interpretarli. Tra gli egizi e
successivamente tra gli antichi greci era con-
suetudine ricorrere alluso dellincubazione
per ricevere indicazioni sul futuro, benedizio-
ne e guarigione. Questa tecnica consisteva
nel dormire in un area sacra dopo essersi
puricati. Nel medioevo lattivit della incu-
bazione venne perpetuata da alcuni cristiani,
infatti sono giunti no a noi alcuni racconti
che hanno per soggetti dei santi che in sogno
hanno operato dei miracoli. Nel XVII secolo
in Europa con lavvento della razionalit del
metodo scientico lo studio dellattivit oni-
rica venne relegato in un angolo, comunque
venne preservato in gruppi esoterici e in al-
tre culture, come quella dei nativi americani,
ancora legati alla tradizione. Lopera di Freud
ha riportato lattenzione verso il sogno ed ha
riconsegnato alla nostra civilt una potenzia-
lit umana, che era stata emarginata dalla
scienza. Se la societ odierna ha recuperato
in parte la conoscenza del mondo onirico lo
dobbiamo innanzitutto alla psicoanalisi che
al principio considerava il sogno la via ma-
estra per conoscere linconscio attraverso
Il Raja Yoga e lesoterismo
Curatore: Luca Tomberli
I SOGNI
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lesaudimento di un impulso represso nella
vita ordinaria ed espresso nel sonno. Suc-
cessivamente il lavoro di Jung ha cercato
di riunire la conoscenza delluomo moderno
con lAntica Saggezza. Infatti il sogno oltre ad
essere utilizzato in prospettiva per capire le
potenzialit da sviluppare venne considerato
unattivit non soltanto dellinconscio perso-
nale, ma come ci che consente di collegarsi
ad una realt profonda della psiche che de-
n inconscio collettivo, dove sono presenti
dei simboli detti archetipi che rappresentano
leredita dellevoluzione della coscienza uma-
na. Successivamente la sperimentazione
nellambito del sonno ha prodotto una cono-
scenza variegata che riporto sinteticamente:
i sogni sono la continuazione dello stato di
veglia, possono essere indotti da stimolazioni
articiali, il linguaggio dei sogni simbolico e
soggettivo. Lattivit onirica verr considera-
ta come una funzione della coscienza, pari a
quella di veglia, quando luomo riconoscer i
piani sottili e il mondo delle energie. In Tibet
lattivit del sogno considerata cos impor-
tante tanto da inserirla allinterno di una se-
rie di insegnamenti tantrici, chiamati Shitro,
utilizzati per rivelare la natura di Buddha . Vi
riporto uno stralcio degli insegnamenti sul-
lo Yoga del sogno dati da Khenchen Palden
Sherab Rinpoche nel commentario al testo di
Karma Lingpa: : Gli insegnamenti Vajrayana
sullo yoga del sogno ci forniscono un meto-
do estremamente efcace per espandere la
pratica della consapevolezza nello stato del
sogno, in modo da non dormire nellinutile
modo ordinario. Entriamo nella sfera natura-
le dellattenzione incrollabile. Prepariamoci
al sonno coscientemente, mantenendo una
motivazione pura. Abbandonando la trascura-
tezza, cerchiamo di addormentarci in uno sta-
to di rilassata attenzione. Come pratichiamo
la presenza mentale nel sogno? Riconoscen-
do i nostri sogni, pratichiamo trasformando
lillusione in luminosit. Per utilizzare il tempo
che spendiamo dormendo, dobbiamo per pri-
ma cosa riconoscere che stiamo sognando.
Questo lesercizio iniziale. Il passo succes-
sivo chiamato trasformare il sogno, il ter-
zo la moltiplicazione e il quarto unicare
il sogno e la chiara luce. Riconoscere, trasfor-
mare, moltiplicare e unicare il sogno con la
luminosit della vera natura; queste quattro
sono le applicazioni essenziali dello yoga del
sogno. Possiamo fare queste pratiche in ogni
momento, ma normalmente si iniziano prima
di andare a letto la sera. Si inizia allineando
la nostra motivazione con bodhicitta e con la
consapevolezza della purezza naturale. Que-
ste sono le fondamenta e la struttura dellin-
tero sentiero. Senza di esse, la nostra pratica
si disgregher, anche se abbiamo gi rag-
giunto un certo livello. Laspirazione di bodhi-
citta e la consapevolezza della purezza sono
indispensabili.
Secondo la scienza esoterica il sogno una
attivit concreta che viene svolta su un piano
pi sottile di quello sico. In genere avviene
sul piano astrale, ma dipende prevalente-
mente dalla coscienza del sognatore. Con
laddormentarsi la coscienza lascia il veicolo
sico e si stabilisce sul veicolo sottile con
cui pi in sintonia. Pu succedere che per
degli stimoli sici dati da una digestione dif-
cile dopo una cena abbondante la coscienza
rimanga nel veicolo eterico e non raggiunga
lastrale, come possa innalzarsi sul mentale
se illuminata dalla luce dellanima. Comun-
que normalmente durante il sonno il corpo
astrale uttua sul suo piano, sopra il sico,
ritemprandosi della fatica di essere stato
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contenuto nel corpo denso e perci di essere
entrato in relazione con vibrazioni pi basse
di quella gamma che lo caratterizza. Per ca-
pire il meccanismo del sogno dobbiamo fare
riferimento al meccanismo della coscienza
ed usare ancora una volta lanalogia. Tramite
il sistema nervoso arrivano al cervello delle
impressioni che vengono elaborate e classi-
cate. Ma queste impressioni sono il risulta-
to di un impulso che pu nascere non solo
dal piano sico ma anche dai piani pi sottili,
ad esempio nel corpo astrale, da dove viene
trasmesso successivamente al cervello sico
grazie allinterazione della materia eterica che
fa da ponte di trasmissione fra quella sica e
quella astrale. Nelluomo comune durante il
sonno i principi superiori si ritirano nellastrale
lasciando il cervello sico e quello eterico alla
merc delle correnti che lo attraversano. Gli
impulsi che possono derivare da queste due
fasce di vita possono produrre sogni caotici
senza un lo logico. In particolare il cervello
eterico molto impressionabile quindi se
non mantenuto attivo dalla coscienza pu
elaborare anche i pensieri altrui che lo attra-
versano. Quando la coscienza durante il son-
no uttua nel corpo astrale pu rielaborare
quanto vissuto emotivamente nella giornata
oppure fare esperienze concrete sul piano
astrale, come visitare luoghi ed incontrare al-
tri esseri. Inoltre sui sottopiani pi elevati
possibile ricevere insegnamenti spirituali. Al-
cuni sogni possono rivelarsi profetici perch
nei piani sottili il tempo scorre in maniera di-
versa rispetto al sico, perci il S superiore
pu comunicare in anticipo alla personalit un
evento importante che potr accadere. Inol-
tre spesso i sogni sono simbolici, in quanto
rappresentano la possibile comunicazione tra
lanima e la coscienza attiva. Lanima per sta-
bilire una relazione con la personalit sfrutta
la capacit di drammatizzazione della mente
per riportare nello stato di veglia attraverso il
ricordo quanto ha comunicato durante il so-
gno. Infatti ricordiamo pi facilmente i sogni
che ci hanno fortemente impressionato. In
genere durante la notte lattivit onirica in-
tensa ma spesso capita che al mattino ricor-
diamo solo alcuni sogni. Ci regolato dalla
legge di economia. Infatti la memorizzazione
di tutti i sogni avrebbe bisogno di un note-
vole dispendio di energie che magari pi
utile indirizzare in altri ambiti. Quindi non
auspicabile ricorrere a tecniche particolari per
rimanere vigili durante le attivit oniriche.
Mentre se puricheremo in maniera adegua-
ta i veicoli della coscienza, predisponendoci
cos al meglio per entrare in contatto con i
piani superiori, tenderemo a ricordarci i sogni
utili alla nostra evoluzione. A questo punto si
apre il capitolo dellinterpretazione di quanto
sognato che non pu essere fatto in maniera
razionale, dato che spesso il sogno proviene
da piani dove non vige il principio logico. La
conoscenza dei simboli universali ci guida ini-
zialmente nel viaggio a ritroso verso la com-
prensione, ma non basta per raggiungere la
causa che ha generato lesperienza onirica
. Soltanto lintuizione la qualit necessaria
per comprendere completamente il signi-
cato di un sogno. In altre parole soltanto at-
traverso lattitudine meditativa della mente si
pu interpretare un sogno.
Luca Tomberli
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Al servizio segreto di sua Maest; Licenza di
uccidere; Si vive solo due volte; La morte pu
attendere. E poi: Una cascata di diamanti;
Solo per i tuoi occhi; La spia che mi amava;
Il mondo non basta. Questi sono solo alcuni
dei titoli dei lm che hanno avuto come
protagonista lagente segreto pi famoso di
tutti i tempi. Quellagente che, presentandosi,
dice sempre Salve, mi chiamo Bond, James
Bond.
Questo personaggio venne creato dallo
scrittore britannico Ian Fleming come
protagonista di una serie di romanzi ed
poi divenuto particolarmente famoso grazie
ad una serie di lm girati a partire dagli
anni sessanta. Bond un rafnato agente
segreto dellMI6, la VI sezione della Military
Intelligence, ovvero dei Servizi Segreti, della
Gran Bretagna. Il suo codice identicativo
007. Lui, infatti, non un agente segreto
qualunque, bens un agente doppio
zero, appartenente, cio, a quellelite
dellIntelligence caratterizzata da una
singolare peculiarit: la licenza di uccidere
per ragioni di Stato. Bond un esperto di
arti marziali, ha profonde conoscenze in
ogni campo del sapere e sa fare innamorare
qualunque donna. Ma c qualcosaltro su
cui lui, come tutti gli altri agenti doppio
zero, possono contare per riuscire nelle loro
difcili missioni: le invenzioni del maggiore
Goeffrey Boothroyd, noto come Signor
Q, lo scienziato responsabile della branca
tecnologica dellMI6. Tra queste invenzioni,
prima tra tutte lauto di 007, la celebre Aston
Martin, dotata, tra laltro, di congegno crea-
fumo anti-inseguimento e sedile eiettabile. E
poi gli occhiali a raggi x, per vedere attraverso
i muri; e ancora il famoso jet-pack, lo zaino a
razzo per prendere il volo in caso di pericolo.
E solo per citarne alcune... Mr Bond, di fatto,
incarna tutte le caratteristiche che un agente
segreto (e non solo...) vorrebbe avere. O
almeno cos sembra. Ma siamo proprio sicuri
che anche lui non potrebbe avere un ideale,
un archetipo di 007 cui ispirarsi?
Per rispondere a questa domanda, lasciamo
momentaneamente la seconda met del
900 e facciamo un salto indietro nel tempo,
diciamo di 2500 anni circa, per arrivare a
quel periodo, peraltro incerto, in cui un certo
Vyasa compose la Mahabharata e un certo
Patanjali scrisse gli Yoga Sutra: due testi tra
i pi sacri che lUmanit oggi possegga. La
Mahabarata il pi grandioso poema epico
che sia mai stato scritto e tratta della cruenta
guerra tra il Bene e il Male che si scaten per
il diritto al trono tra due cugini e le rispettive
genti, i Pandava e i Kaurava, nella zona della
moderna Delhi. In breve. Esistevano due
fratelli, Dhrtarastra e Pandu, entrambi re, che
avevano ciascuno dei gli. I loro primogeniti
Antica saggezza e scienza moderna
Curatore: Gianluca Fontana
AL SERVIZIO SEGRETO
DI SUA... DIVINIT
11
si chiamavano rispettivamente Duryodhana
e Yudhistira. Questultimo, noto per la sua
probit, era chiamato anche Dharmaraja:
colui che incarna la virt. Quando venne il
momento di nominare il suo erede al trono,
il re Dhrtarastra ritenne pi meritevole il
nipote che il suo primogenito, e cos scelse
Yudhistira. Duryodhana, per, non accettando
la decisione del padre, con linganno,
si assicur il trono e cerc di uccidere
Yudhistira e i suoi fratelli. Un certo Krsna
si adoper per riportare la pace tra i cugini,
ma ogni tentativo fall, la guerra fratricida fu
dichiarata e Krsna scese in battaglia come
auriga di Arjuna, valoroso guerriero, fratello
di Yudhistira. Ora, la Mahabarata, dal punto
di vista spirituale, deve la sua importanza a
quella parte conosciuta come la Bhagavad
Ghita, o Canto del Beato, nella quale Krsna,
che rappresenta Dio o lAnima, d ad Arjuna,
che rappresenta luomo o la personalit, i
pi profondi insegnamenti spirituali di quella
che conosciuta come Antica Saggezza
Eterna. E, in particolare, gli spiega quale
sia il giusto atteggiamento che deve tenere
nei confronti della battaglia che sta per
cominciare. Arjuna, infatti, nel vedere i due
eserciti ormai prossimi allo scontro fratricida,
colto dallangoscia pi profonda e vorrebbe
non schierarsi: ... vide che stavano l padri
e nonni, maestri, zii, fratelli, gli, nipoti e...
amici nelluno e nellaltro esercito. E dopo
che Arjuna ebbe visto tutti quei parenti
cos disposti in ordine di battaglia, in preda
a un sentimento di grande compassione,
fece, turbato, questo discorso: O Krsna,...
anche se costoro, i cui animi sono dominati
dallingordigia, non riescono a vedere alcun
male nel fatto che una famiglia sia distrutta
e alcuna colpa nel ... tradire le persone care,
come non dovremmo aver noi la coscienza
di ... (tenerci lontani da codesto misfatto)?.
Cos Arjuna avendo parlato sul campo di
battaglia si accasci a sedere nel carro,
gettando larco e le frecce... (I, 26-27-28-38-
39-47). Ma Krsna sprona Arjuna a combattere,
anche se si tratta della sua gente: A lui che
era cos preso dal suo sentimento di piet e
i cui occhi erano pieni davvero di lacrime...,
Krsna rivolse queste parole: ... Da dove ti
si fatta ... accosto questa debolezza ...?
Essa tale che non se ne compiacerebbero
gli uomini donore, tale da non condurre al
cielo,... o Arjuna. No, non cedere a questo
tuo vile sentimento, ..., ch esso non ti si
conviene; cacciando la meschina debolezza
danimo, sorgi, o distruttor dei nemici. (II,
1-2-3). Dunque, Krsna, lanima, dopo aver
tentato in ogni modo una soluzione pacica
della vicenda, concede ad Arjuna, luomo,
una vera e propria licenza di uccidere, che per
di pi riguarda i suoi stessi parenti, e, anzi, lo
sprona ad usarla, afnch il Male non trion
sul Bene. E cos, poi, far Arjuna.
I Sutra Yoga, o aforismi sullo Yoga, sono,
invece, un compendio scientico dei pi
profondi insegnamenti spirituali delAntica
Saggezza Eterna. Se seguiti, consentono
allessere umano ordinario di evolversi
attraverso i vari stadi del sentiero spirituale
no a raggiungere le vette pi alte di quella
che in Oriente chiamata Iniziazione e
in Occidente Santit. Si compongono di
quattro libri o capitoli, il terzo dei quali per
noi particolarmente interessante, in quanto
contiene lelenco di tutte le facolt latenti
che lessere umano sviluppa a mano mano
che calca il sentiero spirituale, ovvero a mano
mano che si sviluppa come Anima, rendendo
sempre pi divina la sua umanit. Eccone
12
alcuni esempi notevoli: Con la meditazione
concentrata, divengono visibili i pensieri nelle
menti altrui (III, 19); Con la meditazione
concentrata..., le propriet che lo rendono
visibile allocchio umano sono annullate (o
ritirate), e lo Yogi pu rendersi invisibile (III,
21); Con la meditazione concentrata..., si ha
il potere di salire oltre la materia e di traslarsi
nello spazio (III, 42). Quindi, secondo la
tradizione orientale, la Vita concede allo Yogi,
cio alluomo che ha perfettamente fuso la
sua doppia natura umana e divina, dei veri e
propri poteri come la telepatia, linvisibilit e
la levitazione. E solo per citarne alcuni... Per
inciso, di ci non ci si deve troppo stupire,
perch, anche nella tradizione occidentale, si
trova scritto che Ges disse: In verit, chi
crede in me far anchegli le opere che io
faccio, anzi, maggiori. (Giov. XIV, 12).
Ora, alla luce di ci, che dire? Che senzaltro
anche Mr Bond, pur dallalto della sua
meritata fama, volendo, avrebbe un ideale
cui ispirarsi. E a maggior ragione i suoi
colleghi nei vari Paesi del mondo. Infatti,
anche ammesso che le ragioni di Stato che
uno 007 serve riguardino sempre il bene dei
suoi cittadini, siamo sicuri che un agente
segreto anteponga sempre quelle ragioni
ai propri interessi e sentimenti personali? E
siamo certi che i dispositivi tecnologici di cui
si avvale siano della tipologia pi avanzata?
Sembrerebbe proprio di no. Infatti, un agente
segreto della peggiore specie perseguir i
propri interessi senza alcun rispetto per la
vita umana; un agente cos cos curer quegli
stessi interessi, evitando semplicemente di
uccidere; il migliore tra gli agenti non far
n luna n laltra cosa, servendo il proprio
Paese. Eppure, neanche questo or ore
di agente potrebbe essere paragonato al
protagonista della Mahabharata. Krsna,
infatti, d per scontato che Arjuna non uccida
per ragioni personali, che non sia avido di
potere e di ricchezza e che usi la licenza da
agente doppio zero solo quando ogni altra
via sia stata tentata. Ad Arjuna Krsna chiede
una cosa ancora pi difcile, la pi ardua
che si possa chiedere a un essere umano:
schierarsi contro e, se necessario, fermare,
uccidendoli, quelli tra i suoi parenti che si
sono volti al Male e che cos minacciano la
sicurezza di un intero popolo. Un discorso
simile vale, poi, per la tecnologia di supporto.
Se, infatti, gli 007 possono contare su
dispositivi come lo zaino a razzo e il congegno
crea-fumo, Arjuna, essendo uno Yogi, grazie
allaiuto di Krsna, la sua Anima, possiede il
potere di levitare e rendersi invisibile.
Ora, tutto questo per dire che cosa? Non lo
so!, come direbbe un simpatico Guru che
conosco. In realt, lui, poi, sa sempre quello
che vuole dire e anchio, almeno questa
volta, so di saperlo. Ecco, verr un giorno in
cui un produttore cinematograco illuminato
dar il via a una fortunatissima serie di lm. Il
primo avr per titolo: Al servizio segreto di
Sua... Divinit. In quel lm, il protagonista,
presentandosi per la prima volta, dir una
frase che lo render celebre per sempre:
Salve, mi chiamo Bond, Krsna Bond.
Questo sar il segno che una nuova epoca ha
avuto inizio...
Gianluca Fontana
13
Con questo articolo continuo e sviluppo largo-
mento iniziato nellarticolo precedente.
Il maestro Kempis esprime tale concetto con
queste parole: quello che lessere percepi-
sce non esiste oggettivamente, non lunica
realt superstite delle precedenti che non esi-
stono pi e preliminare di quelle che verranno e
che non esistono ancora, ma la porzione della
realt totale - tutta esistente simultaneamente
- che lessere riesce a cogliere e creare in forza
delle sue limitazioni, o che le sue limitazioni gli
fanno cogliere il fatto che gli esseri vivono,
sentono in successione il sentire legato alle si-
tuazioni cosmiche che tutte simultaneamente
sono esistenti nellEterno Presente non signi-
ca che gli esseri le sentono perch cos sono
scritte, ma esattamente il contrario: lEterno
Presente una Realt in cui lapparente suc-
cessione del sentire annullata. Niente daltro.
LEterno Presente la condizione strutturale del
virtuale frazionamento dellAssoluto, o meglio,
della sua sostanza, perch la Coscienza Asso-
luta oltre il virtuale frazionamento. Il divenire,
come virtuale frazionamento, sentito da ogni
sentire; perci gli esseri, percependolo, crea-
no lEterno Presente. Percezione e creazione
si identicano, con la differenza che sul piano
della struttura del virtuale frazionamento tutto
creato-percepito simultaneamente, mentre
sul piano del sentire relativo - sentire che la
conseguenza del virtuale frazionamento - tutto
creato in modo successivo. Punti di vista di-
versi di una stessa Realt che originano realt
diverse, ciascuna vera nella sua dimensione re-
lativa.
Non scopo di questo articolo andare oltre que-
sta brevissima esposizione dellinsegnamento
dei Maestri del Cerchio Firenze 77, che peral-
tro si trova riportato ampiamente in una decina
di libri. Mi preme invece sottolineare che il suo
aspetto pratico va ben oltre quello teorico-lo-
soco, perch non solo il Conosci te stesso,
come indicato dal Maestro Claudio, lesatta
volgarizzazione del Dharana, Dhyana, Samadhi
di Patanjali , ma anche unattenta meditazione
sulla percezione di ogni istante della nostra cre-
azione-percezione permette quella consapevo-
lezza di essere che inevitabilmente porta a su-
perare lattaccamento dellio egoistico e proiet-
ta verso una coscienza che veda laltro come se
stesso. La comprensione del Cristo, enunciata
nell Ama il prossimo tuo come te stesso,
punto darrivo e sbocco nale di tutto linsegna-
mento, diviene almeno prospetticamente pos-
sibile, anche se non proprio immediatamente
realizzata nel vero signicato del Qui ed ora.
La teoria degli Ologrammi
Lologramma, che etimologicamente signica
descrivo tutto, un supporto fotograco a
tre dimensioni dellimmagine di un oggetto ot-
tenuta mediante un laser. Si crea un ologramma
sottoponendo un oggetto da fotografare a un
Conoscere la conoscenza
Curatore: Andrea Innocenti
LA FILOSOFIA DI KEMPIS
E LA TEORIA
DEGLI OLOGRAMMI (II PARTE)
14
raggio laser, cio una luce proveniente da una
sorgente luminosa coerente, poi mandando
un secondo raggio laser sulla luce riessa del
primo e creando cos un nissimo intreccio di
frange di interferenza, che viene registrato su
una lastra fotograca. Quando la lastra viene
sviluppata appare visibile soltanto un intreccio
di linee scure e chiare, ma se questa immagi-
ne viene ancora illuminata da un altro raggio la-
ser prender forma loggetto fotografato. Non
solo lologramma rappresenter loggetto nelle
sue tre dimensioni, ma succeder anche che,
dividendo lologramma in due parti, ciascuna
di esse dar la rappresentazione delloggetto
iniziale, e il fenomeno potr ripetersi allinnito
per successive divisioni. In sostanza, ogni mini-
ma parte di un ologramma contiene tutta lim-
magine dellologramma intero.
Comparando questo fenomeno alla concezione
che il Maestro Kempis d della realt, si ritrova
il fatto che nella divisione del Sentire Assoluto
abbiamo s sentire virtuali, limitati e relativi, ma
tali che hanno in s lessenza della loro origine,
cio dellAssoluto Stesso .
Lesperienza che il sico Alain Aspect nel 1982
ha fatto nellUniversit di Parigi d delle indica-
zioni molto interessanti riguardo allunit del
tutto prodotta dalla fusione del relativo, che ri-
produce nelle sue caratteristiche larchetipo ori-
ginale. Aspect ha scoperto che, sottoponendo
a determinate condizioni degli elettroni, questi
sono capaci di comunicare istantaneamente fra
loro, indipendentemente dalla loro distanza:
come se ogni singolo elettrone sappia cosa stia
facendo laltro. Mantenendo come vera la teo-
ria di Einstein, secondo la quale il limite della
velocit della luce invalicabile, la sola possibile
spiegazione a ci che la connessione fra que-
sti elettroni sia di tipo non locale. Azzardando
oltre lindicazione scientica dellesperimento,
questa potrebbe avvalorare lipotesi di una re-
alt intimamente connessa come in una rete
unicante e, se questa esperienza la si mette
in relazione allolograa, che d ampiamente
la prova che il macro contiene il micro e che il
relativo non poi tanto cos relativo, perch de-
terminato solo dal punto di vista, quello s vera-
mente relativo (e che nella losoa del maestro
Kempis espresso dal grado di limitazione del
sentire virtuale), se ne pu concludere che la
scienza, sia pure timidamente e per ora soltan-
to per possibili illazioni, avvalora le affermazioni
che lintuizione e lo stretto rigore logico, come
nel caso dellinsegnamento del Cerchio, pos-
sono dare .
Mi piace chiudere queste riessioni con que-
ste parole del Maestro Kempis, da lui usate
al termine delle sue complesse lezioni dinse-
gnamento: Lo stupefacente ordito e tessuto
che lEsistente, cos barbaramente illustrato
dal sottoscritto, che di questo e di tanto chiede
perdono, non un meccanismo, ma un meravi-
glioso organismo in cui ogni sua parte, anche il
pi insignicante frammento, insostituibile, e
perci di capitale importanza, e perci immorta-
le. Se si arriva a credere alla verit di tutto ci,
si comprende il senso della pi alta morale, e di
colpo si fa chiaro il signicato della vita, dellesi-
stenza, del giusto rapporto con gli altri. Ma chi
sono gli altri? Tanto pi scostanti, odiati, cattivi,
quanto pi confusi e lontani dalla verit, perci
pi bisognosi di comprensione e damore? Ma
che senso avrebbe sapere tutto ci, se si vives-
se come chi lignora? Tale veramente il quesi-
to che io lascio alle vostre meditazioni.
Andrea Innocenti
15
Il concetto di karma di sicuro non appartie-
ne in modo esplicito alla parte occidentale di
questo pianeta. I primi secoli del cristianesi-
mo, si caratterizzarono decisamente in senso
anti-gnostico, marcando una linea divisoria
abbastanza netta, perlomeno per quanto ri-
guardava lEuropa ed il bacino del Mediterra-
neo, tra due momenti storici contigui. Il pe-
riodo ellenistico si era distinto per una grande
diffusione di idee di diversa provenienza,
che avevano esaltato la funzione di crocevia
dellarea mediterranea, mentre col rafforzarsi
del cristianesimo istituzionale, accompagna-
to da un crescente dogmatismo, la funzione
di scambio e comunicazione di questa zona
del mondo, venne maggiormente inibita, an-
che se mai del tutto sopita.
Idee come quella del karma e della reincar-
nazione, furono espulse denitivamente da
un contesto religioso, culturale e sociale, che
nel corso del suo sviluppo avrebbe avuto ben
altre preoccupazioni, come quella di contrap-
porsi ad eresie di varia natura, o ad un altro
bel dogmatismo, come quello islamico. Certe
conoscenze continuarono comunque ad es-
sere trasmesse, anche se in un modo molto
pi criptato di quanto non fosse stato fatto
in precedenza. Una linea di sapere esoteri-
co continu a percorrere sotterraneamente
lEuropa, manifestandosi in tradizioni come
lalchimia, il panteismo, la massoneria, o altre
simili, che non si possono per certo consi-
derare come prevalenti nella formazione del
pensiero dominante occidentale degli ultimi
duemila anni. Questo non vuol dire tuttavia
che la legge del karma non esista.
Razionalmente pu essere opinabile tutto,
ma, fortunatamente, la conoscenza esoteri-
ca si basa sulla visione diretta di coloro che,
per evoluzione, hanno la possibilit di vedere
concretamente quelle dimensioni della vita
che permangono, per ora, occultate alla mag-
gioranza delle persone. La struttura atomica
della realt si estende anche a queste dimen-
sioni nascoste dellesistenza ed proprio a
partire da questa cosa che possiamo com-
prendere la legge di causa-effetto. Latomo
dovr essere ancora indagato a lungo, sia dal
punto di vista della scienza contemporanea
che da quello della scienza esoterica, ma la
caratteristica sulla quale esotericamente mi
sento di affermare una relativa certezza, il
suo essere un quanto di energia e come tale
un pacchetto di informazioni.
In effetti la vita pu anche essere vista come
una elaborazione ed uno scambio continuo di
informazioni che, scomposte in essenza, si
riducono alla sostanza atomica. Altre caratte-
ristiche importanti di questo substrato vitale
sono limprimibilit, le interazioni prodotte dal
magnetismo e dalla radianza, oltre che le pos-
sibili distorsioni di queste qualit speciche.
Il Sentiero Iniziatico
Curatore: Massimo Rodolf
IL KARMA E LA FORMAZIONE
DELLE IMMAGINI KARMICHE
16
La scienza moderna ha ormai stabilito che
tutto quello che esiste energia, per com-
prendere il funzionamento della legge del
karma bisogna per aggiungere che lenergia
coscienza, per cui non si danno stati della
materia di nessun tipo che non esprimano un
qualche livello di consapevolezza. I vari regni
di natura non fanno altro che raccontare la
progressiva manifestazione dello spirito attra-
verso la materia, che mai, dal punto di vista
esoterico, pu essere considerata inorganica.
Il minerale esprime senzaltro una coscienza
minore dellessere umano, ma pur sempre
quella coscienza che lo stato della materia
che lo compone gli consente.
Qualunque esperienza, compiuta da qualsia-
si creatura in qualsiasi regno di natura, vie-
ne impressa, registrata, sia negli atomi della
sostanza che d vita alla creatura stessa, sia
negli atomi della sostanza, diciamo ambienta-
le, dove lesperienza viene compiuta. Il tutto
poi avr rilevanza in ordine alla quantit e alla
qualit. Mi spiego, possibile che un evento
da me vissuto coinvolga diversi aspetti del
mio essere, ossia agisco qualcosa sul piano
sico, che produce in me emozioni, senti-
menti e pensieri. Il sico, lemotivo e il men-
tale, sono in verit stati diversi della materia
ai quali io partecipo con la mia vita, levento
che produco sar una forza che si imprime,
in modo pi o meno forte a seconda della
quantit dellimpulso, negli atomi del livello
vibratorio corrispondente.
Lo stesso evento ha poi una valenza qualita-
tiva. La mia percezione, in modo molto em-
pirico, me lo far sentire come pi o meno
buono, o piacevole, ma in concreto, quellatti-
vit sica, emotiva o mentale, trover posto,
nellinnita scala delle frequenze possibili del-
la vita, in un punto preciso, pi o meno pola-
rizzato verso il lato negativo, o positivo, della
struttura della mia coscienza. In pratica, se io
vivo qualcosa che mi fa sentire tanto male,
quel tanto male non un modo di dire per de-
scrivere una percezione, ma anche una quan-
tit precisa di energia di una precisa qualit,
che viene registrata in uno specico punto
del mio essere, sul piano vibratorio adeguato
a metabolizzare la mia esperienza.
Senza approfondire eccessivamente in que-
sto contesto lanalisi strutturale della coscien-
za umana, possiamo aggiungere che non un
caso che i cosiddetti chakra, o centri energe-
tici, siano considerati i motori della coscienza.
Infatti in questi spazi, esistenti nel nostro
essere su sette piani vibrazionali diversi, che
vengono impresse tutte le esperienze di tut-
te le nostre incarnazioni, le quali, a loro volta,
vengono poi metabolizzate attraverso tutti gli
organi di tutti i corpi attraverso i quali il nostro
essere si manifesta contemporaneamente,
per interagire poi con lambiente esterno con
il quale siamo in relazione continua.
Allo stesso modo, non serve qui disquisire
sulle origini del karma, che di per s non si-
gnica tanto lazione, quanto limpulso o la
spinta allazione. Anche se cercare risposte a
domande relative alla primogenitura delluo-
vo piuttosto che della gallina pare sia una oc-
cupazione molto diffusa tra gli esseri umani,
ci molto pi di aiuto cercare di capire come,
in pratica, funziona la legge di causa-effetto
qui ed ora, piuttosto che perderci in remote
speculazioni teleologiche. Quindi daremo per
supposto che siamo al mondo per fare e
che questo fare avviene secondo delle leggi
e che queste leggi non sono del tutto inco-
noscibili.
Nel corso delle nostre incarnazioni vi sono
delle situazioni archetipiche forti che ognu-
17
no di noi deve affrontare. Queste si congu-
rano praticamente come delle linee evolutive
che luomo deve sviluppare nella sua lunga
permanenza su questo pianeta e di sicuro
non vengono risolte in una sola vita. Possia-
mo immaginare che questioni come quella
del potere o dellamore, richiedano un po
di tempo per essere elaborate e che varie
sfumature debbano essere sperimentate
per completare il bisogno di esperienza che
la nostra anima esprime. In effetti ognuno di
noi compie lo stesso lungo percorso, rispetto
alle stesse qualit fondamentali dellesisten-
za, aggiungendo per lunicit del suo tocco.
Questo il nostro vero contributo alla vita.
Ogni anima giunge alla sua prima incarnazio-
ne umana con una propria spinta realizzativa,
che dovr compiere a contatto con la materia
dei piani inferiori nei quali andr ad operare,
ossia: mentale, astrale e sico-eterico. Ogni
azione che viene sperimentata viene registra-
ta nel luogo adeguato della propria struttura
vitale e da l continua ad esprimere il suo ma-
gnetismo e la sua radianza, sempre su base
quantitativa e qualitativa, nch non avr
esaurito tutto il suo percorso evolutivo, os-
sia nch non avr perfezionato tutte le sue
possibilit. La visione del mondo che esclude
la reincarnazione esclude di fatto la possibi-
lit di comprendere come funziona in prati-
ca la vita, ed per questo che spesso non
comprendiamo tante cose che ci appaiono
o ingiuste o misteriose. La legge del karma,
col suo funzionamento molto materiale, che
non ha niente a che vedere con punizioni o
peccati, ci mette nelle condizioni di affronta-
re la vita in modo realmente scientico.
Levoluzione della nostra coscienza, che non
si arresta nemmeno dinnanzi alla morte (ma
questo un altro discorso), procede conti-
nuamente grazie allimpulso ad agire che pro-
viene dalla nostra anima, che ci spinge a spe-
rimentare, ad interagire cio con la materia
della realt che ci circonda. Il prodotto di que-
sta realizzazione viene impresso in uno spa-
zio interno al nostro essere, tipicamente un
chakra, da dove produce nuova interazione,
sia con la coscienza che con la realt esterna.
Questo processo di impressione quello che
io chiamo formazione delle immagini karmi-
che. Le immagini karmiche poi sono alla base
dellesperienza futura, che si congura come
la necessit di continuare, od eventualmente
concludere, ci che abbiamo posto in essere
in una nostra data incarnazione.
Ogni pulsione che viviamo ha le sue radici
nella nostra esperienza pregressa, la quantit
e la qualit della materia coinvolta in quellim-
pressione determinano la forza e la tipologia
dellattivit verso la quale saremo attratti.
Ogni causa produce i suoi effetti e non esiste
il caso nella vita, mai. Quello che io oggi vivo
lespressione di ci che ho iniziato molto
tempo fa, in parte compiuto ed in parte no.
Continuo a provare attrazione verso modalit
speciche, siche, emotive e mentali, perch
rappresentano il necessario completamento
del mio essere uomo. Non esiste peccato,
ma necessit di sperimentazione, cos come
no ad un certo punto non esiste il libero ar-
bitrio... ma mi sa che di questo meglio che
ne parli nel prossimo articolo.
Massimo Rodolf
18
Questa fatica si svolge nel segno della Ver-
gine, segno di terra, considerato tra i pi im-
portanti dello zodiaco, in quanto la sua sim-
bologia cela lo scopo globale dellevoluzione,
che di proteggere, nutrire e inne rivelare la
realt spirituale nascosta. La nota fondamen-
tale che rispecchia la missione della Vergine
: Il Cristo in voi, speranza di gloria .
Il segno della Vergine rappresenta il simbolo
della profondit, del prendersi cura, del nu-
trire ci che celato e che non pu ancora
esporsi allo Spirito. Siamo in presenza di ci
che ancora oscuro, ma che reca in s la
luce e il percorso che essa dovr compiere.
Vergine rappresenta il luogo ove lentamente
matura il disegno divino per manifestarsi, con
travaglio e sofferenza, ma sicuramente allora
stabilita.
La parola Virgo la corruzione di unantica
radice Atlantidea, che in quei tempi remoti
indicava il principio della madre. Fu la Vergi-
ne a fondare il matriarcato che domin quella
civilt, cui si riferiscono i miti e le leggende
che narrano di Lilith, lultima Dea Vergine
dellAtlantide. Questo concetto alla base
della tradizione delle antiche Amazzoni, la cui
regina fu scontta da Ercole che le strapp
quanto cercava. una allegoria che mostra
il liberarsi delluomo spirituale dalla schiavit
della materia.
Ercole si deve confrontare con laltro sesso
ed ognuno di noi sa bene quanto questo sia
difcile e rappresenti una prova quotidiana
estremamente ardua, ma non impossibile, se
sapremo resistere allistinto e cogliere nella
dualit il giusto guado da attraversare, senza
timore di immergerci nelle acque del deside-
rio per uscirne snebbiati dalle nostre illusioni.
Ad avvalorare la difcolt della prova ricordia-
mo che gi nella prima fatica confrontandosi
con le giumente antropofaghe, Ercole si rap-
port con laspetto femminile della mente,
quelle giumente che rappresentavano i pen-
sieri disordinati, capaci di generare separazio-
ne e quindi distruzione. A quel tempo il nostro
Eroe non era ancora consapevole delle dif-
colt e tendeva a non portare a termine i pro-
pri compiti lasciando eccessivamente spazio
alla personalit, la quale era impersonata dal
suo amico Abderis. La materia cominciava ad
essere scalta e restare chini su di essa non
era certo impresa facile, in considerazione
del fatto che la personalit manifestava una
notevole resistenza.
Quindi, ancora una volta, laspetto femminile
e con esso la materia, devono essere affron-
tati. Ercole si reca allaccampamento delle
Amazzoni, la cui regina era Ippolita, la quale
possedeva un cinto donatole da Venere, sim-
bolo dellunione, della maternit e del Cristo
interiore, al quale tutta lesperienza umana
rivolta. Le Amazzoni erano state avvertite
Mitologia e Sentiero Iniziatico
Curatore: Graziano Fornaciari
ERCOLE E IL CINTO
DI IPPOLITA
19
da Dio che sarebbe giunto da loro Ercole,
al quale avrebbero dovuto donare il cinto, e
malgrado alcune divergenze di opinione si
accordarono positivamente in tal senso, non
volendo contraddirlo. Le Amazzoni, narra la
leggenda ed il mito, formavano un popolo di
donne guerriere che, una volta allanno si tra-
sferivano allaccampamento degli uomini per
generare prole senza amore, in particolare
femmine che partecipassero al loro mondo
senza uomini.
Non si sa esattamente come andarono le
cose, forse Ippolita nel donare il cinto non
espresse sufciente amore ed unione, mani-
festando inconsciamente una frizione, proba-
bilmente dovuta al fatto che percepiva il tutto
come una imposizione, forse Ercole nel timo-
re di non ricevere quanto gli spettasse fu ec-
cessivamente violento appropriandosi con la
forza di ci che gli sarebbe stato donato. Fat-
to sta che Ercole uccise Ippolita e sappiamo
bene quanto il dolore colpisce coloro dai quali
prodotto quindi, egli non comprese la sua
missione, malgrado avesse raggiunto lobiet-
tivo che si era pressato e di conseguenza
dovette compensare il suo errore, salvando
una fanciulla di nome Esione che stava per
essere sopraffatta da un mostro, mettendo
a repentaglio la propria vita. Si evince la ne-
cessit di riparare immediatamente ai propri
errori, senza lamentarsi e senza cogliere negli
avvenimenti chiss quale imperfezione. Non
necessitiamo di alibi, che non aiutano certo
a radicare lo yoga, molto meglio cercare di
esprimere lenergia contraria.
Il modo con il quale Ercole ha strappato il
cinto possiamo riconoscerlo nel nostro agi-
re quotidiano, se solo riuscissimo ad essere
onesti nelle nostre riessioni. Ges afferm
Chi senza peccato scagli la prima pietra e
credo, anche questa volta che le pietre rimar-
ranno al loro posto. Quante volte raggiungia-
mo i nostri obiettivi senza tenere conto delle
esigenze altrui oppure per timore di essere
prevaricati ci sentiamo in dovere di prevarica-
re a nostra volta?
Il mito ci rimanda a mondi lontani, i quali sono
molto pi prossimi di quel che pensiamo. Ci
rapportiamo con essi quotidianamente senza
esserne, il pi delle volte, consapevoli. Pos-
sibile che siano sempre gli altri a muoversi
come elefanti in una cristalleria?
Vi sono tre Vergini, le quali rappresentano la
formazione e la funzione dei tre aspetti della
personalit tramite i quali il Cristo deve espri-
mersi, Eva, Iside e Maria. Esse rappresenta-
no lintero percorso a partire dallimmersione
nella forma, no a liberarsene per assurgere
al regno dello Spirito. Eva il simbolo della
mente delluomo, attratta dal fascino della
conoscenza acquisibile scendendo nella car-
ne. Ella accett la mela della conoscenza dal
serpente della materia segnando il punto di
partenza della lunga esperienza umana. Il pro-
blema involutivo ancora troppo recente ed il
germe della vita cristica ancora inavvertito.
Iside segna il punto di mezzo; ci che desi-
derato ha subito una accelerazione, e quindi
Iside, negli antichi zodiaci rappresenta la fer-
tilit, la maternit, colei che tutela il bambino.
Maria rafgura lo stesso processo sul piano
sico, della carne, dove d alla luce il Cristo,
liberando lanima che per molto tempo sta-
ta imprigionata dalla forma, rimanendo al suo
interno apparentemente inerte ed incapace
di manifestare la sua luce.
Graziano Fornaciari
20
Aries, segno di fuoco e cardinale, quella
costellazione attraverso cui il 1 raggio entra
in manifestazione nella vita planetaria. Aries,
quindi, rappresenta la volont dello spirito di
incarnarsi, quella spinta irrefrenabile al vole-
re essere, al volere creare e conoscere trami-
te lattivit e lazione. Sappiamo che tutte le
anime come entit individuali sperimentano
la prima incarnazione sica in Cancer, ma
Aries che d inizio al ciclo della manifestazio-
ne.
Limpulso ad essere nasce nel mentale con
Aries, poi si colora con le sfumature delle
emozioni di Taurus nellastrale, poi ancora si
arricchisce delle energie vitali in Gemini, per
giungere allincarnazione sul piano sico in
Cancer. Ma in Aries, che nasce lidea pri-
maria di volere essere, che inizia il ciclo in-
volutivo nella materia no a toccarne il lato
pi denso, quello sico. Alla luce di ci, nel
ciclo involutivo, la forma domina, ma dopo
parecchi giri sulla ruota zodiacale essa perde
di attrazione e luomo, divenuto discepolo,
utilizza lenergia di Aries non pi per speri-
mentare nella materia, ma per fare ritorno,
per disincarnarsi ed essere ammesso nal-
mente nel Regno dei Cieli. Prima limpulso
era diretto verso laspetto inferiore della vita,
ora limpulso proveniente dallanima che
richiama luomo verso aspetti superiori della
sua esistenza.
Non so se riesco a trasmettervi la potenza di
questo segno, di questa energia che discen-
de, di questo Dio guerriero che segue questo
impulso irrefrenabile ad addentrarsi attraver-
so la porta oscura che porta alla morte, cio
Cancer, per morire e poi rinascere, cercando
equilibrio in Libra e conseguendo liniziazio-
ne in Capricornus e di nuovo ricominciare un
nuovo giro sulla ruota, un nuovo ciclo di ma-
nifestazione.
Questi quattro segni appartengono al quater-
nario dei segni cardinali, ed Aries vi apporta il
valore dellelemento Fuoco, una forza creati-
va esplosiva che si irradia in ogni direzione,
senza un ordine preciso, come unesplosio-
ne di vitalit originaria, uno slancio primor-
diale della vita che ha in s ogni cosa, dalla
pi pura e bella alla pi brutale e distruttiva.
Anche nei testi antichi della dottrina vedica
troviamo Aries denominato Agni, cio fuoco
primordiale, come un magma che ha in s sia
forza distruttiva che creativa. In principio era
il caos. Dio cre il Cielo e la Terra (Gene-
si 1,1), anche qui, nellenergia della Genesi,
possiamo ritrovare lessenza di Aries, inteso
come segno della causa primaria del tutto.
Il geroglifo di Aries la testa dellanimale sti-
lizzata, dove risaltano le robuste corna. Alcuni
studiosi hanno visto in questo simbolo anche
la rappresentazione dellorgano genitale ma-
schile. Tutte queste denizioni ci riportano,
Astrologia esoterica
Curatore: Maria Grazia Barbieri

ARIES, LINIZIATORE
21
comunque, a un signicato di energia vitale
e fecondante che caratterizza appunto Aries.
Inoltre Aries governa la testa delluomo, il
cervello, la parte anatomica che presiede a
tutta lattivit vitale e anche questo sempre
per rimarcare limportanza di Aries come pri-
mo segno, come inizio assoluto di ogni cosa.
Infatti Aries un segno mentale, e ogni inizio,
ogni creazione ha origine nel piano mentale e
nella mente di chi sta creando, sia esso Dio,
o lanima delluomo, o la personalit, ognuno
sul suo livello, ma ognuno creatore.
Nella mitologia greca troviamo rappresenta-
to molto bene larchetipo di Aries attraverso
la storia del Vello DOro e dellimpresa degli
Argonauti. Gli Argonauti accettarono lardua
impresa di riportare in patria, a Pelia, re di Iol-
co, il Vello dOro dellAriete di Frisso. Il mito
degli Argonauti pone laccento sulla conqui-
sta e sullavventura, dove luomo osa cose
che razionalmente appaiono irrealizzabili. Il
coraggio e le virt guerriere di Giasone hanno
la valenza di Aries, e di Marte, suo reggitore
sul piano della personalit. Giasone, come
Ercole, esprime larchetipo di Aries nellaf-
frontare con coraggio, tutto ci che il caso
gli pone di fronte, seguendo listinto e quindi
vivendo con spontaneit gli eventi. Giasone
non fa speculazioni, limpulsivit di Aries gli
vieta ogni riessione utile alla sua evoluzione:
aderisce agli archetipi e si abbandona allistin-
to e alla passione, andando verso lignoto: ma
questo anche il viaggio che lanima ha deci-
so di compiere.
Inne, dopo avervi parlato di Aries come pri-
mo segno zodiacale, espressione dellinizio di
ogni cosa e manifestazione di energia cosmi-
ca pura, pu forse sembrarvi strano che ora
vi parli di sacricio come un concetto fonda-
mentale di questo segno, ma cos . Lener-
gia fonte di vita e quando la usiamo pro-
duce qualcosa che prima non cera, ma nel
fare questo si consuma e si esaurisce. Quindi
una creazione produce sacricio di energia e
Aries rappresenta questo sacrico. Aries con-
suma il suo patrimonio energetico seguendo
limpulso ad essere e a creare no alla fatica
pi estrema, no alla consunzione pi totale,
senza riserve e ama no ai conni pi estre-
mi dellamore. Un esempio di questo sacri-
co totale ed estremo posto sotto il segno
dellAriete rappresentato dalla passione di
Cristo. Infatti anche la Pasqua cristiana po-
sta sotto il segno di Aries (Agnus Dei), nella
quale Ges, lagnello di Dio immolato per la
salvezza del mondo, simbolo perfetto delle-
stremo dono di s, sacricio che promette
e ha insito in se stesso una nuova Vita, una
nuova Rinascita.
Una volta invertito il moto sulla ruota il motto
di Aries : avanzo e dal piano della mente
governo. Questo per dire che in questo se-
gno, quando luomo riesce ad incarnare la po-
tenza del 1 raggio, acquisisce la capacit di
organizzare, di controllare le forze e la morte,
di distruggere con amore e di realizzare la Vo-
lont di Dio. Questa la frase pi bella che ho
trovato per spiegarvi Aries nella sua massima
espressione, una forza che distrugge per cre-
are e che ha sempre come movente lamore.
Maria Grazia Barbieri
22
La natura simpone alla nostra percezione
come un qualcosa di indiscutibile, di molto
preciso e dettagliato; essa segue dei cicli e
delle leggi che non si possono cambiare at-
traverso nessuna volont esterna,tutto sotto-
st ad essa. Luomo ha cercato nel tempo e
nello spazio di avvicinarsi alla natura attraver-
so losservazione dei moti del cielo e attra-
verso la loro inuenza sulla terra, e in questo
modo si avvicinato a Dio. Successivamente
ha cercato di comprendere la relazione con
la propria natura ,ed iniziato il suo sentiero
verso la verit. Nel suo percorso di conoscen-
za ha scoperto dessere parte di un unico pro-
getto divino, che si esprimeva in cielo con le
stelle e gli astri, e con le montagne e i umi
in terra, e luomo stesso, parte integrante
e, in piccolo, manifestazione del cosmo, ne
era il tramite, permeato dallintelligenza che
rendeva tutto questo raggiungibile dalla con-
sapevolezza di esistere. Bellezza e armonia
sono i connotati della manifestazione nei suoi
aspetti positivi e la geometria sacra ne la
spiegazione matematica che rivela, in chiave
di misure e proporzioni, ci che si manifesta
attraverso forme armoniche, suoni melodici
e colori luminescenti; infatti il suono vibrando
modica la materia e i colori hanno anchessi
delle vibrazioni che possono corrispondere a
taluni suoni: sono tutti fenomeni vibratori di
cui noi siamo i ricettori, da Corrispondenze
tra suoni e colori, ricerca di J.J. Grasso. Come
la natura si rivela soltanto nel momento pi
opportuno, cos i segreti e i misteri della geo-
metria sacra sono rimasti tali per molto tem-
po. Essi sono stati afdati ai pochi che ne
hanno detenuto il culto, velandolo allumanit
pur cercando di trasmetterlo a chi era capace
di contenerne il divino valore. Ed grazie alla
costruzione di luoghi sacri che tali conoscen-
ze sono rimaste in vita a disposizione di tutta
lumanit. La storia della geometria sacra trae
le sue origini da popoli antichissimi che ave-
vano conoscenze speciche sulla divina pro-
porzione (sezione aurea) e sulle sue modalit
di applicazione nellarchitettura, nelle scienze
e nelle arti, aiutando cos luomo a raggiun-
gere la propria natura divina e a connettersi
con le parti pi elevate di s. Nella nostra era
tracce di queste antiche conoscenze sono
state ereditate in occidente dallEgitto e dal-
la Grecia. Filoso, matematici ed astronomi,
tra cui Platone, Euclide e successivamente
Keplero, hanno donato alla nostra civilt le
misteriose basi per approfondire studi e co-
noscenze in questo ambito apparentemente
circoscritto, invece cos radicato in ogni appli-
cazione della vita in quanto lo conduttore di
tutte quante le arti e le scienze. LOriente con
il Feng Shui attraverso i 64 trigrammi dell I
Ching, il Libro dei Mutamenti, ha trasmesso
un ulteriore spiegazione delluniverso che si
geometria sacra
Curatore: Enrica Battaglia

INTRODUZIONE
ALLA GEOMETRIA SACRA
23
afanca alle conoscenze occidentali, dive-
nendo unulteriore prova che il simbolismo
ha alla propria base gli stessi concetti. La ge-
ometria sacra per lappunto lespressione
esterna del simbolo, dellarchetipo, di quella
forza che sta allorigine di ogni manifestazio-
ne. Da Wikipedia: Il simbolo un elemento
della manifestazione,che esprime contenuti
di signicato ideale dei quali esso diventa il
signicante, e come scrive Anne Givoudan
ne Le strade di un tempo: I grandi simboli di
cui disseminata la terra sono un aiuto per ri-
svegliare e riscuotere la memoria, i ricordi se-
polti nel tempo. Il simbolo rappresenta ci
che, come un ponte, mette in comunicazione
e unisce la forza propulsiva di un archetipo e
la materia manifesta che lo esprime; il modo
e la qualit con cui poi tale materia si rive-
la sono resi espliciti nella forma che rispetta
determinate proporzioni auriche efcaci alla
sua realizzazione pi armonica. Luomo la
fonte, la matrice a cui fa riferimento tutta la
geometria sacra; luomo ha connaturate in s
le proporzioni divine;luomo al centro dellu-
niverso cos come lo descriveva Leonardo Da
Vinci attraverso lUomo di Vitruvio. Si dice
anche che nellantichit i templi venissero co-
struiti sulla base energetica delluomo. Consi-
derando che tutto energia la geometria ne
esplica laspetto pi sico attraverso i numeri
e le forme, mentre i suoni e i colori ne ampli-
cano o riducono la sua possibile intensit.
Per esempio si pu sperimentare, allinterno
di una costruzione sacra, come le proporzioni
delle forme architettoniche insieme alle note
melodiose di un organo e alla luminosit dei
colori impiegati nelle vetrate dei rosoni dia-
no nel loro insieme un risultato pi o meno
armonico. Per la legge di risonanza, essen-
do luomo stesso costituito di una struttura
energetica simile a quella di un tempio e fat-
ta a immagine e somiglianza delluniverso,
egli stesso in grado di risuonare come un dia-
pason alle vibrazioni dellambiente circostan-
te costruito su misura per lui, percependone
le qualit. Ecco che i complessi sacri costruiti
con determinati canoni architettonici nel cor-
so della storia sono serviti come passaggio
delle energie dal cielo alla terra permettendo
agli uomini, attraverso la preghiera, di potersi
elevare a Dio contattando le parti pi elevate,
divine di se stessi. Daltro canto quanto ha
costruito luomo con tanta sapienza non pi
perfetto di alcune strutture gi esistenti nel-
la natura, anzi, al contrario la perfezione gi
insita in alcune espressioni della vita lascia
stupefatti gli occhi degli osservatori; basti
pensare alle sacre proporzioni di una rosa che
ricalcano e simboleggiano lo sbocciare della
vita, la bellezza, la purezza; oppure conside-
riamo la precisione geometrica di un alveare
e la danza delle sue api che percorrono cir-
convoluzioni precisissime per comunicare tra
loro. di queste ed altre considerazioni che
parler nei prossimi articoli approfondendo la
loro descrizione intorno alla geometria sacra,
alle sue leggi di armonia e bellezza, allin-
uenza simbolica e allo spazio che le accoglie
e che le rende sacre.
Enrica Battaglia
24
Il mondo degli acidi grassi un pianeta a s,
un mare di forze propulsive di cui la scienza,
secondo il mio parere, non conosce, neanche
lontanamente, le possibilit intrinseche. Al di
l della struttura chimica e dei nomi specici
che potete trovare in qualsiasi testo di bio-
chimica, vorrei trasmettervi ci che traduce
il mio sentire nei confronti di queste belle
strutturine. Gli acidi grassi insaturi li troviamo
in tutto il nostro organismo dispersi nei vari
distretti e occupati nelle pi svariate funzio-
ni. Il problema, se problema si pu denire,
che purtroppo, non sintetizzandoli, dobbiamo
mangiare alimenti che li contengano. Il primo
che ci rimette, quando si parla di acidi grassi
insaturi il pesce. Si pensa, infatti,che man-
giandone in quantit si viva centanni, io non
condivido questo luogo comune, in primis
perch sono vegetariana e mi fanno pena tut-
ti quei pesci martoriati, secondo perch credo
che con quello che i nostri mari contengono,
il pesce sia talmente nocivo e sintetico da pa-
ragonarsi ad una piccola industria chimica. Gli
altri alimenti a cui possiamo fare riferimento
e nei quali troviamo un quantitativo discreto
di acidi grassi insaturi sono: il latte, che gene-
ralmente genera intolleranza (non a caso luo-
mo lunico animale che se ne ciba anche da
adulto), le verdure a foglia verde (dove per
purtroppo sono presenti acidi grassi insatu-
ri in piccole concentrazioni), le noci e gli oli
di lino, di borraggine, di ribes nero e il mitico
olio extra vergine di oliva, che mia madre mi
spruzzava sul pane con un po di sale e sod-
disfatta mi faceva fare la merenda con que-
sta prelibatezza, mentre i miei compagni di
scuola (non tutti ovviamente), mangiavano le
pastine del Mulino Bianco! Ognuno del resto
ha i propri traumi infantili. Un fattore fonda-
mentale, spesso non considerato dalle varie
pubblicit, la giusta proporzione allinterno
del nostro organismo di omega-3 e omega-6,
perch se sbilanciati, creano disagi siologici,
quindi conviene sempre seguire (nel caso in
cui si voglia introdurre questi acidi grassi insa-
turi sotto forma di integratori), i suggerimenti
di un esperto. Tutto preciso ed esige preci-
sione nel nostro laboratorio interno. Queste
sostanze, introdotte con la dieta o attraverso
integratori, possono aiutarci, ma, se il nostro
fegato, per esempio, continua a produrre tri-
gliceridi e acidi grassi che in un qualche modo
sbilanciano un equilibrio endogeno, posso in-
trodurre tutti gli omega del mondo, ma il mio
colesterolo e i miei trigliceridi saranno alti,
comunque! Quindi? Queste molecole endo-
gene hanno a che fare in un qualche modo
con il fegato che espressione diretta ed
energetica della rabbia. Stiamo forse produ-
cendo qualche tipo di risentimento rabbioso
che non metabolizzato si ripercuote su noi
stessi attraverso quello che chiamiamo cole-
Fitoterapia energetica
Curatore: Donatella Donati
LA POTENZA OCCULTA
DEGLI ACIDI GRASSI INSATURI
25
sterolo e/o trigliceridi alti? Perch comunque
la sfumatura energetica tra i due minima...
Allora il problema come sempre lo troviamo
a monte a come stiamo e a che cosa alberga
dentro di noi. Se ho delle particelle di rabbia
mai espressa o mai trasformata mi trascino
emozioni e sentimenti che trovano unattra-
zione specica nella struttura siologica del
fegato, dove vengono usate, queste parti-
celle, per creare trigliceridi e acidi grassi che
saranno indicatori (proprio perch in ecces-
so) di una disfunzione che ha le sue origini
in unemozione. Mi permetto di conferma-
re, quindi, che il colesterolo alto, anche
espressione di un risentimento profondo.
Ovviamente il colesterolo anche una strut-
tura lipidica fondamentale per la vita; solo un
disequilibrio tra HDL e LDL crea fratture nel
percorso fondamentale che queste lipopro-
teine devono percorrere. Allora continuiamo
pure (mio malgrado...) a farci dei panini con
lolio di oliva, a introdurre gellule di olio di bor-
raggine, a bere olio di lino e a prediligere la
verdura alla carne; in questo modo possiamo
sostenere la trasformazione di emozioni ne-
gative attraverso la radianza degli acidi grassi
insaturi. Gli acidi grassi insaturi si presentano
nella loro struttura chimica con due qualit
energetiche fondamentali: centratura (i dop-
pi legami) e lestrema duttilit (lassenza di
una struttura alifatica) che permettono loro di
adattarsi e di mettersi nei panni delle altre
strutture identicandosi con forza nellattivi-
t da esplicare. Hanno unintelligenza sottile
che racchiude nella loro struttura pacchetti
di energia vitale che alimentano la corrente
sanguigna nel giusto modo, sostenendo le
arterie e alimentando la vitalit delle cellule
di tutto il corpo sico. Siamo fatti di queste
particelle, possiamo introdurne quantit no-
tevoli attraverso mille modi, ma, se, nella
nostra quotidianit non alimentiamo queste
strutture, non le attiviamo con forme pensie-
ro di luce e intenti solari a nulla serve tutta
la conoscenza biochimica del mondo. Tutto
racchiuso nella dinamica della nostra vita e
in che modo ci muoviamo verso gli altri cos
fanno le nostre cellule, si muovono le une
verso altre, facendo danni o costruendo la
vita. Tutto, sempre, dipende da noi.
Donatella Donati
26
E a proposito damore, prendiamo spunto
dalla radio, in questo caso un generico son-
daggio su siete gelosi o no?. Fin qui nulla
di interessante da segnalare, ma quando un
eminente professore di sociologia si pronun-
cia sul tema, ecco che lorecchio di noi eso-
teristi, studiosi curiosi di ci che sottende il
manifesto, si fa pi attento Riportiamo di
seguito un breve sunto: dal suo autorevole
punto di vista, il personaggio in questione af-
ferma che la gelosia positiva espressione
damore. Un rapporto senza possesso non
pu essere considerato un vero rapporto
amoroso, perch lamore un sentimento to-
talizzante che richiede considerazione totale
da parte di chi lo riceve. La gelosia giustica
la necessit di ogni individuo di ricevere at-
tenzione. Bisogna distinguere fra una gelosia
siologica ed una gelosia patologica che di-
venta vera e propria malattia
Soffermiamoci, dunque, sullaspetto atten-
zione. Sorge spontanea una domanda: per-
ch il bisogno di attenzione ha una spinta cos
vitale, in senso distruttivo, da degenerare nei
casi limite in ci che comunemente viene
considerato raptus?
Il problema , come gi sottolineato, la fame
damore che contraddistingue ogni individuo
perch il bisogno dattenzione in fondo non
che la frangia superciale del bisogno di es-
sere amati. Ognuno desidera ammirazione e
consenso e vorrebbe essere amato per ci
che . Ma cos che si , o meglio che si ritie-
ne di essere? Ci si identica, autoingannan-
dosi, nelle sovrastrutture create a sostegno
di unimmagine ideale. Ogni aspetto della
personalit umana che richiede attenzione ha
alla base unavidit arcaica: guardami, ascol-
tami, approvami, amami come dico io. La
Trappola quel come dico io. Siamo nella
tana di Svadhis, il Chakra sacrale, il diritto
di esprimere emozioni e piacere, ma a partire
da cosa? Nutrimento e Radici: come dire, da
dove veniamo, dove andiamo, di cosa abbia-
mo bisogno e soprattutto quanto e come?
Nel percorso evolutivo luomo, vivendo tut-
te le esperienze possibili, transita dagli istinti
primari alle emozioni di base, ai sentimenti,
ai pensieri e cos via proseguendo lungo liter
creativo che passa prima dal dominio, dallim-
porre soggiacenza, per poi scorgere, perse-
guire e raggiungere altri lidi in cui il dono di
s fa spostare lago della bilancia dal piatto
dellodio a quello dellamore: il gioco dellu-
nione.
A partire dalla prima infanzia, viviamo espe-
rienze che potremmo denire traumatiche
proprio in virt di quelle radici che siamo e di
quel nutrimento che ci aspettiamo. Crescen-
do, si manifesta il principio di reattivit per
cui le carenze che abbiamo vissuto da piccoli
come subto, vengono poi agite attraverso
La Coppia sul Sentiero
Curatore: Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
IL SAPORE AMARO
DELLA GELOSIA
27
le maschere della personalit costruite sulla
base dellimmagine ideale che si instaurano
tra conscio (comportamento) e subconscio
(movente effettivo). Nello specico, la gelo-
sia come moto emotivo primario si manifesta
con la possessivit, che ne diviene unela-
borazione. Il possesso genera controllo, nel
controllo si manifesta la volont di sottomet-
tere laltro. Nel momento in cui il voglio tut-
to per me vacilla, ecco che il meccanismo
di controllo prende il sopravvento in modo
incontrollabile: insicurezza, paura, ostilit,
odio, aggressivit, ossessione. Ma nch nel
cuore si annida la paura non si pu evitare
di essere distruttivi, e nch la personali-
t alimentata dallegoismo a chiedere amore
esclusivo, non possono mancare conitti e
frustrazioni. Viviamo pulsioni naturali sconta-
te, quindi, che trovano il loro terreno di svilup-
po nellinfanzia, momento in cui cominciano
a germinare i semi latenti del karma, pulsioni
che non consideriamo come nocive, ma se
cominciamo a portare lattenzione (anzich
pretenderla) nella direzione di ci che genera
quel moto e ad ascoltarlo, possibile metter-
ci mano iniziando a discriminare con un po
di obiettivit tra ci che buono e ci che
non lo , essendo proprio il disagio genera-
to attraverso lascolto lo strumento che per-
mette di entrare nel merito. Ad esempio: nel
momento in cui scatta la dinamica attrattiva
distorta ed automatica della gelosia, si pu
provare a bloccare lautomatismo compulsivo
prima che lazione si manifesti per sviluppare
la percezione di ci che accade dentro di noi.
E solo e soltanto la forza che si contrappone
per resistere a quel disagio nellintento di su-
perarlo, anzich sbatterlo fuori, che consen-
te di esprimere qualcosa di diverso. Occorre
fare un consuntivo tra ci che prendiamo-
pretendiamo e ci che diamo. Quanto siamo
disposti a dare realmente? Finch il bisogno
di ricevere supera il bisogno di dare, il nostro
rester un amore immaturo. Nel processo
dellimparare ad amare, il primo passo quel-
lo di eliminare la soggettivit. La soggettivit
egocentrismo, e amore ed egocentrismo
non possono coesistere
1
. Possiamo quindi
affermare che il bisogno di attenzione scema
soltanto quando lamore per laltro supera il
bisogno dellaltro. A poco a poco cresce le-
spressione amorevole che unisce: ecco che
quella richiesta distorta di attenzione pu di-
venire frutto di una suprema alchimia nello-
blio di s, vera espressione dAmore. Da un
amore esclusivo che poggia sullegoismo ad
un amore inclusivo, proprio perch reso in-
condizionato. Ancora una volta il senso pro-
fondo del distacco, lungi dallaccorato timore
della privazione o della perdita di qualcosa,
che guarda caso contraddistingue proprio
la gelosia, diviene la realizzazione pratica di
unespansione di coscienza che travalica la
limitatezza della centralit dellego a favore
della reale unit di coscienza.
Portare attenzione dunque al bisogno di at-
tenzione. E in tutto questo prendersi meno
sul serio, per stemperare, sdrammatizzare,
considerando sempre che la seriosit at-
tecchisce nei punti di ssit, alimentandoli,
mentre lalleggerimento auto-ironico sgrava,
a meno che lo humor non venga utilizzato per
mantenere occultati certi aspetti sgradevoli,
anzich riconoscerli per cambiarli.
E alla luce di tutto ci, possiamo concordare
sul fatto che la gelosia positiva espressione
damore?
Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
1
E. PIERRAKOS, Unione Creativa, Crisalide,
Spigno Saturnia 1995
28
Addomesticami. chiese la volpe al Piccolo
Principe. Cosa vuole dire addomesticare?
Vuol dire creare dei legami! Creare dei le-
gami? Certo! disse la volpe. [] Io non
sono per te che una volpe uguale a centomila
volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo
bisogno luno dellaltro [] io sar per te uni-
ca al mondo [] se tu vuoi un amico, addo-
mesticami! Che bisogna fare? domand
il piccolo principe. Bisogna essere molto
pazienti rispose la volpe [] ma ogni giorno
potrai sederti un po pi vicino [] cos pian
piano, il Piccolo Principe addomestic la vol-
pe. Poi il Principe ripart e la volpe piangendo
disse: Ricordati che tu diventi responsabile
per sempre di quello che hai addomesticato.
Addio!
Questo breve estratto del Piccolo Principe
di Antoine de Saint-Exupry, ci indica come
sia importante nella nostra vita creare dei le-
gami e delle relazioni che ci permettono di
sperimentare quanto necessario a condurci
verso la possibilit di stare Bene. Il benessere
un atteggiamento che ci predispone verso
la crescita delle nostre emozioni, aspetto che
possiamo ritrovare in tutti i punti, attraverso
i quali la vita si relaziona. Il suo signicato ci
porta a ricercare lo stare bene in modo giu-
sto, retto e buono, raggiungibile nella ricerca
dellequilibrio tra s e gli altri. Non voglio fare
qui la storia del benessere, ma guardiamo
per un momento quanto spazio occupa nel-
la nostra vita, il quale sicuramente tanto,
essendo motivo di ricerca per ognuno di noi.
Il problema sorge con la modalit che perse-
guiamo nel ricercare un equilibrio, modalit
che molto spesso non tiene conto del fatto
che larmonia cammina di pari passo con il
conitto necessario. Portando lattenzione al
nostro agire scopriremo che probabilmente
non ne siamo del tutto consapevoli. Siamo
immersi in una societ che vede il benessere
in modo unidirezionale, identicandolo in og-
getti materiali che seppur importanti, rendono
la ricerca affannosa nel procurarsi gli stessi.
In questo modo affermiamo solo concettual-
mente unidea che mira alla qualit della vita,
il tutto estremamente visibile per coloro che
si identicano sempre meno nelle apparen-
ze. Non si possono comprare le esperienze
di benessere e a volte pur avendole sottoma-
no non le sappiamo godere, questo ci riporta
sempre pi allimportanza di avere strumen-
ti per poterlo creare il benessere e poterlo
vivere in modo sempre pi duraturo. Ogni
espressione del benessere fonte di un deli-
cato equilibrio, di un rapporto tra noi e il tutto
nel quale siamo immersi, che si presume ab-
bia le radici nelle relazioni, che devono essere
sempre pi sane e signicative nella nostra
vita, aspetto che deve avere valore in ogni
Educare per la consapevolezza
Curatore: Anna Grazia Fiorani
IL BENESSERE (I PARTE)
29
ambito della nostra manifestazione. La ricer-
ca del benessere ci deve portare a stare bene
con noi stessi ed in modo particolare con le
nostre emozioni. Come conosciamo le nostre
emozioni? Come ci comportiamo davanti ad
esse? Nel parlare di relazione, non possiamo
ignorare il legame con i bambini, i quali sono
spietati nel farci da specchio, ed il riesso
che osserviamo ci fa toccare il nostro mondo
emotivo in modo crudo, attraverso un disa-
gio che istintivamente cercheremo di allonta-
nare, al punto che, sentendoci pi forti, ten-
deremo a sgridarli e cos facendo a negarli.
In questo modo il rischio che correremo sar
alto, ci sentiremo al sicuro, negandoci nuove
scoperte che potremmo fare insieme al bam-
bino. Quando ci troviamo davanti a episodi
simili, dobbiamo fare uno sforzo maggiore,
cercare gli strumenti per affrontare e cono-
scere ci che tanto ci spaventa. Solo vivendo
le nostre paure, giocandole, possiamo farle
nostre, in questo modo possiamo superarle
andando oltre, cavalcandole. Dobbiamo ave-
re il coraggio di osservare che cosa succede
dentro di noi, se non agiremo seguendo la
curiosit della scoperta, come faremo poi a ri-
conoscerlo fuori di noi, aiutando i nostri gli a
crescere divenendo punti di riferimento capa-
ci di sostenerli? Attraverso questo processo,
arriveremo ad accettare incondizionatamente
questa intima necessit, la quale esprime la
capacit di accogliere e di non giudicare lal-
tro, anche se manifesta valori ed esperienze
diverse. Non signica approvare in toto,
ma sicuramente accettare il diverso e non vi-
verlo come una minaccia. Al riguardo, ricordo
che quando lavoravo come psicomotricista,
mi accorsi che, mentre giocavo con i bambini
al gioco del lupo, percepivo nei miei occhi
la paura. Mi resi conto quanto potesse esse-
re scomodo ed intriso di energie nascoste
che in seguito avrei affrontato con maggiore
disponibilit e consapevolezza. Questo gioco,
che da piccoli tutti noi abbiamo fatto, ha una
forte valenza simbolica, esso rappresenta un
archetipo che raggruppa in s tutte le sfac-
cettature del male e della paura che incute,
la parte che risiede in noi, la nostra qua-
lit distruttiva, che se conosciuta, giocata e
superata, permette di fare emergere il bene,
la potenza positiva del bello creativo che
in noi. La paura non pu essere superata in
modo razionale, ma solo vivendola, entrando
in contatto con lenergia che emana, attraver-
so i suoi molteplici aspetti. Immergendoci in
essa troveremo la nostra identit, attraverso
un processo di graduale identicazione che
ci porter a giocare il bene e il male, aspetti
che vivremo illusoriamente separati per mol-
to tempo, per poi riconoscere che entrambi
rappresentano una semplicazione della
maggiore armonia possibile. Vivere le nostre
paure in questo modo, ci permetter di spe-
rimentare un altro aspetto non meno impor-
tante che lempatia (per la psicologia), o
compassione, che signica patire con, im-
mergendosi nel mondo altrui, comprenderne
gli stati danimo senza lasciarci coinvolgere,
ma ci richiede avere sperimentato prima ci
che laltro sta vivendo. Possiamo compren-
dere che immergersi nelle emozioni altrui
con distacco, signica avere lavorato sulle
proprie, consolidando la propria struttura
energetica attraverso atti di riconoscimento.
Anna Grazia Fiorani
30
Oggetto della mia ricerca la comprensio-
ne sulla possibilit per luomo di comunicare
con gli altri e di capire le cause che lo impe-
discono. Da pi di trentanni ho iniziato la mia
professione di logopedista e la mia ricerca
spirituale. Come le verghe di un binario que-
ste due strade scorrono parallele portando la
mia coscienza, che ha cercato la risposta al
suo quesito sia nella spiegazione scientica
che in quella esoterica. Ancora ufcialmente
questi due linguaggi, che si muovono su pia-
ni diversi, non sono riusciti a incontrarsi. Nel
tempo ho appreso che la comprensione del
senso profondo dellesistenza una conqui-
sta del singolo e chi giunto alla Verit non
pu trasfonderla negli altri, ma solo testimo-
niarla. Questo non ha arrestato il mio cammi-
no, bens ha sostenuto viepi la mia ricerca
che passa dallincontro con tante persone di-
versamente inibite nella loro possibilit di co-
municare. La terapia diventata cos il punto
focale della mia indagine, e la diagnosi della
patologia solo il punto di partenza dal quale
iniziare per scoprire mondi interiori con i quali
imparare a comunicare. Lesoterismo mi ha
permesso di capire che le barriere che divi-
dono gli uomini a tutti i livelli hanno origine
nel piano strutturale dellesistenza e che ogni
uomo un mondo isolato dallaltro in virt
dei limiti sanciti dalla propria coscienza. Solo
a un livello unitario, omnicomprensivo, ogni
separativit superata, ed realizzata lin-
nita presenza di ognuno e di ogni cosa. La
nostra vita il campo dazione per realizzare
tutto questo.
Alcune ricerche scientiche hanno dimostra-
to che lesordio linguistico nel bambino ha
origine a livello fetale. I neonati, infatti, dopo
pochi giorni dalla nascita sono in grado di ri-
conoscere alcune caratteristiche acustiche
della propria lingua nativa. Questa precocit
determinata dal fatto che, durante la vita feta-
le, la voce della madre pu raggiungere il feto
tramite il liquido amniotico. Le alte frequenze
sono fortemente attenuate dallutero, dal li-
quido amniotico e dai muscoli addominali, ma
le basse frequenze, che portano la maggior
parte delle informazioni prosodiche, sono
conservate. Inoltre attorno alla trentacinque-
sima settimana di gestazione il sistema uditi-
vo del feto abbastanza in grado di analizzare
i suoni. Ritmo, intonazione, suoni orienteran-
no cos il bambino verso la sua nuova vita. Le
esperienze che egli far, la conoscenza e sa-
pienza che trarr da esse, segneranno un per-
corso esistenziale soggettivo irripetibile sep-
pur basato su caratteristiche comuni a tutti
gli esseri umani. La relazione terapeutica con
questa bambina di quattro anni, affetta da
oligofrenia fenilpiruvica, che ha danneggiato
gravemente le sue funzioni mentali perch
la diagnosi tardiva a due anni non ha permes-
La Comunicazione Umana
Curatore: Anna Maria Fabene
LA NASCITA
DEL LINGUAGGIO
31
so di sottoporre la bambina ad una speciale
dieta priva di fenilalanina , ha segnato un
punto importante nella mia vita personale e
professionale. Sono passati tanti anni, ma ci
che grazie a lei ho appreso resta impresso nel
profondo del mio cuore. A lei, mia maestra,
dedico questo mio primo articolo.
Il nostro rapporto diventato un viaggio nel
tempo lontano delluomo, quando ancora non
esisteva la parola e gli uomini lentamente
scoprivano modalit comunicative attraverso
il contatto, lolfatto, il gusto, la vista. Tu non
parli e per questo sei arrivata da me. Sono
trascorsi due anni dal tuo arrivo; non sono
stati facili, a volte sono stati assai noiosi, in-
sostenibili. Per quasi un anno ho brancolato
nel buio, non ti capivo, non riuscivo a leggere
nel tuo comportamento i messaggi che invia-
vi al mondo. A quel tempo tu non rivolgevi
lo sguardo alle persone, ma osservavi tutto
senza farti vedere. Le persone non esiste-
vano in quanto tali, utilizzavi le parti del loro
corpo in modo protesico. Ti picchiavi spesso,
avevi il volto segnato da graf ed ematomi
che ti procuravi battendo la testa al muro
o negli spigoli dei mobili o dandoti pizzicot-
ti con forza. Non riuscivi a prenderti cura di
te stessa perch ti negavamo come perso-
na, ti volevamo diversa da come eri. Era una
lotta tra due forze analoghe: la tua, grande,
che si esprimeva come testardaggine, e la
nostra, che si esprimeva con lignoranza e la
presunzione di credere di possedere lunico
e ammissibile modo di essere. Sai, a cau-
sa di queste, che ti costringevo a imparare il
nome dei colori e delle cose. Ricordi come mi
impegnavo con fermezza e dolcezza a farmi
consegnare il colore denominato? Tu lo face-
vi, ma poco dopo non avevamo pi nulla da
dirci, e mentre continuavi a emettere i tuoi
suoni, io annoiata, soprattutto da me stes-
sa, ti guardavo disarmata chiedendomi Che
fare?Come fare?. La tua attenzione era as-
sai labile, non ti fermavi su nulla: gli oggetti,
i giocattoli, le immagini non ti parlavano, non
rappresentavano niente per te. Per molto
tempo la mia pazienza, meglio denibile tol-
leranza, e il tuo ostinato isolamento hanno
impedito al nostro rapporto di essere vero.
Dieci mesi dopo il tuo arrivo c stata da parte
tua la prima reazione violenta con pianto nei
miei confronti, causata dalla mia insistenza
nel volerti sofare il naso. Tu, no ad allora,
non avevi mai pianto e mai riso. C stato un
debole tentativo di colpirmi, subito sostituito
dallautolesionismo. Io ho tentato di calmarti,
ma pi cercavo di farlo tenendoti in braccio e
consolandoti, pi in te si scatenavano reazio-
ni intense come se tu non riuscissi a control-
lare tutta una serie di emozioni interne che ti
facevano piangere, sorridere, cercare di gio-
care con me e poi ancora di nuovo piangere
in preda alla desolazione. Tu da sola, dopo,
mi hai fatto capire comera necessario farti
calmare. Quando hai spento la luce, ho capi-
to che volevi rilassarti nel buio della stanza,
cos come altre volte avevamo fatto. Allora ti
ho preparato uno spazio racchiuso dai cuscini
e ti ho detto che quella era la tua casina. Ti
sei accoccolata dentro cercando le posizioni
pi raccolte e ti sei calmata. A quel punto,
placato il tuo bisogno di comprensione e di
pace, hai potuto rivolgere lattenzione verso
lambiente e gli oggetti in esso contenuti che
facevano parte del mio mondo. Dopo questo
episodio ho abbandonato completamente il
lavoro programmato e mi sono lasciata gui-
dare dallemotivit che scaturiva dal nostro
rapporto. Mi sono adattata alle tue esigenze
e, per darti il senso di continuit del tempo e
32
della permanenza delle cose, ho lasciato im-
mutati solo alcuni elementi: la presenza dello
stesso brano musicale durante lora trascorsa
insieme, la penombra nella stanza, la coperta
distesa sul tappeto e il togliersi le scarpe. Mi
hai confermato che lattenzione sempre le-
gata allinteresse quando, ripetendoti gli stes-
si tuoi suoni nellorecchio, che tenevi premu-
to contro la mia bocca, stavi seduta per molto
tempo ad ascoltarli. Il risentire da me i tuoi
suoni ti faceva sorridere, cos come limitare
le tue posizioni e i tuoi gesti ti ha reso felice
e hai cominciato a guardarmi negli occhi. Ma
il cammino insieme a te non diventato da
quel momento privo di ostacoli. La presenza
di un personaggio assai ingombrante e intran-
sigente, che non amava essere dimenticato
in virt di un altro, ha cominciato a creare di-
sturbo: era il mio io che desiderava vedere
ricompensati i suoi sforzi esigendo le tue pa-
role e la tua attenzione. La tua energica rea-
zione e il tuo sguardo di sda hanno segnato
una nuova svolta nella nostra relazione. A un
anno e nove mesi dallinizio del nostro incon-
tro ho cominciato a provare veramente inte-
resse per il tuo modo di essere. Losserva-
zione delle cose si trasformata. Un oggetto
poteva essere conosciuto solo dal punto di
vista percettivo: il suo odore, il rumore che
produce, la sua forma, senza mai giungere
allimmagine codicata. Possiamo vedere
solo mediante la nostra modalit percettiva.
Toccando, sfregando, percuotendo gli ogget-
ti, si producono dei suoni che poi possiamo
riprodurre con la voce. Quando due persone
ripetono lo stesso suono guardandosi, as-
sumendo analoghe posizioni, muovendo la
bocca allo stesso modo, nasce la prima for-
ma di comunicazione. Ancora non chiaro a
quel punto dove cominciano e dove niscono
luno e laltro, c identicazione a quel livel-
lo. Ho capito che per te le nostre parole non
rappresentavano il tuo vissuto. Per arrivare a
te dovevamo insieme ripetere gli stessi suo-
ni da te emessi allinterno di uno scatolone
aperto ai lati, in cui entravamo. Il contatto dei
nostri corpi permetteva di far percepire a te
la contrazione dei muscoli addominali del mio
corpo quando veniva pronunciato un suono,
poi ricercato da te sul tuo corpo e con la voce.
Era una musicalit tutta nostra, con un suo
ritmo e tu potevi, adesso, avvicinarti allaltro
senza pi paura. Sei riuscita cos a stare in-
sieme agli altri bambini e a rispettare alcune
regole sociali. Luscire dal tuo isolamento ti
ha reso pi sensibile alla frustrazione e al do-
lore della separazione ma anche nalmente
capace di pronunciare la tua prima parola,
mimmi.
Anna Maria Fabene
33
Cera una volta un luogo dove era naturale vi-
vere il piacere che ogni attimo dellesistenza
regalava.
Non perch avvenissero solo eventi unici, ma l,
semplicemente, era la vita, e ogni essere aveva
la possibilit di apprezzarla e gioire dei suoi ad-
destramenti.
Immaginatevi un giardino, dai prati curati, allin-
terno di un palazzo che lo racchiudeva creando
una corte. Al suo centro uno specchio dacqua
dove si rietteva il palazzo con le sue nestre ad
arco, dalle quali pendevano drappi di velluto e
tessuti di seta decorati da parole magiche.
Posati sul prato che incorniciava lacqua sta-
vano cuscini di raso, ricamati con li dai colori
sgargianti e tappeti dimmensa bellezza, che al
calare del sole erano usati per sedersi ad ammi-
rare la gran quantit di colori che tale spettacolo
puntualmente offriva.
Quel posto era chiamato il Giardino dello Spiri-
to, ed era un luogo dove la vita scorreva nella
sua perfezione. Le difcolt erano vissute come
opportunit e il dolore sico era vinto attraverso
pensieri speciali e con infusi di erbe medicinali.
Allinterno del palazzo, un corridoio spazioso
portava a varie stanze, tra le quali la biblioteca,
ricca di libri antichi e unici, sorati dai raggi del
sole, che ltravano da nestre tempestate di ve-
tri colorati che formavano gure sacre. Le aule
erano muniche e al loro interno erano dati inse-
gnamenti di tutte le discipline, dallarte della bel-
lezza alla scienza, dalla scrittura sacra alle disci-
pline marziali. Le lezioni erano tenute dai Sette
Maestri che tramandavano i segreti occulti della
vita ai loro discepoli. Tutto aveva importanza e
niente era indispensabile.
Il ciclo della vita era vissuto come linizio di un
nuovo percorso, e i Saggi preparavano i piccoli
discepoli a concepire che la morte non era altro
che la vita stessa. Non potevano crescere nella
sofferenza e nella paura.
Per ogni abitante di questo luogo, ogni esperien-
za era vissuta come una possibile conoscenza.
Tutto ci si basava sullindiscutibile valore che gli
abitanti di questo mitico posto davano allessen-
za di ogni uomo, a quellunicit che crea lunione
della vita. Essi davano importanza alla grandezza
che in ognuno di noi e non a ci che crede la
limitante visione umana.
I fondamenti di questo popolo si basavano su
ununica legge: lAmore. Ogni azione, pensie-
ro e parola, erano nutriti e sostenuti dalla gioia,
vera linfa vitale generata dalla pace armoniosa in
ognuno di loro.
Un giorno tutto ci fu lentamente modicato, le
porte del Male furono aperte, e da allora questo
mondo fu invaso dalle serpi oscure della vanit
e da pensieri malvagi, e la luce fu oscurata pro-
gressivamente da ombre create dallambiguit
della mente e dallinconsapevolezza che imper-
versava.
Non si credeva pi che la vita fosse giusta e per-
Le fabe della Manu
Curatore: Manuela Baccin

LA BATTAGLIA SILENZIOSA
fetta, non pi si pensava che solo lamore po-
tesse arricchire, e non pi bastava una carezza o
un sorriso per dare signicato a un atto di pace.
Non bastavano pi le parole per esser creduti,
e ascoltare non era pi sufciente per essere
accolti.
Era il mondo delle nebbie e dei grandi freddi e
luomo viveva nel sospetto e nellinganno. Sog-
giaceva avvolto dal dubbio e dallodio, la Terra
era sporcata dai colori del male, il sole ltrava
deboli raggi, attraverso nubi minacciose che
coprivano perennemente il cielo e le stelle, che
imperavano nel rmamento, e che oramai erano
un debole ricordo.
Lentamente la memoria del bene si sfocava e
gli echi dei cuori divenivano sempre pi ebili.
I visi delle persone sempre pi esprimevano du-
rezza e superbia, mentre lintolleranza e lipocri-
sia erano mostrate con soddisfazione.
Tuttavia un male pi grande stava nascendo e
si diffondeva: lindifferenza e la cecit dei cuori.
Un giorno, uno dei piccoli discepoli and da uno
dei sette Saggi, e gli chiese: Maestro, perch
luomo che conosce lamore e che ha basato la
propria vita sulla costruzione dellinnocuit e del-
la fratellanza, ora deve vivere tutto ci?.
Il Maestro, che era in meditazione, si alz e
prendendo per mano il piccolo lo condusse
verso il Giardino dello Spirito, poi si fermarono
dinanzi allo specchio dacqua e l gli rispose:
Ti ho mai parlato della Battaglia Silenziosa?.
Prosegu: No, vero? B, vedi, per riconoscere
il bene devi conoscere anche il male, per esse-
re il bene devi vivere il male che in te e fuori
di te. Per raggiungere la perfezione, il distacco
dalla vita qual su questa Terra, devi lottare in
te e fuori di te. Per far s che lessenza che in
te possa essere intoccabile devi entrare nelle vi-
scere oscure che sono dentro di te e fuori di te.
Per divenire fuoco, fremito sacro, devi bruciare
tutti i semi che sono in te e diventare Raj-Agni,
nome di quel fuoco che chiamato entusiasmo.
Per essere Amore devi conoscere la potenza dei
cieli e il dolore della Terra. Questa la Battaglia
Silenziosa..
Il piccolo rimase in silenzio e domand: Ma-
estro, come possiamo vincere il male?. Il Ma-
estro si sedette ai bordi della fonte, prese il
bambino sulle ginocchia e gli disse: Non si pu
contrastare il male, non questa la via della vit-
toria. Ascolta, se tu ti fai male, cosa accade?.
Prosegu: Tua madre si prenderebbe cura di te,
amorevolmente, poi ti rassicurerebbe e tinco-
raggerebbe, perch tu possa sentire meno male
e affrontare la guarigione nel miglior dei modi..
Ecco, adesso chiudi gli occhi e guarda con la
mente questa piccola azione e moltiplicala allin-
nito. Vedi! Il Male vinto tramite la cura del
Bene..
Il bimbo a quel punto labbracci, il Maestro sor-
rise, perch sapeva in cuor suo che una Batta-
glia Silenziosa si era appena compiuta.
Manuela Baccin
34
www.scuolaenergheia.it
ENERGHEIA
Prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici
La scuola intende preparare al discepolato e al cammino iniziatico,
fornendo gli strumenti teorici e pratici per focalizzare stabilmente
la propria coscienza sul piano dellanima, requisito
fondamentale per poter operare nel campo
della guarigione esoterica. Il programma,
estremamente vasto, spazier dalla
conoscenza dei chakra, dellaura, dei corpi
sottili, al karma, alla psicologia esoterica,
alla conoscenza e alluso dellenergie
di raggio. Un guaritore esoterico deve
poter aiutare i suoi fratelli a far uire lenergia
dellanima, fonte di ogni vera guarigione, e deve
sapere come questo pu avvenire in pratica.
Liscrizione alla scuola comporta una decisa scelta
di vita nel senso della trasformazione del proprio
s inferiore e del servizio agli altri. Chi non avesse questi
precisi intenti sappia che non potr essere accettato nella
scuola, che sar fra laltro a numero chiuso.
I corsi si tengono ogni anno da ottobre a giugno.
PROGRAMMA
1anno: Introduzione Il Sentiero degli Angeli - La pratica della meditazione - Lintegrazione della perso-
nalit - Il corpo sico - Il corpo eterico - Pranoterapia e terapia magnetica - I sette raggi - Kundalini, chakra e
laura - Il Karma - Il sentiero iniziatico.
2anno: I sette tipi psicologici - Il corpo astrale - Il corpo mentale - La formazione delle immagini karmiche
- La chiaroveggenza, i chakra e laura - Alchimia spirituale, dal s inferiore al s superiore - Leteroscopia -
La terapia radiante - La telepatia - I sogni.
3anno: Il corpo causale - Il contatto con lanima, i maestri, gli angeli e i deva - Alchimia dei chakra e trasmu-
tazione delle immagini karmiche - La guarigione di gruppo - La seduta terapeutica - La tenuta di un gruppo
- Linsegnamento della meditazione - Le dieci leggi, le sei regole e i sette modi della guarigione esoterica -
Elementi di astrologia esoterica - Conclusioni.
PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLE SEGUENTI SEDI:
BERGAMO Luciana Mologni cell. 338 409.83.67 e-mail: sede.bergamo@scuolaenergheia.it
MILANO Luca Tomberli cell. 328 3122520 e-mail: sede.milano@scuolaenergheia.it
TORINO Laura Chiarenzi tel. 039 2454202 - cell. 338 5641495 e-mail: sede.torino@scuolaenergheia.it
PADOVA Luca Gazzetti tel. 0536 957382 - cell. 333 8395180 e-mail: sede.padova@scuolaenergheia.it
MODENA Graziano Fornaciari tel. 059 900086 - cell. 339 8476285 e-mail: sede.modena@scuolaenergheia.it
FIRENZE Anna Todisco tel. 055 781699 - cell. 328 9636352 e-mail: sede.firenze@scuolaenergheia.it
ROMA Anna Grazia Fiorani tel. 059 900086 - cell. 339 8476284 e-mail: sede.roma@scuolaenergheia.it
LECCE Giovanna Spinelli tel. 099 9558405 - cell. 328 7734551 e-mail: sede.lecce@scuolaenergheia.it
Dieci week end allanno per tre anni di intenso studio e di profonda alchimia spirituale.
A TE CHE STAI CERCANDO IL SENTIERO CHE PORTA AL TUO CUORE, FINAL-
MENTE LHAI TROVATO. RIPOSA UN MOMENTO, PRIMA DELLA BATTAGLIA FI-
NALE, ASCOLTA IL DOLCE E TREMENDO SILENZIO DELLALBA CHE VIENE. GI
SI VEDE IL CHIARORE CHE ANNUNCIA IL POSSENTE ROMBO DEL FUOCO,
ALLERTA CAVALIERE, CI CHE DEVI SCONFIGGERE DENTRO DI TE. TROVA-
TO CHE AVRAI IL SEGRETO DEL GRAAL, SI ACCENDER LA TUA FIAMMA NEL
LUOGO SEGRETO, E COS SARAI DEGNO DI SERVIRE I FRATELLI. CHE IL TUO
FUOCO RISUONI COL FUOCO CHE VIENE, IL TEMPO DELLINCERTEZZA FINITO,
SCANSATEVI, O TIEPIDI, QUESTO IL SENTIERO DI GUARIGIONE DEL GUER-
RIERO DEL FUOCO
Tratto da Agnihotri, I Custodi del Fuoco, Il Sentiero di Guarigione del Guerriero del Fuoco, di Massimo Rodolf.
I corsi di base, linizio della formazione, aperti a tutti:
CORSO PRATICO DI MEDITAZIONE
La salute attraverso lo yoga
Parte I Fondamenti e tecniche della meditazione
Parte II La psicologia dello yoga
Parte III Tecniche di guarigione dello yoga
Corso di approfondimento, aperto a tutti:
IL CORSO DI RAJA YOGA
Il cuore del Sentiero, aperto a tutti, anche senza frequentare i corsi di base:
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La prima scuola italiana per terapeuti esoterici
Il perfezionamento del percorso, aperto solo a coloro che hanno fnito Energheia:
AGNIHOTRI
I Custodi del Fuoco
Il Sentiero di Guarigione del Guerriero del Fuoco
Un percorso unico che ti guida nella conoscenza di te e nella pratica della
guarigione secondo le regole dellAntica Saggezza.
AGNIHOTRI
I custodi del Fuoco
Il Sentiero di Guarigione del Guerriero del Fuoco