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IL DISCEPOLO

un porto sicuro per tutti coloro che cercano


la via, la verit e la vita
Copyright 2007 Provvedimento del Presidente del Tribunale
di Modena Iscritto al n.1866 del 19/02/2008
del Registro Stampe e Periodici.
anno 5 - n. 15
trimestrale - gennaio/marzo 2012
5,00
COPIA OMAGGIO
questa rivista emanazione della Draco Edizioni
fondata nel 2006, per diffondere in termini moderni lantica conoscenza esoterica.
in collaborazione con lassociazione Atman, fondata nel 1994
per la diffusione del raja yoga e dellesoterismo,
e di Energheia, fondata nel 1996, prima scuola italiana per terapeuti esoterici.
Nel tempo tutto cambia e niente cambia. Le realt essenziali della vita, le sue strutture fondamentali, lana-
tomia e la fsiologia della coscienza rimangono fedeli allemanazione primordiale di quel verbo che tutto
pervade. Nel tempo, quello che cambia sono i modi della manifestazione, sempre pi aderenti alle forme
cangianti che lo spirito pu usare, di era in era, nel suo lungo pellegrinaggio tra le pieghe della materia.
Nello spirito che discende nella carne si compie la parabola del fgliuol prodigo che prima o poi ritorner
nella casa del padre. Questa rivista, in fn dei conti, vuole solo prendere atto dei modi diversi oggi necessari
ad esprimere adeguatamente le immutabili verit dellantica saggezza esoterica. Questo spazio vuole essere
utile a tutti i pellegrini che nel loro viaggiare sono arrivati a rivolgere gli occhi verso la casa in cui sono nati.
Che il potere del padre, lamore del fglio e la sapienza dello spirito santo ci uniscano in ununica vita.
Massimo Rodolf
La tensione tale che il Mondo freme. Gli eventi sono in pressione. A tutti i livelli le energie del-
la Luce sono impegnate a fondo per salvarlo dalla distruzione, mentre le tenebre si insinuano, con ma-
schere luminose, decise ad annientare ci che la Luce crea e, dove possibile, a demolire le basi stesse
dellopera creativa. Nellepoca grave dellArmageddon specialmente necessario sapere quali sono
le forze che causano le azioni di ogni singolo giorno, di ogni singolo evento, di ogni fenomeno; poich
lora della decisione, e non ci sono mezze misure sulla via del Mondo del Fuoco.
Maestro Morya
Immagine di copertina:
ripresa a grande campo della costellazione di Orione di Massimo Rodolf
Noi siamo polvere di stelle
Collaborazione progetto grafco Simona Murabito
Stampato presso la tipografa Nuovagrafca s.c.
Sommario
Editoriale Curatore: Massimo Rodolf
FC POLITICALLY CORRECT pag. 2
Letteratura e spiritualit Curatore: Anna Todisco
LA COMUNICAZIONE pag. 4

il Raja Yoga e lesoterismo Curatore: Luca Tomberli
LAURA E I SUOI COLORI pag. 6
Antica saggezza e scienza moderna Curatore: Gianluca Fontana
A TE... GLI OCCHI! pag. 8
Conoscere la conoscenza Curatore: Andrea Innocenti
LE TRE VIE DEL SENTIRE DI COSCIENZA pag. 11
Il Sentiero Iniziatico Curatore: Massimo Rodolf
ANCORA SUL KARMA pag. 13
Mitologia e Sentiero Iniziatico Curatore: Graziano Fornaciari
VERGINE UN SEGNO DI TERRA pag. 16
Astrologia esoterica Curatore: Maria Grazia Barbieri
LIBRA, IL PESO E LA MISURA pag. 18
Geometria Sacra Curatore: Enrica Battaglia
LO SPAZIO SACRO pag. 20
Fitoterapia energetica Curatore: Donatella Donati
IL MITO DELLALOE pag. 23
Psicologia Curatore: Diana Ferrazin
DAVVERO LORA DI STRESSARCI UN PO! pag. 25
La coppia sul sentiero Curatore: Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
DA CHE PARTE STO? pag. 27
Educare per la consapevolezza Curatore: Anna Grazia Fiorani
IL BENESSERE (II parte) pag. 29
La Comunicazione Umana Curatore: Anna Maria Fabene
LINCONTRO pag. 31
Le fabe della Manu Curatore: Manuela Baccin
IL SILENZIO DEL CUORE pag. 33
Editoriale Curatore: Massimo Rodolf
IL GUERRIERO DEL FUOCO IN QUESTO MONDO DI ALIENI pag. 36

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Dio santo, ma veramente santo, e con tanta
pazienza, ma in che mondo corretto ed educa-
to viviamo? diventato un mondo, questo del
politicamente corretto, o come si dice oggi,
in inglese perch fa pi co, politically correct.
diventato il mondo dei talk show televisivi,
popolato da politici e commentatori, tuttologi
e artisti, veline e grandi fratellisti, dove tut-
to governato dalle regole dellaudience e di
questa politica correttezza, che non ci mette
molto a svanire, l dove magari fa pi ascol-
to vedere litigare due coglioni, che, state pur
sicuri, non stavano proprio dicendo niente di
importante o in cui credessero, ma che hanno
magari il problema di prendere un numero suf-
ciente di voti per poter continuare ad avere la
possibilit di rubare a man bassa e, ovviamen-
te, di apparire nel talk show in modo politically
correct.
Il problema che, mentre questi giochini van-
no avanti, il mondo sta letteralmente andando
a rotoli, in modo, ovviamente, politically cor-
rect. Allora sapete che cosa vi dico? In Italia
abbiamo una bellissima espressione, un po
volgare, ma che esprime in modo molto ef-
cace il disappunto nei confronti dellaltrui
agire, e che recita cos: ma va a FC. Come
vedete non lho espressa completamente,
per pudore... ma dora in poi voglio continuare
questo editoriale usando la sigla FC per espri-
mere il mio profondo disaccordo con tutta una
serie di situazioni generate su questo pianeta
da esseri umani e non. E allora in primo luogo
FC politically correct, ora di cominciare a dire
le cose come stanno, fuori dai denti, a muso
duro, tanto per aiutare coloro che stanno di-
struggendo il mondo a gettare la maschera e
ad andarsene, e ad andarsene a FC.
Poi, cominciando a passare in rassegna tutta
lattivit del genere umano, cosa dobbiamo
dire di chi ha pensato di ridurre lagricoltura,
la nostra fonte primaria di vita su questo pia-
neta, a una sorta di produzione industriale, so-
stenuta da veleni e da sementi geneticamente
modicate? FC le multinazionali del transgeni-
co, dei diserbanti e del controllo mondiale dei
mercati. FC Monsanto! Smettetela di ingom-
brarci i genitali e tornate sul pianeta dal qua-
le venite. FC anche a quelli che controllano il
mercato del grano, e rovinano i contadini, e ci
fanno mangiare delle schifezze, e che poi au-
mentano stranamente la celiachia e tutta una
serie di allergie e malattie che non si sa ne-
anche cosa sono. FC alla globalizzazione. Solo
nel rispetto della natura, come hanno fatto per
millenni i contadini di tutto il mondo, abbiamo
la possibilit di continuare a vivere, e in armo-
nia, qui sulla Terra.
FC a una produzione industriale basata sul pro-
tto, sulluso del petrolio e sulla distruzione in-
discriminata delle risorse. FC petrolieri! Il pi
bellaugurio che vi si pu fare che nisca il
Editoriale
Curatore: Massimo Rodolf
FC POLITICALLY CORRECT
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petrolio stanotte e che nalmente vi facciano
tappare col badile tutti i buchi che avete fatto
in giro per il mondo. FC allindustria che inqui-
na laria, lacqua e la terra, FC. E FC anche al
settore dei servizi che serve ben poco, se non
fa altro che aumentare degli inutili bisogni. FC
alla sanit, che rappresenta in Italia (e nel mon-
do) forse il business pi grande per politici e
arraffoni di ogni tipo che si dividono, in fette
consistenti, una torta che fatta letteralmente
della pelle dei cittadini. FC a chi terrorizza inte-
re popolazioni per lucrare su inutili e dannosi
vaccini, creati dalle solite multinazionali... fate
veramente schifo.
FC a chi fa di tutto per rendere la scuola un
parcheggio per decienti, svuotandola della
sua funzione educatrice. FC a chi vuole riem-
pire i bambini di violenza e distruttivit, usan-
do tutti i mezzi a disposizione, dalla televisione
ai videogiochi, e FC a quelli che per lo stesso
motivo gli vogliono dare psicofarmaci n dalla
pi tenera et, perch sono agitati, ma an-
date a FC!! FC ai media, che propinano per
cultura lammasso dei cervelli, per poterci
ingabbiare come dei pecoroni, vendendoci le
pi inutili cose facendocele passare come la
fonte della nostra felicit. FC ai modelli di vita
egoisti, arrivisti e prepotenti, che traboccano
da ogni parte e ci inondano anche se non lo vo-
gliamo. Figurati poi che FC si meritano coloro
che riescono a far irrorare chimicamente mez-
zo mondo con la complicit di quelle piattole
dei governanti della maggioranza degli stati,
mentre ci arrostiscono il cervello con chiss
quali frequenze. No alle scie chimiche, FC e
FC a chi copre queste operazioni, permetten-
do lavvelenamento di intere popolazioni, e FC
anche agli alieni che ci stanno dietro.
FC alle mae di tutto il mondo, che saranno
anche espressione del basso livello di co-
scienza dellumanit, ma che sono anche un
bel cancro nel corpo di questo mondo, che
senza quegli idioti di esseri umani che siamo
sarebbe proprio un gran bel posto. E invece,
arroganza, prepotenza e sopruso, ma va a FC.
Pensate poi che recentemente un maoso ha
affermato che la maa in Italia non ha pi nien-
te da vendere alla politica, perch questa si
messa in proprio. Bel risultato! Ma va a FC...
Meno male poi che ci sono le guerre, per il
petrolio, per la supremazia, per i mercati. FC?
FC! Non ci sono stati portatori di democrazia
e libert, ci sono solo stati che si contendono
losso come cani rabbiosi, e in Italia abbiamo
appena comprato 131 caccia bombardieri, per-
ch c la crisi... ma andate a FC.
Ribadisco, tutto questo esiste perch luma-
nit ancora un bel po idiota, e allora biso-
gnerebbe dire FC anche allumanit, ma se c
stato uno che a Sodoma e Gomorra ha implo-
rato Dio anche per un solo uomo giusto, senza
trovarlo, mi sa che stavolta di uomini giusti ce
n ben pi duno, e sono tutti coloro che han-
no lorgoglio e la dignit dellessere umano e
della sua bella storia. Non la perfezione, che
non di questo mondo, ma il coraggio della
bont e della bellezza, la capacit di amare e
di sacricarsi per compassione; e poi ci sono
tutti i bambini dagli occhi di luce, e quelli se
lo meritano veramente un mondo migliore.
Dai ragazzi, liberiamoci dalle sanguisughe, per
sempre.
Massimo Rodolf
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Noi tutti siamo immersi in un universo interre-
lato dove piovono continuamente inussi ed
energie che ci attraversano ed in questa rete
noi siamo come maglie che costantemente
ricevono e trasmettono, contribuendo a que-
sto perenne processo di trasmissione. Que-
sto ci che avviene sui piani interiori della
vita, di cui, il pi delle volte, non siamo consa-
pevoli. Analogamente nella dimensione si-
ca, in quanto esseri appartenenti alla famiglia
umana, siamo di norma inseriti in contesti
interpersonali, situazioni in cui non possibi-
le non comunicare, come enuncia lassioma
dello psicologo austriaco Paul Watzlawick.
Tutti i giorni per tutto il giorno viviamo mille
occasioni comunicative: in famiglia, al lavoro,
per strada, ecc. Ma la comunicazione, oltre
che una mera trasmissione di informazioni,
soprattutto un bisogno dellindividuo: quello
di rivendicare la propria appartenenza al re-
gno umano. Ce lo dice letimo stesso della
parola comunicazione: dal latino cum = con,
e munire = legare, costruire, communico =
mettere in comune, far partecipe. In italia-
no comunicazione ha il valore semantico di
far conoscere, render noto. In tedesco
il termine Mitteilung mantiene la radice latina
mettere in comune, condividere. Da questo
punto di vista la comunicazione condivisio-
ne, il processo attraverso il quale individui
possono mettere in contatto i propri mondi,
i propri universi, le proprie idee; possono
mettere a confronto le proprie esperienze.
Questa prospettiva rivela lanalogia esisten-
te tra il processo comunicativo e quello alla
base della dinamica della vita: tesi, voglia di
essere, colui che parla; antitesi, opposizione
transitoria, colui che ascolta; sintesi, lunione
conseguita dalle individualit che cos giun-
gono a realizzarsi, acquisendo maggiore con-
cretezza e signicato. Cos la comunicazione
acquista il carattere della cooperazione in cui
gli interlocutori costruiscono insieme, diven-
gono insieme. E questo mi sembra davvero
molto bello e interessante.
Gli esempi che ci derivano dalla vita di tutti
i giorni per ci mostrano che non proprio
cos che i rapporti umani funzionano. Molti
sono i fattori che interferiscono nella dialetti-
ca comunicativa, impedendo questo momen-
to di sintesi nale, il che vanica lintento
stesso della comunione. Sono i nostri a-prio-
ri: il nostro vissuto, le nostre emozioni , le no-
stre idee, i nostri bisogni, tutti pregiudizi che
inciano la riuscita della condivisione. Tutti
facciamo a gara per accaparrarci un orecchio
che ci ascolti, perch il nostro bisogno di at-
tenzione pi legittimo di quello degli altri,
sempre e comunque. Quanti sono invece
coloro realmente disponibili ad ascoltare gli
altri alleggerendone il peso delle sofferen-
ze? Questa sordit, questa indifferenza
Letteratura e spiritualit
Curatore: Anna Todisco

LA COMUNICAZIONE
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nei confronti del dolore altrui stata ritratta
magistralmente da A. Cechov in uno dei suoi
pregevoli racconti brevi, Langoscia. Un umile
vetturino, oppresso dal dolore per la recente
morte del glio, cerca invano qualcuno a cui
condare tutta la sua angoscia.
Gli occhi di Jona inquieti e dolorosi seguono
la gente, che corre ai due lati della via; non
ci sar fra quelle migliaia di persone neanche
una che voglia ascoltarlo? Ma la folla corre e
non si accorge n di lui, n della sua ango-
scia. [] Jona si allontana [] oramai consi-
dera inutile rivolgersi agli uomini.
Il povero Jona non si d per vinto prova e
riprova: osserva leffetto prodotto dalle sue
parole. Niente; non trova di meglio da fare
che condare le sue pene alla sua:
cavallina cara Non c pi Kusm Jonyc
Se ne andato, morto [] diciamo, tu hai un
piccolo puledro e tu di questo puledro sei la
mamma E dimprovviso questo piccolo pu-
ledro muore Non una pena?
Nelle normali situazioni della quotidianit pi
che al costruire insieme assistiamo allan-
nientamento reciproco dabitudine. Spesso
lelogio dellarroganza, delloffesa, della so-
praffazione e della maleducazione quello che
impronta le relazioni tra le persone: la tele-
visione con i vari talkshows e realities ne
una triste conferma. Come lucidamente nota
Thich Nhat Hanh:
Le radici del malessere possono essere chia-
mate col loro nome: percezioni erronee, illu-
sione, rabbia, violenza, pretesa []. Abbiamo
accumulato in noi questo genere di cose che
ci hanno impedito di comprendere chi siamo
veramente e chi sia veramente la persona
che abbiamo di fronte, rendendoci la comu-
nicazione difcile o impossibile. La felicit
possibile solo quando lo la comunicazione,
se c comunicazione ci si aiuta a vicenda, ci
si aiuta a rimuovere le reciproche percezioni
erronee []; si eviteranno cos le bombe del-
la rabbia e della violenza, e questo molto
importante.
Quando osserviamo le cose o ascoltiamo gli
altri, spesso [] non ascoltiamo veramente.
Non vediamo e udiamo che le nostre proie-
zioni [] se ascoltiamo solo le nostre speran-
ze e la nostra rabbia, non siamo in grado di
ricevere la verit [].
Quando ascoltiamo una persona in modo pro-
fondo le diamo lo spazio per esprimere cosa
ha nel cuore. Potr parlare delle sue esperien-
ze, delle sue comprensioni profonde, e noi
potremo imparare molto da lei. Ascoltando
profondamente potremo anche renderci con-
to delle percezioni erronee che sono presen-
ti in ci che dice e una volta che le avremo
identicate potremo aiutare questa persona
a trasformarle e a rimuoverle. Questo pos-
sibile se usiamo il linguaggio della gentilezza
amorevole e non quello dellattacco e della
critica.
Se accettiamo di essere presenti per gli altri
con tutta la nostra attenzione, la nostra cura,
apriamo il nostro cuore e insieme la porta del-
la comunicazione. Allora s che questa riac-
quista la dignit di atto costruttivo unicante
e diventa la base per una maggiore armonia
e comprensione.
Anna Todisco
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Completo la descrizione delle strutture della
coscienza umana scrivendo dellaura e dei
suoi colori. Laura data dalla radianza dei
corpi di manifestazione, in pratica la possia-
mo anche considerare come unestensione
dei veicoli di coscienza. Ogni corpo emana
una radianza che si compenetra con quella
degli altri, tutto ci alla vista sottile appare
come unovoide energetico composto da va-
rie fasce vibrazionali. I corpi pi sottili emet-
tono una radianza maggiore rispetto agli altri,
quindi abbiamo laura mentale pi espansa di
quella astrale ed eterica. La scienza ha con-
statato la capacit radiante della materia, in-
fatti in sica, la radianza descrive la quantit
di luce emessa, sia riessa che trasmessa, da
una sezione verso una direzione ben precisa.
Comunque lessere umano conosce da molto
tempo lesistenza di un alone pi o meno lu-
minoso intorno al proprio corpo, e la prova ne
laureola con cui vengono rafgurati i santi.
Anche in oriente gli uomini elevati vengono
dipinti con unaura luminosa per evidenziare
la purezza di intenti che li contraddistingue
dalluomo comune. Purtroppo la conoscenza
dellaura non condivisa dalla maggioranza
delle persone, infatti spesso viene negata
o associata a qualcosa di trascendentale in
quanto luso della razionalit non riesce ad in-
dagare tale ambito. Invece la scienza esote-
rica descrivendoci il mondo dellaura, ancora
una volta, ci rivela la vita per quello che nelle
sue strutture essenziali ed inoltre ci insegna
le modalit per poterla comprendere. Finch
lumanit non avr la capacit di percepire le
fasce di vita pi sottili, largomento dellaura
rimarr unipotesi. Al momento sembra che
stia aumentando il numero di persone in cui
si sta risvegliando la visione sottile e quindi
facile prevedere che nel giro di qualche anno
anche il mondo dellaura diventer un campo
di esplorazione scientica. Ad oggi, contra-
riamente a quanto si afferma nellambiente
new age, non vi sono macchine in grado di
misurare laura sottile, infatti la Camera Kir-
lian fotografa laura elettromagnetica emessa
dal corpo sico, mentre quando sar realizza-
to uno strumento che riveler almeno laura
eterica, avverr una rivoluzione in molti am-
biti del genere umano. Laura di una persona
linsieme di diverse auree, infatti oltre ad
unaura elettromagnetica, possibile distin-
guere unaura eterica, una astrale ed una
mentale, cio una per ogni veicolo di mani-
festazione. Osservare con precisione laura, i
chakra o i corpi sottili possibile quando si
raggiunta la chiaroveggenza. Tale capacit
espressione di uno di quei poteri secondari,
citati da Patanjali negli Yoga Sutra, raggiungi-
bili con la pratica della disciplina della medi-
tazione. Secondo Patanjali se vengono arre-
state le modicazioni della mente si possono
Il Raja Yoga e lesoterismo
Curatore: Luca Tomberli
LAURA E I SUOI COLORI
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conoscere i segreti della struttura di qualsiasi
oggetto, grazie ad un usso energetico inin-
terrotto che unisce il soggetto e loggetto.
La conoscenza dellaura ci fa intuire perch
ogni essere umano ha una visione persona-
le del mondo, infatti ognuno vede tramite
la lente deformante della sua aura, quindi
conosce la vita secondo la bolla di coscien-
za in cui immerso. In altre parole la qualit
dellaura modica attivamente la percezio-
ne delloggetto con cui si viene in contatto
e quindi ci restituisce una impressione sog-
gettiva e non oggettiva. Soltanto chi ha pu-
ricato interamente il proprio campo di co-
scienza comprende la vita per quello che ,
partecipandovi secondo le leggi dinamiche
dellessere. La presenza dellovoide energe-
tico spiega anche perch proviamo disagio o
piacevolezza a seconda della persona a cui ci
avviciniamo. Sembra che il Maestro Ges e il
Signore Buddha avessero unaura di qualche
chilometro di diametro e quindi difcilmente
passavano inosservati. Le coscienze non ar-
moniche immerse nellaura di esseri realizzati
sono sottoposte ad un innalzamento di ener-
gia che apporta un cambiamento che pu
essere percepito allinizio come una tensione
che poi inevitabilmente produrr i suoi frutti.
La sola presenza di un essere illuminato pro-
duce delle alchimie spirituali nella coscienza
di chi gli sta vicino, ed per questo che in
oriente conoscono limportanza di entrare in
contatto con un Maestro.
Laura di un essere umano ha dei colori di
base ed altri che cambiano continuamente
a seconda delle emozioni e dei pensieri mo-
mentanei. La lettura aurica pu dare molte in-
formazioni sullo stato di salute e sulle caratte-
ristiche della persona. Colori aurici brillanti e
puliti esprimono qualit espresse e puricate
mentre quando sono sporchi ed opachi indi-
cano che sono tenuti nascosti aspetti ancora
oscuri. Inoltre ogni colore di base indica la
predisposizione e cosa potr essere realizza-
to. Laura eterica rivela lo stato di salute sica
della persona ed in genere di un colore tra
largenteo e il lattiginoso. Laura astrale duran-
te levoluzione del genere umano rimasta
di dimensioni pressocch invariate, mentre i
colori nel tempo sono diventati pi luminosi.
I colori pi comuni che la caratterizzano sono
il verde e il giallo. Il colore verde indica la ten-
denza ad occuparsi degli altri, invece il giallo
la predisposizione allintelletto. Laura menta-
le in continuo sviluppo e quando di un
colore blu brillante indica che quella persona
sta percorrendo la via spirituale.
Come abbiamo gi detto laura la radianza
dei corpi, quindi lenergia non utilizzata dai
veicoli di coscienza per il loro funzionamento.
Un essere che irradia qualit positive per
analogia associabile ad una stella che illumi-
na, ed possibile quando sono state trasfor-
mate le perturbazioni emotive e mentali che
distorcono lenergia vitale, mentre permane-
re in stati penosi fa rilasciare nellambiente
attraverso laura qualit distruttive. Durante il
cammino di avvicinamento al Quinto Regno
di Natura le trasformazioni della coscienza ci
porteranno a ridurre gradualmente lemissio-
ne di sostanze inquinanti e ad irradiare sem-
pre pi la luce dellanima.
Luca Tomberli
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Non era mattino presto, ma lora affollata del
bagno. Lui stava in riva al mare, guardando un
p linnito blu-azzurro dellorizzonte, un p il
color cioccolato delle ragazze in bikini. Anzi,
a dire il vero, in quel momento il bikini eser-
citava su di lui un fascino superiore a quello
dellinnito... A un certo punto, per, qualco-
sa in lontananza attrasse la sua attenzione, e
cos gli occhiali da sole, rigorosamente Ray-
Ban, furono rivolti verso il mare aperto. Era
una nave, probabilmente da crociera, che sta-
va puntando dritta allorizzonte. Dopo qualche
istante che la ebbe ssata, un sorriso gli illu-
min il volto, come se unintuizione felice gli
avesse attraversato la mente. Poi, la sua con-
centrazione si fece pi intensa, un p come
se quella nave stesse diventando loggetto di
una meditazione. Intanto, vista lora tarda del-
la mattinata, erano arrivate sul bagna-asciuga
altre ragazze. In pi, a dire il vero, se prima
era soprattutto lui a guardare loro, adesso -
vuoi perch i Ray-Ban fanno sempre la loro
gura, vuoi perch pi sei distaccato dalle
cose pi queste ti vengono incontro...- era-
no le ragazze a guardare lui. Lui, per, niente.
Continuava a ssare quella nave che, dirigen-
dosi verso il mare aperto, diventava sempre
pi piccola. Di tanto in tanto sorrideva, come
chi, dopo aver avuto una bella intuizione, ne
vede via via i particolari. Rimase l, in riva al
mare, con lo sguardo sso, no a che la nave
non scomparve allorizzonte. Poi, felice, torn
alla suo sdraio, pensando che se tra le belle
ragazze color cioccolato ce ne fosse stata per
caso una con cui condividere ci che aveva
pensato, beh, quella avrebbe potuto essere
la ragazza della sua vita...
Accade che certe verit, scientiche o spiri-
tuali, non possano essere vericate nellim-
mediato per via diretta. Sia allo scienziato sia
allesoterista, che poi uno scienziato della
coscienza (ovvero della percezione), richie-
sta, come dote, una buona dose di pazienza,
necessaria per dare il tempo alla tecnologia
di fornire gli strumenti indispensabili alla veri-
ca. Che si tratti di strumenti tradizionali og-
gettivi, come quelli di un normale laboratorio,
o di strumenti sui generis soggettivi, come
le capacit percettive sviluppate dalluomo
durante levoluzione, la sostanza non cambia.
Viene, quindi, da chiedersi: che cosa possono
fare lo scienziato e lesoterista nel frattempo?
La risposta semplice: cercare di vericare le
verit in questione per via indiretta.
Facciamo un esempio in campo scientico.
Supponiamo di vivere in un periodo in cui non
si abbia ancora la prova diretta che la Terra
sferica. La verica diretta, naturalmente,
consisterebbe nel poter raggiungere unal-
tezza sufcientemente grande e osservare il
nostro pianeta da lass (cos come poi ef-
Antica saggezza e scienza moderna
Curatore: Gianluca Fontana
A TE... GLI OCCHI!
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fettivamente accaduto nel 1961 al sovietico
Jurij Gagarin, il primo uomo ad andare nello
spazio). Ci, naturalmente, non uno scher-
zo. Occorrerebbe, infatti, essere in grado di
fare i calcoli necessari, costruire la navicella e
il razzo vettore, controllare entrambi a distan-
za in ogni momento e cos via. In assenza di
tutto questo, che cosa potrebbe, per, fare
uno scienziato di quellepoca? Beh, potrebbe,
fare, s, un viaggio, ma non nello spazio, ben-
s pi semplicemente... al mare. Portare con
s un cannocchiale dotato di lenti addizionali,
tali da aumentarne la capacit dingrandimen-
to, diciamo, a piacere, cos da poter vedere
anche lontanissimo. Attendere che un velie-
ro solchi il mare diretto verso lorizzonte e
osservarlo attentamente. Inne, sulla base
di quanto visto, fare questo ragionamento:
Se la Terra fosse piatta, grazie al potentis-
simo cannocchiale di cui sono dotato, dovrei
poter continuare a vedere tutta limbarcazio-
ne indipendentemente dalla sua distanza da
riva. Poich, invece, ho notato che, a mano a
mano che il veliero si allontana, riesco a ve-
derne una porzione sempre pi piccola, no a
che, poi, letteralmente scompare, ne deduco
che le cose vanno proprio come se la Terra
effettivamente fosse sferica. E cio, come
se, da un certo punto in poi, il veliero uscisse
completamente dal mio campo visivo, nasco-
sto dalla Terra stessa che si incurva.... Que-
sto come esempio in ambito scientico.
E in ambito spirituale? Come anticipato, ac-
cade qualcosa di simile. Facciamo anche in
questo caso un esempio, richiamando, per,
prima alcune nozioni di Scienza Esoterica.
Oltre alla materia sica, oggi gi ben cono-
sciuta, esistono dei tipi di materia pi rarefatti
che, insieme al primo, costituiscono il mare
della Vita in cui vivono e da cui sono compo-
ste tutte le creature, umane e non umane,
incarnate e non incarnate. In particolare, nel
caso delluomo, oltre al suo corpo sico, ne
esistono altri che interpenetrano il primo e
ne debordano per un certo spessore. Il primo
di essi leterico, nel quale circola il prana,
costituente la vitalit del corpo sico. Il se-
condo lastrale, responsabile della capaci-
t delluomo di provare passioni, emozioni
e sentimenti. Il terzo il mentale, dal quale
dipende la possibilit dellessere umano di
formulare pensieri. Quando un uomo muo-
re, perde i corpi sico ed eterico, ma man-
tiene quelli astrale e mentale, e con essi la
corrispondente capacit di provare passioni-
emozioni-sentimenti e di pensare. Unentit
umana disincarnata da poco tale quale era
prima di trapassare, semplicemente privata
del suo corpo sico. Pertanto, come nellal-
diqu esistono esseri umani profondamente
buoni o altrettanto malvagi, con tutta linnita
gamma intermedia, cos nellaldil. E come
un essere umano incarnato pu stimolare al
bene o tentare al male un suo simile, cos pu
fare una volta che si disincarnato. Vi sono
poi, come detto, anche creature non umane.
Famosi tra esse sono i cosiddetti elementali,
che hanno un grado evolutivo inferiore non
solo a quello degli esseri umani, ma anche
a quello dei minerali e, quindi, non hanno la
facolt di discriminare ci che noi chiamiamo
il bene e il male. Non posseggono un corpo
sico, ma solo corpi sottili, e per loro evol-
versi signica sperimentare tutte le forme di
bene e di male possibili in Natura. Sperimen-
tarle come? Beh, per esempio nutrendosi
delle energie che gli esseri umani emanano
provando passioni, emozioni e sentimenti,
anche diametralmente opposti, nei vari mo-
menti della loro vita o, meglio, delle loro vite.
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Semplicando, nelle varie tradizioni, le entit
non incarnate volte completamente al male
sono chiamate demoni e angeli, al contrario,
quelle volte interamente al bene. Le forme
che assumono i corpi sottili delle prime sono
orribili, mentre stupende sono quelle dei se-
condi. Tutti gli esseri non incarnati stimolano
al bene o tentano al male quelli incarnati se-
condo questa modalit: entrando, totalmente
o parzialmente, con i loro corpi sottili in quelli
dellessere umano per cos dire... di turno,
che li attrae in base alla qualit del suo animo
(per inciso, quindi, Zucchero Fornaciari quan-
do cantava: C un diavolo in me, c un dia-
volo in me..., diceva il vero!).
Ora, torniamo al nostro esempio. Suppo-
niamo di vivere in un periodo, come quello
attuale, in cui non si abbia ancora la prova
diretta dellesistenza di queste entit invi-
sibili e dellinuenza che hanno sugli esseri
umani. La verica diretta, naturalmente, con-
sisterebbe nel poter vedere che cosa accade
veramente quando un uomo compie il pi
efferato dei misfatti o il pi nobile dei gesti,
nel senso di poter vedere quali creature sono
realmente presenti sulla scena, oltre alla vit-
tima e al carnece o al bisognoso e alleroe.
Questa facolt si chiama chiaroveggenza e,
naturalmente, non uno scherzo possederla.
Infatti, a meno che non si scelgano scorciato-
ie pericolose, levoluzione consegna questo
potere nelle mani degli uomini solo dopo lun-
ghissimo tempo, quando si praticamente
alla ne del ciclo delle incarnazioni e si or-
mai dei Santi o dei cosiddetti Iniziati, ovvero
degli esseri praticamente del tutto innocui.
In assenza di ci, che cosa potrebbe, per,
fare un esoterista della nostra epoca? Po-
trebbe fare... lo spettatore attento della Vita.
Ovvero, scegliere due tipologie di casi: una
in cui il protagonista della scena si comporta
in modo malvagio, laltro diametralmente op-
posto. Osservare attentamente i due tipi di
protagonisti, con particolare riguardo alla loro
siognomica. Notare che i lineamenti del loro
volto, come ad esempio la posizione delle
sopracciglia, delle labbra ecc., ricalcano sem-
pre, a seconda della scena, quelli delle entit
invisibili buone o malvagie di cui si legge nei
testi esoterici, con tutta una casistica che va
dal volto pi tenebroso a quello pi luminoso.
Concludere che, secondo le osservazioni, le
cose vanno proprio come se quelle entit in-
visibili, in quel momento, fossero totalmente
o parzialmente dentro i corpi del protagonista
e la loro materia sottile, con le sue forme or-
ribili o stupende, modicasse quella sica di
chi le sta ospitando...
In conclusione, quindi, possiamo dire che la
capacit di essere attenti alla Vita pu rivelare
oggi cose che gli strumenti di laboratorio o le
nostre capacit percettive saranno in grado di
vericare solo domani. Compresa leventuale
bellezza interiore nascosta sotto... il cioccola-
to dellabbronzatura.
Gianluca Fontana
* Il titolo mi stato ispirato da quello di una
delle passate edizioni di EXPERIMENTA, la
mostra scientica interattiva che da anni si
tiene a Torino.
11
Genericamente si pu dire che tre sono le vie
che conducono a quella che la meta delluo-
mo, cio uno stato di Sentire affatto diverso
dalla sua condizione di esistenza nel mondo
della percezione; queste genericamente si pos-
sono indicare nella via mistica, in quella della-
zione ed in quella della conoscenza, ma questo
stato non n misticismo, n conoscenza, n
azione, perci queste vie non sono che stru-
menti per realizzare quel Sentire di coscienza
che permette lidenticazione con lUnit del
Tutto. Ci avviene perch ciascuno di questi
mezzi permette, in modo pi o meno consape-
vole, quel controllo della mente capace di dare
allanima la possibilit di esprimersi, o, detto in
altro modo, di permettere allindividuo diden-
ticarsi completamente con il suo Sentire di
coscienza. Riguardo alla via della conoscenza
non mi dilungo, perch quella che ci ha ac-
compagnato nora in questa rubrica. Ricorder
invece, a titolo di esempio esplicativo, alcune
gure signicative delle altre due vie. Fra i mi-
stici: Francesco dAssisi con la forza del suo
ardore ascetico mostra limmanenza del divino
nella natura; Padre Pio da Pietralcina unisce la
sua grande devozione ad una perfetta intuizio-
ne della psicologia dellindividuo; Thrse di Li-
sieux con la frase Tutto mi parla di te esprime
la percezione di una metasica di altissimo livel-
lo. Andando ad osservare altre culture mi vie-
ne da ricordare il santo ind Ramakrisna, le cui
continue estasi nellidenticarsi con la dea Kal
gli davano quella visione unitaria dellEsistente,
che certamente dalla sua cultura di quasi anal-
fabeta non poteva avere. Si potrebbe prendere
in considerazione anche il culto mariano, la cui
grande potenza sperimentata mediante la forza
della devozione ha permesso e permette tutta
una miracolistica, che con difcolt una raziona-
lit puramente scientica pu smentire. Quanto
alla via dellazione mi piace citare il sacricio di
quelle centinaia di migliaia di persone, apparen-
temente atee, che hanno fatto dono di s nel
nome di una giustizia ed una uguaglianza per
tutto il genere umano senza richiedere nessuna
ricompensa, n nellaldiqu n nellaldil. Forse
facendo arricciare il naso a qualcuno, mi viene
da ricordare la gura di Che Guevara che, po-
tendosene stare tranquillo e sicuro in un como-
do ministero dellAvana, ha preferito nire i suoi
giorni nelle impervie foreste della Bolivia per
amore dei diseredati del genere umano. Certo
la sua lotta era fatta di sangue ed anche di cru-
delt, ma non il dio Krisna che invita Arjuna
a scoccare le sue micidiali frecce in nome del
suo dharma? Al Che, mia opinione, possiamo
accostare, pur nella grande diversit di pensiero
e dazione, la gura di Teresa di Calcutta, la qua-
le, nonostante lapparente fragilit sica, stata
capace di alleviare, con il suo amore per la Vita,
la sofferenza di migliaia di derelitti. Come gi
detto gli strumenti per il sentiero possono esse-
Conoscere la conoscenza
Curatore: Andrea Innocenti
LE TRE VIE DEL SENTIRE
DI COSCIENZA
12
re differenti, dipendono dalla peculiare natura di
ognuno ovvero dal suo karma. Quando prevale
il cuore, lemotivit indicher la via, altrimenti
sar il lume della ragione a svelare l ignoto op-
pure la forza vitale prevarr con il dinamismo
del fare in unazione disgiunta dallinteresse
personale. Resta per fermo che lelemento
determinante alla comprensione dellUnit
sempre il salto di qualit del Sentire di coscien-
za. dallanima che scende lenergia per intuire
la Realt. Mi piace ora chiudere questa ries-
sione della ragione con un passaggio mistico.
Trascrivo perci un lungo mantra recitato da
una voce presentatasi con il nome di Fratello
Orientale nelle comunicazioni del Cerchio Fi-
renze 77, avute tramite la veggenza di Roberto
Setti. Queste parole sono una perfetta sintesi
del cuore e della mente. Il tono di voce con il
quale si esprimeva il Fratello Orientale molto
particolare, come una lunga cantilena senza
pause. Al primo impatto la comunicazione ap-
pare monotona, pu anche esserci una sensa-
zione di riuto e di noia, poi per, come avviene
per alcuni mantra tibetani, lentamente la ne-
nia sinsinua nellanimo dellascoltatore no a
fare vibrare elevate corde spirituali. Purtroppo
non possibile con la sola trascrizione comu-
nicarne leffetto suggestivo, mi accontento di
trasmetterne il profondo signicato interiore.
Cos recita lentit. Rivolgo la mia attenzione
alla profondit del mio essere che si effonde
oltre la mia attuale consapevolezza. Il mio io
prodotto delle contingenti limitazioni e deller-
rata autoconvinzione che il mio essere sia in
esse contenuto. I conseguenti egoismo, avidi-
t, paura, senso di ostilit per ci che credo non
sia me stesso, mi impediscono di aprirmi alla
vita dellillimitatoessereche in ogni uomo e
che fonde in pura unione damore tutte le for-
me di vita esistenti in una sola. La vera natura
in ognuno, come la mia, sta oltre le contingenti
limitazioni e differenziazioni, che creano le per-
sonalit amate e avversate. Al di l di ci chio
trovo spregevole e detestabile nei miei fratelli,
sta Colui ch sommamente amabile e somma-
mente ama, perch sommo amore. Dietro la-
spetto mutevole e caduco di ogni uomo, sta il
vero S di ognuno, lunico Essere in cui tutti ci
riconosceremo. Desiderio e repulsione, come
gioia e pena, vanno e vengono e, come le forme
di vita, sbocciano ed appassiscono; ma il vero
S immutabile resta. Non mi oppongo al uire
in me dellunica Vita, arrendevole mi abbandono
per seguire la Sua volont. Conducimi dove
giusto che io sia, guida ogni mia azione s chio
la compia non per goderne i frutti, ma per la
Tua gloria. Fa chio sia strumento consapevole
della Tua Manifestazione, Tu che sei la sorgente
di ogni vita, Tu che sei la coscienza senza limiti,
Tu che sei fuori e dentro agli esseri e da esso
non sei diviso e in essi non ti dividi; Tu che tutto
contieni, di ognuno sei radice e nutrimento, Tu
che sei la forma e la sostanza di ogni essere
e la spiegazione della sua esistenza; Tu che sei
la ragione di te medesimo, Tu che mai non fosti
e mai nasci, mai muori, pur essendo causa e
nalit del Tutto, immergimi cosciente nella in-
nita profondit del Tuo Essere, ove vha com-
pletezza tutto ci che incompleto, ove si dis-
solve ogni separazione, cade ogni limitazione,
ove passato e futuro sono Presente Eterno.
Andrea Innocenti
13
Nel precedente articolo sul karma ci erava-
mo arrestati alla nozione di libero arbitrio,
una cosa alla quale gli esseri umani paiono
essere concettualmente molto legati, nei
confronti di questa possibilit essi possono
esprimere opinioni diverse ed elaborare teo-
rie pi o meno soddisfacenti, ma il punto di
vista esoterico non pu che essere univoco.
Basandosi sulla visione diretta della realt,
nella sua espressione pi tangibile, lesoteri-
sta non pu che narrare ci che sperimenta
direttamente attraverso la sua esperienza.
Per questo motivo abbiamo cercato di dare
unidea della tangibilit dellesistenza, cos
come la viviamo anche sui piani pi sottili. Il
fatto che tutto ci che esiste sia fondato, in
ultima analisi, su base atomica, rende la vita
di fatto molto poco opinabile.
Tutto regolato da precise leggi naturali,
anche se, in gran parte, queste riguardano
condizioni pi rarefatte della materia, non
sperimentate ordinariamente. La vita sicu-
ramente conoscibile, ma per avere accesso ai
suoi risvolti pi sottili bisogna divenire consa-
pevoli di tutte le increspature dellesperienza
e questo ha a che fare con il possibile livello
evolutivo della coscienza. Il libero arbitrio in-
dubbiamente una possibilit contemplata, in
una certa misura, tra le leggi della vita, ma bi-
sogna capire quando e come questo diviene
possibile. Il funzionamento meccanico della
legge del karma prevede lesecuzione di un
quantitativo elevato di azioni appartenenti ad
una certa linea archetipica, prima di poter dire
di non essere pi condizionati dalla materia
che costituisce quellesperienza.
Mi spiego meglio, dando comunque per
scontate, visto lo scarso spazio a disposizio-
ne, una innit di cose che invece sarebbe
meglio considerare in questo contesto. Non
basta vivere una sola volta una determinata
situazione per esaurire tutte le possibilit che
un uomo pu manifestare in quellattivit.
Lespressione vitale si basa su archetipi fon-
damentali che caratterizzano speciche linee
dazione, il nostro apparente vagare di incar-
nazione in incarnazione, in realt segue preci-
se modalit legate alla necessit di sperimen-
tazione che la nostra anima deve compiere
nel regno umano. Finch la materia coinvolta
nel nostro vivere sar densa, la nostra co-
scienza sar obbligata a subire il meccanici-
smo assoluto e preciso della legge del karma.
La relazione causa-effetto esprime tutta la
sua rigidit per tempi molto lunghi e tantissi-
me incarnazioni, nch lessere umano, con
il suo sperimentare, e le trasformazioni a ci
legate, non arriva letteralmente ad allegge-
rire la materia che compone tutti gli strati
della sua coscienza. Questa condizione, fa-
cendo diminuire la resistenza provocata dalla
sostanza interiore, rende pi uida e leggera
Il Sentiero Iniziatico
Curatore: Massimo Rodolf
ANCORA SUL KARMA
14
la percezione di s e del mondo, avvicinan-
do non poco, dal punto di vista percettivo,
le cause e gli effetti della nostra attivit. La
consapevolezza si espande non in senso me-
taforico ma concreto, penetrando pi a fondo
nei meandri della struttura del nostro essere,
e ci rende possibile comprendere meglio i
moventi della propria esistenza e della vita in
generale.
grazie a questo processo che lessere uma-
no impara a capire il perch della sua espe-
rienza, ma anche quella del mondo, iniziando
ad assumersi consapevolmente la respon-
sabilit della sua vita. solo in quel periodo
evolutivo denominato Sentiero Iniziatico, che
luomo riesce a rendersi conto, veramente,
del fatto che il caso non esiste e che ogni
evento, compresi quelli che gli sembra di
subire passivamente, in realt il risultato
assolutamente preciso di cause che invece
vengono agite, il pi delle volte in modo auto-
matico e inconsapevole.
In questa cosa, che pu apparire anche ba-
nale, si gioca la possibilit di potere iniziare
ad esercitare ci che chiamiamo libero arbi-
trio. Per lungo tempo viviamo le nostre vite
guidati dalla necessit di sperimentare ci
che, inesorabilmente ci sospinge lungo linee
archetipiche desperienza che giochiamo in
quasi tutte le loro possibilit. La nostra perce-
zione fortemente condizionata dalla materia
ancora greve che ci compone e ci fa ritenere
che stiamo subendo la vita, in un susseguirsi
di ingiustizie. Il processo illusione-delusione,
fondamentale per il cammino evolutivo uma-
no ci sospinge incessantemente da desiderio
a desiderio, frustrando di continuo il nostro bi-
sogno di unit. Lo spirito continua a discende-
re progressivamente nella materia, cercando
modi sempre pi adeguati per manifestarsi.
Il desiderio guida i passi dellevoluzione e con
il suo forte potere attrattivo muove ogni es-
sere esattamente verso ci di cui ha bisogno.
Luomo vive questa necessit della vita con
inniti modi di rispondere, con tutte le gam-
me possibili, emotive, sentimentali e mentali,
senza avere la consapevolezza di essere con-
dotto lungo questi percorsi di vita dai quanti-
tativi di materia che lo compongono, secondo
le loro speciche qualit.
Possiamo tranquillamente parlare di attrazio-
ni gravitazionali verso le esperienze di cui ne-
cessitiamo, in un modo molto pi denito di
quanto non faccia la scienza contemporanea
in relazione alla gravitazione universale. Infat-
ti, ammesso che si sia compreso veramente
che cosa sottintende questa legge, la descri-
zione esoterica della realt ci fa sapere che
attrazione e repulsione, espressioni di quella
forza cosmica che dobbiamo chiamare Amo-
re, sono alla base di ogni movimento vitale e
che tutto ci non semplice meccanica dei
corpi, ma dinamica della coscienza. Cos ma-
gari potremmo capire meglio anche Dante,
quando ci parla de LAmor che move il Sole
e laltre stelle.
Tutto ci procede, aggiungerei anche fortuna-
tamente, in maniera automatica, producendo
la fondamentale trasmutazione alchemica
della materia che ci consente sempre pi di
avvicinarci al senso della vita, ma in un modo
fondamentalmente meccanico. Gli effetti se-
guono rigidamente le cause, senza che la no-
stra consapevolezza sia in grado di collegare
insieme questi due elementi della dialettica
vitale. Esotericamente, come ho ricordato
in precedenti articoli, questo lungo periodo
dellesistenza umana, viene denito Sentie-
ro del Dolore. Questo poi, grazie allalchimia
della coscienza dovuta allesperienza, lascia il
15
posto al Sentiero della Prova, quello che vede
protagonisti i cosiddetti aspiranti sul Sentiero.
solo a questo punto del percorso dellevo-
luzione umana che il libero arbitrio pu co-
minciare ad esercitare una certa rilevanza.
Infatti laspirante sul Sentiero plasma la sua
coscienza imparando a riconoscere il valo-
re della responsabilit nei confronti di ogni
aspetto della propria esistenza. La sua intelli-
genza, in modo letterale ed etimologico (intel-
ligo, scelgo tra) deve essere sviluppata no a
divenire, in colui che realizza il Sentiero dellI-
niziazione, la perfetta capacit di scegliere gli
atti da compiere nella propria vita, in modo
consapevole e responsabile, conoscendo gli
effetti che le cause agite producono.
Volendo essere ancora pi sottili, potremmo
dire che in ultima analisi, in ogni essere, in
ogni atto, sempre solo lo Spirito che vuole
manifestarsi, attraverso quella parte di s che
noi chiamiamo Materia, per realizzare sem-
pre di pi e sempre meglio le Sue possibilit.
Noi siamo parte del corpo di quella vita chia-
mata in molti modi su questo pianeta, fra i
quali Dio, il problema vero il nostro punto di
vista, che incapace di cogliere lessenziale
unit di tutte le cose. La percezione umana,
no a che guidata dalla pesantezza della
materia che compone una coscienza non
evoluta, non riesce, letteralmente, ad andare
al di fuori di s.
Questo fra laltro il vero motivo dellegoi-
smo, luomo non riesce concretamente a di-
staccarsi da quelli che percepisce come i suoi
bisogni perch attratto gravitazionalmente
dalla massa della sua coscienza. Prendere in
considerazione anche le esistenze altrui non
un fattore opzionale, ma qualcosa che di-
viene possibile solo quando, grazie allalchi-
mia prodotta dallesperienza, la materia che
ci costituisce sui vari livelli, non esercita pi
questa forte attrazione gravitazionale. Con-
temporaneamente si acquisisce una mag-
giore forza, che ci consente di distaccarci
dallattenzione continua verso noi stessi e ri-
usciamo nalmente a decollare dai limiti della
nostra personalit.
Amare il prossimo diviene possibile solo
quando si in queste condizioni di assenza
di gravit, altrimenti normale che i nostri
slanci tendano sempre a ricadere sulla su-
percie della nostra coscienza, lasciandoci
incapaci anche solo di vedere che cosa suc-
cede veramente nel mondo attorno a noi.
Vorrei aggiungere per che questa modalit,
tipicamente egoista delluomo, non sinoni-
mo di peccato con conseguente dannazione
eterna, o bisognosa di essere giudicata, non
saprei poi da chi su questa terra... ma rappre-
senta lassoluta normalit della vita nel quarto
regno di natura.
Imparare a distaccarsi da s e ad amare gli al-
tri, in effetti signica superare la propria uma-
nit, che invece necessariamente egoista.
Solo la lunga trasformazione che la vita stes-
sa ci offre attraverso lesperienza, consente
di rafnare gli atomi del nostro essere, no
ad entrare nel cosiddetto Regno dei Cieli, che
altro non se non il quinto regno di natura,
successivo a quello umano. Solo questa con-
dizione ci libera dalla necessit del karma ma
solo per farci capire che lunica cosa che ci
rende veramente liberi servire gli altri e la
vita.
Massimo Rodolf
16
Abbiamo visto nel precedente articolo la
simbologia legata a questo segno attraverso
lesperienza di Ercole, il quale si rapportato
con la materia e quindi con laspetto femmi-
nile legato a nutrire e a proteggere le forme
che non sono ancora in grado di esprimersi
e che necessitano ancora di un certo ap-
prendistato. La ricerca della spiritualit non
pu non tenere conto della materia e delle
sue implicazioni. Non possiamo rimanere pri-
gionieri delle nostre illusioni ed osservare le
cose sulla base di pregiudizi che separano e
che limitano la nostra possibilit di penetrare
i veli della conoscenza.
Nel corpo umano lelemento Terra legato
ad un chakra che si chiama Muladhara, situa-
to nelluomo nel perineo fra lano e i genitali
e in corrispondenza della cervice nella don-
na. Questo chakra particolarmente legato
al sistema osseo e alla capacit di assorbire
i minerali per il sostentamento dellorgani-
smo. Durante la mia esperienza di terapeu-
ta, nellosservare questo chakra, ho spesso
percepito problematiche legate alla stabilit e
alla praticit, aspetti che mi facevano intuire
la mancanza di radicamento e di conseguen-
za un decitario rapporto fra Spirito e Materia.
Osservando lelemento Terra nelle persone,
le visioni che mi si sono parate davanti sono
state le pi disparate, a partire da terreni aridi
o polverosi dove si evinceva lincapacit del-
la persona di nutrire determinati aspetti della
propria coscienza legati alla immersione nella
materia allinterno della quale possibile for-
giare, come dei novelli Vulcano, gli strumenti
necessari per potersi rapportare con le pro-
prie illusioni, lacerandone i veli.
Essere nutriti, per quanto sia desiderio di tutti,
non cos semplice dovendoci scontrare con
la nostra idea di nutrimento che, il pi delle
volte, consiste in tempi e modi difcilmente
realizzabili, modalit spesso legate al bisogno
dattenzione. Da bambini tutto pi semplice
ed espressioni del tipo mamma o pap mi
guardi rappresentano una modalit di rela-
zione pi chiara e alla luce del sole, da adulti
mantenendo parti bambine, ci vergogniamo
della semplicit e ci sentiamo in dovere di
complicare il tutto trasferendo i nostri bisogni
sulla capacit altrui di nutrire i nostri propo-
siti. A questo punto la matassa si fa sempre
pi ingarbugliata e sulla base di una presun-
ta richiesta di chiarezza ci sentiamo riutati
e giusticati nel prevaricare e nel prenderci
ci che ci spetta perch noi siamo stati di-
sponibili e ci siamo prosciugati con tutto
noi stessi credo che ci non corrisponda al
vero visto che ognuno quello che e non
pu agire altrimenti, semplicemente deve, se
lo vuole, guadare il ume della personalit ed
entrare nella corrente della consapevolezza
che lo porter quantomeno ad agire in buona
Mitologia e Sentiero Iniziatico
Curatore: Graziano Fornaciari
VERGINE UN SEGNO DI TERRA
17
fede, passo necessario per la comprensione
graduale dei meccanismi della vita, cos da
radicare una maggiore aderenza nel proprio
agire riconoscendo i limiti propri e altrui.
Vi confesso che la Vergine anche il mio se-
gno ed anchio ho bisogno di attenzione a
parte gli scherzi mi sovviene in questo mo-
mento il piacere che provavo da monello nel
vedere dissodata la terra che veniva arata
percependone la fragranza inebriante che ne
veniva liberata, i miei amici erano affascinati
dai trattori e dalla meccanica ma per quanto
mi riguardava prevaleva un sentire profondo
di ci che la materia poteva riportare alla luce
qualora si fosse scavato con i tempi e i modi
adeguati.
Ricordo anche di essere rimasto attratto
da un libro dellarcheologo Heinrich Schlie-
mann sugli scavi che egli fece inerenti al ri-
trovamento della citt di Troia seguendo le
indicazioni che diede Omero nella stesura
dellIliade. Questa lettura mi affascin e nei
miei sogni di adolescente ne avrei voluto
seguire le orme ripensandoci quello che
sto facendo, ritenendomi un archeologo della
coscienza nel tentativo di riportare alla luce
alcuni reperti che debbono essere ripuliti e
riportati al loro antico splendore.
Ricollegandomi a quanto espresso in prece-
denza la condizione dellelemento Terra negli
esseri umani alquanto precaria, essendo
Muladhara chakra un centro di forza ancora
molto legato agli istinti animali riconducibili
al mors tua vita mea di romana memoria.
Il riferimento precedente alla sua condizione
arida o polverosa molto pi reale di quel che
si pensi, testimonianza di un nostro agire il
cui nutrimento, no ad un certo punto, le-
gato alla preservazione di se stessi incuranti
di ci a cui possiamo accedere, percependo
uninsoddisfazione che non ci permette di ri-
conoscere laridit e le fratture che ne conse-
guono nella nostra vita.
Quante volte abbiamo affermato la mancanza
di un Dio, la cui presenza avrebbe impedito
le ingiustizie. Quante volte ci siamo trincerati
dietro questo alibi nel condurre unesistenza
sicuramente non consapevole della sua pre-
senza continua nelle pieghe della materia? La
missione della Vergine ci porter a percepi-
re sempre pi lo Spirito in noi nella misura
in cui avremo vinto la gravit della materia
che ci impedisce aspirazioni pi elevate
riconoscendo la necessit di immergersi in
essa traendone il nutrimento necessario che
solo lesperienza pu donare. La Vergine ci
insegna a proteggere e a nutrire ogni aspet-
to della nostra vita conservando il silenzio di
chi sa e proprio perch conosce attribuisce a
questa qualit la necessit di conservare le-
nergia per unire e non per separare. Le perso-
ne parlano continuamente di s tralasciando
lascolto, il quale dovrebbe essere afnato in
modo tale da percepire il lavoro incessante
della vita nella forma, un lavoro che ci rende-
r sempre pi idonei ad accogliere verit pi
prossime al cuore della Vita.
Invece di guardare al Cielo in modo timoroso
oppure pretendere da Esso la soluzione im-
mediata alla nostra ignoranza, meglio rimane-
re chini sulla materia cercando di plasmarla
dissodandola con il nostro agire, il quale ten-
ga conto del fatto che le porte si aprono dal
basso e che lo Spirito in mancanza di terreno
fertile si sempre presente ma incapace di
manifestarsi come vorrebbe.
Graziano Fornaciari
18
Libra appartiene alla triplicit di Aria e sotto
il suo inusso luomo ricerca e conquista le-
quilibrio fra anima e forma, consapevole che
nessuna delle due deve prevalere. Il simbolo
di Libra una bilancia i cui piatti si livellano a
vicenda per esprimere lequilibrio e la giusta
misura di tutte le cose. Infatti Libra implica la
presa di coscienza che porta luomo ad ab-
bandonare un vecchio modo di essere, incen-
trato sul dualismo, per andare incontro ad un
nuovo modo basato sullunione degli opposti.
Nel giro comune della ruota, quando luomo
arriva in Libra da Scorpio, cio dopo le prove
drastiche di Scorpio, trova in Libra un momen-
to di calma e di riessione sulle esperienze
fatte nel passato. Quando invece luomo, di-
venuto discepolo, gira in senso invertito, cio
da Libra a Scorpio, in Libra valuta e contem-
pla, e forte dellequilibrio conquistato affronta
consapevolmente le prove di Scorpio. Sia che
luomo arrivi in Libra da Virgo o da Scorpio,
Libra sempre una fase di interludio fra due
attivit, il segno dove si comprende ci che
si fatto nel passato, un segno meditativo
dove luomo interiorizza le esperienze fatte,
poich la vera crescita interiore. I piatti della
bilancia vanno su e gi e il peso dei desideri
e delle aspirazioni faranno pendere il piatto
gi, verso scopi materiali e personali, oppure
lo faranno salire su verso mete spirituali, mo-
strando alluomo il sentiero da seguire.
Libra, quindi, segna la distinzione fra i due
sensi del moto, fra chi continuer a girare nel
senso comune e chi invece invertir il senso
della ruota. Nellantichit quando ancora Leo
e Virgo erano un solo segno, i segni erano
undici e Libra era il luogo di mezzo, o anche
chiamato il luogo di nessuno. Per questo
motivo Libra il perno della ruota del karma
dove c sempre equilibrio, dove luomo per-
sonale e luomo spirituale sono in equilibrio.
I piatti oscillano gi e su, ma il punto di mez-
zo fermo, in uno stato di quiete che da
nulla pu essere disturbato e luomo che vi
staziona non pi soggetto ai duri colpi della
normale condizione umana.
Qui luomo posto fra terra e cielo e Libra
lo aiuta a comprendere che umano ma
che anche spirituale. Luomo sente i limiti
della sua personalit, ma sente anche forte
il richiamo dellanima e comprende che
anche qualcosa daltro, oppure saldo sul
piano dellanima, ma sente che ancora la per-
sonalit lo attrae nella materia: allora Libra lo
induce a trovare un equilibrio fra questi due
poli opposti. Ecco perch Libra quel segno
dove avverr la separazione dei capri dalle
pecore quando arriver il giorno del giudizio,
e chi avr conquistato lequilibrio fra gli oppo-
sti, avr unito in s il cielo con la terra e sar
degno di entrare nel Regno dei Cieli. Libra si
unir a Virgo, cio aria e terra si uniranno e si
Astrologia esoterica
Curatore: Maria Grazia Barbieri

LIBRA, IL PESO E LA MISURA
19
avverer la profezia in cui si annuncia la pre-
senza del Cristo cosmico nel mondo.
In Libra viene anche affrontato il problema
del sesso, anche se questo argomento solita-
mente di pertinenza dellasse Taurus-Scor-
pio. La motivazione chiara, perch qui
che viene a galla la vera questione del sesso,
cio di equilibrare internamente maschile e
femminile, e di conseguenza esprimerlo poi
anche nelle relazioni con gli altri. Lumanit
ancora lontana da questo conseguimento, e
spazia ancora dalla castit e dalla repressione
pi assolute alla promiscuit pi totale, tutti
aspetti distorti di ci che dovrebbe essere il
sesso, cio unione di due anime sul piano -
sico, come riesso di una unione pi elevata.
Libra presiede anche alle attivit legali e ga-
rantisce la legge. Fin dallantichit luomo ha
conosciuto una legge che punitiva e re-
pressiva, ma abbiamo visto che non serve
certo ad eliminare la criminalit nel mondo,
anzi. La strada da seguire quella di inse-
gnare ai bambini una nuova coscienza socia-
le, che tiene in debito conto i giusti rapporti,
lautocontrollo e laltruismo. Libra con il suo
inusso contribuir ad educare in coscienza
i bambini insegnando loro il signicato di giu-
stizia in senso spirituale. Allora la criminalit
e lerrato uso della giustizia saranno eliminati,
insegnando ai bambini i principi della condi-
visione, delluguaglianza e della tolleranza,
migliorando le condizioni ambientali in cui
vivono e prestando maggiore attenzione alla
cura del corpo, specie degli organi di senso e
ad unalimentazione corretta.
Terzo e ultimo argomento a cui presiede
Libra il denaro, quindi legge, sesso e de-
naro sono molto connessi a Libra, e questo
perch Libra porta in manifestazione il 3
raggio, laspetto forma. Siccome ogni cosa
manifestazione della triplicit divina anche
il 3 raggio suddiviso in tre aspetti minori,
dove il 1 aspetto espresso come legge, il
2 aspetto manifestato come rapporto fra
gli opposti e il 3 aspetto manifestato dalle-
nergia concreta del denaro, perch esso il
simbolo esteriore di ci che si crea quando
spirito e materia si uniscono. Il denaro une-
nergia spirituale, luso che se ne fa che ne
provoca la distorsione. Chi lo trattiene per s
sviluppa energia distorta, chi lo fa uire e lo
usa per scopi spirituali e per aiutare gli altri al-
lora lo trasforma in strumento per lanima per
diffondere la luce nel mondo e creare cos
condivisione e uguaglianza.
Se osserviamo la legge, il sesso e il denaro
come sono oggi nel mondo, possiamo avere
unidea di come saranno in futuro il mondo
e lumanit attraverso il potere equilibran-
te di Libra. Questa trasformazione avverr
attraverso i reggenti di Libra: Venere, Ura-
no e Saturno. Venere porter in equilibrio il
desiderio personale con lamore spirituale
e intelligente. Urano costruir forme nuove
per esprimere i nuovi ideali di unione e di fra-
tellanza. Inne Venere e Saturno con la loro
presenza esprimono in essenza la costante
della misura, qualit fondamentale di Libra,
cio lamore e la giustizia, il calore del cuore
e il rigore della ragione che si fonderanno per
creare ordine ed equilibrio.
Maria Grazia Barbieri
20
Lo spazio unentit, e tutta la
volta del cielo
(come detta poeticamente)
ne lapparenza fenomenica.
Notate, non ho detto lapparenza
materiale ma fenomenica.
Speculare sulla sua natura, storia
e identit inutile e vano.
(Trattatto dei sette raggi volume terzo)
Ogni gesto che facciamo nella vita quotidiana
avviene grazie ad uno spazio che ne consen-
te lespressione, cominciando dal pi sico
spostarsi tra gli arredi di casa nostra, al pi in-
teriore e sottile movimento che compie ogni
nostro desiderio o pensiero nel suo nascere
dentro di noi. Come tramanda lantica sag-
gezza, lo spazio unentit e tutta la realt
ne laspetto fenomenico attraverso il quale
lUno si manifesta, mentre il tempo ne la
misura che lo rende esprimibile. La scienza
esoterica rivela anche che la vita non appar-
tiene soltanto al piano sico ma suddivisa
in sette piani di coscienza, sette spazi comu-
nicanti e inuenzabili tra di loro aventi carat-
teristiche diverse atte a esprimere la vita nei
vari ambiti, e la specicit di ognuno data
dalla materia che li compone differenziando-
li per qualit e consistenza. Sul piano sico
possiamo interagire con la materia attraverso
i nostri cinque sensi e denire lo spazio attra-
verso le misure, i numeri, le forme, i colori e
il ritmo della musica. Ci inuenza lambiente
circostante ma anche i nostri spazi interiori
dove vivono i desideri e i pensieri, che in-
sieme al S superiore determinano la quali-
t della nostra vita. Lo spazio ci permette di
creare nel mondo esprimendo cos il nostro
aspetto divino, ed modellando lambiente
intorno a noi in modo armonico che possiamo
richiamare la nostra parte pi elevata, quella
animica.
Il maestro Tibetano in astrologia esoterica de-
scrive la natura dello Spazio : Il campo dello
spazio di natura eterica, ed composto dal-
la totalit dei corpi eterici di tutte le costella-
zioni, di tutti i sistemi solari e dei pianeti che
contiene. In questo aurico tessuto cosmico
circolano di continuo energie e forze, e que-
sta la base scientica delle teorie astrologi-
che. Come le forze del pianeta e delluomo
interiore spirituale (per non menzionare che
uno dei tanti fattori) uiscono nel corpo ete-
rico dellindividuo sico e ne condizionano le
espressioni, le attivit e le qualit, cos le mu-
tevoli forze delluniverso scorrono in ogni par-
te dellinsieme eterico di quellente che chia-
miamo spazio e condizionano e determinano
lespressione, lattivit e la qualit di tutte le
forme che il cosmo rinserra.
La parola spazio ci rimanda allimmagine
delle stelle, dei pianeti e delle galassie, alla
geometria sacra
Curatore: Enrica Battaglia

LO SPAZIO SACRO
21
perfezione delle loro orbite che ne regolano
lequilibrio nel tempo, anchesso innito... e
memorizzando ci che oggi fotografabile
con gli strumenti astronomici pi moderni,
chiudendo gli occhi possiamo immaginare di
volare tra luci e meteore, tra ammassi di ne-
bulose dai colori sgargianti e improvvisi spazi
bui che riservano improvvise sorprese lumi-
nose...; e anche l stiamo viaggiando nello
spazio... lo stesso che dentro di noi. Plato-
ne affermava che ...la causa per cui Dio ci ha
donato la vista questa, che cio, contem-
plando nel cielo i movimenti periodici dellin-
telligenza, ce ne servissimo per i movimenti
del nostro pensiero, che sono afni a quelli,
sebbene i nostri sian disordinati mentre quelli
sono ordinati.(Timeo, 47c/d).
La parola sacro rappresenta laspetto pi
puro del Creato al quale fa riferimento ogni
altra realt che voglia considerarsi pi vicina
al divino, e la sacralit dello spazio si pu in-
tendere come lo stato iniziale da cui parte la
storia del mondo. Uno spazio si intende sacro
quando vi armonia ed equilibrio ed in natura
se ne possono osservare vari esempi: avete
mai camminato in un bosco incontaminato
dove la natura rigogliosa accoglie generosa
ogni vostro passo e apre di fronte a voi sce-
nari darmonie architettoniche e suoni melo-
diosi, dove lo spazio attraversato dai raggi
del sole che ltrano tra i rami di alti e forti
arbusti e tutto intriso di profumi di foglie e
di ori e di terra bagnata? Sembrerebbe quasi
il sentiero che conduce al giardino dellEden!
Ma quando viene alterato questo stato non
rispettandone le leggi si genera un luogo pri-
vo della sua originale sacralit che lascia insi-
nuare energie disarmoniche che canalizzano
il male e la distruttivit e dove noi stessi non
percepiamo benessere. Da qui limportanza
del bello nelle strutture paesaggistiche e ar-
chitettoniche che ci circondano, indispensa-
bile per vivere in un mondo di pari bellezza a
quello stato puro che vive dentro la parte pi
elevata di noi. Lo spazio quindi, in ogni suo
piano, pu essere plasmato, modicato, ab-
bellito o deturpato, tutto quanto dipende dalla
qualit delle forze in esso agite.
Secondo le antiche conoscenze lessere
umano rappresenta il microcosmo, ovvero un
piccolo mondo che mantiene la stessa strut-
tura appartenente alluniverso. Luomo fatto
a immagine e somiglianza di Dio anche un
creatore; egli, cercando la perfezione divina,
riproduce realt materiali di grado sempre pi
rafnato, che riettono la sua stessa essen-
za, divenendo cos egli stesso la matrice di
tutto ci che crea. Ci rappresenta il fonda-
mento della geometria sacra che attraverso
larchitettura ha espresso nella materia lar-
monia delle forme aderendo alle leggi univer-
sali. Vi sono alla base di tutte le costruzioni
sacre costruite nel tempo sulla Terra delle gri-
glie a spazi regolari aventi proporzioni comu-
ni. Dagli studi effettuati da alcuni ricercatori
si desume che tali proporzioni siano riferite a
determinate gure geometriche e ai loro rap-
porti reciproci. Nel Medioevo con la costru-
zione delle prime cattedrali gotiche i carpen-
tieri dellepoca conoscevano alcuni metodi di
misura che non erano riferiti al metro di uso
attuale (unit di base coniata nel 1675 dal di-
segnatore e cartografo Tito Livio Burattini),
ma ad alcune parti del corpo umano usate
come strumenti di misurazione: la palma, il
palmo, la spanna, il piede e il braccio. Que-
ste parti del corpo umano hanno tra loro lo
stesso rapporto della successione numeri-
ca di Fibonacci che corrisponde al cosidetto
numero aurico 1,618. Questa informazione
22
conferma ancora una volta come sia reale e
non casuale il rapporto tra lo spazio nelluo-
mo e lo spazio nel divino. Lo stesso Leonar-
do Da Vinci nel 1490, approfondendo gli studi
condotti dallarchitetto romano Vitruvio nel I
secolo a.C. sulle proporzioni del corpo uma-
no, dimostr come una delle regole basilari
della geometria sacra, la quadratura del cer-
chio, fosse rilevabile dallinscrizione del corpo
umano allinterno di due gure piane molto
importanti: il cerchio, che rappresenta lo spi-
rito, e il quadrato, che rappresenta la materia.
In tale caso larea del cerchio e quella del qua-
drato coincidono, cambia soltanto la posizio-
ne delluomo che rimane in entrambi i casi
al centro delle due gure stando ad indicare,
anche simbolicamente, come luomo sia il
centro del mondo nato dallunione di spirito
e materia e che apparentemente sembra si
stia muovendo nello spazio che intercorre tra
queste due realt diverse ma complementari.
Tornando al Medioevo ed ai suoi costruttori in
Architettura sacra Medievale si dice che: Il
grande Architetto delluniverso diviene dun-
que lispiratore del Maestro dOpera, che con
lo stesso metro realizza le costruzioni sacre
che ripetono la sinfonia della creazione fatta
di misura, numero e peso. Tali conclusioni
non sono un caso ma conseguite dagli ar-
chitetti del tempo, nellintento di canalizzare
la luce dal cielo alla terra afnch luomo
potesse raggiungere le vette della propria
coscienza ed evolversi dalle basse paludi
della materia pi densa. Ed proprio quello
che avviene quando si entra in una cattedrale
costruita con tali criteri: si percepisce la sen-
sazione di condividere col nostro cuore quel
grande spazio che si fa sentire cos presente,
cos bello e potente, gli archi cos alti e slan-
ciati sembrano essere tracciati nella pietra
proprio in quel momento durante la nostra
presenza, e mentre ci guardiamo attorno tutti
questi tratti di matita cos perfetti sembrano
disegnarsi attorno a noi, proprio in quel mo-
mento, come se la mano dellarchitetto stes-
se costruendo in quellistante la sua opera
darte, un veicolo fatto su misura per noi, un
potente auricolare che ci fa sentire la voce in-
teriore sempre pi vicina della nostra anima.
Ma la pietra del tempio non sufciente a
compiere tale opera rimanendo soltanto un
guscio vuoto senza ladeguato nutrimento
che dato dalla partecipazione dei fedeli;
la loro presenza nel nome del Signore a ren-
dere sacro quello spazio cos architettonica-
mente perfetto, londata di cuori luminosi
desiderosi di tornare alla casa del Padre che
accender il motore di questa grande macchi-
na quale il tempio, ed nellintento comu-
ne, celato nel silenzio interiore, che questa
condivisione diviene comunione assimilando
il pane celeste, il nutrimento divino, canalizza-
to attraverso la funzione religiosa. Si realizza
cos il progetto completo: lattivazione di uno
spazio divenuto nalmente sacro attraverso
la preghiera dei cuori rivolta a Dio unendo in
questo modo il cielo con la terra.
Enrica Battaglia
23
Tutti i giorni, trasmissioni, giornali e siti in-
ternet parlano dellAloe e questo crea, a mio
parere, due tipi di reazioni nei consumatori:
la prima, si corre in erboristeria e si compra
lAloe perch si pensa che salvi dal tumore,
il secondo tipo di consumatore ha la nausea
dovuta al tanto parlare e sceglie di codicare,
questa delicatissima pianta, come lennesi-
ma trovata per vendere. Ci sono diverse spe-
cie di Aloe (oltre 280...), tra le pi conosciute
troviamo lAloe Vera, lAloe Ferox e lAloe Ar-
borescens. Le varie attivit e i principi attivi
che rendono lAloe una pianta estremamen-
te valida, sotto il prolo curativo, sono tutti
conosciuti. Il distretto sul quale lAloe risulta
estremamente attiva e funzionale lintesti-
no. Il nostro intestino il ricettacolo di tutti i
nostri turbamenti, qui assimiliamo la vita in
tutte le sue manifestazioni. Come pu, que-
sto povero organo non essere stressato ed
appesantito da emozioni? LAloe, secondo
il mio parere, scioglie i legami sottili che ci
vincolano nel rimuginare continuamente uno
stato danimo, il passato e la malinconia pi
profonda. Ognuno, poi, ha il suo bagaglio di
esperienze e queste qualit si sfumano in un
diverso sentire. LAloe ha un effetto terapeu-
tico delicato che possiamo associare ad un
abbraccio di un bimbo, per intenderci, o che
possiamo percepire nella Nocturne di Chopin
(Op.9 No.2), che proprio in questo momen-
to, solleva, leggera, la mia malinconia. Al di l
della musica e del sentire umano, lAloe cica-
trizza, anche energeticamente, la tristezza. E
una pianta ricca di aminoacidi, di vitamine e
mucopolisaccaridi, questultimi responsabili
dellattivit sammante riconosciuta allAloe.
Lattivit sammante di questa pianta, presa
per uso interno e anche come gel e quindi
per uso esterno quel quid che ci d la pos-
sibilit di sciogliere, denitivamente, unemo-
zione che si sta radicando come sintomo sul
nostro corpo sico-eterico. In realt, lattivit
e triplice: sciolge, allontana e consola (attivit,
questultima, intrinseca dellAcemannano).
LAcemannano un mucopolisaccaride che
viene prodotto siologicamente dagli esseri
umani no, allincirca, alla pubert e questo
mi fa pensare che il soggetto che soffre di
fastidi intestinali sia ancora un po bambino,
offeso e ferito dalla sofferenza che la vita gli
produce, ma che soprattutto sia una persona
che non si prende le proprie responsabilit,
qualsiasi esse siano. Unaltra attivit esote-
rica dellAloe il predisporre il corpo sico
(come unico corpo in cui si concretizza, attra-
verso la materia patologica, la malattia) alle-
lasticit e alla ripresa attiva (attraverso la pro-
duzione dei broblasti) della guarigione della
pelle danneggiata. La pianta, tra i vari principi
attivi, contiene piccolissime percentuali di
elementi chimici molto rari: il Rhodium e lIri-
Fitoterapia energetica
Curatore: Donatella Donati
IL MITO DELLALOE
24
dium. Nella tavola periodica li troviamo come
metalli di transizione. Sono entrambi deniti
come metalli bianco-argenteo, la cui presen-
za mi d lidea della complessa attivit della
pianta e del metabolismo energetico che la
coinvolge. LAloe ricca di tanti principi vitali
irradia (e sottolineo irradia) il corpo eterico di
chi la utilizza e gli elementi chimici Rodio e
Iridio veicolano, con la loro potenza e duttilit
lenergia nella giusta direzione. Le vitamine,
gli amminoacidi, i mucopolisaccaridi e tanto
altro che la pianta dentro di s contiene vie-
ne messo al proprio posto, nei distretti giusti
del corpo sico con scopi di sostegno. LAloe
possiamo denirla come una pianta evoluta,
complessa e completa nel suo essere, ma
anche estremamente equilibrata, che dirige
ogni proprio prodotto, con coscienza di cau-
sa, e in ultimo, ma non per importanza,
estremamente servile nei confronti della vita
e delle forme che la compongono. Tirando le
somme possiamo sempre sostenere che la
verit sta sempre nel mezzo (per questione
oggettive dellesistenza) e che lAloe serve a
curare patologie gravi come un tumore, ma
devo anche assumermi la responsabilit di
capire il perch si radicato nella mia mate-
ria sica... e poi esiste sempre un karma e
un disegno preciso di ogni esistenza dove il
libero arbitrio lespressione di una volont
animica che ha scelto gi cosa fare della vita
che stiamo portando a compimento. LAloe
ed anche le altre piante medicinali accetta-
no consapevolmente di essere un mezzo,
facciamolo anche noi, mantenendo pulito il
campo da interferenze soggettive e con que-
sto presupposto altruistico anche la vita en-
trostante trova il suo senso e non si distorce
in materia malata. Bene, come sempre tutto
parte e torna a noi, come un boomerang. Ci
tocca solo scegliere cosa fare ora della vita
che abbiamo scelto. Io ci provo, con i miei
limiti e le mie resistenze, spesso mi aiuto an-
che con lAloe, con la musica e con la speran-
za che il mio sentire, trasmesso negli articoli,
possa servire.
Donatella Donati
25
Tutto questo parlare di stress (distress) senza
educare ai beneci che provengono da una vita
stressata al punto giusto, non ci porta da nes-
suna parte, tranne forse che a dare conferma a
modalit collose gi radicate nelle persone, che
magari rinunciano a vivere per non stres-
sarsi!!
Ti trovi ad avere frequente sensazione di stan-
chezza generale? Accelerazione del battito car-
diaco? Difcolt di concentrazione? Crisi di pian-
to? Depressione, frustrazione, ansia, disturbi
del sonno? Difcolt ad esprimersi e a trovare
un vocabolo conosciuto, o ancora sensazione di
noia nei confronti di ogni situazione, cambio del
tono della voce, o al contrario iperattivit, irrita-
bilit, abbassamento delle difese immunitarie,
confusione mentale, cefalea?
assolutamente normale oggi! O meglio,
non che sia normale in senso assoluto del termi-
ne; diciamo che normale poste le attuali con-
dizioni della vita moderna, che ci obbliga a con-
dividere qualit che deniamo un po logoranti.
Diventa pertanto un male comune al quale spes-
so si potrebbe rimediare anche solo parzialmen-
te, semplicemente ancorandosi ad un sano
fare che ci dia vero piacere!
Stressarsi vitale! Lo stress vita! Azione!
movimento! graticazione! gioia nel fare, ed
anche ci che ci pu aiutare a stare fuori dalle
nebbie della personalit in una societ insensibi-
le allArmonia, che alimenta queste nebbie cre-
ando disordine e morte.
Concetti gi enunciati pi volte, ma che credo
sia utile ribadire con forza.
Si sempre posto laccento sullaspetto negati-
vo dello stress, tanto che ormai quando si parla
di stress tutti ne avvertono immediatamente la
connotazione lenta, pesante, depressa, oscu-
ra o al contrario agitata, irritata, fuori controllo.
E invece lo stress anche parte della sana e
corretta siologia della vita.
Il corpo, la mente e le emozioni devono stres-
sarsi per avere il massimo della resa!
La parola stress nata il secolo scorso in riferi-
mento al grado di tensione a cui il metallo pu
essere sottoposto (trazione, torsione, essione,
dette prove di stress), allo scopo di determinare
il carico di rottura.
Successivamente sono stati deniti due tipi di
stress: leustress (dal greco eu che vuol dire
buono, bello), e il distress (da dis che vuol dire
morboso). del primo che voglio parlare, di
quello stress che tende la nostra vita al massi-
mo, generando e rigenerando vita.
Prima della gara, no ad un secondo dalla par-
tenza, latleta teso allestremo, perch alle-
stremo il suo corpo deve tendere per poter
vincere la gara; un po quello che dobbiamo
fare noi ciclicamente per puntare degli obiettivi,
progettare il percorso per raggiungerli e goder-
ne la riuscita, anche quando questultima non
corrisponde alle nostre aspettative.
Psicologia
Curatore: Diana Ferrazin
DAVVERO LORA
DI STRESSARCI UN PO!
26
una linea da seguire sottile e mobile al tempo
stesso, che ci pu portare davvero oltre ogni no-
stro presunto limite.
un ritmo dazione che ci insegna a viaggiare
sulla cresta dellonda, per essere in movimento
e sempre pronti a uire con la vita e i suoi nume-
ri, e dove il punto di partenza sta proprio nel co-
minciare a sentire il proprio ritmo, che progres-
sivamente ci porter a sostenere e alimentare il
piacere che vibra con il fare.
Gli studi emergenti sullo stress si sono svilup-
pati soprattutto a partire dallambiente di lavoro,
dove trascorriamo la maggior parte del nostro
tempo, e dove oggi lo stress rappresenta il se-
condo problema di salute riferito pi frequente-
mente, perch sempre pi numerose sono le
persone colpite da stress (distress).
E i motivi spaziano dallorganizzazione e gestio-
ne del lavoro, alla precariet del lavoro (oggi cau-
sa prima di stress tra giovani e meno giovani), o
viceversa allaumento del carico di lavoro e del
ritmo di lavoro, alle elevate pressioni emotive
esercitate sui lavoratori, alle non cos poco fre-
quenti violenze e molestie di natura psicologica
e non solo, che taluni vivono magari silenziosa-
mente, allo scarso equilibrio che spesso si rie-
sce a realizzare tra lavoro e vita privata.
In questo modo lo stress inuisce negativamen-
te sulla salute e sulla sicurezza delle singole per-
sone, delle imprese e delle economie.
Qui il discorso si addentra nella fase dellesauri-
mento, terza fase dello stress, dove si sora la
patologia, e il discorso si fa chiaramente diverso
e pi complesso.
Io vorrei invece mantenere lattenzione su una
fase preventiva e attiva, e su una modalit che
potrebbe insegnarci, giorno dopo giorno, a ten-
dere la nostra vita in modo da richiamare a noi
vita, e in questa fase la parola chiave creazione!
Dobbiamo imparare a sentirci vivi nel fare, sen-
tire la vita che uisce in ogni nostra azione, una
vita che noi possiamo alimentare, orientare, ca-
ricare, elevare, modicare, imparando ad inse-
guire ci che piace anche alla vita, non solo a
noi.
Ma chiariamo un concetto limite: quando si
manifesta lo stress cattivo (distress)? Da ma-
nuale si legge che il distress si ha quando si
percepisce uno squilibrio tra le richieste avan-
zate nei nostri confronti e le risorse a nostra di-
sposizione per far fronte a tali richieste. In altre
parole, quando si sottoposti ad un carico sico
emotivo e mentale che non siamo in grado di
reggere a lungo.
Punto primo, tutto parte sempre da un discorso
di percezione, il sentirsi sempre al limite delle
possibilit, il pensare di non farcela, il sentirsi in-
capaci e inadeguati nella realizzazione dei nostri
progetti di vita.
Queste sono spesso delle nostre grandi illusio-
ni, e come tali devono essere trattate.
Punto secondo, la nostra capacit di resistere in
questa tensione che reale, non illusoria, dipen-
de poi anche da quanto siamo capaci di scarica-
re questa tensione, da quanto ci concediamo di
godere dei risultati di quella tensione, sanandoci
con il piacere che naturalmente ne emerge.
Pi c gioia nel fare e pi agiamo senza che il
nostro fare logori lessere.
Il piacere di vivere un ingrediente fondamen-
tale della nostra dieta mediterranea; una forza
potente che carica le pile, brucia le scorie, sana
le emozioni eeee fa anche scendere quella
pressione che oggi a volte ci spinge oltre, troppo
oltre le nostre caratteristiche umane pi vere.
Lo stress come una spezia - dice Donald Tu-
besing - nella giusta proporzione esalta il sapore
di un piatto, troppo poca produce un blando, no-
ioso pasto, troppa pu soffocarlo.
Diana Ferrazin
27
La Vita rapporto, anche e soprattutto. Ecco
che la relazione diventa fonte inesauribile di
spunti di riessione. Atteggiamenti quotidia-
ni non sempre facilmente riconoscibili, come
disprezzare laltro, possono essere ricondotti
a dinamiche subdole come dare per scontato
che comunque laltro c e resta al suo posto.
Ma laltro c, forse, se io per primo ci sono.
Lattitudine al disprezzo scatta nel momento
in cui il dare qualcosa per scontato, come ap-
plicazione del mi dovuto genera delusio-
ne, frustrazione, senso di ingiustizia, che si al-
lineano nella sacrosanta traiettoria lungo la
quale io pretendo dallaltro ci che per primo
non do o comunque conce-do pochissimo o
non voglio proprio dare. Perch lui-lei fa quel-
lo che gli-le pare e non quello che dico io
o come dico io. Non giusto!. Insom-
ma, laltro non sottost al mio potere ed io ne
sono profondamente deluso. Dato che non si
compiace di corrispondere a quello che vorrei
facesse o fosse e, lungi dallapprezzarne le
qualit, che sono comunque presenti in qual-
che misura, andando oltre il velo della mia
presunzione, e che potrei condividere con le
mie, in unottica pi costruttiva e piacevole,
mi tuffo sui difetti e cos irroro, il caso di dir-
lo, quelle acque putride della mia coscienza
ove lappetito del coccodrillo, il makara bian-
co, animale araldico associato a Svadhistana
Chakra, cresce unitamente alla sua smania di
triturare: una simpatica immagine dellegoi-
smo non vi pare?
Ma io ho ragione!. Non si discute, laltro
che sbaglia, per cui lo critico, lo giudico, lo
condanno e lo disprezzo, come giusto che
sia. Il dogmatismo, la presunzione siedono
sulla cattedra del nostro tribunale e non c
appello che tenga. Il furore generato dal sen-
so di ingiustizia non lascia scampo. Ah, che
sottile il gioco delle giusticazioni nelle quali
ci rotoliamo a tutela di quelle maschere insite
nella personalit e quanta credibilit aggiudi-
chiamo loro sciorinando una fantasia creativa
davvero sorprendente! Avalliamo dunque, dal
pulpito della nostra presunzione, di giusto ci
che non lo ma che ci fa comodo (apparen-
temente). Certo la presunzione un ostacolo
non indifferente ma, se solo per un istante,
ci fermassimo e riettessimo sul fatto che,
molto semplicemente, ogni atto (e si parte
dal pensiero) che compiamo ci ritorna con
la stessa qualit con cui labbiamo prodotto
e che questo processo continuo, magari
qualche dubbio sano su quella sdegnosa
noncuranza che rivolgiamo allaltro potrebbe
sorgere.
Sar un caso che di fronte a me c proprio
quella persona e non unaltra? E se mi guardo
attorno il mio amico, la mia amica hanno
trovato di meglio, loro sono stati pi for-
tunati di me, invece io! Lerba del vicino
La Coppia sul Sentiero
Curatore: Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
DA CHE PARTE STO?
28
sempre pi verde, recita un antico proverbio:
sono daltonico a casa mia, altroch! Il proble-
ma ancora quello storico-evangelico della
pagliuzza nellocchio dellaltro e della trave
nel mio che per stranamente non vedo.
Chi sono io, cosa faccio io, cosa do io, vera-
mente?
Questo un buon punto di partenza, scre-
mando le giusticazioni e puntando alla so-
stanza per arrivare alla radice dei reali moven-
ti. Il comportamento resta sempre il punto
principale di osservazione e riconoscimento
che consente di inanellare gli effetti con le
debite cause. Se il disprezzo correlato al sen-
so di ingiustizia trova spazio in una dimen-
sione in cui non vi ascolto e attenzione ma
solo giudizio severo e categorico non ci pu
essere possibilit di incontro.
La delusione, lingiustizia, la frustrazione, lu-
miliazione, il disprezzo stesso sono dentro
ognuno di noi e vengono da un meccanismo
di riuto ancestrale (riuto della Vita) che lega
il piacere al male, ma che aspetta solo di es-
sere riconosciuto per poi essere disattivato
con lausilio prezioso di un Anima pronta a
crescere ed espandersi in una manifestazio-
ne sempre pi piena, nella misura in cui per
decidiamo di nutrirla e coltivarla (attrazione
per la Vita). Certo, possiamo continuare a di-
sprezzare, a sentenziare e a lamentarci, ma
il punto che difcilmente ci sentiremo me-
glio. Quella rigorosa severit che caratterizza
certi nostri atteggiamenti spocchiosi, quanto
supportata da unautorit malata di insicu-
rezza? E quali beneci possono scaturire
da questo? Solo angoscia, irritazione, soffe-
renza, rabbia, dolore, paura, che tra laltro gi
sussistono e ai quali continuiamo a fornire
cibo in abbondanza. questo che vogliamo?
Il disprezzo, per quanto sottile e insignican-
te possa apparire lanticamera dellodio,
guarda caso lantipodo dellAmore.
Si diceva allinizio, laltro c se io ci sono.
una questione di presenza qualitativa pri-
ma che quantitativa. Labitudine al disprez-
zo, alla recriminazione, al ricatto, alla distrut-
tivit, in una parola odio, pu tramutarsi in
abitudine al consenso, allammirazione, allo
scambio costruttivo e creativo, in una parola
Amore. La durezza del nostro cuore non si
risolve saltellando da una relazione allaltra
o isolandosi, ma rompendo la barriera, non
certo infrangibile, dellincapacit di amare... il
prossimo tuo come te stesso. possibile, ec-
come. Se siete invece del parere che la vita
sia casuale o banale da vivere nel bene con
inconsistenza e supercialit o nel male barri-
candosi e resistendo, forse state perdendo il
vostro tempo
davvero difcile rendersi conto che diver-
sit ricchezza e che senza diversit si crea
impoverimento e morte. Nel grande mosaico
della Vita ognuno fa la sua parte, e se si
proprio convinti che la parte dellaltro sia cos
imperfetta, meglio dedicarsi al risanamen-
to della propria.
Esiste un principio che resiste a qualsiasi
discussione e che mantiene inevitabilmente
luomo dentro una sempieterna ignoranza.
Questo principio di disprezzare prima anco-
ra di cercare di capire. Cos enunciava lan-
tidogmatico losofo Herbert Spencer, che
affermava anche: nessuno pu essere com-
pletamente libero no a che tutti non saranno
liberi, nessuno pu essere completamente
felice no a che tutti non saranno felici.
Giorgio Ricci Garotti e Monica Giovannini
29
Nellarco della nostra esistenza viviamo una
costante ricerca del benessere anche se,
molto spesso, non ne abbiamo piena con-
sapevolezza. Tutto ci accade perch, a mio
modo di vedere, parte della nostra natura
di esseri umani cercare di stare in armonia,
opponendosi a ci che di separativo si cela
dentro di noi. Come facenti parte del genere
umano, tutto questo deve essere necessaria-
mente trasmutato, aspetti che sono intrisi di-
gnoranza visibili dal risultato delle nostre azio-
ni. San Paolo affermava: Ogni giorno faccio
il male che non vorrei e non faccio il bene
che vorrei. Nella nostra vita nutriamo diversi
settori, nei quali dovr radicarsi un benessere
sempre pi ampio, settori che ci invitano ine-
vitabilmente a riettere, a cominciare dal be-
nessere emotivo, legato alla modalit con la
quale gestiamo lansia e lo stress, unitamen-
te agli strumenti che abbiamo e alla modalit
con la quale li usiamo. Un altro aspetto il
benessere sociale, il quale dipende da come
ci relazioniamo, determinando la qualit dei
rapporti, che possono essere pi o meno gra-
ticanti, non solo per noi stessi, ma anche per
gli altri, in una relazione di reciprocit. Prose-
guendo nellelenco, incontriamo il benessere
intellettuale, il quale dipende dalla condizio-
ne della nostra mente e dal ritmo che viviamo
nella giornata, in modo particolare il rapporto
lavoro/tempo libero che determina la qualit
del nostro vissuto. Ultimo, ma non meno im-
portante, il benessere spirituale, indicato-
re di come sono coltivati i valori positivi di tol-
leranza, solidariet, rispetto di s e degli altri
nella quotidianit, in denitiva, come nutria-
mo e che spazio diamo alla realizzazione del-
la nostra innocuit. Parlare di una pedagogia
del benessere ci riporta a speciche relazioni
educative, aspetti che possono generare ne-
gli individui aspetti giusti e positivi. La nascita
di un glio in una famiglia genera un evento
straordinario, ci si sente come se si dovesse
acquisire nuove competenze, le quali, risulta-
no di difcile acquisizione per i genitori, i quali
quasi mai si sentono allaltezza del compito
che devono affrontare. I genitori fanno fati-
ca a riettere sulle proprie mansioni e sulle
esperienze che compiono, in quanto sono
spesso bombardati da una eccessiva cultura
scientica. Le librerie, senza parlare delle
edicole, sono piene di manuali che indicano
come ci dobbiamo comportare, quando il
bambino non dorme, quando il bambino pian-
ge, insomma, ci dicono cosa dobbiamo fare
per crescere un bambino felice. Questi ma-
nuali dellorrore si preggono di impartire la
giusta modalit con la quale relazionarsi con il
proprio bambino, non aderenti alla realt che
si vive, ed in modo particolare, non aderente
a ci che ci compone. Ed proprio sullillu-
sione che i mezzi di comunicazione di mas-
Educare per la consapevolezza
Curatore: Anna Grazia Fiorani
IL BENESSERE (II PARTE)
30
sa giocano, cos da favorire il successo delle
pubblicit. Tutti noi abbiamo sotto gli occhi
lassillante pubblicit del mulino bianco, dove
si vede la famiglia gi di prima mattina allegra
e armoniosa, i bambini felici, il pap sorriden-
te vorrei vedere con i miei occhi, tutta que-
sta armonia. Nella realt sappiamo tutti che
non funziona cos, questa una cultura che si
basa sullinconsapevolezza, sullirresponsabi-
lit del proprio agire, che porta nel tempo ad
adottare, di conseguenza, un atteggiamento
di dipendenza. Questo genera una sempre
maggiore richiesta, il pi delle volte confusa,
di condivisione, che si esplicita in una doman-
da di aiuto rivolta a professionisti, come i pe-
diatri e gli educatori dei servizi. Con rispetto
e senza togliere nulla alla loro professionalit,
questi esperti spesso ragionano senza essere
educati a loro volta alla comprensione di ci
che motiva luomo, i quali, senza accorgerse-
ne, giudicano e bollano i genitori di non esse-
re allaltezza e di conseguenza responsabili,
senza per dare degli strumenti, per esem-
pio, un sostegno che aiuti la crescita della -
gura del genitore. Questi manuali spazzatu-
ra, che prospettano cambiamenti radicali, si
basano molto spesso su una incondizionata
espressione di amore e di consapevolezza,
mentre invece, continuano a trattare negati-
vamente linfanzia e ladolescenza, cos che
tale problema venga alimentato, continuando
a mantenere uno stato di bisogno sociale, un
bisogno che riguarda tutti, nessuno escluso.
Un progetto di benessere in ambito familiare,
a mio avviso, si basa sul consolidamento di
una nuova cultura della genitorialit, la qua-
le ponga le basi di un sostegno atto a realiz-
zare concretamente una crescita affettiva ed
emotiva, dove lascolto e laccoglienza possa-
no produrre un miglioramento della relazione.
In questo modo, potremmo riconoscere nella
pedagogia, non pi la scienza che si occupa
solamente dei bambini, ma uno strumen-
to che si occupi della formazione dellessere
umano, dalla nascita alla morte. La pedagogia
deve avere a cuore il benessere e la qualit
della vita, cos da poter evolvere e a sua volta,
essere strumento di consapevolezza naliz-
zato al suo signicato etimologico che, come
riportato dallo Zanichelli : teoria delleduca-
zione mirante a determinare i ni del proces-
so educativo e i modi pi atti a conseguirli,
parola che deriva dal greco paidagogos che
signica colui che conduce i fanciulli.
Nel futuro vedo una educazione che si possa
occupare della salute nella sua completezza,
sica, emotiva e mentale, che tratti un esse-
re senza divisioni, nella sua globalit e uidit,
facendo s che risulti non settaria. Guardiamo
per un attimo a tutte le malattie psicosoma-
tiche, attraverso le quali il corpo urla, espri-
mendo un disagio e allo stesso tempo un
desiderio di libert, che lo conduca ad una
conoscenza pi profonda dei meccanismi e
della uidit che regola la vita che il corpo
stesso racchiude. Accogliendo tutto ci, sa-
remo in grado di accogliere gli altri. Insegnare
a stare bene signica educare a vivere con
una presenza sempre maggiore, sentendosi
al proprio posto nella vita, consapevoli degli
svariati modi di esistere.
Anna Grazia Fiorani
31
Non esiste la casualit nella visione esoterica
dellesistenza. Tutti siamo uniti da li karmi-
ci. Ogni essere nasce in un certo ambiente,
dove possono concretizzarsi gli effetti di cau-
se mosse antecedentemente. Le intenzioni
che hanno spinto ad agire determineranno
la qualit delle ripercussioni a livello perso-
nale, favorendo lampliarsi della coscienza
no allunione totale. In questo articolo vie-
ne descritta una esperienza, avvenuta in un
contesto familiare, dove stato possibile os-
servare il percorso evolutivo di una bambina
appena nata, no al compimento del suo pri-
mo anno di vita. stata unesperienza molto
interessante che ha permesso di entrare in
contatto con spazi interiori diversi: le difcol-
t incontrate dalla madre alla sua prima espe-
rienza, laffascinante e misteriosa fase dellal-
lattamento, il comportamento ero del padre.
Il karma ha fatto incontrare i vari protagonisti,
ma lesperienza risuoner interiormente per
ognuno in modo totalmente soggettivo. Chi
sono gli altri? La bolla coscienziale nella quale
luomo immerso determina il suo isolamen-
to, pertanto ci che egli vede e sente solo
una proiezione della sua limitata coscienza. Il
comun denominatore rappresentato dallU-
nit e dalle sue Leggi. Ogni essere esprime
una qualit nella molteplice variet dei sen-
tire che nella trascendenza costituiscono
lAssoluto. possibile vericare nelle nostre
vite lUnit? Losservazione dello sviluppo
evolutivo di questa bambina ha evocato emo-
zioni primordiali. Nel primo anno di vita un
bambino pu difendersi dagli stimoli esterni
solo grazie alla barriera protettiva costituita
dallelevata soglia di percezione. La situazio-
ne dominante in cui si trova paragonabile a
uno stadio di non-differenziazione. Egli in-
capace di distinguere un oggetto dallaltro e
il proprio corpo dallambiente. Per il neonato
non esiste un mondo esterno. Il seno mater-
no percepito come una parte del proprio
corpo. Uno stato di frammentazione dove
le parti non sono ancora coordinate da un
centro di consapevolezza. Questo lessere
umano alla sua nascita. Quale esempio pi
esplicativo potrebbe rafgurare la percezione
avvertita dai molteplici sentire coscienziali,
inconsapevoli dellappartenenza ad una co-
scienza unitaria? Il lento e faticoso costituirsi
dellIo nelluomo rappresenta quindi il primo
larvato approdo allunit, capace di renderlo
consapevole e orientato verso spazi sempre
pi ampi dellesistenza. La bambina nasce il
9 febbraio con parto cesareo. Unimpiegata e
un assicuratore, entrambi sui trentasei anni,
i suoi genitori. La nascita della bambina crea
loro nuove responsabilit verso le quali non
si sentono ancora competenti. Limmagine
depressa della madre fa pensare a un lento
processo di acquisizione del ruolo materno
La Comunicazione Umana
Curatore: Anna Maria Fabene
LINCONTRO
32
appena iniziato. Il comportamento del neo
padre appare, invece, molto diverso. felice
e gi innamorato della glia che, molto somi-
gliante a lui, rapita dalla sua voce. Seduto
sulla poltrona con la bambina in braccio, trion-
falmente rappresenta se stesso. Lei, piccola
e fragile tra le grandi mani paterne, bella e
paffutella. Ha i capelli castani e le mani con
dita lunghe e sottili. una bambina sveglia
che nota e differenzia le voci e che sa distin-
guere il corpo maschile da quello femminile
che nutre. Il silenzio e lassenza di voci la fan-
no sentire vuota. I suoni la contengono come
la sostiene il seno, per questo piange e si
contrae nel momento dellassenza; quella
la sua modalit di tenersi. Il contatto col corpo
materno o paterno la fa sentire pi solida, se-
gnando i conni al proprio corpo nello spazio
che avverte innito. Per la bambina la voce
umana a lei familiare sembra essere capace
di garantire una certa unit alle esperienze e
la possibilit di superare la frustrazione. La
contrazione del corpo, gli spasmi,le smore
sul volto, il pianto e la ricerca affannosa del
capezzolo, precedono sempre la poppata.
come se si venisse a creare un senso di vuo-
to allinterno di un equilibrio assai precario. Il
naso schiacciato contro il seno, il respiro ve-
loce, le pause, il susseguirsi di suoni, le gam-
be contratte verso laddome, tutto il suo es-
sere vibra e sembra catturato dallemergente
bisogno vitale di riempirsi di buon latte caldo.
Durante lallattamento la madre si mostra s-
duciata verso la propria capacit di nutrire la
glia. Come interagire con lei? Lansia le fa
cercare il consenso degli altri. Il tocco delle
sue mani sul fragile corpo privo di dolcezza
e le parole che le rivolge suonano pi come
rimproveri che come complimenti. Lango-
scia di affrontare una seconda notte insonne
non le permette di donarsi maggiormente alla
glia. Forse la sua tristezza e la sua solitudine
dipendono da unideale irraggiungibile di ma-
dre perfetta. La piccola attaccata al seno si ri-
lassa gradatamente e sta bene, ma il suo de-
siderio del seno avvertito dalla madre come
avidit. La conquista del controllo motorio e
posturale della bambina lenta e faticosa, se-
gnata da impercettibili movimenti sempre pi
coordinati. Quello che non era possibile affer-
rare prima nalmente raggiunto, assapora-
to, lasciato e ripreso ancora. Col passare del
tempo la bambina riesce a stare lontana dalla
madre sempre un po di pi. Anche la madre,
molto graticata dai successi della glia, sem-
bra acquisire a sua volta una maggiore solidi-
t. Cerca di renderla pi autonoma di fronte
allimminente separazione per la ripresa del
suo lavoro. Emozioni contraddittorie scorrono
tra loro. La bimba nel suo gioco energico con
gli oggetti dimostra ora di essere in grado di
trasformare le cose. La sua mente sta svilup-
pandosi, come la sua capacit di modulare i
suoni, che assumono sempre nuovi signi-
cati. Al compimento dellanno, senza nessun
appoggio, fa i primi passi completamente da
sola esplorando spazi sempre pi ampi.
Anna Maria Fabene
Il cuore... punto di mezzo tra passato, presente
e futuro, nel quale convivono spazi e tempi lon-
tani, ma a noi molto vicini.
In quel luogo, magniche strutture senza ne si
perpetuano nel tempo, e cascate immense di
luce fulgida e arcobaleni scivolano come aurore
dalle volte dei nostri cuori. E si armonizzano con
sfere superiori che volteggiano nel nostro ani-
mo, depositarie di legami, intrecci, unioni di vite
che conuiranno in migliaia di cuori.
I nostri cuori, tesi nellaccordo di note antiche e
perfette, producono sublimi suoni, che echeg-
giano lungo le vie della vita.
Sono centri ove, grazie allunione con la Gerar-
chia, si crea quella magia, che si riette poi nei
nostri mondi.
Cuori silenti, custodi dellamore, eterno rifugio
di pace.
il silenzio dei coraggiosi, che abbracciano la
vita e non la respingono.
il silenzio della gioia, che permane vivida nei
nostri occhi.
il silenzio del perdono, custodito in ogni nostra
azione.
il silenzio del sapere che, nutrito dal cuore, di-
viene saggezza.
il silenzio del silenzio che riempie, appaga, ac-
contenta e nutre.
il supremo silenzio del cuore che sgorga in-
cessante, come fulgida luce in ogni istante della
vita perenne.
il silenzio di un anelito che, librandosi nellete-
re, crea linizio di una realt.
il silenzio del cuore, tratto dalle spade delli-
gnoranza, che nella calma della conoscenza
scocca, nelleternit, frecce di fuoco.
il silenzio del futuro, la porta del cuore puro.
il silenzio del Saggio, che non si cura del suo
cuore, ma del pulsare della vita eterna.
nel silenzio del cuore, che si partecipa alla bat-
taglia del mondo.
il cuore che accoglie, che nel silenzio brucian-
te trasmuta, dunque conosce.
del cuore che ha vissuto numerose volte, la
grandezza di poter distinguere.
del cuore la amma adamantina della visione
immateriale.
del cuore il non cedere, lottare senza ne, af-
fermando la beatitudine.
del cuore quieto il Regno meraviglioso, con-
quista del cavaliere dei fuochi lontani.
nei cuori riuniti la potenza, che nel silenzio ac-
coglie loscurit.
dai cuori inammati dallamore che la vittoria
annunciata ancor prima dellinizio della battaglia.
nella vastit dei cuori uniti che si creano li
di fuoco, che danno vita a una rete pulsante.
cos che la luce vibrante penetra nelle viscere
dei nostri pi oscuri pensieri.
dal cuore linesauribile nutrimento dellinnito.
il cuore che detiene la scintilla del silenzioso
Le fabe della Manu
Curatore: Manuela Baccin

IL SILENZIO DEL CUORE
33
palpito divino.
del cuore che conoscer la battaglia suprema
lessere accolto nellabbraccio dellinnito.
Il cuore crea nel silenzio della vita.
I cuori tesi allascolto avanzano lungo il sentiero
della libert.
Il cuore ferito conosce bene le ulcere della terra,
ma non per questo rallenta il suo battito.
Il cuore aspira a vette sempre pi alte, per
questo che prima simmerge nelle tenebre.
La silenziosit dellamore riposa il cuore.
Il cuore, calice di tutto il male ma dispensatore
di luce.
Le onde di audacia, che inondano il cuore, sono
lesortazione che proviene dal mondo del Fuoco.
la miseria nel cuore che crea lillusione del
vuoto.
del cuore la lungimiranza di vedere la bellezza
nellignoranza.
del cuore il rispetto anche delle cose dappoco.
Il cuore impavido non teme le ingiurie, perch
conosce la debolezza delloscurit di mente.
Il cuore conosce la voce del silenzio e non il na-
scondere, che voce del maligno.
del cuore la guarigione, panacea della soffe-
renza.
del cuore la delicatezza, da non confondersi
con la debolezza.
Il cuore come il sole, illumina damore indistin-
tamente e senza rumore.
lergersi dei cuori che innalza lo spirito.
del cuore la visione pura, siffatta per sorvolare
le nebbie dellinganno della mente.
con la presenza silenziosa e la coerenza che
il cuore manifesta lo splendore dellaccoglienza.
del cuore nutrirsi di se stesso. In lui coesisto-
no il micro e il macrocosmo.
Il cuore fatto di trasparenza, afnch possa
specchiarsi chiunque, e riconoscersi.
del cuore lumilt, nettare di pace, distillata
dallesperienza.
La superbia striscia come unombra, e nel cuore
raffredda i segni del fuoco.
del cuore regale giocare con le stelle del rma-
mento di fuoco.
Lafizione spegne il fuoco del cuore, il piacere
accende le sfere pi alte.
Il cuore non reprime, ma, come ali velocissime,
avanza nel continuo cambiamento.
igneo far attraversare i pensieri dal cuore, in tal
modo sinammano molti fuochi.
nel silente cuore che si custodiscono le parole
magiche per accedere ai mondi sacri.
del cuore lindignazione, che tale perch si
posa sulla comprensione.
del cuore la giustizia, quando accede alla co-
noscenza diretta.
La sducia e il dubbio sono fatali per il cuore,
avviluppato cos dal gelo e dalle tenebre.
Il cuore non si fa cogliere dallillusione ma la ac-
coglie per dissiparla.
Potrebbe essere una aba, perch tutto questo
ancora lontano da noi, oppure potrebbe esse-
re linizio o il mezzo della propria aba.
In cuor mio, credo sia la Fiaba della vita che ci
appartiene e che vive nel loto dorato di tutti i
cuori, indistintamente.
Manuela Baccin
34
Il Guerriero del Fuoco custodisce nel suo Cuo-
re il Fuoco che viene dal Cuore della Galassia.
Il Guerriero del Fuoco, con il Fuoco che custo-
disce, incendia i Cuori di coloro che cercano
la Via. Il Guerriero del Fuoco vota se stesso a
preservare la Fiamma dellumanit, in un mon-
do che si sta spegnendo. Il Guerriero del Fuo-
co d la sua vita perch la Vita sia preservata,
e non si cura delle ferite del suo Cuore.
Una volta mi preoccupavo maggiormente di
che cosa sarebbe stato appropriato dire, per
essere commensurato alla possibilit di com-
prendere delle persone. Oggi, pur continuan-
do a pormi il problema di come essere il pi
vicino possibile al cuore della gente, credo di
aver (quasi) rotto ogni riserbo, vista leccezio-
nalit dei tempi che stiamo vivendo. Ci che
in gioco in questo momento, letteralmente
la nostra umanit, per cui, a costo di essere
considerato pazzo, non mi tratter pi dal dire
quello che penso e che vedo.
In primo luogo, in questepoca di informazio-
ne assolutamente confusa, dov vero tutto
e il contrario di tutto, dove internet, con le
sue semplicazioni ed estremamente possi-
bili misticazioni, domina, io rivendico invece
di poter dire quello che vedo, sulla base della
mia esperienza. Quando dico vedo, intendo
proprio dire la possibilit di vedere ci che si
muove in dimensioni sottili, non percepibili or-
dinariamente con i sensi sici. dal 1983 che
ho incominciato a sviluppare questa capacit,
dopo anni di pratica yogica. Ovviamente non
ho nessuna pretesa di essere creduto, ma
devo anche dire che non me ne curo molto,
non per benecio mio che parlo. Se i cuori ri-
suoneranno, allora ci capiremo, altrimenti che
sia un altro giro della Ruota.
da parecchio tempo che vedo esseri alieni
dalla nostra umanit infestare le dimensioni
pi prossime alla vita sica, in particolare il pia-
no eterico, con intenti non propriamente ami-
chevoli, che vanno dalla semplice parassitosi
alla vera e propria possessione, con sostituzio-
ne dellentit aliena allentit pensante umana.
Film come Matrix si sono abbastanza avvici-
nati alla realt che stiamo gi vivendo, e alla
quale stiamo sempre pi, inconsapevolmen-
te, andando incontro. Mi ci sono voluti anni
di osservazioni e considerazioni per arrivare
alle stesse conclusioni alle quali sono arrivati
anche altri ricercatori indipendenti, e cio che
in questo momento in atto sulla faccia del-
la Terra una vasta, e avanzata, operazione, da
parte di razze aliene, per asservire lumanit.
In miei scritti futuri tenter di gettare pi luce
su un argomento che oggi assolutamen-
te manipolato da parte di coloro che stanno
agendo questa operazione, e che non di rado
riescono a farsi passare come paladini della
luce. Non ho mai visto tanti inltrati di ogni
Editoriale
Curatore: Massimo Rodolf
IL GUERRIERO DEL FUOCO
IN QUESTO MONDO DI ALIENI
36
tipo come negli ambiti nei quali, per esempio,
si parla delle scie chimiche. Genericamente
costoro vengono indicati come facenti parte
del NWO, Nuovo Ordine Mondiale, ma di fat-
to raggruppano interessi diversi, che vanno da
umani decienti, che vendono il pianeta per
un piatto di lenticchie, a quelle che tradizional-
mente sono denite forze del male, per arriva-
re a parassiti di varia natura, provenienti, sia da
altre dimensioni che da altri mondi sici.
Ci che in atto, passa per attivit come lir-
rorazione chimica - elettromagnetica - eterica,
dellatmosfera terrestre e di ogni essere vi-
vente, per provocare modicazioni genetiche
in grado di rendere le nostre esistenze pi
funzionali ai vari tipi di esseri che ci man-
giano addosso. Di fatto, ogni aspetto delle-
sistenza umana inquinato. Dalla contamina-
zione genetica di alimenti di grande consumo,
ampiamente reclamizzati, alla distruzione
dellagricoltura tradizionale, dallistupidimen-
to del genere umano attraverso ogni sorta di
condizionamento mass-mediatico, alluso di
vaccini, piuttosto che altri medicinali, siamo
sottoposti a ogni tipo di pressione in grado di
modicare la nostra natura umana. Perno il
degrado voluto delle capacit culturali, in un
paese come lItalia, e il diffondersi della crisi
economica che stiamo vivendo, sono per me
legate a manovre di conquista e sottomissio-
ne della presente umanit.
Mi addentrer in un prossimo futuro nei det-
tagli di queste operazioni, raccontandole dal
punto di vista di un chiaroveggente, e non
sulla base di semplici supposizioni, derivate
da contraddittorie notizie invericabili desun-
te dal web. Ovviamente anche ci che dico
io sar invericabile, per tutti coloro che non
sono chiaroveggenti, ma ripeto che non mi
preoccupo pi della mia credibilit, quanto
piuttosto del diffondere nel modo pi ampio
e rapido possibile, informazioni che oggi di-
verranno sempre pi essenziali in un mondo
prossimo al collasso.
Nonostante ci che ho appena delineato in
modo assolutamente sintetico, sono ottimi-
sta, perch so che la vita basta a se stessa e
che quello che stiamo vivendo una necessit
evolutiva del nostro pianeta. Infatti se lumani-
t non fosse ancora cos deciente, non ci sa-
rebbe spazio per lattecchire di tutta la spazza-
tura cosmica che naviga nei pressi del nostro
sistema. So anche per che lunica vera via
di uscita da questa rischiosissima situazione
levolversi della coscienza nel senso della co-
munione e dellamore. Solo imparando a pren-
derci cura della vita vedremo la vita riorire sul
nostro pianeta. Ma state alla larga cavallette di
ogni genere, dai politici inngardi, agli arraffoni
di ogni tipo, dai dogmatici intolleranti ai viscidi
complottari, non ci sar pi posto per coloro
che pensano solo a se stessi e al proprio inte-
resse, nellumanit che deve risorgere. State
alla larga dai Guerrieri del Fuoco, perch essi
sapranno ferirvi con lamore, che voi, oramai,
non tollerate pi. Che il Fuoco riscaldi i nostri
cuori e che lamore guidi i nostri passi, risor-
giamo Fratelli, Riprendiamoci il nostro Pianeta,
dalle grine di coloro che, per certo, non se lo
meritano.
Massimo Rodolf
37
www.scuolaenergheia.it
La scuola intende preparare al discepolato e al cammino iniziatico,
fornendo gli strumenti teorici e pratici per focalizzare stabilmente
la propria coscienza sul piano dellanima, requisito
fondamentale per poter operare nel campo
della guarigione esoterica. Il programma,
estremamente vasto, spazier dalla
conoscenza dei chakra, dellaura, dei corpi
sottili, al karma, alla psicologia esoterica,
alla conoscenza e alluso dellenergie
di raggio. Un guaritore esoterico deve
poter aiutare i suoi fratelli a far fuire lenergia
dellanima, fonte di ogni vera guarigione, e deve
sapere come questo pu avvenire in pratica.
Liscrizione alla scuola comporta una decisa scelta
di vita nel senso della trasformazione del proprio
s inferiore e del servizio agli altri. Chi non avesse questi
precisi intenti sappia che non potr essere accettato nella scuo-
la, che sar fra laltro a numero chiuso.
I corsi si tengono ogni anno da ottobre a giugno.
PROGRAMMA
1anno: Introduzione Il Sentiero degli Angeli - La pratica della meditazione - Lintegrazione
della personalit - Il corpo fsico - Il corpo eterico - Pranoterapia e terapia magnetica - I sette raggi -
Kundalini, chakra e laura - Il Karma - Il sentiero iniziatico.
2anno: I sette tipi psicologici - Il corpo astrale - Il corpo mentale - La formazione delle immagini karmiche
- La chiaroveggenza, i chakra e laura - Alchimia spirituale, dal s inferiore al s superiore - Leteroscopia -
La terapia radiante - La telepatia - I sogni.
3anno: Il corpo causale - Il contatto con lanima, i maestri, gli angeli e i deva - Alchimia dei chakra
e trasmutazione delle immagini karmiche - La guarigione di gruppo - La seduta terapeutica - La tenu-
ta di un gruppo - Linsegnamento della meditazione - Le dieci leggi, le sei regole e i sette modi della
guarigione esoterica - Elementi di astrologia esoterica - Conclusioni.
PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLE SEGUENTI SEDI:
BERGAMO Luciana Mologni cell. 338 409.83.67 e-mail: sede.bergamo@scuolaenergheia.it
MILANO Luca Tomberli cell. 328 3122520 e-mail: sede.milano@scuolaenergheia.it
TORINO Laura Chiarenzi tel. 039 2454202 - cell. 338 5641495 e-mail: sede.torino@scuolaenergheia.it
PADOVA Luca Gazzetti tel. 0536 957382 - cell. 333 8395180 e-mail: sede.padova@scuolaenergheia.it
MODENA Graziano Fornaciari cell. 339 8476285 e-mail: sede.modena@scuolaenergheia.it
FIRENZE Anna Todisco tel. 055 781699 - cell. 328 9636352 e-mail: sede.firenze@scuolaenergheia.it
ROMA Anna Grazia Fiorani tel. 059 900086 - cell. 339 8476284 e-mail: sede.roma@scuolaenergheia.it
LECCE Giovanna Spinelli tel. 099 9558405 - cell. 328 7734551 e-mail: sede.lecce@scuolaenergheia.it
Dieci week end allanno per tre anni di intenso studio e di profonda alchimia spirituale.
A TE CHE STAI CERCANDO IL SENTIERO CHE PORTA AL TUO CUORE, FINAL-
MENTE LHAI TROVATO. RIPOSA UN MOMENTO, PRIMA DELLA BATTAGLIA FI-
NALE, ASCOLTA IL DOLCE E TREMENDO SILENZIO DELLALBA CHE VIENE. GI
SI VEDE IL CHIARORE CHE ANNUNCIA IL POSSENTE ROMBO DEL FUOCO,
ALLERTA CAVALIERE, CI CHE DEVI SCONFIGGERE DENTRO DI TE. TROVA-
TO CHE AVRAI IL SEGRETO DEL GRAAL, SI ACCENDER LA TUA FIAMMA NEL
LUOGO SEGRETO, E COS SARAI DEGNO DI SERVIRE I FRATELLI. CHE IL TUO
FUOCO RISUONI COL FUOCO CHE VIENE, IL TEMPO DELLINCERTEZZA FINITO,
SCANSATEVI, O TIEPIDI, QUESTO IL SENTIERO DI GUARIGIONE DEL GUER-
RIERO DEL FUOCO
Tratto da Agnihotri, I Custodi del Fuoco, Il Sentiero di Guarigione del Guerriero del Fuoco, di Massimo Rodolf.
I corsi di base, linizio della formazione, aperti a tutti:
CORSO PRATICO DI MEDITAZIONE
La salute attraverso lo yoga
Parte I Fondamenti e tecniche della meditazione
Parte II La psicologia dello yoga
Parte III Tecniche di guarigione dello yoga
Corso di approfondimento, aperto a tutti:
IL CORSO DI RAJA YOGA
Il cuore del Sentiero, aperto a tutti, anche senza frequentare i corsi di base:
ENERGHEIA
La prima scuola italiana per terapeuti esoterici
Il perfezionamento del percorso, aperto solo a coloro che hanno fnito Energheia:
AGNIHOTRI
I Custodi del Fuoco
Il Sentiero di Guarigione del Guerriero del Fuoco
Un percorso unico che ti guida nella conoscenza di te e nella pratica della
guarigione secondo le regole dellAntica Saggezza.
AGNIHOTRI
I custodi del Fuoco
Il Sentiero di Guarigione del Guerriero del Fuoco
www.agnihotri.it
Presentazione del portale
Cera una volta, e c ancora, Atman, associazione per lo studio del Raja Yoga e dellesoterismo, che
dal 1994, ormai da diciotto anni, un serio punto di riferimento in Italia per la conoscenza e la pratica
dello yoga e di tutto ci che serve a comprendere e trasformare la propria coscienza.
Cera una volta, e c ancora, Energheia, la prima scuola italiana per terapeuti esoterici, che dal
1996, da sedici anni, forma persone che vogliono veramente prendersi cura di s e degli altri.
Oggi c anche la Draco Edizioni e la rivista esoterica Il Discepolo, nate per codifcare e diffondere
lesperienza di questo lungo periodo, per poter servire ancora meglio una umanit allo sbando in que-
sto periodo di grande crisi.
Tutto ci diventato ora una vera e propria scuola: Agnihotri - I Custodi del Fuoco - Il Sentiero
di Guarigione del Guerriero del Fuoco - Scuola di Yoga, Vita e Salute, che strutturata come un
percorso completo, in grado di accompagnare il ricercatore, dai suoi primi passi sul Sentiero della
conoscenza di s, fno alla consapevolezza diretta delle realt pi profonde dellesistenza.
Ed infne, a breve, sar attivo un nuovo portale sul web, denominato Yoga, Vita e Salute, il quale, oltre
a contenere tutti i riferimenti alle attivit gi esistenti, proporr discussioni su un vasto panorama di
argomenti, di grande attualit, sulle quali offriremo il punto di vista proprio di chi ricerca linnocuit
come regola di vita. Su questo portale, oltre ad essere presenti tutte le attivit della scuola Agnihotri,
trover posto un blog\giornale dal nome La Finestra sul Mondo, il quale, oltre a discutere delle pi
svariate tematiche, ospiter anche lattivit del RIP, ossia Riprendiamoci il Pianeta, che si occupa pi
da vicino delle emergenze vitali del pianeta. Attiveremo poi uno spazio dedicato alla Psicologia dello
Yoga, nel quale gli insegnanti di Agnihotri interloquiranno con le persone che ne faranno richiesta,
affrontando insieme i problemi della vita, dal punto di vista dello yoga. Ci sar anche, di supporto a
questultimo spazio, la possibilit di fruire di un servizio di Web Therapy, una nostra creazione, che
ha lintento di sostenere energeticamente le persone che ne facciano richiesta.
Non mancheranno insegnamenti sullo yoga, sia nei suoi aspetti pi divulgativi che in quelli pi scien-
tifci, tenuti dal gruppo di insegnanti della scuola e dal suo fondatore, Massimo Rodolf, ed infne tro-
verete anche uno spazio dedicato ai bambini e alleducazione allinnocuit. Ovviamente sar anche
possibile trovare tutte le pubblicazioni della Draco Edizioni e scaricare il pdf, o ordinare il cartaceo,
della rivista Il Discepolo. Insomma direi che abbiamo lambizione di diventare IL portale di riferimen-
to per tutti coloro che si vogliono dedicare seriamente alla ricerca di s, alla conoscenza del mondo e
al servizio dellumanit.
Questo progetto sar presentato uffcialmente il giorno 27 maggio 2012, alle ore
10, presso lAuditorium san Rocco, in via san Rocco 1 a Carpi (MO), mentre il
giorno 3 giugno 2012 alle ore 10, sar presentato sul web, allindirizzo www.yo-
gavitaesalute.it, col flmato dellevento e la possibilit di prenotarsi per una Web
Therapy in diretta.
Yoga Vita e Salute
Nel 2012 il mondo fnir? Immani catastrof spazzeranno via luma-
nit dalla faccia della Terra? Oppure fnir soltanto il Grande Fratel-
lo e alla televisione inizieranno a trasmettere solo cose intelligenti?
Agli autori di questo libro non importano particolarmente gli aspetti
catastrofci delle profezie sul 2012, e luniverso continuerebbe tran-
quillo nei suoi moti perfetti anche senza il genere umano. Il proble-
ma che la catastrofe siamo noi, questumanit ormai alla deriva
senza unapparente direzione da seguire. Come facciamo ad uscire
dallo sfacelo che stiamo provocando? Come facciamo a salvare que-
sto bellissimo pianeta che stiamo distruggendo con la nostra igno-
ranza e con la nostra avidit? In tutto ci qual il monito del 2012?
Quali sono gli insegnamenti nascosti nei cicli cosmici? Quali erano
i segreti delle antiche civilt che avevano predetto gli avvenimenti
del 2012? E soprattutto, il 2012 ci aiuter ad imparare ad amarci, a
rispettarci e a rispettare la vita in tutte le sue forme?
La Draco Edizioni presenta: