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IL DISCEPOLO

un porto sicuro per tutti coloro che cercano


la via, la verit e la vita
Copyright 2007 Provvedimento del Presidente del Tribunale
di Modena Iscritto al n.1866 del 19/02/2008
del Registro Stampe e Periodici.
anno 2 - n. 8
trimestrale - ottobre/dicembre 2009
copia gratuita
questa rivista emanazione della Draco Edizioni
fondata nel 2006, per diffondere in termini moderni lantica conoscenza esoterica.
in collaborazione con lassociazione Atman, fondata nel 1994
per la diffusione del raja yoga e dellesoterismo,
e di Energheia, fondata nel 1996, prima scuola italiana per terapeuti esoterici.
Nel tempo tutto cambia e niente cambia. Le realt essenziali della vita, le sue strutture fondamentali, lana-
tomia e la fsiologia della coscienza rimangono fedeli allemanazione primordiale di quel verbo che tutto
pervade. Nel tempo, quello che cambia sono i modi della manifestazione, sempre pi aderenti alle forme
cangianti che lo spirito pu usare, di era in era, nel suo lungo pellegrinaggio tra le pieghe della materia.
Nello spirito che discende nella carne si compie la parabola del fgliuol prodigo che prima o poi ritorner
nella casa del padre. Questa rivista, in fn dei conti, vuole solo prendere atto dei modi diversi oggi necessari
ad esprimere adeguatamente le immutabili verit dellantica saggezza esoterica. Questo spazio vuole essere
utile a tutti i pellegrini che nel loro viaggiare sono arrivati a rivolgere gli occhi verso la casa in cui sono nati.
Che il potere del padre, lamore del fglio e la sapienza dello spirito santo ci uniscano in ununica vita.
Massimo Rodolf
La tensione tale che il Mondo freme. Gli eventi sono in pressione. A tutti i livelli le energie del-
la Luce sono impegnate a fondo per salvarlo dalla distruzione, mentre le tenebre si insinuano, con ma-
schere luminose, decise ad annientare ci che la Luce crea e, dove possibile, a demolire le basi stesse
dellopera creativa. Nellepoca grave dellArmageddon specialmente necessario sapere quali sono
le forze che causano le azioni di ogni singolo giorno, di ogni singolo evento, di ogni fenomeno; poich
lora della decisione, e non ci sono mezze misure sulla via del Mondo del Fuoco.
Maestro Morya
Immagine di copertina:
Vajrasattva, tanka di Massimo Rodolf
Ed infne compimmo ogni cosa...
Collaborazione progetto grafco Simona Murabito
Stampato presso la tipo-litografa AG snc di Rustichelli & C.
Sommario
Editoriale Curatore: Massimo Rodolf
LO SPORT PREFERITO DAGLI ESSERI UMANI pag. 2
Conoscere la conoscenza Curatore: Andrea Innocenti
ERASMO DA ROTTERDAM OVVERO LELOGIO DELLA PAZZIA pag. 4
Educare per la consapevolezza Curatore: Anna Grazia Fiorani
LE PICCOLE INIZIAZIONI DELLA VITA QUOTIDIANA pag. 6

Letteratura e spiritualit Curatore: Anna Todisco
LA COMPRENSIONE DEL DOLORE pag. 9

Fitoterapia energetica Curatore: Donatella Donati
GLI ANTIOSSIDANTI FUNZIONANO? pag. 11
Nuovo insegnamento esoterico Curatore: Fabio Ricchetti
VERSO LA COSCIENZA DELLANIMA - (parte III):
LA SCIENZA DELLA CONOSCENZA DI S pag. 13
Antica saggezza e scienza moderna Curatore: Gianluca Fontana
ET VOIL: COMPARSO COME DAL NULLA... pag. 16
La coppia sul sentiero Curatore: Giorgio Ricci Garotti in collaborazione con Monica Giovannini
IL TRADIMENTO OVVERO TRADIRE SE STESSI (parte I) pag. 18
Mitologia e Sentiero Iniziatico Curatore: Graziano Fornaciari
IL FUOCO DI PROMETEO PRESENTE IN OGNUNO DI NOI pag. 21
il Raja Yoga e lesoterismo Curatore: Luca Tomberli
I REGNI DI NATURA pag. 24

Astrologia esoterica Curatore: Maria Grazia Barbieri
LA CROCE CARDINALE, CROCE DEL CRISTO RISORTO pag. 27

Il Sentiero Iniziatico Curatore: Massimo Rodolf
LINTEGRAZIONE DELLA PERSONALIT pag. 30
Psicologia esoterica Curatore: Paola Spada
INTELLIGENZA ATTIVA pag. 33

Psicologia sociale e del lavoro Curatore: Diana Ferrazin
LA FORZA DELLA MINORANZA pag. 35

Le fabe della Manu Curatore: Manuela Baccin
I DUE REGNI (parte II) pag. 37
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Lo sport preferito dagli esseri umani non ha
bisogno di stadi particolari n di piste speciali
per essere praticato. Esso ampiamente dif-
fuso e viene praticato a ogni et negli ambien-
ti pi disparati. Direi che ogni essere umano
molto ben allenato, visto che praticamente
tutti si esercitano quotidianamente in questo
sport, ottenendo ottimi risultati. Sicuramente
avrete gi capito di che cosa sto parlando, in-
fatti mi riferisco al criticare e al giudicare gli
altri, attivit indiscutibilmente prioritaria per la
vita di questo pianeta.
Sembra proprio che non se ne possa fare a
meno, come laria che respiriamo: il giudizio
viene continuamente esalato attraverso le
nostre labbra e, certo, s, possiamo resistere,
almeno no al prossimo respiro. Ovviamen-
te, oltre a me che sto scrivendo, questa cosa
non riguarda nemmeno voi che state leggen-
do, per innegabile che il resto dellumanit
difcilmente riesce ad astenersi da questa
ancestrale e godereccia pulsione. E pensa-
re che c anche stato qualcuno che ci ha
esortato a non giudicare nessuno, mai. Per
fortuna che sono passati duemila anni e, an-
che se questo personaggio non stato molto
ascoltato, veramente, nemmeno ai suoi tem-
pi, oggi ce lo siamo quasi completamente di-
menticato. Speriamo che non torni a ricordar-
celo... visto mai.
Il bello del giudicare che lo puoi fare anche
da solo, e di solito lo facciamo, per sicura-
mente la cosa che d pi soddisfazione
praticarlo in compagnia, perch in questa
circostanza che produce i risultati maggiori.
Ovviamente la conversazione del crocchio
giudicante sempre preceduta da ampie
dichiarazioni dei diritti delluomo, da rassicu-
razioni circa il fatto che non assolutamen-
te per criticare, io non ce lho con questo e
con quellaltro, io non sono mica razzista, a
me non piace parlare dietro alle persone, etc
etc, poi impercettibilmente e sottovoce il di-
scorso continua con si ma... per... io non
avrei mai fatto una cosa del genere... ogget-
tivamente... e di seguito si aprono le cate-
ratte del Nilo. Visto che nella nostra introdu-
zione abbiamo preso le distanze da ci di cui
intendiamo parlare, siamo al riparo e ben dif-
ferenziati, quindi, con la massima educazione
possibile, possiamo veramente massacrare il
malcapitato di turno.
Ovviamente noi non ci siamo mai comportati
in quel modo e, di sicuro, non lo faremo mai,
quindi siamo ampiamente legittimati, dallalto
della nostra immacolata purezza, a stigmatiz-
zare un simile comportamento.
Sempre quel Signore di prima, mi sembra che
una volta ebbe a dire chi senza peccato
scagli la prima pietra, cosa che poi nessuno
effettivamente fece. Ovviamente erano altri
tempi, non cera la televisione e la gente era
Editoriale
Curatore: Massimo Rodolf

LO SPORT PREFERITO
DAGLI ESSERI UMANI
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pi facilmente impressionabile, oggi probabil-
mente la stessa frase potrebbe produrre lo
svuotamento delle cave del circondario, con
conseguente e reciproca lapidazione a cate-
na di innumerevoli quantit di esseri umani.
Cosa che, in una certa misura, accade anche
letteralmente in certi avanzati paesi del Me-
dio Oriente. Ah, il progresso.
Ci sono alcune pulsioni che per la coscien-
za umana sembrano veramente irrefrenabili,
e quelle fondamentali hanno a che fare con
le energie del Padre, del Figlio e dello Spirito
Santo, che tradotte liberamente dallesoteri-
chese e ricondotte alla dimensione materiale
nella quale viviamo, riguardano il potere/suc-
cesso, lamore/sesso e la realizzazione mate-
riale/soldi. La persona particolarmente evolu-
ta ha a che fare con questa trinit in modo
armonico ed equilibrato, per cui user il suo
oggettivo potere per realizzare con amore
qualcosa di benecio per tutti. I soggetti un
po meno evoluti, ed ancora se ne trovano
in remoti territori desertici al di l delle step-
pe transcaucasiche, essendo ancora partico-
larmente egoisti, come da contratto per co-
scienza umana, ambiscono al successo per
potere comandare gli altri, per fare un sacco
di soldi e per potersi cos accoppiare con un
numero elevatissimo di mammiferi dellaltro
o dello stesso sesso.
Lattivit del giudicare si incastra benissimo
in questo modo di vedere la vita, perch di
fatto ci riconduce continuamente al bisogno
di riaffermare la nostra superiorit sul resto
del mondo. Noi abbiamo la chiara visione
e siamo depositari della Verit, che anzi in-
carniamo, per cui possiamo tranquillamente
esprimere il nostro giudizio su cose, avveni-
menti e persone, certi della necessit per la
vita stessa di questo nostro giudizio.
Homo homini lupus, diceva il losofo, la don-
na pure, aggiungo io. In realt la forte pulsio-
ne giudicante che attanaglia il genere uma-
no non pu prescindere dal fatto che, nch
permane una limitata condizione di coscienza
esprimentesi attraverso legoismo, non si
pu essere esentati dal continuo stato di bel-
ligeranza che, in modo pi o meno cortese
e civile, ognuno esprime contro tutti. Quin-
di non un peccato in s legoismo, quanto
piuttosto lespressione di una limitazione con-
naturata alla nostra condizione necessaria per
esistere. Per tante incarnazioni nemmeno ci
accorgiamo che quanto stiamo criticando lo
facciamo assolutamente nello stesso modo,
solo che non vediamo la pagliuzza nel nostro
occhio. Oppure, se non lo stiamo facendo,
perch labbiamo fatto nel nostro passato o
in unaltra vita, o, magari, lo faremo nel no-
stro futuro, per una cosa certa, levoluzio-
ne pone tutti gli esseri, prima o poi, dinnanzi
alle stesse necessit di esperienza.
Quindi, volendo, perch giudicare? Finch
siamo sufcientemente ignoranti ed egoisti
viene abbastanza bene, per, quando in ma-
niera assolutamente non fashion cerchiamo
di seguire il comandamento unico che quel
tipo di prima ci ha insegnato, la cosa diventa
un po pi difcile. Le meraviglie si attac-
cano diceva mia nonna, intendendo che si
tende a fare ci che si appena criticato. Cer-
chiamo di non meravigliarci troppo di quello
che fanno gli altri, quanto piuttosto di com-
prenderlo, che, per inciso, non signica giu-
sticarlo ad ogni costo, quanto piuttosto ac-
cettare il fatto che tutti al mondo sbagliamo,
limportante cercare di migliorare.
Massimo Rodolf
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Lelogio della pazzia un brevissimo libro
che il losofo Erasmo da Rotterdam ide nel
1509, mentre stava attraversando le Alpi nel
viaggio dallItalia allInghilterra, e che poi scris-
se in casa di Sir Tommaso Moro, al quale poi
lo dedic. una forte satira dissacrante della
cultura del suo tempo, dominata ancora dalla
Scolastica sostenuta dalla Chiesa Cattolica,
che per conservare il suo potere ancorava le
sue basi ideologiche pi sulla teologia di Tom-
maso dAquino che sul Vangelo di Cristo.
Erasmo di Rotterdam (1466-1536), grande
umanista del Quattro-Cinquecento, pu es-
sere visto come un precursore dello spirito
laico che pervader la cultura europea del
secolo successivo. Rimasto orfano allet
di quattordici anni, quasi costretto dai tuto-
ri a entrare nellordine dei Canonici regolari
di SantAgostino, pronunzi i voti forse nel
1488, e nel 1492 fu ordinato sacerdote, ma
conserv sempre unavversione per le limi-
tazioni impostegli dallo stato religioso, nch
una dispensa papale nel 1527 lo sciolse da
ogni obbligo. Il suo libro che oggi lo rende par-
ticolarmente attuale Lelogio della Pazzia. In
esso la Pazzia parla in prima persona, e tesse
con soddisfazione le proprie lodi, perch pro-
prio a lei si debbono molti lati della vita umana
sia di tutte le classi sia di tutte le professioni.
Essa, quale antidoto alla saggezza, consiglia
in maniera paradossale di sposarsi, perch,
sebbene la donna sia un animale inetto e stol-
to, non lascia per di essere gaio e soave e,
vivendo ella in dimestichezza colluomo, sa-
pr temperare colla sua pazzia lumor aspro
e triste di lui. La felicit non lontana dalla
follia, e lillusione assai pi a buon mercato
della cosiddetta realt: quanta minor fatica
costa immaginarsi di essere re che diventarlo
sul serio! Anche lorgoglio nazionale e lamor
proprio professionale sono oggetto di sati-
ra da parte della pazzia, ma Erasmo diviene
decisamente serio e determinato nello stig-
matizzare la distorsione che la Chiesa del suo
tempo faceva della religione. Mercimonio
delle assoluzioni e delle indulgenze, vacue ed
inutili dispute teologiche sulla Trinit, lincar-
nazione e la dottrina della transustanziazione
sono oggetto di attacchi pungenti assai pi
che semplicemente satirici. Sui monaci in
particolare si abbattono gli strali della Follia:
essi sono deniti pazzi malati al cervello for-
temente innamorati di se stessi, e commossi
ammiratori della propria felicit. Anche i papi
non sono risparmiati. Essi, invece di imitare
Ges Cristo, sono fortemente ancorati ai beni
terreni, per mantenere i quali usano, nella
maniera pi sfacciata, il grande potere che si
trovano ad avere.
Nonostante questa decisa e ferma critica,
Erasmo non volle mai aderire alla Riforma,
perch rimase sempre fortemente ancorato
Conoscere la conoscenza
Curatore: Andrea Innocenti
ERASMO DA ROTTERDAM
OVVERO
LELOGIO DELLA PAZZIA
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ai valori evangelici della pace e della non vio-
lenta contrapposizione, che la ragione uma-
na, nonostante i suoi limiti, ma con lottimi-
smo delluomo del Rinascimento, secondo
lui avrebbe potuto realizzare.
Inne, due sono le forme di pazzia che il -
losofo ci indica: la prima viene seriamente
lodata, sia pure con una sottile ironia, ed
quella che si esprime nella semplicit che il
Cristo ci prospetta: la mente non pi quel-
la sosticata del teologo o maliziosa dellalto
prelato, ma quella ingenua del puro di cuore,
che il Vangelo racconta. Soltanto da questa
alta forma di pazzia pu nascere quel furo-
re mistico che conduce allestasi, allunione
con il divino, senza gli ostacoli che la ragione
interpone allintuizione. Laltra quella della
losoa scolastica, della dottrina che chiude
alla religione del cuore ed ingabbia laspirazio-
ne alla Luce in una vana rete di sillogismi ed
argomentazioni di astruse astrazioni loso-
che. La conclusione di Erasmo che in fondo
la vera religione non altro che una forma di
pazzia:
Quelli dunque a cui toccato il privilegio di
gustar coi sensi un tale gaudio (e son pochi
davvero), cadono in uno stato che simile
alla pazzia: dicon parole non ben connesse e
con un tono al di fuor dellumano, pronuncia-
no nomi senza averne coscienza, e ad ogni
momento mutano interamente lespressione
del volto. Ora son lieti, ora afitti, ora pian-
gono, ora ridono, ora sospirano, e insomma
sono veramente e completamente straniati
da s. Appena poi ritornano in s, affermano
di non sapere dove fossero, se nel corpo o
fuori di esso, se fossero svegli o dormissero,
e neppure san dire che cosa abbiano udito, vi-
sto, detto o fatto. Il loro ricordo afora come
attraverso una nebbia o un sogno. Solo di un
fatto sono convinti: che hanno toccato il cul-
mine della felicit tutto il tempo che dur la
loro pazzia. Perci piangono dessere rinsaviti
e non vorrebbero altro chessere pazzi a co-
desto modo per leternit. Eppure questo
solo un piccolo assaggio della futura beatitu-
dine. Con queste parole Erasmo descrive lo
stato di beatitudine che gli orientali chiamano
Ananda, connesso direttamente allo stato di
estasi, meta dei mistici di tutte le latitudini.
Credo per che linteresse che suscita la
sostanza del messaggio di questo losofo
sia centrato soprattutto nellindicare un ap-
proccio alla vita che sia gioioso, sorridente e
tale da andare oltre la seriosit del classico
ragionamento del teologo o del losofo pro-
fessionista. Questo atteggiamento non pu
che scivolare in una visione della vita dove
lidea di universalit, di pace e di innocuit di-
vengono cardine e fondamento. Per questo
mi viene da sottolineare come questo breve
testo, scritto quasi per burla, sia stato partico-
larmente in auge alla ne degli anni Sessan-
ta, quando tra i giovani sera diffusa lillusoria,
ma suggestiva, credenza di essere gli dei
ori, e che bastasse cantare di mettere i
ori nei cannoni per trasformare lodio e il
bisogno di guerra dellumanit in pace e gio-
ia. vero che la Luce dellamore lessenza
della vita, ma questa consapevolezza va con-
quistata attraverso la faticosa acquisizione di
una nuova coscienza.
Andrea Innocenti
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Quando osservo i bambini, percepisco di es-
sere attirata allinterno di dinamiche pratiche,
che rappresentano lo scheletro della cono-
scenza della vita, la quale continuamente ci
insegna qualcosa; bisogna guardare la vita
per poterla conoscere, ed ogni volta che mi
focalizzo nella sua direzione, posso dire di ri-
scontrare sempre miriadi di combinazioni, di
colori, di qualit che ci determinano e ci diffe-
renziano. I bambini imparano la vita attraverso
il gioco e, mentre li guardo, non ho mai scorto
in ogni loro movimento, anche se ripetuto ed
apparentemente uguale, lo stesso intento o
la stessa qualit energetica.
In loro si pu osservare una evoluzione che
si esprime attraverso la diversit dei loro
movimenti che si perfezionano con la prati-
ca dellesperienza: niente lasciato al caso e
tutto perfettamente necessario al proces-
so conoscitivo. Tutto perfettamente divino,
ma bisogna scrutare con occhi pi sottili per
rendersene conto, e riconoscere che tutto
coesiste con la vita, perch la vita educazio-
ne, lo sbocciare dellinconscia divinit, che
si espande no a perfezionarsi e completarsi
nellespressione autocosciente.
Succede spesso che, con un bambino, en-
triamo in una lotta di potere non sentendoci
rispettati: in questo caso viviamo semplice-
mente una relazione disarmonica, cio il frut-
to di un non ascolto e di una osservazione
certamente non quieta. Attraverso questa
disarmonia percepiamo un attrito, non siamo
per niente soddisfatti, e, non riuscendo a so-
stenere questo disagio, ci scagliamo contro
il bambino incolpandolo di non ascoltarci e di
non capirci. Si incolpa sempre laltro delle no-
stre lacune: occorre imparare a sentire que-
sta scomodit, che ci fa percepire che stiamo
esprimendo un atto meccanico, e, come si
sa, in tutto ci che meccanico non scorre il
ume della vita.
Noi sappiamo che il mondo venuto in esi-
stenza, e che lumanit si evoluta attraver-
so la discesa nella materia; la nostra scintilla
divina ritornata volta dopo volta a rivestirsi
di materia pi densa, no al momento in cui
ci ritroviamo, come ora, con un corpo sico
che rappresenta il meglio possibile, frutto di
tutte le esperienze precedenti. Lanima (pia-
no delle cause), durante la sua discesa si
identica con i vari piani della vita, venendone
apparentemente imprigionata; essa si riveste
di un corpo mentale (sede del pensiero), di
un corpo astrale (sede delle emozioni), di un
corpo eterico (ove scorre il prana o energia
vitale) e di un corpo sico
Quando ci relazioniamo con i bambini, davan-
ti a noi vediamo degli ego individualizzati, ego
che non esprimono ancora la loro vera natu-
ra, essendo ancora permeati dalla personali-
t, ego che si chiama Martina, Giulia, Mattia
Educare per la consapevolezzaCuratore: Anna Grazia
Fiorani

LE PICCOLE INIZIAZIONI
DELLA VITA QUOTIDIANA
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ecc. Ma con uno sguardo attento possiamo
iniziare a vedere qualcosa di pi, possiamo
vedere le radici potenziali del futuro, che si
manifester gradualmente, nel momento in
cui saranno attivati i semi latenti del karma.
Solo quando il bambino si riconosce come
individuo, comprendendo la sua individualit,
inizier a conoscersi per quello che . Spes-
so vedo adulti, mamme in modo particolare,
che, senza saperlo, ostacolano la scoperta e
quindi la crescita dellindividualit del bam-
bino, sostituendosi a lui: queste madri infat-
ti fanno ci che deve sperimentare il glio,
creando confusione e inutile attaccamento, che
conduce ad una difcoltosa determinazione,
che non fa che ritardare la crescita evolutiva.
Sicuramente un bambino a cui favorito
questo processo avr meno ostacoli, quindi
sar pi veloce nella realizzazione verso la
sua unione, realizzando una maggiore libert
nella sua ricerca, si riconoscer come indivi-
duo, inizier a conoscere se stesso, operante
nella famiglia, nella scuola, con gli amici, e nel
mondo. Voglio portare attenzione al sistema
di insegnamento educativo dal punto di vista
esoterico, il quale riconosce che, in ogni mo-
mento della vita, ha luogo un ampliamento
della coscienza.
Vi sono tre grandi espansioni di coscienza: il
primo avviene quando un animale, a causa di
una forte aspirazione e desiderio di individua-
lizzazione, trascende il terzo regno di natura,
entra nel quarto e diviene umano. Il cerchio
della coscienza animale diventa ad un tratto,
come per un movimento di molla, un cerchio:
diventando individuo, si individualizzato.
Si guadagnato un passo nei campi di vita
delluomo, e da allora ha lobbligo di colma-
re quel circolo pi ampio attraverso il terreno
del regno umano e con le esperienze di cui
egli far uso per la costruzione del proprio
carattere. Tutti noi siamo passati per questa
grande espansione di coscienza, e siamo nel-
la condizione di colmare il circolo pi ampio
del nostro essere.
Siamo diventati proprietari nei campi delluo-
mo, dobbiamo lavorare il nostro terreno, se-
minandovi le nostre esperienze, da cui miete-
remo il nostro carattere, e faremo ricchezza
del nostro raccolto. Questo lo denisco un
punto importante che ogni insegnante deve
capire nel momento in cui si trova dinanzi un
bambino, davanti al quale dovremmo arrivare
a chiederci: Da dove giunge questa creatu-
ra? Cosa fa? Come cresce? Cosa dovrebbe
fare concretamente per lavorare il campo del-
la coscienza umana, per ararlo, seminarlo con
lesperienza e per utilizzare al meglio quan-
to il mondo gli offrir?. Egli deve iniziare a
costruire un carattere su tutti i piani, sico,
astrale e mentale, iniziando a conoscere at-
traverso un cammino che lo porter a diveni-
re un viandante, che presto prender il nome
di Pellegrino, colui che cerca nuovi mondi da
sostituire al vecchio.
Attraverso il peregrinare impareremo a dire
il mio mondo poi il il loro mondo, consa-
pevoli del servizio evolutivo, e in una espan-
sione maggiore di consapevolezza si dir il
nostro mondo, espansione di coscienza
che permette il passaggio dal regno uma-
no al regno super umano. La comprensione
dellunit, che attirare in noi ogni cosa, la
possiamo trovare nei piccoli gesti quotidiani:
questo processo evolutivo molto potente
ed evidente nel bambino.
Noi adulti possiamo essere testimoni di pic-
cole iniziazioni, che si possono denire stadi
intermedi delle grandi iniziazioni nella vita del
bambino; queste avvengono ogni qualvolta
8
egli acquisisce una capacit: sia il Maestro sia
i genitori devono condurre il bambino a sta-
di superiori afnch avvengano le iniziazioni;
facendo ci con consapevolezza si rendereb-
be un servizio inestimabile. Non dobbiamo
idealizzare la realizzazione con chiss quali
conseguimenti, ma valorizzare quei piccoli
momenti che possono essere incoronati con
esplosioni di gioia, radicando la gioia del se-
minare. Ladulto che Maestro, se accanto
in questi momenti al bambino, sicuramente
pu fare la differenza, e pu essere testimo-
ne di queste piccole, ma non meno importan-
ti iniziazioni.
Sono molti anni che osservo i bambini con
uno sguardo accurato, e sono tanti i momen-
ti nei quali ho constatato di persona le loro
piccole, grandi scoperte; uno in particolare
emerge alla mia memoria. Si svolgeva presso
un centro estivo, in una bellissima mattinata
di primavera. Un piccolo gruppo di bambini
stava giocando ed io mi accingevo a prepara-
re una attivit che avrei proposto pi tardi. Un
bambino di circa cinque anni mi si avvicin e,
avendo io in mano dei gessetti colorati, ne
prese uno. Io lo invitai a disegnare un albero;
lui non se lo fece dire due volte e, con passio-
ne e determinazione, inizi a delineare quello
che poteva essere un albero.
Naturalmente, terminato il disegno, lodai
ci che aveva realizzato; il bimbo mi guard,
sorrise, dai suoi occhi uscivano scintille che
equivalevano ad una gioia delle pi elevate; io
intuivo da quegli occhi cosa sarebbe succes-
so e cosa avrebbe detto, infatti, con una forte
emozione disse: Ma so scrivere!, e ancora
continu: Ce la faccio, ce la faccio!. Le sue
grida attirarono altri bambini che, incuriositi,
arrivarono l da noi, presero anche loro dei
gessetti e iniziarono a scrivere insieme delle
parole; era la prima volta che alcuni scrive-
vano qualcosa, lo scrivevano, come fanno i
bimbi piccoli, pronunciando e tracciando una
parola intera. Quel bambino in quel momento
aveva imparato che poteva scrivere e trac-
ciare un suo segno. Con quellesplosione di
gioia avvenuto il riconoscimento della ca-
pacit di esistere, mentre no ad allora quel
bambino esisteva solo a livello inconscio;
diventava ora per lui una felicit esprimere
il suo nuovo potere in una innita variet di
forme, perfezionabili.
In ogni adulto si nasconde un Maestro per il
bambino. Questo Maestro deve essere atten-
to a queste costanti espansioni di coscienza:
le piccole per bambini piccini, le grandi per
bambini pi grandi, e via cos per le diverse
et. Compito di noi adulti riconoscere il loro
valore e, se possibile, portarsi oltre, poten-
ziando la capacit di potere per poi collegare
alla vita pratica ci che si acquista.
Vorrei che si portasse attenzione allimportan-
za della lode, specialmente in questi momen-
ti, in quanto sostengono la forza entrostante
che si sta schiudendo: specialmente nei primi
stadi di sviluppo importantissima, perch la
nostra lode assume un valore di riconosci-
mento da parte del mondo esterno che noi
rappresentiamo per il bambino, del mondo at-
torno a lui. Per cui sta a noi associarci allego
e cooperare con esso: lego ha bisogno di un
Ambasciatore quaggi, e lAmbasciatore , e
deve essere, il Maestro.
Anna Grazia Fiorani
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C un poeta
nel cuore delluniverso!
Descrive sempre
la bellezza dei ori,
cancella spesso
le insoddisfazioni dellanimo;
ma non riesce a far tacere mai
il grido del dolore.
1
Lesistenza del dolore nellesperienza umana
un dato indiscutibile. La condizione umana
naturalmente ed intimamente associata alla
sofferenza: nasciamo attraverso le doglie del
parto, in cui madre e glio condividono il do-
lore sico; moriamo in questa vita gettando i
nostri cari nello sconforto della separazione e
nello sgomento del mistero che questo even-
to impone. La vita sulla terra passeggera,
quindi impermanente e fugace: tutti attributi
che incutono disagio e inquietudine. Malattia,
miseria, degenerazione e morte esistono in
ogni aspetto della vita planetaria; inoltre cata-
clismi e guerre acuiscono il senso di smarri-
mento e precariet che accomuna il genere
umano.
Il Buddha intraprese il sentiero ascendente,
che lo condusse allilluminazione, proprio
quando comprese che la vita sofferenza.
Dalle narrazioni dei Vangeli risulta che Ges
si occupasse in modo prioritario di liberare gli
uomini dal male e dal dolore. Scopo delle lo-
soe realizzative tradizionali raggiungere la
felicit trascendendo, appunto, il dolore.
Tutto ci ci induce a pensare che la soffe-
renza possa essere propria della condizione
umana e contemporaneamente efcace stru-
mento che abbiamo per generare in noi una
comprensione maggiore della vita e una co-
scienza pi ampia.
Lincapacit di comprendere il senso e la fun-
zione della sofferenza e la frustrazione che ne
deriva pu spingere a chiedersi, con Epicuro:
Se Dio vuol togliere il male e non pu, al-
lora impotente. Se pu e non vuole, allora
ostile nei nostri confronti. Se vuole e pu,
perch allora esiste il male e non viene elimi-
nato da lui?.
Tuttavia possiamo trovare una risposta illumi-
nante nelle seguenti parole:
Come linvolucro del frutto deve rompersi,
afnch il suo cuore possa godere del sole,
cos voi dovete conoscere il dolore. []
Gran parte del vostro dolore lavete scelto voi
stessi.
la medicina amara con la quale il medico
che in voi cura il vostro essere ammalato.
Quindi abbiate ducia nel medico e seguite
la sua cura in silenzio e tranquillit: infatti la
sua mano, sebbene pesante e rude, guida-
ta dalla tenera mano dellInvisibile.
2

Da questo punto di vista la sofferenza smette
di essere una maledizione e diventa un princi-
pio di vita, proprio come le doglie del parto.
Letteratura e spiritualit
Curatore: Anna Todisco

LA COMPRENSIONE
DEL DOLORE
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Il dolore la lotta per salire attraverso la ma-
teria, che porta luomo ai piedi del Logos; il
dolore il seguire la via di maggior resistenza
per giungere sulla vetta della montagna; il do-
lore il frantumare la forma e giungere al fuo-
co interiore; il dolore il gelo dellisolamento
che conduce al calore del Sole centrale; il
dolore lardere della fornace per conoscere
inne il refrigerio dellacqua di vita; il dolore
peregrinare in lontane contrade, che sfocia
nellessere benvenuti alla Casa del Padre. []
il dolore la croce della perdita totale, che
restituisce le ricchezze della dovizia eterna;
il dolore la sferza che sprona il costruttore
a lottare per portare a perfezione assoluta la
struttura del Tempio.
Lutilit del dolore molteplice; esso condu-
ce lanima umana dalle tenebre alla luce, dal-
la schiavit alla liberazione, dallangoscia alla
pace. Quella pace, quella luce e quella liberazio-
ne, unite allarmonia ordinata del cosmo, sono
retaggio di tutti i gli degli uomini.
3
Lumanit sembra aver scelto la via del dolore
per scoprire la Realt suprema. Nel suo proprio
conitto e nella sua stremante sofferenza, len-
tamente sapr trovare il suo Fuoco di Vita. []
Se il dolore si precipita paurosamente verso di
te, contemplalo, osservalo, interrogalo: esso
pu portarti un messaggio liberatore. []
Chi ha vinto il dolore, ha vinto ogni limitazione,
e ci svela il Bello. []
Quanta sofferenza negli uomini! Eppure po-
trebbe essere eliminata in poco tempo: baste-
rebbe porsi in una giusta visuale e ogni valore
verrebbe ridimensionato. []
Il Realizzato non soffre e non gioisce di fronte
allesperienza altrui, ma neanche a quella pro-
pria. Il Saggio non si addolora per la morte degli
altri, ma neanche per la sua. Il Liberato non rea-
gisce, ma comprende il uire degli eventi. []
Lentamente lindividuo dovr comprendere
che il suo interno universo regolato da al-
trettante leggi come luniverso esterno og-
gettivo. La comprensione di queste leggi lo
libera dalla schiavit dellansia, del dolore,
della sofferenza e del conitto.
4
Dobbiamo imparare a trasformare il dolore in
gioia. Ecco il lavoro alchemico che ci attende;
solo la Visione pu darci la comprensione del
perch soffriamo e la spinta per sublimare la
sofferenza.
Prima di salire dobbiamo per sprofondare
nei nostri abissi no a giungere alla radice
stessa del dolore. Perch soffriamo? Soffria-
mo perch abbiamo creato identicazione
con un qualcosa, un qualcosa che non c
pi. [] Perch ci siamo attaccati a qualcuno
o qualcosa? Cosa mancato in noi per portar-
ci a cercare al di fuori una completezza?
5
E quanto pi comprendiamo del dolore, tanto
pi ci liberiamo dal dolore stesso.
Il dolore scomparso assieme allignoranza
che lo provocava.
6
E allora:
Il pi importante insegnamento che si pu
ricavare dalla vita consiste non gi nel ricono-
scere lesistenza del dolore in questo mondo,
ma nel comprendere che dipende da noi tra-
sformarlo in benecio e gioia.
7
Anna Todisco
1
R. TAGORE, Il Canto della Vita, a cura di B.
Neroni, Guanda, Parma 1989.
1
K. GIBRAN, Il Profeta, Bompiani, Milano
1990.
3
A.A. BAILEY, Trattato di magia bianca o la
via del discepolo, Nuova Era, Roma 1951.
4
RAPHAEL, La triplice via del Fuoco, Edizioni
Ashram Vidya, Roma 1986.
5/6
RAPHAEL, Comprendere il dolore, Vidya,
ottobre 2005.
7
R. TAGORE , Massime per una vita armonio-
sa, Guanda, Parma 1992.
11
tanto linteresse che gira intorno alla parola
antiossidante. Ne abbiamo gi accennato in
un articolo precedente, in particolare parlan-
do della vitamina E e della sua potente attivit
antiossidante. La natura ci regala tante piante
con una percentuale alta di antiossidanti, ma
se non fosse tutto l? Mi spiego meglio: se
posso introdurre pillole su pillole di integra-
tori, mangiare sano o almeno crederci e fare
sport, sono sicura che rimango giovane e bel-
la? Le piante ci danno un bel supporto, ma
siamo belli fuori solo se siamo belli dentro, e
non retorica! Alla TV si vedono donne sen-
za rughe, magre e sempre sorridenti, e noi
spesso tendiamo supercialmente a questo
ideale di bellezza. Personalmente vedo que-
ste donne diventare qualcosa di articiale,
di non conforme allequilibrio preciso che si
identica nelle loro simmetrie. Per essere pi
chiara, certi visi mi danno lidea un puzzle mal
incastrato... e poi questi innovativi trattamen-
ti al botulino, dove uno dei batteri pi tossici
che c viene iniettato sotto la pelle... No,
grazie! E poi anni di costrizioni alimentari e
ore di ginnastica per non far cedere limpalca-
tura... Per esperienza personale, lo sport pu
diventare una schiavit, una dipendenza sot-
tile e una sda con se stessi dove il vincitore
non sei mai tu, ma sempre quella qualit che
ti lega ad una specica e soggettiva energia.
Fatto quando se ne ha voglia e con leggerez-
za lo sport una fantastica valvola di sfogo e
un ottimo aiuto per il corpo sico ed il corpo
eterico. Il corpo eterico si nutre di prana che
ritroviamo nellambiente, e fare sport allaria
aperta un ottimo modo per sostenere i no-
stri corpi sottili. Ma quando si arriva a star
male se non si va un giorno a correre o a nuo-
tare e siamo irritati da ci, tanto da dare alla
nostra giornata una piega distruttiva, e quan-
do il nostro corpo lo accettiamo solo in fun-
zione della massa magra e della quantit della
fatica che facciamo... allora qualcosa tocca!
Tocca la nostra rigidit che esprime precisa-
mente una struttura energetica di odio, che
crea proprio quellespressione di irritazione
nel non fare e che viene nutrita e zittita dalla
fatica. Questo vale solo per i veri dipendenti
da sport, e io ero una di questi. E poi fare
tanto sport ci fa produrre un quantit enorme
di radicali liberi ed invecchiare, spesso, pre-
cocemente.
Ci sono piante che aiutano la nostra pelle
a mantenersi e NON a rimanere giovane e
sono: lenothera (Oenothera binensis) e la
borragine (Borrago ofcinalis) che contengo-
no, entrambe, degli acidi grassi insaturi che
sostengono la rete epidermica e migliorano
laspetto della pelle. Unaltra pianta, che si
usa spesso in toterapia, per motivi diversi,
ma che comunque unottima risorsa di acidi
grassi insaturi, ed ha quindi attivit antiossi-
Fitoterapia energetica
Curatore: Donatella Donati
GLI ANTIOSSIDANTI
FUNZIONANO?
12
dante, il Ribes nigrum. Personalmente amo
consigliare questo toterapico, lo trovo ef-
cace e delicato, anche se ritengo che funzio-
ni bene soprattutto nei bambini, laddove, per
analogia, abbiamo una struttura in crescita,
proprio come nei i giovani getti del ribes che
vengono utilizzati sotto forma di gemmode-
rivati. Il Ribes contiene carotenoidi, tannini
e acido salicilico (pi correttamente un suo
sale) tale da essere un ottimo antinammato-
rio e antiallergico; stimola la corteccia surre-
nalica come il comune e invasivo cortisone.
Il Ribes si lega ai siti dei recettori di ormoni
antinammatori stimolandone la produzione
in maniera endogena e non tossica. Magari
anche allinterno della pianta questi tocom-
plessi servono ad alleggerire un fastidio che
deriva dallambiente esterno o una sorta di
stato emotivo irritato. Chiss... se le piante
potessero parlare! Energeticamente queste
piante alleviano infatti uno stato irritativo, un
riuto nei confronti degli altri ed una rabbia
inespressa; ma se non ascolto la causa di
questa inammazione o della patologia del-
la pelle attraverso cui si esprime, posso star
sicura che mi si ripresenter il problema,
magari con una sintomatologia diversa: se
sono arrabbiata col mondo difcilmente pos-
so sorridere e sentirmi bella senza avere un
ghigno distorto sul viso. Prima di ogni altra
cosa dobbiamo impegnarci nella trasforma-
zione alchemica delle nostre energie, ascol-
tandoci e dando sempre pi spazio allenergia
dellanima, con gioia e voglia di sperimentare,
e questo ci render davvero pi belli, di una
bellezza senza tempo, che magari non scio-
glie le nostre rughe, ma rende i nostri occhi
luminosi, di una brillantezza che batte qual-
siasi trattamento al botulino! Liberandoci, nel
tempo, da determinate energie che attana-
gliano i nostri corpi e nello specico il corpo
sico, le nostre cellule saranno sempre pi
radianti ed attrarremo gli altri per la luce che
esprimiamo e non per un sorriso durbans! La
nostra bellezza sar espressione della quanti-
t della luce dellanima che uisce nei nostri
corpi e manifester i frutti dellalchimia inte-
riore, e tutto per un ne unico: servire alla vita
nel suo signicato pi profondo.
Donatella Donati
13
Attraverso lo sviluppo della scienza, una parte
dellumanit, sperimenta oggi un benessere
ritenuto prima impensabile. Ma come abbia-
mo visto, leccessiva attenzione posta sulla
materia, costringe ora luomo a fare i conti
con uno sviluppo avvenuto in modo disarmo-
nico che si sta di fatto ritorcendo sullintera
vita planetaria. La gravit della situazione
costringe oggi a porre attenzione ai principi
fondamentali dellesistenza richiedendo un
radicale cambiamento di prospettiva ed un
ripensamento dei principi che la guidano.
Il problema da risolvere quello del giusto
rapporto delluomo con se stesso, con i suoi
simili, con la materia e di fatto con la vita in
genere. la risoluzione del problema psicolo-
gico e spirituale che urge e richiede di instau-
rare un rapporto pi armonico tra la dimen-
sione interiore spirituale e quella materiale da
sempre in apparente opposizione.
A questo proposito da osservare come
lOccidente si sia concentrato prevalente-
mente sullaspetto esteriore ed oggettivo
dellesistenza. Se cerchiamo invece istruzio-
ne sullinteriorit umana dobbiamo volgerci
ad Oriente, dove da sempre loggetto di stu-
dio laspetto soggettivo della vita e dove si
raggiunta una conoscenza profonda di tutto
ci che riguarda lesplorazione della Coscien-
za. Se per lOccidente, infatti, la coscienza
una scatola nera, oggetto di osservazione
puramente esteriore e razionale, per lOrien-
te questa invece una realt fatta di precise
strutture, che sono state descritte dettaglia-
tamente e sono state frutto di millenni di stu-
dio e sperimentazione.
Forse il maggiore conseguimento dellespe-
rienza orientale sta nella rivelazione dei mezzi
attraverso cui OGNI ESSERE UMANO pu
giungere alla realizzazione delle proprie inna-
te qualit spirituali, esperienza che lOcciden-
te ha ritenuto essere riservata a pochi eletti e
frutto misterioso di grazia divina. da notare
come questa idea errata sia frutto di distor-
sione pi o meno consapevole dello stesso
messaggio dato allOccidente attraverso il
Cristo (Io ho detto: Voi siete Dei, Gv 10.34),
ed altrettanto opportuno sottolineare come
in essenza i principi della spiritualit orienta-
le ed occidentale siano i medesimi (e prove-
nienti in realt dalle medesime fonti).
Ma ritorniamo un attimo alla scienza occiden-
tale. Tra i pi importanti riconoscimenti del
nostro tempo sono quelli avvenuti nellambi-
to della sica. Albert Einstein allinizio del se-
colo scorso ha rivoluzionato, con la sua teoria
della relativit, lidea di spazio e tempo, dimo-
strando che tutto ci che esiste energia, e
anche ci che deniamo sico non altro
che energia condensata. La sica moderna
sta trasformando la nostra visione del mondo
dalla concezione di un universo composto di
Nuovo insegnamento esoterico
Curatore: Fabio Ricchetti
VERSO LA COSCIENZA
DELLANIMA - (parte III):
LA SCIENZA
DELLA CONOSCENZA DI S
14
oggetti separati a quella di un universo costi-
tuito da una complicata rete di relazioni tra
le parti di un tutto unicato. Chi ha occhi per
vedere pu nalmente osservare come, pro-
prio dalla scienza, stia lentamente emergen-
do una visione che coerente con i principi
che lantico Oriente ha da sempre affermato
in modo simbolico, e laffermazione esoterica
che esiste ununica Realt , se vogliamo, un
fatto che si sta dimostrando scienticamente
vero.
Se quindi si inizia a comprendere come ci
che celato dietro ai simboli della sapienza
orientale possa trovare spiegazione scienti-
ca, allora forse questa pu essere ritenuta
degna di studio per la risoluzione del proble-
ma psicologico e spirituale umano. Si tratta
di applicare in modo opportuno il metodo
scientico alla disciplina interiore e vericare
se quanto ipotizzato trova riscontro nella vita
quotidiana.
Vediamo quali sono le basi della psicologia
orientale cercando di esprimerle in termini a
noi pi familiari:
1) Tutto ci che esiste Spirito, Anima e
Corpo che nella loro totalit costituiscono
la Coscienza. Al contempo questa triplicit
si manifesta come Energia onnipervadente.
Secondo lOriente Spirito ed Energia sono
termini sinonimi, e il corpo sico non altro
che una condensazione di unenergia spiri-
tuale. Ci in accordo con i moderni conse-
guimenti della sica.
2) La situazione di disarmonia presente
nellessere umano causata da un allontana-
mento dalla sua origine spirituale, dallinter-
ruzione o dalla distorsione del contatto con la
sua sorgente di vita che contiene il Proposito
stesso della forma. Secondo unantica legge
di guarigione, infatti: La malattia [sia sica
sia psicologica] effetto di inibizione della
Vita dellAnima. Ci che noi chiamiamo ne-
vrosi non altro che la distorsione di poten-
zialit e qualit spirituali latenti e inespresse.
3) La guarigione consiste dunque nel ripri-
stinare il giusto rapporto con la dimensione
spirituale rimuovendo le distorsioni che impe-
discono il contatto interiore con lAnima. In
questo essere Se stessi consiste la vera
creativit, che appunto lespressione spon-
tanea delle proprie potenzialit.
Questi primi tre punti dovrebbero chiarire lo
scopo della nuova scienza psicologica. Come
si realizza questa unione? Occorre com-
prendere che:
4) La Coscienza non una scatola nera, ma
organizzata in strutture che vanno dal tangi-
bile al sottile, dal corporeo allo spirituale. Per
esprimerci in termini scientici, queste strut-
ture possono essere considerate come un in-
sieme di campi di forza coesistenti composti
di frequenze, vibrazioni via via pi elevate.
Ora, il problema che si pone quello di spe-
rimentare la veridicit di questa ipotesi, dal
momento che non esistono ancora strumenti
in grado di misurare la vibrazione di unemo-
zione, di un pensiero o altro ancora. La rispo-
sta sta nel fatto che:
5) Tutte le frequenze dello spettro di coscien-
za possono essere percepite, sperimentate e
modicate attraverso la mente. Secondo le
discipline orientali, la mente, quando oppor-
tunamente educata, ha la possibilit di sinto-
nizzarsi su tutte le frequenze dellessere.
Come si pu ottenere questo risultato? Qual
il mezzo per educare la mente?
La risposta :
6) Tale capacit si ottiene attraverso la pratica
della MEDITAZIONE.
La meditazione quindi il mezzo insostitui-
15
bile attraverso cui luomo pu riconoscere e
trasformare le proprie nevrosi, le quali sono
costituite di determinate quantit e qualit
energetiche ed hanno precise localizzazioni
corporee. Lefcacia della meditazione, se-
condo una corretta interpretazione dellespe-
rienza orientale, non basata quindi su una
mera devozione, ma sulla natura vibratoria
del Reale e sulle propriet percepenti della
mente. Elementi questi che possono essere
sperimentati nella pratica quotidiana.
Nei prossimi articoli approfondiremo quan-
to qui appena accennato per ovvi motivi di
spazio. Tratteremo quindi della meditazione
come strumento di conoscenza e delle strut-
ture che compongo il Reale. Lintento di que-
sti articoli stato quello di fornire una visione
dinsieme del processo che sta portando alla
nascita della nuova scienza sintetica ed anche
quello di denire una struttura di principi che
ne costituisca una possibile base fondante.
I principi, come esposti sopra, una volta as-
sunti ad ipotesi di lavoro, confermeranno
inevitabilmente la loro capacit di integrarsi e
completare quanto oggi noto e permetteran-
no alla psicologia importanti e fondamentali
cambiamenti di prospettiva:
Il primo punto sta nel riconoscimento e
nella denizione del vero obiettivo della psi-
cologia, che quello di aiutare luomo a vive-
re come Anima. Nella mancata espressione
dellAnima risiede la chiave di tutta lopera
psicologica che, in denitiva, non dovrebbe
fare altro che occuparsi di togliere gli ostacoli
che si frappongono tra luomo e il proposito
che esso incarna.
Il secondo punto sta nel riconoscimento
della natura energetica e vibratoria di ci che
oggi viene denito genericamente nevrosi.
Deve essere chiaro che queste sono com-
poste di determinate qualit e quantit ener-
getiche che devono essere identicate con
precisione.
Il terzo punto sta nella verifca delleffcacia
della meditazione come mezzo operativo di
trasformazione. Attraverso la meditazione si
educa la mente alla percezione e alla trasfor-
mazione della psiche. Il tutto teso a favorire
linstaurarsi di rapporti pi armonici.
La psicologia trover nalmente nella medi-
tazione quello strumento, ad oggi mancante,
che le consentir di avventurarsi allinterno
dellEssere con coscienza di causa; ci apri-
r orizzonti inaspettati di sviluppo e campi
di esplorazione sconosciuti. Ma, soprattut-
to, la cosa sommamente importante sar la
possibilit di soccorrere un numero sempre
crescente di esseri umani che necessitano
di risposte al proprio dolore esistenziale e la
possibilit di manifestare gradi sempre cre-
scenti di Innocuit e Creativit. Questa an-
che la garanzia di migliori condizioni planeta-
rie perch, non va dimenticato, le condizioni
del tutto maggiore non sono che la risultante
delle condizioni dei singoli esseri umani.
Fabio Ricchetti
16
Supponiamo di entrare in un laboratorio della
facolt di Chimica e osservare quale esperi-
mento in corso. C un bancone sul quale si
trovano cinque recipienti uguali che conten-
gono un litro di uno stesso liquido incolore.
A una osservazione attenta non riusciamo a
rilevare tra i recipienti alcuna differenza.
Cambiamo, ora, completamente scena. Sup-
poniamo di entrare nel salotto di una fami-
glia italiana che abbia cinque gemelli di circa
trentanni, e ascoltare la loro conversazione.
Largomento come i giovani possono tro-
vare casa oggi. Pap e mamma raccontano
la loro esperienza al riguardo. I gemelli espri-
mono, tutti praticamente allo stesso modo,
la loro aspirazione allindipendenza dalla fa-
miglia. A un ascolto attento non riusciamo a
rilevare tra i gli alcuna differenza.
Eppure, c un fatto che rende questi gemelli
diversi luno dallaltro; cos come c un para-
metro che contraddistingue i cinque recipien-
ti del laboratorio. Non solo: c un fattore che
accomuna le due situazioni esaminate. Come
risolvere questo rompicapo?
Per rispondere, torniamo, anzitutto, alla facol-
t di Chimica e chiediamo a uno degli studen-
ti di aiutarci. Per farlo, ci dar un cucchiaino
e ci dir di assaggiare, senza paura, il conte-
nuto dei recipienti. Cos facendo, scopriremo
che il loro contenuto costituito da acqua e
zucchero in soluzione. Chiedendo, poi, spie-
gazioni, lo studente ci dir quanto segue. In
una soluzione si distinguono il soluto, che
la sostanza presente in minore quantit (nel
nostro caso lo zucchero), e il solvente, quella
presente in quantit maggiore (per noi lac-
qua). Quando si parla di una soluzione, vie-
ne sempre citato un parametro: la sua con-
centrazione, ovvero il rapporto tra la quantit
di soluto e il volume di solvente (nel nostro
caso i grammi di zucchero presenti in un litro
di acqua). , per, interessante notare che,
considerata una certa quantit di solvente,
non si pu sciogliere in esso una qualunque
quantit di soluto, ma esiste un limite. Si par-
la, infatti, di solubilit, intendendo la concen-
trazione massima che il soluto pu avere nel
solvente (nel nostro caso la massima quantit
di zucchero che pu essere disciolta nel litro
di acqua di ciascun recipiente). Una soluzione
nella quale il soluto presente alla massima
concentrazione detta satura. Considerata,
ora, una soluzione satura, aggiungendovi
ulteriore soluto, questo non si scioglie pi
come in precedenza, bens, come si dice,
precipita. Chiarito ci, lo studente ci dir che,
nel nostro caso, il primo recipiente alla no-
stra sinistra non contiene zucchero disciolto,
mentre lultimo alla nostra destra lo contiene
alla massima concentrazione possibile, e che
i recipienti intermedi hanno concentrazioni
zuccherine che sono delle vie di mezzo. Do-
Antica saggezza e scienza moderna
Curatore: Gianluca Fontana
ET VOIL: COMPARSO
COME DAL NULLA...
17
podich, per dimostrare quanto detto, lo stu-
dente verser con la punta del cucchiaino una
piccola quantit di zucchero uguale nei cin-
que recipienti, mescolando poi le soluzioni. Il
risultato sar che quella quantit si scioglier
perfettamente nei primi quattro, risultando
cos invisibile, mentre non si scioglier affatto
nellultimo, depositandosi sul fondo. In que-
sto, dunque, differiscono i cinque recipienti,
anche se a occhio nudo sembrano uguali: la
soluzione di uno di essi satura e lo zucchero
ivi contenuto sta per precipitare, ovvero per
materializzarsi.
Ritorniamo, ora, al salotto di quella famiglia
italiana. Anche questa volta chiederemo aiuto
a uno studente, che per frequenti la facolt
di Scienze Esoteriche. Lui ci dir prima alcune
cose e poi ci racconter quello che vede. Dir
che, oltre alla materia sica, esistono tipi di
materia pi rarefatti, i quali, insieme alla pri-
ma, costituiscono la Vita nella sua completez-
za. Nel caso delluomo, oltre a quello sico,
esistono altri corpi che interpenetrano il pri-
mo e ne debordano per un certo spessore,
formando un alone noto come aura. In parti-
colare, lessere umano provvisto del corpo
mentale, la cui aura ha uno spessore medio
di circa 40-50 cm. Laura mentale pu rivelare
diverse cose, tra le quali loggetto cui il sog-
getto sta pensando in un dato momento. Og-
getto che letteralmente viene prima costruito
con la materia mentale nella zona in prossimi-
t degli occhi e poi espulso dallaura a costi-
tuire una cosiddetta forma pensiero. Nel caso
loggetto pensato riguardi esclusivamente il
soggetto pensante, e non altri soggetti, la for-
ma pensiero staziona in prossimit della sua
aura. Una forma pensiero contraddistinta
da diversi fattori, tra i quali le dimensioni e
la precisione dei contorni. Le sue dimensio-
ni sono tanto pi grandi quanto pi intenso e
prolungato stato il primo pensiero che lha
generata e quanto maggiore stato il nume-
ro di volte in cui quel pensiero stato ripetu-
to. La precisione dei contorni tanto pi alta
quanto pi elevata la chiarezza mentale con
cui il pensiero iniziale e quelli successivi sono
stati emessi. Chiarito questo, lo studente rac-
conter ci che vede, guardando i cinque ge-
melli. Nel primo, la forma pensiero della casa
di dimensioni davvero piccole e di contorni
alquanto incerti, come se non ci avesse mai
pensato prima di quella conversazione; nel
gemello seduto dalla parte opposta del diva-
no, invece, la forma pensiero di dimensioni
veramente grandi e di contorni assai scolpiti,
come se quel pensiero fosse stato coltivato
per mesi e mesi ogni giorno; negli altri fratelli,
le relative forme pensiero hanno caratteristi-
che intermedie. In questo, dunque, differisco-
no i cinque gemelli, sebbene a sentirli parlare
sembrino animati dalla stessa aspirazione: in
uno di essi la forma pensiero della casa , per
cos dire, satura, e sta per precipitare, ovvero
per materializzarsi tramite, per esempio, lac-
quisto della stessa.
Quel laboratorio e quel salotto, quindi, solo
in apparenza sono scene del tutto diverse. In
realt, ospitano entrambi la sequenza del sa-
cro passaggio dal non essere allessere, vuoi
che a manifestarsi sia un po di zucchero in
fondo a un recipiente, vuoi che sia la casa dei
propri sogni.
Ecco risolto il rompicapo.
Gianluca Fontana
18
Luomo cacciatore, la donna preda; logoro
luogo comune che ormai fatica ad attecchi-
re anche negli strati pi convenzionali della
societ. Le armi di una seduzione femmini-
le sempre pi sfacciata (basti guardare alla
moda) farebbero pensare al contrario. Ma in
fondo, cosa cambia rispetto alloggetto della
nostra trattazione? Ci che si delinea una
forte propensione in entrambi i sessi a rappor-
ti facili, di immediata soddisfazione. Bisogno
di provocazione, necessit di trasgredire, ri-
cerca di un piacere sfrenato che sfocia in per-
versioni di ogni genere in virt di una cultura
delleccesso che affonda le radici in uninsod-
disfazione spesso latente e inconsapevole.
Tutto sembra cos testimoniare a sfavore di
quella che si potrebbe chiamare assuefatta,
obsoleta, ordinaria vita di relazione: non a
caso aumentano i single I valori cosiddetti
della famiglia sembrano non cedere in quella
fascia sociale dove tiene ancora duro la mo-
rale. Ma la morale non altro che uninven-
zione delluomo per tenere a bada i suoi istin-
ti E allora, come affrontiamo il problema di
unevidente crisi della coppia? Quante sono
le coppie che continuano nel tempo a vivere
felicemente lunione sul piano sico? Il piano
sico , in un certo senso, il collante: se si
ricerca il piacere sessuale fuori dalla relazione
non ci pu essere armonia completa allinter-
no del rapporto. Si ricorre a vari stratagemmi,
non ultimo la negazione stessa del bisogno
sico, una sorta di autocastrazione, per arri-
vare ad un tacito consenso delle scappatelle
altrui pur di mantenere lintegrit formale del-
la coppia, o ancora, nei casi pi stravaganti
ad una partecipazione consensuale a giochi
erotici allargati. E gli esempi potrebbero con-
tinuare...
Cos che impedisce dunque di vivere felici e
appagati per sempre?
Anche il tradimento frutto di un automati-
smo, una istintualit che poggia su distonie
individuali che vengono poi amplicate da di-
namiche sociali, da modelli indotti dai media.
Si perde il contatto con se stessi o meglio,
identicandosi esclusivamente nelle proprie
pulsioni, si resta focalizzati solo su di s, sulle
proprie aspettative, per cui ognuno manifesta
a modo suo un non darsi, che poi lo spazio
da cui si generano i problemi della coppia.
Siamo tutti frustrati sessualmente affer-
mava Freud. Ma non certo un disimpegna-
to libertinaggio a rappresentare la risposta
al problema della insoddisfazione sessuale,
che, anzi, contribuisce, nel tempo, ad ampli-
carne i disagi, semplicemente perch questo
aspetto non basta. Ancora una volta dobbia-
mo partire da noi stessi e considerare che
siamo chakra, nadi, corpi, universi di coscien-
za ove albergano strutture da cui il passato
causale si esprime attraverso il presente. E
La Coppia sul Sentiero
Curatore: Giorgio Ricci Garotti in collaborazione con Monica Giovannini
IL TRADIMENTO OVVERO
TRADIRE SE STESSI (parte I)
19
quei vortici karmici, manifestando ancora i
loro effetti, si traducono sul piano realizzati-
vo in energie contrarie ai propositi, ai desideri
coscientemente espressi; il s conscio viene
pervertito ( il caso di dirlo) dal no inconscio.
Ecco perch loggetto iniziale del desiderio
tanto agognato diviene poi loggetto della re-
pulsione; si attrae per poi respingere.
Listinto da una parte, le emozioni dallaltra, la
mente altrove, e lAnima dov?
Mettere in comunicazione sico, astrale,
mentale e causale non semplice n auto-
matico e richiede tutta la nostra attenzione e
dedizione, ma da qui che, volendo, si pu
partire per migliorare la nostra vita e imparare
a stare al mondo sviluppando la capacit di
rapportarsi o avete forse impegni pi ur-
genti?
Generalmente seguiamo invece la linea di
minore resistenza, quella che identichiamo
come spontaneit, essendo noi prodighi elar-
gitori di aspettative e maestri della pretesa.
Infatti non siamo disposti a fare la bench
minima fatica per comprendere, includere,
accogliere (laltro, cio noi stessi). Alla faccia
del libero arbitrio, che espressione di intel-
ligenza attiva
La distruttivit, la repellenza nascono proprio
da questi nuclei connessi alla vitalit, alla
sessualit e quindi al piacere. Tutto questo
ha comunque un senso: luomo deve speri-
mentare in lungo e in largo lillusoriet delle
proprie maschere per andare oltre, e la stra-
da per tornare alla casa del Padre lunga e
insidiosa. E invece che esportare su altri lidi
sarebbe molto pi costruttivo e oltremodo
utile (per entrambi) (ri)cercare soddisfazione
(in) relazione. Un rapporto fra due persone,
con tutte le difcolt del caso, pu muover-
si avanti, semplicemente perch possibile
vivere il proprio rapporto relazionale in modo
soddisfacente e ricco da ogni punto di vista.
Essere fedeli, allora, diviene una conquista
dellessere, non tanto per aderire a una ste-
rile morale, ma per esprimere qualcosa di
diverso: quando sorge un pensiero (parola-
azione) contrario allo yoga, che essenza,
consapevolezza, beatitudine nellunione, svi-
luppare un pensiero (parola-azione) opposto,
dice Patanjali. per questo che laspirazione
alla monogamia rappresenta una reale possi-
bilit evolutiva in quanto signica comincia-
re ad agire in modo pratico ed efcace sulla
ruota del karma per rallentarne la corsa no
a fermarla; dallautomatismo (ossessione,
compulsione) al libero arbitrio perch le pul-
sioni, o meglio le compulsioni condizionano
fortemente i comportamenti che quindi sono
tuttaltro che liberi e, per forza di cose, spes-
so tuttaltro che innocui o scevri da moventi
egoistici, se preferite.
Nel tradimento prevale il godere senza es-
serci, senza darsi, ci si divide e si porge ad
ognuno una parte; nulla a che vedere con la
passione, quindi, ma con la non presenza,
che poi non presenza nella vita.
Nella coppia ci si rapporta sicamente, emo-
tivamente, mentalmente e spiritualmente;
qualcosa funziona, qualcosa funziona un po,
qualcosa non va, qualcosa non c proprio
Il problema come riuscire ad integrare e svi-
luppare tutti questi aspetti. lo starci dentro,
nel contesto di coppia, considerando tutti i
piani coinvolti, che diviene terreno utile ed ac-
crescitivo. Lavidit erotica, la lussuria (biso-
gno di possedere, di dominare) come volont
di appagamento sfrenato dei sensi, legate al
soddisfacimento genitale, ma anche emotivo
e mentale (kama-manas), rimanda allesacer-
bazione dellesistenza saltellando da un desi-
20
derio allaltro attraverso un processo ciclico.
In realt il desiderio non cessa mai, ma la
qualit del desiderio stesso nonch del piace-
re che evolvono afnandosi progressivamen-
te verso Ananda (beatitudine suprema). Il
fare, lagire consapevole, consente alle ener-
gie in campo di manifestarsi per poi muover-
si in modo diverso; parliamo, non a caso, di
creativit. Laddove vi sono punti di ssit,
dove la consapevolezza latita, vi sono zone
di iper o ipo stimolazione, ma il processo non
cambia. Se si esporta la ricerca di soddisfa-
zione che non implica certo solo la sicit, le
fratture allinterno del singolo e poi in relazio-
ne restano, anzi si accentuano. Solo accettan-
do il contesto e quindi la presenza dellaltro in
toto, condividendo la volont di uno sviluppo
risanante, risolutivo, evolutivo possibile
procedere costruendo, creando, vivendo un
piacere sempre pi armonico, pieno ed equi-
librato. Fuggire, in qualsiasi modo e su qual-
siasi piano, a ragione o a torto non cambia,
genera irritazione, separazione, distanza, con
le dovute conseguenze. Occorre lintenzio-
ne condivisa di procedere costruttivamente
(il senso intimo del matrimonio, ahim, cos
poco compreso). Questo, e solo questo,
conduce alla consapevolezza delle proprie di-
storsioni, riconoscendo ci che c dietro per
sciogliere, disarmare, disattivare.
La capacit di sfruttare la monogamia come
opportunit evolutiva, in quanto confronto
speculare procuo per trasformare le disar-
monie di ognuno, genera un innalzamento
della qualit del piacere, della gioia. Stare den-
tro al rapporto, dinamicamente, con la consa-
pevolezza del know-how (sai com e come
funziona), per procedere, sviluppando larmo-
nia che comporta lunione di due individui che
desiderano amarsi veramente. Non sottova-
lutiamo, non idealizziamo, semplicemente
sperimentiamo. Del resto non dimentichia-
moci che ogni essere umano deve arrivare ad
affrontare tutta la solitudine e la sofferenza
che ha in s per liberarsene, e giungere inizia-
ticamente alla Croce e il rapporto con laltro
sicuramente un ottimo trampolino di lancio.
La relazione come processo di svelamento
reciproco non diventa allora unaffascinante
avventura tutta da vivere?
prima di non essere sincero, pensa che
ti tradisci solo tu risuona il testo di una
nota canzone, che poi aggiunge: prima di
pretendere qualcosa, pensa a quello che dai
tu non facile, per, tutto qui. Effetti-
vamente e si parla di musica leggera
Giorgio Ricci Garotti
in collaborazione
con Monica Giovannini

21
In questo articolo, che vuole essere un appro-
fondimento di quello precedente, desidero
portare lattenzione sulla gura mitologica di
Prometeo, il quale, a causa di pareri discor-
danti con Zeus, fu legato ed imprigionato
ad una roccia, ed era inoltre continuamente
beccato dagli avvoltoi nel fegato, il quale rap-
presenta una esteriorizzazione della natura
del desiderio. La sofferenza era indicibile, in
quanto il fegato ricresceva durante la notte,
mantenendo costanti gli spasmi di dolore. Gli
avvoltoi rappresentano il passato, il passa-
to che Ercole deve abbandonare per aprirsi
ad un ambito di servizio pi ampio, che pu
avvenire solamente quando la consapevo-
lezza di s diviene uno strumento afdabile
nellaiutare il prossimo. Aiutando Prometeo a
liberarsi, Ercole rinunci ad essere egoista e
a soddisfare se stesso.
Simbolicamente, possiamo riconoscere nel-
la continua ricrescita del fegato il fatto che,
se non viene compresa la natura del proprio
agire, il fegato non potr che rigenerarsi, al
ne di ricreare la necessaria sofferenza. La
sofferenza, come ben sappiamo, una mol-
la importante: si pu disquisire su ci che
giusto e su ci che non lo ma, se vogliamo
acquisire una maggiore armonia, dobbiamo
riconoscere che, nella realt oggettiva in cui
viviamo, abbiamo trovato la forza di modica-
re i nostri gesti quotidiani solamente quando
abbiamo vissuto il travaglio di essere contesi
fra gli opposti.
Prometeo era un Titano, i Titani erano gli di
Urano (il cielo) e Gea (la terra); i greci li de-
scrivevano come creature gigantesche, go-
vernatori del mondo in unepoca primitiva. La
leggenda narra che Crono, re dei Titani, spo-
dest Zeus in quanto stanco del suo tiranneg-
giare. A sua volta Zeus spodest Crono, in
una dura battaglia fra Dei e Titani.
Prometeo signica Colui che capace di pre-
vedere; egli era sicuramente provvido, sacri-
c se stesso per il bene dellumanit, do-
nandole il fuoco. Egli giunse a questo gesto
dopo che sorsero dei contrasti con Zeus, a
causa del futuro del genere umano. Zeus non
possedeva una grande considerazione degli
umani, ed era pronto ad appallottolarli ed a
reimpastarli. Prometeo, invece, riconosceva
agli umani una grande capacit di adattamen-
to, qualit che li avrebbe sicuramente con-
dotti ad identicarsi con la loro natura divina,
ergendosi in equilibrio tra terra e cielo.
Certo che Zeus non aveva tutti i torti! Anche
ai giorni nostri accade che, guardandoci at-
torno, la voglia di arrotolare il tutto, chiudere
baracca e burattini non sembra campata in
aria. Il male maggiormente manifesto e ci
viene servito in tutta la sua crudezza, con il
chiaro intento di renderlo normale. Questo
il rischio che corriamo, percepire tutto come
Mitologia e Sentiero Iniziatico
Curatore: Graziano Fornaciari
IL FUOCO DI PROMETEO
PRESENTE
IN OGNUNO DI NOI
22
automatico, anestetizzati in modo tale da es-
sere inibiti nella nostra capacit di discrimina-
re, incapaci di affermare la nostra vera natura,
il nostro vero s. La vita nella quale ci muo-
viamo intrisa di tutto questo, ma, proprio
perch in queste condizioni, deve emerge-
re uno sdegno che renda intollerabile tutto
ci, rimanendo sempre focalizzati sul fatto
che lamore a produrre questo movimento:
il male deve essere bollato, deve emergere
ed essere esposto alla luce, un processo
inevitabile. Bisogna puricare i propri inten-
ti, radicando maggiore innocuit: se agiremo
sempre di pi in questa direzione, immetten-
do sempre pi luce lungo i canali della nostra
coscienza, allinizio ci che ne scaturir sar
ancora qualcosa di scuro, ma se sapremo es-
sere tenaci nellaffermare la nostra vera natu-
ra, la luce prender il sopravvento, rendendo
tersi quei canali, in modo tale che possano
esprimere al meglio la progettualit del Padre
che nei Cieli.
Bisogna alimentare il fuoco che in noi, lo
stesso fuoco che Prometeo, incurante dellira
di Zeus, don agli esseri umani. Il mito rac-
conta che egli comp il nobile gesto rubando
dallOlimpo una brace ardente che nascose
nel cavo di una pianta di nocchio. Inoltre la
leggenda narra che egli insegn agli uomini
la lavorazione dei metalli, e che tolse loro la
conoscenza del futuro, in modo tale che non
avessero da soffrire inutilmente osservando
ci che li attendeva senza lesperienza neces-
saria, la quale permette di colmare le distan-
ze.
Prometeo aveva un fratello: la dualit sem-
pre presente, qualunque sia il racconto e a
qualsiasi latitudine si svolga. Abbiamo visto
nellarticolo precedente la fatica svolta da Er-
cole nel segno dei Gemelli, un segno di aria
legato al potere della mente, una mente che
illumini in modo animico e che non rappre-
senti un elemento di perversione. Il fratello
di Prometeo si chiamava Epimeteo, che si-
gnica Colui che comprende in ritardo: al
contrario del fratello egli non era cos avvedu-
to. Anche in questo caso ritroviamo lanima
in opposizione alla personalit, laspetto che
vuole unire e laspetto che manifesta egoi-
smo e trattiene per s.
Sono aspetti difcili da digerire, la personali-
t avida ed il trattenere elevato. Avremmo
sicuramente meno problemi se non agissimo
in modo tale da ritenere una cosa in un certo
modo: penso in particolare al nostro modo di
esprimerci dal punto di vista verbale, molto
spesso automatico, attraverso il quale affer-
miamo e non riconosciamo ci che produ-
ciamo. Quante volte, per esempio, diciamo
Ritengo che: certo non stiamo a criminaliz-
zare un modo di dire, ma non potrebbe esse-
re che attraverso questo riteniamo di avere
ragione? E se la ragione non sta da nessuna
parte forse alimentiamo una separazione che
impedisce il nutrimento, cos da attuare una
ritenzione per paura di perdere ci che per
noi rappresenta la vitalit.
Il fegato la ghiandola pi grande dellorga-
nismo e produce bile. Al fegato giungono an-
che le sostanze nutritive assorbite dallinte-
stino, per essere ulteriormente trasformate.
La bile un liquido di colore giallo-verde che
viene prodotto in modo continuativo dalle cel-
lule del fegato e poi, per farla breve, termina
nella cistifellea o colicisti. La bile contribuisce
a prevenire il danneggiamento della mucosa
dellintestino ed evita che la ora intestinale
possa dare origine a processi di putrefazione,
cos da contribuire al formarsi di itterizia, epa-
tite o cirrosi.
23
Quante volte abbiamo detto: Mi fai venire
un fegato cos, oppure: Ho un travaso di
bile, frasi che, come detto in precedenza,
sono automatiche, ma che lasciano trasparire
un disagio profondo. Il fegato associato alla
rabbia, la quale insorge sempre nel momen-
to in cui le cose non vanno secondo i nostri
desideri. Allora ci arrabbiamo per tenere lon-
tano gli altri. Non importa se la rabbia pi
o meno manifesta: chiudendoci nello spazio
della nostra presunta ragione, limportante
raggiungere il nostro scopo, inibire. Cos
facendo produciamo la somatizzazione della
nostra staticit, come calcoli biliari, che sono
accumuli di colesterolo o di sali biliari. Quan-
ti problemi in meno se solo accettassimo la
diversit dellaltro e ci vedessimo con mag-
giore tolleranza! Per questo motivo si cerca
di ovviare alla difcolt nel uire attraverso il
bere alcool o assumere farmaci, in entrambi
i casi ottenendo solamente una dipendenza
anestetizzante. Lumanit ha notevoli proble-
mi a digerire la propria vita, gurarsi quella
degli altri! Certo bisogna avere fegato, ma in
buone condizioni per, evitando di creare ne-
mici immaginari.
Non un caso che oggigiorno si beva e si
assumano sostanze stupefacenti per essere
uidi, per radicare maggiore coraggio e fare
ci che altrimenti non sarebbe possibile. Si
ha la percezione di dover ammorbidire il pro-
prio atteggiamento attraverso dei surrogati, e
non si riconosce il vero coraggio, che rap-
presentato dal fare con ci che sia ha, rico-
noscendo nellerrore inevitabile lesperienza
che ci occorre per unire e non per dividere.
Quanti problemi insorgono con la soppres-
sione delle proprie emozioni! Cos facendo il
plesso solare diventa un grande serbatoio di
energia drasticamente trattenuta. Le emozio-
ni non vengono trasmutate in amore e aspi-
razione, quindi quellaccumulo di potenza,
invece di produrre movimento attraverso il
fuoco della digestione, viene ritenuto, come
nel caso di una potente utilitaria spinta alla
massima potenza ma con il cambio in folle.
Inutile aggiungere che probabilmente il moto-
re non gradir tutto ci e probabilmente fon-
der: lo stesso accadr al nostro intestino, il
quale sar sicuramente esposto ad un grande
stress, che non potr che produrre malattia.
Ricordo che allinizio della mia esperienza
meditativa ebbi loccasione di ascoltare una
parte della rabbia che mi componeva: non
fu unesperienza piacevole, sentire montare
quella rabbia era destabilizzante, ma nello
stesso tempo emergeva una gioia nel poter
nalmente sentire nelle carni ci che si era
sempre manifestato in modo sordido e sub-
dolo. La mia cistifellea sembrava una corda
di violino pizzicata dalla mia anima: ringrazio
ancora quel momento e la tenacia, seppur
spesse volte scomposta, che ho avuto negli
anni a seguire. Il male fa male, ma se lo guar-
diamo in faccia fa pi male a lui.
Prometeo signica anche il Dio incarnato,
colui che porta il fuoco, come diceva Ges
che incarnava il Cristo: Sono venuto a por-
tarvi il fuoco, come vorrei che bruciasse n
da ora. A sentire queste parole limpresa ap-
pare perlomeno ardua, ma se stiamo aderenti
a quello che siamo qualche piccola ammella
qua e la pu essere accesa, sicuri che sar
tenuta nella giusta considerazione da chi sa.
Graziano Fornaciari
24
Il diavolo lo trasport di nuovo sopra un mon-
te altissimo, gli mostr tutti i regni del mondo
e la loro magnicenza, poi gli disse: Tutto
questo io ti dar, se ti prostri e mi adori.
Allora Ges gli rispose: Vattene, Satana, poi-
ch sta scritto: Adorerai il Signore Dio tuo e
servirai a lui solo. (Matteo 3,6-4,15)
Luomo unica in s i risultati del processo
evolutivo che nel tempo ha prodotto il con-
seguimento dellautocoscienza. La consape-
volezza di s permette di allargare la visione
e di porre le basi della comprensione futura:
lesistenza di un unico S. Tutto ci comporta
dei tempi evolutivi molto lunghi usando dei
parametri umani come metro di paragone,
anche se rispetto al tempo di vita delluni-
verso si tratta di alcuni attimi. Il lungo viaggio
che affronta lo spirito proiettandosi nelle pie-
ghe della materia attraversa tutti i piani del-
la creazione sviluppando la vita secondo dei
modelli che, se sperimentati e quindi integra-
ti nella coscienza, riconducono al proposito
divino che contiene tutte le innite possibilit
dellessere. La creazione pu essere distinta
in due fasi antitetiche e complementari: una
denita discendente e unaltra ascendente.
In quanto esseri umani siamo interessati
allarco ascendente, e quindi porteremo lat-
tenzione su questa fase della vita. La diffe-
renziazione della Vita Una trova compimento
nelle miriadi di forme che sono presenti nel-
la manifestazione, perci lAntica Saggezza
descrive la natura come un insieme di regni
che sono costituiti da gruppi di forme che
hanno caratteristiche similari. Ogni regno
costituito da un principio coerente che dirige
e tiene unito linsieme delle forme che ne
fanno parte, e inoltre caratterizzato da una
qualit principale. La monade, oltre ad attra-
versare i piani, passa quindi di regno in regno
integrandone le qualit sperimentate lungo le
linee evolutive. Tutti i regni sono fondamen-
tali per la manifestazione della vita, e studian-
doli osserviamo come esista un lo invisibile
che li unisce: ci che produce un regno pu
rappresentare il nutrimento del regno supe-
riore. Quanto prodotto da un regno deve es-
sere metabolizzato alchemicamente afnch
divenga nutrimento per un altro regno, e ci
consente di denaturare gli aspetti che sono
stati pervertiti durante il viaggio nella materia,
contribuendo cos a riettere sempre pi la
luce intrinseca presente in ogni cosa.
Nel Vangelo si legge che lultima tentazione
di Satana consiste nel far nascere nel Mae-
stro Ges il desiderio di comandare sui regni
del mondo, cio alimentando la dualit a di-
scapito dellunit sintetica. Il Cristo ha affer-
mato con la verit dellamore che al termine
del cammino ci aspetta il Regno di Dio, e che
i regni del mondo sono destinati a fondersi
Il Raja Yoga e lesoterismo
Curatore: Luca Tomberli
I REGNI DI NATURA
25
in una sintesi spirituale mossa dal proposito
divino. Nessun essere umano immune dal-
la tentazione del conitto e della separativit,
ma, rinunciando alla lotta per laffermazione
di se stesso, riveler lappartenza al regno
delle Anime. I regni ascendenti come descrit-
ti nel Trattato dei Sette Raggi (vol. I) sono: mi-
nerale, vegetale, animale, umano, delle Ani-
me, delle Vite planetarie, delle Vite solari. Il
regno minerale esprime la qualit dellattivit,
la sua natura inerte e tamasica raggiunge la
sua massima espressione nella radioattivit.
Le innumerevoli forme che contraddistinguo-
no questo regno ci indicano come sia capace
di plasmarsi rispetto al principio entrostante.
Lo stato radioattivo permette di superare gli
aspetti limitanti circostanziali, e quindi il re-
gno minerale ci insegna che lorganizzazione,
se ben fatta, non rende statici, anzi pu con-
durre a uno stato di libert. Il regno vegetale
ha la qualit dellattraenza espressa dal colo-
re, e porta a compimento la sua natura nel
profumo emanante dalle forme di vita pi ele-
vate che lo compongono. Alcuni esperimenti
scientici hanno dimostrato come le piante
possiedono un certo grado di sensibilit che
permette loro di entrare in empatia con chi
le cura. Inoltre molte piante cercano i raggi
solari, dimostrando una rudimentale possibi-
lit di movimento che i minerali non hanno. Il
profumo connesso alla vita sessuale ed
in funzione del bene di gruppo, nelle forme
pi evolute viene sprigionato come una sorta
di radianza, che, grazie alla collaborazione del
vento e degli insetti, perpetua la vita del re-
gno vegetale. La liberazione in questo regno
passa attraverso le linee evolutive angeliche
o deviche che fungono da indirizzo e princi-
pio cosciente per le forme meno evolute.
Il regno animale caratterizzato dallistinto
che nelle forme pi evolute si trasforma in
domesticit e devozione verso luomo, infatti
non difcile ad esempio scorgere nei cani
abituati a vivere in famiglia comportamenti
umani. La forma evoluta del regno animale
sembra che consideri istintivamente luomo
come un punto di riferimento a cui assogget-
tarsi. Infatti, secondo la tradizione esoterica,
luomo dotato di comprensione pu divenire
liniziatore del regno animale e condurlo alle
porte del regno umano. Ma per farlo dovr
aver puricato la propria natura animale. Al
momento lumanit utilizza ancora il mondo
animale per alimentarsi, mentre in futuro non
penso che ci sar perpetuato. Infatti la terra
coltivata rende di pi di quando viene utiliz-
zata come pascolo, in tal modo si potrebbe
depotenziare il problema dellalimentazione
mondiale. Inoltre immettere nellorganismo
umano energie di morte presenti nella carne
e in misura minore nel pesce, ne riduce la vi-
talit con conseguenze spiacevoli. Non dob-
biamo trascurare neanche la questione che
la mattanza perpetuata dal genere umano
nei confronti del mondo animale alimenta nel
regno umano e nel singolo individuo aspetti
negativi che dovranno prima o poi essere tra-
smutati, e ci non sar indolore. Non sar un
caso che alcuni lama buddisti per puricare le
azioni del passato consigliano ai loro allievi di
comprare delle bestie al mercato per liberar-
le. Il quarto regno, quello umano, destinato
ad esprimere sempre pi aspetti dellamore
o della comprensione sintetica. Il discerni-
mento la qualit che palesa il regno umano
e che deriva dalla sostanza mentale o chitta.
Il fuoco che deve essere appiccato nella vita
dellaspirante attraverso lattivit consape-
vole completa quella puricazione degli ele-
menti che nei vari regni in progressione dal
26
primo al terzo ha interessato la terra, laria e
lacqua. Dal suo apparire sulla terra ben pre-
sto luomo ha associato la magia della vita al
sangue, esotericamente acqua colorata, che
scorreva al suo interno. I sacrici di sangue
ofciati attraverso riti religiosi o agiti nella
battaglia erano il tentativo di unumanit bam-
bina di ingraziarsi il divino offrendogli quello
che di pi importante conosceva, cio la vita
stessa. Era unumanit ancora troppo legata
al regno animale e ai suoi modelli evolutivi.
Per capire meglio certe attivit al momento
non condivisibili, possiamo rifarci alla siolo-
gia e anatomia occulte. La scienza esoterica
ci insegna che nellessere umano degli albori
non essendosi ancora formate le nadi (con-
dotti energetici) lenergia eterica si riversava
direttamente nel sangue. Ci faceva del san-
gue la parte pi vitale del corpo sico e quindi
quella pi preziosa. Adesso non pi cos,
con lultimazione del corpo eterico (sono pas-
sati migliaia di anni da quando ci avvenu-
to), lenergia eterica ha preso la propria stra-
da, e nel sangue vengono riversati gli ormoni
delle ghiandole endocrine che costituiscono
sul piano sico la precipitazione dellenergia
emanata dai chakra.
Il Maestro Ges ha aperto unaltra epoca evo-
lutiva quando ha dato alla legge del sacricio
un nuovo impulso. Con il suo insegnamen-
to afora lentamente alla mente umana che
non necessario sacricare il proprio o lal-
trui corpo sico per fare la volont dellAltis-
simo. Invece per accedere al Regno dei Cieli
richiesto il sacricio della vita personale, in
unattivit che operi per il bene dei molti sen-
za dimenticare la nostra vera natura. Infatti
la personalit deve cedere al proposito della
volont dinamica dellanima, e cos lessere
umano attraverso il discernimento in grado
di sintetizzare nella singola vita le aspirazioni
degli altri tre regni: lattivit, il magnetismo e
la docilit. Luomo si presenta alle soglie del
Quinto Regno di Natura sospinto dallattivit
che non conosce lostacolo della forma, non-
curante della personalit e principalmente
sperimentando lintuizione come compren-
sione sintetica della verit.
Luca Tomberli
27
Finalmente, dopo tanto peregrinare e dopo
avere affrontato prove e sacrici, continuan-
do a calcare la Via, luomo approda sulla Cro-
ce cardinale, la Croce delliniziato. Questa
croce descrive il Sentiero delliniziazione,
dove luomo entra in contatto con lenergia
del Padre, energia di 1 raggio. Qui la Mona-
de si manifesta attraverso lanima e la per-
sonalit, e le energie trasmesse allUmanit
da Aries, Cancer, Libra e Capricornus sono di
ordine cosmico.
Luomo sulla Croce mobile ha lottato per inte-
grare i tre aspetti della personalit in un tutto
armonico, poi sulla Croce ssa ha conquistato
lunit di personalit e anima, ed ora in questa
terza e ultima croce ottiene il massimo con-
seguimento possibile in incarnazione, ovvero
la fusione della triplicit divina, Padre, Figlio
e Spirito Santo. Luomo qui posizionato
espressione consapevole di questa triplicit.
La comprensione sia orizzontale sia verti-
cale, luomo si porta tutto con s, trattiene la
conoscenza del particolare allinterno di una
coscienza universale, impersonale ma co-
sciente di s, e unito alla vita si riconosce in
essa. Nella vita dellIniziato le tre croci sono
contemporaneamente attive, cio tutte e 12
le costellazioni si esprimono al massimo della
perfezione.
In conseguenza a ci, diviene difcile descri-
vere questa croce parlando solo dei quattro
segni che la compongono, cio Aries, Can-
cer, Libra e Capricornus, poich questa croce
rappresenta una sintesi complessiva di tutte
e tre le croci. Ad esempio Capricornus, segno
di iniziazione, tale ed importante perch per-
mette alluomo, dopo avere conseguito lini-
ziazione, di esprimere nella sua vita il signi-
cato di Aquarius, del portatore dacqua che
serve lumanit, anche se Aquarius appartie-
ne alla Croce ssa, per poi riuscire ad espri-
mere lessenza di Pisces, cio di divenire il
Salvatore del mondo, anche se Pisces uno
dei quattro segni che abbiamo trovato sulla
Croce mobile allinizio del cammino, ma che
nella sua espressione pi perfetta ed elevata
esprime il compimento nale delluomo.
Anche il simbolo della croce cardinale rappre-
senta in modo gurativo questo concetto di
fusione, infatti composto da un triangolo
che ha tre cerchietti a ogni vertice e una linea
che discende. Il triangolo la Monade ma-
nifesta, che raduna in s la triplicit divina. I
cerchietti sono quattro energie fuse insieme,
ovvero le tre croci. Inne la linea, che scen-
de nella materia, ci ricorda che la Monade si
manifesta discendendo nella materia per poi
elevarla al Cielo.
La difcolt a cui vado incontro nel cercare
di parlarvi di questa croce la difcolt di
riuscire a descrivervi con grande chiarezza
e con grande sintesi i quattro segni che la
Astrologia esoterica
Curatore: Maria Grazia Barbieri

LA CROCE CARDINALE,
CROCE DEL CRISTO RISORTO
28
compongono, perch questi sono appunto
quattro segni di sintesi che esprimono la Vita
dello Spirito e come si voluta manifestare,
quindi, per noi, ancora estremamente lontani
e misteriosi. Qui siamo sul piano della Mona-
de, del Padre, siamo dove antichi aliti e respiri
hanno originato la vita degli universi e dove
si racconta di quando Dio alit il respiro nelle
narici delluomo rendendolo unanima viven-
te.
Alla luce di questa difcolt diviene impossi-
bile parlare del signicato di Aries, Cancer, Li-
bra e Capricornus senza tenere in considera-
zione la croce cardinale come manifestazione
di tutti e 12 i segni. Da qui il tutto ebbe origine
e qui ritorneremo, qui c lalfa e c lomega,
e comprendere questa croce signica iniziare
a comprendere la grande legge della rinasci-
ta, intesa come impulso ciclico, come inspi-
razione ed espirazione di Colui che scandisce
questa ripetizione: il Logos planetario. Solo
gli Iniziati possono in una qualche maniera
comprendere lessenza di questo concetto,
noi, invece, con umilt, ci accontenteremo di
avere almeno un qualche barlume di luce su
questi cicli che scandiscono la manifestazio-
ne e levoluzione della vita.
Creazione, manifestazione, legislazione e ini-
ziazione sono le quattro fasi che compongono
il ciclo della vita, e sono espresse e realizzate
dai segni della croce cardinale.
Aries inizia il ciclo di manifestazione, esprime
la volont di incarnarsi, quindi un impulso
ad essere che porta a discendere in manife-
stazione nelloscurit della materia attraverso
la porta di Cancer. Tutte le anime come en-
tit individuali sperimentano lincarnazione la
prima volta in Cancer, ma tutto ha origine in
Aries, che dal piano mentale esprime limpul-
so ad essere, che poi, discendendo sul pia-
no astrale, si colora del desiderio di Taurus e
che, continuando a scendere, si veste della
dualit propria di Gemini sul piano eterico,
per giungere, inne, tramite Cancer, in mani-
festazione sul piano sico.
Attraverso Libra, poi, luomo impara le Leggi
della vita, e sottostando ad esse ciclo dopo
ciclo cessa di oscillare fra gli opposti e si
pone in equilibrio fra spirito e materia, per
poi conseguire in Capricornus liniziazione, la
quale per porter luomo a sentire la neces-
sit di ritornare a creare, attraverso un nuovo
impulso che lo riporter nella materia, con
pi consapevolezza di prima, per fare un altro
giro sulla ruota, e cos via; questa la stra-
da dellevoluzione, nch luomo, divenuto
un perfetto iniziato, sar libero di decidere di
entrare in manifestazione per servire lUma-
nit.
Allinizio luomo si incarna seguendo un im-
pulso istintivo, lanima che effettua tutti i
giri necessari per raggiungere un suo com-
pimento, un suo completamento, ma poi
questo movimento circolare crea un effetto
strano, come un gioco dove non c pi inizio
e non c pi ne, dove linizio la ne e vi-
ceversa, dove lalfa e lomega si congiungono
e svelano lo spirito della creazione, del uire
della vita, del perch esiste tutto questo e di
noi che ne facciamo parte.
Quando luomo si sofferma a riettere
sullepisodio di Dio che alit il suo respiro
nelle narici delluomo rendendolo unanima
vivente, probabilmente ne capisce solo le pa-
role, ma non riesce a comprenderlo nella sua
bellezza e perfezione, non pu dire di avere
compreso, perch altrimenti non vivrebbe av-
volto dalla sua miseria interiore, ma vivrebbe
con gioia, libero di uire nella bellezza della
vita. Questa, per, la condizione dellinizia-
29
to, che non teme pi la morte, perch com-
prende che non c morte, che la morte
solo trasformazione e rinascita a nuova vita.
La parola morte su questa croce non c pi,
c la creazione, la manifestazione, la legisla-
zione e liniziazione, c solo vita. Qui la mor-
te solo trasformazione, perch questa la
croce della vita dello Spirito.
Questo signicato della croce cardinale rap-
presentato anche nella vita di Ges, che resu-
scitando, trionfa sulla morte. Infatti la resurre-
zione di Ges segna il mistero pi profondo
di Capricornus, di una volont che vince per
sempre la morte.
Il uire in modo circolare delle energie dei
quattro segni della croce cardinale giusti-
cato anche dal fatto che un tempo Capri-
cornus era il decimo ed ultimo segno dello
zodiaco, e questo perch la coscienza umana
non era ancora in grado di recepire le energie
di Aquarius e di Pisces. Addirittura nel perio-
do lemure i segni zodiacali erano solo otto,
infatti, oltre ai loro opposti polari Aquarius e
Pisces, mancavano anche Leo e Virgo, cio
mancavano il senso di individuazione e la
consapevolezza del Cristo insito nelluomo.
Ma destino dellUmanit di tornare al die-
ci, infatti Aries e Pisces si fonderanno in un
unico segno e questo proprio perch la ne
non che linizio; e Virgo si unir con Libra,
e allora il Cielo scender sulla Terra, e gli op-
posti maschile e femminile saranno in equi-
librio, permettendo cos la venuta del Cristo
cosmico sulla Terra.
Questa croce porta in manifestazione, attra-
verso i pianeti che la formano, tutti e due i
rami spirituali principali: il ramo dispari attra-
verso 3, 5, 7 raggio e il ramo pari attraver-
so il 4 e 6 raggio. In questa croce, quindi,
non appaiono direttamente il 1 e il 2 raggio,
i quali sono portati in manifestazione attiva
dai raggi minori, perch questa croce la cro-
ce della vita che si manifesta su tutti i piani
e a tutti i livelli, quindi il ramo dispari appare
in qualit di costruttore di forme attraverso
lintelligenza ed attento alle leggi di natura,
mentre il ramo pari unisce e costruisce, ma
restando attento al movente, allaspirazione
e al sacricio, prestando attenzione allaspet-
to interiore e allespressione spirituale attra-
verso le forme. Tutti i raggi, quindi, sono in
attivit nella Croce cardinale, e questo per un
motivo molto semplice: il segreto custodito
da questa croce la Vita stessa in tutte le sue
manifestazioni.
Ora siamo arrivati alla ne di questo bellis-
simo viaggio e vediamo luomo su questa
croce mettersi in gioco con la creazione, la
manifestazione, la legislazione e liniziazione,
ma questo anche il ciclo vitale che segue
una stella o un universo quando nasce, lo
stesso viaggio, poi ognuno lo realizza con la
forma che ha a disposizione e con i limiti che
il proprio livello evolutivo impone, e anche se
tutto ci ci appare cos lontano, poich qui
siamo sul piano della Monade, dello Spirito,
tutto questo ci appartiene, infatti siamo qui
perch c stato questo impulso della nostra
Monade che ha voluto essere e che ha voluto
manifestarsi no nella materia pi densa pri-
ma di intraprendere il viaggio di ritorno verso
casa.
Maria Grazia Barbieri
30
Negli articoli precedenti abbiamo gettato uno
sguardo sulla meditazione, che di sicuro la
prima cosa da fare, per uno che consapevol-
mente voglia iniziare a trasformare la sua co-
scienza. Difatti la pratica della meditazione in-
comincia a muovere le energie, puricandole
ed elevandole, ma anche accelerando il con-
tatto con tutto ci che rimane da trasforma-
re dentro se stessi. Per cui, la seconda cosa
che un aspirante sul Sentiero deve prendere
in considerazione, sono gli strumenti che gli
possono consentire di procedere allintegra-
zione della propria personalit. Secondo la
scienza esoterica, vi un percorso specico
che conduce luomo dal quarto regno di na-
tura al quinto, o Regno dei Cieli. Questo per-
corso denito da tappe precise, da sempre
chiamate iniziazioni, che, indipendentemente
dal nome, rappresentano eventi signicativi
nellevoluzione umana. Questi non sono modi
di dire, ma realt strutturali che ci descrivono
esattamente a che cosa ogni essere umano va
incontro nel corso della sua evoluzione. Come
abbiamo visto, i momenti pi eloquenti della
vita di Ges ci indicano chiaramente queste
svolte, che si realizzano quando luomo, dopo
aver sperimentato tutto ci che appartiene al
suo regno, inizia a vivere come anima, inte-
grando sempre di pi la sua personalit, per
consentire allauriga della sua coscienza, il
suo s superiore, di prendere controllo dellin-
tero campo della consapevolezza.
Se vi un percorso comune allumanit, allora
vi sono anche modalit comuni per compiere
questo cammino, ed di questo che si oc-
cupa linsegnamento sul Sentiero, ossia della
strumentazione, appunto, atta a trasmutare
la personalit e a svelare la potenza, lamo-
re e lintelligenza dellanima. In n dei conti,
linsegnamento dei Maestri non altro che la
narrazione di unesperienza vissuta. La scien-
za esoterica la codica di un empirismo che
coloro che hanno fatto il Sentiero hanno
sperimentato sulla loro pelle. Il Mito, la Tra-
gedia, la Parabola ed il Verbo si incarnano nel
discepolo no alla sua Resurrezione. Il Mae-
stro altri non se non Virgilio, che indica la via
nella selva oscura, e laspirante Dante, che,
dopo aver compiuto il viaggio, descriver che
cosa ha visto, afnch anche altri possano co-
noscere la strada.
Se una persona arrivata a prendere la de-
cisione di dedicare parte del suo tempo alla
meditazione, vuol dire che gi inguaiata,
ossia entrata nella disponibilit pratica della
ricerca, che quasi un punto di non ritorno
rispetto allaccettazione passiva della vita.
Ovviamente mi sto riferendo alla meditazio-
ne nel senso che intende Patanjali, e non alla
visualizzazione delle paperelle nel laghetto,
giusto per capirci. Il secondo ed importante
passo, di solito, segue inevitabilmente di l
Il Sentiero Iniziatico
Curatore: Massimo Rodolf
LINTEGRAZIONE
DELLA PERSONALIT
31
a poco. Le trasformazioni iniziano in modo
impercettibile, ma sempre pi rapido, no a
quando la girandola che diventa la tua vita, ti
pone per forza il problema del capire che cosa
ti sta succedendo e, soprattutto, che cosa ci
puoi fare.
Non si pu comprendere da subito che ci
con cui si ha a che fare, le proprie emozioni,
i propri sentimenti ed i propri pensieri, sono
qualcosa di estremamente tangibile e che
come tali andrebbero trattati. Su questa so-
lidit della coscienza si basa la possibilit di
operare in modo scientico la trasformazione
di s. Lalchimia spirituale non proprio una
metafora, ma una strabenedetta verit tangi-
bile: si tratta di trasmutare il piombo del s
inferiore nelloro dellanima. Per, siccome la
percezione dellaspirante sul Sentiero anco-
ra inadeguata, egli non riesce a rendersi piena-
mente conto del peso di tutte le componenti
del suo essere. Le emozioni, come i pensieri
del resto e tutto ci che ci costituisce, sono
formate da atomi di sostanza del piano vitale
sul quale esse sono manifestate, appartengo-
no a quel corpo, chiamato astrale, anchesso
parte del nostro essere, atto proprio a vivere
le emozioni nella dimensione nella quale esse
esistono. Questo, fra laltro il motivo per cui
unemozione non pu essere compresa dal
pensiero, ma pu essere sentita, cos come
lanima non pu essere esplicata dalla mente,
ma si esprime attraverso lintuizione.
La spinta allazione della vita universale, altri-
menti chiamata karma, o legge di causa-effet-
to, nella contingenza che ci interessa, ossia la
personalit umana, agisce sui tre piani delles-
sere inferiore, sico, emotivo e mentale, e
in ogni caso produce trasformazione nella
materia, attraverso la consequenzialit delle
esperienze, nel tempo e nello spazio. Luomo
generalmente non per niente consapevo-
le del moto evolutivo della sua esistenza ed
impiega molte incarnazioni prima di realizzare
che sta salendo una spirale di vita che lo por-
ta dalle ataviche densit verso i cieli rarefatti
dellessere. A questo punto la vita diventa una
sda interessante, perch, nalmente, siamo
sullorlo della possibilit di affrancarci dal suo
automatismo. Questo per signica com-
prendere la legge di causa-effetto, per essere
in grado di modicare le radici nascoste di ci
che, in noi, produce sofferenza.
Per lesperienza che ho potuto fare nel campo
della coscienza umana, il cominciare a fare i
conti con questa atipica concezione produce
gi di per s notevoli cambiamenti. Compren-
dere che karma non sinonimo di caso, ma
responsabilit della quantit e della qualit
delle proprie azioni, mette nelle condizioni di
modicare, nei propri corpi, il peso di quegli
atomi di cui parlavamo prima. Nello specico
ci consente di modicare i rapporti di forza
tra la parte consapevole e costruttiva e quella
inconsapevole e distruttiva del proprio esse-
re.
Ecco allora che laspirante comincia a fare una
mappa di se stesso, di ci che riesce a per-
cepire e comprendere di s, ed incredibile
constatare la quantit di cose che aforano
da questa attenzione nei propri confronti. Ma
se ti ascolti e ti osservi, inizi a vedere quel-
lo che cova appena sotto la supercie della
coscienza, cominciando a fornire un canale di
aforamento anche per quel materiale che
radicato un po pi in profondit. Vi ricordo
sinteticamente che possiamo modicare solo
ci che conosciamo. Il problema allorigine
della nostra sofferenza consiste nel fatto che
la coscienza strutturata in modo da porre
delle maschere dinanzi alle vere e profonde
32
motivazioni del nostro agire, legate ancora
ad aspetti irrisolti del nostro karma e spesso
originate in vite remote, che ovviamente non
ricordiamo.
Osservare ed ascoltare il nostro comporta-
mento, che signica porre attenzione alle
sensazioni che proviamo mentre facciamo
una cosa (spesso in contrasto con quello che
affermiamo razionalmente), ci porta di sicu-
ro a trovare dei motivi ricorrenti nella nostra
vita, moduli che riproponiamo, spesso in un
modo per noi fallimentare e deludente. Que-
sto perch lattenzione ci porta in un territo-
rio di conne della nostra consapevolezza, in
quella frattura, o se preferite crepaccio, che
sta tra le nostre maschere e lorigine karmi-
ca del nostro comportamento rovinoso. Per
esempio, io affermo di voler costruire una re-
lazione armoniosa con il mio partner, ma va
sempre a nire che o lascio o vengo lasciato,
salvo poi lamentarmi dellincomprensione nei
miei confronti, o magari dellingiustizia della
vita. In realt ci che io dichiaro vero solo
in una certa misura, perch nel mio subcon-
scio intanto agiscono forze, legate a qualche
vita passata, non ancora comprese, che mi
obbligano a comportarmi in modo da ricreare
quelle irrisolte condizioni di abbandono e re-
pulsione appartenenti al mio passato.
Senza che sia necessario vedere o sentire
chi eravamo nella vita precedente, cosa tan-
to di moda di questi tempi, possiamo entrare
in contatto con il nostro passato qui e ades-
so, nel nostro presente, attraverso il nostro
comportamento. Proprio qui sta la frattura di
cui parlavo prima. Le maschere che noi mo-
striamo nella nostra esistenza sono lespres-
sione del nostro passato non ancora integrato
nella nostra consapevolezza. In questo modo
risultiamo essere schizofrenici, separati da
noi stessi. per questo motivo che lo yoga si
chiama yoga, ossia unione, per il fatto che
le pratiche di trasformazione che esso pro-
pone ci mettono nella condizione di unicare
tutta la nostra coscienza, integrando la per-
sonalit, che viene assorbita dallunicante
principio dellanima.
Nella misura in cui inizio a conoscere che
cosa non mi piace di me stesso, allora pos-
so fare come mi consiglia Patanjali: Quando
sorge un pensiero contrario allo yoga, svilup-
pa il pensiero opposto. Che in pratica signi-
ca che, quando riconosci una tua tendenza
distruttiva, invece di assecondarla, seguendo
meccanicamente limpulso che provi, resisti
al disagio che questa ti provoca e, consape-
volmente, dai attenzione ed energia a ci che
invece riconosci come tendenza positiva.
cos che si trasformano gli atomi della propria
coscienza, in questo conitto, con questo
attrito, vivendo questa contraddizione. Cos
cambia il peso specico del proprio essere,
che viene sempre pi polarizzato verso la luce
dellanima. La trasformazione viene ancor pi
accelerata e laspirante si trova non di rado
a puntare i piedi contro questo cambiamen-
to, cercando di resistere al forte vento della
novit e della positivit, ma una cosa certa,
prima o poi tutti berremo da quel calice che
Ges stesso ha esitato a portare alle labbra, e
con Lui avremo parte nel Regno.
Massimo Rodolf
33
Nelluniverso lenergia di terzo raggio, detta
anche intelligenza creativa, che permea ogni
piano e contribuisce alla creazione, interagen-
do con lenergia del primo e del secondo rag-
gio. Ad un proposito del Padre, che contiene
un progetto preciso, risponde la materia che
offre il campo di esperienza e sotto la guida
amorevole del Figlio evolve rispondendo con
intelligenza no a materializzare il proposito
divino. Occorre distinguere fra materia, cio
la Madre, e sostanza cio lo Spirito Santo
che adombra la Madre: qui ci occupiamo di
questultimo, perch i raggi vengono stu-
diati in termini di energia. Il nostro interes-
se quindi catturato dallazione intelligente
dellenergia di terzo raggio che trova sua
espressione nellazione dei costruttori e del
Grande Architetto che organizza il materiale,
inizia il lavoro e lo fa procedere no a quando
sia materializzato il proposito del Padre.
Tutto lo spazio soggetto allazione delle for-
ze che costituiscono la trinit, e incalcolabili
ne sono gli effetti, ma si pu affermare che
questa attivit intelligente costruisce la forma
in modo che questa sia in grado di rivelare il
proposito divino. Senza questa intelligenza di
fondo non ci sarebbe sapienza nelluniverso e
la materia non potrebbe vibrare rispondendo
in modo intelligente alla volont che emerge
dallinterno: la sapienza che spinge ogni for-
ma ed ogni essere verso il suo destino, perch
conosce i propri ni ed opera alla loro attua-
zione sperimentando, esaminando e alla ne
liberando. Senza questa forza la rondine non
saprebbe ritrovare lo stesso luogo dellanno
precedente, senza questa intelligenza un lo
derba non troverebbe il pertugio fra le rocce,
n un animale le erbe in grado di guarirlo. An-
che gli esseri umani avrebbero un disperato
bisogno di sapienza, ma lo spirito sofa dove
vuole, come quando discese sugli apostoli e
questi profetizzavano, parlavano lingue sco-
nosciute e operavano guarigioni miracolose.
Beato chi trova questa sapienza.
Nel nostro sistema solare questo raggio ha
Saturno come corpo di espressione perch
proprio tramite la materia, che ostacola
e ostruisce, che viene fornito al mondo un
vasto campo di esperienza e lumanit pu
evolvere superando questi ostacoli.
Oggi molta di questa energia di terzo raggio
cristallizzata nel denaro, che infatti pi
adorato rispetto ai valori spirituali: in questo
senso pu essere intesa la frase lamore del
denaro la radice di tutti i mali, perch si
fa di un mezzo un ne, e ci che dovrebbe
essere una semplice funzione diventa idolo.
Legoismo infatti alla base della disastrosa
situazione economica attuale: le risorse non
mancano, ma non sono equamente distribu-
ite. In futuro il denaro sar abolito e linteres-
se sar volto al bene comune piuttosto che
Psicologia esoterica
Curatore: Paola Spada

INTELLIGENZA ATTIVA
34
a quello individuale. Ognuno pu contribuire
alla costruzione di una societ illuminata cer-
cando di riscoprire la sua bont fondamentale
che anche buona volont ed instaurare un
rapporto corretto con il denaro e gli aspetti
materiali. Il denaro per esempio pu essere
usato per promuovere il lavoro della Gerar-
chia e a sostegno di tutte quelle attivit tese
a produrre una maggior distribuzione delle
risorse.
Per il nostro pianeta il terzo raggio riveste un
ruolo particolarmente importante perch il
raggio della personalit del Logos planetario,
quindi condiziona notevolmente ogni cellula
del suo corpo, anche il genere umano. Luma-
nit nel suo complesso evolve per esperienze
successive e grazie a queste impara a discri-
minare. In effetti la capacit di discriminare
si acquisisce grazie a molte esperienze: solo
luomo che ha vissuto molto in grado di
giudicare con avvedutezza e comportarsi in
modo appropriato in ogni circostanza, perch
vivendo nella tensione di agire per il meglio
ha imparato a conoscere con il cuore - quindi
non con arida intelligenza ma con sapienza -
ed in grado di gustare la vita.
Ma come opera un servitore di terzo raggio?
Si pu affermare che lavora con le idee per
renderle pi comprensibili alle moltitudini, so-
prattutto per quanto riguarda le nuove idee
che vengono adattate alle esigenze immedia-
te e proposte con forza. Non un caso che
il tipo psicologico prodotto da questo raggio
sa come usare la parola in modo persuasivo,
intelligente, ma soprattutto appropriato.
Il terzo raggio in manifestazione dal 1875
ed allinizio della fase di declino; questo
provoca anche condizioni mentali statiche
che dovranno essere distrutte per lasciare
spazio al nuovo: non preoccupatevi dunque
del sole che tramonta, ma salutate festosi il
nuovo che sorge.
attraverso la vita che plasma incessante-
mente la materia che la forma diventa perfet-
ta, ma non aspettatevi che questo risultato
sia statico perch, non appena la forma giun-
ge a perfezione, viene distrutta, afnch la
vita possa, uscendo da quella forma, trovarne
di pi adeguate. Questo vale per un essere
umano, una razza, un pianeta o un sistema
solare: si pu proprio dire che nulla si crea
e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma.
Spesso la ripetizione di schemi gi conosciu-
ti signica distruzione: sia quindi benedetto
nellanimo dei pionieri lanelito a scoprire
nuove vie inesplorate, nuove modalit, per-
ch in ogni inizio c una magia che ci aiuta
a vivere.
Lopera compiuta dal terzo raggio genera
sintesi temporanee che conducono prima
allunione di coscienza e forma, poi di spiri-
to e materia; denisce lapparenza ma nello
stesso tempo anche la qualit entrostante e
laspetto Vita: per questo lapparenza non
mai insignicante, perch rivela ci che al-
berga al suo interno. La volont creatrice ini-
zia quindi sul piano sico ci che esprimer
il divino ma soprattutto, oltre a generare la
manifestazione, dimostra anche la potenza
di quella Vita eterna che alberga allinterno e
regola lapparizione nella forma.
Paola Spada
35
La minoranza per denizione chi non pos-
siede le armi della maggioranza, chi non per
bellezza, non per potere, non per quantit nu-
merica pu emergere e lasciare il segno, ma
chi, se sa resistere, in grado di innovare
e condurre a cambiamenti importanti, anche
se attraverso effetti che raramente sono im-
mediati ed evidenti.
Da sempre intimamente membro di una mi-
noranza sia per predisposizione masochista
(diciamo in gergo il mio meccanismo) che
allestremo porta ad isolarsi e a sentirsi diver-
si dagli altri quindi soli ed incompresi, ma an-
che perch semplicemente distante da tanti
usi e abusi odierni che sento di non voler con-
dividere, mi chiedo: abbiamo mai pensato a
quale forza sottost alla minoranza? Quanto
importante il contributo che ciascuno di noi
pu portare, anche se piccolo, alla sua vita e
alla societ di cui noi tutti siamo parte attiva?
Moscovici sostiene che mentre la maggio-
ranza produce compiacenza, quindi adesione
pubblica senza accettazione privata, la mino-
ranza produce conversione.
Ci tengo a precisare che si tratta sempre di
inferenze che non vanno oggettivizzate, sia
perch non stiamo parlando di matematica,
altrimenti non si spiegherebbe il detto la ma-
tematica non unopinione sia per la natu-
ra stessa dello strumento sperimentale cio
articiale, da cui Moscovici ha tratto le sue
conclusioni, che non pu riettere le innite
variabili della realt.
Questo signica che pu essere vero anche il
contrario, non dimentichiamolo.
Ma perch compiacenza nel caso della mag-
gioranza e conversione (o inuenza indiretta)
nel caso della minoranza?
Perch attivano due processi qualitativamen-
te diversi negli individui: la maggioranza pro-
muoverebbe un processo di confronto, per il
quale lattenzione del soggetto sarebbe foca-
lizzata sulle differenze tra la sua posizione e
quella degli altri e sulle possibili conseguenze
sociali del suo disaccordo (confronto che a
mio avviso possiamo scovare in molti ango-
li del nostro comportamento quotidiano); la
minoranza invece attiverebbe un processo di
convalida, che spinge lindividuo a prestare
attenzione al problema su cui la fonte minori-
taria ha preso posizione, e a riettere sullar-
gomento.
Numerose ricerche inoltre hanno mostrato
come la conversione della minoranza possa
seguire varie modalit di espressione: pu
avvenire in tempi ritardati rispetto a quando
il soggetto stato esposto alla fonte, oppure
si pu esprimere su un problema diverso da
quello su cui la minoranza si espressa.
Le femministe, classico esempio di dissiden-
za minoritaria, hanno generato un desiderio
di liberarsi dai legami tradizionali e di essere
Psicologia sociale e del lavoro
Curatore: Diana Ferrazin
LA FORZA DELLA MINORANZA
36
pi autonome anche in coloro che non hanno
aderito direttamente al movimento.
Ma in che cosa risiede la forza della minoran-
za?
La psicologia sociale ha individuato molti
fattori che possono favorire o ostacolare lin-
uenza minoritaria, fattori che possono a mio
avviso restare in supercie ma che gi parla-
no di coerenza, di stile di comportamento, di
modalit di risolvere il conitto.
La forza di una minoranza pu risiedere nel-
la qualit che veicola; nella forza penetran-
te di ci che ogni giorno esprime; nella sua
capacit di mostrare in maniera continuativa
un punto di vista diverso dalla maggioranza,
senza scontate e facili esagerazioni momen-
tanee; nella coerenza di fondo di ogni singola
mossa; nellobiettivo condiviso del gruppo;
nella volont di andare in quella direzione an-
che se in maniera perfettibile; e ultimo ma
non per importanza nei frutti che un tale agire
in grado di raccogliere.
Una simile presenza, seppur minoritaria, la-
scia il segno in chi ti sta vicino, anche in chi
ti contraria, in chi non capisce bene che cosa
stai dicendo o facendo, in chi pur non con-
dividendo la tua opinione, continua a volerti
bene.
La societ di oggi con tutti i suoi vizi e stra-
vizi rappresenta una fonte maggioritaria che
ha un forte potere su tutti noi, che cerca di
trascinarci nel mucchio con tutti i mezzi che
possiede, andando a stimolare qualit che ci
appartengono ancora ma che forse ora non
vogliamo pi condividere.
Allora si pu scegliere di non aderirvi! Si pu
scegliere di essere diversi, di agire diversa-
mente, di pensare e di emozionarsi in modo
diverso anche se si da soli; si pu scegliere
di essere una minoranza.
La minoranza impedisce una soluzione una-
nime ed obbliga a non dare per scontato il
punto di vista della maggioranza.
Generalmente per difcile mostrarsi
in accordo con un punto di vista dissidente
perch lopinione diffusa che il diverso, a
priori, sia sbagliato! La natura stessa delluo-
mo, profondamente egocentrica, osteggia il
diverso da s perch diverso dai rigidi sche-
mi attorno ai quali ruota il nostro equilibrio
psico-emotivo da sempre; cos avviene allin-
terno di una societ fondata su rigidi schemi
culturali, sociali, politici, etici e quantaltro.
Ma proprio questa paura di essere tagliati
fuori perch devianti che genera una profon-
da ambivalenza emotiva, repulsione nei con-
fronti del diverso ma anche attrazione, spes-
so inconsapevole, che provoca poi i diversi
effetti indiretti di cui parlavo sopra (attenzio-
ne al problema e riessione che portano a
conversione).
Fascino e difdenza ruotano attorno ad un
gruppo di minoranza, a mio avviso unoscil-
lazione importante che ostacola lautomati-
smo emotivo e mentale (da sempre fonte di
sofferenza e lamentela), e veicola strumenti
diversi di scelta.
Diana Ferrazin
A. MUCCHI FAINA, Linuenza sociale,
Il Mulino, Bologna 1996
37
In quellistante la Regina si ferm al centro della
stanza. Senza guardarsi attorno rimase immobi-
le, con il capo chino, gli occhi chiusi e un lieve
sorriso di pace dipinto sul suo viso, mentre tutto
il suo essere era teso ad ascoltare.
Quella voce disumana era sempre pi vicina.
Cupa e serpeggiante arriv a sibilarle nellorec-
chio, mentre un gelido respiro sorava il suo col-
lo Tu non avrai paura per te stessa... non hai
paura di morire, ma se ti dicessi che tu vivrai?
La tua vita sar una landa di solitudine ed il nulla
ti circonder. Sopravvivrai in una vuota esisten-
za, prigioniera di te stessa ed esiliata dalla divina
scintilla. Questo ti fa paura?
Il tono di quella voce si faceva sempre pi in-
combente: Tutto quello che hai creato, tutto
quello in cui hai creduto, ci che hai vissuto,
ci che hai amato, di tutto questo non rimarr
neanche lillusione, ma solo un ricordo vivo che
ti divorer dentro e che ti far vagare negli inferi
per leternit. E tutto questo ti fa paura?
Nel frattempo Anisha sent un tocco gelido sulla
sua spalla, che scivolando viscidamente, arriv a
stringerle con forza il polso destro. In quellistan-
te la voce disse: Apri gli occhi e guardami.
Anisha alz la testa, il sorriso sereno era ancora
sulle sue labbra, apr gli occhi lentamente e din-
nanzi a lei vide un volto. Allarg il campo visivo
ed ecco, era lui, il Principe Damon. Il suo corpo
era trasparente, impalpabile, a intervalli vibrava
come se gli passassero attraverso sof di ven-
to. Appariva fragile ed i suoi capelli dai riessi
grigio-azzurri cadevano sciolti lungo le spalle. I
suoi occhi erano piccoli vortici privi di luce.
A quel punto il Principe, con un sorriso sprezzan-
te, disse ad Anisha: Sei pronta a darmi lessen-
za della tua vita pur restando viva? Il silenzio
nellaria era pesante, Anisha non fece un ato,
continuava a guardarlo negli occhi, impetuosa-
mente.
Damon con la testa fece uno scatto indignato,
portandosi indietro i capelli, poi mantenendo
sul suo volto quel sorriso di disprezzo, profer:
Bene, bene, beneeh lo so, difcile pratica-
re lamore! Io lo ben so, per questo ho scelto,
ma non parliamo di me, siamo qui per te cara
Regina. Ma come, non eri tu che affermavi che
il male non avrebbe avuto nessun potere in te?
Tutto quello che i miei occhi stanno vedendo mi
suggerisce il contrario! La tua esitazione, la tua
paura, il dubbio che si fa strada nei luoghi pi
intimi del tuo animo, dovrebbe farti capire che
DEVI ARRENDERTI!.
Poi la sua voce si fece cinica e impudente
Ecco! Udite, udite il male trionfa, ed io esulto!
Unaltra vittoria! Com facile con voi umani, ba-
sta insinuarvi un granello di dubbio, una goccia
di sconforto, un sofo di odio e le vostre certez-
ze, il vostro credo, la vostra forza, incominciano
a vacillare, perch siete meramente umani.
A quel punto Anisha indietreggi lentamente,
muovendosi con grazia, poi si ferm ritta, indo-
Le fabe della Manu
Curatore: Manuela Baccin

I DUE REGNI (parte II)
38
mita e dichiar: Non prendo le distanze da te
per sconforto, o per confusione oppure per odio,
dubbio o semplicemente perch sono umana,
no non per questo! La paura non mi appartie-
ne, il dubbio non esiste in me. Esulti troppo in
fretta, Principe Damon, il male non intelligen-
te, questo che i miei occhi vedono.
Vedo il vuoto che in te, il nulla, lirreale e lillu-
sione non possono farmi male perch non esi-
stono in me.
Il tono di Anisha si fece ancor pi deciso, E
adesso ti faccio io una domanda, hai paura?
Non ebbe risposta, allora aggiunse: Io penso
di s. La paura esiste solo quando il male ti ap-
partiene.
Damon ssando negli occhi Anisha si port le
mani giunte sulle labbra e, mentre ci giocherel-
lava, incominci a mormorare sottovoce una
cantilena. Intanto che il tono della sua voce si
faceva sempre pi intenso, dal suo basso ven-
tre usc un gelido vortice che n per avvolgere
Anisha.
Ella si trov in uno spazio senza tempo a ut-
tuare allinterno di innumerevoli anelli posti uno
dinnanzi allaltro. Tutto era statico e privo di
colore, quando ad un tratto Anisha intravide in
lontananza unapertura oscura dalla quale pro-
veniva la voce suadente. In quellistante si rese
conto che se fosse stata ingoiata da quellaper-
tura sarebbe stata la sua ne. Cominci allora a
contrastare con forza il usso che sempre pi la
trascinava verso loscurit.
Il tempo si era fermato e la mente di Anisha
aveva fatto spazio alla luce. I pensieri erano
leggeri e colmi damore mentre il suo corpo si
rafforzava sempre pi. In quel preciso istante
ella pot emettere con potenza tre parole ma-
giche, che produssero un tripudio di bellezza e
di splendore.
Dinnanzi ai suoi occhi le parole magiche pren-
devano forma, emergendo ammeggianti dal
vuoto assoluto, conquistando lo spazio in modo
possente.
La mano di Anisha sor una di queste parole
ed ella, per incanto, si trov in un luogo sospe-
so nel tempo. Attorniata solo da luce, intravide
in lontananza una gura che a poco a poco si
avvicinava. Era Elkan, lei le and incontro con
il cuore pieno di gioia, ma solo per scoprire,
amareggiata che quello che vedeva non era che
unimmagine di lui.
Le rimase di fronte, interdetta, ed a quel punto
Elkan allungo le braccia facendole cenno di avvi-
cinarsi. Le disse: Sei arrivata! Ti prego ascolta-
mi! Non ho molto tempo. Ricordati la profezia,
solo con il sacricio troverai la via. Io ci sar.
Tutto si dissolse, ed Anisha si ritrov di nuovo
nel palazzo. Non cera pi traccia del Principe
Damon ed ella decise di andarsene da l, ma ac-
cadde una cosa misteriosa che la trattenne.
Vide se stessa dentro ad una sfera, e nella sfe-
ra tante immagini, tra le quali quella di ci che
stava vivendo. In quel preciso istante comprese
che le sue certezze erano barriere e che solo
attraverso il dono di s e lumilt si raggiunge il
vero Potere, un Potere fatto solo di Amore.
A quella chiarezza i suoi occhi brillarono di una
luce smeraldina, il suo viso perse i segni della
fatica e della sofferenza, la sua pelle lattea di-
venne radiosa. Si sentiva risvegliata da un lungo
sogno. adesso era nella vita, dove Elkan si tro-
vava, nalmente e per davvero.
Manuela Baccin
www.scuolaenergheia.it
ENERGHEIA
Prima scuola italiana di formazione per terapeuti esoterici
La scuola intende preparare al discepolato e al cammino iniziatico,
fornendo gli strumenti teorici e pratici per focalizzare stabilmente
la propria coscienza sul piano dellanima, requisito
fondamentale per poter operare nel campo
della guarigione esoterica. Il programma,
estremamente vasto, spazier dalla
conoscenza dei chakra, dellaura, dei corpi
sottili, al karma, alla psicologia esoterica,
alla conoscenza e alluso dellenergie
di raggio. Un guaritore esoterico deve
poter aiutare i suoi fratelli a far uire lenergia
dellanima, fonte di ogni vera guarigione, e deve
sapere come questo pu avvenire in pratica.
Liscrizione alla scuola comporta una decisa scelta
di vita nel senso della trasformazione del proprio
s inferiore e del servizio agli altri. Chi non avesse questi
precisi intenti sappia che non potr essere accettato nella
scuola, che sar fra laltro a numero chiuso.
I corsi si tengono ogni anno da ottobre a giugno.
PROGRAMMA
1anno: Introduzione Il Sentiero degli Angeli - La pratica della meditazione - Lintegrazione della perso-
nalit - Il corpo sico - Il corpo eterico - Pranoterapia e terapia magnetica - I sette raggi - Kundalini, chakra e
laura - Il Karma - Il sentiero iniziatico.
2anno: I sette tipi psicologici - Il corpo astrale - Il corpo mentale - La formazione delle immagini karmiche
- La chiaroveggenza, i chakra e laura - Alchimia spirituale, dal s inferiore al s superiore - Leteroscopia -
La terapia radiante - La telepatia - I sogni.
3anno: Il corpo causale - Il contatto con lanima, i maestri, gli angeli e i deva - Alchimia dei chakra e trasmu-
tazione delle immagini karmiche - La guarigione di gruppo - La seduta terapeutica - La tenuta di un gruppo
- Linsegnamento della meditazione - Le dieci leggi, le sei regole e i sette modi della guarigione esoterica -
Elementi di astrologia esoterica - Conclusioni.
PER INFORMAZIONI RIVOLGERSI ALLE SEGUENTI SEDI:
BERGAMO Graziano Fornaciari tel. 059 900086 - cell. 339 8476285 e-mail: sede.bergamo@scuolaenergheia.it
MILANO Luca Tomberli tel. 055 4215064 - cell. 328 3122520 e-mail: sede.milano@scuolaenergheia.it
TORINO Gianluca Fontana tel. 0123 347070 - cell. 347 1114556 e-mail: sede.torino@scuolaenergheia.it
PADOVA Paola Spada tel. 0542 56071 - cell. 338 6195442 e-mail: sede.padova@scuolaenergheia.it
MODENA Paola Fornaciari tel. 0522 597259 - cell. 349 8646500 e-mail: sede.modena@scuolaenergheia.it
FIRENZE Andrea Innocenti tel. 055 585717 - cell. 368 3486833 e-mail: sede.firenze@scuolaenergheia.it
ROMA Anna Grazia Fiorani tel. 059 900086 - cell. 339 8476284 e-mail: sede.roma@scuolaenergheia.it
TARANTO Giovanna Spinelli tel. 099 9558405 - cell. 328 7734551 e-mail: sede.taranto@scuolaenergheia.it
Dieci week-end allanno per tre anni di intenso studio e di profonda alchimia spirituale.
Atman in sanscrito designa il vero s dellessere umano, lo spirito assoluto, Brahman, individualizzato nelluomo. Il Raja
yoga la scienza dellessere che consente di dissipare il dolore e lignoranza, portando alla conoscenza di Atman attra-
verso pratiche di vita e di meditazione sperimentate da millenni.
LAssociazione Atman nata con lo scopo di diffondere la conoscenza e la pratica del Raja yoga e di tutte quelle tradi-
zioni esoteriche che hanno come nalit il perfezionamento delluomo nel suo complesso.
www.associazioneatman.biz
ATMAN
Associazione per lo studio del Raja Yoga
La prima rivista esoterica on-line: www.ildiscepolo.it info@ildiscepolo.it
Allindirizzo www.dracoedizioni.it potete richiedere la rivista Il Discepoloal solo costo di spedizione
www.dracoedizioni.it
DRACO EDIZIONI
MASSIMO RODOLFI
Una voce per linnocuit
Questo sito nasce con alcuni intenti ben precisi. Intanto nch in questo paese ci sar una parvenza di democrazia,
voglio sfogarmi a dire quello che penso senza tanti peli sulla lingua. Lo voglio fare mettendoci la faccia a differenza di
tanti che, avendo grande potere sulla materia preferiscono esporre i loro lacch, rimanendo nellombra a tessere le loro
marce ragnatele. Io invece ho un grande potere sullo spirito, su uno spirito, il mio che non ne pu pi di condividere
una vita dove la capacit e la libert di scegliere, che dovrebbero caratterizzare la nostra umanit, sono relegate ad una
timida utopia. Voglio gridare che dobbiamo cercare la pace e lamore e non lodio e il protto, voglio gridare che luomo
deve essere al centro, non lavidit e legoismo. Sia la pace nei vostri cuori soprattutto nei cuori di chi odia.
Massimo Rodol
www.massimorodol.it
La Draco Edizioni, lassociazione
Atman e la scuola Energheia
sostengono lopera di queste
associazioni di solidariet.
OMEO BON BON
www.omeobonbon.it
Attiva in Madagascar
e HEWO
www.hewo-modena.it
Attiva in Etiopia ed Eritrea
17-18 ottobre 2009
Auditorium Ente della Cassa di Risparmio via Folco Portinari 5r Firenze
RIPRENDIAMOCI IL PIANETA
CONVEGNO NAZIONALE
Per la presentazione di un progetto
di rinascita dellumanit
In collaborazione con:
Atman, associazione per la diffusione del raja yoga e dellesoterismo
Le Dodici Stelle, associazione per leducazione allinnocuit
Draco Edizioni, casa editrice di divulgazione esoterica
Il Discepolo, rivista esoterica on line e stampata
Il programma del convegno disponibile sul sito www.scuolaenergheia.it
BERGAMO
marted 13 Ottobre 2009 ore 20,00 - Presentazione Scuola Energheia
Centro Culturale Albero dello Yoga- Via Fornaci 34 Alzano Lombardo.
mercoled 21 Ottobre 2009 ore 20,00 - Presentazione Scuola Energheia
mercoled 11 Novembre 2009 ore 20,00 - Presentazione Scuola Energheia
Il Dopolavoro Ferroviario (a anco della stazione ferroviaria) p.le Marconi 12.
info: Graziano Fornaciari cel. 339.8476285 tel. 059.900086 mail: g.fornaciari@scuolaenergheia.it
MILANO
marted 29 settembre 2009 ore 20,45 - Perch Energheia
Centro Althea - Corso Buenos Aires 10 (MM1 P.ta Venezia).
mercoled 14 Ottobre 2009 ore 20,45 - Perch Energheia
mercoled 28 Ottobre 2009 ore 20,45 - Perch Energheia
Centro Shen - via Luosi 15 (zona Piola)
Info: Luca Tomberli cell. 328.3122520 mail: tomberli.luca@gmail.com
MODENA
sabato 10 Ottobre 2009 ore 18,00 - Presentazione Scuola Energheia
ad Albinea di Reggio Emilia via Garibaldi 22/23.
info: Paola Fornaciari tel. 0522.597259 cell. 349.8646500
FIRENZE
mercoled 8 Ottobre 2009 ore 20,30 - Presentazione Scuola Energheia
mercoled 28 Ottobre 2009 ore 20,30 - Presentazione Scuola Energheia
Centro Raja Yoga Brahmananda - via G. Pascoli 11
Info: Andrea Innocenti tel. 055.585717 cell. 368.3486833 mail: andrea44.ai@libero.it
PERUGIA
sabato 7 Novembre 2009 ore 17,15 Raja yoga: la scienza dellanima
sabato 16 Gennaio 2010 ore 17,15 La meditazione nelle varie tradizioni
Libreria dellAnima - strada Trasimeno ovest 165 - Olmo (Perugia) tel. 075.5170036
info: Anna Todisco tel. 055.781699 cell. 328.9636352 mail: anna-todisco@libero.it
sabato 10 Ottobre 2009 ore 17,15 Yoga e creativit
sabato 5 Dicembre 2009 ore 17,15 Il viaggio delleroe
Libreria dellAnima - strada Trasimeno ovest 165 - Olmo (Perugia) tel. 075.5170036
info: Elvira Angelucci cell. 333.7665117 mail: yogacreativita@tele2.it
Conferenze di Raja Yoga e presentazione della Scuola Energheia