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IL DISCEPOLO

un porto sicuro per tutti coloro che cercano


la via, la verit e la vita
Copyright 2007 Provvedimento del Presidente del Tribunale
di Modena Iscritto al n.1866 del 19/02/2008
del Registro Stampe e Periodici.
anno 1 - n. 4
trimestrale - ottobre/dicembre 2008
copia gratuita
questa rivista emanazione della Draco Edizioni
fondata nel 2006, per diffondere in termini moderni lantica conoscenza esoterica.
in collaborazione con lassociazione Atman, fondata nel 1994
per la diffusione del raja yoga e dellesoterismo,
e di Energheia, fondata nel 1996, prima scuola italiana per terapeuti esoterici,
Nel tempo tutto cambia e niente cambia. Le realt essenziali della vita, le sue strutture fondamentali, lana-
tomia e la fsiologia della coscienza rimangono fedeli allemanazione primordiale di quel verbo che tutto
pervade. Nel tempo, quello che cambia sono i modi della manifestazione, sempre pi aderenti alle forme
cangianti che lo spirito pu usare, di era in era, nel suo lungo pellegrinaggio tra le pieghe della materia.
Nello spirito che discende nella carne si compie la parabola del fgliuol prodigo che prima o poi ritorner
nella casa del padre. Questa rivista, in fn dei conti, vuole solo prendere atto dei modi diversi oggi necessari
ad esprimere adeguatamente le immutabili verit dellantica saggezza esoterica. Questo spazio vuole essere
utile a tutti i pellegrini che nel loro viaggiare sono arrivati a rivolgere gli occhi verso la casa in cui sono nati.
Che il potere del padre, lamore del fglio e la sapienza dello spirito santo ci uniscano in ununica vita.
Massimo Rodolf
La tensione tale che il Mondo freme. Gli eventi sono in pressione. A tutti i livelli le energie del-
la Luce sono impegnate a fondo per salvarlo dalla distruzione, mentre le tenebre si insinuano, con ma-
schere luminose, decise ad annientare ci che la Luce crea e, dove possibile, a demolire le basi stesse
dellopera creativa. Nellepoca grave dellArmageddon specialmente necessario sapere quali sono
le forze che causano le azioni di ogni singolo giorno, di ogni singolo evento, di ogni fenomeno; poich
lora della decisione, e non ci sono mezze misure sulla via del Mondo del Fuoco.
Maestro Morya
Immagine di copertina:
The Ancient of Days di William Blake
...da questo inizia il cammino
Collaborazione progetto grafco Simona Murabito
Stampato presso la tipo-litografa AG snc di Rustichelli & C.
Sommario
Editoriale Curatore: Massimo Rodolf
CI SAR UNALTRA GUERRA? pag. 2

Conoscere la conoscenza Curatore: Andre Innocenti
CARTESIO E SHRI RAMANA MAHARSHI pag. 5
il razionalismo occidentale e il misticismo indiano

Educare per la consapevolezza Curatore: Anna Grazia Fiorani
IMPARARE SIGNIFICA OSSERVARE LA VITA pag. 8

Letteratura e spiritualit Curatore: Anna Todisco
LA BONT INNATA DELLA VITA pag. 11

Fitoterapia energetica Curatore: Donatella Donati
DALLA PARTE DELLA CAVIA pag. 14

Nuovo insegnamento esoterico Curatore: Fabio Ricchetti
LANIMA E IL SUO REGNO pag. 16

Antica saggezza e scienza moderna Curatore: Gianluca Fontana
LESOTERISTA UNO SCIENZIATO... UN PO PARTICOLARE pag. 19

La coppia sul sentiero Curatore: Giorgio Ricci Garotti in collaborazione con Monica Giovannini
LA STRATEGIA DELLISOLAMENTO pag. 22

Mitologia e Sentiero Iniziatico Curatore: Graziano Fornaciari
ERCOLE E LA CATTURA DEL TORO DI CRETA pag. 25

il Raja Yoga e lesoterismo Curatore: Luca Tomberli
PRANAYAMA, LA SCIENZA DEL RESPIRO pag. 28

Astrologia esoterica Curatore: Maria Grazia Barbieri
PIANETI SACRI E NON SACRI pag. 31

Il Sentiero Iniziatico Curatore: Massimo Rodolf
LA SFIGA NON ESISTE pag. 34

Psicologia esoterica Curatore: Paola Spada
LA VITA UNA pag. 37

Psicologia sociale e del lavoro Curatore: Diana Ferrazin
LA PUBBLICIT: PERSUASIONE O MANIPOLAZINE pag.
39
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Il quesito pi appropriato per sarebbe: Ab-
biamo mai avuto un momento senza guerre
sulla faccia della terra?. Potrebbe sembrare
retorica, ma questo stato di relativa, maggio-
re o minore, continua belligeranza nel seno
dellumanit ce la dice lunga sulle condizioni
reali della coscienza umana. La tensione pre-
sente in questo momento tra Iran e Stati Uni-
ti la punta di un iceberg che viene da molto
lontano e che destinata a sviluppi impreve-
dibili. Se mi chiedete se ci sar una guerra tra
queste due nazioni vi rispondo che molto
probabile, ma sarebbe riduttivo considerare
largomento solo da questo punto di vista.
Per comprendere le dinamiche esistenti tra
le razze, gli stati, i popoli, etc, io trovo mol-
to utile lanalogia con il comportamento del
singolo essere umano. Potendo fotografare
la condizione media della coscienza media
di un uomo medio in questo dato momento
della storia umana limmagine risultante po-
trebbe essere cos sintetizzata: schizofrenia!
Perch? Presto detto. Non esiste, per de-
nizione, essere umano che sia veramente in
grado di affermare lunivocit della sua co-
scienza. Questo non per cattiveria di qualcu-
no (o s?), ma piuttosto solo per il fatto che
la natura fatta cos. Siamo noi umani che ci
attribuiamo con enfasi possibilit che di fat-
to umane non sono e che, come tali, rimar-
ranno vuote affermazioni, a testimonianza di
un futuro che deve ancora venire. Dal punto
di vista esoterico noto che solo la realizza-
zione della possibilit di espandere la propria
coscienza nel quinto regno di natura, o del-
lanima, pone lessere nella condizione di in-
tegrit reale, o yoga, come si dice in sanscri-
to. Solo nel quinto regno quindi, o Regno dei
Cieli, non esistono contraddizioni o conitti.
Il comportamento umano tipico caratteriz-
zato, sintetizzandolo ampiamente, dal norma-
le contrasto tra quello che si pensa, che si
dice e che si fa. Sempre tipicamente, si ha
un vasto spazio incontrollato della coscienza,
chiamato subconscio, che spinge il nostro
comportamento verso la realizzazione di in-
consci obiettivi, spesso abbastanza distruttivi
ed egoistici, mentre le nostre parole costrui-
scono gradevoli maschere per nascondere i
veri intenti della nostra attivit. Questo com-
portamento, tipico, lespressione della sof-
ferenza delluomo, il quale, non conoscendo
la vera struttura della coscienza e della realt,
continua ad agire basandosi sulla percezione
dellesteriorit formale delle cose, attratto
perlopi solo dalla materialit della vita.
La conseguenza immediata di tutto ci il
perpetuarsi della propria sofferenza, genera-
ta direttamente da questo stato di schizofre-
nia. Non ci rendiamo conto di come agisca
la legge di causa-effetto, per la quale siamo
direttamente responsabili degli avvenimenti
Editoriale
Curatore: Massimo Rodolf

CI SAR UN ALTRA GUERRA?
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che viviamo o, come preferiamo dire, che ci
capitano, e per questo motivo non riusciamo
a riconoscere le vere cause del nostro com-
portamento, spesso avido ed egoista, che ci
fa agire in modo contrario a quelli che teori-
camente potremmo riconoscere come saggi
dettami della ragione. Forse questa condizio-
ne non cos grave come quella denita dalla
patologia clinica psicologica, ma a casa mia
si chiama comunque schizofrenia. Mettiamo
insieme sei miliardi e passa di individualit
siffatte e...
Oltretutto non solo cos, perch la coscien-
za dellumanit non unentit astratta, ma
lespressione di un organismo unico di cui le
varie creature, organizzate per specie, regni di
natura etc, rappresentano le varie parti. Cos,
anche quello che possiamo denire il Logos
planetario, ha il suo subconscio, assieme al
suo conscio e alla parte pi elevata della sua
coscienza. In questa visione Bush, o il leader
iraniano dal nome impronunciabile, potrebbe-
ro essere visti anche come brufoli, ma ancora
una volta la visione un po pi complessa.
Di fatto quindi, oltre a ci che troviamo scrit-
to sui giornali e alle dichiarazioni ufciali dei
governi, del tipo andiamo in Iraq a portare la
democrazia, che rappresentano le maschere
dei reali intenti del comportamento, in que-
sto caso delle nazioni, avremo delle spinte,
attive a vari livelli, che operano in direzione
diversa da quello che appare esteriormen-
te. Al di l del portare la democrazia quindi,
i responsabili della politica estera america-
na hanno, ancora a livello conscio, lintento
di realizzare legemonia ed il controllo sulle
risorse energetiche mondiali. Ma a livelli pi
sottili, subconsci, quali altre spinte agiscono
veramente? Non voglio in questa sede appro-
fondire largomento, ma mia opinione che,
visto lattuale stato di coscienza dellumanit,
vi siano, nel campo delle relazioni tra gli stati,
degli impulsi che sfuggono del tutto alla ra-
zionalit e che non di rado sono anche sotto
il controllo di centri di coscienza planetari di-
struttivi, cos come possono essere distrutti-
vi gli impulsi della nostra rabbia individuale.
Lumanit nel suo complesso ancora am-
piamente soggetta allillusione e allannebbia-
mento prodotti dalla sua stessa coscienza, e
queste non sono metafore, ma materia den-
sa che staziona nellaura del pianeta e che im-
pedisce ai pi di vedere chiaramente la realt
per quello che essa . Legoismo, sia indivi-
duale sia delle nazioni, ancora una pulsione
molto forte e rende difcile la risoluzione dei
problemi gravissimi del mondo, che altrimen-
ti, con un minimo di buon senso, sarebbero
facilmente risolvibili. Soprattutto il problema
della ridistribuzione delle ricchezze, alla base
di gran parte delle difcolt di tre quarti del
genere umano.
Allo stato attuale gli uomini, sul piano delle
attivit politiche ed economiche mondiali e
nazionali, sono in grado di esprimere quasi
esclusivamente delle cricche di potere che
mirano alla tutela dei loro biechi interessi,
senza grandi preoccupazioni, n per il futu-
ro del pianeta, e nemmeno, apparentemen-
te, per la sopravvivenza stessa della specie
umana.
Secondo me vi sono tre possibili opportunit
di miglioramento per questa condizione. La
prima del tutto naturale, continuiamo pure
cos, che tanto esiste il karma, la succitata
legge di causa-effetto, per cui, prima o poi,
a forza di scapaccioni auto-initti arriveremo
a comprendere la necessit di una maggio-
re innocuit nel campo dei rapporti umani.
Questo processo agisce comunque, per cui
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ci possiamo contare, ma intanto che aspet-
tiamo, potremmo anche tentare di esperire
le altre due possibilit.
La seconda opportunit di possibile cambia-
mento della trista condizione umana la ravvi-
so in una attivit essoterica, di carattere poli-
tico, sociale, economico, in grado di produrre
scelte diverse nella vita delle nazioni. Senzal-
tro anche questa via va esperita, ma trovo
molto difcile riuscire a produrre grandi cam-
biamenti in questo modo, perch i sistemi
attuali di potere sono veramente incancreniti,
interconnessi tra loro in una sorta di governo
occulto mondiale talmente potente, che solo
grandi energie possono produrre fratture in
questo apparato.
Da ultimo, la potenzialit pi radicale, anche
se di sicuro non pi veloce, quella di opera-
re per la trasformazione della coscienza del-
luomo. Questa credo sia la vera rivoluzione
possibile, perch, a differenza del passato,
oggi milioni di persone sono interessate alle
grandi questioni della vita e sperimentano
pratiche di trasformazione della consapevo-
lezza, avvicinandosi a una conoscenza che in
altri tempi era considerata esoterica. Favorire
la formazione di esseri umani con un pi ele-
vato livello di coscienza rappresenta lunica
possibilit reale di cambiamento di questo
mondo.
In realt le tre modalit che ho citato agi-
scono sempre insieme sotto limpulso gui-
da della vita a cui apparteniamo, ed anche
per questo motivo che comunque lumanit
si evolve. Il problema per oggi che, come
ben sappiamo, i governi possono cambiare,
ma se si avvicendano dei ladri al potere, cam-
bier il simbolo che li identica, ma sempre
ladri saranno. Quindi solo creando le con-
dizioni sociali per le quali non siano pi valori
legoismo, lopportunismo e la falsit, che si
pu sperare che qualche retto uomo possa
anche nire al governo di qualche nazione.
Pu sembrare una grande utopia, in questo
clima da societ post industriali da grande
fratello, dove il consenso creato da droghe
di vario tipo, non ultima la televisione, rende
auspicabile, perlomeno nellOccidente opu-
lento, il continuare esattamente cos.
Basterebbe magari che ci fossero meno im-
migrati... Cos ci renderemmo ancora meno
conto del disastro che il nostro sistema di
vita produce in giro per il mondo. Intanto che
aspettiamo la prossima guerra per la nascita
dellennesima nuova democrazia petrolifera,
guardiamoci dentro, per vedere dov che
condividiamo la volont di sopraffazione che
caratterizza gli stati che dominano il mondo.
Fosse mai che riusciamo a trasformarla in
compassione... Sia la pace sulla terra.
Massimo Rodolf
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Non uno scetticismo preconcetto e ottuso,
n una fede ingenua e infantile fanno nascere
la conoscenza, ma il dubbio dello stupore il
seme che la fa germogliare.
Nellarticolo sono messe a confronto due
gure emblematiche del percorso della spi-
ritualit umana. Una il grande losofo Car-
tesio, dal quale ha avuto origine il pensiero
razionalista dellOccidente moderno, laltra
Sri Ramana Maharsshi, uno dei pi grandi
mistici indiani della nostra epoca. La cosa si-
gnicativa ed interessante il fatto che, pur
essendo su versanti di ricerca spirituale com-
pletamente opposti, essi hanno in comune il
punto di partenza: IL DUBBIO.
Renato Cartesio (1596-1650) pu essere con-
siderato il fondatore della losoa moderna,
perch nella sua alta capacit losoca tiene
profondamente conto delle nuove scoperte
che vengono dalla matematica, dalla sica
e dallastronomia del suo tempo; inoltre nel-
lesporre la sua dottrina non si pone come un
maestro che voglia pedantemente istruire i
suoi discepoli dallalto di una conoscenza cer-
ta, ma al contrario scrive come un esploratore
mosso dallansia di conoscere, prodotta dallo
stupore che gli viene dallosservazione della
vita e dai dubbi che continuamente questa
crea: ogni sua scoperta diviene perci gioiosa
necessit di comunicazione a tutti gli uomini
intelligenti del mondo. Come altri loso e
ricercatori della sua epoca si pone il proble-
ma del metodo della ricerca con lintento
di trovare un sicuro criterio di orientamento
nella distinzione tra vero e falso.
Lintuizione e la deduzione in un primo mo-
mento gli appaiono come i soli atti dellintel-
letto tramite i quali pervenire alla conoscenza
della Realt. Analizza ampiamente il proble-
ma dando delle regole per cercare di inqua-
drarlo razionalmente e praticamente, ma poi
si rende conto che proprio da una di queste,
cio dalla regola dellevidenza, nasce la ne-
cessit del dubbio, che di fatto diviene il suo
metodo.
Bisogna dubitare di tutto dice il losofo.
Dei sensi, perch spesso ingannevoli, e
delle stesse verit matematiche, le quali, per
quanto appaiano certe e indiscutibili, potreb-
bero essere il frutto della trama di un maligno
genio incantatore.
Ci sembra portare ad uno scetticismo radi-
cale e senza speranza, ma a questo punto
Cartesio osserva: C qualcosa della quale
non posso dubitare: la mia esistenza. Infat-
ti se io non esistessi nessun demone, per
quanto astuto, potrebbe ingannarmi. Forse il
corpo potrebbe essere unillusione, ma per il
soggetto del pensiero il discorso diverso.
Con queste parole enuncia il nocciolo della
sua teoria sulla conoscenza, sintetizzata nel
Conoscere la conoscenza
Curatore: Andrea Innocenti
CARTESIO
E SHRI RAMANA MAHARSHI
il razionalismo occidentale
e il misticismo indiano

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celeberrimo Cogito ergo sum: Nellistan-
te in cui volevo pensare che tutto fosse falso,
occorreva necessariamente che io che pen-
savo fossi qualcosa; e notando che questa
verit - penso, dunque sono - era cos solida e
cos certa che tutte le pi stravaganti suppo-
sizioni degli scettici erano incapaci di metter-
la in crisi, giudicai di poterla accettare senza
scrupoli come primo principio della losoa
che cercavo.
Non nel nostro intento andare oltre nellin-
dagine sulla losoa di Cartesio, che ha ulte-
riori ed ampi sviluppi. Ci preme invece sot-
tolineare come sia interessante il fatto che
da un dubbio radicale, ma non preconcetto,
sia potuta nascere tutta una metodologia di
ricerca che, sebbene si sia spinta ben oltre le
teorie del losofo francese, porta come fon-
damento e cardine in s la presa in discussio-
ne di tutto, anche di ci che appare in prima
istanza di estrema evidenza.
Shri Ramana Maharshi (1879-1950) uno dei
pi grandi mistici della nostra epoca.
Nacque a Tiruchuzhi nel distretto di Ramnad,
in India meridionale, discendente di unanti-
ca famiglia di brahmani di media condizione
economica, che seguiva la sacra tradizione
religiosa, ma non con particolare fervore.
Allet di diciassette anni, avendo vissuto no
ad allora come un normale ragazzo indiano di
quel tempo, sopraggiunse per lui imprevi-
sto e quasi inaspettato lincontro con il pro-
prio vero S. Con queste parole lui descrive
levento: Un giorno, dunque , ero solo e non
mi sentivo affatto male, quando allimprovvi-
so mi afferr il terrore della morte. Sentii che
stavo per morire. Non avevo alcuna sensa-
zione sica capace di giusticare perch pro-
vassi questo sentimento; questo sgomento
dinanzi alla morte mi fece volgere allinterno
di me stesso. Mi dissi: Ora la morte qui.
Che cos morire? Ora il mio corpo muore.
Imitai lo stato cadaverico. Ma se il corpo
morto sono morto io? Si abbatt fulminea-
mente su di me la consapevolezza che io ero
qualcosa di sommamente reale, lunica realt
presente in quello stato. Il mio S rimase da
quel momento al centro della mia attenzione
vigile. Altre rappresentazioni e altri pensieri
possono andare e venire come le note di una
musica, ma questo S risuona sempre come
il basso fondamentale che tutte accompagna
e a tutte si sposa.
Da quel giorno inizi il cammino spirituale di
Shri Ramana, che abbandon la sua casa e
la sua famiglia e and a vivere in ascesi nei
pressi della sacra montagna Arunachala (Au-
rora nella luce del mattino).
Lessenza dellinsegnamento di Shri Ramana
nella domanda Chi sono io?.
Anche qui il dubbio che alimenta la ricerca,
dubbio che nasce dallo stupore del sentirsi
esistere, limite ultimo dellintrospezione al-
linterno di s.
Eliminata lidea di essere il corpo sico, di es-
sere le emozioni, di essere i pensieri, rimane
sempre la consapevolezza di esistere. Non
pi possibile allora ragionare, i concetti del-
la mente razionale non servono pi, se non
subentra la distrazione o il sonno, perch la
coscienza non regge pi allimpatto dellener-
gia, si spalanca alla consapevolezza un innito
e indenibile oceano che gli Indiani chiamano
Sat-chit-ananda, ossia essenza-intelligen-
za-beatitudine. Trasumanar signicar per
verba non si poria, afferma sgomento Dante
allingresso del Paradiso.
Abbiamo cio labbandono della mente, il
grande uccisore del reale: la sua trasparen-
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za simile a quella di una pietra preziosa non
distorce pi la luce dellanima, essa ha nal-
mente dovuto mollare la sua presa insieme
a quella di ancara, lego, che alla mente
strettamente unito.
Da un punto di vista pi materialista e scien-
tico lenergia Kundalini libera tutto il suo po-
tere e dopo avere irrorato di s tutti i chakra
simmerge nel cuore, centro focale dellesi-
stenza.
In queste poesie appartenenti alla raccolta di
quaranta Ulladu narpadu Shri Ramana co-
munica splendidamente cosa intende quale
punto darrivo del suo insegnamento fondato
sul dubbio Chi sono io?:
Esiste un sapere che non sia Essere?
LEssere supremo ha dimora nel cuore
Al di l del dissidio del pensiero.
il cuore. Come possibile conoscerlo?
Conoscerlo signica: dimorare nel cuore.
Chi davanti alla morte trepida, si rifugia ai
piedi dellEssere supremo al di l di nascita
e morte.
Chi morto a se stesso e alla propria ango-
scia pu mai esser colpito dal pensiero della
morte?
Costui immortale come lEssere supremo.
Se tu stesso sei forma, vedi Dio e il mondo
dotati di forma.
Ma chi colui che osserva la loro forma?
E che cosa accade se tu non hai forma?
Esistono senza un occhio il vedere e quel che
visto?
Il S locchio ed senza forma, innito.
Finch sussiste lidea di Io, c anche un
Tu e un Egli.
Se indaghi la realt dellIo e poi lo dissolvo,
svaniscono anche il Tu e lEgli, e quel
che resta la pura condizione del S, dove i
Tre si rivelano Uno.

Linterrogativo che ora pu scaturire che
senso abbia accostare il padre del razionali-
smo moderno, il grande losofo che fa della
mente il centro della sua speculazione - mito
che ha dominato il pensiero dei secoli succes-
sivi, no ad arrivare al limite di veder innalza-
re un tempio alla dea ragione durante la fase
culminante della rivoluzione francese - con il
grande mistico indiano, il cui insegnamento
porta come ultimo traguardo al completo su-
peramento della mente razionale.
Il punto di contatto il dubbio come punto
di partenza, non un dubbio cieco, chiuso,
morticante e inconcludente, ma quello dello
stupore che nasce dal sentire la vita in noi
e intorno a noi. lo sgomento che ci coglie
quando guardandoci ci rendiamo conto che
non possiamo essere certi di niente, se sia
sogno o realt ci che percepiamo. Da que-
sto turbamento nasce la domanda Chi sono
io?, Di cosa posso avere certezza?.
Da questi enigmi angoscianti per prende av-
vio la conoscenza.
Con questi due esempi si voluto dimostra-
re che se anche gli sviluppi possono essere
diversi, perch su due versanti opposti delle
possibilit umane, lorigine sempre la stes-
sa, cio il dubbio del relativo e non il dogma
dellassoluto.
Andrea Innocenti
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I bambini hanno tutto da imparare. Imparare
signica prepararsi ad una vita utile e produt-
tiva allo stesso tempo: mentre crescono, i
bambini devono scoprire in loro ci che inte-
ressa maggiormente, e che sono capaci di
fare bene.
Ci sono sempre delle facolt latenti da fare
emergere e da scoprire. Superare le difcolt
d uno speciale valore alla vita, permette di
superare la noia e arricchisce la vita di un nuo-
vo interesse. Siamo qui per imparare e quindi
per progredire.
Ci che impedisce il progresso mentale nei
bambini la costante dispersione dei loro
pensieri. I pensieri dei bambini generalmen-
te volano come farfalle, perci essi debbono
fare un grosso sforzo per ssarli: solo quando
si riesce a fare suscitare il loro interesse, i
bambini sono capaci di grande attenzione.
Un educatore deve aiutare gradualmente il
bambino ad essere capace di fare uno sforzo
di attenzione, che porta ad una capacit di as-
sorbimento sempre pi completa nel lavoro
che sta svolgendo. I metodi, come i giochi
e le ricompense, possono essere utili a svi-
luppare attenzione: sono validi e utilizzabili in
accordo ai bisogni e alle circostanze.
La cosa pi importante potere suscitare nel
bambino un interesse per ci che gli si vuole
far apprendere, insegnargli il piacere per il la-
voro che sta facendo, che in una prospettiva
futura si legger come volont di progresso.
Lamore per lapprendimento il regalo pi
prezioso che si pu fare ad un bambino; egli
potr cogliere, nel suo limite, il piacere di es-
sere imperfetto, condizione indispensabile al
ne di cogliere le immense opportunit pre-
senti in ogni esperienza della vita. Per questo
sono molto importanti: lattenzione, la con-
centrazione, losservazione, la registrazione
esatta, luso corretto della memoria.
Losservazione pu essere sviluppata con
esercizi e giochi spontanei, tenendo il pensie-
ro del bambino sveglio e pronto. La compren-
sione stimolata dalla memoria: si conosce
bene solo ci che si capito, attraverso una
dinamica di esperienza attiva. Le cose che si
imparano a memoria pian piano svaniscono,
ma ci che compreso non mai dimenti-
cato.
Non si deve mai, nei confronti di un bambino,
negare una spiegazione, celando il come e il
perch delle cose. In questo modo si risveglia
in lui il gusto per lo studio vero e labitudine
di uno sforzo proteso verso la conoscenza.
In seguito, la mente deve essere sviluppata
e arricchita. Se si vuole veramente applicare
un metodo scientico di conoscenza, occorre
osservare le cose per quelle che sono: non
si deve mai imporre aspettative sulla realt
oggettiva. Possiamo riconoscere il valore
della sperimentazione nelle esperienze dei
Educare per la consapevolezza
Curatore: Anna Grazia Fiorani

IMPARARE SIGNIFICA
OSSERVARE LA VITA
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pi grandi scienziati: Galileo Galilei, attraver-
so losservazione di un lampadario, scopr la
legge del moto pendolare; invece Newton,
osservando la caduta di una mela, intu la
legge di gravit.
La miglior scuola losservazione della quo-
tidianit. Essa varia, complessa, piena di
esperienze inaspettate, di problemi da risol-
vere, di chiari esempi. In questo modo, osser-
vando e agendo, si sviluppa una sana curiosi-
t nei bambini, rispondendo con intelligenza
e chiarezza alle loro domande. Una risposta
interessante porta a nuovi quesiti; in questo
modo il bambino attento impara senza sfor-
zo. Non si deve avere paura di sviluppare la
fantasia del bambino: limmaginazione svilup-
pa la facolt creativa della mente, lo studio
diviene vivo e la mente si sviluppa nella gioia
e nellamore.
Per accrescere lelasticit, la capacit e la
comprensione della sua mente, si pu inse-
gnare al bambino che le soluzioni ai problemi
possono realizzarsi anche iniziando a volge-
re lattenzione alla soluzione piuttosto che al
problema. I fallimenti pi eclatanti della storia
spesso derivano dal fatto che le persone per-
devano tempo a rimuginare sulla loro situa-
zione disperata, invece che guardarsi intorno
per cercare una via duscita. I bambini potreb-
bero anche imparare che liniziativa creativa
pu realizzare molto di pi della forza bruta, e
che lenergia del piacere, se incanalata, rap-
presenta una grande fonte di realizzazione.
Portare il bambino a pensare in modo ricco e
essibile lo preparer ad una capacit di sinte-
si complessa e comprensiva. In questo modo
il bambino sar sensibile alla percezione della
mente, che coscienza, la quale si volger
verso una sorgente di conoscenza pi vera.
Cos come si insegna al bambino a sedersi,
sarebbe molto importante potergli insegnare
a mantenere una maggiore concentrazione,
che produce una mente pi quieta. Il bambino
necessita di apprendere larmonia presente
nel movimento e non la conservazione, che
tende alla cristallizzazione. Occorre impara-
re a fare le cose semplici e basilari, portan-
dovi lattenzione, come dormire e mangiare,
altrimenti, saranno agite meccanicamente e
quindi male.
Sicuramente i genitori, o chi per loro, non in-
segnano queste cose, in quanto, a loro volta,
non hanno ricevuto questa tipologia dinfor-
mazione. Essi non possono che applicare ci
che conoscono, in quanto non hanno avuto
nessuno che insegnasse loro queste cose.
Ecco perch importante, per ladulto, nel
momento in cui percepisce altre modalit di
vita, assumersi la responsabilit di sperimen-
tarle per dare nuovi frutti.
Ricordiamoci sempre che si insegna a vivere
solo quando si sa vivere, solo quando si ha la
consapevolezza di una via pi semplice che
fonte di una grande conoscenza.
Se si lasciati a se stessi, si ha bisogno di
molto tempo per elaborare lesperienza, e
per comprendere la semplicit delle cose.
Vivere in modo armonico e giusto unarte
molto difcile, che pu essere semplicata
nel momento in cui possiamo, in tenera et,
essere esposti a modelli comportamentali
che mirano alla ducia nella vita.
Bisogna mantenere un assetto di salute, la
mente quieta e buona volont nel cuore: se
si impara questo si impara una vera e propria
arte. Sono molto poche le persone che la
possono insegnare ai bambini; in ogni caso
laspirazione a queste qualit produce la mi-
gliore condizione possibile.
Molti studi sono improntati a conoscere il
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passato, nella speranza che si possa com-
prendere meglio il presente. Al ne di evitare
inutili attaccamenti al passato, occorre per
spiegare che lo scopo di ci che accaduto
nel passato quello di preparare ci che sta
avvenendo adesso, e che ci che si sta viven-
do ora altro non che la preparazione verso il
futuro. Coltivando lintuizione ci prepariamo a
vivere per il futuro.
Occorre insegnare la gioia del fare bene ogni
attivit, sia pratica sia intellettuale; occorre
portare lattenzione al rispetto e alla dignit
di ogni lavoro, che si deve svolgere con at-
tenzione ed abilit. Occorre essere educati;
nelle menti non formate ci che viene visto o
letto viene assorbito, imprimendosi come ve-
rit: se non portiamo riguardo al valore e alla
comprensione della verit non potremo mai
formarci e formare. La verit conoscere e
conoscere la verit.
La grandezza di un essere umano si basa sul-
lesperienza che diviene realt, un agire che
penetra la forma no a comprenderne linti-
ma essenza. I pedagoghi spesso traggono le
loro conoscenze, e tutto il complesso delle
loro convinzioni, da libri che ritraggono parti
della realt, ma che non rappresentano certa-
mente una visione sufcientemente ampia.
Basandomi sulla mia esperienza, ho avuto
modo di conoscere pedagogisti che erano
attratti dalla complessit del ragionamento,
e si compiacevano del loro sterile teorizza-
re: ci per diveniva impedimento alla reale
possibilit di sperimentare. Questo il male
in cui spesso si pu cadere. Conoscenza ed
esperienza devono essere alleati per potere
forgiare nuovi orizzonti, non devono mai es-
sere scollegati tra loro, ma si devono nutrire
reciprocamente luno dellaltro.
Bisogna anche fare attenzione alle letture che
vengono scelte per i bambini; non bisogna
prendere libri o giochi con lunico scopo di
tenerli occupati, ma si deve conoscere cosa
vanno a stimolare, cosa vanno a insegnare
certe letture piuttosto che altre. I libri devo-
no essere aderenti, il pi possibile, al bello, al
buono e al vero, aspetti che sono manifesti
in ogni essere umano, in misura variabile, e
che, in ogni caso, sono presenti in latenza,
allo stesso modo, in ognuno di noi. Dobbia-
mo dare voce a quella aspirazione presente
in ognuno che spinge alla ricerca della vera
formazione. Nelle letture dei bambini si deve
evitare la volgarit della mente, la ristrettez-
za, la concezione egoistica della vita: tutto ci
che abbassa e degrada la coscienza devono
essere assolutamente escluse.
Ogni ragazzo che assoggettato a bombar-
damenti di nozioni provenienti dai libri ha una
comprensione delle cose e della vita del tutto
scollegata dalleffettiva esperienza.
Anna Grazia Fiorani
11
La vita si dipana sotto i nostri occhi con la
stessa naturalezza e trasparenza con cui scor-
re lacqua. Tutto l. Proprio davanti a noi,
sotto i nostri occhi si svolge incessantemen-
te la trama magistralmente intessuta della
Vita, dove tutto perfettamente concatenato
e regolato, intrecciato in modo divinamente
armonico. E il nostro sguardo ignaro, miope,
coglie solo la supercie e solo una zoomata
di tanta grazia.
Una cosa ricca di fascino che molti ricerca-
tori del passato, e non solo, hanno intravisto
nel creato una sorta di libro invisibile; basta
interpretarne i simboli, decodicarne lalfabe-
to per essere condotti direttamente a Dio, ve-
dere quello che non si vede, ma che ovun-
que, promessa di quanto si vede. Secondo
qualcuno questa la vera felicit, a portata di
mano eppure sfuggente.
1
A chi batte il cammino della preghiera giova
molto un buon libro. Per me bastava anche la
vista dei campi, dellacqua, dei ori: cose che
mi ricordavano il Creatore
2

In realt il supremo appello rivolto alluomo
non la violenza, ma la gioia, e la gioia sin-
contra dovunque. nel verde manto che
copre la terra, nellazzurro sereno del cielo,
nellincurante prodigalit della primavera e
nellaustera parsimonia del grigio inverno,
nella carne che anima la nostra viva struttura
corporea, nel perfetto equilibrio della gura
umana nobile ed eretta, nel vivere, nelleser-
cizio di tutti i nostri poteri, [].
3

Noi facciamo parte di un organismo fonda-
mentalmente buono e bello, dove siamo al
sicuro, dove tutto motivato, retto e pervaso
dallAmore, o legge dattrazione, dove tutto
tende allunione.
Una stella una nota, un pianeta una nota,
un ente manifesto una nota; quando saprai
armonizzare il tutto allora ti troverai sulla
Via dellAccordo sulla Via del Vero, sulla Via
della Bellezza.
4


Il cielo sopra di noi ci avvolge, la terra sotto
di noi ci accoglie, e noi nel mezzo; il mare, il
sole nasce e muore ogni giorno; le stagioni
si alternano con ritmo preciso, e cos via se-
condo un ordine e una legge naturali che ci
permettono di vivere bene, degni della nostra
ducia nella loro intrinseca bont.
5

Agli stessi principi improntato ovviamente
il microcosmo, lessere umano. Siamo dotati
di tutto quello che ci serve per vivere bene.
Tanto da poter apprezzare la nostra condizio-
ne e godere delle benedizioni che ci vengono
costantemente elargite insieme allaria che
respiriamo, ai colori che ci circondano, ai pro-
Letteratura e spiritualit
Curatore: Anna Todisco

LA BONT INNATA DELLA VITA
12
fumi della natura, agli affetti pi cari. Allora
lesistenza umana fondamentalmente buo-
na e bella; godibile, potremmo dire.
Dovremmo sentire che essere in questo
mondo meraviglioso e sapere apprezzare
quanto abbiamo. Ma per realizzare, maturare
nel profondo tale atteggiamento esistenziale
bisogna imparare a guardare per vedere, udi-
re per ascoltare, toccare per sentire
6
, e vede-
re con William Blake un mondo in un granello
di sabbia e il cielo in un ore selvatico
Ma il punto guardare nel modo appropria-
to... Guardate. Questo il vostro mondo;
la vostra festa. Lo avete ereditato; avete ere-
ditato queste pupille; avete ereditato questo
mondo di colori. Guardate la grandezza del
tutto Allora potrete vedere riuscirete a
sentire il calore del rosso, la freddezza del-
lazzurro, la ricchezza del giallo, la penetrante
qualit del verde Apprezzerete il mondo
che vi circonda.
7


Ci sono migliaia di libri che insegnano tante
cose, ma solo un Cuore radiante sa svelare il
mistero dello sbocciare di un ore, la fragran-
za e lincanto di unalba.
8


Bisogna, per dirla con Erich Fromm, appren-
dere larte di vivere ed entrare nel gioco della
vita: essere pronti a nascere e morire ogni
istante della nostra esistenza, via via che
sperimentiamo interagendo intimamente col
mondo e con gli altri.

Questa la modalit esistenziale che ci con-
duce oltre la patina smorta che inquina la
nostra visione, e che pu calarci, immergerci
nel cuore pulsante della vita, tra i cui attributi
fondamentali detto ci siano beatitudine e
gioia.
Chi ha saputo ridurre la sostanza in essenza, ha
trovato lArmonia principale. Chi ha saputo ri-
durre in cenere i velanti corpi dincompiutezza,
ha trovato il Brahman fatto di Beatitudine.
9
Finch egli [luomo] non acquista la vera
coscienza dellanima sua il mondo per lui in
uno stato di uttuazione, un fantasma, che
e non . Per chi invece ha raggiunto la com-
prensione della sua anima, esiste un centro
dellUniverso, intorno al quale tutte le altre
cose possono trovare posto e dal quale sol-
tanto si pu ricavare la felicit della perfetta
armonia nella vita.
10

Tu sei una Nota che il grande Musico univer-
sale risuona da tempi immemorabili: ritrovati
e palesati come Nota vibrante; la Vita rispon-
de alla tua sinfonia.
La Vita trabocca di quanti radianti e lEs-
sere manifesta la Bellezza del suo incedere.
Temprati e donati; nelluniversale turbinio di
vita tu sei solo una nota.
11
Secondo la cosmologia ind la relazione tra
Dio e il sistema cosmico puro gioco; la crea-
zione libera autoespressione della gioia,
bellezza e pienezza del Giocatore stesso.
La creazione di Dio non ha avuto origine da
necessit alcuna, ma venuta dalla pienezza
della sua gioia. Il suo amore ha creato e nella
creazione c dunque la sua rivelazione.
12

Per cui tutto luniverso fenomenico con tutte
le sue diversit una magnica opera darte,
incarnazione della bellezza, gloria e gioia per-
fetta della natura divina. Chi impara a guarda-
13
re da questo punto di vista la realt, accetta
e aderisce al REALE trova lo spirito supremo
ovunque.
13

Le mie mani sono il riesso delle Tue,
il mio viso il riverbero del Tuo,
le mie pupille rispecchiano le Tue,
il mio cuore una proiezione Tua.
Io sono Te e Tu vivi in me:
noi siamo Uno perch sei senza secondo.
14

I desideri della mia vita saccordino
Alla grande armonia della tua gioia.
Il tuo cielo, fonte di candida luce,
non disprezzi la mia piccola dimora;
le stagioni in leggera danza,
mi facciano sempre interiormente nuovo.
La tua gioia non trovi opposizione
Nelle mie membra, n nella mia mente.
La tua gioia risplenda come pura luce
Nel mio grande dolore;
la tua gioia disperda la mia miseria,
sbocci come un ore in tutte le mie azioni.
15

Anna Todisco
1
il caso del mistico poeta e scrittore, non-
ch losofo russo Skovord (1722-1794)
2
S. TERESA DAVILA, Vita, 9,5, in Opere,
Esclamazioni dellanima a Dio, Postulazione
Generale Ocd 1981.
3
R. TAGORE, Massime per una vita armonio-
sa, Guanda, Parma 1992
4
RAPHAEL, La triplice via del Fuoco, edizioni
Ashram Vidya, Roma 1986
5
Cfr. CHOGYAM TRUNGPA, Shambala, La via
sacra del guerriero, Ubaldini, Roma 1984
6
Ibidem
7
Ibidem
8
RAPHAEL, La triplice via del Fuoco
9
RAPHEL (a cura di), Cinque Upanisad, edi-
zioni Ashram Vidya, Roma 1974
10
R. TAGORE, Massime per una vita armo-
niosa
11
RAPHAEL, La triplice via del Fuoco
12
R. TAGORE, Massime per una vita armo-
niosa
13
Cfr. S. RADHAKRISHNAN, La losoa in-
diana, vol. I, Edizioni Ashram Vidya, Roma
1998
14
RAPHAEL, La triplice via del Fuoco
15
R. TAGORE, Il canto della vita, Guanda, Par-
ma 1989
14
Tutti i giorni, in molti laboratori vengono uc-
cisi lentamente molti animali in nome della
ricerca. Fino a che punto questo realmente
scientico? Siamo sicuri che la scienza debba
essere necessariamente un atto cruento nei
confronti di altri esseri viventi? E inne, cosa
nasconde la necessit di vivisezionare? Que-
sto articolo vuole fare riettere sulla necessi-
t di esprime qualcosaltro nei confronti di ci
che ci circonda e sospingerci verso un futuro
che non sia frutto di inutili violenze.
Lidea, anzi la necessit di scrivere questo ar-
ticolo, parte da un fastidio recondito nel mio
essere, stanco di immobile sconcerto e di
facili buonismi. Mi spiego meglio: la scienza
ricerca grandi cose, studia malattie termina-
li, clona animali. Stiamo talmente evolvendo
che ci avviciniamo rapidamente alla distruzio-
ne.
Qualcosa, nella prassi sperimentale della ri-
cerca, deve essere saltata, un errore casua-
le deve aver alterato il normale meccanismo
del nostro cervello, a tal punto da farci crede-
re onnipotenti.
Tutto in natura alterato, io, per esempio,
ricordo a malapena lodore dei pomodori di
mia nonna, ora sono belli proprio come i suoi,
ma come dice mia madre: Non sanno n di
me e n di te. La nostra fame di conoscenza
(anche se credo che sia di unaltra fame di cui
si parli), ci ha portato a coltivare sementi
transgeniche, che diventano prodotti di pla-
stica, che, a loro volta, trasformano i nostri
corpi in grandi strutture di conservanti. Siamo
proprio avanti! Cos si dice sul Sentiero...
Ma quello che a me, personalmente, pi fa
star male che ancora, a tuttoggi, si speri-
menti sugli animali. Di primo acchito posso
sembrare una pazza animalista che preferisce
i bambini agli animali... ma il problema vero
che la sperimentazione passa dagli animali
alluomo e noi manco ce ne accorgiamo, e
muove un giro di affari tale da arricchire case
farmaceutiche, ricercatori e altro.
La ricerca, o meglio quella ricerca che spe-
rimenta sugli animali, come ad esempio te-
lethon, la ricerca sui tumori e la stragrande
maggioranza dei prodotti cosmetici e farma-
ceutici, passano i loro test di efcacia diretta-
mente sui corpi di molti animali: molti beagle,
gatti, altri cani, cavie e tutti i tipi di topi di la-
boratorio.
La frase successiva che vi pu sorgere : ma
se non si sperimenta non si possono scon-
ggere le malattie! Partiamo dal presupposto
che le malattie hanno un signicato molto pi
profondo e radicato nella nostra coscienza e
che siamo esseri che devono passare attra-
verso un determinato dolore per capire cosa
ci alberga davvero dentro; allora con questa
consapevolezza a cosa mi serve il farmaco
Fitoterapia energetica
Curatore: Donatella Donati
DALLA PARTE DELLA CAVIA
15
pi allavanguardia del mondo se non sento,
trasformo e risolvo quello che alberga nella
mia coscienza? Il farmaco pi innovativo, pi
caro ed efcace risolver momentaneamen-
te il mio disagio, che si ripresenter in un al-
tro distretto.
Alcuni farmaci sono necessari, la sperimenta-
zione animale no! Ci sono modelli matemati-
ci, colture in vitro ed altro che possono tran-
quillamente sostituire latroce sofferenza che
si produce a questi animali, e sono (e questo
stato scienticamente provato) pi efcaci
e produttivi.
Gli animali spesso non vengono anestetizza-
ti, al massimo tramortiti, quando va bene, e
spesso, in alcuni esperimenti modicati ge-
neticamente. Quale attendibilit scientica in
tutto ci?
La paura e il dolore che provano questi anima-
li possono forse produrre sostanze endogene
che falsano ancora di pi dei risultati che io
reputo gi di per s poco attendibili nelluo-
mo. Ipotesi le mie. Ma perlomeno innocue...
Almeno il 90% dei farmaci testati sugli anima-
li non passa la successiva prassi di sperimen-
tazione umana, perch allora si continua?!
Sinceramente non lo so: il denaro, tutti i -
nanziamenti dati, ma credo che esista qual-
cosa di pi profondo, unenergia sottile e
crudele di disprezzo nei confronti della vita e
delle sue forme, che soggioga e si nascon-
de dietro esattamente il contrario. Ma se chi
sperimenta, chi vende animali o li ruba nelle
case per portarli ad essere massacrati negli
stabulari prendesse anche solo minimamen-
te in considerazione che esiste una legge di
ritorno delle nostre azioni, che per chi masti-
ca la lingua esoterica si chiama karma, forse
ci penserebbe almeno due volte ad agire in
questo modo.
Anche nel mondo erboristico impossibile
prevedere se i prodotti che si acquistano sia-
no stati sperimentati sugli animali, poche dit-
te certicano di non usare animali oppure si
limitano a sostenere che il prodotto nito non
stato testato sugli animali, ma dei principi
attivi e delle materie prime acquistate non si
sa nulla, cos ancora nessuno si prende la re-
sponsabilit a monte.
Vengono indotte malattie che lanimale non
potrebbe avere proprio per sua costituzione
siologica, creati dei mali che non centra-
no con ci che lanimale in questa vita deve
vivere come SUA esperienza (se vera la
teoria che ogni essere vive le esperienze
che in quella vita necessita di affrontare per
evolvere); e poi ci si meraviglia se il risultato
dellesperimento sulluomo non ha gli stessi
effetti. Ma dai?!
Facciamo parte di regni diversi, con esperien-
ze e frequenze diverse da vivere: come pos-
so aspettarmi la stessa reazione, per quanto
strettamente siologica, in un essere che
vive il suo percorso con nalit diverse dalle
mie?
Se vogliamo essere sempre di pi degli es-
seri innocui, la via giusta passa attraverso un
NO nei confronti di tutto ci che non serve e
un po pi di attenzione nei confronti di quella
ricerca che nasconde un grande giro di affa-
ri.
Credo sia ora di assumerci la responsabilit di
scegliere di vivere in un paese civile, dove lo
scienziato sia un essere almeno relativamen-
te luminoso che non ha bisogno di esprimere
della violenza e dellodio su chi oggettiva-
mente non sa come difendersi.
Donatella Donati
16
Luomo indubbiamente una pluralit di
coscienza. Nella sua complessit pu esse-
re assimilato ad un Regno nel quale diversi
feudi lottano per imporre il proprio potere a
discapito di altri. Questo simbolo, molto pi
reale di quanto si possa immaginare, descri-
ve la condizione interiore della quasi totalit
degli esseri umani, che vivono schiavi di parti
divise di s, identicandosi con alcune parti
e riutandone altre. In sostanza un domi-
nio nel quale regnano lanarchia e il malgo-
verno, nel quale le energie e le risorse sono
mal distribuite, e dove violenza, corruzione e
ingiustizia rappresentano la norma. Un Regno
come questo non pu non essere immerso
nel dolore.
Quanto le condizioni di questo Regno inte-
riore sono simili al mondo esteriore in cui vi-
viamo quotidianamente! Daltronde non un
caso che lumanit replichi nel macrocosmo i
meccanismi che governano il microcosmo. E
questa anche la ragione per cui negli scritti
vedici viene affermato che la prima responsa-
bilit del discepolo verso i propri universi
interiori.
Questa precisa corrispondenza tra ci che sta
in alto e ci che sta in basso descritta magi-
stralmente nella Repubblica di Platone, dove
viene affrontato il tema della Giustizia: essa
viene applicata da una parte allo Stato visto
come tripartito, dallaltra, per analogia, alles-
sere umano visto come composto delle stes-
se parti funzionali e disposte nella medesi-
ma gerarchia. Secondo il losofo la giustizia
possibile solo nel momento in cui ognuna
delle parti svolge la propria funzione in armo-
nia con se stessa e con le altre; quando que-
sto accade lAnima immortale pu nalmente
tornare a sedere sul proprio trono e governa-
re attraverso la propria visione illuminata.
Dal punto di vista dellesistenza umana, le
tre parti sopra menzionate sono costituite dal
piano sico, emotivo e mentale inferiore. Su
questi piani si gioca la battaglia per il dominio
del Regno.
Lopera di unicazione della coscienza com-
piuta dallAnima (o mente superiore) quando
questa diventa possibile dal punto di vista
evolutivo. Arriva un momento, dopo molte
vite di esperienza, in cui la luce inizia a trape-
lare attraverso la materia dei veicoli puricati
dal dolore. Progressivamente questo centro
focale inizia ad avere sufciente radianza
da risultare attivo e condizionante nei tre
mondi dellesistenza inferiore: leffetto del
diffondersi di questa luce armonica quello
di sanare le fratture della coscienza. Questo
diviene possibile man mano che nei veicoli
inferiori aumenta il numero di particelle sen-
sibili allinusso della luce dei piani superio-
ri e che occultamente aspirano ad essa. Il
processo di afnamento dei veicoli aumen-
Nuovo insegnamento esoterico
Curatore: Fabio Ricchetti
LANIMA E IL SUO REGNO
17
ta costantemente, e con questo aumenta il
conitto con la parte oscura resistente, no a
raggiungere il massimo dello spasmo quando
le quantit in gioco si eguagliano. Determinati
rapporti tra le quantit e determinate masse
critiche coincidono con speciche crisi nel-
lessere umano. Ci che viene detto essere
il sentiero iniziatico, tappa nale del percor-
so che conduce lAnima a sedere sul proprio
trono, sancito da determinati rapporti nelle
quantit di materia no al punto in cui pi nul-
la rimane di discordante e lintera coscienza
puricata, unicata e trasgurata.
Lo stesso processo appena descritto avvie-
ne a livello macrocosmico. Man mano che le
particelle umane si rendono sensibili alla luce
del proprio S superiore, entrano a far parte
di quella massa luminosa che consentir un
giorno alla grande coscienza della quale fac-
ciamo parte di essere unicata e permetter
che il Regno di Dio possa essere manifestato
sulla terra.

Oggi lumanit si avvicina rapidamente ad
uno di quei momenti di crisi sopra descritti.
Il numero di coscienze che aspirano alla luce
cresce rapidamente e ci si approssima ad una
massa critica che prelude a grandi cambia-
menti. Ed ecco la grande transizione attuale.
Ecco la crisi delle vecchie strutture di potere
ormai cristallizzate, incapaci di rispondere alla
pressante domanda di cambiamento e non
pi idonee a contenere le verit percepite.
Cos si spiega la distruzione e il conitto glo-
bale al quale stiamo assistendo. Oggi tutto
il passato viene messo in discussione: la di-
struzione reale, lo si vede bene intorno a
noi e dentro di noi, ma allo stesso tempo
apparente, perch ci che forse non siamo in
grado di riconoscere la forza soggettiva ed
edicante che tenta di affermarsi e costrui-
re forme pi perfette. Con questo processo
lumanit partita da forme di aggregazione
primitive per passare gradualmente a forme
pi complesse ed evolute: dalla trib alla po-
lis, dalla monarchia teocratica allo lo stato
assoluto, dal riconoscimento della nazione
allo stato democratico. Cos, passando da
un forma allaltra, si sviluppata la coscienza
umana ed maturata nel tempo la sua capa-
cit di identicarsi con forme sempre mag-
giormente inclusive e di gruppo. E oggi cosa
succede? Dopo gli orrori delle guerre mon-
diali si formano le Nazioni Unite. Si comincia
a parlare di Fratellanza Umana e si prospetta
lidea di un unico Governo Mondiale come
garanzia della pace futura. Tutto questo solo
poche generazioni addietro sarebbe risultato
impensabile.
Ma cosa sta succedendo? Forse lAnima
del Mondo che, tra i tumulti e le doglie del
parto, sta operando lunicazione del Regno?
presumibile che lo sia.
Nel particolare questo sta avvenendo attra-
verso lemancipazione delle masse umane
dallignoranza, che ci che sostiene tutti i
governi, buoni o cattivi che siano. Per
ignoranza si intende non una mancanza di no-
zioni, per quanto importanti esse siano, ma
lincapacit delluomo medio di andare oltre
al soddisfacimento dei propri bisogni egoisti-
ci e della propria affermazione personale a di-
scapito di ci che sta intorno. Come afferma-
va Platone, un tale stato di oblio non pu
che portare disordine e discordia, che daltra
parte sono pi che mai riscontrabili.
Oggi pi che mai viva laspirazione umana
verso una distribuzione delle risorse planeta-
rie pi equa e che garantisca a tutti una vita
decorosa e degna di essere denita umana.
18
Tra il frastuono dei conitti cruenti ai quali i
nostri media prestano sempre pi morbo-
sa attenzione, si colgono nel sottofondo le
forze che agiscono per la costruzione di un
mondo migliore. Gli uomini di Buona Volon-
t, ovunque presenti ed appartenenti alle pi
diverse etnie e religioni, lavorano nel silenzio
operoso della quotidianit, agendo per affer-
mare la bellezza delle verit percepite. Cos
ovunque si osservano movimenti lantropici
e iniziative tese al miglioramento di una qual-
che sfera di esistenza umana. Si parla poi di
globalizzazione, e questo processo, favorito
dalla tecnologia, sinonimo di sviluppo menta-
le, connette in tempo reale milioni di esseri
umani ai capi opposti del pianeta, annullando
di fatto le distanze e permettendo che nulla
(o quasi) possa pi essere taciuto o nascosto.
Ogni giorno ascoltiamo notizie e ci indignia-
mo di fronte a quanto accade intorno a noi. In
noi cresce uno sdegno che diviene pressante
richiesta di cambiamento e che trova la sua ri-
sultante nella tendenza alla sollevazione delle
masse che aspirano al meglio.
Tutto questo sintomo dellinevitabile rivolu-
zione che avverr nei prossimi anni e che
gi in realt in corso.
Ma occorre che questa forza potente trovi gli
opportuni canali di sfogo afnch non si ma-
nifesti come cieca rabbia distruttrice, come
troppo spesso si manifestata nella storia.
Oggi tempo di riscoprire una nuova rivolu-
zione. Una rivoluzione che avviene nel silenzio
dei nostri cuori e che si riuta di condividere i
modelli di umanit che ci vengono propinati,
ma lo fa prendendo su di s la responsabilit
del proprio male e della propria distruttivi-
t. Una rivoluzione che assimilabile alla vera
conversione e che si impegna prima di tutto
a portare verit in quel luogo senza gioia
che sta appena al di l delle maschere abi-
tuali. Se solo una minima parte dellumanit
smettesse di addossare le colpe della propria
infelicit a cause esterne e si impegnasse ad
alimentare la propria luce, leffetto sarebbe
quello di attirare potenti energie dai piani di
esistenza superiori favorendo linstaurarsi di
condizioni globali pi armoniose, replicando
di fatto il processo microcosmico.
Ecco quindi come lAnima del Mondo si ma-
nifesta! Attraverso le singole Anime umane
che lottano ogni giorno per portare unit e
pace nel loro Regno e nei rapporti con tut-
to ci che le circonda. Allora se ci chiedia-
mo come si possono portare queste qualit
nel Mondo la risposta non pu che essere:
portandole prima di tutto in noi, eliminando
ci che di distruttivo alberga nelle nostre co-
scienze e alimentando la nostra aspirazione
verso il vero Bene. Ogni punto di Luce, som-
mato agli altri, dar il proprio contributo per
linstaurazione del Regno di Dio sulla terra.
E forse, quindi, la famosa affermazione Ven-
ga il Tuo Regno potrebbero essere formu-
lata anche in altro modo; forse si potrebbe
dire Questo il Tuo Regno perch, per
quanto imperfetto, gi lo .
Fabio Ricchetti
19
Se anche solo sette anni fa qualcuno mi aves-
se detto che il vero esoterista, o spiritualista
che dir si voglia, in realt uno scienziato,
avrei sicuramente pensato che quel qualcuno
fosse pi di l che di qua, per lappunto.
Oggi, invece, dopo un po di studio e di pra-
tica degli insegnamenti dellAntica Saggezza,
la mia opinione cambiata. E non poco.
Un tempo avrei detto: Certo che lo scienzia-
to e lo spiritualista possono avere in comune
delle caratteristiche. Per esempio, lamore
per la conoscenza, il vivere lontani dai clamori
del mondo o, chess io, lavere la barba bian-
ca! Ma- avrei aggiunto - c una cosa che
peculiare dello scienziato e lo distingue da
qualunque altro uomo, e in special modo dal-
lo spiritualista: il laboratorio. Tutti gli scienziati
hanno un laboratorio, e senza laboratorio non
si pu essere scienziati. Luomo di scienza,
infatti, ha un approccio molto personale alla
Vita: quando fa delle affermazioni parla per
esperienza e non per convinzione personale.
E quellesperienza stata acquisita in un luo-
go che gli molto caro: il laboratorio appun-
to. Qui lo scienziato si ritira insieme alle sue
teorie e agli strumenti che permetteranno di
convalidarle o confutarle. A volte le sue teo-
rie possono essere vericate in poco tempo,
perch gi esistono gli strumenti appositi e si
tratta soltanto di utilizzarli. Altre volte, invece,
lo scienziato deve attendere molti anni, per-
ch gli strumenti necessari non sono ancora
stati realizzati. In questi casi, impara a con-
vivere con lincertezza, senza demoralizzarsi,
raccogliendo i risultati degli esperimenti che
gi pu fare e costruendo gli strumenti che
ancora non ci sono. Per lo scienziato la Vita
unavventura, nella quale ogni giorno gli riser-
va una piccola o una grande sorpresa. Questo
per lui motivo di gioia, indipendentemente
dal fatto che la sua convinzione venga confer-
mata dallesperienza o meno: perch ci che
veramente gli importa avvicinarsi sempre
pi alla Verit. Il vero scienziato non litiga con
i suoi colleghi, perch quando le loro convin-
zioni sono diverse, di comune accordo si af-
dano allesperimento, rispettando no a quel
momento luno la teoria dellaltro. Egli sa, pi
di ogni altro uomo al mondo, ma proprio per
questo sa di non sapere. Si sente, per usare
unanalogia dello stesso Newton, come un
bambino che gioca con la sabbia del mare,
mentre davanti a lui, profondo e immenso,
si estende loceano della conoscenza. Il vero
scienziato non dogmatico. E come potreb-
be? Ha imparato che se vuole veramente
conoscere la Natura deve essere pronto a
modicare le sue teorie. Anche quando, in
un primo momento, erano state validate dal-
lesperienza. Ci perch la sua conoscenza di
oggi non che un caso particolare di quella
pi vasta di domani. Mentre lo spiritualista no,
Antica saggezza e scienza moderna
Curatore: Gianluca Fontana
LESOTERISTA:
UNO SCIENZIATO
UN PO PARTICOLARE
20
niente di tutto questo, proprio perch non ha
il laboratorio. Cos avrei detto qualche tem-
po fa, prima di avvicinarmi allesoterismo.
Ora, invece, mi sento di dire: Certo che lo
scienziato e lo spiritualista possono avere in
comune delle caratteristiche. Per esempio,
lamore per la conoscenza, il vivere lontani dai
clamori del mondo o, chess io, lavere la bar-
ba bianca! Ma c una cosa in particolare che
li accomuna e li distingue da qualunque altro
uomo: il laboratorio. E con esso quel modo di
rapportarsi con la Vita che ne deriva.
Che cosa mi ha fatto cambiare cos radical-
mente idea? Certi studi, certe esperienze nel-
lambito dellAntica Saggezza che possono
essere sintetizzate da questo aneddoto.
Un giorno, uno scienziato venne a sapere che
nella sua citt un saggio avrebbe tenuto una
conferenza. Lo scienziato era combattuto.
Da un lato sentiva che quellincontro poteva
essere per lui illuminante, dallaltro, parteci-
pandovi, temeva di essere deriso dai suoi col-
leghi. Alla ne decise di andarci, ma in gran
segreto.
Venne il giorno. Entrato nella sala, lo scien-
ziato si sedette in fondo, in uno degli ultimi
posti che erano rimasti liberi. Allora stabilita
il saggio inizi la sua conferenza. Un po per
volta raccont ai presenti la visione della Vita
che negli anni aveva maturato. Lo scienziato
lo ascolt attentamente per tutto il tempo,
percependo nelle sue parole una pacatezza
e allo tempo stesso una convinzione non co-
muni.
Al termine della conferenza, quando la sala
era ormai quasi vuota, lo scienziato si avvici-
n al saggio e gli disse: Davvero interessan-
te la Sua teoria sulla vita, ma, sa, io sono uno
scienziato e posso credere solo a ci vedo.
Il saggio allora, con un sorriso, gli rispose:
Anchio credo solo a ci che vedo: sono
chiaroveggente.. Se vuoi, possiamo confron-
tarci. Da colleghi.
In effetti, il vero esoterista colui che, aven-
do fatto molta pi strada sul percorso evo-
lutivo rispetto agli uomini del suo tempo, ha
sviluppato appieno delle facolt, peraltro la-
tenti in ogni essere umano, grazie alle quali
gli possibile conoscere la Vita in tutte le sue
dimensioni, ovvero nella sua completezza.
Lesoterista provetto, avendo afnato alquan-
to la sua percettivit visiva, pu constatare
che, oltre alla materia sica, ben conosciuta
dalluomo ordinario, esistono dei tipi di mate-
ria pi rarefatti che circondano e compenetra-
no i vari esseri. Nel caso delluomo, pu veri-
care che, oltre al suo corpo sico, esistono
altri corpi che interpenetrano il primo e ne
debordano per un certo spessore, formando
un alone noto come aura. Fissando di volta in
volta lattenzione su ognuno di questi corpi,
pu vederne i particolari; un po come chi os-
serva un paesaggio, se vuole, pu metterne
a fuoco i dettagli. Cos facendo, lesoterista
pu apprendere varie cose. Ad esempio, che
laura del primo corpo sottile, noto come cor-
po eterico, aumenta di spessore allaumen-
tare, per cos dire, della vitalit del soggetto,
ovvero del suo livello energetico, variabile da
momento a momento, oltre che da persona
a persona; che nellaura del secondo corpo
sottile, detto corpo astrale, costituito da una
materia pi rarefatta del primo, si alternano
colori diversi a seconda dello stato danimo
in cui si trova il soggetto, con la presenza di
tonalit scure per le emozioni pi basse e,
viceversa, chiare per quelle pi nobili; che
nellaura del terzo corpo sottile, detto corpo
mentale, composto da un materia ancora pi
rarefatta, si vedono, allaltezza degli occhi,
21
gli oggetti cui la persona sta pensando, con
una precisione dei contorni tanto maggiore
quanto maggiore la capacit di visualizza-
zione del soggetto. E questi sono solo alcuni
esempi...
Pensare che la Vita sia esclusivamente quella
che sperimentiamo grazie alluso dei cinque
sensi sarebbe, infatti, molto riduttivo. Come
esiste una minoranza di persone che, ahim,
non pu contare sulla funzionalit di uno o pi
dei cinque sensi, esiste una minoranza di per-
sone, ancorch molto esigua, dotata di uno o
pi sensi che vanno ad aggiungersi a quelli
gi conosciuti. Come rimane preclusa una
dimensione importante della Vita a chi, per
esempio, non ha il dono della vista, la stessa
cosa accade a chi ancora non ha sviluppa-
to un senso non ordinario. E come i cinque
sensi possono essere pi o meno sviluppati
a seconda del soggetto che si considera, la
stessa cosa vale per i sensi non ordinari.
La Vita, come si dice, per chi ha occhi per
vedere e orecchie per sentire, molto pi
complessa di quanto luomo possa oggi spe-
rimentarla con i cinque sensi e gli strumenti
di laboratorio gi realizzati. Ed sempre stato
cos. Infatti, che cosa poteva sapere luomo
del mondo innitamente piccolo di una cellu-
la e di quello innitamente grande di una ga-
lassia prima dellinvenzione del microscopio e
del telescopio? Nulla. Poteva solo speculare.
Per le dimensioni non siche della Vita, ben
note allesoterista, vale un discorso analogo.
Fino a quando non si provvisti dello stru-
mento di rilevazione adatto come, ad esem-
pio, la chiaroveggenza e la chiaroudienza si
pu soltanto speculare. Dal momento in cui
quello strumento entra a fare parte del pro-
prio laboratorio, la speculazione cede il passo
allesperienza. Di pi: no a quando il proprio
strumento di rilevazione imperfetto, ci che
si rileva sar sempre inciato da un certo er-
rore. Dal momento in cui quello strumento
diviene ben tarato, losservazione risulter
attendibile.
In questo senso lesoterista uno scienziato:
parla per esperienza, basandosi sulle osser-
vazioni fatte in quel laboratorio che il suo
campo di coscienza, utilizzando quegli stru-
menti che sono i suoi sensi non ordinari.
Dunque, scienziato a tutti gli effetti, ma co-
munque un po particolare. Tra i colleghi,
infatti, lunico ad avere un laboratorio com-
pletamente invisibile, invisibile come quel
mondo sottile che ogni giorno indaga.
Gianluca Fontana
22
Ascoltavo recentemente alla radio un con-
duttore, peraltro intelligente e simpatico, di
una rubrica che tratta argomenti connessi
alle dinamiche di coppia. Dopo avere dialoga-
to con alcuni radioascoltatori, affermava: ...
e voi mi chiedete se mi sono mai innamorato
veramente? Ho amato, ho amato eccome,
ho amato troppo nella mia vita ed ho sof-
ferto come un cane. E quindi basta!
Un atteggiamento reattivo tipico. Ma vorrei
sottolineare che quando siamo in una condi-
zione reattiva non siamo noi stessi, o meglio
esprimiamo un moto automatico, in questo
caso di riuto, di sbarramento, generato da
una parte della nostra coscienza polarizzata
in Kama-Manas (desiderio-mente), isolata e
disagiata, ancora condizionata dai nodi karmi-
ci. Ma la Vita rapporto: se non c rapporto
non c vita, siamo noi i creatori o meglio i co-
creatori dei nostri rapporti nonch i responsa-
bili della loro mancanza. Meglio un rapporto
problematico vissuto nellintento consapevo-
le di una crescita reciproca, che nessun rap-
porto. Lisolamento una distorsione tipica,
nello specico quella della (falsa) serenit
nella quale convergono sia il non prendersi
le proprie responsabilit sia la paura di met-
tersi in gioco per poi soffrire. Nel precedente
articolo abbiamo considerato laggressivit,
distorsione del potere, e la sottomissione,
distorsione dellamore. Ritraendoci, respin-
giamo gli altri negando loro lamore che vor-
rebbero ricevere; aggredendo, allontaniamo
gli altri traggendoli con (falsa) superiorit;
sottomettendoci, non amiamo ma ci aspet-
tiamo (pretendiamo) di essere amati. Il riuto
deve prevalere: questo il troppo
Padre Figlio Spirito Santo, Volont Amore
Attivit, Soldi Sesso Successo; innite dina-
miche applicative (imperfette) dello stesso
principio, la creazione (perfetta): viviamo la
perfetta-imperfezione in ogni istante, come
necessit-opportunit per migliorare, cresce-
re, evolvere. La storia uomo-donna sogget-
ta a tutto ci, e quindi condividiamo relazioni
con persone perfette; sospinti da ci che
siamo dentro, attraiamo chi abbiamo di anco
o, ancora meglio, chi non abbiamo di anco,
alimentando lillusione dello stare bene da
soli sotto legida di una falsa indipendenza.
Spesso parliamo di anestesia; certo, star
bene con se stessi importante, ma manca
un pezzo: laltro, e se questi non c non pu
funzionare, perch vi una carenza, unas-
senza. Luomo non pu da solo reintegrare
il Regno dei Cieli: deve imparare ad amare;
questo il processo che porta al divino erma-
frodito, e non linverso. Non dimentichiamo
mai che il volersi salvare con le proprie for-
ze lultima trappola di Satana. Credere che
luomo, da solo, con i suoi sforzi, possa rag-
giungere la realizzazione, la liberazione, lillu-
La Coppia sul Sentiero
Curatore: Giorgio Ricci Garotti
LA STRATEGIA
DELLISOLAMENTO
23
minazione non possibile, se non rimanendo
partecipi della natura divina che Amore.
Ogni atto creativo che avviene nel piacere
(possibile qui ed ora) il senso stesso del-
lesistenza. Ecco perch il fare, lesserci,
comporta lattivazione di alchimie energe-
tiche tra 2 e 5 Chakra, in quanto vi una
relazione stretta tra il piacere e la creativit,
riproduzione dellatto della manifestazione fra
Spirito e Materia. E ognuno tenuto non ad
astenersi, ma a dare il proprio contributo.
Appare allora pi evidente che il vero proble-
ma laprirsi, il darsi, loffrirsi a piene mani
allaltro, nel timore che poi si soffra In real-
t quel timore giustica una mancanza di di-
sponibilit, il non darsi. Ci si nasconde dietro
la facciata della sensibilit come scudo dietro
cui si attua il riuto. Il problema, casomai, non
quello del sentire, ma quello del cominciare
a non sentire pi nulla: lindifferenza, linsen-
sibilit, la freddezza sono le radici del male
di cui la crudelt lo sviluppo. Uno sguardo
fugace alla qualit dei rapporti umani attua-
li parla da s. Stiamo parlando di Amore, e
sappiamo che amare dare senza chiedere
(pretendere) nulla in cambio, quindi divenire
se stessi integrando completamente pregi e
difetti per offrirsi liberamente allessere ama-
to, gratuitamente e senza contropartita alcu-
na. Certo la sensibilit va (ri)orientata, nutrita
da una crescente consapevolezza che con-
sente di discriminare e di esercitare il vero
libero arbitrio, che non il fare quello che ci
pare, perch laddove vi distruttivit le scel-
te non possono certo essere libere, innocue.
Ritorna il problema identicativo fra ci che
pensiamo di essere e ci che siamo, o an-
che fra ci che pensiamo di fare e ci che
agiamo in realt. Pi rincorriamo limmagine
ideale, meno il S superiore (lAnima) pu
manifestarsi, pi smantelliamo le maschere,
pi i veri valori possono emergere. In altre pa-
role si instaura gradualmente una circolarit
positiva, creativa, costruttiva. Si innesca un
naturale processo di crescita interiore, lintui-
zione uisce, la vita (che rapporto) diviene
migliore. Il buono, il bello e il vero iniziano ad
affermarsi.
fondamentale togliersi i gusci di dosso, im-
parare a sentire tutto e di pi nella pelle, nella
carne, nel sangue; come possibile imparare
a discriminare se non riconosco le differenze,
se non faccio esperienza attraverso la vita,
delle diverse qualit, del bene e del male,
del piacere e del dolore? Per comprendere
devo sentire, devo vivere; se non mi metto in
gioco e penso solo a proteggermi, resto iso-
lato dal vero piacere, dalla vera armonia, dal
vero amore, dalla vita stessa. Quante volte ci
siamo lamentati di avere dato ducia a una
persona, investendo in un rapporto, per poi
sentirci abbandonati, ingannati, traditi, umilia-
ti, riutati ingiustamente? Ma la vita non
forse perfetta? E allora perch non guardare
con occhio consapevole dentro di s? E inve-
ce di avvalorare la tesi dell io ho ragione!,
perch non tendere allo sforzo che inevitabil-
mente comporta il ricercare dentro di s le
cause della propria sofferenza? E proprio at-
traverso quella sofferenza rivivere il disagio,
superare la spinta allautomatismo reattivo
nei nostri comportamenti, nelle nostre paro-
le, nei nostri pensieri. Dare ducia alla vita,
accogliersi per accogliere laltro, e vivere
nella stupenda complementariet della rela-
zione puricata, la realizzazione, che diventa
perfetta integrazione del principio maschile e
femminile.
Luomo cerca sempre di ottenere il massimo
risultato con il minimo sforzo, anzi ho esa-
24
gerato, senza nessuno sforzo; ma questo
irrealizzabile. Per quanto riguarda la sensibi-
lit, egli vorrebbe percepire solo ci che
piacevole, sbarrando la porta a tutto ci che
sgradevole; beata illusione, foriera poi di coe-
renti, inevitabili frustrazioni. In realt ognuno
di noi in nuce essenza, consapevolezza,
beatitudine, ma per potere manifestare ci,
occorre trasformare nella nostra coscienza
proprio quello che non ci piace, che non vo-
gliamo sentire, che non vogliamo vedere, che
non vogliamo riconoscere; occorre rimuove-
re i punti di ssit per disattivare il processo
della coazione a ripetere. Sembra il gatto che
si morde la coda, o il gioco delloca, se pre-
ferite, ma cos . Ci che semino raccolgo,
ma, non considerando quel che ho seminato,
vedo il risultato e mi infurio, mi lamento, re-
crimino, mi isolo...
Sentire per capire e poi comprendere luni-
co modo che ci rimanda ai nostri limiti, alle
nostre disarmonie, a riconoscere che laltro
l apposta per mostrarcele; ma ci rendiamo
conto di quale completezza perfetta, netta,
precisa, sia la specularit relazionale a qual-
siasi livello evolutivo? Certamente no, altri-
menti ci comporteremmo diversamente
Cos che cimpedisce di essere veramente
noi stessi? Il bisogno di separazione, di isola-
mento. La modalit del darsi sempre ltrata
da questa nota di solitudine, degradazione
dellarchetipo dellImperatore, riuto di tutti.
E sotto il prolo relazionale questo si traduce
in incapacit di vivere il rapporto di coppia in
modo pieno e armonico. Volere, valere, ave-
re; il problema dellapparire, che un obbligo
imperante del mondo di supercie: bellezza
a tutti i costi ricchezza a tutti i costi so-
litudine gratis Impossibilit di trovarsi con
laltro ma anche e soprattutto con se stessi...
E invece essere nel mondo, piacevoli, co-
niugando armonia interiore ed esteriore (non
scontato, anzi). Il rifuggire lincontro, il
resistere a ci che unisce, espressione di
queste dinamiche; ecco perch lisolamento
come il tradimento e/o la poligamia sono cos
diffuse, in quanto linea comportamentale di
minore resistenza. Per cui, anzich continua-
re ad affermare: Se devo vivere dei rapporti
brutti per stare male, meglio soli oppor-
tuno cominciare a considerare che non esi-
stono rapporti brutti o belli, bens funzionali
alle necessit evolutive karmiche, coerenti
alla nostra condizione di magnetismo e ra-
dianza che altro non che la manifestazione
di ci che siamo in ogni momento relativa-
mente alla Leggi di Attrazione e di Ripulsa
che regolano il Cosmo.
Perch poi, se ascoltiamo bene, nel profon-
do, c sempre un grande bisogno di dare e
ricevere amore, semplicemente. Ed un pro-
blema di udito, ma non incurabile
Giorgio Ricci Garotti
in collaborazione
con Monica Giovannini
25
Questa seconda fatica tratta del desiderio e
delle sue implicazioni nella vita di ogni disce-
polo. La parola discepolo, in questo caso, non
utilizzata solamente per indicare una pre-
cisa posizione sul Sentiero, ma per ricordare
che siamo tutti discepoli, a qualsiasi livello
evolutivo, di ci che sentiamo come aspira-
zione e forza attrattiva in un dato momento.
La chiave per la comprensione di questa pro-
va in Toro consiste nello sperimentare la Leg-
ge di Attrazione.
Essa rappresenta una legge esoterica molto
importante, capace di denire ogni rapporto
in modo sempre pi inclusivo. Attraverso
questa legge siamo costantemente sospinti
allunione e a vivere la nostra condizione se-
parativa come limitante. La sofferenza che ne
deriva data dalla necessit di cedere aspetti
della personalit per unarmonia pi vasta. La
vita una, composta da una moltitudine di
cellule, ognuna delle quali non si deve sentire
in dovere di imporre alle altre la sua visione
limitata.
La Legge di Amore attiva nelluniverso sot-
to forma di Legge di Attrazione, con tutto
ci che questo termine comprende, in modo
particolare il movimento ritmico di tutto ci
che esiste. La vita interazione, una ricerca
continua, che ci consente di colmare le no-
stre lacune, attraverso lattrazione, che spes-
so apparentemente subiamo, verso il nostro
opposto.
Lessere umano possiede un innato istinto di
conservazione e soprattutto una propensio-
ne a migliorarsi attraverso luso, sempre pi
intelligente, della materia a disposizione. In
questi due aspetti ritroviamo le due polarit
della vita, Materia e Spirito. Listinto di con-
servazione ci aiuta nel dare valore al nostro
vissuto, ci permette di rimanere aderenti ad
un progetto della nostra anima, per molti
aspetti ancora ignoto. La vita ci offre sempre
la via pi breve, che non deve essere neces-
sariamente la pi facile, una via che spesso
non riconosciamo, preferendo identicarci
con la personalit che, notoriamente, attiva
molte resistenze.
Listinto a migliorarsi intriso nelle nostre
carni: non si torna mai indietro. Lignoranza
vorrebbe obnubilarci alimentando una visio-
ne limitata agli effetti, che rappresentano un
aspetto del Karma, che si completa con il ri-
conoscimento delle cause. Queste possono
essere comprese nel momento in cui laspet-
to intuitivo dellanima diviene esperienza.
Nella prova della seconda fatica Ercole deve
portare il toro sacro di Minosse, re di Creta,
attraverso le acque che separano lisola dal
continente. Ercole, cavalcando il toro, giunge
alla citt dei Ciclopi, che governata da tre
eminenti personaggi, Brontes, Steropes e Ar-
ges, i quali hanno preso in consegna il toro.
Mitologia e Sentiero Iniziatico
Curatore: Graziano Fornaciari

ERCOLE E LA CATTURA
DEL TORO DI CRETA
26
Il labirinto nel quale vive il toro di Minosse
sempre stato il simbolo dellillusione e del
disorientamento. Il toro simbolo di questa
illusione, che propria del piano emotivo.
Lessere umano deve ascendere al piano
della mente per acquisire la discriminazione
necessaria: la Materia infatti non deve essere
asservita al desiderio, ma deve divenire sem-
pre pi responsiva alla luce dellanima.
Ercole conduce il toro alla terraferma caval-
candolo e non uccidendolo. Il cavalcare un
animale, negli antichi miti, signica controllo.
La natura emotiva non deve essere uccisa,
ma posta sotto il controllo dellanima, un con-
trollo che diverr distacco.
In questa prova il problema del sesso diven-
ta particolarmente importante, in quanto la
visione distorta che se ne d alla base del-
linfelicit umana. Il sesso non inteso sem-
plicemente come rapporto sico. La vita, in
ogni suo ambito, si basa sul rapporto Spirito
(Padre) e Materia (Madre), il quale genera
sempre laspetto Figlio, Amore. Se ricono-
scessimo maggiormente la bellezza di ci
che produciamo, che rappresenta sempre la
nostra massima possibilit creativa, probabil-
mente acquisiremmo maggiore accettazione
e capacit di vivere il momento, il quale
sempre perfetto, ma perfettibile.
La distorsione della sessualit possiamo tro-
varla a partire dalla razza Lemure. In questo
periodo gli esseri umani maggiormente evo-
luti praticavano il Laya yoga o yoga dei centri.
Questo tipo di pratica permetteva un maggio-
re controllo del corpo sico. Il tutto ha porta-
to ad una maggiore promiscuit di rapporti,
e con la degenerazione di essi la nascita di
malattie di tipo sessuale. La malattia venne
percepita come una punizione e soprattutto
come il primo riconoscimento della legge di
causa ed effetto. Questo condusse alle varie
distorsioni legate alla sessualit, ponendo in
essere la necessit di preservarsi dalle malat-
tie e dalla loro proliferazione. Gli esseri uma-
ni, per il timore di ammalarsi, cominciarono
ad identicare la loro salute con lincentivare
la purezza della famiglia e della razza.
Lessere umano tende a vivere la sessualit
come potere da imporre agli altri. Il sesso
diviene merce di scambio attraverso il quale
essere coercitivi, castrare gli altri per poi rima-
nere a nostra volta castrati. Togliere il piacere
diviene motivo di soddisfazione. In futuro si
acquisir maggiore equilibrio riguardo a que-
sto argomento, che sempre stato vissuto
come qualcosa da tenere celato. Il sesso rap-
presenta laspetto creativo e, se non goduto,
e ancora peggio non praticato, favorisce la
costruzione di maschere comportamentali.
Se non rendo manifesti i miei bisogni, dif-
cilmente saranno soddisfatti, ed essi saranno
inevitabilmente sublimati con una eccessiva
attivit o esagerata inerzia.
In questo senso si pu meglio comprendere
il celibato, che molto spesso imposto. Que-
sto atteggiamento ha procurato notevoli dan-
ni a coloro che, cos facendo, tendevano ad
una maggiore spiritualit. La parola celibe
signica singolo, quindi rappresenta laste-
nersi dellanima a identicarsi con la forma.
Il segno del Toro viene da sempre ricondot-
to alla luce. La simbologia dei Ciclopi, esseri
con un occhio solo, ci d la conferma della
necessit di trasmutare la nostra emotivit
in una maggiore capacit di visione. Questo
potr essere possibile quando la Legge di
Attrazione, che sospinge continuamente al
congiungimento, spazzer via ogni illusione
che vela lunit. Affermava il Cristo: Se il tuo
occhio singolo, il tuo intero corpo sar pie-
27
no di luce.
Anche in questo segno vi sono tre costellazio-
ni collegate: Orione, Eridano e Auriga. Orione
era chiamato anche i Tre Re, per le bellis-
sime stelle che si trovavano nella sua cintu-
ra. I Tre Re rappresentano i tre aspetti divini
della Volont, dellAmore e dellIntelligenza, e
Orione simboleggia lo Spirito. Il nome Orione
signica il diffondersi della luce. Eridano
rappresenta un immenso ume di stelle che
zampilla dai piedi di Orione. Viene chiamato il
Fiume del Giudice e simboleggia il ume
della vita che porta le anime in incarnazione,
ove imparano il signicato del karma secondo
il quale come un uomo semina, cos racco-
glie. Auriga il cocchiere che conduce ver-
so nuove terre, e simboleggia lanima.
Ercole deve comprendere la necessit di es-
sere unicante. Egli deve acquisire maggiore
coscienza di gruppo e cominciare a chiedersi
se il proprio agire va in quella direzione. Ler-
rore di molti discepoli rappresentato dal
fare quello che sentono, senza prescindere
dalla personalit. Se non possiamo fare quel-
lo che sentiamo ci ritraiamo, creando gli alibi
necessari, al ne di giungere alla conclusione
che non ci sono le condizioni adatte al nostro
manifestarci. Siamo come bambini che pun-
tano i piedi e che creano un solco fra s e gli
altri. Creiamo barriere dove nessuno potr in-
vadere il nostro territorio e porci dinanzi a mo-
dalit dazione diverse. Il cambiamento vita,
ed Ercole a questo punto non pu uccidere
per allontanare da s ci che gli pu nuocere,
ma deve cavalcarlo, per portarlo verso spazi
della propria coscienza ove sia possibile far
divenire il nostro peggiore difetto la nostra
migliore qualit.
Ercole non soltanto il discepolo, ma, nella
sua natura inferiore, il Toro, e nella sua natura
superiore, il Ciclope. I Ciclopi rappresentano
anchessi i tre aspetti della natura divina, Pa-
dre, Figlio e Spirito Santo. I Ciclopi erano an-
tichi iniziati.
La lotta si fa dunque pi ardua: Ercole comin-
cia a rendersi conto delle responsabilit che
si ottengono lungo il Sentiero. Egli continua
il suo percorso usando strumenti limitati, ma
che sa usare. Il discepolo non deve continua-
mente lamentarsi, ma imparare ad adoperare
bene ci che possiede. Egli comincia a radi-
care una maggiore coscienza di s che lo por-
ter ad entrare maggiormente nella corrente
del servizio. Lelemento della natura emotiva
lacqua, e possiamo paragonare questo mo-
mento al Battesimo di Ges nel Giordano che
sanc per esso un maggiore ambito di servi-
zio.
Graziano Fornaciari
28
Allora il Signore Iddio form luomo dalla
polvere della terra e alit nelle sue narici un
sofo vitale, e luomo divenne un essere vi-
vente. (Genesi 1,7)

Sin dai tempi antichi luomo ha associato
la vita al respiro. Per la tradizione indiana la
creazione causata dal respiro di Brahma.
Durante lespirazione la manifestazione viene
in essere, e ritorna allo stato quiescente dopo
linspirazione.
innegabile che una delle attivit pi fre-
quenti del nostro corpo la respirazione. Le
funzioni principali dellapparato respiratorio
sono il trasporto di ossigeno e di rimozione
dellanidride carbonica. La medicina ormai
conosce bene limportanza della respirazione
per mantenere ben funzionanti gli apparati del
corpo. In particolare nellambito dello sport,
dove sono richieste prestazioni al limite delle
possibilit, viene ricercata una corretta respi-
razione per sprigionare maggiore potenza e
recuperare prima lo sforzo sostenuto. Spes-
so chi scende in apnea nelle profondit del
mare utilizza negli allenamenti delle tecniche
di respirazione per migliorare le prestazioni.
In Oriente da millenni conosciuto il legame
tra il respiro e le attivit siologiche. Diverse
tecniche di meditazione sono state associate
al respiro per arrestare i processi mentali, in
particolare il Buddismo ha elaborato delle pra-
tiche denominate zazen o vipassana: stando
seduto il praticante cerca di osservare il re-
spiro senza modicarlo. Osservare il proprio
respiro sembra banale, ma a una verica ci si
rende conto come non sia affatto facile man-
tenersi concentrati sullesercizio impostato, e
comunque quando la pratica viene svolta per
un tempo prolungato, almeno dieci minuti, in
molti casi essa produce un beneco rilassa-
mento percepibile in tutto il corpo. Lo stato
di rilassamento raggiunto la naturale con-
seguenza dellavvenuta armonizzazione dei
processi mentali ed emotivi.
Generalmente lessere umano non con-
sapevole di non respirare in maniera corret-
ta. Una buona respirazione costituita, sia
in inspirazione sia in espirazione, da tre fasi
dette addominale, polmonare e clavicolare,
a seconda della zona del corpo coinvolta. Se
queste tre fasi sono uide e circolari divengo-
no la respirazione yogica, ma non la norma
incontrare persone che respirano utilizzando
tutta la potenzialit del corpo. Le tre fasi sopra
descritte a regime divengono quasi impercet-
tibili: soltanto una mente allenata le avverte
chiaramente, ma dovrebbero essere presen-
ti nella respirazione afnch si raggiunga un
buon ricambio di ossigeno. Quando siamo
in preda alle emozioni o ai pensieri il respiro
si modica: spesso laddome, che la sede
Il Raja Yoga e lesoterismo
Curatore: Luca Tomberli
PRANAYAMA,
LA SCIENZA DEL RESPIRO
29
degli istinti viscerali, viene escluso automati-
camente per non sentire gli impulsi che po-
trebbero essere difcili da gestire. Ne risulta
un respiro bloccato che poi ha come effetto
una sensazione sgradevole percepibile alla
bocca dello stomaco. Normalmente viene
consigliato di fare un bel respiro per calmarsi,
prima per si dovrebbe compiere una espira-
zione: infatti soltanto un vaso vuoto pu es-
sere riempito. Il consiglio ha comunque una
sua efcacia, perch nel portare lattenzione
sul respiro ci distogliamo momentaneamen-
te dalla preoccupazione che aveva innescato
il processo di blocco. La fase pi importan-
te nella respirazione quella addominale.
Lespansione delladdome nella inspirazione
permette al diaframma di abbassarsi, dando
ai polmoni una maggior capacit di riempi-
mento, mentre la contrazione delladdome
nella espirazione spinge il diaframma che,
premendo leggermente sui polmoni, li aiuta
a liberarsi del loro contenuto.
Fino ad ora ho descritto la corretta respirazio-
ne; ora vedremo come conseguirla secondo
la Scienza dellEssere. Patanjali, negli Yoga
Sutra, descrive otto mezzi per raggiungere la
realizzazione: Yama, Niyama, Asana, Prana-
yama, Prathiara, Darana, Dhyana, Samadhi.
Prendiamo in considerazione il quarto mezzo,
Pranayama.
Prana vuol dire energia vitale e yama con-
trollo, quindi questo mezzo si propone come
obiettivo il controllo dellenergia vitale. Le
fonti esoteriche ci insegnano che il Prana
una forza vitale proveniente dal sole e perva-
de tutto quello che esiste, facendo da collan-
te con la materia sica. Questa forza non
ancora conosciuta dalla scienza, come anche
Kundalini, descritta dallantica saggezza come
il fuoco serpentino evolutivo che risvegliando-
si brucia i veli della materia, ossia lillusione.
Lenergia vitale viene raccolta da alcuni centri
energetici (chakra) e distribuita nei corpi sot-
tili attraverso dei condotti di energia, i nadi,
che si diffondono nei corpi energetici nello
stesso modo in cui si dipana il sistema ner-
voso nel corpo denso. Secondo la tradizione
indiana il Prana, una volta entrato nellessere
umano, si differenzia in cinque correnti pra-
niche: prana, vyana, samana, apana, udana.
Inoltre ogni tipo di prana alimenta un chakra e
gli organi di una zona del corpo specica.
In India la relazione ampiamente sperimen-
tata tra energia e respiro ha fatto orire nu-
merose tecniche di respirazione per gestire
lenergia vitale: esse sono state riunite sotto
il nome di Pranayama. La lettura del sutra
n. 49 del secondo libro degli Yoga-Sutra ha
convinto molti a cercare di controllare il Prana
soltanto attraverso esercizi di respirazione.
Per fare luce sulle opportunit e i consegui-
menti di tali pratiche utilizzer la traduzione
dei Sutra fatta dal Maestro Dwjal Kool e com-
mentata nel volume La Luce dellAnima da
Alice Ann Bailey:

Ottenuta la giusta posizione (Asana), si eser-
cita debito dominio sul prana e si espira cor-
rettamente. (Libro II, sutra nr. 49)
La scienza esoterica considera i moltepli-
ci piani con cui la vita si manifesta. Quando
Patanjali indica la giusta posizione (Asana)
non si riferisce soltanto a una immobilit si-
ca, ma a tutta la triplice natura inferiore, che
deve essere sufcientemente stabilizzata.
Cio, la postura del corpo sico non deve
impedire il rilassamento, e il corpo emotivo
deve essere stabile quanto basta per permet-
tere alla mente di rimanere concentrata sul-
30
lattivit prescelta. Gli esercizi di Pranayama
consentono un controllo parziale del prana
e possono avere effetti specici negativi se
non si praticano contemporaneamente i primi
tre mezzi dello Yoga, e cio Comandamenti,
Regole e Posizione. Il ritmo di una respirazio-
ne armonico quando la sua frequenza
espressione di forze unicate da un principio
superiore. Soltanto una vita stabile permette
di produrre quello sforzo che consenta alla
mente di rivolgersi allanima, esaurendo cos
lattrazione delle emozioni distruttive. Ci ali-
menta, nella propria vita, unattivit focalizza-
ta tale da armonizzare le forze vitali. Sicura-
mente le tecniche di respirazione apportano
dei beneci in chi le pratica con disciplina e
metodo, ma gli effetti positivi sperimentabi-
li sono temporanei. Se vogliamo stabilizzare
il conseguimento dobbiamo risalire no alle
cause che hanno generato leffetto percepito
negativamente per trasmutarle, e ci pos-
sibile praticando contemporaneamente gli ul-
timi tre mezzi dello Yoga che costituiscono la
disciplina della meditazione.
Pranayama il controllo di tutte le correnti
vitali: ci signica consapevolezza delle diver-
se energie presenti in se stessi e la capacit
di dirigerle in modo da mantenere armonici
i moti della coscienza. Quindi il lavoro di un
aspirante allunione deve essere diretto a rio-
rientare le correnti vitali dei corpi di manife-
stazione, tramite la pratica costante della me-
ditazione e il non attaccamento agli oggetti
dei sensi.
Armonizzare le correnti vitali rende stabile la
personalit, e la luce dellanima si pu ma-
nifestare: il risultato tangibile la luce nella
testa che si palesa nel modo a noi noto dalla
rafgurazione dellaureola dei santi. Lintegra-
zione della personalit lobiettivo concreto
che deve raggiungere laspirante se vuole
entrare nel regno dei Cieli, invece spesso
chi aspira al sentiero della vitadesidera
cimentarsi soltanto con aspetti spirituali. Se
la personalit non risponde alle sollecitazio-
ni dellanima perch lenergia non uisce
come dovrebbe nei corpi di espressione. Ci
comporta un blocco energetico che, se non
risolto tempestivamente, nel tempo porter
ripercussioni problematiche anche al veicolo
sico.
Il praticante, quando avr sciolto una parte dei
nodi energetici presenti nella sua coscienza,
che poi corrispondono a relazioni disarmoni-
che con lesterno, attraverso pratiche di vita
e di meditazione, oltre ad essere pervaso da
una sensazione di benessere maggiore os-
server come il respiro sar divenuto pi pro-
fondo e addominale.
Luca Tomberli
31
Poco ci dato di sapere su questo argomen-
to, poich appartiene ad un mistero iniziatico
molto importante che riguarda le Vite che di
S informano i pianeti e la loro stessa evo-
luzione. Comunque possiamo dire che un
pianeta sacro se la vita spirituale che lo
informa ha assunto 5 delle grandi iniziazioni
cosmiche, da non confondersi con quelle del-
luomo che appartengono ai 7 sottopiani del
sico cosmico. Il principio pi importante per
comprendere cosa signica avere assunto
una iniziazione, che sia umana, planetaria o
cosmica, il principio di inclusivit.
In altre parole, avere assunto una iniziazione
signica avere aumentato, espanso la pro-
pria coscienza al punto di potere includere,
come percezione e come consapevolezza, un
qualcosa di pi grande. Se teniamo presen-
te questo principio di inclusivit, riusciamo a
comprendere i vari stadi di iniziazione.
Luomo, con le 5 iniziazioni che si possono
assumere sul piano sico, e che sono rap-
presentate dalla vita di Ges Cristo, riesce ad
acquisire inclusivit di ordine planetario, cio
in grado di rispondere consapevolmente a
tutto ci che allinterno dei limiti del pianeta,
e inizia ad avere una qualche percezione delle
energie extra-planetarie. Quindi consapevo-
lezza di se stesso, di tutti gli esseri umani, di
tutti i regni di natura, di tutto ci che esprime
la Vita spirituale che informa il pianeta Terra.
Il Logos di un pianeta non sacro ha gi assun-
to 3 iniziazioni cosmiche e la sua coscienza
include tutto ci che esiste nel sistema sola-
re. Diventa quindi consapevole e responsivo
di tutte le energie che si muovono allinterno
del sistema solare. Inoltre il pianeta non sa-
cro inizia a percepire e a reagire alle energie
che provengono da Sirio.
Invece un pianeta sacro, che ha assunto cin-
que iniziazioni cosmiche, oltre allinclusivit
del sistema solare, perfettamente conscio
della vita di Sirio e vi risponde, ed inizia a fare
altrettanto con lenergia delle Pleiadi.
Nel nostro Sistema Solare cinque pianeti sono
non sacri: Sole, Luna, Terra, Marte e Plutone,
e sette sono sacri: Mercurio, Venere, Giove,
Saturno, Vulcano, Urano e Nettuno.
Gli astrologi ortodossi dovrebbero riconosce-
re di avere trascurato il fatto, in un tema in-
dividuale, se il pianeta considerato sia sacro
oppure no. Invece in un tema individuale
estremamente importante, perch un piane-
ta sacro ha la funzione di fondere lanima con
la forma e di sviluppare lintuizione, mentre
i pianeti non sacri producono effetti nei tre
mondi inferiori, cio nella triade della perso-
nalit. Quindi molto interessante andare a
vedere in una carta natale dove sono i piane-
ti non sacri e che triangoli formano, perch
ci aiutano a capire dov il conitto e la lotta
per liberarci dal dominio della personalit. Un
Astrologia esoterica
Curatore: Maria Grazia Barbieri

PIANETI SACRI E NON SACRI
32
triangolo molto importante inerente a questo
lavoro il triangolo Terra, Marte e Plutone,
con Venere che dirige, inteso come anima
che sospinge la personalit.
Nellastrologia ortodossa molto importante
la domicazione, ovvero la suddivisione in 12
case della carta natale, le quali rappresenta-
no i vincoli dellanima, descrivono la vita sul
piano sico, e sono necessarie per denire i
vari campi di esperienza e per permettere al
karma di attuare le sue Leggi. Finch una per-
sona incentrata sulla triade inferiore, hanno
valore le 12 case e i pianeti non sacri. Quando
luomo invece incentrato sullanima, allora
linterpretazione verter sui pianeti sacri e sui
12 bracci delle 3 croci. Inoltre degno di nota
che i pianeti non sacri reggono la 1, 4, 5, e
8 casa, che sono le case pi legate al corpo
sico.
Marte trasmette energia di 6 raggio e regge
la 1 casa attraverso Ariete. Allora natura-
le che la 1 casa sia quella che riguarda in
modo particolare laspetto sico, lazione, la
propria identit, la personalit e lautoespres-
sione. Lenergia di Marte a livello ortodosso
esprime lenergia usata per ottenere ci che
si desidera, ma sul Sentiero lenergia che
aiuta laspirante a realizzare la sua aspirazio-
ne. Allora laspirante come un guerriero entra
in azione sulla Terra, e Marte e Terra danno
inizio al conitto. qui che la lotta alla per-
sonalit viene incentivata, qui il campo di
battaglia di Arjuna. Ecco perch i pianeti non
sacri sono cos importanti nella triade inferio-
re: essi innescano i conitti che si esprimono
allinterno della personalit.
La Luna trasmette energia di 4 raggio, regge
Cancer e presiede alla 4 casa. la casa della
forma che custodisce lo spirito, qui ritrovia-
mo le caratteristiche lunari, quali le radici, la
forma, i legami con il passato, gli antichi mo-
delli e le abitudini comportamentali, e que-
sto perch la Luna esprime laspetto tamas
delluomo, laspetto materiale e denso del 4
regno di natura.
Il Sole trasmette energia di 2 raggio, reg-
ge Leo e governa la 5 casa, la dimora del-
lanima, cio il corpo causale, inteso come
mentale superiore. Qui intendiamo anche la
forma, espressa da Leo, nel senso che luo-
mo spirituale (anima) consapevole della sua
identit duale di spirito e materia. Quindi casa
del corpo causale, nel senso di presa di co-
scienza dellessere duale, cio laspetto rajas
delluomo, ovvero lazione che scaturisce dal-
lincontro di Spirito e materia.
Plutone trasmette energia di 1 raggio e qui
regge Scorpio, il segno del Discepolo. Solita-
mente il pianeta reggente di Scorpio Marte,
ma in questo caso Plutone, e questo per-
ch Plutone e Marte sono legati da uno stret-
to rapporto, analogo a quello che lega Venere
alla Terra. Marte lalter ego di Plutone. Plu-
tone regge l8 casa, casa della morte e delle
grandi separazioni, morte intesa come morte
della forma e sua trasformazione, come mor-
te della personalit per una nuova rinascita.
Sono quindi 4 pianeti non sacri che ne con-
trollano un quinto, la Terra. Lanalogia chia-
ra: i 4 aspetti inferiori, sico, eterico, astrale e
mentale che uniti danno forma al quinto, cio
la personalit.
Inoltre Il Sole e la Luna, pianeti non sacri, ve-
lano tre pianeti sacri, Vulcano, Urano e Net-
tuno.
La Luna in Cancer vela Nettuno, in Virgo vela
Vulcano, e in Aquarius vela Urano. Il Sole vela
Urano e Nettuno. Il Sole regge Leo su tutti e
tre i piani e a livello ortodosso il Sole sico,
la coscienza sica; sul piano dellanima co-
33
scienza egoica, il cuore del Sole e vela Net-
tuno; inne sul piano monadico coscienza
divina, si esprime come Sole spirituale e vela
Urano. Il Sole reggente di Leo su tutti e tre i
piani, perch il nostro sistema solare esprime
laspetto coscienza, il 2 aspetto e tutti i rag-
gi in manifestazione nel sistema solare sono
sottoraggi del 2 raggio, quindi sempre ltrati
dallaspetto coscienza, di amore e saggezza,
che tutto pervade.
Il Sole e la Luna, quando velano un pianeta
sacro, prestano una forma a forze esoteriche,
ma solo in questo ciclo, poich verr un tem-
po in cui non saranno pi velati. Gi ora il loro
inusso non pi cos remoto e stanno inco-
minciando a manifestarsi in modo pi diretto
sulla Terra e sullumanit. Quindi il Sole e la
Luna occultano certi pianeti sacri, dando for-
ma a forze esoteriche che sarebbero troppo
forti e non sostenibili n percepibili dai veicoli
ancora non pronti delluomo comune, per cui
risulterebbe prematuro il loro inusso. Infat-
ti ancora oggi gli apparati reagenti delluomo
comune non sono in grado di captare e di
percepire queste energie cos elevate. Ecco
il perch della necessit della velatura del
Sole e della Luna che li riveste di forma, che
li rende come pi densi e pi atti a raggiun-
gere i nostri veicoli ancora addentrati e incen-
trati nella materia. Quindi il Sole e la Luna,
rivestendo le energie di questi pianeti sacri,
agiscono come un ltro che li densica al ne
di potere giungere nella materia e nella mani-
festazione.
Inne, alla luce di queste differenze e di que-
ste nuove denizioni, se il nuovo astrologo
attento allo studio dellanima sostituir le
12 case, ora importanti per luomo comune,
con i 12 bracci delle tre Croci, se sostituir i
pianeti ortodossi con quelli esoterici, se pren-
der in esame alcuni triangoli importanti, se
inizier a distinguere i pianeti sacri dai non
sacri e inizier a prendere in esame lo spa-
zio uttuante intorno al Sole a alla Luna, che
sappiamo velare pianeti sacri, potr iniziare a
costruire lastrologia dellanima che in futuro
soppianter lastrologia ortodossa. Questo
perch un domani, quando luomo avr effet-
tuato linversione sulla Ruota e con il conse-
guimento della 3 iniziazione avr risposto al
Cuore del Sole, avr una personalit integrata
e dominata dallanima, e come anima prose-
guir il suo cammino evolutivo insieme alla
Terra cha sar allora diventata anchessa un
pianeta sacro.
Maria Grazia Barbieri
34
Dopo avere visto, negli articoli precedenti,
qual il percorso evolutivo che attende ogni
essere umano, potremmo ora affermare, con
il commissario Montalbano, nato dalla penna
di Andrea Camilleri (immaginate questa frase
pronunciata con forte accento siciliano): E a
me che cosa mi viene a signicare?. Ossia,
dopo esserci gingillati la mente con disquisi-
zioni, spero rafnate, sul destino delluomo,
ancora non abbiamo portato a casa niente
di utile. Per utile intendo funzionale alla con-
creta trasformazione dello stato della nostra
esistenza. Non che le speculazioni teoriche
non possano anche avere un senso, in n dei
conti la nostra coscienza costituita anche
da mente razionale, e il confronto delle idee
alla base della, per me scarsa, possibilit di
vera comunicazione che lumanit ha. Sono
poi convinto che sia abbastanza difcile, se
non impossibile, che qualcuno insegni qual-
cosa a qualcun altro, non per atteggiamento
nichilista, ma per consapevolezza del fatto
che ognuno di noi, in ultima analisi, integra ve-
ramente nella propria coscienza solo ci che
frutto di esperienza vissuta. Allora? Cos
che ci pu essere di utile nellesporre quel-
le che sembrano belle o brutte teorie, in un
contesto che di comunicativo ha ben poco? Il
vero senso dellinsegnamento esoterico sta
tutto nel signicato del verbo indicare, che
mostra, ma anche dellindice, che di solito
viene guardato quando il Maestro indica la
luna, o dellindice di un libro, che ci sintetiz-
za il contenuto di ci che andremo a leggere.
Oppure del rapporto tra due entit quantita-
tive, che possono riferirsi anche allo stesso
fenomeno, ma considerato in tempi diversi
(dizionario etimologico Zanichelli). Ossia, chi
ha compiuto tutto il suo cammino nella vita,
n nelle sue pieghe pi riposte, il Maestro di
saggezza, rapportandosi con i suoi allievi, non
fa altro che narrare, indicare, il senso della sua
esperienza che, in un altro tempo, il discepo-
lo compir analogamente, ma con modalit
assolutamente individuali. Lutilit quindi, e la
sola possibilit dellinsegnamento esoterico,
sta tutta in quellindice, che un giorno verr ri-
conosciuto come tale, cos come la luna sar
nalmente vista per quella che . Ricordate
che solo la vostra esperienza, e linterpreta-
zione discriminante che ne potete dare, sa-
ranno alla base della vostra fede, vissuta non
come credenza in qualcosa di sconosciuto,
ma come evidenza delle cose viste. Quindi
un giorno, sulla base del proprio vissuto, si ri-
conoscer linsegnamento del Maestro, pro-
vando vera riconoscenza.
Detto questo, cercher ora di indicare quello
che un percorso comune a tutti coloro che
sono prossimi alla consapevolezza della re-
sponsabilit rispetto alla propria esistenza.
Nelle fasi conclusive del Sentiero della Pro-
Il Sentiero Iniziatico
Curatore: Massimo Rodolf
LA SFIGA NON ESISTE
35
va, laspirante sente sempre pi crescere
in s un forte anelito verso qualcosa che lo
sovrasta, che spesso non ben denito, e
che necessariamente prende varie direzioni.
Infatti nel processo di completamento della
personalit, requisito necessario per acce-
dere alla dimensione dellanima, si seguono
diverse linee complementari di sviluppo, in
differenti incarnazioni, che ci portano a di-
spiegare al massimo delle loro potenzialit
svariate caratteristiche umane. Ecco quindi
che sperimentiamo in una vita lacme del-
laspirazione mistica, in unaltra incarniamo il
ricercatore della conoscenza, oppure luomo
di potere, il guerriero, il ricco mercante, etc.
Tutte queste condizioni della vita umana per
tendono, in questa fase dellevoluzione, oltre
che a perfezionare gli attributi dei tre corpi
inferiori, praticamente solo a far crescere il
senso di responsabilit della propria esisten-
za. Quando luomo pronto per intraprende-
re il sentiero occulto perch ha sufciente-
mente integrato i corpi della sua personalit,
portandoli quasi al massimo delle loro facolt,
attraverso lesperienza di tutto ci che uma-
namente possibile sperimentare. Dellocculti-
sta poi si dice che colui che unisce la via del
cuore con quella della mente, sintetizzando
in pratica le possibilit della percezione e del
comportamento umano. Ma afnch sia ve-
ramente possibile percorrere questo sentiero
necessario giungere ad un punto di reale
conversione, basata sullaccettazione del fat-
to che la sga non esiste.
Fino allinizio del Sentiero, gli esseri umani
tendono ben poco a realizzare il fatto che
la loro vita dipende esclusivamente da loro
stessi. Vi sono sempre giusticazioni, legate
ad avvenimenti di carattere esteriore, e co-
munque non dipendenti dalla nostra volont,
che ci scusano nei confronti di una vita che
percepiamo in gran parte ingiusta e subta. Se
non riusciamo in quello che diciamo di volere
perch, poveri noi, non siamo riconosciuti,
non ci sono le condizioni: se mia suocera non
fosse cos, se il capoufcio non fosse col,
insomma, siamo proprio sfortunati o, in ac-
cezione pi moderna, sgati. Ci vuole tutta
levoluzione umana per modicare questo
punto di vista ed assumersi le proprie re-
sponsabilit nellesistenza e divenire arteci
consapevoli della propria vita.
Quello che in sanscrito denito karma, o
legge di causa-effetto, non una metafora
concettuale, ma si basa sulla conoscenza dei
funzionamenti degli aspetti occulti della real-
t. Questi aspetti possono essere indagati e
compresi solo tramite lespansione della pro-
pria coscienza, che produce una estensione
delle capacit percettive che a sua volta ci fa
vedere col nostro occhio (il terzo) direttamen-
te come stanno le cose. La legge del karma
pu essere compresa quindi man mano che
la nostra percezione ci fa aderire consapevol-
mente agli aspetti strutturali ed occulti della
vita. Il fatto che ad ogni azione corrisponda
una reazione uguale e contraria non vero
solo nel mondo della sica classica, ma fun-
ziona anche in tutte le dimensioni non siche
dellesistenza. Quindi il fatto che la nostra
coscienza, sulla base della nostra esperien-
za, determinata dal nostro percorso evolu-
tivo, sia costituita, in pratica e su pi piani,
di materia, pu cominciare a farci capire che
non casuale quello che, apparentemente,
ci accade. La materia, eterica, astrale e men-
tale, quantitativamente e qualitativamente
determinata, in grado di attrarre a s, con-
seguentemente, eventi corrispondenti. Mi
spiego: una determinata azione, agita in una
36
qualsiasi delle nostre vite, in realt viene regi-
strata nei centri della nostra coscienza, come
quantit di una determinata qualit di energia.
Quella registrazione, la nostra storia, di solito
non si compie del tutto in una sola incarnazio-
ne, perch richiesto molto tempo per po-
tere sperimentare tutti gli aspetti correlati a
quellesperienza. In pratica per levoluzione
di questo karma, o spinta allazione, avviene
sulla base della capacit magnetica e della
gravit esercitata dalla materia di cui lazione
originaria costituita.
Quindi, ci che oggi vivo, molte volte perce-
pendolo come subto, in realt determinato
dallattrazione, magnetica e gravitazionale,
precisa ed infallibile di ci che registrato
nella memoria profonda della mia coscien-
za. Ci che oggi vivo rappresenta, in gran
parte, il compimento di cause messe in moto
precedentemente e non ancora esaurite.
Cos si evolve la vita. Per luomo per lungo
tempo vive nellillusione e nellignoranza pi
completa dei reali meccanismi dellesistenza,
per cui non pu far altro che vivere in modo
meccanicistico ed automatico queste leggi
fondamentali dellesistenza.
Solo la consapevolezza ci rende liberi, met-
tendoci nelle condizioni di modicare con
cognizione il nostro comportamento. Il vero
punto di svolta di tutta la nostra evoluzione
per sta nel rendersi conto della responsabi-
lit delle proprie azioni, del fatto che gli avve-
nimenti che ci riguardano non sono casuali,
ma precisa espressione della necessit di
esperienza della nostra coscienza. Ci possia-
mo rendere ulteriormente conto di questa
realt portando lattenzione sul fatto che, se
una situazione non veramente compresa e
risolta, si ripresenter in maniera analoga, nei
fatti, no a quando non avremo veramente
capito il senso del nostro agire. Potremo la-
mentarci nch ci pare ed incolpare qualsia-
si altra persona o avvenimento del fatto che
le cose non vanno come vorremmo: questo
non ci metter al riparo dal riaforare nella
nostra esistenza di quegli aspetti non ancora
risolti del nostro karma. In tanti anni in cui ho
impartito insegnamenti di carattere esoterico
ho potuto toccare con mano il fatto che il vero
punto di svolta, che consente di imboccare
con certezza il sentiero della conoscenza, sta
nel riconoscere, ovviamente allinizio solo in
modo parziale, la non casualit dellesistenza.
Solo accettando il fatto che non per colpa o
per disgrazia, ma per necessit evolutiva, la
nostra vita esattamente lo specchio di ci
che siamo, possiamo procuamente mettere
mano al cambiamento del nostro comporta-
mento, eliminando consapevolmente dalla
nostra coscienza le cause della sofferenza.
Ovviamente tutto ci si potr poi avvalere
della conoscenza di una precisa tecnologia
della trasformazione, ma questa non potr
essere usata se non ci si rende conto, nal-
mente, che la sga non esiste.
Massimo Rodolf
37
Che la vita sia una un dato di fatto, anche
se percepito da pochi. Comprendere le reali
strutture della vita permette di muoversi con
consapevolezza ed efcacia allinterno di ci
che ci contiene e sostiene.
Prima di procedere in questo percorso di co-
noscenza necessario aver presenti alcune
proposizioni fondamentali che si possono
accettare come ipotesi nellattesa di poterle
sperimentare.
Questa vita si esprime tramite sette qualit
che sono i sette raggi, vere e proprie Vite che
infondono le loro qualit a tutti i regni e a tutte
le forme. In realt sono queste ondate ener-
getiche che forniscono limpulso ad evolvere
a tutta la creazione, quella spinta a crescere,
a interagire, ad essere in un modo piuttosto
che in un altro, che caratterizza la vita di un
cristallo, di un lo derba, di un animale o di
un uomo. Lintreccio di queste forze nel lato
interno della vita segue un disegno preciso,
un ordine, una legge. Difcile scorgere la per-
fezione nellapparente caos delle forme: tut-
tavia questa tensione ha una direzione e un
senso. Tutto ci che esiste nella sua forma,
qualit ed essenza, cerca, secondo modalit
precise, di adeguarsi al piano custodito nella
coscienza di questi Signori di raggio.
Nel regno minerale, ad esempio, la meta di
ogni forma la radioattivit, che la massima
espressione permessa a quella forma. Nel re-
gno vegetale la pi alta forma di attivit il
profumo unito al colore e alla bellezza che,
attirando gli insetti, permettono la perpetua-
zione della vita. Nel regno animale la devo-
zione alluomo la maggior attivit possibile
per lanimale, e la domesticit la via che lo
porter alla massima evoluzione.
Spesso si dimentica che lenergia coscien-
za, quindi informazione. Immaginate queste
vite come costruttori che operano consape-
volmente in armonia ed unit e con intelligen-
za ad un progetto che in divenire, ad un pia-
no in corso dopera, come potrebbe essere
la costruzione di un tempio: ognuno apporta
la sua compentenza e le sue qualit uniche
sotto la direzione del grande Architetto del-
luniverso.
Il mondo potrebbe essere rafgurato come
punti di forza vibranti: ognuno di questi un
universo, e tutti vibrano di attivit divina. Tut-
to alla ne energia, dovunque c coerenza,
proposito ordinato, un piano e una volont, e
luomo risponde alla grande vita in cui vive, si
muove, ed .
Cos come da Atman, centro spirituale nel-
luomo, partono sette raggi che qualicano
i sette centri di coscienza che chiamiamo
chakra, nei quali si trova gi tutto ci che do-
vr essere realizzato, ma allo stato potenziale
e che si realizzer nellincontro con la materia
producendo coscienza, cos dal cuore del-
Psicologia esoterica
Curatore: Paola Spada

LA VITA UNA
38
luniverso si diffondono sette vite che danno
origine a sette centri (in questo caso sistemi
solari), ognuno con la sua parte di piano da
realizzare. Ogni raggio esprime una vita sola-
re connessa con le altre, e anche ogni perso-
nalit esprime un angelo solare in unit con
gli altri.
Allinterno di un sistema solare i sette raggi
sono espressi tramite sette pianeti sacri. La
terra, pur non essendo un pianeta sacro,
attraversata da tutti questi ussi che conten-
gono lintento e il proposito. Ecco quindi che
nulla lasciato al caso, ma tutto segue un
ordine preciso: ogni forma, ogni coscienza,
anche se non ne consapevole, si sta ade-
guando a questo grande progetto.
Tutto questo potrebbe essere molto rassi-
curante perch in questo modo la vita acqui-
sta un signicato e una direzione: potendola
scorgere non resta altro da fare che adeguar-
si con gioia, contribuendo attivamente alla
creazione.
Anche lumanit nel suo complesso espres-
sione della vita di Dio, e ogni singolo uomo
ha un progetto da realizzare determinato dai
raggi che lo qualicano.
La descrizione del raggio che qualica ogni
corpo viene detta formula di raggio, e de-
signa le qualit e i limiti di ognuno. Il raggio
della monade, scintilla di fuoco emanata dal
seno del Padre, rimane immutato, quello del-
lanima varia solo dopo lunghi cicli, mentre il
raggio della personalit pu cambiare anche
ad ogni incarnazione. Il rapido susseguirsi di
raggi diversi nei corpi mentale, astrale e -
sico rende possibile una vasta gamma di
esperienze nelle diverse modalit di pensare
e sentire afnch il fruitore dellesperienza, il
cosiddetto Testimone, giunga a perfezione e
possa affermare che tutto compiuto. Du-
rante questo percorso il fuoco purica la na-
tura umana e fa sprigionare lintuizione, cio
la comprensione sintetica della verit celata.
La divinit innata nelluomo, ma si esplica
lentamente, e le qualit divine sono offusca-
te dalla sostanza densa. La scienza esoteri-
ca ci guida entro la forma per far emergere
la qualit e la fonde con il mondo dellappa-
renza: queste due energie diventano una e
sono governate dallaspetto Vita. Man mano
che luomo conosce se stesso riconosce le
qualit che sottostanno allapparenza, non
pi giudice delle apparenze, ma in grado di
percepire la bellezza nascosta dentro la for-
ma: a questo destinato luomo. Da qui la
necessit di coltivare la virt, come esortano
le Scritture Sacre di ogni civilt: ci si traduce
in un comportamento teso a diffondere luni-
t, larmonia e linnocuit. Arduo? Certo, ma
cos che si diventa costruttori creativi.
Luomo non altro che unespressione della
vita di Dio e quando, attraverso lesperienza,
riesce ad esprimere compiutamente lUnico
S, diventa un essere realizzato perch pu
identicarsi con la sua monade, che espres-
sione della vita di un raggio. A questo punto
prorompe la vita entrostante che sottostava
alla qualit e allapparenza, e la diversit si
dissolve nelluno. Solo a quel punto si com-
prende realmente lunit della vita di cui i set-
te raggi sono espressione, perch attraverso
il percorso iniziatico si fondono vita, qualit e
apparenza.
Luomo uno con la vita e non esiste pi nul-
la che ne ostacoli la libera espressione e la
capacit di cooperare al piano con tutta la sua
potenza, il suo amore e la sua sapienza.
Paola Spada
39
La pubblicit oggi una presenza direi scon-
tata nella quotidianit di ciascuno di noi; la
troviamo al cinema, in internet, alla radio, nei
giornali, in metropolitana, nelle borsette della
spesa, insomma prepotentemente si insinua
nelle nostre vite portandovi migliaia e migliaia
di messaggi ogni giorno.
Ma che cos la pubblicit?
La pubblicit un efciente ed efcace feno-
meno sociale, che va preso in considerazione
sotto laspetto economico certo, ma anche
comunicativo, psicosociale e culturale.
La potremmo denire:
una forma di comunicazione persuasiva
un tentativo di infuenzare i comportamenti
di acquisto, le idee, gli atteggiamenti del con-
sumatore
un fattore che distribuisce ma anche produ-
ce cultura di massa.
1
Il prendere decisioni e lassumere determina-
ti comportamenti di acquisto non sono mai
operazioni razionali e coscienti ma frutto di
impulsi affettivi, reazioni emozionali, ideali illu-
sori e nondimeno pressioni sociali alla confor-
mit, e su questo giocano abbondantemente
le strategie comunicative pubblicitarie.
Siamo sicuri quindi di essere pronti a difen-
derci dalla pubblicit?
Cambiare queste dinamiche comunicative
non facile, anzi non credo sia possibile in
tempi brevi, perch bisognerebbe cambiare
la testa alle persone impresa ardua e do-
vrebbero decidere loro di cambiare, quindi
lasciamo perdere; allora lunico modo per por-
vi rimedio in tempi pi accettabili compren-
dere come le dinamiche funzionano: questo
ci pu aiutare a trovare le strategie adeguate
per scegliere per essere liberi di scegliere.
In un mercato saturo come quello mondiale
non pi sufciente indurre il potenziale ac-
quirente allacquisto del prodotto, ma occorre
sedurlo, con conseguente spettacolarizza-
zione e smaterializzazione del prodotto.
Cosa signica tutto questo? Che io consu-
matore non devo acquistare quel bene di
consumo, ma le sue caratteristiche emotive,
simboliche e di status che gli sono state, con
grande precisione, costruite attorno.
In questo modo la pubblicit nisce per di-
ventare un fenomeno che produce cultura di
massa e che cultura di massa, ahim! Oggi
il denominatore comune di tutti gli spot pub-
blicitari in onda la sessualit nei suoi aspetti
pi bassi, il potere che deriva dal possedere
una grande quantit di soldi, e il successo,
spesso conquistato calpestando chi ne osta-
cola il raggiungimento. So che non ho sco-
perto lacqua calda, sono dinamiche queste
che esistono da sempre perch si rifanno a
modalit con cui lessere umano sperimenta
le tre energie divine, il Padre (Potere), il Fi-
glio (Amore) e lo Spirito Santo (Intelligenza
Psicologia sociale e del lavoro
Curatore: Diana Ferrazin
LA PUBBLICIT:
PERSUASIONE
O MANIPOLAZIONE?
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creativa). Diciamo solo che per come stanno
oggi le cose mi sa che non possiamo che
migliorare.
Ma trattasi di persuasione o di manipolazio-
ne?
Il termine persuasione si rif a suadente e a
sua volta a soave, dal latino suavis dolce;
un termine complesso che ci rimanda ad
unazione carezzevole, lusinghiera, ma anche
insinuante, quindi persuasiva; si tratta perci
di unadesione spontanea perch motivata
dal fascino e dallattrazione di ci che persua-
de; e qui per si dovrebbe anche ragionare
sulla qualit di ci che ci affascina, ci lusinga,
ci attrae tanto da spingerci a comprare.
Manipolazione invece una persuasione
concepita in termini negativi, quindi una co-
municazione che produce un raggiro, attra-
verso unomissione di informazioni che non
permette allutente di scegliere consapevol-
mente perch messo nelle condizioni di non
disporre di tutti i parametri per analizzare la
realt. Ladesione che ne pu conseguire
tuttaltro che consapevole e libera.
sostanziale la differenza e risiede nelle in-
tenzioni della fonte, cio negli scopi di chi agi-
sce, quindi persuade o manipola le persone.
Detto questo, la pubblicit oggi persuasio-
ne o manipolazione? Innanzitutto non si pu
generalizzare, diciamo che nch la pubblici-
t si mantiene nel cerchio del mostrare i van-
taggi economici o pratici di un prodotto spon-
sorizzato anche ben presentato per instillare
nel consumatore una graticazione che pu
indurlo a comprare, possiamo parlare di per-
suasione, ma mi sento di riportare un esem-
pio che a mio avviso pu offrire una visione
ulteriore. Professionisti del marketing e della
pubblicit hanno in tempi recenti realizzato
una procedura di ricerca (metodo Prospect)
che mira a valutare le determinanti psicologi-
che che maggiormente contano nella scelta
di un prodotto, di un servizio, nella scelta di
voto, e le caratteristiche delloggetto della
decisione (prodotto, servizio, voto) che mag-
giormente incidono su questa scelta.
2
Ci signica che sono in grado di struttura-
re campagne elettorali, pubblicitarie ad hoc
per ogni target scelto: se un politico o un im-
prenditore vuole convincere un certo tipo di
persone della validit del suo programma (nel
caso del politico) o del suo servizio o prodotto
(nel caso dellimprenditore), molto facilmente
oggi ha degli strumenti validi per riuscirci.
Siamo quindi liberi di scegliere?
davvero difcile restare completamente
fuori da questo gioco irresistibile, soprat-
tutto se facciamo nta che non abbia alcuna
inuenza sulla nostra quotidianit.
Secondo me vale la pena di valutare queste
dinamiche con un po pi di attenzione, maga-
ri si scoprono anche altre cose interessanti.
Riferimenti bibliograci:
A. MUCCHI FAINA, Linuenza sociale, Il Mu-
lino, Bologna 1996
G. GOCCI - L. OCCHINI, Atteggiamenti e co-
municazione, Collana Zero Collettivo ed indi-
viduazione, Edizioni Studio @lfa 2005
Diana Ferrazin
1
F.R. PUGGELLI, Spot generation. I bambini e
la pubblicit, Franco Angeli, Milano 2002
2
G.V. CAPRARA - C. BARBARANELLI, Capi di
governo telefonini bagni schiuma, Raffaello
Cortina Editore, Milano 2000
La scuola intende preparare al discepolato e al cammino iniziatico, fornendo gli strumenti teorici e pratici per focalizzare stabil-
mente la propria coscienza sul piano dellanima, requisito fondamentale per poter operare nel campo della guarigione esoterica.
Il programma, estremamente vasto, spazier dalla conoscenza dei chakra, dellaura, dei corpi sottili, al karma, alla psicologia eso-
terica, alla conoscenza e alluso dellenergie di raggio. Un guaritore esoterico deve poter aiutare i suoi fratelli a far fuire lenergia
dellanima, fonte di ogni vera guarigione, e deve sapere come questo pu avvenire in pratica. Liscrizione alla scuola comporta una
decisa scelta di vita nel senso della trasformazione del proprio s inferiore e del servizio agli altri.
Chi non avesse questi precisi intenti sappia che non potr essere accettato nella scuola, che sar fra laltro a numero chiuso.
www.scuolaenergheia.it
La scuola presente a Bergamo, Torino, Milano, Padova, Modena, Firenze, Roma, Taranto e Napoli
A S S O C I A Z I O N E
ATMAN
Associazione per lo studio del Raja Yoga
Atman in sanscrito designa il vero s dellessere umano, lo spirito assoluto, Brahman, individualizzato nelluomo. Il Raja yoga la
scienza dellessere che consente di dissipare il dolore e lignoranza, portando alla conoscenza di Atman attraverso pratiche di vita e
di meditazione sperimentate da millenni.
LAssociazione Atman nata con lo scopo di diffondere la conoscenza e la pratica del Raja yoga e di tutte quelle tradizioni esoteri-
che che hanno come fnalit il perfezionamento delluomo nel suo complesso.
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e la scuola Energheia sostengono lopera di
queste associazioni di solidariet.
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