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ANTARES E LE VERE ORIGINI DI EUROPA

a cura di Carlo Forin e Bruna Graziani

INDICE : 61 IR IM 62 APATURA IRIS 63 - RSH ( ROS.MERTA) - Rugiada, Aurora 64 - EOS, AURORA 65 - EVANDRO 66 DIRA - ira del dio: di ira 67 - UENUS? Cererem corruptam! 68 - G ir I in A ri A - Illuminazione flash tra l'inizio e la fine del Cielo 69 APES 70 LUCIFERO

61 IR IM - domenica 1 febbraio 2004 _______________________________________________________________________________________ IR IM, sumera Irim, latina IR IM piangere pioggia, in sumero (1). E Iris latina, dea dellarcobaleno? NellEneide Virgilio cita quattro volte Iris, la dea delliride, dellarcobaleno, sempre al caso accusativo, Irim (2). Abbiamo individuato due espressioni identiche che variano solo nella sillabazione (3). La semplicit delle due sillabe e la chiarezza del significato sono stupefacenti. Inducono allanalisi sul filo etimologico italiano < latino < sumero. Il metodo sempre la teonomasiologia. Loggetto principale di partenza Antares < < AN TAR ISH. La sillaba di connessione IS, che risulta in Iris < IR IS, Iride in italiano. A tutti nota liride, come parte dellocchio (membrana muscolare pigmentata posta davanti al cristallino) e come nome dellarcobaleno (come scomposizione della luce in sette colori principali). E anche pietra cristallo, genere di piante erbacee, farfalla bellissima e rara il cui maschio ha ali nere dai vivacissimi riflessi (Apatura iris), e nel cinema un mascherino circolare usato per isolare linquadratura. La parola italiana conserva una particolarit iridea: dotata del sema prezioso che la fa ridondare di significati che coprono tutti i regni naturali. Lanimismo sumero il filo religioso comprensibile per la mente agnostica moderna. IR IM = Irim (in logica positiva: ipotesi di primo grado). Lidentit Iris = Iride assicurata dalla tradizione storica che certifica latino > italiano. Il meato, cio il passaggio piccolissimo attraverso il quale gocciolano i ME (di cui dicevamo allarticolo 47 ) si allarga. Liride la scomposizione della luce. La luce lux < LU GH. La luce la massima manifestazione della divinit per gli antichi. Non sorprende che la parola italiana riesca a conservarne la pluralit di significati qualora si accetti il teonimo come apice della piramide di significati.

NOTE 1)DIZIONARIO DI RIFERIMENTO HALLORAN a http://www.sumerian.org/sumerlex.htm 2) La segnalazione del Paratore, a nota 1 p. 682, Oscar Mondadori del 1991. L. IV, v. 694 [Iuno] difficilisque obitus Irim demisit Olympo, L.V v. 606 IRIM DE CAELO MISIT SATURNIA IUNO, verso che si ripete intatto, al L. IX v.2 IRIM DE CAELO MISIT SATURNIA IUNO; IX, v. 803 sufficere, aeriam caelo nam Iuppiter Irim (demisit). 3) Comprova la derivazione Imber, pioggia in latino, da IM BER pioggia gocciolare.

62 APATURA IRIS - domenica 15 febbraio 2004


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Una meravigliosa farfalla bruna iridata ci apre il pensiero antico col suo nome: Apatura iris (1). Dal gr. apatan 'ingannare' di orig. incerta, farfalla con riflessi violacei, la cui larva cresce sui pioppi e sui salici. (2) L'Artefice Ingannatore, il NU DIM MUD in sumero, non ci inganna sull'origine. La traduzione sumera di 'apatan iris' A PATH AN-IR ISH -fine ISH pianto IR -apertura A PATH del cammino AN del cielo. La pronuncia nasale sumera della A finale trasforma APATURA italiana in APATURAN, dove il cielo viene espresso con UR AN, Uranus latino (e antico nome sumero del Cielo -UR AN- accadico Anu, hurrita Ani). L'importanza della parola ci viene confermata dalla festa: apatouria festa ionica e attica che durava tre giorni nel mese di ottobre, nella quale i figli dei cittadini venivano iscritti alle fratrie (sinonimo latino: gentes). (3) Avevamo visto IR IM 'piangere pioggia' (4). La corrispondenza semantica sumero-latino poteva risultare casuale, dal momento che le sillabe espresse in cuneiforme sovrabbondano per ogni cuneo (ovvero: mentre la lettera della scrittura alfabetica indica al lettore un fonema preciso, la parola simboleggiata dai cunei viene dedotta dalle liste plurilingui senza possibilit di riscontro fonetico). IM BER, gocciolare BER di pioggia IM, d gi una conferma indubbia: IM sumera ha il sema pioggia, in latino come imber. IR ISH 'fine/inizio di pianto' d un significato ad Irish latina. ISH TAR, inizio/fine di anima (ANI MA, 'originata da Ani'), cio vita/morte di anima, anche 'taglio di vita/morte'. I colori della farfalla spiegano il significato: il nero IR AN, che si pu scrivere IRA (lat. ira), pianto del Cielo.

Il bianco il suo opposto, la fine. L'azzurro il cielo riaperto. Il Cielo AN il protagonista centrale che lega le due frasi: A PATH (UR) AN 'apertore del cammino del cielo'; AN IR ISH 'fine del pianto del Cielo'. Questa espressione ha forma simile ad AN TAR ISH. Abbiamo da fare un collegamento tra i nomi Antares e Pat Ur: Ci viene indicato che ai Babilonesi la loro 24 costellazione, Hurru, di significato incerto, Antares era Ur-bat secondo un astrolabio scoperto nel palazzo di Sennacherib e tradotto da George Smith; (5) Poich la b sumera viene letta p dai Hurriti, e la LCSS di UR PAT PAT UR il seme PAT UR in A PATUR A. A---A inizio-fine del cielo. HE PATH (6), 'territorio del cielo' ci stata guida a Yazilikaya (7) e ci si rivelata come A PATH, 'apertore

del cammino', come il suo compagno TE SH UP. Il suo numero d'ordine il 43 perch il cammino del Sole (IT ER) di 20 (numero sumero cabalistico del Sole NIS, da cui DioNISo) stato raddoppiato dalla sua unione con TE SH UP e triplicato dal suo parto di SH AR RU MA. 63 sono le divinit rappresentate nei graffiti del tempio di Yazilikaya. La teonomasiologia di Irish trova nella farfalla Apatura Iris questi riscontri: -le sillabe sono state costruite e composte consapevolmente dal sacerdote sumero. Il costruttore ha ragionato in modo religiosamente animistico. Riscontriamo casi IR ISH in tutti i regni della natura (3) non per metafore sovrapposte in seguito, ma perch il teonomasiologo ha dato ordo < UR DU a tutto piramidando sul nome del dio; -'piangere pioggia' oggi una espressione poetica che lascia dubbioso l'interlocutore; il modo di pensare del compositore antico religioso e la sua espressione linguistica ha la parlata del 'capo indiano'. Nessuno fa alieno il capo indiano perch parla cos. Perch il sumero lo diventerebbe se cos si fosse espresso? -il frazionamento delle parole in sillabe permette di andar oltre (SYL BA LA, il Sole va oltre), a condizione che si riesca a leggere sillaba in SYL BA LA.
NOTE (1) www.leps.it/SpeciesPages/ApatIris (2) Lo Zingarelli '98. (3) L'affiliamento ad una fratria veniva fatto con un giuramento del figlio al padre, che veniva chiamato 'omopaturia'. E' da supporre che il riferimento 'genetico' di 'omo' sia da MU, il 'nome che immortalizza'. (4) Nell'articolo precedente del 1.02.04 in archivio. (5) Richard Hinckley Allen, Star names, 1963 Dover, New York, p. 366. (6) Vedi archivio Hepatu, n. 25 del 08.09.02 su www.siagrio.it/Antares (7) Yazilikaya: http://www.atamanhotel.com/whc/hattusa-yazilikaya-relief.html

63 RSH ( ROS.MERTA) - Rugiada, Aurora - domenica 29 febbraio 2004


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"Il nome di Rosmerta, la divinit femminile di origine celtica, che ebbe culto in Gallia, paredra di Mercurio, fu aggredito con impegno rigoroso dai linguisti, ma con risultati deludenti.(1) " "Un attributo di Rosmerta la cornucopia, simbolo dell'abbondanza che recano le acque fecondatrici. Se il corno indica nella trasparenza simbolica i crescenti lunari, il nome di Rosmerta significa, come quello di Britomarti (2), la "vergine delle fonti" e deriva dalle basi corrispondenti ad accadico rahasu (irrigare), ugaritico rhs (3), incrociatosi con la base corrispondente ad antico accadico rasum, cananeo ros nel significato latino di caput fontis ('Ausganspunkt: v. Kanal'), e -mertu-, -martu (vergine, fanciulla), aramaico marta (signora)." (4) Iride il teonimo che ci ha dato una lettura sumera semplice delle sillabe IR 'piangere' IM 'pioggia': IR IM pi volte esposta nell'Eneide. (5) Rosmerta (descritta in sottotitolo) il teonimo che ci fa attraversare sumero-latino-italiano con un raro intreccio di sillabe significative coerenti, ma qui collegate in modo non trasparente. Ros ha richiamato la nostra prima attenzione. Rosh Hashan il Capodanno ebraico. Collegabile col Capodanno AN TAR ISH, nostro filo conduttore. Ros (-roris) rugiada, in latino. Cosmologicamente sembra essere l'aurora dalle dita rosate di Omero (6). L'omofonia con Ros-Merta evidente. Non stato altrettanto evidente il collegamento capo-ros-gocce di rugiada. Potr sembrare strano anche il collegamento con ros-marino Ros marinus, marinus ros. Cacride, cachrys libanotis. Romarin fr., ros terrae, Ps.-Ap- 80, 50.Rasah, in sanscr. umidit. Questi etimi del Meillet (7) mostrano la sillaba ros anteposta e posposta in latino a marinus, e l'intelligente binomio ros terrae. Questo la lettura di rosada, etimo settentrionale di rugiada (8), che, anzich indeuropeo, indica ros-ada il significato sumero di ROS (RUS) ADA, dove ADA terra e ROS fonti.

Rosmerta la 'vergine delle fonti'. Roro il 'cadere a gocce della rugiada' ( < RURU, sumero, dove [A] RU il 'sacro') (9). AU 'terra cielo' RURU introduce ad AU RUR A. A RUS U la dea della nascita. Si faccia mente locale in Mesopotamia: l'apparizione delle gocce di rugiada ROS in zona secca ADA doveva venir vista come una manna. Da dove cade, per gli antichi? Da piccolissimi fori (for < HUR) tra l'altro mondo (Cielo) e questo (10). Formea (11) per canali stretti, per 'meati' (12). A US A: inumidire la terra. 'RUS seme che sgorga in A-U guscio' una lettura del nome di A RUS U. AU RUS A. RUS A pare come il 'sorgere di acqua' (e possibile lettura di rosa, che mostra anche RU SA 'sacro utero'). RUS ADA e RUS HADA 'bagnata terra'. Adamo < ADA MU/ADA M 'uomo' e 'nato da terra'. MADA terra. Rosmerta, con la cornucopia simbolo di abbondanza, indica insorgenza fortunosa e patronato di discendenza prolifica. La verginit di RosMerta viene concepita come 'non aver ancora figliato', ed presupposto di massima stirpe discendente dall'unico capo (rhs). L'ugaritico r's (rhs), ebraico ros, arabo ra's viene indicato da Semerano come 'punta, inizio, che precede, va avanti' (13) (rorarii (14) erano detti i soldati romani di prima linea, i primarii). Ros-trum, il rostrum, antepone la sillaba sumera RUS, di cui ci occupiamo come 'inizio'. Res lettura variante di ugaritico rhs polygamma perch suono che non si pu pronunciare isolatamente (15). La concezione animistica antica toccata nell'articolo (16) IR IM, 'piangere pioggia' il filo che collega la pioggia, la rugiada e Rosmerta. (17) 'Rugiada delle guance' sono dette le lacrime. Irridere, scherzare sopra, mostra un identico irridere latino: ragionevole supporre IR radice sumera, che postula un 'piangere col ridere' nel sema di irridere. Ros nel significato latino di caput fontis, anche sumero di A DE A, fonte primaverile. Nu-rus, nurus, la nuora, anche 'fidanzata del figlio'. Ancora RUS 'inizio di prole'. Hic matres miseraeque nurus, Qui madri e misere fidanzate potremmo tradurre il v. 215 del lib. XI, Eneide. Rus-ruris la campagna. Una volta accettata la comune origine di ros e rus dal sumero RUS (determinata dal fatto che la lettera 'o' viene mascherata dalla 'u'), ros, rugiada, appare come modalit/parte del tutto rus, campagna. Rugiada in ingl. dew, da leggere diu. La supposta lontana origine dal sumero, unica per le lingue europee, spiega l'omofonia con la parola DIU, dio.
NOTE (1) Giovanni SEMERANO, Le origini della cultura europea, 1984 Olschki, Firenze p.296. (2) "Britomarti (Britomartis) - Originariamente divinit degli antichi Cretesi, tutrice della caccia e della pesca; pi tardi identificata con la greca Artemide. Secondo altra tradizione classica, fu ninfa di Creta, amante della caccia, che, per sottrarsi all'inseguimento da parte di Minosse, di lei invaghito, si sarebbe gettata in mare e, per intercessione di Artemide, sarebbe stata assunta tra gli di. (3) La nostra lettura privilegiata Res, di ANTA RES; ma la scrittura consonantica ugaritica lascia spazio ad AN TAR IS e alle altre vocali. " Il confronto con l'Astar maschile dell'Arabia meridionale pone il problema del cambiamento di sesso. Nei miti ugaritici esiste sia una Ashtar femminile che un Ashtar maschile con l'epiteto 'Ariz. A Mari il nome di Ishtar viene qualche volta provvisto di un segno che indica un essere maschile e un passo innico parla del 'barbuto Isthar'. E' possibile che in origine si trattasse di una divinit bisessuale o per lo meno di una divinit di sesso non determinato o incerto, che in seguito venne differenziata in modo diverso." Riferivamo da Ringgren in art. 31 del 12.11.02 (archivio di Antares in www.siagrio.it ). Abbiamo visto Reitia come 'figlia di Res' art. n. 30 del 3.11.02. (4) Giovanni SEMERANO, cit., p.296. Vergine e caput fontis , a mio parere, la definizione della dea origine della vita. (5) Art. IR IM del 1.02.04 n. 65 della Teonomasiologia. IM BER la parola latina 'pioggia gocciolare' nel senso portato dalle sillabe sumere. (6) Ringrazio del suggerimento Umberto Sansoni, Soprintendente alle ricerche in Valcamonica. Vedremo Eos al prossimo articolo n. 68.

(7) A. ERNOUT, A. MEILLET, Dictionnaire tymologique de la langue latine, 1969 Librairie C. Klincksieck, Paris. (8) Lo Zingarelli '98. (9) 'Irroro' resta in italiano. In basso impero comparse arroro, dicono Ernout e Meillet, e arroso. (10) E qua la connessione semantica tra il III millennio a.C. col III millennio d.C. per cuneiforme+alfabeto ardua. (11) Art. 46 in archivio del 25.05.03: Formeo. (12) Art. 47 in archivio del 8.06.03: Meato < meatus < ME A TUM. (13) Giovanni Semerano, Le originiDizionari vol. II, p. 547. (14) Da Varrone (L.L. 7, 58): ab roreideo quod ante rorant quam pluit. (15) Alfred KALLIR, Segno e disegno, 1994 Spirali/Vel, Milano, p. 434. (16) Art. 65 in archivio del 1.02.04: IR IM. (17) L'articolo ES DA, del 15.10.02, illustra la pioggia fecondatrice.

64 EOS, AURORA (1) - domenica 14 marzo 2004 _______________________________________________________________________________________ da Eneide, IX V. 459-461 Et iam prima novo spargebat lumine terras Tithoni croceum linquens Aurora cubile iam sole infuso, iam rebus luce retectis E gi la prima Aurora, lasciando il croceo (2) letto di Titone, cospargeva di nuova luce la terra e irradiatosi il sole, e svelate le cose dalla luce, Aurora: lett. uscita dalla luce (secondo Semerano (3)).

1) Geos (Terra) ed Eos (Aurora (4)) sono i nomi di due divinit espresse in greco. Vediamo l'etimo legato. Come si pu notare, sono diverse solo per la G. Il grafo maiuscolo a stampa della lettera G indica la luce, in sumero: LU -G 'soggetto luce' (5). L'iconografia della G rappresenta la 'lampada di Aladino' delle fiabe, o lampada di Nusku del mito . La G un 'circolo tagliato': la gambetta inferiore destra corrisponde al foro di emissione di luce della lampada che contiene la fiamma dentro al cerchio. Giriamo il simbolo, con la gambetta in alto:

Questa lampada uno dei simboli dello zodiaco sumero (6). En Lil, dio dell'aria, e massima divinit all'epoca degli Accadi mand il figlio Nusku (7) nel buio ad avvertire gli Inferi della rivolta degli di. Il sole e la luna erano con i rivoltosi . Mancando la luce del sole (URU-ANNA (8)) e della luna (UR-ASH) si creato il buio assoluto. En Lil l'Aria (A NIM A (9)). Senza luce l'aria non comunica NIM, 'illuminazione': 'un'anima vuota'. G la lampada di Nusku per vedere nel buio. Come Nusku con la lampada fa G- Nusku, gnosco latina, comincio a conoscere, cos Eos con la lampada fa G- Eos, Geos, la 'terra cosparsa di luce' .

2) EOS ed AURORA (e quindi una parola greca e la sua traduzione in italiano) hanno la stessa origine etimologica.

Affianchiamo a Eos il suo nome latino citato da Virgilio: Aurora . Noi postuliamo la derivazione del greco e del latino dal sumero. Perci le parole scelte devono prendere luce dalle sillabe sumere corrispondenti alle stesse divinit. Indaghiamo l'origine della loro somiglianza per collegare nome latino e greco dell'aurora lungo il filo dei nomi degli di. La massima semplicit apparente della parola 'Eos' riassume massima complessit reale (basta pensare alla quantit delle riflessioni umane trascorse sul fenomeno 'divino' dell'Aurora, vista come madre). La difficolt data anche dal fatto che i teonimi sottintendono catene nominali presenti in lingue, teologie ed etnie diverse (il sumero veniva parlato da pi etnie (10)) e dal fatto che i segni sumeri chiedono una lettura rovesciata. Il lettore sia benevolo di fronte al folle volo: i signa (11) sono decrittabili, ma ci vuole pazienza (12). La nostra citazione in titolo del poeta etrusco Virgilio, maestro di latino, solo uno dei tanti accenni al mondo da esplorare. 19 sono le citazioni dell'Aurora dell'Eneide: 19 il numero romano visto come segno di massima sfortuna; Virgilio ha affidato anche all'Aurora la sua previsione funerea per l'Eneide, stirpe divina degenere (13).

Eos < E SU, 'casa della mano' . E, come verbo complementare, indica ?uscir fuori? (14), ?portar fuori?, ?apparire?, ?splendere?, ?far splendente?, ?manifestare? (15). US come verbo regolare indica ?seguire?, ?aggiungere?, ?allungare la mano per prendere? (16).

Nel concetto di mano implicito quello di dita 'SI' dita (SU SI, letto 'ossi'). Con la luce G, le dita diventano SI G cio 'dita che danno luce'. La parola signa (segni latini) , data da NA e SI G. NA significa 'originati e SI G sono le dita di luce. I signa rivelano quindi di esser stati 'dita che danno luce'. KI SIG NI NA ZU festa dei parentalia, solenne cerimonia funebre in onore dei propri defunti. Ci ritorna TAG ES, 'impresso su di una tavoletta' -segno che d luce- (17). GIS NA, inoltre, significa 'letto', mentre GIS NU 'luce': spiega come Aurora sia 'uscita da un letto' di luce G. Omero ha la dizione ricorrente 'Aurora dalle dita di rosa' . Iliade I 477 e quando al mattino apparve Aurora dalle dita di rosa VI 175 Ma quando decima apparve l'Aurora che ha dita di rosa, IX 707 quando poi sar sorta l'Aurora dalle dita di rosa XXIII 109 mentre piangevano a dirotto sul morto, apparve loro Aurora dalle dita di rosa. 788 Quando al mattino apparve Aurora che ha dita di rosa, allora si strinse la folla intorno al rogo di Ettore glorioso.

E SU ha E per 'casa' -ed anche per 'Cielo' (18) -, pi chiaro in ES U, festa del cielo (19). U anche 'luce del giorno'; dunque ES U 'festa della luce del giorno'. 1) ES ES (accadico 'essesu') festa. NAN SE la dea della vita ( a noi pi tristemente nota come NA ZI) cui si rivolge Gudea (nell'inno riportato nei cilindri di Gudea (20)). ES ES la festa mensile dedicata a NAN SE. 2) E' da supporre che NAN SE, dea della vita, abbia nome omologo in A RUS U, la dea della nascita, perch

vita e nascita corrispondono. Questo teonimo ci aiuta col suo seme ad intravvedere perch siano di rosa le dita di Aurora. Se diciamo poi che un altro nome di A RUS U ARURU (21) (attribuito alle dee come dee madri) e che la lettura circolare di A RUR U ci offre 'aururu', il cerchio ci sembra chiuso e la dimostrazione piuttosto evidente. Il plurale di Eos, che si trova in Properzio ed Ovidio, Eoa, Eorum che richiama quel URU e suggerisce quel A finale, all'indicativo. Dunque, partendo dalla sillaba ES siamo passati a NAN SE, poi ad A RUS U ed infine ad ARURU la cui lettura circolare ci fa approdare alla bellissima aurora, ?dita di rosa?. Ros-roris, la rugiada in latino (22), ci mostra il collegamento tra le radici RUS e RUR. Aurora la parola latina che identifica la stessa divinit. Auroro 'splendo come l'Aurora' (< AU RUR U, detto dalla dea che parla in prima persona: da ricordare che i primi scrittori si presentano come semplici scriba del dettato degli di). A URUR A ha il seme URUR tra l'inizio e la fine del cielo: A---A inizio-fine del cielo (23). UR5 il fegato; UR UR, ripetizione, l'espressione massima del concetto; il fegato la connessione col divino: il seme URUR massimizza l'unit del cielo: uscita dalla luce. Concludiamo: la parola giuntaci come aurora crediamo pervenutaci dal sumero. EN LIL, dio sovrano degli Accadi, civilt fusa con la sumera, era il dio dell'Aria. E' facile ipotizzare 'aria' ed 'aurora' con etimo comune. RU A sumero significa ?sacro?, ?dedicato a?. L'espressione A RU A ha riscontri scritti (per la frequenza d'uso) e corrisponde alla lettura dell'originale. RI, ?soffiare?, ?lontano?, collocato in AA, 'iniziofine del cielo', corrisponde all'aria mossa dal dio dell'aria. Una variante di lettura di RU A A URU (aurum oro in latino). Anche A URU RA. Eos, Aurora, condotte da EN LIL, ci hanno svelato A NIM A, illuminazione dell'Aria. Le ?dita di rosa? di Aurora ci danno segni di luce nel buio
NOTE

delle

origini.

(1) Nella mitologia greca, dea dell'aurora, figlia di Iperione e di Tia e sorella di Elio e Selene. Emergeva dall'Oceano ogni mattina sul cocchio tirato dai cavalli Lampo e Fetonte. Am, tra gli altri, Cefalo, Orione, Astreo, al quale gener i venti e gli astri, e Titone, che fece suo sposo e dal quale ebbe Memnone. Enc. Grolier. (2) Il croco, lo zafferano selvatico, del colore giallo del sole, d l'aggettivo croceo. E ZEN AN.TAH-SUM la festa ittita di primavera, che si teneva durante il fiorire dello zafferano selvatico. La 'festa del SUM, zafferano selvatico, dell'Alto Cielo (AN TA)'. (3) Semerano, Le origini della cultura europea, 1994 Olschki, Firenze, diz. II: p. 347 (4) Hwz in greco. (5) http://www.sumerian.org/sumerlex.htm: il dizionario sumero Halloran espone la G sumera con una grafia propria. Nostro articolo LUG, n. 10 del 24.02.02. in archivio su www.siagrio.it /Antares. Lux < LUGH. (6) Immagini della lampada di Nusku, segno zodiacale nell'IN NUM (zodiaco) mesopotamico, si possono vedere in Giovanni PETTINATO, La scrittura celeste, 1999 Oskar Mondadori, Milano, tra pag. 258 e 259. Questa nostra nota in art. 52 del 03.08.03: SIG NA. (7) "Scongiuro. Nusku, figlio dell'Ekur! I responsi dei grandi iddii, la Fiaccola, sono il tuo compito, il mistero in tua mano; in tuo potere di cancellare il delitto." KAR 58, verso 19-21, in Giorgio CASTELLINO, Testi sumerici e accadici, 1977 Utet. Torino, p. 615. Citato allo scopo di ricordare il contesto magico, dove si attribuiva alla Fiaccolalampada un potere esoterico, non di semplice conoscenza illuministica. (8) Sono stati scelti questi nomi tra i tanti per la possibile connessione finale di URU con ARURU. (9) 8.-Anima, it., '[vc. dotta, lat. anima, da avvicinare al gr. anemos, 'vento, soffio'] s.f.,1- parte spirituale e immortale dell'uomo [] 2-in molte filosofie, principio vitale di tutti gli esseri esistenti [] 3-persona [] 4-parte, nucleo, elemento centrale, interno di qualcosa [] 5-cavit interna all'anima da fuoco. ' Anima, lat., 'propr. ci che alita, soffia, spira; quindi aria, spirar dell'aria, soffio, vento .'9.-NIM anima di 'anima -4', cio centro della parola. Significa 'illuminazione' , 'illuminare'. Art. del 5.01.03 in archivio del www.siagrio.it /Antares.

(10) Vermondo BRUGNATELLI, Tra sillabe e alfabeti: i meccanismi della scrittura de Scritture Mediterranee tra il IX e il VII sec. a.C.Ed. Et -Universit degli Studi di Milano -Ist. Di St. Antica- 23/24 febbr.'98. (11) Segni: le parole di cui ci occupiamo sono, in realt, scritture sulla carta. La loro fona ci nota solo parzialmente. (12) Dedicheremo pi riflessioni a questa opportunit. (13) Art. 63, Il declivio di Antandro, Eneide clinamen degenere, del 4.01.04 in www.siagrio.it /Antares. (14) Mettiamo la forma ?? per rappresentare pi possibilit di significato possibili per la stessa parola. (15) Marie-Louise THOMSEN, The sumerian language, 2001 Akademisk Forlag, Copenhagen, p. 302. (16) Marie-Louise THOMSEN, The sumerian language, 2001 Akademisk Forlag, Copenhagen, p. 321. (17) Art. 29 del 20.10.02 in archivio del www.siagrio.it /Antares. (18) Esa < E SA, 'palude pescosa'. (19) L'identificazione U = EN ci d ES EN, come 'festa'. (20) CASTELLINO, cit. p. 215-264. (21) CASTELLINO, cit. p. 54 -inno a Martu, che collega a Rosmerta del 29.02.04-, p.84 (una delle tante figure delle dee madri, creatrice degli uomini, in particolare di Enkidu nel poema di Gilgamesh), p. 90 -dove Inanna canta: Non sono io l'augusta regina, (signora) ARURU?-, p.491, in un poemetto del giusto -Ovunque si stende la terra, i cieli s'allargano, (ovunque) il Sole risplende, il Fuoco divampa, (ovunque) le acque giungono, soffiano i venti, quelli di cui Aruru impast d'argilla-, p.499, in Teodicea babilonese -Tra le opere di Aruru, creature tutte quante, perch la progenie non del tutto (riesce)?(22) art. del 29.02.04 Rosmerta, in archivio www.siagrio.it /Antares. (23) Art. Apatura Iris del 15.02.04 in archivio www.siagrio.it /Antares. Il cielo, visto come cupola, inizia e finisce nella terra A.

65 EVANDRO - domenica 28 marzo 2004 _______________________________________________________________________________________ "(docebo) Arcades his ortis, genus a Pallante profectum qui regem Euandrum comites, qui signa secutis" Eneide, VIII, 51-52 "(spiegher) gli Arcadi, stirpe discesa da Pallante, i quali seguirono compagni il re Evandro e le sue insegne". Evandro omologo ad Antandro (1), per la componente uomo, andro. Ed Eva? E UA Da Eoa, plurale di Eos (2). Eos (Aurora in greco) ci ha rivelato il plurale Eoa. La parola preziosa. E' traduzione del sumero E UA, 'nate dall'unione del Cielo e della Terra' (3). Le Aurore nascono 'dall'unione del Cielo U e della Terra A' (che, nel nero della notte, sono tutt'uno (4)). Genoa ( < Genua), Padua, Mantua sono esempi di toponimi latini con l'UA finale [che le legano all'unione di Cielo e Terra]. E UA si omologa con Eva (5) che, nata dall''unione' del Cielo e dalla Terra (6), spiega il filo ebraico che conduce fino al sumero (7). U sumero il seme del guscio dell'aurora greca (eua da eoa, plurale di eos) e anche di quella latina. U il seme del guscio EA. U il dio del cielo che i sumeri hanno visto in UR AN, gli Accadi in Anu, i Hurriti in Ani (leggibile in Ina). U, di UA, anche il seme del guscio: A..A, 'inizio-fine' del cielo (8). La parola 'ncora' AA ci collega alla visione antica (A KUR A) e ci consente di legare con 'ancra'; quindi di 'ancorare' una parola all'altra, attraverso l'identit della forma. Il legame KUR ('far diverso') e la pronuncia antica nasale della A (AN) ci fa vedere AN KUR AN omologo

con A KUR A. Il primo il 'legame del Cielo' (DUR AN), il secondo quello della Terra. A URUR A spiega se stessa (9): nata dalla luce divina che unisce Cielo e Terra (UA). Chiariamo che possiamo vedere: UA = M, da. E UA = E M > ME (10). Il Sole babilonese nominato SHAMASH, parola palindroma SHA M ASH, con guscio formato da SHA, utero, ASH, uno e seme M. Il sumero ASH ME viene letto SHA ME ASH: l'Uno si leva dall'utero ME. Evandro, dunque 'uomo nato dall'unione del Cielo e della Terra'.

NOTE

(1) "Il declivio di Antandro" art. n63 del 4.01.04. (2) Usato cos da Properzio ed Ovidio ci assicura il dizionario. (3) Per il semplice fatto che la 'o' latina viene mascherata dalla U sumera: la vocale 'o' manca nelle scritture sumere. (4) 'Uscita dalla luce', etimo di Eos visto l'articolo della volta scorsa (n. 68 del 14.03.04) indica la luce Aldil, opposta al buio di questa terra di notte. (5) Per l'identit antica di U = V. (6) unione intesa come Dio. (7) Bisogna inserire l'archetipo DA DUE UNO nella tradizione ebraica rigorosamente ripensata nell'archetipo DA UNO DUE. (8) Espresso in forma saturnia, SAG US, 'inizio fine' uguali. (9) E completiamo l'art. 68 del 14.03.04. (10) ME, il potere divino della creazione, in ebraico: Sem ha.MeforAsh.

66 DIRA - ira del dio: di ira - domenica 11 aprile 2004 _______________________________________________________________________________________ Adiuro Stygi (1) caput implacabile fontis (2), una superstitio superis quae reddita divis. lo giuro sulla fonte implacabile del fiume stigio, unico timore religioso assegnato agli di celesti. Queste le parole di Giunone: la Saturnia si arrende, alla fine dell'Eneide, giurando sul fiume degli Inferi e cessa di combattere (3). Cos le risponde Giove: -Es germana Iovis Saturnique altera proles: irarum tantos volvis sub pectore fluctus. -Sei la sorella di Giove e la seconda figlia di Saturno: come puoi volgere nel cuore tali flutti d'ira!L'ira di Giunone manifesta gi nell'incipit del poema vi superum, saevae memorem Iunonis ob iram I, 4

(Eneide, XII, 816-817)

per forza degli di superi, e per la memore ira della crudele Giunone E' l'ira di Giunone ad ostacolare il viaggio di Enea verso l'Italia. Tantaene animis caelestibus irae? Tali nell'animo dei celesti le ire? I, 11

Di ira sta per 'ira del dio': la crasi agglutinante, di + ira, (4) d Dira.

Come Omero affronta il tema dell'ira di un semidio (Achille) "Canta, o dea, l'ira di Achille figlio di Peleo, // rovinosa, che mali infiniti provoc agli Achei" Omero, Iliade, I, 1-2, cos anche l'etrusco Virgilio spazia dall'ira della dea Saturnia (che osta all'Eneide) fino a Dira lanciata da Giove, il primo figlio di Saturno. Facendo Giove primo figlio di Saturno (dio sovrano degli Etruschi (5)), l'autore riconosce il primato al dio sovrano dei Romani, in forza del Fato, e, rassegnato, mette la Saturnia tra i perdenti. Ai suoi flutti d'ira Giove medita di sostituire: Dicuntur geminae pestes cognominae Dirae: quas et Tartaream Nox intempesta Megaeram uno eodemque tulit partu paribus revinxit serpentum spiris ventosas addidit alas. Vi sono due pesti gemelle (6) che chiamano Dire: la fosca Notte le gener insieme alla tartarea Megera in un unico parto; e le cinse di uguali spire di serpi, e aggiunse ali ventose. Dire < DI IR AE, in sumero, casa E fine A del dio DI (7) del pianto IR (8) (9) Una di queste (10) veleggi, si trasform in civetta e hanc versa in faciem Turni se pestis ob ora fertque refertque sonans clupetum everberat alis. Illi membra novos solvit formidine torpor, arrectaeque horrore comae et vox faucibus haesit. At procul ut Dirae stridorem adgnovit et alas, infelix crinis scindit Iuturna solutos, unguibus ora soror foedans et pectora pugnis. XII, 865-871

XII, 845-848

mutatasi in questa forma, la peste vola e rivola gemendo sul volto di Turno e percuote lo scudo con le ali. A lui uno strano torpore infiacch di spavento le membra, i capelli si drizzarono per l'orrore, e la voce s'arrest nella gola. Come da lontano riconobbe le strida e le ali della Dira, l'infelice Giuturna si scioglie e si strappa i capelli, colpendosi il volto con le unghie e il petto con i pugni. 'La peste vola': hir ir. La dea sorella di Turno, Giuturna, ha capito l'omen; il duello tra i mortali Turno ed Enea finito prima di incominciare: fata deum. Ad Enea, che l'incalza perch esita: di me terrent et Iuppiter hostis gli di mi atterriscono e Giove nemico-. Turno dichiara: non sei tu a farmi paura e lancia un masso contro Enea, ma quacumque viam virtute petivit, successum dea dira negat. con qualunque sforzo tenti la via,

l'orribile (dira) dea nega il successo. Mentre esita, Enea scaglia la lancia (fatale) e lo abbatte. SAG US, inizio fine, un nome sumero di Saturno: l'inizio irae della seconda figlia Saturnia finisce nella Dira lanciata dal primo figlio Saturnio e la saga religiosa iniziata e compiuta, fata deum saeva (11).
NOTE

(1) Styx- Stygis. ST Y X si presenta come doppia connessione della luna e del sole, dal momento che sia Y che X stanno per connessione, S sta per luna e T sta per sole. (2) Era fonte d'acqua gelida e venefica in Arcadia, ed immaginato come fiume infernale. (3) " Et nunc cedo equidem pugnasque exosa relinquo Ora mi allontano e lascio le odiate battaglie." XII, 818. (4) Caratteristica linguistica principale della lingua sumera. (5) "Orientamento sumero del cielo di Virgilio" di Carlo Forin al II Congresso Internazionale di Paletnologia delle Alpi Occidentali, Pinerolo, 17-19 ottobre 2003. (6) Aletto e Tisifone -che stazionano a fianco del trono di Giove-, mentre Megera confinata nel Tartaro. (7) Di rimasto, nel latino di Virgilio, per dio < DIN GIR, DI GIR, 'eliminazione della G di luce', DI RI = DIR. (8) di-ir-ga: cultic organization center. (9) Dies ira > di (es) ira > dira. (10) Forse la stessa Aletto, che gi aveva servito Giunone. (11) I fati degli di crudeli.

67 UENUS? Cererem corruptam domenica 25 aprile 2004 _______________________________________________________________________________________ La fiducia in Virgilio ci ripaga (1)! Ardiamo dal condividere con voi: Virgilio (2) racconta nell'Eneide Venere (3), U EN US (che la TO (4) legge 'ente EN che va dal Cielo U alla fine US') -come Cerere corrotta, UN DA, immagine di Uni (5), degradata dalla bufera dell'ira (e quindi 'immagine ingannevole'): Tum Cererem corruptam undis Cerealiaque arma (6) I, 177

'Caro Saturno! Lo dico a Te, mio Dio (7): Venere era la tua met femmina ed diventata dea ingannevole, da postribolo. Amore il suo potere!'. E' straordinario! Lo scrivo senza remore e senza understatement: da 2000 anni le genti d'Italia hanno imparato a leggere usando l'Eneide (8) e questa convinzione di Virgilio rimasta oscura perch i nomi degli di non venivano presi sul serio! Amore come arma di morte? E chi lo pu pensare? Oggi la platea atea ritiene di essere scientifica perch proietta i propri pensieri nelle parole del genio etrusco: come poteva essere cos bravo a poetare e credere agli di? Tanto fu bravo a scrivere da agevolare, in ogni epoca, l'identificazione del lettore. La sua bravura ha propriziato la proiezione delle idee del tempo attribuendole all'autore antico. La parola UNI-versit (9) avrebbe dovuto allertare, ricordare che i giovani Romani andavano all'universit a Caere (10), che era citt etrusca dedicata ad UNI, cio a Ceres (11)! Le prime divinit cui sono titolate le Georgiche sono 'Liber et alma Ceres': UNI-vers-US fanno assieme; ma nella pubblicistica latina e greca Cerere viene vista solo come dea delle messi, madre di Proserpina, concessa in sposa al dio degli Inferi (12). Non si vista in questa dedica il riconoscimento etrusco del massimo rango alla dea UNI. Le parole di Enea, con cui riconosce la madre, apparsa con immagine di vergine: -Perch, anche tu crudele, sovente deludi il figlio con ingannevoli immagini? Perch non posso congiungere la mano alla mano e udire e rispondere vere parole?- I, 407-408

vanno svuotate della componente emotiva e guardate come semplice riconoscimento: tu ti presenti con l'immagine ingannevole di vergine mentre, crudele, sei il contrario! Non posso congiungere mano nella mano perch io sono uomo e tu sei dea. Non posso udire vere parole perch da te viene solo il falso.

Venere lo dir ad Amore, suo figlio: -Figlio, tu solamente mia forza e grande potenza [] penso di prevenire la regina [Didone, la donna] con inganni e di cingerla col fuoco [Giunone, la sua ombra divina], affinch in nessun nume si muti, ma sia avvinta con me da un grande amore per Enea- (13). Abbiamo visto l'Ira di Giunone placarsi con la Dira di Giove (14). L'Ira di Giunone si scontra con l'arma divina di Cerere corrotta, che fa bere il veleno Amore a Didone finch la vicenda cessi con 'Giunone [che], commiserando il lungo dolore e la difficile morte' manda Iride a scioglierla dalla sua ombra: -Questo, comandata, reco sacro a Dite. Da questo tuo corpo ti sciolgo- (15). "d'un tratto tutto il calore svan, e la vita dilegu nei venti." (v. 705, ultimo IV libro) Afro-Dite il nome greco di Venere: AH RU DI TE, in sumero, che contiene la sua corruzione a Dite, agli Inferi.. U EN US, ente che va dal Cielo alla fine, svela la sua faccia traditrice e si rivela madre di una stirpe degenere, i Romani, incapaci di rispettare l'ospitalit e la terra degli altri.
NOTE

(1) E' dal 17.06.03 che seguiamo le sue orme (art. n. 48). (2) Sacerdote etrusco. (3) Ci voleva la teonomasiologia per vedere che il sacerdote etrusco parlava sul serio, cio credendoci. Scrive cos bene che lo prendiamo per uno di noi. C' uno di noi che crede a Venere? E perch mancare di rispetto a Virgilio supponendo che lui ci creda? (4) Teonomasiologia. (5) Giunone etrusca. (6) La traduzione di Luca Canali -Allora, sfiniti dagli eventi, estraggono il grano guasto dalle onde- ignora marcatamente il riferimento teonomasiologico Cererem corruptam, confidando nel fatto che l'autore usi il nome divino come espediente rituale del tutto omettibile. Per Virgilio Marone, sacerdote etrusco, quest'omissione un insulto. (7) Artt. 59, 60 del novembre 2003, che riferiscono il saggio: Orientamento sumero del cielo di Virgilio, raccontato al II Congresso Internazionale di Paletonologia delle Alpi Occidentali di Pinerolo (ott. 2003). (8) Domenico COMPARETTI, Virgilio nel Medio Evo, 1872 Francesco Vigo, Livorno. (9) Questo etimo dice tante cose sulla validit della Teonomasiologia: in 700 anni quanti alunni e quanti insegnanti vi sono passati senza decifrarlo? (10) Gli Etruschi, 2000 Bompiani, a cura di Mario Torelli, opera rimasta a ricordare la Mostra di Palazzo Grassi, a Venezia: nelle sale si ricordava questa abitudine romana. (11) Possiamo ipotizzare che Caere < KA+Ceres, 'anima di Ceres'. (12) Il film millenario della divinit perduto e se ne conserva un fotogramma. La traduzione di segetes con messi, anzich con 'terreno da semina' nell'incipit delle Georgiche prova che la TO indispensabile ad una lettura realistica delle scritture antiche. (13) I, 664674. (14) Art. n. 70 del 11.04.04. (15) vv. 703-704.

68 G ir I in A ri A - Illuminazione flash tra l'inizio e la fine del Cielo - domenica 9 maggio 2004 _______________________________________________________________________________________ Il nostro obiettivo continua ad essere quello di scoprire il rapporto tra la lingua latina e la lingua sumera. GIR TAB un nome dello Scorpione (1). DIN GIR la divinit. GAB GIR TAB un nome di Antares (2). G ir 'volo luminoso'. Osserviamolo con la parola latina 'aria'. Il catalogo dei verbi della grammatica sumera di Marie Louise Thomsen (3) precisa: gir verbo regolare, gir-re-da. 'Illuminare, colpire con un flash', spesso nim-gin7gir, 'colpire con un lampo di luce'. E' da credere che 'ir' stia qui per 'colpire' (4), una volta che abbiamo evidenziato che G, separata, sta per luce, come abbiamo visto nella divina Aurora/Eos uscire dalla luce G di Geos (LU G, soggetto Luce, lux) (5). 'Colpire con un lampo di luce' l'esperienza che l'uomo mesopotamico fa della divinit .

Osserviamo IR uscire da un lampo di luce G per entrare in A---A inizio-fine del cielo : A-ri-A (6). Possiamo fare lo stesso con NIM, 'illuminazione': A NIM A. Si spiega come mai in latino coincidano 'aria' e 'anima': sono flash tra AA. Sono il dominio di EN LIL, dio sovrano degli Accadi, che ha un nome AN TAR ISH. DIL (DI IL), 'Uno', un altro nome di EN LIL, che Virgilio riferisce con di, dio, che oggi vediamo in DI U, Dio. AA un giro che parte da A, seme da frutto, per finire ad A, seme da riproduzione. SAG US, 'inizio fine', dio del seme A UG4, il seme generante che testimonia la validit della diade parentetica AA, seme vivo da collegare all'acqua, latino aqua. Dio dell'acqua EA, EN KI, fratello di EN LIL (probabilmente gemello): NU DIM MUD, Artefice ingannatore. Aequa, in latino, aqua dello stesso livello: EA QUA. Aequo rendo uguale, appiano, pareggio, uguaglio. A QU A mostra QU come 'quale delle due' A: l'alternativa dell'Artefice ingannatore resta aperta. UN DA 'immagine dell'Uno', che per poi non essere.
NOTE (1) Tabri, il tabernacolo ittita, il luogo-mensa degli di. L'omissione della G di luce offre la scrittura IR TAB, che la LCSS invita a leggere TAB RI. (2) La gabina veste, che il console romano indossava per aprire e chiudere le porte del tempio di Giano, si decritta GAB ANI, dove GAB/Antares si collega al nome hurrita ANI del dio del cielo: GAB INA. (3) The sumerian language, 2001 Akademisk Forlag, Copenhagen, p.306. (4) A commento dell'osservazione della Thomsen (p. 308): "ir The verbal class is not known. ir seems to occur only as a compound verb toghether with zi: ziir 'to be worried": 'rimaner colpito', potremmo osservare. (5) Art. 68 del 14.03.03. (6) Dove ir diventa ri in seguito al ribaltamento LCSS: come in tab-ri.

69 APES - domenica 23 maggio 2004 _______________________________________________________________________________________ Le api sono il regno naturale che ispira al poeta il regno sociale ideale. Esamineremo la parola nel contesto delle due opere mature di Virgilio per riconoscergli che lecito ricomporre, attraverso le piccole cose, una visuale completa con tracce indispensabili per vedere un mondo antico 'nuovo'. L'assenza del rex delle api (che noi chiamiamo regina) causa la corruzione dei Cerei regni e lo sfacelo della fabbrica del miele; a questo pericolo Aristeo porr rimedio (1) andando ad interpellare Proteo. La comparsa di un nuovo re potrebbe corrompere i cerei regni. Apes (2) sillaba (3) AP-ES (4). AP-ES fonde i nomi AP LU, nome etrusco di Apollo, (5) e Cer-ES. Poich LU il soggetto, maschile e femminile, ES lo pu sostituire (6) . Inoltre AP da AB, padre (dove la lettera 'p' pronuncia hurrita della 'b'); AP resta per il 're' delle api. ES indica la vita di tutti gli altri abitanti dell'alveare. Liber et alma Ceres la coppia divina unita, prima nominata nelle Georgiche, che maschera AP ES. L'estrema sintesi ha una lunga giustificazione dell'AG APE, dell'unione. AP KAL LU il circolo degli animali-mese dello Zodiaco mesopotamico. ES la sillaba di ESH TAR, inizio fine del circolo della vita; cos nota ad Ebla. Pi comunemente famosa come ISH TAR, ed in Egitto come ISH IDE (7). Le api costruiscono e abitano i cerei regni: apes un organo e dev'essere inteso come 'collettivit', 'comunit: perde quindi significato come singolo individuo. Infatti, solo come stirpe, spes gentis (8) excudunt ceras et mella tenacia fingunt,

plasmano ad arte le cere e danno forma al miele tenace (9). Il miele mel < ME EL; deriva dalla crasi tra ME + EL. El EN LIL (10) dio dell'Aria (= A NIM A) (11). Siccome l'assenza del rex delle api pu rendere impossibile il dono celeste del miele (12) necessario ridare al regno un nuovo re. Il IV libro era cominciato con la dedica di Virgilio a Mecenate. Si leggano ora quelle parole come inviate da un Etrusco non ancora riconosciuto come tale (per noi) ad un etrusco riconosciuto: Volgi lo sguardo, Mecenate, anche su questa parte. Ti canter mirabili spettacoli di modeste cose, e i magnanimi capi, e, per ordine, l'indole e le attitudini di tutta una gente, e i popoli e le battaglie. Una tenue fatica, ma una gloria non tenue, se lo consentono i numi avversi, se invocato mi ascolta Apollo. (13) 'I mirabili spettacoli di modeste cose' sono un canto di chi ritiene che parva licet componere magnis, che lecito vedere le piccole cose come esempio per le grandi. E se si riescono a cogliere i segni, si possono unire la vita dei cerei regni di un alveare, la vita delle citt e la vita dei celesti (e Apollo ascolter questa invocazione). Virgilio continua: A te, Mecenate (14), di stirpe regale etrusca, io, di stirpe sacerdotale etrusca (Maru), racconto mirabili spettacoli: il corrompersi dei cerei regni etruschi (15) e come i piccoli Quiriti li riformarono. Sar una fatica tenue, ma non tenue sar la gloria se i numi non saranno contrari (16).

Vogliamo vedere i cerei regni descritti nella forma incorrotta? Si vedono nei Campi Elisi, all'incontro col padre Anchise (17): Frattanto Enea vede in seno a una valle un bosco appartato e virgulti fruscianti della selva, e il fiume Lete che scorre davanti alle placide sedi: come nell'estate serena quando nei prati le api si posano sui fiori variegati e sciamano intorno ai candidi gigli; l'intero campo brumisce d'un murmure. Si vedono nella visione della citt di Didone. Enea ammira le moli, un tempo capanne I, 421 [] Cos, all'inizio dell'estate, il lavoro per i campi fioriti affatica le api nel sole, quando guidano fuori i figli adulti della specie, o stipano il liquido miele e ricolmano di dolce nettare le celle, o ricevono il peso delle venienti, o fatta una schiera scacciano dalle arnie i fuchi, neghittoso sciame: ferve l'opera, olezza il fragrante miele di timo. Si vedono nella descrizione della casa di Latino prima della sventura: V'era un lauro in mezzo al palazzo nell'alto cortile, un lauro dalla sacra chioma, serbato con devozione per lunghi anni. Si diceva che lo stesso Latino lo avesse trovato fondando le basi della rocca e lo avesse consacrato a Febo, e i coloni, da questo, avesse chiamato Laurenti.

VI, 703-709

Fitte api portate attraverso la limpida aria occuparono con intenso ronzio la sua cima -mirabile a dirsi-, e intrecciate a vicenda le zampe, un improvviso sciame pendette da un ramo fronzuto.

VII, 59-63

Latino aveva consacrato la sua rocca a Febo, 'il puro'. Apparir un nuovo sciame a corrompere il nido.
L'indovino riveler che l'incendio nei capelli di Lavinia annuncio dell'arrivo di un re straniero che muter i fati: sar corrotta la sua promessa a Turno (18) e corrotto il corso dell'iniziatore della stirpe, Saturno (19).
NOTE (1) Su consiglio della madre, la ninfa Cirene, che lo invita ad andar ad interrogare Proteo. (2) Troviamo 'apes' nell'Eneide a: 1.430; 6.707; 7.064; 12.588. (3) < syllaba < SYL BA LA il Sole SYL personalit BA che va oltre LA. Le maiuscole indicano le parole sumere. (4) Ap-ex, come apice, spiega rex < re ex, come emanazione-legame col Sole. (5) Il nome etrusco di Apollo, il dio citato al v. 7 del libro IV, per primo. (6) L'abitudine allo straordinario allenamento fatto a convertire una lingua con scritture radicate in sillabe in una lingua alfabetica ha reso compatto e poliforme il linguaggio di Virgilio. Nostra la fatica di fare il cammino inverso. La ierogamia e, linguisticamente l'archetipo DA DUE UNO, alla base della crasi AP - ES. (7) AN TAR ESH, massima divinit tra i Sumeri-Accadi nel 2270 a.C., l'unione e la separazione del Cielo e della Terra. In AP-ES, ESH sillaba che mostra unione: apes. ESH TAR pu venir letto ESH interruzione, perch il TAR sia 'interruzione'- della vita di una persona = morte- che 'unione' in un processo collettivo -decisione di un'assemblea- e unione di un connubio-. ESH TAR in APES solo unione. (8) Suspendunt ceras; aliae spem gentis adultos educunt fetus; aliae purissima mella stipant vv. 162-163. (9) IV, v. 57. (10) "circum lilia funduntur", VI, 708-709: espone lilia < LIL IA, 'profumo da fuori porta' l'aria profumata satura del dio EN LIL. (11) Che ritorna nel nome sacrale di Didone: Elissa < EL IS SA, 'utero di EL e di IS, del Sole e della Luna'. (12) Il libro IV inizia: Proseguendo, dir del dono celeste dell'aereo miele. Protinus aerii mellis caelestia dona exsequar. (13) Hanc etiam, Maecenas, aspice partem. Admiranda tibi levium spectacula rerum magnanimosque duces totiusque ordine gentis mores et studia et populos et proelia dicam. In tenui labor; at tenuis non gloria, si quem numina laeva sinunt auditque vocatus Apollo. IV, vv. 2-7. (14) Caio Cilno Mecenate riconosciuto come Etrusco, di stirpe regale. Il suo nome ormai indicativo di 'munifico protettore delle arti'. (15) Il finale dell'Eneide mostra la battaglia che volge male per Latino: "altri impugnano le armi e s'affrettano a difendere le mura: // come quando un pastore trova nascoste nel tufo // traforato le api, e le riempie di acre fumo; // quelle dentro spaurite dalla loro sorte trascorrono // per i cerei rifugi, e con alto ronzio acuiscono le ire." XII, 586-590. (16) "sed variis portentia deum terroribus obstant". VII, 58. (17) "Il padre Anchise nel cuore di una verde vallata // esaminava considerando con attenzione le anime rinchiuse // e pronte ad uscire alla luce superna, e passava appunto // a rassegna l'intero numero dei suoi, e i diletti nipoti, // e i fati e le fortune degli uomini e i costumi e le imprese." VI, 679-683. (18) "il bellissimo Turno, potente di avi e proavi, che la sposa del re // ardentemente anelava di legarsi come genero" VII, 54-56. (19) "o Saturno, tu fosti iniziatore della stirpe." VII, 49.

70 LUCIFERO - domenica 6 giugno 2004 _______________________________________________________________________________________ perfusus Lucifer unda, quem Venus ante alios astrorum diligit ignis (Pallante) simile a Lucifero, che Venere predilige tra gli astri di fuoco Virgilio, Eneide, VIII, 589-590

Il pianeta Venere figlio di Aurora e padre di Ceice Lucifero, al mattino, perch porta la luce, mentre U E NUS, 'cielo casa della notte', la sera che annuncia gli amplessi. Non difficile comporre i due estremi sul piano stellare, una volta individuato il pianeta, che lo stesso al girar della Terra. Il punto di vista TO (teonomasiologico) estremamente pi complesso. Combina la morte e la vita, fisica e metafisica: A MUR-MUR TE. La religione cristiana descrive Lucifero come angelo superbo, dannato a Satana, per mancanza di amore verso Dio e perch ama solo se stesso. Venere descritta come dea dell'Amore e della Vita dai latinisti. Venere e Lucifero, quindi, sono entrambi associati all'idea dell'amore. L'ideologia moderna prevalente ha allontanato l'immagine di Lucifero da quella di Venere e giudica

l'accostamento abominevole. Non era cos per Dante, che poteva piangere Paolo e Francesca, dannati insieme per amore. Non era cos nemmeno per Virgilio. -Sorgi, Lucifero, e precedendolo porta il giorno vitale, mentre mi lamento deluso preso d'amore per Nisa -Nascere, praeque diem veniens age, Lucifer, almun, coniugis indigno Nysae deceptus amore Che tipo di amore quello di cui parla Virgilio? I grifoni si congiungeranno con le cavalle. In seguito i timidi daini verranno ad abbeverarsi coi cani [] Il feroce Amore insegn alla madre a macchiarsi le mani del sangue dei figli; anche tu crudele, o madre! Ma fu pi crudele la madre, o pi malvagio il fanciullo? 'Stringo i legami di Venere' era l'azione magica di magia nera, quella che porter a Didone un destino di morte. 'Venere predilige Lucifero tra gli astri di fuoco' una buona conferma del nostro:
'Uenus? Cererem corruptam!' .
NOTE 1) Sposo di Albione. Secondo le leggende greche il loro amore rivaleggi con quello di Zeus ed Hera. Perci furono trasformati in uccelli, lui in smergo e lei in alcione. Ma Alcione faceva il nido in riva al mare e le onde lo distruggevano. Mosso a piet, Zeus ordin ai venti di acquietarsi nei sette giorni che precedono e seguono il solstizio d'inverno, in modo da consentire il compimento della cova. Sono appunto "i giorni dell'alcione", che non conoscono tempesta. Ovidio ci offre una versione diversa, seconda la quale Ceice, durante un viaggio, fu travolto da una tempesta e anneg. Il suo corpo fu portato a riva dalle onde, Alcione lo trov e, per disperazione, si trasform in un uccello dal grido lamentoso, mentre una metamorfosi simile fu concessa a suo marito. 2) Del 25.04.04 in archivio.

Bucoliche, Ecloga VIII