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ANTARES E LE VERE ORIGINI DI EUROPA

a cura di Carlo Forin e Bruna Graziani

INDICE : 31 SAGUS SAGUS - SAGO 32 SATURNO 33 ANTARES ANIMA/ANIMUS MUNDI 34 A NI 35 TI TA AN 36 AN TI QU US - ANTICO 37 KI ME RA 38 GIG AN TES 39 APOLLO FEBO 40 VERSO SATURNIO AN TARISH 41 BUBASTIS, DEA GATTA E BUBBOLA 42 FORAMEN 43 FORMEO 44 MEATO 45 TARDIS

31 SAGUS - sagus - sago - domenica 15 dicembre 2002 _______________________________________________________________________________________

Questo scritto un saggio. E' una riflessione sagace, in tanto in quanto vuol rapportare le parole italiane con sillaba sag a SAG, termine sumero che significa testa (inizio, origine, prototipo). Per lanciare una sagola di collegamento tra una parola italiana ed una parola sumera non basta una sagitta (freccia), un po' (1) di coraggio (per sagomare un'azione anticonformista) e di pazienza (per puntare ad un qualcosa che sta lontano, prima del latino). E' necessaria, soprattutto, la certezza di non colpire un saggio (un esperto di linguistica nel caso) perch la sua reazione non sarebbe solo un lamento. Sago (presago) che la reazione dell'esperto di parole colpito potrebbe essere verbalmente furiosa e capace di sagrificare addirittura ci che sagro (sacro), ho l'ardire di saggiare tuttavia il tiro perch tengo in mano un filo robusto da legare alla cocca della freccia: sago - sagus - SAG US. Posso prevedere che il saggio accetter la traduzione del vocabolo latino sagus (profetico) con il termine italiano sago, perch opera sua (e perch noto che la desinenza us di un aggettivo maschile latino muta nella desinenza 'o' in italiano). All'altro capo del filo abbiamo l'identit sagus-SAG US. Finora il sumero stata ritenuta una lingua aliena, cio totalmente estranea alla nostra cultura presente e passata (2). Ognuno poteva osservare la parola sagus ed il nome di Saturnus; ma SAG US, nome identificativo di Saturnus in lingua sumera restava opera degli alieni agli Indoeuropei. Il suo significato 'Testa Morte', 'Inizio Fine': due parole sumere (SAG US) per una parola latina (sagus) significativa di 'profetico'. Profetico uno che conosce l'inizio e la fine di un qualcosa futuro, fuori dal vincolo del tempo (3). L'antica parola italiana sagro suggerisce di rivedere la latina sacer alla luce di un precedente (ipotetico): SAG ER, 'cammino della testa'. La testa di Giano era sulle porte (januae) di ogni casa romana, inizio e termine di ogni cammino (4). Ma, quale cammino? -Utrum iter?-, potreste chiedere. -Il cammino del Sole-, it er, sarebbe la risposta sintetica. In itinere ci si sar domandato: uter?, quale dei due possibili, e questo spiega la locuzione. Il cammino fisico si complica se comprendiamo ut er us, 'cammino del sole alla fine': qui la metafisica si sovrappone alla fisica, gli di agli uomini. ER ME TE, 'conosco il nome del cammino', dio della comunicazione, ci viene in aiuto: la comunicazione un problema che non si risolve se non si pongono ai soggetti giusti le domande giuste al momento giusto nel modo giusto. Io mi ero sempre chiesto: -Ma perch i Sumeri chiamavano se stessi SAG GI e nessuno trova singolare la corrispondenza formale con la parola italiana 'saggi' (5)?-. A chi dovevo porre la domanda? Ai nomi degli di! Come dovevo porla? Da sagrista, cio da cultore che domanda e non si stanca di domandare, fidente che l'oracolo verr. La fiducia laica basata su di una semplice considerazione sociologica: il nome di un dio

qualitativamente diverso da una parola comune. La sua diversit sta principalmente nella maggior durata di tempo della sua vita sociale (rispetto a quella di una parola comune). Misurare i nomi degli di in 500 anni e le parole comuni in 50 anni significa poter fare con i primi cose che non si possono fare con le altre: SAG US ed Ermete trapassano etnie e lingue. UT, UTU, it, iti -il sole- rimasto nel 'giorno del sole', idi romane ed iti etrusche. Er, il cammino, rimasto nel SE ER SE ER, cammino della luce sumero, ed in iter, cammino del sole latino: il nome del dio ha girato attraverso le lingue quasi intatto. Gli Ittiti, stirpe del sole, hanno dato alla storia la consacrazione della loro devozione al sole. L'It-al-ia, 'terre alte del sole', conserva il sole nel nome. Il cammino stato cos lungo che gli Italiani non riconoscono pi l'antico significato sumero del nome della propria terra (6). Ma perch mettere la testa in mezzo al cammino del sole? Prendiamo un'altra parola con lo stesso significato. Proviamo a cercare l'etetymo (l'etimo sacro), della parola 'capo', latina caput. Andiamo al di l dell'Ellesponto (mare di El e di Is), in Anatolia, a Bogazkoi, antica Hattusa (a km.200 a est di Ankara). Si conserva, in periferia della citt, il tempio a cielo aperto di Yazilikaya. Vi terminava, nel XIII sec. a.C., il cammino del sole dell'EZEN AN.TAH-SUM, la festa annuale di tutti gli di dell'impero ittita. Si guardi l'immagine di Sharruma (7) effigiata nella camera sepolcrale di Tuthaliya IV (8) nell'atto di camminare tenendo sottobraccio Tuthaliya IV, in Yazilikaya: http://www.atamanhotel.com/whc/hattusayazilikaya-relief.html Sharruma 'apre il cammino' (UPUAT) ultraterreno all'imperatore: mostra se stesso a Tuthaliya IV come identit futura. La madre di costui, regina Puduhepa, reggente l'impero ittita alla morte del marito Hattusilis III, per la minore et del figlio, valendosi della sua titolarit per le opere di culto, inizi la costruzione del tempio. Tuthaliya IV lo fin istoriando la sua camera mortuale con la rappresentazione della sua 'predestinazione' all'immortalit nella figura del dio Sharruma (9). Davanti al capo di Sharruma, alla stessa altezza, si vede il disegno dell'immagine di un uomo con un cerchio al posto della testa; dietro al suo capo (ARKU SHA), si vede il sole alato che trasmette la chiave dell'immortalit (ANKH) e la U IT A ad una culla (di Tuthaliya nascente). Il cerchio della figura anteriore inscrive due lobi (LU UB (10)). Questo cerchio con due lobi si ritrova sopra la mezza figura d'uomo disegnata sul pugno di Sharruma, al n. 44 del corteo (dove cammina con una sagari, un'ascia insigne imperii, sulle spalle). Il fegato della madre Hepat, che gli cammina davanti, gli ha trasmesso, col suo hepar, fegato (11), l'impulso vitale -animus-; il sole, il padre Hattusilis III (12), gli ha messo l'anima immortale (ANKH). Sharruma porta 'sopra la testa' (AN TA) un cappello coronato che possiamo chiamare SAG MEN, corona della testa. Testa Morte , abbiamo visto come traduzione di SAG US (chiamo -SA- l'agire -AG- della morte -US-): la leggenda di Saturno che ingoia i figli alla loro nascita nota a tutti. Nessuno, per, sembra collegare il nome SAG US -testa morte- alla leggenda di Esiodo (ci che alieno non va collegato). L'istoriazione della camera sepolcrale proverebbe l'iter da Tuthaliya a Sharruma: l'imperatore sar dio, una volta al contatto con la morte (TE US). Sul piano della scrittura 'Personification of the divine kinship' si vede l'immagine di Tuthaliya IV con il sole alato che gli cinge la testa. Il capo , sinteticamente, KA PU (vetta (13), roccia montana, in accad. -Semerano). Caput, lat.-Kaput, germ. < KA PU UT, hurrita, qabutu acc., qb't a Ugarit (14). KA l'anima. PU inizio, UT il sole: il sole inizio dell'anima. Testa una parola di etimo incerto, per lo Zingarelli. E' un'affermazione onesta: un indoeuropeo non pu vedere TE SH (UP) come etetymo. TE SH TA luogo (TA) di approccio (TE) alla vita (SH). Quanto esposto in questo saggio.
NOTE (1) Poco; basta non credere ai fantasmi (gli Indoeuropei, ipotesi di II grado). (2) L'onomasiologia, studio comparato dei termini siginificanti lo stesso oggetto nelle diverse lingue, un primo passo per confrontare i sistemi autonomi delle lingue. Ma non stato ancora del tutto convincente. (3) Sag os, , 'testa bocca', uno sviluppo ipotetico di SAG US, di cui non abbiamo prove, che all'oraculum, oracolo, profezia si collega (la vocale 'o' non esiste in sumero ed mascherata dalla 'u'). (4) Macrobio, Saturnalia, suggerisce anche di collegare Giano a Saturno. (5) "I Sumeri chiamano il loro paese o kalam 'paese' oppure ki-en-gi, tradotto da noi con 'Sumer' senza che riusciamo a comprendere il significato dei tre segni che lo compongono. Essi stessi si definiscono sempre sag-gi, 'teste nere', quasi a volersi caratterizzare per una peculiarit somatica." Giovanni PETTINATO, La citt sepolta, 1999 A. Mondadori, Milano, p. 119. IGI GAL era un modo sumero per chiamare i 'saggi'. La pronuncia della 'g' era dura (gh: da Giorgio E. Castellino, in avvertenza sulla trascrizione del sumerico e dell'accadico -g, sempre dura, anche davanti alle vocali e, i, perci Igigi-Ighighi- Testi sumerici e accadici, 1977 Utet, Torino, p. 39). IGHI suona IG. Una lettura SAG IG sarebbe coerente. IG porta. (6) Reggia del Sole la traduzione di Licinio GLORI, La Pace di Cesare, 1956 Dimara, Milano. Glori fu anche colui che identific il volto di Cleopatra nella Venere Esquilina, 1955 Edizioni d'arte Carlo Bestetti, Roma.

(7) Figlio di Teshup e di Hepat, il n. 44 del corteo divino. (8) Figlio di Hattusilis III (morto intorno al 1250-1245) e di Puduhepa, sacerdotessa di Ishtar. (9) http://www.storia.unifi.it/_onr/frprin02.htm (10) LU UB, uomo perfetto, sulla via dell'immortalizzazione. (11) I 36 fegati divinatori in argilla trovati a Yazilikaya tolgono dall'isolamento il Fegato di Piacenza. (12) Il suo nome scandisce Hat Tu Sil (Ant Tu Sil, dove Anta, Alto Cielo, Tu = dio, Sil = sole:). (13) Le vette sotto i piedi del dio n. 42, Teshup, della dea n. 43, Hepat, e n. 44, Sharruma. (14) La cit., come la prec., da Giovanni SEMERANO, Le origini della cultura europea, dizionari, p. 361, 1994 Olschki, Firenze.

32 SATURNO - domenica 29 dicembre 2002 ________________________________________________________________________________________________

La ricerca di Antares ci ha portato a collegare Italia-Yazilikaya, un anno fa (1). Saturno si mostrato come dio sovrano degli Etruschi (2): AN SH AR il suo nome che lega con il reciproco RA SH NA, etnico degli Etruschi. Il dio, col suo nome sumerico SAG US (3) capeggia il filo SAG US-sagus-sago (4), che lega la tradizione italiana-latina (come tutti sapevano) e sumera (come nessuno dice). SAG KAL (5) il 'primo', in sumero: le Kalendae erano il primo giorno del mese latino. La teonomasiologia (TO) ci ha portato ad esaminare le parole scomponendole in sillabe (in sumero ogni nostra sillaba una parola di significato compiuto (6)) (7): SIL LA BA il sole che va oltre (BA LA). Inoltre, la TO ci ha segnalato che il teonimo, il nome di un dio, ha una natura diversa da una parola comune (8): dura secoli anzich decenni; permette di attraversare e di collegare le lingue in modo convincente. Le lingue resterebbero sistemi autonomi se i teonimi non le collegassero. Abbiamo visto il ME, il nome che d nome a tutti i nomi (9). Il ME SH AR RA 'tutte le funzioni del ME'. La parola un esempio di piramidizzazione teonomastica: il nome di un dio veniva messo dagli ABA (10) al vertice di una piramide di 'parole'-logogrammi. Vediamo il MESHARRA di Saturno: AN SH AR, 'cielo luna sole', il suo nome 'celeste'. SH AG US, luna (SH) che porta (AG) a morte (US), il suo nome 'terrestre'. Kalizen, fuliggine, calusin, in piacentino, calizen -in veneto- hanno lo stesso significato (11): pezzetto di luna che va agli inferi. SH AR RU MA l'Antares di Yazilikaya (12): SHA, capo, SHAR, capo che porta (dove SH, luna, AR, sole) -vale SHAG, capo attivo-, RU, alla sacra, U-MA, vittoria (13). Non sono in grado di precisare storicamente se Sharruma sia nato (1250-1200 a.C.) prima (nella fucina hurrita) di AN SH AR e di SH AG US. TAR GAL LU un altro nome di Saturno. Lega con TAR AN IS (14). E con AN TAR IS. SA TURN US, inizio giro morte -SA G US-. Il G IR 'il coltello' ed il G IS 'il pene': il G separa ed unisce il Cielo e la Terra. E' il G IR TAB, lo Scorpione, il doppio mese dello zodiaco. Sono gli IGIGI, gli angeli demoni, che comunicano (sono GIG, ominosi) e dividono (sono GIG, penosi) gli uomini e gli di. E i SAG GI, etnico dei Sumeri, 'teste aperte alla comunicazione' devono ancora esser capiti: sono 'nere'.
NOTE (1) Art.: 3.12.01. (2) Art. 1.12.02. (3) Art.: 27.01.02. (4) Art.: 15.12.02. (5) Pi esattamente: SHAG; la esse sempre SH. (6) "il sumerico una lingua agglutinante, molto diversa dalle lingue indoeuropee e dalle lingue semitiche che sono flessive; essa, infatti, costruita in base al principio che la radice sia nominale sia verbale resti sempre immutata, sicch tutte le variazioni morfologiche avvengono mediante aggiunta di altre 'parole' che possono precedere o seguire la 'parola' che si vuole modificareogni segno rappresent(a) o riproduc(e) una specifica parola, tanto che noi la chiamiamo 'logografica'." Giovanni PETTINATO, La citt sepolta, 1999 E. Mondadori, Milano, p. 133. (7) Art.: 10.12.02. (8) Art.: 15.12.02. (9) Art.: 28.07.02. (10) I sacerdoti che sapevano leggere e scrivere. (11) Abbiamo visto, in forum -su proposta di Massimo Rovani-, calusin piacentino e calizen veneto, combinazioni di Calu, dio etrusco dei morti, e Sin, dio della luna a UR III, Cali e Zen -da Zu en, luna sumera: pezzetto di luna che va agli inferi. L'italiano fuliggine < HUL, l. ful, sumera (12) http://www.atamanhotel.com/whc/hattusa-yazilikaya-relief.html

(13) -ma; -na: victory, triumph (prospective modal prefix + ma-a, 'when in battle') .adj., domineering, pugnacious, impetuous. (14) Art.: 22.09.02.

33 ANTARES ANIMA/ANIMUS MUNDI - domenica 5 gennaio 2003


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I- IDEA inim 1.- 'Idea', parola latina, viene fatta risalire a Platone. I DE A, espressione sumera, si traduce con 'canale dalla fonte primaverile' (1). Bisogna scavare un canale che colleghi idea ad I DE A. Queste due espressioni sono gusci simili di un concetto che si sviluppa da I DE A a idea, a idea (2). 2.- Antares il nome di una stella. La storia ha perduto il seme del dio con lo stesso nome. La memoria (3) deve riaverne I DE A. E' necessario uno scavo di un canale che ci porti alla parola accadica 'MUSU'=uscita di acque, luogo irriguo= (4), da collegare a quella latina 'musivum' =mosaico=, che danno assieme l'idea del contesto di chiazze (5) d'acqua sgorgata da una sorgente, obiettivo alla nostra portata. AN TAR ISH era Enlil, dio dell'aria, anima. 3.-Idea parola che semina 'ideologia'; questa, da 'studio delle idee', diventata 'fonte di idee confuse' non corrispondenti ai fatti accaduti. Possiamo dire che l'ideologia produce enigmi. I DE A ci traduce enigma con E NIG MAH, 'casa del troppo'. Cos illuminato, l'enigma svela di essere un concetto troppo complesso perch affastella troppe cose. Il troppo 'bene e male' insieme, giusto e sbagliato ad un tempo. L'enigma sulle nostre origini stato creato dall'ideologia: conosciamo pi cose sui dinosauri, vissuti decine e centinaia di milioni di anni fa rispetto alla vita dei nostri antenati vissuti 3000 anni fa. 4.- U, che traslitteriamo con GU, il guscio. A UGU A un 'uovo' che ha A, come guscio -acqua-, ed UGU, 'nascere', come seme. L'idea dell'acqua arriva dal guscio aqua dei Quirites. I Quirites, i Romani, non sono ancora stati collegati ai Qurriti-Hurriti-Kurriti (anche per problemi di pronuncia dell'iniziale). Furono detti DI KUR, stranieri, in sumero. Oggi, i Kur-di abitano le loro stesse terre, che sembrano una 'casa del troppo poco' rispetto agli abitanti di allora. La scrittura della parola DI KUR non sembra, dunque, che si debba leggere sic. 5.- Augur era il sacerdote romano ed etrusco che divinava, dal volo degli uccelli. A UG UR unisce A UG4, 'seme che fa nascere' e U.GUR, 'dio dei morti' a Yazilikaya (6). Guscio e seme ci orienteranno nella lettura. 6.- Animo e anima sono i due concetti dello spirito. Spirito ha queste traduzioni in sumero: A NUN NA (spiriti del cielo), A NUN NA KI e GEDIM (spiriti dei trapassati), LIL LA (spirito 'da fuori porta'-di un luogo-), DIN GIR, NEFS, SE DU, SI IL, UR SAG, BAR. Idea conduttrice di questo saggio quella di indagare animus e anima come appaiono a Yazilikaya (7). 7.-Animo, it., 'principio attivo della personalit, delle facolt intellettive, della volont [] Proposito, intenzione [] Coraggio (8).' 8.-Anima, it., '[vc. dotta, lat. anima, da avvicinare al gr. anemos, 'vento, soffio'] s.f.,1- parte spirituale e immortale dell'uomo [] 2-in molte filosofie, principio vitale di tutti gli esseri esistenti [] 3-persona [] 4-parte, nucleo, elemento centrale, interno di qualcosa [] 5-cavit interna all'anima da fuoco (9).' Anima, lat., 'propr. ci che alita, soffia, spira; quindi aria, spirar dell'aria, soffio, vento (10).' 9.-NIM anima di 'anima -4', cio centro della parola. Significa 'illuminazione' (11), 'illuminare'. Come I DE A 'canale dalla fonte primaverile' cos I NIM 'canale da illuminazione'. INIM 'comando', 'parola'. In una struttura di autorit il comando arriva come illuminazione. Illu-min-are, parola italiana e latina, contiene 'min', reciproco di nim. Ci rifletteremo su.

10.-Nomen-nominis, numen-numinis sono parole che contengono MEN e MIN. TE MEN NU era la prima pietra di un tempio sumero che sanciva la presenza del nume (NU MEN): una lettura NU MEN TE illuminerebbe il nume. Nu-min-a, i numi, mostra anche la radice min. Esplicito l'ipotesi di lettura della scrittura sumera (LCSS): DA DUE UNO era il loro leggere quanto avevano scritto: MEN NU > NU MEN. Una lettura lineare li rende alieni. 11.-A NIM A viene illuminata da A SIL A. Il centro di A SIL A SIL, il sole. Il sole illumina A NIM A. Osserviamo l'immagine

(Sole alato (A SIL A) d A NIM A ) Si pu osservare il simbolo del sole alato che tocca la cima della testa di una persona. Sopra il pugno sinistro del soggetto una semiluna sormontata da un'elisse bilobata. Il sole va oltre (SIL BA LA, nostra 'sillaba'), ci dicono gli Ittiti, stirpe del sole. 12.-KA PU UT > caput > capo: il sole UT, in sumero, inizio PU dell'anima KA. Testa, TE SH TA luogo (TA) di incontro (TE) della vita (SH). Chiariamoci con un'altra immagine:

Il simbolo del sole alato compare dietro la testa della figura maggiore. L'icona un presepe, possiamo dire sinteticamente. Vi si legge KA PU UT: il sole alato, cui possiamo dare il grafo A SIL A (con ali le A), trasmette l'ANKH, hkh, la chiave dell'immortalit (cui possiamo dare il grafo A NIM A) alla culla. 13.-Sharruma la figura maggiore. Tuthaliya IV la figura minore. L'immagine raffigurata nella camera mortuale di Tuthaliya IV. Sharruma il suo destino oltre la vita (U IT A), nel regno di A IT A, il dio dei morti etrusco (U.GUR, a Yazilikaya). Sharruma far augere Tuthaliya IV dopo la morte: da lui l'auctoritas del sovrano in vita. Poich AN SH AR stato l'A UG4, il seme che lo fece nascere, e UG UR, dio dei morti, Sharruma, il GIR, il cerchio si chiude positivamente. Augurosamente. 14.-Sharruma terzo rispetto al padre TE SH UP e alla madre HE PAT. In sumero terzo IM MI IN. Una lettura delle ali, IM IN, rovesciate a L CSS, ci d INIM, canale di illuminazione. Sarebbe lo Spirito Santo nella Trinit cristiana. Inim maginabile, dir qualcuno. Con un po' di luce (lux < LUGH) si pu immaginare benissimo. 15.-Puduhepa auctor del tempio a cielo aperto di Yazilikaya. E' paradossale che Internet esponga a tutto il mondo con Yazilikaya: http://www.atamanhotel.com/whc/hattusa-yazilikaya-relief.html le immagini che certificano, grazie a lei, le origini anatoliche dell'Etrusca Disciplina e che gli Italici continuino a dichiararsi autoctoni. Puduhepa fu data in moglie da un sacerdote di Ishtar ad Hattusilis III, imperatore ittita, padre di Tuthaliya IV.
NOTE (1) A DE A, fonte primaverile, un'altra espressione pi complessa per lo stesso concetto. I DE A: non ho riscontro storico.

(2) Maiuscolo per il sumero, corsivo per il latino, normale per l'italiano. (3) ME MUR IA, luogo (IA) di vita-morte (MUR) del ME (il nome che nomina tutti i nomi): art.: 16.06.02. (4) Giovanni SEMERANO, Le origini della cultura europea, vol. II, Dizionari etimologici, 1994 Olschki, Firenze, p. 479. (5) SAG US, Saturno in sumero, visto in art.: 15.12.02, ci chiarisce, col suo nome spezzato, il motivo delle interruzioni d'acqua tra chiazza e chiazza. (6) http://www.storia.unifi.it/_onr/frprin02.htm (7) http://www.atamanhotel.com/whc/hattusa-yazilikaya-relief.html (8) Lo Zingarelli 1998, Zanichelli, ad vocem. (9) Id. (10) Ferruccio CALONGHI, Dizionario latino-italiano, 1964 Rosemberg & Seller, Torino. (11) NIM GIR il balivo, il sorvegliante.

34 - A NI - domenica 19 gennaio 2003


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II-Idee innate. I Hurriti chiamavano a ni il dio del Cielo che era AN per i Sumeri ed anu per gli Accadi (1). a ma e' mamma, in sumero, seconda lingua dei Hurriti. a ni ma ne esce (2) come 'generata da a ni'. Ba ni il creatore (3). Nim 'illuminazione' (religiosamente: creazione). Im la creta. A ni + nim + im A 'A ni illumina la creta-(anima)'. Il concetto cristiano di anima illumina ci che contenuto nell'espressione linguistica hurrita. Indaghiamo sulla 'ni'. La lettura LCSS ci espone, da 'ni', 'in ni' = forza vitale, sesso vigore. 'In ni ni' dea della vita (da omologare a In an na, sumera). Ha a ni 'infante', serru, in accado. La lettura LCSS ci mostra: in fa a ni. TE conosco: in fa a n(i) te. Ha a ni Antares (4). Conferma la parola serru: RU il sacro sumero -Alto Cielo-. Alto Cielo Anta. Anta Res = Anta Ser. Il Profumo (RES) dell'Alto Cielo (ANTA) l'Aria profumata, LIL IA, il dominio del dio degli Accadi, Enlil. e ni dio, in genere: Dio. Enim l'infatti latino: e ni nim, Dio illumina, o e ni im, Dio crea (5). Enim sarebbe stato (in epoca prelatina, secondo questa lettura ipotetica), un intercalare del tipo 'perDio'. E TE NIM > etenim la controprova: 'la casa conosce l'illuminazione'. Poich pu sembrare una costruzione bizzarra l'infatti latino, enim [visto come l'attimo di SAG US (Saturno inizio-fine), che crea] osserviamo meglio l'infatti che ritorna con etenim (-proprio cos-, dice). NAM, espressione sumera, latino nam, l'infatti-inevitabilmente che dovrebbe convincere fatalmente (NAM US) anche il pi riottoso. Anche il nam, dunque, un enim, inteso come un inizio inevitabile. Lo iam, gi, il suo 'opposto': il gi successo, l'appena successo. I AM, canale solo [canale dove non scorre ancora l'acqua]. Da collegare a I NIM, canale di illuminazione, e ad I DE A, canale dalla fonte primaverile. Il pontefice (la massima carica religiosa romana), in mezzo a tanti canali, comincia a spiegarsi meglio, e la sua religio mostra di venire a religando, dal collegamento delle due sponde, divina ed umana. U ni, Juno per i Latini, la dea etrusca di Caere. U il dio sovrano di tutte le etnie ittite. Dio < DI U, due U (maschio e femmina li cre a sua immagine). Dies < DI ES. Universo < U NI U ER SUS > universus. U NI U mostra la struttura ad A NIM A. In ni la 'forza vitale', abbiamo detto. Poich non abbiamo l'onni-scienza, ed il sumero manca della o, rinunciamo alla quinta vocale combinabile con la 'ni'. Inneit sono le idee innate, concorda anche il dizionario indoeuropeo. Ti e ni la 'parola' (KA, in sumero, a ma tu, in accado). Un 'tieni' che viene da Dio, la parola hurrito-etrusca. Lo possiamo dire scherzosamente (ma correttamente) ad emblema della societ protostorica teonomastica. Diventa pi chiaro ci che cercavamo un anno fa su Janus Quirinus. (6) Macrobio ci stato di grande aiuto. I suoi Saturnalia ci dicevano che non eravamo pazzi nel vedere in AN TAR ISH una divinit bisessuale, in quanto lui presenta Apollo e Diana come un unico dio: questo gli dicevano i fisiologi, gli studiosi delle origini. KU MAR BI (7), il dio maschio che va a partorire a Nippur, ingravidato da Anu, ci confermava che Agdistis non era una divinit bisessuale isolata oggettivamente, ma

dagli studiosi, plasmati dall'archetipo DA UNO DUE. Antariksha (8), ci mostrava l'anima, che solo ora, per, si chiarisce etetymologicamente. Apuleio (9) quella luce storica che, smascherando la cecit di tutti i suoi lettori, ci ha stimolato ad insistere: non ha importanza se nessuno vede, perch l'Asino d'Oro un premio per tutti. SAG US, infine (10), si mutato in inizio di saggezza e fine dell'enigma delle origini dell'Europa. Quando si parla di tutto e di niente si considerano le parole tutte uguali, cio dello stesso peso specifico. Quando si entra in un discorso tecnico i termini tecnici acquistano un peso superiore; la parola del tecnico pesa dieci mentre la parola comune pesa uno: falsificare dimostrar falso, ma un termine tecnico, che riassume la validit epistemologica teorizzata da Popper. Va tenuto cos, con peso specifico 10, senza esser cambiato con 'dimostrar falso', che pure il suo significato. La teonomasiologia nascente una tecnica con la quale i nomi degli di mostrano di essere utili per la lettura della protostoria. Le sue parole tecniche hanno peso specifico dieci, come ogni altra tecnica. La difficolt sorge nel dialogo. Di fronte ad un tecnico riconosciuto la platea dei presenti ascolta e fa domande, consapevole che le parole tecniche sono pi dense di significato. Di fronte ad un tecnico non riconosciuto le parole correranno libere e prevarr la chiacchiera ed il caos. I nomi degli di pesano ciascuno uno e si mischiano con le parole comuni; la piramide si confonde con i suoi mattoni. Che 'e ni' fosse dio non interessa 'ni e (n) te' e domina l'incomprensione totale.
NOTE (1) Beatrice Andre'-Salvini, Mirjo Salvini, Le liste lessicali e i vocabolari plurilingui di Ugarit. Una chiave per l'interpretazione della lingua hurrica, pp. 321-348 di La civilt dei Hurriti, 2000 Macchiaroli ed., Napoli. Il vocabolario trilingue (sumerico-accadicohurrico) trovato ad Ugarit , nel 1994, e pubblicato da J. Huehnergard, chiarisce l'identit nominale dei massimi di sumeroaccadico-hurriti. A pag. 327, col II: (2) Art.: 5.01.03. www.siagrio.it /Antares. (3) At ta ni il padre, da leggere Antani. (4) E' il risultato di tutta la mia ricerca. (5) L'agglutinazione, la fusione delle sillabe che si baciano con la stessa vocale, d la crasi, la fusione sillabica. (6) Art.: 13.01.02. www.siagrio.it /Antares. (7) Art.: 17.04.02. www.siagrio.it /Antares. (8) Art.: 21.04.02. www.siagrio.it /Antares. (9) Art.: 5.05.02. www.siagrio.it /Antares. (10) Artt.: 27.01.02, 1.12.02, 15.12.02, 29.12.02. www.siagrio.it /Antares.

35 TI TA AN - domenica 2 febbraio 2003 _______________________________________________________________________________________ TI TA AN erano 'coloro che vivono in Cielo'. Vengono citati da Gneo Nevio (poeta epico latino del III secolo a.C.). Sono divinit sumere. Nessun commentatore del Carmen Belli Poenici, o Bellum Poenicum (1), cita i Sumeri. Dato che Esiodo indica i Titani , nella sua Teogonia, come gli sconfitti da Zeus, d'obbligo citare la cultura greca; ma ai Sumeri non ho trovato nessuno che abbia guardato. inerant signa expressa, quomodo Titani, bicorpores Gigantes magnique Atlantes, Runcus atque Purpureus, filii Terras (2) Nevio il pi antico poeta rimastoci a narrare l'epos, l'epopea di Roma. TE SH UP il dio sovrano dei Hurriti. Poiche' TE vale 'faccio la conoscenza di', lo sostituiamo con E, casa: E SH UP, letto LCSS, E PU SH, epos. E PU TA, letto LCSS, po e ta.(3) SH UP un segno bicorpore: lega il lato femmina SH, di Shaushga/Ishtar, con UP, il lato maschio del dio. La P segno di pluralit. U, invece, indica il dio sovrano di tutte le etnie ittite. Pu-er < ER UP, cammino di UP, mentre pusio < SH UP IU, cammino celeste di SH UP. LU PU SH il segno doppio con inversione di lettura pi clamoroso (4). Seguiranno U NI, forza vitale di U, dea etrusca, Juno romana, e J UP PITER romano. Questi Giganti (5) erano bicorpori, doppi. Come doppi erano i SIG NA (6); come SAG US, Saturnus, ultimo dei Titani espresso con due parole, logogrammi, mattoni. I mattoni, gli elementi di costruzione del discorso

erano doppi. Come doppio era AN TAR ISH, nostro tema, e Agdistis (7). ME NU, da leggere NU ME, il due (8). Due sono i cola, o colon, membri del verso saturnio. Sono due mezzi versi (detti emistichi). Domanda facile facile: il verso saturnio, fatto da due mezzi versi e da una pausa intermedia, viene spiegato dal nome Saturno/Saturnus, oppure viene spiegato dal nome sumero SAG US, inizio fine?
NOTE (1) www.biblio-net.com/lett_cla/nevio.htm Bellum Poenicum: contenuti struttura e considerazioni. Ma il capolavoro , ovviamente, il "Carmen belli Poenici", meglio conosciuto come "Bellum Poenicum" ("Guerra punica"), scritto in saturni, probabilmente durante la vecchiaia, intorno al 209 (nel momento in cui l'Italia era per gran parte occupata dalle truppe di Annibale o, quanto meno, minacciata dalle imprese del cartaginese) e comprendente circa 4000/5000 versi, aventi come argomento appunto la I guerra punica: in origine era un lungo carme, e solo in seguito (II sec. a.C.) venne diviso in 7 libri.I frammenti che possediamo dell'opera sono brevi, ma relativamente numerosi (una settantina), e consentono comunque di farsi una qualche idea d'insieme di questo, ch' il primo esempio di epica storica romana. (2) Marino BARCHIESI, Nevio epico, 1962 Cedam, Padova, p. 274. "Erano manifestati dentro cos come i Titani, i Giganti bicorpori e i grandi Atlanti, Runcus e Purpureus figli della Terra." (3) Epulum < E PU LUM, banchetto solenne, un'altra parola che mostra stretta connessione col sumero. E LI LUM gridare di gioia; KA LUM, date; LUM MA, fecondare. (4) www.siagrio.it /Antares, art.: 24.03.02. (5) Che abbiamo visto tra gli IGIGI in www.siagrio.it /Antares, art.: 2.02.03. (6) SIG NA, battere, capelli, mattone, abbattere, atterrare, bello, stampa, NU SIG, orfano, AN SIG7 GA, bel cielo. (7) Citato in www.siagrio.it /Antares, artt.: 24.03.02, 7.04.02, 29.01.03. (8) www.siagrio.it /Antares, art.: 17.11.02.

36 - AN TI QU US - ANTICO - domenica 16 febbraio 2003 _______________________________________________________________________________________ Una rubrica teonomasiologica (che studia i nomi degli di) non dovrebbe occuparsi delle parole comuni (a prima vista). Antico una parola comune. Il dizionario indoeuropeo ce la deriva correttamente da antiquu e, banalmente, da ante, prima. Se il dizionario avesse ragione saremmo fuori tema. Ma il dizionario indoeuropeo non ha ragione mai (come indoeuropeo) perch gli Indoeuropei sono fantasmi nati nelle teste ariane. Quindi non sono mai esistiti. Infatti non abbiamo neppure uno scritto indoeuropeo (perch i fantasmi, come si sa, non scrivono). Grazie a queste creature della mente mistica gli antichi sono diventati obsoleti (curiosit etniche): hanno il torto di essere esistiti antequam si perdesse la testa. Come abbiamo perduto la testa? Con le fantasie ariane che, attraverso la teosofia (1) (l'incredibile presunzione di conoscere Dio) sono arrivate a teorizzare la 'razza superiore' e a mandare nelle camere a gas le 'razze inferiori'. Milioni di persone finite in cenere per decisione della 'razza superiore' hanno suonato l'allarme per l'umanit, che ha cancellato le scemenze pi odiose di questa folla (2). Ma non ha cancellato ci che sembrava inoffensivo, cio la fede nelle origini indoeuropee che oggi viene insegnata come scienza in tutto il mondo. Questa fede non uccide, ma rincretinisce. Non ante la radice di antico, ma AN TI, vita del Cielo. Perci siamo assolutamente in tema. Verifichiamo subito questa vita che viene dal Cielo con un'immagine:

Yazilikaya: http://www.atamanhotel.com/whc/hattusa-yazilikaya-relief.html Storia : http://www.storia.unifi.it/_onr/frprin02.htm

NOTE (1) Di Elena Petrovna Blavatsky (o Blovatsky, 1831-1891) la cui dottrina spirituale influ profondamente sulla lite culturale del Partito Nazionalsocialista e viene, quindi, trattata in questa sede come trait d'union tra rinascita del germanesimo e ideologia mistica del III Reich al apri di Guido von List Lanz von Liebenfels. Verso la fine del XIX sec. sembr che la Teosofia potesse dare la risposta finale o culturalmente superiore al problema spirituale dell'uomo. riv. Hera, n. 32, agosto 2002 (2) La 'razza superiore', dopo di aver perduto la guerra, si giustificata dicendo che era tutta colpa di Hitler e di aver soltanto obbedito. Oggi ci sono degli imbecilli che vanno a sporcare i monumenti a Perlasca, l'eore di Budapest, ma ci sono soprattutto i cretini che qualificano questo mio discorso come politico. E' solo una considerazione umana.

37 KI ME RA - domenica 2 marzo 2003 _______________________________________________________________________________________ ER ME TE (1), 'conosco il cammino del ME', dio della comunicazione, ci indica il ME (2), dentro al nome di KI ME RA. Il canto me-onio, riferito da Leopardi alla poesia di O-ME-RO, fa spalla: u-me-rus Ho-me-rus. Chimera quella filiazione che non fa specie, perch non si riproduce. Si tratta di esaminare il significato originario di KI ME RA, alla luce della riflessione sui TI TA AN (3) e su AN TI, vita dal Cielo, di anti-quus (4). Rifiniamo l'analisi di antiquus. Qu us < US QU una desinenza che si chiarisce dall'analisi di quis < IS QU (5). Qu-is 'quale vita', cio 'chi'? Qu-us mostra di essere 'quale fine'. Us-qu-e 'daa' senza soluzione di continuit [E il 'da', la casa, US l' 'a', fine]. US e IS sono affini, in una pronuncia 'francese' della U (SAG US, inizio fine, il teonimo chiave che ci ricorda che A MUR e MUR TE sono strettamente legati) (6). Antiquus si scandisce quindi in AN TI QU US, 'quale fine della vita del Cielo'. AN UN NAGE erano gli antichi dei anatolici, che passavano 'alla riserva'. Riserva non significa annullamento, ma assistenza alla generazione di nuova vita (7). AN TAR ISH 'generazione di nuova vita dal Cielo'. TAR quel 'tra' una vita e l'altra ed il trancio, l'interruzione, della vita mortale precedente. Continuit di specie ed interruzione di vita individuale potremmo tradurre modernizzando (e quindi alterando il significato originario). La Civilt della Vita vedeva il mondo nel DA DUE UNO, in un circolo che non si interrompe perch ad una generazione fa seguito ineluttabilmente un'altra generazione, quando la vita venga dal Cielo, nel DUR AN KI, nel legame tra Cielo e Terra. KI la Terra. Quando la vita viene dalla Terra ha durata effimera. Il ME agisce perch il fenomeno si manifesta. Il Sole, RA, la illumina e la fa essere. Manca il contributo del Cielo, di AN. Perci l'AN TAR ISH non avviene. La KI ME RA resta un uno che non si accoppia, non conosce l'AN KI. La sua unicit la fine.

NOTE (1) Her-mes. Htp.: www.siagrio.it /Antares, art. d'archivio del 25.08.02. (2) htp.: www.siagrio.it /Antares, art. d'archivio del 28.07.02. (3) htp.: www.siagrio.it /Antares, art. del 02.02.03. (4) htp.: www.siagrio.it /Antares, art. del 02.02.03. (5) IS QU la scrittura della 'sorte assegnata'. Letta LCSS diventa QU IS, che l'abbandono del fatalismo ha portato alla 'sorte attesa'. (6) Htp.: www.siagrio.it /Antares, art. 06.01.02. (7) Ser ru l'infante accadico. Serva/SER UA il monte pi alto di Belluno: 'profumo del Cielo e della Terra'. Ser accadico vale RES sumero: profumo.

38 GIG AN TES domenica 16 marzo 2003 _______________________________________________________________________________________ Abbiamo visto (1) i TI TA AN inerant signa expressa, quomodo Titani, bicorpores Gigantes magnique Atlantes, Runcus atque Purpureus, filii Terras

I TI TA AN, 'coloro che vivono in Cielo', chiariscono AN TAR ISH, il rinnovamento della vita dal Cielo (2). Nevio (3) ci consente il collegamento tra la cultura latina e quella sumera non visto finora. La syllaba era SIL BA LA, il Sole va oltre. La sillabazione di GIGANTES in GIG AN TES ci permette di oltrepassare i confini del latino e della sua teonomasiologia. GIG il seme (la parte interna) del nome IGIGI, che ha due ante a mo' di guscio (4). IGIGI una parola uovo: sono i TI TA AN minori, posti in mezzo tra gli di Superi e gli esseri umani (5). Saranno i daimon, i dmoni, di cui parlano Platone e poi Apuleio, gli angeli del Cristianesimo. La trasmissione della vita da parte della GIG AUG NIA, cicogna, il massimo mistero della Civilt della Vita mesopotamica. TES incontro (TE) (6) la vita (ES, ed anche SH) [TAG, 'tocco', ESH, 'la vita' (7)]. TES il pene, in sumero (8). Un altro suo nome GIS, dove la G, che ha il grafo , isolato che vale per ogni G di questo articolo, e che non ripeto per difficolt di trasferimento web da http://www.sumerian.org/sumerlex.htm G I SH vale rispettivamente 'pene', 'canale', 'vagina' o 'vita'. La singola G mostra il suo significato separato in EME GIR, 'lingua pugnale', dove GIR, pugnale, anche un lampo di luce, GIR GIR, segno d'intervento della divinit creatrice, DIN GIR. GeSH, da cui gesto e gestatio. La gestatio un 'portare l'effetto del pene'. GIG la radice di GIG NU, gigno, in latino 'genero', trasmetto la vita. (9)

NOTE (1) Http.: www.siagrio.it Antares, art. del 2.02.03, in archivio. (2) E non dalla Terra, come in KI ME RA del 2.03.03, in archivio. (3) Marino BARCHIESI, Nevio epico, 1962 Cedam, Padova, p. 274. "Erano manifestati dentro cos come i Titani, i Giganti bicorpori e i grandi Atlanti, Runcus e Purpureus figli della Terra." Scevola MARIOTTI, Il Bellum Poenicum e l'arte di Nevio, 2001 Patron, Bologna, p. 95. (4) < GU SH IU. GU (sumero) edge (inglese), 'l'estremit', 'il margine' dell'uovo'. (5) IGI sono gli occhi, IGI il viso, IGI la fronte dell'essere umano. IGIBAR 'aprire gli occhi'/'guardare a'. IGI ZU 'informare'. IGI SA 'gratificare' (dove SA utero). IGIDU 'percepire', 'tenere', 'guardare'. Di conseguenza IGISUM 'divento consapevole'. IGI SI DU DU 'essere curioso di'. (6) TE TE penetro, penetrare. La duplicazione segno di eccellenza. (7) http.: www.siagrio.it/ Antares , Tages art. 20.10.02, Es Da art. 15.10.02. (8) http:: www.siagrio.it Antares , 24.03.02. (9) GI ANU Gianus. Gens < G EN SH.

39 APOLLO FEBO domenica 30 marzo 2003 _______________________________________________________________________________________ Apollo Febo nome che si mostra in quattro sillabe AP LU HE BU (1). Questo teonimo conferma le sue origini anatoliche (in veste linguistica sumerica). Phoibos (Febo), per Diogene Laerzio, il 'Puro'. Noi proveremo ad indagare sulle origini teonomiche della pi classica delle divinit elleniche, tenendo ben presenti le norme del suo santuario di Delfi: 1.conosci te stesso (sii consapevole dei tuoi limiti di mortale) 2.nulla di troppo (non cercare ci che va oltre la tua natura di uomo mortale) 3.sii saggio (renditi conto del posto che occupi nel mondo e non pretenderne un altro). Apollo sorveglia il confine. 'Col suo consenso' vedremo di esplorare il confine temporale del suo nome. Non mi dato di illustrare Apollo (2): la sua cultura una 'casa del troppo' (E NIG MAH) per me. AP LU il nome etrusco di Apollo: non tardo ed imitativo, come l'autoctonismo afferma. L'espressione sumera originaria pare AB LU, Dio-Padre Uomo. AP LU sarebbe una versione hurrita (popolo bilingue, con pronuncia diversa -es. 'p' per 'b'-). L'epiteto Febo si traslittera in sumero con HE BU.

L'origine anatolica di Apollo riconosciuta e provata dalla sua partecipazione alla guerra di Troia dalla parte dei Troiani, nell'Iliade. L'impero ittita non conosceva Apollo. L'impero cadde nel 1190 a.C.. La nascita della cultura del dio dunque posteriore agli Ittiti ed anteriore alla composizione finale dell'Iliade. Possiamo dire a cavallo del 1000 a.C. L'abbinamento di una sillaba divina umanizzante (AB anche AB BA, padre) ed una sillaba umana (LU) ben si combina con l'inizio dell'umanizzazione degli di operata dalla cultura ellenica. E' dio della luce, della profezia e della musica. Facciamo luce sul suo nome, in modo da 'profetizzare' sul passato e riascoltarne le note. La lu-ce [che si pu leggere in LU HE (seconda e terza sillaba di AP LU HE BU)] mostra, al reciproco per sillabe, ce-lu (ovvero il nostro 'cielo') e l'etrusco dio CEL (3) (4), sillaba di CEL-U (5). [Lux, etimo latino di luce, mostra di derivare dal sumerico LUGH, Sole]. Il tempio hurrita a cielo aperto di Yazilikaya ci mostra due divinit sovrane: HE PA (TU) e TE SH UB/UP. Tre sillabe su quattro di AP LU HE BU vi si ritrovano (tolto LU, uomo): HE, PA (di AP), UB (di BU) (Phoibos espone 'bos' identificativa di BU SH/SH UB). La regina (PU DU) HE PA fu autrice del tempio; ho messo le parentesi per evidenziare l'identit del suo nome umano e del nome divino con cui si identificava (evidenziando il suo creduto destino post mortem). Abbiamo analizzato LU UB (archivio: 19.05.02). Leggiamo 'lobo', una delle due parti degli organi interni agli esseri umani, identificativo dell'archetipo DA DUE UNO. Le altre due sillabe sono AP HE, significative di APH di Aphro-Dite e di ape, insetto caro agli dei usato come messaggero e per nutrire i bambini. Dunque, i signa nominis di Apollo Febo, AP LU HE BU sono in HE PA TU -TE SH UB. LU UB, come connessione bisessuale, viene conservato nel rapporto di Apollo Febo con la sorella gemella Artemide, che nasce nove giorni dopo di lui. "Artemide la dea greca della caccia,. Viene identificata con Ecate, dea lunare, e nell'antichit le erano offerte vittime umane. (6)" Ecate la continuazione greca di Hepatu, a conferma della correttezza della connessione qui individuata. I sacerdoti teonomasiologi del tempo hanno operato sulle sillabe dei nomi delle due divinit hurrite. Ci hanno lasciato traccia. Una cultura intelligente non pu lasciarla perduta.
NOTE (1) AP LU in archivio al 5.05.02. Omero lo nomina spesso in questo modo. (2) Suggerisco la lettura del libro del mitologo Marcel DETIENNE, Apollo con il coltello in mano, 2002 Adelphi, Milano. (3) Nominato sul Fegato di Piacenza. (4) CEL si ritrova nel nome dell'antica citt veneta di CELINA, da scandire probabilmente in CEL ANI (PLINIO, STORIA NATURALE, To 1984, lib.III, 22 p. 417 del 23). (5) U il dio sovrano di tutte le etnie ittite. (6)Dahttp://members.xoom.it/XOOM/Artemid/dei.html

40 VERSO SATURNIO AN TARISH domenica 14 aprile 2003 _______________________________________________________________________________________ Verso saturnio: AN TAR ISH quomodo Titani, magnique Atlantes, filii Terras (1) TAR ISH

inerant signa expressa, bicorpores Gigantes Runcus atque Purpureus, AN

La cosa pi evidente in questi versi l'interruzione intermedia, il taglio, che in sumero viene detto TAR.

Senza il taglio hanno forma uguale ad altri versi poetici. Con il taglio, il verso viene immediatamente identificato col verso saturnio del primo poeta epico di Roma: Cneo/Gneo Nevio (2) [sui 4000-5000 che componevano il Bellum Poenicum, il suo canto della guerra coi Cartaginesi del III sec. a.C. (3) 58 versi saturnii sono sopravvissuti e ci sono giunti]. E' il taglio che separ il Cielo (AN) dalla Terra (ISH) e, dal Caos (KA US), diede origine ai DUE che iniziarono il Mondo: la parte maschile fu diversa da quella femminile. Il TAR ci fa vedere un 'tra', uno spazio vuoto, che separa l'inizio del verso (SAG) e la fine (US). SAG US il nome sumero di Saturno (4). La diversit dell'espressione sumera da sagus, profetico in latino, sta tutta in quel TAR. Sarebbe un terzo elemento, rispetto ai due originarii, ma un non essere, una interruzione che, come l'aria, separa il Cielo dalla Terra (5). L'abbiamo visto come atto creativo divino nel ME LAM MU (6), nell'Illuminazione (7), nell'Anima (8). E' una pausa, un silenzio che separa ed unisce i due pezzi nell'unico verso e la lingua latina e la lingua sumera. Atlante, il gigante coi piedi in terra che tiene il Cielo sulle spalle mantenendolo separato dalla Terra perpetua la funzione di AN TAR ISH. E' bicorpore e, dunque, plurale in seguito a quel taglio. I TI TA AN (9), 'Coloro che vivono in Cielo', sono tutti GIG AN TES bicorpori (10).

NOTE (1) Marino BARCHIESI, Nevio epico, 1962 Cedam, Padova, p. 274. "Erano manifestati dentro cos come i Titani, i Giganti bicorpori e i grandi Atlanti, Runcus e Purpureus figli della Terra." Scevola MARIOTTI, Il Bellum Poenicum e l'arte di Nevio, 2001 Patron, Bologna, p. 95. (2) articolo in archivio del 16.03.03. (3) Scevola MARIOTTI, Il Bellum Poenicum e l'arte di Nevio, saggio con edizione dei frammenti del Bellum Poenicum, 2001 Patron, Bologna. (4) http: www.siagrio.it /Antares, archivio del 15.12.02. (5) http: www.siagrio.it /Antariksha del 21.04.02. L'Aria il dominio di En Lil, il dio sovrano degli Accadi. (6) http: www.siagrio.it /Antares, archivio del 30.12.01. (7) http: www.siagrio.it /Antares, archivio del 01.09.02. (8) http: www.siagrio.it /Antares, archivio del 05.01.03. (9) http: www.siagrio.it /Antares, archivio del 02.02.03. (10)http: www.siagrio.it Antares, archivio del 16.03.03.

41 BUBASTIS, DEA GATTA E BUBBOLA - domenica 27 aprile 2003


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Il nome di Bubastis, la dea gatta, filtrato dalla teonomasiologia (studio comparato dei nomi degli di), un esempio di possibile illuminazione della Protostoria. Mi ero concentrato su upupa (il nome dell'uccellino che si chiamava cos ancora in latino) perch la forma della parola suggerisce UPU PA, territorio di UP -TE SH UP/TE SH UB-. Esistono i suoi sinonimi di bubbola, puppola, puppa (che il dizionario riporta correttamente) che aprono ad una serie enorme di parole, semanticamente collegabili, legate a UP/UB. Come si vede, ha la forma di un galletto: che, nella sua famiglia orientale, ha una cresta a ventaglio che lo rende pi simile al gallo. (1) Bubola, cio fa bu-bu, verso che 'confermava' il suo riferirsi a UB/UP. Si ciba di insetti (e predilige la Processionaria del Pino -graziosa creatura!-). (2) Uccello solare, beccherebbe negli escrementi e nei cadaveri secondo san Isidoro (Etimologie, XII, VII, 66), che attribuisce al suo sangue il potere di liberare dai demoni soffocatori. Il Foscolo, ne I Sepolcri, la cita per questo motivo. Ma, gi la regina di Saba parlava dell'upupa con Salomone (XXVII sura del Corano (3)). Perch tanta eco? Perch un uccello del sole veniva collegato alla notte (fatto negato da tutti, oggi)? Ho cercato e mi sono fidato della sillaba BUB di Bubbola: ho trovato Bubastis. BU BASTIS (4) (5) (6) viene tradotta 'casa di Bastet', la dea egizia con testa di gatta. Quel BU (di 'buio' in italiano) sembra essere il territorio della sorella del Sole, la Luna, in una giornata divisa a met (la luna divora il sole, che BA LA, va oltre e alba). Giorno e giornata cominciano con GI, la notte, in sumero ( NUT in egizio). L'alata Iside la sorella del Sole . Bast significherebbe divorare: sarebbe la gatta che divora. E' protettrice del faraone (Horus, il Sole, AN

TAR, figlio divino, di Osiride). Faraone il termine ebraico che sostituisce per-a'o, grande casa, in egizio. La faraona un uccello galliforme. Come si dice, in sumero, gatta/o? gul-lum: cat ('to fall upon, destroy, extinguish' + 'fertile'; cf., ki-gul-la). GUL LUM! Con la variante KI GUL LA. ki-gul-la: waif ('ground' + 'to fall upon' + nominative; cf., gullum): essere in attesa (e demone di distruzione). LUM MA fecondare. BUR GUL l'incisore di pietre tombali. La sillaba GUL lega la gatta notturna al gallo diurno, la morte al giorno. Swarm (to) / Lu-G: 'arrampicarsi'. GAL ha un significato 'che sta sospeso': KI GAL LA, canale che sta sospeso tra l'alto (AN GAL) ed il basso (KI GAL). DAR LUGAL e LUGAL TUDDA sono nomi che indicano il ciclo AN TAR ISH, dove Ish Ishtar/Eshtar, Resh il Sole che sorge , oriens, mentre AN TAR appare come l'interruzione del Sole in cielo alla sera. DAR LUGAL il dio della luce: LUGH, il sole, che il nome del mese di luglio conserva (Julius Caesar nonostante). LUG il reciproco di GUL. Il reciproco di LUM (di GUL LUM) MUL, stella. La 'stella sole' dietro a GUL LUM. Tra Lugh (di lux, luce) e NER GAL (dio dei morti -buio-) il gallo canta, sta in attesa sospeso, al buio, perch il sole si alzi, GA AL (BA AL), e sia l'alba. Un gallo importante sembra proprio essere un'upupa, come si vede in Gropic-Monte Galluzzo, UpupaGalluzzo (8). La variet del bestiario e l'upupa spiegano questo riscontro biblico. "Tra gli uccelli ecco quali dovete avere in abominio e non mangiare, perch abominevoli: l'aquila, l'ossifraga e l'avvoltoio; il nibbio e ogni specie di falchi; tutte le qualit di corvi; lo struzzo, la civetta, il gabbiano e ogni specie di sparvieri; il gufo, lo smergo e l'ibis; il cigno, il pellicano e la folaga; la cicogna e ogni specie d'aironi; l'upupa e il pipistrello." (LEVITICO, 11, 13) "tutte le qualit di corvi" comprende la cornacchia, che si chiama anche pola, in latino: PUP pola, 'cornacchia di PUP', vale a dire UP. La proibizione biblica -non mangiare- mira alla separazione dell'uomo dall'abominio della bestia legata alla divinit di riferimento. Il dialogo della regina di Saba (SA BA, utero di Ba) e Salomone poteva riferirsi a questo. Che cosa divorerebbe la dea gatta Bubastis? Il gallo, GUL LUM, che d il nome sumero alla gatta egizia! E il nome upupa? E' U5 PUPA, chiarito da Halloran (9) u5: n., male bird, cock; totality; earth pile or levee; raised area (sometimes written ). La U5 d significato di gallo, uccello maschio.
NOTE (1) "Upupa -Uccello dal becco lungo e sottile, color ruggine di sopra, bianchiccio di sotto, ali e coda nere, con fasce bianche, grosso ciuffo di piume erigibile sulla testa; migratore, timido, cerca nello sterco degli animali e nelle buche del terreno gli insetti; di odore disgustoso; Bubbola, Cristella, Galletto di marzo, di maggio, di montagna, di bosco." Lo Zingarelli, 1935. (2) http://web.tiscali.it/no-redirect-tiscali/ebnitalia2/QB003/upupa.htm (3) devo queste notizie alla cortesia ciociara di Cristina Amoruso. (4) esiste anche l'upupa assassina, su cui sto indagando. (5) www.fortunecity.com/victorian/cloisters/77/ourhouse.html (6) Scansioni fonetiche diverse danno BUB ASTIS, scrivibile BUB ATTIS, dove il dio anatolico ATTIS richiama la madre Cibele. (7) http://www.star418.com/pageresh.html Il libro di Resh, o Helios sotto la figura CC, un testo ed un manuale rituale dei membri dell'ordine mistico e magico, conosciuto come A'..A'..Resh si riferisce alla ventesima lettera dell'alfabeto ebraico, associata con la carta dei tarocchi del ''Sole'', ed al numero 200. Resh associata col 30 sentiero nel cabalistico albero della vita. (8) Gropic - Monte Galluzzo (Petehaljski vrh): e'un colle (57 m) la cui parte settentrionale e' ricoperta dal Bosco Siana, mentre le pendici meridionali toccano la circonvallazione e via Altura.Il primo nome non risulta nelle fonti scritte. Viene usato solamente dagli abitanti della zona, e deriva dall'italiano groppo, cui e' stato aggiunto il suffisso diminutivo croato -ic, per cui significa collinetta, piccolo rialzo del terreno. Nell'Istria meridionale e' un toponimo molto frequente per indicare un bosco, sorto su un terreno accidentato, ondulato e pietroso, poco adatto ad essere coltivato.Il secondo nome Monte Galluzzo, in croato Petehaljski vrh7deriva dall'appellativo popolare della bubbola (Upupa epops), uccello che viene chiamato galuzzo o gaieto de montagna80, in croato peteac o petehalj, probabilmente per il ciuffetto di penne sul capo che ricorda la cresta del gallo. La zona, a vegetazione mista, con alti alberi ai margini del vasto Bosco Siana, e' l'habitat dell'upupa. (9) www.sumerian.org/prot-sum.htm

42 FORAMEN - domenica 11 maggio 2003 _______________________________________________________________________________________ Che cosa ci potrebbe essere di teonomasiologico nella parola latina foramen, foro? La dimensione in cui posto. Il foro, dov'era? Nel physis, nel metafisico. For, faris, fatus sum, fari 'vaticino', 'veridico', tant' che fatus il destino, ci che accadr ineluttabilmente dopo che l'oracolo, os-oris, ha parlato. Fanizzarsi faticoso nel contesto romano antico, troppo esplorato nel 'pratico' e troppo poco nel magico. Fors la sorte. Forsit forse, detto da chi non sago, sagus, capace di prevedere. Ora-culum collega due nostri fori, in alto (bocca) ed in basso (culo), come SAG US, inizio fine (1). Os collega la bocca e l'os occipitalis nel foramen magnum, che comunica il midollo spinale dalla cavit cranica alle vertebre. Os-oris, os ossis < US, aspetto, osso. Il foramen , prima di tutto, un foro nel limen, soglia all'al di l. Limen superum (architrave) inferumque (soglia), indicano che il foramen era visto proprio cos. Amen 'ho fede' nell'omen, il portento che passer o passato nel for. E' HUR, in sumero, questo foro, che anche metafisico, HUR U, foro nel Cielo. Horus egizio, Antares (figlio divino) di Osiride, ha un occhio solo: perch? Perch Forus va letto! Fores sono le porte di casa, soprattutto del retro: passaggi; dunque foris-is, passaggio come foro. Foris riferito dal dizionario come la singola porta [Janua la porta che ricorda Janus, Giano bifronte]. For-abilis, perforabile, abile a ricevere il foro. Forosus 'pieno di fori'. Frons-frontis anche os-oris, questi col significato di presenza. La preposizione inglese for, per, ricorda il for finalizzato. Vedo la Bocca della Verit (BU KA, dove KA anche anima) come un foramen perfetto. Quis la domanda che le si pone, ed IS QU la risposta fissata in sumero dal SHIM TU, dal fato (2). Qui non intellegit Aut Taceat Aut Discat

E' in Piazza della Bocca della Verit, a Roma, vicino al tempio detto di Vesta e della Fortuna Virile. For-tuna un'altra parola che si connette a for, e a fors strettamente: HUR UT NA sarebbe un qualcosa che viene dal Sole attraverso un for. L'intimazione Qui non intellegit aut taceat aut discat stimolante (a parlare). La Bocca viene collegata ad una divinit dell'acqua. Come si dice oracolo in sumero? KU A, che leggo A KU A. Il Pontifex il sacerdote che con l'acqua lega. Il forum la piazza nota a tutti, e Cicerone, principe del foro, l'ha immortalata con la sua funzione. Meno osservato il secondo significato di forensis, di fuori, esteriore, straniero: non la piazza, ma il foro a fare la differenza. Dunque forensis < foras. Ma non mi nota una riflessione centrata sul foramen, sul punto esatto dove si alz un'ara , un altare, per celebrare il favore del nume alla nascita della citt e da qui allargare al forum degli astanti. Foras 'fuori', dice Semerano (3): for as < HUR AS, radianza dal foro (4). Forem, fores, foret, essere per avvenire, si spiega col foro fanico: divina l'origine della vita, e quindi il 'sono per diventare' collega alla mia origine fuori dal tempo. Forceps, la tenaglia chirurgica, dice Festo (81, 10) 'formucapes forcipes' e 'for sentito come formus, caldo' (Pregnant / Pes: HUR KI PES). For il punto esatto. 'Forfices incisoria esse designat, forcipes vero tenaces esse demonstrat'; al di l della sua spiegazione, la forbice intaglia il for ed il forcipe lo tiene allargato. Formus, caldo < HUR MUS, apparenza del HUR. Fonti di acqua calda erano luoghi candidati alla manifestazione dell'omen, detto anche osmen < US MEN. La forda la femmina gravida < HUR DA, immagine del foro fecondato. Il forcipe uno "strumento ostetrico a forma di grossa pinza usato per estrarre rapidamente il nascituro in un parto difficile" (4). Se non facciamo i ripetitori acritici di quanto ha detto un altro prima, possiamo vedere che forcipe 'tenere il foro aperto'. Il foro dove?: nell'abdomen, che ad omen rinvia. Omen del rompere le acque, KU A

NOTE

(1) e la parola culus ce la passa Catullo. (2) A. Leo OPPENHEIM, L'antica Mesopotamia, 1997 Newton, Roma, p. 182. (3) G.SEMERANO, Le origini della cultura europea, Dizionari, 1994 Olschki, Firenze, p. 407. (4) "Il nome di Dio infatti chiamato sem ha-meforas, espressione niente affatto univoca, ma che anzi si rifrange in significati diversi e fra loro contrastanti." Gershom SCHOLEM, Il nome di Dio e la teoria cabbalistica del linguaggio, 2001 Adelphi, Milano p.23. Il nome, sem, ME HUR AS, in sumero, radianza del ME dal foro metafisico. Il ME il nome che d nome a tutti i nomi. (5) Lo Zingarelli 98, Zanichelli ed..

43 FORMEO - domenica 25 maggio 2003 _______________________________________________________________________________________ Formeo? -Vorrai dire 'formo'! Non trovo la parola formeo nel dizionario!-. Sar perduta. E 'meo', c'? -C' meare, col significato di 'passare attraverso'. Quindi 'io meo' esiste-. Lo dice Dante 'raggio di puro sol che puro mei per fratta nube' (Paradiso XXIII, 79-80) E' il significato esatto: mei, passi attraverso. E' identico in latino: meo, meas, meavi, meatum, meare. E' IDENTICO IN SUMERO: ME U. Abbiamo gi visto il for, che il 'punto di passaggio dall'altro mondo a questo mondo fisico': il punto di origine del physis (1). For-meo starebbe per 'Io passo attraverso il for(o)', detto da Dio [o dal diavolo, fur: to make fur fly, far volare il diavolo, in ingl.]. Ma Dio non scrive pi in prima persona nel II sec. a.C. a Roma. Per questo motivo 'formeo' non in uso oggi: manca dalle fonti letterarie. Una settantina di versi di Nevio ci arrivata fin dal III sec. a.C. (2) Ma,anche il suo stile esclude un dio che parli in prima persona. Accadeva mille anni prima che lo scriba di Osiride scrivesse un inno come se fosse il semplice esecutore del dio. (3) Prima ancora il dio veniva fatto parlare in prima persona. U era AN TA, l'Alto Cielo, il simbolo identificativo del dio sovrano di tutte le etnie dell'impero ittita: U stava per Io, detto da Dio. ME U, 'Dio emette il ME' -il nome che d nome a tutti i nomi- (4), cosiddetto da noi: 'sem ha meforas' (5). Il nome di Dio emette Dio e se stesso. Dio mea attraverso il for ed irradia (as) il Creato. La pioggia ci per-mea i vestiti se non siamo coperti dall'impermeabile. Allora l'impermeabile non esisteva n per i vestiti, n per gli di, e nemmeno per Dio (secondo gli uomini, ovviamente, che venivano meati).
NOTE (1) art. n. 45 in archivio di www.siagrio.it Antares del 11.05.03. (2) art. 38 del 2.02.03 e art. 41 del 16.03.03 in archivio di www.siagrio.it /Antares. (3) http://web.tiscalinet.it/anakina/bod1.htm (4) ME, art. del 28.07.02 in archivio di www.siagrio.it /Antares. (5) Gershom SCHOLEM, Il nome di Dio e la teoria cabbalistica del linguaggio, 2001 Adelphi, Milano, p. 23.

44 MEATO - domenica 8 giugno 2003


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'Meato' significa piccolo canale, apertura stretta, passaggio (meato nasale, meato uditivo). In latino meatus, meatus (da meo (1)). Il dizionario lo riferisce anche al corso, moto del sole e della luna (gli AS ME, punti radianti, in sumero). E meato, in sumero?: me-a...tm: to prepare something for the sake of one of the civilized functions ('me' + locative + 'to be suitable; to prepare').

Tr.: preparare qualcosa per amore di una delle funzioni civilizzatrici, i ME. La forma esattamente quella di un gocciolare attraverso il for. (2) me-m: where is ? ('to be' + locative + enclitic copula). (3) Dov', il for? Tra questo e l'altro mondo, abbiamo detto. Attraverso questo punto preciso, DU DU, gocciolano, i ME. me-du10-du10-ga: the good 'me's, the beneficial functions. ('civilization's functions' + reduplicated 'sweet, good' + nominative). La duplicazione del DU indica sia la bont che il gocciolare (gocciolare = LAH5 = DU DU). E questa una scoperta ME GA. O 'ME GAL', se voleste puntualizzare la grandezza. Dalla lingua che veniva vista aliena, di un altro mondo (sumero), percola, attraverso il latino, la parola e il significato di quello che andiamo dicendo. E' un gocciolare attraverso un meato, perch la diga dell'ideologia 'indoeuropea arianizzata' aveva otturato il passaggio. E' necessario studiare la diga (un'ideologia nella 'scienza'?). Il riemergere della teonomasiologia di Antares sembra perforare questa diga. E' d'accordo il Gruppo Archeologico Ad Quintum, che, nel suo Bollettino n. 10, accetta di convenire a discutere il meato aperto: "Sul tema 'indoeuropeo' Forin ci propone di organizzare un convegno in Veneto, suggerimento che volentieri accogliamo". Il suggerimento esteso a tutti i lettori che amano conoscere le origini delle nostre parole; in particolare lo rivolgo all'amico che entrato nel nostro forum ed ha dichiarato di essere indispettito dalla risposta indoeuropea, senza specificazioni, che troviamo negli etimi dei nostri vocabolari. Aveva ragione: e un E NIG MAH, una casa di troppe cose!
NOTE (1) vedi art. prec. del 25.05.03, in arch. Di www.siagrio.it/ Antares: Formeo. (2) Vedi Foramen, art. di archivio del 11.05.03 di www.siagrio.it /Antares. (3)http://www.sumerian.org/sumerlex.htm

45 TARDIS - domenica 22 giugno 2003


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Nell'ultimo pezzo eravamo rimasti all'enigma chiuso nella parola TARDIS che Virgilio aveva usato per qualificare certi mesi dell'anno (1). Dicemmo che la folta schiera di latinisti aveva tradotto tardis con 'lenti'. La traduzione scorretta di un semplice aggettivo bastata ad alimentare la confusione sul solstizio a cui faceva riferimento Virgilio: egli intendeva il solstizio d'inverno sul quale orientava il centro del cielo. Riprendiamo le ultime righe del pezzo precedente per la complessit del tema e perch crediamo che un piccolo riassunto aiuti a rimettere a fuoco l'argomento e a chiarirne l'obiettivo. Il nostro, rimane quello di verificare dei punti di incontro tra la lingua latina e quella sumera da cui la latina potrebbe derivare e sfatare la teoria indoeuropea finora considerata apodittica, cio una teoria che evidente di per s e che non ha bisogno di spiegazioni (2). E veniamo al nostro TARDIS, anzi alle sillabe (3) che lo compongono. TAR, da solo, ha il significato di 'tagliare' (4). Associato a EN, cio 'ente' ('ci che ') diventa EN TAR, ossia 'tagliare l'ente' = domandare (5). Invece, associato a NAM diventa NAM TAR ossia 'decidere il destino' (6). In questo caso la cosa diventa complessa perch NAM rende astratto il concetto di tagliare. Assieme a DISH, cio 'Uno', diventa TAR DISH cio 'tagliare Uno' e questa la traduzione che a noi interessa di pi. TAR DISH , 'dividere/ tagliare l'Uno', sarebbe quello che tendono a fare i mesi a cui si riferisce Virgilio. I mesi che tagliano l'Uno, che il giro intero compiuto dal Cielo, sono i mesi tardi. Cio: sono i mesi tardi che suggellano la conclusione del giro intero del Cielo al centro del quale si posiziona il solstizio d'inverno.

E oltre l''Uno', l''intero', cosa c'era? "nam te nec sperant Tartara regem" (v. 36) dice sempre Virgilio: "infatti non ti spera suo re il Tartaro". Oltre l''Uno' c'era il TAR TAR A, il regno dei morti esiodeo (7). Che Virgilio si riferisse al solstizio invernale ce lo conferma anche Macrobio (8). Macrobio amava Virgilio che riconosceva come Vate, capace di poetare, mentre a lui non era dato. Se i latinisti avessero riflettuto su Macrobio con la dovuta sensibilit, avrebbero capito che i Saturnali erano il suo amore per il grande poeta e non avrebbero sbagliato solstizio: i Saturnali di Macrobio sono tutti incentrati sul solstizio d'inverno. plausibile che l'epigono di Virgilio ignorasse il topos del maestro e si girasse dall'altra parte? Ed ora, tirate da soli le somme.

NOTE (1) Antaresbis, Il solstizio sbagliato, in pagina generale. (2) Il nostro cammino ha questo significato fin dai primi passi: Antares (in archivio al 2.12.01), L'opinione degli antichi sull'origine degli Etruschi e la revisione dei moderni (9.12.01), La visione indoeuropeista delle origini (23.12.01) etc. (3) "SIL LA BA il sole che va oltre (BA LA): art. Saturno del 29.12.02. (4) Marie-Louise THOMSEN, The sumerian language, 2001 Akademisk Forlag, Copenagen, p. 319: "tar Regular verb, cf. tar-re-de (ex 673), tar-re-dam (ex 783), 'to cut'. (5) Marie-Louise THOMSEN, op.cit, p. 319: "entar 'to question, to ask (someone: dat.)', 'to examine'. Ex. 770, 783. (6) "Namtar: 'to decide the fate', most often with -ni- (or -ri-, 2. Sg.). The verb occurs also with -da-, cf. SDI p.57: "The comitative infix is also used to signify engagement in some activity along with something else (). Under this heading it is fairly frequent with nam-tar 'to decide the fates' in situation where a number of gods do this toghether.' Ex. 45, 60, 594, 668, 669, 673, 680, 684, 685, 750, 778, 787. (7) ESIODO -Teogonia, 1959 Milano. (8) Re.: www.siagrio.it /Antares, archivio: Testa Morte del 1.12.02, SAG US sagus sago del 15.12.02, Saturno del 29.12.02. Teodosio MACROBIO, Saturnalia, 1967 UTET, Torino.