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Guerra delle Falkland

La guerra delle Falkland (in inglese: Falklands War, in spagnolo: guerra de las Malvinas) fu un conflitto combattuto dal marzo al giugno 1982 tra l'Argentina ed il Regno Unito per il controllo ed il possesso delle isole Falkland (conosciute anche con il nome spagnolo di islas Malvinas e in italiano isole Malvine) e della Georgia del Sud e delle isole Sandwich meridionali. L'arcipelago delle Falkland comprende due isole maggiori e molte minori nell'oceano Atlantico meridionale ad est della costa meridionale Argentina e la sua sovranit contesa. Alla vigilia della guerra l'Argentina si trovava nel pieno di una devastante crisi economica e di una contestazione civile su larga scala contro la Giunta militare che governava il Paese[1]. Il governo, guidato dal generale Leopoldo Galtieri, l'allora presidente, decise di giocare la carta del sentimento nazionalistico lanciando quella che considerava una guerra facile e veloce per reclamare le isole Malvine. La tensione col Regno Unito crebbe verso un punto di non ritorno a partire da quando, il 19 marzo, cinquanta argentini sbarcarono sulla dipendenza britannica della Georgia del Sud e piantarono la bandiera argentina, un atto che viene considerato la prima azione offensiva della guerra. Il 2 aprile, Galtieri ordin l'invasione delle Malvine. Nonostante fosse stato colto di sorpresa dall'attacco argentino sulle isole dell'Atlantico meridionale, il Regno Unito organizz una task force navale per scacciare le forze argentine che avevano occupato gli arcipelaghi, e riconquist le isole con un assalto anfibio. Dopo pesanti combattimenti, i britannici prevalsero e le isole rimasero sotto controllo del Regno Unito. A tutt'oggi l'Argentina reclama la sovranit sulle isole Falkland. Le conseguenze politiche della guerra furono profonde. In Argentina crebbero dissenso e proteste contro il governo militare, avviandolo verso la caduta definitiva, mentre un'ondata di patriottismo si diffuse per il Regno Unito, ridando forza[2] al governo del primo ministro Margaret Thatcher. Il vittorioso conflitto diede fiato alle ambizioni britanniche di potenza post imperiale[3] (dopo la grave delusione seguita alla decolonizzazione e alla sconfitta nel conflitto di Suez), dimostrando che il Regno Unito aveva ancora la capacit di proiettare con successo il proprio potere anche in guerra ad enorme distanza dalla madrepatria.

//<![CDATA[ if (window.showTocToggle) { var tocShowText = "mostra"; var tocHideText = "nascondi"; showTocToggle(); } //]]>Verso la guerra
Antefatti
Il territorio delle Isole Falkland/Malvine composto da tre arcipelaghi: le Isole Falkland propriamente dette, la Georgia del Sud e le isole Sandwich meridionali. Situati a oriente delle coste meridionali dell'Argentina, questi arcipelaghi caddero sotto dominio coloniale britannico sin dal 1833. Dalla loro prima occupazione nel 1763, le isole sono state motivo di conflitto tra Inghilterra, Francia e Spagna e, successivamente, tra Inghilterra e Argentina, la quale si considera erede dei diritti spagnoli sulle isole, governate dalla Spagna sino all'invasione inglese. Soltanto il maggiore di questi arcipelaghi, le isole Falkland, ha una popolazione civile permanente. Gli abitanti sono anche detti in inglese kelper, da kelp, una specie di alga. Generalmente di origine scozzese, questa comunit si considera britannica e appoggia l'amministrazione britannica e la permanenza delle truppe inglesi nell'isola.

Gli altri due arcipelaghi hanno una popolazione molto limitata e non permanente, essenzialmente legata alla presenza di basi per ricerche scientifiche. Nel 1965 l'Argentina riusc a far approvare una risoluzione ONU[4], facendo classificare la disputa come un problema coloniale, ma i successivi negoziati risultarono infruttuosi, anche se le relazioni con gli abitanti delle isole negli anni sessanta e 70 furono serene. Vi era perfino una rotta aerea tra Argentina e Port Stanley, denominata dagli argentini Puerto Argentino, da cui gli isolani dipendevano per cure mediche specialistiche e rifornimenti. Alla vigilia della guerra l'Argentina era governata da una giunta militare guidata da Leopoldo Galtieri, il quale sperava di controbilanciare la preoccupazione del popolo suscitata dalla crisi economica e dalle violazioni dei diritti umani perpetrati dal regime con la popolarit che sarebbe seguita ad una rapida vittoria conseguita recuperando il controllo sulle Malvine. L'Argentina fece pressione sull'ONU, anche ventilando apertamente una invasione[5], ma gli inglesi non reagirono. Gli argentini interpretarono la mancata reazione inglese come un disinteresse per le isole, e immaginarono che gli inglesi non avrebbero reagito con forza ad un'invasione argentina. Questo punto di vista venne incoraggiato dal ritiro dell'ultima unit della Royal Navy nel 1981, che era stata inclusa in un generale ridimensionamento della flotta nei territori britannici, e l'Atto della Nazionalit Britannica (British Nationality Act) del 1981[6] che tolse agli abitanti delle Falkland, che rientravano nei BritishDependent Territories, alcuni dei diritti della piena cittadinanza, che venivano per in parte riapplicati in virt delle leggi locali sulla immigrazione e cittadinanza. In ogni caso, tale percorso non lineare venne visto dagli argentini come un ulteriore incoraggiamento[7]. Il capo della Marina Argentina, l'ammiraglio Jorge Anaya, svilupp il piano per invadere le Falkland. In seguito al fallimento della via diplomatica nel gennaio 1982, i piani di invasione vennero completati per aprile dello stesso anno. L'invasione della zona popolata delle isole Falkland venne preceduta dall'invasione della Georgia del Sud, situata circa 1.390 chilometri ad est delle Falkland. L'invasione cominci il 19 marzo 1982 quando un gruppo di supposti civili argentini finse di essere commercianti di metalli da estrarre per stabilire un campo nella Georgia del Sud ed innalz la bandiera argentina, avendo nel contempo vestito uniformi militari. Al vascello HMS Endurance della Royal Navy venne inviato un dispaccio con l'ordine di rimuovere il campo il 25 marzo, ma gli venne impedito da tre navi da guerra argentine e venne costretto a ritirarsi dopo aver sbarcato un gruppo di osservazione di 22 Royal Marines provenienti dalla guarnigione di Port Stanley. Ad ogni modo, nonostante fosse ulteriormente evidente che la Marina Argentina avesse cominciato ad accumulare truppe a Puerto Belgrano, il gruppo sudamericano del Comitato Congiunto d'Intelligence (Joint Intelligence Committee) britannica rifer il 30 marzo che "l'invasione non era imminente"[8].

Importanza delle isole


Fino agli anni cinquanta nell'isola esistevano importanti basi per le baleniere, che andarono in declino a causa della sparizione di molte specie cacciate un tempo molto comuni nel sud Atlantico. Attualmente l'interesse per le isole si basa su cinque motivi fondamentali: Per l'Argentina, le Malvine sono un territorio nazionale occupato dall'Inghilterra, la cui riunione alla madrepatria essenziale per l'unit dello stato[9]. Il possesso di territori vicini all'Antartide potrebbe in futuro determinare diritti su questo territorio, o per lo meno alcuni paesi lo affermano[10]. Il controllo delle isole determina una importante posizione strategica tra Atlantico e Pacifico, sia dal punto di vista militare, come dimostrato nel corso della prima guerra mondiale dalla battaglia delle Falkland, sia per scali commerciali[11]. Numerose ricerche confermano la presenza di petrolio nelle vicinanze delle isole[12]. I diritti di pesca legati al controllo dell'arcipelago sono notevolmente proficui[12].

Le iniziative diplomatiche antecedenti il conflitto


I presupposti dal punto di vista politico e diplomatico
Agli inizi degli anni ottanta, l'economia dell'Argentina, governata da una giunta militare, era preda di una grave crisi causata dell'inflazione che era pari al 90% annuo, che produsse una grande recessione economica e l'interruzione di buona parte delle attivit produttive. La crisi e l'aumentare delle tensioni sociali indussero la sostituzione del capo della giunta militare Jorge Rafael Videla con il generale Roberto Eduardo Viola e, successivamente, con il generale Leopoldo Galtieri. Tale avvicendarsi in breve tempo di ben tre diversi generali al vertice del governo argentino testimonia della gravit della crisi economica e politica e spiega la necessit da parte della giunta di riguadagnare credito presso le masse, soprattutto quelle pi nazionaliste, anche attraverso la decisione di recuperare le isole. La decisione di annettere al Paese sudamericano l'arcipelago prospiciente le proprie coste pu dirsi basata sui seguenti presupposti politici e militari: Le Nazioni Unite avevano aderito alla dottrina delle "guerre giuste" attraverso l'approvazione di diverse risoluzioni: 2131 (1965), 2326 (1967), 2908 (1972)[13], 3281 (1974) e 3314 (1974), che riconoscevano ufficialmente la legittimit delle guerre di liberazione e di autodeterminazione. La menzione del recupero delle isole attraverso la forza era gi stata presente nel discorso diplomatico bilaterale del 1972. Il terzomondismo aveva reso non solo storicamente superato il colonialismo, ma anche culturalmente sulla difensiva[14] i valori occidentali: i Paesi di destra autoritaria mostravano sentimenti antiamericani e la ritirata globale degli USA di Carter (simboleggiata dal fallito tentativo di liberare gli ostaggi dell'ambasciata di Teheran) solo dopo sarebbe stata sostituita dall'interventismo di Reagan (a partire dal raid aereo nel golfo della Sirte). Tra il 1981 ed il 1982, varie azioni del governo britannico furono interpretate dalla giunta militare come segnali di disinteresse per l'arcipelago e verso i suoi abitanti: Il taglio di una parte consistente delle forze armate, pi o meno direttamente poste a protezione delle isole, fu un evento di propaganda enfatizzato dalla stampa argentina, controllata dal regime, che contribu a diffondere la convinzione che gli inglesi si preparassero a ridurre la presenza nell'arcipelago. I britannici infatti avevano deciso di fare a meno delle loro due portaerei (HMS Hermes e HMS Invincible), delle loro due navi da sbarco anfibio (HMS Fearless e HMS Intrepid) e della nave pattuglia HMS Endurance, chiamata dagli isolani il "guardiano delle Isole Falkland" (il 5 febbraio 1982 la Marina Australiana annunci, dopo mesi di trattative, di aver accettato la proposta di vendita della Gran Bretagna della Invincible al costo di 175 milioni di sterline, per sostituire la HMAS Melbourne; la notizia fu confermata anche dal Ministro della Difesa Inglese; ovviamente le azioni del Ministaro della Difesa Inglese avevano giustificazione esclusivamente economica. La nuova legge britannica sulla nazionalit approvata nel 1981, la quale faceva degli isolani cittadini autonomi, con diritto di voto autonomo nell'ambito del Commonwealth, ma non verso la madrepatria. Vi erano anche altri motivi di opportunit politica che furono considerati incoraggianti da parte del governo argentino: 1. Il governo argentino riteneva che il Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca stretto con gli USA avrebbe garantito la neutralit di questi ultimi in caso di conflitto[15], tale condizione era possibile per solo se l'Argentina non fosse stata in veste di aggressore ed occupante; essendo in l'Argentina in veste di agressore ed occupante gli Usa pur non parcecipando al conflitto, diedero, in accordo coi trattati in essere con la Gran Bretagna, un fondamentale supporto logistico a questi ultimi.

2. Si stavano portando avanti azioni economiche argentine per aumentare l'influenza argentina nelle isole (la pista d'atterraggio era stata costruita con capitale argentino, mentre la Repsol era la fornitrice di benzina nell'isola). Tali azioni economiche non implicavano per la rinuncia in alcun modo della sovranit britannica. 3. Lo scenario probabilmente atteso dagli argentini, in seguito alla loro occupazione, era quello dell'instaurarsi di una serie di mediazioni, discussioni e trattative in sede internazionale che avrebbero visto la posizione argentina favorita per la posizione ottenuta, e, con lo spazio di tempo per discutere, la posizione sarebbe stata destinata a consolidarsi col tempo. 4. Si sottovalutava l'interesse britannico verso le isole, e non era ritenuto possibile un contrattacco rapido a cos grande distanza.

Fine delle vie diplomatiche


Dopo la rottura delle relazioni diplomatiche formali tra il Regno Unito e l'Argentina, il Per pass a rappresentare l'Argentina presso il Regno Unito, mentre la Svizzera assunse simile ruolo a favore del Regno Unito presso l'Argentina. In tal modo, i diplomatici argentini a Londra vennero indicati come diplomatici peruviani di nazionalit argentina, mentre i diplomatici britannici a Buenos Aires vennero indicati come diplomatici svizzeri di nazionalit inglese. L'allora segretario generale delle Nazioni Unite, Javier Prez de Cullar, annunci che i suoi sforzi in favore della pace erano risultati vani. Nonostante il Per e la Svizzera avessero fatto una grande pressione diplomatica per evitare la guerra, non furono in grado di impedire il conflitto, e un piano di pace proposto dal presidente peruviano Fernando Belande Terry fu rigettato da entrambe le parti.

L'invasione argentina: Operazione Rosario


L'Operazione Rosario prevedeva una serie di azioni d'intensit crescente volte a recuperare la sovranit ed il pieno controllo argentino sulle Isole Malvine, la Georgia del Sud e le Isole Sandwich meridionali, che si sarebbero dovute svolgere da est a ovest e da minore a maggiore importanza politica, culminando con il recupero dell'arcipelago delle Isole Falkland/Malvine e della sua capitale, in spagnolo Puerto Argentino. Il governo argentino riusc a tenere segreto il piano fino a 48 ore prima dell'inizio delle operazioni. Si pu dire che l'operazione ebbe pieno successo, vi fu un'unica vittima e 5 feriti, e le Malvine furono conquistate in poco pi di 11 ore. Diversamente and per le isole Sandwich le quali resistettero fino all'ultimo, ma anche esse capitolarono il 3 aprile.

Le forze in campo
Argentina L'aviazione Argentina (Fuerza Area Argentina, FAA) aveva a disposizione un gran numero di aerei ed armi moderne, come caccia Mirage III in varie versioni e IAI Dagger (copie israeliane non autorizzate prodotte dalla IAI del Mirage III), cacciabombardieri Mirage 5 e vecchi, ma ancora efficienti, cacciabombardieri Douglas A-4 Skyhawk. Inoltre disponeva dei FMA IA-58 Pucar, bimotori di produzione nazionale che potevano decollare anche da piste improvvisate, elemento importante per le operazioni sulle Falkland in quanto uno solo degli aeroporti sulle isole, quello di Port Stanley, disponeva di una pista in cemento. L'Argentina disponeva anche di alcuni bombardieri English Electric Canberra, che per ormai erano da considerare del tutto antiquati. La FAA era per pi addestrata ad una guerra contro il Cile o contro la guerriglia (quindi combattimenti a breve distanza contro obiettivi a terra) che ad operazioni a lunga distanza contro navi da guerra. Infatti la FAA aveva a disposizione per il rifornimento in volo solo due Lockheed C-130 modificati, il cui utilizzo era da dividersi con la marina militare. Gli stessi Mirage non erano stati approntati per il combattimento aereo. Le batterie antiaeree erano antiquate e mancavano efficaci aerei da pattugliamento marittimo. La marina militare disponeva di 14 Dassault Super tendard (solo

7 dei quali operativi), caccia multiruolo con capacit di rifornimento in volo, e di una portaerei, la ARA Veinticinco de Mayo (V-2), di fabbricazione britannica[16], la ex HMS Venerable, della classe Colossus, poi in forza alla marina reale olandese come HNLMS Karel Doorman (R81), risalente alla seconda guerra mondiale ed in condizioni non ottimali. I Super tendard erano dotati del temibile missile Exocet, fornito dalla Francia sia nella versione aviolanciata che in versione navale; della prima versione, per era stato fornito un numero limitato di 7 esemplari, ed altri erano attesi a breve, ma lo scoppio delle ostilit ed il conseguente embargo dell'ONU bloccheranno il prosieguo della fornitura[16]. Regno Unito La Royal Navy al momento dello scoppio delle ostilit non era attrezzata per esercitare uno sforzo cos grande ad una tale distanza. Infatti essa era preparata pi che altro ad uno scenario da "terza guerra mondiale", con operazioni all'interno di strutture NATO, il cui compito principale era combattere i sommergibili della flotta nord dell'Unione Sovietica. Siccome un attacco aereo sovietico sul Nord Atlantico era considerato improbabile, le navi britanniche disponevano di una contraerea limitata; supporto aereo sarebbe stato dato dalle basi a terra o da portaerei americane. Seguendo questa dottrina negli anni settanta vennero rottamate le grandi ma costose portaerei Eagle e Ark Royal, in grado di ospitare aerei di tipo convenzionale. Stessa fine fece nel 1980 la piccola portaerei Bulwark e nel 1982 avrebbe dovuto essere rottamata anche la Hermes. La relativamente nuova Invincible era invece stata promessa all'Australia. La componente aerea imbarcata, invece, era composta dai BAe Sea Harrier FRS.Mk.1, versione navalizzata dello Harrier GR.Mk.3, l'innovativo jet STOVL mai provato in operazioni belliche. Ad operazioni iniziate, arrivarono anche diversi Harrier Gr.Mk.3 che vennero assegnati a compiti di attacco al posto dei Sea Harrier, pi utili per la difesa aerea. Inoltre vi era una numerosa flotta di unit di scorta composta da fregate Type 21 e Type12M/I e dalle pi recenti Type 22, e dai cacciatorpediniere Type 42, nonch dai sommergibili nucleari delle classi Churchill e Swiftsure, coadiuvata da un consistente numero di navi appoggio tra petroliere, navi da sbarco e traghetti civili, rifornitori e altre tipologie. Infine, gli inglesi potevano contare su una consistente flotta di aerocisterne e di vecchi bombardieri della serie V, gli Avro Vulcan, oltre che su un esercito professionista con varie unit di elte, dai Royal Marines ai paracadutisti, agli incursori del SAS e ai Gurkha.

Lo sbarco argentino sulle Malvine


Il governo inglese avvis Rex Masterman Hunt, l'allora Governatore delle Isole Falkland, di una possibile invasione da parte dell'Argentina il 31 marzo. Hunt organizz quindi una difesa e diede il comando militare al maggiore Mike Norman che riusc a radunare una piccola forza di Marines. Alle ore 21 del 1 aprile 1982, 84 membri di un commando della Armada Argentina guidati dal capitano di corvetta Guillermo Snchez-Sabarots lasciarono il cacciatorpediniere ARA Santsima Trinidad (D-2) sbarcando a Mullet Creek verso le 23:00. A quella stessa ora il sottomarino ARA Santa Fe (S-21) and in superficie e sbarc altri dieci incursori per disporre radiofari di navigazione e occupare il faro San Felipe (Pembroke). All'emergere del Santa Fe, i radar del battello costiero britannico Forrest diedero l'allarme, iniziando cos le ostilit. All'1:30 del 2 aprile, gli uomini di Snchez-Sabarots si divisero in due gruppi. Il primo, comandato dallo stesso Snchez, si diresse verso la caserma della fanteria di marina britannica a Moody Brook. Il secondo sotto il capitano di corvetta Pedro Giachino, avanz verso Puerto Argentino/Port Stanley con l'obiettivo di occupare la residenza del governatore e catturarlo. I britannici, avvisati per tempo, avevano gi evacuato le caserme ed il governatorato disponendosi in posizioni pi difendibili. Alle 05:45 il gruppo comandato da Snchez-Sabarots apr il fuoco sui capannoni dove pensavano vi fossero i militari britannici, scoprendo per che questi erano vuoti; gli argentini si resero conto di essere vulnerabili a un possibile attacco nemico e decisero quindi di andare direttamente verso la residenza del governatore con l'intenzione di attaccarla dalla porta posteriore. La cosa che non sapevano che tre Marines vi si erano trincerati. Durante il blitz caddero feriti tre

militari argentini tra cui lo stesso Pedro Giachino che mor poco dopo e a cui venne conferita successivamente la Croce all'eroico valore in combattimento. Il resto della squadra ripieg, mantenendo per una forte pressione attraverso l'uso di granate flash-bang e continui cambi di posizione che fecero credere ai britannici di essere di fronte a forze di molto superiori rispetto a quelle reali. Ci risult decisivo per la loro resa. Alle 6:20, dall'ARA Cabo San Antonio (Q-42) sbarc la compagnia E con veicoli anfibi LVTP-7 e LARC-5 del 2 battaglione fanteria di Marina; orientandosi con i radiofari che erano stati collocati dagli incursori sbarcati dall'ARA Santa Fe (S-21), raggiunsero l'aeroporto, sotto il comando del comandante Santillans. Poco dopo sbarc anche la compagnia D che occup il faro senza trovare resistenza. Durante l'avanzata,la compagnia E venne per la prima volta attaccata dalla fanteria inglese, che riusc a danneggiare un blindato LVTP-7 senza per ferire l'equipaggio. Informato degli scontri, il responsabile dello sbarco, il contrammiraglio Busser, decise di aviotrasportare sulla costa il primo battaglione di fanteria di marina armato di lanciarazzi da 105 mm . Alle ore 8:30, il governatore Hunt ed il maggiore Norman discussero sulla possibilit di disperdersi all'interno dell'isola per iniziare una guerriglia, ma credendosi circondati, decisero di arrendersi e fecero portare il vice commodoro Hctor Gilobert, un infiltrato argentino residente nelle isole, in realt facente parte dei servizi di informazione della FAA, per fare da intermediario[18]. Un'ora dopo, il governatore Hunt offr la resa al contrammiraglio Busser. Centoquarantanove anni di dominio coloniale britannico erano finiti. Un aereo militare avrebbe portato quello stesso giorno il governatore a Montevideo, da dove si sarebbe imbarcato per Londra.

La vita sotto l'occupazione


L'Argentina cominci a fare alcuni cambiamenti significativi alla cultura delle isole Falkland, nonostante avesse in principio assicurato che il modo di vita e l'identit culturale degli isolani sarebbe stata rispettata. L'Argentina cambi il nome di Port Stanley in Puerto Argentino, rese lo spagnolo la lingua ufficiale delle isole e comand che si guidasse sul lato destro della strada, dipingendo frecce sulle strade indicanti la direzione del traffico e cambiando la posizione dei segnali stradali. Un ufficiale argentino, il capitano Barry Melbourne Hussey, cui era stato assegnato un incarico amministrativo che lo ponesse a dialogare con gli isolani, ne fece una questione di sicurezza, ponendo la cosa in questi termini: "Preferireste che i nostri coscritti diciottenni con i loro grossi camion provassero a guidare a sinistra, o che voi con i vostri piccoli veicoli cambiaste a destra?"[19]. Nonostante le frecce, gli isolani continuarono a guidare sulla sinistra[20] , dimostrando la propria determinazione a rimanere britannici[21].

La riconquista britannica: Operazione Corporate


A fronte dell'opinione pubblica nel Regno Unito, che sosteneva in buona parte l'intenzione del proprio governo di riprendere il controllo delle isole, l'opinione internazionale era piuttosto divisa. Per alcuni, il Regno Unito si presentava come una ex potenza coloniale, che cercava di mantenere una colonia distante sottraendola ad un potere locale: questo era per altro il messaggio suggerito dagli argentini sin dall'inizio[22]. Altri sostenevano il Regno Unito fosse una democrazia stabile che aveva subito un attacco da una dittatura militare. La diplomazia inglese suggeriva che gli isolani delle Falkland avevano il diritto di usare il principio di autodeterminazione ed esibiva un'apparente buona volont verso il compromesso[23] [24], al punto che il segretario generale delle Nazioni Unite si disse stupito dell'apertura del Regno Unito. L'Argentina per rifiut l'approccio britannico, basando i propri argomenti sul diritto al territorio sviluppato prima del 1945 e la creazione dell'ONU. Molti membri dell'ONU realizzarono che, se pretese territoriali cos vecchie potevano risorgere, e delle invasioni di terre potevano essere permesse senza reagire, allora neanche i propri confini sarebbero stati al sicuro. Cos il 3 aprile il Consiglio di Sicurezza dell'ONU pass la risoluzione 502, chiedendo il ritiro delle

truppe argentine dalle isole e la cessazione delle ostilit[25]. Il 10 aprile la Comunit Economica Europea approv delle sanzioni economiche contro l'Argentina[26]. Tali sanzioni della durata di un mese furono successivamente approvate con l'esclusione di due paesi membri su 10, che, pur non sostenendo l'Argentina, preferirono non aderire alle sanzioni. L'Italia non ader per evidenti motivi di opportunit, legati alla massiccia presenza di cittadini italiani o discendenti di italiani tra la popolazione argentina, e l'Irlanda per via del diffuso sentimento anti-britannico relativo anche alla questione dell'Ulster (considerato allora come territorio irlandese occupato dai britannici). Il presidente Ronald Reagan e l'amministrazione degli Stati Uniti non emisero condanne diplomatiche, ma fornirono sostegno di spionaggio ai militari britannici. A questo punto la decisione venne presa: le Falkland sarebbero state riprese con la forza; non poco contribu a questa decisione il parere di sir Henry Leach, all'epoca Primo Lord del Mare e Capo di Stato Maggiore della Royal Navy, che, su una esplicita richiesta del Primo Ministro riguardo alla possibilit di riprendersi le isole, disse "S, possiamo riprendercele", e poi aggiunse "e dobbiamo"; la Thatcher rispose "Perch?", e Leach: "perch se non lo facciamo, in pochi mesi vivremo in un paese diverso la cui parola non conter niente"[27]. I britannici chiamarono la contro-invasione Operation Corporate. Quando la task force lasci la Gran Bretagna, il giornale americano Newsweek scrisse in copertina The Empire Strikes Back! ("L'impero colpisce ancora!") utilizzando il titolo di un celebre film. Nonostante tutto, l'ONU reiterava la richiesta di una soluzione pacifica con la risoluzione 505 del 26 maggio 1982[28].

Le forze in campo a disposizione


Nell'elenco sotto specificato alcune delle navi inglesi di appoggio sono indicate genericamente raggruppandole per tipologia di appartenenza e consistenza numerica; il caso del naviglio civile requisito per l'occasione e delle cisterne e rifornitori di squadra.

La task force britannica


I britannici furono veloci ad organizzare una pressione diplomatica contro l'Argentina ed a causa della grande distanza tra le Falkland ed il Regno Unito, si affidarono ad una task force navale, centrata sulle portaerei HMS Hermes e HMS Invincible comandate dall'ammiraglio John "Sandy" Woodward. Questa task force avrebbe dovuto essere autosufficiente e capace di proiettare la propria forza d'attacco lungo l'area litoranea delle isole. A comporla, in aggiunta alle due portaerei, buona parte delle navi da guerra d'altura, dalle fregate Type 12, Type 21 e Type 22, ai cacciatorpediniere Type 42. In particolare le due allora nuovissime fregate Type 22, la Broadsword e la Brilliant ebbero il loro banco di prova operativa, mentre la portaerei HMS Illustrious, appena consegnata, fece le sue prove in mare durante il viaggio per le Falkland raggiungendo la flotta subito dopo la fine delle operazioni. Un secondo componente fu la spedizione di assalto anfibio, comandata dal commodoro M.C. Clapp RN. Contrariamente a ci che si credeva, l'ammiraglio Woodward non comandava la spedizione del commodoro Clapp. Di essa facevano parte, oltre alle navi della marina britannica HMS Fearless e HMS Intrepid, la nave mercantile Atlantic Conveyor con un carico di elicotteri e materiale per piste di atterraggio di fortuna; quest'ultima verr affondata da missili Exocet argentini. Inoltre seguivano la flotta le navi logistiche da sbarco RFA Sir Tristram e RFA Sir Galahad. La Sir Tristram verr anch'essa gravemente danneggiata dalle bombe argentine Le forze imbarcate comprendevano la 3 Brigata Commando di Royal Marines (costituita dal 42 e 45 Commando e rinforzata da 2 e 3 Para, dove Para l'abbreviazione britannica per indicare i battaglioni paracadutisti facenti parte del Parachute Regiment (il reggimento paracadutisti erede delle tradizioni dei red devils che combatterono ad Arnhem) e la 5 Brigata di Fanteria (costituita da Welsh

Guard, Scots Guard e Gurka). Sia Clapp sia Woodward riferivano direttamente al Comandante della Flotta in Capo, l'ammiraglio Sir John Fieldhouse, in Gran Bretagna, che era soprattutto comandante dell'operazione. Per mantenere il naviglio neutrale al di fuori della zona durante la guerra, il Regno Unito dichiar un'area di esclusione totale nel raggio di 200 miglia nautiche (370 km) intorno alle Falkland, prima di dare inizio all'operazione.

La campagna
Le operazioni belliche durarono dal 19 aprile, data dell'arrivo nell'area del sottomarino HMS Conqueror al 20 giugno, data della resa di Port Stanley. L'arrivo della flotta britannica venne monitorato da un Boeing 707 argentino, che sebbene intercettato da uno Harrier britannico, non venne abbattuto per ragioni diplomatiche, visto che erano ancora in essere trattative tra i due paesi.

La riconquista della Georgia australe


I britannici decisero di iniziare la riconquista del possedimento partendo dalle isole della Georgia australe; le considerazioni alla base di questa scelta erano di due tipi: in primo luogo la flotta avrebbe avuto a disposizione una base molto pi vicina dell'isola di Ascensione, anche se senza un aeroporto, ed in secondo luogo l'impatto sul morale delle due parti sarebbe stato rilevante. L'operazione venne denominata Paraquet (parrocchetto, un tipo di pappagallo), ma le truppe storpiarono il nome in Paraquat (un forte diserbante), ironizzando sul fatto che l'operazione sarebbe stata letale per loro appunto come il diserbante. La riconquista inizi il 21 aprile, dopo che il giorno precedente le isole erano state mappate dal radar di un bombardiere Victor. Elementi del 42mo Commando dei Royal Marines, dello SBS e del SAS sbarcarono dalla nave RFA Tidespring, appoggiate da una fregata type 22, la HMS Brilliant, un cacciatorpediniere della classe County, la HMS Antrim, una fregata type 12M, la HMS Plymouth, il rompighiaccio HMS Endurance e dal cacciatorpediniere type 42 HMS Glasgow. Inoltre in area operava il sommergibile della classe Churchill HMS Conqueror. Quando il sommergibile ARA Santa Fe, un vecchio battello diesel-elettrico di costruzione americana della classe Balao, venne rilevato, venne immediatamente attaccato con cariche di profondit e missili AS.12 dagli elicotteri delle navi in zona, tra cui due Westland Wasp decollati dalla HMS Endurance. Per i gravi danni riportati, venne fatto arenare dall'equipaggio sulla punta King Edward dell'isola Georgia del Sud. La scarsa guarnigione argentina, sia pure con l'aggiunta dell'equipaggio del Santa Fe, non poteva resistere all'assalto diretto dei commandos britannici, appoggiati dai cannoni delle navi in area, e si arrese quando si venne a trovare sotto il fuoco delle truppe che avevano preso terra. In seguito alla resa, venne mandato il seguente messaggio in Gran Bretagna: "Compiacetevi di informare Sua Maest che la White Ensign (la bandiera della marina da guerra britannica) sventola a fianco della Union Jack nella Georgia del Sud. Dio salvi la Regina." Il primo ministro Thatcher nel dare la notizia alla stampa, disse: "Semplicemente gioite alla notizia!"[30]

L'affondamento del General Belgrano


Tra i fatti pi clamorosi della campagna, certamente rientra l'affondamento dell'incrociatore argentino ARA General Belgrano, silurato dal sottomarino britannico a propulsione nucleare Conqueror. L'attacco avvenne il 2 maggio appena all'esterno della zona di esclusione marittima, con la perdita di 300 tra i 1000 uomini dell'equipaggio. In effetti il Belgrano, che proveniva da sud ovest, scortato da due cacciatorpediniere lanciamissili armati con missili Exocet, avrebbe potuto facilmente penetrare nella zona di operazioni e lanciare un attacco contro le portaerei e le loro unit di scorta, operando a tenaglia con la portaerei ARA Veinticinco de Mayo che arrivava da nord. Ci spinse i britannici ad effettuare l'attacco. Dopo questo episodio, e vista la scarsa capacit ed efficacia antisommergibili delle navi argentine, la Veinticinco de Mayo non partecip ad alcuna operazione per tutto il prosieguo del conflitto, mentre le sue unit aeree continuarono gli attacchi dalle basi terrestri.

Le missioni Black Buck


Altro fatto saliente furono le missioni di bombardamento Black Buck, effettuate dalla Royal Air Force con i bombardieri strategici Avro Vulcan su Port Stanley attraverso un massiccio supporto di aviocisterne per il rifornimento in volo, nella misura di fino a ben 11 aviocisterne per ogni incursione [31]. Vi furono sette raid Black Buck. In due di esse, di tipo SEAD, i Vulcan portarono dei missili Shrike per colpire i radar argentini stazionanti sulle isole. Queste missioni rimasero, fino alla prima guerra del Golfo, le pi lunghe missioni di bombardamento della storia e servirono a dimostrare agli argentini che, se Port Stanley era alla portata dei bombardieri, lo era ancor di pi Buenos Aires, oltre che a minare il morale delle truppe occupanti e rendere inutilizzabile la pista dell'aeroporto[32]. Su una di queste missioni si basa il saggio Vulcan 607, scritto da Rowland White. In realt la pista di Port Stanley rimase agibile, anche se solo per gli aerei tattici come i Pucar e gli Aermacchi MB339, cos come per i C130 Hercules da trasporto. I caccia supersonici, per, non poterono pi usare la pista come punto di appoggio, e furono costretti a partire dalla terraferma; questo per limit le missioni ai soli aerei dotati di sonda per il rifornimento in volo, tra i quali non rientravano i Dagger e i Mirage III, in quanto di fatto la loro autonomia non consentiva loro di impegnarsi in combattimento aereo una volta sulle isole. I Mirage vennero pertanto ritirati a difendere la terraferma da eventuali attacchi inglesi, anche se quasi subito questi dichiararono che non avrebbero effettuato missioni sul territorio nazionale argentino. Non tutti gli inglesi sono concordi sulla efficacia delle missioni Black Buck. In particolare, il comandante [33] Nigel "Sharkey" Ward, pilota di Sea Harrier e comandante dello RNAS 801 Naval Air Squadron basato sulla HMS Invincible, accreditato di oltre sessanta missioni di combattimento e di tre abbattimenti (un Pucar, un Hercules ed un Dagger) e decorato con la Distinguished Flying Cross, nel suo libro "Sea Harrier Over the Falklands: A Maverick at War" [34] si mostr molto critico sui risultati ottenuti in relazione ai costi, sostenendo che con il costo sostenuto per sganciare la sola bomba che effettivamente colp la pista si sarebbero potute effettuare decine di missioni con gli Harrier causando danni ben maggiori.

L'affondamento dello HMS Sheffield


Due giorni dopo l'affondamento del Belgrano, l'aviazione di marina argentina affond a sua volta il cacciatorpediniere HMS Sheffield, della classe Type 42. Due Super tendard armati ognuno di un missile Exocet AM39 (dei soli cinque in possesso degli argentini), decollati dalla base di Rio Grande, dopo un rilevamento da parte di un Lockheed P2V Neptune argentino, attaccarono lo Sheffield che era posto come picchetto radar in posizione avanzata insieme con la gemella Glasgow e l'altra Type 42 presente, l'HMS Coventry. La Glasgow intercett dapprima i radar di scoperta degli Etendard a 40-50 miglia di distanza e dopo alcuni minuti i missili lanciati dagli aerei dopo una manovra di pop-up (innalzamento improvviso di quota dopo un volo radente), notificando l'allarme allInvincible, che era la nave dove risiedeva la centrale operativa per la lotta antiaerea (AAWC - AntiAir Warfare Commander), ma questo venne considerato un falso allarme dovuto ad eco. Provvide anche ad inviare via data-link[35] le immagini radar rilevate alla Sheffield ma per qualche motivo non vennero ricevute. Dei due missili, uno attacc e manc l'HMS Yarmouth (fregata Type 12) che aveva lanciato dei chaff, ma l'altro colp lo Sheffield che bruci per sei giorni dopo essere stato abbandonato dall'equipaggio, che cont 20 morti e 24 feriti. La mancata rilevazione degli aerei attaccanti venne attribuita in parte al fatto che la Sheffield stesse usando in quel momento l'apparecchiatura di comunicazione satellitare (SCOT), che interferiva con le proprie ESM[36]. Un fatto di rilievo emerse dagli eventi bellici navali, la deriva nella progettazione strutturale del naviglio: in sintesi in ambedue le marine, la assenza di eventi bellici reali con grandi distruzioni negli ultimi anni aveva portato una modifica dei parametri di realizzazione delle strutture secondarie del naviglio, specie partizioni interne e finiture, realizzate abbondantemente in alluminio o in leghe di alluminio, spesso verniciato, e con componentistica o finiture in materie plastiche. Naturalmente tale

scelta fu improntata alla riduzione dei pesi, e quindi con ricadute positive di manovrabilit ed autonomia dei mezzi. Alla prova dei fatti per con temperatura sufficientemente elevata l'alluminio fonde ed anche sostiene, con l'acciaio, la combustione ( la base della alluminotermia), producendo con la combustione delle materie plastiche nel complesso un fumo nero, soffocante, rovente ed assolutamente impenetrabile. Tale condizione ritard e rese difficile la organizzazione di soccorsi negli incendi a bordo, facendo perdere tempo prezioso e provocando diverse perdite umane anche solo per questo.

La guerra aerea
Durante queste varie fasi, il confronto in aria divenne sempre pi serrato, ma in sostanza a senso unico, visto che gli inglesi Sea Harrier, con la loro spinta vettoriale e grande manovrabilit, unita ai missili Sidewinder AIM9-L, in grado di attaccare anche frontalmente gli avversari, erano inattaccabili dagli argentini i cui caccia volavano ad alta velocit ed erano facilmente evitati dagli inglesi, i quali poi lanciavano i loro missili a guida termica con grande precisione. In questa fase l'Harrier fu soprannominato dagli argentini "la muerte negra", la morte nera, per il loro colore ardesia. Diverso era il discorso negli attacchi aerei, nei quali lo Harrier era vulnerabile all'artiglieria antiaerea ed ai missili a guida termica, verso i quali poteva opporre dei flare (bengala) relativamente efficaci. Di conseguenza, diversi Harrier Gr.Mk.3 e alcuni Sea Harrier vennero abbattuti dalla contraerea, sia con il tiro di cannoni che con missili terra-aria spalleggiabili, senza perdite tra i piloti. Per contro, i sistemi di difesa superficie-aria britannici erano spesso inefficaci, sia per quanto riguarda i missili Sea Dart e relativi radar di tiro, sia per i cannoni per la difesa ravvicinata, e i piloti argentini riuscirono ad affondare in totale sette navi e a danneggiarne gravemente altre, tra cui la HMS Glasgow, un cacciatorpediniere Type 42, che rientr nel Regno Unito squarciato da una bomba inesplosa. Il coraggio dei piloti argentini, che affrontarono il combattimento con mezzi di una generazione precedente a quella dei mezzi in dotazione agli inglesi, fu riconosciuto in varie circostanze anche dai loro avversari, sia verso i piloti dell'aviazione navale che condussero gli attacchi contro la task force in mare, sia verso i piloti della Fuerza Aerea Argentina, come il maggiore Tomba, pilota di un Pucar abbattuto dal comandante Nigel Ward, che si lanci solo dopo che il suo aereo venne praticamente fatto a pezzi in volo dal tiro dei cannoni Aden del Sea Harrier inglese, con entrambi i motori in fiamme[37] [38]

L'attacco alla HMS Glasgow


In particolare, durante l'episodio nel quale venne danneggiata la Glasgow, questa nave era di picchetto radar insieme alla fregata HMS Brilliant, quando venne attaccata da una ondata di 4 A4 Skyraider armati con bombe da 500 kg; il sistema Sea Dart della Glasgow si incepp durante il lancio di una salva di missili per le incrostazioni dovute all'azione dell'acqua marina; due di questi vennero abbattuti dalle due navi durante l'avvicinamento ed un terzo si schiant in mare per evitare i missili Sea Wolf della fregata, mentre il quarto pass sopra la Glasgow sganciando la bomba che per manc il bersaglio passando sopra agli alberi della nave di una decina di metri, ed il cannone Mk 8 della Glasgow si incepp; immediatamente venne rilevata una seconda ondata di 4 A4 che puntarono contro le due navi, con il Sea Dart della Glasgow ancora fuori uso. A quel punto il sistema Sea Wolf della Brilliant non riusc pi ad inquadrare gli attaccanti che avevano preso a zigzagare, dopo che la stessa nave aveva chiesto alla Glasgow di fermare il fuoco del suo cannone perch i proiettili interferivano col suo radar guidamissili; questo lasci la Glasgow ad affrontare l'attacco aereo con le sole mitragliere di bordo e le armi leggere dei tiratori che erano stati schierati sui ponti. Infine, mentre la Brilliant venne di poco mancata da due degli attaccanti, la Glasgow venne colpita da una bomba che sfond una paratia, mancando l'esplosione e sfondando anche la paratia dal lato opposto della sala ausiliaria motori e della sala motori di poppa, imbarcando parecchie tonnellate di acqua ma riuscendo a rimanere a galla grazie al sistema di paratie stagne (che al contrario che sul Belgrano erano state chiuse) ad un efficiente sistema di controllo danni. La nave partecip ancora per alcuni giorni alle

operazioni per sfruttare il suo radar di scoperta distante ed il sistema lanciamissili, ma venne poi reinviata in Gran Bretagna dopo l'arrivo di altre unit Type 42 ed il manifestarsi di altri problemi all'apparato motore[39].

Le operazioni speciali
L'incisivit degli attacchi aerei argentini convinse i britannici a programmare alcune operazioni di forze speciali, principalmente a cura del SAS ma anche dello Special Boat Squadron (in seguito divenuto Special Boat Service). In una di queste, vi fu uno scontro nel buio nel quale una pattuglia del SAS ed una dello SBS si affrontarono, con feriti, prima di riconoscersi. Comunque, il 14 maggio, alla vigilia dello sbarco a San Carlos, un gruppo di SAS sbarc sull'isola di Pebble, dove gli argentini avevano allestito una pista di volo in erba e danneggiarono irrimediabilmente gli aerei presenti, di tipo FMA IA 58 Pucar e T-34 Mentor, addestratori-ricognitori. Ma ancora pi grave per le navi britanniche era la minaccia dei Super tendard con i loro missili Exocet; fu quindi decisa una missione sulla loro base di Rio Grande, in territorio argentino, che prevedeva l'atterraggio di due Hercules C-130 con circa cinquantacinque commandos del SAS, e lo sbarco in contemporanea dal mare di altri ventiquattro incursori su battelli d'assalto gonfiabili del tipo Zodiac[40]. L'area dell'incursione era difesa da quattro battaglioni di fanteria di marina a pieno organico che, pochi anni prima, erano stati addestrati da istruttori britannici del SBS[41]. Dopo la guerra, i comandanti della marina argentina ammisero che si aspettavano un attacco di questo tipo, ma non avevano pensato ad un atterraggio d'assalto; comunque, in una simile eventualit, avrebbero inseguito gli attaccanti anche in territorio cileno[42]. Alla fine l'operazione fall perch una squadra di ricognizione, inviata a bordo di un elicottero Sea King dalla HMS Invincible, a causa del cattivo tempo si trov a 50 nm dall'obiettivo e dovette deviare verso il territorio cileno; il solo pilota, dopo aver fatto evacuare la squadra da ricognizione, incendi l'elicottero e si consegn alle autorit cilene, provocando una considerevole attenzione internazionale sull'accaduto e le proteste degli argentini; la missione venne a quel punto abortita[43]. Anche gli argentini avevano programmato una operazione speciale, da attuarsi il 31 maggio 1982 a Gibilterra, l'operazione Algeciras, che per fall per le intercettazioni britanniche e l'intervento delle autorit spagnole.

Lo sbarco a San Carlos


La notte del 21 maggio le forze britanniche sbarcarono a San Carlos. La forza da sbarco era composta da unit scelte dei Royal Marines e del Parachute Regiment. 4000 uomini, della 3rd Commando Brigade, sbarcarono nella baia dalla RFA Stromness, dalle HMS Interpid e Fearless e dalla nave traghetto RORO Norland in quattro punti diversi. L'intensit degli attacchi aerei argentini sull'area da quel momento fu tale che i britannici la soprannominarono The Bomb Alley (la via delle bombe). Durante tali attacchi tre navi britanniche furono affondate, le fregate type 21 Ardent ed Antelope e la motonave Atlantic Conveyor, oltre al cacciatorpediniere Coventry che fungeva da esca al di fuori della baia, mentre altre due fregate, la Argonaut e la Brilliant, furono danneggiate. Durante gli attacchi gli argentini persero venti aerei. In particolare, la perdita della Atlantic Conveyor fu un grave danno logistico per i britannici, visto che conteneva grosse scorte non immediatamente rimpiazzabili. La perdita dell'unit diede origine a forti polemiche poich la nave non era stata dotata di alcun dispositivo di disturbo ed inganno, attivo o passivo, perch non considerata una unit di alto valore. [44] Dodici membri dell'equipaggio morirono, incluso il comandante Ian North al quale venne conferita la Distinguished Service Cross alla memoria; North era un veterano della seconda guerra mondiale ed era sopravvissuto a due siluramenti. Inoltre, la nave era stata dotata di un ponte di volo con due piazzole dal quale partivano i grossi elicotteri CH-47 Chinook che aviorifornivano le altre navi e le truppe a terra, e molti tra gli elicotteri (4 Chinook su 5 e alcuni Westland Commando) disponibili per l'attacco furono distrutti con la nave.

La dozzina di Sea Harrier che la nave aveva trasportato era stata gi trasferita sulle due portaerei della squadra e la nave aveva raggiunto il gruppo da battaglia quasi al tramonto, perch avrebbe dovuto fare una veloce puntata nella zona di sbarco, scaricare gli elicotteri e i rifornimenti, compreso il materiale per costruire una pista avanzata per gli Harrier, e rientrare prima dell'alba del giorno dopo. Il missile venne ingannato dai chaff di una delle fregate della linea di difesa esterna, e dopo aver superato la fregata si diresse verso il primo bersaglio che riusc a rilevare. Subito dopo lo sbarco, iniziarono i bombardamenti notturni a bassa quota da parte argentina, condotti dagli English Electric Canberra armati con bombe a caduta libera. Queste bombe erano dotate di un dispositivo di sicurezza che ne impediva l'esplosione prima di un tempo minimo percorso in volo, per evitare che l'esplosione investisse anche l'aereo attaccante; ma gli aerei argentini, nel tentativo di evitare l'artiglieria contraerea e i missili spalleggiabili Stinger (forniti dagli Stati Uniti nonostante l'embargo), oltre ai sistemi d'arma missilistici di tipo Rapier portati dai Sea King della Royal Navy durante le fasi iniziali dello sbarco, attaccavano a quota bassissima, cos come i loro colleghi dell'aviazione navale, e molte bombe rimanevano cos inesplose. Solo dopo diversi giorni, le bombe vennero dotate di dispositivi di innesco ritardato per risolvere il problema. Furono gli stessi britannici, tramite il World Service della BBC a pubblicare la notizia, con forti proteste da parte dei militari, come raccont l'ammiraglio Woodward nella sua biografia[45]; in un altro caso la BBC anticip la notizia di un attacco da parte del Para 2 (il secondo battaglione paracadutisti) ed il colonnello H. Jones manifest la sua intenzione di far incriminare per tradimento i responsabili di alto livello dell'emittente, ma rest ucciso in azione prima di poter portare avanti l'accusa. Viceversa, gli Harrier britannici erano dotati di bombe a caduta ritardata (con dei paracadute frenanti) che permettevano quindi di disimpegnarsi con largo anticipo rispetto all'esplosione anche volando a quota bassissima. Inoltre gli Harrier erano dotati di razziere per razzi FFAR [46] da 70mm, micidiali a distanza ravvicinata. Infatti, nessun Harrier venne abbattuto in duello aereo, ma tutte le perdite furono dovute al fuoco dell'artiglieria o, almeno in un caso, a missili superficie-aria.

Battaglia di Goose Green


Nella mattina del 27 maggio, 500 paracadutisti del Para 2, comandati dal tenente colonnello Jones, sbarcarono a Goose Green e Darwin, sulle sponde opposte dello stretto istmo che unisce la parte nord e quella sud dell'isola principale. L'obiettivo era quello di allargare la testa di ponte di San Carlos. Il battaglione era supportato da una batteria di obici da 105mm del 29 Commando Regiment della Royal Artillery, da un plotone di missili anticarro MILAN e da elicotteri Westland Scout. Inoltre, durante lo svolgimento della battaglia, venne fornito supporto aereo ravvicinato da una sezione di tre Harrier ed un bombardamento navale da parte della fregata HMS Arrow. La difesa della posizione di Goose Green era affidata alla Task Force Mercedes, composta principalmente dal 12 reggimento fanteria argentino (RI 12), che presidiava anche l'aeroporto Condor, base di aerei da attacco FMA Pucar ed elicotteri[47]. A questi si aggiungeva una compagnia del 25 Reggimento Fanteria (RI 25), che era composto di coscritti con un addestramento avanzato in stile ranger. Questo addestramento era stato voluto dal tenente colonnello Mohamed Ali Seineldin, considerato il "padre" delle forze speciali dell'esercito argentino, e il reggimento aveva il nome non ufficiale di 25 Regimiento Infantaria Spcial. La difesa antiaerea era assicurata da due batterie, una delle quali basata su sei mitragliere da 20mm Rheinmetall gestite da personale della FAA e l'altra su due cannoncini da 35mm a guida radar del GADA 601, il gruppo artiglieria antiaerea impegnato anche nella difesa di Port Stanley; queste armi per potevano altrettanto bene essere utilizzate nel tiro contro bersagli terrestri. Infine vi erano 4 obici da 105mm Oto Melara del 4 reggimento artiglieria aviotrasportata. La localit era fuori dalla direttrice di avvicinamento al capoluogo, ma era comunque a distanza relativamente breve: una quarantina di chilometri in linea d'aria dalle spiagge di San Carlos; il posto inoltre ospitava un aeroporto dal quale gli aerei da appoggio tattico Pucar avrebbero potuto

compiere dei pericolosi raid contro le truppe a terra e gli elicotteri da trasposto inglesi. Dopo due giorni ed una notte di intensi combattimenti, il 28 maggio Goose Green capitol e 1050 argentini vennero fatti prigionieri. Il colonnello Jones mor durante i combattimenti e fu insignito della Victoria Cross alla memoria mentre il suo vice, maggiore Chris Keeble, fu insignito del Distinguished Service Order. Il comandante argentino, tenente colonnello Italo Piaggi, cadde in disgrazia per la resa e termin la sua carriera militare.

L'avvicinamento a Port Stanley


A questo punto, avendo allargato di molto la testa di ponte sull'isola di East Falkland, inizi la marcia di avvicinamento a Port Stanley. Unit del 3 Para e del 45 Commando dei Royal Marines si avviarono verso Tear Inlet; inoltre altri reparti presero la strada (in effetti il 42 Commando venne eliportato su Mount Kent) dei due monti che dominano il capoluogo: Mount Kent e Mount Challenger. Ma anche gli argentini avevano ben presente l'importanza strategica dei due rilievi, ed inviarono due compagnie, la 601a Commando e la 602 delle forze speciali della Gendarmeria, dotate di missili antiaerei Blowpipe, a Stanley dall'Argentina per via aerea, col compito di rinforzare quell'area. L'operazione, ideata dal comando a Port Stanley, venne denominata appunto Autoimpuesta (decisa autonomamente). Di conseguenza, quando i britannici attaccarono, il 30 maggio Mount Kent, con unit del SAS e del reparto di montagna della 3 brigata Commando, trovandosi sotto il fuoco nemico richiesero l'appoggio aereo ravvicinato; un Harrier, pilotato dallo squadron-leader[48] Jerry Pook, venne abbattuto dal fuoco delle armi leggere durante gli attacchi al suolo. Il 31 maggio vi fu un duro scontro a fuoco tra truppe speciali delle due parti, noto come la battaglia di Top Malo House, nella quale poche decine di commandos argentini e di Royal Marines britannici combatterono per una casa in cima ad una collina situata in posizione strategica. Circondati, gli argentini dovettero arrendersi, non senza morti e feriti da ambo le parti, ma solo dopo 45 minuti di intenso fuoco, durante il quale dovettero fuggire dalla casa in fiamme e rifugiarsi in un vicino canalone. Non avendo alcuna possibilit di fuga, il comandante capitano Jos Vercesi si arrese infine ai Royal Marines. Dopo aver provato a rinforzare la posizione con reparti dotati di moto da cross e Land Rover, gli argentini dovettero ritirarsi sotto il fuoco dei mortai da 81mm dei Royal Marines. Come gli inglesi, gli argentini fecero largo uso di elicotteri per l'inserzione e l'estrazione di truppe. Durante una di queste operazioni, il 30 maggio, un Arospatiale SA 330 Puma del 601 battaglione dell'Aviazione dell'Esercito argentino, fu abbattuto da un missile Stinger lanciato da un commando del SAS. L'episodio citato anche da Andy McNab nel suo libro Pattuglia Bravo Two Zero. L'elicottero trasportava un gruppo delle Forze Speciali della Gndarmeria Nacional, e sei militari morirono nell'episodio; altri otto rimasero feriti.

Bluff Cove e Fitzroy


Continuando l'avanzata inglese verso Port Stanley, vennero sbarcati ulteriori rinforzi, comprendenti la 5a brigata di fanteria, composta dai reggimenti gurkha, delle Welsh Guards e delle Scots Guards. Contemporaneamente, continuarono gli attacchi aerei argentini, e Super Etendard e Skyhawk impegnarono gli Harrier e le difese antiaeree delle navi inglesi. Il 30 maggio gli argentini, che avevano stabilito la posizione della HMS Invincible a 5138'S 5338'W, congegnarono un attacco con quattro Skyhawk muniti di bombe a caduta ritardata e due Super Etendard, uno dei quali portava l'ultimo missile Exocet aria-superficie rimasto nei loro arsenali. Negli attacchi aerei che seguirono, gli argentini rivendicarono di aver colpito la HMS Invincible, che sarebbe rimasta fuori dalla zona di operazioni per due settimane. I britannici negarono ufficialmente [49]. Secondo la versione inglese, l'Exocet venne distrutto dal fuoco dei cannoni Dual Purpose da 114mm delle navi di scorta (la fregata HMS Avenger) mentre i piloti argentini degli Skyhawk, che si erano messi nella scia del missile per il proprio attacco, dichiararono di aver visto una gran columna de humo negro en el horizonte. Uno degli Skyhawk fu abbattuto da un missile SeaDart e, sempre secondo gli argentini, il motore sarebbe caduto su uno degli ascensori della portaerei causando un piccolo incendio.

Il 1 giugno, un missile Roland lanciato da terra abbatt un Sea Harrier. L'8 giugno le RFA Sir Galahad e Sir Tristram, due navi logistiche (LSL - Landing Ship Logistic) della marina inglese da circa 5.000 tonnellate, vennero colpite e, oltre ai 56 morti a bordo, vennero distrutti quasi tutti gli elicotteri Chinook da trasporto. La Sir Galahad, ormai inservibile, venne silurata ed affondata dal sottomarino HMS Onyx, un diesel-elettrico della classe Oberon, ed oggi riconosciuta come cimitero di guerra, mentre la Sir Tristram, sebbene gravemente danneggiata, venne trasportata in Gran Bretagna e ricostruita, e serv anche nella prima guerra del golfo.

L'assalto finale
Dopo gli sbarchi a San Carlos e a Goose Green, le forze britanniche dettero l'assalto finale a Port Stanley, con gli argentini martellati dai bombardamenti aerei ai quali non potevano controbattere efficacemente. Restava per in funzione il ponte aereo notturno argentino, con i C-130 Hercules che rifornivano, seppure parzialmente, il capoluogo e la sua guarnigione, evacuando anche i feriti pi gravi. Nella notte dell'11 giugno, dopo aver effettuato tutti i preparativi logistici e le necessarie ricognizioni, venne lanciato l'attacco finale. La forza impiegata aveva la consistenza di una brigata e attacc contemporaneamente tre delle alture che circondano Port Stanley, con le forze impegnate protette dall'appoggio aereo ravvicinato degli Harrier e dal fuoco delle artiglierie navali. La 3 brigata di Commando attacc le alture di Mount Harriet, Two Sisters e Mount Longdon. Questa battaglia cost ai britannici anche 13 morti sul cacciatorpediniere Glamorgan che, approssimatosi alla riva, venne colpito da una batteria di Exocet navali improvvisata a terra dai tecnici che erano gi imbarcati sul cacciatorpediniere ARA Segu, e la precaria installazione era stata denominata umoristicamente "ITB", sigla di Instalacin de Tiro Berreta (berreta significa in gergo di scarsa qualit); ci nondimeno, centr il bersaglio causando oltre ai 13 morti, la distruzione dell'hangar e dell'elicottero Wessex di bordo. Dopo la guerra, gli inglesi studiarono il dispositivo e ne ricavarono un "dispositivo di difesa costiera Excalibur"[50]. Dopo una notte di combattimenti, queste colline che dominano Port Stanley erano in mani inglesi. I restanti rilievi vennero assaltati nella notte del 13 giugno, quando il 2 Paracadutisti attacc Wireless Ridge difesa dal 7 battaglione di Fanteria di Marina argentino, mentre il 2 battaglione delle Scots Guards attacc Mount Tumbledown, difeso dal 5 battaglione di Fanteria di Marina argentino. Dopo la loro conquista, che avvenne nella stessa notte, la strada per Port Stanley era definitivamente aperta e gli Argentini potevano soltanto tentare una difesa casa per casa, alla quale effettivamente si prepararono. Vennero anche tentati dei contrattacchi, dal 7 reggimento fanteria dell'Ejercito Argentino, con una aliquota del 4 reggimento, ma il tiro inglese dalle posizioni dominanti li ricacci indietro[51]. Durante uno di quegli attacchi ... Al poco trecho los ingleses nos hicieron saber de su presencia. ... No tenamos cubierta y los ingleses tiraban fuerte, al parecer tambin con ametralladoras 12,7 o algo as. ... La tierra pareca hervir a nuestro alrededor. cio al minimo movimento gli argentini allo scoperto venivano fatti segno ad un intenso tiro di mitragliatrici pesanti. Pesanti accuse sono state rivolte dagli argentini al generale Menendez che, a loro dire, nonostante Galtieri avesse vietato la resa, avrebbe ceduto a quattro giorni di guerra psicologica condotta dai britannici. Alcuni loro specialisti, in particolare il colonnello Mike Rose, del SAS, e il capitano Rod Bell, che padroneggiava lo spagnolo, attraverso la radio avrebbero stabilito un contatto con il generale, convincendolo alla resa con dignit ed onore[52]. A questo punto il 2 Para entr in Port Stanley con i baschi al posto degl elmetti e le bandiere al vento. Alle 23 del 14 giugno, il comandante delle forze britanniche Jeremy Moore si rec in elicottero ad un incontro con Menendez e, alle 23:59, venne proclamato il cessate il fuoco. Le forze argentine si arrendevano ed 8.000 prigionieri (secondo gli argentini), (9.800 secondo i britannici) venivano radunati dai britannici, in attesa del rimpatrio. Il solo transatlantico Canberra ne rimpatrier oltre 4.100. Dopo una resistenza breve ma accanita le Falkland erano tornate in mani britanniche. Il 20 giugno, la base di Corbeta Uruguay, sull'isola di Southern Thule, nell'arcipelago delle Isole Sandwich Australi, si arrendeva. La base, contestata dagli

inglesi solo per via diplomatica, era stata impiantata nel 1976. Dopo 74 giorni di guerra, le ostilit terminavano definitivamente. 255 militari inglesi, 649 militari argentini e 3 civili falklandesi erano morti.

Conseguenze
Nel 1983 i cittadini delle isole Falkland e di Gibilterra hanno riottenuto lo status di cittadini britannici, invece di quello di BOTC (British Overseas Territories Citizen). stata riformata la preesistente Falkland Islands Defence Force (FIDF) come compagnia di fanteria leggera, ed stata incrementata la presenza militare inglese nelle isole; in particolare, una sezione (di norma tre aerei), prima di Tornado ora di Eurofighter Typhoon[53] viene mantenuta stabilmente sull'arcipelago, dopo che la pista stata ristrutturata, oltre alla presenza di una unit dei Royal Marines pi consistente di quella pre-invasione. Inoltre, un sottomarino nucleare d'attacco staziona di norma nelle acque circostanti le isole.

Diplomazia e coinvolgimento degli Stati Uniti


Gli Stati Uniti avevano obblighi militari verso entrambe le parti in conflitto, essendo legati al Regno Unito come membri della NATO e all'Argentina con il Trattato Inter-Americano di Reciproca Assistenza o "Patto di Rio". Il Trattato Atlantico obbligava i firmatari all'assistenza ed intervento militare solamente se un attacco contro un Paese membro fosse avvenuto in Europa, o in America settentrionale, o comunque a nord del Tropico del Cancro, mentre il Patto di Rio obbligava gli USA ad intervenire solamente nel caso che uno degli Stati aderenti fosse stato vittima di attacco militare. La posizione sostenuta dal Regno Unito fu quella di non aver mai attaccato direttamente l'Argentina ma solo le forze argentine sul territorio britannico. A marzo il Segretario di Stato statunitense Alexander Haig invi l'ambasciatore degli Stati Uniti in Argentina al fine di convincere il governo argentino ad abbandonare l'idea di una possibile invasione. Il presidente Reagan richiese assicurazione da Galtieri contro la prospettiva di un'invasione e offr i servizi del suo vicepresidente George Bush come mediatore, ma tale offerta fu declinata. In effetti, l'amministrazione Reagan era seriamente divisa sulla questione. Incontrandosi il 5 aprile, Haig e il Segretario di Stato per gli Affari Politici Lawrence Eagleburger, conclusero fosse necessario appoggiare la Gran Bretagna, temendo che, in caso contrario, sarebbero potute esservi ripercussioni tali da minare le stesse basi dell'Alleanza Atlantica. Il Segretario di Stato per gli Affari InterAmericani Thomas Enders, per, temeva che il supporto alla Gran Bretagna avrebbe rischiato di minare gli sforzi statunitensi nell'America latina, ricevendo il fermo appoggio dell'Ambasciatore Statunitense alle Nazioni Unite Jeane Kirkpatrick, subordinato nominale di Haig e suo rivale politico. Kirkpatrick fu ospite d'onore di una cena tenuta dall'ambasciatore argentino presso gli Stati Uniti proprio il giorno in cui le forze armate argentine sbarcarono sulle isole. La Casa bianca continu per qualche tempo a perseguire una politica ufficiale di neutralit, dovuta anche alle differenze di vedute tra i vari esponenti dell'amministrazione Reagan che lasciarono in bilico per qualche tempo la posizione statunitense; in particolare, l'ambasciatrice presso le Nazioni Unite Jeane Kirkpatrick, secondo la sua linea di sostegno a qualunque regime anticomunista, propendeva per un appoggio all'Argentina [54], mentre il Segretario di Stato Alexander Haig aveva posizioni nettamente filobritanniche condivise, sia pure in modo meno marcato, dal Segretario alla Difesa Caspar Weinberger. Nel frattempo, tuttavia, approv la posizione di Weinberger e di Haig. Haig capeggi brevemente (8 aprile30 aprile) una "missione diplomatica di spola" tra Londra e

Buenos Aires. Alla fine del mese di aprile, Reagan venne allo scoperto ed attribu all'Argentina la responsabilit del fallimento della mediazione, dichiarando che gli USA avrebbero supportato la Gran Bretagna. Annunci quindi l'imposizione di sanzioni economiche contro l'Argentina. Nel giugno 1982, l'ambasciatore statunitense alle Nazioni Unite Jeane Kirkpatrick oppose un secondo veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza per un immediato "cessate il fuoco", indi annunci alcuni minuti dopo di aver ricevuto istruzione di astenersi. Tale contraddizione venne attribuita ufficialmente ad un ritardo nelle comunicazioni, ma venne percepito da molti come l'effetto di uno scontro di potere in corso tra Haig e Kirkpatrick [55]. A questo punto la contrapposizione di potere nell'amministrazione americana arriv ad un termine. Il 25 giugno, Haig diede le dimissioni, costretto dalla pressione di Kirkpatrick e di un membro dello staff della Casa Bianca[56]. Ci nonostante, Reagan rifiut le tesi di Kirkpatrick e diede il via libera agli aiuti statunitensi allo sforzo militare britannico. Galtieri, insieme a buona parte del suo governo, non aveva previsto una reazione tanto ferma da parte del Regno Unito. Margaret Thatcher dichiar che i diritti democratici degli isolani delle Falkland erano stati assaliti e che non avrebbe abbandonato le isole sotto la "tirannia" argentina. Tale presa di posizione venne sostenuta dai media britannici. La dittatura argentina riteneva inoltre che gli Stati Uniti sarebbero rimasti completamente neutrali nel conflitto, anche nello scenario peggiore, e tale convinzione era basata anche sul supporto che l'Argentina aveva dato alla politica dell'amministrazione Reagan in America centrale. Tale valutazione circa la posizione che gli Stati Uniti avrebbero assunto, tuttavia, non sembrava tenere debito conto dello "speciale rapporto" tra Regno Unito e Stati Uniti. I fatti dimostrarono poi che la dittatura militare argentina aveva commesso un grave errore di valutazione: aveva fatto eccessivamente conto sulla debolezza delle democrazie, ritenute dedite a inconcludenti discussioni e timorose nell'accettare rischi. In Gran Bretagna vi fu in effetti un acceso dibattito sui rischi che comportava l'opzione militare; ciononostante, e a dispetto delle proprie opinioni politiche, le forze dell'opposizione al governo britannico finirono per appoggiarne fermamente l'azione durante la crisi, formando in tal senso un singolo fronte unito. Ad influenzare la politica estera dell'amministrazione degli Stati Uniti in quegli anni vi era la costante minaccia costituita dall'Unione Sovietica e dalla diffusione del comunismo nel mondo. Questa preoccupazione, unita alla certezza che la Gran Bretagna avesse i mezzi per affrontare la situazione in modo sostanzialmente autonomo, pu aver influenzato gli Stati Uniti a prendere una posizione ufficiale di non-interferenza. L'Unione Sovietica tent in effetti di far pesare il proprio punto di vista e di trarre profitto dalla crisi internazionale esprimendo il proprio appoggio alla posizione argentina per voce dall'allora segretario generale del PCUS Leonid Breznev e del capo del KGB (Comitato per la sicurezza di stato) Yuri Andropov; l'Argentina, tuttavia, rifiut subito il supporto sovietico tramite un comunicato del presidente Leopoldo Galtieri, ci che port l'Unione Sovietica a defilarsi. La cosiddetta politica di "non-interferenza" decisa da Washington si dimostr fondamentale per il mantenimento e lo sviluppo del rapporto anglo-americano. L'Isola di Ascensione, un possedimento britannico, fu di vitale importanza nel supporto a lungo termine della Task Force meridionale destinata da Londra alla riconquista delle isole; la base aerea posta su quest'isola venne affidata al comando degli Stati Uniti, che la resero operativa. Al comandante americano della base venne ordinato di assistere gli inglesi in ogni modo e, durante la preparazione dell'operazione di riconquista, per un breve periodo quello di Ascensione fu uno degli aeroporti pi trafficati del mondo. I contributi pi salienti offerti agli inglesi dalla NATO consistettero nella cessione di fotografie satellitari, informazioni di spionaggio e nella fornitura dell'ultimo modello di missile aria-aria Sidewinder L

(Lima) ad infrarossi con capacit di attacco frontale. Margaret Thatcher afferm che "senza i jet Harrier e la loro immensa manovrabilit, equipaggiati con l'ultima versione dei missili Sidewinder, fornitici dal Segretario della Difesa Statunitense Caspar Weinberger, non saremmo riusciti a riconquistare le Falkland"[57]. All'inizio di maggio, Casper Weinberger si spinse sino ad offrire alla Gran Bretagna l'utilizzo di una portaerei americana[58]. Questa offerta apparentemente troppo generosa fu percepita da alcuni come vitale: Woodward not che la perdita dell'Invincible sarebbe stato un severo ostacolo, ma la perdita della Hermes avrebbe significato la fine dell'intera operazione. Weinberger ammise [59] che ci sarebbero stati molti problemi se una simile richiesta fosse stata mai fatta; inoltre, avrebbe significato che del personale statunitense sarebbe stato coinvolto direttamente nel conflitto, poich addestrare personale britannico a governare il vascello avrebbe richiesto anni. Dopo la conclusione vittoriosa del conflitto, sia a Weinberger, sia a Reagan venne consegnata la medaglia di Cavaliere Comandante dell'Impero Britannico (KBE). I critici americani del ruolo degli Stati Uniti dichiararono che, evitando di aiutare l'Argentina, gli Stati Uniti avevano violato la propria Dottrina Monroe. Nel settembre del 2001, il presidente del Messico Vicente Fox cit il conflitto come la prova del fallimento del Trattato Interamericano di Assistenza Reciproca, poich il trattato prevedeva la reciproca difesa. La Gran Bretagna, tuttavia, ag denunciando l'Argentina quale aggressore.

Il conflitto, la cultura ed i mezzi di informazione


Una grande copertura stata data da entrambe le parti agli avvenimenti durante il conflitto. Da parte britannica, fu dato risalto al coinvolgimento del Principe Andrea, che serv come pilota di elicottero Sea King SH4 con codice di chiamata H[60], nello RNAS 820 Naval Air Squadron basato sulla sulla portaerei HMS Invincible durante la guerra, operando tra l'altro come SAR (Search And Rescue, ovvero ricerca e soccorso) il recupero dei superstiti dell'Atlantic Conveyor, oltre che in missioni antisommergibile e antinave; il principe era gi imbarcato sulla Invincible e, contrariamente a quanto auspicato dall'Ammiragliato, fu la stessa regina madre a impedirne il trasferimento. Ci serv anche a dare una idea del coinvolgimento da parte della casa reale inglese nel conflitto. Ventinove tra giornalisti e tecnici inglesi furono accreditati a seguire il conflitto, due dei quali si dimostrarono intenzionati semplicemente a fornire articoli sul principe Andrea. Eccettuato questo, la stampa copr l'avvenimento in modo relativamente imparziale, nel senso che le singole testate pubblicarono articoli in linea con il loro abituale orientamento, ma non vi furono campagne stampa in stile seconda guerra mondiale. Tre giornalisti inglesi entrati in Argentina per coprire la guerra "dall'altra parte" furono imprigionati fino alla fine della guerra. In Argentina vi erano corrispondenti che andavano e venivano dalle Malvine tramite aerei militari (gli Hercules volarono su Port Stanley quasi fino alla fine); le riviste Gente e Siete Das pubblicarono varie foto a colori (in edizioni fino a sessanta pagine) sugli eventi, molte delle quali falsificate a scopo propagandistico, dando tra l'altro varie volte per affondata la HMS Invincible. I Pink Floyd hanno dedicato pi di una canzone alla guerra, criticando l'azione della Thatcher.

Perdite e costi
Regno Unito
255 morti, 777 feriti 2 cacciatorpediniere Type 42: Sheffield, Coventry 2 fregate Type 21: Ardent, Antelope 2 navi da sbarco logistiche: RFA Sir Galahad, RFA Sir Tristram

1 nave porta-containers: Atlantic Conveyor 4 aerei da combattimento Harrier Gr.3 6 aerei da combattimento BAe Sea Harrier 24 elicotteri di vario tipo Costi: fino a 2,5 miliardi di sterline.

Argentina
649 morti, oltre 1068 feriti 1 incrociatore: ARA General Belgrano 1 sommergibile: ARA Santa Fe 2 motovedette: PNA Ro Iguaz, PNA Islas Malvinas 3 navi da trasporto truppe: Ro Carcara, ARA Baha Buen Suceso, ARA Isla de los Estados affondate, Mar del Norte e Yehun catturate dai britannici 1 traghetto: Narwal Aerei ed elicotteri persi in combattimento, o a terra, dalle Forze Aeree Argentine durante la guerra delle Falkland: 61 aerei 22 caccia Douglas A-4 Skyhawk (b-c-q) 14 bimotori antiguerriglia FMA IA-58 Pucar 11 cacciabombardieri IAI Dagger 4 ricognitori turboelica T-34C Mentor 2 intercettori Mirage IIIEA 2 aerei da appoggio tattico Aermacchi MB-339A 2 bombardieri antisom Canberra B62 2 Short SC.7 Skyvan da trasporto 1 Learjet 35A da trasporto 1 C-130E Hercules da trasporto (non sono conteggiati i velivoli lasciati sul campo dagli argentini dopo la resa, tra i quali 11 Pucar, 3 MB-339A e 15 elicotteri da ricognizione e trasporto) 25 elicotteri costi: sconosciuti