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1.

LE SOCIETA’ COLONIALI (FINO AL 1763)


1. TRE MONDI

Alla fine del ‘700, le colonie inglesi in Nord America avevano conquistato l’indipendenza ed erano diventate
gli Stati Uniti d’America, che veniva vista come un’avventura fatta di idee repubblicane, libertà,
costituzionalismo e sovranità popolare; non tutti erano d’accordo, e ci fu chi parlò della Rivoluzione
americana come un errore. Secondo alcuni, le terre americane erano invivibili e popolate da esseri umani
inferiori; gli affari europei in America erano visti come inutili e dannosi (gli europei avevano portato civiltà e
crudeltà e riportato a casa sifilide, tabacco e zucchero). Il filosofo Cornelius de Pauw definì la conquista
dell’America come “la più grande di tutte le sventure che mai abbiano colpito il genere umano”. Altri
ritenevano invece che le Americhe fossero luoghi di ricchezze e meraviglie naturali.

Tra fine 700 e inizio 800, la disputa cominciò a riguardare le società euro-americano che vi si stavano
formando; come aveva fatto il missionario e storico spagnolo Bartolomé de Las Casas, ciò che succedeva in
Europa, nel bene o nel male, veniva associato a ciò che accadeva nel Nuovo mondo.

Per quasi due secoli, gli storici degli USA hanno indagato il passato prenazionale e individuato il presente
nazionale come sbocco inevitabile di quel passato; negli ultimi decenni la prospettiva è cambiata e gli
europei non appaiono più come gli unici protagonisti. Essi non incontrarono in Nord America la wildness,
ma una molteplicità di popoli nativi con cui si scontrarono, con sviluppi tragici.

Oltre agli europei, attraversarono l’oceano anche gli schiavi provenienti dall’Africa subsahariana la storia
dell’America coloniale è quindi la storia di tre popoli.

Le colonie inglesi erano parte di un vasto circuito atlantico che connetteva fra loro 4 continenti (Europa
occidentale, Africa occidentale, Nord America e Sud America).

Solo nel periodo fra 1820 e 1840, il numero dei liberi europei superò quello degli schiavi.

Gli americani nativi, all’arrivo di Colombo nel 1492, erano probabilmente 70 milioni che, nel corso del primo
secolo, diminuirono del 90% per colpa delle malattie importate dagli europei e dagli africani.

Gli inglesi, insieme a olandesi e francesi, erano gli ultimi arrivati, dopo che già da un secolo portoghesi e
spagnoli avevano affermato la loro signoria sulle popolazioni dell’America meridionale e centrale. I primi a
sfidare la Spagna furono gli olandesi in Europa e, dolo la dichiarazione di indipendenza del 1581, si diedero
al commercio atlantico. Nello stesso periodo, i francesi aggredirono il continente a nord, creando Acadia,
Canada, Martinica, Guadalupa, Haiti e Louisiana.

Per gli inglesi, le colonie americane della nuova Spagna furono sia un modello che una minaccia e il governo
inglese decise di muoversi nella stessa direzione creazione della colonia di Terranova (1583).

Nel 1587, un centinaio di coloni fu inviato a Roanoke Island, oggi in North Carolina; i contatti con la
madrepatria, però, si interruppero immediatamente. Dopo il 1600, i tentativi di colonizzazione ripresero
con maggior successo. L’Inghilterra, nelle seguenti operazioni nelle Indie occidentali, si scontrò con Francia
e Olandaalla fine del ‘500, la Spagna era l’antagonista di tutti.

2. INGLESI E ALTRI EUROPEI IN MOVIMENTO

Gli insediamenti inglesi nelle Americhe presentavano importanti differenze:

Indie occidentali: colonie di sfruttamento, con piantagioni di prodotti tropicali e con grande importazione di
schiavi (simili alle colonie francesi e olandesi). I residenti europei erano una minoranza e in gran parte
maschi (generazione di popolazioni razzialmente miste).
Colonie nord-americane: colonie di popolamento in cui la schiavitù come istituzione di massa arrivò solo in
un secondo tempo ed in certe aree. La popolazione europea era mista fra uomini e donne.

Regioni meridionali: l’accresciuta domanda di schiavitù veniva principalmente da qui.

La differenza del tema schiavitù fra nord e sud, nel corso del 700, vede la creazione di una frattura fra i 2.

2.1 GLI INSEDIAMENTI ANGLO-AMERICANI NEL 600

1607: gli inglesi, membri della Virginia Company, fondano il villaggio di Jamestown Virginia.
A questa si affianca il Maryland, fondato da Cecil Calvert, cattolico che voleva offrire un rifugio ai
corregionali perseguitati in Inghilterra (a differenza della Virginia, dominata dall’Inghilterra anticattolica).
Le due colonie erano simili. Nel 1662, gli insediamenti di estendono a sudNorth Carolina, South Carolina
e Georgia (fondata nel 1733 per dare asilo ai debitori inglesi).

Il secondo centro di insediamento era il New England (regioni settentrionali). Nel 1620, un centinaio di
Padri Pellegrini (protestanti intransigenti), per colpa di una tempesta che manda fuori rotta la loro nava
Mayflower, sbarcano ai confini con la Virginia e stendono uno statuto provvisorio per l’autogoverno (patto
del Mayflower) fondano Plymouth Colony a Cape Cod.

Partendo da qui, si creano il Connecticut, Rhode Island e New Hampshire. La religione gioca un ruolo
importante: Providence (nucleo originario del Rhode Island) viene fondata nel 1636 da Roger Williams,
disidente cacciato dal Massachusetts perché sosteneva che chiesa e stato dovessero essere separati.

I nomi delle colonie del New England testimoniano nostalgie per la toponomastica inglese, mentre quelle
meridionali onoravano la “regina vergine” Elisabetta I.

La terza area di colonizzazione fu nella regione intermedia del Middle Atlantic: vi erano giunti per primi gli
olandesi ma nel 1664 una flotta inglese guidata dal duca di York fonda New York; il duca vendette ad altri il
territorio a sud del fiume HudsonNew Jersey. Gran parte viene ceduto a William PennPennsylvania,
dalla quale si stacca il Delaware.

I gestori delle colonie frazionarono e misero in vendita le loro proprietà, offrendo pacchetti contenenti
terra, garanzia di tolleranza religiosa e forme di autogoverno locale.

L’irrigidirsi della monarchia protestante degli Stuart e della chiesa anglicana all’inizio del 600 provocò la
partenza dei dissidenti puritani per il New England e dei cattolici per il Maryland. La concomitante
restaurazione dell’anglicanesimo spinse i quaccheri a fondare la Pennsylvania.

I tipi prevalenti di governo provinciale nel 600 erano 2:

Corporations: diffuso nel New England, antenate delle moderne società per azioni, erano istituite con un
decreto regio che ne dettava lo statuto (modello per le costituzioni del 700).

Colonie del sud e del Middle Atlantic: la corona conferiva i territori a lord proprietari, che ne disponevano
pienamente e avevano l’autorità di istituirvi forme di governo.

Per tutto il 600, il controllo politico dell’Inghilterra sul nord America era piuttosto blando perché ciò che
importava era il controllo commerciale (di cui si occupava il Board of Trade dal 1696, che elaborava le leggi
che regolavano l’impero, cioè i Navigation Acts). In generale, questi sancivano i rapporti commerciali solo
con inglesi e controllati da essi, ma molti nelle colonie si diedero al contrabbando; alla fine del 600 Londra
cerca di ridurre l’autonomia politica delle province nordamericane facendone delle colonie “regie”
(dall’inizio del 700, il governo inglese aveva trasformato in colonie regie la maggioranza delle colonie del
Nord America.
2.1 CRESCITA E DIVERSITA’ DELLE COLONIEALL’INIZIO DEL 700

Alla fine del 600, le ragioni e i meccanismi dell’emigrazione europea cambiarono; nelle isole britanniche,
l’emigrazione temporanea era normale. Il movimento era endemico anche nelle regioni di lingua tedesca
della valle del Reno.

All’inizio il Nord America inglese era solamente una delle possibili destinazioni, per poi diventare una forza
indipendente. Le emigrazioni divennero fenomeni di massa gestiti dal governo inglese, dalle compagnie di
navigazione transatlantica e da agenti che cercavano manodopera qualificata (migliaia di lavoratori di
mettevano alle dirette dipendenze di un padrona americano per un periodo prestabilito, con vitto e
alloggio ma senza salario). Chi partiva possedeva comunque qualche risorsaAmeriche non per poveri.

Le colonie del New England erano omogenee dal punto di vista etnico e religioso, spesso la famiglia
costituiva il cuore dell’impresa. Vi erano però vari tipi di attività: urbane, artigianali, commerciali, portuali,
peschiereeconomia varia.

Molte di queste caratteristiche si ritrovavano anche nel Middle Atlantic, ma più in grande. Ciò che
distingueva queste colonie da quelle più a nord era la eterogeneità etnica e religiosa e le donne avevano
molto più libertà.

Le colonie meridionali erano diverse in quasi tutto: dominava la chiesa anglicana intollerante, vi era una
netta prevalenza maschile ed erano colonie agricole e rurali. Il motore della macchina economica e sociali
era l’attività schiavile proveniente dal sud Africa.

3. GLI AFRICANI E LA SCHIAVITU’ NORDAMERICANA


3.1 L’AFRICA E LA TRATTA ATLANTICA

Il progresso delle colonie inglesi del nord America, significano conseguenze durissime per altri: esproprio
delle popolazioni native, schiavitù africana (dapprima provarono con gli indiani, ma purtroppo non erano
resistenti alle malattie e rischiavano di fuggire in un territorio che conoscevano).

Gli schiavi africani provenivano generalmente dalle aree intorno al golfo di Guinea (terre di savane, basate
sull’agricoltura e l’allevamento per autosostentamento).

La migrazione atlantica è spesso stata descritta come la più grande e fatale emigrazione di tutti i tempi;
l’organizzazione dietro questi traffici era europea (1672 gli inglesi formarono la Royal African Company,
anche se il contrabbando era diffuso). Nel 1713 gli inglesi ottennero il diritto di importare schiavi
dall’Asiento (America spagnola), diventando i più grandi negrieri del mondo.

Gli europei costituirono piccoli insediamenti lungo le coste africane, ma prima di arrivare ai punti d’imbarco
l’emigrazione era gestita dagli stessi africani (per alcune civiltà significò la formazione delle stesse).

Nelle aree di influenza musulmana gli schiavi erano considerate proprietà e quindi la tratta transatlantica
non costituì una gran novità; il suo carattere nuovo si rivelò alla fine del 600, riguardo la scala e i tempi
delle operazioni.

Le sofferenze degli africani furono drammatiche, e niente era peggiore della traversata atlantica (middle
passage; tasso di mortalità elevata, circa 2 milioni).

L’interessante narrazione della vita di Olaudah Equiano, o Gustav Vassa, l’africano: catturato da bambino e
venduto agli europei, viene deportato nelle Barbados e in Virginia. Coi padroni gira mezzo mondo e riesce a
comprare la propria libertà. In Inghilterra milita nel movimento abolizionista.
3.2 LA SCHIAVITU’ NEL NORD AMERICA INGLESE

Le colonie del nord America assorbirono una quota molto ridotta del traffico transatlantico degli africani.
Anche se non in massa, arrivarono subito importati dagli olandesi fino alla metà del 600, quando verranno
sostituiti dagli inglesi. Gli schiavi arrivavano per due vie: direttamente dall’Africa (freschi) o passando prima
per le Indie occidentali, dove venivano disciplinati. La schiavitù mise radici in nord America senza molte
discussioni; le colonie settentrionali non avevano bisogno di schiavi, ma non si opponevano
ideologicamente. Nelle colonie meridionali invece la schiavitù era visibile nella sua forma più estrema. La
Carolina era nata schiavista e, insieme alla Georgia, divenne il sistema dominante di organizzazione del
lavoro nelle piantagioni dal 1750.

Nelle più vecchie colonie di Virginia e Maryland, la schiavitù si inserì più gradualmente; dopo che si formò
una classe di maschi vagabondi e armati che parteciparono alla Ribellione di Bacon (1676), la soluzione che
venne trovata per garantirsi forza lavoro fu lo schiavismo africano.

La sua introduzione cambiò il sistema economico e giuridico: le violenze dei padroni sugli schaivi non erano
punibili. Creazione di slave codes: gli europei erano terrorizzati dalla possibilità di venir uccisi dagli schaivi,
così le pene erano terribili e cruente.

Per la prima metà del 700, è difficile parlare di una comunità afro-americana omogenea.

La resistenza assunse varie forma: le più comuni e innocue erano fingersi malati, ubriacarsi, lavorare
lentamente e distruggere raccolti; le forme più cruente prevedevano l’avvelenamento di guardiani e
padroni e la fuga.

Fra le varie ribellioni, la più famosa fu la Stono Rebellion del 1739, in cui un gruppo di schiavi angolani si
impadronì di un negozio, si impossessò delle loro armi e causò una serie di morti di bianchi.

4 GLI AMERICANI NATIVI E GLI INVASORI

4.1 DUE CIVILTA’ A CONFRONTO

L’insediamento e la crescita della civiltà europea nel continente nord-americano significò per i popoli
originari conquista, esproprio e rovina (si passo da circa 6 milioni a 600.000). Molto spesso, furono gli
agenti patogeni portati dai bianchi a sterminare intere popolazioni, prima dell’arrivo delle popolazioni
europee. Gli scambi fra europei e nativi, oltre ai microbi, consistevano negli indiani che istruivano le
popolazioni europee (gli insegnarono a conoscere animali e piante, li sfamarono, insegnarono tecniche di
caccia) e ne ricavavano autorità sui loro vicini (comunque scambio ineguale).

Da parte degli europei c’era la tecnologia del ferro, monoteismo, gerarchie sociali complesse e senso
lineare del tempo, mentre dall’altra vi era una tecnologia che non conosceva ruota e vari materiali moderni,
una molteplicità di spiriti, una sorta di individualismo democratico e una visione circolare del tempo.

I popoli indiani avevano un forte senso di indipendenza, e il tentativo di “civilizzare” gli indiani,
trasformando gli uomini in agricoltori, fu percepito come un tentativo di trasformazione degli uomini in
donne.

I capi indiani avevano le stesse funzioni dei capi europei: in genere, condividevano il potere con i consigli e
le assemblee del villaggio ed erano scelti per le loro capacità più che per via ereditaria. Alla base della vita
pubblica c’erano i clan, gruppi di parentela formati da individui con gli stessi discendenti, frutto del risultato
dell’impatto con gli europei. I clan avevano autorità sulla terra, matrimoni e vendette, mentre i rapporti coi
vicini e coi bianchi erano regolati da un consiglio degli anziani.

Gli europei rifiutarono di adattarsi alla struttura dei nativi, quindi lo fecero i Cherokee, scegliendo dei capi
di villaggio che parlassero, o facessero finta, a nome di tutti.
4.2 LA RESISTENZA E LE GUERRE INDIANE

Gli incontri iniziali furono caratterizzati da collaborazione, in quanto gli europei erano troppo pochi per
cercare lo scontro coi nativi; ma tutto l’atteggiamento degli europei cominciò ad apparire irrispettoso, (con
impudente semplicità e con pochi atti simbolici, rivendicavano ai loro sovrani il dominio su interi territori
appartenenti ad altri). Quando fu chiaro che gli europei intendevano restare e impadronirsi delle loro
ricchezza, gli indiani cominciarono a vedere i bianchi come spiriti maligni. All’inizio degli scontri, gli europei
erano appesantiti da armi inadatte e armature e il massacro dei non combattenti era diventata una tecnica.
I bianchi erano indignati dall’suo indiano della tortura.

La presenza di molte potenze coloniali che si intralciavano a vicenda contribuì a rallentare i tempi
dell’invasione e a dare spazi di manovra e libertà agli indiani.

Nelle regioni settentrionali (comprese fra la baia di Hudson, i Grandi Laghi e le Montagne Rocciose e, verso
sud, la valle del fiume Missouri) il sistema di scambi preesistente all’arrivo dei bianchi, basato su vie di
comunicazione, vide l’inserimento di inglesi e francesi, che tentarono prima la competizione commerciale e
poi le guerre per l’impero. Le popolazioni indiane usarono la competizione anglo-francese, vendendo al
miglior offerente. Qui, la principale potenza indiana era la Confederazione irochese, formata da 6 nazioni,
che aveva stretto un patto con gli inglesi; tuttavia, nel 1701, gli Iorchesi proclamarono la loro neutralità.
Poi, occuparono una posizione che gli consentisse di avere alle spalle gli inglesi, che li proteggevano dalle
minacce di incursione francese e indiana ostile, ma dall’altra li minacciava.

Nei primi decenni del 700, i Delaware della Pennsylvania occidentale videro l’arrivo in massa degli emigranti
scoto-irlandesi, che li costrinsero a retrocedere verso l’interno, in Ohio, dove si ritrovarono insieme agli
Shawnee. Però, dalla Pennsylvania e dalla Virginia (1750) penetrarono mercanti e agenti per costruire una
posizione strategica; così, alcuni indiani pensarono di proteggersi dietro lo scudo di Francia e, nel 1753, il
governatore del Canada inviò gruppi armati di francesi e indiani che sloggiarono gli inglesi; nel 1755, il
generale cercò di conquistare la posizione, ma fu sconfitto (per sfuggire dagli inglesi, erano finiti sotto il
controllo dei francesi). I Delaware si schierarono così coi francesi, cerando quella conosciuta dagli americani
come Guerra franco-indiana (1754-60) e dagli europei come Guerra dei sette anni (1756-63).

5. LE COLONIE BRITANNICHE ALLA META’ DEL 700

Intorno alla metà del 700, iniziarono a emergere diversità fra le colonie britanniche e caratteri in comune
fra i loro residenti europeiformazione di un senso di comunanza, che li allontanava dai connazionali
rimasti in Europa. Si forma una società a base razziale; per quanto riguarda i neri, non si sa se li
schiavizzarono perché li ritenevano inferiori, o il processo fu inverso; per i nativi, furono percepiti come una
minaccia culturale alla civiltà europea e come una costante minaccia militare (ex 1711, Virginia votò una
legge “per estirpare tutti gli indiani senza distinzione fra amici e nemici”. Progetti così radicali non si
realizzarono).

5.2 I COLONI DENTRO L’IMPERO

Il commercio con la GB crebbe di continuo, e le colonie vendevano materie prime e acquistavano prodotti
finiti. Le istituzioni politiche divennero sempre più omogenee (tutte avevano assemblee bicamerali, con
almeno una camera elettiva, tranne per la Pennsylvania); il governatore era di nomina regia e tutti si
consideravano sudditi del sovrano inglese.

Court parties: sostenevano l’autorità del sovrano e del governatore reale e funzionari inglesi.

Country interests: esaltavano i poteri del parlamento e delle assemblee locali.

1735: Gran Risveglio. Movimenti religiosi in cui vari predicatori esaltavano i risveglio della fede popolare; la
loro azione provocò reazioni negative delle istituzioni religiose e la loro spaccatura.
Fra i ceti intermedi la mobilità sociale era più elevata che in GB:

1 better sort (proprietari terrieri, grandi mercanti), 2 middling sort (agricoltori e negozianti) 3 lower sort
(braccianti e servi a contratto).

Nelle città c’erano le diversità sociali maggiori, vi nacquero giornali e centri di istruzione superiore.

I legami intercoloniale e quelli fra colonie e madrepatria si rafforzarono in occasione delle guerre imperiali
con cui gli inglesi sbaragliarono i francesi e li espulsero dal nord America.

Con la guerra dei 7 anni, l’inizio per gli inglesi fu drammatico (massacro delle truppe di Braddock a Fort
Duquesne) ma alla fine ebbero la meglio.

1754: le autorità imperiali convocano ad Albany una conferenza di delegati delle province per negoziare un
trattato con gli Iorchesi; la conferenza approvò in via provvisoria un Piano di unione stilato da Benjamin
Franklin, che prevedevo l’istituzione di un’assemblea rappresentativa intercoloniale ( facendo appello alla
stessa esperienza iorchese). Il piano fu respinto dai governi provinciali e dal governo inglese. Dopo la
vittoria della GB, però, l’unità intercoloniale cominciò ad essere percepita dalle colonie in maniera diversa,
come unità contro gli interessi e le direttive di GB.

2. RIVOLUZIONE E COSTITUZIONE (1763-1789)


2.1 LE MOLTE RIVOLUZIONI AMERICANE

Vi sono 3 chiavi di interpretazione della Rivoluzione Americana:

- Rivoluzione come movimento di indipendenza nazionale; gli inglesi trapiantati forgiarono col tempo delle
comunità coloniali autonome e una coscienza della loro differenza dalla GB, percepita come agente di
dominio esterno. Come in molti altri stati, questo evento viene visto come un mito e perciò, secondo gli
storici sostenitori di questo mito, gli americani non si divisero combattendo fra loro, ma si ribellarono
insieme contro il corpo estraneo.

- Rivoluzione come un movimento di cambiamento sociale; due questioni: americani padroni a casa loro e
chi fra i residenti avrebbe governatoguerra civile.

- Rivoluzione in funzione della costruzione di un nuovo stato nazionale; processo inizia nel 1776 ma termina
nel 1787, con la seconda Costituzione e la creazione di una struttura federale di governo.

Gli USA furono costruiti contro l’Inghilterra e le popolazioni indiane indipendenti.

La pace di Parigi del 1763 segnò il trionfo dell’Inghilterra ma anche l’inizio dei suoi guai americani; i francesi
sono espulsi dal nord America.

La fine della guerra fu l’inizio di una nuova serie di conflitto fra anglo-americani e americani nativi; gli
indiani filo-francesi ricattavano gli alleati di diventare filo-inglesi e viceversa e senza francesi la politica di
equilibrio non funzionava più. Gli indiani Ottawa, Delaware e Iorchesi Seneca si unirono in una grande
sollevazione e assediarono le guarnigioni britanniche che avevano occupati i forti ex francesi sui loro
territori. Gli inglesi mantennero le posizioni militari ma furono costretti a bloccare l’afflusso di civili.

Royal Proclamation, 1763: Londra vieta di attraversare la Proclamation Line. Fa infuriare i coloni, che la
videro come tentativo del redi porre un limite alla loro espansione.

Lo scontro fra nativi e anglo-americani diventa costosissimo e Londra riorganizza il sistema fiscale imperiale,
irritandoli ulteriormente. Finanze GB esauste, raddoppio debito pubblico1763 progetto di riforme.
1745: scambi nell’area transatlantica imperiale conobbero una crescita da GB a colonie, ma non il
movimento opposto. La Guerra franco-indiana migliora la situazione, ma la sua fine del 1760 provoca crisi
commerciale. Le colonie iniziano a pensare di uscire dal sistema economico imperiale.

2.LA LOTTA PER L’INIDPENDENZA

Gli anglo-americani avevano un’economia prospera; il miglioramento delle condizioni era dovuto
dall’introduzione di nuove tecnologie, al maggior capitale disponibile per gli investimenti, alla
diversificazione dei prodotti e all’aumento del loro valore di mercato. La crescita economica e demografica
dava ai residenti di origine europea senso di dinamismo e proiezione verso il futuro17631775 gli
americani iniziano a sentirsi tali. John Adams: la rivoluzione inizia ad essere nella mente della gente e la
guerra fu solo un effetto di questa rivoluzione.

Gli inglesi erano furiosi perché i coloni continuavano a commerciar di nascosto coi francesi e altre leggi
dell’impero venivano disattese.

Per reperire soldi e ribadire l’autorità imperiale, 1 Revenue Act (1764) e 2 Stamp Act (1765).

1 rendere difficile il contrabbando e organizzazione dei dazi sui prodotti di importazione, ex zucchero
(Sugar Act).

2 documenti, transazioni e prodotti accompagnati da un bollo.

Evasori processati da tribunali del viceammiraglio, senza giuria. Le entrate procurate dagli atti erano
destinate alle colonie.

2.1 TASSAZIONE E RAPPRESENTANZA

I coloni si risentirono moltissimo, e il malcontento assunse presto un carattere politico-costituzionale: tasse


sbagliate e ingiuste e INCOSTITUZIONALI. Un’assemblea degli elettori di Boston del 1764 disse che se sono
soggetti di tasse del Parlamento senza esservi rappresentati, essi sono schiavi tributari. Come ripetè
William Pitt il Vecchio, le tasse sono un dono volontario, una concessione dei soli Comuni.

Gli americani si consideravano sudditi della corona ma non rappresentati dal Parlamento.

Contro lo Stamp Act, le colonie fecero fronte comune e convocarono un’assemblea intercoloniale a NY,
dove riconobbero le assemblee provinciali come le uniche legittimate a rappresentare i coloni ed imporre
tasse; tribunali senza giuria: violazione del diritto di ogni suddito.

In Virginia, viene approvata una risoluzione redatta da Patrick Henry, in cui bollava come nemico della
colonia chiunque sostenesse la causa del Parlamento di Londra.

1765: assemblea popolare in New London, manifesto rivoluzionario.

Thomas Whately, funzionario inglese, pubblica un pamphlet in cui dice che il Parlamento rappresentava
virtualmente tutti gli inglesi, ovunque abitassero. In un pamphlet di risposta, Daniel Dulany, del Maryland,
sottolineò come un inglese americano fosse ostacolato a partecipare attivamente al Parlamento crisi
Stamp Act. Resistenza diventa manifestazioni di piazza (ex Sons of liberty e Daughters of liberty).

Il movimento coinvolse anche gruppi in GB che volevano mantenersi in buoni rapporti con le colonie.

Nel 1766, il Parlamento fa marcia indietro sullo Stamp Act e approvò il Declaratory Act (riaffermava
dipendenza delle colonie).

1767: Townshend Acts, governo GB cerca di spremere risorse dalle colonie, ma poi rievoca i dazi, tranne
quello del tè.
 1770: massacro di Boston, sentinelle della dogana sparano alla folla.

 1773: Boston Tea Party, coloni assalgono nave inglese e bittano il tè nel mare.

In reazione, Intolerable Acts boicottaggio anti inglese, ma nessuno pensava ancora all’indipendenza.

2.2 LA DICHIARAZIONE DI INDIPENDENZA

1774, Filadelfia: 1^ congresso continentale. Alcuni delegati erano disposti a riconoscere l‘autorità del
Parlamento, mentre gli indipendentisti no. Emerse che esisteva doppia sovranità: corona e assemblee
coloniali.

Thomas Jefferson, “Esposizione sommaria dei diritti dell’America britannica”, 1774: chiedeva annullamento
di alcuni provvedimenti del Parlamento e denunciava la condotta del re, ma specificava che non si
volessero separare dalla GB.

Primo congresso doveva occuparsi di dare risposte alla crisi: chiesero la revoca degli intolerable acts e
proposero boicottaggio dei prodotti inglesi. Il Congresso era extralegale; il boicottaggio fu gestito dai
Comitati, diventati poi organismi politici “patriottici”. Poi convocarono il 2^ congresso continentale per il
1775.

1775: Londra ordina l’arresto dei dirigenti della rivolta del Massachusetts e da Boston i militari inviano
truppe verso Concord; sulla strada, a Lexington, 8 morti per una scaramuccia con la milizia locale e poi gli
inglesi ripiegano su Boston con parecchie perdite.

Nel frattempo, a Filadelfia si riunisce il 2^ congresso : battere moneta, gestire sistema postale e commercio,
rafforzare milizie coloniali e creare un esercito (continetal army)comandante capo George Washington.
Le truppe inglesi abbandonano Boston e si trasferiscono in Nova Scotia.

1776: Thomas Paine, pamphlet “Senso comune”, sostiene indipendenza delle colonie, chiede istituzione
governi repubblicani e dice che il destino delle 13 colonie riguardava l’intero mondo.

Maggio-giugno 1776: congresso istruisce le colonie a darsi governi repubblicani.

2 luglio: il congresso vota all’unanimità la mozione di Lee e Adams, che sosteneva l’indipendenza.

4 luglio 1776: Dichiarazione d’indipendenza, redatta da Jefferson e altri. Jefferson si ispirò alla sua
Costituzione della Virginia e al Bill of Rights inglese.

La conclusione tagliava i legami con la madrepatria e le colonie erano stati liberi e indipendenti.

3.GRUPPI SOCIALI E CULTURE POLITICHE NELLA RIVOLUZIONE

La notizia dell’Indipendenza fu accolta da grandi manifestazioni popolari. Si evocava anche la continuità con
la Rivoluzione inglese di metà 600. Il testo della Dichiarazione d’Indipendenza del 4 luglio fu diffuso a
stampa ma l’anno successivo il Congresso si dimenticò la data e la festa fu celebrata il 4 luglio a Filadelfia.

3.1 GUERRA CIVILE E DIFFERENZA SOCIALI

Non tutti gli anglo-americani erano favorevoli all’indipendenza e anche in GB l’opinione pubblica era divisa
(lealisti=tories, provenienti da aree politiche e sociali conservatrici o legati agli interessi dell’impero).

Furono anche numerosi i neutralisti, che erano contesi fra indipendentisti e lealisti; dovei lealisti erano più
numerosi, si combattè una vera e propria guerra civile.
Le popolazioni non europee erano estranee alle ragioni iniziali del conflitto ma vi furono coinvolte: parecchi
neri del nord si schierarono coi ribelli con la promessa di venir liberati; nel sud questa promessa era
inaccettabile da parte dei proprietari di schiavi, e così a questi venne promessa la libertà dall’Inghilterra.

Fra i dirigenti e sostenitori della Rivoluzione vi erano esponenti dei gruppi più facoltosi delle colonie mentre
nel New England acquistarono voce indipendente gli agricoltori. Queste mobilitazioni si tradussero in
partecipazione politica, soprattutto nelle camere basse dei nuovi stati, allargate e democratizzate dalla
Rivoluzione.

3.3 REPUBBLICA E LIBERTA’

I patrioti concordavano sul fatto che le società e i governi postrivoluzionari sarebbero stati repubblicani. Nel
linguaggio per discutere queste questioni, vennero ripresi i “Due trattati sul governo” di John Locke, in cui ci
era la giustificazione politico-filosofica dei diritti naturali dell’uomo; Locke diceva che gli uomini hanno
diritti fondamentali e il governo doveva garantire l’esercizio di questi diritti.

Una seconda tradizione ripresa era la “Magna Charta Libertatum”, che poneva dei limiti al potere dei
governanti sui governati.

Una terza tradizione erano i “Discorsi sopra la prima Deca di Tito Livio” di Macchiavelli, in cui si diceva che
le repubbliche erano possibili e desiderabili ma fragili ed esposte al rischio di fallimento ogniqualvolta
diventassero troppo grandi, ricche, potenti e socialmente stratificate.

Non è chiero cosai rivoluzionari intendessero con “felciità” nella Dichiarazione di inipendenza: poteva
indicare l’aspirazione al bene collettivo oppure individuale (anche proprietà).

4.LA NASCITA DELLA REPUBBLICA

Dal 1776, i nuovi stati cercano di darsi istituzioni politiche stabili e sopravvivere alla guerra con GB. La
continental Army di Washington viene affiancata da milizie statali più localistiche.

Inglesi portano in Nord America un esercito di mercenari, pensando di combattere una guerra tradizionale.
Ma la maggior parte degli americani viveva in aree rurali. Gli inglesi vinsero le battaglie, ma la strategia
americana tentava di resistere e stancarli. Inoltre, verso la fine, poterono contare sull’appoggio economico,
militare e diplomatico della Francia.

4.1 LA GUERRA E L’ORGANIZZAZIONE DI NUOVI STATI

I comandi britannici passano subito all’attacco e nell’estate del 1776 occupano NY, cacciando a sud
Washington e l’anno successivo cacciandolo anche da Filadelfia.

Due colonne britanniche dovevano convergere dal Canada all’entroterra newyorkese, ma l’operazione
fallisce. I soldati inglesi e indiani sono fermati a ovest dai patrioti a Oriskany e a nord furono sconfitti a
Saratogasvolta.

Nel frattempo, Franklin a Parigi ottiene l’appoggio della Francia, che riconosce l’Indipendenza e invia truppe
di supporto, animato da sentimento di vendetta anti inglese.

Dopo una serie di perdite, le truppe del sud sono riorganizzate da Horatio Gates (Saratoga), ma viene
sbaragliato a Camden nel 1780 i lealisti riprendono vigore e l’economia precipita, anche perchè gli schiavi
abbandonavano le piantagioni per unirsi agli inglesi.

1781: GB marcia e occupa, Yorktown (Virginia), dove viene sbaragliato dalla Continental Army e dai francesi
caduta di Yorktown, crisi politica in GBnuovo gabinetto di Lord Shelburne, avvia trattative di
pacetrattato finale a Parigi, 13 settembre 1783, riconosciuta indipendenza USA, restituzione sovranità
della Florida alla Spagna. Gli stati indipendenti si danno una struttura di coordinamento politico di tipo
CONFEDERALE.

Adottano costituzioni scritte minuziosamente descritte in documenti trasparenti e redatte da assemblee


legislative elette allo scopo, che consentivano ai cittadini di esercitare un’attiva sovranità. Inizialmente, le
costituzioni miravano a limitare l’autorità dei governanti. Le assemblee erano due: camera alta e bassa. Le
costituzioni non erano tutte uguali: repubblicani conservatori= limitazione diritto di voto ai proprietari
benestanti; repubblicani radicali=potere a un’unica camera dei rappresentanti.

“Articoli di confederazione”: carta collaborativa stesa dal 2^ congresso continentale e approvata il 15


novembre 1777. Istituiva una lega di amicizia, in cui ogni stato conservava la propria sovranità. Non aveva
autonomia finanziaria, non riscuotendo tasse. Bandiera= 13 stelle e strisce. Durante la guerra, molti si
lamentano che la confederazione non avesse poteri sufficienti per la situazione di emergenza, che non
seppe condurre una politica verso la Spagna e che non riuscì a far rispettare il trattato di pace.

4.2 LA COSTITUZIONE DEL 1787

Una convenzione interstatale viene convocata nel 1786 nel Maryland (Annapolis), ma andò deserta.

Nell’inverno, scoppia una rivolta degli agricoltori in Massachusetts, i quali si ribellavano a quello che
sostenevano essere un governo tiranno (i governanti risposero che, trovandosi in un regime repubblicano,
ciò non fosse legittimo e dispersero la rivolta).

Nuova convenzione a Filadelfia nel 1787, Washington presidente della convenzione (assenti i radicali del
Rhode Island).

Delegati erano in maggioranza massoni (intorno al 1775, la massoneria aveva un centinaio di logge, era
un’associazione illuminista con aspirazioni cosmopolite, che mirava al “perfezionamento dell’umanità”.
Repubblicana, interclassista e laica).

Presenza intellettualmente dominante fu Madison, che sostenne che una repubblica estesa e diversificata
fosse migliore; sostenne che il governo di questa grande repubblica doveva incorporare un sistema di
separazione dei poteri e superare la sovranità degli stati.

I delegati venuti a Filadelfia per riorganizzare la confederazione, decidono invece di stendere una nuova
costituzione; Madison concretizzò le sue elaborazioni teoriche nel “piano della Virginia”, a cui fu
contrapposto il “piano del New Jersey”, che non era così centralizzante. Il testo finale faceva appello a “Noi,
popolo degli Stati Uniti” e proclamava la costituzione e le leggi degli Stati Uniti le leggi supreme del paese.

Potere legislativo: congresso bicamerale (camera dei rappresentanti e Senato, con due membri per stato,
indipendentemente dalla loro estensione o popolazione). Poteri uguali per le due camere= garanzia di
controllo. Congresso aveva il potere di imporre tasse, battere moneta, dichiarare guerra, gestire esercito
ecc.

Potere esecutivo: presidente, affiancato da vicepresidente, eletto per 4 anni da un collegio di grandi elettori
(ogni stato aveva un numero di grandi elettori pari alla somma dei rappresentanti e dei senatori).
Presidente aveva il potere di firmare e negare leggi, era comandante dell’esercito.

Potere giudiziario: corte suprema. Giudici nominati da Presidente.

Convenzione licenzia questo progetto il 17 settembre 1787.


La Costituzione, aspirando a essere espressione unitaria di sovranità popolare, doveva almeno essere
ratificata da tutto il popolo (in realtà, erano sufficienti 9 stati). Restavano fuori stati chiave come Virginia e
NY, che ratificarono nel 1788 costituzione diviene realtà operativa.

5.COSTITUZIONE E RIVOLUZIONE

Gli oppositori della Costituzione si presentarono come i veri eredi della Rivoluzione e espressero il timore
che un governo centralizzato diventasse uno strumento di tirannia oligarchica e si lamentarono della
mancanza di una dichiarazione che garantisse diritti individuali; in risposta; “Il federalista” (1788), serie di
brevi saggi che esaltavano le capacità del sistema di superare i particolarismi. I sostenitori della
Costituzione promisero che avrebbero introdotto nel testo costituzionale una dichiarazione dei diritti.

La costituzione del 1787 nacque da un conflitto sul significato di Rivoluzione, in quanto era in continuità con
la Rivoluzione stessa ma non con alcuni dei principi della Costituzione del 1776. Madison negò che si
trattasse di un vero governo nazionale e Hamilton sostenne che gli stati erano parti costituenti della
sovranità nazionale.

Come in GB l’impero continuò ad essere una monarchia multipla, così negli USA l’ordinamento sembrava
essere multiplo federazione. Il partito avverso antifederalista.

La Costituzione rifletteva il processo rivoluzionario anche come movimento razzialmente connotato: nord
America c’erano 3 popolazioni distinte (bianchi, indiani e schiavi neri), ma solo i bianchi avevano
cittadinanza nel nuovo ordinamento. Inoltre, per aumentare i loro peso nel governo federale, imposero che
il conteggio per la distribuzione dei seggi della camera, comprendesse anche gli schiavi, calcolati per 3/5 del
loro numero effettivo.

La vittoria della Rivoluzione e la sconfitta inglese furono catastrofiche per le nazioni indiane, che si
ritrovavano da sole; gli indiani alleati con GB furono abbandonati e gli Iorchesi videro la fine della loro
confederazione.

Tutte le terre occupate dei bianchi entrarono a far parte del demanio pubblico federale Ordinanza del
nordovest (1787) riguarda amministrazione del territorio fra fiume Ohio, i Grandi Laghi e il Mississipi. Il
Congresso vi estese le libertà religiose e vietò la schiavitù. Gli stati, per entrare nella confederazione,
dovevano avere 60.000 abitanti liberi. Garanzia di trattare indiani con libertà e giustizia, ma in realtà libertà
e autogoverno non riguardavano i nativi (infatti erano autorizzati a condurre guerre contro di loro, che
furono poi definitive per imporre la loro sovranità contro un’accanita resistenza armata).

3.LA NUOVA REPUBBLICA (1789-1828)

1. IL RADICALISMO DELLA RIVOLUZIONE AMERICANA

Per rappresentare l’ampiezza e rapidità del cambiamento, lo scrittore NY Washington Irving inventò l’eroe
Rip Van Winkle che, esasperato dalla tirannia della moglie, fugge in un bosco e vi si addormenta per 20
anni; al suo risveglio, la Rivoluzione Americana era accaduta senza che lui lo sapesse.

4 luglio 1776= nuovo inizio dal quale contare il tempo (ex. Anno secondo dell’Indipendenza d’America).

Gli eventi rivoluzionari, travolsero il tradizionale sistema e molti ottennero diritto di parola, ci fu libertà di
stampa e organizzazione e la stragrande maggioranza degli uomini della middling sort e lower sort di
origine europea ottennero la cittadinanza politica. Le camere basse di molti stati si popolarono di piccoli
commercianti, agricoltori e artigiani. Anche le donne acquisirono spazi di autonomia (durante la guerra
furono loro a gestire gli affari economici domestici. Comunque rimasero sempre intrappolate nel
tradizionale ruolo di mogli e madri).
Per il suo messaggio rivoluzionario, la Dichiarazione d’Indipendenza ebbe una grande risonanza
internazionale e divenne la matrice e il modello di un nuovo tipo di documento politico, adottato da molti
movimenti indipendentisti successivi.

Inoltre si fondava sulla sovranità popolare e venne combattuta in un’area periferica del mondo atlantico.

2. FEDERALISTI E REPUBBLICANI

L’inizio della vita repubblicano fu segnato da conflitti, accompagnati dai riverberi della Rivoluzione francese
(soprattutto le guerre franco-inglesi, dopo il 1793, provocarono una frattura nella opinione pubblica);
Francia e Inghilterra diventano simboli di due possibili futuri (federalisti filo-inglesi che volevano una
società guidata dall’élite e governo centrale e repubblicani filo-francesi che volevano un governo
costituzionale basato sulla divisione dei poteri).

Aprile 1789= Washington e le assemblee legislative si insediarono. Bisognava mantenere la promessa della
stesura della Dichiarazione dei cittadini e contrarre i debiti dentro e fuori la patria.

2.1 I FEDERALISTI E LA COSTRUZIONE DEL GOVERNO CENTRALE

I federalisti tentarono di dar maggior autonomia al titolare del potere esecutivo, rendendoli responsabili
solo davanti al presidente (Henry Knox segretario della Guerra, Thomas Jefferson segretario degli Affari
esteri e Alexander Hamilton segretario del Tesoro).

Hamiltonunico debito nazionale; banca centrale, tipo Banca d’Inghilterra, a capitale misto e che battesse
monetacreano conflitti nel Congresso, che ne negarono la legittimità; Hamilton risponde che il governo
può far qualsiasi cosa non esplicitamente vietata.

1789, Judiciary Act= i giudici furono tutti federalisti inizialmente e si impegnarono ad affermare l’autorità
del governo federale (accettava la dottrina hamiltoniana dei poteri impliciti ed estesi del governo federale).

1791, Bill of Rights= pacchetto di 10 emendamenti. Madison voleva anteporgli un preambolo che
affermasse che tutto il potere appartiene al popolo e ne deriva. Il Congresso non mette il preambolo, ma
elabora un elenco di restrizioni al potere del governo federale da mettere in coda alla Carta costituzionale.

Infine, bisognava applicare la clausola che incaricava il Congresso di “fissare norme uniformi per la
naturalizzazione” dei nuovi arrivati 1790, residenza di almeno 2 anni e giuramento di fedeltà alla
Costituzione. Dopo la rivoluzione francese, per il timore che si intromettessero negli affari del Repubblica
senza condividerne i valori Naturalization Act (1795)= 5 anni e rinuncia a titoli nobiliari.

La politica finanziaria di Hamilton provoca la prime voci dissenzienti, soprattutto con l’imposta sugli alcolici
del 1791 “Ribellione delWhiskey”, 1794, Pennsylvania.

2.2 I REPUBBLICANI E L’ORGANIZZAZIONE DEL COFNLITTO POLITICO

Nel 1794 esistevano già organizzazioni antigovernative, ma non era chiaro se fossero legittime (i loro
dirigenti erano Jefferson e Madison. Dopo la proclamazione della Repubblica di Francia e lo scoppio della
guerra in GB, presero come modello i club rivoluzionari parigini): la guerra franco-inglese complica la
faccenda: gli USA erano legati alla Francia dal trattato di amicizia perpetua del 1778, però la GB era sia
oppressore sia un importante partner commerciale. L’arrivo negli USA dell’ambasciatore francese Edmond
Genet fu accolto con manifestazioni di entusiasmo; Genet fu ricevuto da Washington, che riconobbe il
governo rivoluzionario francese ma proclamò la neutralità degli USA federalisti accusano i repubblicani di
essere cospiratori al soldo della Francia. Nel 1795 viene reso pubblico un trattato stipulato con la GB i
repubblicani accusano i federalisti di intesa con una potenza monarchica controrivoluzionaria.
1796= prime elezioni in cui combatterono contendenti contrapposti vinse il federalista Adams e Jefferson
arrivò secondo, diventando vicepresidente.

Trattato di Jay migliorò i rapporti con Inghilterra ma li peggiorò con la Francia, che reagì sequestrando le
navi americane neutrali che trasportavano merci britanniche.

1798, Alien and Sedition Acts: immigrati pericolosi espulsi e tempi di naturalizzazione 5-14 anni.

Kentucky e Virginia dichiarano nulle le leggi di emergenza e con l’elezione di Jefferson del 1800, queste
decaddero.

Le elezioni dell’800 videro due candidati repubblicani a presidente e vice, Jefferson e Aaron Burr, che
arrivarono a pari meritointervento della Camera dei rappresentanti emendamento XII, dispose che i
voti per presidente e vice fossero espressi secondo liste distinte.

Con la vittoria di Jefferson, il capo dell’opposizione era ora diventato presidente. A lui succedettero
Madison e Monroe, jeffersoniani e virginiani. Jefferson disse “siamo tutti repubblicani e federalisti”, cosa
che smise di essere solo retorica con Monroe, che adottò politiche hamiltoniane.

All’inizio degli anni 20, federalisti scompaiono= regime monopartitico, la ” era dei buoni sentimenti”.

3. GOVERNI, TERRITORI, MERCATI

La prima parte della storia degli Usa fu caratterizzata dalle guerre altrui in Europa, da cui cercò di tenersi
fuori. Quando francesi e inglesi decisero il blocco reciproco dei porti, iniziarono a fermare e sequestrare le
navi americane dirette in Europa1807, Embargo Act= il Congresso vota la sospensione totale degli scambi
con le potenze che violavano i diritti del naviglio statunitense; 1812 entrò in guerra co GB, che si rivelò un
disastro1814=trattato anglo-americano a Gand, stabilì il ritorno allo status quo prebellico.

Il presidente Madison aveva iniziato le ostilità con GB anche per estenderne la sovranità sulle ultime
colonie inglesi nel Nord: la dichiarazione di guerra fu votata in Congresso dagli esponenti degli stati del sud
e dell’ovest (desiderosi di nuove terre), guidati dai War Hawks. I rappresentanti degli stati atlantici del
nordest si schierarono invece contro. I federalisti del Massachusetts ricorsero a una convenzione
d’opposizione interstatale a Hartford (1814-1815), chiedendo modifiche che limitassero i poteri del
presidente e del congresso.

3.1 GUERRE E CONQUISTE TERRITORIALI

Il governo federale ebbe una funzione decisiva nella “conquista del West”: acquistò in denaro contante i
nuovi territori, gestì la politica fondiaria, impiegò l’esercito per cacciare i residenti nativi e proteggere i
nuovi coloni, promosse la costruzione di vie di comunicazione.

Nell’ultimo decennio del 700 nuove migrazioni portarono alla formazione dei primi stati oltre i monti
Appalachi, Kentucky e Tennessee: nascita stati dell’Ohio, Indiana e Illinois, entrati nell’unione come stati
liberi (a differenza di Alabama; Mississippi e Louisiana).

1803: il governo acquista dalla Francia la Louisiana. Il controllo di entrambe le rive del Mississippi (New
Orleans) era vitale per il commercio della valle; finché la Louisiana fu sotto gli spagnoli, i diritti di
navigazione furono negoziati facilmente ma, quando venne ceduta alla Francia napoleonica nell’800, venne
percepita come una minaccia. Il presidente Jefferson, approfittando della crisi europea, pagò 15milioni di
dollari per 2 milioni di km quadrati. L’acquisto era legalmente discutibile e in contraddizione con l’idea
jeffersoniana di un governo centrale dai poteri limitati, ma Jefferson giustificò l’impresa come un
necessario allargamento dell’Unione. Il ricavato delle vendite era destinato a ripianare il debito federale e
viene ribadito il principio che le terre pubbliche “erano e rimarranno a esclusiva e totale disposizione deli
Stati Uniti”.
Agli stati fu anche vietato di stipulare atti di compravendita con i nativi: la Corte non riconobbe dunque la
piena sovranità delle nazioni indiane ma neanche applicò senza reticenze il diritto di conquista. L’avanzata
dei coloni verso ovest fu accompagnata dalle truppe federali e dalle guerre. In Kentucky e Tennessee la
penetrazione fu rapida perché i nativi erano stati sconfitti durante la Rivoluzione, mentre nel nordovest fu
più lenta perché incontrò una feroce opposizione, che venne scavalcata solo col trattato di Greenville
(1795), con cui il governo riuscì ad imporre la presenza di insediamenti stabili in Ohio.

Nell’Indiana un capo Shawnee, Tecumseh, formò una lega di resistenza, che fu indebolita quando il
generale Harrison ne distrusse il quartier generale (1811). Techumseh portò allora la lega a schierarsi con
gli inglesi nella guerra anglo-americana del 1812-14, ma perirono in battaglia.

Cherokee e Creek, Choctaw e Chickasaw furono rimossi con la forza.

Era necessario costruire vie di comunicazione capaci e superare la barriera dei monti Appalachi Albert
Gallatin, segretario del tesoro di Jefferson, teorizza tale cosa nel “Rapporto sulle strade pubbliche e sui
canali” (1808), e la teroia divenne operativa nel 1817 col falco Calhoun.

Furono gli investimenti federali e promuovere la più importante arteria del periodo, la National Road.

3.2 POLITICHE MERCANTILI E MERCATI

Durante la Rivoluzione l’economia aveva sofferto dal blocco navale inglese, incoraggiando la produzione di
merci non più importabili o destinate all’esercito. Il reddito del paese diminuì drasticamente e
l’indebitamento fu coperto con l’emissione di moneta cartacea sempre più inflazionata. Questi problemi
influenzarono il passaggio alla nuova Costituzione federale e alcuni aspetti della politica economica di
Hamilton, che aveva proposto un pacchetto esposto con precisione nel suo “Rapporto sulle manifatture”
(1791) al Congresso. Egli immaginava un grande mercato continentale unificato, con un’industria protetta da
dazi sulle importazioni e da misure di sostegno al commercio estero (Dipartimento del Tesoro, Banca degli
Stati Uniti, flotta); il progetto fu respinto, ma singole proposte furono applicate.

Gli americani costruirono un sistema mercantile relativamente chiuso e nel 1789 fu avviata una politica
doganale e, dopo il 1816, i dazi furono ulteriormente innalzati.

La Banca degli Stati Uniti visse una ventina d’anni, finché non fu affossata dai jeffersoniani che temevano la
distruzione delle banche locali agrarie, ma che poi la riorganizzarono nella cosiddetta seconda Banca degli
Stati Uniti.

Nel periodo della neutralità tra Francia e GB (1793-1807) i commerci con gli USA fiorirono e la fine delle
importazioni inglesi fece aumentare così rapidamente i prezzi dei manufatti da stimolare gli investimenti in
quella direzione; dopo il1815, le manifatture degli USA furono annichilite, visto il ritorno delle potenze
europee. Un avvio manifatturiero ci fu comunque, con l’importazione di immigrati inglesi istruiti in materia
e nel sud con l’impiego della manodopera schiavile.

A Waltham, Francis Cabot Lowell costruì nel 1813 una fabbrica tessile integrata: tutte le fasi della lavorazione
erano li, con l’suo di telai meccanici e l’impiego di donne nubili e finanziariamente, Lowell ebbe l’appoggio di
una s.p.a..

Le relazioni di mercato si affermarono prima in campagna e poi in città.

Con l’inizio dell’800 l’agricoltura schiavista meridionale divenne la fornitrice della materia prima della
rivoluzione industriale.

Negli anni 20 dell’800 la società americana bianca divenne la più commercializzata e acquisitiva del mondo.
Merci fino allora ritenute di lusso cominciarono a essere alla portata di molti.
4. UNA REPUBBLICA ANGLO-AMERICANA

Gli USA si pensarono come una repubblica nuova, euro-americana e protestante, e come una società politica
maschile. Oltre alle donne, erano esclusi gli africani, schiavi e non. Nel 1801, Jefferson vide un futuro
espansionistico che non voleva esser contaminato da “macchie””: per questo, gli africani dovevano essere
affrancati dalla schiavitù ma rispediti in Africa, o comunque fuori dal Nord America.

4.1 UOMINI E DONNE DELLA REPUBBLICA

Le donne avevano una cittadinanza di seconda classe, in quanto non erano considerate soggetti capaci di
esercitare liberamente il voto (avevano trasferito la loro identità civica al marito tramite il matrimonio).

Con l’abolizione progressiva dei requisiti di censo, negli anni 20 dell’800, i confini si fecero più netti e la
politica si trasformò in un’indiscussa fortezza maschile: solo diventando elettori si diventava veri uomini.

Abigail Smith Adams sembrò annunciare un ripensamento radicale di queste nozioni acquisite, ma l’audacia
di Abigail era solo retorica.

Nascono club politici e elettorali, circoli artigiani e società di mutuo soccorso, popolate dai figli dei Sons of
Liberty; emerse il nuovo tipo del self-made man: la maschilità non era più un dato scontato ma qualcosa da
acquisire, da dimostrare continuamente.

Nella società postrivoluzionaria le donne ebbero un ruolo centrale, benché subordinato, quello di madri
repubblicane (dovevano educare buoni cittadini, e ciò permise loro l’avvicinamento alla cultura e
l’istruzione).

La società si divise in due sfere: quelle della donna (ordine affettivo, educativo, etico, spirituale e familiare)
e quella dell’uomo (ordine politico, istituzionale e affaristico).

Nel saggio “Lo studioso americano” (1837) Ralph Waldo Emerson lamentò la pigra intelligenza del
continentecompito delle donne.

Inoltre, le donne furono protagoniste del secondo Grande Risveglio.

4.2 LE RELIGIONE DELLA REPUBBLICA

Il secondo Grande Risveglio fu un fenomeno dell’ovest, 1805-20; mutò profondamente il panorama religioso
del paese e lo ricristianizzarono. Risvegliò dinamiche affermate dopo il primo Grande Risveglio (battisti e
metodisti).

Gli Shaker acquistarono rapidamente un sapore americano perché vedevano nel nuovo continente il luogo
della seconda venuta di Cristo sulla terra.

Tutte le correnti religiose erano caratterizzate da corpi teologici semplificati e sostegno della salvezza per
tutti democratizzazione della religione sacralizzazione della democrazia.

Idea degli USA come Terra promessa, enfatizzata dalla conclusione vittoriosa della Rivoluzione nuovo
nazionalismo. Il partito federalista e quello repubblicano erano così divisi che per un quarto di secolo
celebravano divisi il 4 luglio e i federalisti non si riconoscevano nella dichiarazione di Indipendenza.

Il significato della nazione era dunque un terreno di conflitto ideologico; ma proprio questo conflitto,
contribuì a diffondere una coscienza nazionale in tutte le pieghe della società e gli angoli del paese.

Dal punto di vista cristiano, la loro impresa collettiva appariva come una manifestazione del disegno
provvidenziale di Dio.
Dopo il 1820, il 4 luglio venne celebrato collettivamente e la Dichiarazione di Indipendenza perse le
connotazioni di parte; i dirigenti della Rivoluzione furono trasformati in padri della patria.

5. LA CAPITALE FEDERALE, WASHINGTON CITY

Il pantheon nazionale fu subito dominato dalla figura di Washington, che era il primo a nutrire un culto
monumentale di sé. Alla fine della guerra d’indipendenza si dimise da comandante supremo dell’esercito,
consegnò la spada al Congresso e promise che non avrebbe più preso parte agli affari pubblici grande
risonanza all’estero. Egli tornò comunque nell’arena pubblica come presidente della convenzione
costituzionale di Filadelfia e poi come primo presidente deli Stati Uniti.

Nel 1800, la sua vita divenne leggenda nel libro “Vita di Washington” di Mason Locke Weems.

Storia della fondazione di una capitale federale: per tutti gli anni 80 del 700 il paese ebbe un governo
itinerante, che spesso era accolto con ostilità. Per questo la Costituzione del 1787 stabilì che il governo
dovesse aver sede in un distretto autonomo (District of Columbia); dopo molte discussioni, nel 1790, il
Congresso approvò una legge in proposito: la città doveva essere del tutto nuova e pronta in 10 anni. Inoltre,
il piano urbanistico della nuova città evocava la struttura governativa disegnata dalla Costituzione con 3 sedi:
Campidoglio (congresso), Executive Mansion (abitazione e ufficio del Presidente) e la sede della corte
suprema, mai costruita e inglobata nelle sale del Campidoglio.

La città era chiusa e isolata, monumentale e autoritaria.

All’inizio l’idea era che la città dovesse essere sviluppata con denaro di mercato (si supponeva che i cittadini
accorressero con capitali adeguati alla nuova città, ma non successe) maggiore L’Enfant viene licenziato.

Per evitare la bancarotta, il governo federale si rivolse a Maryland e Virginia per dei prestiti.

Per l’Executive Mansion, si fece ricorso agli schiavi neri.

Per tutta la prima parte dell’800, Washington City rimase un villaggio di poche migliaia di abitanti e venne
pure bruciata dagli inglesi nel 1814 (la Executive Mansion, per coprire le bruciature, venne dipinta di
biancoCasa Bianca).

Federal city doveva essere nuova e remota per superare l’accanita competizione per accaparrarsi la capitale
che si scatenò fra le città esistenti (soprattutto New York e Filadelfia).

Fu all’alba del 900, sotto Roosevelt, che il piano di L’Enfant fu ripreso e attuato.

4. DEMOCRAZIA E SCHIAVITU’ (1828-1860)


1. LA DEMOCRAZIA IN AMERICA

Nel marzo 1829, in occasione dei festeggiamenti per l’insediamento del presidente Andrew Jackson, una folla
irruppe nella Casa Bianca e si mescolò ai compassati dignitari e diplomatici che erano soliti frequentare quelle
salenuovo padrone=il popolo. La scelta dei grandi elettori presidenziali fu sottratta ai parlamentari statali
e affidata ai cittadini, stato per stato.

L’elezione di Jackson venne dopo una fase caotica: la scomparsa dei federalisti sotto Monroe aveva lasciato
i repubblicani padroni del campo ma divisi; dopo un’accanita campagna, Jackson conquistò il maggior numero
di voti elettorali, ma non la maggioranza assoluta e i membri della camera decisero per Adams: i suoi seguaci
si chiamarono repubblicani nazionali mentre i jacksoniani erano il partito democratico. I repubblicani erano
associazioni di élite politiche mentre i democratici Whig si rivolgevano a un elettorato esteso.

I mutamenti politici erano associati a sviluppi economico-sociali e le relazioni commerciali basate sul mercato
e sullo scambio monetario penetrarono ovunquemiddle class (jacksoniani, società di “uomini comuni”).
Si formò una nuova aristocrazia di proprietari terrieri e imprenditori e una classe operaia.

Molti storici hanno descritto il breve passaggio fra anni 20 e 30 come “rivoluzione del mercato” e una
“rivoluzione democratica”. Si consolidò un regime economico-sociale chiamato “capitalismo” e “sistema
capitalistico”. La democrazia era il governo della maggioranza, non c’era distinzione fra governanti e
governati.

Trionfo dell’individualisme: per i francesi, la pretesa di libertà individuale di comportamenti, opinioni e giudizi
avrebbe distrutto ogni forma di ordine e autorità. In USA, tradotto come individualism, perse la sua accezione
negativa.

Il nuovo coinquilino della Casa Bianca era dunque figlio genuino di una società democratica.

2. MERCATO E PARTITI POLITICI

Si discusse se l’economia dovesse essere protetta dallo stato o meno; sotto l’amministrazione Adams si
sviluppò un progetto di ispirazione hamiltoniana che il segretario di stato Clay descrisse come “un genuino
sistema americano”. Durante le presidenza Jackson ciascuno di questi punti venne messo in discussione. Il
loro motto era “libertà e Unione, ora e per sempre, una e inseparabile”. Dopo il 1834 Clay e Webster
organizzarono il partito Whig. I democratici riaffermarono la differenza jeffersoniana verso il governo
federale e la fiducia per un mercato capace di autoregolarsi; si presentarono come partito del popolo, benché
fossero una coalizione composita e promossero una guerra contro la Banca (1832-33), descritto come mostro
centralizzatore: rifiutando di rinnovarne l’atto costitutivo, la uccise.

Protestarono contro le tariffe doganali e fecero emergere la dottrina jeffersoniana dei diritti degli stati,
accusando le misure protezionistiche di essere dispotiche. La South Carolina indisse una convenzione
straordinaria, proclamarono la non validità delle nuove tariffe, organizzarono una milizia volontaria e
minacciarono la secessione; ma poi, compromesso che portò alla prima riduzione tariffaria (1833).

2.1 IL TRIONFO DEL MERCATO

Il governo federale adottò una politica di lasseiz faire e free banking (autonomia delle attività bancarie).

Gli stati innovarono la legislazione sulle corporation (società per azioni a responsabilità limitata); dopo il 1830
si stabilirono norme per la loro formazione e divennero il principale strumento per raccogliere capitali privati
a fini di profitto; sempre gli stati convogliarono i fondi pubblici per la costruzione canali e ferrovie (che
arrivavano anche ad aree non colonizzate indirizzandovi flussi migratori).

Le società ferroviarie divennero le prime grandi corporations private 1830-60= decollo economia USA.

Nel nord e ovest, l’avvento della meccanizzazione aumentò la produttività e prosperità delle imprese ma
anche i loro costi di gestioneindebitamento bancario sistematico.

I figlio numerosi non erano più una risorsa da inserire nell’economia domestica diminuzione natalità,
manodopera scarsa e costosa.

Gli inglesi ammiravano le novità tecnologiche americane.

I legami di solidarietà comunitaria ispirarono le prime forze di resistenza fra lavoratori contro il sistema di
fabbricascioperi e sindacati (avevano una portata locale, nonostante la National Trades Union (1834)).

2.2 LA DEMOCRAZIA DEI PARTITI

Lo spirito comunitario e individualista convivevano nella repubblica.


Democrazia dei partiti: grandi organizzazioni di massa, con precisazione della loro fisionomia grazie a nuove
procedure organizzative. 1831—> i repubblicani tengono la prima convenzione (congresso di delegati per
scegliere i candidati a presidente e vice). Meccanismi analoghi si affermarono per la scelta dei candidati alla
Camera dei rappresentanti e si diffusero meccanismi simili anche a livello municipale.

Spoil system: pratica che implicava che il partito al potere assegnasse impieghi pubblici agli attivisti più fedeli
come premio per la loro fedeltà. Fu nobilitato da Jackson, che lo presentò colme une democratica “rotazione
delle cariche”.

Democratici e Whig svilupparono sofisticati sistemi di mobilitazione dell’elettorato: giornali periodici,


opuscoli e volantini, manifestazioni di strada e feste.

Gli attivisti cercarono di presentare i loro esponenti come persone dai gusti semplici il candidato
democratico Martin Van Buren era un vecchio dandy e gli oppositori Whig lo presentarono come un signore
raffinato e effemminato, mentre il loro candidato William H. Harrison era un maschio western e la tattica
funzionò.

Dalla metà dell’800 una larga maggioranza degli americani bianchi sembrava ritenere che la maggioranza
degli americani bianchi sembrava ritenere che la fedeltà di partito fosse un apprezzabile atto di coerenza.

Per un ventennio i democratici e i Whig dominarono la scena politica ma negli anni 30 il predominio dei 2
partiti principali fu solo scalfito dalla nascita di formazioni politiche minori (che ebbero vita breve): la loro
presenza segnò l’inizio di un nuovo regime democratico con soggetti attivi e inoltre significava che i problemi
e gli interessi non erano adeguatamente rappresentati dai 2 partiti maggiori.

3. RIVOLUZIONE NELLO SPAZIO E NEL TEMPO


3.1 DESTINO MANIFESTO

Gli americani bianchi erano assai mobili e il ricambio nelle città di vecchio insediamento era rapidissimo: in
questa spinta verso ovest gli statunitensi dovettero fare i conti con la resistenza delle nazioni indiane e con
stati di tipo europeo (Messico e GB). Il segretario di stato di Monroe, John Quincy Adams, affermò che era
un’assurdità fisica e morale che le monarchie europee continuassero ad avere possedimenti in una nazione
come gli USA. Adams elaborò la dottrina Monroe: di fronte alla possibilità che le potenze della Santa Alleanza
aiutassero la Spagna a riprendere il controllo delle colonie ribelli, il governo riconobbe le repubbliche di Cile,
Colombia, Messico, Perù e Province Unite del Rio della Plata. Pensò anche a una dichiarazione congiunta con
GB contro le interferenze europee in USA. I principi enunciati, tutti americani, erano 3: USA si opponevano a
ogni futura colonizzazione europea nel continente, si astenevano dal prender parte a guerre europee e
consideravano eventuali interventi della Santa Alleanza come la “manifestazione di un atteggiamento ostile
verso gli USA”.

Dopo il 1840, sentirono gli effetti di ciò sia i messicani che gli inglesi: all’inizio del decennio i coloni americani
invasero l’Oregon, di cui una delle varianti aprì la strada per la California messicana e nuovi accordi con la
Cina fecero sognare nuove vie transoceaniche di traffico con l’Oriente. Dopo un braccio di ferro diplomatico,
il governo riuscì a imporre che la linea di confine fosse sul 49^ parallelo.

La questione della California era spinosa perché la regine era parte integrante della repubblica del Messico.
L’annessione fu riconosciuta nel 1845 dal presidente democratico James Knox Polk; il governo Messicano fu
irritato e il governo USA rispose con la dichiarazione di guerra (1846), che durò per un anno e si concluse con
la vittoria degli USA. Il confine fra Texas e Messico venne fissata sul fiume Rio Grande e il vasto sudovest
entrò a far parte dell’Unione.

I whig criticarono la politica bellicosa del presidente.


“Destino manifesto”, John L. O’Sullivan: missione imperiale statunitense era frutto del disegno della
Provvidenza razza “celtico-anglosassone”.

3.2 I NERVI DEL PAESE: NOTIZIE E VELOCITA’

Velocità di comunicazione, guerre ne sono un esempio: nel conflitto anglo-americano del 1812-14, nel 15 la
gente credeva di essere ancora in guerra. 30 anni dopo, la guerra col Messico avvenne in tempi veloci e alcuni
giornali furono persino più veloci degli organi governativi. O’Sullivan anticipò gli effetti di una futura ferrovia
transcontinentale e del telegrafo, che Morse disse cha avrebbe fatto “dell’intero paese un unico quartiere).

Il telegrafo era una manna per i commercianti, cambiò lo stile del giornalismo americano.

I politici iniziarono a metter per iscritto i loro interventi (verbatiam).

L’ampia circolazione della parola scritta era connessa alla capacità di leggere e scrivere degli americani,
popolo più alfabetizzato del mondo di metà 800. Saper consultare un giornale divenne un requisito
necessario per sopravvivere in un mercato competitivo e per partecipare con tempestività alla vita pubblica
e votare.

4. LA SCIHAVITU’ IN AMERICA

Tre zone:

-Nordestpresenza di attività manifatturiere, commerciali, finanziarie e sviluppo urbano.

-Nordovestagricoltura commerciale basata su fattorie a conduzione familiare.

-Sud agricoltura delle grandi piantagioni schiaviste a dominare la scena.

Avevano mercati e tratti distinti.

Nei primi anni della repubblica, erano stati New England e Virginia a pensarsi come i poli contrapposti di una
storia nazionale comune e si contendevano l’eredità politica della Rivoluzione.

4.1 IL SUD E L’UNIONE

I confini erano labili, ma un confine netto c’era: sud schiavista e nord libero.

L’élite meridionale preferì investire nell’agricoltura e negli schiavi, piuttosto che nelle manifatture e nelle
infrastrutture: in termini economici, sembra indubbio che la schiavitù rendesse ai singoli piantatori e al loro
ceto. Ma il sud non era un corpo estraneo all’Unione.

1820, Compromesso: ammissione dell’Unione del Missouri schiavista in cambio di quella del Maine libero;
stabilì inoltre che i territori dell’Acquisto della Louisiana fossero divisi in 2 alla latitudine di 36^30’ e che la
schiavitù vi fosse consentita a sud e vietata a nord.

La vera differenza fra nord e sud stava nella massiccia presenza fisica e nella centralità simbolica
dell’istituzione della schiavitù. Furono i dirigenti meridionali a sostenere che la schiavitù dei neri era una
condizione della libertà dei bianchi e dissero il loro sistema migliore di quello del nord.

4.2 LA CONDIZIONE DEGLI SCHIAVI

Da schiavista praticante, Jefferson definì la schiavitù “questa macchia deplorevole del nostro paese”: in
effetti, tuti i bianchi nutrivano un oscuro terrore delle masse di neri che li circondavano giorno e notte.

La rappresentazione della schiavitù come un’istituzione benigna e degli schiavi come esseri inferiori dominò
l’immaginazione americana bianca fin dentro il 900 (vedi “Via col vento”, 1936,, Margaret Mitchell).
I matrimoni potevano durare a lungoruolo centrale della famiglia.

Mantennero segretamente la loro religione, ma da quella dei bianchi assorbirono l’esodo dell’Egitto,
eleggendosi come nuovo popolo destinato ad un simile destino. I leader religiosi erano gli individui più colti
della comunità.

Le fughe erano pericolose e le ribellioni armate collettive ancora di più, perciò rare.

Turner: predicatore in un piantagione virginiana, figlio di schiavo fuggitivo e amante della Bibbia; si convinse
di essere stato scelto da Dio per liberare la sua gente e massacrò il suo padrone; Turner e una quindicina di
seguaci furono poi processati e giustiziati.

Negli anni 30 e 40 si sviluppò un movimento abolizionista minoritario ma animato da forti motivazioni etiche,
da ideali di uguaglianza e da un senso di missione.

5. LE CRISI DEGLI ANNI 50

Di fronte all’agitazione abolizionista, il sud si chiuse e mise in discussione i diritti e le libertà dei bianchi. Gli
antischiavisti, almeno all’inizio, non erano amati neanche dai settentrionali. In Congresso fu imposto il divieto
di discutere della limitazione o abolizione della schiavitù (gag rule).

Fecero approvare un “Fugitive Slave Act”, che consentiva ai padroni di inseguire gli schiavi fuggiaschi nei
territori liberi e di riprenderseli senza processo.

Soprattutto dopo il 1850, svilupparono una sorte di nazionalismo meridionale che sottolineava non solo la
differenza ma anche l’antagonismo col settentrione e si cominciò a parlare di secessione.

“La capanna dello zio Tom” sensibilità della popolazione bianca alla causa antischiavista.

1848: Free Soil Party, si batteva perché i territori occidentali restassero suolo libero. Quasi in contemporanea
nacque l’American Party, una formazione xenofoba che puntò più sulla frattura fra americani e stranieri che
sulla schiavitùdissoluzione.

Dopo l’ingresso della California (1850), gli stati liberi erano maggioritari e i meridionali in congresso fecero
approvare il “Kansas Nebraska Act” (1854) e il territorio del Kansas fu così aperto ai coloni schiavisti e non.

Gli ex Whig e gli ex democratici settentrionali si unirono ai Free Soiler, agli abolizionisti e ad altri e formarono
il nuovo partito repubblicano (1854-56). Non esisteva più un omogeneo sistema bipartitico federale, ma 2
ben distinti: uno a nord e uno a sud.

Nel 1860 il partito nominò candidato Abraham Lincoln e nello stesso anno si scissero anche i democratici: il
partito candidò a presidente Stephen A. Douglas, che aveva promosso il Kansas-Nebraska Act. L’ala
meridionale si staccò e nominò un candidato diverso, Joh C. Breckinridge del Kentucky.

Nel nord lo scontro avvenne fra il repubblicano Lincoln e il democratico Douglas, nel sud il democratico
Breckinridge e John BellLincoln prevalse.

Il 1860 era iniziato sotto il segno dell’aggressione dell’abolizionista John Brown che aveva occupato l’arsenale
militare di Harper’s Ferry (1859): disse che voleva liberare gli schiavi per ordine di Dio onnipotente, ma fu
impiccato dalle autorità virginiane.

Molti meridionali si decisero al passo estremo: la secessione. I 7 stati formarono gli Stati Confederati
d’America.
5.NASCITA DI UNA NAZIONE (1860-1877)

1. UNA CASA DIVISA

La Confederazione volle costruirsi in nazione indipendente; il suo sistema economico-sociale era omogeneo,
e piuttosto omogenee erano le provenienze etniche, le tradizioni politiche, la lingua e la religione della sua
popolazione bianca. Negli stessi anni in cui i nordisti e sudisti si battevano in Nord America, c’erano guerre in
Messico, Venezuela, Colombia, Paraguay, Argentina, Brasile e Uruguay.

La guerra civile nord americana fu combattuta fra 2 entità distinte, gli Stati Confederati d’America e gli Stati
Uniti d’America.

Lieber code (1863): riguardava il trattamento umanitario dei prigionieri e della popolazione civile, il divieto
delle armi chimiche e della tortura, trattamento delle spie ecc.

I dirigenti del nord ritennero che i cittadini e gli stati meridionali fossero in lotta contro il governo legittimo e
perciò parlarono di “guerra per l’Unione” o “guerra di ribellione”. Nel sud parlarono invece di “guerra fra gli
stati” o “guerra per l’indipendenza meridionale”. Guerra civile è oggi la definizione abitualmente adottata.

Fu una “guerra sociale” che vide l’estensione a tutti i cittadini di principi civili.

Solo nella tradizione degli afro-americani la guerra venne descritta come “guerra per abolire la schiavitù” o
“guerra per l’emancipazione”.

La schiavitù venne abolita ovunque, a partire dagli inglesi.

Il caso statunitense è però da considerarsi specifico per vari fattori: numero degli schiavi, non ci fu
emancipazione graduale e i bianchi non erano in minoranza come nelle colonie.

Sud= radicato alle tradizioni. Nord+Inghilterra= isola di rapido cambiamento nel mondo.

Lincoln “una casa divisa al suo interno non può reggersi”.

La crisi precipitò per ragioni politiche e, infine, per una serie di scelte politiche: crollo del sist4ema partitico
provocò la fine di partiti con apparati ed elettorati nazionali.

La vittoria di Lincoln venne vissuta come il trionfo di una parte e la rovina dell’altra.

Molti meridionali scelsero la secessione, ma per arrivare al punto di non ritorno bisognò attendere la
primavera del 1861.

2.GUERRA

Nel 1861, gli Stati Confederati d’America, con capitale Montgomery, in Alabama, adottarono una
Costituzione simile a quella degli USA e anche una bandiera quasi uguale, con la differenza che nel sud la
schiavitù era consentita e il mandato presidenziale aveva durata di 6 anni. i loro problemi immediati erano
due: rafforzare la Confederazione e liberarsi di alcuni forti federali che erano rimasti isolati nel territorio
confederato.

Lincoln voleva impedire che una debole confederazione di 7 stati diventasse un colosso di 15 e dichiarò che
non avrebbe usato la forza contro i secessionisti ma neanche tollerato i loro attacchi a proprietà federali.
Quando Lincoln decise di affermare la sua autorità inviando uomini a Fort Sumter, in South Carolina, si
aspettava una reazione da sfruttare e quando i cannoni confederati aprirono il fuoco sul forte, il presidente
annunciò che era in atto un’insurrezione.

Lo scoppio delle ostilità fece passare la Virginia dalla parte degli stati confederati, seguita da Arkansas,
Tennessee e North Carolina (la capitale viene trasferita a Richmond, Virginia).
Mentre il nord era autosufficiente, il sud dipendeva dalle importazioni.

2.1 CAMPI DI BATTAGLIA

La guerra totale furò dal 1861 al 1865 ed entrambe le parti ricorsero alla coscrizione obbligatoria. Il costo del
conflitto fu di 20 miliardi di dollari, dovuto dai nuovi caratteri assunti dalla guerra (tecnologie industriali,
artiglieria, grandi masse).

Negli ultimi 2 anni del conflitto, il nord scatenò contro il sud la sua superiorità distruttiva e lo travolse.

1^ battaglia: Bull Run, Virginia,1861grazie alla resistenza del generale Thomas Jackson (Stonewall) fu
sconfitta e messa in fuga.

L’unione bloccò dal mare i porti meridionali e nell’ovest avviò un’operazione per il controllo del fiume
Mississippi. Mentre le navi dell’ammiraglio David Farragut occuparono New Orleans, da nord le truppe di
Ulysses S. Grant entrarono in Tennesee, batterono i confederati a Shiloh e si affacciarono verso sud.
Nell’estate si accese il fronte della Virginia settentrionale: McClellan marciò su Richmond ma fu costretto a
ritirarsi da Stonewall Jackson e da Robert E. Lee battaglia dei 7 giorni, poi tenta un’offensiva passando il
confine col Maryland ma fu fermato a Antietam (1862). 5 giorni dopo, Lincoln annunciò che avrebbe emesso
, in data 1^ gennaio 1863, una Proclama di emancipazione degli schiavi (concepì di dover spingere i singoli
stati schiavisti verso un’emancipazione graduale, presentata all’Unione come una misura per salvare
l’Unione).

Fin dall’inizio il sud aveva cercato di essere riconosciuto come stato indipendente da Francia e GB, che si
dichiararono neutrali, attribuendo quindi al governo Richmond lo status di potenza belligerante, cosa che
Lincoln on gradì. (ci furono tensioni fra Londra e Washington, nel 1861 un vascello unionista fermò un vapore
britannico e ne prelevò due ambasciatori confederati diretti in Europa e inoltre Washington si lamentò
perché gli inglesi vendevano navi da guerra alla Confederazione, che promise di smettere nel 1863).

Dopo il 1^ gennaio 1863 le fila dei fuggitivi si ingrossarono e il nord autorizzò il reclutamento dei neri.

Sul fronte della Virginia, Lee respinse un secondo tentativo di invasione a Chancellorsville e invase di nuovo
il nord: entrò in Maryland e Pennsylvania, minacciò Washington e Baltimora e ingaggiò battaglia a
Gettysburg, Pennsylvania (1-4 luglio). Lee, dopo giorni di duri combattimenti, ordinò un assalto impossibile
alle posizioni nemiche che si risolse in un massacro e la sconfitta 4 luglio 1863 fu una festa
dell’indipendenza memorabile per l’Unione.

Questo tipo di guerra prevedeva volontari motivati e pugnaci ma non abituati a sottostare a delle
organizzazioni militari gerarchiche. Inoltre, la guerra di trincea distrusse l’idea che il coraggio individuale
contasse qualcosa. Molti soldati trovarono conforto in revival religiosi mentre altri si diedero malati o si
nascosero per sopravvivere.

1864: Grant, comandante degli eserciti federali, insegna la tecnica che prevede di colpire duramente il
nemico fino alla sua distruzione (costoso). In Virginia, costrinse Lee a una guerra d’attrito e, nel frattempo,
ordina all’armata occidentale di penetrare dal Tennessee alla Georgia. Sherman riuscì a occupare Atlanta,
raggiunse Savannah e risalì a nord attraverso South e North Carolina. In Virginia Lee continuò a resistere me
era in minoranza.

1865: l’eroe del sud abbandona Richmond e si arrende a Grant nel villaggio di Appomattox.

2.2 DIETRO LE LINEE

Il sud fu costretto a ripudiare i fondamenti della sua tradizione politico-costituzionale, e cioè i diritti degli
stati e il governo minimo; adotta misure di centralizzazione militare, politica ed economica: amalgama le
milizie statali in un unico esercito, accentua il prelievo fiscale, requ8isendo i raccolti di cotone per far
pressioni diplomatiche sugli acquirenti stranieri.

Anche l’Unione estese i suoi poteri, indirizzò le attività economiche, regolò l’ordine pubblico, unificò
l’esercito, gestì la coscrizione obbligatoria.

Lincoln, appena iniziata la guerra, lanciò un massiccio progetto di costruzioni navali, impose la legge marziale
in Maryland e perseguì coloro che sabotavano lo sforzo bellico.

Il governo federale impose tariffe doganali altissime, creò una banconota unica nazionale (greenbacks),
cedette gratuitamente piccoli poderi, organizzò un’Accademia nazionale delle scienze e aprì i confini
all’immigrazione per procurare forza lavoro a buon mercato.

La corruzione era così diffusa a Washington da spingere la Camera ad aprire un’inchiesta e aumentò il
malcontento con la leva obbligatoriarivolte, tra cui una a NY.

Nella Confederazione, la coscrizione prevedeva esenzioni per chi pagasse un sostituto o possedesse 20
schiavi, per garantire il mantenimento dell’ordine e della produttività ma esasperò gli animi dei coltivatori
senza schiavi. Emerse una tensione sociale fra schiavisti e non. Dal 1863 in poi, molti altri svilupparono un
vero e proprio risentimento di classe verso il “governo dei ricchi” e smisero di collaborare.

Il presidente Davis fu accusato di tirannia e di usare metodi yankee; questi dissensi non portarono alla nascita
di una vera e propria opposizione, perché nel sud non si formò un sistema organizzato di partiti.

Il predominio di un forte partito repubblicano minimizzò le spinte centrifughe degli stati e gli sbandamenti
dei cittadini e la sopravvivenza dei democratici come opposizione fece sì che le disaffezioni e le proteste si
incanalassero nel conflitto partitico.

Lincoln fu rieletto e uso campagne per ricordare agli elettori gli scopi bellici, per evocare tradizioni di libertà,
per mobilitare emozioni e idealismi.

Novitàfotografia.

3. LA RICOSTRUZIONE DELL’UNIONE
3.1 LA POLITICA DELLA RICOSTRUZIONE

Bisognava discutere su a quali condizioni riammettere i secessionisti, quando e come abolire la schiavitù e
cosa fare degli schiavi liberati. 1863, Lincoln presenta un piano che prevedeva il perdono dei ribelli che
giurassero fedeltà agli USA e accettassero il Proclama di emancipazione.

1864: emendamento XIII,abolizione della schiavitù.

Lincoln, mentre festeggiava a teatro il 14 aprile 1865, fu assassinato da un attore simpatizzante del sud, John
Wilkes Booth. Gli successe il vicepresidente Andrew Johnson, che ne continuò la politica. I black codes
sostituirono gli slave codes e miravano a mantenere i neri nelle piantagioni con forme di servitù velate.

I repubblicani in Congresso decidono di reagire e si scontrarono con Johnson; dapprima si mossero i


repubblicani moderati che nel 1866 approvarono 2 leggi: la prima rafforzò i poteri ed estese la durata a vita
del Freedmen’s Bureau e la seconda fu un Civil Rights Act, che cercava di contrastare i black codes. Johnson
pose il veto su entrambe le misure, ma il Congresso le approvò superando i veti.

1868: Emendamento XIV, tutte le persone nate negli USA erano cittadini e godevano di tutti i privilegi.

1867: Military Reconstruction Act, per governare il sud con mano ferma, gli stati meridionali vengono
raggruppati in 5 distretti militari.
Il conflitto fra Johnson e il Congresso investì anche la separazione dei poteri; infine, cercarono di rimuoverlo
accusandolo (impeachment).

1868: Nuovo presidente repubblicano, Grant.

1870: Emendamento XV, diritto di voto non negabile per razza, colore o precedente condizione di schiavitù.

La prima reazione degli ex schiavi fu di abbandonare le piantagioni e gli ex padroni fu di ristabilire il vecchio
ordine con misure di polizia. I black codes non erano invenzioni nordamericane.

Negli Usa, dopo il 1867, ricostruzione militare o radicale o neraesperimento di democrazia multirazziale.

Neri: suffragio universale maschile. I neri meridionali votarono in massa per il partito che li aveva liberati, il
partito di Lincoln.

3.2 LA DEMOCRAZIA MULTIRAZZIALE EIL SUO FALLIMENTO

Gli ex schiavi non ebbero mai una rappresentanza proporzionale alla loro consistenza numerica. I governi del
sud furono guidati da repubblicani bianchi, in genere filo-unionisti, malvisti dai bianchi locali che li
chiamavano scalawags e gli attivisti di origine settentrionale venivano insultati come carpetbaggers.

I neri che si arruolarono come soldati unionisti scoprirono che anche al nord la vita non era facile. La famiglia
nera rimase centrale, così come le chiese che si rafforzarono insieme a istituzione di fratellanza non religiose.
Avvio costruzione sistema scolastico.

La mezzadria divenne il modo per scaricare sui piccoli coltivatori neri il rischio di un mercato instabile
sopravvivenza aristocrazia terriera meridionale.

Nel sud mantenne il potere economico e cercò di riprendersi quello sociale e politico con un’offensiva contro
i governi della ricostruzione. Il partito democratico fu lo strumento, che attaccò i repubblicani come agenti
del nord, eccitò gli odi razziale. Oltre a ciò, si aggiunsero offensive illegali razzistiche: Ku Klux Klan.

Dopo il 1870, i governi locali vennero riassunti dai democratici meridionali, espellendo neri e repubblicani.

Nelle elezioni del 1874, i democratici nazionali conquistarono la maggioranza nella Camera dei
rappresentanti, insidiando il controllo repubblicano sul governo federale.

Elezioni 1876: vince Samuel J. Tilden, democratico. Si temette che il paese precipitasse in una nuova guerra
civile.

Hyes ose termine a qualunque pressione militare federale nel sud e ritirò gli ultimi soldati.

Il nord perse la battaglia contro un sud demoralizzato: la ragione era che il sud bianco era unito e
determinato come non lo era stato in difesa della schiavitù e della secessione.

4. LA NAZIONE E IL CONTINENTE

Il nazionalismo meridionale dopo Appomattox si sciolse e la confederazione ebbe una morte rapida. Lo spirito
di resistenza era tutt’altro che scomparso, ma si manifestò solo quando i vincitori cercarono di imporre con
la forza i diritti civili e politici dei neri. Ma con la fine della ricostruzione questa causa e questa ideologia non
erano più elementi distintivi del sud.

Le celebrazioni patriottiche del 1876, per il centenario della Dichiarazione d’Indipendenza, offrirono
un’occasione solenne per manifestare questi sentimenti.

Una specifica identità meridionale continuò a esistere sotto forma di identità regionale.
4.1 L’IDEA DI NAZIONE

I dirigenti settentrionali repubblicani usarono il termine nazione con più insistenza che nel passato e
manifestarono che il paese non fosse più una federazione di stati, bensì una nazione unitaria. Nel 1860 il
segretario di stato di Lincoln tenne una serie di conferenze intitolata “L’idea nazionale”. Anche Lincoln nel
1863 a Gettysburg disse che gli USA erano nati come una nuova nazione, concepita nella libertà, e consacrata
al principio che tutti gli uomini sono creati eguali.

A conflitto finito, la retorica si intensificò venandosi di toni romantici. Il culto della bandiera divenne un
fenomeno di massa, corredato di un nuovo mito delle origini, il mito di BetsyRoss, la sarta di Filadelfia che
avrebbe confezionato la prima stelle e strisce nel 1776.

L’emendamento XIV chiarì che la cittadinanza nazionale era una cittadinanza maschilevari gruppi di donne
inviarono petizioni al Congresso affinché l’emendamento in discussione garantisse anche a loro il diritto di
voto, ma le richieste furono respinte. Comunque nacquero varie associazioni suffragiste come la National
Woman Suffrage Association e la American Woman Suffrage Association di Lucy Stone.

4.2 L’ESTREMO OVEST

Vie di comunicazione aprirono l’ovest più lontano, il Far West, e le sue ricchezze a nuove ondate di americani
in movimento. La proprietà delle foreste finì nelle mani di grandi società che sfruttavano il legname in aree
vastissime. Il Far West e alcuni suoi tipi umani entrarono rapidamente nel folklore nazionale e nazionalista.
Anche il paesaggio del Far West fu raffigurato con retorica conquistatrice e nazionalista.

Queste rappresentazioni della natura occidentale erano manifestazioni di un orgoglio nazionale che esaltava
le capacità trasformative di una società tecnologica in espansione.

Lo scrittore Henry David Thoureau, considerando la natura dell’ovest una fonte di verità estetiche, filosofiche
e morali capaci di rigenerare gli americani.

Negli anni precedenti alla Guerra civile i tradizionali sentimenti di ostilità dei bianchi verso i selvaggi si
sedimentarono in discorsi scientifici sulla loro inferiorità genetica.

Fu nel Far West che si combatterono le ultime fasi dello scontro ormai impari fra pellirosse e visi pallidi.

L’avanzata europea tuttavia non si fermò in queste regioni e il governo cominciò a concentrare i nativi nelle
riserve. Tutto ciò portò a una serie di conflitti armati che portarono alla fine delle patrie dei nativi.

5. UN ESERCITO PER LA NAZIONE?

Dopo la grande smobilitazione del 1865 e dopo la fine dell’occupazione del sud, i soldati in servizio effettivo
si ridussero. D’altra parte non c’erano potenze straniere ostili che minacciassero direttamente i confini; gli
unici nemici in vista erano gli indiani, ma una serie di sconfitte indiane dopo il 1877 vide i compiti dell’esercito
esaurirsi.

1876: George A. Custer cercò di attaccare un accampamento Sioux presso il fiume Little Big Horn ma fu
annientato; la sua morte entrò comunque nella leggenda nazionale come Custer’s Last Stand.

Nel 1877 il controllo delle riserve fu affidato al generale William T. Sherman; nel frattempo un’altra guerra si
apriva a est ed era una guerra sociale.

Uno sciopero di ferrovieri partì dal West Virginia e da Pittsburgh in Pennsylvania, poi si estese fino a Chicago
e St. Louis. Per ristabilire l’ordine si fece ricorso a unità militari che furono richiamate dall’ovest e dalle guerre
indiane, oppure che erano appena rientrate dal sud.
Gli eventi del 1877 propiziarono una riforma delle milizie statali; la milizia organizzata fu equipaggiata e
addestrata per affrontare i disordini sociali e i membri erano reclutati negli strati medio-alti della
popolazione, chiamata Guardia nazionale.

Nel nord divenne l’incubo delle associazioni sindacali mentre a sud divenne uno strumento per affermare la
supremazia bianca.

L’esercito fu più efficace delle milizie nel reprimere le sommosse popolari del luglio 1877.

Il congresso istituì allora una speciale commissione bicamerale guidata dal senatore repubblicano ex generale
della Guerra civile Ambrose E. Burnside (1878) drastico snellimento della burocrazia militare, creazione di
unità combattenti più efficienti, la definizione di linee di comando chiare, l’aumento del potere del presidente
nella selezione e nella scelta degli ufficiali superiori, ma per il momento non se ne fece niente.