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LA RIVOLUZIONE AMERICANA

INTRODUZIONE
Con "Guerra d'indipendenza americana", si intende il conflitto che si scaten tra le tredici colonie britanniche in nordamerica e la madrepatria, fra il 1776 e il 1783 terminato con la costituzione di una nazione indipendente, gli Stati Uniti d'America

LE CAUSE DELLA GUERRA


Alla fine della guerra dei Sette anni (1756-1763), la Gran Bretagna, risult essere maggiore potenza e dominatrice assoluta sui mari, ma nonostante ci la corona inglese si ritrov a dover sostenere enormi spese di guerra e la responsabilit di amministrare e difendere i nuovi territori acquisiti in Nord America. Allo scopo di far contribuire alle spese dell'impero anche i coloni, il Parlamento inglese, nel marzo del 1765 impose una tassa di bollo su tutti i documenti legali, i contratti, le licenze, anche giornali, opuscoli, carte da gioco ecc., stampati in terra americana. L'imposta provoc una forte opposizione tra i coloni. Normalmente, infatti, erano le assemblee locali ad emanare leggi fiscali e di organizzazione della sicurezza interna; tale legge venne quindi percepita dai coloni come un tentativo di limitare i loro piani di autogoverno. Nell'ottobre del 1765, i delegati di nove colonie si riunirono a New York per far conoscere alla madrepatria le proprie lamentele. In effetti, nel marzo successivo, il Parlamento abol la tassa ma ci non fu determinato dalle obiezioni dei coloni sull'istituzionalit della tassa, bens dalle pressioni dei mercanti inglesi, fortemente danneggiati dalla protesta dei coloni. La cancellazione dell'imposta lasci irrisolti i problemi finanziari della corona britannica che ben presto impose nuove tasse sull'importazione di vetro, piombo, vernici, carta e t, inviando nel contempo delle truppe allo scopo di imporre ai coloni l'osservanza della legge. Ancora una volta, la reazione fu pronta e vigorosa. Manifestazioni di protesta accolsero ovunque l'arrivo degli ufficiali doganali e i commercianti adottarono nuovamente la politica di non importazione delle merci britanniche. Le tensioni esplosero il 21 giugno 1768, quando migliaia di manifestanti bostoniani minacciarono i commissari delle dogane obbligandoli alla fuga; immediatamente Londra invi quattro reggimenti di truppe per permettere il rientro dei commissari e dando inizio all'occupazione militare della citt. La lunga serie di scontri che ne seguirono culmin nel marzo del 1770 nel cosiddetto massacro di Boston, quando i soldati britannici, provocati dalla folla, aprirono il fuoco uccidendo cinque coloni; si scaten allora una nuova violenta ondata di protesta. Piegata ancora una volta dal boicottaggio economico, Londra dispose la revoca della tassa. Ma tre anni dopo il Parlamento dispose il monopolio della vendita di t in America. Tale provvedimento risollev immediatamente il conflitto tra i coloni e la madrepatria tanto che a Boston il carico delle navi che trasportavano il t venne addirittura rovesciato in mare. Per tutta risposta, nel 1774 il Parlamento inglese approv alcune misure repressive, intese a riaffermare l'autorit regia: il porto di Boston fu chiuso e venne rafforzato il regime di occupazione militare della citt, riducendo anche le leggi di autogoverno dei coloni. Il 16 dicembre 1773, per protestare contro l'imposizione da parte della Corona britannica di una tassa sull'importazione del t, alcuni coloni americani, guidati da Samuel Adams, salirono a bordo di navi britanniche e gettarono in mare i carichi di t.

IL CONFLITTO
I rappresentanti di tutte le colonie si riunirono a Philadelphia nel settembre del 1774 nel primo Congresso continentale per stabilire una linea d'azione comune e definire i diritti delle terre d'America e i limiti dell'autorit del Parlamento di Londra. In una Dichiarazione dei diritti i delegati ribadirono il rifiuto di pagare tasse e decisero la cessazione di ogni commercio con la Gran Bretagna fino al ritiro delle truppe inglesi. Nel frattempo nel Massachusetts le milizie cittadine andavano organizzandosi in un Comitato di salute pubblica clandestino. Nella notte del 18 aprile 1775 il governatore inglese invi un reggimento a requisire un deposito d'armi nei pressi di Boston ma i coloni intercettarono le truppe inglesi che furono costrette a ritirarsi a Boston che fu posta sotto assedio dai ribelli. Nell'aprile 1775, mentre si dirigeva verso Concord, nel Massachusetts, per distruggere le riserve di polvere da sparo dei coloni americani, un contingente britannico, sotto la guida del generale Thomas Gage, si scontr a Lexington con un gruppo di 70 volontari. Non si sa quale delle due parti abbia scatenato la battaglia, ma gli otto coloni morti nello scontro furono i primi caduti della guerra d'indipendenza americana. Questi sviluppi determinarono, da parte dei coloni la costituzione di un esercito che venne posto sotto il comando di George Washington. Tuttavia, tra i delegati era ancora prevalente una volont di riconciliazione con la Gran Bretagna ed infatti essi riaffermarono la lealt al Re, chiedendogli per di ritirare le truppe. Intanto gli inglesi asserragliati a Boston, ricevuti rinforzi via mare, avevano conseguito una netta vittoria sugli americani che non serv tuttavia a rompere l'assedio della citt. Le notizie sulla battaglia e sulle richieste del Congresso raggiunsero Londra contemporaneamente. Senza prendere in nessuna considerazione le richieste dei coloni il Re, Giorgio II dichiar guerra ai ribelli. In risposta alle decisioni inglesi il Congresso continentale eman la Dichiarazione d'indipendenza (4 luglio 1776), con la quale le colonie si costituivano in stati liberi e indipendenti, impegnandosi a respingere l'invasione di quella che veniva ormai considerata una potenza straniera.

LA FINE DELLE OSTILIT


All'inizio del 1779 anche la Spagna dichiar guerra alla Gran Bretagna, e l'anno successivo altrettanto fece l'Olanda. In territorio americano le operazioni proseguirono con alterne vicende fino all'assedio di Yorktown, dove si erano rifugiare le truppe inglesi. Nell'agosto del 1781 la flotta francese sbaragli quella inglese, impedendo cos ogni possibilit di collegamento via mare. Dopo una serie di inutili tentativi di forzare le linee nemiche, il 19 ottobre 1781 il comandante inglese si vide costretto alla resa. Yorktow segn la fine delle ostilit, anche se i negoziati di pace si trascinarono fino al 3 settembre del 1783, quando la Gran Bretagna firm il trattato di Parigi, con il quale riconobbe l'indipendenza delle ex colonie; i confini degli Stati Uniti d'America vennero stabiliti a ovest con il Mississippi, a nord con il Canada, a sud con la Florida. Rivoluzione francese E una successione di avvenimenti politici e sociali che ebbero come conseguenze principali la caduta della monarchia, il crollo dell'Ancien Rgime e l'istituzione della repubblica in Francia. Le cause fondamentali furono l'incapacit delle classi dominanti di affrontare i problemi di stato, l'indecisione del re, l'esagerata tassazione della popolazione rurale, l'impoverimento del

proletariato, il fermento intellettuale dovuto all'Illuminismo e l'eco della guerra d'Indipendenza americana. Cause storiche della rivoluzione Per pi di un secolo prima che Luigi XVI salisse al trono (1774) la Francia aveva vissuto periodiche crisi economiche dovute alle lunghe guerre sostenute durante il regno di Luigi XIV, alla cattiva gestione degli affari nazionali da parte di Luigi XV, alle perdite subite nella guerra coloniale anglo-francese (1754-1763) e all'indebitamento per i prestiti alle colonie americane in guerra per l'indipendenza (1775-1783). Poich era sempre pi insistente la richiesta di una riforma fiscale, sociale e amministrativa, nell'agosto 1774 il nuovo re nomin controllore generale AnneRobert-Jacques Turgot, che impose severe economie di spesa. Quasi tutte le riforme furono tuttavia boicottate dai membri pi reazionari del clero e della nobilt che, appoggiati dalla regina Maria Antonietta, imposero le dimissioni di Turgot e si opposero anche al suo successore, il finanziere e statista Jacques Necker. Questi dovette a sua volta lasciare l'incarico, ma si guadagn il favore popolare pubblicando un resoconto delle finanze reali, che rivelava l'altissimo costo del sistema dei privilegi e dei favoritismi. Negli anni successivi la crisi peggior e la richiesta di convocazione degli Stati generali (assemblea formata da rappresentanti del clero, della nobilt e del terzo stato), che non si riunivano dal 1614, costrinse Luigi XVI ad autorizzare le elezioni nazionali nel 1788. Durante la campagna elettorale, la censura fu sospesa e la Francia fu invasa da opuscoli che diffondevano idee illuministe. Necker, nuovamente nominato controllore generale, chiese di attribuire al terzo stato, cio alla borghesia, tanti rappresentanti agli Stati generali quanti erano quelli attribuiti al primo e al secondo stato insieme. Gli stati generali si riunirono a Versailles il 5 maggio 1789. Le delegazioni delle classi privilegiate si opposero immediatamente alle proposte di procedura elettorale avanzate dal terzo stato, che, essendo il gruppo pi numeroso, con il sistema del voto individuale si sarebbe assicurato la maggioranza. Dopo sei settimane di impasse i rappresentanti del terzo stato, guidati da Emmanuel-Joseph-Sieys e dal conte Honor-Gabriel de Mirabeau e in aperta sfida alla monarchia che sosteneva clero e nobilt, si proclamarono Assemblea nazionale, attribuendosi il potere esclusivo di legiferare in materia fiscale. Privata dal re della sala di riunione, l'Assemblea per tutta risposta si trasfer nella sala attigua (20 giugno), giurando che non si sarebbe sciolta senza aver redatto una costituzione (giuramento della pallacorda). Divisioni interne fecero s che anche molti rappresentanti del clero inferiore e alcuni nobili liberali si unissero al nuovo organo. La rivolta Di fronte alle continue sfide ai suoi decreti e alla sedizione serpeggiante nell'esercito, il re capitol e il 27 giugno ordin a nobilt e clero di unirsi ai rivoluzionari, che si proclamarono Assemblea costituente. Allo stesso tempo, cedendo alle pressioni della regina e del conte di Artois (il futuro Carlo X), Luigi XVI radun alcuni reggimenti stranieri attorno a Parigi e a Versailles e licenzi nuovamente Necker. Il popolo parigino reag con l'insurrezione aperta e dopo due giorni di tumulti prese d'assalto la Bastiglia, il carcere simbolo del dispotismo reale (14 luglio 1789). Gi in precedenza sporadici disordini e sollevamenti contadini in diverse zone della Francia avevano allarmato i piccoli proprietari terrieri non meno dei seguaci del re. Spaventati dagli eventi, il conte di Artois e altri reazionari lasciarono il paese, dando inizio alla migrazione dei nobili (rfugis). Per timore che il popolo approfittasse ulteriormente del crollo del vecchio apparato amministrativo e passasse nuovamente all'azione, la borghesia parigina si affrett a istituire un governo locale provvisorio e una milizia popolare (guardia nazionale), comandata dal marchese di Lafayette, eroe della guerra d'Indipendenza americana. Un tricolore rosso, bianco e blu sostitu lo stendardo bianco dei Borbone, mentre anche nelle province si formavano

municipalit borghesi e rurali e unit della guardia nazionale. Luigi XVI, non potendo contenere la crescente rivolta, ritir le truppe, richiam Necker e legittim le misure prese dalle autorit provvisorie. La costituzione I disordini in provincia e nelle campagne spronarono la Costituente: il 4 agosto 1789 clero e nobilt rinunciarono ai propri privilegi e, qualche giorno dopo, fu approvata una legge che aboliva i privilegi feudali, pur con alcune eccezioni. Furono proibite la vendita delle cariche pubbliche e l'esenzione dalle tasse, mentre alla Chiesa cattolica fu tolto il diritto di prelevare le decime. L'Assemblea si dedic quindi alla redazione della costituzione. Nel preambolo, noto come Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino, i delegati formularono gli ideali rivoluzionari condensati poi nell'espressione "libert, galit, fraternit". Nel frattempo il popolo, affamato e in fermento per le voci di una cospirazione monarchica, assedi inferocito il palazzo di Versailles (56 ottobre), costringendo la famiglia reale a riparare a Parigi con l'aiuto di Lafayette. L'episodio spinse alcuni conservatori, membri della Costituente, a seguire il re e a dare le dimissioni. L'obiettivo iniziale di una monarchia costituzionale venne mantenuto, anche se tra i membri dell'Assemblea cominci a prevalere un certo radicalismo. La prima stesura della costituzione fu approvata dal sovrano il 14 luglio 1790, presenti delegazioni di ogni parte del paese. Le province furono abolite e sostituite da dipartimenti dotati di organi amministrativi elettivi locali; i titoli nobiliari furono soppressi; si istitu il processo davanti alla giuria per atti criminali e si prospettarono fondamentali modifiche alle leggi. Basando il diritto di suffragio sulla propriet, la costituzione limit l'elettorato alla borghesia e alle classi pi elevate. Il potere legislativo fu conferito a un'assemblea composta da 745 membri da eleggere in modo indiretto. Sebbene il re detenesse il potere esecutivo, gli furono imposte rigide limitazioni: il suo veto aveva esclusivamente effetto sospensivo e all'Assemblea spettava il controllo sulla sua condotta negli affari esteri. La costituzione civile del clero limit notevolmente il potere della Chiesa cattolica; i suoi beni confiscati servirono a garantire i nuovi titoli ( assignats) emessi per risolvere la crisi finanziaria; preti e vescovi sarebbero stati eletti da particolari assemblee e retribuiti dallo stato, al quale essi dovevano giurare fedelt, mentre quasi tutti gli ordini monastici dovevano essere soppressi. Nei quindici mesi tra l'accettazione della prima stesura della costituzione e il suo completamento mutarono gli equilibri di forze all'interno del movimento rivoluzionario, soprattutto a causa del clima di scontento e di sospetto diffuso tra le classi prive del diritto di voto, sempre pi portate a soluzioni radicali. Questa tendenza, stimolata in tutta la Francia dai giacobini e a Parigi dai cordiglieri, si acu alla notizia dei contatti tra Maria Antonietta e il fratello, l'imperatore Leopoldo II d'Asburgo che, come quasi tutti i regnanti d'Europa, aveva accolto i rfugis e non nascondeva la propria ostilit di fronte agli avvenimenti francesi. Il sospetto popolare sulle attivit della regina e sulla complicit del re trov conferma il 21 giugno, quando la famiglia reale tent di lasciare la Francia e fu catturata a Varennes. La crescita del radicalismo nel governo Il 17 luglio 1791 i repubblicani di Parigi si riunirono al Campo di Marte chiedendo la deposizione del sovrano. All'ordine di Lafayette, politicamente affiliato ai foglianti (monarchici moderati), la guardia nazionale apr il fuoco disperdendo i dimostranti. Lo spargimento di sangue acu la frattura tra repubblicani e borghesia. Dopo aver sospeso Luigi XVI dalle sue funzioni, la maggioranza moderata della Costituente, temendo ulteriori disordini, reintegr il re nella speranza di contenere le spinte radicali ed evitare l'intervento straniero. Il 14 settembre Luigi XVI giur di appoggiare la costituzione emendata. Due settimane dopo, con l'elezione della nuova legislatura autorizzata dalla costituzione, l'Assemblea costituente fu sciolta. Nel frattempo, Leopoldo II e

Federico Guglielmo II, re di Prussia, avevano emanato una dichiarazione congiunta contenente minacce di intervento armato contro la rivoluzione (27 agosto 1791). L'Assemblea legislativa, riunitasi il 1 ottobre, era composta da 745 nuovi membri (poich i costituenti si erano dichiarati ineleggibili alla legislatura successiva) ed era divisa in fazioni le cui idee politiche erano ampiamente divergenti. La pi moderata era quella dei foglianti, sostenitori della monarchia costituzionale prevista nella costituzione del 1791; al centro si collocava la maggioranza (detta "pianura"), senza un programma preciso, ma compatta nell'opposizione ai repubblicani, seduti a sinistra, distinti in girondini, che chiedevano la trasformazione della monarchia costituzionale in repubblica federale, e montagnardi (giacobini e cordiglieri), che propugnavano una repubblica fortemente centralizzata. Prima che queste differenze provocassero una grave frattura interna, i repubblicani riuscirono a far approvare alcune leggi importanti e severe misure contro gli ecclesiastici che rifiutavano il giuramento di fedelt. Il veto del re a tali proposte cre una crisi che port al potere i girondini, i quali, nonostante l'opposizione dei montagnardi, adottarono un atteggiamento ostile verso Federico Guglielmo II e Francesco II d'Asburgo (succeduto al padre sul trono imperiale il 1 marzo 1792), principali protettori dei rfugis e sostenitori della ribellione dei signori feudali alsaziani contro il governo rivoluzionario. La volont di guerra si diffuse rapidamente sia tra i monarchici, che speravano di restaurare l'Ancien Rgime, sia tra i girondini, che volevano un trionfo decisivo sulle forze reazionarie nazionali ed estere. Il 20 aprile 1792 l'Assemblea legislativa dichiar guerra all'Austria. La lotta per la libert A causa degli errori commessi dagli alti comandi francesi, perlopi monarchici, l'Austria riport numerose vittorie nei Paesi Bassi austriaci. La conseguente invasione della Francia fece cadere il ministero Roland il 13 giugno e nella capitale scoppiarono disordini culminati nell'attacco alle Tuileries, la residenza reale. L'11 luglio Sardegna e Prussia entrarono in guerra contro la Francia e scatt l'emergenza nazionale; furono inviati rinforzi agli eserciti e a Parigi si raccolsero volontari da tutto il paese, tra cui il contingente di Marsiglia che arriv cantando la Marseillaise. Lo scontento popolare nei confronti dei girondini, raccoltisi intorno al monarca, aument la tensione, che degener in insurrezione aperta quando il duca di Brunswick minacci di distruggere la capitale in caso di attentati contro la famiglia reale. Gli insorti assaltarono le Tuileries, massacrando le guardie del re, che si rifugi nella sala dell'Assemblea legislativa; il re fu sospeso e imprigionato, il governo parigino deposto e sostituito da un consiglio esecutivo provvisorio dominato dai montagnardi di Georges Danton, che ben presto assunsero il controllo dell'Assemblea legislativa e indissero elezioni a suffragio universale maschile per una nuova Convenzione costituente. Tra il 2 e il 7 settembre oltre 1000 sospetti traditori furono processati sommariamente e giustiziati nei cosiddetti "massacri di settembre", dettati dalla paura di presunti complotti per rovesciare il governo rivoluzionario. Il 20 settembre l'avanzata prussiana fu bloccata a Walmy. Il giorno seguente si riun la nuova Convenzione nazionale, che proclam l'abolizione della monarchia e la nascita della Prima Repubblica. Sebbene le principali fazioni, montagnardi e girondini, non avessero altri programmi comuni, non si svilupp alcuna opposizione al decreto della Gironda che prometteva l'aiuto francese a tutti i popoli oppressi d'Europa, principio che di fatto avrebbe dato luogo a future annessioni. Mentre le truppe conseguivano nuove vittorie, conquistando Magonza, Francoforte sul Meno, Nizza, la Savoia e i Paesi Bassi austriaci, cresceva il conflitto all'interno della Convenzione, con la Pianura che oscillava tra i girondini conservatori e i montagnardi radicali, capeggiati da Robespierre, Marat e Danton. Fu approvata la proposta della Montagna di processare Luigi XVI per tradimento: il 15 gennaio 1793 il re fu dichiarato colpevole e il 21 gennaio ghigliottinato, provocando la reazione immediata delle corti europee.

La mancanza di unit dei girondini durante il processo al re danneggi il loro prestigio e la loro influenza alla Convenzione diminu, anche in conseguenza delle sconfitte francesi contro l'Inghilterra e le Province Unite (1 febbraio 1793) e contro la Spagna (7 marzo), quest'ultima entrata con alcuni stati minori nella coalizione controrivoluzionaria. All'inizio di marzo, la Convenzione approv la coscrizione di 300.000 uomini, arruolati nei vari dipartimenti. Sfruttando la resistenza opposta dai contadini della Vandea, i monarchici e il clero li spinsero alla rivolta, dando inizio alla guerra civile che si diffuse rapidamente nei dipartimenti vicini. La sconfitta francese a Neerwinden, la guerra civile e l'avanzata delle forze straniere in Francia portarono a una crisi tra i girondini e i montagnardi, che sostenevano la necessit di un'azione radicale in difesa della rivoluzione. Il Terrore Il 6 aprile la Convenzione istitu un nuovo organo esecutivo della repubblica, il Comitato di salute pubblica, e riorganizz il Comitato di sicurezza generale e il tribunale rivoluzionario, inviando inoltre funzionari nei singoli dipartimenti per sorvegliare l'applicazione della legge e requisire uomini e armi. Il conflitto tra girondini e montagnardi si acu; nuovi tumulti scoppiati a Parigi, organizzati da estremisti radicali, costrinsero la Convenzione a ordinare l'arresto di 29 delegati e due ministri girondini, cos che da quel momento prevalse la fazione radicale del governo parigino. Il 24 giugno l'Assemblea promulg una nuova costituzione ancora pi democratica; tale documento non entr mai in vigore perch fu completamente riformulato dai giacobini, passati il 10 luglio alla direzione del Comitato di salute pubblica. Tre giorni dopo, il radicale giacobino Jean-Paul Marat fu assassinato da Carlotta Corday, simpatizzante girondina; l'indignazione pubblica accrebbe notevolmente l'influenza giacobina. Il 27 luglio il giacobino Maximilien Robespierre entr nel Comitato e ben presto ne assunse la guida. Aiutato da Louis Saint-Just, Lazare Carnot, Georges Couthon e altri, Robespierre ricorse a misure estreme per schiacciare qualunque tendenza controrivoluzionaria. I poteri del Comitato vennero rinnovati mensilmente dall'Assemblea nel periodo noto come il Terrore (aprile 1793 - luglio 1794). In campo militare, la repubblica dovette affrontare le potenze nemiche che avevano ripreso l'offensiva su tutti i fronti: Magonza era stata riconquistata dai prussiani, numerose citt francesi erano cadute o sotto assedio, gli insorti cattolici o monarchici controllavano buona parte della Vandea e della Bretagna, mentre Caen, Lione, Marsiglia e Bordeaux erano nelle mani dei girondini. Una nuova coscrizione chiam alle armi tutta la popolazione maschile abile, 750.000 uomini che vennero divisi in quattordici eserciti. All'interno, l'opposizione veniva repressa duramente dal Comitato: il 16 ottobre fu giustiziata Maria Antonietta e, due settimane dopo, ventuno girondini; migliaia di monarchici, ecclesiastici, girondini e altri, accusati di attivit o simpatie controrivoluzionarie, furono processati e mandati al patibolo, per un totale di 2639 esecuzioni, di cui pi della met tra giugno e luglio 1794. Il tribunale di Nantes condann a morte oltre 8000 persone in tre mesi e in tutta la Francia si eseguirono quasi 17.000 pene capitali che, sommate ai morti nelle prigioni sovraffollate e malsane e ai rivoltosi uccisi sul campo, portarono le vittime del Terrore a circa 40.000. Non si fecero distinzioni: nobili, ecclesiastici, borghesi e soprattutto contadini e operai furono condannati come renitenti alla leva, disertori, ribelli o responsabili di altri crimini. Al clero, il gruppo proporzionalmente pi colpito, fu imposta l'abolizione del calendario giuliano, sostituito da quello repubblicano. Il Comitato di salute pubblica di Robespierre tent di riformare la Francia secondo i concetti di umanitarismo, idealismo sociale e patriottismo; nello sforzo di istituire una "repubblica della virt", si enfatizz la devozione alla nazione e alla vittoria, combattendo corruzione e ribellione. Il 23 novembre 1793, la Comune di Parigi (la prima, detta anche Comune rivoluzionaria), presto seguita in tutta la Francia, chiuse le chiese, iniziando la predicazione della religione rivoluzionaria nota come "culto della Dea Ragione". Ci accrebbe le differenze tra i giacobini, guidati da

Robespierre, e i seguaci dell'estremista Jacques-Ren Hbert, che costituivano una forza notevole alla Convenzione e nel governo parigino. Frattanto, la campagna contro la coalizione antifrancese raccoglieva vittorie e respingeva gli invasori; contemporaneamente il Comitato di salute pubblica schiacciava le insurrezioni di monarchici e girondini. La lotta per il potere Il conflitto tra il Comitato e gli estremisti si risolse con l'esecuzione di Hbert e dei suoi collaboratori (24 marzo 1794); pochi giorni dopo (6 aprile) Robespierre fece giustiziare Danton e i suoi seguaci, che cominciavano a chiedere la pace e la fine del Terrore. A causa di tali rappresaglie Robespierre perse l'appoggio di molti giacobini; si diffuse il rifiuto delle eccessive misure di sicurezza imposte dal Comitato e lo scontento generale si trasform presto in una vera cospirazione: Robespierre, Saint-Just, Couthon e altri 98 seguaci furono arrestati il 27 luglio (corrispondente al 9 termidoro II) e giustiziati il giorno seguente. Sino alla fine del 1794 l'Assemblea fu dominata dal gruppo che aveva rovesciato Robespierre ponendo fine al Terrore: i club giacobini furono chiusi in tutta la Francia, vennero aboliti i tribunali rivoluzionari e abrogati alcuni decreti, tra cui quello che fissava il tetto massimo di prezzi e salari. Richiamati i girondini e altri delegati di destra espulsi, i termidoriani divennero fortemente reazionari, sicch nella primavera del 1795 ripresero tumulti e manifestazioni di protesta, duramente represse e seguite da rappresaglie contro i montagnardi. Nell'inverno 1794 l'esercito invase i Paesi Bassi austriaci e le Province Unite, poi riorganizzate nella Repubblica batava. La coalizione antifrancese si sgretol: con il trattato di Basilea (5 aprile 1795) la Prussia e altri stati tedeschi stipularono la pace con la Francia; il 22 luglio anche la Spagna usc dalla guerra; solo Gran Bretagna, Sardegna e Austria rimasero in guerra con la Francia. Per quasi un anno per si ebbe una situazione di tregua. La fase successiva apr le guerre napoleoniche. La Convenzione nazionale redasse rapidamente una nuova costituzione che, approvata il 22 agosto 1795, conferiva il potere esecutivo a un Direttorio composto di cinque membri e quello legislativo a due camere, il Consiglio degli Anziani (250 membri) e il Consiglio dei Cinquecento. Il mandato di un membro del Direttorio e di un terzo del corpo legislativo doveva essere rinnovato annualmente a partire dal maggio 1797 e il voto era limitato ai contribuenti residenti da almeno un anno nel proprio distretto elettorale. La nuova costituzione si allontanava dalla democrazia giacobina e, non indicando mezzi per risolvere i conflitti tra potere esecutivo e legislativo, pose le premesse per rivalit interne, colpi di stato e un'inefficace gestione degli affari interni. La Convenzione, sempre anticlericale e antimonarchica nonostante l'opposizione ai giacobini, cre una serie di garanzie contro la restaurazione della monarchia; decret infatti che il Direttorio e due terzi del corpo legislativo fossero scelti tra i propri membri, suscitando cos la violenta insurrezione dei monarchici (5 ottobre 1795). I disordini furono sedati dai soldati guidati dal generale Napoleone Bonaparte (il futuro Napoleone I). Il 26 ottobre cessarono i poteri della Convenzione, sostituita il 2 novembre dal governo previsto nella nuova costituzione. Nonostante il contributo di abili statisti quali Charles-Maurice de Talleyrand-Prigord e Joseph Fouch, il Direttorio dovette fronteggiare subito numerose difficolt: sul fronte interno l'eredit di un'acuta crisi finanziaria aggravata da una disastrosa svalutazione (99% circa) degli assignats, lo spirito giacobino ancora vivo tra le classi pi povere, il proliferare tra i benestanti di agitatori monarchici che propugnavano la restaurazione; sul fronte internazionale la questione aperta con il Sacro romano impero e l'assolutismo, costante minaccia alla rivoluzione, che ancora dominava quasi tutta l'Europa. I raggruppamenti politici borghesi, decisi a conservare il potere conquistato, presto scoprirono i vantaggi derivanti dal dirottare le energie della massa in canali militari.

L'ascesa di Napoleone A circa cinque mesi dall'insediamento, il Direttorio apr la prima fase (marzo 1796 - ottobre 1797) delle guerre napoleoniche. Tre colpi di stato, sconfitte militari nell'estate 1799, difficolt economiche e fermento sociale misero in grave pericolo la supremazia politica borghese. Gli attacchi della sinistra culminarono in un complotto del riformatore radicale Franois-Nol Babeuf, che chiedeva la distribuzione di terre e ricchezze. Il tradimento di un complice fece fallire l'insurrezione e Babeuf fu giustiziato il 28 maggio 1797. Un colpo di stato rovesci il Direttorio (9-10 novembre 1799) e Napoleone Bonaparte, idolo popolare grazie a recenti vittoriose campagne, sal al potere come Primo console, chiudendo il periodo "rivoluzionario". Il parziale fallimento della rivoluzione fu compensato dal suo dilagare in quasi tutta Europa. Cambiamenti portati dalla rivoluzione Il risultato immediato della rivoluzione fu l'abolizione della monarchia assoluta e dei privilegi feudali. Si eliminarono la servit, i tributi e le decime; i grandi possedimenti vennero frazionati e si introdusse un principio equo di tassazione; con la redistribuzione delle ricchezze e dei terreni, la Francia divenne il paese europeo con il maggior numero di piccoli proprietari terrieri indipendenti. A livello sociale ed economico, si abolirono l'incarceramento per debiti e il diritto di primogenitura nell'eredit terriera, e fu introdotto il sistema metrico decimale. Napoleone port a compimento alcune riforme avviate durante la rivoluzione: istitu la Banca di Francia, che era banca nazionale semi-indipendente e agente governativo in materia di valuta, prestiti e depositi pubblici; instaur l'attuale sistema scolastico, centralizzato e laico; organizz l'universit e l'Institut de France; stabil l'assegnazione delle cattedre in base a esami aperti a tutti, senza distinzioni di nascita o reddito. La riforma delle leggi provinciali e locali fu accolta nel Codice napoleonico, che rispecchiava molti principi introdotti dalla rivoluzione: uguaglianza dei cittadini davanti alla legge; proibizione della detenzione arbitraria oltre il terzo giorno dall'arresto; regolarit processuale, che prevedeva un consiglio di giudici e una giuria, la presupposizione di innocenza dell'accusato fino a prova contraria e il diritto alla difesa. In tema di religione i principi di libert di culto e di stampa, enunciati nella Dichiarazione dei diritti dell'uomo, portarono a una maggiore libert di coscienza e al godimento dei diritti civili per protestanti ed ebrei. Furono gettate le basi per la separazione tra stato e Chiesa. Gli esiti teorici della rivoluzione si ritrovano nelle parole "libert, galit, fraternit", che diventarono il vessillo per le riforme liberali in Francia e in Europa nel XIX secolo; tuttora sono parole-chiave della democrazia. Storici revisionisti, tuttavia, attribuiscono alla rivoluzione gli effetti meno positivi dell'ascesa di un sistema altamente centralizzato e spesso totalitario, e della guerra applicata su larga scala a coinvolgere intere nazioni. Altri tendono a sminuire la lotta di classe come elemento motore della rivoluzione, e a sottolineare l'importanza di fattori politici, culturali e ideologici. La rivoluzione Industriale

Caratteri generali La Rivoluzione Industriale indica un cambiamento radicale di tutta la societ. Le cause sono molte e tutte concatenate tra loro, e variano secondo lo stato in cui avviene, ma confrontando il fenomeno nei vari stati, si possono ricondurre a: innovazione tecnica: cambiamento del modo di produrre (macchina a vapore)

accumulazione di capitali e investimenti: sono stati necessari per acquistare i macchinari e gli edifici spirito imprenditoriale e trasformazione dello stato sviluppo delle citt rivoluzione agricola: la Rivoluzione Industriale si affermata quando lagricoltura ha superato la fase di sussistenza rivoluzione demografica Il paese in cui nacque la Rivoluzione Industriale fu lInghilterra intorno al 1780, grazie alla concomitanza di diversi fattori: situazione politica, rivoluzione agricola (che oltre a manodopera ha fornito anche capitali), incremento demografico (che increment la richiesta di beni di consumo), espansione commerciale, notevoli risorse minerarie (che furono sfruttate come energia per muovere le macchine) e le innovazioni tecniche. Il secondo paese fu il Belgio, paese per caratteristiche di base simile allInghilterra. In Francia la Rivoluzione arriv verso la met del XIX secolo, a causa della precaria situazione politica e della scarsit di capitali. Anche in Germania la rivoluzione inizi intorno alla met del XIX secolo, a causa del ruolo ambiguo dei proprietari terrieri che oltre a ad essere dei feudatari, investirono i loro capitali per lo sviluppo dellagricoltura. Negli Stati Uniti la rivoluzione inizi dopo il 1850, mentre in Italia, Giappone e Russia inizi solo verso il 1900. Rivoluzione agricola e industriale, conseguenze demografiche Le principali cause della rivoluzione agricola furono: la fine dei legami feudali e delle propriet ecclesiastiche, che fecero aumentare il terreno a disposizione laffermazione di nuove tecniche di coltivazione e di rotazione delle colture lintroduzione di macchine ( soprattutto negli Stati Uniti a causa della scarsit di manodopera) Tra la rivoluzione agricola e quella industriale non si pu stabilire una relazione di causa ed effetto, bens tra le due vi una correlazione. Infatti, le citt industriali non sarebbero sorte senza lincremento della produzione agricola; ma allo stesso modo essa per svilupparsi ebbe bisogno di grandi centri di assorbimento. Lo sviluppo demografico nella prima met del 1800 fu ininterrotto, e dovuto non solo allaumento del tasso di natalit, ma alla diminuzione del tasso di mortalit e al prolungamento della durata media della vita. Il calo della mortalit fu determinato dai progressi della medicina e delligiene e dal miglioramento dei sistemi di allevamento. Il rapporto tra incremento demografico e Rivoluzione Industriale varia secondo i contesti: in Inghilterra ed in Germania lindustrializzazione permise ed implic laumento della popolazione, negli U.S.A., invece, la mancanza di manodopera aliment linnovazione tecnologica influendo sullindustrializzazione, mentre in America Latina leccessivo aumento della popolazione pone un freno al decollo industriale.

Innovazioni tecniche Il settore dove vi furono le prime invenzioni fu il settore tessile con linvenzione della spoletta volante e della macchina filatrice, che diede un impulso immediato alle industrie tessili che cominciarono ad abbandonare il lavoro a domicilio per costruire

nuove fabbriche vicino a corsi dacqua per sfruttarne la sua energia potenziale. Linvenzione pi importante fu la macchina a vapore di Watt (1769), realizzata perfezionando un modello di Newcomen. La macchina a vapore fu rivoluzionaria perch permetteva di costruire le fabbriche non vicino alle zone ricche di materie prime, ma vicino alle zone di consumo e vendita del prodotto finito. Cos ci fu una richiesta sempre maggiore di carbone, che spinse allo sviluppo lindustria estrattiva e dei trasporti. Infatti, furono costruite le prime ferrovie, su progetto di Stephenson (1830), che collegavano i bacini carboniferi con le citt per trasportare il carbone in quantit maggiori e pi velocemente. Altre innovazioni furono il telegrafo perfezionato da Morse (1845), il cemento a presa rapida (1824) e la vulcanizzazione del caucci (1843).

Conseguenze sociali
Le conseguenze sociali della Rivoluzione Industriale sono state inizialmente negative, infatti, le citt si sono ingrandite enormemente senza tenere conto ai bisogni della popolazione, sono cos sorti degli squallidi quartieri dormitorio, senza acqua corrente n fognatura, in cui le persone (bambini, donne e uomini) vi andavano solo la sera per dormire. Infatti, i turni in fabbrica erano uguali per tutti ed erano in media di quindici ore al giorno, loperaio entrava in fabbrica la mattina e ne usciva distrutto la sera. molto spesso il pranzo e la cena avvenivano in fabbrica, mancando il tempo per tornare a casa. Le condizioni degli operai hanno cominciato a migliorare grazie allintervento dei sindacati e alla politica dei lavoratori stessi. Tuttavia questo precorso non fu rapido n semplice e in alcuni casi la reazione alle novit assunse forme violente e vandaliche.

Il sistema capitalistico e il ruolo dello stato


Il capitalismo un sistema economico sviluppatosi assieme alla Rivoluzione Industriale e che si basa su tre elementi: libert di produzione e di scambio, che ha come scopo il profitto dellimprenditore, per ottenere questa libert deve intervenire lo stato per modificare le leggi precedenti riguardo al mercato, ai dazi e che limiti i diritti reclamati dagli operai, ma che non intervenga sui prezzi. propriet privata dei mezzi di produzione divisione tra capitale e lavoro; il proprietario dei mezzi di produzione non partecipa direttamente alla produzione dei beni, che affidata agli operai, ma quello che se gli affari vanno bene ne trae maggiori profitti. I grandi profitti del lavoro in fabbrica sono dovuti alla divisione del lavoro, che permette alloperaio di imparare rapidamente la propria parte di lavoro e di svolgerla rapidamente senza perdite di tempo. Il termine capitalismo deriva dai capitali che sono investiti, per bisogna ricordare che inizialmente i capitali investiti non furono molti, perch le macchine e le fabbriche erano semplici, ma poi con il progresso sono stati sempre maggiori a causa dellaumento di complessit dei macchinari e di tutto lapparato necessario per mantenerli.

Le teorie economiche e sociali


Dalla Rivoluzione industriale sono derivate due teorie economiche: lutilitarismo e il liberismo. Lutilitarismo sta alla base del nostro sistema economico, infatti il capitalista investe i suoi capitali e cerca di frali fruttare al massimo per il proprio interesse e questo porta anche unutilit per lo stato. Secondo A. Smith (1723-1790), leconomia il terreno adatto alla conciliazione tra egoismo individuale e pubblica utilit, in questo settore gli individui perseguendo al loro utile contribuiscono al vantaggio generale. Il liberismo come dottrina economica conseguenza diretta del capitalismo: perch se la ricchezza data dal capitale, dal suo essere investito, dal suo prodursi, ne deriva che il presupposto al progressivo miglioramento economico la libert economica. Le caratteristiche del liberismo sono due: lindipendenza delleconomia da privilegi ed interventi dello stato la relazione diretta tra linteresse del singolo e quello dello stato. Lo stato deve solo fare da garante, da giudice, il mercato si autoregola, il costo del salario e delle merci vengono stabiliti dalla libera contrattazione. Partendo da queste due teorie D. Ricardo (1772-1823) un esperto in economia, e Th. Maltus (1776-1834) un pastore anglicano, ne hanno sviluppato una loro. Con Ricardo lottimismo di Smith muta e vengono messi in luce i veri problemi dellindustrializzazione: il capitale il lavoro accumulato il valore del lavoro dato dal salario, i soldi indispensabili al mantenimento della famiglia del lavoratore, che tendono al ribasso fino a livelli minimi di sussistenza il profitto tende a diminuire con laumentare dei salari la disoccupazione tende ad aumentare con laumento del numero delle macchine La teoria di Maltus marcatamente negativa: la produzione agricola aumenta in progressione aritmetica (1,2,3,4), mentre lincremento demografico segue una proporzione geometrica (1,2,4,8), quindi ne risulta che allincremento della popolazione non corrisponde un incremento analogo della produzione agricola con il conseguente aumento delle persone sottoalimentate. Quindi bisogna regolare lincremento demografico con landamento della produzione , evitando forme di carit intervenendo in modo selettivo sulla popolazione, permettendo la riproduzione solo a quegli individui che sono realmente in grado di mantenere i propri figli.

Conclusione
La Rivoluzione Industriale stata un evento molto importante non solo per il XVIII secolo, ma anche per il nostro, perch da allora si sono formati gli equilibri che regolano il mondo moderno. Infatti i problemi che ci sono oggi riguardo alcune categorie di lavoratori sono sorte gi da allora (cfr. teoria di Ricardo), e in duecento anni non si arrivati ad una soluzione. La teoria di Maltus, che non c una produzione di cibo

sufficiente per tutti, si rivelata vera e poco o nulla stato fatto per arginare questo problema. Nel frattempo il progresso andato avanti senza aspettare nessuno, e quelli che allora erano in testa, lo sono anche oggi; mentre gli stati ultimi, oggi sono pi ultimi, perch ormai il divario che si creato tra le due societ troppo grande.