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LA STORIA DELLA DECOLONIZZAZIONE

NEL CONTINENTE AFRICANO


Pur non trattandosi solo di un evento storico, poich le componenti culturali
giocano un ruolo fondamentale, pu essere utile analizzare la decolonizzazione
sotto il profilo storico limitando lo studio ad alcuni decenni (dagli anni 40 agli
anni 90), tenendo per debitamente conto delle molteplici cause e implicazioni
derivatene.
Le prime colonie a conquistare, o molto spesso ad ottenere, lindipendenza
furono quelle britanniche. Gi dagli anni 20 infatti il governo inglese aveva
assunto una linea dazione pi elastica rispetto ad altre potenze coloniali: si
erano inaugurati i protettorati 1, e al governo coloniale si erano affiancati
funzionari locali. Nel 1926, nel corso della Conferenza Imperiale, la Gran
Bretagna inaugur il termine Commonwealth, che da allora avrebbe indicato,
secondo la sua stessa definizione, quel gruppo di comunit autogovernantisi
composto dalla Gran Bretagna e dai dominions2. Nel 1931 il Parlamento
Britannico avrebbe poi emanato lo Statuto di Westminster che sanciva
luguaglianza tra i dominions britannici e la madrepatria, in modo tale che le
ex-colonie potessero respingere qualunque legge promulgata dal Parlamento se
non fosse stata approvata dai rispettivi parlamenti nazionali, con la possibilit
quindi di legiferare allinterno del proprio Paese.
Gi negli anni 30 la Gran Bretagna si poneva quindi sulla strada di un lento
processo di mutamento dei rapporti con le colonie, si trattava s di un inizio, ma
lo speciale statuto di dominion veniva concesso con molte riserve e per lungo
tempo rimase effettivo solo sulla carta.
Nel 1941, al momento della firma della Carta Atlantica, gli Stati Uniti per
mossero obiezioni allesistenza di un potere coloniale britannico: rifacendosi ai
Quattordici punti di Wilson3 imposero la costituzione di mandati di durata
limitata (una sorta di incarico di salvaguardia che una nazione occidentale si
assumeva nei confronti di un territorio) che avrebbero dovuto preparare le
colonie ad un futuro di indipendenza.
Alla fine del conflitto mondiale lInghilterra si trov divisa tra le tendenze della
politica interna, e dellopinione pubblica, schierata per la maggior parte a
favore del colonialismo, e la necessit dellalleanza con gli Stati Uniti che si
muovevano su una linea dichiaratamente anti-coloniale. Lesigenza
dellappoggio americano fece s che il Regno Unito si dimostrasse pi mite in
fatto di concessioni alle colonie, e fu cos che nel 1947 lIndia ottenne
lindipendenza. Fiore allocchiello dellImpero inglese, colonia cruciale per
limportanza strategica ed economica, nel corso della I Guerra Mondiale lIndia
aveva ottenuto la promessa formale di un futuro auto governo, che non si era
poi concretizzato alla fine del conflitto. Il mancato rispetto delle condizioni
foment le spinte nazionaliste, che gi da tempo si muovevano nella regione, e
decret la nascita, negli anni 20, del Congresso nazionale Indiano, con a capo
1

Forma di tutela politica e militare esercitata dallimpero inglese sulle colonie


Ex colonia affrancatasi, che mantiene per legami con la madre patria, soprattutto in funzione di interessi economici.
Secondo la definizione data alla fondazione del Commonwealth, nel 1926, essi costituiscono "comunit autonome, di
status uguale, senza alcun rapporto di subordinazione in ogni aspetto dei loro affari interni e internazionali, sebbene
unite dalla comune fedelt alla corona".
3
Woodrow Wilson, presidente americano (1913-1921) present una tesi rivoluzionaria sul piano diplomatico, nel corso
delle trattative di pace del 1918. Si trattava dei cosiddetti Quattordici punti, tra le cui molte tesi in fatto di diplomazia, si
affermava anche il diritto di autodeterminazione dei popoli.
2

il carismatico Mohandas Karamchand Gandhi. Portando avanti tra la


popolazione la proposta di unindipendenza da ottenersi attraverso la nonviolenza, Gandhi ottenne importanti concessioni nel corso degli anni 40 fino
alla concessione massima nel 1947.
Da quella data storica si fa simbolicamente iniziare la decolonizzazione e negli
anni 50 conquistarono lindipendenza anche alcune colonie francesi.
La situazione che concerneva i possedimenti coloniali francesi era molto pi o
meno simile a quella del Regno Unito, il governo francese infatti non
ammetteva alcuna concessione in fatto dindipendenza politica alle colonie,
anzi i metodi e le procedure di governo erano invariate dal primo 800. le
colonie potevano giovare di particolari accordi o leggi che davano alcuni
incarichi burocratici a funzionari locali, ma il potere politico vero e proprio
veniva designato da Parigi, tramite governatori nominati dal Presidente della
Repubblica. Era quindi logico pensare che le stesse colonie si sentissero
oppresse e infatti i sentimenti di rivendicazione nazionalista non tardarono ad
emergere. Prima tra tutte tocc al Sud-Est Asiatico dove la Francia possedeva il
territorio dellIndocina che nel 1946 inizi una cruenta guerra, conclusasi dopo
sanguinosi anni di conflitto nel 1954, quando la vittoria dei Vietminh sanc
lindipendenza del Vietnam. Negli anni seguenti si sarebbe affrancata poi anche
tutta la regione circostante.
In questo modo allinizio degli anni 50 il controllo coloniale francese si poteva
dire attivo e incisivo solo sullAfrica.
LAfrica nel corso del XIX secolo era stata suddivisa tra i maggiori stati europei
in colonie che avevano dato origine anche a conflitti tra potenze per il possesso
di territori di particolare interesse economico. Basta ricordar i casi del Marocco
e le guerre anglo-boere in Sudafrica.
Per meglio analizzare le conseguenze e tracciare un profilo comune al
continente africano sulla questione della decolonizzazione, necessaria
unanalisi dei diversi casi nazionali, delle vicende che hanno portato
allindipendenza ogni stato.
Africa Mediterranea
LAfrica del Nord era stata divisa nella prima met dell800 tra colonie francesi
e inglesi:
- Il Marocco, retto da un sultanato fino ai primi del 900, venne indebolito
dalla Spagna, quando il Marocco decise di opporsi allinvasione francese
in Algeria. Nel 1905 e nel 1911 il territorio marocchino divenne oggetto di
contesa tra Francia e Germania: la prima, appoggiata dallInghilterra
attraverso lIntesa Cordiale del 1904, la seconda decisa ad impedire uno
strapotere della sua storica rivale. Le cosiddette crisi marocchine
portarono lEuropa sullorlo di una guerra, ma alla fine la Francia ebbe il
protettorato sul Marocco e la Germania in cambio una parte del Congo
francese. Durante la Seconda Guerra Mondiale i nazionalisti fondarono il
partito Istiqlal con lappoggio del sultano, che, esiliato in un primo
momento, fu riammesso al potere proprio nel 1956, anno in cui la Francia
concedeva lindipendenza (escludendo alcune citt come Tangeri e
Tarfaya che tornarono libere nel 1958. Gli anni successivi furono
caratterizzati da lotte civili a cui pose fine Hassan II che a fine degli ani
60 impose un regime autoritario, che cerc di defilarsi rispetto alla
questione israeliana restando cos isolato rispetto alla comunit araba.
Negli anni 80 Hassan cerc di rinsaldare i rapporti su pi fronti e a fine
degli anni 90 propose una nuova Costituzione che seguita da elezioni

cambi il panorama politico marocchino. I problemi di ordine economico e


di politica estera lasciarono per pesantemente il segno nel governo che
ancora oggi sembra incapace di affrontare i problemi che attanagliano il
Paese. Lo stesso panorama interno nutrito di particolarismi (alle elezioni
del 2002 si sono presentati 22 partiti) e non riesce a trovare un punto di
coalizione.
La Tunisia, terra di popolazioni berbere, durante il Congresso di Berlino
del 1878, venne ceduta alla Francia, che vi stanzi un protettorato. I
movimenti nazionalisti furono stroncati da una dura repressione, ma nel
corso della Seconda Guerra Mondiale riemersero pi forti nel fronte del
Neo-Destur sotto la guida di Habib Burghiba. Nel 1954 una rivolta di
grandi dimensioni costrinse la Francia, gi impegnata in Indocina, ad
avviare trattati di pacificazione, che nel 1956 portarono allindipendenza.
Rieletto tre volte presidente della repubblica, Burghiba, avvi il Paese
verso un lento sviluppo, costellato di crisi con lex-madrepatria,
soprattutto in fatto di politica estera, ma venne destituito da un golpe ad
opera di Ben Al nel 1987. Il nuovo presidente limit fin da subito le
libert costituzionali e pilot le elzioni per tre successivi mandati, fino al
2001 quando con una modifica della Costituzione ha tolto ogni limite di
tempo alla sua carica.
LAlgeria, dopo un periodo di prosperit sotto gli Spagnoli, la regione
inizi una lenta decadenza nell800, decadenza che la port a cadere
sotto la Francia nel 1834. Qui dopo iniziali contrasti, il governo francese
instaur un suo dipartimento: lAlgeria era in definitiva divenuta una
regione francese al di fuori del territorio strettamente europeo. Fu cos
che Parigi incoraggi linsediamento di coloni che presero il nome di
pieds noir. I Francesi insediatisi divennero la classe dirigente del Paese,
creando scuole, banche, industrie, avviando quindi uneconomia sul
modello europeo. La popolazione si trov del tutto svantaggiata, privata
di qualunque potere e ridotta ad una condizione pressoch servile nei
confronti dei colonizzatori. Negli anni 30 inizi un movimento
nazionalista che avrebbe dato origine nel 1954 al FLN (Fronte di
liberazione nazionale), guidato da Ahmed Ben Bella. Il 1 novembre di
quellanno ebbe inizio la guerra di liberazione che avrebbe trascinato la
Francia in un duro conflitto fatto di episodi di guerriglia. Nel 1957 il
conflitto si spost verso Algeri dove ebbe luogo la battaglia dAlgeri. La
repressione francese fu durissima e costellata di episodi di violenza
indiscriminata, a questo si oppose lopinione pubblica francese e il
governo si vide costretto a richiamare nel 1958 De Gaulle al potere. Il
vecchio generale comprese limpossibilit di continuare un conflitto
contro una terra pronta a tutto per lindipendenza. Fu cos che nel 1959
indisse un referendum tra la popolazione algerina e nel 1962 finalmente
a Evian si firm larmistizio, lAlgeria acquis lindipendenza e i coloni
furono costretti a tornare in Francia per evitare le ritorsioni e le vendette.
Attualmente lAlgeria una repubblica presidenziale, ma ha attraversato
lunghi periodo di crisi, sotto il controllo del FLN e poi dei militari che
hanno preso il potere in seguito alla guerra civile scoppiata nel 1991.
La Libia, soggetta al colonialismo italiano dal 1912, cedette alla
pressione delle truppe degli invasori solo nel 1931. Nel corso del
conflitto mondiale acquis lindipendenza, riconosciutagli dalle Nazioni
Unite nel 1949. in seguito la Libia vide linstaurarsi di una monarchia, che

venne rovesciata da un golpe nel 1969. al potere sal il colonnello


Muammar Gheddafi che da allora diede vita ad una democrazia popolare
diretta. Questo il termine usato per indicare lordinamento di uno stato,
che sembra invece sottoposto ad una dittatura militare, colpita da
embargo negli anni 90 per sospetta collaborazione con terroristi e
detenzione di armi di distruzione di massa.
- LEgitto, colonia inglese, aveva ottenuto lindipendenza formale gi nel
1922, che si era poi trasformata nella presenza di truppe inglesi sul
Canale di Suez e il controllo sulla politica estera. La monarchia egiziana si
era cos avviata verso una lenta decadenza, perch impossibilitata nella
dinamica politica. Le spinte nazionaliste si riaccesero negli anni 40 con la
setta dei Fratelli Musulmani, e nel 1952 un gruppo di ufficiali, guidati da
Gamal Abdel Nasser, presero il potere e instaurarono un regime militare.
Nasser decise per una politica estera basata sul principio di nonallineamento, non accett lappoggio o la collaborazione con alcun paese
occidentale e si oppose alla legittimazione dello Stato di Israele. Nel 1967
fu al centro della guerra israeliana per il controllo del Sinai, conflitto che
si risolse con lintervento degli Stati Uniti che riaffermarono il potere
egiziano sulla penisola. Il
Medio Oriente (Siria, Iraq), influenzato
dallesempio dellEgitto, vide presto emergere nuovi leader e regimi sul
modello nasseriano, tanto che questo fenomeno prese il nome di
nasserismo, ovvero lespressione del socialismo arabo. Nel 1970 si
inaugur lepoca Sadat, successore di Nasser morto improvvisamente: la
sua linea politica si fece pi liberale e port nel biennio 1974-1975 ad
accordi di pace con Israele ed infine ad un vero e proprio trattato di pace
nel marzo 1979 dopo gli Accordi di Camp David del 1978. Nel 1981 il
leader venne per assassinato, e al potere sal Mubarak, liberale come il
predecessore, ma con interessi nel riallacciare rapporti con i Paesi Arabi.
Con la Guerra del Golfo e il segnale di arresto del processo di pace in
Israele a fine degli anni 90, lEgitto si portato su posizioni contrarie agli
Stati Uniti, nello stesso momento in cui tornava oggetto dellintifada.
Negli ultimi dieci anni si sono infatti intensificati gli attentati rivendicati
dagli estremisti islamici, che hanno causato non pochi problemi ad un
governo non molto stabile.
LAfrica sudanese
- il Sudan, divenuto dominion inglese con ingerenza egiziana, si trov
diviso tra un Nord mussulmano, a cui fu concessa pi autonomia, e un
Sud cristiano, luogo di ribellioni, che divenne oggetto di stretto controllo
anche da parte egiziana. In questo modo si apr un divario destinato a
rappresentare una frattura insanabile, infatti la stessa indipendenza,
ottenuta nel 1956, fu diretta da uomini politici del Nord, che non
tardarono ad attuare oppressioni su un Sud verso cui nutrivano
risentimenti etnici e religiosi. Si avvi un conflitto civile cruentissimo che
si concluse con lascesa al potere per mezzo di un golpe di Nimeiri. Una
nuova rivolta negli anni 80 sconvolse nuovamente il precario equilibrio, e
dopo anni di sanguinose lotte, si afferm El-Bashir. Questi inaugur un
nuovo regime basato sulla legge islamica, la sharia, e negli ani 90 fu
sospettato di appoggio al terrorismo islamico e fu fatto oggetto di
embargo internazionale. Una nuova ribellione nel 1997, costrinse il leader
a cedere il potere parlamentare a El-Turabi che riusc a d ottenere una
tregua dalla guerriglia. Lanno seguente El-Bashir tolse ogni potere a El-

Turabi e riapr il conflitto civile. Nel 2001 il Sudan si schierato contro il


terrorismo islamici, riuscendo cos ad annullare le sanzioni impostegli
dallONU.
- Il Ciad (Tchad), entrato nel 1920 fra le colonie francesi, ottenne
unindipendenza poco cruenta nel 1960 e port al potere presidenziale
Franois Tombalbaye, che per gi nel 1962 abol le libert costituzionali,
e nel 1966 nacque il Fronte di Liberazione Nazionale (Frolinat). Nel 1975
un golpe port il generale Felix Malluom al potere, ma la guerra civile non
vide la sua conclusione, che port un nuovo leader Habre. Nello stesso
periodo il conflitto si estendeva a tutto il Paese e entravano in gioco
anche i Paesi limitrofi che si andavano schierando a fianco delle fazioni in
lotta. Finalmente nel 1996 Idriss Dby pacific il Paese, e nel 1997
avvennero le prime elezioni libere che videro la vittoria del suo partito e
la sua nomina a presidente. Attualmente il paese dilaniato da episodi di
lotta tra un Nord colpito dalla desertificazione e un Sud relativamente pi
prospero.
- Il Niger, colonia francese indipendente dal 1946, assunse la completa
indipendenza nel 1960, che inaugur una repubblica sotto la guida di
Diori, che venne per presto rovesciato e fu un susseguirsi ininterrotto di
golpe su golpe. Il potere si indebol fortemente e inizi anche una
sporadica guerriglia tuareg. Alla fine degli anni 90 sembravano
ricostituiti i poteri costituzionali, ma nel 2002 una regione del Paese
esplosa una rivolta duramente repressa. Attualmente pur essendo il terzo
produttore mondiale di uranio ha uneconomia fragilissima e soggetta a
continui crolli.
- Il Mali, il Senegal e la Mauritania: i primi due costituivano una sola
colonia francese che fu divisa alla fine degli anni 40. Il Mali cadde subito
in mano ai militari e diversi colpi di stato lo portarono ad avere una
democrazia solo a fine degli anni 80. oggi considerato uno dei migliori
esempi di democrazia africana. Il Senegal, dopo lindipendenza del 1960
nomin suo presidente Lopold Senghor ispiratore del socialismo africano
e della teoria della negritude (di cui si parler in seguito). Accusato di
corruzione, venne deposto e gli subentr Diouf, che dovette far fronte
anche ad una guerra civile per motivi di etnie, e una guerra con la
Mauritania. Questo stato resosi indipendente dalla Francia nel 1960 fu
oggetto di diversi colpi di stato che portarono i militari al potere, lite che
ancora oggi detiene il controllo del Paese.
LAfrica occidentale
- Capo Verde, Sao Tom e Principe, Guinea-Bissau, colonie
portoghesi affrancatesi negli anni 50, i tre Stati si sono costituiti in
democrazie pi o meno stabili, indebolite dalla pesante situazione
economica che relega i tre Paesi nel Terzo Mondo.
- La Guinea, si proclam repubblica nel 1958 e nomin suo presidente
Tour, ispiratore della lotta anti-francese. Il leader applic un sistema
socialista, che per non sort gli effetti desiderati, anzi isol il Paese e lo
port alla bancarotta. Il governo si fece allora pi liberale e si promulg
una nuova Costituzione allinizio degli anni 80. Gli anni hanno visto il
concentrarsi degli sforzi dei diversi governi nel sopperire agli errori e alle
mancanza del passato.
- Il Burkina Faso, il Benin, la Costa dAvorio, ex colonie francesi hanno
vissuto tutti in modo traumatico il passaggio allindipendenza. Il Burkina

soggetto a molteplici colpi di stato ancora oggi in una situazione


precaria sullorlo della guerra civile, il Benin ha assistito a ben sei golpe
in sei anni. Leconomia del Paese rimasta bloccata dai continui cambi di
tendenze e attualmente sottoposto ad un regime. Una situazione simile
vive anche la Costa dAvorio che dopo diverse dittature militari ora si
trova controllata da un regime autocratico con la complicit dellesercito.
Linstabilit politica prolungata ha fatto s che questi Paesi siano ora tra i
pi poveri al mondo.
Il Gambia e la Sierra Leone, colonie inglesi, vennero integrate nel
Commonweatlh ed ebbero lindipendenza rispettivamente nel 1965 e nel
1961. Il Gambia divenne una repubblica presidenziale nel 1970 quando
venne eletto Jawara che rimase al potere fino al 1994, quando un colpo di
stato port al comando dello stato Jammeh. Nel 1997, le successive
elezioni, videro ancora la sua vittoria, che fu per contestata, soprattutto
da manifestazioni di studenti. Al 2001 Jammeh ancora presidente,
sospettato di brogli elettorali, ma le libert costituzionali sono state
sospese. La Sierra Leone subito dopo lindipendenza ha visto, nel 1967,
linsediamento al potere di Stevens, capo del partito All peoples
Congress. Da allora si inaugurato il monopartitismo, che nei primi ani
90 ha provocato differenti golpe finch non si re-insediato il presidente
Kabbah, mentre i ribelli iniziavano una lunga azione di guerriglia che
ancora oggi li vede impegnati contro lesercito regolare. Il dato
sconvolgente di questa guerra civile che in prima linea combattono
bambini e ragazzi che ogni anno pagano un fortissimo prezzo in vite
umane.
Il Ghana e il Togo: dopo lindipendenza dal Regno Unito, ottenuta nel
1957, il Ghana venne guidato attraverso gli anni 60 dal partito popolare
il cui leader, Nkrumah venne eletto presidente. Purtroppo la sua
presidenza si trasform ben presto in una dittatura e iniziarono le
repressioni nei confronti degli oppositori. Nel 1966 venne deposto da un
colpo di stato, ne segu un governo popolare, che non riusc per ad
imporsi, aprendo cos la strada ad una nuova dittatura militare. Nel 1981
sal al potere Rawlings che guid il Paese fino agli anni 90, quando stese
una nuova Costituzione e avvi finalmente una forma democratica di
governo. Il Togo, invece era parte di una colonia pi vasta che venne
smembrata e in parte integrata nel Ghana. Divenne indipendente nel
1960 e da allora il potere democratico fu pi volte contestato e soffocato
dal leader-dittatore Eyadma. Attualmente le libert sono soppresse e il
dittatore, si pu affermare che regni incontrastato.
La Nigeria, colonia costituita secondo le esigenze politiche del Regno
Unito, entr a far parte del Commonwealth come Paese indipendente nel
1960. purtroppo per la sconsideratezza di una suddivisione arbitraria,
portarono le tre principali etnie, gli hausa, i yoruba e gli ibo, a cercare di
affermare la propria supremazia e provocando cos sanguinose lotte
intestine che causarono innumerevoli colpi si stato. Le diverse etnie
cercarono di costituirsi secondo un modello federale e ne nacque la
Repubblica del Biafra, fondata dalletnia ibo, che ebbe per breve durata
(1967-1970)a causa dei lunghi conflitto che gener. Dal 1970 il potere
giace nelle mani dei militari, colonnelli su colonnelli si sono succeduti al
potere senza risolvere la difficile crisi in cui versava il paese. Attualmente

il sistema democratico accusato di brogli elettorali e i dirigenti politici di


traffici illeciti.
LAfrica centrale
- la Repubblica Centrafricana, il Gabon, il Camerun, la Repubblica
del Congo e la Guinea Equatoriale hanno in comune una sorte simile
allindomani dellindipendenza ottenuta rispettivamente nel 1960 per i
primi quattro e nel 1968 per lultimo. La prima, dopo il periodo da
colonia francese ha visto al potere il presidente Dacko, spodestato da un
colpo di stato ad opera di Bokassa, che ha instaurato un pesante regime
dittatoriale. Tornato al potere grazie allintervento della Francia, Dacko ha
governato il suo Paese negli anni 80, finch non stato nuovamente
spodestato da Kolingba che dagli anni 90 controlla ormai il potere. Il
Gabon come il Camerun, la Repubblica del Congo e la Guinea Equatoriale
ha visto un debole potere centrale passato di colpo di stato in colpo di
stato. Le elezioni tenutisi negli ultimi anni, tra il 2001 e il 2002, in tutti e
quattro i Paesi sono state pilotate dai partiti al potere che ormai si sono
costituiti in vere e proprie dittature militari.
- La Repubblica democratica del Congo (ex Zaire), ex colonia belga
resa indipendente nel 1960 ha avuto come primo presidente Lumumba,
promulgatore di uno stato unitario, contro gli oppositori che invece
preferivano una confederazione. Negli anni 60 la regione del Katanga,
ricca di miniere, e ancora oggetto delle mire belghe, comp una
secessione. Il presidente venne assassinato e il potere fin nelle mani di
Mobuto che instaur una lunga dittatura, nel corso della quale cambi il
nome del Paese in Zaire (1971) e tent invano di reprimere le rivolte dei
seguaci di Lumumba. Il suo potere entr definitivamente in crisi nei primi
anni 90 quando reparti dellesercito disertarono e il conflitto del vicino
Ruanda si spost nel territorio zairese. Con un colpo di stato il potere
cadde nelle mani di Kabila, fino al 2001, anno della sua morte, quando
passato al figlio Joseph. Attualmente il Paese sotto una dittatura
militare, che non ha per di certo spento i moti di secessione del Katanga
o dei ribelli.
LAfrica orientale
- lEritrea, lEtiopia e la Somalia, soggette al colonialismo italiano
guadagnarono lindipendenza negli anni 60. LEritrea e lEtiopia, prima
unite sotto il governo di Hail Selassi, si divisero: la prima si costitu
repubblica, la seconda venne controllata dal colonnello Menghistu, a cui
nel 1996 succedette Zenawi con elezioni pi democratiche. La Somalia
acquistata lindipendenza nel 1960 vide al potere con un colpo di stato
Barre. Il leader impose unimpronta socialista alla politica tentando una
nazionalizzazione delleconomia. I contrasti etnici scoppiati allinterno del
Paese, hanno fatto s che lONU vi inviasse un suo contingente per
tentare una soluzione pacifica.
- Il Gibuti e la Tanzania, il primo ottenne linidpendenza nel 1977, la
seconda nel 1964. il primo vide ben presto lemerger di un governo
autocratico sotto Aptidon e successivamente sotto Guelleh. La Tanzania
inaugur invece una repubblica socialista secondo le intenzioni del suo
leader Nyerere che inizi la nazionalizzazione dellimpresa. Nel 1985 il
suo successore Mwinyi cambi rotta optando per una liberalizzazione.
- LUganda, il Ruanda e il Burundi, furono accomunati dalle stesse
vicende in fatto di contrasti etnici. LUganda resasi indipendente dal

Regno Unito nel 1962 vide la presidenza di Obote, scacciato da un golpe


operato nel 1971 da Idi Amin Dada, e il ritorno al potere del vecchio
leader nel 1980. Gli anni 80 videro la guerriglia di Dada al Nord e quella
dei ribelli di Museveni, leader che assumer poi la guida del Paese negli
anni 90 per essere poi riconfermato nel 2001. Invece in Burundi come in
Ruanda convivevano due etnie, quella hutu e quella tutsi, che entrarono
presto in lotta. In Burundi i Tutsi detenevano il potere, mentre gli Hutu
avevano la maggioranza elettorale. Un golpe port nel 1966 al potere un
tutsi, Micombero, e nel 1972 una dura rappresaglia hutu colp laltra
etnia. Nel 1993 le elezioni diedero il potere agli hutu, ma nel 1994 il
presidente mor in un incidente con il presidente ruandese. Dal 1998 si
sono aperti i colloqui di apce tra le due etnie e nel 2000 si pervenuti ad
un governo equamente diviso. Il Ruanda, vide anchesso linfiammarsi del
conflitto hutu-tutsi gi nel 1963. I contrasti e le tensioni diedero luogo a
numerosi episodi di guerriglia e rappresaglia, finch nel 1994, la morte
del presidente hutu scaten questetnia contro i tutsi. Il massacro che ne
segu prese le forme di un genocidio che non risparmi nemmeno gli hutu
moderati. Lo stesso anno i tutsi riuscirono comunque ad arrivare al
potere e da allora inizi un esodo di massa degli hutu verso il Burundi e
lUganda. Nonostante le molteplici assicurazione riguardo la sicurezza
degli hutu in patria, essi si rifiutarono i tornare e solo lintervento dellexpresidente USA Jimmy Carter nel 1995, che si faceva garante per il loro
ritorno, inizi un lungo e difficile rimpatrio che risulta difficoltoso anche
per le resistenze della popolazione che teme ancora ritorsioni.
- Il Kenya, vide fin dal 1944 la nascita di un movimento nazionalistico
(Kenya African Union) con a capo Kenyatta. Nel 1952 la setta dei Mau
Mau si ribell al governo inglese, ne segu una violenta repressione che
coinvolse lo stesso leader del KAU. Successivamente venne concesso
lautogoverno, e le prime elezioni libere del 1963 videro la vittoria di
Kenyatta, poco dopo il Kenya entrava nel Commonwealth. Nel 1978 le
elezioni furono vinte da Moi, che inaugur presto il monopartitismo, fino
al 2002 quando finalmente il potere arriv a Kibaki, leader moderato e
democratico che ristabil le libert costituzionali.
LAfrica meridionale
- Il Sudafrica, Paese di colonizzazione inglese attraverso la Compagnia
delle Indie, e di coloni boeri provenienti dallOlanda. Questi nuovi coloni
diedero origine ad una loro cultura lafrikaans; nell800 i contrasti tra
boeri e inglesi portarono i primi a fondare le repubbliche indipendenti di
Orange e Transvaal. In questultimo territorio si scoprirono giacimenti di
diamanti che riaccesero le mire inglesi sul Sudafrica. Dopo un duro
conflitto, il leader boero Paul Krger divenne presidente del Transvaal
dopo averne cacciato gli inglesi. A fine 800 si riapr il conflitto, di nuovo
per il controllo delle miniere doro, e nel 1902 si arriv al passaggio
dellOrange e del Transvaal sotto la corona inglese. Nel 1910 lUnione
Sudafricana divenne dominion allinterno del Commonwealth. Negli anni
50 le Nazioni Unite affidarono al Sudafrica il controllo sulla Namibia, per
revocarlo poi nel 1966. a questo punto il Sudafrica non accett per la
risoluzione e si vide la discesa sul campo delle potenze internazionali. La
crisi fu scongiurata e nel 1988 fu riconosciuta lindipendenza della
Namibia da parte del Sudafrica. Gi nel 1912 nacquero i primi movimenti
ce rivendicavano i diritti delle popolazioni di colore. La discriminazione

che fin dagli inizi della colonia aveva colpito la maggioranza nera,
esplose nel 1948 quando il primo ministro Malan eman una serie di leggi
che rendevano subalterna la posizione dei neri. Non solo essi non
avevano uguali diritti, ma vennero ghettizzati e umiliati, si trattava
dellapartheid, la piaga razzista che si abbatt sul Sudafrica proprio
quando in Occidente si urlava contro le atrocit naziste. Alla lunga serie
di leggi razziali si oppose il partito ANC alla cui guida si mise Nelson
Mandela. I contrasti sempre pi violenti sfociarono in episodi sanguinosi,
come la manifestazione di Sharpeville repressa nel sangue nel 1960,
allindomani della quale si proclam lo stato demergenza durante il
quale vennero sospesi i partiti. LANC
rifiut questa risoluzione e
Mandela venne condannato allergastolo. Le pressioni degli Stati Uniti per
la cessazione dellapartheid portarono la tensione ad alti livelli e ancora
una volta fin in un massacro la manifestazione di Soweto nel 1976.
lopinione pubblica mondiale rimase molto colpita da questo fatto e inizi
a mobilitarsi. Alla fine degli anni 70 inizi a vedersi uno spiraglio. Le
sanzioni imposte dagli Stati Uniti misero in crisi il Paese, il nuovo
presidente De Klerk, da met degli anni 80, inizi il processo di chiusura
dellapartheid, liber Mandela e nel 1993 i due ricevettero il Nobel per la
pace. Nel 1994 le prime elezioni libere videro la vittoria dellANC e
Mandela fu eletto presidente. Attualmente lANC ancora il partito
dominante, anche se stato condannato da tribunali internazionali per
episodi di violenza cruente nel periodo di lotta allapartheid.
LAngola, lo Zambia, il Malawi e il Mozambico, ottenuta
lindipendenza negli anni 60, furono soggetti a regimi militari che
abolirono le repubbliche tramite colpi di stato. Da ricordare la parentesi di
tentata nazionalizzazione delleconomia nello Zambia, il multipartitismo
avviato nel 1994 in Malawi, e lintervento delle Nazioni Unite con un
programma di aiuti in Mozambico.
Lo Zimbabwe, la Namibia, il Botswana, il Lesotho e il Madagascar,
hanno visto nascere democrazie molto deboli che presto di sono
tramutate in dittature o regimi autocratici. Importante ricordare il caso
della Namibia oggetto di scontro per le superpotenze intervenute a fianco
di differenti fazioni, fino allindipendenza vera e propria del 1973.

Come si potuto vedere da questa breve analisi i Paesi che hanno vissuto la
decolonizzazione hanno mantenuto, dal punto di vista geografico, loriginaria
suddivisione in colonie, arbitrariamente fatta secondo sconsiderate regole di
influenza politica. Le Conferenze europee non hanno mai tenuto conto delle
differenti etnie e trib presenti nel continente africano. In questo modo si sono
originate fratture insanabili e conflitti tra etnie che in non pochi casi hanno
condotto a genocidi. Per la popolazione africana lappartenenza tribale sembra
essere lelemento di coesione fondamentale anche laddove esso non dovrebbe
rientrare, come nel campo politico. Gli odi e i risentimenti secolari tra trib
hanno molte volte portato a guerre ed ad un uso indiscriminato del potere e
della forza da esso derivata. Vani sono stati i sogni del Socialismo africano di
Nyerere o della negritude4 di Senghor: il primo imponeva una preparazione
Fu un movimento culturale, di cui il futuro presidente senegalese si fece portavoce: si
auspicava la ripresa delle tradizioni e della cultura africana da opporsi al razzismo, una sorte di
comune storia culturale africana per coglierne le particolarit in un contesto per pi ampio e
totalmente pacifico.
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politica che quasi nessun leader poteva vantare, la seconda prevedeva il


superamento di particolarismi troppo radicati nella stessa anima africana.
Il socialismo fu certamente il modello politico di riferimento, sembrava essere
forse la soluzione ottimale per Paesi in cerca di uguaglianza dopo decenni di
oppressione coloniale, ma non si realizz: le istituzioni erano troppo deboli,
allindomani dellindipendenza molti Stati si trovarono con un sistema politico
inadatto alle loro esigenze, ma allo stesso tempo indispensabile per la loro
sopravvivenza dal momento che non parevano esserci alternative. La
democrazia venne imposta e non guadagnata o costruita, e il risultato fu una
fragilit di tutte le istituzioni politiche che ben presto caddero sotto golpe e
colpi di stato, che trasferirono il potere nelle mani di capi militari. La politica
precaria, spesso contraddittoria o rivolta a questioni territoriali bloccarono del
tutto lo sviluppo dei Paesi africani, che soggetti a carestie, epidemie,
devastazioni, scesero ben presto sotto la soglia di povert, dando origine al
cosiddetto Terzo Mondo, linsieme dei Paesi in via di sviluppo. I denominatori
comuni che si possono trovare tra questi Stati sono la mancanza di
unevoluzione del regime di propriet che rimane ancorato a tradizioni feudali,
una scarsa produttivit data dalla mancanza di attrezzature adatte e dalla
tendenza dei colonizzatori a creare Paesi a monocultura. Altro elemento da non
sottovalutare la modesta partecipazione al mercato internazionale, si tratta
per lo pi di Paesi esportatori di materie prime, il cui commercio gestito molte
volte da societ internazionali. Questo ultimo dato rientra sotto il fenomeno del
neocolonialismo che sembra riemergere sul piano economico. Si tratta di una
forma di dipendenza in termini economici dai Paesi pi sviluppati, per mezzo di
aiuti finanziari e rapporti commerciali privilegiati che permettono la
sopravvivenza di uno scambio. Queste forme di ingerenza economica sono
state dettate da interessi, soprattutto riguardo le materie prime di cui molti
Stati sono esportatori, e hanno determinato in alcuni casi intromissioni nelle
questioni politiche e appoggi a fazioni in lotta civile. In questo modo i precari
equilibri che spesso si stavano costruendo, sono stati spazzati via, la
democrazia diventata unutopia per molti Paesi e la il bilancio economico
negativo, endemico come le stesse gravi carestie.
Attualmente la decolonizzazione oggetto di dibattito: per alcuni stato un
fenomeno causato dallOccidente che ha portato un intero continente sullorlo
di una crisi totale, per altri stata invece fonte di beneficio, come sorta di
contributo allo sviluppo di Paesi che altrimenti sarebbero rimasti lontani
dallottica occidentale. La questione rimane aperta, di certo si pu affermare
che la decolonizzazione ha pagato un altissimo prezzo in termini di vite umane
ad una libert che appare ancora lontana per molte realt del continente
africano, e permane forse linterrogativo riguardo la legittimit dellimposizione
di un intervento occidentale su una cultura, dei popoli e una storia lontani s
dalla visione occidentale, ma degni di ugual rispetto.
Ecco una cartina,
con le tappe
della
decolonizzazione
africana: