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Le s...

fortune di Ettore
Ispirato al mito degli androgini di Platone

Durante l'arduo lavoro di divisione degli androgini, Zeus diede un colpo troppo forte, ed
uno di esse venne diviso in 1001 parti, un uomo e mille donne. Ecco realizzato
finalmente il sogno di tutti gli uomini: mille donne tutte per sé! Questo sogno, tuttavia,
finirà ben preso per trasformarsi in un incubo per il povero uomo, che preso il nome di
Ettore.
L'uomo, fin dalla sua giovinezza, si considerò il più fortunato degli uomini potendo
disporre di tante donne solo per lui. Egli non vedeva l'ora di raggiungere la maggiore età,
poiché era proibito dalle leggi di Zeus l'avere rapporti sessuali prima di aver raggiunto
tale età, per potersi divertire con le bellissime donne che aveva a disposizione. Dovette
però, fin da subito, fare i conti con i più diversi e pessimi caratteri e modi di fare delle
donne, tra le quali è opportuno citare le peggiori: Efisia, la più arpia di tutte, peggio di
una vecchia befana; Peppina, la più acida donna del pianeta, premiata più volte col
Nobel per l'acidità; Giovanna, che non nutriva alcun interesse verso gli uomini, ma le sue
uniche preoccupazioni riguardavano quelle dannate telenovele; Antonietta, che passava
tutto il suo tempo tra i libri; e Candida, che altro non pensava oltre che mangiare a
tutte le ore di tutto e di più. Insomma, tra mille donne, Ettore non ne trovò nemmeno
una sopportabile e adatta a sé, così decise di fuggire da quel posto disgraziato. Dopo tre
ore di camminata in cerca di un'altra città, Ettore si trovò in riva al mare, così dovette
cambiare direzione ed un'altra volta si trovò di fronte al mare. Dopo svariati tentativi, il
povero Ettore si arrese, rassegnandosi di aver avuto anche la sfortuna di essere nato in
un'isola abitata soltanto da quelle mille donne.
Zeus, che assisteva dall'Olimpo la vita travagliata del giovane Ettore, decise di
intervenire per aiutarlo, in quanto non esiste male peggiore, per un uomo, che non
avere un'anima gemella. Il padre degli dei allora operò una nuova divisione di androgini
e anche stavolta diede un colpo molto forte che originò, però, mille uomini e una sola
donna, ovvero l'anima gemella di Ettore, la bella Sofia, dall'animo aureo, figlia di un
governante di Atene. Mentre gli altri mille uomini cercavano di convivere con le mille
donne insopportabile, i due giovani riuscirono a scappare imbarcandosi in una nave di
mercanti, con la quale raggiunsero la capitale greca. Giunti ad Atene, Sofia presentò
orgogliosamente il suo amato ai genitori, i quali, però, non poterono sopportare che la
figlia stessa con un uomo dall'animo ferreo, destinato a lavorare. Essi cercarono così di
opporsi in tutti i modo al matrimonio che i due stavano progettando, impedendo loro di
incontrarsi rinchiudendo la povera Sofia dentro casa.
Una notte Efesto si presentò in sogno a Sofia e le disse: <<I tuoi genitori si opporranno
con qualsiasi mezzo al vostro amore. Il vostro desiderio non è forse di essere una sola
persona in modo da non poter mai essere separati dai tuoi oppressivi genitori? Se questo
è il vostro desiderio, io posso unirvi e fondervi in un solo essere, in moda che sa due non
siate che uno solo e viviate entrambi come una persona sola. Ma l'unico modo per
realizzare ciò è la morte...>> e si concluse così il sogno. Il giorno dopo la giovane Sofia
disse ai suoi di aver deciso di interrompere la relazione con Ettore ma chiese di poterlo
vedere per salutarlo l'ultima volta. Ottenuto il permesso, Sofia si recò da Ettore e gli
rivelò il sogno, ed i sue, dopo una lunga discussione, decisero di seguire il consiglio di
Efesto. Fecero così l'amore per l'ultima volta prima di abbandonare per sempre la vita
terrena.

Contu Alessio III F


Liceo Scientifico “G. Brotzu”