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I legami chimici

1. I legami chimici
Per interpretare le propriet di una sostanza chimica necessario conoscerne la struttura e i legami. La struttura si riferisce al modo in cui gli atomi sono legati tra loro e i legami chimici si riferiscono alle forze che tengono uniti gli atomi. Due molecole infatti possono presentare la stessa formula molecolare ma avere diverse propriet poich hanno differente struttura. I legami chimici possono essere di tre tipi: il legame covalente, il legame ionico e il legame metallico. In un legame chimico, gli atomi partecipano solo con gli elettroni del livello pi esterno, detti elettroni di valenza. Simboli di Lewis Il chimico americano Gilbert Lewis introdusse, nel 1916, un metodo pratico per rappresentare gli elettroni di valenza degli elementi. Questi vengono indicati da punti che circondano in modo simmetrico il simbolo dell'elemento. A questa rappresentazione viene dato il nome di simboli a punti degli elettroni di Lewis. Nelle strutture a punti di Lewis gli elettroni di valenza vengono disposti attorno al simbolo dell'elemento, uno per ciascun lato, fino a un numero di quattro. Gli elettroni di valenza rimanenti vanno a formare coppie con quelli gi presenti fino a un massimo di quattro.

2. Legame covalente
Un legame covalente consiste di una coppia di elettroni messa in comune da due atomi. La molecola dell'idrogeno H2 Quando due atomi di idrogeno isolati entrano in collisione, si legano insieme per formare la molecola H2. I due atomi di idrogeno, legandosi tra loro, mettono in comune una coppia di elettroni, provenienti uno da un atomo e uno dall'altro atomo. La coppia di elettroni appartiene sia all'uno che all'altro atomo e costituisce un legame covalente. In modo pi pratico, la coppia di elettroni di legame rappresentata da un trattino che unisce i due atomi, ossia H H Tale legame il risultato di forze di attrazione e di repulsione. L'attrazione del nucleo positivo di ciascun atomo sui due elettroni risulta maggiore della repulsione protone-protone ed elettrone-elettrone, per cui si ha come risultato una forza di attrazione che tiene uniti i due atomi nella molecola. La regola dell'ottetto Ogni atomo, quando forma legami chimici con altri atomi, assume una configurazione ad otto elettroni del livello di valenza. Questa la cosiddetta regola dell'ottetto. Fa eccezione a questa regola l'idrogeno, che, avendo un solo elettrone, quando forma un legame chimico assume la configurazione elettronica dell'elio (1s2). La molecola del metano CH4 Il carbonio, elemento del gruppo 4A, possiede quattro elettroni di valenza, per cui nella molecola del metano (CH4) pu raggiungere una configurazione ad ottetto se forma quattro legami covalenti, uno con ciascun atomo d'idrogeno, il quale, a sua volta, raggiunge stabilit riempendo il suo livello con l'elettrone condiviso col carbonio. La molecola dell'etano C2H6 Nella molecola dell'etano (C2H6) ogni atomo di carbonio forma quattro legami covalenti, tre con altrettanti atomi d'idrogeno ed uno con l'altro atomo di carbonio.

Legami multipli In alcune molecole due atomi, per raggiungere la configurazione ad ottetto, devono condividere due coppie di elettroni, che vengono rappresentate da due trattini. In tal caso, nella molecola presente un doppio legame. Se le coppie di elettroni messe in comune sono tre, presente un triplo legame. La molecola dell'ossigeno O2 Due atomi di ossigeno, ciascuno con sei elettroni di valenza, quando formano la molecola O2, mettono in comune due elettroni ciascuno, per cui ogni atomo arriva alla configurazione ad ottetto. La molecola O2 presenta un doppio legame tra i due atomi. La molecola dell'azoto N2 Due atomi di azoto, ciascuno con cinque elettroni nel livello esterno, quando formano la molecola N2, mettono in comune tre elettroni ciascuno; pertanto ogni atomo raggiunge la configurazione ad ottetto. Nella molecola N2 si ha un triplo legame tra i due atomi. Eccezioni alla regola dell'ottetto Le formule di Lewis di alcuni composti hanno l'atomo centrale che sfugge alla regola dell'ottetto. Il boro ha una configurazione elettronica 1s2 2s2 2p1 e quindi tre elettroni di valenza. Se il boro utilizza i tre elettroni di valenza per formare tre legami covalenti, come in BCl2, BF3, attorno al boro vi sono 6 elettroni e non 8. Al contrario alcuni elementi possono formare composti con 5 legami covalenti (PCl5) e 6 legami covalenti (SF6).

3. Legame covalente polare ed elettronegativit


Quando si ha un legame covalente tra due atomi dello stesso tipo si parla di legame covalente puro. Consideriamo ora una molecola formata da due atomi differenti. In Hcl, ad esempio, adottando la simbologia di Lewis, una coppia di elettroni viene condivisa dai due atomi. In questa molecola il doppietto elettronico di legame pi spostato verso il cloro, che presenta una maggiore forza di attrazione rispetto all'idrogeno. La forza con cui un atomo in legame attira gli elettroni di legame detta elettronegativit. Il cloro, poich pi elettronegativo dell'idrogeno, assume una parziale carica negativa indicata dal simbolo (delta meno), mentre l'idrogeno, poich attrae con minor forza il doppietto elettronico, per compensazione, assume una parziale carica positiva indicata con + (delta pi). Le cariche nel cloro e nell'idrogeno non sono unitarie: H+ - ClTale legame detto legame covalente polare, ossia un legame covalente tra due atomi che presentano una differente attrazione sugli elettroni condivisi. Una molecola come HCl, per il fatto che presenta un polo positivo e un polo negativo, si dice che un diplo elettrico, il quale viene rappresentato con una freccia che va dalla polarit positiva a quella negativa. Maggiore la differenza di elettronegativit pi il legame polare. Elettronegativit La prima scala di elettronegativit fu proposta, nel 1932, da Linus Pauling. Egli prese l'idrogeno come riferimento, e gli assegn valore 2,1. L'elettronegativit degli altri elementi calcolata in relazione al valore assegnato all'idrogeno. In ogni periodo l'elettronegativit aumenta da sinistra verso destra, per cui assume il valore pi basso con i metalli alcalini, quindi cresce per raggiungere il valore pi alto con gli alogeni. L'elettronegativit diminuisce, con qualche eccezione, in un gruppo dall'alto verso il basso. Per tanto nella tavola periodica gli elementi pi elettronegativi si trovano in alto a destra, e quelli meno elettronegativi in basso a sinistra.

4. Caratteristiche del legame covalente


Per caratterizzare i legami covalenti si fa uso generalmente di due parametri: la lunghezza e l'energia di legame. Lunghezza di legame Per lunghezza di legame s'intende la distanza media tra i centri di due atomi legato con legame covalente. Se in una molecola sono presenti legami semplici, o doppi o tripli, la lunghezza di legame tra due atomi dello stesso tipo maggiore con i legami semplici, e diminuisce con l'aumentare di legami. Energia di legame Per energia di legame s'intende l'energia necessaria per rompere un legame chimico tra due atomi in una molecola allo stato gassoso. Poich per separare due atomi l'energia molto piccola, risulta pi opportuno fare riferimento all'energia necessaria per scindere una mole di legami. Pertanto l'energia di legame data in kJ/mol. L'energia di legame una misura della forza di un legame. Infatti, la quantit di energia che si deve fornire per rompere un legame tanto maggiore quanto pi il legame forte. Se aumenta il numero di legami tra due atomi, l'energia di legame cresce.

5. Legame covalente dativo


Ogni atomo della molecola dell'acido nitroso (HNO2), escluso l'idrogeno, raggiunge la configurazione ad ottetto. Quando l'azoto condivide il suo doppietto elettronico disponibile con un atomo di ossigeno, con cui stabilisce un legame covalente, d origine alla molecola dell'acido nitrico (HNO3). Se il doppietto elettronico condiviso fornito da un solo atomo, il legame covalente detto legame covalente dativo. Questo tipo di legame rappresentato con una freccia che parte dall'atomo che fornisce il doppietto elettronico. Il legame covalente dativo presento in molti ossiacidi, come H3PO4, H2SO4 e altri. Consideriamo ora un particolare legame covalente dativo che prende il nome di legame di coordinazione. Questo legame, ad esempio, presente nello ione ammonio (NH4)+ che si forma quando l'ammoniaca, con il suo doppietto elettronico sull'azoto, si combina con lo ione H+, cio un atomo di idrogeno privo di elettroni. Il legame di coordinazione caratteristico dei complessi di coordinazione, noti anche come ioni complessi, strutture in cui uno ione metallico legato a molecole come l'ammoniaca, l'acqua, ecc.

6. Legame ionico
Il legame ionico un legame chimico di natura elettrostatica che si forma quando le caratteristiche chimico-fisiche dei due atomi sono nettamente differenti, e vi soprattutto una grande differenza di elettronegativit tra i componenti. Per convenzione si soliti riconoscere un legame ionico tra due atomi quando la differenza di elettronegativit maggiore di 1,9. Al diminuire di tale differenza cresce il carattere covalente di un legame. Nel legame ionico lattrazione esercitata dal nucleo dellatomo pi elettronegativo sullaltro atomo, meno elettronegativo, cos forte che la nuvola di carica elettronica pu considerarsi come spostata completamente sullelemento pi elettronegativo. Lelettrone dellaltro elemento, meno elettronegativo, viene strappato e un legame ionico creato in seguito alla formazione di un catione e un anione. Il legame cos creato puramente elettrostatico dovuto allattrazione reciproca dai due ioni di carica opposta. Mentre con il legame covalente si ha la formazione di una nuova molecola, col legame ionico si forma un solido tridimensionale dove lo ione positivo circondato da tanti ioni negativi. La conducibilit elettrica dei composti ionici Per condurre una corrente elettrica, una sostanza deve soddisfare due condizioni:

a) la sostanza deve contenere ioni; b) gli ioni devono essere liberi di muoversi. Poich i composti ionici sono costituiti da ioni ci aspettiamo che siano buoni conduttori di corrente. Un composto ionico, come il solfato rameico, se disciolto in acqua, conduce la corrente elettrica per il fatto che i suoi ioni sono liberi di muoversi. Le sostanze che, disciolte in acqua o allo stato fuso, conducono la corrente elettrica sono dette elettroliti. Tutte le sostanze che non possiedono queste propriet sono dette non elettroliti.

7. Ioni poliatomici
Due o pi atomi legati tra loro con legami covalenti possono mostrare complessivamente carica positiva o negativa. Questo gruppo di atomi costituisce uno ione poliatomico (es.: ione ammonio) perch possiede carica elettrica. Gli ioni poliatomici negativi sono pi numerosi di quelli positivi. Mediante un legame ionico, gli ioni poliatomici sono attratti da ioni di carica opposta.

8. Il legame metallico
I metalli presentano una serie di propriet comuni: conducibilit termica ed elettrica, deformabilit (duttilit e malleabilit). La spiegazione pi semplice di queste propriet data dal modello a nube elettronica. In questo modello un metallo viene considerato come una struttura regolare di ioni positivi (costituiti da nuclei atomici con gli elettroni non di valenza) immersi in una nube di elettroni mobili che corrispondono agli elettroni di valenza. Viene definito legame metallico l'attrazione tra gli ioni positivi del metallo e gli elettroni mobili che li circondano. Questo modello d una spiegazione di alcune propriet caratteristiche dei metalli. Quando le due estremit di una lamina di zinco sono collegate ai due poli di una batteria, si ha passaggio di corrente, cio si verifica un flusso di elettroni per il fatto che questi sono liberi di muoversi. Ci giustifica la conducibilit elettrica del metallo. La malleabilit dei metalli, cio la loro capacit di essere ridotti in lamine, e la duttilit, cio la loro propriet di essere trasformati in fili, sono due propriet che esprimono la capacit degli strati di ioni di scorrere gli uni sugli altri.

9. Le forze intermolecolari
Le forze intermolecolari sono le forze di legame tra le molecole. In assenza di queste forze, le sostanze molecolari, cio con legami covalenti, rimarrebbero allo stato gassoso a qualsiasi temperatura. Le forze intermolecolari sono deboli, pur essendo anch'esse di natura elettrostatica, cio di attrazione tra polarit di segno opposto. Forza diplo-diplo Nelle molecole polari (Hcl, Hbr, H2S) la carica positiva e la carica negativa si possono considerare localizzate in due centri distinti: presente un diplo. Queste molecole si dispongono in modo tale che la parte negativa di una molecola sia orientata verso la parte positiva della molecola adiacente. Poich le cariche vicine di segno opposto si attraggano, si creano forze intermolecolari che sono chiamate forze diplo-diplo. Queste forze, che sono tanto pi elevate quanto maggiore la polarit delle molecole, determinano una ordinata disposizione delle molecole. Legame a idrogeno Composti come H2O, NH3, HF presentano valori elevati della temperatura di ebollizione che non possono essere spiegati con forze attrattive diplo-diplo. Mettiamo, ad esempio, a confronto la massa molecolare di H2S ed H2O con le rispettive temperature di ebollizione. Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare, l'acqua, il composto con una minore massa

molecolare, presenta una temperatura di ebollizione molto elevata e superiore a quella di H2S. Per spiegare questa propriet fisica bisogna ammettere che tra le molecole di acqua agiscano forze molto intense, chiamate legami a idrogeno. In questo tipo di legame il gruppo O H dell'acqua fortemente polarizzato a causa dell'elevato valore di elettronegativit dell'atomo di ossigeno, per chi l'idrogeno, che presenta una carica frazionaria positiva, agisce da ponte legando due atomi di ossigeno; uno di questi legami covalente, l'altro a idrogeno, e viene rappresentato con puntini o trattini. Il legame idrogeno s'instaura in presenza di atomi che presentano una elevata elettronegativit. Forze di Van der Waals (o forze di London) Deboli forze attrattive tra atomi o molecole senza carica sono note come forze di Van der Waals, dal nome del chimico olandese. Tali forze sono le uniche presenti tra le molecole non polari, come quelle della benzina, o tra gli atomi dei gas nobili. Per spiegare la natura di queste forze intermolecolari, occorre ricordare che gli atomi e le molecole hanno una nuvola di carica elettronica simmetrica. Tuttavia, quando due atomi o due molecole si avvicinano, gli elettroni esterni si respingono, e la densit elettronica pu essere momentaneamente maggiore in una zona della particella rispetto ad un'altra, cio si ha la formazione di un diplo temporaneo. Pertanto la molecola non polare diventa momentaneamente polare. Questa molecola, a sua volta, polarizza le molecole vicine, cio crea un diplo indotto temporaneo nelle molecole vicine. Tra dipli indotti temporanei si creano forze di attrazione intermolecolari, le quali crescono all'aumentare del numero di elettroni per molecola, e quindi all'aumentare della massa molecolare. Se due sostanze non polari presentano una differente massa molecolare, quella con massa molecolare maggiore presenta una temperatura di ebollizione pi alta rispetto all'altra con massa molecolare inferiore.