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Le trasformazioni chimiche della materia

1. Dalle trasformazioni fisiche alle reazioni chimiche


Le trasformazioni fisiche sono quelle dove l'identit di una sostanza non varia, invece, in una trasformazione chimica, detta reazione chimica, l'identit delle sostanze varia e si formano nuove sostanze. Si definisce reazione chimica una trasformazione nella quale una o pi sostante (i reagenti) si trasformano in nuove sostanze (i prodotti).

2. Elementi e composti
Per elemento s'intende una sostanza pura che non pu essere decomposta in altre sostanze pi semplici mediante reazioni chimiche. Sulla Terra sono presenti 91 elementi naturali, tuttavia, con il tempo sono stati prodotti nuovi elementi mediante reazioni nucleari. Sono esempi di elementi naturali il mercurio, l'ossigeno, l'idrogeno. Gli elementi vengono rappresentati con simboli chimici di una o due lettere ricavate in genere dal loro nome. Il chimico russo Mendeelev, nel 1869 ide la cosiddetta tavola periodica degli elementi, ossia uno schema con il quale vengono ordinati gli elementi sfruttando delle loro determinate caratteristiche che cambiano con periodicit. Un composto , invece, una sostanza pura che pu essere decomposta in sostanze pi semplici. Molte delle sostanze che ci sono familiari sono composti: l'acqua, lo zucchero, il cloruro di sodio.

Teoria atomica di Dalton


Nel 1803, John Dalton formul la prima teoria che permetteva la comprensione della natura degli elementi e dei composti, e delle loro trasformazioni. La teoria di Dalton si fonda sui seguenti postulati: La materia costituita da particelle piccolissime e indivisibili dette atomi. Gli atomi di uno stesso elemento sono tutti uguali tra loro nella massa e nelle propriet chimiche. Gli atomi di un elemento sono diversi da quelli di un altro elemento. Gli atomi sono le particelle unitarie che intervengono in una reazione chimica. Gli atomi di un elemento possono combinarsi con gli atomi di un altro elemento in rapporti definiti per formare i composti. Gli atomi sono indivisibili nei processi chimici e, quindi, non cambiano di massa. Pertanto in una reazione chimica gli atomi non possono essere n creati n distrutti, varia semplicemente il modo in cui si aggregano tra di loro. Possiamo quindi definire elemento una sostanza pura costituita da un solo tipo di atomi. Un composto invece una sostanza pure costituita da due o pi atomi di differenti elementi combinati chimicamente in un rapporto definito.

3. Atomi e molecole
In accordo col modello atomico di Dalton, un elemento non pu essere scisso perch consiste di un solo tipo di atomi. Un atomo la pi piccola particella di un elemento che possiede le propriet chimiche di quell'elemento. Ogni atomo di un elemento possiede come propriet fisiche caratteristiche la massa, la forma e le dimensioni. Il colore, la durezza, la temperatura di fusione, che sono proprie di un

campione macroscopico, dipendono invece dal comportamento dell'insieme degli atomi dell'elemento. Una molecola, invece, la pi piccola particella di un composto che possiede la composizione e le propriet chimiche di quel composto. Una molecola, per, non presenta le propriet fisiche di un campione macroscopico, ossia costituito da un insieme di molecole.

Modelli molecolari e formule chimiche


Per rappresentare il raggruppamento degli atomi in una molecola si utilizzano modelli molecolari che possono essere: a calotta, in cui gli atomi si trovano accostati gli uni agli altri in forma compatta, oppure a sfere e bastoncini in cui ogni sfera rappresenta un atomo e i bastoncini mostrano come gli atomi sono legati tra di loro. Per ogni molecola esiste una formula chimica, la quale d la rappresentazione simbolica di una molecola perch utilizza i simboli degli atomi degli elementi che la compongono. In una formula i numeri scritti in basso a destra dei simboli sono chiamati indici, essi indicano il numero degli atomi dell'elemento presente nella molecola. Il numero che precede l'intera formula chimica detto coefficiente stechiometrico, ed indica il numero di molecole.

4. Leggi della chimica


La teoria atomica diede una spiegazione delle tre leggi fondamentali della chimica la legge di conservazione della massa; la legge della composizione costante; la legge delle proporzioni multiple. 4.1 Legge di conservazione della massa Il chimico francese Antoine Lavoisier (1743-1794) fu il primo ad eseguire lo studio di una reazione chimica dal punto di vista quantitativo, introducendo l'uso della bilancia. Con i suoi esperimenti pot enunciare la legge di conservazione della massa, la quale afferma che: in una reazione chimica, la somma delle masse dei reagenti uguale alla somma delle masse dei prodotti. In ogni reazione chimica i prodotti sono il frutto della ricombinazione degli atomi dei reagenti. Poich, come afferma la teoria atomica, la massa degli atomi non cambia, pertanto in una reazione chimica la massa dei prodotti sar uguale a quella dei reagenti, poich si ha conservazione del numero di atomi. 4.2 Legge della composizione costante (Legge di Proust) Joseph Proust (1754-1836) afferm, nel 1799, che un dato composto chimico contiene sempre gli stessi elementi combinati negli stessi rapporti in massa, indipendentemente dalla provenienza del campione. Il solfuro di ferro (FeS), ad esempio, ha una composizione fissa del 63,7 % in massa di Fe e del 36,3 % in massa di S. Con delle misurazioni si pu notare che il solfuro di ferro si forma dai suoi elementi rispettando sempre un rapporto di combinazione di 1,74. Quindi, qualsiasi campione di Fes presenta un rapporto in massa degli elementi sempre costante. 4.3 Legge delle proporzioni multiple La legge delle proporzioni multiple, elaborata da Dalton, si riferisce al caso in cui due elementi si combinano per formare pi di un composto. Ad esempio, carbonio e ossigeno formano due differenti composti: CO (monossido di carbonio): con 12 g di carbonio si trovano combinati 16 g di ossigeno CO2 (diossido di carbonio=anidride carbonica): con 12 g di carbonio si trovano

combinati 32 g di ossigeno. Quando due elementi si combinano per formare pi di un composto, le masse di un elemento che si combinano con una quantit fissa dell'altro elemento stanno tra loro in rapporti di numeri interi e piccoli. Questo comportamento rappresenta la legge delle proporzioni multiple. Nel nostro esempio, le differenti masse di ossigeno (16 e 32 g) combinati con la stessa massa di carbonio (12 g) stanno in un rapporto 1: 2, cio in un rapporto di numeri interi e piccoli.

5. Le reazioni tra gas e la legge di Avogadro


Il chimico e fisico francese Joseph Gay-Lussac (1778-1850) fu il primo a studiare le reazioni chimiche in funzione dei volumi e non delle masse. Egli, nel 1808, studiando reazioni chimiche tra sostanze allo stato gassoso, trov che i volumi dei gas che reagiscono e i volumi dei gas prodotti dalla reazione, misurati nelle stesse condizioni di temperatura e di pressione, stanno tra loro in rapporti esprimibili con numeri interi e piccoli. Nella reazione tra idrogeno e cloro, Gay-Lussac trov che 1 litro di idrogeno si combina con 1 litro di cloro per formare 2 litri di cloruro di idrogeno. Idrogeno gas : Cloro gas : Cloruro di idrogeno gas 1L : 1L : 2L Nella reazione tra idrogeno e ossigeno, Gay-Lussac trov che 2 litri di idrogeno si combinano con 1 litro di ossigeno per formare 2 litri di vapore acqueo. Idrogeno gas : Ossigeno gas : Vapore acqueo 2L : 1L : 2L Questi risultati sperimentali furono espressi nella legge dei volumi di combinazione, la quale afferma che: in una reazione chimica i volumi dei gas che si combinano e quelli che si formano stanno fra loro in rapporti esprimibili con numeri interi e piccoli.

Legge di Avogadro
L'italiano Amedeo Avogadro (1776-1856), analizzando i risultati di Gay-Lussac, giunse alla conclusione nel 1811 che un gas un insieme di molecole, e che: nelle stesse condizioni di temperatura e pressione, volumi uguali di gas diversi contengono un uguale numero di molecole. questa la legge di Avogadro. Con tale legge Avogadro distingue il concetto di atomo da quello di molecola e ammette che gli elementi che sono gassosi non sempre sono costituiti di soli atomi, ma alcuni di essi sono costituiti da molecole biatomiche (idrogeno= H2 , azoto= N2 , ossigeno= O2). Inoltre, secondo Avogadro, il volume di un gas dipende solo dal numero di molecole presenti, mentre risulta indipendente dalle dimensioni delle molecole e dal tipo di molecola. Questa idea risult valida perch le dimensioni delle molecole di un gas sono molto piccole rispetto alle distanze che le separano. Interpretazione della legge di Gay-Lussac Secondo Avogadro, ciascun litro di idrogeno, di cloro, di ossigeno, di cloruro di idrogeno, di vapore acqueo, contiene lo stesso numero di molecole, che noi, per comodit, facciamo corrispondere a quattro. Nella reazione precedentemente citata una molecola di idrogeno reagisce con una molecola di cloro formando due molecole di cloruro di idrogeno. Risulta spiegato, pertanto, perch un litro di idrogeno reagisce con un litro di cloro per dare due litri di cloruro di idrogeno.