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LA SCOPERTA DEL MONDO

1. Le navigazioni portoghesi nell'Africa occidentale


LA SCOPERTA DEGLI ARCIPELAGHI ATLANTICI E L'ORO AFRICANO In seguito all'apertura della rotta da Genova al mare del Nord, alla fine del Duecento, per i marinai del Mediterraneo lo stretto di Gibilterra non fu pi una frontiera invalicabile; la navigazione aveva fatto conoscere i venti e le correnti dell'Oceano Atlantico. L'iniziativa del nuovo e decisivo assalto alla frontiera dell'Atlantico venne nel XV secolo dal Portogallo, che era il pi pi piccolo stato cristiano e l'epoca delle guerre civili si era conclusa gi dal 1358, con la dinastia di Giovanni I d'Avis. Suo figlio Enrico (1394-1460) fu detto il Navigatore poich fu l'organizzatore dei viaggi portoghesi sulla costa occidentale dell'Africa. Il primo atto della politica portoghese vero l'Africa fu la guerra del 1415 contro il Marocco con la conquista di Ceuta e poi dell'Arcipelago di Madera e delle Azzorre. L'oro africano era certamente la prima causa dei viaggi portoghesi: esso veniva portato nel Mediterraneo dai mercanti arabi che attraversavano il deserto per incontrare i rappresentanti del re di Senegal e Niger per scambiare tessuti e sale con oro e schiavi.
ZUCCHERO E SCHIAVI: UN MODELLO PER LE FUTURE ECONOMIE COLONIALI Una volta occupato l'arcipelago di Madera, Enrico il Navigatore promosse la coltivazione della vite e della canna da zucchero, che veniva considerato una spezia con virt medicamentose ed era usato anche per cucinare. La fonte principale dello zucchero, in Europa, era Cipro. Nel 1469 il matrimonio fra l'ultimo dei Lusignano e una nobile veneziana prepar il nuovo dominio dell'isola. I genovesi furono espulsi e Cipro divenne uno dei territori strategici dell'impero venezianno. Dal 1450 le spedizioni portoghesi nell'Africa occidentale aveva anche lo scopo di procurarsi manodopera schiavile. Come Cipro era stato un modello per Madera, questa lo fu, con le sue piantagioni e i suoi schiavi negri, per le economie coloniali dei secoli successivi.

GLI ALISEI E IL "CAPO DI NON RITORNO" Nella loro navigazione lungo la costa africana i portoghesi usarono le caravelle. Si trattava di imbarcazioni di non grande stazza e con equipaggi ridotti (circa 20) con due o tre alberi dotati di vele adatte per navigare sia con vento in poppa che con venti variabili. Viaggiando in direzione nord-est sud-ovest, le navi potevano avanzare spinte da venti costanti, gli alisei, i quali per, al ritorno diventavano venti contrari. Perci un capo doppiato agevolmente sfruttando gli alisei si prospettava come un "capo di non ritorno". Inoltre, pi i portoghesi si spingevano a sua, pi avevano l'impressione di uscire dall'ecumene, cio dal mondo conosciuto e abitabile. Nel 1434 riuscirono a doppiare il capo Bojador. Alla fine trovarono la giusta tecnica per aggirare il soffio contrario degli alisei: bisognava spingersi al largo nell'Atlantico e compiere un'ampia volta a nord dell'area degli alisei per cogliere un vento da occidente a oriente, dal quale si era spinti a far scalo sulle Azzorre prima di rientrare in Portogallo. Per poter raggiungere punti via via i meridionali lungo la costa africana era necessario compiere una seconda ampia volta, allontanandosi dall'Africa e spingendosi in pieno Atlantico alla ricerca di venti in direzione est, a sud dell'area degli alisei.
LE ESPLORAZIONE DELLA COSTA AFRICANA FINO AL CAPO DI BUONA SPERANZA Mantenendo la pi assoluta segretezza sulle scoperte di rotte, venti e correnti, nel 1444 le navi portoghesi raggiunsero capo Verte, il punto pi occidentale dell'Africa. In questo periodo fu creata la base di Arguim (Mauritania), che divenne il principale mercato di schiavi. Negli anni 1445-60, sotto la guida di Enrico, furono esplorate le coste del Senegal, del Gambia, della Guinea, della Sierra Leone. Il nuovo obiettivo portoghese era la circumnavigazione dell'Africa, con la quale avrebbero raggiunto l'Oceano Indiano e da l le fonti delle spezie per annullare il monopolio dei veneziani e dei loro fornitori arabi. Giunti nel golfo di Guinea, poich la costa continuava a piegare verso est, credettero che l'aggiramento fosse a buon punto. In realt dur ancora pi di due decenni. I navigatori al servizio del re del Portogallo continuavano le loro esplorazioni della costa africana e verso il 1480 superarono l'Equatore. La meta ultima d tanti sforzi sembrava sempre pi vicina; di fatto nel 1484 il

nuovo re Giovanni II respinse la proposta del marinaio genovese Cristoforo Colombo di raggiungere l'Asia navigando verso occidente e circumnavigando l'intero globo terrestre. Nel 1484 i portoghesi non avevano ancora raggiunto il capo meridionale dell'Africa. I diversi progetti di Giovanni II furono abbandonati quando, alla fine del 1488, torn a Lisbona la spedizione di Bartolomeo Diaz che, nelle prime settimane dell'anno, aveva doppiato il capo di Buona speranza e trovata la via diretta dall'oceano Atlantico a quello Indiano.

2.Il primo viaggio di Cristoforo Colombo


CRISTOFORO COLOMBO: IL PROGETTI DI NAVIGAZIONE VERSO OCCIDENTE Mentre l'Aragona aveva indirizzato verso il mediterraneo i suoi interessi marittimi, la Castiglia aveva avuto fino ad allora un ruolo marginale nelle navigazioni atlantiche. Ma nel 1492 la corona di Castiglia contribu a finanziare il viaggio di Cristoforo Colombo che avrebbe condotto alla scoperta del Nuovo mondo. Il suo progetto consisteva nella navigazione verso occidente, attraverso l'Atlantico, per raggiungere le terre pi orientali dell'Asia, Cina e Giappone. Il presupposto della riuscita di una simile impresa era la sfericit della Terra. Al contrario delle credenze popolari, gli studiosi non avevano dubbi che la Terra fosse sferica e che non ci fosse alcuna differenza teorica fra raggiungere l'oceano Indiano tramite la circumnavigazione dell'Africa o della Terra. La causa primaria della risposta negativa che Colombo ottenne nel 1490 fu l'eccessiva lunghezza del viaggio. L'IMPRESA DELL'AGOSTO-OTTOBRE 1492 I calcoli presentati da Colombo vertevano su due punti: 1) a quanti gradi corrispondeva il tragitto oceanico da percorrere; 2) a quante miglia marittime corrispondeva il grado. L'autorit portata da Colombo era Tolomeo, che proponeva, sbagliando, 180 dal capo San Vincenzo in Portogallo, all'estremit orientale della Cina, mentre sono solo 125. prolungando l'Estremo Oriente fino al Giappone, Colombo calcolava ben 283 e arrivava a 300 supponendo di partire dalle Canarie. Cos restavano solo 60 da percorrere, ma in realt erano 195. Il grado corrisponde a 60 miglia, mentre per Colombo erano solo 45. Perci era convinto di dover percorrere solo 4500 km mentre la distanza effettiva era 20165 km! Tuttavia Isabella di Castiglia autorizz il viaggio, il cui finanziamento cost l'equivalente di 18,5 kg d'oro. La flotta comandata da Colombo, con due caravelle e una nave ed un totale di 90 uomini di equipaggio, part all'aba del 3 Agosto 1492 dal piccolo porto di Palos. La vera partenza avvenne il 6 Settembre, quando la flotta lasci le Canarie. Dopo 36 giorni di viaggio venne avvistata terra: la spiaggia su cui Colombo mise piede non era per quella della Cina o del Giappone, ma si trattava di un'isola delle Bahamas, battezzata San Salvador, dove si trovavano solo indigeni miti, poveri e nudi: niente che potesse far pensare ai grandi imperi dell'Estremo oriente. Nel giornale di bordo steso da Colombo possiamo seguire le sue reazioni di fronte a una realt molto diversa da quella che si era aspettato. Prima nell'isola San Salvador e nelle altre Bahamas, poi a Cuba e infine ad Haiti, tre motivi ricorrenti appaiono nelle pagine del giornale di bordo. Il primo il desiderio di dimostrare che egli aveva avuto ragione. Il secondo quello dell'oro; il terzo quello della conversione degli amerindi al cristianesimo, cosa che gli sembrava facilmente realizzabile. Egli dovette rendersi conto che quegli indigeni non avevano niente a che fare con i cinesi e i giapponesi. Ma ci che finora aveva trovato gli sembr abbastanza. Il 16 Gennaio 1493 salp da Haiti, lasciandovi una parte dei suoi uomini, per portare la notizia delle sue scoperte ai regnanti di Spagna.

3.I portoghesi nell'oceano Indiano


LA SPARTIZIONE DEL MONDO FRA SPAGNOLI E PORTOGHESI Nel 1488 il re del Portogallo aveva avuto la prova che si poteva effettuare una navigazione continua dall'Atlantico all'Indiano, ma c'era ancora da compiere la seconda met del percorso. Nel marzo del 1493 Colombo era tornato dal suo primo viaggio e aveva informato i sovrani spagnoli che era riuscito a raggiungere le Indie. Dopo aver rimesso la questione della spartizione del mondo alla decisione del papa Alessandro VI, il 7 Giugno 1494, i sovrani di Lisbona e Valladolid trovarono un accordo diretto fra di loro con il trattato di Tordesillas. L'Atlantico, dal polo nord al polo sud, venne diviso dal

meridiano raya collocato a 370 leghe a ovest del capo Verde; proseguendo oltre i poli la raya corrispondeva al meridiano a 13630' di longitudine est. La regione del Portogalllo, nella met del mondo a oriente della raya , includeva, nelle future Americhe, la parte orientale del Brasile, l'Africa, l'oceano Indiano e i luoghi di profuzione di pepe e spezie. LA SPEDIZIONE DI VASCO DE GAMA L'8 luglio 1497 part finalmente la flotta portoghese destinata a raggiungere l'India, sotto il comando di Vasco de Gama, con quattro navi. Dalle isole del capo Verde, la spedizione si diresse verso il capo di Buona speranza, compiendo un'ampia volta nell'Atlantico che la condusse a fare scalo nell'isola di Sant'Elena. L'ultima tappa del viaggio prese avvio dal porto di Malindi, il 24 Aprile 1498: guidata da piloti arabi, la flotta di Vasco de Gama viaggi utilizzando il monsone estivo e giunse in vista di Calicut il successivo 16 Maggio. Calicut era uno dei grandi nodi commerciali dell'oceano Indiano, in cui si raccoglievano prodotti proveniente da tutta l'Asia. Il viaggio era durato 10 mesi e 8 giorni. IL RITORNO DI VASCO DE GAMA E LA SPEDIZIONE DOI CABRAL Il 5 Ottobre 1498 Vasco de Gama inizi il viaggio di ritorno. Il 29 Settembre 1499 una sola delle quattro navi fece rientro a Lisbona. Due erano state distrutte da una tempesta e una abbandonata alle fiamme dopo che una malattia sconosciuta aveva contagiato gli equipaggi. Gama era stato lontano per 26 mesi e aveva percorso 36000 km; la via colombiana per le Indie sembrava assai pi breve e sicura. Nel marzo 1500, una nuova spedizione part da Lisbona, sotto il comando di Pedro Alvares Cabral. Secondo la pratica nautica ormai ben nota ai portoghesi, una volta oltrepassato l'Equatore, la flotta di Cabral pieg nella direzione ovest, per aggirare gli alisei. Questa volta per la manovra nautica fu pi ampia del solito e Cabral si spinse a sud-ovest fino a scoprire, il 24 aprile, una terra fino ad allora sconosciuta: il Brasile. IL DOMINIO PORTOGHESE SUI MARI La spedizione di Cabral dimostr che i portoghesi non sarebbere riusciti facilmente a farsi accettare come normali concorrenti dai mercanti arabi che frequentavano Calicut e che il sovrano ind non era interessato alle merci che gli venivano offerte. La terza spedizione, che part da Lisbona nella primavera del 1502, di nuovo guidata da Vasco de Gama, si mosse con l'intenzione di compiere una prova di forza. Calicut venne bombardata e molte navi arabe furono affondate. Il sovrano del porto del Malabar venne costretto ad accettare rapporti commerciali con i portoghesi e da quel momento una flotta annuale part da Lisbona senza aspettare il ritorno di quella precedente. Occorreva ormai pianificare una lunga guerra, con lo scopo di distruggere le antiche reti del traffico arabo e di costruire le basi strategiche per i propri commerci. Nel giro di pochi anni essi furono in grado di raccogliere informazioni sufficienti per progettare la strategia di dominio del mercato delle spezie. Nelle istruzioni consegnate nel 1505 al comandante della flotta diretta in India, Francisco de Almeida, il re Manoel I ordinava di costruire una fortezza a Quilon, nella punta meridionale dell'India. La strategia portoghese fu quella della conquista della supremazia militare in mare e l'occupazione dei punti chiave del commercio marittimo. Ma, date le deboli forze portoghesi, questi potevano essere soltanto pochi e dovevano essere perci ben scelti. I molti soprusi compiuti dai"barbari" europei spinsero presto il sovrano di Calicut a cercare l'aiuto dei mamelucchi, la dinastia militare che reggeva l'Egitto e la Siria; ma il risultato dell'alleanza fu solo di consentire ad Almeida di raggiungere il dominio sul mare, dimostrando la netta superiorit delle navi e dei cannoni portoghesi: nella battaglia combattuta di fronte a Diu nel febbraio 1509 la flotta egiziana fin annientata. Nel 1510 i portoghesi si impossessarono della citt indiana di Goa, cacciandone i mercanti musulmani e si posero a fissare i capisaldi del loro dominio sull'oceano Indiano. IL CONTROLLO DEL TRAFFICO DELLE SPEZIE I porti arabi situati sulla costa orientale dell'Africa erano stati attaccati e distrutti. Si trattava di bloccare il flusso delle spezie verso il mar Rosso e il golfo Persico. Inoltre occorreva impadronirsi della citt di Malacca, dalla quale i portoghesi sapevano che passava la rotta migliore del traffico delle

spezio verso occidente. Malacca fu conquistata nel 1511 e da qui i portoghesi cominciarono a esplorare i mari dell'arcipelago indonesiano, giungendo fino a Canton. La conquista di Hurmoz nel 1515 complet il sistema portoghese di controllo del traffico delle spezie.