Sei sulla pagina 1di 8

UNITÀ H1 - LA CHIMICA DEL CARBONIO 

I COMPOSTI ORGANICI 
Ic
​ omposti organici​ sono per la maggior parte costituiti da molecole in cui la s​ truttura principale​ è formata da 
una catena di a
​ tomi di carbonio​ legati tra loro e con atomi di pochi altri elementi (H, O, N, S e P). 
I legami che uniscono gli atomi nei composti organici sono l​ egami covalenti c​ he si scindono e si riformano nel 
corso delle reazioni. 
I l​ egami carbonio-carbonio (​ C—C) sono ​forti e stabili​, come i legami carbonio-idrogeno (C—H). 
 
IBRIDIZZAZIONE DEL CARBONIO E ORBITALI MOLECOLARI 
L’atomo di carbonio possiede q
​ uattro elettroni di valenza​. 
L'ibridazione è un mescolamento tra orbitali atomici di uno stesso atomo, con formazione di nuovi orbitali con 
caratteristiche intermedie rispetto agli orbitali di partenza. 
Quando l’atomo di carbonio forma legami con altri atomi può dar luogo a t​ re diverse configurazioni​, ognuna delle 
quali corrisponde a una diversa combinazione degli orbitali atomici del secondo livello: 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

I LEGAMI C—C 
Il carbonio s​ p​3​, come nel metano CH​4​, si definisce c
​ arbonio saturo​ e utilizza i suoi orbitali per formare 
sovrapposizioni frontali con gli orbitali di altri atomi ​(legami covalenti molto forti). Queste sovrapposizioni 
prendono il nome di l​ egami ​𝞂 ​(sigma)​. 
Quando due atomi di carbonio ibridizzati​ sp​2​ si uniscono formano un d
​ oppio legame​, come nell’etilene C​2​H​4​, 
costituito da uno frontale (​𝞂​) e uno più debole originato dalla s​ ovrapposizione laterale tra due orbitali non 
ibridizzati​ ed è chiamato​ legame ​𝜋​. Gli atomi di carbonio coinvolti nel doppio legame sono detti i​ nsaturi​. 
UNITÀ H1 - LA CHIMICA DEL CARBONIO 
Quando due atomi di carbonio ibridizzati sp si legano tra loro si forma un triplo legame, come gli atomi di 
carbonio dell'acetilene C​2​H​2​, costituito da un legame 𝞂 e due legami 𝜋.  
 
L’elettronegatività del carbonio e le energie di legame aumentano con l’aumento della percentuale del carattere ​s 
nell’orbitale ibrido che dà origine al legame, mentre la lunghezza del legame diminuisce.  
 
ISOMERIA 
Si definiscono i​ someri​ due o più composti che possiedono ​stessa formula grezza ma diversa struttura 
molecolare​.  
Esistono differenti tipi di isomeria, raggruppabili in due categorie fondamentali: 
➔ isomeria costituzionale​, nella quale gli atomi occupano nella molecola posizioni diverse; 
➔ stereoisomeria​, nella quale gli atomi sono legati nella stessa sequenza, ma orientati diversamente nello 
spazio. 
Gli s​ tereoisomeri​ comprendono gli i​ someri conformazionali​ e gli ​isomeri configurazionali​ e questi ultimi si 
dividono, a loro volta, in i​ someri geometrici e
​ ​isomeri ottici​. 
 
ISOMERI COSTITUZIONALI 
Parliamo di ​isomeri costituzionali​ quando due composti presentano un’​identica composizione molecolare 
ma diversa struttura. Essi possono differire per la d
​ iversa posizione dei singoli atomi​ o ​di gruppi presenti 
sulla catena di atomi di carbonio​ o ​dei legami multipli presenti nella molecola​. Questi isomeri presentano 
tra loro p
​ roprietà fisiche diverse​ (es. il punto di fusione, o il punto di ebollizione). 
 
Tra gli isomeri costituzionali distinguiamo: 
1. Isomeri di catena​, caratterizzati dallo s​ tesso numero di atomi di carbonio​ ma ​disposti in modo diverso​. 
All’aumentare del numero di atomi di carbonio della catena aumenterà anche il numero di isomeri possibili: alla 
formula C​5​H​12​ corrispondono tre diversi isomeri, pentano, neopentano e isopentano. 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

2. Isomeri di posizione​: hanno una ​stessa catena di atomi di carbonio​ ma una ​diversa posizione dei sostituenti.  
 
 
 
 
 
 
UNITÀ H1 - LA CHIMICA DEL CARBONIO 
3. Isomeri funzionali​, dove la ​diversa disposizione degli atomi determina la formazione di gruppi funzionali 
diversi​. In questo caso la diversa posizione degli atomi​ cambia completamente sia le caratteristiche fisiche sia chimiche 
dei due isomeri​. Alla formula bruta ​C​2​H​6​O ​corrispondono, per esempio, sia un alcol, l’etanolo ​C​2​H​5 —OH
​ ​(alcol 
etilico), sia un etere, l’etere dimetilico​ CH​3​—O—CH​3​ (dimetiletere), che appartengono a due classi di composti 
organici molto diverse. 
 
 
 
 
 
 
 
 
STEREOISOMERI 
Gli s​ tereoisomeri​ sono composti formati da atomi legati nello stesso ordine e sequenza ma che d
​ ifferiscono 
per la loro disposizione spaziale degli atomi nella molecola​. Essi si distinguono in: ​isomeri​ ​conformazionali​ e 
isomeri​ c​ onfigurazionali​. 
proiezioni di Newman (sotto) 
1. Gli i​ someri​ ​conformazionali​, derivano dalla diversa 
disposizione degli atomi nello spazio provocata dalla loro 
possibilità di ruotare intorno al legame semplice C—C e di 
potersi interconvertire, da una forma all’altra, senza rottura di 
legami. Prendiamo come esempio l’​etano C​2​H​6​.  
Durante la rotazione attorno al legame C—C, l’etano passa 
attraverso due forme spaziali diverse, una ​eclissata​ (dove i 
due gruppi CH​3​— si coprono l’un l’altro) e una ​sfalsata​. Quest’ultima è più stabile della prima, 
poiché nella forma eclissata gli atomi di H sono più vicini tra loro e ciò causa un impedimento 
reciproco, chiamato​ ingombro sterico​, che provoca una repulsione tra gli atomi. 
Nel caso del cicloesano C​6​H​12​, invece, può assumere tre diverse conformazioni: “a sedia”, “twist” (a 
treccia) o “a barca”. La ​conformazione “a sedia”​ è, delle tre, la p
​ iù stabile​: in essa tutti gli angoli 
tra gli atomi di carbonio dell’anello sono di 109,5° e tutti gli atomi di idrogeno sono perfettamente 
sfalsati. 
 
 
 
 
 
2. Gli i​ someri​ ​configurazionali​ sono possibili solo in molecole che possiedono un cosiddetto 
elemento stereogenico​ (cioè “generatore di stereoisomeria”).  
Gli elementi stereogenici che si incontrano più frequentemente sono:  
● il d
​ oppio legame carbonio-carbonio​ o la presenza di un anello a catena chiusa (es. 
cicloalcani);  
● un c
​ arbonio chirale​, cioè un atomo di carbonio legato a quattro sostituenti diversi.  
Nel primo caso si avrà un ​isomeria geometrica​ o ​cis-trans​, mentre nel secondo caso, relativo 
all’atomo di carbonio chirale, si parlerà di​ isomeria ottica​. 
 
UNITÀ H1 - LA CHIMICA DEL CARBONIO 
❖ Gli​ isomeri geometrici d
​ evono la loro esistenza all’impossibilità di libera rotazione della molecola 
attorno al doppio legame. 
Le configurazioni di questi isomeri non sono convertibili l’una nell’altra e vengono distinte con i 
prefissi latini ​cis-​ (al di quà) e ​trans-​ (al di là), per indicare la posizione degli atomi, o gruppi di atomi, 
rispetto al doppio legame tra gli atomi di carbonio. 
Questi isomeri condividono le stesse proprietà chimiche ma differiscono per le proprietà fisiche.  
 
 
 
 
 
 
I prefissi ​cis-/trans-​ sono utili per distinguere i composti in cui a ciascuno dei due atomi di carbonio 
del doppio legame siano legati gli stessi s​ ostituenti​.  
Per composti più complessi, è necessario applicare le ​regole di priorità (​ ​“regole CIP”​), che 
definiscono:  
1. a più alta priorità l’atomo legato al carbonio del doppio legame con il numero atomico più 
alto (Br > Cl > O > N > C > H);  
2. se due atomi legati a un carbonio del doppio legame hanno la stessa priorità, si prosegue 
lungo la catena dei gruppi sostituenti fino al punto in cui la priorità dei due gruppi differisce;  
3. quando nei gruppi sostituenti sono presenti legami multipli, i legami si considerano come 
semplici, così per esempio i doppi vengono considerati come due legami singoli; 
4. se i gruppi a più alta priorità si trovano dalla stessa parte rispetto al doppio legame, il nome 
del composto è preceduto dalla lettera Z
​ ,​ in caso contrario dalla lettera ​E​. 
 
 
 
 
 
❖ Gli i​ someri ottici ​differiscono tra loro per le proprietà chimico-fisiche, e per la diversa attività 
ottica, perché sono composti ​otticamente attivi​. Una molecola dimostra un comportamento 
ottico quando contiene un atomo di ​carbonio asimmetrico​, indicato con ​C*​, cioè un atomo di 
carbonio legato a quattro sostituenti diversi e che non forma, quindi, legami multipli (doppi o tripli). 
Essendo tutti diversi, i gruppi legati al C* si possono disporre in due modi differenti, dando origine a 
isomeri che sono uno l’immagine speculare dell’altro ma non sono uguali e quindi neanche 
sovrapponibili. Isomeri di questo tipo sono detti anche c
​ hirali ​(dal greco ​kheir​, mano). 
Tali isomeri interagiscono in maniera opposta con il piano di luce polarizzata. 
 
Gli stereoisomeri che presentano la capacità di ruotare il piano della luce polarizzata della stessa 
quantità, ma in senso opposto, si dicono e
​ nantiomeri​ o a
​ ntipodi​ ​ottici​. 
 
In base al senso in cui ruotano il piano della luce polarizzata, essi vengono indicati con il segno (+), 
se ruotato verso destra (​destrogiro​), e con il segno (ー), se ruotato verso sinistra (​levogiro​). 
La miscela costituita dal 50% di ciascuno dei due enantiomeri viene detta ​racemo​. 
Composti contenenti n
​ ​ C* hanno ​2​n​ p
​ ossibili isomeri. 
 
 
UNITÀ H1 - LA CHIMICA DEL CARBONIO 
IL CARBONIO ASIMMETRICO 
Per identificare due enantiomeri, è necessario stabilire la 
posizione nello spazio dei gruppi legati al carbonio 
asimmetrico, e quindi la loro configurazione assoluta.  
Le configurazioni possibili sono indicate con le lettere R
​  
(​rectus​)  
e ​S​ (​sinister​).  
Per definire univocamente il nome e la configurazione 
assoluta degli enantiomeri: 
● si ricorre alle r​ egole​ ​CIP​ che permettono di 
assegnare a ciascuno sostituente del C* un 
ordine di priorità; 
● una volta che la priorità CIP sia stata assegnata 
ai gruppi legati al C*, si orienta la molecola in 
modo tale che il sostituente a più bassa priorità (4) sia diretto lontano dall’osservatore, mentre i 
gruppi a priorità più elevata (1,2,3) siano rivolti verso l’osservatore.  
A questo punto, s​ e​ per andare ordinatamente dal gruppo a priorità maggiore a quello a priorità 
minore (1➝2 ➝3) s​ i procede in senso orario​, si assegna la configurazione ​R.​ Se, invece, ​si 
procede in senso antiorario​, si assegna la configurazione ​S.​  
 
Per non usare la struttura tridimensionale si utilizzano le ​proiezioni di Fischer​, tracciando una croce il cui centro 
rappresenta l’atomo di C* e si sistemano alle estremità dei bracci i quattro gruppi. 
 
 
 
 
 
 
Una qualsiasi proiezione di Fischer può essere ruotata solo rispettando determinate regole.  
Se si ruota sul piano la proiezione, ​per ottenere lo stesso enantiomero​ dovremo ruotare la figura di ​180°​, a 
prescindere dalla direzione di rotazione, in quanto i gruppi verticali devono giacere sotto il piano del foglio mentre 
quelli orizzontali sopra. Di contro, se le proiezioni sono ruotate di ​90°​ o 2
​ 70°​ non verrebbe rispettata la 
convenzione e ​un enantiomero è convertito nell’altro​. 
 
 
LE REAZIONI ORGANICHE: I FATTORI CHE LE GUIDANO 
I l​ egami​ presenti nei c
​ omposti organici​ possono essere: 
● covalenti puri (ad es. C—C) 
● lievemente polari (ad es. C—H) 
● polari (ad es. C—O) 
Gli elettroni che uniscono gli atomi non sono omogeneamente distribuiti nei legami. Quindi, la ​polarizzazione 
degli elettroni​ riveste grande importanza, perché i​ nfluenza la rottura dei legami​ che si verifica in qualsiasi 
reazione chimica. 
 
 
 
 
UNITÀ H1 - LA CHIMICA DEL CARBONIO 
 
L’EFFETTO INDUTTIVO 
L’effetto induttivo è la ​capacità che un atomo o un gruppo funzionale ha di stabilizzare o destabilizzare 
una molecola, un radicale o uno ione tramite la propria elettronegatività​. L’effetto induttivo indica la 
polarizzazione di un legame σ e di quelli vicini​, da parte di atomi o gruppi che presentano elettronegatività 
diversa da quella dell’atomo di carbonio. 
Quando i ​sostituenti del carbonio sono poco elettronegativi g
​ li elettroni tendono ad allontanarsi da 
essi, perciò l’atomo di carbonio diventa il protagonista della densità elettronica del legame. Tale effetto 
induttivo viene definito ​+ I ​(più i) e viene indicato con con una freccia che indica lo spostamento degli elettroni 
verso l’atomo più elettronegativo. I sostituenti con effetto induttivo + I ​possono essere di tre tipi​: 
1) ​gruppi alchilici​ (—R): la loro ​capacità di cedere elettroni​ varia nell’ordine seguente: 
(CH​3​)​3​C— > (CH​3​)​2​CH— > CH​3​CH​2​— > CH​3 
2) i ​sostituenti con carica negativa​: 
—O¯, —S¯ 
3) metalli che formano un legame covalente con il carbonio​: 
—Li, —Mg 

Quando i ​sostituenti sono più elettronegativi dell’atomo di carbonio​, al contrario, tendono ad attrarre 
verso di sé gli elettroni di legame. In questo caso, si rileva una lacuna di elettroni sull’atomo di carbonio. Tale 
effetto induttivo viene definito ​- I (​ meno i). I sostituenti con effetto induttivo - I ​possono essere di tre tipi​: 
1) sostituenti neutri con atomi più elettronegativi dell’idrogeno​: 
—F, —OR, —Cl, —Br, —I, —SR, —NR​2 
2) sostituenti con carica positiva integrale o parziale​: 
—NO​2​, —NR​3​+​, —OH​2​+ 
3) atomi di carbonio con legami multipli 

In una catena di atomi di carbonio la polarizzazione viene comunicata anche agli altri atomi posti nelle vicinanze, 
diminuendo a mano a mano che ci si allontana dal legame e si fa sentire al massimo per tre legami. 
 
 
 
 
UNITÀ H1 - LA CHIMICA DEL CARBONIO 
L’EFFETTO MESOMERICO 
L’effetto mesomerico consiste nello s​ postamento di elettroni tra atomi appartenenti a sistemi coniugati​, 
anche quando questi sono distanti tra loro. Un ​sistema coniugato​ è un sistema ​costituito da coppie di 
legami π alternati a legami singoli​. L’interazione tra i legami π porta a una parziale sovrapposizione degli 
orbitali p appartenenti ai due atomi di carbonio uniti con legame semplice, dando luogo alla d
​ elocalizzazione 
elettronica​. La delocalizzazione elettronica avviene anche quando ci sono atomi che presentano doppietti 
elettronici liberi uniti con doppi legami. 
Dato che l’effetto mesomerico provoca lo spostamento degli elettroni in posizioni preferenziali, è opportuno lo 
studio delle f​ ormule limite in risonanza​ per prevedere la reattività di una molecola. Esistono due tipi di effetti 
mesomerici: 
1) l’effetto mesomerico -​ M​ si realizza quando gli elettroni vengono ceduti dal doppio legame al 
gruppo/atomo. 
2) l’effetto mesomerico +
​ M​ si realizza quando il gruppo/atomo cede gli elettroni al carbonio del 
doppio legame per risonanza. 
 
Bisogna infine tener presente che, al contrario dell’effetto induttivo, l’effetto mesomerico non ha limiti di trasmissione in 
un sistema coniugato. 
 
ACIDI E BASI: ELETTROFILI E NUCLEOFILI 
Una specie chimica è una ​base​ se in soluzione acquosa libera ioni ​OH​ー​; E invece un a
​ cido​ una specie chimica Chi 
è in soluzione acquosa libera ioni​ H​+​.  
In chimica organica, le basi e gli acidi di Lewis sono indicati con termini diversi Con riferimento ai quali rEattivi si 
suddividono in due classi:  
● reattivi ricchi di elettroni vengono detti ​nucleofili​, causa della loro​ affinità per il nucleo​; 
● reattivi con carenza di elettroni vengono detti e
​ lettrofili​ a causa della loro ​affinità per gli 
elettroni​.  
Sono nucleofili tutte le basi, mentre sono elettrofili tutti gli acidi. 
 
LA ROTTURA DEI LEGAMI 
Un aspetto essenziale per descrivere il meccanismo di una reazione è quello relativo al processo di scissione del 
legame covalente c​ he si può realizzare secondo due modalità, omolitica​ ed e​ terolitica​. 
1. Nella ​scissione omolitica o radicalica​ di un legame covalente ciascun atomo trattiene uno dei 
due elettroni di legame prima condivisi: si formano radicali o radicali liberi, atomi o gruppi atomici 
con un elettrone spaiato:  

I radicali liberi (​H:​, C


​ l:​, :​ CH3​) sono fortemente instabili, per cui tendono a reagire con altri radicali o con molecole 
per ricostituire legami covalenti. 
 
2. Nella ​rottura eterolitica o polare​ di un legame covalente l’atomo più elettronegativo trattiene il 
doppietto elettronico di legame prima condiviso: 

 
UNITÀ H1 - LA CHIMICA DEL CARBONIO 
INTERMEDIARI DI REAZIONE: CARBOCATIONI, CARBANIONI E RADICALI 
Tra gli intermedi delle reazioni eterolitiche, sono importanti i c
​ arbanioni​ e i ​carbocationi​. 
Il ​carbanione​ è un anione la cui carica negativa​ è localizzata su un atomo di carbonio legato a un gruppo 
alchilico (per esempio, ​CH​3​C☰C​ー​). 
Il ​carbocatione​ è un catione la cui carica positiva​ è 
localizzata su un atomo di carbonio legato a un gruppo 
alchilico (per esempio, ​➕​CH​2​ーCH​3​). 
 
I carbocationi sono più stabili quanti più atomi di C e H possiedono, poiché la carica positiva si distribuisce su più 
atomi. Mentre avviene il contrario con i carbanioni. 
 
I r​ adicali liberi​ del carbonio hanno un atomo di carbonio con quattro elettroni, di cui uno spaiato, cioè libero, in 
totale l'atomo è circondato da 7 elettroni. In un radicale libero l'atomo di carbonio ibridizzato sp​2​ è la ​struttura​ è 
quindi p
​ lanare​. L'elettrone libero è situato nel orbitale p non ibridizzato. 
I radicali liberi hanno stabilità tanto Maggiore quanto più elettrone spaiato può essere delocalizzato sul resto della 
molecola.