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CHEDA INFORMATIVA


Autore: Piero della Francesca (1417 circa – 1492)

Titolo: Battesimo di Cristo


Datazione: 1445 circa


Dimensione: 167x116 cm


Collocazione:

Provenienza – Chiesa di Santa Maria della Pieve di

Sansepolcro

Sede attuale - National Gallery, Londra



Tecnica e materiali: tempera su tavola


Genere: sacro
SOGGETTO La solidità del corpo di Cristo è dettato a sinistra
dal tronco dell’albero di noce, la cui chioma, dalla
analisi iconologica forma emisferica, ricordando il profilo di una cupola
La figura frontale, solida, è posta sopra a Cristo. Secondo la tradizione
immobile, raccolta e solenne di sarebbe un noce con duplice significato:
Cristo occupa il centro della ●
è un riferimento alla “Val di Nocea”, antico
scena e con le mani giunti è nome con cui era chiamata la valle di
pronto a ricevere il battesimo da Sansepolcro dove (come vuole la tradizione)
San Giovanni Battista. i due santi pellegrini Egidio e Arcano
fondarono la prima chiesa a seguito di una
Egli è posta sulla bisettrice (asse visione mistica;
mediano) della composizione
alludendo alla sua centralità nel

è un riferimento al noce cresciuto dalla
disegno di Dio e presentandosi, bocca di Abramo
dunque, come “centro del creato”

Sullo sfondo a destra un uomo Più in profondità ancora,


compie l’azione dello spogliarsi o troviamo dei monaci bizantini,
rivestirsi. Ciò può esser che camminano lungo una
interpretato secondo una duplice stradina tortuosa, con uno che
chiave di lettura: si spoglia dei indica l’evento prodigioso della
peccati o si riveste, dopo il discesa dello Spirito Santo nella
battesimo, di una nuova candida persona di Cristo.
veste spirituale.
SOGGETTO
Una colomba bianca con le ali
analisi iconologica spiegati, simbolo dello Spirito Santo
L’angelo di destra vestito di blu-violaceo e rosa (con
discende sul capo di Cristo
corona di foglie e ulivo) e quello al centro vestito di
bianco (con corona di rose), rispettivamente
allegoria della Chiesa d’Oriente e di quella
d’Occidente, si tengono per mano e si abbracciano
alla presenza dell’angelo di sinistra, vestito con i
colori della “Trinità” e sul capo un gioiello.
Il paesaggio con il fiume, le colline
Quest’ultimo con il palmo della mano rivolto verso il e la città dovrebbe rappresentare
basso, evoca un gesto di riconciliazione simbolica la valle del Giordano con il
tra le due Chiese, quasi a voler indicare la fine del
paesaggio circostante, ma Piero
conflitto in nome della Fede. Le chiese erano state
divise dopo il Grande Scisma del 1054 e della Francesca decise di
riavvicinatesi, seppur invano, a seguito del Concilio ricontestualizzare l’episodio
di Firenze-Ferrara del 1439. L’opera, infatti, è letta evangelico rappresentando un
come metafora del Concilio stesso e riaffermazione paesaggio a lui conosciuto, vale a
del Dogma trinitario. dire la Valle di Nocea bagnata dal
Tevere con la città di Sansepolcro
sullo sfondo.
La struttura espressiva
Tutta la scena è pervasa omogeneamente da una luce universale, dunque priva di forti contrasti chiaroscurali. La profondità
spaziale è resa attraverso alcuni espedienti: le grandezze sempre minori con l’allontanarsi delle distanze, i tronchi tagliati, la
stradina tortuosa percorsa dai monaci e il corso ondulato del fiume sul quale riflette la natura circostante.
La struttura espressiva
L’opera è sottoposta a uno schema compositivo rigorosamente geometrico:

C'è un triangolo equilatero È presente una circonferenza


che ha vertice nel piede determinato dalla forma
destro di Cristo con la sua curvilinea del supporto ligneo
base immaginata attraverso il che coincide con l’ombelico di
prolungamento orizzontale Cristo. Tale cerchio, a sua volta,
delle ali spiegate della ne inscrive al suo interno un
colomba altro di minor diametro
coincidente con la colomba dello
Spirito Santo.

Le figure plastiche dai volti sereni imperturbabili e quasi inespressive, appaiono statiche, immobili, come bloccate o fisse in un gesto
statuario, le quali non esprimono drammaticità o tensione emotiva, piuttosto una perfetta armonia d’insieme (spazio, figura, architetture, luce
e colore). Ciò, perché il rigore geometrico, luministico e cromatico dev’essere espresso anche con la quiete e la serenità dei personaggi
rappresentati.