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Giovanni Fabriani

Piccolo glossario dei


termini liturgici ed
ecclesiastici bizantini
seconda edizione

Roma, febbraio 2017


achiropita ἀχειροποίητος Icona mira-
a colosa de Salvatore o della Vergine
àbside Spazio in genere di forma se- Maria, “non fatta da mano d’uomo”.
micircolare che conclude la navata da acrivia ἀκρίβεια Rispetto rigoroso
cui è distinta dall'iconostasi. In essa è della lettera della legge, contrapposto
posto l'altare, mentre l'intero spazio a economia.
prende il nome di vima o thisiastirion. acrostico Inno o canone in cui le lette-
Al centro della parete di fondo re iniziali dei versi o dei singoli tropa-
dell'abside sorge il trono episcopale, ri formano una parola o una frase.
fiancheggiato dal sinthronon per il adelphata δελφάτα beneficio, pen-
clero celebrante. Le pareti dell'abside sione corrisposta a vita da un mona-
sono in genere affrescate: in basso ap- stero o chiesa ad un privato od ai suoi
pare sovente una teoria di santi, sor- eredi in cambio di una donazione.
montata dalla raffigurazione della aforismòs ἀφορισμός Scomunica, pe-
Comunione degli Apostoli. La calotta na o censura con la quale un battezza-
è invece di regola occupata dalla rap- to è escluso dalla comunione ecclesia-
presentazione della Madre di Dio in le.
forma di platytera o blacherniotissa. aftòmelo αὐτόμελον Tropario cantato
Se la chiesa ha più navate, ognuna su melodia propria che però può fun-
può terminare con un'abside, in que- gere da melodia tipo per altri tropari.
sto caso le absidi minori possono ospi- aghìasma ἁγίασμα Acqua benedetta
tare l'altare della protesi e il diakoni- nell'aghiasmos.
kon. aghiasmatàrion ἁγιασματάριον 1)
abito angelico τὸ ἀγγελικὸν σχῆμα Libro liturgico contenente una raccol-
La veste per eccellenza del monaco ta di benedizioni ed akoluthie per va-
megaloschimo: la mandias. rie circostanze 2) Recipiente in cui
acèdia ἀκηδία Stato di tedio e letargia viene posta l'aghiasma per procedere
spirituale che può affliggere un mo- ad una benedizione.
naco od un anacoreta. aghiàsmica (festa) Giorno festivo,
acemèti ἀκοίμητοι (insonni) Asceti commemorazione di un Santo v. an-
che a Costantinopoli, ininterrottamen- che despotica e theomitorica
te si alternavano nella recita delle aghiasmòs, grande ὁ μέγας ἁγια-
preghiere liturgiche. Particolarmente σμός (la grande santificazione) Il
attivi nelle controversie teologiche del Grande Aghiasmos è la solenne bene-
V - VI secolo furono condannati da dizione delle acque in occasione della
papa Giovanni II (534) su richiesta di Teofania. È uno dei riti più antichi,
Giustiniano per le loro tendenze ne- venerandi e significativi della Chiesa
storiane. bizantina. Gli eucologi ne prevedono
acheiropoietos v. Achiropita la celebrazione due volte. La prima
volta ha luogo la vigilia della Teofa- sua sinistra e con le mani levate in at-
nia, al termine dell'esperinos o della teggiamento di orazione.
Divina Liturgia nel nartece e viene aghiokatataxi ἁγιοκατάταξη Iscri-
utilizzata la kolimvithra stessa del zione nell'elenco dei santi, canonizza-
Battesimo. La cerimonia viene ripetu- zione.
ta il 6 gennaio al termine dell'orthros agripnìa ἀγρυπνία Veglia liturgica.
dopo la grande dossologia; i moderni aìr ἀήρ Velo con cui vengono ricoper-
eucologi per consentire la partecipa- ti i Sacri Doni - il pane e il vino -
zione al maggior numero di fedeli ne sull'altare della protesi e sull'Altare,
consentono lo spostamento al termine tra il grande isodos e la recita del
della Divina Liturgia. Questa seconda Credo, durante la quale viene agitato
celebrazione dovrebbe aver luogo nel- dai celebranti sui Doni, quindi depo-
la fiala davanti al Tempio. Viene sto a lato.
compiuta anche in una conca posta al aitos ἀετός anche ἀϊτός, ἀητός (aqui-
centro della chiesa o viceversa all'e- la) Insegna del Vescovo. Si tratta di un
sterno sfruttando le acque di una fon- tappeto che reca rappresentata una
tana o di un fiume o del mare. L'acqua città su cui vola un’aquila con le ali
benedetta, aghiasma, viene usata per distese ed illuminata dai raggi del so-
benedire le case ed i campi. le. Si pone sotto i piedi del vescovo
aghiasmòs, piccolo ὁ μικρὸς ἁγια- quando officia. La città rappresenta la
σμός (la piccola santificazione) Ako- sede del vescovo, che deve amare e
luthia che viene celebrata all'inizio di riguardare, l’aquila simboleggia la
ogni mese, ed ogni qual volta se ne purezza, l’elevatezza dei sentimenti e
presenti la necessità, con un rito ab- la scienza teologica che deve avere. Di
breviato, per la benedizione dell'ac- uso normale presso i Russi, tra i Greci
qua che viene usata per benedire una è riservato unicamente alla cerimonia
nuova casa o su richiesta dei fedeli di consacrazione episcopale. Su di es-
per circostanze varie. Si noti che la so il nuovo Vescovo pronunzia la
Chiesa bizantina non conserva l'acqua propria professione di fede.
benedetta per le esigenze di culto, ma akakia ἀκακία Insegna imperiale: te-
ne effettua di volta in volta la benedi- nuta dal sovrano nella mano destra
zione. consiste in un sacchetto cilindrico di
aghiastìr ἁγιαστήρ aspersorio seta purpurea contenente polvere,
aghiosoritissa ἁγιοσωρίτισσα Icona simbolo di caducità e umiltà. Appare
mariana conservata nella chiesa co- nelle raffigurazioni di imperatori.
stantinopolitana di Chalcoprateia do- akàthistos ἀκάϑιστος Antico inno bi-
ve era conservata in una urna (soros) zantino in onore della Madre di Dio,
la cintura di Maria. Maria è raffigura- cantato in piedi - da cui il nome “non
ta sola, leggermente girata verso la seduto” - il venerdì delle prime cin-
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que settimane della grande Quaresi- stenuto da quattro o cinque colonnine
ma, oppure come officiatura devozio- od anche pieno, isolato al centro del
nale. Fu composto per celebrare la mi- vima per consentirne l'incensazione
racolosa liberazione di Costantinopoli tutt'attorno. È ricoperto da quattro
dall'assedio dei Persiani e degli Avari pezze di lino negli angoli, hyphasma,
nel 626. Anche "tipo" di icona. a simboleggiare gli evangelisti, da una
akoluthìa ἀκολουϑία Termine gene- prima tovaglia - katasàrkion - legata
rico per indicare una funzione o cele- alle colonnine e da una seconda -
brazione diversa dalla Divina Litur- ependìte - che giunge sino a terra. È
gia. Anche il “proprio” liturgico di un coperto dal ciborio dal cui centro
giorno od una festa. pende la colomba in funzione di ta-
akra tapeinosis Ἀκρα Ταπείνωσις bernacolo - artoforion-. Consacrato
(grande umiliazione), Tipo di icona dal vescovo, che vi depone in un ap-
del SS. Salvatore. Raffigura il Cristo posito loculo le reliquie, massimo è il
morto in piedi nella tomba. rispetto verso di esso; in alcuni rami
akroteleution ἀκροτελεύτιον Ultima del rito bizantino non è ammesso che
frase di un tropario usata come ritor- su di esso venga posto nulla: i cande-
nello dopo i versetti di un salmo anti- lieri, il crocifisso sono posti su soste-
fonale quando l'intero tropario è gni dietro l'altare e lo ieratikon viene
troppo lungo. posto su di un leggio che parte da ter-
alabastron ἀλάβαστρον Ampolla in ra. Sull'altare poggia abitualmente il
cui si conserva il Santo Crisma. libro del Vangelo, parola di Dio. Su di
albero di Jesse Motivo iconografico: esso o sotto di esso vengono posti du-
dai lombi o dallo stomaco di Jesse, rante la celebrazione liturgica oggetti
padre di Re David, si eleva un albero i su cui si desidera richiamare la bene-
cui rami rappresentano i membri del- dizione divina.
la dinastia; Maria appare sul tronco ambóne ἄμβων Pulpito sopraelevato
ed il Cristo sulla sommità. Di probabi- posto sulla sinistra della navata da cui
le origine orientale, appare in mano- il diacono proclama il Vangelo. Nella
scritti della Cilicia nel XIII sec. Divina Liturgia di S. Giacomo viene
aliptron ἅλειπτρον Piccolo strumento indicato con questo nome la zona
usato nell’Unzione degli Infermi ed in esterna al vima dinanzi alla porta san-
altre cerimonie per ungere i fedeli ta in cui sono eretti su una pedana un
alliluiàrion ἀλληλουιάριον Triplice piccolo altare e un pulpito e ove sono
alleluia, cantato intercalato con verset- posti i seggi per i celebranti.
ti dei salmi tra la lettura dell'apostolos amnòs ἀμνός v. prosfore.
e quella del Vangelo. amolyntos ἀμόλυντος Incorrotta,
altare άγία τράπεζα L'altare bizanti- immacolata, appellativo della Vergine
no è quadrato, a forma di mensa, so- e “tipo” di icona.
àmomos ἄμωμος Salmo 118 cantato ridotta propria del microschimo. Ap-
dell'orthros del sabato e della dome- pare nelle raffigurazioni dei santi mo-
nica. e nel mesoniktikon dal lunedì al naci.
venerdì, sinonimo dell'officiatura stes- analòghion ἀναλόγιον Leggio su cui
sa. si poggiano i libri per le letture ed il
anachorisis ἀναχώρησις Il ritirarsi in canto o le icone.
solitudine come forma ascetica. anàmnesi ἀνάμνησις Il ricordo della
anakiryxis ἀνακήρυξις Esplicita af- morte, sepoltura, resurrezione, ascen-
fermazione della santità di un indivi- sione al cielo e seconda gloriosa venu-
duo mediante atto ufficiale. Contrap- ta del Signore nostro Gesù Cristo che
posto ad anagnorissis. il sacerdote recita sommessamente
anàdochos ἀνάδοχος Padrino nel Bat- subito dopo la Consacrazione.
tesimo o nella professione monastica. anapesson ὁ ἀναπεσων "Tipo" di
anàfora ἀναφορά La parte centrale icona. E' una rappresentazione di Ge-
della celebrazione eucaristica che va sù infante reclinato sul fianco destro e
dal dialogo tra il sacerdote e i fedeli come addormentato, ma con gli occhi
prima del canto dell'Aghios, fino al- aperti. Può essere fiancheggiato da
l'intercessione per i vivi e i defunti due angeli in preghiera o recanti gli
dopo l'epiclesi. Comprende l'Aghios, strumenti della passione. È una prefi-
la celebrazione del mistero della sal- gurazione della Passione: si ispira a
vezza, la narrazione dell'istituzione Genesi 48:9 (Giuda è un cucciolo di
eucaristica, l'anamnesi e l'epiclesi leone...) e a bestiari medioevali secon-
stessa. do i quali il leone dorme con gli occhi
anagnorissis ἀναγνώρισις Ricono- aperti e, uscito dal ventre materno
scimento della santità di un perso- morto, viene portato alla vita dal pa-
naggio espresso mediante la tacita dre in tre giorni.
approvazione del suo culto, contrap- anàrgiri ἀνάργυροι (senza argento)
posto a anachirixis. Appellativo di santi medici che cura-
anàgnosis ἀνάγνωσις Letture patri- vano gli ammalati senza farsi pagare.
stiche o agiografiche dell'orthros. I più noti sono: Cosma e Damiano, Ci-
anagnòsmata ἀναγνώσματα Letture ro e Giovanni, Pantaleimon.
bibliche - in genere dall'Antico Testa- anastàsimon ἀναστάσιμον Sul tema
mento - durante le Ore. della Resurrezione. Detto di tropario,
anàlavos ἀνάλαβος Sorta di stola lar- stikirà, canone, vangelo. Gli anastasi-
ga e corta portata dai monaci megalo- ma hanno sempre la preferenza
schimi. Deriva da una sorta di corpet- quando una festa coincide con la do-
to senza maniche portato anticamente menica.
sopra la tunica. È il grande abito con- anastasi ἀνάστασις Resurrezione. 1)
trapposto alla paramandìa, sua forma Titolo della basilica costantiniana eret-
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ta nel 325 sul luogo del Santo Sepol- tembre - indizione - coerentemente
cro. 2) Icona della Resurrezione, in ef- con l'anno civile e fiscale in uso a Bi-
fetti raffigura non la Resurrezione di sanzio. I Minei iniziano con il mese di
Cristo ma la Sua discesa agli Inferi. settembre e l'officiatura dei santi si in-
Basata sulla redazione greca del van- treccia con l'anno liturgico vero e
gelo apocrifo di Nicodemo è apparsa proprio secondo le regole prescritte
per la prima volta nell'ottavo secolo dal typikon.
ed ha assunto la forma attuale anno liturgico L'anno liturgico bizan-
nell'undicesimo. tino inizia il giorno di Pasqua. Da
anatolikà ἀνατολικά Serie di stichirà questa data infatti ha inizio il ciclo
del lucernario e delle lodi della do- dell'octoichos. Inizia inoltre la lettura
menica. degli Atti degli Apostoli, propedeutici
anavathmì ἀναβαϑμοί Salmi 119-133 alla lettura delle epistole degli aposto-
chiamati "salmi graduali" o delle salite li, e del Vangelo di S. Giovanni (In
perché cantati dai pellegrini giudei principio era il Verbo…). L'anno li-
quando salivano a Gerusalemme, usa- turgico include il pentikostarion da
ti in lettura semplice o per comporre Pasqua alla meteorthia di Pentecoste,
dei tropari precedenti il Vangelo mat- il periodo in cui si legge il Vangelo di
tutino. S. Matteo fino alla festa dell'Esaltazio-
anderìon ἀντερίον Tunica con strette ne della S. Croce, le domeniche in cui
maniche portata dal clero sotto il ra- si legge il Vangelo di S. Luca sino
son. Priva di bottoni le falde vengono all'inizio del triodion, periodo di pre-
sovrapposte ed è chiusa con dei fer- parazione alla Pasqua. È scandito dal-
magli. Nera per i monaci può essere le feste despotiche, teomitoriche ed
turchina o grigia. I sacerdoti secolari aghiasmiche. Una caratteristica del-
talvolta la stringono alla vita con una l'anno liturgico bizantino è la com-
fascia, i monaci con una cintura di memorazione anche di avvenimenti
pelle (zoni). Gli studenti del Pontificio religiosi (trasferimenti di reliquie,
Collegio Greco in Roma portavano si- concili) come di avvenimenti civili,
no ad alcuni anni fa l’anderion blu (terremoti, liberazioni di assedi ecc.)
stretto alla vita da una fascia rossa. anoixia ἀνοίξια Apertura al pubblico
angelo del gran consiglio Rappresen- di una chiesa. vd. enkenia.
tazione alquanto rara del Salvatore anthologhion ἀνϑολόγιον Raccolta
imberbe e con le ali, riconoscibile dal di testi liturgici, provenienti dall'oro-
nimbo crucigero. Deriva da Isaia 9:6 loghion, minei, sinassario... per l'uso
aniptos ἄνιπτος Chi, come forma di quotidiano.
ascetismo, si astiene dal lavarsi. antìdoron ἀντίδωρον (in luogo dei
anno ecclesiastico L'anno ecclesiasti- doni) Pane benedetto subito dopo la
co bizantino comincia il primo set- consacrazione; viene distribuito ai fe-
deli al termine della Liturgia. Origina- dopo Pasqua, o seconda domenica di
riamente era destinato ai fedeli che Pasqua.
non potevano fare la Comunione, ora Annunciazione εὐαγγελισμός Festa
viene distribuito a tutti. Viene portato despotica del 25 marzo. Festa della
a casa a coloro che non hanno potuto salvezza del mondo - σωσίκοσμος
partecipare all'Eucaristia (ammalati, ἑορτή - è una delle principali feste
ecc.). dell'anno liturgico tanto da non cede-
antifona ἀντίφωνον Versetti di salmo re nell’ufficiatura ad alcuna altra ri-
intercalati da ritornelli. correnza. Il Concilio del Trullo (can.
antikaniskon ἀντικάνισκον Paga- LII) ricorda che in essa al pari dei sa-
mento in denaro in sostituzione del bati e delle domeniche della Grande
kaniskion. Quaresima si celebra la Divina Litur-
antimìnsion ἀντιμήνσιον (al posto gia di S. Giovanni Crisostomo anziché
della mensa) Rettangolo di stoffa su quella dei Presantificati in uso negli
cui è dipinta la deposizione di Cristo altri giorni. Nella tradizione antica,
nel sepolcro e ai cui angoli sono cucite seguita tuttora dai Russi, essa non
reliquie. È consacrato solennemente viene mai spostata neanche se coinci-
dal Vescovo che ne firma la dichiara- da con il Venerdì od il Sabato Santo o
zione scritta sullo stesso, ed assegnato la stessa Pasqua v. kyriopascha. Il
ad una chiesa od un sacerdote. È con- typikon del monastero del SS.mo Sal-
servato ripiegato all'interno dell'ilitòn vatore a Messina prescriveva anzi che
e posto sull'altare al di sotto del Van- in questo caso venissero proclamate le
gelo. Viene spiegato durante il canto letture dell'apostolos e del Vangelo di
dell'inno cherubico e su di esso ven- entrambe le feste. Il Typikon costanti-
gono posti i Doni nella parte centrale nopolitano del 1838 ha modificato
della Divina Liturgia; è ripiegato do- l'antica usanza disponendo che in
po la distribuzione della Eucarestia. questi casi la festa venga spostata al
Come dice il nome (in luogo della secondo giorno della settimana lumi-
mensa) era originariamente utilizzato nosa. Si noti che con l'adozione del ca-
come altare portatile e non poteva es- lendario giuliano riformato adottato
sere usato sull'altare consacrato. È at- dai greci, questa coincidenza non è
tualmente considerato corrispondente più possibile, mentre lo è tuttora per
alla pietra sacra dell'altare latino. La le Chiese che seguono il calendario
firma del vescovo consacrante è ga- gregoriano.
ranzia di comunione nella vera fede e E' consentito mangiare pesce.
ricorda la giurisdizione episcopale. anoixia ἀνόιξια apertura al culto di
antimitatikion Pagamento per evitare una chiesa, vd. encenia.
l'obbligo di alloggio delle truppe. anthologhion ἀνϑολόγιον è una
antipàscha ἀντιπάσχα Domenica pubblicazione che cerca di compren-
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dere la maggior parte dei testi delle sizione dalla Croce 1) rito dell'orthros
officiature quotidiane. In genere in- del Grande e Santo Venerdì 2) icona
clude parti dell'orologhion, dell' Oc- che rappresenta la scena.
toechos, di Triodion, Pentecostarion e apokomvion ὰποκόμβιον Borsa ce-
Minea. Non include le Divine Litur- rimoniale portata dall'imperatore per
gie. le elemosine cerimoniali.
Antiphonitìs ἀντιφωνητής (letteral- apokreo ἀπόκρεω Domenica di Car-
mente "colui che risponde," anche "il nevale, ultimo giorno in cui si può
garante") Appellativo di Cristo per mangiare carne prima dell’inizio della
aver dato la sua vita per l’umanità. Grande Quaresima
Antiphonitria ἀντιφωνήτρια (lette- apocrisàrio ἀποκρισάριος Rappre-
ralmente "colei che risponde") Appel- sentante permanente di un patriarca
lativo della Vergine che sottolinea il presso il papa od altro patriarca.
suo ruolo di intercessione. apòdipno ἀπόδειπνον Compieta, ul-
Anziano o Antico dei giorni ὁ πα- tima delle ore canoniche. Nei mona-
λαιὸς τῶν ἡμερῶν "Tipo" iconografi- steri si recita la sera dopo cena.
co. E' in Daniele (7,9) "il suo vestito apòdosis ἀπόδοσις Giorno che con-
era candido come neve e come lana clude la meteorthia in cui si richiama-
pura erano i capelli della sua testa" un no nell'officiatura i testi della festa.
appellativo del Messia. Talvolta la fi- apoftegmi dei Padri Raccolta intitola-
gura di Cristo con barba e capelli ta propriamente Μέγα λειμωνάριον
bianchi è triplicata a rappresentare la “Grande Giardino” di circa 2000 detti
Ss.ma Trinità. memorabili dei Padri del Deserto con-
aplekton ἄπληκτον Obbligo di allog- sistenti sovente in un aneddoto o in
gio per le truppe. una domanda da parte del discepolo e
apochorismos Αποχωρισμός (separa- la risposta dell’anziano.
zione) Sanzione ecclesiastica. Può apokukulismo ἀποκουκουλισμός So-
avere due gradi: lenne deposizione del kukulion da
 Sospensione (apochorismos mi- parte del monaco megaloschimo
kros): esclusione per un determina- nell'ottavo giorno dalla professione.
to periodo di tempo dal sacramen- apòlysis ἀπόλυσις Formula recitata
to della Eucaristia. dal celebrante con cui viene sciolta
 Deposizione (panteles apochori- l'assemblea al termine della Divina Li-
smos): con la sospensione da tutte turgia o di una akolutìa.
le funzioni sacerdotali. apolytìkion ἀπολυτίκιον Inno relati-
apokarsis ἀπόκαρσις Tonsura, si vo alla festa o al periodo liturgico can-
compie tagliando 4 ciocche di capelli tato alla fine - apolysis - dell'officiatu-
in forma di croce. ra o al momento del piccolo isodos.
apokathìlosis ἀποκαϑήλωσις Depo- Contiene il significato della festa o l'e-
logio del santo celebrato e si conclude sa latina. È titolo proprio della Chiesa
con una domanda di intercessione. bizantina e pertanto non dovrebbe
apomìrismo ἀπομύρισμα Santifica- mai essere concesso a sacerdoti di al-
zione dell'acqua mediante l'immer- tro rito. Indossa il kalimafchion con
sione di reliquie, per contatto con l'epanokalimafchion e porta la croce
qualcosa di sacro. Indica anche l'ac- pettorale. Durante le funzioni può
qua stessa. usare la croce e l'epigonation.
apòsticha ἀπόστιχα Tropari interca- archistratega comandante delle arma-
lati con versetti salmici cantati alla fi- te celesti. Titolo dell'arcangelo Miche-
ne dell'esperinos e dell'orthros feriale. le.
apostolika La serie di icone raffigu- archondariki Zona del monastero ri-
ranti Cristo e gli Apostoli nell'epistilio servata agli ospiti.
dell'iconostasi. archondaris In un monastero l'addet-
apostolikon schema Rango monastico to all'ospitalità.
intermedio tra martiri ed angeli. arconte Dal nome della principale
apostolnik vd. epimandylion magistratura ateniese, titolo conferito
apòstolos ἀποστόλος 1) Lettura tratta ad alcuni dignitari, laici ed ecclesiasti-
da una lettera di un apostolo, o nel ci del Patriarcato Ecumenico.
periodo pasquale, dagli Atti degli artoclasìa ἀρτοκλασία Akolutìa con-
Apostoli. 2) Il libro contenente le peri- sistente nella benedizione di cinque
copi stesse per le varie occasioni. pani, grano, vino e olio compiuta in
aravona ἀρραβών (pegno matrimo- onore di un santo particolarmente
niale) Rito del fidanzamento. importante.
arcidiacono diacono che usualmente artofòrio ἀρτοφόριον Custodia del-
presta servizio con un Metropolita o l'Eucarestia in forma di tabernacolo
Patriarca. posto sull'altare o di colomba penden-
archieratikòn ἀρχιερατικον è il libro te dal ciborio.
liturgico che contiene le officiature artos pasquale Ἄρτος Pane benedetto
proprie del Vescovo quali ordinazio- al termine della Liturgia pasquale, re-
ni, consacrazioni di antiminsion... sta esposto su un analoghion per tutta
archimandrìta ἀρχιμανδρίτης Pro- la settimana, viene spezzato e distri-
priamente superiore di un grande buito nel sabato luminoso.
monastero, egumeno, in questo senso asmaticòn ᾀσματικóν Libro conte-
è l'equivalente dell'abate latino. Il tito- nente i canti della Liturgia e delle ore
lo di archimandrita - onorario - viene propri del coro, contrapposto al psal-
conferito dal vescovo o patriarca, co- tikon che contiene le parti per il soli-
me riconoscimento, anche a sacerdoti sta.
secolari non sposati, analogamente al asmaticòs, ufficio ἀκολουϑία ᾀσμα-
titolo di monsignore usato dalla Chie- τική è l'antica ufficiatura propria delle
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cattedrali contrapposta a quella mo- icona mariana che prende il nome
nastica che ha finito con il prevalere. dall’incipit del megalinario della Di-
aspasmòs ἀσπασμός L'abbraccio di vina Liturgia di S. Giovanni Criso-
pace della notte di Pasqua e durante stomo. Il prototipo risalente al settimo
la Divina Liturgia prima della profes- secolo è conservato nel Protaton a Ka-
sione di fede. Esprime la riconcilia- ryes sul Monte Athos.
zione di tutti. àxios ἄξιος (è degno) Parola detta o
asterìskos ἀστερίσκος (piccola stella) cantata tre volte dall’ordinante e dal
Strumento liturgico composto da un popolo durante l’ordinazione di un
doppio archetto metallico con una diacono, di un sacerdote o di un ve-
stella appesa al centro posto sul di- scovo.
skos per tenere i veli lontano dai Do-
ni. Talvolta l'asteriskos può essere a b
forma di calotta e unito al diskocalli- battesimale, veste ὁ χιτών φωτεινός,
ma. ἡ φωτοειδὴς στολή La veste fatta in-
autocefalìa αὐτοκεφαλία Termine dossare al neobattezzato immediata-
giuridico per indicare la completa in- mente dopo l’immersione battesimale.
dipendenza di una Chiesa ortodossa, Nel mondo ortodosso è considerata
retta da un santo Sinodo che ne elegge sacra e deve essere conservata con cu-
il Pastore supremo, il quale non riceve ra o distrutta con il fuoco.
conferma da altra autorità. Tutte le battesimo βαπτισμός Primo sacra-
Chiese patriarcali sono autocefale, ed mento dell'iniziazione cristiana. Per
anche alcune rette da arcivescovi, co- questo motivo il rito si svolge nel nar-
me la Chiesa di Grecia. vd. anche au- tece, ricordo dell'usanza dei primi se-
tonomia. coli in cui il battistero era un edificio
autodespotos αὐτοδέσποτος (che si separato dalla chiesa. La Chiesa bi-
governa da sé) Monastero indipen- zantina amministra il Battesimo per
dente contrapposto a idiodespotos. immersione, nella kolimvithra, con
autonomia Condizione di una Chiesa acqua appositamente benedetta nel
ortodossa, retta in maniera indipen- contesto stesso della cerimonia. Se-
dente da un Pastore il quale viene condo la prassi, antichissima, il Batte-
nominato o confermato da un’autorità simo viene immediatamente seguito
superiore – in genere un patriarca – dal rito della Confermazione e dal-
esterna ad essa. l'amministrazione dell'Eucarestia.
àvaton ἄβατον Divieto di accesso agli battesimo della Croce Immersione
ambienti di un monastero maschile o della croce nell'acqua durante la cele-
femminile per i membri dell’altro ses- brazione del grande aghiasmos nel
so. Clausura giorno della Teofania.
axion estin Ἄξιον ἐστίν “Tipo” di battistero φωτιστήριον Luogo ove è
posto il fonte battesimale (kolinvìtra). forma del calendario che prese il suo
Quando questo non è collocato in un nome, sopprimendo dieci giorni dal
edificio apposito, viene posto nel nar- calendario e disponendo che per il fu-
tece. turo sarebbero stati considerati bise-
beatissimo appellativo onorifico dei stili soltanto gli anni secolari divisibili
Patriarchi (per i quali si usa anche per 400. Questa riforma accolta im-
l'appellativo Santità) e di alcuni Arci- mediatamente soltanto nei paesi catto-
vescovi maggiori. Sua Beatitudine lici, incontrò negli altri paesi resisten-
NN. ze per motivi politici e religiosi, ve-
bema v. Vima. nendo adottata nei paesi ortodossi, ai
bikion βικίον v. rantistirion fini civili, soltanto all’inizio del XX
blachernitissa βλαχερνίτισσα Rap- sec. I fedeli di rito bizantino in Italia
presentazione di Maria orante, prende seguono il calendario gregoriano sia
nome dalla chiesa detta di Blacherne per le feste fisse che per quelle mobili,
in Costantinopoli. legate alla Pasqua. Le Chiese di Co-
blàttion βλάττιον Drappo che ricopre stantinopoli, Grecia, Romania, e quel-
e decora l'analoghion per la lettura del le ad esse collegate, usano il calenda-
Vangelo. rio gregoriano (più propriamente un
brefocratusa βρεφοκρατοῡσα (Colei calendario giuliano riformato, molto
che regge il Bambino). Tipo di icona prossimo a quello gregoriano) per le
mariana. feste fisse, mentre seguono quello giu-
liano per la determinazione della data
c della Pasqua. La Chiesa di Russia usa
calendario giuliano Il calendario se- il calendario giuliano non soltanto per
condo la riforma promulgata nel 46 le feste mobili, ma anche per le feste
A.C. da Giulio Cesare. Vedi anche la fisse, celebrando così il Natale nel
voce seguente. giorno che per lo stesso calendario ci-
calendario gregoriano Il calendario vile russo (l'adozione del calendario
giuliano è di undici minuti più lungo gregoriano fu uno dei primi atti del
del calendario astronomico; ciò de- governo rivoluzionario nell'ottobre
termina uno scostamento di tre giorni del 1917) risulta essere il 7 gennaio. Le
ogni 400 anni. Nel XVI secolo questa comunità cattoliche che risiedono in
differenza era giunta a 10 giorni, per paesi a maggioranza ortodossa sono
cui l'equinozio di primavera, base per autorizzate, in spirito ecumenico, a ce-
il calcolo della data di Pasqua cadeva lebrare la Pasqua in coincidenza con
l'11 marzo anziché il 21. Per rimediare quella della maggioranza della popo-
a ciò nel 1582 Gregorio XIII promulgò lazione.
(dopo un tentativo di accordo con il calofonico, stile Modalità di canto
patriarca di Costantinopoli) una ri- particolarmente ornata.
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calògero καλόγερος (bel vecchio) orale che si dava a coloro che si pre-
Appellativo tradizionalmente usato paravano al Battesimo, ai catecumeni.
per indicare un monaco. catecùmeno κατηχούμενος Colui che
calvario Immagine di Cristo crocifisso riceve la prima istruzione cristiana -
affiancato da Maria e Giovanni vd. catechesi - per ricevere il Battesimo. È
lypira. È di norma posto sulla sommi- detta liturgia dei catecumeni la prima
tà dell’iconostasi sì da poter essere vi- parte della Divina Liturgia sino al
sta da ogni punto della chiesa. grande isodos, perché era l'unica par-
canonàrca κανονάρχης Il solista inca- te del rito cui fosse loro consentito di
ricato di suggerire ai cantori le parole assistere.
degli inni e la melodia su cui modu- cenobìtico κοινόβιον Monastero i cui
larli. monaci fanno vita in comune, svol-
cànone κανών 1) Composizione in- gendo ciascuno i compiti affidatigli
nografica composta di nove odi; ogni per l'andamento della casa, e riunen-
ode preceduta da un irmo è composta dosi per le officiature e la consuma-
di più tropari. 2) Disposizione di ca- zione dei pasti. È retto da un egume-
rattere disciplinare od organizzativa no o archimandrita eletto di norma a
di un Concilio. vita.
cantaro vd. fiala ceroferàri λαμπαδοῡχος Portatori di
canto liturgico Ogni azione della ceri o lampade durante il grande e il
Chiesa bizantina è accompagnata dal piccolo isodos e le processioni.
canto sia dei celebranti che del popolo ceromàstice κηρομαστίχη Miscela di
o dei cantori. Il canto bizantino è mastice, cera, polvere di marmo, in-
sempre monodico, essendo bandita censo, mirra, aloe ed altre sostanze,
ogni forma di polifonia come l'uso di utilizzata nella cerimonia di consacra-
qualsiasi strumento musicale. La voce zione di un altare, per fissare la tavola
del cantore è sostenuta soltanto dall'i- alle colonnine che la sostengono.
son. Caratteristica del canto liturgico chalkopratissa χαλκοπράτισσα vd.
bizantino è l'alternarsi di due cori du- aghiosoritissa.
rante le officiature. Tale tradizione ha charistikarios χαριστικάριος Laico
origine dal cerimoniale della corte cui è affidata l’amministrazione di un
imperiale di Bisanzio le cui cerimonie monastero.
erano scandite e sottolineate dagli inni chartularios χαρτουλάριος Archivi-
ed acclamazioni dei cori delle due fa- sta
zioni degli Azzurri e dei Verdi. cheretismì χαιρετισμοί Le varie stan-
cartofilàce χαρτοφύλαξ Dignitario ze dell’inno akathistos, così chiamate
ecclesiastico, archivista del patriarcato per la continua ripetizione del saluto
o dell'eparchia. angelico chere (gioisci).
catechèsi κατήχησις Insegnamento chernivòxeston χερνιβόξεστον Broc-
ca e bacile usati per il lavacro delle peccati dell’umanità recato in mano
mani del Vescovo durante la Liturgia nelle icone da Cristo o più di rado dal-
Pontificale. la Vergine.
cherùbico, inno v. Cherubikon. chirotonìa χειροτονία L’imposizione
cherubikòn χερουβικὸς ὕμνος Inno delle mani da parte del Vescovo nel
risalente al VI secolo cantato al mo- conferimento degli ordini sacri.
mento del grande isodos che inizia chirotesìa χειροϑεσία L’imposizione
con le parole “Noi che misticamente delle mani da parte del Vescovo nel
rappresentiamo i Cherubini…”. Il sa- conferimento di una dignità che non
bato santo santo e nella Liturgia sia l’ordine sacro.
dell'encenia questo inno viene sosti- chiton χιτών Tunica indossata sotto
tuito dall'altro sighisato... l’imation od il maphorion.
chiesa ναός, ἐκκλησία La costruzione choneftìrion χωνευτήριον Vasca, si-
della chiesa è decisa dal vescovo in tuata in genere presso la protesi, usata
base alle esigenze di culto della popo- per versare l’acqua usata per il Batte-
lazione ed è da lui inaugurata dopo la simo o per il lavaggio degli oggetti sa-
consacrazione dell'altare con il my- cri.
ron.La chiesa deve essere orientata in choros o kyklos χορός Larga struttu-
maniera tale che durante la preghiera ra circolare o poligonale pendente
il sacerdote ed i fedeli siano rivolti ad dalla volta della chiesa e che sostiene
oriente, donde proviene il Salvatore, numerose lampade.
vero sole del cristiano. In una chiesa si chorostasìa vd. corostasia.
eleva un solo altare, perché uno è il chrismon χρισμόν Monogramma co-
popolo di Dio. Le parti della chiesa stantiniano, le prime due lettere gre-
sono il pronao, o esonartece, il narte- che del nome di Cristo X e P intreccia-
ce, la navata, l'abside che include il te.
vima. Alcune di queste parti possono chyma χύμα Maniera monotona e
mancare, ma ciò non rende impossibi- continua di leggere un testo, es. il te-
le la celebrazione del culto. La tradi- traevangelio.
zione ha codificato la decorazione del- cibòrio κιβόριον 1) Piccola cupola
le varie parti del tempio, realizzata sorretta da quattro colonne (simbolo
con mosaici ed affreschi. Le statue degli evangelisti) che copre l'altare.
non hanno mai trovato posto nelle Dal suo centro pende l'artoforio se a
chiese bizantine, essendo limitato l'u- forma di colomba. 2) Contenitore in
so della scultura a fregi e capitelli. cui sono riposte le reliquie sotto l'Al-
chiesa, grande ἡ μεγάλη ἐκκλησία tare (Simeone di Tess. PG 342 b).
vd. grande chiesa. cicli liturgici L'officiatura bizantina è
chirògrafo del peccato Testo, di nor- determinata dal sovrapporsi ed in-
ma in forma di rotolo, che elenca i trecciarsi di tre cicli temporali:
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 Ciclo delle feste mobili. Ha come na.
base la Pasqua ed è costituito dalle concelebrazione Prassi consueta della
feste che da essa dipendono. chiesa bizantina è sempre stata la con-
 Ciclo delle feste fisse. È quello delle celebrazione da parte di più sacerdoti.
feste che ricorrono a data fissa. Ha Durante la celebrazione i vari conce-
inizio il primo settembre. lebranti si dispongono attorno all'alta-
 Ciclo settimanale. La settimana bi- re alternativamente a destra e sinistra
zantina inizia con la domenica, il del primo celebrante in ordine decre-
giorno della Resurrezione del Si- scente di rango ed età.
gnore, il primo dopo il sabato. Il confermazione χρίσμα Nella Chiesa
lunedì è dedicato agli Angeli. Il bizantina la Confermazione viene
martedì è consacrato a S. Giovanni amministrata dal parroco, o da un sa-
Battista. Il mercoledì (in cui si ri- cerdote da lui delegato, con il myron
corda il tradimento di Giuda) ed il consacrato dal vescovo, immediata-
venerdì (ricordo della Passione) mente dopo il conferimento del Batte-
sono giorni di penitenza e digiuno simo nel contesto della stessa cerimo-
per tutto l'anno. Il giovedì è consa- nia.
crato agli Apostoli. Il sabato è de- confessione L’atto di riconoscimento
stinato in particolare alla preghiera e confessione dei propri peccati da
per i defunti. parte di un individuo davanti a Dio,
clamide χλαμύς Lungo mantello, di alla presenza di un sacerdote (pneu-
solito fissato sulla spalla sinistra con matikos) a ciò autorizzato che assegna
una fibula. l’epitimia. Di norma ha luogo davanti
colomba eucaristica v. artoforio. ad una icona di Cristo. Il rituale pre-
colori liturgici La Chiesa bizantina vede due forme per la sua celebrazio-
non ha la dettagliata simbologia dei ne: individuale e comunitaria. La con-
colori propria della Chiesa latina. Si fa fessione è sempre segreta ed indivi-
distinzione tra colori luminosi (chiari) duale, l’assoluzione può essere comu-
utilizzati normalmente e colori scuri: nitaria.
blu od anche nero utilizzati nella corepiscopo χωρεπίσκοπος Vescovo
Grande settimana e nelle funzioni fu- con autorità sui territori circostanti
nebri A seconda della tonalità il rosso una città, vescovo ausiliare.
può essere considerato luminoso o corona Corona di metallo o di stoffa
scuro. In linea di principio vale la ad imitazione di fiori di limone, con il
consuetudine di utilizzare nelle gran- quale il Sacerdote incorona gli sposi
di feste i paramenti migliori disponi- durante il sacramento del Matrimo-
bili. Alcune Chiese anche ortodosse nio. La corona è bianca in segno di
hanno introdotto regole sull'uso dei purezza e rappresenta il potere degli
colori a somiglianza della Chiesa lati- sposi, come re e regina della loro casa.
La corona è formalmente deposta con ta, quando non se ne utilizzi una ap-
un’apposita cerimonia dopo otto posita contenente reliquie, al termine
giorni. del grande aghiasmos per il battesimo
corostasìa χοροστασία L'assistere del della Croce.
Vescovo od altro dignitario ad una croce pettorale Croce appesa ad una
funzione liturgica stando “in mezzo al catena portata al collo sull'abito o sui
coro”, in realtà al trono esterno od al- paramenti dall'archimandrita e dal-
tro seggio distinto, quando non pre- l'arciprete. In Russia è portata da tutti
siede la celebrazione all'altare. i sacerdoti. I vescovi portano l'enkol-
crisma χρίσμα olio comune benedetto pion e la croce pettorale, i patriarchi
dal sacerdote per le unzioni prebatte- due enkolpion e la croce.
simali. Non deve essere confuso con il croce processionale Croce montata su
myron. di un'asta e portata nelle processioni
Cristo gran sacerdote "Tipo" di icona: assieme agli esapterigi ed alle lampa-
il Salvatore appare vestito di abiti de.
pontificali con la corona. Viene posta croce di santificazione Piccola Croce -
sovente sul dossale del trono episco- 20 - 30 cm. di altezza - di legno scolpi-
pale. to o metallo dotata di piedistallo
croce σταυρός La croce bizantina ha cucchiaino λαβίς Piccolo cucchiaio
in genere i due bracci disuguali, quel- usato per distribuire l'Eucarestia ai
lo orizzontale più corto del verticale. fedeli, vd. lavìs.
Nell'ambiente slavo reca altri due cupola Di origine romana, simbolo
bracci trasversali: uno corto orizzonta- della volta celeste, la cupola copre la
le, al disopra di quello principale, parte centrale della chiesa. È decorata
rappresenta il cartello su cui secondo di norma con l'immagine di Cristo
il Vangelo Pilato fece porre la scritta pantocrator.
«Gesù Nazareno Re dei Giudei»; l'al-
tro, presso il piede della croce, obli- d
quo deriva da un errore di interpreta- dèisis δέησις (supplica) Raffigurazio-
zione da parte degli artisti slavi, della ne di Cristo fiancheggiato dalle figure
rappresentazione prospettica della ta- in genere di Maria SS.ma e l'apostolo
voletta orizzontale su cui in alcuni ca- Giovanni o del Precursore o di altri
si figurano inchiodati i piedi del Cri- santi. Spesso si aggiunge quella del
sto. fondatore della chiesa o del monaste-
croce benedizionale Σταυρός εὐλο- ro o del committente dell'opera. Pren-
γίας Piccola croce - 20 - 30 cm. di al- de il nome di grande deisis quando vi
tezza - usata dal vescovo e dal sacer- si aggiungono altri santi, anche dipin-
dote durante le processioni e la Litur- ti su tavole separate.
gia per benedire il popolo. Viene usa- dekanikion δεκανίκιον Bastone pa-
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storale, anche semplicemente bastone diakonikà διακονικά litania diacona-
concesso ai monaci per appoggiarsi le.
durante le più lunghe officiature. diakonikòn διακονικόν All'interno
despòtica (festa) Festa del Signore. del Vima, locale o piccolo altare sulla
Nell'anno liturgico le feste despotiche destra che serve ai celebranti per in-
commemorano uno dei Misteri della dossare i paramenti.
Redenzione: diastyla διάστυλον Barriera costituita
 Circoncisione, 1 gennaio. da un architrave sostenuto da colon-
 Teofania , 6 gennaio. ne, forma primitiva di iconostasi.
 Hypapantì , 2 febbraio. diatàxis v. Taxis.
 Domenica delle Palme. dikìrio e trikìrio o dìkiron e trìkiron
 Annunciazione , 25 marzo. δικήριον o δίκηρον e τρικήριον o
 Pasqua. τρίκηρον anche δικηροτρίκηρα Due
 Ascensione. candelieri portanti rispettivamente
 Pentecoste. due e tre candele incrociate e legate
 Trasfigurazione, 6 agosto. con un nastro. Vengono usati dal Ve-
 Esaltaz. della Ss.ma Croce, 14 set- scovo per la benedizione dei fedeli
tembre. durante la Divina Liturgia con la for-
 Natale, 25 dicembre. mula: «Signore, Signore, riguarda da
despotiche, icone Sono così denomi- cielo e vedi, visita questa vigna, e fa
nate le icone del primo ordine del- che essa prosperi perché la tua destra
l’iconostasi: quella di Cristo immedia- l'ha piantata». Simboleggiano il primo
tamente a destra della porta bella, del- le due nature, umana e divina del Cri-
la Theotokos a sinistra, di S. Giovanni sto, l'altro le tre persone della SS.ma
Battista e del santo titolare della chie- Trinità.
sa rispettivamente a destra e sinistra. digiuno Astensione dal cibo. La Chie-
despotikòn δεσποτικόν vd. Trono. sa bizantina osserva il digiuno totale il
deutereuon δευτερεύων 1) Vicario Venerdì Santo. Nella Grande Quare-
parrocchiale. 2) Coadiutore dell'egu- sima, nella quaresima di Natale e nei
meno. mercoledì e venerdì di tutto l'anno e il
dexiocratousa δεξιοκρατούσα (che a 14 settembre, festa dell'Esaltazione
destra ha la potenza) Icona della della Croce, il digiuno è limitato all'ef-
Theotokos in cui questa sorregge il fettuazione di un solo pasto giornalie-
Bambino con il braccio destro anziché ro, la sera dopo l'esperinos.
con il sinistro come di consueto. dikaiodosia δικαιοδοσία I diritti e
dhiamonitirion διαμονητηρίον Per- l’autorità di un Vescovo sulla propria
messo di ingresso e soggiorno per vi- diocesi.
sita nel territorio del Monte Athos, ha dikaiofilace δικαιοφύλαξ Officiale
di norma validità di 3 giorni. patriarcale che funge da giudice nelle
casi di natura ecclesiastica. che della Grande Quaresima (ad
dikaios δικαῑος Priore di una skiti. eccezione della Domenica delle
diskokàllima e deuterokàllima (o po- Palme), il primo gennaio (festa di
terokalymma) I due veli che coprono S. Basilio di Cesarea), il Giovedì ed
rispettivamente il diskos ed il calice. il Sabato Santo, la vigilia di Natale
Generalmente kalimma vd e della Teofania (in questi due ul-
dìskos δίσκος Patena più ampia di timi casi, se è domenica si celebra
quella latina e di solito sorretta da una la Liturgia di S. Giovanni Criso-
base, su di essa vengono posti l'Am- stomo).
nos e le altre particole, l'asteriskos ed i  La Chiesa bizantina ha in uso come
veli. quella latina la Liturgia detta di S.
dittici δίπτυχον 1) Lista di nomi di Gregorio o dei Presantificati. Non
vivi e defunti scritta su una tavoletta si tratta di una vera Liturgia euca-
od un cartoncino per la commemora- ristica, ma di una akoluthia in cui
zione nella Liturgia. 2) L’elenco uffi- vengono distribuiti i Sacri Doni
ciale dei nomi dei capi delle Chiese in consacrati nella Liturgia domenica-
comunione ecclesiastica letto dai con- le precedente, perciò Liturgia dei
celebranti di una Liturgia celebrata da Presantificati. Viene celebrata i
un Vescovo. mercoledì e venerdì della grande
divambulos διβάμβουλον Candela- Quaresima ed i primi tre giorni
bro che si reca e pone davanti al pa- della Grande e Santa Settimana.
triarca nelle funzioni liturgiche. Deri-  Un'altra liturgia eucaristica è la Li-
va dal cerimoniale imperiale ove sim- turgia di S. Giacomo il fratello del
boleggiava i poteri spirituale e tempo- Signore, antica Liturgia della Chie-
rale propri dell’imperatore bizantino. sa di Gerusalemme. Essa ha strut-
Divina Liturgia ϑεία Λειτουργία tura propria. In alcune chiese, tra
Nome che nella Chiesa bizantina as- cui quella romana di S. Atanasio,
sume la celebrazione eucaristica. Le viene celebrata in occasione della
Divine Liturgie in uso nella Chiesa festa del Santo il 23 ottobre.
Bizantina sono:  Divina Liturgia di S. Marco, pro-
 Divina Liturgia di S. Giovanni Cri- pria della Chiesa di Alessandria at-
sostomo, di origine antiochena e di testata in manoscritti del XII - XIII
uso normale. sec.; non viene usata.
 Divina Liturgia di S. Basilio, più Nell'Italia meridionale nel passato è
antica della precedente, da cui si stata inoltre usata la cosiddetta Litur-
differenzia soltanto per l'anafora gia di S. Pietro, traduzione greca ed
ed alcune altre preghiere. Secondo adattamento del canone romano.
il Typikon è previsto che sia cele- docheiarios δοχειάριος Tesoriere o
brata dieci volte l'anno: le domeni- cellario in un monastero.
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dodekaorton δωδεκάορτον v. dodici dell'Incarnazione.
feste. domenica Giorno del Signore, giorno
dodici feste La tradizione bizantina in cui è risorto Gesù Cristo. La cele-
ha fissato un elenco delle dodici feste brazione della domenica con i suoi te-
più importanti dell'anno liturgico, so- sti, anastasima, ha la prevalenza sulle
no: feste teomitoriche ed aghiasmiche, e
 8 settembre, Natività della Madre non scompare del tutto neanche di-
di Dio. nanzi alle feste despotiche. Alcune
 14 settembre, Esaltazione della domeniche hanno un nome proprio:
Croce. domenica di Carnevale, Domenica
 21 novembre, Presentazione di Ma- delle Palme, Antipasca…; quelle dopo
ria al Tempio. la Pasqua prendono nome dal brano
 25 dicembre, Natale. evangelico letto nella Liturgia: delle
 6 gennaio, Teofania. Mirofore, del cieco nato… Altre sono
 2 febbraio, Hypapantì. legate a commemorazioni particolari:
 25 marzo, Annunciazione. dei progenitori del Signore, dei Santi
 24 giugno, Natività di S. Giovanni Padri. La festa dell'Esaltazione della
Battista. Croce, il Natale e la Teofania sono
 29 giugno, Santi Pietro e Paolo. precedute e seguite da una domenica
 6 agosto, Trasfigurazione. di preparazione e una di commemo-
 15 agosto, Dormizione della Madre razione.
di Dio. domestikòs δομέστικος Solista in un
 29 agosto, Decapitazione di S. Gio- coro.
vanni Battista. doni, sacri Il pane ed il vino per la ce-
 Domenica delle Palme. lebrazione eucaristica.
 Ascensione. dormizione κοίμησις Festa teomitori-
 Pentecoste. ca, che commemora il 15 agosto il
L'icona “delle dodici feste” include in transito di Maria SS.ma dalla terra al
riquadri separati la rappresentazione cielo. L'icona della festa raffigura la
tradizionale di tutte queste feste. Ico- Vergine Maria sul letto di morte cir-
ne raffiguranti 12 feste, pur con qual- condata dai Discepoli, in piedi al cen-
che variante, ma mantenendo fisso il tro della scena il Salvatore accoglie
numero, costituiscono una delle rap- l'anima della Madre in forma di infan-
presentazioni canoniche proprie delle te.
iconostasi. dossologìa δοξολογία Inno di glorifi-
dogmatikon δογματικόν theotokion cazione. Vi sono una Piccola ed una
cantato nei Grandi Vespri. È così defi- Grande Dossologia, ambedue incen-
nito in quanto contiene abitualmente trate sull inno angelico «Gloria a Dio
una concisa presentazione del dogma nel più alto dei cieli…». Fanno parte
entrambe dell'orthros: la Grande è ri- to di un monastero affidata ad un lai-
servata alle feste, mentre la Piccola co (eforo).
viene utilizzata negli altri giorni e egùmeno o igùmeno ἡγούμενος Su-
nell'apodipnon. periore di un monastero. Il femminile
doxastikòn δοξαστικόν Tropario che egumenissa indica la figura corri-
si recita dopo la dossologia, cioè dopo spondente in un monastero femmini-
le parole Gloria al Padre… le.
dryphakta Barriera di separazione tra eidolon εἴδωλον (immagine) Il termi-
navata e Santuario, forma primitiva di ne è usato per indicare, oltre che le
iconostasi. immagini degli dei pagani in con-
trapposizione alle icone cristiane,
e l'immagine dell'anima della Theoto-
ebdomadàrio ἑβδομαδάριος Lo ie- kos che appare nell'icona della Dor-
romonaco incaricato settimanalmente mizione.
delle officiature. ekfònesi ἐκφώνησις Conclusione ad
ecclesiàrca ἐκκλησιάρχης Nei mona- alta voce delle preghiere sacerdotali
steri il monaco incaricato della cura di recitate sommessamente (μυστικως) .
tutto ciò che concerne il servizio divi- ekklisìa ἐκκλησία Navetta per l'in-
no; capo sacrista. censo. In alcuni luoghi nelle grandi
ecclisiasmos ἐκκλησιασμός È il rito occasioni si usa una lussuosa navetta
con cui una persona viene offerta a di grandi dimensioni a forma di pic-
Dio, se è già battezzata è una ricon- colo tempio che il diacono regge du-
ferma, altrimenti un anticipo. Talvolta rante le incensazioni, utilizzando un
si confonde con l'imposizione del no- velo, sulla spalla sinistra.
me. ektenìa ἐκτενής Preghiera «insisten-
economia οἰκονομία In ambito giuri- te» serie di invocazioni recitate dal
dico: rispetto dello spirito della legge, diacono dopo la lettura del Vangelo
contrapposto a acribia. ed intervallate dal canto del Kyrie
efchèleon εὐχέλαιον Sacramento del- eleison da parte del popolo.
l'olio santo per gli ammalati. eleftherotria ἐλευϑερώτρια (liberatri-
efchològhion εὐχολόγιον più comu- ce) Tipo" di icona mariana.
nemente euchològhion. eleusa ἐλεοῦσα Misericordiosa, ap-
efimèrio ἐφημέριος v. Ebdomadario. pellativo della Vergine. Icona della
Il sacerdote incaricato di una parroc- Madre di Dio che tiene il Figlio sul
chia, parroco. braccio e verso cui si china in un gesto
efimnio ἐφύμνιον Breve ritornello ri- di tenerezza. Il Figlio tocca la Madre
petuto dopo ogni versetto di un sal- con la gota e circonda il suo collo o
mo. una spalla con il braccio. Secondo al-
eforìa ἐφορεία La custodia o patrona- cuni studiosi si differenzia dalla Gly-
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cofiolusa perché in questa il Bambino mani e portato appeso alla cintura sul
tocca il mento della Madre. In ambito fianco destro. Dalla sua stilizzazione
russo prende il nome di Madre di Dio sarebbe derivato secondo alcuni l'epi-
dellla Tenerezza. Al “tipo” della gonation.
Theotokos Eleusa appartiene la Ma- endite v. ependite.
donna del Buon Consiglio di Genaz- endonartèce v. Nartece.
zano. eni αἶνοι Inno di lode contenente la
èmbolos ἔμβολος Portico situato ad frase “Lodate il Signore”
un lato della chiesa, da non confonde- enkleistos ἔγκλειστος Monaco che
re con l’esonartece. Corrisponde al trascorre per ascetismo l'intera esi-
deambulatorio delle chiese occidenta- stenza od un periodo della propria vi-
li. ta recluso in una cella.
Emmanuele Tipo iconografico di Cri- enkòlpion ἐγκόλπιον Piccola icona
sto bambino o giovane, quindi senza della Madre di Dio a forma di meda-
barba. glione portata sul petto dal Vescovo. il
enarxis ἔναρξις Parte iniziale della Metropolita o il Capo di una Chiesa
Divina Liturgia, comprende la grande portano durante le funzioni liturgiche
incensazione, la benedizione iniziale, anche un secondo medaglione raffi-
le litanie, le antifone, il piccolo introi- gurante Cristo. v. anche panaghia e
to, il Trisagion. croce pettorale.
enkènia ἐγκαίνια Consacrazione del- enkòmia ἐγκώμια Elogio funebre ri-
la chiesa. La ricorrenza annuale è ce- preso dalla tradizione popolare greca.
lebrata con riti analoghi a quelli della Nella liturgia del sabato santo sono
prima inaugurazione. È una ricorren- tre stasis di versi poetici in cui si riflet-
za di particolare importanza, tanto te sulla morte e sepoltura di Cristo.
che gli antichi canoni vietavano di Vedi anche epitafios thrinos.
consacrare una chiesa nel giorno della enòrdhinos ἐνόρδινος Appellativo
commemorazione del Santo cui era delle domeniche dopo la Pentecoste.
dedicata, per evitare che le due ricor- enoria ἐκκλησία ἐνοριακή Parrocchia
renze annuali coincidessero. Propria- o cura parrocchiale affidata ad un sa-
mente il termine indica l'inaugurazio- cerdote parroco. Propriamente unità
ne di una chiesa, ovvero la sua aper- amministrativa ecclesiastica che com-
tura al pubblico (anoixia), alla vera e prende un gruppo di parrocchie in
propria consacrazione si riferiscono i uno o più villaggi, dipendente da un
termini kathierosis o kathaghiasis. grande centro ecclesiastico (vescovato
encheirion ἐγχϵίριον 1) Drappo ri- o metropoli).
camato posto sotto una icona, podea. éntalma ἔνταλμα (raccomandazione)
2) Fazzoletto anticamente a disposi- Prescrizione del patriarca o del vesco-
zione del celebrante per asciugarsi le vo ad un delegato su un argomento
determinato. sacerdote sull'acqua e sull'olio del bat-
eortodromion ἑορτοδρόμιον Pubbli- tesimo
cazione contenente commenti ai ca- epigonàtion ἐπιγονάτιον Paramento
noni delle feste del Signore e della del vescovo o di un dignitario eccle-
Madre di Dio. siastico, a forma romboidale appeso
eortologhion ἑορτολόγιον Libro con- tramite un nastro, e portato all'altezza
tenente l’elenco delle feste accompa- del ginocchio, da cui il nome. Antica-
gnato da brevi biografie dei santi mente costituiva la borsa in cui il ve-
commemorati scovo conservava il testo dell'omelia.
eothinòn ἑωϑινόν (del mattino) Stiki- Porta spesso ricamata una spada,
rà alle lodi della domenica. simbolo della forza della parola.
epanokalymàfchion ἐπανωκαλυμ- epimandylion Velo che copre com-
μαύχιον Velo derivante dal cappuc- pletamente il capo e le spalle lascian-
cio, portato sul calymafchion a forma- do scoperto il volto. È portato dalle
re un tutt'uno. È simbolo di verginità. monache che lo ricevono quando
eparchìa ἐπαρχία Diocesi di rito bi- vengono accettate come novizie.
zantino. epimanìkia ἐπιμανίκια Indumenti li-
ependousis Rivestimento d'icona, turgici, sorta di manicotti usati per
thringion raccogliere le ampie maniche degli
ependìte ἐπενδύτης Tovaglia supe- abiti liturgici. Sono simbolo di poten-
riore dell'altare, riccamente decorata è za come si desume dalle preghiere re-
simbolo della gloria che circonda la citate nell'indossarli.
Divinità. epirritàrio ἐπιρριπτάριον v. Epa-
epìclesi ἐπίκλησις (invocazione) 1) nokalymafchion.
Invocazione liturgica in cui si prega epistasìa ἡ ἱερὰ ἐπιστασία Organi-
che venga (oppure che Dio Padre smo costituito da quattro membri,
mandi) lo Spirito Santo per compiere detti epistati, eletti dai rappresentanti
una benedizione o consacrazione. dei venti monasteri della confedera-
2) Termine tecnico per indicare l'invo- zione del monte Athos. Detiene il po-
cazione a Dio che mandi lo Spirito tere esecutivo e giudiziario nel territo-
Santo per trasformare il pane ed il vi- rio della Sacra Montagna. è presieduta
no nel Corpo e Sangue di Cristo du- da uno degli epistati eletto per cinque
rante l'anafora. anni detto protos.
epìdosi ἐπίδοσις Concessione di una epistemonarca Colui in un monastero
istituzione ecclesiastica da un’autorità cui è affidata la disciplina e l'osser-
ad un’altra. vanza delle regole.
Epifanìa ἐπιφάνεια v. Teofania. epistêthios da ἐπὶ τò στῆϑος του
epifitis ἐπιφοίτησις Infusione, pre- Ἰησοῡ (colui che ha riposato sul petto
senza dello Spirito santo invocata dal di Gesù) Appellativo di S. Giovanni il
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Teologo (Evangelista) (Gv 13, 23.25) profusa sul ministro nell'esercizio del-
epistilio ἐπιστύλιον Architrave del le sue funzioni. Viene usata sullo sti-
templon decorato con più icone o in charion, con gli altri paramenti duran-
alcuni casi con un’unica icona di for- te la Divina Liturgia, o direttamente
ma allungata. sul rason quando consentito per alcu-
epitàfios ἐπιτάφιος Drappo su cui è ne akolutie e per le processioni. È
ricamata o dipinta l'immagine di Cri- simbolo eminentemente sacerdotale. Il
sto nel sepolcro. Il venerdì santo, do- sacerdote deve sempre esserne rivesti-
po il rito della deposizione dalla Cro- to quando presiede un’orazione pub-
ce è deposto nel taphos per la venera- blica. Secondo Simeone di Tessaloni-
zione da parte dei fedeli; successiva- ca, essa è talmente indispensabile che
mente è prelevato e portato in proces- qualora il sacerdote non ne disponga,
sione per le vie del luogo. Al rientro prima di presiedere qualsiasi funzione
in chiesa viene deposto sull'altare ove liturgica deve benedire un pezzo di
rimane sino all'esperinos dell'Ascen- stoffa od una corda e porsela a modo
sione. In taluni luoghi viene usato un di essa. (responsa ad Gabrielem Pen-
drappo analogo con l'immagine della tapolitanum, questio XVII PG. 155,
Theotokos per la festa della Dormi- 870a)
zione. epitropìa ἐπιτροπία Consiglio par-
epitàfios thrinos ἐπιτάφιος ϑρῆνος rocchiale o diocesano i cui membri
Akoluthia del venerdì santo, in effetti laici (epìtropi) provvedono all’ammi-
parte dell'ortros del sabato santo. Il nistrazione della parrocchia o della
tema centrale è la sepoltura di Cristo diocesi
che culmina nel canto degli enkomia, ermineia ἑρμηνεία generico manuale
il pianto di Maria, delle Mirofore e che descrive le regole per la pittura
dell'intera umanità di fronte alla tom- delle icone. La più famosa, di Dionisio
ba di Cristo. di Furnà, è dell’inizio del XVIII sec.
epitimìa ἐπιϑυμία (soddisfazione) esaptèrigi ἑξαπτέρυγα Flabelli rap-
Penitenza sacramentale assegnata dal presentanti i serafini con sei ali portati
confessore al penitente. nelle processioni.
epitiritìs ἐπιτηρητής Monaco incari- esàrca ἔξαρχος Colui che regge un
cato di mantenere l’ordine. esarcato. Anche delegato speciale del
epitrachìlion ἐπιτραχήλιον (da collo) Patriarca o del Vescovo, pure come ti-
Stola sacerdotale, costituita da una tolo onorifico.
larga striscia di tessuto, piegata ad U e esarcàto È una frazione del popolo di
cucita lungo il bordo interno; girata Dio che per speciali circostanze, non
attorno al collo giunge sino ai piedi. È viene eretta in eparchia.
adorna di croci e termina con una esasàlmo ἑξάψαλμος vd. exapsalmos
frangia. Simboleggia la grazia di Dio esicàsmo (da ἡσυχάζω vivere in quie-
te) Movimento ascetico-mistico assai occasioni. Il libro degli Evangeli, paro-
diffuso nel monachesimo bizantino, la di Dio, al di fuori della Liturgia è
portato a sistemazione da Gregorio sempre conservato sull'antiminsion
Palamas nel XIV secolo. sull'altare. L'evangeliario secondo l'u-
esychasterion vd. isychastirion so greco contiene le pericopi giorna-
esomonitis Monaco interno. Monaco liere, riportate secondo l'anno liturgi-
che risiede all’interno di un monaste- co; quello russo contiene invece la re-
ro ed ivi riceve i mezzi di sostenta- dazione continua dei testi con l'indi-
mento. cazione delle pericopi.
esonartèce ἐξωνάρϑηξ Portico ante- evergetis εὐεργέτης Benefattrice, ap-
riore esterno della chiesa. pellativo della Madre di Dio.
esperinòs ἑσπερινός Vespro, officia- evloghìa εὐλογία 1) Benedizione da
tura della sera. Viene celebrato quoti- parte di un vescovo o un sacerdote di
dianamente nei monasteri. Nelle chie- una persona o cosa compiuto con un
se parrocchiali, se non lo si celebra segno di croce e pronunziando una
quotidianamente, è limitato soltanto breve formula. 2) Ampolla contenente
al sabato ed alle vigilie delle feste. olio od altra sostanza benedetta pro-
etimasìa ἡ ἑτοιμασία τοῦ ϑρόνου veniente da un luogo di pellegrinag-
(l'apprestamento del trono) Raffigu- gio. 3) v. Antidoron.
razione di un trono vuoto, sormontato evloghitària εὐλογητάρια Tropari in-
da una croce anch'essa vuota e soven- tercalati dal ritornello “Benedetto sei
te gemmata ed a volte da un agnello. tu, Signore.insegnami i tuoi decreti”
Sta a significare l'invisibile presenza (Sal 118,12). Possono essere dedicati ai
della divinità, ed allude forse anche defunti od alla Resurrezione, detti
all'attesa del Giudizio Universale. anastasima.
étisis αἴτησις Domande che comple- evodia Fragranza che emana dalle os-
tano la synaptì. sa di un santo.
etnomartire Chi ha testimoniato la exapostilàrion ἐξαποστειλάριον Tro-
propria fede durante le lotte di libera- pario cantato dopo la 9a ode del ca-
zione della Grecia dal dominio turco. none.
eucheleon Più propriamente efche- exapsalmos ἑξάψαλμος Gruppo di
leon vd. sei salmi cantati all'orthros. Un altro
euchològhion εὐχολόγιον Libro li- gruppo di sei salmi viene cantato
turgico contenente i riti di ammini- all'apodipno grande (non quello abi-
strazione di tutti i sacramenti e akolu- tuale detto piccolo); ed altri sei al me-
tie minori. soniktikon del sabato.
evangeliàrio εὐαγγέλιον Libro con- exaptèrigi vd. esapterigi
tenente le pericopi degli Evangeli lette exoecclisia Chiesa privata.
durante la Divina Liturgia e nelle altre exodiastikon ἐξοδιαστικόν Libro li-
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turgico contenente le officiature fune- do il suo oggetto effetti analoghi alla
bri. Da exodios che riguarda la par- loro natura.
tenza; exodion è il trasporto del cada- festa delle luci φ͞ωτα Appellativo del-
vere del defunto dalla sua casa all'ul- la Teofania.
tima dimora. festale, lettera La lettera con cui il pa-
exomonitis Monaco esterno, non re- triarca di Alessandria, per decisione
sidente in un monastero, ma che rice- del concilio di Nicea, comunicava agli
ve da esso il sostentamento. altri Vescovi la data della successiva
exòrason v. rason Pasqua.
fiàla φιάλη Fontana posta davanti al-
f la chiesa; è la vasca posta nell'atrio -
fakiòlion φακιόλιον Copricapo in- paradiso - delle antiche basiliche cri-
dossato dalle monache. stiane e destinata alle abluzioni. È uti-
felònion φαιλώνιον Paramento sa- lizzata per il grande aghiasmos.
cerdotale a forma di campana con un filocalìa φιλοκαλία (amore per il bel-
foro per infilarvi la testa, corrisponde lo) Antologia di scritti ascetici di auto-
alla casula latina. Il sacerdote per ave- ri vari - oltre 30 - da S. Antonio a Gre-
re libere le mani ritira il felonion sugli gorio Palamas, raccolta e pubblicata
avambracci, salvo che le rubriche non da Nicodemo Agiorita nel 1788. È do-
prescrivano il contrario. In alcuni ra- po la Bibbia il testo fondamentale del
mi del rito bizantino ha subito dei monachesimo atonita.
sensibili tagli sul davanti. È simbolo filocristo Appellativo di pio laico.
della giustizia di cui deve essere rive- filoxenia ϕιλοξενία Ospitalità, filo-
stito il sacerdote. xenia di Abramo vd. Trinità, icona
festa Commemorazione annuale a da- della SS.ma
ta fissa o mobile di un Mistero della fimi ϕήμη Acclamazione cantata in
Redenzione - festa despotica - o di un chiesa durante la Divina Liturgia, su-
avvenimento relativo alla Madre di bito prima dell'Apostolos, in onore
Dio - festa teomitorica - o di un santo - del Patriarca o del Vescovo Ordinario
festa aghiasmica. Le feste despotiche e quando questi celebra personalmente.
teomitoriche sono precedute e seguite Contiene la titolatura ufficiale del Ge-
da un periodo di preparazione ed uno rarca. I vescovi privi di giurisdizione
di continuazione detti rispettivamente propria, come gli Ausiliari, non hanno
proeorthia e meteorthia. Secondo Si- fimi. Non deve essere confusa con il
meone di Tessalonica † 1429, - che ri- polychronion. A titolo di esempio si
porta l'opinione corrente al suo tempo cita la fimi del Patriarca melkita:
- le feste dell'anno liturgico non sono «NN., il santissimo, beatissimo, più
semplici anniversari, ma rinnovano venerabile nostro capo e signore; Pa-
nelle anime dei fedeli ciascuna secon- triarca della grande città di Antiochia,
di Alessandria e di Gerusalemme, di to alla sera è già tecnicamente lunedì,
Cilicia, di Siria e Iberia, d'Arabia, del- quindi non è infranta la proibizione di
la Mesopotamia e della Pentapoli, inginocchiarsi di domenica.
dell'Etiopia, di tutto l'Egitto e di tutto gorgoepikoos γοργοεπήκοος (Colei
l'Oriente, Padre dei Padri, Pastore dei che esaudisce con prontezza) Appella-
Pastori, Pontefice di Pontefici e tredi- tivo della Madre di Dio e tipo di ico-
cesimo apostolo! Molti anni, Signore! na.
Molti anni, Signore! Molti anni, Signo- grande chiesa ἡ μεγάλη ἐκκλησία 1)
re!» Originariamente appellativo della
fonte di vita πηγὴ τῆς ζωῆς Tipo di chiesa di s. Sofia a Costantinopoli il
icona della Vergine. suo typikon sia pur riformato è ancora
fotagogàrion φωταγωγικόν Inno can- in uso. 2) La “grande chiesa di Cristo”
tato al posto dell'exapostilarion nei è la chiesa patriarcale in Costantino-
giorni di digiuno. poli centro della vita amministrativa e
liturgica.
g grande umiltà (o umiliazione) ἄκρα
galaktotrofousa γαλακτοτροφοῡσα ταπείνωσις Tipo d’icona rappresen-
Icona della Madre di Dio che allatta il tante il Cristo morto in posizione eret-
Bambino. ta nel sepolcro.
gazophylàkion γαζοφυλάκιον am-
biente destinato al deposito delle of- h
ferte dei fedeli.
geronte γέρων (anziano) Superiore di i
una kellion. Anche genericamente IC XC NIKA abbreviazione di Ἰησοῦς
appellativo per un monaco anziano e Χριστὸς νικᾱ – Gesù Cristo vince –
stimato. scritta che appare su icone o simboli.
glykophilousa γλυκοφιλοῡσα icona icòna εἰκών Immagine sacra raffigu-
della Madre di Dio recante sul braccio rante un Mistero della Redenzione od
il Bambino verso cui china il capo in un santo. Le caratteristiche della rap-
un gesto di tenerezza. Vd Eleousa. presentazione sono rigorosamente
golgota vd. calvario. codificate ed all'autore, l'iconografo, è
gonyklisìa γονυκλισία Akoluthia di lasciata soltanto la scelta del soggetto
invocazione recitata nell'esperinos del - anch'esso del resto obbligato come
giorno di Pentecoste; ove questo non è nel caso delle iconostasi - e l'esecuzio-
in uso viene celebrata al termine della ne tecnica. Il vero iconografo si prepa-
Divina Liturgia il giorno di Penteco- ra all'opera con il digiuno e la pre-
ste. Come dice il nome «ginocchi pie- ghiera e l'icona è per ciò stessa bene-
gati» viene recitata in ginocchio. Poi- detta. L'icona, «finestra aperta sul Cie-
ché l'esperinos in questione è celebra- lo», ha un ruolo centrale nella liturgia
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bizantina. Il nome del santo o del- gelista, oppure la rappresentazione
l’avvenimento in essa rappresentato dell'Ultima Cena. I due battenti della
ne costituisce parte integrante e non porta centrale recano la rappresenta-
deve mai mancare. zione dell'Annunciazione, mentre le
iconòstasi εἰκονοστάσιον Parete di due porte minori portano sovente
distinzione del Vima dalla navata. È l'immagine di due angeli. Nelle icono-
decorata da icone da cui il nome. stasi particolarmente grandi e ricche,
Prende origine dalla pergula, archi- in specie in Russia, gli ordini di icone
trave sostenuto da colonne e da cui sovrapposte possono divenire tre o
pendevano immagini e lampade che quattro, includendo gli evangelisti ed
nelle chiese più antiche sia d'occidente altri santi. Nella iconostasi si aprono
che d'oriente svolgeva la stessa fun- tre porte: quella centrale o porta santa
zione. Ne restano esempi tra l'altro è normalmente chiusa da una porta a
nella basilica di S. Marco a Venezia ed due battenti ed al di fuori della Litur-
in alcune chiese romane; si ha memo- gia è riservata al vescovo, durante la
ria inoltre di quella esistente nella ba- Liturgia ai celebranti. Il diacono
silica costantiniana di S. Pietro in Va- quando previsto esce dalla porta di
ticano, le cui colonne sono state in sinistra o settentrionale, e rientra da
parte riutilizzate per le logge delle re- quella di destra o meridionale. Secon-
liquie, mentre un'altra è conservata do S. Gregorio di Nazianzo è simbolo
nel museo del tesoro. Con il passare della distinzione tra cielo e terra. La
del tempo mentre in occidente si ridu- tenda che normalmente chiude la por-
ceva ad una balaustra di distinzione ta centrale - catapetasma - e che viene
del presbiterio, in oriente si ingrandi- aperta soltanto durante le celebrazioni
va sino a trasformarsi in una parete. liturgiche - richiusa al momento della
Nel corso del tempo inoltre se ne de- Consacrazione e durante la Comunio-
finiva l'impianto iconografico. At- ne dei celebranti, mentre resta aperta
tualmente a destra della porta centrale il giorno di Pasqua e l'intera settimana
si trova sempre l'immagine del Salva- seguente ad indicare che Gesù risorto
tore, mentre a sinistra c'è quella della ha aperto le porte del Cielo - simbo-
Madre di Dio. A queste due icone leggia l'impenetrabilità del mistero
fondamentali si affiancano in genere a divino.
destra e sinistra rispettivamente l'ico- ìchos ἦχος (tono) Tonalità o modo di
na del Precursore e quella del santo ti- canto secondo cui vengono eseguiti i
tolare della chiesa. Al di sopra la serie salmi e gli inni. Esistono otto diversi
delle immagini dei dodici Apostoli o toni utilizzati ciascuno durante un'in-
delle dodici feste. Al culmine si trova tera settimana per cantare i pezzi che
l'immagine di Cristo crocifisso affian- non siano dotati di melodia propria. I
cato da Maria e da S. Giovanni Evan- toni si susseguono l'un l'altro a partire
dalla domenica di Pasqua. Sono rac- zianità, ma è essenzialmente legata al-
colti in un libro chiamato oktoichos. le esigenze di culto della comunità.
idiòmelo ἰδιόμελον Tropario dotato L'egumeno può non essere sacerdote.
di melodia propria che non è utilizza- igùmeno v. Egumeno.
ta per il canto di altri brani. ikokyra οἰκοκυρά (padrona di casa)
idiorrìtmico ἰδιόρρυϑμος Monastero i Appellativo della Madre di Dio e tipo
cui monaci vivono ciascuno per conto di icona
proprio, con le risorse procurate da ìkos οἶκος Stanza, strofa che segue il
ciascuno e per gli ammalati fornite dal kontakion.
monastero. Possono acquistare beni e ilitòn εἰλητόν Velo in cui è ripiegato
lasciarli in eredità a chi vogliono. Vi- ed avvolto l' antiminsion, corrisponde
vono sotto l'autorità di un superiore, al corporale latino.
in abitazioni autonome dette kalive, illuminazione φωτισμός Altro nome
raccolte attorno ad una chiesa centra- del Battesimo.
le, il katholicon (la chiesa di tutti) in imation ἱμάτιον Veste bizantina por-
cui i componenti si raccolgono soltan- tata sopra la tunica. È costituita da un
to per l'ufficiatura domenicale e delle rettangolo di stoffa fatto passare sulla
grandi feste. spalla sinistra ed avvolta attorno al
ieratikòn ἱερατικόν Libro liturgico corpo. L’imation che nelle icone av-
contenente i testi delle Divine Liturgie volge la figura di Cristo, è di norma di
di S. Giovanni Crisostomo, S. Basilio, colore azzurro, simbolo della Sua na-
dei Presantificati, e le parti del sacer- tura divina.
dote e del diacono del esperinos e del imerològhion ἡμερολόγιον Pubbli-
orthros. È anche detto liturghikon. cazione a carattere annuale in cui so-
ierodiacono ἱεροδιάκονος Monaco no fornite giorno per giorno indica-
che ha ricevuto l'ordinazione diacona- zioni sulle modalità da osservare
le. nell'officiatura secondo il typikon del
ieromartire ἱερομάρτυς Martire che luogo.
aveva ricevuto un ordine sacro. incensiere ϑυμιατήριον Piccolo bra-
ieromnemone ἱερομνήμων Dignita- ciere sospeso a catenelle e con un co-
rio patriarcale incaricato di indicare al perchio scorrevole lungo di esse; alle
Patriarca le orazioni e le formule che catenelle sono fissati dei sonagli (in
deve recitare. genere 12) che ricordano il messaggio
ieromònaco ἱερομόναχος Monaco degli apostoli. È usato dal diacono e
che ha ricevuto l'ordinazione sacerdo- dal sacerdote per incensare. Le incen-
tale. Nei monasteri bizantini l'ordina- sazioni possono avere un duplice si-
zione diaconale o sacerdotale non è gnificato: purificatorio - incensazione
automatica al raggiungimento di un della chiesa e del popolo - o di vene-
certo livello di cultura, pietà od an- razione - incensazione dell'altare, dei
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Sacri Doni, dell' evangeliario, delle dai celebranti durante il piccolo iso-
icone. dos. Le feste principali hanno isodi-
indizióne ἴνδικτος Periodo di quindi- kon proprio.
ci anni avente inizio il primo settem- ìsodos εἴσοδος 1) Il piccolo isodos
bre in uso nell'impero bizantino a viene compiuto dai celebranti che
scopi fiscali. La rilevazione dell'impo- uscendo dalla porta di sinistra dell'i-
nibile effettuata in base ad un censi- conostasi avanzano nella navata re-
mento indetto il primo anno veniva cando il libro del Vangelo (il Vangelo
considerata come base immutabile per portato in mezzo al popolo) mentre il
gli anni successivi. popolo canta l'apolytìkion del tono.
ingresso (grande e piccolo) v. Isodos. Al termine i celebranti cantando l'iso-
ipodiacono ὑποδιάκονος Suddiaco- dikon rientrano dalla porta santa. Nel
no, secondo degli ordini minori. caso di liturgia pontificale i celebranti
ipomnimatografo ὑπομνηματογρα- prima di rientrare nel vima si recano
φος Dignitario patriarcale incaricato al trono in cui sino a quel momento si
di collocare secondo il loro ordine e la è trattenuto il Vescovo e con lui tor-
loro dignità i partecipanti alle grandi nano nel santuario. Nel caso che pur
funzioni. non trattandosi di pontificale solenne
irinikà εἰρηνικά Grande synaptì, ha la Liturgia sia celebrata da un vesco-
questo nome perché inizia con la frase vo, questi non partecipa alla proces-
«preghiamo in pace il Signore». È det- sione, ma attende alla porta santa. 2) Il
ta anche diakonikà in quanto recitata grande isodos viene compiuto con le
dal diacono. medesime modalità. Vengono portati
ìrmo εἱρμός Primo della serie di tro- in processione i Doni dalla protesi
pari che accompagnano ciascuna delle all'altare mentre il coro canta l'inno
odi del canone. Tropario tipo su cui cherubico.
sono composti gli altri come numero isochiria Parità di valore, di autorità,
di sillabe ed accentuazione, quindi della Scrittura e della Tradizione.
anche per il canto. ìson ἴσον Nel canto liturgico, sorta di
irmologica µέλος εἱρμολογικόν Mo- pedale musicale, nota grave che si
dalità di canto in stile sillabico, ese- prolunga sotto una serie di accordi,
guita con rapidità. Ogni sillaba è can- come forma di accompagnamento e
tata su una o due note. sostegno della voce del solista.
irmologhion εἱρμολόγιον Libro litur- isychastirion ἡσυχαστήριον Piccola
gico con o senza notazioni musicali capanna o semplice grotta presso un
contenente irmi. monastero in cui si ritira un monaco
isapostolos ἰσαπόστολος Eguale agli alla ricerca di maggior ascetismo.
apostoli, appellativo di alcuni santi. ithmos ἠϑμὸς coperchio o passino di
isodikòn εἰσοδικόν Versetto cantato metallo per il calice della comunione.
zione dalla parola “cammello”, con la
k cui lana era talvolta fatto.
kalimma κάλυμμα Ciascuno dei veli kanion vd. bikion. Anche mazzetto di
che coprono il diskos ed il calice, ri- basilico od altra erba a foglia piccola
spettivamente πρῶτον e δεύτερον usata per aspergere il 6 gennaio ed in
κάλυμμα. Anche il piccolo tovagliolo altre occasioni.
di lino o cotone generalmente rosso kanìskion κανίσκιον Donazione per
che serve a purificare i vasi sacri dopo l’ammissione in un monastero.
l'uso e durante la distribuzione kanonàrion κανονάριον v. Typikon,
dell'Eucarestia, ad evitare che parti- sinassario.
celle di pane o gocce di vino cadano al kanonikòn κανονικὸν Tassa imposta
suolo. ad un monastero o ai laici per il man-
kallofonica v. papadica tenimento del Vescovo locale.
kalymàfchion καλυμμαύχιον Copri- kanstrision κανστρίσιος Dignitario
capo cilindrico portato da tutto il clero patriarcale incaricato di vestire il Pa-
greco anche durante alcune funzioni. triarca e di occuparsi dell'incensiere.
Quello del clero degli ordini minori e kardiotissa καρδιώτισσα "Tipo" di
dei novizi è semplicemente cilindrico icona mariana, variante dell'Eleusa.
e più basso ed è propriamente chia- katanyxis κατάνυξις Nella spirituali-
mato skufos. Quello del diacono e del tà, il dolore nel cuore per la dolcezza
sacerdote ha una piccola tesa in alto. I dell'amore di Dio e del prossimo e
monaci e i sacerdoti secolari che sono profonda umiltà.
insigniti di qualche dignità vi sovrap- katàpemptos κατάπεμπτος Ospite
pongono un velo chiamato epa- inviato in un monastero da
nokalymafchion o epirritario forman- un’autorità esterna.
do un tutt'uno. Poiché di norma i ve- katapetasma καταπέτασμα Velo. Nei
scovi venivano scelti in oriente tra i Vangeli indica il Velo del Tempio
monaci, tale copricapo è usato abi- squarciatosi alla morte di Cristo. Con
tualmente in questa forma anche dal questo nome viene indicata sia la ten-
vescovo. Il velo è di colore nero per da che chiude il Santuario, che quella
tutti, soltanto in Russia i metropoliti utilizzata per coprire icone scoperte
ne usano uno bianco ornato di croci o solo in particolari occasioni.
di altri emblemi. katasàrkion κατασάρκιον Tovaglia
kalyva καλύβα Residenza monastica, inferiore dell'altare, bianca simboleg-
in genere piccola, talvolta con una gia il sudario in cui fu avvolto il corpo
cappella, dipendente o meno da una di Cristo.
skiti. katàthesis κατάϑεσις (deposizione)
kamelauchion καμηλαύχιον Lo stes- 1) Deposizione delle reliquie in un
so che kalymàfchion forse per attra- apposito loculo nell'altare durante la
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sua consacrazione. 2) Commemora-  káthisma 13 salmi 91-93, 94-96, 97-
zione della deposizione della veste e 100
della cintura della Madre di Dio. Ri-  káthisma 14 salmi 101-102, 103, 104
corrono rispettivamente il 2 luglio ed  káthisma 15 salmi 105, 106, 107-108
il 31 agosto. Sono entrambe feste teo-  káthisma 16 salmi 109-111, 112-114,
mitoriche. 115-117
katavasìa καταβασία Irmo della festa  káthisma 17 salmo 118
successiva che sostituisce l'ultimo tro-  káthisma 18 salmo 119-123, 124-
pario - theotokion - di un canone. 128, 129-133
katechoumena o katechoumeneia  káthisma 19 salmo 134-136, 137-
Galleria posta al disopra delle navate 139, 140-142
laterali di una chiesa. Anche il nartece  káthisma 20 salmo 143-145, 146-
perché in esso sostavano i catecumeni 147, 148-150
ed i peccatori pubblici cui non era 2) Tropario cantato seduti dopo una
consentito assistere alla Liturgia. salmodia notturna. Sinonimo di sti-
kathierosis καϑιέρωσις Consacrazio- chologia. 3) Sedile: kathismata sono
ne con il myron (di una chiesa o gli stalli del coro utilizzati dai monaci
dell'antiminsion). in un monastero. 4) Piccola abitazio-
kathigumenos καϑηγούμενος Un ne, in genere vicina ad un monastero,
egumeno che ha ricevuto gli ordini in cui un monaco vive da solo.
sacri. katholikòn καϑολικόν La chiesa cen-
kàthisma κάϑισμα 1) Ciascuna delle trale di un monastero, in genere posta
20 sezione in cui è diviso il salterio, al centro dello stesso complesso mo-
ciascuna è suddivisa a sua volta in 3 nastico. È il luogo ove si raduna tutta
stasi. (secondo la numerazione dei intera la comunità monastica per la
LXX) preghiera liturgica.
 káthisma 1 salmi 1-3, 4-6, 7-8 katzìo κατζίο Piccolo braciere munito
 káthisma 2 salmi 9-10, 11-13, 14-16 di coperchio e con manico orizzontale
 káthisma 3 salmi 17, 18-20, 21-23 usato durante la Settimana Santa in
 káthisma 4 salmi 24-26, 27-29, 30-31 luogo dell'incensiere.
 káthisma 5 salmi 32-33, 34-35, 36 kaviotia καβιώτης Monaco girovago.
 káthisma 6 salmi 37-39, 40-42, 43-45 kazranion Parola di origine turca. Ba-
 káthisma 7 salmi 46-48, 49-50, 51-54 stone di legno con impugnatura in
 káthisma 8 salmi 55-57, 58-60, 61-63 genere di metallo usato dal vescovo
 káthisma 9 salmi 64-66, 67, 68-69 per appoggiarsi e come insegna. È
 káthisma 10 salmi 70-71, 72-73, 74- usato al di fuori della chiesa e nelle
76 funzioni in cui non officia pontifical-
 káthisma 11 salmi 77, 78-80, 81-84 mente, e pertanto non usa il pastorale.
 káthisma 12 salmi 85-87, 88, 89-90 kecharitomène κεχαριτωμένη Epite-
to della Madre di Dio, “piena di gra- dinanzi alle icone del Salvatore e della
zia”. Vergine dell’iconostasi. È sempre ac-
kekryphalos κεκρύϕαλος Soggolo ceso durante le cerimonie religiose.
portato dalla Vergine o da una santa Simboleggia la colonna di fuoco che
sotto il maforion. accompagnò gli Ebrei verso la terra
kellìon κελλίον Spaziosa abitazione promessa.
monastica, con una piccola cappella, kliros κλῆρος Spazio della navata ai
abitata da tre o più monaci semindi- lati dell'iconostasi riservato al coro.
pendenti che coltivano la terra klìtos κλίτος Navata laterale di una
kelliòtis κελλιώτης Monaco che vive chiesa.
da solo o con un compagno nelle vici- koinonìa κοινωνία Comunione
nanze di un monastero cenobitico che kolinvìtra κολυμβήϑρα Fonte usata
visita periodicamente per la parteci- per il Battesimo per immersione,
pazione al culto e per ricevere le prassi normale nella Chiesa bizantina.
provviste settimanali. È usata anche per la benedizione delle
kentimata κεντήματα 1) Segno che acque nel grande aghiasmos della
precede il nome di un giorno nel ca- Teofania. Abitualmente si trova nel
lendario monastico, indicante che si nartece.
tratta di una festa minore od uno per kòliva κόλιβα Grano bollito mescola-
il quale è prescritto il digiuno. 2) se- to con farina abbrustolita, condito con
gno di notazione musicale. zucchero, cannella, misto a chicchi di
kerigma κήρυγμα Proclamazione e uva passa, mandorle, confetti, erbe
predicazione della parola di Dio alla odorifere ed altro, benedetto durante
maniera degli Apostoli, centrate prin- il trisaghio necrosimo in commemo-
cipalmente sulla figura di Cristo e sul razione di un defunto o per celebrare
concetto di salvazione. un santo. Il frumento è simbolo del
kìmisis κοίμησις v. Dormizione. corpo umano destinato a risorgere
kinklis κιγκλίς Cancellata di separa- dopo la corruzione e la polvere del
zione tra la navata ed il presbiterio, sepolcro «Se il grano di frumento ca-
forma primitiva di iconostasi. duto in terra non muore, non potrà
kinonia ἡ ϑεία Κοινωνία Santa Co- produrre alcun frutto.» (Giov. XII,24).
muninone I confetti e le piante odorifere ricor-
kinonikòn κοινωνικόν Versetto can- dano le buone azioni del defunto. La
tato durante la comunione, varia con i Chiesa commemora tutti i defunti, ol-
giorni della settimana. Le principali tre che genericamente ogni sabato,
feste ne hanno uno proprio. particolarmente il sabato prima della
kirostatis κηροστάτις Grande cande- Domenica di Carnevale e la vigilia di
labro con un grosso cero al centro cir- Pentecoste.
condato da candele più piccole, posto kolovion κολόβιον Tunica senza ma-
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niche o con maniche corte portata an- ta monastica. 2) Proemio che introdu-
ticamente dai monaci. In alcuni casi ce il kontakion.
riveste Cristo sulla croce. kuvuklion κουβούκλιον vd. tàphos.
komvoschìnio κομβοσχοίνιον Sorta Kykkotissa ϑεοτόκος Κυκκώτισσα
di rosario di cento nodi, divisi da gra- "Tipo" di icona mariana derivato da
nelli più grandi e con un’appendice di un celebre originale conservato nel
altri tre granelli da cui pende una cro- monastero Kykkou a Cipro.
cetta. È usato dai monaci per contare kyriakòn κυριακόν Chiesa centrale di
le metanie ed i kyrie eleison. una skiti
kontàkion κοντάκιον 1) Anticamente Kyrie elèison κύριε ἐλέησον (Signore
serie di tropari composti in occasione pietà) Risposta dei fedeli o del coro al-
della festa di un santo preceduti le litanie diaconali. Una serie di kyrie
dall'irmo. 2) Ritornello dopo la sesta eleison, in genere 3, 12 o 40, sino a
ode canone del orthros. 3) Ritornello giungere ai 500, cento per ogni eleva-
dell'akathistos. 4) Ultimo della serie di zione nell'akoluthia dell'Esaltazione
tropari cantati al piccolo isodos. della Croce. Può essere recitata isola-
kontòn Sopravveste corta, portata tamente.
sull’andirìon e sotto il rasos. kyriakodromion κυριακοδρόμιον
kosmosotìra ἡ Παναγία Κοσμοσώ- Pubblicazione contenente i brani del
τηρα Appellativo della Madre di Dio, nuovo testamento delle domeniche e
“Salvatrice del mondo”. le relative omelie.
kratima κράτημα Unità melodica in- kyriopascha La coincidenza rara, ma
dipendente usata per prolungare un possibile, della festività dell'Annun-
inno e consistente di teretismata. ciazione con la Pasqua. I typikon dan-
kritato Seconda stola portata sopra gli no istruzioni specifiche per l'ufficiatu-
altri paramenti dal Patriarca di Ales- ra. E' considerato un giorno partico-
sandria. L'uso risale ad un privilegio larmente benedetto; in particolare per
concesso, assieme all'appellativo di la Grecia la kyriopasha del 1821 segnò
"Giudice dell'universo", a Teofilo II l'indipendenza dall'Impero ottomano.
(1010-1020) per aver risolto una con- Si noti che nelle Chiese che hanno
troversia tra l'imperatore Basilio II ed adottato il cosiddetto calendario giu-
il patriarca Sergio II. liano riformato essa non è più possibi-
ktìtor κτίτωρ Fondatore di un mona- le, questa è una delle critiche rivolte
stero o di una chiesa, cui sovente as- dai vetero-calendaristi a coloro che
segna il typikon. hanno adottato tale calendario.
kukulion ϰουϰούλλιον 1) Cappuccio kyriotissa κυριώτισσα Appellativo
portato dal monaco megaloschimo. mariano e "tipo" di icona raffigurante
Simboleggia l'elmo della salute e la Madre di Dio seduta in trono con il
rammenta la purità e l'umiltà della vi- Bambino in braccio.
chi ha ricevuto il primo degli ordini
l minori. 2) La persona incaricata di
labron vd. fiala. leggere, cantare e rispondere durante
ladopano λαδόπανον Asciugatoio di i servizi liturgici.
lino bianco per avvolgere il bambino libri liturgici I principali e più comu-
dopo il Battesimo. Viene conservato ni libri liturgici della chiesa bizantina
come la veste battesimale. sono: L'Evangeliario, l'apostolos, lo
lamna λάμνα Lampada posta davanti psaltirion, lo ieratikon o liturghikon,
ad una icona, di norma sospesa trami- l'archieratikon, l'euchologhion, l'oro-
te catenelle ad un braccio metallico. loghion, il pentikostarion, l'oktoichos,
lampada inestinguibile ἀκοίμητον il triodion, i minea, il prophetolo-
φῶς Lampada accesa dal Vescovo ghion, il typikon.
all'atto della inaugurazione della chie- lipsanoteca da λείψανον (reliquia) e
sa, e che non deve mai spegnersi; è ϑήκη (custodia) Cassa destinata a
posta dietro l'altare e da essa viene ac- contenere reliquie.
ceso la notte di Pasqua il cero pasqua- litania λιτανεία (da litì, processione,
le, da cui ogni fedele accende la pro- perché anticamente cantata durante le
pria candela. processioni). Serie di intercessioni
lampadarios λαμπαδάριος Direttore proposte dal diacono o dal sacerdote
del coro di sinistra nella chiesa, vd. cui il popolo risponde «Kyrie eleison»
canto liturgico. (Signore pietà), o «parascu Kyrie»
lampaduco λαμπαδοῡχος v. cerofe- (concedi o Signore). Vedi anche: ekte-
rari nis, irinikà, diakonikà.
lancia λόγχη Coltello a doppio taglio, litì λιτή 1) Processione. 2) nartece in-
a forma appunto di lancia utilizzato terno.
durante la proskomidìa per tagliare il litòs λιτός Pronunciare un testo in
Pane. simboleggia la lancia che trafiise maniera più semplice. Contrapposto a
il costato di Cristo. psaltikos.
laosynaktis λαοσυνάκτης Officiale liturgikòn λειτουργικόν v. Ieratikon.
monastico incaricato di mantenere lòdi αἶνοι Salmi facenti parte della fi-
l’ordine in chiesa. ne dell'orthros, sempre seguiti dalla
laura o lavra λαύρα Monastero prin- grande dossologia.
cipale con vari monasteri dipendenti. lucernàrio λυχνικόν Vespro, pro-
Celebri la laura di S. Saba a Gerusa- priamente accensione delle luci al
lemme e la «Grande Laura » sul mon- tramonto del sole. Viene cantato il
te Athos. «Fos ilaron» (luce gioiosa) indirizzato
lavìs λαβίς Cucchiaino utilizzato per a Cristo luce delle genti. Esperinos,
distribuire la Comunione. lychnikon.
lettore ἀναγνώστης 1) Propriamente lunedì puro καϑαρά δευτέρα Lunedì
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successivo alla Domenica dei Lattici- senza maniche aperto sul davanti ed
ni, segna l'inizio della Grande Quare- unito soltanto sotto il mento e all'al-
sima. tezza dei piedi. Di seta nera è proprio
lychnikòn v. Esperinos e lucernario. dei monaci megaloschimi e viene por-
lypirà λυπηρά Piccole icone della tato soltanto in chiesa da chi è investi-
Vergine e di S. Giovanni Battista fian- to di qualche dignità. Ricoprendo tut-
cheggianti la Crocifissione posta alla to il corpo significa che il monaco è
sommità dell’iconostasi contenuto in esso come una tomba,
lysis λύσις documento emesso dalla mentre la sua ampiezza simboleggia
cancelleria imperiale o patriarcale in le ali degli angeli, per cui viene detto
risposta ad una petizione “abito angelico”. La mandias di seta
paonazza è propria del Vescovo che la
m indossa per assistere ad una celebra-
Madre di Dio della passione "Tipo" zione liturgica senza parteciparvi, op-
di icona. La vergine reca in braccio il pure al suo ingresso solenne in chiesa
Bambino, ed è affiancata nella parte per recarsi all'altare per la vestizione
alta dell’icona, da due angeli che re- liturgica. Reca sul davanti all'altezza
cano i simboli della passione. Amo- del petto e dei piedi quattro icone ri-
lyntos camate dette poma, ed è ornata da
maforion μαφόριον Manto femminile quattro strisce dette potami. Nell'uso
indossato a Bisanzio sopra la tunica russo il colore della mandias cambia
(chiton) e che copre il capo. Nelle ico- secondo il grado episcopale: Vescovo,
ne il maforion della Theotokos è orna- Arcivescovo, Metropolita; la mandias
to con tre stelle (una delle quali può del Patriarca è verde.
essere nascosta dal Bambino) a signi- mandìlion μανδήλιον 1) Icona del
ficare la perpetua verginità: prima, Santo Volto, proveniente da Edessa,
durante e dopo il parto. secondo la tradizione dipinta da S.
magulìkion μαγουλίκιον Copricapo Luca, o achiropita (non dipinta da
di monaca mano umana). "Tipo" d'icona. 2) cia-
makarismì μακαρισμοί Enunciazione scuno dei due tovaglioli che si avvol-
delle beatitudini secondo Matteo (5,3- gono attorno alle braccia per chiudere
12), typikà. Nella Divina Liturgia a il sabanon.
volte si cantano in luogo delle antifo- manuali di pittura Raccolte indicanti
ne. il modo di dipingere le icone. La tra-
maktron μάκτρον Tovaglietta di colo- dizione greca conosce due manuali,
re rosso posta sul calice al disotto dei quello del monaco attonita Dionisio
veli e utilizzata durante la Comunione da Furnà (sec. XVII) chiamato “Erme-
e per asciugare il calice. neutica della pittura” e quello di Foti
mandìas μανδύας Ampio mantello Kontoglou intitolato “Ekphrasis tes
orthodoxou eikonographias”, o “Trat- cio di mezzanotte; viene celebrato
tato di iconografia ortodossa”. normalmente soltanto nei monasteri.
manualion μανουάλιον 1) kerostates Popolarmente noto il mesonyktikon
2) grosso candeliere usato per l’ac- del lunedì santo, che nelle parrocchie
compagnamento del piccolo e grande si celebra dopo l'imbrunire della do-
Ingresso. menica delle Palme. È noto e celebre
margarita μαργαρίτης (perla) Parti- l'inno che si canta in questo giorno:
cella di pane consacrato e distribuita «Ecco lo Sposo arriva nel mezzo della
in comunione ai fedeli. notte…».
martyrikòn μαρτυρικόν Stikirà in merides αἱ μερίδες particelle di pane
onore di un martire. estratte dalla prosfora e disposte sul
martyrion μαρτύριον Edificio eretto disco in memoria di vivi e defunti.
sul luogo del martirio di un santo. meros μέρος Navata laterale di una
mathema μάϑημα Composizione mu- chiesa.
sicale nella quale stichirà idiomela so- mesopentikostì μεσοπεντηκοστή
no intervallati da kratema e cantati in Mercoledì di mezza Pentecoste, 25°
stile ornato detto calofonico giorno dopo Pasqua, l'officiatura uni-
megalinàrio μεγαλυνάριον Inno alla sce le due Feste. L'icona relativa raffi-
Madre di Dio cantato durante la Divi- gura Gesù fanciullo assiso nel Tempio
na Liturgia subito dopo la consacra- tra i dottori.
zione. Le grandi feste hanno un mega- mesorion μεσώριον Ore intermedia
linario proprio. recitata in alcuni giorni dopo ciascuna
megalomàrtire μεγαλομάρτυς Gran- delle quattro ore liturgiche.
de martire, appellativo di alcuni mar- metània μετάνοια Inchino del capo e
tiri particolarmente venerati come S. del busto (piccola metania) od inchino
Demetrio, S. Giorgio, S.ta Eufemia. completo sino a terra (grande meta-
megalòschimo μεγαλόσχημος Mo- nia) accompagnato dal segno della
naco che ha raggiunto il terzo ed ul- croce e dalla formula «O Dio, abbi
timo stato della vita monastica (del pietà di me peccatore».
grande abito) v. analavo. metatòrion μετατώριον Ambiente
melismatica v. papadica annesso alla chiesa per la conserva-
melismos Μελισμός 1) Frazione del zione degli arredi, sagrestia.
pane consacrato. 2) Rappresentazione meteorzìa μεϑέορτα Periodo succes-
di Gesù infante, coricato sull'altare e sivo ad una festa della quale si fa
coperto dai veli liturgici. Simbolizza menzione nell'officiatura. Corrispon-
realisticamente la transustanziazione de all'ottava latina, ma, poiché non è
del pane e del vino. È un'iconografia ammessa la coincidenza di più me-
nata al termine del XII sec. teorthie o di una meteorthia con una
mesonyktikon μεσονυκτικόν L'uffi- proeorthia, è di durata variabile. È
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conclusa dall'apodosis. per le truppe.
metochion μετόχιον 1) Piccolo mona- mìtria μίτρα Copricapo liturgico del
stero dipendente da un altro più vescovo a forma di corona cilindrica o
grande; chiesa parrocchiale officiata quadrilobata decorata con piccole
da monaci. 2) Rappresentanza eccle- icone e sovrastata da una croce. La
siastica di una Chiesa autocefala o au- mitria non era usata al tempo di Bal-
tonoma al di fuori del proprio territo- samone, secolo XII, né a quello di Si-
rio. E' costituita in genere da una chie- meone di Tessalonica †1429, secondo
sa officiata nella lingua e secondo gli il quale tutti, sacerdoti e vescovi, ad
usi della propria Chiesa a beneficio eccezione del Papa di Roma e di quel-
dei propri connazionali in territorio lo di Alessandria, celebravano a capo
estero. scoperto. (responsa ad Gabrielem
metropolìta μητροπολίτης Dignitario Pentapolitanum, quaestio XX PG 155,
ecclesiastico a capo della metropolìa. 872c)
In alcune Chiese il metropolita è su- mnistìa μνηστεία Rito del fidanza-
periore all'arcivescovo, in altre, quali mento.
la Chiesa di Grecia, si verifica il con- monophonarios μονοφωνάρης Solisti
trario. del coro.
micròschimo μικρόσχημος Monaco monydrion μονύδριον Piccola dipen-
al secondo livello della vita monastica denza di un monastero, di rango più
(del piccolo abito) basso del metochion.
minèo μηναῖον Libro liturgico conte- mùsa μοῦσα Piccola spugna pressata
nente giorno per giorno indicazione che viene adoperata per riunire le par-
dei santi e degli avvenimenti com- ticole sul diskos ed immetterle nel ca-
memorati, con una breve biografia o lice dopo la comunione dei fedeli.
narrazione storica, e i testi liturgici myron μύρον 1) Olio addizionato di
propri. In volumi mensili ha inizio aromi, usato per la Confermazione, la
con il mese di settembre. consacrazione degli altari e degli an-
mirofòre μυροφόροι Appellativo con timinsi. È consacrato dal Capo della
cui vengono indicate le pie donne che Chiesa assistito dagli altri ordinari in
dopo la sepoltura si recarono al sepol- segno di comunione ecclesiale, il nuo-
cro di Cristo per imbalsamarlo. Danno vo myron è aggiunto al vecchio in se-
nome alla seconda domenica dopo gno di continuità. Nelle comunità più
Pasqua. piccole è consacrato dal vescovo per
mirovlita μυροβλύτης Santo il cui tutte le parrocchie. Attualmente a Co-
corpo o la cui icona stillano olio pro- stantinopoli la cerimonia, molto com-
fumato, ad es. S. Demetrio e Santa plessa e dalla durata di molti giorni, è
Teodora di Tessalonica celebrata quando ve ne sia la necessità
mitaton μιτᾶτον Obbligo di alloggio a distanza di anni. Non deve essere
confuso con il crisma vd. 2) Liquido del Vecchio e del Nuovo Testamento.
oleoso profumato che emana dalle os- nenanismo νενανισμός vd. tereti-
sa di un santo. smata.
myrotèca η μυροϑήκη, το μυροδο- neomartire Chi ha testimoniato con la
χεῑον vaso contenitore del myron vita la propria fede dopo il periodo
delle grandi persecuzioni dei primi
n secoli del cristianesimo.
nartece νάρϑηξ Portico della chiesa. nimbo Nelle icone, cerchio luminoso
E' distinto in esonartece esterno alla attorno al capo di Cristo o della Ver-
facciata della chiesa ed endonartece, gine o dei santi. Il nimbo che circonda
interno, in cui abitualmente sono po- la testa del Salvatore reca una croce e
sti il fonte battesimale ed il proskini- le lettere O ON - colui che sono –
tarion con l'icona del Santo titolare (Esodo 3,13-14)
della chiesa ed in cui si dovrebbero nikopòia ἡ νικοποιός (che porta la
svolgere alcune akolutie. Dall'endo- vittoria) Rappresentazione tradiziona-
nartece si accede alla navata attraver- le della Madre di Dio assisa in trono
so la porta reale su ricchi cuscini col Bambino seduto
navata ναός È nella chiesa lo spazio sulle ginocchia di faccia. Ha tale nome
racchiuso tra il nartece, o la porta perché accompagnava l’esercito bi-
d'ingresso ove questo manchi, ed il zantino in battaglia.
vima e in cui sostano i fedeli. Può es- nimfeion νυμφαῖον vd. fiala.
sere fiancheggiata da altre navate mi- niptikon νηπτικόν Libro sulla vigi-
nori da cui è separata dalle colonne lanza spirituale.
che sostengono il tetto. Si accede alla niptìr νιπτήρ Lavanda dei piedi il
navata dalla porta preziosa o da quel- giovedì santo. È usanza di origine ge-
la regale. Sulla sinistra, appoggiato in rosolimitana.
genere ad una delle colonne si erge nome aggiunto Nome facoltativo che
l'ambone da cui viene proclamato il accompagna la scritta IC XC su alcune
Vangelo. A destra trova posto il pro- icone, voluto dal committente o
skinitarion. Più avanti sorgono gli dall’iconografo per mettere in rilievo
stalli per il coro ed il trono esterno del un attributo di Cristo sotto cui si vuo-
vescovo. La navata si eleva quindi con le venerarlo.
il solea e termina con l'iconostasi che nomofilace νομοφύλαξ funzionario
la distingue dal vima. L'intera navata, ecclesiastico incaricato di custodire il
se la chiesa è a pianta centrale, o la testo delle leggi ed interpretarle.
sua parte terminale può essere coper- nomokanon νομοκανών Libro conte-
ta da una cupola. Le pareti della nava- nente gli atti dei santi sinodi, leggi ca-
ta sono tradizionalmente coperte di noniche e civili.
affreschi o mosaici raffiguranti scene
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logo al pallium degli arcivescovi lati-
o ni. Allude alla natura umana, decadu-
ΟΒΣΛΤΔΞΣ Sigla dell'espressione: Ὁ ta e riabilitata da Cristo. Il vescovo
Βασιλεὺς Της Δόξης (Il Re della glo- indossa il grande omoforion all'inizio
ria) tratta dal Salmo 24 ed usata da S. della Divina Liturgia, lo depone in se-
Paolo ad indicare il Salvatore. Appare gno di umiltà prima della lettura del
sul cartiglio della croce ed in altre ico- Vangelo e lo sostituisce con il piccolo
ne della Passione. dopo la lettura. Per metonimia: giuri-
ode ᾠδἠ Una delle nove parti in cui è sdizione episcopale, es: essere sotto
suddiviso un canone, a sua volta l’omoforion di NN. Vd. anche mafo-
composta da più tropari. rion.
odigìtria ὁδηγήτρια (Colei che indica opistàmvonos ὀπισϑάμβωνος Pre-
la via) Rappresentazione tradizionale ghiera che viene recitata dal sacerdote
della Madre di Dio, in piedi con il ca- dopo la distribuzione dell'Eucarestia
po coperto da un lembo del mantello fuori dal vima. È una preghiera con-
e con il Bambino sul braccio sinistro, clusiva della celebrazione eucaristica.
con la mano indicante Gesù Cristo, Le akolutie non strettamente connesse
Via, Verità e Vita. Probabilmente dal con la Divina Liturgia quali le sacre
monastero di Hodegon in Costanti- ordinazioni, o con l'orthros, (es. la Be-
nopoli in cui era conservato il dipinto nedizione delle Palme) vengono even-
attribuito a S. Luca. tualmente inserite a questo punto,
oikos οἶκος Stanza di inno liturgico. dopo la risposta del coro «Ii to ònoma
oktòichos ὀκτώηχος 1) Libro liturgico Kirìu», quando le si voglia celebrare
contenente le officiature delle dome- unite alla Liturgia, tra queste ad
niche del periodo dalla fine del penti- esempio il grande aghiasmos ed il tri-
kostarion all'inizio del triodion. 2) saghio necrosimo.
Successione degli otto toni melodici oràrion ὠράριον Stola diaconale co-
usati per il canto liturgico. stituita da una larga fascia appuntata
omofòrion ὠμοφόριον Veste liturgica sulla spalla sinistra e che viene fatta
propria del vescovo, consiste in una scendere davanti e dietro, spesso do-
fascia larga circa 25 cm. trapunta di po averla passata sotto l'ascella destra.
croci recante l'immagine di un agnello Ornata di croci porta scritto per tre
o l'effige del Redentore. Viene indos- volte «aghios», santo. Abitualmente il
sato sul sakkos o sul felonion, girato diacono ne tiene l'estremità anteriore
intorno al collo in modo che le due nella mano destra. Durante la Comu-
estremità scendano dalla spalla sini- nione viene cinto in modo da incro-
stra rispettivamente davanti e dietro. ciarsi sulla schiena e sul petto. Alme-
Oltre al grande esiste un piccolo omo- no sino al tempo di Simeone di Tessa-
forion simile ad una corta stola. È ana- lonica veniva portato soltanto sulla
spalla sinistra come appare in antiche Croce il 14 settembre ed a oriente è ri-
icone. volto il battezzando quando gli si
ore ὥραι I momenti della giornata chiede di«Aderire a Cristo».
stabiliti per la recita delle varie officia- oro L’oro costituisce il fondo di tutte
ture. La loro recita è legata al tempo le icone. Simboleggia la luce del cielo
reale della giornata sono: dove il sole non tramonta mai.
 Mesoniktikon. orològhion ὡρολόγιον Il libro delle
 Orthros. ore, libro liturgico contenente le parti
 Ora prima (6.00) Ringraziamento invariabili delle officiature più con-
per la nuova alba e preghiera per suete e le preghiere assegnate a cia-
un giorno senza peccato. scun giorno.
 Ora terza (9.00) Si ricorda la disce- oros ὅρος Definizione di carattere
sa dello Spirito Santo nella Pente- dogmatico emanata da un Concilio,
coste. contrapposto a canone, di carattere
 Ora sesta (12.00) ricordo della Cro- disciplinare.
cifissione. òrthros ὄρϑρος Officiatura dell'auro-
 Ora nona (15.00) ricordo della mor- ra, mattutino.
te di Cristo. osmogenesi L'emanazione di profu-
 Esperinos. mo dai resti di un santo.
 Apodipno.
ore grandi o reali Αἱ Μεγάλαι Ὧραι p
officiatura celebrata la vigilia del- palaision Rivestimento d'icona, thrin-
l’Epifania, il Venerdì Santo e la vigilia gion
di Natale. Hanno questo nome perché palme βαΐα Rami benedetti e distri-
a Costantinopoli era uso che vi assi- buiti la domenica delle Palme κυρι-
stesse l'imperatore. ακὴ τὃν βαΐων.
orfanòtrofo ὀρφανοτρόφος Funzio- panachrantos πανάχραντος (tutta
nario incaricato della direzione del pura, immacolata ) Appellativo della
principale ospizio di Costantinopoli, Madre di Dio.
in seguito semplice titolo onorifico panaghìa παναγία (tuttasanta) 1)
oriente, verso l' πρός ἀνατολάς Di- Appellativo della Madre di Dio. 2) Il
rezione verso l'oriente, coincidente medaglione contenente una icona del-
con quella del santuario per chi è la stessa portata al collo dal vescovo,
all'interno della chiesa, in quanto que- enkolpion. 3) La prosfora di forma
sta è orientata in maniera tale che il triangolare consacrata in onore di Ma-
sacerdote ed i fedeli pregando siano ria SS.ma. 4) Pezzo di pane di forma
rivolti ad oriente. In questa direzione triangolare che viene benedetto ed
la Croce è rivolta e sollevata la prima elevato alla vista di tutti i fedeli per
volta nella festa dell'Esaltazione della richiamare la benedizione e l'assisten-
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za della Madre di Dio in alcune circo- circostanze lo richiedano. In alcune
stanze. comunità si recita quotidianamente.
panaghiarion παναγιάριον Piatto per paraklitikè παρακλητική Libro litur-
l'elevazione della panaghia (4). gico contenente le officiature dei gior-
panighyris πανήγυρις Sagra, fiera ni feriali del periodo che va dalla do-
organizzata in occasione della festa di menica dopo Pentecoste all'inizio del
un Santo. triodion; le officiature domenicali di
panighyrikon πανηγυρικόν Libro li- tale periodo sono invece contenute
turgico contenente le omelie ed i rac- nell'oktoichos. Viene usato anche in
conti agiografici la cui lettura è previ- altri periodi perché contiene alcune
sta dall'officiatura o nel refettorio. formule di uso quasi quotidiano.
pannychìs παννυχίς Veglia funebre. paramandìa παραμανδύας Pezzo di
pantanassa παντάνασσα (Signora stoffa di forma quadrata su cui è ri-
dell'universo) Appellativo della Ma- camata una croce con gli strumenti
dre di Dio e "tipo" di icona. della passione ed alcune iscrizioni
pantokràtor παντοκράτωρ Attributo portato sotto la tunica. Delle due pez-
di Cristo quale Signore del mondo. Il ze eguali, portate una davanti e l’altra
busto di Cristo Pantokrator solenne- dietro le spalle, quella anteriore è at-
mente benedicente campeggia nella tualmente sostituita da una piccola
cupola di ogni chiesa bizantina deco- croce in legno portata sotto la tunica.
rata secondo i canoni. Di uso relativamente recente, è il pic-
papadica µέλος παπαδικὸν Modalità colo abito, forma ridotta di analavo,
di canto particolarmente solenne e or- propria del microschimo.
nata in cui ogni sillaba del testo è can- paramonia παραμονή Vigilia, giorno
tata su parecchie note. di preparazione ad una Festa.
papàs παπάς Padre, termine di ri- parapètasma παραπέτασμα v. kata-
spetto con cui ci si rivolge ad un Sa- petasma.
cerdote. Il termine italiano Papa, che parastàsimon παραστάσιμον Officio
ha la stessa origine, viene utilizzato funebre, funerale
soltanto per il Vescovo di Roma e per parathronos παράϑρονον Seggio di-
il Patriarca di Alessandria. stinto presso il despoticon usato dal
paràklisis παράκλησις (Invocazione, Vescovo nelle cerimonie non pontifi-
consolazione) Akoluthia di supplica; cali. A Costantinopoli viene chiamato
dedicata alla Madre di Dio. Ve ne so- anche gedekion
no due, la grande - Grande canone parekklesion o parekklesia παρεκ-
paracletico - viene cantata nella qua- κλήσιον 1) Cappella fiancheggiante il
resima della Dormizione, la piccola santuario od il nartece, sovente con
viene cantata in ogni periodo dell'an- funzioni funerarie. Esempi celebri so-
no su richiesta di fedeli o quando le no quelli della chiesa della Pammaka-
ristos (Fethiye Camii) e del monastero rante la Grande Quaresima.
di Chora (Kariye Camii) 2) Cappella pateritsa πατερίτσα Bastone pastora-
annessa ad una cella individuali ed le.
una skiti, dove i monaci recitano patriarca πατριάρχης Capo di una
l’officio quotidiano. delle maggiori circoscrizioni ecclesia-
paremi Testi usati nella liturgia tratti stiche. Originariamente metropolita
dalle Sacre Scritture che contengono delle principali città dell'impero: nel-
profezie e riferimenti alla Festa cele- l'ordine Roma, Alessandria, Antiochia
brata. e Costantinopoli cui si aggiunse in se-
pastophoria παστοφόριον Locali ac- guito Gerusalemme. La Chiesa catto-
cessori fiancheggianti l'area dell'alta- lica ha mantenuto per l'Oriente questo
re, destinati rispettivamente a protesi numero, creando invece i patriarchi
e diakonikon quando questi sono in latini d'onore, mentre nella Chiesa or-
locali separati. todossa sono sorti successivamente i
pastorale ποιμαντικὴ ῥαβδος Basto- patriarcati di Mosca, Romania, Bulga-
ne usato dal vescovo nelle funzioni li- ria, Serbia, ecc. Il patriarca, eletto dal
turgiche. Più corto di quello latino santo Sinodo, governa assieme a que-
termina in alto con una traversa for- sto la Chiesa affidatagli.
mata da due serpenti - a volte sor- pentikostàrion πεντηκοστάριον 1)
montati da una piccola croce - fron- Periodo dell'anno liturgico che va dal
teggiantisi, volti verso l'alto, allusione giorno di Pasqua alla meteortia di
alla prudenza con cui il pastore deve Pentecoste. 2) Il libro contenente le of-
guidare il suo gregge. Le parole con ficiature del periodo detto anche trio-
cui viene consegnato nella cerimonia dion charmosinon (di gioia).
dell'ordinazione: «Ricevi il Bastone (Pa- peribleptos περίβλεπτος (ammirabi-
storale) per pascere il gregge di Cristo a te le) Appellativo della Madre di Dio e
affidato; per i fedeli che ti sono soggetti sia tipo di icona
di appoggio e sostegno; per i disobbedienti perìcope περικοπή Breve brano
e i riottosi, invece, usalo come bastone di estratto da un Vangelo od epistola.
correzione e di punizione.» ne esprimo- peristera περιστερά Artoforio in for-
no il significato. Il pastorale usato ma di colomba
eventualmente dall'archimandrita che peristèrion περιστέριον Ciborio di
ne abbia diritto, reca i serpenti volti dimensioni ridotte, le cui colonne
verso il basso, ad indicare che la sua poggiano sui quattro angoli
potestà è limitata al territorio del mo- dell’altare. Da esso pende la colomba
nastero. eucaristica (peristera).
paterikon πατερικόν Raccolta di sen- pheme φήμη più correttamente vd.
tenze dei santi Padri del monachesi- fimi
mo letto nel refettorio dei monaci du- pidàlion πηδάλιον (timone) È la rac-
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colta delle leggi ecclesiastiche sancite Dio di Misericordia
dai sinodi ecumenici e locali compila- polykandilo πολυκάνδηλο Sostegno
ta da Nicodemo l'Hagiorita e pubbli- metallico per candele o piccole lam-
cato nel 1800. pade.
pittakion πιττάκιον Documento e- polystàvrion πολυσταύριον Felonion
messo dalla cancelleria imperiale o decorato con croci usato dal vescovo o
patriarcale. dall'archimandrita. La prima raffigu-
pixòmilon Artoforio a forma di mela razione risale all' XI sec. v. sakkos.
per la conservazione dell'Eucarestia. poma Ciascuno dei quattro riquadri
platitèra πλατυτέρα (Più ampia dei di stoffa riccamente decorati con croci
cieli perché ha contenuto il Signore) od immagini degli Evangelisti che or-
Rappresentazione tradizionale di Ma- nano la mandias episcopale. nell'uso
ria come orante con un medaglione russo i riquadri inferiori recano le ini-
sul petto con l'immagine del Salvato- ziali del Vescovo.
re. porta bella πύλη ὡραία Porta centra-
plirotikà πληρωτικά Petizione recita- le dell’iconostasi.
ta dal Diacono cui il popolo risponde: porta imperiale La porta centrale che
Concedi o Signore. dal nartece immette nella navata, in
pnevmaticòs πνευματικός Sacerdote quanto a Bisanzio riservata all’impe-
autorizzato a ricevere confessioni. ratore.
podéa ποδέα Velo appeso diretta- porta santa ἁγία ϑύρα La porta dell'i-
mente sotto una icona ed abitualmen- conostasi che dà accesso al vima.
te recante una ripetizione dello stesso porte reali πύλαι βασιλικαί Le porta
tema iconografico. v katapesmata attraverso cui si accede dal nartece al-
polychrònion πολυχρόνιον (molti la navata. In questa accezione è usata
anni) Inno augurale cantato all'apoly- da Simeone di Tessalonica, alcuni in-
sis della Divina Liturgia in onore del dicano con questo nome la porta bella
vescovo od altro dignitario celebrante. o santa.
Non è di uso strettamente liturgico e portaitissa Πορταΐτισσα (Signora del-
puo essere cantato anche in altre cir- la porta) Icona mariana del tipo
costanze al di fuori della chiesa. Non dell'Odighitria posta all’entrata del
deve essere confuso con la fimi. monastero athonita di Iviron. In ambi-
polyèleos πολυέλεος 1) Salmo 135 to russo e conosciuta come Ivironska-
cantato all'orthros delle grandi feste ya.
del Signore e dei Santi. Cantato a vol- potami ποταμοί Strisce che ornano la
te anche in altre circostanze a scopo mandias, anticamente anche lo stica-
devozionale. 2) Grande lampadario a rion episcopale. Sono simbolo dei
più luci che pende dalla volta della quattro fiumi dell'Eden.
navata. 3) Attributo di Cristo come potirokalymna Velo per il calice.
potirion ποτήριον 1) Calice utilizzato proimiakòs προοιμιακός Salmo con
per la celebrazione della Divina litur- cui ha inizio l'esperinos.
gia. 2) Coppa speciale nella quale il proistamenos προϊστάμενος Decano,
Sacerdote nel sacramento del Matri- il sacerdote più anziano di una catte-
monio benedice il vino che debbono drale o di una parrocchia. Rettore.
bere gli sposi. prokìmenon προκείμενον Versetti
praxapostolos πραξαπόστολος Ma- cantati dal lettore prima della lettura
noscritto o libro contenente gli atti dell'Apostolos.
degli Apostoli, le Epistole di S. Paolo pronao πρόναος Vestibolo aperto da-
e le Epistole Cattoliche. vanti la chiesa.
precursore πρόδρομος (colui che cor- prophitologhion προφητολόγιον li-
re avanti) Appellativo di S. Giovanni bro liturgico contenente i brani
Battista come colui che ha aperto la dell'Antico Testamento letti nel Ve-
strada al Signore. L’icona rappresenta spro e nelle altre funzioni. Non con-
il santo alato, vestito di una tunica di tiene i salmi.
pelle di pecora coperta dall’imation; a pròsfore προσφορά Offerte. Il pane
ricordo della decapitazione subìta una destinato alla consacrazione viene ta-
seconda testa appare su di un vassoio. gliato prima della Divina Liturgia,
presantificati προηγιασμένα v. Divi- durante la protesi, da una forma, pre-
na Liturgia dei Presantificati. parata possibilmente per questo sco-
presbeìa πρεσβεία Officio in onore po, recante incisa con uno stampino
della Madre di Dio celebrato il vener- apposito una croce contornata dalla
dì in luogo dell'apodipno. scritta ΙΣ ΧΣ ΝΙ ΚΑ ῀Ιησοῦς Χριστὁς
proeòrtion προέορτιον Vigilia di una νικὃ (Gesù Cristo vince). Il sacerdote
festa. taglia da questa pagnotta una partico-
proeòrzia προεόρτια Periodo di pre- la più grande, l'Amnos, l'agnello, con-
parazione ad una festa despotica o tenente la croce, e la depone sul di-
teomitorica, di durata variabile: il Na- skos, quindi vi pone la panaghia di
tale ha cinque giorni di preparazione, forma triangolare, dedicata alla Ma-
la Teofania ne ha quattro, le altre feste dre di Dio. Aggiunge poi altre nove
uno. La proeorthia non prevede ob- particole in tre serie ricordando gli
bligo di digiuno, ad eccezione della angeli, i profeti, gli apostoli, i santi
vigilia di Natale e della Teofania. Padri, i martiri, i santi monaci, i tau-
proestòs προεστώς Colui che presie- maturghi ed anargiri, i SS. Gioacchino
de l'assemblea liturgica. ed Anna col santo della chiesa e quel-
proghiasmèna προηγιασμένα Divina lo del giorno e tutti i santi, ed infine S.
Liturgia dei Presantificati. Giovanni Crisostomo o S. Basilio, a
proigumenos προηγούμενος Egu- seconda della Liturgia celebrata.
meno emerito Un'altra serie di particole è posta sul
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diskos dedicata a tutto l'episcopato, in secondo la melodia di un idiomelo.
particolare al vescovo del luogo, ai sa- pròtesi πρόϑεσις 1) Parte preparato-
cerdoti e ai diaconi. Altre particole ria della Divina Liturgia in cui il sa-
sono dedicate alle persone vive e de- cerdote su un altarino laterale prepara
funte che il celebrante vuole ricordare. i Sacri Doni, disponendo il pane op-
Qualora la Liturgia sia celebrata dal portunamente tagliato (v. prosfore)
vescovo, questi completa la protesi sul diskos e versando il vino nel calice
iniziata da un sacerdote subito prima e ricoprendo il tutto con i veli. Duran-
del grande isodos con le commemora- te questa parte il coro canta la grande
zioni che desidera. In alcune comunità dossologia. 2) Ha questo nome anche
i fedeli sogliono chiedere la comme- l'altarino nel vima a sinistra dell'altare
morazione di altri vivi e defunti scri- su cui si svolge tale cerimonia. Deve
vendone il nome su fogli di carta e essere coperto da una tovaglia. Su di
ponendovi insieme altre particelle di esso al termine della distribuzione
pane che vengono portate all'altare dell'Eucarestia vengono riportati i
della protesi prima del grande ingres- Doni in attesa della completa consu-
so. mazione da parte del diacono o del
proskomidia προσκομιδή Protesi. sacerdote.
proskynima προσκύνημα Sinonimo protòclito πρωτόκλητος Appellativo
di metania, più propriamente riveren- dell'apostolo Andrea in quanto primo
za fatta fatta con il capo verso i cori o ad essere chiamato dal Signore.
le persone. protocorifèo πρωτοκορυφαῑος (colui
proskynisis πρσκύνησις (inchino) La che sta a capo) Capo dell'antico coro
metania fatta in venerazione della della tragedia greca. Corifei, appella-
Croce o di reliquie dei santi. tivo dei Santi Apostoli Pietro e Paolo.
proskynitàrion προσκυνητάριον L'icona dei Corifei rappresenta i Santi
Leggio o piccolo pulpito collocato da- come fondamento e sostegno della
vanti all'iconostasi su cui è esposta al- Chiesa.
la venerazione dei fedeli l'icona del protodiacono πρωτοδιάκονος Lo
periodo o della festa. Un altro proski- stesso che arcidiacono. Taluni distin-
nitarion collocato nell'endonartece o guono l'arcidiacono celibe, dal proto-
all'inizio della navata, talvolta coperta diacono coniugato.
da un baldacchino ospita l'icona del protopapàs πρωτοπαπάς Arciprete.
Santo o del Mistero cui è dedicata la protopresbìtero πρωτοπρεσβύτερος
chiesa. Arciprete.
proskynitis προσκυνητής Pellegrino. protopsaltis πρωτοψάλτης Direttore
prosmonario προσμονάριος Custode del coro di destra nella chiesa vd. can-
della chiesa, sacrestano. to liturgico
prosòmia προσόμοια Stikirà cantato protosincèllo πρωτοσύγκελλος Pri-
mo dei sincelli. Vicario generale del cini alla Grande e Santa Settimana.
patriarca o del vescovo. La domenica viene celebrata la Di-
psaltikon ψαλτικόν Libro o mano- vina Liturgia di S. Basilio, il merco-
scritto contenente le parti per il canto- ledì ed il venerdì la Liturgia dei
re solista. Contiene i prokimena, versi Presantificati, il sabato la Liturgia
dei tropari, Alleluia, hypakoi, konta- di S. Giovanni Crisostomo; gli altri
kia per l'anno liturgico e spesso l'inno giorni sono aliturgici; il venerdì si
Akathistos. canta l'akathistos.
psaltikòs ψαλτικός Modo di cantare  La Quaresima degli Apostoli (τῶν
più solenne, contrapposto a litos. ἁγίων ἀποστόλων ) , in prepara-
psaltìrion ψαλτήριον Libro liturgico zione alla festività degli apostoli
contenente i 150 salmi, divisi in kathi- Pietro e Paolo del 29 giugno e dei
smi secondo le esigenze liturgiche. dodici apostoli il giorno seguente.
psicosàbbato ψυχοσάββατον Sabato Ha inizio il lunedì successivo alla
dei defunti. Sabato precedente la do- domenica di tutti i Santi (domenica
menica di Pentecoste, dedicato alla dopo Pentecoste) e termina il 28
commemorazione dei defunti. I de- giugno.
funti vengono commemorati in parti-  La Quaresima della Dormizione di
colare anche il sabato della seconda Maria (νηστεία τῆς ϑεοτόκου ) in
settimana di preparazione alla grande preparazione di tale festa, ha inizio
Quaresima. il primo agosto.
purificatorio v. Kallima  La Quaresima di Natale (τῶν
psychosostes ψυχοσώστης Salvatore Χριστουγέννων ) che inizia qua-
delle anime. Nome aggiunto di una ranta giorni prima di tale festa, il
icona di Cristo proveniente da una 15 novembre. Talora viene detta di
chiesa di Costantinopoli con il mede- S. Filippo perché ha inizio nel
simo nome. giorno della festa del Santo.
pyle tenda, a volte ricamata, che
chiude la porta santa o centrale r
dell’iconostasi. rantistirion ραντιστήρι Piccola fiasca
di metallo e con imboccatura molto
q stretta chiusa con un tappo con un fo-
quaresima τεσσαρακοστή Periodo di ro finissimo usata per le aspersioni
penitenza di durata variabile in pre- con rhodostagma.
parazione di una grande festa. La rasòforo ῥασοφόρος Monaco al pri-
Chiesa Bizantina conosce: mo grado della vita monastica; non è
 La Grande Quaresima (ἡ μεγάλη necessariamente un novizio, in quan-
τεσσαρακοστή ) che va dal lunedì to un monaco può restare rasoforo per
successivo alla domenica dei latti- tutta la vita. Il rasoforo può diventare
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egumeno, i vescovi sono di norma  Rito romano, diffuso da Roma in
scelti tra questi e più raramente tra i tutto l'occidente.
megaloschimi.  Rito ambrosiano, usato nella dioce-
ràson o exòrason ἐξώρασον Mantello si di Milano.
di colore nero, aperto sul davanti e  Rito gallicano, usato anticamente
con larghe maniche. È portato dal cle- in Francia, Spagna e nord Europa
ro secolare e dai monaci sopra la tuni- ed in gran parte sostituito da quel-
ca. Nell'uso greco è sempre nero Sim- lo romano per iniziativa di Carlo
boleggia la protezione divina e la pu- Magno, rimasto in alcune diocesi
rità dei costumi. sino al XIX secolo.
ravdhos ράβδος Bastone pastorale.  Rito mozarabico usato dai cristiani
reliquie λείψανα Il corpo o parte del spagnoli sotto la dominazione ara-
corpo, cose portate addosso o usate da ba, reintrodotto nel XVI sec. e tut-
un santo. Sono venerate come le ico- tora conservato in una cappella
ne, ricordano il santo. della cattedrale di Toledo.
rhodostagma ροδόσταγμα Acqua di I riti orientali sono:
rose usata per aspergere i fedeli e gli  Rito bizantino, nei suoi diversi ra-
oggetti in determinate cerimonie. mi, greco, slavo, arabo (melkita)
ripìdia ῥιπίδιον Flabelli, esapterigi, che si distinguono per la lingua ed
posti abitualmente sull'altare vengono alcune usanze particolari.
agitati sui Doni durante l'anafora.  Rito copto, usato in Egitto ed in
rinnovamente, settimana del Ἑβδο- Etiopia.
μάς τῆς Διακαινησίμου è quella che  Riti siriaci, usati nel territorio
va dal giorno di Pasqua al sabato suc- dell'antico patriarcato di Antiochia:
cessivo, lo stesso che settimana lumi- Siria, Iraq, Iran, Malabar (malanka-
nosa. resi). I maroniti del Libano hanno
rito L'insieme di consuetudini, testi, introdotto usanze di origine occi-
istruzioni liturgiche, tradizioni musi- dentale.
cali, norme giuridiche, spiritualità,  Rito armeno usato in Armenia.
teologia, che informano il modo di es- I vari riti orientali, tuttora fiorenti so-
sere cristiani di una frazione del po- no usati indistintamente da cattolici e
polo di Dio. La diversità dei riti in uso ortodossi, e si sono diffusi con il tem-
nelle Chiese cristiane è derivata dal po al di fuori dei territori di origine.
cristallizzarsi delle diversità nella ce-
lebrazione del culto sorte nei primi s
secoli del cristianesimo per motivi sacellario σακελλάριος Economo.
geografici ed etnici. I riti sono distinti sagrestano κανδηλανάπτης Colui
in occidentali e orientali. che è addetto alla custodia e pulizia
Gli occidentali sono: del tempio e delle cose sacre.
sàkkos σάκκος Veste liturgica vesco- usano lo stesso nome per indicare il
vile consistente in una corta tunica vestito che il neofito deve indossare
con maniche anch'esse corte, sontuo- dopo il Battesimo.
samente ornata ed aperta sui fianchi, schimatològhion σχηματολόγιον Li-
che vengono chiusi con dei fiocchi, bro liturgico contenente le akolutie ri-
ornati a volte di sonagli. Deriva dalla guardanti le diverse professioni reli-
tunica degli imperatori bizantini che giose.
inizialmente la concessero ai patriar- settimana luminosa o del rinnova-
chi. Dopo la caduta dell'impero fu mento διακαινήσιμος ἑβδομάς La
progressivamente adottata da tutti i settimana dopo Pasqua.
vescovi, che la usano nei solenni pon- sìmandro o simantirion σήμανδρον o
tificali in luogo del felonion. Il nome συμαντήριον Barra di ferro o di legno
allude ad un abito di penitenza, raffi- percossa con un martello usata nei
gura lo straccio di porpora posto sulle monasteri in luogo delle campane,
spalle del Salvatore. Simeone di Tes- apparse a Costantinopoli soltanto nel
salonica a metà del XV sec. attribuiva X sec. Ne esistono due versioni. Un
il sakkos come distintivo ai patriarchi grande simandro, sospeso ad un tra-
ed ai maggiori metropoliti, il poly- liccio e percosso con un maglio per
stavrion ai rimanenti metropoliti ed il segnalare gli esperinos, gli orthros e le
solo omoforion portato sul felonion ai altre officiature importanti, ed un pic-
semplici vescovi. (Responsa ad Ga- colo simandro, talanton, portato a
brielem Pentapolitanum quaestio XIX spalla per il monastero per segnare le
PG 155, 871d -872b) ore minori. Il suono del simandro ac-
saltèrio ψαλτήριον Libro contenente i compagna la Liturgia pasquale scan-
salmi, psaltirion. dendo la lettura del Vangelo.
santuario ἱερατείον In una chiesa bi- sinassàrio συναξάριον Sinonimo di
zantina la zona dell'altare racchiusa typikon e di kanonarion di tutto l'an-
tra l'iconostasi e l'abside. Vima. no. Contiene le vite dei santi per ogni
sarantismos σαραντισμός Akoluthia giorno dell’anno.
di rendimento di grazie e benedizione sinàssi σύναξις 1) Commemorazione
di una donna il quarantesimo giorno di alcuni santi, celebrata nel giorno
dopo il parto successivo a quello di una festa im-
savanon σάβανον Grembiale indos- portante di cui sono stati coprotagoni-
sato dal Vescovo per proteggere i pa- sti, ad esempio la festa del Precursore
ramenti nel corso di alcune cerimonie: celebrata il 7 gennaio, quella di Ga-
lavanda dei piedi del Giovedì santo e briele il 26 marzo, ecc..: 2) Riunione,
Consacrazione di un altare. Di colore assemblea
bianco simboleggia la sindone che av- sincello σύγκελλος (che occupa la
volse il corpo di Cristo. Le rubriche medesima cella) Religioso addetto alla
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persona del patriarca o del vescovo dal superiore nell’insediamento degli
come segretario. vd. anche protosin- altri officiali monastici.
cello. stàlli v. stasidion
sinodo, santo ἱερά σύνοδος Organi- stasidion στασίδια Sedili per il coro
smo permanente formato dai metro- ed il clero che non partecipa attiva-
politi e vescovi che regge assieme al mente all'azione liturgica situati
patriarca una Chiesa bizantina. nell'estremità superiore della navata
sitèrésion σιτηρέσιον v. adelphata. centrale.
Anche il cibo quotidiano del soldato o stàsis στάσις (stazione) Nelle proces-
la sua monetarizzazione. sioni, stazione con preghiere d'inter-
skaramangion σκαραμάγγιον Drap- cessione. Interruzione della recita di
po usato come copertura dell’altare al salmi o inni con la piccola litania.
di fuori delle celebrazioni liturgiche. stavroforo σταυρoφόρος Monaco mi-
skepi σκέπη Copricapo usato dalle croschimo, dalla croce di legno che ri-
monache. ceve il giorno della sua professione.
skimbodion σκιμπóδιον Trono senza stavropegìaco σταυροπηγιακόν Nel
schienale. diritto ecclesiastico bizantino, mona-
skìti σκήτη Asceterio, il complesso stero dipendente direttamente dal pa-
costituito da un monastero e dalle ca- triarca. In Oriente il monastero di
se minori, in cui abitano due o tre norma dipende dal Vescovo nel cui
monaci, che ne dipendono; può essere territorio sorge; se per uno speciale
di tipo cenobitico o idiorritmico. privilegio è sotto la diretta giurisdi-
skevofilàce σκευοφύλαξ Monaco in- zione del patriarca viene detto sta-
caricato della custodia dei vasi sacri e vropegiaco perché questi vi «pianta la
delle reliquie. croce».
skevofilakion σκευοφυλάκιον Locale stavropègio σταυροπήγιον Cerimo-
a destra dell’altare adibito alla con- nia di piantare una croce nel luogo
servazione di vesti ed arredi liturgici. dove sorgerà una chiesa. Assieme alla
skùfos σκοῦφος Copricapo cilindrico benedizione delle fondamenta costi-
portato dal clero inferiore. tuisce il cerimoniale della fondazione
solèa σολέας Gradino da cui si eleva che spetta al Vescovo del luogo.
l'iconostasi. Da esso il sacerdote pro- stàvrosis σταύρωσις Grande croce
clama il Vangelo, distribuisce l'Euca- sagomata su cui è dipinta l'immagine
restia ai fedeli ed amministra le bene- del Cristo crocifisso, generalmente ac-
dizioni durante la Liturgia. compagnata dalle figure di Maria
sphraghis σφραγίς Benedizione, se- SS.ma e dell'apostolo Giovanni vd.
gno di croce fatto dal vescovo istallan- lypira. È posta al culmine dell'icono-
te sul capo del nuovo superiore di una stasi - in alternativa alla scena dell'Ul-
istituzione. Lo stesso rito compiuto tima Cena - o si eleva dietro l'altare.
stavrotheotokìon σταυροϑεοτοκιον icone orna la tunica di Cristo scen-
Tropario che associa la Madre di Dio dendo dalla spalla destra sino all’orlo.
al mistero della Croce. stola v. epitrachìlion
stefanoma στεφάνωμα (incoronazio- studìti στουδίται Monaci del grande
ne) Rito del Matrimonio. monastero costantinopolitano dello
stichàrion στιχάριον Abito liturgico Stùdion fondato nel 468 circa dal con-
di tutti i sacri ministri. Vi sono due ti- sole Studios, ma riformati da S. Teo-
pi di sticharion. Quello diaconale, è doro. Praticavano in maniera attiva le
costituito da una larga tunica di tessu- opere di misericordia mantenendo
to ornato con maniche larghe e corte. ospedali ed ospizi per inabili, e cura-
Lo sticharion sacerdotale è più ade- vano la copiatura dei manoscritti. Il
rente al corpo, con maniche più lun- monastero fu distrutto ed i monaci di-
ghe e strette. È di tessuto liscio di co- spersi dopo la conquista mussulmana
tone, lino o seta, in origine di colore della città. Un ordine di monaci studi-
bianco ora anche colorato, e termina ti è stato creato nel XIX secolo tra i
con una balza ricamata. Entrambi Ruteni.
simboleggiano la purezza e l'allegrez- synaptì συναπτή Serie di invocazioni
za spirituale di cui deve essere ripiena recitate una di seguito all'altra dal
l'anima del ministro di Dio. E' portato, diacono od in sua assenza dal sacer-
nella forma analoga a quella diacona- dote. Le synapti sono due, la grande
le, anche dagli accoliti e suddiaconi. od irinikà, perché inizia con le parole
stichiarica µέλος στιχηραρικὸν Mo- «In pace preghiamo il Signore…», po-
dalità di canto più ornata della irmo- sta all'inizio della Divina Liturgia, ed
logica, ma meno della papadica. Ogni una piccola di sole tre invocazioni.
sillaba è cantata su due o tre note od synekdimos συνέκδημος Libro di
anche più. preghiere della Chiesa Ortodossa per
stichirà στιχηρόν Versetti, o ritornelli la devozione personale, ne esistono
di poesia liturgica intercalati tra ver- diverse redazioni.
setti dei salmi. syngeneia συγγένεια (affinità) Il rap-
stichirarion στιχηράριον Libro o ma- porto spirituale esistente tra un indi-
noscritto che contiene gli stichira di viduo e parenti del suo coniuge, o più
tutto l'anno liturgico. in particolare tra padrini e figliocci. La
stichologhìa στιχολογία La salmodia Chiesa ortodossa considera affinità un
del salterio per kathisma o per salmi, impedimento al matrimonio.
versetto dopo versetto. Sinonimo di synodeia συνοδεία Gruppo di monaci
kathisma. viventi sotto la guida di un anziano o
stìchos στίχος (linea, per estensione padre spirituale in una kalyve o skiti.
verso poetico) 1) Versetto di salmo o synodicòn συνοδικόν 1) Lettera, de-
di ode. 2) Striscia verticale che nelle creto od altro documento emanato da
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un Sinodo, particolarmente il decreto arcangeli Gabriele e Michele in quan-
di nomina di un officiale ecclesistico. to comandanti delle schiere angeliche
2) Nella prima domenica di Quaresi- taumaturgo ϑαυματουργός Titolo
ma, festa dell'Ortodossia - in cui si usato per molti santi distintisi per i lo-
commemora il ripristino del culto del- ro miracoli
le immagini sancito dal concilio di tàxis τάξις 1) Insieme di rubriche, ov-
Costantinopoli nell'842 - proclama- vero istruzioni per le officiature, pre-
zione di ortodossia recitata dal cele- scrizione liturgica od anche il libro
brante al termine della processione che le contiene, diataxis. 2) syntagma-
con le icone. 3) lettera di professione tion
di fede che ogni patriarca neoeletto templon τέμπλον Architrave sorretto
invia agli altri patriarchi. da colonne, forma primitiva di icono-
syntagmation συνταγμάτιον Testo stasi.
che nelle Chiese Bizantine indica il tempo, prendere il Chiedere il per-
rango di ogni Vescovo, determinato messo, il sacerdote al vescovo o il dia-
dalla sede che occupa e non dall'an- cono al sacerdote, per compiere un'a-
zianità di nomina. zione liturgica.
synthronon σύνϑρονον Seggi per il teofanìa ϑεοφάνεια (manifestazione
clero concelebrante posti nell'abside a di Dio) Festa despotica che ricorre il 6
fianco del trono episcopale. gennaio, una delle maggiori e più sen-
systatikon συστατικόν Lettere com- tite feste dell'anno liturgico. Comme-
mendatizie concesse ad un sacerdote mora il battesimo di Gesù nel Giorda-
dal suo Vescovo. no ad opera del Precursore. In questo
giorno viene celebrato il grande
t aghiasmos. È detta anche Epifania o
tabernacolo v. Artoforio. festa delle Luci.
tàlanton Simandro portatile di legno. teomitòrica (festa) ϑεομητορικαί
tàphos τάφος (Sepolcro). Tavolo co- ἑορταί Nell'anno liturgico si dicono
perto da baldacchino, e ornato con teomitoriche le feste che commemo-
stoffe, fiori e luci in cui il Venerdì del- rano eventi della vita di Maria SS.ma,
la Grande e Santa Settimana viene sono:
deposto l'epitafios. Il «sepolcro» vuo-  Natività di Maria, 8 settembre.
to su cui viene deposto il libro dei  Presentazione al tempio, 21 no-
Vangeli rimane esposto fino alla vigi- vembre.
lia dell'Ascensione. È anche detto  Concezione di Maria, 9 dicembre.
kuvuklion.  Maternità, 26 dicembre.
tassiàrca ταξιάρχης 1) Nei monasteri  Deposizione della veste, 2 luglio.
chi è preposto a regolare l'ordine delle  Deposizione della cintura, 31 ago-
sacre funzioni. 2) Appellativo degli sto.
teretismata τερερισμὸς Sillabe prive sostomo celebrati insieme il 30 gen-
di significato usate per prolungare il naio come Maestri e Padri della Chie-
canto di un inno. Vd. kratima sa.
teston Vaso utilizzato per il lavaggio trapeza τράπεζα 1) Refettorio mona-
dell’altare il Giovedì Santo e per il la- stico. 2) Αγία Τράπεζα è l’altare
vaggio dei veli sacri. trapezophorion τραπεζόφορον To-
tetraevangèlio τετραευαγγέλιον I vaglia superiore dell'altare. v. ependi-
quattro evangeli letti tutti di seguito te
alle Ore dei primi quattro giorni della treni v. epitàfios thrinos
Settimana Santa. triadikà τριαδικά Inno seguente l'alle-
tetrapòdio τετραπόδιον Tavolino a luia dell'inizio dell'orthros dei giorni
quattro gambe usato nelle più diverse feriali e rimpiazzante l'apolytikion del
akolutie per sostenere oggetti o libri. giorno.
thalassìdion ϑαλασσίδιον recipiente tricerio v. Dicerio.
sotto l’altare o nel santuario in cui tricherusa τριχεροῡσα (dalle tre ma-
viene versata l’acqua usata per il la- ni) Variante iconografica dell’Hodigi-
vaggio dell’altare o per il battesimo tria. Secondo una biografia S. Giovan-
theotokìon ϑεοτοκίον Tropario o sti- ni Damasceno avrebbe avuto risanata
kirà in onore della Madre di Dio. la mano fattagli tagliare dall’impe-
theotòkos ϑεοτόκος Madre di Dio, ratore Leone III, grazie alle preghiere
appellativo conferito a Maria dal Con- davanti all’icona della Madre di Dio.
cilio di Efeso nel 431 usato abitual- A seguito di ciò Giovanni avrebbe fis-
mente nella Chiesa bizantina. In gene- sato sull’icona una mano d’argento.
re accompagnato dall'attributo ipera- trichokuria τριχοκουρία Tonsura, ta-
ghìa, santissima. glio dei capelli in forma di croce come
thermàrion ϑερμάριον Recipiente per dedizione a Dio del neobattezzato
contenere lo zeon. Trinità, icona della SS.ma L'icona raf-
thringhion ϑριγγίον Rivestimento, in figura tre angeli seduti attorno ad una
genere d'argento, donato ad una icona tavola apparecchiata per il pasto. So-
in segno di ringraziamento e pietà. È no i tre visitatori di Abramo (Gen.
più noto il termine russo "riza" 18,1). L'esempio più antico risale alla
thymiatìrion ϑυμιατήριον incensiere. metà del IV sec. e si trova nelle cata-
thyranoixia ϑυρανοίξια (apertura combe della via Latina. Celeberrima la
delle porte) Inaugurazione di una rappresentazione di A. Rublëv. Quan-
chiesa. do nella scena appaiono altri perso-
thysiastìrion ϑυσιαστήριον Altare. naggi - Abramo e Sara - viene più
tono v. Ikos. propriamente definita Ospitalità (filo-
Tre Gerarchi I santi Basilio il grande, xenia) di Abramo.
Gregorio di Nazianzo e Giovanni Cri- triòdion τριῴδιον 1) Canone di tre
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odi. 2) Periodo di dieci settimane le Un altro trono (despoticon o archiera-
cui prime quattro (domenica del fari- ticós thronos) posto nel lato destro
seo e del pubblicano, domenica del fi- della navata centrale, coperto da bal-
gliol prodigo, domenica di carnevale e dacchino e soprelevato di due o tre
domenica dei latticini) sono di gra- gradini è utilizzato dal Vescovo
duale preparazione al digiuno della quando assiste a un rito senza cele-
grande Quaresima. 3) Libro contenen- brare. Un altro seggio mobile viene
te le officiature del periodo, detto an- posto al centro della navata ed è uti-
che triodion kataniktikòn (di com- lizzato nella prima parte della Litur-
punzione). gia. Al disopra del seggio fisso di
trisàghion τρισάγιον Antichissimo norma è posta una icona di Cristo
inno cantato al concilio di Calcedonia Gran Sacerdote e Re dei Re. 2) Nome
nel 451 e tuttora in uso nell'officiatura talvolta usato per l'antiminsion.
anche al di fuori della Divina Liturgia. tropario τροπάριον Breve composi-
«Santo Dio, Santo Forte, Santo Immor- zione poetica cantato nella Divina Li-
tale, abbi di noi pietà.» turgia o in una akoluthia.
trisàghio nekròsimo τρισάγιον trullano, concilio Il 6° concilio ecu-
νεκρώσιμον Akoluthia celebrata in menico ha preso il nome dalla sala del
commemorazione e suffragio di un palazzo imperiale detta del trullo (cu-
defunto il 3°, 9°, 40° giorno dalla mor- pola) in cui si è tenuto nel 680 a Co-
te e nei successivi anniversari, in cui si stantinopoli. Ha preso lo stesso nome
benedicono e distribuiscono i koliva. un successivo concilio locale, detto
Può essere richiesto dai fedeli ogni anche quinisesto, svoltosi nel 692 che
volta che lo desiderano in commemo- ha dettato norme per il culto divino
razione dei propri cari. non può esse- ed il canto liturgico che sono tuttora
re celebrato nelle feste despotiche, dal osservate dalla Chiesa bizantina.
sabato di Lazzaro sino al sabato di S. tunica ἐσώρασον Veste portata da
Tomaso e nella festa della Dormizio- tutto il clero; generalmente di colore
ne. nero può essere anche grigia, turchina
triskelion τρισκέλιον Sostegno per o di altro colore. vd. Andirion. è sim-
l'esposizione di un'icona. bolo di allegrezza e giustizia.
trithekti τριϑέκτη Nome dato alle Tutti i Santi La Chiesa Bizantina
due ore di terza e sesta unite insieme commemora tutti i Santi di cui non si
in una unica officiatura durante la conosce il nome collettivamente la
Grande Quaresima. domenica dopo Pentecoste.
trono ἡ ἄνω καϑέδρα 1) Seggio del typikà τυπικά 1) Breve ufficiatura in-
vescovo durante le Liturgie pontifica- serita tra l'ora sesta e la nona, compo-
li, si trova dietro l'altare al centro sta principalmente dai salmi 102 e 145
dell'abside elevato su alcuni gradini. e dai makarismì. In determinati giorni
e festività possono sostituire le antifo- vasi sacri Il calice, il diskos, l'asteri-
ne della Divina Liturgia. 2) In alcune skos, la lancia ed il cucchiaino. Nel ri-
Chiese prende questo nome una offi- to bizantino i vasi sacri non vengono
ciatura ricalcata sulla struttura della consacrati con una cerimonia apposi-
Divina Liturgia, ovviamente senza la ta, ma vengono resi tali per contatto
Consacrazione, che può essere guida- con i Sacri Doni al primo utilizzo.
ta da un diacono, un lettore o addirit- veli (santi) I veli che coprono il diskos
tura un laico stimato e che viene cele- ed il calice: kalimma
brata quando non sia disponibile un velo (monastico) Epanocalymafchion.
sacerdote. Se è condotta da un diaco- vespro v. Esperinos.
no può avere luogo la distribuzione veste luminosa ὁ χιτὼν φωτεινός o ἡ
dell'Eucarestia consacrata in una Li- φωτοειδὴς στολή È la veste bianca di
turgia precedente. L'uso non è univer- cui è rivestito il neobattezzato, segno
salmente accettato. della luce della grazia.
typikòn τυπικόν 1) “Regola” di un vesti liturgiche Nella celebrazione
monastero. Di norma imposto dal della Divina Liturgia ed in alcune
fondatore, governa i più minuti parti- akolutie maggiori il sacerdote indossa
colari della vita dei monaci e delle of- nell'ordine: sticharion, epitrachilion,
ficiature liturgiche. 2) Libro liturgico zonì, se ne ha diritto epigonation,
contenente le indicazioni per le sacre quindi epimaniki e da ultimo il felo-
officiature, o genericamente l'insieme nion. Nel mattutino, nel vespro ed in
delle istruzioni relative. La Chiesa di alcune altre akolutie il sacerdote in-
Costantinopoli e quelle di tradizione dossa solo l'epitrakilion e il felonion.
greca, ad eccezione dei monasteri In altri casi è previsto il solo epitrachi-
dell'Athos, utilizzano il Typikon detto lion sul rason. Il vescovo indossa in
della "Grande Chiesa" che risale alla luogo del felonion il sakkos quindi
riforma liturgica del 1838, la Chiesa l'omoforion, la mitria e l'encolpion. Il
russa e quelle ad essa collegate utiliz- vescovo può anche decidere di cele-
zano un diverso Typikon di origine brare la Divina Liturgia indossando il
sabaitica. felonion su cui sovrappone l'omofo-
rion. Il diacono indossa lo sticharion
u gli epimanikia e l'orarion.
uova di struzzo Vengono appese a ca- vigilia παραμονή Giorno precedente
tenelle come ornamento di chiese; una importante festa despotica o teo-
simboleggiano la cura di Dio per il mitorica, anche proeortion.
Suo popolo. vìma βήμα (tribunale, da salire poi-
ché al tribunale si saliva) È la zona del
v presbiterio, oltre l'iconostasi, al cui
vactirìa βακτηηρία Bastone pastorale. centro sorge l'altare. Vi trovano posto
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anche l'altare della protesi ed il diaco- braio, e corrisponde alla festa della
nikon. È riservata al clero ed i laici Purificazione latina. È festa despotica.
non vi possono entrare senza valido yfasma ὕφασμα Stoffa con l’im-
motivo. Termina di norma in un absi- magine o semplicemente il nome di
de, al cui centro nella chiesa cattedrale uno degli Evangelisti posto ad ognu-
sorge il trono del vescovo, affiancato no degli angoli dell’altare al momento
dal synthronon per gli altri celebranti. della consacrazione sotto la katasar-
È detto anche santuario. kion.
vimataris βηματάρης Sacrestano. ypertimos ὑπέρτιμος (molto onore-
vimitarissa βηματάρησσα Icona ma- vole) Titolo onorario di un metropoli-
riana miracolosa del "tipo" di odigitria ta.
conservata nel monastero di Vatope-
di. È detta anche Ktitorissa. z
vita angelica ἀγγελικός βίος Lo stato zèon ζέον Un piccolo recipiente e
monastico. l'acqua bollente in esso contenuta che
viene versata nel calice prima della
x comunione. Simboleggia l'ardore del-
xeniteia o xenia ξενιτεία Forma di lo Spirito Santo comunicato ai fedeli
ascesi consistente nel vivere in una lo- con la partecipazione al banchetto eu-
calità straniera di cui non si conosco- caristico.
no la lingua e le usanze. È probabil- zòni ζώνη Cintura costituita da una
mente derivata da xenia la fondazione stretta fascia di tessuto per sostenere
dell'abbazia di Grottaferrata da parte lo sticharion. Simboleggia la fortezza
di S. Nilo. e la purezza. 2) Fascia di tela nera per
xerofagia ξηροφαγία Pratica ascetica il clero secolare e di cuoio per i mona-
consistente nel nutrirsi di cibi secchi, ci per stringere le veste alla vita. In al-
astenendosi dalle bevande. cune Chiese gli alti dignitari usano
sovente una fascia viola o rossa. La
y cintura del monaco è di pelle di ani-
ypakoï ὑπακοὴ Tropario dei kathismi male morto per ricordargli la rinunzia
utilizzato la domenica e in alcune fe- al mondo e la caducità delle cose ter-
ste da ascoltare con “attenzione” par- rene. La cintura simboleggia la morti-
ticolare e perciò in piedi. ficazione delle passioni e la prontezza
ypogonàtion ὑπογονάτιον v. Epigo- al servizio di Dio e del prossimo.
nation.
ypapantì ὑπαπαντή Dal greco «in-
contro» commemorazione dell'incon-
tro di Gesù con il suo popolo rappre-
sentato da Simeone. Ricorre il 2 feb-