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Barbara Veronica Salamon

“Beata Giovanna”
Venerabile Giovanna
Maria della Croce
“Si veda che io sono
quel medesimo Dio di misericordia
che sono sempre stato”
In copertina.
Sullo sfondo: Rovereto, il Castello.
In primo piano: Venerabile Giovanna Maria della
Croce. Prefazione

Le citazioni degli scritti della Venerabile


L a vita cristiana è l’avventura di una
sequela che si realizza e cresce gior-
no per giorno nella risposta all’amore di
Giovanna Maria sono in corsivo. Cristo per noi. Grazie al Signore, siamo
La forma dei testi è adattata all’italiano moderno. circondati “da una moltitudine di testimoni
della fede” (cfr Ebr 12,1) che ci sostengono
nel cammino e rendono più solidi i nostri
fragili passi. Non è che siano perfetti in
tutto, poiché solo Dio è veramente san-
to (cfr Lc 18,19); ma vi sono personalità
che esprimono un particolare carisma.
Tra esse fu la Venerabile Giovanna Maria
della Croce di Rovereto, frutto della fede
Testi
Barbara Veronica Salamon portata in terra trentina dal grande vesco-
vo Vigilio, fecondata dal sangue dei mar-
Consulenza Editoriale
Oscar Serra
tiri di Anaunia e dalla dedizione di tante
anime generose lungo i secoli, arricchita
Fotografie poi dalla spiritualità di San Francesco e di
Oscar Serra
Roberta Orsingher, Eugenio Bosco, Santa Chiara di Assisi, dei quali la “beata
Clarisse Monastero San Damiano Giovanna” volle essere “figlia”.
© 2014 Editrice Velar
Accostandoci a lei e alla sua straordina-
24020 Gorle, Bg ria vita mistica, proviamo due sentimenti
www.velar.it contrastanti: ammirazione stupefatta e af-
ISBN 978-88-6671-079-0
fascinata, ma anche senso di lontananza,
Distribuzione in libreria a cura della Editrice Velar forse estraneità, rispetto alla nostra quo-
Tutti i diritti di traduzione e riproduzione
tidianità di uomini e di credenti. Circa
del testo e delle immagini, le sue esperienze mistiche dobbiamo poi
eseguiti con qualsiasi mezzo,
sono riservati in tutti i Paesi. riconoscere la distinzione tra “visioni” e
“apparizioni” e cogliere un messaggio an-
I.V.A. assolta dall’Editore ai sensi dell’art. 74, 1° comma,
lettera C, D.P.R. 633/72 e D.M. 09/04/93. che nelle prime, oltre l’analisi dell’ogget-
tività che se ne possa fare. L’interesse per
Prima edizione: dicembre 2014 le sue esperienze si è manifestato lungo
Stampato in Italia gli anni, tanto da essere chiamata “beata
La Stamperia di Gorle (Bg) Giovanna” – o semplicemente “la beata”

Venerabile Giovanna Maria della Croce 3


– benché non sia mai stata “beatificata” mistici [possono] per motivi apostolici gettare
formalmente. Il relativo “processo” pre- in anticipo uno sguardo nella Sua gloria, ciò
se avvio ancora nel 1675 ed ebbe vicen- avviene non sulla base di una pretesa, come
de alterne finché nel 1782 l’imperatore coronamento di un loro sforzo, ma per confer-
Giuseppe II si oppose al persistere della mare tutti nella fede e nella speranza”.
vocazione propria delle Clarisse e quindi Siamo grati alla Venerabile Giovanna
di un riconoscimento del loro stile di vita. Maria della Croce che, testimoniandoci
Una sua biografia apparve in tedesco e l’unica realtà che rende straordinaria la
poi in italiano nel 1873 (oltre che in fran- storia e la vita umana, ancora oggi confer-
cese) fino a una più recente del 1995; ora ma in noi la fede e la speranza e ci spinge
è stata intrapresa la pubblicazione dell’o- ad amare Dio e il prossimo.
pera omnia, in parecchi volumi, a cura del- Questo profilo biografico è quindi un
la “Fondazione Ezio Franceschini” nella aiuto per vivere la nostra vocazione cristia-
collana “La mistica cristiana tra Oriente na ed è un omaggio alle Clarisse del Mo-
e Occidente”. nastero di San Damiano in Borgo Valsuga-
Se ci facciamo un po’ attenti, ci accor- na, che si sono soffermate sui manoscritti
giamo che l’eccezionalità della sua espe- della “beata Giovanna” e come lei, ma in
rienza non fa altro che indicare la più forme nuove, rispondono al carisma di
grande e fondamentale straordinarietà Santa Chiara.
che sia mai stata rivelata: la misericordia
di Dio. Di questa è intrisa la vita dei santi: @ Luigi Bressan
è il cuore del loro cuore, la luce delle loro Arcivescovo di Trento
menti, il fuoco che li fa ardere e muovere.
Lasciamo all’eventuale esame canonico
e teologico della Chiesa giudicare i doni
singolari di cui appare ornata Giovanna,
ma seguendone il profilo biografico noi
possiamo dedurne che non si può dimen-
ticare la straordinarietà dell’amore mise-
ricordioso di Dio.
La vita di Giovanna può essere con-
densata nella missione che sentiva di aver
ricevuto da Dio, manifestando che nella
mistica non vi è intimismo: “Non ti ammetto
il tacere i miei divini segreti. Notali, perché si
veda che io sono quel medesimo Iddio di miseri-
cordia che sempre sono stato”. Il noto teologo
von Balthasar ha ricordato che tutti siamo
chiamati a un amore positivo verso gli al-
tri e quindi quando per grazia di Dio “i

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Nelle mani di Dio Rovereto, terra d’incontri

Icona della
R overeto, tarda estate del 1619: tem-
po di vendemmia. Per la gioventù
della città è un’occasione per stare in
B ernardina era venuta alla luce 16
anni prima, l’8 settembre 1603.
Nell’epoca in cui visse, Rovereto appar-
Venerabile
Giovanna compagnia, passeggiando per i campi teneva ai domini dell’Impero asburgico,
Maria della e i vigneti. Ma una scena dissonante col alla diretta dipendenza dell’imperatore,
Croce, realizzata clima spensierato si impone all’attenzio- pur facendo parte della Contea del Tiro-
dal Laboratorio ne: una giovane ragazza, di circa sedici lo, governata per lo più dai figli cadetti
iconografico anni, dall’aspetto carino e che lascia in- del sovrano. Un territorio di confine fra
della Scuola tuire un carattere vivace e deciso, si stacca il mondo germanico e la penisola italiana
Media dal gruppo di amiche per gettarsi tra le e che, per le sorti e il successo della rifor-
“D. Chiesa” braccia di una giovane un po’ più matu- ma avviata dal Concilio di Trento (1545-
di Rovereto. ra, piangendo dirottamente. Chi assiste 1563), rappresentava un baluardo strate-
alla scena pensa forse a qualche gico contro la penetrazione e diffusione
pena d’amore, così facilmente del protestantesimo nei territori cattolici.
travolgente all’età di quella ra- Dal punto di vista ecclesiastico la cit- Rovereto (TN).
gazza. tadina dipendeva dal principe-vescovo Il Castello di
Quel giorno si consumò real- di Trento che esercitava un’autorità di- Rovereto,
mente la resa incondizionata di retta sul suo territorio, pur nella sfera chiamato anche
Bernardina Floriani a un aman- d’influenza dei conti del Tirolo. A queste Castel Veneto.
te, ma non di questo mondo.
Già da qualche anno il suo Dio,
innamorato di lei, la inseguiva
ovunque andasse, e quanto più
lei fuggiva per non sentir le saette
che le passavano l’anima più lui
la incalzava. Era giunta l’ora: la
divina carità la colpì di sorte e da
quel momento lei non uscì più
dalle mani del suo Dio.
Quel giorno iniziò il viaggio
d’orazione che avrebbe condotto
Bernardina ad essere conosciuta
e amata fino ad oggi dalla sua
gente come la “beata” Giovanna.

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autorità maggiori si affiancavano piccoli
domini subordinati ad alcune potenti fa-
miglie nobiliari come i Lodron, i Madruz-
zo, i Cles, i Castelbarco. La famiglia Floriani
In questo quadro dagli equilibri com-
plessi anche gli Ordini religiosi svolgeva-
no un ruolo non indifferente, dato che la
loro diffusione era favorita e appoggiata B ernardina era la terza dei sette figli di
Giuseppe Floriani e di Girolama Oliva
Tessandri. Il padre era un pittore abbastan-
come strumento prezioso nell’azione di
contrasto nei confronti del protestantesi- za noto, ma poco accorto nell’amministra-
mo sia dagli Asburgo sia dai principi-ve- re i suoi affari. Così l’infanzia di Bernardi-
scovi di Trento. Il carisma francescano in na fu segnata dalle difficoltà economiche
particolare ebbe un’incidenza significati- familiari, ma più ancora dalle malattie e dai
va per la capacità dei frati di intessere rap- lutti: dei sette fratelli, infatti, sopravvissero
porti di intensa familiarità e condivisione all’età infantile solo lei e il fratello Giovan-
con la popolazione. ni, che si sarebbe distinto come violinista
Figura particolarmente rappresenta- alla corte di Paride Lodron, principe-vesco-
tiva dell’evangelizzazione francescana fu vo di Salisburgo. Ma morì anch’egli ancora
il beato Tommaso da Olera, fratello laico piuttosto giovane, nel 1637. Nel frattempo,
cappuccino, che esercitò una notevole nel 1624, era morto anche l’amato padre.
influenza religiosa soprattutto in Tirolo, Bernardina fin da bambina manifestò
dov’era notissimo per la vita e fama di un’inclinazione spontaneamente sensibi-
Beato Tommaso
santità. le all’educazione religiosa che le veniva
da Olera.
Nel 1612 Tommaso giunse a Ro- impartita in famiglia e in parrocchia, ma-
vereto destinato al convento di turando una precoce vocazione alla vita
Santa Caterina, la cui chiesa, religiosa. Lei stessa racconta che all’età di
trovandosi nel rione dove cinque anni non poteva sentire nominare
abitavano i Floriani, era
frequentata dalla famiglia
di Bernardina. La strada
per il loro incontro era
aperta. Così la vita di Rovereto.
Bernardina e la sua per- Casa natale
sonalissima vocazione si della
intrecciarono provviden- Venerabile
zialmente con gli eventi Giovanna
storici del suo tempo, tra- Maria con la
vagliato dalle drammatiche targa apposta
conseguenze dello scisma re- che ricorda la
ligioso. sua nascita.

8 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 9
la passione del Signore senza grande tene-
rezza d’affetto e lacrime e che a sette anni,
spinta dalla carità divina, fece voto di ver-
ginità, sebbene non ancora capace di quanto La conversione
faceva.
Nella sua infantile ingenuità è toccante
la sua attrazione e ammirazione di bambi-
na – educata alla sensibilità per la bellezza I l complice della divina carità in questa
lotta fu proprio fra Tommaso. Il bea-
to possedeva il dono mistico di scrutare
dal padre pittore – per un ritratto di Santa
Chiara che si trovava nella chiesa di Santa i cuori ed era una grande guida d’anime.
Caterina: le pareva di tanta angelica bel- Quando, nel suo abituale bussare di casa
lezza che non sapeva allontanarsene, sen- in casa per la questua, incontrò personal-
tendosi infiammare tutto il cuore di santo mente per la prima volta Bernardina, su-
amore. Un giorno chiese alla madre chi bito le rivelò che la divina volontà su di
fosse la monaca del ritratto, pregandola lei era che non camminasse per via ordina-
di comprarle le stesse scarpe così belle. Da ria, ma particolare, e che Dio l’aveva eletta
allora prese tanta devozione a questa santa, per sua sposa. La reazione di Bernardina
anche alla santa religione, che le dava somma alle sue parole fu una silenziosa e ostinata
Rovereto. resistenza, che si protrasse per un anno
allegrezza il sentir parlare di andare monaca e di
Chiesa di intero, nel corso del quale fra Tommaso
fare monasteri. Il Beato
Santa Caterina. ogni mercoledì andava da lei e la invita-
Negli anni seguenti, però, il suo propo- Tommaso
Ritratto di va ad acconsentire alla volontà divina con
sito di amore totale al Signore fu quasi di- da Olera.
Santa Chiara.
menticato: cominciò a frequentare le sue parole che, come riconosce lei stessa,
coetanee e ad affezionarsi ai passatempi avrebbero spezzato le pietre, non-
praticati con loro. ché i cuori. Di fronte alla sua
Ma l’amore divino faceva duello con l’amore resistenza il frate moltiplicò
umano. la preghiera per lei e spen-
deva le notti intere in orazioni,
lacrime e discipline, tanto che
dopo la conversione l’avrebbe
chiamata figlia delle mie lacrime.
Ma inizialmente ottenne solo
che Bernardina divenisse ancora
più dura, giungendo fino a dete-
starlo. E nel suo cuore mormo-
rava contro di lui, soprattutto
quando udiva altri ammirarlo
Rovereto. per la sua perfezione e bon-
Chiesa di tà. A Tommaso non erano
Santa Caterina. ignoti i pensieri che Ber-

10 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 11
nardina coltivava nel cuore e smascherò dò molti anni dopo ciò che avvenne nel
la giovane, che esasperata arrivò a dirsi: suo intimo: O grandezza della divina carità
Dunque non potrò neanche avere un pensiero e profondezza della divina misericordia! All’o-
che questo frate lo saprà. ra che meritava che l’inferno si aprisse per ri-
Gli anni successivi fra Tommaso si as- cevere la perversa e ingrata anima mia, ecco
sentò spesso da Rovereto per vari inca- che si aprirono le viscere della divina carità del
richi assegnatigli dal suo Ordine, fino al mio amabilissimo Signore, poiché entrata in
suo trasferimento definitivo nel 1619 nel tal campo, si commosse di tal maniera il mio
convento di Innsbruck, su richiesta del durissimo cuore che tutto si risolse in un fiume
reggente del Tirolo Leopoldo V. Il frate si di lacrime. E vedendo quella serva di Dio corsi
congedò da Bernardina dicendole, quasi con le braccia aperte da lei.
sorridendo, che non sarebbe passato molto Fu la resa incondizionata a quel Signore
tempo che avrebbe data piena libertà al che da anni batteva alle porte del suo cuo-
suo Sposo di fare la sua volontà. In realtà re. Da allora ogni suo desiderio si sarebbe
momentaneamente la partenza di Tom- rivolto a servire Dio in una nuova vita.
Leopoldo V maso fece tirare un sospiro di sollievo a
d’Austria. Bernardina, ma la sua consolazione durò
poco, perché Dio giorno e notte non restava
di battere al suo perfido cuore.
Ed ecco giungere quel giorno nella vi-
gna dietro al castello di Rovereto. Bernar-
dina inizialmente rifiutò di entrarci. Ave-
va saputo, con non poca rabbia da parte
sua, che era presente Cordula Cosma,
una delle figlie spirituali di fra Tommaso,
che aveva da parte del frate l’incarico di
esortarla ad abbracciare la volontà di Dio.
Le sue compagne insistettero con lei, che
si lasciò convincere, ma, una volta entrata,
avvertì come una ferita nel cuore. Così ricor-

Particolare
dell’icona di
p. 6.

12 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 13
Una nuova vita

F ra Tommaso da quel momento fino


alla sua morte, avvenuta nel 1631, fu
il suo grande maestro spirituale pur nella
Nella pagina
precedente:
Rovereto.
Centro
lontananza da Rovereto, dove comunque
pastorale
tornava spesso. Anche dopo la morte rima- “Beata Giovanna”.
se un punto di riferimento fondamentale Armadio
nel cammino spirituale di Bernardina, se- contenente oggetti
gnato fin dagli esordi da manifestazioni appartenuti alla
mistiche straordinarie. Dio, infatti, andava Venerabile.
sempre più slargando le mani con i suoi divi-
ni benefici nella santissima orazione e faceva
molti effetti nell’anima sua, moltiplicando le
grazie. La giovane, non comprendendo
che cosa fosse ciò che le accadeva nella pre-
ghiera, si rivolse al prete che si occupava
della sua direzione spirituale in assenza
di fra Tommaso, il quale la invitò a fuggire
tal cosa come molto pericolosa. E così tentò
di fare, ma si sentì rivolgere queste parole
dal suo amato sposo Cristo: Non temere, fi-
gliola, perché ti voglio condurre per quella stra-
da che a me piace.
I desideri di monacarsi, che Bernardi-
na aveva sepolti nel cuore, tornarono più
forti e vivi che mai. Per un po’ di tempo
accarezzò il sogno di entrare nel carmelo
di Vienna, ma fra Tommaso le predisse che
Dio l’aveva scelta per pietra fondamentale di
un monastero di Clarisse che si sarebbe fat-
to a Rovereto, una casa di delizie, dove Iddio
avrebbe diluviato le sue misericordie e avrebbe
passeggiato in essa come in un florido giardino.
Un progetto impossibile agli occhi del
mondo. La fondazione si sarebbe inserita

14 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 15
nel rinnovato dinamismo di espansione doversi arrendere agli ostacoli che si op-
degli ordini monastici femminili dell’e- ponevano al progetto, nonostante avesse
poca postridentina, ma nella nuova fase ottenuto l’appoggio e il finanziamento
storica, caratterizzata in modo deciso da dei conti del Tirolo. Tommaso morì, nel
un processo sociale di aristocratizzazione, 1631, senza vedere realizzata la fonda-
fondare nuovi monasteri era un evento ri- zione del monastero. Ma la tessitura del-
servato ai nobili. Perciò Bernardina, non la rete di amicizie e solidarietà creata in
appartenendo alla nobiltà e non avendo quegli anni cominciò lentamente a porta-
neppure grandi disponibilità economi- re i suoi frutti.
che, non possedeva lo status di fondatrice. Infatti Bernardina, pur vivendo ap-
Questa volta, però, la giovane non esi- partata, non poteva celare l’opera di Dio
tò a riconoscere nelle parole di fra Tom- in lei, perché le grazie che le concedeva
maso la voce di Dio, e abbracciò il proget- alimentavano in lei una brama ardente di
to. Iniziava così per lei un percorso verso fargli cosa grata, in particolare di cooperare al-
la monacazione lungo e non lineare. cuna cosa per la salute delle anime. Si distinse
Bernardina, spinta dal suo grande de- in modo sempre crescente per la sua vita
siderio di amare Dio e che da altri fosse amato, di preghiera, per la carità verso il prossi-
chiese e ottenne da fra Tommaso di legar- mo e per i carismi di guarigione, creando
si più strettamente al suo Signore con il attorno a sé consensi e appoggi.
voto di verginità, offrendo il corpo, l’ani- Fu così che Veneria Simoncini, in casa
ma, il cuore in perpetuo al suo amantissimo della quale si riuniva il cenacolo spirituale Rovereto.
Sposo. Intanto Tommaso stesso si adoperò dei discepoli di fra Tommaso, le propose Chiesa di
per la realizzazione del progetto di fonda- di trasferirsi in un appartamento al pia- San Carlo.
zione, ma incontrò l’opposizione sia dei no superiore della sua abitazione, per
Rovereto. confratelli sia dei membri del consiglio condurvi una vita riservata insie-
Centro cittadino, perché l’esistenza di un con- me a sua figlia Elena Geltru-
pastorale vento di frati Conventuali nel territorio di de, avendo la comodità della
“Beata Giovanna”. Rovereto, di uno di Carmelitani e di Cap- chiesa di San Carlo lì accan-
Scritti autografi puccini all’interno della città e le pratiche to, e sperando col tempo fondar
della Venerabile. già avviate per un convento di frati lì casa ritirata. L’iniziativa fu
Minori riformati scon- causa dell’inizio di grandi
sigliavano l’apertura tribolazioni per Bernardina,
di un monastero di perché molti sostenevano
clarisse, che sarebbe che si ingannava e che era
stata la quinta fon- illusa dal demonio. Le mor-
dazione mendican- morazioni sulla sua persona
te in una piccola cit- e il suo progetto giunsero sino
tà di poche migliaia a toccare il suo onore. A questa
di abitanti. Infine prova si aggiunsero le batta-
egli stesso sembrò glie dei demoni e l’infermi-

16 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 17
tà fisica, che da questo momento in poi invitandola ad essere forte e dicendole:
avrebbe segnato con più o meno gravità Voglio lasciare il carico a te della mia religione.
tutta la sua vita. Sempre nel 1637, mentre si trovava in
Ma c’era anche chi la sosteneva. Fra co- preghiera, Dio le fece intendere che la
storo, i frati francescani riformati, che die- sua volontà era il coinvolgimento della
dero così inizio a un legame che l’avrebbe contessa Sibilla Lodron nella fondazione
accompagnata per tutta la vita. Fu proprio del monastero. A Bernardina, di estrazio-
uno di loro, padre Eufemio da Miglioni- ne sociale semplice, sembrava una temerità
co, che in questi anni per primo diede a troppo grande rivolgersi a una signora ap-
Bernardina l’obbedienza di mettere per partenente alla nobiltà senza neppure co-
iscritto le sue esperienze mistiche. noscerla di persona, pur essendo stata una
Intanto proprio sul piano mistico una delle benefattrici di fra Tommaso da Ole- Rovereto.
serie di visioni andava rafforzando nella ra. Alla fine risolse di scriverle una lettera Chiesa di
giovane la determinazione a realizzare il per significarle la divina volontà. La contes- Santa Caterina.
progetto del monastero. Nella notte del sa non solo le rispose in modo favorevole, Quadro con
2 agosto 1637 Bernardina vide in sogno ma le confidò che la missiva le era giunta San Francesco.
Rovereto. Santa Chiara: le apparve sull’altare mag- come un segno di Dio al desiderio, che
Chiesa di giore della chiesa di Santa Caterina, lì nutriva da molto tempo, di fare alcu-
Santa Caterina. dove aveva emesso il suo voto di verginità, na opera che gli fosse grata. Come ve-
Navata con con in mano il pastorale, simbolo della dremo più avanti, il rapporto di
l’altare sulla cui chiamata divina a collaborare all’edifica- stima e amicizia che nacque fra
sinistra vi è il zione della Chiesa. Chiara chiese a Ber- le due donne fu decisivo per il
quadro di nardina di farsi clarissa e poi le passò il pa- progetto di Bernardina.
Santa Chiara. storale affidandole l’Ordine delle Clarisse Ma la più alta conferma so-
prannaturale della missione a
cui Bernardina era stata chia-
mata fu il dono delle stimmate,
il privilegio più grande che pos-
sa essere elargito a una creatura
e segno evidente di elezione di-
vina. Già il 17 settembre 1638,
giorno dell’impressione delle
stimmate di San Francesco, ve-
dendo in estasi il santo nell’atto
di ricevere le stimmate, Bernar-
dina aveva avvertito un dolo-
re nel cuore, nelle mani e nei
piedi, che le lasciò grande ardore
e straordinaria unione con il suo
diletto Cristo. Durante successivi

18 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 19
episodi d’estasi, avvenuti durante la com- denza anche nelle mani e nei piedi. A volte
memorazione della passione e vedendo i dolori si sarebbero mutati in refrigerio e in
Cristo in croce, aveva sperimentato nella estreme dolcezze, donandole gaudi incredibili,
mano destra i medesimi dolori e, rinvenu- manifestando in modo scoperto il miste-
ta, si ritrovò su entrambi i lati della mano, ro d’amore nascosto nel dono delle stim-
in corrispondenza del posto del chiodo, mate, testimonianza altissima della forma
una piccola vescica, che poi scomparve. più grande dell’amore, la forma crocifissa,
Erano tutti segni evidenti di quello che il il punto più estremo a cui si è spinto Dio,
Signore voleva operare in lei. Bernardina, pazzo d’amore per le sue creature.
comprendendo quale dono volesse farle, Segnata col sigillo della misericordia divi-
Rovereto.
gli chiese la grazia che i segni non apparis- na e resa così anche nel corpo partecipe della
Centro
pastorale
sero esteriormente, temendo altrimenti di croce, la via scelta da Dio per comunicare alle
“Beata non potersi più schivare dagli applausi. sue creature il suo amore e la sua salvezza,
Giovanna”. La graduale preparazione culminò nel Bernardina si dedicò senza più incertezze alla
Crocifisso. giorno del Corpus Domini del 1641: nel realizzazione del piano divino sulla sua vita.
ricevere la Comunione a Bernardina sem-
brò che la santissima ostia andasse a im-
primersi fisicamente come un sigillo
sopra il suo cuore e tanto fu grande
il dolore che la fece andare in accidente e
gettarsi a terra e in quelle pene gravissime
stette alcune ore. I giorni seguenti il dolore,
di cui sentiva la corrispondenza nelle mani
e nei piedi, persistette nello stesso modo,
fino a che il sabato della settimana seguen-
te nel ricevere il santissimo sacramento le
si accrebbe a tal punto che le parve impossi-
bile il potere più vivere e nel cuore le restaro-
no effigiate le cinque amorosissime piaghe del
suo appassionato Crocifisso. Il giorno dopo
comunicandosi le sembrò di nuovo che
l’ostia andasse immediatamente sopra il
cuore, ma diversamente dagli altri giorni
fu come un preziosissimo unguento che,
mitigando i suoi dolori, la lasciò ripiena di
gaudio e pace. Ritratto
A partire da quel momento Bernardina della Venerabile
avvertì per tutta la vita più o meno intensa- Giovanna
mente i dolori delle stimmate impresse nel Maria della
cuore, sentendone talvolta la corrispon- Croce.

20 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 21
Rovereto.
Targa apposta
La vita ritirata sull’ex
in casa Simoncini Monastero
fondato dalla
Venerabile.

P er trattare seriamente la fondazione


di un monastero di Clarisse a Rovere-
to, decisivo fu l’aiuto della contessa Sibilla
Fugger Lodron. Nel 1636 era rimasta ve-
dova e senza figli, potendo così disporre
per appoggiare il progetto di Bernardina
non solo del suo influente nome, ma an- passarono due mesi che la casa teneva vestigio
che dell’ingente patrimonio lasciatole dal di religione. Sibilla, stupita che in così poco
marito. La casata dei Lodron, che già non tempo le cose della casa per grazia di Dio aves-
vedeva favorevolmente la sua intensa atti- sero preso così buona piega, decise di entrarvi
vità assistenziale, temendo una dispersio- anche lei come terziaria francescana. Ben
ne dei beni familiari, cercò in ogni modo presto altre giovani donne di Rovereto
Claudia di dissuaderla dall’amicizia con Bernar- si presentarono per essere ricevute nella
de’ Medici. dina e dal sostenerla nel progetto di fon- piccola comunità.
Stemma dazione. Sibilla per un po’ tentennò, ma C’erano tutte le premesse perché le
della famiglia infine superò le perplessità. Nel 1641, autorità ecclesiastiche accordassero alla
Lodron. grazie all’appoggio dell’arciduchessa del casa ritirata il riconoscimento canonico
Tirolo, Claudia de’ Medici, di cui era sta- di monastero. In attesa di quel momento,
ta damigella di corte, ottenne il tanto so- il 21 novembre 1643, Bernardina emise i
spirato consenso delle autorità civili di voti religiosi in forma privata nelle mani
Rovereto per la fondazione del mona- del suo padre spirituale, fra Ludovico
stero. Nel 1642 acquistò casa Simon- Gardumi. Al termine del semplice rito si
cini, attigua alla chiesa di San Carlo, sentì dire dal suo Signore: Va’ ora, che sei
dopo lunghe e difficili trattative, monaca presso di me. Carlo Emanuele
mediate con paziente tenacia dalla Ma la sua consolazione durò poco. Già Madruzzo.
stessa Bernardina, che per questo l’anno prima aveva ricevuto la visita del
venne fatta oggetto di nuove mor- decano don Giovan Battista Eccher che
morazioni, ma che finalmente, il 12 su ordine del principe-vescovo di Trento,
maggio dello stesso anno, entrò nel- Carlo Emanuele Madruzzo, le aveva proi-
la casa, con la madre e poche altre bito di scrivere né in libri, né in lettere, né in
compagne, dando inizio a una vita qualunque altro modo trattare di rivelazioni.
ritirata, garantita dall’assistenza dei Ma la sua posizione si aggravò ancora di
frati Minori. Bernardina poté annota- più con l’apertura nel settembre 1643 di
re nella sua autobiografia spirituale: Non una vera e propria inchiesta inquisitoria

22 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 23
nei suoi confronti, poiché sospettavano visione a Bernardina che non voleva che
che nella casa insegnasse eresie. Il deca- assumesse la sua prima Regola, ma quella
no, alla presenza di testimoni e assistito dei pontefici, perché bisognosa di rifor-
dal cancelliere del vescovo, più volte per il ma. E le chiese di avere di mira tre cose
corso di un intero anno la sottopose sotto particolari: la perfetta povertà, l’orazione
giuramento ad interrogatori per esamina- e meditazione della vita e passione del Si-
re la sua vita e la sua opera. gnore, e la pace e la concordia delle sorel-
Il pericolo era serio. Negli stessi anni le, invitandola a incominciare a lavorare
nella vicina Nogaredo un analogo proces- nella vigna del Signore con cuore virile. La
so si sarebbe concluso con la condanna al redazione delle Costituzioni, che il Papa
rogo delle donne accusate. In più ai frati autorizzava per il monastero da fondare
venne proibita l’assistenza spirituale alla e per altri ancora che sarebbero potuti
casa ritirata. Bernardina si trovò isolata, sorgere, dava modo a Bernardina di intra-
ma non si abbatté: Andai dal mio solito rifu- prendere la riforma richiestale.
gio che fu la santa orazione. Giunse ad am- Munita dell’autorizzazione pontificia,
malarsi, ma l’inchiesta e l’esame dei suoi Sibilla Lodron chiese al principe-vescovo
scritti portarono alla sua completa assolu- di Trento la licenza di fabbricare il mona-
zione, anzi gli stessi teologi esaminatori stero. Egli non solo la concesse, ma mo-
Santa Chiara delle sue opere la invitarono a continua- strò di gradire che la casa ritirata giunges-
d’Assisi. re a scrivere affinché le tante misericordie di se infine alla realizzazione in vista della
Dio non rimanessero sepolte. quale era stata avviata. Finalmente alli 27
Infine anche questo evento marzo 1647 si diede principio alla fabbrica del
drammatico si rivelò provvi- monastero dell’Ordine della santa madre Chia- Scritti autografi
denziale: l’assoluzione po- ra in Rovereto. della Venerabile.
neva, infatti, le condizioni
per il riconoscimento ca-
nonico della casa ritirata
come monastero dell’Ordi-
ne di Santa Chiara. Nel 1645
Papa Innocenzo X diede
l’autorizzazione per la reda-
zione del breve di fondazione,
che fu emanato l’anno
successivo, concedendo
anche la facoltà di redi-
gere delle Costituzioni
da affiancare alla Regola
di Urbano IV per le Cla-
risse. Era stata di nuovo
Santa Chiara a rivelare in

24 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 25
Così giunsero da Bressanone due mona-
che che assunsero il governo del nuovo
monastero e il 3 aprile di quell’anno ven-
Il monastero San Carlo ne ufficialmente dichiarata la clausura con
l’intervento del reverendissimo monsignor vica-
rio generale del vescovato e il molto reverendo
I lavori di ristrutturazione e ampliamen-
to di casa Simoncini e dell’attigua chie-
sa di San Carlo proseguirono fino al 1652,
padre provinciale dell’Ordine. Alle due mo-
nache non fu necessario se non proseguire
il principiato: Bernardina, che fino a quel
non senza nuove difficoltà. A quelle eco- momento si era assunta il governo della
nomiche, che fecero rimanere la comuni- casa, lo aveva fatto davvero con cuore virile,
tà in grande povertà, si aggiunsero quelle come le aveva raccomandato la sua santa
ambientali. In un’occasione le inondazio- madre Chiara.
ni del torrente Leno danneggiarono i la- L’8 maggio successivo, insieme alle sue
vori a tal punto che i parenti della piccola compagne, prese l’abito della santa religione,
comunità temettero per la vita delle loro assumendo il nome di Giovanna Maria
Rovereto. congiunte e accorsero per persuaderle ad della Croce. Nel nome era significato il
Chiesa di abbandonare il monastero. Ma Bernar- suo rapporto specialissimo con l’amato
San Carlo e dina non volle uscire. Le tredici sorelle Dio. L’Amore crocifisso la chiamava a cor-
antico allora presenti, per quanto spaventate, rispondergli allo stesso modo di Maria, la Ritratto
Monastero guidate dal suo coraggio, congedarono i madre amata, e di Giovanni, il discepolo originale della
annesso. familiari dichiarando: Dove andrà la nostra prediletto: Tu sei Maria e Giovanna, voglio Venerabile.
madre, la seguiremo. Ne restò che tu faccia l’ufficio così
ammirata Bernardina stessa: dell’una come dell’altro,
annota che dissero così an- posandoti sopra il mio
cor che fossero secolari e quin- cuore, e con i profumi
di non tenute all’osservanza della carità attirerai a te
della clausura in forza dei quelle fiamme eterne che
voti religiosi. hanno arso e in eterno
Nonostante queste ulte- arderanno il Verbo del
riori prove, nel 1650 i lavo- Padre. E così, ritrovando
ri erano così a buon punto corrispondenza d’amore,
che si poté procedere con resterà refrigerato il cuore
l’erezione canonica del mo- amante di Dio, il quale
nastero San Carlo. L’autoriz- come cervo ferito va ricer-
zazione pontificia di fonda- cando fonti d’amore e in
zione stabiliva la necessità di quelle prenderà sommo
due istitutrici provenienti da compiacimento. E le ri-
altri monasteri di antica tra- velò anche che l’aveva
dizione per i primi sei anni. fatta chiamare nella reli-

26 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 27
gione Giovanna Maria della Croce e non del conclusione del sessennio previsto. Segno
Crocifisso, e questo con mistero, perché voleva che nel nuovo monastero la vita regolare
che lei, amante della croce, fosse in quella cro- era stata impiantata, ma anche che il con-
cifissa, indicandole in tal modo la chiama- flitto d’autorità che si era venuto a creare
ta a partecipare al suo destino e alla sua infine si era risolto in favore di Giovanna.
missione redentrice. Infatti le sorelle del San Carlo la elessero
Tuttavia, nonostante che Giovanna come loro abbadessa, confermandola poi
avesse realizzato lo scopo della sua vita, le nell’incarico quasi ininterrottamente fino
prove non erano finite. Da subito si creò alla fine della sua vita.
una situazione di contrasto fra lei e le due Nel suo ruolo di abbadessa Giovanna
monache brissinesi. Il motivo principa- si adoperò particolarmente per impronta-
le fu lo stile di vita che introdussero nel re la vita fraterna alla forma della povertà
monastero, in contrasto con la scelta di francescana. Uno dei suoi primi atti in tale
povertà secondo cui il progetto di fonda- direzione fu persuadere le sorelle a una
zione era nato e cresciuto fino a quel mo- maggiore semplicità nell’abito religioso: E
mento. Ad acuirlo contribuì sicuramente questo fu fatto comunemente da tutte le madri,
la forte personalità di Giovanna, sempre senza comando o violenza alcuna, solo esortate
accompagnata da straordinari fenomeni che, facendolo, avrebbero fatto un atto di divina
mistici. L’esito del conflitto fu che le due volontà. Giovanna aveva infatti inteso non
monache la isolarono, non solo escluden- essere volontà di Dio che lei, né le sorelle
dola completamente dal del suo monastero, né di altri che professa-
governo della comunità, vano la povertà, portassero abiti confezio-
Santa Chiara ma anche levandole ogni nati con tessuti di valore, quando, la prima
d’Assisi. altro compito. Giovanna volta che andò a ricevere la Comunione in-
pensò persino di lasciare il dossando il velo religioso, ebbe una visione
monastero ritenendo di aver di Dio sopra un carro trionfale nella forma
adempiuto la divina volontà in cui nei dipinti è rappresentato l’amore
nel farlo sorgere, e che il suo profano, come un bambino dagli occhi
compito in questo modo fosse bendati. La esortò ad amarlo senza misura,
concluso. Fu Sibilla a distoglierla in modo che l’Amore trionfasse e gioisse
da tale idea, facendogliela ricono- d’avere un’amante simile a sé. Ma le chiese
scere come una tentazione diabo- di essergli simile anche nella povertà, pa-
lica. Così, nonostante le difficoltà, ragonando il velo prezioso che indossava
l’anno successivo, l’8 maggio 1651, Giovanna alla sua benda senza valore, ma
Giovanna Maria assieme ad altre 15 tanto più bella.
sorelle emise la professione nell’Ordi- Conferma autorevole all’opera di Giovan-
ne di Santa Chiara. na Maria fu nel 1665 l’approvazione da parte
Il 18 ottobre 1655 le due monache di della Sede apostolica delle sue Costituzioni,
Bressanone lasciarono il San Carlo per che riconoscevano come centro vitale della
tornare al loro monastero, prima della vita fraterna il tesoro della santa povertà.

28 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 29
partecipe della sua missione redentrice le
permise di infiammare le anime agghiacciate
Infiammare gli animi nella divina carità e di ricondurle a Dio,
agghiacciati nella carità prendendole fuori dal tempestoso mare dei pec-
cati.
Visse dunque nascosta, ma intanto la
G li anni trascorsi nella quotidianità
apparentemente monotona della
vita claustrale, ma in realtà continuamen-
sua fama cresceva. Divenne sempre più
una voce molto ascoltata e ricercata dai
grandi e dai piccoli. Giovanna non si ri-
te vivificata dalla segreta dolcezza della sparmiò e profuse il suo impegno non
contemplazione di Dio, furono per Gio- solo nelle vicende del suo monastero,
vanna Maria sicuramente i più sereni, vis- ma dell’intero popolo di Dio. Si realizza-
suti nella grata consapevolezza della voca- va quello che il Signore le aveva chiesto
zione realizzata. nell’eleggerla per sua amante e custode del
Tutta confidata in Dio, sperimentò la suo amante cuore: che portasse al mondo le
paradossale forza nascosta nella debole novità del cielo perché fosse noto a tutti che
arma della preghiera: la sua vita radical- Egli era quel medesimo Iddio di misericordia
mente offerta al Signore e corporalmente che sempre era stato.
La stessa ardente carità che aveva spin-
to Giovanna a procurare la fondazione
del monastero San Carlo e che viveva pur
tuttavia accesa sotto le ceneri dell’abito serafi-
co, la spinse anche ad impegnarsi a favore
dell’erezione di nuovi monasteri. Essendo
ormai un’abbadessa conosciuta e stimata,
il progetto si presentava realizzabile, tanto Borgo Valsugana
più che si sarebbe inserito nell’azione ri- (TN).
formatrice della Chiesa postridentina. Castel Telvana.
Fra la fine del 1664 e l’inizio del
1665 Giovanna ebbe uno scambio
epistolare con i consiglieri comuna-
li di Borgo Valsugana per trattare

Stampa della
Venerabile
Giovanna
Maria della
Croce.

30 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 31
una fondazione nella loro cittadina. Avu- debole la creatura e più negletta
tone il parere favorevole, iniziò la trafila la cosa che io debbo compiere a
burocratica per ottenere il breve di fon- suo onore. Di nuovo si rivelò
dazione dal pontefice. Prima di tutto era provvidenziale il sostegno
necessaria la licenza dell’autorità imperia- dell’imperatore, che asse-
le. Leopoldo I non solo la diede, ma ma- gnò una notevole somma
nifestando l’obbligazione con cui era legato per iniziare i lavori, promet-
Papa
per molti motivi all’abbadessa del San Carlo, tendo inoltre di promuo-
Alessandro VII. appoggiò personalmente il progetto, scri- vere il monastero in tutti
vendo lui stesso al Papa. La morte di Ales- i modi. Madre Giovanna
sandro VII nel 1667 rallentò l’emanazio- poté dire: Il Cielo prende nel
ne del documento d’autorizzazione, ma, modo più evidente sotto la sua
grazie ancora una volta al sostegno degli protezione l’erezione del mona-
Asburgo, il 12 luglio 1668 Papa Clemente stero.
IX concesse la facoltà di erigere il nuovo Nel 1672 gran parte del
monastero. La costruzione dell’edificio complesso era pronta, tanto
e della chiesa, che si sarebbero intitola- che l’11 ottobre la nuova chiesa del mona-
ti a Sant’Anna, poteva iniziare. A questo stero fu solennemente consacrata. Madre
punto, però, madre Giovanna dovette Giovanna Maria progettava di recarsi per-
vincere anche una certa resistenza delle sonalmente a Borgo almeno per la fase di
sue stesse sorelle: per scelta erano povere avvio della vita comunitaria, così come si
Borgo
e temevano che l’impresa fosse un passo era impegnata con la popolazione della
Papa Valsugana.
troppo azzardato per le loro possibilità. cittadina. Ma le sue condizioni di salute Sopra:
Clemente IX. La madre rispose loro così: Vi sembrerà una si fecero critiche e, davanti all’eventualità Chiesa del
Borgo temerità che io principii a fabbricare un mona- che potesse morire lontana da Rovereto, i Monastero di
Valsugana. stero senza una certa previsione di poter racco- suoi concittadini misero un presidio attor- San Damiano.
Ex Monastero di gliere i mezzi a ciò necessari. Ma non temete: no al monastero per impedirle la parten- Sotto:
Sant’Anna, ora la potenza di Dio è grande, e la mia speranza za. Dal suo letto la madre chiese perché Veduta
Municipio. nel suo aiuto è tanto più certa, quanto più è si battagliassero tanto per una cosa mortale. del Monastero.

32 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 33
Rovereto. Morte della
Ex Monastero Venerabile
di San Carlo. Giovanna
Cella dove morì Maria
la Venerabile. della Croce,
stampa.

lo aiutasse in tante pene, finché non vide


comparire Giovanna Maria, che, piena di
dolore, gli corse accanto per soccorrerlo.
La visione fu di sommo conforto per Tom-
maso.
Ora Giovanna entrava nella gioia eter-
na, ma il conforto e la consolazione da lei
portati alla Chiesa, corpo ineffabile del
suo Signore, continuava. Nella pagina
Uno dei suoi primi frutti fu proprio l’e- seguente:
rezione canonica del monastero Sant’An- Borgo
na di Borgo, che avvenne l’11 ottobre Valsugana.
Il pellegrinaggio terreno della sua 1673 con l’arrivo delle prime quattro mo- Monastero di
esistenza stava in effetti per concludersi. nache dal monastero San Carlo di Rovere- San Damiano.
Morì il 26 marzo 1673, Domenica delle to. Con loro c’era anche una novizia che Chiostro con
Palme. Si compiva così la profezia del Si- portava il nome di Giovanna Maria della le statue di
gnore e riportata dalle sue antiche biogra- Santa Chiara e
Croce.
fie: Verrà l’anima tua a me, come la colomba di San Francesco
Noè, portando il ramo d’ulivo. La sua morte d’Assisi, opera
in bronzo di fra
fu annunciata col suono delle principali
Silvio Bottes.
chiese e della torre civica della città, come
si soleva fare solo per la morte del Papa,
del principe-vescovo, dell’imperatore e
del conte del Tirolo. Era un riconosci-
mento dei suoi concittadini a quanto il
Signore aveva operato con la sua vita. Rovereto.
Tanti anni prima fra Tommaso da Ole- Chiesa di
ra, contemplando il mistero della flagel- San Carlo.
lazione di Gesù, lo aveva visto in visione Tomba della
soccombere in terra senza che nessuno Venerabile.

34 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 35
36 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 37
Nel 1686, chiusa la fase diocesana, gli
atti del processo vennero inviati a Roma.
Gli esaminatori della voluminosa docu-
L’iter di beatificazione mentazione raccolta diedero giudizio
favorevole all’introduzione della causa
di beatificazione e canonizzazione, che
G ià nello stesso anno della morte di
Giovanna Maria i frati Minori chiese-
ro al principe-vescovo di Trento, Alfonso
ottenne il beneplacito di Papa Clemente
XII nel 1733. Da quel momento Giovanna
Maria venne dichiarata Venerabile.
Thunn, di avviare il processo di beatifica- Negli anni successivi la causa non poté
zione. Il vescovo accolse la richiesta e nel essere sostenuta, perché le sorelle del mo-
1675 dette mandato al suo vicario gene- nastero San Carlo non erano in grado di
rale di raccogliere la documentazione ne- affrontare le spese necessarie per la man-
cessaria. Uno degli atti iniziali fu la riesu- canza cronica di denaro.
mazione e l’esame del corpo di Giovanna. A questo punto le vicende del processo
L’autopsia fu eseguita da Giulio Pizzini, si intrecciarono strettamente alle vicende
suo medico curante per tanti anni, che storiche in cui si trovò coinvolto il mona-
nella sua testimonianza dichiarò di aver stero San Carlo. Infatti nel 1782 venne
trovato nel polmone una ferita come fatta chiuso in conseguenza dell’ordine im-
da una lancia. Il medico giudicò l’origine periale di soppressione nei domini degli
della ferita soprannaturale, perché essendo Asburgo di tutti i monasteri degli ordini
io stato presente a diverse aperture di cadave- religiosi contemplativi e di incameramen-
ri e avendo osservato le anatomie effettive del to dei loro beni nell’erario statale. Stesso
polmone giammai ho osservato, né veduto, né destino conobbe il monastero Sant’Anna
letto, che nel polmone si sia ritrovata ferita o di Borgo Valsugana, soppresso per effetto
apertura tale. Tutte le persone presenti furono del medesimo decreto.
dello stesso parere.

Rovereto.
Centro
pastorale
Rovereto. “Beata
Centro Giovanna”.
pastorale Oggetti
“Beata catalogati per
Giovanna”. la causa di
Abito Beatificazione.
appartenuto della
alla Venerabile. Venerabile.

38 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 39
Ma anche se le Clarisse non erano più turale razionalista, forse oggi può essere
presenti nella loro città, i roveretani non considerato superato.
avevano dimenticato la loro concittadina e Nel frattempo, nel 1782, al momento
nel 1867 costituirono una commissione per della sconsacrazione della chiesa dell’ex
la ripresa della causa, che portò alla prepa- monastero San Carlo, i resti mortali del-
razione della “Congregazione antiprepara- la Venerabile Giovanna Maria erano stati
toria sulle virtù eroiche”. La congregazione traslati nella chiesa di San Marco con una
fu tenuta nel 1891, ma si concluse con la cerimonia notturna all’insaputa della po-
sospensione della causa fino ad oggi. polazione, per non ingenerare ulteriori
Nel 1927 il sacerdote roveretano An- malcontenti verso quella non gradita con-
tonio Rossaro, appoggiato dal vescovo di seguenza della politica imperiale.
Trento, Celestino Endrici, tentò di solleci- Nel 1789 gli stabili dell’ex monastero
tarne la riapertura. Gli fu risposto che la vennero acquistati dal signor Giuseppe
congregazione aveva giudicato di sospen- Tambosi che li trasformò in macello, ma
dere la causa perché le visioni costituiva- egli stesso nel suo testamento lasciò di-
no un grave motivo per non procedere. sposizioni perché il suo erede edificasse
Giudizio che, emesso nel contesto cul- una cappella di famiglia là dove una volta
esisteva la chiesa di San Carlo. Nel 1846 Rovereto.
la cappella venne edificata e finalmente Centro
nel 1925 l’intera chiesa venne recuperata pastorale
al culto. Il 5 novembre dello stesso anno “Beata
le spoglie di Giovanna Maria ritornarono Giovanna”.
“a casa”, accompagnate questa volta da Interni.

Rovereto.
Centro
pastorale
“Beata
Giovanna”.
Interni.

40 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 41
una folla in festa, e vennero collocate in
un’urna di marmo, nella quale sono tut-
tora conservate.
Un altro ritorno a casa avvenne nel Gli scritti di Giovanna Maria
1984, quando, a distanza di due secoli dai
drammatici eventi delle soppressioni, su
richiesta dell’arcivescovo di Trento Ales-
sandro Maria Gottardi e dei frati Minori G li scritti autografi della Venerabile, di
proprietà della parrocchia San Marco
di Rovereto, sono custoditi nell’archivio
della Provincia tridentina di San Vigilio,
il Protomonastero Santa Chiara di Assisi dell’ex monastero San Carlo, attualmen-
inviò quattro sorelle a Borgo Valsugana te sede dell’“Istituto Venerabile Giovanna
ad aprire una nuova fondazione. Il pro- Maria della Croce”. I manoscritti sono con-
getto era stato concepito proprio mentre servati in 16 cofanetti a forma di libro.
nella diocesi di Trento erano in corso le Per iniziativa del professor Claudio Le-
celebrazioni per il terzo centenario della onardi, la SISMEL (Società Internaziona- Rovereto.
morte della Venerabile Giovanna Maria. le per lo Studio del Medioevo Latino) di Casa natale
Firenze ha avviato il progetto di pubblica- di Antonio
zione dell’intero corpus nella collana “La Rosmini.
mistica cristiana tra Oriente e Occidente” Ritratto della
delle Edizioni del Galluzzo. Venerabile,
Precedentemente era già stato pubbli- sec. XVIII,
cato: anonimo.
Giovanna Maria della
Croce, Vita, a cura di C. An-
dreolli - C. Leonardi - D. Le-
oni, Spoleto 1995 (Biblioteca
del Centro per il collegamen-
to degli studi medievali e uma-
nistici in Umbria – Collana di-
retta da Enrico Menestò, 12).
In quest’ultima pubblica-
zione è presente una biblio-
grafia pressoché completa
Rovereto. degli scritti di e su Giovanna
Centro Maria della Croce.
pastorale Di recente pubblicazione è
“Beata un romanzo sulla vita di Gio-
Giovanna”. vanna Maria: Patrizia Belli,
Capelli della Figlia di tante lacrime, Trento
Venerabile. 2013.

42 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 43
Preghiera

P adre di misericordia,
che nel tuo Figlio
hai redento il mondo,
manifestando l’amore smisurato
con il quale ci ami,
attira a te i nostri cuori.

Signore Gesù, che hai fatto


di Giovanna Maria della Croce
l’innamorata apostola
della tua misericordia,
manifestata con la tua Incarnazione
e con la nostra Redenzione,
accresci la nostra fede,
rinvigorisci la nostra speranza
e rendi pronta la nostra carità.

Spirito d’amore,
vincolo di unità fra il Padre e il Figlio,
che dimori e preghi in noi,
confermaci nella gioia
di essere resi figli di Dio.

Trinità santissima,
per intercessione della tua serva
Giovanna Maria della Croce
concedici la grazia che ti chiediamo […],
perché il tuo Nome sia glorificato in lei
e Tu in noi.

Amen.

Gloria al Padre… Rovereto. Chiesa di San Marco. Busto della Venerabile


Giovanna Maria della Croce, di Fausto Melotti.

44 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 45
cordia di Dio, è diventata risposta viva al Borgo
tempo complesso e problematico in cui Valsugana.
è vissuta, perché ogni autentica riforma Chiesa di
Postfazione non riguarda tanto le istituzioni, quanto Sant’Anna.
le pietre vive che le costituiscono. Giovanna
Maria della
I santi hanno fatto la loro parte. A noi
N el settembre 1224 a La Verna France-
sco d’Assisi, quasi al termine del suo
vertiginoso cammino di sequela del Cristo
amarli e imitarli.
Roma 2 agosto 2014, festa di Santa Ma-
Croce, che
intercede per il
monastero di
povero e crocifisso, ebbe da Lui un nuovo ria degli Angeli Sant’Anna
segno della sua predilezione con il dono e il paese di
delle stimmate. Francesco, vero amante e @ Fr. José Rodríguez Carballo, OFM Borgo Valsugana,
imitatore di Lui, come era stato definito da Arcivescovo Segretario della CIVCSVA affresco.
Santa Chiara, rispose all’Amore con l’a-
more della spogliazione ancora più radi-
cale di sé per farGli posto, lasciandoci una
traccia di quel suo altissimo incontro con
Dio in una delle sue più belle preghiere,
le Lodi di Dio altissimo. Ci consegna così
un lampo folgorante dell’abisso d’Amore
che gli si è rivelato.
I santi, tanto più i mistici, attraversano
la vita con lo sguardo fisso nelle profondi-
tà di tale abisso.
La Venerabile Giovanna Maria della
Croce, sedotta come Francesco dall’a-
more divino che si spinge fino all’abbas-
samento più inaudito, ha imboccato con
audacia la via della sequela indicatale
da tale padre nella fede e nel carisma e
non ha esitato ad abbracciare il tesoro del-
la santa povertà. Giovanna appartiene alla
schiera di coloro che nella famiglia fran-
cescana hanno camminato sulla via di un
ritorno radicale alla povertà delle origini,
così come l’hanno intuita e vissuta Fran-
cesco e Chiara d’Assisi: risposta all’Amo-
re, che abbassandosi tutto si dona, con il
dono totale di sé. In questo modo la vita
stessa di Giovanna, afferrata dalla miseri-

46 Venerabile Giovanna Maria della Croce Venerabile Giovanna Maria della Croce 47
Indice

Prefazione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 3
Nelle mani di Dio. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 6
Rovereto, terra d’incontri . . . . . . . . . . . . . 7
La famiglia Floriani . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
La conversione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
Una nuova vita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 15
La vita ritirata a casa Simoncini . . . . . . . 22
Il monastero San Carlo . . . . . . . . . . . . . . . 26
Infiammare gli animi agghiacciati
nella carità. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
L’iter di beatificazione . . . . . . . . . . . . . . . . 38
Gli scritti di Giovanna Maria. . . . . . . . . . 43
Preghiera . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 44
Postfazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 46

Per informazioni e per notificare grazie


ottenute per intercessione della Venerabile
Giovanna Maria:

Monastero Clarisse San Damiano


Via per Torcegno 2 - 38051 Borgo Valsugana TN
Tel. 0461754168
https://sites.google.com/site/
monasteroborgovalsugana/home
monasterosandamiano@pcn.net