Sei sulla pagina 1di 10

8

articolo
N.37 DICEMBRE 2006
RIVISTA ELETTRONICA DELLA CASA EDITRICE WWW.ALLENATORE.NET
REG. TRIBUNALE DI LUCCA N° 785 DEL 15/07/03
DIRETTORE RESPONSABILE: FERRARI FABRIZIO
COORDINATORE TECNICO: LUCCHESI MASSIMO
SEDE VIA E.FRANCALANCI 418 – 55050 BOZZANO (LU)
TEL. 0584 976585 - FAX 0584 977273

ESERCITAZIONI

Le capacità coordinative: la
differenziazione.

A cura di ALESSANDRO GIULIANO

Come migliorare questa importante capacità coordinativa attraverso


opportune e mirate esercitazioni.

INTRODUZIONE.

Con il termine di capacità intendiamo “la possibilità che ha un soggetto di compiere


un’azione”, mentre con il termine di abilità intendiamo la “competenza motoria
appresa attraverso la ripetizione”.

Differenziazione
motoria

Modulazione
della forza

EFFICACE EFFICIENTE

Raggiungere Minor dispendio


obiettivo energetico

Fig.1

La differenziazione è una capacità coordinativa speciale che si realizza nel modulare la


forza col fine di ottenere un atto motorio efficace ed efficiente (figura 1).
LA CAPACITA’ DI DIFFERENZIAZIONE NEL CALCIO.

La differenziazione nel mondo calcistico è fondamentale; il dosare la forza è la chiave


di un qualunque gesto tecnico finalizzato.

Essa si può suddividere, in base all’esigenza tecnica, in:

‰ differenziazione nel passaggio;

‰ differenziazione nella conclusione;

‰ differenziazione nel dribbling.

La differenziazione nel passaggio permette di effettuare delle transazioni a breve o a


lunghe distanze; è utile nei cambi di gioco e per dare imprevedibilità alla manovra.

Il dosare in maniera corretta un atto motorio quale la corsa ed effettuarne uno


specifico come il passaggio permette un esiguo dispendio energetico e un’ottima
interpretazione del gioco.

Tutti i vari “dai e vai”, “dai e taglia” e “dai e segui” si basano sul principio di questa
capacità coordinativa.

La differenziazione nella conclusione permette sia di effettuare un tiro da fuori area,


sia di effettuare un tiro da sotto porta.

Essa viene abbinata con la tecnica calcistica per cui avremo:

‰ tiro di collo pieno: molta forza, poca precisione;

‰ tiro di interno: buona forza, abbastanza precisione;

‰ tiro di pallonetto: poca forza, alta precisione.

Ogni gesto motorio che genera in una conclusione ha come componente il dosaggio
della forza che in base al gesto tecnico varia.

La differenziazione nel dribbling permette di superare l’avversario cercando la


profondità o l’ampiezza dell’azione.

Esso può avvenire sia in spazi stretti che larghi e il suo esito positivo fa conseguire alla
squadra una maggioranza numerica in un settore del campo.

Con questa breve analisi abbiamo constatato che ogni singolo movimento, anche la
semplice deambulazione, dipende dalla quantità di forza che utilizziamo.

Tuttavia l’obiettivo di questa capacità coordinativa è di essere efficace, utile alla causa
ed efficiente col minor dispendio energetico.

www.allenatore.net 2
I TEST PER LA DIFFERENZIAZIONE.

Con il termine test il Mister utilizza uno strumento per valutare, o meglio testare,
l’efficacia dei suoi esercizi e capire se il lavoro finora effettuato è stato appreso.
La caratteristica del test è quella di, dopo aver analizzato il lavoro, modificare o
ribadire i contenuti di una progettazione in modo da raggiungere gli obiettivi prefissati.
Il dosaggio della forza finalizzato può essere stimato attraverso i suoi descrittori e
scorporato ed analizzato in dettaglio in modo da valutare oggettivamente se è stato
appreso (tabella 1).

COGNOME: NOME: DATA:

SISTEMA ENERGETICO: AEROBICO

OBIETTIVO: DOSAGGIO DELLA FORZA FINALIZZATO AL CROSS DI INTERNO PER 20 MT

ESERCIZIO: Dopo una breve corsa (10 metri) il giocatore efffettua un cross a 20 metri nella
zona contrassegnata dal Mister

I DESCRITTORI DEL DOSAGGIO DELLA FORZA CON CROSS DI INTERNO

Il piede portante nel momento di impatto della sfera


è alla distanza giusta? (20 centimetri) SI -- NO

Il busto è leggermente flesso all'indietro? SI -- NO


Il piede calciante impatta nel punto corretto
(interno collo) con la palla? SI -- NO

Fissa la palla nel momento dell'impatto? SI -- NO


Dopo aver colpito la palla la gamba calciante
continua il movimento? SI -- NO
La palla raggiunge 3 volte su 5 tentativi
la zona indicata dal Mister? SI -- NO
ANNOTAZIONI

www.allenatore.net 3
Con questa breve analisi ho scorporato un gesto tecnico finalizzato al passaggio di
interno collo utilizzando come componente essenziale il dosaggio della forza.
I singoli punti elencati nella tabella si definiscono descrittori e la corretta esecuzione
dei primi cinque porta al raggiungimento dell’obiettivo finale.

ALLENARE LA DIFFERENZIAZIONE (IN CHIAVE TECNICA).

In ogni categoria, e in qualunque programmazione, è fondamentale passare sempre


dal semplice al complesso in modo da valutare in maniera sistematica che tutti i
descrittori siano stati appresi.

Esercitazione N° 1

MATERIALE: Cinesini, un pallone.


N° GIOCATORI: Individuale.
OBIETTIVO PRIMARIO: Dosaggio della forza in movimento.
OBIETTIVO SECONDARIO: Passaggio rasoterra di interno piede destro e sinistro.
ESERCIZIO: A in possesso di palla effettua una conduzione ad otto tra i due cinesini;
dopo due giri completi giunge in A1 ed effettua un passaggio di interno piede nella
zona 1 posta a 15 metri. In questa area la sfera dovrà fermarsi per la corretta riuscita
dell’esercitazione (figura 2).

ZONA 1

15
M
E
T
R
I
A1
A

Fig. 2

VARIANTE 1: Effettuare la stessa esercitazione con il piede sinistro.


VARIANTE 2: Effettuare la stessa esercitazione con l’inserimento del fattore tempo.

www.allenatore.net 4
Esercitazione N° 2

MATERIALE: Un pallone.
N° GIOCATORI: A terne.
OBIETTIVO PRIMARIO: Dosaggio della forza a distanze variabili.
OBIETTIVO SECONDARIO: Passaggio rasoterra di interno piede destro e sinistro.
ESERCIZIO: A in possesso di palla esegue un dai e vai con B e riceve in A1 per poi
scambiare con C in C1. Quest’ultimo effettua lo stesso esercizio con B in B1 ricevendo
in C2; giunto al limite dell’area di rigore eseguirà un tiro in porta (figura 3).

CONCLUSIONE

C2

B1

C1

A1
C
B

Fig. 3 A

N.B.: In questa esercitazione si effettua l’esecuzione del passaggio su due distanze


diverse ed in movimento.

Esercitazione N° 3

MATERIALE: Quattro palloni, una porticina, cinesini.


N° GIOCATORI: Individuale.
OBIETTIVO UNICO: Dosaggio della forza da posizione statica e dinamica.
ESERCIZIO: Il giocatore in possesso del pallone cercherà di calciare la palla da
posizione statica in tre diversi settori (A, B, C) posizionati rispettivamente a 5-10-15

www.allenatore.net 5
metri. Nell’ultima zona (quella D) sarà invece eseguito uno slaloom tra tre cinesini per
poi in seguito calciare la sfera, con la massima forza, in una porticina (figura 4).

SETTORE D

SETTORE C
15 METRI
SETTORE B
10 METRI

SETTORE A
5 METRI

Fig. 4

VARIANTE: Introdurre la pressione temporale ed effettuare una gara a punti.

Esercitazione N° 4

MATERIALE: Un pallone, cinesini.


N° GIOCATORI: Quattro.
OBIETTIVO PRIMARIO: Dosaggio della forza a diverse distanze.
OBIETTIVO SECONDARIO: Passaggio e tiro.
ESERCIZIO: A esegue un passaggio alla distanza di 5 metri in direzione di B che, di
prima intenzione, restituisce la palla in A1. Quest’ultimo effettua la stessa esecuzione
con C (distante 10 metri) per ricevere in A2 e rigiocare con D (distante 5 metri)
finendo per recuperare la sfera in A3. Dopo questa successione di scambi (B, C, D) A3
guiderà la palla in A4 per poi compiere un passaggio al Mister e ricevere in A5 per
andare alla conclusione (figura 5 a pagina successiva).
N.B.: In questa esercitazione abbiamo cinque momenti in cui viene dosata la forza che
sono:
‰ passaggio in direzione di B (5 metri);
‰ passaggio in direzione di C (10 metri);
‰ passaggio in direzione di D (5 metri);
‰ passaggio in direzione di M (distanza variabile);

www.allenatore.net 6
‰ conclusione in porta.

A5

M
C
A4

D B

A3 A2
A1
A
Fig. 5

Esercitazione N° 5

MATERIALE: Un pallone, cinesini, paletti, ostacoli.


N° GIOCATORI: Individuale.
OBIETTIVO PRIMARIO: Dosaggio della forza.
OBIETTIVO SECONDARIO: Tecnica del pallonetto.
ESERCIZIO: A in possesso di palla esegue un pallonetto utile al superamento del
primo ostacolo. Giunto in A1 esegue un tocco di esterno sinistro, aggira il secondo
ostacolo e raggiunge la sfera nella zona 1. Ora effettuerà in A2 uno slaloom tra i
paletti ed eseguirà un tocco di esterno destro della palla in modo da indirizzarla nella
zona 2. Successivamente giunto in A3 eseguirà un pallonetto in direzione della porta
(figura 6).

PALLONETTO

A3 ZONA 2

A2

ZONA 1
A2

A1 PALLONETTO

Fig. 6 A

www.allenatore.net 7
ALLENARE LA DIFFERENZIAZIONE (IN CHIAVE TATTICA).

Come elencato in precedenza questa capacità coordinativa, la differenziazione, può


essere scorporata, analizzata ed esercitata in maniera dettagliata in modo da
diventare una vera e propria abilità motoria.
Ora ci apprestiamo ad apprendere come ogni singolo atto può essere adeguato in base
alla situazione; avremo quindi un dosaggio della forza in fase realizzativa, in fase di
impostazione della manovra e su palla inattiva.

Esercitazione N° 1

MATERIALE: Un pallone, pettorine.


N° GIOCATORI: Nove giocatori più portiere.
OBIETTIVO UNICO: Dosaggio della forza in fase offensiva.
ESERCIZIO: A in possesso palla, appena viene pressato, esegue un dai e vai con B in
A1. Successivamente, all’arrivo di un nuovo avversario, esegue un cross a parabola in
direzione di C che, di testa, effettua una torre per accorrente D. Quest’ultimo di prima
intenzione calcerà in porta (figura 7).

A1

A
Fig. 7

N.B.: In una semplice azione offensiva abbiamo diversi momenti in cui viene dosata la
forza che sono:
‰ il passaggio di A verso B;
‰ il passaggio di B verso A1;
‰ il cross di A1 verso C;
‰ la torre di C in direzione di D;
‰ il tiro di D.

www.allenatore.net 8
Esercitazione N° 2

MATERIALE: Un pallone, pettorine.


N° GIOCATORI: Dieci.
OBIETTIVO UNICO: Dosaggio della forza in fase di costruzione.
ESERCIZIO: A in possesso di palla effettua un passaggio filtrante verso B che anticipa
il marcatore ed appoggia su C. Quest’ultimo dopo aver controllato la sfera effettua un
lancio in profondità per l’accorrente D (figura 8).

B
D

Fig. 8 A

N.B.: In questa esercitazione abbiamo analizzato un’impostazione della manovra con


cambio di gioco con tre momenti di dosaggio della forza:
‰ il passaggio di A verso B;
‰ la sponda di B verso C;
‰ il cambio di gioco di C verso D.

Esercitazione N° 3

MATERIALE: Un pallone, pettorine.


N° GIOCATORI: Dieci più portiere.
OBIETTIVO UNICO: Dosaggio della forza su palla inattiva.
ESERCIZIO: A esegue un calcio piazzato ma anziché tirare in porta, compie un
pallonetto a scavalcare la barriera per il taglio di B in B1. Quest’ultimo potrà o
eseguire un tiro al volo, o controllare la sfera per poi concludere sul secondo palo
(figura 9).

www.allenatore.net 9
P

B1

B
A

Fig. 9

N.B.: Anche in un calcio piazzato la modulazione della forza può essere utile per
sorprendere la difesa; il pallonetto di A per B richiede un’esecuzione tecnica ed un
dosaggio della forza accurato.◊

ALESSANDRO GIULIANO
Allenatore Categoria Esordienti U.S. Saviglianese (CN)
Allenatore Prima Squadra A.C.F. Cuneo Campionato Reg. Femm. Serie C
Autore del libro/agenda “Football Organizer”
Coautore del libro “Il manuale della tecnica calcistica”

www.allenatore.net 10