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CNIDARI E CTENOFORI

I due phyla erano riuniti nel raggruppamento, ormai certamente parafiletico degli
“Celenterati” poiché entrambi presentano una cavità chiamata celenteron o cavità
gastrovascolare, che comunica con l’esterno per mezzo di un’unica apertura.

Eumetazoi: veri (eu-) Metazoi.

Cnidari: urticanti (dal greco cnide, ortica).

Ctenofori: portatori (-fori) di lamelle simili a pettini (cteno-).

Lo sviluppo embrionale degli Cnidari e Ctenofori porta solo ai foglietti embrionali


primari: ectoderma (epidermide e derivati; tessuti nervosi; recettori sensoriali) ed
endoderma (pareti dell’archenteron (canale alimentare) differentemente da tutti gli altri
gruppi animali nei quali durante la gastrulazione compare un terzo foglietto detto
mesoderma che origina gli organi interni e lo scheletro.

Hanno il corpo costituito da due strati cellulari, epiderma e gastroderma, con uno strato
primitivamente non cellularizzato, la mesoglea, interposto fra i due.

L’animale può essere diviso in metà simili con qualunque piano contenente l’asse
longitudinale del corpo

Ha valore adattativo per quegli animali che devono percepire le variazioni ambientali
e rispondere a stimoli che provengono da tutti i lati come nel caso dei fondali e della
deriva casuale.

Sono i primi organismi a possedere dei veri tessuti epiteliali e una cavità
gastrovascolare ricoperta da gastroderma detta celenteron. Questo portava alla
creazione del raggruppamento dei Celenterati oggi da tutti ritenuto parafiletico.

Comunque i due fila presentano alcuni elementi in comune.


Sono caratterizzati dalla mesoglea gelatinosa tra due foglietti embrionali.

Entrambi comprendono forme (quasi sempre) natanti provviste di tentacoli, a


simmetria radiale a quattro raggi. Evidente nei Cubozoi, solo centrale negli Scifozoi e
in alcune parti delle meduse degli Idrozoi. Negli Ctenofori evidente solo in alcuni stadi
di sviluppo larvale (larva cidippide).

La forma tipica per la riproduzione sessuata è la medusa in entrambi i phyla (tranne


che negli Antozoi).

In entrambi i phyla il sistema nervoso è a plesso diffuso localmente concentrato nelle


vicinanze di strutture complesse.

L’escrezione e la respirazione avvengono presso gli epiteli, mentre la circolazione è


legata a ciglia.

Come elementi di diversità possiamo ricordare.

Mentre gli Ctenofori nuotano in direzione della bocca, gli Cnidari si spostano per
propulsione a getto in posizione opposta.

Negli Cnidari i tentacoli sono rivestiti di nematocisti urticanti. Negli Ctenofori ospitano
collociti con secreti adesivi non paragonabili alle nematocisti.

La forma di polipo solitamente sessile o poco mobile, manca del tutto negli Ctenofori.
Questa forma è l’unica nella classe degli Antozoi alla quale appartengono la
maggioranza delle specie del phylum degli Cnidari.

La riproduzione asessuata, comune negli Cnidari, è molto rara negli Ctenofori.

La presa del cibo ed il trasporto alla bocca viene effettuata dai tentacoli che presentano
un elevato numero di sofisticate cellule urticanti (cnidociti o nematociti). In queste
cellule si trovano capsule urticanti (cnidi, cnidociti, nematocisti) estremamente
complesse prodotte dall’apparato del Golgi.

Tra gli Cnidari solo negli Esacoralli (Antozoi) si hanno spirocisti adesive.

Nutrizione

La preda uccisa viene ingerita nella cavità digerente dove cellule gastrodermali
iniettano enzimi digestivi e cellule adiacenti assorbono i nutrienti.
In tutti gli cnidi troviamo una parete capsulare bistratificata, un filamento al suo interno
ed un cnidociglio (meccanorecettore) al bordo.

Negli Antozoi il cnidociglio è semplice, mentre nelle altre Classi troviamo intorno ad
esso un orlo di microvilli (stereociglia).

Il meccanismo di esplosione della capsula è essenzialmente osmotico, legato alla


concentrazione di ioni calcio. La velocità di espulsione del filamento è di circa 700 ns
(paragonabile ad un proiettile), nella vittima vengono iniettate neurotossine.

Spesso sono presenti diverse tipologie di cnidocisti che nel loro complesso (cnidioma)
costituiscono un utile elemento tassonomico.

In molte specie la digestione è extraintestinale con filamenti estroflettibili, attraverso


il faringe, ad avvolgere il cibo catturato.

La stimolazione del cnidociglio determina l’eversione repentina del filamento della


cnidocisti, o nematocisti, provvisto di uncini ed arpioni, che fora la cute della
potenziale preda inoculando veleno sottocute.

La cnidocisti funziona una volta sola, poi deve essere eliminata e rigenerata con
notevoli costi energetici.
Una specie due forme corporee

Si conoscono circa 9200 specie di Cnidari in larga parte marini, solo alcuni Idrozoi
sono di acqua dolce.

Due forme corporee in tre dei quattro gruppi con alternanza di riproduzione asessuata
e sessuata (metagenesi):

Medusa – a forma di ombrello galleggiante liberamente natante con riproduzione


sessuata.

Polipo – a forma tubolare solitamente sessile con riproduzione asessuata.

Il passaggio da polipo a medusa può avvenire mediante:

metamorfosi (diretta come nei Cubozoi)

divisione trasversale specializzata o strozzatura apicale (strobilazione come negli


Scifozoi)

gemmazione (Idrozoi).

Il polipo è bentonico e ha la bocca circondata da tentacoli.

La medusa è planctonica; ha forma di cupola e presenta un’esombrella e una sub-


ombrella fra le quali sta il celenteron. La bocca si apre all’apice del manubrio.

Ai margini dell’ombrella ci sono dei tentacoli e organi di senso riuniti nei ropali, centri
sensoriali.
Il polipo

Il polipo ha forma tubolare o sacciforme e si presenta costituito da una estremità


aborale solitamente con un piede adesivo, lo scapo cilindrico ed il disco orale distale
detto peristoma con l’unica apertura circondata da tentacoli che svolge le funzioni di
bocca ed ano.

È l’unica forma presente in tutti e quattro i gruppi di Cnidari.

Il gastroderma presenta differenziazione crescente passando dai polipi dei Cubozoi ed


Idrozoi, dove si presenta privo di setti e tasche gastrali, a quelli degli Scifozoi con
quattro setti (teniole) e altrettante tasche gastrali, fino a quelli degli Antozoi dove si
possono osservare da 6 a centinaia di setti (mesenteri) sempre in numero uguale alle
tasche gastrali.

Polipi mobili

Alcuni polipi riescono a spostarsi mediante movimenti striscianti del disco basale, onde
peristaltiche dello scapo, infossamento, movimenti simili a quelli delle larve dei
Lepidotteri Geometridi, galleggiamento mediante vescicola di gas.

Tutti possiedono cellule epiteliomuscolari, a volte immerse nella mesoglea come nei
polipi dei Cubozoi.

Polipi coloniali

Le colonie derivano da riproduzione vegetativa con divisione incompleta. Gli individui


che compongono la colonia possono essere connessi da stoloni tubolari, in questo caso
il periderma (rivestimento ectodermico) può conferire la rigidità necessaria a costituire
un idrocaule che consentirà alla colonia di accrescersi in altezza.

Negli Ottocoralli I polipi sono uniti da un tessuto comune (cenenchima) oltre ai canali
gastrodermici (soleni). Nella mesoglea si trovano a volte scleriti calcarei che possono
fondersi a costituire uno scheletro compatto.

All’interno della colonia si osserva un polimorfismo tra gli individui (zooidi) che la
compongono.
La medusa

La medusa presenta una parte dorsale (esombrella), derivata dal disco basale e dallo
scapo del polipo ed una ventrale (subombrella) derivata dal disco orale.

Ai margini dell’ombrella si trovano:

Muscoli (solitamente striati) circolari per la spinta del nuoto

Un anello nervoso

Organi di senso detti ropali.

Al centro si apre la bocca/ano che si apre su un tubo ed un manubrio che porta allo
stomaco centrale

Dal confronto tra polipo e medusa, si osserva una riduzione del sistema gastrovascolare
ed un ispessimento della mesoglea dell’esombrella.

Organizzazione

Respirazione ed escrezione avvengono a livello degli epiteli.

Il sistema nervoso è costituito da singole cellule recettrici e cellule neuronali riunite in


reti neurali sotto gli epiteli, spesso in numero di due o più.

Riproduzione asessuata

La riproduzione asessuata può portare:

Produzione di meduse da polipi metagenetici

Produzione di polipi su o da polipi (es. gemmazione)

Produzione (solo Idrozoi) di meduse da altre meduse.

Riproduzione sessuata

L’ermafroditismo simultaneo raro in Idrozoi e Scifozoi è più comune negli Antozoi.

Normalmente i sessi sono separati con fecondazione sia interna che esterna.
Quasi tutte le specie sono ovipare, molte le specie che custodiscono le uova all’interno
del corpo (nel sistema gastrovascolare o in tasche del manubrio).

La partenogenesi è conosciuta per poche specie di Scifozoi, Antozoi e Idrozoi.

Sviluppo

La segmentazione è di norma radiale, salvo alcune modifiche negli Idrozoi.

Tipica larva è la planula, di forma ovale più o meno allungata e dotata di ciglia.

Le larve dotate di ciuffo di ciglia apicale e blastoporo, sono planctotrofiche e


conducono vita attiva, quelle prive di entrambi sono lecitotrofiche, si nutrono cioè di
riserve di tuorlo accumulate.

Classe: Anthozoa (anthos = fiore + zoon = animale)

Classe: Scyphozoa (skyphos = coppa + zoon = animale)

Classe: Cubozoa (kybos = cubo + zoon = animale)

Classe: Hydrozoa (hydra = serpente d’acqua + zoon = animale)


Classe Anthozoa (Antozoi)
Simmetria biradiale per la presenza di sifonoglifi. Presenza di setti nella cavità
gastrovascolare con cnidociti. Medusa assente. Madreporari e barriere coralline
(corallo rosso, gorgonie).

Classe Scyphozoa (Scifozoi)


Stadio medusoide prevalente. Polipo piccolo e incospicuo assente in Pelagia.
Medusa acraspedota (priva di velo)

Classe Cubozoa (Cubozoi)


Stadio medusoide prevelente di forma cubica. Medusa craspedota. 4 tentacoli.
Spesso mortali per l’uomo.

Classe Hydrozoa (Idrozoi)


In maggioranza coloniali. Obelia con gastrozoidi e gonozoidi protetti dal
perisarco (Polimorfismo). Stadio medusoide ridotto, raramente prevalente (Goniemus),
assente in Hydra. Medusa prevalentemente craspedota (con velo o craspedo).
ANTOZOI

Escluse pochissime specie in grado di vivere in acque salmastre, le 5600 specie di


Antozoi sono tutte marine. Si tratta quindi della classe più numerosa di Cnidari e forse
anche la più primitiva.

Manca la forma medusoide e la riproduzione sessuata, unico caso negli Cnidari, è


affidata al polipo.

Molte specie ospitano Dinoflagellati simbionti (Zooxantelle)

Il numero di setti mesenterici è utile per distinguere i principali gruppi.

Due sottoclassi Ottocoralli ed Esacoralli.

Nonostante la corona di tentacoli sia a simmetria raggiata, gli organi interni hanno
simmetria bilaterale.

L’apertura centrale che funge da bocca/ano, immette in un faringe rivestito di


ectoderma, lateralmente al faringe, lungo le pareti dello stomodeo, ci sono dei solchi
verticali o solchi faringei in numero di uno o due (sifonoglifo) coinvolti nella
deglutizione del cibo ma anche nella regolazione della pressione del liquido gastrico
(idroscheletro).

Antozoi: Ottocoralli
Organismi coloniali collegati mediante stoloni o un cenenchima con scleriti.

Ogni polipo possiede otto setti mesenterici, otto tasche gastrali e otto tentacoli provvisti
di pinne, il faringe è provvisto di un sifonoglifo.

Sessi solitamente separati e riproduzione ovipara con uova ricche di tuorlo.

Il cenenchima (che connette i polipi) è costituito da tubi gastrodermici immersi nella


mesoglea.

L’ordine comprende sei Famiglie :

Stoloniferi (rivestimento di chitina connessione con stoloni)


Elioporidi (una specie, corallo azzurro, stoloni laminari con sali di ferro)

Alcionacei (colonie medio grandi con zooxantelle, cenenchima con scleriti)

Sclerassoni (colonie con scheletro assile di singoli scleriti connessi da gorgonina,


coralli)

Olassoni (scheletro massiccio di gorgonina, non di singoli scleriti)

Pennatulari (rachide spesso pinnato con un grande polipo primario, derivato dalla
planula, con peduncolo fossorio, polipi secondari laterali. Spicole calcaree nel
cenenchima, sifonozooidi per l’assunzione di acqua, alcune specie bioluminescenti)

Antozoi: Esacoralli
Organismi sia solitari che coloniali. I polipi, anche di grandi dimensioni, possiedono 6,
12 o spesso un multiplo di 12 tentacoli non pinnati.

Tutte le specie presentano spirocisti adesive.

Il gruppo comprende sei Ordini:

Ceriantari (polipi solitari viventi entro un tubo costituito da cnidi scaricati, ermafroditi,
larve antipatule)

Antipatari (piccoli polipi coloniali con sei tentacoli e sei setti, corallo nero)

Zoantari (colonie su spugne, tunicati o alghe, mediante muco adesivo)

Attiniari (polipi solitari privi di scheletro, spesso con due sifonoglifi e con mesenteri
pari. Mesenteri muscolari opposti. In alcune specie filamenti di cnidi detti aconzie.
Specie ovipare a sessi separati, ermafrodite o partenogenetiche vivipare)

Sclerattinie (dette anche Madrepore, solitari o coloniali con scheletro calcareo prodotto
dall’epiderma del disco basale, sclerosetti calcarei tra sarcosetti carnosi, ospitano
zooxantelle simbionti (Dinoflagellati Symbiodinum sp.), formano le barriere coralline)

Corallimorfari (solitari o coloniali sempre privi di scheletro con sifonoglifi spesso


assenti)
Antozoi: Esacoralli, Sclerattinie
Nei mari tropicali e subtropicali costituiscono le grandi barriere coralline, tra le
comunità ecologiche più ricche della Terra. Per sviluppare questi organismi
necessitano di temperature tra 22 e 30° C, luce per le zooxantelle simbionti, ossigeno
e nutrienti.

Distinguiamo quattro tipi di scogliere coralline: marginali

(parallele e vicine alla costa), barriere (distanti dalla costa), atolli corallini (nati dal
progressivo sprofondamento di coni vulcanici), a piattaforma (isolati a largo per
innalzamento dei fondale).
SCIFOZOI

Le circa 230 specie comprendono organismi solitari, molto raramente coloniali allo
stato di polipo. I polipi, sono sempre di piccole dimensioni (pochi mm).

Le scifomeduse comprendono le più grandi meduse conosciute con ombrella da 20 a


60 cm (massimo 2 metri) e presentano da 8 a 20 tentacoli.

Quattro setti dividono la cavità grastrovascolare in quattro tasche.

Bocca solitamente con quattro labbra.

Scifomeduse

Forma a campana, a elmetto o discoidale.

Setti gastrici a fibbia nelle Coronate e Pelagiidi, negli altri Ordini ridotti.

Margine della campana suddiviso in lobi marginali con muscolatura circolare.

Anello nervoso solo nelle Coronate, nelle altre specie solo plessi in prossimità dei
ropali.

I ropali, collocati tra i lobi marginali funzionano da statoliti (meccanorecettori), in


alcune specie contengono occhi e coppa, ocelli e in infossamenti sensoriali,
chemiorecettori.

In relazione alle dimensioni predano da organismi planctonici a piccoli pesci, molte


specie predano altre meduse.

Il ciclo è metagenetico, con alternanza tra polipi a riproduzione asessuata e meduse


dioiche a riproduzione sessuata.

Gli spermatozoi sono sempre liberati in acqua, mentre le uova possono essere
fecondate nel sistema gastrovascolare, dove possono sviluppare protette.
Scifopolipi

I polipi si riproducono per gemmazione o per produzione di podocisti.

La strobilazione che porta ad ottenere dal polipo le efire che diverranno meduse, è
spesso simultanea (polistrobilazione).

Sistematica degli Scifozoi

Coronate (polipi solitari o coloniali)

Semeostomee (margini del manubrio sono allungati in quattro lobi, specie predatrici)

Rizostomee (specie microfaghe, prive di tentacoli)

Stauromeduse (specie semisessili aberranti)

Scifozoi: Semeostomee

Sottoclasse comprendente le specie di meduse discoidali più comuni nei nostri mari. I
margini del manubrio sono allungati in quattro lobi lunghi e pieghettati (mesenteri
orali). Il margine dell’ombrella, lobato presenta tentacoli a volte lunghi molti metri.

Scifozoi: Rizostomee

Meduse caratterizzate da alimentazione microfaga. Prive perciò di tentacoli ai margini


dell’ombrella, ed apertura orale chiusa. Il manubrio è tubolare e che collega il sistema
gastrovascolare con i pori, circondati da minuscoli tentacoli, che si aprono all’esterno.
Scifozoi: Stauromeduse

Scifozoi semisessili aberranti. Aderiscono a microalghe mediante un peduncolo,


presentano quattro setti e muscolatura simile a quella degli scifopolipi. Il margine del
calice distale porta filamenti gastrici e organi adesivi, mentre mancano organi di senso.
Braccia ramificate con nematocisti sferiche si trovano al margine dell’ombrella.
Possono spostarsi come bruchi facendo aderire prima il disco basale poi i fasci di
tentacoli.

Dalla planula priva di ciclia ancorata al substrato originano fino a quattro planuloidi
che metamorfosano in meduse a calice.
CUBOZOI

Mentre le cubomeduse sono molto simili alle meduse degli Scifozoi, anche se
presentano ombrella più o meno cubica, un velario e veleno molto potente, a volte
mortale per l’uomo, i cubopolipi differiscono molto dagli scifopolipi. Meduse per
metemorfosi.

Vivono negli oceani tropicali e subtropicali.

Cubopolipi

Conducono vita solitaria.

Spesso inseriti in coppe di periderma.

Cono orale circondato da tentacoli dalle estremità ispessite con cnidocisti.

Il cono orale muscolare in sede distale presenta un anello nervoso ectodermico ed uno
endodermico.

Ha forma di fiasco o tronco di cono, manca la simmetria raggiata degli scifopolipi,


mancano setti, tasche e muscoli gastrici.

A maturità danno direttamente le meduse.

Cubomeduse

Forma cubica.

Ai quattro vertici solitamente 1-3 tentacoli (a volte fasci di tentacoli).

I tentacoli sono ispessiti in pedali alle loro basi.

Lo spazio subombrellare è ridotto da un diaframma detto velario.


Presentano un anello nervoso tra il velario ed il margine ombrellare con un’ ampia
fascia muscolare.

Ottimi e veloci nuotatori.

I quattro ropali sono collocati in posizione periradiale in infossamenti dell’esombrella


funzionano da statoliti (meccanorecettori), in alcune specie contengono occhi e coppa,
ocelli.

In relazione alle dimensioni predano da organismi planctonici a piccoli pesci.

Quattro setti mesenterici suddividono lo spazio gastrico in quattro tasche gastrali. Le


gonadi si sviluppano in corrispondenza con i quattro setti.

Tutte le specie sono dioiche. Come per le scifomeduse in alcune specie la fecondazione
delle uova è esterna, in altre interna.

In poche specie sono noti rituali di corteggiamento del maschio e trasferimento diretto
di spermatozoi nella femmina.

Sistematica dei Cubozoi

Caribdeidi (Pedali con singoli tentacoli. In base al genere a ciascuno dei 4 vertici si
trovano da 1 a 3 pedali. Sistema gastrovascolare privo di diverticoli)

Chirodropidi (4 pedali a forma di mano con un tentacolo su ciascun processo


digitiforme. Ogni tasca con due diverticoli)

Caribdeidi

Ogni pedalio porta un solo tentacolo. A seconda del genere a ciascun vertice possono
esserci da uno a tre pedali.

Carybdaea marsupialis, recentemente in espansione nel Mediterraneo è fortemente


urticante.

Carukia barnesi
Corpo largo solo 1,5 cm, ma con tentacoli lunghi fino a 80 cm è la più piccola specie
mortale Australiana.

Chirodropidi:

Chironex flesckeri (vespa di mare)

Si tratta di uno degli animali più pericolosi al mondo.

Il veleno di questa specie può uccidere un uomo in 3 minuti.

Ogni medusa ha veleno sufficiente per uccidere 60 uomini adulti.

Possiede su quattro pedali processi digitiformi con 15 tentacoli ciascuno lunghi fino a
3 metri e ricoperti di cnidocisti.

Vive nel sudest Asiatico e nel nord dell’Australia.


IDROZOI

Con 3200 specie (alcune di acqua dolce) costituiscono il gruppo di Cnidari a maggiore
diversità morfologica.

Mediante gemmazione sia I polipi che le meduse possono formare colonie anche di
grandi dimensioni.

Solo un terzo delle specie presenta ancora meduse libere. Forse la comparsa di cure
parentali può essere all’origine della regressione secondaria delle meduse.

Sono note due sottoclassi: Leptoline e Trachiline

Polipi di Idrozoi

Tranne poche eccezioni sono piccoli da 0,2 a 1 cm.

Nelle forme coloniali il corpo può dilatarsi in un idrante (calice) che si collega
prossimalmente con l’idrocaule o stoloni striscianti costituendo ampia rete (idroriza).

Spesso le colonie sono inserite in coppe di chitina (periderma).

Solitamente le meduse si generano per gemmazione sulla porzione laterale


dell’idrocaule o dell’idrante (meduse dell’endocodon).

L’endocodon si genera mediante ispessimento e distacco dell’epiderma e mostra


caratteristiche tipiche (anche genetiche) del mesoderma. Successivamente diventa cavo
e si costituisce la muscolatura striata della subombrella. Solo dopo si formano la lamina
del velo e la bocca della medusa.

I polipi degli Idrozoi hanno una forma tubulare; la mesoglea è sottile e priva di cellule
e il celenteron non è concamerato. La bocca sta all’apice di un cono, detto ipostoma,
ed è circondata da tentacoli.

La maggior parte delle specie forma colonie.

I polipi possono essere tutti (o quasi) uguali e le colonie assumono un aspetto


arborescente o incrostante che le fa assomigliare a piante.

Sono colonie delicate, provviste solo di un rivestimento chitinoso.


Idromeduse

Tranne poche eccezioni hanno un diametro di pochi cm.

Mesoglea priva di cellule.

Il velo appare come una duplicatura che sporge verso l’interno e riduce il lume dello
spazio subombrellare. Il velo funziona così da valvola agendo sulla quantità di acqua
espulsa consente rapidità nel nuoto e nei cambi di rotta.

In prossimità dell’inserzione del velo decorrono due anelli nervosi.

Statocisti sono presenti lungo il margine della campana.

Gli ocelli sono spesso posizionati all’apice di un rigonfiamento tondeggiante alla base
dei tentacoli.

Circa 700 specie hanno meduse a vita libera.

I gameti sono sempre di origine ectodermica.

Nel ciclo di alcuni Idrozoi non esiste uno stadio di polipo bentonico; c’è uno stadio
larvale polipoide pelagico chiamato actinula

Sistematica Idrozoi

Leptoline

Leptomeduse

Antomeduse

Sifonofori

Trachiline

Limnomeduse

Trachimeduse
Narcomeduse

Leptoline

Questo Ordine con oltre 3000 specie comprende la maggior parte delle specie di
Idrozoi.

Molto spesso I polipi sono coloniali.

I polipi sono avvolti in teche di periderma.

Presentano blastostili, polipi specializzati dove si trovano i gonofori sessili e le gemme


medusoidi avvolti da un gonangio a forma di bottiglia.

Sistematica delle Leptoline:

Leptomeduse

Antomeduse

Filiferi

Capitati

Sifonofori

Cistonettidi

Fisoforidi

Calicoforidi

Antomeduse

I polipi non sono avvolti in teche di periderma. Possono essere pelagici.


Mancano i blastostili, i gonofori sessili e le gemme medusoidi si sviluppano singole su
stoloni.

Le gonadi in corrispondenza del manubrio.

Si distinguono:

Filiferi (nematocisti su tentacoli filiformi)

Capitati (nematocisti dentro bottoni terminali dei tentacoli)

Antomeduse: Capitati

In Velella velella alle meduse liberamente nananti si alterna una colonia di polipi
costituita da due piani:

Superiormente un galleggiante con numerosi tubi pieni d’aria disposti in cerchi


concentrici e rivestiti di chitina e comunicanti con l’esterno mediante pori e con gli
zooidi mediante strutture simili a trachee.

Inferiormente troviamo un gastrozoide centrale circondato da colonie di


gastrogonozoidi e tentacolozoidi.

Sifonofori

Idrozoi coloniali pelagici costituiti da zooidi polipoidi e medusoidi estremamente


specializzati. La specializzazione è tale da poterli considerati organi di un animale a
struttura coloniale).

Elemento di base un tronco tubolare non ramificato con polarità corrispondente all’asse
della planula.

Dall’estremità distale (aborale) distinguiamo le seguenti tipologie di zoidi:

Pneumatoforo (galleggiante, talvolta provvisto di ghiandola che secerne gas),


Nectocalici (campane natatorie medusoidi),

Fillozooidi (elementi protettivi degli zooidi sottostanti),

Dattilozooidi (polipi con filamenti urticanti),

Gastrozooidi/Autozooidi (polipi specializzati per la nutrizione con tentacoli alla base


con nematocisti (tentilli)),

Gonozooidi (polipi sessuali che producono per gemmazione meduse fisse).

Tutte le specie sono ovipare.

Sifonofori: Cistonettidi

Sifonofori privi di nectocalici e di fillozooidi, a volte provvisti di pneumatoforo


estremamente sviluppato (fino a 30 cm in Physalia physalis).

Il veleno di questa specie, iniettato da nematocisti sui tentacoli lunghi fino a 50 metri,
è molto pericoloso per l’uomo.

Fisoforidi

Sifonofori privi di nectocalici solo nelle specie abissali, provvisti di pneumatoforo.

Calicoforidi

Sifonofori privi di pneumatoforo ma provvisti di campane natatorie dove sviluppano


le gonadi.

Trachiline

Idrozoi privi di stadio polipoide, salvo che nelle Limnomeduse dove è piccolissimo e
si riproduce per gemmazione.
L'Ordine comprende:

Limnomeduse (Idrozoi metagenetici d’acqua dolce, salmastre e salate. Stadio di polipo


piccolo ed in grado di riprodursi sessualmente.)

Trachimeduse (Presentano solo lo stadio medusoide con meduse dal margine intero.
L'apertura boccale si trova presso il breve manubrio spesso su un lungo peduncolo
gastrico che può fuoriuscire dall'ombrella. Comprende specie epi- bati- e abbisso-
pelagiche.)

Narcomeduse (Presentano solo lo stadio medusoide con ombrella appiattita e formata


da gelatina consistente. I tentacoli sono inseriti in sede apicale e collegati con il margine
dell'ombrella mediante tessuto ectodermico (peronio).)

Alammoidrini (Caratterizzati da meduse fortemente aberranti vivono nel sistema


interstiziale delle sabbie. Stato di polipo assente.)
CTENOFORI

Comprendono circa 80 specie tutte marine. Sono caratterizzati da forme diverse ma


un'unico stadio giovanile cidippide.

Presentano simmetria biradiata, infatti in corrispondenza con l'asse corporeo si


incontrano due piani di simmetria non equivalenti, il piano tentacolare (PT) (sezione
attraverso i due tentacoli) e il piano sagittale (PS) (sezione attraverso la bocca/ano).

Molte specie sono bioluminescenti.

La locomozione è affidata al battito di numerose ciglia disposte su lamine ciliate


(membranelle) meridiane.

In direzione del polo aborale le file di lamine ciliari si uniscono a coppie formando
quattro cordoni ciliari che terminano nella statocisti come cirri elastici che sostengono
lo statolite di solfato di calcio che segnala le inclinazioni dell'asse corporeo

L'animale procede con il poro orale in avanti.

Il cibo viene raccolto e convogliato verso la bocca dai due tentacoli fortemente
dilatabili e contrattili. Questo grazie ai filamenti secondari di cui sono dotati (tentilli)
con colloblasti adesivi ma non veleno che costituiscono una efficiente “rete da pesca”.
Alcune specie riescono ad incamerare gli cnidi sottratti a cnidari predati. I tentacoli
possono essere conservati in apposite tasche tentacolari.

La riproduzione è di regola sessuale e gli ctenofori presentano gonadi ermafrodite.


Alcune specie sono dissogonche (presentano maturità sessuale in due momenti distanti
nel tempo, prima all'età larvale poi da adulti). Solitamente ovipari presentano rari casi
di viviparità. Rara anche la riproduzione asessuale.

Sono gli unici animali a presentare segmentazione disimmetrica.

Distinguiamo due Classi:

Tentaculiferi (Tutte le specie sono caratterizzate da due tentacoli e un canale faringeo


stretto.)
Atentacolati (Tutte le specie pelagiche prive di tentacoli e colloblasti. Corpo muscoloso
dilatabile e sacciforme. Sono in grado di nutrirsi di prede molto grandi come Salpe,
Idromeduse, Ctenofori Tentacolati).

Tentaculiferi

Cidippidi (pelagici, si tratta di tipici Ctenofori)

Talassocalicidi (pelagici di aspetto medusoide, cono orale simile a manubrio delle


meduse, una sola specie)

Lobati (pelagici, con due lobi (auricole) ai lati della bocca, a volte dissogonici e con
tentacoli più o meno regrediti negli adulti)

Cestidi (pelagici, nastriformi)

Platicteni (bentonici striscianti su muco)

Tjalfiellidi (specie bentoniche sessili, lato orale a ventosa e tentacoli che fuoriescono
da due aperture sul lato superiore)

Atentacolati

Tutte le specie pelagiche prive di tentacoli e colloblasti. Corpo muscoloso dilatabile e


sacciforme. Sono in grado di nutrirsi di prede molto grandi (Salpe, Idromeduse,
Ctenofori Tentacolati).

Caratteri nodali utili alla costruzione di ipotetico albero filogenetico costruito su base
morfologica.