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Zoologia

La zoologia è la scienza che si occupa dello studio degli animali e dei protozoi; fa parte della
biologia; il termine deriva dal greco e significa “discorso sugli animali”.
Si deve notare che i Protozoi attualmente non sono considerati animali, ma fanno parte del regno
dei Protisti, un gruppo molto eterogeneo che, oltre ai Protozoi (come l’ameba, il paramecio, il
toxoplasma, per lo più unicellulari mobili, alcuni dei quali noti agenti patogeni), comprende alcune
alghe (protisti simili a piante) e alcuni organismi simili a funghi (come i mixomiceti).

Storia della zoologia


Fondatore della zoologia può essere considerato Aristotele che ne scrisse le basi (Historia
animalium e De partibus animalium). Nell’antichità importanti furono anche gli studi di Galeno,
derivanti da vivisezioni su scimmie e maiali, considerati gli animali più simili all’uomo.
Occorre attendere il XVI sec. per avere il primo vero trattato di zoologia, con l’Historiae
animalium di Gessner.
Grazie all’utilizzo del microscopio (la cui invenzione risale al XVI sec.), nel XVII sec. si amplia
poi il campo degli organismi studiati (quelli che oggi costituiscono il regno dei Protisti).
Nel XVIII sec. Linneo introduce le basi per la moderna classificazione scientifica degli organismi
viventi.
Nel XIX sec. con von Humboldt nasce l’ecologia (lo studio dell’interazione fra organismi e
ambiente) e la teoria dell’evoluzione di Darwin-Wallace fissa le suddivisioni della biologia (da
ricordare la zoologia, la botanica, la paleontologia e la microbiologia). Nel XX sec. con Lorenz
nasce l’etologia (lo studio dei comportamenti animali).

L'organizzazione degli organismi animali


Le cellule animali si dividono e si differenziano per funzione dopo la formazione dell’embrione, poi
le cellule che svolgono la stessa funzione si uniscono a formare i tessuti, che possono essere di
quattro tipi: epiteliale, cioè di copertura della superficie esterna del corpo e delle cavità interne,
connettivo, cioè di connessione fra gli altri tessuti, muscolare, il responsabile del movimento del
corpo, e nervoso, cioè deputato alla ricezione degli stimoli e all’elaborazione di risposte a essi.
Il tessuto epiteliale è molto compatto, può essere semplice o stratificato ed essere costituito da
cellule appiattite (tessuto pavimentoso), cubiche o cilindriche. Particolarmente importante è il
tessuto epiteliale ghiandolare, formato da cellule esocrine che riversano all’esterno sebo, sudore o
enzimi digestivi, e da cellule endocrine che riversano ormoni nel sangue.
Il tessuto connettivo è formato da cellule immerse in una sostanza amorfa proteica, il collagene, e
costituisce i tendini, i legamenti, il derma cutaneo, la cartilagine, l’adipe, le ossa e il sangue. La
cartilagine è un tessuto flessibile che forma lo scheletro negli embrioni, poi viene quasi del tutto
sostituita dal tessuto osseo, molto rigido grazie al calcio.
Il tessuto adiposo invece è formato da cellule tondeggianti ricche di lipidi (o grassi) con funzione
di isolamento termico e riserva energetica.
Il tessuto nervoso è formato dai neuroni e dalle cellule della glia, che circondano i neuroni
regolando gli scambi di sostanze tra essi e il sangue.
I diversi tessuti unendosi formano gli organi, ciascuno con la funzione specifica che deriva dal
tessuto che in essi è prevalente.

L'apparato locomotore
Il sostegno e il movimento sono garantiti agli animali da una struttura rigida, lo scheletro, alla quale
si collegano i muscoli, creando un complesso definito apparato locomotore. In quasi tutti gli
animali esiste uno scheletro, anche se, in alcuni casi, semplicissimo.
Si distinguono in realtà tre tipi di scheletro, dei quali il più semplice, l’idroscheletro, è in realtà un
liquido racchiuso in una cavità, su cui i muscoli esercitano pressione, rendendo possibili il sostegno
e movimenti molto limitati. Gli altri due tipi di scheletro sono invece rigidi: uno è esterno e
protegge, ma allo stesso tempo limita il corpo (esoscheletro), perciò deve essere periodicamente
sostituito per la crescita, l’altro è interno e supporta il corpo seguendone la crescita (endoscheletro).
Nelle Spugne vi sono spicole, nei coralli strutture calcaree, nei Molluschi la conchiglia che si
accresce con l’animale, negli Artropodi è presente uno scheletro esterno (che deve essere cambiato
periodicamente con l’accrescimento dell’animale) ricco di chitina, una corazza protettiva all’interno
della quale si inseriscono i muscoli. Negli Echinodermi lo scheletro si trova nello spessore della
pelle, all’esterno del corpo, ma non completamente in superficie (dermascheletro). Nei Vertebrati
compare l’endoscheletro, molto sviluppato e ben articolato, che consente loro di accrescersi
liberamente, senza la costrizione di una corazza esterna.
Lo scheletro dei Vertebrati è costituito da ossa e cartilagine. Quest’ultima, dopo lo sviluppo,
rimane presente solo nei padiglioni auricolari, nella trachea, nella punta del naso, nelle articolazioni
e nei dischi intervertebrali. Le ossa invece sono formate da osteociti inseriti fra le lamelle di una
sostanza ricca di calcio e collagene, che può disporsi in modo compatto (tessuto osseo compatto) o
distanziato (tessuto osseo spugnoso). In base alla forma si distinguono ossa lunghe (per esempio, il
femore), piatte (per esempio, le scapole) o corte (per esempio, le vertebre).
Le ossa sono unite fra loro dalle articolazioni, che possono essere fisse (per esempio, le suture del
cranio), semimobili (per esempio, i dischi intervertebrali) o mobili (tra le ossa degli arti) a seconda
dell’ampiezza del movimento che permettono. Questo dipende dalla presenza o no dei legamenti,
fasci di tessuto connettivo (per esempio, i crociati) inseriti tra i capi delle articolazioni, e del liquido
sinoviale, che svolge funzione lubrificante nelle articolazioni mobili.
I muscoli sono organi costituiti da cellule allungate e in grado di contrarsi (fibre muscolari) raccolte
in fasci. Negli animali sono presenti tre tipi di muscoli: i muscoli striati presentano bande chiare e
scure, sono volontari e si inseriscono nelle ossa tramite i tendini (fasci di tessuto connettivo) e sulla
pelle del viso, permettendo i movimenti dello scheletro e la mimica facciale; i muscoli lisci sono
involontari e regolano il movimento di visceri e vasi sanguigni; il muscolo cardiaco, o miocardio,
regola il battito del cuore ed è involontario. La contrazione dei muscoli dipende da un elemento
contrattile, il sarcomero, formato da filamenti proteici che si avvicinano e si allontanano in
conseguenza di stimoli provenienti dai nervi motori.

L'apparato circolatorio
L’apparato circolatorio, insieme a quello respiratorio, permette agli organismi animali più
complessi di trasportare e utilizzare le sostanze nutritive e l’ossigeno.
Esso è formato da una rete di canali in cui scorre il fluido che trasporta le sostanze disciolte, e da
una pompa, il cuore, che fornisce la pressione per lo scorrimento del fluido. Esso prende il nome di
emolinfa negli animali con apparato circolatorio aperto, in cui il fluido passa dai canali alle cavità
del corpo, e di sangue negli animali con apparato circolatorio chiuso, in cui il fluido rimane sempre
nei canali e scorre perciò più velocemente perché è sempre sotto pressione. Per legare e trasportare
l’ossigeno il fluido possiede dei pigmenti respiratori, le emocianine nei Molluschi e le emoglobine
nei Vertebrati e in molti Invertebrati.
Si possono definire due tipi di sistema circolatorio, quello chiuso e quello aperto, dove, a differenza
che nel primo, non c’è distinzione tra i fluidi circolanti e i liquidi interstiziali.
Spugne, Echinodermi, Cnidari, Nematodi e vermi piatti non hanno un sistema circolatorio, con il
cibo che dopo essere stato digerito nella bocca arriva alle cellule con l’ossigeno che si diffonde
direttamente dall’acqua nelle cellule.
Negli Artropodi e nei Molluschi il sangue (in realtà un’emolinfa) entra nelle cavità corporee,
lentamente e a bassa pressione. Negli Anellidi invece esiste un circuito chiuso in cui il fluido
corporeo simile al sangue è mantenuto in circolazione dalle valvole dei vasi.
Anche i Vertebrati hanno un circuito chiuso. Attraverso la rete chiusa dei vasi sanguigni il sangue
raggiunge tutti gli organi. Negli animali a sangue freddo (Anfibi e Rettili) si verifica una
mescolanza di sangue ossigenato e deossigenato nel cuore, perché i ventricoli non sono
completamente separati. Negli animali a sangue caldo, come gli Uccelli e i Mammiferi, il cuore è
costituito da due atri e due ventricoli, in modo che vi sia una completa separazione del sangue
ossigenato da quello deossigenato.
Nei Vertebrati l’apparato circolatorio diventa sempre più complesso passando dai Pesci ai
Mammiferi: nei Pesci il cuore possiede solo un atrio e un ventricolo e la circolazione è detta
semplice perché il sangue passa solo una volta dal cuore, uscendo ricco di ossigeno dal ventricolo e
rientrando nell’atrio dopo aver rilasciato l’ossigeno alle cellule; nei Vertebrati terrestri invece la
circolazione è detta doppia perché il sangue passa prima dal cuore ai polmoni per acquisire
ossigeno (circolazione polmonare) poi torna al cuore e da lì viene pompato in tutto il resto del corpo
(circolazione sistemica).
Nei Mammiferi, in particolare, l’apparato circolatorio è formato dai vasi sanguigni e dal cuore. I
vasi sanguigni si distinguono in arterie, vene e capillari: le arterie trasportano il sangue dal cuore
al resto del corpo e hanno pareti resistenti ed elastiche, le vene trasportano il sangue dalle varie parti
del corpo al cuore e hanno pareti più sottili, i capillari infine sono i vasi più piccoli e sottili, che
formano una rete intorno ai tessuti e collegano arterie e vene.
Il cuore è un organo cavo formato da un tessuto muscolare, il miocardio, avvolto da una
membrana, il pericardio, e suddiviso in due cavità superiori separate, gli atri, e due inferiori
ugualmente separate, i ventricoli. Ciascun atrio tuttavia comunica con il ventricolo sottostante:
l’atrio sinistro tramite la valvola bicuspide o mitrale, l’atrio destro tramite la valvola tricuspide. Il
miocardio genera impulsi che determinano la contrazione (sistole) e la dilatazione (diastole)
alternate delle cavità del cuore, permettendo la circolazione del sangue: la contrazione dell’atrio
sinistro spinge il sangue ossigenato proveniente dai polmoni nel ventricolo sottostante, che
contraendosi a sua volta lo spinge nell’aorta per il trasporto a tutto il corpo; dopo aver ceduto
l’ossigeno e le sostanze nutritive, il sangue torna attraverso le vene all’atrio destro, che contraendosi
lo passa al ventricolo corrispondente, la cui contrazione infine lo spinge nell’arteria polmonare per
il trasporto ai polmoni e l’assunzione di nuovo ossigeno. Il sangue ossigenato è detto arterioso,
mentre quello povero di ossigeno è detto venoso.
Il sangue è l’unico tessuto fluido, ed è composto da cellule, i globuli rossi, i globuli bianchi e le
piastrine, immerse nel plasma, un liquido contenente acqua, fibrinogeno (responsabile della
coagulazione), sostanze nutritive, ormoni, enzimi e materiali di scarto. I globuli rossi sono piccole
cellule prive di nucleo e ricche di emoglobina, che hanno infatti la funzione di trasportare l’ossigeno
dai polmoni alle cellule. I globuli bianchi invece hanno funzioni di difesa immunitaria. Le piastrine,
infine, sono piccoli frammenti di cellule prive di nucleo che hanno la funzione fondamentale di
attivare la protrombina, proteina che determina la trasformazione del fibrinogeno in fibrina e la
formazione, da questa, dei coaguli sanguigni, indispensabili per la riparazione di vasi danneggiati.
Il trasporto di sostanze negli organismi animali avviene però anche attraverso il sistema linfatico,
costituito da capillari e vasi linfatici, che producono e trasportano in tutto il corpo la linfa, e da
linfonodi, ghiandole che producono linfociti, depuratori della linfa. Questa è un fluido che deriva
da sostanze del plasma drenate dai capillari e arricchite di linfociti.

L'apparato respiratorio
L’apparato respiratorio rifornisce dall’esterno ossigeno per la respirazione cellulare ed espelle
l’anidride carbonica che questo processo genera come scarto.
In molti animali acquatici (sia Vertebrati che Invertebrati) lo scambio è gestito dalle branchie,
lamelle ricche di capillari costantemente attraversate dall’acqua, che cede ossigeno per diffusione al
sangue nei capillari, poiché ne possiede una maggiore concentrazione.
Negli animali terrestri più evoluti, invece, lo scambio viene svolto dalle trachee, reti di canali che
portano l’aria introdotta nel corpo direttamente alle cellule nei tessuti, e dai polmoni, sacche
attraverso la cui superficie entrano o escono l’ossigeno e l’anidride carbonica.
Altri animali, come gli Insetti, hanno sistemi respiratori molto semplici; negli Anfibi anche la pelle
è importante nello scambio di gas.
Fra i Mammiferi i cavalli sono respiratori nasali obbligati, non avendo la possibilità di respirare
attraverso la bocca; l’elefante è l’unico mammifero che non ha uno spazio pleurico (lo spazio
compreso fra i due foglietti membranosi della pleura) e i polmoni sono connessi al diaframma sul
quale (piuttosto che sull’espansione della gabbia toracica) si basa la respirazione, forse per
permettere all’animale di rimanere più tempo sott’acqua.
Nell’uomo l’aria viene introdotta con l’inspirazione ed espulsa con l’espirazione, in un ciclo
definito ventilazione. L’introduzione dell’aria avviene tramite le cavità nasali e la bocca, poi essa
scende nella faringe, nella laringe e da qui nella trachea, che si biforca successivamente nei
bronchi, a loro volta ramificati all’interno dei polmoni (racchiusi da una membrana a doppio strato
detta pleura) in bronchioli. I polmoni sono formati da piccole sacche, gli alveoli, contenenti l’aria
satura di ossigeno e dotati di sottilissime pareti ricche di capillari. L’ossigeno quindi passa per
diffusione dall’interno degli alveoli ai capillari, dove si lega all’emoglobina nel sangue e viene
immesso nella circolazione. Al contrario l’anidride carbonica viene portata dai capillari agli alveoli
ed espulsa da questi con l’espirazione.

L'apparato digerente
Gli animali traggono le sostanze nutritive dagli alimenti, ma questi sono composti da molecole
troppo complesse per poter essere assimilate direttamente, perciò devono essere demoliti dalle
strutture dell’apparato digerente. Negli organismi più semplici la digestione viene svolta
all’interno delle cellule senza necessità di strutture specializzate, ma nella maggior parte degli
animali essa avviene in una cavità apposita al di fuori delle cellule, dove enzimi digestivi
demoliscono gli alimenti ingeriti in elementi chimici più semplici, permettendo l’assimilazione dei
nutrienti e l’espulsione delle sostanze di scarto.
Il grado di complessità dell’apparato digerente aumenta all’aumentare della complessità
dell’organismo animale considerato. Per esempio, nelle Spugne è presente un sacchetto poroso
(porifero) che assorbe l’acqua marina, acqua poi espulsa con sostanze gassose tramite l’osculo, un
orifizio situato all’estremità del corpo.
Nei Celenterati l’apparato digerente è costituito da una sola apertura.
Nei Vermi l’apparato digerente si evolve fino a distinguere anche l’ano (mentre in quelli meno
evoluti la bocca è utilizzata anche come canale anale.
Nei Gasteropodi (le chiocciole, per esempio) il sacco dei visceri è circonvoluto quindi molto più
lungo del corpo, come negli animali superiori. Hanno una ghiandola (epatopancreas) con le stesse
funzioni di fegato e pancreas degli animali superiori.
Negli Uccelli è presente il gozzo, una cavità sotto il becco nella quale avviene una prima digestione
del cibo, che poi andrà a finire nel ventriglio e, via via, fino all’ano.
Nei Ruminanti (per esempio la mucca), durante lo sviluppo embrionale, lo stomaco si suddivide in
tre prestomaci (rumine, reticolo, omaso) e nell’abomaso. Quest’ultimo, dal punto di vista anatomico
e fisiologico, è analogo allo stomaco dei monogastrici. Grazie ai prestomaci si ha una digestione
microbica (precedente quella enzimatica) che permette all’animale di sfruttare al meglio cibi fibrosi,
poco calorici.
Nell’uomo il cibo inizia a essere digerito già all’introduzione in bocca, grazie all’azione di
sminuzzamento dei denti e a quella fluidificante della saliva, che combinate trasformano gli
alimenti in un impasto detto bolo. Il bolo poi viene deglutito e passa nella faringe, dove una
membrana apposita, l’epiglottide, chiude il passaggio verso la trachea impedendo che il cibo vada a
ostruire l’apparato respiratorio e indirizzandolo invece verso l’esofago; questo canale, parallelo alla
trachea, conduce il bolo verso lo stomaco attraverso contrazioni muscolari dette peristalsi. Lo
stomaco è una sacca muscolare in cui il cibo viene immagazzinato e le proteine in esso contenute
vengono demolite parzialmente dal succo gastrico, prodotto dalla mucosa delle pareti interne della
sacca. In questo modo il bolo viene trasformato in una poltiglia detta chimo, che passa
nell’intestino attraverso un anello muscolare, il piloro. L’intestino si divide in intestino tenue e
intestino crasso: il primo è un canale lungo fino a 6 m ripiegato più volte su sé stesso e diviso in
duodeno, digiuno e ileo, il secondo invece è diviso in cieco, colon e retto. Nell’intestino tenue le
ghiandole della parete interna producono il succo enterico, che completa la digestione di proteine,
carboidrati e lipidi, le cui sostanze nutritive vengono assorbite dai villi, estroflessioni presenti
anch’esse sulle pareti interne. Nell’intestino crasso arrivano le sostanze residue non digerite e
l’acqua: quest’ultima viene assorbita nel colon, mentre i prodotti di scarto formano nel retto un
insieme semisolido, le feci, espulse poi dall’ano.
All’apparato digerente sono inoltre connessi altri due organi, il fegato e il pancreas, ghiandole che
immettono i propri prodotti nell’intestino: il fegato secerne la bile, una miscela che si accumula
nella cistifellea e durante la digestione si riversa nel duodeno per contribuire alla demolizione dei
lipidi; il pancreas secerne il succo pancreatico, che contiene diversi enzimi digestivi. Questi due
organi svolgono anche funzioni indipendenti dall’intestino: il fegato trasforma i grassi in zuccheri,
demolisce le sostanze tossiche, converte l’ammoniaca di scarto in urea, immagazzina vitamine; il
pancreas produce gli ormoni insulina e glucagone, che regolano il metabolismo del glucosio.

L'apparato escretore
L‘apparato escretore elimina i rifiuti prodotti dal metabolismo cellulare.
Negli organismi unicellulari la funzione è svolta mediate esocitosi: le vescicole della membrana
cellulare o meccanismi (attivi o passivi) attraverso la membrana semipermeabile espellono i
prodotti di rifiuto.
Procedendo nella scala evolutiva, il meccanismo si complica fino ad arrivare all’apparato urinario
dei Vertebrati (i Pesci hanno anche un terzo rene). Per quanto riguarda i prodotti di rifiuto, pesci
d’acqua dolce, girini e coccodrilli eliminano ammoniaca; Pesci marini, Anfibi adulti, Mammiferi,
tartarughe e alcune lucertole eliminano urea. Uccelli, serpenti e alcune lucertole eliminano acido
urico. L’uomo (e il cane di razza dalmata) eliminano urea e acido urico.
Nell’uomo l’apparato escretore è formato dai reni, due organi posti ai lati della colonna vertebrale,
che hanno la funzione di depurare il sangue dalle sostanze di rifiuto o in eccesso trasformandole in
urina, eliminata poi dalle vie urinarie. Il filtraggio delle sostanze da eliminare dal sangue viene
compiuto dalle masse di vasi capillari che compongono i nefroni, elementi funzionali dei reni,
comprendenti anche un tubulo, il dotto collettore, attraverso il quale l’urina prodotta confluisce
nelle vie urinarie. Queste sono costituite da canali detti ureteri, che attraverso contrazioni
peristaltiche spingono l’urina nella vescica, cavità muscolare che contraendosi a sua volta fa fluire
il liquido nell’uretra, canale di uscita dall’organismo.

Il sistema nervoso
Tutte le funzioni vitali degli organismi animali sono regolate dal sistema nervoso, che raccoglie
informazioni dall’ambiente esterno e da quello interno, le elabora e produce le risposte adeguate,
che si traducono in attività dell’organismo. Il sistema nervoso è composto dai neuroni, le unità
funzionali, e dalle cellule della glia, unità di supporto e protezione dei neuroni.
I neuroni sono di tre tipi: sensoriali, che ricevono gli stimoli, associativi, che raccolgono e
collegano gli stimoli di più neuroni sensoriali per elaborare una risposta, motori, che ricevono la
risposta e la trasmettono agli organi che devono metterla in pratica.
Ogni neurone è formato da un corpo centrale, il pirenoforo, che riceve le informazioni sotto forma
di segnali elettrici dai dendriti, brevi prolungamenti legati a esso. Le informazioni vengono
elaborate e integrate fra loro dai neuroni associativi per produrre una risposta, che viene trasmessa
sotto forma di impulso nervoso a un altro prolungamento del pirenoforo, l’assone, rivestito da una
guaina mielinica (sostanza lipidica) e unito con gli assoni degli altri neuroni a formare i nervi.
L’assone trasmette perciò l’impulso nervoso ad altri neuroni oppure, tramite mediatori detti
neurotrasmettitori, alle sinapsi, giunzioni fra neuroni. L’impulso nervoso è detto potenziale
d’azione perché nasce da una variazione elettrica nel rapporto fra gli ioni potassio e gli ioni sodio
dentro e fuori dalla membrana cellulare del neurone: normalmente la carica elettrica della cellula è
negativa rispetto all’esterno, l’ingresso in essa di ioni potassio e l’uscita di ioni sodio determina
invece un potenziale elettrico positivo che costituisce la risposta nervosa.
Negli animali più semplici il sistema nervoso è diffuso, cioè costituito da una rete di neuroni
distribuita in tutto il corpo, mentre negli animali più evoluti è centralizzato, con i neuroni
concentrati in un’estremità del corpo, il capo.
Nell’uomo si distinguono un sistema nervoso centrale e un sistema nervoso periferico. Il centrale
è composto dall’encefalo e dal midollo spinale, il periferico da nervi afferenti che collegano il
cervello con gli organi recettori degli stimoli e da nervi efferenti che collegano il cervello con gli
organi effettori (che devono realizzare le risposte nervose).
L’encefalo è racchiuso nella scatola cranica e comprende il cervello, il talamo e l’ipotalamo. Il
cervello è diviso in due emisferi collegati dal corpo calloso ed è formato da corteccia cerebrale (la
materia grigia) che riveste la materia bianca (fibre nervose). La corteccia si divide in sensoriale, per
la ricezione degli stimoli nervosi da tutto il corpo, associativa, per l’integrazione e la
memorizzazione degli stimoli nella costituzione della coscienza, e motoria, per l’invio di impulsi
motori al corpo.
Il talamo coordina gli impulsi nervosi che dal cervello passano al midollo spinale. L’ipotalamo
controlla diverse funzioni fondamentali come la temperatura corporea, la fame e la sete, il ciclo
sonno-veglia, la respirazione, i meccanismi ormonali.
L’encefalo si collega al midollo spinale tramite fasci di fibre nervose contenute nel tronco
encefalico, al quale è inoltre fissato il cervelletto, organo che controlla l’equilibrio e la
coordinazione dei movimenti.
Il midollo spinale si trova nella colonna vertebrale e ha la funzione di condurre gli impulsi   
sensoriali dalla periferia del corpo al cervello e gli impulsi nervosi dal cervello al resto del corpo.
Il sistema nervoso periferico invece si divide in somatico, relativo alla muscolatura volontaria, e
vegetativo, relativo alla muscolatura involontaria, e inoltre in simpatico, responsabile delle reazioni
del corpo a situazioni di emergenza, e parasimpatico, responsabile dell’attività del corpo in
situazioni normali.
Gli organi recettori degli stimoli sono la pelle, gli occhi, le orecchie, la lingua e il naso, ciascuno
specializzato nella percezione di un diverso tipo di informazione sensoriale.
La pelle è costituita da uno strato esterno, l’epidermide, uno intermedio, il derma, e uno interno,
l’ipoderma, e contiene recettori sensibili alle informazioni somatiche quali dolore, caldo, freddo o
pressione.
L’occhio è l’organo che percepisce le informazioni visive ed è formato dal bulbo oculare e da tre
tonache: la tonaca fibrosa, che forma la cornea, la tonaca vascolare, ricca di vasi sanguigni e
comprendente iride, pupilla e corpo ciliare, responsabile della messa a fuoco, e la tonaca nervosa,
cioè la retina. Quest’ultima contiene i recettori veri e propri, distinti in coni per la visione diurna e
bastoncelli per la visione con scarsa luminosità: essi contengono molecole fotosensibili che si
modificano quando ricevono i raggi luminosi, generando un segnale elettrico che viene trasmesso al
cervello tramite il nervo ottico.
Le orecchie sono gli organi preposti alla percezione delle informazioni uditive e si dividono in
orecchio esterno (padiglione auricolare, condotto uditivo, membrana timpanica), orecchio medio
(la catena degli ossicini, martello, incudine e staffa, responsabili della trasmissione degli stimoli
sonori), e orecchio interno (canali ossei contenenti la coclea, da cui parte il nervo acustico). Le
onde sonore fanno pressione sulla membrana timpanica, che con il suo movimento attiva gli ossicini
interni, che trasmettono lo stimolo alla coclea, dove esso viene ricevuto dal nervo acustico e portato
al cervello. Le orecchie svolgono anche la funzione vestibolare, contengono cioè nei canali ossei le
strutture preposte (cellule dotate di ciglia che seguono gli spostamenti del corpo) alla percezione
della posizione nello spazio e al mantenimento del corpo in equilibrio, sia da fermo sia in
movimento.
La lingua è l’organo che percepisce le informazioni gustative, grazie alla presenza, nella propria
mucosa, delle papille gustative, i cui recettori si legano alle sostanze chimiche disciolte nella saliva
e trasmettono al cervello impulsi corrispondenti ai quattro sapori fondamentali (dolce, amaro, aspro
e salato).
Il naso percepisce le informazioni olfattive grazie a uno strato di muco che scioglie le molecole
odorose portandole a contatto con i neuroni olfattivi sottostanti.

Il sistema endocrino
Il sistema endocrino regola le funzioni vitali interagendo con il sistema nervoso, grazie a ormoni,
riversati nel sangue dalle ghiandole endocrine. Gli ormoni sono sostanze chimiche che svolgono
funzioni di regolazione di processi fondamentali quali il metabolismo, la riproduzione e la crescita,
e ciascun ormone agisce specificamente su un determinato organo (organo bersaglio) attivando o
disattivando enzimi.
Le ghiandole endocrine presenti nell’uomo sono l’ipofisi (prolungamento dell’ipotalamo), la
tiroide, le ghiandole surrenali, il pancreas, le gonadi (testicolo e ovaio), il timo (attivo solo fino
alla pubertà) e la ghiandola pineale (o epifisi).

L'apparato riproduttore
Negli animali l’apparato riproduttore presenta moltissime versioni fra le differenti specie;
innanzitutto, la riproduzione può essere asessuata oppure sessuata.
Nel primo caso, tipico degli organismi meno evoluti, i nuovi individui vengono generati dalla
divisione mitotica di una parte dell’individuo genitore, rispetto al quale i figli risultano
geneticamente identici.
Nel secondo caso, invece, i nuovi individui derivano dall’unione di due gameti, uno del genitore
maschile (spermatozoo) e uno del genitore femminile (cellula uovo), i cui geni vengono combinati
casualmente generando figli non identici ai genitori. Gli spermatozoi sono costituiti da una testa e
da una coda a flagello mobile che permette loro di spostarsi, mentre la cellula uovo è più grande e
meno mobile, e contiene nel citoplasma le sostanze nutritive per il futuro embrione. La fusione fra i
due gameti (fecondazione) può essere esterna, cioè avvenire nell’acqua, oppure interna, con
l’introduzione dello spermatozoo nelle vie genitali femminili, e in entrambi i casi genera lo zigote,
la cellula dal cui sviluppo si forma il nuovo individuo.
Nei Vertebrati esistono differenze con l’apparato riproduttore umano; per esempio le femmine dei
marsupiali hanno due vagine (e i maschi un pene a due punte); i monotremi (come l’ornitorinco e
l’echidna) sono Mammiferi che depongono le uova e sono privi di utero e di vagina.
Negli Uccelli, maschi e femmine hanno un’apertura (cloaca) attraverso cui passano uova, sperma e
rifiuti. Il rapporto sessuale si attua unendo le labbra della cloaca. La femmina depone uova
amniotiche (tramite un ovidotto) nelle quali si sviluppa il feto.
I Rettili si fecondano attraverso la cloaca, dove si trovano gli organi riproduttivi. Alcuni depongono
le uova mentre altri sono vivipari (come nei Mammiferi, l’embrione si sviluppa nel corpo materno
traendo nutrimento dalla placenta e il piccolo nasce libero e completamente formato).
Negli Anfibi molti hanno una fecondazione esterna delle uova, solitamente all’interno dell’acqua.
Nei Pesci le strategie riproduttive sono molto diverse, anche se prevale la riproduzione con uova ed
esterna: attraverso la cloaca le femmine rilasciano moltissimi gameti nell’acqua e uno o più maschi
rilasciano un fluido bianco con molti spermatozoi sopra le uova non fecondate.
Negli Invertebrati si hanno sistemi riproduttivi molto diversificati con unico fattore comune la
capacità di deporre uova; a parte i Cefalopodi e gli Artropodi, quasi tutti gli altri Invertebrati sono
ermafroditi (l’animale può produrre sia gameti maschili sia femminili) e si riproducono mediante
fecondazione esterna.
Nell’uomo l’apparato riproduttore maschile è costituito dai testicoli, dalle vie spermatiche e dal
pene. I testicoli sono due ghiandole contenute in una sacca (scroto) e all’interno delle quali viene
prodotto l’ormone sessuale maschile, il testosterone, che permette lo sviluppo degli organi genitali
e la produzione degli spermatozoi, che una volta maturi escono dai testicoli attraverso un canale che
li conduce nell’uretra e da lì lungo il pene. Il pene è un organo erettile formato dai corpi cavernosi,
ricchi di vasi sanguigni che riempiendosi determinano l’erezione, e da un’estremità, il glande,
ricoperta da una parte di cute retrattile (prepuzio). Le vie spermatiche sono i condotti che portano
gli spermatozoi, nel liquido seminale (sperma), al di fuori del pene (eiaculazione) e contengono
ghiandole (prostata e vescicole seminali) che raccolgono lo sperma e lo arricchiscono di sostanze
che facilitano la risalita degli spermatozoi lungo le vie genitali femminili.
L’apparato riproduttore femminile invece è formato da due ovaie, dall’utero, e da condotti di
collegamento tra ovaie e vagina. Le ovaie sono formate dai follicoli, cavità in cui si sviluppa la
cellula uovo, e da vasi sanguigni, e producono gli ormoni che regolano il ciclo mestruale
(estrogeni e progesterone). Durante l’ovulazione la cellula uovo viene rilasciata in canali laterali
detti tube di Falloppio, che conducono all’utero. L’utero è una cavità in cui la cellula uovo si
annida quando viene fecondata, dotata di pareti in grado di inspessirsi per accogliere l’embrione e
confluente nella vagina attraverso la cervice uterina. La vagina è il condotto in cui il pene si
introduce e rilascia lo sperma, e termina con una parte esterna, la vulva, formata da pieghe cutanee,
le grandi labbra e le piccole labbra, e dal clitoride, piccolo organo erettile.
Dopo la fecondazione inizia lo sviluppo dell’embrione con la formazione di un ammasso di cellule
(morula) derivante dalle divisioni cellulari dello zigote (segmentazione). La morula diventa poi una
struttura cava (blastocisti) che si annida nell’utero. Le cellule dell’embrione successivamente si
dispongono in tre strati o foglietti embrionali, che sono gli antecedenti dei tessuti. Da questi foglietti
inizia la formazione degli organi, a partire dalla quale l’embrione prende il nome di feto. Esso è
racchiuso in un sacco pieno di liquido amniotico e legato tramite il cordone ombelicale alla
placenta, l’organo che porta anticorpi, ossigeno e sostanze nutritive dal sangue materno a quello
fetale.

Metamorfosi
La metamorfosi è l’insieme delle trasformazioni di forma e di struttura che subiscono molti animali
alla fine dello sviluppo embrionale; grazie alla metamorfosi l’animale diventa adulto, a differenza
degli animali che escono dall’uovo con struttura fisica già quasi definita.
Molto nota quella della rana, la metamorfosi è un tratto distintivo di tutti gli Insetti, il cui sviluppo
avviene tramite mute e metamorfosi che possono essere incomplete (Insetti emimetaboli) o
complete (Insetti olometaboli), a seconda del mutamento che in quelle complete è radicale (vedasi
per esempio le farfalle). Le metamorfosi attuano profonde differenze morfologiche e funzionali fra
gli stadi di sviluppo dell’insetto, prima che questo diventi adulto, a partire dall’uovo: nenaide e
ninfa per la metamorfosi incompleta e larva e pupa (o crisalide) per quella completa.

Il sistema immunitario
In molte specie, il sistema immunitario è suddiviso in sottosistemi, ognuno con compiti specifici.
Anche in semplici organismi unicellulari, come i batteri, troviamo un sistema immunitario
rudimentale che protegge dall’infezione dei batteriofagi mediante enzimi. Alcuni meccanismi
immunitari di base si sono evoluti negli Invertebrati, fino a raggiungere la complessità del sistema
immunitario umano o dei Vertebrati.
Nell’uomo e in molti Vertebrati, per proteggersi dagli agenti patogeni e da altre sostanze esterne
dannose l’organismo dispone di una barriera fisica, la pelle e le mucose, di un sistema di difesa
interno innato e generico e di un sistema di difesa interno acquisito e specifico per ogni determinato
agente patogeno; questi due sistemi interni costituiscono il sistema immunitario. I suoi
componenti fondamentali sono i globuli bianchi o leucociti, che si distinguono in granulociti,
monociti, cellule natural killer e linfociti.
Il sistema generico è il primo a intervenire in caso di ingresso nel corpo di microrganismi
riconosciuti come estranei, per esempio in caso di lesione di tessuti. Quando questo avviene, si
attiva la risposta infiammatoria, che determina la dilatazione dei vasi sanguigni nella zona ferita e
l’attivazione dei granulociti, che richiedono l’attacco aspecifico. Intervengono quindi i fagociti e le
cellule natural killer: i primi sono granulociti che inglobano organismi piccoli come i batteri, e
macrofagi, monociti che inglobano organismi grandi come cellule tumorali e parassiti; le seconde
liberano proteine che distruggono gli agenti infettivi. In caso di infezione i macrofagi liberano le
proteine interleuchine, che agiscono come ormoni sull’ipotalamo determinando l’innalzamento
della temperatura corporea (febbre), che stimola l’attività dei macrofagi stessi e diminuisce la
crescita dei batteri.
Quando il sistema di immunità innata non riesce a respingere gli agenti infettivi si attiva il sistema
di immunità acquisita specifico. I linfociti riconoscono il tipo specifico di agente infettivo introdotto
identificando una sostanza detta antigene e le proteine presenti sulla sua superficie, che lo
distinguono inoltre dalle cellule sane proprie dell’organismo. La risposta immunitaria specifica è
messa in atto dai linfociti T e dai linfociti B. I primi si dividono in linfociti T killer o citotossici,
che liberano sostanze distruttive per la membrana degli agenti infettivi, linfociti T helper, che
riconoscono l’antigene e attivano gli altri linfociti (risposta immunitaria primaria), linfociti T
soppressori, che fermano la risposta immunitaria quando l’antigene è disattivato, e linfociti T
memoria, che conservano il ricordo dell’antigene con cui vengono a contatto per riconoscerlo e
poter intervenire più velocemente ed efficacemente in caso di un nuovo attacco (risposta
immunitaria secondaria). I linfociti B invece, attivati dagli helper, producono gli anticorpi, proteine
che rimangono in soluzione nel sangue, ciascuna specifica per il riconoscimento di un determinato
antigene solubile. Quando vengono prodotti anticorpi difettosi, che non riconoscono le cellule del
proprio organismo e le distruggono come se fossero antigeni, si parla di malattie autoimmuni,
mentre si ha immunodeficienza quando il sistema immunitario non produce abbastanza linfociti.

La classificazione tassonomica
La biologia si occupa dello studio degli esseri viventi e, fin dai suoi primi passi, di classificarli in
modo razionale. Contrariamente a quanto molti pensano, la classificazione tassonomica (la
tassonomia è lo studio tecnico della classificazione) delle specie viventi non è affatto consolidata,
nemmeno per quanto riguarda il punto di partenza. Per esempio, alla fine del XIX sec. Haeckel
propose la suddivisione fra Animali, Piante e altro (i Protisti); via via altre proposte si affacciarono
sulla scena fino a quella agli inizi del XXI sec. di Cavalier-Smith che divide gli organismi viventi in
due domini e sette regni. Al di là delle differenze, è interessante capire come i biologi si muovono.
La classificazione procede verso il basso su più livelli, ognuno caratterizzato da sottolivelli. Per
esempio, si possono considerare due domini (Eucarioti e Procarioti), il primo dei quali diviso in
cinque regni (Animali, Piante, Funghi, Cromisti e Protozoi) e il secondo in due regni (Archei -o
Archeobatteri- e Batteri).
Ecco una moderna suddivisione valida per il regno animale. Tra parentesi l’esempio concreto della
classificazione della tigre.
• Dominio (Eucarioti)
• Regno (Animali)
• Sottoregno (Eumetazoi)
• Superphylum (Deuterostomi)
• Phylum (Cordati)
• Subphylum (Vertebrati)
• Infraphylum (Gnatostomi)
• Superclasse (Tetrapodi)
• Classe (Mammiferi)
• Sottoclasse (Terii)
• Infraclasse (Euteri)
• Superordine (Laurasiatheria)
• Ordine (Carnivori)
• Sottordine (Feliformi)
• Infraordine —
• Parvordine —
• Superfamiglia —
• Famiglia (Felidi)
• Sottofamiglia (Panterini)
• Tribù —
• Sottotribù —
• Infratribù —
• Genere (Panthera)
• Sottogenere —
• Specie (tigris)
• Sottospecie —
• Forma —
Come detto, le diverse classificazioni fra gli studiosi abbondano, tanto che per esempio per la classe
dei Mammiferi potremmo avere anche un’altra classificazione (per esempio, una vecchia
classificazione considerava i Placentati come sottoclasse).
In una classificazione può essere introdotto il concetto di coorte; altri concetti spesso usati sono
quello di clade (un clade è un gruppo di organismi costituito da un antenato singolo comune e da
tutti i discendenti di quell’antenato) e quello di legione che possono avere posizione variabile
nell’ambito della classificazione.
Il termine phylum è usato spesso per unificare la nomenclatura della zoologia con quella della
botanica; infatti è sinonimo di tipo in zoologia e di divisione in botanica.
Come si vede, le suddivisioni all’interno di un livello si ottengono con prefissi che rivelano la
decrescenza nel livello. I prefissi sono diminutivi (sotto, infra ecc.) oppure accrescitivi (super,
magno, grande ecc.) a seconda che si riferiscano al livello superiore o a quello inferiore.
Professionalmente si usano nomi latini (Chordata anziché Cordati), quasi sempre legati strettamente
al termine comunemente usato (ma non sempre, per esempio Theria per Placentati, anche se si può
usare il termine derivato dal latino Terii); l’uso del termine latino rende il vocabolo indipendente
dalla lingua del ricercatore. Si usano sempre le maiuscole fino ad arrivare alla specie che è
minuscola: Panthera tigris.

Regno animale
Un tempo il sottoregno degli Animali (Animalia) era suddiviso nei due sottoregni degli
Invertebrati (animali senza la colonna vertebrale) e dei Vertebrati. Mentre vertebrati oggi fa
riferimento a un subphylum dei Cordati (Vertebrata), il termine invertebrati è obsoleto (indica gli
animali senza colonna vertebrale) e oggi è suddiviso in oltre 50 phyla diversi.
Gli Animali sono uno dei regni del dominio degli Eucarioti che comprende anche i regni delle
Piante, dei Funghi, dei Cromisti e dei Protisti (questi ultimi regni comprendono forme di vita
inferiori come protozoi, alghe e batteri).
Accanto a sottoregni che contengono animali microscopici, anche pluricellulari, ma ben lontani dal
concetto comune che noi abbiamo di animale, il sottoregno più importante è quello degli
Eumetazoi che contiene praticamente tutti gli animali più importanti. Di seguito i phyla più
importanti.

Poriferi
I Poriferi sono un phylum di animali acquatici invertebrati (comprendenti le Spugne), caratterizzati
da corpo a forma di sacco, in cui viene introdotta l’acqua dall’esterno, per mezzo di cellule ciliate
specializzate. Questi animali sono divisi in calciosponge (spugne calcaree), ialosponge (spugne
silicee), demosponge (spugne cornee) e sclerosponge (spugne coralline); lo scheletro di spugne
calcaree e silicee è costituito da spicole calcaree o silicee, quello delle spugne cornee è costituito
dalla spongina, quello delle sclerosponge ha struttura coralliforme con una matrice calcarea in cui
sono inclusi frammenti silicei e fibre di spongina. I vari tipi di poriferi si distinguono anche in base
alla struttura; i più semplici presentano una serie di pori sulle pareti corporee dai quali l’acqua
penetra all’interno del corpo, per essere poi sospinta all’esterno dalle cellule ciliate, mentre nei tipi
più complessi le cellule ciliate sono disposte in canali o camerette che comunicano con l’esterno.

Celenterati
I Celenterati o Cnidari sono un phylum di cui fanno parte attinie, idre, meduse (avente corpo
ombrelliforme, trasparente e in alcuni casi luminescente, dotato di filamenti pensili e urticanti per la
cattura del cibo) e coralli. Il loro sistema muscolare e quello nervoso sono molto elementari; sono
costituiti da cellule mioepiteliali e nervose. Animali essenzialmente marini, possono anche unirsi in
colonie. Sono suddivisi in Idrozoi, Scifozoi e Antozoi. Strutturalmente sono organismi
pluricellulari. A scopo difensivo sono caratterizzati dalla presenza di cellule urticanti (cnidoblasti)
sul corpo.
Le meduse rappresentano uno stadio del ciclo vitale che termina con la riproduzione sessuata e la
formazione di un polipo. Interessante il fatto che una specie di medusa è potenzialmente immortale
perché, col passare del tempo, è in grado di ringiovanire sempre di più fino a ricominciare un nuovo
ciclo di vita.
I coralli vivono in mari temperati o caldi fino a 200 m di profondità; formano colonie di polipi a
forme arborescenti e dai colori rosso, nero e bianco. La parte esterna dell’alberello, il cenosarco, ha
canali che consentono la comunicazione tra i polipi fissi nelle nicchie. Tipico esemplare è il corallo
rosso.
L’attinia (anemone di mare) è un animale solitario. Ha il corpo dalla forma cilindrica; la bocca si
apre al centro di una corona formata da tentacoli, spesso urticanti, che sono sempre in un numero
multiplo di sei. Una specie di attinia vive in simbiosi con il paguro bernardo.
Attinia

Nematodi
I Nematodi sono vermi cilindrici, fusiformi e cosmopoliti. Nella cavità del corpo sono contenuti il
tubo digerente rettilineo e le gonadi, generalmente una nei maschi e due nelle femmine. Il sistema
nervoso è composto di un anello faringeo, di gangli, di due cordoni longitudinali e da organi
escretori. Si riproducono attraverso uova e danno vita a larve, che attraverso mute raggiungono lo
stato adulto. Parassiti dell’uomo e di animali, i più noti sono gli ossiuri e l’ascaride, parassiti dei
bambini, l’anchilostoma duodenale e la filaria, parassita dell’uomo e del cane.

Anellidi
Gli Anellidi sono un phylum di animali invertebrati, per la maggior parte cilindrici e vermiformi,
caratterizzati da metameri (corpo diviso in segmenti); i primi due segmenti (prostomio e peristomio)
e l’ultimo (pigidio) sono differenziati; tutti gli altri metameri sono tra loro equivalenti. L’apparato
circolatorio è formato da un vaso longitudinale dorsale e un vaso longitudinale ventrale; il sistema
nervoso è gangliare; l’apparato escretore è rappresentato da nefridi (due in ciascun metamero). La
forma larvale caratteristica degli Anellidi acquatici è la trocofora, molto differente da quella adulta.
Sono in maggior parte marini, ma sono comuni anche in acque dolci. Tipici rappresentanti sono le
sanguisughe e i lombrichi.
Sanguisuga
Le prime sono note perché un tempo venivano usate per purificare il sangue ritenuto “sporco”
oppure per promuovere il rinnovo dei globuli rossi.
I lombrichi sono quasi tutti utili all’agricoltura, poiché, scavando nel terreno le gallerie in cui
vivono e rielaborando la terra dalla quale traggono il nutrimento, ne provocano l’umidificazione e
l’areazione.

Platelminti
I Platelminti sono anche detti vermi piatti per la forma caratteristica del corpo, lungo e diviso in
segmenti. I Platelminti comprendono sia specie conducenti vita libera che parassiti, che infestano
molti tipi di organismi, uomo compreso. Il rappresentante più conosciuto è il genere Tenia.
La tenia è chiamata volgarmente verme solitario. Allo stato di cisticerco (larva rappresentata da una
vescicola ripiena di liquido, dalla cui parete interna si forma la testa del verme adulto che è munita
di uncini e di organi di fissazione) si trova nelle carni bovine e suine; l’uomo mangiando carni
infestate poco cotte può introdurre il parassita che si fissa alle pareti dell’intestino e può
raggiungere dai 3 ai 10 m di lunghezza. Il disturbo provocato dalla presenza della tenia
nell’intestino viene chiamato teniasi.

Echinodermi
Gli Echinodermi contano specie con la comune caratteristica di avere simmetria raggiata, corpo
diviso in cinque spicchi con asse di simmetria centrale, scheletro cutaneo esterno composto di
piastre e spicole calcaree. I movimenti sono garantiti da risucchio ed emissione di acqua dai tubi
interni dell’apparato acquifero a ciò preposto. Vi appartengono il riccio di mare, la stella di mare e
l’oloturia.
Oloturia

Molluschi
I Molluschi sono un phylum di animali invertebrati con il corpo molle e protetto da una conchiglia.
Il corpo è composto da un piede e da una massa viscerale, il tutto rivestito dal mantello che
normalmente produce una conchiglia calcarea. Questa può essere a due valve, a forma di cono e a
spirale. La bocca contiene una massa muscolare, ricoperta di piccoli denti, la radula. L’apparato
circolatorio comprende il cuore e un sistema di arterie e vene. La maggior parte dei Molluschi vive
in acqua marina o dolce e ha respirazione branchiale, ma esistono anche Molluschi terrestri con
respirazione polmonare. I Molluschi hanno sessi separati (tranne molti Gasteropodi e alcuni
Bivalvi) e depongono le uova in terreni umidi e nell’acqua. Alcuni tipi di Molluschi sono utilizzati
nell’alimentazione (ostriche, mitili); altri forniscono materie pregiate come porpora, madreperla e
perle (murici, molti bivalvi, pteria); altri ancora sono ospiti di parassiti. Si suddividono in diverse
classi le più note delle quali sono i Gasteropodi, i Bivalvi e i Cefalopodi.

Bivalvi
I Bivalvi (detti anche Lamellibranchi) sono una classe del phylum dei Molluschi, in cui figurano
Molluschi dotati di conchiglia formata da due valve articolate a cerniera. Hanno il corpo protetto da
un mantello; se un corpo estraneo penetra nel mantello, il mollusco lo isola secernendo una sostanza
madreperlacea che formerà la perla. Alcuni di essi possiedono un piede che può fuoriuscire dalle
valve ed è usato per procedere o scavare.
Il mitilo, detto anche cozza o muscolo o peocio, possiede due valve nere esternamente e
madreperlacee internamente. Vive nei climi temperati. Si attacca al substrato col bisso formando
vaste colonie.
La vongola vive sui fondali sabbiosi o fangosi del Mediterraneo e dell’Atlantico in colonie
numerose. Sia le cozze che le vongole sono coltivate intensamente anche in Italia per uso
commestibile. Sia le une che le altre si nutrono di microrganismi.
Anche l’ostrica è comune nell’Atlantico settentrionale e nel Mediterraneo dove vive attaccata agli
scogli. Ermafrodita, matura gli organi sessuali in diversi momenti, prima quelli maschili quindi
quelli femminili. Straordinariamente feconda, può produrre circa 1.000.000 di uova durante il
periodo riproduttivo; le larve che giungono a completare il loro sviluppo sono poche perché
vengono cacciate da anellidi, crostacei e celenterati. Si nutre di microorganismi. Ricca di sostanze
azotate, è un alimento leggero e nutriente, conosciuto anticamente dai greci e dai romani come
piatto costoso e raffinato. Diffusa in tutto il mondo, è presente in grossi banchi in Australia, in
Giappone e nell’America settentrionale. Alcune ostriche, principalmente le specie dei mari orientali,
producono perle.

Ostrica

Cefalopodi
I Cefalopodi sono una classe di Molluschi predatori, esclusivamente marini, dotati di sistema
nervoso e organi molto sviluppati. Hanno un corpo composto da capo, tronco e tentacoli provvisti di
ventose. Il loro movimento è dovuto all’espulsione dell’acqua da cavità a imbuto. Esistono alcune
specie di calamari giganti che possono raggiungere le due tonnellate di peso. Tracce di Cefalopodi
sono presenti già 600 milioni di anni fa. Si nutrono di pesci che afferrano con i tentacoli. Si
difendono dagli attacchi dei predatori fuggendo, mimetizzandosi cambiando colore oppure
emettendo un liquido nero opaco. La riproduzione avviene per deposizione di uova che vengono
protette dalla femmina.
Specie molto note sono le seppie, i calamari e i polpi, molto importanti per l’alimentazione umana,
essendo molto apprezzati in cucina.
La seppia è lunga qualche centimetro ed è nota per emettere, in situazioni di pericolo, una nuvola di
inchiostro nero. Si ciba di piccoli pesci, molluschi e crostacei che afferra con le braccia tentacolari e
immobilizza con i tentacoli.
Seppia
Il polpo comune (piovra) misura fino a un metro e vive in anfratti della costa. È dotato di un corpo
molle e otto braccia, ciascuna con due file di ventose. Ha una vista particolarmente acuta ed è in
grado di mimetizzarsi cambiando rapidamente il suo colore e il suo aspetto. Si nutre di crostacei.
Come la seppia, la femmina del polpo, in caso di pericolo, emette una nuvola di inchiostro. Il polpo
non deve essere confuso col polipo, termine che indica un insieme di animali, fra cui le anemoni di
mare e le madrepore (entrambi appartengono al phylum dei Celenterati) che danno origine al
corallo. Simile al polpo, ma più piccolo, è il moscardino.

Gasteropodi
I Gasteropodi sono la classe più numerosa dei Molluschi. Comprendono chiocciole e lumache e
numerosi animali marini, noti soprattutto per le loro conchiglie (anche se molti di loro ne sono
privi).
In Italia si contano almeno 250 specie di chiocciole. Sono Molluschi terrestri provvisti di conchiglia
elicoidale destrorsa gobbuta di medio diametro (alcuni cm). La parte del corpo che striscia sul
terreno e permette i movimenti è detta piede. Sul capo hanno quattro tentacoli: due antenne che
portano gli occhi e due tentacoli tattili (organi di senso). Fra i due tentacoli tattili si trova la bocca
che contiene un organo simile a una lingua (radula) munito di denti microscopici con cui l’animale
tritura il cibo prima di ingoiarlo.
Tipico è anche il muco adesivo secreto dall’epidermide; durante il letargo il muco, seccandosi e
prendendo consistenza per l’assorbimento di sali calcarei, chiude l’entrata della conchiglia
(epifragma).
La chiocciola ama i luoghi freschi e ombreggiati, che marca con la classica striscia argentea
rivelatrice della sua presenza. Diffusa soprattutto nelle campagne, si nutre di piante erbacee;
malgrado siano animali ermafroditi, le chiocciole ricorrono all’accoppiamento per la riproduzione.
Molte specie sono commestibili e vengono allevate in appositi spazi.

Chiocciola
Simile alla chiocciola è la lumaca, nome comune con cui si identificano i Gasteropodi terrestri (a
volte per estensione anche quelli marini, e impropriamente, le chiocciole) privi di conchiglia (a
volte detti anche lumaconi o limacce).

Artropodi
Nella classificazione del regno animale, quello degli Artropodi è il phylum più vasto, con circa un
milione e mezzo di specie di animali conosciute, circa l’80% del totale. Riunisce animali di
caratteristiche assai diverse: basti pensare agli Insetti, unico esempio di invertebrati volanti. Il corpo
è rivestito da uno strato di chitina e diviso in segmenti differenziati fra loro e dotati di appendici o
zampe per la locomozione; non potendosi accrescere a causa dello scheletro esterno di chitina, gli
Artropodi sono soggetti a mute a mano a mano che l’animale cresce di dimensioni con l’età.
Raggruppamenti principali sono il subphylum dei Crostacei e le classi degli Insetti e degli
Aracnidi.

Crostacei
I Crostacei sono subphylum di Artropodi acquatici, con corpo metamerico, ricoperto da un
esoscheletro di chitina e calcare e costituito da un cefalotorace e da un addome. Vivono in mare e
nelle acque dolci, ma esistono anche Crostacei che vivono sulla terra, gli Isopodi (si trovano nei
terreni umidi e si nutrono di resti in decomposizione). Sono muniti di un gran numero di arti
(antenne, pinze o chele). Hanno respirazione cutanea e branchiale. Ne esistono circa 30.000 specie.
Principalmente la riproduzione è sessuata e raramente asessuata. Secondo le specie, possono vivere
da pochi giorni a diversi anni. Alcuni esemplari si nutrono di animali, altri di vegetali, altri ancora
riescono ad assorbire il nutrimento filtrando l’acqua. Esistono specie parassite e infine quelle di più
grandi dimensioni possono nutrirsi anche di detriti organici.
Tra gli esemplari più diffusi, molti dei quali importanti anche per l’alimentazione umana, i granchi,
le aragoste, i gamberi, l’astice e gli scampi.
Granchio è il nome generico di varie specie di Crostacei, con l’addome breve ripiegato, con una
solida corazza di rivestimento e due potenti pinze dette chele. Molte specie di granchio sono
marine, altre fluviali come il granchio di fiume, altre terrestri. Nei mari del Giappone si trova il più
grosso granchio vivente, di colore rosso scarlatto. Specie importante dal punto di vista alimentare è
la granseola, un granchio senza chele.
Analogamente, gambero è il nome generico di molti Crostacei, di media dimensione, in genere
commestibili. Il gambero ha un addome allungato alla fine del quale si trova la coda che consente
all’animale di indietreggiare rapidamente.
L’aragosta è un crostaceo di colore rosso violaceo, presente in Europa e nel Nordamerica; vive
sulle rive rocciose del mare cibandosi di molluschi. Dotato di grosse chele, è provvisto di antenne
che fungono da sensori. L’esemplare femmina è in grado di deporre numerose uova. La sua carne è
molto apprezzata.

Aragosta
Aracnidi
Gli Aracnidi sono una classe del phylum degli Artropodi. Comprende circa 100.000 specie molto
differenziate, aventi struttura comune in cui si riconosce il capo saldato al torace, otto zampe e
occhi semplici, addome privo di arti. Furono i primi animali a colonizzare le terre emerse.
Gli scorpioni ne sono i rappresentanti più antichi insieme con i ragni, dotati di filiera. Altri Aracnidi
sono gli acari e le zecche.
I ragni hanno dimensioni che vanno da qualche millimetro a 20 cm e hanno spesso il corpo
policromo. Secernono dalle ghiandole posteriori una tela (ragnatela), con funzioni di cattura degli
insetti, nido e rifugio. Quasi tutti sono terricoli; sono carnivori, attivi specialmente al crepuscolo e
di notte. Taluni rincorrono la preda o la raggiungono con salti, mentre altri la fermano iniettando
loro un veleno paralizzante; molti, sedentari, attendono che la preda cada nella ragnatela. Sono
diffusi in special modo nelle regioni tropicali.
In Italia la specie velenosa più conosciuta è la malmignatta (vedova nera mediterranea), un
ragno dall’addome grosso e il corpo nero con tredici macchie di colore rosso sangue. Si trova
nell’Italia centromeridionale in luoghi aridi; è aggressiva in primavera e in estate e la gravità del suo
attacco dipende dal numero dei morsi subiti. Anche il ragno violino inietta nel 40% dei morsi un
veleno che ha gravi effetti per fortuna solo su soggetti molto sensibili. I morsi di altre specie
possono essere dolorosi (o blandamente tossici); è il caso della falsa tarantola (la tarantola è un
Rettile) nota perché il suo morso darebbe il via alla danza del tarantolato (dalla quale sarebbe poi
derivato il nome della tarantella o pizzica). In realtà, reale responsabile del tarantismo sarebbe il
morso della vedova nera e i movimenti incontrollati sarebbero sintomi psicosomatici.
Malmignatta (vedova nera mediterranea)
Gli scorpioni sono Aracnidi dal corpo nero e appiattito, fornito anteriormente di due pinze e
posteriormente di un sottile prolungamento ricurvo verso l’alto e terminante in un aculeo velenifero.
Notturni e predatori, il loro morso può causare febbre e forti dolori, ma in genere non è mortale.
Infatti, quelli presenti in Italia e nei Paesi mediterranei non sono pericolosi (a meno che il paziente
non abbia uno shock anafilattico, cioè sia allergico al veleno, o sia un bambino nel qual caso ci può
essere un interessamento dei sistemi nervoso e cardiaco.
Scorpione
Gli acari sono Aracnidi piccolissimi con cefalotorace e addome spesso fusi insieme. Gli acari sono
parassiti e possono provocare gravi malattie agli animali e alle piante. Molte specie di acari sono
causa per l’uomo di forti allergie (asma e rinite allergica) e si nutrono di forfora umana e polvere
insediandosi nei materassi, nelle moquette o nei tappeti. Alcune specie di acari sono responsabili
della scabbia e di generiche acariasi.
L’esemplare più noto è la zecca. Oltre a provocare fastidiose irritazioni cutanee (rogna), possono
essere vettori di pericolose malattie; fra quelle più comuni nell’uomo, la malattia di Lyme e la
rickettsiosi (febbre bottonosa) mentre nel cane trasmettono la piroplasmosi.

Insetti
Gli Insetti sono una classe di Artropodi invertebrati tracheati comprendente oltre un milione di
specie.
Gli Insetti hanno il corpo diviso in tre parti ossia capo, torace e addome e si dividono in Insetti
Pterigoti e Insetti Apterigoti a seconda che abbiano o no le ali.
Il capo porta un paio di antenne, sulle quali appositi recettori percepiscono le variazioni ambientali
di temperatura, luce e umidità. Completano il capo gli occhi composti, gli ocelli, e un apparato
boccale formato da tre paia di arti: mandibole, mascelle e labbro inferiore, diversamente
specializzati per masticare, lambire, pungere e succhiare.
Il torace è diviso in tre segmenti, protorace, mesotorace e metatorace. Ogni segmento è dotato di un
paio di zampe. Gli Insetti Pterigoti portano un paio di ali su ognuno degli ultimi due anelli.
L’addome è suddiviso al massimo in undici anelli, non ha zampe e in alcune specie termina con
appendici a pinza dette cerci.
Gli Insetti hanno un semplice apparato digerente formato da tre intestini, un sistema circolatorio con
un cuore tubolare e respirano tramite trachee tubolari che sboccano all’esterno negli stigmi.
Possiedono organi di senso molto sviluppati.
Possono organizzarsi in società strutturate, come api e formiche. Si riproducono sessualmente con
fecondazione interna. Sono per la maggior parte ovipari, ma esistono anche specie ovovivipare e
vivipare; i sessi sono distinti e presentano il fenomeno del dimorfismo con funzione di richiamo per
l’accoppiamento. Grande è l’influenza degli Insetti sull’ambiente e sull’ecosistema, prima fra tutte
la funzione impollinatrice delle piante a fiori. Esistono inoltre, accanto a insetti dannosi (portatori di
malattie o dannosi per le coltivazioni), anche insetti sfruttati nella lotta biologica contro quelli
nocivi.

Anoplura
Gli Anoplura sono un piccolo ordine di Insetti, i veri pidocchi, tutti parassiti ematofagi di
Mammiferi.
I parassiti dell’uomo sono quello che vive fra i capelli, ai quali fissa le uova (i lendini), quello che
vive sulla pelle che si nutre sull’epidermide e depone le uova negli abiti e quello che infesta il pube.

Blattoidei
I Blattoidei sono un ordine di Insetti Pterigoti a cui appartengono moltissime specie di cui alcune
diffuse in Italia dove vivono in ambienti umidi.
I più noti sono gli scarafaggi (blatte). Sono cosmopoliti, hanno corpo piatto e tondo, di colore nero
scuro, apparato masticatore notevole e abitudini notturne. Vivono nelle fessure che abbandonano di
notte. Sono molto dannosi per le derrate alimentari.
Scarafaggi

Coleotteri
I Coleotteri sono un ordine di Insetti Pterigoti di cui si conoscono circa 300.000 specie. Hanno un
corpo indurito da chitina, ali anteriori che svolgono funzioni protettive (elitre) e quelle posteriori
predisposte per il volo. Hanno un apparato boccale, masticatore e ciclo evolutivo completo (larva,
pupa, adulto). Depongono le uova.
Comune è il maggiolino, lungo fino a 2,5 cm, con elitre brune. La larva vive nel terreno per circa
quattro anni, prima della metamorfosi, che si conclude di solito in maggio. Gli individui adulti
vivono poche settimane e si nutrono di foglie e gemme. Diffuso in tutta Europa, viene spesso
confuso con la coccinella.
La coccinella, di colore rosso picchiettato di nero, vive nella vegetazione delle regioni temperate e
tropicali. Ha corpo semisferico arrotondato nella parte superiore e piatto nella parte inferiore. È utile
all’agricoltura poiché si nutre di insetti dannosi per le piante.
Coccinella
Altro coleottero molto diffuso è lo scarabeo, di cui in Italia sono comuni molte specie. Lo scarabeo
rinoceronte è cosiddetto perché il maschio è dotato di un grande corno cefalico. Lo scarabeo sacro
vive nei luoghi caldi, sulle spiagge. Lungo fino a 4 cm, depone il proprio uovo in escrementi
animali che, composti a forma di palline sferiche, saranno fatti rotolare fino al nido e serviranno da
nutrimento alla larva. Infine, lo scarabeo stercorario, dal comportamento identico allo scarabeo
sacro, ma di minori dimensioni.
Le lucciole sono Coleotteri che negli ultimi segmenti dell’addome hanno organi luminosi (alla base
della produzione luminosa c’è l’impiego di ossido d’azoto) che usano come richiamo sessuale (i
maschi volano emettendo una luce intermittente e le femmine rispondono a terra con segnali simili
per intensità, durata e ritmo) e territoriale. I maschi sono alati e le femmine attere; anche le larve
sono debolmente luminose.
Anche il tarlo del legno appartiene ai Coleotteri. Misura fino ai 5 mm. Trova il suo habitat nelle
case, in cui danneggia i mobili scavando in essi gallerie.
Altri coleotteri comuni sono il cervo volante e il cerambice.

Ditteri
I Ditteri sono un ordine di Insetti di medie e piccole dimensioni, con ali anteriori molto sviluppate e
quelle posteriori, modificate in bilancieri, adatte al volo. Hanno apparato boccale pungente e
succhiatore e metamorfosi completa. Sono dannosi per piante e animali. Tra gli esemplari, zanzare,
tafani e mosche.
Zanzara è il nome comune di Insetti con apparato boccale pungente e succhiatore, le cui larve e
ninfe vivono in acqua, generalmente ferma. Le zanzare sono diffuse in tutto il mondo, specialmente
nelle zone tropicali e subtropicali. Le femmine si nutrono di sangue, i maschi di succhi vegetali. La
più nota è la zanzara comune.
Mosca è il nome generico di Insetti Ditteri, molto prolifici e in genere dannosi per l’agricoltura.
Diffusa ubiquitariamente, la mosca domestica e la mosca piccola vivono vicino all’uomo e possono
essere causa di infezioni. Tra le mosche in grado di trasmettere gravi infezioni all’uomo, vi è per
esempio, la mosca tse-tse, che può trasmettere l’agente patogeno della malattia del sonno, il
Trypanosoma gambiense. Tra le più dannose per l’agricoltura dei Paesi mediterranei troviamo la
mosca degli asparagi, la mosca della frutta e la mosca olearia che depone le uova nelle olive.
Il tafano è un dittero che misura circa 2 cm. I maschi si nutrono di nettare e frutta mentre le
femmine, provviste di un apparato boccale perforante e succhiante, si nutrono in particolare del
sangue di bovini ed equini. Con le loro punture dolorose, i tafani immettono nella pelle una piccola
quantità di saliva dall’azione anticoagulante e possono trasmettere con essa gli agenti di numerose
malattie (spirochetosi, filaria, malattia del sonno ecc.). Le larve, che prediligono gli ambienti umidi,
sono carnivore e alcune aggrediscono anche prede più grandi di loro come insetti, anfibi e
molluschi.

Tafano

Imenotteri
Gli Imenotteri sono un ordine di Insetti Pterigoti provvisti di quattro ali membranose, apparato
boccale masticatore, tegumento resistente, con il mesotorace (secondo segmento del tronco)
particolarmente sviluppato. Con dimorfismo sessuale molto accentuato, presentano metamorfosi
completa. Ne fanno parte api, vespe e formiche.
Ape
L’ape vive in gruppi di circa 50.000 individui (sciame), si nutre di polline e di nettare. Nello
sciame, si individua una sola femmina fertile, l’ape regina. Essa ha il compito di riprodurre tutte le
api operaie (sterili), gli esemplari maschi (fuchi) e le successive api regine. L’ape regina può
decidere se far nascere un’ape operaia o regina oppure un fuco (fecondando o no l’uovo con lo
sperma dei fuchi immagazzinato nel suo addome). La sua forma è allungata, l’addome più
pronunciato e il pungiglione è liscio e può essere utilizzato più volte. Si nutre della pappa reale
prodotta dalle api operaie e può vivere fino a tre anni. L’ape operaia è dotata di ghiandole per la
produzione di cera e pappa reale. L’esofago è dotato della borsa melaria (per il trasporto del nettare
raccolto sui fiori) e il pungiglione si fissa sulla vittima in modo stabile tanto che per liberarsi,
l’insetto si lacera in modo irreparabile l’addome. La vita media è di trenta giorni (tranne quelle
riprodotte nei mesi autunnali che riescono a superare l’inverno). Le api operaie nei primi giorni di
vita si nutrono di pappa reale, successivamente di miele o polline. Esse devono provvedere alla
costruzione e pulizia dell’alveare, al nutrimento delle larve e dell’ape regina e una volta adulte alla
raccolta di polline. I fuchi o pecchioni, sono privi di pungiglione, di sacche per la raccolta di polline
e di ghiandole per la produzione di cera e pappa reale. La loro funzione è quella di accoppiamento
con l’ape regina; quindi muoiono. Nei mesi autunnali vengono espulsi dall’alveare.
La formica è talmente diffusa che Hölldobler e Wilson ne stimano un numero pari a dieci elevato
alla ventottesima potenza e un peso pari a quello di tutti gli esseri umani. Le specie classificate sono
diecimila circa, anche se si pensa che circa tremila non siano ancora state scoperte. Nella loro vita
sociale prevale il polimorfismo e la divisione in caste; esiste un’organizzazione tale per cui è
possibile individuare classi di femmine sterili (operaie e soldati), femmine feconde (regine) e
maschi. La vita media di una regina è di circa venti anni, quella di un’operaia di due-tre anni,
mentre i maschi muoiono dopo l’accoppiamento. La società viene creata dalla regina che, in seguito
all’accoppiamento, deposita nel nido le uova dalle quali usciranno tutti i futuri componenti della
colonia; le operaie costruiscono il formicaio, che è formato da molteplici camere ordinate in piani e
comunicanti tra loro e con l’esterno per mezzo di gallerie. In queste camere vivono le larve, la
regina e tutti i componenti del nido, inoltre vi vengono conservate le scorte. Le operaie procacciano
altresì il cibo, controllano le larve, nutrono e curano la regina, mentre i soldati svolgono funzioni
difensive. Le formiche comunicano con un linguaggio chimico; sono infatti ricche di ghiandole
esocrine e si riconoscono con le antenne. La formica è solitamente onnivora anche se ne esistono
specie insettivore, fitofaghe e che si nutrono di succhi zuccherini animali e vegetali. Il cibo lo
procurano o saccheggiando altri formicai con la cattura di larve e la loro riduzione in schiavitù
(lestobiosi), oppure sfruttando il lavoro delle formiche ospiti (dulosi). Alcune formiche sono
dannose, come quelle che, curando gli Afidi, ne consentono la diffusione o come quelle che
depredano i campi di semi e divorano le foglie; altre ancora, infine, risultano essere utili in quanto
eliminano insetti nocivi. Tra le specie presenti in Italia, da ricordare la formica nera europea e la
formica rossa.

Formica rossa
La vespa è un imenottero dal corpo slanciato e molto assottigliato tra torace e addome, non peloso,
colorato di giallo e nero. Le femmine sono dotate di pungiglione velenoso con cui immobilizzano
ragni e insetti di cui nutrono le larve. Gli adulti si cibano invece di polline, nettare e succhi
zuccherini. Alcune specie di vespe, tra cui la vespa comune italiana, sono organizzate in società
comprendenti di solito una femmina fertile, maschi e femmine operaie.
Il calabrone ha corpo massiccio, di colore rosso bruno con striature gialle sull’addome, può
raggiungere i 3 cm di lunghezza. Vive in colonie all’interno di nidi sovente costruiti nelle cavità
degli alberi. Possiede un pungiglione che provoca dolorose e pericolose punture.

Isotteri
Gli Isotteri o termiti sono un ordine di Insetti terrestri, sociali, di piccole o medie dimensioni, che
vivono in Paesi tropicali e caldi e che sono anche chiamati formiche bianche. Costituiscono colonie
molto numerose all’interno delle quali sono organizzati in caste: le fertili alate, caste di re e regine
con funzioni riproduttive, le sterili che provvedono alle esigenze della colonia (operai) e alla sua
difesa (soldati). Costruiscono i nidi, molto grandi e complessi, sugli alberi, sul terreno e nel legno.
Si nutrono di legno secco e materiale vegetale e possono apportare gravi danni agli edifici in legno.
Termiti

Lepidotteri
I Lepidotteri sono un ordine di Insetti comprendente più di 100.000 specie distribuite in tutto il
mondo. Ai Lepidotteri appartengono le farfalle, nome con il quale si indica la forma adulta degli
Insetti Lepidotteri, caratterizzata da quattro ali membranose coperte di squame e variamente
colorate.
Occorre ricordare che la distinzione tra farfalle e falene deriva dall’uso comune. Le farfalle hanno
abitudini generalmente diurne e hanno antenne clavate, a differenza di quelle delle falene che sono
spesso pettinate o filiformi e chiudono le ali a libro in posizione di riposo.
La farfalla più grande è la farfalla della regina Alexandra con un’apertura alare di circa 30 cm;
hanno vita molto breve, da poche ore a un anno di vita, anche se a livello di pupa esiste per esempio
una falena che vive fino a 30 anni prima di diventare adulta.
I Lepidotteri possiedono due paia di ali, variamente colorate e ricoperte da squame, che
rappresentano una macrosuddivisione in due categorie (gli Omoneuri con stessa nervatura tra le ali
posteriori e anteriori ed Eteroneuri con nervature delle ali anteriori più sviluppate); hanno un
apparato boccale succhiatore generalmente a forma di tromba. Sono ovipari, presentano dimorfismo
sessuale e metamorfosi completa. Mentre l’adulto è pronubo con alcune piante, le larve (o bruchi)
sono fitofaghe e quindi dannose per l’agricoltura. Dallo stadio di crisalide racchiusa in un bozzolo
costruito con sostanze secrete dalle ghiandole sericipare, la larva si trasforma in insetto perfetto o
immagine nella primavera successiva.
Fra le farfalle italiane più comuni si ricordano il macaone, la cedronella e la vanessa atalanta.
Vanessa atalanta
Ai Lepidotteri appartiene anche la
tarma
, insetto di dimensioni molto ridotte che danneggia tessuti, imbottiture, tappeti ecc.

Mantoidei
I Mantoidei sono un ordine di Insetti Pterigoti. Essenzialmente tropicali, le specie sono diffuse
soprattutto nelle regioni a clima caldo.
Esemplare tipico è la mantide religiosa, lunga circa 7 cm, di colore verde, particolare per
l’atteggiamento assunto in attesa della preda, con le zampe anteriori raccolte in posizione simile alla
preghiera. Dopo l’accoppiamento, i maschi sono in genere divorati dalle femmine.
Mantide religiosa

Odonati
Gli Odonati sono un ordine di Insetti dalla testa mobile con occhi composti molto sviluppati, livree
vivaci, quattro ali sottili e rigide che permettono loro di volare per lungo tempo e di essere ottimi
predatori; sono detti comunemente libellule. Hanno vita ninfale acquatica a metamorfosi
incompleta e vita adulta terrestre.
Libellula

Ortotteri
Gli Ortotteri sono un ordine degli Insetti comprendente esemplari caratterizzati da ali anteriori
coriacee, apparato boccale masticatore e zampe posteriori adatte al salto. Sono esempi comuni il
grillotalpa, i grilli, le cavallette e le locuste.
Il grillo campestre è molto comune, vive nei prati asciutti, scava profonde gallerie nel terreno, è
nero e lucente, si nutre di germogli e di piccoli insetti. Il maschio ha alla base delle ali anteriori, un
organo stridulante, con il quale emette il tipico suono stridulo. Il grillo domestico vive, di giorno,
nascosto nei muri delle case di campagna, di notte esce alla ricerca di cibo (cereali, pane), è di
colore giallo bruno e il suo canto è più monotono.
Grillo
Cavalletta è il nome comune con cui si indicano Ortotteri alati e muniti di arti posteriori adatti al
salto; a seconda delle specie, la lunghezza può variare da qualche cm fino a dieci e la colorazione
può cambiare in alcuni periodi dell’anno. Gli organi dell’udito sono posizionati sugli arti posteriori
o sull’addome. Gli esemplari maschi e alcune femmine producono con lo sfregamento degli arti o
delle ali un caratteristico suono. Alcune specie sono migratorie e a esse viene dato il nome di
locuste. La locusta del deserto può arrecare danni gravissimi alle colture quando si riunisce in
sciami di milioni di individui e probabilmente è quella citata nelle Piaghe d’Egitto bibliche. In Italia
è molto comune la cavalletta verde.
Il grillotalpa è un ortottero che scava la propria tana con le zampe anteriori e deve il suo nome al
fatto che la tana che scava sembra assomigliare, in miniatura, a quella delle talpe. Si nutre di insetti
e di vegetali, potendo risultare molto dannoso per le coltivazioni.

Rincoti
I Rincoti furono classificati da Linneo come Emitteri; sono molto studiati perché comprendono
specie di interesse ecologico e naturalistico, medico-sanitario e agrario. Sono suddivisi nei due
sottordini degli Eterotteri e degli Omotteri.
Il primo praticamente raggruppa le cimici; queste sono prive di ali ed emanano odori sgradevoli.
Conducono vita notturna e parassita su animali e anche sull’uomo (cimice dei letti). Esistono
esemplari come la cimice verde che parassitano vegetali.
Gli Omotteri comprendono specie molto diverse, tanto che oggi si preferisce considerare come
sottordini le sezioni in cui erano classicamente suddivisi gli Omotteri. Fra essi si ricordano le cicale,
gli afidi e la cocciniglia.
La cicala è un insetto di colore giallonero, lungo non più di qualche centimetro; ha ali trasparenti,
capo grosso e largo e antenne cortissime. I maschi emettono dei suoni prodotti da un organo
speciale sul quale operano delle fibre muscolari e da due casse di risonanza collocate sull’addome.
La cicala è più diffusa nell’Italia settentrionale (cicala comune) mentre nell’Italia meridionale è
presente la cicala dell’orno che si ciba di linfa di frassino.

Cicala
I maschi di
cocciniglia
sono alati mentre le femmine sono attere e ninfali (presentano una regressione tipica dovuta al
regime dietetico, un caso di neotenia, cioè un fenomeno evolutivo per cui negli individui adulti
permangono caratteristiche morfologiche e fisiologiche tipiche delle forme giovanili) e sembrano
non avere nulla che li caratterizzerebbe come Insetti. Sono parassiti di piante che aggrediscono in
massa, cagionandone la morte e per questa ragione sono dannosissime all’agricoltura. Vengono
cacciate con nemici naturali (Coleotteri, Imenotteri e Lepidotteri) oppure con insetticidi.
Dall’essiccazione e polverizzazione delle femmine, si ottiene una sostanza colorante rossa
(carminio).
Gli afidi (pidocchi delle piante) sono Emitteri che infestano quasi tutte le piante ornamentali, sia da
interno che da esterno, oltre che le colture di interesse agrario. Lunghi pochi mm, gli adulti sono
ricoperti da un sottile tegumento di colore giallo chiaro o verde o grigio o nero. Fra gli afidi, da
ricordare la fillossera; tipica dell’America, è un parassita pericolosissimo per i vigneti, di cui
distrugge radici e foglie. L’unica via per evitare la distruzione è l’innesto di vitigni europei su
varietà americane.

Sifonatteri
I Sifonatteri sono un ordine di Insetti Pterigoti meglio noti con il nome di pulci, lunghi circa due
mm, parassiti di animali da cui traggono nutrimento, succhiandone il sangue. In particolare, la pulce
dell’uomo si nutre del sangue umano, ma anche di quello di altri Mammiferi e può dunque
trasmettere malattie infettive anche gravi (peste bubbonica, tifo murino). La pulce del cane vive
sulla pelle degli animali e passa facilmente da un animale a un altro. La pulce dei ratti trasmette la
peste dai ratti all’uomo. La pulce penetrante è diffusa in America, di cui è originaria, e in Africa, ed
è parassita di diversi Mammiferi; la sua caratteristica è quella di penetrare sotto la pelle, dove
rimane per la deposizione delle uova, provocando caratteristici gonfiori e tumefazioni.

Cordati
I Cordati sono un phylum avente come caratteristica saliente la presenza della coda dorsale o di
una colonna vertebrale, nel solo embrione o fino allo stadio adulto: la sua funzione è di sostegno del
corpo e di innesto della muscolatura.
Dei tre subphylum il più importante è quello dei Vertebrati (Vertebrata) che conta circa 50.000
specie, di cui la metà sono Pesci.
In alcune classificazioni si considera anche il clade dei Craniati, Vertebrati con la presenza di una
struttura speciale detta cranio a protezione della parte terminale del sistema nervoso.
Lo scheletro è costituito dalla colonna vertebrale, contenente il midollo spinale a cui sono collegate
due paia di arti e le costole. I Vertebrati hanno respirazione polmonare o branchiale e sistema
circolatorio costituito da cuore e vasi e completato dal sistema linfatico.
Il sistema nervoso è costituito dal midollo spinale, dall’encefalo e dal sistema periferico.
L’apparato digerente, pur presentando notevoli differenze secondo l’alimentazione dell’animale, è
costituito sempre dalla bocca, dalla faringe, dall’esofago, dallo stomaco e dall’intestino. I ciclostomi
differiscono da tutti gli altri Vertebrati per la mancanza di mascelle e per la presenza di una sola
narice.
Hanno sessi separati.
Hanno la capacità di stabilizzare il proprio ambiente corporeo chimico fisico interno (omeostasi),
grazie a un sistema di ghiandole endocrine, regolate dal complesso sistema nervoso. L’omeostasi
termica è caratteristica delle specie più evolute: Uccelli e Mammiferi.
Si pensa che i Vertebrati siano comparsi sulla superficie terrestre prima del Cambriano, sebbene i
più antichi resti fossili risalgano all’Ordoviciano. Per quanto riguarda l’ambiente originario si
ritiene che si siano differenziati nelle acque dolci. Tutte le classi dei Vertebrati sono comparse tra
l’inizio del Paleozoico e la fine del Triassico (circa 300 milioni di anni).
I Pesci volgarmente detti sono rappresentati dalla superclasse dei Ciclostomi (pesci senza
mandibole), e dalle classi dei Condritti, a scheletro cartilagineo, e gli Osteitti, a scheletro osseo.
Le altre classi di Vertebrati sono gli Anfibi, i Rettili, gli Uccelli e i Mammiferi.

Pesci
Con il termine Pesci vengono in genere raggruppati gli animali vertebrati acquatici coperti di
scaglie e muniti di pinne. Comprendono oltre 32.000 specie, il 50% circa di tutti i Vertebrati. Da un
punto di vista pratico (escludendo cioè specie estinte) possiamo oggi considerare i Pesci suddivisi in
Ciclostomi, Condritti e Osteitti.
Ciclostomi
I Ciclostomi sono una superclasse di Vertebrati anguilliformi, privi di mascella e con labbro
circolare a ventosa. Il colore della pelle, nuda e viscida, è bruno verdastro. Il nutrimento è costituito
dal sangue succhiato agli altri animali, dopo aver raschiato la carne mediante movimenti della
lingua, lasciando sulla pelle delle vittime un’impronta circolare. Molto diffusi nelle ere geologiche
più lontane, oggi sopravvivono in poche specie. L’esemplare tipico è la lampreda, di cui esistono
una quarantina di specie sia marine sia di acqua dolce. Una volta cotte, le lamprede sono
commestibili poiché la cottura distrugge il veleno contenuto nel loro sangue.

Lampreda

Condritti
I Condritti sono una classe dei Cordati. È uno dei tre raggruppamenti in cui sono divisi i Pesci,
insieme a Ciclostomi e Osteitti. Comprendono oltre un migliaio di specie fra cui gli squali, le razze
e le chimere. Si distinguono facilmente dai Pesci ossei per la scarsa simmetria su un piano
orizzontale (la bocca si trova più in basso e la pinna è asimmetrica).
Squalo (sinonimo pescecane) è il termine con il quale si indicano circa 500 specie di Condritti; gli
squali sono pesci fusiformi, di grandi dimensioni, dotati di muscoli che consentono di raggiungere
elevate velocità; hanno cinque o sette fessure branchiali, bocca ventrale e pinna caudale
asimmetrica. Caratteristica tipica è la presenza sul corpo degli squali di dentelli dermici che
proteggono la pelle dai danneggiamenti causati dai parassiti e migliorano l’idrodinamica.
Tutti gli squali sono carnivori e la maggior parte di loro si nutre di pesci e altri animali marini, a
differenza degli esemplari più grandi (come lo squalo balena) che si nutrono soprattutto di plancton.
Sono tipici dei mari temperati e caldi, anche se si conoscono specie che vivono in acqua dolce.
Sono pericolosi per l’uomo, anche se spesso la loro pericolosità è stata esagerata. Tra i maggiori, lo
squalo balena e lo squalo elefante; tra quelli presenti nel Mediterraneo, lo squalo grigio e il raro
squalo bianco (le femmine, più grandi dei maschi, arrivano a 6-7 metri) che si riproduce nelle acque
fra la Sicilia e la Tunisia. Agli inizi degli anni ’90 era stata avanzata l’ipotesi che la cartilagine di
squalo potesse essere impiegata come terapia anticancro poiché si supponeva che gli squali non si
ammalassero di tumore; in realtà da allora sono state documentate quaranta forme tumorali negli
squali e nelle razze.

Squalo
La
razza
è un pesce cartilagineo con la caratteristica forma discoidale, dovuta allo sviluppo delle pinne
pettorali. Lunghe fino a 1,5 m, le razze sono comuni anche nei nostri mari.
Razza
Simile alla razza è la torpedine che stordisce le prede e si difende emettendo scariche elettriche.
Molto più grande è invece la manta; dotata di due pinne cefaliche molto sviluppate, ha una
larghezza di 7 m, ma in genere non è pericolosa per l’uomo. Vive nei mari tropicali in coppia o in
gruppo. È munita di lobi appuntiti ai lati della testa con cui convoglia nella bocca il plancton di cui
si nutre.
La chimera ha muso massiccio, coda lunga a frusta e con aculeo robusto molto velenoso sulla
sommità dorsale anteriore. Può raggiungere 1,5 m di lunghezza (chimera mostruosa), si nutre di
molluschi che trova nelle profondità dell’Atlantico. È l’unica specie abissale che si può incontrare
anche nel nostro Mediterraneo.
Altri noti Condritti sono il pesce martello e il pesce sega, così chiamati rispettivamente per la
forma della testa e del muso.

Osteitti
Gli Osteitti (una volta detti Teleostei) sono una classe dei Cordati; sono Pesci a scheletro osseo
suddivisi in Sarcopterigi e Attinopterigi, due sottoclassi che recentemente sono state elevate a rango
di classe con gli Osteitti come superclasse.
I Sarcopterigi comprendono Pesci con vescica polmonare che permette di affrontare lunghi periodi
senza acqua. In questa classe sono compresi anche Vertebrati terrestri con caratteristiche intermedie
fra Pesci e Anfibi. Molti sono estinti, altri considerati tali, si sono scoperti essere presenti a
profondità di centinaia di metri nell’Oceano Pacifico.
Gli Attinopterigi sono una classe che rappresenta la maggior parte dei pesci viventi conosciuti. Le
principali caratteristiche sono le pinne sostenute da raggi (a differenza dei Sarcopterigi che hanno
pinne carnose), la presenza di una vescica natatoria (una sacca polmonare modificata che contiene
una miscela di gas e che permette di nuotare e galleggiare nel migliore dei modi) e la presenza di un
rivestimento costituito da leggere placche ossee (scaglie).
Comprendono quasi 50 ordini; di seguito quelli che raggruppano le specie più conosciute.

Acipenseriformi
Gli Acipenseriformi sono un ordine degli Attinopterigi che comprende gli storioni e i pesci spatola.
Lungo fino a 4 m e pesante fino a una tonnellata, lo storione ha corpo slanciato, squaliforme, muso
munito di rostro e di quattro barbigli tattili; è presente anche nel Mediterraneo, lungo le coste, e in
primavera e in estate risale i fiumi per deporre le uova, che forniscono il noto caviale. Nel mar
Caspio vivono cinque delle venti specie; da tre di esse (beluga, ossitrina, sevruga) si ottiene quasi il
90% del caviale mondiale. Il beluga è il più grande, è molto raro, di colore variabile dal grigio
chiaro al nero; l’ossitrina è lungo al massimo 2 m per 200 kg, di colore marrone con sfumature che
vanno dal dorato al nero; il sevruga è piccolo e slanciato (1,5 m per 25 kg), di colore grigio scuro.

Storione

Beloniformi
I Beloniformi sono un ordine degli Attinopterigi che comprende le aguglie (di colore blu argento
con corpo molto slanciato lungo fino a un metro, vivono nei mari europei) e i pesci volanti (capaci
di volare al di fuori dell’acqua per qualche decina di secondi).
Mugiliformi
I Mugiliformi sono un ordine degli Attinopterigi che comprende i cefali. Di colore grigio azzurro, il
cefalo misura sino a 90 cm. Vive in tutti i mari caldi e temperati, solitamente nei pressi dei porti e
vicino alle isole. Si nutre di microrganismi. Tutte le specie sono commestibili.

Cefalo

Perciformi
I Perciformi sono un ordine degli Attinopterigi che prende il nome dal pesce persico.
Comprendono oltre 7.000 specie, alcune delle quali hanno nomi pittoreschi (pesce pipistrello, pesce
forcella, pesce imperatore, pesce chirurgo, pesce unicorno, pesce damigella ecc.). Vi appartengono
molte specie marine o d’acqua dolce che hanno corpo più o meno compresso lateralmente, coperto
di squame del tipo cicloide o ctenoide, due narici per ogni lato e quattro branchie.
Oltre al pesce persico, alla bavosa e al ghiozzo, i Perciformi più conosciuti sono alcune specie
molto importanti per l’alimentazione umana (tonno, sgombro, pesce spada, orata, branzino ecc.) e il
barracuda.
Il tonno è l’unico pesce a sangue caldo. Diffuso nell’Atlantico e nel Mediterraneo, vive in branchi e
si nutre di pesci e cefalopodi. Viene pescato con diversi sistemi, tra i quali il più classico è la
tonnara, dando vita a una fiorente industria conserviera. Ne esistono diverse specie: quello del
Mediterraneo, ha il corpo lungo fino a 3 m e pesante fino a 600 kg, con coda a semiluna, parti
superiori blu-nerastre e parti inferiori biancastre o grigio-argentee; altre specie sono più piccole
(tonnetti). Dal punto di vista alimentare il tonno è molto ricco di proteine e, se consumato al
naturale, non è molto grasso.

Tonno
Lo sgombro è diffuso in tutti i mari e gli oceani, sia tropicali che temperati e freddi. Di colore
azzurro-verde, con dorso più scuro e ventre bianco argenteo, abile e veloce nuotatore, ha un corpo
allungato, con due pinne dorsali triangolari. Come il tonno è oggetto di pesca commerciale.
Sgrombro
Di colore grigio, il pesce spada raggiunge i 4 m. La mascella superiore presenta la forma di spada
che gli serve per catturare i pesci, anche di grandi dimensioni, di cui si nutre. Presente nelle zone
tropicali, subtropicali e temperate di tutti gli oceani, e in alcuni mari come il Mediterraneo e il mar
Nero, vive generalmente al largo. Di grande importanza per la pesca commerciale. Simile al pesce
spada è il marlin.

Pesce spada
L’orata ha corpo ovale di colore azzurro, raggiunge la lunghezza di 50 cm e si nutre di alghe e
molluschi. Vive sul fondo del mare; durante la primavera si sposta negli stagni salati vicino alla
costa, dove rimane fino all’autunno. Nel Mediterraneo è piuttosto comune e ricercata per l’ottima
carne.
Di colore bianco e argentato, il branzino (detto anche spigola) raggiunge un metro di lunghezza.
Vive presso le rive del Mediterraneo e dell’Atlantico.
Lungo sino a 1,5 m, il barracuda vive nelle acque del Messico e nell’oceano Indiano e Pacifico. È
un pesce predatore con una bocca ampia rispetto al corpo snello, ricoperto da minute scaglie.
Nonostante la fama, raramente attacca l’uomo. Il gran barracuda è molto ambito nella pesca
sportiva, anche se la sua carne può provocare un’intossicazione alimentare dovuta a una tossina non
batterica.

Pleuronettiformi
I Pleuronettiformi sono un ordine degli Attinopterigi conosciuto solitamente col nome di pesci
piatti; comprende, fra le specie più conosciute, la sogliola e il rombo, molto importanti per
l’alimentazione umana.
La sogliola ha un corpo appiattito, quasi privo di coda, misura anche 50 cm con peso di alcune
centinaia di grammi. Un lato di colore chiaro (detto cieco) appoggia sulla sabbia, mentre l’altro più
scuro si mimetizza con i fondali; su quest’ultimo si trovano gli occhi e la testa rivolta a destra. Vive
nell’Atlantico, nel Mare del Nord e nel Mediterraneo. Pesci simili, ma meno pregiati, sono la
platessa e la passera. La carne è gustosa, molto digeribile e con poche lische.

Sogliola
Il rombo è molto più grande della sogliola, potendo arrivare anche a diversi kg, con un colore
decisamente più scuro.
Scorpeniformi
Gli Scorpeniformi sono un ordine degli Attinopterigi che comprende pesci dal corpo tozzo, con
bocca grande e testa grossa e ricoperta di spine a cui appartengono gli scorfani o pesci scorpione.
Lo scorfano ha un colore rossastro con striature brune, raggiunge i 50 cm. Cattura la preda
risucchiandola. Per il suo aspetto, nel linguaggio comune, il termine scorfano è diventato sinonimo
di persona brutta.

Scorfano

Zeiformi
Gli Zeiformi sono un ordine degli Attinopterigi cui appartiene il comune pesce san Pietro, diffuso
nelle zone vicino ai fondali in tutte le acque temperate e tropicali. Il corpo è ellissoidale, molto
schiacciato sui lati con una bocca grande che si può protrarre in avanti a forma di tubo. Sulla testa
sono presenti numerose spine. Caratteristiche le grandi pinne, con la dorsale che ha una decina di
spine allungate, molto lunghe. Il colore di fondo del corpo è biancastro, con striature di beige e di
bruno piuttosto marcato con un grosso ocello centrale di forma rotonda, di colore nero, bordato di
chiaro.

Clupeiformi
I Clupeiformi sono un ordine degli Attinopterigi che comprende pesci molto importanti per
l’alimentazione umana come sardine, acciughe e aringhe. I Clupeiformi sono molto importanti per
l’ecosistema marino, essendo la preda di tonni, pesci spada, squali, cetacei, pinnipedi e uccelli
marini.
Lunga anche 25 cm, la sardina è diffusa nel Mediterraneo e nell’Atlantico orientale. Presenta corpo
compresso lateralmente, una sola pinna dorsale, colorazione verde oliva con una fascia
longitudinale bluastra, punteggiata di nero sui fianchi. Quando non è sessualmente matura, la
sardina si mantiene lontana dalle coste e in acque profonde; in epoca matura gli individui migrano,
a banchi compatti, verso la costa, in superficie, in cerca di acque basse temperate, ove le femmine
depongono circa 60.000 uova ciascuna. Ha carni pregiate ed è quindi oggetto di pesca intensiva.
Viene consumata fresca o, più spesso, conservata sott’olio.

Sardina
L’acciuga è diffusa nel Mediterraneo, nel Baltico e nell’Atlantico, vive in grandi branchi, si nutre di
plancton e depone le uova nelle vicinanze della costa. Il suo corpo, allungato e sottile, misura in
lunghezza circa 20 cm. Si può gustare fresca, sott’olio o in salamoia.
Il corpo slanciato dell’aringa raggiunge i 35 cm di lunghezza, le squame che lo ricoprono sono di
colore blu e verde argenteo e il muso è appuntito. Conduce vita di branco nelle acque dei mari
dell’Europa settentrionale e dell’Asia. È tra i pesci più pescati e commercializzati.

Anguilliformi
Gli Anguilliformi sono un ordine degli Attinopterigi che comprende pesci con corpo a forma di
serpente, spesso privi di pinne ventrali, con una pinna dorsale e una pinna anale molto allungate. La
maggior parte sono animali marini, tranne le anguille che vivono in acqua dolce e migrano in mare
per la riproduzione. La larva (leptocefalo) è molto diversa dall’adulto.
L’anguilla ha una caratteristica forma allungata e cilindrica, di circa un metro, con la femmina più
grande del maschio; la pelle, viscida perché ricca di ghiandole mucose, è povera di scaglie. Le
anguille depongono le uova in mare, a una profondità di circa 500 m; da queste nascono le larve che
vengono trasportate dalle correnti verso le coste; da qui risalgono le acque dolci dei fiumi dove
vivono fino al raggiungimento della maturità sessuale, poi tornano nelle acque marine per
riprodursi. Assume diversi nomi a seconda del periodo riproduttivo: argentina (prima della
riproduzione), ceca (nella fase infantile) e capitone (la femmina pronta per la riproduzione).

Anguilla
La murena è molto vorace, raggiunge il metro e mezzo di lunghezza. È priva di squame, la bocca è
grande e fornita di numerosi denti, il cui morso può risultare velenoso. Vive nascosta nella sabbia o
tra le rocce ed è diffusa in tutto il mare Mediterraneo.
Murena

Cipriniformi
I Cipriniformi sono un ordine degli Attinopterigi che comprende centinaia di specie di pesci
d’acqua dolce, molto conosciuti da acquariofili e pescatori sportivi. Moltissime specie vivono
nell’Asia sudorientale.
Fra di essi, il pesce rosso è il più antico dei pesci ornamentali. Lungo 20 cm, presenta una
colorazione rossa negli esemplari di allevamento, verdastra in quelli allo stato naturale.
La carpa è probabilmente originaria della Cina. Con corpo lungo e ovaloide, ha due barbigli per
lato sulla bocca; è diffusa in Europa per la sua facilità di adattamento e viene allevata e pescata per
la sua carne, abbastanza apprezzata a tavola. Vive in gruppi fino a una decina di unità; è onnivora.
Nel periodo della riproduzione, che avviene da maggio a luglio, compie salti fuori dall’acqua.
D’inverno, tende a rallentare le normali attività; si rifugia sul fondo e non si nutre più. In casi di
siccità, può restare in vita per molto tempo seppellendosi nel fango. Può raggiungere il peso di 20
kg e un metro di lunghezza. Per la loro forma, si possono distinguere tre tipi di carpa: la carpa
comune, il cui corpo è ricoperto in modo uniforme di scaglie; la carpa a specchi, ricoperta da poche
scaglie di grandi dimensioni e la carpa cuoio che è quasi completamente senza scaglie.
Carpa
Simile alla carpa, il cavedano ha pinne rossicce e scaglie dorate. La sua lunghezza arriva a circa 50
cm e può raggiungere il peso di 5 kg. Vive nei fiumi e nei laghi dell’Europa e dell’Asia minore;
pregiato in gastronomia.

Cavedano
Lunga fino a mezzo metro, la tinca vive nelle acque dolci d’Europa. Ha un corpo tozzo, ricoperto
da piccole scaglie, con grosse pinne carnose; è verdastra sul dorso, più chiara e tendente al giallo
nella zona ventrale. Si ciba di invertebrati.
L’alborella vive in branchi numerosi; è molto diffusa nelle acque dolci dell’Europa. Il corpo
raggiunge i 20 cm di lunghezza, è slanciato e rivestito di esili squame argentee.
Alborella

Siluriformi
I Siluriformi sono un ordine degli Attinopterigi che comprende pesci in gran parte di acqua dolce i
cui rappresentanti più noti sono il pesce gatto e il siluro. Sono diffusi in tutti i continenti eccetto
l’Antartide.
Il pesce gatto fu introdotto in Europa dall’America alla fine del XIX sec. Di colore nero e
giallastro, è dotato di otto barbigli sul muso. Misura sino a 40 cm.

Pesce gatto
Il siluro (i cui piccoli esemplari sono spesso confusi con il pesce gatto) è diffuso nelle acque
europee, raggiunge anche i 4 m e i 300 kg. Molto vorace, si procura le prede nottetempo grazie ai
barbigli che gli consentono di individuare la preda al buio, anche in acque torbide.

Gadiformi
I Gadiformi sono un ordine degli Attinopterigi il cui nome di derivazione latina significa “a forma
di merluzzo”.
Il merluzzo è lungo circa 150 cm e del peso di circa 45 kg. La parte superiore del corpo è giallo
olivastra, con numerose macchie scure, mentre la parte inferiore è chiara. Vive in branchi molto
numerosi nell’oceano Atlantico e nei mari europei del nord e migra al momento di deporre le uova.
La femmina depone anche dieci milioni di uova per volta. Dal fegato si ricava il famoso olio. La
pesca del merluzzo è molto attiva e il merluzzo viene venduto fresco, congelato, disseccato
(stoccafisso) o salato (baccalà).

Merluzzo

Salmoniformi
I Salmoniformi sono un ordine degli Attinopterigi che comprende numerose specie di pesci
d’acqua dolce e marina, tra cui le trote e i salmoni.
Il salmone è lungo in media un metro e pesante fino a 15 kg. La specie più comune è il salmone
dell’Atlantico (o semplicemente salmone). Ha corpo grigio, con macchie scure e parti inferiori più
chiare. Tipico pesce migratore, da adulto vive nelle acque dolci dell’Europa e dell’America
settentrionale, dove si riproduce. In mare si ciba principalmente di pesci, di crostacei e di cefalopodi
mentre in acqua dolce i giovani salmoni catturano insetti, crostacei, molluschi e pesci. Mentre risale
i fiumi smette di nutrirsi. Dalle carni pregiate, viene consumato fresco, affumicato o conservato.
Salmone
La
trota
è lunga sino a 70 cm, vive nelle acque litoranee e nei fiumi europei. È stata diffusa dagli Stati Uniti
in tutto il mondo. Si nutre di larve di insetti e di pesci più piccoli. In Italia è presente nei laghi e nei
fiumi delle Alpi e delle Prealpi. Ama i torrenti dalle acque fredde, pulite e a corso veloce. In vista
della riproduzione, risale il corso dei fiumi.

Trota
Anfibi
Gli Anfibi sono una classe di animali vertebrati che vivono sia in acqua sia sulla terra. Durante la
vita embrionale e larvale sono acquatici e respirano tramite branchie; la larva è detta girino.
L’individuo adulto che se ne sviluppa ha invece respirazione polmonare e vita prevalentemente
terrestre. Hanno il corpo rivestito di pelle lucida e sempre umettata da uno strato di muco secreto
dalle ghiandole cutanee che, in alcuni esemplari, secernono anche liquido venefico. Frequenti sono
gli effetti mimetici tramite variazione del colore della pelle. La circolazione, semplice allo stato
larvale, diventa doppia e incompleta dopo la metamorfosi. Sono animali a sessi separati;
l’accoppiamento avviene generalmente in acqua e la fecondazione è per lo più esterna. Alcuni
Anfibi possono riprodursi ancora allo stato larvale. Probabili discendenti dei Pesci Crossotterigi
(una sottoclasse dei Sarcopterigi), sono stati i primi vertebrati a quattro arti a vivere sulla Terra e
rappresentano quindi un importante anello dell’evoluzione della vita sul pianeta. Sono
completamente assenti dai mari, dalle regioni aride e desertiche, nonché dai poli, a causa della loro
eterotermia.
Gli Anfibi viventi comprendono quasi 8.000 specie e sono divisi in tre ordini: Anuri, Urodeli
(Caudati) e Apodi (Gimnofioni; si tratta per lo più di forme sotterranee prive di occhi).

Anuri
Gli Anuri sono un ordine di Vertebrati della classe degli Anfibi, comprendenti specie caratterizzate
dall’assenza di coda. Il loro corpo è corto, tozzo e direttamente collegato con il capo; le zampe
posteriori, solide, sono atte a saltare; la lingua è spesso estroflessibile e attaccata alla parte anteriore
della cavità orale; la pelle è liscia e bagnata. L’esemplare maschio in molte specie di Anuri emette
caratteristici suoni di richiamo. La riproduzione avviene per accoppiamento e le uova deposte, si
schiudono dopo circa cinque giorni, dando vita ai girini (stadio larvale) dotati di branchie e coda.
Con il passare del tempo le branchie vengono sostituite da polmoni, la coda sparisce e prendono
forma le zampe. Gli Anuri normalmente si nutrono di insetti, vermi e piccoli pesci; alcune specie
riescono anche a inghiottire piccoli topi e bisce.
Tra le specie che fanno parte di quest’ordine, rane, rospi e raganelle.
Le rane italiane sono lunghe fino da qualche centimetro fino a dieci e vivono nelle acque stagnanti
e nelle risaie. Le più note sono la rana verde (il nome deriva dal colore della pelle, verde
picchiettato di marrone, con una linea vertebrale verde), la rana temporaria (detta anche rana rossa,
anche se il colore prevalente è il marrone, con tonalità variabili dal verde oliva al rossiccio; presenta
spesso una V rovesciata di colore scuro tra le spalle), la rana agile e la rana toro (di grandi
dimensioni, oltre 15 cm, vive nell’America Settentrionale e viene cacciata non solo per le carni
saporite, ma anche perché è a sua volta grande cacciatrice di pesci; importata in Italia per scopi
alimentari, ne sono segnalati nuclei stabili in diverse zone).
Rana verde
La rana più grande è la
rana golia
lunga fino a 35 cm e diffusa in Africa.
Le rane arboricole o raganelle sono dotate di piedi adesivi che permettono loro di arrampicarsi
sugli alberi. Di colore verde misurano circa 5 cm. Diffuse in Eurasia negli ambienti umidi, si
mimetizzano con l’ambiente.
Il rospo ha abitudini crepuscolari o notturne, forma tozza e massiccia ed è caratterizzato dalla
mancanza di denti nell’arcata mascellare e dalla lingua estroflessibile; ha arti posteriori meno lunghi
di quelli delle rane, presenta dita riunite da membrane, con pelle spessa piena di verruche e due
grosse ghiandole laterali, le parotidi, poste dietro il timpano che contengono la bufotenina, una
sostanza tossica se ingerita, che causa prurito al contatto con la pelle umana. Se disturbato, per
difesa si gonfia per aumentare le proprie dimensioni e rilascia la propria urina.
Rospo
In zone collinari e montuose vivono anche gli ululoni, dall’aspetto simile a rospi coperti di
verruche.

Urodeli
Gli Urodeli sono un ordine degli Anfibi comprendente esemplari dal corpo allungato assai simile a
quello delle lucertole (per dimensioni) o delle anguille con arti anteriori lunghi come quelli
posteriori e coda permanente. Esempi sono il tritone (diverse specie, fra cui il tritone alpino e il
tritone crestato; durante il periodo della riproduzione i maschi delle varie specie presentano
variazioni caratteristiche come nel colore o nella presenza di una cresta), il proteo (con corpo di
forma allungata, che raggiunge 25 cm circa di lunghezza, è incolore e ha occhi ciechi; vive nelle
acque delle grotte carsiche, non subisce metamorfosi, respira mediante branchie e si nutre di piccoli
molluschi e vermi) e la salamandra.
Esistono molte specie di salamandra. Le salamandre hanno una lingua estroflessibile per la cattura
a distanza delle prede. Hanno il palato con due file di denti longitudinali e occhi sporgenti provvisti
di palpebre. Gli arti anteriori sono muniti di quattro dita e quelli posteriori di cinque. Gli individui
adulti sono privi di branchie. Sulla pelle sono presenti ghiandole che emanano una secrezione
nociva e irritante. Come tutti gli Anfibi, si nutrono di insetti e altri invertebrati.
Sono diffuse in Eurasia e nel Nord Africa; vivono in zone umide e con un clima fresco tutto l’anno,
soprattutto nel sottobosco di colline e montagne.
La salamandra più grande è la salamandra gigante cinese che raggiunge quasi i due metri di
lunghezza; la salamandra gigante del Giappone raggiunge il metro e mezzo di lunghezza; di colore
scuro, vive nei fiumi dell’isola di Hondo.
Caratteristica in Italia è la salamandra pezzata, dal classico colore nero lucido pezzato di giallo,
lunga fino a 20 cm.

Salamandra

Rettili
I Rettili sono una classe dei Vertebrati, a sangue freddo (eterotermi), in prevalenza terrestri, ma
anche acquatici e anfibi. I Rettili attualmente presenti sul pianeta sono i rappresentanti di molte
specie estinte nel remoto passato.
Sono generalmente ovipari, ma anche vivipari e ovovivipari: la fecondazione è interna. Hanno
corpo allungato ed epidermide squamosa o ricoperta da uno strato corneo: sono o privi di arti, o
muniti di quattro zampe corte.
La circolazione è doppia e incompleta, anche se nei coccodrilli il cuore ha i due ventricoli
completamente divisi internamente, ma riuniti esternamente.
I coccodrilli e le tartarughe, i rappresentanti più significativi, sono Rettili fossili, che si sono
mantenuti immutati da più lungo tempo e non hanno subito il corso dell’evoluzione. I primi
rappresentanti dei Rettili risalgono alla fine del Carbonifero, (360-320 milioni di anni fa), e la linea
evolutiva li vede discendere dagli Anfibi.
Quattro sono gli ordini che comprendono specie viventi: gli Squamati (con i serpenti), i Cheloni (o
Testudinati, con le tartarughe), i Loricati (con i coccodrilli) e i Rincocefali con un solo
rappresentante, lo sfenodonte. Nel passato i Rettili dominarono con le loro specie il Mesozoico e
diedero poi corso a linee evolutive che sfociarono da un lato nei Mammiferi e dall’altro negli
Uccelli. I Rettili più famosi del passato sono i dinosauri.
Squamati
Gli Squamati sono il più grande ordine di Rettili attualmente esistente, comprendente i sauri
(Lacertidi), i serpenti (Ofidi) e le Anfisbene, con quasi 10.000 specie, molto differenti fra di loro
(basti pensare che a livello di dimensione si va dal centimetro e mezzo del geco nano agli oltre 8 m
dell’anaconda verde).
La classificazione sopraesposta è comunque obsoleta perché sauri e serpenti sono gruppi
parafiletici; la parafilia si ha quando un gruppo sistematico include specie derivate tutte da un
progenitore comune appartenente al gruppo, ma senza includere tutti i suoi discendenti. Attualmente
si preferisce distinguere i sauri e i serpenti in diversi infraordini.
Come curiosità, da citare il fatto che i membri maschi degli Squamati sono gli unici Vertebrati a
possedere emipeni che i maschi alternano tra le copulazioni.

Lacertidi
I Lacertidi sono un sottordine obsoleto che comprende animali generalmente simili alle lucertole.
Di seguito i Lacertidi più comuni.
L’iguana dai tubercoli è dotata di una cresta dorsale e di artigli, misura oltre due metri, vive sugli
alberi nelle foreste dell’America centrale e meridionale e nel Madagascar. È erbivora. La carne e le
uova sono considerate un cibo prelibato. Lunga quasi 1,5 m, l’iguana marina vive nelle Galapagos
ed è l’unica che si avventuri in mare per nutrirsi di alghe. Le iguane si differenziano dagli altri
Lacertidi per la dentatura, disposta internamente nella mandibola, e per un esoscheletro del muso
più resistente.

Iguana marina
Diffusi in Africa, Madagascar e Asia meridionale, i
camaleonti
vivono in ambienti ove esista vegetazione e abbondino gli insetti, dei quali si nutrono invischiandoli
con la loro lunga lingua completamente estroflessibile. Misurano fino a 60 cm di lunghezza, hanno
occhi grandi in grado di ruotare in modo indipendente l’uno dall’altro, coda, mani e piedi prensili;
sono capaci di mutare in modo assai vistoso il colore della pelle.

Camaleonte
Geco
è la denominazione comune di molti Rettili della famiglia dei Geconidi. Con tale nome spesso si
indica la
tarantola
diffusa in Italia, Spagna, Francia e Africa, spesso confusa con il
tarantolino
. Lunga anche 15 cm, la tarantola (che non deve essere confusa con il ragno che porta lo stesso
nome e che si credeva a torto causa del tarantismo, una sindrome isterica riscontrata nel Sud Italia)
vive sulle coste mediterranee in prossimità delle abitazioni. Si ciba di insetti. Non è molto velenosa,
ma una specie che vive nelle regioni tropicali delle Americhe ha un morso particolarmente doloroso
per l’uomo.
Gli esemplari di geco sono dotati di dita con scaglie adesive che permettono loro di arrampicarsi su
pareti lisce. Si nutrono di ragni e insetti, hanno testa piatta e le loro dimensioni possono variare da 2
a 20 cm circa. Hanno occhi coperti da una palpebra trasparente che puliscono e tengono umida con
la lingua. Generalmente hanno corpo di colore grigio o marrone, ma esistono anche varietà di colore
verde e di colore giallo.
Le lucertole vivono in luoghi asciutti e arieggiati. Sono presenti nelle regioni calde del Vecchio
Mondo. Hanno il corpo snello e squamato con zampe pentadattili, la lingua bifida e una lunga coda
sottile con capacità di rigenerazione. In Italia le specie più diffuse sono la lucertola dei muri, la
lucertola campestre e il ramarro (lungo fino a 40 cm, dal caratteristico colore verde smeraldo negli
esemplari maschi, la femmina si mimetizza con l’ambiente). La lucertola dei muri è lunga con la
coda circa 15-20 cm e la colorazione, variabile a seconda della regione, va dal grigio al bruno,
distinguendosi dalla lucertola campestre per l’assenza della livrea color verde cianuro. Si nutre
principalmente di insetti, ragni e altri piccoli invertebrati.

Lucertola dei muri


L’
eloderma
è l’unica lucertola velenosa; il genere comprende specie presenti nel sudovest degli Stati Uniti e
nell’America centrale fino al Guatemala.
I varani sono Rettili predatori, simili a grosse lucertole. Il varano del Nilo è fra i più piccoli, al
massimo una ventina di cm, e vive sulle rive dei fiumi dell’Africa subsahariana; il varano di
Komodo, scoperto agli inizi del ‘900 sull’isola omonima, misura fino a 4 m di lunghezza.
Varano di Komodo

Ofidi
Gli Ofidi sono un sottordine obsoleto che comprende i serpenti.
Caratteristica comune di molti serpenti è quella di essere velenosi. Il veleno dei serpenti si è evoluto
con un processo in cui un gene codificante una proteina è stato duplicato e la copia è espressa
selettivamente nella ghiandola velenifera; la selezione naturale è alla base della comparsa e della
diversificazione delle tossine per contrastare le difese delle prede.
Il serpente più velenoso è il taipan dell’interno (vive in Australia e in Nuova Guinea) che con un
singolo morso è in grado di iniettare anche oltre 0,1 g di veleno, sufficiente per uccidere un
centinaio di essere umani, mentre quello che miete più vittime (si parla di 10.000 vittime l’anno) è
la vipera di Russell (diffusa in India e nel sud-est asiatico).
L’assenza di arti è una caratteristica comune a tutti i serpenti (a differenza dei Lacertidi), ma non è
esclusiva fra i Rettili. Infatti, è presente anche nelle Anfisbene, Squamati dall’aspetto di lombrichi,
che vivono nel suolo o sotto le pietre.
Vediamo gli Ofidi più comuni.
I crotali (comunemente detti serpenti a sonagli) raggruppano serpenti molto velenosi presenti nelle
Americhe dal sud del Canada al nord dell’Argentina. Il nome deriva dal greco krotalon (“sonaglio”)
che indica il tipico sonaglio di anelli cornei presente sulla parte finale della coda che viene fatto
vibrare emettendo un suono caratteristico.
Tipici dei serpenti a sonagli sono anche i due denti aguzzi utilizzati per iniettare il veleno e la
presenza di sensibilissimi recettori a infrarossi, in due fossette tra l’occhio e la narice, che
permettono di individuare le prede e sono molto importanti, poiché i crotali sono sordi. Gli
infrarossi generati dal calore del corpo della preda colpiscono i recettori, permettendo al serpente di
capire dimensione e distanza della preda.

Crotalo (serpente a sonagli)


Il
serpente corallo
è dotato di un potente veleno; ha medie dimensioni con pelle di vari colori, vive nelle regioni
sudorientali degli Stati Uniti d’America e il nord-est del Messico. A differenza di altri serpenti, il
serpente corallo presenta una colorazione molto vistosa, con anelli di spessore variabile, gialli, rossi
e neri, dalla testa fino alla fine della coda. La sequenza cromatica è molto importante per il
riconoscimento della specie, poiché esistono altri serpenti non velenosi che imitano i colori del
serpente corallo come strategia difensiva (
mimetismo batesiano
).
Lungo anche un metro, il serpente di mare vive nei mari della Polinesia. Respira a pelo dell’acqua
grazie alla particolare posizione delle narici.
Di grandi dimensioni e con un manto dai colori vivaci e maculato, i boa hanno come rappresentante
più noto il Boa constrictor, lungo più di 4 m, con un corpo possente con il quale stritola le sue prede
(piccoli mammiferi o anfibi) e che termina con una breve coda prensile. È diffuso nell’America
centrale e meridionale, dove vive nelle foreste. Non è velenoso, è cacciato per la carne e la pelle.
Boa
Fra i Boidi, da ricordare l’anaconda comune che ha grandi dimensioni (lunga anche più di 8 m con
una circonferenza di oltre mezzo metro) e peso (può superare i 100 kg); conduce vita acquatica e,
quando è fuori dall’acqua, si adagia sugli alberi. Non è velenosa e ha un’indole non aggressiva; si
nutre di prede vive, uccelli e piccoli mammiferi che cattura e stritola tra le proprie spire.
I pitoni sono serpenti non velenosi, molto lunghi, comuni nei Paesi tropicali. Si nutrono di piccoli
animali, ma alcune specie di grandi dimensioni sono in grado di inghiottire anche capre e maiali. Da
ricordare il pitone reale, lungo anche 1,5 m, vive nelle foreste dell’Africa occidentale ed è
caratteristico perché durante la cova si arrotola sulle uova.
Pitone
Il biacco, chiamato anche milordo, è abbastanza comune in Italia e nell’Europa centromeridionale.
Il suo agile corpo può raggiungere i 2 m di lunghezza; il capo è generalmente nero con piccole
strisce verdi e gialle, le parti inferiori del corpo si presentano chiazzate con gli stessi colori della
testa. È di indole aggressiva, ma non è velenoso. Si nutre di lucertole, rane e bisce.
La biscia d’acqua (natrice dal collare) ha corpo lungo fino a un metro e colore grigio olivastro con
macchie nere. Nuotatrice, innocua, si nutre di pesci e rane avendo come habitat luoghi erbosi nei
pressi dei corsi d’acqua.
In Italia esistono una quindicina di serpenti, alcuni appartenenti alla famiglia dei Colubridi, quattro
a quella dei Viperidi. Molti innocui Colubridi vengono spesso confusi con le vipere.
Le vipere sono Rettili squamati, con testa grande e separata dal corpo, con pupille verticali e denti
erigibili entro i quali scorre il veleno e il cui prototipo è l’aspide (o vipera comune), lunga circa 70
cm. Non aggressiva, la vipera morde solo per difendersi. In Italia, oltre alla vipera comune, sono
presenti anche la vipera cornuta, la vipera dell’Orsini e il marasso. Il veleno della vipera può essere
molto pericoloso. Il morso si contraddistingue per la presenza di due forellini sulla cute, distanziati
di circa un centimetro.
Vipera comune
Cobra è la denominazione comune di serpenti velenosi il cui morso può provocare la morte di un
uomo in pochi minuti. Il cobra comune, diffuso nell’Africa settentrionale, è noto anche come
aspide di Cleopatra, dal nome della regina egiziana Cleopatra, che si uccise con il suo morso. Il
cobra dagli occhiali, diffuso nell’Asia sudorientale, è di colore giallastro, presenta sul collo
macchie a forma di occhiali, da cui il nome.
Cobra
Alla stessa famiglia del cobra appartengono i mamba, che vivono nelle foreste tropicali dell’Africa;
il mamba nero è il più grande serpente velenoso africano, meno conosciuto del comunque
pericoloso mamba verde.

Loricati
I Loricati sono un ordine di Rettili che comprende i coccodrilli; il nome deriva dal latino e fa
riferimento alla corazza squamosa di cui sono dotati. Sono tutti molto simili all’esemplare più
rappresentativo, il coccodrillo.
Il coccodrillo è un rettile acquatico di grandi dimensioni (fino a 10 m), rivestito di squame e
provvisto di rilievi su dorso e coda. Gli arti presentano cinque dita davanti e quattro dietro, tutte
unite da una membrana. Ottimi nuotatori e voracissimi, i coccodrilli sono ovipari, con la femmina
che depone le uova (fino a 100) che vengono covate dal caldo naturale della sabbia. Vivono in
gruppi numerosi nei fiumi e nelle paludi tropicali. Le principali specie sono quello del Nilo
(Crocodylus niloticus), tipico dell’Africa; quello marino, tipico dell’India e della Cina; quello
palustre, molto feroce, dell’Asia meridionale; quello americano, tipico dell’America centrale.
Vengono catturati da piccoli per la loro pelle pregiata.
Coccodrillo
L’alligatore assomiglia ai coccodrilli, ne differisce per il muso dalla forma larga, appiattita e
arrotondata all’estremità, e per la dentatura. Il rappresentante più noto è l’alligatore del Mississippi,
diffuso negli Stati meridionali degli USA, i cui esemplari arrivano a 5 m di lunghezza. Di
dimensioni più modeste è l’altra specie, l’alligatore della Cina.
Tipicamente americano, il caimano è simile all’alligatore, ma ne differisce per il muso più corto.
Il gaviale del Gange vive esclusivamente in India e in Birmania, anche se originariamente era
presente anche in Pakistan e in Nepal. L’esemplare maschio ha all’estremità del muso una
protuberanza sulla quale si trovano le narici. Di indole mite, vive nei fiumi cibandosi di pesci e
anfibi.

Uccelli
Gli Uccelli sono una classe di Vertebrati omeotermi (in grado di mantenere costante la temperatura
corporea al variare delle condizioni ambientali), di discendenza evolutiva dai Rettili, adattati al
volo. Hanno il corpo diviso in capo, collo, tronco, arti anteriori (ali) e arti posteriori (zampe); corpo
e ali sono ricoperti da piume e penne; la funzione svolta dalle piume è di protezione termica,
mentre quella delle penne è per il volo, per lo spostamento e il movimento in aria.
La caratteristica sicuramente più saliente sono le ali, gli arti anteriori che permettono il volo in
quanto sono innestati a potenti muscoli; in aggiunta, caratteristico è lo scheletro molto leggero,
grazie alle ossa pneumatiche, ossia cave e comunicanti con i sacchi aerei prolungamento dei
polmoni. La leggerezza è importante per il volo potendo così i muscoli consumare di meno per
librare l’animale in aria.
Udito e vista sono molto sviluppati. Presentano zampe ricoperte di squame e dita munite di artigli e
unghie; tipico anche il becco. Sono animali ovipari a sangue caldo, generalmente monogami:
presentano il fenomeno del dimorfismo sessuale, per cui i maschi hanno in genere un aspetto molto
appariscente, con piume colorate di differenti fogge.
Costruiscono nidi in cui depongono le uova, dalle quali, dopo un periodo di cova variabile, possono
uscire dei piccoli piumati e autosufficienti o senza piume e inetti; assidue sono le cure della prole.
Possono avere dimora stabile oppure abitudini migratorie, dividendosi pertanto in stanziali e di
passo. Alcuni gruppi di Uccelli hanno perso la capacità di volare. La classe è costituita da circa
9.000 specie viventi.
Il fenomeno della migrazione, cioè lo spostamento compiuto periodicamente, in modo regolare,
periodico, lungo precise rotte, in genere ripetute, è presente in Insetti (per esempio la migrazione
delle locuste, già narrata nella Bibbia), in Anfibi, Rettili (per esempio le tartarughe marine), Pesci
(sgombri, tonni, sardine, ma molto note sono le migrazioni a fini riproduttivi di anguille e salmoni)
e Mammiferi (per esempio i caribù nell’America settentrionale e gli gnu e gli elefanti in Africa), ma
è negli Uccelli che raggiunge la sua massima visibilità.
Il fenomeno è stagionale e le cause sono da ricercare nella ricerca di un luogo adatto alla
nidificazione e all’allevamento della prole e/o alle difficoltà ambientali (per esempio, la stagione
fredda).
Alcuni ordini di Uccelli comprendono animali diffusi solo in determinate aree, poco noti perché
anche in queste zone non sono particolarmente diffusi. Altri ordini comprendono una o poche
famiglie e sono di solito rappresentati da una specie piuttosto conosciuta; per esempio, gli
Apterigiformi (rappresentati dal kiwi, tipico uccello della Nuova Zelanda dal piumaggio di colore
grigio, non adatto al volo, ma alla corsa, che caccia insetti e vermi

Kiwi
soprattutto di notte), i Casuariformi (ordine che comprende l’emù, tipico dell’Australia, alto poco
meno di 2 m, non è adatto al volo; simile allo struzzo africano, è un velocissimo corridore; simile
all’emù, anch’esso tipico del continente australiano, è il casuario), i Rheiformi (esemplare tipico il
nandù, simile allo struzzo, vive nelle pampas sudamericane), gli Struzioniformi (in passato insieme
a Casuariformi e Rheiformi, oggi sono costituti dai grandi uccelli africani gli struzzi; lo

Struzzo
struzzo ha corpo massiccio e alto (fino a 2,5 m), con zampe forti e robuste, testa piccola e ali non
adatte al volo, è ottimo corridore, vive nelle regioni desertiche dell’Africa, si nutre di vegetali ed è
oggetto di caccia e di allevamento per via della carne e delle morbidissime piume), i
Gaviformi
(esemplare tipico la
strolaga
, di colore nerastro maculato di bianco, vive in Europa e in America settentrionale; si procura il cibo
nei laghi d’estate e nei mari d’inverno), i
Procellariformi
(uccelli marini, in genere anche di grandi dimensioni come le
berte
e gli
albatro
), i
Podicipediformi
(uccelli acquatici, come gli
svassi
ei
tuffetti
), i
Fenicotteriformi
(fenicotteri, l’esemplare più noto è il
fenicottero rosa
, alto più di un metro, con corpo snello e collo molto lungo e sviluppato; ha un becco molto
allungato, zampe sottili e snelle e il caratteristico piumaggio rosa, da cui prende il nome; vive in
grandi stormi in Africa settentrionale e in alcune zone costiere del bacino del Mediterraneo), i
Suliformi
(uccelli acquatici come la
sula
, di colore bianco con le ali bordate di nero, vive sulle coste e sulle isole dell’Atlantico e cattura la
preda tuffandosi in acqua), gli
Otidiformi
(ordine che comprende le otarde, fra cui la
gallina prataiola
, piuttosto rara in Italia), i
Fenicottero
Cuculiformi (tipico rappresentante il cuculo, con piumaggio grigio scuro e con parti inferiori più
chiare; depone le uova nel nido di altri uccelli, che provvedono alla loro cova e all’allevamento; è
comune in Italia in estate e si nutre di insetti, larve e loro uova), i Caprimulgiformi (esemplare
tipico il succiacapre).

Cuculo
Di seguito trattiamo gli ordini che sono rappresentati da diverse specie molto note.
Accipitriformi
Gli Accipitriformi sono un ordine che comprende la gran parte dei rapaci diurni, cioè che predano
durante il giorno; sono caratterizzati da becco uncinato e unghie forti e adunche e da medie (circa
mezzo metro) o grandi dimensioni (fino a due metri).
L’esemplare più rappresentativo è l’aquila; le aquile nidificano in zone rocciose e impervie, si
nutrono di mammiferi, uccelli, serpenti e in mancanza d’altro anche di carogne.
L’aquila reale ha colore bruno, ha le zampe coperte di piume e un’apertura alare che nella femmina
può raggiungere i 2 m. Gli esemplari giovani possiedono una coda bianca che nell’adulto diventa
marrone. Vive nelle zone montagnose dell’emisfero boreale.

Aquila reale
Oltre all’aquila reale, si possono citare anche l’aquila di mare testabianca, dalla caratteristica testa
di colore bianco che vive in America (ed è il simbolo degli Stati Uniti), e l’aquila di mare che vive
nelle regioni marine e presso fiumi e laghi.
Fra i nibbi, da ricordare il nibbio bruno, di colore scuro maculato, vive nelle zone aperte
dell’Eurasia, dell’Africa e dell’Australia, vicino a corsi d’acqua; si nutre anche di rifiuti; il nibbio
reale è colore fulvo macchiato di nero, vive in Europa, nel Vicino Oriente e nell’Africa
settentrionale ed è molto longevo, potendo raggiungere i venticinque anni di età.
Negli Accipitridi sono compresi alcune specie di falchi, come il falco di palude e il falco
pecchiaiolo (insettivoro e migratore, è presente in Europa solamente in estate).
Molte sono anche le specie di avvoltoi; negli avvoltoi la testa e il collo sono privi di piumaggio,
hanno zampe coperte di penne fino all’articolazione e artigli tondeggianti, poco adatti a ghermire le
prede, ma atti a facilitare il cammino. L’avvoltoio, infatti, non preda animali vivi, ma si alimenta
principalmente di carcasse di animali morti. Da ricordare l’avvoltoio monaco, di colore scuro, con il
collo privo di piumaggio, presente nei Paesi mediterranei e nell’Asia Minore.

Avvoltoio
Fra gli avvoltoi del Nuovo Mondo, da ricordare i condor; oltre al rarissimo condor della California,
notissimo è il condor delle Ande, tipico avvoltoio con capo e collo nudi, penne nere, collaretto di
penne bianche, pelle rossiccia e rugosa, lungo circa 1,5 m, con apertura alare che può superare i 3
m; nell’esemplare maschio, dotato di cresta, il peso può raggiungere i 12 kg. Vive fino a 5.000 m e
può raggiungere anche il livello del mare (Patagonia). Si riproduce deponendo un singolo uovo e si
nutre di piccoli animali e di carogne.

Condor delle Ande


L’astore comune è il rappresentante più noto degli astori, rapaci di medie dimensioni; vive nei
boschi dell’Europa, dell’Asia e dell’America del Nord. Si ciba di uccelli che insegue con grande
velocità.
La poiana ha colore variabile ed è lunga 65 cm circa, ha un becco non molto grande, tarsi e ali
nude, munita di ali grandi e coda larga. Molto utile all’agricoltura, caccia di solito piccole prede
come i roditori; nidifica sopra le rocce o sugli alberi, è diffusa in Eurasia nelle zone ricche di
vegetazione. Si nutre anche di carogne.
Lo sparviero eurasiatico, noto anche come sparviere, è un rapace diffuso nelle zone temperate
dell’Europa. Quando in inverno migra può arrivare fino in India e nell’Africa settentrionale. In tutti
questi luoghi vive in boschi non molto folti, soprattutto in regioni montuose.
Da ricordare anche il gipeto (o avvoltoio degli agnelli), il serpentario, il gheppio, il biancone e
l’albanella.

Anseriformi
Gli Anseriformi sono un ordine di Uccelli carenati acquatici caratterizzati da piedi palmati, becco
largo con lamelle cornee ai lati e piumaggio ricco. Ne fanno parte cigni, oche e anatre.
Il germano reale, o anatra selvatica, è ritenuto il capostipite di molte delle razze domestiche; alcune
invece derivano dall’anatra muta, originaria dell’America meridionale. Ha una lunghezza di circa
60 cm, il becco lungo quanto il capo che presenta ai lati dei due rami le tipiche lamelle cornee
proprie degli Anseriformi. La specie è caratterizzata da un accentuato dimorfismo sessuale, essendo
la livrea delle femmine molto meno appariscente di quella dei maschi. È uccello migratore, anche se
piccole minoranze sono stanziali nel nostro Paese. Nidifica nelle zone paludose dei laghi e delle
acque interne, nuota agilmente e si ciba dei piccoli animali che trova sul fondo. Il germano è
cacciato per le carni saporite.

Germano reale
Altre anatre comuni in Italia sono l’alzavola, la moretta, il codone, il moriglione, il fischione, la
canapiglia, il mestolone, la marzaiola.
Anche l’oca selvatica ha dato origine a molte razze di oche domestiche; è lunga quasi un metro,
possiede ali poderose e ampie, zampe robuste con dita collegate fra loro da una membrana,
piumaggio folto di colore chiaro. Vive in Eurasia e nell’America settentrionale. Frequenta zone
vicine a corsi d’acqua, si ciba di vegetali e ha una vita familiare molto unita: maschi e femmine
costruiscono il nido, allevano i piccoli e quando arriva l’autunno si spostano in grandi gruppi in
formazione a V. L’oca selvatica canadese è un uccello di grandi dimensioni (lunghezza 90 cm,
apertura d’ali 1,70 m), riconoscibile per una larga fascia bianca che attraversa il mento e parte della
gola estendendosi ai lati del capo. Nidifica nella parte settentrionale del continente americano e si
può spingere a svernare fino in Messico. È l’oca più diffusa al mondo. È stata introdotta anche in
Europa e in Nuova Zelanda; in Italia è segnalata nella zona nordorientale, in Sardegna e in Abruzzo.
Altre oche comuni sono la granaiola e la lombardella.
Il cigno selvatico ha piumaggio bianco, collo lungo, può raggiungere una lunghezza di 1,50 m ed è
tipico per il suono flautato che emette in volo. Si trova nelle zone settentrionali dell’Europa e
dell’Asia, mentre è poco diffuso in Italia; il cigno reale ha becco color arancio, collo a forma di S e
vive anche in cattività; il cigno minore è l’esemplare più piccolo, abita le coste settentrionali
dell’Europa e ha un piumaggio molto morbido usato per la pelletteria.

Cigno reale

Apodiformi
Gli Apodiformi sono un ordine di Uccelli, il cui nome (dal greco ápous, privo di piedi) sottolinea la
presenza, nelle specie di quest’ordine, di zampe molto corte e inadatte alla locomozione.
Sono uccelli di piccole o piccolissime dimensioni.
Di colore completamente nero, il rondone (che non è un Passeriforme come la rondine, cui
comunque assomiglia) è diffuso in Europa e Asia. Ha il becco corto e una bocca ampia adatta alla
cattura di insetti in volo. Secerne dalle ghiandole salivari una sostanza che serve a tenere uniti i vari
materiali con cui costruisce il nido. In inverno migra in luoghi più caldi.
Di colibrì ne esistono 400 specie, diffuse nella zona dell’America tropicale. Noti come uccelli
mosca, per le dimensioni ridotte (sono grossi quanto un calabrone) e per il caratteristico ronzio
emesso durante il volo. Hanno colori iridescenti, coda forcuta, ali lunghe e strette; si cibano di
minuscoli insetti e nettare, che suggono rimanendo in volo. Raggiungono una frequenza di 1.000
battiti d’ala al minuto.

Colibrì

Caradriformi
I Caradriformi sono un ordine degli Uccelli, buoni volatori in gran parte acquatici, spesso marini;
mutano le penne due volte all’anno; le uova, allungate a forma di pera, macchiate, sono deposte sul
terreno, senza nido; i piccoli sono precoci. Le specie settentrionali compiono migrazioni sopra quasi
una metà del globo.
I pivieri sono migratori, frequenti nelle zone umide. Si cibano di vermi, molluschi e insetti. In Italia
sono di doppio passo e invernali. Simile al piviere è la pavoncella.
Di colore bianco con ali nere, il cavaliere d’Italia è dotato di lunghe zampe e di un becco rosa.
Simile al cavaliere è l’avocetta.
Cavaliere d’Italia
Di colore marrone, il
chiurlo
è dotato di un lungo becco ricurvo. Tra le specie si ricordano il
chiurlo maggiore
e il
chiurlo minore
. Durante la ricerca di cibo alcuni esemplari vigilano mentre gli altri si nutrono.
La beccaccia ha un lungo becco e una livrea poco vistosa che le consente di mimetizzarsi con il
terreno del sottobosco. Vive nelle zone boscose e umide di pianura e di montagna. In Italia è di
passo.
Beccaccia
Il
beccaccino
ha un piumaggio variegato con tinte brune, rossicce e crema con zampe lunghe e verdastre. Vive
nelle zone paludose e nidifica a terra. Caratteristico il lungo e sottile becco, molto sensibile, che
viene usato come sonda per cercare semi, vermi e insetti di cui nutrirsi. Preda dei cacciatori, si
difende volando a zig zag. Si riproduce nell’Europa settentrionale e durante le migrazioni invernali
lo si può ritrovare anche in Italia.
Il sottordine dei Lari comprende Caradriformi per lo più marini (anche se diversi si adattano
all’entroterra). Da ricordare i gabbiani: il gabbiano comune è diffuso in tutta Europa, con livrea
nuziale, riconoscibile per il manto di colore grigio azzurro e il cappuccio caffè; nidifica in colonie,
vicino a zone con acque marine, dolci e salmastre; di colore grigio e bianco, il gabbiano reale vive
ovunque sulle coste. Segue le navi per nutrirsi dei loro rifiuti. Altri Lari sono gli stercorari, le
pulcinelle di mare e le sterne.
Gabbiano

Ciconiformi
I Ciconiformi sono un ordine di Uccelli a cui appartengono alcune specie con becco lungo e zampe
affusolate e lunghe, in genere piuttosto alti (anche un metro e mezzo) e con grande apertura alare; si
nutrono di organismi acquatici.
Attualmente l’ordine comprende praticamente solo le cicogne e i marabù, mentre un tempo
comprendeva anche altri uccelli come gli aironi, gli ibis e le spatole.
La cicogna bianca è di colore bianco con remiganti nere, è diffusa in Eurasia e nell’Africa del
Nord. Vive in paludi, anche nella pianura padana, e può nidificare anche nelle vicinanze dell’uomo;
la cicogna nera è di colore nero e bianco, è diffusa in Eurasia e nell’Africa del Nord; nidifica in
luoghi paludosi, ma lontano dall’uomo.
Il marabù ha testa nuda, enorme becco e gozzo ampio. Onnivoro, vorace, vive in Asia e in Africa.
Cicogna bianca

Colombiformi
I Colombiformi sono un ordine di Uccelli che comprende la sola famiglia dei Columbidi, cui
appartengono i colombi domestici, il colombo selvatico (o piccione, molto comune nelle città
italiane, soprattutto nelle piazze e nei parchi), il colombaccio (la più grande, più frequente e più
diffusa specie di colombi in Europa), la tortora (simile al colombo, ma più slanciata e con il capo
più piccolo) e la tortora dal collare o tortora orientale (con piumaggio di colore tabacco chiaro e
un collare nero incompleto).
Tortora dal collare
Gli esemplari raggiungono solitamente una lunghezza di 30 cm, vivono in stuoli numerosi e si
nutrono di semi e frutti secchi. Sono noti per la capacità sorprendente di resistere al volo e per lo
spiccato senso d’orientamento.

Coraciformi
I Coraciformi sono un ordine di Uccelli.
Oltre alle ghiandaie marine e ai gruccioni, l’ordine è rappresentato dal martin pescatore, di
colore variopinto e brillante, diffuso nelle zone ricche d’acqua dell’Europa e dell’Asia; di
dimensioni minute, ha becco lungo e adatto alla cattura dei piccoli pesci, che afferra tuffandosi
nell’acqua.
Martin pescatore
Altro rappresentante tipico è l’upupa. Di colore marrone, bianco e nero, presenta una cresta sul
capo. Ha un becco lungo e sottile con il quale cattura gli insetti e i piccoli animali che vivono nel
terreno. Vive nelle zone aperte dell’Europa, dell’Africa e dell’Asia centromeridionale. Uccello
migratore e nidificante in Italia nelle cavità degli alberi. Per tutto il periodo della cova, la femmina
viene nutrita dal maschio. Calunniata dall’Antico Testamento (che la mette fra gli uccelli impuri),
da Foscolo (che ne I sepolcri ne fa erroneamente un lugubre uccello notturno) e da Ovidio (che
nelle Metamorfosi l’associa a uno dei miti più sanguinosi della mitologia greca), fu rivalutata da una
lirica di Montale; oggi è simbolo della LIPU (Lega Italia Protezione Uccelli).

Upupa
Falconiformi
Insieme agli Accipitriformi, i Falconiformi rappresentano rapaci diurni, in genere di medie
dimensioni; come dice il nome, comprendono praticamente tutte le specie di falchi.
A differenza degli Accipitriformi, non uccidono con gli artigli, ma con il becco dentellato
superiormente, più forte e robusto, caratterizzato in particolare dal “dente di falco”, una sporgenza
della parte superiore che s’inserisce perfettamente in un sottostante incavo del ramo inferiore, dando
al becco la caratteristica forma adunca. Hanno coda lunga e ali appuntite; catturano le prede sia a
terra che in volo. Usati fin dal medioevo per la caccia, i falchi sono utili alla natura perché
distruggono gli animali nocivi. Da ricordare il falco pellegrino (di colore scuro, è diffuso ovunque
presso scogliere e luoghi montuosi), il falco pescatore (di colore bianco con ali scure, vive nelle
zone ricche d’acqua dell’Eurasia, dell’America e dell’Australia dove si nutre di pesci che cattura
tuffandosi), il falco grillaio (vive prevalentemente presso le coste mediterranee e si nutre
essenzialmente di insetti) e il gheppio (dal piumaggio rossiccio, nidifica nelle vecchie abitazioni,
cibandosi di uccelli, topi e insetti).

Falco pellegrino

Galliformi
I Galliformi sono un ordine di Uccelli. Detti anche gallinacei, sono onnivori, con grosse dita e
zampe, corrono per razzolare e strappare il cibo con il loro robusto becco, nutrendosi di vermi,
insetti e semi. Alcune specie hanno abbondante piumaggio variopinto, cresta e bargigli.
Dalle numerose uova deposte, nascono pulcini già autonomi. In genere sono commestibili e
l’allevamento di polli domestici, di faraone (diffuse principalmente nell’Africa sub-sahariana) e di
tacchini (il tacchino, di colore brunastro, di grosse dimensioni con zone variopinte, è originario dei
boschi dell’America settentrionale; è caratterizzato dal collo parzialmente nudo) deriva, come per
oche e anatre, da antenati selvatici.
Il pavone è un Galliforme, originario di India e Indocina (ne esiste anche una specie originaria del
Congo). Viene allevato per lo splendido piumaggio multicolore, che viene aperto a ventaglio dal
maschio durante il corteggiamento.
Fra i Galliformi selvatici quelli maggiormente presenti in Italia appartengono alla famiglia dei
Fasianidi.
Il fagiano comune è preda ambita dai cacciatori per la sua carne e per la splendida livrea; è tipico
della Russia meridionale, ma si è diffuso ampiamente anche nel resto del continente. La taglia
medio-grande è quella di un pollo domestico di media grandezza. I colori del piumaggio nei maschi
sono molto appariscenti, ma sono molto variabili, a causa dell’introduzione contemporanea di
individui di sottospecie diverse, spesso a scopo venatorio. La femmina presenta un piumaggio più
omogeneo, meno appariscente, tendente al grigio-terra, e ha una coda meno sviluppata rispetto a
quella dei maschi che negli individui adulti raggiunge dimensioni ragguardevoli.

Fagiano
La starna è di colore brunastro, è diffusa nelle zone ricche di vegetazione dell’Europa e dell’Asia,
anche se è stata introdotta negli Stati Uniti e in Canada a scopo venatorio. Sedentaria e nidificante
in Italia, si nutre di insetti e vegetali. Il maschio presenta una macchia scura a ferro di cavallo sul
ventre.
Simili alla starna sono le pernici. In Italia sono presenti differenti specie, la pernice sarda, la
coturnice, la pernice rossa, la pernice bianca (che però appartiene alla stessa sottofamiglia del gallo
cedrone, gli Urogalli). A scopi venatori è stato introdotto anche il chukar, una pernice originaria del
Pakistan.
La quaglia è il Fasianide più piccolo; ne esistono diverse specie. La quaglia comune ha dimensioni
di un piccolo pulcino, con corpo di colore bruno chiazzato, di forma tozza; è un uccello migratore
molto diffuso in Italia e viene cacciato per la carne. Diffuso è anche l’allevamento.

Quaglia
Il fagiano di monte vive sulle Alpi al di sopra dei 1.000 m. Il maschio ha piumaggio nero bluastro
lucente e coda a lira (per questo è detto anche gallo forcello). Più piccolo, simile a una pernice, il
francolino di monte vive sull’arco alpino, ma è ormai molto raro.
Rispetto al fagiano di monte e al francolino, il gallo cedrone ha dimensioni maggiori, potendo
raggiungere anche i 5 kg. In passato era molto comune nei boschi dell’Europa settentrionale e
dell’Asia; oggi, a causa della caccia e della modifica dell’habitat, la specie è in diminuzione. In
Italia la specie è estinta sulle Alpi occidentali mentre è ancora presente nelle zone montuose delle
Alpi centrali e orientali fra i 1.200 e i 1.800 m.
Gallo cedrone

Gruiformi
I Gruiformi sono un ordine di Uccelli “simili alle gru”, ma anche molto diversi fra di loro, tanto
che si nutrono ancora dubbi sulla classificazione.
La gru cenerina è un grande uccello, dal piumaggio grigio cenerino sul corpo con due strisce
bianche sul capo, con zampe lunghe e sottili, becco e collo lunghi. Vive nelle grandi pianure, nelle
zone paludose, nelle vicinanze del mare. La gru è uccello migratore (tranne per alcune aree molto
particolari), che percorre lunghissime distanze con i classici stormi a V. Le aree di svernamento si
estendono dalla Cina meridionale fino al bacino del Nilo e a tutta la regione mediterranea; in Italia
ci sono gru svernanti in Toscana e in Sicilia. Si ciba di cavallette, insetti, larve e topi rendendosi
utile all’agricoltura.
Gru cenerina
Piccoli Gruiformi, molto differenti morfologicamente dalle gru, sono i Rallidi, uccelli tipicamente
di palude, poco atti al volo e con carni poco pregiate. Fra essi la folaga (di colore nero con il becco
bianco, diffusa in Europa, Asia, Africa e Australia, stazionaria e nidificante in Italia, dove la sua
presenza è in diminuzione) e la gallinella d’acqua (con becco e placca frontale rossi e piumaggio
scuro; vive lungo i fiumi, nelle paludi, tra i canneti, cibandosi di piante acquatiche, vermi e
molluschi. Comunissima in tutta Italia dove si è ormai integrata anche con il tessuto urbano, in
parchi e giardini).

Gallinella d’acqua
Passeriformi
I Passeriformi comprendono circa la metà delle specie di uccelli oggi viventi. Sono caratterizzati
da piccola e media taglia (in genere quelli italiani hanno dimensioni dai 10 ai 20 cm, tranne i
Corvidi che hanno dimensioni medie), corpo slanciato, movimento a saltelli sul terreno e volo agile
e veloce. Diffusi in tutto il pianeta, nidificano e hanno spiccate doti di cura parentale della prole
inetta.
Passero è il nome comune che indica varie specie di Uccelli che sono i rappresentanti tipici
dell’ordine. I passeri generalmente hanno piume di colore bruno e nero. Sono molto socievoli e
spesso fanno nidi sugli alberi o dentro cavità, nidificando in colonie. Sono prevalentemente
granivori e hanno regime alimentare misto, ma, nel periodo di allevamento dei piccoli, mangiano
anche molti insetti e larve; chiassosi e vivaci, i passeri sono attivi cacciatori. In Italia è
particolarmente diffuso il passero d’Italia, che è molto simile al passero domestico (o europeo),
altra specie di grande diffusione; i passeri si nutrono di gemme, insetti e frutti, ma anche dei rifiuti.
Alcune specie, come la passera mattugia, si trovano anche nei boschi.

Passero domestico
Le specie di
rondini
sono quasi tutte migratrici, si nutrono di insetti, sono molto abili e resistenti al volo grazie al loro
corpo particolarmente aerodinamico, hanno piumaggio di colore nero o scuro, con ali dalle
estremità sottili e appuntite, coda forcuta. L’area di diffusione tocca in estate l’Europa, l’Asia
centrosettentrionale, il Giappone e l’America del nord; in inverno l’Africa centrale, l’India, la
Birmania, la Cina, le Filippine e il Messico. La rondine giunge in Italia in marzo e in aprile, nidifica
in coabitazione con l’uomo, in ogni luogo favorevole (in particolare se campestre), riadattando
molte volte nidi costruiti negli anni precedenti. Si nutre di insetti che cattura in volo. Nei nidi molto
robusti le femmine depongono da quattro a sei uova dal colore bianco con macchie rosso scuro. La
migrazione autunnale viene condotta in stormi composti da migliaia di individui. Le specie diffuse
in Italia sono la
rondine comune
e il
balestruccio
che è la rondine più diffusa nelle città. Cosmopolite (non sono presenti solo nella Nuova Zelanda e
nell’Antartide), le rondini sono intimamente associate alla vita dell’uomo dal quale ricevono cibo e
protezione. Da notare che i rondoni non sono Passeriformi, ma Apodiformi.

Rondine comune
Altro Passeriforme molto diffuso è il
merlo
, lungo oltre 20 cm, 10 dei quali per la coda, con becco e palpebre gialli e piumaggio nero brillante
nei maschi, mentre le femmine hanno piumaggio bruno e becco scuro. Diffuso in Italia, si è adattato
alla vita in città e in campagna, cibandosi di vermi, frutta, bacche. Dotato di canto con fischi
melodiosi riesce a imitare molti suoni.
Merlo
Di colore marrone con il petto rosso brillante, ventre bianco e becco sottile, il
pettirosso
vive nelle zone alberate dell’Eurasia e dell’Africa nordoccidentale. Si nutre di insetti e di semi. È
migratore e sverna parzialmente in Italia. Nidifica sul terreno, nelle cavità degli alberi e sulle siepi
in prossimità di giardini e insediamenti urbani.

Pettirosso
L’
allodola
è famosa per la bellezza del suo canto. Si muove sul terreno con saltelli a zampe unite. Costruisce il
nido nelle depressioni dei terreni (non si posa mai sugli alberi) e la femmina può effettuare fino a tre
covate annue. È un uccello gregario, d’inverno compie voli migratori stagionali verso i Paesi più
caldi ed è molto diffuso in Italia dove staziona quasi ovunque.
Con ali bianche e brune, capo grigio e parti inferiori rossicce, il fringuello è comune in Italia, vive
nei boschi ed è noto per il suo melodioso canto. Comune è anche il fringuello alpino che nidifica in
montagna.

Fringuello
Della stessa famiglia del fringuello è il
canarino selvatico
. Di colore giallo, è originario delle isole Canarie. Si nutre di insetti, frutta e semi. Viene allevato in
tutto il mondo per il suo canto e la sua bellezza. In cattività, può vivere fino a tredici anni e
riprodursi fino a tre volte l’anno. A differenza del canarino selvatico, quello domestico è stato
selezionato in centinaia di varietà e di razze diverse, con svariati colori con l’esclusione del nero e
del blu puri.
Di colore rosso e giallo, il cardellino vive nelle zone ricche di vegetazione dell’Eurasia occidentale
e dell’Africa settentrionale. Apprezza particolarmente i semi del cardo. Ha un canto particolarmente
melodioso. È in pericolo di estinzione poiché non sempre riesce a riprodursi in cattività.
Di colore verdastro, il verdone è presente in Eurasia e in Africa. Vive in zone alberate e
difficilmente si lascia avvicinare dall’uomo.
Con testa e collo neri e corpo giallo, la cinciallegra si nutre di larve e insetti. Per tale ragione è
molto utile nell’agricoltura. Si muove in stormi alla ricerca di cibo, a volte anche con altri tipi di
volatili. Si riproduce e nidifica nelle cavità degli alberi. Simile è la cinciarella.

Cinciallegra
In Italia è molto comune anche la
capinera
(ricordata anche dal Verga nel suo romanzo
Storia di una capinera
), di color bruno (il capo è nero negli esemplari maschi). Si ciba di insetti e bacche. Costruisce con
cura il suo nido sugli alberi e tra i cespugli.
Fra i Passeriformi più piccoli (circa 10 g) è da annoverare lo scricciolo, comune in Nord America,
Europa, Nordafrica e Asia. Lo scricciolo è insettivoro ed è stanziale; vive prevalentemente in
località umide e abbondanti di cespugli. In inverno è presente in pianura e vicino ai centri abitati,
mentre in estate predilige le zone montane.
Lo storno, di colore nero macchiettato di chiaro, vive in Eurasia, da dove sverna in Africa. Si
muove in formazioni molto numerose.

Storno
Le
averle
sono diffuse in Europa, Asia e Africa; dotate di becco adunco, si nutrono di insetti e piccoli animali.
Tra le specie, l’
averla maggiore
, di colore grigio, bianco e nero, che vive in zone ricche di vegetazione, l’
averla piccola
(
Lanius collurio
) di colore grigio e l’
averla cinerina
di colore grigio chiaro, con una mascherina sugli occhi.
I Corvidi sono una famiglia di Passeriformi che raggruppa uccelli di dimensioni medie, con becco
grande e robusto. Il rappresentante che dà il nome alla famiglia è il corvo, di cui sono note molte
specie; il corvo comune o corvo nero ha piumaggio splendente con riflessi metallici, è onnivoro, si
nutre anche di carogne d’animali, è diffuso dall’Europa Occidentale fino alle steppe dell’Altaj con
popolazioni stanziali, ma in maggior parte migratorie (è di passaggio anche in Italia). Il corvo
imperiale è il più grosso dei Passeriformi (70 cm) e in Italia è specie non comune, ma stanziale.
Corvo comune
Di colore variopinto, la
ghiandaia comune
è diffusa nei boschi dell’Europa e dell’Asia occidentale. Emette suoni per comunicare situazioni di
pericolo agli altri animali. Si nutre di uova, piccoli uccelli, semi e frutti. Sotterra le ghiande di cui si
ciberà durante l’inverno. È riconoscibile per la presenza di un ciuffo sulla testa striato di nero e di
una fascia blu sull’ala.
La gazza (o gazza ladra, perché ruberebbe e nasconderebbe oggetti lucenti, da ricordare l’opera
rossiniana La gazza ladra) è lunga circa 50 cm, ha coda lunga quanto il corpo, il piumaggio nero
con riflessi verdi e bianchi. È di indole molto vivace, spesso si muove in coppia, distrugge i nidi
degli altri uccelli. Si può addomesticare, ma non è commestibile.
Gazza ladra
Di colore nero e grigio, la
cornacchia
è presente in Europa e in Asia; è il Corvide più comune in Italia, in quanto si adatta molto bene alle
zone antropizzate. Si nutre anche di carogne. Nidifica sugli alberi e sulle rocce ed emette suoni
sgradevoli. È dannosa per l’agricoltura.
Cornacchia
Altri Corvidi sono la taccola, la nocciolaia e il gracchio.

Pelecaniformi
L’ordine dei Pelecaniformi ospita Uccelli, anche molto differenti fra loro, che una volta erano
classificati con i Ciconiformi; uccelli di media o grande taglia, vivono in ambienti acquatici.
I pellicani hanno dimensioni che possono arrivare anche fino al metro e mezzo di lunghezza, con
piedi palmati con quattro dita unite da una membrana interdigitale, becco giallo molto lungo dotato
di una sacca cutanea che viene utilizzata per la pesca; ne esistono varie specie, alcune delle quali
presenti in Europa, come il pellicano comune e il pellicano riccio.
Pellicano comune
Appartengono all’ordine anche gli ibis e le spatole, uccelli di media corporatura con becco lungo,
sottile e arcuato negli ibis, largo e appiattito, più dilatato all’estremità, nelle spatole. Hanno testa
priva di penne e l’ibis sacro ha nudo anche il collo (anticamente presente in Egitto, ove ora è
praticamente estinto, era venerato come simbolo del dio Thot; attualmente è stato introdotto anche
in molti Paesi europei, fra cui l’Italia).
Gli aironi appartengono alla famiglia degli Ardeidi, così chiamata dalla cittadina di Ardea da cui,
secondo il racconto di Ovidio, si levò in volo un airone dopo che Enea ridusse la città in cenere. Gli
aironi hanno un lungo collo, che tengono ripiegato a S durante il volo, ali grandi e allungate, capo
piuttosto piccolo, zampe lunghe e sottili, becco lungo e appuntito. Vivono in zone paludose
nutrendosi di pesci e anfibi. Fra gli aironi, sono specie da ricordare perché molto comuni in Italia, la
nitticora, il tarabuso, il tarabusino, l’airone cenerino, l’airone bianco e la garzetta (che si distingue
dall’airone bianco per le dimensioni minori e per il becco nero anziché giallo).
Airone bianco

Piciformi
I Piciformi sono un ordine di Uccelli che vivono nelle boscaglie tropicali e nei boschi delle regioni
temperate. Possono presentare colori molto vivaci, sono molto abili ad arrampicarsi sugli alberi e
alcuni di essi sono ottimi volatori. Fra gli esemplari più noti i picchi e i tucani.
Con lunghezza variabile da 20 a 50 cm circa, i picchi (la cui famiglia comprende circa 200 specie)
si nutrono di insetti e larve estraendoli dalle cortecce o dai tronchi degli alberi, dopo aver praticato
un foro con il becco con un classico martellamento che ha anche una funzione territoriale, per
segnalare la propria presenza a possibili rivali. In Italia sono presenti varie specie di picchio, fra cui
il picchio nero, il picchio verde, il picchio rosso maggiore.
Il tucano è un uccello tropicale. Fra le specie di tucani, il toco è il più grande e il più conosciuto,
con un enorme becco giallo, piumaggio nero con gola bianca. Sebbene meno socievole di altri
tucani, vive in comunità di una decina di individui. Si ciba principalmente di frutti e di semi, ma
non disdegna insetti, granchi, piccoli pesci, rettili o uccelli.
Tucano

Psittaciformi
Gli Psittaciformi sono un ordine di Uccelli comprendente la sola famiglia degli Psittacidi, che
include numerose specie di animali noti col nome comune di pappagalli.
I pappagalli sono caratterizzati da un becco ricurvo molto robusto e zampe munite di quattro dita,
due rivolte in avanti e due rivolte indietro. Popolano le foreste di Australia e Oceania, Asia
meridionale, Asia sud-orientale, America centrale, Sud America e Africa; ci sono inoltre specie
endemiche in alcune isole dei Caraibi e del Pacifico. Sono anche allevati soprattutto per i colori
vivaci del piumaggio e per la capacità di imitare la voce umana.
La maggior parte dei pappagalli selvatici sono erbivori e mangiano diversi tipi di frutta, noci, semi,
bacche e fiori. Alcune specie (lori e lorichetti) si nutrono esclusivamente di polline e nettare che
estraggono dai fiori con lingue specializzate con punte a pennello. Alcune specie sono onnivore e
altre insettivore.
Fra i pappagalli più noti sono da citare l’ara gialloblu (uno dei pappagalli più grandi, noto per
Ara gialloblu
la sua longevità, potendo arrivare fino a 70 anni), il cacatua (è contraddistinto da un piumaggio
bianco, nero, rosa o giallo; sul capo presenta un ciuffo erettile variopinto), la cocorita (molto
socievole e facilmente addomesticabile), il lori, il lorichetto e il parrocchetto.

Cacatua
Sfenisciformi
Gli Sfenisciformi sono un ordine di Uccelli formato dall’unica famiglia Sfeniscidi, comprendente
le specie note come pinguini.
I pinguini vivono solo nell’emisfero australe. Divisi in varie specie, sono tuffatori e nuotatori, con
becco lungo, piedi palmati, piumaggio nero, grigiastro e bianco; le ali, pinniformi, vengono
utilizzate solo per il nuoto, essendo inadatte per il volo. Il pinguino ha un portamento eretto e vive
in colonie numerose; è un uccello monogamo. Si nutre di pesci, crostacei e piccoli molluschi. La
specie di maggiori dimensioni (raggiunge il metro d’altezza) è il pinguino reale che vive nelle isole
Falkland, Georgia del Sud e Sandwich Australi e nell’Oceano Indiano meridionale.
Uccello della famiglia degli Sfeniscidi e dell’ordine degli Sfenisciformi, di colore bianco e nero, il
pinguino imperatore (Aptenodytes forsteri) presenta una macchia arancione sotto la gola. Vive sulle
coste antartiche nutrendosi di pesci.

Pinguino imperatore
Strigiformi
Gli strigiformi sono un ordine di Uccelli rapaci notturni con occhi molto grandi, frontali, becco
breve e adunco, vista e udito molto sviluppati, i piedi con tre dita anteriori e uno posteriore, unghie
robuste, piumaggio soffice ed esteso anche alle dita. Tipici per il volo estremamente silenzioso.
Il rappresentante più imponente dei gufi è il gufo reale, lungo fino a 70 cm, con corpo robusto,
grandi ciuffi sovraoculari di colore ruggine, con occhi arancioni e becco adunco. Vive in foreste e
spesso si stabilisce nei ruderi. Il gufo comune è più piccolo del gufo reale e vive nei parchi e in
boschi di latifoglie.

Gufo reale
La civetta ha grandi occhi gialli, becco corto, piumaggio grigio scuro; è lungo circa 20 cm ed
emette un grido monotono e lugubre. Nidifica nelle rovine e nel cavo degli alberi; di notte caccia
piccoli roditori, bisce e insetti nocivi, rendendosi così utile all’agricoltura. È protetto dalla legge
anche perché sciocche credenze popolari le attribuiscono la capacità di portare sfortuna, se
incontrata.
Civetta
L’assiolo è simile alla civetta, ma più piccolo, con un piumaggio grigio e bruno e un corpo di circa
20 cm di lunghezza. È solito nidificare nelle cavità dei tronchi di parchi e giardini, si ciba di insetti,
lucertole e rane. La specie è molto diffusa in Europa e nella parte settentrionale dell’Asia.
Di colore marrone, l’allocco è diffuso in Europa e Asia, non solo nelle foreste, ma anche negli spazi
verdi delle città.
Il barbagianni è caratterizzato da un disco facciale molto largo cuoriforme. Di colore giallastro e
bianco, è diffuso in Europa e nell’Africa del Nord. Durante la notte va a caccia di cibo, in
particolare di topi e piccoli animali. Generalmente i suoi rifugi sono vecchi edifici.

Barbagianni
Mammiferi
I Mammiferi sono una classe di Vertebrati vivipari (con l’eccezione dei Monotremi che sono
ovovivipari) che nutre la prole con il latte prodotto dalle mammelle. Nei vivipari, la placenta
permette di nutrire l’embrione direttamente nel grembo materno, così che solo a sviluppo completo
si avrà la nascita e il distacco dal genitore. I Marsupiali sono privi di placenta e la prole termina lo
sviluppo nel marsupio. I Monotremi non hanno placenta e sono ovipari.
I Mammiferi hanno la pelle generalmente ricoperta da peli e dotata di ghiandole sudoripare tubulari,
sebacee acinose e talvolta odorifere: sono omeotermi e alla regolazione della temperatura corporea,
mantenuta costante grazie all’attività metabolica, contribuisce anche un sistema di ghiandole.
Particolari formazioni cutanee, di tipo corneo, sono le unghie e le corna. Il cranio è sviluppato per
contenere i grossi emisferi cerebrali. Sviluppati sono gli organi di senso: di tatto, udito, vista, olfatto
e gusto. La colonna vertebrale è suddivisa nelle regioni cervicale, toracica, lombare, sacrale e
caudale. Alle vertebre toraciche sono articolate le costole che costituiscono la gabbia toracica. I
Mammiferi presentano due paia di arti che terminano con dita in numero variabile da due a cinque.
La lunghezza e la conformazione degli arti dipendono dal tipo di locomozione. Hanno respirazione
polmonare e duplice circolazione sanguigna con il cuore diviso in quattro cavità. L’apparato
respiratorio comprende laringe, trachea, bronchi e polmoni. L’apparato digerente comprende la
bocca, la faringe, l’esofago, lo stomaco e l’intestino, oltre a ghiandole come il fegato e il pancreas.
La comparsa dei Mammiferi sulla Terra è fatta risalire al primo periodo dell’era mesozoica
(Triassico) e secondo alcuni è derivante dai Rettili. L’esplosione dei Mammiferi sul pianeta data a
dopo la scomparsa dei dinosauri, l’evento che segnò la fine dell’era dei Rettili. Le specie attuali si
sono differenziate e specializzate a partire dalla seconda epoca (Eocene) del periodo Paleogene
dell’era cenozoica: attualmente ne sono note circa 4.500.
La classificazione dei Mammiferi ha subito e probabilmente continuerà a subire continue variazioni,
in quanto la classe viene spesso divisa in sottoclassi, infraclassi (come per esempio i Marsupiali),
superordini ecc. Senza entrare in dettagli eccessivamente tecnici, è più utile riferirsi direttamente ai
vari ordini in cui sono divisi i Mammiferi.
I principali ordini dei Mammiferi coprono una vastissima gamma: gli Insettivori (talpa, riccio), i
Chirotteri (pipistrello), i Lagomorfi (lepre, coniglio), i Roditori (castori e marmotte, scoiattolo e
topo), i ben noti Carnivori, predatori diffusi in tutto il mondo (ghepardo, leone, leopardo, orso,
puma, tigre), i Cetacei (balena, delfino), i Proboscidati (elefante), gli Artiodattili e i Perissodattili
(cavallo, zebra, bovini, suini, capre e pecore, bisonti, giraffe, cammelli, dromedari, lama), i
Primati, di cui anche l’uomo fa parte con lemuri e scimmie.

Monotremi
I Monotremi sono un ordine che comprende i Mammiferi viventi più primitivi, l’ornitorinco e le
poche specie di echidna; recentemente si è proposto di considerare ornitorinco ed echidne
appartenenti a due ordini diversi.
Propri dell’Australia, Nuova Guinea e Tasmania, i Monotremi sono gli unici Mammiferi
ovovivipari. Lo scheletro rispetto agli altri Mammiferi è munito di coracoide (osso proprio degli
Uccelli dei Rettili e degli Anfibi) che collega le scapole con lo sterno. Hanno una cloaca in cui
sboccano i condotti urogenitale e intestinale. Hanno un marsupio per allattare i piccoli dopo la
schiusa delle uova. Le ghiandole mammarie sono sprovviste di capezzoli e il latte viene succhiato
sui peli addominali. Hanno temperatura corporea oscillante in rapporto a quella dell’ambiente in cui
vivono. Queste curiose forme attuali sono note già dal Pleistocene: i Monotremi devono essersi
differenziati dagli altri Mammiferi molto precocemente, sicuramente nel Triassico.

Marsupiali
I Marsupiali sono un’infraclasse di Mammiferi vivipari non placentati (o con placenta
estremamente ridotta). Hanno una tipica tasca ventrale, il marsupio, in cui accolgono i piccoli nati
per parecchi mesi. Sono presenti soprattutto in Australia (le varie specie di canguri). Tipico del
continente americano è invece l’opossum.
I canguri sono caratteristici dell’Australia e della Nuova Guinea. Le femmine sono dotate di un
marsupio nel quale i piccoli rimangono per qualche mese, fino allo sviluppo completo. Specie
diffuse sono il canguro rosso, quello grigio e il wallaroo.

Canguro rosso
Altro marsupiale notissimo è il koala, tipico dell’Australia orientale. Ha corpo tozzo con zampe
brevi, testa grossa e folto e morbido pelo di colore grigiastro con piccoli ciuffi sul petto di colore
bianco. Lungo circa 80 cm, è dotato di marsupio in cui il piccolo rimane circa sei mesi. Si nutre di
gemme e di foglie di eucalipto.
Koala
L’opossum è il nome comune di Marsupiali americani o australiani; l’opossum della Virginia ha le
dimensioni di un grosso gatto ed è dotato di coda prensile, muso appuntito, orecchie grandi e pelo
morbido formato da peli duri e rigidi. È carnivoro (caccia soprattutto roditori, piccoli mammiferi,
uccelli ecc.), vive prevalentemente sugli alberi (predilige le zone boscose) e la madre porta la prole
sul dorso per un certo periodo. Viene allevato per la sua pelliccia pregiata, color grigio chiaro nella
parte inferiore, grigio bruno in quella superiore con la punta del pelo bianco giallastra e con grandi
punti bianchi brillanti.
Opossum della Virginia

Proboscidati
I Proboscidati sono un ordine appartenente alla classe dei Mammiferi e comprendono tutte le
specie di elefanti.
Gli elefanti appartengono a due specie distinte, quella africana e quella asiatica. Sono animali
longevi che possono arrivare a ottanta-novanta anni di vita; vivono in branchi guidati da un
maschio, generalmente vicino a corsi d’acqua. Sono erbivori e sono caratterizzati dagli incisivi
inferiori molto allungati (zanne).
L’elefante africano è alto fino a 4 m e pesante fino a 7 t, con orecchie molto sviluppate, pesanti
zanne e una lunga proboscide. L’elefante indiano è più piccolo, con orecchie e zanne meno
sviluppate ed è usato per lavori di fatica, dopo essere stato addomesticato.
Antenati degli elefanti, furono i mammuth, varie specie di grossi proboscidati estinti, caratterizzati
da lunghe zanne ricurve e, nelle specie settentrionali, da un lungo vello che ricopriva il corpo.
Elefante africano

Sirenidi
I Sirenidi sono un ordine di Mammiferi acquatici erbivori che vivono in ambienti marini costieri o
in acque dolci della zona tropicale; si ritiene che siano lontanamente imparentati con gli elefanti. Si
dividono in due famiglie: i Dugongidi e i Trichechidi (da non confondere con il tricheco), che
comprendono rispettivamente una sola specie, il dugongo, e tre diverse specie di lamantini: il
lamantino o manato comune, il lamantino delle Amazzoni e il lamantino dell’Africa occidentale.

Lamantino
Xenartri
Gli Xenartri sono un superordine di Mammiferi che comprende gli ordini dei Cingolati (armadilli)
e dei Pelosi (formichieri e bradipi).
L’armadillo ha il corpo, lungo circa 80 cm, rivestito da una corazza di piccole placche ossee non
saldate che gli consentono di richiudersi a palla se viene attaccato; ha arti cortissimi, provvisti di
grosse unghie atte a scavare il terreno. Si nutre di vermi e formiche. Le specie più importanti sono
l’armadillo dalle sei fasce e l’armadillo gigante, che vivono nelle savane del Sudamerica, e
l’armadillo dalle nove fasce, che vive negli USA e in Argentina.

Armadillo
Il formichiere è presente in America centrale e meridionale. Ha corpo robusto, rivestito da lunghi
peli, una bocca senza denti e munita di una lunga lingua vischiosa e una coda che utilizzano per
ripararsi durante il sonno. Il suo cibo, e da qui il nome, è costituito da formiche e termiti, catturate
con la lingua. Tra le specie più diffuse, il formichiere gigante lungo fino a 2 m.
Formichiere
Il bradipo (noto anche come bradipo tridattilo) è diffuso nelle foreste tropicali dall’Honduras
all’Argentina, vive appeso ai rami. Si nutre di foglie. Emette acute grida ed è un arrampicatore
abile; ha gli arti anteriori più lunghi di quelli posteriori. È caratterizzato da tre unghioni per arto con
cui si tiene aggrappato ai rami degli alberi.

Bradipo
Primati
I Primati sono un ordine dei Mammiferi che comprende le scimmie, le proscimmie (lemuri e tarsi)
e l’uomo. Sono gli animali con il più elevato livello di facoltà psichiche; sono caratterizzati da arti
plantigradi, cinque dita con pollice opponibile (in alcuni casi lo è anche l’alluce), visione
stereoscopica, muso con pochi peli o glabro, dentatura completa. La vista è il senso più importante
delle scimmie che consente loro di ottenere una percezione tridimensionale dello spazio e una
visione cromatica eccellente. Nell’evoluzione delle proscimmie arboricole, gli occhi si spostarono
frontalmente sulla testa e le mani si modificarono con la separazione delle dita, permettendo loro di
afferrare oggetti e reggersi ai rami. Circa trenta milioni di anni fa, un tipo di primate più evoluto
(vera e propria scimmia) apparve in Africa e cominciò a sostituirsi ai lemuri. Nell’evoluzione dei
primati vi è un’evidente tendenza verso l’aumento delle dimensioni; generalmente le scimmie più
primitive delle Americhe sono più piccole di quelle africane e asiatiche e hanno una coda prensile di
cui si servono come fosse un quinto arto. Mentre i primati superiori diventavano più grandi
fisicamente, anche il loro cervello cresceva. I primi ominidi (scimmie antropomorfe preumane)
apparvero circa tre milioni di anni fa e i resti scoperti in Africa indicano che queste creature
cominciarono a camminare erette, con un’andatura bipede, prima che il loro cervello diventasse di
dimensione notevole.
Uomo escluso, oggi sono diffusi in America meridionale e centrale, Africa, Europa (Gibilterra) e
Asia.

Proscimmie
Nella classificazione tradizionale, le proscimmie sono un sottordine dei Primati. Attualmente i
Primati sono divisi in due sottordini e le proscimmie sono stati assegnate al primo (Lemuriformi e
Lorisiformi) e al secondo (Tarsiformi).
La maggior parte dei lemuri possiede grandi occhi dall’aspetto spiritato, ben adatti alla vita
notturna che la maggior parte delle specie conduce, ed emette versi simili a gemiti sofferenti.
Vivono in Madagascar e in alcune isole circostanti.
Lemure

Scimmie platirrine
I Platirrini sono un parvordine dei Primati che comprende le cosiddette scimmie del Nuovo Mondo.
Sono diffusi nell’America centromeridionale. Molte specie hanno un naso appiattito (da cui il
nome). Con abitudini soprattutto arboricole e diurne, hanno una coda più o meno prensile; formano
coppie monogame stabili e le cure dei cuccioli sono affidate soprattutto al maschio.
Il rappresentante più conosciuto è il cebo. Di colore nero con le parti superiori bianche, presenta un
ciuffo sul capo. Vive nella foresta della Guyana e si nutre di vegetali.

Cebo

Scimmie catarrine
I Catarrini sono un parvordine di Primati che comprende quelle che sono comunemente chiamate
scimmie del Vecchio Mondo. Vivono in Africa e Asia; una colonia di scimmie è presente anche in
Europa (in Gibilterra), dove furono probabilmente introdotte dai romani.
Di dimensioni maggiori di quelle dell’uomo, il gorilla è considerato la scimmia antropomorfa più
grande. Tipico dell’Africa equatoriale, ha pelle scura e pelo bruno, lungo e ispido che si dirada sul
petto, arti anteriori lunghi e muscolosi e gambe più corte, con la faccia protesa in avanti e
sopracciglia sporgenti. La sua altezza può raggiungere i 2 m. I gorilla vivono nelle foreste in piccoli
gruppi che comprendono il maschio e alcune femmine con i piccoli; camminano a quattro zampe
appoggiandosi anteriormente sulle nocche delle dita, si arrampicano sugli alberi per procurarsi il
cibo: vegetariani, si cibano di frutta e germogli. Durante la notte si rifugiano nella parte più densa
della foresta e, mentre le femmine e i piccoli si arrampicano sopra agli alberi, i maschi riposano ai
piedi di essi per fare la guardia. Il gorilla è un animale docile che non attacca l’uomo se non è
attaccato. Le femmine, più piccole dei maschi, partoriscono un piccolo dopo una gestazione di dieci
mesi. Delle tre specie esistenti, quella dei gorilla di montagna è in pericolo di estinzione; ne restano
poche centinaia fra Congo, Ruanda e Uganda, soprattutto nel parco Virunga. Anche il gorilla di
Cross River è minacciato di estinzione; ne restano un centinaio di esemplari ai confini fra Guinea e
Nigeria.

Gorilla
Alto fino a 1,50 m e pesante fino a 75 kg, lo scimpanzé ha mani e piedi molto prensili. Con testa
grossa e cervello ben sviluppato, è la scimmia psichicamente più evoluta e dalle particolari facoltà
intellettive. Arboricolo, vive in Africa, dalle regioni tropicali alla zona dei grandi laghi, nutrendosi
di vegetali.
Scimpanzé
Il babbuino è una scimmia aggressiva, caratterizzata da una zona di cute callosa, priva di pelo e
rossastra sulle natiche. Di colore giallo scuro, vive nelle savane dell’Africa orientale in gruppi
numerosi capeggiati da un maschio anziano. Si nutre di frutti, germogli, insetti, uova e piccoli
mammiferi. La femmina partorisce quasi sempre un solo piccolo che porta aggrappato al ventre.
Babbuino
Di corporatura robusta, l’
orango
raggiunge i 2 m di altezza; ha pelame rosso scuro e lungo e arti anteriori lunghi e robusti. Vive nelle
foreste ricche di acqua e passa quasi interamente la sua vita sugli alberi, cibandosi di germogli e
frutta. Durante la notte l’animale riposa sopra a piattaforme che egli stesso costruisce sugli alberi.
Dal carattere docile, incapace di aggredire l’uomo, usa la sua dentatura possente solo quando è
costretto perché ferito o impossibilitato a scappare. Vive solitario o a coppie e con la prole che
riesce a provvedere a sé stessa a partire da un anno di età. Diffuso nelle foreste pluviali di Sumatra e
del Borneo, è specie in pericolo di estinzione.
Orango
I macachi sono Primati di dimensioni medie; la lunghezza della coda dipende dalla specie: a volte è
molto corta, mentre in altre specie è lunga come il corpo. Il colore varia tra il marrone, il grigio e il
nero. Il muso è glabro e sporgente. Vive in gruppi organizzati secondo livelli gerarchici ben definiti.
Dopo l’uomo, i macachi sono il genere di primati a più ampia diffusione (Asia, Giappone compreso,
Africa nordoccidentale e Gibilterra).
Di statura media, la bertuccia è un macaco con il corpo coperto da una pelliccia folta, ma non
lunga, di colore grigio o bruno rossastro; è totalmente priva di coda. Il maschio è poligamo. È
diffusa nei Paesi dell’Africa settentrionale e a Gibilterra, rappresentando l’unica scimmia che vive
allo stato selvaggio in Europa.

Bertuccia
Con taglia media, muso canino e coda corta, il mandrillo è alto circa un metro, con guance azzurre,
mentre il naso e le parti nude della cute sono rosso turchine. Presente nelle foreste pluviali
dell’Africa centrale, si nutre di erbe e di animali di piccola taglia.
Mandrillo
Tra le altre specie, il cercopiteco (dal muso piccolo e coda non prensile, vive in comunità e in
genere è arboricolo; le specie attuali vivono nell’Africa subsahariana), la nasica (originaria del
Borneo, i cui individui maschili presentano un grosso naso, allungato e dalle narici evidenti), il
gibbone (privo di coda, con testa piccola e arti inferiori molto lunghi, si nutre di frutta, germogli e
insetti e vive nelle foreste asiatiche) e il bonobo (detto anche scimpanzé pigmeo o scimpanzé nano,
vive in Africa).

Lagomorfi
I Lagomorfi sono un ordine di Mammiferi simili ai Roditori dai quali si differenziano per orecchie
più lunghe, asimmetria evidente nello sviluppo delle zampe (quelle posteriori sono molto più
sviluppate) e presenza di due denti incisivi in più. Rappresentanti tipici sono la lepre e il coniglio.
La lepre ha lunghe orecchie, pelo folto e morbido, zampe posteriori molto ben sviluppate; è molto
prolifica. La lepre comune è presente in tutte le regioni dell’Europa centromeridionale; la lepre
mediterranea, più piccola, è frequente in Sardegna, la lepre alpina è comune soprattutto in
Scandinavia, mentre il jack rabbit o lepre californiana è tipicamente americana. Da citare anche la
minilepre, una delle specie di coniglio più comuni del Nordamerica, recentemente introdotta, a
scopo venatorio, in Francia e Italia, dove si è rapidamente diffusa.
Lepre
Il coniglio selvatico è simile alla lepre, ma ha dimensioni più limitate e muso arrotondato. Vive in
Francia, Spagna, Gran Bretagna e Italia (Sicilia e Sardegna), in colonie numerose che scavano
gallerie nel sottosuolo. Ha mantello grigio con striature giallorosse e, per la sua prolificità, può
diventare un flagello per l’agricoltura delle zone infestate. In Italia una caccia tipica è quella con il
furetto.
Molte sono le specie di coniglio allevate a scopo alimentare; la carne di coniglio è a basso
contenuto di colesterolo ed è molto digeribile, soprattutto se l’animale non ha superato l’anno di età.
Non è facile da cucinare e ciò la rende meno disponibile della tradizionale bistecca o del petto di
pollo.

Roditori
I Roditori sono l’ordine di Mammiferi più numeroso in termini di numero di specie ascritte
(probabilmente non in termini di biomassa), comprendente oltre il 40% delle specie totali di
Mammiferi attualmente esistenti. Sono caratterizzati dalla dentatura priva di canini, con un notevole
sviluppo dei muscoli masticatori. Hanno una diffusione cosmopolita e vivono in ambienti differenti
e a volte inospitali. Diverse sono le varietà e le abitudini; vi sono razze terricole, arboricole, ipogee,
acquatiche, diurne e notturne. Presentano taglie di diversa grandezza che vanno dal topolino di casa
lungo circa 10 cm al capibara (vive nelle paludi delle foreste dell’America meridionale) che arriva
fino a 1,20 m; diversa la forma dei loro arti (presentano in genere quattro dita gli anteriori e cinque i
posteriori) che nelle specie che vivono nei deserti sono notevolmente sviluppati per permettere loro
lunghi salti; diversa anche la forma delle unghie, in alcune specie ad artiglio e in altre a forma di
zoccoli. Il mantello, molto pregiato e abbondante in alcune razze (cincillà), è praticamente assente
in altre o formato da aculei lunghi anche 30 cm (istrice). Tra i sensi sono molto sviluppati l’udito e
l’olfatto. I Roditori sono da un lato molto nocivi per l’uomo perché recano danno all’agricoltura e
sono portatori di numerose malattie, ma costituiscono un’importante riserva di cibo per i Rettili, gli
Uccelli e i Mammiferi carnivori. Il loro numero elevato è una diretta conseguenza della loro
capacità riproduttiva e dell’adattamento all’ambiente.
Il rappresentante più noto è sicuramente il topo; il nome indica molti Roditori dal corpo allungato,
ricoperto da un fitto pelame, coda di solito lunga e affusolata. Onnivori e prolifici, i topi sono
diffusi in Italia in varie specie, il topo domestico, il topo campagnolo (arvicola campestre) e il topo
delle risaie, tutti inferiori ai 10 cm di lunghezza. i topi possono arrecare danni anche ingenti alle
colture e alle provviste umane di cibo, oltre a essere vettori di una serie di malattie, come la
leptospirosi.
Simile al topo è la cavia o porcellino d’India; originaria del Sudamerica, fu usata da Koch e da
altri batteriologi come animale da laboratorio; ancora oggi il nome indica ratti e altri roditori che
vengono attualmente usati in numero decisamente maggiore nella ricerca scientifica. La sua sorte è
molto diversa: in Europa e nel Nordamerica è un animale da compagnia mentre nei Paesi
sudamericani è consumata come cibo. Di vario colore, le cavie hanno capo piccolo e allungato,
corpo tozzo, pelo raso e senza coda.
Ormai diventato anche animale da compagnia, il criceto (detto anche hamster) vive principalmente
in Europa centrale e orientale. Ha corpo tozzo, pelo morbido di colore vario ed è lungo 30 cm circa.
Di colore rosso-giallastro, ha le parti inferiori nere, coda e arti corti e zampe dotate di forti unghie.
Vegetariano, può anche nutrirsi di insetti, lucertole e topi. In estate scava nei campi delle tane con
varie gallerie che portano a camere laterali, a volte aperte verso l’esterno, utilizzate per allevare i
piccoli e dove raccoglie riserve di cibo (noci, castagne, semi vari per l’inverno). Per trasportare il
cibo nella tana utilizza come serbatoio le proprie guance. In autunno si ritira nella tana scavata in
estate chiudendo tutte le vie di accesso. Il criceto, a volte dannoso per le colture agricole, si
riproduce molto velocemente.
Simile al criceto, il lemming è un piccolo roditore dalla folta pelliccia che vive nelle zone
settentrionali dell’emisfero boreale (Scandinavia e America), si ciba di muschi e licheni.
Periodicamente, in seguito alla talora smisurata capacità di proliferazione, compie enormi
migrazioni di massa che portano a una drastica riduzione della popolazione ripristinando
l’equilibrio biologico nell’ecosistema che lo ospita.
Lo scoiattolo comune è diffuso nei boschi di conifere dell’Europa, misura una ventina di centimetri
ed è caratterizzato dalla lunga coda. Muta il colore della livrea, rossastra in estate, grigio scuro in
inverno. Simili sono lo scoiattolo grigio (di provenienza americana, è stato introdotto in Europa,
Italia compresa, in molti parchi) e lo scoiattolo dell’Asia. La denominazione scoiattolo volante,
invece, indica propriamente una tribù di Roditori. Lo scoiattolo volante è dotato di patagio; nel
nostro continente è diffusa una sola specie. In modo improprio vengono definiti scoiattoli volanti
non solo il petauro dello zucchero (è un Marsupiale), ma anche gli scoiattoli volanti africani
(Roditori)) e alcuni Mammiferi placentati detti anche talvolta, sempre impropriamente, lemuri
volanti.

Scoiattolo commune
Della stessa famiglia dello scoiattolo, il cane della prateria è un roditore, tipico delle praterie
americane.
Il ghiro è un piccolo roditore di colore grigio, con la coda simile a quella degli scoiattoli e con
orecchie piccole e appuntite. Molto comune nei nostri boschi, dove si nutre di gemme, frutta, insetti,
uova e piccoli uccelli. D’inverno cade in letargo (da qui l’espressione dormire come un ghiro).
Il castoro è noto come animale da pelliccia, anche se attualmente tale commercio sta rapidamente
contraendosi. Due sono le specie: il castoro europeo e il castoro nordamericano. Il castoro è lungo
circa 75 cm e alto meno di 30, si tratta della seconda più grande specie di Roditori esistenti al
mondo dopo i capibara. Ha coda larga e piatta, ricoperta di scaglie che in genere funziona da
sostegno sulla terra ferma e come timone in acqua, ma che, in caso di pericolo, viene sbattuta
sull’acqua, segnalando l’allarme. Le zampe posteriori sono palmate e tutte le dita sono munite di
artigli. Vive lungo i corsi d’acqua, protegge la sua tana che è in genere formata da una galleria,
costruendo dighe e sbarramenti con rami o altro materiale che si procura utilizzando i potenti
incisivi.
Castoro nordamericano
La nutria (castorino) è originaria dell’America meridionale, ha tronco e capo simili a quelli del
castoro; le zampe robuste sono munite di cinque dita con unghie e collegate fra loro, negli arti
posteriori, da una membrana; la coda è coperta di piccole squame; il mantello bruno è formato da
una fitta e morbida lanetta mescolata a peli setolosi. È un’ottima nuotatrice e vive principalmente
vicino a corsi d’acqua, laghi e paludi. In Europa si diffuse dopo la Seconda guerra mondiale a causa
della chiusura di molti allevamenti per il conflitto e la liberazione dei roditori in ambiente naturale;
in Italia comparve negli anni ’60-’70 del XX sec. in Campania, Lazio, Toscana e Veneto e ora è
presente in tutta la penisola. Causa gravi danni agli argini per le sue attività di scavo; per la sua
voracità è accusata di modificare gli ecosistemi palustri in cui vive.

Nutria
Altro roditore una volta cacciato o allevato per la sua morbida pelliccia, di colore cenerino, è il
cincillà, tipico delle Ande. Erbivoro, notturno e terricolo, ha arti posteriori più sviluppati di quelli
anteriori.
La marmotta ha una folta pelliccia bruna, con corpo, zampe e coda tozzi. Vive sulle Alpi, sui
Carpazi e sui Pirenei. Lunga circa mezzo metro, si nutre di radici ed erba e in inverno cade in
letargo in tane profonde. Emette un fischio per segnalare un pericolo. Una volta ricercata per la
pelliccia, è una specie protetta.

Marmotta
L’istrice ha colore bruno, lungo circa mezzo metro, è ricoperto da aculei che erige come difesa
quando si sente minacciato. Vegetariano, vive in zone cespugliose o rocciose. È presente in Africa
settentrionale, in Asia occidentale e in Italia centromeridionale. Spesso viene detto porcospino,
anche se tale denominazione è impropria, riferendosi correttamente al riccio.
Istrice

Carnivori
I Carnivori sono un ordine cosmopolita di Mammiferi. Sono animali predatori che vivono
cacciando gli altri animali; ma non tutti si cibano solo di carne; alcuni si nutrono di anche di
vegetali o di insetti. Le specie appartenenti hanno grossezza variabile, canini sviluppati atti a
lacerare la carne e molari settati o appuntiti. Gli arti possono essere plantigradi, semiplantigradi o
digitigradi. I loro sensi sono assai sviluppati per consentire buoni risultati nella caccia.
Insieme ai pangolini (diffusi in India, Asia meridionale, Africa, appartengono all’ordine dei
Folidoti, sono Mammiferi ricoperti da una corazza di scaglie che utilizzano come difesa passiva,
quando sono minacciati, arrotolandosi a formare una palla; raccolgono gli insetti con la lingua)
costituiscono il superordine Ferae.
Le famiglie più importanti sono i Felidi, i Canidi, gli Ursidi, i Mustelidi e la superfamiglia dei
Pinnipedi. Carnivori molto noti appartenenti ad altre famiglie sono la mangusta (di dimensioni
modeste, divora piccoli animali, in particolare anfibi e rettili; golosa di uova, era venerata
nell’antico Egitto perché divorava le uova di coccodrillo; molto intelligente e veloce, è facilmente
addomesticabile e viene usata dall’uomo per cacciare i topi e i serpenti perché contro il veleno di
Mangusta
questi ultimi sembra essere immunizzata), la
iena
(con testa sporgente e robusta, dorso ricoperto da una criniera di peli più lunghi, pelame grigio
scuro striato di nero, i cui arti anteriori sono più lunghi di quelli posteriori; vive prevalentemente di
notte, nutrendosi di resti di cadaveri animali e di rifiuti, non essendo la caccia una sua abitudine. Di
colore grigio giallastro maculato di nero, la
iena maculata
vive in branchi nel sud del Sahara; quella striata vive nelle savane dell’Africa
Iena
settentrionale, in Arabia e in India) e il
procione
(diffuso in America, fra le varie specie esistenti quella più conosciuta è il cosiddetto
procione lavatore
od
orso lavatore
; caratterizzato da una lunga coda pelosa dalla colorazione ad anelli grigi e scuri alternati, folta
pelliccia grigiastra, il procione lavatore vive nelle foreste dell’America settentrionale e centrale e si
nutre di vegetali e piccoli animali, che ha l’abitudine di lavare nell’acqua prima di mangiare; è un
animale mite e viene facilmente addomesticato).
Procione

Felidi
La famiglia dei Felidi raggruppa un numero elevato di specie snelle ed eleganti, disposte al salto;
digitigradi, hanno dita con cuscinetto e artigli retrattili (tranne il ghepardo) e bocca con canini molto
sviluppati e appuntiti, pelo morbido e lucente, udito e vista acutissimi e organi del tatto molto
sviluppati (vibrisse). Hanno testa piccola, muso corto e orecchie erette. Molto importante la
dentatura che prevede due molari, quattro o sei premolari a seconda delle specie, due canini e sei
incisivi. Le zampe anteriori hanno cinque dita, quelle posteriori quattro. Presenti in tutti i continenti
tranne l’Antartide. Predatori, preferiscono cacciare all’alba o al tramonto. Le pupille, rotonde al
buio, all’esposizione della luce si chiudono in fessure verticali. Gli esemplari maschi sono in genere
di dimensioni più grandi.
Il gatto è diffuso in tutto il mondo, ha corpo allungato ricoperto da folta pelliccia, due grandi occhi
e testa tonda, arti muniti di artigli retrattili e lunga coda; è apprezzato per la sua attitudine a cacciare
i topi, ottimo saltatore, agile nella corsa e nell’arrampicarsi, dotato di notevoli destrezza ed
equilibrio; nonostante la domesticazione, mantiene spiccati caratteri di indipendenza e, a differenza
del cane, non si è mai lasciato soggiogare dall’uomo, con il quale pure convive da millenni come
animale da compagnia. Le prime testimonianze di addomesticamento risalgono agli antichi egiziani
(3000 a.C.). Ha un udito acutissimo e particolari organi tattili che sono lunghi peli presenti sul
labbro superiore e sulle guance (vibrisse). Vive circa quindici anni ed è soggetto a molte malattie,
alcune delle quali possono essere trasmesse anche all’uomo (rogna, tigna, tenia, difterite). La
gravidanza dura sessantadue giorni dopo la quale nascono da tre a cinque cuccioli. Fra le razze più
note, quella persiana con pelo lungo e morbido, di vari colori; quella siamese con pelo corto e raso,
chiaro, con estremità nere; quella europea con pelo folto, corto, vellutato di vari colori. Il gatto fu
venerato e considerato sacro dagli egizi, dagli arabi e dai cinesi, perseguitato come animale
demoniaco nel medioevo; ai giorni nostri è molto diffuso come animale da compagnia.
Lungo circa 2 m e pesante 200 kg, il leone ha il corpo ricoperto di pelo liscio e fulvo, coda di circa
un metro con un caratteristico ciuffo di crini all’apice, corpo agile e forte, zampe con robusti artigli;
nell’esemplare maschio è presente un’abbondante criniera sul capo. Caccia Mammiferi di media e
grossa taglia preferibilmente al tramonto. Vive nella savana e nelle praterie, ma non disdegna aree
cespugliose e foreste. Più sociale di altri Felidi, vive in branchi, formati generalmente da un
maschio alfa (raramente due), un gruppo di femmine e la loro prole. Il leone emette una grande
varietà di suoni (brontolii, fusa, sibili, miagolii ecc.), il più caratteristico dei quali è il ruggito che
può sentirsi anche a qualche chilometro di distanza. Ormai è diffuso quasi esclusivamente all’Africa
subsahariana; una scarsa popolazione sopravvive nel Gir Forest National Park in India, mentre è
estinto da secoli nel Nordafrica e nel Medio Oriente. Il continuo impoverimento del suo habitat
naturale e il protrarsi della caccia di frodo ai suoi danni ne fanno una specie a rischio estinzione.

Leone
Lunga fin quasi tre metri, la
tigre
pesa anche due quintali; priva di criniera, ha pelo più lungo sulle guance; il pelo corto folto e liscio
è più scuro sul dorso e schiarisce, fino a diventare bianco vicino alle labbra, alle guance e alle parti
inferiori e posteriori del corpo. Il mantello della tigre si adatta facilmente all’ambiente in cui
l’animale vive mimetizzandosi perfettamente con giunchi, bambù e alte erbe. Possiede una poderosa
muscolatura, zampe robuste con artigli acuminati, ha testa grossa e lunga coda. Agile e abile
nuotatrice, caccia le grandi prede con la tecnica dell’agguato azzannandole alla nuca o alla gola. Il
suo ruggito non è molto potente ed è simile a grida lamentose o a suoni gutturali, più frequenti nel
periodo degli amori. I piccoli, di solito due o tre, nascono dopo circa cento giorni dalla data
dell’accoppiamento e hanno le dimensioni di un piccolo gatto; dopo quattro mesi circa, sono in
grado di seguire la madre durante la caccia e diventano indipendenti molto presto (otto mesi). Gli
adulti, generalmente, sono solitari e raramente si sono viste famiglie comprendenti cuccioli già
grandi. In Asia esistono villaggi famosi per essere stati teatro di stragi compiute da singole tigri.
Vive nelle foreste siberiane e dell’Asia meridionale (India, Birmania, Sumatra, Giava, Bali e
penisola malese).
Tigre
Di colore fulvo, il
puma
misura sino a 2 m. Carnivoro, vive nel continente americano ed è chiamato anche
coguaro
,
leone d’America
o
leone di montagna
. Molto più snello del leone e più gracile del leopardo, ha la testa piccola rispetto al corpo e priva di
barba e criniera. Il mantello è più scuro sul dorso e più chiaro sui fianchi, mentre sopra e sotto gli
occhi, piuttosto grandi, spiccano due macchie bianche. I puma, che vivono ancora abbastanza
numerosi nell’America meridionale, presentano una colorazione grigio-argentea. Di abitudini
crepuscolari e notturne, di giorno preferiscono nascondersi nelle foreste o tra le foglie di grossi
alberi, da cui si allontanano di notte per cacciare. Abili nel salto, veloci nella corsa, i puma
aggrediscono gli uomini molto di rado. Vivono a coppie solo durante il periodo degli amori, che è
diverso a seconda della zona abitata; dopo una gravidanza di circa tre mesi, la femmina partorisce
due o tre piccoli che nascono con gli occhi chiusi e il pelo maculato che, nel giro di un anno,
assume gradatamente la colorazione simile a quella degli adulti.
Puma
Di forma snella, con lunghi arti, mantello giallo con chiazze nere, il
ghepardo
è l’unico felino con artigli non retrattili. La femmina partorisce cuccioli anch’essi con mantello
maculato, ma fino a quattro mesi, sulla testa e sul dorso, è di colore grigio. Può arrivare a un metro
e mezzo di lunghezza e pesare fino a 60 kg. Molto veloce (può raggiungere i 110 km/h), vive nelle
steppe dell’Asia e dell’Africa settentrionale cacciando gazzelle e antilopi. Predilige cacciare da solo
e di giorno sfruttando la vista e non il fiuto; non tende agguati alle prede, ma le cattura in corsa.
Originariamente, veniva addestrato in India e Asia per la caccia alle antilopi.
Ghepardo
Lungo circa 2 m con una coda di 60 cm, il
leopardo
si presenta con un corpo agile e snello, con un pelo raso giallastro con macchie ad anelli e a rosette.
Abile arrampicatore (è solito issare le sue prede alla biforcatura di un albero per metterle fuori dalla
portata di altri predatori) e nuotatore, predilige cacciare appostandosi sugli alberi; è l’unico felino in
grado di scendere gli alberi a testa in giù. Oltra a questa particolarità, è molto più veloce di tigri e
leoni, potendo raggiungere i 60 km/h. Diffuso in Africa e Asia è divenuto ora una specie protetta
causa a causa della caccia per la sua pregiata pelliccia.

Leopardo
A causa della similitudine del mantello, spesso confuso con il leopardo è il
giaguaro
, il più grosso felino del continente americano, terzo a livello mondiale dopo tigre e leone. Una volta
presente dagli Stati Uniti fino alla Patagonia, ora è diffuso soprattutto nel bacino amazzonico.
Pur assomigliando a un gatto di grandi dimensioni, la lince ha arti più lunghi e zampe più grosse,
corpo snello e agile, orecchie più lunghe terminanti con un ciuffo, coda corta, pelo soffice e
variamente macchiato. Pur in pericolo di estinzione in Europa, si possono ancora trovare esemplari,
specialmente nella Scandinavia, sui Pirenei e sui Carpazi; altri sono presenti nelle zone polari e in
America settentrionale.

Canidi
I Canidi sono una famiglia di Carnivori che presenta muso allungato, con occhi posti piuttosto
frontali e spesso obliqui, orecchie erette e coda folta (in particolare d’inverno) e lunga da un quarto
fino all’intera lunghezza del corpo. L’apparato muscolo-scheletrico permette loro di trottare. I
canini affilati, l’udito e l’olfatto molto sviluppati, la notevole intelligenza, la grande resistenza nella
corsa e il forte morso ne fanno ottimi cacciatori.
Molti Canidi vivono in coppia (volpi) o in piccoli gruppi familiari (sciacalli e coyote) e cacciano
piccoli animali; altri sono solitari (crisocione), altri (licaoni e lupi) vivono in grandi branchi per
poter cacciare anche grandi prede, competendo con grandi felini e orsi.
Pur essendo principalmente carnivori, i Canidi non sono ipercarnivori come i Felidi e possono
accontentarsi anche di vegetali e frutta. Infatti, oltre ai denti carnassiali (usati dai carnivori per
triturare la carne), hanno anche molari abbastanza sviluppati.
Il cane è stato addomesticato nella preistoria dall’uomo, forse grazie al fatto che i suoi precursori si
avvicinavano agli insediamenti umani in cerca di avanzi. L’uomo cominciò a utilizzarlo per la
caccia e iniziò così un’opera di specializzazione e di selezione che ha portato nei millenni alle
diverse razze esistenti attualmente. Il cane domestico si è guadagnato l’appellativo di più caro
amico dell’uomo per la sua fedeltà e per la capacità di compagnia: vive fino a un massimo di 15-18
anni. Assiri ed egizi lo adoravano nei loro culti e lo imbalsamavano dopo la morte; anche presso i
cinesi, gli inca e i maya il cane era tenuto in grande considerazione. Per l’islam invece è un animale
tendenzialmente impuro (come il maiale e diversamente dal gatto). È dotato di dentatura completa
(quarantadue denti), le zampe presentano unghie non retrattili, il periodo di gestazione dura nove
settimane e in genere vengono partoriti da due a un massimo di dodici cuccioli: questi divengono
autonomi dopo circa sette settimane di vita. Forma di muso, orecchie e coda, tipo e colore del
mantello e taglia sono diversi a seconda della razza e della varietà; il cane è onnivoro, ma di
preferenza carnivoro. L’odorato e l’olfatto sono acutissimi, sviluppata la vista, spiccata
l’intelligenza. Le oltre 400 razze vengono classificate in base alle attitudini e quindi agli impieghi;
la classificazione più comune prevede tre categorie: quella dei cani da caccia (bassotti, bracchi,
cocker, levrieri, pointer, segugi, setter ecc.), quella dei cani di utilità (cane da pastore abruzzese,
bergamasco, tedesco, boxer, bulldog, dobermann, mastini, San Bernardo ecc.) e quella dei cani da
compagnia (barboni, maltesi, pechinesi, spaniel, terrier, volpini ecc.).
Il lupo ha il corpo magro, lungo circa un metro, robuste zampe, muso appuntito con orecchie corte e
dritte, occhi obliqui e coda lunga e pelosa. Vive in Asia, Europa e in America Settentrionale. In
Italia si trova sull’Appennino; fatto oggetto di una caccia spietata, è ora una specie protetta, in via di
estinzione. La specie americana è quella di maggiori dimensioni, ha pelo folto di colore variabile:
dal bianco nelle regioni artiche al nero in alcune aree dell’America del Nord; vive in branchi poco
numerosi caratterizzati da una struttura sociale gerarchica con un maschio e una femmina dominanti
(l’unica coppia che si riproduce), mentre la caccia, soprattutto ai grandi erbivori, è operata in
gruppo.

Lupo
Volpe
è la denominazione comune di appartenenti al genere
Vulpes
, il cui prototipo è la
volpe rossa comune
, lunga circa 120 cm, di cui un terzo costituito da una folta coda, con muso appuntito e grandi
orecchie a punta. Vive in Europa, Asia e Africa. Abita nelle zone boscose e si nutre di piccoli
mammiferi, uova, uccelli, frutti e bacche. Dello stesso genere sono anche la
volpe corsac
, la
volpe delle sabbie
e la
volpe bianca
o
polare
. In passato la volpe è stata attivamente cacciata per la pelliccia, molto pregiata sia nelle varietà a
pelo rosso sia nella varietà argentata; attualmente la caccia alla volpe è praticata soprattutto come
esercizio tipicamente venatorio, sia per controllarne la popolazione il cui diffondersi ha ridotto la
presenza di altre specie.

Volpe
Il
coyote
è diffuso in America settentrionale e centrale; è simile al lupo, ma di taglia media. Ha muso aguzzo,
è un robusto e intelligente cacciatore, abita le praterie e le foreste e ha abitudini notturne.
Dal pelame rossiccio, simile al lupo, ma più piccolo, lo sciacallo vive in branchi e si nutre di
carogne. Diffuso in Asia e Africa, in Europa è presente soltanto nella zona balcanica.
Tipico canide australiano, di piccola taglia, il dingo ha pelo fulvo e abitudini notturne. Si ciba di
piccoli roditori che caccia nella boscaglia.

Dingo
Alto circa 75 cm, il
licaone
si differenzia dal lupo suo simile per la testa più tozza e il pelo più variamente macchiato. Diffuso
nelle savane dell’Africa equatoriale, caccia in branco grossi Mammiferi, avvalendosi della sua
abilità e resistenza nella corsa.
Infine, da ricordare il fennec, un piccolo canide, caratterizzato da muso sottile e appuntito e grandi
orecchie.

Ursidi
Gli Ursidi sono una famiglia di Mammiferi dell’ordine dei Carnivori. Tutti gli Ursidi hanno la
pelliccia densa, una coda corta, un buon senso dell’olfatto e dell’udito. Rappresentanti tipici sono
gli orsi e il panda gigante.
L’orso è un Carnivoro plantigrado (mentre si sposta, poggia sul terreno l’intera pianta del piede) ha
taglia grande e folta pelliccia. La vita media degli orsi è di 25 anni circa, con una maturità sessuale
che generalmente inizia dopo il quinto anno; sono animali goffi, ma abbastanza veloci (fino a 40
km/h) e molte specie sono abili nel nuoto (l’orso bianco può nuotare per 100 km e rimanere in
apnea per due minuti). Gli orsi sono onnivori; oltre alla carne non disdegnano il miele. L’aspetto dei
loro denti dipende dal regime alimentare. Si nutrono anche di pesce. Inoltre, pur essendo molto
temuti, sono al 90% erbivori.
L’orso bruno può raggiungere i 2 m di altezza, i 350 kg di peso (le femmine pesano la metà) e vive
in montagna, generalmente lontano dall’uomo. Per affrontare i rigori invernali, può arrivare a
nutrirsi con 20.000 calorie al giorno. Attualmente è presente in Alaska, Russia, Finlandia, Carpazi,
Balcani, Pirenei e sull’Appennino Abruzzese in Italia. L’orso grigio (detto anche grizzly) è alto fino
a 2,5 m e vive nelle foreste delle Montagne Rocciose. L’orso polare (bianco) è alto fino a 3 m, pesa
500 kg e vive nell’Artide, dove caccia foche, lemming, cuccioli di tricheco e altri animali. L’orso
labiato vive nelle foreste indiane. L’orso malese è forse il più piccolo e agile e vive in Indocina e
Indonesia, mentre l’orso dal collare (od orso tibetano) è ampiamente diffuso in Asia meridionale;
ha abitudini notturne e, quando calano le tenebre, va alla ricerca di cibo (frutti, radici, larve, insetti,
carogne ecc.); il suo più grande nemico è la tigre siberiana.

Orso polare
Il
panda
è diffuso in zone ristrette di Tibet, Nepal, Cina e Birmania. Il
panda maggiore
ha una pelliccia pezzata bianca e nera, i suoi esemplari raggiungono il metro e ottanta di lunghezza
e si nutrono esclusivamente di germogli di bambù. Il
panda minore
appartiene a una famiglia affine agli Ursidi, è di dimensioni più piccole, ha una pelliccia bruna e
vive in coppia.
Panda maggiore

Mustelidi
I Mustelidi sono una famiglia di Mammiferi dell’ordine dei Carnivori. I Mustelidi sono animali di
dimensioni medio-piccole, dalla struttura fisica allungata e agile. Con quattro o cinque dita con
artigli a volte retrattili, sono generalmente plantigradi. I denti sono ben sviluppati; data la loro
alimentazione carnivora, hanno incisivi molto piccoli e i canini lunghi e aguzzi; anche i molari sono
piuttosto appuntiti. Hanno ghiandole anali capaci di produrre sostanze odorose usate in caso di
pericolo come mezzo di difesa. Dotati di una foltissima pelliccia con peli morbidi e fini (molte
specie sono oggetto di caccia e/o allevamento per il commercio delle loro pellicce). Il colore è
generalmente uniforme e scuro, ma in alcune specie si fa bianco durante l’inverno, per il
mimetismo.
Lunga quasi 20 cm, la donnola è diffusa in Europa e Asia. Aggredisce conigli e lepri, uccelli e topi.
È molto agile. Costituisce una seria minaccia per i pollai che generalmente attacca di notte.
Donnola
Puzzola
è il nome di varie specie di Mustelidi che vivono in Europa e Asia. La più nota è la
puzzola europea
, diffusa in Italia con una forma selvatica di colore bruno scuro, e una domestica, nota come
furetto
; ha medie dimensioni, occhi circondati da pelo più chiaro, coda folta e orecchie piccole; notturna,
agile e veloce, caccia piccoli vertebrati sul terreno, nei pressi di raccolte d’acqua. Il nome deriva dal
secreto particolarmente forte delle ghiandole anali. Simile alla puzzola è la
moffetta
(appartenente però a un’altra famiglia), dalla caratteristica livrea a fasce bianche e nere, presente nel
continente americano.
Puzzola Europea
L’
ermellino
è lungo circa 40 cm, con capo piccolo, muso appuntito, corpo allungato con pelo bianco d’inverno e
bruno rossiccio d’estate e con coda sottile, sempre nera. Comune in tutto l’emisfero boreale, è
purtroppo ancora ricercatissimo per la pelliccia molto pregiata.
Il visone vive nelle foreste del Nordamerica (la specie americana) e nell’Europa nordorientale (la
specie europea). Si nutre di animali acquatici catturati in laghi e in fiumi. In Italia (e in altri Paesi
europei) è stato segnalato in alcune zone, presenza determinata da fughe accidentali dagli
allevamenti per animali da pelliccia e da rilasci illegali intenzionali.
Diffuso in Europa e Asia settentrionali, lungo circa 70 cm, compresa la lunga coda di 25 cm, la
martora ha pelliccia bruna, molto morbida e folta, con una caratteristica macchia biancastra sotto la
gola. Vive preferibilmente sugli alberi, nei boschi e si nutre di piccoli mammiferi, uccelli e insetti.
Simile alla martora, con pelliccia bruno grigiastra e macchia bianca alla gola, con lunga coda, la
faina vive in campagna e in zone boscose, ha abitudini notturne e si ciba anche di animali
domestici.
Le lontre vivono in Europa, Asia, Africa e America e abitano vicino a laghi, fiumi o ruscelli; sono
ottime nuotatrici e tuffatrici e si nutrono di piccoli mammiferi, di pesci, gamberi e rane. La lontra
comune ha il corpo slanciato, lungo circa 150 cm, di cui 50 cm di coda; orecchie piccole; muso
largo e corto; zampe corte; piedi palmati; narici che si possono aprire e chiudere ed è coperta da una
pelliccia bruna fitta e soffice.
Lontra
Il
tasso
ha corpo lungo circa 65 cm ed è alto 30 cm; è dotato di pelliccia folta e ruvida di colore grigio
superiormente e lateralmente nera sul petto e sull’addome, bianca sul capo dove vicino agli occhi
partono longitudinalmente due lunghe strisce nere. Gli arti sono provvisti di unghielli scavatori. Va
in cerca di insetti, piccoli animali, radici e frutti durante la notte e ha la sua tana nel terreno. Si trova
soprattutto in Europa e in Asia. Nonostante la sua utilità nella lotta contro gli insetti nocivi, viene
cacciato per il pelo, utilizzato nella fabbricazione di spazzole e pennelli pregiati e per la carne dal
gusto simile a quella del maiale.
Tasso

Pinnipedi
I Pinnipedi sono una superfamiglia (o un infraordine) di Mammiferi Carnivori, acquatici, diffusi
nei mari freddi, dalle dimensioni notevoli, con corpo affusolato e arti trasformati in pinne, testa non
molto grande, dentatura completa e in alcune specie con canini molto sviluppati a forma di zanne,
con baffi lunghi sul muso. Abili nuotatori, negli spostamenti sul terreno si trovano in difficoltà.
Distribuiti geograficamente in molte zone, soprattutto quelle polari, vivono in branchi e vengono
cacciati per le loro pelli e il grasso.
Le foche sono caratterizzate da un corpo fusiforme, rivestito da uno spesso pannicolo adiposo
sottocutaneo che impedisce la dispersione del calore interno e ne diminuisce il peso specifico.
Hanno una testa molto piccola con muso provvisto di lunghe vibrisse; possono chiudere
ermeticamente le narici e l’orecchio esterno, che manca di padiglione. Gli arti anteriori sono
trasformati in pinne; anche quelli posteriori sono pinniformi, a riposo diretti parallelamente alla
coda; sono ricoperti da una lanetta, soprattutto in tenera età, che diventa pelliccia molto pregiata
negli esemplari adulti; per tale ragione vengono ancora oggi cacciate. Sono tipiche dei mari freddi
del Nord, che risalgono nel periodo della riproduzione.
Foca
Simile alla foca è l’
otaria
(detta anche
leone marino
) che, contrariamente alle foche, possiede i padiglioni auricolari, seppure poco sviluppati. Vive negli
oceani Pacifico e Atlantico, nelle acque polari e in quelle temperate o tropicali.
Il tricheco ha corpo massiccio e tozzo, che arriva fino a 3,7 m di lunghezza e 1.200 kg di peso. È
dotato di due lunghi canini superiori sporgenti e si ciba di crostacei, molluschi, vermi. Vive nelle
zone artiche. Tranquillo e pacifico, può diventare aggressivo e pericoloso se viene attaccato.
Tricheco
Lungo fino a 7 m, l’
elefante marino
vive nell’oceano Pacifico lungo le coste sudamericane. Presenta un naso floscio negli esemplari di
sesso maschile.

Insettivori
Gli Insettivori erano un ordine di Mammiferi di dimensioni variabili diffusi in luoghi acquitrinosi,
cespugliosi e boscosi delle zone temperate e calde, a volte nelle oasi o nei deserti ed
eccezionalmente nei Paesi freddi; si nutrono principalmente di insetti. Oggi si preferisce
suddividerli ulteriormente in tre ordini, ma il termine comune è ancora molto usato. Esemplari tipici
sono il toporagno, il riccio e la talpa.
Il toporagno è un piccolo insettivoro che presenta un muso a proboscide. Vive nelle zone ricche di
vegetazione dell’Europa e dell’Asia.
Il riccio ha il dorso munito di aculei che raddrizza, avvolgendosi su sé stesso, per difendersi quando
minacciato. Misura fino a 30 cm ed è diffuso in Eurasia e in Africa; passa l’inverno in letargo.
Riccio
La talpa ha corpo tozzo ed è dotata di robuste unghie che le permettono di scavare gallerie
sotterranee in cui vive. Ha vista molto debole e olfatto molto sviluppato. In agricoltura svolge
un’importante azione di aerazione del terreno e di eliminazione di insetti dannosi.

Chirotteri
I Chirotteri sono un ordine di Mammiferi adatti al volo. Sono capaci di volare grazie a una
membrana che rimane tesa, quasi a formare un’ala (il patagio), tra le lunghissime falangi degli arti
anteriori. È il secondo gruppo di mammiferi più numeroso dopo i Roditori. Sono comunemente noti
con il nome di pipistrelli.
Il corpo, di piccole o medie dimensioni, è rivestito da pelle nuda, la dentatura è completa, orecchie e
naso sono molto sviluppati. Volano prevalentemente di notte e dormono con la testa appesa in giù di
giorno e durante il letargo. Localizzano gli insetti, dei quali si nutrono, e gli ostacoli attraverso
l’emissione e la ricezione di ultrasuoni.
Il pipistrello è un animale che predilige l’attività notturna; alcune specie sudamericane (vampiri) si
nutrono del sangue di altri Mammiferi. In Italia sono presenti il serotino, l’orecchione, il pipistrello
nano, il ferro di cavallo, la nottola.
Vampiro

Cetartiodattili
Gli Artiodattili sono un ordine di Mammiferi, il cui carattere distintivo è dato dalla presenza di dita
che sono sempre in numero pari (due o quattro). Il terzo e il quarto dito possono essere
particolarmente sviluppati (zoccoli). L’unica eccezione è quella dei Taiassuidi che presentano negli
arti posteriori solo tre dita utili. Sono unguligradi (negli Ungulati sono raggruppati animali che
presentano l’ultima falange delle dita rivestita da zoccoli; attualmente, il termine è utilizzato per
descrivere unicamente Artiodattili e Perissodattili, in quanto è opinione diffusa fra gli studiosi che il
gruppo sia stato costituito riunendo animali fra loro simili, ma evolutisi parallelamente.), eccetto i
cammelli che sono digitigradi. La dentatura può essere completa o incompleta, nel primo caso è
formata da quarantaquattro denti. Sono animali dal regime alimentare erbivoro; la loro presenza
risale agli inizi del Terziario.
Recenti studi effettuali hanno dimostrato che i Cetacei sono strettamente imparentati con gli
Artiodattili (in particolare con gli ippopotami) per cui oggi, da questa fusione, è nato l’ordine dei
Cetartiodattili.
Sottordini importanti sono i Suiformi, i Cetacei, i Tilopodi e i Ruminanti.

Suiformi
I Suiformi sono un sottordine di Cetartiodattili, Caratteristica distintiva è la presenza di uno
stomaco non propriamente concamerato e, pertanto, i Suiformi non ruminano. Spesso sono muniti
di canini sviluppati in modo da formare zanne. Vivono in Europa, Asia, Africa e America.
Il maiale ha il corpo tozzo e corto; le zampe robuste, con quattro dita; la testa è prolungata in un
grugno; nei maschi i denti canini sono molto sviluppati. I maschi sono chiamati verri e le femmine
scrofe; sono animali poco socievoli e si cibano di ogni cosa. Si accoppiano due volte all’anno; la
femmina partorisce dopo una gestazione di 120 giorni circa, secondo la razza, dai quattro ai nove
piccoli, che crescono molto rapidamente e dopo un anno circa sono già pronti per la riproduzione.
Onnivoro, è allevato dall’uomo fin dall’antichità per la carne, il grasso (lardo e pancette), salumi,
prosciutti e prodotti secondari ricavati (setole). Le razze allevate in Italia sono la casertana, la
parmigiana e la maremmana.
Il cinghiale è di media e grossa taglia (circa un metro al garrese), ha corpo tozzo, pelo grigio bruno
e lunghe setole grigio-rossicce, grugno cartilaginoso mobile, canini aguzzi e lunghi. Vive in branchi
in zone ricche di vegetazione; è onnivoro. In Italia, oltre al cinghiale comune, vivono il cinghiale
maremmano e il cinghiale sardo corso. Altre specie sono diffuse in Asia, India, Malaysia. È
cacciato per la pelle e per la carne.
L’ippopotamo è un erbivoro dalle abitudini acquatiche (il nome, dal greco, significa “cavallo di
fiume”). L’ippopotamo comune è lungo fino a 4 m, pesa dalle tre alle quattro tonnellate, ha la pelle
spessa fino a 5 cm e molto dura e possiede due lunghi canini ricurvi. Vive in Africa presso i fiumi e
i laghi. Si riunisce in branchi. L’ippopotamo nano, che ha le dimensioni di un grosso cinghiale, vive
nell’Africa occidentale ed è molto raro.

Ippopotamo
Il facocero è molto diffuso nelle savane dell’Africa. Ha capo e corpo molto grossi, canini affilati
che escono dalla bocca e che usa per difesa, lunga coda e verruche tra gli occhi. Viene cacciato per
la sua carne, per la pelle e per l’avorio. Si nutre di vegetali in genere e di carogne. Vive
prevalentemente in gruppi ridotti e si muove durante il giorno. Quando nascono i cuccioli, gli
individui più giovani si allontanano dal branco, per farvi ritorno dopo qualche tempo.
Altri Suiformi sono il babirussa e il pecari.
Cetacei
I Cetacei sono un infraordine dei Cetartiodattili, Mammiferi quasi tutti marini comprendenti i
Misticeti (balene e balenottere) e gli Odontoceti (focene, delfini, narvali e capodogli). Vivono, si
riproducono e muoiono in acqua. Gli studiosi sostengono che questi Mammiferi fossero in origine
quadrupedi che vivevano sulla terraferma. L’evoluzione di questa specie ne ha trasformato gli arti
anteriori in pinne e quelli posteriori in una coda orizzontale a forma di pinna. Il loro corpo, rivestito
da uno strato di grasso per proteggerli dal freddo e per facilitare il galleggiamento, ha sempre più
preso, con il trascorrere dei secoli, l’aspetto pisciforme. Sono dotati di grandi polmoni che
permettono loro immersioni di notevole durata e la respirazione avviene attraverso narici poste sulla
testa dell’animale. La riproduzione dei Cetacei avviene, come per gli altri Mammiferi, per
accoppiamento e la gestazione dura dai nove ai sedici mesi. I piccoli partoriti, subito autonomi nei
movimenti in acqua, vengono allattati per un periodo che può variare, a seconda della specie, da
nove a venticinque mesi. I Cetacei si nutrono essenzialmente di pesci e crostacei, unica eccezione è
l’orca marina, che si nutre anche di mammiferi marini e volatili.
Con il termine balena si indicano diversi Cetacei, particolarmente quelli appartenenti alla famiglia
dei Balenidi; il loro corpo è pisciforme, ma assai massiccio. Il rappresentante principale è la balena
franca che mediamente misura in lunghezza 18 m, pesa 40-50 tonnellate e presenta un’escrescenza
cornea sul capo; quando deve partorire, si trasferisce in acque più temperate. La balena grigia, più
piccola, vive nel Pacifico nordorientale. Di dimensioni maggiori, ma oggi purtroppo rarissima, è la
balena della Groenlandia che arriva anche a 24 m di lunghezza e vive nel mare di Bering e nello
stretto di Davis; si nutre di gamberetti pelagici. La redditizia caccia alle balene (carne, grasso, olio),
un tempo condotta in modo indiscriminato, è oggi soggetta a rigide regole restrittive volte a
proteggere le specie ed evitarne l’estinzione.

Balena franca
Simile alla balena è la balenottera. L’esemplare più comune è la balenottera minore tipica
dell’emisfero meridionale; è lunga 10 m e pesa 9 t, ha il dorso grigio ardesia, ventre biancastro e un
disegno a forma di V dietro la pinna dorsale. Molto più grande, ma meno diffusa, la balenottera
comune, che ha la strana caratteristica di avere la mandibola destra bianca e la sinistra grigia. Di
color ardesia, la balenottera azzurra è dotata di una pinna dorsale, di corti fanoni e di pieghe
longitudinali lungo il ventre. Misura sino a 33 m di lunghezza e può raggiungere il peso di 130
tonnellate. Vive in quasi tutti i mari, si nutre di pesci e piccoli crostacei e compie grandi migrazioni
spostandosi ai tropici durante l’inverno e ai poli in estate. Specie ora protetta, fu sottoposta a una
caccia forsennata per la grande quantità di grassi e alimenti ricavabili dalle carni. Si ritiene che le
balenottere azzurre, comunichino tra loro emettendo suoni a bassa frequenza, udibili a grande
distanza.
Molto numerose sono le specie di delfini. Quasi tutti sono di mole piccola o media, con un rostro
ben differenziato e una pinna dorsale centrale falciforme incurvata all’indietro. Hanno uno
sfiatatoio a forma di mezzaluna, con il lato concavo rivolto verso la parte superiore del capo. Il
delfino comune ha corpo allungato, di colore nero verdastro sul dorso, bianco sul ventre. Ha un
muso appuntito e pinna dorsale triangolare; vive in mari aperti, in branchi, nutrendosi di pesci e
molluschi.

Delfino
Della stessa famiglia dei delfini, l’
orca
può raggiungere la lunghezza di 9 m e il corpo è nero con parti bianche sopra-oculari e ventrali.
Predatrice carnivora e ottima nuotatrice, terribile nemica degli altri tipi di cetacei, si nutre anche di
delfini, foche, pinguini ecc. Si accoppia durante l’inverno e la gestazione dura circa dodici mesi.
Vive prevalentemente nei mari circumpolari.
Simile a balene e balenottere è il capodoglio. Ha una grande testa nella quale sono presenti cavità
piene di una sostanza oleosa chiamata spermaceti (alcuni studiosi sostengono che tale sostanza
venga da loro utilizzata per la trasmissione di suoni) e la mandibola ha circa 50 denti, uguali e
appuntiti. Dotato di una pinna dorsale, il corpo del capodoglio ha la pelle di colore grigio scuro con
piccole pieghe in alcune parti. Le sostanze che da esso si ricavano (lo spermaceti, il grasso, l’avorio
e l’ambra grigia) lo rendono oggetto di caccia, ma, fortunatamente, per il gran numero di esemplari
esistenti, non si teme per la sua estinzione. Vive in branchi, con preferenza per le zone calde, ma, a
esclusione dell’Artico settentrionale, è diffuso in tutti gli oceani. Si nutre di pesci in genere e
calamari. I capodogli possono restare in immersione fino a 60 minuti e una volta riemersi, per
reintegrare la scorta di ossigeno, devono restare in superficie per circa 15 minuti. Si suppone che
comunichino tra loro con suoni udibili a una distanza di vari chilometri. La gestazione dei capodogli
può durare dai 15 ai 16 mesi e l’unico piccolo partorito viene allattato per alcuni anni.
Tra gli altri Cetacei, da ricordare le focene.

Tilopodi
I Tilopodi sono un sottordine di Cetartiodattili, i cui rappresentanti sono riuniti nella sola famiglia
dei Camelidi.
Il rappresentante che dà il nome alla famiglia è il cammello. Alto anche più di 2 m e pesante circa
500 kg, è un animale domestico fin dal X sec. a.C.; è diffuso in tutta l’Asia centrale e, allo stato
brado, nel deserto del Gobi e in alcune zone interne della Cina. Tipica la presenza sul dorso di due
gobbe. È utilizzato come animale da trasporto e fornisce lana, carne, grasso e latte. Sopporta la sete
in modo straordinario.
Cammello
Il
dromedario
differisce dal cammello per la presenza di una sola gobba e per le dimensioni maggiori. Viene usato
in Africa e in Asia come animale da sella e da carico. È chiamato la
nave del deserto
, può raggiungere i 50 km al giorno, con una capacità enorme di resistenza alla mancanza di cibo e
di acqua. Una razza pregiata è quella dei mehari.
Dromedario
Il
lama
è un animale di grosse dimensioni con collo lungo e corpo snello, zampe alte, pelo lungo e soffice,
coda corta, presente principalmente sulle Ande (Perù, Bolivia, Argentina) anche allo stato selvatico.
Allevati da alcuni secoli, questi camelidi forniscono carne, lana pregiata e sono utilizzati come
animali da soma, potendo trasportare per chilometri carichi di oltre 60 kg.

Lama
Altri Camelidi sudamericani sono il
guanaco
(tipico per la testa piccola posta su un collo lungo, vive sulle Ande fino a 4.000 m di altezza), l’
alpaca
e la
vigogna
che forniscono lana pregiata.

Ruminanti
I Ruminanti sono un sottordine dell’ordine dei Cetartiodattili. Si caratterizzano in base alla forma
dello stomaco, suddiviso in quattro camere, e alla digestione particolare.
Le quattro camere dello stomaco sono il rumine, il reticolo, l’omaso e l’abomaso. Il rumine riceve
il cibo affrettatamente ingurgitato; il reticolo riceve il cibo a poco a poco in piccole quantità dal
rumine che si contrae regolarmente per farlo passare; il reticolo prepara la digestione e lo suddivide
in tanti piccoli boli che sono rigurgitati in bocca, dove vengono accuratamente masticati e insalivati.
Dalla bocca il cibo ridiscende per l’esofago nell’omaso, grazie a due pieghe dell’esofago stesso che
formano una specie di grondaia; dall’omaso il cibo passa infine nell’abomaso, il vero stomaco
ghiandolare.
In genere i Ruminanti hanno le corna (assenti negli individui femminili) con arti a due o quattro dita
(solo due poggiano a terra), con zoccoli, e corpo peloso. Vivono in mandrie e sono erbivori.
Le famiglie più importanti sono i Bovidi, i Cervidi, gli Antilocapridi (tutti estinti con la sola
eccezione dell’antilocapra americana) e i Giraffidi. Quest’ultima famiglia comprende solo cinque
specie, quattro di giraffe e l’okapi. La giraffa è alta fino a 6 m, con collo e arti lunghissimi,
mantello chiaro con macchie rossicce. Vive nell’Africa subsahariana e si nutre di vegetali.
Giraffa

Cervidi
I Cervidi sono una famiglia del sottordine dei Ruminanti, oggi presenti con una quarantina di
specie in tutto il mondo (prima dell’introduzione fatta dall’uomo non erano presenti in Oceania).
Loro caratteristica è la presenza. in quasi tutte le specie, dei palchi, strutture ossee simili alle corna.
I palchi si rinnovano annualmente (raramente in alcune specie si possono registrare più cambi in un
anno). Nella renna sono presenti in entrambi i sessi, nelle altre specie solo nei maschi.
Antico è l’uso dei Cervidi in gastronomia, grazie al gusto delle loro carni; per questo motivo sono
cacciati e allevati.
Il nome della famiglia deriva da cervo, termine che identifica molte specie. I cervi sono diffusi in
tutti i continenti, tranne che in Oceania. Il cervo nobile ha corna molto ramificate, è alto più di un
metro, ha mantello bruno rossiccio e conduce vita di branco. Protetto dalla legge, in Italia è presente
soprattutto nel parco dello Stelvio; in Sardegna ne esiste una forma insulare. Nel Caucaso, Asia
Minore e Persia settentrionale vive il maral, in America il wapiti, senza corona; nel Kashmir
l’hanglu.
Cervo nobile
Di dimensioni minori rispetto al cervo, il
capriolo
è un animale elegante, con corpo agile, mantello bruno rossiccio, corna caduche, ramificate negli
esemplari maschi. La sua alimentazione è esclusivamente erbivora (bacche, erba); vive in alcune
zone dell’Italia e nei boschi di tutta l’Europa centrale e meridionale. Delimita il territorio con
secrezioni ghiandolari.
Di dimensioni simili al cervo è invece il daino; ha grandi corna larghe e appiattite, che si rinnovano
ogni anno, mantello rossiccio con macchie bianche d’estate, grigio scuro d’inverno. Ha ottime carni
e la pelle conciata è morbida e flessibile; per evitarne la scomparsa in Italia è specie protetta. La sua
diffusione dipende molto dalle reintroduzioni che sono state fatte nei vari Paesi, tanto che oggi è
presente, anche se non comune, in tutti i continenti.
Daino
L’
alce
è il più grande cervide esistente, superando spesso i 2 m d’altezza; tipica è la forma dei suoi palchi
che presentano due o tre protuberanze spesso appiattite. Vive nelle boscaglie del nord dell’Eurasia e
del Nordamerica. Il colore del pelo può variare dal marrone al nero. Sulla terraferma appare goffa
rispetto ad altri Cervidi, ma è un’abile nuotatrice. Il muso è lungo e carnoso; i maschi possiedono
una particolare sacca che pende dal collo, detta “campana”. A causa del corto collo l’alce non
pascola, nutrendosi di germogli e foglie di salice e betulla, nonché di piante acquatiche.
Alce
La
renna
vive nelle zone artiche dell’Europa, dell’Asia e dell’America (la sottospecie americana è il
caribù
), allo stato selvatico o domestico. Delle dimensioni di un cervo, presenta i caratteristici palchi in
entrambi i sessi. Dotata di un fitto pelo, ha due mute l’anno. Abile nuotatrice, vive in branchi e
compie imponenti migrazioni, fra settembre e ottobre verso il Sud, risalendo verso maggio al Nord.
Si nutre di licheni, muschi, erbe e germogli. Tipico il suo allevamento presso i lapponi.
Renna

Bovidi
I Bovidi sono una famiglia di Ruminanti, erbivori, con corna cave, perenni, di dimensioni varie; le
falangi delle dita laterali sono ridotte. Non hanno canini e incisivi superiori.
Sono divisi in varie sottofamiglie, alcune delle quali sono rappresentate da quelle che volgarmente
vengono dette antilopi (termine che raggruppa rappresentanti di varie sottofamiglie; per esempio, lo
gnu africano è spesso associato al termine, anche se appartiene a una sottofamiglia diversa da quella
della gazzella di Thomson). Le antilopi hanno forme eleganti e molto agili, vivono nelle savane e
nelle pianure dell’Africa o dell’Asia, spesso in branchi. Fra quelle più conosciute, da ricordare
l’antilope cervicapra dalle caratteristiche lunghissime corna leggermente elicoidali, la piccola, ma
agilissima gazzella di Thomson il dik-dik, l’impala, l’orice.

Gazzella di Thomson
Le due sottofamiglie più importanti dei Bovidi sono i Bovini e i Caprini.
Di grande peso e dimensioni, i Bovini sono caratterizzati da un collo tozzo e solido, un muso largo
e liscio, un grande capo sovrastato da robuste corna arcuate. Vivono indifferentemente in montagna
o pianura, ma sempre in zone ricche di acqua e pascoli. Tra le specie che ne fanno parte, l’anoa, lo
yak, lo zebù, il bufalo, il bisonte, il bue domestico.
Il rappresentante più familiare è il bovino domestico, a volte detto impropriamente bue domestico
(denominazione che dovrebbe essere riservata al toro che ha subito una castrazione), che riveste un
importante ruolo in campo agricolo, alimentare ed economico; da esso si ricavano infatti pelli,
carni, latte. L’esemplare maschio è detto toro, quello femmina mucca o vacca; vitello è il nato della
vacca fino a un anno di età. I bovini domestici discendono con tutta probabilità dall’uro, animale
estinto nel 1627 che era considerato sacro presso molti popoli. In Italia si allevano le razze bruna
alpina e frisona per il latte, la chianina, la marchigiana e la romagnola per le carni; sono a duplice
attitudine la pezzata rossa, la valdostana, la piemontese, mentre non sono specializzate la
maremmana, la podolica e la grigio alpina.
Lungo oltre 3 m, lo yak presenta lunghe corna e folto mantello di colore marrone scuro sulle spalle
e sui fianchi. Vegetariano, vive sugli altipiani del Tibet, sino a 6.000 m di altitudine. È una specie in
via di estinzione. Prezioso animale da soma, per la sua robustezza, produce latte ad alto valore
nutrizionale e una carne pregiata, se consumata secca o arrosto. La pelle viene conciata e il pelo
utilizzato per la fabbricazione di tessuti e corde.

Yak
Lo
zebù
è un bovino che ha come principale caratteristica la gobba di adipe sulla spalla. Addomesticato,
serve come animale da soma e da tiro presso le popolazioni di India e Africa.
Bufalo è il nome comune sotto il quale sono comprese diverse specie di Bovidi che vivono in Asia e
in Africa. I bufali sono animali tranquilli, ma si fanno pericolosi e fieri se spaventati; hanno aspetto
poderoso, collo breve, capo corto e largo, ampie orecchie, arti corti e robustissimi, corna sviluppate
e ritorte, mantello bruno, grigio o rossiccio. In Italia già nel VI sec. i Longobardi importarono
bufali, probabilmente quelli indiani, e il loro allevamento si diffuse nel Sud della penisola.
Del genere cui appartengono i bisonti, oggi vivono il bisonte americano e il bisonte europeo, di
dimensioni maggiori del primo; entrambi sono contraddistinti da un maggior sviluppo della parte
anteriore del tronco rispetto alla posteriore, da una gibbosità posta nella regione del garrese e da
corna di media grandezza inserite in prossimità delle orbite. Il bisonte americano è stato quasi
completamente distrutto dai primi pionieri; mentre un tempo viveva in mandrie numerosissime
nell’America settentrionale, oggi lo si trova solo in riserve e parchi. Anche il bisonte europeo ha
rischiato l’estinzione; attualmente lo si può trovare in pochi parchi (soprattutto in Polonia).
Bisonte americano
I
Caprini
sono rappresentati da quasi 40 specie (tra le quali due forme domestiche note in tutto il mondo, la
capra e la pecora) diffuse nelle regioni montuose di Europa, Asia, Africa e Nordamerica. I Caprini
sono l’unica sottofamiglia dei Bovidi che non comprende “antilopi” nel senso stretto del termine.
La capra domestica ha medie dimensioni, corna ricurve all’indietro, mento fornito di peli che
formano una barba, pelo lungo e liscio; è un’ottima arrampicatrice e non disdegna neppure i pascoli
più poveri. L’esemplare maschio è detto becco, capro o caprone. Addomesticata fin dai tempi
antichi (10.000 a.C.), è un animale prezioso che fornisce latte, carne, pelle e lana. La lana ricavata
dalle razze d’angora e dalle capre del Kashmir sono usate per realizzare preziosi tessuti.
Anche la pecora è stata addomesticata dall’uomo in epoca preistorica ed è attualmente diffusa in
tutto il mondo, con molte razze diverse. Le caratteristiche principali sono un corpo di medie
dimensioni, coperto dal vello che viene utilizzato per la produzione della lana. Le pecore vengono
allevate preferibilmente al pascolo.
Alto circa 70 cm e del peso di circa 50 kg, il muflone europeo vive allo stato selvatico in diverse
isole del Mediterraneo (fra cui la Sardegna e l’isola d’Elba), ma è stato introdotto in molti Paesi,
addirittura anche nel continente americano. Il maschio è dotato di grosse corna ricurve ad arco. Il
muflone cambia il colore del mantello secondo le stagioni. È un abile arrampicatore e un tempo
veniva cacciato per la sua carne (ora è protetto ovunque).
Piuttosto tozzo, alto sino a un metro, lo stambecco è di colore bianco e grigio, è dotato di lunghe
corna negli esemplari maschi. Vegetariano, vive sulle montagne, dalle Alpi all’Abissinia, solitario o
in piccoli gruppi dimostrando un’eccezionale capacità di movimento tra le rocce, grazie alla
struttura particolare degli zoccoli e al suo straordinario equilibrio. Nel periodo degli amori
(dicembre-gennaio), i maschi si contendono le femmine ingaggiando lotte a colpi di corna; quindi,
lasciando alle femmine la cura della prole, ritornano al loro abituale peregrinare. In Italia, la specie
più nota è lo stambecco delle Alpi, attualmente distribuita in luoghi strettamente controllati, quali il
parco nazionale del Gran Paradiso.

Stambecco
Più piccolo e più slanciato dello stambecco, di colore più scuro d’inverno, più chiaro d’estate, il
camoscio
è dotato di corna uncinate lunghe una trentina di cm. Abile arrampicatore, comune in Italia, vive
sulle montagne dell’Europa (Alpi, Pirenei, Carpazi) e del Vicino Oriente oltre i 1.000 metri.
Comune in Italia e sulle Alpi in genere, è presente anche sui Pirenei, sui Carpazi e sui rilievi
dell’Asia occidentale.
Camoscio

Perissodattili
I Perissodattili sono un ordine di Mammiferi al quale appartengono il cavallo e le forme affini, i
rinoceronti e i tapiri. Caratteristica distintiva di questo gruppo di Ungulati è la presenza di arti con
dita dispari (perissodattili = imparidigitati), dovuta alla scomparsa di alcune di esse, che ha prodotto
arti con asse portante sul terzo dito.
Grande mammifero erbivoro, il cavallo ha testa allungata di forma triangolare e collo diritto su cui
poggia una folta criniera, coda corta con lunghissimi peli, orecchie corte e diritte, corpo snello e
muscoloso, arti lunghi e terminati da un solo dito coperto dallo zoccolo. Il cavallo ha dentatura
composta da molari e canini a crescita continua. Il mantello può essere semplice (bianco, nero,
sauro) o composto, come il roano, il baio ecc. Il cavallo domestico, di origine assai antica, risale
all’Eocene inferiore quando l’Eohippus, progenitore di stazza molto piccola, si evolvette
aumentando di mole e originando l’estinto Tarpan. In seguito, la linea evolutiva giunse al Caballus
fossilis, scomparso dalle regioni dell’America e passato in Europa, dove ha assunto l’aspetto attuale.
Grandemente utilizzato nelle epoche passate negli eserciti, nel lavoro dei campi, nelle
comunicazioni e nelle spedizioni, il cavallo ha ceduto il passo nell’era moderna alla
meccanizzazione, essendo oggi allevato solo per diletto: l’unico attuale esemplare ancora allo stato
selvatico è il cavallo di Przewalski, abitante le steppe della Siberia.
L’asino si distingue dal cavallo per la maggiore lunghezza delle orecchie, gli zoccoli piccoli e stretti
e il colore uniforme del mantello. Gli asini sono distinti in due gruppi, selvatici e domestici; quelli
selvatici, a loro volta, sono suddivisi in africani e asiatici. L’asino domestico si ritiene derivato dalla
forma selvatica africana e viene impiegato per i lavori pesanti al tiro, alla sella e al basto. L’incrocio
con il cavallo produce il mulo e il bardotto.
Il mulo è l’ibrido infecondo derivato dall’incrocio tra asino e cavalla (il bardotto è l’ibrido non
fecondo nato dall’incrocio di un’asina con un cavallo). Resistente e robusto, è adatto a lavori
faticosi e alla cavalcatura. Generalmente il mulo assomiglia più all’asino per la resistenza alle
fatiche, la longevità e la rudezza mentre per la mole, l’altezza e la struttura scheletrica è simile al
cavallo. Il mulo è meno sensibile del cavallo alle malattie; sovente ha un carattere molto cocciuto,
tuttavia per determinati impieghi è insostituibile.
Molto simile al cavallo e caratterizzata dal tipico mantello a strisce verticali bianche e nere, la
zebra è tipico animale africano. Tra le varie specie conosciute vi sono la zebra reale o di Grévy, che
vive nelle savane dell’Africa orientale, la zebra di montagna, diffusa nelle zone montagnose
dell’Africa meridionale e la zebra delle steppe, la più comune, che vive nell’Africa orientale.

Zebra reale
Il
rinoceronte
vive in Africa e in Asia del sud. Di corporatura tozza e massiccia, con altezza fino a 2 m e
lunghezza fino a 4,5 m, presenta uno o due corni nasali, da cui per frantumazione si ottiene una
polvere scioccamente ritenuta afrodisiaca. I rinoceronti hanno indole pacifica e reagiscono solo se
provocati. Il più comune è il
rinoceronte nero
, il più grande è il
rinoceronte bianco
. In Asia si annoverano il rarissimo
rinoceronte di Sumatra
e il
rinoceronte indiano
.

Rinoceronte nero
Il
tapiro
ha corpo tozzo e muso dotato di corta proboscide e ha buona attitudine al nuoto e alla corsa. Si
possono distinguere quattro specie, la più nota delle quali è il
tapiro americano
di colore grigiastro scuro, che arriva ai 2 m di lunghezza con la femmina ed è diffuso nelle foreste
dell’America centromeridionale. Il
tapiro indiano
si differenzia dal precedente per la parte dorsale bianca e vive in Malesia, Sumatra e Malacca.
Tapiro della Malesia