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Giovannangelo De Francesco Diritto Penale I Fondamenti

De Francesco Giovannangelo Diritto penale 2Forme del reato

Indice IX
INDICE
pag.
Premessa XIX
CAPITOLO I
PERCHÉ PUNIRE
1. Il diritto penale 1
2. Funzioni e contenuto della pena. La funzione di prevenzione generale 3
3. Prevenzione generale ed altri modelli di sanzioni punitive 5
4. La prevenzione generale e la diversa gravità degli illeciti 7
5. Il principio di proporzione nella logica del sistema penale 11
6. La proporzione come limite all’intervento penale. Il principio di sussidiarietà.
La depenalizzazione 13
7. La pena nella fase giudiziale 18
8. La funzione di prevenzione speciale e il principio di rieducazione 20
9. Prevenzione speciale e commisurazione della pena 27
10. Le misure sostitutive o alternative alla detenzione 29
11. La funzione retributiva della pena; rilievi critici 32
CAPITOLO II
QUANDO PUNIRE
1. Le scelte di tutela penale tra legislatore e coscienza sociale 37
2. Caratteri essenziali delle offese penalmente rilevanti 40
3. I limiti all’intervento dello Stato nel pensiero illuministico-liberale 44
4. L’emersione della categoria del ‘bene giuridico’ e della rilevanza del pericolo
della sua lesione 47
5. La crisi del bene giuridico nel quadro del giuspositivismo e delle esperienze
politiche totalitarie 49
6. La Costituzione come fonte dei beni giuridici tutelabili? 52
7. Una riflessione attuale sui rapporti tra bene giuridico e tipi di pericolo 54
X Indice
pag.
8. Le categorie del pericolo: pericolo concreto, astratto e presunto 56
9. Il pericolo astratto e la sua legittimazione sul piano costituzionale e politicocriminale
59
10. Le contravvenzioni nello specchio delle esigenze preventive 63
CAPITOLO III
COME PUNIRE
SEZIONE I
IL PRINCIPIO DELLA RISERVA DI LEGGE
1. Il principio di legalità e i diversi tipi di ordinamenti 67
2. La garanzia della legalità ed i rischi involutivi della fonte-legge 71
3. Il significato della riserva di legge tra principi costituzionali e legge penale 73
4. Il problema dei decreti legislativi e dei decreti-legge 77
5. La riserva di legge e il rinvio a fonti secondarie 79
6. L’esclusione del potere normativo delle Regioni 83
7. La consuetudine e i suoi rapporti con la legge 86
8. Diritto penale e normazione di fonte europea 88
9. Diritto penale e Convenzione sui diritti umani 96
SEZIONE II
IL PRINCIPIO DI DETERMINATEZZA E DI TASSATIVITÀ
10. I fondamenti costituzionali e politico-criminali del principio di determinatezza 100
11. Determinatezza e ‘tipo criminoso’. L’interpretazione teleologica della fattispecie
tra tipicità e frammentarietà della tutela penale 104
12. Gli elementi descrittivi e normativi del fatto nel quadro del principio di determinatezza.
L’evoluzione della giurisprudenza costituzionale 109
13. La tassatività delle norme incriminatrici. Ragioni dell’inammissibilità del procedimento
analogico 116
14. Il significato della determinatezza in rapporto alla pena 121
15. L’indeterminatezza delle previsioni sanzionatorie 123
CAPITOLO IV
IL TEMPO DEL REATO
1. Ratio e contenuto del principio di irretroattività 125
Indice XI
pag.
2. La disciplina del codice penale alla luce dei suoi rapporti con la Costituzione 130
3. La retroattività della legge favorevole. Premesse generali 136
4. L’abolizione del reato 138
5. La successione di norme modificatrici 139
6. Criteri distintivi tra abolitio criminis e mutamento di disciplina 141
7. Le modificazioni ‘mediate’ della fattispecie 146
8. La disciplina intertemporale dei decreti-legge e delle leggi dichiarate incostituzionali
149
9. Le leggi eccezionali e temporanee 152
10. La determinazione del tempus commissi delicti 153
CAPITOLO V
IL LUOGO DEL REATO
1. Ambito territoriale della legge penale 155
2. I reati commessi all’estero 157
3. Estradizione e mandato d’arresto europeo 162
4. Il principio del ne bis in idem, il rinnovamento del giudizio e il riconoscimento
di sentenze straniere 174
5. La Corte penale internazionale e le previsioni fondamentali dello Statuto di
Roma 181
CAPITOLO VI
IL REATO IN GENERALE
1. Necessità di uno studio analitico del reato 189
2. La teoria ‘classica’ della bipartizione degli elementi del reato 192
3. La teoria tripartita del reato 194
4. Le critiche all’antigiuridicità oggettiva e la concezione bipartita moderna. Conferme
della validità della tripartizione 197
5. La teoria ‘finalistica’ dell’azione e la posizione del dolo e della colpa. Conclusioni
e rinvio 199
CAPITOLO VII
IL FATTO TIPICO
1. Il soggetto attivo del reato 203
XII Indice
pag.
2. La responsabilità degli enti collettivi 204
3. La condotta in generale 209
4. L’azione e le sue componenti strutturali 211
5. Reati a forma libera e vincolata 213
6. La condotta omissiva e il suo fondamento giuridico-penale 215
7. Reati omissivi propri ed impropri. L’obbligo di impedire l’evento 218
8. La posizione di garanzia e la distinzione tra garanti primari e secondari. La delega
di funzioni: cenni e rinvio 222
9. La coscienza e volontà della condotta. La forza maggiore 229
10. I presupposti della condotta. L’oggetto materiale e il soggetto passivo del reato 233
11. L’evento in senso naturalistico e il c.d. evento in senso giuridico 235
12. La pretesa dissociazione tra fatto tipico ed offesa 238
13. Il criterio dell’offesa e i reati di pericolo astratto. La giurisprudenza della Corte
costituzionale 242
14. La particolare tenuità del fatto 245
15. Il rapporto di causalità e le ‘leggi causali’ 250
16. La legge causale e il caso concreto: la ‘descrizione’ dell’evento 257
17. La teoria condizionalistica 259
18. La condotta e gli altri fattori causali 262
19. L’interpretazione dell’art. 41, 2° comma, c.p. alla luce delle diverse teorie
causali. Estraneità a tale disposto dei c.d. fattori ‘eccezionali’ 265
20. Le concause eccezionali ed il caso fortuito 268
21. La causalità dell’omissione 270
CAPITOLO VIII
ANTIGIURIDICITÀ E CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE
SEZIONE I
PROFILI GENERALI
1. Antigiuridicità e liceità del fatto. La ‘legalità’ nelle cause di giustificazione 277
2. Cause di giustificazione e determinatezza 281
3. Inammissibilità del procedimento analogico 283
4. Le regole generali sulle cause di giustificazione 287
SEZIONE II
L’ESERCIZIO DI UN DIRITTO
5. Il concetto e le fonti del diritto scriminante 290
6. I diritti di fonte costituzionale 292
7. I limiti del diritto e la mancanza dello stesso. I c.d. offendicula 295
Indice XIII
pag.
SEZIONE III
L’ADEMPIMENTO DI UN DOVERE
8. Le fonti del dovere. L’ordine dell’autorità ed i suoi requisiti di legittimità. I
casi di errore sulla legittimità dell’ordine 299
9. La disciplina dell’ordine insindacabile 303
10. L’ordine dell’autorità nei crimini internazionali 306
SEZIONE IV
L’USO LEGITTIMO DELLE ARMI
11. I rapporti tra l’art. 53 c.p. e le altre norme scriminanti. I limiti della causa di
giustificazione 308
12. Le altre disposizioni sull’uso delle armi o di altri mezzi di coazione fisica 312
SEZIONE V
LA LEGITTIMA DIFESA
13. Fondamento della legittima difesa. L’attualità del pericolo 313
14. Il diritto proprio od altrui 315
15. Il requisito dell’ingiustizia e i rapporti con lo stato di necessità 317
16. La costrizione a difendersi e la necessità della reazione 320
17. Il requisito della proporzione 321
18. Una nuova figura di legittima difesa 324
SEZIONE VI
LO STATO DI NECESSITÀ
19. Il problema della natura giuridica dello stato di necessità. Riconoscimento di
una duplice valenza della figura, ora come scriminante, ed ora come scusante 326
20. Il concetto di danno grave alla persona 329
21. Caratteri del pericolo. La proporzione tra fatto e pericolo 331
22. La costrizione ad agire ed il soccorso di necessità 333
23. Lo stato di necessità determinato dall’altrui minaccia. Conferme della doppia
rilevanza dello stato di necessità 335
24. Stato di necessità e dovere di esporsi al pericolo 337
SEZIONE VII
IL CONSENSO DELL’AVENTE DIRITTO
25. La natura del consenso e il problema della sua collocazione sistematica 339
XIV Indice
pag.
26. Beni disponibili e indisponibili 341
27. I requisiti soggettivi di validità del consenso. La questione del consenso nei
reati colposi 348
28. Consenso tacito, consenso putativo, consenso presunto 350
SEZIONE VIII
L’ECCESSO NELLE CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE
29. L’eccesso doloso, colposo e incolpevole. Errore ed eccesso ‘modale’ 352
SEZIONE IX
CAUSE DI GIUSTIFICAZIONE ‘NON CODIFICATE’?
30. Il problema delle scriminanti praeter legem; in particolare, l’attività medica a
scopo terapeutico 355
31. Natura e fondamento del dovere terapeutico 357
32. L’attività sportiva violenta tra consenso ed esercizio di un diritto 360
CAPITOLO IX
LA COLPEVOLEZZA
SEZIONE I
LA COLPEVOLEZZA IN GENERALE
1. La colpevolezza ed i suoi rapporti con le esigenze preventive 363
2. La concezione psicologica della colpevolezza 366
3. La concezione normativa della colpevolezza. I limiti di rilevanza del criterio
di ‘inesigibilità’ 368
4. L’elemento della colpa nel quadro degli sviluppi sociali sottesi al giudizio di
colpevolezza 372
5. La personalizzazione del rimprovero per colpa all’interno della concezione
normativa 375
6. Concezione normativa e dolo. Premessa: dolo e coscienza dell’illiceità 377
7. Il rimprovero per dolo e la possibilità di conoscere il divieto 380
8. Colpevolezza normativa e imputabilità 381
9. L’evoluzione della colpevolezza nel quadro dei principi costituzionali. Il dibattito
sull’art. 27, 1° comma, Cost. 383
10. Il riconoscimento della colpevolezza nella legge e nella giurisprudenza penale.
La posizione della Corte costituzionale 385
11. Il significato delle ‘scusanti’ nell’ambito del giudizio di colpevolezza; rinvio 389
Indice XV
pag.
SEZIONE II
L’IMPUTABILITÀ
12. Imputabilità e libertà. La disputa tra determinismo e indeterminismo e il problema
del trattamento del non imputabile 392
13. Il vizio di mente e fenomeni affini. Gli stati emotivi o passionali 398
14. La minore età 403
15. I rapporti dell’imputabilità col dolo e con la colpa 405
16. L’incapacità involontaria e l’incapacità procurata 408
SEZIONE III
IL DOLO E LA COLPA
17. La rilevanza del dolo e della colpa nel sistema penale 414
18. Struttura ed oggetto del dolo. Le forme del dolo e il problema della colpa
cosciente 418
19. Precisazioni sulla volontà nel dolo e sui suoi rapporti con la colpa 423
20. Dolo e fattispecie omissive 427
21. Dolo d’impeto, di proposito, e di premeditazione 429
22. Le ipotesi di dolo prive di autonomia sistematica 431
23. Il dolo specifico 432
24. Dolo e coscienza dell’offesa 437
25. Coscienza dell’offesa ed errore sul precetto 439
26. L’accertamento del dolo 442
27. La colpa. Le regole cautelari e la figura dell’‘agente modello’ 447
28. La teoria della ‘doppia misura’ della colpa; rilievi critici 451
29. La c.d. ‘colpa per assunzione’ 456
30. Le singole tipologie di regole cautelari e i loro rapporti reciproci 458
31. Il principio di affidamento 463
32. Il nesso tra regola cautelare ed evento lesivo 467
33. Il grado della colpa 471
SEZIONE IV
IL PROBLEMA DELLA RESPONSABILITÀ OGGETTIVA
34. Le ipotesi di responsabilità oggettiva e l’interpretazione conforme alla Costituzione
476
35. La preterintenzione 479
36. I delitti aggravati dall’evento 485
37. I reati a mezzo stampa 490
XVI Indice
pag.
SEZIONE V
L’ERRORE E LE SCUSANTI
38. Le tipologie di errore e la distinzione tra errore sul fatto ed errore sul divieto 495
39. Rassegna dei casi di errore su legge extrapenale. Le ipotesi di illiceità speciale
e il problema dell’errore sulle norme ‘in bianco’ 499
40. L’errore determinato dall’altrui inganno 502
41. L’errore sulle cause di giustificazione 502
42. L’errore determinato da colpa 503
43. L’errore sugli elementi specializzanti del reato 504
44. L’errore sull’illiceità del fatto. Precisazioni sull’oggetto dell’errore 507
45. I criteri di valutazione dell’evitabilità o meno dell’errore sul precetto 512
46. L’errore sulla persona dell’offeso 518
47. Il reato putativo 520
48. L’errore nella fase di esecuzione del reato. L’aberratio ictus 520
49. La disciplina del secondo comma dell’art. 82 c.p. 524
50. L’aberratio delicti 527
51. L’aberratio causae 530
52. Caratteri generali e singole figure di scusanti. Scusanti e cause di non punibilità
531
CAPITOLO X
LE CIRCOSTANZE DEL REATO
1. Premessa: nozione generale di ‘forme di manifestazione’ del reato 537
2. Le circostanze: funzione, rapporti con il reato, effetti sulla pena 538
3. I criteri di individuazione delle circostanze 540
4. Le circostanze sotto il profilo del contenuto; circostanze definite e indefinite
543
5. Segue: circostanze intrinseche ed estrinseche, oggettive e soggettive 548
6. Disciplina delle circostanze: aggravanti ed attenuanti, comuni e speciali,
ad effetto comune e ad effetto speciale, proporzionali ed autonome 549
7. L’imputazione delle circostanze 550
8. Il computo delle circostanze 553
9. Il concorso tra circostanze omogenee 555
10. Segue: l’‘interferenza’ tra circostanze e l’art. 68 c.p. 558
11. Il concorso tra circostanze eterogenee 560
12. Problematiche ed evoluzione dell’istituto della recidiva 564
Indice XVII
pag.
CAPITOLO XI
IL CONCORSO DI REATI
1. Concorso di reati e modelli sanzionatori 569
2. Concorso di reati e concorso apparente di norme; la specialità unilaterale
e reciproca 571
3. L’art. 15 c.p. ed i casi di specialità reciproca 575
4. Il concetto di “stessa materia” e la distinzione tra concorso apparente di
norme e concorso formale eterogeneo di reati. Il concorso tra reati ed illeciti
amministrativi 578
5. La norma ‘prevalente’ nel quadro dell’art. 15 c.p. 583
6. Le ‘clausole di riserva’ nel concorso apparente e nei rapporti tra fattispecie
in concorso formale 584
7. La disciplina del concorso materiale e formale 586
8. Il reato continuato: fondamento e struttura. Il concetto di “medesimo disegno
criminoso” ed i rapporti tra i reati in continuazione 588
9. La disciplina del reato continuato ed il problema del giudicato 592
10. Il cumulo giuridico nel concorso formale e nel reato continuato: la determinazione
della pena-base e dell’aumento della medesima 594
11. Segue: i criteri di calcolo della sanzione nel caso di pene eterogenee 597
12. Le norme a più fattispecie e le disposizioni a più norme 598
13. Antefatto, postfatto, progressione criminosa nel quadro dell’unità o pluralità
di reati 599
14. Il reato complesso e le basi per l’‘unificazione’ delle fattispecie di cui è
composto 601
15. Il c.d. reato ‘eventualmente complesso’ 604
CAPITOLO XII
IL TENTATIVO
1. Il tentativo: fondamento ed ambito di applicazione 607
2. Tentativo e consumazione del reato 609
3. I limiti del tentativo punibile; concezioni oggettive e soggettive 611
4. Preparazione ed esecuzione del reato tra ‘univocità’ degli atti ed inizio dell’‘
azione tipica’ 613
5. Gli atti ‘non equivoci’ ed i criteri per individuarli 616
6. Antecedenza del giudizio di ‘univocità’ rispetto a quello di ‘idoneità’; il
ruolo sistematico dell’art. 49, 2° comma, c.p. 620
7. Il requisito dell’idoneità: momento e base del giudizio 622
8. Il livello prognostico del giudizio di idoneità: probabilità o possibilità del
risultato? 625
XVIII Indice
pag.
9. Tentativo, attentato, dolo specifico alla luce della norma sul ‘reato impossibile’
627
10. Il dolo nel tentativo e l’esclusione della sua forma ‘eventuale’ 628
11. Tentativo e reati di pericolo 631
12. Tentativo e delitti omissivi 634
13. Il tentativo rispetto ai reati unisussistenti, di attentato, condizionati 635
14. Tentativo e circostanze 636
15. Desistenza volontaria e recesso attivo 637
CAPITOLO XIII
IL CONCORSO DI PERSONE NEL REATO
1. Il fondamento della punibilità dei concorrenti alla luce delle diverse teorie 641
2. I soggetti attivi della fattispecie concorsuale. Il c.d. ‘autore mediato’ 644
3. Il ‘reato’ nel quale si concorre 647
4. Il contributo concorsuale: autori, coautori, partecipi. La lettura in chiave
‘causale’ della partecipazione al reato: critica delle tendenze in materia 648
5. La valutazione in un’ottica ‘strumentale’ delle condotte di concorso. Conferme
ulteriori alla luce del fenomeno della c.d. ‘esecuzione frazionata’
del reato 652
6. Partecipazione ‘materiale’ e partecipazione ‘psichica’ al reato. Determinazione,
istigazione, accordo per delinquere 655
7. Il concorso mediante omissione: requisiti, casistica, riflessi della c.d. ‘delega
di funzioni’ nello scenario delle più recenti normative 657
8. La colpevolezza nel concorso; concorso doloso e problematiche connesse
(reati a dolo specifico, responsabilità dell’‘agente provocatore’) 662
9. La cooperazione colposa ed il ruolo sistematico dell’art. 113 c.p. 665
10. Segue: la dimensione della colpa nell’ottica incriminatrice del concorso. I
problemi del concorso nelle contravvenzioni e del concorso colposo in
delitto doloso 667
11. La responsabilità del concorrente per un reato diverso da quello voluto 669
12. Il mutamento del titolo del reato per taluno dei concorrenti 672
13. Le circostanze aggravanti ed attenuanti del concorso 674
14. Le circostanze nel concorso ed il significato sistematico dell’art. 118 c.p. 678
15. Le cause di non punibilità nel concorso di persone. In dettaglio: il regime
delle ‘scusanti’ e quello della ‘desistenza’ del concorrente 680
16. Il reato plurisoggettivo necessario. La tematica del concorso ‘esterno’ nelle
associazioni criminali 683
Indice analitico 689
Tullio Padovani Diritto Penale

INDICE SOMMARIO
Capitolo I
INTRODUZIONE
pag.
1. Sanzione e norma penale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.1. Materia penale e tipo di sanzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1
1.2. Autonomia, frammentarietà e sussidiarietà del diritto penale . . . . . . . . . . 2
1.3. Il contenuto della sanzione penale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 4
2. La legislazione penale italiana . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2.1. I codici penali dell’Italia unita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 5
2.2. Il codice penale e le sue partizioni. La legislazione penale « complementare
»........................................8
2.3. I diritti penali speciali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 11
2.4. Il diritto penale internazionale e il diritto internazionale penale . . . . . . 12
2.5. Diritto penale ed Unione Europea . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 13
Capitolo II
IL PRINCIPIO DI LEGALITÀ
1. Introduzione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
1.1. Concetto e funzione del principio di legalità . . . . . . . . . . . . . . . . . 17
1.2. Aspetti e fonti del principio di legalità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 19
2. Il principio della riserva di legge o di « stretta » legalità . . . . . . . . . . . . . . 22
2.1. Il concetto di « legge »: decreti-legge e decreti legislativi . . . . . . . . . . 22
2.2. Legge statale e legge regionale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 23
2.3. Riserva « assoluta » e riserva « relativa »: i rapporti tra legge e regolamento. 26
2.4. La consuetudine . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 29
3. Il principio di determinatezza e di tassatività . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
3.1. Nozione di determinatezza e di tassatività . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 30
3.2. Fonti del principio di determinatezza e di tassatività . . . . . . . . . . . . . 31
3.3. La determinatezza della fattispecie incriminatrice . . . . . . . . . . . . . . . 32
3.4. La giurisprudenza della Corte costituzionale in tema di determinatezza
della fattispecie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 34
3.5. Il principio di determinatezza in rapporto alla pena . . . . . . . . . . . . . 36
3.6. Il principio di tassatività: il divieto di analogia in malam partem . . . . . . 37
3.7. L’analogia e le norme favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 38
VII
4. Il principio di irretroattività . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 41
4.1. Fonti e concetto del principio di irretroattività . . . . . . . . . . . . . . . . 41
4.1.1. La disciplina della successione di leggi penali secondo l’art. 2 c.p. . 42
4.1.2. Depenalizzazione e successione di leggi . . . . . . . . . . . . . . . . 46
4.2. Le modificazioni « mediate » della fattispecie incriminatrice . . . . . . . . 46
4.3. Le deroghe al principio della retroattività della legge più favorevole . . . . 48
4.4. Decreto-legge non convertito o convertito con emendamenti. . . . . . . . . . 50
4.5. Dichiarazione di incostituzionalità di una norma penale . . . . . . . . . . . 52
4.6. La dimensione interordinamentale del principio di retroattività della legge
penale più favorevole (artt. 7 CEDU e 49 CDFUE) . . . . . . . . . . . . . 53
4.7. Il tempus commissi delicti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 56
5. Le due legalità, interna (art. 25 Cost.) e convenzionale (art. 71 CEDU). . . . . . 57
5.1. La dimensione autonoma della legalità convenzionale: la giurisprudenza
come fonte del diritto e la frizione con il principio della riserva di legge . 57
5.2. Le due legalità sotto il profilo della determinatezza e tassatività della norma
penale. La prevedibilità (soggettiva e oggettiva) dell’esito applicativo. Rilievi
critici . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 62
Capitolo III
LIMITI DI EFFICACIA DELLA LEGGE PENALE
1. I limiti di efficacia della legge penale nello spazio . . . . . . . . . . . . . . . . . . 69
1.1. Introduzione. I criteri di applicazione della legge penale nazionale. . . . . 69
1.2. Il criterio di territorialità. Il luogo di commissione del reato . . . . . . . . . 70
1.3. I reati commessi all’estero: le ipotesi dell’art. 7 c.p. . . . . . . . . . . . . . 74
1.4. Il delitto politico commesso all’estero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 75
1.5. Il delitto comune commesso all’estero . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 76
1.6. Il rinnovamento del giudizio e il riconoscimento delle sentenze penali
straniere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 78
1.7. L’estradizione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 81
2. I limiti di efficacia della legge penale rispetto alle persone . . . . . . . . . . . . . 85
2.1. Le immunità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 85
2.2. Le immunità derivanti dal diritto pubblico interno . . . . . . . . . . . . . . 86
2.3. Le immunità derivanti dal diritto internazionale . . . . . . . . . . . . . . . 90
2.4. La natura giuridica delle immunità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 91
Capitolo IV
IL REATO IN GENERALE
1. Il concetto di reato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93
1.1. Il concetto formale di reato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 93
1.2. Delitti e contravvenzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 94
1.3. Il concetto sostanziale di reato. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 96
2. L’oggetto giuridico del reato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 99
2.1. Concezione oggettiva e concezione soggettiva del reato . . . . . . . . . . . 99
2.2. Il reato come offesa di un bene giuridico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 100
INDICE SOMMARIO
VIII
2.3. Il reato come offesa di beni giuridici costituzionalmente rilevanti . . . . . 104
2.4. La nozione sostanziale di reato nella prospettiva politico-criminale: la
circolare 19.12.1983 . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 108
3. Il soggetto attivo del reato. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 110
3.1. Nozione di soggetto attivo del reato. Persone fisiche ed enti collettivi . . . 110
3.2. La responsabilità amministrativa delle persone giuridiche, delle società e
delle associazioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 111
3.3. La c.d. capacità penale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 119
3.4. Reati comuni e reati propri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 119
3.5. Il soggetto attivo nei reati concernenti l’attività di un ente o di un’impresa. 120
4. Il soggetto passivo del reato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122
4.1. Nozione di soggetto passivo del reato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 122
4.2. Rilevanza del soggetto passivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 123
5. Analisi del reato. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 124
5.1. Concezione unitaria e concezione analitica del reato . . . . . . . . . . . . . 124
5.2. La teoria bipartita classica . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 125
5.3. La teoria tripartita e la nuova bipartizione. Il metodo della « costruzione
separata » delle fattispecie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 126
Capitolo V
IL FATTO TIPICO
1. Gli elementi del fatto tipico in generale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129
1.1. Concetto e funzioni del fatto tipico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 129
1.2. Elementi descrittivi ed elementi normativi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 131
1.3. Elementi obiettivi ed elementi soggettivi. Il dolo specifico. . . . . . . . . . 131
2. La condotta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 133
2.1. Concetto e funzioni della condotta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 133
2.2. I reati « senza condotta » (o di mero sospetto, o di posizione) . . . . . . . 135
2.3. I reati a condotta plurima o abituali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 137
2.4. Concetto e tipologia dell’azione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138
2.5. L’unità dell’azione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 138
2.6. Concetto di omissione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 140
2.7. Tipologia di omissioni: i reati omissivi propri ed impropri . . . . . . . . . 141
2.8. La coscienza e la volontà dell’azione e dell’omissione . . . . . . . . . . . . 142
2.9. I presupposti della condotta . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 145
3. L’evento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146
3.1. Concetto di evento in senso naturalistico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 146
3.2. Concetto di evento in senso giuridico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 147
4. Il rapporto di causalità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 148
4.1. Introduzione. La teoria della condicio sine qua non e della causalità
adeguata . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 148
4.2. Il quadro normativo della causalità e la teoria della causalità umana. . . . 151
4.3. Il modello della sussunzione sotto leggi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 152
4.3.1. L’identificazione della legge causale rilevante . . . . . . . . . . . . . 152
INDICE SOMMARIO
IX
4.3.2. L’accertamento del nesso di causalità: il giudizio di affidabilità della
legge scientifica di copertura e il ruolo del giudice, custode del
metodo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 155
4.4. I limiti di rilevanza dell’imputazione causale. . . . . . . . . . . . . . . . . . 158
4.5. La causalità nei reati omissivi impropri. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 161
5. L’offesa. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 168
5.1. Concetto e tipologia dell’offesa. Reati di danno e reati di pericolo . . . . . 168
5.2. La rilevanza dell’offesa: il reato impossibile e l’interpretazione teleologica
delle fattispecie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 170
5.3. L’esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis
c.p.) . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 173
5.4. L’illecito punitivo civile (D.Lgs. 15 gennaio 2016, n. 7) . . . . . . . . . . . 178
Capitolo VI
L’ANTIGIURIDICITÀ OBIETTIVA
1. Profili generali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 183
1.1. Il concetto di antigiuridicità obiettiva e la sua rilevanza . . . . . . . . . . . 183
1.2. I principi delle cause di giustificazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 187
1.3. L’individuazione delle fattispecie scriminanti . . . . . . . . . . . . . . . . . 188
2. Le singole cause di giustificazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 189
2.1. Il consenso dell’avente diritto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 189
2.2. L’esercizio di un diritto. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 192
2.3. L’adempimento di un dovere . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 198
2.4. Difesa legittima e autotutela in domicilio privato . . . . . . . . . . . . . . . 201
2.4.1. La difesa legittima . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 201
2.4.2. L’autotutela in un domicilio privato . . . . . . . . . . . . . . . . . . 206
2.5. L’uso legittimo delle armi . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 210
2.6. Lo stato di necessità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 213
2.7. L’eccesso nelle cause di giustificazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 217
Capitolo VII
LA COLPEVOLEZZA
1. Profili generali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 219
1.1. Il principio di colpevolezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 219
1.2. Concezione psicologica e concezione normativa della colpevolezza. . . . . 222
1.3. Le versioni più recenti della concezione normativa e l’analisi della
colpevolezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 225
2. L’imputabilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 227
2.1. Il concetto di imputabilità e la sua posizione sistematica . . . . . . . . . . 227
2.2. La determinazione in altri dello stato d’incapacità e lo stato preordinato
d’incapacità. L’actio libera in causa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 229
2.3. L’età. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231
2.4. Gli stati emotivi e passionali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 231
2.5. Il vizio di mente . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 232
INDICE SOMMARIO
X
2.6. Il sordomutismo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 234
2.7. L’ubriachezza e l’intossicazione da sostanze stupefacenti . . . . . . . . . . 234
3. Il nesso psichico: il dolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 238
3.1. Definizione e rilevanza del dolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 238
3.2. L’oggetto del dolo. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 239
3.3. La struttura del dolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 242
3.4. Forme e specie di dolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 247
3.5. L’intensità del dolo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 248
4. Il nesso psichico: la colpa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 249
4.1. Definizione e rilevanza della colpa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 249
4.2. L’inosservanza della regola obiettiva di diligenza, di prudenza o di perizia. 251
4.3. L’evitabilità dell’evento mediante l’osservanza . . . . . . . . . . . . . . . . . 254
4.4. L’esigibilità dell’osservanza (ovvero attribuibilità dell’inosservanza). . . . . 256
4.5. Forme e grado della colpa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 258
5. La preterintenzione e la responsabilità obiettiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 259
5.1. Il concetto di responsabilità obiettiva. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 259
5.2. La preterintenzione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 260
5.3. I reati aggravati dall’evento . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 264
5.4. La responsabilità per i reati commessi col mezzo della stampa . . . . . . . 265
5.5. La responsabilità per i reati commessi col mezzo di una trasmissione
radiofonica o televisiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 268
6. L’elemento psicologico nelle contravvenzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 269
6.1. Dolo e colpa nelle contravvenzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 269
7. Le cause di esclusione del nesso psichico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 270
7.1. Introduzione. L’errore in generale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 270
7.2. L’errore sul fatto . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 272
7.3. L’errore sulle scriminanti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 275
7.4. L’errore inabilità e il reato aberrante . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 277
7.5. Il caso fortuito . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 281
8. Le scusanti. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 281
8.1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 281
8.2. L’errore inevitabile sulla legge penale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 283
8.3. L’ordine criminoso insindacabile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 286
8.4. Lo stato di necessità determinato dall’altrui minaccia . . . . . . . . . . . . 288
8.5. La violenza irresistibile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 289
Capitolo VIII
LE FORME DI MANIFESTAZIONE DEL REATO
1. Introduzione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 291
1.1. Il concetto di forma di manifestazione del reato . . . . . . . . . . . . . . . 291
2. Il reato circostanziato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 292
2.1. Concetto e funzione delle « circostanze del reato » . . . . . . . . . . . . . . 292
2.2. Classificazione delle circostanze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 296
2.3. Imputazione delle circostanze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 298
2.4. L’applicazione delle circostanze. Il concorso di circostanze . . . . . . . . . 299
INDICE SOMMARIO
XI
2.5. Effetti delle circostanze . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 304
2.6. Le circostanze aggravanti comuni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 304
2.7. Le circostanze attenuanti comuni. Le attenuanti generiche . . . . . . . . . 308
2.8. La recidiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 311
3. Il tentativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 315
3.1. Il concetto di « consumazione » del reato (reati istantanei e permanenti) e
il tentativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 315
3.2. Fondamento della punibilità del tentativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 317
3.3. Il problema dell’inizio dell’attività punibile . . . . . . . . . . . . . . . . . . 318
3.4. La fattispecie del delitto tentato: a) l’idoneità degli atti . . . . . . . . . . . 319
3.5. La fattispecie del delitto tentato: b) la direzione non equivoca degli atti. . 322
3.6. La colpevolezza nel tentativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 323
3.7. Il tentativo nelle varie categorie di delitti . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 324
3.8. La pena del tentativo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 326
3.9. Desistenza e recesso attivo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 327
3.10. Il reato impossibile . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 329
4. Il concorso di persone nel reato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 330
4.1. Fondamento del concorso di persone nel reato . . . . . . . . . . . . . . . . 330
4.2. Il fatto tipico del concorso di persone . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 334
4.2.1. a) la pluralità di soggetti; b) la realizzazione di un fatto tipico alla
stregua di una fattispecie monosoggettiva . . . . . . . . . . . . . . . 334
4.2.2. c) il contributo obiettivamente rilevante. La forma attiva . . . . . . 335
4.2.3. La forma omissiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 339
4.3. Le cause di giustificazione nel concorso di persone. . . . . . . . . . . . . . 340
4.4. La colpevolezza nel concorso di persone: il concorso doloso e il concorso
colposo . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 340
4.5. L’aberratio delicti concorsuale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 345
4.6. Il concorso di persone nei reati propri . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 346
4.7. Il trattamento sanzionatorio del concorso. Circostanze del concorso e
circostanze nel concorso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 347
4.8. L’autore mediato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 349
4.9. Le fattispecie plurisoggettive necessarie . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 350
Capitolo IX
LE CONSEGUENZE GIURIDICHE DEL REATO
1. La pena . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 355
1.1. La teoria della pena . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 355
1.2. La funzione della pena nelle varie fasi della sua dinamica . . . . . . . . . . 360
1.3. Le pene previste dalla legge . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 363
1.3.1. Le tipologie della pena edittale. Pene principali e pene accessorie. 363
1.3.2. Le pene previste per i reati attribuiti alla competenza del giudice di
pace . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 366
1.4. La determinazione della pena nella fase giudiziale . . . . . . . . . . . . . . 368
1.5. La sospensione condizionale della pena . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 371
1.6. Le sanzioni sostitutive delle pene detentive brevi . . . . . . . . . . . . . . . 376
INDICE SOMMARIO
XII
1.7. La diminuzione della pena nei procedimenti speciali . . . . . . . . . . . . . 379
1.8. Le misure previste per i reati di competenza del giudice di pace e per i
minorenni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 379
1.8.1. L’esclusione della procedibilità nei casi di particolare tenuità del
fatto e l’estinzione del reato conseguente a condotte riparatorie nei
reati attribuiti alla competenza del giudice di pace. . . . . . . . . . 379
1.8.2. La sentenza di non luogo a procedere per irrilevanza del fatto; la
sospensione del processo con messa alla prova e il perdono giudiziale
per i minorenni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 381
1.9. L’esecuzione della pena detentiva . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 382
1.10. Le misure alternative all’esecuzione penitenziaria . . . . . . . . . . . . . . . 384
1.11. L’esecuzione della pena pecuniaria. La conversione della pena pecuniaria
ineseguita . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 388
2. Le misure di sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 390
2.1. Il concetto di misura di sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 390
2.2. Legge penale e misura di sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 392
2.2.1. I presupposti delle misure di sicurezza . . . . . . . . . . . . . . . . 393
2.2.2. I tipi normativi di delinquenti pericolosi . . . . . . . . . . . . . . . 394
2.3. Applicazione, esecuzione e revoca delle misure di sicurezza. . . . . . . . . 395
2.4. Le misure di sicurezza personali. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 397
2.5. Le misure di sicurezza patrimoniali . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 399
2.6. Le misure di prevenzione. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 400
3. La punibilità. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 403
3.1. Concetto e rilevanza della punibilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 403
3.2. Le condizioni obiettive di punibilità. Le condizioni di procedibilità . . . . 404
3.3. Le cause di non punibilità . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 407
3.4. Le cause di estinzione del reato e della pena in generale . . . . . . . . . . 409
3.5. Le singole cause estintive del reato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 410
3.5.1. La morte del reo prima della condanna . . . . . . . . . . . . . . . . 411
3.5.2. La prescrizione del reato. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 411
3.5.3. L’amnistia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 423
3.5.4. La sospensione condizionale della pena . . . . . . . . . . . . . . . . 425
3.5.5. La remissione della querela . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 425
3.5.6. L’oblazione nelle contravvenzioni . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 426
3.5.7. Il perdono giudiziale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 427
3.5.8. L’estinzione del reato per condotte riparatorie . . . . . . . . . . . . 427
3.5.9. La sospensione del procedimento con messa alla prova . . . . . . . 429
3.6. Le singole cause di estinzione della pena. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 432
3.6.1. La morte del reo dopo la condanna. . . . . . . . . . . . . . . . . . . 432
3.6.2. L’estinzione della pena per decorso del tempo . . . . . . . . . . . . 432
3.6.3. L’indulto e la grazia . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 433
3.6.4. La non menzione della condanna nel certificato del casellario
giudiziale. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 433
3.6.5. La liberazione condizionale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 433
3.6.6. La riabilitazione . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 434
4. Le conseguenze civili del reato . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 434
4.1. Reato e illecito civile. La riparazione del danno derivante da reato. . . . . 434
INDICE SOMMARIO
XIII
4.2. Le obbligazioni civili del condannato verso lo Stato . . . . . . . . . . . . . 437
4.3. Le garanzie per le obbligazioni civili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 438
4.4. L’obbligazione civile per le multe e per le ammende . . . . . . . . . . . . . 438
Capitolo X
UNITÀ E PLURALITÀ DI REATI
1. Premessa . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 441
1.1. Nozioni introduttive . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 441
1.2. L’inquadramento sistematico. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 442
2. Il concorso apparente di norme. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 443
2.1. Il principio di specialità e i criteri alternativi . . . . . . . . . . . . . . . . . 443
2.2. L’interpretazione dell’art. 15 c.p. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 446
2.3. Il reato complesso . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 449
2.4. Il concorso apparente tra fattispecie penali e violazioni amministrative . . 450
3. Il concorso di reati . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 451
3.1. Il concorso formale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 451
3.2. Il concorso materiale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 453
3.2.1. Struttura e disciplina del concorso materiale . . . . . . . . . . . . . 453
3.2.2. Il reato continuato: struttura e limiti . . . . . . . . . . . . . . . . . . 454
3.2.3. Il reato continuato: rilevanza ed effetti. . . . . . . . . . . . . . . . . 458
3.3. Reato progressivo e progressione criminosa. Antefatto e post-fatto non
punibili . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 461
Indice analitico . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . 463
INDICE SOMMARIO
XIV
Giovanni Fiandaca Parte Speciale I delitti contro la persona
Lezioni Alberto Gargani

Lezioni
1. Lun 17/09/2018 10:30-11:10 (1:0 h) lezione: Introduzione al corso di diritto penale (Alberto
Gargani)
2. Lun 17/09/2018 11:10-11:40 (1:0 h) lezione: (Segue) Introduzione al corso di diritto penale
(Alberto Gargani)
3. Mar 18/09/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: Caratteri e profili del diritto penale (Alberto
Gargani)
4. Mar 18/09/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Criteri di riconoscimento della norma penale.
Introduzione al codice penale. (Alberto Gargani)
5. Mer 19/09/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: Rapporti tra codice penale e leggi
complementari. Estensione dell'ordinamento penale. (Alberto Gargani)
6. Mer 19/09/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Le tipologie sanzionatorie; sanzioni risarcitorie
e sanzioni punitive. (Alberto Gargani)
7. Lun 24/09/2018 10:35-11:20 (1:0 h) lezione: Le sanzioni pecuniarie civili. Le funzioni della
pena: introduzione. (Alberto Gargani)
8. Lun 24/09/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: Le finalità della pena nella fase della
comminatoria. (Alberto Gargani)
9. Mar 25/09/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: Gli scopi della pena in fase applicativa.
(Alberto Gargani)
10.Mar 25/09/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Le finalità della pena in fase esecutiva. Il
precetto: il concetto sostanziale di reato. (Alberto Gargani)
11.Mer 26/09/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: I vincoli contenutistici all'attività di
normazione in materia penale (Alberto Gargani)
12.Mer 26/09/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: I criteri di proporzione e sussidiarietà nella
scelta della sanzione. (Alberto Gargani)
13.Lun 01/10/2018 10:35-11:20 (1:0 h) lezione: Introduzione al principio di legalità.
Evoluzione storica (in collaborazione con la Dott. Daria Perrone). (Alberto Gargani)
14.Lun 01/10/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: Il diritto penale giurisprudenziale (in
collaborazione con la Dott. D. Perrone) (Alberto Gargani)
15.Mar 02/10/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: Il principio della riserva di legge. Ratio. Fonti
abilitate a produrre norme penali. (Alberto Gargani)
16.Mar 02/10/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Rapporti tra legge e regolamento:
l'integrazione del precetto. (Alberto Gargani)
17.Mer 03/10/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: I rapporti tra diritto U.E. e ordinamento penale
interno; i rapporti tra diritto convenzionale e diritto penale interno. (Alberto Gargani)
18.Mer 03/10/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Il principio di determinatezza. (Alberto
Gargani)
19.Lun 08/10/2018 10:35-11:20 (1:0 h) lezione: Il divieto di analogia in materia penale.
(Alberto Gargani)
20.Lun 08/10/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: Analogia e interpretazione estensiva
nell'applicazione giurisprudenziale (Alberto Gargani)
21.Mar 09/10/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: Il divieto di retroattività della legge penale:
ratio e portata. (Alberto Gargani)
22.Mar 09/10/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Retroattività della legge favorevole: ratio.
(Alberto Gargani)
23.Mer 10/10/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: Criteri distintivi tra abolitio criminis e
successione modificatrice (Alberto Gargani)
24.Mer 10/10/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Modifiche mediate della fattispecie. Art. 2
comma 6 c.p. (Alberto Gargani)
25.Lun 15/10/2018 10:35-11:20 (1:0 h) lezione: Leggi eccezionali e temporanee. Tempus
commissi delicti. Applicazione della legge penale nello spazio: il criterio di territorialità.
(Alberto Gargani)
26.Lun 15/10/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: (Segue) Gli ulteriori criteri di collegamento. Il
rinnovamento di giudizi e il riconoscimento di sentenze straniere. (Alberto Gargani)
27.Mar 16/10/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: L'estradizione. La Corte penale internazionale.
Delitti e contravvenzioni. (Alberto Gargani)
28.Mar 16/10/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Il soggetto attivo del reato. L'individuazione
del soggetto attivo nelle organizzazioni complesse. La delega di funzioni. (Alberto Gargani)
29.Mer 17/10/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: La responsabilità penale delle persone
giuridiche. (Alberto Gargani)
30.Mer 17/10/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: La disciplina di cui al d.lgs. 231/2001. Il
soggetto passivo del reato. I metodi di studio del reato: introduzione. (Alberto Gargani)
31.Lun 22/10/2018 10:35-11:20 (1:0 h) lezione: I modelli di analisi del reato: dalla Scuola
Classica alla tripartizione. (Alberto Gargani)
32.Lun 22/10/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: La concezione bipartita moderna. Introduzione
al concetto di fatto tipico. (Alberto Gargani)
33.Mar 23/10/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: Elementi soggettivi del fatto tipico. Il concetto
di condotta. La suitas della condotta. (Alberto Gargani)
34.Mar 23/10/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Il concetto di azione. Unità e pluralità
dell'azione. Distinzione interna ai reati di azione. (Alberto Gargani)
35.Mer 24/10/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: I reati di durata. Il concetto di 'omissione' nel
diritto penale. (Alberto Gargani)
36.Mer 24/10/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: I reati omissivi propri. I reati omissivi
impropri: la clausola di cui all'art.40 co.2 c.p. (Alberto Gargani)
37.Lun 29/10/2018 08:45-09:30 (1:0 h) lezione: Il campo di applicazione dell'art.40 co.2 c.p.
L'individuazione del soggetto tenuto ad impedire l'evento. (Alberto Gargani)
38.Lun 29/10/2018 09:35-10:20 (1:0 h) lezione: La teoria formale e la teoria funzionale. La
posizione di garanzia. (Alberto Gargani)
39.Mar 30/10/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: Tipologie di posizioni di garanzia. Successione
nella posizione di garanzia. (Alberto Gargani)
40.Mar 30/10/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Gli elementi accidentali del reato. I
presupposti della condotta. La nozione di evento. (Alberto Gargani)
41.Mer 31/10/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: Il nesso di causalità tra condotta ed evento: la
teoria condizionalistica. (Alberto Gargani)
42.Mer 31/10/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: La sussunzione sotto le leggi scientifiche di
copertura. La causalità omissiva. (Alberto Gargani)
43.Lun 05/11/2018 10:35-11:20 (1:0 h) lezione: L'evoluzione giurisprudenziale in tema di
causalità. La sentenza a S.U. "Franzese" (2002). (Alberto Gargani)
44.Lun 05/11/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: Il régime delle concause. (Alberto Gargani)
45.Mar 06/11/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: L'offesa: reati di danno e reati di pericolo. Il
ruolo dell'offesa nel momento applicativo. (Alberto Gargani)
46.Mar 06/11/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: Il dibattito intorno all'art. 49 c.p. L'irrilevanza
del fatto. (Alberto Gargani)
47.Mer 07/11/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: La clausola di esclusione della punibiità per
particolare tenuità del fatto. (Alberto Gargani)
48.Mer 07/11/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: L'antigiuridicità obbiettiva. (Alberto Gargani)
49.Lun 12/11/2018 10:35-11:20 (1:0 h) lezione: La disciplina di carattere generale prevista per
le cause di giustificazione (Alberto Gargani)
50.Lun 12/11/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: Le scriminanti previste nel c.p.: introduzione.
La disciplina prevista in tema di legittima difesa. (Alberto Gargani)
51.Mar 13/11/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: La reazione difensiva: requisiti. (Alberto
Gargani)
52.Mar 13/11/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: La legittima difesa domiciliare (Alberto
Gargani)
53.Mer 14/11/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: La colpevolezza: la concezione psicologica e
la concezione normativa. (Alberto Gargani)
54.Mer 14/11/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: L'imputabilità (Alberto Gargani)
55.Gio 15/11/2018 15:30-16:15 (1:0 h) lezione: La disciplina delle scriminanti di cui agli artt.
50 e 51 c.p. Le scriminanti non codificate (a cura della Dott. Daria Perrone) (Alberto
Gargani)
56.Gio 15/11/2018 16:25-17:10 (1:0 h) lezione: La disciplina delle scriminanti di cui agli artt.
50 e 51 c.p. Le scriminanti non codificate (a cura della Dott. Daria Perrone) (Alberto
Gargani)
57.Lun 19/11/2018 10:35-11:20 (1:0 h) lezione: Le cause di esclusione dell'imputabilità.
(Alberto Gargani)
58.Lun 19/11/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: La responsabilità per i reati commessi in stato
di incapacità di intendere e di volere derivante da ubriachezza o intossicazione da
stupefacenti. (Alberto Gargani)
59.Mer 21/11/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: L'errore sul precetto. La conoscibilità della
legge penale (sent. C. cost. 364/1988) (a cura della Dott. Daria Perrone) (Alberto Gargani)
60.Mer 21/11/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: L'errore sul precetto. La conoscibilità della
legge penale (sent. C. cost. 364/1988) (a cura della Dott. Daria Perrone) (Alberto Gargani)
61.Ven 23/11/2018 10:30-11:15 (1:0 h) lezione: Le scriminanti di cui agli artt. 52, 53 e 54 c.p.(a
cura della Dott. S. Clinca) (Alberto Gargani)
62.Ven 23/11/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: Le scriminanti di cui agli artt. 52, 53 e 54 c.p.(a
cura della Dott. S. Clinca) (Alberto Gargani)
63.Lun 26/11/2018 10:35-11:20 (1:0 h) lezione: Il nesso psichico. Rilevanza. Il coefficiente
doloso: oggetto. (Alberto Gargani)
64.Lun 26/11/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: La struttura e le forme di dolo. (Alberto
Gargani)
65.Mar 27/11/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: La distinzione tra dolo eventuale e colpa
cosciente. (Alberto Gargani)
66.Mar 27/11/2018 14:45-15:30 (1:0 h) lezione: L'offesa e le scriminanti in rapporto al dolo;
Intensità del dolo; accertamento del dolo. Introduzione al coefficiente colposo. (Alberto
Gargani)
67.Mer 28/11/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: Colpa generica e colpa specifica. (Alberto
Gargani)
68.Mer 28/11/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: L'agente modello. Il contenuto delle regole
cautelari: il principio di affidamento. (Alberto Gargani)
69.Lun 03/12/2018 10:35-11:20 (1:0 h) lezione: Evitabilità dell'evento mediante l'osservanza. Il
grado della colpa. (Alberto Gargani)
70.Lun 03/12/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: La responsabilità oggettiva. Le prese di
posizione della giurisprudenza costituzionale. (Alberto Gargani)
71.Mar 04/12/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: La responsabilità preterintenzionale. (Alberto
Gargani)
72.Mar 04/12/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: I reati aggravati dall'evento. I reati a mezzo
stampa. L'errore nel diritto penale: l'errore motivo. (Alberto Gargani)
73.Mer 05/12/2018 14:00-14:45 (1:0 h) lezione: L'errore sul fatto e l'errore sul divieto. L'errore
su legge extrapenale. (Alberto Gargani)
74.Mer 05/12/2018 14:55-15:40 (1:0 h) lezione: L'errore inabilità. Aberratio causae. (Alberto
Gargani)
75.Gio 06/12/2018 10:30-11:15 (1:0 h) lezione: Aberratio ictus; aberratio delicti. (Alberto
Gargani)
76.Gio 06/12/2018 11:25-12:10 (1:0 h) lezione: Le scusanti. (Alberto Gargani)

Lezioni Antonio Vallini

Lun 18/02/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: Introduzione al corso (Antonio Vallini)


1. Mar 19/02/2019 12:15-13:45 (2:0 h) lezione: Le forme di manifestazione del reato.
Considerazioni generali (Antonio Vallini)
2. Mer 20/02/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: Le circostanze del reato. Classificazione e
distinzione dagli elementi costitutivi (Antonio Vallini)
3. Lun 25/02/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: Circostanze del reato: profili di disciplina
(Antonio Vallini)
4. Mar 26/02/2019 12:15-13:45 (2:0 h) lezione: Circostanze del reato: profili di disciplina ed
effetti sulla pena (Antonio Vallini)
5. Mer 27/02/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: Circostanze del reato: criteri di imputazione
soggettiva. Combinazioni con le altre forme di manifestazione (Antonio Vallini)
6. Lun 04/03/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: La recidiva: introduzione (Antonio Vallini)
7. Mar 05/03/2019 12:15-13:45 (2:0 h) lezione: La recidiva. Introduzione al concorso di norme
e reati: il ne bis in idem sostanziale (Antonio Vallini)
8. Mer 06/03/2019 08:15-10:30 (2:0 h) lezione: Ne bis in idem sostanziale e concorso
apparente di norme (Antonio Vallini)
9. Lun 11/03/2019 08:45-10:39 (2:0 h) lezione: Concorso apparente di norme e concorso di
reati Il reato complesso (Antonio Vallini)
10.Mar 12/03/2019 12:15-13:45 (2:0 h) lezione: Concorso formale e reato continuato (Antonio
Vallini)
11.Mer 13/03/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: Cumulo materiale e cumulo giuridico (Antonio
Vallini)
12.Lun 18/03/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: Il tentativo. Disamina storica e comparatistica.
Principi in gioco (Antonio Vallini)
13.Mar 19/03/2019 12:15-13:45 (2:0 h) lezione: Il tentativo: questioni di principio (Antonio
Vallini)
14.Lun 25/03/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: L'idoneità e il reato impossibile. L'univocità
nel tentativo e l'elemento soggettivo. Combinazione con altre forme di manifestazione del
reato. (Antonio Vallini)
15.Mar 26/03/2019 12:15-13:45 (2:0 h) lezione: Desistenza e recesso. Introduzione al concorso
di persone nel reato (Antonio Vallini)
16.Mer 27/03/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: Vari modelli di concorso di persone e la
fattispecie plurisoggettiva eventuale (Antonio Vallini)
17.Lun 01/04/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: I contributi tipici e i criteri di imputazione
(Antonio Vallini)
18.Mar 02/04/2019 12:15-13:45 (2:0 h) lezione: Il concorso di persone. Profili di disciplina. Le
combinazioni con altre forme di manifestazione del reato (Antonio Vallini)
19.Mer 03/04/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: I reati a concorso necessario, il concorso
esterno (Antonio Vallini)
20.Lun 08/04/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: Distinzioni e relazioni tra "parte generale" e
"parte speciale" del diritto penale (Antonio Vallini)
21.Mar 09/04/2019 12:15-13:45 (2:0 h) lezione: I delitti contro la persona (cenni) (Antonio
Vallini)
22.Mer 10/04/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: Delitti contro la persona (cenni) (Antonio
Vallini)
23.Lun 15/04/2019 08:45-10:30 (2:0 h) lezione: I delitti contro il patrimonio (cenni) (Antonio
Vallini)