Enti Locali
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Attenzione! Questo materiale didattico è per uso personale dello studente ed è coperto da copyright. Ne è severamente
vietata la riproduzione o il riutilizzo anche parziale, ai sensi e per gli effetti della legge sul diritto d’autore
(L. 22.04.1941/n. 633)
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1 L’autonomia locale
Gli enti locali, pur avendo dietro di sé una lunga storia, negli ultimi anni si sono rivelati tra
le Amministrazioni più dinamiche (probabilmente per la loro natura comunitaria), tanto che oramai
sarebbe inconcepibile una trattazione di diritto amministrativo che non si occupasse di essi. Nella
nozione di «ente locale» vengono ricompresi i Comuni (e le loro Unioni), le Province, le Città
Note di studio: gli enti locali costituiscono formazioni sociali pubbliche, e come tali
capacità di darsi norme per il conseguimento di determinati fini; gli stessi vengono entificati
Nel quadro di pluralismo attualmente accolto dalla Costituzione repubblicana, gli enti locali
sembrano dover essere qualificati come formazioni sociali pubbliche (art. 2 Cost.), espressione delle
comunità di riferimento, più che come mere strutture organizzative create dal legislatore (anche
La nozione di autonomia locale (1), accolta dall’art. 5 della Costituzione, comporta quindi il
riconoscimento della natura di ordinamenti giuridici particolari dei gruppi sociali cui ci si riferisce,
che vengono entificati (c.d. ente esponenziale) per poter essere titolari di rapporti nell’ordinamento
generale.
Essi sono connotati perciò da: a) plurisoggettività, sono cioè composti da una pluralità di
dall’ordinamento per il perseguimento dei suoi fini; c) fini determinati, per il cui conseguimento
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Cfr. M. MICHELETTI, Gli Enti pubblici, in L.R. PERFETTI (a cura di), Manuale di diritto amministrativo, Padova, 2006,
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Note di studio: gli enti locali possono perseguire un proprio indirizzo politico autonomo,
eventualmente anche in contrasto anche con quello che si propongono le forze politiche di
essere compresso dal legislatore, e dallo Stato, e che si concreta anche nella possibilità per gli enti
locali di perseguire un proprio indirizzo politico-amministrativo in contrasto con quello delle forze
riservate.
Note di studio: l’autonomia degli enti locali si concreta in autonomia normativa, autonomia
Dal punto di vista concreto, l’autonomia si declina in autonomia normativa, capacità di darsi
riconoscimento di un bilancio proprio, e di capacità di entrata e di spesa: essa viene qui intesa come
comprensiva anche della c.d. autonomia contabile; peraltro, ad oggi non ha ancora trovato
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Il Comune (2) è il primo degli enti locali che viene in considerazione come dimensione
Esso è l’ente (l’art. 38 del T.U. 383/1934 stabiliva espressamente che il Comune “è corpo
morale”; l’art. 11 cod. civ. lo menziona ora specificamente tra gli enti pubblici) che, secondo l’art.
3, comma 2, del [Link]. 267/2000, rappresenta la propria comunità, ne cura gli interessi e ne
promuove lo sviluppo.
Note di studio: organi di governo del Comune sono il Consiglio comunale, la Giunta ed il Sindaco
Organi di governo del Comune sono il Consiglio, la Giunta e il Sindaco; l’Ente dispone
responsabili dei servizi e degli uffici, nonché il direttore generale; un posto a sé occupa il
segretario comunale.
Anche per l’ente locale di cui si tratta vige il principio di separazione tra politica e
amministrazione introdotto dal [Link]. 3 febbraio 1993, n. 29: agli organi politici compete la
Più in particolare, mentre un tempo la più parte delle competenze erano attribuite al
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Cfr. M. MICHELETTI, Gli Enti pubblici, in L.R. PERFETTI (a cura di), Manuale di diritto amministrativo, Padova, 2006,
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Note di studio: il Consiglio comunale ha competenza in merito all’adozione degli atti fondamentali
dell’Ente
agli atti definiti fondamentali di cui all’art. 42 del [Link]. 267 cit.
Le competenze del Sindaco (eletto dai cittadini) sono disciplinate dall’art. 50 del T.U. Enti
locali, in relazione al nuovo ruolo riconosciutogli a partire dal 1993, nonché dal successivo art. 54,
rappresenta l’ente, convoca e presiede la Giunta, nonché il Consiglio (quando non è previsto un
Presidente), e sovrintende al funzionamento dei servizi e degli uffici, nonché all’esecuzione degli
atti; c) salvo quanto previsto dall’art. 107, [Link]. 267, esercita le funzioni attribuitegli dalle leggi,
dallo statuto e dai regolamenti e sovrintende all’espletamento delle funzioni statali e regionali
attribuite o delegate al Comune; d) esercita altresì le altre funzioni attribuitegli quale autorità locale
igiene pubblica a carattere esclusivamente locale adotta le ordinanze contingibili e urgenti, quale
rappresentante della comunità locale; f) in caso di emergenza che interessi il territorio di più
Comuni, adotta le misure necessarie fino a quando non intervengano i soggetti competenti; g)
coordina e riorganizza, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio comunale e nell’ambito dei
criteri eventualmente indicati dalla Regione, gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici
esercizi e dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle
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Amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel
territorio, al fine di armonizzare l’espletamento dei servizi con le esigenze complessive e generali
degli utenti; h) sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio, provvede alla nomina, alla
designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni; i)
nomina i responsabili degli uffici e dei servizi, attribuisce e definisce gli incarichi dirigenziali e
quelli di collaborazione esterna secondo le modalità ed i criteri stabiliti dagli articoli 109 e 110 del
Il Sindaco, quale ufficiale di Governo: a) sovrintende: i) alla tenuta dei registri di stato civile
e di popolazione ed agli adempimenti demandatigli dalle leggi in materia elettorale, di leva militare
e di statistica; ii) alla emanazione degli atti che gli sono attribuiti dalle leggi e dai regolamenti in
materia di ordine e di sicurezza pubblica; iii) allo svolgimento, in materia di pubblica sicurezza e di
polizia giudiziaria, delle funzioni affidategli dalla legge; iv) alla vigilanza su tutto quanto possa
interessare la sicurezza e l’ordine pubblico, informandone il Prefetto; b) adotta, con atto motivato e
nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento giuridico, provvedimenti contingibili e urgenti al
fine di prevenire ed eliminare gravi pericoli che minacciano l’incolumità dei cittadini (per
l’esecuzione dei relativi ordini può richiedere al Prefetto, ove occorra, l’assistenza della forza
pubblica) c) in casi di emergenza, connessi con il traffico e/o con l’inquinamento atmosferico o
dell’utenza, il Sindaco può modificare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e
dei servizi pubblici, nonché, d’intesa con i responsabili territorialmente competenti delle
Amministrazioni interessate, gli orari di apertura al pubblico degli uffici pubblici localizzati nel
territorio.
La Giunta (i cui componenti sono nominati dal Sindaco, che la presiede), ai sensi dell’art.
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48 del [Link]. 267/2000, collabora con il Sindaco nel governo dell’Ente, operando attraverso
deliberazioni collegiali. Essa ha competenza sostanzialmente residuale, poiché compie tutti gli
atti di governo non rientranti nella competenza del Sindaco, del Consiglio, dei dirigenti e dei
responsabili dei servizi e degli uffici, o degli organi di decentramento. Espressamente le è invece
attribuita l’adozione dei regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, nel rispetto dei
Come si è detto, anche per i Comuni vale il principio di separazione tra politica e
Amministrazione.
L’art. 107, comma 2, del [Link]. 267/2000 stabilisce infatti che spettano ai dirigenti tutti i
l’Amministrazione verso l’esterno, non ricompresi espressamente dalla legge o dallo statuto tra le
rientranti tra le funzioni del Segretario o del direttore generale (di cui agli articoli 97 e 108, [Link].
267).
appalto e di concorso; c) la stipulazione dei contratti; d) gli atti di gestione finanziaria, ivi
predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo, ivi comprese le
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manifestazione di giudizio e di conoscenza; i ) gli atti ad essi attribuiti dallo statuto e dai
dell’Ente, in ordine alla conformità dell’azione amministrativa alle leggi, allo statuto ed ai
regolamenti.
Più in particolare, esso: a) sovrintende allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e ne
coordina l’attività, salvo quando sia stato nominato un direttore generale; b) partecipa con funzioni
consultive, referenti e di assistenza alle riunioni del Consiglio e della Giunta e ne cura la
Giunta e del Consiglio, in relazione alle sue competenze, nel caso in cui l’Ente non abbia
responsabili dei servizi; d) può rogare tutti i contratti nei quali l’Ente è parte ed autenticare
scritture private ed atti unilaterali nell’interesse dell’Ente; d) esercita ogni altra funzione
attribuitagli dallo statuto o dai regolamenti, o conferitagli dal Sindaco; e) esercita le funzioni di
direttore generale.
L’art. 108 del [Link]. 267, disciplina la figura del direttore generale: si tratta di un soggetto
nominato dal Sindaco di Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti (previa
deliberazione giuntale) al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato,
secondo criteri stabiliti dal regolamento di organizzazione degli uffici e dei servizi. Esso provvede
ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo, secondo le direttive
impartite dal Sindaco e sovrintende alla gestione dell’Ente, perseguendo livelli ottimali di
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efficacia ed efficienza.
dall’art. 197, comma 2, lett. a ) T.U.E.L. (strumentale al controllo di gestione), nonché la proposta
di piano esecutivo di gestione (c.d. PEG) di cui all’art. 169 (sulla base del bilancio di previsione, la
Giunta – con l’atto di cui si tratta – determina gli obiettivi di gestione, affidando gli stessi –
contiene inoltre una ulteriore graduazione delle risorse dell’entrata in capitoli, dei servizi in centri di
costo e degli interventi in capitoli (l’atto è tuttavia facoltativo per i Comuni con meno di 15.000
abitanti)).
Il Comune viene ritenuto tradizionalmente ente a fini generali, per cui nel Testo unico
Più esattamente, i fini sembrano da reputarsi determinati e relativi alla cura ed allo
sviluppo della comunità di riferimento (art. 3, comma 2, [Link]. 267/2000), nell’ambito del più
ampio obiettivo di porre le condizioni per il pieno sviluppo della persona umana di cui all’art. 3
Cost.
riserva di legge: le funzioni amministrative (e i relativi poteri) possono quindi essere attribuite ai
Comuni solo da quest’ultima. Vero è che l’Ente conserva comunque una generale capacità di
diritto privato.
Dal punto di vista del diritto positivo, l’art. 13, comma 2, del [Link]. 267 stabilisce che
territorio comunale, precipuamente nei settori organici dei servizi alla persona e alla comunità,
dell’assetto ed utilizzazione del territorio e dello sviluppo economico, salvo quanto non sia
espressamente attribuito ad altri soggetti dalla legge statale o regionale, secondo le rispettive
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competenze.
In questa sede si ricorda che con il D.P.R. 616/1977, erano state attribuite funzioni nei
settori organici dei servizi sociali, dello sviluppo economico, dell’assetto ed utilizzazione del
territorio.
In via estremamente sommaria, a seguito dei conferimenti degli anni Novanta, si può
concordare con la dottrina che ha rilevato che ora le funzioni si articolano intorno a: a) sviluppo
ambiente, viabilità, acquedotti e lavori pubblici, trasporti e circolazione stradale, protezione civile,
catasto); c) servizi alla persona e alla comunità (servizi sociali, istruzione e assistenza scolastica,
Ai sensi dell’art. 30 del [Link]. 267/2000, gli enti locali possono stipulare tra loro
contraenti, i loro rapporti finanziari ed i reciproci obblighi e garanzie. Esse possono prevedere
anche la costituzione di uffici comuni, che operano con personale distaccato dagli Enti
partecipanti, ai quali affidare l’esercizio delle funzioni pubbliche in luogo degli Enti stessi, ovvero
la delega di funzioni da parte degli Enti partecipanti all’accordo a favore di uno di essi, che opera
Gli enti possono inoltre costituire consorzi (art. 31, [Link]. 267) per la gestione associata di
uno o più servizi e l’esercizio associato di funzioni secondo le norme previste per le aziende
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Cfr. M. MICHELETTI, Gli Enti pubblici, in L.R. PERFETTI (a cura di), Manuale di diritto amministrativo, Padova, 2006,
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speciali di cui all’art. 114 T.U.E.L., in quanto compatibili (al consorzio possono partecipare anche
di altri soggetti pubblici, o comunque di due o più tra i soggetti predetti, il Presidente della
di un accordo di programma, anche su richiesta di uno o più soggetti interessati, per assicurare
il coordinamento delle azioni e per determinare i tempi, le modalità, il finanziamento ed ogni altro
connesso adempimento.
Infine, l’art. 32 del T.U.E.L. prevede la possibilità di costituire Unioni di Comuni. Esse, in
particolare, sono enti locali costituiti da due o più Comuni di norma contermini, allo scopo di
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3 La Provincia
Note di studio: la Provincia è ente intermedio tra il Comune e la Regione, che cura gli interessi
La Provincia viene definita dall’art. 3, comma 3, del [Link]. 267/2000 come l’ente
intermedio tra il Comune e la Regione che cura gli interessi della relativa comunità.
Si è detto della natura almeno in parte artificiale che connota questo tipo di Ente; pare
tuttavia che la lunga esperienza accumulata, specie a seguito del conferimento di funzioni avvenuto
negli ultimi anni, possa ormai condurre a non dubitare della legittimazione comunitaria della
Note di studio: l’organizzazione della Provincia ripete, mutatis mutandis, quella del Comune
L’organizzazione della Provincia, mutatis mutandis, ripete quella dei Comuni (le stesse
disposizioni si applicano sia a questi che, a quella): si rinvia pertanto a quanto illustrato sopra.
direttamente dal corpo elettorale e nomina e revoca i componenti della Giunta (Assessori)), ed il
particolare, si rammenta qui che il Presidente della Provincia non è dotato dei poteri di ordinanza
riconosciuti al Sindaco quale autorità locale o di Governo, e più in generale non opera quale
Quanto al riparto delle funzioni tra i vari organi, si è ad es. ritenuto che: l’approvazione del
non al Consiglio o alla Giunta; compete sempre al dirigente, e non alla Giunta, l’approvazione della
recupero dei rifiuti, nonché l’adozione dei provvedimenti sanzionatori in materia di edilizia e
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ambiente.
Note di studio: la Provincia è ente programmatorio, ente di servizi ed ente destinatario di deleghe
regionali
programmazione regionale ed assume essa stessa atti programmatori vincolanti per i Comuni), ente
di servizi (in quanto ha competenza in materia di servizi che superino la dimensione comunale) ed
ente privilegiato per le deleghe regionali (in quanto ritenuto Ente cui devono essere preferibilmente
affidate le funzioni che non richiedano esercizio unitario a livello regionale; peraltro, l’art. 7 della
L. 131/2003 individua ora il Comune come Ente preferenziale per il conferimento di funzioni,
mentre la Provincia entra in gioco solo qualora si palesino esigenze di esercizio unitario).
amministrative di interesse provinciale che riguardino vaste zone intercomunali o l’intero territorio
provinciale nei settori di: a) difesa del suolo, tutela e valorizzazione dell’ambiente e prevenzione
delle calamità; b) tutela e valorizzazione delle risorse idriche ed energetiche; c) valorizzazione dei
beni culturali; d) viabilità e trasporti; e) protezione della flora e della fauna, parchi e riserve
naturali; f) caccia e pesca nelle acque interne; g) organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a
livello provinciale, rilevamento, disciplina e controllo degli scarichi delle acque e delle emissioni
atmosferiche e sonore; h) servizi sanitari, di igiene e profilassi pubblica, attribuiti dalla legislazione
statale e regionale; i) compiti connessi alla istruzione secondaria di secondo grado ed artistica ed
alla formazione professionale, compresa l’edilizia scolastica, attribuiti dalla legislazione statale e
proposti, promuove e coordina attività, nonché realizza opere di rilevante interesse provinciale sia
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nel settore economico, produttivo, commerciale e turistico, sia in quello sociale, culturale e
sportivo.
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per gli ambiti ricomprendenti alcune grandi città (Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna,
Firenze, Roma, Bari, Napoli) ed il loro intorno. Il procedimento di costituzione era alquanto
problematico e poco spazio veniva lasciato alle autonome decisioni degli Enti locali interessati:
venivano quindi delimitate in concreto solo tre aree metropolitane (Genova, Venezia e Bologna).
Alle tre aree metropolitane indicate in precedenza si è ad oggi aggiunta quella di Firenze
(sono state anche state individuate in Sicilia quelle di Catania, Palermo e Messina).
Peraltro, si è rilevato che con la Città metropolitana non si costituisce un nuovo tipo di ente
territoriale, ma una superprovincia: dotata di proprio statuto e funzioni, a seguito della sua
qualora essa non coincidesse con quelle già esistenti (v. art. 23, [Link]. 267/2000). Di fatto, si
riteneva che si determinasse solo una redistribuzione di funzioni tra Comuni e Province, con
La Città metropolitana viene riconosciuta come ente autonomo, costitutivo della Repubblica
dalla L. Cost. 3/2001, accanto a Regioni, Province e Comuni, dotato di potestà statutaria (art., 114)
e regolamentare (art. 117. comma 6, Cost.), destinatario di allocazione di funzioni (art. 118 Cost.) e
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Cfr. M. MICHELETTI, Gli Enti pubblici, in L.R. PERFETTI (a cura di), Manuale di diritto amministrativo, Padova, 2006,
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dotato di autonomia finanziaria (art. 119 Cost.), oltre che soggetto al potere sostitutivo del Governo
adeguare i procedimenti di istituzione della Città metropolitana al disposto dell’art. 114 Cost.,
fermo restando il principio di partecipazione degli Enti e delle popolazioni interessati; ii)
individuare e disciplinare gli organi di governo delle Città metropolitane e il relativo sistema
maggioranze stabili e assicurino la rappresentanza delle minoranze; iii) definire la disciplina dei
metropolitane.
Più consolidata è invece la figura della Comunità montana, anche se sembra avere
progressivamente perso di smalto: essa viene infatti ritenuta ente non necessario (ed in effetti, non
Alcune Regioni hanno quindi soppresso le Comunità montane e da ultimo il legislatore, con
l’art. 2, comma 17, della L. 244/2007 ha previsto un obbligo delle Regioni di procedere ad un loro
Si è già detto che le Comunità montane vengono istituite dalla L. 1102/1971 come enti
sono state tuttavia ridimensionate dalla legislazione successiva, che ha conglobato i piani di
sviluppo urbanistico nei piani pluriennali di sviluppo (i quali contengono ora solo delle indicazioni
in materia).
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Attualmente le Comunità montane sono disciplinate negli artt. 27 e 28 del [Link]. 267/2000.
costituzione delle Comunità avviene con decreto del Presidente della Giunta regionale.
La disciplina partita dell’Ente è rimessa alla legge regionale (che deve stabilire in
disciplina dei piani zonali e dei programmi annuali; d ) i criteri di ripartizione tra le Comunità
montane dei finanziamenti regionali e di quelli dell’Unione europea; e) i rapporti con gli altri enti
composti da Sindaci, Assessori o Consiglieri dei Comuni che partecipano all’Ente; vi è inoltre un
Presidente. I rappresentanti dei Comuni sono eletti dai rispettivi Consigli con il sistema del voto
questi ultimi conferite dalla Regione; b) l’esercizio di ogni altra funzione conferita dai Comuni,
dalla Provincia e dalla Regione; c) le funzioni attribuite dalla legge e gli interventi speciali per la
montagna stabiliti dalla Unione europea o dalle leggi statali e regionali; d) l’adozione di piani
pluriennali di opere ed interventi e l’individuazione degli strumenti idonei a perseguire gli obiettivi
dello sviluppo socio-economico (ivi compresi quelli previsti dall’Unione europea, dallo Stato e
dalla Regione), che possano concorrere alla realizzazione dei programmi annuali operativi di
esecuzione del piano (attraverso le indicazioni urbanistiche del piano pluriennale di sviluppo, le
Comunità montane concorrono alla formazione del piano territoriale di coordinamento provinciale).
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In concreto si rileva che le leggi regionali hanno attribuito, ad es., alle Comunità montane
funzioni relative alla gestione del demanio forestale, ai servizi di trasporto, agli impianti di
depurazione, alle discariche di rifiuti, agli impianti sportivi e alla promozione della zootecnia.
L’art. 29 del T.U.E.L. prevede inoltre la possibilità di istituire da parte dei Comuni
interessati in ciascuna isola o arcipelago di isole (ad eccezione della Sicilia e della Sardegna) la
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Bibliografia
CASETTA, Manuale di Diritto amministrativo, Milano, 2007;
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