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FUNZIONE ESECUTIVA E GOVERNO

L'articolo 92 della Costituzione afferma che il governo della Repubblica è composto del presidente
del consiglio e dei ministri che costituiscono insieme il consiglio dei ministri.
Il Consiglio dei Ministri rappresenta il massimo organo governativo e ha il compito di
determinare la politica generale, di emanare disegni di legge, decreti legge, decreti legislativi e
regolamenti, di adottare delle decisioni fondamentali relative alla politica estera e a quella
comunitaria.
Il ruolo principale del presidente del consiglio è garantire l'unità dell'azione di governo,
contestualmente alla promozione e al coordinamento dell'attività dei ministri.
I ministri hanno una funzione politica, in quanto membri del Consiglio dei Ministri, e una
funzione amministrativa, per il loro ruolo di responsabili di settori della pubblica amministrazione.
I ministri non sono necessariamente membri del Parlamento. Nella loro veste amministrativa sono
responsabili dell’organizzazione e dell'attività del ministero che dirigono e possono emanare
provvedimenti amministrativi, tra cui le circolari, che corrispondono a norme interne rivolte ai
dipendenti del ministero.
Normalmente la composizione del governo è di natura politica, in quanto i suoi componenti sono
scelti tra gli esponenti della maggioranza parlamentare; a volte quando vi è difficoltà ad individuare
una maggioranza sicura il capo dello Stato può ricorrere a un governo tecnico, composto da
persone non appartenenti al Parlamento e scelte in base alla loro specifiche competenze in
determinati settori.
Il processo di formazione del governo, che ha luogo ogni cinque anni alla scadenza della
legislatura, si articola fondamentalmente in tre fasi:
-consultazioni, attraverso cui il Presidente della Repubblica Individua la persona a cui affidare
l'incarico di formazione del governo
-conferimento dell'incarico
-nomina del Presidente del Consiglio e dei ministri.
Il governo entra in carica dopo la prestazione del giuramento e deve, entro 10 giorni, ottenere
da ciascuna camera la fiducia sul proprio programma attraverso una mozione.
Il governo rimane in carica normalmente 5 anni ma è possibile tuttavia che si verifichi una sua fine
anticipata nell'ipotesi in cui venga meno il rapporto di fiducia verso il parlamento. Quando il
governo prende atto che la situazione politica non è più sostenibile, si mi dimette, dando vita alle
cosiddette crisi di governo extraparlamentari. Sono decisamente meno frequenti le crisi
parlamentari, provocate dall'approvazione di una mozione di sfiducia, o in seguito una specifica
richiesta di verifica da parte lo stesso governo.
Il governo ha un'importante funzione di indirizzo politico, che consiste essenzialmente nel
guidare la politica generale del paese, nel programmare l'andamento dell'economia, nel
coordinare i rapporti con gli altri stati. Il governo esercita l'iniziativa legislativa, emana atti con
forza di legge, predispone il bilancio, controlla il credito e dirige la politica estera.
Il governo svolge inoltre altre due funzioni: la funzione esecutiva o amministrativa e la funzione
normativa. La funzione amministrativa consiste nella direzione della pubblica
amministrazione con la realizzazione degli interessi della collettività in diversi settori
amministrativi, invece la funzione normativa consiste nell'emissione di norme finalizzate a
tradurre in pratica le decisioni assunte nell'ambito della funzione di indirizzo politico. Si hanno tre
diversi tipi di norme:
-decreti legge=> provvedimento avente forza di legge emanato dal governo nei casi di necessità e
urgenza che entra in vigore il giorno della pubblicazione e che deve essere poi soggetto alle
Camere con il fine di convertirlo in legge entro 60 giorni, pena la loro decadenza. Se non convertiti
in legge non possono essere riproposti (divieto di reiterazione)
-decreti legislativi=> provvedimento avente forza di legge emanato dal governo su iniziativa del
Parlamento, al fine di facilitare l'emanazione di leggi che vertono su materie complesse sul piano
tecnico o molto dettagliate
-regolamenti=> atti normativi, che costituiscono una fonte secondaria del diritto e si distinguono in
regolamenti governativi (deliberati dal Consiglio dei ministri), regolamenti del Presidente del
Consiglio (che assumono forma di decreto), regolamenti ministeriali (emanati dai singoli ministri),
regolamenti esecutivi (hanno scopo di dare attuazione alle leggi o ai decreti spiegandone le
disposizioni), regolamenti di organizzazione (disciplinano il funzionamento degli uffici pubblici),
regolamenti delegati (governo detta norme nei settori di interesse pubblico, introducendo nuovi
diritti o doveri per i cittadini). I regolamenti consentono al Parlamento di concentrarsi su materie più
rilevanti.

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