DIRITTO CIVILE Prof. Geremia Romano Programma: A) Il diritto civile per problemi: Metodi e scuole civilistiche.

Il metodo problematico: problema e sistema. Il positivismo etico. La depatrimonializzazione del diritto civile. La dinamicità dell’ordinamento giuridico. Tecniche legislative e principio di legalità. Storicità e relatività dei concetti giuridici. Superamento del dogmatismo e studio del diritto per problemi. Gerarchia delle fonti e dei valori. L’autonomia privata. Persona e formazioni sociali. Il diritto civile costituzionale. Interpretazione della legge. Il fatto giuridico. Le situazioni giuridiche soggettive. I rapporti giuridici e le loro vicende. Le situazioni soggettive esistenziali e patrimoniali.

Testi consigliati: P. PERLINGIERI, Il diritto civile nella legalità costituzionale, Napoli 1991, pp. 37-115; 131144; 162-330; 353-460.

FORMAZIONE

DEL GIURISTA

Il giurista , al pari di qualsiasi altro ricercatore svolge il suo ruolo d’ interprete della norma giuridica accompagnato dalla sua esperienza di uomo e conoscenza personale . Questo significa che accanto alla conoscenza del diritto , l’interprete si servirà di altre branche di cultura quali la storia , la sociologia , l’economia ect. Quello del giurista , quindi , non è un mestiere in cui è possibile adoperare uno strumentario predeterminato e rigido : egli è chiamato a svolgere la sua delicata e articolata attività , fornito di una cultura generale e di una conoscenza globale dell’ ordinamento supportata da un’ampia esperienza , fondata sul raffronto tra fatti singoli accaduti nella realtà e l’ordinamento ,nel continuo rinnovamento del suo strumentario concettuale , pronto a cambiarlo se non più adeguato ai fini pratici . Pertanto quella del giurista deve essere un’ attività animata dalla consapevolezza dell’interdisciplinarietà dell’ ordinamento con altre scienze sociali . No , quindi , secondo Perlingieri , alla creazione di un giurista tecnico specializzato , che sappia tutto di un settore e sappia poco dell’ ordinamento nel suo complesso e del diritto quale scienza sociale . E tutto ciò può essere garantito soltanto dal substrato culturale , dalla formazione e dall’educazione del giurista . E’ necessario che i giuristi abbiano la sensibilità di interpretare , conoscere la realtà ed individuare la normativa da applicare . Non basta lamentare che le leggi dello Stato sono disorganiche e disordinate . Occorre che i giuristi siano capaci di cogliere quel che nelle leggi c’è con coscienza critica e dialettica , per applicarle , con operazione non meccanica , alle esigenze della società . Perciò l’indagine del giurista ha natura scientifica . Da qui un’accesa partecipazione da parte degli studiosi e degli operatori del diritto “ al dibattito sul metodo ” . Dibattito fondato sul tentativo di disancorarsi dal tecnicismo e dal positivismo legislativo e di reinterpretazione del positivismo fondata non dalla lettera della legge ma dal dato legislativo mediato dalla << totalità dell’esperienza >> e dalla cultura . Di conseguenza si assiste al passaggio dal primato della legge - al primato del diritto . E’ opportuno perciò un dialogo tra teorici del diritto ed interpreti che và necessariamente realizzato con continuità e nel rispetto delle circostanze storiche pensando specialmente all’ esperienza complessiva dell’ antica Roma che ha dato un notevole contributo alla rilettura di alcuni istituti privatistici . LO
STUDIO DEL DIRITTO ROMANO TRA

<< NUDISMO

GIURIDICO

>>

E DOGMATICA

Ci si chiede quale ruolo debba assumere lo studio del diritto romano nella formazione del civilista contemporaneo . Innanzitutto diciamo che la nostra epoca , caratterizzata da numerose trasformazioni sociali , non può avere la pretesa di trasmettere concetti giuridici standard elaborati in epoche passate senza avvertire la necessità di verifiche critiche e soprattutto di autonome elaborazioni , né può pretendere di proporre nuove elaborazioni indipendentemente da un confronto dialettico con il passato . Al romanista e allo storico in genere , non spetta il compito di segnalare analogie e anomalie tra il diritto privato antico e quello moderno . Un tale modo di prospettare lo studio del diritto romano non agevola la formazione del giurista moderno ma finisce con il disorientarlo erudendolo dogmaticamente senza sollecitarne una riflessione critica e problematica . Pertanto nella storia del passato il giurista conoscerà il diritto romano , quale nostro diretto antecedente , che ci insegnerà a considerare il diritto << come fenomeno evolutivo che vive nella sua applicazione ad un determinato assetto sociale >> . Nello studio del diritto romano il giurista dovrà spogliarsi delle sue conoscenze moderne e guardare agli istituti giuridici con gli stessi occhi con i quali vedevano gli antichi romani ( c.d. nudismo giuridico).Solo così è possibile comprendere il valore del diritto , senza cristallizzare il moderno nel passato come
fece a suo tempo la pandettistica .Quel che occorre secondo Perlingieri è rinunziare a descrivere il diritto privato romano ed il diritto privato contemporaneo entro la stessa architettura sistematica fondata su identità di nomi . E’ utile un ritorno alle origini per una rilettura storiografica del passato per capire le trasformazioni degli istituti giuridici però senza soffermarsi più di tanto .

METODI

E

SCUOLE

CIVILISTICHE

L’ esperienza civilistica italiana è ricca di svariate concezioni giuridiche del diritto , conseguenza di rapide trasformazioni socio-politiche del paese . Diciamo , innanzitutto , che nel periodo del fascismo cominciano a manifestarsi alcune reazioni al sistema tradizionale . Infatti al sistema pandettistico vengono proposte alternative che si traducono ad. esempio in riformulazioni di concetti tradizionali ma in una nuova dimensione valutativa ( si pensi alla scuola del giusnaturalismo cattolico ) .

IL

FORMALISMO GIURIDICO

Il formalismo giuridico ( o concezione formalistica del diritto ) ha soltanto qualche riscontro nella produzione civilistica . Le presenze più significative s’inspirano alla teoria del diritto come forma che è quella teoria secondo cui il diritto darebbe maggiore importanza alla << forma >> piuttosto che alla <<sostanza >> applicando le norme giuridiche in modo generale e astratto e non in base al singolo caso concreto .Spesso il formalismo giuridico è inteso come formalismo interpretativo che è quella teoria secondo cui nella soluzione dei problemi giuridici s’inspira soltanto agli elementi intrinseci alla norma con esclusione di quelli cc.dd. estrinseci quali appunto sono gli aspetti funzionali , vale a dire quelli sociali . La conclusione è la visione di un diritto quale scienza del puro dover essere incontaminato dall’ essere .Secondo Perlingieri ,uno studio del diritto puramente formale attento soltanto alla forma dell’ istituto piuttosto che al suo profilo funzionale non costituisce un pregio per l’indagine del giurista in quanto la norma non può avere un significato univoco ed esclusivo ma necessariamente deve essere rapportata alla realtà sociale . Nella corrente formalistica si colloca chi elimina la prassi dallo studio del diritto , considerandola quale aspetto fenomenologico esterno al diritto , mera situazione di fatto giuridicamente irrilevante incapace di incide sul fenomeno normativo ed invece chi privilegiando la norma tende ad assolutizzare il << primato della legge >> sia nel suo dato letterale che nella sostanza senza dare rilevanza alla dimensione sociale . Ne scaturisce quindi un ordinamento giuridico certamente unitario e coerente , ma inutile se estraneo al fatto sociale .

IL

DOGMATISMO

Tramontata la scuola dell’ esegesi l’attenzione è rivolta in prevalenza alla costruzione ed alla perfezione del sistema mediante un processo di generalizzazione nel quale assume importanza fondamentale il concetto . Tali generalizzazioni hanno condotto alla creazione di categorie giuridiche quali il Negozio giuridico , il diritto soggettivo , il rapporto giuridico . Nella continua ricerca della simmetria del sistema il dogmatismo degenera nel soggettivismo . Alcuni considerano il dogmatismo sotto un profilo sociologico (dogmatismo sociologico ) all’interno del quale studiano il fenomeno giuridico . In Pratica l’ordinamento viene costruito attorno ad alcuni valori sociali ritenuti fondamentali ai fini della giuridicità dello stesso . Il giurista sarebbe vincolato dalla norma in quanto riscontri che essa esprime un valore che è presente nella realtà che egli vive in quel dato momento storicosociale . Possiamo dire quindi che il sociologismo si sviluppa nella direzione opposta al formalismo giuridico

in quanto il diritto viene inteso come aspetto sociale e la norma non è altro che lo schema qualificatore del fatto , un vuoto guscio riempito solo dai comportamenti sociali . Il ricorso alla sociologia nasce per reazione all’eccessiva cura che la dottrina ha dedicato al ragGiungimento della propria perfezione formale con atteggiamento agnostico verso altri campi . E’ comunque merito indiscusso di questa teoria avere posto l’accento su un momento imprescindibile del diritto che è appunto l’esperienza sociale nonostante le premesse ideologiche vengano poi esasperate fino ad una totale svalutazione della legge .

METODO

DEL

<< CASO

CONCRETO

>>

Un’ autorevole tendenza dottrinaria ha sottolineato il valore del “ precedente giurisprudenziale ” ed ha introdotto il metodo del << caso concreto >> proprio del sistema anglosassone ma estraneo al nostro ordinamento italiano . Una reazione al concettualismo che prediligeva il generale sul particolare . Ciò non significa però che si debba elevare , secondo Perlingieri , il precedente giurisprudenziale a principio di diritto ; nel giudizio di un caso concreto è necessario che sia presente tanto l’esperienza del passato quanto quella del presente , il profilo strettamente storico e quello sociologico . Ciò , pertanto , consente di respingere ogni tentazione di realismo giuridico e di sottolineare accanto alla prassi giurisprudenziale del presente e del passato , la necessità di rispettare la singolarità di ogni fatto concreto .

SOCIOLOGISMO E << USO ALTERNATIVO DEL DIRITTO >>
La sopravvalutazione del profilo fattuale rispetto a quello normativo ha indotto , tuttavia , ad alcune gravi deviazioni. Si pensi ad esempio al sociologismo che , considerata la norma un valore ideale , sopravvaluta la conoscenza del fatto singolo secondo i canoni di quelle scuole sociologiche che privilegiavano il momento economico ed il conflitto tra classi . Poi segue la breve stagione dell’<< uso alternativo del diritto >> durante la quale a tale formula si attribuiscono diversi significati : creazione libera del diritto , giurisprudenza di classe ect .

ANALISI

ECONOMICA DEL DIRITTO

Sempre di origine anglosassone è la teoria dell ’ analisi economica del diritto secondo la quale il diritto sarebbe espressione di rapporti economici di produzione .Essa si propone di analizzare il fenomeno giuridico con l’impiego di tecniche economiche , soprattutto quelle offerte dalla microeconomia ed agevolare il compimento di operazioni tipiche come l’individuazione della soluzione corretta al caso concreto riducendo in tal modo l’interpretazione della legge in una valutazione esclusivamente economica . Tale teoria , per Perlingieri , è criticabile per la sua sostanziale funzione individualistica certamente in contrasto con la legalità costituzionale . In particolare Perlingieri osserva che a) l’azione umana ha una pluralità di motivazioni che non si possono ridurre tutte in termini soltanto economici ed utilitaristici ; b) il metodo economico nell’interpretazione giuridica si mostra in realtà incompatibile con gli istituti incentrati sulla persona umana ( cc.dd. diritti della personalità – Salute e sicurezza ) c) il giurista sa che non tutte le valutazioni del diritto vengono tradotte in valutazioni economiche . Nonostante ciò comunque Perlingieri non nega che l’impiego di criteri microeconomici non possa essere utile per esaminare il diritto .Tuttavia occorre avere la consapevolezza che l’analisi economica da sola non è in grado di rappresentare la complessità della scienza giuridica

Si tratta quindi di riconoscere al Diritto non una separatezza dalla realtà sociale ma di prospettarla nella sua unitarietà .. primato del diritto non significa annientamento delle altre componenti cultura. individuali e collettivi . Anche a questo tipo prassi occorrerebbe attribuire un suo ruolo nel sistema con la dovuta necessaria critica senza elevarlo a fonte incondizionata . né tantomeno significa identificare il diritto con la legge . Nel nostro ordinamento vige il << principio di legalità >> come primato del diritto non del della prassi . In realtà è alquanto discutibile attribuire alla prassi un fondamento costituzionale individuato nel principio di eguaglianza in quanto spesso la capacità di autoregolamentazione significa semplicemente che i gruppi economicamente più forti o comunque più influenti nella società riescono ad imporre una regola contrastante con quella formatasi nel rispetto della gerarchia delle fonti . << GIUDIZIO DI MERITEVOLEZZA >> SULLE PRASSI Secondo Perlingieri sarebbe opportuno riservare attenzione anche alla prassi dei giuristi e delle istituzioni relativamente al loro effettivo comportamento in quanto condizionano di fatto l’applicazione della norma . <<PRINCIPIO DI LEGALITÀ >> COME PRIMATO DEL DIRITTO Numerose sono le interpretazioni della prassi come elemento non separabile della normatività . è possibile annoverare : a) quelle ispirate al realismo giuridico . espressione del potere normativo dei soggetti di una data società .L’ eguaglianza sostanziale non può legittimare l’ egemonia di una classe di soggetti .li . La prassi come “consuetudine” è fonte integrativa legittimata dallo stesso ordinamento formale (consuetudine secundum legem ) Non può trovare invece alcun riconoscimento la consuetudine contraria a norme inderogabili né tantomeno la <<desuetudine abrogativa >> in quanto una norma non può essere abrogata o in via di fatto o da una fonte consuetudinaria . assurgendo pertanto a fonte di diritto .Per il giurista la valutazione della realtà sociale dovrà essere espressa compatibilmente al sistema normativo . infine . La consuetudine nel nostro ordinamento è una fonte terziaria gerarchicamente inferiore con funzione integratrice e sussidiaria . la prassi quali usi sociali va sempre considerata come componente essenziale per la dinamica e la dialettica del diritto .3 comma 2 Cost. c) quelle che con atteggiamento sostanzialista prospettano nella prassi una forza emancipatoria intesa come spontanea capacità di autoregolamentazione legittimata dal principio di eguaglianza sostanziale sulla base dell ’art. b) quelle che degli istituti privilegiano il profilo sociologico rispetto a quello strettamente formale e . sempre secondo Perlingieri . sia pure con significati diversi . sottoposti ad un << GIUDIZIO DI MERI – TEVOLEZZA >> . in modo da impedire che una pratica distorta possa con il tempo incidere talmente sulla cultura e sulla formazione del giurista da condizionare l’attuazione delle scelte del legislatore . Tra le Scuole che professano il primato della prassi . Tali comportamenti vanno. .PRIMATO DELLA << PRASSI >> La sempre maggiore attenzione verso il profilo fattuale rispetto a quello normativo finisce per affermare il primato della << prassi >> sul diritto .

infatti il suo è un ruolo istituzionale nel sistema . una << dottrina monca >> destinata ad assumenre significato compiuto soltanto in relazione a situazioni concrete . Diciamo che la scienza giuridica è fatta di una pluralità di metodi .cioè la legislazione posta dal potere sovrano dello stato .come dice Perlingieri .2 e 3 Cost. Certamente Perlingieri non intende negare in radice la natura patrimoniale ed economica di alcuni istituti di diritto civile . percorse prima strade assai diverse . il metodo giuridico sono si storicamente condizionati ma soprattutto vincolati ai “valori materiali ” sanciti nella Costituzione .STORICITÀ DELLA RELAZIONE << DIRITTO-PRASSI >> Il rapporto ( diritto-prassi ) . VERSO LA << DEPATRIMONIALIZZAZIONE DEL DIRITTO CIVILE >> Da qui il dibattito sulla c. << depatrimonializzazione >> del diritto civile inteso come procedimento normativo-culturale volto alla rilettura degli istituti patrimonialistici (proprietà privata ed impresa ) in chiave antropologica subordinando la disciplina degli stessi alla tutela della persona e dei suoi diritti fondamentali . Ciò induce a respingere l’affermazione – tendente a conservare la staticità dell’ordinamento – secondo la quale gli istituti patrimoniali del diritto privato sarebbero immutabili >> in quanto devono necessariamente essere protesi ad adeguarsi ai nuovi << valori >> .vale a dire il diritto che s’indetifica con il diritto positivo . Il compito del giurista è quello di adottare un metodo in una visione complessa . consentendo il funzionamento di un sistema economico misto . in riferimento al contenuto della legge . Non basta ribadire sempre l’ importanza degli interessi della personalità nel diritto privato: occorre rifondare il diritto civile con una tutela “ qualitativamente ” diversa in modo da non comprimere il libero sviluppo della persona umana ma di favorirlo . RICONSIDERAZIONE DEL << POSITIVISMO ETICO >> Dopo aver accertato la priorità e la rilevanza giuridica della Costituzione . rappresentano una garanzia istituzionale . con la consapevolezza che tra profilo formale e aspetto sociologico della norma esiste un legame logico imprescindibile . Il giurista deve essere rispettoso del principio di legalità .d. L’interpretazione . i giuristi e particolarmente i civilisti hanno riconsiderato il principio di legalità aumentando simpatie verso il << positivismo etico >> . in tal senso gli art. Secondo Perlingieri .ma vuole affermare che tutti gli istituti sono strumento di realizzazione del pieno sviluppo della persona umana. qualsiasi scelta positivista deve avere una valutazione storicorelativa . diretto a produrre ed a distribuire più giustamente RIFLESSIONI SUL METODO In dottrina vi sono molte dispute sulla validità del metodo adottato dai giuristi nelle singole indagini . L’epoca contemporanea oscilla tra momento teoretico da un lato ed individualismo in senso economico dall’altro .sintetica e unitaria . infatti se lo si considera di per sé staccato dalle sue radici storiche e sociali è . Dall’approfondimento di una giurisprudenza degli interessi che prevede una rivalutazione dell’interesse negli istituti e nelle situazioni soggettive si passa ad una giurisprudenza dei valori tesa ad adeguare le situazioni patrimoniali a quelle esistenziali . cioè relazione tra dato normativo e dato fattuale storicamente rappresenta un dato variabile secondo che prevalga il momento teoretico su quello pratico e viceversa . privato e pubblico . ognuno dei quali ha una sua valenza nel complesso sistema interpretativo . riconoscendo a quest’ultime un indiscutibile valore di preminenza . a cui l’interprete deve necessariamente obbedire . spesso concorrenti e complementari . Non esiste per un giurista un unico metodo o un metodo migliore di un altro . Nell’attuale momento storico il rispetto del valore della persona è la fonte di legittimazione della giuridicità dell’ ordinamento . comunque.

fa una scelta per cosi dire positivista . all’economia . Egli è vincolato alla legge non per come è scritta .che è scienza sociale sensibile a qualsiasi modificazione della realtà avente come punto di riferimento l’uomo nel suo evolversi in relazione con gli altri . Credere che il diritto sia immodificabile . L’insieme di principi e regole che ordina la coesistenza è l’aspetto normativo del sociale .LA DINAMICITÀ DELL’ ORDINAMENTO Sappiamo che il diritto è un fenomeno sociale . per la sua funzione . Piuttosto il diritto è la <<struttura portante>> della società . cioè una scelta che vuole il rispetto della norma .finiscono con il condizionare il significato . sono elementi di un ‘unità gerarchicamente predisposta che può essere definita .quindi il diritto consente la modificazione della società . religioso . Scelte legislative e valutazioni del giurista Vi sono stati periodi della storia in cui il legislatore ha creato leggi che si sono poste al di fuori del sistema sociale giungendo a violare i diritti fondamentali della persona e di conseguenza dando vita ad un ordine giuridico autoritario ( si pensi ad esempio al periodo del fascismo le leggi razziali ).scienza del diritto . Il diritto come struttura Pertanto non è giustificabile una concezione del diritto come <<sovrastruttura della società>> che presupponeva un’identità tra diritto e legge . trasformadoli quindi poi in regole giuridiche . In questa ipotesi il giurista ha due possibili scelte :o rispettare le norme moralmente illecite oppure svolgere un’attività di resistenza alle scelte illegittime (come fece a suo tempo la giurisprudenza italiana e quella tedesca ponendo un freno al potere legislativo sempre riguardo le leggi razziali ) .costituito da un insieme di regole giuridiche che disciplinano un determinato assetto sociale . Ogni trasformazione della realtà sociale deve essere tenuta in considerazione dalla scienza del diritto poiché reagisce sulla realtà normativa . l’attuazione delle norme giuridiche ) . << realtà normativa >> . Regole e principi . essa si adegua al sociale recependo gli interessi che le parti nei loro comportamenti mettono in evidenza . insensibile a qualsiasi ideologia è per Perlingieri un atteggiamento formalista . il contenuto .dd. ma per quello che significa nella globalità dell’ordinamento in quel momento storico .parte integrante della realtà sociale da cui è condizionato e di cui a sua volta è fattore condizionante ( si pensi ad esempio al tipo di società . . Regole giuridiche e regole sociali Il diritto positivo (cioè il diritto prevalentemente scritto posto da fonti prederminate ) assolve ad una duplice funzione : a) mantenere semplicemente la conservazione delle situazioni presenti nella società conformando le proprie regole giuridiche a quelle sociali preesistenti (regole cc. alla politica . Il giurista deve valutare il fatto in base alle regole ed ai principi che possono essere tratti dall’ordinamento .interdipendenti e coessenziali . Lo studio delle regole è affidata alla giurisprudenza . spontanee) b) svolgere una funzione di trasformazione dell’esistente . etico . La funzione del giurista è dunque complessa e la sua valutazione coinvolge un insieme di aspetti che vanno da quello ideologico-politico a quello sociale . lo stile di vita in essa dominante . la scienza giuridica non può essere considerata autonoma rispetto alla socialità . << ordinamento >> e . per la sua natura di componente della struttura sociale . le radici religiose e culturali del cittadino .

Tutti gli istituti personalistici erano finalizzati alla tutela della proprietà privata . Nel codice del 1942 ( tutt’ora vigente ) si prende coscienza che la società è mutata . La Corte Costituzionale ha invece il compito di giudicare la legittimità costituzionale delle leggi e degli atti ad essa equiparati . A fianco al codice del 1942 occorre considerare la legislazione emanata successivamente . in particolare dei principi fondamentali che lo caratterizzano . La Costituzione . spesso in modo frammentario . La prospettiva si ribalta con l’avvento della Costituzione del 1948 che mette al primo posto “ i diritti fondamentali della persona ”. al vertice nella gerarchia delle fonti . diversamente da quanto previsto per le norme c. l’attività produttiva . Tuttavia la “ forma repubblicana ” (ART.Non basta considerare l’ articolo di legge che sembra contenere e risolvere la questione concreta : essa deve essere valutata alla luce dell’ intero ordinamento . in particolare la “ proprietà immobiliare terriera ” . Si discorre di “ decodificazione ” . Esso pone al centro dell’attenzione l’ impresa . Il nostro ordinamento è costituito da leggi e codici che sono espressione di un’ideologia e di una visione del mondo diverse da quelle che caratterizzano la società contemporanea . Le norme espresse nella Costituzione sono in una posizione di supremazia rispetto alle altre. è entrata in vigore nel 1948 ) è risolvibile soltanto se si è consapevoli che l’ ordinamento giuridico è unitario . Le norme costituzionali ( regole o principi ) sono direttamente applicabili nei rapporti di diritto civile : non occorre che una legge ordinaria le recepisca . La questione dell’applicabilità di leggi formate al cospetto di valori diversi ( il Codice Civile del 1942 : apparteneva quindi all’ordinamento fascista . di perdita della centralità del codice civile che non vuol dire perdita dell’unitarietà dell’ordinamento in quanto questa è assicurata dalla Costituzione. non di mera tutela del godimento .La << norma costituzionale >> Ogni ordinamento è caratterizzato da principi che ne costituiscono la struttura qualificante .d. La legge è subordinata alla Costituzione ed al mero principio di legalità si sostituisce il principio di legalità costituzionale . 138). La codificazione in Italia ( cenni storici ) L’esperienza della codificazione ha dato vita in Italia al codice del 1865 che sulle orme del Codice Napoleonico pone al centro dell’ordinamento la proprietà privata .settori rilevanti . invece . speciale . Eguaglianza ) non è modificabile da nessuna maggioranza . L’ unità dell’ordinamento è realizzata dalla corretta interpretazione del giurista che ricompone le molteplici fonti in coerenza costituzionale . Pertanto appare come un codice individualista . Spetta poi all’interprete individuare i principi portanti della legislazione cd. 139) intesa non soltanto come forma distinta dalla monarchia ma come insieme di principi supremi dello Stato (Persona Democrazia . La Costituzione è rigida . codunque certamente diverse da quelle che sono presenti nella Costituzione Repubblicana . ma l’ottica di fondo è produttivistica . ordinarie . in pratica resta la tutela tradizionale della proprietà . nel senso che può essere modificata soltanto da una “maggioranza qualificata ” del Parlamento (ART. Numerose leggi speciali hanno disciplinato .

Capitolo Quinto TECNICHE LEGISLATIVE . 9) Articolo e norma 10) Articoli di rinvio 11) Norme precettive e proibitive 12) Norme permissive 13) Norme cogenti e norme derogabili 14) Norme dispositive e suppletive 15) Norme sostanziali e procedimentali 16) Norme generali e particolari 17) Norme speciali ed eccezionali . NORME GIURIDICHE 1) Tecnica delle clausole generali 2) Tecnica regolamentare 3) Definizioni legislative 4) Tecniche legislative e potere giurisdizionale 5) Principio della divisione dei poteri 6) Principio di legalità e sua diversa funzione storico-politica 7) Giustizia retributiva e Giustizia distributiva 8) Principio di legalità . relativizzazione del giudizio e precedenti giurisprud. PRINCIPIO DI LEGALITÀ . .

E’ chiaro che in questa attività di studio .nell’ottica del Codice del 1942 . che una tecnica legislativa come quella delle clausole generali . TECNICA DELLE CLAUSOLE GENERALI La tecnica delle clausole generali è una particolare tecnica che lascia al giudice . E’ impensabile . ancor prima che l’evento si verifichi .propria di ordinamenti predemocratici e precostituzionali .della sicurezza della vita . relativamente al rapporto di lavoro la diligenza di quel lavoratore che al fine di evitare un possibile pericolo a se stesso o ad un compagno di lavoro . il legislatore gli collega una determinata rilevanza giuridica. Questo tipo di tecnica si definisce regolamentare per fattispecie astratte ed è prevalente nei co dici e nella più recente legislazione .invece. è caratterizzata da previsioni specifiche e determinate . 1193 relativo all’IMPUTAZIONE del PAGAMENTO del DEBITO . sia applicata al medesimo modo in un ordinamento democratico e costituzionale . differentemente da quella delle clausole generali . Se si valuta . Ad esempio se si considera . Ovviamente tali clausole vanno interpretate alla luce del periodo storico-socio-politico in cui vengono proposte in quanto possono assumere significati diversi . dell ’art. PRINCIPIO DI LEGALITÀ . non deve mai perdere di vista il sistema sociale in cui la norma trova applicazione .blocca la catena di montaggio . il giurista deve tener conto delle tecniche legislative .all’interprete una maggiore possibilità di adeguare la norma al caso concreto . l’ ordine pubblico . In pratica il contenuto di una clausola generale non è preventivamente definito dalla legge . Talvolta tecnica regolamentare e quella per clausole generali vengono combinate come nel caso ad es. qualora l’ipotesi si verifichi le sarà attributa quella predeterminata rilevanza . L ’ ipotesi normativa è definita << fattispecie astratta >> Di regola il fatto non è ancora avvenuto ma si prevede che avvenga e .come dice Perlingieri . Esempi di clausole generali sono il buon costume . NORME GIURIDICHE Nello studio e nell’ interpretazione delle norme giuridiche .l ’atto alla luce dei principi costituzionali che si basano sul rispetto della persona . TECNICA REGOLAMENTARE La tecnica regolamentare . quali strumenti adoperati dal legislatore al momento della creazione delle norme . dell’integrità il suo gesto può essere considerato diligente . la buona fede . La norma prevede un’ipotesi più o meno determinata .TECNICHE LEGISLATIVE . tale comportamento ( in una visione produttivistica ) non sarebbe stato considerato diligente ma avrebbe potuto essere giusta causa di licenziamento .ma destinate ad essere definite dal giudice in relazione alla particolarità dei casi concreti . . diligenza e correttezza nell’adempimento i quali non sono norme ma <<frammenti di disposizioni normative>> caratterizzati da un particolare tipo di vaghezza .

non può essere soltanto analizzato per il linguaggio logico. quindi il giudice è soggetto all’osservanza della legge . nel codice del 1942 si è continuato a ricorrere con frequenza a tale strumento ed è ancora vivo il dibattito sulla loro rilevanza normativa. Non può essere così in quanto il diritto . al profilo dell’entità delle conseguenze . non discostandosi dalla sua accezione comune ) . secondo il contenuto ed il valore che di volta in volta l’interpretazione sistematica e unitaria dell’ordinamento le attribuisce . che studiato adeguatamente consente di arrivare ad una conoscenza quasi assoluta del diritto . Ad esempio dire possessore o proprietario . nello stabilire l’entità del danno potrà decidere secondo equità . ma interagisce in un costante rapporto . 2043 c. l’obbligo di risarcirlo . la Costituzione si esprime per principi . Occorre . piuttosto che alla qualificazione del fatto . La definizione legislativa è vincolante per l’interprete . poste da regole giuridiche le quali circoscrivono . Il ricorso alle definizioni è in molte ipotesi quasi sempre utile . anche quando non esprimono direttamente norme . Pertanto le definizioni legislative . Ad es. oppure il più delle volte ridefinizioni ( nel senso che il legislatore precisa il significato del termine . Il giudice . – Responsabilità da fatto illecito o extracontrattuale ) che prevede per chi arreca un danno ingiusto . al pari delle altre scienze naturali .formale utilizzato dal legislatore .innanzitutto . il giudice . per il giurista .c. se Tizio volontariamente fa cadere Caio e lo danneggia . Le definizioni legislative sono stipulative ( nel senso che attribuiscono un significato convenzionale ad un termine ) . Alcuni ritengono che il diritto . premettere che il linguaggio giuridico non coincide sempre con il linguaggio comune . detenere o possedere sono fenomeni diversi. Gli esempi proposti riguardano ipotesi di definizioni legislative . poichè contribuisce a ridurre la discrezionalità dell’interprete .deciderà sul fondamento di una precisa norma ( art. Però il giudizio di conformità o difformità del fatto deve pur sempre rinvenuto nella legge .sia un fenomeno caratterizzato da un linguaggio logico-formale . giudicare e valutare secondo l’equità del giudice .DEFINIZIONI LEGISLATIVE Malgrado l’avversione della dottrina per le definizioni legislative . TECNICHE LEGISLATIVE E POTERE GIURISDIZIONALE Mentre nel codice del 1942 si utilizza prevalentemente la tecnica regolamentare . Esso assegna a determinate parole uno specifico significato ( qualificazione giuridica ) che implica delle conseguenze giuridiche .Quindi la fonte equitativa attiene . Il ricorso all’equità nel vigente ordinamento è consentito come rimedio sussidiario per determinare << l’entità della rilevanza giuridica dell’ atto >>. Coloro che oggi guardono con diffidenza al Codice ad alla tecnica regolamentare auspicherebbero ad una abolizione dell’esistente codificazione ed alla sostituzione con una nuova regolata da principi . il significato giuridico del termine . più o meno esaustivamente . nello stabilire se l’atto di Tizio è conforme o difforme al diritto . hanno sempre rilevanza normativa perché rientrano in un contesto unitario con altri enunciati . .dialettico con la realtà umana in continua evoluzione .

all’ ordinamento giuridico .Principio della divisione dei poteri L’ opera di regolamentazione del potere nella prevenzione dell’ abuso è garantita dalla separazione delle funzioni tipiche dello Stato . altri sistemi ( si pensi alla legislazione svizzera ) che concedono al giudice . Esistono . Principio di legalità e sua diversa funzione storico-politico Il principio di legalità sorge e si afferma in modo perentorio con la rivoluzione francese come garanzia del legislatore nei confronti della libertà interpretativa del giudice . il principe ect. 1 . ma si adatta al contenuto dei valori degli ordinamenti in cui trova applicazione . ) . infatti . esecutivo e giudiziario . Ancora sotto il Codice del 1942 la magistratura dipendeva dal potere esecutivo ed infatti era sotto il controllo del Ministro di grazia e giustizia .indipendente dall’esecutivo ed espressione della sovranità popolare ( art.in prospettiva utopica . Il principio di legalità socialista-marxista ha la funzione di attuare la libertà dal bisogno mediante la collettivizzazione dei beni di produzione eliminando le concentrazioni economi-che private che possono rappresentare strumenti di controllo dell’attività produttiva e quindi politica . un potere formalmente più ampio . Legalità è da intendersi come fedeltà alla legge . . Tale principio però non ha una valenza statica . Così nell’ordinamento ispirato all ’ ideologia socialista-marxista . Perlingieri si chiede se l’abolizione della legislazione di tipo regolamentare e della codificazione sia compatibile con il principio della divisione dei poteri .comunque .erano rappresentati da soggetti scelti dalla persona nella quale s’identificava l’ assolutezza dello Stato ( il Re . ma quello distributivo . le sorti del Paese sarebbero escluvivamente nelle mani del giudice .Con la Costituzione il magistrato diventa inamovibile . ) . Il popolo . Tali poteri che . il principio di legalità è collegato al principio << di dare a ciascuno secondo il proprio lavoro ed . pertanto il principio di legalità non troverebbe attuazione . Valore fondamentale non è più il principio di eguaglianza . se così non fosse il potere giudiziario potrebbe decidere arbitrariamente il caso concreto . ciascuna attribuita ad una specifica istituzione che rappresenta un potere separato : potere legislativo . Esso esprime l’esigenza del rispetto del diritto positivo . di dare a ciascuno secondo il proprio bisogno >> . Accanto al potere giudiziario si pone quello legislativo. anche se in via sussidiaria .all’inizio soltanto formalmente distinti . Lo Stato moderno esige che il potere legislativo sia esercitato con una tecnica che non si esprima soltanto per clausole generali ma anche con quella di tipo regolamentare . comma 2 Cost.Ne deriva la subordinazione del principio di legalità socialista alla politica ed all’eco nomia . soltanto successivamente furono distinti sostanzialmente . può partecipare direttamente al potere legislativo proponendo iniziative quali il << referendum abrogativo >> .

Quando una norma è rinvenibile nel collegamento di due o più articoli si parla di << articolo di rinvio >> che costituisce una tecnica legislativa ispirata al un principio di economia tendente ad evitare ripetizioni . Se l’articolo ha più capoversi si divide in <<commi>> . 1 .L’enunciato deve essere collegato agli articoli che definiscono i concetti di nullità (art. A questo scopo ha previsto l’impegno dello Stato non solo per eliminare ogni situazione di privilegio che offenda la pari dignità . Il principio di eguaglianza formale di fronte alla legge si trasforma in quello di eguaglianza sostanziale . Il secondo comma dell’art. di programmazione e di controllo in campo economico e sociale . Infatti parificare ingiustificatamente situazioni obiettivamente differenti . diretta espressione di solidarietà civile .GIUSTIZIA RETRIBUTIVA E GIUSTIZIA DISTRIBUTIVA Il principio di legalità << sociale >> è invece caratteristico di uno Stato che pone a suo fondamento un impegno d’intervento . situazioni eguali ed in modo diverso . .1471 prescrive che i contratti di compravendita conclusi in violazione dei divieti sono nulli nelle prime due ipotesi e annullabili nelle altre due. Un esempio è offerto dalla nostra Costituzione ( in particolare art . rinviando così ad altre norme .significa creare discriminazioni per quei soggetti che necessitano di una tutela specifica . situazioni diverse . art. Eguaglianza non significa egualitarismo . la legge sarebbe ingiusta per coloro che si trovano in situazione di evidente inferiorità . Il legislatore deve adeguare le norme giuridiche ai vari aspetti della vita sociale e trattare in modo eguale . 2 . Il principio di eguaglianza è il principio cardine della nostra Costituzione ed il criterio che condiziona l’ interpretazione dell’intero ordinamento giuridico .1425) . L’articolo è preceduto da un numero seguito da un corsivo chiamato <<rubrica>>. Un articolo può contenere una o più disposizioni ed esprimere una o più norme . politica e sociale . cioè il titolo dell’articolo . si propone . sul do ut des ( si pensi ai contrati sinallagmatici ) . è anche possibile che una disposizione sia ricavabile non da un unico articolo. Se la legge fosse uguale per tutti dove c’è diseguaglianza . l’attuazione di equi rapporti sociali ( si pensi all ’ art .1418) e annullabilità (art.41 comma 3 ) che attribuisce al principio di legalità un significato innovativo rispetto a quello tradizionale . non si pretende l’eguaglianza di tutto in tutto. Il principio di eguaglianza non significa . però assoluta parità di trattamento .Combinando questi articoli si completa la disposizione e s’individua la norma . ma soprattutto sufficiente per un’ esistenza libera e dignitosa della sua famiglia . Distinta è la << GIUSTIZIA DISTRIBUTIVA >> presente nella Costituzione . 36 comma 1 che assicura al lavoratore una retribuzione proporzionata al lavoro da lui prestato . ARTICOLO E NORMA L’ articolo è la partizione interna di una legge e serve unicamente per indicare a quale enunciato contenuto in una legge s’intende fare riferimento . 1471 esprime quattro disposizioni dalle quali si ricavano quattro norme : quattro divieti di acquistare o vendere . 3 comma 2 . la quale .L’ultimo comma dell’art. ma anche promuovere una politica di sostegno e di aiuto che consenta la piena e libera affermazione della persona umana. Diciamo che i codici sono ispirati al principio della <<GIUSTIZIA RETRIBUTIVA>> basata sullo scambio . con la partecipazione del cittadino alla vita economica .3 impone allo Stato di intervenire per tentare di raggiungere <<l’ uguaglianza sostanziale >> .ma dalla combinazione di più articoli contenuti in leggi diverse . Ad esempio l ’art.

invece di un comando . In base al contenuto si distinguono in : a) norme precettive in senso stretto : che impongono obblighi giuridici . 433 c. Norme cogenti e Norme derogabili In base al tipo di comando contenuto nella norma si distinguono : a) norme cogenti ( imperative o assolute ) che sono quelle norme la cui applicazione è imposta dall’ordinamento. dettano un comando. Occorre dire . ( Si pensi alla norma che impone l’ obbligo di prestare gli alimenti a determinati soggetti secondo l’art . Norme proibitive . 458 c. è computato nella misura legale . b) norme suppletive che hanno la funzione di supplire alla “ mancanza di previsione ” delle parti e di colmare una lacuna del regolamento contrattuale . vengono dettate dal legislatore non tanto per colmare lacune quanto per disciplinare rapporti “ salvo patto contrario ”. ( Si pensi al divieto dei patti successori a norma dell’art. la legge ordinaria .c. Ad es.Norme precettive . può modificare . Norme permissive Le norme giuridiche vengono qualificate secondo diversi criteri . Norme dispositive e Norme suppletive Nell’ ambito delle norme derogabili è possibile distinguere : a) norme dispositive che regolano un rapporto ma lasciano libere le parti di disci-plinarlo diversamente . però . Non è sufficiente la non illiceità dell’atto o l’assenza di un giudizio negativo . che concede ai soggetti il diritto di professare liberamente la propria fede religiosa . 19 Cost . contengono un divieto . Entrambe le norme operano quindi una limitazione della libertà del destinatario . in pratica . Sempre sotto il profilo del contenuto vi sono c) norme permissive che sono quelle che permettono ai soggetti ci compiere determinate attività . è necessario che l’atto sia meritevole di tutela secondo l’ordinamento giuridico . Esistono norme derogabili che l’autonomia privata e talvolta anche altre fonti gerarchicamente inferiori alla norma . qualora le parti non abbiano stabilito specificatamente il tasso d’interesse . consente ad una fonte inferiore la possibilità di deroga . b) norme proibitive che . che tutto ciò che non è vietato è permesso. Ad esempio nel caso di mutuo . Permissiva è la norma contenuta nell’ art.c. prescindendo dalla volontà dei singoli (es.tutte le norme penali) b) norme derogabili la cui applicazione può essere evitata dai soggetti interessati . ). non essendo formulata imperativamente . che sancisce la nullità di ogni convenzione con cui un soggetto dispone della propria successione e di ogni patto con cui egli disponga dei diritti che gli possono spettare su una successione non ancora aperta o rinunzi agli stessi . Esse .

essendo espressione di un principio regolare ( dunque applicabili per analogia ). per soddisfare particolari esigenze . che veniva considerata una norma eccezionale quando il sistema si fondava sul principio ottocentesco dell’inviolabilità del diritto del proprietario . con l’aggiunta e l’eliminazione di norme . regolano l’accettazione con beneficio d’inventario in quanto la legge stabilisce una serie di formalità e procedimenti . Norme generali e Norme particolari In base all’estensione dell’ efficacia della norma in riferimento ai soggetti si distinguono : a) norme generali b) norme particolari . diritto regolare ) Qualificare una norma regolare o eccezionale non è un giudizio assoluto. Norme speciali e Norme eccezionali Secondo la materia ed il loro ambito di applicazione si distinguono : a) norme comuni quelle dettate in generale per tutti i rapporti giuridici . interpretando l’intero sistema alla luce dei valori emergenti . b) norme speciali quelle che . di formalità . il trasporto via mare disciplinato dal codice della navigazione) La norma speciale può essere applicata per analogia c) norme regolari quelle che regolano determinati rapporti in conformità dei principi generali dell’ ordinamento d) norme eccezionali quelle che .Norme sostanziali e Norme procedimentali In base alla funzione distinguiamo : a) norme sostanziali che sono dirette al regolamento dei rapporti . possono diventare regolari . Se si guarda a ritroso il sistema normativo ci si accorge che alcune norme . . Es . per particolari esigenze . una volta valutate eccezionali ( quindi non applicabili per analogia ) . in presenza di nuovi principi .d. Esempio Si pensi all’ art . di approvazioni. Viceversa . norme che una volta erano espressione di un principio generale .di autorizzazioni soprattutto in tema di società . si applicano solo in alcune materie ( ad . es. in presenza die nuovi principi costituzionali di solidarietà una fisionomia diversa . la maggior parte delle norme di diritto civile b) norme procedimentali se prevedono una serie di atti. oggi la stessa norma non è più eccezionale ed assume .833 – DIVIETO DI ATTI EMULATIVI . deviano dai principi ispiratori di un ramo del diritto o di un istituto giuridico . cioè atti compiuti dal proprietario soltanto allo scopo di nuocere o molestare altri . possono divenire eccezionali . Parimente sono norme procedimentali quelle che . ponendo una disciplina antitetica rispetto a quella prescritta per il maggior numero d’ipotesi (c. in tema di successione per causa di morte .

Relatività e storicità dell’ordinamento giuridico : comparazione Storicità dei concetti .Diritto privato.Capitolo sesto DOGMI TRADIZIONALI E STORICITÀ DEI CONCETTI 1) 2) 3) 4) Necessità di revisione dei dogmi tradizionali . Studio del diritto per problemi.Diritto pubblico. Diritto civile .

Cioè le categorie (diritto soggettivo . ma sono nati ed elaborati in una società che è parte del passato e che quindi con le opportune modificazioni possono essere utilizzati per realizzare nuove funzioni .Dogmi tradizionali e Storicità dei concetti Necessità di revisione dei dogmi tradizionali Secondo Perlingieri compito del giurista . Storicità dei concetti La relativizzazione dei concetti giuridici introduce il problema della loro storicità .invece . le differenze di struttura e disciplina . Ad esempio definire il diritto di proprietà un diritto soggettivo non è sufficiente : occorre individuare quali poteri effettivamente ha il proprietario in un certo assetto storico – politico . ma è necessario aver presente che in un determinato ordine normativo e politico può incontrare maggiori limiti . è quello di << rileggere >> l’ intero sistema del codice e delle leggi speciali alla luce dei principi costituzionali in modo conforme alla moderna realtà sociale . delle società e delle culture . La riflessione sulla storicità dell’ ordinamento . le similitudini . . sulla relatività dei concetti possono scaturire soltanto dallo studio comparato degli ordinamenti . Relatività e storicità dell ‘ordinamento giuridico :comparazione La <<comparazione giuridica>> è quel procedimento conoscitivo per raffronto che studia gli ordinamenti giuridici dei vari Stati confrontandone le norme e gli istituti nell’intento di coglierne le caratteristiche . oggi . ed in particolare del civilista . In tale processo di adeguamento si verifica un mutamento della loro stessa natura. In tal senso è utile l’indagine comparatistica . Ad esempio esistono popoli che hanno un’esperienza che non comprende la teoria del negozio o quella delle situazioni soggettive . La comparazione appare utile in particolare per il civilista perché questi ha una tradizione di studio che gli impedisce di collocare un istituto nella sua reale dimensione ma lo costringe a cristallizzarlo in un rigido schema logico-formale .negozio giuridico ect. eppure i loro giudici fanno giustizia adeguandosi alle esigenze della realtà moderna . La comparazione rende consapevoli che il proprio diritto civile è soltanto uno dei tanti diritti . Agli inizi del secolo si dubitava dell’utilità della comparazione . per una molteplicità di ragioni è divenuta un momento fondamentale nella formazione del giurista. Pertanto necessita una revisione dei dogmi tradizionali verificandone la relatività e la storicità . La proprietà può essere definita diritto soggettivo . I concetti giuridici non appartengono soltanto alla storia così da essere in contrasto con l’ordinamento moderno . Occorre quindi dare più spazio agli istituti maggiormente presenti nella realtà attuale e riservare minore attenzione a quelli passati . ) devono contribuire alla conoscenza ma non rappresentare rigidi schemi formali nei quali la realtà viene deformata si da apparire sostanzialmente diversa . che si può vivere civilmente senza conoscere nozioni e categorie che non sono utili per comprendere la realtà .

Di conseguenza per così precisi punti di confluenza tra diritto privato e diritto pubblico sarebbe più corretto discorre di “ diritto civile ” . Infatti nell’esperienza attuale vi sono da una parte associazioni private ( partiti . . si soddisfa in via diretta l’interesse della collettività ( pur sempre negli interessi dei singoli ) .Studio del diritto per problemi . La rigida distinzione tra diritto pubblico e diritto privato secondo la quale l’uno disciplinerebbe gli interessi dell’ intera collettività e l’altro regolerebbe gli interessi dei singoli individui è oggi insostenibile . Diritto Pubblico . Diritto Civile Il diritto è frazionato in una pluralità di settori ( diritto privato . processuale ecc. inteso come diritto in condizioni di eguaglianza . pubblico . In realtà il diritto non và studiato per settori ma per problemi . poiché soddisfa in via diretta l’interesse dei singoli ( che realizza contemporaneamente l’interesse della collettività ) . poiché . sindacati ) che tutelano interessi collettivi . in termini quantitativi . Diritto Privato . ) : questa suddivisione ha una mera finalità didattica . In ogni settore convivono norme pubbliche e private : talora prevale l’aspetto privatistico . Tecniche ed istituti nati nel campo del diritto privato tradizionale vengono utilizzati in quello del diritto pubblico e viceversa . nella consapevolezza che esistono principi fondamentali del complessivo sistema . Il diritto civile non è in antitesi con il diritto pubblico ma è soltanto una branca che evidenzia gli istituti attinenti alla struttura della società . altre volte prevale l’aspetto pubblicistico . penale . dall’atra parte lo Stato che si assoggetta alle medesime regole previste per i privati . costituzionale . il diritto di tutti .

.Capitolo Ottavo L’ AUTONOMIA NELLA PLURALITÀ E GERARCHIA E DEI VALORI DELLE FONTI 1) 2) 3) 4) 5) 6) Pluralità delle fonti normative : opportunità di una ridefinizione Fonti sovranazionali : i regolamenti delle Comunità Europee Autonomia collettiva Autonomia privata come dogma Atto di autonomia ed atto d’iniziativa Giudizio di liceità e giudizio di meritevolezza dell’atto. I cc. limiti dell’autonomia privata 7) Autonomia privata << assistita >> 8) Gerarchia delle fonti e dei valori .dd.

c) fonti primarie ( leggi ordinarie statali .come ad esempio le norme della Comunità Europea )e che legiferano in virtù di un potere proprio.quello economico ) ma di un criterio sincretico . d) fonti secondarie ( regolamenti amministrativi ) e) fonti terziarie ( usi . modificare o estinguere norme giuridiche . la pluralità e la diversità delle fonti. se ritiene che la legge sia in contrasto con i principi della Costituzione . la elimina dall’ ordinamento . Questa tesi è quindi inaccettabile . Al contrario là dove si dà spazio ad un pluralismo di entità decentrate e autonome che non si esauriscono nello Stato ( si pensi agli enti locali o a quelli sovranazionali che dettano norme immediatamente vigenti nello Stato . L’unitarietà dell’ ordinamento non esclude . alcuni identificano il valore con la “ natura umana ” . seguono b) fonti comunitarie ( atti normativi dell’ Unione Europea ) . In una gerarchia delle fonti il primo posto è occupato dalle : a) fonti costituzionali ( Costituzione e leggi costituzionali ) . Se ciò non avviene si pone il problema della legittimità costituzionale che va sottoposto al giudizio della Corte Costituzionale la quale . comunque . regolamenti parlamentari . dovuto a tanti profili tutti concorrenti . e di diritto pubblico in genere poteri autonomi ed esclusivi in larghi settori civilistici .Tuttavia questa non è sempre identica in quanto l’uomo va visto nella realtà sociale nella quale esplica la sua attvità .d . quello sociale . consuetudini ) Il giurista ha il compito di armonizzare le varie fonti e valutare l’atto nel rispetto della gerarchia delle fonti e dei valori sui quali si fonda l’ordinamento . la norma .si produce un << pluralismo di fonti >>. decreti legislativi e decreti legge . Altri identificavano il valore nella “ ragione umana ” la ratio . referendum abrogativi di leggi ordinarie .L’ AUTONOMIA NELLA PLURALITÀ E GERARCHIA DELLE FONTI E DEI VALORI Pluralità delle fonti normative : opportunità di una ridefinizione Sono fonti del diritto gli atti o i fatti considerati dall’ordinamento idonei a creare . Il valore diventa la risultante non di un unico criterio ( quello delle razionalità . In un ordinamento nel quale si accentra nello Stato tutta la produzione legislativa . leggi regionali ) che devono essere armonizzati con la Costituzione . Al di là di questo il giurista deve fare riferimento ad un solo criterio sintesi degli altri : il dato normativo .la teoria della pluralità delle fonti non ha spazio in quanto è lo stato l’unica fonte di creazione del diritto . Ma anche questa è suscettibile di cambiamento e relatività . in quanto è l’unica capace di esprimere interessi e di farsi rispettare coattivamente dai consociati . amministrativo agli enti territoriali locali . quello politico . Si può dire che la pluralità delle fonti normative è in gran parte dovuta al decentramento c. Sulla nozione di valore ci sono stati vari dibattiti .

esse sarebbero incostituzionali e prive di efficacia normativa nel nostro ordinamento . siano suscettibili di un controllo di legittimità costituzionale. sono i <<regolamenti e le direttive >> . la Corte Costituzionale italiana ha il potere di dichiarare incostituzionale una norma comunitaria . in quanto atti aventi forza di legge direttamente applicabili negli Stati membri . In generale . Fonti normative della Comunità Europea . Il problema che ci si pone è quello di capire su quale gradino della gerarchia delle fonti si collocano le norme comunitarie e se . per oggetto specifici settori dell’attività comunitaria ed interna . Tuttavia essi sono pur sempre gerarchicamente sottordinati alla Costituzione italiana . e se incondizionati ( cioè senza riserve e non bisognosi per la loro efficacia di una legge interna di recezione ) sono direttamente applicabili in ciascuno degli Stati membri . Le competenze comunitarie sono state poi ampliate con il Trattato sull’ Unione Europea . hanno portata generale . I << regolamenti >> . Quindi alla Corte Costituzionale spetta il compito dell’accertamento dell’illegittimità costituzionale . per finalità la creazione di una legislazione uniforme direttamente applicabile in ciascuno degli stati membri . 11 consente “ in condizioni di parità con altri Stati . ma richiedono che ciascuno Stato le recepisca con leggi ordinarie interne . Se lo Stato non recepisce una direttiva è responsabile del danno che l’inerzia o il ritardo nella recezione provoca al cittadino . Le << direttive >> non sono direttamente applicabili . alla Corte di giustizia delle Comunità Europee invece quello di operare una corretta interpretazione delle norme comunitarie . La Costituzione infatti all ’art.Fonti sovranazionali : I regolamenti delle Comunità Europee Nel 1957 è stata istituita con trattato internazionale tra Stati sovrani la Comunità Europea cioè un unione tra più Stati i quali decidono di creare in comune una politica economica e un mercato comune . Ovviamente ciò non vuol dire che la Costituzione non debba avere aperture internazionali . le fonti comunitarie non possono essere contrarie ai principi fondamentali ed ai diritti inalienabili della persona garantiti dalla Costituzione . alla sicurezza . Essi hanno per destinatari i soggetti dell’ ordinamento comunitario e quindi i soggetti di diritto interno nazionale . alla politica estera . Perlingieri quindi dice almeno fino a quando non venga recepita l’idea di sovraordinare alle Costituzioni e ai principi costituzionali nazionali degli Stati membri una << Costituzione delle Comunità Europee >> la normativa costituzionale italiana prevarrà su quella comunitaria . E’ pertanto palese che le norme comunitarie non possono intaccare i principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale . in quanto atto avente forza di legge nel territorio statale . anche nei rapporti tra cittadini . se cio accadesse . Diciamo che i regolamenti e le direttive con efficacia diretta prevalgono sulle leggi ordinarie interne . Ammettere la superiorità della fonte comunitaria sulla Costituzione equivarrebbe ad ammettere una modifica costituzionale fuori dalle ipotesi e dalle procedure di garanzia previste dall ’ art. alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia . . 138 Cost . politica monetaria ect . firmato a Maastricht il 7 febbraio del 1992 . oltre alle norme del Trattato . obbligatori in tutti i loro elementi . Questa autolimitazione di sovranità Statale è circoscritta alle sole materie coperte dela Trattato CE e non può riguardare i principi e valori fondamentali della Costituzione . Anche se le fonti comunitarie non sono atti dello Stato . ponendo l’attenzione oltre alla materia econonomica anche all ’ambiente .

d. Questa teoria . E’ ragionevole supporre che vi sia “ sempre più eteronomia . in particolare nella c. sono state oggetto di interventi “ esterni ” ( c. Dall’altro lato b) la “ teoria precettiva o normativa ” la quale invece dava riguardo non a ciò che il disponente volesse realmente. La sua nozione è intesa come quel potere riconosciuto dall’ordinamento giuridico al “ privato” di autoregolare ( ossia di regolare da sé ) i propri interessi personali e patrimoniali . << Atto di autonomia ed Atto d ’ iniziativa >> Secondo Perlingieri l’elemento che caratterizza gli atti e l’attività dei privati non è l’autonomia privata . ma a quanto egli avesse manifestato all’esterno . nella seconda tra effetti dichiarati ed effetti giuridici . una diseguaglianza sostanziale di fatto esistente tra i soggetti per cui gli atti di autonomia hanno subito un notevole ridimensionamento . ect . invece . nella prospettiva della realizzazione di un sistema di un mercato leale e trasparente a tutela della posizione del consumatore/ utente ( cioè il contraente più debole ) . legislazione interventistica ) che privilegiava . al continuo intervento dello Stato e di altri enti sulla contrattazione privata. Ogni giorno si assiste . da un lato : a) la “ teoria volontaristica ” secondo la quale si dava riguardo nello svolgi mento dell’atto negoziale alla formazione della volontà interna del disponente . nella contrattazione collettiva .<< Autonomia privata >> come dogma L’ autonomia privata è da tempo considerata un dogma della dottrina civilistica . cioè in quanto espressione della mera volontà o del potere di autoregolamentazione del soggetto ma riceve un giudizio positivo soltanto quando l’atto concreto realizzi una “ funzione socialmente apprezzabile e giuridicamente meritevole ” . dal principio di eguaglianza formale dei soggetti . Tale teoria trascura però la sicurezza e la correttezza nella circolazione dei beni. Nonostante molti argomenti vengono citati in modo da giustificare la teoria dell’autonomia come dogma e come valore . sempre meno autonomia ” . Perlingieri riserva alcune riflessioni critiche affermando che negli ultimi tempi le materie oggetto di autoregolamentazione . CRITICA Ormai è acquisito che l’atto di autonomia privata non rappresenta un valore a sé . garantiva maggiore certezza nella circolazione dei beni . legislazione speciale . alcune materie oggetto di autonomia privata sono progressivamente governate da fonti eteronome . in quanto l’autoregolamento in concreto può mancare . Infatti . d’impulso . quest ’ultima giustificata da una parità di trattamento . In dottrina si contrappongono due diverse teorie sulla natura dell’atto di autonomia privata . si chè il destinatario della dichiarazione era tutelato nei limiti nei quali la volontà manifestata dal dichiarante era conforme alla sua reale volontà . ma bensì è il potere d’iniziativa . a differenza della prima .d. In entrambe le teorie emerge la tendenza ad instaurare una stretta correlazione tra volontà ed effetti giuridici : nella prima tra effetti voluti ed effetti giuridici . L’atto che si propone il raggiungimento di un risultato può trovare regolamento in “ fonti eteronome ” : nella legge .

l’emanazione di una sentenza costitutiva . in caso di inadempimento della parte . di << profanazione dell ’ autonomia privata >> dovuta alla presenza di norme quali l ’ ART . negli usi . Es. non è giustificabile . che alcune norme del codice fascista del 1942 ispirate all’ interventismo economico sarebbero incostituzionali in quanto contrarie alla libertà dell’ iniziativa privata . oppure alle norme che stabiliscono una durata minima dei contratti di locazione di immobili ad uso abitativo . alle imprese in regime di monopolio legale . al riconoscimento dell’autonomia privata come autoregolamentazione e potere di volontà . di derogare a norme imperative . si verifica una “ inserzione ” automatica della clausola imposta per legge .2957 ) ( Si pensi ad es. ( cioè di autonomo centro di interessi negoziali ) .1339 C. un obbligo che assicura la parità di trattamento agli utenti di un pubblico servizio ( ad. Le norme in questione sono armonizzabili con i principi costituzionali . positivi all ’autonomia privata dei soggetti . Altro importante esempio è costituito dall ’obbligo legale a contrarre ( ART . Costituisce un limite positivo all’ autonomia privata la previsione dell’esecuzione specifica dell’ obbligo a contrarre ( ART.patti in deroga introdotti prima in materia di contratti agrari (l. ed auspica un ri-torno al liberismo .dd. poi utilizzati anche nel settore delle locazioni di immobili urbani ad uso abitativo . che prevede l’ inserzione automatica di clausole nei contratti . L’ Enel non può rifiutarsi di installare un impianto elettrico nella casa di Tizio ) . si deve costituire per la validità del negozio . Esso . se le parti non hanno previsto nulla al riguardo . essi sono automaticamente ridotti . o alle imprese che esercitano servizi pubblici di trasporto sono legalmente obbligate a contrarre ). ma anche in fonti esterne ( eteronome) ad es. di conseguenza l’autonomia privata ne esce ancora una volta mortificata . ad un economia di mercato . pur non assumendo il ruolo di parte . Si parlò . Tipiche manifestazioni dell’autonomia privata assistita sono i c. Basti pensare se in un contratto i prezzi sono superiori a quelli fissati dal Comitato interministeriale dei prezzi . In pratica il contratto può avere la sua fonte non solo nell’autonomia privata . Pertanto le parti non hanno il potere di autoregolamentare i loro rapporti .dd. nell’immediato dopoguerra . a condizione che nell’elaborazione del regolamento d’interessi esse siano “ assistite ” dalle rispettive associazioni di categoria il cui compito è quello di assicurare la equilibrata protezione d’interessi costituzionalmente rilevanti .203/1982) . negativi ed altri cc. nell’equità che hanno la funzione di “ integrare” il contratto . << limiti >> all ’ autonomia privata Esistono alcuni << limti >> cc.Perciò non si può parlare di profanazione dell’autonomia privata . allora . in particolare .dd. Con l’avvento della Costituzione si ha perciò un capovolgimento qualitativo e quantitativo dell’ assetto normativo . nella legge .I cc. In pratica essa consiste nel potere attribuito dalla legge alle parti dei contratti aventi ad oggetto determinate categorie di beni .d.la sentenza disporrà il trasferimento del bene all’acquirente con conseguente pagamento del prezzo in favore del venditore ). in base a delle regole volute dalle stesse parti contraenti . ( ad es. E’ stato sottolineato . . svolgendo un ufficio di diritto civile . 2932 ) che dispone . in quanto produce essa stessa gli effetti che sarebbero derivati dalla conclusione del contratto . E’ questo .Si pensi al sindacato dei lavoratori che finisce con l’integrare la capacità delle parti partecipando alla fase della determinazione del contenuto dell’accordo . nel caso di inadempimento di un preliminare di vendita. Quindi per Perlingieri la preoccupazione di chi considera le norme del codice civile espressione dell’ideologia fascista .C . Autonomia privata << assistita >> Per autonomia contrattuale <<assistita>> s’intende una forma di condizionamento e di controllo dell’autonomia privata rivolta ad attribuire alle associazioni professionali e sindacali un ruolo legittimante o convalidante di atti compiuti dai soggetti privati appartenenti o no a dette associazioni di categoria . dunque da dichiarare incostituzionali.

Capitolo nono PERSONE I E FORMAZIONI SOCIALI PRINCIPI DI SOLIDARIETÀ E DI EGUAGLIANZA A) Personalismo e solidarismo costituzionali B) C) D) E) F) Pari dignità sociale Formazioni sociali Principio di democraticità Principio di eguaglianza formale e di eguaglianza sostanziale Eguaglianza e parità di trattamento .

in quanto ogni attività lecita è manifestazione della persona umana . Secondo una delle interpretazioni più avanzate per << pari dignità sociale >> s’intende lo strumento che garantisce il rispetto inerente alla propria qualità di uomo . anche se collegate a differenti condizioni sociali . Secondo l’interpretazione più restrittiva . 2 Cost. Il personalismo è strettamente connesso al solidarismo . economica e sociale >>. ciascuno secondo il tipo di professione che svolge ed occupazione che riveste nella società . Nella Costituzione all ’art . non è più soltanto ispirata a fini economici e produttivi nell’interesse superiore della nazione . Tali interpretazioni non sono condivisibili. che garantisce i diritti inviolabili dell’uomo . il supremo principio costituzionale . collegati tra di loro . Pari dignità sociale I principi di solidarietà e di eguaglianza sono strumenti per l’attuazione di una pari dignità sociale del cittadino . spontanea o imposta autoritativamente .“ PERSONE I E FORMAZIONI SOCIALI ” PRINCIPI DI SOLIDARIETÀ E DI EGUAGLIANZA Personalismo e solidarismo costituzionali Nell ’ art . Diversa è questo tipo di solidarietà rispetto a quella prospettata nel codice civile .quindi . fonda la legittimità dell’ ordinamento e la sovranità dello Stato . Vi è una pluralità di accezioni del solidarismo : solidarietà per fini dello Stato o per quelli dei cittadini . per il perseguimento dello stesso obiettivo : . economici . ma ha fini politici . 2 si parla di << solidarietà politica . la pari dignità sociale impone allo Stato di intervenire in tutte le situazioni discriminatorie rimuovendo le situazioni economiche e culturali che rendono alcuni soggetti in posizione degradante rispetto ad altri . .“ lo sviluppo della persona umana ” . e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica . sociali . infatti la persona è inseparabile dalla solidarietà . sia come singolo sia nelle formazioni sociali . Nella prospettiva costituzionale la “ solidarietà ” esprime la cooperazione e l’eguaglianza nell’affermazione dei diritti fondamentali di tutti . La Corte Costituzionale ha affermato che pari dignita sociale significa che << si deve riconoscere ad ogni cittadino eguale dignità pur nella varietà delle occupazioni o professioni . economica e sociale si nota l’influenza del personalismo e del solidarismo ed in questa prospettiva si tenta di costruire il concetto di << persona >> Il principio di tutela della persona è . indipendentemente dal fine cui tende e dalle modalità con cui si compie >> .

Formazioni sociali Le formazioni sociali ( famiglia . alla famiglia . associazioni in genere) che hanno rilievo costituzionale in quanto luoghi nei quali si sviluppa la personalità . alla comunità scolastica . l’eguaglianza morale e reciproca . senza interferenze da parte dell’ordinamento giuridico . Si pensi ad esempio alle confessioni religiose . Tali clausole vengono considerate incostituzionali in quanto vanno a collidere con il principio di democraticità oltre a quello sancito nell’art. L’attuazione della democrazia nella società si manifesta mediante il rispetto reciproco . sono in posizione servente rispetto alla persona . 18 . ( clausole di gradimento ) che limitavano l’ingresso a nuovi soci o l’esclusione di altri senza giustificato motivo . Il pluralismo delle formazioni sociali è un bene se è bene per la persona . ai partiti politici che devono essere a base democratica . La democraticità in funzione della partecipazione e promozione della persona caratterizza quindi il nostro ordinamento costituzionale . Al contrario la legalità costituzionale controlla gli atti e l’attività del gruppo . politica e sociale del paese ed ha rilevanza anche in alcune associazioni e formazioni sociali tipicamente previste dalla Costituzione . comunque . Non vi è supremazia del gruppo sull’individuo .comunità religiose . Si è posto . autonomia delle formazioni sociali non significa potere della maggioranza di determinare al proprio interno le regole che vuole . che garantisce il diritto di associarsi . la formazione sociale ha meritevolezza di tutela soltanto se idonea a garantire lo sviluppo di ogni persona che ne faccia parte .partiti . alle comunità intermedie . il problema della meritevolezza costituzionale di alcune clausole statutarie di società . sindacato . . Principio di democraticità Il << principio di democraticità >> che è un principio di ordine pubblico costituzionale è lo strumento attraverso il quale si permette ai consociati di partecipare direttamente alla vita economica .

Mentre la parità di trattamento si giustifica pur sempre in base alla logica retributiva e della par condicio .3 sarebbe espressione di un programma in pratica mai realizzato una sorta di “ rivoluzione sociale promessa ” idonea a realizzare una cambiamento nella << totalità >> . Eguaglianza e parità di trattamento Il principio di eguaglianza non significa . Queste opposte interpretazioni . ma soprattutto sufficiente per un’ esistenza libera e dignitosa della sua famiglia ) . c) Per altri ancora l ’art . l’eguaglianza costituzionale tende a realizzare la pari dignità sociale . di razza . vanno ridimensionate . non è accettabile una lettura separata del primo e del secondo comma : eguaglianza formale ed eguaglianza sostanziale vanno lette insieme alla luce degli altri principi costituzionali quali il lavoro . 53 Cost . economica e sociale del Paese . l’attuazione di equi rapporti sociali . 3 Cost . In questo modo però la norma costituzionale si porrebbe in contrasto con l’intero assetto normativo dettato dal Codice e dalla stessa Costituzione . secondo il quale tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche . Nel 2 comma è espressa invece l ’ << eguaglianza sostanziale >> che impone allo Stato di intervenire per tentare di rimuovere ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica . i doveri inderogabili di solidarietà politica . Se la legge fosse uguale per tutti dove c’è diseguaglianza . Il legislatore deve adeguare le norme giuridiche ai vari aspetti della vita sociale e trattare in modo eguale . rimuovendo gli ostacoli che limitano la libertà dei cittadini in modo da realizzare la giustizia sociale e distributiva .significa creare discriminazioni per quei soggetti che necessitano di una tutela specifica . D’altra parte eguaglianza non vuol dire parità di trattamento economico . cioè s’indirizzerebbe al legislatore e lo impegnerebbe a porre in essere tutte le misure idonee a conseguire i fini da esso indicati . 3 avrebbe natura programmatica . di condizioni personali e sociali . di lingua . la legge sarebbe ingiusta per coloro che si trovano in situazione di evidente inferiorità . situazioni diverse . Eguaglianza non significa egualitarismo . economica e sociale ect . di opinioni politiche . Si pensi all’ art . situazioni eguali ed in modo diverso . non si pretende l’eguaglianza di tutto in tutto. Da sempre questo articolo è stato oggetto di accesi dibattiti a) Secondo un orientamento minoritario l ’ art . di religione . che enuncia al 1 comma l ’ << eguaglianza formale >> secondo il quale tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge . i diritti inviolabili dell’uomo . ed arriverebbe a fondare statuti speciali per determinate categorie di soggetti . ( si pensi all ’ art . 36 comma 1 che assicura al lavoratore una retribuzione proporzionata al lavoro da lui prestato . si propone . politica e sociale . con la partecipazione del cittadino alla vita economica . quest’ ultima diretta espressione di solidarietà civile . esasperatamente garantista delle situazioni acquisite ed insensibile agli aspetti sociali e alla dinamicità dell’essere umano . secondo Perlingieri . questa interpretazione alquanto eccessiva prospetta un diritto poco realista . Si afferma che profilo retributivo e distributivo possano integrarsi fra loro . senza distinzione di sesso . Il principio di eguaglianza deve essere considerato nella sua unitarietà .Principio di << eguaglianza formale e eguaglianza sostanziale >> Il principio di eguaglianza è sancito nell ’ art . però assoluta parità di trattamento . b) Un altro orientamento la considera una sorta di norma quadro di una legislazione speciale a tutela dei contraenti più deboli . Infatti parificare ingiustificatamente situazioni obiettivamente differenti .

Questo criterio corrisponde ad un principio di giustizia sociale Certamente è legittimo l’intervento legislativo che nell’ottica dell’art. come dice Perlingieri . A volte il messaggio dell ’art .3 è stato frainteso come . In tal modo la percentuale da versare al fisco è più bassa per coloro che guadagnano di meno . Il sistema tributario è informato a criteri di progressività . come conseguenza si è avuta quella di oberare troppo il datore di lavoro disequilibrando un’altra volta le posizioni . Cio giustificherebbe la fondazione di un << diritto dei contrenti deboli >> costituito da differenti e disordinate leggi speciali che porterebbero alla creazione di nuovi ostacoli e di diseguaglianze . più elevata per coloro che hanno maggiori entrate economiche . nella legislazione del lavoro dove si è inteso vedere il lavoratore come categoria debole ed il datore come categoria forte . un << pan – riformismo spicciolo >> che prevede un insieme normativo a favore del contraente debole . .in ragione della loro capacità contributiva .3 prevede un trattamento più favorevole per il soggetto socialmente ed economicamente più debole Ma ciò non deve indurre a giustificare . cioè dei guadagni percepiti . e quindi travisando il messaggio costituzionale . Nello stratutelare il lavoratore . ad esempio . Cioè vale a dire che la parte di reddito che il contribuente deve pagare sotto forma d’imposta cresca in proporzione all’aumento del reddito . quale soggetto debole .

Capitolo decimo DIRITTO CIVILE COSTITUZIONALE 1) 2) 3) 4) 5) Relazione tra norma costituzionale e norma ordinaria La norma costituzionale come << limite >> << Rilevanza interpretativa >> della norma costituzionale << Rilevanza nei rapporti di diritto civile >> della norma costituzionale Diritto civile costituzionale .

DIRITTO CIVILE COSTITUZIONALE Relazione tra norma costituzionale e norma ordinaria Il superamento della tradizionale distinzione tra diritto privato e diritto pubblico . 12 delle preleggi che stabilisce che se il caso rimane ancora dubbio . si decide secondo “ i principi generali dell’ ordinamento giuridico dello Stato ” . come dice Perlingieri . Infatti qualora la norma costituzionale venisse intesa solo come limite a quella ordinaria avrebbe come unico destinatario solo il legislatore . in via eccezionale ed in forma residuale . La norma costituzionale opererebbe .che vanno individuati appunto in norme di rango costituzionale. tener conto dell’evoluzione sociale . Invece è il giurista che dovrà riscontrare la normativa da applicare al caso concreto e oltre a riferirisi agli astratti modelli che ha previsto il legislatore . In tal modo la Costituzione avrebbe un ruolo mortificante non compatibile con il suo ruolo di essere al vertice della gerarchia delle fonti . si fonda in gran parte sulla << rilettura del codice civile e delle leggi speciali alla luce della Costituzione >>. Quindi anche questa tesi non è del tutto accettabile in quanto la Costituzione finirebbe con l’essere un mero serbatoio di principi generali privi di ogni forza che imporrebbero all’interprete soltanto astratti modelli a cui riferirsi per la risoluzione di casi concreti . fungerebbe per il giudice . economica e di valutare interessi e valori in conflitto . Di sicuro è indiscutibile che vi sia un richiamo alla Costituzione da parte del giudice nell’interpretazione ermeneutica degli enunciati normativi ordinari . . con la conseguente individuazione di un diritto civile più conforme alle esigenze della società . In proposito si possono individuare due diversi atteggiamenti . pertanto la Costituzione sarebbe uno strumento indiretto di cui si avvale il giudice per la risoluzione del caso concreto interpretando la legge ordinaria. è innegabile che le norme costituzionali stabiliscono dei limiti a quelle ordinarie . dovrà immergersi nel mondo concreto e reale dei fatti . Ci si chiede quale effettivamente debba essere il ruolo della norma costituzionale nel nostro ordinamento e la sua relazione con la norma ordinaria. << Rilevanza interpretativa >> della norma costituzionale Secondo un ’altra tendenza la norma costituzionale svolgerebbe una “ mera funzione interpretativa ” . come chiave interpretativa della legge ordinaria . La norme ordinaria assume un significato autonomo e legittimo finchè non lede un interesse costituzionalmente protetto . politica . quindi . quando invece ha un’applicazione diretta nei confronti di tutti i consociati e non soltanto del legislatore . ma certamente questa non la loro unica funzione . questo verrebbe confermato anche dall ’ art . Di sicuro . La norma costituzionale come << limite >> Secondo una prima tendenza dottrinaria la norma costituzionale è considerata come << limite >> o << sbarramento >> per la norma ordinaria .

anche se non l’unica .invece . non può disporre il rinvio : nell’una o nell’atra ipotesi egli ha un ampia valutazione discreziona-le.<< Rilevanza nei rapporti di diritto civile >> della norma cost. con l ’applicazione diretta dei principi e delle norme costituzionali : La norma costituzionale può . Interpretazione della Corte Costituzionale e del Giudice ordinario Nei confronti della rilevanza delle norme costituzionali nei rapporti di diritto civile l’obie-zione più seria resta l’ esclusività attribuita alla Corte costituzionale del controllo di legittimità sugli atti aventi forza di legge . E’ del pari inaccettabile l’ orientamento di origine tedesca ( teoria dell’applicabilità indiretta ) secondo il quale la norma costituzionale potrebbe disciplinare un rapporto di diritto civile unicamente mediante la contemporanea applicazione di una norma ordinaria . La norma costituzionale diventa “ ragione primaria e giustificatrice ” . Per Perlingieri . funzionalizzandole ai nuovi valori . è riservata la valutazione della fondatezza della questione . quindi . La peculiarità di tale controllo trova la sua causa nell’interesse generale alla <<eliminazione>> della norma illegittima . Non quindi sempre e soltanto mera regola ermeneutica . anche da sola ( quando mancano norme ordinarie che disciplinano la fattispecie ) . si chè . nel diritto di famiglia . è pur vero che in presenza di una disposizione la cui illegittimità costituzionale sia infondata o comunque non rilevante per il giudizio . affermare che sia nell’ applicazione indiretta che in quella diretta la norma costituzionale finisce con l’essere utilizzata comunque . Diritto civile costituzionale Si può . compito del civilista .tiva dal giudice ordinario senza che occorra iniziare la procedura di legittimità costituzionale. in assenza di una norma ordinaria applicabile al caso concreto . Le norme costituzionali sono di diritto sostanziale e non meramente interpretative . . Esempi di applicazione diretta delle norme costituzionali in rapporti di diritto civile sono da ricercare nella legislazione del lavoro . ma norma di comportamento . è individuare un sistema di diritto civile maggiormente armonizzato ai principi fondamentali ed in particolare ai bisogni esistenziali della persona contribuendo così alla fondazione di un diritto civile costituzionale . nei diritti della personalità . tuttavia . idonea ad incidere anche sul contenuto delle situazioni soggettive . nelle obbligazioni ect. essere la fonte della disciplina di un rapporto giuridico di diritto civile . Al giudice ordinario . Pertanto le inadeguatezze funzionali delle norme ordinarie sono superabili in sede interpreta. Se è vero che il giudice in presenza di una disposizione di dubbia conformità costituzionale deve rinviare la questione alla Corte . quella costituzionale non potrebbe operare da sola . Non sussistono pertanto argomenti che contrastino . della legislazione ordinaria . A lui spetta decidere se fra le norme ordinarie e le norme costituzionali esista una incompatibilità assoluta ed insanabile o anche una non conformità .

Capitolo undici INTERPRETAZIONE E DELLA SUE LEGGE REGOLE a) Premessa b) Critica dell’ “ in claris non fit interpretatio” c) La chiarezza del testo come un “ posterius ” non come un “ prius ” d) L’ << interpretazione assiologica >> quale superamento dell’interpretazione letterale e) Problematicità dei significati delle parole e delle proposizioni legislative f) << Analogia legis >> e << Analogia iuris >> g) Conclusione . .

interpretazione . E’ inaccettabile poichè il metodo giuridico richiede l’interpretazione sistematica e assiologica . quindi all ’ interpretazione logico – sistematica . nel secondo è inaccettabile . che esprima un giudizio sensato << non dovrebbe dar luogo a ricerche estrinseche di carattere ontologico >> ( intenzione del legislatore ) . ma semmai la conseguenza ( un posterius ) . cioè il testo deve essere letto . non occorre proseguire nell’interpretazione logico – sistematica ect. In altre parole il testo che abbia un senso << naturale >> . 12 delle preleggi . esse invece sono complementari facenti parte di un processo conoscitivo unitario . Qunidi si può affermare che la chiarezza di un testo legislativo non è la premessa ( un prius ) dell ’ interpretazione . non deve essere interpretato . perciò la questione metodologica diviene questione ermeneutica . Nel secondo : se il risultato dell’interpretazione letterale del testo produce produce una norma non assurda . in un continuo rapporto dialettico tra fatto e norma . cioè richiede la costruzione del significato del testo secondo le relazioni tra le norme nell’unitarietà dell’ordinamento . infatti . cioè al profilarsi della prima lettura . poiché non esiste alcuna possibilità di applicare una norma senza interpretare il testo che la pone . non occorre interpretazione . Le interpretazioni letterale . Nel primo senso l’ in claris è falso . La chiarezza del testo come un “posterius” non come un “prius” . La cirtica dell’ “ in claris non fit interpretatio ” . teologico ed assiologico << ricerche estrinseche >> ridotte a rango di valori sussidiari è impensabile . non è soltanto ricerca del “significato proprio delle parole ” ( secondo un positivismo linguistico ) ma và riferita anche ad elementi extra –positivi ( extra – linguistici ) . in particolare il primo comma che . va intesa in due sensi . d’altra parte . Occorre una metodologia razionale e rigorosa da parte dell’interprete . che è teoria dell’interpretazione . L’<< ermeneutica >> . Ogni atto di comprensione del testo è . E’ falso . Critica dell ’ “ in claris non fit interpretatio ” Un’ attenta analisi merita l ’ art.mentale tra realtà ed interpretazione . Il legame tra testo giuridico ed interprete richiede la presenza di entrambi : all’interprete non è consentito di scavalcare o ignorare il testo . L’interpretazione . rivendica la connessione fonda. quindi una sommaria interpretazione . Nel primo : se il testo della norma è chiaro . sistematica non possono essere fasi distinte cronologicamente e logicamente . cioè alla realtà esterna . cioè non deve essere limitata al primo impatto della << precomprensione >> . riprende l’antico broccardo dell ’ << in claris non fit interpretatio >> . secondo il quale se il testo è chiaro secondo il “ significato proprio delle parole ” . logica . quindi . enunciando il criterio ermeneutico dell ‘ interpretazione letterale . Pensare che l’attività dell’interprete si dovrebbe fermare alla lettera e alla grammatica della proposizione legislativa e considerare ogni indagine sul profilo logico .“ INTERPRETAZIONE E SUE DELLA LEGGE ” REGOLE La comprensione dei testi giuridici è un processo che mira a giungere ad una forma di conoscenza : senza tale processo conoscitivo ( interpretazione ) non v’ è diritto .

perché secondo del contesto storico in cui quella parola si trova assumerà un significato diverso . si riconosce che mai due fattispecie saranno del tutto uguali . dall’altro lato . L ’ attività ermeneutica dell’interprete si caratterizza . terrà conto del sistema attuale e della fonti dei valori . Nella prospettiva ermeneutica dell’individuazione della normativa più adeguata all’ipotesi concreta . << Analogia legis >> e << Analogia iuris >> Se non sono sufficienti il criterio letterale e quello logico – sistematico si ricorre all ’ “ interpretazione analogica ” o “ analogia legis ” per la quale necessitano determinati presupposti : a) il caso in questione non deve essere previsto da alcuna norma . quindi attenzione al fenomeno . al dato concreto da cogliere nella mutevole e complessa realtà e . Problematicità dei significati delle parole e delle proposizioni linguistiche Altra critica che viene mossa al canone metodologico dell’ “ in claris non fit interpretatio” è il presupposto sul quale si fonda . E’ compito . c) il rapporto di somiglianza deve concernere gli elementi della fattispecie nei quali si ravvisa la giustificazione della disciplina dettata dal legislatore . può anche non avere lo stesso significato che ha oggi . quindi deve comprendere ed interpretare una norma . b) devono ravvisarsi somiglianze tra la fattispecie disciplinata dalla legge e quella non prevista . La stessa qualifica di << chiara >> riservata ad una parola o ad una proposizione linguistica è soltanto relativa in quanto le parole nel tempo assumono significati diversi secondo la cultura condivisa nella comunità .in connessione con gli atri alla luce dei principi e dei valori giuridicamente vincolanti . ossia la << chiarezza >> del testo . se non altro per le diversità temporali . La disciplina si costruisce per una serie di ipotesi simili . nel continuo riferimento ai valori di rilevanza costituzionale . soggettive che concorrono ad individuarle : due fatti in tutto eguali sono impossibili . è inaccettabile in quanto la norma non è mai sola ma va vista nell’unitarietà dell’ordinamento e muta il proprio significato in relazione al dinamismo dell’ordinamento di appartenenza . nel senso che non esiste una norma chiara ed una norma non chiara senza che questa sia interpretata in quanto la chiarezza è il risultato dell’interpretazione L’ << interpretazione assiologica >> quale superamento dell’interpretazione letterale L’ insegnamento del broccardo in “claris non fit interpretatio” che vedeva la norma come un’ unità logica isolata . Cioè lo stesso termine usato 100 anni fa . 14 delle preleggi . spaziali . L’interpretazione analogica non è ammessa per le leggi penali ed eccezionali secondo l ’ art. quindi . da un lato . per Perlingieri . cioè all’applicazione dei “ principi generali dell’ordinamento giuridico dello Stato ” . nel costante confronto tra norma e fatto . per definizione logico – sistematica e teologico. pertanto . da qui discende che l’interpretazione ha un ’ attività storico-relativa . Qualora il caso rimanesse ancora dubbio si ricorre all ’ “ analogia iuris ” .assiologica . quindi . dell’interprete individuare in quale senso la parola debba essere intesa . cioè l’interprete nel momento in cui deve risolvere un caso concreto . L’interpretazione è .

Quindi l’ attività del giudice non è arbitraria ma motivata e vincolata . Necessita per Perlingieri ricorrrere ad una interpretazione critico – costruttiva . e questo è impossibile senza porre la norma in relazione al resto dell’ordinamento e dei principi che lo sorreggono . b) attività controllata perché deve avere una motivazione idonea .Conclusione In conclusione si può affermare che << capire >> la norma non può essere il risultato dell ’ esegesi puramente letterale . . Una interpretazione non è corretta perché è nuova . scientificamente valida ed esprimente valori per essere accettata come nuova interpretazione. c) attività responsabile poiché l’interprete è responsabile qualora l’uso di metodi scorretti impedisse l’attuazione dei principi costituzionali . ma deve essere rigorosamente corretta . ma l ’ individuazione della sua logica e della sua giustificazione assiologica . L’interpretazione deve essere : a) attività vincolata ai valori dell’ordinamento .

di fatto . 5) Fatto istantaneo . dd. 11) << Integrazione >> dell’efficacia . 10) Interpretazione e qualificazione del fatto . 14) Effetti istantanei ed Effetti differiti . periodico 6) Fatto positivo e Fatto negativo .Capitolo dodicesimo IL FATTO GIURIDICAMENTE RILEVANTE E LA SUA QUALIFICAZIONE 1) Fatto giuridico come attuazione della norma . 4) Unità del fatto e pluralità di qualificazioni . 2) Situazioni cc. continuativo . 15) Effetti diretti ed Effetti riflessi . 7) Fatto semplice . . 13) L’ << effetto giuridico >> . Fatto complesso e procedimento 8) Fatto lecito . 3) Giuridicità del fatto . 12) Individuazione normativa del caso concreto e superamento della tecnica della sussunzione . Fatto illecito e valutazione di meritevolezza dell’atto 9) “ Funzione ” del fatto .

alla famiglia non fondata sul matrimonio viene riconosciuta una certa rilevanza giuridica sostanzialmente dopo la riforma del diritto di famiglia del 1975 . benché questa non sia fondata sul matrimonio non può essere qualificata di fatto in quanto è per più versi rilevante per il diritto . di fatto Per comprendere i fatti giuridici è utile soffermarsi sulle cc . situazioni di fatto . ma se adempie non puo chiedere la restituzione di quanto spontaneamente prestato ) . il convivente di fatto non può essere costretto ad adempiere. Oltre alla sua rilevanza quale idonea formazione sociale dove i singoli svolgono la loro personalità ( art . l ’ordinamento gli attribuisce una qualificazione e una disciplina . Per quanto concerne la <<convivenza more uxorio>> stabile e seria . Si pensi ai tre istituti del possesso . ad un proprietario che ha abbandonato un terreno e ad un tizio che entra nel fondo e si comporta come proprietario : lo coltiva . ma non per questo s’intende affermare che tale situazione è giuridicamente irrilevante in quanto il codice civile disciplina il possesso attribuendogli una rilevanza giuridica ) . della convivenza more uxorio . dd .c. 1140 c. In particolare per << FATTO GIURIDICO >> s’intende qualsiasi evento idoneo . . e delle obbligazioni naturali . In pratica il fatto . costituisce obbligazione naturale la somministrazione di denaro fatta in favore della convivente more . sia da chi non lo è . In entrambe le ipotesi c’è un factum possessionis da cui sorge lo ius possessionis . addirtitura vi costruisce una casa .c.es. . ( Si pensi . es. come quel potere ( di fatto ) sulla cosa che si manifesta in un’attività corrispondente all’esercizio della proprietà o di altro diritto reale . un temporale ) . Per lo più la norma prevede l’ipotesi del verificarsi dell’ evento ( cioè del fatto ) e la possibilità che questo .naturale ( ad es.uxorio. una volta venuto ad esistenza abbia rilevanza giuridica . 2034 c. Attività che è espletata sia dal titolare del diritto . 2 ) . ad avere rilevanza giuridica .umano ( ad es. l’ordinamento talvolta attribuisce rilevanza giuridica a semplici doveri sociali e morali prevedendo l’irripetibilità di quanto spontaneamente prestato in loro esecuzione . Questa situazione la dottrina la definisce di fatto . ad. nel momento del suo verificarsi . la conclusione del contratto ) o . prevista dall ’ art.dd . Situazioni cc . ne raccoglie i frutti . Relativamente all ’ << obbligazione naturale >> . ( ad .IL FATTO GIURIDICAMENTE RILEVANTE E LA SUA QUALIFICAZIONE Fatto giuridico come attuazione della norma Tra i molteplici avvenimenti che si producono nella realtà naturale alcuni rivestono una particolare importanza per l’ordinamento giuridico . secondo l’ordinamento . cioè il diritto di possedere e d’invocare la tutela possessoria . attua quanto è stato astrattamente ipotizzato nella previsione della legge . Il <<possesso>> viene disciplinato all ’ art .

3) La stessa grandine .ù Alcuni fatti possono essere sia periodici che continuativi allo stesso tempo .c. la loro reiterazione consente di attribuire a quel fatto la rilevanza giuridica . il fatto << grandine >> . 1645 c. liberatoria del debito . 1) Un’ agricoltore può aver concluso un contratto di assicurazione contro i danni provenienti dalla grandine . in qualità d’affittuario possa ottenere la riduzione del canone d’affitto secondo l’ art. ma a più fini . agli << usi >> . può acquistare rilevanza giuridica in riferimento a più profili . in quanto essa è considerata da una serie di norme come produttiva di conseguenze giuridiche . è un fatto giuridico . Quindi fatto giuridicamente rilevante è non soltanto quello produttivo di conseguenze giuridiche ben individuabili .Giuridicità del fatto Ogni fatto della realtà sociale . che può essere talmente abbondante da non consentire la circolazione sul fondo e da impedire la consegna dei frutti al creditore . ) c. << fatto periodico >>. anche il più semplice e apparentemente insignificante . discussa . Unità del fatto e pluralità di qualificazioni Lo stesso fatto può essere giuridicamente rilevante non soltanto e necessariamente ad un solo fine . << fatto istantaneo >> . Il fatto . es . di un principio giuridico . . Ad es.d. ma ogni fatto in quanto espressione positiva o negativa di valori o di principi presenti nell’ordinamento . 1326 c. così anche le norme che sanciscono il diritto di libertà personale .c. si vota e produrrà effetti c.c. 2363 c. il diritto alla libertà di circolazione sono giuridicamente rilevanti . quale evento naturale . Fatto istantaneo . il diritto di espressione e di pensiero . il consenso nella conclusione del contratto ( art . periodico Nel fatto occorre distinguere un << profilo strutturale >> . ad . quindi . ha “ giuridicità ” . Il fatto produce degli effetti da un punto di vista temporale in modo tale da giustificare la distinzione secondo che esso si verifichi in una minima unità temporale . il pagamento di stipendi o di canoni di locazione c. Il semplice fatto che Tizio salga in macchina e percorra alcuni chilometri è giuridicamente rilevante in quanto è esplicazione di un valore . può costituire un’ipotesi d’ impossibilità d’adempimento non imputabile al debitore – agricoltore . quello della libertà di circolazione . poi si delibera .d. si pensi ad es. oppure in un periodo che superi la minima unità temporale . ad es . ) la quale prima deve essere convocata . può avere diverse qualificazioni giuridiche .d. ad es. 2) Lo stesso fatto può fungere da presupposto affinché l’agricoltore . Al fatto << grandine >> si ricollega il danno assicurato e nasce a favore dell’ agricoltore il diritto al risarcimento da parte dell’ impresa assicuratrice . allo stesso fatto il diritto può attribuire una pluralità di qualifica-zioni . continuativo . << fatto continuativo >> . Ad esempio la nascita dell’uomo . oppure si svolge regolarmente ad intervalli costanti .Tuttavia non sempre la norma giuridica gli collega conseguenze giuridiche tangibili ed individuabili in maniera specifica e determinata . lo svolgimento di un’assemblea in una società per azioni ( art .

La valutazione di un fatto implica . non fare ) ad es. tuttavia . il provvedimento di espropriazione ect . all ’ ordine pubblico ed al buon costume . b) Fatto complesso che s’identifica in una serie di fatti tra loro collegati che tendono a produrre un effetto unitario .es. . e valutazione di meritevolezza dell’atto In base alla conformità o alla difformità dall’ordinamento giuridico si distingue tra : a) Fatto lecito che è quello conforme alle prescrizioni dell’ ordinamento b) Fatto illecito che è quello contrario alle norme imperative . Si distingue . Fatto illecito .Fatto positivo e Fatto negativo Un altro profilo che riguarda la struttura del fatto è quello contenutistico . di non alienare Fatto semplice . l ’ espropriazione per pubblica utilità si compone di più atti e fatti . Fatto lecito . non soltanto un giudizio di liceità . Fatto complesso e procedimento Sempre sotto il profilo strutturale . la dichiarazione di occupazione temporanea da parte della pubblica amministrazione . In tema di responsabilità “ extracontrattuale ” . che può consistere in una attività positiva (in un dare o in un fare) b) Fatto negativo . tra : a) Fatto positivo . che può consistere in un comportamento negativo ( non dare . Ad . cioè di responsabilità al di fuori di un rapporto specifico . perciò . obbligo di non fare concorrenza . tra i quali la dichiarazione di pubblica utilità . si distingue tra : a) Fatto semplice che s’identifica in un unico fatto . di non edificare . ma anche di “ meritevolezza di tutela ” e tale giudizio deve essere espresso alla luce dei principi fondamentali dell’ ordinamento e dei valori che lo caratterizzano . Il fatto complesso quando consiste in un insieme di fatti o di atti legati sotto un profilo logico funzionale tendente ad un effetto finale ed unitario assume la qualifica di << procedimento giuridico >> . si definisce illecito “ qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto ” .

Quindi interpretazione e qualificazione sono aspetti di un unitario processo conoscitivo teso a ricostruire cio che è avvenuto in una prospettiva dinamica . nel dubbio . la “veste” appunto . ad esempio . la sua profonda ragione giustificatrice che può essere ad un tempo normativa . e talvolta anche psicologica . in particolare . ( che cosa si voleva veramente ) un giudizio di fatto . essere intese nel senso più conveniente alla natura e all’ oggetto del contratto . dunque . Si pensi al l’ art . stabilire che quel fatto è . Ad es. ogni fatto umano volontario ha una << funzione >> la quale o è predeterminata dall’ ordinamento in schemi tipici o è modellata dall ’ iniziativa dei soggetti . è come se noi ammettessimo la separazione tra realtà giuridica e realtà sociale . una compravendita piuttosto che una locazione sarebbe invece una qualificazione . Oggetto e natura sono . cioè . Occorre una valutazione circostanziata e complessiva del fatto . quando invece sono interconnesse . è inaccettabile . economica . nel contratto di compravendita la funzione s’identifica nel trasferimento di un diritto verso il corrispettivo di un prezzo . dal momento della qualificazione che riguarderebbe la “ veste giuridica ” . Separare l’interpretazione dalla qualificazione . politica . la valutazione di tale significato .“ Funzione ” del fatto Ogni fatto giuridicamente rilevante ed . . CRITICA Questa tesi . costituisce il significato normativo del fatto . molteplici norme in tema di “ interpretazione ” del contratto presuppongono una “ qualificazione ”. vuol dire che la qualificazione non è successiva all’interpretazione . la determinazione del significato delle espressioni usate . per Perlingieri . poiché si tratterebbe di accertare la realtà . La << funzione >> del fatto . cioè un giudizio di valore poiché si attribuirebbe a quella realtà il suo nome giuridico . In pratica stabilire cosa le parti abbiano voluto intendere scrivendo qualcosa in un contratto costituirebbe interpretazione . intendendoli come due procedimenti sia temporalmente che logicamente diversi . Norme e fatti sono inseparabile oggetto di conoscenza . 1369 c. ma è contestuale o meglio un aspetto della stesso procedimento . qualificazioni dalle quali dipende l’applicazione di una certa regola d’interpretazione .c. Esistono molti dati che confortano la tesi dello stretto collegamento tra interpretazione e qualificazione . Quindi se già nell’interpretazione c’è l’aspetto della giuridicità . Interpretazione e qualificazione del fatto In dottrina è stato sempre oggetto di dibattito il problema del rapporto tra interpretazione e qualificazione del fatto . E’scorretto configurare l’interpretazione come “ mero intendimento” di una realtà pregiuridica. secondo cui le espressioni che possono avere più sensi devono . già in sede d’interpretazione l’interprete deve considerare gli effetti giuridici che il fatto produce . pertanto . sociale . TESI In genere la giurisprudenza e la dottrina tradizionale distinguono rigidamente il momento dell ’ interpretazione che riguarderebbe la conoscenza dell ’ atto .

. compravendita . non è un <<dopo>> rispetto alla qualificazione . in base al c. Occorre particolarmente una teoria dell’interpretazione ( intesa come unità di interpretazione e qualificazione ) . ma non lo esaurisce . Anche gli effetti che . Fatto e norma in continuo confronto sono . Individuazione normativa del caso concreto e superamento della tecnica della sussunzione Dal confronto fatto – norma si può individuare il significato giuridico da riservare a quel fatto concreto . si collegano all’atto non possono non essere presi in considerazione per la qualificazione di quest’ultimo . procedimento di integrazione . individui la normativa maggiormente compatibile con gli interessi ed i valori posti dall’ordinamento . Se la riconduzione del fatto concreto ad un tipo astratto previsto dalla legge ( ad . ma un suo momento essenziale . nella riconduzione del fatto concreto soltanto in schemi tipici . Con il riferire la qualificazione soltanto a schemi tipici si esclude dal fenomeno un’ampia gamma di contratti . o in mancanza secondo gli usi . L’integrazione . ma di un diverso contratto atipico . Un contratto apparentemente tipico con l’aggiunta di una clausola accessoria può modificare la sua funzione socio –giuridica ( si pensi alla distinzione tra comodato e precario sulla base del termine come clausola accessoria ):si tratterà non più di un contratto tipico con modalità accessorie . pertanto . pertanto . sarebbe esclusa la comprensione del fatto concreto in quanto tale .c. Da qui la diffidenza verso quella che è tradizionalmente definita << interpretazione dottrinale >> compiuta dai giuristi avente ad oggetto il sistema dei principi e delle regole senza il necessario contatto con i fatti storici . l’oggetto della conoscenza del giurista . che superando il meccanico procedimento della sussunzione del fatto concreto in rigidi schemi legislativi .d . locazione ect. comunque . La riconduzione del fatto ad un tipo generale previsto dalla legge è una fase del procedimento interpretativo . ) fosse l’unica modalità interpretativa . es . L ’ art. ma anche a tutte le conseguenze che ne derivano secondo la legge .<< Integrazione >> dell ’ efficacia La qualificazione non si esaurisce . 1374 c. ( integrazione del contratto ) dispone che il contratto obbliga le parti non solo a quanto è nel medesimo espresso . e l ’ equità .

Talvolta . cioè la dismissione del diritto . In quest’ultima ipotesi occorre individuare se tutti gli effetti abbiano lo stesso rilievo nella qualificazione del fatto o se tra essi vadano distinti quelli che determinano la funzione pratico – giuridica ( effetti essenziali ) di quel fatto da quelli che non la determinano ( effetti non essenziali ) . l ’effetto essenziale e diretto della rinunzia della proprietà è la perdita della titolarità della proprietà . effetti dell’effetto . da parte dello Stato . mediante il differimento dell’effetto . qualificano la fattispecie . edificio da costruire ) . fatto giuridico ) produce . La qualificazione può non coincidere con quella formalmente prescelta .In questa ipotesi l’effetto traslativo si verifica quando la “cosa viene ad esistenza” . Il differimento può essere opera delle parti ( ad es. ma anche quello che si produce in forma differita .d. Pertanto diverse sono le qualificazioni della vendita di cosa futura . purchè trovi la sua causa direttamente nel fatto . effetti istantanei ) ma anche quelli differiti ad un tempo successivo alla conclusione del contratto ( c.d.L’ << effetto giuridico >> Ogni evento cui l’ ordinamento attribuisce rilevanza ( c. Gli effetti che il fatto produce sono classificabili in : costitutivi se diretti alla formazione di un nuovo rapporto giuridico . Vi sono invece effetti ricollegabili al contratto soltanto per via riflessa . delle conseguenze che si definiscono << effetti giuridici >> . es. effetti differiti ) . Effetti istantanei ed Effetti differiti Effetti essenziali utili per la qualificazione non sono soltanto quelli che si verificano immediatamente ( c. altre volte produce una molteplicità di effetti . Quindi questo è l’ unico effetto essenziale e diretto . però .Tale acquisto ha causa non nell’atto di rinunzia ma ex lege nell’effetto . Nella vendita di cosa futura la cosa non esiste affatto o è in via di formazione ( ad . ) . cioè quelli che nella loro sintesi .da esso prodotto . es . dunque . Diretto può essere non soltanto l’effetto essenziale immediatamente prodotto . nel loro particolare collegamento. estintivi se determinano l’estinzione di un rapporto giuridico . Effetti diretti ed Effetti riflessi E ’ importante distinguere tra << effetti diretti >> ed << effetti riflessi >> .dd. Lo schema tipico previsto dal legislatore può subire . secondo altri di un negozio atipico .d. i cc. . Con il procedimento di qualificazione si individuano gli effetti caratterizzanti l ’istituto ( effetti essenziali ) .qui inteso come fatto . modificativi se intervengono su un rapporto giuridico in atto per modificarne la disciplina . obbliga il venditore a far si che la cosa venga ad esistenza . L’ esistenza di un bene immobile senza titolare produce l’acquisto . secondo alcuni si tratterebbe di un negozio in formazione . uno snaturamento della sua funzione . secondo altri ancora sarebbe un ‘ ipotesi di “ vendita obbligatoria ” in quanto .c. tale effetto è a sua volta produttivo di ulteriori effetti . L’ effetto diretto è da un punto di vista logico direttamente collegabile al fatto . non trasferendo immediatamente la proprietà della cosa . apposizione di un termine iniziale ) oppure disposto dalla legge ( ad . es . vendita di cosa futura art . della proprietà vacante . Ad . Talvolta il fatto si esaurisce nella produzione di un singolo effetto . 1472 c.

d. 4) SITUAZIONI SOGGETTIVE PASSIVE a) Il << dovere e obbligo >> . 3) SITUAZIONI SOGGETTIVE ATTIVE : a) Il << diritto soggettivo >> . Contitolarità . 2) Analisi dei singoli profili delle situazioni giuridiche soggettive a) il <<profilo effettuale >> b) il <<profilo dell’ interesse >> c) il <<profilo dinamico >> d) il <<profilo funzionale >> d) il <<profilo normativo >>. Titolarità temporanea e Titolarità non temporanea . .d. Titolarità di un soggetto indeterminato . d) La << potestà >> e) L’ << interesse legittimo >> . “ Abuso ed eccesso ” del diritto soggettivo . << Teoria volontaristica >> e << Teoria dell’interesse >> . b) Il << c . Titolarità formale e Titolarità sostanziale. c) L’ << onere >> 5) Lo << status >> nelle dottrina italiana .Capitolo tredicesimo SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE E LA LORO TITOLARITÀ 1) Premessa delle situazioni giuridiche soggettive . Ipotesi significative di diritto potestativo c) L’ << aspettativa >> Esempi di aspettativa giuridica . << limiti >> al diritto soggettivo .dd. Cc. << Status personae >> . diritto potestativo >> . << Status civitatis >> . << soggezione >> . b) La c. << Status familiare e Status personali civili >> . << Status professionali e Status personali patologici >> “Soggettività giuridica” 6) Forme di titolarità : Titolarità attuale e Titolarità potenziale . Titolarità occasionale e Titolarità organica .

soggettivistico fondato sul potere della volontà del soggetto . gli interessi patrimoniali sono per lo più funzionalizzati alla realizzazione dei valori esistenziali della persona. l ’ iniziativa economica privata . Il nostro ordinamento attribuisce ad ogni situazione soggettiva una << funzione sociale >> . a) Quanto al <<profilo effettuale >> diciamo che ogni situazione è effetto di un fatto . la quale . per essere giuridica . esso costituisce il fondamento giustificativo della situazione . dall’atro lato l ’aspetto teologico . b) Quanto al <<profilo dell’interesse >> ( esistenziale o patrimoniale che sia ) . che trova la sua imputazione in un soggetto destinatario . quello dell’ interesse per lo più patrimoniale Analisi a) il b) il e) il dei singoli profili delle situazioni giuridiche soggettive : <<profilo effettuale >> b) il <<profilo dell’ interesse >> <<profilo dinamico >> d) il <<profilo funzionale >> <<profilo normativo >>. Sotto tal riguardo la situazione costituisce una <<norma di condotta >> che attribuisce ai soggetti il potere di compiere o di non compiere determinati atti o attività . tra loro concorrenti .espressione della volontà di un soggetto che non sia necessariamente titolare dell’interesse . questi unitariamente intesi ne danno l’esatta dimensione . diritti della personalità ) alle quali spetta . Così . Si tenta di superare i due opposti modi di analizzare le situazioni soggettive : da un lato l ’aspetto individualistico . c) Quanto al <<profilo dinamico >> la situazione è attività . Situazioni patrimoniali sono spesso strumenti per la realizzazione d’interessi esistenziali o personali . di comportamento per i titolari della situazione stessa .invece.dd. un ruolo primario . deve avere una << rilevanza normativa >>. infatti .Diciamo che vi sono situazioni che <<sono>> funzioni sociali . la proprietà privata ha funzione sociale in quanto il diritto di proprietà deve soddisfare contestualmente l’interesse individuale del suo titolare e l ’ interesse della collettività ( sociale ) e) Quanto al <<profilo normativo– regolamentare >> ed esso ad attribuire rilevanza alla situazione . il credito . “profilo effettuale” come conseguenza del fatto . Partiamo dall’analisi dei singoli profili delle situazioni giuridiche soggettive.si traduce in “ situazioni soggettive giuridicamente rilevanti ” Le “ situazioni giuridiche soggettive ” devono essere considerate sotto diversi profili . “ profilo funzionale ” . cioè trova la sua origine in un fatto volontario o naturale giuridicamente rilevante .esercizio . “profilo dinamico” come esercizio – attività – espressione della volontà del soggetto . l ’ impresa . nella gerarchia dei valori . sia situazioni non patrimoniali ( i cc. l’interesse è del minore . cioè per la determinazione della sua funzione nell’ambito dei rapporti socio-giuridici .del tutore. il primo è titolare dell’interesse. Si pensi al tutore il quale esercita diritti che sono del minore . Nel nostro ordinamento esistono sia situazioni patrimoniali quali la proprietà . d) Quanto al <<profilo funzionale >> per la qualificazione della situazione . “ profilo normativo – regolamentare ” come norma di condotta .il secondo è legittimato ad esercitarlo.SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE E LA LORO TITOLARITÀ L’ efficacia del fatto in riferimento ad un centro d ’ interessi . Nella Costituzione . mentre la proprietà pubblica è funzione sociale . . Si 1) 2) 3) 4) 5) pensi al “profilo statico” come interesse . la volontà. altre che <<hanno>> funzione sociale .

Un soggetto può avere interesse ad agire semplicemente per accertare l’esistenza o l’inesistenza di un diritto. la nascita di obblighi : esistendo obblighi a carico di alcuni soggetti esisterebbero di conseguenza situazioni favorevoli . da parte della norma . Quindi il dovere . altri hanno l’ obbligo di rispettarli .può adire il giudice per far dichiarare inesistente quel diritto ) .es. a loro volta . teoria volontaristica : la volontà : Il diritto soggettivo viene concepito come espressione del potere della volontà Secondo la c. teoria dell ’ interesse : l ’interesse giuridicamente tutelato : l’essenza del diritto soggettivo va ravvisata in un interesse .momento patologico . oneri etc Secondo la prevalente dottrina il << diritto soggettivo >> sarebbe la classica situazione attiva che attribuisce un “ vantaggio ” al soggetto . quindi diritti soggettivi corrispondenti a quegli obblighi .d. nel riconoscimento di un mezzo di tutela. Prima di analizzare cos’è il diritto soggettivo è opportuno chiarire un problema che riguarda il meccanismo normativo . La seconda tendenza . sottolinea che nella norma l’effetto immediato è . invece . . una differente gamma di sfumature : diritti soggettivi . logicamente . cioè l’attribuzione del diritto soggettivo si manifesterebbe nella possibilità di adire il giudice . Se Tizio sostiene di avere un diritto di servitù al passaggio sul fondo del vicino. Secondo Perlingieri queste tesi non sono accettabili in quanto la norma fà nascere contem -poraneamente .direttamente o indirettamente interessato. pertanto l’obbligo precederebbe logicamente il diritto . il diritto soggettivo prima rispetto al dovere di altri : poiché la norma riconosce diritti ad alcuni soggetti . diritti e doveri . secondo la c. che assumono . l’obbligo sarebbero una conseguenza del riconoscimento . di situazioni favorevoli ad altri soggetti .- Secondo un’altra concezione il diritto soggettivo rivelerebbe non quando il soggetto titolare del dovere adempie il comportamento dovuto – momento fisiologico . << Teoria volontaristica >> e << Teoria dell ’ interesse >> Gli aspetti fondamentali del diritto soggettivo sono .Esso consiste nel potere della volontà di agire per il soddisfacimento di un proprio interesse tutelato dalla legge . La prima sostiene che dalla norma scaturisce in via primaria il diritto di un soggetto . ai dementi . Alla teoria volontaristica . Un diritto esiste in quanto esitste un correlativo dovere . soggezione .( Ad. si contestava il fatto che il diritto soggettivo non poteva esaurirsi in un potere della volontà del soggetto in quanto non era possibile spiegare l’attribuzione . potestà .Il << diritto soggettivo >> Innanzitutto occorre premettere che il diritto oggettivo . una situazione favorevole così ponendo . poiché nessun potere si giustifica se non in funzione di un interesse . viceversa . obblighi . quindi . quest’ultimo. senza alcuna precedenza logica . nel momento processuale . di diritti soggettivi agli incapaci . pertanto . tan’te che è possibile attribuire diritti anche a soggetti incapaci d’intendere e di volere o a soggetti inesistenti . privi di una volontà giuridicamente valida . ma soltanto nel momen to del non adempimento . d. A tal proposito vi sono due tendenze contrapposte.allora . vale a dire l’ordinamento giuridico conferisce ai soggetti cui si rivolge particolari situazioni di vantaggio o di svantaggio ( situazioni soggettive attive o passive ) . la creazione di doveri . come i nascituri e i non concepiti .

in tema di usufrutto . limiti esterni nascono insieme al dirtto soggettivo ed in realtà anche se si definiscono esterni al diritto . 833 c. L’ usufruttuario .c. I cc. ma non può usare di questo potere surrettiziamente per nuocere ad altri titolari di situazioni egualmente meritevoli di tutela . . dd. Non si tratta di esercizio contrario di un potere che si ha . Infatti nel vigente ordinamento non esiste un diritto soggettivo illimitato attribuito nell’escluivo interesse del soggetto . mentre per << abuso >> s’intende un uso eccessivo di un potere che si ha . Egli può recintare il fondo . imposti nell’interesse della collettività . L’ordinamento tutela un interesse in quanto questo risponde a quelle ragioni . ma contribuiscono all’identificazione della sua essenza . comunque rispondenti alla sua funzione . Ad . es. << limiti>> al diritto soggettivo Il diritto soggettivo .c. quindi . Questa norma è espressione di una categoria generale di abuso del diritto che racchiude ogni ipotesi in cui il diritto soggettivo cessa di ricevere tutela perché è esercitato al di là dei limiti stabiliti dalla legge . nonostante si discorra di abusi dell’usufruttuario . ) . tempi e forme . Quel che esiste è un interesse giuridicamente tutelato . Le situazioni soggettive subiscono . nell’ipotesi del falsus procurator. garantite con la tecnica delle limitazioni e dei vincoli . “ Abuso ed eccesso ” del diritto soggettivo Ciascun diritto deve essere esercitato in determinati modi . ma di esercizio di un potere che non si ha.dd. 1015 c. “ abusa ” in senso ampio del proprio diritto . anche di natura collettiva . dell’ordine pubblico . L’ abuso è l ’ esercizio contrario o comunque estraneo alla funzione della situazione sog-gettiva . un soggetto si dichiara rappresentante di un altro e ne vende la casa . un’intrinseca limitazione dal contenuto delle clausole generali . della buona fede in quanto espressioni generali del principio di solidarietà . Chi agisce senza rispettare quei modi . Diversa è l’ ipotesi di eccesso di potere .Cc. come le altre situazioni soggettive . della correttezza . non modificano dall’esterno l’interesse . altra fattispecie di eccesso è ravvisabile nell ’ art . tempi . una situazione giuridica avente già in sé limitazioni per il titolare . che aliena la proprietà non sua .Il potere può mancare del tutto (come ad . es . non abusa ma esercita un potere non suo che l’ ordinamento attribuisce al nudo proprietario . il proprietario che pianta sul proprio terreno pali altissimi all’unico scopo di privare di luce il fondo del vicino non realizza una utilità coperta dalla situazione pro-prietaria ( divieto di atti emulativi art . può essere limitato . Pertanto per << eccesso >> s’intende l ’assenza o l ’ eccedenza di potere . più o meno prestabiliti .

Il << c . d . diritto potestativo >>
Il << diritto potestativo >> , definito anche diritto discrezionale o potere formativo , è una situazione soggettiva attiva che attribuisce al suo titolare il potere di provocare unilateral- mente una vicenda giuridica sfavorevole per un altro soggetto costituendo , modificando , estinguendo una situazione soggettiva , nonostante ciò significhi invasione nella sfera giuridica di un altro soggetto , il quale è impossibilitato ad evitare , in termini giuridici , l’esercizio del potere . La dottrina ha elaborato questa categoria individuando una serie di ipotesi nelle quali un soggetto ha il potere di incidere , con una sua manifestazione di volontà , su una situazione della quale non è l’unico interessato . In queste ipotesi verrebbe violato il principio dell’ indipendenza delle sfere giuridico - patrimoniali secondo il quale ognuno può esprimere la sua volontà , comportarsi in un certo modo , purchè gli effetti di tali atti o comportamenti abbiano rilievo solo nella propria sfera . La dottrina del c.d. diritto potestativo ha il merito di aver sottolineato che un soggetto , in più occasioni , è titolare di un potere che , esercitato , produce effetti non soltanto nella sfera di chi lo esercita ma anche in quella di altri soggetti che nulla possono per neutralizzarli . L’ attribuzione ad un soggetto di un tale potere deve pertanto avere una meritevole ragione giustificatrice . La posizione del soggetto che non può opporsi all’esercizio del diritto potestativo , e deve subire l’effetto per lui sfavorevole , è definita << soggezione >> . Ipotesi significative di diritto potestativo sono : a) il diritto di affrancazione dell’ enfiteuta ( art. 971 c.c. ) che consiste nel potere dell’enfiteuta di affrancare la proprietà del concedente , cioè di estinguere unilateralmente con una mera dichiarazione di volontà l’enfiteusi per acquistare la proprietà esclusiva . L’enfiteuta ha il potere di incidere sulla sfera del concedente facendogli perdere il diritto di proprietà e ha l’obbligo di versare al concedente una somma di denaro risultante dalla capitalizzazione del canone annuo sulla base dell’interesse legale . Il concedente si trova , nei confronti dell’enfiteuta , in una posizione di soggezione non potendo neutralizzare l’esercizio del potere . b) il diritto di recesso unilaterale ( art. 1373 c.c. ) che attribuisce ad una parte il diritto potestativo di recedere unilateralmente dal rapporto contrattuale . c) l ’acquisto della proprietà del condomino a seguito di perimento totale o parziale dell ’ edificio in comunione ; se un condomino non intende partecipare alla ricostruzione dell’edificio , gli altri possono unilateralmente acquisire la proprietà del condomino dissenziente . Altre volte si assiste ad una riduzione del diritto potestativo . Ad es. la facoltà di recedere dal rapporto di lavoro attribuita al datore nei confronti del prestatore , sulla spinta di una rinnovata contrattazione collettiva e dei sindacati , ha subito << un’inversione di tendenza >> . In precedenza si attribuiva al datore un’ampia possibilità di licenziare , sia pure << per giusta causa >> , il prestatore d’opera , oggi il potere del datore è notevolmente limitato in quanto è necessario rispettare il dettato Costituzionale che tutela il rapporto di lavoro nella sua stabilità . Quindi , da un lato , per particolari scelte legislative , il potere unilaterale attribuito ad un soggetto soggetto è stato ampliato , dall’atro , per il mutare delle esigenze sociali ed in conformità dei principi costituzionali , questo potere è stato limitato . Pertanto , si può dire che la disciplina dei poteri formativi non è unitaria ma dipende dalla situazione dalla quale traggono origine .

L ’ << aspettativa >>
Si definisce << aspettativa >> la situazione soggettiva strumentale per l ’ acquisto di una ulteriore situazione . E’ una posizione di attesa in cui si trova il soggetto a favore del quale viene maturando un diritto soggettivo . La dottrina ha usato l’espressione << aspettativa >> in situazioni estremamente diverse : sia nelle ipotesi nelle quali il soggetto non ha una specifica tutela , sia in quelle dove invece sussiste una tutela . L’ aspettativa propriamente detta ( aspettativa giuridica o di diritto ) non và confusa con : la mera speranza di un diritto soggettivo : tale sarebbe ad esempio la speranza dei figli di una persona di succederle alla sua morte , che non riceve alcuna tutela giuridica finchè la successione non s’è aperta . Tale situazione viene qualificata come mera aspettativa di fatto .

L ’ << aspettativa giuridica >> è , dunque , << una posizione di attesa cui l’ordinamento attribuisce rilevanza giuridica , favorendone la conservazione e l’attitudine a trasfor-marsi in diritto soggettivo >> .

ESEMPI

DI ASPETTATIVA GIURIDICA

Per esempio è in posizione d’attesa chi punta su un determinato cavallo o chi gioca al totocalcio ; prima della corsa o fino alla domenica nella quale hanno luogo le partite di calcio , lo scommettitore ha un interesse protetto : quello affinché il gioco si svolga secondo le regole . Giuridicamente rilevante è la situazione che si produce dopo la morte del testatore . Il chiamato all’eredità non può essere considerato titolare di una situazione d ’ aspettativa c.d. di fatto . Anche se l’eredità non si può acquistare automaticamente ,( art. 460 c.c. ) l’ordinamento attribuisce al chiamato il potere di esercitare azioni possessorie a tutela dei beni ereditari un potere di amministrazione conservativa del patrimonio ereditario , di accettare l’eredità . La dottrina definisce aspettativa di fatto anche la situazione derivante dall’obbligazione naturale . Colui il quale attende da parte di un altro soggetto una prestazione in adem-pimento ad un dovere morale o sociale ( art . 2034 c.c.) non avendo , nei confronti di quest’ultimo , il potere di esigere la prestazione , si dovrebbe considerare titolare di una mera aspettativa di fatto in quanto non vi sarebbe alcuna tutela giuridica . Tuttavia , per Perlingieri , l’obbligazione naturale è giuridicamente rilevante , sia pure esclusivamente in vista dello spontaneo adempimento del debitore naturale . Anche la promessa di matrimonio ( art . 81 c.c. ), che non è un obbligo giuridico per soggetti di contrarre matrimonio si fa rientrare nelle aspettative di fatto . L ’ aspettativa ha , invece , rilevanza giuridica in particolare quando , qualora la promessa fatta vicendevolmente per atto pubblico o scrittura privata non venga adempiuta , obbliga la parte che senza giusto motivo ricusi ad eseguirla a risarcire il danno all’altra parte per le spese fatte e per le obbligazioni assunte a causa della promessa . Anche l’ipotesi prevista dall ’ art . 2932 c.c. – l’ esecuzione in forma specifica di un’even-tuale obbligazione nata tra le parti di un contratto preliminare per la conclusione del contratto definitivo . Non sarebbe corretto discorrere di mera aspettativa di fatto da parte di entrambi i soggetti alla conclusione del contratto definitivo , in quanto dal preliminare nasce una obbligazione giuridica , quella di prestare un futuro consenso per la conclu-sione del contratto definitivo . Ciascuno dei contraenti , per tale conclusione ha diritto ad avere la cooperazione dell’altro , tant’è che se uno dei due non vuole più adempiere l’obbligazione , l’altro si può rivolgere al giudice per ottenere una sentenza costitutiva che produca gli stessi effetti del consenso . Ipotesi principale di aspettativa giuridica è quella dei negozi sottoposti a condizione sospensiva .

Chi contratta sotto condizione o termine non raggiunge in realtà il risultato previsto nel contratto, perché esso dipende dal verificarsi di un evento futuro .L’ interesse finale non è ancora raggiungibile ; è attuale l ’ interesse strumentale a preservare l ’aspettativa del risultato futuro .Durante lo stato di pendenza della condizione ciascuna parte deve comportarsi secondo buona fede per conservare integre le ragioni dell ’ altra parte . Le parti si trovano in uno stato di aspettativa legalmente tutelata in forza della quale hanno diritto a che la situazione non venga modificata durante la pendenza della condizione , possono compiere atti conservativi del loro diritto ect .

d ) La << potestà>>
La << potestà >> è una situazione soggettiva “ ibrida ” nella quale il titolare ha un potere per la cura di un interesse altrui ed è contemporaneamente obbligato ad esercitare tale potere . Dunque è una situazione di potere – dovere ; L’esercizio della potestà non è libero , arbitrario , il titolare del potere ha un ufficio , quindi , un dovere da svolgere nell’interesse altrui e per lo svolgimento di tale compito gli è attribuito un potere . Si pensi ad esempio alla potestà dei genitori , alla tutela , alla curatela fallimentare . Il genitore , quindi , non esercita la potestà nel suo interesse ma in quello del minore . Accanto alle diverse forme di tutela e curatela il codice civile ravvisa ipotesi di situazioni soggettive , che pur non definisce potestà , nelle quali il potere – dovere viene esercitato da organi di controllo di enti ; ad es. il collegio sindacale nella società per azioni .

e ) L ’ << interesse legittimo >>
La situazione soggettiva correlata alla potestà assume il nome di << interesse legittimo >> . La figura dell ’ << interesse legittimo >> viene particolarmente in rilievo nel campo del diritto amministrativo e si tratta di un interesse riconosciuto al singolo in ordine ad un bene oggetto del potere amministrativo e consistente in una serie di poteri idonei ad influenzare il corretto e legittimo svolgimento dell ’ azione amministrativa . Ad esempio si pensi al minore , ai creditori del fallito , ai soci nell’ipotesi che gli uffici che li riguardano non vengano , a loro parere , esercitati correttamente e diligentemente , possono intervenire affinché il giudice accerti la correttezza e diligenza dell’attività . Dove vi è potestà , nel senso di diritto – dovere , della pubblica amministrazione, lì vi è la possibilità che un soggetto , titolare di un interesse legittimo , intervenga qualora la pubblica amministrazione non adempia in maniera corretta l’esercizio di quell’ ufficio . Fino ad una recente sentenza della Cassazione questi interessi non trovavano tutela in sede civile , ma potevano essere fatti valere solo di fronte al giudice amministrativo , cosic-ché la qualificazione di una situazione giuridica come diritto soggettivo oppure come inte-resse legittimo risultava decisiva al fine della determinazione della competenza giurisdizionale dell’autorità ordinaria o di quella amministrativa . Oggi per un mutato quadro normativo e giurisprudenziale è stata riconosciuta una tutela in sede civile di tali interessi , essendo stata ammessa la risarcibilità ex art. 2043 , anche ad opera del Giudice Amministrativo ( e non solo nelle materie rientranti nella sua giuristizione esclusiva ) , del danno derivante dalla lesione degli interessi legittimi . Di conseguenza una stessa fattispecie poteva dare adito ad una duplicazione di giurisdizione , poiché un’effettiva tutela degli interessi lesi poteva ottenersi solo con un primo giudizio amministrativo , per l’annullamento del provvedimento illegittimo , e con un successivo giudizio di fronte al giudice ordinario per la condanna del risarcimento del danno cagionato per l’esecuzione di quel provvedimento .

SITUAZIONI

SOGGETTIVE

PASSIVE

a) Il << dovere e obbligo >>
Le situazioni soggettive passive correlate al diritto soggettivo sono il << dovere e obbligo >> Di solito il << dovere giuridico >> indica una situazione a contenuto generico che non si specifica in alcun comportamento determinato . Il titolare del dovere è tenuto ad una cooperazione generica che si esaurisce per lo più in un comportamento di astensione o comunque negativo . Ad esempio il dovere di tutti di rispettare , di non ledere , di non interferire nella proprietà altrui . L’ << obbligo >> , invece , può definirsi come il dovere di tenere un comportamento di contenuto specifico . Tale comportamento può consistere tanto in un comportamento positivo (obbligo di fare , di dare ) quanto in un comportamento negativo ( obbligo di non fare , di non dare ) . Nei confronti della stessa situazione giuridicamente rilevante , tuttavia , si può prospettare , talvolta , sia un dovere che un obbligo . Si pensi all’ipotesi in cui Tizio ha diritto di esigere la consegna del libro che ha acquistato da Caio . Questi ha l’obbligo di consegnare la cosa determinata , cioè il libro . Qui è pos-sibile discorrere di obbligo perché la previsione è specifica . Qualora , però , un terzo distrugge il libro si prospetta la possibilità della lesione del credito da parte del terzo .Il terzo ha , pertanto , il dovere di non provocare un danno ingiusto nella sfera altrui.Il dovere generico del terzo si pone accanto all’obbligo specifico del debitore di adempiere.

b) La c.d. << soggezione >>
La posizione del soggetto che non può opporsi all’esercizio del diritto potestativo , e deve subire l’effetto per lui sfavorevole , è definita << soggezione >> . Anche se è vero che il titolare della soggezione non può impedire la produzione degli effetti nella sua sfera , è pur vero che egli è titolare di un obbligo ,cioè quello di non impedire al titolare del potere formativo la possibilità di esercitarlo utilmente . Ad esempio la posizione di colui che riceve una disdetta , oppure nell’ipotesi di una società << con un unico azionista >> .

c) L’ << onere >>
L’ << onere >> può essere definito un “ obbligo potestativo ” in quanto il suo titolare può adempierlo o no , ma è comunque una situazione strumentale per il raggiungimento di un risultato utile per il titolare . Esempio di onere è l ’ accettazione dell ’ eredità con beneficio d’inventario . L’ istituto ha al funzione di << tener distinto il patrimonio del de cuis da quello dell’erede ed è un rimedio garantista al quale il chiamato all’eredità ricorre qualora sospetti che il patrimonio ereditario sia in passivo .Per conservare il beneficio è necessario procedere all’inventario entro il termine stabilito dalla legge a pena di decadenza . Fare l’inventario - nelle ipotesi normali – può essere considerato non un mero obbligo , ma un onere , cioè un obbligo potestativo nell’interesse del titolare della situazione soggettiva . Altro esempio di onere è la trascrizione con efficacia dichiarativa ; se si vuole opporre il proprio acquisto a terzi acquirenti si deve trascrivere . La trascrizione è un onere per la parte , è invece è un obbligo per il pubblico ufficiale , il quale , se non trascrive l’atto che riceve è soggetto a sanzioni e incorre in responsabilità civile

<< Status personae >> In una prima fondamentale accezione lo << status personae >> è inteso come stato dell’uomo appartenente alla comunità umana di vita nella quale si compie la personalità individuale ) . pertanto . di pensionato . il quale soltanto può rimuovere il significato originario di “ condizione sociale ” .d. ravvisando in esso soltanto l’insieme delle norme e degli effetti relativi ad una condizione della persona . i doveri del servizio militare e della fedeltà alla Repubblica ect . non s ’ identifica con la capacità che si acquista alla nascita ( c. di imprenditore . si chè gli stati personali non sono non sono più due ( civitatis e familiae ) . s’identifica con la titolarità di qualsiasi situazione acquisita dal soggetto nella sua vita di relazione . In tale prospettiva si considerano status la qualità di erede . Chi .come situazione originaria di base .contestuale al concepimento ed alla formazione della persona fisica . non ha i diritti e i doveri del cittadino . difetta dello status civitatis . cioè lo stato di cittadino quale autonoma situazione soggettiva costituita di diritti e doveri : il diritto di voto . di tutore . capacità giuridica ). o perché apolide . famiglia ) sovraordinata rispetto all’individuo : gli status esprimerebbero la posizione subordinata dell’individuo in queste comunità ( tesi non condivi-sibile nel nostro ordinamento ) e sarebbero lo status civitatis e lo status familiae . l’ uomo . ma possono essere molti e di varia importanza . << Status civitatis >> Accanto allo status personae . Questi orientamenti devono conformarsi al principio di eguaglianza . nel momento nel quale partecipa ad una organiz – zazione politica statale assume lo << status civitatis >> . Un secondo orientamento ha inteso lo status come vincolo nel quale si trova l’individuo in una comunità originaria ( Stato . al contrario . lo status diviene semplicemente una “ qualità della persona ” . affermando la pari dignità delle persone . di commerciante . ma conserva pur sempre lo status personae . Un terzo orientamento ha esteso notevolmente il concetto considerandolo come conseguenza dell ’appartenenza dell ’ individuo al gruppo .Lo << status >> nella dottrina italiana Nell’ambito della problematica delle situazioni soggettive è generalmente affrontato il tema dello << status >> al quale sono state riservate molteplici teorie . la persona fisica può acquisire status diversi in riferimento a determinate situazioni . Lo << status personae >> esprime la posizione giuridica dell ’ uomo in una determinata società civile . quale tecnica idonea a creare o a spiegare trattamenti diseguali . indipendentemente dal rapporto con una comunità o aggregato sociale . Dallo status come categoria astratta e neutrale si perviene ad una nozione strumentale di status . acquisita sin dal momento nel quale esiste come valore umano . di lavoratore . Il principio di eguaglianza sostanziale legittima . La nozione di status così intesa . una sorta di << criterio di economia legislativa >>. o perché straniero . status diversificati . l’ammissione ai pubblici uffici ed alle cariche elettive . di lavoratore . Un primo orientamento nega che lo status sia un ’ autonoma situazione soggettiva . più che altro rappresenterebbe la situazione soggettiva della persona in un determinato momento del suo divenire . Ad es. Lo << status personae >> . Lo << status personae >> .

Di regola . di genitore ect . La soggettività è giuridicamente rilevante ogni qualvolta la norma fa ad essa riferimento . morali o materiali . Enti pubblici ). salvo che non abbiano acquisito una certa stabilità influente sul compimento di una serie di atti ( ad es. di situazioni soggettive . dovuti a ragioni psicologiche . invece . si pensi allo status di figlio legittimo . << Status professionali e Status personali patologici >> Lo << status professionale >> sta ad indicare la qualifica che il soggetto assume nel mondo della produzione e del lavoro . si pensi allo status di lavoratore subordinato ed autonomo e allo stus di imprenditore . allo status di figlio naturale . Lo << status personale patologico >> indica quelle ipotesi ricollegabili a fatti patologici . pertanto la soggettività è punto di riferimento soggettivo . lo stato d’interdetto ) << Soggettività giuridica >> I soggetti titolari di situazioni soggettive giuridicamente vincolanti sono le persone fisiche e le persone giuridiche ( ad. inteso come la qualità personale del soggetto in seno alla comunità familiare . atto di celebrazione del matrimonio .<< Status familiae e Staus personali civili >> Lo << status familiae >> è . ad es. di attività . invece . riconoscimento del figlio naturale ect. lo << status personale civile >> ha come titolo d’acquisto uno speciale atto pubblico . che di regola non modificano la condizione personale ( stato di pericolo o di bisogno ) . atto di nascita . . centro d’imputazione d’interessi . l’ atto di stato civile .

oppure a d un avvocato per essere difeso . la scelta è dovuta alla qualità del professionista . le ipotesi nelle quali . La prestazione debitoria ( il comportamento dovuto dal chirurgo o dall’avvocato ) si caratterizza per il fatto che il titolare del debito è quel soggetto soltanto . tutelati dall’ordinamento che non hanno ancora un titolare ( si pensi alla donazione a favore dei nascituri o di non concepiti ) . per la fun-zione della situazione soggettiva .d. La titolarità organica o istituzionale riguarda . infatti vi sono interessi . Il soggetto non è un elemento essenziale per l’esistenza della situazione soggettiva . cioè l’esistenza di un titolo idoneo all’acquisto della titolarità definitiva . in particolare nei diritti fondamentali dell’uomo . la spettanza indica la potenzialità della situazione . Ad es. scelto per le sue qualità . e quindi situazioni . il rapporto di mandato ha carattere strettamente personale in quanto fondato sulla fiducia . La titolarità potenziale si esprime con la nozione di << spettanza >> . La titolarità attuale si può indicare in termini di << appartenenza >>: la situazione che è immediatamente collegabile ad un soggetto gli appartiene . spettanza di titolarità ) . non solo della titolarità . L’ estinzione del soggetto debitore comporterà l’estinzione . alla fiducia che esso ispira .se questi viene meno la situazione si estingue . Queste situazioni legate organicamente al titolare ( c. Ad esempio se Tizio si rivolge ad un chirurgo per essere operato . la loro funzione . situazioni intuitu personae ) stabiliscono un legame talmente stretto con un soggetto da avere esclusivamente in quel legame la loro ragione d’essere . ma dello stesso rapporto . La titolarità organica ha soprattutto applicazione nel settore delle situazioni esistenziali . una delle cause di estinzione del mandato è la morte del mandante o del mandatario . ma non il soggetto titolare dell’interesse .Forme di titolarità : Titolarità attuale e Titolarità potenziale Il legame tra soggetto e situazione soggettiva prende il nome di << titolarità >> . Mentre l’appartenenza fa riferimento all’attualità della situazione . quindi la situazione debitoria è intuitu personae perché si fonda su un rapporto di fiducia . La situazione soggettiva che ha un titolare istituzionale non può essere trasferita : poiché essa vive soltanto nell’interesse del suo titolare . disposizioni mortis causa a favore del nascituro ) . La titolarità può essere di diversi tipi : 1) 2) 3) 4) Titolarità Titolarità Titolarità Titolarità attuale potenziale occasionale istituzionale Attuale è la titolarità esistente ed immediatamente rilevante . Titolarità occasionale e Titolarità organica Diversa è la distinzione tra titolarità occasionale e titolarità organica . Il soggetto non è ancora titolare della situazione soggettiva che acquisterà ( cd . in altri termini il soggetto è fungibile . di stima . invece . dal momento della donazione fino alla possibile nascita del soggetto esiste già l’interesse giuridicamente tutelato . . La titolarità occasionale riguarda le ipotesi nelle quali una situazione può appartenere o spettare ad un qualsiasi soggetto . ma ha già un titolo per acquistarla ( ad es. essa deve avere necessariamente un determinato titolare . Infatti come ben sappiamo . di regola .

pur non essendolo .Titolarità formale e Titolarità sostanziale Vi è distinzione anche tra titolarità formale e titolarità sostanziale La titolarità formale si verifica soprattutto nel campo della proprietà : ad es. oltre che semplice . Contitolarità La titolarità . La titolarità è indefinita nel tempo . E’ l’ipotesi della contitolarità . si pensi alla comunione . al condominio . può essere talvolta complessa . . Titolarità temporanea e Titolarità non temporanea Ultima distinzione si ha tra titolarità temporanea e titolarità non temporanea . avviene spesso che ad un soggetto sia riconosciuta la titolarità ( formale ) della situazione . L’art. contemporaneamente e solidamente . La prima può essere a tempo definito e indefinito : si pensi ad esempio all’usufrutto . Al secondo comma dello stesso articolo si prospetta la titolarità a tempo definito : << L’usufrutto costituito a favore di una persona giuridica non può durare più di trent’anni >> . In questa ipotesi si ha una titolarità sostanziale . Atra ipotesi è il mandato senza rappresentanza . al concredito ect. Titolarità di un soggetto indeterminato Esistono situazioni esistenziali che sono giuridicamente rilevanti ancor prima dell’esistenza di un soggetto .c. infatti non si sa quanto durerà la vita dell’usufruttario . Con la contitolarità si ha l’appartenenza . dispone che << La durata dell’usufrutto non può eccedere la vita dell’usufruttario >> . o la spettanza di una situazione giuridica a più soggetti contestualmente . Vi sono invece ipotesi nelle quali un soggetto può assumere sostanzialmente i poteri e i diritti che sono tipici del proprietario . mentre l’insieme dei poteri e delle facoltà può essere attribuito ad altri . 979 c. Si pensi ad esempio all’ ipotesi del nascituro al quale l’ordinamento attribuisce determinati diritti . Si pensa all’enfiteuta che può disporre e godere del bene oggetto dell’enfiteusi alla stessa maniera del proprietario .

b) per identità di riferimento oggettivo . b) integrazione . c) solidarietà . c) per identità del titolare 7) Collegamento di derivazione 8) Collegamento strumentale 9) “ Vicende costitutive del rapporto giuridico ” 10) “ Vicende modificative del rapporto giuridico ” 11) “ Vicende estintive del rapporto giuridico ” .Capitolo quattordicesimo “ RAPPORTI GIURIDICI E LORO VICENDE ” 1) Diverse concezioni del rapporto giuridico 2) La << struttura >> del rapporto 3) La << funzione >> del rapporto 4) Titolo e fonte del rapporto 5) Collegamento diretto tra rapporti : a) accessorietà . d) funzione 6) Collegamento indiretto tra rapporti : a) per identità di prestazione .

influenzata dall ’ esperienza romanistica .Si pensi ai rapporti della personalità e a quelli del lavoro subordinato . mero presupposto per l’applicazione della norma . Questa è espressione della “ teoria pura del diritto ” che esclude dalla normatività il profilo fattuale e sociale . rappresenta il superamento della tendenza che esaurisce la costruzione del diritto civile soltanto in termini di attribuzione di poteri . gli altri centri d’interesse . In questa prospettiva . RAPPORTO COME RELAZIONE TRA SOGGETTI : IL C. RAPPORTO UNISOGGETTIVO C) Secondo la dottrina prevalente il rapporto giuridico è definito come << relazione tra soggetti >> . Una situazione . ma sono già individuati due interessi e quindi due situazioni soggettive . Questa è una definizione non esatta poiché vi sono molteplici ipotesi nelle quali mancano due soggetti . RAPPORTO COME RELAZIONE TRA SOGGETTO E ORDINAMENTO B) Secondo un’altra concezione il rapporto giuridico è considerato come << relazione tra soggetto ed ordinamento . che vorrebbe esaurire il fenomeno giuridico nella norma . e cioè riducendo il lavoratore ad energia lavorativa . L’ordinamento non è soltanto un insieme di norme . ma il titolare della situazione attiva è individuato successivamente . Pertanto in questa ottica . perciò . Tuttavia tale concezione tra soggetto e cosa non è valida per tutte le ipotesi in quanto non tutti i rapporti giuridici si riferiscono ad una cosa .D. Il concetto di rapporto giuridico . Infatti in una visione moderna dell’ordinamento che trova conferma nei principi costituzionali l’individuo si prospetta in continua relazione con altri centri d’interesse. ma anche un sistema di rapporti giuridici . la nozione di rapporto è intesa come << relazione tra soggetto e cosa >> . RAPPORTO COME RELAZIONE TRA SOGGETTO E COSA A) Secondo la dottrina tradizionale . gli obblighi .“ Rapporti giuridici e loro vicende ” Le situazioni giuridiche soggettive trovano il loro punto di confluenza nel rapporto giuridico Non è più sufficiente approfondire il potere attribuito ad un soggetto se non si comprendono allo stesso tempo i doveri . In pratica secondo la teoria romanistica il rapporto tra datore di lavoro e lavoratore si dovrebbe tradurre in un rapporto tra datore di lavoro ed energia lavorativa . Accanto a questi rapporti ne esistono altri che non hanno una res come punto di riferimento oggettivo. La configurazione potrebbe avere tutt ’ al più un’ utilizzazione nei rapporti patrimoniali nei quali esista una res che ne costituisca il punto di riferimento oggettivo . nella quale le situazioni attive e passive sono determinate . il rapporto tra soggetto e soggetto è rapporto di fatto . quindi . Ad esempio nell’ obbligazione la relazione tra debitore e creditore sarebbe il presupposto di fatto al quale l’ ordinamento fa riferimento per applicare una certa disciplina la giuridicità risiederebbe esclusivamente nell’ordinamento inteso in senso stretto .nella quale uno stesso soggetto può essere titolare delle situazioni attive e passive di un rapporto giuridico . la nozione di rapporto giuridico è soltanto relazione tra soggetto ( debitore ) e ordinamento . ma questo alla luce dei principi costituzionali non è ammissibile . in qunato non si può degradare un essere umano ad una mera cosa . Diverse concezioni del rapporto giuridico Esistono diverse concezioni del rapporto giuridico . . può essere priva di soggetto determinabile a priori . Una situazione soggettiva può essere momentaneamente senza soggetto in quanto quest’ultimo non è un elemento essenziale . Altro esempio è l ’ eredità con beneficio d’inventario . Esempi di rapporti giuridici nei quali vi è la dualità delle situazioni soggettive e manca la dualità dei soggetti sono costituiti ad esempio dalla promessa al pubblico ( prometto cento a chi troverà il mio libro smarrito ) .

Il << titolo >> non è altro che la ragione giustificatrice . Ad esempio nella promessa al pubblico . la sua normativa . Ad esempio il contratto di compravendita trova il suo titolo nello scambio del bene contro il prezzo . quindi tra centri d ’ interesse e non tra soggetti . sia le prestazioni restano gli stessi . Quindi si può dire che l ’ aspetto normativo confluisce in quello funzionale . Se ci si limitasse . anzi strumentali per la sua costituzione . infatti . nel suo profilo strutturale è relazione tra la situazione creditoria e quella debitoria . infatti . nelle disposizioni mortis causa . Non è possibile concepire un diritto o un dovere al di fuori di un rapporto . la causa dell’obbligazione pecuniaria . per definizione . La << funzione >> del rapporto La funzione del rapporto giuridico è il regolamento di opposti centri d’interesse in collegamento tra di loro . muta lo stesso rapporto che si nova in un altro .non esprime il perché della sua esistenza . obblighi . Ad esempio si pensi alla “ Novazione oggettiva ” . sia i centri d’interessi . la disciplina che la caratterizza . se tra la problematica della fonte e quella del titolo vi sia una stretta correlazione in quanto è possibile un mutamento della fonte senza comportare il mutamento del titolo o viceversa . . se mai . Vi è un dubbio . poi . al solo profilo strutturale . di per sé neutra . cioè alla relazione tra le situazioni soggettive . nasce un’ obbligazione pecuniaria che sotto il profilo strutturale consiste nella relazione tra le situazioni del conduttore e del locatore e si giustifica nella funzione pratico – giuridica della locazione . nelle quali il soggetto destinatario della disposizione ancora non vi è o non si conosce . in dottrina . Se . quando muta la funzione del rapporto . cioè la funzione pratico – sociale alla quale risponde . vi è contestualità : se esiste la situazione . il proprietario vende l’ appartamento al suo inquilino prevedendo il differimento mensile della somma rimanente pari al canone locatizio. dunque . in pratica la prestazione dovuta prima come canone di locazione è ora dovuta a titolo di prezzo La << fonte >> è . v’è anche rapporto . Manca . nascerebbe prima una situazione giuridica e poi . La dottrina afferma che in alcune ipotesi è possibile individuare situazioni soggettive unilaterali . però . Titolo e fonte del rapporto Il rapporto giuridico si individua anche attraverso il << titolo >> e la << fonte >> . potrebbe mutare il titolo senza comportare un mutamento della fonte . la relazione tra situazioni soggettive . l’altra e quindi il rapporto giuridico . la sua fonte nella legge . questa . autonome da qualsiasi rapporto . Tra situazione soggettiva e rapporto giuridico . regolamento inteso come insieme di diritti . Questa relazione è .La << struttura >> del rapporto La struttura del rapporto giuridico è . attribuzioni di poteri . l’insieme degli atti o fatti da cui nasce un rapporto giuridico . perciò . Tali sarebbero ipotesi di situazioni giuridiche soggettive preliminari al rapporto . Ad esempio l ’ obbligazione pecuniaria si caratterizza per avere come contenuto la prestazione di una somma di denaro . infatti il soggetto è solamente un elemento esterno al rapporto perché esterno alla situazione soggettiva. cioè la ragione pratico-giuridica del rapporto . Quando si prende in locazione un’abitazione . non si riuscirebbe ad individuare effettivamente la funzione di quella obbligazione .

. che è la servitù di passaggio . nell ’ avallo . Possiamo distinguere collegamenti diretti tra rapporti e collegamenti indiretti . Il datore della garanzia risponde dell’eventuale inadempimento del debitore . nei titoli di credito ) nei quali l’obbligazione di garan zia rispetto a quella principale è assolutamente autonoma . tanto che il creditore ha diritto di ottenere la soddisfazione del suo diritto chiedendo . la garanzia non ha più funzione pratico . ciò vuol dire che il rapporto giuridico accessorio deve la sua esistenza a quello principale .giuridica . pertanto il problema è quello d’individuare i tipi di collegamenti che si possono creare . Mentre nelle garanzie reali è quasi sempre individuabile il collegamento tra una situazione principale e quella accessoria . le altre prestazioni sono accessorie ad un unico rapporto . Solidarietà . in realtà . I collegamenti diretti sono quelli per : a) b) c) d) Accessorietà . non può eccepire l’avvenuto pagamento da parte del debitore . ma talvolta in collegamento con altri rapporti giuridici . comunque potrà rivalersi nei confronti del debitore principale . per esempio . anzichè di più rapporti . nelle garanzie personali noi dob-biamo distinguere le ipotesi nelle quali il contratto di garanzia è effettivamente accessorio rispetto a quello principale ( come ad esempio accade nella fideiussione ) . per cui venuto meno quest’ultimo viene di conseguenza meno quello accessorio . collegato in termini di accessorietà . l’adempimento del garante . In questi casi . Integrazione . e poi . in pratica il collegamento per accessorietà solo apparentemente mette in relazione più rapporti esso è ciò che lega le prestazioni accessori ad un unico rapporto principale . a prima richiesta . la cura per la strada che incombono tutte sul titolare del fondo servente . è ravvisabile il rapporto di garanzia . in tema di servitù di passaggio tra situazione relativa al fondo servente e situazione relativa al fondo dominante . cioè . anche perché quasi sempre il garante coincide con il debitore . Tant’è che che venuta meno la servitù di passaggio che è l’unico rapporto giuridico vengono meno tutte le altre prestazioni accessorie . si ha un collegamento tra un rapporto giuridico principale ed un accessorio . si discorre di un solo rapporto . può essere reale o personale . dall’altro lato .da quelle ipotesi do-ve il contratto di garanzia non è accessorio ma è principale ( come ad esempio nei contratti autonomi di garanzia .il rapporto di garanzia si estingue in quanto essendo accessorio dipende dal sopravvivere del rapporto principale . In questi casi . comunque . in qualsiasi momento . Quindi venuta meno l’obbligazione principale . Nell’ipotesi dell’estinzione del debito principale. ed una serie di prestazioni accessorie che sono ad esempio la manutenzione del fondo . Da un lato vi è il debito principale . La garanzia . ma deve comunque pagare . Funzione Secondo il collegamento per “ accessorietà ” . comunque . quello di servitù di passaggio . il quale . Si pensi all ’ esempio delle << garanzie >> .Collegamento diretto tra rapporti : a) accessorietà Il rapporto giuridico quasi mai si presenta isolatamente . Collegamento diretto tra rapporti : b) integrazione Un diverso tipo di collegamento è quello per “ integrazione ” che si presenta in alcuni tipi di rapporti che sono caratterizzati da un numero elevato di prestazioni accessorie come . si ha un collegamento per accessorietà tra la prestazione prin-cipale .

che pur essendo diversi . All’impresa di spettacolo non importa che siano presenti tutti . La funzione pratico – giuridica della solidarietà attiva è .Collegamento diretto tra rapporti : c) solidarietà Altra forma di collegamento è quello per solidarietà in cui avviene il contrario rispetto al collegamento per integrazione in quanto esternamente il rapporto giuridico è uno solo . tra l’obbligazione di far godere la cosa da un lato e l’obbligazione di pagare il corrispettivo dall’altro : questo collegamento costituisce la funzione pratico – sociale . Ad esempio nel contratto di locazione sono presenti due obbligazioni . mentre internamente esistono tanti rapporti giuridici per quanto sono i soggetti titolari delle situazioni giuridiche attive e passive ( si pensi ad esempio alle obbligazioni solidali in cui più debitori sono obbligati per la medesima prestazione ). non comportano per l’impresa di spettacolo tanti obblighi quanto sono i soggetti . l’impresa deve comunque adempiere la sua prestazione . invece . quella di dare al debitore la possibilità di adempiere a più creditori . sono quelli per : e) identità di prestazione . Il rapporto di locazione è dato dal collegamento . f) identità di riferimento oggettivo . una sorta di rafforzamento della garanzia del creditore . Collegamento indiretto tra rapporti : a) per identità di prestazione I collegamenti indiretti .diventano creditori tutti allo stesso modo per identità di prestazione . il titolo della locazione . invece . La funzione pratico – giuridica della solidarietà passiva è quella di dare al creditore la possibilità di chiedere la stessa prestazione a più debitori . pertanto si crea un rapporto giuridico tra l ’impresa di spettacolo debitrice e gli acquirenti del biglietto creditori . cioè la causa . In questi casi . anche qualora sia presente uno soltanto degli acquirenti – creditori . Rapporto solidale . Un esempio di collegamento indiretto tra rapporti aventi la medesima prestazione . sì da rendergli più agevole l’adempimento . Collegamento diretto tra rapporti : d) funzione Il collegamento per funzione viene soprattutto in rilievo nei rapporti corrispettivi e può riguardare il profilo causale . di conseguenza l’adempimento estinguerà il rapporto . cioè realizzare lo spettacolo . costituisce adempimento di tutti i rapporti si ha nelle prestazioni delle imprese di spettacoli per una pluralità di soggetti ( spettatori ) . quindi all’esterno rapporto unico . significa . ma un unico obbligo . metà o un terzo degli spettatori . nel momento in cui questi soggetti ( appunto gli spettatori ) acquistano il biglietto dall’ impresa per poter ottenere il diritto a seguire o a vedere lo spettacolo . g) identità del titolare . . una volta adempiuta . in termini di corrispettività . che .

Collegamento indiretto tra rapporti:b) per identità di riferimento oggettivo Altro tipo di collegamento indiretto tra rapporti si ha nell’ipotesi nella quale una serie di rapporti giuridici abbia come punto di riferimento oggettivo lo stesso bene . Collegamento indiretto tra rapporti : c) per identità del titolare Altro tipo ancora di collegamento indiretto tra rapporti può essere dato dall ’ del titolare . rapporto preliminare condizionale . la quale consiste in un evento futuro ed incerto dal quale dipende l’efficacia dell’atto . Un solo soggetto può essere titolare di più rapporti giuridici . Ad esempio uno stesso bene può essere dato in nuda proprietà ad un soggetto ed in usufrutto ad un altro .dd. dopo l’acquisto diventa titolare dei suoi rapporti giuridici e di quelli del defunto .d. L’usufruttuario . Il soggetto pur non essendo elemento essenziale della situazione porto . si stabilisce tra servitù ed usufrutto un collegamento : l’uno deriva dall’altro . Nelle cc. identità e del rap. Il rapporto di servitù costituito dall’usufruttario rimane in vita finchè esiste l’usufrutto . si estingue anche l’altro . Pensiamo al patrimonio dell’erede che . prima che l’evento si sia verificato . estinguendosi questo . è elemento essenziale della titolarità della situazione . a sua volta . il rapporto cioè che scaturisce da una fattispecie sotto condizione . Questo accade pio nel patrimonio . Il collegamento di derivazione è ravvisabile anche nelle fattispecie di subcontratto . si pensi agli acquisti derivativo – costitutivi : ad esempio quando l’usufruttario costituisce un rapporto di servitù . ad esempio possono compiere atti conservativi e cautelari del proprio diritto e devono comportarsi anche secondo buona fede . si ha un rapporto preliminare di natura condizionale in collegamento strumentale con quello finale . Collegamento strumentale Il collegamento strumentale riguarda soprattutto il c. situazioni medio – tempore le parti devono tenere comportamenti idonei alla produzione dell’effetto finale . per esemdell’eredità Collegamento di derivazione Il collegamento di derivazione riguarda le ipotesi in cui si ha un rapporto principale costitutivo che produce una situazione secondaria derivata . Nella fase di pendenza della condizione . può averlo dato in locazione ad un altro ancora e così via .

Un rapporto giuridico può nascere da un fatto . da un provvedimento del giudice . 922 c. parte integrante e qualificante del rapporto . in particolare . come ogni entità . che elenca una serie di fatti .Se così fosse si dovrebbe ritenere che ogni qualvolta cambi il soggetto il rapporto si estingue . oppure da un procedimento misto ( ad esempio un atto negoziale misto ad un provvedimento del giudice ) . successione mortis causa) oppure alla successione a titolo particolare quando invece un soggetto subentra solo in determinati rapporti ( es. ma la sua conservazione e quindi la possibilità che un nuovo soggetto subentri nella titolarità . Le “ vicende costitutive . si modifica e si estingue . La vicenda costitutiva in tema di proprietà può essere compresa dall ’ analisi dell ’art .c.ma una vicenda costitutiva del rapporto di proprietà che è anche acquisitiva : il rapporto nasce e si acquista contemporaneamente. estintive ” costituiscono il momento dinamico del rapporto giuridico. il legato ) . il titolare acquista un diritto . - . il nuovo non acquista per trasferimento ma per fattispecie autonoma ( usucapione ) che attribuisce la proprietà senza alcun collegamento con la precedente proprietà . modificative . Si verifica . Acquista anche a titolo originario anche chi possiede un bene per vent’anni (usucapione) anche se il bene era di un precedente proprietario . Il soggetto infatti non è essenziale . Si pensi ad esempio alla successione a titolo universale dove un soggetto subentra complessivamente in tutti i rapporti di un’altra persona ( es. può essere : a titolo originario : se il diritto sorge a favore di un soggetto senza essere stato tratrasmesso da un precedente titolare ( ad es. quindi . estinzione della situazione soggettiva . dalla legge . comunque . definiti modi d’ acquisto della proprietà . naturale o umano .“ Vicende costitutive del rapporto giuridico ” Un rapporto giuridico . cioè in un fatto o in un com-plesso di fatti considerati dal diritto idonei alla produzione della vicenda . Il concetto di successione nella proprietà non postula . Pertanto si parla di fattispecie costitutiva quando da essa nasce un rapporto giuridico .come nella compravendita . nasce . Ogni vicenda giuridica trova la sua causa in una fattispecie . che consentono di stabilire il collegamento tra acquisto e proprietà . non un trasferimento o una successione nella proprietà . In pratica quando un rapporto si costituisce . a titolo derivativo : se il diritto viene trasmesso da un soggetto ad un altro . Tale acquisto . da un atto di autono-mia privata . il pescatore acquista a titolo originario i pesci caduti nella rete ) .

ma semplice modificazione . Se una calamità distrugge parte di un fondo . E ’ totale quando l’estinzione coinvolge interamente il rapporto giuridico che non sopravvive E ’ parziale quando il rapporto giuridico in parte sopravvive soltanto per quei rapporti che sono divisibili ed il creditore ha interesse ad un adempimento seppur parziale. per alcuni soggetti resti in vita un interesse all’adempimento . Dell’obbligazione si ha un’ estinzione soltanto parziale . secondo cui non produce novazione il mutamento di un elemento ac – cessorio :infatti la legge espressamente stabilisce che non importano novazione ( quindi estinzione ) il rilascio o la rinnovazione del documento . perché . potrebbero attribuire al termine un valore essenziale ( si pensi al termine in un contratto di compravendita di un abito da sposa ) . daltraparte se resta in vita un interesse all’adempimento è un controsenso parlare di estinzione . “ Vicende estintive del rapporto giuridico ” Più complessa è la “ vicenda estintiva del rapporto giuridico ” . quindi il loro verifi-carsi non dovrebbe comportare estinzione . l’apposizione di un termine etc .la relatività non esiste in quanto se esiste un interesse che sopravvive non ha senso parlare di estinzione . Di solito termine e condizione sono considerati elementi accidentali . cioè l’estinzione relativa presuppone che . 1231 c.innanzitutto . in altri casi si ha estinzione totale . Così come quando la prestazione è temporaneamente impossibile. Questo non è esatto in quanto le parti ad es. cioè il rapporto non si modifica ma si estingue . Modi d ’ estinzione dell ’ obbligazione avvengono per compensazione e si verifica quando due soggetti sono contestualmente creditore e debitore l ’ uno dell ’ altro . oppure per confusione quando la qualità del creditore e del debitore vengono a riunirsi in capo alla stessa persona . non sempre termine e condizione sono elementi accessori . non si ha necessariamente estinzione dell ’obbligazione in quanto vi potrebbe essere un’utilità o un interesse alla conservazione . che di regola è considerato elemento essenziale del rapporto .c. Anche la modifica dell’ oggetto . nel qual caso si avrebbe l’ assurdo del debitore che paga se stesso . Decorso inutilmente il termine . Si può avere un’ estinzione totale ed una parziale del rapporto . il contratto si risolve di diritto . non necessariamente comporta sempre estinzione .“ Vicende modificative del rapporto giuridico ” Per quanto riguarda le “ vicende modificative del rapporto giuridico ” si ponga attenzione all ’ art . . Secondo alcuni esisterebbe una sorta di estinzione relativa che riguarderebbe quelle fattispecie idonee ad estinguere un concreto rapporto soltanto per alcuni soggetti e non per altri . ma . Tuttavia secondo Perlingieri in merito a ciò vanno fatte alcune precisazioni . ma semplicemente modificazione . quindi diciamo che l’accessorietà non è una caratteristica generale . l’impossibilità della prestazione di consegnare i suoi frutti si riferisce soltanto a quelli distrutti . ma una caratteristica del singolo contratto . La confusione comunque non opera nei confronti dei terzi che hanno acquistato diritti di usufrutto o di pegno sul credito . Secondo Perlingieri non può aversi questa forma di estinzione in quanto la relatività è un idea umana non giuridica .

Capitolo quindicesimo Situazioni Soggettive Esistenziali 1) Situazioni soggettive esistenziali e patrimoniali 2) Teorie sulle situazioni giuridiche esistenziali 3) << Coercibilità >> e << Tutela >> delle situazioni esistenziali 4) Diritti della personalità e << Persone Giuridiche >> 5) Diritto alla salute 6) Tutela dell’integrità psicofisica 7) Legittimità del trattamento sanitario 8) Dirtto alla qualità della vita e dell’ambiente 9) Mutamento del sesso 10)Inseminazione artificiale e Manipolazione genetica 11) Diritto al nome 12) Diritto al << sepocro familiare >> 13) Diritto alla << riservatezza >> 14) Diritto all’ << immagine >> 15) Libertà di << stampa >> 16) Diritto alla << rettifica >> 17) Diritto alla << corretta informazione >> .

tenuto conto solo del suo momento patologico qual è appunto il processo . rinunziabili ) e prescrittibili . viene riconosciuto in sede processuale . perché si accerterebbe l’ esistenza di un soggetto piuttosto che l’esistenza della situazione della quale è titolare .d . I principali sono : diritto alla vita . alla salute . Le prime sarebbero suscettibili di valutazione economica e pertanto disponibili ( cioè alienabili . diritto alla riservatezza . . trasmissibili . Non può essere presa in considerazione neanche quella teoria . infatti non tutte le situazioni esi-stenziali sono qualificabili in sede giudiziale con una sentenza dichiarativa di accertamento in quanto i diritti della personalità spettano ad ogni persona in quanto tale . non può essere accertata in sé .Situazioni Soggettive Esistenziali Situazioni soggettive esistenziali e patrimoniali La dottrina è solita distinguere tra situazioni di natura patrimoniale e situazioni di natura esistenziale . ma non invece il diritto alla salute in quanto non è accertabile . all’ integrità personale . cioè un diritto prima esiste e poi . le situazioni esistenziali si identificherebbero con il diritto soggettivo che comporta il potere del soggetto titolare di ottenere dal giudice il risarcimento a seguito della lesione subita . innanzitutto la definizione di situazione esistenziale non può aversi . diritto al nome . La persona umana non può essere contemporaneamente soggetto e oggetto di diritto . Dall’altra parte esistono situazioni di natura esistenziale che possono essere . La distinzione in realtà ha valore orientativo e soffre di molteplici eccezioni in quanto ad esempio anche nelle situazioni di natura patrimoniale può esistere un indissolubile legame tra situazione soggettiva ed il suo titolare ( si pensi al trasferimento di una determinata prestazione da un artista ad un altro non può soddisfare allo stesso modo l’interesse del creditore alla prestazione ). semmai viene leso . Sono state elaborate differenti teorie sulla definizione di situazioni giuridiche esistenziali .che istituzionalmente spetta ad un soggetto . il diritto di voto nelle associazioni ) . Inoltre non può essere considerata accettata la c. Secondo una teoria pubblicistica e processualistica . diritto alla salute ect . in quanto quest’ultimo è una fase successiva ed eventuale alla previa esistenza di un diritto. Quindi sarebbe una situazione esistenziale il diritto al nome . all’ onore e alla reputazione . quindi le situazioni esistenziale sarebbero soltanto quelle risarcibili e pertanto questa teoria non può essere accolta . Tale teoria incontra diverse critiche . di tradizione romanistica . Una situazione giuridica . diritti della personalità che sono diritti soggettivi che hanno per oggetto alcuni attributi essenziali e fondamentali della persona umana . teoria dell’accertamento secondo la quale sarebbero situazioni esistenziali tutti quei diritti della persona accertabili in qualsiasi momento dal giudice . quindi sarebbero situazioni esistenziali solo quei diritti soggettivi risarcibili in sede processuale dal giudice. definita della “ dualità soggetto – corpo ” secondo la quale le situazioni esistenziali sarebbero quelle riferite alla “ posizione che l’uomo occupa rispetto al proprio corpo ”.d. Tra le situazioni esistenziali assumono particolare rilievo i c. disponibili ( ad es. sia pure in limitata misura . Non si può affermare che esiste un diritto sul proprio corpo che s’identifica con la tutela della personalità . Le seconde sarebbero inerenti alla persona e soltanto da questa esercitabili : di qui la definizione di “ diritti personali ” .

c. di non essere una norma riassuntiva . sono tutelati sia in sede penale che in sede civile . Vi è tuttavia un’insufficienza della tutela delle situazioni esistenziali . La risarcibilità del danno . 32 Cost. 14 preleggi ) applicabili soltanto ai casi previsti . un diritto unico che assorbe tutti gli altri . in genere identificati con quelli morali (art. di riassumere l’elenco delle situazioni già previste . ma piuttosto la disciplina specifica di alcuni aspetti particolari di sua tutela . cioè con il ripristino della situazione antecedente alla lesione .va superata quindi l ’interpretazione estensiva fondata su un sillogismo secondo cui “ se la persona fisica è soggetto che ha tutela ” . 2 è proprio que-sta . ma semplicemente un equivalente in termini monetari Allo stesso modo le norme penali .2059 c. 2 sarebbero situazio-ni esistenziali tutte quelle che hanno come punto di riferimento l’ uomo in quanto tale . ma bensì di essere una norma aperta ed elastica capace di far rientrare nella tu-tela delle situazioni esistenziali anche tutte quelle ipotesi non tipicamente previste . dal momento che la lesione subita non è suscettibile di essere reintegrata in forma specifica . Le varie norme disseminate nel codice penale . “ se la persona giuridica è soggetto ” dunque alla persona giuridica si deve applicare la stessa tutela . . A questo punto. che si può dare delle situazioni esistenziali è quella in riferimento all ’ art . cioè al momento dell’avvenuta lesione . Il problema della riparazione dei danni in materia di diritti della personalità si pone in termini alquanto diversi rispetto ad altre situazioni soggettive . Anche quando il danno subito può essere risarcito pecuniariamente . Diritti della personalità e << Persone giuridiche >> Per Perlingieri non è possibile operare una estensione dei diritti della persona umana alle persone giuridiche . ) .2043 c. Secondo Perlingieri la personalità non può essere considerato un “guscio destinato ad essere riempito di diritti ” . in quanto caratteristica dell ’ art . L ’ unica eccezione è riconosciuta per il risarcimento del danno alla salute per la sua diretta previsione in una norma costituzionale ( art .c. cioè . grazie alla previsione aperta ed elastica dell ’ art . proprio per la loro importanza . subiscono sempre il limite della c. ossia . l’unica definizione . Prende consistenza l’opportunità di una << tutela preventiva >> : cioè l’ordinamento deve fare di tutto affinché il danno non si verifichi . ) ma non di quelli non patrimoniali . << Non esistono diritti della personalità >> ma bensi << il diritto della personalità >> .Da qui la concezione dogmatica della soggettività come fatto neutro .trova seri ostacoli ad una sua piena attuazione . dal momento che opinione corrente è la risarcibilità dei soli danni patrimoniali ( art. Il valore del soggetto persona fisica è diverso da quello del soggetto persona giuridica . nel codice civile e in leggi speciali . ) risarcibili unicamente nelle fattispecie previste dalle legge . La tutela della personalità deve essere espressa come valore unitario ed indivisibile al quale s’ispira l’ordinamento .Si è ravvisato un << diritto fondamentale unitario >> della personalità che giustifica tante situazioni soggettive singolarmente considerate . del resto. generalmente non reintegrabile . non si ha ristoro della situazione precedente .d. non costituiscono il fondamento di tanti autonomi diritti della persona . tipicità delle leggi penali ( art. Si tratta di tipi di tutela inadeguati in quanto acquisiscono rilevanza soltanto in una fase patologica . siano esse previste o non dall’ordinamento . che è clausola generale di tutela della persona umana . in pratica i danni non patrimo-niali sono esclusivamente risarcibili quando il fatto illecito causativo del danno è consi-derato reato . << Coercibilità >> e << Tutela >> delle situazioni esistenziali I diritti della personalità . apprestando anch’esse una tutela successiva alla lesione . 2 Cost. per Perlingieri .

Diritto alla qualità della vita e dell’ambiente Secondo una concezione personalistica. L’ordinamento . 2043 . Il diritto all ’ integrità fisica è irrinunciabile e . Tuttavia ciò apparirebbe riduttivo in quanto la salute riguarderebbe anche quella psichica poiché la persona è indissolubile unità psicofisica . Se ad es. L’ integrità e la tutela della persona esigono necessariamente l’integrità e la tutela della sua psiche . salvo che gli atti di disposizione siano compatibili con il rispetto della dignità umana .nel suo status personae . in via di principio . Legittimità del trattamento sanitario Si è soliti discutere sul problema della legittimità del trattamento sanitario e se possa comportare un eventuale trattamento senza il consenso del malato .c. ha diritto ad un habitat che garantisca la qualità della vita. s’identifica nel diritto al rispetto dell ’ integrità fisica . sancisce che gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente dell ’ integrità fisica . comunque . sociale ed ambientale . è nozione esprimibile non soltanto dal punto di vista strettamente sanitario . la salute non è soltanto aspetto statico ed individuale ma è ricollegabile al sano e libero sviluppo della persona .Qui la cura si giustifica per stato di necessità . . ma si prospetta piuttosto come aspetto inseparabile della persona quale valore unitario . all ’ ordine pubblico o al buon costume .nel suo contenuto tradizionale . (quando l’infermo di mente non è pericoloso) il trattamento sanitario è legittimo solo se è preceduto dal consenso dell’interessato . si pone anche come diritto all ’ assistenza sanitaria che si fa valere nei confronti della pubblica amministrazione . o quando siano altrimenti contrari alla legge . Infatti l ’ art.Non può essere considerata . L’interesse è giuridicamente protetto dalla Costituzione. Tutela dell ’ integrità psicofisica Il diritto all ’ integrità psicofisica è tutelato sia dal diritto penale ( che punisce l’omicidio e le lesioni personali ) sia dal diritto civile : infatti l’art .Diritto alla salute La Costituzione all’ art. nozione concettualmente autonoma .Pertanto se l’ambiente è aspetto essenziale dello sviluppo della persona e se ciascuno. comunque . prevede il trattamento sanitario coattivo che è legittimo quando sia necessario per la salute della persona o quando la persona sia pericolosa per se e per gli altri . 5 c. Tale diritto assume una duplice valenza : . in tutte le altre ipotesi ad es. commina il risarcimento del danno . . ma anche da quello comportamentale . deve essere riconosciuto a ciascuno il diritto di agire perché questo si realizzi .l’ambiente viene configurato come strumento privilegiato per lo sviluppo della persona. l’infermo di mente si presenta pericoloso per la sua incolumità e degli altri sarebbe superfluo chiederne il consenso per somministrare le cure necessarie .nella concezione solidale della Costituzione . per tutti gli atti lesivi di questo bene fondamentale . 32 riconosce il diritto alla salute come << fondamentale diritto della persona >> . La salute . quindi . indisponibile .

nella sofferenza psico-fisica che la persona subisce per effetto dell’ evento dannoso . Proprio per l’esistenza del citato art . bambini ). il danno alla sfera sessuale .c. creando accanto al danno morale altre figure di danno . cioè in pratica solo quando il fatto illecito che lo ha cagionato è previsto come reato . come il danno alla vita di relazione . Queste si concretano nella sofferenza psico – fisica . nella perdita di prestigio ect. consiste nel dolore . la giurisprudenza ricorreva ad una serie di artificiosi espedienti << inventando >> astratte ed improbabili figure di danno patrimoniale .c. sta nel fatto che l ’orientamento tradizionale riconosceva al danno alla persona natura prettamente patrimoniale – reddituale . distruzione o danneggiamento di un bene patrimoniale . . 2059 c. nel turbamento del’animo . valeva di più la salute dei soggetti percettori di un reddito più elevato ( così ad es. esso comprende tutte le situazioni negative di natura non economica dell’evento dannoso ( conseguenze che non sono suscettibili di un’oggettiva e diretta valutazione in denaro ) .Danno alla persona Da un punto di vista generale con l ’ espressione “ danno alla persona ” intendiamo riferirci a tutti quei danni (di natura patrimoniale e non patrimoniale) che devono essere risarciti ad un soggetto che ha subito una lesione della propria integrità psico – fisica in conseguenza di un comportamento o di un ’ attività illecita altrui . Dunque il danno alla persona non è da considerare come << perdita economica derivante al soggetto leso dalla modificazione peggiorativa della sua capacità lavorativa >> . indipendentemente dalla natura delle conseguenze . Il motivo per il quale la giurisprudenza ha conferito autonoma rilevanza al danno biologico . esso è considerato risarcibile: . che in una accezione restrittiva . casalinghe . risulta l’inquadramento del danno biologico . patrimoniali o non patrimoniali . Sicchè il risarcimento dava luogo a conseguenze palesemente ingiuste . il danno non patrimoniale . Difficile . - Secondo l ’ interpretazione restrittiva dell’ art . consistente nella lesione arrecata all’integrità psico – fisica della persona . inoltre era difficile quantificare adeguatamente il danno subito da soggetti non percettori di reddito ( anziani . Si è formulata la nozione di << danno biologico >> o danno alla salute . il danno estetico . se il danneggiato era un noto chirurgo la somma dovuta a titolo di risarcimento era di molto superiore a quella dovuta ad un disoccupato ) . ( a questo fenomeno si dà normalmente il nome di danno morale ) . Tuttavia occorre distinguere : il danno patrimoniale . In questa categoria vengono in rilievo le conseguenze non patrimoniali della lesione della persona . In esso perciò rientrano anche quelle forme di danno non relative alla capacità lavorativa . inteso nell ’ accezione estensiva . che la persona subisce in conseguenza dell’ illecito altrui . cioè danno connesso al <<valore uomo>> nella sua concreta dimensione : valore che non è riconducibile alla sola attitudine a produrre ricchezza ma è collegato alla somma delle funzioni naturali dell’individuo . o anche nella perdita di un guadagno . vale a dire ogni pregiudizio diretto o indiretto al patrimonio che può consistere nella perdita . in pratica il guadagno era il parametro del danno alla persona . 2059 c. il danno non patrimoniale deve essere risarcito solo nei casi determinati dalla legge . Si è venuta così a creare una diseguaglianza economico – sociale anticostituzionale (nei confronti dell’art 3 Cost ) configurandosi il danno come giuridicamente rilevante solo e nei limiti in cui incida sulla possibilità di guadagno . nel discredito . Per far fronte a simili inconvenienti . risarcibile in sé . però . di recente la giurisprudenza si è sforzata di ampliare il più possibile la sfera del danno non patrimoniale risarcibile . bensì come lesione all’ integrità psico-fisica in sé considerata . prodotte dall’ illecito . sicchè la liquidazione del danno veniva effettuata sulla base di criteri fortemente influenzati dal reddito percepito .

. .da alcuni . poi . ) del diritto alla salute come valore primario ha indotto a considerare la violazione del bene salute come fonte di << responsabilità extracontrattuale >> c. perché il riconoscimento costituzionale ( art . danno evento ( quindi rientrante nel disposto dell ’ art . d. cioè il risarcimento << non può essere inferiore a tre volte l’ammontare annuo della pensione sociale >>Esistono comunque apposite tabelle nazionali di liquidazione del danno biologico a cui il giudice fa riferimento per la valutazione equitativa del danno . invece . ) tesi accolta dallo stesso Perlingieri .c. Per evitare che un medesimo danno biologico venga risarcito con liquidazioni differenti vengono utilizzati dei criteri uniformi: come quello del triplo pensione sociale . Ciò da luogo – evidentemente – a disparità di trattamento (nel senso che il criterio equitativo essendo collegato ad una valutazione discrezionale del giudice può mutare da caso a caso e da giudice a giudice). 32 Cost. Secondo Perlingieri essa non può consistere in una operazione arbitraria ma in una valutazione discrezionale che tenga conto delle particolarità esistenziali della persona .c. a tutt’og-gi sembra che il criterio più adeguato sia la << valutazione equitativa del danno >> da parte del giudice a norma dell ’ art. benché danno non patrimoniale rientrante nel disposto dell ’ art . circoscritta alle sole ipotesi legali . Per quanto concerne . Per tale valutazione è sufficiente che il danneggiato provi il fatto .. 2059 c.c.da altri . il problema della quantificazione del danno biologico . 2043 c. La valutazione equitativa non tiene in considerazione del reddito individuale ma bensì alle conseguenze che la menomazione produce sulle manifestazione della persona come abitudini di vita . cioè di quelle esigenze attinenti al suo libero sviluppo . 1226 c.

. Deroghe all’ art . circoscritta alle sole ipotesi legali . però . sono sottoposti ad un particolare regime giuridico : il consenso deve essere prestato personalmente . a tutt’og-gi sembra che il criterio più adeguato sia la << valutazione equitativa del danno >> da parte del giudice a norma dell ’ art. cioè di quelle esigenze attinenti al suo libero sviluppo .c. 483/1999 secondo la di fegato al fine del trapianto tra quale è ammesso disporre a titolo gratuito del rene viventi quale è ammesso disporre a titolo gratuito di parti persone viventi . comunque .23 Cost. spontaneamente e consapevolmente . Tali atti . 2059 c. Ciò da luogo – evidentemente – a disparità di trattamento (nel senso che il criterio equitativo essendo collegato ad una valutazione discrezionale del giudice può mutare da caso a caso e da giudice a giudice). 5 c. 5 c. . sancisce che gli atti di disposizione del proprio corpo sono vietati quando cagionino una diminuzione permanente della integrità fisica . esso è sempre revocabile e non fa sorgere alcun diritto nel soggetto <<ricevente>>. ) del diritto alla salute come valore primario ha indotto a considerare la violazione del bene salute come fonte di << responsabilità extracontrattuale >> c. perché il riconoscimento costituzionale ( art . Infatti la legge che prevede il trattamento sanitario obbligatorio non può in nessun caso violare i limiti impo-sti dal rispetto della persona umana . secondo cui <<nessuna prestazione personale può essere imposta se non in base alla legge e poi con l ’ art . cioè il risarcimento << non può essere inferiore a tre volte l’ammontare annuo della pensione sociale >>Esistono comunque apposite tabelle nazionali di liquidazione del danno biologico a cui il giudice fa riferimento per la valutazione equitativa del danno .dalla legge n. Tuttavia il trattamento sanitario obbligatorio trova giustificazione soltanto quando lo stato anormale della salute può ledere anche quella dei terzi o comunque vi è un’effettiva ragione di tutela della pubblica salute . poi . Per Perlingieri tale tesi è in contrasto con l ’art . Particolarmente discusso è il problema della liceità e della meritevolezza di tali atti . Grossi dubbi sono sorti in merito all ’ interpretazione di tale norma . il problema della quantificazione del danno biologico . 2043 c. Alcuni accentuando il profilo della doverosità sono indotti a considerare sempre legittimo l’intervento coattivo nei confronti dell’infermo di mente . sono state introdotte : . invece . 1226 c. ATTI DI DISPOSIZIONE DEL PROPRIO CORPO L’ art . Per evitare che un medesimo danno biologico venga risarcito con liquidazioni differenti vengono utilizzati dei criteri uniformi: come quello del triplo pensione sociale . La valutazione equitativa non tiene in considerazione del reddito individuale ma bensì alle conseguenze che la menomazione produce sulle manifestazione della persona come abitudini di vita . d.c. Secondo Perlingieri essa non può consistere in una operazione arbitraria ma in una valutazione discrezionale che tenga conto delle particolarità esistenziali della persona .dalla legge n. o quando siano altrimenti contrari alla legge . 32 comma 2 Cost. all ' ordine pubblico o al buon costume .c. benché danno non patrimoniale rientrante nel disposto dell ’ art . 32 Cost. anche quando la sua infermità non sia pregiudizievole per i terzi . esso è considerato risarcibile: . risulta l’inquadramento del danno biologico . 458/1967 secondo la al fine del trapianto tra persone .da altri . ) tesi accolta dallo stesso Perlingieri . Per tale valutazione è sufficiente che il danneggiato provi il fatto . danno evento ( quindi rientrante nel disposto dell ’ art .da alcuni .c.Difficile .c. Per quanto concerne . secondo cui << nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge >> .

da un punto di vista biologico – naturale ci saranno dei cambiamenti . In questa ipotesi resta dubbia la conservazione o l’estinzione delle situazioni collegate al sesso .Mutamento del sesso L’ individuazione del sesso influenza largamente la vita della persona ed i suoi rapporti con l’ambiente . di mantenere il coniuge separato che non lavora . Anche se . << ogni componente >> del sesso è giuridicamente rilevante . Nella maggior parte delle ipotesi è il profilo psicologico a prevale . Ora il problema è stato superato dalla legge n . la propria identità sessuale a seguito di interventi chirurgici . pertanto . istruire ed educare i figli . ma sia una scelta convinta anche per il fatto che è definitiva .ma conseguenza di terapie ma conseguenza di terapie e interventi chirurgici rivolti ad assecondare una naturale tendenza o ad evitare effetti negativi sulla salute (ad es. ma tale preclusione apparve incostituzionale in quanto lesiva del diritto all’identità personale . secondo le circostanze alle quali le norme fanno riferimento . perciò se non c’è coincidenza è giusto provvedere ad una trasformazione purchè ovviamente sia accertato . come dice Perlingieri . Restano . quindi ad avere l ’ obbligo di man tenere . Vi sono situazioni acquisite che non possono venir meno : come quella che avviene per effetto del matrimonio . poi situazioni che restano legate al fatto storico del sesso originario ect. Infatti le situazioni alle quali è interessata la persona non si possono estinguere tutte in seguito alla trasformazione sessuale . Più difficile è l’adeguamento del trattamento giuridico quando la trasformazione sessuale non si è ancora verificata e la persona è difficilmente qualificabile dell’uno o dell’altro sesso . come criterio qualificante la disciplina dei rapporti . La giurisprudenza sembra abbia inteso risolvere tale problema attribuendo la funzione di specificazione del sesso ai caratteri esterni e comportamentali . ad assumere fisionomia stabile . in conseguenza di una modificazione psicologica della propria identità sessuale . Il problema da affrontare è . che si individuano nella vita di relazione . sarà prevalente l’una rispetto all’altra . 164 del 1982 la quale ha riconosciuto che il Tribunale possa autorizzare con sentenza . ciò in virtù del principio della immodificabilità dell ’ atto di nascita . Quindi è legittimo il mutamento del sesso in quanto si ritiene che il sesso non sia soltanto quello biologico – sociale . Ancora più problematico è quando questa fase di trasformazione . i trattamenti medico – chirurgici necessari per il mutamento del sesso . rispetto a quello biologico . sono salvi i diritto acquisiti per effetto del matrimonio . Si pensi ad esempio al padre di famiglia che decide di cambiare sesso . Di qui l’interesse del soggetto al godimento della propria identità sessuale e cioè al riconoscimento del proprio sesso . Il mutamento del sesso non è espressione di una libera e arbitraria scelta . si pensi al rapporto di filiazione e alla conseguente potestà genitoria . Nonostante . ma soprattutto quello psicologico . cioè si deve accertare che il mutamento non dipenda da una momentanea alterazione della personalità del soggetto . ci s’imbatte nelle cc. In un primo tempo la giurisprudenza non riconosceva la possibilità per l’individuo di modificare . da un punto di vista giuridico continua ad essere padre di famiglia . quindi . quello della “ convivenza ” tra diritti acquisiti e sesso mutato . Il mutamento arbitrario del sesso costituisce un fatto che contravviene ai valori dell’ integrità fisica e della dignità . una grave nevrosi). << lacune >> legislative . che potremmo de-finire di << neutralità >> non sia provvisoria e tenda . durante la sua vita . anziché ad alcuni organi di natura ormonale .dd. E’ alquanto difficile per il giurista trovare una disciplina da applicare al << terzo sesso >> . specie da un punto di vista psicologico-sociale . comunque . di volta in volta . da individuare i riflessi che il mutamento del sesso ha sui rapporti giuridicamente rilevanti . in quanto il diritto è disciplina dettata in funzione della vita sociale che l’uomo esprime . i problemi che si pongono in relazione alle situazioni acquisite .

possa assumere alcune responsabilità nei confronti del figlio . Quanto alla << manipolazione genetica >> possiamo dire che essa è lecita quando a carattere terapeutico. sempre conforme al dettato dell ’ art.3 comma 2 cost. all’istituto dell’adozione e dell’affidamento dei minori esiste anche l’ istituto della procreazione medicalmente assistita . L’ inseminazione artificiale può essere : omologa . Perlingieri non è d’accordo sull ’ anonimato del donatore del seme . 2 e 32Cost .genitore genetico . Qualora . Mentre la prima è ammessa e riconosciuta dall’ordinamento in quanto è dovere anche dello Stato mantenerla da un punto di vista economico . si utilizzasse ugualmente la procreazione di tipo eterologo . L’ attività medico – chirurgica che assiste il procedimento di inseminazione artificiale deve prendere in esame il profilo del consenso che deve essere informato . in quanto il minore ha il diritto di conoscere le proprie origini non soltanto genetiche ma culturali e sociali . Un problema potrebbe essere che si venga a determinare un conflitto tra la posizione del padre e quella del genitore titolare del patrimonio genetico . quando il seme proviene dal marito o dal convivente . La legge prevede inoltre che «il coniuge o il convivente non può esercitare l’azione di disconoscimento della paternità». Secondo Perlingieri non si può escludere che qualora il padre – genitore legale . n.Inseminazione artificiale e Manipolazione genetica La sperimentazione sul proprio corpo di nuove tecniche medico-chirurgiche ( in particolare quelle di fecondazione artificiale ) hanno fatto sorgere alcuni problemi da un punto di vista giuridico . I nati a seguito dell’applicazione di queste tecniche «hanno lo stato di figli legittimi o di figli riconosciuti della coppia». libero . eterologa . 40 . responsabile . nonostante il divieto contenuto nella legge . e agli art. Invece la nuova legge sulla fecondazione assistita afferma che «il donatore di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può far valere nei suoi con-fronti alcun diritto nè essere titolare di obblighi ». revocabile . di recente disciplinata dalla legge 19 febbraio 2004 . mentre la madre del nato a seguito di applicazione di queste tecniche «non può dichiarare la volontà di non essere nominata».sorgerebbero alcuni problemi per i nascituri . la tecnica eterologa è invece vietata . il donante . quando il seme proviene da un donatore . quindi è quella che avviene all’interno della coppia . Il ricorso alla procreazione medicalmente assistita è consentito qualora non vi siano altri metodi terapeutici efficaci per rimuovere le cause di sterilità o infertilità .muoia . Innanzitutto occorre premettere che il nostro ordinamento conosce più nozioni di famiglia: oltre alla famiglia tradizionale .

Il nome si compone del : prenome che è l ’ appellativo individuale scelto dai genitori . Tale diritto non è trasferibile . 6 c.Considera non fondata l’opinione comune secondo la quale i diritti al sepolcro familiare si acquistano iure sanguinis .Ad es. Il problema sta nell’individuare l’estensione della cerchia familiare in relazione alla volontà di chi ha eretto il sepolcro .Diritto al nome Tra i diritti della personalità assume particolare importanza il diritto al nome . L’istituto manca di una normativa e a suo fondamento di suole addurre la tradizione e la consuetudine . Pertanto non può essere classificato tra i diritti della personalità . . ma anche dell’ interesse pubblico all’identificazione della persona . automaticamente nella filiazione legittima . . La tutela del diritto al nome è sancita a protezione non solo di un interesse individuale all’uso del proprio nome e ad impedire che altri lo usino indebitamente . di natura morale o economica . ma anche a quella naturale e adottiva .cognome che designa l ’ appartenenza ad un determinato gruppo familiare .in realtà esso ha come fonte prevalente l’autonomia privata sicchè deve rispondere ad un giudizio positivo di meritevolezza .l ’azione di usurpazione diretta contro l’appropriazione illecita che gli altri facciano del nome con pregiudizio . per il vero titolare Entrambe le azioni hanno carattere inibitorio in quanto sono dirette ad ottenere la cessazione del fatto lesivo ed anche il risarcimento del danno in caso di danno morale . il cognome è quello del padre.c. Il diritto al nome è previsto all ’ art . Secondo Perlingieri la cerchia familiare non può ridursi a quella legittima . esso s ’acquista iure proprio ed è rinunziabile .L’arbitrio del disponente del sepolcro familiare incontra dei limiti nei valori espressi nell’ordinamento . Il nome è il “ segno legale distintivo della persona ”.l ’azione di reclamo con la quale si tutela il diritto della persona ad usare il proprio nome contro gli atti dei terzi tendenti a contrastare tale uso . ogni esclusione del figlio deve avere una giustificazione apprezzabile . Ha l’intento di conservare dopo la morte il legame familiare mantenuto in vita . La tutela del diritto al nome è attuata con il riconoscimento di due tipi di azione : . inteso come specificazione del diritto all ’ identità personale . Esso si acquista ad es. Diritto al << sepolcro familiare >> Il diritto al << sepolcro familiare >> rappresenta senza dubbio un’affermazione del sentimento della << perpetuità e indissolubilità del legame familiare >>. secondo il quale : Ogni persona ha diritto al nome che le è per legge attribuito . Il diritto al sepolcro familiare si acquista nel momento nel quale si determina l’appartenenza al gruppo .

i quali ricevono una tutela rafforzata dalle norme penali che puniscono i reati di calunnia.ingiustizia e diffamazione .l’esposizione o la messa in commercio dell’immagine rechi pregiudizio all’onore . Sebbene questo sia l’unico limite legislativamente previsto .21 che sancisce la libertà di manifestazione del pensiero. caratterizzati dalla necessità che i terzi non operino investigazioni e divulgazioni lesive dell’intimità della vita familiare . salvo il risarcimento dei danni . . innanzitutto . 2 Cost. La posizione dei soggetti costituenti tale nucleo riguarda sia i rapporti interni . La norma riconosce la libertà di pensiero con il solo limite del rispetto del buon costume .c. è riconosciuto il diritto all’ immagine . alla reputazione ed al decoro della persona ritratta o dei congiunti .la riproduzione dell ’immagine non è giustificata dalla notorietà o dall’ufficio pubblico coperto . Problema fondamentale è quello dell’individuazione dei limiti della tutela del diritto alla riservatezza . in moda da garantire il singolo ed il gruppo nel suo insieme . in una società democratica . oltre che del domicilio e della corrispondenza . Infatti il ritratto della persona non può essere esposto o pubblicato senza il consenso di questa quando : . Il fondamento normativo della libertà di stampa è da ravvisare nella Costituzione all’art. nonché dall’ art . e sia i rapporti esterni .) La dottrina è alquanto divisa . All’interno del gruppo per i singoli componenti esistono diritti e doveri fondati sulla solidarietà familiare . caratterizzati dalla necessità della reciproca discrezione . alla persona interessata : la norma tuttavia riconosce il diritto ad agire in giudizio anche ai parenti più prossimi in virtù del principio di solidarietà familiare . rappresenta il fondamento della partecipazione del cittadino alla vita del paese e quindi dello stesso corretto funzionamento delle istituzioni . che riconosce il diritto di ogni persona al rispetto della sua vita privata e familiare . 10 c. quindi . Il fondamento normativo del diritto alla riservatezza si ricava dall’ art . che tutela l’interesse di ciascun individuo a che il proprio ritratto non sia diffuso o esposto pubblicamente . La tutela dell’immagine spetta . l’interessato o un suo stretto congiunto può chiedere all’autorità giudiziaria un provvedimento inibitorio ( es.21 Cost. legata alla persona non in quanto tale ma quale componete del gruppo familiare . del nucleo convivente .Diritto alla << riservatezza >> L’esigenza di tutelare l ’ intimità della vita privata dall’altrui ingerenza assume particolare importanza all’interno del gruppo familiare . il sequestro delle fotografie ) affinché l’abuso cessi . 8 della “ Convenzione europea dei diritti dell’uomo ” .Innanzitutto la libertà di manifestazione del pensiero deve rispettare il diritto alla riservatezza ed il diritto all’onore e alla reputazione della persona. La tutela dell’intimità è . Nel codice civile nessuna norma tutela esplicitamente il diritto alla riservatezza in quanto tale. Libertà di << stampa >> L’informazione. soprattutto in riferimento al diritto di manifestazione del pensiero ( art. per Perlingieri esistono altri limiti impliciti giustificati dalla necessità di tutelare situazioni egualmente rilevanti dal punto di vista costituzionale . . Diritto all’ << immagine >> All’ art . In caso di abuso dell’immagine .

mentre la seconda a chiunque si ritenga leso nei suoi interessi materiali o morali . per Perlingieri e la stessa Corte costituzionale . c) forma civile dell’esposizione dei fatti . b) contenuto della notizia quale frutto di un serio e diligente lavoro di ricerca .Diritto alla << rettifica >> La difesa principale della persona lesa dall’altrui informazione consiste nel diritto alla << rettifica >> . In questa prospettiva la Corte di Cassazione ha considerato legittimo il diritto di stampa a tre condizioni : a) utilità sociale dell’ informazione . giuridica-mente ingiustificata Diritto alla corretta informazione Ogni individuo ha diritto ad una corretta informazione . legge sulla stampa sia dalla legge sul servizio pubblico di diffusione radiofonica e televisiva .d. Tuttavia in esse il diritto alla rettifica è diversamente disciplinato : in quanto la prima subordina la rettifica alla lesione della dignità anche in presenza di dichiarazioni corrispondenti a verità . previsto sia sulla c. Tale disparità di trattamento è .

2034 c.c.Capitolo sedicesimo Situazioni Soggettive Patrimoniali 1) Diritto comune delle situazioni patrimoniali 2) Situazioni assolute e Situazioni relative 3) Situazioni reali e Situazioni d credito 4) Diritto di seguito o di sequela 5) Diritto di preferenza 6) Crisi dell’obbligazione civile come << categoria astorica >> 7) Le obbligazioni naturali ( art. soggetti e statuti proprietari 12) Proprietà ed Impresa 13) Poteri di godimento e di dsposizione 14) Teoria dei <<limiti>> 15) Limiti e servitù 16) <<Atti emulativi >> 17) << Funzione sociale >> della proprietà . ) 8) Differenza tra obbligazione naturale e obbligazione civile 9) Situazioni naturali creditorie e debitorie 10) La “ proprietà privata ” 11) Oggetto .

Altre situazioni. ma hanno rilevanza generale . Ad es. situazione relativa per eccellenza . è garantito dal regime della pubblicità . il collegamento tra le due situazioni . che rende una situazione conoscibile . creditoria e debitoria . quindi opponibile . è pur sempre una situazione che ha rilevanza esterna . In relazione . sarebbe relativo a due centri d’interesse . A tal riguardo si pensi al divieto di atti emulativi (art. al pari del diritto di proprietà . non esaurisce la sua operatività nell’ambito dei diritti reali . sarebbe a struttura interna . Si è escluso . ) non si riferiscono esclusivamente alle situazioni creditorie . sarebbero assolute a struttura esterna in quanto non avrebbero come centro d’interessi una situazione determinata . Si pensi all’obbligazione . nel diritto delle obbligazioni o in quello dei diritti reali . La stessa cosa per le clausole generali di correttezza e diligenza ( art. riceve tutela senza rilevanza all’esterno verso i terzi .c. Per Perlingieri . le situazioni giuridiche patrimoniali vengono distinte in due categorie : Situazioni giuridiche patrimoniali assolute e Situazioni giuridiche patrimoniali relative . ad es. inteso come possibilità di opporre una situazione o un fatto ad altri soggetti . in quanto essa sarebbe una caratteristica esterna alla situazione . Una normativa comune di riferimento . nei confronti di tutti indistintamente . Tuttavia la distinzione tra profilo interno e profilo esterno della situazione soggettiva è criticabile in quanto l’interesse si esaurisce nella sua rilevanza giuridica per cui è difficile stabilire quando questa abbia natura interna o esterna .Tuttavia . 833 c. il criterio più convincente è quello della “ struttura ” . “ al profilo dell’ opponibilità ” . non può essere identificata . cioè una contrapposizione precisa tra usu – fruttuario e nudo proprietario . L’opponibilita nei confronti dei terzi . mentre la situazione relativa soltanto nei confronti di determinati soggetti . ad esempio in materia di trascrizione dei contratti .Situazioni Soggettive Patrimoniali Diritto comune delle situazioni patrimoniali Delle situazioni soggettive patrimoniali è possibile prospettare una “ trattazione unitaria ”.c. come la proprietà privata e l’impresa . 1175 e 1176 c. infatti . Le situazioni relative sarebbero quelle alle quali corrisponderebbero determinati centri d’inte-resse . In relazione “ al profilo dell’ efficacia ” è opinione diffusa che la situazione assoluta è efficace erga omnes .da una parte . che racchiudendo all’interno i rapporti tra creditore e debitore . comunque . le situazioni assolute sarebbero opponibili a tutti mentre quelle relative sarebbero opponibili soltanto a determinati soggetti . Pertanto si è andato delineando un “ diritto comune delle situazioni patrimoniali ” comprensivo sia dei diritti reali che dei diritti dell’obbligazione . . in via esclusiva . invece . sono obbligati a rispettare il diritto d’usufrutto . ma bensì la generalità dei consociati tutti egualmente gravati da un dovere di astensione e di non ingerenza . ai diritti reali limitati co-me l’usufrutto . si pensi .) . che pur avendo struttura interna . Situazioni assolute e Situazioni relative Tradizionalmente . infatti . I terzi . invece . esistono situazioni assolute che hanno in contrapposizio-ne un centro d’interessi già determinato : ad esempio all’usufruttuario si contrappone il nudo proprietario . Dall’altra parte vi sono situazioni relative che non necessariamente debbano essere in-terne ai centri d’interesse ai quali fanno riferimento . Tale distinzione assume particolari significati in relazione a molteplici aspetti . ma piuttosto viene concepita come la “sintesi ” della disciplina di tutti i rapporti patrimoniali . In realtà è stato precisato che l’efficacia attiene al fatto giuridico e non alla situazione soggettiva . nei confronti di determinati soggetti . ma riguarda tutte le situazioni soggettive patrimoniali. che l’opponibilità costituisca una valido criterio discretivo .

infatti è vero che l’obbligazione è il rapporto che riguarda il debitore ed il creditore . Tuttavia sia parte della dottrina . è l ’ inerenza al bene . imposto un dovere specifico di collaborazione .dd. una netta separazione tra situazioni reali e situazioni creditorie . . assumono caratteri di realità : si pensi ai c.dalla mediatezza in quanto il creditore non può realizzare il suo interesse senza l’intermediazione dell’ altrui prestazione . invece .Si afferma la tendenza di ampliare la responsabilità civile in relazione al principio di solidarietà costituzionale ( art. 2 . Situazioni reali e Situazioni di credito Le situazioni patrimoniali possono essere distinte in situazioni reali e situazioni di credito. Non vi è . invece . . Secondo Perlingieri la distinzione tra situazioni assolute e relative non può più trovare fondamento nella sua giustificazione storica . 3 cost.sia della giurisprudenza ha sostenuto che l’art. Le situazioni reali . ad es. . situazioni soggettive relative .verso chiunque indistintamente ed impongono ad una generalità di consociati un dovere generico di astensione dal compimento di atti che possono turbare l’esercizio del diritto da parte del suo titolare . non vi è motivo di escludere che risponda colui che ha provocato la lesione . Una visione moderna dei rapporti sociali esige che ognuno sia responsabile degli atti che compie. Il credito sarebbe una situazione soggettiva tutelata soltanto nei confronti del debitore e non nei confronti di terzi .d. i rapporti obbligatori . dunque . 2043 è applicabile anche alle cc. La validità di tale distinzione è stata posta in dubbio dallo stesso Perlingieri in quanto sottolinea come nel nostro ordinamento vi siano delle “ situazioni miste ” che pur nascendo nell’ambito dei diritti personali . Ulteriore caratteristica delle situazioni reali . quali ad es. ) . sono caratterizzate : . il diritto al godimento della cosa altrui che la locazione attribui-sce al conduttore . a differenza dei diritti di credito .dall ’ assolutezza in quanto possono farsi valere “ erga omnes ” . ma è anche vero che questo rapporto ha rilevanza esterna . non riscontrabile nelle situazioni creditorie . costituiscono un numero chiuso nel senso che i privati non possono costituire situazioni reali diverse da quelle espressa – mente previste dalla legge .dalla tipicità in quanto .dall’ immediatezza in quanto il titolare di un diritto reale può soddisfarsi sul bene direttamente senza la cooperazione di altri soggetti per la relazione diretta ed immediata con la res Le situazioni di credito. diritti perso-nali di godimento . cioè se un comportamento di un soggetto è lesivo di una situazione giuridicamente rilevante sì da provocare un danno ingiusto . la proprietà privata in tutte le sue forme .Relativamente “ al profilo della tutela ” le situazioni assolute avrebbero una tutela diversa nei confronti di quelle relative .dalla relatività in quanto sono esercitabili solo nei confronti di una determinata persona : il debitore verso il quale . sono caratterizzate : .quali ad es. che è lo stretto legame tra il titolare del diritto ed il bene .

ma in una prospetti-va dinamica e funzionale . creditori chirografari . non sono più idonei : infatti i caratteri dell ’ assolutezza .d. diritto di seguito o nel diritto di preferenza che sarebbero caratteristiche es-senziali delle situazioni reali . Diritto di preferenza Ulteriore criterio distintivo va ravvisato nel diritto di preferenza che è caratteristica dei rapporti reali di garanzia . ma anche nei privilegi sulla realità ( ad es. occorre quindi guardare alle obbligazioni . Ne consegue il superamento sia della centralità del modello proprietario sia di quello credi-torio . i crediti alimentari . dell ’ immediatezza . Si pensi ad es. Perlingieri manifesta alcune perplessità . ora invece anche nei rapporti di debi-tocredito . del seguito . al rapporto di locazione tra Tizio e Caio ed al caso in cui Tizio proprietà-rio decide di alienare l’ immobile a Sempronio . della preferenza considerati peculiari delle situazioni reali sono alcune volte riscontrabili anche nelle situazioni di credito . La preferenza . Consiste nel potere del creditore ipotecario e pignoratizio di soddisfarsi . l’obbligo dei terzi del neminem ledere . mediante la vendita forzata dei beni del debitore . dell ’ inerenza . nel corso degli anni in cui si è verificata una rapidissima evoluzione economica . ma vanno visti in una prospettiva relazionale . per cui il proprietario può perseguire il bene presso qualunque soggetto si trovi a prescindere dal cambiamento del titolare . come categoria generale e concettualmente autonoma . sbaglia in quanto l’obbligazione civile . non partendo dal presupposto che si deve necessariamente tenere separato il settore delle obbligazioni da quello della proprietà .d.Diritto di seguito o di sequela Parte della dottrina rinviene . cioè non garantiti da pegno o da ipoteca . sta nel fatto che si deve procedere ad una rivisitazione intera e totale della materia delle situazioni patrimoniali . Infine si può dire che i tradizionali criteri utilizzati per operare la distinzione tra situazio. per Perlingieri . i crediti da lavoro . neutrale . non staticamente . Il diritto di seguito non sarebbe però soltanto caratteristica esclusiva delle situazioni reali . la tutela aquiliana dell’art. Il diritto di seguito o diritto di sequela è il diritto collegato direttamente al bene e non alla persona del titolare . ma anche ravvisabile nelle situazioni creditorie . comunque. Crisi dell’ obbligazione civile come << categoria astorica >> Innanzitutto si parla di crisi dell ’obbligazione civile come << categoria astorica >> . si è evoluta ed ha acquistato caratteristiche tipiche delle situazioni reali .2043 che prima trovava applicazione nei rapporti assoluti . con preferenza sui c.ni reali e situazioni di credito . nel c. non si ha soltanto nell’ipoteca e nel pegno . . cioè sempre uguale a se stessa .Infatti secondo Perlingieri chi vuole continuare a ve-dere l’ obbligazione civile come un rapporto giuridico di debito – credito che coinvolge solo i due soggetti del rapporto . quali ad es. il diritto di locazione segue il bene a pre-scindere dal cambiamento di uno dei soggetti del rapporto . Quindi il problema . i crediti fiscali ) . invece . basti pensare alla locazione . il criterio distintivo tra situazioni reali e creditorie.

sono solitamente definiti . le parti non hanno l’obbligo giuridico di comportarsi secondo buona fede e secondo correttezza . 1) la spontanea esecuzione di una disposizione fiduciaria . il l debitore naturale non può essere costretto ad adempiere .LE OBBLIGAZIONI NATURALI ( ART . obbligazioni naturali . spontaneità ad adempiere la capacità del solvens Il comma 2 fa . che non è ammessa la ripetizione di quanto è stato spontaneamente prestato in esecuzione di doveri morali e sociali . all’irrilevanza giuridica prima dell ’ esecuzione . al primo comma . ma esclude la ripetizione di quanto spontaneamente pagato ( cd. 2034 c.cizio di azioni giudiziarie da parte del creditore naturale . . Secondo una parte della dottrina il rapporto tra il 1 ed il 2 comma dell ’art. Requisiti essenziali . sancisce . fonte di aggravamento dell’obbligazione naturale ineseguita o persino ragione della nascita di una nuova obbligazione naturale . La dottrina si è soffermata ad individuare che cosa sia un ‘ obbligazione naturale proponen-do diverse configurazioni dell’istituto . Ogni obbligazione naturale . ma se adempie non può chiedere la restituzione di quanto adempiuto . secondo la morale sociale . in quanto fondati esclusivamente su doveri morali o sociali . Si può dire .2) il paga-mento di un debito di gioco o scommessa . alle quali la legge non accorda un’ azione per ottenere l’adempimento . Anche se il debitore naturale non ha alcun tipo di responsabilità per l’inadempimento . quindi . soluti retentio ). si differenzia dall ’ obbligazione vera e propria ( ossia dall ’ obbligazione civile ) in quanto in caso di inadempimento non consente l’ eser. Un problema . i rapporti dei quali sia esclusa la coercibilità . 2034 è assoggettata alla medesima disciplina ( irripetibilità di quanto prestato spontaneamente da un soggetto capace ) Differenza tra obbligazione naturale e obbligazione civile L’obbligazione naturale . cioè siano tipiche o atipiche .pimento dell’ obbligazione naturale . invece . salvo che la prestazione sia stata eseguita da un incapace . in contrapposizione ai rapporti obbligatori civili . quanto nel secondo comma dell’ art. comunque . poi nella fase che precede l’adem. riferimento ad alcune ipotesi tipiche di atti socialmente e moral-mente utili . dall’ obbligazione imperfetta . 2034 ) Tipicità e atipicità dei doveri morali e sociali Particolarmente istruttiva è la riflessione sul fenomeno dell’ << adempimento del dovere morale e sociale >> e sulla sua rilevanza giuridica . nel secondo comma invece ha specificato ipotesi tipiche previste dalla legge ( ad es. è di genere a specie : cioè nel primo comma il legislatore ha individuato il dovere rile-vante in via generale .c. comunque .3) il pagamento di un debito prescritto ) . Infatti . tanto se riconducibile nel primo . per la irripetibilità della prestazione sono : la mancanza di costrizione . tuttavia non è da escludere che il comportamento del debitore naturale possa essere . A tal proposito l’ art . 2034 . a questo punto .che si è posto è se le obbligazioni naturali siano a numero chiuso o a numero aperto .

è rapporto che << può avere effetti giuridici >> e che ha un ’ attuale valutazione giuridica . riconoscendo l’irripetibilità . . ad esempio.quella del creditore naturale . che non può esigere la prestazione ed il comportamento confacente alla possibile esecuzione della stessa .Situazioni naturali creditorie e debitorie e le loro vicende Si può dire che esiste una relazione tra la situazione del creditore naturale . pur non essendo un’ obbligazione in senso pieno .quella del debitore naturale . La relazione tra queste due situazioni è rilevante per il diritto . Tale relazione . 2034 c. e quella del debitore naturale che socialmente è obbligato ad effettuarla .c. già prima dell’adempimento riconosce due posizioni soggettive : . L’ art . . la res da trasferire ) o di adempiere la prestazione socialmente dovuta . ma che pur si caratterizza per il potere di ricevere e di ritenere legittimamente quanto gli è stato spontaneamente prestato – . cioè di chi socialmente può ricevere e ritenere la << prestazione >> . libero di comportarsi in modo da compromettere anche l’esecuzione ( distruggendo .

in genere . Questa è voluta dal legislatore nell’art . dall’ impresa al lavoro e ai contratti . Il problema si complica quando il bene . Alle numerose trasformazioni economiche – politiche della società umana hanno fatto riscontro altrettante trasformazioni del concetto di proprietà . Infatti la disciplina della proprietà a livello costituzionale è diversa secondo che essa gravi su un bene di consumo o su un bene di produzione . Oggetto . la Costituzione garantisce non tanto la piccola propirietà quanto piuttosto limita la grande . pertanto . Tuttavia la distinzione tra bene di produzione e di consumo non è agevole tantè che gli studiosi che hanno cercato di risol – vere il problema sotto il profilo del bene sono andati incontro a grosse difficoltà . Proprietà ed impresa Secondo Perlingieri non si può parlare della proprietà come concetto unitario . da un punto di vista qualitativo e quantitativo . Ciò nonostante . non vi sia alcuna correlazione . Non basta affermare che la proprietà è privata se spetta ad un privato ed è pubblica se spetta ad un ente pubblico . Tale criterio distintivo non è del tutto soddisfacente in quanto non è sufficiente che una situazione spetti ad uno o ad un altro soggetto . Si tratta di una figura mista . questi beni fanno parte di quel patrimonio con destinazione econo-mica che è l’azienda . pur sempre nell’interesse della collettività . non ha un unica destinazione ma è utilizzabile . un terreno potrebbe essere essere destinato tanto ad aeroporto privato quanto ad azienda agricola purchè la loro funzione sia utile socialmente . da immobili e da macchinari locati .44 cost . così come afferma la Costituzione all’ art . si propone una distinzione tra i vari regimi del diritto di proprietà anche in relazione al diverso bene che ne è oggetto . che ha l’obbligo di utilizzare il bene . . che non ci può essere proprietà senza questi poteri.La “ Proprietà Privata ” La proprietà si pone come uno dei fenomeni centrali per il suo stretto collegamento con quasi tutti gli istituti del diritto civile : dalla famiglia alle successioni . Altra distinzione del regime di proprietà si basa sul profilo del soggetto . quella del proprietario – imprenditore . E’ utile . La distinzione quantitativa è rilevante a livello costituzionale . Il diritto d’intraprendere un’attività non comporta necessariamente la titolarità dell’azienda . soggetti e statuti proprietari E’ opportuno premettere che . Anche il limite quantitativo è un elemento importante ai fini dell’individuazione del regime di proprietà . 42 . sintesi dei poteri di godimento e di disposizione . la quale potrebbe essere costitutita da capitali presa a mutuo . un raffronto tra l ’ istituto della proprietà in senso statico e l’impresa Normalmente si pensa che l’imprenditore sia anche titolare del diritto di proprietà sui beni costituenti l’azienda . in più direzioni : ad es. Sarebbe però errato pensare che la nozione di proprietà sia inutile per l’individuazione di quella della libera iniziativa economica e che tra proprietà ed impresa .

c. Tuttavia il potere di godimento non è un concetto univoco ed omogeneo ma contenutisticamente variabile . che sono destinati ad esaurirsi nel tempo . in linea di principio . pienezza ed esclusività concorrono ad individuare il contenuto del diritto di proprietà Il POTERE DI GODIMENTO corrisponde . in quanto la parola “ disposizione ” è usata sia per indica-re la possibilità di compiere atti giuridici sulla cosa ( venderla . afferma che il proprietario ha diritto di godere e di disporre delle cose in modo pieno ed esclusivo . . una sostanziale diversità tra il godimento della proprietà da parte di una persona fisica e di una persona giuridica . Quindi il potere di disposizione del proprietario può attenere ora alla disponibilità negoziale ( a tutti gli atti negoziali che hanno come punto di riferimento oggettivo il diritto di proprietà ) ora alla disponibilità materiale ( cioè a tutto ciò che normalmente . di deciderne le modalità di utilizzazione . Il POTERE DI DISPOSIZIONE . come nelle ipotesi di << proprietà temporanea >> . ad es. Li il godimento è strettamente legato all’immediatezza della situazione con il soggetto fisico titolare . ad es. il contenuto delle facoltà di godimento e di disposizione va individuato in rela – zione al singolo e concreto rapporto . invece .cioè i beni del patrimonio socia. i cibi . esiste . In realtà . non dà luogo ad attività negoziali : si pensi ad esempio allo spostamento materiale del bene da un luogo ad un altro ) . .mentre nelle persone giuridiche più che godimento si tratta di << utilizzazione >> del bene ( si pensi all’oggetto sociale nelle società per azioni . 832 C.IL CONTENUTO DEL DIRITTO DI PROPRIETÀ ( ART. darla in locazione )o di scegliere la destinazione economica del bene o di disporre materialmente della cosa . alla “ facoltà ” di usare o no la cosa .C. si sostanzia in una serie di facoltà difficilmente ricon-ducibili ad un concetto unitario .le possono essere utilizzati . si pensi alla proprietà dei beni consumabili . 832 c. ) Poteri di godimento e Poteri di disposizione L’ art . questa è una forma non di godimento . ma di utilizzazione ) Il godimento spesso comporta la consumazione del bene . Godimento e disponibilità . entro i limiti e con l’osservanza degli obblighi stabiliti dall’ ordinamento giuridico .

. Le servitù non gravano sul fondo o sui soggetti ma bensì su situazioni soggettive . posti dall’ordianmento giuridico al diritto di proprietà si distinguono in : limiti posti nell’interesse pubblico limiti posti nell’interesse privato I primi sono i più importanti individuati .comunque . ( Ad . I limiti . Se Tizio proprietario ha facoltà di costruire e non costruisce e danneggia in tal maniera un altro soggetto . Vi sono delle situazioni di proprietà nelle quali è esclusa la facoltà di disposizione ed altre nelle quali temporaneamente o definitivamente è esclusa quella di godimento . es. i rapporti di vicinato ) Limiti e servitù La nozione di limite si distingue da quella di servitù .) L’art. quella del proprietario e quella di un terzo soggetto . ( Ad es. teoria dei << limiti >> . in genere .Egli può recintare il proprio fondo .consiste nell’ impegno del titolare a tenere determinati comportamenti: non soltanto si parla di comportamenti vietati al proprietario ( obblighi di contenuto negativo ) ma anche si stabiliscono degli ( obblighi di contenuto positivo ) . ma differentemente dal limite che è intrinseco al diritto di proprietà . il proprietario che pianta sul proprio fondo pali altissimi con l’unico scopo di privare di luce il fondo del vicino non realizza un utilità coperta dal diritto proprietario . il proprietario che dà in locazione un appartamento esercita il potere di disposizione . perpetue e temporanee della proprietà che concernono non la proprietà intesa come situazione soggettiva ma esclusivamente il potere di disposizione . <<Atti emulativi >> ( art. comprende anche i vincoli d’ indisponibilità . gli obblighi legali a contrarre . il comportamento omissivo non può rientrare nel divieto degli atti emulativi in quanto il comportamento del danneggiante si deve sostanziare in un comportamento commisivo positivo e necessariamente materiale ) . Alcune limitazioni si riferiscono alla facoltà di godimento .d. La c. 833 c. in particolare .c ( Atti emulativi ) prevede che il proprietario non può fare atti i quali non abbiano altro scopo che quello di nuocere o recare molestia agli altri . Sono tutti quei “ comportamenti commissivi positivi ” che si sostanziano in un fare . le requisizioni e gli ammassi . Vi sono forme d ’ indisponibilità permanenti . invece riguardano soprattutto le possibili conflittualità fra i proprietari ( ad es. cioè danno luogo alla creazione di due situazioni soggettive autonome .c. Ad es. che interessa in maniera particolare l’atto di disposizione . Entrambi sono dei pesi imposti dall’ordinamento . ma non può abusare di questo potere surrettiziamente per nuocere ad altri titolari di situazioni egualmente meritevoli di tutela ) Pertanto sono considerati atti emulativi tutti gli atti di esercizio del diritto di proprietà con il solo ed esclusivo scopo di danneggiare gli altri . 833 c. La servitù è legata alla situazione per cui venuta meno la situazione viene di conseguenza meno la servitù . le servitù creano un autonomo rapporto giuridico .Teoria dei << limiti >> Al proprietario vengono imposti dall’ordinamento giuridico determinati limiti e obblighi . I limiti posti nell’interesse privato . L’ obbligo . dalla “ legislazione pubblicistica ” e concernono l’ espropriazione per pubblico interesse . una legge che blocca le locazione colpisce il potere di disposizione . altre a quella di disposizione .

Il diritto di proprietà deve soddisfare contestualmente l’interesse individuale del suo titolare e l’interesse della collettività . di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti . questo non può essere accolta dal Perlingieri in quanto non si può ridurre un espressione soltanto al momento sociale . Per quanto riguarda il pregiudizio della vittima . 42 comma 2 sancisce che la proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge . infatti con l’avvento della Costituzione del 1948 si verifica ad un mutamento nella gerarchia dei valori sui quali si fonda il sistema .Si hanno atti emulativi quando concorrono due elementi : a) elemento oggettivo : la mancanza di utilità per il proprietario b) elemento soggettivo : l ’ intenzione di nuocere o di recare molestie Alcuni considerano sufficiente . Mancanza di vantaggio e pregiudizio della vittima . cioè il proprietario non può compiere un atto che a lui reca un minimo vantaggio per crea-re un grosso svantaggio ad un altro . affinché non sia configurabile l’atto emulativo . Secondo Perlingieri la funzione sociale non è un istituto autonomo . la giurisprudenza insiste sul profilo quanti-tativo . Secondo altri la funzione sociale sarebbe un limite negativo diretta a comprimere i poteri proprietari . Questa risultava conforme alla prospettiva tradizionale ma non rispetto alla con-cezione solidale della Costituzione . ma è parte essenza-le della garanzia e del riconoscimento della proprietà privata . una regola morale e non giuridica rivolta al legislatore ma non ai cittadini . capace di adeguarsi ai mutamenti legislativi . Essa è una costante di qualsiasi statuto proprietario . Secondo un primo orientamento la funzione sociale sarebbe un criterio che << interessa il sociologo e non il giurista . nel senso che il pregiudizio deve essere di entità economica rilevante : un modesto pregiudizio non sarebbe sufficiente a far considerare l’atto come emulativo e quindi vietato . comunque . ma flessibile . tale interpretazione è storicamente condizionata dal produttivismo che è a fondamento del codice del 1942 . In tal caso fra l’interesse privato e quello sociale è quest’ultimo a prevalere . quindi non può essere giustificata. la ragione giustificatrice della proprietà . La Costituzione all’ art . che ne determina i modi d’acquisto . l’esistenza di un minimo vantaggio per il proprietario . Non può neanche essere accettata quella teoria secondo la funzione sociale sarebbe una << espressione riassuntiva >> con la quale si indicano gli interessi dei soggetti che sono in una posizione di conflittualità con gli interessi proprietari . con il quale l’esercizio del diritto potrebbe entrare in conflitto . morale e deve essere inoltre vincolante sia per il legislatore che per i cittadini . La funzione sociale non è rigida .non sono aspetti completamente autonomi . << Funzione sociale >> della proprietà Si è molto discusso in dottrina sulla definizione di << funzione sociale >> della proprietà . Altri riducevano il significato della funzione sociale della proprietà ad un critero di <<sana gestione economica >> . ponendo come centrale il valore dell’uomo . ma vanno considerati in relazione tra di loro e con una certa proporzionalità .

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