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DIRITTO PRIVATO: INDICE DELLA DISPENSA

Questa dispensa sul Diritto Privato si compone di 6 sezioni in cui vengono


analizzati vari aspetti della materia.
Per motivi tecnici è stata suddivisa su più pagine web che potete navigare
tramite il presente indice oppure utilizzando i comandi indietro-avanti inseriti
in fondo a ciascuna pagina.

A. Il diritto privato
1. Introduzione
 L’ordinamento giuridico e la norma giuridica
 Le fonti della norma giuridica
 Efficacia temporale delle leggi
 L’applicazione e l’interpretazione delle leggi
 L'analogia
 Conflitti di leggi nello spazio
 Lo straniero
B. I diritti soggettivi ed il negozio giuridico
1. I diritti soggettivi e le loro vicende
 Il rapporto giuridico
 Il diritto soggettivo e le altre posizioni giuridiche attive e passive
 I soggetti del rapporto giuridico
 la persona fisica
 la persona giuridica
 Oggetto del rapporto giuridico
 Effetti del tempo sul rapporto giuridico
2. Il negozio giuridico
 Prefazione
 Manifestazione o dichiarazione di volontà
 Contrasto tra dichiarazione e volontà
 I vizi della volontà
 La causa del negozio giuridico
 La rappresentanza
 Elementi accidentali del negozio giuridico
 Effetti del negozio giuridico
 Invalidità ed inefficacia del negozio giuridico
C. I diritti assoluti
1. I diritti della personalità
2. I diritti reali
3. La proprietà
 Modi d’acquisto della proprietà
 Azioni a difesa della proprietà
4. I diritti reali di godimento
 La superficie
 L’enfiteusi
 L’usufrutto
 Le servitù prediali
5. La comunione
 I condomini negli edifici e le multiproprietà
6. Il possesso
 Situazioni possessorie
 Acquisto e perdita del possesso
 L'usucapione

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7. I diritti reali di garanzia
 Pegno
 Ipoteca
 Conservazione della garanzia patrimoniale
D. I diritti relativi
1. L'obbligazione
 Modificazione del lato attivo del rapporto obbligatorio
 Modificazione del lato passivo del rapporto obbligatorio
 Estinzione dell’obbligazione
 L’inadempimento
2. I contratti
 Classificazione dei contratti
 Il contratto preliminare
 Cessione del contratto
 Conclusione del contratto
 Effetti del contratto
 La rescissione e la risoluzione del contratto
3. I singoli contratti
 La compravendita
 Contratti che realizzano un do ut des
 Contratti che realizzano un do ut facias
 Contratti di cooperazione nell’altrui attività giuridica
 I principali contratti reali
 I contratti bancari
 I contratti aleatori
 Contratti diretti a costituire una garanzia
 Contratti diretti a derimere una controversia
4. Gli atti unilaterali
 Le obbligazioni nascenti da atti unilaterali
 I titoli di credito
 La cambiale
 L’assegno
5. Le obbligazioni nascenti dalla legge
E. Il diritto di famiglia e delle successioni
1. I rapporti di famiglia
 Il matrimonio
 La comunione e separazione dei beni
 L'obbligo degli alimenti
 La filiazione
2. La successione
 La successione per causa di morte
 Il testamento
3. La donazione
F. La tutela dei diritti
1. La prova dei fatti giuridici
2. La trascrizione

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INTRODUZIONE ALL'ORDINAMENTO GIURIDICO

L'ordinamento giuridico e la norma giuridica

L’ordinamento giuridico è il complesso di norme e di istituzioni mediante cui viene


regolato e diretto lo svolgimento della vita sociale ed i rapporti tra i singoli individui.
Un ordinamento giuridico si dice originario quando la sua organizzazione non è
soggetta al controllo di un’organizzazione superiore.
Una collettività si dice organizzata se: ci sono delle regole di condotta; queste regole
non sono transitorie ma determinano una struttura; le regole sono osservate.
Le regole servono per dare stabilità al sistema e garantire lo svolgimento ordinato e
pacifico delle varie attività. L’ordinamento di una collettività costituisce il suo diritto.

La norma giuridica è la regola che concorre a disciplinare l’organizzazione della vita


della collettività. La giuridicità di una norma deriva dall’inserimento di questa
nell’ordinamento che contribuisce a formare. La forza vincolante di una norma
giuridica non risiede nel suo contenuto ma nel fatto che questa è inserita in un
documento dotato di autorità (ordinamento).
I fatti produttivi di norme si chiamano fonti.
Le norme giuridiche contengono: leggi decreti, sentenze, regolamenti, ordinanze.
La norma giuridica ricollega un effetto giuridico al verificarsi di una fattispecie: se
[fattispecie] allora [effetto].
Metodi di classificazione delle norme:

 Norma regolare (generale) Se A allora B


 Norma eccezionale Se A + a allora non B (allora X)
 Norma speciale Se A + a allora B + b

Le norme eccezionali e speciali sono caratterizzate da fattispecie arricchite rispetto


alla norma regolare; la norma eccezionale segna una rottura rispetto alla norma
generale. art. 771: l'effetto è opposto rispetto a quello previsto dalla norma regolare.
L’art. 14 delle preleggi limita l'applicazione delle norme eccezionali ai casi
espressamente contemplati; le norme speciali non sono contemplate e quindi non
risultano essere vincolate nell'utilizzo.
Il diritto positivo è costituito dall’insieme delle norme.

La fattispecie è una descrizione di un ipotetica realtà a cui il giudice dovrà ricollegare


quanto si è realmente verificato. La fattispecie può essere :

 semplice, quando descrive il verificarsi di un ipotetico fatto. Se A allora C.


 complessa, quando descrive il verificarsi di più ipotetici fatti
contemporaneamente. Se A1 + B allora C.
 complessa a formazione progressiva, quando descrive il verificarsi di più
ipotetici fatti che si perfezioneranno in tempi successivi.
Da luogo ad una situazione di aspettativa. Se A1 + A2 allora C.
 alternativa, quando descrive il verificarsi alternativo di più fatti [art. 800 codice
civile].
Se A o B allora C.

Effetto giuridico si ha per nascita, modificazione o estinzione di una situazione


giuridica soggettiva.

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La legge è un documento normativo (contenente norme giuridiche). In caso di
inosservaza si ricorre alla sanzione; quando una norma è suscettibile di attuazione
forzata la sua inosservanza produce in capo al trasgressore un danno che viene detto
sanzione. La sanzione può operare in modo:

 diretto: in tale caso la sanzione stessa realizza il risultato previsto dalla legge;
 indiretto: quando si serve di mezzi diversi per reagire alla violazione della
norma.

Caratteri della norma giuridica:

 generalità: ovvero la norma non deve essere dettata per singoli consociati ma
per categorie generali di individui;
 astrattezza: la norma deve rifarsi a situazioni ipotetiche (fattispecie).

L’art. 3 della Costituzione esprime il principio di eguaglianza, principio a cui ogni


norma deve attenersi; tale principio può essere visto sotto due profili:

 “tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge,
senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche,
di condizioni personali e sociali” (profilo formale); a parità di condizioni deve
corrispondere un trattamento uguale.
 La repubblica dovrà “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che,
limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno
sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori
all’organizzazione politica, economica e sociale del paese” (profilo
sostanziale).

In alcuni ma rari casi è permesso il ricorso all’equità: se l’applicazione di una norma


comporta conseguenze che urtano contro il senso di giustizia, è ammesso al giudice il
ricorso all’equità, ovvero a comportarsi come avrebbe fatto il legislatore se avesse
previsto il caso.

Il diritto pubblico disciplina l’organizzazione degli enti pubblici.


Il diritto privato disciplina i rapporti interindividuali sia dei singoli che degli enti privati
lasciando anche al privato l’attuazione delle singole norme.

Per quanto concerne la loro applicazione le norme si distinguono in:

 derogabili o dispositive: qualora la loro applicazione è rimessa all’arbitrio dei


singoli interessati;
 inderogabili o cogenti: qualora la loro applicazione sia imposta
dall’ordinamento.

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Le fonti della norma giuridica

Per fonti delle norme giuridiche si intende qualsiasi atto o fatto idoneo a produrre
diritto, come indicato nell’articolo 1 delle preleggi; tale articolo ordina
gerarchicamente le fonti del diritto secondo la successione:

1. le leggi;
2. i regolamenti;
3. le norme corporative;
4. gli usi.

L’articolo risale al 1942 e non tiene quindi conto della Costituzione, entrata in vigore
nel 1948. All’epoca della promanazione delle preleggi vigeva lo statuto albertino che, a
differenza della Costituzione del ’48 era caratterizzato da flessibilità (poteva essere
modificato tramite legge ordinaria) e quindi veniva gerarchicamente equiparato alle
leggi ordinarie. La Costituzione del 1948 assume una posizione di vertice nella
gerarchia delle fonti del diritto, ed è caratterizzata da rigidità, ovvero può essere
modificata solo da leggi aventi anch’esse rango costituzionale. Altra innovazione
importante della Costituzione del ’48 consiste nel riconoscimento da parte
dell’ordinamento giuridico italiano delle norme del diritto internazionale generalmente
riconosciute [art. 10 Costituzione]. La gerarchia delle fonti del diritto può essere oggi
così espressa:

1. la Costituzione ed altre leggi di rango costituzionale;


2. le leggi ordinarie (a cui vengono equiparati i decreti legge ed i decreti
legislativi;
3. i regolamenti (governativi, ministeriali, parlamentari, regionali);
4. gli usi.

Le fonti del diritto possono essere divise in:

 fonti di creazione o produzione - che sono propriamente gli atti ed i fatti idonei
a produrre ordinamento; e si dividono a loro volta in:
o fonti formali: leggi, regolamenti, norme corporative ed usi (come
regolato nella Costituzione);
o fonti materiali o normative: intervengono nel caso in cui non vi sia una
legge che disciplini la materia;
 fonti di conoscenza - che sono i testi che contengono e divulgano norme
giuridiche.

Per quel che riguarda le disposizioni comunitarie queste vengono rivolte agli stati
membri in due modi:

 regolamenti comunitari: norme direttamente applicabili all’interno dei paesi


membri;
 direttive comunitarie: vengono recepite tramite leggi interne dei singoli stati.

Le leggi vengono raccolte nei Codici che a loro volta sono delle leggi che disciplinano
interi settore: civile, penale, della navigazione… Una legge del codice può essere
sostituita o abrogata da una legge semplice (di stesso rango). In genere per il codice
si usa il metodo della novella: vendono emanate nuove leggi che vanno a sostituire i
vecchi articoli con nuovi.

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Gli usi: viene detto uso o consuetudine (normativo) un comportamento a cui una
generalità di consociati si attiene in modo costante ed uniforme per un certo periodo
di tempo considerandolo giuridicamente doveroso (anche se non nasce da una norma
vincolante, ma ha effetto vincolante a livello interiore); Gli usi possono produrre effetti
giuridici solo se espressamente richiamati da qualche norma. gli usi normativi sono
sempre derogabili se non stabilito diversamente dalla legge [art. 8 preleggi].

Efficacia temporale delle leggi

Per l'entrata in vigore di una legge, dopo l’approvazione da parte delle due camere, si
dovrà avere:

1. la promulgazione della legge da parte del presidente della repubblica (art. 73


Costituzione);
2. la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale (art. 73 Costituzione);
3. il decorso di un periodo di tempo (vacatio legis) che va dalla pubblicazione della
legge alla sua entrata in vigore e di regola è di quindici giorni (art. 10 preleggi).

L’ignoranza della legge è scusabile solo se inevitabile.

Abrogazione di una legge (art. 15 preleggi)


Una legge viene abrogata quando un atto nuovo ne determina la cessazione
dell’efficacia (solo dal momento dell’abrogazione e non per gli effetti passati).
Per abrogare una disposizione e necessario un documento legislativo di pari valore
gerarchico e di data posteriore. L’abrogazione di una legge può essere:

 espressa: qualora la nuova disposizione dichiara esplicitamente abrogata la


legge anteriore;
 tacita: qualora la nuova disposizione non menzioni la legge anteriore ma sia
comunque incompatibile con questa ovvero si proponga di regolamentare la
materia regolamentata dalla legge anteriore.

Ricordiamo che l’abrogazione può essere effettuata anche tramite referendum.

La deroga: si verifica quando la nuova norma si sostituisce alla precedente solo per
taluni specifici casi; la norma posteriore continua a valere per tutte le altre fattispecie.

La dichiarazione di incostituzionalità: si verifica qualora la Corte Costituzionale


stabilisca che la norma risulta incompatibile con la Costituzione. Tale dichiarazione
annulla la norma incostituzionale, come se questa non fosse mai stata emanata.

Le leggi non possono avere effetto retroattivo, cioè non possono disciplinare
fattispecie già accadute. L’unica deroga è per ciò che riguarda le leggi interpretative:
infatti queste, siccome vanno a spiegare l’intenzione di una legge già esistente, hanno
effetto dall’emanazione di quest’ultima.

Referendum popolare: richiede minimo cinquecentomila sottoscrizioni per essere


indetto e serve per abrogare una legge.

Antinomia tra norme: si verifica qualora nell’ordinamento esistano due norme che
collegano effetti diversi alla medesima fattispecie. Invece la lacuna si verifica se la
fattispecie considerata non è prevista dall’ordinamento; ancora l’eccedenza si verifica

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quando esistono norme antinomiche che descrivono la fattispecie considerata; in tale
caso l’antinomia si risolverà:

 se le norme appartengono a diversi livelli gerarchici prevarrà quella di livello


superiore (criterio gerarchico); la norma di livello gerarchico inferiore verrà
dichiarata incostituzionale;
 se le norme appartengono allo stesso livello gerarchico preverrà quella più
recente (criterio cronologico); la norma più antica si considererà tacitamente
abrogata;
 se le norme appartengono allo stesso livello gerarchico e sono coeve l’antinomia
viene risolta senza abolire uno dei due termini del conflitto ma modificandoli.

L'applicazione e l'interpretazione delle leggi

Per applicazione della legge si intende la concreta realizzazione di quanto è ordinato


dalle regole che compongono il diritto dello Stato.
La maggior parte delle liti che sorgono possono essere risolte attraverso:

 rinuncia alla lite da parte di uno dei litiganti


 transazione, ossia accordo tramite il quale le parti si sanno reciproche
concessioni
 compromesso in cui il giudizio è lasciato a terzi, in genere al giudice.

Di fronte ad una iniziativa giudiziale il convenuto può:

 non costituirsi a giudizio, ovvero rinunciare a difendersi


 costituirsi in giudizio per opporsi all’accoglimento della domanda dell’attore.
In questo caso il convenuto può promuovere eccezioni di fatto, ovvero
contestare e provare la falsità dei fatti, eccezioni di diritto ovvero contestare
l’applicabilità delle norme citate dall’attore alla fattispecie in esame.

L’interpretazione della legge: il primo comma dell’articolo 12 delle preleggi


fornisce gli strumenti a cui attenersi nell’attività di interpretazione della legge (attività
rivolta ad attribuire un certo contributo di significati ad un segno - significato letterale
delle parole costituenti la norma).

L’attività interpretativa si caratterizza in due profili:

 profilo oggettivo: individuazione del significato letterale delle parole;


 profilo soggettivo: modo in cui le parole vengono interpretate.
Sotto questo profilo distinguiamo tre interpretazioni:
o giudiziale che è quella che nasce dal lavoro dei giudici compiuta
nell’esercizio della funzione giurisdizionale
o dottrinale costituita dagli apporti di studio dei cultori di materie giuridiche
o autentica che è quella che si ha ogni qual volta il legislatore emana una
nuova norma con lo scopo di chiarire il significato di una legge già in
vigore. (questo è il caso in cui le leggi hanno effetto retroattivo)

La norma giuridica dipende dall’attività interpretativa; è possibile interpretare una


disposizione di legge in diversi modi, tutti plausibili. L’art. 12 delle preleggi prescrive
di non affidarsi esclusivamente il significato delle parole ma anche l’intenzione del

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legislatore. Si hanno quindi una serie di criteri interpretativi [art. 12 preleggi -
primo comma]:

1. criterio logico; si esclude il contrario di ciò che è detto, si confrontano le forme


simili, si valuta se la norma a seguito di un’altra vada valutata a maggior
ragione,, si elimina l’assurdo.
2. Criterio storico: si analizzano le leggi che precedentemente hanno disciplinato la
fattispecie e se ne ricava un filo logico
3. Criterio sistematico: si valuta la norma nel quadro della materia disciplinata
4. Criterio equitativo, si escludono le interpretazioni che vanno contro il senso
comune di giustizia

Qualora l’interpretazione logica coincide con quella letterale si avrà un’interpretazione


dichiarativa, se invece l’interpretazione logica fornirà elementi quantitativamente
maggiori rispetto all’interpretazione letterale si perverrà ad una interpretazione
estensiva, nel caso opposto l’interpretazione si dirà restrittiva.

L'analogia

Nella risoluzione di una lacuna il giudice può seguire due strade:

 considerare il caso non rilevante in quanto non contemplato dall’ordinamento


(argomento a contrario); se il legislatore regola taluni casi e non tali altri su può
dedurre che la sua intenzione fosse quella di non regolamentarli; - teoria della
norma generale esclusiva -
 ricorrere ad una fattispecie simile a quella non contemplata (argomento a
similis); se il legislatore non ha regolato la specifica fattispecie ma ne ha
regolate altre simili è possibile dedurre che egli si sarebbe comportato nello
stesso modo anche per questa; - teoria della norma generale inclusiva -

L’interpretazione per analogia consiste nel risolvere una lacuna dell’ordinamento


ricorrendo a fattispecie simili; affinché il giudice possa ricorrere all’analogia è
necessario [art. 12 preleggi]:

 che non vi sia una disposizione che regoli lo specifico caso;


 che esista una similitudine tra le due fattispecie e che sia proprio questo
elemento comune a permettere l’estendibilità della legge al caso non
disciplinato.(la similitudine tra le fattispecie va intesa nel senso che risalendo
all’intenzione del legislatore si può dedurre che sarebbe stata sua intenzione
accomunare la specifica fattispecie con l’altra simile).

L’analogia non è permessa per leggi penali.

Conflitti di leggi nello spazio

Nel diritto pubblico si ha predominanza degli ordinamenti con carattere territoriale


ovvero, ogni persona è soggetta alle leggi locali. Questa principio vale per le norme di
polizia e il diritto penale ma non per quello privato.

Ogni paese ha in genere delle norme di diritto privato internazionale che rispettano
convenzioni o accordi internazionali e si ha in genere che:

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 pur essendo di diritto internazionale, le norme sono sempre di diritto privato
 il diritto internazionale privato comprende altri rapporti tra cui quello
processuale
 le norme sono strumentali ovvero si limitano a dire come debba essere
disciplinato il rapporto e non la singola fattispecie

Per l’applicazione della legge bisogna:

 individuare il rapporto sottostante, ad es. un contratto, un diritto reale, un


diritto indisponibile
 trovare il momento di collegamento per associarlo ad una norma di diritto
internazionale
 vedere se esiste un rimando ad una legge di un altro ordinamento
 vedere se la norma straniera non è contraria all’ordine pubblico costituito
 eseguire il giudizio

Se una persona ha più cittadinanze tra cui quella Italiana, questa predomina le altre.

Nel relativo capitolo sono riportate tutte le norme per rapporti familiari di successione
e altri a livello internazionale.

Lo straniero

Il cittadino comunitario gode degli stessi diritti civili di quello nazionale ed inoltre di
alcuni diritti politici tra cui il diritto di voto nelle elezioni comunali.
Per l’extracomunitario: innanzi tutto si garantisce il diritto di asilo a colui che vede
negate le libertà democratiche contenute nella costituzione italiana nel suo paese e si
garantiscono i diritti fondamentali della persona umana. Non si ammette l’estradizione
per reati politici. Ai lavoratori si applicano le norme di diritto del lavoro italiano.

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IL RAPPORTO GIURIDICO

Il rapporto giuridico è la relazione tra due soggetti regolata dal diritto oggettivo. Si
ha rapporto giuridico nel momento in cui nasce un diritto; il diritto nasce a titolo
originario quando sorge a favore di una persona senza che venga trasmesso da altri, a
titolo derivativo quando passa da una persona ad un’altra (sono di questo genere la
compravendita ma anche la successione o la donazione)
Soggetto attivo è colui che esercita un diritto, passivo colui su cui ricade il
corrispettivo dovere; nel contratto i soggetti si chiamano parti.
Nella successione, il diritto può essere sia nel lato attivo che passivo come nel caso in
cui il successore , l’erede, succede nell’obbligo di pagare i debiti del defunto. Nel
diritto italiano si ha successione a titolo universale quando il successore si pone come
nuovo soggetto che subentra in tutti i diritti attivi e passivi del suo dante causa, e ciò
avviene nella fusione societaria o nella costituzione di erede. Si ha invece successione
a carattere particolare nella figura del legato.

Terzo è colui che in genere è estraneo al rapporto ovvero per il quale il rapporto non
produce effetti.

Il diritto soggettivo e le altre posizioni giuridiche attive e passive

Il diritto soggettivo è il potere di agire ( se uno vuole) per il soddisfacimento del


proprio interesse, protetto dall’ordinamento. L’esercizio del diritto consta
nell’esplicazione dei poteri che il diritto attribuisce e quindi nella realizzazione di un
interesse; la realizzazione può essere spontanea o coattiva , quando bisogna far
ricorso ai mezzi che l’ordinamento mette a disposizione per la tutela dei diritto(es.:
espropriazione per soddisfare un credito).

Situazioni giuridiche soggettive

Favorevoli, ovvero dal lato del Sfavorevoli, ovvero dal lato del
soggetto attivo soggetto passivo

Diritto relativo o pretesa - Il diritto Obbligo - effetto giuridico soggettivo


viene soddisfatto non dal titolare ma svantaggioso in quanto si è obbligati
dalla condotta del titolare verso un soggetto attivo per un fare,
dell'obbligo. non fare o dare. Il titolare è nella
Caratteristiche: relatività e condizione di decidere se adempiere o
mediatezza meno.

Diritto assoluto - può essere fatto Dovere - dovere di non infrangere il


valere nei confronti di tutti erga diritto.
omnes; non esiste un unico Gli altri devono astenersi dal turbare il
soggetto che può deludere godimento del diritto del soggetto
l'interesse del titolare [art. 832]. La attivo.
realizzazione del diritto non avviene
per l'adempimento degli altri ma
avviene a prescindere dagli altri, che
sono potenziali violatori del diritto.
Caratteristiche: immediatezza ed
assolutezza. L’esempio classico è il

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diritto reale di proprietà.

Diritto potestativo - possibilità di Soggezione - situazione giuridica


determinare una modificazione nella svantaggiosa caratterizzata dalla
sfera giuridica altrui senza l'altrui passività.
cooperazione [art. 1500]. I diritti
potestativi sono una categoria a
parte nell'ambito dei diritti
soggettivi.
Caratteristiche: immediatezza e
relatività

Se al diritto soggettivo è legato anche un dovere (doveri-poteri) si parla di potestà.


Le facoltà o diritti facoltativi sono manifestazioni del diritto soggettivo che non
hanno carattere autonomo; esse si estinguono se si estingue il diritto soggettivo di cui
sono accessorie.
L’aspettativa è un interesse preliminare di un soggetto; è preliminare in quanto se si
verificherà un evento allora sorgerà un diritto a suo favore.
Nei casi in cui si applicano norme di diritto amministrativo e una persona ha interesse
che non si compiano atti illegittimi, si ha la figura dell’interesse legittimo, che è il
diritto a che tutto si svolga con regolarità affinché non vengano lesi i propri interessi.
Si ha la figura dell’onere quando ad un soggetto è attribuito un potere , ma l’esercizio
di tale potere è condizionato ad un adempimento. L’adempimento non è obbligatorio e
quindi non sanzionabile, ma senza di esso non si beneficia del potere conferito.

La violazione del diritto assoluto è una responsabilità extracontrattuale, al contrario


della violazione di un diritto relativo.

Lo Status è una qualità giuridica che si ricollega ad una posizione dell’individuo nella
società, e può essere di diritto pubblico(cittadino) o privato(figlio, coniuge)

In generale non si può alienare (alienum facere = fare di un altro) un diritto maggiore
di quello di cui si dispone.

I soggetti del rapporto giuridico

La persona può distinguersi in:

 fisica [art. 1 codice civile capacità giuridica];


 giuridica.

La persona fisica

Capacità giuridica speciale (dottrina) - in relazione a determinati atti solo alcune


persone possono godere di determinati benefici [Art 350 codice civile]
L'idoneità alla capacità giuridica è riconosciuta dal momento del
concepimento, ma la sua acquisizione è subordinata alla nascita (di bambino
vivo) [art. 462codice civile]. La capacità giuridica secondo l’art 3 della Costituzione
non può essere limitata per sesso religione, razza, opinioni politiche o condizioni
sociali. Allo straniero è permesso di godere di tutti i diritti civili a condizione di
reciprocità.
La capacità di agire ovvero di usufruire dei diritti e di assumere ed adempiere

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obblighi derivanti dalla capacità giuridica si acquista con la maggiore età: 18 anni; gli
atti posti in essere da un minore sono annullabili per incapacità legale di una delle
parti. Ci sono eccezioni per il matrimonio e per i contratti di lavoro che possono essere
stipulati a 15 anni.

Minore emancipato è il minore di almeno sedici anni di età che abbia ottenuto dal
giudice l'autorizzazione a sposarsi; questo può effettuare atti che non pregiudichino il
suo patrimonio (atti di ordinaria amministrazione) ed inoltre può effettuare atti di
straordinaria amministrazione attraverso un curatore. Il curatore deve fare una
dichiarazione di volontà che accompagni quella del minore.

Incapacità di agire

 interdizione - incapacità assoluta. Il maggiore di età ed il minore emancipato


che si trovano in stato di infermità mentale abituale possono essere interdetti
su richiesta di un parente entro il IV° grado o dal curatore o dal tutore.
L’interdizione giudiziale avviene tramite sentenza dal momento della
pubblicazione obbligatoria. [art. 414 codice civile]. L'interdetto viene
legalmente equiparato al minore non emancipato. Viene nominato un tutore che
deve sostituire con la propria volontà la volontà dell'interdetto; L’interdetto
viene riabilitato con sentenza del giudice.
 inabilitazione - stato di infermità mentale non sufficientemente grave da
giustificare l'interdizione [art. 415 codice civile]. Viene nominato un curatore il
quale integra la dichiarazione di volontà dell'inabilitato per ciò che riguarda gli
atti di amministrazione straordinaria.. Il curatore affianca l'inabilitato mentre il
tutore sostituisce l'interdetto.
 Il codice penale prevede un altro caso per l’incapacità di agire ed è una pena
accessoria ad una condanna per reclusione per un periodo non inferiore ai
cinque anni. Si parla di interdizione legale che dura fino all’esaurimento della
pena e concerne la disponibilità e l’amministrazione dei beni dell’interdetto..

Gli atti posti in essere da persone interdette sono annullabili, anche se al momento
dell’atto avevano piena capacità di intendere e di volere.
Può capitare che una persona non sia interdetta ma non abbia capacità di
intendere e di volere ovvero affetto da incapacità naturale; non importa se lo
stato sia transitorio o permanete, quello che conta è la condizione nel momento
dell’atto: ebbene gli atti di testamento, donazione e matrimonio sono direttamente
impugnabili e quindi resi invalidi. Per gli atti unilaterali (accettazione di un eredità o
rinuncia di credito ) occorre che ci sia anche un grave pregiudizio a carico
dell’incapace. Per i contratti serve invece la mala fede da parte dell’altro contraente.

Il rappresentante legale viene nominato quando un soggetto è legalmente incapace


di agire; per i minorenni sono i genitori che se assenti sono sostituiti da un tutore,
nominato dal giudice tutelare. Sia i genitori che il tutore non possono compiere atti di
straordinaria amministrazione senza l’intervento del giudice.

Il curatore è invece colui che fornisce assistenza; egli non si sostituisce


all’emancipato o all’inabilitato ma integra la loro volontà. Il curatore è nominato dal
giudice tutelare.

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Il legittimato è colui che ha il potere di disposizione rispetto ad un particolare diritto.

Per le persone fisiche abbiamo:

 Domicilio: luogo in cui una persona ha stabilito la sede principale dei suoi
interessi e affari.
 Residenza: luogo in cui la persona attualmente si trova e può essere provata
con qualsiasi mezzo.
 Cittadinanza: è la situazione di appartenenza di un individuo ad un determinato
Stato; nessuno può esserne privato. La cittadinanza si acquista per:
o nascita, se uno dei genitori è cittadino, a prescindere dal luogo
o adozione
o nascita nel Territorio, per genitori apolidi o per rinuncia alla cittadinanza
dei genitori
o il coniuge, dopo almeno sei mesi di permanenza nel territorio
o al cittadino CEE dopo 4 anni a qualsiasi straniero che risieda almeno 10
anni

è ammessa la doppia cittadinanza

La parentela si misura in linnee e gradi. Linee rette per discendenti, collaterali per
stipite comune ma non discendenti. Sono affini i parenti di uguale grado del coniuge. I
coniugi non sono parenti ne affini ma la relazione tra loro si chiama coniugio.

La personalità giuridica della persona fisica si estingue con la morte, dove


questa è accertata per cessazione di ogni attività celebrale. Si considera persona
scomparsa il soggetto che si è allontanato dal suo domicilio o residenza, e di cui non
si hanno notizie. Il tribunale della persona scomparsa può nominare un curatore quale
rappresentante per amministrare il patrimonio del soggetto. L’assenza si ha quando
la scomparsa dura per almeno due anni; il tribunale ordina l’apertura dei testamenti e
si procede con l’assegnazione dell’eredità ma i beni non entrano nel patrimonio
disponibile dell’erede. L’assenza non scioglie il matrimonio. La morte presunta viene
dichiarata dopo 10 anni di assenza o un termine più breve nel caso di guerre,
calamità. Gli eredi possono disporre dei beni ed il coniuge può risposarsi, tuttavia se il
soggetto si ripresenta ha diritto a riavere il prezzo dei beni alienati e il nuovo
matrimonio del coniuge è invalido.

I registri in cui vengono annotate le vicende delle persone giuridiche sono quattro:
nascita, cittadinanza, matrimonio e morte; sono pubblici e svolgono proprio una
funzione pubblicitaria.

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La persona giuridica

Le persone giuridiche si dividono in:

 persone giuridiche pubbliche (stato, regioni, province, comuni ed enti pubblici),


che ricavano la loro personalità giuridica dalla legge; non sono disciplinate da
una normativa specifica ma sono distinte in numerose norme. [art. 11 codice
civile]; vi troviamo:
o enti registrati
o enti a struttura associativa su base contrattuale, costituiti dallo Stato o
da privati ma con fini pubblici (fondazioni)
o enti con finalità d lucro o ideali
o enti con scopi egoistici e non profit
(le figure tipiche sono: le società, le associazioni, le fondazioni e le
organizzazioni di volontariato).
 persone giuridiche private (fondazioni, associazioni ed altre istituzioni di
carattere privato) che acquistano la personalità giuridica mediante
riconoscimento con decreto del Presidente della Repubblica; nonostante ciò
esistono persone giuridiche di fatto ovvero non riconosciute ma alle qual si
applica quasi tutta la disciplina delle prime. [art. 12 codice civile].

Le persone giuridiche perdurano anche dopo la morte dei membri originari.

Elemento caratteristico è l’autonomia patrimoniale con la quale il patrimonio


dell’ente viene distinto da quello sei suoi associati e dei suoi organi, i creditori dei soci
non possono rivalersi sul patrimonio associativo e viceversa. Altri elementi sono una
pluralità di persone (tranne che per le fondazioni) e uno scopo comune.
La personalità giuridica si acquista con il riconoscimento da parte dello Stato. Per le
società, una vota effettuato l’atto costitutivo, basta l’iscrizione nel registro delle
imprese. La vita e l’attività di una persona giuridica è regolata dallo statuto; poiché
questa non può agire la sua volontà è espressa da organi che sono persone fisiche.
L’organo decisorio è l’assemblea che deve essere in numero legale in prima
convocazione, in numero qualunque in seconda e nel quale si procede per votazione a
maggioranza.
La nazionalità è l’equivalente della cittadinanza per le persone fisiche, e viene data
tramite il riconoscimento. Allo stesso modo la residenza si chiama sede.

L’estinzione della persona giuridica si ha per motivi previsti nello statuto (obiettivo
raggiunto, scadenza del termine ….) oppure per insufficienza del patrimonio o scopo
esaurito (in questi casi lo stato può disporre la fusione di più fondazioni). L’estinzione
si ha per atto pubblico nel quale viene nominato un liquidatore che definisce i rapporti
giuridici pendenti; nel periodo di liquidazione possono essere posti in essere solo atti
che sono mirati alla stessa. Il patrimonio residuo viene disposto come per statuto.
La registrazione delle imprese riconosciute è promossa anche attraverso sanzioni
penali e gli amministratori che la omettono rispondono in solido con l’impresa; lo
scopo è quello di rendere pubbliche tutte le notizie della persona giuridica.

Per le associazioni non riconosciute cioè gli enti che non abbiano chiesto il
riconoscimento o a cui tale riconoscimento sia stato negato si ha che: viene
riconosciuta efficacia per quel che riguarda i rapporti interni.; i soci sono

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comproprietari di un fondo comune senza la possibilità di riscatto della propria quota;
tali associazioni godono di un’autonomia patrimoniale imperfetta, ovvero i creditori
possono fare valere i propri diritti sul fondo comune, e, qualora questo non fosse
sufficiente, risponderanno personalmente ed in solido coloro i quali hanno agito in
nome e per conto della società. Il presidente o il direttore sono rappresentanti nel
diritto processuale; Le associazioni non riconosciute non possono beneficiare di
donazioni o lasciti: per poterne godere devono richiedere il riconoscimento.
Il comitato è una figura particolare di persona giuridica; il suo scopo è quello di
raccogliere fondi per un determinato scopo. I costituenti sono responsabili
personalmente della custodia e verso i destinatari dei fondi
Secondo l’articolo 39 della Costituzione i sindacati rientrerebbero nella categoria delle
associazioni riconosciute, ma essendo il loro riconoscimento subordinato alla verifica
del loro ordinamento interno, e mancando un organo statale preposto alla verifica di
tale ordinamento, i sindacati restano associazioni non riconosciute.

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Oggetto del rapporto giuridico

Il bene viene definito come qualsiasi cosa che possa formare oggetto di diritti [art.
810 codice civile]. In senso giuridico il bene è il diritto stesso suscettibile di
negoziazione. Classificazione dei beni:

Beni immobili - il suolo e tutto Beni mobili - categoria che comprende tutti i
quello che è naturalmente o beni non immobili e le energie naturali [art. 812
artificialmente incorporato al codice civile].
suolo [art. 812 codice civile]. Gli atti relativi alla circolazione dei beni mobili
Ne fanno parte moli, bagni ed non sono di norma soggetti a forma vincolata.
edifici galleggianti. Solo determinati beni mobili (mobili registrati)
E’ richiesto l’atto scritto per la sono soggetti ad un regime di pubblicità; gli atti
cessione o la Costituzione di riguardanti beni mobili registrati necessitano
qualsiasi diritto reale su un bene degli stessi requisiti di quelli riguardanti beni
immobile [art. 1350 codice immobili. Sono considerati beni immateriali
civile]. poesie, romanzi, films e i beni che diventano
oggetto d’interesse.

Beni fungibili - beni che Beni infungibili - beni che non possono essere
possono essere sostituiti con altri dello stesso genere - interessa
indifferentemente sostituiti con il preciso bene fisicamente individuato.
altri dello stesso genere -
interessa la quantità di beni di
tale genere.
La fungibilità di un bene dipende
dalla sua natura o dalla volontà
delle parti.
La separazione o specificazione
consiste nella pesatura,
numerazione o misura del bene.

Beni consumabili - beni il cui Beni inconsumabili - strumentali suscettibili di


utilizzo comporta la loro utilizzazione continuata.
distruzione o alienazione. L’usufrutto viene concesso solo su questo tipo di
I beni consumabili non possono beni
essere oggetto di rapporti in cui
si concede ad altri il godimento
del bene con l’obbligo di
restituirlo.

Beni divisibili - suscettibili ad Beni indivisibili - tutti i beni che non sono
essere ridotti in parti omogenee divisibili.
senza che se ne alteri la Per sciogliere la comunione su questi beni
destinazione economica. bisogna per forza ricorrere alla vendita.
La divisibilità di un bene può
dipendere anche dalla volontà
delle parti.

Beni presenti - beni già Beni futuri - beni tuttora non esistenti in
esistenti in natura; sono i soli a natura; possono formare oggetto dei soli rapporti
poter formare oggetto di obbligatori quando non sia diversamente disposto
proprietà o di diritti reali. dalla legge.
Possono far parte di contratti reali ma nulla è
dovuto se non vengono ad essere; possono
essere oggetto di contratti aleatori.

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I frutti naturali beni provenienti in maniera diretta da latro bene, con o senza la
concorrenza dell’opera dell’uomo [art. 820 codice civile]; affinché un bene possa
essere classificato come frutto naturale la sua produzione deve avere carattere di
periodicità e non deve incidere sulla destinazione economica della cosa madre. Fin
quando non avviene la separazione dalla cosa madre i frutti si dicono pendenti, e sono
parte integrante della cosa madre.

I frutti civili sono redditi che conseguono da un bene come corrispettivo del suo
godimento concesso ad altri. I frutti civile debbono presentare il requisito della
periodicità.
Cosa semplice è quella i cui elementi non possono essere divisi senza alterare o
distruggere la fisionomia della cosa. Cosa composta è invece la risultante dalla
connessione materiale e fisica di più cose, che anche singolarmente avrebbero propria
rilevanza giuridica ed economica.

La pertinenza è una cosa posta a servizio o ad ornamento di un altra cosa senza


rappresentare elemento indispensabile per la sua esistenza [art. 817 codice civile]
(esempi sono pozzi, garages recinti). Le pertinenze possono essere sia mobili che
immobili. È il vincolo che lega le due cose a determinare la pertinenza e questo deve
essere durevole e non occasionale, e deve inoltre essere realizzato da chi è
proprietario della cosa principale ovvero da chi ha un diritto reale su questa. Le
pertinenze seguono il destino della cosa principale se non disposto diversamente [art.
818 codice civile]. Non occorre che la cosa accessoria appartenga al medesimo
proprietario della cosa principale. I terzi proprietari di pertinenze possono rivendicarle
contro i proprietari della cosa principale. Se la cosa principale è un bene mobile in
caso di alienazione viene protetto l’acquirente in buona fede del bene principale contro
i terzi che vantano diritti sulle pertinenze mediante applicazione del possesso vale
titolo.

Universalità di mobili sono una pluralità di cose appartenenti alla stessa persona,
aventi destinazione unitaria e distinguono dalla cosa composta in quanto non vi è
rapporto di subordinazione tra le parti; a volte i beni possono essere considerati
separatamente. La regola del possesso vale titolo non si applica alle universalità di
mobili.

L’azienda - art 2555 - : è il complesso di beni organizzati dall’imprenditore per


l’esercizio dell’impresa. È una figura sui generis; ad essa è legata la figura
dell’avviamento che è la capacità di produrre un reddito; tale avviamento è tutelato
nei contratti di locazione che vengono a cessare purché non a seguito di inadempienza
o dolo. Il codice non da la definizione di impresa, ma da quella di
imprenditore - art 2082 - : l’imprenditore è chi esercita professionalmente e cioè
sistematicamente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello
scambio di beni o di servizi. L’impresa è quindi vista come l’attività economica svolta
dall’imprenditore.
Il patrimonio è il complesso dei rapporti attivi e passivi suscettibili di valutazione
economica facenti capo ad una persona. È una universitas.
Art 2740: Ogni soggetto ha un patrimonio ed un patrimonio sol col quale risponde dei
propri debiti. L’imprenditore risponde dei debiti contratti nell’esercizio dell’impresa
anche con i beni che non abbia destinato a questa attività.
Il patrimonio autonomo è quello che si crea con la costituzione di una persona
giuridica.

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Beni pubblici si dividono in due categorie:

 beni appartenenti ad enti pubblici;


 beni soggetti ad un regime diverso dalla proprietà privata (beni demaniali:
demanio marittimo, militare, idrico stradale); questi sono inalienabili e non
possono formare oggetto di possesso; sono regolati dal diritto pubblico. Ci sono
poi i beni non demaniali appartenenti ad ente pubblico che si chiamano
patrimoniali; ne abbiamo di due tipi: disponibili che non sono destinati
direttamente a pubblici servizi e che sono soggetti alle norme del codice civile ,
e indisponibili miniere, foreste o pubblici uffici che non possono essere alienati.

Effetti del tempo sul rapporto giuridico

Nel computo del tempo non si calcola il giorno iniziale ma quello finale art 2963.
Il decorso di un determinato periodo di tempo può produrre effetti giuridici, in
particolare: la situazione di diritto viene equiparata a quella di fatto. Ne sono esempi
l’usucapione e la prescrizione.

La prescrizione estintiva produce l’estinzione del diritto soggettivo per effetto


dell’inerzia del titolare che non lo esercita. Art 2934. Le norme riguardanti la
prescrizione sono inderogabili dalle parti. Oggetto di prescrizione sono tutti i diritti
tranne la proprietà ed i diritti indisponibili come gli status o le potestà. La prescrizione
inizia a decorrere dal giorno in cui il diritto avrebbe potuto essere esercitato. La
sospensione della prescrizione è determinata da particolari rapporti giuridici tra le
parti o dalla condizione di incapacità del titolare del diritto di esercitarlo (militari in
tempo d guerra, minore fino al raggiungimento della maggiore età); i semplici
impedimenti di fatto non causano sospensione. La sospensione elimina dal computo
del tempo necessario alla prescrizione il periodo in cui ha avuto luogo l’impedimento,
senza togliere valore al periodo antecedente l’impedimento stesso. L’interruzione
della prescrizione si verifica quando il titolare del diritto lo esercita o quando il
diritto viene riconosciuto dal soggetto passivo del rapporto. L’interruzione fa ripartire
da zero il computo del tempo necessario alla prescrizione. Per ciò che concerne la
durata della prescrizione: la prescrizione ordinaria ha la durata di dieci anni, ha
durata di venti anni la prescrizione per l’usucapione e per l’estinzione dei diritti reali su
cosa altrui. In taluni casi, espressamente elencati [art. 2947 e seguenti codice civile],
sono previste prescrizioni brevi; in particolare riguardo al risarcimento per danno e ai
rapporti commerciali.

La prescrizione presuntiva opera nel rapporto di credito; trascorso un breve


periodo, la legge presume che il debitore si sia liberato dell’obbligazione( non solo
pagando ma anche per rinuncia del credito). Nel momento in cui opera la prescrizione
presuntiva l’onere di provare la pendenza del credito spetta al creditore. Se questi non
ha prove deve o ottenere una confessione o richiedere un giuramento decisorio.

Decadenza - produce l’estinzione del diritto conseguente al non utilizzo del diritto da
parte del titolare nel limite di tempo imposto dall’ordinamento. La decadenza può
essere impedita solo mediante l’esercizio del diritto nel tempo previsto. La decadenza
non è soggetta ad interruzione e sospensione. La decadenza può essere stabilita
anche dalle parti ma solo nel caso si tratti di diritti disponibili.

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IL NEGOZIO GIURIDICO

Prefazione

Negozio giuridico è la dichiarazione di volontà con la quale vengono enunciati gli


effetti perseguiti ed alla quale l’ordinamento giuridico ricollega effetti giuridici conformi
al risultato ottenuto. In questo modo viene lasciata ai privati una sfera di autonomia
entro la quale possono regolare i propri interessi. Il codice civile regola solo le figure
del contratto, del matrimonio e del testamento e non il negozio giuridico in generale;
l’art 1324 dispone che per gli atti unilaterali tra i vivi si osservano le stesse
disposizioni prescritte per i contratti.

Si ha un negozio giuridico unilaterale con la dichiarazione di una sola parte


(testamento, donazione), dove per parte si intende centro di interessi, quindi un atto
può essere unilaterale ma collegiale( il vizio della volontà di uno del collegio non vizia
la volontà collegiale ma rende impugnabile la delibera assembleare); dall’altra parte
corrisponde il negozio complesso che è l’atto che contiene la volontà di più parti le
quali si fondono in un'unica volontà, ed il vizio di una le vizia tutte.

Altre classificazioni possono essere fatte in base alla causa o motivo del negozio:

 Negozio mortis causa: con solo il testamento


 Negozio abdicativo: la rinunzia
 Negozi patrimoniali: distinguiamo
o Negozio a titolo oneroso dove un soggetto per l’acquisto di un diritto
accetta un sacrificio, ed esiste un nesso di causalità tra vantaggio e
sacrificio. Nel caso in cui in un contratto possa essere interpretato in
maniera dubbia, l’interpretazione deve essere sempre quella meno
onerosa per l’obbligato.
o Negozio a titolo gratuito dove si consegue un vantaggio senza alcun
sacrificio corrispettivo.

Elementi del negozio giuridico :

 elementi essenziali: elementi senza i quali il negozio è nullo e sono [art. 1325
codice civile] :
o accordo tra le parti;
o la causa;
o l’oggetto;
o la forma;
 elementi accidentali: elementi che le parti possono decidere se apporre o meno.

Manifestazione, ovvero dichiarazione di volontà

Affinché si possano produrre effetti giuridici occorre una dichiarazione di volontà;


questa può essere fatta in due modi;

 espressa: se realizzata con qualsiasi mezzo idoneo a palesare il proprio


pensiero;
 tacita: se il proprio comportamento è incompatibile con la volontà contraria.

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Il silenzio è considerato assenso solo dove una precisa norma affida alla parte l’onere
di dichiarare la propria volontà; se questi tace allora accoglie gli effetti.

La forma del negozio è il linea di massima libera ma per alcuni negozi solenni
(matrimonio, testamento , donazione) il legislatore prevede la forma scritta o
addirittura l’atto pubblico; in questi casi si parla di forma vincolata. Talvolta si richiede
un bollo per motivi fiscali oppure la trascrizione che ha carattere pubblicitario;
mancando questi requisiti il negozio può essere annullabile o nei casi meno gravi c’è
una sanzione pecuniaria per le parti.

La volontà si forma:

 al momento della manifestazione per i negozi unilaterali non recettizzi


 al momento della conoscenza per gli unilaterali recettizzi
 al momento dell’accettazione per gli accordi bilaterali

La pubblicità serve a dare a terzi la possibilità di conoscere l’esistenza di un negozio


giuridico o le vicende delle persone fisiche e giuridiche. Abbiamo:

 Pubblicità notizia che è un obbligo e non un onere: la sua omissione da luogo ad


una sanzione pecuniaria e i terzi possono opporsi all’atto.
 Pubblicità dichiarativa che serve a rendere opponibile a terzi il negozio, il quale
vale anche senza trascrizione ma che può essere impugnato da chiunque
effettui la trascrizione successivamente.
 Pubblicità costitutiva che è quella senza la quale non si ha validità del negozio:
è il caso dell’ipoteca che nasce solo con la trascrizione o della società che
acquista la personalità giuridica con l’iscrizione nel registro delle imprese.

Contrasto tra dichiarazione e volontà

Può capitare che in un negozio la dichiarazione, quello che è stato scritto, diverga
dall’intento delle parti. Il legislatore risolve le controversie con la teoria
dell’affidamento; secondo questa teoria, se la dichiarazione diverge dall’animus, ma
colui cui essa è destinata era incapace di conoscere tale divergenza, il negozio è
valido; è invalido se il destinatario conosceva tale divergenza.
Nel caso di negozio concluso attraverso violenza psichica, la volontà manca e l’atto è
viziato.
Si parla di errore ostativo quando si intendeva dire una cosa e invece se ne è detta
un’altra.

Il negozio simulato è il negozio che le parti stipulano solo per poterlo invocare di
fronte ai terzi; le parti sono comunque d’accordo che gli effetti del negozio non si
dovranno verificare. Il negozio è quindi fittizio e inidoneo a produrre gli effetti a cui
appare preordinato; Il negozio simulato è una figura in cui la volontà delle parti
diverge da quella espressamente dichiarata. La simulazione può essere assoluta
quando le parti escludono ogni rilevanza dell’atto tra i rapporti interni; si ha invece
simulazione relativa quando con un negozio se ne intende effettuare un altro
(vendita al posto di una donazione), e in tal caso si parla di negozio dissimulato. Nel
negozio dissimulato troviamo la figura del prestanome ovvero della interposizione di
persona fittizia, una persona alla quale vengono attribuiti diritti solo per motivi fittizi,
da non confondere con l’intestazione di un bene in nome di altri che è un negozio
regolare.
Il negozio assolutamente simulato non produce effetti in quanto le parti non volevano

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porlo in essere. Il negozio dissimulato non ha effetto anch’esso ma si considera valido
il negozio che è stato celato sotto al simulato se e solo se sussistono i requisiti di
forma.

Effetti della simulazione di fronte ai terzi:


I terzi estranei al contratto simulato, qualora ne risultino pregiudicati, possono far
dedurre la simulazione e quindi accertarne la nullità.[art. 1415 codice civile]. La
simulazione non può essere opposta ai terzi che in buona fede hanno acquistato diritti
dal titolare apparente. La buona fede si presume.

Effetti della simulazione di fronte ai creditori:


I creditori del simulato alienante possono far dedurre la simulazione ed agire sui beni
usciti dal patrimonio di questo se il credito è antecedente al negozio [art. 1416 codice
civile].
L’alienante simulato può opporre la simulazione ai creditori chirografari dell’acquirente
simulato ma non a quelli dell’acquirente se fallito o se muniti di ipoteca o pegno.

Negozio indiretto: si verifica quando un determinato effetto giuridico viene


realizzato dalla combinazione di più atti che per vie traverse conseguono lo scopo
originario del primo negozio. Non s ha simulazione in quanto gli atti posti in essere
sono tutti voluti e permettono di raggiungere un ulteriore scopo(finanziamenti
attraverso accordi di forniture). Non si esclude nessun effetto dei negozi.

Negozio fiduciario: si verifica quando un soggetto, fiduciante, trasferisce, o fa


trasferire, la titolarità di un bene con il patto che l’acquirente utilizzerà e disporrà di
questo in conformità delle istruzioni del fiduciante in modo da disporre del bene stesso
esclusivamente nell’interesse del fiduciante. Non è previsto nel codice ma è previsto in
una legge per le società fiduciarie.

I vizi della volontà

Nei vizi di volontà non c’è divergenza tra volere e dichiarazione, tuttavia la volontà si
è formata in maniera anomala ovvero per dolo, violenza, errore.

L’errore consiste nella falsa conoscenza della realtà; affinché l’errore sia rilevante,
ovvero produca l’annullabilità del negozio, occorre:

 che l’errore sia essenziale, ovvero che sia stato tale da aver indotto la parte a
concludere il negozio (errore determinante), inoltre l’errore per essere
essenziale [art. 1429 codice civile] deve cadere su:
o sulla natura del negozio(locazione al posto della vendita);
o sull’oggetto del negozio;
o sulla quantità della cosa oggetto del negozio;
o sull’identità e sulle qualità dell’altro contraente;

Se l’errore è di diritto questo deve essere stato la ragione unica o principale del
contratto per essere essenziale.

 che l’errore sia riconoscibile dall’altro contraente L’errore si considera


riconoscibile quando, in relazione al contenuto, alle circostanze del contratto o
alle qualità dei contraenti, la controparte , usando la normale diligenza, avrebbe
potuto accorgersene.[art. 1431 codice civile].

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Se l’errore è comune alle parti il negozio è annullato a prescindere dalla buona fede di
entrambe.

L’errore può essere:

 di fatto, se cade su di una circostanza di fatto;


 di diritto, se cade sull’esistenza o sull’interpretazione di una norma giuridica.

L’errore ostativo cade sulla dichiarazione, anche se indipendente dalla volontà delle
parti come nel caso di errore di trasferimento dati; è equiparato all’errore vizio.

Il dolo (dolo inganno) è il raggiro perpetrato ai danni del contraente. Perché un


negozio affetto da dolo sia annullabile occorre :

 il raggiro ovvero azione idonea a trarre in inganno il contraente;


 l’errore del raggirato, ovvero il successo del raggiro (dolo determinante); non
può essere impugnato se io avevo capito il dolo; il riconoscimento è affidato alla
normale diligenza.
 la provenienza del raggiro dalla controparte; se il raggiro è stato effettuato da
terzi e se l’altro contraente non ne era a conoscenza il dolo non è rilevante.

La figura del dolo incidente si ha allorquando il dolo non è fatto determinante per
la stipula del contratto ma si limita ad incidere sulle condizioni dello
stesso(comportamento fraudolento); il contratto non è annullabile ma il raggirato ha
diritto all’indennizzo dei danni subito o ad un minor onere rispetto a quello
contrattuale [art. 1440 codice civile].

Rilevanza del dolo

 in un contratto: deve provenire dall’altro contraente o da terzo, ma in questo


caso i raggiri devono essere noti al contraente che en ha tratto vantaggio;
 in un negozio unilaterale non recettizio: da qualsiasi terzo provenga.

La violenza psichica è la minaccia di un male ingiusto rivolta ad una persona con la


finalità di indurla a concludere un contratto ovvero a porre in essere qualsiasi tipo di
negozio giuridico. La violenza pertanto assume rilievo come vizio della volontà
esclusivamente quando sia diretta al ottenere dal minacciato il compimento di un atto
negoziale. Al minacciato spetta la facoltà di agire per l’annullamento. La violenza deve
essere [art. 1435 codice civile]:

 tale da impressionare una persona media;


 il male minacciato deve essere ingiusto e deve riguardare la vittima o il coniuge
o ascendenti e discendenti della vittima.

La violenza psichica ha rilevanza per l’annullabilità del negozio anche se posta in


essere da un terzo all’insaputa dell’altro contraente.
Una dichiarazione emessa per timore riverenziale non è annullabile eccetto per casi
di eccezionale gravità quali il matrimonio.

La violenza fisica non è un caso di vizio della volontà ma di assoluta mancanza di


questa; produce la nullità del negozio.

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Se per effetto dello stato di pericolo una persona ha assunto obbligazioni a condizioni
inique, il negozio non è annullabile, ma rescindibile.

La causa del negozio giuridico

Causa del negozio giuridico: è lo scopo oggettivo rilevante socialmente ed


economicamente per cui il negozio stesso è stato posto in essere; la causa può essere
vista come la funzione socioeconomica del negozio giuridico, il motivo per cui viene
posto in essere. La causa è un elemento essenziale del negozio giuridico la cui
mancanza o la cui illiceità provoca la nullità del negozio stesso. La causa può esserci
all’inizio ma poi venire a mancare; in questo caso si può rescindere dai contratti e
sciogliere quindi le proprie obbligazioni. Si definisce causa illecita quando è contraria
a norme imperative, all’ordine pubblico (illegale), al buon costume (immorale):
l’illiceità della causa produce la nullità del negozio cioè nessun effetto, e chi ha
eseguito un pagamento ha diritto alla ripetizione.

Motivo del negozio giuridico: è lo scopo soggettivo in seguito al quale la parte


pone in essere il negozio; lo scopo soggettivo consiste in un vantaggio o in una
soddisfazione personale della parte. Il motivo non ha rilevanza ai fini dell’annullabilità
del negozio giuridico. Fanno eccezione i casi :

 se il motivo è illecito, comune ad entrambe le parti ed esclusivo, produce la


nullità del contratto [art. 1418 codice civile]; (nella donazione o nel testamento
il motivo illecito rende nullo l’atto, mentre l’errore sul motivo (credevo una cosa
che invece non era vera) rende impugnabile l’atto a condizione che sia stato
l’unico motivo per cui è stato disposto).
 se la realizzazione del motivo è oggetto del patto contrattuale o di una
condizione a cui viene subordinata l’efficacia dell’atto stesso.

I negozi astratti producono i propri effetti astraendosi dalla causa; se la causa non
esisteva o era illecita si può agire per la restituzione a prestazione avvenuta. I negozi
astratti richiedono sempre una forma solenne. L’esempio classico è la cambiale, infatti
non posso oppormi al terzo giratario eccependo l’insussistenza del primo rapporto. Un
negozio che non sia astratto si dice negozio causale.

Il negozio in frode alla legge è quello che pur rispettando la legge alla lettera
costituisce il mezzo per eludere un’altra norma.

Astrazione processuale: in un negozio causale chi agisce per ottenere la


prestazione non ha l’onere di dimostrare l’esistenza o la liceità della causa; l’onere di
dimostrare l’illiceità grava sul convenuto se vuole sottrarsi alla condanna.

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La rappresentanza

La rappresentanza è l’istituto per cui ad un soggetto (rappresentante) viene


attribuito il potere di agire in nome e per conto di un altro soggetto (rappresentato)
nel compimento di un’attività giuridica; gli effetti degli atti posti in essere dal
rappresentante andranno ad incidere direttamente nella sfera giuridica del
rappresentato. Il rappresentante, differisce dal nuncio perché egli agisce con volontà
propria e non del rappresentato; egli può aver ricevuto delle disposizioni ma
nell’ambito di queste decide con discrezionalità.

La rappresentanza può essere:

 diretta in cui il rappresentante agisce in nome e per conto del rappresentato; gli
effetti giuridici ricadono direttamente nella sfera di quest’ultimo.
 indiretta, detta anche interposizione reale, in cui il rappresentante agisce in
nome proprio ma per conto terzi, ed acquista in prima persona i diritti che poi,
in virtù della rappresentanza a lui conferita, andrà a trasmettere nella sfera
giuridica del rappresentato attraverso un secondo negozio.

La rappresentanza è esclusa nei negozi di diritto familiare, nel testamento, ed è


ammessa entro certi limiti nelle donazioni.

La rappresentanza legale ricorre quando un soggetto è incapace o è interdetto(dei


genitori e dal tutore), oppure quando si parla di rappresentanza organica(di organo di
persona giuridica).

La procura è il negozio unilaterale non recettizio mediante il quale viene conferito al


rappresentante (procuratore) il potere di rappresentanza (rappresentanza
volontaria); questo è un negozio unilaterale e riguarda i rapporti tra il rappresentato
ed i terzi interessati. (il mandato o il rapporto di lavoro subordinato o la società sono
poi contratti che regolano il rapporto interno tra rappresentante e rappresentato; il
mandato quindi può essere con o senza procura)
La procura, come del resto ogni manifestazione di volontà, può essere espressa o
tacita. Non sono richiesti requisiti di forma, a meno che l’atto da compiere non
richieda la ferma scritta: in questo caso anche la procura deve avere la medesima
forma. Gli effetti della procura si ripercuotono direttamente sul patrimonio
dell’interessato. La procura può essere generale o speciale quando si limita a
riguardare uno o più determinati affari, e può contenere limiti dettati dal delegante.
Art 1393 la procura deve essere esibita al terzo che richieda al rappresentante la
giustificazione dei suoi poteri. La revoca è l’atto mediante il quale il rappresentato fa
cessare gli effetti della procura; anche la revoca è un negozio unilaterale. La revoca
deve essere portata a conoscenza dei terzi interessati, altrimenti i negozi da loro
conclusi con il rappresentante restano comunque validi e [art. 1396 codice civile]. La
revoca può essere anche tacita qualora il rappresentato provveda ad istituire un nuovo
rappresentante. Si parla di conflitto di interessi quando il procuratore è portatore di
interessi propri che vanno contro quelli del rappresentato e gli atti posti in essere
sotto queste condizioni sono viziati e annullabili a meno che il rappresentato non
rilasci autorizzazione con cui autorizza il rappresentante.

Mandato è il contratto con cui una parte si assuma l’obbligo di compiere uno o più
atti giuridici per conto dell’altra parte [art. 1703 codice civile]; il mandato riguarda i
rapporti interni tra rappresentante e rappresentato. Il mandato può essere con o
senza rappresentanza; se il mandato è concesso con rappresentanza (ovvero al

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mandatario è concessa una procura) allora gli atti compiuti dal mandatario andranno
ad incidere direttamente nella sfera giuridica del rappresentato (rappresentanza
diretta).

In un negozio concluso con un rappresentante si tiene conto degli eventuali vizi della
volontà del rappresentante e non del rappresentato. I vizi della volontà del
rappresentante divengono rilevanti allorquando vanno ad incidere sulle istruzioni da
lui date al rappresentante.

Si parla di rappresentanza senza potere per gli i atti conclusi da un rappresentante


privo del potere di rappresentanza e considerati quindi inefficaci. La ratifica è la
dichiarazione con cui viene tardivamente attribuito il potere di rappresentanza al
rappresentante che ne era privo; con la ratifica gli atti compiuti dal rappresentante
senza potere entrano a fare parte della sfera giuridica del rappresentato con effetto
retroattivo, come se dall’inizio il rappresentante fosse stato accompagnato da procura.
Il terzo può chiedere il risarcimento per danni di un contratto non ratificato solo se
non sapeva o non poteva sapere che il rappresentante agiva senza procura; il
risarcimento si limita alle spese sostenute e non al contratto sfumato.

Nel caso taluno senza esservi obbligato e quindi spontaneamente assume la gestione
di affari altrui , e che la gestione sia stata utilmente iniziata, l’interessato deve
adempiere le obbligazioni che il gestore ha preso in nome di lui.
Nel contratto per persona da nominate colui che conclude il contratto può
riservarsi la facoltà di nominare la persona nella cui sfera giuridica il negozio deve
produrre effetti. Il contraente se non trova la persona disposta entro tre giorni
risponde in proprio per le obbligazioni assunte. Il termine può essere stabilito dalle
parti ma per intervalli superiori a tre giorni non si ha più il contratto suindicato bensì
la figura di un doppio contratto con i relativi doppi passaggi di proprietà.

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Elementi accidentali del negozio giuridico

Sono gli elementi non necessari, e quindi accessori; abbiamo la condizione, il termine
ed il modo.

La condizione è l’avvenimento futuro ed incerto al quale le parti fanno dipendere la


produzione degli effetti del negozio, ovvero l’eliminazione degli effetti che il negozio ha
già posto in essere. La condizione può essere:

 sospensiva: se ad essa è subordinata l’efficacia del negozio; l’avverarsi di


questa rende il negozio efficace;
 risolutiva: se ad essa è subordinata l’eliminazione degli effetti che il negozio ha
già posto in essere.

La risoluzione di un contratto è la cancellazione degli effetti già verificatisi.

Gli atti legittimi sono i negozi giuridici che non tollerano l’apposizione di una
condizione; questi sono i negozi di diritto familiare, l’accettazione dell’eredità, la
cambiale, l’accettazione della girata della cambiale.

La condizione di fatto dipende dalla volontà delle parti secondo una valutazione
propria degli interessi; La condizione di diritto è l’elemento previsto e stabilito dalla
legge; è inderogabile.
La condizione illecita contraria alle norme imperative, all’ordine pubblico o al buon
costume; la condizione illecita si ha per non apposta nei negozi mortis causa e rende
nulli i negozi inter vivos. Stesso iter per la condizione impossibile.
La presupposizione è una condizione implicita cioè non dichiarata; sebbene la legge
non prevede la tutela di una cosa non scritta, se la controparte del contratto
conosceva la presupposizione è data la possibilità di risoluzione del contratto.

Momenti del negozio condizionato:


durante la pendenza della condizione l’avvenimento non si è ancora verificato ma
può ancora verificarsi; questa situazione da luogo ad un’aspettativa; la legge
riconosce alla parte interessata di compiere atti conservativi, chiedere il sequestro
conservativo; è data anche la facoltà di alienare il diritto ma questo risulta sempre
sottoposto alla condizione originaria. Nell’avveramento della condizione la
condizione si è verificata o non può più verificarsi; gli effetti del negozio retroagiscono
al momento della stipula con esclusione degli atti compiuti per la conservazione;
anche i frutti rimangono a chi disponeva del diritto prima del verificarsi della
condizione.

Il termine è l’avvenimento futuro e certo dal quale o fino al quale debbono prodursi
gli effetti del negozio. Il termine è certo per il suo verificarsi, può essere però incerta
la data in cui questo si verificherà. Alla scadenza del termine si verificano gli effetti del
negozio, ma questi non retroagiscono al momento della conclusione del negozio
stesso.

Il modo è la clausola accessoria che si appone ad una liberalità allo scopo di limitarla;
può consistere in un obbligo di dare, di fare o di non fare. Il modo non sospende
l’efficacia del negozio. Il modo può essere apposto solo nei negozi a titolo gratuito.
Non deve considerarsi modo la semplice raccomandazione, il desiderio o la preghiera.
Il modo impossibile o illecito si ha per non apposto a meno che non risulti l’unico
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motivo determinante del negozio. L’adempimento dell’obbligo giuridico nascente dal
modo può essere chiesto da ogni interessato, e in caso di inadempimento dell’obbligo
può essere pronunciata dal giudice la risoluzione del contratto. [art. 648 codice civile].

Qualsiasi negozio giuridico può necessitare di interpretazione rivolta appunto a


determinare il significato giuridico rilevante della dichiarazione negoziale. Possiamo
avere interpretazione soggettiva e oggettiva; l’interprete deve ricercare il risultato
perseguito dal compimento dell’atto e non estrarre solo il senso letterale delle parole.
Si parla di comunione delle parti quando ci si riferisce al senso che entrambe
attribuivano all’accordo; si deve tenere conto delle trattative precontrattuali. Negli atti
unilaterali si tiene conto della buona fede dell’artefice del negozio. Il principio della
conservazione del negozio dice che questo deve essere interpretato in maniera che
abbia un senso piuttosto che in modo da non avere effetti. Inoltre valgono:

 gli usi interpretativi, tipici del luogo dove è stato stipulato il contratto;
 le espressioni dubbie devono essere intese nel modo più conveniente alla
natura del contratto;
 le clausole dubbie si interpretano contro chi ha disposto il contratto;
 infine quando tutti i metodi si siano dimostrati inefficienti, il contratto deve
essere interpretato nel modo meno gravoso per l’obbligato.

Effetti del negozio giuridico

Rispetto alle parti il negozio giuridico ha forza di legge [art. 1372 codice civile], cioè
gli effetti sono vincolanti.

Rispetto ai terzi non può ne danneggiare ne giovare direttamente al terzo estraneo


[art. 1372 codice civile], e infatti anche i negozi che determinano giovamento a terzi
sono soggetti a ad accettazione di questi. Un negozio in nome di terzi deve essere
accettato pena il trasferimento dell’obbligazione sulla parte che lo ha stipulato. Un
negozio giuridico può comunque produrre effetti indiretti rispetto ai terzi estranei.

Il negozio giuridico ad effetti reali ha per oggetto la trasmissione o la costituzione


di un diritto reale o il trasferimento di un altro diritto.

Il negozio giuridico ad effetti obbligatori da luogo alla nascita di un rapporto


obbligatorio.

Invalidità ed inefficacia del rapporto giurico

Invalidità del negozio giuridico: il negozio è viziato, difettoso o malato in seguito


all’inosservanza dei limiti stabiliti dall’ordinamento. Si parla di inesistenza quando un
deficienza grave non permette il riconoscimento del negozio. L’invalidità può assumere
i due aspetti della nullità e dell’annullabilità.

La nullità: un atto si dice nullo quando è invalido e non è idoneo a realizzare i suoi
effetti tipici. In ogni caso la nullità deve essere fatta valere dalle parti interessate
altrimenti il negozio seppur nullo rimane efficace. Cause di nullità sono:

 specifico richiamo contenuto in una norma di legge [art. 1418 codice civile];

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 mancanza di uno dei requisiti essenziali del negozio [art. 1350 codice civile]
come ad esempio la forma, l’oggetto o il contenuto;
 l’essere contrario a norme imperative [art. 1418 codice civile].

La nullità può essere :

o totale: quando il vizio che la determina investe l’intero negozio;


o parziale: se il vizio investe solo alcune clausole del negozio; in questo
caso l’intero negozio è nullo se la parte viziata doveva considerarsi
essenziale [art. 1419 codice civile]; per le clausole sostituite da norme di
legge continuano a valere i contratti originari con le clausole nuove.

L’azione di nullità è azione giudiziale che mira al riconoscimento della nullità del
negozio; le caratteristiche sono:

 imprescrittibilità;
 il negozio nullo è insanabile e non può essere convalidato;
 impossibilità di un accordo tra le parti che deroghi al principio di
imprescrittibilità;
 l’azione di annullamento è di mero accertamento; il negozio era nullo anche
prima della dichiarazione di nullità quindi la situazione giuridica non viene
modificata perché inesistente già prima dell’accertamento;
 è legittimato attivamente al riconoscimento della nullità chiunque ne abbia
interesse( nell’annullabilità invece solo una parte);
 la nullità di un atto può essere rilevata di ufficio cioè se il negozio viene
invocato da una parte in un giudizio se ne può dichiarare la nullità anche in
assenza di domanda.

Si ha conversione del negozio nullo quando un contratto può produrre gli effetti di
un contratto diverso purché contenga tutti i requisiti di sostanza e di forma richiesti
per quest’ultimo (requisito oggettivo) ed a condizione che possa ritenersi che le parti
avrebbero accattato di stipulare quest’accordo in luogo dell’altro (requisito soggettivo)
[art. 1424 codice civile]. La conversione non esige una nuova manifestazione di
volontà delle parti, è l’ordinamento stesso che la pone in essere.
Per ottenere lo scopo del primo negozio interviene la rinnovazione del negozio
nullo che si verifica quando le parti si accordano per stipulare un nuovo negozio che
rimedi al vizio del negozio nullo.
IL riconoscimento di nullità per i contratti di lavoro subordinato non produce effetto.
Le società registrate per cui si ha nullità dell’atto costitutivi si considerano sciolte solo
dal momento del riconoscimento.
La nullità dell’atto non è opponibile ai terzi in buona fede.

L’annullabilità costituisce un’anomalia di gravità minore rispetto alla nullità; l’azione


di annullabilità può essere promossa per incapacità del soggetto, vizi della volontà,
errore, violenza o dolo. Il negozio annullabile produce i suoi effetti ma questi vengono
meno se viene presentata ed accolta l’azione di annullamento. L’azione di
annullamento presenta le seguenti caratteristiche:

 l’azione di annullamento è un’azione costitutiva (mira a modificare una


situazione preesistente cioè che aveva prodotto i suoi effetti).
 legittimato attivamente è solo la parte nel cui interesse l’annullabilità è prevista
dalla legge [art 1441 codice civile] (persona ingannata o minacciata…);
 l’annullabilità di un atto non può essere rilevata d’ufficio dal giudice;

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 l’azione di annullamento è soggetta a prescrizione (di regola cinque anni) [art
1442 codice civile]; la prescrizione comincia a decorrere da quando è cessata la
violenza o la causa che ha dato luogo al vizio, dal giorno del compimento della
maggiore età;
 l’annullabilità è sempre sanabile o attraverso la prescrizione dell’azione di
annullamento o con la convalida;
 se l’azione di annullamento viene accolta dal giudice l’annullamento ha effetto
retroattivo cioè si verifica la stessa situazione che avrebbe luogo se l’atto non si
fosse mai verificato; le prestazioni effettuate devono essere restituite (per
l’incapace solo nei limiti in cui essa è rivolta a suo vantaggio); l’annullamento
del primo negozio, ricade sul secondo negozio se si tratta di vendita da parte di
minore, alienazione in cui l’acquirente non è in buona fede.

La convalida è il negozio col quale la parte legittimata a proporre azione di


annullamento si preclude la possibilità di far valere il vizio. La convalida può essere
espressa o tacita; espressa se contiene la menzione del negozio annullabile, del
motivo di invalidità e la dichiarazione convalidante; tacita se viene data esecuzione
volontaria al negozio annullabile.

Inefficacia è l’inettitudine del negozio (valido) a produrre i suoi effetti per un fatto
estraneo al negozio stesso, perché ad esempio non si è verificata una condizione. Può
essere originaria , e in tal caso è sempre transitoria, oppure successiva se dipende
dall’impugnativa di una delle parti o terzi.

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I DIRITTI ASSOLUTI

I caratteri essenziali dei diritti assoluti sono:

 immediatezza: ovvero non serve mediazione per il loro soddisfacimento;


 assolutezza: possono essere fatti valere erga omnes.

I diritti assoluti si distinguono in:

 diritti della personalità;


 diritti reali.

I diritti della personalità

La persona umana viene tutelata dall’ordinamento giuridico; prima di tutto vi sono le


garanzie costituzionali della libertà, libertà religiosa, libertà di espressione e
divulgazione del pensiero. Vi sono poi gli impegni dello stato a favorire lo sviluppo
della persona umana e l’effettiva partecipazione all’organizzazione politica, economica
e sociale, rimuovendo gli ostacoli che pregiudicano l’uguaglianza.

I diritti della personalità sono diritti assoluti che si acquistano automaticamente


con la nascita e si perdono solo con la morte; questi sono indisponibili ed
intrasmissibili agli eredi. Non sono patrimoniali ma possono essere risarciti
patrimonialmente. I diritti della persona si esplicano in:

 individualità o identità della persona: la tutela del diritto al nome [Art. 7 codice
civile] e del diritto allo pseudonimo [Art. 9 codice civile]; ogni persona ha diritto
a non vedersi disconosciuta la paternità delle proprie azioni e a non vedersi
riconosciuta quella delle azioni di altri; possiamo considerare tra questi anche il
diritto al trattamento dei dati personali;
 inviolabilità fisica della persona: sono vietati gli atti di disposizione del proprio
corpo che causino una permanente diminuzione dell'integrità fisica [Art. 5
codice civile]; la stessa costituzione Italiana tutela la salute come fondamentale
diritto dell’individuo e garantisce cure gratuite agli indigenti; nessuno può
essere obbligato ad una cura se non per disposizione di legge; come
conseguenza esiste il diritto di esercitare ogni legittima difesa contro ogni
aggressione e il diritto di pretendere un risarcimento danni alla persona.
 integrità morale: diritto all'onore ed alla propria immagine [Art. 10 codice civile]
protetti con sanzione per reati di ingiuria e diffamazione; diritto alla propria
immagine che non può essere utilizzata se non con autorizzazione: sono escluse
le persone note in cerimonie pubbliche.

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I diritti reali

I diritti reali sono imponibili verso qualsiasi terzo; di norma attribuiscono al titolare un
potere di utilizzo sulla cosa salvo le eccezioni dei diritti reali di garanzia (pegno ed
ipoteca) e delle servitù negative.
I diritti reali cono caratterizzati dalla loro tipicità, ovvero costituiscono un numero
chiuso, non ve ne sono altri rispetto a quelli elencati dal legislatore. I diritti reali si
classificano in:

 proprietà: diritto di godere e disporre in qualsiasi modo del bene proprio;


 diritti reali in re aliena: diritti su cosa altrui
I diritti reali in re aliena si classificano in:
o diritti di godimento: usufrutto, enfiteusi, uso, abitazione, superficie,
servitù;
o diritti di garanzia (pegno ed ipoteca).

La proprietà

La proprietà (categoria dei diritti reali su cosa propria.) è riconosciuta dalla


costituzione, tuttavia a differenza dello Statuto Albertino, ne è permessa
l’espropriazione da parte dello stato quando la cosa abbia un preminente interesse
generale.
La proprietà è il diritto che ha il proprietario di godere e di disporre della cosa in modo
pieno ed esclusivo entro i limiti e con l'osservanza degli obblighi dettati
dall'ordinamento [Art. 832 codice civile]. Il diritto di godere consiste nella libertà del
titolare di utilizzare o meno la cosa nell'ambito della sua destinazione. Il diritto di
disporre è il diritto del proprietario di alienare tutta o parte della cosa. Il diritto di
proprietà si caratterizza per:

 imprescrittibilità: il diritto è imprescrittibile per il suo stesso contenuto: al


proprietario è accordato il diritto di godere per sempre;
 perpetuità: non esiste un termine di durata.

La proprietà edilizia è regolata fondamentalmente dalla legge Bucalossi 10/1977: tutte


le costruzioni sono soggette a licenza preventiva, rilasciata se la costruzione è
conforme al piano regolatore, e che prevede un contributo per aiutare il comune nella
costruzione dei servizi essenziali. Gli abusivismi sono stati sanati con la 28/2/1985 e
gli atti di disposizione di costruzioni per le quali non sono state concesse la licenza
sono nulli.

L’espropriazione: è il diritto riservato alla pubblica amministrazione per la


realizzazione di opere pubbliche (socialmente vantaggiose) di trasferire coattivamente
beni di proprietà privata a favore del soggetto che dovrà provvedere all'opera [Art. 42
Costituzione]. L'espropriazione è prevista dietro un indennizzo nella misura di serio
ristoro del danno provocato al titolare del diritto di proprietà(media del valore di
mercato e il reddito domenicale diminuito del 40% se il titolare si oppone all’esproprio.

Sono vietati gli atti di emulazione, atti che hanno l'esclusiva finalità di nuocere o
arrecare molestia ad altri nel godimento della proprietà [Art. 833 codice civile];
affinché l'atto sia vietato occorrono due elementi:

 elemento soggettivo: intenzione di arrecare danno ad altri;

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 elemento oggettivo: assenza di utilità per il proprietario.

Limiti posti al diritto di proprietà: si classificano in due categorie:

 limiti posti nel pubblico interesse: la limitazione al diritto di proprietà è imposta


da interessi sociali; vantaggi per la piccola e media proprietà [Art. 44
Costituzione]; Istituzione del ministero dell'ambiente [Legge 8 Luglio 1986
n.349]; Tutela del suolo [Legge 18 Maggio 1989 n.183]; distanze tra le
proprietà, soggezioni sul fondo per garantire utilità alle pubbliche
amministrazioni, le servitù pubbliche, i vincoli geologici ed idrologici.
 Limiti posti nell'interesse privato: ovvero nell'interesse di coloro ai quali possa
nuocere la soddisfazione del diritto da parte di altri privati; si parla di rapporti di
vicinato; tali limiti riguardano:
o le distanze minime di tre metri tra le costruzioni e nelle piantagioni; la
comunione forzosa del muro sotto il pagamento della metà dell’opera.
[art. 873 - 899 codice civile]; il diritto di luci e vedute che permettono di
costruire finestre anche sul fondo del vicino avendo riguardo del suo
diritto alla privacy. [art. 900 - 907 codice civile];
o acque private [art. 909 - 921 codice civile]modificato con 5/1/1994; ora
tutte le acque sono pubbliche e sono considerate una risorsa che è
salvaguardata secondo criteri di utilità. Sono escluse le acque raccolte
dalle piogge.
o stillicidio [art. 908 codice civile].

La proprietà si estende in verticale illimitatamente ma egli non può opporsi ad attività


di terzi che si svolgano ad una altezza tale da escludere il suo interesse. L’accesso al
fondo è libero a terzi per la caccia, per riprendere una cosa, per riparare un qualcosa.
Sono vietate le immissioni immateriali (fumo, rumore, vapori) che dalla proprietà di
uno vanno in quella di un altro; ogni proprietario può opporsi se i livelli superano la
normale tollerabilità (decide il giudice), a meno che questi non derivino da attività
produttiva ma sempre con limiti; al limite si ricorre ad un indennizzo.

Modi di acquisto della proprietà

L'acquisto della proprietà può avvenire:

 a titolo originario, qualora vi sia la nascita di un diritto nuovo;


 a titolo derivativo, se esiste una successione del diritto tra due soggetti.

Modi di acquisto a titolo originario sono:

 l'occupazione: presa di possesso di cose mobili che non sono di proprietà di


alcuno; la fauna e i beni immobili vacanti sono patrimonio indisponibile dello
stato
 l'invenzione: riguarda cose smarrite e consegnate al sindaco (non rivendicate
per il periodo di un anno); nel caso di ritrovamento del proprietario spetta di
diritto un premio proporzionale.
 l'accessione: quando l'acquisto del diritto di proprietà su di una cosa implica
l'acquisto della proprietà su altre cose a questa connesse;
o di mobile ad immobile: piantagioni, costruzioni, materiali e mobili sul
terreno di una persona; il proprietario dei mobili ha diritto a separarli dal
suolo o di ottenerne il valore o l’aumento di valore nel fondo

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o immobile ad immobile: è il caso che si verifica nelle alluvioni (unione di
detriti ad un fondo in maniera poco percettibile) o nelle avulsioni
(distacco di una parte di terreno per torrente: l’altro proprietario
avvantaggiato deve pagare) o isola formata nel fiume (che diventa
demaniale)
o mobile a mobile: mescolanza che determina comunione; specificazione
(dell’inventore con l’obbligo di pagare le materie prime o dei proprietari
con l’obbligo di pagare il lavoro dello specificante); usucapione
 altri modi determinati caso per caso dalla legge

Azioni a difesa della proprietà

 Azione di rivendicazione: azione di colui che si afferma proprietario della cosa


ma non ne ha il possesso [Art. 948 codice civile] e ne pretende la consegna dal
possessore.
- Legittimato attivamente è chi si sostiene proprietario ma non ha il possesso.
- Legittimato passivamente alla restituzione è il detentore o il possessore.
L'attore ha l'onere di dimostrare il suo diritto [Art. 2697 codice civile] e il
possessore deve restituire a sue spese. L'azione di rivendicazione non è
soggetta a prescrizione e nasce solo dal possesso del titolo di proprietario;
l’azione di restituzione asce da contratto ed è quindi un d’obbligo per il
possessore della cosa.
 L'azione negatoria: azione di accertamento data al proprietario per far cessare
eventuali molestie o turbative di fatto o di diritto (accertamento dell'inesistenza
del diritto vantato da terzi) sul bene.
 L'azione di regolamento dei confini: azione di accertamento dell'estensione di
proprietà contigue in cui viene già riconosciuta la proprietà dei vicini. Ciascuna
delle parti è simultaneamente attore e convenuto.
 Azione per apposizione di termini: serve per far apporre o ristabilire segni che
delimitino l'estensione di domini contigui.

I diritti reali di godimento

Comprimono il diritto di godimento del proprietario per avvantaggiarne terzi, e sono:


la superficie, enfiteusi, l’usufrutto, l'uso, l’abitazione e la servitù prediale.

La superficie

La superficie è il diritto (attribuito al superficiario) di costruire al di sopra del suolo


altrui un'opera di cui si acquista il diritto di proprietà o il diritto stesso di proprietà di
una costruzione sul suolo altrui [Art. 952 codice civile].
Nel caso in cui la costruzione già esista il diritto viene configurato come proprietà e
non è quindi soggetto a prescrizione.
Nel caso in cui il diritto non è accompagnato da una costruzione esistente questo
viene visto come un diritto reale su cosa altrui ed è soggetto a prescrizione di venti
anni [Art. 954 codice civile].
Il superficiario può ricostruire sul suolo.

L'enfiteusi

L'enfiteusi è il diritto (dell'enfiteuta) di godere del fondo altrui con l'obbligo di


apportarvi migliorie e di pagare al proprietario un canone periodico. Nel diritto di
godimento dell'enfiteuta è compresa la facoltà di mutare la destinazione del fondo
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purché non lo deteriori; sono vietate le innovazioni. All'enfiteuta spetto il dominio utile
sul fondo mentre al proprietario spetta il dominio diretto.
L'enfiteusi si estingue per non uso [Art. 970 codice civile].
L'enfiteusi può essere perpetua (caratteristica principale) o a tempo (mai inferiore ai
venti anni).
Il diritto di enfiteusi viene costituito mediante titolo o per usucapione, e l'enfiteuta può
disporre del suo diritto ma vi è divieto di subenfiteusi.

L’estinzione dell'enfiteusi si ha per:

 decorso termine (enfiteusi temporanea);


 perimento del fondo [Art. 963 codice civile];
 affrancazione;
 devoluzione;
 prescrizione estintiva [Art. 970 cod. civ], non uso del diritto dell’enfiteuta per
almeno 20 anni.

Potere di affrancazione: diritto potestativo dell'enfiteuta di divenire proprietario


pagando una somma corrispondente a quindici volte il canone annuo [Art. 971 codice
civile].

Diritto alla devoluzione: diritto del proprietario di riacquistare la piena proprietà


della cosa subordinata o alla condizione di mora dell'enfiteuta o alla sua violazione
dell'obbligo di non deteriorare il fondo o di migliorarlo [Art. 972 codice civile]. Il diritto
di affrancazione prevale di regola su quello alla devoluzione. Spettano all’enfiteuta i
rimborsi per le migliorie apportate: per i miglioramenti (che danno maggiore
produttività al fondo) c’è u rimborso, per le addizioni (opere fatte sul fondo come
pozzi, magazzini) si ha li ius tolendi o il diritto al rimborso. Si ha diritto di ritenzione
per l’enfiteuta quando questi ha diritto a rimanere in possesso del fondo finché non
abbia soddisfatto il suo credito.

L'usufrutto

L'usufrutto è il diritto (dell'usufruttuario) di godere della cosa altrui con l'obbligo di


rispettarne la destinazione economica [Art. 981 codice civile]. L'usufrutto deve avere
durata temporanea o se nulla è specificato per tutta la vita dell’usufruttuario. Il diritto
restante al proprietario prende il nome di nuda proprietà.
L'usufrutto si acquista per legge (usufrutto legale) sui beni del minore da parte dei
genitori, per effetto di negozio o per usucapione. Gli atti costituenti usufrutto su beni
immobili necessitano forma scritta e sono soggetti a trascrizione.
Oggetto dell'usufrutto è qualsiasi tipo di bene.

Diritti dell'usufruttuario:

 possesso della cosa [Art. 982 codice civile]; all'usufruttuario è consentita


un'azione detta confessoria che mira all'accertamento del suo diritto per il
conseguimento del possesso sulla cosa; il diritto è soggetto ad un inventario e
ad una garanzia.
 frutti naturali e civili.
 alienabilità del diritto [Art. 980 codice civile]; l'usufruttuario può anche
concedere in locazione l'oggetto del suo diritto o ipotecarlo[Art. 999 codice
civile]; la durata dell'usufrutto non può comunque essere estesa.

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Obblighi dell'usufruttuario:

 restituzione della cosa al termine del diritto che va tenuta con la diligenza del
buon padre di famiglia. (fare l'inventario e prestare garanzia);
 onere delle spese di manutenzione ordinaria e di custodia e ogni altra forma di
spesa ordinaria gravante sull’immobile.

Estinzione dell'usufrutto:

 scadenza del termine o morte dell'usufruttuario;


 prescrizione estintiva (venti anni nel caso di usufrutto concesso a persona fisica,
trenta se concesso a persona giuridica);
 consolidazione (riunione dell'usufrutto e della nuda proprietà nella stessa
persona);
 perimento della cosa;
 abuso dell'usufruttuario al suo diritto, cioè alienazione di beni non propri o
lasciando deteriorare i beni.

Per i miglioramenti nasce un credito a favore dell’usufruttuario , mentre per le


addizioni vale lo ius tollendi.

Il quasi usufrutto: ha per oggetto beni consumabili; l'usufruttuario non è tenuto a


restituire gli stessi beni ricevuti ma altrettanti dello stesso genere. Il quasi usufrutto
viene regolato dalle norme sull'usufrutto.

L'uso: o usufrutto limitato è il diritto di servirsi di un bene e di raccogliere i frutti


limitatamente ai propri bisogni (nel caso in cui questo sia fruttifero) [art. 1021 codice
civile].

L'abitazione: diritto di abitare una casa limitato ai propri bisogni [art. 1022 codice
civile].
Sia l’uso che l’abitazione sono diritti indisponibili [art. 1024 codice civile].

Le servitù prediali

La servitù prediale consiste nel peso imposto sopra un fondo (fondo servente) per
l'utilità di un altro fondo (fondo dominante), appartenente ad un diverso proprietario
[Art. 1027 codice civile].
Le servitù prediali, appartenendo alla categoria dei diritti reali, costituiscono un
numero chiuso; non sono quindi ammesse servitù irregolari.

Caratteri delle servitù prediali:

 imposizione al proprietario del fondo servente di un dovere negativo e mai di un


dovere positivo (di fare) perciò le opere necessarie al fondo servente sono a
carico del richiedente;
 appartenenza dei due fondi a proprietari diversi;
 utilità del fondo servente nei confronti del dominante;
 la vicinanza dei fondi.

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Nascita della servitù:

 per imposizione legale (servitù coattiva); il proprietario del fondo servente ha


diritto ad un'indennità [Art. 1032 codice civile];
 mediante un accordo tra le parti (contratto che necessita di forma scritta ed è
soggetto a trascrizione), si parla perciò di servitù volontaria.
Forme più frequenti:
acquedotto od elettrodotto coattivo, per garantire il passaggio di corsi d’acqua o
linee elettriche, a condizione che non vi siano altri modi di far passare tali linee.
Passaggio coattivo, per l’accesso alla pubblica via anche quando questo già
esiste ma provoca troppo disagio o è troppo piccolo per il passaggio di mezzi
meccanici, o è insufficiente per l’attività svolta.

Il sacrificio posto all’altra parte deve essere il più limitato possibile.


La servitù volontaria può essere costituita per testamento o per contratto o per
destinazione del padre di famiglia ed è soggetta a trascrizione; la servitù può essere
costituita per usucapione. L’uso è regolato dalla convezione o dal titolo che l’ha
costituita; in mancanza attraverso le norme di legge che regolano la fattispecie. Il
diritto di servitù comprende tutto ciò che è necessario per usarne. Se nel titolo
di servitù apparente è stabilito un modo (a piedi, con automezzo…), questo è l’unico
che si può disporre mentre se questo non era precisato l’usucapione del modo è
ammissibile.
Se la servitù è non apparente non si può usucapire ne modo ne servitù. Le spese per
la conservazione della servitù sono a carico del proprietario del fondo dominante.

Classificazione delle servitù (in base al modo di acquisto):

 apparenti, se al loro esercizio sono destinate opere visibili e permanenti;


 non apparenti costituibili, quando non si hanno opere visibili permanenti per il
loro uso; si possono creare solo per contratto o testamento
 positive, se conferiscono il potere di fare al proprietario del fondo dominante;
prescrizione in venti anni per non uso
o continue: quando non è necessaria l’opera dell’uomo come negli
acquedotti
o discontinue: quando è goduta per atti singoli
 negative, se gravano il proprietario del fondo servente dell'obbligo di non fare. ,
la prescrizione decorre dal momento in cui il proprietario viola la servitù dopo
venti anni.

Case, giardini e cortili non possono essere oggetto di servitù.

Azione confessoria: azione concessa al titolare della servitù nei confronti di chi la
ostacola o la contesta. L'azione è di accertamento.

Estinzione delle servitù:

 rinuncia del titolare;


 confusione, quando il titolare del fondo dominante diviene titolare del fondo
servente;
 prescrizione estintiva di venti anni.

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La comunione

Regime giuridico che si realizza quando più persone (comunisti) sono contitolari del
medesimo diritto reale. Se il diritto reale è di proprietà i partecipanti si dicono
condomini. La comunione può essere:

 pro diviso, quando ad ognuno è assegnata una parte fisica della cosa;
 pro indiviso, quando il diritto di tutti i contitolari investe l'intera cosa ed in tal
caso si parla di quote
 volontaria, se scaturisce dall'accordo delle parti;
 involontaria, se si realizza per legge (comunione forzosa del muro).

La comunione è regolata dal titolo, art 1100, in sua mancanza si applicano i seguenti
principi generali:

 ogni contitolare può servirsi della cosa senza alterarne la destinazione e senza
impedire agli altri di servirsene;
 ogni contitolare può disporre della sua quota;
 ogni contitolare deve contribuire alle spese necessarie in proporzione alla sua
quota; le scelte sull’amministrazione sono prese a maggioranza

Deliberazioni relative alla cosa:

 gli atti di ordinaria amministrazione sono approvati da maggioranza semplice


(metà del valore della cosa), quindi per maggioranza di quote;
 può esistere un regolamento interno sulla comunione il quale può stabilire un
amministratore, anche esterno , della cosa
 le innovazioni (cambiamenti nella destinazione della cosa) vengono approvati
da maggioranza qualificata (due terzi del valore della cosa);
 gli atti di straordinaria amministrazione necessitano il consenso di una
maggioranza qualificata;
 l'alienazione della cosa è subordinata all'unanimità dei comunisti.

Il condominio negli edifici: ogni partecipante è proprietario esclusivo del proprio


appartamento ed è condomino di alcune parti dell'edificio. Le parti in questione non
sono divisibili e quindi la comunione è forzosa. In genere le quote sono indicate in
millesimi; sono previsti un assemblea deliberativa e un amministratore esecutivo. Le
regole per l’assemblea sono quelle classiche: invito, maggioranza, possibilità
d’impugnazione della delibera.

Multiproprietà: diritto di utilizzazione di un bene, conferito dal proprietario, limitato


ad un determinato periodo durante l'anno, valido perpetuamente o per molti anni,
sono dettate molte norme sulla trasparenza con obblighi per il titolare di fornire
documenti informativi. È riconosciuto un diritto di recesso di 10 giorni, e il contratto
deve essere scritto.

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Il possesso

Potere sulla cosa che si manifesta attraverso un'attività corrispondente all'esercizio di


fatto del diritto di proprietà o di altro diritto reale [Art. 1140 codice civile]. Non
sempre il fatto di possedere scaturisce dal diritto di possedere, basta pensare a chi
possiede un bene rubato. Oggetto del possesso possono essere tutti i beni tranne
quelli demaniali.

Situazioni possessorie:

 detenzione: disponibilità della cosa (corpus) accompagnata dalla


consapevolezza di non averne il titolo di possesso (conduttore, comodatario);
 possesso pieno (corpore et animo): avere la disponibilità della cosa non
riconoscendo alcun diritto altrui su di essa;
 possesso mediato (solo animo): non avere la disponibilità della cosa ed essere
riconosciuti dal detentore come titolari.

Il proprio diritto di proprietà non può essere fatto valere da soli nei confronti del
possidente. Nello ius possesionis riconosciamo l'insieme dei vantaggi spettanti al
possessore tra cui il diritto alla tutela possessoria, cioè nessuno può togliere lui il bene
se non vantando il proprio diritto in giudizio; abbiamo poi il diritto di usucapione e il
diritto di revindicazione se l’atra parte non riesce a fornire una prova di proprietà. Lo
ius possidendi è il diritto di chi ha un titolo di proprietà accompagnato al possesso
della cosa.

Acquisto del possesso può avvenire:

 a modo originario: apprensione della cosa o esercizio su di essa di poteri


corrispondenti a quelli derivanti dall'esercizio di un diritto reale di godimento
(l'esercizio dei diritti non deve verificarsi per l'altrui tolleranza);
 a modo derivativo: tramite consegna (tradizione); il bene può anche non essere
consegnato se l’acquirente già ne ha il possesso oppure se rimane in detenzione
dell’alienante.

Perdita del possesso: consegue al venir meno del corpus (disponibilità della cosa) o
dell'animus (volontà di detenere la cosa). Per le cose mobili questa si ha quando le
cose sono uscite dalla custodia del possessore

L’art1141 afferma che spetta a chi nega il possesso di dimostrare che chi detiene la
cosa l’ha ricevuta per un titolo che non permette di disporne. La presunzione di
possesso intermedio: per il possessore è sufficiente dimostrare di aver posseduto la
cosa in un tempo remoto e di possederla attualmente per far presumere che il
possesso sia stato continuato.

Possessore di buona fede è chi ritiene di possedere la cosa in base da un titolo che
gli spetta [Art. 1147 cod. civ]; il possessore è in buona fede se ignora il vizio del suo
titolo purché la sua ignoranza non dipenda da colpa grave ovvero è in buona fede
quando nelle stesse condizioni ance il buon padre di famiglia si comporterebbe allo
stesso modo. La buona fede si presume e non occorre per tutta la durata del possesso
ma basta che ci sia all’inizio. Il possesso continua nella successione a titolo universale

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con gli stessi caratteri originari: buona o mala fede… . Se la successione avviene a
titolo particolare si parla di accessione del possesso nel quale il periodo di
godimento del donante si somma a quello di colui che prende il possesso ai fini
dell’usucapione è che determina anche un nuovo titolo di possesso in buona fede
indipendentemente dal titolo originario.

Ne caso di revindicazione del bene:

 se il possessore era in buona fede allora i frutti percepiti non sono da restituire
se non quelli dal momento della domanda giudiziale integrati eventualmente
con quelli che potevano essere percepiti;
 se il possessore era in malafede deve restituire tutti i frutti tranne quelli caduti
in prescrizione; le spese di restituzione sono a suo carico;
 le spese eccedenti la conservazione e i miglioramenti sono rimborsabili per i
possessori in buona e mala fede;
 il possessore in buona fede ha diritto alla ritenzione del bene fino a rimborso
ultimato o nella sua misura.

Possesso vale titolo è la situazione in cui l'ordinamento tutela il possessore in buona


fede di bene mobile anziché il proprietario (alienazioni a non domino di cose mobili
cioè per le vendite da chi non è proprietario della cosa) [Art 1151 codice civile];
affinché il possesso si traduca in titolo occorre:

 che l'acquirente possa vantare un titolo per il suo possesso;


 che l'acquirente abbia già acquistato il possesso della cosa e non solo il titolo;
 che l'acquirente sia in buona fede al momento della consegna della cosa e cioè
che a momento dell’alienazione ignorava la non titolarità dell’alienante che è
presunta e difficilmente indagabile.

Per le universalità di mobili e i mobili registrati non basta la buona fede ma occorre
che la titolarità sia certificata. Se taluno con successivi contratti aliena a più persone
lo stesso bene mobile, quella che ne ha acquistato il titolo in buona fede è preferita
alle altre.

L’azione possessoria può essere fatta valere da chiunque abbia subito una
spogliazione del possesso con violenza, anche da parte del proprietario; le azioni
petitorie possono invece essere fatte valere solo da chi vanti un titolo regolare.

Azione di reintegrazione o di spoglio: azione del possessore che abbia subito uno
spoglio violento o clandestino anche se non possa vantare un titolo di possesso[Art.
1168 codice civile]. L'azione di reintegrazione è soggetta al termine di decadenza di
un anno dallo spoglio nel caso sia stato violento o dalla sua scoperta se clandestino.

Azione di manutenzione: è l’azione del possessore di un immobile, di


un'universalità di immobili o di un diritto reale su di un immobile per far cessare le
molestie o le turbative nei confronti del suo possesso che deve durare da almeno un
anno ininterrotto[Art. 1170 codice civile]. L'azione di manutenzione è soggetta al
termine di decadenza di un anno.

Azione di nuova opera: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di


godimento o al possessore che abbia ragione di temere che una nuova opera arrechi
danno alla cosa oggetto del suo diritto. Occorre che la nuova opera sia iniziata da
meno di un anno e non terminata.

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Denunzia di danno temuto: spetta al proprietario, al titolare di un diritto reale di
godimento o al possessore nel caso in cui vi sia pericolo di danno grave ed imminente
derivante da cosa preesistente.

L'usucapione

L'usucapione è definita come l'acquisto della proprietà a titolo originario e dei diritti
reali di godimento in virtù del possesso protratto per un certo periodo di tempo e di
altri requisiti [Art. 1158 codice civile]. Può essere vista come l’opposto della
prescrizione perché fa nascere un diritto in base al tempo.

Requisiti dell'usucapione:

 il possesso non deve essere vizioso (se il possesso è acquistato in modo


violento o clandestino il computo del tempo inizia dal momento in cui il vizio è
cessato) [Art. 1163 codice civile];
 il possesso non deve subire interruzioni; l'interruzione naturale dell'usucapione
deve essere di oltre un anno [Art. 1167 codice civile].

Nell'usucapione ordinaria ventennale per gli immobili non si applicano né le cause di


sospensione [Art 2942 codice civile] né l'impedimento derivante da condizione o
termine [Art 1166 codice civile].

Durata dell'usucapione:

 usucapione ordinaria: venti anni se il possesso è in cattiva fede, dieci se il


possesso è caratterizzato da buona fede;
 usucapione breve: dieci anni per gli immobili e tre per i mobili registrati.

Requisiti ulteriori per l'usucapione breve:

 la buona fede;
 un titolo di trasferimento a non domino;
 la trascrizione del titolo che determina l’inizio del tempo per l’usucapione.

I diritti reali di garanzia

Se il debitore non adempie la prestazione, il creditore dopo aver fatto accertare dal
giudice l’inadempimento, promuove il processo esecutivo sui beni del debitore,
facendoli espropriare secondo le norme del codice civile. Art2910
Se vi sono più creditori, tutti hanno lo stesso diritto di soddisfarsi con il ricavato della
vendita dei beni del creditore (par condicio creditorum), tuttavia la legge preferisce
quelli che godono di una causa legittima di prelazione che sono i privilegi, il
pegno e l’ipoteca. Se le cose soggette a prelazione periscono e sono assicurate, si ha
surrogazione attiva, cioè l’assicurazione paga i creditori al posto del debitore.

Il privilegio è la prelazione che la legge accorda in considerazione della natura del


credito [Art. 2745 codice civile]cioè non vengono creati dai privati e quindi non
possono ricadere su beni di terzi; i creditori assistiti da privilegio sono preferiti agli
altri nella distribuzione dei proventi relativi alla vendita forzata dei beni del debitore. I
creditori non investiti da privilegio vengono detti chirografari. Il privilegio speciale
viene costituito su tutti gli immobili.

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La categoria dei diritti reali di garanzia comprende i due istituti di pegno ed
ipoteca; entrambi limitano il potere di disposizione del proprietario, hanno carattere
reale, ovvero esiste un bene a garanzia del credito, e sono opponibili a tutti. I due
istituti attribuiscono al titolare il diritto di sequela, ovvero il potere di soddisfare il
proprio credito facendo espropriare il bene e facendolo vendere all’incanto.
E’ comunque vietato il patto commissorio, ovvero la facoltà di accordarsi affinché in
mancanza di pagamento il creditore entri nella proprietà della cosa; con la vendita agli
incanti il debitore potrà vedere vendute le sue cose ad un prezzo migliore.

Il pegno

È il diritto reale su cosa mobile di proprietà del debitore o di un terzo che il creditore
può acquistare come garanzia del suo credito [Art. 2784 codice civile]. Sono oggetto
del pegno i beni mobili, universalità di mobili ed altri diritti aventi per oggetto cose
mobili, sono vietati u subpegni; La costituzione del pegno avviene mediante atto
scritto in data certa e contenente una specificazione del pegno al quale sequela
consegna della cosa al creditore o ad un terzo designato dalle parti che ne assume la
custodia; è quindi necessario che il debitore sia in possesso del bene [Art. 2786 codice
civile]; se il debito eccede le lire cinquemila è richiesta la forma scritta [Art. 2787
codice civile]

Effetti del pegno:

 il creditore ha il diritto di trattenere la cosa ma ha altresì l’onere di custodirla


[Art. 2790 codice civile]; se questo perde il possesso della cosa può effettuare
l’azione di rivendicazione e l’azione di spoglio [Art. 2789 codice civile];
 il pegno ha pura funzione di garanzia e il creditore ha solo il diritto di trattenere
la cosa, non può quindi usarla o disporne [Art. 2792 codice civile]; qualora il
creditore usi la cosa o ne disponga il costituente può chiedere il sequestro della
cosa stessa [Art. 2792 codice civile]; al pagamento del debito il bene deve
essere restituito;
 il creditore, previa intimazione al debitore, può chiedere che la cosa venga
venduta al pubblico incanto o da privati autorizzati e soddisfarsi sul ricavato
[Art. 2796 codice civile]; il creditore può fare richiesta al giudice affinché i bene
gli sia assegnato.

Nel pegno irregolare i beni fungibili che vengono dati in pegno passano direttamente
nelle mani del creditore che ne dispone e in caso di insolvenza non restituisce.

L’ipoteca

È il diritto reale di garanzia che attribuisce al titolare il potere di far espropriare la


cosa su cui tale diritto è costituito e di soddisfare il proprio credito con preferenza sul
prezzo ricavato dall’espropriazione [art. 2808 codice civile].

L’ipoteca è soggetta ad un regime di pubblicità di carattere costitutivo; la convenzione


tra le parti attribuisce il diritto ad ottenere l’ipoteca, ma questa viene posta in essere
dall’iscrizione nei pubblici registri.

Oggetto dell’ipoteca sono i beni immobili ( e i diritti su questi: usufrutto,


abitazione..) con le loro pertinenze escluse le servitù, i mobili registrati e le rendite
dello Stato [art. 2810 codice civile]. L’ipoteca sulla nuda proprietà si estende a tutta la
proprietà.

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L’ipoteca può essere:

 legale quando è iscritta in forza di una norma di legge ed è attribuita a


particolari creditori a causa di un debito meritevole di una particolare tutela;
spetta a:
o l’alienante sugli immobili alienati
o ai coeredi, ai soci per il pagamento dei conguagli
Tali ipoteche sono iscritte di ufficio dal conservatore dei registri
immobiliari se gli viene presentato l’atto di alienazione, salvo rinuncia
dell’alienante; tali ipoteche derogando allo scopo pubblicitario della
stessa prevalgono sulle ipoteche successivamente iscritte dall’acquirente
divento alienante
 giudiziale quando la sua iscrizione è dovuta ad una sentenza esecutiva e non di
mero accertamento; la sentenza produce il diritto all’ipoteca che verrà poi
messa in essere con l’iscrizione automatica presentando al conservatore una
copia della sentenza;
 volontaria quando la sua iscrizione è conseguenza di un atto di volontà del
debitore o di un terzo datore d’ipoteca.

L’ipoteca volontaria può essere iscritta sia in base ad un contratto o anche in base a
dichiarazione unilaterale del concedente con esclusione del testamento; è richiesta la
forma ad substantiam; l’atto deve contenere tutte le indicazioni idonee ad individuare
l’immobile su cui si concede l’ipoteca [art. 2826 codice civile]; deve essere registrata
dal proprietario; nel caso di ipoteca su bene altrui chi l’ha concessa è tenuto a
procurarne al debitore la proprietà, tuttavia il primo deve contenere il bene nel suo
patrimonio.

Il grado dell’ipoteca è stabilito dalla data di iscrizione e non dalla data dell’atto
sottostante e determina l’ordine di preferenza tra le varie ipoteche. E’ consentito lo
scambio del grado tra i creditori ipotecari nel caso in cui questi abbiano gradi
successivi. Se il negozio costitutivo dell’ipoteca è nullo è nulla anche l’iscrizione.
La pubblicità si attua mediante iscrizione, annotazione, rinnovazione e cancellazione:
per l’iscrizione si ha bisogno della scrittura privata autenticata o accertata
giudizialmente; l’annotazione serve a rendere pubblico il trasferimento dell’ipoteca a
favore di un’altra persona; ha efficacia costitutiva. La rinnovazione serve ad evitare
l’estinzione dell’iscrizione, deve eseguirsi prima del decorso dei venti anni dalla data
dell’iscrizione. Trascorsi i venti anni senza che avvenga la rinnovazione si perde il
grado dell’ipoteca, non il diritto a questa. La cancellazione estingue l’ipoteca [art.
2882 codice civile ] quando il credito è estinto o il creditore vi rinunzia; se il credito
cade in prescrizione si può richiedere la cancellazione.

L’ipoteca data la natura di diritto reale ha efficacia anche nei confronti di chi acquista
l’immobile dopo l’iscrizione.
Il terso datore di ipoteca non gode nemmeno del beneficio excussionis, cioè non può
chiedere che prima siano espropriati i beni del debitore (l’unica cosa che può fare è
chiedere a questo i danni).

Conservazione della garanzia patrimoniale

Azione surrogatoria è l’azione che può compiere il creditore qualora il suo debitore
trascuri di compiere gli atti volti a tutelare il suo patrimonio ( diritti di usucapione,
riscossione crediti….) [art. 2900 codice civile]. Affinché si possa ricorrere ad un’azione
surrogatoria è necessario:

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 che vi sia l’inerzia del debitore;
 che l’inerzia provochi una situazione di incapienza del debitore;
 che il diritto sia patrimoniale.

Quando si verificano i suddetti presupposti al creditore è consentito di surrogarsi al


suo debitore per l’esercizio dei diritti di quest’ultimo, tuttavia questi agisce non solo
per se ma in nomine debitoris e conseguentemente a favore di tutti i creditori.

Azione revocatoria è l’azione spettante al creditore nel caso in cui il suo debitore
compia degli atti che rendono il suo patrimonio insufficiente a prestare garanzia del
debito [art. 2901 codice civile]. Presupposti per esperire un’azione revocatoria sono:

 un atto di disposizione del debitore, vendita, cessione crediti, donazione…;


 che l’atto di cui sopra renda il patrimonio del debitore insufficiente a garantire il
debito;
 la consapevolezza del debitore del pregiudizio da lui arrecato al suo creditore. Il
creditore che agisce in revocatoria ha l’onere di provare questa consapevolezza.

Non è necessario che l’atto compiuto dal debitore diminuisca il suo patrimonio, è
sufficiente che diminuisca le garanzie che questo può portare (vendita di un
immobile).
L’azione revocatoria non rende nullo l’atto, ma consente al creditore di esperire contro
i terzi acquirenti le stesse azioni esecutive e conservative che avrebbe potuto
compiere nei confronti del suo debitore. Se il terzo acquirente è in buona fede la legge
lo tutela, mentre se è i mala fede o a titolo gratuito il bene rientra in possesso del
debitore principale. L’azione revocatorio può essere fatta solo per gli atti di alienazione
compiuti dopo la nascita del debito con lo scopo di frodare i debitori; nel negozio
simulato non occorre dimostrare il pregiudizio presente ma basta anche uno ipotetico
ed eventuale.
L’azione revocatoria si prescrive in dieci anni.

Sequestro conservativo è una misura che può essere chiesta al giudice dal creditore
che ha fondato timore di perdere le garanzie del proprio credito [art. 2905 codice
civile]. In questo modo il bene diventa indisponibile per il debitore.

Diritto di ritenzione: diritto attribuito al creditore di rifiutare la consegna di una cosa


di proprietà del debitore, fino a quando il debitore non adempie l’obbligazione
connessa con la cosa stessa. Il diritto di ritenzione si può far valere solo nei casi
espressamente previsti dall’ordinamento

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I DIRITTI RELATIVI

I caratteri essenziali dei diritti relativi sono:

 relatività: il diritto può essere fatto valere solo nei confronti di una persona, del
debitore;
 mediatezza: il soddisfacimento del diritto necessita della cooperazione.

I diritti relativi si identificano con il diritto di credito nel rapporto obbligatorio in cui
l’obbligato risponde con la totalità dei suoi beni presenti e futuri.

L'obbligazione

L’obbligazione naturale è quella di un dovere morale o sociale in cui il debitore non è


obbligato giuridicamente (il debito di gioco e l’obbligazione fiduciaria) e non ha diritto
alla ripetizione. L’obbligazione contrattuale è invece civile: essa può essere fatta
valere in giudizio in maniera coercitiva.

Un'obbligazione consiste nel rapporto tra due parti in cui una di esse si obbliga
(assume il dovere giuridico) di eseguire una determinata prestazione a favore
dell'altra. Fonti dell'obbligazione possono essere il contratto, l'atto illecito e qualsiasi
altro atto idoneo a produrla secondo l'ordinamento [Art. 1173 codice civile].

I soggetti dell'obbligazione sono almeno due:

 creditore o soggetto attivo;


 debitore o soggetto passivo.

Nel caso in cui vi siano più soggetti passivi l'obbligazione può essere:

 parziaria: se il creditore può pretendere da ogni debitore unicamente la sua


parte;
 solidale: se il creditore può pretendere l'intera prestazione da ogni debitore;
l'adempimento di uno tra i debitori libera gli altri dall'obbligazione e gli da diritto
a porre in essere l’azione di regresso. Questa caratteristica rafforza il vincolo e
si presume a meno che non sia dichiarato diversamente. La remissione a favore
di un debitore li libera tutti salvo diversa disposizione. Dal lato attivo se uno dei
creditori riceve l’adempimento per tutti i crediti si considerano soddisfatti tutti i
creditori.
 L’obbligazione indivisibile è quella che riguarda un credito indivisibile (un
cavallo) e viene disciplinata come la solidale con vincoli di indivisibilità.

Prestazione: viene così definito il comportamento dovuto o il risultato del


comportamento; la prestazione può consistere in un dare, in un fare o in un non fare.
Una prestazione può essere:

 fungibile: se per il creditore è irrilevante chi gli procura il risultato del diritto;
 infungibile: se sono rilevanti le qualità personali dell'obbligato.

La prestazione dovuta deve avere carattere patrimoniale, deve cioè essere suscettibile
di valutazione economica [Art 1174 codice civile].

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Affinché un'obbligazione sia validamente assunta occorre che la prestazione sia:

 possibile;
 lecita;
 determinata o determinabile.

L’oggetto può essere determinato da un arbitratore, e le parti possono ricorrere al


giudice quando la determinazione sia iniqua, erronea o non fatta.

Oggetto dell'obbligazione consiste nella prestazione dovuta o (nelle obbligazioni di


dare) nel bene materiale dovuto. In relazione al bene dovuto le obbligazioni di dare si
classificano in:

 generiche quando il bene non è determinato ma appartiene ad un genere;


 specifiche quando il bene è fisicamente determinato.

L’obbligazione è pecuniaria se l’obbligazione ha per oggetto il dare una somma in


danaro che deve avere corso legale nello Stato e nel momento; è a termine se va
adempiuta dopo un certo intervallo di tempo dal momento in cui è sorta; vale il
principio nominalistico ovvero non si tiene conto della svalutazione, tuttavia si
possono stabilire interessi:

 legali, attualmente al 2.5%


 convenzionali, decisi tra le parti
 moratori quando ci sia un ritardo nell’adempimento; se non fissati sono quelli
legali
 usurari se > 50% del tasso interbancario: SI CONSIDERA TALE CLAUSULA
NULLA
 gli interessi non possono capitalizzare se non scaduti da sei mesi.

Per le obbligazioni che devono essere liquidate si considera il valore reale della
moneta.

Obbligazione alternativa: obbligazione che prevede due o più prestazioni ed in cui il


debitore si libera eseguendone una sola che salvo diversa pattuizione viene scelta dal
debitore[Art. 1285 - 1291 codice civile] Un'obbligazione che prevede una sola
prestazione si dice semplice.

Obbligazione facoltativa: obbligazione semplice in cui il debitore si può liberare


prestando altra cosa.

Obbligazione accessoria: obbligazione che ha fondamento in altro rapporto


giuridico e vi rimane connessa in modo da dipendere da quest'ultimo.

Modificazioni del lato attivo del rapporto obbligatorio

Cessione del credito: indica il contratto mediante il quale il creditore (cedente)


pattuisce con un terzo (cessionario) il trasferimento del suo diritto verso il debitore
(ceduto); la cessione del credito indica anche lo stesso trasferimento del credito;
l'obbligazione resta inalterata a seguito della cessione [Art. 1260 codice civile].
Il contratto di cessione può avere per oggetto qualsiasi credito purché non abbia
carattere personale, non sia vietato dalla legge o non sia stato diversamente pattuito

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nell'obbligazione; con la cessione si cedono anche tutte le garanzie accessorie.
Non è necessario il consenso del debitore al quale peraltro la cessione dovrà essere
notificata; in mancanza della notifica la cessione non ha effetto nei confronti del
debitore [Art 1264 codice civile].
Il creditore può opporre al cessionario le stesse eccezione che avrebbe potuto opporre
al cedente ed è questo il carattere fondamentale che distingue la cessione dalla girata
della cambiale.
Qualora il credito sia stato oggetto di più cessioni a diverse persone prevale quella per
prima notificata al debitore [Art. 1265 cod. civ].

Se la cessione è a titolo oneroso il cedente è tenuto a garantire al cessionario


l'esistenza del credito, non il suo adempimento [Art. 1266 codice civile], tuttavia con
apposito patto il cedente può garantire la solvibilità stessa.
La cessione può avvenire:

 cessione pro solvendo: quando il cedente si libera solo dopo l'adempimento del
debitore nei confronti del cessionario. Qualora il debitore non adempia il
cedente dovrà restituire al cessionario quanto ricevuto come corrispettivo della
cessione, oltre agli interessi, alle spese della cessione ed alle spese sostenute
dal cessionario per sollecitare il debitore [Art. 1267 codice civile]. Nella cessione
pro solvendo i principi dell’art. 1266 vengono derogati dalle parti.
 cessione pro soluto: quando il cessionario si fa carico del rischio di
inadempienza del debitore; il cedente è immediatamente liberato.

In ogni caso il cedente è obbligato a consegnare i documenti probatori del credito che
si trovano in suo possesso.

Contratto di factoring: contratto mediante il quale un'impresa specializzata (factor)


si assume l'impegno di gestire tutti o parte dei crediti di un'altra impresa dietro
pagamento di una commissione. Non è necessario che i crediti vengano ceduti al
factor; il factor generalmente svolge la funzione di finanziatore fornendo anticipi sui
crediti. Il factor può essere una banca o un intermediario finanziario e salvo
specificazione i contratti sono pro solvendo.

Nel caso di delegazione attiva il cedente il cessionario ed il debitore si mettono


d’accordo sul fatto che il credito vada pagato al cessionario; l’unica differenza con la
cessione è che qui partecipa attivamente anche il debitore. Il pagamento con
surrogazione si ha con la sostituzione del creditore con un'altra persona all'atto del
pagamento. A differenza della cessione del credito la surrogazione presuppone che
l'obbligazione sia adempiuta, è il caso del mutuo [Art. 1201 - 1205 codice civile].

Modificazioni del lato passivo del rapporto obbligatorio

La sostituzione del debitore non è possibile senza l’espressa volontà del creditore.

La delegazione: figura in cui un soggetto (delegante) ordina o invita un altro


soggetto (delegato) ad eseguire (delegatio solvendi) o a promettere di eseguire
(delegatio promittendi) un determinato pagamento a favore di un terzo soggetto
(delegatario). L'operazione necessita della cooperazione di tutti e tre i soggetti.
Distinguiamo inoltre:

 delegatio solvendi: il delegante invita il delegato ad effettuare un determinato


pagamento a favore del delegatario; il delegato non è tenuto ad accettare;

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nell'ipotesi in cui il delegato sia debitore verso il delegante questo può sempre
rifiutare l'incarico ma nel caso in cui lo accetti la prestazione eseguita vale
contemporaneamente come effettuata dal delegante verso il delegatario (e
come effettuata dal delegato verso il delegante per i rapporti tra questi)[Art.
1269 codice civile]; questo è lo schema dell’assegno bancario. Nel caso di
indebito, il diritto di pretendere la restituzione spetta sempre al delegante.
 delegatio promittendi: il delegante invita il delegato ad assumere l'obbligo di
effettuare un pagamento determinato nei confronti del delegatario; la
delegazione non libera il delegante che resta obbligato insieme al delegato
(delegazione cumulativa) , tuttavia il delegatario deve prima pretendere il
pagamento dal delegato e poi dal delegante[Art. 1268 codice civile]; le garanzie
del delegante vengono annullate salvo diversa specificazione; solo il delegatario
con espressa dichiarazione può liberare il delegante (delegazione liberatoria); il
delegante può revocare la delegazione fin quando il delegato non abbia
adempiuto.

L'espromissione: contratto mediante il quale un creditore ed un terzo convengono


che quest'ultimo si assuma il debito di un altro [Art 1272 codice civile]. L'azione del
terzo è spontanea e può avvenire senza il consenso del debitore. L'espromissione può
essere:

 cumulativa quando l'obbligo del terzo non libera il debitore originario, che resta
debitore insieme al terzo stesso;
 liberatoria quando a seguito del contratto il debitore originario viene liberato.

Il terzo può opporre le eccezioni che poteva opporre il primo debitore.

L'accollo: contratto tra il debitore (accollato) ed un terzo (accollante) mediante il


quale quest'ultimo si assume l'onere di provvedere al pagamento del creditore
(accollatario); ciò di regola avviene nell’acquisto di immobili gravati da ipoteca.
Esistono due specie di accollo:

 accollo semplice o interno in cui l'accollante assume un impegno unicamente nei


confronti dell'accollato; il creditore non vanta alcun diritto nei confronti
dell'accollante, quindi in caso di inadempimento risponderà l'accollato e
l'accollante sarà responsabile solo nei confronti dell'accollato; l'accollo interno
non è contemplato dalla legge;
 accollo esterno in cui il creditore può aderire mediante suo atto unilaterale
all'accordo tra accollato ed accollante; se ciò avviene l'accollante diviene
responsabile dell'adempimento; l'accollato viene liberato solo se espressamente
previsto dal contratto (accollo liberatorio), altrimenti è obbligato in solido
coll'accollante (accollo cumulativo) [Art. 1273 codice civile].

Estinzione dell'obbligazione

L’adempimento è la realizzazione esatta della prestazione dovuta, cioè conforme


all’obbligo assunto. L'adempimento porta l'obbligazione alla sua fine naturale.
Il creditore può legittimamente rifiutare l'adempimento di un terzo solo nel caso in cui
l'obbligazione sia infungibile o se il debitore ha precedentemente comunicato la sua
opposizione a un pagamento fatto da terzi[Art. 1180 codice civile].
Il creditore può accettare che il debitore si liberi con una prestazione diversa
dall'esatto adempimento; qualora il debitore non esegua la prestazione concordata il
creditore può esigere il pagamento di quanto dovuto dall'obbligazione [Art. 1197

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codice civile].
Il creditore può rifiutare un pagamento parziale anche se la prestazione è divisibile; si
noti invece che nel rapporto cambiario vale l’opposto.

Affinché l’adempimento sia regolare si ha bisogno che: colui che riceve la prestazione
sia il destinatario dell’obbligazione o chi indicato dal creditore e che questi sia
legalmente capace; il debitore si libera anche se paga in buona fede chi appariva il
creditore. A meno che diversamente specificato, il luogo dell’adempimento deve
essere: generalmente quello dove è sorta l’obbligazione, della consegna della cosa
deve essere dove si trovava, del pagamento è a casa del creditore o a casa del
debitore. Il tempo o il momento deve essere quello stabilito o se non pattuito si
considera immediatamente esigibile. Il credito si considera scaduto e il creditore può
agire in giudizio se il debitore non paga nel termine convenuto.

Nel pagamento in contante è stato posto un limite in ventimilioni di lire, e per i


movimenti maggiori bisogna servirsi di banche che devono registrare i movimenti più
grandi.
Nel caso che il creditore vanti più debiti dallo stesso debitore, questi pagando può dire
quale intende saldare; in caso contrario si intende quello scaduto e tra più scaduti
quello meno garantito e poi quello più antico.
Allorquando il creditore, senza legittimo motivo, rifiuta di ricevere il pagamento
offertogli dal debitore, oppure omette di compiere gli atti preparatori al compimento
della prestazione, si realizza la figura della mora del creditore [Art. 1206 codice
civile]; effetti della mora del creditore sono:

 rischio a suo carico che la prestazione divenga impossibile;


 onere al risarcimento dei danni provocati dal suo comportamento al debitore
(oltre al rimborso delle spese di custodia e di conservazione della cosa dovuta).
 Gli interesso moratori del debitore non si calcolano

Affinché si abbia mora del creditore è necessario che il debitore faccia un offerta
solenne al creditore, cioè presentata da pubblico ufficiale; quando l'offerta non è
solenne non ci sarà mora del creditore ma non si realizzerà neppure la mora del
debitore [Art. 1220 codice civile].

Morte del debitore nel caso in cui la prestazione dovuta sia infungibile.

Compensazione: si realizza quando due soggetti sono tra loro contemporaneamente


creditore e debitore relativamente a due diversi rapporti obbligatori: se sussistono
determinate condizioni previste dall'ordinamento i due rapporti possono estinguersi
totalmente o parzialmente senza ricorso ai rispettivi adempimenti. La compensazione
può essere:

 legale: richiede l'omogeneità delle prestazioni, la liquidità e l'esigibilità dei


crediti [Art. 1243 codice civile]; per effetto della compensazione legale i debiti
si estinguono in maniera retroattiva dal momento della loro coesistenza; deve
essere fatta riconoscere dal giudice.
 giudiziale: compensazione di un credito (anche non liquido, purché di facile
liquidazione) ed esigibile, invocato in giudizio, con un altro, di medesime
caratteristiche, opposto nel giudizio stesso al primo credito [Art. 1243 codice
civile]; la compensazione giudiziale è applicata dal giudice;
 volontaria: avviene per specifico contratto tra le parti [Art. 1252 codice civile],
che possono riservarsi di derogare le condizioni necessarie alla compensazione

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legale o giudiziale; la compensazione facoltativa permette la realizzazione con
l’accordo della parte a cui ancora non è scaduto il debito.

Confusione: l'obbligazione si estingue per confusione quando un unico soggetto si


trova nella condizione di creditore e di debitore relativamente alla stessa obbligazione
[Art. 1253 codice civile].

Novazione: contratto con cui i soggetti di un rapporto obbligatorio sostituiscono un


nuovo rapporto a quello originario. La novazione può essere:

 soggettiva qualora nel nuovo rapporto venga sostituita la figura del debitore
[Art. 1235 codice civile]; alla novazione soggettiva si applicano le norme
riguardanti la delegazione, l'espromissione e l'accollo;
 oggettiva qualora nel nuovo contratto venga modificato l'oggetto [Art. 1230
codice civile]; elementi caratterizzanti la novazione oggettiva sono la
modificazione dell'oggetto (elemento oggettivo) e la volontà di estinguere la
precedente obbligazione (elemento soggettivo).

Remissione: rinunzia del creditore al credito [Art. 1236 codice civile]; la remissione è
un negozio unilaterale recettizio; il debitore può dichiarare di non voler approfittare
della remissione; la remissione può essere espressa o tacita (per consegna del titolo
all'obbligato); il pactum de non petendo è un atto in cui il creditore si impegna a non
chiedere il pagamento fino ad un certo periodo.

Impossibilità sopravvenuta: estingue l'obbligazione nel caso in cui questa sia


divenuta impossibile non per colpa del debitore [Art. 1256 codice civile]; in tal caso il
debitore deve consegnare ciò che a ricevuto a titolo di risarcimento dal terzo.

L'inadempimento

La figura dell'inadempimento si realizza quando il debitore non esegue l'esatta


prestazione dovuta. L'inadempimento può essere imputabile al debitore (in questo
caso si parla di responsabilità contrattuale del debitore) oppure a cause non
dipendenti da lui (in tal caso il debitore ha l'onere di provare che l'impossibilità della
prestazione non era a lui imputabile) [Art. 1218 codice civile].
L'inadempimento può consistere in:

 adempimento inesatto quando la prestazione viene eseguita ma differisce


quantitativamente o qualitativamente da quella pattuita;
 inadempimento relativo quando la prestazione non è ancora stata eseguita ma
sussistono ancora le condizioni affinché si realizzi sebbene in ritardo; in tal caso
il debitore è tenuto, oltre all'adempimento della prestazione stabilita, al
risarcimento dei danni recati al creditore a causa del suo ritardo;
 inadempimento assoluto quando la prestazione non è stata ancora compiuta e
sono venuti a cadere i presupposti affinché questa si realizzi (ad es. è troppo
tardi); in questo caso la prestazione del creditore si trasforma nel risarcimento
danni.

La mora del debitore consiste nel ritardo (inadempimento relativo) del debitore
nell'eseguire la prestazione dovuta , ma può essere evitata se questi riesce a provare
che la colpa non è sua.. La mora del debitore può essere:

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 ex re ovvero automatica quando non è necessario un atto di Costituzione in
mora del debitore, la mora scatta automaticamente per il solo fatto del ritardo
[Art. 1219 codice civile]; la mora ex re si verifica quando:
o l'obbligazione deriva da fatto illecito perché la lesione del diritto altrui
esige una pronta riparazione;
o il debitore dichiara per iscritto di non voler adempiere;
o quando è scaduto il termine se la prestazione doveva avvenire al
domicilio del creditore.
 ex persona quando il creditore richiede per iscritto l'adempimento mediante
atto di Costituzione in mora.

Se l'obbligazione consiste in un non fare qualora non sia rispettata si ha


inadempimento assoluto, non ha senso quindi parlare di ritardo e di mora.
Gli effetti della mora sono:

 risarcimento dei danni relativi al ritardo;


 passaggio del rischio ovvero qualora la prestazione sia divenuta impossibile
mentre il debitore è in mora, anche se per cause non a lui imputabili, egli è
obbligato al risarcimento dei danni subiti come se l'impossibilità della
prestazione fosse dipesa da lui [Art. 1221 codice civile]; il debitore può liberarsi
dal rischi se prova che la merce sarebbe perita anche in mano al creditore.

In ogni caso il risarcimento dei danni subiti deve essere pari almeno al mancato
guadagno, mentre l’onere di provare i singoli fatti lesivi spetta al creditore; la
liquidazione può essere affidata al giudice. Per le obbligazioni pecuniarie la colpa del
ritardo è sempre del debitore che deve versare oltre al debito anche gli interessi pari
alla misura stabilita o al tasso legale se nulla è disposto, e tutto indipendentemente
dal fatto che il creditore abbia sofferto un danno; se comunque il danno è stato in
misura superiore agli interessi e se ne riesce a dar prova si ha diritto ad averli. Il
risarcimento non è dovuto per i danni che il creditore avrebbe potuto evitare se
avesse utilizzato la normale diligenza (come nel caso dell’approvvigionamento delle
scorte). Per salvaguardare i propri interessi, spesso il debitore introduce una clausola
penale in cui fissa in anticipo la misura del risarcimento per inadempimento.

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IL CONTRATTO

Il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro
un rapporto giuridico patrimoniale [art. 1321 codice civile]. Il contratto quindi si
distingue dagli altri negozi giuridici perché in primo luogo non può mai essere
unilaterale, e poi deve avere contenuto patrimoniale.

Elementi essenziali del contratto [art. 1325 codice civile] :

 l’accordo delle parti;


 la causa;
 l’oggetto che deve essere possibile, lecito, determinato o determinabile;
 la forma che è richiesta ab substantiam

Classificazione dei contratti:

Contratti tipici: contratti che per la Contratti atipici: le parti sono


loro frequenza o importanza vengono comunque libere di concludere
espressamente disciplinati dal contratti che non sono previsti dal
legislatore. legislatore (atipici) purché siano
diretti a realizzare interessi
meritevoli di tutela secondo
l’ordinamento giuridico [art. 1322
codice civile].

Contratti con due parti. Contratti plurilaterali: in questo


tipo di contratti il vizio derivante da
una parte non coinvolge
necessariamente la sorte dell’intero
contratto (ciò avviene solo se la
partecipazione viziata è da
considerarsi essenziale per le altre
parti coinvolte).

Contratti a prestazioni corrispettive Contratti con prestazioni a


o sinallagmatici: viene detto sinallagma carico di una parte sola: ne sono
il nesso di reciprocità che lega le due esempi la fideiussione, il deposito
prestazioni. Se è invalida o impossibile gratuito, il comodato.
la prestazione a carico di una parte
risulta invalidi l’intero contratto
(sinallagma genetico); se non viene
adempiuta o diviene impossibile una
prestazione la controprestazione non è
più dovuta (sinallagma funzionale).

Contratti a titolo oneroso Contratti a titolo gratuito

Contratti di scambio in cui la Contratti associativi in cui la


prestazione di ciascuna parte è a prestazione di ciascuno è diretta al
vantaggio della controparte. conseguimento di uno scopo

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comune.

Contratti commutativi in cui i Contratti aleatori in cui elemento


reciproci sacrifici sono certi. essenziale è l’esistenza di
un’incertezza sull’entità dei
reciproci sacrifici e proprio per
questo non si può applicare la
risoluzione per eccessiva onerosità.

Contratti ad esecuzione istantanea Contratti di durata in cui la


in cui la prestazione delle parti è prestazione continua nel tempo o
concentrata in un dato momento, si ripete periodicamente.
immediato o differito

Contratti a forma libera Contratti a forma vincolata o


solenne

Contratti consensuali che si Contratti reali in cui è necessario


perfezionano con l’accordo tra le parti. oltre all’accordo anche la consegna
del bene (mutuo, comodato,
deposito e pegno).

Contratti ad efficacia reale se Contratti ad efficacia


realizzano automaticamente, per obbligatoria che fanno nascere
effetto del solo consenso, il risultato l’obbligo a carico delle parti di
perseguito (compravendita). realizzare il risultato.

Il contratto preliminare è il contratto con cui le parti si obbligano a stipulare un


successivo contratto definitivo; nel preliminare deve essere determinato il contenuto
essenziale del contratto definitivo e le eventuali aggiunte devono essere consensuali.
Il contratto preliminare può vincolare ambedue le parti o una sola (promessa
unilaterale).
L’inadempimento del contratto preliminare da luogo ad una responsabilità
contrattuale; oltre al risarcimento danni, se taluno non adempie al preliminare all’altra
parte è concessa la facoltà di ottenere, qualora sia possibile, una sentenza costitutiva
che realizzi gli effetti che avrebbe dovuto produrre il contratto.

Il contratto preliminare

deve avere gli stessi requisiti di forma richiesti per il contratto definitivo [art. 1351
codice civile].

Il preliminare è ammesso per qualsiasi tipo di contratto fatta eccezione per la


donazione.
Attualmente è permessa la trascivibilità dei contratti preliminari, in particolare sugli
immobili, al fine di evitare in caso di fallimento dei costruttori la perdita delle caparre
versate dai futuri acquirenti; questa trascrizione ha priorità sulle successive e in caso
di fallimento del costruttore il promissario acquirente ha diritto alla restituzione del
prezzo pagato.

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Cessione del contratto

È una figura che si realizza nei contratti a prestazioni corrispettive purché queste non
siano state ancora eseguite, e consiste in un contratto (di cessione) stipulato da una
parte (cedente) con un terzo estraneo al contratto originario (cessionario) per
trasferire in capo a quest’ultimo tutti i rapporti attivi e passivi derivanti dal contratto
originario [art. 1406 codice civile]. Ai fini della cessione de contratto è indispensabile il
consenso dell’altro contraente originario (ceduto).

Il cedente è tenuto a garantire la validità del contratto, il nomen verum, e non il suo
adempimento.
Il cedente viene di norma liberato dalle sue obbligazioni verso il ceduto; ma il ceduto
si può cautelare dichiarando espressamente che con la cessione non intende liberare il
cedente, in questo caso il cedente risponderà in caso di inadempimento del
cessionario.
Il cedente può anche garantire al cessionario l’adempimento del ceduto, rispondendo
in solido con quest’ultimo (come fideiussore) in caso di inadempimento.
La differenza con il subcontratto è che i rapporti contrattuali tra le due parti originarie
rimangono gli stessi; nasce completamente un nuovo rapporto tra una parte e il terzo
e questo rapporto è completamente separato dal primo.

La conclusione del contratto

Durante il periodo di trattative si ha negoziazione per ciò che riguarda il contenuto


degli accordi che si stanno formando; le parti sono libere di concludere o meno il
contratto, ma hanno comunque l'obbligo di comportarsi secondo buona fede [art.
1337 codice civile]. L’obbligo di comportarsi secondo buona fede si concretizza in due
aspetti fondamentali:

 qualora le trattative siano giunte a buon punto una delle parti non le può
interrompere senza un giustificato motivo.
 ciascuna delle parti ha il dovere di informare l’altra di eventuali cause in
invalidità del contratto, qualora queste siano conosciute o avrebbero potuto
esserlo con la normale diligenza.

Responsabilità precontrattuale o colpa in contraendo è un tipo di responsabilità


extracontrattuale che viene a realizzarsi qualora una delle parti, nel corso delle
trattative, venga meno all’obbligo di comportarsi secondo buona fede. Il risarcimento
dovuto viene limitato alle spese ed alle perdite che siano strettamente dovute alle
trattative ed al vantaggio che sarebbe potuto ottenersi impiegando il tempo speso
nella trattativa fallita in altre contrattazioni.

Il momento perfezionativo del contratto è il momento in cui proposta ed


accettazione (che costituiscono entrambe dichiarazioni di volontà unilaterali) si
fondono in un’unica volontà. Il contratto si considera concluso nel momento e nel
luogo in cui il proponente ha conoscenza dell’accettazione della sua proposta
comunicatagli dalla controparte [art. 1326 codice civile].
Si presume che l’accettazione sia venuta a conoscenza del proponente nel momento in
cui questa sia giunta presso la sua casa o la sua azienda. Per alcuni contratti si ha una
esecuzione di un ordine: tali contratti si considerano accettati quando la parte inizia ad
eseguire , comunicando però l’esecuzione all’altra parte.

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Se si tratta di un contratto con obbligazioni a carico del proponente (fideiussione)per
la perfezione del contratto basta anche un comportamento omissivo del destinatario
che quindi non rifiuta la proposta. Una deroga al principio generale è stabilita per la
donazione, che si perfeziona solo in seguito a notifica al donante.

La revoca è l’atto unilaterale con cui si intende far perdere la validità della propria
proposta o della propria accettazione [art. 1328 codice civile].
La proposta può essere revocata prima della conclusione del contratto; tuttavia nel
caso in cui accettante, in buona fede, avesse data esecuzione alla sua prestazione,
questo ha diritto ad essere indennizzato di spese e perdite dal proponente.

La revoca dell’accettazione per essere efficace deve giungere a conoscenza del


proponente prima che gli pervenga l’accettazione.

La proposta (o l’accettazione) perde automaticamente efficacia se prima del


perfezionamento del contratto il proponente (o l’accettante) muore o diviene incapace
a meno che non si tatti di offerte proposte da imprenditori o società non piccoli. La
proposta irrevocabile si realizza nel caso in cui il proponente decide di rinunziare
alla facoltà di revoca. La sua proposta conserva l’efficacia anche nel caso di morte o di
sopravvenuta incapacità [art. 1329 codice civile].

L’offerta al pubblico è la proposta indirizzata a destinatari indeterminati [art. 1336


codice civile]; per la sua validità deve contenere gli estremi essenziali del contratto
che mira a concludere. L’offerta al pubblico è revocabile, la revoca deve essere fatta
nella stessa forma con cui è stata fatta l’offerta ed è efficace anche nei confronti di chi
essendo venuto a conoscenza della proposta, non ha avuto notizia della revoca.

L’opzione rende irrevocabile la proposta in seguito ad un accordo tra le parti [art.


1331 codice civile]; l’irrevocabilità presenta come unica differenza quella di derivare
da accordo e non solo dalla volontà del proponente. L’opzione ha un termine di
validità, ed entro detto termine l’accettante può perfezionare il contratto mediante
dichiarazione unilaterale di volontà. L’opzione può avere un corrispettivo.

La prelazione consiste nel diritto di essere preferito ad ogni altro, a parità di


condizioni, nella stipula di un determinato contratto. La prelazione può essere:

 volontaria: quando è conseguenza di un accordo tra le parti : ha efficacia


obbligatoria e non è opponibile ai terzi;
 legale: accordata dalla legge ai coeredi ed è opponibile ai terzi.

Contratti per adesione: consistono in moduli standard contrattuali che le imprese


fanno sottoscrivere alle parti; il cliente non può discutere il contratto e le sue clausole,
può accettarlo in blocco o rifiutarlo. Le clausole più gravi o che determinano uno
squilibrio a carico del consumatore interne a questo tipo di contratti vengono dette
vessatorie e necessitano una specifica approvazione scritta da parte del cliente; in
genere riguardano le responsabilità, le deroghe alla competenza dell’autorità
giudiziaria, limitazioni alla facoltà di opporre eccezioni; esiste una black list di clausole
vessatorie. Le clausole aggiunte prevalgono su quelle prestampate anche se non
cancellate; le clausole dubbie si considerano a favore del contraente debole. Le
clausole nulle non toccano la restante parte del contratto che rimane valido e a
vantaggio del consumatore.

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Un contratto ha forza di legge tra le parti [art. 1372 codice civile] e può essere sciolto
solo da uno specifico accordo delle parti o per cause ammesse dalla legge. Può altresì
essere concordato uno specifico diritto di recesso, in favore di una o di entrambe le
parti, ma in tale caso il diritto dovrà essere fatto valere prima che l’altra parte abbia
dato inizio all’esecuzione del contratto [art. 1373 codice civile]. Nei contratti di durata
indeterminata è dato diritto di recesso in ogni momento salvo l’obbligo di dare un
congruo preavviso.

Interpretazione del contratto - disposizioni del codice civile:

 nell’interpretare un contratto si deve risalite alla comune intenzione delle parti,


alla luce del loro comportamento complessivo [art. 1362];
 il contratto deve essere interpretato secondo buona fede [art. 1366];
 là dove le parti non abbiano disposto si ricorrerà all’integrazione del contratto
applicando le eventuali norme dispositive, gli usi o l’equità [art. 1374] -
funzione integratrice della legge;
 si dovrà intendere come nulla ogni pattuizione dei privati contraria alle norme
imperative - funzione imperative della legge.

Contratti ad effetti reali - momento del passaggio della proprietà:

 se si tratta di cosa determinata la proprietà passa per effetto del consenso


manifestato nelle forme previste dalla legge [art. 1376 codice civile]; la
consegna del bene non è necessaria;
 se si tratta di cose generiche la proprietà si trasmette con la specificazione,
ovvero l’individuazione delle cose mediante pesatura o misurazione [art. 1378
codice civile].

Conflitto tra più acquirenti dello stesso bene:

 se si tratta di beni mobili non registrati vale la regola del possesso vale titolo, e
quindi prevale colui che per primo ha acquistato il possesso o il godimento in
buona fede;
 se il conflitto riguarda diritti reali ed alcuni diritti personali su beni immobili o
mobili registrati vengono applicate le regole della trascrizione;
 per i diritti personali di godimento (locazione) viene preferito chi per primo ha
conseguito il godimento della cosa [art. 1380 codice civile]. Se nessuno ha
conseguito il godimento della cosa vale la data del titolo.

La clausola penale è la clausola inserita dalle parti nel contratto che individua
quanto dovrà essere pagato da una parte a titolo di penale, in seguito ad eventuale
inadempimento. Tramite la clausola penale il creditore viene sgravato dell’onere di
provare l’entità del danno subito e sarà pure esonerato dalla stima che viene
determinata dalla liquidazione convenzionale[art. 1382 codice civile]. La clausola
penale può essere prevista sia nel caso di inadempimento assoluto che in caso di
inadempimento relativo.

La caparra può essere di due tipi:

 confirmatoria: si verifica quando al momento della conclusione del contratto


una parte consegna all’altra una somma di danaro o una quantità di cose
fungibili come conferma della serietà del vincolo assunto ed a titolo di acconto
sul prezzo dovuto [art. 1385 codice civile]. Se la parte che ha dato la caparra si

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rende inadempiente l’altra parte ha la facoltà di recedere dal contratto
trattenendo la caparra a titolo di risarcimento ovvero preferire l’esecuzione del
contratto o la risoluzione e trattenere la caparra come anticipo e garanzia
dell’adempimento. Se si rende inadempiente la parte che ha ricevuto la caparra
l’altra parte ha la facoltà di recedere dal contratto pretendendo il doppio della
caparra.
 penitenziale costituisce il corrispettivo del diritto di recesso [art.1386 codice
civile]; la parte che ha dato la caparra può recedere perdendola e la parte che
l’ha ricevuta può recedere pagando il doppio della caparra; la caparra è tutto
quello che può essere preteso.. Il contratto viene sciolto da una dichiarazione
unilaterale recettizia e non è configurabile un’ipotesi di inadempimento.

Effetti del contratto

Gli effetti del contratto di fronte ai terzi sono limitati alle parti; se io prendo impegni
per un terzo, questi è libero di adempiere o meno; nei confronti del contraente sono
però vincolato io e dovrò risarcire per danni il primo se non riesco a convincere il
terzo.

Il contratto a favore del terzo è il contratto in cui le parti (promittente e stipulante)


attribuiscono ad un terzo il diritto di pretendere l’adempimento di una promessa[art.
1411 codice civile]. La validità del contratto è subordinata alla condizione che lo
stipulante abbia un interesse, anche solo morale, all’attribuzione del vantaggio al
terzo. Al terzo potrà essere attribuita la titolarità di un diritto, a cui egli stesso
discrezionalmente deciderà se ricorrere o meno, e non un vantaggio meramente
economico.

Tipici esempi sono l’accollo, il contratto di trasporto, la rendita a favore di terzi,


l’assicurazione sulla vita a favore di terzi.
Le caratteristiche del contratto a favore del terzo sono:

 il terzo acquista il diritto verso chi ha fatto la promessa fin dal momento della
stipula del contratto a suo favore;
 il terzo ha facoltà di rinunzia al diritto attribuitogli;
 lo stipulante può revocare o modificare la stipulazione fino al momento in cui il
terzo dichiari espressamente di volere utilizzare il diritto;
 la causa dell’acquisto del diritto è il contratto a favore del terzo; perciò il
promittente può opporre al terzo tutte le eccezioni fondate sul contratto ma non
quelle fondate sui rapporti tra promittente e stipulante.

La rescissione e la risoluzione del contratto

L’azione di rescissione

La rescissione del contratto è l’azione che rende inefficace il contratto; può essere
chiesta nel caso in cui il contratto presenti anomalie genetiche, ovvero risalenti al
momento della sua stipula. Si può chiedere la rescissione del contratto se concluso in
stato di pericolo e per lesione.

Per esperire un’azione di rescissione del contratto concluso in stato di pericolo


occorrono due presupposti [art. 1447 codice civile] :

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 lo stato di pericolo in cui si trovava uno dei due contraenti o un’altra persona
che ha spinto il contraente alla stipula;
 l’iniquità delle condizioni.

Per esperire un’azione di rescissione di un contratto (sinallagmatico) per lesione si


richiedono [art. 1448 codice civile]:

 una lesione ovvero una sproporzione tra le due prestazioni (la prestazione
dovuta deve avere un valore più che doppio rispetto alla controprestazione) che
deve valere fino al momento in cui la domanda è proposta;
 lo stato di bisogno della parte danneggiata, ovvero uno stato di disagio
economico tale da incidere sulla corretta valutazione del contratto;
 che l’altra parte abbia approfittato dello stato di bisogno.

L'azione di rescissione per lesione non è ammissibile riguardo ai contratto aleatori.

Il contraente contro cui è proposta un’azione rescissione può evitarla eliminando la


sproporzione tra le due prestazioni.
La rescissione non ha efficacia retroattiva, e quindi non può pregiudicare i diritti
acquisiti da terzi.
L’azione si prescrive in un anno dalla conclusione del contratto.

L’azione di risoluzione

L’azione di risoluzione serve a sciogliere il rapporto contrattuale e fare come se non


sia mai esistito; si hanno tre cause principali di risoluzione: per inadempimento, per
impossibilità sopravvenuta, per eccessiva onerosità.

L’azione di risoluzione per inadempimento: in un contratto a prestazioni


corrispettive qualora una delle parti risulti inadempiente, all’altra è concesso il diritto
potestativo di agire per la risoluzione del contratto : il contratto verrà considerato
come mai stipulato e la parte non inadempiente avrà il diritto di chiedere il rimborso
delle spese dovute all’assoluto inadempimento [art. 1453 codice civile]. La parte non
inadempiente potrà ovviamente ottenere la ripetizione della propria prestazione
qualora questa sia stata già eseguita; è anche in suo potere chiedere al posto della
risoluzione una condanna all’adempimento in tal caso potrà chiedere una condanna
per ritardato adempimento.
Per ottenere la risoluzione del contratto è necessario presentare una domanda
giudiziale; spetterà quindi al giudice accertare se vi è stato effettivamente
inadempimento del contratto e se la responsabilità di questo deve attribuirsi al
convenuto. Il giudice dovrà anche dichiarare che l’inadempimento non abbia scarsa
importanza. Una volta accolta la domanda dal giudice, l’altra parte non potrà più
operare per l’adempimento, salvo il consenso della parte che si è rivolta al giudice;
allo stesso modo la parte che ha fatto domanda di risoluzione non potrà pretendere
l’adempimento. La risoluzione non ha effetto retroattivo e le cose date devono essere
restituite.

La risoluzione di diritto è la risoluzione di un contratto che può avvenire solo nei tre
casi espressamente previsti dall’ordinamento:

 Clausola risolutiva espressa, clausola contrattuale con cui le parti si accordano,


al momento della stipula, per considerare risolto il contratto qualora una
determinata obbligazione non venga adempiuta o venga adempiuta con ritardo

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[art. 1456 codice civile]. In seguito all’inadempimento della specifica
obbligazione il contratto non viene considerato automaticamente risolto, viene
attribuito alla parte non inadempiente il diritto potestativo di chiedere la
risoluzione semplicemente comunicandolo all’altra parte. Dalla ricezione della
comunicazione il contratto si intende sciolto. Tale clausola stimola le parti a non
ritardare.
 Diffida ad adempiere, qualora nel contratto manchi una clausola risolutiva
espressa, in caso di inadempimento, la parte non inadempiente può intimare
l’altro contraente ad adempiere entro un termine congruo, dichiarando che,
qualora non si verifichi l’adempimento entro detto termine, il contratto sarà da
considerare risolto [art. 1454 codice civile]. La risoluzione del contratto opera di
diritto e non vi sarà necessità di alcuna iniziativa giudiziale.
 Termine essenziale, termine oltre il quale la prestazione diviene inutile [art.
1457 codice civile]. L’essenzialità del termine può essere oggettiva, qualora
derivi dalla natura stessa della prestazione, oppure può essere soggettiva,
quando deriva da accordi contrattuali. Il contratto si considera risolto allo
scadere del termine, a meno che la parte interessata non comunichi che ha
interesse ad accettare un adempimento tardivo con una raccomandata entro tre
giorni dalla data fissata.

Eccezione di inadempimento: eccezione che una parte può opporre all’altra per
adempiere al proprio obbligo successivo all’adempimento dell’altra qualora l’altra parte
risulti inadempiente. L’inadempimento a cui si fa ricorso deve essere di importanza
sufficiente da giustificare l’eccezione a cui si fa ricorso.

Mutamento delle condizioni patrimoniali dei contraenti: qualora il patrimonio di


una delle parti sia divenuto tale da mettere in pericolo la sua prestazione, è concesso
all’altra parte di sospendere l’esecuzione della prestazione a questa dovuta [art. 1561
codice civile], unica eccezione si ha se il credito è garantito.

La clausola solve et repete è la clausola con cui si dispone che una parte, prima di
opporre le proprie eccezioni, è tenuta all’adempimento [art. 1462 codice civile]. Tale
clausola non ha effetto per le eccezioni di nullità, di annullabilità e di rescissione del
contratto e può essere derogata dal giudice qualora ricorrano gravi motivi.

La risoluzione per impossibilità sopravvenuta: nei contratti a prestazioni


corrispettive l’impossibilità sopravvenuta libera la parte dalla prestazione dovuta, e
libera quindi l’altra parte dalla controprestazione, dando luogo alla risoluzione (di
diritto) del contratto [art. 1463 codice civile].
Se la prestazione diviene solo parzialmente impossibile dovrà essere
proporzionalmente ridotta la controprestazione; la risoluzione sarà parziale, ma se la
parte residua non interessa la parte può recedere dal contratto.
Nel caso di perimento di merci durante il trasporto il destinatario è obbligato a pagare
lo stesso il corrispettivo in quanto il contratto si è perfezionato al momento del
consenso e non della consegna.

La risoluzione per eccessiva onerosità: ha luogo quando si verificano le tre


condizioni [art. 1467 codice civile] :

 che il contratto prevede il decorso di un certo lasso di tempo tra la stipula e


l’esecuzione della prestazione;
 che sopravvenga un’eccessiva onerosità a carico di una della parti : tale
onerosità dovrà comportare un grave squilibrio tra le due prestazioni;

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 l’eccessiva onerosità dovrà essere dipesa da eventi straordinari ed
imprevedibili.

La risoluzione per eccessiva onerosità non si applica ai contratti aleatori. La risoluzione


per eccessiva onerosità può essere evitata eliminando lo squilibrio tra le due
prestazioni.
Nei contratti con obbligazioni a carico di una sola parte l’eccessiva onerosità non da
luogo alla risoluzione del contratto ma solo alla sua rivedibilità.

I singoli contratti

Sono contenuti nel titolo terzo del libro quarto un elenco di contratti regolati dal
legislatore:

A. la compravendita
B. contratti di scambio che realizzano un do ut des (permuta, contratti di borsa,
riporto, contratto estimatorio, somministrazione)
C. contratti di scambio che realizzano un do ut facies (locazione, leasing,
appalto, trasporto)
D. contratti di cooperazione nell’altrui attività giuridica (mandato, commissione,
spedizione, agenzia, mediazione)
E. contratti reali (deposito, comodato, mutuo)
F. contratti bancari (deposito, apertura di credito, sconto, cassette di
sicurezza)
G. contratti aleatori (rendita, assicurazioni, gioco e scommessa)
H. contratti diretti a costituire una garanzia (fideiussione, anticresi)
I. contratti diretti a derimere una controversia (transazione, cessione dei beni
ai creditori)

Nella vendita porta a porta il contraente debole viene tutelato con un diritto di recesso
esercitabile fino a dieci giorni dopo la stipula del contratto e che non comporta
nessuna spesa per questi; la clausola è irrinunciabile, le cose devono essere restituite
e il giudice competente è quello del distretto del consumatore.

A) La compravendita

La compravendita è il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di


una cosa o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo
determinato o determinabile. [art. 1470 codice civile]. È il prezzo che contraddistingue
la compravendita dalla permuta.

Nel preliminare di vendita le parti si impegnano a stipulare successivamente un


contratto; la parte inadempiente può essere obbligata con sentenza del giudice ad
adempiere. Nell’opzione una parte si impegna ad effettuare una alienazione se l’altra
parte vuole e quando vuole. Nella prelazione non si ha obbligo a vendere ma in caso
di vendita si ha l’obbligo di fare una proposta a chi gode del diritto.
E’ un contratto consensuale, cioè per il suo perfezionamento non occorre la consegna
della cosa, ed inoltre è un contratto ad effetti reali nel senso che il diritto si trasmette
automaticamente per effetto del consenso delle parti; quindi si può vendere anche
una cosa di cui non si dispone ma si ha l’obbligo di procurarne il possesso
all’acquirente.
Non sempre la vendita è ad effetti reali, in questo caso si ha efficacia obbligatoria; le
più importanti figure di vendita obbligatoria sono:

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 la vendita alternativa, perfezionata con la scelta di una tra più cose
 la vendita di cosa futura, perfezionata con l’esistenza o creazione della cosa
 la vendita di cose generiche perfezionata con la specificazione
 la vendita di cosa altrui

Per quanto riguarda la vendita di beni immobili e di mobili registrati, questa deve
essere fatta per iscritto ed è soggetta a trascrizione.

Le obbligazioni principali del venditore sono [art. 1476 codice civile]:

 fare acquistare al compratore la proprietà della cosa o la titolarità del diritto


oggetto dello scambio
 consegnare la cosa al compratore o metterlo in grado di poterla utilizzare
 garantire il compratore dall’evizione e dai vizi della cosa

Il compratore può essere disturbato nel godimento del bene per effetto di pretese che
terzi facciano valere nei sui confronti; in questo caso si parla di evizione; tre sono i
momenti dell’evizione :

1. pericolo di evizione
2. pendenza del giudizio
3. compimento del giudizio

Esistono inoltre varie ipotesi:

a. evizione totale, quando il compratore soccombente in giudizio è costretto a


consegnare il bene ad un terzo oppure, l’espropriazione per fini di pubblica
utilità. Il compratore che subisce l’evizione, se ha chiamato nel giudizio invocato
da terzo anche l’alienate, ha diritto alla restituzione del rezzo dall’alienante.
b. evizione parziale, in questo caso il compratore ha diritto alla risoluzione qualora
non avrebbe acquistato la cosa senza la parte per cui ha subito l’evizione; egli
può pretendere la restituzione parziale del prezzo pagato e un risarcimento
danni;
c. cosa gravata da oneri o da diritti di godimento di terzi, le stesse conseguenze di
sopra

Secondo l’art.1490 del codice civile al compratore spetta ex lege una speciale tutela
denominata garanzia per i vizi. In base a tale articolo il venditore è tenuto alla
garanzia quando i vizi siano tali a rendere il bene inidoneo all’uso o da diminuirne in
modo apprezzabile il valore; il difetto deve essere denunciato entro otto giorni se
apparente, entro otto giorni dalla scoperta se occulto. La garanzia non è dovuta nel
caso in cui il compratore conosceva i vizi. Il compratore può inoltre ricorrere alla
risoluzione del contratto (actio redhibitoria) restituendo il bene e facendosi restituire il
prezzo pagato, oppure la riduzione del prezzo (actio aestimatoria), salvo l’azione di
risarcimento danni a meno che il compratore non dimostri di aver ignorato i vizi della
cosa; analoga garanzia vale se la cosa venduta non abbia le qualità promesse o sia
inidonea all’uso. L’azione del compratore è soggetta ad un termine di prescrizione di
un anno.

Nella compravendita l’obbligazione principale del compratore consiste nel pagare il


prezzo [art. 1498 codice civile] mentre è nulla la vendita senza prezzo identificabile o
in cui il prezzo è simbolico.
Nella vendita con patto di riscatto il venditore si riserva il diritto di riavere la cosa

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venduta mediante restituzione del prezzo e i rimborsi stabiliti dalla legge [art.1500
codice civile] e senza un nuovo contratto.

Diverso dal patto di riscatto è il patto di retrovendita che ha effetti obbligatori, cioè
obbliga il compratore ad un nuovo contratto di vendita.
La vendita in diem addictio riserva al venditore il diritto di non far valere la vendita se
entro un certo tempo questi riesce a trovare un acquirente che offra migliori
condizioni.

Le figure particolari di vendita mobiliare sono:

1. vendita con riserva di gradimento, in cui il perfezionamento si ha con la


comunicazione di gradimento al venditore
2. vendita a prova, condizione sospensiva che permette all’acquirente di provare le
qualità del bene
3. vendita su campione, perfetta ma può essere risoluta se la merce differisce dal
campione
altre figure di vendita mobiliare sono:
o vendita su documenti che attribuiscono a chi li possiede il diritto ad
ottenere la consegna delle cose stesse dal detentore ed il potere di
disposizione su di esse
o vendita cif, costo, insurance, freight compresi
o vendita fob free on bord, franco stazione
o vendita a termine di titoli di credito

Nella vendita a rate il prezzo è pagato frazionatamente entro un certo tempo. L’effetto
reale della vendita è sottoposto alla condizione sospensiva del pagamento integrale. I
rischi di perimento nascono però col possesso; i beni in corso di pagamento non sono
pignorabili; il bene ritorna nelle mani del venditore ne caso di mancato pagamento di
una rata per un importo maggiore di un ottavo, e questi ha diritto al risarcimento per
l’uso e danni
Il credito al consumo è una forma di credito concesso sotto forma di finanziamento o
di dilazione di pagamento a favore di un consumatore che agisce per scopi estranei
alla sua attività svolta.

La vendita immobiliare può essere fatta su misura (a metro quadro) o a corpo


(immobile). Non sono validi gli atti di cessione per cui manca la licenza edilizia.

B) Contratti che realizzano un do ut des

La permuta è il contratto avente per oggetto il reciproco trasferimento della proprietà


di cose; viene regolamentata come la compravendita.

I contratti di borsa sono vendite di cose generiche; possono essere per contanti, a
premio a termine . La materia di borsa è regolata dalla Legge 20 marzo 1913 n°272 e
dal regolamento approvato con R.D. 4 agosto 1913 n°1068 .
Tali contratti sono di compravendita di valori o di merci che vengono generalmente
conclusi per mezzo di speciali mediatori (agenti di cambio) i quali nelle contrattazioni
non spendono il nome dell’effettivo contraente.

La qualificazione dipende dalla peculiarità delle contrattazioni, dal loro oggetto, dal
fine perseguito, dalla natura degli operatori. Si distinguono per contratti:

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 a pronti, per l’acquisto immediato
 a termine quando l’esecuzione del rapporto è differita
nelle operazioni a termine il termine è essenziale.

Il riporto è un contratto in base al quale una persona (riportato) trasferisce ad un


altro (riportatore) la proprietà di titoli di credito contro consensuale pagamento di un
prezzo; allo stesso tempo il riportatore si obbliga a ritrasferire al riportato alla
scadenza del termine fissato nell’accordo iniziale, la proprietà di altrettanti titoli della
stessa specie. Non è una doppia vendita, ma deve essere considerato come un
contratto unitario; può essere visto come mezzo di finanziamento, di possibilità di
voto nelle assemblee e per sfruttare movimenti dei prezzi borsistici.

Il contratto estimatorio è un obbligazione facoltativa; in base a tale contratto una


parte consegna ad una o più cose mobili all’altra, che si obbliga a pagare il prezzo, con
la facoltà però di liberarsi prima del pagamento da tale obbligazione restituendo la
cosa nel termine stabilito; si perfeziona col pagamento.

La somministrazione è un contratto con il quale una parte si obbliga, verso


corrispettivo di un prezzo, ad eseguire a favore dell’altra prestazioni periodiche o
continuative di cose. È concesso il diritto di recesso e si può risolvere il contratto per
inadempimento della prestazione.

C) Contratti che realizzano un do ut facias

La locazione è il contratto con il quale una parte si obbliga a far utilizzare ad un altro
soggetto una cosa per un dato periodo di tempo, in cambio di un determinato
corrispettivo [art. 1571 codice civile]. Si possono avere diverse tipi di locazioni:

 locazione di beni mobili


 locazione di beni immobili urbani
 locazione di immobili non urbani
 locazione di beni produttivi in tal caso si parla di affitto

Può essere a tempo determinato o indeterminato; in tal caso si può recedere dando
un preavviso
È un contratto consensuale, sinallagmatico, non c’è locazione se non vi è un prezzo
detto fitto, inoltre è previsto un limite max e un limite minimo.
L’alienazione del bene non ne determina lo scioglimento del contratto, inoltre il
locatore ha l’obbligo di consegnare e mantenere la cosa in stato da servire all’uso
convenuto; il conduttore ha l’obbligo di servirsi della cosa secondo l’uso pattuito e con
la diligenza del buon padre di famigli e salvo patto contrario è ammessa la
sublocazione ma non la cessione del contratto senza autorizzazione del locatore

Locazione di immobili adibiti ad uso di abitazione, la durata della locazione non


può essere inferiore a quattro anni, il conduttore può recedere dal contratto in caso di
gravi motivi, il conduttore non può sublocare ed il canone è libero mentre se il canone
di locazione è stabilito dalla legge (equo canone), il periodo minimo è di tre anni. La
forma scritta è richiesta ab substantiam.

Locazione di immobili adibiti ad uso diverso da quello di abitazione, la durata


non può essere inferiore a sei o nove anni per gli alberghi, il canone è liberamente
determinato dalle parti per il primo anno e entro il 75% IPC per i successivi; è
ammessa al sublocazione, il conduttore ha diritto di prelazione; nel caso di cessazione

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del rapporto per colpa non del conduttore questi ha diritto ad un indennizzo per
l’avviamento.

Il leasing è una locazione con facoltà di compra; il bene affittato viene acquistato da
una società di leasing su richiesta del conduttore e rimane nella proprietà del locatore
fino al riscatto. Tipo particolare di leasing è il leaseback in cui un proprietario aliena un
suo bene ad una società di leasing e lo riaffitta.

L’appalto è un contratto con cui si assume a proprio rischio l’esecuzione di un’opera o


di un servizio contro un corrispettivo in denaro; l’appaltatore è un imprenditore; è un
obbligazione di fare; in genere il committente fornisce un progetto e l’appaltatore si
carica di tutti i rischi connessi alla costruzione della cosa, egli ha però diritto di
chiedere modifiche del progetto affinché l’opera risulti a regola d’arte. Il committente
ha quindi diritto a verificare l’opera prima della consegna che risulta garantita anche
senza una espressa clausola. L’appalto non può essere ceduto ma si può subappaltare
con l’autorizzazione del committente; si differenzia dalla vendita perché questa è una
obbligazione di dare e non fare.

La subfornitura può consistere in una vendita, in un appalto, in una


somministrazione o in una locazione finanziaria; si ha l’obbligo di una forma scritta.

Il contratto di trasporto è un contratto con cui una parte si assume l’obbligo verso
corrispettivo a trasferire persone o cose da un luogo ad un altro.
Il trasporto pubblico viene gestito tramite concessione governativa e devono essere
rispettati due obblighi:

 quello di contrarre con chiunque ne faccia richiesta


 quello d osservare la parità di trattamento

Nel trasporto di cose queste vengono affidate al vettore, nel trasporto di persone
manca invece questo affidamento. Nel trasporto di persone il vettore garantisce
dell’incolumità dei viaggiatori, e in caso di sinistro la colpa del vettore è presunta e in
più egli ha l’onere di provare che erano state poste in essere tutte le misure idonee a
garantire l’incolumità. Il viaggiatore ha l’onere di provare l’esistenza del contratto di
viaggio e che il danno si è avuto nel corso della prestazione; sono nulle le clausole che
limitano la responsabilità del vettore. Nel trasporto amichevole l’unica responsabilità e
quella aquilana di non provocare danni a terzi.

D) Contratti di cooperazione nell’altrui attività giuridica

Il mandato è il contratto che ha per oggetto il compimento di atti giuridici da parte


del mandatario per conto del mandante. Il mandatario può avere un procura che è
l’atto con cui il mandante attribuisce potere di rappresentanza giuridica al mandatario;
il mandato è invece il contratto con cui mandante e mandatario regolano i rapporti
interni. Il mandatario, se ha ricevuto la procura, dichiara ai terzi di agire in nome del
mandante, che è il reale interessato, se invece è senza procura si parla di mandato
senza rappresentanza. Gli effetti giuridici ricadono sul mandatario che poi deve
trasferirli con successivo atto al mandante; in caso il mandatario rifiuti questo
trasferimento il mandante può richiedere il trasferimento forzoso dal giudice. Siccome
nel mandato senza rappresentanza i beni entrano temporaneamente nel patrimoni del
mandatario, la legge tutela il mandante precludendo l’escussione da parte dei creditori
del mandatario dei beni acquisiti nel mandato Il mandante è tenuto a fornire al
mandatario i mezzi per eseguire il mandato, a rimborsagli le spese e a pagargli il

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compenso e risarcirgli i danni procuratisi nell’ambito del mandato; il mandatario deve
agire con la diligenza del buon padre di famiglia. Il mandatario non può farsi sostituire
da altri, se ciò non è necessario o il mandante non vi acconsente; inoltre il mandato
può essere sempre revocato dal mandante e si estingue per la morte, oltre che del
mandante, del mandatario, per il suo fallimento. [art. 1703 codice civile] o per
dichiarazione unilaterale di uno dei due.

Le gestioni patrimoniali si presentano come:

 gestione in monte tipiche dei fondi comuni di investimento


 gestione di patrimoni individuali riservata alle SIM, alle banche ed alle imprese
di investimento.

Il contratto di gestione ha forma scritta, e la gestione segue i criteri della sana e


prudente gestione. I soggetti abilitati sono soggetti ai controlli della CONSOB e della
Banca d’Italia; I partecipanti possono in ogni momento uscire dalle gestioni e
riacquistare il possesso del loro denaro.

Il contratto di commissione è un particolare mandato con il quale una persona


(commissionario) compra o vende beni in nome proprio ma per conto di altri
(committente). Il commissionario è retribuito con una provvigione. [art. 1731 codice
civile].

Il contratto di spedizione è il contratto con cui una parte (spedizioniere) si obbliga


a stipulare un contratto di trasporto in nome proprio, ma per conto dell’altra parte
(mandante) e di compiere le operazioni accessorie quali imballaggio, assicurazione
sdoganamento [art. 1737 codice civile].

Il contratto di agenzia è il contratto con cui un’impresa affida ad un agente


l’incarico con carattere di stabilità, di promuovere, nella zona assegnatagli, la
stipulazione di contratti con i terzi relativi ai prodotti del preponente. L’agente non
provvede di regola a stipulare gli ordini ma solo a trasmetterli all’azienda. Se
all’agente viene data anche una capacità di rappresentanza allora si parla di agente di
commercio. L’agente è un imprenditore infatti egli supporta da solo tutte le spese
relative all’attività, in cambio egli gode di una esclusiva sul prodotto e sulla zona
assegnata. All’uscita dal contratto è previsto un indennizzo. La differenza cl
mandatario è che questi stipula ordini mentre l’agente si limita a trasmetterli.

Il franchising è un contratto a prestazioni corrispettive, con cui un imprenditore,


detto franchisor, attribuisce ad un altro imprenditore, detto franchisee, il diritto di
vendere i suoi prodotti o servizi, usando il suo marchio, il suo know-how e i suoi segni
distintivi, e gli fornisce un’assistenza commerciale sia per avviare l’unità di vendita che
per tutta la successiva durata del contratto. In cambio la controparte deve pagare un
corrispettivo all’atto della stipulazione del contratto con il quale entra nella catena ed
un canone periodico.

La mediazione è l’intervento di una persona estranea alle parti che pur non essendo
legato a nessuna di esse da rapporti di collaborazione o di dipendenza, le mette in
relazione tra loro per provocare o agevolare la conclusione del contratto. I mediatori
sono iscritti in apposito ruolo; hanno diritto ad una provvigione da entrambe le parti
anche se ha agito per una di esse ma basta che l’affare si è concluso per il suo
intervento. È tenuto a comportarsi con buona fede con entrambe le parti. Ha diritto ad

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un rimborso anche se l’affare non è stato concluso solo quando abbia agito per ordine
di una parte e nei confronti di questa.

E) I principali contratti reali

si concludono con la consegna della cosa

Il deposito regolare è il contratto col quale una parte riceve dall’altra una cosa
mobile con l’obbligo di custodirla e di restituirla in natura [art. 1766 codice civile]. E’
un contratto unilaterale che si presume gratuito e la causa sottostante è la custodia
del bene. Il depositario non ha ne proprietà ne possesso della cosa e la deve restituire
al depositante su sua richiesta. Non importa quale sia il titolo del depositante sulla
cosa, e quindi il depositario non può pretendere che il depositante dimostri la
proprietà
Il deposito può essere regolare o irregolare a seconda che si lasci in deposito cose
infungibili o fungibili. Nel deposito irregolare (denaro) il depositario può servirsene ed
acquista quindi la proprietà della cosa con l’obbligo di restituirne altrettante dello
stesso genere.
Il deposito nei magazzini generali sono contratti a titolo oneroso; ai depositanti
vengono rilasciati titoli (fedi di deposito) equivalenti alle merci depositate. La merce
può essere venduta con il trasferimento delle fedi di deposito. I depositi possono
essere alla rinfusa e in tal caso ognuno riceverà una quantità di bene fungibile, ma la
differenza col deposito irregolare è che il bene non passa nella disposizione di
nessuno.

Il comodato è un contratto reale, unilaterale e gratuito. Consiste nella consegna


gratuita di una cosa da una persona ad un altra affinché se ne serva per un certo
termine ed infine la restituisca. Può essere fatto solo su cose inconsumabili; a
differenza del deposito il comodatario può servirsi della cosa. Il comodato non può
essere oneroso altrimenti si ricade nella figura d locazione, tuttavia il comodatario è
tenuto alle spese per la normale manutenzione o utilizzazione. Il comodato precario
non è di durata determinata e quindi è soggetto alla restituzione del bene non appena
richiesto.

Il mutuo è il contratto con cui una parte consegna all’altra una quantità di denaro o
una quantità di cose fungibili e l’altra si impegna a restituirle; mutuo perché da mio
diventa tuo. Il mutuo è del tutto simile al quasi usufrutto, solo che mentre
quest’ultimo si perfeziona col consenso, il mutuo si perfeziona con la consegna. Il
mutuo si presume oneroso e dove non siano stabiliti interessi si presuppongono quelli
legali.

F) I contratti bancari

Il codice regola a parte i principali contratti bancari [art.1834 e seguenti codice civile],
tutto il diritto bancario è tipicamente un diritto speciale.
L’impresa bancaria è essenzialmente commerciale [art.2195 codice civile] e può
essere esercitata soltanto da determinate persone giuridiche sottoposte al continuo
controllo dello Stato.
L’attività bancaria è sottoposta al controllo degli organi di vigilanza delle Banca d’Italia
e l’intera materia è regolata da leggi speciali sull’esercizio del credito e la difesa del
risparmio e specialmente dalla Legge 7 marzo 1938 n°141.

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Le operazioni si distinguono in passive, per mezzo delle quali la banca raccoglie
capitali, e in attive, per mezzo delle quali la banca li impiega.

Depositi bancari in denaro costituiscono le principali operazioni passive [art.1834


codice civile] .
Il deposito si configura come un contratto di deposito irregolare e fa sorgere alla
banca l’obbligo di restituzione alla scadenza del termine; in generale la banca concede
un interesse e la gestione avviene tramite conto corrente.
Art.1782 dove non ci siano norme speciali per il deposito e manchino disposizioni del
contratto o usi si applicano le norme sul mutuo .
Al deposito viene affiancato un libretto che è il documento esclusivo per la prova dei
versamenti e prelievi; se emesso al portatore chi lo possiede di regola può disporre
delle somme depositate, se nominativo, il solo soggetto a cui è intestato può compiere
operazioni di esazione del credito.

L’apertura di credito costituisce una fondamentale operazione attiva, è il contratto


mediante il quale la banca si obbliga di mettere a disposizione del cliente una somma
per un dato periodo o a tempo indeterminato. Caratteristica del contratto è la
disponibilità della somma che può anche essere utilizzata parzialmente.
L’apertura del credito viene concessa generalmente dietro garanzia; questa si estingue
alla fine del rapporto e permane anche nei momenti in cui l’affidamento non viene
sfruttato. È un contratto consensuale (differente quindi dal mutuo).

L'anticipazione bancaria è una sottospecie dell’apertura del credito, sua


caratteristica è che l’anticipato fornisce alla banca finanziatrice una garanzia reale con
pegno su merci o su titoli.

Lo sconto è certamente utilissimo strumento per la prosperità del commercio.


Il titolare di un credito non ancora scaduto può realizzare subito il valore che gli è
necessario rivolgendosi a una banca, la quale anticipa l’importo al cliente, ricevendo in
cessione il credito e detraendo gli interessi sulla somma dovuta. La cessione di intende
pro solvendo e questo fa rientrare lo sconto nella categoria dei prestiti garantiti.

Custodia sia ha quando il cliente deposita in banca cose di pregio, la proprietà degli
oggetti depositati resta al depositante, il quale rifondere alla banca le spese e pagare
un compenso per il servizio [art.1767 codice civile] .
In qualunque evenienza il depositante ha il diritto di riavere per intero i valori
depositati.
- E’ chiuso quando si consegue un involto che deve essere restituito nella sua
integrità.
- E’ aperto quando si consegnano cose o titoli individuali da restituire nella loro
identità.

Con il servizio cassette di sicurezza la banca mette a disposizione del cliente una
cassetta dove egli può deporre tutto ciò che intende preservare . Questa non può
essere aperta senza il consenso di due persone e precisamente di chi rappresenta la
banca e del cliente. La banca si libera della sua responsabilità per l’integrità della
cassetta quando riesca a dimostrare l’esistenza di un caso fortuito [art.1839 codice
civile].

Operazioni di credito agrario sono caratterizzate dalle facilitazioni che lo Stato vi


collega in favore dell’agricoltura.
La legislazione in materia distingue due specie di operazioni:

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 c.a. di esercizio ha lo scopo di fornire all’agricoltura i capitali necessari per la
normale gestione dell’az.
 c.a. di miglioramento ha lo scopo di finanziare l’imprenditore agricolo che voglia
attuare perfezionamenti colturali .

Tali operazioni si attuano mediante concessione di prestiti con speciali tassi di favore.
I prestiti e l’anticipazione del credito agrario d’esercizio sono fatti in natura e in
denaro.
La cambiale agraria è un titolo equiparato in tutto il resto alla cambiale ordinaria,
contiene in più l’indicazione del rapporto di valuta, il fondo per cui il prestito è
concesso e la garanzia da cui è assistito.

Contratto di conto corrente: mediante tale contratto le parti si obbligano a


ammontare in un conto i crediti derivanti dalle reciproche rimesse [art.1823 codice
civile]. Tutte le partite risultano sistemate con il pagamento del solo saldo. In genere
il CC è un contratto accessorio ad uno principale di prestito o di deposito, e la banca è
obbligata ad inviare una serie di estratti conto periodici al cliente; tali estratti sono
soggetti all’approvazione del cliente, ma si considerano approvati con la regola del
silenzio assenso in tre giorni dal ricevimento. Appartiene alla categoria dei contratti
normativi.
Ci sono tre punti fondamentali:

 obbligatorietà in sezione del conto delle rimesse ricevute


 inesigibilità dei singoli crediti per la durata stabilità
 esigibilità del saldo a chiusura di ciascun periodo

Crediti e debiti che non siano suscettibili di compensazione sono esclusi dal rapporto
[art.1824 codice civile].
Le somme riscosse o pagate dalla banca in esecuzione degli incarichi vengono
accreditate o addebitate al cliente riconosciute mediante scambio di corrispondenza.

G) I contratti aleatori

Contratti di rendita: il codice regola sia il contratto di rendita vitalizia, che è


tipicamente aleatorio, sia il contratto di rendita perpetua, che non dipende dalla
incerta durata di una vita.
Nella costituzione di rendita viene corrisposto un bene fungibile ad intervalli di tempo
regolari; la rendita è perpetua quando le prestazioni da farsi sono senza limite di
tempo, vitalizia quando l’obbligo di pagare le annualità cessa con la morte di una
persona.
La rendita perpetua può essere sciolta con atto unilaterale del obbligato pagando la
somma capitalizzata della rendita perpetua.
La rendita vitalizia ha invece carattere puramente aleatorio e non può essere quindi
capitalizzata; può essere costituita sia per contratto oneroso sia per donazione o
testamento.
Essendo il contratto aleatorio, il promittente non ha mezzo per rimediare alla
gravosità della prestazione [art.1879 codice civile].

Assicurazione vuol dire ripartizione dei rischi, oppure assunzione di rischi da parte di
un terzo, che spesso è un impresa con lo scopo di lucro; con ciò si intende che il
rischio viene trasferito dall’assicurato all’assicuratore. Con essa si da valore alla
soddisfazione del danneggiato rispetto alla ricerca di una responsabilità dell’autore del
danno.

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Il contratto di assicurazione è consensuale, aleatorio, a prestazioni corrispettive, il che
significa che la mancanza della casualità conosciuta da una delle parti rende nullo
l’atto o i può chiedere la risoluzione o la rettifica.
L’impresa di assicurazione non può essere esercitata da una persona singola o da
un’impresa personale ma solo da un istituto di diritto pubblico da una società per
azioni e da una mutua assicuratrice (art.1883).
Abbiamo due tipi di assicurazione:

 assicurazione contro i danni, si considera essenziale l’indennizzo del danno che


si potrà verificare; l’indennizzo non potrà mai essere superiore al valore della
cosa; siccome la funzione dell’assicurazione è quella di allentare il peso di una
perdita patrimoniale dell’assicurato, è vietato assicurare beni altrui in quanto
cade il precedente principio. quando vi è stato dolo il contratto non è valido.
L’assicurato deve dare avviso del sinistro di regola entro tre giorni
dall’accadimento all’assicuratore e deve fare quanto è possibile per il
salvataggio delle cose per ridurre il danno.
 Assicurazioni sulla vita si perseguono scopi di previdenza, stabilendosi il
pagamento di somme determinate all’avverarsi di talune vicende della vita; il
contraente è talora diverso dall’assicurato, alla cui vita si riferisce l’alea e
diverso può essere il beneficiario (assicurazione a favore di terzo). E’ vietato
concludere assicurazioni caso morte su di un terzo senza il consenso da provarsi
per iscritto.
Tipi di assicurazione sono: caso morte in cui il momento della morte costituisce
l’alea del contratto; caso vita in cui la sopravvivenza all’anno x determina l’alea;
miste.
La legge stabilisce che salvo patto contrario l’assicuratore non è tenuto al
pagamento della somma assicurata nell’ipotesi di suicidio nei primi due anni dal
contratto [art.1927 codice civile].

Il contratto si forma sulla base di una proposta sottoscritta da chi chiede


l’assicurazione, è un contratto basato sulla buona fede. L’obbligo dell’assicurato è di
dichiarare esattamente e senza reticenza, tutto ciò che è richiesto.
Il contratto richiede a probationem lo scritto.
Il contratto, che generalmente presenta la forma per adesione, si ritiene concluso
quando il cliente proponente riceve notizia della accettazione dell’assicuratore, la
conclusione non necessariamente coincide con il perfezionamento.

Giuoco e scommessa: sono i contratti aleatori per eccellenza, ma a differenza delle


assicurazioni non hanno scopo previdenziale. Se il gioco è proibito nessun diritto nasce
a favore del vincitore che è obbligato a restituire le somme vinte, mentre se è legale il
perdente non può ripetere quanto abbia spontaneamente pagato. Il credito di gioco
non è assistito da nessuna norma.

H) Contratti diretti a costituire una garanzia

La fideiussione è un contratto di natura accessoria in cui il fideiussore si obbliga


personalmente verso il creditore garantendo l’adempimento del debitore [art. 1936
codice civile]. Il fideiussore garantisce l’adempimento con tutto il suo patrimonio
quindi questa è sicuramente una forma di garanzia più impegnativa dell’ipoteca su
bene di terzi o il pegno di terzi; proprio per questo la volontà di prestare fideiussione
deve essere espressa. La fideiussione ha natura accessoria, il che la fa esistere
finquando esiste l’obbligazione principale. Generalmente il fideiussore è obbligato in
solido col debitore principale, è comunque possibile convenire l’obbligo della previa

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esecuzione del debitore principale. Il fideiussore che ha pagato il debito al creditore è
surrogato nei diritti di quest’ultimo nei confronti del debitore.
Al fideiussore è inoltre consentita un’azione specifica (di regresso) attraverso cui farsi
rimborsare tutto ciò che ha pagato al debitore principale [art. 1950 codice civile].

La fideiussione omnibus è quella in cui non è stabilito l’importo della garanzia ma


solo un tetto massimo. Per la validità dell’obbligazione nella garanzia deve essere
indicato l’importo massimo per cui si presta la fideiussione.

L’anticresi è un contratto in cui il debitore o un terzo si obbliga a consegnare al


creditore un immobile a garanzia del credito [art. 1960 codice civile]. Il creditore può
utilizzare l’immobile e percepirà i frutti a titolo di interessi. L’anticresi è soggetta a
trascrizione ma in ogni caso non prevede un diritto di prelazione nel soddisfacimento
del credito.

I) Contratti diretti a derimere una controversia

Transazione è il contratto con il quale le parti pongono fine a una lite già cominciata
o prevengono una lite che sta per sorgere tra loro, facendosi reciproche concessioni .
Essenziale è un incertezza subiettiva che è data dal solo fatto dell’esistenza di un
conflitto attuale o potenziale tra le parti.
Può avere oggetto diritti patrimoniali di qualsiasi natura, che devono essere disponibili
.
La legge dichiara invalide le rinunce e le transazioni che hanno per oggetto diritti del
prestatore di lavoro derivanti da disposizioni inderogabili della legge o dai contratti e
accordi collettivi .
L’impugnativa dev’essere proposta a pena di decadenza entro sei mesi dalla data di
cessazione del rapporto e richiede la prova scritta mentre la forma scritta ab
substantiam è richiesta nel caso di controversie su diritti immobiliari; può essere
impugnata se è stata concessa per motivi che si sono rilevati non veri.

Compromesso è un contratto eccedente l’ordinaria amministrazione e richiede la


forma scritta [art.806 e seguenti. Codice civile].
L’accordo delle parti ha per oggetto l’attribuzione di un potere, contiene la rinunzia
reciproca a ricorrere all’autorità giudiziaria per le decisioni di una causa .
Deve determinare l’oggetto della controversia e deve contenere la nomina degli arbitri
oppure stabilire il numero e il modo per nominarli [art 807-809 codice civile].
Con l’accettazione gli arbitri si obbligano a decidere la controversia secondo le norme
di diritto.

Clausola compromissoria consiste in un patto aggiunto a un contratto, con detta


clausola si stabilisce che tutte le eventuali controversie nascenti nell’applicazione del
contratto dovranno essere decise da arbitri.

La cessione di beni ai creditori viene fatta per evitare la procedura esecutiva che è
laboriosa e dispendiosa. Richiede la forma scritta e si intende fatta pro solvendo.

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GLI ATTI UNILATERALI

Le obbligazioni nascenti da atti unilaterali

Perché una promessa sia vincolante deve essere inserita in un contratto avente giusta
causa oppure diretto a realizzare una liberalità, ma in tal caso deve avere la forma
solenne della donazione. Le promesse unilaterali sono quindi tipiche; un credito può
essere fatto valere in giudizio solo se si riesce a dimostrarne la causa.

La promessa al pubblico acquista la sua efficacia vincolante non appena è resa


pubblica. La promessa è vincolante di per se senza che ci sia bisogno di accettazione
(si noti la differenza con l’offerta al pubblico che è valida non appena l’accettazione
giunge all’offerente).

I titoli di credito

Sono caratterizzati dal contenere una promessa di pagamento o un ordine di


pagamento. La forma di documento scritto è uno strumento di prova ma è anche
necessaria (ab substantiam); il possessore è legittimato a ricevere la prestazione
contenuta in esso, anche se non ne ha diritto e il debitore adempiente è in ogni caso
liberato. I titoli di credito sono strumenti autonomi dal rapporto fondamentale ciò
determina l’inopponibilità al terzo acquirente delle eccezioni che l’emittente può
opporre al prenditore. Siccome servono a favorire la circolazione della ricchezza sono
considerati come i beni mobili: il loro possesso vale titolo e non si può opporre al terzo
acquirente in buona fede il difetto di titolarità del suo dante causa.
Si dividono in:

 titoli al portatore: per essere legittimato alla prestazione basta esibire il titolo
 titoli all’ordine che si trasferiscono mediante consegna e girata; è legittimato
alla prestazione colui che ha il possesso del titolo e che può indicare a suo
favore una serie continua di girate. (sono girate piene quelle che contengono
tutti i dati del giratario, e girate in bianco quelle che contengono solo la firma)
 titolo nominativi in cui il titolo è intestato ad una persona determinata , e
questa intestazione è tenuta anche in un registro presso l’emittente. Per il
trasferimento occorre l’annotazione nel registro dell’emittente e il rilascio di un
nuovo titolo (transfert). Il trasferimento può avvenire anche per girata piena
autenticata da un notaio o da un agente di cambio ma ha efficacia solo inter
partes e deve essere fatta sempre l’annotazione presso l’emittente.

I titoli di credito possono essere pecuniari quando sono cambiali, assegni, titoli di
stato e obbligazioni; possono contenere altri diritti quando sono titoli rappresentativi
di merci come fede di deposito, nota di pegno lettera di vettura ecc..; possono anche
essere rappresentativi di partecipazioni come nelle azioni.

Caratteristiche del titolo di credito sono:

 la letteralità, infatti il titolare può pretendere solo ciò che è scritto; ha forma
cartolare
 l’autonomia che serve a tutelare il terzo a cui il titolo viene trasferito, come
abbiamo visto
 l’astrattezza non comune a tutti i titoli: l’astrattezza si riferisce ad una
mancanza di causa; sicuramente non sono astratti l’azione e la nota di pegno.
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Le eccezioni opponibili dal debitore sono di due tipi:

 reali o assolute che possono essere fatte valere contro tutti; abbiamo quelle di
forma , di falsità della firma o di incapacità di rappresentanza del sottoscrittore
e quelle di mancanza delle condizioni necessarie per l’esercizio dell’azione come
nel caso che sia intervenuta prescrizione o che il titolo non sia stato esibito
 personali o extracartolari come il caso di compensazione di credito o emissione
con vizio di volontà nei confronti del terzo in mala fede

Nel caso di smarrimento o distruzione del titolo di credito si procede con


l’ammortamento che serve a bloccarne l’affidamento sulla sua validità che possono
farne terzi. Si deve presentare un ricorso al presidente del tribunale locale che ne
pronunzia con decreto l’ammortamento e ne autorizza il pagamento dopo che sono
trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione sulla gazzetta ufficiale e che sia stato
notificato al debitore. Il pagamento effettuato prima di tale periodo e liberatorio per il
debitore ma è fata salva la possibilità di ripetere a favore del beneficiario vero a cura
del finto creditore. Altro soluzione è quella in cui entro i trenta giorni qualcuno
proponga opposizione al decreto di ammortamento, chiedendone l’annullamento.
L’ammortamento non è applicabile ai titoli al portatore. Questi possono essere pagati
solo al termine del periodo di prescrizione se nessuno ne ha fatto richiesta e dando
prova dello smarrimento.

La cambiale

La cambiale è un titolo di credito all’ordine.

La cambiale tratta contiene l’ordine che una persona (traente) dà ad un'altra


(trattario) di pagare ad un terzo (prenditore) una somma di denaro. Il trattario è
obbligato solo dal momento in cui accetta la tratta ovvero appone la scritta
‘‘accettata’’ e la sua firma; se manca l’accettazione il traente o l’obbligato principale.

Il vaglia cambiario o pagherò cambiario contiene la promessa di una persona


(emittente) di pagare nelle mani di una persona una somma di denaro.

La cambiale ipotecaria è garantita da ipoteca; si gira attraverso al girata e la


successiva trascrizione dell’ipoteca.

La cambiale agraria garantisce i prestiti agrari emessi per il miglioramento di un


fondo; è assistita da particolari privilegi.

Caratteristiche sono la letteralità e l’autonomia e l’astrattezza (fatta valere solo nei


confronti di terzi; il primo beneficiario può opporre tutte le eccezioni). Tali
caratteristiche creano fiducia nella cambiale. Ha efficacia di titolo esecutivo e per
l’esecuzione non vi è bisogno di sentenza di condanna.
Requisiti: deve essere scritta e contenere un bollo.

Nota - deve contenere: denominazione di cambiale o di ordine di pagamento,


identificazione delle parti, data e scadenza, sottoscrizione delle parti.
Il nome del primo prenditore può anche mancare (cambiale in bianco) ma deve essere
scritto entro tre anni e non può essere opposto al terzo portatore in buona fede.

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Può essere emessa dal procuratore e dal mandatario senza rappresentanza che è
obbligato di persona.
La girata permette di trasferire la cambiale, ma al tempo stesso funziona come
promessa cambiaria verso il giratario e i successivi prenditori; il girante risponde
dell’accettazione della cambiale. Non si ammette nessuna condizione nella girata; Il
traente può anche emettere una cambiale ‘’non all’ordine’’ vietandone quindi la girata
(rimane permessa la circolazione per cessione); in questo modo egli può opporre al
terzo prenditore le eccezioni che avrebbe potuto opporre al primo prenditore. Il
cessionario acquista lo stesso diritto del cedente, i giratario acquista un diritto
autonomo. La girata in bianco in cui appare solo la firma del girante circola come un
titolo al portatore.

Anche l’obbligazione cambiaria può essere garantita da una ulteriore obbligazione


cambiaria, l’avallo. L’avallo è una fideiussione cambiaria ed avendo la natura di
cambiale è autonoma: vale anche se non vale l’obbligazione principale. Il fideiussore
che paga il debito dell’avallato è surrogato nei diritti che il debitore aveva contro il
creditore.

Sono obbligati di regresso tutti i giratari nel vaglia cambiario e i giratari con il traente
nella tratta; solo il pagamento dell’obbligato principale estingue la cambiale in quanto
se paga uno degli obbligati di regresso questi vengono surrogati nei diritti del
portatore e possono agire contro l’obbligato principale. Tutti i giratari sono obbligati in
solido e il portatore non può rifiutare un pagamento parziale perché questo libera
seppur parzialmente gli obbligati di regresso.

La cambiale vale come titolo esecutivo e può essere utilizzata per ottenere un decreto
ingiuntivo. L’azione deve essere promossa prima contro gli obbligati principali (entro
tre anni) e poi contro quelli di regresso (con prescrizione più breve); per avvalersi
contro gli obbligati di regresso bisogna prima far accertare il protesto cambiario dal
notaio o attraverso un atto pubblico con il quale si accerta il rifiuto a pagare. L’azione
causale è quella che può essere esperta contro chi ha pagato un debito con una
cambiale datagli in pagamento; tale azione non può essere iniziata se non è stato
accertato il protesto. Il portatore ha l’obbligo di avvisare il suo girante che deve
avvertire quello prima, e così via; Le eccezioni cambiarie richiedono indagini
appropriate e per questo il giudice può condannare al pagamento ma con riserva di
esame delle eccezioni.

L'assegno

L’assegno non è un titolo di credito ma uno strumento di pagamento. Ne riconosciamo


due tipi:

 l’assegno bancario ha la forma della cambiale tratta, infatti con esso si


sottoscrive un ordine incondizionato alla banca di pagare un beneficiario. La
banca esegue l’ordine in base alla provvista del cliente.
 L’assegno circolare non è altro che un assegno emesso da una banca che ne è
autorizzata dalla banca d’Italia. L’emissione prevede un prelievo da un conto o
un versamento a favore della banca; non può essere al portatore ma deve
essere nominativo. La struttura è quella del pagherò cambiario in cui la banca si
impegna a pagare a vista il debito.

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Le obbligazioni nascenti dalla legge

Sono la gestione di affari, la ripetizione di indebito e l’arricchimento senza causa.


Si ha gestione di affari quando qualcuno si intromette senza esservi obbligato negli
affari di qualcuno che non sia in grado di provvedervi; la legge fa nascere l’obbligo di
continuare la gestione finché il padrone non possa provvedervi e a sua volta il padrone
è obbligato a far fronte alle obbligazioni prese dal gestore nell’esercizio dell’attività.
Si ha la ripetizione di indebito ogni volta che una persona ha fatto un pagamento
senza che esista un debito e allora ha diritto alla restituzione di ciò che non era
dovuto. La figura non esiste per le obbligazioni naturali.
L’arricchimento senza causa si ha quando ad es. si rivindica un bene proprio sul quale
sono state fatte delle migliorie. Nasce per noi l’obbligazione di rimborsare il
precedente possessore delle spese fatte; elementi caratteristici sono: arricchimento di
una persona e diminuzione della ricchezza di un’altra ingiustificate, e nesso che
collega i due eventi.

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IL DIRITTO DI FAMIGLIA

I rapporti di famiglia

La costituzione riconosce la famiglia come una società naturale, e la sua disciplina è


stata riformata con la legge 19 maggio 1975; la famiglia legittima è quella fondata sul
matrimonio.

Il matrimonio

Il matrimonio è un’istituzione: la Costituzione riconosce i diritti di famiglia (società


fondata sul matrimonio). E’ un atto puro e personalissimo e viene definito come l’atto
mediante il quale viene fondata la società coniugale. Era un atto indissolubile fino al
75; ora è indisponibile e di durata indeterminata.

La promessa di matrimonio non è vincolante; tuttavia se una persona ha incontrato


delle spese a causa della promessa di matrimonio e questo non viene contratto allora
di ha un diritto al risarcimento dei danni. I doni fatti per la promessa di matrimonio si
devono restituire.
Il matrimonio (art.29 Costituzione) può essere :

 civile;
 canonico;

ed ha valore di:

 atto giuridico - vi e’ un atto giuridicamente valido alla base (celebrazione);


 rapporto giuridico - regolato dal diritto civile.

Il matrimonio si perfeziona col consenso dei due nubendi davanti ad un ufficiale dello
stato civile.
L’invalidità può essere richiesta dalle parti o da terzi estranei; sono motivi di
invalidità:

 vincolo di precedente matrimonio, insanabile;


 interdizione di uno dei coniugi, insanabile;
 difetto di età;
 vincolo di parentela;
 vizi del consenso quali: violenza, timore di accadimenti esterni, errore
sull’identità e senso di malattia fisica;
 sentenza di condanna o dichiarazione di delinquenza abituale;
 simulazione con prescrizione annua;

requisiti dei soggetti:

 libertà di stato [art. 86 codice civile], non si può essere già sposati;
 età minima (maggiore età o qualifica di minore emancipato, 16 anni e maturità
psicofisica);
 capacità di intendere e di volere;, quindi è negata la possibilità all’interdetto

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altri impedimenti sono:

 la parentela in linea retta [art.87 codice civile];


 commistio sanguinis; devono essere trascorsi almeno 300 giorni dallo
scioglimento di un precedente matrimonio
 delitto - caso in cui esiste una condanna per l’omicidio tentato o consumato nei
confronti del coniuge dell’altra persona [art.88 codice civile];
 lutto vedovile - ovvero per la donna il trascorso di un periodo di trecento giorni
dallo scioglimento del precedente matrimonio [art.89 codice civile].

Preliminari pubblicazione, che si fa’ con richiesta all’ufficiale di Stato Civile del
Comune di uno dei due sposi (in cui verrà celebrato il matrimonio).

Nel matrimonio Cattolico, concordatario la Pubblicazione avviene con l’affissione per la


durata di almeno 8 giorni. (comprese due Domeniche), se non ci sono impedimenti vi
e’ la consegna del certificato di avvenuta pubblicazione che viene consegnato
all’Ufficiale di Stato Civile insieme alla copia del matrimonio religioso
Nel Matrimonio concordatario vengono letti gli articoli del codice civile n°: 143, 144,
147.
Dopo la celebrazione del matrimonio il parroco redige l’atto di matrimonio in duplice
doppio originale, uno andrà all’Ufficiale di Stato Civile, per la Pubblicità nei Registri di
Stato Civile e il Matrimonio religioso acquista efficacia civile tramite la trascrizione che
ha carattere costitutivo; la trascrizione ha efficacia retroattiva fino al giorno delle
nozze. La trascrizione è ordinaria entro 5gg., tardiva oltre 5gg., Straordinaria qualora
non ci sia stata Pubblicità.

Consenso: [art.108 codice civile] il Matrimonio è un atto puro, non ci possono essere
limitazioni, la volontà è formale e non contenutistica.
Si ha simulazione [art .123 codice civile] quando gli sposi abbiano convenuto di non
adempiere gli obblighi e i diritti.

Invalidità cause di annullabilità del matrimonio civile sono:

 vincolo di precedente matrimonio di uno dei coniugi (è consentita l’impugnativa


in qualsiasi momento e da chiunque ne abbia interesse); nel caso di assenza le
nuove nozze non possono essere impugnate finché dura l’assenza, ma qualora
questa termini verrà ripristinato lo status quo;
 delitto; l’invalidità può essere dedotta da chiunque ed in ogni momento.
 incapacità naturale di uno dei coniugi: l’azione è consentita a quel coniuge che
abbia contratto le nozze in un momento in cui era incapace di intendere e di
volere (sebbene non interdetto) e non può essere proposta qualora vi sia stata
coabitazione per oltre un anno dal termine dello stato di incapacità.
 difetto di età; l’azione è consentita a ciascuno dei coniugi, ai genitori ed al
pubblico ministero;
 vincolo di parentela, affinità, adozione o affiliazione;
 vizi del consenso, ovvero:
o violenza (l’azione si prescrive in un anno di coabitazione successivo alla
cessata violenza);
o timore, qualora di eccezionale gravità (l’azione si prescrive in un anno di
coabitazione successivo alla fine della causa dello stato di timore);
o errore sulla persona o sulle qualità (qualora scoperte successivamente
alle nozze ed espressamente previste dal codice)

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o simulazione

L’annullamento non retroagisce:


Il coniuge che conosceva la causa di invalidità nascondendola all’altro è passibile di
ammenda [art. 136 codice civile].

Matrimonio Putativo [art.128 codice civile] si ha quando da almeno uno dei coniugi
sia stato contratto in buona fede (senza conoscere i vizi dell’altro) oppure gli sia stato
estorto il consenso con violenza.

Obblighi dei coniugi:

 coabitazione che però non è obbligatoria quando la convivenza diventa


intollerabile;
 fedeltà; l’adulterio non è più reato penale ne causa di divorzio;
 assistenza morale e materiale
 collaborazione nel senso che il governo è affidato alla consultazione tra i coniugi
che concordano l’indirizzo della famiglia

L’articolo 29 Costituzione decreta l’uguaglianza morale e giuridica dei coniugi, in caso


di controversie si può richiedere l’intervento del giudice (art.145). Entrambi sono
tenuti a contribuire ai bisogni familiari. Proprio per questo la residenza non è più
scelta dal capofamiglia ma da entrambe i coniugi.

Con lo scioglimento rimangono in vita tutti gli effetti del matrimonio fino alla
cessazione del rapporto, il quale cessa per la morte di uno dei due coniugi.
[legge 1 Dicembre 1970 n° 898] i casi di divorzio sono contenuti nell’art. n° 3 della
suddetta Legge. Esso scioglie il vincolo e si può condurre nuovo matrimonio, ma non
cancella la sua incidenza sulla vita. Gli obblighi verso la prole durano anche dopo il
divorzio [art.6-11]; il divorzio non può essere consensuale ma è ammesso solo come
sanzione per la colpa di un coniuge ed è ammissibile solo quando la comunione
materiale e spirituale dei coniugi non può essere ricostituita; affinché sia concesso il
divorzio deve esserci stata separazione personale per almeno tre anni oppure una
condanna penale grave una condanna per reati contro il coniuge o il figlio, la mancata
consumazione.

La separazione personale può essere di fatto o di diritto.

La separazione legale: è giudiziale o consensuale, può derivare da sentenza del


giudice (art.151) o dall’accordo delle parti (art.158).
Effetti della separazione legale sono che viene meno l’obbligo di coabitazione, mentre
rimane l’obbligo di fedeltà e di assistenza economica. A colui a cui è addebitata la
separazione viene meno il diritto al mantenimento. La potestà dei figli spetta a colui a
cui vengono assegnati, mentre le decisioni di maggior rilievo ad entrambi. L’abitazione
spetta in genere a chi vengono affidati i figli.
Una volta fatta domanda di divorzio al giudice, questi tenta una conciliazione, ma se la
conciliazione non ha effetto allora può pronunciare il divorzio. La parte che ha bisogno
può disporre di un assegno in suo favore da parte del coniuge; l’obbligo di
mantenimento cessa con nuove nozze.

Entrambe i coniugi sono obbligati secondo le proprie capacità a contribuire ai bisogni


della famiglia; salvo diversa convenzione il regime patrimoniale tra i coniugi è quello
di comunione dei beni.
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Comunione e separazione dei beni

Comunione dei beni; può essere:

 Legale: comunione di acquisti, di gestione. Oggetto di comunione sono i beni


acquistati ma non i redditi percepiti [art. 177 codice civile]. Non cadono in
comunione i beni personali che appartenevano a ciascun coniuge prima del
matrimonio, quelli entrati nel patrimonio di uno per donazione o successione,
quelli di uso personale, i risarcimenti personali. Entrambi i coniugi gestiscono i
beni in comunione, e possono agire disgiuntamente per la normale
amministrazione, mentre per gli atti eccedenti è richiesto l’assenso di
entrambe; i creditori particolari del coniuge non possono rifarsi sui beni della
comunione;
 Convenzionale, in cui le regole sono dettate dalla comunione
 Impresa di Famiglia: è riferito al lavoro condotto insieme da più membri della
Famiglia ad essi spetta un diritto di mantenimento e la partecipazione agli utili,
le decisioni più importanti devono essere espresse con la maggioranza dei
partecipanti; i partecipanti godono di un diritto di prelazione.

La comunione può essere sciolta oltre che per richiesta delle parti anche per fallimento
di una, decesso.
Nel regime di separazione dei beni vi è la scelta di separazione dei patrimoni; ciò
può essere dichiarato anche al momento della celebrazione del Matrimonio [art.215
codice civile]. In tale regime è permessa la costituzione di un fondo patrimoniale
comune.

L'obbligo degli alimenti

L’obbligo degli alimenti è subordinato a:

 il bisogno effettivo di chi li chiede


 la possibilità di chi li deve
 Gli alimenti non possono essere pignorati e non possono essere oggetto di
compensazione.
 Gli alimenti possono anche essere disposti per atto volontario unilaterale.

La filiazione

Affinché si abbia filiazione legittima devono esserci quattro requisiti:

1. matrimonio valido o putativo


2. figlio partorito dalla donna sposata
3. generato dal marito
4. concepimento avvenuto in costanza di Matrimonio

Per la prova dei primi due punti non ci sono problemi; per l’art.231 la paternità è
presunta (padre è il marito della moglie) ma è ammessa una prova contraria limitata
all’art.235 (punto n. 3); per la prova del concepimento, questo si presume se
(art.232) dopo i 180 gg. dalla celebrazione o entro i 300 gg. dallo scioglimento. È
considerato legittimo anche il figlio concepito prima dei 180 gg. (punto n. 4).

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Lo status di figlio [art.236 codice civile] si prova con l’atto di nascita (titolo dello
Stato) che deve essere redatto entro dieci giorni dalla nascita. Titolo è l’elemento
necessario per l’accertamento ufficiale di qualifica di figlio legittimo. Il reclamo della
Legittimità è imprescrittibile si deve dimostrare l’esistenza dei primi due presupposti
mentre le altre vengono integrate.
La contestazione della legittimità presume l’esistenza del titolo.

Azione di disconoscimento della Paternità può avvenire in due ipotesi:

 di fatto nei confronti del figlio nato prima dei 180 gg.
 per impugnativa di paternità [art.235 codice civile - prova contraria]
o i coniugi non coabitavano
o temporanea impotenza del marito
o adulterio della moglie

Deve essere esercitata entro un anno dalla nascita o dal giorno di avvenuta
conoscenza e può essere esercitata dal padre, dalla madre e dal figlio al
raggiungimento della maggiore età.

I genitori hanno l’obbligo di mantenere, istruire ed educare la prole; la prole; la


potestà è esercitata da entrambe; i genitori rappresentano i figli minorenni in tutti gli
atti civili, non possono disporre dei loro beni ma spetta loro l’usufrutto dei beni dei
minori;
Per i minori che perdono i genitori viene nominato un tutore e un protutore che non
può compiere atti di amministrazione straordinaria senza il consenso del giudice.

La filiazione naturale

Sono figli naturali quelli nati da genitori non uniti in matrimonio.

Con l’atto legittimo di riconoscimento si vuole allargare la posizione dei figli


naturali a quella di figli legittimi. Il riconoscimento non è permesso:

 per i figli incestuosi a meno che non ricorra la buona fede dei genitori
 per i figli che sono già figli naturali di qualcun’altro

L’articolo.30 della Costituzione stabilisce che la condizione dei figlio naturale viene ed
è parificata a quella di figlio legittimo. Il rapporto della filiazione naturale può risultare
da :

 atto pubblico volontario e testamento


 giudiziale

Non è sempre un atto unilaterale, nel caso di figlio maggiore di 16 anni ci deve essere
l’assenso dell’interessato. Il riconoscimento può essere fatto da uno solo o da
entrambi i genitori.

È un atto puro.

È requisito di forma l’atto pubblico notarile (atto di nascita) oppure fatto prima della
nascita o per testamento; l’atto può essere impugnato da chiunque ne abbia
interesse.

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Lo status di figlio riconosciuto è uguale a quello di figlio legittimo nei confronti di ogni
genitore che l’abbia riconosciuto. Può essere inserito nella casa di chi lo riconosce se
c’è il consenso dell’altro coniuge.
La richiesta di riconoscimento è prima valutata dal giudice; la ricerca della maternità è
più facile [art.269 codice civile], più difficile è la ricerca di paternità non bastano né le
dichiarazioni della madre né la presenza di rapporti tra marito e moglie, la prova può
darsi con ogni mezzo, oggi anche con il gruppo sanguigno.
La paternità o maternità naturale avviene solo nei casi in cui si sarebbe ammesso il
riconoscimento.

Figli irriconoscibili [art.251 codice civile]: non possono essere riconosciuti i figli nati
tra persone tra le quali esiste un rapporto naturale di parentela in linea retta
all’infinito ed collaterale di secondo grado, salvo che i genitori al momento del
concepimento non conoscessero tali legami. Nel caso che solo uno abbia agito in
buona fede solo a questi spetta il diritto di riconoscimento (deve essere sempre
autorizzato dal tribunale dei minori).

Lo stato di figlio naturale porta notevoli conseguenze con efficacia retroattiva.


Dopo il riconoscimento il genitore assume tutti i doveri e i diritti come per il figlio
legittimo [art.261 codice civile]. Il figlio riceve lo stesso cognome del genitore che per
primo lo ha riconosciuto [art.258 codice civile ed art.262 codice civile- casi
particolari). La potestà del figlio spetta al genitore che per primo lo ha riconosciuto.

Legittimazione dei figli nati fuori dal matrimonio: i figli naturali possono
acquistare lo stato di figli legittimi tramite la legittimazione a carattere ex-nunc, vi
sono due forme:

 per susseguente Matrimonio gli effetti si producono dal giorno in cui interverrà
anche il secondo dei due atti.
 per provvedimento del giudice

La differenza con il riconoscimento è che il vincolo della legge si estende a tutti i


membri della famiglia.

L’affidamento previsto [art. 2] per il minore che sia temporaneamente privo di un


idoneo ambiente familiare, il rimedio sarà l’assistenza esterna. L’affidatario provvede
ai bisogni dell’affidato e ne garantisce i rapporti con la famiglia di origine. Può essere:

 di tipo familiare
 a un istituto di assistenza

L’adozione ha lo scopo di fornire una famiglia ai minori che ne siano privi o che non
godano di una adeguata situazione familiare e che siano dichiarati in stato di
abbandono; gli adottandi non scelgono né designano il minore, devono essere sposati
da almeno tre anni; l’adozione può essere:

 adozione vera e propria


 adozione in casi particolari
 adozione di persona di maggiore età
 adozione internazionale

L’adozione vera e propria spetta ai coniugi sposati da almeno tre anni non separati
neppure di fatto, con una differenza di 18 anni di età con l’adottato; tutti i minori
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possono essere adottati senza limite di età; il maggiore di 12 anni deve essere sentito,
il maggiore di 14 anni deve dare il consenso.
Il procedimento di adozione si svolge in tre fasi:

 dichiarazione di adottabilità (stato di abbandono, minore, perdita rapporto


familiare );
 affidamento preadottivo di durata annuale(disponibilità dei coniugi ad
adottare);
 decreto di adozione (Tribunale dei minori decorso almeno un anno
dall’affidamento).

Adozione in casi particolari per minori in stato di abbandono, offre il grande vantaggio
per gli adottandi di conoscere il minore da assumere. Non ha efficacia legittima.

Adozione di persona maggiore di età è pronunciata dal Tribunale Ordinario con decreto
in camera di consiglio, previa l’assunzione di informazioni che consente di giudicare se
l’adozione conviene all’adottato.

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LA SUCCESSIONE

La successione per causa di morte

Con la successione si designa il fenomeno del subentrare di un soggetto ad un altro


nella titolarità di uno o più diritti. La successione mortis causa può essere a titolo
universale e allora si parla di eredi, o a titolo particolare e in tal caso si ha la figura del
legato.
L’erede subentra nei rapporti giuridici di carattere patrimoniale attivi e passivi che
facevano capo al defunto, tranne i diritti personali che si estinguono con la morte
(come ad esempio l’usufrutto, la rendita vitalizia…).

La successione si apre nel momento della morte di una persona, quando il suo
patrimonio rimane privo di titolare; in questo momento un’altra persona subentra al
posto di quella defunta. Il successore può essere designato per testamento o per
legge nel caso in cui non sia disponibile un testamento. L’eredità deve essere
accettata dall’erede, che ha a disposizione un intervallo di tempo; tale periodo viene
definito periodo di giacenza; in tale periodo se l’erede non è già in possesso della
eredità deve essere nominato un curatore che attui le funzioni conservative del
patrimonio.

Possono essere eredi tutte le persone fisiche, le persone giuridiche (ma per accettare
devono essere enti riconosciuti ) e i nascituri concepiti al momento dell’apertura della
successione. Non possono ereditare gli indegni, ovvero coloro che hanno compiuto un
atto contro la persona fisica del testatore o contro la sua figura; l’indegnità non si
trasmette ai figli dell’indegno; l’indegnità può essere dichiarata fino a dieci anni dalla
successione ed ha effetto retroattivo; l’indegno può tuttavia essere riabilitato in un
testamento successivo alla causa di indegnità.

Successione testamentaria, necessaria e legittima: se esiste un valido


testamento, esso regola la successione. Se invece non esiste testamento si ha però
successione legittima:

 ½ al coniuge se concorre con un figlio


 1/3 al coniuge se concorre con più figli
 2/3 se concorre con ascendenti legittimi o fratelli e sorelle
 al coniuge da solo - tutto
 al coniuge separato e a cui sia stata addebitata la separazione solo un assegno
vitalizio

La libertà del testatore di lasciare i beni a chi vuole trova però un limite invalicabile nel
rispetto dei doveri di solidarietà verso i congiunti più stretti, detti legittimari, quali il
coniuge, i figli e gli ascendenti: se tale limite viene superato, entrano in gioco le
norme della successione necessaria.

Per determinare in concreto la misura della legittima, che la legge indica in una quota
astratta, sono prescritte tre operazioni: si stimano i beni ereditari, si deducono i debiti
del defunto, si aggiungono fittiziamente le eventuali donazioni compiute in vita dal
defunto a beneficio di altre persone (questa operazione è necessaria perché altrimenti
il defunto potrebbe facilmente eludere i diritti dei legittimari attraverso donazioni
compiute in vita).
Se i beni lasciati in eredita al legittimario hanno valore inferiore alla legittima, gli

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compete l’azione di riduzione mediante la quale egli può far si che i lasciti
testamentari vengano ridotti proporzionalmente nella misura necessaria per
reintegrare la sua legittima.

L’acquisto dell’eredità: la capacità a succedere spetta a coloro che al momento


dell’apertura della successione sono nati o concepiti; possono tuttavia ricevere per
testamento i figli di persona vivente al tempo della morte del testatore anche se non
ancora concepiti. Mentre il legato si acquista automaticamente, salva la facoltà di
rinunciare, per l’acquisto del titolo di erede è richiesta l’accettazione dell’interessato.

L’accettazione si dice espressa se è fatta in un atto pubblico o in una scrittura


privata che deve essere comunicata al notaio o al cancelliere del mandamento dove si
è aperta la successione, ma può essere anche tacita, quando il chiamato all’eredità
compie un atto che presuppone necessariamente la sua volontà di accettare che non
avrebbe il diritto di fare se non nella qualità di erede. L’accettazione è presunta
quando non viene espressa rinuncia o quando si ha occultamento dei beni dell’eredità.
L’accettazione è un atto legittimo e non possono quindi essere apposte condizioni; è
soggetta a prescrizione ordinaria ma i creditori e chi ne ha interesse possono chiedere
l’azione interrogatoria con la quale si chiede di accettare in un intervallo più breve.

L’accettazione dell’eredità può avvenire con beneficio di inventario: il vantaggio è che


l’erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari e dei legati oltre il valore dei
beni ereditari. Per questo tipo di accettazione sono previsti termini precisi e formalità
rigorose: tre mesi dalla successione per effettuare l’inventario se è in possesso dei
beni, invece prescrizione ordinaria se non ne è in possesso Una volta accettata
l’eredità con beneficio di inventario, la legge regola le procedure per il pagamento dei
creditori del defunto e dei legatari privilegiando i creditori dell’erede che sono
avvantaggiati dall’accettazione col beneficio.

L’erede se non vuole accettare il lascito deve dichiarare la rinuncia all’eredità; che
deve farsi nella stessa forma e negli stessi tempi dell’accettazione. Se l’erede non è
unico, la sua rinuncia va ad accrescere l’eredità degli altri o si ha la rappresentazione;
la rinunzia è revocabile entro i tre mesi; i creditori del rinunziante possono impugnare
la rinunzia.

L’azione di petizione consiste nel diritto dell’erede di rientrare in possesso dei beni
ereditati che sono detenuti da altri; chi ha acquistato un bene dall’erede apparente,
cioè da colui che vantava di essere l’erede ma non lo era, è tutelato se era in buona
fede al momento dell’alienazione.

Il chiamato all’eredità ha la facoltà di rinunciare con dichiarazione ricevuta da un


notaio o dal cancelliere della pretura competente. Può aversi allora la
rappresentazione: quando il successore è figlio oppure fratello o sorella del defunto
e non vuole accettare l’eredità, subentrano i suoi discendenti. Se non sussistono i
vincoli di parentela richiesti per la rappresentazione o se il testatore abbia previsto
una sostituzione della persona, l’istituto non opera e la quota di chi non vuole o non
può accettare va ad accresce proporzionalmente a quella degli altri eredi congiuntivi;
tale figura prende il nome di accrescimento; l’accrescimento opera di diritto senza
bisogno di accettazione. La sostituzione fedecommissoria ammessa solo se data
l’incapacità dell’erede , l’eredità viene disposta a favore di chi ne ha cura.

La rappresentazione opera anche quando l’erede è morto e si presume che abbia


lasciato agli eredi il diritto di accettare l’eredità.

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La divisione dell’eredità: quando all’eredità vengono più persone, tra esse si forma
automaticamente una comunione: i beni ereditari sono comuni.
Onde evitare che nella comunione ereditaria si intromettano estranei, la legge concede
ai coeredi un diritto di prelazione, qualora uno di essi intenda alienare la propria parte
o una parte di essa. Se i coeredi non hanno ricevuto preavviso idoneo a esercitare la
prelazione, possono riscattare la quota dall’estraneo restituendogli il prezzo pagato
(retratto successorio).

Ciascuno dei coeredi può chiedere la divisione, facendo così cessare lo stato di
comunione. La ripartizione dei beni tra gli eredi, in proporzione alla loro quota, può
avvenire mediante un loro accordo. In mancanza di accordo essa è fatta dal giudice.
Nel caso in cui il testatore provvede direttamente a dividere il patrimonio tra gli eredi,
allora non si forma una comunione ereditaria, ma ciascuno di essi succede
immediatamente nel bene a lui assegnatogli.

Per formare la massa da dividere è necessario talvolta procedere alla collazione delle
donazioni. Può darsi che il defunto abbia dato in vita delle donazioni ai discendenti o al
coniuge: la legge presume allora che tali donazioni rappresentino un anticipo sulla
futura successione e di conseguenza dispone che i beni donati siano compresi nella
massa da dividere tra i coeredi.
Verso creditori e legatari i coeredi sono tenuti al pagamento dei debiti ereditari e dei
legati in proporzione alle rispettive quote ereditarie: ne consegue che se un coerede è
insolvente, il creditore non può rivolgersi verso gli altri coeredi per la parte non
pagata. I legatari non sono invece tenuti al pagamento dei debiti ereditari.

Il testamento

Atto con cui una persona dispone delle proprie sostanze per il tempo successivo alla
morte. Nel testamento possono essere contenute anche disposizioni di carattere non
patrimoniale. Per la sua natura di atto di ultima volontà, il testamento presenta
peculiari caratteristiche. Anzitutto la legge vuole che il testatore sia libero fino
all’ultimo momento di modificare le disposizioni date: perciò il testamento è un atto
sempre revocabile.

Qualsiasi clausola o condizione contraria è nulla; sono inoltre nulli sia i patti con cui ci
impegna a istituire erede una data persona, sia il testamento congiuntivo o quello
reciproco. È sancita la nullità anche della condizione di reciprocità, cioè del lascito
fatto a taluno a condizione di essere a sua volta avvantaggiato nel testamento di
costui. Il testamento è inoltre un atto personale: non solo non può essere compiuto
da un rappresentante, ma nemmeno può essere affidata ad altri la scelta dell’erede.
Il testamento è annullabile per i vizi della volontà.

Infine il testamento è un atto formale o solenne, che deve essere redatto con
l’osservanza di determinate forme previste dalla legge.

 testamento olografo: deve essere redatto per intero di pugno dal testatore e
recare, sempre a mano, la data precisa e la sottoscrizione autografa alla fine. Il
testatore può essere coadiuvato a livello intellettuale o nella scrittura se
debilitato. La data deve essere certa
 testamento pubblico: il testatore, alla presenza di due testimoni, dichiara le sua
volontà a un notaio che le redige per iscritto e traduce in forma giuridica le
espressioni poco chiare; ne dà lettura, dopo di che il documento viene

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sottoscritto da tutti e datato. I testimoni garantiscono anche l’ininfluenza del
notaio
 testamento segreto: il documento, con la sottoscrizione autografa del testatore,
viene consegnato sigillato ad un notaio, alla presenza di due testimoni, secondo
determinate formalità. Il momento del perfezionamento è quello in cui il notaio
certifica la ricezione del testamento

Il testamento richiede nel suo autore la capacità di agire: è perciò invalido se redatto
da un minore, da un interdetto o da una persona che, anche per cause transitorie, sia
in quel momento priva della capacità di intendere e di volere.
La revoca può essere espressa o tacita
Alla morte di una persona è fatto dovere a chiunque di consegnare il testamento ad un
notaio per la pubblicazione. Il notaio convoca gli eredi e i legati e ne fa lettura. I beni
vengono affidati all’esecutore.

Si ha istituzione di erede quando a una persona è attribuita la totalità del patrimonio


o una quota di esso, mentre si ha un legato quando viene attribuito un diritto ad un
bene determinato.

Il legato consiste in una attribuzione patrimoniale relativa a beni determinati e che


comporta un beneficio economico per la persona designata dal testatore. Il legatario
(prelegato) risponde dei debiti ereditari solo in proporzione della quota ereditaria. Il
legatario è un creditore dell’erede.

Ogni coerede può sempre domandare la divisione della comunione, ma se tale


scioglimento pregiudica gli altri si ha una dilazione d cinque anni. La divisione se non è
stata fatta dal testatore può essere fatta mediante accordo o dal giudice, che fa le
parti e le assegna con estrazione.

I debiti ereditari sono sopportati da ciascuno degli eredi in proporzione della propria
quota di eredità.

La donazione

La donazione è un contratto con cui una parte arricchisce un’altra disponendo in suo
favore un suo diritto ovvero assumendo nei suoi confronti un’obbligazione (di dare e
non di fare) [art. 769 codice civile]. Essendo la donazione definita come un contratto
questa richiede l’incontro della volontà di due parti per il suo perfezionamento; ovvero
occorre l’accettazione da parte del donatario (l’unica eccezione si ha nella donazione
obnunziale). Elementi della donazione sono due:

 lo spirito di liberalità: che costituisce la causa del contratto; non si deve avere
una azione remuneratoria ma con puro spirito di regalo
 l’arricchimento: l’incremento del patrimonio del donatario, a meno che non si
tratti di una obbligazione di fare o non fare.

Nella donazione non è ammissibile la figura del contratto preliminare.


Non tutti i negozi a titolo gratuito sono donazione, ne sono esempio il mandato
gratuito la prestazione di opere senza compenso. La donazione può essere diretta o
indiretta se invece di dare i soldi a qualcuno gli pago per qualcosa ed in tal caso non
deve esserci necessariamente l’atto pubblico.

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Capacità di donare: non hanno la capacità di donare i minorenni, l’interdetto,
l’inabilitato e l’incapace naturale. Le persone giuridiche possono effettuare donazione
se disposto dal loro statuto.

Requisiti di forma della donazione: è richiesto l’atto pubblico e la presenza di due


testimoni [art. 782 codice civile]. Il donatario, similmente al legatario, può anche
essere persona che deve essere scelta da un terzo, ed inoltre può essere il figlio di
una determinata persona anche se non ancora concepita. Se la donazione ha per
oggetto cose mobili nell’atto deve essere contenuta la specificazione del loro valore. I
requisiti di forma vengono derogati se l’oggetto è cosa mobile di valore modesto
rispetto alle condizioni del donante.
È permessa la donazione di tutti i beni ed al donatario spetta l’obbligo degli alimenti
verso il donante.
La donazione può essere sottoposta a condizione (donazione obnuziale) e gravata da
onere o modo e da una condizione di reversibilità che se inserita nel contratto
stabilisce che I beni ritornino al donante qualora il donatario muoia prima del donante
stesso.

La donazione può essere annullata per:

 errore sul motivo: qualora il motivo sia il solo che ha spinto il donante a
compiere l’atto. Il motivo deve risultare nell’atto (è l’unico negozio annullabile
per errore sul motivo insieme al testamento).
 Illiceità del motivo

Revoca della donazione - cause di revocabilità sono:

 ingratitudine del donatario;


 sopravvenienza di figli.

La revoca può essere richiesta solo dal donante e mai dai suoi creditori con un’azione
surrogatoria. La revoca non danneggia i terzi acquirenti in buona fede.

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LA TUTELA DEI DIRITTI

La tutela del diritto è affidata al titolare solo in rari casi che vengono denominati
autotutela o legittima difesa; ricordiamo il diritto di ritenzione, la diffida ad adempiere,
la difesa delle cose finché vi è violenza in atto. L’azione può essere promossa
dall’attore nei confronti di un convenuto presso gli organi di giustizia; del pari
costituisce diritto inviolabile la possibilità di difendersi in giudizio. Il processo di
cognizione mira a verificare la sussistenza di un diritto soggettivo, alla modifica di un
rapporto tra convenuto e attore e all’emanazione di un comando di tipo obbligatorio
da parte del giudice; durante questo processo si può richiedere il sequestro
conservativo dei beni del convenuto per tutelare un mio diritto. Il processo esecutivo
ha la finalità di dettare le disposizioni per l’esecuzione di una obbligazione; il caso più
comune è quello in cui si chiede l’espropriazione dei beni di un debitore inadempiente.
I suoi beni vengono venduti all’asta e il ricavato diviso tra i creditori; l’atto con cui si
espropria un bene viene chiamato pignoramento.

La prova dei fatti giuridici

Nel processo le prove devono essere fornite dalle parti; il giudice le esamina per
vederne prima di tutto l’ammissibilità e la rilevanza. Il giudice valuta con sentenza la
loro concludenza.

Con l’onere della prova si intende il fatto che grava sempre su una sola delle parti
l’onere di provare la consistenza di un fatto anche se la versione della parte opposta
non risulti convincente art 2697. In genere l’onere spetta a chi vuole fare valere un
proprio diritto, salvo alcuni casi in cui la buona fede è presunta; in tali casi l’onere
grava su chi mette in dubbio la buna fede.

Si considerano elementi probatori documenti, foto , testimonianze, perizie ed anche


ragionamenti logici. Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente
apprezzamento tranne che per il giuramento e la confessione in cui il giudice non ha
nessuna capacità discrezionale nella loro valutazione. L’atto pubblico gode di
particolare fiducia che si chiama pubblica fede.; fa piena prova cioè il giudice
considera vere le cose scritte; queste possono essere negate solo con querela di falso.
L’atto privato fa prova solo contro chi lo ha sottoscritto.

La testimonianza è la narrazione fatta al giudice da una persona estranea alla


relazione e ai fatti controversi di cui il teste abbia conoscenza. Non è ammessa per
controversie su contratti di importo superiore alle 5000 lire, ma il giudice può
derogare; è ammessa solo nel caso non sia possibile procurare una prova
documentale perché indisponibili ma non per colpa della parte art 2724. Non è
ammissibile qualora debba provare un contratto che doveva essere provato per
iscritto. La stessa disciplina si applica per le obbligazioni.

Quando in un atto la forma scritta è richiesta ab substantiam ma ciò non viene


rispettato, l’atto è nullo. Tale atto quindi deve essere provato con una forma scritta.
Nel caso che la parte non l’abbia per colpa non sua la prova orale è ammessa per
provare l’esistenza del contratto nella forma richiesta ed eventualmente ricostruirne il
contenuto.

Quando la forma scritta di un atto sia richiesta come prova, si parla di forma a
probationem tantum. La mancanza di tale forma non comporta la nullità dell’atto ma

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l’incompatibilità della prova testimoniale; anche per questo caso sono ammesse le
eccezioni per non colpa della perdita della prova scritta.

In ogni caso la parte che intenda provare il fatto può chiedere l’interrogatorio
giudiziale nella speranza di ottenere una confessione.
In genere nel negozio nullo le parti si scambiano una controdichiarazione in cui
negano il primo negozio, proprio per far valere la nullità di questo. La simulazione può
essere fatta riconoscere:

 dalle parti solo con prova scritta nel caso di negozio lecito, e con testimonianza
per i casi dell’art 2724
 dalle parti con prova scritta , presunzioni e testimonianze per atto illecito
 dai terzi, proprio perché impossibilitati di avere prova scritta, con testimonianza
e presunzioni

Per presunzione si intende ogni argomento, congettura, illazione, attraverso cui,


essendo già provata una circostanza, si giunge a provarne un’altra indirettamente. Si
parla di presunzioni legali quando è la stessa legge che attribuisce valore di prova ad
un fatto.

La confessione è la dichiarazione che la parte fa di fatti sfavorevoli a se e favorevoli


all’altra, ed è una dichiarazione di scienza. Resa in giudizio fa piena prova; può essere
revocata solo per errore violenza.. essa può essere resa spontaneamente o tramite
interrogatorio dall’altra parte.

Il giuramento è un mezzo di prova di cui si può chiedere l’acquisizione nel corso di


un giudizio civile.
Può essere decisorio quando viene richiesto da una delle parti per ottenere una
dichiarazione dall’altra parte su di una cosa che davvero abbia carattere decisorio; il
valore è quello di prova di fatto e contro di esso non possono esser portate ulteriori
prove. Lo spergiuro può essere dichiarato solo nel processo penale; in tal caso il reo
deve indennizzare la parte lesa nel processo civile. Non è ammesso quando si tratti di
diritti indisponibili, fatti illeciti o fatti per cui sia richiesta la forma scritta ad
substantiam.
È invece suppletorio quando viene richiesto dal giudice ce non convinto delle prove
addotte chiede una ulteriore prova.

La trascrizione

La trascrizione ha come funzione originaria quella di mezzo di pubblicità che si


riferisce ai beni immobili ed ai mobili registrati; la funzione è di far conoscere ai terzi
le vicende giuridiche del bene. Di norma, nei conflitti tra acquirenti di beni mobili o
immobili registrati, viene preferito colui che ha per primo trascritto il suo titolo di
acquisto, tuttavia il passaggio della proprietà avviene col consenso espresso nel
contratto.
Altra funzione della trascrizione è quella costitutiva: solo per pochi casi come
l’ipoteca il pignoramento e l’usucapione abbreviata la trascrizione costituisce il
momento di perfezionamento del negozio.
La trascrizione non ha di per se efficacia sanante degli eventuali vizi di cui il negozi
giuridico può essere affetto. La trascrizione può contribuire a sanare gli eventuali vizi
nel negozio nei casi :

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 atto concluso con un incapace legale, dopo il decorso di un quinquennio dalla
trascrizione dell’atto stesso.
 Acquisto dall’erede o dal legatario apparente; qualora oggetto dell’acquisto sia
un bene immobile o un mobile registrato l’acquisto è salvo se trascritto in data
antecedente alla data di trascrizione della domanda di petizione ereditaria.
 Riduzione delle donazioni e delle disposizioni testamentarie lesive della
legittima; tali disposizioni sono salve trascorso un decennio dalla loro
trascrizione.

Atti soggetti a trascrizione [art. 2643 codice civile]: sono soggetti a trascrizione gli atti
che comportano la modificazione dei diritti su immobili, mobili registrati, diritti su
questi, sentenze.
Nell’acquisto di un diritto che deve essere trascritto non dobbiamo preoccuparci solo d
ricevere la trascrizione a nostro favore, ma dobbiamo controllare la continuità delle
trascrizioni e cioè dobbiamo verificare che il nostro dante causa abbia effettivamente
una trascrizione a suo favore e che quello prima abbia fatto la stessa cosa e così via.
Poiché la trascrizione deve essere sottoscritta dal dante causa e dal beneficiario, per
non verificare vuoti di trascrizione si è stabilito che nelle secessioni mortis causa la
trascrizione è autorizzata dall’atto di accettazione dell’eredità..

I nostri registri immobiliari sono personali e non reali quindi seguono i diritti delle
persone e non le vicende delle cose.

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