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ARCHITETTURA TECNICA 2

GAETANO PACILIO
MAT. INGCIVHHH220
Architettura tecnica 2

CAPITOLO I
La digitalizzazione dell’ambiente costruito

1. Le origini

Per ambiente costruito intendiamo si intende l’insieme dei luoghi antropizzati che hanno svariate
destinazioni d’uso per l’uomo. La digitalizzazione nasce nella guerra fredda e negli anni viene
utilizzata per gestire i dati delle città. Il BIM nasce negli anni ’60 e basa la sua potenzialità sulla
possibilità di gestire i dati in maniera parametrica; il dato quindi diventa computabile e avulso dal suo
supporto. La definizione di BIM viene data nel 1992 da Tolman. Le due criticità nella nomenclatura
sono:
Building: lo strumento non è utilizzabile solo con edifici ma con tutto ciò che è rappresentabile e
gestibile;
modelling: non si tratta di modellazione, ma di gestione parametrica di dati in input. L’accezione
corretta è information modelling management.

Il CAD ( computer aider design) si caratterizza come uno strumento di rappresentazione. Tale
metodo, viene utilizzato nel passato come strumento di controllo del progetto, anche autoritario,
mentre con il BIM si parla di simulazione della realtà. La figura dell’architetto, a partire dal
rinascimento con Alberti, era legata alla riconoscibilità dell’idea stessa dell’architetto nell’opera.
Questo paradigma, con la digitalizzazione, viene stravolto, concentrando l’attenzione sul processo
produttivo e sullo scambio dell’informazione.

2. Le premesse e i paradigmi

Una prima definizione si ha con il ministro tedesco delle infrastrutture digitali e confermate da altri
politici quali la ministra francese Sylvie Pinel e consisteva nel favorire la modernizzazione e
l’informazione dell’architettura. La modernizzazione verrà raggiunta solo cambiando modo di
dialogare, tendendo a condividere l’informazione in entrambe le direzioni, quindi sia in entrata che in
uscita.
Nel mondo anglosassone, fino a una fase avanzata del progetto vi sono due fasi: il briefing, ossia le
richieste fatte dal committente e la seconda intesa come progettazione in senso stretto. Questo parte
dall’idea che il committente deve avere un idea chiara di quello che verrà. Nel briefing, le informazioni
vengono scambiate da entrambe le parti. Questo, in termini di digitalizzazione, comporta una messa
in discussione di un paradigma industriale, ossia quello che ha portato alla terza rivoluzione
industriale, ossia il paradigma dell’assemblaggio. Preso ad esempio la costruzione di un jet, le varie
parti costruite in varie fasi del mondo, devono essere progettate e assemblate virtualmente, in modo
da anticipare l’assemblaggio fisico, in modo da anticipare eventuali criticità.
Attraverso l’internet delle cose, ci si sta avviando verso la quarta rivoluzione industriale, che porterà
alla creazione di filiere costituita da rete connesse, di stabilimenti produttivi informatizzati che si
adeguando in automatico.
Nel mondo delle costruzioni, attraverso la telemetria si traduce tale teoria dell’assemblaggio.

Definizione 1. La telemetria è Il complesso dei sistemi di rilevazione ottica o acustica volti a misurare
la distanza di un oggetto dal punto di osservazione

La posta in gioco non è più il prodotto ma il processo, che apre prospettive inedite anche in termini
contrattuali.

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CAPITOLO II - Lez. 2, 3
La digitalizzazione del settore delle costruzioni

1. Introduzione

Il trasferimento tecnologico è sempre stato lo strumento utilizzato per l’innovazione, in cui dal settore
informativo si trasferiscono competenze. Tale procedimento si sta avverando anche nell’edilizia e
nel settore AEC. Questo settore è attualmente a basso livello di digitalizzazione, nelle tre parti
della produzione: conceptual design, engineering e manufacturing. Tale mancanza è dovuta
principalmente all’assenza di dati digitali in input, e i software hanno spesso difficoltà di dialogo tra
loro. Una nuova figura all’interno degli studi è proprio il BIM manager, che tende all’informatizzazione
degli studi di architettura e ingegneria. Le principali innovazioni quindi sono di processo e di prodotto.

2.Parametric design

La differenza tra un processo tradizionale e uno innovativo è che quello tradizionale si attua
attraverso un segno grafico mentre quello digitale si attua attraverso definizioni geometriche.
Nella progettazione parametrica gli strumenti informatici hanno influenzato i criteri alla base della
progettazione, seguendo due principali principi di applicazione:

top down dove la forma deriva da una movimentazione delle masse, quasi come una scultura,
attraverso trasformazioni topologiche. La tecnologia, quindi, inteso tutte le logiche costruttive,
seguono la geometria. Un esempio è la Knunsthaus Graz di Peter Cook e Colin Fournier.

approccio bottom-up (dal basso) in cui la forma deriva da studi di funzioni e studi matematici. Si
applica quindi la geometria analitica all’architettura ex. Syctom Bridge di Dubosc e Landowski. Il
quadrato si trasforma man mano in altre forme lungo una generatrice e da una forma complessa.

3. Digital fabrication

I vincoli e i problemi iniziano nel momento in cui si inizia la fase di realizzazione. Il digital fabrication
nasce sulla scorta delle innovazioni ed evoluzioni susseguitosi nelle 4 rivoluzioni industriali, a partire
dal 1700 ad oggi, fino ad arrivare al cyber phsical system della 4° rivoluzione. A una modifica delle
geometria si ha una modifica della produzione del manufatto.

4. Building information modelling

È il primo risultato della digitalizzazione delle costruzioni ed è rivolto ad un efficientamento di un


settore che ha un basso livello di digitalizzazione. Nel 15 gennaio 2014 l’unione europea ha
introdotto che per gli appalti pubblici, le stazioni appaltanti possono chiedere dati digitalizzati con
tecnologia BIM.

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Definizione 2 . si definisce Basic BIM l’associazione di database informativi a modelli tridimensionali.


Questo rappresenta la base del BIM.

La metodologia di lavoro BIM, non si basa più su una trasmissione di informazione più o meno
disordinato, ma si basa su una trasmissione in remoto tramite L’IFC a cui fanno parte tutti i soggetti,
nel quale possono interagire e scambiarsi informazioni in remoto. Il processo di implementazione del
BIM parte dal CAD (livello 0), 2D e 3D basico (livello 1), automazione completa con BIM (livello 2),
mentre Il livello 3 è quello basato su modelli che gestiscono anche le manutenzioni degli edifici (IFC).
Un modello si dice 7 d in cui la 4d è il tempo il 5 d i costi.

B - computational design

Definizione 3 . Per computational design intendiamo progettazione computazionale. Le università


che si stanno focalizzando su questo tema sono quella olandese e di Zurigo.

1. Digital design modelling

L’approccio computazionale va oltre la rappresentazione del progetto. Questo aiuta i progettisti a


sviluppare delle logiche di progettazione tra le parti geometriche e attraverso tali tecniche si possono
individuare un alto numero di alternative. Tale approccio innovativo è definito da Robert Aish come
una nuova forma di progettazione con le capacità di proporre alternative significative.

Gli approcci al digital design sono tre:

Static modelling in cui non vi sono possibilità di cambiamento;


Parametric associative modelling: il progettista modella con azioni parametriche e ha la possibilità
di attuare modifiche sul progetto.
Scripting modelling in cui vi è un code manipulation dove è possibile una completa modifica.

2. Static modelling

Il progettista è partito da una massa, definito da una griglia su punti di controllo e, in funzione di tali
punti, può manipolare la forma. Segue la construction process che permette l’ingegnerizzazione del
progetto. Un esempio è lo strong museum a new York in cui delle azioni vanno a modificare la forma
originaria a partire dalle scelte progettuali dell’architetto.

3. Parametric associative modelling

La massa inizialmente era statica, mentre ora si ha una parziale dinamicità a partire dai dati
parametrici. Il progettista dopo aver definito tali parametri può procedere alla progettazione. Il
processo di progettazione è il seguente:
presi due punti, questi vengono uniti da una linea si aggiunge un piano, successivamente, viene fatto
uno sketch ossia una forma generica planare a partire dal piano in 2D e poi si estrude, trasformando
la forma in 3D. Pertanto il processo parte dal punto, si estende in 1d, 2d, creazione di forma e 3d.

i software sono grassoper (basato su rhynoceros) progettato da David Rupert; Katia che nasce come
parametrico.

Un esempio è il bridge on air della royal ballet school

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4. Script modelling

Il progettista deve fare uno sforzo di creazione del codice di computazione. Un esempio di linguaggio
è pyton che viene già utilizzato su revit.

Abbiamo due tipi di approcci:

L’imperative programming in cui le dichiarazioni sono eseguite in ordine. una successiva modifica
a una variabile non ha alcun impatto sul suo precedente utilizzo;

L’associative programming le istruzioni creano un grafico di esecuzione. una successiva modifica


a una variabile , crea una rivalutazione del grafico. la modifica del valore di A avrà effetto sul valore
di B.

Un esempio di applicazione è il Chidori. Chidori è un nodo composto da 3 elementi: un primo e un


secondo che si incastrano a croce e il terzo va ad innestarsi ortogonalmente al secondo creando
quindi una sua staticità. A partire da questo nodo, è possibile generare delle strutture che possono
svolgere varie destinazioni come padiglioni, e spazi espositivi. Un esempio di applicazione è il
prostho museum in Giappone.
lo step successivo del nodo è la deformazione attraverso la manipolazione computazionale. Si arriva
ad elementi più complessi.

5. Implicit versus explicit

È stata identificata una serie strutturata di modelli e di paradigmi di progettazione digitale, in cui si
analizza la natura dell'interattività e il tipo di controllo del processo di progettazione. Rivka Oxman
ha elaborato uno schema a croce in cui il progettista si interfaccia con rappresentazione,
generazione, valutazione e performance. Le interazioni sono di tipo implicito ed esplicito ed è di 4
tipi: Rappresentazione, performance, valutazione, generazione

P design V

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Il primo schema è il paper based model. Successivamente avviene il CAD model attraverso
l’interazione con il modello digitale il modo esplicito del processo di rappresentazione. Con la
generation – evaluation model si introduce anche il parametro di valutazione che incide sul progetto.
Segue il formation model in cui il progettista si interfaccia con l’intero ambiente digitale quindi con
il computational design. A seguire si ha il generation model in cui si studiano i meccanismi
generatori delle superfici e quindi si mette in correlazione generazione e rappresentazione. Segue il
performance based formation model in cui si analizzano il livello di performance inteso come
obiettivo di progetto. Il più avanzato il performance based generation model che è partire dalle
performance, le lega a meccanismi generativi e si trova successivamente il modo di rappresentarlo.

Ricapitolando i quattro tipi di modelli, in funzione del livello di digitalizzazione sono:

Paper based model;


CAD model;
Formation model;
Generation Model;
Performance based formation model

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CAPITOLO III - lezione 4


L’organizzazione della progettazione

1.Le mappe

La rappresentazione di un processo non è un esercizio banale di descrizione ma gli elementi


componenti devono avere un sub stato topologico in cui la descrizione attraverso una mappa di
procedure e destinatari che mette in evidenza l’esperienza pregressa di chi lo fa.
attraverso il BIM è possibile la mappatura di processo., in cui è possibile analizzare i processi
informativi e della definizione dei processi decisionali in maniera concatenata.

2.La struttura

L’organization model è definito dal classico organigramma, in cui si rilevano i percorsi che fa
l’informazione all’interno del team. All’interno di questo team troveremo anche reparti packaging,
ossia dei reparti di realizzazione manuale del progetto.
un opera non è completa se non ha a corredo tutte le informazioni digitali atte alla sua manutenzione,
gestione e dismissione. Tra gli strumenti digitali attualmente in uso si ha digital project, rhino, revit,
navis works. Questi software sono collegati tra loro o in senso direzionale o nel senso della
circolarità.
La figura dell’architetto è molto simile alla figura dell’architetto costruttore prerinascimentale, con l’
aggiunta degli strumenti digitali. Un esempio è Brunelleschi, che è un architetto proto-rinascimentale
( o post medievale). I modelli che lui faceva era in primo luogo definire il livello esecutivo dell’opera
ma soprattutto si realizzavano i modelli 4d, correlandola alle sequenze temporali, questo perché i
saperi erano di esclusiva competenza delle corporazioni o gilde, pertanto Brunelleschi media i
rapporti informativi, migliorando l’intero processo.

Oggi, ne deriva che la libera professione sta avendo la tendenza di imprenditori, dovuti agli obiettivi
di risultato. Un esempio sono i contratti da prestazioni energetiche delle modernizzazioni degli edifici
in cui all’architetto si chiede anche di farsene garante della sua attività e quindi percepire un
compenso aggiuntivo a risultato raggiunto.

3.Morfogenesi

Per morfogenesi si intende il processo di nascita di un progetto, in particolar modo in epoca digitale.

È propedeutico l’elaborazione del documento preliminare alla progettazione. Il progetto si imposta


mediante uno schizzo digitale (digital sketch) mediante gli strumenti di BIM execution plan. Si parte
dal volume, che portano già alla definizione di parametri quali altezza, volume, distanza dai confini,
etc.
La prima fase si definisce come Optioneering, ossia il processo di ingegneria delle alternative. Lo
schizzo manuale genererebbe una serie di ambiguità mentre operando una fase di sketching digitale,
si definiscono già le principali (purché grossolane) caratteristiche univoche.

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CAPITOLO IV - lezione 5,6


La progettualità intelligente

1.La multidimensionalità

Per multidimensionalità si intende che oltre alle categorie 2d e 3d, al progettista viene chiesto in fase
di progettazione di occuparsi di altri elementi da tenere in conto quali la manutenibilità e la
funzionalità dell’opera. Pertanto il progettista dovrà occuparsi di molteplici aspetti in maniera
integrata. Questo è necessario poiché analizzando le tre scale di costo : costruzione, manutenzione
e costi operativi, i rapporti sono 1:5:200. Si nota quindi che i pesi dei costi operativi derivanti dalla
funzionalità sono assai importanti.

2.La sequenzialità all’interno delle fasi di progettazione

Solitamente si adotta la metafora del cannocchiale, in cui il progetto viene elaborato dalla sua parte
sommaria (preliminare) fino al cantierato (esecutivo) in cui tale metafora rappresenta appieno le fasi
di approfondimento analitico del progetto. Tale approccio, viene superato nel momento in cui si
adottano processi informatizzati.

Consideriamo come costruzione tipo una camera ospedaliera. Il livello preliminare definisce già un
livello di avanzamento di progettazione dei dettagli geometrici, definendo il grado della
rappresentazione, rappresentando anche la parte mobile, oltre a quella immobile. L’obiettivo in
questa fase è definire la relazione tra il contenuto e il contenitore (edificio e arredi). Nel progetto
definitivo il grado di dettaglio è superiore a cui si aggiunge il livello di illuminazione in fase esecutiva.
Questa illustrata è il classico processo di progettazione.

Tuttavia, nella tecnologia BIM, tale procedura non è corretta, innanzitutto poiché mobili e immobili
sono strettamente correlate quindi risulterebbe un errore non prenderne conto. Infatti nella
modellazione BIM, ogni elemento viene sviluppato in maniera singolare, in cui sono tutti connessi al
sistema. Tale autonomia simula, tra l’altro, la costruzione dell’elemento. L’elemento cruciale riguarda
la misura della progressione in cui, quello che chiamavamo progettazione, oggi si definisce
information manager, quindi si potrebbe anche prescindere dalle fasi classiche del progetto.

3.La metrica

Si è visto che con la sequenzialità si è arrivati a una dipartimentalizzazione degli elementi produttivi.
Il livello produttivo si misura attraverso, principalmente, dal numero di elaborati prodotti.
Attraverso l’utilizzo di codici a barre posso creare un collegamento tra gli elementi digitali che sono
stati progettati e i relativi reali che devono essere prodotti, pertanto, attraverso la densità dei dati, è
possibile misurare l’avanzamento della progettazione digitale.
Un problema può essere creato dalla comunicazione, ossia nell’utilizzo di svariati software che
utilizzano diversi linguaggi.
Gli stessi attori del progetto (come la committenza) possono avere difficoltà nella comprensibilità
del progetto.

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B. BIM Execution plan (BEP)

Il primo step di utilizzo del BEP è l’analisi di una situazione esistente che non utilizza tale tipologia.
Si andrà quindi ad elaborare una matrice BIM che andrà a contenere l’insieme dei requirements
(richieste della committenza).

Gli step principali dell’elaborazione del BEP sono:

1. analisi della situazione attuale, a livello processuale, nel caso in cui si vuole inserire la tecnologia
BIM. Questo viene fatto attraverso delle interviste agli attori dei settori ed individuazioni delle normali
prassi e procedure, in modo da non creare disturbo ai fruitori ( ad esempio nel campo dell’edilizia
esportare comunque delle tavole di progetto classiche e non imporre l’utilizzo di supporti digitali per
la visualizzazione come i tablet).
2. Requirements, ossia gli obiettivi e le richieste di progetto che il modello deve tenere in
considerazione;
3. Strategy and work flow, in cui si vogliono capire i processi di lavoro di un azienda e i relativi
flussi;
4. Plan of execution; verificato il processo, si faranno dei piani di esecuzioni per testare il modello.

Il documento essenziale di partenza è il BIM execution plan. Il BEP specifica quali sono i ruoli e
responsabilità di tutto il processo ai differenti stati di progetto. Questo contiene i dettagli e quindi i
deriverables, ossia i dati di output. Vengono definiti come questi sono contenuti, in modo da recepire
gli obiettivi previsti. I dati contenuti in un BEP sono:

Informazioni sul progetto, attori e obiettivi;


Casi d’uso BIM per ogni stage del progetto;
Relativi prodotti finali per ogni caso di utilizzo BIM;
Elementi di modello, livello di dettaglio e attributi per ogni output BIM;
Ambiente tecnologico;
Processo di creazione, modellazione, manutenzione e aggiornamento del BIM.

Il BEP solitamente è definito all’inizio del progetto e può essere aggiornato continuamente. Il BEP
può essere incluso nella procedura BIM e far parte di tutti i passaggi.
La guida di inserimento dati è la seguente:

1. definire le informazioni di progetto;


2. Definire i ruoli e le responsabilità (project members). Solitamente, le figure principali atte a
garantire l’elaborazione iniziale e le successive fasi del BEP sono i project manager e il BIM
coordinator;
3. Definire gli obiettivi di progetto;
4. Definire per ogni fase del progetto quale sarà l’utilizzo del BIM;
5. Per ogni stage, definire i vari deriverables e definire quali software utilizzare per le varie parti e
come farli dialogare;
6. Selezionare gli elementi BIM che per ogni parte saranno prese dalle tavole tematiche ( es. parti
strutturali, impiantistiche, etc.), successivamente si confermano il livello di dettaglio.
7. Definire il processo per la creazione del modello e confermarne la qualità. Gli elementi critici per
definire la qualità sono ad esempio: il modello deve essere localizzato con un sistema di coordinate,
bisogna utilizzare degli elementi corretti quando si modellano singoli elementi, non si devono avere
livelli sovrapposti, doppi o penetrati uno nell’altro, i modelli BIM devono avere all’interno le superfici
di riferimento (lorde e nette) e devono rispettare le superfici di progetto ed equivalentemente anche
i volumi non devono intersecarsi. Tutta questa operazione di validazione del modello darà il valore
del modello;
8. Confermare la lista dei software e dove verrà archiviato il progetto (solitamente verranno scelti dei
cloud user in remoto).

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Setup del modello BIM

Il BIM manager deve impostare il modello a partire dagli obiettivi di progetto. Gli elementi da inserire
sono:
requirements (richieste) della committenza;
elementi di costruzione quali architettonici, strutturali, impiantistici, etc. ;
livello tecnologico;
Data output;
Referenze di Set Up;

Gli obiettivi di un modello BIM sono:

Livello 0: utilizzo del modello CAD 2D;


Livello 1: utilizzo del BIM per la sola rappresentazione 3D;
Livello 2: utilizzo del BIM e utilizzo delle procedure di progettazione in 4D e 5D;
Livello 3: utilizzo del BIM completo e in cloud.

In funzione delle richieste, esistono vari livelli di progettazione:


design model;
coordination model;
fabrication model;
mainenance model;
operational model;

Processi della modellazione BIM

Si parte dallo sketching di base, lavorazione in piano, estrusione e modellazione, associare ai


componenti BIM alla geometria ai quali vanno associati delle informazioni di caratteristiche
(stratigrafia, materiali, etc.).

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CAPITOLO V - lezione 7
Data modelling

Per data modelling si intende la modellazione di geometrie in aggiunta a dati alfanumerici che sono
legati al modello ma non lo genero, quindi si differenzia dalla modellazione parametrica. L’analisi
dei dati contenuti nei modelli BIM permette di anticipare e risolvere le criticità durante le fasi di
progettazione. I vantaggi sono sui costi: chiaramente i costi maggiori si hanno nella fase di
realizzazione dell’opera ma riuscendo a gestire i DATA è possibile aumentare il grado di interferenza
tra le varie fasi e chiaramente diminuire i rischi di aumenti di costo.

1. Metodologia di lavoro

Il punto di partenza si ha con la definizione dei requisiti del modello BIM. Il modello può essere
impostato in funzione di diversi obiettivi e costruito ed adattato per diverse committenze. Le richieste
(requirements) non arrivano solo dalla committenza ma da tutti gli attori: arch. Mep. Str, cost control,
time control, quality control, construction, mainenance. Esistono quindi tanti modelli quanti sono gli
utenti ma l’optimum viene rappresentato da un modello unico ( federated model) che soddisfa tutti
gli utenti. Bisognerà quindi elaborare una matrice BIM che definirà tutte le richieste ai vari livelli di
progettazione e controllo e dovrà rispettare tutti gli obiettivi di progetto.

2. Documenti di lavoro

Si parte dal BIM execution plan. Questo definisce gli utilizzi del BIM nel progetto, tenendo presente
l’intero processo. Il primo passaggio è la definizione dei requirements, che devono essere condivisi
con il project manager e il BIM manager. A sua volta, il BIM manager si relazionerà con i BIM
coordinator delle varie fasi progettuali (arch., Mep, strut, etc.). a seguito della progettazione BIM
verrà fatta dal BIM manager una BIM validation. A seguito della validazione verrà eseguita un
modello coordinato in cui il BIM manager può estrarre tutti i dati e li consegna al project manager. I
Ruoli principali sono:
designer manager;
model manager;
content creation Specialist;
discipline BIM coordinators;
data coordination;

3. interfaccia grafica – REVIT

Innanzitutto si definiscono gli standard di uso del programma (che sarà funzione della composizione
del team). Gli oggetti verranno organizzati in gruppi per tipologia e le relative qualità devono essere
scelte in modi definiti e raggruppati per accessi facilitati. Si passa poi alla definizione degli oggetti
(linee, punti, superfici).
All’interno di revit esistono due grandi famiglie: quelle di sistema (default) e quelle non di sistema.

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CAPITOLO VI
Design Optioneering - lezione 9

Il design Optioneering prende in conto tutte le nuove forme di progettazione digitale. Durante il
processo di sviluppo dell’edificio è possibile individuare la qualità intrinseca delle soluzioni proposte,
valutandole e comparandole, mediante un processo multidisciplinare. La progettazione tradizionale
è di contro, un processo non integrato dove diversi attori agiscono indipendentemente uni dagli altri.
La metodologia Optioneering sviluppata si basa da un processo di integrazione delle professionalità
valutando l’intero processo con dei parametri ingegneristici.
La progettazione integrata digitale ( digital integrated design process) è cresciuta in modo lineare
dagli anni ’40 ad oggi. Si ha un integrazione tra le varie parti ( designer, requirement, generation,
option evaluation) le cui integrazioni sono parametrizzate su coefficienti di controllo. L’aumento nella
velocità dello scambio delle informazioni è dato quindi dall’ IDP.
Il classico processo progettuale vede i tecnici come consulenti e l’architetto come artefice delle
decisioni iniziali. Nello schema informatizzato, le decisioni iniziali sono prese in forma coordinata, in
cui il team di progetto collabora per ottenere un risultato migliore. Il potenziale di miglioramento di
progetto tra le due fasi si ha soprattutto nella fase iniziali e i costi delle modifiche si riducono nel
tempo, mentre invece con il metodo tradizionale si avevano dei costi alti nel tempo per le varie
modifiche al progetto, spesso realizzato in fase esecutiva.
Dal punto di vista metodologico, il design optioneering è diviso in tre categorie: project, product,
process.
Il design optioneering project è definito da tre tipi di modelli: modello statico, parametrica associativa
e Scripting modelling in cui è possibile l’intera modifica.
Il design optioneering product si riferisce alla porzione di prototipazione e produzione di elementi di
prodotto per la costruzione mediante progettazione BIM;
Il design optioneering process marca la questione di elevata interazione tra gli attori per una riduzione
di costi di trasformazione e digitalizzazione del modello.

L’integrated design process parte da un workshop in cui si sviluppano numerose ipotesi che vengono
o approfondite o elise.

B. Coordination 2.0 - lezione 10

Attraverso la coordination 2.0 si hanno dei team work che lavorano in maniera integrata nei differenti
processi della progettazione e realizzazione. Le sfide principali di questo modello sono: avere dei
costi e tempi aggiornati, controllo sui dati della produzione e ridurre i cambiamenti non desiderati e
soprattutto facilitare il management del processo. Il coordination 2.0 parte dal clash detection (
rilievo delle interferenze) e segue l’elaborazione delle quantity takeoff in cui si individuano i costi
(5D) tempi (4D) e controllo della produzione.

2. Clash detection
La clash detection è la procedura di analisi dei costi, tempi e controllo della produzione. La
progettazione si divide in parte virtuale (modellazione e coordinamento BIM) e realizzazione. Si
cercherà attraverso la coordination 2.0 di spostare quanti più cambiamenti nella fase virtuale, quindi
quella di modellazione, abbassando quindi i costi di processo. Le interferenze delle varie parti ( arch.
Strut. Mep) le rilevo attraverso una matrice di Clash detection, analizzando il grado di interazione tra
ogni elementi di categorie diverse.

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3. Quantity Takeoff ( QTO )

La prima differenza tra modello tradizionale ed avanzato è l’estrazione di dati. In quella tradizionale
abbiamo estrazioni massive mentre in quello avanzato è possibile estrarre dati avanzati e
personalizzati. Ulteriore vantaggio è che le QTO sono anche visualizzabili, attraverso delle
colorazioni ed evidenziazioni delle porzioni che si stanno computando.

4. Data verification and control

Nel momento di estrazione del modello avremo tre tipi di procedure: LOD, COBie e Validation. Il
LOD fa riferimento ai componenti e alle fasi; Con COBie si intende uno standard riferito al mondo
BIM, e quindi i vari modelli devono rispettare dei WBS code. In fase vi validazione bisogna aggiornare
i DATA exit in modo da far coincidere il livello di dettaglio a quello di requirement richiesto in fase
inziale.
Gli strumenti che consentono tali controlli sono i Room data sheet (RDS) in cui nel modello vengono
estratti dei dati significativi di superfici e li traccia attraverso il modello FF&E (forniture, fixtures &
Equipment) in cui lo stato dell’arte del progetto deve essere paragonato allo stato di richiesta e
verranno verificate le differenze, sia in termini quantitativi ma anche di costi. Un secondo modello di
verifica è la Rules verification (verifica di normativa) in cui si analizzano che gli elementi costruttivi
e di arredo devono essere progettate secondo legge.

C. Modellazione diretta - lezione 11, 12

Esistono due tipi di modellazione: quella diretta e quella parametrica. Si sono sviluppati negli anni a
partire dal PDGS introdotto da Ford. Prima del PDGS la modellazione era statica, ossia una volta
modellato non si poteva più interagire con il modello. Una forma evoluta per la modellazione
meccanica e di dettaglio è Catia.
La modellazione diretta viene divisa in modellazione Nurbs, basate su superfici nurbs e spline; Solid
e Polygonal. Le differenze sostanziali sono le NURBS e Solid sono basate su approssimazioni
matematiche (in cui quindi è possibile migrare il modello tra un software e un altro) mentre il
Polygonal utilizza la geometria.

In una modellazione di tipo dinamico, esistono dei vincoli geometrici ( come ad esempio condizioni
di parallelismo, perpendicolarità o tangenza) che i si traducono in equazioni matematiche.

Il principio generale su cui è basato un software è una struttura gerarchica di famiglie. Le curve
possono essere generatrici e direttrici; possono sviluppare delle superfici, che si dividono in superfici
semplici e tagliate. Le superfici possono poi generare poli - superfici e solidi.

All’interno di Rhino, che utilizza una modellazione diretta, esistono due tipi di superfici: quelle
generate e primitive. Le generate possono essere: planari, estruse, a nastro, a network, etc. quelle
primitive sono ad esempio: rettangolare, attraverso punti, da vertici, cilindrica, taglio, etc.

per strumenti di modifica si intende di oggetti di modelli che si ottengono a partire dalle forme
primitive. Un esempio è il passaggio da curva a superficie a solido. Un esempio è la Ghery
Tower ad Hannover in cui sviluppò una rotazione di 18 gradi intorno all’asse principale. Un altro
esempio è il Turning torso di Calatrava in cui a partire dal cilindro di base si effettua un twist di 90
gradi, facendo assumere una forma twister.
Gli strumenti di modifica si dividono in superfici e solidi. Nel primo caso parliamo di troncatura,
suddivisione, deformazioni, trasformazioni; nel caso di solidi si parla di raccordi e booleane.

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L’integrabilità è la possibilità di trasmissione dell’informazione alfa-numerico tra un software e l’altro.


Questo parte negli anni ’90 con lo sviluppo dei CAD all’interno delle fabbriche manifatturiere. I formati
che permettono un interscambio di dati sono:

IGES: initial graphic exchange


PDES: product data exchange
IFC: industry foundation classes
STEP: standard for the exchange of product

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CAPITOLO VII
Il construction project manager - lezione 13,14,15,16,17,18

1. definizioni di base

Le fonti normative atte alla definizione del Project manager sono quelle legate alle norme
internazionali ISO e quella britannica BS. Le norme che individuano la qualità in merito alla
progettazione è la UNI ISO 10006 e UNI ISO 10005.

Definizione 4. Il project management è il processo in cui il progetto viene definito, programmato,


monitorato, controllato in coerenza con i risultati attesi e convenuti tra le parti.

Il progetto che si sviluppa è unico, ossia ogni processo è circoscritto nel tempo e nello spazio.
Project management is recognied as the most efficent way of managing such change.
Solitamente, la gestione di un organizzazione a diversi stati di avanzamento considera più
commesse, pertanto si introduce il programme management e il portfolio management.

definizione 5. Il programme management è la gestione coordinata del progetto correlato, che può
includere attività correlate come normali attività

definizione 6. Il portfolio management è la gestione selezionata di tutti i progetti, i programmi e le


attività correlate di un'organizzazione, tenendo conto delle limitazioni delle risorse. Un portfolio è un
gruppo di progetti o programmi realizzati da un’organizzazione.

La realizzazione del prodotto avviene attraverso una serie di processi che vengono gestiti dal project
management:
processi relativi alle interdipendenze;
processi relativi allo scopo;
processi relativi ai tempi ;

Dalla definizione di progetto, si ha che l’obiettivo è raggiungere il miglior risultato con il minimo costo,
pertanto i successivi processi da gestire sono:

processi relativi ai costi;


processi relativi alle comunicazioni, in cui chi ha la responsabilità del progetto deve gestire le
comunicazioni di informazioni per elaborare al meglio l’intera compagine progettuale;
processi relativi ai rischi, attraverso il risk management;
processi relativi agli acquisti.

Questi processi sono formalizzato dal project management Institute. Le varie figure sono:

project integration management in cui si ha un integrazione dei vari processi attraverso il project plan
execution;

project quality management, in cui si richiede la garanzia con gli obiettivi prefissati inizialmente. Il
PM oltre ad avere un bagaglio di tipo tecnico, deve avere delle skill di tipo comunicativo non solo
legata ai sistemi informativi ma intese come relazioni;
si aggiungono altre figure come il project time manager, communication manager, project
procurement manager.
All’interno del mondo delle costruzioni troviamo il project safety manager, project financial manager,
project claim manager ( delle richieste ).

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Architettura tecnica 2

2. le interazioni

La disciplina prevede 5 processi:


initiating process;
planning process;
controlling process ed executive process se sono intercambiabili. Questi tre intermedi sono di tipo
circolare;
closing process.

Si è già visto che la progettazione virtuale prevale sulla progettazione e realizzazione fisica in cui si
cerca di anticipare l’accadimento di fenomeni e cambiamenti dei progetti.

3. il project - la commessa

La gestione del progetto (project management) consiste nella pianificazione, organizzazione,


monitoraggio, tenuta sotto controllo e redazione di rapporti su tutti gli aspetti di un progetto.
Considerando che definiamo sia il progettista che il costruttore bisogna definire il prodotto dell’attività
di project manager. Tale prodotto è definito come PEP (project execution plan) in cui si affrontano
tutte le tematiche relative alla commessa e specifica tutto ciò che occorre per conseguire gli obiettivi
di progetto.

Il project manager solitamente opera in una struttura funzionale e non matriciale poiché per la sua
natura è integratore e trasversale in modo da operare con facilità su tutti i processi. All’interno dei
questa struttura funzionale, tutte le risorse fanno capo a un direttore funzionale e la sommatoria dei
direttori funzionali fanno capo al chief executive.
Un organizzazione concepita per processi, i functional manager sono sostituiti dai project manager
e si ragiona per commesse divise tra loro.
Nelle strutture debolmente funzionali i project manager sono al di sotto dei functional manager e
vengono da loro gestiti.

la programmazione dei lavori

1. la committenza

La stessa definizione di programmazione ha insita l’esecuzione di una serie di processi


consequenziali in cui a tali processi sono legati dei ruoli.
Il ruolo del cliente ( client’s strategic programme ) è la fase che è presente all’interno di tutto il
processo, interessato anche nella parte di manutenzione. Le funzioni di architect e design
programme hanno un ruolo limitato nel tempo. I livelli decisionali sono:
livello 1 ( principale ): executive. In cui il ruolo ha disposizioni di potere e decisione sugli altri ruoli. I
livelli intermedi sono il livello 2,3,4 in cui l’orizzonte temporale è interposto e si definiscono i senior
manager, project manager ( che ha la responsabilità operativa del progetto ).

La breakdown structure è una struttura arborescente e gerarchica che discende da un nodo


unitario fino al livello elementare che viene definito come opportuno per la commessa. Il work
package è l’entità consegnabile, ossia quella parte dell’opera che necessita di risorse specifiche e
quindi il centro della breakdown structure. Il work package si riferiscono alle milestone ( pietre
miliari) ossia gli obiettivi fissi da raggiungere nel tempo, intese come scadenze temporali.

2. le logiche

Le tecniche di programmazione sono note come scheduling. Queste sono ripartite in activity based
e location based. Quelle legate alle attività sono legate a parametri deterministico ( CPM ) o

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Architettura tecnica 2

probabilistico (PERT), mentre invece quelle localizzate possono dividersi in unità di produzione e
produzione locale.

Il diagramma di Henry Gantt è il primo strumento che definisce lo scheduling. Questo programma
elenca sull’asse verticale le operazioni in ordine temporale e sulle ascisse il tempo. Per ogni
lavorazione troviamo una barra orizzontale che definisce la durata lungo l’asse temporale.
La prima vera tecnica è l’armonogramma definito negli anni ’20 in polonia. Viene utilizzato negli anni
’30 per l’edificazione dell’empire state building. Questo rappresenta un esempio magistrale di rispetto
dei tempi, con il costo enorme di vite umane. L’armonogramma correla il tempo con i tassi di
produttività, ossia le inclinazioni vanno ad indicare che una squadra operativa riesca a realizzare un
intervento in un determinato tempo. La tecnica contemporanea dell’armonogramma è la line of
balance, ossia una tecnica di bilanciamento. Sull’asse x si inserisce il tempo e sull’asse y il numero
di quantità prodotte.

3. push & pull

Si è visto che esistono diversi soggetti e diversi orizzonti temporali e quindi diversi aspetti decisionali
da prendere. Con Gantt si introduce un carattere dirigistico. L’approccio di tipo push determina una
definizione delle scadenze ( milestone ) dall’alto verso il basso. L’implicazione principale è che i
soggetti che ricevono questi input ( ossia la determinazione delle scadenze prefissate ) devono
assumere un carattere reattivo alle sollecitazione. La reazione a tutto questo è definita come Last
planner, ossia il livello di programmazione dell’ultimo livello, quindi una logica di tipo pull ( dal basso
verso l’alto). L’approccio last planner è sicuramente più partecipativo e democratico, che richiede
un atteggiamento attivo e non più reattivo. I soggetti quindi che prima erano abituati ad adattarsi a
una richiesta, si chiede loro un contributo di tipo attivo.
La last planner definisce un mancato obiettivo raggiunto non solo causato dai comportamenti degli
operatori ma dovuti anche agli errori di valutazione.

le relazioni e le attività

1. la propedeuticità

Nel settore edilizio, solitamente la fase di programmazione viene svolta nella fase esecutiva, nella
programmazione dei lavori. In realtà il programma dei lavori andrebbe svolto come un programma
che implica e considera tutte le attività preliminari all’esecuzione dei lavori, come le attività in
stabilimenti, da cui dipendono le sorti dell’attività. Pertanto tanto sono importanti le attività, così sono
importanti le relazione tra le varie fasi e come queste vengono articolate definiscono il livello
successivo di attività esecutiva.

I legami di propedeuticità sono le relazioni tra attività consequenziali, al fine di una risoluzione di
un’attività. I legami sono di 4 tipi:
- finish to start ( relazione fine inizio) in cui una azione che precede quella che segue sono tra loro
consequenziali. Tale legame è dettato dallo sfasamento ( leg ) in cui l’attività B deve iniziare quando
l’attività A è completa. Bisogna capire quindi il livello di sfasamento, in cui si identifica che l’attività B
inizia subito dopo o con il passare del tempo t di attesa. Si parlerà chemical leg, quello dovuto ad
attese di tipo chimico ( come ad esempio il getto di calcestruzzo, in cui si deve attendere la presa).
- legame inizio - inizio, in cui due attività iniziano contemporaneamente;
- legame inizio – fine ;
- legame fine – fine, in cui si ha una contestualità nella conclusione di due attività distanziate.

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Architettura tecnica 2

2. reticoli

Si è visto che il programma è un insieme di più parti che sono in relazione tra loro. All’ interno dei
programmi si verifica un susseguirsi di processi, che a loro volta si dividono in sottoprocessi e attività.
Ad esempio, il processo denominato “strutture” ha come sottoprocesso varie fasi: realizzazione
solaio, pilastri, travi; a loro volta questi si dividono in singole attività come preparazione del cls e delle
armature, preparazione dei casseri, getti, maturazione, disarmo. Tali attività hanno una loro
definizione temporale.
Il CPM ( metodo del cammino del percorso critico ) è un programma reticolare costituito da un’attività
inziale e finale e una sequenza di attività intermedie che possono dividersi in percorsi paralleli. Ad
ogni attività si associa in maniera deterministica una durata dell’attività, la cui sommatoria darà il
tempo completo dell’opera.

Nel momento in cui i percorsi paralleli convergono verso un nodo centrale, si definirà tale
convergenza in funzione della lavorazione più lunga, in cui la lavorazione già completata, per
avanzare, deve aspettare la fine della lavorazione ancora in fase di esecuzione.

3. gli slittamenti

Lo slittamento ( float ) è l’immagine di tolleranza tra un attività e l’altra. Ossia, quei percorsi
rappresentati critici devono essere gestiti con sequenze differenziate.
Gli slittamenti sono classificati in total float, free float, indipendent float e interfeiring float.

Totale float. Nella definizione delle attività si definiscono le durate ottimale e le tolleranze. La total
float viene definita come il tempo massimo di differimento di un’attività in assenza di un ritardo sulla
data di completamento del procedimento.

Free float. È definito come il tempo massimo di differimento della fine di un’attività al più presto in
assenza di ritardo sul tempo di inizio al più presto delle attività che seguono. La free float non influisce
sull’attività consequenziale.

L’indipendent float è il tempo massimo di differimento della fine di un’attività al più presto in assenza
di un ritardo sulle attività che seguono.

Interfeiring float ( slittamento interferente) è il tempo massimo di differimento di un’attività oltre


l’inizio dell’attività che segue in assenza di un ritardo sulla data di completamento del procedimento.

il team working

1. insourcing – outsourcing

Riguarda la possibilità di svolgere i compiti all’interno della struttura o svolgere tali funzioni mediante
competenze esterne alla struttura di progettazione.
Nel rapporto professionale si ha un legame tra progettazione e committenza ( client e project team).
Bisogna quindi capire se con le risorse interne è possibile interpolare stazione appaltante e project
team o ci sarà bisogno di ulteriori professionalità che integrino delle competenze che mancano per
assolvere a degli obiettivi voluti dalla committenza.
i processi principali del project manager sono: inizio del progetto , outline scheme detailed design
(progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva), mobilization ossia movimentazione per il

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Architettura tecnica 2

cantiere, construction e infine handover ossia il collaudo a cui segue la completion ( chiusura dei
lavori ). Attraverso la matrice di responsabilità si definiscono i compiti per ogni area e i documenti
del processo di project management :

avvio Pianificazione Esecuzione Controllo Chiusura


Project charter Project exection plan Project report Performance report Project closure
Scope management Project planning Project monitoring Project control Project closure

2. l’organizzazione

Si porta ad esempio l’agenzia Torino di 2006 per gestire le olimpiadi invernali. Questo era un
soggetto principalmente pubblico che gestiva le decine di interventi programmati. L’agenzia quindi
ha recepito il pubblico ed ha costituito la vera e propria committenza, esternalizzando i compiti nelle
varie fasi sia di progettazione che di esecuzione attraverso stazioni di project control e verifica ai fini
della validazione dei progetti.

3. il design management

Il team working è all’origine di questa figura. Infatti nel construction project management fanno
riferimento il project manager e il construction manager. Il design manager nasce negli anni ’60 e
si sviluppa negli anni ’90 come product manager in ambito industriale.
La declinazione del team working riguarda la compagine di progetto che gestisce le risorse e i flussi
informativi, coordinando i progettisti e gli attori per conto della committenza. Il design manager
rappresenta la committenza all’interno del team working come integratore tra le fasi di progettazione
e realizzazione.
L’inizio dell’attività del team work porta alla creazione di diverse fasi:
fase 1: riesame degli obiettivi;
fase 2: valutazione delle alternative, attraverso il briefing;
fase 3: concentrazione sulla soluzione preferita.

Il team work lavorerà sulla scala di mitigazione delle conseguenze (severity of harm) riducendo la
probabilità dell’accadimento di queste (likelihood of harm).
Un importante mezzo di studio durante la progettazione sono le riunioni (briefing) che hanno
cadenze sia regolari che non. Queste coinvolgono soggetti sia gestionali che operativi. Pertanto si
capisce che la relazionalità è assai importante.

Digital fabrication

Un esempio sono gli edifici di Lars Spuybroek, che è stato il primo a svolgere trasferimento
tecnologico da altri settori all’edilizia.
Nel suo padiglione olandese si è sviluppata la progettazione e fabbricazione digitale. Le prime teorie
delle produzione di fabbrica nascono nel 1911 e negli anni ’50 nascono i primi codici di utilizzo delle
macchine per l’utilizzo nel campo militare e industriale. Nel ’60 nasce la prima idea di automazione;
negli anni ’70 si è sviluppato un collegamento tra gli hardware e i computer. Si parla quindi di
macchine a controllo numerico collegate a software, in cui è possibile tenere in conto la produzione.

Walter Gropius nel ’56 stimava in 25 anni che queste tecnologie fossero trasferite al settore
dell’edilizia.

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Architettura tecnica 2

Il processo di integrazione avviene unendo tre elementi: la produzione di processo, i materiali


innovativi e il design intent.

2. automazione

Nel processo di digital fabrication, le stesse regole e geometrie finiscono nel campo della produzione.
Le regole che guidano la progettazione e la produzione sono le stesse. Le regole e metodi sono: 3d
printer, macchine a controllo numerico e robot. La progettazione più essere tesa alla performance
ossia al risparmio e ottimizzazione del materiale utilizzato.
L’associazione di performance-based model al digital fabrication è una delle risposte innovative alle
possibilità offerte dalla produzione Taylor made, in cui utilizzeremo i requirement come ponte tra
produzione e progettazione. [nedcam.com]

Quando si parla di edifici di grossa taglia si fa sì che la produzione tenda ad essere a geometria
variabile in modo ripetitivo.

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Architettura tecnica 2

CAPITOLO VIII
monitoraggio e controllo - lezione 18,19

1. monitoraggio

Significa, innanzitutto acquisire sul campo dei dati. Questo, per essere efficace deve essere
tempestivo ed economico, in modo da poter monitorare i costi complessivi.
Tutto il processo è di tipo circolare. Il primo obiettivo è definire i termini di riferimento, il secondo è
acquisire il dato, il terzo è confrontare il dato rilevato con le condizioni iniziali e il quarto verranno
fatte delle misure correttive, da cui deriva la sequenza logica di gestione che è: programma,
monitora, controlla, aggiorna.

Implementando lo schema sul modello dei lavori edili le quattro fasi saranno:
programma dei lavori di offerta;
programma dei lavori esecutivo;
programma dei lavori aggiornato periodicamente;
programma dei lavori a consuntivo.

2. controllo

Il termine anglosassone control, ha un intesa più gestionale e propositiva (quasi creativa) e non
intesa nel senso prescrittivo dall’etimologia italiana.
Il controllo viene sviluppato sulla strategia dell’ earned value, ossia il metodo del valore guadagnato,
che si basa sul confronto di andamenti previsti ed effettivi.

Su un diagramma tempo – costi si definiscono tre curve: la curva previsionale (based line), ossia la
curva di riferimento, che traccia la rotta dei piani e programmi previsti e due curve di monitoraggio,
una del valore guadagnato che è verso la parte bassa che ha costi e tempi unitari più bassi rispetto
al relativo valore di riferimento. Il dato negativo di questa curva sono le quantità prodotte.

3. gli indicatori di gestione

Consentono una comprensione dei fenomeni di caratteri quantitativi, rivelando una tendenza, ma
non rileva una causa specifica.

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Architettura tecnica 2

il primo indicatore temporale è il SPI (l’indicatore di prestazione temporale), si basa sul rapporto tra
il parametro BCWP che definisce i costi di progetto e il BCWS di stato di fatto.
Il secondo indicatore è il SV, ha un significato molto simile all’SPI ma si indica come differenza tra i
due fattori BCWP e BCWS ma non il loro rapporto. Il terzo fattore è il TI che è l’inverso del SPI.

Per quanto riguarda le risorse si utilizza il CPI, CV e AV, quest’ultimo prevede il confronto tra il
preventivo e consuntivo di progetto paragonando i costi di progetto con quelli effettivi.
è importante la correlazione tra i valori SPI e CPI durante tutta la durata della realizzazione, in modo
tale da capire l’andamento dei costi e risorse della realizzazione.

B. Tempi costi qualità sicurezza

I quattro elementi sono le principali attività che il project manager deve gestire e monitorare.
Le priorità che vengono rinvenute sono tre: qualità, costo e tempo ( a cui si aggiunge una quarta
dimensione di sicurezza). Questi elementi sono definibili come ai tre punti di un triangolo.

Il sistema di fondo è definito dal Wider environment. All’interno di questo ambiente, al centro
troviamo la committenza, il project team, gli obiettivi e i prodotti. All’esterno del nucleo centrale si
trovano tutti gli stakeholder e i fattori diretti indiretti al progetto e realizzazione dell’opera.

Il project sponsor è il ruolo chiave di un progetto. È il manager che ha il maggior interesse nel
progetto e ne è il referente presso la direzione aziendale e ne risponde del suo successo o
insuccesso. Normalmente questo ruolo è svolto da un senior manager dell’azienda. Egli ha la
visione strategica degli obiettivi del progetto e ne è il titolare.

Il project manager – le skill

Tra le caratteristiche attribuite al PM sono: la leadership, capacità di programma e controllo,


background tecnologico – ingegneristico, capacità di gestione degli approvvigionamenti, aspetti
caratteriali, gestione della compagine, esperienze lavorative.

La finalità dipende, in generale, dalle considerazioni iniziali, il disegno del brief che il cliente chiede,
nascita della commessa e il package breakdown, ossia la scomposizione degli interventi in parti e
sotto parti elementari.
Il documento direttore della commessa è il masterplan, detto anche il project management plan,
che definiscono la commessa sotto gli aspetti del rischio, gestione della sicurezza e dell’ambiente

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Architettura tecnica 2

e quello degli obiettivi (quality manager).


La relatività tra i vari aspetti inficianti ( qualità, sicurezza, etc.) viene gestita definendo quali attività
verranno svolte all’esterno e ci riferiamo principalmente a quelle attività che sono soggette ad
approvazione come la H&S (health and safety). Queste attività ( processo interno ed esterno) sono
interdipendenti tra loro all’interno della struttura della gestione della commessa.

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Architettura tecnica 2

CAPITOLO IX
monitoraggio e controllo - lezione 21,22, 23, 24, 25, 26

mixed reality nel settore AEC (architecture engineering construction)


1. mixed reality

Il mixed reality è il mezzo fisico che permette di partire da un ambiente reale a quello virtuale
attraverso l’utilizzo della realtà aumentata.

Il mixed reality è un insieme di tecnologie che porta allo sviluppo tecnologico, attraverso la
definizione di marker, markerless, GPS, etc. Il mixed reality deriva dalla modellazione BIM
mediante delle codificazioni di informazioni associate come l’IFC.
Una prima tecnologia è il marker che è un elemento in bianco e nero cartaceo a cui viene associato
un elemento tridimensionale in realtà aumentata. Le codifiche solitamente utilizzate sono: ASMEP
( architectural, structure, mechanical, electrical, plumping). Il marker less è invece una realtà
aumentata senza marker cartacei.
una terza possibilità è poter associare il modello tridimensionale anche a una GPS tracking, ossia
a un rilevatore di posizione.
Mediante il construction control posso definire la project visualization, la clash verification, che
permette una verifica di un elemento in fase realizzativa attraverso l’utilizzo di realtà aumentata.
L’aspetto fondamentale dell’ AR è la facility management ( ossia la 7d), attraverso cui, il modello
BIM definisce l’intervento da fare e con all’AR posso individuare una parte dell’edificio che magari
è coperta o sotto traccia ed, essendo il modello geo localizzato, con l’AR posso individuare
facilmente la porzione di elemento da manutenere.
Un secondo strumento che può essere introdotto nell’edilizia è la realtà virtuale (VR) attraverso cui
è possibile il controllo del 4D del cantiere in atto, verifiche geometriche, report sull’attività svolta
fino ad oggi e in generale definire un controllo di qualità dell’intero processo.

Quantity take – off è La quantificazione analitica e dettagliata di tutti i costi relativi ad ogni
lavorazione necessaria al completamento dell'intervento è una fase fondamentale di ogni opera
edilizia.
La QTO presenta le diverse caratteristiche:

è in continuo aggiornamento con lo sviluppo del modello BIM;


creazione di diversi computi in base ai parametri precedentemente inseriti dall’utente;
aggiornamento automatico al variare dei parametri;
possibilità di personalizzazione e gestione del computo metrico.

Alla fine della progettazione viene svolta un model checker con Solibri. La sua funzione principale
è quella di controllo delle interferenze quali: interferenze Mep e strutture, struttura – struttura,
nonché la verifica delle principali normative quali: agibilità, normativa antincendio e valutazione
finale delle tolleranze di realizzazione.

Small pavilions, esempio di sperimentazione progettuale


L’obiettivo del padiglione era di coprire gli scavi durante gli scavi, proteggere gli archeologi e
ricercare nuove forme di padiglione. La località è la valle dei templi. Questi padiglioni erano
concepiti come mobili ma attualmente sono ancora situati nei posti e hanno un gran impatto

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Architettura tecnica 2

ambientale, considerando che hanno delle fondamenta in cemento armato. Infatti, la nuova
concezione di questi padiglioni è:
concepire delle forme modulari;
poco costo;
basso impatto ambientale;
possibilità di essere smaltiti alla fine del ciclo;
non c’è la possibilità di entrare con i mezzi e i terreni sono accidentati.
La prima strategia è stata quella di definire dei parametri modello ( a partire dalle richieste di
progetto);
La seconda strategia è definire l’utilizzo di Parametric associative modelling, in cui le richieste
vengono trasformate in parametri, mentre il secondo modello è l’utilizzo dello script modelling, con
un intero controllo da parte del progettista.
La terza strategia è l’utilizzo dell’optioneering.

Padiglione 1 – Akragashelter

Ha caratteristiche di semipermanente ed utilizzato per le rovine. I riferimenti in stato di progetto


sono stati quelli riferiti alla progettazione bioclimatica e quello dei templi contemporanei giapponesi,
che vengono ricostruiti ogni 20 anni, per tramandare le arti costruttive. I parametri considerati in
fase di progettazione è la flessibilità, con l’utilizzo di materiali semplici da assemblare e costi bassi.
Si è scelto quindi una rete metallica e l’utilizzo di pietrame come elemento di riempimento che sono
reperibili in zona.

Padiglione 2 – Molecular shelter

Le caratteristiche sono un elevata trasportabilità e ha la funzione di proteggere dalle intemperie gli


archeologi durante il lavoro in sito. Si parte da un concept di tetto estendibile, valutando numerose
opzioni, tra cui il tetto modello Tokio, che è formato da un nodo particolare che permette di
aggiungere altri elementi a partire da un elemento semplice. Da questo concept si è arrivato allo
script modelling

Il prodotto immobiliare
Il bene immobiliare viene contrapposto al bene mobile. Quest’ultimo è la verificazione dell’attività
all’interno del bene immobile.
Il being behavioural è il comportamento, ossia, un edificio non può essere realizzato senza
assolvere una specifica funzione. Infatti, il bene immobile diventa mobile perché è servitizzato. Per
fare ciò non bisogna concepire un’unità nel senso individuale, ossia deve essere connesso alla
smart-land. Una seconda definizione di connessione è quella tra gli elementi fisici e quelli digitali.
Ogni bene immobile ha un suo ciclo di vita, che fanno capo a varie forme contrattuali quali il PPP,
il Performance based contracting e l’Energy performance contracting.

Le sfide
La nascita delle culture digitali portano alla creazione di speciali moduli di formazioni per le nuove
generazioni con la formazione dei nuovi profili professionali. Essere mobili significa utilizzare un
field data management, ossia dei dati di cantiere che vengono informatizzati e digitalizzati. Il field
management introduce anche la questione che il cantiere e lo studio di progettazione spesso
possono fondersi, in cui lo stesso cantiere può essere la sede di progettazione attraverso il digitale.

Tale coniugazione può essere fatta anche attraverso l’unione tra macchinari tradizionali (come
trattori) e quelli innovativi come droni e marker. Da qui deriva il fatto di essere in tempo, quindi della
sincronizzazione delle attività e dell’essere connessi.
Il mondo della produzione è un mondo di combinatorie in cui vi è la possibilità di una produzione
massiva di elementi con stesse caratteristiche.

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Architettura tecnica 2

CAPITOLO X
BIM e digitalization – epilogo - lezione 27, 28
Il digital eco – system è assai complicato da gestire, poiché bisogna informatizzare ogni attore e
ogni azione, in cui tutti gli attori sono a conoscenza di tutto il processo, in modo tale da poter
intervenire sulle varie parti. Il committente, nell’esprimere le richieste inserisce delle norme e
vincoli. I requirements spesso non derivano da committenze che sono a conoscenza di tutti i tools,
pertanto il progettista deve tradurre attraverso il processo di digital design le richieste della
committenza. Di contro, il committente deve definire il BIM use, ossia la destinazione dell’opera e
i motivi principali per cui verrà costruita.

La cultura analogica. A partire dall’internet delle cose ( che rappresenta una infrastruttura della
rete) può fare da base al BIM. Le varie parti del progetto vengono condivise all’interno dei cloud
che devono essere sempre più veloci.

Polverizzazione tra domanda e offerta. Questa incide sui forti costi dovuti alla preparazione.
Questo può essere risolto dalle università che introducono sul mercato dei professionisti preparati,
ma per fare ciò c’è bisogno di aspettare i canonici 5 anni di percorso universitario.

Le strategie economiche è formata da tre apparati:


governo centrale ed enti locali;
istituti finanziari e stockholders;
players e stakeholders.

Il tema dell’information management è il punto di inizio per gestire la progettazione informatizzata.

Innovation e trasformation. Si è parlato di digitalizzazione di tutto il processo della produzione


edilizia a partire dal computational design per superare i vincoli e i limiti della progettazione
includendo controlli anche della parte di eco-edilizia. Si parla quindi di innovazione incrementale,
quasi esponenziale a partire da queste adozione in fase progettuale. Per una trasformazione
radicale bisognerà aspettare del tempo in modo tale da farli diventare radicati in qualsiasi fattore.

Drivers. Sono i canali su cui vengono impostate le relazioni informatizzate. Questi sono:
contractual frame work;
Financial rationales;
Enabling technologies.

Il visual management è uno degli argomenti che si approcciano la settore BIM. Questo fa si che
vi siano delle informazioni che verranno incanalate nei corretti flussi dei settori nella fase di
progettazioni. Gestiscono quindi i dati e li organizzano tra i vari attori. Attraverso il visual
management si stanno sviluppando dei processi di progettazione e costruzione basati sui dati.

Politics & Policies.


Il BEP (business execution plan), viene steso nella fase iniziale del processo, definiscono i
requirements, quali strumenti devono essere utilizzati, i ruoli coinvolti e tutte le operazioni fino alla
facility management e la opeations. La metodologia tradizionale viene mediata ed efficentata
attraverso dei briefing tra le varie parti.
Il ROI ( return of investment ) definisce la convenienza di adozione di un programma / processo. A
questo si aggiunge il tema di cash detection in cui si analizzano i valori economici di convenienza,
che viene attuato attraverso delle simulazioni 4D.
L’approccio statunitense è un approccio molto pragmatico e viene mediato da quello britannico,
che più precocemente hanno utilizzato il BIM.

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Architettura tecnica 2

gli attori di governo che interessa lo sviluppo di tecnologie a livello nazionale sono: il governo
centrale, le task force, che vengono organizzate per studiare dei temi precisi e i campioni nazionali
che possono introdurre all’interno del sistema paese un sistema digitalizzato e i gruppi di tecnici
emuleranno questi progettisti.

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