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Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°1 – Nozioni di Base

Scopo del corso Il corso di Disegno di Macchine ha lo scopo di: Appunti delle

Scopo del corso

Il corso di Disegno di Macchine ha lo scopo di:

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

• insegnare a leggere e redigere i disegni tecnici di progetti relativi all’ambito dell’ingegneria industriale;

• spiegare il ruolo del disegno nella progettazione meccanica.

Al termine del corso lo studente deve essere in grado di rispondere affermativamente alle seguenti domande:

• So interpretare un disegno tecnico capendo cosa rappresenta?

• So disegnare secondo la normativa tecnica un componente meccanico? Ed un assieme?

• Ho capito a cosa serve un disegno nell’iter di progettazione?

Un disegno tecnico è una rappresentazione sintetica realizzata secondo norme specifiche finalizzate a spiegare in modo univoco

– la forma e le dimensioni di un prodotto o componente,

– le sue modalità di funzionamento,

– Il materiale di cui è composto e le caratteristiche di fabbricazione.

Questi elementi rappresentano i risultati del processo di progettazione ovvero di quella serie di ragionamenti e calcoli specifici del lavoro dell’ingegnere.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il compito della progettazione Definizioni di base 1.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Il compito della progettazione

Definizioni di base

1. Sistema meccanico (o assieme) = sistema in grado di compiere un Lavoro, assolvendo a specifiche funzionalità e requisiti prescritti all’inizio della progettazione.

2. Componente meccanico = elemento di base che insieme ad altri concorre alla definizione di un assieme.

La realizzazione di un qualsiasi sistema meccanico richiede una serie di passi che delineano con dettagli via via crescenti il sistema, rendendo possibile il passaggio dall’idea (o esigenza di mercato) al prodotto finito.

IdeaIdea

(o esigenza di mercato) al prodotto finito. Idea Idea Progetto Progetto di di massima massima Progetto

ProgettoProgetto didi massimamassima

finito. Idea Idea Progetto Progetto di di massima massima Progetto Progetto esecutivo esecutivo Pianificazione

ProgettoProgetto

esecutivoesecutivo

di massima massima Progetto Progetto esecutivo esecutivo Pianificazione Pianificazione del del processo processo

PianificazionePianificazione deldel processoprocesso didi produzioneproduzione

ProdottoProdotto

finitofinito

del del processo processo di di produzione produzione Prodotto Prodotto finito finito Produzione Produzione

ProduzioneProduzione

del del processo processo di di produzione produzione Prodotto Prodotto finito finito Produzione Produzione
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il compito della progettazione L’attuale organizzazione industriale prevede

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Il compito della progettazione

L’attuale organizzazione industriale prevede una vastissima gamma di categorie merceologiche che richiedono “prodotti meccanici” di vario tipo ed impiego la cui progettazione si può articolare in più fasi quali:

1. La progettazione concettuale: in cui si definisce il principio di funzionamento ed un primo schema di massima (arrangiamento) del sistema;

2. La progettazione di massima: in cui si procede al dimensionamento ed all’ottimizzazione dell’arrangiamento dei componenti;

3. La progettazione esecutiva: in cui si indicano e risolvono tutte le problematiche di assemblabilità e funzionalità del sistema;

4. La progettazione della fabbricazione del sistema: in cui si risolvono tutti i problemi

legati a come produrre il sistema. Le varie fasi di progettazione implicano documenti differenti e quindi diversi tipi di disegni

tecnici:

disegnidisegni didi avamprogettoavamprogetto (schizzi(schizzi aa mano,mano,

rappresentazionirappresentazioni concettuali)concettuali) disegnidisegni costruttivicostruttivi (di(di complessivi,complessivi, didi gruppo,gruppo, didi sottogruppo,sottogruppo, didi componenti)componenti)

disegnidisegni didi fabbricazionefabbricazione

disegnidisegni

comecome costruitocostruito

(progetto(progetto didi massima)massima)

(progetto(progetto esecutivo)esecutivo)

(per(per chichi devedeve produrre)produrre)

(per(per llarchiviazione)archiviazione)

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine L’evoluzione del Disegno Tecnico L’abilità di realizzare disegni

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L’evoluzione del Disegno Tecnico

L’abilità di realizzare disegni a mano è estremamente utile per “catturare” le idee e comunicare al volo con i colleghi, rendendo possibile un’immediata valutazione dei pro e dei contro di alcune soluzioni. Per questo la si utilizza molto durante la fase di progettazione concettuale.

La stesura dei disegni costruttivi e di fabbricazione un tempo era realizzata al tavolo da disegno con l’ausilio del tecnigrafo (da qui deriva l’uso di chiamare i disegni tecnici anche “messe in tavola”), ora è automatizzata al computer mediate l’uso dei sistemi di Computer Aided Design (CAD).

Computer Aided Design = Progettazione assistita dal calcolatore

Computer Aided Drawing = Messa in tavola (o disegno bidimensionale) assistita dal calcolatore

Come sarà chiarito in seguito i disegni tecnici rappresentano i componenti in forma bidimensionale, disegnandoli così come sono visibili lungo specifiche direzioni di vista (vedi riquadro 2 in figura).

33 22 11
33
22
11

DisegnoDisegno didi massimamassima aa manomano

1.1. assonometriaassonometria

2.2. proiezioniproiezioni

3.3. sezionesezione

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine L’evoluzione del Disegno Tecnico I programmi di Computer

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L’evoluzione del Disegno Tecnico

I programmi di Computer Aided Design mutano la logica di progetto consentendo da subito la formalizzazione e la visualizzazione 3D dei componenti e del loro assieme.

I disegni al CAD si chiamano per questo modelli solidi dei componenti.

Un modello solido è navigabile in tutte le direzioni (contrariamente ad un disegno tecnico) ed è interrogabile per conoscere il centro geometrico o delle masse (se si attribuisce una densità), la superficie, il volume di tutto o di dettagli.

I sistemi CAD si articolano in almeno 3 ambienti:

• uno di modellazione solida,

• uno di messa in tavola in cui si possono realizzare in modo automatico le viste di proiezione, le sezioni …,

• e l’ambiente di assemblaggio in cui si creano prototipi con cui verificare l’assemblabilità ed il movimento degli assiemi.

I sistemi CAD meccanici ( ad es. CATIA, Solid Edge, Solid Work, Autodesk Inventor, Pro-E, …) uniti ad altri software di verifica strutturale (calcolo agli elementi finiti = FEM), cinematica e automatizzazione delle lavorazioni meccaniche (sistemi CAM = Computer Aided Manufacturing), formano i sistemi di Computer Aided Engineering ovvero i sistemi di Ingegnerizzazione assistita dal calcolatore.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Cenni di modellazione solida I modelli solidi si

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Cenni di modellazione solida

I modelli solidi si disegnano aggiungendo e sottraendo tra loro volumi. Questo si può realizzare in modo intuitivo attraverso:

• la creazione di primitive di base (parallelepipedi, cilindri, tronchi di cono, …)

• la traslazione o rotazione di superfici piane lungo un percorso rettilineo o curvo

• l’uso di operazioni booleane tra volumi

Altre operazioni di rifinitura consentono di raffinare i modelli creando caratteristiche specifiche come i raccordi, gli smussi, i fori o gli sformi.

Sottrazione di un volume da un altro

Sottrazione di un volume da un altro

(operazione di scavo)

Sottrazione di un volume da un altro

(operazione di scavo)

Sottrazione di un volume da un altro (operazione di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro

(operazione di scavo)

da un altro (operazione di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura)
da un altro (operazione di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura)
da un altro (operazione di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura)
da un altro (operazione di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura)
da un altro (operazione di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura)
da un altro (operazione di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura)
da un altro (operazione di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura)
da un altro (operazione di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura)

Creazione di foro alesato

(operazione di foratura)

di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura) Foratura Raccordatura Smussatura
di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura) Foratura Raccordatura Smussatura
di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura) Foratura Raccordatura Smussatura

Foratura

Raccordatura

di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura) Foratura Raccordatura Smussatura

Smussatura

di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura) Foratura Raccordatura Smussatura
di scavo) (operazione di scavo) Creazione di foro alesato (operazione di foratura) Foratura Raccordatura Smussatura
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Cenni di modellazione solida Procedendo in questo modo

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Cenni di modellazione solida

Procedendo in questo modo la forma finale si ottiene attraverso una serie di lavorazioni che si susseguono secondo la logica della sgrossatura (= ottenere la forma di massima attraverso scavi successivi su un blocco di materiale) e della rifinitura (forature, raccordi, smussi, …) in modo simile a come si fa con le macchine utensili.

Questa serie di lavorazioni intuitive corrispondono alla definizione di un database di equazioni e bordi in grado di rappresentare e descrivere i volumi disegnati.

La struttura dei data-base segue essenzialmente le logiche della rappresentazione CSG (= Constructive Solid Geometry), e B-Rep (= Boundary Representation) ovvero della rappresentazione dei bordi.

Alla teoria della struttura dati si associano le tecniche di computer grafica per la visualizzazione del solido ed il rendering.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

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Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°2 – Nozioni di disegno tecnico

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il Disegno Tecnico Lo scopo del disegno tecnico

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Il Disegno Tecnico

Lo scopo del disegno tecnico consiste nel rappresentare il componente meccanico secondo principi geometrici e regole imposte dalla normativa in modo tale che sia univocamente ed universalmente comprensibili le sue forme, dimensioni e le caratteristiche di fabbricazione. La rappresentazione geometrica realizzata nelle cosiddette tavole di disegno è una rappresentazione bidimensionale in grado di far ricostruire, mentalmente, al tecnico l’aspetto tridimensionale del componente o dell’assieme. Questa ricostruzione può avvenire grazie all’uso delle proiezioni ortogonali e delle viste in sezione. La normativa prescrive le modalità di realizzazione del disegno tecnico così da unificare e rendere universale il modo di interpretazione del disegno bidimensionale. Esistono due enti unificatori principali: l’ UNI (Ente Nazionale Italiano di Unificazione) e l’ISO (International Standard Organization). L’ente ISO detta le normative a livello internazionale e l’UNI le ratifica e recepisce a livello nazionale. Per ogni settore industriale esistono dei comitati che si occupano di discutere ed aggiornare gli standard del settore.

– La norma UNI EN ISO 5457: 1999 definisce i formati dei fogli, la UNI 938 (norma solo nazionale) spiega come ripiegarli

– La norma UNI EN ISO 128-20:2002 detta le convenzioni di base sulle linee di tracciatura del disegno

– La norma UNI EN ISO 5456: 2001 codifica i metodi di proiezione da adottare

a

a Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il Disegno Tecnico: il formato dei fogli Prima

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Il Disegno Tecnico: il formato dei fogli

Prima dell’avvento del CAD il disegnatore doveva munirsi di matite con punte di varia

durezza (per tracciare al meglio i vari tratti in funzione della pressione della mano),

riga, squadra, curvilinee, compasso,

oltre che il foglio. Ora con il CAD i tratti si

impostano al calcolatore e tracciare linee curve o forme complicate non è più un problema manuale. Tuttavia resta la necessità di preparare il foglio. Da normativa si prevedono 5 formati standard di foglio, indicati con le sigle A0, A1, A2, A3, A4.

Il foglio A0 è il più grande: ha un’area pari da 1 m 2 ed i suoi lati sono di 1189 x 841 mm. Le dimensioni degli altri formati derivano dal foglio A0 secondo lo schema riportato in

figura

derivano dal foglio A0 secondo lo schema riportato in figura A0 b b/2 A1 A2 A3

A0

dal foglio A0 secondo lo schema riportato in figura A0 b b/2 A1 A2 A3 A4

b

dal foglio A0 secondo lo schema riportato in figura A0 b b/2 A1 A2 A3 A4

b/2

dal foglio A0 secondo lo schema riportato in figura A0 b b/2 A1 A2 A3 A4

A1

A2

A3

A4

Esiste la similitudine:

a : b = b/2 : a

quindi

b=1.41 a

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il Disegno Tecnico: il formato dei fogli Viste

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Il Disegno Tecnico: il formato dei fogli

Viste le dimensioni di un foglio A0 o di A1 si comprende come mai occorrano delle regole per ripiegare i fogli. Il contorno del foglio viene squadrato ad indicare la zona entro cui si disegna. I margini possono presentare delle maglie rettangolari per localizzare delle aree attraverso coordinate alfanumeriche (questo è utile per localizzare i dettagli in disegni molto complessi). In basso a destra si predispone il cartiglio, una zona in cui riepilogare i dati identificativi del documento.

zona in cui riepilogare i dati identificativi del documento. 1 2 3 A B C Un
zona in cui riepilogare i dati identificativi del documento. 1 2 3 A B C Un
1 2 3 A B C
1
2 3
A
B
C

Un sistema di coordinate alfanumeriche ai bordi permette di localizzare aree diverse del disegno

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il Disegno Tecnico: la grossezza delle linee Per

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Il Disegno Tecnico: la grossezza delle linee

Per quanto riguarda la grossezza della linea le regole specifiche saranno richiamate volta per volta quando si adotteranno. Al momento basta sapere che esistono le linee continue grosse per disegnare tutti gli spigoli ed i contorni in vista mentre i bordi nascosti, se indicati, si tracciano con linea tratteggiata grossa. Con la linea fine in tratteggio, o meno, si tracciano le linee di costruzione, mentre gli assi di simmetria si tracciano come linee miste (tratto punto) fini. La linea fina è spessa ¼ rispetto alla linea grossa.

continua grossa

tratteggiata grossa

continua fine

mista fine

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Le Assonometrie Le viste assonometriche hanno lo scopo

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Le Assonometrie

Le viste assonometriche hanno lo scopo di dare un’idea tridimensionale della forma di un componente.

Nel disegno meccanico si utilizzano in prevalenza l’assonometria isometrica

e

quella cavaliera. Nei rispettivi casi I piani di riferimento dello spazio (xy, yz

e

zx) sono reciprocamente disposti come in figura:

z 120° 120° x y
z
120°
120°
x
y

Assonometria

isometrica

in figura: z 120° 120° x y Assonometria isometrica z 135° y x Assonometria cavaliera L’uso
z 135° y x
z
135°
y
x
120° 120° x y Assonometria isometrica z 135° y x Assonometria cavaliera L’uso di queste viste

Assonometria

cavaliera

L’uso di queste viste è legato in genere alla creazione delle viste di assieme e delle viste esplose in cui si vuole trasmettere la tridimensionalità dell’insieme.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il Disegno Tecnico: le proiezioni ortogonali Le proiezioni

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Il Disegno Tecnico: le proiezioni ortogonali

Le proiezioni ortogonali descrivono bidimensionalmente un oggetto reale.

Consistono nel proiettare ortogonalmente, sul piano del disegno, da una distanza infinita, le varie viste dell’oggetto da rappresentare

A A’ B B’ C C’ y z x
A
A’
B
B’
C
C’
y
z
x
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il Disegno Tecnico: le proiezioni ortogonali A A’

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Il Disegno Tecnico: le proiezioni ortogonali

A A’ B B’ C C’ y z
A
A’
B
B’
C
C’
y
z
le proiezioni ortogonali A A’ B B’ C C’ y z x Le diverse proiezioni (una
x
x

Le diverse proiezioni (una per ciascuna modalità di vista dell’oggetto) vengono rappresentate sul foglio come illustrato a destra

dell’oggetto) vengono rappresentate sul foglio come illustrato a destra RUOTO IL PIANO XY PIANO ZY RUOTO
RUOTO IL PIANO XY PIANO ZY RUOTO IL PIANO XZ
RUOTO IL PIANO XY
PIANO ZY
RUOTO IL PIANO XZ
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il Disegno Tecnico: le proiezioni ortogonali Secondo le

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Il Disegno Tecnico: le proiezioni ortogonali

Secondo le norme

Esistono due metodi di rappresentazione:

1.1. ilil metodometodo europeoeuropeo

2.2. ilil metodometodo americanoamericano

europeo 2. 2. il il metodo metodo americano americano caso se In questo l’oggetto appare riflesso,
europeo 2. 2. il il metodo metodo americano americano caso se In questo l’oggetto appare riflesso,
caso se In questo l’oggetto appare riflesso, come fosse specchiato!
caso se
In questo
l’oggetto
appare
riflesso,
come
fosse
specchiato!

Si differenziano in base alla posizione dell’oggetto rispetto al piano di proiezione ed all’osservatore

piano verticale

piano laterale

M
M

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

N

Piani di Proiezione

secondo il metodo

Q

di Macchine N Piani di Proiezione secondo il metodo Q R P piano orizzontale O Prospetto

R

di Macchine N Piani di Proiezione secondo il metodo Q R P piano orizzontale O Prospetto
di Macchine N Piani di Proiezione secondo il metodo Q R P piano orizzontale O Prospetto
di Macchine N Piani di Proiezione secondo il metodo Q R P piano orizzontale O Prospetto

P

piano orizzontale

O

Prospetto (vista anteriore)

Pianta (vista dall’alto)

Vista da sinistra

Vista da destra

Vista dal basso

Vista posteriore

M

N

Q

R

P

O

M Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine N Proiezione Ortogonale P Q R M

M

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N

Proiezione Ortogonale

P

Q

P Q

R

M N Q P O R
M
N Q
P
O R

O

Come si sceglie la vista centrale o prospetto?

La vista da collocare in posizione 1 è quella considerata come maggiormente rappresentativa del pezzo in esame. Nel caso di una vite o di un albero sarà la vista parallela all’asse, nel caso di un automobile la vista dal lato. Per essere più incisivi, ove potrebbero esserci delle ambiguità, l’orientamento della vista deve ricalcare quello del suo possibile montaggio/funzionamento (un’automobile dovrà avere le ruote verso il basso e non in alto!).

N.B.

In questo caso, poiché l’oggetto è assialsimmetrico bastano due viste per definirlo interamente.

M Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine N Proiezione Ortogonale P Q R O

M

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N

Proiezione Ortogonale

P

Q

P Q

R

di Disegno di Macchine N Proiezione Ortogonale P Q R O M N Q P O
O M N Q P O R
O
M
N
Q
P
O
R

N.B.

In questo caso, poiché l’oggetto è assialsimmetrico bastano due viste per definirlo interamente

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Esempio di svolgimento • si parte dalla conoscenza

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Esempio di svolgimento

• si parte dalla conoscenza del corpo tridimensionale • si sceglie e si realizza la
• si parte dalla conoscenza del corpo tridimensionale
• si sceglie e si realizza la vista centrale
Si realizzano le altre viste in
modo tale che esista la
corrispondenza degli spigoli nel
passaggio da una vista all’altra.
Questa corrispondenza si
realizza attraverso le linee di
costruzione (indicate nel
disegno a tratto fine).
45°
N.B. Nei progetti esecutivi le
linee di costruzione non si
riportano
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Proiezioni ortogonali di oggetti simmetrici I solidi solidi

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Proiezioni ortogonali di oggetti simmetrici

I solidisolidi assialsimmetriciassialsimmetrici (corpi cilindrici) e le figure simmetriche devono avere l’indicazione degli assi

cilindrici) e le figure simmetriche devono avere l’indicazione degli assi Gli assi dei raccordi non si
cilindrici) e le figure simmetriche devono avere l’indicazione degli assi Gli assi dei raccordi non si

Gli assi dei raccordi non si riportano

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Proiezioni ortogonali di raccordi I raccordi hanno lo

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Proiezioni ortogonali di raccordi

I raccordi hanno lo scopo di eliminare gli spigoli, perchè potrebbero essere taglienti oppure perché possono creare zone critiche per la resistenza del pezzo (vedi in seguito il disegno di alberi ad asse reattilineo).

L’assenza dello spigolo fa sì che nelle proiezioni l’area soggetta a raccordo non venga rappresentata.

reattilineo ). L’assenza dello spigolo fa sì che nelle proiezioni l’area soggetta a raccordo non venga
reattilineo ). L’assenza dello spigolo fa sì che nelle proiezioni l’area soggetta a raccordo non venga
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Proiezioni di superfici inclinate od oblique La perpendicolarità

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Proiezioni di superfici inclinate od oblique

La perpendicolarità tra la direzione di vista ed il piano di proiezione garantisce la rappresentazione reale della forma e delle dimensioni del componente. Capita alle volte che il pezzo sia così complicato da presentare comunque piani inclinato o obliqui.

Una superficie è inclinatainclinata se è perpendicolare ad uno dei piani di proiezione ma inclinata rispetto ai due piani adiacenti.

Una superficie è obliquaobliqua se non è parallela a nessuno dei tre piani di proiezione.

sup. inclinata
sup. inclinata
a nessuno dei tre piani di proiezione. sup. inclinata Nelle superfici inclinate le dimensioni rimangono invariate
a nessuno dei tre piani di proiezione. sup. inclinata Nelle superfici inclinate le dimensioni rimangono invariate

Nelle superfici inclinate le dimensioni rimangono invariate solo nella vista ortogonale alla superficie.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Proiezioni di superfici inclinate od oblique Per ottenere

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Proiezioni di superfici inclinate od oblique

Per ottenere la forma e le dimensioni reali di una superficie inclinata si ricorre:

• alla vista ribaltata, ovvero alla rotazione della figura fino a renderla parallela ad un piano di proiezione (nel caso delle superfici inclinate) ;

• alla vista ausiliaria (nel caso delle superfici inclinate o oblique).

Operazione di ribaltamento

superfici inclinate o oblique). Operazione di ribaltamento piano inclinato piano di proiezione piano ribaltato
superfici inclinate o oblique). Operazione di ribaltamento piano inclinato piano di proiezione piano ribaltato

piano inclinato

piano di proiezione

piano ribaltato

proiezione ribaltata

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Proiezioni di superfici inclinate od oblique Si ottiene

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Proiezioni di superfici inclinate od oblique

Si ottiene lo stesso scopo anche non ribaltando il piano ma realizzando la proiezione su un piano ad esso parallelo.

piano ausiliario

non ribaltando il piano ma realizzando la proiezione su un piano ad esso parallelo. piano ausiliario

vista ausiliaria

non ribaltando il piano ma realizzando la proiezione su un piano ad esso parallelo. piano ausiliario
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Esempi di viste ausiliarie e ribaltamenti Vista Ausiliaria

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Esempi di viste ausiliarie e ribaltamenti

di Macchine Esempi di viste ausiliarie e ribaltamenti Vista Ausiliaria Ribaltamento indicazione indicazione del

Vista Ausiliaria

Ribaltamento

viste ausiliarie e ribaltamenti Vista Ausiliaria Ribaltamento indicazione indicazione del del ribaltamento ribaltamento

indicazioneindicazione deldel ribaltamentoribaltamento

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

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Disegno di Macchine

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Lezione n°3 – Nozioni di disegno tecnico: le viste in sezione

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Viste in sezione Nei componenti cavi le proiezioni

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Viste in sezione

Nei componenti cavi le proiezioni possono essere insufficienti a descrivere in modo chiaro la forma, in questi casi si ricorre alla rappresentazione mediante sezione.sezione.

La sezione è la rappresentazione secondo proiezione ortogonale di una delle due parti che si ottengono dividendo idealmente l’oggetto secondo uno o più piani chiamati piani di taglio. La proiezione sarà ortogonale al piano di taglio per mettere in evidenza la forma e le dimensioni su tale piano.

piano di taglio

la forma e le dimensioni su tale piano. piano di taglio superfici dietro il piano di
superfici dietro il piano di taglio Il materiale che interseca il piano di taglio viene
superfici dietro il
piano di taglio
Il materiale che interseca il piano di taglio
viene evidenziato attraverso un tratteggio in
linea fine, generalmente inclinato a 45°, noto
anche come campitura della sezione.

superficie sul piano di taglio

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Viste in sezione Nella rappresentazione la traccia del

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Viste in sezione

Nella rappresentazione la traccia del piano di taglio deve essere mostrata in modo chiaro, così da comprendere dove posizionare

la sezione in esame.

I piani di taglio si indicano in

proiezione ortogonale sottoforma

di tracce, attraverso un tratto

misto fine e grosso. Con il tratto

grosso si marcano di più gli estremi. A questi estremi si fanno corrispondere due frecce, ad indicare la direzione di proiezione, e una lettera maiuscola identificativa della sezione in esame.

due frecce, ad indicare la direzione di proiezione, e una lettera maiuscola identificativa della sezione in
due frecce, ad indicare la direzione di proiezione, e una lettera maiuscola identificativa della sezione in
due frecce, ad indicare la direzione di proiezione, e una lettera maiuscola identificativa della sezione in
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Viste in sezione Le linee di tratteggio nelle

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Viste in sezione

Le linee di tratteggio nelle aree sezionate vanno disegnate equidistanti, inclinate a 45°con tratto fine. Se è presente uno spigolo anch ’esso a 45°l’inclinazione si può cambiare con un angolo incluso tra i 30°e i 60°. La distanza tra le linee di tratteggio è in funzione della dimensione dell’oggetto (più l’oggetto è piccolo più le linee sono vicine). Oggetti di grandi dimensioni possono avere il tratteggio solo in prossimità dei bordi. Oggetti di piccolo spessore (max 2 mm) si anneriscono interamente. N.B. Aree diverse dello stesso componente devono avere le linee inclinate nello stesso verso e con la stessa distanza. N.B. Componenti contigui rappresentati in sezione devono avere tratteggi ad inclinazioni diverse o diverso intervallo di tratti.

Errore!
Errore!

Corretta!

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Tipi di sezione Le sezioni si possono suddividere

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Tipi di sezione

Le sezioni si possono suddividere in base:

all’elemento secante >> un solo piano, piani paralleli, piani concorrenti,superfici qualsiasi

all’estensione della sezione >> semisezioni, sezioni parziali o a strappo

alla posizione >> sezioni ribaltate in loco, sezioni in vicinanza, sezioni successive

Sezioni con piani paralleli Il cambio di piani in sezione è reso evidente dallo sfalsamento
Sezioni con piani paralleli
Il cambio di piani in sezione è
reso evidente dallo sfalsamento
del tratteggio e da una linea
mista ad indicare il cambio di
piano.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Sezioni con piani concorrenti In questo caso è

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Sezioni con piani concorrenti

delle lezioni di Disegno di Macchine Sezioni con piani concorrenti In questo caso è necessario eseguire

In questo caso è necessario eseguire un ribaltamento

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Semi-Sezioni La semisezione rappresenta la vista in sezione

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Semi-Sezioni

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Semi-Sezioni La semisezione rappresenta la vista in sezione di

La semisezione rappresenta la vista in sezione di metà componente, l’altra metà si rappresenta in proiezione ortogonale.

Questo tipo di rappresentazione è particolarmente indicato per corpi assialsimmetrici.

in proiezione ortogonale. Questo tipo di rappresentazione è particolarmente indicato per corpi assialsimmetrici.
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Sezioni a strappo In altri casi, se il

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Sezioni a strappo

In altri casi, se il dettaglio interno è piccolo rispetto all’intero componente si può ricorrere alla sezione a strappo

altri casi, se il dettaglio interno è piccolo rispetto all’intero componente si può ricorrere alla sezione
altri casi, se il dettaglio interno è piccolo rispetto all’intero componente si può ricorrere alla sezione
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Sezioni ribaltate in loco Talvolta, per evidenziare la

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Sezioni ribaltate in loco

lezioni di Disegno di Macchine Sezioni ribaltate in loco Talvolta, per evidenziare la sezione di travi

Talvolta, per evidenziare la sezione di travi o parti assimilabili a travi, è opportuno rappresentare la sezione con un ribaltamento in loco.

In questo modo si ha una visione immediata della sezione risparmiando l’aggiunta di una vista ulteriore.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Eccezioni nella rappresentazione in sezione Alcuni componenti meccanici

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Eccezioni nella rappresentazione in sezione

Alcuni componenti meccanici o parti di essi non vengono mai rappresentati in sezione ma sempre in proiezione ortogonale anche se inseriti in una sezione di assieme. Questi componenti sono gli alberi e gli assi, le spine, le chiavette e le linguette, quando rappresentati in vista longitudinale.

1. Asse (rappresentato in proiezione)

2. Montante o staffa

3. Rullo tenditore

4. Base

in vista longitudinale. 1. Asse (rappresentato in proiezione) 2. Montante o staffa 3. Rullo tenditore 4.
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Eccezioni nella rappresentazione in sezione Le parti di

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Eccezioni nella rappresentazione in sezione

Le parti di componenti sono invece: le dentature delle ruote dentate (in vista longitudinale), le razze delle pulegge (in vista longitudinale), gli elementi volventi dei cuscinetti (in ogni vista). Le razze possono essere associate a sezioni trasversali con ribaltamento in loco.

volventi dei cuscinetti (in ogni vista). Le razze possono essere associate a sezioni trasversali con ribaltamento
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°4 – Quotatura

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Quotatura dei disegni meccanici Nel disegno meccanico attraverso

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Quotatura dei disegni meccanici

Nel disegno meccanico attraverso la quotatura si precisano le dimensioni del componente, rendendo possibile la sua realizzazione ed il suo corretto montaggio.

La norma di riferimento per la sua corretta definizione è la UNI 3973.

Dal punto di vista grafico le quote si riportano avvalendosi di linee di riferimento (in tratto continuo fine) che localizzano gli spigoli a cui si riferisce la quota. Tra le due linee di riferimento si traccia una linea di misura (a tratto continuo fine con due frecce terminali) su cui si riporta la quota nominale.

due frecce terminali) su cui si riporta la quota nominale. La quota da riportare è quella
due frecce terminali) su cui si riporta la quota nominale. La quota da riportare è quella

La quota da riportare è quella effettiva del componente: se il disegno è in scala non si riporta il valore della lunghezza della linea di misura ma del componente reale.

La disposizione delle linee di riferimento deve essere ordinata in modo tale da semplificare la comprensione del disegno: le linee non si devono intersecare tra loro e con le linee di disegno della parte. Inoltre devono succedersi in modo equi-spaziato, in genere sul basso e verso destra.

I bordi nascosti se presenti NON devono essere quotati (per definire i dettagli interni si quota la vista in sezione).

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine L’orientamento delle quote è parallelo alla linea di

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

L’orientamento delle quote è parallelo alla linea di misura in modo da consentire la lettura in orizzontale per una rotazione del foglio di 90°oraria.

in orizzontale per una rotazione del foglio di 90°oraria. Oggetti simmetrici possono avere quote con linee

Oggetti simmetrici possono avere quote con linee di misura incomplete ed una sola linea di riferimento. In questo caso le quote si sfalsano in maniera alternata

In questo caso le quote si sfalsano in maniera alternata Quote riferite a diametri si riportano

Quote riferite a diametri si riportano con il prefisso “ O

questo caso le quote si sfalsano in maniera alternata Quote riferite a diametri si riportano con
Per Per chiarezza chiarezza di di rappresentazione rappresentazione alcune alcune linee linee di di riferimento

PerPer chiarezzachiarezza didi rappresentazionerappresentazione alcunealcune lineelinee didi riferimentoriferimento sisi possonopossono farefare obliqueoblique

si si possono possono fare fare oblique oblique Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Non

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

oblique oblique Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Non quotare i bordi nascosti Evitare di

Non quotare i bordi nascosti

Evitare di intersecare le linee del disegno

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Non quotare i bordi nascosti Evitare di intersecare le
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Non quotare i bordi nascosti Evitare di intersecare le
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Le quote disposte su un componente possono essere

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Le quote disposte su un componente possono essere distinte in quote di grandezza se definiscono la dimensione dell’entità in esame (ad esempio un raggio o la distanza tra due facce), oppure in quote di posizione, se servono a localizzare la posizione degli assi dei fori.

14 20 R2 4
14
20
R2
4

A riguardo si ricorda che la disposizione di quote secondo quanto riportato a destra è errata poiché non ha alcuna utilità pratica nel localizzare il centro del foro.

10 18 R2
10 18
R2
quanto riportato a destra è errata poiché non ha alcuna utilità pratica nel localizzare il centro
Esempi di quotatura disposta in parallelo Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine E s

Esempi di quotatura disposta in parallelo

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

in parallelo Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine E s e m p i o

Esempio di quotatura disposta in serie

u r a d i s p o s t a i n s e r

La scelta di una disposizione rispetto all’altra vincola la precisione finale del pezzo e le modalità

di collaudo.

Nella quotatura in serie ogni tratto parte dal precedente per cui la lunghezza finale del pezzo è affetta dagli errori di lavorazione di ogni singola quota.

Nella quotatura in parallelo ogni dimensione è

riferita ad una specifica faccia, per cui gli errori non

si accumulano.

Alla luce di queste considerazioni occorre chiedersi con quale logica si impostano le quote di un disegno.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Come si imposta una quotatura di un componente?

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Come si imposta una quotatura di un componente? Quali elementi vanno quotati?

La scelta di quali elementi geometrici quotare deriva dalle necessità di:

– localizzare tutte le dimensioni necessarie alla definizione del pezzo (come se dovesse essere riprodotto)

– focalizzare i problemi inerenti al montaggio ed al funzionamento della parte

– aiutare il processo di fabbricazione riducendo gli errori

– definire i punti di collaudo del pezzo Si distinguono così diversi tipi di quotatura. Nel disegno esecutivo di un componente si riportano tutte le quote necessarie a definire ogni dettaglio. Queste volendo possono essere distinte in quote funzionali, non funzionali e, se presenti, ausiliarie.

Le quote funzionali sono quelle relative alle superfici di accoppiamento.

Quelle non funzionali si riferiscono ad elementi che completano la geometria ma non servono al funzionamento della parte.

Quelle ausiliarie sono quote ridondanti per evitare calcoli a chi deve realizzare il pezzo. Le quote ausiliarie si riportano tra parentesi

sono quote ridondanti per evitare calcoli a chi deve realizzare il pezzo. Le quote ausiliarie si
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Talvolta la quotatura del progetto esecutivo può coincidere

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Talvolta la quotatura del progetto esecutivo può coincidere con la quotatura di fabbricazione, altre volte no. In quest’ultimo caso può essere opportuno creare una versione del disegno con quotatura di fabbricazione. La fabbricazione di un componente, soprattutto se fatta alle macchine utensili, avviene secondo una sequenza di lavorazioni ciascuna delle quali porta “a misura” specifiche parti. A seguire si illustra il problema con un esempio preso dal Manfè, Pozza, Scarato.

il problema con un esempio preso dal Manfè, Pozza, Scarato. Il disegno in figura rappresenta un

Il disegno in figura rappresenta un perno, definito dai diametri A e B e dalle rispettive lunghezze C e D. Questo sistema di quote rispecchia la logica delle quote funzionali poiché l’inserimento del perno in un foro di diametro nominale B consente un corretto funzionamento solo se la misura D rispetta l’esigenze di corretto montaggio nel foro.

Sulla carta è possibile riportare le lunghezze C e D o in serie (come fatto in figura) oppure in parallelo in cui ad esempio D si desume per differenza.

La quotatura proposta può essere una quota di fabbricazione?

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Immaginiamo di ottenere il perno partendo da un
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Immaginiamo di ottenere il perno partendo da un

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Immaginiamo di ottenere il perno partendo da un semilavorato costituito da una barra circolare di diametro > A e lunghezza >> C+D

•Afferro la barra,

•creo la superficie 1 facendo sì che sia ortogonale all’asse della barra (sfacciatura)

•levo materiale fino ad ottenere il diametro A per un tratto > C+D

•levo materiale per un tratto di lunghezza D in modo che abbia diametro pari a B

•tronco il perno ad una lunghezza C+D

Le quote utili alla lavorazione sono: le lunghezze di materiale che via via si asporta e quelle del pezzo finito che poi dovrà essere verificato in collaudo.

In questo caso la quotatura in parallelo è più significativa.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine semilavorato Componente finito con quotatura di fabbricazione cerchiato
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine
semilavorato
Componente finito
con quotatura di
fabbricazione
cerchiato in rosso:
moto di avanzamento
dell’utensile
cerchiato in blu:
quota di
fabbricazione
corrispondente alla
fase di lavoro
riportata a destra
•Quali quote
mancano nella
rappresentazione?
•E’ possibile quotare
questo pezzo senza
badare alla
fabbricazione? Se sì,
come?
utensile
Sequenza di lavorazione
• Quali quote mancano nella rappresentazione? I diametri Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Quali quote mancano nella rappresentazione?

I diametri

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

E’ possibile quotare questo pezzo senza badare alla fabbricazione? Se sì, come?

Ponendo tutte le lunghezze dei perni a diametro variabile in serie

La quotatura dello smusso è sempre una quotatura di fabbricazione, si fa quindi nel modo riportato di seguito perché lo smusso si realizza sempre a partire dalla lunghezza più esterna con un moto di avanzamento dell’utensile longitudinale ad entrare nel pezzo.

40

2 x 45°
2 x 45°
40 2 x 45° 2 X 30 ° Errato! 2 X 30 °
40
2 x 45°
2 X 30 °
Errato!
2 X 30 °
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Descrizione delle conicità Simbolo di conicità da disporre

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Descrizione delle conicità

lezioni di Disegno di Macchine Descrizione delle conicità Simbolo di conicità da disporre nel verso
lezioni di Disegno di Macchine Descrizione delle conicità Simbolo di conicità da disporre nel verso

Simbolo di conicità da disporre nel verso dell’inclinazione

R 2
R 2

Esempio di quotatura di raggi. Richiedono il prefisso R

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°5 – Componentistica di base: alberi

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Introduzione ai componenti di macchine • I componenti

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Introduzione ai componenti di macchine

• I componenti meccanici di base possiamo distinguerli in funzione del loro scopo oppure in base al principio tecnologico di funzionamento. In base allo scopo possiamo distinguere elementi per trasmissione di potenza e di supporto, mentre in base al principio di funzionamento possiamo distinguere elementi meccanici, elettromeccanici, idraulici e pneumatici. Sistemi complessi possono prevedere la coesistenza di più tecnologie.

• In molti casi il motore primo è di tipo elettromeccanico. Attraverso un albero di uscita si connette alla trasmissione meccanica che realizza le opportune variazioni di velocità fino ad azionare l’utilizzatore finale.

• La potenza richiesta in uscita dall’utilizzatore (Pu) consente di valutare la Potenza motrice iniziale (Pm) attraverso il rendimento ( ) dei meccanismi che compongono il sistema: Pu =

Pm

con

(0, 1) ma generalmente superiore a 0.9.

• La funzione che deve assolvere il sistema assieme ai vincoli di ingombro e fabbricabilità rappresentano i requisiti di base su cui si definisce lo schema di massima della struttura, definendone i componenti e quindi i rendimenti e gli eventuali rapporti di trasmissione.

• Il rapporto di trasmissione = m/ u rappresenta il rapporto tra la velocità angolare del componente motore e quello condotto. Con > 1 si realizza una riduzione di velocità dal motore al condotto, con < 1 una moltiplicazione. =1 presuppone costanza di velocità tra i due tratti della trasmissione.

• Tralasciando ad altri corsi l’approfondimento dei criteri specifici di dimensionamento e progettazione a seguire si presentano gli elementi di base per la trasmissione di potenza con lo scopo di inquadrare il loro funzionamento e le modalità di disegno nel contesto della progettazione di assiemi meccanici.

Alberi Alberi Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Sono gli elementi di base per

AlberiAlberi

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Sono gli elementi di base per la trasmissione di potenza. Distinguiamo tra alberi ad asse rettilineo, alberi a gomiti e alberi a camme. I primi si usano per trasmettere potenza attraverso un momento torcente, moltiplicando o demoltiplicando la velocità angolare tramite organi quali ruote dentate, trasmissione per cinghie, catene o ruote di frizione. Gli altri servono a trasformare il moto alternato in rotatorio o viceversa. Gli alberi a gomiti attraverso la manovella si innestano sulla biella che viene mossa dal pistone (elemento che trasla), mentre quelli a camme hanno delle lavorazioni (le camme) il cui profilo comanda l’alzata dell’elemento che deve scorrere (ad es. una valvola nel caso di alberi di distribuzione).

alberoalbero aa cammecamme
alberoalbero aa cammecamme

Perno di

manovella Perno di banco Manovella - albero a gomito -
manovella
Perno di banco
Manovella
- albero a gomito -

Cava per linguetta

Cava per linguetta Estremità d’albero Spallamenti o battute Cava per chiavetta - albero ad asse rettilineo
Cava per linguetta Estremità d’albero Spallamenti o battute Cava per chiavetta - albero ad asse rettilineo

Estremità d’albero

Spallamenti o battute

Cava per chiavetta

Cava per linguetta Estremità d’albero Spallamenti o battute Cava per chiavetta - albero ad asse rettilineo

- albero ad asse rettilineo -

La forma della manovella è dettata da esigenze di bilanciamento delle masse dell’albero (masse eccentriche rispetto all’asse di rotazione creano sovraccarichi), la forma della camma è funzione della legge di moto da imprimere all’elemento che deve traslare.

L’albero ad asse rettilineo presenta diverse variazioni di sezione per consentire l’alloggiamento nei supporti (frapponendo opportuni cuscinetti per ridurre gli attriti ed aumentare così il rendimento) ed il montaggio di altri elementi.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Nel caso degli alberi ad asse rettilineo la

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Nel caso degli alberi ad asse rettilineo la sezione minima, sia essa piena o cava, è definita in base alla potenza trasmessa, gli altri diametri sono legati ad esigenze costruttive per il montaggio di:

• organi di trasmissione (ruote, pulegge, giunti, …);

• cuscinetti per ridurre gli attriti in corrispondenza dei supporti.

Un generico organo di trasmissione montato su un albero, sia esso una ruota dentata o una puleggia o altro, si chiama mozzo. Il montaggio di un mozzo sull’albero (detto anche calettamento) può avvenire per:

collegamento con chiavetta o linguetta;

forzamento;

profilo scanalato.

In tutti i casi, per evitare perdite di potenza, non ci deve essere moto relativo quindi dopo il montaggio è come se il mozzo diventasse un tutt’uno con l’albero. I supporti hanno il compito di scaricare le forze a terra, ancorando nello spazio la posizione dell’asse dell’albero. Le discontinuità di diametro presenti sugli alberi sono chiamati spallamenti (o battute). Essi richiedono una raccordatura per migliorare la resistenza del pezzo e garantire l’eventuale montaggio di cuscinetti e mozzi.

supporto supporto distanziale tratto di albero con supporti e ruota dentata montata attraverso linguetta •Il
supporto
supporto
distanziale
tratto di albero con supporti e
ruota dentata montata
attraverso linguetta
•Il distanziale ha il compito di bloccare
assialmente lo spostamento verso destra della
ruota dentata.
•In corrispondenza dei cambi di sezione
(frecce azzurre) è necessario raccordare
Esempi di raccordi per spallamenti di alberi ad asse rettilineo. Appunti delle lezioni di Disegno

Esempi di raccordi per spallamenti di alberi ad asse rettilineo.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

NO! NO!
NO!
NO!

Nel montaggio per garantire il contatto tra il mozzo e lo spallamento il mozzo deve essere opportunamente raccordato.

Occorre verificare che:

R_mozzo R_raccordo

oppure che il mozzo nel foro di calettamento sia smussato in modo tale da realizzare il contatto con lo spallamento

assenza di raccordo:

assenza di raccordo:

montaggio errato!

montaggio errato!

assenza di raccordo: montaggio errato! montaggio errato! Raccordo del mozzo troppo Raccordo del mozzo troppo

Raccordo del mozzo troppo

Raccordo del mozzo troppo

piccolo: montaggio errato!

piccolo: montaggio errato!

Per rendere più preciso il contatto e realizzare un montaggio corretto, sugli spallamenti si possono

Per rendere più preciso il contatto e realizzare un montaggio corretto, sugli spallamenti si possono realizzare delle gole di scarico che migliorano la resistenza perché raccordano le due sezioni e nello stesso tempo localizzano meglio la superficie di spallamento tra albero e mozzo. La normativa codifica le dimensioni e le geometrie delle gole di scarico.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

di scarico. Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Esempio di albero con profilo scanalato sulla
di scarico. Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Esempio di albero con profilo scanalato sulla

Esempio di albero con profilo scanalato sulla destra e scavo per linguetta a sinistra.

Notare i dettagli X e Y per le gole di scarico e le sezioni A-A e B-B per visualizzare la sezione dell’albero in corrispondenza dei calettamenti.

N.B. Per alberi si ammette il posizionamento disallineato delle sezioni.

di vista

proiezione

Direzione

per la frontale

s t a proiezione D i r e z i o n e per la frontale

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Nella messa in tavola gli alberi non si sezionano mai (anche se sono cavi), si realizzano sezioni a strappo solo per evidenziare cave o lavorazioni speciali.

In quanto corpi assialsimmetrici è obbligatorio riportare sempre l’asse di simmetria in tratteggio fine

riportare sempre l’asse di simmetria in tratteggio fine vista longitudinale vista frontale Le estremità d’albero
riportare sempre l’asse di simmetria in tratteggio fine vista longitudinale vista frontale Le estremità d’albero

vista longitudinale

vista frontale

Le estremità d’albero possono essere di vario tipo, e sono unificate in base alle norme UNI 6397

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine biella albero a gomito cava per linguetta Albero

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

biella albero a gomito cava per linguetta
biella
albero a gomito
cava per linguetta
di Macchine biella albero a gomito cava per linguetta Albero a camme con ruota per trasmissione

Albero a camme con ruota per trasmissione potenza

Macchine biella albero a gomito cava per linguetta Albero a camme con ruota per trasmissione potenza
Macchine biella albero a gomito cava per linguetta Albero a camme con ruota per trasmissione potenza

esempio di supporto

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°6: Giunti cardanici ed innesti

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Giunti cardanici I giunti cardanici sono un tipo

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Giunti cardanici

I giunti cardanici sono un tipo di giunti mobili usati in genere per alberi ad assi concorrenti (con angolo ). Sia l’albero motore che il condotto sono dotati di una flangia che termina con una forcella. Nella forcella si monta una crociera composta da due perni disposti a 90°.

una crociera composta da due perni disposti a 90°. La crociera ha un moto relativo rispetto

La crociera ha un moto relativo rispetto alle forcelle, per questo l’interfaccia perno/fori della forcella deve essere ad attrito ridotto per evitare dissipazioni .

Tale movimento produce in uscita sul condotto una velocità di rotazione variabile (moto non uniforme). Per rendere il rapporto di trasmissione costante si usa il doppio giunto cardanico (che è quindi un giunto omocinetico).

Nel caso b di figura gli alberi motore e condotto sono disassati (= paralleli ma non coassiali).

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Innesti I giunti uniscono solidalmente i due alberi,

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Innesti

I giunti uniscono solidalmente i due alberi, quando il collegamento va instaurato in modo intermittente si usano gli innesti. Nei giunti meccanici un elemento scorrevole (il manicotto) viene azionato da leve o pattini per fa sì che si sospenda o si instauri il collegamento tra le due flange. Il collegamento può avvenire secondo innesto di denti o per frizione.

Nel primo caso l’innesto avviene con motrice ferma (altrimenti i sovraccarichi potrebbero danneggiare l’innesto), nel secondo può avvenire anche con velocità diversa da zero. L’azione dell’attrito tra i dischi di frizione crea un graduale accoppiarsi man mano che il pacchetto si serra, alla chiusura completa si trasmette la massima potenza possibile ( =1). Molle di richiamo fanno sì che nel disinnesto il contatto tra i dischi si perda istantaneamente.

Gli innesti a frizione si distinguono in monodisco (usate negli autoveicoli) o a dischi multipli.

Altri tipi di innesti sfruttano principi (ad esempio azione centrifuga) in grado di rendere automatico l’innesto, senza richiedere l’azione di un operatore.

Nelle pagine seguenti si illustrano due esempi costruttivi di innesti: uno a denti frontali ed uno a frizione a dischi multipli.

Riconoscere le parti che li compongono spiegando il loro funzionamento.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Schemi di azionamento Come si montano le flange

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Schemi di azionamento

delle lezioni di Disegno di Macchine Schemi di azionamento Come si montano le flange sui due
delle lezioni di Disegno di Macchine Schemi di azionamento Come si montano le flange sui due

Come si montano le flange sui due alberi? Provare a disegnare il manicotto ed il semi-innesto condotto

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Qual è il compito del manicotto 10? Come

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Qual è il compito del manicotto 10? Come è fatto? Prova a disegnarlo.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°12 – Collegamenti per trasmissione di potenza

conicità 1:100

conicità 1:100 Chiavette Chiavette Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Le chiavette sono degli elementi

ChiavetteChiavette

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Le chiavette sono degli elementi prismatici a sezione rettangolare di larghezza costante e spessore

decrescente

Il loro montaggio avviene incastrandole in scanalature (cave) create longitudinalmente sia sull’albero che sul mozzo

) create longitudinalmente sia sull’albero che sul mozzo La trasmissione del moto avviene per forzamento grazie

La trasmissione del moto avviene per forzamento grazie all’attrito che si sviluppa tra le superfici a contatto

mozzo La trasmissione del moto avviene per forzamento grazie all’attrito che si sviluppa tra le superfici
Chiavette Chiavette Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine La conicità garantisce l’arresto assiale del

ChiavetteChiavette

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

La conicità garantisce l’arresto assiale del mozzo rispetto all’albero

R F
R
F

chiavetta con nasello

cava sullalbero

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Linguette Linguette Le linguette hanno sezione costante Il

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

LinguetteLinguette

Le linguette hanno sezione costante

Il contatto tra le parti avviene sui fianchi della linguetta, che è soggetta ad una sollecitazione di taglio

La traslazione assiale degli elementi non è impedita!
La traslazione assiale degli
elementi non è impedita!

N.B. chiavette e linguette longitudinalmente non si sezionano

Alberi Alberi Scanalati Scanalati Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Sono alberi con sporgenze

AlberiAlberi ScanalatiScanalati

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Sono alberi con sporgenze di pezzo disposte in maniera regolare sulla circonferenza, che si impegnano in analoghe cave realizzate sul mozzo

che si impegnano in analoghe cave realizzate sul mozzo Si adottano in caso di alberi molto

Si adottano in caso di alberi molto piccoli o se la potenza da trasmettere è elevata

Alberi Alberi Scanalati Scanalati Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Le sporgenze dei profili

AlberiAlberi ScanalatiScanalati

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Le sporgenze dei profili scanalati possono essere a fianchi paralleli oppure ad evolvente.

Il contatto tra il profilo dell’albero e quello dell’interno del mozzo può avvenire in diversi modi: può essere centrato sul diametro interno dell’albero, su quello esterno oppure sui fianchi. La prima soluzione è più economica perchè richiede lavorazioni di precisione su aree di più facile accesso.

Il centraggio sui fianchi è la soluzione naturale per I profili ad evolvente, che risultano più precisi e particolarmente adatti ad elevate velocità di rotazione. Per realizzare tali profili si usa lo stesso utensile adottato per le ruote dentate, mentre per le scanalature a denti dritti si usano frese di forma.

per le ruote dentate, mentre per le scanalature a denti dritti si usano frese di forma.

Esempio di centraggio sui fianchi

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Alberi Alberi Scanalati Scanalati La rappresentazione dei profili

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

AlberiAlberi ScanalatiScanalati

La rappresentazione dei profili scanalati nel disegno avviene in maniera simbolica (Uni EN ISO 6413).

Il fondo delle scanalature si rappresenta con linea fine. Se il profilo è ad evolvente si indica il diametro primitivo in tratto misto fine.

Le rappresentazioni in sezione si riferiscono sempre a piani passanti per le cave (e non per le sporgenze)

misto fine. Le rappresentazioni in sezione si riferiscono sempre a piani passanti per le cave (e
Alberi Alberi Scanalati Scanalati Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il tipo di accoppiamento

AlberiAlberi ScanalatiScanalati

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Il tipo di accoppiamento (ovvero la sua designazione) può anche essere indicato con dicitura semplificata in cui, attraverso linea di richiamo, si riporta

simbolicamente il tipo di profilo (

numero di cave, l’altezza del fianco e la larghezza della cava (se il centraggio è tra I fianchi). In questo caso si riportano anche le tolleranze di lavorazione per garantire il montaggio (in genere scostamenti H – f con classi di tolleranza da 5

a 7). Se il centraggio è sui diametri si riporta il diametro con relativa tolleranza.

), il

si riporta il diametro con relativa tolleranza. ), il fianchi rettilinei, fianchi ad evolvente Nel caso
si riporta il diametro con relativa tolleranza. ), il fianchi rettilinei, fianchi ad evolvente Nel caso

fianchi rettilinei,

fianchi ad evolvente

Nel caso di profili ad evolvente si riporta il modulo m del profilo.

tratto di scarico per la lavorazione
tratto di scarico per la
lavorazione

che tipo di scanalatura è?

Spine Spine e e Perni Perni Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine I perni

SpineSpine ee PerniPerni

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

e Perni Perni Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine I perni sono elementi cilindrici usati

I perni sono elementi cilindrici usati come:

1. fulcri di parti rotanti

2. elementi di arresto

come: 1. fulcri di parti rotanti 2. elementi di arresto 3. elementi di centraggio Le spine

3. elementi di centraggio

Le spine sono elementi conici (1/50) impiegati per collegare e trasmettere potenza limitata.

La sollecitazione che li contraddistingue è il taglio

N.B. spine e perni longitudinalmente non si sezionano

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°5 – Componentistica di base: ruote dentate

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Ruote Dentate Quando l’interasse tra due alberi non

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Ruote Dentate

Quando l’interasse tra due alberi non consente l’uso di trasmissioni per flessibile (perché troppo piccolo) si può trasmettere potenza, variando velocità, attraverso l’uso di due ruote di frizione. Vincolando il contatto attraverso una forza ortogonale alle ruote, si può sviluppare un attrito in grado di far trascinare la ruota condotta. Questa soluzione, tuttavia non garantisce continuità perché al crescere della velocità possono esserci degli slittamenti tra le ruote. E’ quindi opportuno pensare una soluzione alternativa che sia in grado di trascinare la ruota condotta, al girare della motrice. Nascono così gli ingranaggi (o ruote dentate). Sagomando opportunamente la ruota motrice e la ruota condotta, si creano delle zone di

contatto in cui si minimizza l’attrito tra le due ruote,

contatto in cui si minimizza l’attrito tra le due ruote, - Descrizione di ruota con denti

- Descrizione di ruota con denti ad evolvente di cerchio-

Il fianco di ogni dente ha un profilo sagomato secondo un evolvente di

cerchio (vedere sul libro come si realizza!).

La ruota condotta si ingrana su quella motrice e nella rotazione quando una coppia di denti sta per distaccarsi un’altra si ingrana. La diversità nel numero di denti tra una ruota e la sua condotta definisce il rapporto di trasmissione.

si ingrana. La diversità nel numero di denti tra una ruota e la sua condotta definisce
si ingrana. La diversità nel numero di denti tra una ruota e la sua condotta definisce
Ruote Dentate Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Le ruote possono essere classificate sulla

Ruote Dentate

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Le ruote possono essere classificate sulla base dell’andamento dei fianchi del dente (ruote cilindriche dritte, cilindriche elicoidali, coniche) oppure su come si posizionano gli assi delle due ruote (paralleli, concorrenti, sghembi)

Elicoidali

si posizionano gli assi delle due ruote ( paralleli, concorrenti, sghembi ) Elicoidali Coniche (per alberi

Coniche (per alberi ortogonali)

si posizionano gli assi delle due ruote ( paralleli, concorrenti, sghembi ) Elicoidali Coniche (per alberi
Nelle viste in sezione il dente non viene mai sezionato. Nelle viste frontali e longitudinali

Nelle viste in sezione il dente non viene mai sezionato. Nelle viste frontali e longitudinali I vani non si rappresentano ma si indica con linea mista leggera la circonferenza primitiva.

ma si indica con linea mista leggera la circonferenza primitiva. Appunti delle lezioni di Disegno di
ma si indica con linea mista leggera la circonferenza primitiva. Appunti delle lezioni di Disegno di

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°10 – Cuscinetti radenti e volventi

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Supporti Supporti e e Cuscinetti Cuscinetti I I

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

SupportiSupporti ee CuscinettiCuscinetti

II supportisupporti sorreggono gli elementi rotanti e vincolano la posizione degli assi di rotazione, scaricando a terra le forze che si esplicano sugli alberi/assi.

I cuscinetti sono elementi interposti tra albero e supporto con lo scopo di ridurre le

perdite di potenza legate all’attrito sviluppato dall’elemento rotante rispetto al supporto che è fermo. Distinguiamo due tipi fondamentali di cuscinetti in base al tipo di attrito che sfruttano nel loro funzionamento: cuscinetti radenti e cuscinetti volventi (o a rotolamento).

rinforzo supporto strato a basso attrito
rinforzo
supporto
strato a basso attrito

attrito radente >> cuscinetti striscianti

A sinistra si riporta un esempio di supporto con cuscinetto radente. Quest’ultimo può essere realizzato in un pezzo unico (boccola) o in due semi-gusci cilindrici chiamati bronzine. Il materiale con cui si realizzano questi componenti è caratterizzato da un minore attrito rispetto al contatto acciaio/acciaio, raggiungendo così lo scopo prefissato dal cuscinetto. Se il materiale non è in grado di sopportare i carichi esercitati sul cuscinetto si possono frapporre tra boccola e supporto strati di materiale più resistente.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine I cuscinetti radenti possono lavorare a secco (e

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

I cuscinetti radenti possono lavorare a secco (e quindi la riduzione dell’attrito è delegata interamente alla scelta del materiale del cuscinetto (bronzo, leghe antifrizione a base di stagno, …) oppure con lubrificazione. A tal proposito occorre distinguere se il lubrificante serve a ridurre ulteriormente l’attrito di strisciamento oppure se ha funzioni di sostentamento dei carichi sostituendosi al contatto tra perno e boccola. In questo caso

possiamo distinguere due soluzioni: il cuscinetto idrostatico e quello idrodinamico. Nel primo caso in corrispondenza dei supporti si inietta del lubrificante in pressione. Tale pressione è in grado di sollevare e sostenere il perno che gira all’interno del lubrificante. Nel caso dei cuscinetti idrodinamici il gioco tra albero e perno combinato con le condizioni

di velocità di rotazione e viscosità del lubrificante crea una distribuzione di pressione tra

fluido e perno che è in grado di sollevare e sostenere il perno evitando che tocchi il supporto.

F
F

Cuscinetto radiale idrostatico: v=0

tocchi il supporto. F Cuscinetto radiale idrostatico: v=0 Cuscinetto radiale idrostatico: v>0 Meato pieno di

Cuscinetto radiale idrostatico: v>0

Meato pieno di fluido

Zona con distribuzione di pressione in grado di sorreggere F

In entrambi i casi occorre prevedere un’opportuna gabbia con guarnizioni di tenuta per evitare

la fuori uscita del lubrificante, nel caso dei cuscinetti idrostatici servirà anche un circuito

per mettere il liquido in pressione. In funzione del carico agente sull’albero distinguiamo cuscinetti idrodinamici assiali o radiali.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine I cuscinetti a rotolamento sono composti da un

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

I cuscinetti a rotolamento sono composti da un anello interno, uno esterno con all’interno una serie di elementi

volventi (sfere o rulli) equidistanziati da una gabbia. Gli elementi volventi possono scorrere lungo le piste predisposte tra i due anelli. L’anello interno si monta sull’albero e quello esterno nel supporto. Le dimensioni caratteristiche (selezionate attraverso tabelle in base al carico ed al numero di cicli (ore) di funzionamento) sono il diametro esterno (D), il diametro interno (d), la lunghezza assiale (B) e i raggi di raccordo (importanti per il montaggio degli anelli in corrispondenza degli spallamenti).

cuscinetti radiali
cuscinetti radiali
in corrispondenza degli spallamenti). cuscinetti radiali cuscinetto radiale a sfere cuscinetti volventi si

cuscinetto radiale a sfere

cuscinetti volventi si distinguono in radiali, assiali ed obliqui in base alla direzione dei carichi che possono sopportare. Si distinguono inoltre tra cuscinetti rigidi ed orientabili a seconda se i due anelli sono obbligati alla coassialità oppure se ammettono lievi angolazioni (questo dipende dal tipo di elemento volvente e dalla forma della pista).

I

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine cuscinetti obliqui Per bilanciare le forze assiali i

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

cuscinetti obliqui
cuscinetti obliqui

Per bilanciare le forze assiali i cuscinetti obliqui a sfere ed a rulli conici vanno montati in coppia disponendoli ad X oppure ad O, ovvero ad X se la direzione delle forze tra elementi volventi e gli anelli si incontrano all’interno dei due cuscinetti, ad O se si incontrano all’esterno.

“O”

“X”

“O” “X”
cuscinetti assiali
cuscinetti assiali
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Il montaggio dei cuscinetti è un aspetto importante

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Il montaggio dei cuscinetti è un aspetto importante ai fini del progetto di un albero di trasmissione. Generalmente un albero è guidato da due supporti, tre possono creare sovraccarichi in uno dei punti di supporto soprattutto se con l’uso di cuscinetti orientabili non si compensano disassamenti o errori di montaggio.

Per i cuscinetti radiali uno va bloccato assialmente mentre l’altro deve essere assialmente libero. Questo comporta che un cuscinetto abbia tutti e due gli anelli bloccati da spallamenti o ghiere mentre l’altro ha l’anello esterno libero. Se non si ha carico assiale o se è di piccola entità e solo in una direzione gli anelli interni dei cuscinetti a sfere possono essere liberi. Se il primo cuscinetto è a sfere ed il secondo è a rulli cilindrici si possono bloccare tutti gli anelli perché la dilatazione è consentita al rullo.

gli anelli perché la dilatazione è consentita al rullo. Per quanto riguarda le tolleranze il foro
gli anelli perché la dilatazione è consentita al rullo. Per quanto riguarda le tolleranze il foro
gli anelli perché la dilatazione è consentita al rullo. Per quanto riguarda le tolleranze il foro

Per quanto riguarda le tolleranze il foro dell’anello interno è generalmente h9 o h10, il perno dell’albero può variare da g6 fino a j6. Le condizioni di gioco si scelgono nei casi di ruote folli. Si sale di classe di scostamento man mano che salgono i carichi assiali e le velocità.

Per quanto riguarda gli alloggiamenti dei supporti si va da condizioni di tipo H6 fino a P7.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine C u s c i n e t
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine C u s c i n e t

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine C u s c i n e t t

Cuscinetto assiale: schema di montaggio

Cuscinetto assiale a doppio effetto (sopporta carichi nelle due direzioni indicate in freccia)

(sopporta carichi nelle due direzioni indicate in freccia) Nei cuscinetti obliqui è importante registrare i giochi

Nei cuscinetti obliqui è importante registrare i giochi di funzionamento attraverso spessori o ghiere filettate.

Se la disposizione è a X si agisce sull’anello esterno, se è a O sull’interno

Tenuta strisciante ad anello Tenuta strisciante Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Altri elementi
Tenuta strisciante ad anello Tenuta strisciante Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Altri elementi
Tenuta strisciante ad anello Tenuta strisciante Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Altri elementi

Tenuta strisciante ad anello

Tenuta strisciante ad anello Tenuta strisciante Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Altri elementi importante
Tenuta strisciante ad anello Tenuta strisciante Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Altri elementi importante

Tenuta strisciante

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Altri elementi importante per il corretto funzionamento dei cuscinetti sono le tenute e la lubrificazione. Le tenute sono costituite da guarnizioni striscianti o labirinti e scanalature in grado di non far fluire il lubrificante fuori dai coperchi del supporto.

La lubrificazione nei cuscinetti volventi ha il compito di abbassare ulteriormente l’attrito, preservare dalla ruggine, asportare il calore.

La lubrificazione può essere fatta con grasso ed a olio (a bagno, a iniezione, a circolazione o a nebbia)

Cercare sul Manfè, Pozza, Scarato esempi di applicazione.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

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Lezione n°11 – Collegamenti filettati e cenni sui dispositivi anti svitamento

Viti Viti e e Bulloni Bulloni Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine La vite

VitiViti ee BulloniBulloni

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

La vite è un elemento impiegato per collegare tra loro parti distinte, è costituita da un gambo filettato, ovvero da una diametro di nocciolo su cui si sviluppa secondo un percorso elicoidale un filetto che può avere sezione triangolare, trapezoidale,

un filetto che può avere sezione triangolare, trapezoidale, Il collegamento avviene avvitando il profilo della vite
un filetto che può avere sezione triangolare, trapezoidale, Il collegamento avviene avvitando il profilo della vite

Il collegamento avviene

avvitando il profilo della vite in una sede dotata di filetti analoghi (dado o madrevite). Durante l’operazione di serraggio i filetti impegnati nella madrevite mettono in trazione il gambo della vite comprimendo le parti da congiungere che si frappongono tra la

madrevite e la testa della

vite

della vite comprimendo le parti da congiungere che si frappongono tra la madrevite e la testa

dado

della vite comprimendo le parti da congiungere che si frappongono tra la madrevite e la testa
della vite comprimendo le parti da congiungere che si frappongono tra la madrevite e la testa
della vite comprimendo le parti da congiungere che si frappongono tra la madrevite e la testa

testa

Viti Viti e e Bulloni Bulloni Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine La rappresentazione

VitiViti ee BulloniBulloni

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

La rappresentazione convenzionale dei collegamenti filettati nei disegni tecnici segue la norma UNI EN ISO 6410

la filettatura NON si disegna nel suo aspetto reale ma, nel caso della vite richiede una linea continua a tratto fine in corrispondenza del D di nocciolo. Nel caso della madrevite il tratto fine continuo rappresenta il D nominale della filettatura. Le viti in sezione non si tratteggiano!

fine continuo rappresenta il D nominale della filettatura. Le viti in sezione non si tratteggiano! rap.

rap. di vite mordente

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Viti Viti e e Bulloni Bulloni filettature esterne

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

VitiViti ee BulloniBulloni

filettature esterne ed interne

Viti e e Bulloni Bulloni filettature esterne ed interne bullone Nella vista dall’alto la filettatura si

bullone

Nella vista dall’alto la filettatura si indica con ¾ di un arco in linea continua fine, in corrispondenza del D di nocciolo (gambi filettati) o del D nominali (dadi e madreviti).

in corrispondenza del D di nocciolo (gambi filettati) o del D nominali (dadi e madreviti). vite
vite + dado >> bullone
vite + dado >> bullone
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Rosette Rosette e e Dispositivi Dispositivi Antisvitamento Antisvitamento

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

RosetteRosette ee DispositiviDispositivi AntisvitamentoAntisvitamento

Le rosette (o rondelle) sono elementi cilindrici piatti interposti tra il dado ed il pezzo da serrare

oppure tra la testa della vite ed il pezzo da serrare

Servono per:

1. proteggere la superficie in caso di frequenti svitamenti

2. aumentare la superficie di appoggio

Rosetta d’appoggio
Rosetta
d’appoggio
Rosette Rosette e e Dispositivi Dispositivi Antisvitamento Antisvitamento Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

RosetteRosette ee DispositiviDispositivi AntisvitamentoAntisvitamento

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Le vibrazioni, gli urti e le dilatazioni termiche possono portare all’allentamento del collegamento

possono portare all’allentamento del collegamento Le rosette elastiche funzionano come delle molle che

Le rosette elastiche funzionano come delle molle che spingono assialmente le parti collegate

Controdado

vite c.dado dado
vite
c.dado
dado
Rosette Rosette e e Dispositivi Dispositivi Antisvitamento Antisvitamento Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

RosetteRosette ee DispositiviDispositivi AntisvitamentoAntisvitamento

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Copiglia

Antisvitamento Antisvitamento Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Copiglia Rosetta di sicurezza Piastrina
Antisvitamento Antisvitamento Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Copiglia Rosetta di sicurezza Piastrina

Rosetta di sicurezza

Piastrina

Antisvitamento Antisvitamento Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Copiglia Rosetta di sicurezza Piastrina
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

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Lezione n°11 – Tolleranze dimensionali

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Introduzione Gli assiemi per svolgere le loro funzioni

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Introduzione

Gli assiemi per svolgere le loro funzioni correttamente possono richiedere condizioni di montaggio con gioco o con interferenza. Nel primo caso tra le due parti esiste un collegamento mobile, nel secondo si ha un collegamento stabile. Alberi e mozzi montati per forzamento richiedono un montaggio con interferenza altrimenti non si eserciterebbero le forze di calettamento, un pistone che scorre nel cilindro deve avere un gioco, altrimenti non potrebbe scorrere con efficienza.

In aggiunta a queste considerazioni va sottolineato che la fabbricazione di un

componente introduce necessariamente delle imprecisioni, per cui le dimensioni e

la forma di un oggetto non sono mai rigorosamente identiche ai valori nominali

(una lunghezza può avere degli scostamenti dimensionali, un piano orizzontale può essere leggermente inclinato, …). Distinguiamo quindi imprecisioni dimensionali, geometriche e micro-geometriche (ovvero rugosità delle superfici).

Le tolleranze prescrivono la variabilità ammissibile per le naturali imprecisioni di fabbricazione affinché gli assiemi funzionino correttamente, garantendo le opportune condizioni di gioco o interferenza. La scelta del tipo di accoppiamento e la precisione di fabbricazione dei pezzi definisce il valore di tolleranza prescrivibile.

A seguire si illustra la logica codificata dalla normativa (UNI ISO 286/1) per

definire e scegliere le giuste tolleranze in funzione degli accoppiamenti da realizzare.

Definizioni di base Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Per convenzione da qui in

Definizioni di base

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Per convenzione da qui in poi chiamiamo alberi le quote riferite ai pieni (ovvero gli elementi interni) e fori quelle relative agli scavi (o elementi esterni), anche se nella realtà non sono corpi cilindrici. Riferiamo inoltre ai fori le grandezze indicate con il carattere maiuscolo, agli alberi quelle minuscole.

Nel caso delle tolleranze dimensionali la realtà che corrisponde ad una corretta fabbricazione deve far registrare un diametro del valore deffettivo incluso tra [dmin, dmax] per l’albero ed un Deffettivo incluso tra [Dmin, Dmax] per il foro:

• se si verifica sempre che Deffettivo > deffettivo si ha accoppiamento con gioco

se si verifica sempre che Deffettivo < deffettivo si ha accoppiamento con interferenza

• se possono verificarsi entrambi i casi a seconda di dove si trovano i due valori si ha accoppiamento incerto

Chiamiamo tolleranza dimensionale la differenza tra le dimensioni massime e minime ammissibili:

t = Dmax – Dmin ovvero t = dmax – dmin

La rappresentazione grafica del valore nominale (D0, d0), definisce una linea di riferimento chiamata linea dello zero.

La zona di tolleranza rappresenta graficamente l’ampiezza della tolleranza, t, e la sua posizione rispetto alla linea dello zero, ovvero alla quota nominale dell’accoppiamento.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Rappresentazioni grafiche - condizioni con prescrizione di tolleranza

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Rappresentazioni grafiche

lezioni di Disegno di Macchine Rappresentazioni grafiche - condizioni con prescrizione di tolleranza - - condizioni

- condizioni con prescrizione di tolleranza -

grafiche - condizioni con prescrizione di tolleranza - - condizioni ideali - Rappresentazione grafica delle zone

- condizioni ideali -

con prescrizione di tolleranza - - condizioni ideali - Rappresentazione grafica delle zone di tolleranza per
con prescrizione di tolleranza - - condizioni ideali - Rappresentazione grafica delle zone di tolleranza per

Rappresentazione grafica delle zone di tolleranza per un caso albero/foro con gioco.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Le classi di tolleranza L’ampiezza della zona di

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Le classi di tolleranza

L’ampiezza della zona di tolleranza (quindi il valore t) si chiama anche IT (International Tolerance) ed è funzione:

• del tipo di lavorazione con cui si eseguono le superfici di accoppiamento (ad es. lo stampaggio è meno preciso di una lavorazione alle macchine utensili)

• della dimensione nominale a cui si riferisce l’accoppiamento (al crescere delle dimensioni nominali t, ovvero IT, cresce)

Delle tabelle prescrivono tali valori suddivisi in classi di tolleranza (cercare esempi di tabelle sui libri di testo consigliati!). L’ordine di grandezza in cui si trovano tali valori va dal µm al mm

Usualmente per dimensioni nominali tra 5 e 1000 mm si prescrivono 18 classi di precisione a cui competono 18 gruppi di t al variare della dimensione nominale.

IT1, IT1, IT3, IT4 : sono le classi di massima precisione (precisione descrescente al crescere del numero) ovvero hanno intervalli tutti dell’ordine del µm, si ottengono attraverso lavorazioni con macchine di speciali e si adottano per accoppiamenti in strumenti di precisione (ovvero strumenti di misura o macchine utensili).

IT5, IT6 e IT7: sono le classi di lavorazione precisa, corrispondente a rettifica (IT5 e IT6) e tornitura (IT7), siamo sull’ordine della decina di µm. Si usano per accoppiamenti precisi (IT7 è considerato lo standard per molti accoppiamenti).

IT8, IT9, IT10: sono le classi per accoppiamenti medi (IT8 e IT9) e grossolani (IT10). Le operazioni che reallizzano queste precisioni sono le alesature, le forature con trapani, le trafilature.

IT11, IT12, IT13, IT14: sono classi dell’ordine dei decimi o centesimi di mm, si ottengono per stampaggio e fusione e si applicano a corpi che non si accoppiano.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Scostamenti e modalità di accoppiamento La definizione delle

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Scostamenti e modalità di accoppiamento

La definizione delle classi di tolleranza, sebbene assegni l’ampiezza dell’intervallo di variabilità ammesso, non aiuta nella scelta della combinazione più opportuna di tolleranza di albero e foro, sulla base del tipo di accoppiamento da realizzare (con gioco o interferenza). Per fare ciò occorre definire due nuove grandezze: lo scostamento inferiore e quello superiore. Chiamiamo scostamento superiore (Es, es) la differenza algebrica tra il diametro massimo e il valore nominale:

Es = Dmax - Dnom ovvero es = dmax – dnom

Chiamiamo scostamento inferiore (Ei, ei) la differenza algebrica tra il diametro minimo e il valore nominale:

Ei = Dmin - Dnom ovvero ei = dmin – dnom

Considerando che gli scostamenti possono essere sia positivi che negativi, se si focalizza per i fori lo scostamento inferiore (Ei) e per gli alberi lo scostamento superiore (es), possiamo definire 27 classi di scostamento rappresentabili per via grafica rispetto alla linea dello zero in modo tale da delineare in modo univoco coppie di classi in grado di fare sempre accoppiamento con interferenza, con gioco o incerto (vedi pagina seguente). Ogni classe di scostamento si indica con una lettera dell’alfabeto (maiuscola per i fori, minuscola per gli alberi). La classe H (h) corrisponde ad uno Ei = 0 (es=0). Le classi da A a H accoppiate con una qualsiasi classe da a ad h producono sempre accoppiamento con gioco perché il dmax dell’albero è sempre più piccolo del nominale mentre il Dmin del foro è sempre più grande del nominale. Cosa accade da p a zc quando si accoppia con una classe da P a ZC?

Ei > 0 Es < 0 accoppiamenti con gioco accoppia menti accoppiamenti con interferenza incerti
Ei > 0
Es < 0
accoppiamenti con
gioco
accoppia
menti
accoppiamenti con interferenza
incerti
ei > 0
es < 0

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

menti accoppiamenti con interferenza incerti ei > 0 es < 0 Appunti delle lezioni di Disegno
menti accoppiamenti con interferenza incerti ei > 0 es < 0 Appunti delle lezioni di Disegno
menti accoppiamenti con interferenza incerti ei > 0 es < 0 Appunti delle lezioni di Disegno
menti accoppiamenti con interferenza incerti ei > 0 es < 0 Appunti delle lezioni di Disegno
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Assegnazione delle tolleranze: sistemi foro base o albero

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Assegnazione delle tolleranze: sistemi foro base o albero base

Attribuire ad un accoppiamento una coppia di lettere significa definire gli scostamenti fondamentali (Ei ed es) per la tolleranza del foro e del perno. Associando tale conoscenza alla classe di precisione si è in grado di ricavare in maniera univoca Es/ei, tramite:

Per fori:

Es= IT + Ei

[Sotto la linea dello zero Ei=Es-IT]

Per alberi:

ei= es – IT

[Sopra la linea dello zero es=IT+ei]

Esistono delle tabelle che al variare della dimensione nominale definisco gli scostamenti fondamentali per ciascuna classe di tolleranza. N.B. gli scostamenti fondamentali sono dell’ordine del µm.

Per semplificare ancora di più si fissa la qualità di tutti i fori o di tutti gli alberi al valore H7 / H6 (adottando così il sistema foro base) o h7 / h6 (adottando così il sistema albero base). In questo modo si riducono le combinazioni possibili tra classi di tolleranza diverse per albero e foro, andando a favore della semplicità di collaudo e/o fabbricazione (riducendo così i costi).

Adottando un sistema foro base tutti i fori prevedono uno scostamento fondamentale (Ei) di classe H (quindi Dmin=Dnom) ed un IT=7 / 6 (lavorazione al tornio di buona / buonissima precisione). Per realizzare gioco gli alberi devono avere prescrizioni di tolleranza di classe inclusa tra “a” ed “h”, per avere interferenza invece le classi degli scostamenti devono essere prese tra “p” e “zc”. Le classi tra “j” ed “n” danno luogo ad accoppiamenti incerti. La classe di precisione usualmente attribuita agli alberi è uguale o un grado più alta dei fori, in considerazione del fatto che le superfici esterne si lavorano con maggiore facilità (e quindi precisione).

Cosa accade adottando il sistema albero base? Quando si ha gioco? Quando interferenza?

foro ei > 0 es < 0
foro
ei > 0
es < 0

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

(preso da pag. 354 del Chirone Tornincasa, vol. 2)

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Esempi di accoppiamenti di uso comune A seguire

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Esempi di accoppiamenti di uso comune

A seguire si riportano alcuni esempi di accoppiamento basati sul sistema Foro base (cercare sui libri o sui manuali tabelle analoghe per il sistema Albero Base):

H6/g5: gioco, montaggio libero a mano, per corpi rotanti di alta precisione, ad es. alberi rotanti in acciaio bonificati e rettificati in bronzine, mandrini di rettificatrici H6/h5 o H6/h6: gioco, montaggio di scorrimento a mano, per centraggi ed accoppiamenti di alta precisione scorrevoli assialmente e con moto oscillatorio o rotatorio lento, per es. aste di stantuffi e stantuffi, manicotti portamandrini e mandrini per fresatrici, comandi idraulici di alta precisione, spine di posizionamento. H6/j5 o H6/j6: accoppiamento incerto, montaggio a mano con leggeri colpi di mazzetta, per accoppiamenti di precisione tra corpi reciprocamente fermi e sfilabili assialmente, per es. ruote di ricambio montate con linguette, perni di centratura H6/n5: interferenza, montaggio alla pressa o a caldo con la mazzetta, per accoppiamenti bloccati ma senza bloccaggio assiale, per es. ingranaggi con linguetta da smontare raramente, bronzine nel supporto se da smontare con frequenza. H6/p5: interferenza, montaggio alla pressa o a caldo, per organi calettati senza movimento assiale che devono sopportare grandi carichi, es. bronzine nel supporto quando non devono essere smontabili.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Tolleranze dimensionali e quotature Nella quotatura le tolleranze

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Tolleranze dimensionali e quotature

Nella quotatura le tolleranze dimensionali si trovano riportate in diversi modi:

1. facendo seguire alla quota nominale come pedice gli scostamenti superiori ed inferiori seguiti dal valore ±;

2. facendo seguire alla quota nominale le classi di tolleranza e precisione prescritti.

3. Mettendo la classe di tollerenza, di precisione più gli scostamenti tra parentesi

Nel primo caso nulla si dice sulla natura dell’accoppiamento, mentre si illustrano subito i valori di fabbricazione accettabili. La quota di tipo 1 è quindi più utile alla fabbricazione (e quindi al progetto esecutivo della singola parte) mentre quella di tipo 2 è più sintetica nello studio degli assiemi, illustrando le condizioni di accoppiamento in corrispondenza delle quote funzionali.

nello studio degli assiemi, illustrando le condizioni di accoppiamento in corrispondenza delle quote funzionali. Esempi:
nello studio degli assiemi, illustrando le condizioni di accoppiamento in corrispondenza delle quote funzionali. Esempi:
nello studio degli assiemi, illustrando le condizioni di accoppiamento in corrispondenza delle quote funzionali. Esempi:
nello studio degli assiemi, illustrando le condizioni di accoppiamento in corrispondenza delle quote funzionali. Esempi:
nello studio degli assiemi, illustrando le condizioni di accoppiamento in corrispondenza delle quote funzionali. Esempi:

Esempi:

nello studio degli assiemi, illustrando le condizioni di accoppiamento in corrispondenza delle quote funzionali. Esempi:
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Tolleranze dimensionali e quotature Quando si studiano gli

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Tolleranze dimensionali e quotature

Quando si studiano gli assiemi e si valutano gli accoppiamenti delle parti, le quotature funzionali sono esaminate nei casi limiti di tolleranza per verificare il corretto funzionamento (analisi delle tolleranze). Esempi di base per l’analisi delle tolleranze di un singolo accoppiamento: negli accoppiamenti con gioco è importante valutare il gmax ed il gmin, per quelli con interferenza l’imax e l’imin, nel caso degli accoppiamenti incerti si ricerca la gmax e la imax.

gmax=Dmax – dmin

gmin=Dmin - dmax

gmax=Dmax – dmin

imax=Dmin - dmax

imax=Dmin – dmax

imin=Dmax - dmin

foro albero
foro
albero

Accoppiamento con gioco

Accoppiamento incerto

Accoppiamento con interferenza

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Esempio di calcolo delle condizioni minime e massime

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Esempio di calcolo delle condizioni minime e massime di tolleranza a partire dalla prescrizione di accoppiamento

D = dato

D + T = dato desunto da tabella D D + T D D +
D
+ T = dato desunto da tabella
D
D
+ T
D
D
+ T
D
+ T
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Tolleranze dimensionali e quotature Per quanto riguarda le

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Tolleranze dimensionali e quotature

Per quanto riguarda le quotature funzionali si ricorda che a seconda dell’uso del pezzo si possono avere più di un modo per disporre le quote. Se si riportano solo le quote nominali le quote derivate, qualunque sia la disposizione sono uguali, se si riportano le tolleranze invece disposizioni diverse portano ad intervalli di tolleranza diversi!

diverse portano ad intervalli di tolleranza diversi! Per avere un esempio si riporta una illustrazione presa

Per avere un esempio si riporta una illustrazione presa da “disegno Meccanico” di Manfè, Pozza, Scarato.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Queste considerazioni introducono il problema dell’ottimizzazione (o

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Queste considerazioni introducono il problema dell’ottimizzazione (o allocazione) delle tolleranze durante la fase di progetto esecutivo.

Durante il progetto degli assiemi si stabiliscono le condizioni di gioco necessarie al corretto funzionamento, queste si possono riferire ad una specifica quota funzionale ma non alle altre, resta quindi il problema di allocare al meglio (ovvero nel modo più economico e in grado di garantire il corretto funzionamento) le altre quote della catena funzionale.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°12 – Ancora sulle tolleranze: tolleranze generali, geometriche e rugosità superficiale

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Tolleranze (dimensionali) generali La designazione delle tolleranze

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Tolleranze (dimensionali) generali

La designazione delle tolleranze dimensionali mediante gli scostamenti fondamentali, secondo la logica definita negli appunti precedenti, si riserva agli accoppiamenti le cui condizioni di funzionamento richiedono specifiche indicazioni di precisione e modalità

di accoppiamento (gioco/interferenza/acc.to incerto).

Le altre quote non direttamente interessate da tali calcoli rappresentano dei valori nominali che nella realtà variano entro scostamenti che sono sempre funzione della precisione di lavorazione. Per questo motivo nell’ambito dei disegni esecutivi le quote non funzionali vengono associate a 4 classi semplificate di tolleranza scelte e fissate

in base alla funzione del componente.

vengono associate a 4 classi semplificate di tolleranza scelte e fissate in base alla funzione del
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Tolleranze geometriche Le imprecisioni di fabbricazione non sono

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Tolleranze geometriche

Le imprecisioni di fabbricazione non sono solo relative alle dimensioni dei componenti ma anche alla loro geometria: i piani non sono superfici perfette così come non lo sono i cilindri, gli assi non sono rettilinei e le condizioni di parallelismo o angolazione non sono quindi sempre assicurate. La mancanza di queste “certezze” può pregiudicare il corretto funzionamento dell’assieme, per cui si rende necessario definire anche delle tolleranze geometriche entro cui il corretto funzionamento rimane garantito. Si pensi ad esempio al caso di guide prismatiche: la mancata precisione della posizione delle superfici e della loro planarità può pregiudicare il movimento; si pensi alla cilindricità di un perno ed alla condizione di sua coassialità con un foro, …

Le ricadute industriali legate a questi problemi di tolleranza sono importantissime: se i pezzi non si montano o funzionano male aumentano i costi legati allo scarto della parte (si sprecano materiali, forza lavoro, energia e macchinari e tempo), se si fissano tolleranze troppo strette aumentano i costi di fabbricazione.

In aggiunta non bisogna dimenticare che una volta fabbricato il pezzo va collaudato o verificato attraverso il controllo (spesso di tipo “passa / non passa”) per capire se rientra o meno nelle tolleranze specificate [ sai come si misurano i componenti meccanici? Cerca sui libri i metodi di collaudo]. Ogni tipo di tolleranza prescritta richiede processi di misura diversi (ad es. uso di calibri passa / non passa o strumenti chiamati comparatori, …) il cui iter va protocollato e standardizzato per evitare di misurare in modo errato la tolleranza effettiva, evento che aumenterebbe ancor di più i costi di fabbricazione. Per ovviare a tutto ciò da molto tempo l’ente ISO sta promuovendo la standardizzazione della definizione delle tolleranze dimensionali, geometriche e di superficie in modo da unificare l’approccio progettuale con quello di misura e collaudo. La commissione che si occupa di ciò è la

TC213 :Dimensional and geometrical product specifications and verification

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Metodi di rappresentazione nei disegni tecnici significato A

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Metodi di rappresentazione nei disegni tecnici

significato
significato
Metodi di rappresentazione nei disegni tecnici significato A seguire si riportano le spiegazioni sintetiche delle

A seguire si riportano le spiegazioni sintetiche delle tolleranze geometriche più comuni e la loro rappresentazione.

Quelle riportate in questa pagina sono prescrizioni che non richiedono alcuna entità geometrica di riferimento (detta anche datum) rispetto alla quale valutare la geometria

Tipo di prescrizione (rettilineità)

valutare la geometria Tipo di prescrizione (rettilineità) 0.01 Valore di prescrizione entro cui è compresa la
0.01
0.01

Valore di prescrizione entro cui è compresa la deviazione(0.01 mm)

la geometria Tipo di prescrizione (rettilineità) 0.01 Valore di prescrizione entro cui è compresa la deviazione(0.01
Esempi di tolleranze geometriche che richiedono la prescrizione di entità di riferimento ( una o

Esempi di tolleranze geometriche che richiedono la prescrizione di entità di riferimento (una o più).

Tipo di prescrizione (parallelismo)

( una o più). Tipo di prescrizione (parallelismo) 0.01 A Nome dell’entità rispetto a cui valutare
0.01 A

0.01

A

Nome dell’entità rispetto a cui valutare la deviazione

A Nome dell’entità rispetto a cui valutare la deviazione Valore di prescrizione entro cui è compresa
A Nome dell’entità rispetto a cui valutare la deviazione Valore di prescrizione entro cui è compresa
A Nome dell’entità rispetto a cui valutare la deviazione Valore di prescrizione entro cui è compresa
A Nome dell’entità rispetto a cui valutare la deviazione Valore di prescrizione entro cui è compresa

Valore di prescrizione entro cui è compresa la deviazione(0.01 mm)

di prescrizione entro cui è compresa la deviazione(0.01 mm) A Entità di riferimento Appunti delle lezioni
A
A
prescrizione entro cui è compresa la deviazione(0.01 mm) A Entità di riferimento Appunti delle lezioni di

Entità di riferimento

entro cui è compresa la deviazione(0.01 mm) A Entità di riferimento Appunti delle lezioni di Disegno

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entro cui è compresa la deviazione(0.01 mm) A Entità di riferimento Appunti delle lezioni di Disegno
entro cui è compresa la deviazione(0.01 mm) A Entità di riferimento Appunti delle lezioni di Disegno
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Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine La rugosità superficiale Le tolleranze dimensionali e geometriche

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La rugosità superficiale

Le tolleranze dimensionali e geometriche possono essere viste come gli intervalli di imprecisione accettabili per gli errori di forma macrogeometrici. La rugosità superficiale invece rappresenta l’errore medio del profilo effettivo della superficie di un pezzo. Anche la rugosità è funzione del tipo di lavorazione con cui si realizza la superficie e più è precisa la lavorazione e piccola la rugosità richiesta più è costoso realizzare la lavorazione. Per ridurre i costi di fabbricazione e di collaudo (ovvero di misura per controllare la rugosità) questa indicazione va riportata solo dove strettamente necessario alla funzionalità del pezzo. Definiamo il parametro rugosità come:

Ra =

1

L

L

0

y dx

ovvero in termini discreti come:

Ra =

1

n

n

i = 1

y

i

Questo è un valore medio delle valli e dei picchi che si registrano nel tratto di misura L.

Ra = 1 n n ∑ i = 1 y i Questo è un valore medio
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Si parla di micron! Anche qui le applicazion

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Si parla di micron! Anche qui le applicazion i

Si parla di micron!

Anche qui

le

applicazion

i con

rugosità

minore

sono quelle

per

strumenti di

misura

i con rugosità minore sono quelle per strumenti di misura Superfici levigate a bassa rugosità aiutano

Superfici

levigate a

bassa

rugosità

aiutano la

tenuta.

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Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine L’indicazione sui disegni del grado di rugosità si

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine L’indicazione sui disegni del grado di rugosità si riporta

L’indicazione sui disegni del grado di rugosità

si riporta attraverso i simboli qui riportati.

Nel primo caso si prescrive una rugosità max

di 2 µm ottenuta per fresatura.

Nel secondo caso lo stato superficiale è

ottenuto per lavorazione senza asportazione

di truciolo (lo indica il simbolo circolare), in

particolare attraverso sabbiatura.

Nel terzo caso il simbolo prescrive una lavorazione per asportazione di truciolo con max rugosità di 0.2 µm.

Le prescrizioni 2 e 3 potevano anche essere fatte come segue:

Ra
Ra

dove con Ra si indica la max rugosità ammissibile

Lavorazione X alla macchina utensile

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Per semplificare la complessità dei disegni costruttivi la

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Per semplificare la complessità dei disegni costruttivi la rugosità si può indicare in modo sintetico nel cartiglio o in basso

a destra.

in modo sintetico nel cartiglio o in basso a destra. In questo caso il simbolo posto

In questo caso il simbolo posto in basso si

ritiene attribuito a tutte le superfici del componente tranne che a quelle dove

è espressamente indicato sul disegno.

Il valore indicato sulle superfici specifiche si riporta anche tra parentesi in basso a destra.

Nella figura in alto il componente prevede rugosità media di 6.3 m, realizzata alla macchina utensile, su tutte le superfici prive di indicazione, tra parentesi si fa presente che su certe superfici sono possibili altre prescrizioni. La figura in basso si interpreta che la rugosità media delle superfici generiche è 6.3 m, realizzata alla macchina utensile, ma che su particolari superfici si trovano

prescrizioni pari a 3.2 m, 1.6

0.8

m.

m e

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

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Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°13 – I processi di lavorazione per compone nti meccanici. Cenni sui processi di fonderia e di forgiatura.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Considerazioni generali Il disegno esecutivo deve prevedere le

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Considerazioni generali

Il disegno esecutivo deve prevedere le modalità con cui viene realizzato un componente. La conoscenza delle modalità di fabbricazione aiuta quindi non solo nell’impostazione delle quote (si ricordi la distinzione tra quote di fabbricazione e quote funzionali), ma anche nella definizione del corretto disegno delle parti (prevedendo opportuni dettagli che saranno evidenziati in seguito quali ad esempio angoli di sformo, gole di scarico, …). In generale il processo di fabbricazione opera su semilavorati o materiali grezzi attraverso una serie di operazioni eseguite da macchine operatrici ed utensili. Esistono diverse categorie di lavorazioni ciascuna caratterizzata da specifiche tecnologie. Questo implica sia specifici campi di applicazione che specifiche richieste progettuali relative alla forma da dare al componente.

Volendo sintetizzare i fattori che intervengono nella scelta di un processo di fabbricazione si possono elencare i seguenti:

un processo di fabbricazione si possono elencare i seguenti: – La natura del materiale – Le

– La natura del materiale

– Le dimensioni dei pezzi

– La precisione di lavorazione richiesta

– La disponibilità aziendale di macchine ed attrezzature

– La quantità dei pezzi da realizzare

Know-how dell’ingegnere

quantità dei pezzi da realizzare Know-how dell’ingegnere Strategia aziendale In progettazione concettuale, quando

Strategia aziendale

In progettazione concettuale, quando emerge che una data funzionalità può essere realizzata, a parità di prestazioni, da organi meccanici realizzabili secondo diverse fabbricazioni tra loro alternative (ad esempio per saldatura profilati o lavorazione alla macchina utensile), la scelta va operata secondo il criterio dell’economicità e della convenienza aziendale. Più in generale possiamo dire che le scelte progettuali relative al disegno della parte, intesa come forme da dare al componente, vanno fatte non solo in base al modo in cui devono sopportare i carichi ma anche in base alle esigenze industriali legate alla sua realizzazione.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Panoramica sui processi di lavorazione La lavorazione per

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Panoramica sui processi di lavorazione

Disegno di Macchine Panoramica sui processi di lavorazione La lavorazione per asportazione con taglienti viene

La lavorazione per asportazione con taglienti viene realizzata attraverso le macchine utensili.

Attraverso laminatura, estrusione e trafilatura si realizzano molti semilavorati (ad es. barre e profilati) su cui procedere con altre operazioni (lavorazione per asportazione o taglio e saldatura).

Ogni lavorazione implica:

• specifici criteri di progetto per le forme che si possono realizzare,

• specifiche tolleranze e finiture superficiali (vedi tabelle IT e campi di rugosità),

• la necessità di

progettare/programmare le fasi di lavorazione (ad es. sviluppo e messa a punto stampi per la formatura e la forgiatura, scelta degli utensili per l’asportazione, …)

Immagine presa da “Disegno Tecnico Industriale”, Chirone, Tornincasa, ed. Il Capitello

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Schema sintetico Forme-Lavorazioni Immagine presa da “Disegno Tecnico

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Schema sintetico Forme-Lavorazioni

Immagine presa da “Disegno Tecnico Industriale”, Chirone, Tornincasa, ed. Il Capitello

In questa tabella si illustrano degli esempi di legame forma-lavorazione in modo da iniziare ad inquadrare come si realizzano i più comuni componenti meccanici.

Tecnologia meccanica è la disciplina che studia le diverse modalità di fabbricazione e i connessi problemi di progettazione.

In generale occorre sapere che al progettista di prodotti si affianca il progettista di processo produttivo. La conoscenza dei problemi di processo è comunque necessaria alla formazione del progettista di prodotto per prevenire errori di impostazione che poi farebbero perdere tempo di sviluppo o diminuire la qualità del prodotto.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Formatura dallo stato liquido Il processo di fonderia

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Formatura dallo stato liquido

Il processo di fonderia consiste nel creare una Creazione Oggetto da interna cavità realizzare cavità
Il
processo di fonderia consiste nel creare una
Creazione
Oggetto da
interna
cavità
realizzare
cavità (la forma) che ricopia in negativo il pezzo
da realizzare. Esso si crea colando nella forma
per fare dell’anima
la centrale
la
lega metallica fusa scelta per la realizzazione
del pezzo.
Da c) a h) creazione della forma tramite sabbia
compattata attorno al modello
Il suo utilizzo è diffuso per componenti di forma
complessa di medie e grandi dimensioni
(carburatori, testate di motori, volani, bancali di
grandi dimensioni, raccordi, valvolame idraulico,
…) .
Modello
scomponibile
La forma può essere di tipo transitorio o
permanente (utile per produzioni in grande
serie)
creare la forma per
A
sinistra si riporta uno schema (preso da
Estrazione del semi-
modello
Montaggio dell’anima
“Disegno Tecnico Industriale”, Chirone,
Tornincasa, ed. Il Capitello) relativo al
procedimento in forma transitoria. Il modello per
poter essere estratto ha bisogno di una forma in
due parti facilmente scomponibili per rendere
possibile la sformatura del pezzo una volta
solidificato. Il piano di divisione consente di di
formare pezzi unici a partire da due forme la cui
sezione massima coincide con il piano di
appoggio delle staffe della forma.
Il
getto finale è un grezzo che richiede
lavorazioni di finitura di vario tipo (distacco delle
colata
materozze, e dei colatoi, … sbavatura,
sabbiatura).
Il ritiro crea uno stato di sollecitazione all’interno del pezzo, diminuendo le sue prestazioni. Per
Il ritiro crea uno stato di sollecitazione all’interno del pezzo, diminuendo le sue prestazioni. Per
Il ritiro crea uno stato di sollecitazione all’interno del pezzo, diminuendo le sue prestazioni. Per

Il ritiro crea uno stato di sollecitazione all’interno del pezzo, diminuendo le sue prestazioni. Per ridurlo è necessario scegliere forme che uniformino le velocità di raffreddamento

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Per progettare correttamente componenti realizzati per fusione occorre tener conto

•del fenomeno del ritiro (diminuzione di volume dovuta alla solidificazione);

•di sovraspessori per consentire le lavorazioni di finitura successiva;

•l’estraibilità del modello dalla forma.

successiva; •l’estraibilità del modello dalla forma. Confronto processi/tipo di produzione/costi/qualità Valori

Confronto processi/tipo di produzione/costi/qualità

Valori minimi di spoglia per getti in sabbia
Valori minimi di spoglia per getti in sabbia
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Schema della forma di realizzazione del getto Da
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Schema della forma di realizzazione del getto Da
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Schema della forma di realizzazione del getto Da

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Schema della forma di realizzazione del getto

Da a) a c) disegno dei modelli (i due semi-modelli scomponibili e l’assieme montato). (manca l’anima realizzata a parte per ultimo, vedi disegno seconda staffa)

Pezzo finito dopo la lavorazione alle macchine utensili (sapresti disegnare come è fatto il getto?)

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Deformazione plastica Le lavorazioni per deformazione nastri Tubi

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Deformazione plastica

Le lavorazioni per deformazione

nastri Tubi da saldare lamiere bramme barre fili billette tubi blumi profilati rotaie
nastri
Tubi da
saldare
lamiere
bramme
barre
fili
billette
tubi
blumi
profilati
rotaie

plastica si basano sulla possibilità

di deformare permanentemente i

metalli. I processi possibili sono diversi (laminazione, estrusione,forgiatura, stampaggio lamiere) .

Con la laminazione si ottengono diversi semilavorati che poi possono essere adottati come materiale di partenza per altre lavorazioni.

Con la laminazione di fonderia si ottengono i primi semilavorati siderurgici (gli sbozzati ovvero i blumi, le bramme e le billette). I blumi attraverso altre laminazioni possono diventare i semilavorati per profilati di varia sezione

(sezioni a L, T, doppi T,rotaie, …);

le bramme diventano nastri, le

billette diventano barre a sezione circolare o rettangolare per lavorazioni alle macchini utensili o

di fucinatura

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Forgiatura La forgiatura si distingue in forgiatura a

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Forgiatura

La forgiatura si distingue in forgiatura a stampo aperto o in forma chiusa. Il primo metodo serve per sbozzare il componente dopo un riscaldamento a temperatura opportuna (1000-1200 °C per acciai), il secondo serve, in una o più riprese, a dare la forma finale del pezzo.

Al termine del processo si asporta il materiale in eccesso (bava di stampaggio) attraverso taglio (sbavatura)

( bava di stampaggio ) attraverso taglio ( sbavatura ) semilavorato forma stampata Fucinatura in forma
semilavorato forma stampata Fucinatura in forma aperta forma stampata semilavorato Fucinatura in forma chiusa
semilavorato
forma stampata
Fucinatura in forma aperta
forma stampata
semilavorato
Fucinatura in forma chiusa

Bava di stampaggio da rimuovere successivamente

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine I criteri di progetto per ottimizzare le forme

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine I criteri di progetto per ottimizzare le forme realizzate

I criteri di progetto per ottimizzare le forme realizzate per stampaggio sono in parte simili a quelli della fonderia. Occorrono gli sformi (o angoli di spoglia) per l’estrazione dagli stampi. In genere si adottano circa 7°per le superfici esterne, 10°per quelle interne, questi valori sono più alti d i quelli per la fonderia (circa 5°) perché l’inclinazione serve anche a migliorare l’andamento del materiale nello stampo durante la deformazione plastica. Anche in questo caso si deve tener conto del ritiro da raffreddamento (circa -1%). Esiste una linea di separazione tra gli stampi che è sede di bave di stampaggio e rappresenta la sezione di massima dimensione.

La norma ISO10135 codifica la possibilità di realizzare disegni semplificati di componenti ottenuti per stampaggio o fusione, attraverso l’uso di simboli il cui significato è riportato nelle figure seguenti.

Indicazione delle spoglie (verso e angolo) Indicazione della linea di separazione e del max disallineamento
Indicazione delle spoglie (verso e angolo)
Indicazione della linea di separazione e del max disallineamento
ammissibile (+1.7 mm)
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Indicazione delle spoglie (verso e angolo) Indicazione della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Indicazione delle spoglie (verso e angolo)
Indicazione delle spoglie (verso e angolo)

Indicazione della linea di separazione e del max disallineamento ammissibile (±0.6 mm)

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Disegno di Macchine corso per I anno della

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Disegno di Macchine

corso per I anno della laurea in ing. meccanica Docente: ing. Francesca Campana

Lezione n°14 – I processi di lavorazione per compone nti meccanici. Cenni sulle lavorazioni per asportazione di truciolo. Collegamenti tramite saldatura

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Lavorazioni per asportazione di truciolo La lavorazione per

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Lavorazioni per asportazione di truciolo

Disegno di Macchine Lavorazioni per asportazione di truciolo La lavorazione per asportazione di truciolo consente di

La lavorazione per asportazione di truciolo consente di ottenere dei prodotti finiti, asportando dal pezzo grezzo il sovrametallo con l’opportuna macchine utensile (funzione del tipo di lavorazione che si deve compiere). Il sovrametallo si asporta tramite l’utensile che è provvisto di un tagliente. Questa operazione prevede un moto di taglio tra pezzo da lavorare ed il tagliente stesso (ad es. la lavorazione al tornio prevede il pezzo in rotazione e l’utensile fermo, viceversa accade nella fresatura). Una volta asportato il truciolo occorre un moto di alimentazione per procedere ad asportare in una nuova zona (sempre nel tornio il moto di alimentazione è dell’utensile, viceversa nella fresatura). La conoscenza del processo di asportazione da assegnare ad un dettaglio di un componente aiuta nella scelta delle quote di fabbricazione (vedi lezione4).

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine La modellazione solida eseguita dai sistemi CAD segue

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

La modellazione solida eseguita dai sistemi CAD segue spesso una logica simile ai processi per asportazione di truciolo (ovvero procede per sgrossature e rifiniture sottraendo volumi) per omogeneità con la lavorazione e per verificare il prima possibile la fattibilità fisica della geometria.

Le lavorazioni attuali sono realizzate con macchine a controllo numerico che pilotano l’esecuzione mediante un programma generabile per traduzione da un file CAD (o da un formato IGES).

I sistemi CAM (computer aided

manufacturing) a partire dal modello solido consentono di simulare/progettare il processo

di asportazione facendo scegliere il tipo di

lavorazione e di utensile, le condizioni di montaggio e di avanzamento

Nel link (simulazione CAM) proposto sul sito del corso la tornitura è simulata senza far vedere il moto di rotazione del pezzo, tuttavia sono chiaramente visibili le sequenze di lavorazione (distinte in sgrossatura e finitura) attraverso l’avanzamento degli utensili. Si noti come sono direttamente riconducibili a feature

di modellazione solida.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Nelle figure che seguono si evidenziano alcuni accorgimenti

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Nelle figure che seguono si evidenziano alcuni accorgimenti da seguire durante la progettazione di componenti/dettagli realizzati alla macchine utensili (immagini prese da Chirone, Tornincasa, Disegno Tecnico Industriale. Edizione il Capitello)

no si
no
si

Lasciare sufficiente spazio per evitare collisioni con la fresa

sufficiente spazio per evitare collisioni con la fresa Incassare o rialzare le sedi dei fori per

Incassare o rialzare le sedi dei fori per offrire una superficie di contatto piana

sedi dei fori per offrire una superficie di contatto piana Lasciare sempre lo spazio aggiuntivo per

Lasciare sempre lo spazio aggiuntivo per far fluire il truciolo

sedi dei fori per offrire una superficie di contatto piana Lasciare sempre lo spazio aggiuntivo per
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Saldatura Il processo di saldatura si realizza per

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Saldatura

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Saldatura Il processo di saldatura si realizza per congiungere

Il processo di saldatura si realizza per congiungere tra loro parti distinte rendendole un corpo unico non smontabile. Esistono molti processi basati su principi diversi. In figura si illustra una catalogazione distinguendo tra brasatura e saldatura autogena, nel primo caso la saldatura agisce su un materiale aggiuntivo, nell’altro si opera direttamente sui lembi da unire.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Schemi di giunzione Morfologia del cordone In basso

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Schemi di giunzione

Morfologia del cordone
Morfologia del cordone

In basso si riportano le possibili preparazioni da fare sui lembi per garantire il risultato della saldatura. Man mano che cresce lo spessore i lembi sono lavorati in vario modo per garantire una giunzione continua lungo lo spessore

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Nel disegno tecnico il cordone di saldatura non

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Nel disegno tecnico il cordone di saldatura non si disegna ma si

riporta tramite un richiamo associato

a simboli grafici.

A sinistra si elencano i simboli

corrispondenti alle diverse saldature

(rappresentate in modo pittorico)

In basso si riporta il tipo di richiamo indicato dalla normativa

alle diverse saldature (rappresentate in modo pittorico) In basso si riporta il tipo di richiamo indicato
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine La linea 2 a in tratteggio rappresenta la
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine La linea 2 a in tratteggio rappresenta la
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine La linea 2 a in tratteggio rappresenta la

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine La linea 2 a in tratteggio rappresenta la parte

La linea 2 a in tratteggio rappresenta la parte del giunto opposta a quella puntata dalla freccia (in altri termini è la parte nascosta del giunto). Se il cordone di saldatura è dalla parte opposta della linea puntata dalla freccia il simbolo della preparazione dei lembi va dalla parte della linea tratteggiata 2 a.

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine
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Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Saldatura sul lato della freccia Saldatura sul lato

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Saldatura sul lato della freccia

Saldatura sul lato opposto della frecci

Saldature sul lato della freccia

Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Saldatura sul lato della freccia e ripresa sul

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Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Saldatura sul lato della freccia e ripresa sul bordo

Saldatura sul lato della freccia e ripresa sul bordo opposto

Saldatura ad U sul lato della freccia ed a V sul lato opposto

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Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Esempio: cordone di testa con ripresa al rovescio
Appunti delle lezioni di Disegno di Macchine Esempio: cordone di testa con ripresa al rovescio

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Esempio: cordone di testa con ripresa al rovescio

Da cosa si riconosce il dritto del giunto? Quale simbolo indica il rovescio? Dove vanno indicate le quote riferite alla sezione? Alla lunghezza?