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METODOLOGIE DI IMPIEGO E VALUTAZIONE CRITICA DI STRUMENTI DI PROTOTIPAZIONE VIRTUALE PER LA PMI

Paolo Aspettati*, Simone Buralli**, Gaetano Cascini, Paolo Rissone, Giacomo Taddei, Marco Toderi
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Piaggio & C. spa Femto srl Dip. Meccanica e Tecnologie Industriali - Universit degli Studi di Firenze ISD&C sas - EXIS srl

INDICE
0. Introduzione....................................................................................................................... 1 1. La Prototipazione Virtuale .................................................................................................. 8 2. I software testati................................................................................................................14 3. CAD benchmarking...........................................................................................................15 4. Il benchmark pompa ad ingranaggi .....................................................................................19 5. Il benchmark tergicristallo ..................................................................................................35 6. Il benchmark rubinetto .......................................................................................................52 7. Valutazione dei SW testati .................................................................................................63 8. Conclusioni.......................................................................................................................95 9. Appendice: Struttura e componenti di un CAD ................................................................. A.1 10. Glossario .......................................................................................................................A-4

INTRODUZIONE
Questo lavoro stato impostato e sviluppato con lo scopo principale di offrire un aiuto alle piccole e medie imprese e ai loro consulenti tecnici a districarsi dalle grandi difficolt che la continua e rapida evoluzione delle tecnologie, accompagnata dalla concorrenza ormai a livello mondiale, intromette nella vita aziendale. Fino ad oggi la maggior parte delle PMI ha tenuto il mercato concentrando le risorse sullinnovazione di processo, sviluppando lautomazione nella fabbricazione e riorganizzando le linee produttive, curando laffidabilit e la qualit del prodotto e combattendo la concorrenza pi che altro sul fronte dei prezzi. una strategia che comincia a mostrare i limiti perch i Paesi emergenti grazie al basso costo della manodopera vincono facilmente la battaglia dei prezzi, e soprattutto perch non tiene nel conto dovuto limportanza dellobsolescenza del prodotto: quante macchine per scrivere ben progettate, affidabili, ergonomiche e poco costose si possono vendere nel mondo occidentale? Cos, si deve ricorrere a quella risorsa che sempre stata il vero motore dello sviluppo: la capacit di innovare il prodotto. Innovare vuol dire trovare nuovi modi per soddisfare i bisogni (ci che a volte coincide anche con il trovare nuovi bisogni da soddisfare, basta pensare ai telefoni cellulari), arricchendo il prodotto con il valore aggiunto della creativit e invenzione. In realt una strada difficile da percorrere perch entra in gioco la cultura, non solo tecnica, del progettista e la sua creativit, finora messa in secondo piano perch si sempre fatto cosi, va bene e costa poco. In prospettiva, invece, bisogna pensare che le grandi aziende affideranno sempre pi spesso a terzi esterni anche compiti tecnici importanti, progettazione compresa, e non solo la fornitura di componenti semplici e a basso costo: facile prevedere che resteranno sul mercato le piccole imprese che impiegheranno personale di maggior valore. Di qui limportanza della formazione culturale sia dei tecnici che degli imprenditori, evidentemente su piani diversi, attorno ad argomenti di frontiera come le tecniche per sistematizzare linnovazione e per sviluppare la creativit, ma anche su strumenti ingegneristici come la modellistica funzionale (analisi strutturale, dinamica multibody, fluidodinamica ecc.) e la simulazione dei processi di fabbricazione (per stampaggio, fusione, asportazione di truciolo) oltre che sulle loro interazioni e integrazione. Proprio la sinergia forte tra tecniche, procedure e strumenti costringe a ripensare il modo con il quale si progetta. I sistemi CAD sono impiegati in buona parte dei casi, e in specie nelle PMI, come sostituti evoluti del tecnigrafo. Mentre questo modo di pensare aveva senso quando i CAD erano in grado di disegnare solo parti bidimensionali, non lo ha

pi da quando hanno la capacit di descrivere parametricamente oggetti tridimensionali e gestire aspetti complessi della progettazione come le tolleranze geometriche e gli assemblaggi. Allora per impiegare con razionalit ed efficacia i CAD di oggi bisogna considerarli come generatori di modelli numerici, organizzati in un database cui hanno accesso altri potenti programmi di simulazione, e non come bravi lucidatori di disegni che descrivono, con viste e sezioni, un complessivo. Per rendersi conto meglio di questo modo di pensare, conviene prima di tutto individuare le fasi logiche, e la loro successione, di un processo di progettazione. Si intende per progetto linsieme di azioni (invenzione, calcolo, visualizzazione, raffinamento degli schemi e messa a punto dei dettagli) che definiscono la forma di un prodotto di ingegneria. Le azioni sono organizzate sequenzialmente nel tempo con criteri logici ben definiti. Secondo il classico schema di French (1) la sequenza delle fasi mostrato in Fig. 0.1. Essendo stato individuato un bisogno, viene progettato loggetto in grado di soddisfarlo. Con lanalisi del problema si fissano esattamente le caratteristiche e le propriet del bisogno e, con la definizione delle specifiche, si stabiliscono le condizioni al contorno da rispettare. Nella fase di progettazione concettuale si crea larchitettura generale delloggetto per mezzo di semplificazioni e schematizzazioni di particolari. Il progetto diventa sempre pi preciso con una serie di schemi funzionali, ancora sviluppati al punto tale da consentire una prima individuazione della soluzione tecnica sulla base delle sue capacit nel soddisfare il bisogno entro le specifiche poste. Nella fase di dettaglio sono definiti i particolari che migliorano le caratteristiche del prodotto. Questo schema generale, che finisce con la produzione dei disegni costruttivi, oggi deve essere modificato e ampliato per tenere conto che quasi tutte le azioni delliter progettuale sono molto pi efficaci - nel senso che sono compiute in minor tempo e analizzano un numero molto maggiore di alternative - se affiancate dal supporto di strumenti software per la simulazione strutturale, funzionale, di fabbricazione oltre che da programmi che facilitano il progettista nella valutazione estetica ed ergonomica del prodotto per mezzo di tecniche di prototipazione rapida e di realt virtuale. Addirittura anche le prime fasi del progetto, che sono quelle a pi alto livello concettuale e di astrazione nonch le pi critiche, dato che le decisioni prese condizionano in modo pesante il resto dellattivit e quindi iniziative errate fanno lievitare di molto i costi del progetto, possono essere assistite da programmi, con capacit di gestione

(1) M. French: Conceptual design for Engineers Springer, 3rd edition 1999

dellinnovazione e del creative thinking, che aiutano il progettista a definire nuovi prodotti (quindi a inventare) attraverso la scelta guidata tra diversi principi fisici. Altri software, a pi basso livello di astrazione ma integrati con il sistema CAD di modellazione tridimensionale e in grado di gestire la conoscenza, utilizzano regole e procedure per automatizzare il progetto di parti e componenti. Ad esempio, nel campo della carpenteria metallica, si pu automatizzare il progetto dei giunti. Dopo aver calcolato in dettaglio, con il metodo degli Elementi Finiti, lo stato di sollecitazione e deformazione di vari tipi di collegamenti strutturali in funzione dei carichi applicati, si possono elaborare i risultati in modo da definire un insieme di regole e di opzioni che implementate nel CAD prima guidano il progettista nella definizione dello schema concettuale e poi controllano il modellatore solido nella generazione automatica della descrizione numerica del giunto e quindi dellinsieme dei disegni costruttivi. A livello di astrazione ancora minore ma pi strettamente integrate nei sistemi CAD in quanto fin dallorigine fanno gi parte del software, sono le procedure di sviluppo automatico. Queste consentono il disegno automatico di famiglie di prodotti topologicamente simili attraverso la definizione di relazioni tra le dimensioni dei singoli componenti, il loro numero e il loro posizionamento reciproco. Come gi accennato prima, per analizzare e sviluppare gli schemi funzionali importante avere a disposizione programmi per studiarne il comportamento strutturale, cinematico, termico, fluidodinamico oltre che per verificarne la fabbricabilit per stampaggio, fusione o asportazione di truciolo. Una prima difficolt concreta per le Aziende si presenta quando il momento di scegliere il programma da acquistare, visto che esiste una quantit di software tecnico enorme, il cui costo varia da parecchie decine fino a pochi milioni di lire per installazione. In effetti la scelta ha importanza strategica perch riguarda non solo i costi di acquisto e di gestione e formazione del personale ma anche lorganizzazione dellinsieme progettazionefabbricazione e il tipo di prodotto. Una seconda difficolt nasce quando lAzienda deve decidere se conviene acquistare separatamente i software di modellazione geometrica, di analisi strutturale, di controllo di fabbricazione e quanto altro oppure un solo pacchetto integrato in cui siano gi compresi i programmi che interessano. Con la prima soluzione possibile scegliere i migliori (cio i pi adatti alla situazione specifica) programmi che dovranno accedere, per mezzo di interfacce standardizzate, al database geometrico generato dal CAD; con la seconda i vari moduli sono cos strettamente integrati con il database da far quasi pensare allutente di lavorare con un unico programma estremamente versatile e ricco di potenzialit. Daltra parte in questo caso non detto che tutti i software contenuti nel pacchetto siano i pi adatti alle necessit specifiche. Questa la ragione per la quale importante che lazienda

e il progettista abbiano ben chiare le reali esigenze e abbiano la possibilit di conoscere in modo approfondito le caratteristiche dei vari programmi. La valutazione finale del progetto una fase cruciale da cui pu dipendere il successo o linsuccesso del prodotto. Anche qui, il database geometrico generato nel sistema CAD serve a programmi specializzati nella visualizzazione, che pu essere virtuale e allora si parla di prototipazione virtuale - o fisica, e allora si parla di prototipazione rapida. Senza addentrarsi nellargomento, sufficiente qui accennare che le tecniche di prototipazione rapida usano il modello geometrico per controllare macchine le quali, ad esempio solidificando con un fascio laser resine di opportune caratteristiche, riproducono loggetto sviluppato nel CAD. Questo insieme di tecnologie cos evoluto da poter essere impiegato addirittura per costruire in poche ore parti meccaniche di cui verificare il comportamento strutturale ( tipico il caso delle palette di turbina), naturalmente attraverso procedure di similitudine. Ancora pi interessante il controllo del progetto attraverso la tecnica di realt virtuale, che costituisce lultimo passo della prototipazione virtuale. Questa consiste nello sviluppo, completamente digitale, di un progetto a partire dalla ideazione per arrivare ai controlli di funzionalit e alla valutazione dellestetica. I software di Realt Virtuale danno la sensazione che lambiente attorno alloggetto progettato sia reale (immersivit) e che il corpo delloperatore sia attivo e interagisca tanto con lambiente quanto con loggetto progettato (presenza). Ci comporta che le tecniche di R.V. siano molto utili quando si voglia verificare lergonomia del prodotto, in relazione allinterfaccia uomo-prodotto o addirittura uomo-prodotto-ambiente; oppure quando si voglia controllare le possibilit di assemblaggio o di manutenzione di complessivi in spazi ridotti. Come si vede nello schema di Fig. 0.2, liter classico della progettazione pu essere affiancato a tutti i livelli da vari generi di software: nucleo fondamentale comunque il database del modellatore tridimensionale. Si deve notare infatti che il flusso logico delle azioni, dopo la definizione delle specifiche di progetto, passa sempre attraverso il modellatore. Da qui lidea di eseguire dei test di valutazione delle prestazioni di alcuni CAD sul mercato, tenendo presenti le esigenze delle PMI, che non avendo potere contrattuale sui fornitori dato il modesto livello dei budget in gioco, quasi mai hanno la possibilit di valutare concretamente e criticamente se e come le caratteristiche dei software soddisfano le loro specifiche esigenze. Anche per limpostazione dei benchmark si sono tenute presenti le necessit delle PMI. Infatti non si sono eseguiti i confronti su funzionalit specifiche (esecuzione dei raccordi, qualit delle features ecc.) perch le informazioni ottenute non avrebbero potuto

di fatto essere trasferite con qualche significato concreto al progetto di un oggetto. Si preferito invece individuare alcune tipologie di prodotti, tipiche della PMI toscana, e provare a re-ingegnerizzarle, valutando la semplicit ed efficacia di tutta la sequenza di operazioni che portano al risultato finale con i CAD presi in considerazione, che appartengono alla fascia alta e media del mercato. In questo modo si parte da ci che lazienda produce e si cerca di trovare il sistema CAD che in grado di soddisfare al meglio i bisogni specifici. Con le informazioni raccolte presso alcune piccole aziende, si sono definiti tre benchmark, ognuno dei quali individua una classe di problemi, dai confini ben delineati, la cui soluzione richiede al software caratteristiche precise e quindi chiaramente identificabili. Il primo riguarda la capacit dei CAD di gestire la progettazione di famiglie di prodotti simili, in particolare una pompa ad ingranaggi. Il secondo test sul progetto di un complessivo in cui le forze agenti siano dipendenti dal tempo e dalla posizione relativa dei componenti, cos da valutare il grado di soddisfacimento dei bisogni offerto sia dai pacchetti integrati (Modellatore Geometrico+Elementi Finiti+Simulatore Cinematico), sia dai singoli programmi specialistici e, in questo caso, controllarne anche lefficienza nellinterscambio dei dati. In particolare stato studiato un gruppo tergicristallo. Lultimo riguarda la gestione delle forme libere in relazione al loro inserimento in un processo di fabbricazione. stato preso in esame un gruppo rubinetto, la cui maquette stata realizzata a mano da un designer: con questo test si analizzano le capacit dei modellatori solidi nellintrodurre forme complesse nelliter di sviluppo ingegneristico. Come si vedr ancora meglio in seguito, chi vuole seguire questa metodologia per lanalisi delle prestazioni complessive dei sistemi CAD deve avere unapprofondita conoscenza dei software accompagnata sempre da una cultura progettuale adeguata e aggiornata: per le Aziende, riemerge ancora la forte esigenza di formazione ad alto livello che deve diventare patrimonio stabile dei tecnici di impresa.

Avvertenza Per non appesantire la lettura e non interrompere il filo logico espositivo, nel testo si da per scontata la conoscenza del gergo, di funzioni e procedure dei sistemi CAD. In realta la terminologia tecnica , evidenziata nel corpo del testo con il carattere italico, e brevemente descritta in Appendice o nel Glossario.

Riconoscimento del bisogno

Analisi del problema

Definizione delle specifiche

Iterazioni principali

Progettazione concettuale

Schemi funzionali

Sviluppo schemi

Dettaglio

Disegni costruttivi

Fig. 0.1 Organizzazione concettuale della progettazione secondo French.

Riconoscimento del bisogno

Analisi del problema

Creative thinking, gestione dellinnovazione ecc.

Definizione delle specifiche

Gestione della conoscenza

Iterazioni principali

Progettazione concettuale

Schemi funzionali Procedure di sviluppo automatico Sviluppo schemi

Modellatore geometrico 3D

Simulazione funzionale

Dettaglio

Simulazione strutturale

Prototipazione Rapida Realt Virtuale

Simulazione fabbricazione

Fig. 0.2 Integrazione degli strumenti software nella progettazione.

LA PROTOTIPAZIONE VIRTUALE
La prototipazione virtuale una metodologia operativa che impiega le tecniche di modellazione e di simulazione numeriche per sviluppare un prodotto in modo da ridurre (o addirittura evitare) la costruzione di prototipi fisici e quindi risparmiare tempi e costi. In sostanza, il prototipo virtuale di un generico sistema meccanico un modello numerico che contiene il maggior numero possibile delle informazioni di prodotto e di processo necessarie alla sua realizzazione e anche, ricorrendo a tecniche di realt virtuale, alla sua valutazione estetica e se del caso- ergonomica. Luso della prototipazione virtuale durante la fase di sviluppo di un prodotto stato finora ostacolato, oltre che dalle difficolt per modellare correttamente la realt e dalla limitata circolazione di informazione soprattutto presso le PMI, anche da limiti oggettivi quali:

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risorse computazionali costose; scarsa integrazione degli strumenti software (si pensi, ad esempio, alla mole di lavoro generalmente richiesta per passare dal modello CAD, completo di tutti i dettagli di lavorazione, al modello a Elementi

Finiti che, in generale, deve esserne privo). Superata la barriera derivante dalle risorse computazionali richieste grazie alla potenza a basso costo dei PC attuali, anche il problema della condivisione del modello con i vari strumenti software utilizzati per le simulazioni dei vari stadi di sviluppo del prodotto in gran parte risolto, restando solo da valutare il grado di efficienza tra le tecniche (o meglio, filosofie) di interscambio dati oggi disponibili. Gli strumenti della prototipazione virtuale Trascurando la Realt Virtuale, limpostazione della tecnica di prototipazione virtuale per sistemi meccanici si compone di tre classi di strumenti di base che devono essere ben integrati tra loro:

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sistema CAD con modellatore geometrico tridimensionale; sistema di simulazione del prodotto; sistema di simulazione dei processi.

Il CAD 3D Il CAD tridimensionale consente di definire il modello geometrico che alla base di tutte le attivit successive. Un modellatore efficiente deve soddisfare almeno questi requisiti fondamentli: 1. consentire la descrizione, senza ambiguit, della geometria delloggetto; 2. catturare, in maniera non ambigua, lintento delloperatore CAD; 3. consentire la modellazione guidata da variabili (variable driven modeling), in maniera tale che dopo ogni modifica introdotta sia possibile rigenerare automaticamente il modello; 4. supportare il concetto di associativit, ci che consente la propagazione automatica delle modifiche apportate in un dato stadio di sviluppo (es. nel CAD) a tutte le altre fasi (es. fabbricazione) costituenti il ciclo di sviluppo del prodotto. La modellazione solida, parametrica, basata su feature, lo strumento di modellazione che consente pi di ogni altro, allo stato attuale, di soddisfare i requisiti sopra elencati.

Gli strumenti di simulazione del prodotto Questi strumenti, che consentono di simulare il comportamento fisico del modello geometrico realizzato con il CAD 3D, nel caso specifico del sistema meccanico oggetto di benchmark sono:

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simulatore cinetodinamico; software Elementi Finiti. Lanalisi cinetodinamica multibody di un meccanismo basata sulla formulazione e soluzione di un

sistema di equazioni differenziali accoppiate a equazioni algebriche vincolari di cui generalmente non possibile trovare la soluzione in forma chiusa. Il codice di calcolo, noti i vincoli, le propriet di massa e i carichi esterni, consente di valutare le reazioni vincolari e le forze di inerzia agenti sui membri del meccanismo. Appare chiaro che per soddisfare i requisiti della prototipazione virtuale, il simulatore deve fornire non solo la soluzione numerica delle equazioni di moto, ma deve anche essere in grado di:

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realizzare le analisi senza necessit di ricostruire il modello; supportare, mediante la ricognizione della geometria del modello CAD, lautomazione delle attivit di scrittura delle equazioni di moto (masse, momenti di inerzia, ecc.); supportare, mediante la ricognizione dei vincoli posti nel CAD durante lassemblaggio, lautomazione delle attivit di scrittura delle equazioni vincolari o comunque permetterne la definizione mediante approccio grafico; supportare il concetto di associativit e variable driven modeling; realizzare analisi di collisioni; fornire i risultati come simulazione realistica.

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I risultati delle simulazioni cinetodinamiche definiscono, insieme ai vincoli ed alle forze esterne, le condizioni al contorno per le analisi agli Elementi Finiti sui componenti del meccanismo. Per essere usati come strumenti di prototipazione virtuale anche questi software devono avere, oltre alle caratteristiche classiche (qualit del solutore, tipi possibili di analisi, metodi di convergenza, algoritmi di generazione di elementi (mesh), possibilit di sottomodellazione o ottimizzazione, ecc.), requisiti specifici per:

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realizzare le analisi senza necessit di ricostruire il modello; supportare la possibilit di importare le condizioni al contorno dal simulatore cinematico; supportare il concetto di associativit e variable driven modeling.

Gli strumenti di simulazione dei processi Gli strumenti di simulazione dei processi sono tutte quelle applicazioni che consentono di modellare i procedimenti tecnologici necessari alla realizzazione del prodotto: ad esempio per un gruppo composto da parti ottenute per fusione di leghe metalliche, per stampaggio di materie plastiche e per asportazione di truciolo, sar necessario disporre di software che consentano di realizzare analisi di castability, moldability e di generare percorsi utensili e programmi NC. Anche tali applicazioni devono essere in grado di:

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realizzare le analisi senza necessit di ricostruire il modello; supportare il concetto di associativit e variable driven modeling.

Problemi di base della prototipazione virtuale Il prototipo virtuale stato definito come un modello numerico contenente tutte le informazioni di prodotto e di processo generate dai software utilizzati nelle diverse fasi di progettazione e di sviluppo. Ci comporta

unorganizzazione della progettazione ben definita e strutturata che si appoggia, in primo luogo, su un sistema di programmi in grado di garantire: ! lunicit del modello costituente il prototipo virtuale: tutte le applicazioni devono accedere ad un unico modello numerico, sia per limitare il costo in termini di modellazione e occupazione di memoria sia per evitare definizioni ridondanti di dati;

laccesso al modello numerico da parte delle varie applicazioni: sebbene il database debba essere unico, non necessariamente le varie applicazioni devono utilizzare il modello numerico completo per le loro analisi (ad esempio informazioni geometriche di dettaglio come smussi, raccordi, ecc. sono del tutto inessenziali in analisi cinetodinamiche, ma fondamentali quando si utilizza un CAM). Sorge dunque la necessit di estrarre dal modello numerico del prototipo virtuale, dei sottomodelli, qui intesi come modelli parziali contenenti solo le informazioni necessarie alla varie analisi;

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lassociativit tra modello e sottomodelli: ogni modifica introdotta sul modello numerico completo si deve ripercuotere su tutti i sottomodelli utilizzati nelle varie analisi e viceversa; la congruenza tra i modelli utilizzati: tutte le applicazioni, nello stesso istante di tempo, devono avere accesso alla medesima e pi recente versione del prototipo virtuale.

A questi aspetti di gestione del modello di prototipo virtuale si aggiunge, in vista dellottimizzazione spinta del processo progettuale, lopportunit di riorganizzare le attivit avendo particolare riguardo alla gestione dei documenti (file, report, archivi, ecc.) legati alle varie fasi di creazione e sviluppo del prodotto. di grande importanza, infine, tenere sempre ben presente che gli strumenti software per la prototipazione virtuale, molto spesso dotati di interfacce verso lutente sempre pi amichevoli, allargano il bacino di utenza delle analisi numeriche spinte anche a operatori non specialisti. Ci naturalmente un rischio non indifferente, dal momento che i sistemi software non riconoscono la cultura di chi li usa e che vale il principio garbage in, garbage out. Quindi indispensabile che lutente di questi strumenti abbia in primo luogo una solida cultura tecnica di base oltre che unadeguata formazione specifica. Daltra parte esisteranno sempre molte difficolt a definire con precisione il comportamento di gran parte dei sistemi fisici e quindi a ottenere buoni modelli: allora pu diventare utile lesperienza, grazie alla quale si possono definire procedure guidate per alcune attivit quali la modellazione geometrica, la scelta e la generazione degli elementi finiti, la schematizzazione dei vincoli, i criteri di analisi dei risultati e quindi di validazione del modello. Lo scambio dati tra programmi Lutilizzo del modello CAD per simulazioni di prodotto e di processo in una catena di strumenti software non ottimizzata fa nascere il problema dellintellegibilit del database da parte dei vari componenti la catena stessa. Allo stato attuale sul mercato si confrontano modi diversi di concepire laccessibilit al database comune basati su:

Integrazione verticale con formati standard (Interoperability): ciascuna applicazione (CAD, CAM, FEM, ecc.) la pi adatta, nel proprio settore, a soddisfare le esigenze dellutente. Vantaggi: ampia possibilit di scelta; garanzia dello sviluppo dei prodotti; ogni software in grado di funzionare autonomamente. Svantaggi: tutti i limiti connessi allo scambio dati in formato neutro.

Integrazione verticale basata su traduttori: i traduttori possono essere sviluppati da terze parti o da una delle case produttrici dei prodotti che devono interagire tra loro (traduttori diretti).

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Vantaggi: ampia possibilit di scelta; ogni software in grado di funzionare autonomamente; associativit monodirezionale (nel caso di traduttori diretti). Svantaggi: non sempre i traduttori sono di facile reperibilit e non sempre sono affidabili ed accurati.

Sistemi a struttura modulare in cui tutti i moduli sono realizzati dalla stessa casa (per esempio Pro/Engineer, Ideas, Cimatron) Vantaggi: integrazione basata su di un solo database; associativit bidirezionale tra i moduli. Svantaggi: non tutti i moduli hanno lo stesso livello di prestazioni e di sviluppo; scarsa possibilit di scelta; non sempre i moduli sono in grado di funzionare autonomamente (per esempio se si acquista una licenza di CAD/CAM non si pu usare il CAM se si sta usando il CAD e viceversa).

Sistemi a struttura aperta basati su ununica interfaccia verso lutente, sono costituiti da software, prodotti da aziende diverse, che si collegano al CAD utilizzando lo stesso ambiente e lo stesso database. Vantaggi: utilizzo dello stesso database e della stessa interfaccia; associativit bidirezionale tra i vari moduli; ampia scelta di prodotti. Svantaggi: si tratta di sistemi in fase di rapido sviluppo, non sempre al livello di sistemi stand-alone; i vari software integrati funzionano solo in concomitanza con il CAD.

Si deve osservare che, in generale, la traduzione dei dati in formati diversi provoca una corruzione, pi o meno importante, delle informazioni a causa sia della diversa precisione numerica con cui vengono rappresentati i dati nei database dei vari sistemi, sia delle prestazioni dei traduttori. Tipicamente ci si concretizza in cancellazione di entit geometriche o in una errata definizione delle connessioni tra le entit (errori sulla topologia). Gli errori pi probabili si riscontrano naturalmente nelle geometrie complesse quali superfici e raccordi, ma talvolta anche entit semplici vengono ricostruite in maniera non accurata: ad esempio una segmento di retta pu essere convertito in un insieme di segmenti pi piccoli complicando inutilmente il modello e rendendolo di difficile interpretazione ad esempio per un programma CAM. Per chiarezza, utile richiamare a questo punto alcune precisazioni sulla tecnica di trasferimento dei dati. Il formato di scambio cosiddetto neutro permette la comunicazione tra programmi diversi per mezzo di un pre-processore, che traduce le informazioni del database specifico nel formato comune, e di un postprocessore per il passaggio inverso. I formati neutri pi usati sono IGES, il primo uscito sul mercato e il pi diffuso, STEP e VDA-FS. I traduttori diretti hanno prestazioni superiori ma complicano la catena del software necessario per la prototipazione virtuale, poich per ogni coppia di applicazioni che debbano intercomunicare sono necessari due traduttori, uno per direzione. Lultima grande categoria rappresentata dai formati neutrali proprietari, che consentono agli utenti di software diversi, ma fondati sugli stessi motori geometrici (ad esempio ACIS o Parasolid), di trasferire con buona efficienza i relativi modelli geometrici.

Gestione elettro nica dei dati (Pdm) Unazienda si trova a gestire unenorme mole di documenti e modelli in diversi formati e spesso collegati tra loro in virt dellassociativit bidirezionale, per cui una modifica ad un documento si ripercuote su ogni documento ad esso correlato. Ad esempio, la modifica ad un componente di un assieme implica la modifica dellassieme stesso, di eventuali altri assiemi contenenti la parte in questione, di disegni, manuali, tavole di

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montaggio ed eventualmente modelli di analisi e simulazione. Questi problemi sono ancora pi rilevanti se si lavora in ambiente multiutente ed in ambito di lavoro parallelo. chiaro che devono essere sempre rispettati i requisiti fondamentali dellinformazione: unicit, certezza e reperibilit. Un importante passo in questa direzione stato fatto con lavvento dei sistemi PDM (Product Data Management) per la gestione elettronica dei dati. Questi sistemi, nati negli anni ottanta come strumenti per la grande azienda, hanno conosciuto recentemente un grande sviluppo e diffusione, venendo sempre pi incontro alle esigenze delle PMI. Un software di PDM svolge i seguenti compiti:

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proteggere i documenti da sovrascritture, cancellazioni ed errori accidentali di ogni genere; regolamentare gli accessi ai documento, in modo che solo le persone autorizzate possano compiere determinate operazioni; gestire larchivio delle revisioni dei vari documenti (ciclo di vita); gestire i collegamenti tra i documenti; offrire sistemi di ricerca dei documenti nellarchivio completi e flessibili;

condividere i dati anche al di fuori dellufficio tecnico. Questo si traduce in vantaggi significativi, quali: riduzione dei tempi di progettazione, grazie alla eliminazione dei tempi morti dovuti a problemi nella ricerca delle corrette revisioni dei documenti, perdita di informazioni, cattiva comunicazione tra reparti; ottimizzazione della progettazione, in quanto un utente ha facilmente a disposizione tutto il database aziendale, e quindi il know-how, che pu sfruttare per nuovi progetti ricorrendo all'innovazione o alla riprogettazione ex novo dei particolari solo quando necessario; per gli stessi motivi pi facile confrontare diverse alternative fino allottenimento della soluzione progettuale migliore. La condivisione dei dati inoltre arricchisce la progettazione permettendo il simultaneo coinvolgimento di reparti diversi, se non addirittura di clienti e fornitori. La transizione dal 2D al 3D

Spesso il periodo di transizione dai CAD bidimensionali ai modellatori solidi o di superficie estremamente temuto in quanto rappresenta unincognita e si pensa possa determinare una contrazione significativa della produttivit. In realt, seguendo poche e semplici regole e consigli, tali timori si rivelano infondati. La durata del periodo di transizione variabile e dipende da diversi fattori:

Corretta scelta del software: pu sembrare superfluo dirlo, in quanto ovvio che un software non completamente adatto alle proprie esigenze necessita di pi personalizzazioni, dello studio di procedure e percorsi alternativi che inevitabilmente allungano questa fase; tuttavia conveniente spendere qualche risorsa in pi in questa fase: si tratta di un investimento che ha sempre un ritorno vantaggioso. Nel caso della PMI pu essere opportuno rivolgersi a soggetti specializzati in questo tipo di attivit, piuttosto che basarsi sul confronto delle dichiarazioni dei venditori.

Curva di apprendimento del software: descrive il tempo necessario ad un utente medio per raggiungere una conoscenza ottimale del prodotto. un fattore che deve essere tenuto in conto al momento della scelta del software in quanto lordine di grandezza pu variare dalle settimane ai mesi a seconda dei prodotti. Tempo e risorse umane investite dallazienda nellutilizzo del nuovo software: non si pu pretendere di implementare il passaggio dal 2D al 3D senza una seria organizzazione e programmazione. In caso

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contrario i tempi di apprendimento si allungano oltre misura, eventuali problemi o strategie errate si presentano con ritardi alle volte inaccettabili.

Studio di strategie di modellazione e archiviazione corrette e funzionali: per quanto un CAD sia in grado di funzionare da subito, occorre, via via che si prende confidenza col prodotto, focalizzare lattenzione sulla metodologia di lavoro e le procedure di archiviazione e gestione dei dati pi adatte alle proprie esigenze, in modo da non dover in seguito fare brusche inversioni di marcia. Questo tanto pi importante quanto maggiore il numero di utenti. Si riportano di seguito alcuni suggerimenti per ottimizzare la durata del periodo di transizione e trarre da esso i maggiori vantaggi per il futuro:

Apprendimento: sia che si decida di seguire un corso, sia che si propenda per lautoapprendimento, fortemente consigliabile approfondire la conoscenza di tutti gli aspetti e le funzioni del programma acquistato, anche di quelli che si ritengono di scarso interesse per le proprie esigenze. Questa deve essere loccasione per iniziare a rivedere le proprie procedure di progettazione senza preclusioni e preconcetti. Ci sono funzioni che non si sono mai utilizzate perch con il precedente software non erano gestibili o di difficile utilizzo o addirittura non ipotizzabili.

Quando iniziare: una buona occasione per iniziare a lavorare con il nuovo software pu essere in corrispondenza di un nuovo progetto. In questo modo si progettano nuove parti e si "solidifica" tutta e sola la parte dellarchivio funzionale al nuovo progetto. Gestione dellarchivio di disegni 2D: non bisogna assolutamente farsi prendere dalla frenesia della conversione dei disegni nel formato 2D del nuovo software. Un modellatore 3D raramente offre allinterno del suo ambiente bidimensionale la stessa flessibilit di un software 2D. Valutare la possibilit di tenere in funzione durante il periodo di transizione una o alcune stazioni del vecchio software. Valutare inoltre se, piuttosto che convertire, non convenga "solidificare" alcune parti strategiche dellarchivio.

Chiarire i concetti fondamentali: le caratteristiche di associativit e bidirezionalit dei moderni sistemi CAD, insieme a molte altre importanti funzioni, possono apportare vantaggi fondamentali a condizione di sfruttarle correttamente. Per questo importante familiarizzarsi subito non soltanto con le funzioni di modellazione o assemblaggio, ma soprattutto con i concetti fondamentali che regolano la propagazione delle modifiche tra ambienti diversi, la gestione di famiglie di progetti, la condivisione dei dati.

La gestione dellarchivio: la mole di file che deve essere gestita utilizzando modellatori 3D molto maggiore che nel caso di sistemi 2D. Normalmente si ha a che fare con file di parti, assiemi che si riferiscono a parti e tavole che si riferiscono a parti e assiemi. Per questo motivo occorre strutturare correttamente larchivio fin dallinizio, in quanto si corre il rischio non soltanto di non trovare una certa revisione di un documento, ma anche di perdere i riferimenti (e quindi lassociativit) tra parti, assiemi e tavole. Un corretto modello di dati pu avere in certi casi un impatto sulla produttivit pari a quella del CAD stesso. Per questa ragione si stanno diffondendo sempre di pi sistemi di gestione elettronica dei dati tecnici (PDM, Product Data Management) accessibili anche per piccole e medie aziende.

Il supporto tecnico: avvalersi quanto pi possibile del supporto tecnico fornito dal rivenditore di software. Eventualmente valutare la possibilit di acquistare alcuni di giorni di consulenza in azienda di un tecnico esperto del software acquistato.

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I SOFTWARE TESTATI
Quando unazienda si appresta ad abbracciare la filosofia dello sviluppo elettronico del prodotto, la prima scelta fondamentale che deve compiere quella tra il ricorso a sistemi process centric commercializzati nella seconda met degli anni ottanta e in grado di seguire lintero sviluppo del prodotto al fine di soddisfare le esigenze delle grandi industrie e sistemi design centric nati nella seconda met degli anni 90 essenzialmente come modellatori, integrabili con applicazioni sviluppate da terzi, al fine di estendere la modellazione 3D verso le piccole e medie imprese. I sistemi process centric sono caratterizzati da una struttura modulare, in grado di coprire le varie esigenze che si presentano nel ciclo di sviluppo del prodotto, grandi prestazioni e prezzi elevati, sia a livello dacquisto che di manutenzione; sono inoltre generalmente complessi da usare e richiedono quindi tempi di apprendimento lunghi. I sistemi design centric sono principalmente focalizzati sulla progettazione, promettono buone prestazioni a prezzi accessibili, semplicit duso e tempi di apprendimento ridotti. I sistemi che sono stati presi in esame sono quelli che, allo stato attuale, sono sembrati i pi appetibili per una piccola o media azienda, tenendo conto sia del prezzo (hardware pi software), sia dellattuale diffusione sul mercato (e della tendenza per il futuro). Tra i sistemi process centric stato scelto un prodotto affermato da anni come Pro Engineer (rel. 20.0), completo di modellatore solido, modulo di superfici, gestione dei grandi assiemi, Pro/Mechanica Structure/Thermal per lanalisi agli elementi finiti e Pro/Mechanica Motion per la simulazione cinetodinamica. Come sistemi design centric sono stati scelti SolidWorks (rel. 98plus e 99) e SolidEdge (rel. 5.0 e 6.0), due modellatori di recente concezione, nativi Windows, che si stanno affermando sempre di pi sul mercato, anche come antagonisti dei sistemi di fascia pi alta; infine stato scelto Think Design (rel. 3.0.0.26), lunico prodotto italiano, anchesso presente da anni sul mercato, avente la peculiarit di essere un modellatore ibrido solido-superficiale. Ad essi sono stati affiancati come programmi integrati, per quanto riguarda il FEM, COSMOS (rel. 4.0) e DesignWorks 98, caratterizzati da una notevole velocit e semplicit duso; per la simulazione cinetodinamica Working Model 3D (rel. 4.0). Per arricchire la panoramica sulle possibilit di integrazione del CAD con applicazioni che assistono in fase di progettazione, si integrato il lavoro con un test, sia pure superficiale, di C-Mold 3D QuickFill, per lo stampaggio a iniezione di materie plastiche e SmarTeam, PDM di moderna concezione.

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CAD BENCHMARKING
Introduzione Il benchmarking lattivit di prova di un prodotto per mezzo di specifici test (benchmark appunto), in modo da individuarne i punti di forza ed i limiti. Le domande a cui il benchmarking su sistemi CAD si propone di rispondere sono molteplici: si va dalla semplicit duso, alla completezza e allefficienza delle funzioni disponibili, alla velocit e facilit di gestione di parti complesse o grandi assiemi, e via dicendo. La letteratura in questo campo in netta evoluzione, a causa anche del ritmo frenetico con cui i prodotti CAD appaiono e si evolvono sul mercato. Unattivit di benchmarking pu essere condotta in vari modi; si possono tuttavia identificare due principali tipologie:

! !

Benchmarking teorico, che analizza sistematicamente aspetti specifici del programma con una serie di test mirati. Benchmarking applicativo, che analizza la risposta dei programmi a problemi di tipo pratico.

Benchmarking di tipo teorico Secondo questa metodologia, il confronto dei software consiste nell'analizzarli funzione per funzione, individuando per ogni funzione uno o pi test mirati. Per esempio la semplicit e la velocit di unoperazione possono essere valutate considerando il numero di operazioni atomiche necessarie a portarla a compimento. In questo modo si ottiene, voce per voce, qual il prodotto migliore, relativamente ai test effettuati. Il benchmarking teorico viene inoltre effettuato per valutare le prestazioni dei programmi di analisi. In questo caso si prende una serie di problemi di cui si conoscono le soluzioni e si confrontano con quelle fornite dai programmi con quelle teoriche. Un celebre esempio fornito dai test NAFEMS per i programmi agli elementi finiti. Un benchmarking di tipo teorico fornisce dati quantitativi o comunque fortemente indicativi delle prestazioni di un prodotto relativamente ad una precisa funzione o gruppo di funzioni. Tuttavia non sempre immediato trasporre queste indicazioni nella realt aziendale, in cui i problemi trattati sono di pi ampio respiro e coinvolgono il programma nel suo complesso ed anche nella sua interazione con altri prodotti. Il limite principale di questo tipo di valutazione risiede nel fatto che non viene dato alcun peso alla possibilit di seguire strategie differenti nella modellazione di un medesimo oggetto. Benchmarking applicativo Il benchmarking applicativo confronta programmi diversi sulla base di problemi pratici: per esempio, volendo collaudare un CAD per la progettazione meccanica, si sceglie un complessivo da realizzare contenente una serie di problematiche di interesse. Il risultato che emerge da un confronto di questo tipo meno quantitativo, in termini di valore assoluto del prodotto, rispetto ad un benchmarking di tipo teorico, ma fornisce risposte pi immediate relativamente a problematiche reali di unazienda. Scelta e definizione dei benchmark Questo lavoro ha tra i suoi obiettivi quello di fornire una panoramica sulla situazione dei principali prodotti CAD destinati alla PMI, ma soprattutto quello di individuare una corretta metodologia di scelta del prodotto pi adatto alle specifiche esigenze.

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Per questo motivo il punto di partenza stato inevitabilmente il benchmarking applicativo, in modo da essere pi vicini alla realt aziendale. I benchmark sono stati scelti in modo da coprire non solo gli aspetti tradizionali di modellazione, assemblaggio e messa in tavola, ma anche quelli pi moderni dellintegrazione del CAD con altri prodotti: il CAD non deve coprire il ruolo di generatore di disegni e/o viste tridimensionali del prodotto, ma piuttosto va visto come strumento unificante allinterno dellazienda di tutte le attivit coinvolte nello sviluppo del prodotto stesso. Il primo benchmark ha avuto come tema le problematiche relative alla parametrizzazione spinta di un modello e alla generazione di famiglie di prodotti sulla base di specifiche utente. Il secondo, per mezzo dello studio di un tergicristallo di tipo automobilistico, ha inquadrato il modello 3D come prototipo virtuale da sottoporre ad una serie di analisi per ottimizzare la progettazione riducendo drasticamente i tempi di sviluppo. Infine, stato scelto come benchmark un rubinetto, caratterizzato da pesanti specifiche di estetica, per valutare le funzionalit di modellazione avanzata dei modellatori solidi in esame. Il benchmark pompa ad ingranaggi Molte aziende si trovano a gestire famiglie di macchine derivanti da un solo modello e che differiscono per un numero limitato di parti o un numero limitato di variabili. Se tutte le parti sono tra loro simili per forma e differiscono solo per alcune dimensioni, lottimizzazione delle risorse consiste nellavere un solo modello utilizzabile per un certo intervallo di valori delle specifiche tecniche. Occorre tenere conto che allinterno di un assemblaggio vi sono sia parti i cui parametri possono variare in maniera continua in un certo intervallo, sia parti i cui parametri possono assumere un numero limitato di valori per esigenze economiche e tecnologiche (ad esempio un unico getto di fusione con differenti alesature dei fori per essere adattato ad organi interni di dimensioni diverse), oppure perch acquistati a catalogo (ad esempio cuscinetti o elementi di carpenteria), sia parti che presentano entrambe le caratteristiche. Tutte le parti di tipo commerciale devono essere utilizzabili in assiemi diversi mediante apposite librerie che rispettino le norme di riferimento. Qualora ve ne siano anche alcune che differiscano per forma oltre che per dimensioni, deve essere possibile passare da un assieme ad un altro della stessa famiglia sostituendo soltanto queste parti (questo aspetto oggetto del benchmark tergicristallo). Una pompa ad ingranaggi si presta bene per questo tipo di esame perch, data la sua semplicit geometrica, non pone difficolt alcuna di modellazione per i vari CAD. stato cos possibile escludere tutti quegli aspetti legati alle potenzialit puramente geometriche dei vari programmi. Obiettivi Due sono stati gli obiettivi principali. Il primo stato la verifica delle potenzialit parametriche dei vari programmi in relazione alle problematiche precedentemente esposte, con particolare riguardo alla modellazione top-down, alla definizione, alla modifica e alla visualizzazione di relazioni tra parametri di parti diverse. Tutto questo sia dal punto di vista delle funzioni offerte, sia dellefficienza dei solutori durante la ricostruzione del modello dopo leffettuazione di modifiche. Il secondo obiettivo stato invece quello della verifica delle potenzialit di calcolo proprie del programma ed eventualmente dello scambio di dati con altri fogli di calcolo e software di simulazione utilizzati.

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Il benchmark tergicristallo Un gruppo tergicristallo, composto da motoriduttore, quadrilatero di azionamento, braccio portaspazzola e spazzola stato scelto come assieme moderatamente complesso, il cui modello CAD fosse utilizzabile come prototipo virtuale in un ipotetico sistema di sviluppo elettronico del prodotto. Vari sono stati i motivi hanno spinto a prendere in considerazione tale assieme meccanico. Anzitutto il gruppo tergicristallo composto, includendo la bulloneria, da un centinaio di pezzi e perci stato utilizzato per testare le funzionalit di assemblaggio (approccio top-down, bottom-up, misto), la possibilit di lavorare in sottoassiemi e le capacit del CAD di gestire un assieme moderatamente complesso. Il tergicristallo presenta poi componenti da realizzare con vari procedimenti tecnologici: sono infatti presenti parti realizzate in pressofusione, stampaggio di materie plastiche (molding), piegatura e stampaggio di lamiere, il cui ciclo di sviluppo non si esaurisce con la modellazione del singolo pezzo, ma richiede la realizzazione di parti derivate come modelli, conchiglie, sviluppo di lamiere ecc. Il gruppo tergicristallo inoltre un cinematismo non piano, dunque analizzabile solo come modello tridimensionale, su cui poter eseguire analisi cinetodinamiche i cui risultati possono servire sia per la verifica della superficie del parabrezza detersa dalla spazzola, sia per il rilevamento di interferenze tra parti mobili e parti fisse, sia per fornire le condizioni al contorno per eventuali analisi strutturali sulle parti componenti lassieme. Tutti i modelli utilizzati nel ciclo di sviluppo del prodotto (modello CAD, modelli per analisi, modelli derivati, ecc.) devono, per quanto possibile, essere tra loro associativi. Il benchmark si propone, inoltre, non soltanto di emulare le fasi di progettazione e sviluppo ex-novo di un sistema meccanico (progettazione per innovazione), ma anche di verificare come i vari CAD presi in esame si prestano a realizzare famiglie di sistemi meccanici andando a modificare componenti gi esistenti (progettazione per modifica); nel caso del tergicristallo, questa verifica si traduce nel realizzare, a ciclo di sviluppo concluso, un secondo gruppo modificando elementi della spazzola, del braccio e del quadrilatero di azionamento e valutando la corretta propagazione di tali modifiche ai modelli di analisi e ai vari modelli derivati. Obiettivi Anche in questo caso due sono gli obiettivi principali: il primo la valutazione delle capacit di modellazione ed assemblaggio di un assieme meccanico moderatamente complesso. Il secondo, e pi importante, valutare la possibilit di utilizzo del modello CAD come prototipo virtuale secondo requisiti di unicit, associativit e congruenza tra i diversi modelli di analisi utilizzati nelle varie applicazioni software. Il benchmark rubinetto Il rubinetto stato scelto come rappresentativo degli oggetti di forma libera. Tutti questi oggetti vengono progettati a partire dal guscio esterno rispondente a criteri di estetica, ergonomicit, ecc. e che solitamente ideato da uno stilista. Questo disegnatore in molti casi dovr rispettare soltanto dei vincoli di ingombro atti ad ospitare gli organi interni, se presenti. Lo stilista comunica le proprie idee al modellista CAD tramite schizzi e proiezioni a matita (il bozzetto). A questo punto il lavoro passa al disegnatore CAD che cerca di definire un modello - solido o superficiale - che esternamente corrisponda il pi possibile allidea dellarchitetto lavorando magari anche a stretto contatto con questultimo per la definizione dei raccordi, delle curvature, dei dettagli. Il lavoro procede in questa direzione fino al raggiungimento di una estetica soddisfacente sia dal punto di vista stilistico (superfi-

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ci sculturate, effetti di luce ecc.), che di fabbricazione (angoli di sformo, ecc.). Il modello o il guscio di superfici viene quindi approvato. Inizia solo adesso, con il dettagliamento della parte interna, la parte veramente meccanica della modellazione e, se si tratta di un prodotto composto da pi componenti, inizia anche il posizionamento dei vari organi interni con successiva verifica delle interferenze. Al fine di rispettare il guscio esterno, il processo diventa anche progettuale perch gli attacchi filettati, le torniture e tutte le appendici necessarie ad ospitare gli organi interni vanno in qualche modo attaccate al guscio esterno. Obiettivi Lobiettivo di questa benchmark quello di riprodurre la procedura appena esposta secondo diversi aspetti: modellazione avanzata, dettagliamento, assemblaggio, progettazione integrata di oggetti di fusione partendo dal disegno costruttivo.

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IL BENCHMARK POMPA AD INGRANAGGI


Introduzione La parametrizzazione ad alto livello di un complessivo si articola nei seguenti passi: 1. 2. 3. progettazione del modello comune a tutta la famiglia; identificazione del numero minimo di parametri dimensionali necessari a guidare lassieme; distinzione tra variabili che possono variare in maniera continua e variabili che possono assumere

un numero discreto di valori; in questo secondo caso identificazione o creazione di database contenenti tali valori (ad esempio un database sui cuscinetti o uno contenente i valori del modulo di una ruota dentata); 4. creazione di un programma che calcoli il valore dei parametri indipendenti precedentemente identificati in modo da soddisfare determinate specifiche tecniche assegnate; 5. creazione di un programma che assegni alle variabili del modello i valori calcolati e provveda alla rigenerazione del modello stesso.

Fig. 4.1 - Pompa ad ingranaggi nelle due configurazioni a sei e ad otto bulloni di fissaggio della cassa.

La pompa ad ingranaggi (Fig. 4.1) stata scelta per valutare le funzionalit di parametrizzazione dei sistemi CAD, nel caso generale di modelli guidati direttamente dalla specifica di progetto. Data la semplicit geometrica di questo benchmark, possibile escludere tutti gli aspetti legati alle potenzialit puramente geometriche dei vari programmi e viene focalizzata l'attenzione sull'obiettivo specifico di questo test. Due sono gli aspetti su cui si deve esprimere una valutazione: il primo la verifica delle capacita parametriche dei CAD in esame, con particolare riguardo alla modellazione top-down ed alla associativit (definizione, modifica e visualizzazione di relazioni tra parametri di parti diverse) sia dal punto di vista delle funzioni offerte, sia dellefficienza dei solutori durante la ricostruzione del modello in seguito a modifiche. In secondo luogo occorre verificare le potenzialit di calcolo interne e di scambio dati con altri programmi. Questo benchmark stato utilizzato anche per verificare le capacit in termini di messa in tavola dei CAD esaminati.

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Si dapprima individuato un algoritmo che, a partire dalla specifica, stima tutti i dati necessari alla definizione di una pompa nel rispetto delle consuete verifiche di resistenza1. In generale i CAD di fascia media non hanno funzionalit logico-matematiche sufficientemente avanzate per svolgere calcoli di questo tipo; pertanto necessario impiegare fogli di calcolo esterni. In questa ottica importante verificare se, e con quali modalit, possibile automatizzare lo scambio di informazioni e lassegnazione dei valori ottenuti alle variabili indipendenti del disegno, ammesso che sia stata ottenuta una completa parametricit del modello geometrico. Si possono individuare tre livelli di integrazione: Livello di integrazione basso: Il CAD non ha al suo interno sufficienti funzionalit logicomatematiche. Si deve perci ricorrere a programmi esterni, che per non sono in alcun modo collegabili al modello CAD. Lutente deve trascrivere manualmente i risultati del calcolo allinterno del CAD. Livello di integrazione medio: Rispetto al caso precedente, si riesce ad automatizzare il controllo delle variabili di disegno con i risultati del foglio elettronico. Tale comunicazione a sua volta pu essere mono- o bidirezionale: nel primo caso modifiche al foglio di calcolo si ripercuotono sul modello CAD, ma non viceversa; nel secondo caso anche modifiche al modello CAD si possono ripercuotere sul foglio di calcolo. Livello di integrazione alto: Il sistema CAD ha al suo interno tutti gli strumenti di programmazione necessari per scrivere lalgoritmo e per controllare il modello con i risultati del calcolo. Anche in questo caso la comunicazione pu essere mono- o bidirezionale. In particolare, per quanto riguarda SolidEdge e SolidWorks, sono state sfruttate le potenzialit offerte da OLE Automation per lo scambio dati con il codice di calcolo, mentre per Pro/Engineer si impiegato Pro/Programm, il modulo di programmazione disponibile con Pro Assembly e lo scambio dati stato realizzato mediante file ASCII. Come foglio di calcolo stato utilizzato Microsoft Excel, le cui celle costituiscono i dispositivi di input e di output per il dimensionamento di massima: in una cartella di lavoro sono state infatti inseriti dei fogli contenenti la specifica di progetto, i risultati del dimensionamento di massima e le dimensioni geometriche delle parti costituenti la pompa ad ingranaggi. Il codice di calcolo stato realizzato con leditor di Visual Basic for Applications contenuto in Microsoft Excel. Il database aziendale costituito anchesso da una collezione di cartelle Excel, contenenti le norme di unificazione interne ed internazionali, le dimensioni delle parti commerciali e i semilavorati utilizzabili. A partire dalla specifica vengono dimensionati i seguenti componenti: albero di ingresso con spallamenti, linguetta UNI 6604 per attacco al motore, linguetta UNI 6606 per collegamento

La specifica per la pompa ad ingranaggi consiste nella definizione di portata, pressione, velocit di rotazione. Sono i-

noltre assegnati i materiali e le loro caratteristiche meccaniche, i parametri fluidodinamici, langolo di pressione della dentatura ed i rendimenti meccanico e volumetrico. Infine si sono assunti disponibili i database, compatibili con il foglio di calcolo, relativi a tutti i componenti commerciali o normalizzati impiegati (gole UNI per rettifiche, linguette UNI, getti disponibili, cuscinetti di strisciamento). Si supposto che le famiglie di getti siano di due sole tipologie: il test comunque probante, ma la sua realizzazione risulta semplificata.

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allingranaggio conduttore; parametri e dimensioni degli ingranaggi conduttore e condotto; linguette; cuscinetti di strisciamento; cassa in tre pezzi (corpo superiore, intermedio e inferiore), ciascuno disponibile in due sole configurazioni di dimensioni esterne che differiscono per le dimensioni esterne e per il numero di fori per le viti di serraggio (sei nella cassa piccola, otto in quella grande); viti di serraggio della cassa (numero e lunghezza). Nel caso in cui leditazione delle specifiche porti alla violazione dei vincoli imposti implicitamente dal database aziendale (getti disponibili, boccole e linguette alloggiabili e/o disponibili), le violazioni vincolari vengono comunicate con un messaggio di errore. Con i valori cos ottenuti il CAD deve essere in grado di aggiornare il modello ricostruendo correttamente file di assemblaggio, tutte le singole parti e le messe in tavola sia del complessivo, sia delle parti. Attivit di modellazione La strategia migliore per la modellazione di assemblaggi, nel caso in cui si abbiano esigenze di parametrizzazione spinta, senza dubbio l'approccio top-down. Pertanto, la costruzione del modello della pompa stata eseguita quasi interamente nellambiente di assemblaggio. I vantaggi consistono soprattutto nella possibilit di acquisire vincoli e riferimenti tra elementi appartenenti a parti diverse, talvolta in modo automatico (coincidenza, endpoint e midpoint), in altri casi manualmente mediante i vincoli geometrici riconosciuti dai diversi programmi. Inoltre possibile legare con equazioni parametri dimensionali di parti diverse. In generale opportuno ridurre al minimo il numero di parametri indipendenti che costituiscono n le quote guida del modello 2. Allo scopo, ove possibile, si fa ricorso ai comandi che consentono di i cludere associativamente nello sketch corrente la proiezione di elementi geometrici delle altre parti dellassieme. Una tecnica alternativa, alla quale si ricorre quando risulta impossibile l'imposizione di vincoli geometrici tra elementi dello sketch corrente ed elementi ad esso esterni, consiste nell'impiego dei layout di assemblaggio. Si tratta di profili tracciati in ambiente di assemblaggio e utilizzati dalle parti, con un comando di inclusione o offset associativo, come porzioni di sketch o geometria di riferimento per la realizzazione di feature. Le parti realizzate in top-down sono normalmente posizionate allinterno dellassemblaggio mediante gli stessi vincoli di inclusione associativa oppure dai layout di assemblaggio, che di fatto pongono dei vincoli geometrici tra le parti; tali vincoli, per, possono essere alloccorenza rimossi consentendo lo spostamento della parte (nel qual caso si perde, ovviamente, lassociativit). Al contrario pu risultare utile modellare con un approccio bottom-up i dettagli delle singole parti. fondamentale che il CAD disponga di strumenti per la visualizzazione delle relazioni geometriche ed algebriche fra gli elementi costitutivi del modello. Passando ad esaminare i risultati ottenuti con i CAD meccanici messi alla prova si rileva che sia Pro/Engineer, sia SolidWorks hanno consentito un approccio ottimale alla modellazione: si fatto ricorso con successo sia alle funzioni di inclusione associativa, sia ai layout di assemblaggio; le parti

La riduzione delle dimensioni indipendenti pu avvenire mediante vincoli geometrici, o mediante equazioni e-

splicite. consigliabile, quando possibile, fare ricorso alla prima soluzione.

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non commerciali (alberino, ingranaggi, corpi inferiore, intermedio e superiore) sono state modellate nel contesto dellassemblaggio (approccio top-down), inizialmente definendole come ingombri generali e poi, successivamente, dettagliandole prima della delibera finale (Fig. 4.2); le parti commerciali, come boccole, linguette, viti, rondelle, dadi e spine sono stati invece inserite nellassieme con procedura bottom-up, supponendo di poter attingere ad una libreria di parti. Quando il modello geometrico dellassieme completato si riduce, per quanto possibile, il numero di variabili indipendenti con luso di equazioni.

Fig. 4.2 - Due fasi della modellazione della pompa ad ingranaggi nell'ambiente di assemblaggio di Pro/Engineer.

In SolidEdge ammessa l'inclusione di tipo associativo di proiezioni di elementi geometrici sul piano di sketch, ma solo se la geometria acquisita appartiene alla parte modificata o ad un layout di assemblaggio. Per altro, in SolidEdge, fino alla versione 5, il tracciamento dei layout di assemblaggio poteva avvenire solo sui tre piani coordinati di default, non essendo possibile definire nellambiente di assemblaggio ulteriori piani di riferimento, n utilizzare piani appartenenti a parti: ci comportava limpossibilit di utilizzare utilmente profili appartenenti ai layout di assemblaggio per feature di parti, il cui piano di sketch non fosse parallelo ai piani coordinati. A partire dalla versione 6.0, possibile definire piani in ambiente di assemblaggio e tracciarvi sopra dei layout di assemblaggio. Nello sviluppo del modello, la strategia ottimale consistita nel definire inizialmente le varie parti come ingombri generali nell'ambiente assemblaggio e successivamente nel dettagliarle. Tutte le parti utilizzanti i layout di assemblaggio sono state inserite facendo coincidere i piani coordinati di default della parte con gli analoghi piani dellassemblaggio. In Fig. 4.3 mostrato l'inizio dell'iter di modellazione: sul piano x-y dellassemblaggio si tracciato un profilo rappresentante la vista dallalto del corpo intermedio (sinistra); questo layout di assemblaggio stato poi incluso associativamente nella parte ed estruso in direzione z. Sul piano x-z dellassemblaggio, sono state tracciate le semisezioni di ingranaggio conduttore, ingranaggio condotto, albero e boccole (destra) che, incluse associativamente nei rispettivi file di parte e utilizzati come profili per feature di estrusioni circolari, hanno dato luogo al meccanismo interno della pompa. Da segnalare che, nonostante il ricorso ai layout di assemblaggio, si verificato che alcune quote nominalmente uguali, ma appartenenti a layout diversi (ad esempio il diametro delle ruote dentate e il diametro dellalloggiamento delle stesse nel corpo intermedio), devo-

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no essere rese associative mediante scrittura di equazioni nella tabella delle variabili. Inoltre, non stato possibile definire tutti i parametri di guida dell'assieme all'interno dell'ambiente di assemblaggio per i limiti di SolidEdge relativamente all'associativit nella modellazione top-down.

Fig. 4.3: Approccio top-down alla modellazione in SolidEdge: piano x -y (sinistra), piano x -z (destra) dell'assemblaggio).

Con ThinkDesign non stato possibile raggiungere nessuno degli obiettivi del benchmark, se non quello della semplice modellazione geometrica. Questo stato dovuto in parte alla totale mancanza di alcune funzionalit, ma anche al fallimento di alcune operazioni nominalmente disponibili. In particolare ThinkDesign offre ben poche potenzialit dal punto di vista della modellazione top-down: il progettista pu disegnare parti direttamente su altre parti o anche su un assemblaggio a puntatori, senza tuttavia avere la possibilit di sfruttare in maniera associativa le entit gi presenti sul modello. Lunica possibilit offerta data dal possibile vincolamento dei nuovi profili su entit dellassieme; questa operazione permette di costruire parti gi vincolate senza ricorrere ad operazioni di posizionamento relativo. Per questi motivi e anche per la semplicit delle singole parti, stata adottata la modalit bottomup: ogni parte stata modellata singolarmente e lassemblaggio finale stato il risultato del montaggio di parti e di sottoassemblaggi. Dal momento che ThinkDesign in grado di gestire modelli con pi solidi disgiunti fra loro, possibile alternativamente realizzare assiemi non a puntatori, bens costituiti da pi solidi posizionati fra loro, ognuno dei quali non corrisponde ad un file esterno, ma viceversa esiste soltanto allinterno dellassieme. Lutilizzo di un file unico di questo tipo stato scartato a priori in quanto: (i) di difficile utilizzo per la produzione di modelli integrata con il CAM; (ii) il file raggiunge ben presto unestensione elevata in termini di byte per cui il modello difficile da gestire; (iii) impensabile che leventuale corruzione del file comporti il rifacimento dellintero lavoro. Pur seguendo un approccio bottom-up, cio una strategia non ottimale per questa particolare applicazione, si sono riscontrati pesanti difetti nella gestione delle variabili e delle relazioni. La modellazione bottom-up richiede un successivo collegamento fra le variabili guida di ciascuna parte. Queste relazioni vengono imposte allinterno dellassemblaggio dove sono presenti tutte le parti con i relativi parametri di controllo. ThinkDesign possiede al suo interno lambiente spreadsheet (Fig. 4.4, sinistra) che per ha palesato le seguenti limitazioni:

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1.

lo spreadsheet gerarchico e non ereditario; questo implica che, per quanto riguarda le variabili,

il foglio delle variabili del file di assemblaggio non vede le variabili delle parti contenute nellassieme, ma sta sopra a queste ultime permettendo di definire ulteriori variabili che per sono definite solo allinterno dellassemblaggio; 2. esiste la possibilit di riferirsi alle variabili di una parte tramite unopportuna sintassi anche allinterno dello spreadsheet dellassieme e al tempo stesso esiste il modo di fare linverso: riferirsi ad una variabile definita nellassemblaggio allinterno di una parte sempre con una opportuna sintassi; di fatto si verificato che ThinkDesign possiede queste capacit solo in casi banali e che niente di tutto questo ha funzionato per la pompa a ingranaggi. Per tutti questi motivi non si di fatto realizzato un modello completamente dimension driven: ogni parte guidata dal numero minimo possibile di quote funzionali grazie alle relazioni scritte nello spreadsheet allinterno di ognuna; non stato possibile per scrivere alcuna relazione fra parti. L'assemblaggio di per s statico: bisogna modificare prima tutte le parti una ad una e poi ricaricarle nellassieme. Anche questa procedura risultata spesso affetta da errori: pi volte vengono persi i vincoli di assemblaggio dopo alcune modifiche, apparentemente (secondo il sistema) per la presenza di vincoli in conflitto.

Fig. 4.4 - L'ambiente spreadsheet di ThinkDesign (sinistra) e la Variables Table di SolidEdge (destra).

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Anche relativamente alla gestione dei vincoli geometrici e dimensionali si hanno delle differenze fra i vari software CAD. Di ThinkDesign si gi parlato descrivendo le caratteristiche dello spreadsheet interno. In SolidEdge tutti i vincoli geometrici e dimensionali posti su uno sketch sono mostrati graficamente sul profilo una volta entrati nellambiente di sketcher; manca uno strumento che fornisca una lista dei vincoli geometrici e dimensionali applicati al profilo, anche se con il comando show variability possibile esaminare se lo sketch (o anche parte di esso) sia labile, ben vincolato o ipervincolato. Tutte le relazioni per il posizionamento delle parti in un assieme sono modificabili direttamente dallAssembly Pathfinder. Punto di forza di SolidEdge la gestione tabellare, mediante la Variables table (Fig. 4.4, destra), dei parametri del documento su cui si sta operando: la tabella delle variabili non solo mostra e consente di nominare le variabili definite dal sistema, ma ha anche funzionalit di foglio elettronico: si possono infatti definire variabili utente, scrivere relazioni tra le variabili appartenenti allo stesso documento, collegare (tramite operazioni di copia/incolla collegamento) le variabili del documento al contenuto di celle di un foglio Excel o le variabili delle parti costituenti un assieme alle variabili appartenenti allassemblaggio; non invece possibile collegare direttamente variabili di parti diverse (anche se appartenenti allo stesso assieme); le relazioni tra le variabili di uno stesso documento possono essere di tipo algebrico, trigonometrico e, tramite funzioni scritte in moduli Visual Basic, logiche. Anche in Pro/Engineer tutti i vincoli geometrici e dimensionali posti su un sketch sono mostrati graficamente sul profilo una volta entrati nellambiente di sketcher. Questo parametrico, e come tale non consente di operare con profili sottovincolati; tuttavia, attraverso i vincoli deboli definiti automaticamente dal sistema, loperatore non costretto a bloccare i gradi di libert residui. Tutte le relazioni per il posizionamento delle parti in un assieme sono modificabili direttamente dal Model Tree. In Pro/Engineer possibile scrivere relazioni tra parametri dimensionali di parti diverse sia in ambiente di assemblaggio, sia in ambiente di parte. Ogni volta che il modello, sia esso un assieme o una parte, viene rigenerato, le relazioni vengono risolte prima di qualsiasi altra operazione; generalmente le equazioni vengono risolte sequenzialmente, nel qual caso lordine di scrittura riveste unimportanza notevole, ma possibile anche risolvere sistemi lineari di equazioni. Le relazioni possono utilizzare operatori aritmetici, trigonometrici, logaritmici e logici; possibile anche definire dei parametri utente che possono essere di tipo numerico, booleano o stringa. In SolidWorks le relazioni applicate ad uno sketch possono essere visualizzate (ed eventualmente eliminate) su un'apposita finestra; tutti i vincoli geometrici possono essere rimodificati sia nellambiente di assemblaggio, sia in quello di parte, una volta che viene aperto lo sketch in cui sono stati applicati. Analogamente tutte le relazioni per il posizionamento delle parti in un assemblaggio sono modificabili direttamente dal Feature Manager. Tutte le equazioni che vengono inserite in un documento (parte, assemblaggio o disegno) sono poste in una cartella posta nellalbero appena al di sotto della radice (e quindi prima di ogni operazione eseguita allinterno del documento); per questo motivo ogni volta che viene lanciato il comando di aggiornamento del modello le equazioni vengono risolte prima di ogni altra operazione. Lordine in cui le equazioni sono inserite pu rivestire unimportanza notevole se vi sono in qualche modo legami tra equazioni. Il limite principale del gestore di equazioni di SolidWorks sta nel fatto che tutte le equazioni devono avere come parametri dei vincoli dimensionali e devono essere esplicitate rispetto ad uno di essi: non si possono cio definire

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delle variabili diverse dalle quote assegnate al modello. Le potenzialit matematiche non vanno molto oltre la soluzione di equazioni algebriche e trigonometriche. Integrazione con fogli di calcolo Un altro aspetto fondamentale riguarda la caratteristiche di scambio dati con codici di calcolo esterni. Quanto maggiori, infatti, sono le potenzialit di interfacciare un CAD con altri programmi, tanto pi si pu pensare di superare alcuni suoi limiti. Per esempio, una volta constatate le limitazioni di ThinkDesign nella creazione di assiemi dimension driven, sarebbe stato possibile aggirare il problema realizzando una routine che, oltre a calcolare le dimensioni a partire dalla specifica tecnica, fosse in grado di modificare in automatico le parti una per una, in modo da ridurre al minimo i tempi di aggiornamento dell'assemblaggio. Tuttavia, anche questa operazione non realizzabile se non da un programmatore esperto: ThinkDesign non supporta OLE, ma accessibile dall'esterno solo tramite LPG (il linguaggio di programmazione nato in Cadlab insieme ad ThinkDesign) o con routine in C++ che sfruttino la API di ThinkDesign. Questa caratteristica risulta senza dubbio estremamente discriminante per un programma funzionante su piattaforme Windows3. Per altro lo spreadsheet interno non consente di implementare un algoritmo di calcolo basato anche su operazioni logiche, ad esempio per la scelta di elementi da un database aziendale o da norme UNI come era definito negli obiettivi. Di fatto l'aggiornamento di un modello quale quello della pompa ad ingranaggi, realizzato con ThinkDesign, richiede le seguenti operazioni: 1. 2. 3. calcolo dei parametri a partire dalla specifica tecnica tramite un foglio di calcolo esterno; aggiornamento manuale di tutte le variabili da eseguirsi parte per parte; apertura del file di assemblaggio e successivo ricaricamento di tutte le parti. La durata complessiva di tutte queste fasi molto lunga: circa quindici minuti per un modello semplice come la pompa ad ingranaggi se non si commettono errori. Sui programmi che svolgono in automatico queste funzioni, limmissione dati, il calcolo e la rigenerazione richiedono sempre meno di due minuti. Decisamente pi efficaci sono risultati SolidEdge e SolidWorks, entrambi capaci di supportare lo scambio dati con protocollo OLE e di consentire all'utente la personalizzazione e lesecuzione di macro in Visual Basic, Visual Basic for Applications (VBA), Visual C++. In SolidEdge la guida del modello geometrico da parte di un foglio Excel pu avvenire con due modalit: la prima consiste nel collegare le celle della variables table, contenenti le variabili indipendenti del modello, alle celle dei fogli Excel contenenti i risultati del dimensionamento di massima e le dimensioni delle parti costituenti la pompa ad ingranaggi; la seconda consiste nel modificare direttamente, allinterno del programma di calcolo scritto in VBA, le variabili indipendenti del modello mediante i metodi e le propriet messe a disposizione dagli oggetti OLE SolidEdge PartDocument e SolidEdge AssemblyDocument. La seconda modalit consente, una volta eseguita la rigenerazione, di la-

Anche sistemi CAD di fascia bassa, come il ben noto AutoCAD, sono integrati con VBA (Visual Basic for Appli-

cations) per la scrittura di macro e per collegamenti ad altre applicazioni.

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sciare il modello privo di collegamenti ai fogli Excel, e quindi pienamente modificabile per unulteriore personalizzazione dellassieme. In SolidWorks il trasferimento dei dati pu essere realizzato unicamente assegnando ai parametri indipendenti il contenuto delle corrispondenti celle dei fogli di Excel per mezzo di istruzioni in Visual Basic I tempi di rigenerazione del modello sono leggermente superiori per SolidEdge, ma comunque comparabili, con i tempi richiesti da SolidWorks, nonostante sia stato necessario definire come oggetti OLE tutte le parti componenti dellassieme a causa dellimpossibilit di SolidEdge di guidare il modello con le sole variabili definite nellambiente di assemblaggio; il tempo di rigenerazione del modello seme mediamente compreso tra i 120 e i 150 secondi con una macchina della terzultima generazione (un Pentium 166 MMX con 64 Mb di RAM), mentre sono sufficienti circa 20 secondi con un PentiumII Xeon 450 MHz, con 256 Mb di RAM. In Fig. 4.5 sono riportate alcune immagini relative alla ricostruzione di modelli di pompe corrispondenti a specifiche tecniche diverse.

Fig. 4.5 - Pompa ad ingranaggi costruite con specifiche differenti in SolidEdge (alto) e SolidWorks (basso); si noti la parametrizzazione anche del numero di bulloni della cassa.

Per Pro/E il discorso pi articolato; in ogni caso della rigenerazione del modello se ne occupa il modulo Pro/Program, che consente con un numero limitato di istruzioni di guidare , tramite relazioni, i

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parametri dimensionali del modello e tramite istruzioni condizionali (del tipo ifthen else) sopprimere feature, parti, componenti appartenenti a gruppi di scambio o a famiglie di parti. Per quanto concerne lalgoritmo di calcolo se ne pu tentare lo sviluppo direttamente in Pro/Programm, oppure pu essere implementato con uno strumento esterno, con le variabili guida del modello che devono poi essere importate in Pro/Program con un file formato ASCII. Diversi, e sostanziosi, i vantaggi della seconda soluzione: possibile impiegare linguaggi di programmazione di uso comune, database di componenti standardizzate contenuti in fogli Excel, interfaccia uomo-macchina pi amichevole nella definizione della specifica. I tempi di rigenerazione del modello sono stati estremamente contenuti: sono sufficienti mediamente 1922 secondi, di cui 7 richiesti per lo shading del modello, anche con una macchina oramai obsoleta (Pentium 166 MMX con 64 Mb di RAM); per altro, tali tempi risultano appena dipendenti dalle caratteristiche dell'hardware. La notevole rapidit di rigenerazione da imputarsi senzaltro allarchitettura completamente parametrica di Pro/Engineer. In Fig. 4.6 sono riportate due immagini relative a modelli di pompe generati in Pro/E a partire da specifiche tecniche diverse.

Fig. 4.6 - Pompa ad ingranaggi costruite con specifiche differenti in Pro/Engineer; si noti la parametrizzazione anche del numero di bulloni della cassa.

Messa in tavola Lultimo aspetto analizzato mediante questo benchmark la messa in tavola del modello, funzione che comporta notevoli problemi, seppure di natura ed entit differenti, su tutti i sistemi CAD esaminati, tanto che nessuno di essi ha superato completamente la prova, se si esclude Pro/Engineer mediante ricorso ad una routine in Pro/Programm. Lambiente di drawing di Pro/E si compone di due moduli: il modulo base e il modulo opzionale Pro/Detail che consente di estendere le funzionalit per la messa in tavola di modelli 3D; avendo a disposizione entrambi i moduli si riesce a realizzare delle tavole bidimensionali di ottimo livello, utilizzando le viste e le sezioni strettamente necessarie. Il sistema si anche mostrato estremamente veloce nel generare le viste e le sezioni richieste; unico appunto riguarda il settaggio dellambiente di drawing, che avviene tramite file di configurazione in maniera decisamente poco intuitiva (per questo motivo le tavole mostrate di seguito seguono le normative nordamericane ANSI).

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Unico dei CAD esaminati, Pro/E consente la rappresentazione 2D non solo di viste complete, interrotte e ausiliarie, dettagli in scala ingrandita, sezioni, ma anche di sezioni parziali (rotture) su viste non sezionate e gi sezionate; inoltre, anche la prima vista inserita nel modello pu essere parziale, interotta, sezionata ed possibile generare sezioni da sezioni senza incorrere in problemi (Fig. 4.7). Le quote (comprensive di tolleranze dimensionali), le tolleranze geometriche, i simboli di finitura superficiale, le annotazioni, i trattamenti cosmetici di filettatura posti sul modello 3D possono essere importate nella messa in tavola; tali quote sono quote guida e, se modificate, portano allaggiornamento del modello 3D; se non si desidera tale bidirezionalit necessario intervenire sul file di configurazione della messa in tavola. Ovviamente sulla messa in tavola si possono aggiungere ulteriori quote (guidate) e simboli per completare, come desiderato, il disegno. Per quanto concerne la messa in tavola di assiemi, quando si generarno delle sezioni lutente ha la facolt di decidere quali parti sezionare, non sezionare o nascondere; inoltre concesso assegnare stili di tratteggio differenti a parti appartenenti alla stessa sezione e annerire sezioni sottili. Lunico difetto in assoluto riscontrato relativemante alle campiture riguarda il mancato sfalsamento del tratteggio in corrispondenza del cambio di sezione in presenza di piani concorrenti (Fig. 4.7). E possibile, infine, generare automaticamente la distinta e la pallinatura automatica dellassieme. Laggiornamento della messa in tavola conseguente alla modifica della specifica di progetto della pompa ad ingranaggi non ha avuto esiti del tutto soddisfacenti, poich alcune sezioni non vengono rigenerate correttamente: il difetto da imputare al fatto che il sostituire la cassa con sei bulloni con la cassa con otto bulloni comporta il passaggio di sezioni realizzate con piani concorrenti a sezioni da realizzarsi con un sol piano; la sezione non rigenerata pu per essere editata molto velocemente dallutente ridefinendone il tipo e il piano di sezione; come gi detto, il problema pu essere risolto ricorrendo a Pro/Program, disponibile anche nellambiente di messa in tavola. I CAD nati in ambiente Windows si distinguono anche nella messa in tavola per limmediatezza dellinterfaccia utente: in SolidWorks sufficiente un drag and drop dalla finestra del modello a quella della tavola per realizzare le tre viste principali. Inoltre, possibile importare sulle tavole in maniera efficiente tutti i parametri dimensionali che sono stati usati nella modellazione 3D. Essendo le viste associative con il modello da cui sono state generate, possibile modificare il modello stesso direttamente dalla tavola (bidirezionalit modello-tavola). Analogamente possono essere importate altre informazioni quali rugosit, simboli di saldatura, tolleranze geometriche, filettature cosmetiche, eccetera. Sulla tavola, infine, si possono inserire altre viste del modello (ad esempio una vista isometrica, oppure viste in esploso per schemi di montaggio). La compilazione dei cartigli pu avvenire in automatico, sfruttando le propriet di personalizzazione dei template (schemi di cartiglio): si possono inserire quindi dati relativi al progettista, ai materiali, a revisione, eccetera, qualora siano stati inseriti tra le propriet del modello 3D.

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Fig. 4.7 - La tavola della boccola stata realizzata con una sola semisezione (sinistra, in alto); la tavola del corpo superiore stata realizzata con tre sole viste grazie alla possibilit di generare la sez. I-I (evidenziata) dalla sez. H-H (destra, in alto); sezione parziale sulla vista principale del corpo superiore (sinistra, in basso); tavola dassieme della pompa ad ingranaggi (destra, in basso).

La pallinatura degli assiemi di tipo semiautomatico, nel senso che bisogna cliccare su di un componente perch appaia il corrispondente numero di posizione. Questo pu comportare il rischio di tralasciare qualche particolare in assiemi di grandi dimensioni (nella pallinatura, ma non nella distinta). La numerazione per default corrisponde allordine con cui sono stati inseriti i particolari nellassieme (e quindi non avviene n in ordine progressivo, n secondo lordine di montaggio), ma tuttavia possibile sostituire ai numeri assegnati di default altri stabiliti dallutente. Nella release 99 stata aggiunta la possibilit di ristrutturare l'ordine dei componenti dell'assieme e nella distinta si pu

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richiedere un riordino automatico su ciascuna colonna (cio anche secondo il nome delle parti, la numerosit ecc.) Per quanto riguarda la distinta dei materiali (BOM, Bill of Material), necessaria la presenza di Excel 97 per la generazione. Tale distinta personalizzabile pu contenere informazioni relative a tutte le propriet assegnate al file; essa viene aggiornata ad ogni rigenerazione del disegno. Se nominalmente le funzionalit offerte sono soddisfacenti (manca tuttavia la possibilit di eseguire sezioni di sezioni e sezioni parziali in loco o ribaltate in loco), nella pratica si riscontrano difetti non da poco. Il limite pi evidente si riscontrato nellesecuzione della sezione di un assieme secondo due o pi piani consecutivi (quindi con parti della sezione ribaltate): dovendo escludere un componente dalla sezione (un albero, o un perno, come da normativa), si verificato che il componente non sezionato non viene neanche ribaltato (Fig. 4.8). In seguito a segnalazione di questo difetto da parte di uno degli autori, stata apportata una correzione gi presente nella release '99.

Fig. 4.8 - Nel realizzare la sezione evidenziata nellimmagine in alto, i perno inizialmente ribaltato correttamente e sezionato (sinistra); quando, secondo le norme del disegno meccanico, si dichiara di non voler sezionare tale elemento, il perno non viene neanche ribaltato (destra).

Anche nella rappresentazione di accoppiamenti filettati vi sono dei problemi: le filettature cosmetiche risultano sempre in vista, anche nei tratti in cui sono nascoste da altri componenti; gli accoppiamenti filettati non sono contemplati, per cui si assiste a intersezioni di solidi con relativi tratteggi, come mostrato in Fig. 4.9 (lo stesso problema stato riscontrato anche in SolidEdge e Pro/E).

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La rigenerazione automatica delle messe in tavola al variare della specifica di progetto ha fornito risultati analoghi a Pro/E, con i medesimi errori nella modifica del numero di bulloni della cassa. Anche in Solid Edge le funzioni per la messa in tavola sono limitate rispetto a Pro/Engineer: in particolare, non sono realizzabili viste interrotte, sezioni parziali in loco (rotture), sezioni ribaltate in luogo e sezioni da sezioni. Dato che la prima vista posta nella messa in tavola deve essere non sezionata, congiuntamente allimpossibilit di eseguire rotture e sezioni di viste sezionate, si genera un numero di viste e sezioni decisamente superiore al necessario. Le quote (comprensive di eventuali tolleranze dimensionali) utilizzate nella realizzazione del modello possono essere importate nella messa in tavola su viste parallele ai piani di sketch in cui sono state definite; tali quote non sono per quote guida: la messa in tavola di SolidEdge infatti solo monodirezionale (dal modello verso la tavola). Ovviamente nella messa in tavola si possono aggiungere quote, tolleranze geometriche e di posizione, simboli di rugosit e saldatura, annotazioni.

Fig. 4.9 - Le filettature cosmetiche sono sempre in vista e con linee errate (sinistra); gli accoppiamenti filettati non sono realizzati correttamente (destra).

Fig. 4.10 - Parti sezionate adiacenti ma con stesso stile di campitura (sinistra); rappresentazione simbolica delle ruote dentate non corretta, con denti che si presentano campiti; si notino, inoltre, le linee di sezione senza estremit marcate (destra).

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Nella messa in tavola di assiemi, se da una parte si apprezza la facolt di decidere quali parti sezionare, non sezionare o nascondere, da unaltra si lamenta limpossibilt di assegnare stili di tratteggio diversi alle diverse parti di una medesima sezione (Fig. 4.10, sinistra). Le linee di sezione non hanno le estremit con tratto grosso secondo quanto prescritto dalle norme UNI-ISO. Non possibile eliminare manualmente porzioni di tratteggio, anche esplodendo la vista; pertanto la rappresentazione simbolica delle ruote dentate risulta non corretta, con denti campiti, al contrario di quanto prescritto dalle norme UNI-ISO (Fig. 4.10, destra). La distinta base pu essere generata automaticamente, con uno stile del tutto personalizzabile; come nel caso dei report generati nellambiente di assemblaggio, le informazioni contenute nelle celle della BOM (Bill of Material) provengono dalle propriet dei file costituenti lassieme. Contemporaneamente alla generazione della distinta del complessivo possibile eseguire la pallinatura automatica dellassieme; interessante notare che i ballon generati automaticamente sono modificabili e il cambiamento del numero dordine si riflette nella distinta di assieme che viene aggiornata e riordinata. SolidEdge ha presentato poi un noiosissimo problema nel trascinamento delle viste e delle sezioni: talvolta infatti le quote di riferimento, le tolleranze geometriche, i simboli di rugosit e saldatura, le annotazioni, gli assi e le linee di riferimento aggiunte dallutente non seguono lo spostamento della vista o della sezione, obbligando alla cancellazione di tali elementi non pi associati, di fatto, alla vista o alla sezione dorigine. Laggiornamento della messa in tavola conseguente alla modifica della specifica di progetto della pompa ad ingranaggi ha avuto esito negativo, con il fallimento di buona parte delle sezioni (Fig. 4.11); oltre alle difficolt riscontrate anche in Pro/E per il passaggio da sezioni realizzate con piani concorrenti a sezioni da realizzare con un sol piano, in funzione del numero di bulloni della cassa, si sono talvolta manifestati anche nella rigenerazione delle tavole i gi esposti problemi di dissociazione tra viste e sezioni e relative quote, simboli, annotazioni poste dallutente.

Fig. 4.11 - Messa in tavola del corpo inferiore (sinistra); alcuni errori rilevati in seguito alla rigenerazione dopo la modifica della specifica di progetto (destra).

Analoghi limiti nella messa in tavola si sono riscontrati con ThinkDesign: il problema maggiore si verificato nella realizzazione della sezione del collo del corpo superiore: alla richiesta di generare tale sezione il programma si blocca ed esce. Il problema deriva dal voler sezionare una vista gi sezio-

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nata. Si pu generare la sezione a partire da una vista non sezionata creata ad hoc e poi cancellata per evitare di appesantire la messa in tavola con viste inutili, ma in tal modo questa parte della tavola risulta scollegata dal modello e quindi non associativa. Lo stesso tipo di problema si verifica anche per altre sezioni. Unaltra grossa limitazione proviene dallambiente di PDM: nella realizzazione del cartiglio e delle bollature i sottoassiemi sono considerati come un unico elemento, come evidenziato in Fig. 4.12.

Fig. 4.12 - ThinkDesign: la tavola del corpo superiore (sinistra) e del complessivo di montaggio (destra).

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IL BENCHMARK TERGICRISTALLO
Introduzione L'impiego di sistemi CAD di fascia media come strumenti di prototipazione virtuale stato verificato con il benchmark tergicristallo, realizzando un gruppo composto da motoriduttore, quadrilatero di azionamento, braccio portaspazzola e spazzola. Allo stesso tempo si sono messe alla prova le capacit di modellazione ed assemblaggio di un assieme meccanico moderatamente complesso. Simulando un iter completo di sviluppo elettronico del prodotto, la progettazione ha seguito i seguenti passi: 1. realizzazione dei gruppi motoriduttore, quadrilatero di azionamento, braccio portaspazzola, spazzola, sia per quanto riguarda i modelli costruttivi, sia per quelli necessari nelle fasi di analisi, tooling e manufacturing; 2. studio di un modello e realizzazione di unanalisi cinetodinamica approfondita per mezzo di simulatori multi-body, con schematizzazione del contatto spazzola-parabrezza come vincolo monolatero con attrito (cinetico e di primo distacco), i cui risultati potessero essere utilizzati come condizioni al contorno per la verifica strutturale delle parti costituenti il gruppo tergicristallo; 3. verifica strutturale di alcuni componenti ed ottimizzazione del progetto con utilizzo di software FEM; 4. studio dei vari processi produttivi: stampaggio a iniezione, pressofusione, piegatura delle lamiere ed ottimizzazione del progetto; 5. definizione di una famiglia di tergicristalli utilizzabili per automobili diverse realizzando pi configurazioni per spazzola, braccio portaspazzola e quadrilatero di azionamento.

Fig. 5.1 - Il tergicristallo (modelli generati con Pro/E e SolidWorks)

Un prototipo virtuale di un sistema meccanico un modello numerico non ambiguo e sufficientemente dettagliato da contenere tutte le informazioni geometriche, fisiche e tecnologiche necessarie alle applicazioni software (simulatori cinematici, CAE, CAM, ecc.) utilizzate nelle varie fasi di progettazione e di sviluppo del prodotto. Indipendentemente dal numero e dalla delocalizzazione dei membri dellufficio tecnico o dei partecipanti al team di sviluppo, il ricorso allo sviluppo elettronico del prodotto e ai prototipi virtuali pone delle problematiche di base che riguardano anche le piccole e medie imprese.

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Innanzi tutto, per motivi legati in maniera non esclusiva ai costi in termini di modellazione, calcolo e occupazione di memoria, si pone il problema dell'unicit del modello numerico che costituisce il prototipo virtuale: tutte le applicazioni devono accedere ad un unico database globale e non vi debbono essere, per quanto possibile, duplici definizioni di dati. In secondo luogo occorre realizzare una corretta ed efficiente gestione del flusso di informazioni tra il prototipo virtuale ed i vari software utilizzati nello sviluppo elettronico del prodotto: infatti, sebbene il database debba essere unico, le varie applicazioni non necessariamente devono utilizzare il modello numerico completo ed avere accesso a tutte le informazioni geometriche, fisiche e tecnologiche contenute nel prototipo virtuale. Ad esempio, le informazioni geometriche di dettaglio come smussi, raccordi, ecc. o le informazioni tecnologiche (tolleranze geometriche e dimensionali, rugosit ecc.) sono spesso superflue in analisi cinetodinamiche, ma fondamentali quando si utilizza un CAM; c dunque la necessit di gestire, ed di fondamentale importanza per lefficienza del sistema, lestrazione dei modelli parziali necessari alle varie analisi a partire dal modello completo, indipendentemente dal fatto che ci avvenga tramite unapplicazione specifica o mediante unopportuna strategia di gestione del modello CAD da parte dellutilizzatore (ad esempio mediante opportune configurazioni di parti o assiemi). La natura iterativa di un processo quale la progettazione o lo sviluppo di un prodotto, pone inoltre il problema dellassociativit, preferibilmente bidirezionale, tra il modello numerico completo e i vari modelli parziali: ogni modifica introdotta sul prototipo virtuale si deve ripercuotere su tutti i modelli utilizzati e, possibilmente, viceversa. Inoltre, per lutilizzo di pi applicazioni software, nasce lesigenza di garantire la congruenza tra i modelli utilizzati nelle varie applicazioni: tutti i membri del team di sviluppo devono poter accedere contemporaneamente al medesimo prototipo virtuale, senza per questo creare conflittualit di competenza e problemi di versione. A queste problematiche di base se ne aggiungono altre al crescere del numero delle persone coinvolte nello sviluppo del prodotto e allaumentare della loro delocalizzazione, che rende impossibile i contatti diretti: in tale caso, non solo crescono i problemi di coerenza dei modelli utilizzati, ma anche i problemi di gestione (accesso, classificazione, revisione, ecc.) di tutti i documenti (archivi, file, report) legati al prodotto. Un vincolo ulteriore lo hanno poi le piccole e medie imprese che operano come committenti non abbastanza forti da imporre allindotto il proprio sistema software o come terziste di pi committenti, Si deve notare come lo sviluppo elettronico del prodotto non possa prescindere, allo stato attuale, dallinteroperabilit attraverso file in formato neutrale (iges, step, vda, sat, dxf, ecc.) o, addirittura, tavole cartacee. Nell'ottica di garantire unicit, associativit e congruenza tra i diversi modelli impiegati nello sviluppo di un prodotto mediate strumenti di prototipazione virtuale, i CAD meccanici di fascia media offrono la possibilit di realizzare configurazioni di parti e assemblaggi. Le configurazioni consentono di rappresentare (nello stesso file e dunque garantendo unicit, associativit e coerenza) parti e assiemi che si differenziano per la soppressione rispettivamente di feature e parti ed eventualmente per il valore numerico dei parametri del modello. Le applicazioni integrate operano sul modello geometrico rappresentato dalla configurazione corrente; pertanto tali funzioni possono essere sfruttate dallutente non solo per realizzare librerie o famiglie parametriche di parti e assiemi, ma anche per generare i vari modelli necessari alle diverse applicazioni. Ad esempio, per ogni componente di un sistema meccanico si pu definire una configurazione completa da impiegare per la messa in tavola o per le successive fasi

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di tooling e manufacturing, ed una configurazione semplificata (priva di smussi, raccordi, fori e angoli di spoglia) da impiegare in analisi FEM. Analogamente, per ogni assieme costituente il sistema, la rappresentazione completa (con viti, bulloni, rondelle, spine, molle ecc.) pu essere utilizzata per la messa in tavola, la verifica delle interferenze tra parti statiche, la generazione di distinte di montaggio, esplosi, manualistica ecc.; una configurazione semplificata, ottenuta mediante soppressione delle parti statiche e della bulloneria e in cui le parti compaiono a loro volta in configurazione semplificata, pu costituire il modello da impiegare nelle analisi cinetodinamiche. Allo stesso modo, luso delle configurazioni pu risultare utile anche nelle fasi di tooling e manufacturing: si consideri, ad esempio, una parte ottenuta per fusione; possibile disporre in un unico file di una rappresentazione del pezzo finito e del grezzo smaterozzato, mediante soppressione delle feature di lavorazioni meccaniche e incremento delle quote delle superfici lavorate di una quantit pari al sovrametallo. Tale modello non solo potr essere utilizzato come feature base di una parte derivata per ottenere il modello da fonderia, ma anche richiesto dalle applicazioni CAM per la realizzazione del cosiddetto grezzo dinamico, che consente di visualizzare gli effetti delle lavorazioni sul modello, aiutando nella scelta delle strategie di taglio pi indicate. Struttura del benchmark - Specifiche tecniche La modellazione e lanalisi del gruppo tergicristallo stata effettuata sulla base delle seguenti specifiche tecniche: ! Dimensioni del parabrezza, a semplice curvatura, per autovettura di classe utilitaria (es. Autobianchi Y10, Fiat Punto, ecc.) ! Tipo di tergicristallo (monospazzola) ! Posizione di massima, riferita rispetto al parabrezza, del gruppo tergicristallo allinterno della scocca dellautoveicolo ! Frequenza di battuta della spazzola in condizioni di funzionamento non intermittente (max. 70 battute/minuto) Sulla base di costruzioni simili sono stati scelti i materiali, le tecnologie costruttive ed il layout dellassieme. Per la modellazione del motoriduttore si proceduto al rilievo delle misure su un motoriduttore per tergicristalli di vettura utilitaria. In dettaglio, il benchmark tergicristallo stato cos definito: ! gruppo tergicristallo da realizzare assemblando bottom-up i quattro sottoassiemi: motoriduttore, quadrilatero di azionamento, braccio portaspazzola, spazzola; per ciascuno di questi sottoassiemi lassemblaggio poteva essere realizzato con approccio di tipo misto (top-down e bottom-up); ! il motoriduttore composto da 37 parti; quelle strettamente elettromeccaniche (avvolgimento dellindotto, pacco lamellare e collettore) sono state rappresentate in maniera semplificata, interessando i soli i gombri esterni; per lo stesso motivo sono state omesse la dentatura della coppia n vite senza fine-ruota elicoidale e la rullatura dei millerighe conici; ! la campana costituente lalloggiamento della ruota elicoidale, della vite senza fine e del cuscinetto lato collettore del rotore, realizzata con una pressofusione in zama, doveva essere completa di smussi, raccordi, nervature di irrigidimento e angoli di sformo per rendere il pezzo sformabile secondo unassegnata linea di divisione della conchiglia; per tale particolare dovevano essere realizzate, se il sistema CAD in esame lo permetteva, anime, modello da fonderia e conchiglia; ! le parti in lamiera stampata di quadrilatero, braccio portaspazzola e spazzola potevano essere modellate omettendo particolari quali scarichi, impronte di irrigidimento, ecc. limitandosi agli in-

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gombri ed alla forma generale in quanto tali parti e i relativi stampi sono generalmente modellati ricorrendo a moduli specifici; ! le parti in plastica, realizzate mediante stampaggio ad iniezione, dovevano essere complete di raccordi, smussi, nervature di irrigidimento per leventuale realizzazione di stampi e analisi di moldability. Inoltre, in virt della parcellizzazione del processo produttivo tipica della piccola e media impresa, per le parti geometricamente pi complesse coinvolte nelle fasi di tooling e manufacturing, come per esempio la campana, si valutata la possibilit e lefficienza dellesportazione della geometria di tali parti verso altri sistemi tramite file in formato neutrale (iges, vda, ecc.). Analogamente, durante lo sviluppo del tergicristallo si sono testate, per lintero gruppo e per i sottoassiemi quadrilatero, braccio portaspazzola, spazzola, il passaggio della geometria, delle configurazioni, dei vincoli di assemblaggio, delle propriet di massa verso i sistemi software per analisi cinetodinamiche presi in esame (Working Model 4.0 e ProMechanica 20.0). Fra gli obiettivi del benchmark anche la realizzazione di unanalisi cinetodinamica approfondita, con schematizzazione del contatto spazzola-parabrezza come vincolo monolatero con attrito (cinetico e di primo distacco), i cui risultati potessero essere utilizzati come condizioni al contorno per la verifica strutturale delle parti costituenti il gruppo tergicristallo. Con i sistemi CAD messi alla prova si seguito un ipotetico iter progettuale per lo sviluppo del gruppo tergicristallo: le verifiche hanno inizio con un'analisi cinematica del meccanismo, rifacendosi tuttavia ad un modello esistente per i componenti statici. Tutti gli organi in movimento, invece, sono riprogettati in base alle specifiche cinematiche ed alle interferenze. I risultati della simulazione cinetodinamica possono essere utilizzati come condizioni al contorno per le verifiche strutturali. Un iter di questo tipo richiede un'integrazione spinta fra CAD e simulatore cinematico, requisito essenziale che non tutti i sistemi testati hanno soddisfatto. fondamentale, inoltre, disporre di strumenti per la gestione dell'assieme da parte di un gruppo di lavoro: lo sviluppo di un prodotto coinvolge, evidentemente, diverse persone. Ad esempio, in SolidEdge a ciascun file si pu assegnare un attributo che controlla laccesso al documento e ai documenti figli; il documento pu essere infatti available (disponibile), in work (correntemente in lavorazione; tale stato pu essere cambiato solo dallutente che ha posto il documento in work), in review (il documento correntemente in revisione), released (il documento stato approvato e consente di accedervi solo come documento di sola lettura) e baselined (indica che il documento congelato ma non approvato definitivamente; tale stato pu essere cambiato solo dallutente che ha posto il documento baselined). SolidEdge viene inoltre fornito con il Revision Manager: tale applicazione consente di rinominare, spostare documenti, trovare i documenti collegati, creare revisioni di parti, aggiornare i numeri di documento e di revisione, sostituire una parte con una revisione in un assieme mantenendo i collegamenti e le relazioni gerarchiche tra i documenti. Attivit di modellazione L'attivit di modellazione non comporta in questo benchmark particolari difficolt se si individua per ciascun CAD la strategia ottimale. Innanzi tutto occorre scegliere fra un approccio top-down ed uno bottom-up in funzione delle caratteristiche del software impiegato: fra i sistemi qui testati, SolidEdge ed ThinkDesign si sono rivelati pi orientati alla modellazione bottom-up (in SolidEdge l'associativit limitata al ricorso ai lay-out di assemblaggio, ThinkDesign non consente un approccio topdown associativo - si veda il benchmark pompa ad ingranaggi), Pro/E sicuramente pi valido per il top-down che per il bottom-up. Infatti, oltre alla necessit di doversi dotare del modulo Pro/Assembly

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con costi aggiuntivi notevoli, sono da segnalare alcuni limiti importanti: un componente non completamente vincolato non pu essere usato come riferimento per il montaggio di altri pezzi; la funzione di mating fra due piani, accoppiata ad una coassialit, comporta lannullamento di tutti i gradi di libert (il componente risulta fully constrained) quando, invece, ancora possibile definire in qualche modo langolo di rotazione intorno all'asse; per questo stesso motivo non possibile realizzare catene cinematiche se non ricorrendo alla funzione skeleton, che pu rendere il processo di assemblaggio pi lento rispetto ai CAD pi recenti. In generale, il gruppo tergicristallo stato realizzato assemblando bottom-up i sottoassiemi motoriduttore, quadrilatero di azionamento, braccio portaspazzola e spazzola; per la realizzazione di ciascuno di questi assiemi stata utilizzata una procedura di tipo misto, cercando di modellare top-down, possibilmente in maniera associativa, le parti non commerciali, e assemblando bottom-up la bulloneria e le altre parti commerciali.

Fig 2 - Gruppo motoriduttore (SolidEdge, SolidWorks)

Il gruppo motoriduttore il sottoassieme con il maggior numero di componenti e presenta il componente pi complesso dal punto di vista della modellazione: il carter del motoriduttore. Alcune parti del motore vero e proprio, come lalbero motore, il pacco lamelle, gli avvolgimenti e il collettore sono stati volutamente rappresentati in forma semplificata. Non sono stati rappresentati i cablaggi relativi alla parte elettrica. Nel modellare il carter necessario porre particolare attenzione ai raccordi ed alla sformabilit del pezzo, una pressofusione in zama in cui sono ricavati gli alloggiamenti per la ruota elicoidale ed il cuscinetto lato collettore del rotore. Seguendo un iter tradizionale di sviluppo del prodotto, logico aspettarsi che l'esperto di produzione intervenga in un secondo momento introducendo gli opportuni angoli di sformo sul modello generato dal progettista. Tutti i CAD dispongono della funzione di draft, tuttavia non tutte le strategie di modellazione risultano compatibili con la successiva applicazione degli angoli di sformo, pertanto necessario tenere conto delle problematiche relative alla produzione fin dall'inizio della fase di progettazione. Per altro, lapplicazione di angoli di sformo ha mostrato talvolta i limiti dei CAD testati: ad esempio in SolidEdge, fino alla versione 5.0, poteva avvenire soltanto assumendo come curva neutra delle curve planari composte da catene di spigoli appartenenti alla parte e di fatto il pezzo cos modellato risultava non sformabile. A partire dalla versione 6.0, possibile dare angoli di sformo rispetto ad una parting line.

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Per realizzare la conchiglia i CAD, che non supportano operazioni booleane, devono disporre di una funzione per la generazione di cavit; in ogni caso sono necessari strumenti per la maggiorazione del volume sottratto, in modo tale da tenere conto dei ritiri. Anche in questo SolidEdge si mostrato deficitario, pur disponendo della funzione fattore di scala, con parametri indipendenti nelle tre direzioni coordinate.

Fig. 5.3 - Impronta e stampi realizzati con SolidWorks: pur essendo dotato della funzione cavit che consente la generazione della conchiglia a differenza di altri sistemi, SolidWorks non mette a disposizione nessuno strumento specifico per verificare la sformabilit di un pezzo; si opera quindi analizzando visivamente il pezzo o gli stampi, oppure utilizzando un assieme costituito da pezzo e stampi e studiando la presenza di interferenze durante lestrazione del pezzo.

Fig. 5.4 - Configurazione del carter da cui sono state ricavate le anime e anime (SolidWorks). Le anime sono realizzate a partire da una configurazione diversa da quella usata per modellare i due semistampi; le impronte per i supporti delle anime sui due semistampi possono ancora essere ricavate in maniera associativa, sebbene l'utilizzo di riferimenti esterni con contesti multipli possa creare problemi di controllo da parte dell'utente.

Le nervature e i raccordi sono gli altri aspetti che complicano la modellazione di questo componente: mentre sulle prime non ci sono stati problemi, sulladdolcimento di alcuni spigoli sia Pro/E, sia SolidEdge hanno fallito anche dove altri sistemi hanno avuto successo. In particolare in Pro/E non stato possibile effettuare i raccordi sulle formelle con i fori filettati per lancoraggio del cofano: si rilevato che il motore geometrico di Pro/E tenta sempre di propagare il raccordo oltre le facce interessate dallo spigolo. Altro tipo di problematiche si riscontrano nel modellare le parti in lamiera presenti nei vari sottoassiemi. L'argomento richiederebbe un benchmark appositamente dedicato, ma si possono comunque

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trarre informazioni interessanti. innanzi tutto necessario operare una distinzione fra lamiere piegate e lamiere stampate: non sempre i moduli Sheet-Metal dispongono di funzioni per la modellazione di queste ultime. In mancanza di funzioni orientate, le lamiere stampate possono essere realizzate direttamente come estrusioni sottili (spessoramento di superfici), oppure per svuotamento mediante loperazione di shelling. Il risultato finale normalmente corretto, a condizione di posizionare tutti i raccordi costituenti le piegature della lamiera prima delloperatore di shelling nel Feature Manager.

Fig. 5.5 - Il carter realizzato con SolidEdge, SolidWorks, Pro/E ed ThinkDesign.

In pratica, per la modellazione del quadrilatero composto da staffa, manovella, biella e bilanciere (Fig. 5.6), non si potuto ricorrere in nessun caso alle funzioni di Sheet Metal. Questo gruppo presentava le maggiori problematiche relative agli studi di interferenza, risolti apportando modifiche alle dimensioni della staffa e realizzando opportuni intagli. Per ci che riguarda lo studio cinematico si rimanda al paragrafo successivo. La staffa si rivelata un componente dalla modellazione complessa: in SolidWorks e SolidEdge stata realizzata svuotando un volume pieno raccordato in corrispondenza delle piegature, in ThinkDesign mediante estrusione generalizzata con superfici esterne Hermitiane (Fig. 5.7). Questo secondo approccio consente una rappresentazione fedele dell'originale: si noti per confronto delle Figg. 5.6 e 5.7, che la modellazione mediante svuotamento non consente di rappresentare l'irrigidimento nella zona centrale della staffa.

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Fig. 5.6 - Quadrilatero: staffa, manovella, biella e bilanciere (SolidEdge).

Fig. 5. 7 - Staffa del quadrilatero articolato (ThinkDesign).

Anche la biella richiede un'analisi adeguata per la scelta della migliore strategia di modellazione, trattandosi di una lamiera stampata con una sezione a C al centro e piatta alle estremit. In ThinkDesign si utilizzata la stessa tecnica con cui si modellata la staffa; in SolidWorks e SolidEdge stato necessario ricorrere ad una procedura di loft per le zone di passaggio tra le zone piatte e con sezione a C, utilizzando le opzioni di tangenza in partenza ed arrivo (Fig. 5.8).

Fig. 5.8 - Biella del quadrilatero articolato (ThinkDesign - sinistra, SolidWorks - destra)

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La modellazione del gruppo spazzola non ha presentato difficolt di rilievo: tutti i particolari sono stati realizzati mediante shelling di estrusioni lineari o loft. Con SolidEdge le operazioni di svuotamento su estrusioni loft sono fallite, ma stato comunque possibile ottenere un modello sufficientemente accurato. In merito alle operazioni di assemblaggio i CAD provati hanno mostrato buone capacit di eseguire le operazioni fondamentali di aggiornamento parti modificate, modifica di parti, unload, reload, aggiunta di componenti, ecc., pur con un numero relativamente alto di particolari. Per impegnare al minimo le risorse hardware, risultano utili le rappresentazioni "leggere" delle parti disponibili in SolidEdge e SolidWorks: in pratica nell'ambiente di assemblaggio si carica la sola geometria, ma non la storia parametrica delle parti "inattive". Queste sono comunque utilizzabili nelle verifiche di interferenza e nel calcolo delle propriet di massa e possono essere attivate o inattivate, singolarmente o per assiemi; il caricamento del gruppo tergicristallo con tutte le parti attivate richiede circa 2.5 volte il tempo necessario nel caso di parti inattive. SolidEdge e SolidWorks si distinguono per il fatto che solo il primo in grado di rendere "leggera" una parte di cui stata caricata anche l a storia parametrica, mentre solo il secondo ha la funzione di soppressione di parti in ambiente di assemblaggio. Sostanzialmente equivalenti per i vari CAD gli strumenti per mostrare/nascondere parti e sottogruppi e per trovare/selezionare parti dall'albero di montaggio mediante criteri di varia natura. Interessante la funzione di report di SolidEdge che genera file di testo contenenti la lista delle parti e dei sottoassiemi correntemente visualizzati, selezionati o contenuti nellassemblaggio; i report generati sono ampiamente personalizzabili: a seconda del tipo di report generato (liste di parti e sottoassiemi, liste esplose di parti e sottoassiemi, liste atomiche di parti, liste degli assiemi in cui le parti e i sottoassiemi sono utilizzate); laccesso al generatore di report consentito anche senza riaprire lassemblaggio di cui si vuole generare la lista di componenti. A SolidEdge va fatto anche un appunto: per ciascuna parte e per ciascun sottoassieme sono state realizzate una configurazione completa ed una semplificata, con feature o parti soppresse, destinate alle analisi cinematiche o strutturali; le configurazioni di parti e di assieme di SolidEdge non soddisfano per del tutto, poich a livello di parte non possibile far s che le feature aggiunte al modello vengano automaticamente soppresse nelle configurazioni gi definite e, a livello di assemblaggio, non possibile al momento del salvataggio della configurazione specificare quale configurazione di parte dovr essere utilizzata (viene utilizzata lultima configurazione di parte salvata o richiamata). In alternativa possibile salvare le configurazioni come parti derivate (in file distinti); queste possono essere caricate nell'assieme (eventualmente ricorrendo alla funzione di replace della parte, senza dover ridefinire i vincoli di mate), ma nel caso di aggiornamento della parte non si ha alcuna propagazione sull'assemblaggio fino a quando non vengono riaperti i file delle parti derivate. Pi efficace la gestione delle configurazioni di SolidWorks: oltre che manualmente possono essere definite mediante tabelle di dati opportunamente formattate, create con Excel. Le differenze principali tra luso di una tabella dati e la creazione manuale di configurazioni stanno nella maggiore sistematicit e velocit di preparazione propria di una tabella, specialmente quando il numero di configurazioni o di modifiche tra una configurazione ed unaltra molto elevato. Nel caso di assemblaggi, le configurazioni create con tabelle dati permettono anche di scegliere quale configurazione di un componente deve essere caricata in una determinata configurazione dellassieme. Le principali limitazioni evidenziate dal benchmark tergicristallo relativamente agli assemblaggi sono le seguenti:

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ThinkDesign non ammette, in fase di assemblaggio, la definizione di catene chiuse come un quadrilatero articolato; necessario impiegare un apposito comando, ma la definizione un po' laboriosa. In SolidEdge, nellassemblare i componenti della spazzola non stato possibile posizionare correttamente il tergente sui relativi archetti: lapplicazione dei vincoli di mate (o di connect) tra le superfici (o le coppie superfici/punti) di contatto tra tergente e archetti ha infatti sistematicamente portato a messaggi di incogruenza tra vincoli, bench gli archetti fossero vincolati in modo da ruotare attorno ai propri fulcri e dunque soddisfare i vincoli richiesti. Sempre in SolidEdge, nellassemblaggio dei quattro sottoassiemi non stato possibile realizzare gli accoppiamenti tra superfici coniche ruota elicoidale/manovella e bilanciere/braccio portaspazzola con un vincolo di mate (coincidenza tra superfici); tale tipo di accoppiamento forzato stato pertanto realizzato approssimativamente mediante vincoli di aligned tra gli assi delle superfici coniche di accoppiamento e di mate tra due superfici piane normali a tali assi.

Fig. 5.9 -Gruppo spazzola (SolidWorks, sinistra) e spazzola (ThinkDesign, destra)

Strumenti di prototipazione virtuale Una delle principali caratteristiche dei moderni sistemi M-CAD di modellazione solida, parametricovariazionali quella di essere applicazioni orientate agli oggetti (object oriented); tale architettura consente la realizzazione di sistemi aperti, ovverosia di applicazioni capaci di permettere ad altre applicazioni generalmente sviluppate da terzi e non necessariamente implementate attraverso lutilizzo dello stesso linguaggio di accedere al proprio database mediante standard industriali (si veda, come esempio elementare, luso di OLE Automation per la realizzazione del benchmark pompa): ci consente di realizzare uninteroperabilit tra applicazioni basata non sullo scambio dei dati tramite file in formato neutrale (iges, step, vda, ecc.), ma sulla condivisione di un unico database. Tali caratteristiche permettono, almeno in linea di principio, luso del modello CAD come prototipo virtuale per lo sviluppo elettronico del prodotto. Una azienda che decida di impegnarsi nellacquisto di un sistema CAD dovr quindi sceglierlo anche in base alla presenza sul mercato di moduli integrati (scambio diretto e associativit) relativi al campo di produzione. Si rimanda a pubblicazioni successive un'analisi dettagliata di questi strumenti software; tuttavia si cercato di evidenziare le funzionalit da richiedere ad un sistema CAD per consentire studi di questo tipo.

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Cinematica e studi di interferenza Nello sviluppo di un prodotto quale il tergicristallo assume un'importanza fondamentale la verifica dell'assenza di interferenze e possibilmente uno studio cinematico del meccanismo. I risultati dell'analisi cinematica e dinamica possono essere impiegati come condizioni di carico per le verifiche strutturali. Una elementare verifica di interferenza pu essere effettuata direttamente all'interno del CAD se esso dispone di strumenti adeguati nell'ambiente di assemblaggio. Ad esempio, SolidWorks consente di movimentare le catene cinematiche di un assieme, sfruttando i gradi di libert lasciati al sistema in esame. I movimenti avvengono per trascinamento oppure variando il valore di alcuni vincoli (angoli o distanze); pur non trattandosi di una vera e propria simulazione cinematica, possibile il pi delle volte realizzare uno studio sufficientemente accurato delle interferenze esistenti nelle varie configurazioni di posizione assunte dal sistema. La procedura da seguire consiste nel muovere il cinematismo, una volta definiti i vincoli di assemblaggio; si determinano quindi le configurazioni a rischio di interferenza mediante esame visivo delle posizioni assunte ed in tali posizioni si opera la verifica dell'interferenza. Da segnalare che nella versione SW99 presente anche una funzione di verifica dinamica dell'interferenza che tuttavia non stato possibile testare. Passando alle analisi cinematiche vere e proprie, importante sottolineare come il grado di integrazione con prodotti esterni quali i simulatori cinematici non dipenda dal sistema CAD in s, quanto piuttosto dalla presenza sul mercato di prodotti integrati tramite API o interfaccia diretta. Quando questo non avviene necessario ricorrere a formati neutri di scambio dati. Questa seconda via, per, pregiudica l'efficace ricorso a strumenti di prototipazione virtuale in fase di progettazione, in quanto le inevitabili iterazioni del processo risultano notevolmente pi complesse e comunque richiedono tempi maggiori. Il ricorso a formati neutrali pu eventualmente dare buoni frutti in fase di verifica finale del progetto. Infatti, se anche il trasferimento di dati corretto, cio tutte le singole parti del cinematismo sono importate senza errori dal simulatore cinematico, necessario effettuare l'assemblaggio allinterno di questo tramite limposizione di vincoli cinematici, operazione decisamente pi laboriosa rispetto ad un assemblaggio allinterno di un CAD. Inoltre, non viene mantenuto alcun tipo di associativit con il modello di partenza. Ovviamente questi problemi non si hanno nel caso di sistemi come Pro/E che hanno un modulo interno per analisi cinematiche e dinamiche (Pro/Mechanica Motion). Nel caso specifico, tuttavia, non stato possibile effettuare alcuna simulazione con il gruppo tergicristallo perch con Pro Motion non possibile gestire collisioni, ma al pi problemi statici di contatto herziano fra superfici cilindriche e/o piane. Esiste anche la possibilit di studiare un meccanismo che presenta una camma, ma solo grazie ad una funzione apposita che utilizza regole specifiche per l'analisi e la sintesi di questo cinematismo. Il software impiegato per questa analisi Working Model 4.0 di Knowledge Revolution di cui esiste una versione integrata sia con SolidEdge, sia con SolidWorks. Al contrario, non esistono attualmente simulatori cinematici di questo tipo per ThinkDesign. Di fatto Working Model si rivelato inutilizzabile se accoppiato al CAD di ThinkDesign mediante formato neutro STL (l'unico disponibile). Il traduttore STL del CAD stato in grado di esportare solo alcuni fra i componenti pi semplici, probabilmente perch il traduttore va in crisi sui file di grandi dimensioni, indipendentemente dalla complessit topologica. Per altro, in caso di fallimento

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dell'operazione si sono riscontrate non solo cadute del sistema CAD, ma anche ripercussioni sul sistema operativo.

Fig. 5.10 - Semplificazione della geometria per lo svolgimento delle analisi cinematiche: biella del quadrilatero di azionamento in configurazione completa (a sinistra) e semplificata (a destra); le due configurazioni s ono state realizzate mediante le Family parts di SolidEdge e appartengono allo stesso file .prt

Con gli altri due CAD Working Model stato impiegato sia per rilevare le interferenze tra le parti fisse e mobili del quadrilatero di azionamento del tergicristallo (Fig. 5.11), sia per uno studio cinetodinamico approfondito del gruppo (Fig. 5.12).

Fig. 5.11 - Modello CAD (sinistra) e modello per analisi cinetodinamica (destra) del quadrilatero di azionamento.

Fig. 5.12 - Modello CAD (sinistra) e modello per analisi cinetodinamica (destra) del gruppo tergicristallo.

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interessante analizzare il grado di integrazione relativamente al passaggio di geometria, configurazioni, vincoli, propriet di massa e associativit con il modello CAD originario. Per quanto concerne il passaggio dei vincoli, lAutomatic Constraint Mapping generalmente interpreta correttamente i vincoli posti in ambiente CAD sullassieme che si sta importando; se lassieme contiene per dei sottoassemblaggi, la mappatura automatica dei vincoli su tali gruppi non viene eseguita e le varie parti costituenti i sottoassiemi vengono sistematicamente vincolate con dei giunti rigidi la cui locazione non ha alcun senso fisico (impedendo di fatto una modifica manuale del vincolo). Tale problema pu essere aggirato importando i sottoassiemi che devono avere parti mobili come file .wm3 e assemblandoli poi in Working Model; con tale procedura si perde per lassociativit diretta modello CAD-modello WM poich le modifiche effettuate sui modelli CAD dei sottoassemblaggi si rifletteranno solo sui file .wm3 dei sottoassiemi ma non sul file .wm3 contenente i sottoassiemi assemblati, che dunque va riassemblato. In Working Model (fino alla release 4, oggetto di questa prova) i corpi sono rappresentati con mesh poligonali, caratteristica questa che pu comportare errori non trascurabili nel caso di contatto fra corpi con superfici non piane ( il caso del contatto spazzola/parabrezza o camma/punteria); per minimizzare questi errori opportuno impostare una faccettizzazione con risoluzione pi fine all'interno del CAD. A partire dalla release 5, la geometria di Working Model basata su NURBS, pertanto i problemi e gli errori di seguito descritto non dovrebbero sussistere. L'acquisizione del modello geometrico viene effettuata da Working Model importando tutte le parti definite nel file di assemblaggio, ciascuna nellultima configurazione salvata e non sulla base di eventuali configurazioni di assieme (opportunamente semplificate) realizzate in ambiente CAD; la cancellazione di una parte allinterno di Working Model viene interpretata come soppressione della parte dal modello di analisi e dunque, come tale, ignorata nelle importazioni successive. Queste caratteristiche consentono s di alleggerire il modello utilizzato nella simulazione cinetodinamica mantanendone lassociativit con il modello CAD di origine, ma tali operazioni di semplificazione del modello avvengono a valle dellimportazione dellassieme (con tanto di importazione di eventuali parti statiche e bulloneria) e consentono soltanto la soppressione di parti, ma non di feature. Il passaggio del modello non riguarda infine le propriet di massa o la densit; questo decisamente sorprendente dato che tra le propriet delle parti che vengono mantenute nel passaggio vi , invece, il colore! Nel corso del benchmarking si sono utilizzati due modelli di analisi cinetodinamica; uno per la verifica di eventuali interferenze tra le parti mobili e le parti statiche del cinematismo di azionamento del tergicristallo, laltro per uno studio cinematico approfondito dellintero gruppo. Il primo modello stato ottenuto importando in Working Model lassemblaggio CAD del cinematismo (Fig. 5.11, sinistra) in cui erano state preventivamente caricate, una per una, le parti semplificate; allinterno del simulatore stata poi soppressa la bulloneria; ne risultato un modello, associativo con il modello CAD, composto da 8 parti (Fig.11, destra), in cui per quattro di esse (biella, manovella, bilanciere e staffa) era settata la propriet collide. Applicando alla manovella una velocit angolare di 1 giro/s ed utilizzando un passo di integrazione di 0.005 s il tempo necessario al completamento dellanalisi (costituito da un giro della manovella) risultato di 30 s. Il secondo modello, utilizzato per lanalisi cinetodinamica dellintero gruppo tergicristallo (Fig. 5.12, sinistra), stato realizzato importando e assemblando in Working Model, per i problemi sopra esposti riguardanti la mappatura dei vincoli nei sottoassiemi, i file cinematismo.wm3, braccio portaspazzola.wm3, spazzola.wm3 e parabrezza.wm3; a tali assiemi stato poi aggiunto il parabrezza, mo-

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dellato a parte e importato come file SAT; ne risultato un modello, non direttamente associativo con lassemblaggio CAD, composto da 18 parti. Il contatto parabrezza-spazzola stato simulato eliminando il tergente in gomma della spazzola e vincolando, con dei giunti rigidi, sei sfere alle estremit degli archetti che fisicamente vincolano il tergente; il vincolo parabrezza/spazzola stato poi schematizzato come monolatero impostando la propriet collide di parabrezza e sfere; la simulazione stata eseguita considerando lattrito gomma/vetro (il coefficiente di attrito tra superfici asciutte stato stimato in 0.6): la possibilit di fornire il coefficiente di attrito mediante una formula ha consentito di considerare sia lattrito cinetico, sia lattrito di primo distacco. La faccettizzazione del parabrezza ha per generato delle discontinuit nella curvatura del cristallo che, introducendo urti e forze impulsive non presenti nella realt fisica, pu falsare o addirittura impedire lesecuzione dellanalisi. Il problema pu essere limitato, ottenendo cos risultati soddisfacenti, intervenendo in tre direzioni: ! impostando a zero il coefficiente di restituzione dei corpi che collidono; in questo modo, impedendo eventuali rimbalzi della spazzola sulla superficie del parabrezza, si limita localmente leffetto degli urti sulla soluzione; ! settando in maniera appropriata il tipo di solutore ed il passo di integrazione; ! controllando la risoluzione della meshatura del parabrezza; per controllare la mesh del cristallo, tale parte stata modellata in un CAD con uscita .sat, e poi convertito in file .wm3 mediante lAcis Converter fornito con Working Model che consente di controllare la densit globale della mesh settando i parametri di deviazione dalla superficie e di deviazione normale.

Fig. 5.13 - Forze di reazione sulla cerniera di collegamento spazzola/braccio; in rosso la componente assiale, in verde la componente normale al vetro (sinistra). Area del parabrezza detersa dalla spazzola (destra).

Il modello stato poi validato applicando un motore di rivoluzione alla manovella del quadrilatero (velocit angolare di 60 giri/min) e andando a misurare le reazioni sulla cerniera di collegamento tra spazzola e braccio. Il tempo necessario ad ottenere la soluzione per 360 di rotazione della manovella risultato di circa 40 minuti; ulteriori riduzioni dellampiezza del passo di integrazione non hanno portato ad un aumento significativo della continuit e della precisione delle stime a fronte di unaumento dei tempi necessari allottenimento della soluzione; unaumento della densit della poligonazione della superficie del parabrezza (ad esempio ricorrendo allimportazione del vetro come file

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.stl con diverse centinaia di facce) ha portato, invece, ad un aumento degli urti e dunque ad una maggiore discontinuit e illeggibilit dei risultati. Come si pu vedere dal diagramma di Fig. 5.13 (sinistra), leffetto di una discretizzazione cos grossolana del parabrezza fa sentire i suoi effetti solo nella parte centrale del cristallo, dove i sei punti di contatto vengono a trovarsi contemporaneamente su ununica superficie piana; qualitativamente esatto comunque leffetto delle forze di attrito sulla reazione assiale della cerniera. Il simulatore cinematico stato poi utile anche per verificare larea del parabrezza detersa dalla spazzola (Fig. 5.13, destra). Studio FEM della biella del Cinematismo In fase di progetto la scelta della soluzione ottimale fra pi alternative possibili dipende spesso da requisiti di resistenza/rigidezza; il progettista pu in questo caso fare ricorso a software per analisi FEM. Come nel caso dei simulatori cinematici, piuttosto che la precisione dei risultati i teressa, in un primo n momento, soprattutto la velocit di analisi e l'integrazione con il CAD tale da rendere possibili e convenienti eventuali iterazioni del processo. A titolo di esempio si realizzata una analisi FEM della biella del cinematismo per confrontare una biella in lamiera piegata con una biella pi rigida di lamiera stampata (Fig. 5.14). I software impiegati sono Cosmos e DesignWorks , che esistono nelle versioni integrate con SolidEdge e SolidWorks, ma non per ThinkDesign; anche in questo caso per Pro/E si fatto ricorso al modulo interno per analisi FEM (Pro/Mechanica Structure/Thermal). In merito alle differenze fra il ricorso a file in formato neutrale per lo scambio dati e l'interazione diretta fra i software valgono le stesse considerazioni fatte nel paragrafo precedente. Non questa la sede per una analisi dettagliata dei risultati ottenuti con i diversi software per analisi FEM; per il caso specifico qui descritto non si sono riscontrate differenze di rilevo, ma il confronto richiederebbe un'indagine pi approfondita. Il carico massimo di trazione agente sulla biella stato stimato con Working Model e quantificato in 167N. Per la biella di lamiera stampata, dello spessore di 2 mm e del peso di 42.7 g, stato adottato un modello a piastre meshato con 1924 elementi triangolari del secondo ordine; per la biella di lamiera stampata, sempre di 2 mm di spessore e del peso di 44.2 g, stato invece adottato un modello solido da 6555 elementi piramidali del secondo ordine. I tempi di soluzione sono stati estremamente ridotti, pochi secondi per il primo, due minuti per il secondo. Come prevedibile la biella di lamiera stampata presenta una rigidezza maggiore di un ordine di grandezza rispetto a quella di lamiera piegata.

Fig. 5 .14 - Spostamento risultante della biella di lamiera piegata (sinistra) e della biella di lamiera stampata (destra).

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A puro livello indicativo si riportano i risultati in termini di spostamenti massimi e landamento della risultante degli spostamenti: Ux-max (m) 73.964e-06 18.829e-06 Uy-max (m) 330.00e-06 35.196e-06 Uz-max (m) 0.3320e-006 1.3626e-006

Biella lam. piegata Biella lam. stampata

Studio di moldability con C-Mold 3D QuickFill L'individuazione della migliore soluzione progettuale deve tenere conto della fabbricabilit del pezzo meccanico: accanto ai gi parzialmente diffusi CAM, si stanno diffondendo strumenti software per verificare quanto una forma favorisca o meno il riempimento di uno stampo e la pressione di iniezione richiesta, per simulare lo scambio termico e prevedere l'insorgere di ritiri indesiderati durante il raffreddamento, ecc. Ancora una volta sono da privilegiare la rapidit e la semplicit d'uso piuttosto che la precisione dei risultati, trattandosi di strumenti dedicati al progettista piuttosto che al resposabile di produzione. Come esempio di questa categoria di prodotti stato testato C-Mold 3D QuickFill per analizzare il coperchietto della spazzola. In effetti l'uso agevole anche per utenti non esperti; le impostazioni di default relative ai principali materiali consentono agevoli simulazioni di processo, per cui le uniche "difficolt" riguardano il posizionamento di uno o pi gate. In questo caso, date le dimensioni del pezzo, stato posto un unico gate sulla superficie superiore del coperchio. In merito al posizionamento bisogna lamentare il mancato riconoscimento dei punti notevoli del modello CAD, per cui, se non si ritiene soddisfacente un puntamento qualitativo con un "clic" di mouse, necessario calcolare e specificare la posizione in termini di coordinate assolute. Al contrario, i report di risultati sono molto completi: nel case study affrontato si verificata la fattibilit del processo, senza degradazione della resina e con una ragionevole pressione di iniezione, pur con alcuni problemi legati alla non uniformit degli spessori del pezzo in esame. Sarebbero necessarie alcune modifiche per uniformare gli spessori e quindi il tempo di raffreddamento. In sede di stampaggio sarebbero necessari alcuni punti di sfogo per laria. Lunico punto di iniezione evita il formarsi di linee di saldatura.

Fig. 5.15 - Avanzamento del fronte (sinistra) e tempo di raffreddamento (destra).

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Fig. 5.16 - Distribuzione di pressione (sinistra) e zone a rischio di formazione di sacche daria (destra).

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IL BENCHMARK RUBINETTO
Introduzione Il benchmark rubinetto stato scelto come rappresentativo degli oggetti di forma libera. Oggetti di questo tipo sono normalmente modellati per mezzo di CAD specializzati nella gestione di superfici (modellatori di superfici), con tecniche diverse da quelle impiegate nella modellazione solida. Lobiettivo di questo benchmark quello di impiegare modellatori solidi nella definizione di forme e geometrie complesse. In particolare gli aspetti che si intende mettere alla prova sono le caratteristiche dei CAD meccanici di fascia media in termini di modellazione avanzata, assemblaggio, progettazione integrata di oggetti di fusione partendo dal disegno costruttivo. Allatto pratico lobiettivo risultato troppo ambizioso: con luso della sola modellazione solida parametrica non ancora possibile raggiungere risultati soddisfacenti nella generazione di forme libere complesse con nessuno dei sistemi CAD messi alla prova. Non essendo stato raggiunto il livello estetico richiesto, e trovandosi talvolta con modelli di oggetti di fatto non realizzabili, le fasi successive alla modellazione non sono state affrontate. In definitiva questo lavoro servito a collaudare tutte le funzionalit normalmente pi critiche per un modellatore solido e per il proprio motore geometrico: lestrusione generalizzata (sweep/loft), la generazione di raccordi (filleting), la creazione di gusci a partire da solidi pieni (shelling). In questa ottica si curata con la massima attenzione la realizzazione delle superfici esterne dei pezzi, trascurando in parte il dettaglio dellinterno dei vari modelli. Tre sono le parti su cui si concentrata lattivit di modellazione: la vela (Figg. 6.1-6.8), il corpo (Figg. 6.9-6.13) e la maniglia (Figg. 6.17) del rubinetto. Di seguito verranno descritte separatamente le strategie impiegate nella modellazione di ciascuno di questi particolari, sottolineando le differenze di approccio fra i software provati. Al riguardo importante sottolineare che il tempo dedicato alla ricerca della strategia ottimale per ciascun particolare, su ciascun software, stato di gran lunga superiore a quanto potrebbe essere ammesso in ambito industriale La vela La forma della vela, apparentemente la pi semplice del gruppo vasca da modellare, suggerisce limpiego di una protrusione di loft con linee guida; il numero di sezioni e linee guida ottimale dipende dal CAD impiegato. Per la definizione di sezioni e linee guida si fatto riferimento alle tavole 2D fornite da una rubinetteria. In SolidEdge i risultati migliori sono stati ottenuti con tre sezioni e due linee guida (Fig. 6.1); permane un indesiderato spanciamento della superficie fra la prima e la seconda sezione. Lincremento del numero di sezioni utilizzato dal loft porta, in generale, a risultati peggiori, con la presenza di punti angolosi sulla superficie della vela (Fig. 6.2) Seguendo lo stesso approccio in SolidWorks si hanno risultati negativi anche i piegando tre sole m sezioni per la definizione del loft: la superficie superiore estremamente antiestetica e quella inferiore assolutamente non conforme alloriginale (Fig. 6.3).

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Paradossalmente si ottiene un risultato esteticamente accettabile, sia pure non rispondente alle specifiche per quanto riguarda la vista dallalto, definendo il loft unicamente mediante le superfici di partenza e di arrivo e le due linee guida (Fig. 6.4).

Fig. 6.1 Vela realizzata in SolidEdge mediante protrusione di loft; si noti lindesiderato spanciamento fra la prima e la seconda sezione.

Fig. 6.2 Lincremento del numero di sezioni con cui viene generata la protrusione di loft ha come conseguenza la nascita di punti angolosi sulla superficie.

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Fig. 6.3 Vela realizzata in SolidWorks mediante loft definito da tre sezioni e due linee guida.

Fig. 6.4 Vela realizzata in SolidWorks mediante loft definito da tre sezioni e due linee guida.

Seguendo una strada molto laboriosa, che consiste nel realizzare le superfici di loft utilizzando le due curve prima definite per la guida delle sezioni come profili, e viceversa le tre sezioni come curve guida, si raggiunto un risultato molto vicino a quanto richiesto, se non fosse per due fastidiose cuspidi sulle superfici superiore e inferiore della vela che possono essere ridotte, ma non eliminate, con degli smussi. Il risultato finale visibile in Fig. 6.5.

Fig. 6.5 Vela realizzata in SolidWorks mediante superfici di loft definite da due profili e tre linee guida. Le cuspidi possono essere parzialmente ridotte mediante smussi.

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In ThinkDesign il modello stato ottenuto tramite uno sweep su cinque profili ed una curva spine di guida (Fig. 6.6). Si presentata la necessit di sostituire una sezione con unellisse regolare perch veniva generata una geometria non-manifold che ThinkDesign in grado di gestire, ma che mal si adatta allintegrazione con altri software di prototipazione virtuale.

Fig. 6.6 Vela realizzata in ThinkDesign mediante sweep: sono visibili i cinque profili e la spine impiegate per la costruzione.

Le maggiori incongruenze con loriginale si hanno allattacco della vela, dove le superfici esterne partono a tangente orizzontale (Fig. 6.7). Questo avviene a causa del fatto che ThinkDesign in grado di usare la curva guida centrale solo se questa perpendicolare al piano di giacitura del profilo.

Fig. 6.7 Attacco della vela realizzata in ThinkDesign: le superfici partono necessariamente a tangente orizzontale, in modo non conforme alloriginale.

La realizzazione delle sezioni e delle linee guida non ha posto problemi in nessuno dei CAD testati; unico appunto da segnalare limpossibilit in SolidEdge di riordinare sketch e piani con il Feature Pathfinder e di vincolare sezioni e linee guida mediante vincoli di appartenenza posti al di fuori dellambiente di sketcher 2D.

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Passando alla modellazione dellinterno, la strategia nominalmente pi idonea consiste nello svuotare il solido, mediante le funzionalit di shelling, assegnando uno spessore che in questo caso di 3 mm. Lunico CAD che ha raggiunto il risultato secondo questo approccio SolidWorks (Fig. 6.8, sinistra). Unalternativa ragionevole, seppure meno immediata, consiste nel realizzare uno scavo loft utilizzando sezioni e linee guida realizzate applicando un offset di 3mm agli sketch utilizzati per la realizzazione della protrusione base (Fig. 6.8, destra). ThinkDesign non possiede una funzione di svuotamento potenzialmente analoga a quella di estrusione generalizzata. In pratica linterno pu essere realizzato solo con una cava tubolare di sezione costante. I dettagli interni rimanenti non presentano difficolt di rilievo.

Fig. 6.8 Modellazione dellinterno della vela: in SolidWorks stato possibile svuotare il solido con unoperazione di shelling (sinistra); in SolidEdge si realizzato uno scavo loft mediante sketch definiti con un offset dei profili definiti per la modellazione della superficie esterna (destra).

Il corpo Il corpo la parte pi impegnativa del benchmark; per la modellazione della sua parte esterna utile scomporlo in elementi da realizzare separatamente. La scomposizione pu avvenire con diverse filosofie: un elemento centrale e due bracci, oppure tre elementi (un corno di bue, un elemento centrale e un cono superiore). Per la scelta della strategia ottimale occorre basarsi da una parte sulle funzionalit di generazione di solidi, dall'altra sulle risorse per la modellazione dei raccordi (filleting).

Fig. 6.9 Modellazione del corpo del rubinetto in SolidEdge (sinistra) e SolidWorks (destra).

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Sia in SolidWorks, sia in SolidEdge si preferito il primo approccio: lelemento centrale stato realizzato, nella parte superiore con una estrusione lineare di una sezione circolare, imponendo un angolo di sformo, nella parte inferiore mediante lutilizzo di una protrusione loft tra tre sezioni con tre linee guida ricavate dai disegni originali; i bracci sono invece stati realizzati mediante una protrusione loft (SolidEdge) o come sweep (SolidWorks) tra due sezioni con luso di due linee guida (Fig. 6.9). In ThinkDesign necessario scomporre il corpo del rubinetto in tre elementi, realizzati come segue, in quanto non sono ammesse curve guida nella definizione di uno sweep:

! "corno di bue": estrusione generalizzata su curva spine in modo da realizzare met elemento, poi
duplicato con una operazione di mirror;

! elemento centrale: sweep di tre profili su una curva spine; ! corpo superiore: estrusione di una circonferenza con dato angolo di sformo.
In Fig. 6.10 sono riportati i risultati parziali ottenuti con SolidEdge e ThinkDesign.

Fig. 6.10 Modelli del corpo del rubinetto realizzati in SolidEdge (sinistra) e ThinkDesign (destra) prima della definizione dei raccordi.

Gli spigoli vivi che si hanno allintersezione dei solidi che formano il corpo del rubinetto devono essere eliminati con raccordi che, secondo i disegni originali, dovrebbero essere a raggio variabile. proprio il raccordo a raggio variabile di catene chiuse di spigoli a rappresentare lostacolo maggiore. Questa esigenza ha messo in crisi tutti i CAD testati e di fatto nessuno ha raggiunto il risultato voluto: seppure i modelli generati ricordano la forma generale del rubinetto di riferimento, ne differiscono sostanzialmente nelle quote e nella gradevolezza dellaspetto. Dato che laspetto pi interessante di questo banchmark la modellazione della superficie esterna, non si riportano i dettagli relativi alla definizione dellinterno. Secondo i disegni originali si tratta di un guscio a spessore approssimativamente costante in cui compaiono setti e nervature per lalloggiamento e il funzionamento del miscelatore. Ne segue che la soluzione ottimale consiste nel modellare linterno mediante unoperazione di shell o, qualora le funzionalit del CAD non lo consentano (come di fatto avvenuto), mediante uno scavo/sottrazione booleana di un volume generato con una procedura del tutto analoga allesterno (Fig. 6.12, sinistra).

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Fig. 6.11 Modelli del corpo del rubinetto realizzati in SolidEdge (sinistra) e SolidWorks (destra) si noti la mancata riuscita dei raccordi.

Fig. 6.12 Modellazione dellinterno del corpo sel rubinetto. Nonostante si tratti di un guscio di spessore costante, nessuno dei CAD testati ha portato a termine la funzione di shell.

Da sottolineare limpossibilit di realizzare alcuni setti necessari al funzionamento del miscelatore e del deviatore della corrente di acqua verso la doccia: data la complessit del solido, non sempre il kernel di modellazione trova un volume valido su cui aggiungere le nervature.

Fig. 6.13 Modellazione dellinterno del corpo sel rubinetto: anche la definizione delle nervature non ha raggiunto lobiettivo prefissato.

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La maniglia Per la maniglia sono state tentate due diverse strategie di modellazione, nessuna delle quali ha portato a risultati soddisfacenti con nessuno dei software provati. Una prima possibilit consiste nel realizzare la parte ellissoidale centrale della maniglia mediante protrusione circolare e la leva mediante protrusione lineare, raccordando poi gli spigoli risultanti mediante fillet a raggio costante e variabile (Fig. 6.14). Le principali differenze con il modello originale riguardano la zona di attacco della leva.

Fig. 6.14 Maniglia realizzata in SolidEdge mediante unione di una protrusione circolare con una protrusione lineare, raccordate con fillet a raggio variabile.

In alternativa la maniglia pu essere realizzata mediante protrusione loft con linee guida (Fig. 6.15). In pratica il numero dei profili deve essere limitato a due (quelli estremi), perch altrimenti si hanno torsioni inaccettabili delle superfici del solido risultante.

Fig. 6.15 Profili e curve guida per la realizzazione della maniglia mediante loft (a sinistra SolidEdge, a destra SolidWorks).

Anche in questo caso le principali differenze con il modello originale si localizzano nella zona di attacco e nella sezione centrale della leva; di fatto i modelli costruiti, pur simili alloriginale, risultano pi spigolosi, meno gradevoli esteticamente e pertanto complessivamente inaccettabili (Fig. 6.16)

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Fig. 6.16 Modello della maniglia realizzato in SolidWorks (alto) e SolidEdge (basso).

Dato che ThinkDesign non dispone di curve guida per la generazione di un solido mediante sweep necessario seguire una terza strada per la modellazione dellesterno della maniglia: si costruisce un prisma da tagliare successivamente con le curve di contorno presenti in vista e in pianta sul bozzetto bidimensionale. In questo modo possibile ottenere la forma esatta e la continuit necessaria fra lo stelo e la parte centrale almeno in vista in pianta. Le superfici esterne definitive sono infine raccordate con fillet a raggio variabile (Fig. 6.17). Le differenze con loriginale risiedono nella superficie esterna perch con la strategia seguita (smusso a raggio variabile) non possibile ottenere la continuit di curvatura desiderata.

Fig. 6.17 Modello della maniglia realizzato in ThinkDesign.

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Linterno della maniglia non comporta problemi di alcun tipo ed realizzato mediante svuotamento della parte centrale ospitante il fulcro della maniglia. Conclusioni I risultati ottenuti non hanno permesso per nessuno dei pezzi principali che componevano il rubinetto il rispetto delle specifiche estetiche. Questo benchmark ha ben evidenziato i limiti attuali dei modellatori solidi. In particolare sono da sottolineare due aspetti: la funzione di loft con lausilio di linee guida permette di controllare con certezza soltanto i punti guidati dalle linee guida; per tutti gli altri il controllo lasciato allalgoritmo del solutore che non sempre porta ai risultati attesi. Per avere buoni risultati con i loft occorrono sezioni abbastanza simili tra loro e in numero sufficientemente grande per ricostruire correttamente il solido, anche se talvolta si vengono a formare delle cuspidi proprio in corrispondenza delle sezioni; la funzione di fillet non pu in nessun caso portare risultati comparabili con le superfici generate da modellatori superficiali. In particolare quando si hanno intersezioni laboriose che portano alla nascita di numerosi spigoli, loperazione pu fallire. Se i modellatori solidi presentano limiti ancora determinanti nella modellazione di oggetti di forma libera, con i modellatori di superficie si possono ottenere in tempi relativamente rapidi risultati molto soddisfacenti: come esempio si riportano i modelli di vela e maniglia realizzati mediante superfici con ThinkDesign, unico modellatore ibrido del lotto di CAD provati (Figg. 6.18-6.19).

Fig. 6.18 Vela realizzata in ThinkDesign mediante modellazione superficale.

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Fig. 6.19 Maniglia realizzata in ThinkDesign mediante modellazione superficale.

Infine si suggerisce una particolare attenzione nellesaminare quanto dichiarato dalle case produttrici di modellatori solidi riguardo alla modellazione di forme libere: i tipici esempi esposti nelle fiere, o illustrati nei depliant, sono s di forma complessa, ma rientrano nella categoria di oggetti facilmente realizzabile con operazioni di sweep e loft (Fig. 6.20) in quanto non presentano sezioni fortemente variabili o dissimili tra loro.

Fig. 6.20 Esempi di oggetti di forma complessa che non mettono in crisi i modellatori solidi, in quanto facilmente modellabili mediante sweep e loft.

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VALUTAZIONE DEI SW TESTATI


La strategia di valutazione L'approccio applicativo all'attivit di benchmarking ha senza dubbio il vantaggio di rendere realmente probanti i test effettuati sui CAD in esame. Tuttavia non compito facile quantificare le impressioni avute dagli utenti per poter esprimere un giudizio, o addirittura operare una scelta. Evidentemente la valutazione deve essere strettamente correlata all'attivit produttiva dell'azienda che vuole procedere all'acquisto di un sistema CAD. Nell'esprimere un giudizio su un software necessario, inoltre, distinguere due aspetti fondamentali: da una parte si devono valutare le potenzialit delle funzioni messe a disposizione, dall'altra la facilit d'uso. Questa sicuramente una qualit da apprezzare, ma non deve essere il criterio base con cui operare la scelta (un CAD di cui si diventa padroni in un'ora, ma che non soddisfa affatto le esigenze dell'azienda una spesa inutile!). Per questo stesso motivo opportuno che la valutazione sia effettuata da utenti esperti di sistemi CAD. Per raccordare le conoscenze dell'attivit produttiva e dell'organizzazione dell'azienda con l'esperienza nel campo degli strumenti software che assistono la progettazione meccanica, si definito un sistema di valutazione pesato. Gli esperti si sono pronunciati in merito a ciascuna delle funzioni elementari dei CAD, non considerate come a se stanti, ma inserite nelle migliori procedure seguite per i test. L'elenco delle funzioni elementari dei CAD riportato nel paragrafo seguente; per ognuna stata data una definizione e sono state indicate le linee guida con cui si operata la valutazione; per ogni voce stato dato un giudizio su ogni prodotto ed un giudizio comparativo. Le funzioni sono state distinte per ambiente di impiego, secondo l'organizzazione pi diffusa negli attuali sistemi CAD: ambienti di sketching, modellazione di parti, assemblaggio, messa in tavola. Di ciascuna funzione stata espressa una valutazione con un voto compreso fra 1 e 4: il valore 1 indice di assenza della funzionalit o della completa inefficienza, il valore 4 rappresenta la completa rispondenza alle aspettative illustrate nella descrizione dei benchmark. Parallelamente ad ogni funzione stato associato un peso che ne esprime l'importanza e la frequenza d'uso attribuita dagli utenti finali del sistema (il personale dell'azienda). In particolare, negli esempi di valutazione riportati, i pesi assumono valori compresi fra 0 e 3, secondo la graduatoria seguente: funzione assolutamente inutilizzata, funzione utilizzata solo sporadicamente, funzione utilizzata, ma non determinante per l'acquisto del sistema, funzione utilizzata assiduamente e assolutamente determinante per l'acquisto del sistema. Volendo mantenere un carattere generale alla trattazione, per le voci relative alla modellazione di parti si sono definite tre diverse colonne di pesi, rappresentativi di tre settori distinti dell'industria meccanica: la fonderia, la fabbricazione di macchinari, lo stampaggio. Tali pesi sono frutto di una serie di interviste effettuate presso piccole e medie aziende toscane, ma sono ovviamente il risultato di una mediazione fra diverse esigenze. In generale il confronto fra i sistemi CAD sar tanto pi efficace quanto pi dettagliatamente si riescono a formalizzare i bisogni dell'Azienda interessata all'acquisto del CAD. Questo vuol dire che, se l'ufficio tecnico ha gi una certa dimestichezza con i CAD, pu risultare vantaggioso estendere la scala di valori dei pesi, in modo da sottolineare la diversa importanza delle funzioni e delle caratteristiche dei software rispetto alla produzione dell'Azienda stessa.

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Nelle tabelle 7.2-7.5 sono riportate le griglie di valutazione in cui compare il giudizio degli esperti su ciascun CAD in merito alle funzioni considerate; il risultato finale una media dei voti ottenuti, pesata secondo le indicazioni dei futuri utenti; i pesi sono riportati nella colonna di destra. La griglia della tabella 7.6 esprime una pur sintetica valutazione sulle potenzialit dei software testati in termini di scambio dati ed integrazione con strumenti di prototipazione virtuale. importante notare che la struttura data al sistema di valutazione consente ulteriori personalizzazioni, considerando le sole voci relative ad un aspetto specifico su cui si vuole concentrare l'attenzione. A titolo di esempio si riporta la tabella 7.7 in cui, a prescindere dall'ambiente cui le funzioni appartengono, sono state considerate tutte e sole le voci che descrivono le caratteristiche di parametricit, associativit ed editabilit dei CAD. SKETCHER Con il termine di sketch si indica un profilo bidimensionale, generalmente da utilizzarsi per la creazione di feature; pu essere eseguito su un piano o su di una faccia planare di un solido. Per quanto riguarda Pro/E il giudizio si riferisce allo sketcher intent manager presente nella release 20. Selezione ed orientazione del piano di sketch Uno sketch deve essere semplice da posizionare e deve permettere al progettista, se necessario, di ruotare lo sketch nello spazio, cambiando il suo punto di vista. Giudizio comparativo: tutti i sistemi soddisfano le specifiche richieste. Dipendenza sketch-feature La dipendenza feature/sketch di tipo padre/figlio; preferibile, per, che la cancellazione della feature non porti allautomatica perdita del profilo; deve essere inoltre possibile decidere di cambiare il tipo di feature a cui uno sketch associato senza che lo sketch vada perso. Giudizio comparativo: SolidWorks e Think Design soddisfano le specifiche richieste; Pro/E e SolidEdge soddisfano quanto richiesto solo tracciando lo sketch come feature (SketchDatum in Pro/E, Feature di Sketch in SolidEdge) ed includendolo associativamente nelle feature definite in seguito. Riutilizzo e derivazione di sketch Deve essere possibile utilizzare pi volte uno sketch, anche per feature diverse, oppure generare sketch che siano copie associative di un altro sketcth (sketch derivati); in questo modo basta modificare un solo sketch, perch la modifica si ripercuota automaticamente in tutti gli sketch derivati. Deve essere possibile in qualunque momento eliminare o riattivare tale associativit. Giudizio comparativo: SolidWorks consente di generare sketch derivati e di salvare profili su file attraverso la feature palette; Think Design, Pro/E e SolidEdge (a partire dalla release 6) consentono, salvando il profilo, di utilizzare lo sketch pi volte, anche se i profili cos generati non sono associativi. Cattura automatica dei vincoli Durante la fase di disegno, il puntatore deve riconoscere automaticamente alcune relazioni geometriche tra elementi dello sketch, oppure tra un elemento dello sketch ed altre entit (feature appartenenti alla stessa parte o anche ad altre parti se si opera nel contesto di un assemblaggio). Il programma deve, in altre parole, cogliere lintento del progettista.

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Alcune relazioni che devono essere riconosciute sono: Orizzontalit, Verticalit, Parallelismo, Perpendicolarit, Punto medio (mid-point), Punto terminale (end-point), Coincidenza, Concentricit, Tangenza, Intersezione, Allineamento. Il riconoscimento di tali relazioni non deve diventare un ostacolo per il progettista, che non riesce pi a posizionare il cursore dove vuole. Deve essere possibile disattivare, se necessario, questa funzione. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks e Think Design soddisfano tutte le specifiche richieste; SolidEdge soddisfa tutte le specifiche richieste solo nel contesto della parte. Vincoli geometrici Deve essere possibile imporre manualmente delle relazioni geometriche, sia tra elementi dello sketch, sia tra elementi dello sketch ed altre entit. Le relazioni geometriche, sia che siano imposte manualmente o rilevate automaticamente, devono essere visualizzabili su richiesta dellutente ed editabili. Deve essere possibile, oltre alle relazioni precedentemente menzionate, imporre simmetrie, fissare dei punti (ground) ed utilizzare opportune geometrie di costruzione. Deve essere possibile proiettare entit (curve, contorni, spigoli, ecc.) sul piano di sketch. Tale proiezione deve poter essere associativa con lentit che la ha generata. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks soddisfano tutte le specifiche richieste, SolidEdge solo nel contesto della parte, Think Design ha un limitato numero di vincoli a disposizione. Completezza degli strumenti di disegno Deve essere possibile disegnare profili comunque complessi. Devono essere disponibili tutti gli strumenti di disegno 2D necessari a tal fine, quali: linee, cerchi, ellissi, rettangoli, smussi, raccordi, archi, spline, ecc.; particolarmente importante la gestione delle spline, mediante i punti di controllo; deve essere possibile aggiungere, togliere, modificare i punti di controllo. Strumenti di automazione del disegno: offset, sia rispetto ad elementi dello sketch, che ad altre entit; array, trim, extend ed altro. Giudizio comparativo: Think Design offre nello sketcher tutti gli strumenti di un CAD bidimensionale; gli altri sistemi, per vari motivi, non soddisfano completamente tutte le specifiche richieste. Quotatura Deve essere semplice, efficace e modificabile in ogni momento; deve essere possibile quotare come diametri le dimensioni di entit geometriche dello sketch misurate normalmente ad assi di rivoluzione. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidEdge e SolidWorks soddisfano tutte le specifiche richieste; Think Design solo parzialmente. Determinazione dei gradi di libert Il programma deve fornire indicazioni chiare sui gradi di libert di uno sketch e su come una struttura si modifica variando tali gradi di libert. Deve avvertire se uno sketch sovravincolato, sottovincolato o completamente vincolato. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks e ThinkDesign soddisfano tutte le specifiche richieste, sia pure con approcci differenti; SolidEdge solo parzialmente. Efficienza del solutore

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E un elemento di grande importanza; il solutore si occupa di ricalcolare la geometria quando alcuni parametri vengono variati. La geometria deve essere ricostruita velocemente, in modo realistico e conforme agli i n tenti del progettista. Giudizio comparativo: I sistemi provati sono sostanzialmente equivalenti. . Obbligo di vincolare completamente uno sketch conseguenza dellarchitettura, variazionale o relazionale, di un CAD. In generale pu essere utile, nelle prime fasi di un progetto (conceptual design) non doversi soffermare a vincolare completamente uno sketch. Giudizio comparativo: Il solo sketcher non variazionale quello di Pro/E, tuttavia attraverso i vincoli deboli, definiti automaticamente dal sistema, loperatore non costretto a bloccare i gradi di libert residui. Geometria di costruzione Deve essere possibile trasformare ogni entit o profilo in una geometria di costruzione per la realizzazione di entit dello sketch. Giudizio comparativo: SolidWorks e Think Design soddisfano tutte le specifiche richieste; leggermente pi laboriosa la costruzione di geometrie di riferimento in SolidEdge (nella selezione di catene di entit) e Pro/E (richiede luso di sketch datum per tracciare entit geometriche di riferimento di forma generale). Equazioni Deve essere possibile scrivere equazioni che leghino i parametri (quote) appartenenti ad uno stesso sketch. utile anche utilizzare parametri che non siano quote: ad esempio, assegnare come vincolo il perimetro o larea di un profilo. Giudizio comparativo: Si veda il paragrafo "Relazioni tra elementi di parti diverse". Editabilit Capacit di apportare modifiche al sistema in momenti successivi alla generazione delle entit da modificare. Qualunque sia la modifica effettuata, il programma deve essere in grado di rigenerare lintero sistema nella sua nuova configurazione nel minor tempo possibile. Si distinguono due voci: editabilit dello sketch ed editabilit di equazioni. Editabilit dello sketch Uno sketch deve essere modificabile in qualunque momento della storia di una parte o nel contesto di un assemblaggio. E estremamente utile avere a disposizione sia un sistema che consenta di cambiare le quote di uno sketch senza doverlo riaprire, sia la riapertura vera e propria di uno sketch. Una volta che uno sketch utilizzato per una certa feature deve essere possibile modificare non soltanto le quote, ma anche la geometria, ad esempio sostituendo una linea retta con una spline. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks e Think Design soddisfano tutte le specifiche richieste; SolidEdge solo nel contesto della parte. Editabilit di equazioni Deve essere possibile editare unequazione contenente parametri di sketch. Giudizio comparativo: Tutti i sistemi consentono la modifica di equazioni in cui compaiono parametri di sketch; i sistemi si differenziano per la praticit delloperazione.

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MODELLAZIONE SOLIDA DI PARTI Per la modellazione solida di parti si sono raggruppate le funzioni nei seguenti gruppi: features, primitive solide, operazioni booleane tra solidi, geometrie di riferimento, utilit di automazione, configurazioni, parti derivate, equazioni, modifica di parti ed equazioni, gestione delle operazioni, propriet di massa e calcolo di volumi e superfici laterali. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: nei sistemi dove, per alcune voci di modellazione, non esistono funzioni specifiche (vedi protrusioni e scavi elicoidali, nervature ecc.) deve essere presa in esame la capacit del modellatore di realizzare ci che la funzione specifica esegue; esempio: se non disponibile la funzione rib si deve valutare la possibilit di realizzare nervature mediante estrusioni o altro. Feature Con il termine di feature si indica una primitiva di alto livello, ovverosia uninsieme di entit topologiche e geometriche aventi un significato funzionale; i diversi tipi di feature sono stati classificate in: protrusioni, scavi, chamfer, fillet, forature, nervature, angoli di sformo, thickening, shelling. Protrusioni Con il generico termine di protrusione si indica la realizzazione di un solido (sottile o pieno) partendo da un insieme di profili disgiunti; i diversi tipi di protrusioni sono stati classificati in: lineare (estrusione di un profilo lungo una direttrice rettilinea), circolare (estrusione di rivoluzione attorno ad un asse), elicoidale (estrusione del profilo lungo una direttrice elicoidale), sweep (estrusione del profilo lungo una direttrice di forma qualsiasi), loft (realizzazione di un solido da un insieme ordinato di profili disgiunti). Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: lineare: tipologie (cieco, dal piani medio, fino ad un vertice, fino ad una superficie, offset da una superficie ecc.), possibilit di fornire parametri di definizione diversi nelle due direzioni, possibilit di applicare angoli di sformo, possibilit di generare solidi sottili, possibilit di realizzare protrusioni da profili multipli, disgiunti o aperti. Giudizio comparativo: SolidWorks il sistema pi completo. Pi limitate le potenzialit di SolidEdge che non consente di realizzare, ad esempio, solidi sottili o protrusioni da profili multipli. circolare: tipologie (dal piano medio, in una direzione, completa), possibilit di generare solidi sottili, possibilit di estrudere profili multipli, disgiunti e aperti. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks e Think Design sono i sistemi pi completi; si ripete quanto detto precedentemente per SolidEdge. elicoidale: parametri di definizione dellelica (a passo costante o variabile, a raggio costante o variabile) e parametri di definizione della protrusione (altezza, passo e giri, altezza e giri, ecc.) , possibilit di generare solidi sottili. Giudizio comparativo: Pro/E il sistema pi completo; SolidEdge ha un comando specifico; SolidWorks consente di realizzare protrusioni elicoidali, ma genera file molto pesanti; Think Design consente di realizzare eliche non parametriche. sweep: modalit di controllo dellorientazione e della torsione del profilo, possibilit di generare solidi sottili, possibilit di estrudere profili multipli o aperti.

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Giudizio comparativo: il sistema pi completo SolidWorks; Pro/E, pur consentendo la generazione di sweep a sezione variabile con linee guida ha un controllo dei parametri di sweep non molto semplice; Solid- Edge non ha la possibilit di controllare lo sweep, Think Design consente di realizzare solo sweep a sezione variabile. loft: modalit di controllo della forma e delle condizioni di tangenza del solido g enerato tra le sezioni di definizione; possibilit di generare loft con sezioni costituite da un numero di entit geometriche diverse, possibilit di generare solidi sottili, possibilit di estrudere profili aperti o multipli. Giudizio comparativo: SolidWorks il sistema pi completo; SolidEdge consente di eseguire loft con tre sole linee guida (planari), Pro/E e Think Design non dispongono di tale possibilit ( possibile solo definire la linea dei centri) Scavi Con il generico termine di scavo si indica la sottrazione di un volume, ottenuto da uno o pi profili disgiunti, da un solido; i diversi tipi di scavi, in base alla modalit di ottenimento del volume, sono stati classificati in: lineare (estrusione di un profilo lungo una direttrice rettilinea), circolare (estrusione di rivoluzione attorno ad un asse), elicoidale (estrusione del profilo lungo una direttrice elicoidale), sweep (estrusione del profilo lungo una direttrice di forma qualsiasi), loft (realizzazione del volume da uninsieme ordinato di profili disgiunti). Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: lineare: tipologie (cieco, dal piani medio, fino ad un vertice, fino ad una superficie, fino al prossimo, offset da una superficie ecc.), possibilit di fornire parametri di definizione diversi nelle due direzioni, possibilit di applicare angoli di sformo, possibilit di generare scavi sottili, possibilit di estrudere profili disgiunti o aperti. Giudizio comparativo: nessun sistema soddisfa completamente le specifiche richieste. circolare: tipologie (dal piano medio, in una direzione, completa), possibilit di generare solidi sottili, possibilit di generare scavi sottili, possibilit di utilizzare profili aperti. Giudizio comparativo: si ripete quanto detto per la protrusione circolare, ma SolidWorks non pu realizzare gole da profili aperti; il sistema pi completo Pro/E elicoidale: parametri di definizione dellelica (a passo costante o variabile, a raggio costante o variabile) e parametri di definizione della protrusione (altezza, passo e giri, altezza e giri, ecc.), possibilit di generare scavi sottili Giudizio comparativo: vale quanto detto per la protrusione elicoidale. sweep: modalit di controllo dellorientazione e della torsione del profilo, possibilit di generare scavi sottili, possibilit di utilizzare profili aperti. Giudizio comparativo: vale quanto detto per la protrusione sweep. loft: modalit di controllo della forma e delle condizioni di tangenza del solido generato tra le sezioni di definizione; possibilit di generare loft con sezioni costituite da un numero di entit geometriche diverse, possibilit di generare scavi sottili, possibilit di utilizzare profili aperti. Giudizio comparativo: vale quanto detto per la protrusione loft. Smussi (Chamfer) Con il termine di chamfer si indica lesecuzione di smussi su spigoli e vertici del modello solido. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: tipologie di smussi (distanza-angolo, angolo-angolo, vertex-chamfer ecc.)

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Giudizio comparativo: tutti i sistemi soddisfano le specifiche richieste ma Pro/E e Solidworks in pi consentono di smussare anche i vertici; gli smussi generati con Think Design non possono essere ridefiniti. Raccordi (Fillet) Con il termine di fillet si indica lesecuzione di raccordi su spigoli e vertici del modello solido. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: tipologie di raccordi (a raggio costante, a corda costante, variabile linearmente, variabile secondo cubica, entity-entity, ecc.), modalit di selezione delle entit da raccordare (selezione di singoli spigoli, catene di spigoli tangenti, loop, facce, ecc.), controllo dellinterazione spigoli fra intersecati e superfici del raccordo (rounding overflow), possibilit di definire esplicitamente la spring line (o hold line), possibilit di eseguire raccordi di superfici disgiunte. Potenzialit: risoluzione di fillet sovrapposti, comportamento nella risoluzione di pi spigoli concorrenti (patches di Coons, ecc.), raggio variabile (anche su loop o solo su catene aperte di spigoli; piena libert di scelta dei punti di controllo), vertici con pi di tre spigoli concorrenti, vertici topologicamente complessi, utilizzo della spring line, propagazione alle entit tangenti (deve essere sempre possibile escludere questa funzione). Giudizio comparativo: SolidEdge e SolidWorks e Think Design sono abbastanza completi e affidabili nella realizzazione di raccordi; Pro/E, pur avendo a disposizione molte opzioni, talvolta fallisce nellesecuzione di semplici raccordi. Fori Con il termine di fori si indicano le feature associate allomonima operazione tecnologica di asportazione di truciolo. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: deve essere possibile eseguire tutte le tipologie di fori (semplice, lamato, svasato, filettato, con profondit cieca o passante sia per il foro sia per la filettatura); fondamentali per la valutazione sono state le modalit di posizionamento del foro. Sono inoltre importanti le funzionalit che facilitano l'esecuzione di un elevato numero di fori su una medesima parte. Giudizio comparativo: tutti i sistemi soddisfano le richieste di base, per Pro/E non ha di default una libreria di fori tecnologici, che deve essere definita dall'utente. Nervature Con il termine di nervatura si indicano elementi solidi di rinforzo a spessore sottile. auspicabile creare una nervatura con una funzione dedicata: in tal caso deve essere realizzabile da profili aperti, di forma qualsiasi e disgiunti dal solido di base; sarebbe opportuno realizzare pi nervature con ununica funzione. Utile lintroduzione diretta di un angolo di sformo. Giudizio comparativo: Ogni sistema ha un suo punto di forza: SolidEdge (a partire dalla release 6) nella funzione web network che consente di realizzare delle nervature partendo da un profilo costituito da un reticolo di linee; Pro/E nelle nervature di rivoluzione; SolidWorks nellangolo di sformo automatico; Think Design non ha un comando specifico. Angolo di sformo (Taper o draft) Con il termine taper o draft si indica lapplicazione di angoli di sformo su facce di solidi

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Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: deve essere possibile applicare angoli di sformo a solidi preesistenti mediante funzione specifica. Possibilit di sformare a partire da una linea di divisione (parting line). Giudizio comparativo: Pro/E, SolidEdge e SolidWorks sono i sistemi pi completi; Think Design non consente di applicare sformi a partire da una linea di di visione. Thickening Con il termine di thickening si indica la possibilit di realizzare solidi o scavi a spessore sottile applicando uno spessore a delle superfici. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: identificare i cambi topologici concessi Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks e Think Design soddisfano le specifiche richieste; lo spessoramento non possibile in SolidEdge. Shelling Con il termine di shelling si indica lottenimento di solidi sottili a parete sottile, con o senza facce aperte, da unesistente parte solida. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: deve essere possibile dare alle pareti spessori differenti; identificare quali sono i cambi topologici concessi Giudizio comparativo: SolidEdge e Think Design soddisfano tutte le specifiche richieste; Pro/E e SolidWorks non consentono di realizzare la funzione di hollowing (esecuzione lo shelling senza rimuovere facce). Dome Con il termine di dome si indica la possibilit di costruire delle cupole di curva semisferica o ellissoidale su superfici piane. Giudizio comparativo: Solo Pro/E e SolidWorks dispongono della funzione. Primitive solide Con il termine di primitive solide si indicano delle entit geometriche solide elementari. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: parametrizzazione, applicabilit di feature, completezza (devono essere almeno presenti: parallelepipedi, cilindri, coni, sfere, tori). Giudizio comparativo: nessun sistema dispone di primitive solide. Operazioni booleane Con il termine di operazioni booleane si indicano le operazioni di unione, sottrazione e intersezione di solidi; ai corpi coinvolti nelle operazioni booleane si danno i termini di blank body e di tool body: il blank body il corpo sul quale viene eseguita loperazione mentre il tool body il corpo con il quale si realizza loperazione. In generale le operazioni booleane si possono eseguire sia tra primitive sia tra solidi B-Rep: questultima possibilit subordinata alla possibilit di realizzare solidi disgiunti nellambiente di modellazione. Giudizio comparativo: Solo Think Design consente di realizzare operazioni booleane.

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Geometria di riferimento Con il termine di geometria di riferimento si indicano tutte quelle entit geometriche (assi, piani, curve e superfici) che non sono utilizzate direttamente per rappresentare il modello, ma sono di ausilio per la modellazione; tali entit geometriche sono state raggruppate in 3 gruppi: punti, assi e piani; curve; superfici. Punti, assi e piani Gli assi di riferimento sono generalmente usati come: assi per estrusioni circolari, riferimenti per array polari, riferimenti per definizione di piani di riferimento, ecc.; i piani sono generalmente usati come riferimenti per mirror, piani di sketch, ecc. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: modalit di costruzione degli assi e dei piani di riferimento (in particolare quali e quante entit geometriche possono essere utilizzate per la realizzazione dei riferimenti) Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks e Think Design sono sistemi completi; SolidEdge presenta invece molti limiti: non pu definire assi e punti (se non come intersezione di curve), la casistica di piani definibili limitata allo stretto necessario. Curve di riferimento Le curve di riferimento sono generalmente usate come sostegno per direttrici e curve guida nelle operazioni di estrusione, sweep, loft; le curve di riferimento sono state classificate in: spline (piane, 3D), curve analitiche, curve analitiche da espressione utente ( y= f(x) ), da nuvola di punti, da file, da proiezione, da intersezione di superfici, altri tipi. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: vale quanto detto per gli sketch. Giudizio comparativo: Pro/E e Think Design offrono un insieme di curve di riferimento veramente completo; SolidWorks offre i tipi pi comuni, ma a partire dalla release 99 offre la funzione di sketch 3D, che permette di tracciare uno sketch su pi piani, sia pure limitati a piani paralleli ai piani coordinati del sistema di riferimento; SolidEdge pi limitato. Superfici di riferimento Le superfici di riferimento sono generalmente utilizzate per il taglio dei solidi e per realizzazione di solidi sottili mediante operazione di spessoramento; tali superfici sono state classificate in: di estrusione (generate dallestrusione di un profilo lungo una direttrice rettilinea), di rivoluzione (generate dalla rivoluzione di un profilo attorno ad un asse), sweep (generate dallestrusione di un profilo lungo una direttrice di forma generica), loft (generate da uninsieme disgiunto di profili), skin (generate da un reticolo costituito da due insiemi disgiunti di profili), per punti (generate da una nuvola di punti), importate (tramite file in formato neutro). Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: deve essere possibile operare sulle superfici di riferimento con funzioni di filleting, extending, trimming, merging ecc. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks e Think Design sono sistemi completi per le esigenze di un modellatore solido; limitate le superfici in SolidEdge, sia per i tipi a disposizione, sia perch possono essere utilizzate solo per limitare lestensione di una feture solida.. Utilit di automazione

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Con tale termine si indica linsieme, piuttosto eterogeneo, di operazioni di modellazione e di ausilio alla modellazione utilizzate negli ambienti CAD; tali funzioni sono classificate in: array, mirror, scalatura, surface trimming/extending, undo/redo, windows-like (move, taglia, copia, incolla, drag and drop ecc.), macro. Array Con il termine di array si indica la funzione che consente di realizzare delle serie di feature; tale serie possono essere rettangolari o polari. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: deve essere possibile, nelle serie polari, specificare sia langolo compreso tra due elementi sia il numero di elementi allinterno di un assegnato angolo (altrimenti la disposizione di elementi dispari allinterno di un angolo giro approssimata); verificare se possibile eseguire una serie lungo una linea di forma qualunque; verificare se possibile eseguire delle serie di serie o di elementi copiati con la funzione mirror; verificare se gli elementi generati con la serie sono delle semplici copie o vengono ricalcolate dal modellatore. Giudizio comparativo: Pro/E sufficientemente completo, ma la realizzazione dellarray circolare piuttosto macchinosa; SolidWorks offre la possibilit di scegliere tra il ricalcolo o meno degli elementi della serie e di eliminare delle singole istanze (funzione questa presente anche in SolidEdge a partire dalla versione 6); SolidEdge consente inoltre di definire serie di fori utente (ovviamente non parametrici per quanto concerne il numero); Think Design non consente di eseguire serie di elementi specchiati. Mirror Con tale termine si indica la funzione che consente loperazione di copia di una feature rispetto ad un asse o un piano assunto come elemento di simmetria. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: verificare se possibile eseguire dei mirror di mirror o di elementi appartenenti ad una serie; verificare se gli elementi generati con il mirror sono delle semplici copie o vengono ricalcolate dal modellatore. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks soddisfano tutte le specifiche richieste; SolidEdge e Think Design non consentono di scegliere tra il ricalcolo o meno dellelemento specchiato; inoltre ThinkDesgn non consente di specchiare serie o elementi gi specchiati. Scalatura Con il termine di scalatura si intende la possibilit di applicare dei fattori di scala (possibilmente con valori diversi nelle tre direzioni) ad una parte o ad un feature, sia per modificare la parte, sia per ottenere parti derivate. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: possibilit di applicare fattori di scala differenti nelle tre direzioni, associativit con loriginale nel caso di parti derivate. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks e Think Design soddisfano tutte le specifiche richieste; SolidEdge offre la possibilit di scalare parti solo come parti derivate. Surface trimming/extending Con il termine di surface trimming/extending si indicano le operazioni per il taglio e lestensione di superfici. Giudizio comparativo: Pro/E e Think Design hanno tali funzioni (che consentono di riparare manualmente file neutrali); SolidEdge e SolidWorks non ne dispongono.

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Windows-like In questa voce sono raggruppati i comandi di automazione che consentono di operare su entit grafiche e geometriche con comandi tipicamente windows (taglia, copia, incolla, drag and drop, ecc.) Giudizio comparativo: SolidWorks offre utilit di automazione in pieno stile Windows; SolidEdge appena pi limitato nellimmediatezza delle operazioni; Think Design solo a solidi interi; Pro/E non dispone di utilit di automazione Windows-like. Macro e feature definite dall'utente Con il termine macro si indicano degli script realizzati utilizzando un qualsiasi linguaggio di programmazione, generalmente supportante OLE (ad esempio Microsoft Visual Basic), che consentono di combinare pi comandi e automatizzare una serie di compiti. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: possibilit di eseguire e registrare macro, associarvi una toolbar ecc. Per feature definite dallutente si intende la possibilit di definire features mediante combinazione di feature gi esistenti. Per la valutazione si sono verificate presenza della funzione, rapidit e facilit di creazione ed utilizzo. Giudizio comparativo: Pro/Program si rivelato interessante non tanto per lautomazione delle attivit di modellazione quanto per la gestione di progetti parametrici; svariate le possibilit offerte da SolidWorks, che registra le macro in Visual Basic e consente la definizione di feature utente; Think design consente di registrare macro; SolidEdge consente il lancio, ma non la registrazione di macro, caratteristica questa che ne pregiudica l'utilizzo da parte di operatori non esperti. Undo/Redo Con il termine di Undo/Redo si indica la funzione che consente di ritornare allo stato del modello precedente alla ultima operazione eseguita. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: valutare non solo se esiste ma dove disponibile (se solo nello sketcher o anche durante le operazioni di modellazione) e la capacit del buffer. Giudizio comparativo: Think Design ha un utile comando di undo/redo, SolidWorks solo di undo; Pro/E ha comandi di undo solo per lo sketch e quando si ha un fallimento nella rigenerazione del modello; SolidEdge solo in ambiente di sketcher. Configurazioni e famiglie di parti Con tale termine si indica la possibilit di definire allinterno dello stesso file di parte pi versioni della medesima parte, che possono differire per la soppressione di feature o per parametri dimensionali; tipico utilizzo: finito/grezzo, parte dettagliata/parte semplificata, libreria di parti, ecc. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: modalit di realizzazione e controllo dellelemento della famiglia sia allinterno della parte, sia negli assemblaggi in cui la parte viene utilizzata. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidEdge e SolidWorks soddisfano le specifiche richieste; Think Design disporr di famiglie di parti (a partire dalla release 4). Parti derivate e cavit Con il termine di parti derivate si indica la possibilit di creare, a partire da parti preesistenti, delle feature base da utilizzarsi in altri documenti di parti; tipiche applicazioni: ottenimento del modello dal grezzo, parti simmetriche, ecc.

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Con il termine di cavit si indica la possibilit di creare il negativo di parti preesistenti; tipico utilizzo: realizzazione di stampi per molding, fusioni in conchiglia ecc. Le funzionalit prese in esame per la valutazione sono le seguenti: associativit con le parti originali, possibilit di generare parti simmetriche rispetto ad un piano (solo per parti derivate), di applicare fattori di scala, ecc. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks soddisfano tutte le specifiche richieste; SolidEdge consente solo di ottenere parti derivate da utilizzare come feature base; Think Design non dispone di tale funzione. Equazioni Deve essere possibile scrivere equazioni che leghino parametri (quote) diversi, appartenenti ad uno stesso sketch o ad una stessa parte. Giudizio comparativo: si veda la voce "Relazioni fra parti diverse". Editabilit Capacit di apportare modifiche al sistema in momenti successivi alla generazione delle entit da modificare. Qualunque sia la modifica effettuata, il programma deve essere in grado di rigenerare lintero sistema nella sua nuova configurazione nel minor tempo possibile. Si distingue fra editabilit di una feature ed editabilit di equazioni. Editabilit di una feature In qualunque momento della storia di una parte deve essere possibile modificare una feature in tutti i parametri che la costituiscono (profili, linee guida, quote, altre caratteristiche). Giudizio comparativo: tutti i sistemi soddisfano le specifiche richieste per la modifica di una feature nellambiente di modellazione di parti.

Editabilit di equazioni Analogamente in qualunque momento della storia di una parte deve essere possibile modificare unequazione in tutti i parametri che la costituiscono. Giudizio comparativo: Tutti i sistemi consentono la modifica di equazioni in cui compaiono parametri di sketch o di parte; i vari sistemi si differenziano per la praticit delloperazione. Gestione delle operazioni Si articola nelle seguenti voci: riordinamento, soppressione, segnalazione di errori, playback e roll-back. Riordinamento La posizione di una feature nellalbero che rappresenta la storia di una parte pu determinare significativi cambiamenti. Deve pertanto essere possibile spostare una feature in entrambe le direzioni, verso lalto o verso il basso, una per volta o a gruppi, compatibilmente con eventuali gerarchie esistenti tra feature. importante che la procedura sia intuitiva, ma soprattutto che la rigenerazione abbia tempi contenuti. Operazioni di riordinamento devono essere possibili anche nel contesto di un assemblaggio.

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Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks e Think Design consentono il riordinamento delle feature, ma si distinguono per la praticit duso; SolidEdge consente anchesso il riordinamento, ma solo verso lalto e non su piani e sketch. Soppressione La soppressione di una feature in una parte permette di lavorare sul modello con la feature selezionata temporaneamente rimossa dal modello. Sopprimere una feature non significa soltanto nasconderla alla vista, ma anche rimuoverla da tutti i calcoli in cui coinvolta, al fine di agevolare la rigenerazione del modello. La soppressione di una feature comporta la soppressione di tutte le feature che da essa dipendono. Giudizio comparativo: tutti i sistemi soddisfano le specifiche richieste. Segnalazione di errori Talvolta, effettuando modifiche o cancellazioni su entit precedentemente create, sia nel contesto di parti o assemblaggi, si violano delle relazioni o delle dipendenze. In questo caso il compito del gestore degli eventi quello di informare lutente in modo sintetico e chiaro, in modo da permettere la correzione degli errori generati; particolarmente utile, ai fini della facilit di correzione degli errori, la capacit del sistema di completare comunque la ricostruzione del modello. Giudizio comparativo: SolidEdge e SolidWorks arrivano al termine della rigenerazione comunque; Pro/E e Think Design interrompono invece la rigenerazione. Da notare che SolidEdge non ha la possibilit di eseguire undo. Playback e Roll-back Deve essere possibile ripercorrere a ritroso la storia parametrica di una parte o assieme, in modo da poter visualizzare tutti gli stati che hanno portato alla generazione della situazione finale (playback) oppure posizionarsi in una certa posizione dellalbero (roll-back): lo scopo principale di questa funzione quello di permettere linserimento di nuove feature in un punto qualunque dellalbero. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidEdge e SolidWorks consentono di utilizzare il roll-back per inserire feature nel punto della storia del modello desiderato; in Think Design ci per comporta la perdita della storia a valle. Per quanto concerne il playback solo SolidEdge e Pro/E hanno una funzione dedicata che non comporta la rigenerazione del modello feature dopo feature. Efficienza e tempi di rigenerazione del modello Le parti parametriche si rigenerano ad ogni modifica delle quote di guida o dei vincoli geometrici; la rigenerazione pu essere automatica, ad ogni modifica della parte, o avvenire su richiesta dellutente al termine della fase di editing. La rigenerazione del modello deve avvenire correttamente e in tempi rapidi. Il giudizio sull'efficienza si basa sulla capacit del sistema di effettuare la rigenerazione del modello per qualsiasi modifica (lecita) operata dall'utente sulla singola parte. In questo contesto rientra anche la capacit di catturare i cambi topologici. Per la rigenerazione del modello in seguito a modifiche effettuate in ambiente di assemblaggio si rimanda alla voce dedicata nella sezione seguente. Giudizio comparativo: in generale tutti i sistemi soddisfano le specifiche richieste differenziandosi essenzialmente per i tempi di rigenerazione del modello: tra Pro/E e gli altri sistemi sono emerse differenze talvol-

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ta rilevanti. In alcuni casi Think Design fallisce la rigenerazione, quando in seguito ad un cambio topologico viene a mancare il riferimento alla entit sparita. Propriet di massa e misure geometriche Funzioni che consentono il calcolo di volumi, superfici, lunghezze, masse, momenti di inerzia. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks soddisfano tutte le specifiche richieste; Think Design non consente di calcolare le propriet di massa per sezioni trasversali; Solid Edge presenta il difetto di calcolare le propriet di massa solo rispetto al sistema di riferimento di default. FUNZIONALIT DI ASSEMBLAGGIO Top-Down Metodo di progettazione che, partendo da caratteristiche di massima dellassieme (ad es.: ingombri esterni, disposizione relativa di alcuni componenti, ecc.), arriva a definirlo in ogni suo particolare; nei sistemi CAD richiede che si possa modellare nel contesto dellassieme. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: possibilit di modellare parti nell'ambiente di assemblaggio in maniera associativa (si veda la voce: relazioni tra elementi di parti diverse); modalit di apertura parti (assorbimento risorse, operazioni Windows-like, eventuale utilizzo di applicazioni esterne allambiente di assemblaggio ad esempio tramite server OLE); utilit per la visualizzazione/soppressione di parti. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks soddisfano tutte le specifiche richieste; SolidEdge consente di lavorare top-down associativamente solo ricorrendo ai lay-out di assemblaggio, Think Design consente di lavorare top-down nel contesto dellassieme, ma non in maniera associativa. Relazioni tra elementi di parti diverse Non tutti i pacchetti software prevedono la possibilit di imporre relazioni (geometriche, dimensionali, equazioni) fra elementi appartenenti a parti diverse nel contesto dellassemblaggio. Come a livello di sketch e di parte deve essere possibile utilizzare, per limposizione di vincoli tramite equazioni, parametri che non siano quote: ad esempio, assegnare come vincolo il perimetro o larea di un profilo. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: capacit di gestione parametrica di tali relazioni nel contesto dellassieme con particolare attenzione alla possibilit di imporre vincoli tramite equazioni. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks soddisfano tutte le specifiche richieste, visto che dallassieme possibile imporre vincoli geometrici, dimensionali e scrivere equazioni tra elementi appartenenti a parti diverse; SolidEdge consente ci solo ricorrendo ai lay-out di assemblaggio o a opportuni link tra i fogli di calcolo di parti e assieme; Think Design consente di imporre vincoli geometrici e dimensionali tra elementi a parti diverse, ma presenta grossi problemi quando si devono scrivere equazioni tra parametri appartenenti a parti diverse. Bottom-Up Tecnica di modellazione che consiste nell'assemblare parti costruite separatamente. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: modalit di inserimento delle parti nellassieme, possibilit di lasciare le parti non completamente vincolate.

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Giudizio comparativo: tutti i sistemi consentono di realizzare un assieme montando parti; SolidWorks, SolidEdge e Think Design soddisfano tutte le principali specifiche richieste; Pro/E richiede che le parti siano completamente vincolate, altrimenti non consente il montaggio di altre parti sulle parti labili. Possibilit di lavorare in sottoassieme e ristrutturazione assiemi Lavorare in sottoassieme significa poter disporre di sottogruppi creati allinterno dellassieme ognuno dei quali sia manipolabile in modo analogo ad un assieme. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: creazione di sottogruppi, possibilit di definire un sottogruppo utilizzando parti gi inserite, possibilit di ristrutturare assiemi, cio di ridefinire a posteriori i sottogruppi. Giudizio comparativo: tutti i sistemi consentono di lavorare per sottoassiemi; Pro/E, Think Design e SolidWorks (a partire dalla release '99) consentono anche la ristrutturazione di assiemi. Associativit con le parti Caratteristica che indica lassociazione di ogni parte dellassieme con il file originario di definizione. La modifica della parte si ripercuote sullassieme; viceversa, quando il programma lo consente, la modifica della parte in ambiente di assemblaggio aggiorna automaticamente anche il file della parte. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: propagazione bidirezionale delle modifiche fra parte e assieme. Giudizio comparativo: tutti i sistemi soddisfano le specifiche richieste Efficienza e tempi di rigenerazione dellassemblaggio Gli assiemi parametrici realizzati associativamente si rigenerano ad ogni modifica della parte o dei vincoli di assemblaggio; la rigenerazione pu essere automatica, ad ogni modifica dellassieme, o avvenire su richiesta dellutente al termine della fase di editing. La rigenerazione dellassieme deve avvenire correttamente e in tempi rapidi. Giudizio comparativo: tutti i sistemi soddisfano le specifiche richieste differenziandosi soltanto per i tempi di rigenerazione del modello: Pro/E pi veloce rispetto agli altri di un fattore cinque. Relazioni tra parti (mating) E linsieme di tutti i vincoli che fissano le parti allinterno di un assemblaggio. Le funzionalit di mating sono state valutate nel loro insieme tenendo conto di alcune caratteristiche fondamentali. Tali valutazioni si trovano sotto la voce "Efficienza del mating". Le funzioni di mating normalmente presenti sono queste: Complanarit: vincola in maniera relativa due oggetti tramite due piani di riferimento ad essi solidali che vengono resi coincidenti. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: corretto funzionamento e parametricit Parallelismo: vincola in maniera relativa due oggetti tramite due piani di riferimento ad essi solidali che vengono resi paralleli. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: corretto funzionamento e parametricit Tangenza: vincolo di tangenza fra due facce. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit : corretto funzionamento e parametricit

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Coassialit: rende coassiali due oggetti assialsimmetrici. Per la valutazione della funzione abbiamo verificato le seguenti funzionalit : corretto funzionamento e parametricit Riferimenti inclinati: vincola due piani di riferimento ad essere inclinati fra loro di un certo angolo assegnato. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: corretto funzionamento e parametricit Riferimenti conici e sferici: relazioni di coincidenza/tangenza tra superfici coniche e sferiche (es: cono morse, molle a tazza, giunto sferico) Ground: ancoraggio di una parte al sistema di riferimento. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: modalit di impiego, da parte dellutente oppure ground automatico sulla prima parte dellassemblaggio Efficienza del mating Si sono verificate le seguenti funzionalit: corretto funzionamento e parametricit di tutte le funzioni di mating; modalit di applicazione (qualit dellinterfaccia, numero di operazioni atomiche ed elasticit nella sequenza di esecuzione); smart mate (relazioni intelligenti), vale a dire la possibilit di applicare automaticamente dei vincoli in fase di assemblaggio a partire dalla selezione di opportune coppie di superfici (Es.: faccia cilindrica + faccia cilindrica = concentricit). Giudizio comparativo: SolidWorks soddisfa tutte le specifiche richieste; SolidEdge e Think Design sono pi limitate per il numero di vincoli a disposizione; Pro/E presenta dei grossi limiti di praticit sulluso delle relazioni di mating. Editabilit Possibilit di modificare feature, parti e equazioni nel contesto dellassemblaggio. Qualunque sia la modifica effettuata, il programma deve essere in grado di rigenerare lintero sistema nella sua nuova configurazione nel minor tempo possibile. Si fa distinzione fra "editabilit di feature e di parti" e "editabilit di equazioni". Editabilit di feature e di parti In qualunque momento della storia di una parte deve essere possibile editare una parte o una sua feature in tutti i parametri che la costituiscono (profili, linee guida, quote, altre caratteristiche); la modifica di feature e parti deve essere permessa direttamente nel contesto dellassieme, senza aprire il file della parte. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks e Think Design soddisfano tutte le specifiche richieste; SolidEdge consente di editare le feature di una parte appartenente allassieme solo editando la parte. Editabilit di equazioni In qualunque momento della storia di una parte deve essere possibile editare unequazione in tutti i parametri che la costituiscono. Giudizio comparativo: Tutti i sistemi consentono la modifica di equazioni in cui compaiono parametri di sketch o di parte; i vari sistemi si differenziano per la praticit delloperazione. Assembly features e features multiparte Possibilit di effettuare lavorazioni (cut, hole) nellambiente di assemblaggio e possibilit di realizzare pattern di parti al momento del montaggio

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Per la valutazione della funzione si sono verificate la presenza e l'efficienza delle seguenti funzioni: "feature di assemblaggio"e "pattern di parti" (si vedano la voci omonime nella modellazione di parti). Feature di assemblaggio (cut, hole, ecc.) Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks dispongono di tali funzioni; SolidEdge V6.0 consente di eseguire in ambiente di assemblaggio delle Multiparts features; tali feature sono visibili, ma non editabili nella parte; Think Design non dispone di tali funzioni. Pattern di parti Giudizio comparativo: Nella realizzazione di pattern di parti SolidWorks il pi flessibile; SolidEdge e, di fatto, Pro/E sono limitati dalla necessit di appoggiarsi a pattern gi esistenti, Think Design non ha tale funzione associativa con pattern gi esistenti. Saldature Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: presenza della funzione; visualizzazione; generazione automatica annotazioni a norma; parametricit e modifica. Giudizio comparativo: Pro/E (con modulo opzionale) e SolidWorks mettono a disposizione le saldature in ambiente di assieme, per quanto in maniera incompleta; SolidEdge e Think Design non dispongono di tali funzioni. Configurazioni e famiglie di assiemi Alcuni sistemi CAD offrono la possibilit di creare diverse configurazioni dello stesso file di assemblaggio. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: modalit di realizzazione e di controllo della configurazione; possibilit di creare configurazioni di assieme che carichino, conseguentemente, configurazioni di parti diverse. Giudizio comparativo: Pro/E presenta il sistema di Family Parts pi versatile; leggermente meno versatile SolidWorks; le configurazioni in SolidEdge consentono solo di nascondere parti; del tutto assente la funzione in Think Design. Insiemi di interscambio Possibilit di sostituire un assieme con un componente mantenendo le relazioni esistenti. Valutazione: presenza, efficienza, facilit di applicazione della funzione. Giudizio comparativo: Pro/E l'unico sistema che dispone della funzione. Replace di componenti Possibilit di sostituire un componente con un altro simile mantenendo le relazioni esistenti con gli altri componenti. Linee giuda per la valutazione: presenza ed efficienza della funzione. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidEdge e SolidWorks soddisfano le specifiche richieste. Gestione delle operazioni dassemblaggio. In ambiente di assemblaggio deve essere possibile ristrutturare, sopprimere e nascondere le parti costituenti lassemblaggio; per le possibilit di ristrutturazione si veda la voce dedicata.

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Soppressione Nel contesto di un assemblaggio deve essere possibile sopprimere componenti o sottoassemblaggi, che vengono cos esclusi da calcoli di massa, interferenza, cartigli, e tutto quanto li riguarda; deve anche essere possibile operare soppressioni di singole feature di parti appartenenti allassieme senza dover per ci aprire il componente; si ricorda che sopprimere una parte o una feature non significa soltanto nasconderla alla vista, ma anche rimuoverla da tutti i calcoli in cui coinvolta, al fine di agevolare la rigenerazione del modello. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks e Think Design soddisfano le specifiche richieste; SolidEdge solo parzialmente.

Hide/Show Nellambiente di assemblaggio in genere sussiste la possibilit di scegliere tra sopprimere e nascondere una parte o sottoassieme: in questultimo caso la parte viene nascosta alla vista, ma rimane presente in tutti i calcoli e le informazioni che la coinvolgono. Giudizio comparativo: SolidEdge, SolidWorks e Think Design soddisfano le specifiche richieste; Pro/E E dispone della possibilit di nascondere delle parti, ma richiede una procedura complessa: (i) creare un layer, (ii) mettere la parte sul layer, (iii) nascondere il layer. Funzioni di verifica Insieme di funzioni atte al controllo del montaggio e funzionamento cinematico dell'assieme. Gli aspetti presi in esame riguardano il controllo delle interferenze, la gestione della cinematica e lo smontaggio dellassieme. Controllo Interferenze Capacit del sistema di individuare interferenze. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: presenza della funzione; possibilit di rilevare parti che distano tra loro meno di una quantit definita dallutente, test su assieme che presenta pezzi con compenetrazioni. Giudizio comparativo: Pro/E soddisfa tutte le specifiche richieste; gli altri sistemi non consentono di rilevare parti che distano tra loro meno di una quantit prefissata dallutente. Cinematica avanzata (catene cinematiche) Possibilit di verificare i gradi di libert dellassieme tramite movimenti elementari. Alcuni sistemi permettono anche la completa movimentazione di catene chiuse o comunque complesse, consentendo analisi (sia pure qualitative) di interferenza tra le parti in movimento. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: presenza della funzione e sua efficienza; rapidit dellaggiornamento sulle nuove posizioni. Giudizio comparativo: SolidWorks rispetta tutte le specifiche richieste, compresa (a partire dalla release '99) la possibilit di individuare le collisioni tra pari diverse, impedendo la compenetrazione; SolidEdge consente di muovere le catene cinematiche solo in shading, il che non consente di comprendere chiaramente se le parti mobili e fisse collidono tra loro; Pro/E deve ricorrere allo skeleton, non consentendo di muovere le parti con azioni di trascinamento, ma solo variando i parametri dimensionali del lay-out; Think Design non soddisfa alcuna specifica richiesta.

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Smontaggio Alcuni sistemi offrono la possibilit di verificare la smontabilit dellassieme creato spostando i componenti selezionati lungo traiettorie tracciate dallutente. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: presenza della funzione e sua efficienza. Giudizio comparativo: nessun sistema preso in esame dispone di questa funzione. Calcolo volume e superficie laterale Si tratta delle medesime funzioni elencate relativamenyte alla modellazione di parti; importante verificare la possibilit di effettuare il calcolo solo per superfici o volumi selezionati. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks e Think Design rispettano tutte le specifiche richieste; SolidEdge non consente il calcolo delle superfici in ambiente di assemblaggio. Propriet di massa Linee guida di valutazione: vedere la voce precedente. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks sono i pi completi, potendo calcolare le propriet anche per le sezioni; Think Design non dispone di questa possibilit; SolidEdge non consente di fornire il tensore di inerzia rispetto ad un sistema di riferimento user-defined. Distinte Creazione automatica di distinte (BoM) per la fornitura di componenti e materiali. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: contenuto della distinta base e sua effettiva utilit in ambito aziendale. Giudizio comparativo: Pro/E soddisfa tutte le specifiche richieste; interessanti le possibilit offerte da SolidEdge; possibilit di generare report di assieme assente su SolidWorks, che per, a partire dalla release '99, consente il riordinamento della distinta con vari criteri. Funzionalit per il caricamento e la gestione di grandi assiemi Con questa voce si esprime un giudizio su tre aspetti specifici: il "congelamento della storia parametrica", la disponibilit di "parti semplificate", la gestione di zone di lavoro. Il primo consiste nella possibilit di evitare il caricamento della storia parametrica della parte riservando allutente la possibilit di farlo in un secondo momento per eventuali modifiche. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: presenza della funzione, possibilit di caricare selettivamente uno o un gruppo di componenti. Sostanzialmente equivalente la funzione di creazione ed inserimento di parti o sottoinsiemi semplificati, che rappresentino gli ingombri e le propriet di massa degli originali. La gestione di zone di lavoro consiste nella possibilit di definire, visualizzare e memorizzare allinterno di un assieme delle zone di lavoro in modo da caricare e visualizzare soltanto i componenti interessati; possibilit di passare facilmente da una zona ad un'altra dellassieme o allassieme intero. Giudizio comparativo: SolidEdge e Think Design soddisfano completamente le specifiche richieste in temini di congelamento della storia parametrica, ma non dispongono della funzione "parte semplificata", n sono in grado di emularla. Pro/E, al contrario, gestisce "parti semplificate", ma non consente il congelamento della storia parametrica. SolidWorks ammette il caricamento di una parte senza la sua storia parametrica, ma una volta acquisita anche questa, non in grado di tornare indietro; la funzione "parte semplificata" pu parzial-

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mente essere emulata tramite le configurazioni di assieme. La gestione delle zone di lavoro possibile solo in SolidWorks tramite configurazioni ed in Pro/E mediante un comando specifico. Esplosi Funzione che permette la creazione automatica di esplosi utili per la redazione di manuali o altro. Per la valutazione della funzione si sono verificate le seguenti funzionalit: presenza della funzione, efficacia, modalit di applicazione (totalmente automatica, semiautomatica o guidata, personalizzabile) Giudizio comparativo: Pro/E consente di realizzare viste esplose di ottima fattura; SolidWorks non consente di applicare linee di montaggio, spesso presenti sulla manualistica, se non manualmente sulla tavola; per SolidEdge si deve aggiungere limpossibilit di esplodere le viste imponendo valori numerici; Think Design consente la realizzazione di viste esplose solo esplodendo manualmente uno per uno le parti. Albero di assemblaggio Lalbero di assemblaggio contiene informazioni sui componenti che compongono un assieme e possibilmente anche sulle feature di ogni componente e sulle relazioni di assemblaggio. La valutazione stata effettuata in base al livello di informazione fornito ed alla possibilit di identificare un componente o una relazione in un assieme complesso. Giudizio comparativo: Pro/E, SolidWorks e ThinkDesign soddisfano le specifiche richieste; SolidEdge non d accesso alle feature delle parti. Gestione dei file In questa voce si intende raggruppare le funzioni di base per la manutenzione dei file di parti assiemi e tavole. Situazioni tipiche sono la rinomina dei file, la gestione dei riferimenti esterni tra parti, assiemi, tavole, parti derivate, ecc., la gestione di revisioni, la creazione di nuovi assiemi a partire da assiemi esistenti modificando solo alcuni componenti. La valutazione stata effettuata in base ad efficienza, quantit e qualit degli strumenti a disposizione. Giudizio comparativo: SolidEdge dispone di un mini PDM (ma pi giusto chiamarlo gestore di file avanzato), SolidWorks ha gli strumenti di base per le operazioni suddette ed in particolare molto efficiente nel ritrovare i riferimenti a documenti che vengono spostati manualmente da gestione risorse o affini; Pro/E pi rigido e laborioso, Think Design dispone di funzionalit limitate.

MESSA IN TAVOLA Associativit e bidirezionalit Modello 3D e tavole devono essere associativi. Ad ogni modifica del modello deve corrispondere una modifica di tutte le tavole relative al modello in esame. Deve essere possibile anche il viceversa: modificando una delle quote guida in una tavola si deve avere la modifica del modello. Deve essere comunque possibile disabilitare questa opportunit qualora si voglia impedire a chi maneggia le tavole di intervenire modificando il modello. Bidirezionalit e importazione delle quote dal modello La possibilit di modificare il modello cambiando le quote in una tavola in genere conseguenza dellimportazione nella tavola di tutte o parte delle quote che sono state inserite nel modello 3D. Solo queste

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quote infatti possono essere quote guida, avere cio il potere di modificare il modello 3D. Tutte le altre quote della tavola non possono essere che guidate, e il cambiamento del loro valore non ha effetto n sul modello, n sulla tavola. Giudizio comparativo: Solo SolidEdge non offre lassociativit bidirezionale tavola/modello; inoltre il recupero di quote e parametri dal modello non a livello dei sistemi concorrenti; gli altri sistemi soddisfano le specifiche richieste. Gestione configurazioni Deve essere possibile decidere, nel caso si esegua la messa in tavola di una parte o di un assieme realizzato in pi configurazioni, di quale elemento eseguire le tavole senza che ci comporti lapertura del file sorgente. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks consentono di gestire, per la messa in tavola, le configurazioni di parti e assiemi generate nei rispettivi ambienti; SolidEdge lo consente per gli assiemi (dove tale possibilit di fatto non interessa poich le configurazioni, in SolidEdge, non danno luogo a famiglie di assiemi), ma non per le family parts; Think Design non ha configurazioni. Tavola multiparte Possibilit di associare una tavola a pi modelli solidi. Giudizio comparativo: Solo Pro/E e SolidWorks dispongono di questa funzione. Generazione di tavole e conformit alle norme Deve essere possibile generare tavole che identifichino in modo univoco il modello solido, complete cio di tutti gli elementi e informazioni necessari allinterpretazione, secondo le norme internazionali. Pertanto necessario: riuscire a rappresentare la geometria del modello per mezzo di viste e sezioni opportunamente quotate; fornire tutte le informazioni, viste, quote, tolleranze, simboli di finitura superficiale o di saldatura e quantaltro sia necessario conformemente alle norme internazionali; nel caso di assemblaggi permettere una corretta generazione della lista delle parti. E inoltre necessario che tutte le funzioni relative alla messa in tavola siano quanto pi intuitive, semplici ed automatizzate possibile, in modo da impedire che la generazione di tavole diventi unattivit pi dispendiosa in termini di tempo e risorse, della progettazione stessa. Ovviamente lautomazione non deve andare a discapito dellefficienza e delle possibilit di intervento delloperatore in tempi successivi. Si riporta di seguito un elenco di funzioni e relativi riferimenti a norme: Tipi di linee (UNI 3968) Deve essere possibile utilizzare i tipi di linee previsti dalla norma, rispettando le priorit nel caso di sovrapposizione e permettendo di editare (cambiare tipo di linea, modificare un tipo di linea) facilmente i tipi di li nea assegnati; e preferibile avere una rappresentazione di tipo what-you-see-what-you-get. Giudizio comparativo: tutti i sistemi soddisfano i requisiti minimi richiesti, ma solo SolidEdge e SolidWorks hanno linee di tipo what-you-see-what-you-get. Viste (UNI 3970; UNI 3977) Deve essere possibile disporre automaticamente le viste secondo i metodi del primo o terzo diedro, eseguire viste ausiliarie, parziali e/o di parti simmetriche, locali, ribaltamenti, conformemente alla norma. Deve essere possibile realizzare viste interrotte e particolari in scala ingrandita.

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Giudizio comparativo: Pro/E consente di usare il numero strettamente necessario di viste per la realizzazione di tavole; Think Design ha nominalmente un buon numero di opzioni a disposizione; meno soddisfacenti SolidEdge (che talvolta presenta problemi di rimozione di linee nascoste) e SolidWorks. Sezioni (UNI 3971) Conformemente alla norma deve essere possibile generare automaticamente sezioni secondo un piano, secondo due o pi piani concorrenti, secondo piani paralleli, secondo superfici cilindriche di direttrice assegnata, sezioni parziali (o locali), di parti simmetriche, ribaltate in luogo o in vicinanza. I tratteggi devono essere conformi alla norma UNI3972. Giudizio comparativo: Pro/E consente di usare il numero strettamente necessario di sezioni per la realizzazione di tavole; nettamente meno soddisfacenti SolidEdge e SolidWorks; Think Design ha problemi di affidabilit sulla generazione di sezioni. Efficienza e tempi di generazione di viste e sezioni La generazione di viste e sezioni deve avere buon esito anche in seguito a modifica del modello di parte o di assieme. I tempi necessari sono un altro elemento di confronto fra i diversi software. Giudizio comparativo: Pro/E si dimostrato estremamente veloce anche nella messa in tavola; seguono SolidEdge, SolidWorks e Think Design. SolidEdge manifesta problemi nello spostamento di viste con il mancato aggiornamento di alcune quote che rimangono nella posizione precedente lo spostamento. Quotatura (UNI 3973; UNI 3974; UNI 3975) Tutte le convenzioni relative a quote, linee di misura e riferimento devono essere rispettati. Deve essere possibile adottare sistemi di quotatura in serie, parallelo, misti, in coordinate cartesiane o polari. Per quanto riguarda la quotatura, oltre alla gi citata importazione delle quote del modello 3D, sono molto utili le possibilit di segnalare la ripetizione di quote in viste diverse e di spostare quote da una vista ad unaltra senza doverle cancellare da una vista e rifare in unaltra. Giudizio comparativo: Pro/E e SolidWorks hanno capacit sostanzialmente identiche; in SolidEdge e Think Design la quotatura, per i limiti del comando retrieve dimensions, di fatto solo manuale; SolidEdge presenta grossi problemi di affidabilit quando le viste sono spostate. Tolleranze geometriche (UNI 7226) Deve essere disponibile unampia libreria di tolleranze geometriche; i simboli devono essere posizionabili correttamente Giudizio comparativo: Tutti i sistemi soddisfano i requisiti richiesti per la corretta rappresentazione simbolica delle tolleranze geometriche; SolidEdge ha presentato talvolta problemi di affidabilit quando si spostano le viste. Simboli di finitura superficiale (UNI 4600) Deve essere disponibile una libreria dei simboli di finitura superficiale; tali simboli devono essere posizionabili correttamente. Giudizio comparativo: Tutti i sistemi soddisfano i requisiti richiesti per la corretta rappresentazione simbolica delle finiture superficiali; SolidEdge ha per problemi di affidabilit quando si spostano le viste.

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Filettature (UNI 3978) Deve essere possibile in modo automatico una corretta rappresentazione di filettature in vista, nascoste, in sezione, di accoppiamenti filettati. Giudizio comparativo: Tutti i sistemi generalmente richiedono azioni di modifica manuale sullo schermo o sulla carta per ottenere rappresentazioni di filettature e accoppiamenti filettati corretti. Accoppiamenti scanalati e dentati (UNI-ISO 6413) Deve essere possibile la rappresentazione corretta di questi accoppiamenti nel modo quanto pi automatico possibile Giudizio comparativo: Nessun sistema ha trattamenti cosmetici per tale rappresentazione simbolica. Saldature (UNI1310) Deve esistere una libreria contenente i simboli di saldatura conformi alle norme e posizionabile correttamente. Giudizio comparativo: ProE e SolidWorks soddisfano i requisiti richiesti per la corretta rappresentazione dei simboli di saldatura; SolidEdge soddisfa nominalmente tali requisiti per ha problemi di affidabilit quando si spostano le viste; Think Design non consente di apporre simboli di saldatura sulla tavola 2D. Complessivi Deve essere possibile una numerazione delle parti e creazione della lista conforme alle norme; importante che tali funzioni siano automatizzate, ma soprattutto efficienti, soprattutto nel caso di grandi assemblaggi. Giudizio comparativo: Pro/E consente di realizzare tavole di assiemi di buona fattura per pallinatura, distinta e scelta dei pezzi da sezionare; SolidEdge e SolidWorks presentano maggiori problemi; in Think Design le personalizzazioni di distinte e pallinatura richiedono procedure laboriose. Gestione dei working-sheet e dello sheet-setup Per una migliore gestione delle tavole bidimensionali preferibile, anche se non essenziale, disporre nello stesso file di pi fogli (come ad esempio in Microsoft Office) in maniera tale da avere nello stesso file di draft tutte le tavole relative ad un assieme. La messa in tavola deve poi essere conforme alle norme internazionali e aziendali non solo per ci che concerne la rappresentazione grafica bidimensionale del modello solido, ma anche per quanto riguarda il formato, la squadratura ed il cartiglio dei fogli: preferibile perci, anche se non essenziale, che esista una libreria di formati e cartigli, ampiamente personalizzabili e salvabili come template; interessante anche la possibilit di far comparire nel cartiglio opportune propriet della parte o dellassieme. Giudizio comparativo: Pro/E (con i moduli Pro/Detail e Pro/Report) e SolidWorks consentono unottima gestione dello sheet, lultimo sistema in maniera molto semplice e con procedure tipiche di Office Automation; pi deludente, soprattutto per la personalizzazione del cartiglio, SolidEdge; Think Design non permette la personalizzazione del cartiglio. SCAMBIO DATI ED INTEGRAZIONE Lintegrazione dei vari sistemi CAx oggi disponibili fondamentale per garantire la massima produttivit e flessibilit di unazienda e per sfruttare appieno le potenzialit nascoste dietro la A di CAx (Aided, ma anche Automation). Lintegrazione impone la condivisione delle informazioni fra le diverse applicazioni usate

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per la progettazione e la fabbricazione di un prodotto, in modo tale che le esigenze dei processi di produzione siano tenute in conto fin dalle prime fasi della vita del prodotto stesso. necessario, insomma, che le diverse applicazioni CAx condividano lo stesso modello di prodotto. Per il raggiungimento di questo risultato indispensabile la massima compatibilit dei vari sistemi, ovvero la possibilit di effettuare un completo, facile e veloce scambio di dati. Formati neutri Le capacit dei CAD di importare ed esportare file nei pi comuni formati neutri di scambio dati di fondamentale importanza; un sistema che non disponga di traduttori efficienti impone il ricorso a traduttori diretti, che tuttavia comportano un aggravio, talvolta significativo, di spesa. Per la valutazione si fatto distinzione fra due voci: Dotazione di traduttori ed Efficienza e gestione della traduzione. Questultima voce, oltre che sullefficienza del traduttore, esprime un giudizio sulla possibilit di personalizzare la traduzione, in funzione delle caratteristiche del software destinato ad importare il modello (es. entit geometriche supportate). In tabella 7.1 sono riportati per ciascun CAD i traduttori disponibili (I = solo in ingresso, O = solo in uscita, I/O sia in ingresso, sia in uscita). IGES Pro/E SolidEdge SolidWorks ThinkDesign I/O I/O I/O I/O I/O I/O STEP I/O STL O O O I/O I/O O I/O I/O VRML O VDA-FS I/O I I I/O I I I/O I/O I/O I/O DXF DWG ACIS Parasolid

Tab. 7..1 Formati di scambio dati disponibili nei CAD testati.

Interfacce dirette e disponibilit di software di prototipazione virtuale Con questa voce si espresso un giudizio sulla disponibilit sul mercato di applicativi per la prototipazione virtuale dotati di interfacce dirette o integrati con i CAD testati. Rispetto allo scambio dati per mezzo di un formato neutro, si ha la condivisione di un maggior numero di informazioni. Ad esempio, nello scambio dati fra un CAD ed un codice multibody per simulazioni cinematiche un formato neutro consente la trasmissione della geometria, ma non dei vincoli di assemblaggio. Giudizio comparativo: Integrazione verticale la caratteristica tipica dei sistemi process-centric che dispongono di moduli integrati di ausilio alla progettazione (es. analisi FEM, codici multibody ecc.). Si veda il Capitolo 1 per maggiori dettagli. Giudizio comparativo: lunico sistema process-centric testato nel corso di questo studio Pro/E, che dispone di una dotazione molto ricca di moduli opzionali di prototipazione virtuale.

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Sketcher
Pro/E SE Valutazione SW TD Pesi

Sketch

Selezione ed orientazione del piano di sketch Dipendenza sketch-feature Riutilizzo e derivazione di uno sketch Cattura automatica dei vincoli Applicazione manuale vincoli geometrici Completezza strumenti di disegno Quotatura Determinazione dei gradi di libert Efficienza del solutore Obbligo di vincolare completamente un profilo Geometria di costruzione
4

4 3 2 4 4 3 3 3 4 si 3

Equazioni

Editabilit

Di uno sketch

Di equazioni

3 3 2 3 3 3 3 2 3 / 3 4 3 2

Media delle valutazioni pesata

4 3 3,44

4 3 1 3 3 3 4 3 3 no 3 4 3 4 3,19

4 4 4 4 4 2 4 4 3 no 4 4 4 3 3,61

4 4 2 3 3 4 2 3 3 no 4 3 4 4 3,42

Tab. 7.2 Griglia di valutazione delle funzioni in ambiente di Sketch.

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Modellazione solida di parti


Pro/E Valutazioni SE SW TK Fond. Stamp. Peso Macch.

Protrusione

Scavo

Features

Lineare Di rivoluzione Elicoidale Loft Sweep Lineare Di rivoluzione Elicoidale Loft Sweep

Smusso Raccordo Foro Nervatura Angolo di sformo Thickening Shelling Dome

Primitive Operazioni booleane tra solidi Punti Assi Piani Splines

Assi e piani

Geometrie di riferimento

Curve

Superfici

nel piano nello spazio Curve analitiche Per punti Da proiez. e intersez. di sup. Altri tipi Estrus., rivoluz., sweep, loft Nuvola di punti Importate

3 4 4 2 3 3 4 4 2 3 4 3 2 3 4 4 2 4 1 1 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4

2 3 3 3 2 2 3 3 3 2 3 4 4 4 4 1 4 1 1 1 1 1 3 3 1 1 1 4 1 2 1 2

4 4 3 4 4 3 3 3 4 4 4 4 4 3 4 4 3 4 1 1 4 4 4 2 3 3 4 4 4 4 1 3

3 4 1 2 1 3 4 1 2 1 3 2 3 1 3 4 2 1 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4 4

3 3 1 3 3 3 3 1 3 3 2 3 2 3 3 3 3 1 2 3 3 3 3 3 3 1 1 1 1 0 0 0

3 3 2 2 2 3 3 2 2 2 3 3 3 1 1 3 2 1 2 3 3 3 3 2 1 2 1 2 1 0 0 0

3 3 2 3 3 3 3 1 3 3 3 3 3 3 3 3 3 2 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3

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Array

Lineare Circolare

Utilit di automazione

Mirror Scalatura Surface trimming/extending Windows-like Macro Undo/redo

Configurazioni e famiglie di parti

Parti derivate

Come feature base Cavit Unione

Equazioni

Editabilit

Di una feature Di equazioni Riordinamento Soppressione Gestione operazioni Segnalazione errori Rollback Playback Efficienza di rigenerazione del modello Tempi di rigenerazione del modello Propriet di massa Calcolo volume e superficie laterale Media delle valutazioni pesata secondo la colonna Fonderia Media delle valutazioni pesata secondo la colonna Macchine Media delle valutazioni pesata secondo la colonna Stampaggio

4 2 3 4 4 1 4 3 4 4 4 4 4 4 3 3 4 3 4 3 4 4 4 4 3.38 3.43 3.46

4 4 3 1 1 2 1 2 4 4 1 1 4 4 4 2 4 2 4 4 4 2 3 4 2.69 2.66 2.55

4 4 4 4 1 4 3 4 4 4 4 4 4 4 3 4 4 4 4 2 4 2 4 4 3.60 3.57 3.52

2 2 2 4 4 2 2 4 2 1 1 1 4 4 4 4 4 3 1 2 4 2 3 4 2.86 2.92 2.97

3 3 3 3 1 2 1 3 3 3 3 3 2 3 3 3 3 3 3 1 3 3 3 3

3 3 3 3 3 2 1 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 1 3 3 3 3

3 3 3 3 3 2 1 3 3 3 3 3 1 3 3 3 3 3 3 1 3 3 3 3

Tab. 7.3 Griglia di valutazione delle funzioni in ambiente di Modellazione di Parte.

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Assemblaggio
Valutazioni Pro/E SE SW TK Pesi

Top Down 4 2 4 4 4 4 4 3 4 3 3 3 2 3 1 1 1 1 4 4 4 3 1 3 2 3 4 4 4 4 4 2 3,38 2 1 2 3 4 2,68 3 1 4 4 1 3 3 4 3 4 3 3,41 4 4 1 3 1 3 3 2 4 1 1 1 4 2 2,47 2 3 2 3 3 3 3 3 3 1 4 4 4 1 2 3 3 3 3 3 3 3 3 3 4 4 4 4 2 1 4 2 4 2 1 2 1 4 3 3 1 4 2 4 3 1 4 4 2 3 3 4 3 3 4 4 4 4 4 4 2 4 4 3 3 4 1 4 3 1 4 4 2 3 4 4 1 2 3 3 2 2 3 3 3 3 3 3

Relazioni tra elementi di parti diverse

geometriche dimensionali equazioni

4 4 4

2 2 3

4 4 4

4 4 1

3 3 3

Visualizzazione/soppressione parti

Bottom - Up Possibilit di lavorare in sottoassieme Ristrutturazione assiemi Associativit con le parti Rigenerazione del modello: efficienza Rigenerazione del modello: tempi Relazioni tra parti (mating), efficienza Di feature e parti Editabilit Delle equazioni Feature di assembl. (cut, hole) e Feature Multiparte Assembly feature Pattern di parti

Saldature Configurazioni e Famiglie di Assiemi Insiemi di interscambio Replace di componenti

Gestione operazioni

Soppressione Hide/show Cinematica avanzata

Funzioni di verifica

Controllo interferenze

Smontaggio Calcolo volume e sup. laterale Propriet di massa Report di assiemi Funzioni per la Peso leggero gestione dei Parti semplificate grandi assiemi Regioni di lavoro Esplosi Albero di assemblaggio Gestione dei file Media delle valutazioni pesata

90

Messa in Tavola
TD SW Pesi

Associativit Modello/Tavola

Bidirezionalit Importazione quote Gestione configurazioni

Tipi di linee

4 3 1 3 4 4 4 4 4 2 2 2 2 2 2 1 1 2 4 4 4 1 1 4 1 4 4 1 2 1 1 1 1 1 2,53

Disposizione delle viste principali Viste parziali e di parti simmetriche Viste UNI 3970 Viste ausiliarie e UNI 3977 Ribaltamenti Particolari in scala ingrandita Viste interrotte Secondo un solo piano Secondo due o pi piani concorrenti Secondo piani paralleli Secondo sup. cilindriche di direttrice assegnata Sezioni UNI 3971 Sezioni parziali Sezioni di parti simmetriche Sezioni ribaltate in luogo o in vicinanza Corretteza e coerenza dei tratteggi Scelta pezzi da sezionare Tempi di generazione viste e sezioni Efficienza di generazione e rigenerazione viste e sezioni In serie In parallelo Quotatura In coordinate cartesiane UNI 3974-73 In coordinate polari UNI 3975 Con indicazione di tolleranza secondo UNI3976 Spostamento di quote importare e ripetizioni Tolleranze geometriche secondo UNI 7226 Simboli di finitura superficiale secondo UNI4600 Filettature UNI 3978 Rappresentazione di accoppiamenti scanalati e dentati UNI-ISO6413 Rappresentazione delle saldature secondo UNI1310 Pallinatura Complessivi Distinta Cartiglio e personalizzazione con propriet Gestione sheet Disegni multifoglio Media delle valutazioni pesata

Valutazioni PRO/E SE 4 1 4 3 4 1 3 4 4 4 4 2 4 4 4 1 4 4 4 4 4 4 4 4 3 3 1 1 4 1 4 1 3 1 4 2 4 3 4 3 4 2 4 2 4 2 4 1 1 1 4 3 4 1 4 2 4 2 2 2 2 1 4 2 3 3 4 3 4 2 4 4 3,61 2,33 4 4 4 4 4 2 4 1 4 4 4 4 3 1 2 1 1 4 2 2 4 4 4 1 1 4 4 4 4 2 2 4 3 2 4 4 3,06 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3

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Scambio dati ed integrazione


Pro/E SE Valutazione SW TD Pesi

Formati neutri 4

Dotazione di traduttori Efficienza e gestione della traduzione

4 4

Interfacce dirette e disponibilit di software di prototipazione virtuale

Integrazione verticale

3 3 3 2

Media delle valutazioni pesata

4 4,00

3 2 4 2 2,82

4 4 4 2 3,64

4 4 1 2 2,81

Tab. 7.6 Griglia di valutazione delle funzioni di scambio dati ed integrazione con strumenti di prototipazione virtuale.

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Parametricit - Associativit - Editabilit


Pro/E Valutazione SE SW TK Pesi

Sketch

Sketcher

Riutilizzo e derivazione di uno sketch Applicazione manuale vincoli geometrici Determinazione dei gradi di libert Efficienza del solutore Geometria di costruzione

Equazioni Di uno sketch Di equazioni Array Lineare Circolare Mirror Scalatura

Editabilit

Utilit di automazione

2 4 3 4 3 4 4 3 4 2 3 4

1 3 3 3 3 4 3 4 4 4 3 1

4 4 4 3 4 4 4 3 4 4 4 4

2 3 3 3 4 3 4 4 2 2 2 4

2 3 2 3 3 3 3 2 3 3 3 3

Modellazione solida parti

Surface trimming/extending Configurazioni e Famiglie di parti Come feature base Parti derivate Cavit Unione Equazioni Di una feature Editabilit Di equazioni Riordinamento Soppressione Gestione operazioni Segnalazione errori Rollback

4 4 4 4 4 4 4 3 3 4 3 4

1 4 4 1 1 4 4 4 2 4 2 4

1 4 4 4 4 4 4 3 4 4 4 4

4 2 1 1 1 4 4 4 4 4 3 1

3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3 3

Playback Efficienza di rigenerazione del modello Tempi di rigenerazione del modello Relazioni Top Down elementi di diverse tra parti

geometriche dimensionali equazioni

Assemblaggio

Possibilit di lavorare in sottoassieme

3 4 4 4 4 4 4

4 4 2 2 2 3 3

2 4 2 4 4 4 4

2 4 2 4 4 1 3

1 3 3 3 3 3 2

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Ristrutturazione assiemi Associativit con le parti Rigenerazione del modello: efficienza Rigenerazione del modello: tempi Relazioni tra parti (mating) Editabilit Di feature e parti Delle equazioni Configurazioni Insiemi di interscambio Replace di componenti Gestione operazioni Soppressione

4 4 4 4 3 4 4 4 4 4

1 4 4 2 3 3 4 2 1 4

4 4 4 2 4 4 3 3 1 4

1 4 4 2 3 4 4 1 1 1

2 3 3 3 3 3 3 3 2 3

Albero di assemblaggio

Bidirezionalit Importazione quote Gestione configurazioni Tempi di generazione viste e sezioni Messa in Efficienza di generazione e rigenerazione viste e sezioni tavola Pallinatura Complessivi Distinta Gestione dello sheet Cartiglio e personalizzazione con propriet Media delle valutazioni pesata

Associativit Modello/Tavola

4 4 4 4 4 4 4 3 4 4 3,75

2 3 1 3 1 3 2 3 3 2 2,79

4 4 4 4 4 2 4 3 2 4 3,60

4 4 4 3 1 2 4 1 1 1 2,75

3 3 3 3 3 3 3 3 3 3

Tab. 7.7 Griglia di valutazione delle caratteristiche di parametricit, associativit ed editabilit.

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CONCLUSIONI
La tecnica di benchmarking adottata in questo lavoro ha messo in evidenza sia le diverse e specifiche potenzialit dei software nel modellare prodotti reali sia le loro diverse impostazioni di base. In particolare sono stati presi in considerazione i modellatori solidi: interessante notare a questo proposito come abbiano mostrato limiti ben precisi quando sono stati impiegati per realizzare forme libere. Naturalmente ci a priori sembra scontato; per altrettanto vero che in molte comunicazioni, anche a carattere tecnico, diffuse dai fornitori di sistemi CAD solidi sono mostrati oggetti cos raffinati esteticamente da far pensare alla possibilit di gestione delle superfici sculturate. Con un test ad hoc stato possibile localizzare il confine di convenienza ad usare modellatori solidi piuttosto che di superfici. Inoltre apparso come i modelallatori dei vari CAD intesi in senso stretto, cio come generatori di descrizioni geometriche di parti abbiano tutti prestazioni di alto livello e non molto diverse tra loro. Nella gestione dellassemblaggio di parti emergono invece differenze di qualit; stato verificato anche come le prestazioni si diversifichino ulteriormente quando si vogliano sfruttare a fondo le capacit parametriche per progettare famiglie di prodotti composti da molte parti. Infine, tenendo presenti le esigenze delle tecniche di Prototipazione Rapida, stata controllata la facilit di integrazione del database geometrico con alcuni programmi di simulazione tipicamente usati nella progettazione meccanica e rilevando anche in questo caso prestazioni molto diversificate. Dalle descrizioni dettagliate delle modalit di esecuzione dei vari test, risulta chiaro che il benchmarking su oggetti richiede una cultura tecnica di base e un addestramento specifico sui software superiori a quanto richiesto dal pi tradizionale benchmarking teorico. L'aspetto culturale diventa tanto pi importante quando si vogliano utilizzare a pieno le potenzialit connesse con le modalit di test messe a punto. Infatti, le voci che sono state valutate possono essere combinate in vari modi per formare un giudizio globale su una funzionalit complessa del sistema CAD come avvenuto, ad esempio, nel caso della progettazione ad alto gradi di parametricit. Daltra parte, i risultati ottenuti mostrano che ogni programma rivela ad un esame approfondito caratteristiche e prestazioni ben definite: di conseguenza ogni Azienda deve individuare con precisione e in tempi non troppo lunghi il software che meglio soddisfa le specifiche esigenze tra i moltissimi (e apparentemente simili) presenti sul mercato. Mentre le Imprese di grandi dimensioni possono imporre ai fornitori test comparativi personalizzati per verificare la rispondenza delle caratteristiche dei software alle esigenze

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aziendali, quelle di piccole dimensioni non hanno n il potere contrattuale per imporre questa strada n il personale tecnicamente in grado di intraprenderla in modo autonomo. Potrebbero allora essere utili centri specializzati espressione ad esempio di consorzi tra associazioni di categoria, istituzioni per la formazione professionale, universit- che, coagulando e organizzando le risorse ed il personale ora sparsi sul territorio, fossero in grado di fornire alle PMI consulenze efficaci e tempestive sugli strumenti aggiornati per progettare e fabbricare.

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APP. A - STRUTTURA E COMPONENTI DI UN SISTEMA CAD


In questa appendice si riporta una descrizione sintetica della struttura e dei principali componenti di un moderno CAD di modellazione solida, parametrico-variazionale, basato su feature, distinguendo l'architettura del sistema (motore geometrico, solutore variazionale e gestore degli eventi) dai componenti dell'interfaccia grafica utente. ARCHITETTURA DI UN SISTEMA CAD Il motore geometrico Con il termine di motore geometrico (o kernell di modellazione) si indicano le librerie di oggetti, classi e funzioni, generalmente in C++, che gli sviluppatori dei sistema CAD utilizzano per creare e gestire la geometria e la topologia del modello. I kernell di modellazione si possono classificare in motori geometrici proprietari, sviluppati in proprio dalle software-house che commercializzano il sistema CAD, e motori gemetrici commerciali, sviluppati da terze parti. Allo stato attuale i motori geometrici commerciali pi diffusi sono: ACIS della Spatial Technology, CAS.CADE della Matra Datavision, DesignBase della Ricoh, Parasolid della EDS-Unigraphics. Il solutore variazionale Le descrizioni geometrica e topologica del modello non sono sufficienti da sole a supportare le funzionalit variable-driven richieste ai modellatori, siano essi parametrici, variazionali o parametrico/variazionali; sono necessarie altre informazioni relativamente a ci che deve rimanere invariante rispetto alla modifica delle variabili: tali aspetti invarianti vengono definiti dallutente imponendo dei vincoli, che possono essere classificati in geometrici e dimensionali. Il solutore variazionale il componente che, nei CAD variazionali e parametrico/variazionali, ha il compito di valutare le geometrie variazionali del modello, risolvendo il sistema di equazioni algebriche non lineari derivato dalla definizione dei vincoli imposti dallutente. Tale componente non presente nei CAD parametrici (ad esempio Pro/E della PTC), in cui la rigenerazione del modello strettamente procedurale. Il gestore degli eventi Nei CAD parametrico/variazionali linsieme di tutte le operazioni che concorrono alla creazione di un singolo sketch o alla applicazione di una singola feature viene comunemente definito evento; poich gli eventi si susseguono in ordine cronologico e facendo riferimento a entit preesistenti fino al completamento della parte ogni evento relazionato agli altri secondo un ben preciso legame gerarchico, dando luogo ad una struttura ad albero: per ogni evento si pu distinguere un evento padre ed eventuali eventi figli, con i figli che non hanno pi ragione di esistere qualora il padre venga cancellato. Il gestore degli eventi il componente che, nei CAD parametrico/variazionali, si occupa di creare (memorizzando sequenzialmente gli eventi), gestire (consentendo la modifica, la rimozione, la copia, il riordino degli eventi) ed eseguire (rieseguendo sequenzialmente gli eventi) la procedura necessaria alla rigenerazione del modello; anche talvolta possibile memorizzare, per la stesso modello e nello stesso file di definizione, pi alberi degli eventi in modo da poter generare pi configurazioni dello stesso modello A-1

differenti tra loro per la presenza o meno di determinati eventi o per il valore assunto da determinati parametri. Nei CAD parametrici (ad esempio Pro/E della PTC) il gestore degli eventi si occupa anche della rigenerazione degli sketch (la cui rigenerazione non di tipo variazionale, ma procedurale). INTERFACCIA GRAFICA UTENTE Linterfaccia grafica utente (GUI) di un corrente sistema CAD di modellazione solida, parametrico/variazionale, basato su feature si compone generalmente di pi ambienti dedicati rispettivamente alla generazione di profili bidimensionali, modellazione di parti, realizzazione di assemblaggi e messa in tavola del modello 3D; di seguito vengono brevemente descritte le caratteristiche generali di ciascuno di questi ambienti. Lo sketcher Lo sketcher o generatore di profili, generalmente accessibile sia dallambiente di modellazione di parti sia da quello di assemblaggio, lo strumento che consente alloperatore CAD di generare i profili bidimensionali da utilizzare come base per la creazione di superfici isoparametriche e solidi parametrici. La geometria del profilo non per sufficiente per le funzionalit variable-driven dei modellatori parametrico/variazionali; come gi detto in precedenza sono necessarie altre informazioni che forniscano gli aspetti del profilo che devono risultare invarianti rispetto alle modifiche delle variabili; per fare ci i generatori di profili consentono lapplicazione di vincoli (geometrici, dimensionali o relazionali); tali vincoli possono essere imposti esplicitamente per via grafica dalloperatore CAD o acquisiti automaticamente dal sistema realizzando cos la cattura automatica degli intenti delloperatore. Gli sketcher possono essere parametrici o variazionali; negli sketcher variazionali il profilo controllato dalla simultanea soluzione (di cui si fa carico il solutore variazionale, v. sopra) di un sistema di equazioni algebriche non lineari, derivato dalla definizione dei vincoli, mentre negli sketcher parametrici il profilo controllato in maniera procedurale dalla sua storia di costruzione; la differenza pi evidente per lutente CAD la possibilit, nel caso di generatori di profili variazionali, di generare profili sottovincolati e aggiungere e modificare successivamente i vincoli. Ambiente per la modellazione di parti Questo ambiente mette a disposizione le funzioni per la modellazione delle singole parti; per un elenco delle funzioni di modellazione si veda il glossario. Nellambiente dedicato alla modellazione di parti si trova generalmente il Model Tree, che costituisce linterfaccia grafica del gestore degli eventi; tale interfaccia non solo visualizza la gerarchia degli eventi, ma ne consente, operando per via grafica, la modifica, la rimozione, la copia e il riordino. Ambiente di assemblaggio Gli utenti dei sistemi CAD generalmente non progettano singole parti, ma assiemi di parti; nella pratica progettuale esistono due possibili approcci per la realizzazione di macchine:

top-down, nel quale viene definito uno studio di assieme da cui vengono poi estratti e successivamente dettagliati i singoli particolari; tale approccio tipico della progettazione ex-novo;

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bottom-up, nel quale le singole parti vengono modellate e dettagliate e solo successivamente inserite nellassemblaggio; tale approccio viene utilizzato nel caso si ricorra a parti gi esistenti o nella progettazione di assiemi costituiti da pi sottoassiemi strutturati ciascuno realizzato da un progettista. Anche nellambiente di assemblaggio generalmente presente il Model Tree, che in tale ambiente

visualizza la gerarchia e le relazioni tra le parti costituenti lassieme permettendone anche leditazione, la rimozione e la soppressione. I correnti sistemi CAD trattano le singole parti costituenti lassieme attraverso due modalit: localizzando la parte nel file di assieme o mediante puntatori. Nel primo caso il file di assieme contiene la definizione (perch importata o definita in loco) della parte; file di assemblaggio e parti hanno la stessa struttura e stessa estensione (si veda Mechanical Desktop della Autodesk o Think Design). Nel secondo caso parti e sottoassiemi vengono utilizzati come file di riferimanto, apparendo nellassieme soltanto come rappresentazione grafica; il tipo di collegamento consente al file di assemblaggio, pur non contenendo la definizione delle parti e dei sottoassiemi, di avere accesso alla geometria, alla storia parametrica e alle propriet e attributi dei componenti costituenti lassieme. Questo secondo approccio, decisamente pi diffuso, porta a file di assemblaggio di dimensioni ridotte ed evita la possibilit di avere duplici definizioni per una medesima parte. Ambiente di messa in tavola I correnti sistemi CAD sono dotati di funzionalit, pi o meno automatizzzate a seconda del grado di completezza del software, per ottenere dal modello solido 3D, disegni di parti e assiemi in accordo con i pi diffusi standard (ISO, ANSI, UNI, JIS, DIN) e viste esplose di assemblaggi; taluni CAD offrono la possibilit di variare i parametri di governo del modello geometrico anche dalla tavola bidimensionale.

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Glossario tecnico CAD A


ASSIEME A PUNTATORI Tipo di file di assemblaggio che non include al suo interno i database geometrici dei vari componenti, ma solo le informazioni di posizionamento e i puntatori ai file dei componenti. ACIS Il kernel della Spatial Technology, introdotto sul mercato nel 1990. ANTIALIASING Tecnica di raffinamento del rendering per ridurre le scalinature sui bordi inclinati. ACCURACY SETTING Tolleranza numerica assegnata a una singola entit o allintero disegno. Ogni oggetto 3D viene definito allinterno di valori di tolleranza accettabili ACS, ARS (ACTIVE COORDINATE/REFERENCE SYSTEM ) Sistema di riferimento corrente per linput e loutput. Ogni CAD dotato di utilit per il posizionamento dellARS. ANSI (AMERICAN NATIONAL STANDARDS INSTITUTE) Istituto Nazionale Americano per la Standardizzazione. Nei sistemi CAD uno standard di quotatura e rappresentazione in tavola. API (APPLICATION PROGRAMMING INTERFACE) Insieme di istruzioni (solitamente in linguaggio C) fornite e documentate dal produttore del sistema che consentono di accedere alle funzioni del kernel scavalcando linterfaccia. Vedi anche macro. ASSEMBLY MODELING Processo che consente di montare solidi separati (ed eventualmente residenti su diversi file) tramite operazioni parametriche di montaggio con riferimenti (mating). ASSOCIATIVA, geometria Sono associative tutte le entit che, una volta apportate modifiche al modello, non perdano eventuali riferimenti ad altri elementi grafici (ad es. parallelismo, coincidenza, riutilizzo di bordi di un solido, ecc.) ASSOCIATIVITA Allinterno di un database integrato, lassociativit quella propriet che consente la propagazione delle modifiche a tutti i documenti derivati (figli) da un documento master (o padre). Il

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processo pu essere mono o bidirezionale a seconda dei limiti del sistema e delle limitazioni imposte un particolare utente allinterno di un particolare processo.

B
BENCHMARK Programmi di lavoro scelti per provare, comparare e valutare le performance di sistemi CAD prima dellacquisto. BEZIER CURVES Forma poliniomale per descrivere curve e superfici. BOM (BILL OF MATERIALS ) Lista dei componenti presenti allinterno di un assemblaggio o di un intero progetto. BITMAP Metodo pi elementare per immagazzinare su file immagini raster. Questo formato non offre compressione. B-REP (BOUNDARY REPRESENTATION) Metodo di descrizione della matematica di un solido tramite un insieme di vertici, spigoli e facce (punti, linee, curbe e superfici) che definiscono completamente il suo volume.

C
MACCHINE PER LA MISURAZIONE DI COORDINAT E (CMM). Apparecchiatura per la misurazione delle superfici esterne di un oggetto sotto forma di nuvole di punti. COONS PATCH Superficie definita da tre o quattro curve di bordo. Fra le patch pu essere mantenuta continuit di tangenza e di curvatura. CSG (CONSTRUCTIVE SOLIDS GEOMETRY) Schema di rappresentazione di oggetti solidi. Consiste di un albero contenente gli eventi di costruzione: unione, intersezione e differenza fra solidi. CURVE FITTING Processo di creazione di una curva interpolante punti e/o vettori di tangenza.

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D
DATUM Entit di riferimento: solitamente punti, assi e piani. DXF (DATA EXCHANGE FORMAT) Formato di scambio per trasferire dati da e verso Autocad.

E
EXPORT Invio di un modello a un file di formato standard (IGES, DXF, STEP) per poterlo passare ad altri sistemi CAD. Talvolta possibile anche salvare schermate in formati raster (jpg, tiff, ecc.).

F
FEM, FEA Acronimi che indicano il metodo agli elementi finiti per lanalisi strutturale di componenti. FAMILY OF PARTS Insieme di parti di forma simile che differiscono solo per il valore di parametri numerici. FEATURES Entit che include al suo interno laspetto e il comportamento del modello attraverso regole che definiscono i vincoli, il comportamento e la geometria. Le F. si ripercuotono no solo sulla geometria ma anche su un insieme di attributi che possono risultare utili anche al processo manifatturiero. Esempi di feature sono: fori, tasche, nervature, ecc.. Certi sistemi offrono la possibilit di feature definite dallutente. FEATURE-BASED, modellazione Questo modo di operare presente su tutti i CAD moderni e sostituisce le operazioni booleane fra primitive. Una feature un evento di lavorazione del solido e non perde mai le caratteristiche intrinseche. Ad esempio: un foro passante rester tale anche se il modello cambia dimensioni e non diventer mai un foro cieco. FREE-FORM GEOMETRY Geometria definita per mezzo di curve e superfici. Queste entit possono essere espresse in forma generale (NURBS). FREE-FORM SURFACE Superfici di forma generica non limitate a formulazioni analitiche ma anche generali (NURBS).

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G
GUI (GRAPHIC USER INTERFACE) Interfaccia grafica. Il termine si pu riferire a un singolo comando o all'intera interfaccia di un software.

GUSCIO (SHELL ) Modello solido definito da superfici, spessori e normali delle superficie.

H
HISTORY TREE Struttura ad icone che rappresenta la storia di modellazione di un oggetto. Solitamente consente alcune funzioni sulle feature (edit, cancellazione, attivaz./disattivaz., riordinamento, selezione, ecc.) HARDCOPY Tipo di stampa che tramite una funzione dedicata invia alla stampante larea grafica visualizzata sullo schermo. HIDDEN LINE Visualizzazione wireframe che nasconde le linee in secondo piano. Questa visualizzazione sfrutta in realt gli stessi poligoni dello shading.

I
IGES (INITIAL GRAPHICS EXCHANGE SPECIFICATION) Standard molto diffuso per lo scambio di disegni 2d e 3d. INTERFERENZE, controllo delle Funzionalit che consente la verifica di eventuali interferenze fra due o pi solidi.

J
JAVA Linguaggio di programmazione a oggetti derivato da C++ ideato da Sun Microsystem

K
KNOWLEDGE BASE DESIGN Insieme di regole, dati e fatti da utilizzare nel processo di disegno.

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KERNEL Vedi motore geometrico

L
LINUX Sistema operativo analogo e compatibile con piattaforme UNIX ma progettato per macchine compatibili IBM. Attualmente esistono pochi sistemi CAD per questa piattaforma. Vedi anche "UNIX".

M
MACRO Si tratta di una routine che esegue una serie di istruzioni in maniera automatica. Tali istruzioni sfruttano linterfaccia del programma: una macro esegue una sequenza di comandi che anche lutente potrebbe eseguire. Per questo gli strumenti per realizzare macro prevedono anche le istruzioni di record e play. Le routine che sfruttano le API, invece, scavalcano linterfaccia accedendo direttamente al kernel per linput, le istruzioni e loutput. MODELLATORI PARAMETRICI I modellatori parametrici eseguono la rigenerazione del modello con un approccio di tipo procedurale, cio catturano la storia delle operazioni di modellazione e le relazioni parametriche in ordine sequenziale. Allatto della rigenerazione, ricalcolano il modello usando la sequenza definita dei parametri. MODELLATORI VARIAZIONALI Nei modellatori variazionali i vincoli geometrici e non geometrici che caratterizzano il modello sono rappresentati da equazioni analitiche; la rigenerazione del modello perci comporta la risoluzione di un sistema non lineare. MOTORE GEOMETRICO (O KERNEL DI MODELLAZIONE) Componente software che si occupa direttamente della modellazione geometrica. Costituisce lelemento centrale di un qualunque sistema CAD; costituito generalmente da librerie di codici oggetto che creano e gestiscono la geometria, la topologia e i parametri associati al modello. M-CAD Acronimo di Mechanical CAD MANIFOLD, solido

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Solido per cui possibile definire una regione di spazio ad esso interna ed una esterna. Un solido non manifold, ad esempio, un cubo con una superficie appesa, oppure un soolido a cui mancano delle facce (oggetto aperto).

MODEL TREE Vedi History tree. MULTIDOCUMENT, interfaccia Tipo di interfaccia che consente di tenere aperti pi documenti contemporaneamente. MATEMATICA Elementi che costituiscono un modello (punti, linee, superfici, solidi). MODELLATORE SOLIDO IBRIDO Sistema che mantiene al suo interno pi tipi di rappresentazioni di entit solida come CSG e BRep. MODELLAZIONE SUPERFICIALE E MODELLAZIONE SOLIDA Tecniche di modellazione che descrivono gli oggetti per mezzo di superfici o di solidi

N
NURBS (NON-UNIFORM RATIONAL B-SPLINES) Descrizione matematica generalizzata di curve e superfici.

O
OPENGL API per la manipolazione grafica di oggetti 3D. OpenGL di Silicon Graphics stato il primo grande set di strumenti grafici a disposizione dei programmatori ed attualmente lo standard per la visualizzazione di tutti i sistemi CAD. OLE Object Linking and Embedding. Fornisce alle applicazioni che lo supportano un metodo coerente di condivisione di oggetti tramite funzioni che possono essere chiamate da Visual Basic o C++, consentendo alle diverse applicazioni OLE di interfacciarsi; consente ad unapplicazione di accedere agli oggetti contenuti in altre applicazioni, denominate server OLE. Una applicazione comune il copia-incolla nella sua accezione pi vasta.

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P
PARASOLID Kernel di modellazione della Unigraphics PHONG Algoritmo di rendering PDM Acronimo di Product Data Management: tecnologia per la gestione integrata dei dati di prodotto e di processo PICK Selezione di un oggetto col cursore del mouse PDES/STEP Standard di scambio dati. PLOTTAGGIO Processo di stampa che sfrutta le informazioni vettoriali derivanti dal disegno. Si contrappone allhardcopy.

R
RE (Reverse Engineering) Ricostruzione del modello digitale a partire dal modello fisico. Si compone di due fasi: lacquisizione dei punti esterni tramite CMM e la ricostruzione delle superfici. RAPID PROTOTYPING Insieme di tecniche per realizzare tramite stampanti solide modelli fisici utili per la verifica di propriet estetiche o ergonomiche di un modello. RASTER Immagine computerizzata costituita da informazioni relative al colore di ogni pixel. I formati raster pi noti sono BMP, GIF, JPG, ecc. RASTERIZZAZIONE Processo per passare da immagini vettoriali a raster. Questa operazione viene normalmente svolta on the fly nel processo di stampa. RENDERING Processo di visualizzazione che consente di assegnare luci, riflettivit, brillantezza e materialit al modello.

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S
SAT Formato di file di scambio nativo ACIS. SHADING Tipo di visualizzazione per la modellazione. Si affianca al wireframe. SIMULAZIONE CINEMATICA/DINAMICA Programmi in cui i meccanismi vengono schematizzati come corpi rigidi collegati tra loro da vincoli e azionati da forze, attuatori o motori. Il software costruisce e risolve con metodi numerici il sistema di equazioni differenziali fornendo il comportamento nel tempo del sistema. SKETCH Nei moderni sistemi riferito allinsieme di strumenti per il disegno di profili 2D utilizzati per realizzare feature. STL Formato di scambio dati. Schematizza il modello con superfici discretizzate con facet triangolari. Questo formato lo standard de facto per la prototipazione rapida. SUPERFICIE SCULTURATA Superficie dotata di continuit di curvatura.

T
TOPOLOGIA CELLULARE Caratterizza la possibilit di avere pi solidi fra loro disgiunti allinterno dello stesso modello. TOP-DOWN, modellazione Approccio alla modellazione di assiemi che introduce relazioni di dipendenza gerarchica fra i componenti. Un sistema che permette tale tipo di approccio consente di creare in loco i componenti (cio direttamente nella posizione di montaggio) e di catturare in fase di disegno le relazioni associative fra le varie geometrie. TRIMMED SURFACE Superficie definita da bordi che la delimitano oltre che dalla formulazione matematica. Tali bordi possono essere curve o altre superfici. TRATTAMENTI COSMETICI Funzioni che realizzano lavorazioni che non influenzano la geometria del modello 3D ma che aggiungono informazioni per la corretta realizzazione delle tavole.

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U
UNIX Sistema operativo multi-utente, multi-threading e multi-tasking. Nato esclusivamente per macchine dedicate (processori RISC) e non su PC1. Esistono molte versioni proprietarie di UNIX create dai maggiori produttori di hardware (Sun, Hp, Digital, IBM)

V
VARIABLE-DRIVEN Modello parametrico, guidato cio dai parametri di definizione delle feature. VDA Standard di scambio di dati geometrici (solo curve e superfici) sviluppato in Germania. VRML Formato per la pubblicazione di modelli 3D manipolabili con un browser web. VISUAL BASIC Linguaggio di programmazione di Microsoft. A differenza di C++ consente di realizzare agevolmente solo semplici routine.

W
WORKSTATION Computer dotato di un sistema operativo in grado di servire un solo utente alla volta operante ai comandi della macchina stessa. Termine correlativo di server.

X
.X_T , .X_B Estensione dei file in formato Parasolid.

Termini di modellazione
SOLIDI Creazione ESTRUSIONE LINEARE

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Creazione di solidi di base o appendici partendo da un profilo bidimensionale e muovendolo lungo una direzione rettilinea. ESTRUSIONE DI RIVOLUZIONE A differenza della lineare, il profilo viene ruotato intorno a unasse ESTRUSIONE GENERALIZZATA (SWEEP E LOFT) Definizione generalizzata di un solido di base o di unappendice: a partire da n profili interpolati (loft) oppure con un profilo guidato su una traiettoria g enerica (sweep). Solitamente si pu disporre di curve guida per la realizzazione delle superfici esterne. FORO Feature per la realizzazione di fori tecnologici (lamatura, svasatura, ecc.) CHAMFER Realizzazione di smussi FILLET Realizzazione di raccordi GUSCIO Realizzazione di un solido definito dalle superf. esterne e da uno pi spessori assegnati a partire dal solido pieno. Lutente sceglie quali facce rimuovere. ANGOLO DI SFORMO Realizzazione di angoli di sformo su solidi gi esistenti SIMMETRIA (DI SOLIDI O DI FEATURE) Creazione di solidi e/o appendici come simmetrici di altri gi esistenti. PATTERN Creazione di solidi e/o di appendici come copie di altri gi esistenti. La copia viene effettuata lungo direzioni e valori di offset scelti dallutente. OPERAZ. BOOLEANE Unione, differenza, intersezione di solidi. ENTITA DATUM Punti, assi, curve, piani, superfici di riferimento. MATING Insieme delle operazioni di posizionamento fra componenti di un assemblaggio. SVILUPPO IN PIANO Sviluppo in piano di superfici o di gusci.

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FILETTATURA Trattamento cosmetico di filettatura. TAGLIO CON SUPERFICI Taglio di solidi con superfici. Utile per realizzare forme solo localmente complesse. IMPLOSIONE DI SUPERFICI Composizione di superfici per realizzare un solido che pu essere aperto o chiuso a seconda di come sono le superfici. Nel primo caso si ha un guscio a spessore nullo. SPESSORAMENTO (THICKENING). Operazione che permette di realizzare gusci a partire da superfici. SWEEP Vedi estrusione generalizzata LOFT Vedi estrusione generalizzata

Modifica ATTIVAZ./DISATTIVAZ. DI FEATURE Consente di disattivare momentaneamente delle feature CANCELLAZ. FEATURE Eliminazione di feature. Se esistono relazioni parentali che coinvolgono le feature eliminate, il sistema avverte. RIORDINAM. FEATURE Possibilit di cambiare lordine delle lavorazioni. Anche questa operazione limitata da legami parentali RIDEFINIZ. FEATURE ED EVENTI Ogni evento parametrico pu essere ridefinito ROTTURA LEGAMI PARENTALI Rottura legami fra entit. Questa operazione pu risultare molto utile quando il sistema crea legami indesiderati solitamente fra componenti.

SUPERFICI Creazione PIANO Creazione superficie piana delimitata da curve complanari SUPERFICI GUIDA, DI COSTRUZIONE, DI APPOGGIO

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Sono tutte le superfici che vengono utilizzate come bordi per realizzare o trimmare altre superfici. Rispetto a delle semplici curve, consentono il controllo di tangenza e curvatura in ogni punto. SUPERFICIE RIGATA Creazione di superfici rigate a partire da due curve ESTRUSIONI LINEARE, DI RIVOLUZIONE GENERALIZZATA (SWEEP E LOFT) Operazioni analoghe a quelle solide SUP. TESA Patch che costituisce la superficie pi tesa realizzabile fra tre o quattro curve aperte o chiuse. SUP. PROPORZIONALE Superficie definita da uno/due bordi e una/due guide. Possibilit di assegnare pesature d iverse alle curve e continuit sui bordi. OFFSET Superficie definita come luogo dei punti terminali delle normali di lunghezza assegnata di unaltra superficie SUP. DI COLLEGAMENTO Superficie realizzata collegando due o pi superfici disgiunte in maniera ponderata. SUP. DI RACCORDO (FILLET) A differenza del fillet solido, il fillet fra superfici crea una ulteriore superficie che, a seconda dei casi, va trimmata a posteriori. SUP. TUBOLARE Operazione analoga a quella solida SUP. ELICOIDALE Operazione analoga a quella solida CURVE U, CURVE UV Realizzazione di una superficie su un reticolo di curve che, concettualmente, rappresentano le isoparametriche. Nel caso UV il reticolo completo, nel caso U si dispone solo delle curve di un tipo (u o v) PRIMITIVE Cubo, parallelepipedo, prisma, piramide, cilindro, cono, sfera, toro DA NUVOLA DI PUNTI Superficie interpolante una nuvola di punti

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ESPLOSIONE DI SOLIDI Operazione che, applicata ad un solido, fornisce linsieme di superfici che ne costituiscono la frontiera. Pu essere totale o locale.

Modifica TRIM CON LIMITI (CURVE/SUPERFICI) Taglio di superfici con curve o altre superfici TRIM RECIPROCO Trim fra superfici UNIONE Unione di superfici per formarne una sola. Loperazione consigliabile solo in certi casi per non sporcare la matematica delle superfici IMPOSIZIONE CONTINUITA Imposizione di continuit di posizione, tangenza o curvatura (se il sistema lo prevede) con possibilit di modificare una o entrambe le superfici RIGENERAZIONE (UNTRIM) Operazione che ricrea la superficie come si presentava prima dei trim PUNTI DI CONTROLLO Modifica di superficie per punti di controllo MODIFICA FLESSIBILITA Operazione che agisce sul grado dei polinomi aggiungendo o togliendo punti di controllo PASSAGGIO ATTRAVERSO PUNTI/CURVE Imposizione di passaggio attraverso punti o curve INVERSIONE ORIENTAMENTO Inversione dellorientamento della superficie (destrorso o sinistrorso) e della normale. ANGOLO DI SFORMO Assegnazione di uno sformo rispetto a un piano neutro CONVERSIONE IN NURBS Conversione in forma matematica generale. Alcune operazioni di modifica e di esportazione richiedono obbligatoriamente questa operazione.

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