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ALLA SCOPERTA DEL PIÙ BEL PAESE DEL MONDO MENSILE NUMERO 400 AGOSTO 2019 EURO 4,00

AGOSTO 2019 EURO 4,00 IN ITALIA


Poste Italiane Spa - Sped. In A.P. - D.L. 353/2003 art. 1, comma 1, LO/MI - Austria € 9,90 - Belgio € 8,20 - Francia € 8,00 - Germania € 8,50 - Gran Bretagna Igs 7,90 - Lussemburgo € 8,20 - Portogallo (Cont.) € 6,90 - Svizzera chf 12,50 - Canton Ticino chf 11,00 - Principato di Monaco € 8,00 - Spagna € 7,00

L’ARCHEOLOGIA Campania
POMPEI
numero
da collezione

La rinascita di un sito che continua


a svelare nuovi tesori I RESTAURI • BASILICATA
LE CHIESE RUPESTRI
DI MATERA
IL PAESAGGIO • MARCHE
IL GRANDE ANELLO
DEL CONERO
IL BORGO • PUGLIA
IL BAROCCO DI NARDÒ
E IL MARE DEL SALENTO
LA MONTAGNA • TRENTINO
LE MALGHE DELLA
VAL DI RABBI
>
90400
ISSN 0394 7203

720006
770394

EDITORIALE GIORGIO MONDADORI


9
esperienze
ed emozioni

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bibliche mariani d’Europa lontane

con noi in cammino nel mondo.

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ALLA SCOPERTA DEL PIÙ BEL PAESE DEL MONDO MENSILE NUMERO 400 AGOSTO 2019 EURO 4,00 IN ITALIA

Poste Italiane Spa - Sped. In A.P. - D.L. 353/2003 art. 1, comma 1, LO/MI - Austria € 9,90 - Belgio € 8,20 - Francia € 8,00 - Germania € 8,50 - Gran Bretagna Igs 7,90 - Lussemburgo € 8,20 - Portogallo (Cont.) € 6,90 - Svizzera chf 12,50 - Canton Ticino chf 11,00 - Principato di Monaco € 8,00 - Spagna € 7,00
L’ARCHEOLOGIA

POMPEI
Campania numero
da collezione
di Emanuela Rosa-Clot, Direttore di Bell’Italia Editoriale
La rinascita di un sito che continua
a svelare nuovi tesori I RESTAURI • BASILICATA
LE CHIESE RUPESTRI
DI MATERA
IL PAESAGGIO • MARCHE
IL GRANDE ANELLO
DEL CONERO
IL BORGO • PUGLIA
IL BAROCCO DI NARDÒ
E IL MARE DEL SALENTO
LA MONTAGNA • TRENTINO
LE MALGHE DELLA
VAL DI RABBI

LA PENISOLA DEI TESORI


>
90400

DA POMPEI AL LAGO D’ISEO


ISSN 0394 7203

720006
770394

EDITORIALE GIORGIO MONDADORI


9

In copertina: il colonnato
del Foro civile di Pompei,
con il Vesuvio sullo sfondo.
Foto di: Massimo Ripani

MATERA 2019
Le chiese
rupestri per la
cultura europea
La storia dei Sassi di
Matera è esemplare:
da luogo di degrado
a Patrimonio Unesco,
attraverso un percorso
di consapevolezza e
recupero partito dai
suoi abitanti e ora
confermato dall’Europa Il Centauro di Igor Mitoraj nel Foro di Pompei
che ha scelto la città
come Capitale della
Cultura per quest’anno.

L
Tra i luoghi da non a città sepolta dal Vesuvio quasi duemila anni fa e riscoperta alla metà
perdere, ci sono anche
tre chiese rupestri del Settecento sta conoscendo da un quinquennio una nuova vita. Grazie
nel Sasso Caveoso, al Grande Progetto Pompei, finanziato dalla Comunità Europea e dallo Stato
con i loro antichi italiano con 105 milioni di euro, sono stati riaperti alle visite 38 edifici. Alcuni
affreschi restaurati
per l’occasione. In
erano da mettere in sicurezza per restituirli al pubblico; altri sono stati
totale sono più di 150 oggetto di nuovi scavi e stanno rivelando grandi sorprese, come gli affreschi
le chiese rupestri del della domus dei Delfini o quelli della domus con l’alcova di Leda e il cigno.
territorio di Matera,
In quattro anni, il numero di visitatori del sito, già fra i più frequentati
luoghi che raccontano
l’incontro di civiltà fra d’Italia, è cresciuto di un milione. Segno che si sta andando nella direzione
Oriente e Occidente. giusta. Sappiamo che tante sono ancora le cose da migliorare, compreso
il sistema dei trasporti, ma ora che si è alla fine del grande progetto, resta
sul campo il tema della manutenzione ordinaria di questi tesori, che è la vera
chiave per la conservazione del sito e più in generale del nostro patrimonio.
Pompei è l’Italia che tutti conoscono e tutto il mondo ci invidia. Ma c’è
un’Italia minore, che poi minore non è, ancora da scoprire, missione a cui
questa rivista si dedica da 400 numeri. È il caso della “Cappella Sistina dei
poveri”, come Giovanni Testori ha definito lo straordinario ciclo di affreschi
rinascimentali del Romanino che si trova a Pisogne, borgo sul lago d’Iseo,
nel Bresciano. La Passione di Cristo prende vita dietro la semplice facciata
a capanna della chiesa di Santa Maria della Neve. Da vedere assolutamente.

Bell’Italia 9
REGIONE SICILIANA
Parco archeologico
di Segesta

www.calatafimisegestafestival.it CITTÀ DI
CALATAFIMI SEGESTA
3889590892
68
98
VAL DI RABBI

Agosto 2019
PISOGNE

ANCONA

POMPEI
MATERA
NARDÒ

PARCO REGIONALE DEL CONERO (Ancona)


38 LA MONTAGNA SULL’ADRIATICO
49 Dove Come Quando

MATERA
52 LA LUCE DEL SACRO NEI SASSI
65 Dove Come Quando

POMPEI (Napoli)
68 BUONE NOTIZIE SOTTO IL VESUVIO
85 Dove Come Quando

VAL DI RABBI (Trento)


88 IL TESORO DELLE MALGHE
95 Dove Come Quando

PISOGNE (Brescia) Santa Maria della Neve


98 IL RINASCIMENTO SECONDO ROMANINO
107 Dove Come Quando

NARDÒ (Lecce)
110 IL SALENTO SCOLPITO
117 Dove Come Quando

110
52
132 DIRETTORE RESPONSABILE
Emanuela Rosa-Clot
emanuelarosaclot@cairoeditore.it
RESPONSABILE UFFICIO CENTRALE
Elisabetta Planca Caporedattore
elisabettaplanca@cairoeditore.it
UFFICIO CENTRALE
Rossella Giarratana Caporedattore
rossellagiarratana@cairoeditore.it
Pietro Cozzi Caposervizio
pietrocozzi@cairoeditore.it
Giovanni Mariotti giovannimariotti@cairoeditore.it
Raffaella Piovan raffaellapiovan@cairoeditore.it
Barbara Roveda barbararoveda@cairoeditore.it
REDAZIONE
Terry Catturini terrycatturini@cairoeditore.it
Margherita Geronimo
margheritageronimo@cairoeditore.it
Lara Leovino laraleovino@cairoeditore.it
Elena Magni elenamagni@cairoeditore.it
Carlo Migliavacca carlomigliavacca@cairoeditore.it

Agosto 2019
Sandra Minute sandraminute@cairoeditore.it
PHOTO EDITOR
Milena Mentasti milenamentasti@cairoeditore.it
Susanna Scafuri susannascafuri@cairoeditore.it
ART DIRECTOR
Luciano Bobba lucianobobba@cairoeditore.it
16 Lettere Corrado Giavara corradogiavara@cairoeditore.it
18 Notizie Simona Restelli simonarestelli@cairoeditore.it
22 Dicono di noi IMPAGINAZIONE
Franca Bombaci francabombaci@cairoeditore.it
Francesca Cappellato
Il patrimonio salvato francescacappellato@cairoeditore.it

138
Isabella di Lernia isabelladilernia@cairoeditore.it
24 DALLA CONFISCA AL MUSEO Claudia Pavesi Caposervizio
claudiapavesi@cairoeditore.it
Appuntamenti SEGRETERIA E RICERCA ICONOGRAFICA
Mara Carniti maracarniti@cairoeditore.it
27 d’arte Paola Paterlini paolapaterlini@cairoeditore.it
con Vittorio Sgarbi PROGETTO GRAFICO E CONSULENZA CREATIVA
30 LA MEDUSA DI CARAVAGGIO Silvia Garofoli www.silviagarofoli.com
32 con i festival HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO
Sofia Catalano, Giuseppe De Biasi, Albano
34 all’aria aperta Marcarini, Auretta Monesi, Vittorio Sgarbi,
36 del gusto Angelo Surrusca

Sentieri d’Italia di Albano Marcarini EDITORIALE GIORGIO MONDADORI


divisione di
121 ARCHEOTOUR NELLA TUSCIA

Cibo&Paesaggio a cura di Slow Food


125 ANICE VERDE DI CASTIGNANO PRESIDENTE
Urbano Cairo
DIRETTORE GENERALE
I piaceri Giuseppe Ferrauto
CONSIGLIERI
132 Camera con vista Andrea Biavardi, Alberto Braggio,
Giuseppe Cairo, Ugo Carenini, Giuliano Cesari,
Giuseppe Ferrauto, Uberto Fornara,
Buona Italia di Auretta Monesi Marco Pompignoli, Mauro Sala
CAIRO EDITORE S.P.A.
138 I SAPORI DELLA VAL DI ZOLDO DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE:
146 La ricetta corso Magenta 55, 20123 Milano,
tel. 02 433131, fax 02 43313927,
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Cantine d’Italia di Giuseppe De Biasi (e-mail: bellitalia@cairoeditore.it)
147 SIDDÙRA A LUOGOSANTO ABBONAMENTI: tel. 02 43313468,
orario 9/13, da lunedì a venerdì
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148 Occasioni UFFICIO DIFFUSIONE: tel. 02 43313333
diffusione@cairoeditore.it
152 L’Italia da leggere
156 I borghi disegnati Stampa: ROTOLITO S.p.A., via Brescia
53/65, 20063 Cernusco sul Naviglio (MI).
Distribuzione per l’Italia e per l’estero:

27
SO.DI.P. “Angelo Patuzzi” S.p.A., via Bettola 18,
20092 Cinisello Balsamo (Milano).

Accertamento diffusione: Certificato n. 2756


del 14.12.1994 Periodico associato alla FIEG
(Feder. Ital. Editori Giornali)

12 Bell’Italia
I collaboratori di questo numero
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CONCESSIONARIAESCLUSIVA
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Centro
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Angelo Rizzoli 8 - Tucidide
20132 Milano
Via Tucidide
Tel.5602/748131
- 20134 Milano
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02/76118212
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ha studiato a Milano, è specializzato si è formato allo vive all’ombra delle Tel. 010/3106520, fax 010/3106572
dove insegna in fotografia di Ied-Istituto Europeo montagne friulane info@nuovagiemme.it
fotografia. Con architettura, interior di Design e scatta da ma viaggia in tutto
i suoi scatti indaga e paesaggio umano. sempre per l’agenzia il mondo. Autore TRIVENETO:
i rapporti tra Partecipa a progetti Simephoto, che di volumi fotografici, Cairo Pubblicità SpA (Filiale di Verona)
le immagini di ricerca fotografica distribuisce le sue collabora con le Vicolo Ghiaia 7, 37122 Verona
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e le arti, dalla pittura socio-territoriale immagini in tutto il principali riviste di
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alla letteratura, (L’Aquila, Tremiti, Valle mondo. Il paesaggio, turismo. È impegnato
dall’architettura d’Itria, Basilicata, le opere d’arte e nel progetto “L’Altro EMILIA ROMAGNA/RSM/MARCHE/
al cinema. Per Marsiglia) e a quelli l’enogastronomia Versante”, dedicato UMBRIA:
questo numero di Matera Capitale sono i soggetti che alle montagne italiane Cairo Pubblicità SpA (filiale di Bologna)
si è dedicato Europea della Cultura predilige. Questa più selvagge. Viale del Risorgimento,10 40136 Bologna
all’esuberante 2019. È suo il servizio volta è stato per In questo numero Tel. 051/3763006, fax 051/0920003
Barocco del centro dedicato alle chiese noi a Pompei (p.68) i suoi scatti raccontano info-bologna@cairocommunication.it.
storico di Nardò, rupestri della e a Pisogne il territorio della val di
TOSCANA/UMBRIA:
in Salento (p.110). città dei Sassi (p.52). (Brescia) (p.98). Rabbi (Trento) (p.88). Firenze Lungarno delle Grazie, 22
Piano Terra, 50122 Firenze
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ha cominciato Val di Rabbi
occupandosi di SARDEGNA:
reportage di viaggio Alessandro Collini
LE IMMAGINI DI QUESTO NUMERO
per poi spostare Via Ravenna 24, 09125 Cagliari
Lettere: Nino Bartuccio (p.16). Notizie: Ministero Beni Culturali-Mann (p.20); Arcangelo Piai Tel. 070/305250, fax 070/343905
l’attenzione anche (pgg.20-21); Ruggero Alberti (p.21). Dicono di noi: Tim Graham/Getty Images, Franco Cogoli
sulle opere d’arte a.collini@cairocommunication.it
(p.22). Il patrimonio salvato: Roberto Morelli/Scalpendi Editore (pgg.24-25); Roberto Marossi -
e l’architettura. Courtesy GAMeC-Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, Fabio Pisa (p.25). Sgarbi:
Collabora con le più Foto Scala, Firenze - Courtesy of Ministero Beni e Attività Culturali (p.31). Festival: Foto Ennevi,
importanti riviste Rudy Pessina, Giulio Capobianco (p.32). Aria Aperta: Maurizio Valdemarin, Luca Buttò, Cesare è una rivista del gruppo
di turismo. Ha Gerolimetto (p.34). Gusto: Toni Spagone/Realy Easy Star/IPA, Domenico Barile (p.36). Matera: Su Cairo Editore che comprende anche
realizzato il servizio concessione dell’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina; su concessione del Comune le seguenti testate:
sul Parco Regionale di Matera (pgg.52-61). Pompei: Su concessione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; SETTIMANALI
del Conero (p.38) Massimo Ripani (p.85). Val di Rabbi: A. Ceolan/DEA/GEtty (p.95), Luciano Gaudenzio (p.96). DiPiù TV, Diva e Donna, Settimanale
Pisogne: Con l’autorizzazione del Comune di Pisogne 12/06/19; Massimo Ripani, SEA/Archivi Alinari DiPiù, Settimanale DiPiù e DiPiù
(p.107), Matteo Rinaldi/Getty (p.108). Nardò: Archivi Alinari (p.113), Copyright Museo della Preistoria Stellare, TV MIA, settimanale NUOVO
(p.117), Gabriele Croppi, Lara Leovino (p.118). Piaceri: Adam Butler (p.131). Ospitalità: Adam Butler e NUOVO TV, “F”, settimanale GIALLO,
(pgg. 132,133). Occasioni: Massimo Dallaglio/Alamy/IPA; infoelba.it (p.150). Prossimamente: Enigmistica PIÙ
Alfio Garozzo, Nicolò Begliomini, Luca Scamporlino (p.154). Cartine: Davide Bassoli, Quaterd. QUINDICINALI
Settimanale DiPiù e DiPiù TV Cucina,
NUOVO e NUOVO TV Cucina
Testi e fotografie non richiesti non vengono restituiti MENSILI
Airone, Antiquariato, Arte, Bell’Europa,
Bell’Italia. Alla scoperta del più bel paese del mondo. Copyright 2019. Cairo Editore S.p.A. Tutti i diritti riservati. Testi, Bell’Italia, For Men Magazine,
fotografie e disegni contenuti in questo numero non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l’autorizzazione Gardenia, In Viaggio, Natural Style
dell’Editore. Pubblicazione mensile registrata presso il tribunale di Milano il 5/4/1986, n. 169. Una copia euro 4, arretrati euro 8.

14 Bell’Italia
Lettere Risponde la redazione scrivete a
lapostadibellitalia@cairoeditore.it
oppure: Bell’Italia,
Corso Magenta 55, 20123 Milano

AUGURI PER L’ANNIVERSARIO


• Gentilissimi signori della
redazione di Bell’Italia, sono
da moltissimi anni fedele lettore
di questa vostra straordinaria
rivista che ci mostra le numerose
bellezze del nostro Bel Paese.
Vi invio con gioia le congratulazioni
e gli auguri per il numero 400
del mese di agosto!
Pino Polcaro,
PIRAINO (Messina) Montevarchi (Arezzo)

In Sicilia, la scoperta di un borgo gioiello


Un paese meraviglioso, dove la natura è ancora a con-
tatto con l’uomo. L’ho visitato la prima volta quando ho Il viaggio dei lettori
conosciuto mia moglie ed è stato il mio secondo amore.
La gente è accogliente e cordiale, un posto che merita di
essere visitato. Si dice: «Vedi Napoli e poi muori», ma ve-
dere e visitare Piraino (nelle foto: due scorci) è un sogno.
Un paese ricco di attrattive, come il belvedere della Guar-
diola con i suoi tramonti mozzafiato, la torre Saracena che
domina tutta la costa e le mummie della chiesa Madre.
Un centro storico ricco di arte e cultura, per non parlare
delle spiagge e del mare cristallino con di fronte le Isole
Eolie, con escursioni giornaliere che partono dal porto di
Capo d’Orlando. È ottima anche la cucina: consiglio una
vacanza a Piraino perché è a misura di famiglia.
Pasquale Forestieri, Messina

FARNESE (Viterbo)

QUEGLI AFFRESCHI CARICHI DI MISTERO


La vista degli affreschi a contenuto alchemico-religioso
del XVI secolo della chiesetta di Sant’Anna a Farnese
è un’esperienza unica. Si tratta di un incastro irripetibile
tra esoterismo e tradizione, con contenuti ermetici
decriptati anche grazie all’accompagnamento di Antonio
Baragliu che li ha studiati. Vorrei condividere il piacere
di conoscerli con i lettori di Bell’Italia.
Alba Gainotti, email

La chiesa di Sant’Anna (sopra: uno scorcio della cupola),


costruita nella seconda metà del ’500 in località Le Piagge,
CI PIACE è decorata con episodi della vita di Maria, tratti dai Vangeli
• Da tempo non acquistavo la vostra bellissima rivista, apocrifi. Ma singolari sono soprattutto i motivi, estranei
ora mi sono ripromessa di farlo sempre! Arrivata all’iconografia mariana, che popolano gli spazi tra gli
all’ultima pagina del numero di luglio, ho trovato nella stucchi e gli affreschi: diavoli, puttini irridenti, Pan, i cigni,
rubrica “I borghi disegnati” questa bella sorpresa e ho la lumaca, l’albero della Cuccagna, l’Uroboros (simbolo
riconosciuto Scalea, un borgo molto bello visitato con dell’unione tra gli opposti). Tutto un fiorire di allegorie che,
la famiglia tanti anni fa in Calabria. Complimenti ancora
in un caleidoscopio di rimandi e simboli, tracciano un
a Bell’Italia che acquisto sempre con piacere.
complesso messaggio dottrinale per iniziati: un discorso di
Sandra Pesce, email
oscura comprensione ma di indubbia suggestione pittorica.

16 Bell’Italia
Notizie
A cura di Sandra Minute Fotografia Lello d’Anna-Museo MMMAC

PAESTUM (Salerno) RICOLLOCATA NEL PARCO ARCHEOLOGICO L’OPERA DI MIMMO PALADINO

UN CAVALLO TRA I TEMPLI


È tornato a Paestum dopo oltre vent’anni. Il Cavallo di Sabbia di Mimmo
Paladino (foto), che il maestro della Transavanguardia aveva realizzato
nel 1999 per il Museo Materiali Minimi d’Arte Contemporanea, dall’11
luglio svetta nel cuore del Parco Archeologico: l’imponente scultura, alta
circa quattro metri, è stata collocata tra i due templi maggiori, dedicati
a Nettuno e Hera. Il cavallo è fatto con la sabbia della spiaggia di Paestum
e ha una maschera di ferro che rimanda alle tombe del periodo lucano.
INFO Orario 8,30-19,30, ingresso 20 €; 0828/81.10.23, www.museopaestum.beniculturali.it
Bell’Italia 19
Notizie

PRIMA

DOPO

VENEZIA RESTAURATO UN CAPOLAVORO DELLE GALLERIE DELL’ACCADEMIA


Nuovo splendore per le Storie di Sant’Orsola
TREVISO LE COLLINE DEL PROSECCO
Dopo un lungo restauro, torna a splendere uno dei capolavori della
PATRIMONIO DELL’UMANITÀ
pittura rinascimentale: le Storie di Sant’Orsola, nove teleri dipinti
da Vittore Carpaccio nel 1490-95 per la Scuola della santa. L’artista
si ispirò alla leggenda medievale della principessa di Bretagna BOLLICINE
martirizzata dagli Unni, ma aggiornando ambienti e dettagli alla sua
epoca: il ciclo rappresenta così un vivo spaccato della vita in Laguna UNESCO
di fine ’400. INFO Orario 8,15-19,15, lunedì 8,15-14, 15 €; www.gallerieaccademia.it Un mosaico di dolcissime ondulazioni
coperte di vigne, dalle quali nasce uno
dei vini più celebri al mondo. Le colline
del Prosecco di Conegliano e Valdobbiade-
ne, nel Trevigiano, sono ora Patrimonio
NAPOLI RIAPERTA AL MANN LA COLLEZIONE MAGNA GRECIA
Mondiale dell’Umanità: lo ha stabilito il Co-
La Campania prima di Roma mitato Unesco nella 43ª sessione riunita a
Baku, in Azerbaigian. Si tratta del 10° sito
Oltre 400 reperti che illustrano arte, culti, strutture al mondo inserito nella categoria di “pae-
sociali e politiche della Campania preromana. saggio culturale”. La motivazione sottolinea
Dopo oltre vent’anni al Museo Archeologico infatti come questo territorio sia stato pre-
Nazionale ha riaperto la collezione Magna Grecia: servato grazie al lavoro di una miriade di
tra le più ricche e celebri al mondo, racconta la piccoli produttori e allo stretto legame tra
storia delle comunità del Sud Italia a partire dall’VIII l’uomo e la campagna. Con le colline del
secolo avanti Cristo tra preziosi vasi, corredi Prosecco salgono a 55 i siti italiani iscritti
funebri, oreficerie, armi e mosaici. INFO Orario 9-19,30, nelle liste Unesco. INFO www.unesco.it
chiuso martedì, 15 €; www.museoarcheologiconapoli.it

In alto: Il sogno le colline del Prosecco.


di Sant’Orsola di Nella pagina seguente,
Carpaccio (1490-95), in alto: la sedia rossa
prima e dopo di Mezzano; in basso,
il restauro. A sinistra: da sinistra: esperienza
fermatrecce in oro di realtà virtuale al Circo
e prometopidion in Massimo; il teatro
bronzo (VI secolo a.C.) del I secolo a.C.
al Mann di Napoli. nel Parco Archeologico
Nella foto grande: di Tuscolo.

20 Bell’Italia
MEZZANO DI PRIMIERO (Trento)
Quando l’app
è una sedia rossa
Per conoscere Mezzano
di Primiero ai visitatori non
servono app o realtà virtuale:
basta trovare la sedia rossa
collocata in un angolo
del borgo e suonare la
campanella posata sul sedile
per vedere apparire, in carne
e ossa, uno degli abitanti,
pronto a rispondere a ogni
domanda e svelare aneddoti
e curiosità. Mezzano, uno
dei Borghi più Belli d’Italia, è
celebre per le cataste artistiche
di legna. INFO mezzanoromantica.it

ROMA CON LA REALTÀ VIRTUALE MONTE PORZIO CATONE (Roma)


Circo Massimo, Tra le vestigia
viaggio nel tempo dell’antica Tuscolo
Assistere a un’emozionante Nuove scoperte nella zona
gara di quadrighe con tanto di del Foro e il ritrovamento
incidenti e urla di incitamento, di preziosi reperti, tra cui
passeggiare tra le antiche un’iscrizione imperiale: sono
botteghe e ammirare l’arco i frutti dell’ultima campagna
di Tito, alto 20 metri: è Circo di scavi condotta a Tuscolo,
Maximo Experience, una antica città latina tutelata da
visita con la realtà virtuale un Parco Archeologico di 50
che restituisce al Circo ettari; tra le vestigia spicca
Massimo la magnificenza il teatro del 75 avanti Cristo.
originaria. Un percorso INFO Orario sabato e domenica
immersivo in otto tappe 9,30-19,30, ingresso 3 €; 391/422.50.48.
che, grazie a speciali visori,
permette di “vedere” il circo
(il più grande edificio per lo
spettacolo dell’antichità, con
i suoi 600 metri di lunghezza
e 140 di larghezza) in tutte
le fasi storiche, dalle prime
strutture in legno ai fasti
dell’età imperiale, fino al ’900.
INFO Martedì-domenica 9,30-19, 12 €;
06/0608, circomaximoexperience.it

Bell’Italia 21
Dicono di noi L’Italia raccontata dagli stranieri su giornali, riviste e siti internet

Venerdì 5 luglio 2019


“Reperti di oggetti votivi
scoperti in Sicilia”
www.archaeology.org

NUOVI SCAVI La rivista americana Archaeology tratta delle ultime novità del sito ar-
cheologico di Selinunte, nel Trapanese (foto). Durante la tredicesima
E SCOPERTE campagna di scavo, condotta dalla New York University e dall’Univer-
sità Statale di Milano in collaborazione con il Parco Archeologico di
A SELINUNTE Selinunte, è stato riportato alla luce il più antico edificio di culto
e sono stati rinvenuti numerosi reperti votivi. Tra questi, di parti-
La rivista americana Archaeology colare importanza è un plettro di lira in osso del VII-VI secolo avanti
Cristo (una conferma che all’interno del tempio si faceva musica), oltre
dà notizia degli ultimi ritrovamenti
a corna di cervo perfettamente conservate e corna di un toro adulto di
nell’importante sito archeologico grandi dimensioni. «È la prima evidenza archeologica di un sacrificio di
siciliano, tra i quali spicca tori nel santuario di Selinunte», ha commentato il professor Clemente
il più antico edificio di culto Marconi della New York University, che ha guidato gli scavi e un team
di cinquanta studenti ed esperti da otto Paesi del mondo.

THE NEW YORK TIMES THE GUARDIAN

Treviso, l’alternativa Torino, meta ideale


alla caotica Venezia per una piccola fuga
«Un’oasi della porta accanto, Il quotidiano britannico The
in cui rifugiarsi nella cultura Guardian dedica un servizio
per ritrovare un po’ di pace a Torino, descrivendola come
e di tranquillità rispetto alla la meta italiana ideale per
sempre più caotica Venezia». un breve soggiorno. «Offre
Così il quotidiano americano il meglio per quanto riguarda
The New York Times inizia musica, cultura e ristoranti»,
il suo racconto delle attrattive scrive il giornale britannico.
Lunedì 10 giugno 2019 di Treviso (foto). Tra queste Mercoledì 3 luglio 2019 «Senza Torino l’Italia non
“Venezia sovraffollata? sono indicati i canali “Torino è la città sarebbe la stessa». Tra i luoghi
Prova Treviso, l’oasi ideale per un city
che attraversano la città, da non perdere, i musei –
della porta accanto” break, con la migliore
www.nytimes.com i mulini, le tradizioni musica e cultura in particolare il Museo Egizio
artigianali e le tante specialità e i migliori ristoranti” (foto), quello del Cinema
gastronomiche del territorio, www.theguardian.com e quello dell’Automobile
tra cui il Prosecco e il tiramisù. – e il parco del Valentino.

22 Bell’Italia
Il patrimonio salvato Privati e fondazioni al servizio dei beni culturali
a cura di Carlo Migliavacca

DALLA CONFISCA Warhol, per citare solo qualche nome.


Lo studio della collezione è affidato
AL MUSEO: L’AVVENTURA nel 2014 al Segretariato regionale
del Ministero per i beni e le attività
DI UNA COLLEZIONE culturali per la Lombardia, in colla-
borazione con l’Università degli Studi
Documenta l’arte delle seconda metà del ’900 l’importante di Pavia. Si delinea così il profilo di
raccolta sequestrata in Lombardia nel 2008. Settanta opere, una raccolta di grande qualità, costitu-
ora di proprietà pubblica, che hanno trovato casa alla Galleria ita da opere provenienti da importanti
d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo gallerie e case d’asta che documenta
l’Astrattismo e l’Informale degli anni
50, le avanguardie dei 60 e le tendenze

L e pagine di questa rubrica sono in


genere dedicate a mettere in luce il
contributo di associazioni, fondazioni e
collezione diventa di proprietà pubblica
e viene affidata all’Agenzia nazionale
per l’amministrazione e la destina-
degli ultimi anni del millennio.

OPERE LIBERATE IN TOURNÉE


privati cittadini alla conservazione e alla zione dei beni sequestrati e confiscati TRA MILANO E BRINDISI
promozione del patrimonio culturale e alla criminalità organizzata, istituita Nel 2018 la collezione viene assegnata
artistico italiano. Questa volta, invece, nel 2010 per gestire i patrimoni requi- al Segretariato regionale, che tra settem-
protagonista è lo Stato, ma l’eccezione siti nell’ambito di inchieste per reati bre e novembre riesce a darle per la pri-
ci sembra doverosa perché dà l’oppor- di particolare pericolosità sociale e per ma volta visibilità pubblica nella mostra
tunità di raccontare un episodio molto rendere più dinamica la loro successiva “Arte liberata. Dal sequestro al museo”
particolare di “liberazione” che riguarda destinazione. A lei spetta la restituzione allestita nelle sale di palazzo Litta a Mila-
i nostri beni culturali, frutto del buon alla collettività di quei beni con l’obbiet-
funzionamento e della collaborazione di tivo del loro riutilizzo a fini sociali.
istituzioni e amministrazioni pubbliche. In luogo dei consueti immobili o attività In alto, da sinistra: Pagina seguente,
L’arte liberata è, nella circostanza, quel- economiche, in questo caso l’Agenzia si Emilio Vedova, dall’alto: una
la di una cospicua collezione di opere trova a dover gestire una settantina di Ciclo 61/62 N.4 sala della mostra
contemporanee confiscata nel 2008 opere d’arte firmate da artisti italiani e (1961-62) attualmente in
nel contesto di un’inchiesta per gra- internazionali della seconda metà del e Andy Warhol, corso alla Gamec
Giorgio Armani di Bergamo;
vi reati finanziari ai danni dello Stato. ’900: Emilio Vedova, Giulio Paolini, Ar- (1981), due opere Riu-Kare (1956),
Dal sequestro preventivo, dopo qualche naldo Pomodoro, Hans Jean Arp, Vic- della collezione opera di Victor
anno si giunge alla confisca definitiva: la tor Vasarely, Sol LeWitt, Christo, Andy sequestrata. Vasarely.

24 Bell’Italia
... e da salvare

A BOLOGNA
Le visite guidate
che curano
i monumenti
Visitare un monumento
contribuendo alla sua
conservazione: è questa
la filosofia che guida le
attività di Succede solo a
Bologna, associazione no
profit nata nel 2010. Il suo
progetto di crowdfunding
Monuments Care prevede,
a fronte di donazioni a
partire da cinque euro,
la partecipazione a visite
guidate in luoghi particolari
della città, spesso poco
noti. I proventi vengono in
seguito messi a disposizione
per la manutenzione e il
restauro dei monumenti; in
quattro anni sono stati così
raccolti 450 mila euro per
le attività di recupero. Con
Succede solo a Bologna si
sale sulla torre Prendiparte
no, accompagnata dal curato catalogo di e sulla piattaforma alla base
della cupola della basilica
Scalpendi Editore. Dopo i mesi milane-
di San Luca (foto sotto),
si, la nuova vita pubblica della raccolta esperienza scelta da più di
prosegue a Brindisi, dove le opere sono 100 mila persone dal 2017,
proposte in mostra a palazzo Granafei- si visitano la basilica di San
Nervegna fino allo scorso febbraio. Petronio (anche il campanile
La destinazione finale scelta dal Se- e il sottotetto), la cripta di
gretariato regionale è la Galleria San Zama e la conserva di
d’Arte Moderna e Contemporanea di Valverde, una cisterna di
Bergamo (Gamec). È qui che le opere, epoca rinascimentale, ma
affidate in comodato al Comune, con- anche lo stadio Dall’Ara.
cludono il loro percorso di liberazione
INFO Succede solo a Bologna,
entrando in relazione con quelle della Bologna, via Nazario Sauro
collezione del museo, a partire dalla 26, 051/22.69.34; www.
mostra in corso fino al 6 gennaio 2020. succedesoloabologna.it

LA MOSTRA: “Libera. Tra Warhol, Vedova e Christo”


L’arte oltre le regole alla Gamec di Bergamo
Le opere della raccolta Bergamo (Gamec). Il che caratterizza l’arte
confiscata sono nuovo nucleo incontra italiana e internazionale
protagoniste fino al la collezione del museo nel secondo ’900.
6 gennaio 2020 del bergamasco in un
secondo progetto del percorso espositivo INFO Galleria d’Arte
ciclo “La Collezione che in quattro Moderna e Contemporanea
Impermanente” sezioni tematiche di Bergamo, via San
realizzato dalla Galleria delinea la tensione al Tomaso 53, 035/27.02.72.
d’Arte Moderna e superamento di canoni, Orario: tutti i giorni, tranne
Contemporanea di regole e convenzioni martedì, 10-18; 5 €.

Bell’Italia 25
A cura di Lara Leovino Appuntamenti d’arte

VENEZIA 

IL FASCINO DI SCIANNA IN LAGUNA


Una ricca antologica racconta Ferdinando Scianna, uno dei maestri della fotografia
contemporanea: circa 180 scatti da ammirare nelle splendide sale della Casa dei Tre Oci
È lo stesso Ferdinando Scianna a rac- Magnum. Il suo lavoro si snoda attra- E poi reportage dal fronte e alcune sue
contare il suo modo di intendere la fo- verso tematiche eterogenee: l’attualità, “ossessioni”, per esempio quella per gli
tografia, «ricerca di forma nel caos del- la guerra, il viaggio, la religiosità, la mo- specchi. In più, foto di moda realizzate
la vita». Sua la voce nell’audioguida da. Tutte rappresentate negli affasci- a Venezia, testimonianza del forte le-
che accompagna il visitatore lungo il nanti ambienti della Casa dei Tre Oci. game di Scianna con la città lagunare.
percorso. In 180 scatti sono riassunti i Paesaggi in bianco e nero, immagini pa- FERDINANDO SCIANNA. Viaggio Racconto
50 anni di carriera del maestro siciliano, radigmatiche della sua modella icona Memoria. Sede: Casa dei Tre Oci. Date: 31
classe 1943, primo italiano a far parte, Marpessa, intensi ritratti come quello agosto-2 febbraio. Orari: 10-19, chiuso
dal 1982, dell’agenzia fotogiornalistica del 1964 di Leonardo Sciascia (foto). martedì. Ingresso: 12 €. Info: www.treoci.org
LECCE

CHANUKKAH FRA ARTE, STORIA E DESIGN


Un’importante collezione di lumi di Chanukkah,
realizzati come omaggio alla cultura ebraica da
artisti contemporanei e custoditi nella sinagoga di
Casale Monferrato, è in mostra a Lecce per tutta l’estate.
Sopra: Lampada Chanukkah, 2004, di Luciano Bobba.
LUMI DI CHANUKKAH. Al Must-Museo Storico della Città
di Lecce fino al 22 settembre. Info: www.casalebraica.info

BARD (Aosta) rovincia)


VIAREGGIO (Lucca)
VETTE DI EMOZIONI DAGLI ARCHIVI MAGNUM
Un viaggio nel tempo e nello spazio che ha per protagonista MILLE SFUMATURE DI DONNA
la montagna, immortalata dai fotografi dell’Agenzia Magnum Photos. AL CENTRO DELLA TELA
Ben 130 immagini firmate da pionieri della fotografia “verticale” È lei, la donna, la musa a cui è intitolata questa
come Werner Bischof, alpinista lui stesso, Robert Capa, George mostra. Il percorso riunisce opere sceltissime a
Rodger. E poi da Inge Morath fino a Martin Parr, Steve McCurry e soggetto femminile dal primo ’800 a tutto il ’900,
molti altri. Scatti che esprimono la venerazione, il fascino ma anche con suggestivi approfondimenti internazionali
il timore che l’uomo nutre per le alte vette. Sopra: The Dalai Lama, sui due dopoguerra, entrambi forieri di grandi
Ladakh, India 1976, di Raghu Rai. MOUNTAINS BY MAGNUM mutamenti. Popolana o borghese, sirena
PHOTOGRAPHERS. Al Forte di Bard fino al 6 gennaio. Info: 0125/83.38.11. ammaliatrice o angelo della famiglia,
operosa o riflessiva, lavoratrice o padrona
di casa, l’universo femminile è raccontato
NAPOLI
da grandi maestri quali, fra gli altri, Fattori,
BOTTICELLI OSPITE Lega, Casorati, Sironi, Hayez, Boldini. Sotto:
A PALAZZO ZEVALLOS Donna con pappagalli, 1920, di Renato Natali.
Nell’ambito della rassegna L’ETERNA MUSA. L’universo femminile tra ‘800
L’Ospite Illustre, giunge a Napoli e ‘900. Al Centro Matteucci per l’Arte Moderna
una delle opere capolavoro fino al 3 novembre. Info: 0584/43.06.14.
di Sandro Botticelli. È il
Compianto sul Cristo morto,
che proviene dal Museo Poldi
Pezzoli di Milano. Raffigura,
con straordinaria partecipazione
emotiva, il momento in cui
Gesù sta per essere riposto
nel sepolcro. A sinistra:
Compianto sul Cristo morto,
1495-1500 circa. BOTTICELLI.
Compianto sul Cristo morto. Alle
Gallerie d’Italia-Palazzo Zavallos
Stigliano fino al 29 settembre.
Info: www.gallerieditalia.com

28 Bell’Italia
Appuntamentid’arte

MARSALA (Trapani)

FORME E ARCHITETTURA NEL SEGNO DI CONSAGRA


Pietro Consagra (1920-2005) è l’autore della monumentale
Stella, icona di Gibellina e dell’utopica rinascita del Belice nel segno
dell’arte. Allestita nelle sale del convento del Carmine, nel
giardino e nel chiostro, la mostra analizza la passione dello
scultore per l’architettura e il legame fra le sue opere e lo
spazio. Fra i temi toccati anche un richiamo al progetto che l’artista
fece per la facciata del municipio di Mazara del Vallo, come rimedio
allo scempio edilizio che dagli anni 70 ha rovinato l’estetica di molte
piazze siciliane. Sopra: Città frontale, quattro edifici embrionali,
1968, di Pietro Consagra. CONSAGRA. ARCHITETTURA. Al Convento
del Carmine fino al 20 ottobre. Info: www.pinacotecamarsala.it

LAJATICO (Pisa)

I RIFLESSI DEI CORPI IN VOLO


DI DANIELE BASSO
Le maestose opere dell’artista biellese
Daniele Basso, noto per i lavori in metallo
(bronzo e acciaio) lucidato a specchio,
si ammirano nel borgo pisano attraverso
un percorso espositivo che va dalla
piazza Vittorio Veneto alle sale del palazzo
GREVE IN CHIANTI (Firenze)
Comunale. L’ultima scultura è allestita
SCULTURE NEL PAESAGGIO DEL CHIANTI sul celebre palcoscenico del teatro del
Un inedito percorso artistico nel territorio del Chianti Silenzio dove a fine luglio si è esibito
arricchisce il paesaggio con opere di grandi artisti internazionali. Andrea Bocelli. È Gabriel, il monumentale
Quest’anno è protagonista la francese Nathalie Decoster uomo alato che ha fatto da sfondo
con i suoi uomini stilizzati, che riflettono sulla fragilità alla performance musicale del maestro
della condizione umana. Trenta le sculture da scoprire, toscano. Sopra: Les plis de la vie, 2016.
partendo dalla piazza di Panzano fino a quattro aziende agricole IN VOLO. Daniele Basso protagonista
selezionate del territorio. Sopra: Trace du Temps, 2018. del Teatro del Silenzio 2019 di Andrea Bocelli.
PANZANO ARTE. Nathalie Decoster. Nelle campagne del Chianti In piazza Vittorio Veneto e al palazzo Comunale
e nelle aziende vinicole Fontodi, Fattoria Casenuove, Renzo Marinai fino al 15 settembre. Info: 334/795.76.70.
e La Massa fino al 18 settembre. Info: www.panzanoarte.com

Bell’Italia 29
Appuntamento con Vittorio Sgarbi
Un Museo un Capolavoro FIRENZE Galleria degli Uffizi

LA SCONCERTANTE VERITÀ
DELLA MEDUSA DI CARAVAGGIO
La realtà della natura e quella delle emozioni si incontrano nello scudo da parata dipinto intorno
al 1598. Un’opera raffinata, preceduta da una versione di studio rinvenuta negli anni Novanta

L a storia dell’arte, che è pur sempre


un’opinione, vive anche di pregiudizi
che col tempo si provvede a smentire,
tra opera (Marta e Maria Maddalena), in
quanto simbolo di un’arte che si propone
di rappresentare le cose per quello che
re il migliore adattamento possibile fra il
volto e la superficie ricurva. Non solo. Ci si
accorge che la Medusa viene descritta dal
magari per instaurarne altri. Roberto sono e non per come dovrebbero essere, poeta Gaspare Murtola in una delle sue Ri-
Longhi, lo scopritore moderno di Cara- come invece voleva la lezione accademi- me (Venezia 1604), scritte a Roma quando
vaggio, pensava che l’artista realizzasse ca. Difatti l’opera ha un aspetto compatto quella medicea era già a Firenze. Ma non
solo opere uniche. Cosa che in realtà si è e luminoso come non mai, con la luce da basta ancora: in prossimità del fregio il di-
scoperto essere vera solo per la carriera una parte e l’ombra dall’altra a esalta- pinto presenta una firma («michelA. f.»)
matura, perché per quella precedente re uno studio espressivo in cui stupore ottenuta dal sangue colante dalla testa,
è attestata la presenza di “doppi” che e terrore coincidono mirabilmente, proprio come l’unica altra firma conosciu-
sembrano ugualmente autografi: il Suo- mentre un covo di vipere che si vorrebbe ta di Caravaggio, quella nella Decollazione
natore di liuto oggi sia a New York che a ispirato ai disegni di Jacopo Ligozzi, al ser- del Battista di La Valletta (1608). Non ci
San Pietroburgo, il Ragazzo morso da un vizio dei Medici, si agita forsennatamente possono essere più dubbi, la Medusa
ramarro a Londra e alla Fondazione Lon- alludendo alla follia del male. ritrovata è autentica ed è la prima ver-
ghi di Firenze, la Buona ventura ai Musei Nessuno poteva immaginare che un’o- sione dell’opera. Ha permesso a quella
Capitolini di Roma e al Louvre. pera così irripetibile avesse una gemella. fiorentina, priva di lavoro sottostante
Il caso forse più clamoroso di “doppio” è Fino a quando lo studioso Maurizio Mari- troppo significativo, di essere più raffina-
di recente individuazione. È conosciutis- ni, alla fine degli scorsi anni Novanta, non ta nella resa, dato che tutti i problemi di
sima, fra le opere ancora “chiare” di Cara- si è accorto che una presunta copia della impostazione erano stati già risolti.
vaggio, la Medusa degli Uffizi su “rotella”, Medusa in collezione privata, più piccola,
un tavolato convesso di legno incamottato era di una qualità riferibile solo a Caravag- Galleria degli Uffizi, Firenze, piazzale degli Uffizi
(rivestito) dalla tela dipinta. Fu richiesta, gio. Le analisi scientifiche hanno confer- 6, 055/29.48.83. Orario: martedì-domenica 8,15-
scrive nelle sue Vite Giovanni Baglio- mato l’ipotesi, rivelando sotto la pittura 18,50 (giugno-settembre martedì fino alle 22);
ne, dal cardinale Francesco Maria del un eccezionale lavoro di preparazione a ingresso marzo-ottobre 20 €, novembre-febbraio
Monte che la donò al granduca toscano carboncino con cui ci si sforza di stabili- 12 € (prenotazione 4 €).
Ferdinando I de’ Medici perché la inse-
risse come scudo nell’armeria di famiglia
Pagina seguente: la Medusa di Caravaggio conservata agli Uffizi.
allora in via di sistemazione, cosa che poi
successe. Non si trattava dunque di un
normale dipinto, ma di un’arma fittizia da
collocare fra armi reali create da un’altra Nella nuova sala accanto alla statua di Minerva
disciplina artigianale, al tempo assai ap- Dal febbraio del 2018, la Medusa degli Uffizi è esposta in una sala a lei
prezzata. L’impresa porta Caravaggio a dedicata (foto sotto), realizzata nell’ambito del nuovo allestimento delle
doversi confrontare con l’antico parten- opere di Caravaggio e della pittura seicentesca, al primo piano dell’ala
do dal racconto della fine di Medusa, la di Levante. Lo scudo da parata dipinto è proposto ai visitatori in una nuova
gorgone decapitata da Perseo, così come teca, circondato dall’Armida di Cecco Bravo, tela seicentesca donata dai
riportato nelle Metamorfosi di Ovidio. Friends of the Uffizi
Nell’opera, Caravaggio si è proposto due Gallery, dalla testa
obbiettivi principali: da una parte rende- coronata di serpenti di
re ancora vivo, perfino minaccioso, qual- Otto Marseus, in passato
cosa di morto, confidando nella capacità creduta opera di Leonardo
di rappresentare il vero per cui veniva già da Vinci, e da una statua
ritenuto un autentico fenomeno nella Ro- romana raffigurante
ma del tempo; dall’altra fare coincidere lo Minerva (l’Atena dei
scudo con lo specchio convesso, da lui di Greci), che ha sul petto
solito usato nelle fasi preparatorie della la figura di Medusa.
pittura e citato esplicitamente in un’al-

30 Bell’Italia
altezza 55 cm

Volto pietrificante Uomo o donna? Paurosa chioma


La gorgone Medusa aveva Sembra che per definire Vuole il mito che Medusa
il potere di mutare in pietra il volto Caravaggio si sia fosse in origine una
chiunque la vedesse. servito inizialmente (nella graziosa ragazza. Tanto
Perseo riuscì a decapitarla prima versione dell’opera) bella che il dio del mare
senza guardarla, servendosi della propria immagine Poseidone se ne innamorò
dell’immagine riflessa riflessa su uno specchio e la possedette in un tempio
sul suo scudo di bronzo. convesso, ricorrendo in dedicato ad Atena. Questa,
La testa mozzata, però, seguito a una modella, sentendosi oltraggiata,
non perse i suoi effetti, forse la cortigiana Fillide le diede un aspetto
diventando un’arma Melandroni, per ottenere mostruoso trasformandone
preziosa per l’eroe. fattezze più femminili. i capelli in serpenti.

Bell’Italia 31
Appuntamenticon i festival di Sandra Minute

PISA DAL 30 AGOSTO AL 1° SETTEMBRE


ROMANICO E MUSICA ANTICA
I più bei luoghi del Romanico pisano,
dalla basilica di San Piero a Grado (foto)
alla pieve dei Santi Ippolito e Cassiano a
San Casciano, fanno da sfondo al Festival
Toscano di Musica Antica, viaggio tra
le declinazioni della vocalità tra sacro
e profano. “Le nuove musiche” è il tema
della 24ª edizione, in un percorso dalla
monodia arcaica alla lettura moderna
di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti.
VERONA FINO AL 7 SETTEMBRE
INFO www.ausermusici.org

LIRICA SOTTO IL CIELO SENIGALLIA (Ancona) DAL 18 AL 26 AGOSTO


Traviata e Aida, Carmen e Tosca, i Carmina Burana:
la stagione estiva dell’Opera nel magnifico scenario dell’Arena TUTTI I COLORI DEL GIALLO
Gianrico Carofiglio e Giancarlo De Cataldo
per la prima volta insieme su un palco per
La magia della lirica nel teatro all’aperto più celebre del mondo. Per tutta la conversazione-spettacolo Sconvenienti
l’estate Opera Festival 2019 propone le opere più amate nell’impareggiabile verità. È l’evento clou di Ventimila Righe
scenario dell’Arena di Verona (foto), con allestimenti spettacolari e un cast di Sotto i Mari in Giallo, festival che esplora
star internazionali e nuovi talenti. Spicca nel cartellone La traviata di Verdi le declinazioni del noir e del giallo civile tra
firmata da Franco Zeffirelli, ultimo lavoro del maestro da poco scomparso; le Rotonda a Mare, rocca Roveresca e altri
repliche si alternano con quelle dell’Aida di Verdi (regia di Gianfranco De luoghi simbolo di Senigallia. Tra gli ospiti,
Bosio) e di Carmen di Bizet e Tosca di Puccini dirette da Hugo de Ana; esposte Ilaria Cucchi con il suo libro Federico.
fuori dall’anfiteatro, si possono ammirare le scenografie che vengono smontate INFO www.ventimilarighesottoimari.it
e rimontate ogni giorno. Tra gli eventi speciali, Plácido Domingo 50-Arena
Anniversary Night (il 4 agosto), serata che celebra i 50 anni dal debutto nell’A-
rena del grande tenore spagnolo, mentre l’11 agosto è la volta dei Carmina
Burana di Orff diretti da Ezio Bosso. INFO programma completo su www.arena.it

ARONA (Novara) DAL 3 ALL’8 SETTEMBRE


SUL LAGO MAGGIORE UN PALCOSCENICO D’ACQUA
L’acqua del lago si trasforma in palcoscenico, il porto antico in platea, la piazza in
foyer, le case in b&b per gli artisti, gli abitanti in comparse: è Il Teatro sull’Acqua,
il festival ideato e diretto da Dacia Maraini, frutto di un progetto che avvicina al
teatro l’intera comunità di Arona. La poesia è il tema della IX edizione, a partire
da Concertazione per BERCHIDDA (Sassari) DAL 7 AL 16 AGOSTO
elementi, lo spettacolo SARDEGNA A RITMO DI JAZZ
sull’acqua diretto La natura selvaggia della Sardegna
da Monica Maimone: fa da sfondo al festival internazionale
apparizioni oniriche Time in Jazz. Tra gli ospiti della XXXII
si muovono sulla edizione, Omar Sosa, Paolo Fresu, Ornella
superficie argentea del Vanoni e molti altri artisti. Nel programma
lago, complici le invisibili spicca l’omaggio a Fabrizio De André
piattaforme galleggianti nel ventennale della scomparsa, con
a pelo d’acqua (foto: un concerto nella tenuta de L’Agnata
uno spettacolo). INFO (foto sopra), buen retiro dell’amatissimo
www.teatrosullacqua.it cantautore. INFO www.timeinjazz.it

32 Bell’Italia
Crediamo ancora nelle emozioni

LA RUSSIA
DAI TETTI E ROMANTICI PERCORSI
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Appuntamentiall’aria aperta di Pietro Cozzi

PISTOIA-PORRETTA TERME (Toscana-Emilia Romagna)

PORRETTANA
DA RISCOPRIRE
Otto viaggi a tema, con treni storici,
lungo una delle ferrovie più antiche
d’Italia, immersa nel verde Appennino

Inaugurata nel 1864 ma progettata a parti-


re dal 1845, con un accordo fra cinque Stati
preunitari, la Porrettana è una delle più antiche
ferrovie d’Italia e fu lo snodo dei collegamenti
tra nord e centro-sud del Paese. Oggi il progetto
Porrettana Express vuole rilanciarla e trasfor-
marla nella “Transappenninica d’Italia”: fino
a ottobre sono in programma otto viaggi che
Una vecchia locomotiva in arrivo al Deposito Rotabili Storici di Pistoia. uniscono al fascino dei panorami e dei passag-
gi tra gallerie e viadotti anche diverse attività a
tema. Il percorso classico, tra Pistoia e Porretta
Terme, prevede otto fermate. Con Pracchia &
musica (18 agosto) si ascolta in vettura la storia
della ferrovia e a Pracchia si tengono attività di
animazione musicale e brevi escursioni. A set-
tembre la scelta è tra Museo Smi e Linea Gotica
(15/9), con sosta nella varie stazioni e racconto
delle vicende belliche che hanno interessato il
territorio, e Treno Verde (22/9), con arrivo a
Piteccio e trekking nei dintorni. Le partenze sono
tutte dal Deposito Rotabili Storici di Pistoia.
INFO www.porrettanaexpress.it

ASIAGO (Vicenza) LIGNANO SABBIADORO (Udine) 11 AGOSTO

CINQUE NUOVI ITINERARI SLOW SHOW DELLE FRECCE TRICOLORI


Il turismo del futuro, nei territori Anche quest’anno Lignano Sabbiadoro
di montagna, sarà sempre più legato è una delle tappe della stagione
a esperienze di riscoperta della loro estiva della Pan-Pattuglia Acrobatica
storia e biodiversità. È questo lo spirito Nazionale, nota a tutti come Frecce
di Futourist, il progetto di collaborazione Tricolori. L’appuntamento con l’Air Show
tra Italia e Austria che comprende anche 2019 è sull’arenile del lungomare Trieste,
cinque itinerari ad Asiago, tutti segnalati da dove si assiste alla spettacolare
e con partenza dal paese. L’ottocentesco esibizione che inizia intorno alle 16.
forte Interrotto e le trincee del Museo INFO www.lignanosabbiadoro.com
all’Aperto di Monte Zebio, raggiungibili
PORTO CERVO (Sassari) DALL’1 AL 7 SETTEMBRE
con un’escursione di 600 metri di dislivello,
sono legati alla memoria della Grande GIGANTI DEL MARE IN SARDEGNA
Guerra. Ricordano invece le tradizioni locali È uno dei momenti più attesi della
Dall’alto: Frecce
il Museo dell’Acqua e il suo sentiero stagione velica nel Mediterraneo:
Tricolori nel
cielo di Lignano didattico (2 km), tra doline e pozzi, lo splendido ma impegnativo mare di
Sabbiadoro; maxi e la Calà del Sasso, il percorso di 4.444 Porto Cervo attende le imbarcazioni più
yacht nel mare gradini tra Valstagna e Sasso di Asiago: si maestose per la Maxi Yacht Rolex Cup.
di Porto Cervo; tratta della più lunga scalinata d’Italia, usata La competizione, che esordì nel 1980,
il Museo all’Aperto
di Monte Zebio, per trasportare il legname. Completa festeggia la sua trentesima edizione.
itinerario Futourist il “quintetto” l’Osservatorio Astrofisico di Sono attesi equipaggi da Europa,
ad Asiago. Pennar (1.050 metri). INFO www.asiago.to Canada e Stati Uniti. INFO www.yccs.it

34 Bell’Italia
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PISTICCI (Matera)

DOLCE STORIA
DI UN AMARO
Dalle erbe alle campagne pubblicitarie,
lo spazio Essenza Lucano racconta
i segreti di un grande liquore del Sud

Da 125 anni Amaro Lucano, l’azienda fon-


data nel 1894 dal cavalier Pasquale Vena, è
una grande storia di successo della provincia
italiana. Una storia che, nell’anno di Matera
Capitale Europea della Cultura, si arricchisce di
Essenza Lucano, il nuovo spazio espositivo-mu-
seo aziendale in un’ex area dismessa di Pisticci
Scalo, proprio dove è nata l’idea del popolare
Pisticci, il borgo materano dove nel 1894 nacque l’Amaro Lucano. liquore. Le cinque aree tematiche raccontano
la vita del fondatore (un pasticcere innamorato
delle erbe) e l’evoluzione delle tecniche produt-
tive, a partire dai tradizionali torchi in noce. Il
clou è sicuramente lo spazio dedicato alle cele-
bri campagne pubblicitarie, molte delle quali
sono diventate piccoli fenomeni di costume. Nel
giardino aromatico si toccano e si annusano le
trentadue erbe che sono alla base dell’amaro, la
cui ricetta è un segreto custodito gelosamente
da quattro generazioni di proprietari; aperto
9-13 e 16-20; ingresso 9 € (con guida 19 €) con
degustazione di tre prodotti dell’azienda.
INFO www.essenzalucano.it

CALICI DI STELLE DAL 2 ALL’11 AGOSTO PARMA 3 SETTEMBRE

UN BRINDISI ALLA LUNA LA CENA SOTTO LE STELLE


Le piazze di 200 località aderenti Strada della Repubblica si trasforma,
all’Associazione Nazionale Città del in occasione della Cena dei Mille, in
Vino e centinaia di cantine sono pronte un ristorante sotto le stelle. Una location
a ospitare un’edizione speciale di Calici speciale per un team di cuochi inarrivabile,
di Stelle. A fare da trait d’union tra le capitanato dallo chef 3 stelle Norbert
degustazioni e il fascino del cielo estivo Niederkofler. Il menu è una rivisitazione
provvede quest’anno la celebrazione del della tradizione: vi spicca Novecento,
cinquantesimo anniversario dello sbarco primo piatto dedicato a Bernardo
dell’uomo sulla Luna (21 luglio 1969). Bertolucci; costo 90 €. INFO 0521/93.16.34
E così, grazie alla collaborazione
FRANCIACORTA (Brescia) 14 E 15 SETTEMBRE
con l’Uai-Unione Astrofili Italiani,
sarà possibile ammirare il nostro satellite PORTE APERTE IN CANTINA
attraverso telescopi professionali. Tanti Sessantaquattro aziende agricole svelano
Dall’alto: Essenza gli appuntamenti. La giornata clou i segreti delle bollicine franciacortine
Lucano; Calici
di Stelle a Venezia; è il 10 agosto: a Morro d’Alba (Ancona), al Festival Franciacorta in Cantina.
l’antipasto della degustazioni e osservazioni del cielo Degustazioni a tema o “verticali”
Cena dei Mille sono sui torrioni del camminamento e abbinamenti con la cucina locale
con millefoglie di “La Scarpa”, mentre ad Albenga (Savona) la fanno da padrone. Da Rovato partono
pisarei e cremoso
di Parmigiano
l’appuntamento è sul lungomare bus tour gratuiti con soste dai produttori;
Reggiano; in Vespa e a Ghemme (Novara) al castello di cantine aperte 10-13 e 14-19, visite su
in Franciacorta. Cavenago. INFO www.calicidistelle.org prenotazione. INFO festivalfranciacorta.it

36 Bell’Italia
PARCO REGIONALE DEL CONERO (Ancona)

LA MONTAGNA
SULL’ADRIATICO
In cammino sull’unico rilievo della costa
adriatica fra Trieste e il Gargano. Un promontorio
a sud di Ancona dove scoprire, tra i boschi,
affacci incantevoli sul mare e una storia antica
TESTI Giovanni Mariotti FOTOGRAFIE Giorgio Filippini
Veduta aerea del
versante settentrionale
del Conero, con
la spiaggia di
Mezzavalle ai piedi
dell’inconfondibile
profilo del monte.
In primo piano,
la provinciale 1,
la strada panoramica
del Conero.
PARCO REGIONALE DEL CONERO (Ancona)

D
imenticate la Toscana. All’inizio di quest’anno il giornale britanni-
co Sunday Times ha pubblicato un articolo con il titolo provocatorio
“Forget Tuscany” in cui invitava a scoprire la Marche, che nulla avreb-
bero da invidiare al più gettonato Chiantishire, come familiarmente
gli inglesi chiamano la “loro” Toscana. Tra i luoghi messi in evidenza
nell’articolo c’era il Monte Conero, il promontorio che si erge a sud di Ancona.
Qui al Conero non sono affatto sorpresi: amano sottolineare che le Marche
sono l’essenza dell’Italia e il Conero l’essenza delle Marche. È, infatti, un
territorio limitato ad altissima densità di bellezze: una delle acque più pulite
dell’Adriatico, spiagge raggiungibili solo a piedi o in barca, borghi che dominano
armoniose colline, prodotti enogastronomici d’eccellenza (su tutti, il mosciolo
selvatico, Presidio Slow Food), siti archeologici che testimoniano una presenza
umana fin dal Paleolitico inferiore. E una biodiversità di valore, certificata dalla
Carta Europea per il Turismo Sostenibile, che aspira a essere inserita anche nella
lista Geopark dell’Unesco. Un ambiente che è al centro delle rotte migratorie di
10 mila rapaci, che usano il monte come rampa di lancio per l’Europa centrale,
ma soprattutto un museo geologico diffuso, come lo chiamano qui, che racconta
una storia vecchia di 200 milioni di anni.

UN ANELLO PANORAMICO CHE PARTE DA SIROLO


Per scoprire al meglio il cuore del Monte Conero (572 metri), oggi Parco Regionale
esteso su 60 chilometri quadrati, suggeriamo di percorrere a piedi il cosiddetto
Grande Anello. Non è segnalato come tale, ma lo si trova citato in questo modo in
diverse escursioni guidate. Ricalca per buona parte il sentiero 301 (chiamato anche
Traversata del Conero), fra panorami mozzafiato che si fanno largo nella fitta mac-
chia mediterranea dove spicca il corbezzolo, dal cui nome greco, kòmaros, deri-

Nella foto grande: la spiaggia Urbani di Sirolo. Qui sotto: la spiaggia dei Sassi Neri, che
prende il nome dal colore scuro delle rocce dei suoi fondali; si raggiunge soltanto
a piedi con il sentiero 303 che parte da Sirolo. In basso, a destra: vista dal belvedere
di Pian Grande. Si intuisce il Trave, una linea di roccia che si allunga nel mare.
L’ITINERARIO Cinque ore di trekking per tutti
Il Grande Anello del Conero (nella cartina in arancione) non presenta
grandi difficoltà, ma bisogna indossare comunque scarpe da trekking.
Si prende il sentiero 302 che parte dal cimitero di Sirolo e che conduce al
passo del Lupo; qui ci si ferma perché il tratto che scende a mare è chiuso
per motivi di sicurezza. Si torna indietro e si prende il 301 per salire prima
al Belvedere Sud e quindi alla badia di San Pietro. Si prosegue sulla strada
asfaltata che porta all’area militare ancora attiva; qui si prende, a sinistra,
il 301a superando una sbarra di ferro e si arriva al Belvedere Nord, da dove
si prosegue per Pian Grande, sempre sul 301a. Da qui il 301 porta a Pian
di Raggetti, con affaccio verso l’entroterra. Si prosegue lungo il 305 per
scendere verso l’ex cava Sharon, dove è possibile osservare il Limite K-T,
il passaggio fra Cretacico e Terziario. Dalla cava si prosegue per raggiungere
la strada asfaltata; si gira a sinistra e si continua per circa 300 metri fino
al bar Belvedere. Da qui una sterrata riporta verso il cimitero di Sirolo.
INFO Centro Visite del Parco Regionale del Conero (Sirolo, via Peschiera 30/a,
071/933.04.90; www.parcodelconero.org). Fino al 15 settembre il centro
visite è aperto tutti i giorni 8.30-12.30 e 16-19.

Bell’Italia 41
42 Bell’Italia
PARCO REGIONALE DEL CONERO (Ancona)

verebbe Conero. È un’escursione non troppo impegnativa che prende circa cinque
ore, più o meno una giornata intera. Ci sono diversi punti di partenza. Il nostro
itinerario comincia a Sirolo, il capoluogo del parco, con un centro visitatori molto
ben allestito, dove informarsi e richiedere una guida per essere accompagnati
nelle escursioni. Sirolo fa parte della cosiddetta Riviera del Conero e Colli
dell’Infinito, l’associazione che riunisce 16 comuni del territorio, compreso
Recanati, il paese natale di Giacomo Leopardi. Sono borghi da cui non si perde
mai di vista il profilo a dorso di balena del promontorio e che, come pianeti che
gravitano attorno al Sole Conero, formano un sistema di promozione molto ben
organizzato che aiuta a rendere memorabile la vacanza su queste sponde, anche
fuori stagione. Un’esperienza apprezzata anche dalla neoregina della Thailandia
che ha soggiornato qui una decina di giorni nella scorsa primavera.

IL CONERO È UN’ESTENSIONE VERSO IL MARE DELL’APPENNINO


Partiamo dunque dal cimitero di Sirolo, non lontano dal parcheggio del comune.
Qui inizia il sentiero 302 che, in saliscendi, ci porta al primo punto panoramico,
il passo del Lupo, una terrazza a precipizio sul mare, da dove scorgiamo le Due
Sorelle, i grandi faraglioni calcarei che spuntano dal mare, simbolo del Conero.
Al passo del Lupo ci si deve fermare perché il sentiero che scende alla spiaggia,
molto impegnativo, è chiuso per motivi di sicurezza. Si torna quindi indietro
fino a prendere il 301 per il Belvedere Sud (un’ora di salita) che affaccia sull’in-
finito litorale meridionale in direzione di Porto Recanati. Qui si percepisce la
particolare anomalia del Conero: un’emergenza improvvisa e di notevo-
li proporzioni su una costa totalmente piatta, un’estensione verso il mare
dell’Appennino umbro-marchigiano. Di fatto è l’unico rilievo degno di nota da
Trieste fino al Gargano. Si prosegue salendo lungo il 301 per arrivare alla ba-

A sinistra: all’alba, la spiaggia delle Due Sorelle (i due grossi faraglioni nel mare)
vista dal passo del Lupo. Vi si arriva soltanto via mare con il servizio turistico dei
traghetti che partono da Numana. Sotto, da sinistra: escursionisti nei pressi della
Badia di San Pietro; le Due Sorelle viste dal sentiero che conduce al Belvedere Sud.
PARCO REGIONALE DEL CONERO (Ancona)

dia di San Pietro (475 metri), ex convento dei Camaldolesi, capolavoro romanico,
seppur ritoccato pesantemente nei secoli successivi: la chiesa, aperta al pubblico,
è affiancata da un hotel ricavato nelle antiche strutture conventuali. La sosta è
obbligatoria per la visita della chiesa con la cripta, ma è utile anche per trovare
ristoro nel bar vicino, presso il parcheggio sommitale: quest’ultimo è la meta di
chi vuole arrivare fin qui in auto, evitando di superare 350 metri di dislivello a
piedi, partendo da Sirolo. Poi, però, l’auto la si deve per forza lasciare e si va avanti
per un buon tratto sempre lungo una strada asfaltata (ma interdetta alle auto)
che porta all’area d’intelligence ancora attiva del 3° Distaccamento Autonomo
Interforze. Il Conero da sempre è un avamposto militare strategico. Arrivati qui
si prende il 301a che conduce al Belvedere Nord, dove, nelle giornate terse, è
possibile scorgere il monte San Bartolo di Pesaro.

DA CAVA A SITO GEOLOGICO DI VALORE MONDIALE


La sosta successiva è presso Pian Grande (400 metri), una piccola area di sosta con
un impressionante strapiombo sul mare (attenzione a non sporgersi) che si affac-
cia sulla baia di Portonovo. Da qui si riconoscono la magnifica chiesa romanica
di Santa Maria, la torre Clementina (detta anche De Bosis) e il fortino Na-
poleonico, oggi un albergo. Il belvedere di Pian Grande è la corona del distacco
franoso che in tempi antichissimi formò la baia di Portonovo e i suoi laghetti
salmastri, questi ultimi divenuti una meta per appassionati di birdwatching.
Il Conero offre anche ampie vedute sull’entroterra: precisamente a Pian di Rag-
getti, raggiungibile in 30 minuti da Pian Grande, sempre lungo il 301. È da qui
che, attraverso il 305, scendiamo verso l’ex cava Sharon, una delle diverse cave
aperte sul Conero in passato: molti monumenti di Ancona e dei dintorni furono
realizzati con la pietra del monte, fin dai tempi dei Romani, che la usavano in

A destra: veduta aerea di Sirolo e del litorale verso sud. Sotto, da sinistra: l’interno
della cripta della badia di San Pietro e l’arco di accesso alla stessa chiesa,
che tra il 1518 e il 1860 fu convento dei Camaldolesi. Pagina seguente, in basso:
escursionista sul tratto di sentiero fra Pian Grande e Pian di Raggetti.
Bell’Italia 45
PARCO REGIONALE DEL CONERO (Ancona)

sostituzione del travertino o del marmo; una pietra che veniva anche cotta nelle
fornaci locali per produrre la calce. Per riparare al dissesto idrogeologico dovuto
all’intensa attività estrattiva, all’attività agro-pastorale e allo sfruttamento del
legname, che ai primi del Novecento resero brulla la superficie del promontorio,
tra il 1931 e il 1938 si diede vita a un’importante opera di rimboschimento con
350 mila piante: ora quelle piante, soprattutto le sempreverdi, sono a fine vita
e al loro posto sta ricrescendo in modo spontaneo la macchia mediterranea,
la “peluria” verde che oggi vediamo ricoprire la montagna. L’ex cava Sharon
merita una sosta prolungata. È qui che affiorano i segni di un momento
epocale della storia della Terra: il cosiddetto Limite K-T, il passaggio fra
Cretacico e Terziario che racconta del probabile impatto di un asteroide,
un’overdose di energia che estinse i dinosauri e cambiò per sempre il volto del
pianeta. Una piattaforma sopraelevata permette di vedere da vicino proprio
quella frattura. Questo sito, assieme all’affioramento della vicina Massignano,
è uno dei luoghi cui fa riferimento la comunità scientifica internazionale per
studiare il passaggio da un periodo geologico all’altro.
A questo punto affrontiamo l’ultimo tratto che ci riporta al cimitero di Sirolo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il nostro percorso si è concluso, ma c’è ancora un’ultima cosa da fare, prima di
tornare a casa: imbarcarsi a Numana per le minicrociere turistiche che solcano
le acque del Conero. Un modo splendido per ammirare i quasi 14 chilometri di
falesie, le più alte di tutto l’Adriatico italiano, dove nidifica il falco pellegrino. E
per fare un bagno nel mare cristallino delle Due Sorelle.

a pagina 49

Sotto: nella baia di Portonovo, la torre Clementina fotografata da Pian Grande.


Torre di guardia voluta da papa Clemente XI nel 1716, è chiamata anche torre
De Bosis, perché venne acquistata dal poeta anconetano Adolfo De Bosis
(1863-1924). A destra: escursionisti ammirano il panorama dal Belvedere Nord.

46 Bell’Italia
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come
dove
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MONTE CONERO
(Ancona)

Alla scoperta dei


colli dell’Infinito Le grotte di Osimo

Tra le tante offerte dell’entroterra del parco, le città ipogee di Camerano e Osimo. E a Recanati le novità di Casa
Leopardi e le mostre per i 200 anni della più celebre poesia italiana di Giovanni Mariotti Fotografie Giorgio Filippini

Nei dintorni del monte SPIAGGE


è imperdibile la visita a Bagni e minicrociere
villa Buonaccorsi alle per vivere l’Adriatico
porte di Potenza Picena
(0733/68.79.27). Di Il litorale della Riviera del Conero, tra
origine cinquecentesca, Ancona e Porto Potenza (circa 40 km), offre
ha splendidi giardini un’ampia gamma di spiagge, da quelle
su cinque terrazze cittadine del Passetto, a pochi passi dalle
con cappella, statue, vie centrali di Ancona, e di Urbani, a Sirolo,
giochi d’acqua; visita su a quelle raggiungibili solo a piedi come
prenotazione; ingresso Mezzavalle (sentiero che parte dal km 5,400
5 €. Sull’area del della provinciale 1), a nord della baia di
Conero gravita anche Portonovo, o come Sassi Neri (sentiero 303)
Recanati, la città natale e San Michele (sentiero 304, dal Parco della
di Giacomo Leopardi Repubblica di Sirolo). Ma l’indiscussa regina
Il Parco Regionale e la Riviera del Conero si raggiungono (1798-1837). Quest’anno è la spiaggia delle Due Sorelle: si raggiunge
in auto con la A14, uscite Ancona Nord, Ancona Sud, celebra i 200 anni dalla soltanto con il servizio dei Traghettatori
Loreto-Porto Recanati. In treno: dalla stazione di Ancona, stesura dell’Infinito con del Conero (071/933.17.95): le motonavi
bus della linea urbana 94 dell’Atma (071/283.74.68) per due mostre estive, aperte partono la mattina tra le 9 e le 10,40 dal
Portonovo e bus regionali della Reni (071/804.65.04) per fino al 3 novembre porto di Numana (solo su prenotazione),
le principali città del Parco e della Riviera: Camerano, a villa Colloredo dalla spiaggia di Marcelli (a sud di Numana)
Sirolo, Numana, Porto Recanati e Loreto. In aereo: Mels (Via Gregorio e dai bagni Da Marco, sulla spiaggia di San
Aeroporto delle Marche, a Falconara Marittima (35 km da XII, 071/757.04.10): Michele (Sirolo). Il ritorno è previsto tra
Sirolo). In camper: Camping Club Village Internazionale, i temi sono la pittura le 12 e le 15; biglietto 25 €. I Traghettatori
Sirolo, via San Michele 10, 071/933.08.84. ottocentesca da De Nittis organizzano anche minicrociere panoramiche
a Pellizza da Volpedo e ogni mercoledì (orario: 17-18,30; 25 €) e
gli artisti contemporanei l’aperitivo serale a base di pesce e vini locali
Tra i gioielli c’è villa Buonaccorsi Giovanni Anselmo e ogni giovedì di agosto (orario: 19-20,30; 35
Alcuni borghi della i giorni 10,30-12,30 Michelangelo Pistoletto. €). È sempre necessaria la prenotazione.
zona del Conero hanno e 15,15-18,15; ingresso Orario: tutti i giorni
un’area ipogea aperta ogni ora; biglietto 6 10-19; ingresso 10 €. Da
al pubblico con visite €. Al Conero, invece, segnalare anche le novità
guidate su prenotazione. sono da vedere i due della Casa Leopardi
Le grotte di Camerano gioielli romanici della (via Leopardi 14,
(071/730.40.18) formano badia di San Pietro 071/757.33.80), che ha
una rete spettacolare (via Monte Conero 26; aggiunto alla biblioteca
di diversi ambienti. orario: sempre aperta il nuovo museo aperto
Orario: tutti i giorni da mattina a sera), parte nel seminterrato.
10-12,30 e 15-18, giovedì dell’adiacente Hotel Orario fino ai primi di
e domenica anche alle Monteconero, e della settembre: tutti i giorni
21,30; ingresso ogni chiesa di Santa Maria di 9-19; ingresso: 5 €, 10 €
mezz’ora; biglietto: 8 €, Portonovo; aperta fino con la biblioteca. Altra
10 € abbinando la visita al 15 settembre, non tutti novità è l’installazione
a quella delle grotte i giorni: orario completo multimediale Io nel
di Osimo (800.22.88.00), sul sito baiadiportonovo. pensier mi fingo, aperta
suddivise in quattro it; fino al 30 settembre nella biglietteria di
aree. Orario fino si celebra la messa Casa Leopardi. Orario:
Spiaggia delle Due Sorelle
al 9 settembre: tutti domenicale alle 9,30. tutti i giorni 9-19; 4 €.

Bell’Italia 49
come
dove
quando
MONTE CONERO
(Ancona)

I SAPORI
Mosciolo e Rosso Conero,
le eccellenze del territorio
Tra gli ingredienti della cucina del Conero
spicca il mosciolo di Portonovo (Mytilus
galloprovincialis), Presidio Slow Food.
È una cozza selvatica, cioè non è allevata
o stabulata, e si pesca a mano fino al 31
ottobre nella baia di Portonovo; è poi venduta
sul posto dalla locale Cooperativa Pescatori.
Sono un’eccellenza della zona anche i vini
Rosso Conero, tratti da uve Montepulciano
e Sangiovese. Le cantine del territorio si
Hotel Monteconero Ristorante Emilia
possono visitare ogni venerdì con il servizio
bus Sulla via del Rosso Conero (prenotazioni
Gli alberghi del Monte Conero. I ristoranti al 347/856.73.88; www.rossoconero.info;
Offre sette camere biglietto da 15 €). In zona Conero ci sono
Hotel Monteconero e la colazione Clandestino diversi negozi che vendono e preparano
★★★ (Sirolo, via a buffet. Doppia con (Baia di Portonovo, prodotti marchigiani. Ad Ancona si può
Monteconero 26, colazione da 160 €. 071/80.14.22). È il andare da Bontà delle Marche (corso Mazzini
071/933.05.92). Palazzo Ruschioni “susci bar” dello chef 96, 071/539.85) per salumi, formaggi, pasta,
In posizione eccezionale, (Camerano, via Moreno Cedroni, salse, vini. Tra i piatti che prepara, è da
tra i boschi del Parco San Francesco 22, 2 stelle Michelin, dove provare lo stoccafisso, specialità anconetana.
Regionale del Conero, 071/95.96.12). si reinterpreta la cucina A Sirolo ci sono La Bottega dei Sapori Nostrani
occupa gli ex ambienti Sulle prime colline del del pesce crudo. Menù (via Italia 11, 071/736.06.56), che vende i
conventuali della Badia Conero, a un quarto degustazione 90 €. sughi e la pasta di Filotea, e La Drogheria (via
di San Pietro. Offre d’ora d’auto dal mare, Ristorante Emilia Italia 2, 071/933.07.43) per gustare i Presidi
60 camere. In agosto è un boutique hotel da (Baia di Portonovo, Slow Food regionali, come il pecorino
richiede una permanenza sei camere. Doppia 071/80.11.09). È uno dei Sibillini, il salame di Fabriano e il lonzino
minima di sei notti con colazione da 93 €. degli indirizzi storici che di fico. A Villa Musone, ai piedi di Loreto, la
(da 1.242 €), mentre in Camping Village ha fatto della baia di macelleria Qualità e Amore (via Carducci 14,
bassa stagione (dall’1 Conero Azzurro Portonovo una meta per 071/750.47.72) vende le carni dell’Appennino,
settembre) è prenotabile (Marcelli di Numana, buongustai: quest’anno tra cui il vitellone bianco razza marchigiana, e
anche per una sola via Castelfidardo il locale compie 90 anni. le prepara al momento nel ristorante interno.
notte. Doppia con 80, 071/739.05.07). Piatti a base di pesce Infine, ad Agugliano c’è Brunelli (piazza
colazione da 99 €. Nella spiaggia a sud dove trionfa il mosciolo Vittorio Emanuele II 3, 071/90.71.90), tra le
Conero Camere ★★ di Numana, ideale per selvatico. Conto sui 40 €. migliori gelaterie d’Italia.
(Sirolo, via Grilli 14, le escursioni alle Due L’Osteria (Sirolo, via
071/933.00.77). Sorelle, ha sistemazioni Dante 6, 071/933.07.30).
A Sirolo, ai piedi eleganti fra cottage, Menù particolare,
della chiesa di San chalet e bungalow che anche nelle pizze dagli
Nicolò di Bari, una casa formano una cittadella di ingredienti ricercati.
ristrutturata di recente case in legno. Prezzi per I piatti sono sempre
con la pietra bianca due persone da 100 €. accompagnati da
vari pani fatti in casa,
compreso quello
con nero di seppia.
Da provare i paccheri
alla gricia e baccalà.
Menù da 30 €.
L’Accademia
(Agugliano, piazza
Maggini 3, 071/
Bontà delle Marche
©RIPRODUZIONE RISERVATA

906.81.37). È tra
i locali più apprezzati
dell’entroterra. Lo chef
Stefano Fantasia info
cambia menù (fisso) ogni Riviera del Conero e Colli dell’Infinito,
giorno. Piatti a base Sirolo, via Peschiera 30, 071/933.22.70;
Clandestino
di pesce. Menù 18 €. www.rivieradelconero.info

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on @interregSISTINA La cooperazione al cuore del Mediterraneo
La coopération au coeur de la Méditerranée
Cooperation in the heart of the Mediterranean
Uno scorcio su Matera
dalla chiesa rupestre
di Santa Maria de Idris,
con la Civita, la parte
più antica della città,
dominata dal campanile
della cattedrale;
in basso a destra,
la chiesa di San Pietro
Caveoso, affacciata sui
dirupi della Gravina.
MATERA Chiese rupestri

LA LUCE DEL SACRO


NEI SASSI
Scavate nel tufo, sui dirupi della Gravina, tre chiese medievali appena
restaurate tornano a sfoggiare i colori dei loro antichi affreschi.
Narrano la storia antica della città Capitale Europea della Cultura 2019
e dei popoli giunti qui dall’Oriente e da tutto il Mediterraneo

TESTI Margherita Geronimo FOTOGRAFIE Pierangelo Laterza


54 Bell’Italia
U
n silenzio solenne, l’aria che diventa improvvisamente fresca e il profu-
mo delicato del tufo calcareo. Altari, gradini e archi scavati nella roccia.
Pareti candide dove affiorano i colori di antichi affreschi, figure ieratiche
con volti pieni di devozione. Per chi giunge a Matera la visita alla chiesa
rupestre di Santa Maria de Idris è una tappa imperdibile: un luogo
unico, pronto a sfoggiare di nuovo il suo splendore. Considerata una delle chiese
più importanti della città Capitale Europea della Cultura 2019, è la prima sosta del
nostro giro che tocca tre di questi straordinari luoghi di culto, appena restaurati.
Siamo nel punto più alto dei Sassi, i due rioni antichi di Matera dal 1993 Patrimonio
Unesco. Con la sua croce e il campanile a vela è un’icona della città, un punto di
orientamento per chi cammina nel labirinto di vicoli dei Sassi. È scavata nello spero-
ne roccioso del Monterrone, nel Sasso Caveoso, il rione rivolto a sud, più pittoresco
dell’altro, il Sasso Barisano, che guarda invece a nord.
Una scalinata sale al piazzale della chiesa, avvolto dal vento e dal volo delle rondini.
Qui lo sguardo coglie una delle viste più emozionanti di Matera: davanti il Piano, il
centro barocco, con i palazzi del ’700; a destra la Civita, la parte più antica, dove svetta
la cattedrale; in basso le case-grotta del Sasso Caveoso, una sull’altra, come i gradoni
di un anfiteatro che si aprono sulla Gravina, una delle forre più scenografiche d’Eu-
ropa. Tre gradini e si accede all’interno, quaranta metri quadri a pianta irregolare,
quasi tutto roccioso. Costruita inglobando un cimitero nel tardo Medioevo (le prime
fonti sono del XIV secolo), e divenuta poi uno dei santuari mariani più importanti
dei Sassi, la chiesa ha un altare maggiore del 1804, in tufo e gesso, sovrastato da

Santa Maria de Idris domina il Sasso Caveoso


———————

In questa foto:
la chiesa di Santa
Maria de Idris (XIV
secolo), scavata nello
sperone roccioso
del Monterrone.
Al suo interno
tramite un cunicolo
si accede alla cripta
di San Giovanni
in Monterrone.
Nelle foto piccole,
da sinistra: uno degli
affreschi nella chiesa
con La conversione
di Sant’Eustachio,
compatrono della
città, celebrato il 20
settembre; l’altare
e l’affresco della
Madonna dell’Idris.

Bell’Italia 55
affreschi tardobarocchi, tra cui quello della Madonna dell’Idris, chiamata dai mate-
rani Madonna “del Litro”: «I primi storici l’hanno identificata come una Madonna
Odigitria, letteralmente “colei che mostra la via”, com’era chiamata la Vergine a
Costantinopoli, ma “de Idris” è più verosimilmente un riferimento all’acqua», spiega
lo storico Marco Pelosi, vicedirettore del Museo Diocesano di Matera e profondo
conoscitore della cultura rupestre. «L’acqua è un tema ricorrente: ai piedi della Ma-
donna si vedono due “mezzine”, le brocche usate per raccogliere l’acqua, e a destra,
in basso, si notano due bocche di cisterne». Accanto alla Vergine, a destra appare La
conversione di Sant’Eustachio, patrono della città festeggiato il 20 settembre; sui lati,
a destra una Natività e Sant’Antonio da Padova, a sinistra una Madonna in preghiera.
Un cunicolo scavato nel 1804 porta a un’altra chiesa rupestre, San Giovan-
ni in Monterrone, più antica, dell’anno Mille. A catturare lo sguardo sono gli
affreschi sulle pareti in tufo, volti sacri con occhi sgranati, in tipico stile bizanti-
no: «Sono opera di frescanti anonimi che testimoniano la commistione tra cultu-
re», ci dice Pelosi. «Matera è sempre stata una terra di approdo, un crocevia di
genti giunte nei secoli da tutto il Mediterraneo e dall’Oriente, soprattutto dopo
la caduta di Costantinopoli (1453)». Vi si conserva anche l’affresco di un Cri-
sto Pantocratore dell’XI secolo accompagnato da scritte latine con alcuni carat-
teri greci, a conferma della fusione che si ebbe a Matera tra varie culture e fedi.
Fino alla fine di agosto la chiesa è in restauro, ma al suo interno un cantiere didattico
permette di ammirare le mani dei restauratori all’opera: «Non è stato facile lavorare in
questo ipogeo che raggiunge il 90 per cento di umidità», spiega Luca Pantone della

Un cunicolo porta alla cripta di San Giovanni


———————

In questa foto:
il Cristo Pantocratore
(XI secolo) affrescato
all’ingresso
di San Giovanni
in Monterrone.
A destra: pietre
affrescate che
facevano parte
degli originali arredi
liturgici della chiesa.
Foto piccole,
da sinistra: scorcio
di San Giovanni in
Monterrone; una
restauratrice all’opera.
Sopra: panorama
della Murgia
Materana, l’altopiano
che si estende
tra Basilicata e Puglia.

56 Bell’Italia
Bell’Italia 57
58 Bell’Italia
Pantone Restauri di Roma, responsabile del restauro finanziato dall’azienda Rigoni
di Asiago. «Le pareti erano offuscate da sali e alghe. Per neutralizzarli abbiamo usato
resine naturali, tecniche compatibili con il tufo e l’olio essenziale di origano, ottimo
disinfettante». I lavori terminano il 12 settembre (per seguirli in diretta c’è il sito www.
skylinewebcams.com). La chiesa non conserva più l’aspetto originario a causa di vari
rimaneggiamenti, ma ospita affreschi interessanti come l’Annunciazione, il Battesi-
mo di Cristo nel fiume Giordano e San Girolamo, un altro giovane santo e Sant’Andrea
dipinti su tre strati, uno sopra l’altro: «Quando i colori perdevano intensità o quando
cambiavano i culti, si ricoprivano le figure antiche e se ne realizzavano sopra di
nuove», fa notare Annunziata Andrisani, guida della cooperativa Oltre l’Arte, che
gestisce le visite nella chiesa.
Lasciata questa cripta, il nostro percorso prosegue nella vicina Santa Lucia alle
Malve, un’altra delle oltre 150 chiese rupestri censite sul territorio e riunite
nel Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano,
chiamato anche Parco della Murgia Materana, dal nome dell’altopiano che si
estende fino in Puglia. La chiesa ha un impianto basilicale a tre navate, scandite
da grandi archi e affreschi datati tra l’XI e il XVII secolo. Le sue caratteristiche di
matrice latina e greco-ortodossa sono segni della commistione culturale che ha
caratterizzato la città: «Risale al IX secolo, quando Matera riceve influssi sia longo-
bardi che bizantini e diviene una cerniera tra Oriente e Occidente», spiega Pelosi.
La chiesa di Santa Lucia alle Malve, dal nome della pianta che cresce abbondante qui,
fu utilizzata da una comunità di monache benedettine fino al 1283 e annessa al

Santa Lucia alle Malve fu anche un’abitazione


———————

In questa foto:
l'interno scavato nella
roccia di Santa Lucia
alle Malve. Grandi
arcate delimitano
le tre navate e sulla
sinistra si individuano
gli affreschi (XIII
secolo) con la
Madonna che allatta,
opera di Rinaldo
da Taranto, e San
Michele Arcangelo.
Nelle foto piccole,
da sinistra: l’ingresso
della chiesa; affreschi
che raffigurano
San Giovanni Battista,
San Benedetto
e una Madonna
con il Bambino.

Bell’Italia 59
loro monastero. Ebbe poi altri usi, fino a diventare una casa privata. Una magnifica
iconostasi è stata infatti smantellata per ricavare un ambiente funzionale alla vita
domestica, come spesso accadeva. Delle chiese rupestri non si è avuta un’esatta co-
gnizione fin quando i Sassi sono stati abitati, cioè fino agli inizi degli anni Sessanta,
quando fu imposto lo sfollamento per il loro stato di degrado. I Sassi rimasero in
stato di abbandono fino alla legge del 1986, che ne permise il recupero. «Fu proprio
tornando nelle case abbandonate che si scoprì, dove i muri si erano sgretolati e riaf-
fioravano affreschi, che molte abitazioni erano state in passato chiese», commenta
Pelosi. Anche Santa Lucia alle Malve fu trasformata in abitazione fino al 1960: in
particolare la navata centrale e quella di sinistra, mentre la navata di destra è tutt’oggi
adibita al culto. La chiesa, da poco restaurata, è stata riaperta al pubblico a fine giugno,
dopo una bonifica che ha permesso di rimuovere dalle pareti la microvegetazione
verde che ricopriva affreschi di grande valore del XIII secolo, come la Madonna che
allatta e San Gregorio, di cui stranamente si conosce l’autore: è Rinaldo da Taranto, a
cui è attribuito anche l’affresco del Giudizio Finale nella cattedrale di Matera. Sopra
la chiesa è stata rinvenuta anche una necropoli di epoca longobarda.
Lasciato questo antico monastero, da via Casalnuovo una scalinata sulla Gravina
conduce a una delle più importanti e meglio conservate chiese rupestri del
territorio: Santa Barbara, di grande suggestione con il suo fascino orien-
tale. Il restauro degli affreschi si è appena concluso e la riapertura è prevista
per settembre. La chiesa risale al XII secolo e, a differenza di Santa Lucia alle
Malve, qui il templon ha mantenuto la struttura originaria: l’aula principale,

In tanti stili, la devozione a Santa Barbara


———————

In questa foto: l’interno


di Santa Barbara,
con tre importanti
affreschi: la Madonna
con il Bambino
(al centro) è
accompagnata da
due rappresentazioni
di Santa Barbara.
Sopra: scorcio dei
Sassi al crepuscolo;
grazie al loro aspetto
suggestivo sono
stati scelti come
set di celebri film.
Nelle foto piccole,
da sinistra: l’altare
della chiesa di Santa
Barbara; un affresco
che ritrae la santa,
appena restaurato.

60 Bell’Italia
Bell’Italia 61
separata dalla zona sacra, si è conservata perfettamente, abbellita da affreschi
che ritraggono a più riprese Santa Barbara. All’interno, percorsa l’unica grande
navata e superati gli affreschi della Madonna col Bambino e di Santa Barbara,
si entra nella zona sacra, dove l’altare a forma di cubo, tipico dell’impostazione
orientale, è rimasto integro. Questa chiesa era una sorta di oratorio della comu-
nità che viveva qui: «Qui forse non fu mai celebrata una vera messa», afferma
Pelosi, «questo ambiente era un semplice luogo di preghiera per le persone che
abitavano e lavoravano nelle terre accanto, dove sono state trovate testimonianze
di numerosi apiari e veniva prodotta la cera. Anche per i suoi usi religiosi, la cera
è stata uno dei materiali più preziosi, almeno fino a quando Matera è stata una
delle città più importanti del Regno di Napoli. Poi, dai primi anni dell’Ottocento,
comincia la grave crisi economica che la porta, a inizio Novecento, al declino e
al conseguente degrado dei Sassi». In Santa Barbara, dove evidenti sono gli
influssi orientali, è probabile ci sia stata anche la presenza di frescanti dal
Centro Italia, ancora una volta a testimonianza della mescolanza delle tante
culture che hanno convissuto qui e reso Matera la città che è oggi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
Uscendo ci si sofferma ancora un istante a osservare le tombe dell’XI e XII secolo
nella roccia, che anche in questo caso circondano la chiesa. Da qui il percorso fra L’accesso alla chiesa
le altre chiese rupestri del territorio può continuare, alla scoperta del volto più di Santa Barbara (XII
affascinante di questa città considerata tra le più antiche al mondo, abitata senza secolo), scavata nella
roccia dove si trovano
soluzione di continuità dal Paleolitico fino ai giorni nostri. Sulle tracce di un patri-
tombe della stessa
monio d’arte sacra che ancora ci conquista con il suo grande fascino. epoca. È una delle
meglio conservate
tra le 150 chiese
rupestri del territorio,
a pagina 65 riunite oggi nel Parco
Archeologico Storico
Naturale delle Chiese
Rupestri del Materano.

62 Bell’Italia
#settembreunesco

Palazzo Reale e Cappella Palatina / San Giovanni


degli Eremiti / Santa Maria dell’Ammiraglio /
San Cataldo / Cattedrale di Palermo /
Palazzo della Zisa / Ponte dell’Ammiraglio /
Cattedrale di Cefalù / Cattedrale di Monreale

Castello a Mare / Maredolce / Santa Maria Maddalena /


La Cuba / SS. Trinità alla Magione /
Cuba Soprana e Piccola Cuba / Santa Maria
dell’Incoronata / San Giovanni dei Lebbrosi / Santo
Spirito / Santa Cristina la Vetere / Uscibene / Qanat /
Bagni di Cefalà Diana

INFO
www.unescosicilia.it segreteria@unescosicilia.it
www. arabonormannaunesco.it staff@unescosicilia.it
Tel. +39 091.6116368 ufficiostampa@unescosicilia.it

Comitato di Pilotaggio / Regione Siciliana Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità siciliana - Assessorato del Turismo dello sport e dello spettacolo /
Assemblea Regionale Siciliana / Ministero dei Beni e delle Attività Culturali / Ministero dell’Interno Fondo Edifici di Culto-Prefettura di Palermo / Comune
di Palermo / Comune di Cefalù / Comune di Monreale / Arcidiocesi di Palermo / Arcidiocesi di Monreale / Diocesi di Cefalù / Eparchia di Piana degli
Albanesi / Fondazione Patrimonio UNESCO Sicilia / Fondazione Sicilia / Fondazione Federico II
Così buoni da arrivare alle stelle.

IL TONNO ASdoMAR IL SALMONE ASdoMAR LO SGOMBRO ASdoMAR


è buono perché la materia è buono perché è fatto è buono perché è preparato
prima è selezionata dai migliori filetti di Salmo solo con i pesci della
accuratamente, lavorata Salar, il salmone con la carne migliore varietà in termini
a mano da esperti artigiani più morbida, profumata di gusto, sapientemente
nel rispetto della tradizione, e gustosa. Un sapore che poi puliti da mani esperte,
per dare al prodotto gusto viene esaltato dalla nostra proprio come vuole
e bontà inconfondibili. lavorazione artigianale. la tradizione portoghese.
come
dove
quando
MATERA

L’estate nella
città millenaria La cattedrale

La Capitale Europea della Cultura 2019 si propone con cinque nuovi itinerari guidati, un ricco calendario
di eventi e una “collezione” di sapori inconfondibili di Margherita Geronimo Fotografie Pierangelo Laterza

trovano le chiese DA NON PERDERE


rupestri appena Spettacoli e mostre d’arte
recuperate di Santa nei Sassi e vicino al mare
Maria de Idris,
San Giovanni in Uno degli eventi estivi più originali a Matera,
Monterrone (via nel Sasso Caveoso e vicino alla chiesa di
Madonna dell’Idris) Santa Maria de Idris, è l’opera lirica Cavalleria
e Santa Lucia alle Rusticana (2-3 agosto, anche in diretta Rai),
Malve (rione Malve); in collaborazione con il teatro San Carlo di
aperte tutti i giorni 9-20; Napoli e i cittadini materani; gratuito per chi
ingresso singolo 3,50 ha acquistato il “passaporto” di Matera 2019;
€; per visite guidate per prenotare: 0835/25.63.84. In programma
Cooperativa Oltre l’Arte poi tante mostre, come “Rinascimento
(366/223.05.17; www. visto da Sud”, a palazzo Lanfranchi (piazzetta
oltrelartematera.it). Pascoli 1, 0835/25.62.11); fino al 19
Matera si raggiunge in auto dal versante adriatico con la Il percorso procede agosto, tutti i giorni 9-20, tranne martedì e
A14 fino a Bari e poi con le statali 96 e 99. Da Salerno, su via Casalnuovo, mercoledì 11-20; 3 €. Al Musma-Museo della
A3 e E847 fino a Potenza e poi statale 407 Basentana. passando davanti a Scultura Contemporanea (via San Giacomo,
In treno: stazione di Salerno e poi autobus Freccialink Santa Barbara (al 366/935.77.68), scavato in grotta, fino al 29
fino a Matera. In aereo: aeroporto di Bari Palese, civico 285), l’altra settembre c’è la mostra “Real.m” di Saverio
a 60 km, poi navetta (ogni ora circa, 3,40 €; www. chiesa rupestre appena Todaro; martedì-domenica 10-20; 5 €.
cotrab.it). In camper: Kartodromo della Palomba, statale restaurata, la cui Per un “tuffo” nel mar Ionio, a 40 minuti
Appia 7 (nei pressi di Cava del Sole), 339/109.09.96. riapertura è prevista c’è Metaponto dove si può visitare la mostra
a settembre (per “La poetica dei numeri primi”, allestita
informazioni chiamare nel Museo Archeologico (via Aristea 21,
Dalla cattedrale al rione Agna il Comune, 0835/24.11). 0835/74.53.27); lunedì 14-20 e martedì-
Matera, nel suo anno una delle guide ufficiali Ultima tappa è il rione domenica 9-20; 2,50 €, gratis per chi ha
da Capitale Europea della della città, come Agna, esperimento il “passaporto”. Un’ultima novità: nella vicina
Cultura, ha inaugurato Giovanni Ricciardi, di quartiere semirurale Pisticci Scalo, a fine agosto apre Essenza
cinque percorsi guidati 339/752.36.36). degli anni 50. Per Lucano (viale cavalier Pasquale Vena, 0835/
nei luoghi imperdibili Si passa poi da Casa partecipare a questo e 46.91), il museo aziendale per scoprire la
ma anche meno noti Noha (recinto Cavone agli altri nuovi percorsi storia del famoso Amaro Lucano; giovedì-
della città. Uno degli 9, 0835/33.54.52), guidati organizzati dalla lunedì 9-13 e 16-20; 9 € con tre degustazioni.
itinerari più interessanti dimora del Fai che Fondazione Matera-
è “Continuità e rotture”. propone un video sulla Basilicata 2019 (0835/
Parte dall’infopoint di storia della città e un 25.63.84) occorre
Matera 2019 (via Lucana nuovo tavolo interattivo essere muniti del
124) e ha come prima sul paesaggio materano; “passaporto” di Matera
tappa la cattedrale aperta da mercoledì 2019, acquistabile
(piazza Duomo 7, a domenica 9-18; 6 €. sul sito www.matera-
0835/33.29.08), gioiello Nel Sasso Caveoso basilicata2019.it; 19 €.
del Romanico pugliese si incontra Casa Per visitare invece
che svetta sulla Civita, Grotta (vico Solitario, le altre chiese rupestri sul
la parte più antica 0835/31.01.18), che territorio, il riferimento
di Matera; aperta riproduce la tipica casa è il Parco della
tutti i giorni 8-19 (per nei Sassi degli anni 50; Murgia Materana
visite guidate della tutti i giorni 9-21; 3 €. (0835/33.61.66;
Saverio Todaro al Musma
cattedrale contattare A poca distanza si www.parcomurgia.it).

Bell’Italia 65
come
dove
quando
MATERA

SHOPPING
Artigianato, pane, pasta
e i famosi peperoni cruschi
Il viaggio a Matera è anche un’esperienza
gastronomica dedicata ai prodotti della terra
e alla cucina contadina. Si inizia scoprendo
i segreti dell’antica ricetta con lievito madre
del famoso pane di Matera al Panificio
Perrone-Il Forno di Gennaro (via Nazionale 52,
0835/38.56.56), dove si assaggia un’ottima
focaccia con i croccanti peperoni cruschi
e si prenotano laboratori in cui si prepara
e inforna la propria pagnotta. In centro, pane,
Hotel Casa Diva Palazzo Viceconte
focacce e biscotti si trovano da Cifarelli
(via San Francesco 13, 0835/197.13.65), che
Gli alberghi città, un hotel dal servizio sulle pareti opere dalla vende anche i taralli con semi di finocchio
impeccabile con Pop Art all’Astrattismo, e vino bianco. Invece Pasta Fresca Pasta
Cenobio Hotel ★★★★ 14 stanze eleganti. La sui tavoli piatti di Maria Caterina Giorgio (via Lucana 159,
(via San Potito 12-13, corte del ’700 e la scala e vini preparati 0835/33.11.91) offre un’ampia scelta di
0835/33.15.12). Situato monumentale conducono e scelti con cura orecchiette, cavatelli, rascatielli: tutto fatto a
nella Civita, tra il Sasso al piano nobile, dove da Michele Castelli mano. D’estate non manca il gelato, che da
Caveoso e il Sasso è esposta una collezione e Francesco Russo, I Vizi degli Angeli (via Ridola 63, 0835/31.06.37)
Barisano, propone di quadri dal XVII al XX chef e sommelier che è realizzato con ingredienti locali: il consiglio
camere raffinate, dotate secolo. Doppia con hanno lavorato con è di assaggiare la “cremolata” di melone
di ogni comfort. Doppia colazione da 140 €. Massimo Bottura. Menu o di fichi, per un pieno di frutta e freschezza.
con colazione da 198 €. Le Dimore dell’Idris (via degustazione 40 €. Per concludere il viaggio con un ricordo
Hotel Casa Diva Madonna dell’Idris 16, Osteria Pico speciale di Matera, si può scegliere uno
(vico Giumella 3, 0835/31.26.13). Ampie (via Fiorentini 42, dei cuccù di Il Sedile (piazza del Sedile 19,
0835/24.03.54). Poesia, volte e pavimenti in 0835/24.04.24). 0835/33.18.57), i fischietti in terracotta diffusi
arte e incredibili viste sui pietra in questo hotel, Menu lucano proposto in questo territorio, di varie dimensioni,
Sassi in questo albergo che regala panorami sulla tra le luci soffuse di dal suono unico. Mentre nella piccola
della famiglia Divella. Qui Gravina, costruito sotto la un’elegante osteria in bottega Schiuma Post Design (piazza san
la colazione si gusta allo chiesa rupestre di Santa tufo. Tra i piatti: cavatelli Francesco 2, 328/143.07.04) ci si può far
stesso tavolo di altri Maria de Idris. Doppia con asparagi, pancetta realizzare un pupazzo in legno personalizzato.
ospiti, per socializzare con colazione da 140 €. e caciocavallo e patate
circondati da pareti con con cipolla di Tropea
quadri che raccontano I ristoranti e peperoni cruschi. Menu
storie e personaggi degustazione 30 €.
di Matera. Doppia con Dimora Ulmo La Gattabuia (via
colazione da 160 €. (via Pennino 28, delle Beccherie 90-92,
Palazzo Viceconte 0835/165.03.98). 0835/25.65.10).
★★★★ (via San Potito Tra i Sassi è nato un A pochi passi da piazza
70, 0835/33.06.99). ristorante con l’anima del Sedile, una cucina
Nella parte antica della di una galleria d’arte: del territorio rivisitata e
una cantina molto fornita
Cenobio Hotel in un’atmosfera elegante
e allo stesso tempo
informale. Conto 30 €.
Antica Trattoria Lucana
(via Lucana 48,
0835/33.61.17). Nelle
vicinanze di piazza
Vittorio Veneto, questa
Il Sedile
©RIPRODUZIONE RISERVATA

trattoria familiare offre


piatti tipici locali, dal
sapore unico e genuino
e dai nomi singolari, info
come fettuccine alla Mel Apt Basilicata, via De Viti De Marco 9, 0835/
Gibson e ricetta “della 33.19.83. OpenSpace, piazza Vittorio Veneto;
pace”. Conto 25 €. 370/125.98.56; www.comune.matera.it

66 Bell’Italia
POMPEI (Napoli)

BUONE NOTIZIE SOTTO


IL VESUVIO
Il Grande Progetto Pompei, avviato nel 2012, continua a far sentire
i suoi effetti, tra nuove aperture di domus e importanti ritrovamenti.
Dall’anno prossimo si potrà poi accedere a un’area ancora
sconosciuta ai visitatori. Perché Pompei è sempre una scoperta
TESTI Raffaella Piovan FOTOGRAFIE Massimo Ripani

68 Bell’Italia
Scorcio del colonnato
del Foro civile con il
Vesuvio sullo sfondo.
Questo spazio
rettangolare fu creato
nel IV secolo avanti
Cristo e rifatto due
secoli più tardi. Misura
143 metri di lunghezza
per 38 metri di larghezza.

Bell’Italia 69
Sopra: il corridoio coperto della Casa del Criptoportico. Alle pareti sono visibili resti
di affreschi con satiri e menadi, mentre la volta è decorata con stucchi. A destra: il calco
in gesso di un uomo sorpreso dall’eruzione, ora nei Granai del Foro, usati come
deposito. Pagina seguente: la Fontana Grande, nella casa che prende il suo nome, si trova
nel giardino in fondo all’edificio; rivestita da mosaici in pasta vitrea, ha forma di nicchia.

C
on le prime luci terse del mattino o con quelle signorili. Ma, soprattutto, la suggestione di Pompei è data
morbide del tramonto. Non c’è modo migliore per da quell’atmosfera rimasta sospesa al 24 ottobre del 79
godere la bellezza di Pompei, che sa di eterno e di dopo Cristo, quando il vulcano eruttò, sommergendo con
sempre nuovo. Gli scavi del sito archeologico sono una nube piroclastica alta oltre 25 chilometri un abitato
continuamente fonte di sorprese: le case vengono che contava quasi 20 mila anime. Un disastro immenso
restaurate e riproposte al pubblico a rotazione, così ogni che diede modo agli storici del ’700, quando l’archeolo-
visita è unica e irripetibile. Dopo tempi difficili, culminati gia muoveva i primi passi, di trovare sotto ceneri e lapilli
nel 2010 con il crollo della Schola Armaturarum, l’avvio una “istantanea” di un luogo fiorente per l’agricoltura e il
nel 2012 del Grande Progetto Pompei, finanziato con commercio, a lungo dominato dai Sanniti poi totalmente
fondi europei e nazionali, ha segnato la rinascita del sito assorbito da Roma, nel I secolo avanti Cristo.
permettendo lavori di consolidamento e di messa in sicu-
rezza, di manutenzione e di ammodernamento, campagne VERSO UN NUOVO SCENARIO URBANO
di scavo e di restauro. Negli ultimi quattro anni sono stati «Entro novembre verranno conclusi i lavori nei pochi can-
riaperti ben 38 edifici, tra i quali la Casa dell’Ancora, la Casa tieri ancora in corso», dice il professor Massimo Osanna,
della Fontana Grande e il tempio di Iside nel dicembre 2018. direttore generale del Parco Archeologico di Pompei. «In
Si accresce così il fascino dell’antica città alle falde del particolare saranno aperte diverse zone delle Regiones I
Vesuvio, con le lunghe strade, le domus dalle facciate e II che andavano assolutamente messe in sicurezza». A
austere e gli interni traboccanti di immagini e di colori, Pompei ormai “non ci sono più le mezze stagioni”: l’af-
il mare dipinto nei cubicula (le stanze da letto) al posto fluenza è diluita in tutto l’anno e il numero dei visi-
delle finestre e i miti licenziosi affrescati negli ambienti tatori è in costante aumento. «Riaprire il reticolo

70 Bell’Italia
In alto: l’atrio della Casa dei Ceii. Si nota subito l’impluvium, la vasca per l’acqua piovana, realizzato
con cocci di anfore posizionati di taglio. Sopra: il giardino (viridarium) della Casa dell’Ancora, una delle domus
restaurate più di recente. Interessante è la sua planimetria, su due piani che si trovano su livelli sfalsati.

72 Bell’Italia
In alto: il Centauro dello scultore polacco Igor Mitoraj, un’installazione permanente del Foro. Sopra: il tempio di Iside,
al centro di un cortile con portici, è collocato sopra un podio. Il culto misterico di questa divinità, una delle
grandi dee del Mediterraneo, si diffuse soprattutto nel III secolo avanti Cristo, anche se derivava da culti più antichi.

Bell’Italia 77
POMPEI (Napoli)

UNA CITTÀ PROSPERA PROTETTA


DA TRE CHILOMETRI DI MURA


6

4 5

3
8

❶ Foro civile con paste vitree ha un notevole viridarium. ❽ Casa dell’Orso Ferito
Centro della vita di Pompei, policrome e mosaici. ❻ Villa dei Misteri Con eleganti mosaici,
aveva un portico su tre lati. ❹ Casa della Fontana Piccola Villa suburbana del II secolo ha anche una bella
❷ Granai del Foro Restaurata da poco come avanti Cristo celebre per fontana nel giardino.
Magazzino per i cereali, ora quella vicina, ha anch’essa i grandi, splendidi affreschi. ❾ Terme Stabiane
deposito archeologico. una fontana-ninfeo mosaicata. ❼ Casa dei Vettii Il più completo impianto
❸ Casa della Fontana Grande ❺ Casa dell’Ancora Domus a doppio atrio con termale della città, diviso
Ha una fontana decorata Una delle nuove aperture, una ricca decorazione. in tre parti: i bagni pubblici,
Sguardo dall’alto sul centro abitato ricostruito così come doveva apparire prima
dell’eruzione. Un itinerario tra grandi edifici pubblici, templi e case dalle spettacolari
decorazioni, come quelle di recente aperte alle visite Illustrazione di Francesco Corni

15

14

13

10

11 12

quelli privati e quelli di 5.000 posti. Realizzato Vi si svolgevano concerti il crollo del 2010, era sede
con l’uso della palestra. nel II secolo avanti Cristo, ed esibizioni di mimi. di un’associazione
❿ Tempio di Iside fu rimaneggiato nel I secolo ⓭ Casa dei Ceii militare. È un simbolo
A forma di tempietto, dopo Cristo; la scena Di nuovo visitabile, ha un della rinascita del sito.
è uno dei santuari della presenta edicole e nicchie. grande dipinto con scene di ⓯ Complesso di Giulia Felice
dea meglio conservati. ⓬ Odeion caccia appena restaurato. Ampio spazio di nuovo
⓫ Teatro grande Coperto, sorge accanto ⓮ Schola Armaturarum visibile: da ammirare
Scoperto, con una capienza al teatro grande. Riaperta di recente dopo il giardino e gli affreschi.
POMPEI (Napoli)

QUEL FAMOSO ROSSO


CHE È PASSATO ALLA STORIA
Il rosso pompeiano è il colore che meglio identifica la pittura della città vesuviana.
Tratto da un pigmento prezioso, era destinato alle dimore più ricche, dove faceva
da sfondo agli episodi del mito, a scene religiose e a dettagli naturalistici
2 4

3 5

Simbolo dei siti archeologici pompeiani, il rosso fa da sfondo Nell’oecus della Casa dei Vettii è raffigurato il Mito di Issione ②,
ai dipinti più celebri rinvenuti in ville e case. Eppure, come che si intravvede sulla sinistra, legato alla ruota con serpenti
documentano alcune ricerche, in diversi casi non era davvero perché aveva osato insidiare Giunone (in secondo piano);
rosso, ma una tonalità di giallo ocra mutata cromaticamente al centro, il dio Mercurio con i calzari alati. L’attenzione estrema
a causa dei gas e del calore. In ogni caso, oggi è un tratto ai dettagli è documentata da questo raffinato Leopardo ③,
distintivo della pittura pompeiana, di cui proponiamo qualche particolare decorativo su una parete dell’oecus. Nella Casa
esempio. Come la Figura alata con un bastone ①, nella sala del Menandro, molto intenso è l’affresco Aiace segue Cassandra
del Triclinio della Villa dei Misteri, che fa parte della più famosa che cerca rifugio presso il Palladio ④. L’Amorino ⑤, infine, è un
megalografia del mondo antico, con scene di riti bacchici. soggetto ricorrente: questo si trova all’interno di una delle nuove
Gli affreschi delle domus più celebri erano di grande raffinatezza. scoperte della Regio V, l’affresco rinvenuto nell’atrio di Narciso.
Sopra: il cortile della Casa della Fontana Piccola. A destra: Leda col cigno, uno degli splendidi
affreschi trovati quest’anno nel corso degli scavi della Regio V. Pagina seguente, in alto:
un oecus (ambiente signorile) della Villa dei Misteri, abitazione suburbana che in origine
guardava il mare. Pagina seguente, in basso: la fontana sulla biforcazione tra la via Consolare
e il vicolo Narciso, nella Regio VI; alle sue spalle, la Taberna Fortunatae, nell’Insula III.

delle strade diventa strategico anche nell’ottica di una nuovo la fontana (I secolo dopo Cristo) cui deve il nome,
fruizione sostenibile», prosegue Osanna, «perché i flussi decorata con conchiglie e mosaici in pasta vitrea policroma,
turistici sono talmente elevati che non si può tenere aper- ma oggi si presenta nella sistemazione ottocentesca, con al
ta una zona troppo ridotta. Occorre ridare a Pompei la centro la copia di un puttino con delfino scoperto nei pressi.
dimensione urbana che è la sua specificità». Continuando verso il Vesuvio, si giunge alla celeberrima
Villa dei Misteri con i meravigliosi affreschi a sfondo rosso.
UNA GIORNATA PER SCOPRIRE LE NOVITÀ Si torna quindi sulla via dei Sepolcri, fino alla via dell’Ab-
Le riaperture recenti sono facili da individuare. Per una bondanza, la lunga, pittoresca strada con terme e botteghe.
visita logica e che le includa tutte, si può partire dalla Regio Il tempio di Iside, nella Regio VIII, è tornato a splendere
VII, con il Foro e i granai, un deposito-museo dove riposano sopra un alto podio all’interno in un cortile a portici: nella
alcuni commoventi calchi umani. Poi ci si sposta nella Re- parte retrostante di questo si trova l’ekklesiasterion, lo spa-
gio VI, con le domus “classiche” – tra cui la Casa dei Vettii, zio dedicato alle riunioni degli iniziati dove ora i visitatori
una delle più ricche, con ambienti finemente decorati e un possono capire meglio il culto della grande dea attraverso
bellissimo giardino – e quelle riaperte da poco, come quella apparati multimediali. Nella Regio III sorge la Schola Ar-
dell’Ancora, dalla struttura inconsueta per la città. Il piano maturarum, protagonista del crollo del 2010, che non
nobile, infatti, ha tre sale che affacciano su una terrazza solo è di nuovo visibile, ma una volta alla settimana dà
ed è molto più in alto del giardino (viridarium) porticato, anche la possibilità a un numero limitato di turisti di
ricostruito dopo un rigoroso studio storico-botanico che ha vedere i restauratori al lavoro. Nelle Regiones I e II, infi-
permesso di inserirvi le essenze originali. Di fronte, la Ca- ne, ci sono la Casa dei Ceii, dall’enorme affresco con scene
sa della Fontana Grande, del II secolo avanti Cristo, ha di di caccia e animali selvatici, e il complesso residenziale

78 Bell’Italia
Sopra: il mosaico dell’Orso ferito che dà il nome alla casa, con la scritta Have (“salve”). Pagina seguente, in alto: uno scorcio della
Schola Armaturarum, riaperta al pubblico da pochi mesi (si può fare richiesta per vedere i restauratori ancora al lavoro). Pagina
seguente, in basso: un delfino, dettaglio della decorazione delle terme Stabiane (II secolo avanti Cristo), le più antiche della città.

80 Bell’Italia
Sopra: Pompei all’alba, dall’alto; in primo piano si vedono il teatro e l’odeion, più piccolo,
sulla destra. Sullo sfondo, il Vesuvio. Il teatro grande, del II secolo avanti Cristo,
ha la cavea che sfrutta l’inclinazione naturale del pendio e poteva ospitare circa 5.000
persone. Il teatro piccolo era coperto e aveva un migliaio di posti a sedere. A destra:
una delle due maschere tragiche in marmo che decorano gli stipiti della Fontana Grande.

di Giulia Felice, con un giardino e un lussuoso quartiere Giove, con affreschi di I stile e mosaici pavimentali dalle
termale privato, anch’essi riaperti nel 2018. iconografie inedite per Pompei, come quella raffigurante il
mito dell’eroe Orione che si trasforma in astro.
LE SORPRESE PER L’ANNO PROSSIMO «Bisogna ripensare a come sono fatti tutti gli itinerari,
La Regio V è stata una vera miniera di scoperte. «Si tratta per permettere ai turisti di percorrere questa nuova area
del cosiddetto fronte di scavo sul limite della parte già inda- completamente sconosciuta», afferma il direttore. «Chiusa
gata», racconta il professor Osanna. «Il materiale vulcanico questa situazione straordinaria, va avviato il rientro alla
che incombe sugli ambienti della via del Vesuvio ha creato normalità, che a Pompei vuol dire manutenzione or-
in tutto il ’900 problemi seri perché preme sulle strutture dinaria programmata, quella che è mancata per tanto
già scavate e provoca crolli. Il 2020 vedrà la conclusione dei tempo, benché iniziata in fase sperimentale negli ultimi
©RIPRODUZIONE RISERVATA

lavori in questa sorta di penisola, non studiata nell’800, che due anni, e che ora andrà a regime». Così tra poco le nove
hanno permesso di portare alla luce tesori straordinari». Co- Regiones che compongono gli scavi potranno dare una
me la raffinata domus con l’alcova di Leda e il cigno, l’atrio di visione più dettagliata e originale della vita nella pianu-
Narciso e l’ingresso con l’affresco di Priapo; e ancora la Casa ra del Sarno, sommandosi anche alle ultime iniziative di
dei Delfini, così denominata per le ricorrenti raffigurazioni Ercolano, alle novità di Oplontis e a quelle che si spera
dei cetacei in più ambienti e il sontuoso Larario (stanza per il possano dare gli altri siti vesuviani.
culto dei Lari) con dipinti di paesaggi idilliaci e scene di cac-
cia. Restano da completare i restauri complessivi di grandi
abitazioni: quelle del Giardino – dalle splendide megalogra- a pagina 85
fie che rimandano al tema dell’amore e della bellezza – e di

82 Bell’Italia
come
dove
quando
POMPEI
(Napoli)

Tutto il meglio
dell’archeologia Museo Archeologico Virtuale di Ercolano.

Ercolano, Oplontis e Boscoreale, a pochi minuti da Pompei, sono altre mete di un affascinante viaggio nel passato.
Da completare con la visita al Museo Archeologico Nazionale di Napoli di Raffaella Piovan Fotografie Massimo Ripani

la palestra, le fontane MOSTRE ED EVENTI


e gli scheletri di circa Fotografia, nuove
300 abitanti. Orario: collezioni e visite speciali
fino al 31 ottobre
8,30-19,30; ingresso 13 Per le mostre estive imperdibili sotto
€ (compresa la mostra il Vesuvio si può partire dal Mann-Museo
“SplendOri”), gratuito Archeologico Nazionale di Napoli (www.
il giovedì 8,30-19,30. museoarcheologiconapoli.it), dove
A pochi passi da luglio, dopo oltre vent’anni, è stata
dall’entrata del riaperta la Collezione Magna Grecia.
Parco Archeologico Qui sono ospitate alcune mostre, incluse
c’è il Mav-Museo nel biglietto d’ingresso. Sotto mentite
Archeologico Virtuale spoglie (fino al 31 agosto) raccoglie una
(via IV Novembre trentina di immagini di Luciano e Marco
44, 081/777.68.43), Pedicini dedicate alle sculture in marmo,
Il Parco Archeologico di Pompei si raggiunge in auto con più che un museo dall’epoca greco-romana a Canova. Stessa
la A1 Milano-Napoli fino a Napoli, poi A3 Napoli-Salerno, una vera esperienza data finale per L’arte sa nuotare di Blub,
uscita Pompei Ovest. In treno: Alta Velocità (Italo multimediale e uno street artist famoso per le sue opere
o Frecciarossa) fino a Napoli, poi treni metropolitani interattiva attraverso dove personaggi celebri indossano la
di Trenitalia o treni della Circumvesuviana, direzione la quale viene maschera da sub. Fino al 16 settembre,
Sorrento o Poggiomarino, a seconda della scelta ricostruita l’antica poi, si possono ammirare le opere di
dell’ingresso agli scavi. In aereo: l’aeroporto più vicino vita cittadina, nonché Assiri all’ombra del Vesuvio, suggestivo
è quello di Napoli Capodichino, a 27 km. In camper: l’eruzione del Vesuvio viaggio alla scoperta di una grande civiltà
Camping Zeus, via Villa dei Misteri 3, 081/861.53.20. con un film in 3D. antica in 45 reperti provenienti da tutta
Per la visita, gli accessi sono tre: porta Marina, piazza Orario: fino al 30 Europa. A Ercolano (ercolano.beniculturali.
Esedra e piazza Anfiteatro. Orario: fino al 31 ottobre settembre tutti i giorni it), invece, da marzo è stato riaperto il
lunedì-venerdì 9-19,30, sabato e domenica 8,30-19,30. 10-18,30; ingresso 10 €. percorso sotterraneo (arriva a circa 25 metri
Ingresso 15 €, 18 € con Oplontis e Boscoreale (valido Oplontis, con la di profondità) di visita al teatro antico,
3 giorni). Info: 081/857.53.47, pompeiisites.org; cosiddetta “Villa di dopo 20 anni di restauri. Orario: visite
sul sito sono segnalate le domus aperte a rotazione. Poppea”, si trova invece ore 10, 11 e 12; ingresso 10 €. A Pompei,
a Torre Annunziata fino al 1° dicembre si può vedere (inclusa
(via dei Sepolcri, nel biglietto d’ingresso) La morale dei
Un piccolo tour tra gli scavi 199/75.75.17). singoli, 36 opere sul tema del dono.
La maggior parte Il sacrificio di Ifigenia, Il complesso, vasto
dei reperti dell’area da Pompei. Orario: e con meravigliosi
vesuviana si trova 9-19,30, chiuso affreschi, offre
al Mann-Museo martedì; ingresso anche bei giardini.
Archeologico 15 €, gratuito 11, A 5 km, infine, ci sono
Nazionale di Napoli 18 e 25 agosto. Il l’antiquarium e gli
(piazza Museo 19, sito più famoso dopo scavi di Boscoreale
081/442.21.49). Qui Pompei è quello di (viale Villa Regina,
si ammirano capolavori Ercolano (corso Resina, 199/75.75.17), dove
come il mosaico La 081/777.70.08). Qui nell’antichità si
battaglia tra Alessandro molti edifici hanno coltivavano vite, ulivo
e Dario III, dalla Casa decorazioni pregevoli e cereali. Orario dei due
del Fauno a Pompei, e l’intero abitato siti: fino al 31 ottobre
i Corridori, bronzi da è ben leggibile, con tutti i giorni 8,30-19,30;
Il viridarium della Villa di Oplontis.
Ercolano, e l’affresco le vie rette, le terme, ingresso cumulativo 7 €.

Bell’Italia 85
come
dove
quando
POMPEI
(Napoli)

Villa Signorini Pompei Centrale


IL MARE
Spiagge e cale da Vico
Equense a Massa Lubrense
A sud di Pompei, da Vico Equense fino
a Massa Lubrense ci sono lidi un po’
defilati o celebri e attrezzatissimi. Nella
maggioranza dei casi sono raggiungibili
con la Circumvesuviana (800.21.13.88;
www.eavsrl.it). Si può segnalare, ad
esempio, lo storico Beach Club Il Bikini
(081/801.55.55; www.ilbikini.com)
che si trova a 9 km a nord di Vico
Equense, sulla statale 145 Sorrentina,
e occupa praticamente l’intera insenatura
fatta di ghiaietta e sabbia. Tra le
spiagge più famose della zona c’è poi
il Lido Marinella (via Caruso 1, 081/
532.20.30; lidomarinella.it), nel comune
Gli alberghi Unità d’Italia 20, I ristoranti di Meta di Sorrento. Scendendo
081/856.27.16). Solo sempre verso sud, a Piano di Sorrento
Resort Bosco 24 camere appena fuori Mercato Pompeiano la Marina di Cassano offre la spiaggia
De’ Medici ★★★★ dal centro per questo (Pompei, via Sacra 13, di Caterina. Per raggiungerla prendere
(Pompei, via Antonio albergo semplice ma 081/850.51.45). Piatti l’ascensore in via Ripa di Cassano,
Segni, 081/850.64.63). impeccabile. Accoglienza fantasiosi con ingredienti di fronte a villa Fondi. Da provare sono
Sono tutte con terrazza, squisita e consigli che abbracciano tutta i bagni della Regina Giovanna, a Capo di
le 14 camere e le 4 suite competenti, colazioni la Penisola. Ambiente Sorrento, a est della città; dal Capo inizia
di questa struttura bio e fondamentale rustico con i prodotti un sentierino pedonale che porta ai
immersa nel verde. parcheggio gratuito a vista. Conto da 30 €. bagni, dove ci sono solo scogli. Stesso
Piscina, fattoria, scuderia convenzionato Pompei Centrale paesaggio alla Pignatella, dopo il Capo,
e laghetto con cascata all’ingresso degli (Pompei, piazza in direzione Massa Lubrense: una discesa
a meno di 1 km da scavi. Doppia con XXVIII Marzo-interno sulla destra si ferma a un parcheggio
piazza Anfiteatro, una colazione da 75 €. Ferrovia dello Stato 10, dal quale si raggiunge la baietta.
delle entrate del Parco Villa Signorini 333/928.56.22). Bistrò Ancora più avanti si trova cala di Puolo, che
Archeologico. Doppia ★★★★ (Ercolano, insolito in un’ex stazione offre spiagge libere e alcuni lidi attrezzati.
con colazione da 228 €. via Roma 43, 081/ ferroviaria: cucina
Hotel Amleto ★★★★ 777.64.23). Una villa tradizionale, hamburger
(Pompei, via del ’700 attigua agli e un’eccellente scelta
Bartolo Longo 10, scavi di Ercolano. Ha di birre artigianali. Sempre
081/863.10.04). Proprio il parco confinante con molto frequentato.
in centro, a un passo la reggia di Portici e Conto da 20 €.
dal santuario della Beata 30 stanze, delle quali Antonio Balzano’s
Vergine del Rosario, alcune moderne (nella Salumeria (Torre
propone 18 camere dépendance), altre Annunziata, via Sepolcri
classiche in un edificio affrescate (nel corpo 26, 081/536.44.69).
storico. Doppia con principale). Ambienti Accanto agli scavi,
colazione da 100 €. comuni eleganti, piscina nel “ristorante degli
Hotel Maiuri ★★★★ e parcheggio. Doppia con archeologi”, cucina
(Pompei, viale colazione da 67,30 €. verace a qualunque
ora. Fatevi consigliare
dalla padrona di
casa. Conto da 17 €.
Pizza Margherita 
(Pompei, piazza
Vittorio Veneto 6,
Beach Club Il Bikini
334/146.27.22).
©RIPRODUZIONE RISERVATA

Vicino al centro,
è un locale come
quelli di un tempo, info
senza pretese: banconi Azienda Autonoma di Cura Soggiorno
in legno e ottima e Turismo di Pompei, via Sacra 1,
Pizza Margherita
pizza. Conto da 15 €. 081/850.72.55; www.pompeiturismo.it

86 Bell’Italia
VAL DI RABBI (Trento)
Tramonto ai laghi
Corvo, con spettacolare
panorama sul gruppo
del Brenta. Questa
zona di piccoli specchi
d’acqua è meta di una
apprezzata escursione
di circa due ore dalla
malga Caldesa Bassa,
raggiungibile con
la navetta Stelviobus.

IL TESORO
DELLE MALGHE
A est del gruppo Ortles-Cevedale, la piccola val di Rabbi
offre un patrimonio naturalistico intatto e la tradizione dei suoi
alpeggi, che condivide con le “sorelle” val di Sole e val di Peio
TESTI Pietro Cozzi FOTOGRAFIE Luciano Gaudenzio
I
l suono del vivacissimo torrente ciali e soprattutto la nobiltà austriaca. timida alle pendici o nei dintorni di
Rabbies, il profumo delle cataste Rabbi gravitò politicamente per secoli massicci di gran fama come l’Ortles-
di legna che invecchiano al sole, nell’orbita del mondo tedesco, anche Cevedale, la Presanella, l’Adamello-
lo stretto abbraccio delle foreste di se la sua posizione e soprattutto quella Brenta. Il primo scritto sulle sorgenti
abeti, raramente interrotto dal pro- della val di Sole, di cui costituisce una acidulo-ferruginose della valle risale al
filo di cime troppo invadenti. Tutto in breve diramazione laterale in direzione 1668 ed è opera di Giovanni Giacomo
val di Rabbi si è conservato all’inse- nord-ovest, la situano sulla direttrice Maffei, medico di corte dell’Elettore di
gna della più schietta “naturalità”, che collega la Lombardia con Venezia. Baviera. Dopo la scoperta, una serie
realizzando gli auspici del grande Un rapido sguardo alla cartina confer- di studi contribuì a definire in modo
sacerdote-scienziato Antonio Stop- ma questa lettura: in alta valle il passo sempre più chiaro la composizione
pani, che augurava a questi luoghi un di Saent e il passo di Rabbi consentono chimica di quelle acque odorose e
prospero futuro turistico, ma «anche un rapido collegamento con le altoate- rossastre, che alla semplicità dei
che vi conservino quella quiete e quel- sine val Martello e val d’Ultimo, ma se si pastori dovevano sembrar miraco-
la libertà santa, che ora li rende tanto guarda più a sud, al solco della val di So- lose, perché le capre che per caso se
simpatici». L’autore del Bel Paese fu illu- le, si individuano facilmente lo snodo ne abbeveravano davano latte di una
stre ospite qui nel secondo Ottocento, del passo del Tonale verso il Bresciano qualità eccezionale. Sorgono così gran-
quando il turismo termale portava in e il Bergamasco e l’asse del Brennero di alberghi per accogliere chi arriva
valle anche 2.000 ospiti a stagione, se- verso Verona e Venezia. quassù, fino alla Seconda guerra mon-
guendo un’irresistibile moda calata dal Il boom del termalismo mutò dunque diale, per curarsi lo stomaco e il fegato,
Nord che attrasse alti prelati e politici le abitudini di questa terra remota, che accompagnato da tutto l’apparato di
di rango, alpinisti ed esploratori, uffi- ancora oggi sembra nascondersi un po’ mondanità, feste e “tè danzanti”.

90 Bell’Italia
Rifugio
Cascate di Saent
Laghi Stella Alpina
Malga Stablasolo Corvo 2.426
1.539 Malga
Rifugio Al Fontanin-Coler Caldesa Bassa
1.835
Malga Maleda Alta San
2.060 Rabbi Val Bernardo
Fonti di
O Ra
IN 1.195 Plazze
TRENT dei Forni

bb
Passo Malga

i
Cercen Monte Sole Alta Malé
2.620 2.053 N

O E
0 1 2km

Cogolo Nestalp Malga Campo Austria


1.979 Svizzera

Va
Alto Adige

l
di
TRENTINO

P
eio
Lombardia Veneto
Celentino
1.264
Val di Sole

GLI ITINERARI Tour tra pascoli e cascate


L’alta val di Rabbi offre servite da navette, ma
numerose possibilità per quest’ultima bisogna
di escursioni (nella cartina, prevedere un tratto finale
in blu) . Da Plazze dei a piedi (1 ora e mezza
Forni, dove si lascia l’auto, da malga Maleda Bassa).
la navetta della linea 5 di Nestalp Malga Campo dista
Stelviobus porta a malga invece 7 km da Celentino:
Caldesa Bassa: da qui 5,5 km sono su sterrato,
in due ore e mezza di mentre la parte finale (1,5
cammino si raggiungono km) si percorre solo a piedi.
il rifugio Stella Alpina Le malghe sono collegate
e la zona dei laghi Corvo. anche da un tratto della Via
In alternativa, malga delle Malghe (in rosso):
Stablasolo (linea Stelviobus un possibile itinerario parte
1 da Plazze dei Forni e poi dalla Stablasolo e tocca
2 da Coler) è il punto di la Maleda (1 ora e mezza),
partenza per l’anello delle la Monte Sole (2 ore e
cascate di Saent (1 ora). mezza) e la Campo (5-6 ore);
Sia malga Monte Sole pernottamento possibile
Alta (linea 3) che malga nelle ultime tre strutture;
Maleda Alta (linea 4) sono giornaliero Stelviobus: 5 €.

Sopra: mucche al
pascolo alla malga Villar
Alta, appena sopra
malga Monte Sole Alta
(al centro della foto),
lungo la val Cercen che
collega la val di Rabbi
con la vicina val di Peio.
Le malghe, spesso
ristrutturate di recente,
offrono ospitalità e
ristoro e sono una
delle attrattive della
zona. A destra: il rifugio
Stella Alpina (2.426
metri), a pochi minuti
dai laghi Corvo. Da qui
si raggiungono il rifugio
Dorigoni e il passo di
Saent (2.965 metri), che
mette in comunicazione
con la val Martello, già
in territorio altoatesino.

Bell’Italia 91
In questa pagina:
gli affacci sulla cascata
bassa (sopra) e alta
(a sinistra) di Saent,
formate dal Rabbies.
Prima di imboccare
il sentiero delle Cascate
l’escursione tocca
la malga Stablasolo
(1.539 metri), ideale
per un sosta. Pagina
seguente, dall’alto in senso
orario: in cammino
nei dintorni di malga
Monte Sole, tra praterie
e selvagge pareti;
il pannello che illustra
il percorso della Via
delle Malghe a Nestalp
Malga Campo, in val
di Peio; boschi di abeti
tra malga Monte Sole
Alta e malga Tremenesca.

92 Bell’Italia
Fu un cambio di passo inaspettato, che di Rabbi Fonti, è ancora in via di tra- Così la classica escursione al rifugio Stel-
portò una nuova fonte di ricchezza e sformazione ma ha saputo rilanciarsi. la Alpina e ai laghi Corvo può comincia-
sostituì in parte le tradizionali attività In più, da qualche anno, le malghe in re alla malga Caldesa Bassa, collegata al
agro-pastorali e di falegnameria. quota si sono trasformate in un’attrat- fondovalle di Plazze dei Forni e Rabbi
tiva irrinunciabile, grazie a lavori di Fonti da un ecologico servizio navetta.
IL FRESCO CASOLÈT ristrutturazione che hanno permesso E anche l’altra passeggiata immancabile
E IL NOSTRANO STAGIONATO di affiancare alle tradizionali attività nel carnet del frequentatore di Rabbi,
Tra memoria e attualità, la val di Rab- di trasformazione del latte anche una quella alle prepotenti cascate di Saent,
bi continua a giocarsi le sue carte di ristorazione di qualità e la possibilità ha nella malga Stablasolo uno snodo fon-
sempre. La natura, le foreste di abeti di pernottare. La visita a una malga damentale. Latte d’alpeggio e acqua, in-
e «l’aria balsamica» (per citare ancora è diventata un’allettante alternativa tesa anche come tendenza a una prover-
l’abate Stoppani) ne fanno a giudizio di alle escursioni tradizionali, o magari biale variabilità atmosferica, sono i tesori
molti la valle trentina meglio conserva- un’appagante integrazione. La scelta della valle. Con il latte si fanno, rigorosa-
ta, grazie anche alla protezione del Par- è tra una quarantina di strutture, col- mente in quota, un formaggio Nostrano
co Nazionale dello Stelvio. L’ingegnosa legate tra loro dall’originalissima Via stagionato che si gusta al meglio dopo sei
tecnologia delle settecentesche seghe- delle Malghe tra val di Sole, val di Rab- mesi, la ricotta, il burro e soprattutto il
rie veneziane, capaci di imbrigliare la bi e val di Peio: una camminata di più Casolèt, il prodotto più identitario di tut-
spumeggiante energia del Rabbies, è giorni, percorribile anche solo in parte ta l’area solandra, da consumare fresco
stata perfettamente ristrutturata a sco- (vedere riquadro a pag. 91), lungo stra- entro venti-trenta giorni. Alla Stablasolo
po didattico. Il termalismo, ben testi- de sterrate e sentieri che spesso supe- si trova anche in versione aromatizzata,
moniato dagli austeri edifici in pietra rano i 2.000 metri di altezza. al peperoncino ed erbette. I più bra-

Bell’Italia 93
In questa foto: vita
d’alpeggio a Nestalp
Malga Campo
(1.979 metri), sopra
la località di Celentino,
a cui è collegata
da una strada sterrata.
Sotto, da sinistra:
tramonto in malga,
dove è possibile
anche pernottare;
il panorama dalla
terrazza all’alba, con
le cime del gruppo
della Presanella (3.558
metri) sullo sfondo.

vi sono in grado di identificare dal sapore e caratterizza la cucina che si gusta alle Nestalp Malga Campo, affacciata sulla
la provenienza di una singola forma, il tavole di questi alpeggi moderni. A mal- Presanella. Il caseificio moderno è in-
suo alpeggio, perfino il pascolo. E così ad ga Monte Sole Alta, autentico presidio gegnosamente a vista. Il caseificio tra-
esempio il Casolèt della zona di Saent è gourmet d’estate e d’inverno, accompa- dizionale invece, tenacemente difeso
diverso da quello della malga Maleda Al- gna ad esempio gli gnocchi di polenta dall’abbattimento, è un delizioso “mu-
ta, che si svela solitaria in fondo alla sel- insieme allo speck e al burro. Siamo seo della malga che fu”, con la caldera
vaggia val Maleda. Qui è possibile anche così approdati in val Cercen, lo stret- in rame per cuocere il latte, lo spazio
dormire, regalandosi un’esperienza an- to solco che collega la val di Rabbi per le chiacchiere intorno al paiolo e le
cora straordinariamente simile a quella alla val di Peio allineando una bella stanze dei pastori al piano superiore.
dei malgari d’un tempo, e assistere alla sequenza di malghe. La struttura della L’ultimo ad alloggiare in questi locali
produzione. La tecnica tradizionale pre- Monte Sole ricalca quella tradizionale, fu un indimenticato malgaro della val
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vede l’utilizzo di latte crudo da una o due con il basso e lungo caseggiato della stal- d’Ultimo, che sfogava la sua solitudine
mungiture e di caglio liquido di vitello, la affiancato da un edificio più alto che parlando in tedesco con le capre. Sul-
con rottura della cagliata dopo 20-30 mi- ospita le strutture di accoglienza e quel- le assi sopra il paiolo si affumicava la
nuti a una temperatura di 35-39 gradi. le produttive. La ricorrente partizione ricotta, il cui sapore aromatico è una
in malga “alta” e “bassa” richiama inve- sorta di madeleine proustiana per tanti
MALGHE ALTE E MALGHE BASSE ce la volontà di sfruttare al massimo i solandri non più giovanissimi.
PER PRESIDIARE I PASCOLI pascoli di due altitudini diverse.
Il Casolèt, il cui nome riporta proba- Chi se la sente di valicare gli oltre 2.600
bilmente al latino caseulus (“piccolo metri di passo Cercen può sconfinare a alla pagina seguente
formaggio”), è un Presidio Slow Food Peio e farsi coccolare nel “nido” della

94 Bell’Italia
come
dove
quando
VAL DI RABBI
(Trento)

Storie e scoperte
tra i boschi Segheria dei Braghje

Da Malé a Rabbi Fonti, la piccola valle è ricca di attrattive, dal museo degli antichi mestieri ai centri
visita del Parco Nazionale dello Stelvio, dalle ingegnose segherie veneziane alle terme di Pietro Cozzi

sostanza che serviva NEL PARCO DELLO STELVIO


a impermeabilizzare Visita alle meraviglie
gli scafi. Un’intera dell’area protetta
sezione è poi dedicata
al grande micologo Le strutture del Parco Nazionale dello Stelvio
Giacomo Bresadola; (www.parcostelviotrentino.it) in val di Rabbi
aperto lunedì-sabato affiancano ai classici centri visite diverse
10-12 e 16-19; ingresso altre realtà che testimoniano le attività
a offerta libera. I centri tradizionali della zona. Il Centro Visitatori
abitati della valle sono di Rabbi Fonti (0463/90.97.74) offre un
piccoli e accoglienti. excursus completo sulla flora e sulla fauna
Dopo Pracorno ecco dell’area protetta e ospita la ricostruzione
San Bernardo, sede di una segheria veneziana; aperto 9-12
del comune sparso e 16-19. Lungo l’anello delle cascate di
di Rabbi. Qui si fa Saent, l’ex malga Stablèt ospita invece uno
La val di Rabbi si raggiunge in auto con l’autostrada A22 sosta soprattutto per spazio tutto dedicato alle marmotte, con
del Brennero, uscita Trento Nord. Da qui si prosegue con il percorso Kneipp un grande plastico che riproduce la tana di
la provinciale 235, la statale 43 fino a Mostizzolo e poi all’aperto, in un parco questo roditore, abitante delle praterie in
la statale 42 fino a Malé, dove si imbocca la provinciale dove si cammina a quota; aperta 10-12,30 e 13-17. Più a valle, in
86 verso Rabbi Fonti. L’auto si lascia a Plazze dei Forni, piedi nudi tra vasche località Somrabbi, il Casèl racconta la
a 1 km circa da Rabbi Fonti, da dove partono le navette e ruscelli con fondo storia dell’antico caseificio locale, costruito
di Stelviobus (tariffa giornaliera 5 €) per le diverse zone in ciottoli di diverse nel 1858, e le diverse fasi della lavorazione
della valle. In treno: da Trento, linea R35 Trento-Malé dimensioni; aperto 10- del latte: una lunga carrellata di attrezzi
(www.trentinotrasporti.it), poi bus B640 per Bagni di 18; 3 €. La passeggiata tradizionali, tra cui i grandi “calderoni”; visite
Rabbi-Somrabbi. In aereo: l’aeroporto più vicino è quello è solo un piccolo su prenotazione per almeno 10 persone.
di Villafranca di Verona, a 160 km da Malé. In camper: anticipo dell’offerta Non lontane sono le settecentesche
area di sosta Al Plan, Rabbi Fonti, 335/685.72.95. delle Terme di Rabbi segheria dei Braghje (visibile dall’esterno)
(Rabbi Fonti, 0463/ e segheria dei Begoi, sulle rive del torrente
98.30.00). Le acque Rabbies: si tratta di esempi ancora
Percorsi relax e acque curative ferruginose vengono funzionanti delle tipiche segherie idrauliche
Località di accesso sorge la cappella di utilizzate per bagni che sfruttavano l’impeto della corrente per
alla val di Rabbi, Malé San Valentino, della termali, inalazioni il taglio dei tronchi; segheria dei Begoi aperta
si presenta con la seconda metà del ’400, e cure idropiniche. martedì, venerdì e sabato 14-17; martedì
raccolta piazza dove dalla curiosa forma C’è però anche una e venerdì anche visite guidate ogni ora; 3 €.
affaccia la parrocchiale sopraelevata. La storia Thermal Spa con
dell’Assunta (via Ergisto e le tradizioni della val percorso Kneipp, vasca
Bezzi, 0463/90.11.92). di Sole sono illustrate rigenerante, sauna
Di origini romaniche, nel vicino Museo della termale alpina
come attesta la Civiltà Solandra (via e bagno turco (35 €).
torre campanaria, Trento, 0463/90.17.80). Orario: lunedì-sabato
fu rifatta alla fine Nell’ex palazzo 8,30-12,30 e 15,30-20,
del Quattrocento; Pretorile si scoprono domenica 17-20. Forti
la maestosa facciata la cucina e la stua della emozioni regala infine
ottocentesca conserva tipica casa solandra, il ponte tibetano
l’elegante protiro oltre ai mestieri di un sospeso sopra le cascate
(1531) e un portale tempo, tra cui spicca del rio Ragaiolo, a
quattrocentesco; aperta l’estrazione dai larici mezz’ora di cammino
Rabbi Fonti
8-19. Sulla stessa piazza della trementina, dal parcheggio di Plan.

Bell’Italia 95
come
dove
quando
VAL DI RABBI
(Trento)

LE MALGHE
Formaggi e cucina golosa
dai pascoli in quota
In alta val di Rabbi ogni malga ha una storia
e un “taglio“ particolare. L’offerta, tenendo
conto anche delle vicine val di Sole e val di
Peio, è vastissima, sempre con la possibilità
di acquistare i formaggi di produzione. Sulla
direttrice delle cascate di Saent si incrocia
la Malga Stablasolo (388/863.95.82). Il Casolèt
si trova qui in versione classica, “fiorito“
o aromatizzato con peperoncino ed erbette.
A tavola, ogni giorno si gusta un piatto
Vecchia Canonica Malga Monte Sole Alta
unico (con primo, secondo e formaggio)
diverso, intitolato all’alpino, al montanaro,
Gli alberghi Offre piscina nel I ristoranti al contadino e al bracconiere; conto (alla
parco e area wellness. carta) sui 35 €. Più a ovest, Malga Maleda
Terme di Rabbi Hotel Mezza pensione da 65 € Vecchia Canonica Alta (346/681.07.62), gestita dalla famiglia
★★★ (Rabbi, località a persona al giorno. (Malé, piazza Cei Ghirardini, conquista con la sua atmosfera
Rabbi Fonti 153, 0463/ Maso Fior di Bosco 4, 0463/90.20.64). ancora autentica, a metà tra alpeggio
98.30.00). Elegante (Rabbi, località Il locale, nato nel 1982, e rifugio, in un angolo nascosto al culmine
e monumentale, di fronte Pralongo 211d-San è una pizzeria di rango della val Maleda. A Malga Monte Sole
alle terme, l’edificio Bernardo, 0463/ per ingredienti e Alta (località Monte Sole, 0463/63.61.34),
testimonia secoli 98.55.43). A metà tra un originalità: da provare nella stretta val Cercen, è protagonista la
di vacanze eleganti a agriturismo e un albergo, la pizza mela e Casolèt. cucina di Matteo Zanella, chef e patron
Rabbi. Un programma di questo maso del 1879, Ma nel menu lo chef che prepara tagliatelle con funghi e ragù
passeggiate accompagna ristrutturato nel 2012, si Simone Iob offre anche di selvaggina e tagliata di cervo con
le cure e i trattamenti, articola in camere, suite piatti trentini rivisitati, marmellata di ambrosine; conto sui 40 €
seguendo la filosofia di e appartamenti in legno dai classici canederlotti e mezza pensione da 65-70 € a persona.
una totale immersione di abete. La novità è al trancio di trota Per Nestalp Malga Campo (Celentino, via per
nella natura. Camere la piccola area wellness. con erbette aromatiche Malga Campo, 0463/63.60.99) vale la pena
ampie e comode. Mezza pensione da 65 € e salsa allo yogurt. spostarsi nella vicina val di Peio, al culmine
Mezza pensione da 75 a persona al giorno. Conto sui 40 €. di una lunga sterrata sopra Celentino. Luca
€ a persona in formula Agritur Ruatti (Rabbi, Antica Osteria (Ossana, Podetti accoglie gli ospiti mostrando loro la
Natural Detox, con località Pracorno via Venezia 11, 0463/ parte antica della malga. Tra le chicche della
accesso alla Thermal Spa. 95, 0463/90.10.70). 75.17.13). In val di Sole, sua produzione, la rara ricotta affumicata.
Albergo Miramonti All’imbocco della valle, a 20 minuti dall’imbocco Da provare la tagliatelle al pesto di rape rosse
★★★ (Rabbi, località due masi offrono della val di Rabbi, e l’omelette con comede e Casolèt; conto sui
San Bernardo 55, 0463/ ristorazione e ospitalità ci si accomoda nelle 30 € e mezza pensione da 75-90 € a persona.
98.51.19). In stile alpino, con 15 camere. L’azienda, deliziose e curatissime
di proprietà della famiglia che è anche fattoria salette di una vecchia
Pedergnana, è un didattica, produce salumi casa di montagna. Dalla
riferimento tradizionale e formaggi. Doppia creatività sconfinata
per l’ospitalità in valle. con colazione da 80 €. di Mariano Dell’Eva
nascono gnocchi di patate
con prugna, cannella e
burro, petto d’anatra con
mela e grappa, tortino
al cioccolato. Il menu è
“recitato” rigorosamente
a voce. Conto sui 40 €.
Al Molin (Rabbi,
località Piazzola 167,
Malga Stablasolo
©RIPRODUZIONE RISERVATA

0463/98.50.20).
A 500 metri dalle
terme, un’oasi di cucina
tradizionale dove gustare info
strangolapreti e cervo Azienda per il Turismo Val di Sole, Malé,
con polenta e funghi. via Marconi 7, 0463/90.12.80; Rabbi Vacanze,
Terme di Rabbi
Conto 20-30 €. località San Bernardo, 0463/98.50.48.

96 Bell’Italia
PISOGNE (Brescia) Santa Maria della Neve

IL RINASCIMENTO SECONDO
ROMANINO
La chiesa del piccolo centro affacciato sul lago d’Iseo ospita un ciclo
di affreschi tra i più interessanti del nostro ’500. La Passione e la
Resurrezione di Cristo sono raccontate con stile veemente da un artista
fuori dagli schemi, all’insegna di una profonda esigenza di verità

TESTI Carlo Migliavacca FOTOGRAFIE Massimo Ripani


Pagina precedente: la Crocifissione affrescata da Romanino sulla controfacciata della chiesa.
In questa foto: il Cristo con la croce in un particolare della Salita al Calvario, sulla parete nord.

Bell’Italia 99
PISOGNE (Brescia) Santa Maria della Neve

L
a storia dell’arte italiana non è scritta solo nella menica, sul fianco nord, e sulla facciata il Dogma della
lingua elevata dei centri maggiori. Importanti morte, ormai svanito. L’ammonimento al rispetto delle
capitoli hanno l’incedere più schietto degli idio- festività e alla fugacità delle cose terrene era rivolto ai
mi periferici, nati là dove condizioni storiche, pisognesi, ma anche ai pellegrini, ai viandanti e ai mer-
economiche e sociali particolari hanno gene- canti che trovavano riparo sotto i porticati addossati
rato o attratto grandi talenti artistici. Così, alcune tra alla chiesa: abbattuto quello a nord, di fronte al sacello
le pagine più vivide della formidabile avventura del affrescato ancora esistente, sostituito dalla chiesetta di
nostro Rinascimento si possono leggere sulle pareti di San Nicola da Tolentino quello rivolto a sud.
una piccola chiesa incastonata tra il lago d’Iseo e le
prime pendici della valle Camonica, in quelle terre LA SALVEZZA VISTA DAL BASSO
bresciane a lungo governate dalla Serenissima. A scri- Il bel portale in arenaria rossa attribuito a Damiano
verle fu, intorno al 1534, Girolamo Romani, detto il Ro- da Milano ci ricorda che il rinnovamento delle arti
manino, pittore che al culmine di una carriera impor- era giunto anche in queste terre, quasi a smentire le
tante trascorsa tra Brescia (la città natale), Cremona e attardate citazioni gotiche negli archetti pensili lobati
Trento si trovò a stravolgere i canoni del classicismo sotto gli spioventi del tetto. È questo il sipario che si
rinascimentale sulle pareti di un tempio di provincia, apre sull’interno, dove, mosso qualche passo, si ha la
forse finalmente libero di esprimersi nella sua lingua sensazione che qualcosa di incombente e singolare stia
madre: un «dialetto», una «parlata bresciana», secondo per succedere. A popolare gli affreschi di Romani-
le definizioni di uno dei più profondi conoscitori dell’o- no è un’umanità indocile, priva della grazia e della
pera dell’artista, Giovanni Testori. sublime armonia della cultura figurativa rinasci-
mentale. Lo sguardo corre subito verso l’alto, dove le
UNA CHIESA VOLUTA DALLA COMUNITÀ Sibille, i Patriarchi, i Profeti e generici Veggenti dipinti
Dall’esterno, nessun indizio lascia presagire l’intensità sulle volte si dibattono in pose scomposte e sembrano
dell’esperienza estetica e culturale che il visitatore si ap- sul punto di staccarsi dalle finte cornici affrescate per
presta a vivere varcando la soglia. La semplice facciata precipitare tra i visitatori, forti dei loro corpaccioni gre-
a capanna di Santa Maria della Neve guarda un ampio vi e fuori proporzione che sembrano prendersi gioco di
sagrato acciottolato ai margini dell’abitato di Pisogne, chi li guarda pensando a Raffaello e a Michelangelo, a
sulla sponda nord-orientale del Sebino, a 40 chilometri Tiziano e a Giulio Romano.
da Brescia e 50 da Bergamo. C’è pace e silenzio qui Il tema iconografico del ciclo è quello della salvezza
dove l’antica strada Valeriana che risaliva dalla dell’umanità attraverso la Passione di Cristo. Sulle pare-
Pianura Padana faceva una sosta prima di proce- ti, ampie scene corali occupano le lunette chiuse dagli
dere verso il cuore delle Alpi. Mercanti, artigiani e archi gotici, simili a grandi pale d’altare; sotto di loro, al
contadini la percorrevano per raggiungere il mercato di livello degli occhi dei fedeli il gigantismo della narrazio-
Pisogne, borgo murato e snodo commerciale di rilievo ne si ridimensiona in tableau orizzontali assimilabili ad
grazie alle vie di terra e a quella d’acqua del suo porto altrettante predelle. La critica continua a confrontarsi
lacustre. Intorno, le miniere di ferro di Grignaghe e una sull’ordine di lettura delle scene, avanzando dotte ipote-
fiorente rete di fucine per la lavorazione del metallo. si per trovare un senso in quello che a prima vista appa-
È una storia di benessere e operosità quella che rac- re come un “miscuglio” neotestamentario: se si volesse
conta Santa Maria della Neve, eretta sul finire del XV seguire l’ordine cronologico degli eventi ci si troverebbe
secolo non dalle autorità religiose ma dalla comunità infatti a correre da una parete all’altra. Raffinate esegesi
pisognese, una “vicinia” (unione di vicini) che godeva iconografiche a parte, al centro della rappresentazione
di qualche autonomia amministrativa in seno alla Re- è la straripante presenza delle scene che assorbe lo
pubblica di Venezia. Decorata fuori e dentro con affre- sguardo grazie alla concitata urgenza della rappre-
schi che precedono il ciclo romaniniano, fu forse voluta sentazione, unione del tutto singolare di colorismo ve-
in segno di ringraziamento per la prosperità raggiunta, neto, realismo lombardo e cultura nordica.
senza trascurare la stigmatizzazione dell’attaccamento La schietta parlata di Romanino si esprime al meglio
ai beni terreni. Ne sono testimoni gli affreschi realizzati nella Crocifissione della controfacciata, dove più che
tra fine ’400 e inizio ’500 sulle pareti esterne, per i quali al Cristo l’attenzione corre al brulicare di vita ai suoi
si scelsero i temi della Madonna dei mestieri, o Santa Do- piedi: alla forzuta Maddalena, il cui desolato ab-

100 Bell’Italia
Sopra: soldati a cavallo in un particolare della Crocifissione. Sotto: la lunetta della parete nord (a sinistra entrando) con
La visione ravvicinata esalta la veemenza della pittura la scena della Salita al Calvario; il volto del Cristo è uno
e la spiccata vocazione al realismo dell’artista bresciano, dei più celebri brani di pittura di Romanino. L’ampia lacuna
particolarmente evidente nella trattazione dei volti. nell’affresco è dovuta all’esposizione a settentrione.
102 Bell’Italia
Pagina precedente: possente, ma non privo di una certa Cristo libera le anime dei giusti che lo avevano preceduto.
leggiadria, Cristo risorge dal sepolcro nella prima lunetta Sotto: la parete sud con, da destra a sinistra, la Resurrezione, la
della parete meridionale. Sopra: particolare dei diavoli che Discesa agli inferi e l’Ascensione; nelle predelle, l’Ultima cena,
volteggiano nella Discesa agli inferi, sopra la scena in cui la Lavanda dei piedi e l’Ingresso di Cristo a Gerusalemme.

Bell’Italia 103
Sopra: il dettaglio della Crocifissione con i soldati che trentina di eccentriche raffigurazioni di Sibille, Patriarchi,
si giocano ai dadi le vesti di Cristo. Sotto: veduta dell’aula Profeti e Veggenti che si muovono liberamente
unica della chiesa in direzione del presbiterio. Gli spicchi tra gli elementi architettonici dipinti. Pagina seguente:
delle volte a crociera delle campate accolgono una uno dei ladroni in un altro particolare della Crocifissione.

104 Bell’Italia
Bell’Italia 105
PISOGNE (Brescia) Santa Maria della Neve

braccio alla croce sembra finalizzato a svellerla dal vivere il cristianesimo [...] Qui c’è un modo di viverlo
Calvario; ai soldati da trivio che si contendono ai dadi le più umile, più da eroismo popolare e montagnardo,
vesti di Cristo; in generale al realismo privo di inibizioni più dialettale [...] Romanino qui fa il controcanto della
dei volti. La tensione verso una realtà popolare e parola che si fa carne, infatti prende la carne di un
l’impeto comunicativo di Romanino hanno in pas- popolo, di una valle e ne fa verbo figurativo».
sato colpito anche l’acuta sensibilità di Pier Paolo Il dialetto romaniniano si fa ancora più sciolto nel-
Pasolini, che ha molto amato l’artista apprezzandone le scene dei riquadri minori. Con pennellate veloci
la capacità di «caratterizzazione sociopsicologica». e liquide “scrive” la Flagellazione e l’Incoronazione di
spine, l’Ultima cena e la Lavanda dei piedi, l’Ingresso
SACRE SCRITTURE IN CARNE E OSSA a Gerusalemme, la Cena in casa di Simone Fariseo e
Sulla parete destra, il Cristo della Resurrezione fluttua Pilato che si lava le mani. Sull’arco del presbiterio
a mezz’aria forzando membra possenti a un aggra- l’impeto sembra placarsi in una più aggraziata ri-
ziato, quasi incongruo passo di danza, mentre ogni flessione: Dio padre dall’alto guarda l’Annunciazione
finezza è preclusa ai bizzarri diavoli che sorvegliano e, più in basso, la Deposizione nel sepolcro e la Penteco-
la vicina Discesa agli inferi. Nella Salita al Calvario ste. Nell’abside, sulla cui volta ancora si leggono trac-
sulla parete opposta, la più deteriorata a causa dell’e- ce della prima decorazione della chiesa (sulle pareti
sposizione a settentrione, all’umanissima, attonita resta solo qualche sinopia), sono esposti gli affreschi
sofferenza del Cristo che ci fissa portando la croce di Romanino strappati dal perduto portico nord della
fa riscontro la brutale goffaggine del suo aguzzino, chiesa. Tra le molte lacune vi si legge il Corteo dei Magi:

©RIPRODUZIONE RISERVATA
spropositato ammasso di muscoli cieco a ogni pietà; affollato, concitato, vivo, come tutta l’opera del meno
poco oltre, nella scena dell’Ecce Homo, due bimbi si ac- ortodosso tra i pittori del nostro Rinascimento.
capigliano brutalmente, indifferenti a quanto accade
in cima alla scalinata del palazzo di Pilato. Secondo il
già citato Testori, il ciclo di Pisogne «per forza poetica alla pagina seguente
tiene alla Sistina, ne è come l’alterità, l’altro modo di

Sotto, a sinistra: figure di Profeti affrescate tra gli archetti Alla sua destra, la chiesetta di San Nicola da Tolentino,
pensili della facciata. Risalgono al primo intervento dove di recente sono emerse tracce di altri affreschi
decorativo che ha interessato la chiesa (fine ’400-inizio attribuiti a Romanino, e l’ex convento dei monaci
’500). Sotto, a destra: la facciata di Santa Maria della Neve. Agostiniani (1580 circa), ora residenza socio-sanitaria.

106 Bell’Italia
come
dove
quando
PISOGNE
(Brescia)

Tra Sebino
e valle Camonica Pisogne

Sulle sponde del lago d’Iseo, dove in agosto spettacoli ed eventi animano il centro storico di Pisogne; nella
verde vallata prealpina per scoprire le incisioni rupestri e gli altri affreschi di Romanino di Carlo Migliavacca

Pisogne si raggiunge in auto con la A4 L’EVENTO


Torino-Trieste. Provenendo da est Il borgo in festa: spettacoli,
uscita Brescia Ovest, quindi provinciale arte e visite guidate
510; da ovest uscita Ospitaletto e
provinciali 19 e 510. In treno: con l’alta L’appuntamento più importante dell’estate
velocità fino alla stazione di Brescia, a Pisogne è la Mostra Mercato, che
da cui partono i regionali della Brescia- quest’anno tra il 10 e il 17 agosto celebra
Iseo-Edolo che fermano alla stazione la sua 22ª edizione. Per otto giorni piazza
di Pisogne (a ridosso del centro del Mercato e l’intero borgo storico
storico). In aereo: l’aeroporto più vicino ospitano banchi d’artigianato, creazioni di
è quello di Bergamo-Orio al Serio design, sapori della tradizione e, novità
(50 km). In camper: Campeggio Eden, di questa edizione che ha per titolo “La
via Piangrande 3a, 0364/88.05.00. cultura è di casa”, mostre di pittura e
Per la visita: la chiesa di Santa Maria scultura; le serate sono animate da una
della Neve si trova in via Antica serie di eventi e spettacoli, tra musica e
Valeriana, a 10 minuti di cammino dalla teatro, danza e arte di strada. Per onorare
stazione. Orario: martedì-venerdì 14- il tema della manifestazione, per la prima
18, sabato e domenica 10-18; ingresso volta è stato messo a punto un calendario
libero. Info 0364/88.08.56. di visite alla scoperta della cultura e della
natura del territorio. Cinque sono dedicate
agli affreschi di Romanino: 11, 13 e 15
Antiche strade, chiese affrescate e pietre incise agosto condotte da guide abilitate (7 €,
Pisogne è un tranquillo Poco oltre si incontra (piazza Sant’Antonio, prenotazioni 338/855.94.64), 12 e 17 agosto
borgo dall’antica la pieve di Santa 0364/229.70), nel cui con accompagnamento (gratuite). Gli altri
storia di crocevia Maria in Silvis (viale presbiterio Romanino appuntamenti, tutti gratuiti, riguardano
commerciale. Il suo Pieve, 0364/865.35), lavorò intorno al 1536 la pieve di Pisogne (10, 12, 14 e 17), il
cuore medievale decorata dagli affreschi (tutti i giorni 8-12 e parco (14), il borgo di Toline (11 e 16),
gravita attorno a quattrocenteschi di 13-19; ingresso libero). un’escursione botanica (16) e una al monte
piazza del Mercato, Giovanni Pietro da Pochi chilometri Guglielmo (13, 2,5 ore). Per le prenotazioni:
aperta sul lago e Cemmo. Apertura su separano Breno da biblioteca di Pisogne, 0364/88.08.56;
dominata dalla torre prenotazione. Lasciata Capo di Ponte, sul biblioteca@comune.pisogne.bs.it
del Vescovo, dalla Pisogne, l’itinerario cui territorio insiste il
cui sommità si gode romaniniano può Parco Nazionale delle
un ampio panorama proseguire in valle Incisioni Rupestri
sul lago d’Iseo. Orario: Camonica con la visita (località Naquane,
martedì-domenica di due chiese che 0364/421.40), che
10-19; ingresso libero. ospitano affreschi del con le sue rocce incise
Alle spalle di piazza maestro bresciano: con figurazioni tra il
del Mercato, oltre la Santa Maria Neolitico (IV millennio
grande, settecentesca Annunciata a Bienno a.C.) e l’età del Ferro
parrocchiale di Santa (via Santa Maria, (I millennio a.C.)
Maria Assunta, si 0364/40.60.02), con è il fulcro del sistema
estende il bel Parco lo Sposalizio della di parchi archeologici
Comunale, con gallerie Vergine dipinto nel dedicato all’arte rupestre
pergolate di rose e presbiterio intorno della valle, Patrimonio
un bar all’aperto. al 1540 (tutti i giorni Unesco. Orario:
Orario estivo: tutti 8-21; ingresso libero), e martedì-domenica 8,30-
Sant’Antonio a Breno
i giorni 8,40-23,40. Sant’Antonio a Breno 19; ingresso 6 €.

Bell’Italia 107
come
dove
quando
PISOGNE
(Brescia)

ALL’ARIA APERTA
Itinerari nella natura
a piedi, in bici e in battello
Il territorio nei dintorni di Pisogne offre
un’ampia scelta di escursioni, tra le acque
del Sebino e i monti che lo circondano. Il
tracciato dell’Antica Strada Valeriana che
lambiva Santa Maria della Neve è stato
recuperato a uso dei camminatori nel tratto
che segue a mezza costa il lago tra Pilzone
d’Iseo e Pisogne. L’intero percorso misura
24 km, ma si possono affrontare uno o più
singoli tratti, lunghi in media 4 chilometri.
Hotel Capovilla Tentazioni Ristorante
Di particolare interesse quelli che toccano
la Riserva Naturale delle Piramidi di Zone,
Gli alberghi Hotel Lovere Resort & Locale dal design caratteristici “funghi” di terra costituiti da
Spa ★★★★ (Lovere, contemporaneo, come detriti morenici plasmati dall’azione erosiva
Hotel La Pieve ★★★★ via Marconi 97, 035/ le elaborate proposte del delle acque e del vento. La si raggiunge
(Pisogne, via Don 96.03.96). A 10 km da menu, tra cucina lombarda salendo da Colpiano (località di Marone)
Recaldini 1, 0364/862.14). Pisogne, una struttura e sapori mediterranei. in circa un’ora di cammino, oppure
Moderna struttura moderna e accogliente Menu degustazione da 40 direttamente da Pisogne in circa tre ore e
accanto alla pieve con area benessere: a 55 €; conto 35-40 €. mezza. Lungo la sponda bresciana del lago
di Santa Maria in Silvis, piscina, sauna, bagno La Curt Restaurant corre la Ciclovia dell’Oglio che dalla Pianura
con centro benessere turco, massaggi. Doppia (Pisogne, via Papa Padana sale al passo del Tonale. Nei pressi
e piscina esterna. con colazione da 85 €. Paolo VI 7, 0364/ di Pisogne se ne incontra uno dei tratti
Il ristorante Il Melograno B&B Al Mulino (Darfo 59.06.94). Nell’edificio più belli, quello tra Toline e Vello, pista
è aperto anche ai Boario Terme, località dell’Hotel Capovilla, ciclo-pedonale pianeggiante di circa 5 km
non ospiti. Doppia Bertolet 6, 0364/46.64.10). propone una cucina che si snoda tra le rocce della costa in uno
con colazione da 110 €; In valle Camonica, negli che coniuga tipicità e scenario naturale di grande fascino. Presso
conto medio al ristorante spazi di un antico mulino. creatività, con proposte il Jazz Café di Marone (via Provinciale
35 €, a pranzo 12 €. Propone una camera che di carne e di pesce. 43) si possono noleggiare le bici blu del
Hotel Capovilla ★★★★ può ospitare fino a quattro Molto apprezzati i risotti. progetto BiciLago (mezza giornata 4 €,
(Pisogne, via Papa persone e, all’esterno, Business lunch (martedì- giornata intera 8 €). Per scoprire il territorio
Paolo VI 7, 0364/867.29). l’esperienza del bagno venerdì) da 10 a 14 €; dall’acqua ci sono i servizi di Navigazione
Di fronte al lago, in un nella grande tinozza. conto medio 35 €. Lago d’Iseo (035/97.14.83). Da Pisogne
edificio di fine ’800 aperto 30 € a persona Agriturismo La Morina partono i battelli di linea e, in agosto, le
all’ospitalità dai primi anni con prima colazione. (Pisogne, località crociere turistiche del venerdì, con visite
del ’900. Ristrutturato Grignaghe, 340/ guidate a Monte Isola, Iseo e Sarnico
di recente in stile classico- I ristoranti 394.30.89). A mille metri (18 €, prenotazione obbligatoria).
contemporaneo, dispone d’altitudine alle spalle
di 15 ampie camere, Tentazioni Ristorante di Pisogne, con vista sul
tra le quali tre junior (Costa Volpino, lago. In tavola, i prodotti
suite. Doppia con via Marco Polo 2d, dell’azienda agricola,
colazione da 100 €. 035/19.91.03.54). come i piccoli frutti
delle torte e delle crostate.
Aperto solo nel fine
settimana. Menu a 33 €
(vino incluso).
Trattoria San Clemente
(Pisogne, via San
Clemente 4, 0364/
88.04.73). Ristorante-bar
a conduzione familiare
©RIPRODUZIONE RISERVATA

nei pressi di piazza del


Antica Strada Valeriana
Mercato. Piatti tradizionali
cucinati con semplicità,
come il bollito misto
proposto in tutte le info
stagioni. Menu a pranzo Pro Loco Pisogne, via lungolago Tempini 5,
La Curt Restaurant
11 €. Conto 20-25 €. 0364/88.05.17; www.prolocopisogne.it

108 Bell’Italia
NARDÒ (Lecce)

IL SALENTO
SCOLPITO
Salotto di pietra dorata ricco di chiese e monumenti, il centro storico
della città offre emozioni e sorprese. A cominciare dall’atmosfera autentica
della piazza principale, con al centro la spettacolare guglia barocca
TESTI Lara Leovino FOTOGRAFIE Gabriele Croppi

In questa foto: due leoni in pietra custodiscono il portale rinascimentale della chiesa dell’Annunziata, detta
anche chiesa del Carmine. Pagina seguente: la guglia dell’Immacolata, alta 19 metri, in piazza Salandra.
G
li abitanti di Nardò osservano con pacato or- lotto, prezioso ma trascurato: molte chiese chiuse, edi-
goglio gli sguardi ammirati di chi passeggia fici dimenticati, auto in piazza. Nardò era vissuta come
in città, un po’ come capita a certi genitori la città dell’entroterra in un territorio in cui il turismo
consapevoli della bellezza dei propri figli. Un significava soprattutto mare, con le vicine spiagge dello
viavai di persone, un confondersi di lingue, Ionio prese d’assalto. Nel borgo si avventuravano per
un susseguirsi di click e di espressioni compiaciute di lo più visitatori occasionali, soprattutto stranieri: sog-
fronte al trionfo di decori scolpiti. Da vertigine, poi, giorni brevi, anche perché le strutture ricettive erano
la guglia al centro della piazza, icona del Barocco poche. Poi, come è successo a molte località della Puglia,
salentino e sfondo perfetto per le foto di rito. “la bella addormentata” si è svegliata e ha preso consa-
I neretini, così si chiamano i cittadini di Nardò, ci han- pevolezza dell’unicità del suo patrimonio. A ridestarla
no messo poco tempo ad abituarsi al turismo: tutto è è stato anche l’interesse di turisti stranieri e italiani che
accaduto nell’arco di un decennio. Nei primi anni del hanno cominciato ad acquistare case e palazzi del cen-
Duemila il centro appariva come un monumentale sa- tro, affascinati da vicoli, slarghi, viuzze, archi, basole,

In alto: in primo piano il profilo di uno dei leoni della chiesa dell’Annunziata, scolpito nella fragile pietra leccese. Affaccia su
uno slargo del centro storico su cui prospetta l’elegante teatro Comunale (al centro), a pochi passi da piazza Salandra.

112 Bell’Italia
nicchie. Uno scenario urbano che fa da sfondo alle fac- ha anche ospitato importanti conventi di cui restano mol-
ciate di pietra color miele, che la gloriosa luce di Puglia te testimonianze. Proprio in un ex convento francescano
esalta e trasforma a ogni ora. sorge il Museo della Preistoria, aperto meno di due anni
È sempre stata ricca Nardò, città di vescovi e nobili: la fa: la collezione riunisce importanti reperti rinvenuti sul
sua fortuna è legata all’acqua fin dai tempi dei Messa- territorio comunale. Su questo tratto di costa salentina,
pi che la fondarono prima dell’arrivo di Greci, Roma- infatti, sono stati trovati i più antichi resti di Homo sa-
ni e Normanni. Il nome deriverebbe proprio dall’illirico piens in Europa. Vale la pena approfondirne la conoscen-
Nar che significa “acqua”, quella che scorre nelle falde del za attraverso una delle visite guidate o partecipando ai
sottosuolo e che alimenta un’agricoltura fiorente, punto laboratori. Nel chiostro del museo spiccano gli affreschi
di forza del territorio. Per secoli le proprietà terriere sono del portico, realizzati nel 1662 da uno dei frati francesca-
state appannaggio di nobili famiglie feudatarie, le stesse ni, con tanto di data e firma. A pochi passi, la chiesa di
che in città hanno commissionato magnifiche dimore, Sant’Antonio con un magnifico soffitto barocco; “nasco-
chiese ed edifici pubblici. Sede vescovile dal 1413, Nardò sto” nella sagrestia c’è un gioiello rinascimentale: è

In alto, a sinistra: l’immagine di San Nicola affrescata sulla parete della navata sinistra della cattedrale; risale, insieme ad altre
figure di santi, al XIII secolo. In alto, a destra: la scenografica facciata della chiesa di San Domenico (1580), riccamente decorata.

Bell’Italia 113
il mausoleo dei duchi di Acquaviva (1545) con statue a La facciata risale al XVI secolo: è quello che resta della
grandezza naturale scolpite nella pietra. chiesa rinascimentale dopo il terremoto del 1743, che
Un fascino antico abita ancora il centro storico: lo si distrusse molti edifici di Nardò, ricostruiti, in seguito,
percepisce passeggiando sulle basole lucenti delle stra- con una forte impronta barocca.
de, accompagnati dalla sfilata di fregi, statue, mensole, Da via Vittorio Emanuele II appare in tutta l’impo-
volti, e dagli elementi architettonici che caratterizzano nenza dei suoi 19 metri la guglia dell’Immacolata
gli edifici. Fra i più curiosi c’è il mignano salentino, una realizzata in carparo, la dorata pietra locale. Sulla
sorta di ballatoio, fittamente decorato, che permetteva sommità svetta la candida statua della Madonna: a lei
alle donne di affacciarsi sulla strada senza essere viste. è dedicato il monumento che i neretini fecero erigere
Prima di raggiungere la scenografica piazza Salandra, ci dopo il terremoto autotassandosi. La vita in piazza Sa-
si ferma davanti ai leoni della chiesa dell’Annunziata: landra ruota intorno alla spettacolare guglia. Sull’uscio
quieti e silenziosi sorvegliano il portale scavato nel tufo. dei circoli, gli anziani seduti sulle immancabili sedie di

In alto: veduta di piazza Salandra; al centro la guglia dell’Immacolata eretta nel 1769 e sulla sinistra il Sedile cinquecentesco, oggi
sede dell’infopoint di Nardò, coronato dalle statue di San Gregorio Armeno, al centro, con San Michele e Sant’Antonio ai lati.

114 Bell’Italia
legno osservano il passeggio serale: bambini che scor- viavai sottostante. Sulla piazza sorgono anche il palazzo
razzano, coppie abbronzate per mano, signore in ele- di Città con la torre dell’orologio che rintocca ogni quar-
ganti mise, capannelli di gente che chiacchiera, mentre to d’ora e la chiesa settecentesca di San Trifone. A pochi
nell’aria si alza il profumo di brace dei vicini ristoranti. passi c’è la fontana del Toro, eretta nel 1930, quando in
È la “grande bellezza” di una piazza ancora autentica: città arrivò l’Acquedotto Pugliese. Rievoca la leggendaria
senza bancarelle, negozi di souvenir, locali improvvisati nascita di Nardò, nel punto in cui un toro con un colpo di
e altre amenità turistiche. Una piazza che i neretini, zoccolo fece zampillare l’acqua dal sottosuolo.
con grande naturalezza e orgoglio, condividono con i Lo spettacolo continua davanti alla chiesa di San Do-
“forestieri”. A far da sfondo alla guglia c’è il Sedile, edi- menico la cui facciata, illesa dopo il terremoto, desta
ficio dei primi del ’500 sede del potere amministrativo, stupore. Nella parte inferiore, affollata da bizzarri decori
sormontato dall’antica statua di San Gregorio Armeno: – telamoni, maschere, colonne a motivi vegetali – è rap-
sopravvissuta al terremoto del 1743, sembra benedire il presentato il mondo terreno. Quella superiore, in-

In alto, a destra: scorcio di via De Pandi, una delle caratteristiche strade basolate del centro storico. Sulla destra s’intravedono
le finestre di palazzo De Pandi, oggi Zuccaro, dimora nobiliare unita all’edificio antistante da una sorta di ponte coperto.

Bell’Italia 115
vece, più rigorosa, richiama l’ordine del mondo celeste. pravvivono le poderose torri angolari a mandorla.
Proseguendo lungo via Duomo si raggiunge la cattedrale, A questo punto non resta che godere dello splendore del
©RIPRODUZIONE RISERVATA

fondata dai Benedettini nel 1090 su una chiesa basiliana mare salentino: otto chilometri dividono il centro storico
dell’VIII secolo. Più volte rimaneggiata, offre importan- dalle prime spiagge. Un percorso reso spettacolare dal-
ti testimonianze artistiche. Come il misterioso Cristo le ville in stile eclettico che si susseguono fin quasi alla
nero scolpito nel legno e gli antichi affreschi di santi costa. A volerle, tra fine ’800 e metà ’900, le nobili fami-
lungo le navate. E poi l’altare delle Anime del Purga- glie del territorio che qui hanno vissuto, e continuano a
torio e il San Michele, dipinto da Francesco Solimena. vivere, le delizie della villeggiatura.
Prima di lasciare Nardò, i suoi palazzi e la sua miriade di
chiese, ci si dirige verso il castello aragonese, oggi sede
del Comune: la facciata, trasformata nell’800, presenta alla pagina seguente
un ricco apparato decorativo; dell’antica fortezza so-

In alto, a sinistra: scorcio del cortile del Relais Monastero Santa Teresa, che sorge sull’antico convento di clausura delle Carmelitane
Scalze; a destra, dall’alto veduta del castello aragonese; splendido tratto di mare nel Parco Regionale di Porto Selvaggio.

116 Bell’Italia
come
dove
quando
NARDÒ
(Lecce)

Tra la preistoria
e le spiagge Santa Maria al Bagno

La guglia scolpita, le sontuose dimore fuori dal centro, le grotte dei primi uomini e le escursioni nel Parco
Naturale di Porto Selvaggio. E poi un tuffo nello Ionio e un assaggio dei prodotti del territorio di Lara Leovino

ogni due ore; prezzo LE MARINE DEL SALENTO


a persona 12 €. In Qui Mogol scrisse la sua
piazza si visita la chiesa Acqua azzurra, acqua chiara
barocca di San Trifone
a navata unica, orario Fra le fortune di Nardò c’è anche la sua
9-12,30 e 17-20,30. posizione, a 8 km dalle più belle spiagge del
Si supera la simbolica Salento. E poi i vicini e affascinanti borghi
fontana del Toro e di mare: Santa Maria al Bagno, affacciata su
si raggiunge piazza una spiaggetta dorata, e Santa Caterina con
San Domenico, le sue casette bianche che guardano lo Ionio.
dominata dalla facciata Fiore all’occhiello del territorio è il Parco
della chiesa di San Naturale Regionale di Porto Selvaggio e Palude
Domenico. Il fastoso del Capitano (Santa Caterina, via Litoranea
prospetto (1580) non fu Sant’Isidoro, 0833/83.82.25; portoselvaggio.
distrutto dal terremoto net), uno dei principali polmoni verdi della
Nardò, 32 km a sud-ovest di Lecce, si raggiunge con la mentre l’interno venne provincia di Lecce, esteso su 1.122 ettari
statale 101 Lecce-Gallipoli. In treno: collegamenti da rifatto ex novo dopo dei quali 300 di pineta e sette km di costa
Lecce e da Brindisi fino alla stazione di Nardò con la il 1743. Orario: 8-13 e alta incontaminata. Da Torre dell’Alto – antica
linea Ferrovie del Sud Est (www.fseonline.it). In aereo: 14-20,30. Imboccando fortificazione raggiungibile con una breve
l’aeroporto più vicino è quello di Brindisi a circa 60 km, via Duomo si raggiunge passeggiata – si ammira una vista magnifica
da qui shuttle per Lecce fino a Foro Boario e poi bus la Cattedrale di su parco e mare. Fra le spiagge da non
linea privata www.stplecce.it In camper: Mondo Nuovo, Santa Maria Assunta, perdere ci sono quella di Torre Squillace – che
località Santa Maria al Bagno (Lecce), 328/199.24.12. dalla sobria facciata ispirò a Mogol la canzone Acqua azzurra,
che contrasta con la acqua chiara –, Sant’Isidoro, Frascone, Torre
ricchezza degli interni. Uluzzo e tanti punti fra gli scogli con piscine
Dall’Osanna alle ville delle Cenate Orario: 8-13 e 14-21,30. d’acqua adamantina. Fra i lidi più in voga:
Prima di addentrarsi resti di Homo sapiens. Appena fuori dal centro, Salsedine Beach (Santa Maria del Bagno, 393/
nel centro storico Orario: 9-12,30 e 17- la strada verso il mare 424.21.00), BagnoMaria (Santa Maria del
vale la pena, proprio 21,30, chiuso mercoledì; offre un “belvedere” Bagno, 333/444.41.82), Litos (Porto Selvaggio,
all’ingresso del borgo ingresso 5 €. A pochi sulle cosiddette ville 327/777.94.21). Per percorsi guidati, bicitour
antico, di soffermarsi sul passi c’è la chiesa di delle Cenate: splendide e trekking (anche notturni) nel parco
tempietto dell’Osanna Sant’Antonio (piazza dimore in stile eclettico rivolgersi alle ottime guide di Avanguardie
(via XX Settembre). Sant’Antonio; 9-12 e (visibili solo dall’esterno) (349/378.87.38; avanguardie.net).
Monumento barocco 17-20) con il mausoleo dalle facciate sontuose,
in pietra leccese, fu dei duchi d’Acquaviva. che si susseguono lungo Museo della Preistoria di Nardò
innalzato dove un tempo Si prosegue per la chiesa il percorso. Fra queste
esisteva un antichissimo dell’Annunziata o del le più scenografiche
menhir. Prima tappa Carmine (corso Vittorio sono villa Saetta, villa
il Museo della Emanuele II; 9-12 e Personé, villa Vescovile,
Preistoria di Nardò 17-20,30), sorvegliata villa Tafuri. In alcuni
(vicolo Sant’Antonio, dai leoni in tufo. periodi dell’anno alcune
349/679.97.90) In piazza Salandra ci ville delle Cenate e molti
con le visite guidate sono la storica guglia e palazzi nobiliari di Nardò
e i laboratori (su l’antico Sedile, oggi sede sono aperti alle visite.
prenotazione), alcuni dell’Ufficio turistico. Info: Associazione
organizzati anche nelle Qui si possono prenotare Dimore Storiche
grotte sul mare dove le visite guidate al centro Neretine (corso Garibaldi
sono stati rinvenuti storico, organizzate 29, 0833/193.60.43).

Bell’Italia 117
come
dove
quando
NARDÒ
(Lecce)

SOSTE DI GUSTO
Degustazioni in piazza e
visita alla masseria Brusca
Una terra non solo bella ma anche ricca di
sapori. Nardò e i suoi dintorni offrono materie
prime d’eccellenza. Un assaggio dei prodotti
del territorio è proposto in piazza Salandra
da La Vetrina del Gusto (piazza Salandra 4,
320/639.02.11), uno spazio accogliente,
con tavoli al cospetto della guglia, dove
gustare e acquistare olio, vini, prodotti da
forno, conserve, dolci tipici. Aperitivi con
degustazione (olio, bruschette, olive, tre
Grand Hotel Riviera Monastero di Santa Teresa
tipi di vino) da 12 €. Per chi ama il pane
pugliese, i taralli e i rustici c’è il Forno di
Gli alberghi Doppia con colazione per sette giorni in quattro Gaballo (via Gaballo 23, 0833/87.32.81); per
a partire da 110 €. persone a partire da 80 € i dolci merita una “sosta pasticciotto” la
Grand Hotel Riviera Relais Il Mignano al giorno a coppia. Pasticceria Piemontese (via Duca degli Abruzzi
Cds Hotels ★★★★ S (via Lata 31, 0833/ 5, 0833/87.23.39). Tappa imperdibile per chi
(Santa Maria al Bagno, 57.25.06). Boutique I ristoranti soggiorna a Nardò è poi la Masseria Brusca
via Emanuele Filiberto hotel di charme in (località Porto Selvaggio, strada Brusca 14,
172, 0832/35.13.21). uno storico edificio di Hostaria Corte Santa 334/308.21.30), non solo per acquistare
Ristrutturato di recente, Nardò. Prende il nome Lucia (via Santa Lucia i prodotti dell’azienda agricola bio (uova,
affaccia sul mare e offre dal mignano, sorta di 46, 0833/83.52.75). friselle, formaggi, latticini, olio, legumi, farine)
ambienti luminosi e ballatoio fastosamente Corte interna con grande ma anche per scoprire la bellezza della
camere ampie. Dispone scolpito. Camere con albero di limoni per cene masseria del XVIII secolo con la chiesa del
di una bella piscina e di eleganti arredi nel cuore d’atmosfera con specialità 1732 e il rigoglioso Giardino dei Continenti, una
spiaggia privata. Doppia del borgo. Da provare il salentine. Menu da 35 €. vera sorpresa con le sue statue del ’700 che
con colazione ad agosto ristorante su una terrazza La Dispensa dei rappresentano i continenti. Vale la pena di
a partire da 145 €. con splendida vista Raccomandati prenotare le visite guidate (per piccoli gruppi)
Relais Monastero (conto sui 35 €). Doppia (via Rosario 14, con il proprietario, l’ingegnere Giovanni
di Santa Teresa (corso con colazione da 110 €. 393/906.27.18). Il posto Zuccaro, che racconta l’affascinante storia
Garibaldi 31, 0833/ La Pajara del Capitano ideale per chi ama il della famiglia e della masseria.
57.25.06). Art boutique (strada Cucchiara 192, pesce: antipasti di mare,
hotel all’interno di un 347/577.21.20). Casa frittura mista, spaghetti
antico monastero di vacanza di straordinaria allo scoglio, pesce
clausura poi trasformato bellezza in un’antica alla griglia, ma anche
in palazzo nobiliare. dimora in pietra fra gli pietanze tipiche della
Ha stanze affrescate, ulivi, a 800 metri dalla cucina regionale.
alti soffitti, scale spiaggia di Sant’Isidoro. Conto da 35 €.
monumentali e opere Dispone di 2 camere e Antica Macelleria Fai
d’arte di artisti famosi offre un laghetto di acqua (corso Vittorio
ed emergenti: tutte si sorgiva che funge da Emanuele II 14,
possono acquistare. piscina naturale. Prezzo 328/759.78.82).
Nella macelleria
Antica Macelleria Fai si sceglie il taglio
della carne che poi
viene servita ai tavoli
dell’adiacente braceria.
Da provare le bombette
e le braciole salentine.
Conto da 25 €.
Antica Trattoria
Giardino dei Continenti
Salandra (via De Michele
©RIPRODUZIONE RISERVATA

4, 339/520.02.45). Verace
trattoria pugliese per
gustare i sapori della info
tradizione: orecchiette, Informazione e Accoglienza Turistica,
purè di fave e cicoria, all’interno del Sedile, piazza Salandra,
polpo fritto. Conto 20 €. 0833/83.69.28; www.comune.nardo.le.it

118 Bell’Italia
Irlanda, istruzioni per il viaggio.

inViaggio di agosto vi svela l’Irlanda.


Preparati per un itinerario nei luoghi leggendari dove è stata girata la serie “Il Trono di Spade”, tra
prati infiniti, laghi e rovine celtiche. Viaggia con noi nelle dimore storiche dove si possono fare
passeggiate a cavallo, anche con il falconiere. Scopri la tradizione del tweed, tra gli ultimi tessitori
artigianali del Donegal e quella dei celebri irish pub. E, dopo aver visto dolmen e scogliere a picco
sul mare, assapora il nostro itinerario foodie, tra ristoranti stellati e locande che servono anche
ostriche e aragoste. Corri in edicola, la vera Irlanda ti aspetta.

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Quaderni di viaggio su itinerari a piedi o in bici nel paesaggio Sentieri d’Italia
di Albano Marcarini

ARCHEOLOGIA E NATURA
NELLA TUSCIA VITERBESE
Una passeggiata alla scoperta della città scomparsa di Norchia,
tra necropoli etrusche e vestigia medievali immerse nella vegetazione

L a geografia storica della nostra peni-


sola, così profondamente umanizza-
ta, è un secolare susseguirsi di sovrappo-
impenetrabili forre, di macchie e foreste
buon rifugio di briganti, si celano le ve-
stigia di Norchia, una città che fu etru-
sguardo. Poche indicazioni in loco, rari i
turisti, nessun punto d’appoggio, una
dimensione monumentale straordinaria
sizioni. Villaggi, paesi, persino città che sca, poi romana, infine cristiana e fatta di chiese, castelli, tombe, vie cave,
si dicevano ricche e gloriose sono, a un medievale. Nulla poté contro la malaria: ponti, mura, ma intuibile solo per singo-
certo momento della storia, scomparse, nel 1453 i suoi abitanti, segnati dal con- li elementi poiché la vegetazione, mai
gli abitati distrutti e la memoria seppel- tagio, l’abbandonarono per sempre. così esuberante come qui, protegge co-
lita nella solitudine e nel silenzio. Nell’al- La visita di Norchia è di una suggestione me un forziere le sue meraviglie. Ciò che
to Lazio, nelle terre dei selvaggi orizzon- unica perché ancora oggi, nonostante le gli archeologi a fatica hanno riportato
ti di vulcani spenti, di pascoli bradi, di ricerche e gli scavi, sembra sfuggire allo alla luce ben presto torna a essere invisi-

Bell’Italia 121
Sentieri d’Italia

volgendo a sinistra, si avvicinano altre


necropoli in un ambiente di primordiale
bellezza. Una carrareccia fa da guida, ma
i monumenti si annidano nelle vallicelle
laterali, solo talvolta segnalati da stinti
cartelli gialli. A destra, un sentiero condu-
ce lungo il fosso dell’Acqualta: salendo
gradatamente la sua parete di tufo si rag-
giunge una necropoli le cui tombe sono
anche ornate da decori ad altorilievo,
colonne e frontoni. Due di queste, con-
tigue, sono tempietti di aspetto greco do-
ve spiccano una testa della Gorgone Me-
dusa, bassorilievi con cortei di guerrieri e
immagini di notabili etruschi.

UN’ATMOSFERA
DI SUGGESTIONE E MISTERO
bile. Occorre dunque vestire l’abito del- sumava il pasto funebre; sotto ancora, la La visita potrebbe proseguire ancora, per
l’esploratore per visitare Norchia, proce- vera camera funeraria. In origine le tom- raggiungere la cava Buia, dove transitava
dendo con cautela fra scivolosi sentieri e be erano dipinte a colori vivaci. la Via Clodia, o la monumentale tomba
ponticelli pericolanti. Se in inverno le Giunti nell’ombroso fondovalle, dove in Lattanzi (fine IV secolo avanti Cristo),
piante a riposo lasciano intravedere più ogni direzione si schierano almeno un nota per la statua di sfinge che ammoni-
agevolmente i monumenti rupestri, in centinaio di tombe, si piega a destra e si sce il visitatore dall’alto della scala d’ac-
estate occorre diventare per un giorno una raggiunge in breve un ponticello che, cesso. Sono però attrattive che richiedo-
sorta di Indiana Jones per scoprire i resti verso sinistra, permette di salire sul pia- no doti di orientamento e condizioni
della città scomparsa immersi nel verde. noro dell’antica città. Difesa su tre lati ambientali propizie, con poca vegetazio-
dalla rupe, aveva sul quarto lato, a ne e guadi accessibili. Meglio allora riper-
LE TOMBE A DADO sud, un invalicabile fossato ed era at- correre la via del ritorno lungo il fondo-
E LE ROVINE DEL CASTELLO traversata dalla Via Clodia, prove- valle del fosso di Pile e trascorrere il
Dal parcheggio si segue un sentiero che in niente da Veio e diretta a Tarquinia: tempo in tranquilla meditazione, pervasi
dieci minuti porta sull’orlo della forra ne resta una porta monumentale. Se- dal senso di mistero e di ineluttabilità del
dentro la quale si cela Norchia. L’abitato guendo il sentiero si penetra fra i resti del tempo. Immaginare questo luogo nel
medievale sorgeva allungato su uno spe- castello (XIII secolo), lungo brani di mu- momento del suo vigore, quando non era
rone a precipizio fra due corsi d’acqua: il rature avviluppati dalle edere e dai rovi, la città dei morti a prevalere, bensì quella
fosso di Pile e il fosso Biedano. Le tombe alternati a scure cavità nel terreno che dei vivi che lavoravano, discorrevano,
etrusche (IV-II secolo avanti Cristo) e prefigurano chissà quali ambienti ipo- amavano, predicevano il fato, praticava-
le vie cave stanno in basso, lungo e den- gei. Il castello era a presidio di un borgo no i loro culti, guerreggiavano per difen-
tro le pareti di tufo, disseminate sull’in- fondato durante il pontificato di Adriano dere i loro beni. «Il tempo divoratore ha
tera area archeologica. Le prime s’in- IV, intorno al 1150. Quasi al vertice nord distrutto le grandi mura», scrisse nel V
contrano scendendo il sentiero per il del pianoro si ergono i ruderi della chie- secolo il poeta romano Rutilio Namazia-
fosso di Pile. Scavate nel tufo, alte 4-5 sa di San Pietro, del IX secolo e ricostru- no nel De Reditu Suo. «Solo qua e là, fra i
metri, hanno forma a dado e sono alte fino ita nel XII; restano in piedi l’abside e un dirupi, resta qualche vestigio e i tetti sono
a due-tre piani. In facciata è spesso scolpi- tratto di parete con la cripta. sotto immani macerie. Guardando come
ta in rilievo una finta porta; al di sotto, un Scendendo la rupe per altro sentiero si anche le città possono perire, non ci tor-
portico dove la famiglia del defunto con- torna al fosso di Pile e a questo punto, menti la fragilità del corpo umano».

122 Bell’Italia
come
dove
quando
A sinistra:
una delle tombe
etrusche “a dado”
(IV-II secolo avanti
Cristo) disseminate
lungo il percorso.
A destra: l’azienda
agrituristica I Due
Casali a Vetralla. ITINERARIO archeologico
a piedi nella Tuscia viterbese,
nel comune di Vetralla (Viterbo).
Partenza e arrivo: sito archeologico
di Norchia. Dalla statale Aurelia
1 bis, al km 21 si devia in
direzione Cinelli. In fondo
a un rettifilo si svolta su strada
San Vivenzio e si raggiunge
un parcheggio; da qui a piedi
in 10 minuti si arriva al sito.
Lunghezza: circa 2 km.
Dislivello: 100 metri circa.
Tempo di percorrenza: 2 ore.
Condizioni del percorso: carrareccia,
sentiero con gradini di tufo.
Segnavia: qualche rara
indicazione dei monumenti.
Info utili: munirsi di scarponcini,
repellente per insetti, acqua, una
forcoletta per aprirsi la via nella
vegetazione. Ingresso libero, sito
non vigilato. Non avventurarsi
fuori dai sentieri, attenzione alle
fosse nascoste dalla vegetazione.

Alberghi e ristoranti
Agriturismo L’Accordo (Vetralla,
località Poggio Montano
20-29, 0761/46.00.97). Singolare
connubio fra musica e natura,
offre eventi musicali, camere
a tema, un museo di strumenti
e dischi. Weekend per due,
tutto compreso, con accesso
alla piscina termale a forma
di chitarra, da 139 €.
I Due Casali (Vetralla, statale 2
Cassia km 70, 0761/46.18.57 e
368/343.17.12). Vasto agriturismo
con ampio giardino, piscina
e ristorante. Dispone di tre
camere e tre appartamenti.
Doppia senza colazione da 65 €.
Il Giardino nell’Orto (Vetralla,
località Formale 11, 339/
840.88.38). Azienda agricola con
camere semplici e accoglienti
e ristorante. Alla partenza è
possibile prenotare una cassetta
di prodotti agricoli dell’azienda.
Doppia con colazione 60 €.
Il Gatto e la Volpe (Vetralla,
località Cinelli, strada San
Vivenzio, 349/468.33.90).
Trattoria sulla strada d’accesso
a Norchia. Ambiente cordiale,
cucina casereccia. Conto 25 €.

Bell’Italia 123
La consegna gratuita.
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CIBO & PAESAGGIO CASTIGNANO (Ascoli Piceno)

L’aroma che nasce tra i calanchi


Nei terreni argillosi e soleggiati ai piedi del monte Ascensione si coltiva l’anice verde
di Castignano, ingrediente ideale per liquori come l’anisetta e dolci dalla fragranza inconfondibile

A cura di SLOW FOOD ì Testi Angelo Surrusca ì Fotografie Archivio Slow Food

Q uasi trenta chilometri a nord di


Ascoli Piceno, Castignano è un pic-
colo centro alle pendici del monte
greco anisos, infatti, significa “non ugua-
le”, in riferimento alla velenosissima ci-
cuta, che può apparire simile a un occhio
del ’600, quando i Veneziani conquistaro-
no Mistrà, località poco lontana dall’anti-
ca Sparta, e scoprirono l’ouzo, il tipico
Ascensione. Il borgo è noto soprattutto profano ma è di dimensioni maggiori e di distillato greco ottenuto da mosto d’uva e
per un importante reperto storico, un forma leggermente diversa. anice. Lo ribattezzarono con il nome della
cippo di arenaria risalente al VII-VI seco- Di tradizione millenaria, apprezzata da città e lo importarono in patria.
lo avanti Cristo che rappresenta la più sempre per le sue proprietà terapeuti-
antica iscrizione italica mai ritrovata. che, oltre che per la capacità di aroma- UN PRODOTTO
Il luogo vanta anche una pregiata coltiva- tizzare cibi e bevande, la pianta dell’ani- SIMBOLO DELLE MARCHE
zione, quella dell’anice verde, una pianta ce oggi è coltivata anche in Europa, prin- Inizialmente prodotto tipico della Sere-
erbacea di origine orientale. Il suo nome cipalmente nel bacino del Mediterraneo. nissima, il mistrà divenne qualche tempo
ha un’origine tutta particolare: il termine La sua storia italiana ha origine alla fine dopo, e del resto lo è ancora, il liquore
simbolo delle Marche. In questa regione
la coltivazione dell’anice è diffusa in par-
ticolare a Castignano e Offida: i terreni
argillosi e ben drenati dei calanchi, l’espo-
sizione soleggiata e le fresche correnti
d’aria hanno permesso nei secoli la sele-
zione di un ecotipo di anice verde parti-
colare, più ricco quanto a profumo e
In alto: il borgo di dolcezza. Tali caratteristiche sono do-
Castignano, arroccato vute alla straordinaria concentrazio-
sulla cima di un
ne di anetolo, circa il 94 per cento,
colle e sostenuto
da un muraglione; percentuale molto alta rispetto ad altre
è immerso in un varietà. La fioritura, la raccolta e l’essic-
paesaggio di calanchi cazione delle piante costituiscono anche
scoscesi tra le valli un importante momento di attrazione
del Tronto e del Tesino.
A sinistra: una pianta turistica: è affascinante, dalla fine di giu-
di anice verde nel gno al tempo della raccolta, che avviene
pieno della fioritura. nel mese di agosto, ammirare la spettaco-

Bell’Italia 125
come
dove
quando
CASTIGNANO
(Ascoli Piceno)

Tutto il sapore
dell’entroterra Anisetta Meletti

Salumi e formaggi locali e verdure dell’orto per una cucina


che rilegge la tradizione con raffinata semplicità
passando per vini,
formaggi, salumi nonché
per gli oli extravergini
di oliva, è preparato
Angelo Fioravanti, uno dei 15 coltivatori
del Presidio, con il raccolto di anice verde. oppure selezionato con
cura. Conto 25-40 €.
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lare fioritura delle pianticelle; alte non (Spinetoli, via Vittorio
più di 50 centimetri, sono caratterizzate Emanuele 151,
da piccoli fiori bianchi riuniti in ombrelle. 0736/89.86.88). Si tratta
La produzione di liquori tramite mace- di una cooperativa che
razione in alcol dei semi di anice, diffusa coinvolge i diversamente
nelle famiglie locali già da tempo, è stata abili nella produzione
codificata e “industrializzata” a Casti- agricola e nella creazione
gnano nel 1870, quando Silvio Melet- Castignano, a 28 km dal capoluogo Ascoli Piceno, di oggetti che si possono
ti creò la ricetta della sua anisetta, che si raggiunge in auto con l’A14 Bologna-Taranto, acquistare. Nella sala
ha rappresentato il principale sbocco uscita Grottammare, quindi provinciali 92 e 79. del ristorante alcuni
commerciale dell’anice verde castigna- In camper: area sosta a Castignano, via Galvoni 12. soci si occupano del
nese fino al 1948. Le alterne vicende servizio mentre altri
aziendali e la sostituzione con un’altra aiutano in cucina.
varietà della pianta hanno portato al de- Gli alberghi la colazione è servita in La dispensa attinge
clino della coltivazione locale. giardino. A disposizione gli ingredienti dall’orto
100 Torri ★★★★ una zona relax con sauna lavorato dai soci, nonché
QUINDICI AGRICOLTORI (Ascoli Piceno, via e idromassaggio. Doppia da fornitori locali.
CUSTODI DI UN TESORO Mazzoni 4, 0736/ con colazione da 90 €. Da provare i tagliolini con
Il progetto di salvaguardia di quest’erba 25.51.23). Raffinato battuto d’agnello, i ravioli
preziosa, tutelata da un Presidio Slow e accogliente boutique I ristoranti fatti a mano, il filetto
Food, è iniziata grazie al recupero della hotel in pieno centro. di maiale e mela rosa
semente dagli ultimi coltivatori rimasti. Ampie e curate stanze Osteria Ophis dei Sibillini, lo stracotto
Oggi il seme fa parte del Registro Biodi- dai colori chiari, con (Offida, corso al vino rosso e gli
versità Regionale delle Marche e la sua arredi di design abbinati Serpente Aureo 54b, arrosticini. Conto 28-35 €.
conservazione è affidata ai 15 produttori a mobili d’antiquariato 0736/88.99.20). L’osteria
del Presidio che, riuniti in associazione, e pavimenti in parquet. rappresenta un autentico
hanno il ruolo di agricoltori custodi.
La coltivazione, ancora oggi manuale,
Ovunque domina la nota
del travertino, la pietra
avamposto della cucina
di territorio riletta con
info
è affiancata dal recupero delle ricette bianca locale. Doppia raffinata semplicità. Si
tradizionali di liquori e dolci per incen- con colazione da 115 €. segnalano la galantina Presidio Slow Food
tivarne il consumo. Oltre che per l’ani- Albergo Sant’Emidio con giardiniera, il bollito Referente dei produttori
setta, infatti, l’anice è usato tradizional- ★★★ (Ascoli Piceno, freddo con cipolla rossa, Sergio Corradetti,
mente per i confetti e le ciambelline dolci, via Minucia 10, 0736/ la coratella con uova e 348/982.79.64,
© RIPRODUZIONE RISERVATA

preparate impastando farina, zucchero, 25.86.26). Nel cuore del limone, i maccheroncini aniceverdedicastignano
olio e vino bianco. Classici anche l’utilizzo centro storico medievale, al sugo di carne, @gmail.com
in tisana, come decotto e la trasformazio- in un palazzo del ’700, gli spaghettoni al ragù Sopra, il simbolo
ne in latte di anice, che si ottiene pestando l’hotel dispone di camere bianco di quinto quarto, che garantisce, sulla
i semi e lasciandoli in infusione per cin- ampie e silenziose. l’agnello in salmì. confezione, i prodotti
que minuti nel latte bollente. Durante la bella stagione Tutto, dal pane ai dolci, dei Presidi Slow Food.

126 Bell’Italia
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GALLERIA COMUNALE D’ARTE


11 LUGLIO - 29 SETTEMBRE // JULY 11th – SEPTEMBER 29th

OPERA SOLA MARIA LAI, TELAIO E ARMI DI PACE

MUSEO D’ARTE SIAMESE // CASTELLO SAN MICHELE


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I PIACERI di agosto

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Panarea: ospitalità
“di famiglia” al b&b
Nonna Cecilia pagina 132

L’OCCASIONE
DEL MESE

ALTO ADIGE:
4 NOTTI FRA
GLI ALBERI
È uno degli hotel più
suggestivi della valle
Isarco, con lussuose
camere costruite su
palafitte tra gli alberi. Ad
agosto 4 notti in mezza
pensione nel 4 stelle
superior My Arbor,
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Sant’Andrea, costano 600 €
a persona. Per i lettori
di Bell’Italia un’offerta
esclusiva: il prezzo
comprende, a scelta,
anche un trattamento
nell’ampia spa del resort
o un’escursione guidata
in valle. INFO 0472/69.40.12;
www.my-arbor.com

CAVE DEL PREDIL (Tarvisio)

Alpi Giulie: una card per tante attività in famiglia


Soggiorni family friendly tra laghi, monti e foreste del Friuli-Venezia
Giulia. È nata la Forest Camp Card, una card che permette a un adulto
e a un bambino fino a 12 anni di partecipare insieme a numerose
attività, come gite in carrozza, esperienze in fattorie didattiche
e arrampicate per i piccoli. Costa 35 € per 3 giorni e 50 € per 7 giorni
e include l’ingresso al parco geominerario più grande d’Europa.
INFO PromoTurismoFVG di Tarvisio, 0428/2135; www.tarvisiano.org

Altre Occasioni a pag. 148

Bell’Italia 131
CAMERA CON VISTA
Testi di Sofia Catalano Fotografie di Adam Butler

PANAREA (Messina) B&B NONNA CECILIA

Eolie, emozioni mediterranee


Candidi affacci sul blu
per una vacanza di puro I grandi cuscini rossi, sulle sedute delle
terrazze candide, ricordano Iddu: lo
Stromboli, il vulcano che si staglia nitido
colazione chiedeva un regalo, qualcosa
che nell’isola non si trovava: una coppia
di lenzuola, uno specchio, un’acquasan-
relax nell’isola più
piccola dell’arcipelago. all’orizzonte e che di notte, nel buio pro- tiera. Doni preziosi che ha conservato ge-
fondo, può regalare uno spettacolo emo- losamente nella sua lunghissima vita e che
Gli scogli di Dattilo e
zionante con i suoi lapilli. Eppure proprio adesso sono l’anima del bed & breakfast
Basiluzzo in prima fila, di lui aveva paura nonna Cecilia che gio- Nonna Cecilia, fortemente voluto dal ni-
Stromboli all’orizzonte. vanissima, negli anni 30, è scappata da pote Andrea Tesoriero.
Sei camere semplici ma Ginostra, la frazione ancora semiselvaggia Solo sei camere, ognuna con un nome
di gusto nella casa di dell’isola di Stromboli, per approdare sul- diverso e fortemente evocativo, ognu-
nonna Cecilia, pioniera la sorella di fronte: Panarea. Qui ha messo na tipica con i suoi mobili di famiglia,
dell’ospitalità a Panarea su casa e, pioniera dell’epoca, negli anni 50 le tende a filet, i muri scavati nella roc-
dava ospitalità ai turisti, ma non si faceva cia. La casa infatti conserva l’affascinante
pagare in denaro, in cambio di camera e struttura antica e i lavori di restauro
hanno richiesto tempo, tra scavi e bu- dell’isola, l’energia vulcanica, ma anche la residenti non possono affittare né bici né
rocrazia. Non è stato facile, ad esempio, serenità di un’atmosfera fuori dal mondo. motorini. Del resto nell’isola, la più piccola
ricavare i bagni delle stanze, unici e origi- Via dalla pazza folla, da Nonna Cecilia delle Eolie, tutto è a portata di passeggia-
nali: strappati alla roccia, tutti diversi per si viene per rilassarsi, vivere il mare e la ta, dalle boutique ai bar e ristoranti. Al ri-
colore, forma, misura, ognuno con un mix natura del Mediterraneo: bandite con- torno a “casa” il relax e le letture sono un
di pietra lavica e pietra di Panarea. Non è fusione e mondanità. piacere da godere nelle terrazze, anche se
stato uno scherzo forgiare i tavoli in mat- è inevitabile distrarsi davanti al cono di
tonelle di Santo Stefano di Camastra, co- TERRAZZE PANORAMICHE E RELAX Stromboli e agli scogli di Dattilo, Basi-
loratissime, tutte dipinte artigianalmente. Le giornate scorrono quiete, a cominciare luzzo, Lisca Bianca, Lisca Nera e Pana-
È stata una sfida costruire a mano tutte le dalla golosa colazione con i dolci di man- relli, il piccolo arcipelago vulcanico di
finestre e le porte, in legno, un lavoro che dorla di tradizione familiare, i ciambello- fronte all’isola “bianca”.
Andrea ha voluto fare personalmente e ni della nonna, le marmellate di agrumi
che rispecchia la sua passione e il suo me- preparate dalla mamma di Andrea e dalla In alto, da sinistra: una che guarda anche
stiere: maestro d’ascia, costruttore di bar- fidanzata Federica Costantino, padrona di delle terrazze con Stromboli. In basso,
che, un amore coltivato sin da bambino, i casa. E poi in spiaggia, al porto e nel borgo, vista sullo scoglio da sinistra: l’ampio
di Dattilo; scorcio patio delle stanze
primi gozzi realizzati con le cassette della distante solo cinque minuti, da percorrere dell’isoletta di Iddu e Vasiluzzo; il
frutta. Ulteriore fiore all’occhiello di que- rigorosamente a piedi, poiché a Panarea Basiluzzo, visto dalla tavolo della Vasiluzzo;
sta struttura che riflette l’anima autentica circolano solo piccoli taxi elettrici e i non camera Sutta Timpuni uno dei bagni.

info
B&B Nonna Cecilia,
Isola di Panarea (Messina),
via Iditella 44, 331/875.20.10
e 333/474.68.62;
www.nonnaceciliapanarea.it
Camere: 6, una diversa dall’altra.
Prezzi: doppia con colazione
da 120 a 300 €.
Servizi: taxi elettrico da e
per il porto compreso nel prezzo;
escursioni in barca con aperitivo
a bordo e approdo a Stromboli.
Apertura: da Pasqua fino alla
fine di ottobre.
PIACERI

VAL DI ZOLDO (Belluno)

Gelatieri
e casari sotto
le Dolomiti
A cura di Auretta Monesi  Foto di Franco Cogoli

138 Bell’Italia
Qui sopra: salumi e formaggi in produzione alla Malga Livan, a Zoppè di Cadore.
Pagina precedente: la chiesa di San Valentino a Mareson, con il Civetta sullo sfondo.

A
FORNESIGHE Il B&B Dormì e Disnà ll’ombra dei “giganti” dolomitici Pelmo e Civetta, la val di Zoldo,
e il Ristorante Nona Giò | CORNIGIAN ricca di storie e di sorprese, è oggi composta da diverse località
L’Agriturismo Pian del Levina | FORNO riunite in un unico comune sparso, oltre a Zoppè di Cadore, cui
DI ZOLDO Il Panificio Marcon, si può accedere solo dalla valle. In passato qui c’erano miniere
il Ristorantino Ai Lali e il Bar Gelateria di ferro e fucine per i cantieri di Venezia, poi arrivò il successo
Centrale | ZOPPÈ DI CADORE inaspettato di questi uomini di montagna che si convertirono all’arte
L’Antica Locanda Al Pelmo e la Malga del gelato, esportata poi in tutta Europa e nelle Americhe. Una tradizione
Livan | PRALONGO L’Agriturismo consolidata da almeno tre generazioni. I gelatieri (“gelatai” è un termine
Apicoltura La Sloda | DONT poco gradito) hanno trasformato questa specialità in una leccornia
La Gelateria Bar Pelmo | MARESON- d’alta pasticceria. Oltre al gelato si gustano piatti semplici ma di grande
PÉCOL Il Ristorante Enoteca Coldai appeal: una cucina veneto-alpina ricca soprattutto di zuppe di fagioli,
e la Gelateria Al Soler | PASSO legumi, canederli e ravioli di erbe selvatiche. Poi i formaggi delle malghe,
STAULANZA La Malga Staulanza in luoghi con panorami che poco hanno da invidiare a quelli ampezzani.

Bell’Italia 139
Val di Zoldo

1 2

1. La coppa “tramonto rosso”, una delle specialità dei gelatieri di Forno di Zoldo, a base di frutti
di bosco. 2. Mucche al pascolo nei dintorni di Malga Livan. 3. La facciata in legno intagliato del B&B
Dormì e Disnà a Fornesighe. 4. Scorcio sul Pelmo, soprannominato per la sua forma, in dialetto veneto,
caregón de ‘l Padreterno (“seggiolone del Padre Eterno”). 5. Deborah Del Favero, proprietaria di Malga
Livan, con uno dei suoi formaggi. Le tre tipologie prodotte sono fresco, mezzano e stravecchio.

140 Bell’Italia
FORNESIGHE
Il B&B nell’ex fienile e i piatti della nonna
Fornesighe conserva alcuni antichi tabià (“fienili”)
in legno, veri capolavori di architettura alpina. Qui Anna
Zaccone e Renato Mosena hanno realizzato il B&B
Dormì e Disnà, riattando vecchi ambienti con gusto
e razionalità nel rispetto di legni e pietre. La sala delle
colazioni e angolo di lettura ha una vetrata affacciata
sul Tamer e la cima Pramper: una luminosità assoluta
per un bellissimo buongiorno. Poi sei camere, sei
appartamenti e una sauna con relax davanti al caminetto,
in un silenzio secolare. Per la cena, chi desidera siede
alle tavole di Nona Giò, piccolo locale sottostante
dai toni più moderni, dove la cuoca prepara piatti
genuini e saporiti: molto apprezzata la lingua di bue
con salsa di limone, cipolla e rosmarino al pino mugo;
doppia con colazione da 85 € e cena da 40 €.

CORNIGIAN
Caciotte ai sapori di montagna
Per chi arriva dal passo Cibiana (1.530 metri),
3 l’Agriturismo Pian del Levina è a pochi chilometri:
qui si è stabilita Marta Zampieri, ingegnera pentita
che “convive” con quattro mucche, tre vitelli, quaranta
capre, qualche maiale e due cani fedelissimi. Marta
fa formaggi fantasiosi e offre ristoro ai viandanti. Le sue
specialità sono le caciotte insaporite con ingredienti
insoliti: peperoncino, origano, erba cipollina, curcuma,
zafferano, lamponi, finocchietto selvatico e altre
erbe. Dalla cucina arrivano gnocchetti alle ortiche,
lasagne “scapricciate” con i formaggi e cavoli cappucci
in tecia con il pastìn, tipica pietanza bellunese a base di
carne di maiale e manzo tritata alla grossa. Il dolce è un
notevole yogurt alla menta e cioccolato; conto sui 20 €.

FORNO DI ZOLDO
Nel panificio delle delizie dei Marcon
Marcon, in queste valli, è sinonimo di ottimo pane:
si entra per un filoncino di pane bianco e si esce
carichi di ogni “ben da forno”. Negli scaffali si trovano
pagnotte di varia forma e pezzatura, impastate con
curcuma, noci, sesamo, mais o speck, ciabatte con
la pancetta e il pomodoro secco o con il formaggio,
filoni alle cipolle di Tropea, alle lenticchie, al girasole,
integrali, con avena o luppolo, soia, farro, kamut.... Poi
tante pizze, torte, focaccione alla frutta o marmellata,
crostate, plumcake e l’irrinunciabile strudel.

Chiacchiere e cicheti intorno al fuoco


Bianca Cervone ha battezzato il suo locale Ai Lali,
soprannome della coppia che in passato gestiva
il ristorante. Bianca è una sommelier specializzata

Bell’Italia 141
Val di Zoldo

1 2

1. Gli gnocchi del Ristorantino Ai Lali, locale di Forno di Zoldo specializzato in un’ampia varietà
di cichèti veneziani preparati dalla sommelier Bianca Cervone. 2. Lo spettacolare affaccio dalla sala
colazioni del B&B Dormì e Disnà, di proprietà di Anna Zaccone e Renato Mosena. 3. La ricotta
affumicata di Malga Staulanza, sosta golosa a 1.773 metri di quota, sul valico tra la val di Zoldo
e la val Fiorentina. 4. Una delle sei camere del B&B Dormì e Disnà, che offre anche sei appartamenti.

3 4

142 Bell’Italia
in cichèti, i bocconcini prelibati da aperitivo tipicamente
veneziani. Cichèti e piccola cucina: pochi tavoli e un
fogolar o larin, con cappa in rame, per le chiacchiere con
il bicchiere in mano, seduti intorno al fuoco come nelle
vecchie case, sbocconcellando uova sode con cappero
e acciuga, fette di soppressa, polpette, croissant con
pancetta e crema di formaggio, mozzarelline in carrozza...
A tavola il menu cambia ogni giorno. Qualche esempio:
lasagne con zucchine e pesto o carciofi e scamorza,
gnocchi di barbabietole e semi di papavero, stinco di
maiale, trippe con mentuccia e maggiorana; conto 25 €.

Un cono da ventiquattro gusti


Discendente da una famiglia di gelatieri, Mauro
Cercenà ha aperto il Bar Gelateria Centrale, autentico
meeting point di Forno, negli anni Settanta. «Il segreto
del buon gelato», spiega Mauro, «sta esclusivamente
nell’eccellenza dei prodotti base: latte, panna e uova.
E nel non servirsi di ingredienti preparati: bisogna farseli
tutti in casa e usare frutta fresca di ottima qualità».
Il suo gelato si attiene con scrupolo a queste regole:
ventiquattro i gusti, anche insoliti come limone
e basilico o zucca e amaretto; costo 18-20 € al chilo.

ZOPPÈ DI CADORE
Matrimonio di sapori tra Marche e Veneto
Lei è marchigiana e lui zoldano, ma alla fine ha vinto
la montagna e Graziana Ottavi è approdata a Zoppè,
paese di grandi gelatieri e prima ancora di carbonai.
La località, che fa Comune a sé, ha il riferimento al Cadore
nel nome ma si raggiunge solo da Forno di Zoldo. Nel
menu dell’Antica Locanda Al Pelmo un po’ di Marche
è rimasto e Graziana propone trota ai porcini, crema
di verdura con gnocchi di pane nero, rollé di tacchino
al ribes e fagottini di manzo alle fragole; conto 25 €.

Taglieri nostrani dai giovani malgari


A Malga Livan si vive ancora come un tempo vivevano
e lavoravano i malgari stagionali. Ogni giorno Alessandro
Ciriani e Deborah Del Favero si alzano alle tre di notte
per accudire le mucche, le capre, le pecore e i maiali,
coltivare l’orto e fermarsi solo all’imbrunire. Fanno
tre tipi di formaggio: fresco, mezzano e stravecchio,
oltre alla ricotta e ai salumi. Da loro si gustano anche
appetitosi taglieri accompagnati da frutta essiccata
e in composte; il formaggio costa 18-30 € al chilo.

PRALONGO
I mieli all’erica e al geranio dell’agriturismo
Il paesino quasi abbandonato di Colcerver ha alcuni tabià
davvero spettacolari che meriterebbero la tutela che
spetta a un monumento, tanto il talento dei falegnami in

Bell’Italia 143
Val di Zoldo

passato è stato unico. Pralongo è il borgo che precede Sopra: caratteristici tabià in località Brusadaz,
Colcerver, e qui si trova l’Agriturismo-Apicoltura con il monte Pelmo sullo sfondo. In basso:
cartina con le località citate in queste pagine.
La Sloda, che fa miele di altissima qualità. Renato
Panciera ha duecento arnie e ricava gusti rari come
l’erica, il geranio selvatico e l’acero, senza dimenticare Indirizzi
millefoglie, tiglio, millefiori, rododendro e melo. Tutto
è rigorosamente bio; vasetti da mezzo chilo da 9 €. FORNESIGHE
B&B Dormì e Disnà e Ristorante Nona Giò,
via Ruis 15, 340/104.38.82; www.dormiedisna.it
DONT
Gelati al melograno sotto il Pelmo CORNIGIAN
Andrea Costantini è un maestro gelatiere Agriturismo Pian del Levina,strada Statale 347-
Pian de Levina 16, 340/158.91.18
e Francesca, la moglie, si occupa del bel locale tutto
in legno con tendine fiorate, nella piazza del borgo antico. FORNO DI ZOLDO
Qui si vende solo gelato, facendo un po’ di servizio bar. Panificio Marcon, via Roma 33, 0437/784.53
La Gelateria Bar Pelmo offre ventiquattro gusti, tra cui Ristorantino Ai Lali, via Roma 22, 0437/184.39.59
anche il gelato al melograno e tanta altra frutta. Ma Bar Gelateria Centrale, piazza Apollonio Santin 4,
i preferiti restano i classici; cono da quattro palline a 4 €. 0437/781.30

ZOPPÈ DI CADORE
MARESON-PÉCOL Antica Locanda Al Pelmo, via Bortolot 82,
Duecento etichette per piatti originali 0437/79.11.13
Gestito da più di trent’anni da Gianna Vallata e dalla sua Malga Livan, via Lizon, 348/378.59.23
famiglia, il Ristorante Enoteca Coldai è un riferimento
PRALONGO
in valle per chi cerca buone bottiglie (con più di 200 Agriturismo-Apicoltura La Sloda,
etichette) e piatti originali. Nell’accogliente localino via Sant’Andrea 20, 328/842.04.33
e ai tavoli esterni si gustano gnocchetti di baccalà
DONT
con asparagi bianchi, carne salada con porcini e crema Gelateria Bar Pelmo, piazza Santa Caterina 1,
di formaggio Montasio, frittelle di erbe aromatiche 0437/782.38
e soppressa, ravioloni di broccoli e patate, lombo di cervo
MARESON-PÉCOL
ribes e funghi e strudel in sfoglia di cacao; conto 25 €.
Ristorante Enoteca Coldai, via Pécol 63,
0437/78.91.26
Al Soler: coppe allo yogurt e torta saracena Gelateria Al Soler, via Pécol 62, 0437/78.91.14
Alla Gelateria Al Soler in fatto di coppe miste si va
alla grande, con una fantasmagoria di varianti sul tema. PASSO STAULANZA
Malga Staulanza, strada provinciale 251,
Qui si gustano ogni tipo di frutta esotica e nostrana, 334/230.45.00
sciroppi fatti in casa, biscotteria. Poi gli spaghetti di
gelato, d’ogni colore e guarnitura, tante versioni della
coppa di gelato allo yogurt, semifreddi, cassate
e croccanti. Fuori tema ma non troppo, una bella scelta
di pasticceria: ottima la torta di grano saraceno.

PASSO STAULANZA
Malga Staulanza, formaggi d’alta quota
Siamo sugli ultimi tornanti della strada che culmina
ai 1.773 metri del passo (o forcella) Staulanza, che
collega la val di Zoldo alla val Fiorentina. Qui, alla Malga
Staulanza si acquistano formaggi freschi e stagionati,
prodotti giornalmente da 30 mucche e 15 capre.
E per la ristorazione la signora Romina De Vecchi punta
soprattutto sulla polenta che accompagna con taglieri
misti, spezzatino, costine e capretto al forno, salsicce
anche di fegato, cotechino in umido; conto da 15-20 €.

144 Bell’Italia
Val di Zoldo

La ricetta

Gnocchi di carote
al radicchio rosso
Un primo piatto di schietto sapore montanaro, facile da realizzare
con un po’ di accortezza nel regolare tempi e dosi

Uova fresche, carote e il radicchio rosso dell’orto: questa ricetta


dell’Antica Locanda Al Pelmo richiede ingredienti di facile reperibilità,
basso costo e gran sapore. Niente di troppo complicato. Bisogna però
fare attenzione al momento in cui dal cucchiaio si versa nell’acqua
bollente l’impasto che forma ogni singolo gnocco: la quantità giusta
si può stabilire solo a occhio. E il dosaggio della farina per rendere
più o meno sodo il mix sta all’esperienza e all’intuito del cuoco.
La grattugiata finale di ricotta affumicata è invece un must montanaro Graziana Ottavi, titolare dell’Antica Locanda Al Pelmo,
che compensa un po’ il sapore leggermente dolce della carota. mostra i suoi gnocchi di carote al radicchio rosso.

Procedimento

Ingredienti 1
Lavare e raschiare
4
Lavare il radicchio,
le carote, ripassandole scolarlo bene, tagliarlo
Per 4 persone: poi sotto acqua corrente. a striscioline e sistemarlo
Tagliarle a rondelle alte in una padella antiaderente
circa un centimetro. con l’olio riscaldato
ma che non frigga.
• 1 kg di carote
Far saltare velocemente
• 250 g di ricotta fresca a fuoco medio in modo
che risulti croccante,
• 3 uova aggiungendo del pepe.

• farina 00 quanto basta

• 2 gambe medie
2
Far bollire le rondelle
5
Far dorare il burro
di radicchio rosso
in acqua salata per in un pentolino. Bollire
di stagione circa mezz’ora, scolarle dell’acqua salata: al
e lasciarle raffreddare. momento dell’ebollizione,
• 1/2 bicchiere di olio Con un frullatore con un cucchiaio, versare
ridurle in purea. piccole porzioni del
extravergine d’oliva composto di carote che
diventeranno gli gnocchi.
• 50 g di burro

• una grattugiata

di ricotta affumicata

• sale 3
Versare le carote in
6
Scolare gli gnocchi
• pepe una terrina e aggiungere e distribuirli nei piatti.
la ricotta, le uova Versare un po’ di burro
©RIPRODUZIONE RISERVATA

intere, sale e pepe. su ogni porzione insieme


Amalgamare il tutto per a un ciuffetto di radicchio
Vino consigliato: ottenere un composto al centro. A piacimento,
un Sauvignon secco omogeneo, aggiungendo dare una spolverata
o un Friulano la quantità di farina di ricotta affumicata.
che conferisca all’insieme
la giusta consistenza.

146 Bell’Italia
CANTINE D’ITALIA
Testi di Giuseppe De Biasi

LUOGOSANTO (Sassari) SIDDÙRA

Un anfiteatro
tra i vigneti
Vini d’autore nella Gallura
del granito e delle sugherete

Un’altra Gallura, lontana Massimo Ruggero, le brezze marine e la fitta


dal glamour e dalle trasparenze 47 anni di cui una ventina macchia mediterranea
marine incorniciate dal passati nell’edilizia, finché mitigano la calura estiva e
granito della Costa Smeralda: nel 2007 conosce Nathan preservano gli aromi varietali
è quella dell’interno, Gottesdiener, fantasioso dei grappoli. L’uso accorto di
delle sugherete e degli imprenditore tedesco della barrique in rovere francese,
stazzi, quella amata da moda innamorato della cemento e addirittura
Fabrizio De André, dove la Sardegna, che gli propone anfore completano il lavoro
cultura contadina dell’antico di creare insieme in vigna. Ne scaturiscono
Giudicato resiste alla quella che oggi è Siddùra. vini come il leggiadro
IL VINO
globalizzazione e mantiene Con la caparbietà del self Vermentino Maìa (“magia”
viva la sua forza primigenia. made man e l’intimo rapporto in gallurese) o come il MAÌA
Siamo a Luogosanto, con la terra che i sardi morbido Cannonau Fòla VERMENTINO
qualche chilometro a sud portano nel proprio Dna, (“favola”), autentiche DI GALLURA
degli incredibili olivastri Ruggero accetta la sfida impronte di questa terra e, DOCG 2017
millenari di Santu Baltolu, di reinventarsi. Con l’aiuto al contempo, moderni alfieri Unica Docg dell’isola,
altro straordinario esempio di Dino Dini in cantina sui mercati internazionali. il Vermentino rappresenta
di “resistenza vegetale”. e di Luca Vitaletti in E questa convergenza fra l’anima enologica della
Nella campagna che circonda vigna decide di puntare tradizione e modernità la Gallura. Il Maìa è un
il piccolo borgo medievale si su due vitigni simbolo si ritrova anche nello stazzo, Vermentino in purezza,
nasconde Siddùra, anfiteatro come il Vermentino e il punto di arrivo del percorso creato da uve provenienti
granitico in forma di cantina, Cannonau, senza disdegnare di degustazione. Un’antica dalle prime vigne
perfettamente innestato un autoctono “minore” abitazione, trasformata in impiantate. Passa in
nel terrapieno nel quale come l’originale Cagnulari. uno scrigno d’arte e design: acciaio circa un anno,
è stato ricavato con un Trentasette ettari vitati è questo l’approccio corretto a contatto con lieviti
accurato ed ecosostenibile poggiano su suoli granitico- alla suadente isola di profumi selezionati, prima di
intervento architettonico. sabbiosi a circa 300 metri e civiltà, incorniciata dal essere imbottigliato
È il regno dell’intraprendente sul livello del mare, dove blu cobalto del suo mare. in 7.000 esemplari
venduti a circa 20 €.
info Giallo paglierino lucente,
il Maìa al naso svela
Siddùra
Luogosanto (Sassari), località profumi di frutta gialla
Siddùra, 079/657.30.27; (pesca, ananas, banana)
www.siddura.com e fiori (gelsomino,
Come arrivare: superato
glicine e magnolia)
Luogosanto imboccare la
statale133 verso Aggius fino con sentori agrumati
al bivio a sinistra per Siddùra. e balsamici di
Visite e degustazioni: macchia. Al sorso
su prenotazione (079/ si propone fresco
657.30.27; customerservice@
siddura.com). Il tour, e sapido, con
con visita guidata di vigne piacevole retrogusto
e cantina, si conclude ammandorlato.
nel suggestivo stazzo Ideale con gli
con degustazione di tutti
In alto: la cantina Siddùra, in un anfiteatro granitico nell’entroterra spaghetti alla
i nove vini della gamma,
accompagnata da prodotti gallurese. Foto piccola: Massimo Ruggero, che nel 2007 ha dato vita bottarga o la fregola
tipici galluresi; costo 55 €. alla cantina con Nathan Gottesdiener. Sopra: stazzo per le degustazioni. con le arselle.

Bell’Italia 147
OCCASIONI
Testi di Lara Leovino e Margherita Geronimo
LOW-COST DI QUALITÀ

ALAGNA VALSESIA (Vercelli) TRATTAMENTI IN SPA


AI PIEDI DEL MONTE ROSA
Un paradiso di sport e benessere nel cuore
del Parco Naturale Alta Valsesia, a quota
1.200 metri, circondati dalle tipiche case
walser. È il 4 stelle Alagna Experience
Resort, che propone il pacchetto Settimana
Benessere. Sette notti in mezza pensione
con menu di prodotti locali, accesso alla spa
e alla piscina (foto sopra), a 845 € a persona.
UGENTO (Lecce) B&B LE SEI CONCHE
L’offerta comprende cinque trattamenti da

Estate azzurra in Puglia 50 minuti, fra questi il massaggio con fango


termale e quello californiano antistress.
INFO 045/659.01.07; www.mirahotels.com
Una mini vacanza alla scoperta del Salento: trekking
guidati, tour in bici, spiagge dorate e mare turchese

Le Sei Conche è un delizioso bed & breakfast nel centro storico di Gemi-
ni, piccola frazione a meno di due chilometri dal mare: non un mare
qualunque ma quello “caraibico” del litorale di Ugento. È ricavato all’in-
terno di un’antica casa su più piani con terrazze, bersò, una bella piscina
e una piccola spa. Ospita sei stanze arredate con gusto e grande atten-
zione ai dettagli. Fino al 31 agosto il pacchetto Esplorando 2019 pro-
pone tre notti in suite con prima colazione a 360 € a persona. Nel
prezzo sono inclusi due lettini e ombrellone presso il Lido Pineta (nel-
la foto sopra), bici a pedalata assistita per raggiungere la spiaggia, aperi-
tivo sul mare e trekking con guida nel Parco Naturale Regionale Lito-
rale di Ugento. INFO 334/313.00.40; www.leseiconche.it
RICCIONE (Rimini) MARE E BENESSERE
RIGENERARSI IN RIVIERA
ISOLA D’ELBA (Livorno) IN VACANZA A PICCOLI PREZZI A due passi dal mare della Riviera Romagnola
(foto sopra), il centro Riccione Terme propone
SOGGIORNO FRA SPORT, MARE E NATURA
Romagna Summer Open, offerta valida tutto
Fine agosto all’Elba, a dieci minuti d’auto da Portoferraio. Aparthotel
agosto: due notti in hotel tre stelle a partire
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da 165 € a persona. Si inizia al mattino con
grande terrazza all’aperto, golf club Acquabona e club house. Dal 22
il percorso termale sensoriale, per ritrovare
agosto al 15 settembre,
bellezza e salute tra le acque sulfuree, e al
tre notti in appartamento
pomeriggio ingresso al Perle d’Acqua Park,
costano 189 € a coppia.
con i suoi percorsi acquatici rivitalizzanti.
Nel prezzo è compreso
Poi un’escursione a Coriano, città del pilota
l’accesso allo stabilimento
Marco Simoncelli, dove c’è il museo a lui
balneare di Schiopparello
dedicato, e un tour alla scoperta dei sapori
e al lido di Capoliveri
della Romagna. INFO www.riccioneterme.it
(foto a sinistra).
INFO www.allegroitalia.it

148 Bell’Italia
L’Italia da leggere A cura di Carlo Migliavacca

Aureo filo.
La prima reggia di
Nerone sul Palatino,
a cura di Stefano Borghini,
Alessandro D’Alessio, Maria
Maddalena Scoccianti, Electa
2019, 144 pagine, 25 €.
Formato: 24X30 cm

ARCHEOLOGIA

LE STANZE DI NERONE
PRIMA DELL’INCENDIO
PATRIMONIO
FEDELI ALLA BELLEZZA
Il Parco Archeologico del Colosseo è il che affronta l’argomento da molteplici I detective dell’arte compiono 50 anni: risale
sito monumentale più visitato d’Italia. punti di vista. C’è la storia degli scavi, al 1969 l’istituzione di quello che è oggi il
Nel 2018 sono stati oltre sette milioni e iniziati nel 1720 dai Farnese proprietari Comando Tutela Patrimonio Culturale
mezzo gli ingressi registrati nell’area di dell’area, e quella delle conseguenti dei Carabinieri. Mezzo secolo vissuto
settantasette ettari che comprende, oltre spoliazioni di marmi preziosi e pitture, intensamente, tra inchieste e operazioni in
all’anfiteatro dei Flavi, il Foro Romano, la finiti prima a Parma e poi a Napoli (oggi Italia e all’estero indirizzate alla salvaguardia
Domus Aurea e il Palatino. Il flusso dei al Museo Archeologico Nazionale), come dei beni artistici e culturali violati o
turisti si concentra tra il Colosseo e il Foro, il Fregio dionisiaco (sopra, un particolare); minacciati. A raccontare questa bella storia
così per favorire una diversa fruizione sono approfondimenti sono dedicati con uno stile che ibrida il giornalismo e la
stati aperti percorsi di scoperta a luoghi al programma ideologico dell’urbanistica narrazione è Roberto Riccardi, generale
“segreti” che spostano l’attenzione sulla neroniana e alla fortuna europea dell’Arma e capo ufficio stampa del
ricchezza del patrimonio meno conosciuto dell’immagine degli affreschi rinvenuti Comando generale Carabinieri. Tra le pagine
(si veda il servizio sul numero dello scorso nel Settecento. Ampie trattazioni sono si incontrano casi clamorosi risolti grazie
giugno di Bell’Italia). Tra le ultime aperture riservate all’architettura e ai ricchi all’intervento dei “Carabinieri dell’arte”,
c’è quella di alcune sale della prima apparati decorativi degli spazi restituiti come il furto di tre dipinti (un Raffaello
reggia di Nerone sul Palatino, la Domus alla visita (sotto, a sinistra), e due Piero della Francesca) dal palazzo
Transitoria, abbandonata in seguito in primo luogo l’ambiente ipogeo Ducale di Urbino, nel 1975, e, quarant’anni
all’incendio del 64 dopo Cristo e sostituita (ma a cielo aperto) già noto come più tardi, quello di diciassette opere dal
dalla Domus Aurea. A ciò che doveva “Bagni di Livia”, caratterizzato da Museo di Castelvecchio a Verona. Storie di
essere e a quel che resta di quella già una fontana-ninfeo ispirata alle forme impegno e professionalità in cui c’è spazio
grandiosa residenza è dedicato il volume di una scenografia teatrale anche per la passione, quella per l’arte degli
edito da Electa, raccolta di contributi (sotto, a destra, ipotesi ricostruttiva). uomini e delle donne del Comando.

Detective
dell’arte,
di Roberto Riccardi,
Rizzoli 2019,
240 pagine, 18 €.
Formato: 13,5X21 cm

152 Bell’Italia
GRANDI LIBRI ILLUSTRATI

RISTORANTI
L’Italia
è un sentiero,
di Natalino Russo,
Laterza 2019,
200 pagine, 16 €.
Formato: 14x21 cm

GOURMET... E NON SOLO

RISTORANTI
ITINERARI
ELOGIO DEL CAMMINO
Non una guida, ma, come recita il
sottotitolo, una raccolta di «storie di
cammini e camminatori». Giornalista,
fotografo e naturalista, Natalino Russo
GOURMET
riunisce in questo volume le sue esperienze ... E NON SOLO
di appassionato escursionista e le
riflessioni maturate passo dopo passo
sui sentieri e pagina dopo pagina sui libri
che hanno alimentato la sua filosofia
del camminare. Dall’Aspromonte alle
Alpi, gli itinerari narrati portano a seguire
le orme dei viaggiatori del passato, noti
come Edward Lear e Giustino Fortunato,
ma anche anonimi pellegrini, pastori,
commercianti che hanno attraversato la
Penisola disegnandone la viabilità minore.
Sullo sfondo di splendidi panorami scorre
il racconto di storie, genti e tradizioni che
non tralascia di affrontare i contenuti sociali,
anche politici, del mettersi in cammino.
PIEMONTE | LIGURIA | CANTON TICINO | LOMBARDIA | TRENTINO-ALTO ADIGE |
| VENETO | FRIULI-VENEZIA GIULIA | TOSCANA |

Siena a modo
tuo, di Lorenzo
Bianciardi e Andrea
Sguerri, Morellini
Editore 2019,
184 pagine, 17,90 €.
Formato: 15x21 cm
F otografo appassionato di gastronomia, Fulvio Cavadini
ha incontrato ristoratori e chef visitando i locali e
assaggiando i menù proposti. Come scrive lui stesso “I miei
scatti hanno lo scopo di rendere merito, attraverso le immagini,
a meravigliosi e gustosi piatti... senza giudizi, classifiche o
punteggi.” Nella parte finale il back stage, che racconta ciò
che avviene in cucina durante la preparazione. I numeri del
RITRATTI DI CITTÀ volume: 8 regioni, 67 ristoranti, 215 fotografie di piatti, il
A CIASCUNO LA SUA SIENA tutto accompagnato da una breve ma esauriente descrizione.
Con quanti occhi si può guardare una città? 224 pagine; formato cm 12,5 x 19,6; brossura
Almeno dieci secondo gli autori di questa
curiosa guida “narrata” a Siena. Così, in Prossimamente in vendita nelle librerie e nelle edicole a € 15,00
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Siena dei palazzi e delle vie che raccontano corso Magenta 55 - 20123 Milano; 2) Versamento su c.c. postale n. 71587083 intestato
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all’insegna dei sapori della tradizione; 4) Addebito su carta di credito (escluse le elettroniche e American Express).
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settembre

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DELLA SPIAGGIA LE MERAVIGLIE DEL DUOMO


DI VIGNANOTICA ARABO-NORMANNO

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154 Bell’Italia
3- PUBBLICITA’
I borghi disegnati di Matteo Pericoli scrivete a
a cura di Sandra Minute lapostadibellitalia@cairoeditore.it
oppure: Bell’Italia,
Corso Magenta 55, 20123 Milano

Un viaggio tra i borghi più belli d’Italia che metterà alla prova la vostra conoscenza
del Bel Paese. Riconoscete la località interpretata dalla matita di Matteo Pericoli?
Chi invierà la risposta esatta potrà proporre il soggetto per uno dei prossimi numeri

Qualche indizio qua e là... Artisti, scrittori, celebri attrici e perfino di colli e vigneti. Si passeggia nel centro
una regina: non si contano i personaggi tra stradine fiancheggiate da palazzi
illustri che hanno eletto a buen retiro di sobria eleganza, ville e chiese, piazzette
questo borgo di rara bellezza e armonia, e scorci sul paesaggio circostante.
immerso in un dolcissimo paesaggio Tra tanti orizzonti è facile perdersi...

Il borgo di luglio: Scalea (Cosenza) I primi lettori


che hanno indovinato:
Una cascata di case, quasi Giuliana Manfredi, email, Laura Di Lucia,
una gigantesca scalinata di pietra Trieste, Mauro Sassetti, Livorno, Carla
addossata a un colle, tra il Parco Parodo, email, Licia Ricciardi, Bracciano,
Nazionale del Pollino e il mare. E ai Marinella Locatelli, email, Giovanni Noto,
piedi del borgo medievale si distende Milano, Valentina Visani, email. Abbonati:
una delle più rinomate località Eugenio Parlati, email, Angela Anna
balneari della costa calabra (borgo Calabria, Siena, Carlo Pellegrini, Beverate
suggerito da Cristiano Cirillo, Scalea). di Brivio, Ferdinando Castellani, email.

156 Bell’Italia
LOCANDA DESIGN

La vita. La passione.

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