Sei sulla pagina 1di 34

1

Universit degli Studi di Pavia 1


Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Teoria e Progetto dei Ponti
Anno Accademico 07/08
Prof. Gian Michele Calvi
Universit degli Studi di Pavia 2
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Le parti costituenti di un ponte ed i relativi
particolari costruttivi:
Le Fondazioni
2
Universit degli Studi di Pavia 3
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario
1) Descrizione
2) Parametri dimensionali di massima
3) J et-grouting (cenni)
4) Plinti su pali
5) Plinti su setti
6) Plinti su micropali
7) Fondazioni a pozzo
8) Fondazioni a cassone
9) Fondazioni con supporto di tiranti
Sommario Fondazioni 1-60
Universit degli Studi di Pavia 4
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
1. Descrizione
carichi molto elevati in rapporto alle dimensioni delle pile
posizionamento obbligato dal tracciato e dalla scelta tipologica con conseguente
difficolt di fondazione : fiumi, bracci di mare, terreni molto compressibili, pendii,
frane, ecc.
Aspetti particolari:
Fondazioni speciali, quasi sempre indirette
Plinti a contatto con il terreno
Fondazioni dirette realizzate a contatto con il terreno naturale o consolidato, in
superficie o in profondit
fondati su magrone
fondati su terreno
consolidato (J et-grouting)
fondati in profonditcon lausilio
di coronelle di protezione
a pianta quadrata o
rettangolare
a pianta circolare o
ottagonale
Sommario Fondazioni 2-60
3
Universit degli Studi di Pavia 5
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
2. Parametri dimensionali di massima
H: dettato da verifica a punzonamento (tener conto del flettente!!)
h/H: dettato da verifiche statiche e da ragioni esecutive (getto in pendenza)
Meccanismo resistente: piastra caricata dal basso ( reazioni del terreno)
( )
2
2
0.6 0.7
B b
H H
h
H



Sommario Fondazioni 3-60
Universit degli Studi di Pavia 6
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Disposizione delle armature essenziali (plinto ottagonale o circolare) :
Nel caso di plinto quadrato o rettangolare ovviamente solo due direzioni ortogonali per le
armature.
Magrone sottostante dello spessore h di 1530 cm, sbordante dal plinto di una quantit
compresa tra h ed h/2
Sommario Fondazioni 4-60
4
Universit degli Studi di Pavia 7
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 5-60
Armatura plinto 1
Universit degli Studi di Pavia 8
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 6-60
Armatura plinto 2
5
Universit degli Studi di Pavia 9
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 7-60
Armatura e
cassero plinto
Universit degli Studi di Pavia 10
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 8-60
Particolare
armatura plinto
con dima
6
Universit degli Studi di Pavia 11
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Armatura e getto
plinto
Sommario Fondazioni 9-60
Universit degli Studi di Pavia 12
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 10-60
Getto plinto
7
Universit degli Studi di Pavia 13
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 11-60
Vista aerea plinti
Universit degli Studi di Pavia 14
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
3. Jet-grouting (cenni)
3 metodologie
Iniezione di volumi controllati di miscela cementizia in volumi controllati di terreno,
attraverso perforazioni di piccolo diametro (=7 10 cm).
iniezione di sola miscela (sistema monofluido)
iniezione di aria e miscela (sistema bifluido)
iniezione di aria, acqua e miscela (sistema trifluido)
Monofluido: la miscela effettua la disgregazione e stabilizzazione del terreno
(iniezione a 400500 bar).
Bifluido: la miscela ad altissima pressione guidata dallaria compressa (812 bar)
disgrega e stabilizza il terreno.
Trifluido: lacqua ad alta pressione (~400 bar) guidata dallaria (~5 bar) disgrega
l terreno, la miscela lo stabilizza (50 bar).
Sommario Fondazioni 12-60
8
Universit degli Studi di Pavia 15
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Il sistema bifluido aumenta la capacit di penetrazione, si ottengono quindi
incrementi del 30 70% sul diametro delle colonne, ma resistenze minori per via
dellinglobamento dellaria nel terreno trattato.
Sommario Fondazioni 13-60
Si realizzano colonne di diametro variabile da 40 a circa 150 cma seconda delle
caratteristiche del terreno e delle modalitdi esecuzione.
Universit degli Studi di Pavia 16
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Il sistema pu essere utilizzato in terreni granulari e terreni coesivi con resistenza a
taglio tale da renderli attaccabili dal getto.
La falda in regime idrostatico non influenza il risultato.
In presenza di falda in regime idrodinamico occorre utilizzare degli acceleranti.
Sommario Fondazioni 14-60
Monofluido
Bifluido
Trifluido
9
Universit degli Studi di Pavia 17
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Il rapporto tra modulo di deformazione e resistenza presenta dispersione superiore a
quella delle resistenze e pu raggiungere i valori:
Resistenze ottenibili
Torba : 1.5 7.5 MPa
Argilla : 2 5.5 MPa
Limo : 3.5 14 MPa
Sabbia : 12 19 MPa
Ghiaia :
In genere si tara la procedura con un campo prove.
200 300 1000
E
R

terreni fini
sabbie e ghiaie
Sommario Fondazioni 15-60
Universit degli Studi di Pavia 18
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 16-60
Plinto in coronelle di Jetting
con funzione di tenuta
dellacqua e della spinta del
versante
Pila
scatolare
Coronella in
colonne di jet
grouting
compenetrate
10
Universit degli Studi di Pavia 19
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Jet grouting: campo prova
preliminare silos per la
boiacca e scavo per
ispezione di una testa di
colonna
Universit degli Studi di Pavia 20
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Jet grouting: campo prova
preliminare ispezione di una
testa e scapitozzatura
11
Universit degli Studi di Pavia 21
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Jet grouting:coronella di
colonne diametro 1000 mm
Universit degli Studi di Pavia 22
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 17-60
12
Universit degli Studi di Pavia 23
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Plinto circolare in
coronella di Jetting
gravante su terreno
consolidato tramite
Jet-grouting
(tampone).
Sommario Fondazioni 18-60
Universit degli Studi di Pavia 24
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Fondazione con pericolo di scalzamento (approfondimento del plinto)
Sommario Fondazioni 19-60
13
Universit degli Studi di Pavia 25
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
4. Plinti su pali
In genere pali di grande diametro (800 2000 mm).
La disposizione dei pali deve avere baricentro coincidente con il risultante delle azioni
permanenti, per evitare possibili cedimenti nel tempo.
Per opera di modesta rilevanza statica si pu adottare la soluzione del palo-pila.
La presenza di pi pali ravvicinati comporta linsorgere di effetti di interazioni non
indifferenti.
Sommario Fondazioni 20-60
Disposizioni pi usuali dei pali in una palificata
Universit degli Studi di Pavia 26
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Nel caso di pali in argilla con i =2 3 la palificata si comporta come un blocco
unico con capacitportante legata al perimetro esterno della stessa; per i >3 si pu
raggiungere il collasso del singolo palo.
Quindi con i =3 si dovrebbe usare 2/3
Se il plinto interagisce con il terreno si valuta la portata limite del blocco plinto-pali,
utilizzando un fattore di capacitportante N
C
:
=fattore di efficienza =
carico collasso palificata
carichi collasso pali
0.6 0.8 per i =2 4
1per i =8 (inusuale)
5.14 1 0.2 1
12
C
B D
N
L B

= + +


1.5
B, L = dimensioni del blocco
(perimetro palificata)
D = lunghezza pali
Sommario Fondazioni 21-60
14
Universit degli Studi di Pavia 27
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Nel caso di pali in sabbia, con pali infissi risulta > 1 per effetto della compattazione
prodotta dallinfissione; a favore di sicurezza = 1. Nel caso di pali trivellati la
decompressione riduce la portanza, pertanto 2/3 come per le argille.
Lassorbimento dellazione orizzontale applicata al plinto (taglio al piede) avviene
attraverso i pali che si comportano come travi immerse in un mezzo elastico aventi
lestremitimpedita di ruotare (plinto rigido).
Non agevole definire il modulo di Winkler data la sua notevole variabilit(0.130
kg/m
3
).
Nel caso siano disponibili risultati di prove penetrometriche dinamiche (NSPT) si
possono utilizzare i valori suggeriti da Yokoyama, riportati nel diagramma seguente.
Non peraltro agevole tenere conto delleffetto di gruppo nei confronti delle azioni
orizzontali.
Attenzione a non contare sui primi strati di terreno che risultano rimaneggiati e
praticamente non offrono resistenza alla traslazione orizzontale.
Sommario Fondazioni 22-60
Universit degli Studi di Pavia 28
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Valori di riferimento del
modulo di Winkler per azioni
orizzontali (k
h
in kg/m
3
) in
funzione del numero di colpi
riferito alla NSPT.
La larghezza di terreno B
interessata dal palo nel
meccanismo resistente pu
essere maggiorata rispetto al
diametro dello stesso.
1 1.5 B
Sommario Fondazioni 23-60
15
Universit degli Studi di Pavia 29
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Nel caso di plinto gravante su una palificata la ripartizione delle azioni trasmesse dal
plinto tra i diversi pali dipende dalle rigidezze alla traslazione orizzontale e verticale
dei singoli pali.
V
V
P
k =
=rigidezza alla traslazione verticale
, H u
H
k
u
= =rigidezza alla traslazione
orizzontale (impedito di ruotare)
, M u
M
k
u
= =rigidezza alla rotazione per
spostamento libero
, M
M
k

= =rigidezza alla rotazione per


spostamento impedito
, H
H
k

= =rigidezza alla traslazione per


rotazione libera
u, v, componenti di rotazione e
spostamento del punto
Sommario Fondazioni 24-60
Universit degli Studi di Pavia 30
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Nel palo i
mo
, note le rigidezze, risulta:
cos
sin
i
i
AB u
BC u
=
=
' ' cos
' ' sin
i
i
V
V
A B
B C
=
=
( )
,
sin cos cos
i V i i i i i
V P k u x = + +
Forza verticale nel palo
( )
, , , ,
cos sin sin
i H u i i i i i H i
V H k u x k = + +
Forza orizzontale
( )
, , , ,
cos sin sin
i M u i i i i i M i
V M k u x k = + +
Momento in testa
Proiettando lungo gli assi X e Z si ottiene:
cos sin
sin cos
i i i i i
i i i i i
Z P H
X P H
= +

= +

Ed imponendo le condizioni di
equilibrio globale
0
0
0
i
i
i i i
H X
V Z
M M Z X
+ =

+ =

+ + =


Risolvendo il sistema si ricavano le 3 incognite di spostamento del punto u, v, a, ed a ritroso gli sforzi nei
singoli pali.
Sommario Fondazioni 25-60
16
Universit degli Studi di Pavia 31
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Meccanismo resistente e
disposizione principali
armature nel plinto
Bielle e tiranti disposti
sempre nelle direzioni
delle distanze pi brevi
tra i punti rigidi (pali e
pile).
Sommario Fondazioni 26-60
Universit degli Studi di Pavia 32
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Attenzione alla verifica a
punzonamento nel caso di
pali molto distanti tra loro.
Nel caso di plinti di grandi
dimensioni disporre bielle anche
negli interassi dei pali e
sospendere le relative componenti
verticali.
Sommario Fondazioni 27-60
17
Universit degli Studi di Pavia 33
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
5. Plinti su setti
Indicati per casi di elevate portate singole ( 1000 t)
Stesse modalitoperative per i pali in merito ad effetto di gruppo e ripartizione delle
azioni
Modello resistente uguale a quello dei pali
Note:
Lelevata capacitportante dei setti consente di impiegarne un numero ridotto e quindi
di realizzare fondazioni molto compatte.
Risultano molto idonei ad assorbire elevate sollecitazioni trasversali e longitudinali
rispetto allimpalcato. Per tale scopo si dispongono con i lati maggiori secondo la
direzione dei tagli prevalenti.
Sommario Fondazioni 28-60
Universit degli Studi di Pavia 34
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 29-60
18
Universit degli Studi di Pavia 35
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
6. Fondazioni su micropali
Pali di piccolo diametro (100 250 mm) eseguibili con varie inclinazioni in
qualunque tipo di terreno.
Il terreno viene perforato a rotazione o rotopercussione continua con martello a fondo
foro; durante lesecuzione il foro pu anche essere rivestito.
Viene successivamente calata larmatura, costituita in genere da un tubo metallico
valvolato.
Si effettua la prima iniezione a bassa pressione della miscela di acqua, cemento e
sabbia fino alla risalita in superficie.
Si procede quindi con la seconda iniezione in pressione attraverso valvole disposte
lungo il fusto (~1/m per 4 5 m) tenute chiuse nella prima fase da guarnizioni
elastiche. Liniezione in pressione produce sbulbature nel terreno con aumento
delleffetto di ingranamento del palo.
Sommario Fondazioni 30-60
Universit degli Studi di Pavia 36
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Il meccanismo resistente del tutto
analogo a quello dei pali di grande
diametro, basato cio su portanza per
attrito laterale ed alla punta.
Anche la ripartizione delle azioni tra i
diversi micropali confluenti nel plinto si
effettua con le stesse modalit, tenendo
presente che la rigidezza flessionale dei
micropali del tutto trascurabile, cos
come la rigidezza a taglio.
Pertanto per assorbire le azioni
orizzontali sulla palificata, occorre
disporre necessariamente dei micropali
inclinati.
Si eseguono con macchine di modeste dimensioni ed ingombri operativi e vengono usati
tutte le volte che non si possono utilizzare pali di grande diametro.
Le portate raggiungibili in esercizio sono dellordine di 20 70 t.
Sommario Fondazioni 31-60
19
Universit degli Studi di Pavia 37
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Il trasferimento delle azioni dal plinto
al micropalo avviene per aderenza e
carico alla punta. (attenzione al
punzonamento)
Si usano in genere dispositivi saldati
al tubo per aumentare laderenza e/o
spirali metalliche coassiali per
cerchiare localmente il calcestruzzo.
Sommario Fondazioni 32-60
Universit degli Studi di Pavia 38
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Il plinto occupa lo spartitraffico e la sua
realizzazione avviene senza lunghe
penalizzazioni sulle possibilit di
transito.
Le file estreme di micropali sono
inclinate per resistere alle azioni
orizzontali provenienti dallimpalcato
(giunto in mezzeria e quindi solo attrito
negli appoggi scorrevoli), dal vento sulla
pila e dalle azioni durto esercitate da
veicolo percorrenti lautostrada.
Sommario Fondazioni 33-60
Caso di adozione di micropali per plinto di pila
intermedia di un sovrappasso stradale.
20
Universit degli Studi di Pavia 39
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
I micropali possono anche essere
utilizzati per realizzare coronelle
di protezione dello scavo, ad
esempio nel caso di realizzazione
di fondazioni a pozzo.
In tal caso, oltre al cordolo in C.A. di
coronamento, occorre prevedere delle
cerchiature interne con passo dellordine di
2 3 m realizzate con profilati metallici.
Sommario Fondazioni 34-60
Asse impalcato
Asse binario pari
Universit degli Studi di Pavia 40
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
7. Fondazioni a pozzo
Raggiungere gli strati di terreno con migliori caratteristiche meccaniche;
Limitare lingombro in pianta delle fondazioni;
Stabilizzare le coltri superficiali sui pendii;
Proteggere le pile dalle frane;
Resistere alla azioni statiche e dinamiche di origine franosa.
Molto usuali nel settore delle fondazioni da ponte per:
Sommario Fondazioni 35-60
21
Universit degli Studi di Pavia 41
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Pozzi pieni
Costituiscono elementi di rigidezza molto elevata che, incastrati nel terreno stabile, si
comportano come grandi mensole
tozze idonee ad assorbire le azioni
orizzontali trasmesse dalla coltre di
terreno che si mobilita.
In genere hanno seziono circolare
6 20 m
(
min
dettato dallingombro operativo
della macchina da calare nello scavo)
Possono anche avere sezione ellittica
per incrementare la rigidezza in una
direzione
Necessitano quasi sempre di un pre-rivestimento, almeno esteso alla zona spingente, che
pu essere realizzato in calcestruzzo (spinte elevate) o in centine metalliche annegate in
un getto di spritz beton.
In presenza di acqua occorre lavorare con pompe sommerse a fondo scavo e per piccole
altezze di sottomurazione
Sommario Fondazioni 36-60
Universit degli Studi di Pavia 42
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Il calcolo dei pozzi di fondazione presenta molte incertezze, sia per la complessit del
meccanismo resistente (interazione terreno-struttura) sia per la difficolt di quantificare
lentitdellazione legata al movimento franoso.
A favore di sicurezza, poich sussiste un movimento relativo tra pozzo e frana, si pu
supporre che la spinta esercitata dalla frana sia quantitativamente equivalente ad una
spinta passiva.
Gli effetti agenti e resistenti sono di seguito riportati.
(a)
(b)
(a) Rivestimento con fasce anulari
in cls gettate in
sottomurazione e sostenute
dalla spinta attiva (al pi
puntellamenti locali)
(b) Rivestimento con centine
metalliche e spritz-beton con
eventuale rete elettrosaldata
chiodata
Sommario Fondazioni 37-60
22
Universit degli Studi di Pavia 43
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
N
0
, H
0
, M
0
rappresentano le
azioni provenienti dalla parte
sovrastante, inclusa la spinta
della frana.
K
0
W
0
rappresenta leventuale
forza sismica dovuta al peso
del pozzo.
p tensioni scambiate
orizzontalmente con il terreno.
q tensioni scambiate
verticalmente con il terreno.
t
l
tensioni tangenziali
scambiate lungo la superficie
laterale.
t
b
tensioni tangenziali
scambiate lungo la base.
Sommario Fondazioni 38-60
Universit degli Studi di Pavia 44
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
il pozzo infinitamente rigido (corpo rigido),
si trascura lattrito tra le pareti del pozzo e terreno circostante, a favore di sicurezza
(
l
=
b
= 0),
la tensione orizzontale scambiata con il terreno cresce linearmente sia con la profonditche
con lo spostamento; in pratica come se il pozzo fosse vincolato lateralmente da molle a
rigidezza variabile linearmente con la profondit (in conseguenza di questa ipotesi la p
assume un andamento parabolico),
la pressione alla base proporzionale allabbassamento (suolo elastico).
La determinazione di p, q,
l
,
b
, molto complessa, pertanto si ricorre ad ipotesi
semplificative.
Nel caso di terreni non coesivi si pu usare il metodo di Jkeara, basato sulle seguenti
ipotesi:
Sommario Fondazioni 39-60
23
Universit degli Studi di Pavia 45
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Risulta 1 1
0
2
(2 )
( )
p k y y y
N W
q k x
A
=
+
= +
Con semplici considerazioni di equilibrio risulta nel caso di q
2
0
2
4 3 2 3
0 0 0 0 0 0 0
1 3 3 3 2
0 0 0 0
1 1
2 2
1
2
0 0 0 0 0
1,2 3 3
3 3 4 8 ( )
4 ( 24 )( 4 6 )
(2 1)
3 ( 4 6 )
( 24 )
k W l H l M l k a k W l H
p
bl l a k W l H l M
p l y
p
y
N W k k W l H l M
q
A b l ka
+ + + +

=
+ + +

=
+ + +
=
+
1
2
1.5
k
k
k
=
4 3 3
0 0 0 0 0 0
1 2
0 0 0 0
3 8 ( )
2 ( 4 6 )
k W l H l ka k W l H
y
l k W l H l M
+ + +
=
+ +
Sommario Fondazioni 40-60
dove:
= coefficiente adimensionale
che tiene conto della forma
della sezione di base
- rettangolare = 1
- circolare 0.59
- ellittica 0.59
Universit degli Studi di Pavia 46
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Per forme picomplesse lanalisi pu essere effettuata con un programma in grado di
operare con vincoli monolateri.
Le verifiche lato terreno devono accertare che p
1
, p
2
siano inferiori ai limiti di
sicurezza per spinta passiva
1 1
1
T p
p k y

2
1
T p
p k l

con =2.5 3
Lato pozzo si dovranno soddisfare le classiche verifiche a taglio e pressoflessione.
Inoltre le tensioni massime sul terreno q
1
dovranno essere compatibili con la resistenza
disponibile alla profonditl.
Sommario Fondazioni 41-60
24
Universit degli Studi di Pavia 47
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Pozzi cavi
Soluzione adottabile per attraversare strati superficiali molto degradati o con scarsa
capacit portante, che per non presentino rischi di movimenti franosi, risultando
peraltro difficili da attraversare per realizzare pali o diaframmi.
Il pozzo diventa solo uno strumento
operativo per poter realizzare il
plinto e la pila e proteggere
questultima dalla caduta di massi.
Pu essere esteso in altezza nel lato
a monte per costruire una cuffia
protettiva.
Il pozzo deve resistere soltanto alla
spinta attiva del terreno circostante,
quindi la sua profondit t dettata
dalla necessit di raggiungere lo
strato di terreno con buona capacit
portante e di consentire il suo
equilibrio come corpo rigido.
Sommario Fondazioni 42-60
Universit degli Studi di Pavia 48
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
La necessit di prolungare la pila fino al fondo-pozzo comporta un incremento delle
sollecitazioni di 1 e 2 ordine.
Per evitare eccessivi approfondimenti del pozzo, al di l delle sue necessit di
equilibrio, si possono usare micropali al di sotto del plinto per portare i carichi
provenienti dalla pila sugli strati di terreno pisicuri.
Sommario Fondazioni 43-60
Pozzo cavo realizzato con micropali e getto di rivestimento, intirantato a monte per
contrastare la spinta attiva del terreno.
25
Universit degli Studi di Pavia 49
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 44-60
J et-grouting per
un pozzo 1
Universit degli Studi di Pavia 50
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 45-60
Cordolo del
pozzo
26
Universit degli Studi di Pavia 51
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 46-60
Centine per
spritzbeton
Universit degli Studi di Pavia 52
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 47-60
Spritzbeton
27
Universit degli Studi di Pavia 53
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 48-60
Particolare
Spritzbeton
Universit degli Studi di Pavia 54
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 49-60
Particolare scavo
sotto anelli pozzo
28
Universit degli Studi di Pavia 55
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 50-60
Scavo
quota -23m
Universit degli Studi di Pavia 56
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 51-60
Venuta idrica
Pompa per venuta idrica
29
Universit degli Studi di Pavia 57
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 52-60
Pozzo allagato
Intervento di
contenimento
venuta idrica
Universit degli Studi di Pavia 58
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 53-60
Pulizia dopo
svuotamento
pozzo
30
Universit degli Studi di Pavia 59
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Sommario Fondazioni 54-60
Fondello pozzo
Universit degli Studi di Pavia 60
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Fondello pozzo
Sommario Fondazioni 55-60
31
Universit degli Studi di Pavia 61
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
8. Fondazioni a cassone
Molto usate in passato, ora abbandonate per gli alti livelli di rischio e sostituite da pali
di grande diametro o da setti.
Sono fondazioni profonde prefabbricate ed assemblate a segmenti verticali o gettate in
opera in avanzamento verticale.
La parte inferiore, sagomata con tagliente, affonda per peso proprio al procedere dello
scavo.
Le disuniformit del fondo e gli eventuali trovanti possono comportare un moto
obliquo del cassone, difficilmente ripristinabile.
Il fondo del cassone viene tenuto
sgombro dallacqua di filtrazione
tramite pompe sommerse.
Sommario Fondazioni 56-60
Universit degli Studi di Pavia 62
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Talvolta il battente dacqua molto elevato ed il terreno relativamente poroso, per cui
le pompe sommerse non sono sufficienti a mantenere sgombro il fondo dello scavo.
In tali casi bisogna creare una sovrapressione per contrastare il battente. Occorre
lavorare in camera iperbarica e poi sottoporsi alla decompressione
NB:
Numerosi incidenti per embolia o sordite notevoli difficoltper lo smaltimento dei materiali di risulta.
Costi elevatissimi e superiori a tutte le attuali soluzioni alternative disponibili.
Sommario Fondazioni 57-60
32
Universit degli Studi di Pavia 63
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
9. Fondazioni con supporto di tiranti
perforazione a rotopercussione =8 15 cm,
infilaggio del cavo o barra di precompressione parzialmente inguainato,
creazione di un tappo di tenuta sito nella zona iniziale del bulbo,
iniezione a pressione nella zona di bulbo di malta cementizia e maturazione,
messa in tensione del cavo e successiva iniezione di protezione a bassa pressione.
Tiranti vincoli elastici messi preventivamente in coazione.
Sommario Fondazioni 58-60
Modalitesecutive:
Universit degli Studi di Pavia 64
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Le lunghezze di ancoraggio dipendono
dal tipo di terreno, indicativamente:
in roccia
lim 2
10 40
kg

cm

quindi:
lim U v
T l =
con =2.5 3 ed l
v
=2 3 m
per terreni coesivi
lim
0.5
U

per terreni sciolti
U v
T l N tg =
Tensione di rottura a compressione
ad espansione laterale libera
Costante = 40 60 t/m
Sommario Fondazioni 59-60
(l
v
molto maggiori)
33
Universit degli Studi di Pavia 65
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
Va inoltre verificato lo scorrimento cavo malta e la sicurezza del cavo.
In genere in tesatura si arriva a 1.15 1.20 T
K
e poi si rilascia.
Talvolta nella realizzazione delle
fondazioni intervengono pitecniche
combinate per ottimizzare il costo
finale e per scegliere le modalit
operative pi facilmente attuabili in
relazione al tipo di terreno da
attraversare ed alla geometria del
sito.
La figura a fianco illustra una
fondazione a pozzo intirantato e
gravante su micropali che
attraversano una frana.
La presenza dei tiranti incrementa lo
sforzo normale sul piano di
scorrimento e quindi lazione
tangenziale limite disponibile.
Sommario Fondazioni 60-60
Universit degli Studi di Pavia 66
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi
34
Universit degli Studi di Pavia 67
Teoria e Progetto dei Ponti Prof. G.M. Calvi