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Corso di Teoria e Progetto dei Ponti
Universit degli Studi di Pavia
Strutture precompresse: pre-tensione, post-
tensione
Anno Accademico 08/09
Prof. Gian Michele Calvi
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Teoria della precompressione
Principio della pre-sollecitazione
Indurre nellelemento strutturale stati di tensione che
riducano le azioni agenti sullelemento medesimo e/o ne
incrementino la resistenza
Tali effetti devono essere valutati durante tutta le fasi di
vita della struttura tenendo in considerazione
1. linviluppo delle azioni agenti sulla struttura
(variabilit dei carichi linee di influenza)
2. La storia tensionale
3. La riduzioni degli effetti di pre-sollecitazione (ritiro,
viscosit, rilassamento)
4. Effetti accidentali
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Teoria della precompressione
Principio della pre-(post) sollecitazione
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Cenni di Geometria delle Masse
Baricentro:
Momento statico (o di primo ordine):
Momento dinerzia rispetto ad un asse (o di secondo ordine):
Raggio giratore dinerzia rispetto ad un asse:
(Ipotesi: sistema
distribuito di massa con
densit unitaria)
Modulo di resistenza rispetto allasse baricentrico x
0
:
[m]
[m
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[m
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( = [m] )
[m
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Cenni di Geometria delle Masse: esempio sezione a T
Baricentro e momento statico:
Momento dinerzia rispetto ad un asse:
Modulo di resistenza rispetto allasse baricentrico x
0
:
W = J
xo
/ d W = J
x0
/ (H-d)
Z = min (W ; W) = W
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Teoria della precompressione
Nocciolo dinerzia
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Teoria della precompressione
Principio della pre-sollecitazione
1. Precompressione su
struttura isostatica
nessun effetto
sulle reazioni
vincolari
2. Precompressione su
struttura iper-statica
effetti sulle
reazioni vincolari
(risoluzione
delliperstatica)
La precompressione sempre un sistema auto-equilibrato,
non modifica cio lequilibrio globale del corpo a cui
applicato in quanto un sistema di forze interne
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Origine della principio della pre-compressione
Goering (1888) induce stati di precompressione (100 MPa)
nelle barre in zona tesa per limitare la fessurazione
Nei primi anni del 900 Freyssinet brevetta una serie di
dispositivi e conduce studi tecnici e commerciali sulla
precompressione (evoluzione delle tecnologie per le
macchine da cantiere e per le prestazioni dei materiali)
Guyon Loier e Magnel e Morsh sviluppano pregevoli studi
teorici e pratici
Leonhardt sviluppa sistemi completi ancora oggi applicati
con levoluzioni dettate dai progressi della tecnologia
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Il primo ponte in c.a.p. sulla Marna a Lucancy
Luce:55m, ultimato nel 46; formato da tre travi a cassone prefabbricate e varate con un
ingegnoso sistema di antenne e tiranti, precompresso longitudinalmente e trasversalmente con
cavi 125 mm e verticalmente con fili 5 mm
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Principio della pre-(post)tensione
In generale gli effetti della pre-compresione sono
conglobati nel calcolo delle sollecitazione interne degli
elementi (momenti flettenti, tagli, azione assiale) presenti
negli elementi strutturali. Con tale ipotesi il contributo delle
armature di precompressione alla resistenza della sezione
globale deve essere limitato alle resistenze che esse
forniscono in aggiunta agli sforzi di pretensione. Tale
resistenza pu essere calcolata considerando che lorigine
del diagramma sforzi-deformazioni relativo alle armature di
pre-compressione venga traslato per tenere conto degli
sforzi dovuti alla tesatura. Deve essere in ogni caso
essere evitata la rottura fragile.
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La precompressione: i metodi attuativi
Pre-tensione : le armature sono messe in tensione prima del
getto cls. al quale aderiscono. Il loro tiro non pi modificabile.
Landamento delle armature rettilineo o al massimo, pu
formare una spezzata rialzata verso le due estremit ricorrendo
allimpiego di deviatori ( a perdere nel cls.). Tutto il tiro viene
applicato alla struttura allatto del rilascio della tensione dalle
testate al cls. che sottoposto a sollecitazioni estremamente
gravose nel momento in cui non ha ancora raggiunto la sua
completa maturazione.
Post-tensione: le armature, sono contenute nelle guaine che le
isolano dal getto del cls.. Sono messe in tensione dopo la
maturazione del cls.. I cavi possono seguire landamento pi
opportuno per le esigenze statiche della struttura. I cavi possono
essere tesati in pi fasi secondo necessit. Richiedono limpiego
di dispositivi meccanici di estremit, gli ancoraggi, che
trattengano in modo permanente la forza di tiro applicata alle
armature e la trasmettano al cls.. Dopo il tiro i cavi sono iniettati,
normalmente con boiacca, che li protegge dalla corrosione e li
rende aderenti alla struttura.
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Tecniche di precompressione
pre-tesatura (a barre, a cavi)
1. a cavi aderenti
2. a cavi liberi
post-tesatura
(a barre a cavi)
1. interna
1. a cavi aderenti
2. a cavi liberi
2. esterna
Normativa italiana
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Tipologie di postensione
A cavi interni al cls.: cavi aderenti, perch iniettati e quindi solidarizzati
al cls. dalla boiacca. In caso di fessurazione della struttura le armature
sviluppano una fortissima opposizione allallargamento della fessura
provocato da un aumento dei carichi esterni.
A cavi interni al cls., ma non iniettati: quindi scorrevoli, non aderenti
(p.e. trefoli unbonded = non aderenti). In caso di fessurazione i cavi
scorrevoli si allungano per tutta la loro lunghezza con modestissimi
aumenti di tensione e quindi senza possibilit di esercitare unefficace
opposizione allallargamento della fessura provocato da un incremento
dei carichi esterni.
A cavi esterni alla struttura, che hanno punti di contatto con la struttura
solo in corrispondenza delle testate dancoraggio e dei deviatori: cavi
non aderenti o scorrevoli.
La cerchiatura dei serbatoi, a fili esterni posti in opera sotto tensione,
una particolare applicazione di postensione a cavi esterni non aderenti.
Gli stralli
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Schema della pretensione
Il getto del cls. ovviamente avviene dopo la chiusura della
gabbia col cassero
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Pre compressione pista con banco di tesatura in
stabilimento
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Pre compressione pista con banco di tesatura in
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Trave a V da ponte L = 36 m al sollevamento dalla pista di
prefabbricazione
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La pretensione
Una testata di pretensione
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Pista di pretensione
1) Un deviatore 3) Schema di inguainamento delle estremit dei trefoli
per ridurre il momento di precompressione agli appoggi
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La precompressione mista
I trefoli pretesi sul fondo della trave, pi un cavo di postensione
parabolico
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STRUTTURE PREFABBRICATE PRECOMPRESSE
A CAVI PRE-TESI
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Schema della post-tensione
I cavi sono gli elementi che permettono di applicare la
precompressione al cls. dopo la sua maturazione
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SEQUENZA DI POST-TENSIONE
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Mensola post-tesa gabbia armatura, guaina e cavi infilati
allancoraggio a tendere
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Mensola post-tesa gabbia armatura, guaina e cavi infilati
allancoraggio fisso
Tecnologie costruttive
Alta Velocit Viadotto Modena Travi prefabbricate precompresse
Tecnologie costruttive
Alta Velocit Viadotto Modena Travi prefabbricate precompresse
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La posa dei cavi
I tubi di sfiato delle iniezioni
Tecnologie costruttive
Viadotto sul Tagliamento Getto in opera su cassero fisso
Tecnologie costruttive
Viadotto sul Tagliamento Getto in opera su cassero fisso
Tecnologie costruttive
Viadotto Mortaiolo Getto in opera su cassero autovarante
Tecnologie costruttive
Autostrada CT SR
Getto in opera su
cassero autovarante
Ancoraggio
Trefoli
Deviatore
Iniezione (eventuale)
Ancoraggio
Guaina
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Schema di composizione dei cavi esterni
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I cavi esterni in una trave a cassone
Cavo sostituibile e ritesabile
Guainetta
in HDPE
Tampone
separatore
Sfiato
Fascette di serraggio
Tubo flangiato
in HDPE
Cera o
grasso
Terminale
Iniezione di
cera o grasso
Controtubo
Tubo di
iniezion
e
Trefolo
unbonded
Manicotto
in HDPE
Pellicola anti-
aderente
Sfiato
Cappellotto
Iniezione di
boiacca
Frusta di tiro
Lungh. da stabilire
Tipologie di cavi esterni
Cavo sostituibile non ritesabile
Fascette di serraggio
Tubo flangiato
in HDPE
Testa di
ancoraggio
Cuneo
Terminale Iniezione di
boiacca
Lesena
Controtubo
Tubo di
iniezion
e
Trefolo
Manicotto
in HDPE
Spirale
Guaina
in HDPE
Sfiato
Cappellotto Pellicola anti-
aderente
Tipologie di cavi esterni

Influenza dei distanziatori intermedi sull'eccentricit


del cavo
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Pompa di tiro
E usata per azionare i
martinetti di tiro
Pompa elettrica con serbatoio
da 30 a 80 l.
Flusso dolio 3 - 6 l/min a 650
bar
Manometro digitale o
analogico
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Pompa di iniezione
Pompa a pistoni o coclea
Flusso fino a 40 l/min
Pressione di iniezione max 25
bar
Capacit fino a 280 l
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Pompa per iniezioni sotto vuoto
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Tecniche - diniezione
a) Normale b) Con la pompa del vuoto
Il tubo di sfiato
delliniezione
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Materiali
Calcestruzzo
1. Rapporto resistenza
duttilit
2. Ritiro
3. Viscosit
4. Modulo elastico
(influenza della
granulometria e dei
metodi di
maturazione)
5. Slump
6. Durabilit uni
11104/2004
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1
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Materiali
Calcestruzzo: Modulo elastico
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4
6
/
1
6
0
Acciai da precompresso
Filo: prodotto trafilato di sezione piena che possa fornirsi in
rotoli;
Barra: prodotto laminato di sezione piena che possa fornirsi
soltanto in forma di elementi rettilinei;
Treccia. gruppi di 2 e 3 fili avvolti ad elica intorno al loro
comune asse longitudinale; passo e senso di avvolgimento
dell'elica sono eguali per tutti i fili della treccia;
Trefolo: gruppi di fili avvolti ad elica in uno o pi strati intorno
ad un filo rettilineo disposto secondo l'asse longitudinale
dell'insieme e completamente ricoperto dagli strati. Il passo
ed il senso di avvolgimento dell'elica sono eguali per tutti i fili
di uno stesso strato.
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4
7
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1
6
0
I sistemi di precompressione
Un sistema di precompressione linsieme funzionale e
unitario nel progetto, di ancoraggi, dispositivi, armature,
guaine, attrezzature di posa, tesatura ed iniezione che,
debitamente collaudato ed omologato, permette di realizzare
la corretta precompressione delle strutture secondo le regole
dimpiego dettate dal sistema nel rispetto delle norme
tecniche vigenti.
Una Societ di precompressione deve essere organizzata con
professionisti in grado di collaborare con i progettisti nella
scelta delle soluzioni che permettano di conseguire il miglior
risultato tecnico (anche con riguardo alla durabilit e
manutenzione dellopera), di risolvere i problemi che
dovessero presentarsi in corso dopera, di istruire, addestrare
e coordinare il personale tecnico specializzato impiegato per
leffettuazione dei lavori di precompressione
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Materiali
Acciaio
1.0
f
y(1)
f
y(0,2)
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0
Barre, funi, trefoli
Tipi di precompressione
Barre
f
y
1000 MPa
Diam 15-36 mm
Trefolo
f
y
1720-1820 MPa
Diam 13-15 mm
Treccia
f
y
1620-1720
Diam 5-7 mm
Multi-trefolo
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5
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/
4
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Il martinetto in fase di tiro
Viadotto Mortaiolo Aut. Livorno-Cecina Lungo
10 km
T
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1
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Caratteristiche meccaniche del trefolo
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0
Cavi
Caratteristiche di resistenza dei cavi
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0
Accessori
Ancoraggi, Accoppiatori, Martinetti di Tiro.
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Accessori
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Accessori
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Accessori
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5
7
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1
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0
Ancoraggi
I componenti
principali
Testa di ancoraggio
cunei
Terminale in ghisa
sferoidale
Raccordo conico alle
guaine in HDPE
Tubi di iniezione
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4
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Un cuneo a due settori
Sono ben visibili i denti e lanello a molla
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5
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1
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0
Ancoraggio mobile
Tendon - Fmax
+T15 893 kN
7T15 1562 kN
12T15 2678 kN
15T15 33+8 kN
19T15 +2+1 kN
22T15 +910 kN
27T15 6026 kN
31T15 6919 kN
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/
1
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Ancoraggio fisso
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1
/
1
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0
Ancoraggio fisso
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1
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0
Ancoraggi di giunzione
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6
3
/
1
6
0
Trefolo
Per le strutture post-tese si
usa quasi sempre trefolo da
15 mm di diametro (0,6).
(Esistono in commercio
anche trefoli da 3/8, 0,5,
0,7)
Devessere certificato da un
laboratorio indipendente
Le normative di riferimento
sono la prEN 10138 (Europa)
e ASTM A416-93 (extra-
Europa)
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6
4
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4
6
La guaina metallica
La produzione della guaina ondulata e a doppia
graffatura partendo dal lamierino
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6
5
/
4
6
Distanza fra i cavi
La corretta distanza dei cavi secondo EC 2
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1
6
0
Prescrizioni geometriche guaine
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6
7
/
4
6
Linfilaggio dei cavi con la spingitrefolo
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6
8
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4
6
I cavi a trefoli arrotolati e saldati in testa ad un gancio. Dopo
linfilaggio, la saldatura con un buon tratto di cavo deve essere asportato
Il traino dei cavi nelle guaine posate in opera
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6
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1
6
0
Spingiterefolo
Spingitrefolo idraulica
Velocit da 0 a 120
m/min
Spingitrefolo elettrica
Velocit da 0 a 500
m/min
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7
0
/
4
6
Un martinetto di tiro Alga da 19 T 15
Martinetto brevettato, a sezione integrata. Il pi piccolo esistente
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7
1
/
4
6
Sequenza di tiro
Le operazioni di aggancio e sgancio dei trefoli dai cunei di tiro
del martinetto avvengono automaticamente
Montaggio testa dancoraggo e base di tiro
Montaggio del martinetto
Tiro (normalmente i pi riprese)
Assestamento dei cunei nella testa
dancoraggio, incuneamento
Rilascio del tiro e recupero del martinetto
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7
2
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4
6
Il bloccaggio dei trefoli coi cunei
Il principio di funzionamento del sistema di bloccaggio
dei trefoli con i cunei
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7
3
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1
6
0
Tracciato dei cavi di pre-(post) compressione
Metodo esatto per strutture isostatiche, metodo iterativo per
strutture iperstatiche
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7
4
/
1
6
0
Tracciato dei cavi di pre-(post)tensione
Metodo esatto per strutture isostatiche, metodo iterativo per
strutture iperstatiche
Trazione nel cls in fase di
precompressione
T
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7
5
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1
6
0
Tracciato dei cavi di pre-(post)tensione
Strutture pre- tese cavi
rettilinei inguainati
Strutture post-tese
cavi parabolici
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7
6
/
1
6
0
Tracciato dei cavi di pre-(post)tensione
Andamento
parabolico
esempio di calcolo
deviazione angolare
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7
7
/
1
6
0
La massima forza di precompressione iniziale
La forza di precompressione massima di una armatura non
deve superere il valore di:
P
max
= A
p
x
p,max
In cui
A
p
= area dellarmatura (attenzione ai trefoli e alle funi)

p, max
= min(0,8 f
pk
; 0,9 f
p0,1k
) [EC 2 5.4.1]
Una certa ridondanza raccomandabile in sede di progetto
(5 10% per tener conto tra laltro di possibili rotture in fase
di tesatura)
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7
8
/
1
6
0
La forza di precompressione allistante t [5.10.3 EC2]
La forza di precompressione massima di una armatura non
immediatamente dopo la precompressione non deve
superere il valore di:
P m,0 = A
p
x
p,m,0
In cui
A
p
= area dellarmatura (attenzione ai trefoli e alle funi)

pm,
= min(0,75 f
pk
; 0,85 f
p0,1k
) [EC 2 5.4.3]
Pm,0 = Pmax Pi
Pi : perdite istantanee
Pm,t (x) = Pm,0 (x) P(t) c+s+r(x)
P(T)
c+r+r
= perdite nel tempo per viscosit, ritiro,
rilassamento
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7
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1
6
0
Cadute di tensione immediate nella pretensione [5.10.4
EC2]
Le cadute di pretensione immediate sono dovute a:
Durante la tesatura
1. Rientro dei cunei di ancoraggio
2. Attrito (deviazioni angolari)
Prima del trasferimento della tensione al cls
1. Rilassamento dellacciaio (attenzione cls con
maturazione accelerata appendice D EC2)
Allatto del trasferimento della tensione al cls
1. Deformazione elastica istantanea allatto del rilascio
dalle testate dancoraggio)
T
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8
0
/
1
6
0
Quantificazione delle cadute di tensione immediate
nella Precompressione
Le cadute di pretensione immediate sono dovute a:
1. Deformazione elastica istantanea del cls
Rientro dei cunei di ancoraggio e deformazione ancoraggio
1. Attrito (deviazioni angolari e attrito per unit
lunghezza)
T
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8
1
/
1
6
0
Cadute di tensione immediate nella post-tensione
[5.10.5 EC2]
Le cadute di pretensione immediate sono dovute a:
1. Deformazione elastica istantanea del cls
1. Rientro dei cunei di ancoraggio e deformazione
ancoraggio (indicato nel BTE -benestare tecnico
europeo-)
2. Attrito (deviazioni angolari e attrito per unit
lunghezza)
T
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Deformazione elastica CLS [5.44 EC2]
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Attrito [5.10.5 EC2]
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Cadute di tensione nel tempo nella post e pre- tensione
[5.10.6 EC2]
Le cadute di pretensione nel tempo sono dovute a:
1. Viscosit del cls per precompressione e carichi
permanenti
2. Ritiro cls (indipendente dai carichi solo dallumidit)
3. Rilassamento dellacciaio
4. Effetti termici (solitamente trascurabili!)
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Calcolo dellallungamento dei cavi in fase di tensione
La verifica dellallungamento dei cavi di fondamentale
importanza.
Se lallungamento misurato rientra in un 5% rispetto al
teorico la tensione del cavo OK.
Un allungamento superiore denota in genere assestamenti o
rotture della struttura che devono essere analizzati ed
eventualmente rimossi.
Un allungamento inferiore denota attrito eccessivo o
bloccaggio del cavo (solitamente per effetto di intrusione di
boiacca nelle guaine). Le cause vanno analizzate e rimosse
Bisogna ricordare che se applichiamo la forza al cavo correttamente
ma non otteniamo lallungamento previsto,
NON ABBIAMO PRECOMPRESSO LA STRUTTURA
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0
Calcolo dellallungamento del cavo
La tensione nel cavo a distanza x dallancoraggio a tendere pi
vicino dato dalla formula:
Dove:

0
= tensione allancoraggio
x=distanza dallancoraggio
=angolo totale di deviazione
k=deviazione angolare non intenzionale per unit di
linghezza
Valori raccomandati:
Trefolo nudo: =0,2/rad; k=0,01 rad/m
Trefolo unbonded: =0,06/rad; k=0,01 rad/m
) (
0
kx
x
+
=


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Calcolo dellallungamento del cavo
dx
E
x
x
x
}
=
0

Lallungamento del cavo dato dallintegrale:


Dove per E si deve assumere il modulo elastico
apparente dei trefoli, normalmente 195 GPa
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Protocollo di Tesatura
Per ricavare lallungamento elastico
reale del cavo, necessario
depurare lallungamento apparente
misurato al martinetto del:
1) assestamento geometrico delle
armature del cavo
2) accorciamento elastico della
trave provocata dal tiro del cavo
3) rientro dei cunei nella testa di tiro
del martinetto (4-5mm)
4) rientro dei cunei nella testa
dellancoraggio opposto (5-7 mm),
o nel martinetto opposto se si tesa in
due fasi
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1
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Tensione finale nel cavo
Al termine della tesatura il rientro dei cunei
dellancoraggio (5 7 mm) provoca una caduta di tensione
in prossimit dellancoraggio stesso. Questa caduta di
tensione pu in genere essere compensata da unopportuna
sovratensione temporanea
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Garanzia di duttilit per lelemento pre-compresso
Disposizione di armatura lenta (EC 2 9.2.1 o D.M. 87)
si adottano armature pre-tese diffuse (tipico della
prefabbricazione in stabilimento)
Si adottano armature ispezionabili o dotate di un sistema
di monitoraggio
Si dimostra la ridondanza delle armature (si ipotizza il
collasso di alcune di esse)
Si verifica che leventuale collasso della struttura per extra
carichi o per perdita di efficacia della pre-sollecitazione
avvenga in campo duttile (fessure premonitrici)
Normativa italiana
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Strutture isostatiche
Pre-compressione
in strutture
isostatiche
Sia applica il principio
dei carichi equivalenti
Le reazioni vincolari
non sono modificate
dalle azioni di
presollecitazione
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Strutture isostatiche
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sez.A sez.B sez.C sez.D sez.E
A mq 1,10 0,82 0,57 0,57 0,57
J m^4 0,30 0,26 0,23 0,23 0,23
B inf m 0,92 0,91 0,92 0,92 0,92
B sup m 0,86 0,87 0,86 0,86 0,86
Wi m^3 0,33 0,28 0,25 0,25 0,25
Ws m^3 0,35 0,30 0,26 0,26 0,26
Caratteristiche geometriche dopo il getto della soletta h 250 mm
sez.A sez.B sez.C sez.D sez.E
A mq 1,69 1,54 1,29 1,29 1,29
J m^4 0,71 0,70 0,69 0,69 0,69
B inf (soletta) m 0,41 0,34 0,31 0,28 0,28
B sup (soletta) m 0,67 0,60 0,53 0,52 0,52
Wi (soletta) m^3 1,73 2,05 2,24 2,46 2,46
Ws (soletta) m^3 1,06 1,16 1,31 1,33 1,33
B inf (trave) m 1,27 1,34 1,39 1,42 1,42
B sup (trave) m 0,50 0,43 0,39 0,35 0,35
Wi (trave) m^3 0,56 0,52 0,50 0,49 0,49
Ws (trave) m^3 1,42 1,62 1,78 1,97 1,97
Strutture isostatiche
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Sezione E
0
0,2
0,4
0,6
0,8
1
1,2
1,4
1,6
1,8
2
-20,00 -10,00 0,00 10,00 20,00
MPa
m
Precomo+prprio+acc+
perm
acc+perm
precomp
precomp+pproprio+sol
etta
Strutture isostatiche
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Calcolo della Post-compressione nelle strutture
Iperstatiche (tracciato, perdite di carico, effetti
Iperstatici EC2 5.10.5, 5.30.7)
Sezione ad I doppia e simmetrica
Strutture iperstatiche
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1
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Prova di efficienza statica dellancoraggio
Durante la prova si misurano il rientro dei cunei e le tensioni nella testa di
ancoraggio
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1
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8
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Prova di efficienza statica dellancoraggio
La strumentazione di una testa da 55T15
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1
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9
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Prova di efficienza statica dellancoraggio
Dettaglio della testa da 55T15 strumentata
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Prova di efficienza statica dellancoraggio
La testa da 55T15 al raggiungimento del carico di rottura dei trefoli
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0
Prova di efficienza dinamica del blocco di ancoraggio
Il complesso ancoraggio blocco di calcestruzzo, completo di
tutte le armature di frettaggio previste, viene sottoposto ad
almeno 10 cicli di carico e scarico fra il 12% e l80% del
carico di rottura teorica del cavo.
La prova si intende superata se il quadro fessurativo si
stabilizza
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Prova di efficienza dinamica del blocco di ancoraggio
Dettaglio del complesso ancoraggio blocco di cls. - armature
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Prova di efficienza dinamica del blocco di ancoraggio
Schema di esecuzione della prova
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Prova di efficienza dinamica del blocco di ancoraggio
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6
Prova di efficienza dinamica del blocco di ancoraggio
Prove di carico a rottura sul blocco di testata
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Prove dinamiche a fatica sul cavo completo
Si sottopone il cavo completo a 2 milioni di cicli di carico dinamico variabile
fra il 65% del carico di rottura teorico del cavo ed il carico precedente
diminuito del valore corrispondente ad una tensione di 80 MPa
La prova si intende superata se al termine dei 2 milioni di ciclinon si sono rotti
pi del 5% dei fili costituenti i trefoli
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Prove dinamiche a fatica sul cavo completo
La strumentazione di un cavo durante la prova nei laboratori ALGA
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6 Prove dinamiche a fatica sul cavo completo
Dettaglio degli attuatori
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ETAG O13
Al termine delle prove condotte da un Laboratorio Ufficiale
espressamente autorizzato dal Ministero delle I. e dei T. sotto la diretta
sorveglianza del Ministero stesso, questo esprime il suo giudizio di
congruit sullesecuzione delle prove e lo inoltra allEOTA che lo
esamina, valuta e, se lesito dellesame positivo, rilascia il
Benestare Tecnico Europeo BTE
Il BTE non un attestato di conformit o una certificazione, ma esprime
una valutazione tecnica positiva della capacit del prodotto ad essere
utilizzato per limpiego previsto nel rispetto dei requisiti prescritti.
Esso vale per cinque anni.
I prodotti, per poter circolare liberamente per lEuropa ed essere utilizzati,
devono avere il marchio CE che d la presunzione di conformit.
N.B. Il B.T.E. pu essere richiesto anche attraverso il competente
organismo di qualunque altro Stato europeo.
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Tipologie dei ponti precompressi
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CATENA CINEMATICA - SISTEMA LINK
Il sistema LINK una tecnologia costruttiva che permette di
realizzare un collegamento elastico tra gli impalcati sia in senso
longitudinale che trasversale garantendo per le sollecitazioni
flessionali nella zona di collegamento un comportamento a
"cerniera. Con tale sistema tutte le deformazioni longitudinali
dellimpalcato (derivanti da ritiro, fluage o variazioni termiche),
vengono concentrate in un unico punto, solitamente nella
mezzeria dellopera darte o in corrispondenza di una delle spalle.
l sistema LINK permette quindi di acquisire tutti i vantaggi offerti
dalle strutture continue (comportamento sismico, riduzione del
numero dei giunti) senza rinunciare a quelli offerti dalle strutture
isostatiche a travi semplicemente appoggiate (semplicit
progettuale e costruttiva).
Esso adatto sia per opere darte di nuova costruzione che per
quelle esistenti, soprattutto quando si rende necessario un loro
adeguamento sismico. (Si pensi ad esempio alla possibilit di
poter gestire le sollecitazioni sismiche longitudinali trasmesse
allinterfaccia impalcato / pile).
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Nel sistema LINK il collegamento che viene localizzato a livello di soletta tra
impalcati contigui , o tra spalle ed impalcato, si realizza mediante un
dispositivo costituito da un giunto tampone disposto a filo dellestradosso di
soletta che funge da respingente ed agisce quindi solo a compressione e da
un sistema di barre di collegamento in acciaio, filettate alle estremit ,
disposte ad una profondit di ca. 120 mm nella soletta che funzionano da
tirante Le barre sono inserite in guaine dacciaio o in materiale sintetico,
aventi in mezzeria un manicotto in gomma di collegamento che consente di
assorbire le rotazioni e i movimenti dei due impalcati contigui nel periodo che
intercorre tra la posa delle barre e la tesatura definitiva delle stesse ad opera
ultimata. Le guaine di contenimento della barre vengono alla fine iniettate con
un prodotto elastico a base epossidica a protezione delle barre stesse.
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La procedura di installazione del sistema semplice:
Durante la fase costruttiva per tutte le campate viene previsto
provvisoriamente lo schema isostatico e i collegamenti e quindi la
configurazione a catena cinematica vengono realizzati soltanto ad opera
ultimata, con notevoli vantaggi per il cantiere.
Dopo il varo o getto delle travi o strutture scatolari gli apparecchi
dappoggio di una testata saranno provvisoriamente resi fissi mediante un
blocco temporaneo.
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Si dispongono sullimpalcato le barre di collegamento dentro le loro guaine e si
procede al getto della soletta lasciando i recessi per la futura posa dei giunti
tampone.
Nelle strutture esistenti si creeranno gli opportuni varchi e recessi nella soletta per
la posa delle barre di collegamento e dei giunti tampone, p.es. mediante
idrodemolizione.
Dopo aver completato tutte le campate, si inizier la posa in opera dei giunti
tampone iniziando dalla spalla.
Si procede quindi alla tesatura delle barre di collegamento, sempre iniziando
dalla spalla ( punto fisso) e previa rimozione del blocco degli appoggi
temporaneamente fissi relativi alla campata soggetta a tesatura.
Lopera si completa mediante liniezione nelle guaine del prodotto elastico a base
epossidica e la sigillatura delle testate delle barre.
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Verifica di strutture pre e post-compresse secondo la
Normativa Italiana
D.M.LL.PP. 3 Dicembre 1987 - Norme tecniche per la
progettazione, esecuzione e collaudo delle costruzioni
prefabbricate
In alternativa Eurocodice 2
(In futuro?) NORME TECNICHE DM 14-01-2008
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4.3.4.1. Generalit
Il calcolo delle tensioni va effettuato considerando le
combinazioni pi sfavorevoli della precompressione, nei suoi
diversi stadi, e delle diverse condizioni di carico
corrispondenti alle successive fasi di costruzione e di
esercizio per combinazioni rare.
Di norma sono ammesse limitate tensioni di trazione di
origine flessionale per le combinazioni di esercizio per le
combinazioni rare pi sfavorevoli.
E' ammessa anche la precompressione parziale, con
conseguente parzializzazione della sezione di conglomerato,
con la esclusione dell'apporto delle tensioni di trazione nel
conglomerato in esercizio per combinazioni rare e con le
limitazioni di cui ai punti successivi.
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Nel computo delle caratteristiche geometriche delle sezioni
vanno detratti gli eventuali vuoti per il passaggio dei cavi,
quando complessivamente superino il 2% della sezione del
conglomerato.
Nelle strutture a cavi non ancora iniettati si considera come
resistente la sezione di conglomerato depurata dei fori; nelle
strutture a cavi iniettati si pu considerare collaborante
l'armatura di precompressione con coefficiente di
omogeneizzazione uguale a 6.
I procedimenti di calcolo relativi alle condizioni di esercizio
devono essere condotti nell'ipotesi di elasticit dei materiali,
valutando peraltro gli effetti delle cadute di tensione per
deformazioni lente.
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Quando si eserciti la precompressione su una struttura
vincolata in modo che ne risulti ostacolata la libera
deformazione va tenuto conto dello stato di sollecitazione
derivante dalle reazioni di iperstaticit.
Nel calcolo delle reazioni iperstatiche si dovr generalmente
tener conto della variazione che lo sforzo di pre-tensione
subisce lungo l'asse geometrico per effetto dell'attrito.
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Nelle strutture ad armatura post-tesa la tensione iniziale nella
sezione generica viene calcolata deducendo dalla tensione al
martinetto le perdite per attrito lungo il cavo e per l'eventuale
rientro degli apparecchi di ancoraggio e scorrimento dei fili
bloccati (da non considerarsi nel computo di
spi
, di cui al
punto 2.3.6.). Si dovr tener conto altres dell'effetto mutuo fra i
cavi tesi successivamente indotto dalla deformazione elastica
della struttura. Nelle strutture ad armatura pre-tesa va
considerata la caduta di tensione per deformazione elastica.
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Successivamente si valuteranno gli effetti delle deformazioni
lente:
ritiro;
"fluage" del conglomerato;
rilassamento dell'acciaio.
Le cadute legate alle condizioni di sollecitazione del
conglomerato e dell'acciaio vanno valutate suddividendo
idealmente la struttura in tronchi e considerando lo stato di
tensione ivi agente nei due materiali.
Nelle strutture eseguite e precompresse in pi fasi le cadute
per deformazione lenta vanno valutate in ciascuna fase, con
riguardo alle caratteristiche geometriche, ai carichi esterni ed
alla precompressione presenti in tali fasi.
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Nelle strutture miste, quando si eseguono getti successivi, va
tenuto conto, almeno in via approssimata, degli sforzi prodotti
dalla differenza delle deformazioni lente del conglomerato
delle parti solidarizzate.
Nel caso della precompressione parziale, per la presenza di
notevoli quantitativi di armatura ordinaria si potr tenere conto
dell'effetto dovuto alla migrazione delle tensioni di
compressione dal conglomerato cementizio alle armature
ordinarie.
Per le strutture staticamente indeterminate, quando vengono
operate variazioni dello schema strutturale (es. cerniere
provvisorie) va tenuto conto delle variazioni delle reazioni
vincolari conseguenti alle deformazioni lente, con particolare
riferimento all'et dei getti.
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La documentazione tecnica relativa ai tipi degli ancoraggi per
armature da c.a.p., dovr essere depositata presso il Ministero
dei lavori pubblici, Servizio tecnico centrale, a cura delle ditte
produttrici e dovr comprovare la efficienza degli ancoraggi
stessi.
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4.3.4.5. Tensioni di esercizio nel conglomerato
Le tensioni normali di esercizio non devono superare a
compressione i seguenti valori limite:
a) in ambienti poco aggressivo e moderatamente aggressivo
(gruppi a, b del Prospetto 7-I)
per combinazione di carico rara: 0,60 f
ck
;
combinazione di carico quasi permanente: 0,45 f
ck
.
b) in ambiente molto aggressivo (gruppo c del prospetto 7-I):
per combinazione di carico rara: 0,50 f
ck
;
combinazione di carico quasi permanente: 0,40 f
ck
.
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Per ambienti poco o moderatamente aggressivi (gruppi a, b del
Prospetto 7-I) sono ammesse tensioni di trazione in
combinazioni rare al massimo uguali a 0,07 f
ck
, a condizione
che nella zona siano disposte armature sussidiarie di acciaio
ad aderenza migliorata, opportunamente diffuse, in misura tale
che il prodotto della loro sezione complessiva, per il tasso
convenzionale di 175 N/mm, corrisponda all'intero sforzo di
trazione calcolato a sezione interamente reagente.
Per le travi ad armatura pre-tesa sono ammesse tensioni di
trazione in combinazioni rare fino a 0,03 f
ck
, senza aggiunta di
armatura sussidiaria, purch l'armatura pre-tesa sia ben
diffusa nelle zone soggette a trazione.
Per spessori minori di 5 cm le tensioni normali limite di
esercizio su riportate sono ridotte del 30%.
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4.3.4.6 Tensioni iniziali nel conglomerato
All'atto della precompressione le tensioni non debbono
superare a compressione il valore di
c
=0,60 f
ckj
essendo f
ckj
la resistenza caratteristica a compressione del conglomerato a
j giorni di stagionatura.
Sono ammesse tensioni di trazione
c
= 0,10 f
ckj
fermo
restando l'obbligo specificato al punto 4.3.4.5. di disporre
armature metalliche come ivi indicato, ma proporzionate al
tasso convenzionale massimo di 215 N/mm. Nelle travi ad
armature pretese sono ammesse tensioni di trazione iniziali
pari a 0,05 f
ckj
senza aggiunta di armatura sussidiaria purch
l'armatura pre-tesa sia ben diffusa nella zona soggetta a
trazione. Per spessori minori di 5 cm le tensioni normali iniziali
sono ridotte del 30%. Qualora si ammettano tensioni iniziali
elevate si dovr considerare il rischio che le contro-frecce
assumano nel tempo valori eccessivi.
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1.0
f
y(1)
f
y(0,2)
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
4
7
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
4
7
/
1
6
0
Tensioni limite per gli acciai da precompresso
Le tensioni devono essere limitate ai seguenti valori riferiti a
quelli caratteristici garantiti dal produttore:
strutture ad armatura post-tesa:
Nelle barre sono ammesse
sovratensioni ai lembi del
10%, indotte dalla curvatura.
Volendo conseguire raggi
minori di quelli consentiti dai
limiti suddetti si dovranno
preformare le barre mediante
piegatura a freddo.
( )
( )

ptk
pyk
ptk
k p
ptk
k p
f
f
f
f
f
f
60 . 0
85 . 0
Barre
60 . 0
85 . 0
Trefoli
60 . 0
85 . 0
trecce o Fili
sp
spi
sp
1 spi
sp
2 , 0 spi

T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
4
8
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
4
8
/
1
6
0
Strutture ad armatura pre-tesa
Il limite indicato per
sp
il massimo di cui consentita la
presa in conto per valutare gli effetti favorevoli della
precompressione in esercizio;
spi
indica la tensione
nell'acciaio all'atto della precompressione.
Tensioni nell'acciaio preteso dovute ai sovraccarichi
Negli acciai di pre-tensione possono ammettersi, per effetto dei
sovraccarichi, incrementi dei limiti massimi di tensione di cui al
punto 4.3.4.9. non superiori a 0,06 f
ptk
.
( )
( )

ptk sp
k p spi
ptk sp
k p spi
f
f
f
f
6 , 0
90 , 0
trefoli
6 , 0
90 , 0
trecce o fili
1
2 , 0

T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
4
9
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
4
9
/
1
6
0
Il comportamento del calcestruzzo nel tempo
I fenomeni legati alla presa del cemento ed allacqua in
eccesso contenuta nel getto evolvono molto lentamente e
fanno s che le caratteristiche del calcestruzzo cambiano
nel tempo.
Poich la precompressione uno stato di coazione,
queste variazioni e le deformazioni ritardate hanno
notevole influenza sullo stato di sollecitazione delle
strutture precompresse.
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
0
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
0
/
1
6
0
La resistenza a rottura per compressione del
calcestruzzo a 20 C e al tempo t si pu calcolare con la
seguente formula:
F
c0
la resistenza a 28 gg, t il tempo di applicazione
della forza (in giorni) ed s un coefficiente che dipende
dalla classe del cemento (s = 0.25)
( )
( )

(
(

|
.
|

\
|
=
=
2 / 1
0
28
1 exp
) (
t
s t
t f t f
cc
cc c c

T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
1
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
1
/
1
6
0
Modulo elastico
E
c0
= Modulo elastico a 28gg
( ) ( )
( ) ( ) t t
t E t E
cc E
E c c

=
=
0
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
2
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
2
/
1
6
0
Ritiro
Il ritiro una riduzione di volume del calcestruzzo prodotta
dalla fuoruscita dellacqua dai pori della malta. Questa
deformazione non dipende dallo stato tensionale del
calcestruzzo.
Lentit del ritiro dipende da molti parametri: rapporto
acqua-cemento, resistenza del cls, umidit ambientale.
Si pu comunque porre

r
(t) =
r

r
(t-t
0
)
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
3
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
3
/
1
6
0
a) Ritiro
Per il calcolo delle cadute di tensione, salvo pi precise
valutazioni (vedi punto 2.1.6.) si possono adottare i seguenti
valori:
- 0,0003 se la struttura viene precompressa prima di 14 giorni
di stagionatura;
- 0,00025 se la struttura viene precompressa dopo 14 giorni di
stagionatura.
Per strutture particolarmente sottili ed ambiente
particolarmente secco dovranno adottarsi valori superiori.
Per la Norma Italiana
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
4
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
4
/
1
6
0
Per la funzione
r
si pu assumere
Dove t e t
0
sono espressi in giorni e t
0
let a cui ha inizio
il fenomeno
h
0
=10 cm
h = 2A/u
A = area della sezione dellelemento
u = perimetro della sezione in contatto con laria
( )
( ) ( )
5 . 0
0
2
0
0
0
350
(

=
t t h h
t t
t t
r

T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
5
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
5
/
1
6
0
Viscosit
Nellintervallo delle tensioni di esercizio il calcestruzzo
compresso si comporta come un materiale viscoelastico
lineare soggetto ad invecchiamento.
Posto
e
v
= e
i

(t
0
) b
c
(t,t
0
)
Dove e
i
la deformazione elastica istantanea

(t
0
) il rapporto di deformazione viscosa a tempo infinito,
funzione dellet di messa in carico
b
c
(t,t
0
) la funzione di viscosit
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
6
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
6
/
1
6
0
Per la normativa italiana si pu assumere
Per la funzione di viscosit si pu assumere
t in giorni
RH = umidit
relativa
( )

>
=

gg t
gg t
t
14 se 3 . 2
14 se 2
0

( )
( )
3 . 0
0
0
0
,
(

=
t t
t t
t t
H
c

( ) [ ]
MegaPascal in
35
1500 250 2 . 1 1 150
5 . 0
3
3 3
18
0
c
c
H
f
f
RH
h
h
|
|
.
|

\
|
=
+ + =


T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
7
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
7
/
1
6
0
h = 10 cm
RH = 0.6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
8
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
8
/
1
6
0
Rilassamento dellacciaio
Per la norma italiana
Dove, per
pi
= 0.75 f
ptk
Per
pi
0.75 f
ptk
pi r
k =

laminata Barra 12 . 0
Trefolo 18 . 0
Treccia 20 . 0
trafilato Filo 15 . 0
= k
ptk spi
ptk
pi
ptk
r
f
f
k
f
5 . 0 5 . 0 12
2

|
|
.
|

\
|
=

T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
9
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
5
9
/
1
6
0
Per t < 30 anni si pu assumere
( )
15 . 0
anni 30
|
.
|

\
|
=

t t
r
r

T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
0
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
0
/
1
6
0
Verifiche per lo SLE
Nel caso di precompressione totale la sezione deve
conservarsi non fessurata, pertanto le tensioni normali si
calcolano con la nota formula binomia
Dove N,Msono le risultanti delle sollecitazioni (compresa la
precompressione) e A e J sono larea ed il momento di inerzia
della sezione omogeneizzata dellarmatura aderente con
coefficiente n = 6
y
J
M
A
N
+ =
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
1
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
1
/
1
6
0
Fasi
Nel cap spesso la geometria della sezione viene
modificata durante il processo costruttivo (p.es. a causa
delliniezione dei cavi o per il getto di una soletta
collaborante).
In questi casi il calcolo delle sollecitazioni si esegue per
fasi.
Se N
i
M
i
sono gli incrementi delle sollecitazioni nella
fase i e A
i
e J
i
sono le caratteristiche della sezione in
quella fase, la varizione di tensione nella fibra k
E quindi la tensione complessiva
dopo m fasi

=
=
m
i
ki k
1

ki
i
i
i
i
ki
y
J
M
A
N
+

=
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
2
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
2
/
1
6
0
Variazione della forza di precompressione nel tempo
Anche in condizione di tensioni costanti, la
deformazione del calcestruzzo varia a causa di due
fenomeni:
il ritiro
la viscosit
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
3
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
3
/
1
6
0
Azioni di calcolo
Le verifiche debbono essere condotte nei riguardi degli stati
limite di esercizio e degli stati limite ultimi.
Le azioni sulla costruzione devono essere cumulate in modo
da determinare condizioni di carico tali da risultare pi
sfavorevoli ai fini delle singole verifiche, tenendo conto della
probabilit ridotta di intervento simultaneo di tutte le azioni con
i rispettivi valori pi sfavorevoli, come consentito dalle norme
vigenti.
Per gli stati limite ultimi si adotteranno le combinazioni del tipo:
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
4
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
4
/
1
6
0
essendo:
G
k
il valore caratteristico delle azioni permanenti;
P
k
il valore caratteristico della forza di precompressione;
Q
1k
il valore caratteristico dell'azione di base di ogni
combinazione;
Q
ik
i valori caratteristici delle azioni variabili tra loro
indipendenti;

g
= 1,4 (1,0 se il suo contributo aumenta la sicurezza);

p
= 0,9 (1,2 se il suo contributo diminuisce la sicurezza);

q
= 1,5 (0 se il suo contributo aumenta la sicurezza);

0i
= coefficiente di combinazione allo stato limite ultimo da
determinarsi sulla base di considerazioni statistiche.
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
5
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
5
/
1
6
0
Qualora le deformazioni impresse esercitino una azione
significativa sullo stato limite ultimo considerato se ne deve
tener conto applicando loro un coefficiente di 1,2.
Il contributo delle deformazioni impresse, non imposte
appositamente, deve essere trascurato se a favore della
sicurezza.
Per gli stati limite di esercizio si devono prendere in esame le
combinazioni rare, frequenti e quasi permanenti con
g
=
p
=

q
= 1, e applicando ai valori caratteristici delle azioni variabili
adeguati coefficienti
0

1

2
.
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
6
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
6
/
1
6
0

11
coefficiente atto a definire i valori delle azioni assimilabili
ai frattili di ordine 0,95 delle distribuzioni dei valori istantanei;

2
coefficiente atto a definire i valori quasi permanenti delle
azioni variabili assimilabili ai valori medi delle distribuzioni dei
valori istantanei.
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
7
/
4
6
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































1
6
7
/
1
6
0