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Tiranti

Lapplicazione al metodo Spea-PACO: nuovi sbocchi per gli imbocchi

Gallerie & Tunnelling

TUBOLARI IN VETRORESINA PRETESABILI


Piero Bongio* Tiziano Collotta** Luigi Pagliula***

ELEMENTI

Nellambito dei lavori di realizzazione di grandi infrastrutture autostradali, lutilizzo di elementi tubolari in vetroresina (in gergo i VTR) ad oggi sostanzialmente limitato al pre-consolidamento dei fronti di scavo delle gallerie naturali. In formazioni geologiche complesse e in fronti di scavo con sezione dellordine di 180 m 2, sono previsti sino a 130 VTR al fronte, iniettati con miscele cementizie, generalmente a bassa pressione. VTR valvolati e iniettati ad alta pressione vengono eseguiti anche al contorno, al fine di favorire lo sviluppo delleffetto arco. I VTR al fronte contribuiscono alla stabilit dello stesso attraverso la loro elevata resistenza a sollecitazioni di trazione, lavorando sostanzialmente come tiranti passivi, ovvero come gli elementi di rinforzo di una terra armata. Ad oggi non era stato previsto il loro utilizzo come elementi pretesi, essenzialmente per problematiche legate al sistema di applicazione e di mantenimento della pretensione. approccio tradizionale per la realizzazione degli imbocchi delle gallerie naturali, in terreni sciolti o in rocce tenere alterate, prevede la realizzazione degli scavi attraverso paratie di pali di grande diametro o micropali, multitirantate, con tiranti attivi a trefoli. Per terreni caratterizzati da un marcato decadimento della resistenza al taglio al crescere del livello deformativo (comportamento strainsoftening), la realizzazione di paratie di imbocco, anche dellordine di 15-20 m di altezza di scavo, pu rappresentare una problematica progettuale decisamente rilevante. Laddove parte dei terreni sia in condizioni di resistenza al taglio prossime o coincidenti con quella residua, le possibili superfici di scivolamento critiche si estendono ben oltre il tradizionale cuneo di plasticizzazione attivo, coinvolgendo masse di terreno rilevanti. Per far fronte alle spinte che ne derivano possono essere previsti sino a otto ordini di tiranti, con lunghezze totali di questi ultimi anche di 40-50 m, necessarie per spingere i tratti attivi

Figura 1 - I primi due ordini di VTR prima dellapplicazione della pretensione allimbocco lato Bologna della galleria Manganaccia, nellambito dei lavori di adeguamento alla terza corsia della Variante di Valico dellAutostrada Milano-Napoli (A1), nel tratto fra Sasso Marconi e Barberino di Mugello

di fondazione oltre le superfici di reale o potenziale rottura. Ne derivano oneri temporali ed economici elevatissimi. Spea Ingegneria Europea SpA, nellambito della progettazione delle opere della Variante di Valico Appenninica dellAutostrada Milano-Napoli (A1) tra Sasso Marconi e Barberino di Mugello, dei tratti della terza corsia Firenze Nord-Firenze Sud della stessa A1 e della terza corsia dellAutostrada Bologna-Bari-Taranto (A14) tra Rimini Nord e Pedaso, ha dovuto affrontare la progettazione degli imbocchi di un notevole numero di gallerie naturali in contesti geotecnici, geologici e geomorfologici complessi, quali per esempio quelli nelle formazioni delle argille scagliose, del caotico toscano e delle argille plio-pleistoceniche delle tratte adriatiche. Sulla base dellosservazione delle opere, e in particolare del monitoraggio inclinometrico e topografico, scaturita la convinzione che, in tali contesti, lapproccio pi corretto al fronte di scavo in naturale fosse quello di una soluzione che abbinasse i vantaggi della classica soluzione di imbocco con paratie di pali di grande diametro multitirantate a quella delle protesi con terreno stabilizzato [2]; lintento di evitare lo sviluppo di profonde e ampie superfici di scivolamento critiche che si potrebbero generare a seguito di fenomeni di rilascio tensionale provocati dalle attivit di scavo, in assenza di strutture di sostegno adeguatamente rigide.

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Le protesi vengono generalmente realizzate ove si presentano estesi tratti a bassa copertura prima dellimbocco vero e proprio della galleria naturale; la soluzione presuppone che i versanti non siano interessati da fenomeni di instabilit importanti e che i terreni non siano caratterizzati da un marcato comportamento tenso-deformativo tipo strain-softening. In tali contesti, ladozione di una protesi potrebbe comportare lo sviluppo di notevoli spinte orizzontali allatto degli scavi, spinte non gestibili gi nella fase di realizzazione del rivestimento di prima fase (centine e spritz beton) della galleria naturale. Nellottica di sfruttare il pi possibile i vantaggi della protesi, che sostanzialmente limita gli alleggerimenti al piede dei versanti, in abbinamento al contributo stabilizzante offerto dalle paratie di pali, stato sviluppato un particolare approccio progettuale per la realizzazione degli imbocchi, il metodo Spea PACO (Paratie con Arco di COntrasto) [1]. In sostanza, si tratta di realizzare unopera nella quale le azioni di contrasto sono fornite da elementi strutturali diversi, realizzati in tempi e fasi diverse: le paratie di pali al fronte e ai lati del fronte; i tiranti; un arco di contrasto in c.a., appoggiato su pali, esteso dalla progressiva di imbocco della galleria naturale sino a incontrare il terreno naturale; tiranti al fronte, sotto larco di contrasto; una soletta di contrasto provvisoria in magrone, alla quota del piano di lavoro prevista per la realizzazione dellarco rovescio; larco rovescio in c.a.. Le fasi esecutive sono le seguenti (Figura 2 e Figura 4): fase 1: realizzazione delle paratie di imbocco e della fila di pali che costituisce lappoggio dellarco di contrasto in c.a.; prevista la perforazione a vuoto dal piano esistente fino alla quota imposta dellarco di contrasto; fase 2: scavo di ribasso fino a una quota di poco superiore allestradosso dellarco di contrasto con esecuzione di uno/due ordini di tiranti sulla paratia di pali di protezione degli scavi; realizzazione degli infilaggi sulla paratia di imbocco. Il terreno davanti alla paratia di imbocco sagomato secondo la carpenteria dellintradosso dellarco; fase 3: il getto dellarco ingloba gli infilaggi metallici; fase 4: scavo fino alla quota necessaria per lesecuzione degli eventuali ordini di tiranti di ancoraggio al di sotto dellarco; fase 5: scavo ed esecuzione di una soletta provvisoria di contrasto in calcestruzzo magro di spessore 0,400,50 m; fase 6: completamento dello scavo ed esecuzione dellarco rovescio. Nelle Figure 3A-3D vengono illustrate le modalit di avanzamento dello scavo. Elementi caratterizzanti del metodo sono larco di contrasto in c.a. (dello spessore in chiave pari a 0,80-1,0 m e 2,0 m in corrispondenza dellincastro con i pali di sostegno) e la soletta di contrasto provvisoria in magrone; costituiscono parte integrante del metodo anche la fasistica realizzativa e il monitoraggio geotecnico-strutturale che comprende: sezioni strumentate con barrette estensimetriche allinterno dellarco di contrasto in corrispondenza della sezione di mezzeria (sia a intradosso sia a estradosso dellarco); sezioni strumentate con barrette estensimetriche in corrispondenza della mezzeria del solettone provvisorio in calcestruzzo magro; celle di carico sui tiranti. Il costante monitoraggio tenso-deformativo dellarco consente di stabilire il momento in cui risulta opportuna la posa di terreno sopra larco di contrasto. La scelta del momento e dellentit dei reinterri risulta in effetti delicata: se fatta in anticipo rispetto agli scavi di ribasso pu comportare elevate trazioni allintradosso dellarco di contrasto in chiave; viceversa, se ritardata, le spinte delle terre, in assenza dei sovraccarichi permanenti dovuti al terreno di riporto, tenderebbero a determinare trazioni allestradosso dellarco. Allimbocco lato Bologna della galleria Manganaccia, le opere di sostegno previste interessano prevalentemente laccumulo di un deposito di frana quiescente costituito da depositi caotici di litotipi eterogenei, in matrice prevalentemente argilloso-limosa. Laccumulo di frana poggia su di un substrato roccioso intensamente tettonizzato, costituito dalla formazione del membro peliticoarenaceo dellunit dellAcquerino. La particolarit dellapplicazione consiste nel fatto che, a differenza della tradizionale applicazione del metodo Spea-PACO in cui prevista lesecuzione di due ordini di tiranti attivi a trefoli al di sotto dellarco di contrasto in corrispondenza della parete di imbocco, gli stessi sono stati so-

Figura 2 - Le fasi di realizzazione del metodo Spea-PACO

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Figure 3A, 3B, 3C e 3D - Lavanzamento degli scavi al di sotto dellarco di contrasto: fase A: inizio dellavanzamento dello scavo sotto larco di contrasto. Scavo sino alla quota necessaria per la realizzazione dellordine di tiranti sotto larco di contrasto, per campi di 5-6 m e realizzazione dei primi tiranti; fase B: scavo sotto i tiranti realizzati e getto della soletta provvisoria di contrasto in calcestruzzo magro di spessore 0,40 m, per campi di 5-6 m; fase C: avanzamento degli scavi per campi di 5-6 m con esecuzione di tiranti e della soletta provvisoria di contrasto in calcestruzzo magro; fase D: demolizione di 5-6 m della soletta provvisoria di contrasto in calcestruzzo magro e approfondimento dello scavo. Esecuzione dellarco in c.a.

Figura 4 - Lapplicazione allimbocco lato Roma della galleria Pozzolatico nel tratto Firenze Nord-Firenze Sud dellAutostrada Milano-Napoli (A1)

stituiti con elementi tubolari in vetroresina che presentano la possibilit di essere pretesabili; ci consente di eliminare i tiranti sotto larco in c.a. fornendo comunque la pre-tensione necessaria per ridurre le deformazioni orizzontali e il controllo dei fenomeni di decadimento dei parametri di resistenza dei terreni. A differenza dei tiranti, la cui funzione irrimediabilmente persa al momento della demolizione dei pali al fronte, i VTR contribuiranno a garantire la stabilit del fronte di scavo anche una volta demolite le teste di ancoraggio e i pali al fronte, integrando, per i primi campi di scavo della galleria naturale, il contributo dei tradizionali VTR previsti per il pre-consolidamento al fronte. Nel caso specifico stata prevista linstallazione al fronte di 54 VTR tubolari del diametro di 60/40 mm (tiranti ATP T-SH200), della lunghezza di 18 m, con pre-tensione di 42 kN cadauno, per complessivi 2.268 kN al fronte. La tecnologia dei VTR pretesabili stata sviluppata solo di recente da ATP Srl e quella in oggetto risulta essere la prima applicazione.

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Figura 5A

Figura 5D

Figura 5B

Figura 5E

Figura 5C

Figura 5F

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La realizzazione dei tubi in vetroresina
I tiranti in GFRP (Glass Fyber Reinforced Poltrusion) T-SH 200 vengono realizzati con la tecnologia della Pultrusione, nata per la produzione di profili a sezione costante costituiti da fili continui (le fibre di rinforzo), unicamente orientati nella direzione dellasse, legati tra di loro mediante una resina poliestere termoindurente. La tecnologia consiste nel tirare le fibre di rinforzo attraverso un bagno di resina e quindi attraverso una sezione di formatura dove la sezione finale del profilato viene abbozzata e la resina in eccesso drenata; il semilavorato avanza quindi in modo continuo attraverso una filiera riscaldata dove avviene il processo di polimerizzazione, ottenendo il prodotto finito. Il tirante T-SH200 costituito da un profilo cavo a sezione circolare 60 mm con spessore 10 mm, realizzato in resina poliestere termoindurente rinforzata con fibre di vetro, ad aderenza esterna migliorata. La sua peculiarit costituita da una testa, realizzata in acciaio mediante lavorazione meccanica, che consente di applicare e successivamente mantenere, attraverso opportuno dispositivo di tensionamento, unazione assiale di trazione massima di 300 kN, limitata in fase progettuale a 200 kN. Il terminale consiste in una testata in acciaio con foro passante conico che si accoppia con cunei di bloccaggio, che esercitando opportuna compressione sul profilo consentono il trasferimento di carichi assiali per attrito. La testata di bloccaggio comprende: un set di cunei in acciaio; una boccola di contrasto; un tubo interno in acciaio del diametro di 38 mm e spessore di 10 mm con funzione di antischiacciamento per il tubo in VTR; una piastra di ripartizione metallica 250x300x20 con tubo di sfiato. Il tirante T-SH200 corredato anche di (Figura 7): un sacco otturatore costituito da un geotessile della grammatura di 400 g/m2 e di lunghezza utile di 50 cm; un tubo di sfiato del sacco otturatore (iniettato attraverso una valvola) in metallo del diametro di 16 mm e spessore di 1,2 mm; un tubo di sfiato del tratto in fondazione (iniettato attraverso delle valvole) in metallo del diametro di 16 mm e spessore di 1,2 mm; valvole a scomparsa per liniezione del sacco otturatore e del tratto in fondazione; valvole aperte per liniezione tratto libero; eventuale manicotto di collegamento tra due profili successivi, con una resistenza a trazione di 200 kN, nel caso di presenza di giunzioni; un tappo-ogiva di fondo con razze antisfilamento e una valvola di non ritorno per liniezione primaria di guaina.
Caratteristica Sezione resistente Diametro esterno Diametro interno Spessore Valore 1.500 60 40 10 Unit di misura mm2 mm mm mm Tabella 1 Le caratteristiche geometriche del tirante

Descrizione del tirante T-SH200

Caratteristica Valore minimo Norma di riferimento Massa volumica 1,9 g/cm3 UNI 7092 Resistenza a trazione 600 MPa UNI EN61 Resistenza a flessione 600 MPa ASTM D790 Modulo elastico 35.000 MPa UNI EN61(ASTM D790 A FLEX) Resistenza allo scoppio 30 MPa Tabella 2 - Le caratteristiche fisico-meccaniche del tirante

I tiranti T-SH200 trovano contrasto sulla parete di imbocco tramite piastre metalliche di adeguata rigidezza (250x300x20mm). La presenza di uno spessore di 20 cm di spritz beton, armato con doppio foglio di rete metallica elettrosaldata (del diametro di 8, maglia quadrata 20x20), e le contenute forze di trazione agenti, consentono di eliminare le travi di ripartizione, abitualmente utilizzate per i tiranti a trefoli.

Le fasi realizzative
Il T-SH200 realizzato secondo la seguente fasistica, nella quale sono evidenziati i tempi necessari, comprensivi degli approntamenti di cantiere: perforazione del diametro di 150 mm (15); linserimento del tirante; liniezione del sacco otturatore con una boiacca cementizia con additivo accelerante (5); la maturazione del sacco otturatore (sei ore); liniezione di guaina del tratto di fondazione (bulbo) (unora); il tempo di maturazione (due ore); liniezione selettiva attraverso le due valvole nel tratto di fondazione (30 per valvola); la maturazione: due giorni; la tesatura (20); le iniezione del tratto libero (15). I dati indicati si riferiscono a un T-SH200 della lunghezza di 18,00 m.

Il sistema di tesatura
Nel classico sistema di tesatura utilizzato per i trefoli in acciaio armonico, sono questultimi a essere afferrati in testa e sollecitati a trazione con lutilizzo di un martinetto. Raggiunta la forza di tiro desiderata il tirante, una volta bloccato attraverso lutilizzo di opportuni cunei di bloccaggio che si incastrano nella testata, viene rilasciato cos da poter rimuovere il martinetto.

Figura 6 - La produzione del tirante T-SH200

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Figura 7 - Il tirante T-SH200

Tale sistema non pu essere utilizzato sui tiranti in T-SH200. Infatti tali tiranti sono caratterizzati, a differenza di quelli in acciaio, da bassi valori della resistenza a compressione e del modulo elastico in direzione radiale. Ci comporterebbe, al momento del rilascio, un rilevante scorrimento differenziale in senso assiale tra cunei di bloccaggio e tirante con conseguente riduzione significativa della tensione applicata sullo stesso. Per risolvere il problema indicato stato ideato un sistema di tesatura che ha come aspetto principale quello di non agire direttamente sullelemento in VTR bens sul sistema di bloccaggio dellelemento stesso: il sistema di bolccaggio ad essere tirato dal martinetto (Figure 8A, 8B, 8C e 8D). La procedura di tesatura prevede le seguenti fasi operative: 1. si dispone la piastra di riscontro (Figura 8A); 2. si inserisce il controcono forato che presenta una doppia filettatura: quella inferiore serve per predisporre, a operazione ultimata, lapposita ghiera forata per il bloccaggio del tirante; quella superiore serve per legare lasta cava filettata di tesatura. Tale asta cava perch deve essere attraversata dal tirante in GFRP (Figura 8B);

3. si blocca la barra con appositi conetti (Figura 8B); 4. si avvita la ghiera di bloccaggio al controcono (non facendola entrare in contatto con la piastra di riscontro) (Figura 8C); 5. si avvita lasta cava filettata di tesatura al controcono (Figura 8D); 6. si dispone il martinetto (un cilindro a canna forata) sullapposito sistema di sostegno e si blocca il tutto con un dado di contrasto avvitato sullasta cava filettata (il cilindro cavo utilizzato attraversato dallasta cava filettata). In definitiva il martinetto, che montato su una piastra circolare sulla quale sono presenti due aste cilindriche diametralmente opposte, grazie a questo sistema da un lato contrasta contro la piastra di riscontro e dallaltro con il dado di contrasto (Figure 8E e 8F).

La modellazione numerica
Negli approcci tradizionali adottati nella progettazione degli imbocchi della gallerie naturali, la presenza dei VTR per il consolidamento del fronte conteggiato, a livello di schematizzazione di calcolo, con lintroduzione di un incremento dellintercetta di coesione. Tale approccio progettuale porta, in generale, a delle sottostime delle effettive spinte agenti sulle opere di sostegno, soprattutto quando le forze a cui sono soggette le opere derivano da cinematismi di instabilit profondi e gli elementi in VTR ricadono nella porzione di versante sovrastante la superficie di scivolamento considerata nella valutazione delle spinte agenti sullopera.

Figure 8A, 8B 8C, 8D, 8E e 8F - Le fasi della messa in tensione

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I tiranti pretesabili trovano lapplicazione pi interessante in interventi di soil nailing-chiodature applicati alla stabilizzazione dei fronti di scavo (Figura 9D); possono trovare, inoltre, impiego come tiranti di ancoraggio isolati nella realizzazione di opere di sostegno (Figura 9F) e come elementi di contrasto in opere interessate da fenomeni di sottospinta idraulica (Figura 9C). Essi associano la possibilit della pretensione ai tradizionali vantaggi degli elementi in vetroresina, ovvero: la corrosione: gli elementi in VTR sono inerti in relazione a problematiche di corrosione; gli aspetti ambientali: se presenti nel fronte di scavo delle gallerie naturali, lo smarino non considerato rifiuto; i terreni trattati a calce-cemento: limpiego di tiranti in vetroresina offre la possibilit di realizzare interventi di soil nailing anche in terreni trattati a calce (pH > 1012), dove non opportuno ricorrere alladozione di elementi metallici di rinforzo protetti tramite zincatura; Figura 9A - Lintervento di soil nailing/clouage con elementi pretesati rende possibile lesecuzione del fronte di scavo senza tiranti, che interferirebbero con la galleria da realizzare lisolamento elettrico: gli elementi in VTR garantiscono lisolamento elettrico evitando cos sistemi di messa a terra e le attivit di manutenzione periodiche (correnti vaganti). I tiranti, nelle applicazioni che ne prevedono unadozione diffusa (interventi di soil nailing e chiodature), possono evitare travi di ripartizione costituite da travi in c.a. o doppio profilato metallico, potendo trovare direttamente contrasto su un rivestimento in calcestruzzo proiettato, armato con doppio foglio di rete metallica elettrosaldata, mediante piastre metalliche di adeguata rigidezza (250x300x20mm). Per quanto riguarda le pareti di imbocco delle gallerie naturali, prevedere elementi strutturali resistenti a trazione distribuiti in maniera capillare sulla parete di imbocco (un elemento ogni 2,0 m2) consente di contrastare efficacemente le spinte delle terre, contenendo entro valori accettabili le sollecitazioni flettenti e taglianti sui pali delle paratie di imbocco. La scelta di applicare una forza di trazione al T-SH200 consente di limitare gli spostamenti della paratia di imbocco, e contenere i fenomeni di detensionamento del versante e, quindi, di decadimento della resistenza al taglio di terreni. Raggiunto il fondo scavo, e demoliti i pali di imbocco, i VTR pretesati costituiscono unintegrazione del consolidamento al fronte realizzato con tubi VTR classici del diametro di 60/40 iniettati con miscele cementizie. I TSH200 possono essere strumentati con fibre ottiche direttamente inglobate nel profilato tuFigura 9B - La realizzazione degli allargamenti simmetrici della sede autostradale in bolare allatto della produzione in stabilimento corrispondenza di manufatti esistenti (spalle di viadotti, tombini scatolari, ponticelli) o dove del profilato stesso. necessario e ladozione di diffuse catene con elementi in VTR pretesabili Nella progettazione dellimbocco BO della galleria naturale Manganaccia, avvenuta attraverso un programma di interazione terreno-struttura agli elementi finiti, gli elementi T-SH200 sono introdotti come elementi Wire, vale a dire sostanzialmente come delle molle di opportuna rigidezza in grado di sopportare carichi assiali di trazione.

Vantaggi e altre applicazioni

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Figura 9C - Lintervento di ancoraggio della struttura a U per il contrasto al sollevamento per effetto di sottospinte idrauliche

Figura 9F - Un esempio di elementi di soil nailing/clouage con pretensione nellambito di lavori necessari per lallargamento di sedi ferroviarie in esercizio e/o per lesecuzione di lavori in adiacenza: riduzione degli spostamenti dellopera di sostegno e riduzione dei fenomeni di sghembo dei binari; assenza di problematiche di corrosione per presenza di correnti vaganti

Tale strumentazione consente di valutare, nelle varie fasi di scavo, la distribuzione delle azioni di trazione lungo lasse dellelemento, consentendo di determinare le leggi di trasferimento degli sforzi tangenziali unitari di aderenza che si sviluppano al contatto tra tirante e terreno. E possibile isolare i primi 4-5 m dei tiranti con elementi di viplatura in grado di creare un tratto libero in modo da trasferire lazione della pretesatura in profondit. Alcuni esempi applicativi sono riportati nelle Figure 9D, 9E e 9F. * Responsabile dellUfficio di Geotecnica allAperto di Spea Ingegneria Europea ** Responsabile del Polo di Geoingegneria di Spea Ingegneria Europea *** Direttore Lavori dei Lotti 9, 10, 11 e 13 della Variante di Valico di Spea Ingegneria Europea
Ringraziamenti Si ringraziano, per le diverse speciche competenze nelle fasi realizzative, il Dott. Giamundo e lIng. Maddaluno di ATP, il Sig. Leopardo della BEA Service, lIng. Talone e il Geom. Cacace della Toto SpA e i colleghi della Direzione Lavori Barberino di Mugello di Spea Ingegneria Europea SpA, precisamente lIng. Raiele, Direttore Operativo, e il Geom. Rossignoli, Ispettore di Cantiere. Un ringraziamento anche al Geom. Verdoliva per la realizzazione delle rappresentazioni grache.

Figura 9D - Lintervento di soil nailing/clouage con elementi pretesati per la stabilizzazione di fronti di scavo realizzati in rocce tenere (imbocchi diretti di gallerie naturali e/o trincee-pareti in rocce tenere)

BIBLIOGRAFIA
[1]. P. Bongio, T. Collotta et al. - Un imbocco nel caotico - Il metodo Spea-PACO, Rivista Autostrade, n 4/2007. [2]. P. Lunardi et al. - Galleria Borgo Rinzelli: studi per lapplicazione del sistema della protesi strutturale in terreni limoso-argilllosi, Gallerie e grandi opere sotterranee, n 71, Dicembre 2003.

Figura 9E - Interventi di consolidamento radiale nello scavo di gallerie naturali

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