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Prescrizioni delle NTC-08 in materia di indagini

geotecniche per la caratterizzazione sismica


UNIVERSITADEGLISTUDIDIFIRENZE
DipartimentodiIngegneriaCivileeAmbientale
Sezionegeotecnica(www.dicea.unifi.it/geotecnica)
Johann Facciorusso
johannf@dicea.unifi.it
http://www.dicea.unifi.it/~johannf/
Corso di aggiornamento professionale: Progettazione geotecnica secondo le NTC08
Siena, 2 febbraio 2012
Ordine degli Ingegneri della Provincia di Siena
Indice
Lo scopo di questa lezione fornire una lettura critica e comparativa delle
recenti norme tecniche in materia di costruzioni per la parte che riguarda le
indagini geotecniche, con specifico riferimento alle indagini sismiche, ai
parametri che vengono richiesti, alle tecniche di misura e interpretazione
dei risultati, ai confronti ed alle modalit di programmazione delle indagini.
La lezione si articoler nei seguenti punti:
N 1. Introduzione (caratterizzazione geotecnica, valori caratteristici e di
progetto, classificazione sismica dei terreni, azione sismica di progetto)
N 3. Correlazioni (correlazioni tra V
s
e i parametri desunti da prove
geotecniche standard, applicabilit e affidabilit ed influenza nelle
comuni applicazioni geotecniche)
N 2. Parametri dinamici: domini di comportamento dei terreni, misura dei
parametri dinamici, tecniche geofisiche e misure sismiche)
N 4. Riferimenti normativi e programmazione delle indagini sismiche per le
pi comuni applicazioni geotecniche)
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(NTC-08, 7.11 Opere e sistemi geotecnici)
Le presenti norme disciplinano la progettazione e la verifica delle opere e
dei sistemi geotecnici di cui al 6.1.1 (opere di fondazione; opere di
sostegno; opere in sotterraneo; opere e manufatti di materiali sciolti naturali;
fronti di scavo; miglioramento e rinforzo dei terreni e degli ammassi rocciosi;
consolidamento dei terreni interessanti opere esistenti, nonch la valutazione
della sicurezza dei pendii e la fattibilit di opere che hanno riflessi su grandi
aree) soggetti ad azioni sismiche, nonch i requisiti cui devono soddisfare i
siti di costruzione e i terreni interagenti con le opere in presenza di tali
azioni.
Il paragrafo 7.11 delle NTC-08 affronta, quindi, due fondamentali problemi:
il problema della sicurezza sismica delle opere geotecniche (fronti di scavi
e rilevati, fondazioni superficiali e su pali, opere di sostegno).
il problema della stabilit del sito e del terreno in cui il manufatto si colloca
nei confronti di possibili fenomeni di amplificazione stratigrafica e
topografica, di liquefazione del terreno e di instabilit dei pendii in presenza di
azioni sismiche;
Introduzione
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Introduzione
(NTC-08, 7.11.2 Caratterizzazione geotecnica a fini sismici)
Le indagini geotecniche devono essere predisposte dal progettista in
presenza di un quadro geologico adeguatamente definito, che comprenda i
principali caratteri tettonici e litologici, nonch leventuale preesistenza di
fenomeni di instabilit del territorio. Le indagini devono comprendere
laccertamento degli elementi che, unitamente agli effetti topografici,
influenzano la propagazione delle onde sismiche, quali le condizioni
stratigrafiche e la presenza di un substrato rigido o di una formazione ad
esso assimilabile.
La caratterizzazione fisico-meccanica dei terreni e la scelta dei pi
appropriati mezzi e procedure dindagine devono essere effettuate tenendo
conto della tipologia del sistema geotecnico e del metodo di analisi
adottato nelle verifiche.
(NTC-08, 6.2.2 Indagini, caratterizzazione e modellazione geotecnica)
Le indagini geotecniche devono essere programmate in funzione del tipo
di opera e/o di intervento e devono riguardare il volume significativo di cui
al 3.2.2, e devono permettere la definizione dei modelli geotecnici di
sottosuolo necessari alla progettazione. .. responsabilit del progettista
la definizione del piano delle indagini, la caratterizzazione e la modellazione
geotecnica.
Indagini geotecniche
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Introduzione
- Quanto si devono estendere le indagini? Le indagini geotecniche devono
estendersi al volume significativo per la caratterizzazione in campo statico,
mentre, per la caratterizzazione sismica, devono avere una estensione e
raggiungere una profondit tale da consentire una completa
caratterizzazione di eventuali fenomeni amplificativi e/o instabilit di pendio
o dovuta a liquefazione*
*N.B. Non sono citati esplicitamente fenomeni di densificazione di depositi
sabbiosi saturi o di subsidenza in presenza di cavit o di scorrimenti di
faglia che invece dovrebbero comunque essere presi in considerazione
(Eurocodice EC8-Strutture in zona sismica)
Def. Per volume significativo di
terreno si intende la parte di
sottosuolo
influenzata, direttamente o
indirettamente, dalla
costruzione del manufatto e che
influenza
il manufatto stesso.
(NTC-08, 3.2.2 )
Raccomandazioni AGI, 1977
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Introduzione
Le indagini geotecniche in campo statico devono essere finalizzate alla
(NTC-08, 6.2.2 ):
O definizione del modello geotecnico di sottosuolo da utilizzare nella
progettazione;
O stima dei valori caratteristici delle grandezze fiche e meccaniche da
attribuire ai terreni nel modello geotecnico utilizzato (ad es. , c
u
, ecc.).
Def. Per modello geotecnico si intende uno schema rappresentativo delle
condizioni stratigrafiche, del regime delle pressioni interstiziali e della
caratterizzazione fisico-meccanica dei terreni e delle rocce comprese nel
volume significativo, finalizzato allanalisi quantitativa di uno specifico
problema geotecnico. (NTC-08, 6.2.2 )
Le indagini geotecniche in campo dinamico devono fornire (NTC-08,
7.11.2 ) :
O i valori di rigidezza a piccole deformazioni (G
0
o V
s
);
O la valutazione della dipendenza della rigidezza e dello smorzamento dal
livello deformativo (curve di decadimento)
-Quali sono gli obiettivi delle indagini geotecniche?
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Introduzione
O le caratteristiche stratigrafiche e topografiche che influenzano la
risposta sismica locale, RSL (spessore, alternanza e giacitura degli strati,
posizione del bedrock, presenza di discontinuit, ecc.), indispensabile
nella definizione dellazione sismica per le verifiche di stabilit del sito e
delle opere geotecniche e strutturali.
O almeno la classificazione del sottosuolo (ad es., attraverso il profilo di
G
0
o V
S
con la profondit);
e devono consentire di definire :
O la degradazione ciclica della rigidezza e della resistenza per fenomeni di
fatica e per lincremento delle pressioni interstiziali (nei terreni saturi),
utile nelle analisi post-sismiche, e ricavabili mediante correlazioni (non
specificate nelle NTC) o mediante prove di laboratorio dinamiche e
cicliche (consigliate solo in casi speciali).
N.B.: Le NTC-08 suggeriscono che Nel caso di opere per le quali si
preveda limpiego di metodi danalisi avanzata, opportuna anche
lesecuzione di prove cicliche e dinamiche di laboratorio, quando sia
tecnicamente possibile il prelievo di campioni indisturbati. (NTC-08,
6.2.2 ), ma poi prescrivono che: Nella caratterizzazione geotecnica
necessario valutare la dipendenza della rigidezza e dello smorzamento dal
livello deformativo , per il quale sono richieste specifiche prove di
laboratorio dinamiche e cicliche!!!!
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Introduzione
- Chi programma le indagini?: il progettista
- Chi responsabile della definizione del modello geotecnico?: il
progettista
-Quali sono i criteri da seguire nella programmazione delle indagini? Le
indagini geotecniche devono essere programmate in funzione del tipo di
opera e/o di intervento e del metodo di analisi adottato nelle verifiche
-Quali sono le prove da preferire in relazione al tipo di opera e di verifica
da eseguire e del metodo di analisi adottato? Non vengono fornite
indicazioni specifiche, affidando alla responsabilit del progettista la
scelta nel rispetto delle prescrizioni generali sopra citate. Maggiori
indicazioni, per di carattere puramente indicativo, vengono fornite nella
Circolare esplicativa (Circolare Ministeriale 2 febbraio 2009, n. 617
Istruzioni per lapplicazione delle Nuove Norme tecniche per le
costruzioni di cui al Decreto Ministeriale 14 gennaio 2008 ) per la
caratterizzazione sia in campo statico ( C6.2.2 e in particolare la Tab.
C6.2.1) sia in campo dinamico ( C7.11.3.1.1).
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Introduzione
Valori caratteristici e di progetto
Le NTC-08 fanno riferimento al metodo semiprobabilistico agli stati limite
basato sullimpiego dei coefficienti parziali di sicurezza (metodo di primo
livello o metodo dei coefficienti parziali ). Nel metodo semiprobabilistico
agli stati limite, la sicurezza dellopera o sistema geotecnico deve essere
verificata, relativamente allo stato limite ultimo considerato, tramite il
confronto tra la resistenza e leffetto delle azioni (NTC-08, 2.3 ) :
E
d
R
d
I valori di progetto delleffetto delle azioni, E
d
e della resistenza, R
d
, sono
funzione, oltre che della geometria del progetto tramite le grandezze
geometriche, a
dl
, dei valori caratteristici delle azioni, F
ki
, e dei parametri
geotecnici, X
kj
, tramite i coefficienti parziali corrispondenti
(rispettivamente g
Fi
e g
Mj
), che tengono conto della variabilit e
dellincertezza del valore caratteristico e dellaffidabilit del modello di
calcolo adottato per le azioni e la resistenza (NTC-08, 6.2.3.1 ) .
dove:
- E
d
il valore di progetto delleffetto dellazioni
- R
d
il valore di progetto della resistenza,
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Introduzione
I coefficienti parziali, anzich alle azioni,
Fi
, possono essere
direttamente applicati alleffetto,
E
; per determinare la resistenza di
progetto, R
d
, alla resistenza del sistema viene applicato un ulteriore
coefficiente parziale
R
.
|
|
.
|

\
|
=
|
|
.
|

\
|
=
dl
Mj
kj
ki E dl
Mj
kj
ki Fi d
a ;
X
; F E a ;
X
; F E E

|
|
.
|

\
|
=
dl
Mj
kj
ki Fi
R
d
a ;
X
; F R
1
R

N.B. In alcuni casi i coefficienti parziali


E
(ad es. nelle verifiche sismiche)e

R
(ad es. nelle verifiche strutturali) sono posti pari ad 1.
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Introduzione
i valori caratteristici della resistenza dei materiali e delle azioni sono
definiti, rispettivamente, come: il frattile inferiore delle resistenze e il
frattile (superiore o inferiore a seconda che lazione sia rispettivamente
sfavorevole o favorevole) delle azioni che minimizzano la sicurezza. In
genere, i frattili sono assunti pari al 5%. Per le grandezze con piccoli
coefficienti di variazione, ovvero per grandezze che non riguardino
univocamente resistenze o azioni, si possono considerare frattili al 50%
(valori mediani). (NTC-08, 2.3 )
Nelle verifiche di stabilit strutturali:
Nelle verifiche di stabilit delle opere e dei sistemi
geotecnici:
i valori caratteristici delle grandezze fisiche e meccaniche da attribuire ai
terreni devono essere ottenuti mediante specifiche prove di laboratorio su
campioni indisturbati di terreno e attraverso linterpretazione dei risultati di
prove e misure in sito. Per valore caratteristico di un parametro geotecnico
deve intendersi una stima ragionata e cautelativa del valore del parametro
nello stato limite considerato. (NTC-08, 6.2.2 )
N.B. Per i parametri geotecnici, la definizione del valore caratteristico non
si basa su criteri statistici (data la scarsa disponibilit di misure), bens
sulla arbitrariet e sulla sensibilit del progettista (alcune indicazioni sono
fornite nella Circolare C6.2.2, specie in relazione al tipo di verifica).
Valore caratteristico
5% 50% 95%
Valore medio o minimo??
X
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Introduzione
Parametri geotecnici
Misure dirette
(in sito e/o in laboratorio)
o correlazioni
Valori caratteristici
INTERPRETAZIONE
Coefficienti parziali
X
k

M
Valori di progetto
X
d
M
k
X

Tabella6.2.II Coefficientiparzialiperiparametrigeotecnicidelterreno
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Introduzione
Azione sismica di progetto
Le azioni sismiche di progetto, in base alle quali valutare il rispetto dei
diversi stati limite considerati, si definiscono a partire dalla pericolosit
sismica di base del sito di costruzione. Essa costituisce lelemento di
conoscenza primario per la determinazione delle azioni sismiche . (NTC-08,
3.2 )
Ai fini della definizione dellazione sismica di progetto, si rende necessario
valutare leffetto della risposta sismica locale . (NTC-08, 3.2 .2)
Le componenti possono essere descritte, in funzione del tipo di analisi
adottata, mediante una delle seguenti rappresentazioni (NTC-08, 3.2.3.1) :
- accelerazione massima attesa in superficie;
- accelerazione massima e relativo spettro di risposta (elastico o di progetto)
attesi in superficie;
- accelerogramma (artificiale, simulato, naturale).
Ai fini delle presenti norme l'azione sismica caratterizzata da 3
componenti traslazionali, due orizzontali contrassegnate da X ed Y ed una
verticale contrassegnata da Z, da considerare tra di loro indipendenti . (NTC-
08, 3.2.3.1)
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Introduzione
Pericolosit sismica di base
La pericolosit sismica di base (PSB) definita a partire dai valori dei
seguenti parametri in condizioni di campo libero su sito di riferimento
rigido (di categoria A quale definita al 3.2.2 delle NTC-08) con superficie
topografica orizzontale (di categoria T1 quale definita al 3.2.2 delle NTC-
08):
O accelerazione orizzontale massima attesa, a
g
;
O valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in
accelerazione orizzontale, F
0
;
O periodo di inizio del tratto a velocit costante dello spettro in
accelerazione orizzontale, T*
C
.
per ciascuna delle probabilit di superamento, P
VR
(dipendente dal tipo
di verifica condotto ovvero dalla prestazione richiesta), nel periodo di
riferimento V
R
(dipendente dal tipo e dalluso dellopera, tramite
rispettivamente la vita nominale, V
N
e la classe duso, C
U
, ovvero V
R
=
V
N
C
U
)
e quindi per ciascun periodo di ritorno T
R
= -V
R
/ln(1-P
VR
)
Lazione sismica dunque riferita ad un suolo rigido (classe A) con
superficie topografica orizzontale (categoria T1) e viene ottenuta dai
parametri ricavati mediante lanalisi di PSB (a
g
, F
0
e T*
C
).
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Prescrizioni delle NTC-08 in materia di indagini geotecniche
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Introduzione
Analisi della Risposta Sismica Locale
Il moto generato da un terremoto in un sito dipende dalle particolari
condizioni locali, cio dalle caratteristiche topografiche e stratigrafiche dei
depositi di terreno e degli ammassi rocciosi e dalle propriet fisiche e
meccaniche dei materiali che li costituiscono. Alla scala della singola
opera o del singolo sistema geotecnico, la risposta sismica locale
consente di definire le modifiche che un segnale sismico subisce, a causa
dei fattori anzidetti, rispetto a quello di un sito di riferimento rigido con
superficie topografica orizzontale (NTC-08, 7.11.3.1).
Linfluenza della stratigrafia (amplificazione stratigrafica) e della
topografia (amplificazione topografica) sullazione sismica di riferimento
(RSL) pu essere determinata:
in prima approssimazione, mediante un approccio semplificato
basato sulle categorie di sottosuolo (tab. 3.2.II), S
S
, e sulle categorie
topografiche (tab. 3.2.IV), S
T
per speciali categorie di suolo (S1 e S2) e determinati sistemi
geotecnici (e in generale quando si voglia aumentare il grado di
accuratezza nella previsione della RSL) mediante specifiche analisi di
risposta sismica locale eseguite utilizzando metodi numerici.
a
max
=a
g
S
S
S
T
Dott. Ing. Johann Facciorusso
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Siena, 2 Febbraio 2012
Introduzione
Tipodicostruzione
(NTC08,2.4.1Tab.2.4.I)
a
g
(T
R
)(eM
w
1
)
Classeduso
(NTC08,2.4.2Tab.2.4.II)
V
N
C
U
V
N
C
U
V
R
) P 1 ln(
V
VR
R

T
R
PSB
(daNTC08odaanalisispecifiche)
F
0
(T
R
)
T*
C
(T
R
)
Azionesismicadi
riferimento
S
e0
(T),S
d0
(T)
2
a
0
(t)
a
g
(ClasseA,cat.T1)
t
a
a
g
F
0
T
B
T*
C
T
D
a
g
T
Utileafini
geotecnici
S
e
SLU
(NTC08,3.2.1
Tab.3.2.I)
P
VR
1
per le verifiche di stabilit di liquefazione
2
S
E0
ottenuto dalle equazioni (3.2.4) del 3.2.3.2, con S
S
=S
T
= 1 e T
C
= T*
C
e q = 1 e S
d
con q = 1/q (con il
fattore di struttura q definito nel 7.3)
Dott. Ing. Johann Facciorusso
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Introduzione
1
Lapproccio numerico richiede lapplicazione di procedure di calcolo numeriche 1-D o 2-D, che
richiedono una approfondita conoscenza delle propriet geotecniche dei terreni in campo dinamico e un
accelerogramma di input definito su suolo rigido e orizzontale (vedi C.M. 2009, C7.11.3).
T
t
Azionesismicadi
riferimento
S
e0
(T),S
d0
(T)
a
0
(t)
a
g
RSL
Approccio
semplificato
Approccio
numerico
1
S
S
,C
C
(A,B,C,D,E)[Tab.3.2.V]
S
T
(T1,T2,T3,T4)[Tab.3.2.VI]
S
e
(T),S
d
(T)
a(t)
a
max
t
a
S
e
[Eq. (3.2.4) , 3.2.3.2]
T
B
T
C
=C
C
T*
C
T
D
T
S
e
a
max
=a
g
S
S
S
T
a
g
F
0
T
B
T*
C
T
D
a
g
T
S
e
a
g
S
S
S
T
F
0
a(t)
a
max
18/ 86
Classificazione sismica dei terreni
Ai fini della definizione dellazione sismica di progetto per tenere conto
dellamplificazione (stratigrafica) del moto sismico rispetto al caso di suolo
rigido, vengono utilizzate, nellapproccio semplificato, le categorie di
sottosuolo di riferimento (Tabella 3.2.II, NTC-08, 7.11.3.1) :
Categoria* Descrizione
A
Ammassi rocciosi affioranti o terreni molto rigidi caratterizzati da valori di Vs,
30
superiori a 800 m/s,
eventualmente comprendenti in superficie uno strato di alterazione, con spessore massimo pari a 3 m.
B
Rocce tenere e depositi di terreni a grana grossa molto addensati o terreni a grana fina molto
consistenti con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle propriet
meccaniche con la profondit e da valori di V
s,30
compresi tra 360 m/s e 800 m/s (ovvero N
SPT,30
> 50 nei
terreni a grana grossa e c
u,30
> 250 kPa nei terreni a grana fina).
C
Depositi di terreni a grana grossa mediamente addensati o terreni a grana fina mediamente consistenti
con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle propriet meccaniche
con la profondit e da valori di V
s,30
compresi tra 180 m/s e 360 m/s (ovvero 15 < N
SPT,30
< 50 nei terreni
a grana grossa e 70 < c
u,30
< 250 kPa nei terreni a grana fina).
D
Depositi di terreni a grana grossa scarsamente addensati o di terreni a grana fina scarsamente
consistenti, con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle propriet
meccaniche con la profondit e da valori di V
s,30
inferiori a 180 m/s (ovvero N
SPT,30
< 15 nei terreni a
grana grossa e c
u,30
< 70 kPa nei terreni a grana fina).
E
Terreni dei sottosuoli di tipo C o D per spessore non superiore a 20 m, posti sul substrato di
riferimento (con Vs > 800 m/s).
*OSS. I depositi di terreno, a grana grossa o fine, con spessore compreso tra 20 e 30 m o con inversioni di
velocit????
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Introduzione
19/ 86
Fatta salva la necessit della caratterizzazione geotecnica dei terreni nel
volume significativo, ai fini della identificazione della categoria di sottosuolo,
la classificazione si effettua in base ai valori della velocit equivalente V
S,30
di
propagazione delle onde di taglio (definita successivamente) entro i primi 30
m di profondit.
Le indagini geotecniche devono estendersi al volume significativo per la
caratterizzazione in campo statico, e, per la classificazione sismica del
sottosuolo, devono raggiungere almeno la profondit di 30 m e comprendere
le prove richieste per questo tipo di caratterizzazione. Per analisi di RSL
possono spingersi anche oltre fino alla identificazione di uno strato molto
rigido assimilabile al substrato (C.M. 2009, C7.11.3.1.1) .
Profondit di indagine
] s / m [
V
h
30
V
N , 1 i i , S
i
30 , S

=
=
C
o
r
s
o

d
i

a
g
g
i
o
r
n
a
m
e
n
t
o

p
r
o
f
e
s
s
i
o
n
a
l
e

P
r
o
g
e
t
t
a
z
i
o
n
e

g
e
o
t
e
c
n
i
c
a

s
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c
o
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d
o

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N
T
C
-
0
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Introduzione
20/ 86
La misura diretta della velocit di propagazione delle onde di taglio
fortemente raccomandata. Nei casi in cui tale determinazione non sia
disponibile, la classificazione pu essere effettuata in base ai valori del
numero equivalente di colpi della prova penetrometrica dinamica (Standard
Penetration Test) N
SPT,30
(definito successivamente) nei terreni
prevalentemente a grana grossa e della resistenza non drenata equivalente
c
u,30
(definita successivamente) nei terreni prevalentemente a grana fina.
Scelta del parametro di classificazione

=
=
=
K , 1 i i , u
i
K , 1 i
i
30 , u
C
h
h
c

=
=
=
M , 1 i i , SPT
i
M , 1 i
i
30 , SPT
N
h
h
N
1. Per la classificazione sismica dei terreni fortemente raccomandata la
misura diretta della velocit delle onde di taglio S (da cui ricavare il valore
medio equivalente V
S,30
);
2. In mancanza di tale misura e in alternativa, possono essere utilizzate
misure dirette o indirette di resistenza in campo statico (N
SPT
per i terreni a
grana grossa e c
u
per i terreni a grana fine) e, nel caso di depositi
eterogenei, la media, anzich sui 30 m fatta sullo spessore effettivo e si
considera la classe ottenuta pi penalizzante.
] s / m [
V
h
30
V
N , 1 i i , S
i
30 , S

=
=
C
o
r
s
o

d
i

a
g
g
i
o
r
n
a
m
e
n
t
o

p
r
o
f
e
s
s
i
o
n
a
l
e

P
r
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g
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t
t
a
z
i
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g
e
o
t
e
c
n
i
c
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s
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c
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Introduzione
21/ 86
In particolare, fortemente raccomandata lesecuzione di prove in sito per la
determinazione dei profili di velocit di propagazione delle onde di taglio, ai
fini della valutazione della rigidezza a bassi livelli di deformazione. A titolo
di esempio e in maniera non esaustiva, le prove in sito possono includere
prove cross-hole, prove down-hole, prove SASW, prove dilatometriche
sismiche, prove penetrometriche sismiche, ecc.; (C.M. 2009, C7.11.3.1.1).
Tipi di indagine
1. Per la misura diretta della velocit delle onde di taglio S vengono
fortemente raccomandate alcune prove mettendo insieme impropriamente
prove di tipo diverso e senza specificare cosa si intende con misura diretta
(prova SASW superficiale e non fornisce una misura diretta);
2. Non viene specificamente suggerita, ad esempio per la stima di V
S
, la
possibilit di ricorrere a correlazioni empiriche a partire dalle misure in sito in
campo statico (da prove CPT, SPT o DTM, ecc.), quando molte di tali
correlazioni sono ampiamente utilizzate in campo scientifico e possono
risultare in alcuni casi pi affidabili del valore di N
SPT
per classificare la
rigidezza a piccole deformazioni del terreno
C
o
r
s
o

d
i

a
g
g
i
o
r
n
a
m
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n
t
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Introduzione
22/ 86 C
o
r
s
o

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i

a
g
g
i
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r
n
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m
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n
t
o

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r
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Introduzione
Esempio. Stratigrafia, ubicazione del campione indisturbato CI1 e
profilo delle velocit V
S
, V
P
e del coefficiente di Poisson, n, con la
profondit, z, da prova Down-Hole
0
5
10
15
20
25
30
35
40
0 400 800 1200 1600
Vs, Vp [m/s]
z

[
m
]
Vs
Vp
0
5
10
15
20
25
30
35
40
0 0.1 0.2 0.3 0.4 0.5
v
z

[
m
]
Detrito di frana
costituito da
argille, marne e
livelli arenitici
Detrito di frana
costituto da strati
millimetrici e
decimetrici di
marne e strati
decimetrici e
centimetrici di
arenarie alterate.
La struttura
caotica e la matrice
argillosa.
Marne fittamente
stratificate alternate
a strati di arenaria
Detrito di frana
costituito da limi
sabbiosi e sabbie
limose con
frazione sabbiosa
grossolana
crescente verso il
basso.
Terreno vegetale
(sabbie limose)
2.7 m
13.2
15.0
33.0
C1
5.2 m
23/ 86 C
o
r
s
o

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g
g
i
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Introduzione
Categoria B
h
i
=1m
zi V
S,i
h
i
/V
S,i
zi V
S,i
h
i
/V
S,i
(m) (m/s) (s) (m) (m/s) (s)
1 489 2,047E03 16 564 1,773E03
2 489 2,047E03 17 612 1,633E03
3 546 1,832E03 18 551 1,815E03
4 438 2,282E03 19 368 2,718E03
5 318 3,146E03 20 436 2,292E03
6 363 2,751E03 21 561 1,783E03
7 444 2,254E03 22 576 1,737E03
8 529 1,892E03 23 492 2,031E03
9 581 1,720E03 24 456 2,195E03
10 568 1,761E03 25 457 2,187E03
11 529 1,889E03 26 425 2,352E03
12 548 1,824E03 27 557 1,794E03
13 629 1,590E03 28 662 1,511E03
14 646 1,548E03 29 622 1,608E03
15 606 1,651E03 30 677 1,477E03
E(h
i
/V
S,i
)= 5,914E02
V
S,30
= 507 m/s
0
5
10
15
20
0 10 20 30 40 50 60 70
c
u
(kPa)
Z

(
m
)
24/ 86 C
o
r
s
o

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g
i
o
r
n
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Introduzione
Esempio: Deposito costituito da argilla tenera fino alla profondit di 18
m e da sabbia densa oltre tale profondit
20
25
30
35
0 20 40 60 80
N
SPT
()
Z

(
m
)
25/ 86 C
o
r
s
o

d
i

a
g
g
i
o
r
n
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m
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n
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r
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s
s
i
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g
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c
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c
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Introduzione
h
i
=1,8m h
i
=3m
zi c
u,i
h
i
/c
u,i
zi N
SPT,i
h
i
/N
SPT,i
(m) (kPa) (m/kPa) (m) ()
1,8 59 3,051E02 21 64 4,688E02
3,6 55 3,273E02 24 66 4,545E02
5,4 53 3,396E02 27 71 4,225E02
7,2 48 3,750E02 30 58 5,172E02
9 40 4,500E02 Ehi= 12 m
10,8 38 4,737E02 E(h
i
/N
SPT,i
)= 1,863E01
12,6 47 3,830E02 Eh
i
/E(h
i
/N
SPT,i
)= 64
14,4 46 3,913E02 categoriaB
16,2 46 3,913E02
18 30 6,000E02
Ehi= 18 m
E(h
i
/c
u,i
)= 4,036E01 m/kPa
Eh
i
/E(h
i
/c
u,i
)= 44,6 kPa
categoriaD
Categoria D
18 m
26/ 86
Categoriaditerreno
(A,B,C,D,E)
S
S
,C
C

M
S,T
C
T
B
,T
D
,T
E
,T
F
,V
g
,d
g
Azionesismicadi
progetto
(insuperficieoalpianodiposa)
Verifichestrutturali
(struttura,fondazionieoperedisostegno)
S
e
(T),S
ve
(T),S
De
(T),S
d
(T)
a(t)
a
max
Verifichedistabilitdelsito
(amplificazione,liquefazioneestabilitdeipendii)
Verifichedistabilitdellopera
geotecnica
Effetti della scelta della categoria
C
o
r
s
o

d
i

a
g
g
i
o
r
n
a
m
e
n
t
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s
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Introduzione
27/ 86 C
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r
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g
g
i
o
r
n
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m
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n
t
o

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Introduzione
Esempio. Verifica di stabilit nei confronti della liquefazione (allo stato limite
SLV) in un sito caratterizzato dai seguenti dati di PSB, corrispondenti ad un
periodo di ritorno T
R
= 475 anni (per edifici di categoria I e Classe duso II) ed
eseguita con il metodo di Robertson&Wride (Youd et al., 2001) da prove CPT:
a
g
= 0.163 g
M
W
= 5.9
F
0
= 2.59
0
2
4
6
8
10
12
14
16
18
20
0 2 4 6 8 10
ClasseB
ClasseC
ClasseD
ClasseE
R
i
s
c
h
i
o

d
i

l
i
q
u
e
f
a
z
i
o
n
e

b
a
s
s
o
R
i
s
c
h
i
o

d
i

l
i
q
u
e
f
a
z
i
o
n
e

a
l
t
o
R
i
s
c
h
i
o

d
i

l
i
q
u
e
f
a
z
i
o
n
e

B
C
D E
Classe
S
S
a
max
(g)
1.2
1.4
1.6
1.8
2.0
0.150
0.180
0.210
0.240
0.270
NellIngegneria Geotecnica Sismica, si distinguono le seguenti grandi
categorie di problemi:
PROBLEMI DINAMICI:
fondazioni di macchine vibranti, il transito di
veicoli, le vibrazioni prodotte da macchinari di
cantiere, etc.
(1) Bassi livelli deformativi ( s 10
-3
%)
CARICHI DINAMICI: carichi dinamici e ciclici, con frequenze e velocit
di applicazione basse, stabiliti generalmente in
fase di progettazione
MODELLO: modello elastico lineare
PARAMETRI:
modulo di taglio iniziale, G
0
(e il rapporto di
smorzamento iniziale, D
0
)
28/ 86
Parametri dinamici
Parametri dinamici
C
o
r
s
o

d
i

a
g
g
i
o
r
n
a
m
e
n
t
o

p
r
o
f
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i
o
n
a
l
e

P
r
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g
e
t
t
a
z
i
o
n
e

g
e
o
t
e
c
n
i
c
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PROBLEMI DINAMICI: terremoti (risposta sismica locale)
(2) Medi livelli deformativi (
l
= 10
-3
% s s
v
~ 10
-1
%)
CARICHI DINAMICI:
carichi dinamici ciclici irregolari transitori con
frequenze elevate (comprese tra 1 e 10 Hz)
MODELLO:
modelli elastici equivalenti, visCoelastici o
elastici non lineari
PARAMETRI: G
0
, D
0
e le leggi di variazione con la deformazione
di taglio , G = G() e D = D()
C
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g
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Parametri dinamici
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PROBLEMI DINAMICI: terremoti distruttivi e esplosioni
(3) Elevati livelli deformativi ( > 10
-1
%)
CARICHI DINAMICI:
carichi dinamici ciclici irregolari transitori con
frequenze elevate (comprese tra 1 e 10 Hz)
MODELLO:
Modelli decisamente non lineari (elastoplastici,
con incrudimento, ecc.)
PARAMETRI:
G
0
, D
0
e le leggi di variazione con la deformazione
di taglio e il numero di cicli, N: G = G(,N), D =
D(,N)
la legge di variazione delle pressioni interstiziali
u col numero di cicli, u= u (N)
la legge di degradazione della resistenza, t
cyc
= t
cyc
(N)
C
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g
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Parametri dinamici
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Misura dei parametri dinamici
G
0
richiede una strumentazione capace di apprezzare livelli deformativi
estremamente bassi (inferiori a 10
-5
%) e pu essere misurato in sito e in
laboratorio
O Le misure in sito sono pi rappresentative delle condizioni reali del
terreno e consentono di avere un numero pi elevato di misure con la
profondit.
O Le prove di laboratorio offrono per contro la possibilit di esplorare
aspetti del comportamento del terreno in condizioni che possono essere di
interesse per la progettazione ingegneristica e per la ricerca scientifica.
Il modulo di taglio G
0
legato alla velocit di propagazione delle onde S nel
terreno, V
S
ed alla densit del materiale, , dalla relazione (valida in campo
elastico e quindi nel dominio delle piccole deformazioni):
G
0
= V
S
2
G
0
(sito) Si misura attraverso V
S
, generando artificialmente onde
sismiche (down-hole, DH,cross-hole, CH, etc.)
G
0
(laboratorio) Si misura attraverso V
S
(bender elements, BE) o
direttamente (colonna risonante, RC e taglio torsionale
ciclico, TSC)
G
0
(sito)/ G
0
(lab) = 1.5 2.5
Misura di G
0
C
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Parametri dinamici
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Per una stima indiretta di G
0
(o V
S
), ovvero attraverso correlazioni
empiriche si pu ricorrere a prove geotecniche in sito e in laboratorio di
tipo tradizionale ovvero:
= prove di laboratorio per la caratterizzazione delle propriet fisiche
(densit relativa, indice dei vuoti, indice di plasticit, ecc.) e per la
caratterizzazione meccanica in campo statico (prove triassiali monotoniche,
prove di taglio diretto, ecc.)
= prove in sito (prova CPT, prova SPT, ecc.).
G
0
(V
S
) = f(e, o
0
, D
R
,ecc.)
V
S
= f(o
v
, o
0
, z, N
SPT
, q
c
, ecc.)
N.B. Gli errori associati alla stima sono sempre molto elevati (alle stime
indirette vanno sempre associate misure dirette, per calibrare le
correlazioni esistenti o ricavarne delle nuove); le correlazioni ottenute a
scala regionale sono preferibili a quelle di letteratura.
G
0
(V
S
) = f(e, I
P
, o
0
, OCR ,ecc.)
Grana grossa
Grana fine
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Parametri dinamici
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Misura di D
0
La misura di D
0
viene effettuata prevalentemente in laboratorio utilizzando:
N.B. Per le applicazioni sismiche, il valore di D
0
dovrebbe essere misurato
con frequenze di carico vicine a quelle dei carichi sismici (comprese tra 1 e
10 Hz). Quindi la prova TSC pare pi appropriata.
la prova di colonna risonante (RC)
la prova di taglio torsionale ciclico (TSC)
frequenze di eccitazione (30 40Hz)
frequenze di eccitazione
(0.1 1Hz)
D
0(RC)
> D
0(TSC)
La misura di D
0
pu anche essere effettuata in sito mediante alcune
tecniche tuttavia non ancora consolidate sul piano scientifico e molto
specialistiche.
Per una stima indiretta di D
0
(o V
S
), ovvero attraverso correlazioni
empiriche, si ricorre in genere ai risultati di prove di laboratorio:
D
0
< 1%
D
0
= f(e, I
P
, o
0
, ,ecc.)
Grana grossa
Grana fine
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Parametri dinamici
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Leggi di variazione G = G() e D = D() (decadimento)
Si possono ricavare:
direttamente con prove di colonna risonante e con prove di taglio
torsionale ciclico,
indirettamente (G = G()) con prove triassiali a partire dalla misura
della relazione tra il modulo di Young E e lampiezza della deformazione
assiale c
a
utilizzando le relazioni tra le costanti elastiche:
utilizzando numerose espressioni analitiche disponibili in letteratura
ottenute adattando dei modelli teorici (lineari equivalenti, non lineari,
ecc.) alle curve sforzi-deformazioni ricavate sperimentalmente.
( )
G
G 2 3 G
E
+
+
=
5 . 1

c ~
a
I. in laboratorio (sperimentalmente)
II. da modelli (empiricamente)
(per v = 0.5)
N.B. La legge G = G(), cos ottenuta, viene in genere espressa in forma
normalizzata e quindi corrette con il valore iniziale, se disponibile,
determinato in sito:
G() =G
0 (sito)
[G()/ G
0 (lab)
]
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Parametri dinamici
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Leggi di variazione G = G(,N), D = D(,N), u = (N), t
cyc
= t
cyc
(N) (decadimento e
degradazione)
Per determinare le leggi di variazione di G e D, anche col numero di cicli N
(nel dominio isteretico instabile) si ricorre a prove di laboratorio altamente
specialistiche e che conducono il provino a rottura:
prova triassiale ciclica (TXC).
prova di torsione ciclica (CT).
prova di taglio semplice ciclico (CSS).
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Parametri dinamici
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Provestandard
(N
SPT
;q
c
,I
P
,D
R
)
Proveinsito
Proveinlaboratorio
Tecniche
geofisiche
RC
CTS
BE
Bassi
( <
l
)
Misuradellepropriet dinamiche
Dirette(V
S
) Indirette(G
0
,D
0
)
L
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v
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Dirette
(G
0
,D
0
)
(G(),D())
(V
S
)
Medi
(
l
< <
v
)
Elevati(rottura)
( >
v
)
TXC
CSS
G(,N);D(,N)
= (N)
u=u(N)
t
cyc
=t
cyc
(N)
CT
Provestandard
(N
SPT
;q
c
,I
P
,D
R
)
Proveinsito
Proveinlaboratorio
Tecniche
geofisiche
RC
CTS
BE
Bassi
( <
l
)
Misuradellepropriet dinamiche
Dirette(V
S
) Indirette(G
0
,D
0
)
L
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Dirette
(G
0
,D
0
)
(G(),D())
(V
S
)
Medi
(
l
< <
v
)
Elevati(rottura)
( >
v
)
TXC
CSS
G(,N);D(,N)
= (N)
u=u(N)
t
cyc
=t
cyc
(N)
CT
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Parametri dinamici
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Tecniche geofisiche e misure sismiche
Le tecniche geofisiche, sviluppatesi nel campo dellIngegneria Mineraria
e Petrolifera, sono state applicate in ambito geotecnico fin dagli anni 60
in alternativa alle indagini geotecniche in sito pi tradizionali (sondaggi,
prove penetrometriche statiche e dinamiche, ecc.) per stimare in
maniera indiretta:
O la stratigrafia (spessore ed alternanza degli strati, posizione del
bedrock)
O le caratteristiche idrauliche (profondit del livello di falda)
O le propriet meccaniche in campo statico dei depositi (rigidezza a taglio
e compressione dei materiali).
Le tecniche pi tradizionali, in base al principio fisico su cui si basa la
procedura di prova e le modalit di interpretazione delle misure, si
suddividono principalmente in:
misure gravimetriche;
misure elettriche;
misure magnetiche;
misure elettromagnetiche;
misure sismiche
Ai fini geotecnici sono di interesse soprattutto le misure sismiche.
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Parametri dinamici
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Misure sismiche
A partire dagli anni 70 e 80 le tecniche di misura geofisiche, e tra queste
principalmente le misure sismiche, iniziano ad essere applicate anche in
campo dinamico, ovvero per la misura in sito di parametri dinamici.
Tali misure possono essere classificate :
Le misure sismiche consistono nel provocare un disturbo meccanico in un
punto del terreno (sorgente) e nel monitorare il moto risultante, determinato
dalle onde sismiche generate, in uno o pi punti circostanti (ricevitori).
in base alla natura della sorgente come:
O attive (le onde vengono generate da una sorgente opportunamente
energizzata durante la prova);
O passive (viene utilizzato come sorgente il rumore ambientale di fondo,
ovvero i microtremori, naturali o artificiali, che si propagano naturalmente
nel terreno);
in base allubicazione della sorgente e dei ricevitori, in:
O non intrusive (sia la sorgente che i ricevitori sono ubicati in superficie);
O intrusive (la sorgente o i ricevitori o entrambi sono ubicati nel terreno)
in base alle modalit con cui forniscono i parametri di rigidezza, in:
O dirette (attraverso misure dirette V
S
e la relazione : G
0
= V
S
2
);
O indirette (attraverso modelli numerici e processi iterativi).
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Parametri dinamici
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Una suddivisione pi generale pu essere fatta in:
prove sismiche in foro, che necessitano dellesecuzione di uno o pi fori
nel terreno (intrusive e in genere attive) e misurano la velocit di
propagazione delle onde di volume (e quindi forniscono una stima diretta
del profilo di rigidezza), tra cui le pi utilizzate sono:
E la prova down-hole, DH (e up-hole, UH)
E la prova cross-hole, CH
E la prova con il cono sismico, Seismic Cone Penetration Test, SCPT
(in modalit down-hole e cross-hole)
E la prova Suspension-Velocity-Logging-Method, SVLM
E la prova con il dilatometro sismico, Seismic Dilatometer Test, SDMT
(in modalit down-hole)
N.B. Costituiscono anche le tecniche ad oggi ancora pi diffuse e
consolidate sul piano scientifico,.
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Parametri dinamici
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N.B. Tali prove, specie quelle basate sulle onde di Rayleigh, costituiscono
invece il campo su cui, specie negli ultimi anni, si sta orientando
maggiormente linteresse sia della comunit scientifica sia dei
professionisti.
prove sismiche superficiali, che invece si svolgono interamente in
superficie (non intrusive, attive e passive) e misurano la velocit di
propagazione delle onde di volume o di superficie (in genere di Rayleigh) e,
in questultimo caso, forniscono il profilo di rigidezza in maniera indiretta
attraverso modelli numerici e processi iterativi.
= metodo NASW (Noise Analysis of Surface Waves)
O tra i metodi attivi:
O tra i metodi passivi:
= metodo SASW (Spectral Analysis of Surface Waves)
= metodo f-k (frequency wave-number spectrum method)
= metodo MASW (Multichannel Analysis of Surface Waves)
= metodo CSW (Continuous Surface Wave)
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Parametri dinamici
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Le misure sismiche consentono in generale:
- la misura diretta con la profondit della velocit di propagazione,
allinterno del mezzo in esame, delle onde di volume di compressione (onde
P) e/o di taglio (onde S) o la velocit delle onde di superficie (in genere
onde di Rayleigh) in funzione della frequenza
-una stima dei parametri che caratterizzano il comportamento del terreno
in campo dinamico (modulo di taglio iniziale, G
0
) con la profondit (profilo
di rigidezza) in maniera diretta a partire da V
S
o indiretta attraverso modelli
numerici e processi iterativi)
V
P
(z),V
S
(z) oppure V
R
(f)
- una caratterizzazione indiretta della stratigrafia, della posizione del
bedrock e della falda nel sito investigato.
V
S
(z) G
0
(z)= V
S
2
V
R
(f)
G
0
(z)
Modelli
numerici
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Parametri dinamici
42/ 86
Le ipotesi su cui in genere questo tipo di prova si basa sono di:
= terreno come mezzo omogeneo, isotropo e non confinato, limitatamente
allarea comprendente la sorgente e il ricevitore;
= legame tensioni-deformazioni di tipo elastico lineare.
Le misure sismiche vengono generalmente impiegate in molte applicazioni
della Dinamica dei Terreni e dellIngegneria Geotecnica Sismica, quali ad
esempio:
O la caratterizzazione a grande scala delle propriet geomorfologiche,
stratigrafiche, idrauliche e meccaniche di un deposito;
O lanalisi della risposta sismica locale;
O gli studi di liquefazione;
O la progettazione in aree sismiche.
O lanalisi di stabilit di pendii in condizioni sismiche;
MS (III)
MS (II)
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Parametri dinamici
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TECNICHE
GEOFISICHE
Misuresismiche
Altremisuregeofisiche
Intrusive NonIntrusive
Attive Attive
Passive
DH CH(TS) SCPT SVLM
SDMT
PROVEINFORO
MASW SASW
Rifr.(TS) Rifl.
Gravimetriche
Elettriche
Magnetiche
Elettromagn.
V
p
V
S
V
R
V
P
V
S
V
P
V
R
CSW
V
R
V
R
Fk
V
R
NASW
PROVESUPERFICIALI
(CH,DH)
MisuradirettadiV
S
MisuraindirettadiV
S
C
o
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s
o

d
i

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g
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Parametri dinamici
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Correlazioni empiriche
Correlazioni empiriche
Essendo le misure dirette di G
0
(o V
S
) spesso delicate e costose, sono
anche possibili delle stime indirette attraverso correlazioni empiriche con
alcuni parametri desunti da prove geotecniche di tipo corrente.
Si distinguono sostanzialmente due tipi di correlazioni:
(i) correlazioni ottenute mettendo in relazione misure di Vs (in sito) con
una o pi grandezze rappresentative dello stato del terreno in sito e
facilmente valutabili e/o misurabili mediante prove geotecniche di tipo
convenzionale;
(ii) correlazioni ottenute mettendo in relazione i valori di G
0
(o di V
s
)
misurati in laboratorio con uno o pi parametri ottenibili con prove di
laboratorio finalizzate alla caratterizzazione delle propriet indici e delle
propriet meccaniche in campo statico del terreno (e,
0
, DR, ecc.).
V
S
o G
0(sito)
= f(
v
,
0
, z, N
SPT
, q
c
, ecc.)
G
0(lab.)
= f(e,
0
, DR, ecc.)
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Correlazioni empiriche
N.B. Occorre comunque sottolineare che:
gli errori associati alla stima sono sempre molto elevati e che pertanto
alle stime indirette vanno sempre associate misure dirette di Vs o di G
0
per calibrare le correlazioni esistenti o ricavarne delle nuove;
le correlazioni ottenute a scala regionale sono preferibili a quelle di
letteratura.
Tali correlazioni possono essere utili nelle fasi preliminari di uno studio
ingegneristico, oppure, ad esempio, nella progettazione di edifici che
rientrano nelle tipologie e nelle classi duso inferiori.
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Correlazioni empiriche
(ii) Tra le correlazioni ottenute a partire da prove di laboratorio si ricordano:
( ) ( )
n

0 0
e F A G o =
dove:
F(e) una funzione dellindice dei vuoti, e (e/o della densit relativa, DR),
o
0
la pressione di confinamento, A ed n sono delle costanti empiriche:
Si ricordi che: G
0(sito)
/G
0(lab.)
= 1.15 1.5
Terreni a grana grossa
Terreni a grana fine (NC)
0
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Correlazioni empiriche
Terreni a grana fine (OC)
( ) ( ) ( )
n

0
k
0
OCR e F A G o =
dove:
F(e) =
o
0
la pressione di confinamento, OCR il grado di sovraconsolidazione,
A = 3230; n = 0.5
(Hardin e Drnevich, 1972)
( )
e
e
+

1
97 . 2
2
C
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o

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Correlazioni empiriche
(i) Tra le correlazioni ottenute a partire da prove in sito si ricordano:
( ) ( )
5 . 0

0
333 . 0
SPT 0
N 20000 G o = G
0
, o
0
(lb/ft
2
) (Otha e Goto, 1976)
da prove SPT (per terreni a grana grossa)
611 . 0
SPT 0
N 3 . 12 G =
777 . 0
SPT 0
N 1 . 8 G =
per sabbie pulite
per ghiaie
G
0
(MPa)
da prove CPT (per terreni a grana grossa)
dove M
DMT
il modulo dilatometrico e K
D
lindice di tensione orizzontale,
misurati con la prova DMT.
( ) ( )
375 . 0

v
250 . 0
c 0
q 1634 G o =
(Imai e Tonouchi, 1982)
G
0
, q
c
, o
v
(kPa)
( ) ( )
130 . 1 695 . 0
c 0
e q 406 G

=
O per terreni a grana fine
G
0
, q
c
(kPa) (Mayne e Rix, 1993)
(Rix e Stokoe, 1991)
( )
7967 . 0
D DMT 0
K 5613 . 4 M / G

=
da prove DMT
(Marchetti et al., 2008)
O per terreni a grana grossa
C
o
r
s
o

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g
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Correlazioni empiriche
Legenda: N
SPT
= Numero di colpi da prova SPT; q
c
= resistenza alla punta; f
s
= resistenza per attrito
laterale; z = profondit; R
2
= coefficiente di determinazione; n = numerosit dei dati; F = fattore del tipo di
terreno; E = fattore del tipo di deposito; A = fattore di et del deposito.
AUTORE RELAZIONE UNIT DI
MISURA
TIPO DI TERRENO COMMENTI
Imai (1977)
29 . 0
SPT S
N 102 V =
V
S
(m/s)
argille oloceniche
-
33 . 0
SPT S
N 81 V = sabbie oloceniche
29 . 0
SPT S
N 114 V = argille pleistoceniche
32 . 0
SPT S
N 97 V = sabbie pleistoceniche
Otha e Goto (1978)
F z N 14 . 62 V
230 . 0 219 . 0
SPT S
=

V
S
(m/s)
z (m)
argilla (F =1.000)
sabbia fine (F =1.091)
sabbia media (F =1.029)
sabbia grossa (F =1.073)
sabbia e ghiaia (F =1.151)
ghiaia (F =1.485)
R
2
=0.689
F E z N 79 . 68 V
199 . 0 171 . 0
SPT S
=

V
S
(m/s)
z (m)
argilla (F =1.000)
sabbia fine (F =1.086)
sabbia media (F =1.066)
sabbia grossa (F =1.135)
sabbia e ghiaia (F =1.153)
ghiaia (F =1.448)
alluvionale (E =1.000)
eluviale (E =1.303)
R
2
=0.733
Kiku et al. (2001)
292 . 0
SPT S
N 3 . 68 V = V
S
(m/s) terreni limoso-argilloso poco consistenti valida per N
SPT
<30
Barrow e Stokoe (1983) c S
q 1 . 2 506 V + =
V
S
(m/s)
q
c
(kg/cm
2
)
tutti i tipi di terreno -
Mayne e Rix (1995)
627 . 0
c S
q 75 . 1 V =
V
S
(m/s)
q
c
(kPa)
argille intatte e fessurate R
2
=0.736; n =481
Andrus et al. (2001)
11 . 0
s
28 . 0
c S
f q A V =
V
S
(m/s)
q
c
, f
s
(kPa)
argille oloceniche (A =208)
argille pleistoceniche (A =246)
R
2
=0.736
Hardin e Richart (1963)
( ) ( )
25 . 0
'
0 S
e 06 . 9 7 . 19 V o =
V
S
(m/s)
o
0
(N/m
2
)
Sabbie
la correlazione stata
ricavata sulla base di dati di
laboratorio
Crespellani e Vannucchi (1991)
284 .. 0
S
z 4 . 223 V =
V
S
(m/s)
z (m)
argille consistenti di Firenze
le correlazioni V
S
-z hanno
validit locale

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Correlazioni empiriche
La Microzonazione sismica di Senigallia
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g
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Correlazioni empiriche
V
S
(m/s)
Prova CPT
q
c
(kg/cm
2
)
Prova downhole crosshole
V
S
(m/s)
Prova CPT
q
c
(kg/cm
2
)
Prova down-hole cross-hole
Argille marroni-grigie
Argille grigio-nere
Argille limose
Argille limose
Argille limose
Argille nerastre
Ghiaie in matrice
Limi sabbiosi
Argille marnose
Coperture
alluvionali
Substrato
plio-pleistocenico
Terreno di riporto
compressibili
sabbiosa
grigie
F
a
l
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a
1
4
,
5

m
Stratigrafia
Sondaggio
0
5
10
15
20
25
30
35
0 100 200 300 400 500 600 700
CH
DH
0
5
10
15
20
25
30
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0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
C
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Correlazioni empiriche
V
S
(m/s)
Argille marroni-grigie
Argille grigio-nere
Argille limose
Argille limose
Argille limose
Argille nerastre
Ghiaie in matrice
Limi sabbiosi
Coperture
alluvionali
Terreno di riporto
compressibili
sabbiosa
1
4
,
5

m
0
2
4
6
8
10
12
14
16
18
0 100 200 300 400 500 600 700
CH
[1] - Argille
[2] - Tutti i tipi di
terreno
[3] - Argille
olocecniche
[4] - Argille di
Firenze
[5] - Argille/sabbie
oloceniche
[1] Mayne & Rix (1993), valida per argille intatte e fessurate
[2] Barrow & Stokoe (1983), valida per tutti i tipi di terreno
[3] Andrus et al. (2001), valida per argille oloceniche
[4] Crespellani & Vannucchi (1991), valida per le argille consistenti di Firenze
[5] Madiai & Simoni (2004), valida per terreni oloceniche dellAlta ValTiberina
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53/ 86
Riferimenti normativi
Riferimenti in materia di indagini geotecniche
per la caratterizzazione sismica
Le NTC20008 presentano indubbiamente un carattere impositivo e non
solo nella parte pi strettamente strutturale, ma anche in quella pi
specificamente geotecnica.
Tali carenze, unite ad una fase ancora di avviamento e sperimentazione
delle norme, lasciano sempre ampi margini di discrezionalit al progettista
che dovr assumersi lonere di decisioni progettuali specifiche utilizzando
tutti i supporti tecnici che riterr convenienti e necessari, quali linee guida,
norme tecniche, standard internazionali, raccomandazioni, ecc.
Tuttavia, in materia di indagini geotecniche, le NTC-08 si limitano perlopi
a fornire indicazioni o raccomandazioni generali, senza entrare nel merito
del tipo di prova o del grado di affidabilit richiesto nella stima dei valori
caratteristici dei parametri geotecnici richiesti (in alcuni casi non vengono
nemmeno fornite indicazioni, se non nella circolare esplicativa, sulla
modalit pi opportuna di scelta dei parametri geotecnici richiesti in
relazione al tipo di verifica da effettuare).
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Riferimenti normativi
Per quanto riguarda lobbligatoriet delle norme, il sistema normativo
italiano ha una precisa gerarchia:
= le leggi e i decreti ministeriali (norme tecniche che prescrivono i
coefficienti di sicurezza, le azioni, i criteri di progettazione ecc.) hanno
carattere impositivo generale e sono in vigore fino a quando non sono
esplicitamente abrogati e sostituiti da altre leggi e/o da altri decreti
ministeriali;
=le circolari ministeriali sono impositive solo per i lavori pubblici;
=le linee guida (LG), le norme tecniche (NT) del C.N.R. e dellUNI, le
raccomandazioni di Associazioni tecniche culturali, le norme e le
istruzioni internazionali, non hanno carattere impositivo ma la loro
osservanza pu essere richiesta dal Committente, purch non siano in
contrasto con documenti normativi di livello superiore;
=gli Eurocodici, allo stato attuale non sono impositivi e non sostituiscono
le norme tecniche nazionali (che tuttavia devono essere coerenti con gli
Eurocodici). Essi contengono non solo le norme ma anche le istruzioni ed
i metodi di calcolo. Sono perci da ritenersi simili ai manuali di
progettazione, che possono essere consultabili alloccorrenza su temi
specifici.
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Riferimenti normativi
In materia di indagini geotecniche, a parte gli Eurocodici (Eurocodice
EC7Geotecnica e Fondazioni), che forniscono indicazioni generali come
le NTC-08, possono risultare di grande utilit:
= le Linee Guida per la Microzonazione sismica Indirizzi e criteri per la
Microzonazione sismica, redatte nel 2008 a cura di un Gruppo di Lavoro
coordinato dal Dipartimento della Protezione Civile (2008);
= le Linee Guida Aspetti geotecnici della progettazione in zona sismica
(edizione provvisoria 2005), redatte a cura dellAssociazione Geotecnica
Italiana (AGI, 2005);
=le Raccomandazioni dellAssociazione Geotecnica Italiana:
Raccomandazioni sulla programmazione ed esecuzione delle indagini
geotecniche (1977); Raccomandazioni sulle prove geotecniche di
laboratorio (1994)
=le norme internazionali ASTM
= il Manuale Manual for zonation on seismic geotechnical Hazard
(revised version), Technical Committee for Earthquake Geotechnical
Engineering, TC4 , ISSMGE;
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Riferimenti normativi
Le norme fornite dall American Society of Testing Materials , ASTM (cos
come, a livello nazionale, le Raccomandazioni pubblicate dall Associazione
Geotecnica Italiana , AGI), forniscono una serie di indicazioni generali sulla
programmazione di indagini geotecniche e geofisiche finalizzate alla
progettazione (D0420-98R03, Guide to Site Characterization for Engineering
Design and Construction Purposes ; D6429-99R06 Guide for Selecting
Surface Geophysical Methods ). Le ASTM, in particolare, hanno emanato
negli anni una serie di standard relativi alle prove in sito e in laboratorio di
maggiore diffusione, con lo scopo di uniformare le tecniche di esecuzione e
interpretazione delle misure.
Tra le indagini (geotecniche e geofisiche), in sito e in laboratorio,
finalizzate alla caratterizzazione del comportamento del terreno in campo
dinamico, che dispongono di uno standard ASTM si ricordano le prove:
(D3999-91R03)
colonna risonante, RC (D4015-07)
cross-hole, CH (D4428_D4428M-07)
SCPT, SCPTU (D5778-07)
riflessione sismica (D7128-05)
down-hole, DH (D7400_08)
triassiale ciclica, TXC (D5311-92R04E01)
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Riferimenti normativi
I riferimenti, contenuti nelle linee guida (LG) per la microzonazione
sismica (TC4, 1999; DPC, 2008) ovviamente riguardano una differente
scala di indagine rispetto a quella del manufatto (almeno nei primi due
livelli) e quindi i criteri di programmazione suggeriti e in alcuni casi i tipi di
prova, possono non essere di utilit per la progettazione.
Ad esempio, vengono elencati:
alcuni generici indirizzi per la programmazione delle indagini (in
relazione perlopi al tipo di pericolosit analizzato nella microzonazione
ma non ad esempio al tipo e alla classe duso degli edifici) (DPC, 3.1.1.6);
i vari tipi di prove in relazione ai parametri da determinare (DPC, 2.1.2)
per alcune di esse anche le modalit esecutive e di interpretazione, vedi
le Istruzioni Tecniche allegate alle LG del DPC, dove a fronte di un livello
di dettaglio spesso eccessivo ed una mole che le rende poco fruibili,
mancano invece riferimenti specifici per quanto riguarda la scelta di tali
prove in relazione e la loro affidabilit alle applicazioni previste.
Le linee guida emanate dallAGI (2005) per la progettazione in zona sismica
sono invece pi specifiche e forniscono un quadro generale, seppur
parziale, delle indagini geotecniche per la progettazione in zona sismica e
un confronto, sebbene limitato ad alcune prove, tra le varie tecniche in
circolazione (AGI, A.1)
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Programmazione delle indagini
Confronti tra le indagini
Il panorama delle misure sismiche dunque ampio e variegato: molto
diversi possono essere i modelli e le ipotesi teoriche di riferimento che
consentono di ricavare, a partire dalle misure, i profili di rigidezza per il
sito, cos come molto diverse possono essere le modalit operative e
lattrezzatura richieste dalla prova.
Tutto ci conduce ad unestrema variabilit nei costi e anche
nellaffidabilit del risultato, soprattutto in relazione al tipo di
applicazione ingegneristica per cui la misura richiesta.
Infatti, prescindendo dalle modalit esecutive, dal tipo e dal corretto
funzionamento dellapparecchiatura utilizzata (che comunque, per gran
parte delle prove, deve rispettare degli standard internazionali o capitolati
tecnici ormai consolidati sia sul piano scientifico che nellesperienza
professionale), la questione da porsi quanto una misura possa ritenersi
pi o meno affidabile nel determinare il profilo di rigidezza richiesto dalle
NTC08 in relazione alle applicazioni previste o al tipo di progettazione.
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Programmazione delle indagini
Nella programmazione di indagini sismiche occorre tenere conto di
alcune considerazioni generali:
= sono in genere pi costose (specie le CH e DH) e dunque,
soprattutto su una vasta area, deve esserne limitato il numero
= alcune di esse (SCPT, SDMT) non possono essere eseguite su tutti
i tipi di terreno (sabbie dense o ghiaie)
(i) sulle prove sismiche in foro:
= alcune di essere (CH, DH, SVLM) forniscono anche un profilo
stratigrafico utile in fase di interpretazione
= il modello interpretativo molto semplice e fornisce una misura
diretta di V
S
e quindi di G
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= sono in genere pi economiche (con costi confrontabili) e possono
essere coperte vaste aree
= sono di difficile esecuzione nei contesti molti urbanizzati
(ii) sulle prove sismiche superficiali:
= la misura di V
S
locale e puntuale, variabile con la profondit e, in
alcuni casi (CH, SVLM), pu raggiungere profondit superiori a 50 m.
= il modello interpretativo molto complesso e, specie per le prove SWM,
non fornisce una misura diretta di V
S
, bens passa attraverso un modello
numerico 1-D non applicabile in situazioni morfologiche complesse.
Programmazione delle indagini
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* Le prove SCPT e SDMT si intendono eseguite nella modalit pi diffusa, DH
** Non rileva livelli molto sottili (spessore in genere inferiore ad 1 m)
*** Non rileva gli strati superficiali (fino ad una profondit di circa 10 m)
+ Specie per terreni molto stratificati o con discontinuit o con uno strato molto rigido superficiale
++ Rilevano sia variazioni graduali di rigidezza che inversioni

MISURE SISMICHE IN FORO MISURE SISMICHE DI SUPERFICIE
CH DH SCPT/SDMT* SVLM RIFR./RIFL. SASW, MASW, CSW, f-k NASW
Onde investigate P, S
HV
,S
HH
P, S
VH
P, S
VH
P, S
VH
P, S R
Numero di fori necessari > 2 1 Nessuno 1 Nessuno Nessuno
Ingombro Modesto Minimo Minimo Minimo Notevole
Notevole
(massimo con le f-k)
Notevole
Misure inclinometriche S No No No No
Disturbo del terreno Medio Medio Minimo Medio Nullo Nullo
Tipo di terreno
Terreni non
ghiaiosi
Terreni non
ghiaiosi
Terreni a grana
fine
Tutti Tutti
Tutti (tranne depositi fortemente
sovraconsolidati)
Capacit di risoluzione nella
definizione del profilo di
rigidezza
Alta Medio-Alta** Alta Alta*** Medio-bassa
+
Media
++

Volume campionato
(con un singolo impulso)
Costante Variabile Variabile Costante Variabile Variabile
Massima profondit investigabile Illimitata 50-70 m 50-70 m Illimitata
30 m
(maggiore per la
riflessione)
30-50 m 30 m
Attenuazione delle vibrazioni con
la profondit
No S S No S S (maggiore nel caso NASW)
Rifrazione e/o riflessione delle
onde dirette
Poco
probabile
Probabile Probabile
Poco
probabile
Certa Certa
Sensibilit a disturbi ambientali Medio-bassa (maggiore in superficie) Alta Alta -
Applicabilit in ambienti urbani Buona Buona Ottima Buona Scarsa Media (scarsa per la f-k) Media
Difficolt di esecuzione Media Media Bassa Media Molto Bassa Bassa Molto bassa
Difficolt di interpretazione Bassa Media Media Bassa Alta Alta Alta
Costo di esecuzione Molto alto Alto Medio Medio Molto basso Basso Molto basso

Programmazione delle indagini


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Confronto tra DH, SVLM e SASW
(Stokoe et al., 2003)
(O Neill, 2004)
(terreno omogeneo ghiaioso alluvionale)
Ripetizione della stessa prova SWM
nello stesso sito
Programmazione delle indagini
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(Butcher & Powell, 1995)
Confronto tra DH, SVLM e SASW
(Argilla dura OC)
(Argilla NC)
Programmazione delle indagini
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Programmazione delle indagini
Sondaggio S2 (Senigallia)
Confronto tra CH e NASW
Differenti modelli di inversione
(Mucciarelli & Tiberi, 2007)
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Programmazione delle indagini
Presupponendo che ciascuna delle prove finora esaminate venga
eseguita nel modo migliore possibile e seguendo gli standard
internazionali, laddove esistono, e non considerando i criteri
interpretativi adottati (che in taluni casi possono essere soggettivi), i
risultati che si possono ottenere in uno stesso sito possono anche
essere molto diversi e questo, nella maggior parte dei casi, dovuto alle
particolari condizioni geomorfologiche del sottosuolo e alla loro scarsa
compatibilit con il modello teorico di riferimento su cui la prova si basa.
Il criterio che quindi deve guidare la scelta del tipo di prova da eseguire
(grado di applicabilit) deve essere duplice:
(2) da un lato deve essere considerato il tipo di applicazione per cui la
misura richiesta;
(1) dallaltro si deve sempre disporre di una conoscenza minima della
geologia e della morfologia del deposito.
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Programmazione delle indagini
(1) Per quanto riguarda la conoscenza della geologia e della morfologia del
deposito, essa pu essere utile se non indispensabile nei seguenti casi:
O presenza di geometrie bidimensionali, che deve escludere il ricorso a
prove SWM in quanto richiedono per linterpretazione modelli numerici
mono-dimensionali;
O presenza di stratificazioni piuttosto fitte o di inversioni di velocit, che
pu orientare la scelta verso la prova CH o SVLM e, quando lo spessore del
deposito non elevata, anche verso le prove SWM;
O presenza di depositi piuttosto omogenei e poco profondi, per i quali pu
adattarsi bene luso di tecniche tradizionali di sismica a rifrazione e a
riflessione.
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Programmazione delle indagini
(2) Per quanto riguarda le applicazioni per i quali le misure sismiche sono
richieste, si ricordano:
O lanalisi della risposta sismica locale;
O gli studi di liquefazione;
O la progettazione in aree sismiche (azione sismica).
O lanalisi di stabilit di pendii in condizioni sismiche;
In questultimo caso, secondo le NTC08, opportuno tenere conto
dellimportanza dellopera e delluso tramite le categorie:
Classe I: Costruzioni con presenza solo occasionale di persone, edifici
agricoli.
Classe II: Costruzioni il cui uso preveda normali affollamenti, senza contenuti
pericolosi per lambiente e senza funzioni pubbliche e sociali essenziali.
Classe III: Costruzioni il cui uso preveda affollamenti significativi.
Classe IV: Costruzioni con funzioni pubbliche o strategiche importanti, anche
con riferimento alla gestione della protezione civile in caso di calamit.
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Programmazione delle indagini
Nel caso di microzonazione sismica di I e II livello possono interessare i
valori medi di V
S
su ampi volumi di terreno (ottenibili ad esempio con le
tecniche di sismica a rifrazione e/o riflessione), ma per una microzonazione
di terzo livello occorre conoscere i valori di V
S
puntuali e locali per il sito ed
in alcuni casi fino a raggiungere il substrato; in tal caso sono preferibili
indagini sismiche in foro o tecniche SWM, quando le profondit z da
raggiungere non siano superiori ai 30 m.
Per gli studi di liquefazione, il profilo di V
s
pu essere utile nelle indagini
di III livello (per determinare la resistenza a liquefazione e/o lamplificazione
del moto sismico). Anche in questo caso occorre un profilo continuo con la
profondit, con particolare attenzione allindividuazione di strati nascosti o
inversioni di velocit, e quindi sono da preferire le prove sismiche in foro (in
particolare, SCPT e SDMT) e le prove SWM (specie per z < 15 20 m).
Per le analisi di stabilit di pendii in condizioni sismiche, dove basta
conoscere i valori medi di Vs allinterno del corpo di frana e nel terreno
sottostante, sia per la stima di effetti amplificativi sia per risalire alle
caratteristiche meccaniche degli strati, si adattano ben le prove superficiali a
riflessione a rifrazione (in grado di cogliere fratture e discontinuit, e la
morfologia sepolta). Non sono adatte (data la morfologia pi complessa con
cui il processo di inversione non funziona) le prove SWM.
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Programmazione delle indagini
Nel caso della progettazione in zone sismiche, ovvio che la
conoscenza del profilo di V
S
(utile principalmente per la classificazione
sismica del suolo e quindi per la definizione dellazione sismica di
progetto, ma anche, ad esempio, per la progettazione di elementi di
collegamento nel sistema di fondazione) deve essere locale, puntuale e
possibilmente continua con la profondit (entro almeno i primi 30 m), in
quanto la caratterizzazione deve avvenire a scala di manufatto.
Quindi sono tendenzialmente da escludere le tecniche di sismica a
rifrazione e a riflessione, mentre tutte le prove sismiche in foro e le prove
SWM si adattano bene allo scopo.
Al crescere dellimportanza delledificio (e della classe duso) pu essere
infittito il numero di indagini, che dovr comprendere almeno una prova
in foro e pi prove SWM, possibilmente eseguite con tecniche differenti.
Per gli edifici di minore importanza (e classe duso 1) pu essere
sufficiente utilizzare i dati da prove geotecniche di tipo corrente e le
correlazioni empiriche disponibili in letteratura (relative alla stessa
tipologia di terreno e possibilmente regionali).
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Grado di applicabilit
Prova Vantaggi Svantaggi
Liquefazione
+
Microzonazione
#

Stabilit dei
pendii
+

DH
- disponibilit di un sondaggio stratigrafico;
- determinazione diretta del profilo di rigidezza;
- esiste standard internazionale
- disponibilit di molte registrazioni
- costo elevato;
- profondit di esplorazione limitata;
- difficolt di rilevazione onde dirette
- difficile campionamento di strati sottili
B
A (III livello);
C/D (I e II livello)
C
CH
- (come prova DH)
- profondit di esplorazione illimitata;
- maggiore facilit di interpretazione dei segnali
- funziona bene per stratigrafie fitte e complesse
- costo molto elevato;
- necessita di misura inclinometriche
- elevato impatto ambientale
A
A (III livello);
C/D (I e II livello)
C
SCPT/SDMT*
- (come prova DH)
- costo basso
- disponibilit di molte altre misure in campo
statico
- disturbo nel terreno ridotto
- profondit di esplorazione limitata;
- difficolt di rilevazione onde dirette
- difficile campionamento di strati sottili
- scarsa applicabilit nei terreni a grana
grossa (ghiaie o sabbie molto addensate)
A
A (III livello);
B/C (I e II livello)
C
SVLM
- disponibilit di un sondaggio stratigrafico;
- determinazione diretta del profilo di rigidezza;
- disponibilit di molte registrazioni
- profondit di esplorazione illimitata;
- maggiore facilit di interpretazione dei segnali
- funziona bene per stratigrafie fitte e complesse
- il foro non necessita di rivestimento
- non esiste standard internazionale
- non consente di caratterizzare gli strati
superficiali
- scarsa diffusione, specie in Europa A
A (III livello);
C (I e II livello)
C
RIFR./RIFL.
- scarso impatto ambientale
- basso costo
- facilit di esecuzione
- esiste standard internazionale
- scarsa applicabilit in contesti urbani
- profondit di esplorazione limitata
- non funzionano bene nel caso di
geometrie complesse
- forniscono valori della velocit mediati
su ampi volumi di terreno
D
D (III livello);
A/B (I e II livello)
A/B
SWM
- (come prova di sismica rifr./rifl.)
- rilevano strati nascosti o inversioni di velocit
- si applicano bene anche su pavimentazioni
- possono arrivare anche a profondit di 30-50
m
- forniscono il profilo di rigidezza solo in
modo indiretto
- la affidabilit decresce con la
profondit di esplorazione
- molto sensibili ai disturbi ambientali
- non si possono applicare nel caso di
geometrie bidimensionali
- procedure di interpretazione molto
complesse e non sempre controllabili
- non esiste standard internazionale
A/B
B/C (III livello);
B/C (I e II livello)
E

* A = alto; B = buono; C = moderato; D = basso; E = non applicabile


# I livelli di microzonazione indicati si riferiscono alla classificazione fornita dal Manuale per la zonazione dei rischi
geotecnici in zona sismica (TC4, 1999).
+ Lapplicabilit riferita in questi casi sempre ad una zonazione di III livello.
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Classe dUso
Prova Vantaggi Svantaggi
I II III IV
DH
- disponibilit di un sondaggio stratigrafico;
- determinazione diretta del profilo di rigidezza;
- esiste standard internazionale
- disponibilit di molte registrazioni
- costo elevato;
- profondit di esplorazione limitata;
- difficolt di rilevazione onde dirette
- difficile campionamento di strati sottili
D C B A
CH
- (come prova DH)
- profondit di esplorazione illimitata;
- maggiore facilit di interpretazione dei segnali
- funziona bene per stratigrafie fitte e complesse
- costo molto elevato;
- necessita di misura inclinometriche
- elevato impatto ambientale
D C/D B/C A
SCPT/SDMT*
- (come prova DH)
- costo basso
- disponibilit di molte altre misure in campo
statico
- disturbo nel terreno ridotto
- profondit di esplorazione limitata;
- difficolt di rilevazione onde dirette
- difficile campionamento di strati sottili
- scarsa applicabilit nei terreni a grana
grossa (ghiaie o sabbie molto addensate)
C/D C B A
SVLM
- disponibilit di un sondaggio stratigrafico;
- determinazione diretta del profilo di rigidezza;
- disponibilit di molte registrazioni
- profondit di esplorazione illimitata;
- maggiore facilit di interpretazione dei segnali
- funziona bene per stratigrafie fitte e complesse
- il foro non necessita di rivestimento
- non esiste standard internazionale
- non consente di caratterizzare gli strati
superficiali
- scarsa diffusione, specie in Europa C/D C B A
RIFR./RIFL.
- scarso impatto ambientale
- basso costo
- facilit di esecuzione
- esiste standard internazionale
- scarsa applicabilit in contesti urbani
- profondit di esplorazione limitata
- non funzionano bene nel caso di
geometrie complesse
- forniscono valori della velocit mediati
su ampi volumi di terreno
A B/C D D
SWM
- (come prova di sismica rifr./rifl.)
- rilevano strati nascosti o inversioni di velocit
- si applicano bene anche su pavimentazioni
- possono arrivare anche a profondit di 30-50
m
- forniscono il profilo di rigidezza solo in
modo indiretto
- la affidabilit decresce con la
profondit di esplorazione
- molto sensibili ai disturbi ambientali
- non si possono applicare nel caso di
geometrie bidimensionali
- procedure di interpretazione molto
complesse e non sempre controllabili
- non esiste standard internazionale
A/B A/B B/C B/C

* A = alto; B = buono; C = moderato; D = basso; E = non applicabile


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Tipo di costruzione
Prova Vantaggi Svantaggi
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DH
- disponibilit di un sondaggio stratigrafico;
- determinazione diretta del profilo di rigidezza;
- esiste standard internazionale
- disponibilit di molte registrazioni
- costo elevato;
- profondit di esplorazione limitata;
- difficolt di rilevazione onde dirette
- difficile campionamento di strati sottili
D B/C A
CH
- (come prova DH)
- profondit di esplorazione illimitata;
- maggiore facilit di interpretazione dei segnali
- funziona bene per stratigrafie fitte e complesse
- costo molto elevato;
- necessita di misura inclinometriche
- elevato impatto ambientale
D C/D A
SCPT/SDMT*
- (come prova DH)
- costo basso
- disponibilit di molte altre misure in campo
statico
- disturbo nel terreno ridotto
- profondit di esplorazione limitata;
- difficolt di rilevazione onde dirette
- difficile campionamento di strati sottili
- scarsa applicabilit nei terreni a grana
grossa (ghiaie o sabbie molto addensate)
C/D B A
SVLM
- disponibilit di un sondaggio stratigrafico;
- determinazione diretta del profilo di rigidezza;
- disponibilit di molte registrazioni
- profondit di esplorazione illimitata;
- maggiore facilit di interpretazione dei segnali
- funziona bene per stratigrafie fitte e complesse
- il foro non necessita di rivestimento
- non esiste standard internazionale
- non consente di caratterizzare gli strati
superficiali
- scarsa diffusione, specie in Europa C/D B A
RIFR./RIFL.
- scarso impatto ambientale
- basso costo
- facilit di esecuzione
- esiste standard internazionale
- scarsa applicabilit in contesti urbani
- profondit di esplorazione limitata
- non funzionano bene nel caso di
geometrie complesse
- forniscono valori della velocit mediati
su ampi volumi di terreno
A B/C D
SWM
- (come prova di sismica rifr./rifl.)
- rilevano strati nascosti o inversioni di velocit
- si applicano bene anche su pavimentazioni
- possono arrivare anche a profondit di 30-50
m
- forniscono il profilo di rigidezza solo in
modo indiretto
- la affidabilit decresce con la
profondit di esplorazione
- molto sensibili ai disturbi ambientali
- non si possono applicare nel caso di
geometrie bidimensionali
- procedure di interpretazione molto
complesse e non sempre controllabili
- non esiste standard internazionale
A/B B/C C/D

* A = alto; B = buono; C = moderato; D = basso; E = non applicabile


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Programmazione delle indagini
Per concludere, due considerazioni generali:
In una campagna di prospezioni sismiche su una vasta area, in genere, si
ricorre alle prove sismiche superficiali per unindagine preliminare, in
ragione dei bassi costi e della possibilit di coprire ampi volumi di
terreno.
Successivamente, sia per tarare i risultati ottenuti sia per disporre di
misure locali pi precise (e al variare della profondit), si identificano siti
specifici su cui effettuare, ad esempio, prove sismiche in foro, che
diventano invece indispensabili, qualora si vogliano raggiungere
profondit maggiori di 30 m o le condizioni geomorfologiche siano
particolarmente complesse.
(I)
(II)
Sebbene si stia diffondendo la pratica errata di sostituire le prove
superficiali (e tra queste le SWM) alle prove sismiche in foro (anche in
contesti ed applicazioni che le richiederebbero), indispensabile che le
prove SWM, data la complessa e spesso non univoca procedura di
interpretazione, siano tarate, per ogni sito, con almeno una prova in
foro.
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Programmazione delle indagini
Ad esempio, per esplorare in maniera pi affidabile interi profili, fino ad
una profondit massima di 30 m, si combina la tecnica MASW,
notoriamente pi affidabile negli strati pi superficiali, con la prova
Re.Mi., invece pi precisa nel campo delle basse frequenze (inferiori a 10
Hz) e quindi per profondit pi elevate (Gabelli et al., 2007; Roma e
Moura, 2009).
Inoltre, a differenza delle misure sismiche in foro, essendo la ricerca nel
campo delle misure sismiche superficiali in continua e rapida evoluzione
e, paradossalmente, la loro diffusione talmente rapida da avere anticipato
le necessarie procedure di validazione scientifica (vedi NASW), sarebbe
opportuno nellambito di una stessa campagna di indagini, specie in
merito al risparmio di costi e tempo che tali prove consentono, ricorrere
alluso contemporaneo di pi metodi SWM, sia per un confronto dei
risultati che per una loro integrazione, specie se le prove si possono
ritenere complementari.
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Riferimenti bibliografici
Esistono infine alcuni testi specifici sulle indagini sismiche che possono
risultare utili sia per acquisire le basi teoriche necessarie per la
comprensione di tali prove sia per comprenderne i dettagli esecutivi:
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Riferimenti bibliografici
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programmazione ed esecuzione delle indagini geotecniche .
AGI-Associazione Geotecnica Italiana, 1994. Raccomandazioni sulle prove
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progettazione in zona sismica . Ptron Editore, Bologna.
ASCE-American Society of Civil Engineering Press., 1998. Geophysical
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US Army Corps of Engineers, N0. 23, Technical engineeringand design guides.
ASTM, 2010. Soil and Rock (I): D 420 - D 5876 .Volume 04.08.
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Crespellani T. (a cura di), 2008. Ingegneria Geotecnica nelle aree
sismiche . CISM, Udine.
Crespellani T., Facciorusso J., 2010. Dinamica dei Terreni per le
Applicazioni Sismiche . Flaccovio Editore (in corso di stampa).
Dipartimento della Protezione Civile, 2008. Indirizzi e criteri per la
microzonazione sismica.
Riferimenti bibliografici (normative)
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Mancuso C., 1996. Misure dinamiche in sito: applicazioni geotecniche .
Argomenti di Ingegneria Geotecnica, n. 4, Edizioni Hevelius, Benevento.
Ministero Infrastrutture, 2008. D.M. 14.01.2008: Norme tecniche per le
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Ministero Infrastrutture, 2009. Circolare 2 febbraio 2009, n. 617.
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(Revised version) . Japanese Geotechnical Society.
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Dobry, R., Liam Finn, W. D., Harder, L. F., Jr., Hynes, M. E.,Ishihara, K.,
Koester, J. P., Laio, S. S. C., Marcuson, III,W. F., Martin,G. R., Mitchell, J. K.,
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Liquefaction resistance of soils: Summary report from the 1996 NCEER and
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Siti Internet:
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http://www.dicea.unifi.it/~johannf/
http://www.dicea.unifi.it/geotecnica