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PIANO STRUTTURALE COMUNALE

P.S.C. 2009 - 2012


DOCUMENTO PRELIMINARE
(Legge Regionale n.19 del 16/04/2002 e s.m.i.)
TITOLO
RELAZIONE
(Prov. di Catanzaro)
ELABORATO
SCALA
DATA
ADOZIONE
CONTRODEDUZIONI
APPROVAZIONE
TAVOLA
FEBBRAIO 2009
GIUGNO 2011
APRILE 2012
SETTEMBRE 2012
14
studio Geologico-tecnico
P.S.C. Comune di Cicala (CZ) Relazione Geologica
Dott. Geol. Ezio Infelise Dott. Geol. Beniamino Michele Capicotto
1
SOMMARIO
1. PREMESSA.......................................................................................................... 3
2. CARATTERISTICHE GEOGRAFICHE E MORFOLOGICHE........................... 9
3. CARATTERISTICHE GEO-LITOLOGICHE .................................................... 11
3.1 Alluvioni ............................................................................................................................11
3.2 Alluvioni e prodotti di dilavamento ....................................................................................11
3.3 Conglomerati ed arenarie....................................................................................................12
3.4 Scisti filladici (sf) (Unit di Bagni-Fondachelli) .................................................................13
3.4 Granito Biotitico () Granito............................................................................................15
3.5 Scisti Biotitici (sb)..............................................................................................................16
3.6 Leucoscisti e Gneiss (sm) ...................................................................................................17
3.7 Calcari Cristallini (cc) ........................................................................................................18
4. STRATIGRAFIA E TETTONICA...................................................................... 20
5. CARATTERISTICHE IDROGRAFICHE........................................................... 23
6. INQUADRAMENTO METEO-CLIMATICO.................................................... 24
7. CARATTERISTICHE IDROGEOLOGICHE E CONDIZIONI DI
PERMEABILITA .................................................................................................. 29
7.1. Complesso alluvionale.......................................................................................................29
7.2. Complesso Igneo-metamorfico ..........................................................................................30
7.3. Complesso filladico...........................................................................................................31
7.4. Complesso conglomeratico - arenaceo...............................................................................31
8. ACCLIVITA...................................................................................................... 34
9. CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE................................................. 36
10. STUDI STORICI E CONSIDERAZIONI SUI SISMI....................................... 49
10.1 Introduzione .....................................................................................................................49
10.2 Sismicit dellarea ........................................................................................................55
10.3 Suscettibilit alla liquefazione sismica dei terreni .........................................................61
10.4 Pericolosit sismica locale ................................................................................................65
11. CARATTERIZZAZIONE SISMICA DEI TERRENI ....................................... 69
12. CARATTERIZZAZIONE GEOLOGICO-TECNICA DEI TERRENI. ............. 71
13. IL SISTEMA DEI VINCOLI GEOLOGICI CARATTERI ............................... 74
13.1 Vincoli PAI per frana e norme associate ...........................................................................74
13.2 Vincoli PAI per inondazioni e norme associate.................................................................78
13.3 Vincolo Idrogeologico R.D.3267 del 30/12/1923..............................................................82
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13.4 Condizioni di vincolo per acclivit ...................................................................................82
13.5 Vincoli in aree di pertinenza dei corsi dacqua. .................................................................83
13.6 Vincoli per la sussistenza di geositi e georisorse ...............................................................83
14. PERICOLOSIT GEOLOGICHE. FATTIBILIT DELLE AZIONI DI
PIANO.................................................................................................................... 86
15. CONCLUSIONI................................................................................................ 90
BIBLIOGRAFIA .................................................................................................... 95
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Dott. Geol. Ezio Infelise Dott. Geol. Beniamino Michele Capicotto
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1. PREMESSA
I sottoscritti Dott. Geol. Ezio Infelise e Dott. Geol. Beniamino Michele Capicotto,
iscritti all'Ordine Regionale dei Geologi della Calabria con i numeri di riferimento
rispettivamente 729 e 499 dellelenco ordinario, hanno ricevuto dallAmministrazione
Comunale di Cicala (CZ), con Delibera n 64 del 18/09/2008 lincarico di eseguire lo
studio geologico tecnico e geomorfologico allegato al Piano Strutturale Comunale
(P.S.C.) che si rende necessario per analizzare le pericolosit geologiche che insistono
sul territorio comunale e, quindi, per verificare la fattibilit geologica delle scelte
progettuali, in ottemperanza alla Legge Regionale 16 aprile 2002 n19 e s.m.i. Norme
per la tutela, governo ed uso del territorio Legge Urbanistica della Calabria
pubblicata sul BUR n7 del 16 aprile 2002, supplemento straordinario n3.come
previsto dallart.20 comma 4 della L.U.R. 19/2002.
Lo studio stato condotto in ottemperanza alle disposizioni vigenti in materia e alle
linee guida entrate in vigore recentemente (linee guida L. R. 19/02 parte seconda
tematismi e approfondimenti Capitolo I, Difesa del suolo-Rischi geologici e
georisorse).
Lo studio stato finalizzato alla conoscenza degli elementi (geologici, geomorfologici,
idrogeologici etc.) caratterizzanti il territorio, fornendo ai progettisti il necessario
supporto per una razionale pianificazione territoriale ed urbanistica, nel rispetto dei
principi fissati dallart. 3 della succitata legge regionale in materia di valutazione sulla
sostenibilit geologica e della suscettivit territoriale assumendo il ruolo di base
conoscitiva costitutiva per lintera articolazione del piano.
Lo studio, s articolato in una preliminare fase di consultazione della seguente
documentazione esistente;
1. Studi geologici Urbanistici preesistenti
2. Carta Geologica della Calabria in scala 1:25000
3. Piano Stralcio di Bacino per lAssetto Idrogeologico (PAI)
4. Studi geologico-tecnici relativi a singoli e importanti interventi.
5. Dati ufficiali sulla sismicit desunti dal Catalogo dei forti terremoti in Italia
(dal 461 a.C. al 1990) di E. Boschi et Alii, a cura dellIstituto Nazionale di
Geofisica.
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A tale documentazione tecnica di consultazione si sono aggiunti i lavori di carattere
generale sulla geologia di tutta o parte della Calabria (Ogniben, Amodio Morelli et al.,
ecc), le Note illustrative della carta geologica dItalia relativa ai Fogli 237 San
Giovanni in F. e 242 Catanzaro, Geologia e Stabilit delle sponde in filladi del
Fiume Melito di Cotecchia e Melidoro 1966, sulle condizioni climatiche con gli
Annali del CNR su Eventi alluvionali in Calabria 1971/1980 e Precipitazioni in
Calabria 1921/1980, ecc., sulle risorse idriche con Elenco e descrizione delle
Sorgenti dItalia Servizio Idrografico Vol. VI Calabria e elementi del Progetto
Speciale PS n. 28 della Calabria a cura dellex Casmez e altri lavori e/o pubblicazioni
geologici/geomorfologici di carattere generale.
Particolare importanza hanno rivestito gli studi effettuati dallAutorit di Bacino che
nel redigere il P.A.I. hanno ben inquadrato gli aspetti geologici, geomorfologici,
climatici, clivometrici, ecc. con i quali si sono perimetrate e classificate aree in frana o
alluvionabili, valutandone il rischio sulla base del rapporto tra la vulnerabilit degli
elementi antropici esposti e della pericolosit geologica rilevata.
Sempre in fase preliminare, sono stati raccolti i dati per poter operare una buona
caratterizzazione sismica e tecnica dei terreni in studio. I dati raccolti sono relativi a
studi effettuati dagli scriventi, ma anche dati esistenti negli enti pubblici, ovvero nell
ufficio tecnico comunale di Cicala, nellUff. Tecnico della Provincia di CZ, nell
ATERP di CZ, ECC.
I dati raccolti sono relativi a parametrizzazioni geotecniche ottenute da prove di
laboratorio e/o prove in situ, sondaggi a carotaggio ecc.. Dati utili sono stati ricavati
anche da risultati di sondaggi geofisici eseguiti nel medesimo territorio. Linsieme dei
dati raccolti, quanto condivisi, hanno consentito di definire delle tabelle litotecniche
dei terreni affioranti, finalizzando gli stessi ad una classificazione geotecnica
preliminare, utile per le definizioni delle azioni del piano ma, solo indicative per la
realizzazione dei futuri interventi di urbanizzazione. Lelenco degli studi geologici-
tecnici acquisiti schematizzata in appendice con una opportuna tabella riepilogativa.
A questa prima fase di ricerca bibliografica sono seguiti i rilievi di campagna ritenuti
necessari per lapprofondimento di quegli aspetti (geologici, geomorfologici,
idrogeologici, etc.) che, per le finalit del presente lavoro, hanno consentito una
sufficiente conoscenza del territorio. Numerosi sono stati i sopralluoghi rivolti alla
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ricerca di quei caratteri che fanno riconoscere rischi derivanti dalla evoluzione
geomorfologica. Sono state riconosciute frane, ma anche sistemi di faglie e altre
strutture che hanno consolidato la fondatezza dei caratteri rilevati attraverso gli studi di
fotointerpretazione.
Quanto accertato stato riportato in una serie di elaborati cartografici facendo
riferimento ad una circolare regionale in base alla quale sono stabiliti i contenuti
minimi degli studi geologici per i differenti livelli di Pianificazione. In particolare sono
state redatte le seguenti cartografie:
TAV. G -1 - Carta di inquadramento generale geologico e strutturale alla scala 1:5.000
con sezioni geologiche;
TAV. G - 2 - Carta Geomorfologica alla scala 1:5.000
TAV. G - 3 - Carta Idrogeologica e del Sistema idrografico alla scala 1:5.000
TAV. G - 4 - Carta Clivometrica o dellAcclivit scala 1.5.000
TAV. G - 5 Carta Altimetrica in scala 1:5000
TAV. G - 6 - Carta Geologico-Tecnica con ubicazione delle indagini geognostiche in
scala 1:5000;
TAV. G -7 - Carta delle aree a maggiore pericolosit sismica locale alla scala 1:5.000;
TAV. G - 8 - Carta dei Vincoli alla scala 1:5.000;
TAV. G - 9 - Carta delle pericolosit geologiche. Fattibilit delle azioni di piano.
scala 1.5.000
In sintesi:
Nella tavola Carta di inquadramento generale geologico e strutturale, corredata
da alcune sezioni, si evidenziano le condizioni strutturali rilevate, le litologie dei terreni
affioranti e i rapporti stratigrafici. La stessa riferita alla Carta Geologica della
Calabria, specificatamente nelle tavolette denominate:
- F237 III S.O. - Cicala
La verifica in situ degli affioramenti ha, in buona parte, confermato lassetto geologico
riportato sulla cartografia ufficiale, a meno di pochi e locali limiti.
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Nella Carta Geomorfologica gli elementi caratterizzanti del territorio sono stati
individuati mediante diversi gradi dapproccio metodologico. Una prima valutazione
morfologica dei territori comunali si basata sullacquisizione e lo studio degli
elementi rilevati dal PAI Calabria nelle Carte inventario dei centri instabili
Cartografazione e Classificazione dei fenomeni franosi, Tav. 079-030 Comune di
Cicala.
Laltro approccio metodologico, basato su fotointerpretazione (volo base del 1954; volo
SCAME della regione Calabria del 1978, volo IGMI a scala 1:22000 del 1990), che ha
consentito di effettuare una preliminare caratterizzazione geomorfologica di tutto il
territorio comunale, la stessa stata infine confrontata con mirati e frequenti
sopralluoghi sintetizzati ed esplicati nellelaborazione della cartografia di piano.
La Carta idrogeologica e del sistema idrografico oltre che a mettere in rilievo
lidrografia superficiale, schematizza gli acquiferi e gli acquicludi che caratterizzano il
territorio comunale, nella stessa lindividuazione delle emergenze idriche e la loro
specificit quali-quantitativa completa il quadro idrogeologico cognitivo del territorio.
La Carta clivometrica o dellacclivit si arricchisce della Carta altimetrica
necessaria per completare i tematismi concorrenti alla definizione della carta delle
Unit di Paesaggio definita, concorsualmente, con gli specialisti agronomi.
Lelaborazione di tali carte tematiche stata eseguita su base cartografica CTR
semplificata e completata per una corretta elaborazione GIS. Il dato ipsometrico grezzo,
fornito dalla CTR, stato conformato al sistema utilizzato e, considerato lampiezza del
territorio, la sua elaborazione stata eseguita con due diversi gradi di campionamento
altimetrico differenziando le aree urbanizzate e urbanizzabile dalle aree agricole.
Con riferimento alla scheda II delle Linee Guida della L.U.R. stata elaborata la
Carta delle aree a maggiore pericolosit sismica locale, in essa si individuano le
aree a maggiore pericolosit sismica secondo la tipologia delle situazioni riscontrate e i
possibili effetti in caso di terremoti.
Nella Carta dei Vincoli sono state altres perimetrate le aree gi sottoposte a vincolo
e o a limitazione duso da altri enti sovra comunali, con particolare riferimento alle
Carte inventario dei centri abitati instabili del PAI Calabria, Tav. 079-030 - Cicala,ad
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essa si aggiunge le tavole del Rischio Idraulico n. 70030. Infine, nella Carta elaborata,
sono state aggiunte aree con caratteristiche duso limitate, ben individuate nel presente
piano e che integrano i vincoli preesistenti.
Analogamente alla precedente carta clivometrica, la differenzazione tra le aree
urbanizzate e urbanizzabili e le aree agricole, stata adottata anche per lelaborazione
della Carta delle pericolosit geologiche e Fattibilit delle azioni di piano. La
scala di dettaglio, utilizzata per lelaborazione delle aree urbane e urbanizzabili,
consente il rapido raffronto con lo stesso piano. In essa si sono individuate le aree in
funzione della sostenibilit geologica e della suscettivit del territorio a recepire le
azioni di piano proposte, evidenziando limiti prescrizioni e condizioni duso.
La relazione allo studio geologico del PSC (presente elaborato) conclude infine
lexcursus geologico graficamente rappresentato. Nella stessa sono descritti i caratteri
del territorio rilevato e le varie metodologie utilizzate per effettuare analisi e sintesi,
attraverso le quali sono stati riconosciuti i caratteri di pericolosit geologica esistente
nel territorio.
Le caratteristiche geolitologiche dei terreni affioranti sono ordinatamente descritte, cos
come i rapporti stratigrafici e levoluzione tettonica. Nella presente relazione si
sintetizzano le caratteristiche meteo climatiche, le caratteristiche idrografiche
superficiali e sotterranee che unitamente alle condizioni geomorfologiche consentono
una completa lettura geologica del territorio.
Gli studi storici e i dati sulla sismicit hanno contribuito alla comprensione delle
caratteristiche di pericolosit sismica locale. Lanalisi conclusiva, evidenziata nella
cartografia allegata, si completa con le raccomandazioni, di carattere geologico, di cui
tenere in assoluta considerazione nel gestire lurbanizzazione futura del territorio,
ovvero le note e le prescrizioni da inserire nel nuovo R.E.U. del Comune di Cicala.
Pianificare e programmare un territorio oggi, in Calabria, determina una necessaria
conoscenza delle condizioni di sostenibilit geologica e della suscettivit degli elementi
che concorrono ad essa. Lazione dinamica connessa alla litologia, alla conformazione
morfologica dei luoghi, alla tettonica e al rischio sismico, dovr essere compresa e
canalizzata nellapproccio programmatico di gestione e considerare ogni attivit umana
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che si svolge come azione dinamica aggiuntiva e che pu seriamente compromettere
ogni programmazione e ogni progettazione.
Il mutamento impresso dalluso del territorio allambiente geologico rappresenta un
forte incremento evolutivo il cui verso va preventivamente analizzato e condizionato
affinch lutilizzazione produttiva del territorio possa avvenire senza generare cause
degenerative e incontrollabili.
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2. CARATTERISTICHE GEOGRAFICHE E MORFOLOGICHE
Dal punto di vista amministrativo il territorio del Comune di Cicala confina ad nord e
ovest con il Comune di Carlopoli, ad est con il Comune di Sorbo San Basile e a sud e a
est con il Comune di Gimigliano.
Il territorio di Cicala, ubicato nel settore meridionale della fascia presilana, ha una
estensione di circa 9 km
2
, compreso tra una quota minima di 550 metri s.l.m. ed una
quota massima di 1.050 metri s.l.m.. Si estende in direzione NW-SE ed compreso,
per la quasi totalit della sua superficie, compreso tra il Fiume Corace, che scorre a
sudovest, ed il Fiume Pomo, con il suo tributario di sinistra Fiume SantElia che scorre
a Nordest.
Dal punto di vista geomorfologico il territorio comunale caratterizzato dalla presenza
di una dorsale allungata che si estende da Colle Campanella e Ponticello fino ad
arrivare alla confluenza tra il Corace ed il Pomo.
Tale elemento morfologico, che fa da spartiacque tra i due corsi dacqua principali,
tagliato trasversalmente da incisioni che vanno a formare dorsali di modesta estensione
che sormontano delle valli strette formatesi dalla incisione dei corsi dacqua, con
diversi gradi di gerarchizzazione ed il sollevamento tettonico della Calabria. Questo
comporta la formazione di un paesaggio caratterizzato da versanti acclivi, sovrastati da
stretti crinali che facilitano insediamenti di qualsiasi genere.
Sono altres presenti molte case sparse nelle campagne, spesso ridotte a ruderi, che
sono state utilizzate come case coloniche o depositi attrezzi dai proprietari di fondi
agricoli.
In generale lagricoltura nel territorio sufficientemente omogenea, il suolo usato per
la coltivazione del castagno e della patata. Quasi assente per lasprezza del territorio
sono le aree seminative fatta eccezione per piccole aree, piuttosto pianeggianti e adatte
ad ospitare delle coltivazioni.
Rilevanti georisorse sono date dalle numerosi sorgenti rilevate su tutto il territorio
comunale il cui uso prevalentemente a scopo irriguo. Altre importanti georisorse sono
date dalla natura litologica degli affioramenti, come la presenza di alcune cave per
inerti. Una lungo il Fiume Corace e laltra in localit denominata Petrogualtieri nel
settore nordorientale del territorio comunale.
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Fig. 1: Stralcio della Corografia in scala 1:50.000
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3. CARATTERISTICHE GEO-LITOLOGICHE
Nel territorio comunale affiorano prevalentemente rocce metamorfiche paleozoiche che
caratterizzano la fascia presilana meridionale. Tali litologie hanno subito, nel corso
della loro tormentata storia geologica, deformazioni tettoniche, note in letteratura, che
hanno portato alla formazione dellArco Calabro-Peloritano. Tali deformazioni sono
legate allattivit geodinamica profonda che ha comportato e comporta una attivit
tettonica intensa e continua nel tempo, con linsorgere di terremoti ed un sollevamento
della Calabria ed in particolare del Massiccio Silano. In tale contesto lArco Calabro
Peloritano costituito da una serie di falde sovrapposte che poggiano su un basamento
cristallino paleozoico sovrastato talvolta da coperture meso-cenozoiche. Tali falde
provengono da due diverse fasi orogenetiche che si sono sovrapposte nel corso delle ere
geologiche e hanno portato alla formazione della penisola calabrese.
Le deformazioni tettoniche sono visibili sullammasso roccioso con evidenti piani di
fratturazione e di scistosit che presentano diverse orientazioni.
Le litologie paleozoiche, nel corso della loro evoluzione geodinamica, sono state
soggette a vari processi di degradazione chimico-fisica che ha determinato la
formazione di consistenti coltri di tipo eluviale e di dilavamento costitute anche da
frammenti della roccia madre in disgregazione.
Di seguito si dar una breve descrizione delle unit geologiche affioranti nel territorio a
partire da quella pi recente.
3.1 Alluvioni
Sono i depositi alluvionali che si trovano lungo i letti dei fiumi di piena fluviale e
torrentizi. Sono costituiti da frammenti rocciosi poligenici eterogenei inglobati in una
matrice limo-argillosa sabbiosa. Epoca: Quaternario.
Affioranti in prevalenza lungo il letto del Fiume Corace, ubicato a sud del territorio
comunale, costituiscono dei terrazzi morfologici prospicienti il corso dacqua.
3.2 Alluvioni e prodotti di dilavamento
Affiorano alla base dei pendii in generale e sono depositi ghiaiosi- sabbiosi-limosi di
antichi depositi di dilavamento, probabilmente misti a materiale di origine alluvionale e
a detriti di pendio ormai stabilizzati e fissati dalla vegetazione. Epoca: Quaternario.
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3.3 Conglomerati ed arenarie
La formazione cos descritta in letteratura: Conglomerati e sabbie, o arenarie, rossi
e bruni; localmente con intercalazioni di argille fogliettate. Non Fossiliferi. Questo
complesso presenta una resistenza allerosione piuttosto elevata. Permeabilit
elevata. Epoca: Miocene Inferiore.
Tale litologia affiora principalmente nel settore meridionale del territorio comunale e
precisamente sulla sinistra orografica del Fiume Corace in localit Milocca, Pendina e
Manche. I conglomerati sono costituiti da ciottoli eterometrici pi o meno arrotondati
di rocce magmatiche e metamorfiche immersi in una matrice sabbiosa da media a
grossolana. Sono ben cementati e fratturati e si presentano di spessore variabile da
pochi decimetri fino a qualche metro e si presentano alternati a strati di arenarie
grossolane rossastre e grigie pi o meno cementate e fratturate. I clasti che
compongono il materiale pi grossolano proviene dal disfacimento dei terreni
cristallino-metamorfici a cui sono sovrapposti in discordanza. In alcune circostanze,
tuttavia, dove laddensamento viene meno, sia per motivi intrinsechi che per lazione
dellerosione, il complesso conglomeratici pu essere soggetto a fenomeni gravitativi
laddove la morfologia piuttosto acclive.
Questa formazione indicativa dellinizio del ciclo sedimentario trasgressivo
miocenico (conglomerati basali).
Foto 1: Conglomerati ed arenarie
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3.4 Scisti filladici (sf) (Unit di Bagni-Fondachelli)
La formazione cos descritta in letteratura: Scisti filladici grigi, prevalentemente
pelitici ma con sottili intercalazioni arenacee (quarziti). Essi sono costituiti
prevalentemente da sericite (o muscovite) clorite e quarzo. Gli scisti contengono vene
lenticolari o segregazioni in quarzo concordanti con la scistosit. Questo complesso
presenta discreta resistenza allerosione e alla degradazione meteorica. Permeabilit
bassa con aumento della stessa nelle zone di fratturazione Epoca: Paleozoico.
La litologia appartiene allUnit di Bagni e costituisce lunit geometrica pi bassa del
Complesso Calabride.
Lunit affiora diffusamente nella Calabria centrale (Sila Grande e Sila Piccola) ed
caratterizzata da un basamento pretriassico ed una copertura mesozoica trasgressiva in
facies Verrucano (affiorante in catena Costiera in prossimit di Guardia Piemontese).
Il basamento, con spessore apparente di 400-500 metri, costituito da filladi grigio-
scuro o plumbee alternate a metareniti grossolane, metacoglomerati e quarziti minute
bruno-giallastre o bruno-verdastre, prevalenti nella parte alta. Intercalate a varie
altezze affiorano metabasiti generalmente a grana fine e rare rocce anfiboliche minute.
Talora, nella parte inferiore dellintervallo metarenitico, affiorano porfiroidi. Gli
eventi, polimetamorfici e polifasici (orogenesi ercinica ed alpina) sono tipici della
facies a scisti verdi.
Affiora estesamente in gran parte del territorio comunale, in particolare lungo tutto il
centro abitato, in localit Pietrogualtieri, in maniera meno diffusa, in localit Milocca
e Manche.
In superficie gli scisti filladici si presentano alterati e ridotto ad un ammasso di
scagliette scivolose, disgregate e molto permeabili. In tal caso la roccia non conserva
niente delle sue prerogative litoidi ed piuttosto assimilabile ad un deposito clastico,
poco coerente e scarsamente cementato che si presenta in volumi significativi in
prossimit di pendii accentuati.
La formazione in contatto di tipo tettonico, per sovrascorrimento, con le altre
litologie che tettonicamente sono al di sopra degli scisti filladici.
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Gli affioramenti visibili o rilevabili direttamente degli scisti filladici sono sporadici e
ubicati in prevalenza lungo tagli stradali ed in corrispondenza di incisioni fluviali
particolarmente profonde e/o acclivi.
La scistosit pressoch uniforme e concorde con i lineamenti tettonici generali. Altri
lineamenti o joints sono le numerose fratture che permeano lammasso roccioso con
diverse orientazioni che, in alcuni casi, possono dar luogo alla formazione di cunei di
roccia instabili, fenomeno diffuso e visibile in gran parte di territorio. La
fenomenologia interessa volumi pochi significativi di materiale roccioso anche perch
la fratturazione tende a richiudersi in profondit per effetto del carico litostatico.
Comunque le fessure prima descritte spesso sono riempite di materiale di alterazione
di natura argillosa generatesi per alterazione chimica e fisica della roccia in situ che
oltre a richiudere le fratture rende il complesso meno permeabile minimizzando fino
ad annullare quei fenomeni fisici che portano allalterazione della stessa per la
mancata percolazione dellacqua.
Allinterno dellammasso roccioso sono visibili filoni di quarzo e in secondo luogo di
feldspati che si presentano sottoforma di indicatori cinematici, noti in letteratura, che
indicano la direzione di movimento tettonico dellintera area. Tali filoni sono
principalmente discontinui a causa delle fratture presenti e concordi con i piani di
scistosit. A testimonianza della intensa storia tettonica dellarea si rinvengono
strutture plicative costituite da pieghe, visibili alla macro scala.
Foto 2: Scisti Filladici
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3.4 Granito Biotitico () Granito
In letteratura la formazione viene cos descritta: Granito biotitico, con sporadici
xenoliti basici. Intersecato, localmente da sottili vene pegmatitiche. Come consistenza
si varia da roccia fresca, e resistente allerosione, a roccia alterata e degradata,
facilmente disgregabile. Permeabilit generalmente bassa, con aumento della stessa
nelle zone di fratturazione e degradazione.Epoca: Paleozoico
Tale litologia affiora nella parte sudorientale del territorio comunale quasi a ridosso
dellabitato di Cicala. Si tratta di rocce che in genere presentano una buona
consistenza ed aspetto litoide, ma che in superficie soffrono alquanto delle azioni
degradatici esogene, andando incontro ad intensi processi di arenitizzazione, che di
fatto li riduce ad un manto detritico di copertura eluviale che presenta un buon grado
di permeabilit (sabbioni). La roccia granitica sottostante presenta molteplici piani di
discontinuit che permea lammasso roccioso e che diminuisce con la profondit. Tale
litotipo ha una elevata resistenza alle varie sollecitazioni che da al corpo roccioso una
certa stabilit, soprattutto laddove le discontinuit non formano cunei di roccia con
conseguenti fenomeni di crollo.
Dalla visione degli affioramenti possibile riconoscere la mineralogia del litotipo
composta principalmente da quarzo, plagioclasio, feldspato, biotite e minerali
accessori, tra questi quelli di alterazione.
Foto 3: Graniti
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3.5 Scisti Biotitici (sb)
In letteratura la formazione viene cos descritta: Scisti biotitici-quarzoso-felspatici
associati a granito g. Le caratteristiche geotecniche di questo complesso sono
analoghe a quelle riscontrabili nelle rocce dellunit sbg. Epoca: Paleozoico
Visto che la legenda fa riferimento ad unit (sbg) che non affiora nel territorio
comunale viene ugualmente riportata la sua descrizione. Lunit sbg consiste in un
complesso igneo-metamorfico di scisti e gneiss biotitici, speso con granati visibili ad
occhio nudo, in associazione con ortogneiss granitoidi e vene e segregazioni, di rocce
granitiche senza granati. Le rocce granatiere risultano contenere spesso sillimanite.
Sono spesso associati a graniti e presentano caratteri intermedi tra questultimi e le
rocce metamorfiche che si descriveranno in seguito, alle quali ultime sono legate dalla
presenza evidente di piani di scistosit e le caratteristiche tessiturali e strutturali.
Le rocce di questo complesso sono in genere consistenti e resistenti allerosione,
eccetto nelle aree di pi intensa granitizzazione ove, a causa dellalterazione e della
degradazione meteorica, sono spesso facilmente disgregabili. Permeabilit bassa, con
aumento della stessa nelle zone di pi intensa fratturazione e degradazione.
Foto 4: Scisti Biotitici
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3.6 Leucoscisti e Gneiss (sm)
In letteratura la formazione viene cos descritta:Leuco scisti e gneiss con quarzo
feldspato e muscovite, frequentemente con augen di quarzo e feldspato. Come
consistenza si varia da roccia fresca, e resistente allerosione, a roccia
profondamente degradata o alterata, difficilmente disgregabile. Permeabilit
generalmente bassa, con aumento della stessa nelle zone di pi intensa fratturazione e
degradazione. Epoca: Paleozoico
Tale litologia appartiene allUnit di Castagna andando a costituire lunit geometrica
intermedia del Complesso Calabride.
UNITA DI CASTAGNA affiora estesamente in Sila Piccola e nella parte
nordorientale della Sila Grande. E costituita da differenti litotipi a diverso
grado metamorfico con associate rocce granitoidi e masse pegmatitiche di et
tardo Varisica. Nel complesso raggiunge uno spessore massimo di 1.000 metri.
Tale formazione dal punto di vista tettonico stato interessato da due diversi
cicli metamorfici: ercinico, riconoscibile dalla presenza di ambientazioni da
facies degli scisti verdi a quella anfibolitica, ed alpino, dato da deformazioni
pi o meno intense e penetrative con aspetto milonitico in prossimit dei
contatti tettonici. Da aggiungere che tale fase metamorfica ha generato effetti
retrogradi con formazione di sericite, clorite ed epidoti che accompagnano la
rielaborazione strutturale.
Dal basso verso lalto troviamo le seguenti litologie sovrapposte secondo una
modalit che ha indotto alcuni autori a ritenere lintera unit rovesciata:
a) micascisti: con paragenesi prealpine a muscovite-quarzo-cloritoide,
clorite-granato-muscovite o biotite-quarzo-epidoto;
b) paragneiss: ad una o due miche con o senza granato;
c) gneiss occhiadini: con associati gneiss microclinico-muscovitici,
paragneiss talora a sillimanite, micascisti sillimanitici, anfiboliti e marmi.
Le due ultime litologie sono a contatto con tonaliti, leucograniti e masse aplitiche.
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Gli gneiss hanno un colore grigio-biancastro nella maggior parte dei casi. In altre
porzioni di territorio tale litologia assume un colore pi scuro per la presenza di
minerali femici quali biotite e di alterazione dovuta principalmente, allo stress
tettonico, che hanno subito nel corso della loro storia geologica, e alle condizioni
meteoriche che erodono lammasso. Da esami visivi del campione possono essere
distinti cristalli di quarzo, feldspato e mica (biotite e/o muscovite) che conferiscono
alla roccia un aspetto granulare. inoltre possibile notare la presenza di indicatori
cinematici, concordi con i piani di scistosit e aventi una uguale orientazione di stress
tettonico, che risultano pi evidenti allesame microscopico, attraverso il quale
possibile anche riconoscere la presenza di minerali di alterazione. In prossimit del
contatto tettonico con la sottostante unit di Bagni, gli gneiss si presentano a grana
fine per poi passare, allontanandosi dal piano di sovrascorrimento, ad una
granulometria pi grossolana.
Foto 5: Gneiss
3.7 Calcari Cristallini (cc)
.
Affiorano nel settore orientale del territorio comunale, limitatamente in localit
Pietrogualtieri sulla destra idrografica del Torrente SantElia.
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Si presentano come intrusioni nel corpo roccioso filladico. Sono dotati di consistenza
litoide, per cui resistono agevolmente alle sollecitazioni degli agenti esogeni, senza
creare particolari problemi di natura tecnica.
Foto 6: Calcari cristallini
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4. STRATIGRAFIA E TETTONICA
Il territorio comunale di Cicala ricade allinterno dellarea denominata Sila Piccola
Meridionale che delimitata a est dal Fiume Melito, dalla media e bassa valle del
Savuto a Nord e a sud dalla Stretta di Catanzaro, andando a costituire la porzione
meridionale del settore settentrionale dellArco Calabro Peloritano.
Con questultimo termine si identifica la parte estrema della penisola italiana che va
dalla Piana di Sibari allo stretto di Messina, e langolo nord occidentale della Sicilia,
occupato appunto dai Monti Peloritani. Questa tratto di catena pu essere considerato
il pi complesso dellintero territorio italiano. Esso, delimitato da due grandi faglie, la
linea di Sangineto a Nord e la linea di Taormina a sud, rappresenta lattuale stato di
massima distorsione della catena Appennino Maghrebide che raccorda gli assi NW
SE dell'Appennino meridionale con quelli E W delle Maghrebidi, che comprendono
larea siciliana. Tale torsione, con velocit ed entit di espansione massime nella parte
meridionale, legata allattivit geodinamica profonda (convergenza tra il blocco
euroasiatico e quello africano), che comporta una forte attivit tettonica. In tale
contesto, l'edificio tirrenico dell'Arco Calabro risulta formato da una serie di falde
sovrapposte che iniziano con un basamento cristallino pre Mesozoico (con marcate
analogie con la struttura Austro subalpina) talvolta coperto da una fascia meso
cenozoica con caratteristiche simili a quella delle Alpi. Si tratta di falde derivanti da
tale margine alpino impilatesi inizialmente con direzione europea. Questa tendenza
evolutiva, fortemente attiva nel Paleocene e Miocene, ha avuto forti impulsi nel
Quaternario ed ancora attiva. E a questa evoluzione che deve essere attribuita la
genesi di importanti discontinuit (faglie e fratture), e la formazione di horst e graben
(ampie depressioni, Graben del Crati, di Paola, di Catanzaro, ecc.), con la deposizione
all'interno di quest'ultimi di terreni sedimentari continentali e marini per lo pi
sabbioso argillosi e conglomeratici.
Il Massiccio della Sila delimitato a nord dal Graben della Piana di Sibari, ad ovest
della Valle del Crati, ad est dal bacino sedimentario del crotonese e a sud dalla Stretta
di Catanzaro. Dal punto di vista geologico laltopiano silano si pu suddividere in tre
principali unit tettono stratigrafiche, che dal basso verso lalto comprendono:
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Il Complesso Panormide, formato da successioni sedimentarie mesozoiche di
calcari con selce, dolomie ed evaporiti e con relativo basamento filladico
(affiorante sporadicamente in alcuni settori)
Il Complesso Liguride, che consta di due sequenze ofiolitiche, inferiore e
superiore, entrambe interessate da metamorfismo (affioranti nei dintorni di
Gimigliano e Monte Reventino)
Il Complesso Calabride, che si compone di crosta continentale europea, affetta
da metamorfismo da medio ad alto grado, con intrusioni plutoniche. In seguito
tale complesso stato suddiviso in quattro unit tettoniche sovrapposte da
punto di vista geometrico (Unit di Bagni, Unit di Castagna, Unit di Polia
Capanello, Unit di Stilo).
Tali complessi sono in contatto di tipo tettonico e litologico e interessate da un sistema
di faglie principali e secondarie concordi con lassetto geostrutturale della Calabria.
Infatti tali discontinuit sono la testimonianza delle diverse fasi orogenetiche note in
letteratura che vengono di seguito elencate.
Il primo evento, di et Tortoniano-Pliocene inferiore, produce una serie di horst e
graben attualmente orientati in direzione NW-SE. Questo tipo di tettonica distensiva,
ad andamento N-S, ha controllato la sedimentazione fino al Pliocene inferiore.
(Lanzafame Tortorici)
Il secondo evento, mediopliocenico, caratterizzato da una tettonica compressiva
responsabile della formazione di pieghe, faglie inverse e faglie trascorrenti con
andamento NW-SE.
Il terzo evento deformativo crea, a partire dal Pliocene medio superiore, dislocazioni
di tipo tensivo con andamento preferenziale NE-SW.
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Cicala
Fig. 2 - Principali sistemi di dislocazione neogenici in Calabria settentrionale
(tab.1). I singoli segmenti di faglia sono stati tracciati sulla base cartografica
1:100.000 utilizzando sia rilevamenti inediti che la cartografia pi recente.
A livello locale questa tettonica distensiva e compressiva evidenziata da una serie di
faglie, con medesimo andamento, normali e/o inverse che separano le litologie
metamorfiche o sono intraformazionali.
Lassetto tettonico del Comune di Cicala ricalca in parte lassetto geostrutturale
dellaltopiano silano con le rocce paleozoiche di basso grado metamorfico (scisti
filladici) sono a contatto con quelle di medio-alto grado (leucoscisti e gneiss) lungo
una discontinuit che possibile osservare in alcune zone del territorio comunale
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5. CARATTERISTICHE IDROGRAFICHE
Il territorio comunale di Cicala caratterizzato da un reticolo idrografico con un
pattern in prevalenza dendritico, dovuto principalmente alle caratteristiche litotecniche
e litologiche delle rocce affioranti che ne favorisce il ruscellamento superficiale.
La rete idrografica, proprio per questo motivo, si presenta fitta e costituita da fossi
incisi e incassati con una estensione modesta che vanno ad alimentare i corsi dacqua
principali tutti con direzione NW-SE.
Il corso dacqua principale il Fiume Corace, ubicato nella porzione meridionale del
territorio comunale e che fa da limite amministrativo con il Comune di Gimigliano,
che riceve lapporto idrico da numerosi fossi, a regime stagionale, che scorrono
trasversalmente allo stesso. Il Fiume Corace, uno dei corsi dacqua pi importanti
della Calabria, ha portate considerevoli per tutta la durata dellanno ed ha avuto, nel
tempo, unattivit morfogenetica rilevante con la formazione di valli ampie e di
meandri in corrispondenza di litologie meno resistenti allerosione ed in particolare nei
terreni miocenici affioranti sulla sua sinistra orografica. Al contrario, laddove
affiorano i terreni metamorfici, ed in particolare, gli scisti filladici, il Fiume Corace
risulta incassato scorrendo in valli piuttosto strette ma dove sono evidenti i caratteri di
una precedente fase giunta a una evoluzione abbastanza avanzata.
Il Fiume Corace, per tutta la lunghezza che interessa il territorio comunale, presenta
una zona dattenzione a rischio idraulico (vedi TAV. 7 - Carta dei Vincoli) censita
dallAutorit di Bacino Regionale nellambito del Piano Stralcio di Bacino per
lAssetto Idrogeologico (P.A.I.). Nel 2003, con delibera del comitato istituzionale
n28 del 1/7/2003, a seguito di uno studio idraulico eseguito da privati, si dimostrato
che larea di attenzione a rischio R4, la cui estensione si determina con i metodi
proposti nelle linee guida allegate al P.A.I., stata ridotta e non interferisce con
lattivit estrattiva adiacente.
Laltro corso dacqua che caratterizza il territorio di Cicala il Fiume SantElia,
tributario di sinistra del Corace che fa da limite amministrativo con il Comune di
Sorbo San Basile. Tale corso dacqua risulta, per tutta la sua estensione, incassato a
causa della presenza dei terreni cristallino-metamorfici affioranti nellarea i quali,
avendo una elevata resistenza allerosione, consentono la formazione di una valle
stretta a V i cui versanti sono piuttosto ripidi. Sono altres presenti segni distintivi di
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una certa evoluzione fluviale con la presenza di meandri pi o meno sviluppati in
corrispondenza di terreni facilmente erodibili o laddove la morfologia lo consente.
6. INQUADRAMENTO METEO-CLIMATICO
La Calabria rientra nellarea dei climi temperati. Nelle zone litoranee e nei versanti
che si affacciano sul mare si riscontra il clima tipicamente mediterraneo, con inverno
mite ed estate calda e siccitosa. Con laumentare dellaltitudine e nelle zone pi
interne, il clima pu definirsi montano mediterraneo, con inverni pi freddi e piovosi
ed estati meno calde e con qualche precipitazione. In Sila e sulle cime montane
dinverno si hanno precipitazioni nevose. Quindi in base alle caratteristiche
orografiche possono essere individuati tanti microclimi diversi
La piovosit media annua in Calabria di 1.176 mm (in Italia 970). Quasi il 50% delle
piogge cade nei mesi di novembre, dicembre e gennaio; dicembre il mese pi
piovoso (185 mm), mentre il mese meno piovoso luglio (18 mm) seguito da agosto.
Per quanto riguarda la variazione della piovosit con laltitudine, essa subisce un
graduale aumento fino ad 850 m circa, per poi decrescere fino a 1.150 m e presentare
quindi un repentino aumento oltre i 1.150 m. Il numero medio di giorni piovosi cresce
quasi regolarmente con laltitudine.
Il clima riveste particolare importanza in quanto costituisce, insieme alla natura del
suolo, uno dei principali fattori che con il trascorrere del tempo determinano
modificazioni ed alterazioni degli strati affioranti.
La piovosit poi riveste caratteri di estrema importanza nel determinare gli afflussi
nella falda freatica pi superficiale e per gli effetti che essa ha nella determinazione
dellerosione costiera.
Poich la temperatura, le precipitazioni meteoriche ed i venti rappresentano le
principali caratteristiche del clima, stato proprio partendo dallo studio di questi
elementi che si potuto inquadrare anche il clima del territorio comunale.
Clima certamente diverso dallarea a valle a quello a monte, se si tiene nel conto
dovuto il fatto che temperatura e piovosit diminuiscono gradualmente con laltezza,
la prima secondo una legge matematica (la diminuzione media annua della
temperatura con laltezza , in Calabria, di circa 0,7 per ogni 100 metri di altezza), la
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seconda in base a fattori mutevoli in dipendenza delle maggiori o minori
condensazioni di umidit.
Poich Panettieri non ha stazioni idrologiche allinterno del territorio comunale, sono
stati utilizzati i dati di pioggia provenienti dalle stazioni di Gimigliano, Umbri,
Carlopoli e Serrastretta ed i dati di temperatura della stazione di Racisi che ha pi anni
di osservazione rispetto a quelli della Stazione di Decollatura.
NOME
STAZIONE
ID TIPOLOGIA QUOTA ATTIVA NON ATTIVA
Gimigliano 1910 Pluviometro Mec. 550 x
Umbri 1890 Pluviometro Mec. 885 x
Carlopoli 1870 Pluviometro 950 x
Serrastretta 2280 Pluviometro Mec 790 x
Decollatura 2870 Pluviometro Mec -
Termometro
780 x
Racisi 1815 Termometro 1270 x
Per ogni stazione sono state estrapolati i dati medi mensili che vengono riassunti nella
tabella 1. I dati sono quelli consultabili e scaricabili dal sito internet dellArpacal e
della Protezione Civile della Regione Calabria.
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Lesame delle distribuzione della piovosit nei vari mesi consente di osservare che i
mesi pi piovosi sono quelli autunnali-invernali, con il massimo nel mese di gennaio e
di dicembre. Viceversa i mesi meno piovosi sono quelli estivi da giugno ad agosto con
minimi nel mese di luglio.
Le stazioni, nei dintorni del territorio comunale di Cicala, hanno registrato che la
piovosit media che cade di circa 1320 mm/a che consente di classificare larea ad
alto tasso di piovosit.
Per quanto riguarda le temperature possiamo affermare che i valori pi bassi si
registrano nel mese di gennaio mentre le pi elevate si hanno nel mese di Agosto, con
una temperatura media annuale di oltre 9C.
Dallo studio dei dati meteoclimatici emerge, in base alla definizione di Kppen, che le
precipitazioni medie invernali sono superiori di oltre tre volte quelle estive, condizione
questa che pone larea in un clima di tipo mediterraneo (temperato fresco).
TEMPERATURE MEDIE MENSILI -
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7. CARATTERISTICHE IDROGEOLOGICHE E CONDIZIONI DI
PERMEABILITA
Dal punto di vista idrogeologico possibile raggruppare le formazioni rocciose in tre
complessi in base al grado di permeabilit:
1. Complesso alluvionale
2. Complesso gneissico;
3. Complesso filladico.
4. Complesso conglomeratico-arenaceo
7.1. Complesso alluvionale
Si tratta di un complesso caratterizzato da permeabilit medio-alta per porosit. Gli
acquiferi alluvionali sono generalmente caratterizzati dalla variet di termini litologici
di varia granulometria che si traduce in una circolazione idrica per falde sovrapposte,
con deflusso preferenziale dellacqua nei litotipi a pi alto grado di permeabilit
relativa. Anche in presenza di questa diversa disposizione dei livelli sedimentari e
delle diverse caratteristiche di permeabilit le diverse falde possono essere quasi
sempre ricondotte ad ununica circolazione idrica sotterranea. A ci bisogna
aggiungere gli interscambi in senso verticale o sub-verticale dovuti al fenomeno di
drenanza. Nellarea di studio si osserva spesso che le varie falde, nonostante siano tra
loro generalmente intercomunicanti, presentano quote di livellamento differenti dovute
al diverso carico piezometrico originario (riferito allarea di alimentazione), alle
diverse caratteristiche degli strati acquiferi (con conseguenti perdite differenziate di
carico), alle diverse condizioni di alimentazione (con perdite di carico concentrate, per
esempio, in corrispondenza dei fenomeni di drenanza ), etc.
Nellarea in esame la circolazione idrica sotterranea infine condizionata dalla
giacitura dei termini alluvionali su rocce poco o niente permeabili (scisti filladici e
leucoscisti) che individua un marcato limite di permeabilit.
Tali livelli impermeabili consentono lesistenza di falde acquifere relativamente
superficiali la cui potenzialit notevolmente influenzata dalla profondit e dalla
P.S.C. Comune di Cicala (CZ) Relazione Geologica
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morfologia di detto substrato. Esse inoltre risentono notevolmente degli eventi
meteorici stagionali che provocano fluttuazioni periodiche dei suoi livelli.
7.2. Complesso Igneo-metamorfico
A questo complesso appartengono i leucoscisti, i graniti e gli scisti biotitici. In questo
complesso la circolazione idrica sotterranea concentrata nella coltre superficiale di
alterazione fino alla profondit di circa 40-50 metri visto che poi le fratture, tipiche
delle rocce che costituiscono questo complesso, risultano anastomizzate dalla
pressione litostatica. Lalterazione fisico-chimica svolge un ruolo determinante
soprattutto nel territorio calabrese, per la sua storia geodinamica e per il particolare
clima che porta alla formazione di una coltre superficiale permeabile per porosit che
si sovrappone alla rete di fratture Difatti il un substrato roccioso integro, sottostante
ad un certo spessore di roccia fessurata le cui fratture, dovute soprattutto a fenomeni di
decompressione oltre che a sforzi tettonici, sono pi aperte nella parte alta dove
minore il carico litostatico, sovrastato in superficie dalla coltre detritica contenente
una grande percentuale di frazione argillosa dovuta anche a qualche intercalazione
filladica, risultato di una serie di fenomeni di alterazione come leffetto, termoclastico
(dovuto al diverso coefficiente di dilatazione dei vari minerali che costituiscono la
roccia), crioclastico (dovuto allaumento di volume dellacqua che gela nelle fratture),
lazione fisica delle radici (che affondano e ingrossano nella roccia, fessurandola) e, in
particolare, lalterazione dei feldspati (caolinizzazione) consistente nella formazione di
caolino e di altri minerali argillosi a causa di fenomeni di idratazione e idrolisi.
Il passaggio tra le due zone (coltre detritica - substrato roccioso fratturato)
generalmente graduale. La coltre superficiale, complessivamente pi permeabile della
sottostante zona fratturata, ha uno spessore medio di circa 15-20 metri. La circolazione
idrica piuttosto lenta nelle fratture che, costantemente sature dacqua, risultano
beanti fino a profondit massime (nelle zone di faglia) di qualche centinaio di metri.
pi veloce, invece, nella zona porosa ed particolarmente attiva in prossimit del tetto
di quella fratturata, per la minore permeabilit di questultima e per la minore
accentuazione dei fenomeni di argillificazione.
Poich la circolazione idrica relativamente superficiale, la piezometrica si adatta alla
morfologia esterna. Ci provoca lemergenza delle acque in modo molto diffuso, con
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recapito preferenziale nei fondovalle dove la stessa piezometrica viene incisa dalla
superficie topografica. Si ha quindi, in tutti i fossi, un continuo e costante incremento
di portata che pu diventare di diverse centinaia di litri al secondo in corrispondenza
dello sbocco dei fiumi nelle pianure alluvionali. In queste condizioni di circolazione
idrica le sorgenti sono molteplici e quasi tutte di piccola entit.
Le emergenze sorgive si possono rinvenire laddove la morfologia del substrato
consente la concentrazione dei deflussi e dove la coltre arenitizzata di spessore
minimo o manca del tutto. Le sorgenti principali, con portate dellordine di alcune
decine di litri al secondo, si trovano spesso in corrispondenza delle faglie e dei contatti
tettonici che separano gli gneiss con gli scisti filladici che presentano una permeabilit
pi bassa. Tali strutture tettoniche rappresentano quasi sempre delle zone di drenaggio
preferenziali a causa della maggiore permeabilit relativa della roccia, dovuta al
maggior grado di fratturazione. Difatti lungo tali discontinuit sono presenti alcune
sorgenti riportate nella Tavola 3 ed in particolare lungo i contatti ti tipo tettonico e
litologico tra le diverse litologie.
7.3. Complesso filladico
Tale complesso ha caratteristiche simili al complesso gneissico fatta eccezione per un
basso grado di permeabilit per fratturazione dovuta alla presenza di materiale
argilloso allinterno delle fratture che permeano la compagine rocciosa facendo quasi
da acquiclude ai complessi idrogeologici adiacenti Gli acquiferi filladici sono
caratterizzati da una scarsa circolazione idrica sotterranea concentrata principalmente
nella coltre superficiale di alterazione che presenta una permeabilit per porosit. La
circolazione limitata a maggiore profondit specie in corrispondenza di filoni di
quarzo e di lenti di feldspato, oltre che nelle fessure e nei piani di scistosit.
7.4. Complesso conglomeratico - arenaceo
Il complesso idrogeologico conglomeratico arenacee presenta un alto grado di
permeabilit per porosit vista la natura granulare dei terreni che compongono tale
complesso. Detto litotipo, in accordo con la sua struttura granulare e discontinua,
seppure alquanto addensata, presenta un grado di permeabilit notevole, il che
consente di smaltire in profondit buona parte degli apporti meteorici facilitando il
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drenaggio superficiale. Da aggiungere che in concomitanza di eventi pluviometrici
intensi, il litotipo viene saturato, dovuto anche alla presenza di materiale argilloso
impermeabile che non facilita lallontanamento delle acque anche per una scarsa
manutenzione del territorio, con la formazione di allagamenti e colamenti del
materiale scarsamente coerente.
Nella Tavola 3 (Carta Idrogeologica e del Sistema Idrografico) sono stati distinti:
i complessi idrogeologici;
le emergenze sorgentizie, i pozzi;
lo spartiacque del bacino idrografico principale;
i corsi dacqua
Per quanto riguarda le emergenze sorgive si pu notare che sono ubicate, come
specificato nei paragrafi precedenti, principalmente lungo i limiti litologici e tettonici
che separano le diverse litologie e di conseguenza i complessi idrogeologici.
Lubicazione delle sorgenti presenti nel territorio comunale stata verificata attraverso
i sopralluoghi, con lausilio della cartografia e dei tecnici comunali che hanno riferito
il loro utilizzo e lubicazione e le opere di presa e i relativi serbatoi. Di seguito
rappresentata una tabella con lelenco delle sorgenti presenti nel territorio comunale,
estratto dal libro delle Sorgenti Italiane Calabria redatto nel 1941 a cura del Servizio
Idrografico di Catanzaro. Tale pubblicazione, anche se datata, stata un ottima base di
partenza per lanalisi della circolazione idrica sotterranea generale. Nella tabella solo
una sorgente stata censita ed ubicata ad ovest del territorio comunale in un fosso
sulla sinistra idrografica del Fiume Corace, mentre le altre, avendo una portata esigua,
non state censite anche se sono state inserite nella suddetta cartografia.
Le sorgenti hanno dunque una scarsa portata e una elevata variabilit essendo
direttamente dipendenti dalle precipitazioni meteoriche. In relazione alle condizioni
climatiche, un alto numero di sorgenti si estingue o riduce considerevolmente la
portata per diversi mesi dellanno. Infatti la circolazione idrica concentrata
principalmente nei terreni di copertura che sovrastano i terreni cristallini e metamorfici
le cui caratteristiche sono state descritte in precedenza con una circolazione idrica che
dipende dalla presenza di fratture e dalla composizione del litotipo. Questa situazione
ha portato lAmministrazione Comunale a convogliare le acque di alcune sorgenti in
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un'unica rete di adduzione per consentire un approviggionamento cospicuo per le
utenze prelevando, in alcuni casi, da alcune sorgenti poste nei comuni limitrofi.
Nel complesso miocenico, si osserva un allineamento di sorgenti soprattutto al
contatto con le litologie che presentano una permeabilit relativa pi bassa. Le
sorgenti, classificate geneticamente per soglia di permeabilit sottoposta, sono per la
maggior parte perenni, testimoniando, pertanto, una ricarica continua e una capacit di
immagazzinamento dellacquifero considerevole.
Tabella 2: Elenco delle sorgenti (da Il libro delle Sorgenti)
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8. ACCLIVITA
Per la redazione della carta dellacclivit si convenuto di riferirsi alle classi di
pendenza pi significative tenendo conto delle litologie affioranti e del loro
comportamento nei riguardi della franosit, in dipendenza della maggiore e minore
acclivit del pendio.
Le classi utilizzate sono le seguenti:
- classe di pendenze comprese fra 0% e 10%;
- classe di pendenze comprese fra 10% e 20%;
- classe di pendenze comprese fra 20% e 35%;
- classe di pendenze comprese fra a 35% e 50%;
- Classe di pendenze comprese fra 50% e 80%.
Queste classi di pendenza sono state adottate in base alla loro possibile influenza sul
grado di dissesto delle formazioni affioranti. Nella redazione della carta clivometrica
si tenuto conto dalla generale acclivit del versante e non del singolo elemento di
terreno; la pendenza eccessiva, visualizzata dalla cartografia, infatti, pu corrispondere
alle superfici verticali dei terrazzamenti o da altri accidenti antropici.
Nella letteratura geologica e agronomico-forestale si dato come limite massimo per
lutilizzazione del suolo la pendenza del 35%. In questo lavoro si sono inserite altre
due classi: quella compresa fra il 35% e il 50% e quella compresa fra il 50% e l80%.
Questo perch, in accordo con le linee guida citate, esse sono utili nella zonazione
macrosismica specie quando si considerino il substrato roccioso, lo stato fisico dello
stesso substrato e le condizioni di giacitura degli strati:
- zone con acclivit > 35% associate a coperture detritiche;
- zone con acclivit >50% con ammassi rocciosi con giacitura sfavorevole
degli strati e intensa fratturazione.
Da una analisi della cartografia allegata si ricava che la classe di pendenze inferiori al
10% presente, in genere, nelle alluvioni affioranti principalmente lungo i principali
corsi dacqua (Fiume Corace) e sulle creste delle dorsali orientate lungo la direzione
NNW-SSE.
Le classi fra 20-35% sono sufficientemente rappresentate e corrispondono per lo pi
alle zone sommitali delle dorsali morfologiche dove si colloca il centro abitato e
alcuni agglomerati extraurbani.
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Ancora frequenti sono le aree a classe di pendenza fra il 35% ed il 50% allinterno
delle quali si trovano aree gi urbanizzate e presentano zone con pendenze,
modificate dalle attivit antropica, di valore minore alla classe esaminata.
Infine classi di pendenza superiore al 50% caratterizzano circa un 1/5 del territorio
esaminato, in essa si rilevano principalmente formazioni metamorfiche quasi sempre
prive di copertura detritica e con orizzonti dalterazione interessate da fenomeni
gravitativi o derosione fluviale
Per lelaborazione grafica in ambiente GIS stata utilizzata la Carta Tecnica
Regionale. In sintesi stata elaborata la seguente carta:
Tav. 4 - Carta Clivometrica scala 1:5.000
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9. CARATTERISTICHE GEOMORFOLOGICHE
Dal punto di vista geomorfologico il territorio comunale caratterizzato dalla
presenza di una dorsale allungata che si estende da Colle Campanella e Colle
Ponticello fino ad arrivare alla confluenza tra il Corace ed il Pomo.
Tale elemento morfologico, che fa da spartiacque tra i due corsi dacqua principali,
tagliato trasversalmente da incisioni che vanno a formare dorsali di modesta
estensione che sormontano delle valli strette formatesi dalla incisione dei corsi
dacqua, con diversi gradi di gerarchizzazione ed il sollevamento tettonico della
Calabria. Questo comporta la formazione di un paesaggio caratterizzato da versanti
acclivi, sovrastati da stretti crinali che hanno facilitato nel corso della storia
insediamenti antropici. Da aggiungere che i versanti, come prassi nelle zone montane
e pedemontane per consentire lattivit agricola, sono caratterizzati dalla presenza di
diverse sistemazioni antropiche ottenute terrazzando i versanti attraverso la
realizzazione di muretti a secco in pietra favorendo una seppur parziale stabilizzazione
del terreno, soprattutto della porzione superficiale con diverse opere di drenaggio
superficiale consentendo una riduzione delle acque selvagge. Laddove sono assenti le
sistemazioni, in corrispondenza di zone particolarmente acclivi con caratteristiche
geotecniche sfavorevoli possono instaurarsi pi facilmente i fenomeni franosi
generalmente superficiali come censiti dallAutorit di Bacino Regionale nellambito
del P.A.I.. Il fenomeno tipico dei terreni che presentano un substrato roccioso
variamente fratturato ed alterato, sovrastato da una copertura detritica dalterazione
che, per la sua elevata permeabilit ed in concomitanza di eventi atmosferici
eccezionali, si saturano e formano scorrimenti superficiali le cui superfici di rottura
sono ubicate lungo linterfaccia substrato roccioso copertura.
Tali fenomeni sono stati riscontrati nei pressi del centro abitato in corrispondenza della
zona a valle di Via Tienanmen, di via Don Capellupo, via F.lli Talarico e della strada
di collegamento con loc. Milocca ove nel 2003 una frana ha interessato la sede
stradale, comportando una parziale chiusura della carreggiata della stessa.
In alcuni casi in corrispondenza di materiale pi sciolto e meno consistente, come i
terreni miocenici, i fenomeni riscontrati sono colamenti di detrito che raggiungono le
zone a valle e la strada che collega Cicala con la stazione di San Pietro Apostolo,
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favorite anche da una cattiva regimentazione delle acque piovane che non consentono,
inoltre, di smaltire il carico solido in eccedenza.
Oltre a questi fenomeni, sono state riconosciute frane per crollo, evidenti soprattutto
nel settore sudorientale del territorio comunale, dove affiorano graniti e scisto-biotitici,
e lungo le scarpate che delimitano le strade che attraversano il territorio comunale. La
suddetta tipologia di frana causata dalle sfavorevoli orientazioni dei piani di
fatturazione, andando a formare dei cunei di roccia i cui detriti si accumulano ai piedi
delle scarpate. Questo avviene dove i sopracitati litotipi presentano disomogeneit
nelle caratteristiche litotecniche, dovute alla tettonizzazione, diverso grado di
alterazione ecc. Infatti possibile riscontrare, nel medesimo ammasso roccioso, fasce
milonitizzate e cataclastiche, distanti anche pochi metri, che presentano una
alterazione meccanica molto spinta ed, in alcuni casi, una forte argillificazione che
favoriscono linstaurarsi di fenomeni franosi.
In generale il territorio caratterizzato zone a morfologia diversificata dalle litologie,
Distinguiamo:
Aree sommitale di dorsali collinari, sufficientemente ampie per ospitare
insediamenti urbani, con pendenze principalmente comprese tra il 20-35%,
caratterizzate da selle morfologiche, creste addolcite e terrazzamenti (sovente
antropici).
Aree di versante, pendenze sempre elevate e scarpate di frana a coronamento delle
dorsali collinari.
Aree di fondovalle differenziate da corsi dacqua incassati, posti al piede di ripidi
versanti, con azioni erosive concentrate e, nelle solo aree del bacino del Fiume
Corace, si individuano aree sub-pianeggiati caratterizzate da depositi
conglomeratici, alluvionali e fluvio lacustri.
Di seguito viene fatta la descrizione dei fenomeni franosi rilevati nel P.A.I., redatto
dallAutorit di Bacino Regionale, e/o rilevati dagli scriventi e individuati sulla TAV.
2 - Carta Geomorfologica. In particolare si segnalano alcuni fenomeni che danno
segni di attivit recente anche prossimi al centro abitato tra laltro anche censiti nel
Piano Stralcio di Bacino per lAssetto Idrogeologico (P.A.I.).
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FRANA PER SCORRIMENTO QUIESCENTE CCL 1 un fenomeno censito
dallAutorit di Bacino Regionale (A.B.R.) nellambito del Piano Stralcio di Bacino
per lAssetto Idrogeologico (P.A.I.). E ubicata ad est del centro abitato di Cicala e si
estende per tutto il versante che da Via Nazionale porta fino al Fiume SantElia.
una frana per scorrimento quiescente che interessa principalmente la coltre
superficiale detritica dalterazione allorquando giunge a condizioni di saturazione e le
pendenze consentono lo scivolamento verso il basso. A questo si aggiunge la
presenza, in pochi punti, di frane per crollo di materiale roccioso in prossimit di
pendenze piuttosto accentuate e di tagli stradali di vie di comunicazioni interpoderali.
Allinterno del suddetto fenomeno franoso lA.B.R. ha riconosciuto una frana figlia
con sigla CCL 1.1. della stessa tipologia della madre ma di minore estensione. Essa
ubicata in prossimit di due incisioni fluviali, con marker morfologici evidenti e
piuttosto rappresentativi. Tale frana ha un rischio R2 Medio.
FOTO 7: Frana CCL 1 e CCL 1.1
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FRANA PER SCORRIMENTO QUIESCENTE CCL 2 la seguente frana
prossima a quella descritta in precedenza e interessa il medesimo versante con simili
fenomeni di innesco e simili tipologie. in corrispondenza di un fosso che taglia il
versante trasversalmente incidendolo, mettendo a giorno, in alcuni punti, lammasso
roccioso costituito dai termini filladici, nella sua quasi totalit, e dai termini granitici
in prossimit del coronamento della frana stessa.
FOTO 8: Frana CCL 2
FRANA PER SCORRIMENTO QUIESCENTE CCL 3 - la suddetta frana ubicata
ad ovest del centro abitato lungo il versante esposto verso San Pietro Apostolo. Il
suddetto fenomeno franoso in corrispondenza di un fosso che taglia il versante e si
estende in prossimit dellarea P.I.P. in localit Milocca fino ad uno dei fossi,
tributari di sinistra del Fiume Corace. Anche per questa area in frana sono visibili i
fenomeni riscontrati nei precedenti perimetri di frana, vista anche la presenza del
substrato roccioso filladico
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FOTO 9: Frana CCL 3
FRANA PER SCORRIMENTO QUIESCENTE CCL 4 anche questa frana
ubicata sul versante posto ad ovest del centro abitato di Cicala. in corrispondenza di
un fosso che alimenta uno dei tributari di sinistra del Fiume Corace e il suo
coronamento coincide con lo spartiacque del bacino che passa per il centro abitato
mentre la sua porzione di valle termina in prossimit dellArea P.I.P. in localit
Milocca. Come per le altre frane anche in questa stata riscontrata la presenza di quei
fenomeni tipici di questa tipologia di frana ed in particolare in quelle aree al di fuori
del centro abitato ove mancante una corretta canalizzazione delle acque superficiali
o opere di contenimento realizzate a protezione delle abitazioni presenti. Esigui
fenomeni di crollo e di colamento superficiale, con conseguenti danni ad alcune vie di
comunicazione ed in particolare in prossimit dellincrocio tra Via Tienanmen e Via
Immacolata.
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FOTO 10: FRANA CCL 4
FRANA PER SCORRIMENTO QUIESCENTE CCL 5 anche questa frana
ubicata sul versante posto ad ovest del centro abitato di Cicala e in corrispondenza di
un fosso che alimenta uno dei tributari di sinistra del Fiume Corace. In questa
tipologia di frana sono molto frequenti i fenomeni di crollo, visibili soprattutto lungo
la strada che collega lArea P.I.P. di localit Milocca con il cimitero comunale. Infatti
di recente la sede stradale stata oggetto di continui lavori di messa in sicurezza e
manutenzione straordinaria. Lintensa fratturazione dellammasso roccioso e
lorientazione delle fratture stesse, associata alla sfavorevole disposizione dei fronti
rocciosi, hanno favorito lingenerarsi di tali fenomeni.
FRANA PER SCORRIMENTO QUIESCENTE CCL 6 e CCL 7 Sono fenomeni
prossimi alla frana CCL 5 e molto simili per tipologia e cause di innesco.
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FOTO 11: FRANA CCL 5 CCL 6 CCL 7
FRANA PER SCORRIMENTO QUIESCENTE CCL 8 questa frana ubicata sul
versante posto ad est del centro abitato di Cicala e in corrispondenza di un fosso
prossimo alla sede stradale e al cimitero comunale. Anche per questa area in frana
sono stati individuati e riconosciuti i medesimi fenomeni descritti in precedenza.
FOTO 12: FRANA CCL 8
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A questi fenomeni franosi censiti dallA.B.R., si aggiungono altri fenomeni distinti
dagli scriventi e che sono ubicati in prossimit del centro abitato e cartografati nella
Tavola 2 Carta Geomorfologica. Tali fenomeni si sono generati a seguito delle
intense precipitazioni che hanno interessato il territorio calabrese nella due ultime
stagioni invernali le cui conseguenze sono state registrate anche nel territorio
comunale di Cicala.
Un fenomeno franoso che ha interessato una discreta porzione di un versante,
prossimo al centro abitato, e precisamente a valle di Via Nazionale (vedi TAV. 2). Si
tratta di una zona franosa superficiale attiva che interessa il versante delimitato nel
settore di monte da Via Nazionale e a valle da Via F.lli Talarico. I fenomeni sono
stati causati dalla saturazione dei terreni di copertura detritica, generatisi per
alterazione dellammasso roccioso filladico, che hanno prodotto cospicui
scivolamenti superficiali coinvolgendo un discreto volume di detrito. I movimenti
franosi sono accentuati anche dalla probabile presenza di una falda o probabilmente
da un sorgente effimera presente lungo il versante
FOTO 13: Versante in frana per scorrimento superficiale attiva
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Sono visibili, inoltre, alcune superfici di distacco, non cartografabili che interessano
anche la sede stradale di Via Nazionale a causa del conseguente fenomeno di
regressione, a seguito della continua erosione superficiale, che ha coinvolto le
fondazioni della stessa..
FOTO 14 e 15: Frana per scorrimento attiva a ridosso di Via Nazionale
Lungo il versante allimbocco di Via F.lli Talarico presente una frana per
scorrimento attiva non cartografa bile che ha interessato esigui volumi di terreno di
copertura detritica i cui detriti hanno occupato la sede stradale.
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FOTO 16: Frana per scorrimento superficiale attiva
Altra zona franosa, associata per a fenomeni di crollo di materiale roccioso
ubicata lungo la strada che dal bivio per la stazione di Cicala porta allarea P.I.P. in
localit Milocca. Coincide, nella sua estensione ed ubicazione, con la frana CCL 5,
censita dallA.B.R., descritta in precedenza. Gli scriventi hanno esteso il perimetro
coinvolgendo gran parte del versante e i due fossi presenti classificandola come frana
complessa attiva.
FOTO 17: Frana complessa
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Nellarea P.I.P in localit Milocca, in prossimit del depuratore, stata
cartografata una frana per scorrimento attiva. Il fenomeno franoso interessa la
formazione di conglomerati ed ha coinvolto la sua porzione poco coerente,
determinando uno scivolamento cospicuo di materiale, danneggiando alcune
tubazioni, poggiate per la canalizzazione delle acque.
FOTO 18: Frana per scorrimento attiva
Lungo la bretella stradale che collega Via Tienanmen e la S.P. 39 stata cartografata
unaltra frana per scorrimento superficiale che ha provocato nel 2003 il cedimento di
una parte della sede stradale e che di recente si riattivata, nella sua porzione di valle.
Da studi geologici presenti negli archivi dellufficio tecnico,gli scivolamenti
avvengono lungo la superficie di discontinuit che separa la copertura detritica e il
substrato roccioso filladico. La superficie di frana raggiungerebbe la profondit di
circa 8 metri dal p.c. in prossimit della strada per poi assottigliarsi procedendo verso
valle.
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FOTO 19: Frana per scorrimento superficiale attiva
La rimanente parte del territorio, sebbene non abbia interessi particolari in relazione
alla urbanizzazione, stata comunque soggetta a valutazioni geomorfologiche
attraverso le quali sono state individuate numerose frane. Di queste, molte ricadono
in ambiti rurali, dove la presenza umana occasionale. In tali ambiti sono state
censite numerose zone franose, per lo pi superficiali, alle quali sono associabili
crolli e scorrimenti. Alcune di queste aree, sono interessate da folta vegetazione, che
mitiga lazione di dissesto, limitandola a processi di soliflussione che si attivano in
concomitanza di eventi piovosi particolarmente intensi.
Altre aree, non ricadenti in zone urbane o urbanizzabili, sono state comunque
soggette ad approfondite analisi geomorfologiche. Si tratta di zone interessate da
infrastrutture e servizi.
In particolare, fenomeni franosi superficiali sono visibili lungo tutta le arterie stradali
principali e secondarie ove le pareti rocciose poste a monte della strada, sono
soggette a erosione di materiale sabbioso derivante dallerosione dilavamento
dellammasso roccioso (gneiss, graniti, scisti filladici, scisti biotitici), che si deposita
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sui bordi della strada o, in casi pi gravi invade la sede stradale. In prossimit dei
terreni miocenici poco coerenti i fenomeni riscontrati sono per lo pi colamenti di
materiale argilloso-limoso che avvengono, in maniera prevalente, in concomitanza
con eventi pluviometrici particolarmente intensi.
Foto 20: Colamenti di materiale argilloso sabbioso
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10. STUDI STORICI E CONSIDERAZIONI SUI SISMI
10.1 Introduzione
LArco Calabro-Peloritano, cos come tutto lAppennino Meridionale, soggetto ad
un elevatissimo rischio sismico. Per verificare ci basta una semplice lettura dei dati
bibliografici noti (Baratta M., 1901; Carrozzo M.T. et alii, 1973; Iaccarino E., 1968)
circa gli eventi tellurici principali verificatisi a partire dallanno I d.C. ad oggi.
In Calabria nel corso dei secoli si sono verificati vari terremoti di intensit
ragguardevole; lintervallo di profondit sismogenetico, allinterno del territorio
regionale, generalmente confinato tra gli 8 ed i 18 km di profondit ed distribuito
piuttosto uniformemente sul territorio regionale. Si tratta, dunque, di ipocentri
abbastanza superficiali, di tipo crostale.
Negli ultimi anni e fino al 2002, il punto di riferimento per la valutazione della
pericolosit sismica nellarea italiana stata la zonazione sismogenetica ZS4
(Scandone et alii 1996). (Fig. 3)
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50
Fig. 3: Zonazione sismo genetica ZS4 adottata nel 1996 dal GNDT
Gli sviluppi pi recenti in materia di sismo genesi (Galadini et alii 2000, DISS
Catalogo sorgenti sismognetiche Valensise e Pantosti 2001) hanno per evidenziato
alcune incoerenze con il catalogo CTPI (Catalogo Parametrico dei Terremoti Italiani
consultabile sul sito internet http://emidius.mi.ingv.it/CPTI11/). (fig 4)
Per tale motivo stata sviluppata una nuova zonazione denominata ZS9 per
adeguarla alla situazione attuale ed in base alle nuove conoscenze scientifiche. La
nuova zonazione propone la suddivisione del territorio nazionale in fasce che
presentano al loro interno requisiti di omogeneit in relazione alle caratteristiche
geostrutturali, sismiche e cinematiche. La zonazione ZS9 costruita facendo
riferimento al modello sismotettonico proposto da Meletti et al (2000) che alla base
della precedente zonazione. La differenza sta nel fatto che la ZS9 utilizza un catalogo
sismico aggiornato (CPT12) e le nuove conoscenze sulla geometria delle sorgenti
sismogenetiche (database DISS).
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51
Fig 4: Zonazione sismogenetica ZS9
Inoltre stato introdotto lutilizzo del database delle soluzioni dei meccanismi focali
dei terremoti italiani (EMMA; Vannucci e Gasperini, 2003). Tale database contiene
meccanismi tratti da cataloghi on-line (come il catalogo CMT dellUniversit di
Harvard, il catalogo dellEHT di Zurigo e il catalogo RCMT dellINGV) o dalla
letteratura cartacea pubblicata. Tra tutti i meccanismi contenuti nel database sono
stati selezionati quelli che ricadono allinterno della zona sorgente di ZS9; si tratta di
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1051 records relativi a terremoti avvenuti tra il 1905 e il 2003, con magnitudo Mw
compresa tra 1,9 e 6,6 e profondit ipocentrale media di 11 km. Per ogni zona di ZS9
sono state determinate le somme delle componenti dei momento tensore, utilizzando
tutti i dati disponibili e avendo cura di scegliere il meccanismo pi affidabile nel caso
di soluzioni multiple per lo stesso evento. Il meccanismo medio ottenuto per le
diverse zone mostrato in figura 5.
Fig. 5: meccanismi focali medi calcolati per le zone sismogenetiche ZS9 a partire dal database
pubblicato da Vannucci e Gasperini (2003). La dimensione dei simboli proporzionale al logaritmo
del momento sismico complessivo rilasciato allinterno delle singole zone
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53
Le zone-sorgente della Calabria fino allo stretto di Messina (zone da 65 a 72 in ZS4)
sono state modificate in due nuove zone, una sul lato tirrenico della regione (zona
929) una sul lato jonico (zona 930). Lesistenza di queste due distinte zone rispecchia
i livelli di sismicit ben differenti. I terremoti con pi elevata magnitudo hanno infatti
interessato i bacini del Crati, del Savuto e del Mesima fino allo stretto di Messina
(zona 929). Tra questi eventi spiccano la sequenza del 1783 e i terremoti del 1905 e
1908. Viceversa sul lato jonico del territorio calabrese solo 4 eventi hanno superato
un valore di magnitudo pari a 6, e tra questi il terremoto del 1638 appare come
levento pi forte verificatosi.
Nella ZS9 stato introdotto lo strato sismogenetico definito come lintervallo di
profondit che ha generato il 90% degli eventi che ricadono allinterno di ogni zona. I
limiti superiore ed inferiore dello strato sismogenetico sono individuati alle
profondit che includono un numero di eventi cumulato pari rispettivamente al 5% e
al 95% del totale. La profondit alla quale avviene la maggior parte degli eventi
stata identificata con la moda principale della distribuzione di frequenza degli eventi.
Per avere dati veritieri e compatibili sono state introdotte le classi di profondit: 1-
5km; 5-8 km; 8-12 km; 12-20 km. Ad ogni zona stata associata una classe di
profondit in base al valore che assume la profondit efficace corrispondente. Le
classi di profondit rappresentano dunque la maggior parte degli eventi, considerando
anche gli errori associati, e contiene al suo interno il valore di profondit efficace. La
tabella seguente mostra i valori ottenuti per le zone 929 e 930 che caratterizzano il
territorio della Regione Calabria.
Altra novit riguarda la determinazione del meccanismo di fagliazione prevalente da
associare alle diverse zone sismogenetiche definito come la massima probabilit di
caratterizzare i futuri terremoti significativi. Concordemente alla classificazione
utilizzata da Sadigh et al. (1997) tale meccanismo stato espresso secondo tre
tipologie: diretto, inverso e trascorrente (destro e sinistro), a cui va aggiunta la
tipologia indeterminato per i casi in cui linsieme dei dati non risultato sufficiente
per una determinazione univoca.
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54
Lassegnazione della tipologia stata effettuata in funzione dellangolo di rake sulla
base del seguente criterio:
I dati utilizzati per lassegnazione del meccanismo prevalente appartengono a due
categorie principali: meccanismi focali di terremoti significativi dellepoca
strumentale tratti dal database EMMA: dati geologici a varie scale, incluse alcune
misure di stress in situ (Montone et al. 1999), dati di sottosuolo e stime sulla
cinematica delle principali faglie attive (database DISS 2.0). Per quanto riguarda le
zone 929 e 930 si hanno rispettivamente i seguenti meccanismi di fagliazione:
normale e indeterminato.
Di seguito sono riportate la Carta della Sismicit Italiana relativa agli anni 1981-2002
e Carta della Sismicit Italiana relativa agli anni 2000-2007 tratte dal Catalogo
Sismico Italiano CSI disponibile on-line sul sito dell I.N.G.V. (Istituto Nazionale di
Geofisica e Vulcanologia). Dalle carte si evincono la elevata sismicit del territorio
calabrese e la profondit delle strutture sismogenetiche associate
Fig. 6: Stralcio della Carta della Sismicit
in Italia (1981-2002) Calabria redatta
dal Centro Nazionale dei Terremoti
dellINGV
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55
10.2 Sismicit dellarea
Il territorio di Panettieri ricade allinterno della zona sismogenetica 929 ed ha subito,
nel corso della sua storia, diverse crisi sismiche che hanno prodotto danni e vittime.
Dalla lettura del Catalogo dei Grandi terremoti Italiani, emerge che il territorio ha
risentito degli effetti di 4 terremoti. Di seguito si riportano le schede per ognuno di
questi terremoti con le notizie sugli effetti risentiti nei due comuni e la fonte delle
notizie stesse.
Fig. 7: Stralcio della Carta della Sismicit
in Italia (2000-2007) Calabria redatta
dal Centro Nazionale dei Terremoti
dellINGV
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56
INGV Database Macrosismico italiano DBMI04
Area epicentrale Calabria Studio CFTI (BOA997)
Storia sismica di Cicala
Eventi sismici storici Cicala Documentati 5 eventi
Data Lat Long Imax M
e
Locazione Effetti
28/3/1783 38.783 16.467 11 7 Calabria La scossa del 28
marzo 1783 fu molto
forte e caus lesioni
agli edifici
08/09/1905 38.683 16.65 10 6.7 Calabria Furono danneggiate le
chiese del Carmine,
dellImmacolata e di
San Giacomo e anche
case ed edifici
pubblici
28/12/1908 38.15 15.683 11 7.1 Calabria
Meridionale-
Messina
La scossa abbastanza
forte produsse lievi
danni agli edifici
11/05/1947 38.65 16.517 9 5.7 Calabria
Centrale
La scossa fu molto
forte e caus lesioni
in molti fabbricati; il
terremoto fu
accompagnato da
rombi sotterranei
23/11/1980 40.85 15.283 10 6.7
Irpinia-
Basilicata
Non sono note
descrizioni degli
effetti
La scheda riporta la data del sisma (anno, mese, giorno, ora, minuto, secondo),
lintensit epicentrale Io (x10 MCS), lintensit del terremoto Is (x10 MCS) avvertita
nel comune, la zona epicentrale, la magnitudo momento Mw, ricavata sulla base di
osservazioni microsismiche.
Linterpolazione delle intensit relative agli epicentri dei sismi registrati nel catalogo
per il territorio italiano, effettuata dallINGV, ha consentito la produzione di una carta
delle isosisme (Carta della Massima Intensit Macrosismica Risentita in Italia fig.
9). In base a tale carta il territorio del Comune di Cicala rientra allinterno della
isosista corrispondente al IX grado della scala MCS.
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57
Secondo lelenco ad elevato rischio sismico ai sensi dellO.P.C.M n 2788 del
12/06/1998 Individuazione delle zone ad elevato rischio sismico del territorio
nazionale al territorio comunale vengono assegnati il seguente grado di sismicit ed
intensit massima osservata:
Codice
ISTAT
Regione Provincia Comune
P
o
p
o
l
a
z
i
o
n
e

r
e
s
i
d
e
n
t
e

(
1
9
9
1
)
A
b
i
t
a
z
i
o
n
i

(
1
9
9
1
)
G
r
a
d
o

d
i

s
i
s
m
i
c
i
t

D
a
t
a

d
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c
l
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s
s
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f
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c
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z
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I
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c
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s
c
h
i
o
I
n
t
e
n
s
i
t


m
a
s
s
i
m
a

o
s
s
e
r
v
a
t
a

(
M
C
S
)
18079030 Calabria Catanzaro Cicala 1078 712 9 18/04/1009 0,2766 9
Per la medesima ordinanza il comune di Cicala era stato classificato come Zona
sismica di seconda categoria S= 9 con K=0,07. Con lOrdinanza n 3274 del 20
marzo 2003 allegato 1 e s.m. viene classificato come Zona sismica I con ag=0,35.
Nel rapporto conclusivo (aprile 2004) per la redazione della Mappa di pericolosit
sismica prevista dallOrdinanza n 3274 del 20 marzo 2003 all. 1 il territorio di
Cicala, nellambito della nuova Zonazione Sismogenetica (ZS9), ricade nella zona
ZS929. La Mappa della Pericolosit Sismica del Territorio Nazionale espressa in
accelerazione massima del suolo (amax) con probabilit di eccedenza del 10% in 50
Fig. 9: Massima Intensit Macrosismica risentita
nel Comune di Cicala (CZ) (area in studio
indicata nel cerchio blu)
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58
anni riferita ai suoli molto rigidi (Vs>800 m/s), contenuta nel rapporto conclusivo
(aprile 2004) per la redazione della Mappa di pericolosit sismica prevista
dallOrdinanza n 3274 del 20 marzo 2003 all. 1 e resa esecutiva con lOrdinanza
PCM n3519 del 28 aprile 2006 Criteri generali per lindividuazione delle zone
sismiche e per la formazione e laggiornamento degli elenchi delle medesime zone,
nellallegato 1B Pericolosit sismica di riferimento per il territorio nazionale
riporta il territorio comunale di Cicala ricadente nelle fasce di accelerazione massima
: 0,250<a
max
<275 e 0,275<a
max
<300 (fig 10)
Fig. 10 Stralcio della Mappa di Pericolosit Sismica del Territorio Nazionale
Il D.M. del 14 gennaio 2008 Norme tecniche per le costruzioni nellallegato B:
Tabelle dei parametri che definiscono lazione sismica, la tabella 1 fornisce per
10.571 punti del reticolo di riferimento e per 9 valori del periodo di ritorno TR (30
anni, 50 anni, 72 anni, 101 anni, 140 anni, 201 anni, 475 anni, 975 anni, 2475 anni), i
valori dei parametri ag (accelerazione orizzontale massima al sito), F
0
(valore
massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale), Tc*
CICALA
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59
(periodo di inizio del tratto a velocit costante dello spettro in accelerazione
orizzontale) da utilizzare per definire lazione sismica nei modi previsti dalle NTC.
Con lentrata in vigore del D.M 14/01/2008 la stima della pericolosit sismica, intesa
come accelerazione massima orizzontale su suolo rigido (Vs30>800 m/s), viene
calcolata in base ai dati di sito. La stima dei parametri spettrali, necessari per la
definizione dellazione sismica di progetto viene effettuata calcolandoli direttamente
per il sito in esame, utilizzando come riferimento le informazioni disponibili nel
reticolo di riferimento (riportato nella tabella 1 nellallegato B del D.M. 14 gennaio
2008). Per il calcolo dei parametri sismici (a
g
, F
0
, e T
c
*) in punti intermedi della
griglia allinterno del sito si usa il criterio della media pesata con i quattro punti della
griglia che contengono larea in esame. I dati sismici, per i 9 tempi di ritorno,
vengono ricavati da un foglio di calcolo, in formato excel, fornito dal Ministero dei
Lavori Pubblici, ove possibile inserire le coordinate geografiche in formato ED50
del sito in esame.
I valori dei parametri a
g
, F
0
e T
c
* determinati in questa maniera sono relativi a
situazioni geologiche corrispondenti ad un sito con assenza di effetti locali dei tereni,
ovvero con presenza di substrato sismico (Vs30>800 m/s) affiorante o sub affiorante
ed in condizioni morfologiche pianeggianti.
Dato che nei terreni non sempre tali condizioni si verificano per la presenza di terreni
di copertura con velocit delle onde sismiche Vs30>800 m/sec di versanti e creste si
deve procedere a caratterizzare il terreno in base alle categorie di suolo di
fondazione, mediante studi specifici, previste dalla tabella 3.2.II, 3.2III nel Capitolo
3.2 delle NTC e le classi topografiche di amplificazione topografica contenute nelle
tabelle 3.2.IV del Capitolo 3.2.
Si riportano nel seguito le categorie del suolo di fondazione ai fini della
definizione dellazione sismica di progetto, basata sulla stima dei valori della velocit
equivalente delle onde sismiche di taglio Vs30 ovvero sul numero equivalente di
colpi NSPT ottenuti in una prova penetrometrica dinamica ovvero sulla coesione non
drenata equivalente cu:
A Ammassi rocciosi affioranti o terreni molto rigidi caratterizzati da valori di V
s30
superiori a 800 m/s, eventualmente comprendenti in superficie uno strato di
alterazione, con spessore massimo pari a 5 m.
B Rocce tenere e depositi di terreni a grana grossa molto addensati o terreni a
grana fina molto consistenti con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un
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60
graduale miglioramento delle propriet meccaniche con la profondit e da valori di V
S30
compresi tra 360 m/s e 800 m/s (ovvero N
SPT,30
> 50 nei terreni a grana grossa e
c
u,30
> 250 kPa nei terreni a grana fina).
C Depositi di terreni a grana grossa mediamente addensati o terreni a grana fina
mediamente consistenti, con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da graduale
miglioramento con la profondit e da valori di V
S30
compresi tra 180 e 360 m/s
(ovvero 15<N
SPT,30
<50 nei terreni a grana grossa e 70<c
u,30
<250KPa nei terreni a
grana fina).
D Depositi di terreni a grana grossa scarsamente addensati o di terreni a grana
fina scarsamente consistenti, con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un
graduale miglioramento delle propriet meccaniche con la profondit e da valori di V
S30
inferiori a 180 m/s (ovvero N
SPT,30
< 15 nei terreni a grana grossa e c
u,30
< 70 kPa
nei terreni a grana fina).
E Terreni dei sottosuoli di tipo C o D per spessore non superiore a 20 m, posti sul
substrato di riferimento (con Vs > 800 m/s).
La norma differenzia altre due categorie di terreni che necessitano di studi
speciali per la definizione dellazione sismica:
S1 Depositi di terreni caratterizzati da valori di V
S30
inferiori a 100 m/s (ovvero 10
< c
u,30
< 20 kPa), che includono uno strato di almeno 8 m di terreni a grana fina di
bassa consistenza, oppure che includono almeno 3 m di torba o di argille altamente
organiche.
S2 Depositi di terreni suscettibili di liquefazione, di argille sensitive o qualsiasi
altra categoria di sottosuolo non classificabile nei tipi precedenti.
V
S30
la velocit equivalente (m/sec) di propagazione nei primi 30 metri delle onde
di taglio cos calcolata:
V
S30
=
30
i = 1, N
h
i
/V
i
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61
Pertanto,valutati i parametri spettrali ag, F
0
e Tc* per il sito di progetto,
eventualmente corretti per il calcolo del periodo di ritorno necessario, incrementati
eventualmente per lamplificazione stratigrafica e topografica (Cap. 3.2 del D.M.
14/01/2008) e sulla base della classe duso della costruzione (Cap. 2.4 del D.M.
14/01/2008), sar possibile definire gli spettri orizzontali e verticali, necessari per la
stima dellazione sismica di progetto.
10.3 Suscettibilit alla liquefazione sismica dei terreni
Il fenomeno della liquefazione un processo in seguito al quale un sedimento che si
trova al di sotto della falda perde temporaneamente resistenza e si comporta come un
liquido viscoso a causa di un aumento della pressione neutra e di una riduzione della
pressione efficace.
Lincremento della pressione neutra indotto dalla tendenza di un materiale granulare
a compattarsi quando soggetto a d azioni cicliche di un sisma, con conseguente
aumento del potenziale di liquefazione del terreno.
La liquefazione del terreno dovuto a movimenti sismici, con le conseguenti
deformazioni associate, una delle cause pi importanti di danneggiamento e crollo
delle costruzioni fondate su terreni non coesivi saturi ed il risultato combinato di
due principali categorie di fattori: predisponenti e scatenanti:
- predisponenti: il terreno deve essere saturo, non compattato, non consolidato,
sabbioso o limoso o con una minima frazione argillosa;
- scatenanti: la sismicit: magnitudo, durata, distanza dallepicentro,
accelerazione massima superficiale, inoltre il sito deve essere scosso
sufficientemente a lungo e con forza dal sisma.
Sono suscettibili a liquefazione:
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62
i suoli non coesivi e saturi (sabbie e limi, occasionalmente ghiaie)
con contenuto di fini plastici relativamente basso (meno del 15%);
i suoli costituiti da particelle relativamente uniformi (predomina
una dimensione delle particelle);
i depositi sabbiosi recenti (Olocene).
Una stima qualitativa del rischio di liquefazione pu essere fatta sulla base delle
seguenti condizioni:
livello della falda posto a meno di 15 metri dal piano campagna;
depositi olocenici (sabbie, sabbie grossolane, sabbie fini, sabbie siltose e limo
sabbioso);
evidenze di antichi fenomeni di liquefazione;
attivit sismica dellarea.
Il D.M. del 14/01/2008 (N.T.C.), al punto 7.11.3.4.2, prevede una procedura per la
determinazione della liquefacibilit dei terreni. In particolare il decreto, indica che la
verifica della liquefacibilit pu essere omessa qualora ci si trovi in una delle seguenti
condizioni:
- eventi sismici attesi nellarea con Magnitudo inferiore a 5;
- accelerazioni massime attese al piano campagna in assenza di manufatti
minori di 0,1 g;
- profondit media stagionale della falda superiore a 15 metri dal p.c.;
- depositi costituiti da sabbie pulite con resistenza penetrometrica
normalizzata (N
1
)
60
>30 oppure q
c1n
>180. Dove (N
1
)
60
il valore della
resistenza determinata in prove penetometriche dinamiche standard (SPT)
normalizzate ad una tensione efficace verticale di 100 kPa e q
c1n
il valore della
resistenza determinata in prove penetrometriche statiche (cone penetretion test)
normalizzata alla medesima tensione efficace verticale di 100 kPa;
- distribuzione granulometrica esterna alla figura 2.5.1 nel caso di terreni
con coefficienti di uniformit Uc > 3,5 ed in figura 2.5.2 nel caso di terreni con
coefficienti di uniformit Uc < 3,5.
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63
Fig. 11 Fasce granulometriche critiche in funzione del coefficiente di uniformit (U>35)
Fig. 12 Fasce granulometriche critiche in funzione del coefficiente di uniformit (U<35)
Una valutazione semplificata della suscettibilit alla liquefazione pu essere ottenuta con il
seguente diagramma secondo il D.M. 14 gennaio 2008.
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64
Nel territorio del comune di Cicala affiorano terreni alluvionali lungo i corsi dacqua e
in particolare sono affioranti lungo il Fiume Corace nellarea P.I.P e lungo il Fiume
Nero in maniera sporadica.. In questa area si evidenziata la presenza di terreni
potenzialmente liquefacibili, riferibili a depositi alluvionali recenti e prossimi al
Fiume Corace e con la presenza di una falda inferiore a 15 metri dal piano campagna.
Da verifiche eseguite tali litotipi non sono suscettibili a liquefazione.
Lo studio della pericolosit sismica allinterno della L.U.R. n.19 del 2002 e
successive modifiche ed integrazioni viene distinta in due fasi.
Nella prima fase si perviene alla definizione della pericolosit di base (Pb), che in
altri termini significa caratterizzare gli eventi per quel sito considerandolo costituito
idealmente da terreni rigidi e consistenti, in assenza di discontinuit stratigrafiche e/o
morfologiche.
Ad una seconda fase riservata lanalisi della pericolosit locale (Pl) che implica:
+ lanalisi della modificazione locale dello scuotimento sismico
prodotto dalle reali caratteristiche del terreno, dalla successione
litostratigrafia locale, dalle condizioni morfometriche;
+ lanalisi della possibilit di effetti cosismici: fagliazione superficiale,
fenomeni di densificazione, fenomeni di liquefazione, cedimenti
differenziali, instabilit dei pendii e frane indotte dal sisma,
movimenti gravitativi profondi, tsunami, ecc.
Pertanto, coerentemente con le direttive e prescrizioni delle Linee Guida, c
lesigenza di attivare procedure compatibili ai diversi livelli di pianificazione per la
valutazione e perimetrazione di pericolosit e rischi in ambiti di interesse per gli
interventi urbanistici.
I passi fondamentali possono essere cosi sintetizzati:
1 - Pericolosit sismica di base
La pericolosit sismica di base espressa in termini di accelerazione al bedrock, e il
suo valore desunto per le singole zone dalla classifica adottata dalla Regione.
2 - Pericolosit sismica locale
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65
10.4 Pericolosit sismica locale
Lanalisi della pericolosit sismica locale comporta lindividuazione di quegli scenari
di hazard, ormai sostanzialmente individuati nella letteratura specifica, e la loro
caratterizzazione. Ci si basa anzitutto e preliminarmente su accurati rilevamenti
geologici mirati alla costruzione del modello geologico tecnico.
Su tali basi devono essere preliminarmente distinte:
a. situazioni in cui gli effetti cosismici temibili sono rappresentati da rotture
superficiali per faglie, da instabilit dei pendii, da invasione del mare per maremoto;
b. situazioni in cui gli effetti temibili possono essere rappresentati da fenomeni di
densificazione e/o liquefazione dei terreni;
c. situazioni in cui gli effetti si possono risolvere in unamplificazione dellazione
sismica.
Nei casi di cui al punto a), gi il livello di pericolosit diventa un fattore che preclude
la scelta dellarea soggetta per lespansione urbana, e nei casi in cui larea dovesse
essere sede di strutture antropiche, implica la necessit di adottare interventi di messa
in sicurezza o di delocalizzazione.
Nei casi di cui al punto b), il livello di pericolosit pu costituire fattore preclusivo o
limitativo per la scelta dellarea esposta ai fini dellespansione urbana. Dove tale
destinazione duso non pu essere evitata, come i criteri di cautela suggerirebbero,
leffettiva possibilit di mantenimento deve essere legata alla verifica dellassenza di
condizioni preclusive o di condizioni con limitazioni gravose per il peso tecnico
economico degli interventi necessari per conseguire la fattibilit degli interventi di
piano (bonifica e miglioramento delle caratteristiche tecniche dei terreni, strutture
ausiliarie di fondazione, ecc.).
La verifica effettuata con le indagini specifiche in uso. La verifica va
necessariamente eseguita nei casi in cui larea sede di strutture antropiche, ai fini
delle determinazioni del caso per la messa in sicurezza.
Nei casi di cui al punto c), il livello di pericolosit non genera normalmente
condizioni preclusive per la scelta dellarea esposta ai fini di espansione urbana, ma
condizioni limitative che si associano ad una pi gravosa azione sismica di progetto.
I rilievi e le indagini dovranno essere indirizzati alla perimetrazione di aree
omogenee per le quali si proceder (per ogni singola area) allidentificazione e
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66
caratterizzazione della categoria di suolo di fondazione, ai sensi della nuova
normativa sismica, che rende possibile la definizione dellazione sismica di
progetto.
Il problema della pericolosit locale da affrontare a livello di pianificazione implica
lindividuazione di quelle condizioni locali a cui si possono associare modificazioni
dello scuotimento (amplificazioni) o effetti cosismici, in ogni caso con incremento
della pericolosit sismica di base.
Le aree di maggiore pericolosit sismica a cui fare riferimento sono qui di seguito
descritte e riunite in gruppi, secondo quanto descritto nelle linee guida della L.U.R.
n. 19 del 16/04/2002.
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67
LEGENDA DELLA CARTA DELLE ZONE A MAGGIOR PERICOLOSIT SISMICA LOCALE
Zonazione Macrosismica Calabria A: B: ( ? in via di definizione)
Tipologia delle situazioni Possibili effetti in caso di terremoti Zone in cui tali effetti possono
risultare significativi
tipo 1:
Aree caratterizzate da frane
recenti e quiescenti;
aree potenzialmente franose:
aree caratterizzate
da indizi di instabilit
superficiale e da diffusa
circolazione idrica;
aree con copertura
detritica interessata da erosione
al piede;
aree eccessivamente
acclivi in rapporto al substrato
roccioso, al suo stato fisico e alle
condizioni di giacitura degli
strati ( Zone con acclivit > 35%
associate a coperture detritiche;
zone con acclivit > 50% con
ammassi rocciosi con giacitura
sfavorevole degli strati e intensa
fratturazione)
Accentuazioni dei fenomeni di instabilit
in atto e potenziali
A, B
tipo 2
aree caratterizzate da depositi
superficiali con caratteristiche
meccaniche particolarmente
scadenti
cedimenti diffusi del terreno in
concomitanza di stress dinamici in
relazione alle scadenti caratteristiche
meccaniche dei terreni di fondazione,
amplificazione del moto del suolo dovuta
a differente risposta sismica tra substrato e
copertura
A, B
tipo 3
aree di cresta rocciosa,
cocuzzolo o dorsale stretta;
aree di bordo e ciglio di scarpata
( H >10 m)
Amplificazione diffusa del moto del suolo
connessa con la focalizzazione delle onde
sismiche lungo pendii obliqui, ribaltamenti
e/o distacchi di blocchi rocciosi con
arretramento dellorlo di scarpata
A, B+
+ casi non frequenti
tipo 4
aree di fondovalle con presenza
di alluvioni incoerenti;
aree pedemontane di falda di
detrito.
Amplificazione diffusa del moto del suolo
dovuta alla differenza di risposta sismica
tra substrato e copertura, cedimenti
collegati a particolari caratteristiche
meccaniche dei terreni
A, B
tipo 5
aree di brusca variazione
litologica o aree di contatto tra
litotipi aventi caratteristiche
meccaniche molto diverse
Amplificazioni differenziali del moto del
suolo e/o cedimenti differenziali del
terreno dovuti alla presenza di terreni di
fondazione con resistenza e deformabilit
non uniformi
A, B
tipo 6
Fasce a cavallo di faglie attive
possibili spostamenti relativi dei terreni di
fondazione
A, B
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68
Nella Tavola 7 Carta delle Aree a Maggiore Pericolosit Sismica Locale, la legenda
stata modificata dagli scriventi, differenziando solamente il tipo 4 come di seguito
esposto.
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11. CARATTERIZZAZIONE SISMICA DEI TERRENI
Allo scopo di fornire ai progettisti una idea del tipo di problemi particolari che si
possono presentare in caso di terremoto stata redatta una carta della pericolosit
sismica locale.
Naturalmente nella carta sono stati esclusi tutti i terreni non edificabili, classe della
quale fanno parte:
- i terreni instabili, in frana o in erosione attiva;
- terreni passibili di liquefazione;
- i pendii ripidi;
- gli alvei fluviali di fondovalle;
Si ulteriormente operata una suddivisione delle aree che hanno pendenze prossime a
quelle limite o piccole zone con semplici smottamenti o con scadenti caratteristiche
dei terreni.
Le altre aree sono state suddivise, in base alle loro caratteristiche nei riguardi della
trasmissione delle onde sismiche in:
- Rocce metamorfiche (scisti filladici, gneiss e scisti biotitici)
- Rocce cristalline (graniti e calcari cristallini)
- Materiale di deposizione miocenica (conglomerati e arenarie)
- Materiale di deposizione olocenica (alluvioni e prodotti di dilavamento)
I terreni attraversati dai profili sismici hanno come caratteristica lesistenza di una
bassa velocit nei livelli pi superficiali alla quale segue un sostanziale incremento
della stessa in profondit.. Altri parametri, quali, incremento sismico assoluto, forza
sismica orizzontale, coefficiente sismico locale, ecc. possono individuarsi nelle
appendici tecniche allegate.
In particolare nelle roccie metamorfiche si ha un primo strato (con spessore fra i 5,5
mt ed i 6,5 mt) in cui le onde sismiche viaggiano con una velocit piuttosto bassa cui
segue uno strato con velocit elevata, tipica del substrato metamorfico, anche se con
notevole alterazione e fratturazione. Lo stesso avviene nelle coperture detritiche
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Rocce metamorfiche e cristalline alterate e fratturate con spessore medio tra
6 e 10 metri (scisti filladici, scisti biotitici, gneiss e graniti)
Vp = 700-1300 m/sec Vs= 350-650 m/sec
Rocce metamorfiche e cristalline poco alterate e fratturate con spessore
medio superiore a 20 metri (scisti filladici, scisti biotitici, gneiss e graniti)
Vp = 3400 m/sec Vs= 1500 m/sec
Nei depositi alluvionali e prodotti di soliflussione e dilavamento con spessore
medio compreso tra 1,0 e 5,0 metri
Vp = 270-500 m/sec Vs= 130-250 m/sec
Nei depositi conglomeratici e sabbiosi alterati con spessore medio compreso
tra 5 e 10 m
Vp = 900-1300 m/sec Vs= 450-650 m/sec
Nei depositi conglomeratici e sabbiosi poco alterati con spessore medio
superiore a 20 m
Vp = 3300 m/sec Vs= 1500 m/sec
Questi dati rappresentano i valori medi dei relativi parametri misurati e stimati per le
aree interessate e per le litologie che caratterizzano la maggior parte del territorio
comunale. I seguenti dati sono rappresentativi e non possono essere adoperati per le
eventuali progettazioni esecutive che si vorranno realizzare. Infatti, a corredo di esse
sono necessarie indagini puntuali come previsto dalle normative vigenti. I terreni
affioranti hanno una certa variabilit laterale per quanto riguarda il grado
dalterazione e di addensamento e i parametri geotecnici.
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12. CARATTERIZZAZIONE GEOLOGICO-TECNICA
DEI TERRENI.
Al fine di ottemperare a quanto prescritto nell'art.11 della Legge Regionale n7/98,ci
si rif alle risultanze ottenute dalle indagini geognostiche effettuate a corredo della
Relazione Geologica per il Piano Regolatore Generale vigente e successive varianti,
su aree prossime al centro abitato e in aree di interesse. Inoltre sono riportate alcune
prove penetrometriche dinamiche eseguite dagli scriventi. Sono stati valutati
complessivamente n 10 studi geologici tecnici con indagini dirette ed indirette
ritenute esaustive e riportate nella successiva tabella e inseriti nella TAV G-6
N Localit Committente Indagine Litologia
1 Milocca Comune RMR e
sismica
Conglomerati
e arenarie
2 Inizio via F.lli
Talarico
Comune RMR e
sismica
Sf
3 Fine via F.lli
Talarico
Comune RMR e
sismica
Sf
4 Zona a valle di
via Don
Capellupo
Comune RMR e
sismica
Sf
5 Loc. Vicario Comune Sismica Prodotti di
dilavamento
6 Loc. Milocca Comune Sismica Conglomerati
7 Bretella
Stradale tra via
Tiennamen e la
S.P. 39
Comune 2
Tomografie
Elettriche
Sf
8 Centro abitato Comune DPM Sf
9 Cimitero Comune DPM Sb
10 Pietragualtieri Ditta Gigliotti RMR e
LAB
Cc e Sm
11 Loc. Milocca TIM IMPIANTI Sismiche e
DPM
Sf
12 Loc. Milocca Comune DPM Sf
13 Centro abitato Ditta Colosimo DPM

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Legenda:
Sismica (Sondaggi Sismici a rifrazione)
RMR ( Rock Massing Rating)
LAB (prove di laboratorio su campioni indisturbati e/o semidisturbati)
DPM ( Prova penetrometrica Media)
SPT (Standard penetrometion test)
Trincea di scavo ( scavo eseguito con una benna meccanica)
sm (gneiss)
a (alluvioni)
sf (scisti filladici)
sb (scisti biotitici)
M
cl
1
(conglomerati e arenarie)
(graniti)
Le indagini eseguite hanno rivelato le caratteristiche geotecniche dei terreni esaminati
che interessano prevalentemente le formazioni igneo-metamorfiche.
Nel dettaglio:
negli scisti filladici alterati e fratturati, ricoperti da una coltre
detritica composta da depositi evuviali, si ha uno spessore di
alterazione di circa 5 mt;
gli scisti filladici poco fratturati e alterati si presentano al di sotto
dei 5 metri fino ad una profondit superiore a 20 metri
i terreni alluvionali sedimentari hanno uno spesso re variabile dai 3
ai 5 metri.
i terreni conglomeratici e arenacei alterati e fratturati hanno uno
spessore compreso tra 5 e 10 metri;
i terreni conglomeratici e arenacei poco alterati e fratturati e pi
coesivi hanno uno spessore medio superiore a 20 metri.
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Nella tabella di seguito riportata sono indicati i parametri geotecnici
significativi dei principali litotipi.
Litologia Metodo C kg/cm
2
t/m
2

Depositi alluvionali e
prodotti di soliflussione
Sismica 26 - 30 - 1,6 1,9
Depositi conglomeratici e
sabbiosi alterati superficiali
(0-5 metri)
Sismica 29 - 32 0,2 -0,4 1,8 2,0
Depositi conglomeratici e
sabbiosi alterati superficiali
(5-10 metri)
Sismica Sup a 33 0,6 1,2 2,00
Sf Alterato e fratturato DPM 28 - 31 0 1,43 1,76
Sf Alterato e fratturato Sismica 30- 33 0 1,8 - 2
Sf Alterato e fratturato RMR 30- 33 0,3 0,6 1,8 - 2
Sf Sismica 34 1 2,00 2,25
Sf Substrato RMR 35 - 45 2 - 3 2,00 2,25
Sb alterato e fratturato DPM 28 - 32 0 1,5 1,8
Calcari cristallini RMR e
LAB
35 3 1.9
Graniti fratturati DPM 28 - 35 0 1.9
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13. IL SISTEMA DEI VINCOLI GEOLOGICI CARATTERI
Le aree sottoposte a vincolo sono perimetrate nella Carta dei Vincoli in essa si
riportano i vincoli edificatori totali derivati dalle Carte inventario dei centri abitati
instabili del PAI Calabria, Tav. 079-030 Cicala, ad essa si aggiungono le tavole del
Rischio Idraulico n. 79030 e la Tavola 153. T 30 Carta Inventario delle frane
relative alle infrastrutture (strade, ferrovie e reti di servizio) ed ai beni culturali e
ambientali. Infine, nella Carta elaborata, sono state aggiunte aree con caratteristiche
duso limitate, ben individuate nel presente piano e che integrano i vincoli
preesistenti.
Sono altres riportate le aree vincolate ai sensi del R.D. n 3267 del 30/12/1923 e
trasmesse dalla Milizia Nazionale Forestale VIII Legione Reggio Calabria in data
20 agosto 1934 e adottate dal Comune di Cicala. La data di adozione non nota.
Infine, nella Carta elaborata, sono state aggiunte aree con caratteristiche duso
limitate, ben individuate nel presente piano e che integrano i vincoli preesistenti.
Nellarea del Comune di Cicala i vincoli di ordine geologico sono legati a quattro
fattori principali:
1. Eventi di dissesto e di erosione e rischi ad essi associati (vedi carta
geomorfologica);
2. Pendenze (vedi carta dellacclivit);
3. Punti attenzione di rischio idraulico e aree di attenzione (vedi carta
dei percorsi fluviali);
4. Elementi geologici e geomorfologici da conservare (Geositi,
geomorfositi e geoarcheositi).
13.1 Vincoli PAI per frana e norme associate
ART. 1.a da integrare nel REU
I rischi associati alle aree franose precedentemente descritte sono del tipo R2.
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Nelle aree in frana a rischio R2 vige lart. 18 delle N.A.M.S. del PAI che prevede
quanto segue.
1. Nelle aree predette:
a) la realizzazione di opere, scavi e riporti di qualsiasi natura deve essere
programmata sulla base di opportuni rilievi e indagini geognostiche, di valutazioni
della stabilit globale dellarea e delle opere nelle condizioni ante, post e in corso
dopera effettuate da un professionista abilitato;
b) sono consentiti tutti gli interventi di cui ai precedenti art.16 e 17;
c) l'autorizzazione degli interventi di trasformazione delle aree boscate dovr tenere
conto delle finalit del PAI.
2. Per gli interventi da realizzare nelle aree predette, esclusi quelli finalizzati alla
riduzione o eliminazione del rischio ai sensi del precedente art.2 comma 2, non
previsto il parere dellA.B.R.
Di seguito sono riportati gli art. 16 e 17 delle N.A.M.S. citati in precedenza.
Nelle aree in frana a rischio R4 vige lart. 16 che prevede quanto segue.
1. Nelle aree a rischio R4 e nelle aree in frana ad esse associate:
a) sono vietati scavi, riporti e movimenti di terra e tutte le attivit che possono
esaltare il livello di rischio e/o pericolo;
b) vietata ogni forma di nuova edificazione;
c) non consentita la realizzazione di collettori fognari, condotte d'acquedotto,
gasdotti o oleodotti ed elettrodotti o altre reti di servizio, salvo quando queste si
configurano come opere pubbliche e/o di interesse pubblico e non esistono
alternative di progetto;
d) deve essere salvaguardata la copertura vegetale consolidante (cespugli,
piante,ceppaie) ed in particolare la macchia mediterranea, estendendo i vincoli e le
prescrizioni di cui R.D 3267/1923 e successive modificazioni ed integrazioni e
allart.10 della Legge 21.11.2000 n. 353;
e) lautorizzazione degli interventi di trasformazione delle aree boscate dovr tenere
conto delle finalit P.A.I
2. Relativamente agli elementi a rischio ricadenti nelle aree R4 e nelle aree in frana
ad esse associate sono consentiti:
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a) gli interventi per la mitigazione del rischio di frana e, in genere, tutte le opere di
bonifica e sistemazione dei movimenti franosi;
b) il taglio di piante qualora sia dimostrato che esse concorrano a determinare lo
stato di instabilit dei versanti, soprattutto in terreni litoidi e su pareti subverticali;
c) gli interventi di demolizione senza ricostruzione;
d) gli interventi strettamente necessari a ridurre la vulnerabilit dei beni esposti e a
migliorare la tutela della pubblica incolumit, senza aumenti di superficie e volume e
mutamenti di destinazione d'uso che comportino aumento del carico urbanistico;
e) gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, cos come definiti dall'art.
31, lettere a) e b) della L. 457/1978, senza aumento di superficie e volume;
f) gli interventi di abbattimento delle barriere architettoniche; gli interventi di
adeguamento o miglioramento sismico o di riparazione o intervento locale cos come
definiti nel Cap. 8 delle Norme Tecniche per le Costruzioni del 2008 approvate con
D.M. 14.01.2008, nonch gli interventi necessari per la manutenzione ordinaria e
straordinaria;
g) gli interventi volti alla tutela, alla salvaguardia e alla manutenzione degli edifici e
dei manufatti vincolati ai sensi della legge 1 giugno 1939 n.1089 e della legge 29
giugno 1939 n. 1497 nonch di quelli di valore storico-culturale cos classificati in
strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale vigenti.
3. I progetti presentati presso le Amministrazioni competenti all'approvazione e
relativi agli interventi di cui al comma 2 lettera a) dovranno essere corredati da uno
Studio di Compatibilit Geomorfologica (a firma congiunta geologo-progettista
redatto in conformit alle Linee Guida emanate dallA.B.R il quale dimostri che
lintervento in esame stato progettato rispettando il criterio di eliminare o ridurre le
condizioni di rischio esistenti. Tali progetti dovranno, comunque, essere sottoposti a
parere A.B.R da esprimersi motivatamente entro sessanta giorni. Al fine di snellire
liter di espressione del parere sul progetto definitivo da parte dellA.B.R., la stessa
pu essere preliminarmente consultata in fase di redazione del progetto preliminare;
4. Per tutti gli interventi, comma 1 lettera c) e comma 2 lettere b), c), e), f) e g), non
previsto il parere dellA.B.R.
5. Per gli interventi di cui al comma 1 lettera c) e comma 2 lettere b), c), f) e g) i
relativi progetti presentati presso le Amministrazioni competenti allapprovazione
dovranno essere corredati da un adeguato Studio di Compatibilit Geomorfologica (a
firma congiunta geologo-progettista), il quale dimostri che lintervento in esame
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stato progettato rispettando il criterio di non aumentare il livello di pericolosit da
frana esistente e non preclusa la possibilit di eliminare o ridurre le condizioni di
rischio.
6. Per gli interventi di cui al comma 1 lettera c), lo Studio di Compatibilit
Geomorfologica dovr inoltre, dimostrare che non esistono alternative di progetto e
che le opere previste non comportano aggravio delle condizioni di sicurezza del
territorio.
7. Sugli edifici gi compromessi nella stabilit strutturale per effetto dei fenomeni di
dissesto in atto sono consentiti solo gli interventi di demolizione senza ricostruzione
e quelli volti alla tutela della pubblica incolumit.
Nelle aree in frana a rischio R3 vige lart. 17 che prevede quanto segue.
1. Nelle aree a rischio R3 e nelle aree in frana ad esse associate, riguardo agli
interventi destinati ad aggravare le esistenti condizioni di instabilit, valgono le
stesse disposizioni di cui al comma 1, lettere a), b), c), d), ed f) del precedente art.
16.
2. Relativamente agli elementi a rischio ricadenti nelle aree a rischio R3 e nelle aree
in frana ad esse associate sono consentiti:
a) gli interventi per la mitigazione del rischio geomorfologico ivi presente e in
genere tutte le opere di bonifica e sistemazione dei movimenti franosi;
b) gli interventi di demolizione senza ricostruzione;
c) gli interventi strettamente necessari a ridurre la vulnerabilit dei beni esposti e a
migliorare la tutela della pubblica incolumit, senza aumenti di superficie e volume e
mutamenti di destinazione d'uso che comportino aumento del carico urbanistico;
d) gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, cos come definiti dall'art.
31, lettere a) e b), della L. 457/1978, senza aumento di superficie e volume;
e) gli interventi di restauro e risanamento conservativo, cos come definiti dall'art. 31,
lettera c) della L. 457/1978, senza aumento di superficie e volume, di abbattimento
delle barriere architettoniche; gli interventi di adeguamento o miglioramento sismico
o di riparazione o intervento locale cos come definiti nel Cap. 8 delle Norme
Tecniche per le Costruzioni del 2008 approvate con D.M. 14.01.2008,
f) gli interventi necessari per la manutenzione ordinaria e straordinaria relativa alle
opere infrastrutturali e alle opere pubbliche o di interesse pubblico;
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78
g) gli interventi volti alla tutela, alla salvaguardia e alla manutenzione degli edifici e
dei manufatti vincolati ai sensi della legge 1 giugno 1939 n.1089 e della legge 29
giugno 1939 n. 1497 nonch di quelli di valore storico-culturale cos classificati in
strumenti di pianificazione urbanistica e territoriale vigenti
3. I progetti presentati presso le Amministrazioni competenti all'approvazione e
relativi agli interventi di cui al comma 2 lettera a) dovranno essere corredati da uno
Studio di Compatibilit Geomorfologica (a firma congiunta geologo-progettista
redatto in conformit alle Linee Guida emanate dallA.B.R il quale dimostri che
lintervento in esame stato progettato rispettando il criterio di eliminare o ridurre le
condizioni di rischio esistenti. Tali progetti dovranno, comunque, essere sottoposti a
parere A.B.R da esprimersi motivatamente entro sessanta giorni. Al fine di snellire
liter di espressione del parere sul progetto definitivo da parte dellA.B.R., la stessa
pu essere preliminarmente consultata in fase di redazione del progetto preliminare;
4. Per tutti gli interventi, comma 1 lettera c) e comma 2 lettere b), c), e), f) e g), non
previsto il parere dellA.B.R.
5. Per gli interventi di cui al comma 1 lettera c) e comma 2 lettere b), c), f) e g) i
relativi progetti presentati presso le Amministrazioni competenti allapprovazione
dovranno essere corredati da un adeguato Studio di Compatibilit Geomorfologica (a
firma congiunta geologo-progettista), il quale dimostri che lintervento in esame
stato progettato rispettando il criterio di non aumentare il livello di pericolosit da
frana esistente e non preclusa la possibilit di eliminare o ridurre le condizioni di
rischio.
6. Per gli interventi di cui al comma 1 lettera c), lo Studio di Compatibilit
Geomorfologica dovr inoltre, dimostrare che non esistono alternative di progetto e
che le opere previste non comportano aggravio delle condizioni di sicurezza del
territorio.
7. Sugli edifici gi compromessi nella stabilit strutturale per effetto dei fenomeni di
dissesto in atto sono consentiti solo gli interventi di demolizione senza ricostruzione
e quelli volti alla tutela della pubblica incolumit.
13.2 Vincoli PAI per inondazioni e norme associate
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Tale vincolo del PAI interessa solo il Fiume Corace, ma come aree di attenzione. In
questi casi, vige lart. 24 comma 4 delle N.A.M.S. del PAI, che recita cos:
Nelle aree di attenzione, in mancanza di studi di dettaglio come indicato ai commi 1
e 2 del presente articolo, ai fini della tutela preventiva, valgono le stesse prescrizioni
vigenti per le aree a rischio R4.
Dalla sovrapposizione delle aree di attenzione per inondazione definite dal PAI e la
cartografia di Base utilizzata per questo lavoro sono emerse delle incongruenze. La
linea della zona di attenzione in molti casi travalica le curve di livello o in altri lascia
completamente lalveo. Tali problemi sorgono per la scala utilizzata dai redattori del
PAI. In questo lavoro si cercato di ovviare a questi difetti, tenendo conto della
morfologia degli argini dei corsi dacqua. Da notizie reperite dagli uffici comunali nel
2003 stato presentato uno studio di riclassificazione della suddetta area dattenzione
a rischio idraulico che stato approvato dallA.B.R. con decreto del 1/7/2003 e
assunto dal Comune di Cicala con numero di protocollo 2728 del 29/10/2003. La
nuova perimetrazione stata inserita nella TAV.8 Carta dei Vincoli.
ART. 1.b da integrare nel REU
Di seguito viene riportato larticolo 21 delle N.A.M.S. aggiornato con delibera n 27
del 2 agosto 2011 che detta le condizioni di disciplina del territorio sottoposta a
vincolo R4 per inondazione.
1. Nelle aree a rischio R4, cos come definite nellart. 11, il PAI persegue lobiettivo
di garantire condizioni di sicurezza idraulica, assicurando il libero deflusso della
piena con tempo di ritorno 20 50 anni, nonch il mantenimento e il recupero delle
condizioni di equilibrio dinamico dellalveo.
2. Nelle aree predette sono vietate tutte le opere e attivit di trasformazione dello
stato dei luoghi e quelle di carattere urbanistico e edilizio, ad esclusiva eccezione di
quelle di seguito elencate:
a) interventi di demolizione senza ricostruzione;
b) interventi sul patrimonio edilizio esistente, di manutenzione ordinaria,
straordinaria, restauro e risanamento conservativo, cos come definiti dall'articolo 31,
lettere a), b) e c) della legge 5 agosto 1978, n. 457, senza aumento di superfici e di
volumi;
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c) interventi di adeguamento del patrimonio edilizio esistente per il rispetto delle
norme in materia di sicurezza e igiene del lavoro, di abbattimento delle barriere
architettoniche, nonch interventi di riparazione di edifici danneggiati da eventi
sismici e di miglioramento e adeguamento sismico o di riparazione o intervento
locale cos come definiti nel Cap. 8 delle Norme Tecniche per le Costruzioni del
2008 approvate con D.M. 14.01.2008,
d) interventi finalizzati alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle
infrastrutture, delle reti idriche e tecnologiche, delle opere idrauliche esistenti e delle
reti viarie;
e) interventi idraulici volti alla messa in sicurezza delle aree a rischio, previo parere
dell'ABR, che non pregiudichino le attuali condizioni di sicurezza a monte e a valle
dell'area oggetto dell'intervento, nonch la sola realizzazione di nuove infrastrutture
lineari di trasporto (strade, ferrovie e canali);
f) interventi volti a diminuire il grado di vulnerabilit dei beni e degli edifici esistenti
esposti al rischio, senza aumento di superficie e di volume;
g) ampliamento e ristrutturazione delle opere pubbliche o d'interesse pubblico riferite
ai servizi essenziali e non delocalizzabili, nonch la realizzazione di nuove
infrastrutture a rete (energetiche, di comunicazione, acquedottistiche e di scarico)
non altrimenti localizzabili, compresi i manufatti funzionalmente connessi, a
condizione che non costituiscano ostacolo al libero deflusso, o riduzione dell'attuale
capacit d'invaso;
h) le pratiche per la corretta attivit agraria, con esclusione di ogni intervento che
comporti modifica della morfologia del territorio o che provochi ruscellamento ed
erosione;
i) interventi volti alla bonifica dei siti inquinati, ai recuperi ambientali e in generale
alla ricostruzione degli equilibri naturali alterati e all'eliminazione dei fattori
d'interferenza antropica;
j) occupazioni temporanee, se non riducono la capacit di portata dell'alveo,
realizzate in modo da non recare danno o da risultare di pregiudizio per la pubblica
incolumit in caso di piena;
k) interventi di manutenzione idraulica ordinaria (esclusa la risagomatura dellalveo),
di idraulica forestale, di rinaturazione come definiti nelle linee guida predisposte
dallABR;
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l) interventi di manutenzione idraulica straordinaria come definiti nelle linee guida
predisposte dallA.B.R.
3. Per gli interventi di cui al precedente comma lettera e) la progettazione definitiva,
presentata presso le amministrazioni competenti allapprovazione, dovr essere
dotata di studio idrologico idraulico redatto in conformit alle specifiche tecniche e
alle linee guida predisposte dallA.B.R. e dovr, comunque, essere sottoposta a
parere dellA.B.R. da esprimersi motivatamente entro sessanta giorni. Al fine di
snellire liter di espressione del parere sul progetto definitivo da parte dellA.B.R., la
stessa pu essere preliminarmente consultata in fase di redazione del progetto
preliminare.
4. Per gli interventi di cui al comma 2 lettere g), i), j) e l) la progettazione presentata
presso le Amministrazioni competenti allapprovazione, dovr essere dotata di studio
idrologico idraulico redatto in conformit alle specifiche tecniche e alle linee guida
predisposte dallA.B.R.
5. Per gli interventi di cui al comma 2 lettere a), b), c), d), e), f), g), h), i), j), k), l)
non previsto il parere dellA.B.R..
Di seguito viene riportato larticolo 22 delle N.A.M.S. che detta le condizioni di
disciplina del territorio sottoposta a vincolo R3 per inondazione.
1. Nelle aree predette, il PAI persegue l'obiettivo di garantire le condizioni di
sicurezza idraulica, mantenendo o aumentando le condizioni d'invaso delle piene con
tempo di ritorno di 200 anni, unitamente alla conservazione e al miglioramento delle
caratteristiche naturali e ambientali.
2. In tali aree sono vietate tutte le opere e attivit di trasformazione dello stato dei
luoghi e quelle di carattere urbanistico e edilizio, ad esclusiva eccezione di quelle di
seguito elencate:
a) tutti gli interventi consentiti nelle aree a rischio R4;
b) gli interventi di cui alla lettera d) dell'art. 31 della L. 457/1978, a condizione che
gli stessi non aumentino il livello di rischio e non comportino significativo ostacolo o
riduzione dell'attuale capacit d'invaso delle aree stesse senza aumento di superficie e
volume;
c) gli interventi di ampliamento degli edifici esistenti per necessit di adeguamento
igienicosanitario;
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d) i depositi temporanei conseguenti e connessi ad attivit estrattive autorizzate, da
realizzarsisecondo le modalit prescritte dai dispositivi di autorizzazione.
Di seguito viene riportato larticolo 23 delle N.A.M.S. che detta le condizioni di
disciplina del territorio sottoposta a vincolo R2 e R1 per inondazione.
1. Nelle aree a rischio R2 e R1 non consentita la realizzazione di locali sotterranei
e/o seminterrati ad uso abitativo e commerciale.
2. Per gli interventi da realizzare in area R1 ed R2, esclusi quelli finalizzati alla
mitigazione del rischio idraulico, non previsto il parere dellA.B.R.
13.3 Vincolo Idrogeologico R.D.3267 del 30/12/1923
ART. 1.c da integrare nel REU
Tutto il territorio in studio, eccezion fatta per i centri urbanizzati, sottoposto a
questo vincolo, che un vincolo tutorio e non inibitorio. Pertanto, diversamente dal
PAI non vi sono vincoli alledificazione o alla trasformazione del territorio, ma gli
interventi sono comunque disciplinati in modo da tutelare il territorio dai dissesti. Per
gli interventi, quindi richiesto un nulla osta rilasciato dagli uffici regionali, che
valutano i progetti sulla base delle condizioni geologiche verificate da un tecnico
abilitato geologo.
13.4 Condizioni di vincolo per acclivit
ART. 1.d da integrare nel REU
Nel territorio del Comune di Cicala sono state cartografate 5 classi di acclivit: 10-
20%; 20-35%; 35-50%; 50-80%; oltre 80%. Di queste solo la quarta e la quinta hanno
effetti sui rischi.
La classe di acclivit compresa fra il 35% e il 50%, per rocce sciolte o debolmente
cementate, e la classe di pendenza superiore al 50% determinano un rigoroso divieto
alledificazione. Si tratta infatti di zone che, in caso di sismi, corrono pericolo
maggiore in quanto ledificazione comporta sbancamenti di vario genere ed entit i
quali, a loro volta, possono provocare fenomeni di instabilit. Si tenga tuttavia conto
che la redazione di una carta della stabilit a scala 1:5.000 comporta ovviamente una
semplificazione della reale situazione di campagna. In questo caso possono essere
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classificate come aree potenzialmente pericolose anche quelle con acclivit inferiore
al 35% e viceversa specie se si tratta di aree in frana attiva.
Sugli edifici gi compromessi nella stabilit strutturale per effetto dei fenomeni di
dissesto in atto sono consentiti solo gli interventi di demolizione senza ricostruzione e
quelli volti alla tutela della pubblica incolumit.
13.5 Vincoli in aree di pertinenza dei corsi dacqua.
ART. 1.e da integrare nel REU
Nella carta geomorfologica sono stati segnalati tutti i torrenti in erosione di fondo e
laterale nonch le possibilit di inondazione di aree limitrofe ad essi. Ovviamente in
queste zone vietata lutilizzazione a fini edificatori. Questo divieto, in accordo con
la legislazione vigente, va esteso anche a tutti gli alvei e le sponde dei corsi dacqua
(anche se non riportati nella cartografia prodotta) ed in genere a tutti gli impluvi
destinati alla raccolta ed al deflusso delle acque meteoriche.
13.6 Vincoli per la sussistenza di geositi e georisorse
ART. 1.g da integrare nel REU
Non sono presenti geositi nel territorio comunale mentre sono presenti alcune
georisorse. La prima legata allestrazione di calcari cristallini, in localit
Pietragualtieri, tornata in esercizio dopo anni di inattivit e di recente interrotta
nuovamente. La seconda, ubicata in prossimit del Fiume Corace vicino la Stazione
ferroviaria, legata allestrazione di inerti attiva da alcuni anni. (vedi TAV. 2 Carta
Geomorfologica)
Tra le georisorse deve essere considerata lacqua, pertanto si considera di tutelare le
sorgenti, le falde e le loro aree di ricarica. Esistono a riguardo specifiche leggi
nazionali per la tutela dellacqua sotterranea che impongono vincoli sul territorio che
vanno rispettati, in particolare quelli contenuti nel D.P.R. 236/88 agli articoli
Art.4 - Aree di salvaguardia delle risorse idriche.
1. Per assicurare, mantenere e migliorare le caratteristiche qualitative delle acque da
destinare al consumo umano, sono stabilite aree di salvaguardia suddistinte in zone di
tutela assoluta, zone di rispetto e zone di protezione.
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2. Le zone di tutela assoluta e le zone di rispetto si riferiscono alle sorgenti, ai pozzi
ed ai punti di presa; le zone di protezione si riferiscono ai bacini imbriferi ed alle
aree di ricarica delle falde.
Art.5 - Zona di tutela assoluta.
1. La zona di tutela assoluta adibita esclusivamente ad opere di presa ed a
costruzioni di servizio;
deve essere recintata e provvista di canalizzazione per le acque meteoriche e deve
avereun'estensione di raggio non inferiore a dieci metri, ove possibile.
2. L'estensione della zona di tutela assoluta adeguatamente ampliata in relazione
alla situazione locale di vulnerabilit e rischio della risorsa.
Art.6 - Zona di rispetto.
1. Le zone di rispetto sono delimitate in relazione alle risorse idriche da tutelare e
comunque devono avere un'estensione di raggio non inferiore a 200 metri rispetto al
punto di captazione. Tale estensione pu essere ridotta in relazione alla situazione
locale di vulnerabilit e rischio della risorsa.
2. Nelle zone di rispetto sono vietate le seguenti attivit o destinazioni:
a) dispersione, ovvero immissione in fossi non impermeabilizzati, di reflui, fanghi e
liquami anche se depurati;
b) accumulo di concimi organici;
c) dispersione nel sottosuolo di acque bianche provenienti da piazzali e strade;
d) aree cimiteriali;
e) spandimento di pesticidi e fertilizzanti;
f) apertura di cave e pozzi;
g) discariche di qualsiasi tipo, anche se controllate;
h) stoccaggio di rifiuti, reflui, prodotti, sostanze chimiche pericolose, sostanze
radioattive;
i) centri di raccolta, demolizione e rottamazione di autoveicoli;
l) impianti di trattamento di rifiuti;
m) pascolo e stazzo di bestiame.
3. Nelle zone di rispetto vietato l'insediamento di fognature e pozzi perdenti; per
quelle esistenti si adottano, ove possibile, le misure per il loro allontanamento.
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4. Per la captazione di acque superficiali si applicano, per quanto possibile, le norme
di cui ai commi 1, 2 e 3, curando inoltre le opere di protezione e sistemazione di
pendici e sponde, al fine di prevenire dissesti idrologici, nonch la deviazione, a valle
delle opere di presa, delle acque meteoriche e di quelle provenienti da scarichi.
Art.7 - Zone di protezione.
1. Nelle zone di protezione possono essere adottate misure relative alla destinazione
del territorio interessato, limitazioni per gli insediamenti civili, produttivi, turistici,
agroforestali e zootecnici.
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14. PERICOLOSIT GEOLOGICHE. FATTIBILIT DELLE AZIONI
DI PIANO
La carta delle pericolosit geologiche - fattibilit delle azioni di piano, mira a
valutare i diversi tipi e livelli di pericolosit geologica nonch le incidenze negative
che ad esse si associano, determinando delle limitazioni di vario grado.
La classificazione fornisce indicazioni generali in ordine alle destinazioni duso, alle
cautele generali da adottare per gli interventi, agli studi ed alle indagini da effettuare
per gli approfondimenti del caso, alle opere di riduzione del rischio ed alla necessit
di controllo dei fenomeni in atto.
Nel territorio del comune sono state distinte diverse classi di uso del suolo da
integrare nel R.E.U
ART. 2 da integrare nel REU
ART. 2 -Classe 1 - Fattibilit senza particolari limitazioni. In questa classe ricadono
le aree per le quali gli studi non hanno individuato specifiche controindicazioni di
carattere geologico-tecnico-ambientale all'urbanizzazione o alla modifica di
destinazione d'uso delle particelle.
ART. 3 da integrare nel REU
ART. 3 - Classe 2 - Fattibilit con modeste limitazioni. In questa classe ricadono In
questa classe ricadono le aree nelle quali sono state rilevate condizioni limitative alla
modifica delle destinazioni d'uso dei terreni, per superare le quali si rendono
necessari accorgimenti e interventi identificabili in eventuali opere di sistemazione e
bonifica, di non rilevante incidenza tecnico economica, precisabili in fase esecutiva
sulla base di studi e relazioni di carattere geologico-tecnico-ambientale eseguiti da
tecnici abilitati geologi. Lutilizzazione di queste aree subordinata alla
realizzazione di eventuali supplementi di indagine necessari per acquisire una
maggiore conoscenza geologico-tecnica delarea e dei suoi immeditati intorni, non
riferibile a fonti storiche dirette. Esse saranno realizzate, ove necessario, secondo la
normativa vigente, mediante campagne geognostiche, prove in situ e prove di
laboratorio nonch mediante studi tematici specifici di varia natura. Ci dovr
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consentire di precisare e caratterizzare il modello geologico e tecnico-ambientale per
larea e, in caso di sostenibilit geologica degli interventi, le condizioni di stabilit
da valutarsi nelle condizioni morfologiche ante e post opera.
Per l'edificato esistente, in tale classe di edificabilit, interventi cos come definiti
dallart.31, lettere a), b), e) della L. 457/1978, dovranno essere corredate, ove
necessario, da eventuale campagne geognostiche, prove in situ e di laboratorio,
nonch mediante studi tematici specifici di varia natura (idrogeologici, ambientali,
podologici, ecc.). Da eseguirsi nelle fasi di progettazione e che tengano conto delle
eventuali opere di difesa, sistemazione idrogeologica e degli interventi di mitigazione
dei rischi indotti all'edificato.
ART. 4 da integrare nel REU
ART. 4 - Classe 3 - Fattibilit con consistenti limitazioni. Le aree ricadenti in questa
classe sono quelle in cui alle condizioni di pericolosit geologica si associano i fattori
limitativi richiamati nelle linee guida della LR 19/2002. La classe comprende le zone
nelle quali sono state riscontrate consistenti limitazioni alla modifica delle
destinazioni d'uso per l'entit e la natura dei rischi individuati nell'area di studio o
nell'immediato intorno. L'utilizzo urbanistico diretto di queste zone generalmente
sconsigliato se non accompagnato da studi di fattibilit geologica a pi ampia scala.
Limitatamente alle aree per cui permangono interessi giustificati per la
trasformazione urbanistica, lutilizzo, subordinato alla realizzazione di supplementi
di indagine per acquisire una maggiore conoscenza geologico-tecnica dell'area e del
suo intorno, mediante campagne geognostiche, prove in situ e di laboratorio, nonch
mediante studi tematici specifici di varia natura (idrogeologici, ambientali,
podologici, ecc.). Ci dovr consentire di precisare e caratterizzare il modello
geologico-tecnico-ambientale per aree estese, e, in caso di sostenibilit degli
interventi, le condizioni di stabilit da valutarsi nelle condizioni morfologiche ante e
post opera.
Per l'edificato esistente, interventi cos come definiti dallart.31, lettere a), b), e) della
L. 457/1978, dovranno essere corredate da campagne geognostiche, prove in situ e di
laboratorio, nonch mediante studi tematici specifici di varia natura (idrogeologici,
ambientali, podologici, ecc.). Da eseguirsi nelle fasi di progettazione dei lavori di
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manutenzione straordinaria e che tengano conto delle eventuali opere di difesa,
sistemazione idrogeologica e degli interventi di mitigazione dei rischi indotti
all'edificato.
In ogni caso, con particolare riferimento alla pericolosit sismica, dovranno essere
attivate le procedure per la identificazione dei rischi dei fabbricati esistenti e relativo
riconoscimento degli interventi di mitigazione.
Ricadono in questa classe le aree agricole e montane soggette a vincoli idrogeologici
e forestali, non perimetrate nelle tavole di fattibilit delle azioni del piano di dettaglio
per i centri urbani e urbanizzabili.
ART. 5 da integrare nel REU
ART. 5 - Classe 4 - Fattibilit con gravi limitazioni. Sono le aree in cui alle
condizioni di pericolosit si associano i fattori preclusivi richiamati nelle linee guida.
Lalto rischio comporta gravi limitazioni per la modifica delle destinazioni duso
delle particelle; dovr essere esclusa qualsiasi nuova edificazione, se non opere tese
al consolidamento o alla sistemazione idrogeologica per la messa in sicurezza dei
siti.
Per gli edifici esistenti saranno consentiti esclusivamente interventi cos come
definiti dallart.31, lettere a), b), e) della L. 457/1978, nonch interventi di
adeguamento sismico.
Si dovranno, inoltre, fornire indicazioni in merito alle opere di sistemazione
idrogeologica e, per i nuclei abitati esistenti, dovr essere valutata la necessit di
predisporre sistemi di monitoraggio geologico che permettano di tenere sotto
controllo levoluzione dei fenomeni in atto.
Eventuali opere pubbliche e di interesse pubblico dovranno essere valutate
puntualmente.
A tale fine, alle istanze per lapprovazione da parte dellautorit comunale, dovr
essere allegata apposita relazione geologica che dimostri la compatibilit degli
interventi previsti con la situazione di grave rischio geologico.
In ogni caso, e particolarmente con riferimento alla pericolosit sismica, dovranno
essere attivate le procedure per la identificazione dei rischi e per la individuazione
degli interventi di mitigazione competenti a livello di piano.
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ART. 5 comma 1 - Classe 4 - Fattibilit con gravi limitazioni - Fossi, torrenti e altri
corsi d'acqua: vietata ogni forma di edificazione che possa comportare lo
sbarramento o la chiusura dei corsi d,acqua, utili per il normale deflusso delle acque
superficiali
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15. CONCLUSIONI
Lo studio geologico tecnico si reso necessario per analizzare le pericolosit
geologiche che insistono sul territorio comunale e, quindi, per verificare la fattibilit
geologica delle scelte progettuali, in ottemperanza alla Legge Regionale 16 aprile
2002 n19 e s.m.i. Norme per la tutela, governo ed uso del territorio Legge
Urbanistica della Calabria pubblicata sul BUR n7 del 16 aprile 2002, supplemento
straordinario n3.
Questo studio geologico tecnico, costituisce parte integrante del PSC pertanto
rappresenta il quadro conoscitivo, per gli aspetti geologico tecnici del territorio ed
indica ai progettisti le precauzioni a cui bisogna attenersi in fase di pianificazione.
La scelta della scala di approfondimento (1:5.000/2.000), concordata anche con gli
altri Gruppi di Lavoro, finalizzata ad acquisire le volont espresse nelle linee guida
riportate in premessa da parte delle Amministrazioni Comunali. Tutti i dati contenuti
allinterno dello studio geologico tecnico dei territori comunali sono funzionali alla
predisposizione della Valutazione di Sostenibilit Ambientale redatta ai sensi
dellart.10 della L.R. n19/02.
Nei paragrafi precedenti (parg. 13 e parg. 14) sono individuati i vincoli e le
limitazioni duso, derivati dal presente studio, per la tutela, governo ed uso del
territorio. Le prescrizioni riportate hanno quindi carattere di normativa che integrano
il REU del PSC costituendone di fatto parte sostanziale per gli aspetti geologici.
Alla luce degli elaborati predisposti e di quanto contenuto allinterno di
questa relazione possibile schematizzare quanto segue:
ART. 1. SISTEMA DEI VINCOLI GEOLOGICI
(vincoli tutori e/o inibitori)
1.a Vincoli PAI per frana e norme associate
1.b Vincoli PAI per inondazioni e norme associate
1.c Vincolo Idrogeologico R.D.3267 del 30/12/1923
1.d Vincoli per acclivit
1. e Vincoli in aree di pertinenza dei corsi dacqua
1.f Vincoli per la sussistenza di geositi e georisorse
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ART. 2 Classe 1 di fattibilit delle azioni del Piano - pagr.14 - Fattibilit senza
particolari limitazioni
ART. 3 - Classe 2. di fattibilit delle azioni del Piano - pagr.14 - Fattibilit con
modeste limitazioni
ART. 4 - Classe 3. di fattibilit delle azioni del Piano - pagr.14 - Fattibilit con
consistenti limitazioni
ART. 5 - Classe 4. di fattibilit delle azioni del Piano - pagr.14 - Fattibilit con
gravi limitazioni
ART. 5 comma 1 - Classe 4 - Fattibilit con gravi limitazioni - Fossi, torrenti e altri
corsi d'acqua:
ART. 6 - Norme di carattere generali:
6.1 La relazione geologica documento essenziale ed obbligatorio, da presentare per
lapprovazione dei piani attuativi, del permesso di costruire e della dichiarazione
dinizio lavori. Lobbligo di accompagnare i progetti di nuove opere o progetti di
interventi definiti dallart.31, lettere a), b), e) della L. 457/1978 con relazione
geologica, idrogeologica, geotecnica e sismica stabilito, per tutti gli interventi
che modifichino le condizioni di interazione suolo-edificio e per tutte le classi di
fattibilit geologica, ci al fine di prevenire e ridurre il rischio geologico,
idrogeologico e sismico ed in coerenza con quanto stabilito dalle normative citate.
La relazione, sottoscritta da professionista abilitato, iscritto allalbo professionale,
sar eseguita avendo cura di determinare le condizioni geologiche del contesto in
cui si opera, facendo riferimento alla pianificazione urbanistica comunale e
sovraordinata (Piani di Bacino, PTP, PAI, ecc.) e come stabilito dal D.M.
14.09.08. La relazione geologica costituisce parte integrante del progetto cui si
accompagna e dovr essere allegate a corredo di ogni richiesta di permesso a
costruire e/o autorizzazione anche in fase preliminare;
6.2 Lesercizio di attivit estrattive di cave-torbiere-prelievi in alveo e in miniera,
fatto salvo diverse disposizioni di enti sovra comunali, sono consentite sul
territorio dei comuni in esame secondo la L.R. del 5/11/2009 n 40 - Attivit
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estrattive nel territorio della Regione Calabria. Liter autorizzativo del permesso
a costruire dovr considerare il recupero paesaggistico-ambientale dei siti ai fini
del riuso produttivo turistico e culturale dellarea. Si stabilisce che per l'apertura o
ampliamento di nuove cave o di altra attivit estrattiva, in tutte le sue fasi, ricerca,
esplorazione e coltivazione dovranno approntarsi i seguenti studi propedeutici:
a) la conoscenza morfologica, geologica, idrologica, geotecnica ed agro-forestale
delle aree interessate da possibili attivit estrattive;
b) lindividuazione e la localizzazione delle risorse minerarie note e di quelle
probabilmente esistenti e potenzialmente coltivabili nel rispetto dei vincoli e delle
limitazioni di uso del territorio;
c) la conoscenza o la stima probabile della produzione nelle varie tipologie di
sostanze minerali;
d) la stima del fabbisogno complessivo di ciascuna categoria di minerali in
relazione alla probabile dinamica del mercato di validit del piano ed al razionale
sfruttamento della risorsa mineraria;
e) la definizione dei criteri di tutela del territorio e dei relativi parametri di
compatibilit tra territorio-ambiente-paesaggio ed attivit produttiva;
f) i criteri di intervento tecnico-progettuali di recupero funzionale, paesaggistico e
ambientale del territorio in corso ed a fine della lavorazione mineraria, nonch
delle aree ex minerarie gi abbandonate;
g) i criteri di integrazione e raccordo del Piano con le varie normative vigenti sul
territorio per la disciplina di altri tipi di attivit e di interrelazione con altri Piani
di Settore gi in essere e con gli strumenti urbanistici di vario grado vigenti;
h) i criteri di controllo e monitoraggio dellattivit mineraria;
6.3 .Gli interventi su grandi aree, come piani attuativi, reti idriche e fognarie, strade e
ferrovie, bonifiche e sistemazione dei territori, aree per discariche, devono essere
corredati da approfondite indagini geologiche in sito comprendenti la zona di
possibile influenza degli interventi previsti.
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93
6.4 Tutte le aree urbanizzate in cui una porzione di territorio coperta da una
pavimentazione che limita la permeabilit naturale dei suoli devono essere
corredate da interventi di razionalizzazione del sistema di raccolta e
convogliamento delle acque piovane e del sistema fognario.
6.5 I progetti di opere per condotte idriche e/o fognarie devono essere corredate da
relazione geologica-geomorfologica atte a valutare la compatibilit
geomorfologica dellintervento nello specifico sistema geologico, ad integrazione
di quanto gi indicato da D.M. 12-12-1985 Norme tecniche relative alle tubazioni.
6.6 I Livellamenti o terrazzamenti di terreni agricoli, ai fini del miglioramento
fondiario debbono essere motivati da apposita relazione geologica, idrogeologica
ed ambientale che dimostri la compatibilit dell'intervento con la vulnerabilit del
sito.
6.7 Gli orli delle scarpate morfologiche, individuati nella tavola Carta
Geomorfologica costituiscono lelemento essenziale del paesaggio; pertanto ai
fini della loro salvaguardia vietato l'esecuzione di scavi e/o sbancamenti,
livellamenti ed altri lavori che possano alterarne l'attuale profilo plano altimetrico
fino; Il tracciato dellorlo delle scarpate morfologiche possono essere riperimetato
sulla base di studi geologici-geomorfologici dettagliati
6.8 Al fine di tutelare le acque di falda da inquinamento e di garantire le migliori
condizioni geologiche e di stabilit per le inumazioni obbligatorio
accompagnare ogni ampliamento e costruzione nellambito delle aree cimiteriali,
una relazione geologica, idrogeologica e geotecnica che determini: la posizione
della falda, la sua escursione stagionale, le caratteristiche litologiche e
geotecniche dei terreni di inumazione e di fondazione.
6.9 Nello scavo di pozzi e/o sorgenti, per la captazione di falde idriche per ogni tipo
duso, preliminarmente alla domanda di autorizzazione e concessione redatta ai
sensi del T.U. 11/12/1993 n. 1775, del DL. N. 275 del 12/07/1993 e s.m.i., da
inoltrare agli enti preposti (Provincia e Regione), si dovr acquisire
lautorizzazione dellAmministrazione Comunale rilasciata a seguito studio
geologico-idrogeologico che dimostri la sostenibilit dellintervento in merito
alle esigenze idrogeologiche/idrologiche della stessa Amministrazione.
P.S.C. Comune di Cicala (CZ) Relazione Geologica
Dott. Geol. Ezio Infelise Dott. Geol. Beniamino Michele Capicotto
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6.10 I piani attuativi, le nuove costruzioni e gli interventi sul patrimonio
edilizio saranno verificati eseguendo gli studi geologici, sismici e le definizioni
previste dalle disposizioni nazionali e regionali per la Zona sismica 2.
Lapproccio metodologico previsto quello indicato nel D.M. 14/01/2008 NTC.
Non si individuano aree dove si possono verificare locali fenomeni di liquefazione
dei terreni, con esclusione delle aree alluvionate del Fiume Corace, del suo
tributario di destra nella porzione meridionale del territorio (Torrente S.Elia) e in
corrispondenza di alluvioni e prodotti di dilavamento, dove la fattibilit del piano
risulta gi limitata. In tutti casi si dovranno eseguire approfondimenti geologici
con determinazione del potenziale di liquefazione a seguito individuazione di
falde idriche, anche sospese, in terreni liquefacibili in tutte le aree edificabili del
PSC. Le categorie dei suoli dovranno essere determinate secondo il DM citato.
Dott. Geol Ezio INFELISE
Dott. Geol. Beniamino Michele CAPICOTTO
P.S.C. Comune di Cicala (CZ) Relazione Geologica
Dott. Geol. Ezio Infelise Dott. Geol. Beniamino Michele Capicotto
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BIBLIOGRAFIA
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1980, in "Atlas of Isoseismal Maps of Italian Earthquakes", a cura di
D.Postpischl, CNR-PFG, Quaderni de La Ricerca Scientifica, n.114,
vol.2A, pp.152-159. Roma 1985
- Dott. Geol. Enrico Cuiuli Studio geomorfologico per il P.R.G. del
Comune di Cicala (CZ) - 1991
P.S.C. Comune di Cicala (CZ) Relazione Geologica
Dott. Geol. Ezio Infelise Dott. Geol. Beniamino Michele Capicotto
96
- Dott. Geol. Antonio Biamonte Relazione geologico-geomorfologica e
geotecnica per la variante al P.R.G. del Comune di Cicala (CZ) 1998
- Dott. Geol. Costantino Luci Relazione geologica e geomorfologica per
la variante parziale al P.R.G. del Comune di Cicala (CZ)- Loc. Vicario
S.Pietro, Vicario Manche , Milocca 2004
- Dott. Geol. Costantino Luci Relazione geologica e geomorfologica per
Lavori di consolidamento di una scarpata in frana sulla bretella stradale
tra Via Tiennamen e la S.P. 39 2004
- Dott. Geol. Beniamino Michele Capicotto, Dott. Geol Fabio Grasso,
Dott. Geol. Ezio Infelise Iindagine geologica, geomorfologica e sulla
stabilit dei pendii nell'area destinata alla realizzazione di una cava per
lestrazione di inerti per calcestruzzi, nonch per materiale da
riempimento, in localit Pietragualtieri nel Comune di Cicala (CZ)
2004
- Dott. Geol. Ezio Infelise Vari Lavori eseguiti per conto
dellAmministrazione Comunale e per privati 2006-2010
- Dott. Geol. Beniamino Michel Capicotto Vari Lavori eseguiti per
conto dellAmministrazione Comunale e per privati 2008 - 2010





















ALLEGATI

Dynamic probing 2004
1
m
Allegato 5: Elaborati analitici e graIici relativi alla PROVA
PENETROMETRICA DINAMICA
Committente: Amministrazione Comunale di Cicala (CZ)
Cantiere: Progetto per: "lavori per la messa in sicurezza dell'ediIicio scolastico di via Attanzio"
Localita: Cicala (CZ)
Caratteristiche Tecniche-Strumentali Sonda: Compac Penni 30
RiI. Norme DIN 4094
Peso Massa battente 30 Kg
Altezza di caduta libera 0,20 m
Peso sistema di battuta 12 Kg
Diametro punta conica 35,68 mm
Area di base punta 10 cm
Lunghezza delle aste 1 m
Peso aste a metro 2,9 Kg/m
ProIondita giunzione prima asta 0,90 m
Avanzamento punta 0,10 m
Numero colpi per punta N(10)
CoeII. Correlazione 0,757
Rivestimento/Ianghi No
Angolo di apertura punta 60
ClassiIicazione ISSMFE dei penetrometri dinamici:
Tipo Sigla di riIerimento peso della massa
M (kg)
proI.max indagine battente
(m)
Leggero DPL (Light) M 10 8
Medio DPM (Medium) 10M 40 20-25
Pesante DPH (Heavy) 40 M 60 25
Super pesante (Super
Heavy)
DPSH M 60 25
Dynamic probing 2004
2
PROVA ... Nr.1
Strumento utilizzato... Compac Penni 30
Prova eseguita in data 04/10/2007
ProIondita prova 5,00 mt
Falda non rilevata
ProIondita (m) Nr. Colpi Calcolo coeII.
riduzione sonda
Chi
Res. dinamica
ridotta
(Kg/cm)
Res. dinamica
(Kg/cm)
Pres. ammissibile
con riduzione
Herminier -
Olandesi
(Kg/cm)
Pres. ammissibile
Herminier -
Olandesi
(Kg/cm)
0,10 8 0,857 27,47 32,07 1,37 1,60
0,20 11 0,855 37,69 44,10 1,88 2,20
0,30 9 0,853 30,77 36,08 1,54 1,80
0,40 8 0,851 27,29 32,07 1,36 1,60
0,50 4 0,849 13,61 16,04 0,68 0,80
0,60 2 0,847 6,79 8,02 0,34 0,40
0,70 5 0,845 16,94 20,04 0,85 1,00
0,80 3 0,843 10,14 12,03 0,51 0,60
0,90 3 0,842 10,12 12,03 0,51 0,60
1,00 4 0,840 12,65 15,06 0,63 0,75
1,10 3 0,838 9,47 11,30 0,47 0,56
1,20 3 0,836 9,45 11,30 0,47 0,56
1,30 3 0,835 9,43 11,30 0,47 0,56
1,40 3 0,833 9,41 11,30 0,47 0,56
1,50 3 0,831 9,39 11,30 0,47 0,56
1,60 2 0,830 6,25 7,53 0,31 0,38
1,70 3 0,828 9,35 11,30 0,47 0,56
1,80 2 0,826 6,22 7,53 0,31 0,38
1,90 3 0,825 9,32 11,30 0,47 0,56
2,00 7 0,823 20,46 24,85 1,02 1,24
2,10 10 0,822 29,17 35,50 1,46 1,78
2,20 17 0,770 46,48 60,36 2,32 3,02
2,30 9 0,819 26,16 31,95 1,31 1,60
2,40 10 0,817 29,01 35,50 1,45 1,78
2,50 13 0,766 35,34 46,15 1,77 2,31
2,60 7 0,814 20,24 24,85 1,01 1,24
2,70 10 0,813 28,86 35,50 1,44 1,78
2,80 22 0,711 55,57 78,11 2,78 3,91
2,90 50 0,610 108,29 177,51 5,41 8,88
3,00 52 0,609 106,29 174,63 5,31 8,73
3,10 50 0,607 101,98 167,91 5,10 8,40
3,20 36 0,656 79,31 120,90 3,97 6,04
3,30 38 0,655 83,55 127,61 4,18 6,38
3,40 18 0,753 45,54 60,45 2,28 3,02
3,50 23 0,702 54,23 77,24 2,71 3,86
3,60 30 0,701 70,61 100,75 3,53 5,04
3,70 22 0,700 51,69 73,88 2,58 3,69
3,80 26 0,698 60,98 87,31 3,05 4,37
3,90 28 0,697 65,56 94,03 3,28 4,70
4,00 20 0,746 47,53 63,72 2,38 3,19
4,10 20 0,745 47,46 63,72 2,37 3,19
4,20 31 0,644 63,57 98,76 3,18 4,94
4,30 35 0,643 71,65 111,50 3,58 5,58
4,40 39 0,591 73,48 124,25 3,67 6,21
4,50 45 0,590 84,63 143,36 4,23 7,17
4,60 42 0,589 78,84 133,81 3,94 6,69
4,70 29 0,688 63,58 92,39 3,18 4,62
4,80 29 0,687 63,48 92,39 3,17 4,62
4,90 60 0,586 112,02 191,15 5,60 9,56
5,00 100 0,585 177,28 303,03 8,86 15,15
Dynamic probing 2004
3
STIMA PARAMETRI GEOTECNICI PROVA Nr.1
TERRENI INCOERENTI
Densit relativa
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Densita relativa ()
Strato 1 3,37 2,00 Gibbs & Holtz 1957 31,75
Strato 2 9,27 2,80 Gibbs & Holtz 1957 62,46
Strato 3 28,32 5,00 Gibbs & Holtz 1957 96,21
Angolo di resistenza al taglio
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Angolo d'attrito ()
Strato 1 3,37 2,00 Owasaki & Iwasaki 23,2
Strato 2 9,27 2,80 Sowers (1961) 30,6
Strato 3 28,32 5,00 Japanese National Railway 35,5
Modulo di Young
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Modulo di Young (Kg/cm)
Strato 1 3,37 2,00 Schmertmann (1978) Sabbie 23,04
Strato 2 9,27 2,80 Schmertmann (1978) Sabbie 185,40
Strato 3 28,32 5,00 Bowles (1982) Sabbia Media 216,60
Modulo Edometrico
Nspt ProI. Straton (m) Correlazione Modulo Edometrico
(Kg/cm)
Strato 1 3,37 2,00 Begemann 1974 (Ghiaia con sabbia) 31,41
Strato 2 9,27 2,80 Begemann 1974 (Ghiaia con sabbia) 46,51
Strato 3 28,32 5,00 Begemann 1974 (Ghiaia con sabbia) 85,63
Classificazione AGI
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione ClassiIicazione AGI
Strato 1 3,37 2,00 ClassiIicazione A.G.I. 1977 SCIOLTO
Strato 2 9,27 2,80 ClassiIicazione A.G.I. 1977 POCO ADDENSATO
Strato 3 28,32 5,00 ClassiIicazione A.G.I. 1977 MODERATAMENTE ADDENSATO
Peso unit di volume
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Gamma (t/m)
Strato 1 3,37 2,00 MeyerhoI ed altri 1,55
Strato 2 9,27 2,80 MeyerhoI ed altri 1,70
Strato 3 28,32 5,00 MeyerhoI ed altri 2,12
Peso unit di volume saturo
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Gamma Saturo (t/m)
Strato 1 3,37 2,00 Terzaghi-Peck 1948-1967 1,88
Strato 2 9,27 2,80 Terzaghi-Peck 1948-1967 1,91
Strato 3 28,32 5,00 Terzaghi-Peck 1948-1967 ---
Modulo di Poisson
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Poisson
Strato 1 3,37 2,00 (A.G.I.) 0,35
Strato 2 9,27 2,80 (A.G.I.) 0,34
Strato 3 28,32 5,00 (A.G.I.) 0,3
Modulo di deformazione a taglio
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione G (Kg/cm)
Strato 1 3,37 2,00 Ohsaki (Sabbie pulite) 120,01
Strato 2 9,27 2,80 Ohsaki (Sabbie pulite) 527,19
Strato 3 28,32 5,00 Ohsaki (Sabbie pulite) 1506,19
Dynamic probing 2004
4
Velocit onde
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Velocita onde m/s
Strato 1 3,37 2,00 76,21
Strato 2 9,27 2,80 167,46
Strato 3 28,32 5,00 292,69
Liquefazione
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Potenziale LiqueIazione
Strato 1 3,37 2,00 Seed (1979) (Sabbie e ghiaie) 0.04
Strato 2 9,27 2,80 Seed (1979) (Sabbie e ghiaie) 0.04
Strato 3 28,32 5,00 Seed (1979) (Sabbie e ghiaie) 0.10-0.35
Modulo di reazione Ko
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Ko
Strato 1 3,37 2,00 NavIac 1971-1982 0,25
Strato 2 9,27 2,80 NavIac 1971-1982 1,95
Strato 3 28,32 5,00 NavIac 1971-1982 5,37
Qc ( Resistenza punta Penetrometro Statico)
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Qc (Kg/cm)
Strato 1 3,37 2,00 Robertson 1983 3,84
Strato 2 9,27 2,80 Robertson 1983 18,54
Strato 3 28,32 5,00 Robertson 1983 56,64
Dynamic probing 2004
5
Dynamic probing 2004
1
Allegato n7: Elaborati analitici e graIici relativi alla PROVA
PENETROMETRICA DINAMICA
Committente: Amministrazione Comunale di Cicala (CZ)
Cantiere: "Lavori di costruzione loculi ed adeguamento del cimitero comunale di Cicala"
Localita: Cimitero di Cicala (CZ)
Caratteristiche Tecniche-Strumentali Sonda: Compac Penni 30
RiI. Norme DIN 4094
Peso Massa battente 30 Kg
Altezza di caduta libera 0,20 m
Peso sistema di battuta 12 Kg
Diametro punta conica 35,68 mm
Area di base punta 10 cm
Lunghezza delle aste 1 m
Peso aste a metro 2,9 Kg/m
ProIondita giunzione prima asta 0,90 m
Avanzamento punta 0,10 m
Numero colpi per punta N(10)
CoeII. Correlazione 0,757
Rivestimento/Ianghi No
Angolo di apertura punta 60
ClassiIicazione ISSMFE dei penetrometri dinamici:
Tipo Sigla di riIerimento peso della massa
M (kg)
proI.max indagine battente
(m)
Leggero DPL (Light) M 10 8
Medio DPM (Medium) 10M 40 20-25
Pesante DPH (Heavy) 40 M 60 25
Super pesante (Super
Heavy)
DPSH M 60 25
Dynamic probing 2004
2
Dynamic probing 2004
3
PROVA ... Nr.DPM 1
Strumento utilizzato... Compac Penni 30
Prova eseguita in data 22/05/2009
ProIondita prova 2,10 mt
Falda non rilevata
ProIondita (m) Nr. Colpi Calcolo coeII.
riduzione sonda
Chi
Res. dinamica
ridotta
(Kg/cm)
Res. dinamica
(Kg/cm)
Pres. ammissibile
con riduzione
Herminier -
Olandesi
(Kg/cm)
Pres. ammissibile
Herminier -
Olandesi
(Kg/cm)
0,10 5 0,857 17,17 20,04 0,86 1,00
0,20 3 0,855 10,28 12,03 0,51 0,60
0,30 3 0,853 10,26 12,03 0,51 0,60
0,40 2 0,851 6,82 8,02 0,34 0,40
0,50 2 0,849 6,81 8,02 0,34 0,40
0,60 1 0,847 3,40 4,01 0,17 0,20
0,70 2 0,845 6,78 8,02 0,34 0,40
0,80 3 0,843 10,14 12,03 0,51 0,60
0,90 3 0,842 10,12 12,03 0,51 0,60
1,00 3 0,840 9,49 11,30 0,47 0,56
1,10 5 0,838 15,78 18,83 0,79 0,94
1,20 7 0,836 22,04 26,36 1,10 1,32
1,30 8 0,835 25,14 30,13 1,26 1,51
1,40 7 0,833 21,95 26,36 1,10 1,32
1,50 10 0,831 31,30 37,66 1,57 1,88
1,60 11 0,830 34,36 41,42 1,72 2,07
1,70 11 0,828 34,29 41,42 1,71 2,07
1,80 12 0,826 37,34 45,19 1,87 2,26
1,90 20 0,775 58,35 75,31 2,92 3,77
2,00 36 0,673 86,04 127,81 4,30 6,39
2,10 70 0,622 154,49 248,52 7,72 12,43
STIMA PARAMETRI GEOTECNICI PROVA Nr.1
TERRENI INCOERENTI
Densit relativa
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Densita relativa ()
Strato 1 2 1,00 Skempton (1986) 46,7
Strato 2 6 1,80 MeyerhoI (1957) 54,09
Strato 3 31 2,10 Skempton (1986) 100
Angolo di resistenza al taglio
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Angolo d'attrito ()
Strato 1 2 1,00 Peck-Hanson-Thornburn-MeyerhoI (1956) 27,57
Strato 2 6 1,80 Japanese National Railway 28,8
Strato 3 31 2,10 Japanese National Railway 36,3
Modulo di Young
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Modulo di Young
(Kg/cm)
Strato 1 2 1,00 Schultze-Menzenbach Limo siltoso e sabbia limosa 32,60
Strato 2 6 1,80 Schmertmann (1978) Sabbie 72,00
Strato 3 31 2,10 Schultze-Menzenbach Sabbia ghiaiosa 366,50
Modulo Edometrico
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Modulo Edometrico (Kg/cm)
Strato 1 2 1,00 Menzenbach e Malcev 46,92
Strato 2 6 1,80 Menzenbach e Malcev 100,76
Strato 3 31 2,10 Menzenbach e Malcev 374,04
Dynamic probing 2004
4
Classificazione AGI
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione ClassiIicazione AGI
Strato 1 2 1,00 ClassiIicazione A.G.I. 1977 SCIOLTO
Strato 2 6 1,80 ClassiIicazione A.G.I. 1977 POCO ADDENSATO
Strato 3 31 2,10 ClassiIicazione A.G.I. 1977 ADDENSATO
Peso unit di volume
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Gamma (t/m)
Strato 1 2 1,00 MeyerhoI ed altri 1,40
Strato 2 6 1,80 MeyerhoI ed altri 1,58
Strato 3 31 2,10 MeyerhoI ed altri 2,14
Peso unit di volume saturo
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Gamma Saturo (t/m)
Strato 1 2 1,00 Terzaghi-Peck 1948-1967 1,87
Strato 2 6 1,80 Terzaghi-Peck 1948-1967 1,89
Strato 3 31 2,10 Terzaghi-Peck 1948-1967 ---
Modulo di Poisson
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Poisson
Strato 1 2 1,00 (A.G.I.) 0,35
Strato 2 6 1,80 (A.G.I.) 0,34
Strato 3 31 2,10 (A.G.I.) 0,29
Modulo di deformazione a taglio
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione G (Kg/cm)
Strato 1 2 1,00 Ohsaki (Sabbie pulite) 124,70
Strato 2 6 1,80 Ohsaki (Sabbie pulite) 350,25
Strato 3 31 2,10 Ohsaki (Sabbie pulite) 1639,81
Velocit onde
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Velocita onde m/s
Strato 1 2 1,00 77,78
Strato 2 6 1,80 134,72
Strato 3 31 2,10 306,23
Liquefazione
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Potenziale LiqueIazione
Strato 1 2 1,00 Seed (1979) (Sabbie e ghiaie) 0.04
Strato 2 6 1,80 Seed (1979) (Sabbie e ghiaie) 0.04
Strato 3 31 2,10 Seed (1979) (Sabbie e ghiaie) 0.10-0.35
Modulo di reazione Ko
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Ko
Strato 1 2 1,00 NavIac 1971-1982 0,27
Strato 2 6 1,80 NavIac 1971-1982 1,22
Strato 3 31 2,10 NavIac 1971-1982 5,75
Qc ( Resistenza punta Penetrometro Statico)
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Qc
(Kg/cm)
Strato 1 2 1,00 Robertson 1983 4,00
Strato 2 6 1,80 Robertson 1983 12,00
Strato 3 31 2,10 Robertson 1983 62,00
Dynamic probing 2004
5
Dynamic probing 2004
1
Allegato 6: Elaborati analitici e graIici relativi alla PROVA
PENETROMETRICA DINAMICA
Committente: AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI CICALA (CZ)
Cantiere: 'Lavori di ampliamento e sistemazione Via Garibaldi
Localita: Centro abitato di Cicala (CZ)
Caratteristiche Tecniche-Strumentali Sonda: Penni 30
RiI. Norme DIN 4094
Peso Massa battente 30 Kg
Altezza di caduta libera 0,20 m
Peso sistema di battuta 12 Kg
Diametro punta conica 35,68 mm
Area di base punta 10 cm
Lunghezza delle aste 1 m
Peso aste a metro 2,9 Kg/m
ProIondita giunzione prima asta 1,00 m
Avanzamento punta 0,10 m
Numero colpi per punta N(10)
CoeII. Correlazione 0,757
Rivestimento/Ianghi No
Angolo di apertura punta 60
Foto 1: Prova Penetrometrica Dinamica
Dynamic probing 2004
2
Dynamic probing 2004
3
PROVA ... Nr.1
Strumento utilizzato... Penni 30
Prova eseguita in data 29/09/2009
ProIondita prova 1,60 mt
Falda non rilevata
ProIondita (m) Nr. Colpi Calcolo coeII.
riduzione sonda
Chi
Res. dinamica
ridotta
(Kg/cm)
Res. dinamica
(Kg/cm)
Pres. ammissibile
con riduzione
Herminier -
Olandesi
(Kg/cm)
Pres. ammissibile
Herminier -
Olandesi
(Kg/cm)
0,10 5 0,857 17,17 20,04 0,86 1,00
0,20 22 0,755 66,56 88,20 3,33 4,41
0,30 37 0,703 104,23 148,33 5,21 7,42
0,40 36 0,701 101,14 144,32 5,06 7,22
0,50 18 0,799 57,65 72,16 2,88 3,61
0,60 13 0,797 41,54 52,12 2,08 2,61
0,70 6 0,845 20,33 24,05 1,02 1,20
0,80 11 0,843 37,19 44,10 1,86 2,20
0,90 12 0,842 40,48 48,11 2,02 2,41
1,00 7 0,840 23,57 28,06 1,18 1,40
1,10 16 0,788 47,48 60,25 2,37 3,01
1,20 25 0,736 69,31 94,14 3,47 4,71
1,30 36 0,685 92,80 135,56 4,64 6,78
1,40 40 0,633 95,33 150,63 4,77 7,53
1,50 59 0,631 140,24 222,18 7,01 11,11
1,60 80 0,630 189,66 301,26 9,48 15,06
STIMA PARAMETRI GEOTECNICI PROVA Nr.1
TERRENI INCOERENTI
Densit relativa
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Densita relativa
()
Strato 1 9,51 1,20 Gibbs & Holtz 1957 72,21
Strato 2 40,69 1,60 Gibbs & Holtz 1957 100
Angolo di resistenza al taglio
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Angolo d'attrito ()
Strato 1 9,51 1,20 Japanese National Railway 29,85
Strato 2 40,69 1,60 Japanese National Railway 39,21
Modulo di Young
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Modulo di Young (Kg/cm)
Strato 1 9,51 1,20 Schultze-Menzenbach Sabbia
ghiaiosa
112,92
Strato 2 40,69 1,60 Schultze-Menzenbach Ghiaia
e Sabbia
372,04
Modulo Edometrico
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Modulo Edometrico (Kg/cm)
Strato 1 9,51 1,20 Begemann (1974) 179,54
Strato 2 40,69 1,60 Menzenbach e
Malcev
479,08
Classificazione AGI
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione ClassiIicazione AGI
Strato 1 9,51 1,20 ClassiIicazione A.G.I. 1977 POCO ADDENSATO
Strato 2 40,69 1,60 ClassiIicazione A.G.I. 1977 ADDENSATO
Dynamic probing 2004
4
Peso unit di volume
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Gamma (t/m)
Strato 1 9,51 1,20 MeyerhoI ed altri 1,71
Strato 2 40,69 1,60 MeyerhoI ed altri 2,20
Peso unit di volume saturo
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Gamma Saturo (t/m)
Strato 1 9,51 1,20 Terzaghi-Peck
1948-1967
1,91
Strato 2 40,69 1,60 Terzaghi-Peck
1948-1967
---
Modulo di Poisson
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Poisson
Strato 1 9,51 1,20 (A.G.I.) 0,34
Strato 2 40,69 1,60 (A.G.I.) 0,27
Modulo di deformazione a taglio
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione G (Kg/cm)
Strato 1 9,51 1,20 Ohsaki (Sabbie pulite) 540,01
Strato 2 40,69 1,60 Ohsaki (Sabbie pulite) 2117,54
Velocit onde
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Velocita onde m/s
Strato 1 9,51 1,20 169,61
Strato 2 40,69 1,60 350,84
Liquefazione
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Potenziale
LiqueIazione
Strato 1 9,51 1,20 Seed (1979) (Sabbie e ghiaie) 0.04
Strato 2 40,69 1,60 Seed (1979) (Sabbie e ghiaie) ~ 0.35
Modulo di reazione Ko
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Ko
Strato 1 9,51 1,20 NavIac 1971-1982 2,00
Strato 2 40,69 1,60 NavIac 1971-1982 6,98
Qc ( Resistenza punta Penetrometro Statico)
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Qc (Kg/cm)
Strato 1 9,51 1,20 Robertson 1983 19,02
Strato 2 40,69 1,60 Robertson 1983 81,38
Dynamic probing 2010
(Colosimo Giuseppe Realizzazione di un parcheggio a servizio dell'abitazione (Mediante demolizione di un manufatto in muratura e
ricostruzione con ampliamento di un nuovo corpo di fabbrica in c.a. da realizzare nel centro abitato di Cicala.) 1
Allegato 7: Elaborati analitici e graIici relativi alla PROVA
PENETROMETRICA DINAMICA
Committente: Colosimo Giuseppe
Cantiere: 'Reali::a:ione ai un parcheggio a servi:io aellabita:ione (Meaiante aemoli:ione ai un manufatto in muratura e
ricostru:ione con ampliamento ai un nuovo corpo ai fabbrica in c.a.)`aa reali::are nel centro abitato ai Cicala.
Localita: Centro abitato di Cicala (CZ)
Caratteristiche Tecniche-Strumentali Sonda: Penni 30
RiI. Norme DIN 4094
Peso Massa battente 30 Kg
Altezza di caduta libera 0,20 m
Peso sistema di battuta 12 Kg
Diametro punta conica 35,68 mm
Area di base punta 10 cm
Lunghezza delle aste 1 m
Peso aste a metro 2,9 Kg/m
ProIondita giunzione prima asta 1,00 m
Avanzamento punta 0,10 m
Numero colpi per punta N(10)
CoeII. Correlazione 0,757
Rivestimento/Ianghi No
Angolo di apertura punta 60
Dynamic probing 2010
(Colosimo Giuseppe Realizzazione di un parcheggio a servizio dell'abitazione (Mediante demolizione di un manufatto in muratura e
ricostruzione con ampliamento di un nuovo corpo di fabbrica in c.a. da realizzare nel centro abitato di Cicala.) 2
PROVA ... Nr.1
Strumento utilizzato... Compac Penni 30
Prova eseguita in data 09/09/2010
ProIondita prova 1,70 mt
Falda non rilevata
ProIondita (m) Nr. Colpi Calcolo coeII.
riduzione sonda
Chi
Res. dinamica
ridotta
(Kg/cm)
Res. dinamica
(Kg/cm)
Pres. ammissibile
con riduzione
Herminier -
Olandesi
(Kg/cm)
Pres. ammissibile
Herminier -
Olandesi
(Kg/cm)
0,10 1 0,857 3,43 4,01 0,17 0,20
0,20 1 0,855 3,43 4,01 0,17 0,20
0,30 1 0,853 3,42 4,01 0,17 0,20
0,40 3 0,851 10,23 12,03 0,51 0,60
0,50 8 0,849 27,22 32,07 1,36 1,60
0,60 7 0,847 23,77 28,06 1,19 1,40
0,70 7 0,845 23,72 28,06 1,19 1,40
0,80 12 0,843 40,57 48,11 2,03 2,41
0,90 11 0,842 37,11 44,10 1,86 2,20
1,00 11 0,840 37,03 44,10 1,85 2,20
1,10 9 0,838 28,40 33,89 1,42 1,69
1,20 12 0,836 37,79 45,19 1,89 2,26
1,30 18 0,785 53,18 67,78 2,66 3,39
1,40 18 0,783 53,06 67,78 2,65 3,39
1,50 20 0,781 58,84 75,31 2,94 3,77
1,60 36 0,680 92,12 135,56 4,61 6,78
1,70 50 0,628 118,23 188,28 5,91 9,41
STIMA PARAMETRI GEOTECNICI PROVA Nr.1
TERRENI INCOERENTI
Densit relativa
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Densita relativa ()
Strato 1 1,14 0,40 Schultze & Menzenbach (1961) 51,1
Strato 2 9,15 1,50 Schultze & Menzenbach (1961) 58,37
Strato 3 32,55 1,70 Schultze & Menzenbach (1961) 63,8
Angolo di resistenza al taglio
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Angolo d'attrito ()
Strato 1 1,14 0,40 Owasaki & Iwasaki 19,77
Strato 2 9,15 1,50 Owasaki & Iwasaki 28,53
Strato 3 32,55 1,70 Japanese National Railway 36,76
Modulo di Young
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Modulo di Young (Kg/cm)
Strato 1 1,14 0,40 Schultze-Menzenbach Sabbia
Iina
36,46
Strato 2 9,15 1,50 Schultze-Menzenbach Sabbia
ghiaiosa
108,67
Strato 3 32,55 1,70 Schultze-Menzenbach Sabbia
ghiaiosa
384,79
Modulo Edometrico
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Modulo Edometrico (Kg/cm)
Strato 1 1,14 0,40 Menzenbach e Malcev 43,08
Strato 2 9,15 1,50 Menzenbach e Malcev 133,71
Strato 3 32,55 1,70 Menzenbach e Malcev 390,84
Dynamic probing 2010
(Colosimo Giuseppe Realizzazione di un parcheggio a servizio dell'abitazione (Mediante demolizione di un manufatto in muratura e
ricostruzione con ampliamento di un nuovo corpo di fabbrica in c.a. da realizzare nel centro abitato di Cicala.) 3
Classificazione AGI
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione ClassiIicazione AGI
Strato 1 1,14 0,40 ClassiIicazione A.G.I. 1977 SCIOLTO
Strato 2 9,15 1,50 ClassiIicazione A.G.I. 1977 POCO ADDENSATO
Strato 3 32,55 1,70 ClassiIicazione A.G.I. 1977 ADDENSATO
Peso unit di volume
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Gamma (t/m)
Strato 1 1,14 0,40 MeyerhoI ed altri 1,36
Strato 2 9,15 1,50 MeyerhoI ed altri 1,70
Strato 3 32,55 1,70 MeyerhoI ed altri 2,16
Peso unit di volume saturo
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Gamma Saturo (t/m)
Strato 1 1,14 0,40 Terzaghi-Peck 1948-1967 1,86
Strato 2 9,15 1,50 Terzaghi-Peck 1948-1967 1,91
Strato 3 32,55 1,70 Terzaghi-Peck 1948-1967 ---
Modulo di Poisson
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Poisson
Strato 1 1,14 0,40 (A.G.I.) 0,35
Strato 2 9,15 1,50 (A.G.I.) 0,34
Strato 3 32,55 1,70 (A.G.I.) 0,29
Modulo di deformazione a taglio dinamico
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione G (Kg/cm)
Strato 1 1,14 0,40 Ohsaki (Sabbie pulite) 73,52
Strato 2 9,15 1,50 Ohsaki (Sabbie pulite) 520,77
Strato 3 32,55 1,70 Ohsaki (Sabbie pulite) 1716,77
Velocit onde
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Velocita onde m/s
Strato 1 1,14 0,40 Ohta & Goto (1978) Limi 51,294
Strato 2 9,15 1,50 Ohta & Goto (1978) Limi 99,345
Strato 3 32,55 1,70 Ohta & Goto (1978) Limi 136,832
Modulo di reazione Ko
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Ko (Kg/cm)
Strato 1 1,14 0,40 NavIac 1971-1982 0,06
Strato 2 9,15 1,50 NavIac 1971-1982 1,92
Strato 3 32,55 1,70 NavIac 1971-1982 5,95
Qc ( Resistenza punta Penetrometro Statico)
Nspt ProI. Strato (m) Correlazione Qc (Kg/cm)
Strato 1 1,14 0,40 Robertson 1983 2,28
Strato 2 9,15 1,50 Robertson 1983 18,30
Strato 3 32,55 1,70 Robertson 1983 65,10
Dynamic probing 2004
1
Allegato 6: Elaborati analitici e graIici relativi alla PROVA
PENETROMETRICA DINAMICA
Committente: Amministrazione Comunale di Cicala (CZ)
Cantiere: "Lavori di Realizzazione di un Centro di raccolta a supporto della raccolta diIIerenziata"
Localita: Milocca - Cicala (CZ)
Caratteristiche Tecniche-Strumentali Sonda: Compac Penni 30
RiI. Norme DIN 4094
Peso Massa battente 30 Kg
Altezza di caduta libera 0,20 m
Peso sistema di battuta 12 Kg
Diametro punta conica 35,68 mm
Area di base punta 10 cm
Lunghezza delle aste 1 m
Peso aste a metro 2,9 Kg/m
ProIondita giunzione prima asta 0,90 m
Avanzamento punta 0,10 m
Numero colpi per punta N(10)
CoeII. Correlazione 0,757
Rivestimento/Ianghi No
Angolo di apertura punta 60
ClassiIicazione ISSMFE dei penetrometri dinamici:
Tipo Sigla di riIerimento peso della massa
M (kg)
proI.max indagine battente
(m)
Leggero DPL (Light) M 10 8
Medio DPM (Medium) 10M 40 20-25
Pesante DPH (Heavy) 40 M 60 25
Super pesante (Super
Heavy)
DPSH M 60 25
Dynamic probing 2004
2
Dynamic probing 2004
3
PROVA ... Nr.1
Strumento utilizzato... Compac Penni 30
Prova eseguita in data 11/11/2010
ProIondita prova 3,40 mt
Falda non rilevata
ProIondita (m) Nr. Colpi Calcolo coeII.
riduzione sonda
Chi
Res. dinamica
ridotta
(Kg/cm)
Res. dinamica
(Kg/cm)
Pres. ammissibile
con riduzione
Herminier -
Olandesi
(Kg/cm)
Pres. ammissibile
Herminier -
Olandesi
(Kg/cm)
0,10 1 0,857 3,43 4,01 0,17 0,20
0,20 2 0,855 6,85 8,02 0,34 0,40
0,30 5 0,853 17,09 20,04 0,85 1,00
0,40 4 0,851 13,64 16,04 0,68 0,80
0,50 6 0,849 20,42 24,05 1,02 1,20
0,60 3 0,847 10,19 12,03 0,51 0,60
0,70 3 0,845 10,16 12,03 0,51 0,60
0,80 3 0,843 10,14 12,03 0,51 0,60
0,90 4 0,842 13,49 16,04 0,67 0,80
1,00 4 0,840 12,65 15,06 0,63 0,75
1,10 9 0,838 28,40 33,89 1,42 1,69
1,20 10 0,836 31,49 37,66 1,57 1,88
1,30 9 0,835 28,28 33,89 1,41 1,69
1,40 9 0,833 28,23 33,89 1,41 1,69
1,50 10 0,831 31,30 37,66 1,57 1,88
1,60 9 0,830 28,11 33,89 1,41 1,69
1,70 9 0,828 28,06 33,89 1,40 1,69
1,80 9 0,826 28,01 33,89 1,40 1,69
1,90 9 0,825 27,95 33,89 1,40 1,69
2,00 9 0,823 26,30 31,95 1,32 1,60
2,10 8 0,822 23,34 28,40 1,17 1,42
2,20 25 0,720 63,92 88,76 3,20 4,44
2,30 24 0,719 61,23 85,21 3,06 4,26
2,40 19 0,767 51,75 67,46 2,59 3,37
2,50 14 0,766 38,06 49,70 1,90 2,49
2,60 18 0,764 48,84 63,91 2,44 3,20
2,70 25 0,713 63,27 88,76 3,16 4,44
2,80 16 0,761 43,25 56,80 2,16 2,84
2,90 15 0,760 40,48 53,25 2,02 2,66
3,00 23 0,709 54,74 77,24 2,74 3,86
3,10 16 0,757 40,69 53,73 2,03 2,69
3,20 20 0,756 50,78 67,16 2,54 3,36
3,30 26 0,705 61,53 87,31 3,08 4,37
3,40 25 0,703 59,05 83,96 2,95 4,20
STIMA PARAMETRI GEOTECNICI PROVA Nr.1
TERRENI INCOERENTI
Densit relativa
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Densita relativa
()
Strato 1 4,87 2,10 4,87 Schultze &
Menzenbach
(1961)
54,06
Strato 2 15,49 3,40 15,49 Schultze &
Menzenbach
(1961)
58,48
Dynamic probing 2004
4
Angolo di resistenza al taglio
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Angolo d'attrito
()
Strato 1 4,87 2,10 4,87 Japanese National
Railway
28,46
Strato 2 15,49 3,40 15,49 Owasaki &
Iwasaki
32,6
Modulo di Young
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Modulo di Young
(Kg/cm)
Strato 1 4,87 2,10 4,87 Schultze-
Menzenbach
Sabbia media
24,51
Strato 2 15,49 3,40 15,49 Schultze-
Menzenbach
Ghiaia e Sabbia
107,44
Modulo Edometrico
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Modulo
Edometrico
(Kg/cm)
Strato 1 4,87 2,10 4,87 Menzenbach e
Malcev
59,72
Strato 2 15,49 3,40 15,49 Menzenbach e
Malcev
200,03
Classificazione AGI
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione ClassiIicazione
AGI
Strato 1 4,87 2,10 4,87 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
POCO
ADDENSATO
Strato 2 15,49 3,40 15,49 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
MODERATAME
NTE
ADDENSATO
Peso unit di volume
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Gamma
(t/m)
Strato 1 4,87 2,10 4,87 MeyerhoI ed altri 1,53
Strato 2 15,49 3,40 15,49 MeyerhoI ed altri 1,89
Peso unit di volume saturo
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Gamma Saturo
(t/m)
Strato 1 4,87 2,10 4,87 Terzaghi-Peck
1948-1967
1,89
Strato 2 15,49 3,40 15,49 Terzaghi-Peck
1948-1967
1,95
Modulo di Poisson
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Poisson
Strato 1 4,87 2,10 4,87 (A.G.I.) 0,34
Strato 2 15,49 3,40 15,49 (A.G.I.) 0,32
Dynamic probing 2004
5
Modulo di deformazione a taglio
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione G
(Kg/cm)
Strato 1 4,87 2,10 4,87 Ohsaki (Sabbie
pulite)
287,87
Strato 2 15,49 3,40 15,49 Ohsaki (Sabbie
pulite)
854,20
Velocit onde
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Velocita onde
m/s
Strato 1 4,87 2,10 4,87 121,37
Strato 2 15,49 3,40 15,49 216,47
Liquefazione
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Potenziale
LiqueIazione
Strato 1 4,87 2,10 4,87 Seed (1979)
(Sabbie e ghiaie)
0.04
Strato 2 15,49 3,40 15,49 Seed (1979)
(Sabbie e ghiaie)
0.04-0.10
Modulo di reazione Ko
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Ko
Strato 1 4,87 2,10 4,87 NavIac 1971-1982 0,96
Strato 2 15,49 3,40 15,49 NavIac 1971-1982 3,22
Qc ( Resistenza punta Penetrometro Statico)
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Qc
(Kg/cm)
Strato 1 4,87 2,10 4,87 Robertson 1983 9,74
Strato 2 15,49 3,40 15,49 Robertson 1983 30,98
Dynamic probing 2004
6
Dynamic probing V1.00
() 1
PROvA PENETRONETR!CA D!NAN!CA
Committente: IlM lMFl/NIl Sr|
Cantiere: FEFMESSC / CCSIFUlFE per |c Fec|izzczicne ci un ccpcnncne incu:lric|e ne||'crec FlF ce|
Ccmune ci Cicc|c- |cllc n.
Localita: N!LLOCA - Comune di C!CALA
Caratteristiche Tecniche-Strumentali Sonda: DPSH TG 63-100 PAGANI
Rif. Norme D!N +09+
Peso Nassa battente 63,S Kg
Altezza di caduta libera 0,7S m
Peso sistema di battuta 0,63 Kg
Diametro punta conica S1,00 mm
Area di base punta 20,+3 cm
Lunghezza delle aste 1 m
Peso aste a metro 6,31 Kgfm
Profondita giunzione prima asta 0,+0 m
Avanzamento punta 0,20 m
Numero colpi per punta N(20)
Coeff. Correlazione 1,+89
Rivestimentoffanghi No
Angolo di apertura punta 90
OPERATORE RESPONSABILE
Dynamic probing V1.00
() 2
PROVE PENETROMETRICHE DINAMICHE CONTINUE
(DYNAMIC PROBING)
DPSH - DPM (... scpt ecc.)
Note illustrative - Diverse tipologie di penetrometri dinamici
La prova penetrometrica dinamica consiste nell`inIiggere nel terreno una punta conica (per tratti consecutivi ) misurando il numero
di colpi N necessari.
Le Prove Penetrometriche Dinamiche sono molto diIIuse ed utilizzate nel territorio da geologi e geotecnici, data la loro semplicita
esecutiva, economicita e rapidita di esecuzione.
La loro elaborazione, interpretazione e visualizzazione graIica consente di 'catalogare e parametrizzare il suolo attraversato con
un`immagine in continuo, che permette anche di avere un raIIronto sulle consistenze dei vari livelli attraversati e una correlazione
diretta con sondaggi geognostici per la caratterizzazione stratigraIica.
La sonda penetrometrica permette inoltre di riconoscere abbastanza precisamente lo spessore delle coltri sul substrato, la quota di
eventuali Ialde e superIici di rottura sui pendii, e la consistenza in generale del terreno.
L`utilizzo dei dati, ricavati da correlazioni indirette e Iacendo riIerimento a vari autori, dovra comunque essere trattato con le
opportune cautele e, possibilmente, dopo esperienze geologiche acquisite in zona.
Elementi caratteristici del penetrometro dinamico sono i seguenti:
- peso massa battente M
- altezza libera caduta H
- punta conica: diametro base cono D, area base A (angolo di apertura )
- avanzamento (penetrazione)
- presenza o meno del rivestimento esterno (Ianghi bentonitici).
Con riIerimento alla classiIicazione ISSMFE (1988) dei diversi tipi di penetrometri dinamici (vedi tabella sotto riportata) si
rileva una prima suddivisione in quattro classi (in base al peso M della massa battente) :
- tipo LEGGERO (DPL)
- tipo MEDIO (DPM)
- tipo PESANTE (DPH)
- tipo SUPERPESANTE (DPSH)
ClassiIicazione ISSMFE dei penetrometri dinamici:
Tipo Sigla di riIerimento peso della massa
M (kg)
proI.max indagine battente
(m)
Leggero DPL (Light) M 10 8
Medio DPM (Medium) 10M 40 20-25
Pesante DPH (Heavy) 40 M 60 25
Super pesante (Super
Heavy)
DPSH M 60 25
penetrometri in uso in Italia
In Italia risultano attualmente in uso i seguenti tipi di penetrometri dinamici (non rientranti pero nello Standard ISSMFE):
- DINAMICO LEGGERO ITALIANO (DL-30) (MEDIO secondo la classiIica ISSMFE)
massa battente M 30 kg, altezza di caduta H 0.20 m, avanzamento 10 cm, punta conica
( 60-90), diametro D 35.7 mm, area base cono A10 cm

rivestimento / Iango bentonitico : talora
previsto;
Dynamic probing V1.00
() 3
- DINAMICO LEGGERO ITALIANO (DL-20) (MEDIO secondo la classiIica ISSMFE)
massa battente M 20 kg, altezza di caduta H0.20 m, avanzamento 10 cm, punta conica
( 60-90), diametro D 35.7 mm, area base cono A10 cm rivestimento / Iango bentonitico : talora
previsto;
- DINAMICO PESANTE ITALIANO (SUPERPESANTE secondo la classiIica ISSMFE)
massa battente M 73 kg, altezza di caduta H0.75 m, avanzamento 30 cm, punta conica ( 60),
diametro D 50.8 mm, area base cono A20.27 cm

rivestimento: previsto secondo precise indicazioni;


- DINAMICO SUPERPESANTE (Tipo EMILIA)
massa battente M63.5 kg, altezza caduta H0.75 m, avanzamento 20-30 cm, punta conica conica (
60-90) diametro D 50.5 mm, area base cono A 20 cm

, rivestimento / Iango bentonitico : talora previsto.


Correlazione con Nspt
Poich la prova penetrometrica standard (SPT) rappresenta, ad oggi, uno dei mezzi piu diIIusi ed economici per ricavare inIormazioni
dal sottosuolo, la maggior parte delle correlazioni esistenti riguardano i valori del numero di colpi Nspt ottenuto con la suddetta prova,
pertanto si presenta la necessita di rapportare il numero di colpi di una prova dinamica con Nspt. Il passaggio viene dato da:
Nspt
t
N
Dove:
SPT
t
Q
Q
in cui Q e l`energia speciIica per colpo e Qspt e quella riIerita alla prova SPT.
L`energia speciIica per colpo viene calcolata come segue:
'
2
M M A
H M
Q
in cui
M peso massa battente;
M` peso aste;
H altezza di caduta;
A area base punta conica;
passo di avanzamento.
Valutazione resistenza dinamica alla punta Rpd
Formula Olandesi
P M A
N H M
P M e A
H M
Rpa
2 2
Rpd resistenza dinamica punta (area A);
e inIissione media per colpo ( / N);
M peso massa battente (altezza caduta H);
P peso totale aste e sistema battuta.
Metodologia di Elaborazione.
Le elaborazioni sono state eIIettuate mediante un programma di calcolo automatico Dynamic Probing della GeoStru Software.
Il programma calcola il rapporto delle energie trasmesse (coeIIiciente di correlazione con SPT) tramite le elaborazioni proposte da
Pasqualini 1983 - MeyerhoI 1956 - Desai 1968 - Borowczyk-Frankowsky 1981.
Permette inoltre di utilizzare i dati ottenuti dall`eIIettuazione di prove penetrometriche per estrapolare utili inIormazioni geotecniche e
geologiche.
Dynamic probing V1.00
() 4
Una vasta esperienza acquisita, unitamente ad una buona interpretazione e correlazione, permettono spesso di ottenere dati utili alla
progettazione e Irequentemente dati maggiormente attendibili di tanti dati bibliograIici sulle litologie e di dati geotecnici determinati
sulle verticali litologiche da poche prove di laboratorio eseguite come rappresentazione generale di una verticale eterogenea
disuniIorme e/o complessa.
In particolare consente di ottenere inIormazioni su:
- l`andamento verticale e orizzontale degli intervalli stratigraIici,
- la caratterizzazione litologica delle unita stratigraIiche,
- i parametri geotecnici suggeriti da vari autori in Iunzione dei valori del numero dei colpi e delle resistenza alla punta.
Valutazioni statistiche e correlazioni
Elaborazione Statistica
Permette l`elaborazione statistica dei dati numerici di Dynamic Probing, utilizzando nel calcolo dei valori rappresentativi dello strato
considerato un valore inIeriore o maggiore della media aritmetica dello strato (dato comunque maggiormente utilizzato); i valori
possibili in immissione sono :
Media
Media aritmetica dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Media minima
Valore statistico inIeriore alla media aritmetica dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Massimo
Valore massimo dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Minimo
Valore minimo dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Scarto quadratico medio
Valore statistico di scarto dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Media deviata
Valore statistico di media deviata dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Media + s
Media scarto (valore statistico) dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Media - s
Media - scarto (valore statistico) dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Pressione ammissibile
Pressione ammissibile speciIica sull`interstrato (con eIIetto di riduzione energia per svergolamento aste o no) calcolata secondo le
note elaborazioni proposte da Herminier, applicando un coeIIiciente di sicurezza (generalmente 20-22) che corrisponde ad un
coeIIiciente di sicurezza standard delle Iondazioni pari a 4, con una geometria Iondale standard di larghezza pari a 1 mt. ed
immorsamento d 1 mt..
Correlazioni geotecniche terreni incoerenti

Liquefazione
Permette di calcolare utilizzando dati Nspt il potenziale di liqueIazione dei suoli (prevalentemente sabbiosi).
Attraverso la relazione di SHI-MING (1982), applicabile a terreni sabbiosi, la liqueIazione risulta possibile solamente se Nspt dello strato considerato risulta
inIeriore a Nspt critico calcolato con l'elaborazione di SHI-MING.

Correzione Aspt in presenza di falda
Nspt corretto 15 0.5 (Nspt - 15)
Dynamic probing V1.00
() 5
Nspt e il valore medio nello strato
La correzione viene applicata in presenza di Ialda solo se il numero di colpi e maggiore di 15 (la correzione viene eseguita se tutto lo strato e in Ialda) .

Angolo di Attrito
Peck-Hanson-Thornburn-MeyerhoI 1956 - Correlazione valida per terreni non molli a proI. 5 mt.; correlazione valida per sabbie e ghiaie rappresenta
valori medi. - Correlazione storica molto usata, valevole per proI. 5 mt. per terreni sopra Ialda e 8 mt. per terreni in Ialda (tensioni 8-10 t/mq)
MeyerhoI 1956 - Correlazioni valide per terreni argillosi ed argillosi-marnosi Iessurati, terreni di riporto sciolti e coltri detritiche (da modiIica sperimentale
di dati).
Sowers 1961)- Angolo di attrito in gradi valido per sabbie in genere (cond. ottimali per proI. 4 mt. sopra Ialda e 7 mt. per terreni in Ialda) ~5 t/mq.
De Mello - Correlazione valida per terreni prevalentemente sabbiosi e sabbioso-ghiaiosi (da modiIica sperimentale di dati) con angolo di attrito 38 .
Malcev 1964 - Angolo di attrito in gradi valido per sabbie in genere (cond. ottimali per proI. ~ 2 m. e per valori di angolo di attrito 38 ).
Schmertmann 1977- Angolo di attrito (gradi) per vari tipi litologici (valori massimi). N.B. valori spesso troppo ottimistici poich desunti da correlazioni
indirette da Dr .
Shioi-Fukuni 1982 (ROAD BRIDGE SPECIFICATION) Angolo di attrito in gradi valido per sabbie - sabbie Iini o limose e limi siltosi (cond. ottimali per
proI. di prova ~ 8 mt. sopra Ialda e ~ 15 mt. per terreni in Ialda) ~15 t/mq.
Shioi-Fukuni 1982 (JAPANESE NATIONALE RAILWAY) Angolo di attrito valido per sabbie medie e grossolane Iino a ghiaiose .
Angolo di attrito in gradi (Owasaki & Iwasaki) valido per sabbie - sabbie medie e grossolane-ghiaiose (cond. ottimali per proI. ~ 8 mt. sopra Ialda e ~ 15 mt.
per terreni in Ialda) s~15 t/mq.
MeyerhoI 1965 - Correlazione valida per terreni per sabbie con di limo 5 a proIondita 5 mt. e con di limo ~ 5 a proIondita 3 mt.
Mitchell e Katti (1965) - Correlazione valida per sabbie e ghiaie.

Densit relativa (")
Gibbs & Holtz (1957) correlazione valida per qualunque pressione eIIicace, per ghiaie Dr viene sovrastimato, per limi sottostimato.
Skempton (1986) elaborazione valida per limi e sabbie e sabbie da Iini a grossolane NC a qualunque pressione eIIicace, per ghiaie il valore di Dr viene
sovrastimato, per limi sottostimato.
MeyerhoI (1957).
Schultze & Menzenbach (1961) per sabbie Iini e ghiaiose NC , metodo valido per qualunque valore di pressione eIIicace in depositi NC, per ghiaie il valore
di Dr viene sovrastimato, per limi sottostimato.
Modulo Di Young (E
v
)
Terzaghi - elaborazione valida per sabbia pulita e sabbia con ghiaia senza considerare la pressione eIIicace.
Schmertmann (1978), correlazione valida per vari tipi litologici .
Schultze-Menzenbach , correlazione valida per vari tipi litologici.
D'Appollonia ed altri (1970) , correlazione valida per sabbia, sabbia SC, sabbia NC e ghiaia
Bowles (1982), correlazione valida per sabbia argillosa, sabbia limosa, limo sabbioso, sabbia media, sabbia e ghiaia.

Modulo Edometrico
Begemann (1974) elaborazione desunta da esperienze in Grecia, correlazione valida per limo con sabbia, sabbia e ghiaia
Buismann-Sanglerat , correlazione valida per sabbia e sabbia argillosa.
Farrent (1963) valida per sabbie, talora anche per sabbie con ghiaia (da modiIica sperimentale di dati).
Menzenbach e Malcev valida per sabbia Iine, sabbia ghiaiosa e sabbia e ghiaia.

Stato di consistenza
ClassiIicazione A.G.I. 1977

Peso di Jolume Camma
MeyerhoI ed altri, valida per sabbie, ghiaie, limo, limo sabbioso.

Peso di volume saturo
Bowles 1982, Terzaghi-Peck 1948-1967. Correlazione valida per peso speciIico del materiale pari a circa 2,65 t/mc e per peso di volume secco variabile
da 1,33 (Nspt 0) a 1,99 (Nspt 95)
Dynamic probing V1.00
() 6
Modulo di poisson
ClassiIicazione A.G.I.
Potenziale di liquefazione (Stress Ratio)
Seed-Idriss 1978-1981 . Tale correlazione e valida solamente per sabbie, ghiaie e limi sabbiosi, rappresenta il rapporto tra lo sIorzo dinamico medio e la
tensione verticale di consolidazione per la valutazione del potenziale di liqueIazione delle sabbie e terreni sabbio-ghiaiosi attraverso graIici degli autori.
Jelocit onde di taglio Js (m/sec)
Tale correlazione e valida solamente per terreni incoerenti sabbiosi e ghiaiosi.
Modulo di deformazione di taglio (G)
Ohsaki & Iwasaki elaborazione valida per sabbie con Iine plastico e sabbie pulite.
Robertson e Campanella (1983) e Imai & Tonouchi (1982) elaborazione valida soprattutto per sabbie e per tensioni litostatiche comprese tra 0,5 - 4,0
kg/cmq.
Modulo di reazione (Ko)
NavIac 1971-1982 - elaborazione valida per sabbie, ghiaie, limo, limo sabbioso .

Resistenza alla punta del Penetrometro Statico (Qc)
Robertson 1983 Qc
Correlazioni geotecniche terreni coesivi

Coesione non drenata
Benassi & Vannelli- correlazioni scaturite da esperienze ditta costruttrice Penetrometri SUNDA 1983.
Terzaghi-Peck (1948-1967), correlazione valida per argille sabbiose-siltose NC con Nspt 8 , argille limose-siltose mediamente plastiche, argille
marnose alterate-Iessurate.
Terzaghi-Peck (1948). Cu min-max.
Sanglerat , da dati Penetr. Statico per terreni coesivi saturi , tale correlazione non e valida per argille sensitive con sensitivita ~ 5, per argille
sovraconsolidate Iessurate e per i limi a bassa plasticita.
Sanglerat , (per argille limose-sabbiose poco coerenti), valori validi per resistenze penetrometriche 10 colpi, per resistenze penetrometriche ~ 10
l'elaborazione valida e comunque quella delle "argille plastiche " di Sanglerat.
(U.S.D.M.S.M.) U.S. Design Manual Soil Mechanics Coesione non drenata per argille limose e argille di bassa media ed alta plasticita , (Cu-Nspt-grado di
plasticita).
Schmertmann 1975 Cu (Kg/cmq) (valori medi), valida per argille e limi argillosi con Nc20 e Qc/Nspt2.
Schmertmann 1975 Cu (Kg/cmq) (valori minimi), valida per argille NC .
Fletcher 1965 - (Argilla di Chicago) . Coesione non drenata Cu (Kg/cmq), colonna valori validi per argille a medio-bassa plasticita .
Houston (1960) - argilla di media-alta plasticita.
Shioi-Fukuni 1982 , valida per suoli poco coerenti e plastici, argilla di media-alta plasticita.
Begemann.
De Beer.

Resistenza alla punta del Penetrometro Statico (Qc)
Robertson 1983 Qc

Modulo Edometrico-Confinato (Mo)

Stroud e Butler (1975) - per litotipi a media plasticita, valida per litotipi argillosi a media-medio-alta plasticita - da esperienze su argille glaciali.
Stroud e Butler (1975), per litotipi a medio-bassa plasticita (IP 20), valida per litotipi argillosi a medio-bassa plasticita (IP 20) - da esperienze su argille
glaciali .
Vesic (1970) correlazione valida per argille molli (valori minimi e massimi).
TroIimenkov (1974), Mitchell e Gardner Modulo ConIinato -Mo (Eed) (Kg/cmq)-, valida per litotipi argillosi e limosi-argillosi (rapporto Qc/Nspt1.5-2.0).
Buismann- Sanglerat, valida per argille compatte ( Nspt 30) medie e molli ( Nspt 4) e argille sabbiose (Nspt6-12).
Dynamic probing V1.00
() 7
Modulo Di Young (E
Y
)
Schultze-Menzenbach - (Min. e Max.), correlazione valida per limi coerenti e limi argillosi con I.P. ~15
D'Appollonia ed altri (1983) - correlazione valida per argille sature-argille Iessurate.
Stato di consistenza

ClassiIicazione A.G.I. 1977

Peso di Jolume Camma
MeyerhoI ed altri, valida per argille, argille sabbiose e limose prevalentemente coerenti.
Peso di volume saturo
Correlazione Bowles (1982), Terzaghi-Peck (1948-1967), valida per condizioni speciIiche: peso speciIico del materiale pari a circa G2,70 (t/mc) e per
indici dei vuoti variabili da 1,833 (Nspt0) a 0,545 (Nspt28)
Dynamic probing V1.00
() 8
PROVA ... Nr.1
Strumento utilizzato... DPSH TG 63-100 PAGANI
Prova eseguita in data 17/09/2010
ProIondita prova 2,20 mt
Falda non rilevata
ProIondita (m) Nr. Colpi Calcolo coeII.
riduzione sonda Chi
Res. dinamica
ridotta
(Mpa)
Res. dinamica
(Mpa)
Pres. ammissibile
con riduzione
Herminier -
Olandesi
(KPa)
Pres. ammissibile
Herminier -
Olandesi
(KPa)
0,20 5 0,855 4,40 5,15 220,16 257,60
0,40 11 0,851 9,64 11,33 482,16 566,73
0,60 7 0,847 5,61 6,62 280,35 330,99
0,80 6 0,843 4,79 5,67 239,26 283,71
1,00 6 0,840 4,76 5,67 238,25 283,71
1,20 9 0,836 7,12 8,51 355,88 425,56
1,40 10 0,833 7,88 9,46 393,82 472,85
1,60 11 0,830 7,97 9,61 398,70 480,62
1,80 11 0,826 7,94 9,61 397,15 480,62
2,00 18 0,773 12,16 15,73 608,09 786,47
2,20 50 0,620 27,09 43,69 1354,74 2184,64
STIMA PARAMETRI GEOTECNICI PROVA Nr.1
TERRENI INCOERENTI
Densit relativa
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Densita relativa
()
Strato 1 10 1,00 10 Skempton (1986) 32,99
Strato 2 17 2,00 17 Skempton (1986) 46,5
Angolo di resistenza al taglio
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Angolo d'attrito
()
Strato 1 10 1,00 10 MeyerhoI (1956) 17,86
Strato 2 17 2,00 17 Shioi-Fukuni (1982) 30,97
Modulo di Young
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Modulo di Young
(Mpa)
Strato 1 10 1,00 10 Bowles (1982) 4,71
Strato 2 17 2,00 17 Bowles (1982) 6,77
Modulo Edometrico
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Modulo Edometrico
(Mpa)
Strato 1 10 1,00 10 Begemann (1974) 4,71
Strato 2 17 2,00 17 Begemann (1974) 6,12
Classificazione AGI
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione ClassiIicazione AGI
Strato 1 10 1,00 10 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
POCO
ADDENSATO
Strato 2 17 2,00 17 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
MODERATAMENT
E ADDENSATO
Peso unit di volume
Nspt ProI. Strato Nspt corretto per Correlazione Gamma
Dynamic probing V1.00
() 9
(m) presenza Ialda (KN/m)
Strato 1 10 1,00 10 MeyerhoI ed altri 16,97
Strato 2 17 2,00 17 MeyerhoI ed altri 18,93
Peso unit di volume saturo
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Gamma Saturo
(KN/m)
Strato 1 10 1,00 10 Terzaghi-Peck 1948-
1967
18,83
Strato 2 17 2,00 17 Terzaghi-Peck 1948-
1967
19,22
Modulo di Poisson
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Poisson
Strato 1 10 1,00 10 (A.G.I.) 0,33
Strato 2 17 2,00 17 (A.G.I.) 0,32
Modulo di deformazione a taglio dinamico
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione G
(Mpa)
Strato 1 10 1,00 10 Robertson e
Campanella (1983)
50,05
Strato 2 17 2,00 17 Robertson e
Campanella (1983)
69,22
Velocit onde
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Velocita onde
m/s
Strato 1 10 1,00 10 Ohta e Goto (1978) 89,13
Strato 2 17 2,00 17 Ohta e Goto (1978) 120,774
Modulo di reazione Ko
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Ko
(Kg/cm)
Strato 1 10 1,00 10 NavIac 1971-1982 2,10
Strato 2 17 2,00 17 NavIac 1971-1982 3,51
Qc ( Resistenza punta Penetrometro Statico)
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Qc
(Mpa)
Strato 1 10 1,00 10 Robertson (1983) 2,94
Strato 2 17 2,00 17 Robertson (1983) 5,00
PROVA ... Nr.2
Strumento utilizzato... DPSH TG 63-100 PAGANI
Prova eseguita in data 17/09/2010
ProIondita prova 4,80 mt
Falda non rilevata
ProIondita (m) Nr. Colpi Calcolo coeII.
riduzione sonda
Chi
Res. dinamica
ridotta
(Mpa)
Res. dinamica
(Mpa)
Pres. ammissibile
con riduzione
Herminier -
Olandesi
(KPa)
Pres. ammissibile
Herminier -
Olandesi
(KPa)
0,20 2 0,855 1,76 2,06 88,06 103,04
0,40 5 0,851 4,38 5,15 219,16 257,60
0,60 8 0,847 6,41 7,57 320,40 378,28
0,80 8 0,843 6,38 7,57 319,02 378,28
Dynamic probing V1.00
() 10
1,00 6 0,840 4,76 5,67 238,25 283,71
1,20 5 0,836 3,95 4,73 197,71 236,42
1,40 8 0,833 6,30 7,57 315,06 378,28
1,60 4 0,830 2,90 3,50 144,98 174,77
1,80 3 0,826 2,17 2,62 108,31 131,08
2,00 4 0,823 2,88 3,50 143,87 174,77
2,20 4 0,820 2,87 3,50 143,33 174,77
2,40 4 0,817 2,86 3,50 142,81 174,77
2,60 4 0,814 2,65 3,25 132,26 162,43
2,80 4 0,811 2,64 3,25 131,80 162,43
3,00 4 0,809 2,63 3,25 131,35 162,43
3,20 5 0,806 3,27 4,06 163,65 203,04
3,40 6 0,803 3,91 4,87 195,75 243,65
3,60 6 0,801 3,65 4,55 182,26 227,58
3,80 8 0,798 4,85 6,07 242,27 303,44
4,00 10 0,796 6,04 7,59 301,93 379,30
4,20 8 0,794 4,82 6,07 240,84 303,44
4,40 14 0,741 7,87 10,62 393,71 531,02
4,60 20 0,739 10,52 14,23 526,09 711,66
4,80 50 0,587 20,89 35,58 1044,54 1779,15
STIMA PARAMETRI GEOTECNICI PROVA Nr.2
TERRENI INCOERENTI
Densit relativa
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Densita relativa
()
Strato 1 8 1,40 8 Skempton (1986) 28,4
Strato 2 6 3,60 6 Skempton (1986) 23,45
Strato 3 17 4,60 17 Skempton (1986) 46,5
Angolo di resistenza al taglio
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Angolo d'attrito
()
Strato 1 8 1,40 8 MeyerhoI (1956) 17,29
Strato 2 6 3,60 6 Shioi-Fukuni (1982) 24,49
Strato 3 17 4,60 17 Shioi-Fukuni (1982) 30,97
Modulo di Young
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Modulo di Young
(Mpa)
Strato 1 8 1,40 8 Bowles (1982) 4,12
Strato 2 6 3,60 6 Bowles (1982) 3,53
Strato 3 17 4,60 17 Bowles (1982) 6,77
Modulo Edometrico
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Modulo Edometrico
(Mpa)
Strato 1 8 1,40 8 Begemann (1974) 4,31
Strato 2 6 3,60 6 Begemann (1974) 3,90
Strato 3 17 4,60 17 Begemann (1974) 6,12
Classificazione AGI
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione ClassiIicazione AGI
Strato 1 8 1,40 8 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
POCO
ADDENSATO
Strato 2 6 3,60 6 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
POCO
ADDENSATO
Strato 3 17 4,60 17 ClassiIicazione MODERATAMENT
Dynamic probing V1.00
() 11
A.G.I. 1977 E ADDENSATO
Peso unit di volume
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Gamma
(KN/m)
Strato 1 8 1,40 8 MeyerhoI ed altri 16,28
Strato 2 6 3,60 6 MeyerhoI ed altri 15,49
Strato 3 17 4,60 17 MeyerhoI ed altri 18,93
Peso unit di volume saturo
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Gamma Saturo
(KN/m)
Strato 1 8 1,40 8 Terzaghi-Peck 1948-
1967
18,73
Strato 2 6 3,60 6 Terzaghi-Peck 1948-
1967
18,53
Strato 3 17 4,60 17 Terzaghi-Peck 1948-
1967
19,22
Modulo di Poisson
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Poisson
Strato 1 8 1,40 8 (A.G.I.) 0,34
Strato 2 6 3,60 6 (A.G.I.) 0,34
Strato 3 17 4,60 17 (A.G.I.) 0,32
Modulo di deformazione a taglio dinamico
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione G
(Mpa)
Strato 1 8 1,40 8 Robertson e
Campanella (1983)
43,67
Strato 2 6 3,60 6 Robertson e
Campanella (1983)
36,63
Strato 3 17 4,60 17 Robertson e
Campanella (1983)
69,22
Velocit onde
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Velocita onde
m/s
Strato 1 8 1,40 8 Ohta e Goto (1978) 91,508
Strato 2 6 3,60 6 Ohta e Goto (1978) 111,312
Strato 3 17 4,60 17 Ohta e Goto (1978) 146,641
Modulo di reazione Ko
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Ko
(Kg/cm)
Strato 1 8 1,40 8 NavIac 1971-1982 1,67
Strato 2 6 3,60 6 NavIac 1971-1982 1,22
Strato 3 17 4,60 17 NavIac 1971-1982 3,51
Qc ( Resistenza punta Penetrometro Statico)
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Qc
(Mpa)
Strato 1 8 1,40 8 Robertson (1983) 2,35
Strato 2 6 3,60 6 Robertson (1983) 1,77
Strato 3 17 4,60 17 Robertson (1983) 5,00
GeoSud s.n.c.
via Tevere. +2 - 87036 RENDE (CS)
info@geosud.com
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA Nr.1
Strumento utilizzato... DPSH TG 63-100 PAGANI
Committente: T!N !NP!ANT! srl Data: 17f09f2010
Cantiere: Realizzazione di un capannone industriale nell'area P!P
Localita: N!LLOCA - CONUNE D! C!CALA (CZ)
Numero di colpi penetrazione punta Rpd (Npa) !nterpretazione Stratigrafica
0 S 10 1S 20 2S 30 3S +0 +S
1
2
S
11
7
6
6
9
10
11
11
18
S0
0 S,6 11,2 16,8 22,+
1
2
1
0.00
100,0
2
200,0
Scala 1:S0
GeoSud s.n.c.
via Tevere. +2 - 87036 RENDE (CS)
info@geosud.com
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA Nr.2
Strumento utilizzato... DPSH TG 63-100 PAGANI
Committente: T!N !NP!ANT! srl Data: 17f09f2010
Cantiere: Realizzazione di un capannone industriale nell'area P!P
Localita: N!LLOCA - CONUNE D! C!CALA (CZ)
Numero di colpi penetrazione punta Rpd (Npa) !nterpretazione Stratigrafica
0 S 10 1S 20 2S 30 3S +0 +S
1
2
3
+
2
S
8
8
6
S
8
+
3
+
+
+
+
+
+
S
6
6
8
10
8
1+
20
S0
0 S,6 11,2 16,8 22,+
1
2
3
+
1
0.00
1+0,0
2
360,0
3
+60,0
Scala 1:S0
P PR RO OJ JI IA AC CI IA A D DI I C CA A1 1A AA AZ ZA AR RO O
COMUNE DI CICALA
IADICE
IADACIAI CEOFISICHE:
PROSPEZIOAI SISMICHE A RIFRAZIOAE
Generalita sulle inaagini sismiche a rifra:ione
Caratteristiche aelle apparecchiature
Rilevamento ea interpreta:ione
Elabora:ione ea analisi aei aati
Analisi aei risultati
MASW
Generalita sulle inaagini MASW
Rilevamento ea interpreta:ione
Caratteristiche aelle apparecchiature
Elabora:ione ea analisi aei risultati
Js30 e caratteri::a:ione aei suoli
PROJE PEAE1ROME1RICHE DPSH
Caratteristiche strumentali
Generalita sulle prove penetrometriche
Metoaologia ai elabora:ione
Elabora:ione aei aati
Stima aei parametri geotecnici
Analisi aei risultati
REPER1ORIO FO1OCRAFICO
-

Dynamic probing V1.00


() 1
PROVE PENETROMETRICHE DINAMICHE CONTINUE
(DYNAMIC PROBING)
DPSH DPM (... scpt ecc.)
Note illustrative - Diverse tipologie di penetrometri dinamici
La prova penetrometrica dinamica consiste nell inIiggere nel terreno una punta conica (per tratti consecutivi
) misurando il numero di colpi N necessari.
Le Prove Penetrometriche Dinamiche sono molto diIIuse ed utilizzate nel territorio da geologi e geotecnici,
data la loro semplicita esecutiva, economicita e rapidita di esecuzione.
La loro elaborazione, interpretazione e visualizzazione graIica consente di 'catalogare e parametrizzare il
suolo attraversato con un immagine in continuo, che permette anche di avere un raIIronto sulle consistenze
dei vari livelli attraversati e una correlazione diretta con sondaggi geognostici per la caratterizzazione
stratigraIica.
La sonda penetrometrica permette inoltre di riconoscere abbastanza precisamente lo spessore delle coltri sul
substrato, la quota di eventuali Ialde e superIici di rottura sui pendii, e la consistenza in generale del terreno.
L utilizzo dei dati, ricavati da correlazioni indirette e Iacendo riIerimento a vari autori, dovra comunque
essere trattato con le opportune cautele e, possibilmente, dopo esperienze geologiche acquisite in zona.
Elementi caratteristici del penetrometro dinamico sono i seguenti:
- peso massa battente M
- altezza libera caduta H
- punta conica: diametro base cono D, area base A (angolo di apertura o)
- avanzamento (penetrazione)
- presenza o meno del rivestimento esterno (Ianghi bentonitici).
Con riIerimento alla classiIicazione ISSMFE (1988) dei diversi tipi di penetrometri dinamici (vedi
tabella sotto riportata) si rileva una prima suddivisione in quattro classi (in base al peso M della massa
battente) :
- tipo LEGGERO (DPL)
- tipo MEDIO (DPM)
- tipo PESANTE (DPH)
- tipo SUPERPESANTE (DPSH)
ClassiIicazione ISSMFE dei penetrometri dinamici:
Tipo Sigla di riIerimento peso della massa
M (kg)
proI.max indagine
battente
(m)
Leggero DPL (Light) M s10 8
Medio DPM (Medium) 10M 40 20-25
Pesante DPH (Heavy) 40sM 60 25
Super pesante (Super
Heavy)
DPSH M>60 25
penetrometri in uso in Italia
In Italia risultano attualmente in uso i seguenti tipi di penetrometri dinamici (non rientranti pero nello
Standard ISSMFE):
- DINAMICO LEGGERO ITALIANO (DL-30) (MEDIO secondo la classiIica ISSMFE)
massa battente M 30 kg, altezza di caduta H 0.20 m, avanzamento 10 cm, punta conica
(o60-90), diametro D 35.7 mm, area base cono A10 cm

rivestimento / Iango bentonitico :
talora
previsto;
- DINAMICO LEGGERO ITALIANO (DL-20) (MEDIO secondo la classiIica ISSMFE)
massa battente M 20 kg, altezza di caduta H0.20 m, avanzamento 10 cm, punta conica
(o 60-90), diametro D 35.7 mm, area base cono A10 cm rivestimento / Iango bentonitico :
talora
previsto;
- DINAMICO PESANTE ITALIANO (SUPERPESANTE secondo la classiIica ISSMFE)
massa battente M 73 kg, altezza di caduta H0.75 m, avanzamento 30 cm, punta conica (o
60),
diametro D 50.8 mm, area base cono A20.27 cm

rivestimento: previsto secondo precise
indicazioni;
- DINAMICO SUPERPESANTE (Tipo EMILIA)
massa battente M63.5 kg, altezza caduta H0.75 m, avanzamento 20-30 cm, punta conica
conica (o
60-90) diametro D 50.5 mm, area base cono A 20 cm

, rivestimento / Iango bentonitico :


talora previsto.
Correlazione con Nspt
Poich la prova penetrometrica standard (SPT) rappresenta, ad oggi, uno dei mezzi piu diIIusi ed economici
per ricavare inIormazioni dal sottosuolo, la maggior parte delle correlazioni esistenti riguardano i valori del
numero di colpi Nspt ottenuto con la suddetta prova, pertanto si presenta la necessita di rapportare il numero
di colpi di una prova dinamica con Nspt. Il passaggio viene dato da:
Nspt
t
N
Dove:
SPT
t
Q
Q

in cui Q e l energia speciIica per colpo e Qspt e quella riIerita alla prova SPT.
L energia speciIica per colpo viene calcolata come segue:
'
2
M M A
H M
Q
+

in cui
M peso massa battente;
M peso aste;
H altezza di caduta;
A area base punta conica;
passo di avanzamento.
Valutazione resistenza dinamica alla punta Rpd
Formula Olandesi
P M A
N H M
P M e A
H M
Rpa
+

2 2
Rpd resistenza dinamica punta (area A);
e inIissione media per colpo (/ N);
M peso massa battente (altezza caduta H);
P peso totale aste e sistema battuta.
Metodologia di Elaborazione.
Le elaborazioni sono state eIIettuate mediante un programma di calcolo automatico Dynamic Probing della
GeoStru Software.
Il programma calcola il rapporto delle energie trasmesse (coeIIiciente di correlazione con SPT) tramite le
elaborazioni proposte da Pasqualini 1983 - MeyerhoI 1956 - Desai 1968 - Borowczyk-Frankowsky 1981.
Permette inoltre di utilizzare i dati ottenuti dall eIIettuazione di prove penetrometriche per estrapolare utili
inIormazioni geotecniche e geologiche.
Una vasta esperienza acquisita, unitamente ad una buona interpretazione e correlazione, permettono spesso
di ottenere dati utili alla progettazione e Irequentemente dati maggiormente attendibili di tanti dati
bibliograIici sulle litologie e di dati geotecnici determinati sulle verticali litologiche da poche prove di
laboratorio eseguite come rappresentazione generale di una verticale eterogenea disuniIorme e/o complessa.
In particolare consente di ottenere inIormazioni su:
- l andamento verticale e orizzontale degli intervalli stratigraIici,
- la caratterizzazione litologica delle unita stratigraIiche,
- i parametri geotecnici suggeriti da vari autori in Iunzione dei valori del numero dei colpi e delle
resistenza alla punta.
Valutazioni statistiche e correlazioni
Elaborazione Statistica
Permette l elaborazione statistica dei dati numerici di Dynamic Probing, utilizzando nel calcolo dei valori
rappresentativi dello strato considerato un valore inIeriore o maggiore della media aritmetica dello strato
(dato comunque maggiormente utilizzato); i valori possibili in immissione sono :
Media
Media aritmetica dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Media minima
Valore statistico inIeriore alla media aritmetica dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Massimo
Valore massimo dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Minimo
Valore minimo dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Scarto quadratico medio
Valore statistico di scarto dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Media deviata
Valore statistico di media deviata dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Media + s
Media scarto (valore statistico) dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Media - s
Media - scarto (valore statistico) dei valori del numero di colpi sullo strato considerato.
Pressione ammissibile
Pressione ammissibile speciIica sull interstrato (con eIIetto di riduzione energia per svergolamento aste o no)
calcolata secondo le note elaborazioni proposte da Herminier, applicando un coeIIiciente di sicurezza
(generalmente 20-22) che corrisponde ad un coeIIiciente di sicurezza standard delle Iondazioni pari a 4,
con una geometria Iondale standard di larghezza pari a 1 mt. ed immorsamento d 1 mt..
Correlazioni geotecniche terreni incoerenti
Liquefazione
Permette di calcolare utilizzando dati Nspt il potenziale di liqueIazione dei suoli (prevalentemente
sabbiosi).
Attraverso la relazione di SHI-MING (1982), applicabile a terreni sabbiosi, la liqueIazione risulta
possibile solamente se Nspt dello strato considerato risulta inIeriore a Nspt critico calcolato con
l'elaborazione di SHI-MING.
Correzione Aspt in presenza di falda
Nspt corretto 15 0.5 (Nspt - 15)
Nspt e il valore medio nello strato
La correzione viene applicata in presenza di Ialda solo se il numero di colpi e maggiore di 15 (la
correzione viene eseguita se tutto lo strato e in Ialda) .
Angolo di Attrito
- Peck-Hanson-Thornburn-MeyerhoI 1956 - Correlazione valida per terreni non molli a proI. 5 mt.;
correlazione valida per sabbie e ghiaie rappresenta valori medi. - Correlazione storica molto usata,
valevole per proI. 5 mt. per terreni sopra Ialda e 8 mt. per terreni in Ialda (tensioni 8-10 t/mq)
- MeyerhoI 1956 - Correlazioni valide per terreni argillosi ed argillosi-marnosi Iessurati, terreni di
riporto sciolti e coltri detritiche (da modiIica sperimentale di dati).
- Sowers 1961)- Angolo di attrito in gradi valido per sabbie in genere (cond. ottimali per proI. 4 mt.
sopra Ialda e 7 mt. per terreni in Ialda) o~5 t/mq.
- De Mello - Correlazione valida per terreni prevalentemente sabbiosi e sabbioso-ghiaiosi (da
modiIica sperimentale di dati) con angolo di attrito 38 .
- Malcev 1964 - Angolo di attrito in gradi valido per sabbie in genere (cond. ottimali per proI. ~ 2 m. e
per valori di angolo di attrito 38 ).
- Schmertmann 1977- Angolo di attrito (gradi) per vari tipi litologici (valori massimi). N.B. valori
spesso troppo ottimistici poich desunti da correlazioni indirette da Dr .
- Shioi-Fukuni 1982 (ROAD BRIDGE SPECIFICATION) Angolo di attrito in gradi valido per sabbie
- sabbie Iini o limose e limi siltosi (cond. ottimali per proI. di prova ~ 8 mt. sopra Ialda e ~ 15 mt.
per terreni in Ialda) o~15 t/mq.
- Shioi-Fukuni 1982 (JAPANESE NATIONALE RAILWAY) Angolo di attrito valido per sabbie
medie e grossolane Iino a ghiaiose .
- Angolo di attrito in gradi (Owasaki & Iwasaki) valido per sabbie - sabbie medie e grossolane-
ghiaiose (cond. ottimali per proI. ~ 8 mt. sopra Ialda e ~ 15 mt. per terreni in Ialda) s~15 t/mq.
- MeyerhoI 1965 - Correlazione valida per terreni per sabbie con di limo 5 a proIondita 5 mt.
e con di limo ~ 5 a proIondita 3 mt.
- Mitchell e Katti (1965) - Correlazione valida per sabbie e ghiaie.
Densit relativa (")
- Gibbs & Holtz (1957) correlazione valida per qualunque pressione eIIicace, per ghiaie Dr viene
sovrastimato, per limi sottostimato.
- Skempton (1986) elaborazione valida per limi e sabbie e sabbie da Iini a grossolane NC a qualunque
pressione eIIicace, per ghiaie il valore di Dr viene sovrastimato, per limi sottostimato.
- MeyerhoI (1957).
- Schultze & Menzenbach (1961) per sabbie Iini e ghiaiose NC , metodo valido per qualunque valore
di pressione eIIicace in depositi NC, per ghiaie il valore di Dr viene sovrastimato, per limi
sottostimato.
Modulo Di Young (E
v
)
- Terzaghi - elaborazione valida per sabbia pulita e sabbia con ghiaia senza considerare la pressione
eIIicace.
- Schmertmann (1978), correlazione valida per vari tipi litologici .
- Schultze-Menzenbach , correlazione valida per vari tipi litologici.
- D'Appollonia ed altri (1970) , correlazione valida per sabbia, sabbia SC, sabbia NC e ghiaia
- Bowles (1982), correlazione valida per sabbia argillosa, sabbia limosa, limo sabbioso, sabbia media,
sabbia e ghiaia.
Modulo Edometrico
- Begemann (1974) elaborazione desunta da esperienze in Grecia, correlazione valida per limo con
sabbia, sabbia e ghiaia
- Buismann-Sanglerat , correlazione valida per sabbia e sabbia argillosa.
- Farrent (1963) valida per sabbie, talora anche per sabbie con ghiaia (da modiIica sperimentale di
dati).
- Menzenbach e Malcev valida per sabbia Iine, sabbia ghiaiosa e sabbia e ghiaia.
Stato di consistenza
- ClassiIicazione A.G.I. 1977
Peso di Jolume Camma
- MeyerhoI ed altri, valida per sabbie, ghiaie, limo, limo sabbioso.
Peso di volume saturo
- Bowles 1982, Terzaghi-Peck 1948-1967. Correlazione valida per peso speciIico del materiale pari a
circa y 2,65 t/mc e per peso di volume secco variabile da 1,33 (Nspt 0) a 1,99 (Nspt 95)
Modulo di poisson
ClassiIicazione A.G.I.
Potenziale di liquefazione (Stress Ratio)
- Seed-Idriss 1978-1981 . Tale correlazione e valida solamente per sabbie, ghiaie e limi sabbiosi,
rappresenta il rapporto tra lo sIorzo dinamico medio t e la tensione verticale di consolidazione per la
valutazione del potenziale di liqueIazione delle sabbie e terreni sabbio-ghiaiosi attraverso graIici
degli autori.
Jelocit onde di taglio Js (m/sec)
- Tale correlazione e valida solamente per terreni incoerenti sabbiosi e ghiaiosi.
Modulo di deformazione di taglio (G)
- Ohsaki & Iwasaki elaborazione valida per sabbie con Iine plastico e sabbie pulite.
- Robertson e Campanella (1983) e Imai & Tonouchi (1982) elaborazione valida soprattutto per sabbie
e per tensioni litostatiche comprese tra 0,5 - 4,0 kg/cmq.
Modulo di reazione (Ko)
- NavIac 1971-1982 - elaborazione valida per sabbie, ghiaie, limo, limo sabbioso .
Resistenza alla punta del Penetrometro Statico (Qc)
- Robertson 1983 Qc
Correlazioni geotecniche terreni coesivi
Coesione non drenata
- Benassi & Vannelli- correlazioni scaturite da esperienze ditta costruttrice Penetrometri SUNDA
1983.
- Terzaghi-Peck (1948-1967), correlazione valida per argille sabbiose-siltose NC con Nspt 8 ,
argille limose-siltose mediamente plastiche, argille marnose alterate-Iessurate.
- Terzaghi-Peck (1948). Cu min-max.
- Sanglerat , da dati Penetr. Statico per terreni coesivi saturi , tale correlazione non e valida per argille
sensitive con sensitivita ~ 5, per argille sovraconsolidate Iessurate e per i limi a bassa plasticita.
- Sanglerat , (per argille limose-sabbiose poco coerenti), valori validi per resistenze penetrometriche
10 colpi, per resistenze penetrometriche ~ 10 l'elaborazione valida e comunque quella delle "argille
plastiche " di Sanglerat.
- (U.S.D.M.S.M.) U.S. Design Manual Soil Mechanics Coesione non drenata per argille limose e
argille di bassa media ed alta plasticita , (Cu-Nspt-grado di plasticita).
- Schmertmann 1975 Cu (Kg/cmq) (valori medi), valida per argille e limi argillosi con Nc20 e
Qc/Nspt2.
- Schmertmann 1975 Cu (Kg/cmq) (valori minimi), valida per argille NC .
- Fletcher 1965 - (Argilla di Chicago) . Coesione non drenata Cu (Kg/cmq), colonna valori validi per
argille a medio-bassa plasticita .
- Houston (1960) - argilla di media-alta plasticita.
- Shioi-Fukuni 1982 , valida per suoli poco coerenti e plastici, argilla di media-alta plasticita.
- Begemann.
- De Beer.
Resistenza alla punta del Penetrometro Statico (Qc)
- Robertson 1983 Qc
Modulo Edometrico-Confinato (Mo)
- Stroud e Butler (1975) - per litotipi a media plasticita, valida per litotipi argillosi a media-medio-alta
plasticita - da esperienze su argille glaciali.
- Stroud e Butler (1975), per litotipi a medio-bassa plasticita (IP 20), valida per litotipi argillosi a
medio-bassa plasticita (IP 20) - da esperienze su argille glaciali .
- Vesic (1970) correlazione valida per argille molli (valori minimi e massimi).
- TroIimenkov (1974), Mitchell e Gardner Modulo ConIinato -Mo (Eed) (Kg/cmq)-, valida per litotipi
argillosi e limosi-argillosi (rapporto Qc/Nspt1.5-2.0).
- Buismann- Sanglerat, valida per argille compatte ( Nspt 30) medie e molli ( Nspt 4) e argille
sabbiose (Nspt6-12).
Modulo Di Young (E
Y
)
- Schultze-Menzenbach - (Min. e Max.), correlazione valida per limi coerenti e limi argillosi con I.P.
~15
- D'Appollonia ed altri (1983) - correlazione valida per argille sature-argille Iessurate.
Stato di consistenza
- ClassiIicazione A.G.I. 1977
Peso di Jolume Camma
- MeyerhoI ed altri, valida per argille, argille sabbiose e limose prevalentemente coerenti.
Peso di volume saturo
- Correlazione Bowles (1982), Terzaghi-Peck (1948-1967), valida per condizioni speciIiche: peso
speciIico del materiale pari a circa G2,70 (t/mc) e per indici dei vuoti variabili da 1,833 (Nspt0) a
0,545 (Nspt28)
PROVA ... Nr.1
Strumento utilizzato... DPSH TG 63-100 PAGANI
Prova eseguita in data 17/09/2010
ProIondita prova 2,20 mt
Falda non rilevata
ProIondita (m) Nr. Colpi Calcolo coeII.
riduzione sonda Chi
Res. dinamica ridotta
(Mpa)
Res. dinamica
(Mpa)
Pres. ammissibile
con riduzione
Herminier - Olandesi
(KPa)
Pres. ammissibile
Herminier - Olandesi
(KPa)
0,20 5 0,855 4,40 5,15 220,16 257,60
0,40 11 0,851 9,64 11,33 482,16 566,73
0,60 7 0,847 5,61 6,62 280,35 330,99
0,80 6 0,843 4,79 5,67 239,26 283,71
1,00 6 0,840 4,76 5,67 238,25 283,71
1,20 9 0,836 7,12 8,51 355,88 425,56
1,40 10 0,833 7,88 9,46 393,82 472,85
1,60 11 0,830 7,97 9,61 398,70 480,62
1,80 11 0,826 7,94 9,61 397,15 480,62
2,00 18 0,773 12,16 15,73 608,09 786,47
2,20 50 0,620 27,09 43,69 1354,74 2184,64
STIMA PARAMETRI GEOTECNICI PROVA Nr.1
TERRENI INCOERENTI
Densit relativa
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Densita relativa
()
Strato 1 10 1,00 10 Skempton (1986) 32,99
Strato 2 17 2,00 17 Skempton (1986) 46,5
Angolo di resistenza al taglio
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Angolo d'attrito
()
Strato 1 10 1,00 10 MeyerhoI (1956) 17,86
Strato 2 17 2,00 17 Shioi-Fukuni (1982) 30,97
Modulo di Young
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Modulo di Young
(Mpa)
Strato 1 10 1,00 10 Bowles (1982) 4,71
Strato 2 17 2,00 17 Bowles (1982) 6,77
Modulo Edometrico
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Modulo Edometrico
(Mpa)
Strato 1 10 1,00 10 Begemann (1974) 4,71
Strato 2 17 2,00 17 Begemann (1974) 6,12
Classificazione AGI
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione ClassiIicazione AGI
Strato 1 10 1,00 10 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
POCO
ADDENSATO
Strato 2 17 2,00 17 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
MODERATAMENT
E ADDENSATO
Peso unit di volume
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Gamma
(KN/m)
Strato 1 10 1,00 10 MeyerhoI ed altri 16,97
Strato 2 17 2,00 17 MeyerhoI ed altri 18,93
Peso unit di volume saturo
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Gamma Saturo
(KN/m)
Strato 1 10 1,00 10 Terzaghi-Peck 1948-
1967
18,83
Strato 2 17 2,00 17 Terzaghi-Peck 1948-
1967
19,22
Modulo di Poisson
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Poisson
Strato 1 10 1,00 10 (A.G.I.) 0,33
Strato 2 17 2,00 17 (A.G.I.) 0,32
Modulo di deformazione a taglio dinamico
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione G
(Mpa)
Strato 1 10 1,00 10 Robertson e
Campanella (1983)
50,05
Strato 2 17 2,00 17 Robertson e
Campanella (1983)
69,22
Velocit onde
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Velocita onde
m/s
Strato 1 10 1,00 10 Ohta e Goto (1978) 89,13
Strato 2 17 2,00 17 Ohta e Goto (1978) 120,774
Modulo di reazione Ko
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Ko
(Kg/cm)
Strato 1 10 1,00 10 NavIac 1971-1982 2,10
Strato 2 17 2,00 17 NavIac 1971-1982 3,51
Qc ( Resistenza punta Penetrometro Statico)
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Qc
(Mpa)
Strato 1 10 1,00 10 Robertson (1983) 2,94
Strato 2 17 2,00 17 Robertson (1983) 5,00
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA Nr.1
Strumento utilizzato... DPSH TG 63-100 PAGANI
ProIondita
(m)
Nr. Colpi Calcolo coeII.
riduzione sonda
Chi
Res. dinamica
ridotta
(Mpa)
Res. dinamica
(Mpa)
Pres. ammissibile
con riduzione
Herminier -
Olandesi
(KPa)
Pres. ammissibile
Herminier -
Olandesi
(KPa)
0,20 2 0,855 1,76 2,06 88,06 103,04
0,40 5 0,851 4,38 5,15 219,16 257,60
0,60 8 0,847 6,41 7,57 320,40 378,28
0,80 8 0,843 6,38 7,57 319,02 378,28
1,00 6 0,840 4,76 5,67 238,25 283,71
1,20 5 0,836 3,95 4,73 197,71 236,42
1,40 8 0,833 6,30 7,57 315,06 378,28
1,60 4 0,830 2,90 3,50 144,98 174,77
1,80 3 0,826 2,17 2,62 108,31 131,08
2,00 4 0,823 2,88 3,50 143,87 174,77
2,20 4 0,820 2,87 3,50 143,33 174,77
2,40 4 0,817 2,86 3,50 142,81 174,77
2,60 4 0,814 2,65 3,25 132,26 162,43
2,80 4 0,811 2,64 3,25 131,80 162,43
3,00 4 0,809 2,63 3,25 131,35 162,43
3,20 5 0,806 3,27 4,06 163,65 203,04
3,40 6 0,803 3,91 4,87 195,75 243,65
3,60 6 0,801 3,65 4,55 182,26 227,58
3,80 8 0,798 4,85 6,07 242,27 303,44
4,00 10 0,796 6,04 7,59 301,93 379,30
4,20 8 0,794 4,82 6,07 240,84 303,44
4,40 14 0,741 7,87 10,62 393,71 531,02
4,60 20 0,739 10,52 14,23 526,09 711,66
4,80 50 0,587 20,89 35,58 1044,54 1779,15
STIMA PARAMETRI GEOTECNICI PROVA Nr.2
TERRENI INCOERENTI
Densit relativa
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Densita relativa
()
Strato 1 8 1,40 8 Skempton (1986) 28,4
Strato 2 6 3,60 6 Skempton (1986) 23,45
Strato 3 17 4,60 17 Skempton (1986) 46,5
Angolo di resistenza al taglio
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Angolo d'attrito
()
Strato 1 8 1,40 8 MeyerhoI (1956) 17,29
Strato 2 6 3,60 6 Shioi-Fukuni (1982) 24,49
Strato 3 17 4,60 17 Shioi-Fukuni (1982) 30,97
Modulo di Young
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Modulo di Young
(Mpa)
Strato 1 8 1,40 8 Bowles (1982) 4,12
Strato 2 6 3,60 6 Bowles (1982) 3,53
Strato 3 17 4,60 17 Bowles (1982) 6,77
Modulo Edometrico
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Modulo Edometrico
(Mpa)
Strato 1 8 1,40 8 Begemann (1974) 4,31
Strato 2 6 3,60 6 Begemann (1974) 3,90
Strato 3 17 4,60 17 Begemann (1974) 6,12
Classificazione AGI
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione ClassiIicazione AGI
Strato 1 8 1,40 8 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
POCO
ADDENSATO
Strato 2 6 3,60 6 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
POCO
ADDENSATO
Strato 3 17 4,60 17 ClassiIicazione
A.G.I. 1977
MODERATAMENT
E ADDENSATO
Peso unit di volume
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Gamma
(KN/m)
Strato 1 8 1,40 8 MeyerhoI ed altri 16,28
Strato 2 6 3,60 6 MeyerhoI ed altri 15,49
Strato 3 17 4,60 17 MeyerhoI ed altri 18,93
Peso unit di volume saturo
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Gamma Saturo
(KN/m)
Strato 1 8 1,40 8 Terzaghi-Peck 1948-
1967
18,73
Strato 2 6 3,60 6 Terzaghi-Peck 1948-
1967
18,53
Strato 3 17 4,60 17 Terzaghi-Peck 1948-
1967
19,22
Modulo di Poisson
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Poisson
Strato 1 8 1,40 8 (A.G.I.) 0,34
Strato 2 6 3,60 6 (A.G.I.) 0,34
Strato 3 17 4,60 17 (A.G.I.) 0,32
Modulo di deformazione a taglio dinamico
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione G
(Mpa)
Strato 1 8 1,40 8 Robertson e
Campanella (1983)
43,67
Strato 2 6 3,60 6 Robertson e
Campanella (1983)
36,63
Strato 3 17 4,60 17 Robertson e
Campanella (1983)
69,22
Velocit onde
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Velocita onde
m/s
Strato 1 8 1,40 8 Ohta e Goto (1978) 91,508
Strato 2 6 3,60 6 Ohta e Goto (1978) 111,312
Strato 3 17 4,60 17 Ohta e Goto (1978) 146,641
Modulo di reazione Ko
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Ko
(Kg/cm)
Strato 1 8 1,40 8 NavIac 1971-1982 1,67
Strato 2 6 3,60 6 NavIac 1971-1982 1,22
Strato 3 17 4,60 17 NavIac 1971-1982 3,51
Qc ( Resistenza punta Penetrometro Statico)
Nspt ProI. Strato
(m)
Nspt corretto per
presenza Ialda
Correlazione Qc
(Mpa)
Strato 1 8 1,40 8 Robertson (1983) 2,35
Strato 2 6 3,60 6 Robertson (1983) 1,77
Strato 3 17 4,60 17 Robertson (1983) 5,00
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA Nr.2
Strumento utilizzato... DPSH TG 63-100 PAGANI
Allegato 6: ELABORATI ANALITICI E GRAFICI
RELATIVI ALLE INDAGINI SISMICHE
Easy MASW
La geoIisica osserva il comportamento delle onde che si propagano all`interno dei materiali. Un segnale
sismico, inIatti, si modiIica in Iunzione delle caratteristiche del mezzo che attraversa. Le onde possono
essere generate in modo artiIiciale attraverso l`uso di masse battenti, di scoppi, etc.
Moto del segnale sismico
Il segnale sismico puo essere scomposto in piu Iasi ognuna delle quali identiIica il movimento delle
particelle investite dalle onde sismiche. Le Iasi possono essere:
P-Longitudinale: onda proIonda di compressione;
S-Trasversale: onda proIonda di taglio;
L-Love: onda di superIicie, composta da onde P e S;
R-Rayleigh: onda di superIicie composta da un movimento ellittico e retrogrado.
Onde di Rayleigh - ~R
In passato gli studi sulla diIIusione delle onde sismiche si sono concentrati sulla propagazione delle onde
proIonde (P,S) considerando le onde di superIicie come un disturbo del segnale sismico da analizzare.
Recenti studi hanno consentito di creare dei modelli matematici avanzati per l`analisi delle onde di superIicie
in mezzi a diIIerente rigidezza.
Analisi del segnale con tecnica MASW
Secondo l`ipotesi Iondamentale della Iisica lineare (Teorema di Fourier) i segnali possono essere
rappresentati come la somma di segnali indipendenti, dette armoniche del segnale. Tali armoniche, per
analisi monodimensionali, sono Iunzioni trigonometriche seno e coseno, e si comportano in modo
indipendente non interagendo tra di loro. Concentrando l`attenzione su ciascuna componente armonica il
risultato Iinale in analisi lineare risultera equivalente alla somma dei comportamenti parziali corrispondenti
alle singole armoniche. L`analisi di Fourier (analisi spettrale FFT) e lo strumento Iondamentale per la
caratterizzazione spettrale del segnale. L`analisi delle onde di Rayleigh, mediante tecnica MASW, viene
eseguita con la trattazione spettrale del segnale nel dominio trasIormato dove e possibile, in modo
abbastanza agevole, identiIicare il segnale relativo alle onde di Rayleigh rispetto ad altri tipi di segnali,
osservando, inoltre, che le onde di Rayleigh si propagano con velocita che e Iunzione della Irequenza. Il
legame velocita Irequenza e detto spettro di dispersione. La curva di dispersione individuata nel dominio I-k
e detta curva di dispersione sperimentale, e rappresenta in tale dominio le massime ampiezze dello spettro.
Modellizzazione
E` possibile simulare, a partire da un modello geotecnico sintetico caratterizzato da spessore, densita,
coeIIiciente di Poisson, velocita delle onde S e velocita delle Onde P, la curva di dispersione teorica la quale
lega velocita e lunghezza d`onda secondo la relazione:
ModiIicando i parametri del modello geotecnico sintetico, si puo ottenere una sovrapposizione della curva di
dispersione teorica con quella sperimentale: questa Iase e detta di inversione e consente di determinare il
proIilo delle velocita in mezzi a diIIerente rigidezza.
Modi di vibrazione
Sia nella curva di inversione teorica che in quella sperimentale e possibile individuare le diverse
conIigurazioni di vibrazione del terreno. I modi per le onde di Rayleigh possono essere: deIormazioni a
contatto con l`aria, deIormazioni quasi nulle a meta della lunghezza d`onda e deIormazioni nulle a proIondita
elevate.
Profondit di indagine
Le onde di Rayleigh decadono a proIondita circa uguali alla lunghezza d`onda. Piccole lunghezze d`onda
(alte Irequenze) consentono di indagare zone superIiciali mentre grandi lunghezze d`onda (basse Irequenze)
consentono indagini a maggiore proIondita.
Dati generali
Zona Cicala
Data 24/09/2011 05.05
Latitudine 39,0249
Longitudine 16,4879
Tracce
N. tracce 12
Durata acquisizione
msec]
2000,0
Interdistanza geofoni
m]
2,0
Periodo di
campionamento msec]
1,00
Analisi spettrale
Frequenza minima di
elaborazione Hz]
1
Frequenza massima di
elaborazione Hz]
60
Velocit minima di
elaborazione m/sec]
1
Velocit massima di
elaborazione m/sec]
800
Intervallo velocit
m/sec]
1
Curva di dispersione
n. Frequenza
|Hz|
Velocita
|m/sec|
Modo
1 10,1 397,7 0
2 12,1 384,0 0
3 13,1 361,9 0
4 17,0 342,6 0
5 18,8 345,4 0
6 20,0 356,4 0
7 20,4 364,7 0
8 21,4 364,7 0
9 22,4 350,9 0
10 22,8 350,9 0
11 23,6 353,7 0
12 24,4 367,4 0
13 25,6 353,7 0
14 26,9 345,4 0
15 28,1 342,6 0
16 29,5 337,1 0
17 30,7 337,1 0
18 31,9 337,1 0
19 33,5 337,1 0
20 35,1 334,4 0
21 36,2 331,6 0
22 37,6 331,6 0
23 39,0 328,9 0
24 40,6 326,1 0
25 41,4 320,6 0
26 42,6 320,6 0
27 43,6 320,6 0
28 44,4 323,4 0
29 46,5 326,1 0
30 48,5 323,4 0
31 50,7 328,9 0
32 52,7 323,4 0
33 54,9 309,6 0
34 57,0 309,6 0
35 58,6 301,3 0
Inversione
n. Descrizion
e
ProIondita
|m|
Spessore
|m|
Peso unita
volume
|kg/mc|
CoeIIicient
e Poisson
Falda Vp
|m/sec|
Vs
|m/sec|
1 3,96 3,96 1800,0 0,2 No 552,3 338,2
2 8,45 4,49 1800,0 0,2 No 692,1 423,9
3 14,76 6,31 1800,0 0,2 No 686,4 420,3
4 21,35 6,59 1800,0 0,2 No 695,5 425,9
5 29,98 8,63 1800,0 0,2 No 1035,2 633,9
6 oo oo 1800,0 0,2 No 1134,5 694,7
Risultati
Profondit piano di posa
m]
0,00
Vs30 m/sec] 451,62
Categoria del suolo
Suolo di tipo B: Rocce tenere e depositi di terreni a grana grossa molto addensati o terreni a grana Iina molto
consistenti con spessori superiori a 30 m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle proprieta
meccaniche con la proIondita e da valori di Vs,30 compresi tra 360 m/s e 800 m/s (ovvero NSPT,30 ~ 50 nei
terreni a grana grossa e cu,30 ~ 250 kPa nei terreni a grana Iina).
Altri parametri geotecnici
n. ProIon
dita
|m|
Spesso
re
|m|
Vs
|m/s|
Vp
|m/s|
Densit
a
|kg/mc
|
CoeIIic
iente
Poisso
n
G0
|kPa|
Ed
|kPa|
M0
|kPa|
Ey
|kPa|
NSPT Qc
|kPa|
1 3,96 3,96 338,24 552,34 1800,0
0
0,20 205926
,86
549138
,25
274569
,10
494224
,46
N/A N/A
2 8,45 4,49 423,85 692,15 1800,0
0
0,20 323370
,31
862320
,77
431160
,35
776088
,72
N/A N/A
3 14,76 6,31 420,32 686,38 1800,0
0
0,20 318005
,19
848013
,78
424006
,86
763212
,43
N/A N/A
4 21,35 6,59 425,88 695,45 1800,0
0
0,20 326466
,34
870576
,95
435288
,49
783519
,24
N/A N/A
5 29,98 8,63 633,93 1035,2
1
1800,0
0
0,20 723367
,29
192897
9,21
964489
,48
173608
1,41
N/A N/A
6 oo oo 694,72 1134,4
8
1800,0
0
0,20 868750
,00
231666
6,73
115833
3,39
208500
0,03
0 N/A
B
G0: Modulo di deIormazione al taglio;
Ed: Modulo edometrico;
M0: Modulo di compressibilita volumetrica;
Ey: Modulo di Young;
Indice
Dati generali ....................................................................................................................4
Tracce ..............................................................................................................................5
Analisi spettrale ...............................................................................................................6
Curva di dispersione ........................................................................................................7
Inversione ........................................................................................................................10
Risultati ...........................................................................................................................13
Altri parametri geotecnici ................................................................................................13
Indice ...............................................................................................................................15
ANALISI SISMICA A RIFRAZIONE
POSIZIONE DEGLI SPARI
Ascissa |m| Quota |m| Nome File
0.00 0.00 2011-09-1309-32-010100000200012AcquisSEG2.dat
13.00 0.00 2011-09-1309-36-020100000200012AcquisSEG2.dat
26.00 0.00 2011-09-1309-38-070100000200012AcquisSEG2.dat
POSIZIONE DEI GEOFONI E PRIMI ARRIVI
N. Ascissa |m| Quota |m| FBP da 0 |ms| FBP da 13 |ms| FBP da 26 |ms|
1 2.00 0.00 8.40 18.34 63.72
2 4.00 0.00 10.42 16.34 57.67
3 6.00 0.00 15.03 13.11 52.31
4 8.00 0.00 17.85 11.95 46.61
5 10.00 0.00 24.72 7.80 45.32
6 12.00 0.00 25.29 4.56 43.09
7 14.00 0.00 26.17 3.77 35.08
8 16.00 0.00 28.76 5.42 26.17
9 18.00 0.00 31.51 8.17 21.27
10 20.00 0.00 35.14 12.81 15.59
11 22.00 0.00 38.70 15.96 11.25
12 24.00 0.00 41.53 16.90 7.37
DISTANZA DEI RIFRATTORI DAI GEOFONI
N. GeoI. Dist. RiIr. 1 |m|
1 6.1
2 5.8
3 5.3
4 4.8
5 4.0
6 3.2
7 3.3
8 3.0
9 3.1
10 3.2
11 2.7
12 2.3
VELOCITA' DEGLI STRATI
N. Strato Velocita |m/s|
1 424.0
2 688.3