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AUTODEMOLIZIONE BORTOLOTTI s.n.c.

Via del Chi, 19 - 40037 Sasso Marconi {BO)



SUB-AMBITO PRODUTTIVO ARTIGIANALE - INDUSTRIALE
DI RILIEVO SOVRACOMUNALE IN AMPLIAMENTO
BORGONUOVO - PONTECCHIO
{COMUNE DI SASSO MARCONI)

PIANO URBANISTICO ATTUATIVO
SUBCOMPARTO D2a - lotto di Bortolotti s.n.c.
RELAZIONE GEOLOGICA - SISMICA









Bologna, Ottobre 2011

Dott. Geol. Maurizio Bergozzi



Anal i si e Progettazi one Geotecni ca, Ambi ental e e per l ' Energi a da Fonti Ri nnovabi l i



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!ndice

1. PRENESSA ......................................................................................................................................4
2. NORNAT!vA D! R!FER!NENTO .......................................................................................................5
3. !NQUADRANENTO DELL'AREA D'!NDAG!NE....................................................................................7
3.1 !nquadramento geografico, geologico, idrogeologico e geomorfologico ....................................7
3.2 !nquadramento geodinamico e sismicita naturale....................................................................12
3.2.1 Pericolosita sismica...........................................................................................................13
+. P!AN! SOvRAORD!NAT!................................................................................................................15
5. !NDAG!N! !N S!TO E D! LABORATOR!O........................................................................................20
5.1 !ndagini in sito ........................................................................................................................20
5.1.1 !ndagine idrogeologica......................................................................................................21
5.2 Studi ed indagini in sito precedenti..........................................................................................26
5.2.1 !ndagine geofisica.............................................................................................................29
5.3 !ndagini di laboratorio.............................................................................................................33
5.3.1 Prove di laboratorio geotecnico.........................................................................................33
5.+ Risultati ottenuti ......................................................................................................................33
5.+.1 !ndagine geofisica.............................................................................................................33
5.+.2 !ndagine geologico - geotecnica .......................................................................................37
6. NODELLO GEOLOG!CO E SCHENA L!TOTECN!CO DEL S!TO........................................................39
7. R!SPOSTA S!SN!CA LOCALE .........................................................................................................41
7.1 !ndividuazione della pericolosita sismica del sito .....................................................................41
7.2 !ndicazioni sulla strategia di progettazione..............................................................................42
7.3 !ndicazione sulla determinazione dell'azione di progetto .........................................................44
8. TERRE E ROCCE DA SCAvO..........................................................................................................53
8.1 !ndicazioni sulla gestione delle terre e rocce da scavo ............................................................53
8.2 Gestione dei materiali uscenti dal cantiere identificati come rifiuto..........................................54
9. CONCLUS!ON!...............................................................................................................................56








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Appendice

ALBUN FOTOGRAF!CO DELLE !NDAG!N! !N S!TO;
RAPPORT! D! PROvA SONDAGG! ATTREZZAT! A P!EZONETRO A TUBO APERTO;
RAPPORT! D! PROvA PENETRONETR!E STAT!CHE (CPT) E D!NAN!CHE SUPER PESANT! (DPSH);
RAPPORT! D! PROvA DELLE vER!F!CHE D! CONDUC!B!L!TA' !DRAUL!CA DELL'ACQU!FERO;
RAPPORT! D! PROvA DEL LABORATOR!O GEOTECN!CO.




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1. PREMESSA

La seguente relazione compresa nel Piano Urbanistico Attuattivo (PUA) del sub-ambito
produttivo artigianale - industriale di rilievo sovracomunale Borgonuovo-Pontecchio in Comune di
Sasso Narconi (BO) e caratterizza dal punto di vista geologico e sismico l'area destinata al
trasferimento della Ditta Bortolotti s.n.c. compresa nel subcomparto D2a.
La Ditta Autodemolizione Bortolotti s.n.c. ora ubicata in via del Chiu 19, circa 2,5km piu a sud, in
Comune di Sasso Narconi, le attivita eseguite sono essenzialmente smontaggio, smantellamento e
demolizione di veicoli in disuso.
Nei mesi di gennaio e febbraio 2011, in ottemperanza alla Normativa vigente in materia, sono
state eseguite in sito indagini geologiche per la ricostruzione del modello geologico e sismico dell'area
di indagine.
La relazione fornisce uno schema delle principali litologie con i relativi parametri fisico-meccanici
ricavati e discute gli aspetti geodinamici e di sismicita del territorio e del sito di indagine.
vengono inoltre elencati gli eventuali vincoli derivati dai piani sovraordinati vigenti sul territorio
(P.A.!., P.T.C.P., vincolo !drogeologico, ecc.).



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2. NORMATIVA DI RIFERIMENTO

Per la redazione della presente relazione si fatto riferimento alla seguente normativa nazionale e
locale:
D.N. 1+f01f08 Norme tecniche per le costruzioni";
Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, Circolare 2 febbraio 2009 !struzioni per l'applicazione
delle Norme tecniche per le costruzioni di cui al D.N. 1+ gennaio 2008";
D.lgs. 152f2006 Norme in materia ambientale" come modificato dai D.lgs. +f2008 e D.lgs.
219f2010;
D.lgs. 205 del 3f12f2010: "Disposizioni di attuazione della direttiva 2008f98fCE del Parlamento
Europeo e del Consiglio del 19f11f2008 relativi ai rifiuti che abroga alcune direttive";
D.N. 186 del 5 aprile 2006 Regolamento recante modifiche al D.N. 05f02f1998";
D.N. 17 dicembre 2009: !stituzione Sistema di controllo della Tracciabilita dei Rifiuti
(S.!.S.T.R.!.)";
Circolare del Ninistero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Nare n.205 del 2005;
Ninistero Delle !nfrastrutture e dei Trasporti, Circolare del 5 agosto 2009 Nuove norme
tecniche per le costruzioni approvate con decreto del Ninistro delle infrastrutture 1+ gennaio
2008 - Cessazione del regime transitorio di cui all'articolo 20, comma 1, del decreto-legge 31
dicembre 2007, n. 2+8;
l'Ordinanza PCN 3519 del 28 aprile 2006 dalla G.U. n.108 del 11f05f06 "Criteri generali per
l'individuazione delle zone sismiche e per la formazione e l'aggiornamento degli elenchi delle
medesime zone";
Regione Emilia-Romagna, L.R. 2+ marzo 2000, n. 20 e s.m.i.Disciplina generale sulla tutela e
l'uso del territorio" B.U. n. 52 del 27 marzo 2000;
Regione Emilia-Romagna, L.R. 30 novembre 2009, n. 23 Norme in materia di tutela e
valorizzazione del paesaggio. Nodifica della legge regionale 2+ marzo 2000, n. 20 (Disciplina
generale sulla tutela e l'uso del territorio) e norme transitorie in merito alla legge regionale 30
ottobre 2008, n. 19 (Norme per la riduzione del rischio sismico)";
Regione Emilia Romagna - Autorita di Bacino del Reno, Piano Stralcio Assetto !drogeologico
(P.S.A.!.)" adottato con delibera 1f1 del 6 dicembre 2002;
Regione Emilia-Romagna, Delibera della giunta regionale 121f2010 del 1 febbraio 2010 Atto di
indirizzo recante individuazione degli interventi privi di rilevanza per la pubblica incolumita ai
fini sismici e delle varianti, riguardanti parti strutturali, che non rivestono carattere sostanziale e
definizione della documentazione attinente alla riduzione del rischio sismico necessaria per il
rilascio del permesso di costruire e per la denuncia di inizio attivita, ai sensi degli articoli 9,
comma + e 10 comma 3 della L.R. n.19 del 2008";
Regione Emilia-Romagna, Delibera dell'assemblea legislativa progr. n112 - oggetto n3121 2
maggio 2007 "!ndirizzi per gli studi di microzonazione sismica in Emilia-Romagna per la
pianificazione territoriale e urbanistica";



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Regione Emilia-Romagna, L.R. 30 novembre 2009, n. 23 Norme in materia di tutela e
valorizzazione del paesaggio. Nodifica della legge regionale 2+ marzo 2000, n. 20 (Disciplina
generale sulla tutela e l'uso del territorio) e norme transitorie in merito alla legge regionale 30
ottobre 2008, n. 19 (Norme per la riduzione del rischio sismico)";
Regione Emilia-Romagna, Piano di Tutela della Acque (P.T.A.)", approvato dall'Assemblea
Legislativa con deliberazione n. +0 de 21 dicembre 2005
Nota regionale, PGf2009f228337 del 13f10f2009 Conclusione del regime transitorio delle
norme tecniche per le costruzioni di cui al D. N. 1+ gennaio 2008 ed illustrazione dell'art. 6+,
comma 7, della L.R. n. 6 del 2009";
Provincia di Bologna, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (P.T.C.P)". Stesura
approvata con delibera con delibera del Consiglio Provinciale n19 del 30f03f200+;
Provincia di Bologna e Comune di Sasso Narconi, Accordo Territoriale per l'ambito produttivo
sovracomunale di Pontecchio nel Comune di Sasso Narconi fra la Provincia di Bologna ed il
Comune di Sasso Narconi ai sensi dell'art. 15 L.R. 20f2000" sottoscritto il 6 febbraio del 2008;
Comune di Sasso Narconi, Piano Strutturale Comunale (P.S.C.)" approvato con Delibera del
Consiglio Comunale n60 del 21 luglio 2008 e con Delibera del Consiglio Comunale n7+ del 29
ottobre 2008;
Comune di Sasso Narconi, POC - Piano Operativo Comunale" approvato con Delibera Consiglio
Comunale n38 del 06f0+f2008;
Comune di Sasso Narconi, RUE - Regolamento Urbanistico Edilizio approvato con Delibera
Consiglio Comunale n37 del 06f0+f2009;
Comune di Sasso Narconi, 1a variante al 1 POC" adottato con Delibera Consiglio Comunale
n+6 del 20f0+f2009 e n78 del 26f10f2009;
Comune di Sasso Narconi, Accordo relativo all'Ambito Produttivo Sovracomunale" approvato
con Delibera di Giunta Comunale n11 del 08f02f2010 e sottoscritto in data 23f07f2010;
Comune di Sasso Narconi, PRU - Programma di Riqualificazione Urbana dell'Ambito Produttivo
Sovracomunale di Pontecchio Narconi approvato con Delibera Consiglio Comunale n61 del
29f09f2010;
Comune di Sasso Narconi, 2a variante al 1 POC" adottato con Delibera Consiglio Comunale
n77 del 29f11f2010;
Comune di Sasso Narconi, 1a variante al RUE" adottato con Delibera Consiglio Comunale n78
del 29f11f2010;





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3. INQUADRAMENTO DELL'AREA D'INDAGINE

3.1 Inquadramento geografico, geologico, idrogeologico e geomorfologico

L'area d'indagine corrisponde alla zona destinata al trasferimento della Ditta Bortolotti s.n.c. del
sub-ambito produttivo artigianale - industriale di rilievo sovracomunale in ampliamento Borgonuovo -
Pontecchio nel Comune di Sasso Narconi e ricade in sinistra idrografica del Fiume Reno il cui alveo
distante circa 500m. La zona pianeggiante con una quota media di circa 72m slm e si colloca in
corrispondenza di un terrazzo deposizionale del Fiume (Figg. 1, 2 e 3).
Geolitologicamente l'area quindi ubicata nel settore deposizionale del Fiume Reno;
caratterizzata da sedimenti alluvionali prevalentemente ghiaiosi, con spessore di alcuni metri, poggianti
con superficie erosiva sulla Formazione di Antognola (ANT).
L'idrologia primaria rappresentata dal Fiume Reno, mentre quella secondaria rappresentata da
un canale artificiale, il Canale del Naglio o Canale Pontecchio, che scorre parallelamente al Fiume Reno
al confine ovest dell'area in esame e da piccoli rii che scendono dai versanti dei rilievi in sinistra
idrografica.
La Fig. + riporta uno stralcio della Carte Geologica dell'Emilia-Romagna alla scala 1:10.000.
L'area inoltre risulta essere interessata da numerose attivita d'escavazione (Cave per l'estrazione di
ghiaia).
! sedimenti granulari terrazzati delle alluvioni recenti sono sedi di una falda idrogeologicamente
connessa all'alveo del Fiume. Tale falda viene alimentata in diversi modi: infiltrazione dalla superficie
topografica, scambio reciproco con l'alveo del Fiume Reno, rifornimento dai rii e dai retrostanti versanti
e terrazzi posti a quota topografica maggiore.




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3.2 Inquadramento geodinamico e sismicit naturale

L'evoluzione geodinamica alla scala del bacino del Nar Nediterraneo stata controllata
dall'interazione tra la Placca Europea e la Placca Africana, separate da una fascia crostale piu "mobile"
e tettonicamente piu complessa comprendente due placche minori: quella !berica (corrispondente alla
Spagna) e quella Adriatica (riferito al basamento crostale della penisola italiana, dell'Adriatico e delle
Dinaridi in territorio balcanico).
!n particolare la storia geologica dell'Appennino legata alla cinematica del margine tra l'!beria a E
e l'Adria a O.
Le fasi principali di questo ciclo tettonico sono state cos individuate:
Fase di apertura oceanica (Giurassico medio-superiore);
Fase di transizione (Cretaceo inferiore);
Fase oceanica di convergenza (Cretaceo superiore -Eocene medio);
Fase di collisione continentale (Eocene superiore -Attuale).

Nella quarta ed ultima fase si assiste alla vergenza verso NE delle deformazioni compressive
appenniniche; tale evoluzione comporta la migrazione verso ENE di tutti i processi tettonici associati
all'orogenesi e verso E dei sedimenti sepolti nella fascia padano-pedeappenninica fino all'attuale fossa
adriatica.
Nella fascia sismica dell'Appennino sepolto (Pianura Padana meridionale) la sismicita
rappresentata da un numero limitato di epicentri di terremoti a bassa intensita e con fuochi
generalmente molto superficiali.
La fascia pedeappenninica caratterizzata da una sensibile attivita; in particolare l'area del
bolognese sempre stata caratterizzata da terremoti di modesta entita.
Nel secolo scorso a Sasso Narconi sono stati avvertiti n6 eventi sismici (Dati !NGv) riassunti nella
tabella seguente.















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Tabella 3.1 - Terremoti registrati nel comune di Sasso Narconi
Is Anno Mese Giorno Ora Minuti Secondi Area epicentrale Studio nMDP Io Mw
6 1929 0+ 20 01 09 +6 Bolognese CFT! 628 7 5.55
3-+ 1957 08 27 11 5+ ZOCCA DON 58 6 5.06
3 1983 11 09 16 29 52 Parmense CFT! 835 6-7 5.10
2-3 1986 12 06 17 07 19 BONDENO DON 60+ 6 +.56
3-+ 1987 05 02 20 +3 53 REGG!ANO DON 802 6 5.05
NF 1995 08 2+ 17 27 33
APPENN!NO
BOLOGNESE
!NGvAN 56 6 +.67
Dove:
Is: intensit sismica (scala MCS);
CFTI: Catalogo dei Forti Terremoti Italiani dal 461 A.c. al 1990;
DOM: autori vari;
INGVAM: Archivio Macrosismico INGV;
nMDP: Identificativo evento sismcio;
Io: Intensit Epicentrale (scala MCS);
Mw: Magnitudo momento.

3.2.1 Pericolosit sismica
La pericolosita sismica di un territorio rappresentata dalla frequenza e dalla forza dei terremoti
che lo interessano, ovvero dalla sua sismicita.
viene definita come la probabilita che in una data area ed in un certo intervallo di tempo si
verifichi un terremoto che superi una soglia di intensita, magnitudo o accelerazione di picco (PGA, Peak
Ground Acceleration) di nostro interesse.
La valutazione della pericolosita comporta l'individuazione delle aree che, in occasione di una
scossa sismica, possono essere soggette a fenomeni di amplificazione; il terremoto determina effetti
diversi in funzione delle condizioni geologiche e geomorfologiche locali, e pertanto fornisce utili
indicazioni per la pianificazione urbanistica.
L'approccio alla valutazione della pericolosita puo essere di due tipi: uno di tipo deterministico ed
uno probabilistico.
!l metodo deterministico si basa sullo studio dei danni osservati in occasione di eventi sismici che
storicamente hanno interessato un sito, ricostruendo degli scenari di danno per stabilire la frequenza
con la quale si sono ripetute nel tempo scosse di uguale intensita; tale approccio stato spesso
utilizzato in passato nelle analisi di sito.
Tuttavia nelle analisi viene generalmente preferito un metodo di tipo probabilistico; in questo caso
la pericolosita viene espressa come la probabilita che in un dato intervallo di tempo si verifichi un
evento con assegnate caratteristiche.
!l metodo probabilistico piu utilizzato quello di Cornell, dal nome del ricercatore che lo ha messo
a punto e prevede che vengano individuate nel territorio le zone responsabili degli eventi sismici, che
sia quantificato il loro grado di attivita e che si calcolino gli effetti provocati da tali aree in relazione alla
distanza dall'epicentro.



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!l territorio italiano in fasi successive stato suddiviso in zone sismiche in funzione del grado di
sismicita.
Nel 2003 i comuni italiani sono stati suddivisi in quattro zone dalla Zona 1, caratterizzato da un
grado di sismicita alto, alla Zona + comprendente i comuni con grado di sismicita molto basso; secondo
tale classificazione il Comune di Sasso Narconi ricade nella Zona 3 caratterizzata da bassa sismicita.
Con l'Ordinanza PCN 3519 del 28 aprile 2006 dalla G.U. n.108 del 11f05f06 sono stati definiti i
"Criteri generali per l'individuazione delle zone sismiche e per la formazione e l'aggiornamento degli
elenchi delle medesime zone".
Ciascuna zona stata individuata mediante valori di accelerazione massima al suolo a
g
con
probabilita di superamento del 10 in 50 anni riferiti a suoli rigidi caratterizzati da v
S,30
> 800mfs; il
comune di Sasso Narconi ricade dentro la zona caratterizzata da un valore di 0.150<a
g
<0.175
Secondo quanto indicato nell'Allegato A+ della legge della Regione Emilia-Romagna n3121f2007
!ndirizzi per gli studi di microzonazione sismica in Emilia-Romagna per la pianificazione territoriale e
urbanistica" il Comune di Sasso Narconi caratterizzato da un valore di accelerazione massima
orizzontale di picco al suolo, cio per T = 0, espressa in frazione dell'accelerazione di gravita g (a
refg
),
pari a a
refg
=0.159
!n Tabella 3.2 sono riassunte le informazioni riguardanti la pericolosita sismica del Comune di
Sasso Narconi.

Tabella 3.2 - valori di pericolosita sismica validi per il Comune di Sasso Narconi
CODICE
ID
ISTAT
CLASSIFICAIZONE
NAZIONALE
ZONE SIMICHE
2003
VALORE
DI PERICOLOSITA' SISMICA
{OPCM 3519 del 2S aprile 2006,
All.1b)
VALORE DI ACCELERAZIONE
MAX ORIZZONTALE DI PICCO AL
SUOLO PER T=0
{All. A4 L.R. 3121J2007)

Zona 3 - bassa
sismicita
0.150<a
g
<0.175 a=0.159g




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4. PIANI SOVRAORDINATI

A seguito dell'!ntesa sottoscritta con la Provincia di Bologna in data 29f10f2008 (Delibera del
Consiglio Comunale n.7+) e della modifica della fascia di tutela fluviale dell'articolo +.3 del PTCP l'area
del sub-ambito produttivo stata inserita nel PSC.
!l PSC, approvato con Delibere del Consiglio Comunale n.60 del 21f07f2008 e n.7+ del
29f10f2008, ha individuato nella zona industriale di Pontecchio Narconi un'area classificata come
ambito produttivo di rilievo sovracomunale" presso la zona ex Cartiera del Naglio" (compresa tra
l'Autostrada A1+ ed il Canale del Naglio nei pressi dell'area industriale dismessa ex Grandi Lavori
S.p.A.").
Secondo quanto riportato nell'Accordo territoriale tra la Provincia di Bologna ed il Comune di Sasso
Narconi, approvato con Delibera della Giunta Provinciale n.5+ del 30-09-2008, tale zona classificabile
come area di completamento per trasferimento di aziende" e denominata area Cartiera".
!n particolare con l'approvazione della 2a variante al 1 POC con delibera del Consiglio Comunale
di Sasso Narconi n.77 del 26f11f2010 all'interno del subcomparto di intervento pubblico D2a (che
diverra proprieta del Comune di Sasso Narconi) stata individuata l'area di possibile rilocazione
preferenziale della Ditta Bortolotti. Attualmente la Ditta ubicata in via del Chiu in localita Borghetti,
all'interno del Comune di Sasso Narconi e in prossimita della riva sinistra del Fiume Reno; le attivita
eseguite sono essenzialmente smontaggio, smantellamento e demolizione di veicoli in disuso. Tali
attivita non si conciliano con l'ubicazione attuale essendo all'interno della Fascia di Tutela e Pertinenza
Fluviale (Art. +.3 del P.T.C.P.), vedi stralcio della Tavola 1.1 del PSC di Fig. 5.
Sempre nella 2a variante al 1 POC viene specificato che il subcomparto D2b destinato alle
opere di invaso e regimazione previste nell'Accordo Territoriale con la Provincia di Bologna del
06f02f2008.
! vincoli presenti nelle zona d'intervento imposti dai Piani Sovraordinati (Piano Tutela delle Acque
della Regione Emilia-Romagna; Piano Stralcio Assetto !drogeologico dell'Autorita di Bacino del Fiume
Reno della Regione Emilia Romagna; Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale della Provincia di
Bologna, Piano Strutturale Comunale, Piano Operativo Comunale e Regolamento Urbanistico Edilizio
del Comune di Sasso Narconi e loro successive modificazioni ed integrazioni) sono riassunti nella
Tavola 1 del P.S.C. del Comune di Sasso Narconi; di cui si riporta stralcio in Fig. 5.
Dal confronto tra i differenti Piani Normativi di qualificazione ed assetto territoriale non emergono
particolari vincoli per l'area in oggetto.
La Relazione !drogeologica specifica relativa all'area Cartiera dell'Ambito Produttivo
sovracomunale di Borgonuovo Pontecchio" (QCG!.09) del Luglio 2007 appartenente al Quadro
Conoscitivo del P.S.C., ripresa nel Programma di Riqualificazione Urbana (PRU) dell'Ambito Produttivo
Sovracomunale di Pontecchio Narconi (Approvato con Delibera di Consiglio Comunale n.61 del
29f09f2010), suggerisce delle prescrizioni tecniche per l'attuazione degli interventi edilizi ai fini della
riduzione degli impatti sul sistema idrogeologico ed idraulico, di seguito elencate.




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1) Fondazioni
Le strutture profonde (pali), congiungono la superficie con l'intero spessore dell'acquifero e
rappresentano la porta di facile accesso di ogni contaminante presente in superficie. L'impiego di
questo tipo di fondazione puo essere accettato solamente nelle situazioni di accertata necessita, ed in
questo caso occorre che l'intorno territoriale della palificata o del singolo elemento venga
impermeabilizzato. !l tipo di fondazioni consigliabile superficiale: platea, travi rovesce, oppure plinti.
La platea puo essere realizzata entro il primo metro di sottosuolo (compresa l'eventuale nervatura
rovescia), e quindi incide molto poco sull'acquifero insaturo; mantiene una discreta distanza di
salvaguardia dal tetto della falda, anche in condizioni di piena; consente, in associazione con l'impiego
di apposito tessuto non tessuto, di ottenere una garantita impermeabilizzazione dell'intera area di
sedime dell'edificio. Questa appare come la scelta strutturale piu congrua, per diminuire artificialmente
la vulnerabilita naturale dell'area.
Le travi rovesce sono di norma incastrate a 1,+ 1,8 m dal piano campagna, cio fuori delle
variazioni volumetriche stagionali dei sedimenti a tessitura fine, e nel nostro caso a contatto con le piu
superficiali tessiture granulari. !n questo caso si manterrebbe una porzione di quasi un metro di
insaturo a salvaguardia del tetto della falda nella stagione di massima risalita possibile (frangia
capillare a 2,5 m dal p.c.), e circa 1,8 metri nella stagione di magra. Questa struttura appare piu
impattante della platea, infatti incrementa la vulnerabilita naturale, ed inoltre offre meno garanzie di
poter realizzare una sicura impermeabilizzazione del sovrastante solaio.
! plinti sono di norma inseriti a profondita maggiori, per garantire minori cedimenti differenziali
puntuali, non compensati dalla unitarieta della struttura, e quindi costituiscono un incremento di
vulnerabilita per la falda, sono quindi sconsigliati.
Nell'ipotesi il progetto preveda l'edificazione nella zona in cui si realizzato il riporto di 1 1,5
metri, con tombamento del lago e di varie buche, la platea diviene di difficile realizzazione
(disomogeneita del substrato artificiale, e soprattutto variazioni di spessore del riporto), dovra essere
ricercata una soluzione strutturale che tenga conto anche delle necessita di contenere al massimo
grado la vulnerabilita dell'acquifero. La platea puo ancora costituire una soluzione, ma occorrera
trovare, ove possibile, una piena compensazione dei sovraccarichi imposti, cio sara forse
indispensabile togliere una parte del riporto e realizzare un costoso vano tecnico" che offra la
rigidezza indispensabile, e la compensazione delle pressioni imposte.
2) Pavimentazione dell'edificio
La pavimentazione del piano terreno dovra garantire una completa impermeabilita.
La raccolta delle acque e dei fluidi dispersi sulla pavimentazione dovra avvenire con apposite
condutture o, eventualmente, canalette coperte da griglie (ispezionabili), ricavate direttamente nella
platea di fondazione impermeabilizzata, oppure nell'eventuale solaio di pavimentazione. !n ogni caso
non dovranno essere realizzate fognature direttamente a contatto con il terreno sotto la
pavimentazione del piano terra dell'edificio. ! pozzetti di raccolta dovranno essere realizzati nel numero
minore possibile e con assoluta impermeabilizzazione del fondo e delle pareti;





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3) Vani interrati
La realizzazione di vani interrati produrrebbe un incremento di vulnerabilita idrogeologica al suo
perimetro, a causa dell'eliminazione di uno spessore consistente dell'insaturo che attualmente protegge
il freatico.
!n particolare la realizzazione di serbatoi o depositi sotterranei di carburanti o di fluidi e sostanze
idroinquinanti, inoltre aumenta la pericolosita connessa ad incidenti durante le operazioni di
riempimento, o alle possibilita di rotture non facilmente monitorabili dalla superficie.
Nelle condizioni di sito opportuno che tutti i depositi e serbatoi siano esterni, facilmente
ispezionabili, dotati di vasca di contenimento di sicurezza per eventuali sversamenti o perdite
accidentali;
4) Piazzali e le zone di carico e scarico delle merci
L'eventuale piazzale di carico - scarico merci deve essere progettato garantendo la totale
impermeabilita del sottosuolo, ed il contenimento laterale dei fluidi. Dovranno essere dotati di tombini
e fognatura di raccolta delle acque a tenuta, con recapito in una vasca dotata di saracinesca facilmente
azionabile in uscita. Detta vasca fornisce la possibilita di raccogliere e contenere i fluidi
accidentalmente dispersi sul piazzale stesso.
Nel sistema di raccolta del piazzale si dovra tenere conto della raccolta delle acque di prima
pioggia (5 minuti) che dovranno essere avviate ad apposita vasca di depurazione prima di essere
avviate alla fognatura.
5) Reti interrate
Le reti interrate dovranno essere realizzate solo esternamente all'edificio, in particolare i tratti di
fognatura in allontanamento dagli edifici, fino al raccordo con il collettore comunale, o almeno per i
primi 20 metri, saranno eseguite con alloggiamento ispezionabile a fondo impermeabilizzato e con
pendenze di esercizio non inferiori allo 0,8 . Questa misura tesa a garantire un facile e veloce
scorrimento delle acque nere per condurle rapidamente ad una discreta distanza dalla zona a maggior
rischio di inquinamento (perimetro dell'edificio); ! parcheggi opportuno vengano realizzati ad almeno
10 metri di distanza dai muri perimetrali dell'edificio e di ogni altra struttura presente, inoltre abbiano il
fondo impermeabile, in corrispondenza delle zone di sosta degli automezzi, per impedire la dispersione
nel suolo delle perdite dai motori e dagli impianti di condizionamento.
7) Cantieristica
Nella fase di costruzione si propongono le seguenti mitigazioni di carattere generale relative a
possibili inquinamenti delle acque di superficie e sotterranee.
Nei piazzali e nelle aree di accesso ai mezzi meccanici esecuzione di cunette di contenimento
stabili collegate a pozzetto di raccolta con possibilita di avviare le acque ad un impianto di
decantazione e deoleazione connesso alla fognatura.
L'immissione in fognatura delle acque torbide deve essere impedita per evitare ovvi problemi di
carico solido: sabbie, fango, che potrebbero provocare l'interramento del collettore fognario con gravi
danni alla rete.
Spruzzatori per le gomme degli autocarri in uscita sulla viabilita ordinaria e per i piazzali esterni al
cantiere.



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S) Compensazione idrogeologica.
La presenza dell'edificio e delle impermeabilizzazioni esterne provochera un modesto impatto
quantitativo sulle riserve del magazzino alluvionale, equivalente a circa lo 0,02 della riserva totale
(considerando 5.000 m
2
impermeabilizzati), a causa della mancata infiltrazione di acqua fino alla falda.
Se si riterra necessario compensare, eliminando cos l'impatto negativo, puo essere progettato un
semplice impianto di sub-irrigazione, da realizzarsi alla profondita di poco piu di 1 metro dal p.c.,
dotato di serbatoio di laminazione per gli afflussi prolungati. L'impianto di subirrigazione dovra essere
collocato ad almeno 15 metri di distanza dall'edificio e dai piazzali, per non provocare disturbo alle
strutture di fondazione con la inevitabile saturazione dei sedimenti circostanti.
Le acque da immettere possono essere quelle di seconda pioggia (trascorsi i primi 10 minuti),
raccolte da superfici non calpestabili e non carrabili, di estensione pari al 12 della superficie
impermeabilizzata (12 metri quadrati, ogni 100 metri quadrati). Le acque di prima pioggia dovranno
essere raccolte ed avviate assieme a quelle degli altri pluviali alla dispersione in superficie.
Se verra realizzato questo impianto avra utilita anche per correggere l'afflusso immediato alla rete
di scolo superficiale, contribuendo cos anche a migliorare le condizioni di impatto idraulico
dell'insediamento: l'acqua di precipitazione equivalente al 12 della superficie impermeabilizzata
verrebbe infatti sottratta al circuito di deflusso superficiale immediato.






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5. INDAGINI IN SITO E DI LABORATORIO

5.1 Indagini in sito

Nell'area di futura destinazione della ditta Bortolotti s.n.c. sono state eseguite, nei mesi di
gennaio-febbraio 2011, le seguenti indagini per la caratterizzazione, geologica, idrogeologica e sismica
dei terreni di sedime:
n2 prove penetrometriche statichefdinamiche (CPTfDPSH) spinte ad una profondita di i 7.0 e
2.8m da piano campagna e denominate rispettivamente CPTfDPSH2 e CPTfDPSH3;
n1 sondaggio a carotaggio continuo spinto alla profondita di 8.0m da piano campagna
attrezzato con piezometro a tubo aperto di diametro 2,5", denominato PZ2;
n1 prove di conducibilita idraulica eseguita con il metodo dello Slug Test nel piezometro PZ2.

Ulteriori indagini sono state eseguite nei lotti confinanti dei sub-comparti D2a e D2b del Sub-
ambito produttivo artigianale-industriale di Borgonuovo - Pontecchio, utilizzate anch'esse per la
caratterizzazione del sito e descritte nella relazione relativa all'intero Sub-ambito:
n2 prove penetrometriche statichefdinamiche (CPTfDPSH) spinte ad una profondita di 7.0m da
piano campagna, denominate CPTfDPSH1 e DPSH+;
n+ sondaggi a carotaggio continuo spinti alla profondita variabile compresa tra di 7.8m e
10.0m da piano campagna attrezzati con piezometro a tubo aperto di diametro 2,5",
denominati PZ1, PZ3, PZ+ e PZ5 rispettivamente, la profondita dei piezometri varia tra 6,30m e
8,30m da p.c.;
n3 prove di conducibilita idraulica eseguite con il metodo dello Slug Test sui piezometri PZ3,
PZ+ e PZ5.

Le prove penetrometriche permettono di dedurre parametri geotecnici dei terreni attraversati in
funzione della resistenza opposta dagli stessi alla penetrazione della punta installata al termine di una
serie di aste che vengono spinte in profondita. Nei primi due metri circa delle prove CPTfDPSH2 e
CPTfDPSH3 si stata effettuata una prova penetrometrica statica (CPT) che registra la resistenza
all'infissione della punta e l'attrito laterale del manicotto, installato al termine delle aste, ogni 20cm di
avanzamento; le prove sono state completate, fino a 7,0m di profondita, con attrezzatura per prova
penetrometrica dinamica super pesante (DPSH) dove viene fatto cadere un maglio da 63.5kg da un
altezza di 75cm su una batteria d'aste e viene contato il numero di colpi necessari per l'avanzamento di
20cm. Tale variazione di metodologia stata necessaria vista l'impossibilita di procedere con la prova
statica a causa dell'elevata resistenza dei terreni alla penetrazione.
!l sondaggio a carotaggio continuo ha permesso:



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- di prelevare dei campioni di terreno da sottoporre ad analisi di laboratorio geotecnico per la
determinazione dei parametri geotecnici;
- di rilevare la stratigrafiaflitologia dei suoi primi metri.

5.1.1 Indagine idrogeologica
Per la determinazione delle caratteristiche idrogeologiche dell'acquifero contenuto nel terrazzo
deposizionale su cui ubicata l'area d'indagine, si sono eseguite due campagne piezometriche sui
cinque piezometri installati nell'area del Sub-ambito e su + di essi stata verificata la conducibilita
idraulica mediante il metodo dello Slug Test.
Di seguito viene descritta tale prova, presentando i vantaggi rispetto alla classica prova di falda
(prova di pompaggio):
semplicita e rapidita di esecuzione;
costi contenuti;
non richiede la disponibilita di pompe o attrezzature complesse, n di un piezometro di
osservazione diverso dal pozzofpiezometro da testare;
per la sua semplicita operativa puo essere ripetuta nel tempo e in tal modo fornire utili
indicazioni sull'eventuale cambiamento delle condizioni idrauliche nell'intorno del pozzo
(intasamenti dovuti alla mancanza di spurgo e manutenzione del piezometro).

Si descrivono in principio le formulazioni matematiche delle prove e le condizioni dei sistemi
acquiferofopera di captazione alle quali sono fattibili gli Slug Test, successivamente si descrive la
tecnica operativa adottata in situ ed in ultimo si discutono i risultati ottenuti.
!n Appendice si riportano i rapporti delle prove di permeabilita in schede monografiche dove sono
inseriti tutti i parametri relativi alla falda ed ai piezometri utili ai calcoli eseguiti tramite il programma
AQTEsolv +.50. Nella Tabella 5.1 vengono fornite le informazioni necessarie a seguire il percorso di
calcolo della permeabilita ed i valori di essa.
! riferimenti bibliografici adottati per l'esecuzione e il giudizio di affidabilita delle prove Slug Test
sono riferibili a:
G.Chiesa, Pubblicazioni Associazione Nazionale !drogeologia Pozzi Acqua, 2006;
G.Chiesa, !nquinamento delle acque sotterranee, 1998;
C.W. Fetter, Applied Hidrogeology, fourth edition, University of Wisconsin-Oshkosh, 2001;
G.P. Beretta, !drogeologia per il disinquinamento delle acque sotterranee, 1992.

Tecnicamente la prova puo essere effettuata provocando all'interno del pozzofpiezometro una
rapida variazione del carico idraulico rispetto alla condizione di livello statico della falda e misurando le
variazioni di livello dinamico nel tempo fino al ristabilirsi del livello iniziale.
La variazione del carico idraulico puo essere positiva, incrementando il livello di falda immettendo
acqua, oppure negativa estraendo acqua; la variazione del carico idraulico in ogni caso deve essere
rapida.



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Dall'interpretazione dei dati di prova si determina la conducibilita idraulica orizzontale del mezzo
acquifero che costituisce la falda.
Di seguito si elencano le condizioni per l'esecuzione degli Slug Test riferite al sito in esame:
la falda deve essere di estensione illimitata (se si considerano anche solo alcuni metri intorno al
punto di prova tale condizione soddisfatta nel caso in esame);
la falda deve essere omogenea, isotropa e di spessore costante per l'area influenzata dalla
prova, questa condizione praticamente sempre soddisfatta nel caso in esame, considerando il
piccolo volume di terreno coinvolto.

L'abbassamento del livello statico deve essere istantaneo e l'abbassamento dell'acqua intorno al
pozzo deve essere trascurabile; operando una rapida estrazione dello slug si soddisfa questa
condizione.
L'acquisizione dei dati relativi alla variazione dei livelli piezometrici stata ottenuta mediante
l'impiego di un trasduttore di pressione della S!N !nstruments collegato ad una centralina di
acquisizione dati.
!l trasduttore permette di misurare la colonna d'acqua presente al di sopra di esso, bilanciando la
pressione misurata con quella atmosferica esterna, in modo d'avere una misura relativa alla sola
colonna d'acqua e depurata da eventuali errori dovuti a variazioni della pressione atmosferica.
La centralina di acquisizione permette di registrare le letture con intervalli compresi tra 0,5s e 2+h;
inoltre converte le informazioni di pressione ricevute dal trasduttore in lunghezze, con la precisione del
centimetro.
Dopo il posizionamento del trasduttore all'interno del tubo piezometrico ad una profondita
adeguata (generalmente a circa 0.5m dal fondo foro) ed il rilievo del livello statico mediante sonda
elettrica (freatimetro), si inserito lo slug", costituito da un tubo in PvC con diametro esterno di
38.6mm e lunghezza di 1.8+m chiuso ad entrambe le estremita.
L'inserimento del solido provoca un innalzamento del livello dell'acqua all'interno della captazione
(nel nostro caso corrispondente a 0.681m, corrispondente all'altezza della colonna d'acqua spostata
dallo slug).
Attraverso misure di livello dinamico in declino si atteso il ritorno al livello statico iniziale, poi si
proceduto alla veloce estrazione del corpo immerso.
Questa operazione determina un abbattimento del livello piezometrico pari all'altezza della colonna
d'acqua spostata dallo slug (equivalente a 0.681m nel caso in esame). Da questo istante parte la prova
che consiste nella registrazione della variazione dell'altezza della colonna d'acqua ad intervalli di tempo
regolari (ogni 0.5s) mediante la strumentazione inserita nella captazione.
Attraverso controlli manuali della soggiacenza del livello piezometrico con l'ausilio del freatimetro,
si monitorato il ritorno della tavola d'acqua alle condizioni statiche originarie. Raggiunto il livello
statico, determinato in precedenza, la prova in sito conclusa.



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! dati registrati nella centralina sono stati elaborati tramite il software AQTEsolv +.50 della
HydroSOLvE, !nc. che permette di ricavare il coefficiente di permeabilita da prove di tipo Slug Test
attraverso numerosi metodi d'interpretazione ricavati dalla letteratura.
Nel caso in esame si deciso di utilizzare il criterio di elaborazione di Bouwer-Rice (1976). !l
metodo mette in relazione le caratteristiche della captazione e dell'acquifero con la velocita di
riequilibrio del livello piezometrico:


con:


dove: K = Coefficiente di permeabilita (mfs)
r = raggio del piezometro (m)
R = raggio del filtro del piezometro (m)
R
e
= distanza oltre la quale non avviene variazione di livello (m)
L
e
= lunghezza del tratto fenestrato immerso (m)
H
0
= abbassamento f innalzamento al tempo t = 0 (m)
H
t
= abbassamento f innalzamento al tempo t = t (m)
t = tempo quando H = H
0
(s)

Nella Tabella 5.1 seguente vengono riassunti le grandezze utilizzate per il calcolo della
conducibilita idraulica per ogni piezometro ed il risultato di conducibilita idraulica ricavato.

Tabella 5.1 - Dati utilizzati per il calcolo della conducibilita idraulica con il metodo dello Slug Test - Bouwer 8
Rice, 1976 (prove eseguite il 02f02f2011)

P
i
e
z
o
m
e
t
r
o

F
o
n
d
o

f
o
r
o

{
m

d
a

p
.
c
.
)

L
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v
e
l
l
o

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t
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{
m

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c
.
)

L
u
n
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h
e
z
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m
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P
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R
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g
g
i
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d
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g
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g
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a
i
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{
m
)

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p
e
s
s
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c
q
u
i
f
e
r
o

{
m
)

C
o
l
o
n
n
a

d
'
a
c
q
u
a

{
m
)

A
b
b
a
s
s
a
m
e
n
t
o

i
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i
z
i
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l
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{
m
)

C
o
n
d
u
c
i
b
i
l
i
t


i
d
r
a
u
l
i
c
a

-

K

{
m
J
s
)

PZ2 8.00

+.68 3.32 0,00 0.03175 0.0635 2.92 3.32 0,681 1.+*10
-5

PZ3 7.50

+.61 2.89 0,00
0.03175
0.0635 2.19 2.89 0,681 6.3*10
-5

PZ+ 8.00

+.81 3.19 0,00
0.03175
0.0635 3.69 3.19 0,681 6.0*10
-5

PZ5 8.30

+.90 3.+0 0,00
0.03175
0.0635 3.60 3.+0 0,681 6.1*10
-5


La tabella 5.2 riassume i risultati del rilievo del livello statico nei cinque piezometri installati nelle
due campagne del 01f02f2011 e del 21f02f2011.


|
|
.
|

\
|
=
t e
e
H
H
t L
R R r
K
0
2
ln
1
2
) / ln(
( )
1
/ / ln
1 , 1
ln

+ =
R L
C
R L R
R
e e
e



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Tabella 5.2 - Livello statico della falda superficiale rilevato nei piezometri installati (campagne di monitoraggio
del 01f02f2011 e 21f02f2011)

Piezometro Coordinata UTM
{X)
Coordinata UTM
{Y)
Quota piano
campagna
{m slm)
Livello statico
01J02J2011
{m slm)
Livello statico
21J02J2011
{m slm)
PZ1 68122+.03 923037.77 72.26 68.29 67.27
PZ2 681236.08 923151.88 72.3+ 67.66 67.67
PZ3 68121+.10 923175.11 72.27 67.66 67.67
PZ+ 681251.+6 923176.31 72.30 67.+9 67.50
PZ5 681227.33 923253.+3 72.26 67.36 67.38

! livelli di falda misurati sono risultati essere praticamente equivalenti nelle due campagne di
monitoraggio.
stato cos possibile definire la direzione di flusso della falda in SSW-NNE, il suo gradiente
idraulico in 0.5 e la conducibilita media in 6*10
-5
mfs.
La Fig. 6 riporta la ricostruzione isopiezometrica del rilievo effettuato il 21f02f2011 e l'ubicazione
delle indagini utilizzate per il presente studio.



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5.2 Studi ed indagini in sito precedenti

Per la caratterizzazione sismica e l'analisi di risposta sismica locale si fatto riferimento alle
indagini eseguite nel 2008 riportate nella Relazione geologica per gli ambiti del primo POC" a cura
dello Studio viel 8 Sangiorgi - Geologia Applicata dell'ottobre 2008, allegati al 1 POC (Piano Operativo
Comunale) del Comune di Sasso Narconi approvato con Delibera C.C. n.38 del 06f0+f2009.
Tale studio si avvalso di indagini geognostiche e sismiche in sito e di repertorio; in particolare
nell'area del sub-ambito produttivo - artigianale di Pontecchio - Borgonuovo (denominato nello studio
Z!1) stata eseguita una indagine tipo NASW (Nultichannel Analisys of Surface Waves) ed una con
tromografo digitale.
Le Figg. 7 ed 8, tratte dalla relazione citata, localizzano i punti di controllo in relazione all'assetto
geomorfologico (terrazzi, conoidi e scarpate) ed alle unita geologiche direttamente interessate.
L'indagine NASW un metodo sismico mediante il quale possibile costruire un profilo di velocita
delle onde di taglio (v
S
) in relazione alla profondita, attraverso l'analisi delle onde superficiali tipo
Rayleigh (onde R).
!l tromografo digitale uno strumento in grado di misurare i microtremori; il tremore sismico,
comunemente definito rumore sismico", esiste ovunque sulla superficie della terra. Esso
principalmente costituito da onde superficiali, ovvero da onde elastiche prodotte dall'interferenza
costruttiva di onde P ed S che si propagano negli strati superficiali ed prodotto essenzialmente dal
vento o dalle onde marine. A questo rumore di fondo, che sempre presente, si sovrappongono le
sorgenti locali, antropiche (traffico, industrie ecc.) e naturali. ! microtremori sono solo in parte costituiti
da onde di volume, P o S; in essi giocano un ruolo fondamentale le onde superficiali, che hanno
velocita prossima a quella delle onde S, il che spiega la dipendenza di tutta la formulazione della
velocita di queste ultime.
Tali tecniche permettono quindi di ottemperare a quanto previsto nel decreto del Ninistero delle
!nfrastrutture del 1+ gennaio 2008, secondo il quale i terreni, su cui devono essere eseguite opere edili
devono essere classificati sulla base del parametro v
s
30.



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5.2.1 Indagine geofisica
La classificazione prevista dal D.N. del 1+ gennaio 2008 per i terreni comprende cinque categorie
definite da una simbologia alfanumerica da A ad E e successive integrazioni S1 e S2. A ciascuna di
queste categorie corrisponde una valutazione quantitativa della risposta sismica dei terreni sottoposti
ad una accelerazione sismica attesa, predefinita per ciascuna classe. !l parametro v
S30
rappresenta la
media ponderata dei valori di velocita delle onde di taglio S nei primi 30 metri di sottosuolo indagato e
viene espressa matematicamente dalla seguente equazione:

=
=
1
30
30
i i
i
S
v
h
V
dove v
S30
: velocita media ponderata delle onde di taglio S";
h
i
: spessore dello strato esimo;
v
i
: velocita delle onde di taglio S" nello strato esimo.

Esistono diversi tipi di onde superficiali, oltre alle gia citate onde di Rayleigh (P+Sv), si conoscono
le onde di Love (Sh) e le onde di Lamb. Le onde di Rayleigh rappresentano la componente principale
delle onde superficiali e sono generate dall'interazione tra onde di compressione (o di volume) P e
onde di taglio verticali Sv ogniqualvolta si in presenza di una superficie libera in un mezzo omogeneo
ed isotropo. Le onde R si propagano alla superficie libera (Fig. 9) con un moto ellittico retrogrado
(moto antiorario) che si inverte alla profondita di lf2p (dove l la lunghezza d'onda). L'ampiezza di tale
spostamento decresce secondo una legge esponenziale, pertanto diviene rapidamente trascurabile con
la profondita.


Fig. 9 - Nodalita di propagazione delle onde R.

L'utilizzo delle onde superficiali di tipo Rayleigh per la costruzione di un profilo di velocita delle
onde di taglio v
S
giustificato da una serie di fattori:



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la percentuale di energia convertita in onde R nettamente predominante (67) rispetto a
quella coinvolta nella generazione di onde P (7) e onde S (26);
il metodo d'analisi basato sulle onde R non limitato, al contrario del metodo basato sulla
rifrazione, dalla presenza di inversioni di velocita in profondita;
buona risoluzione, a differenza della tecnica a riflessione;
la propagazione delle onde di Rayleigh, anche se influenzata dalla v
P
(velocita delle onde di
compressione P) e dalla densita del mezzo, funzione innanzitutto della v
S
che rappresenta
appunto il parametro fondamentale per la caratterizzazione geotecnica di un sito;
la tecnica in questione inoltre particolarmente indicata per suoli altamente attenuanti ed
ambienti rumorosi.
Tenuto conto dei fattori sopraelencati, l'elemento fondamentale che permette l'impiego di tecniche
basate sulle onde superficiali, in questo caso la tecnica NASW e le onde Rayleigh, una caratteristica
chiamata dispersione. La dispersione una proprieta delle onde superficiali che consiste nella
deformazione di un treno d'onde dovuta alla variazione di velocita di propagazione al variare della
frequenza. Per le onde R questa variazione si manifesta solo all'interno di un mezzo stratificato. !n
altre parole, ipotizzando una variazione di densita del terreno in senso verticale, ciascuna componente
di frequenza dell'onda superficiale si propaga con una differente velocita (velocita di fase), e quindi con
una diversa lunghezza d'onda; questa proprieta si chiama appunto dispersione.
La velocita di propagazione per una certa lunghezza d'onda (e quindi per una certa frequenza )
influenzata dalle proprieta che il mezzo possiede fino ad una profondita di f2 (anche se recenti studi
hanno posto questo limite a f2.5) . !noltre, la velocita delle onde R (v
R
) pari a circa il 90 della
velocita delle onde di taglio (v
S
).
Secondo quanto detto appare chiaro come la costruzione di un profilo verticale di velocita delle
onde di taglio v
S
, ottenuto dall'analisi delle onde piane della modalita fondamentale delle onde di
Rayleigh, sia una delle pratiche piu comuni per utilizzare le proprieta dispersive delle onde superficiali.

Indagine MASW
La procedura NASW si puo sintetizzare in tre stadi successivi e distinti:
acquisizione delle onde superficiali (ground roll);
costruzione della curva di dispersione: grafico velocita di fase vr - frequenza ;
inversione della curva di dispersione per ottenere il profilo verticale della v
S
.
La prima fase viene effettuata direttamente in campagna generando un treno di onde superficiali
mediante l'utilizzo di una sorgente sismica attiva, quale generalmente una mazza battente, ed uno
stendimento lineare di geofoni ricevitori (Fig. 10).




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Fig. 10 - NASW ATT!vA: Stendimento lineare e sorgente attiva.

!n particolare mediante software si procede alla lettura dei dati acquisiti (common-shot gather) e
al calcolo dello spettro nel dominio frequenza - numero d'onda (spettro f-k). Quindi, dallo spettro fk
possibile estrarre la curva di dispersione apparente sperimentale mediante una doppia trasformata di
Fourier applicata al campo di moto misurato nel dominio spazio - tempo.
Sulla curva di dispersione sperimentale viene effettuato il cosiddetto Picking, cio la selezione dei
punti che, nell'interpretazione dell'utente, appartengono ad un certo modo di propagazione dell'onda
superficiale di Rayleigh. L'identificazione ed il Picking della curva di dispersione sono un'operazione di
importanza cruciale. ! punti sperimentali ottenuti mediante l'operazione di Picking effettuata a partire
dalla curva di dispersione apparente sperimentale, devono coincidere il piu possibile con le curve
teoriche numeriche descritte di seguito.
La curva di dispersione apparente numerica si ottiene in maniera identica alla procedura usata per
ottenere la curva di dispersione sperimentale, con l'unica diversita che riguarda la maniera in cui si
calcola lo spettro del campo di moto. Nentre nella procedura sperimentale si applica una doppia
trasformata di Fourier nella procedura numerica si applica una sola trasformata di Fourier. La curva di
dispersione effettiva si ottiene con un metodo alternativo proposto da Lai e Rix (Lai, 1998).
L'ultimo passo da affrontare l'inversione della curva di dispersione precedentemente costruita.
Questa operazione viene effettuata grazie all'utilizzo di una potente tecnica di ottimizzazione
basata su algoritmi genetici. !l risultato finale quello di ottenere il profilo verticale della velocita delle
onde di taglio v
S
.
!l grado di incertezza del profilo di v
S
finale dipende dai seguenti fattori:
incertezza associata alle misure sperimentali: rappresentata dall'intervallo di variazione della
velocita di fase apparente sperimentale ad una determinata frequenza. Tale range di variazione
viene assegnato a ciascun punto sperimentale nella fase di Picking;
propagazione dell'incertezza nel modello di simulazione numerica;
errore relativo o distanza tra curve di dispersione sperimentale e numeriche teoriche
(apparentefeffettiva). L'errore relativo un indicatore oggettivo della sovrapposizione tra curva
di dispersione sperimentale e teorica numerica.



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Generalmente un errore relativo tra curva sperimentale e teorica inferiore al 10 indica il
raggiungimento di un buon risultato con un profilo di v
S
valido da un punto di vista progettuale. A
parita di errore relativo l'utente puo scegliere il profilo di v
S
sulla base della migliore sovrapposizione
visiva tra le curve sperimentale e teorica.

Indagine con tomografo digitale
Dai primi studi di Kanai (1957) in poi, diversi metodi sono stati proposti per estrarre l'informazione
relativa al sottosuolo da rumore sismico registrato in un sito.
Tra questi, la tecnica che si maggiormente consolidata nell'uso quella dei rapporti spettrali tra
le componenti del moto orizzontale e quella verticale (Horizontal to vertical Spectral Ratio, HvSR o
Hfv), proposta da Nogoschi e !garaschi (1970).
La tecnica universalmente riconosciuta come efficace nel fornire stime affidabili della frequenza
fondamentale di risonanza del sottosuolo.
Le basi teoriche dell'Hfv sono relativamente facili da comprendere in un mezzo del tipo strato +
bedrock (o strato assimilabile al bedrock) in cui i parametri sono costanti in ciascuno strato,
considerando lo schema della figura sottostante in cui gli strati 1 e 2 si distinguono per le diverse
densita (1 e 2, Figura 11) velocita delle onde sismiche (v1 e v2).
Un'onda cos riflessa interferisce con quelle incidenti, sommandosi e raggiungendo le ampiezze
massime (condizioni di risonanza) quando la lunghezza dell'onda incidente () + volte (o suoi multipli
dispari) lo spessore H del primo strato.
La frequenza fondamentale di risonanza (fr) dello strato 1 relativa alle onde S pari a


H
V
fr
s
* 4
1
=


Questo effetto sommabile, anche se non in modo lineare e senza corrispondenza 1:1; cio
significa che la curva Hfv relativa ad un sistema a piu strati contiene l'informazione relativa alle
frequenze di risonanza fr (e quindi dello spessore H) di ciascuno di essi, ma non interpretabile
semplicemente applicando la sopra riportata equazione.







Figura 11 - Schema stratigrafico semplificato strato (v1, 1) piu bed-rock (colore grigio, v2, 2).

L'inversione richiede infatti l'analisi delle singole componenti e del rapporto Hfv, che fornisce un
importante normalizzazione del segnale per:
V
1

1

V
2

2

H



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il contenuto di frequenza;
la risposta strumentale;
l'ampiezza del segnale quando le registrazioni vengono effettuate in momenti con rumore di
fondo piu o meno alto.

!l rumore sismico agisce come sorgente di eccitazione per la risonanza del sottosuolo e degli edifici
piu o meno come una luce bianca diffusa che illumini gli oggetti eccitando le lunghezze d'onda tipiche
di ciascun oggetto e dandogli il suo tipico colore.
Questo risulta molto importante a livello ingegneristico perch se un edificio ha frequenze proprie
di vibrazione uguali a quelle del substrato su cui fondato, durante un sisma, si assiste al fenomeno
dell'accoppiamento delle vibrazioni. Questo effetto di amplificazione sismica produrra un grande
aumento della sollecitazione sugli edifici e sulle loro fondazioni.

5.3 Indagini di laboratorio

5.3.1 Prove di laboratorio geotecnico
Nel sondaggio PZ2 sono stati prelevati due campioni di terreno, uno entro 1,5m di profondita
(livello meccanicamente meno resistente) per la determinazione delle caratteristiche fisico-meccaniche
ed uno nel livello litologico sottostante (tra 2.0 e 3.0m di profondita) per la determinazione delle
caratteristiche granulometriche.
! campioni sono stati consegnati al Laboratorio Geotecnico Geotea di S. Lazzaro di Savena (BO)
(accreditato presso il Ninistero dei Lavori Pubblici, decreto n.159) per l'esecuzione delle prove. La
seguente tabella 5.3 riporta le prove effettuate con la rispettiva norma di riferimento.

Tabella 5.3 - Prove di Laboratorio Geotecnico e normativa diriferimento.
PROVA NORMA DI RIFERIMENTO
Determinazione del peso di volume UN! EN !SOfTS 17892-2
Determinazione del limite liquido BS 1377
Determinazione del limite plastico CNR-UN! 1001+
Analisi granulometrica mediante setacciatura CNR-UN! A. n23 - UN! EN !SOfTS 17892-+
Analisi granulometrica mediante sedimentazione CNR-UN! A. n23 - UN! EN !SOfTS 17892-+
Tagli diretto CD in scatola di Casagrande UN! EN !SOfTS 17892-10

5.4 Risultati ottenuti

5.4.1 Indagine geofisica
Come anticipato nelle paragrafo 5.2, per la caratterizzazione sismica stata presa in
considerazione l'indagine eseguita nel 2008 inclusa nel 1 POC del Comune di Sasso Narconi.



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L'indagine geofisica condotta nel citato lavoro ha visto l'esecuzione di n1 stendimento sismico, in
direzione circa N-S, con 2+ geofoni da +.5hz e passo tra i geofoni di 1m; sono state eseguite tre
battute, con massa battente da 10kg, in linea con lo stendimento a distanza rispettivamente di 3m, 6m
e 9m dal primo geofono di n1 indagine con tomografo digitale ad alta risoluzione per la verifica
puntuale del microtremore sismico. La seguente Fig. 12, ripresa dalla relazione citata, riporta la
variazione della velocita delle onde v
s
con la profondita per il sito in esame.


Fig. 12 - Profilo verticale delle v
S
riferito al punto mediano dell'allineamento sismico.

Le nuove indagini eseguite confermano la validita per l'area d'indagine della modellizzazione simica
eseguita nel 2008 per il 1 POC.



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La tabella 5.+ riassume i sismostrati individuati, la relazione citata individua il bedrock sismico a
26m di profondita dal p.c., per cui la velocita media delle v
S
stato calcolato nell'intervallo da 0m a
26m da p.c.

Tabella 5.4 - Profilo verticale delle onde di taglio S relativo al profilo sismico eseguito.
Sismostrato Profondit {m) Vs {mJs)
! 0.00-3.00 192.7
!! 3.00-7.90 37+.5
!!! 7.90-15.70 265.6
!v 15.70-22.70 298.8
v 22.70-26.00 +39.0
v! >26.00 ~680

Sulla base di quanto calcolato, la velocita media equivalente delle onde di taglio S nei primi 26m di
profondita (v
S30
), risultata essere pari a 293mfs.
Pertanto, in riferimento ai valori riportati in tabella e al valore di V
S30
ottenuto,
possibile collocare il sottosuolo dell'area investigata nella categoria di suolo "Tipo C"
(Depositi di terreni a grana grossa mediamente addensati o terreni fini mediamente consistenti con
spessori superiori a 30m, caratterizzati da un graduale miglioramento delle proprieta meccaniche con
la profondita e da valori di v
s,30
compresi tra 180mfs e 360mfs). [Paragrafo 3.2.2-Tabella 3.2.!! del
D.N. 1+f01f2008|.
Considerando i primi 30m, anzich 26m, la velocita media delle onde di taglio risulta essere
316mfs, non modificando quindi la categoria di sottosuolo.
Essendo il sito pianeggiante e non in prossimita di scarpate si assegna una Categoria
Topografica T
1
. [Paragrafo 3.2.2-Tabella 3.2.!v del D.N. 1+f01f2008|.
La liquefazione dei terreni di fondazione, che si genera nei terreni sabbiosi granulari piu superficiali
saturi, per effetto di una sollecitazione tangenziale ciclica generata da un sisma puo essere esclusa
(come gia riportato nella relazione allegata al 1 POC) in quanto gli intervalli granulari saturi, compresi
tra circa +,50m e 8,50m di profondita da piano campagna, risultano avere una considerevole
percentuale di fine (argilla e limo). Gli scarsi intervalli di sabbia e ghiaia relativamente puliti (scarsa
matrice di fini) saturi hanno presentato spessori inferiori al metro.
La seguente Fig. 13 riprende uno stralcio della Tavola di Nicrozonizzazione Sismica allegata alla
citata Relazione dove sono riassunte le informazioni di microzonizzazione per l'area di interesse
(indicata con Z!1).



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5.4.2 Indagine geologico - geotecnica
Per la ricostruzione della stratigrafia dei terreni di fondazione, oltre alle informazioni ottenute dalle
indagini in sito e di laboratorio (allegate in appendice), si tenuto conto della documentazione di
carattere geologico presente nel PSC e nei POC del Comune di Sasso Narconi.
! cinque sondaggi eseguiti all'interno dell'area del Sub-ambito hanno raggiunto la zona alterata del
substrato marino posto ad una profondita variabile tra i 6,8m e 8,5m da p.c.
Le prove eseguite hanno permesso di caratterizzare dal punto di vista geomeccanico l'intervallo
compreso tra queste profondita e la superficie, ossia il terrazzo deposizionale del Fiume Reno che
rappresenta il terreno di sedime dell'area in oggetto.
La ricostruzione stratigrafica, per l'area destinata alla ditta Bortolotti s.n.c., riportata in tabella
5.5 dove viene indicato anche l'intervallo dei valori medi di resistenza all'infissione q
c
della punta delle
prove CPT e del valore di N
spt
per le prove DPSH e la velocita di propagazione delle onde v
S
ricavata
nell'indagine geofisica.

Tabella 5.5- Schema stratigrafico - litologico.
N
Profondit
{m da p.c.)
Litologia Resistenza all'infissione
della punta
Velocit onde
V
S
{mJs)
0 0.00

0.30
Terreno vegetale, argilla limosa grigio
chiara e marrone con radici e resti vegetali - -
! 0.30

2.00
Limo argilloso sabbioso
1<q
c
(Npa)<2 192.7
!! 2.00

7.60
Sabbia ghiaiosa limosa
18<N
spt
<30 37+.5
!!! 7.60

26.00
Substrato marino; Argille limose molto
compatte - 265.6-+39.0

Sui campioni prelevati, durante l'esecuzione del sondaggio PZ2, stata eseguita l'analisi
granulometrica, la determinazione delle caratteristiche fisiche; stato eseguito il taglio diretto in
scatola di Casagrande per la sua caratterizzazione meccanica. Tali prove hanno permesso di
classificare lo strato ! dal punto di vista granulometrico e meccanico e lo strato !! dal punto di vista
granulometrico (tabelle 5.6a-b).










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Tabella 5.6a- Risultati delle prove di laboratorio geotecnico sul campione PZ2-G1 (1.00m-1.+0m da p.c.).
CARATTERISTICHE FISICHE
UMIDITA' NATURALE w {%) 30.835 LIMITE LIQUIDO LL {%) 32
MASSA VOLUMICA UMIDA {kgJm
3
) 18+1.575 LIMITE PLASTICO LP {%) 18
MASSA VOLUMICA SECCA
d
{kgJm
3
) 1+07.552 INDICE PLASTICO {IP) 1+
ANALISI GRANULOMETRICA
GHIAIA {%) SABBIA {%) LIMO {%) ARGILLA {%) DESCRIZIONE A.G.I.
0.0+ 11.81 63.18 2+.97 Limo argilloso sabbioso
PROVA DI TAGLIO DIRETTO
C' {KPa) ' {)
7.53 28.09

Tabella 5.6b- Risultati delle prove di laboratorio geotecnico sul campione PZ2-G2 (2.30m-2.60m da p.c.).
ANALISI GRANULOMETRICA
GHIAIA {%) SABBIA {%) LIMO {%) ARGILLA {%) DESCRIZIONE A.G.I.
21.25 61.55 12.25 +.95 Sabbia ghiaiosa limosa

!n appendice sono raccolti i rapporti di prova delle indagini in sito e di laboratorio.



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6. MODELLO GEOLOGICO E SCHEMA LITOTECNICO DEL SITO

Per la ricostruzione del modello geologico del sito ci si avvalsi delle indagini dirette ed indirette
eseguite e di risultati di indagini e studi precedenti.
!n base a quanto rilevato possibile ricostruire uno schema litotecnico delle principali litologie
presenti; per esse vengono riportati in Tabella 6.1 i principali parametri fisico-meccanici caratteristici e
gli intervalli di profondita.
Tali parametri, che si riferiscono alle indagini eseguite nell'area ed a dati di letteratura, vengono
riportati come valori disaggregati e mediati ricavati dalle prove (Capitolo 5).

Tabella 6.1 - Nodello geologico e Schema litotecnico dei terreni di fondazione della nuova costruzione.
N
PROFONDITA'
{m da p.c.)
LITOLOGIA
C'
{kNJm
2
)
O'
{)
'
{kNJm
3
)
Modulo
Edometrico

M {kNJm
2
)
Modulo di
Deformazione
Drenato

E' {kNJm
2
)
0
0.00

0.30
Terreno vegetale,
argilla limosa
grigio chiara e
marrone con
radici e resti
vegetali
- - - - -
! 0.30

2.00
Limo argilloso
sabbioso 7.53 28.09 18.+2
+000

+700
-
!! 2.00

7.60
Sabbia ghiaiosa
limosa - 3+ 20 -
20000

+0000
!!!
7.60

26.00
Substrato
marino; Argille
limose molto
compatte e
marne
- - - - -

La Sezione di Fig. 1+ (traccia in Fig. 6), riassume lo schema geologico, idrogeologico e litotecnico
dell'area in esame.



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7. RISPOSTA SISMICA LOCALE

7.1 Individuazione della pericolosit sismica del sito
La pericolosita sismica definita in termini di accelerazione orizzontale massima attesa a
g
in
condizioni di campo libero su sito rigido di riferimento con superficie topografica orizzontale (Categoria
di sottosuolo A) nonch di ordinate di spettro di risposta elastico in accelerazione ad essa
corrispondente S
e
(T) con riferimento a prefissate probabilita di eccedenza P
vR
nel periodo di riferimento
v
R

Per ciascuna probabilita di superamento nel periodo di riferimento P
vR
le forme spettrali sono
definite a partire dai valori dei seguenti parametri su sito di riferimento rigido orizzontale:
a
g
accelerazione orizzontale massima del sito;
F
0
valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale;
T
C
*
periodo di inizio del tratto di velocita costante dello spettro di accelerazione orizzontale.

Tutte le elaborazioni grafiche e numeriche per la determinazione delle azioni di progetto e dei
relativi spettri di risposta elastica sono stati eseguiti mediante il software Spettri N.T.C. ver 1.0.3"
fornito dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e confrontato con il software GEOSTRU

per la
determinazione dei parametri e dei coefficienti sismici.
Per poter valutare l'azione sismica del terreno appartenente all'area di indagine necessario
individuare la zona secondo le coordinate longitudine e latitudine allo scopo di poter definire i
parametri sismici fondamentali per lo studio e la valutazione delle azioni sismiche di progetto.
!l sito d'indagine individuato dalle seguenti coordinate ED50 (preso al centro dell'area di studio):
Longitudine (decimali): 11.277235;
Latitudine (decimali): ++.+3816+.

Tale punto ricade all'interno dei quattro nodi del reticolo in cui suddiviso il territorio italiano
riportati in Tabella 7.1.

Tabella 7.1 - Codici identificativi e coordinate del reticolo di riferimento comprendenti l'area di indagine.
N ID
LONGITUDINE
{ decimali)
LATIDUDINE
{ decimali)
DISTANZA DAL PUNTO D'INTERESSE
{m)
1 17173 11.251180 ++.+13720 3+16.0
2 1717+ 11.321060 ++.+15020 +328.3
3 16952 11.319290 ++.+65000 ++77.+
+ 16951 11.2+9300 ++.+63710 3603.6

Rispetto al sito preso in considerazione i valori dei tre parametri su sito di riferimento rigido in
funzione dei loro tempi di ritorno del sisma risultano essere quelli riassunti in Tabella 7.2.



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Tabella 7.2 - valori di a
g
, F
0
e T
C
* per il sito in esame rispetto ad un sito di riferimento rigido orizzontale in
funzione dei tempi di ritorno T
R
del sisma.
T
R
{anni)
a
g
{g)
F
0
{-)

T
C
*
{sec)
30 0.055 2.+85 0.258
50 0.069 2.+79 0.270
72 0.079 2.+90 0.276
101 0.091 2.+76 0.283
1+0 0.10+ 2.+79 0.285
201 0.120 2.+55 0.288
475 0.165 2.421 0.301
975 0.208 2.+38 0.312
2+75 0.270 2.+92 0.32+

Come si evince dalla Tabella 7.2, se si considera un tempo di ritorno del sisma T
R
=+75anni per il
sito di progetto, si ottengono valori (rispetto ad un sito riferimento rigido orizzontale) pari a:
a
g
{g)=0.165: Accelerazione di riferimento per il sito;
F
0
=2.421: valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro;
T
*
C
= 0.301: Periodo di inizio del tratto a velocita costante dello spettro.

7.2 Indicazioni sulla strategia di progettazione
Le azioni sismiche su una costruzione vengono valutate in relazione ad un periodo di riferimento
v
R
funzione del tipo di costruzione e dipendente dai coefficienti vita nominale v
N
e classe d'uso C
u

secondo la seguente relazione:
v
R
= v
N
C
u

Trattandosi di una zona a destinazione industriale - artigianale, i valori dei coefficienti e del
periodo di riferimento risultano essere quelli riassunti in Tabella 7.3.

Tabella 7.3 - Periodo di riferimento per l'azione sismica nell'area di indagine.
COEFFICIENTE DESCRIZIONE VALORE
vita nominale (v
N
)
Opere Ordinarie, ponti, opere infrastrutturali e dighe di dimensioni
contenute o di importanza normale
50
Coefficiente d'uso (C
u
) CLASSE !! - Affollamento normale, assenza di funzioni pubbliche 1
Periodo di riferimento dell'azione sismica V
R
= V
N
C
u
= 50 anni

!n generale le opere e loro componenti strutturali devono essere progettate, eseguite e collaudate
in maniera tale da garantire i livelli di sicurezza nei confronti delle azioni sismiche.
La sicurezza e le prestazioni di un'opera o parte di essa devono essere valutati in relazione agli
Stati Limite intesi come quella condizione superata la quale l'opera non soddisfa piu le esigenze per le
quali stata progettata.



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Le opere devono pertanto essere progettate possedendo i requisiti di sicurezza nei confronti di tali
Stati Limite siano SLU o SLE; il superamento di uno Stato Limite Ultimo (SLU) ha carattere irreversibile,
mentre il superamento di una Stato Limite di Esercizio (SLE) puo avere carattere reversibile o
irreversibile.
Le due famiglie principali di Stati Limite (SL) sono cos definite:
Stato Limite di Esercizio {SLE):
1) Stato Limite di Operativita (SLO);
2) S Stato Limite di Danno (SLD).
Stato limite Ultimo {SLU):
3) Stato Limite di salvaguardia della vita (SLv);
+) Stato Limite di prevenzione del Collasso (SLC).

Per un tempo di riferimento della costruzione pari a v
R
=50anni, i periodi di ritorno T
R
per la
determinazione dell'azione sismica e le relative probabilita di superamento per ciascun Stato Limite
indagato sono riassunte in Tabella 7.+.

Tabella 7.4 - Periodi di ritorno T
R
per la definizione dell'azione sismica e relative probabilita di superamento di
ciascun stato limite indagato.
STATI LIMITE P
VR
{%) T
R
{anni)
Stato Limite di Operativita (SLO) 81 30 Stati Limite di Esercizio
(SLE) Stato Limite di Danno (SLD) 63 50
Stato Limite di Salvaguardia della vita (SLv) 10 +75 Stati Limite di Ultimi
(SLU) Stato Limite di prevenzione del Collasso (SLC) 5 975

La variazione dei parametri a
g
, F
0
e T
C
* in funzione ai Periodi di Riferimento individuati T
R
associati
a ciascun Stato Limite per la determinazione degli Spettri di Risposta elastica sono riassunti in Tabella
7.5.

Tabella 7.5 - Parametri a
g
, F
0
e T
C
* relativi Periodi di ritorno T
R
per la definizione dell'azione sismica e relative
probabilita di superamento di ciascun stato limite indagato.
STATI LIMITE P
VR
{%) T
R
{anni) a
g
{g) F
0
{-) T
C
* {sec)
Stato Limite di Operativita (SLO) 81 30 0.055 2.+85 0.258
Stato Limite di Danno (SLD) 63 50 0.069 2.+79 0.270
Stato Limite di Salvaguardia della vita (SLv) 10 +75 0.165 2.+21 0.301
Stato Limite di prevenzione del Collasso (SLC) 5 975 0.208 2.+38 0.312

Gli Spettri di Risposta Elastica per gli Stati Limite individuati in Tabella 7.5 sono riportati in Fig. 15.




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Fig. 15 - Spettri di risposta elastica per i diversi Stati Limite di progetto.

7.3 Indicazione sulla determinazione dell'azione di progetto
!n funzione della categorie di sottosuolo e topografica del sito individuate nel Capitolo 5 si
ricavano di seguito i parametri ed i coefficienti sismici di riferimento per ciascun Stato Limite
considerato.
L'utilizzo di suddetti parametri nelle formule indicate in Normativa permette la ricostruzione degli
spettri di risposta elastica per le componenti orizzontale e verticale; come risulta dalle prove geofisiche



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eseguite la tipologia del primo sottosuolo del sito in esame risulta essere appartenente alla Categoria
di sottosuolo C e Categoria Topografica T1.
Per tali categorie i parametri determinanti le azioni di progetto per ciascun Stato Limite sono
riassunti nelle Tabelle 7.6a-b, 7.7a-b, 7.8a-b 7.9a-b; in particolare vengono riportati i parametri sismici
indipendenti e dipendenti, per la componente orizzontale e per la componente verticale.


Tabella 7.6a - Parametri e punti dello spettro di Risposta elastica per la COMPONENTE ORIZZONTALE per lo
STATO LIMITE DI OPERATIVITA' {SLO).
STATO LIMITE DI OPERTIVITA' {SLO) - COMPONENTE ORIZZONTALE
PARAMETRI SISMICI INDIPENDENTI PARAMETRI SISMICI DIPENDENTI
a
g
0.055g S 1.500
F
0
2.+85 1.000
T
C
* 0.258s T
B
0.1+1s
s
s
1.500 T
C
0.+23s
C
c
1.6+3 T
D
1.822s
S
T
1.000
q 1.000


Tabella 7.6b - Parametri e punti dello spettro di Risposta elastica per la COMPONENTE VERTICALE per lo
STATO LIMITE DI OPERATIVITA' {SLO).
STATO LIMITE DI OPERTIVITA' {SLO) - COMPONENTE VERTICALE
PARAMETRI SISMICI INDIPENDENTI PARAMETRI SISMICI DIPENDENTI
a
gv
0.018g F
v
0.790
S
s
1.000 S 1.000
S
T
1.000 1.000
q 1.000
T
B
0.050s
T
C
0.150s
T
D
1.000s



Tabella 7.7a - Parametri e punti dello spettro di Risposta elastica per la COMPONENTE ORIZZONTALE per lo
STATO LIMITE DI DANNO {SLD).
STATO LIMITE DI DANNO {SLD) - COMPONENTE ORIZZONTALE
PARAMETRI SISMICI INDIPENDENTI PARAMETRI SISMICI DIPENDENTI
a
g
0.069g S 1.500
F
0
2.+79 1.000
T
C
* 0.270s T
B
0.1+6s
s
s
1.500 T
C
0.+37s
C
c
1.617 T
D
1.876s
S
T
1.000
q 1.000






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Tabella 7.7b - Parametri e punti dello spettro di Risposta elastica per la COMPONENTE VERTICALE per lo
STATO LIMITE DI DANNO {SLD).
STATO LIMITE DI OPERTIVITA' {SLD) - COMPONENTE VERTICALE
PARAMETRI SISMICI INDIPENDENTI PARAMETRI SISMICI DIPENDENTI
a
gv
0.02+g F
v
0.879
S
s
1.000 S 1.000
S
T
1.000 1.000
q 1.000
T
B
0.050s
T
C
0.150s
T
D
1.000s


Tabella 7.Sa - Parametri e punti dello spettro di Risposta elastica per la COMPONENTE ORIZZONTALE per lo
STATO LIMITE DI SALVAGUARDIA DELLA VITA {SLV).
STATO LIMITE DI DANNO {SLD) - COMPONENTE ORIZZONTALE
PARAMETRI SISMICI INDIPENDENTI PARAMETRI SISMICI DIPENDENTI
a
g
0.165g S 1.+60
F
0
2.+21 1.000
T
C
* 0.301s T
B
0.157s
s
s
1.+60 T
C
0.+70s
C
c
1.560 T
D
2.260s
S
T
1.000
q 1.000


Tabella 7.Sb - Parametri e punti dello spettro di Risposta elastica per la COMPONENTE VERTICALE per lo
STATO LIMITE DI SALVAGUARDIA DELLA VITA {SLV).
STATO LIMITE DI OPERTIVITA' {SLD) - COMPONENTE VERTICALE
PARAMETRI SISMICI INDIPENDENTI PARAMETRI SISMICI DIPENDENTI
a
gv
0.090g F
v
1.328
S
s
1.000 S 1.000
S
T
1.000 0.667
q 1.500
T
B
0.050s
T
C
0.150s
T
D
1.000s


Tabella 7.9a - Parametri e punti dello spettro di Risposta elastica per la COMPONENTE ORIZZONTALE per lo
STATO LIMITE DI COLLASSO {SLC).
STATO LIMITE DI DANNO {SLC) - COMPONENTE ORIZZONTALE
PARAMETRI SISMICI INDIPENDENTI PARAMETRI SISMICI DIPENDENTI
a
g
0.208g S 1.396
F
0
2.+38 1.000
T
C
* 0.312s T
B
0.160s
s
s
1.396 T
C
0.+81s
C
c
1.5+2 T
D
2.+30s
S
T
1.000
q 1.000





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Tabella 7.9b - Parametri e punti dello spettro di Risposta elastica per la COMPONENTE VERTICALE per lo
STATO LIMITE DI COLLASSO {SLC).
STATO LIMITE DI COLLASSO {SLC) - COMPONENTE VERTICALE
PARAMETRI SISMICI INDIPENDENTI PARAMETRI SISMICI DIPENDENTI
a
gv
0.128g F
v
1.500
S
s
1.000 S 1.000
S
T
1.000 0.667
q 1.500
T
B
0.050s
T
C
0.150s
T
D
1.000s

Dove:
a
g
: accelerazione orizzontale massima su sito di riferimento rigido orizzontale;
S
s
: Coefficiente di amplificazione stratigrafica;
S
T
: Coefficiente di amplificazione Topografica;
S: coefficiente che tiene conto della categoria di sottosuolo e delle condizioni stratigrafiche;
F
0
: valore massimo del fattore di amplificazione dello spettro in accelerazione orizzontale;
T
C
*
: periodo di inizio del tratto di velocita costante dello spettro di accelerazione orizzontale;
: fattore che altera lo spettro elastico per coefficienti di smorzamento viscosi;
q: fattore di struttura;
T
B
: Tratto spettro di risposta elastico ad accelerazione costante;
T
C
: tratto spettro di risposta elastico a velocita costante;
T
D
: tratto dello spettro di risposta elastico a spostamento costante;
F
v
: fattore che quantifica l'amplificazione spettrale massima in termini di accelerazione orizzontale
massima a
a
su sito di riferimento rigido per lo spettro di risposta elastico della componente verticale.

Per ricavare i parametri indipendenti dello Spettro di Risposta elastica per la componente
orizzontale di tutti gli Stati Limite sono state utilizzate le seguenti formule come richiesto dalle N.T.C.:
S=S
s
S
T
;
=1fq;
T
B
= T
C
f3;
T
C
= C
C
T
*
C
;
T
D
=+.0 a
g
fg +1.6.

Allo stesso modo per i parametri dipendenti calcolati dello Spettro di risposta elastica per la
componente verticale di tutti gli Stati Limite sono state utilizzate le seguenti formule come richiesto
dalle N.T.C.:
F
v
=1.35F
0
(a
g
fg)
0.5
.

Nelle Figg. 16, 17, 18 e 19 vengono riportati i grafici di ciascun Stato Limite indagato sia per la
componente verticale sia per la componente orizzontale.





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Fig. 16 - Spettri di risposta elastica per lo Stato Limite di Operativita (SLO) per la componente orizzontale e
verticale.



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Fig. 17 - Spettri di risposta elastica per lo Stato Limite di Danno (SLD) per la componente orizzontale e verticale.






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Fig. 1S - Spettri di risposta elastica per lo Stato Limite salvaguardia della vita (SLv) per la componente
orizzontale e verticale.




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Fig. 19 - Spettri di risposta elastica per lo Stato Limite di Collasso (SLC) per la componente orizzontale e
verticale.

! coefficienti sismici derivati S
S
, C
C
, S
T
, a
max
, k
h
, k
v
e
s
per ciascun Stato Limite risultano essere
quelli riportati in Tabella 7.10.





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Tabella 7.10 - Parametri sismici derivati S
S
, C
C
, S
T
, a
max
, k
h
, k
v
, e
s
per la verifica delle azioni sismiche.
STATI LIMITE - VALORE
PARAMETRO SIGLA
SLO SLD SLV SLC
Coefficiente di amplificazione stratigrafica S
S
1.50 1.50 1.+6 1.39
Coefficiente funzione della categoria del sottosuolo C
C
1.6+ 1.62 1.56 1.5+
Coefficiente di amplificazione topografica S
T
1.00 1.00 1.00 1.00
Accelerazione massima a
max
(mfs
s
)

0.830 1.032 2.+10 2.886
Coefficiente sismico orizzontale k
h
0.017 0.021 0.059 0.082
Coefficiente sismico verticale k
v
0.008 0.011 0.029 0.0+1
Coefficiente di riduzione dell'accelerazione massima
attesa al sito

s

0.200 0.200 0.2+0 0.280

! parametri indicati in Tabella 7.10 sono stati ricavati dalle seguenti formule:
a
max
=Sa
g
;
k
v
=0.5 k
h
;
k
h
=
s
(a
max
fg).

!l coefficiente di riduzione dell'accelerazione massima attesa al sito nelle verifiche allo Stato Limite
Ultimo per fondazioni e stabilita dei pendii
s
stato ricavato dal confronto tra la Categoria di
Sottosuolo in cui il sito stato classificato (Categoria C) e l'intervallo entro cui ricade il valore di
accelerazione di riferimento per il sito per un periodo di ritorno pari a Tr=+75anni a
g
(g)=0.165 come
indicato in Tabella 7.11.

Tabella 7.11 - Coefficienti di riduzione dell'accelerazione massima attesa al sito (Tab. 7.11.! del D.N.
1+f01f08).
CATEGORIA DI SOTTOSUOLO
A B,C,D,E
VALORE DI ACCELERAZIONE MAX
ORIZZONTALE DI PICCO AL SUOLO PER T=0
a
g
(g)
s

s

0.2<a
g
(g)<0.+ 0.30 0.28
0.1<a
g
(g)<0.2 0.27 0.2+
a
g
(g)<0.1 0.20 0.20




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S. TERRE E ROCCE DA SCAVO

S.1 Indicazioni sulla gestione delle terre e rocce da scavo

L'esecuzione dei lavori oggetto del presente elaborato potra comportare il movimento di terreno
naturale.
premesso che il suolo non contaminato e altro materiale non contaminato allo stato naturale,
escavato nel corso di attivita di costruzione, ove sia certo che verra riutilizzato ai fini di costruzione allo
stato naturale e nello stesso sito in cui stato escavato non rientra nel campo di applicazione della
gestione dei rifiuti (Art. 185 del D.lgs. 152f06 e s.m.i.).
Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 185 del D.lgs. 152f06, le terre e rocce da scavo, anche di
gallerie, ottenute quali sottoprodotti, possono essere utilizzate per reinterri, riempimenti, rimodellazioni
e rilevati, all'esterno del sito di produzione, purch:
siano impiegate direttamente nell'ambito di opere o interventi preventivamente individuati e
definiti;
sin dalla fase della produzione vi sia certezza dell'integrale utilizzo;
l'utilizzo integrale della parte destinata a riutilizzo sia tecnicamente possibile senza necessita di
preventivo trattamento o di trasformazioni preliminari per soddisfare i requisiti merceologici e di
qualita ambientale idonei a garantire che il loro impiego non dia luogo ad emissioni e, piu in
generale, ad impatti ambientali qualitativamente e quantitativamente diversi da quelli
ordinariamente consentiti ed autorizzati per il sito dove sono destinate ad essere utilizzate;
sia garantito un elevato livello di tutela ambientale;
sia accertato che non provengono da siti contaminati o sottoposti ad interventi di bonifica ai
sensi del titolo v della parte quarta del D.lgs. 152f06;
le loro caratteristiche chimiche e chimico-fisiche siano tali che il loro impiego nel sito prescelto
non determini rischi per la salute e per la qualita delle matrici ambientali interessate ed
avvenga nel rispetto delle norme di tutela delle acque superficiali e sotterranee, della flora,
della fauna, degli habitat e delle aree naturali protette. !n particolare deve essere dimostrato
che il materiale da utilizzare non contaminato con riferimento alla destinazione d'uso del
medesimo, nonch la compatibilita di detto materiale con il sito di destinazione;
la certezza del loro integrale utilizzo sia dimostrata.

Le terre e rocce da scavo, qualora non utilizzate nel rispetto delle condizioni di cui al presente
articolo, sono sottoposte alle disposizioni in materia di rifiuti di cui alla Parte Quarta del D.lgs. 152f06.
La caratterizzazione dei siti contaminati e di quelli sottoposti ad interventi di bonifica viene
effettuata secondo le modalita previste dal Titolo v, Parte quarta del D.lgs. 152f06. L'accertamento
che le terre e rocce da scavo di cui al presente decreto non provengano da tali siti svolto a cura e
spese del produttore e accertato dalle autorita competenti.



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Le terre e le rocce da scavo, qualora ne siano accertate le caratteristiche ambientali, possono
essere utilizzate per interventi di miglioramento ambientale di siti anche non degradati. Tali interventi
devono garantire, nella loro realizzazione finale, una delle seguenti condizioni:
un miglioramento della qualita della copertura arborea o della funzionalita per attivita agro-
silvo-pastorali;
un miglioramento delle condizioni idrologiche rispetto alla tenuta dei versanti e alla raccolta e
regimentazione delle acque piovane;
un miglioramento della percezione paesaggistica.

Le terre e rocce da scavo per essere considerate sottoprodotto e poterle esportare fuori sito
devono rispettare i seguenti requisiti (Art. 18+bis del D.lgs. 152f06):
la sostanza o l'oggetto originato da un processo di produzione, di cui costituisce parte
integrante, e il cui scopo primario non la produzione di tale sostanza od oggetto;
certo che la sostanza o l'oggetto sara utilizzato, nel corso dello stesso o di un successivo
processo di produzione o di utilizzazione, da parte del produttore o di terzi;
la sostanza o l'oggetto puo essere utilizzato direttamente senza alcun ulteriore trattamento
diverso dalla normale pratica industriale;
l'ulteriore utilizzo legale, ossia la sostanza o l'oggetto soddisfa, per l'utilizzo specifico, tutti i
requisiti pertinenti riguardanti i prodotti e la protezione della salute e dell'ambiente e non
portera a impatti complessivi negativi sull'ambiente o la salute umana.

Qualora invece si intenda disfarsi di tali materiali o non si dimostri il rispetto dei requisiti previsti
dagli artt. 183 e segg. del D.lgs. 152f2006 e s.m.i. i materiali derivanti dagli interventi di scavo
dovranno essere sottoposti alle disposizioni in materia di gestione dei rifiuti come indicato nella Parte
Quarta del suddetto Decreto Legislativo.

S.2 Gestione dei materiali uscenti dal cantiere identificati come rifiuto
Nei casi in cui i materiali generati dal cantiere quali terre e rocce da scavo o inerti provenienti dalla
attivita di demolizione e scavo non risultino idonei al loro riutilizzo o il Progettista decida di non
riutilizzarli all'interno del sito di produzione, si devono seguire le disposizioni in materia di gestione dei
rifiuti di cui alla Parte Quarta del D.lgs. 152f2006 e s.m.i.
La procedura da seguire per una corretta gestione del materiale la seguente:
caratterizzazione chimico-analitica e catalogazione del materiale con il relativo codice CER;
individuazione dell'eventuale pericolosita del rifiuto;
invio presso impianto di recupero o smaltimento autorizzati.

Per evitare incidenti e fenomeni di percolamento, anche accidentali, i materiali che presentano
parametri superiori ai limiti indicati dalle CSC di Colonna B della Tabella 1 dell'Allegato 5, Titolo v,



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Parte Quarta del D.lgs. 152f06 dovranno essere allontanati dal cantiere al piu presto e nel frattempo
adeguatamente isolati dal contatto con il suolo e con gli agenti atmosferici.
A tal proposito si rammenta che la gestione di materiali qualificati come rifiuti dovra avvenire come
espressamente richiesto dal Decreto del Ninistero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Nare
del 17 dicembre 2009 !stituzione sistema di controllo della tracciabilita dei rifiuti (S.!.S.T.R.!.)", in
materia di gestione telematica dei rifiuti ed iscrizione all'albo dei gestori ambientali, oppure ai sensi
degli Art. 190 e 193 del D.lgs. 152f06 nel rispetto degli obblighi relativi alla tenuta dei registri di carico
e scarico nonch del formulario di identificazione.



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9. CONCLUSIONI

Nei mesi di gennaio e febbraio 2011 stata eseguita un'indagine geologica e sismica, nell'ambito
del Piano Urbanistico Attuativo (PUA) nella nuova area destinata ad ospitare le attivita della Ditta
Bortolotti s.n.c. all'interno del Subcomparto D2a di intervento pubblico del Sub-Ambito produttivo
artigianale industriale di rilievo sovracomunale in ampliamento Borgonuovo-Pontecchio nel Comune di
Sasso Narconi.
La caratterizzazione geologico-geotecnica ha permesso di ricavare i principali parametri fisico
meccanici dei litotipi presenti nel sottosuolo e di poter ricostruire uno modello geologico ed uno
schema litotecnico locale del sito come richiesto dalla Normativa vigente in materia (D.N. 1+f01f08 -
Norme Tecniche per le Costruzioni"). ! dati sismici (derivati dai lavori precedenti) della velocita delle
onde S sono stati confrontati con i risultati delle indagini geologiche eseguite; le elaborazioni hanno
permesso di individuare le frequenze fondamentali dei depositi ed i rispettivi periodi, riassunti in tabella
9.1.

Tabella 9.1 - Riassunto parametri dei terreni fondazione nell'area indagata.
N
PROF
{m
da
p.c.)
SPESS
ORE
{m)
LITOLOGIA
C'
{kNJm
2
)
O'
{)
'
{kNJm
3
)
Modulo
Edom.

M
{kNJm
2
)
Modulo
di Def.
Dren.

E'
{kNJm
2
)
VEL.
ONDE
V
s

{mJs)
0
0.00

0.30
~0.30
Terreno vegetale,
argilla limosa grigio
chiara e marrone con
radici e resti vegetali
- - - - - -
! 0.30

2.00
~1.70
Limo argilloso
sabbioso 7.53 28.09 18.+2
+000

+700
- 192.7
!! 2.00

7.60
~5.60
Sabbia ghiaiosa
limosa - 3+ 20 -
20000

+0000
37+.5
!!! 7.60

26.00
~18.+0
Substrato marino;
Argille limose molto
compatte e marne
- - - - -
265.6-
+39.0

L'indagine geofisica allegata al 1POC Comunale ha restituito il valore medio delle v
S
del
sottosuolo sovrastante il bedrock sismico, individuato a 26m; l'interpolazione dei dati sismici ha
permesso di ricavare un intervallo di velocita media delle onde S pari a V
S30
=293mJs.
Secondo la Tabella 3.2.!! del Paragrafo 3.2.2. D.N. 1+f01f08 per tali valori i terreni caratterizzati
dai valori di onde v
S
nei primi 30m rientrano nella Categoria di Sottosuolo C.
Per quanto riguarda la risposta sismica locale , sono state analizzate le azioni sismiche per gli Stati
Limite di Esercizio (SLE) e gli Stati Limite Ultimo (SLU); cio ha permesso di costruire i relativi grafici di



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Spettro di risposta elastica per gli Stati Limite di Progetto, utili come indicazione al Progettista
Strutturale del futuro intervento edilizio.
!n Tabella 9.2 vengono riassunti i parametri sismici derivati dallo studio di ciascun Stato Limite per
la componente orizzontale.

Tabella 9.2 - Riassunto dei principali parametri sismici di progetto del sito in esame.
PARAMETRO SIGLA VALORE
Categoria di Sottosuolo - C
Categoria Topografica - T1
vita nominale dell'opera v
N
50
Coefficiente d'uso c
u
1
Periodo di riferimento v
R
, anni 50
STATI LIMITE - VALORI PER LA
COMPONENTE ORIZZONTALE
SLO SLD SLV SLC
Probabilita di superamento P
vR
, 81 63 10 5
Periodo di ritorno T
R
, anni 30 50 +75 975
Accelerazione orizzontale massima attesa in condizioni
di campo libero su sito rigido di riferimento con
superficie topografica orizzontale
a
g
, (g) 0.055 0.069 0.165 0.208
valore massimo del Fattore di amplificazione dello
spettro in accelerazione orizzontale
F
0
2.+85 2.+79 2.+21 2.+38
Periodi di inizio del tratto a velocita costante dello
spettro in accelerazione orizzontale
T
C
* (s) 0.258 0.270 0.301 0.312
Coefficiente di amplificazione stratigrafica S
S
1.50 1.50 1.+6 1.39
Coefficiente funzione della categoria del sottosuolo C
C
1.6+ 1.62 1.56 1.5+
Coefficiente di amplificazione topografica S
T
1.00 1.00 1.00 1.00
Accelerazione massima a
max
(mfs
s
)

0.830 1.032 2.+10 2.886
Coefficiente sismico orizzontale k
h
0.017 0.021 0.059 0.082
Coefficiente sismico verticale k
v
0.008 0.011 0.029 0.0+1
Coefficiente di riduzione dell'accelerazione massima
attesa al sito

s

0.200 0.200 0.2+0 0.280


Bologna, Ottobre 2011
Dott. Geol. Naurizio Bergozzi













AUTODEMOLIZIONE BORTOLOTTI s.n.c.
Via del Chi, 19 - 40037 Sasso Marconi {BO)

SUB-AMBITO PRODUTTIVO ARTIGIANALE - INDUSTRIALE
DI RILIEVO SOVRACOMUNALE IN AMPLIAMENTO
BORGONUOVO - PONTECCHIO
{COMUNE DI SASSO MARCONI)

PIANO URBANISTICO ATTUATIVO
SUBCOMPARTO D2a - lotto di Bortolotti s.n.c.
APPENDICE
ALBUN FOTOGRAF!CO DELLE !NDAG!N! !N S!TO;
RAPPORT! D! PROvA SONDAGG! ATTREZZAT! A P!EZONETRO A TUBO APERTO;
RAPPORT! D! PROvA PENETRONETR!E STAT!CHE (CPT) E D!NAN!CHE SUPER
PESANT! (DPSH);
RAPPORT! D! PROvA DELLE vER!F!CHE D! CONDUC!B!L!TA' !DRAUL!CA
DELL'ACQU!FERO;
RAPPORT! D! PROvA DEL LABORATOR!O GEOTECN!CO.


Bologna, Ottobre 2011

Dott. Geol. Maurizio Bergozzi
SICEP di Baldi Simone e Polenta Ruggero snc
Viale della Repubblica, 40
Santa Maria Nuova (AN) Rifer. 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA STATICA CPT 2
LETTURE DI CAMPAGNA / VALORI DI RESISTENZA
2.01PG05-062
- committente : Studio BL - data : 04/01/2011
- lavoro : - quota inizio : Piano Campagna
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- note : - pagina : 1
Prof. Letture di campagna qc fs qc/fs Prof. Letture di campagna qc fs qc/fs
m punta laterale kg/cm m punta laterale kg/cm
0,20 ---- ---- -- ------ ---- 1,60 34,0 47,0 34,0 1,27 27,0
0,40 ---- ---- -- 0,33 ---- 1,80 33,0 52,0 33,0 1,60 21,0
0,60 11,0 16,0 11,0 0,73 15,0 2,00 48,0 72,0 48,0 1,60 30,0
0,80 11,0 22,0 11,0 1,33 8,0 2,20 43,0 67,0 43,0 11,00 4,0
1,00 9,0 29,0 9,0 1,20 7,0 2,40 89,0 254,0 89,0 1,33 67,0
1,20 11,0 29,0 11,0 1,13 10,0 2,60 301,0 321,0 301,0 ----- ----
1,40 22,0 39,0 22,0 0,87 25,0
- PENETROMETRO STATICO tipo PAGANI da 10/20t
- COSTANTE DI TRASFORMAZIONE Ct = 10 - Velocit Avanzamento punta 2 cm/s
- punta meccanica tipo Begemann = 35.7 mm (area punta 10 cm - apertura 60)
- manicotto laterale (superficie 150 cm)
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SICEP di Baldi Simone e Polenta Ruggero snc
Viale della Repubblica, 40
Santa Maria Nuova (AN) Rifer. 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA STATICA CPT 2
DIAGRAMMA DI RESISTENZA
2.01PG05-062
- committente : Studio BL - data : 04/01/2011
- lavoro : - quota inizio : Piano Campagna
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- scala vert.: 1 : 100
m. m.
0,0 0,0
1,0 1,0
2,0 2,0
3,0 3,0
4,0 4,0
5,0 5,0
6,0 6,0
7,0 7,0
8,0 8,0
9,0 9,0
10,0 10,0
11,0 11,0
12,0 12,0
13,0 13,0
14,0 14,0
15,0 15,0
16,0 16,0
17,0 17,0
18,0 18,0
19,0 19,0
20,0 20,0
qc fs (kg/cm) (kg/cm)
0
0
20
20
40
40
60
60
80
80
100
100
120
120
140
140
160
160
180
180
200
200
0,0
0,0
2,0
2,0
4,0
4,0
6,0
6,0
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SICEP di Baldi Simone e Polenta Ruggero snc
Viale della Repubblica, 40
Santa Maria Nuova (AN) Rifer. 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA STATICA CPT 2
VALUTAZIONI LITOLOGICHE
2.01PG05-062
- committente : Studio BL - data : 04/01/2011
- lavoro : - quota inizio : Piano Campagna
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- note : - scala vert.: 1 : 100
Rp/RL (Litologia Begemann 1965 A.G.I. 1977) Rp - RL/Rp (Litologia Schmertmann 1978)
Torbe ed
Argille organiche
Limi ed
Argille
Limi sabb.
Sabbie lim.
Sabbie e
Sabbie e Ghiaie
m
0,0 0,0 0,0
1,0 1,0 1,0
2,0 2,0 2,0
3,0 3,0 3,0
4,0 4,0 4,0
5,0 5,0 5,0
6,0 6,0 6,0
7,0 7,0 7,0
8,0 8,0 8,0
9,0 9,0 9,0
10,0 10,0 10,0
11,0 11,0 11,0
12,0 12,0 12,0
13,0 13,0 13,0
14,0 14,0 14,0
15,0 15,0 15,0
16,0 16,0 16,0
17,0 17,0 17,0
18,0 18,0 18,0
19,0 19,0 19,0
20,0 20,0 20,0
5 15 30 60 120 200
A
O

A
t
t
A
t

A
m

A
c

A
c
c
A
S
L
S
A
L
S
s

S
m

S
d

S
C

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SICEP di Baldi Simone e Polenta Ruggero snc
Viale della Repubblica, 40
Santa Maria Nuova (AN) Rifer. 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA STATICA CPT 2
TABELLA PARAMETRI GEOTECNICI
2.01PG05-062
- committente : Studio BL - data : 04/01/2011
- lavoro : - quota inizio : Piano Campagna
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- note : - pagina : 1
NATURA COESIVA NATURA GRANULARE
Prof. qc qc/fs Natura Y' d'vo Cu OCR Eu50 Eu25 Mo Dr 1s 2s 3s 4s dm my Amax/g E'50 E'25 Mo
m kg/cm (-) Litol. t/m kg/cm kg/cm (-) kg/cm kg/cm % () () () () () () (-) kg/cm kg/cm
0,20 -- -- ??? 1,85 0,04 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
0,40 -- -- ??? 1,85 0,07 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
0,60 11 15 2//// 1,85 0,11 0,54 45,0 91 137 42 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
0,80 11 8 2//// 1,85 0,15 0,54 31,4 91 137 42 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
1,00 9 7 2//// 1,85 0,19 0,45 19,1 77 115 38 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
1,20 11 10 2//// 1,85 0,22 0,54 18,9 91 137 42 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
1,40 22 25 4/:/: 1,85 0,26 0,85 27,6 144 216 66 53 35 38 40 42 36 28 0,111 37 55 66
1,60 34 27 4/:/: 1,85 0,30 1,13 33,6 193 289 102 65 37 39 41 43 38 29 0,143 57 85 102
1,80 33 21 4/:/: 1,85 0,33 1,10 28,0 187 281 99 61 37 39 41 43 37 29 0,132 55 83 99
2,00 48 30 4/:/: 1,85 0,37 1,60 39,2 272 408 144 71 38 40 42 44 38 31 0,162 80 120 144
2,20 43 4 4/:/: 1,85 0,41 1,43 30,3 244 366 129 65 37 39 41 43 37 30 0,144 72 108 129
2,40 89 67 3:::: 1,85 0,44 -- -- -- -- -- 88 40 42 43 45 40 33 0,216 148 223 267
2,60 301 -- 3:::: 1,85 0,48 -- -- -- -- -- 100 42 43 45 46 45 40 0,258 502 753 903
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Sicep di Baldi Simone e Polenta Ruggiero snc
Viale della Repubblica, 40
60030 Santa Maria Nuova (AN) Riferimento: 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA n 2
TABELLE VALORI DI RESISTENZA
- indagine : Sudio BL - data : 04/01/2011
- cantiere : - quota inizio : - 2.60 mt. dal p.c.
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- note : - pagina : 1
Prof.(m) N(colpi p) Rpd(kg/cm) N(colpi r) asta Prof.(m) N(colpi p) Rpd(kg/cm) N(colpi r) asta
0,00 - 0,20 ---- ---- ---- 1 3,60 - 3,80 10 77,4 ---- 5
0,20 - 0,40 ---- ---- ---- 1 3,80 - 4,00 8 61,9 ---- 5
0,40 - 0,60 ---- ---- ---- 2 4,00 - 4,20 24 185,7 ---- 5
0,60 - 0,80 ---- ---- ---- 2 4,20 - 4,40 24 185,7 ---- 5
0,80 - 1,00 ---- ---- ---- 2 4,40 - 4,60 23 166,9 ---- 6
1,00 - 1,20 ---- ---- ---- 2 4,60 - 4,80 23 166,9 ---- 6
1,20 - 1,40 ---- ---- ---- 2 4,80 - 5,00 22 159,7 ---- 6
1,40 - 1,60 ---- ---- ---- 3 5,00 - 5,20 22 159,7 ---- 6
1,60 - 1,80 ---- ---- ---- 3 5,20 - 5,40 21 152,4 ---- 6
1,80 - 2,00 ---- ---- ---- 3 5,40 - 5,60 17 116,2 ---- 7
2,00 - 2,20 ---- ---- ---- 3 5,60 - 5,80 18 123,0 ---- 7
2,20 - 2,40 ---- ---- ---- 3 5,80 - 6,00 19 129,8 ---- 7
2,40 - 2,60 37 306,4 ---- 4 6,00 - 6,20 14 95,7 ---- 7
2,60 - 2,80 74 612,8 ---- 4 6,20 - 6,40 20 136,7 ---- 7
2,80 - 3,00 65 538,3 ---- 4 6,40 - 6,60 22 142,1 ---- 8
3,00 - 3,20 49 405,8 ---- 4 6,60 - 6,80 15 96,9 ---- 8
3,20 - 3,40 31 256,7 ---- 4 6,80 - 7,00 45 290,6 ---- 8
3,40 - 3,60 17 131,5 ---- 5
- PENETROMETRO DINAMICO tipo : TG 63-100 ISM.C
- M (massa battente)= 63,50 kg - H (altezza caduta)= 0,75 m - A (area punta)= 20,43 cm - D(diam. punta)= 51,00 mm
- Numero Colpi Punta N = N(20) [

= 20 cm ] - Uso rivestimento / fanghi iniezione : NO


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Sicep di Baldi Simone e Polenta Ruggiero snc
Viale della Repubblica, 40
60030 Santa Maria Nuova (AN) Riferimento: 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA n 2
DIAGRAMMA NUMERO COLPI PUNTA - Rpd
Scala 1: 50
- indagine : Sudio BL - data : 04/01/2011
- cantiere : - quota inizio : - 2.60 mt. dal p.c.
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
N = N(20) numero di colpi penetrazione punta - avanzamento = 20 Rpd (kg/cm)
m m
1 1
2 2
3 3
4 4
5 5
6 6
7 7
8 8
9 9
10 10
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 1 10 100 1000
- PENETROMETRO DINAMICO tipo : TG 63-100 ISM.C
- M (massa battente)= 63,50 kg - H (altezza caduta)= 0,75 m - A (area punta)= 20,43 cm - D(diam. punta)= 51,00 mm
- Numero Colpi Punta N = N(20) [

= 20 cm ] - Uso rivestimento / fanghi iniezione : NO


Software by: Dr.D.MERLIN - 0425/840820
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Viale della Repubblica, 40
60030 Santa Maria Nuova (AN) Riferimento: 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA n 2
DIAGRAMMA RESISTENZA DINAMICA PUNTA
Scala 1: 50
- indagine : Sudio BL - data : 04/01/2011
- cantiere : - quota inizio : - 2.60 mt. dal p.c.
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
Rpd (kg/cm) Resistenza dinamica alla punta, formula "Olandese" N = N(20) ncolpi = 20
m m
1 1
2 2
3 3
4 4
5 5
6 6
7 7
8 8
9 9
10 10
0 52 104 156 208 260 312 364 416 468 520 0 25 50 75 100
- PENETROMETRO DINAMICO tipo : TG 63-100 ISM.C
- M (massa battente)= 63,50 kg - H (altezza caduta)= 0,75 m - A (area punta)= 20,43 cm - D(diam. punta)= 51,00 mm
- Numero Colpi Punta N = N(20) [

= 20 cm ] - Uso rivestimento / fanghi iniezione : NO


Software by: Dr.D.MERLIN - 0425/840820
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Viale della Repubblica, 40
60030 Santa Maria Nuova (AN) Riferimento: 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA n 2
ELABORAZIONE STATISTICA
- indagine : Sudio BL - data : 04/01/2011
- cantiere : - quota inizio : - 2.60 mt. dal p.c.
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- note : - pagina : 1
n Profondit (m) PARAMETRO ELABORAZIONE STATISTICA VCA

Nspt
M min Max (M+min) s M-s M+s
1 0,00 2,40 N 0,0 0 0 0,0 ---- ---- ---- 0 1,49 0
Rpd 0,0 0 0 0,0 ---- ---- ---- 0
2 2,40 3,40 N 51,2 31 74 41,1 ---- ---- ---- 51 1,49 76
Rpd 424,0 257 613 340,4 ---- ---- ---- 422
3 3,40 4,00 N 11,7 8 17 9,8 ---- ---- ---- 12 1,49 18
Rpd 90,2 62 132 76,1 ---- ---- ---- 93
4 4,00 6,80 N 20,3 14 24 17,1 3,2 17,0 23,5 20 1,49 30
Rpd 144,1 96 186 119,9 29,2 114,9 173,3 142
5 6,80 7,00 N 45,0 45 45 45,0 ---- ---- ---- 45 1,49 67
Rpd 290,6 291 291 290,6 ---- ---- ---- 291
M: valore medio min: valore minimo Max: valore massimo s: scarto quadratico medio
N: numero Colpi Punta prova penetrometrica dinamica (avanzamento

= 20 cm ) Rpd: resistenza dinamica alla punta (kg/cm)


:
Coefficiente correlazione con prova SPT (valore teorico

t = 1,49) Nspt: numero colpi prova SPT (avanzamento

= 20 cm )
Nspt - PARAMETRI GEOTECNICI
n Prof.(m) LITOLOGIA Nspt NATURA GRANULARE NATURA COESI VA
DR ' E' Ysat Yd Cu Ysat W e
1 0.00 2.40 ---- ---- 26.0 191 1.83 1.33 ---- 1.60 68 1.833
2 2.40 3.40 76 94.8 44.3 777 2.21 1.94 4.75 2.70 ---- 0.001
3 3.40 4.00 18 47.0 32.4 330 1.98 1.57 1.13 2.00 26 0.708
4 4.00 6.80 30 65.0 36.0 423 2.05 1.69 1.88 2.14 18 0.490
5 6.80 7.00 67 91.4 43.6 708 2.19 1.91 4.19 2.59 03 0.070
Nspt: numero di colpi prova SPT (avanzamento

= 30 cm )
DR % = densit relativa ' () = angolo di attrit o efficace E' (kg/cm) = modulo di deformazione drenato W% = contenuto d'acqua
e (-) = indice dei vuoti Cu (kg/cm) = coesione non drenata Ysat, Yd (t/m) = peso di volume saturo e secco (rispettivamente) del terreno
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SICEP di Baldi Simone e Polenta Ruggero snc
Viale della Repubblica, 40
Santa Maria Nuova (AN) Rifer. 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA STATICA CPT 3
LETTURE DI CAMPAGNA / VALORI DI RESISTENZA
2.01PG05-062
- committente : Studio BL - data : 04/01/2011
- lavoro : - quota inizio : Piano Campagna
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- note : - pagina : 1
Prof. Letture di campagna qc fs qc/fs Prof. Letture di campagna qc fs qc/fs
m punta laterale kg/cm m punta laterale kg/cm
0,20 ---- ---- -- ------ ---- 1,40 9,0 24,0 9,0 0,93 10,0
0,40 ---- ---- -- 0,67 ---- 1,60 11,0 25,0 11,0 0,60 18,0
0,60 16,0 26,0 16,0 0,93 17,0 1,80 22,0 31,0 22,0 1,27 17,0
0,80 14,0 28,0 14,0 1,20 12,0 2,00 35,0 54,0 35,0 1,27 28,0
1,00 13,0 31,0 13,0 1,00 13,0 2,20 348,0 367,0 348,0 ----- ----
1,20 13,0 28,0 13,0 1,00 13,0
- PENETROMETRO STATICO tipo PAGANI da 10/20t
- COSTANTE DI TRASFORMAZIONE Ct = 10 - Velocit Avanzamento punta 2 cm/s
- punta meccanica tipo Begemann = 35.7 mm (area punta 10 cm - apertura 60)
- manicotto laterale (superficie 150 cm)
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Viale della Repubblica, 40
Santa Maria Nuova (AN) Rifer. 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA STATICA CPT 3
DIAGRAMMA DI RESISTENZA
2.01PG05-062
- committente : Studio BL - data : 04/01/2011
- lavoro : - quota inizio : Piano Campagna
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- scala vert.: 1 : 100
m. m.
0,0 0,0
1,0 1,0
2,0 2,0
3,0 3,0
4,0 4,0
5,0 5,0
6,0 6,0
7,0 7,0
8,0 8,0
9,0 9,0
10,0 10,0
11,0 11,0
12,0 12,0
13,0 13,0
14,0 14,0
15,0 15,0
16,0 16,0
17,0 17,0
18,0 18,0
19,0 19,0
20,0 20,0
qc fs (kg/cm) (kg/cm)
0
0
20
20
40
40
60
60
80
80
100
100
120
120
140
140
160
160
180
180
200
200
0,0
0,0
2,0
2,0
4,0
4,0
6,0
6,0
Software by: Dr.D.MERLIN - 0425/840820
SICEP di Baldi Simone e Polenta Ruggero snc
Viale della Repubblica, 40
Santa Maria Nuova (AN) Rifer. 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA STATICA CPT 3
VALUTAZIONI LITOLOGICHE
2.01PG05-062
- committente : Studio BL - data : 04/01/2011
- lavoro : - quota inizio : Piano Campagna
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- note : - scala vert.: 1 : 100
Rp/RL (Litologia Begemann 1965 A.G.I. 1977) Rp - RL/Rp (Litologia Schmertmann 1978)
Torbe ed
Argille organiche
Limi ed
Argille
Limi sabb.
Sabbie lim.
Sabbie e
Sabbie e Ghiaie
m
0,0 0,0 0,0
1,0 1,0 1,0
2,0 2,0 2,0
3,0 3,0 3,0
4,0 4,0 4,0
5,0 5,0 5,0
6,0 6,0 6,0
7,0 7,0 7,0
8,0 8,0 8,0
9,0 9,0 9,0
10,0 10,0 10,0
11,0 11,0 11,0
12,0 12,0 12,0
13,0 13,0 13,0
14,0 14,0 14,0
15,0 15,0 15,0
16,0 16,0 16,0
17,0 17,0 17,0
18,0 18,0 18,0
19,0 19,0 19,0
20,0 20,0 20,0
5 15 30 60 120 200
A
O

A
t
t
A
t

A
m

A
c

A
c
c
A
S
L
S
A
L
S
s

S
m

S
d

S
C

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SICEP di Baldi Simone e Polenta Ruggero snc
Viale della Repubblica, 40
Santa Maria Nuova (AN) Rifer. 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA STATICA CPT 3
TABELLA PARAMETRI GEOTECNICI
2.01PG05-062
- committente : Studio BL - data : 04/01/2011
- lavoro : - quota inizio : Piano Campagna
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- note : - pagina : 1
NATURA COESIVA NATURA GRANULARE
Prof. qc qc/fs Natura Y' d'vo Cu OCR Eu50 Eu25 Mo Dr 1s 2s 3s 4s dm my Amax/g E'50 E'25 Mo
m kg/cm (-) Litol. t/m kg/cm kg/cm (-) kg/cm kg/cm % () () () () () () (-) kg/cm kg/cm
0,20 -- -- ??? 1,85 0,04 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
0,40 -- -- ??? 1,85 0,07 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
0,60 16 17 2//// 1,85 0,11 0,70 62,3 118 177 52 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
0,80 14 12 2//// 1,85 0,15 0,64 38,9 108 162 48 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
1,00 13 13 2//// 1,85 0,19 0,60 27,6 103 154 47 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
1,20 13 13 2//// 1,85 0,22 0,60 22,0 103 154 47 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
1,40 9 10 2//// 1,85 0,26 0,45 12,5 77 115 38 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
1,60 11 18 2//// 1,85 0,30 0,54 13,2 91 137 42 -- -- -- -- -- -- -- -- -- -- --
1,80 22 17 4/:/: 1,85 0,33 0,85 20,1 144 216 66 47 35 37 39 42 35 28 0,096 37 55 66
2,00 35 28 4/:/: 1,85 0,37 1,17 26,4 198 298 105 60 36 38 41 43 37 29 0,131 58 88 105
2,20 348 -- 3:::: 1,85 0,41 -- -- -- -- -- 100 42 43 45 46 45 40 0,258 580 870 1044
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Sicep di Baldi Simone e Polenta Ruggiero snc
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60030 Santa Maria Nuova (AN) Riferimento: 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA n 3
TABELLE VALORI DI RESISTENZA
- indagine : Sudio BL - data : 04/01/2011
- cantiere : - quota inizio : - 2.20 mt. dal p.c.
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- note : - pagina : 1
Prof.(m) N(colpi p) Rpd(kg/cm) N(colpi r) asta Prof.(m) N(colpi p) Rpd(kg/cm) N(colpi r) asta
0,00 - 0,20 ---- ---- ---- 1 1,40 - 1,60 ---- ---- ---- 3
0,20 - 0,40 ---- ---- ---- 1 1,60 - 1,80 ---- ---- ---- 3
0,40 - 0,60 ---- ---- ---- 2 1,80 - 2,00 ---- ---- ---- 3
0,60 - 0,80 ---- ---- ---- 2 2,00 - 2,20 25 222,8 ---- 3
0,80 - 1,00 ---- ---- ---- 2 2,20 - 2,40 41 365,3 ---- 3
1,00 - 1,20 ---- ---- ---- 2 2,40 - 2,60 35 289,9 ---- 4
1,20 - 1,40 ---- ---- ---- 2 2,60 - 2,80 100 828,2 ---- 4
- PENETROMETRO DINAMICO tipo : TG 63-100 ISM.C
- M (massa battente)= 63,50 kg - H (altezza caduta)= 0,75 m - A (area punta)= 20,43 cm - D(diam. punta)= 51,00 mm
- Numero Colpi Punta N = N(20) [

= 20 cm ] - Uso rivestimento / fanghi iniezione : NO


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Sicep di Baldi Simone e Polenta Ruggiero snc
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60030 Santa Maria Nuova (AN) Riferimento: 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA n 3
DIAGRAMMA NUMERO COLPI PUNTA - Rpd
Scala 1: 50
- indagine : Sudio BL - data : 04/01/2011
- cantiere : - quota inizio : - 2.20 mt. dal p.c.
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
N = N(20) numero di colpi penetrazione punta - avanzamento = 20 Rpd (kg/cm)
m m
1 1
2 2
3 3
4 4
5 5
6 6
7 7
8 8
9 9
10 10
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100 1 10 100 1000
- PENETROMETRO DINAMICO tipo : TG 63-100 ISM.C
- M (massa battente)= 63,50 kg - H (altezza caduta)= 0,75 m - A (area punta)= 20,43 cm - D(diam. punta)= 51,00 mm
- Numero Colpi Punta N = N(20) [

= 20 cm ] - Uso rivestimento / fanghi iniezione : NO


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Sicep di Baldi Simone e Polenta Ruggiero snc
Viale della Repubblica, 40
60030 Santa Maria Nuova (AN) Riferimento: 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA n 3
DIAGRAMMA RESISTENZA DINAMICA PUNTA
Scala 1: 50
- indagine : Sudio BL - data : 04/01/2011
- cantiere : - quota inizio : - 2.20 mt. dal p.c.
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
Rpd (kg/cm) Resistenza dinamica alla punta, formula "Olandese" N = N(20) ncolpi = 20
m m
1 1
2 2
3 3
4 4
5 5
6 6
7 7
8 8
9 9
10 10
0 52 104 156 208 260 312 364 416 468 520 0 25 50 75 100
- PENETROMETRO DINAMICO tipo : TG 63-100 ISM.C
- M (massa battente)= 63,50 kg - H (altezza caduta)= 0,75 m - A (area punta)= 20,43 cm - D(diam. punta)= 51,00 mm
- Numero Colpi Punta N = N(20) [

= 20 cm ] - Uso rivestimento / fanghi iniezione : NO


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Sicep di Baldi Simone e Polenta Ruggiero snc
Viale della Repubblica, 40
60030 Santa Maria Nuova (AN) Riferimento: 4-1-11
PROVA PENETROMETRICA DINAMICA n 3
ELABORAZIONE STATISTICA
- indagine : Sudio BL - data : 04/01/2011
- cantiere : - quota inizio : - 2.20 mt. dal p.c.
- localit : Pontecchio Marconi - prof. falda : Falda non rilevata
- note : - pagina : 1
n Profondit (m) PARAMETRO ELABORAZIONE STATISTICA VCA

Nspt
M min Max (M+min) s M-s M+s
1 0,00 2,00 N 0,0 0 0 0,0 ---- ---- ---- 0 1,49 0
Rpd 0,0 0 0 0,0 ---- ---- ---- 0
2 2,00 2,80 N 50,3 25 100 37,6 ---- ---- ---- 50 1,49 74
Rpd 426,5 223 828 324,7 ---- ---- ---- 424
M: valore medio min: valore minimo Max: valore massimo s: scarto quadratico medio
N: numero Colpi Punta prova penetrometrica dinamica (avanzamento

= 20 cm ) Rpd: resistenza dinamica alla punta (kg/cm)


:
Coefficiente correlazione con prova SPT (valore teorico

t = 1,49) Nspt: numero colpi prova SPT (avanzamento

= 20 cm )
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Sicep di Baldi Simone e Polenta Ruggiero snc
Viale della Repubblica, 40
60030 Santa Maria Nuova (AN) Riferimento: 4-1-11
PENETROMETRO DINAMICO IN USO : TG 63-100 ISM.C
Classificazione ISSMFE (1988) dei penetrometri dinamici
TIPO Sigla riferimento Peso Massa Battente
M (kg)
Leggero DPL (Light) M

10
Medio DPM (Medium) 10 < M < 40
Pesante DPH (Heavy) 40

M < 60
Super pesante DPSH (Super Heavy) M

60
CARATTERISTICHE TECNICHE : TG 63-100 ISM.C
PESO MASSA BATTENTE M = 63,50 kg
ALTEZZA CADUTA LIBERA H = 0,75 m
PESO SISTEMA BATTUTA Ms = 0,63 kg
DIAMETRO PUNTA CONICA D = 51,00 mm
AREA BASE PUNTA CONICA A = 20,43 cm
ANGOLO APERTURA PUNTA

= 90
LUNGHEZZA DELLE ASTE La = 1,00 m
PESO ASTE PER METRO Ma = 6,31 kg
PROF. GIUNZIONE 1 ASTA P1 = 0,40 m
AVANZAMENTO PUNTA

= 0,20 m
NUMERO DI COLPI PUNTA N = N(20)

Relativo ad un avanzamento di 20 cm
RIVESTIMENTO / FANGHI NO
ENERGIA SPECIFICA x COLPO Q = (MH)/(A

) = 11,66 kg/cm ( prova SPT : Qspt = 7.83 kg/cm )


COEFF.TEORICO DI ENERGIA

t = Q/Qspt = 1,489 ( teoricamente : Nspt =

t N)
Valutazione resistenza dinamica alla punta Rpd [funzione del numero di colpi N] (FORMULA OLANDESE) :
Rpd = M H / [A e (M+P)] = M H N / [A

(M+P)]
Rpd = resistenza dinamica punta [ area A] M = peso massa battente (altezza caduta H)
e = infissione per colpo =

/ N P = peso totale aste e sistema battuta


UNITA' di MISURA (conversioni)
1 kg/cm = 0.098067 MPa
1 MPa = 1 MN/m = 10.197 kg/cm
1 bar = 1.0197 kg/cm = 0.1 MPa
1 kN = 0.001 MN = 101.97 kg
Software by: Dr.D.MERLIN - 0425/840820
0. 6. 12. 18. 24. 30.
0.001
0.01
0.1
1.
Time (sec)
D
i
s
p
l
a
c
e
m
e
n
t

(
m
)
WELL TEST ANALYSIS
Data Set: S:\...\Bortolotti PZ2 2011-02-02.aqt
Date: 03/02/11 Time: 15:07:05
PROJECT INFORMATION
Company: Studio BL
Client: Bortolotti s.n.c.
Location: Sasso Marconi - BO
Test Well: PZ2
Test Date: 02/02/2011
AQUIFER DATA
Saturated Thickness: 2.92 m Anisotropy Ratio (Kz/Kr): 1.
WELL DATA (PZ2)
Initial Displacement: 0.681 m Static Water Column Height: 3.32 m
Total Well Penetration Depth: 3.32 m Screen Length: 3.32 m
Casing Radius: 0.03175 m Well Radius: 0.0635 m
SOLUTION
Aquifer Model: Unconfined Solution Method: Bouwer-Rice
K = 0.0001437 m/sec y0 = 0.09025 m
0. 12. 24. 36. 48. 60.
0.001
0.01
0.1
1.
Time (sec)
D
i
s
p
l
a
c
e
m
e
n
t

(
m
)
WELL TEST ANALYSIS
Data Set: S:\...\Bortolotti PZ3 2011-02-02.aqt
Date: 03/02/11 Time: 15:08:03
PROJECT INFORMATION
Company: Studio BL
Client: Bortolotti s.n.c.
Location: Sasso Marconi - BO
Test Well: PZ3
Test Date: 02/02/2011
AQUIFER DATA
Saturated Thickness: 2.19 m Anisotropy Ratio (Kz/Kr): 1.
WELL DATA (PZ3)
Initial Displacement: 0.681 m Static Water Column Height: 2.89 m
Total Well Penetration Depth: 2.89 m Screen Length: 2.89 m
Casing Radius: 0.03175 m Well Radius: 0.0635 m
SOLUTION
Aquifer Model: Unconfined Solution Method: Bouwer-Rice
K = 6.29E-5 m/sec y0 = 0.04451 m
0. 12. 24. 36. 48. 60.
0.001
0.01
0.1
1.
Time (sec)
D
i
s
p
l
a
c
e
m
e
n
t

(
m
)
WELL TEST ANALYSIS
Data Set: S:\...\Bortolotti PZ4 2011-02-02.aqt
Date: 03/02/11 Time: 15:08:20
PROJECT INFORMATION
Company: Studio BL
Client: Bortolotti s.n.c.
Location: Sasso Marconi - BO
Test Well: PZ4
Test Date: 02/02/2011
AQUIFER DATA
Saturated Thickness: 3.69 m Anisotropy Ratio (Kz/Kr): 1.
WELL DATA (PZ4)
Initial Displacement: 0.681 m Static Water Column Height: 3.19 m
Total Well Penetration Depth: 3.19 m Screen Length: 3.19 m
Casing Radius: 0.03175 m Well Radius: 0.0635 m
SOLUTION
Aquifer Model: Unconfined Solution Method: Bouwer-Rice
K = 5.991E-5 m/sec y0 = 0.07219 m
0. 10. 20. 30. 40. 50.
0.001
0.01
0.1
1.
Time (sec)
D
i
s
p
l
a
c
e
m
e
n
t

(
m
)
WELL TEST ANALYSIS
Data Set: S:\...\Bortolotti PZ5 2011-02-02.aqt
Date: 03/02/11 Time: 15:08:41
PROJECT INFORMATION
Company: Studio BL
Client: Bortolotti s.n.c.
Location: Sasso Marconi - BO
Test Well: PZ5
Test Date: 02/02/2011
AQUIFER DATA
Saturated Thickness: 3.6 m Anisotropy Ratio (Kz/Kr): 1.
WELL DATA (PZ5)
Initial Displacement: 0.681 m Static Water Column Height: 3.4 m
Total Well Penetration Depth: 3.4 m Screen Length: 3.4 m
Casing Radius: 0.03175 m Well Radius: 0.0635 m
SOLUTION
Aquifer Model: Unconfined Solution Method: Bouwer-Rice
K = 6.086E-5 m/sec y0 = 0.07595 m