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R.

ISTITUTO STORICO ITALIANO


PER IL MEDIO EVO
FONTI
PER LA

STORIA D'ITALIA
PUBBLJC,HE

DAL R. ISTITUTO STORICO 1TALIANO


PER IL MEDIO EVO

::;CRI1Tl RI • Sf.COLI I\ Xli

ROMA
NELLA SEDE DELL' ISTITUTO
PALA ZZO D EI FILIPPI N I
P IA ZZA Ot,LL' O ROL O G I O, 4

1942- xx
CODICE TOPOGRAFICO
DELLA

CITTÀ DI ROMA

A CURA

01

ROBERTO \·~1 r \TI '.'J I l'. GIUSEPPE ZCCCHETTI

VOLUME SECONDO

ROMA
T I POGRAFIA DEL SENATO

1942-xx
AVVERTENZA

incorporato nel Geronimiano, se avessimo potuto sperar


di trarlo fuori e di resticuirlo nella sua interezza. Ad
ogn i modo nel commento ne abbiamo fatto larghis-
simo uso.
Strettamente legati agli I tinerari sono i Papi· r z
degli oli di '.\!lonza, attinti alle lampade tombali, per la
regina T eodel inda. I\on si tratta di un testo topo-
grafico, ma di una documentazione dei sepolcri più
frequentati a lla fine del secolo sesto. Così per il valore
urbanistico che nel periodo, del quale ci occupiamo,
e
prendono i cimi teri, abbiamo inserito quel a tal ogo'
sulla cui epoca e natura si è tanto discusso.
Con l'Itinerario di' Eùzsz'edeln, dopo una lunga
sosta nelle catacombe, ritorniamo entro le mu ra della
città. L'Urbe ha già accolto tra le sue braccia parte
dei martiri una volta perseguitati, e noi nel ricalca re
le vie fiancheggiate dagli edifici cristiani e dai superstiti
monumenti pagani, alcuni non indicaci più nemmeno
col loro vero nome, sentiamo il destino che condannava
qu es ti a ll 'abbandono e alla distruzione.
Ma il quadro della trasformazione del volto di Roma,
da pagano a cristiano, prende uno speciale rilievo nella
narrazione storica del Li· ber Po n t zj i'c alt' s. In essa
cogliamo il divenire della nuova Roma, crescente sulla
vecchia con una forma tenace e tentacolare.
· In questa nostra seconda fatica, che abbraccia il
periodo dal quarto al dodicesimo secolo, la storia della
Chiesa trova una documentazione topografica, dal sor-
gere al suo trionfare. Indicaz ion i spesso scheletriche, a
guisa di elench i di lapidaria nudità; ma ogni voce è
la sintesi di una vicenda, che il paziente lettore vedrà
A\'\' E Il T I~ N Z .\ Xl

evocata e vagliata nell'opportuno commento, il quale


è informato ai criteri impiegati nel primo volume.
Dar la parola alle pietre, perchè in questo caso anche
« saxa loquuntur », e a quanto serve di conferma e
infonde calore di vita al documento let terario: inscri-
zioni, epigrammi damasiani, graffiti, tes ti d 'ogni genere,
sen za· dimenticare tutte le fonti agiografiche, specie le
passi· on es, storica men te leggendarie, ma topografi-
ca men te attendibili.

R. V ALENTINI e G. ZUCCHETTI.

Roma, luglio, 1942-XX.


DEPOSITIO EPISCOPORUM
DEPOSITIO MARTYRUM

La raccolta dei t~sti che s'intitola Cronografo del-


l'anno 354 è da tempo considera ta anche tra le prin-
cipali fon ti della cu Itura della tarda latinità, come della
storia della Chiesa.
Si tratta di un calendario illustrato della città di
Roma, un esemplare di lusso che un famoso libraio e
calligrafo papale, Furio Dionisio Filocalo, « titulavit »
verso l'anno 354, dedicandolo ad un personaggio molto
altolocato in politica, probabilmente cristiano: Valen-
tino; da identificare forse con quel Valentino che, dopo
essere s ta to<< tribunus protec torum ex primicerio», com-
pare come « dux Ill yrici » nel 349 e « consularis Picen i »
nel 365.
Se il << titulavit » nel pensiero di Filocalo equ ivalga
a« scripsit », non è agevole dimostrarlo; sìcchè restiamo
esitanti se de bba attribuirsi al famoso calligrafo l'in-
tiera compi lazione del calendario. Esso rispecchia le
necessità della vita prati ca g iornaliera e risponde alle
esigenze di un pubblico diverso per credenze, costumi,
abitudini; un misto di paganesimo e cristianesimo, per-
fettamente in tonato alle correnti spirituali del tempo.
E solo nel v secolo che i pagani diventano una mino-
Cod. Topo1r1" 11.
DEPOSITIO EPlSCOPORUM

ranza, ma al principio del IV essi formano ancora una


buona metà della popolazione. Basti pensare che lo
stesso Costantino, g iocando su abili eqùivoci, non osò
romperla definitivamente col culto tradizionale. In
Roma alla testa del partito pagano restava, presso che
intatta, l'aristocrazia senatoriale, custode, per un impe-
gno storico, dei mores mai·orum. E poi certo che gran
parte di quelli che presero il battesimo nel IV ed anche
nel v secolo conservarono nell'intimo una mentalità
pagana, non estirpata neppure dalla professione della
nuova dottrina. E Agostino fu costretto a coonestare e
coprire con la propria autorità l'acquiescenza provvi-
soria a certe sopportazioni, destinate ad esser presto
condannate e soppresse.
E cosl che il Cronografo dell'anno 354 si presenta
con un carattere eclettico; in sostanza questo almanacco
poteva servire con la stessa utilità ad un presbitero e ad
un pagano. Le parti componenti si succedono in que-
st'ordine: dalla dedica a Valentino si passa alla raffi-
gurazione si mbolica delle quattro più grandi città del-
l'Impero: ROMA, COSTANTINOPOLI, ALESSANDRIA, TRE-
VIRI. Senza soffermarci sulle parti successive, materia
caratteristicamente pagana, cioè le sette immagini dei
pianeti, le tabelle delle ore diurne e notturne, i segni
zodiacali, le figurazioni dei mesi e degli imperatori, e
omettendo al tresl le liste consolari e dei prefetti della
città, ecco, tra questi due latercoli, una tabella del com-
puto pasquale per il periodo 312-354, calcolata secondo
un ciclo di ottantaquattro anni. Aperta la via alla
intromissione di materia cristiana, seguono le due
Deposi'tz'ones, dei vescovi e dei martiri: la prima
DEPOSJTIO MARTYRUM 3

chiusa nell 'àmbito 254-352, cioè, a d un dipresso, nello


spazio cronologico dentro il quale il compilatore del
calendario si era circoscritto per il la tercolo dei pre-
fetti urbani (254-354); l'altra compresa tra la prima
metà del III secolo e il principio del seguente. Viene
in seguito quella lista dei vescovi romani, conosciuta
come Catalogo Lz'berz'ano: un indice donde si sviluppa
nella storiografia curiale il Li'ber Pontificalù, come dalle
Deposz'zt'ont' si giunge ai martirologi ed ai calendari
liturgici. A quest'opera evolutiva non resta assente
una forma di collaborazione anonima, intenta ad ag-
giornare e completare i vari latercoli, con l'aggiunta
di nomi, di ricorrenze festive o notizie entrate nell'uso
ed a conoscenza di tutti. Nell'età predetta, possedere
un calendario come questo, anche in veste più usuale
e dimessa, non era cosa comune: la rarità di tali com-
pilazioni obbligava il fortunato possessore a tener conto
di tutte le variazioni che potevano più particolarmente
interessarlo. Ed i cristiani, in materia, si trova vano
davanti a situazioni sempre nuove, ad assestamenti pre-
cari e mutevoli.
Quale valore critico potrà attribuirsi a questa parte
cristiana ? L'opera di Filocalo, certamente non estra-
nea alla compilazione, depone in favore di una atten-
dibilità senza riserva. Non era egli l'ammi ratore di
Damaso, non fu in ottimi rapporti col predecessore
Liberio? Or bene, tutto lascia ragionevolmen te sup-
porre che le liste citate siano emanazione diretta e
controllata dell'antichissi mo archivio della Chiesa, anche
senza pretendere di dar loro un carattere ufficiale. Ab-
biamo in esse un es tratto del calendario del tempo, e
4 DEPOSITIO EPISCOPORUM

possiamo vedervi un feriale romano, a lmeno integro per


l'età a cui si riporta. Ma come spiegarci allora l'elen-
cazione di un Silano novazianista, o di un Ippolito
scismatico ? La Chiesa primitiva, ferma nella credenza
sulla sufficienza del martirio per astergere ogni macchia
in chi fosse asceso a tanta altezza di perfezione,
non ha creduto di investigare sulla vita e le dot-
trine professate prima della gran prova (cf. MATTH. X,
22 e 32; Apocal. II , 10; C1PRIAN01 Epist. XII, 1, ed.
HARTEL) .
Le dueDeposi"tz"ones che qui ci interessano, sono due
documenti intimamente collega ti e costituiscono una
sola unità, un calendario di ricorrenze e celebrazioni
festive, quali osservava la Chiesa Romana nei tempi
sopra indicati. Un indizio della mutua relazione di
questi cataloghi degli anniversari dei pontefici e dei
martiri può ritrovarsi nel mancato ricordo di S isto
nella Dep. E pi'scoporum, perchè già elencato tra i
martiri. Anche cronologicamente la redazione delle
due liste potrà fissarsi nel 335-6 1 perchè nella D ep.
Episcoporum la data della morte del pontefice Sil-
vestro (335) compare nella successione regolare del-
l'ordine mensile degli anniversari, a l quale fanno aperta
eccezione i due pontefici Marco (t 336) e Giulio (t 352).
Non è improbabile che accanto alla lista delle deposi-
zioni de i martiri si fosse venu to formando un indice
degli anniversari della morte dei vescovi romani, alcuni
dei quali già saliti nella seconda metà del 1v secolo in
g rande venerazione.
La fin a lità a cui queste li ste erano ordinate può rico-
noscersi, secondo l'Achelis, da un peculiare indizio, l'ag-
DEPOSITIO MARTYRUM 5

giunta alla data commemorativa di Cipriano in Africa:


cc Romae celebratur in Callisti». Così che attraverso
queste indicazioni i fedeli erano informati del giorno e
del luogo in cui la Chiesa prestava a quel martire il
suo culto ufficiale. Si tratta dunque di una serie di
commemorazioni , rispetta te a Roma e celebrate nei cimi-
'
teri suburbani, ordina te per mesi, a scopo pratico,
proprio come nelle lis te analog he, compilate per altre
comunità. Si abbia presente quella lista antichissima,
in uso nella Chiesa di Cartagine, dove i vescovi e i
martiri, distinti nel nostro calendario, si presentano
fusi: cc H ic continentur dies nataliciorum m a r t y r u m
«e t d e p o s i t i o n e s e p i s c o p o r u m quos
« Ecclesia Carthaginiensis anniversaria [die] celebrat »
(cf. anche C1PRIANO, Epz'st. X II, 2 e XXXVII II , 4- 5,
e il decimo degli inni attribuiti a SANT1AM BROG10).
La fes ta era celebrata presso l'avello del martire;
sicchè il cristianesimo acce tta e san tifica la religione
dell a tomba, anzi la inna lza a centro diffusore della
devozione e del cui to.
I n tutte le segnalazioni anni versarie s'incontra il ri-
cordo della ca tacomba racchiudente il sepolc ro in vene-
razione; donde l'impor tanza del documento per chi si
propone d'illustrare la topografia cimiteriale di Roma.
In queste liste le indicazioni sono r idot te ai ter-
mini compatibili con la scheletrica fo rma di un calen-
dario: una data, un nome, una catacomba: al la prima
segue in genitivo, dipendente da depos iti o, il
nome del papa o dei martiri, accompagnato dall'indi-
cazione del cimitero. Nel caso di commemorazioni di-
verse sotto una stessa data, esse vengono introdotte da
6 DEPOSITIO EPISCOPORUM

una «et», e solo a llora l'ind icazione cimiteriale precede


i nomi dei martiri. A ques ta regola, osservata nella
Dep. Martyrum , sembra sottrarsi l'anniversario elen-
cato sotto le none d i set tembre, ma i nomi dei tre
ultimi martiri, pur a ppartenendo a Porto, possono rap-
presen tare un'aggiunta seriore, sebbene di età piuttosto
antica.
E naturale che in ques to nostro lavoro l'attenzione
si fermi di preferenza su i cimiteri, dove si tumulavano
quegli eroi che offrivano la vita in tes timonio della
propria fede, e dicevansi martiri. Già durante il loro
supplizio, e più dopo morte, essi salivano nella vene-
razione dei fratelli cristiani come privilegia ti, a cui il
Cristo aveva accordato la sorte di chiamarli a testimoni
della fed e. Ass6rti ad esempio per tutta la cristianità,
dalla venerazione si passava al culto (cf. AGOSTINO,
Contra Faustum, XX, 21, ed. I. ZvcHA).
La denominazione di questi luoghi di sepoltura nella
Dep. Epùcoporum è fatta dai loro epon imi; solo una
vol ta, nell 'anni versario di papa Giulio, il cimitero di Cal-
listo viene contrassegn ato con l'ind icazione del miliare
su ll'Aurelia, come nella Dep. Martyrum a l 14 ottobre.
Dei cimiteri elencati, tre in tutto, due portano lo s tesso
nome anche nella Dep. Marty rum; q uello di Balbina
non figura in ques t'ultima. Qui l'indicazione avviene
in modo difforme, quella desun ta dalla via è la più
comune; talvolta sulle grandi vie si determinano le
d istanze, o dal numero del miliare o da speciali edifizi a
quello corrispondenti: « miliario .m. »,<<.VII. ballistaria ».
Queste segnalazioni per noi approssimative, non erano
tali per i Romani del IV secolo, quando i cimiteri
DEPOSITIO MARTYRUM 7

cos tituivano la mèta di frequenti pellegrinaggi. L'uma-


nità dolorante accorse pres to alle cripte dei martiri a
cercarvi conforto, fortezza, rassegnazione, e poi espresse
la devota gratitudine con doni destinati all'adornamento
di quei santi luoghi, vigilati da assidue lampade.
Del resto, per sommarie che siano le indicazioni, più
particolareggiate non possono richiedersi ad un calen-
dario. Quando è la via che dà il nome al cimitero, ciò
denuncia una fase storica, nella quale chi è destinato a
divenirne l'epon imo non gode ancora di così larga vene-
razione, da far dimenticare il nome dell'antica strada
consolare, o questo fatto non s'è per anco generalizzato.
Ma a voi te la catacomba porta un nome di persona,
in cu i è da riconoscere il fondatore del ci mi tero o il
possessore del terreno; perchè, invalsa anche nelle fami-
glie cristiane l'abitudine della tumulazione lungo le
g randi arterie di viabilità, e data la crescente ripu-
gnanza alla cremazione, i ricchi concessero lo spazio
per i fratelli più poveri. Ed ecco le denominazioni:
Prisci lla, Giordani, Massimo, Ponziano, Pretesta to, Tra-
sone, a loro voi ta soggette a variare coll'intensificarsi
del culto di un dato marti re e col conseguente g ran-
deggiare della sua fama. NellaDep. Martyrum possiamo
sorprendere le fasi del prevalere di una denominazione
I

su ll'altra, e ne segnaliamo un isempio. Dall'anniver-


sario del 21 settembre (Jo4) siamo informati che Bas-
silla era stata deposta nel cimitero della Salaria Vec-
chia. Da lei e dalla via prendeva ancora il nome il
cimitero quando vi fu tumulato Ermete(«. v. kal. sept. »);
a l «.III. id. sept. » constatiamo che il nome di Bassilla
non ha bisogno di altre aggiunte per suggerire una in-
8 DEPOSITIO EPISCOPOIWM

dicazione inequivocabile. Attraverso identiche fasi la


catacomba della via Ostiense si chiamò da Timoteo,
quella di Massimo da Felicita, le due della via Ti-
burtina da Lorenzo e da I ppolito, quella della Labi-
cana da Gorgonio, ·quella dell'Aurelia da Calepodio,
il cimitero di Trasone da Saturnino, 4uello della via
N omen tana da Agnese.
Cogliamo così da questi documenti il processo di
sostituzione, nella nomenclatura dei luoghi, del profano
col sacro: un processo che a ndrà intensificandosi fino
a sopp iantare i nomi tradizionali delle stesse porte.
Ogni volta poi che a designare il cimitero non sembrava
sufficiente il nome del proprietario o fonda tore, si aggiun-
geva il vocabolo del terreno o del luogo più vicino:
«in Catacumbas », « in Comitatum », « ad Ursum Pilea-
« tum » e simili, nell ' intento di offrire una indicazione
più popolare, e accessibi le a tutti. La designazione,
comunque fatta, dati gli scopi pratici del calendario,
può ritenersi ufficiale.
Dalla seconda me tà del m secolo il culto dei martiri
s'era venuto generalizzando, fino a raggiungere l'evo-
luzione che i documenti di cui trattia mo ci presentano.
Sotto Costantino le tombe dei santi diventano un cen-
tro di culto e pellegrinaggio per il mondo cristiano;
sopra di esse, o nelle immediate vicinanze, si erigono
I
basiliche; le catacombe sono· munite di scale e vie
d'accesso alle cripte più venera te, i donativi ai sepolcri
dei martiri diventano più ricch i e prendono un valore
ed una consis tenza a rtistica.
Le comme morazioni ~lenca te sono di ma rtiri a pre-
valenza romani: quelli a poche miglia sulle vie Por-
DEPOSITJO MARTYRUM 9

tuense, Ostiense ecc. cadevano sicuramente nelle gm-


risdizioni suburbicarie. L' inclusione nel calendario di
Perpetua, F elicita, Cipriano si spiega con la coincidenza
della loro festa in Roma e in Cartagine, e costituisce
una prova degli stre tti legami che già s tringevano R oma
con l'Africa cristiana. PiÒ tardi questo sincronismo
festivo si estenderà ancora, quanto più diventeranno
sensibili i vincoli tra Roma e le altre comunità cris tiane
dell' Italia, Gallia, Spagna, Illirico.
E sula dal nostro c6mpito un esame s torico del
contenuto dei due documenti. Senza soffermarci d i
proposito sulla p resunta esclusione dei mar tiri dei primi
due secoli, basterà riflettere che il calendario segnalava
la lista delle commemorazioni osservate in un ristretto
limite cronologico, che il riconoscimento d i parecchi
martiri si deve all'età di Damaso, ed, in fin e, che ta lune
feste, pur esistendo, non avevano raggiunto tale noto-
rietà da essere elencate in un calendario. C'è poi chi
ha ritenuto che in R oma, fat ta eccezione degl i Apostoli,
si fosse perduta la me moria singo la dei martiri coronati
dalle orig ini apostoliche al secolo 111, e che la regi-
strazione delle date dei martìri e la celebrazione degli
anniversari sia stata iniziata solo dopo la persecu-
zione dioclezianea. Con ciò sarebbe esclusa l'ipotesi
della non comple ta integrità dei documenti esam inati.
Saremo molto brevi ci rca i manoscritti. Entrambe
le D eposz'ti'ones sono contenute nel cod ice della biblio-
teca di Vienna n . 3416 (cc. 46 r, 44 r v), già illustrato nel
primo volume (p. 82), ed in una tarda copia (sec. xvr) del
Cronografo nel codice di Bruxelles nn. 7524-7555 (cc. 186,
185) . un a_pografo del perduto manoscritto Lussem-
IO DEPOSITIO EPISCOPORUM

burgense, come risulta dalla seguente premessa: « frag-


« mentum istud sic descriptum ve tus tissimis charac te-
<< ribus extat a pud Ioanne m Brennerum, scribam sena-

« tus Luxemburge[nsis] » (cf. MoMMSEN in M. G. H.,


Chron. mi·n. I, p. 29). Altra derivazione dal Lussem-
burgense è rappresentata dal ca ta logo dei papi e dalle
nostre deposizion i contenute nel codice della Biblioteca
di Amiens n. 467, e copiate, come ivi si dice: «ex
« codice ms. a ntiquissimo d. n. de Francia praesid. in
«pari. Machliniensi ». Il cod ice del Brenner passò
prima a Cristoforo d'Assonville di Arras, poi a Renon
de Fra nce, che tenne la presidenza del parlamento
di Malines dal 1622 al 1628. La trascrizione dei passi
sembra avvenuta avanti il 1620 (cf. MoMMSEN, op.
cit. pp. 17-8).
I tes ti furono pubblicati da G . .13oucHER, De doctri'na
temporum commentari"us i'n Vùtorùtm Aqui'tanum, Ant-
verpi ae, 1634 e 1664, pp. 267-9 (cod. Bruxell.); da
C. IA NNINCK in Acta Ss. Bol!and. iun. VII, Antverpiae,
1717, pp. 185-6 (codd. Bruxell. Vi enn.); da J .G.EcKHART,
in Corp. hist. medù' aevi', Lipsiae, I , l 723, n. II I, pp. 23-4
(cod. Vienn.); dal MoMMSEN in Abhand!. der phi'!.-ldst.
Cl. der kg!. sachs. Gesel!schaft der Wissensch. Leipzig,
I, 1850 1 pp. 631-3 (codd. Bruxell. e Vienn.); dal Du-
CHESNE in L i'ber Pontificalù, Pa ris, I, 18841 pp. 10-2
(riproduzione dal MoMMSEN); di nuovo dal MoM MSEN in
M. G. H. c it. 1892, pp. 70-1 (codd. Bruxell. Vienn. Am.).
Tralasciamo le altre semplici ristampe.
La nostra edizione è condotta sui seguenti codici:
V = Biblioteca di Vienna, n. 34 16;
B = Biblioteca di Bruxelles, nn. 7524-55;
DtPOSIT!O MAR'rYRUM tI

A = Biblioteca di Amiens, n. 467 (che abbiamo


uiilizzato attraverso Mommsen; cf. O. H 9 LDER-EGGER
u. G. WAITZ, Reùe nach Nordfrankrez'ch u. Belgùn r883
in Neues Archi"v, X, 1885 1 p. 221 ).

Cf. H. AcHELts, Die Martyrologim, ibre Geschichle u11d ihr Werl, Berlin, 1900,
passim; A. PROFUMO, La memoria di s. Pietro 11el/a regiom Salario-No111e11/a11a
in R0m. Q11ar/a/sc/1rift, XXI Supplementheft, Rom, 1916; J. P. KmscH, Der
stadlromisc/Je c/Jristlicbe FÙlkale11dtr im A//ertum, Miinster in W. 1924; lo., Die
Grabstiitlen der. rom. Miirtyrer und ibre Stellung im liturgiscben Miirtyrerk11lt11s
in Rom. Quartalschr. XXXVIII, 1930, PP· 1o8-1 1; P. STYGER , Die rom. Kata-
kombt11, Berlio, 1933; lo. Rom. Miirlyrergrufte, Berlin, 1935, I, p. 7 e passimi;
H. LIETZMANN, Geschicbte der a/Jen Kirche, lii, Berlin, 1938, p. 237 segg.; V. L. K EN ·
NEDY, The Saints of l/u Cano11 of tbe Mass, Roma, 1938, limitatamente al
cap. The C11ll of /be Marlyrs, p. 75 segg.; A. FERRUA , Filocalo, l'amante della
bella lettera in Civiltà Cattolica, XC, 1939, I, p. 3 5.
12 DEPOSITIO EPISCOPORUM

DEPOSITIO EPISCOPORUM

.vi. KAL. tANUARTAS Dionisi, in Calisti <•> •


.rn. KAL. JANUAR. Felicis, in Calisti <•).

2. lanuar. 8

(1) Il papa Dionisio (259-68) so· ma11a, voi. II, Istituto di Studi Ro-
stenne, nello sviluppo del dogma cri- mani, 1939). L'esistenza di questo ci-
stiano, una strenua lotta contro il Sabel- mitero pot rebbe risalire, secondo le
lianismo e il Subordinazianismo (cf. E. vedute di G. LA PIANA (Rivista di
CASPAR, Gescbic/1/e des Papsllwns, I, archeologia cristiana, IV, 1927, pp. 179-
p. 91 sgg.; F. X. SEPPELT, Der A11f- 180), all'età di papa Vittore. La cripta
slieK des Papsllums, 1931, p. 63 sgg.). L', da Ponziano (t 235), che però vi
Della sua deposizione nel cimitero di fu deposto dopo la traslazione della sua
Callisto, oltre la testimonianza di que- salma dalla Sardegna, sino ad Eutichiano
sto indice, fa feJe il nome inciso nel ca· compreso \t 283), eccetto Cornelio,
talogo della tavola marmorea posta da servì ufficialmente come luogo di se-
Sisto III (G. B. DE Rossi, Roma sotter- poltura dei pontefici romani, nove in
ranea cristiana, Roma, li, 1867, pp. 33- tutto. (Cf. STYGER, L 'origi11e del ci111ite1·0
48; cf. anche Martirologio Ge,.011imia1I<> di S. Callisto mli' Appia in Rendiro11ti
in Acta Ss. nov. II, 11, p. 428). Seb- della Po11tifitia Accademia Roma11a di
bene non sia stato rinvenuto l' epitafio, Archeologia, IV, 1926, pp. 127 e 146-
questa deposizione nell'area prima, 153; Io. Papstkr)'pta 11ml Caciliagruft
cubicolo L', può ritenersi quasi sicura ili der Kallistkatakombe at1 der flia
(cf. STYGER, Dit 1·òmischtt1 J(atakombe11, A ppia in Zeitschrift f ur katholiscbe Thto·
pp. 36 e 48). Nelle fonti la data della logie, LVI, 1932, p. 67 sgg.; Io. Rò111.
deposizione oscilla tra il u .v1. » e il Miirt1•r. 1, p. 82: E. jos 1, il cimitero di
".vn. kal. ian. », ma viene comune- Callisto, Roma, 1933; G. DE ANGELIS
01ente accettato il 26 decembre. Il o' 0SSAT, La geologia delle catacombe
cimitero di Callisto, sul lato ovest del- 1'0ma11e, Città del Vaticano, 1938- 9,
1'Appia (via delle Sette Chiese), prese P· r 51 sgg.
il nome dal diacono Callisto, in seguito ( 2) Anche questo papa venne pre-
papa, che ne tenne l' amminislrnzione sumibilmente tumulato (275) nel cu-
(P11ilosopbu111e11a, IX, 11, 141 in HippolJ- bicolo L•. La tomba non è stata trovata,
tus Werkt, t. 111, p. 248, ed. P. WEND· ma l' indicazione ci è data, oltrechè dal
LAN D, Lipsiae, 1916) ed esegui pa· nostro testo, da l Martirologio Gero11i·
recchi lavori nel tratto dove si formò miano (29 decem bre), e la presenza di
la cripta papale (cf. G. W1LPERT, la Felice nella cripta dei papi è del tutto
cripta dei papi e la cappella di Stmta credibile (cf. STYGF.R, Die rò11•. Katak.
Cecilia 11el cimitero di Callisto, Roma, p. 48). Durante il suo episcopato sorse
1910, p. 15 sgg.; STYGER, op. cit. p. 34 l'eresia dei Manichei, e nella tarda tra-
sgg.; lo. Riimiscbe Miiftyrergrufte, I, dizione manoscritta delle sue gesta,
p. 77 sgg. ; C. CECCHELLI, Tre depo1·- egli app:ue come martire (cf. Caral.
tati i11 Sardeg11a estr. d.i Sardeg11a Rt>- codicum hagiograpb. Bibl. civit. Cart10·

DEPOSITIO MARTYRUM

PRID. KAL. lAN UAR. Silvestri, in Priscillae <•>.


.1111. rous lA NU ARIAS Miltiadis, in Calisti <».

2. la nuar. B mll1lades V

tmsis in A11a/ecta Bollat1dia11a . VIII, usato come luogo di sepoltur:i , e la


1889, p. 1ss n. 15 1). Per una confu. cosiddetta regione del criptoportico.
sione D:lta da omonimia, la tomba di L'intero complesso e le singole part i
questo papa Felice fu ritenuta si tro- sono illustrate dallo STYGER, dal punto
vasse sulla via Aurelia (cf. in seguito, di vista archeologico, storico, topogra-
p. 93 nota 4). fico e cronologico (L'origine del cimitero
( 1) La serie delle tombe papali, che di Priscilla mila via Salaria in Collteta-
con Gaio (t 296) si era iniziata in ma T/ieologica p11/1l. a Socie/ate Tlieolo-
un'altra regione del cimitero di Cal- gormn Polo11on1111, XII, 193 1, p. S sgg.
listo, quella detta di Eusebio, venne e Die ròm. Katak. p. 100; cf. Jos1,
interrotta dal periodo della confisca, loc. cit.).
che trasferì le sepolture dei papi nel (2 ) L'espressione u in cripta • usata
cimitero di Priscilla (cf. G. Sc11NEIDER per la sepoltura di Eusebio e per quella
GRAZIOSI, Studio topografico sulla tomba del suo immediato successore Milziade
tlel papa Jfilt,iadt ntl cimitero di Cal- (t 314) dal codice E dcl Libtr Po11tifi·
listo in Nu()Vo B11lletti110 di arc/ualogia calis (ed. cit. I, p. 167) ha fotto con buone
cristia11a, XX, 1914, p.77); dcl qu:1le la ragionj supporre eh' essi fossero sepoh i
più antica not izia è nelle nostre Depo- in cubicoli distinti dalla cript a pa·
sitio1zes (cf. Jos1 in Riv. are/i. crisi. X, pale; ma la cri pta di Milziade, ao-
1933, p. 333). Cosi Silvestro (cf. Mar- che dopo le proposte d' identifica-
tirologio GtrOt1i111ia110, 31 dccembre) fu zione del DE Rossi (Roma sol/. Il,
deposto (3 3s) nella basilica da lui stesso pp. 188-90) e dello Sc11NEJOER GRA·
foml.1 ta dominante il cimitero, che in se· ZIOSI (Studio top. ml/.1 tomba del papa
guito vediamo portare il nome dcl papa, MilzJadr, p. 5s sgg.), rim:ine so:mpre
divenuto tanto celebre da dare I' <tppel- sconosciuta. Il ricord o di Milziade,
lativo anche alla porta S:lluia. ~on notato sollo il 2 luglio nel .\ladiro-
si conosce l'iscrizione epi1imbh, ma logio Gero11imia110, non è d:t ritenere
l'a ,·elio, come troveremo in Gt:GLll LMO come duplicato della festa del 10 gen·
01 MA LMF~BURY. sarebbe COll~l\li lO in naia; bensi quale indice del p;iorno
un tumulo di m:irmo. 1 compendi rcli· dell'ordinazione (cf. K1Rsc11, Der stadt-
ciano e Cononiano del Uber Po11tijic11/is romische c/Jristlic/Je Ftstkalender im
(ed. Duc ttESNE, I, p. 80) precisano la Altert11m, p. 99). Milziade lou ò, come
collocazione del cimitero di Priscilla il suo predecessore Eusebio, cont ro il
al 111 miglio sulla via Salari.1 Nuova. pa~tito Eracliano, tenne un concilio
L:\ catacomba appartitmc ai più an· cdntro i Donatisti, e meritò da SANT' A·
tichi e conosciuti cimiteri cristiani di cosn~o una giusta difesa (De 1111iro
Roma, e prese il nome dall.i fondatrice l>aptismo, cap. 30, ed. M. PETSCtlENIG;
Priscilla, in cui non deve riconoscersi cf. CASPAR, op. cit. I, p. 109 sgg.;
una libcrta, ma una rnatro1u omonima SEPPELT, op. cit. P· 77 sgg. ; WILPERT,
dell:! famiglia p.itrizia degli Acili. Vi La fede della 01itsu 11asu11lt, Roma,
si distinguono quattro parti principali: 1938, p. 179). Fu l'ultimo p:ipa sepolto
il cosiddetto ipogeo degli Acili, un nel vero e proprio cimitero di Callisto
complesso di vie regolari, un arenario (cf. SCttNEIOER GRAz1os1, op. cit. p. 77).
DEPOSITIO EPISCOPORtJM

• XVIII. KAL. FEBR. Marcellini, in Priscillae <•>.


. lii. NON. MART. Luci, in Calisti <».
. X. KAL. MAI. Gai, in Calisti <i>•

2. ca listo V J. may V callsto V

( 1) Il Martirologio Gero11i111ia110 i11- nelle redazioni del Martirologio, è stata


dica la deposizione di papa Marcello variameotè spiegata, nè è il caso di
(t 309) sotto la data 16 gennaio; nes- insistervi. Della pietra tombale di
suno dei m:inoscritti piu antichi s.:gna questo papa è stato trovato, nel cimi-
il 1 s. Nel nostro testo va quindi messa tero di Callisto, cubicolo L•, un fram-
in rilie vo la differenza di un giorno nella mento, portante il solo nome, seaz'altr:i
data e la divergenza nella forma del indicazione (cf. KtRSCH, Der stadtro111.
nome « Marcellini "· Le fonti, a pro- christl. Fesi. pp. 101-2; Acta Ss. nov. Jl,
posito di questa confusione, sono state 11, p. 126 n. 6; STYGER, Die t'Om.
analizzate da E. SCHAEFER (Die Bede11- Katak. p. 48; Io. Rom. Miirtyr. II,
t1mg der Epigra111111e des Papstes Da- ta v, 46 a). Il suo martirio è forse crea-
111as11s I f1ir die Gescbic/Jte der Heiligm- zione di una tarda leggenda(cf. SEPPJ::L1"
verehrung in Epliemcridts Liturgicae, in Lexiko11 flir Theologie u11d Kircbe,
XLVI, 19J2, p. 166),ed è da ritenere VI, 1934, col. 6llo).
che cosi il Martirologio come la Depo- (3) Delle tre date relative al papa
si/io vogliano indicare la stessa persona Gaio, quali si ricavano dal Ma1·tirc1logio
e la stessa festa nel cimitero di Priscilla. Get'o11i111ia110 (Acta Ss. nov. II, 11,
Quindi la lezione del nostro testo va p. 202 n. 7), quella del nostro indice
corretta in " Marcelli » (cf. Krnsctt, (22 aprile) deve ritenersi, per la depo-
Der stadtrom. cln·istl. Fesi. pp. 100-1 ). sizione, storicamente sicura. Delle due
Marcello aveva la sua tomb:i nella ba- ::tltre, l'una (20 febbraio) deriva da uno
silica di S. Silvestro. L'avello era scambio di « .x. kal. mart. » per « .x.
distinto da un'iscrizione damasiana « kal. mai 11; l'altra del 1 ° luglio è forse
(Epigramma/a n. 48, ed. IHM ; cf. un duplicato di festività, che è impos-
SCHAEFER, Die Bedeut1mg &c. pp. 164- sibile oggi determina re (cf. G. ScHNEl·
170) ed ebbe tanra importanza, nell'in- DER, Osserva~io11i sopra la triplice deposi-
sieme dei monumenti del luogo, che :{iOm del papa Gaio ml cimitero di Callisto
la stessa basilica di S. Silvestro si de- in N. B11ll. are/i. crisi. XIII,p. 147 sgg.).
signò con l'appellazione ad sa11ct11m Papa Gaio sarebbe stato il primo, come
M1zrce/111m (cf. DucHESNE, La 11011vrlle già si è detto (v. p. 13 nota 1), a non
édition d11 Liber Po11ti.ficalis in ,\1~­ esser sepolto nella cripta L 1 del cimi-
lm1ges d' archéologie et d' /Jistoire, XVIII, .tero di Callisto, ma in un luogo un po'
1898, p. 389; o. MARUCCHI, li sepolc1·0 distante, del cimitero stesso, in un cubi-
ciel papa Marcellino in N. 8111/. arcb. colo che fu poi chiamato ad do11111um
crisi. Xlll, 1907, p. 118). Gaiim1, dirimpetto a quello di Euse-
( 2) La data « nn non. mart. » del bio (cf. STYGER, L' origille del cimi/ero
Martìrologio Gero11i111ia110 ha maggiori di S. Callisto, p. 127). L' iscrizione
probabilità di correttezza, e il 4 marzo greca ritrovata in frammenti nel cimi-
può ritenersi il giorno della deposizione tero, e ricostruita dal de Rossi, può
di Lucio tt 254). La sostituzione del vedersi in STYGER, Rom. Màrl)'f. Il,
nome cdulius» all'originario «Lucius», tav. 55 b.
DEPOSITIO MARTYRUM

.liii. NON. AUGUSTAS Stephani, in Calisti <•>•


.v1. KAL. OCTOBR. Eusebii, in Calisti C'J.
•VI. IOUS DECEMBR. Eutichiani, in Calisti C;>•
NON. OCTOBR. Marci, in l3albinae <•>.

1. Augull. B atdfanl B V callstl corr. su calisto V.

( 1) li Sacrammtario Leo11ianc, il in Sicilia, durante le agitazioni dd lapsi,


Martirologio Gero11imia110, il liber Po11- edivimori(cf. CASPAR,op. cit. I. p. 100).
tificalis, la Passio s1111cti Stepba11i e la Damaso lo ritenne come martire, seb-
tavola marmorea di Sisto III concorde- bene il suo nome nelle deposizioni dei
mente indicano la tomba di questo papa martin non figuri (cf OUCHESNB, Lib.
(t 257) nel cimitero di Callisto. Gu- Po11tif. I, p. 167; STYGER, op. cit. I,
GLIBLMO DI MALMESRURY prest:nta una pp. I 11-5). Fu sepolto nella regione
duplice segnalazione del sepolcro, sulla detta di Eusebio, quando, cessato il
via Latina e sull'Appia. A trarre in er- periodo della confisca, fu ripresa la se-
rore deve ave r contribuito la basilica poltura dei papi in questa zona del
che Demetria eresse, al terzo miglio cimitero di Callisto (cf. Sct1NEtoF.R-
della via Latina, al protomartire Stefano. GRAZlos1, Studio top. s11/la tomba di papa
L' epitafio non è stato trovato. Sulla Mil~iade, p. 77).
d~ta non cadono dubbi, anzi dal nostro (3) La data del nostro testo con·
testo probabilmente discendono gli altri corda con quella dei codici pùniores
calendari liturgici. Cf. P. FRANCHI dd Martirologio Gtro,,i111ia,,o; devono
DE' CA\'ALIERt, U11 rtcenù studio sul considerarsi emue quelle del Catalogo
luogo del martirio di s. Sisto Il in Studi Liberia1U) e del Liber Po11tificalis. Il
e Testi n. 33, 1920, p. 161 sgg.; KtRSCH, luogo della deposizione ci viene esatta-
Der stadt1ò111. &liristl. FesL p. 104; Acta• mente indicato anche nel codice Riche-
Ss. nov. II, 11, p. 412 n. i. noviense del Martirologio. L' epitafio
(2) L'anniversario della deposizione fu rinvenuto appunto nel cimitero di
di Eusebio cade il 26 settembre (309), Callisto. Cf. DE Rossi, Roma sott. Il,
conforme ali' indicazione di questo ca- pp. 70-2; Acta Ss. nov. li, 11, p. 639
talogo. Alle altre date, 2 ottobre e 8 de- additamtt1la; ST\'GER, Ròm. McirlJ''· II,
cembre (Acta Ss. nov. 11, Il, pp. 53 7 tav. 46 b.
e 639; cf. K1RSCH, Der stadt1 ò111. cllfistl. (4) Sul giorno della deposizione
Fest.pp. 10 4-5), si passò per quegli er- (7 ottobre) concordano col nostro il
rori originati da similitudini di indica· Catulogo Liberi11110, il Martirologio Ge-
:doni cronologiche, a cui si è accennato ro11i111ia1io ed i libri liturgici, cioè i
anche sopra. Del carme per lui,cqm- Sacrame11tari Gelasi11110 (codice $:111-
posto da Damaso (Epigr. n. 18; STYGER, gdllense} e Gregoria110. li cimitero di
Riim. Màrtyr. Il, tav. 54a ; cf.ScHAEFER, Balbina (questo titolo risulta anche d:1
Dit 8tdt11tu11g &c. pp. 171-4), conser- una iscrizione, E. D1E11L, luscriptio11es
vatoci dalle sillogi di Tours e di Lorsch, lati11ae cbristia11ae vtltrts, n. 21 49) fu
restano parecchi frammenti, in carat- ritrovato dal de Rossi nel 1867, molto
teri filocaliani, rinvenuti tr:i le macerie prossimo alla necropoli di Callisto.
del cimitero di C.11listo, coi quali è SuU' eponima del cimitero non si hanno
stato possibile restituirlo quasi inte· notizie ; essa però non deve esser con·
gralmente. Questo papa venne bandito fusa con l'omonima figlia del martire
r6 DEPOSITIO EPISCOPORUM

PRlD. JOUS APRIL. Iulii in via Aurelia, miliario .111. , in Calisti <•>.
1. loll V mllarlo V

Quirino. Una iscrtz1one darnasiana, calis (I, pp. r41 e 205) invece, cioè
pervenutaci mutila (Epigr. n. r 1), vien verso il v1 o vn secolo, vien fuori,
d.t taluni (DE Rossr, foscriptiones c'1ri· per il cimitero, il nome di Calepodio,
stia11ae 14rbis Romae uptimo saeculo a111i- il possessore o fondatore della cata·
quions, Il, p. 108 n. 59) ritenuta come comba, che risale almeno all'inizio
dettata per il papa Marco; ma c'è chi dcl secolo m (cf. STYGER, Die ròm.
ne dubita, o crede il contrario (Du- Kalak. p. 292). Anche nella fonte
CllESNE, Lib. Pontif. I, p. 204 nota 1 3; romana di cui si valse il primo redat·
S. COLOMBO, Appunti Danuuiani in tore del Martirologio Gero11imia110, il
Didaskaleio11, l, 1912, pp. 36 1-7). Se- cimitero dove riposava Giulio dovette
condo lo SCHAEFER (Die Bede11t1mg &c. avere una indicazione diversa da quella
p. 343) 1 Marco nell'epigramma darna- di Callisto, se il codice Bernensc ha
siano sarebbe rappresentato come uno « Romae in cimiterio Calepodi via Au-
dei primi asceti. L'indicazione dcl • relia tertio miliwo• ( Acta Ss. nov.11,
cimitero, sull'Ardeatina e sull'Appia, è 11, p. 184). Questo cimitero dunque,
originata dalla sua posizione tra le due designato nei più antichi testi come di
strade, per cui prevalse il nome del- Calepodio, venne poi nominato anche
l'una o dell'altra. Cf. STYGER, Vie ròm. dal papa Callisto, perchè quivi era la
Katak. p. 293 ; KrRSCH, Der sladtròtn. sua tomba. In qual modo Callisto mo-
c'1risll. Fesi. p. 1o6; A cta Ss. nov. ll, risse è incerto; la fama Jel martirio è
11, p. S43 n. 1. basata sulla Passio, un' inveniionc del
( 1) La successione cronologica di secolo vu. Rimane però da chiarire
questi due ultimi papi, in un ordine come mai fu sepolto nel cimitero di
del tutto diverso da quello seguito fino ' Calepodio, anzichè nella cripta dei
:il decimo nome della lìsta, è stata papi sull'Appia (cf. CASPAR, op. cit. I,
già messa in rilievo (p. 4). Altro p.39; SEPPELT, Der Aufstug des Papslt.
segno, che distingue dalle precedenti p. 4 3). Ippolito, che raccolse a carico
questa deposizione, consiste nel più di Callisto imputazioni anche incon-
dettagliato ragguaglio, della via e sistenti, tace sulla causa della morte
del miliare. La designazione auten- di lui (cf. CECCHELLI, Tre deportati in
tica della catacomba dovette essere Sardegna, p. 24). Nella nostra Depo-
• coerncterium Calcpodii, ad sanctum sitio la denominazione del cimitero deve
• Calixtum, via Aurelia,,_ Nella essere stata scambiata con la designa-
Depositio MarlJrnm essa è solo pre· zione simile della catacomba della via
cisata dal miliare : «in via Autelia Appia (cf. KIRSCH, Der slad/romische
« rniliario .m. ». Nel liber Po11/ifi- cbristl. Fesi. p. 103).
bEPOSlTIO MARTYRUM 17

ITEM DEPOSITIO MARTYRUM

.vm. KAL. IAN. Natus Cbristus in Betleem Iudeae<•>.

M ENSE IANUARIO •

.xm. KAL. FEB. Fabiani, in Ca listi <1 >, et Sebastiaoi, in Catacumba6 <1>.
5 .xu. KAL. FEB. Agnetis, in N'omentana <•>.
1. manlrum V 2. lann V lud"a A 4 . catacumbia Il

( t) La nascita del Cristo segna KrascH, le catacombe romane, Roma,


l'origine del cristianesimo ; ed è per 19B . p. 159; FBRRUA, Scavi a S. St-
la confessione di Cristo che i martiri af- bastia110 in Civiltà Catt. LXXXVIH,
frontarono i loro tormenti. Cf. H. DE- 1937, Il, pp. 362-3), prese poi il nome
LEHA YI! io Acta Ss. nov. li, 11, p. 7 n. 1. di S. Sebastiano, e si stende sotto la
(2) Cf. Martlrowrio Geronimiano basilica omonima. Cf. H. CtthAMY,
(20 gennaio). Nella cripta L' del Saint-Sibastien liors les M11rs, Paris,
cimitero di Callisto si legge :1ncora 1925; MARUCCHt, Le. ratacombe roma11e,
l'iscrizione origi nale in greco relativ;1 Roma, a. Xl E. F. p. 251 nota 1; F. FoR·
a questo papa (STYCl!R, Ròm. Mili IJr. NARI, S. Sebaslia110 «extra moenia "•
li, tav. 4S c), che fu marti ri zzato sotto Roma, 1934; STYCER, Die r6m. Katak .
Decio (:i50). Cf. STYCER, Scavi a S. Se- p. 177 sgg.; lo. R6m. Màrlyr. I, p. 139
bastiano in Ròm. Quartalsc'1r. XXIX. sgg.; DE ANCELIS D' 0ssAT, op. cit.
191 s. p. 100 sgg.; F. GRoss1 GoNDt, p. 186 sgg.
S. Fabiano papa e martire. La sua (4) Agnese, conosciuta già al tem po
tomba e le sue spoglie attraverso i se· di Damaso solo attra verso una tradl ·
coli. A proposito delle recmli scoperte zione, si crede venisse martirizzata
nella basilica di S. Sebastiano in Cala- in giovanissima età, forse sotto Vah:·
c11111bas, Roma, 191 6; OEJ.EHAYE in riano (cf. FRANCAI DE' CAVALIERI,
Acta Ss. nov. II, 11, p. so n. 1. Sani' Ag11ese 11tlla storia e nella leggenda,
(3) Sebastiano sembra abbia sofferto Roma, 1899 ; Io. lTltorno ad alcu1re
il martirio al tempo di Diocleziano ; rtmÌllisct11\t classiche mlle leggwdt
una matrona cristiana, Lucina, ne agfografiche drl secolo IV in Studi e
seppelll il corpo sull'Appia « in initio Testi n. 19, 1908, p. 141 sgg.; F. Ju·
« cryptae iu~tR vestigia Apostolorum ~ BARU, Sai11lr Ag11és vitrge ti mart_yre
(Acta Ss. i:rn. 11, p. 642; Ma1·tirologio de la voie Nomwla11t, Paris, 1907;
Geronimiano, 20 gennaio; cf. A. Du- A. MONACI, Per la data del martirio
FOUKCQ, Atude sur lts Gesta .\farty· tli s. Agnese io ~. Bull. arch. crisi.
rn 111 romaitls, Paris, 1900, p. 188; DELE· XX VIII, 1922, p. 33 sgg.; STYCER,
HAYE in Aria Ss. nov. n, ll, p. son. 1). Rom .•\ fù rt;r. I, pp.221-2). Anche il
li cimitero della via Appia, detto ad Ca· Martfro!ogio Gero11imia110 (2 1 gennaio,
lac11mbas, probabilmente dalle depres- cod. Rich.) e In Passio (Acta Ss. ian. Il,
sioni del terrc110 notevoli in quella p. 717) dicono che fu sepolt:i. sulla via
locali tà (cf. FRANCHI DE' CAVALIER! in Nomentana. Sul sepolcro venne eretta
Studi e Tt1ti 11. 27, 1915, p. 124 nota 2; la basilica di S. Agnese, e nella scala che

Cod. Toro~r.. Il. 2


r8 DEPOSITIO EPISCOPORUM

MENSE FEBRUARIO.

• vm. KAL. MARTIAS. Natale Petri de cat[h)edra C1>.

MENSE MARTIO.

NON. MARTIAS. Perpetuae et Felicitatis, Africae <».

MENSE MAIO• 5
. xnn. KAL. IUN. Partheni et Caloceri, in Calisti, Diocletiano
.v1111. et Maximiano .vm. coss. <i>.
2, 4. Martias corr. Martll B z. ca tcdra 8 Jl 5. lnnuarlo V 7. co~. om. JlA

dà accesso a questa si vede oggi l'iscri- Felicitatis in R orilegillm Patristic11111


zione di papa Damaso, originariamente fase. 43, Bona, 1938; FRANCHI DE' CA-
posta sulla tomba della santa (Epigr. VALIERI, La Passio ss. Perpel1111e et
n. 40; STYGER, op. cit. Il, tavola Felicitatis in Rom. Q11artalschr. V Sup-
82 a; cf. ScHAEFER, Die Bede11t1111g plementheft, 1896; H. LECLERCQ in
&c. p. 212 sgg.). Per la iconografia Dictio1maire d' archéologie chrétie1111e et
v. K. KùNSTLE, lko11ograpbie der Hei- de liturgie, XIV, 1, 1939, col. 393 sgg.).
ligen, Freiburg im Br., 1926, p. 40. Le due donne, e Cipriano, sono i soli
( 1) È questa la più antica menzione martiri africani ricordati in questo an-
che si abbia della festa della cattedra tico calendario festivo romano, senza
di san Pietro. L' origine non è ben che ia Rom:i ne esistesse la tomba.
nota ; si è congetturato che si tratti La presenza delle due martiri, nelle de-
della sostituzione di una fesca cristiana posilio11es, è generalmente considerata
a quell.1 pagana dei Carirtia, Cara come indice del loro culto in Rom:i
cognalio. Il 22 febbraio la Chiesa cele- dalla metà del IV secolo; ma i docu-
brava l'anniversario del conferimento menti noa ci fanno conoscere chiese o
a Pietro della sua calhedra episcopale, privati oratori dedic:iti alla loro venera-
nel giorno in cui il Salvatore pronunciò zione. La festa che figur:i nel Sacra-
le parole <<Tu es Petrus » : festa di mwlario Gelasia110 deve essere stata
una istituzione, e per ques to comune aggiunta in Gallia; esse non sarebbero
a tutta la cristianità dell'Urbe e del- state ricordate nell'antico testo rom:tno.
l'Orbe, e non localizzabile in una qua- Cf. KENNRDY, 11ie Sai11ts of lbe Ca11(J11
lunque cattedra di questa o quella of the! Mass, pp. 162-4.
I •
catacomba. Per una esposizione rias· (3)· Partemo e Caloccro avrebbero,
suntiva delle questioni che si riallac- secondo la Passio, subito il martirio
ciano a questa festa cf. P. BATLFFOL, sotto il consolato di Decio e di Grato,
Cathedra Petri, Paris, 1938, p. 123 sgg. cioè nell'anno 250 (Acta Ss. maii IV,
(2) Originarie di 17mburbo mi1ms, p. 303). L'armo .vuu. di Diocleziano
oggi Tebourba; furono martirizzate e l' .vm. di Massimiano corrisponde-
nel 203 sotto Settimio Severo a Car- rebbe invece al 304. Il DE Rossi (Ro-
tagine, i:: i loro corpi riposavano in ma sott. II, pp. 21 3-7) pensa che qui
una chiesa cimiteriale di questa città, possa tr:ittarsi di traslazìone di reliquie
dett:i basilica .IJaiornm (cf. M. I. VAN in luogo più sicuro al momento della
BEEi.:, Passio sa11clart1m Perpetuae et crisi dioclezianea; ma l'ipotesi non
DEPOSITIO MARTYRUM 19

MENS E IUN IO •

. 111. KAL. tuL. Pctri, in Catacumbas, et Pauli, Ostcnse, T usco et


Basso conss. <•>.

1. Om. V :l. Iullj 8 3. cons. V

sembra al DuFOURCQ. ( fitu de sur lts dei corpi, o listituzione della festa io
Gt sla Marlyr. pp. 185-6) soddisfa- loro onore. Con laiuto del Martiro·
cente, percbè il giorno indicato nel logio Gero11imia110 (29 giugno, cod. di
nostro testo, « .xm1. kal. iun. », corri- Berna), possiamo restituire i1nostro testo
sponde a quello della morte segnato cosi: « Romae natale sanctorum apo-
nella Passio (cf. FRANCHt DE' CAVALIERI, cc stolorum, Petri via Aurelia io Vati·
S. Bassi/la in Studi e Tesli n. 27, cc cano, Pauli vero via Ostiensi, utrum·
pp. 12 3-4; DELEHAVE, Trois dnles du "que in Catacumbas, Basso et Tusco
cale11d1 ier rotnai11 in A 11alecta Boli. « consulibus » ; Ja intendere che il
XLI, 1928, pp. 50-s e Acta Ss. nov. natalizio di san Pietro era celebrato
11, u, pp. 261-2). I due martiri erano nella sua tomba in Vaticano e quello di
venerati nella regione di Eusebio dcl san Paolo sulla via Ostiense ; mentre la
cimitero di Callisto (cf. anche .\fa rti- celebrazione di entrambi aveva luogo
rnlogio Gero11imiat10, 19 maggio e 20 ad Catacumbas (cf. K1RSCH, u feste
luglio). lvi, aU' ingresso di un cubi- degli apostoli s. Pitlro e s. Paolo nel
colo, si vedono ancora i loro nomi Martirologio Gero11imia110 in Riv. ardi.
graffiti da antica mano in scrittura crisi. II, 1924, pp. 57-61 ; KENNEDY,
maiuscola, e sopra, in scrittura corsiva Tbe Sai11ts &c. pp. 96-1 01). Quivi nel
mescolata con capitali, la data « tertio 191s furono intrapresi scavi e scoperti
« idus Fefrua " (DE Rossi, op. cit. Il, avanzi di una costruzione della metà
p. 211 e tav. XXXIII, 5), che avrebbe circa del m secolo, in forma d' un por·
carattere liturgico (cf. STYGER, Rom. tico con una corte (lriclia), che dovè
.\{Jrtyr, I, p. 123). Secondo il LIETI· servire al popolo adunato per il rito
MANN (Petrus u11d Paulus i11 Rom, Ber· del refrigerio. I graffiti greci e latini
lin-Leipzig, 1927, pp. 114-8), le due date che si leggono sulle pareti, conte nenti
19 maggio e 11 febbraio indicherebbero invocazioni agli apostoli Pietro e Paolo,
la morte e la traslazione, senza che perb sono prova inoppugnabile che si cre-
sia possibile distinguere quale debba :Il· deva alla reale presenza dei loro corpi
tribuirsi ali' una, quale ali' altra. L-a da· in quel luogo (cf. MA NCINI e MARUCCHI
tazione di questa parte della regione in 1oti:zie degli scavi di antichità, 1923,
di Eusebio viene precisata dn una iscri· p. ~ sgg.). Alcuni ammettono una
zione, nella quale il diacono Severo dice temporanea deposizione delle reliquie
di avervi preparato un c11bic11lwn d11plex dei due Apostoli ad Catac1m1bas nel
all'epoca di papa Marcellino (cf. K1RSCH, 258, duran te la persecuzione di Vale·
Pitture profane 11e//a catacomba dei ria no (DucHESNE, Lib. Pontif. I, p. civ;
Ss. Pietro t Marctlli110 in Riv. arch. crisi. l o. La •memoria Apostolo1u111 • dt la
X, p. 280; STYGER, op. cit. I, 11 J-6). via Appia in .\ fem. Po11tif. Accad. Rom.
(1) Abbiamo qui la prima testimo- Archeol. I, 1, 1923, p. 1 segg.; MARIJC·
nianza di un culto ufficiale dci due cm, La memoria upolcrale degli Apo·
Apostoli, accompagnato dalla data 258, stoli rnlla via Appia alltslata dal feriak
indicante o la traslazione delle reliquie del quarto secolo e dalla iscri1Jo11e del
20 OEPOSITIO EPISCOPORUM

M ENSE IULIO .

.v1. rnus. Felicis et Filippi, in Priscillae <•>; et, m IorJanorum,


Martialis, Vitalis, Alexandri <2>; et, in Maximi, Silani; hunc
J maximfs V vhalis om. A

papa Damaso in Dissert. Po11tif. Accud. qualche errori! di trascnz1one, agevo-


Rom. Arcbeol. ser. u, t. XIV, 19:10, p. :149 lato dalla disposizione del testo in due
sgg.; lo. le C<Jlac. rom. pp. 2S 1-2; colonne (cf. l:t critica di K!RSCH in
K1RSCH, Le catac. rom. pp. 166- 7; sul- Riv. arcb. crisi. VI, 1929, p. 390 e <li
1' epigramma di Damaso v. ScRAEFt.R, DELEHAYE, Tusco ti Basso co11S. in
Die Otdtutur1g &c. p. 1 5-1 seg.); ahri, Mtla11gis P. Thomas, Bruges, 1930,
facendo rilevare le difficoltà che prc· PP· 201-7).
senta la teoria della traslazione, riten· (1) Felice e Filippo sarebbero stati,
gono invece che il 258 indh:hi l'anno secondo la leggenda, due figli <li Fe-
in cui il papa ordinò la celebrazione licita (v. p. 21Dota1), martirizzati sotto
della festa sull'Appia, data I' impo~si· Marco Aurelio; per i quali papa Da-
bilità, in seguito alla persecuzione, maso composc un elogio (Epigr. n. 47;
di accedere alle tombe degli Apostoli cf. DELEHAYE, Les o,.igi11ts du culle
(FRANCHI DE' CAVALIERI in Studi e des 111arl)•rs, Bruxelles, 1933, p. 274
Testi n. 27, pp 124-s; 0ELEHAY!i in nota 1), quantunque di entrambi non
Acta Ss. II, 11, p. 343; W1LPERT in Rìi!. conoscesse una tradizione (cf. ScHA E·
arcb. cr ist. Xlll, i936, p. 30). Però, FER, Dìe Btdt11ltmg &c. p. 200-3). Altri
malgrado tutte le opposizioni, la teorh cinque esametri, nei quali si accenna
della traslazione, osserva il Ku1- ai due martiri, sembra fossero scritti
NEDY (op. cit. p. 101), resta I' uuica a commento delle pitture con cui Ce-
conciliabile .:on l'evidenza monumen- lestino papa aveva adornato il cimÌlt:ro
tale e documentaria di una memoria di Priscilla (lttM, Damasi tpigr. n. 91).
Apostoloru111 sul!' Appia (cf. anche I due martiri riposarono sotto laltare
L1ETZMANN, Pttrus tmd Pau/us, p. 109 principale della basilica di S. Silvestro.
sgg. e Petrus I omisc/ier Mifrt)'rtr in Nella base di una piccola colonna mar·
Sil'{_u11gsbericble der preussìscbm Aka· morea ritrO\'at;i nd 1888, forse appar·
dnnie dtr Wissenscbaften, Phil.-hist. tenente ad un ciborio, sono incisi, col
Klasse, XXIX, 1936, pp. 409- 10). Per giorno della commemorazione, i nomi
una diligcnte critica di tutte le fonti dei martiri Felice, Filippo, \'itale e
e delle opinioni più recenti sul tor- Marziale. Cf. STYGER, Rom. Miirlyr. I,
mentato argomen to cf. STYGER, Rom. pp. 247-8 e II tav. 86 b.
Martyr. I, p. r s scgg.; KENNWY, op. (2) Anche il cimitero dei Giordani,
cit. p. 93 sgg. Una véduta del tutto che forse prendeva il nome dai pro·
diversa è quella <li E. QuesT11' ( Tusco ti prietari del luogo, era situato sulla via
Basso cous11libus in Rmd. Po11tif. Accad. Salaria Nuov,1, tra quelli di Felicita,
Rom. Arcluol. V, 1923, pp. 14s-7), Trasone e Priscilla. Fu scoperto nel
il quale pensa che I.i nota dcli' anno maggio 1s78. M:miale, Vitale e Ales·
consola re di T usco e Basso sia stata, sandro sa rcbbcro stati altri tre figlì di
nella Dipositio, probabilmente in ori· Felicita (v. p. 21 nota 1). Il carme di Da·
gine un'addizione marginale destinata maso in lode di questi tre martiri, di-
a san Cipriano, e che sia passata agli strutto dai Goti, venne sostituito da
apostoli Pietro e Paolo in seguito a papa Vigilia {IKM, Damasi epigr. n. 89),
DEPOSITIO MARTYRUM 21

Silanum martyrem Nova ti forati sunt <1 l; et, in Praetextati,


laouari <•l .
.m. KAL. AUG. Abdos et Semnes, m Pomiani, quod est ad Ur-
sum Piliatum C1>.
1. martirem V Novatianì 111 marg. IJ pretextatae V A 3. sennes A pontiam V

che « hostibus expulsis omne novavit (2) Il cimitero di Pretestato, che


«opus''. Dei tre, pare che Alessandro prende forse il nome dal proprietarjo
sia salito in più alta venerazione. Il del luogo, giace nel lato est dell' Ap·
papa Simmaco migliorò appunto quel pia: risale alla prima metà del secolo 11
cimitero « propter corpus sancti Aie- e raggiunse un g rande sviluppo durnnte
« itandri" (lib. Po11tif. I, 263); e ad i secoli li! e 1v. Una descrizione delle
Alexa11drn111 è designato più tardi il ci- otto regioni in cui è stato diviso si veda
mitero dei Giordani. Cf. Jost, Il « Coe- in STYGER, Die riim. Katak. p. i46 sgg.;
« 111eteri11111 ford1moru111 » rnlla via 511- per i sarcofagi di carattere pagano ivi
laria N<r1.1a in Studi Roma11i, IU, 1922, rinvenuti c(. M. GOTSOIO W, Das Mu-
p. 49 sgg.; Io. Le pit111re ri11ve1111te 11el seum der Pnitexlat-Katakombe in Mem.
cimitero dei Giorda11i in Riv. arch. crisi. Po11tif. Accad. Rom. Archeol. IV, i938,
V, 1928, p. 167 sgg.; Io. Le iscri1Jo11i p. 29 sgg.; per il materiale epigrafico
ri11ve11ute nel cimitero dei Giordani i bi d. Jost, Note sul cimitero di Pretestato in
VIII, 1931, P· 183 sgg.; KENNEOY, nu Riv. arch. crisi. IV, p. i91 sgg., XII,
Sai11ts &c. p. q 1 sgg.; per la descri- 1935, pp. 7 sgg. e 227 sgg., Xlii,
zione delle regioni e della decorazione pp. 7 sgg. e 207 sgg.; per la geologia
J egli ambienti cf. STYGER, Die rom. DE ANGE1..1s o' OssAT, op. cit. p. 167
Katak. p. 261 sgg. sgg. Nella cripta quadrata, che il DE
(I) Il cimitero di Massimo, cosi Rossi scopri verso la metà del secolo
detto dal nome dell'ignoto poss~ssore sco rso, è graffita un' invocazione al
o fondatore, si trovava anch'esso sulla martire GennarotBull. arcb. cn'st. t863,
via Salaria Nuova, nelle vicinanze della pp. 2-4); nè su di lui possediamo altra
porta. Quivi erano venerati i sepolcri testimonianza storica all'infuori del·
di santa ·Felicita, probabilmente mar- l'epigramma (n. 22) di DAMASO, sebbene
tirizz ata sotto .\!arco Aurelio, e di Si- anch'egli non fosse meglio informato
lano, o Silvano, che la leggenda con- di noi (cf. STYGER, Rom. Miirtyl'. II,
giunge con altri sei martiri, supposti tav. 59 c; Jos1 in Riv. a1·cb. crist. IV,
figli di Felicita (cf. Martirologio Gero11i- p. 218 sgg.; ScHAF.FER, Die Bedeutung &c.
111ia110, q e 1oluglio), i quali si vedono rn f. pp. 189-94). L'autore della vita di
figurati negli avanzi di una pittura del Sisto li (Lib. Po11tif. I, p. 155) ritenne
vu secolo ritrovata nella catacomba (cf. Gennaro uno dei diaconi che con quel
DuFOURCQ, t1udest1r les Geil11 Mar- vescovo subirono il martirio, e la no-
tyr. pp. 223-4; DELEllAYE, lt11de sur tizia resiste alla crit ica (cf. ScttAl!FER,
le Légwdiu Romaill, Bruxelles, i936, op. cit. p. i91). La cripta di Gennaro,
p. 116 sgg.; STYGER, Rom. Mifrlyr. I, segnata N nel piano della sptlu11ca ma -
pp. 24 5-6 ). Per la sottrazione del gna (STYGER, Die rom. Katak. P· 155)
corpo di Silano da parte dei Novaziani del cimitero di Pretes tato, è descritta in
cf. DELEHA YE in Acta Ss. nov. II, 11, STYGER, ibid. pp. 1 57-9, ed è ritenuta
p. 364, e per il suo ritrovamento e la della metà circa del 1v secolo.
ricomposizione nella primitiva sepol- (3) Il cimitero di Ponziano ad Ursum
tura cf. STYCER, op. cit. I, p. 247. Pileat11m era sulla via Po rtuense (sopra
22 DEPOSITIO EPISCOPORUM

MENSE AUGUSTO •

. vm. rnus AUG. Xysti, in Calisti <1 >; et, in Praetextati, Agapiti et
Felicissimi (1).

Monteverde, presso I' odierna via Ales· sizione, anche nel Martirologio Gero-
sandro Poerio), e per analogia con 1111111a110 ( 6 agosto). Sisto II, ce lo
altre appellazioni si può congetturare fa sapere CIPRlANO (Epist. LXXX),
prendesse il nome dal fondatore o dal fu decapitato nella catacomba di Cal- ,
possessore del terreno. Un Ponziano, listo con i suoi diaconi (cf. FRANCHI
ricco cristiano di Trastevere, è ricor- DE' CAVALIERI, Un rece11te studio rnl
dato nella Passio di san Callisto ( Acla luogo del martirio di s. Sisto Il,
Ss. oct. VI, p. 441). Di Abdon e p. 147 sgg.; DELEHAYE, Recherches Sflt'
Sennen nulla sappiamo, non avendo le Ug. Rom. p. 42 sgg.; KENNEDY, The
la loro Passio alcun valore storico: i Sai11ts &c. pp. 118-9;Sl'YGER, Rom. Màr-
nomi ne attesterebbero l'origine orien- tyr. I, p. 89). Il suo nome ricorre nelle
tale. Il pit1 antico documento che si acclamazioni graffite che si leggono
abbia su di essi è la nostra Deposilio; ali' ingresso della cripta dei papi (MA·
una identica notizia ricorre anche nel RUCCHI, le catac. rom. p. 190; Sl'YGER,
Martirologio Gero11i111ia110, al 30 luglio op. cit. I, p. 91). Di lui parlano anche
(cf. KtRSCH, Der stadtrom christl. Fesi. due iscrizioni che nella cripta pose
pp. 2 5-6; B. MANNA, Co111fibi1ti allo il papa D.>.MASO. L'una (Epigr. n. 1:2;
studio del cimitero di Po11zia110 sulla viti STYGER, op. cit. II, tav. 47 a; cf. SCHAE·
Porl1u11se in Bulltlli110 della Co111111is- FER, Die Bedeulrmg &c. pp. 182-6)
sio11e Archeologica Co111u11ale di Roma, ritrovata sul posto, in piu pezzi, e ri-
LI, 1924, p. 163 sgg.; DELEHAYE, Re- composta ed affissa nella cripta stessa;
c/Jerc/Jes sur le légeridier Romai11 in A11a- l'altra (Epigr. n. 1 3; cf. SCHAI!l'ER, op.
lecta Boli. LI, I93J, pp. 38-41). Una cit. pp. 175-82) tramandataci dalla sil-
pittura del VI o vn secolo, nella cripta ai' loge Palatina, e di cui si sono rinvenuti
piedi della scala d'entrata della cata· solo piccoli frammenti. Lo Schaefer
comba, rappresenta i due martiri ve· ritiene che in questa iscrizione debba
stiti d'una specie di costume orientale, riconoscersi un documento storico per
con in testa un cappuccio a forma di il martirio di Sisto Il.
berretto frigio, e in atto di ricevere (2) Agapito e Felicissimo furono
la corona dal Cristo; li molto proba- diaconi di Sisto Il e suoi compagni di
bilmente era il luogo della loro primi- martirio (cf. FRANCHI DE' CAVALIERI,
tiva sepoltura (cf. WILPERT, l e pitture U11 rece11~ studio ml l11ogo del martirio
delle catacombe roma11e, Roma, 1903, di Sisto II, p. 172 sgg.). I loro nomi
pp. 79-80 e tav. 258; lo. Die romischen si leggono in un graffito del cimitero di
Mosaikm u11d Malereie11 der kirc/iJiche11 Pretestato insieme con quello di Gennaro
Bauten vom IV. bis Xlii. fahrhrmderl, (v. p. 21 nota 2), e in un altro ancora,
Freiburg im Br., Il, 1916, pp. 46-7; nel luogo in cui essi dovevano esser ve-
STYGER, Rom. Mìirtyr. I, p. 279). Sul nerati (STYGER, Rom. Màrtyr. II, tav. 58;
cimitero v. STYGER, Die ròm. Katak: cf. Jos1, le iscrizio11i damasiam i11 Pre-
pp. 278-8 1; DE ANcEus o' OssAT, op. testalo in Riv. arcb. crisi. IV, pp. 254-5).
cit. p. 1 3 sgg. In onore Ji questi martiri papa DAMASO
( 1) Lo stesso raggruppamento dei compose un carme, conservatoci dalla
tre martiri, col luogo della loro depo· silloge Turonense (Ejligr. n. 2~}, e la
DEPOSITIO MARTYRUM 23

.v1. mus AUG. Secundi, Carpoferi, Victorini et Severiani, Albano<•>;


et, Ostense, .vu. ballistaria <», Cyriaci, Largi , Crescentiani,
Memmiae, Iulianetis et Ixmaracdi C1l.
1111. mus AUG. Laurenti, in Tiburtina (4).

1. V 11 8 carpo fori A Albana A 2. VI B

pietra originale è stata ritrovata in due tero al settimo miglio della via Ostiense,
pezzi, quasi integra, nel 1927, nel pavi- in località detta Mezzo Cammino, fu.
mento della chiesa di S. Nicola ai Ce- rono rinvenuti dal Bosio, poi scampar·
sarini (cf. Jos1, op. cit. p. 234 sgg.; STY· vero. Tornarono di nuovo alla luce
GER, op. cit. II, tav. 59 a; SCHAEf'ER, nel 191 S (cf. N. Bull. m·cb. crisi. XXII,
Die Btdeut1111g &c. pp. 186-9). 1916, pp. 101-2, 233-8; XXIII, 1917,
(1) Cf. Martirologio Gero11imiauo p. 120; FoRNARI, Le recenti esplora'{_ioni
(8 agosto). Il cimitero di Albano, 11el cimitero di S. Ciriaco in Méla11ges
ov'erano sepolti i quattro martiri (cimi- cit. p. 57 sgg.). La chiesa di S. Ciriaco
tero di S. Senatore), fu scoperto nel sulla stessa via è menzionata nel Librr
1720. Nella cripta è una pittura del Po11tificalis, II, p. 14 S.
v secolo, che rappresenta il Redentore (3) «luli:tnac et Smaragdi» (cf. Acta
in mezzo a un gruppo di sei santi. Due Ss. nov. II, 11, pp. 424-5).
sono gli apostoli Pietro e Paolo, gli altri (4) li diacono Lorenzo fu sepolto,
potrebbero essere i nostri quattro mar- secondo la Passio, nella proprietà di una
tiri (cf. MARucc1:11, Le catacombe d' Al- vedova cristiana Ciriaca « io agro Ve-
ba110 in N. B111/. arcb. crisi. VIII, r902, « rano », sulla via Tiburtina (A11aùct11
p. 89 sgg.; F. LANZONI, Le diocesi d' Ita- Boli. LI, p. 93; v. anche Martirologio
lia, Faenza, 1927, I, pp. 118-9). Gero11imia110, 10 agosto; cf. DELEHAYE,
(2) Nei manoscritti della secondn ibid. p. 49 sgg.; KENNEDY, The Saillts&c.
recensione gallicana del Martirologio p. 24 sgg.). Sul luogo della deposi-
Gero11i111ia110 (8 agosto) si legge : « et zione mancano dirette indic:izioni let-
"in via Salaria Ostiensi »; il che ha terarie. Nelle vicinanze del probabile
fatto pensare, erroneamente, alla trasla- sepolcro di s:in Lorenzo sono state rin-
zione dall'una all'altra via (DE Rossi venute numerose iscrizioni greche e
in B11ll. nrch. crisi. r869, pp. 68-9), l.ltine, le quali dimostrano che il ter-
mentre sembra che i santi abbiano reno nel 1 e 11 secolo era adibito n
riposato fin dal principio sulla Ostiense sepoltura. Esso prendeva il nome da
(cf. OucHESNE, Les légendes de /' A li a Lucio Vero (ager Ver111111s), e venne in
Semita in Méla11ges d' are/i. et d'hist. possesso dei cristiani. In una perse-
XXXVl, r916-7, pp. 50-1; DELEHAYE cuzione il fisco occupò ivi il fondo di
in Acta Ss. nov. 11, li, p. 425). L' e- una Ciriaca (Lib. Po11lif. I, p. 182), che
spressione «. v11. ballistaria" del nostro passò nella tr;idizione come fondatrice
testo significherebbe la settima caserma- della catacomba, chiamata anche dal
fortilizio costruita a guardia dcl corso suo nome (cf. STYCER, Rom. Miirl_vr.
del Tevere, contro incursioni di navi I, p. 173 sgg.). Questa catacomba era
nemiche (cf. PROFUMO, La memoria di scavata dove si estende 1' attuale cimi-
s. Pietro, p. 48). Gli avanzi di un cimi- tero di Roma.
DEPOSITIO EPISCOPORUM

IDUS AUG. Ypoliti , in Tiburtina (i); et Pontiani, in ulisti <2 >•


.x1. KAL. SEPTEMB. Timothei, Ostense h>.

1. s. basslllae A ldlbs Augusti B i. tlmotel V

( 1) Cf. Martirologio Gerot1imia110 che pare siano stati due, tra il 390-s
(13 agosto). 11 cimitero di S. Ippolito e verso gli anni 402- 3 (J. V1vES, Pru·
sta sulla sinistra della via Tiburtina, da- dmtiana in Home11atge a A. Rubiò i
vanti a quello di S. Lorenzo. Si ritiene L'ucl1. Miscellània d' '1t11dis literaris
che Ippolito sia il prete novaz:ianista /1istorics i linguistics, Barcelona, 1936,
e antipapa, deportato in Sardegna in- voi. Il, p. 1 sgg.). La rinnovazione di
sieme col papa Ponziano, durante la questa chiesa sotterranea, per opera
persecuzione di Massimino il Trace. del prete Leone e di Damaso, è ricor-
Morto, come Ponziano, vittima del data in una iscrizione acrostica t lHM,
lavoro nelle miniere e delle febbri, Damasi epigr. n. 82). Dopo i danni
quando già era tornnto al dogma cat· subiti dai Goti, fu restaurata, verso il
tolico, fu ritenuto martire. La data Sl8, da uo prete Andrea, al tempo di
1 3 agosto starebbe a significare la papa Vigilio (ibid. n. 83; cf. K1RScH,
memoria della traslazione a Roma Dit Grabslàtten der rèimischen M4rl)'rtr
di entrambi i martiri nel 23 s o 2 36 1111d ihre Stell11ng im lilurgiscben M4rty-
(cf. DuFOURCQ, Etudi mr les Gesta ierlrnltus, p. 125; STYGER, R8m. MdrlJr.
Mar t. pp. 203-8; DELEHA YE in Acta Ss. I, pp. 187-8).
nov. Il, 11, pp. 439-40 e Recbercbes, (2) Cf. Martirologio Geronimiano
p. 58 sgg. ; STYGER, Die r6m. Katak. (13 agosto). Nel cimitero di Callisto,
p. 196; CECCRELLI, Trt deportati i11 Sar- all' ingresso della cripta dei papi,
degna , p. 28 sgg.). Nel terreno sovra- dove Ponziano fu deposto, tra i
stante il cimitero si è ritrovata una graffiti, se ne legge uno relativo a
statua d'Ippolito, oggi nel museo Late· lui ( cf. DE Rossi, Roma sott. Il, p. 80;
r:inense ( cf. G. Bov1N1, La statua di sa11- W1LPllRT, La cripta dei papi, p. 19).
t' Ippolito del Museo Lateranense in Bui/. Si è ritrovata pure, frantumat:i in più
Com. LXVIII, r94r, p. 109 sgg.). Su pezzi, l'iscrizione, in greco, originale,
Ippolito, DAMASO conosceva soltanto che dovè chiudere il sepolcro del
una tradizione, che egli non volle nè p:ipa, con un' aggiunt:i posteriore che
avvalorare nè infirmare : « Haec audita lo qualifica ma rtire (STYGER, Rom.
refe)rt Dam[asus, «probat omnia Chri- Miirtyr.1, p. 82e11, tav. 45b; cf. ~iA­
stuS» (Epigr. n. 37; ScHAEFER, Die RUCCHI, Osseroa~ioni sull' iscri:_i011e di
Bedeutung &c. pp. 194.9; Joc;1, Quattro papa Po1qia110 recentemente scoperta e
nuovi )rammenti del carme di Damaso su q11elle degli altri papi del l/l secolo
i11 onort di s. Ippolito in Ri'll. arcb. crisi. in N. Bull. arcb crisi. XV, 1909,
XIII, p. 23 r sgg.; lo. Altri tre fram- p. 3S sgg.).
menti del carme Damasiano in onore di (3) Cf. Martirologio Geronimiano
s. Ippolito ibid. XVI, 1939, pp. 320-2). (22 agosto). Per I' incertezz:i sulla
Della cripta d'Ippolito, che ha la forma personalità di questo manire v. DE-
d'una vera chiesa, e che è stata ritro- LBllAYE in Acta Ss. Il, lf, p. 457 e Les
vata negli scavi del 1882-3, ci ha origi11es du. c1ilte des martyrs, p. 289;
lasciato una descrizione PRUDENZIO e per la sua co11fessio collegata con
(Peristephanon, Xl, vv. 153 sgg.), il l:i cripta dell'apostolo Paolo, STYGER,
quale la visitò nei suoi viaggi a Roma, Rom. Miirtyr. I, p. 72.
DEPOSITIO MARTYRUM

.v. KAL. SEPT. Hermetis, io Basillae, Salaria vetere <•>.

MENSE SEPTEMBRE.

NON. SEPT. Aconti, in Porto, et Nonni et Herculani et Taurini<».


.v. rous SEPT. Gorgoni, in Lavicana <1>.
3. nonni ripere:v 4. Corr. lablcana B

( 1) Anche il Martirologio Geroni- tav. LI, nn. I 6-7). Inoltre nella de-
miaM (28 agosto) indica il sepolcro molizione di alcuni muri sovrastanti
di Ermete nel cimitero di Bassill:i. il cimitero si sono trovati due piccoli
Dalla Passio, priva di ogni fondamento frammenti di marmo appartenenti al
storico, risulterebbe che Ermete fu carme damasiano su sant' Ermete
prefetto di Roma, martirizzato sotto (cf. Jos1, !oc. cit.).
Adriano (Acta Ss. mail I, pp. 375-8); (2) Ercolano e Taurino (e forse
ma il nome è di schiavo o di affran- Aconzio, cf. Acta Ss. nov. 11, 11,
cato, e tradisce un'origine greca, ri- p. 489) figurano anche nel Martirologio
sultante altresl da un carme di DAMASO, Gero11imia110 allo stesso giorno; Aconzio
che si presume scritto in onore di e Nonno al 2 5 luglio (cf. KtRSCH, Die
lui (Epigr. n. 52; cf. Josr, Scoperta di stadlriim. ehristi. Fesi. pp. i 99-:1.00).
due frammenti del carme damasia110 1'11 Di Aconzio non abbiamo altra testi-
011ore di s. Ermete in Riv. arcb. crisi. monianza; soltanto, sappiamo da Aus1-
IX, 1932, p. 147 sgg.). Il pontefice LIO (Libellus in defe11sio1u111 sacrae ordi-
0

poeta ci dà su Ermete indicazioni cro- 11atio11is papae Formosi in E. Dii MMLER,


nologiche imprecise e lontane, atte- A uxili11s et V11lgari11s, p. 72) esservi
nendosi alla tradi zione. Nè egli si stato presso la riva del Tevere un
fermò all'elogio del martire, ma ne « titulus Sancti Acontii » . Nonno nel
decorò anche il sepolcro (cf. ScHAE- Martirologio Geronimiano (23 agosto)
FER, Die Bedeutung &c. pp. 232-4). e nella Passio di santa Aurea (Acta Ss.
Il cimitero di Bassilla (forse più cor· :rng. I\', p. 760) parrebbe identificato
retto che Basilia, cf. F. SA v10 in N. col martire Ippolito (cf. OuFOURCQ.,
B11/I. a1·cb. crisi. XVIII, 19 12, p. 11 sgg.) É tude sui· les G es t a .\.fa il y r. p. 24 7
si chiamò pure di sant'Ermete, ed è nota); ma il 0Et.EHAYE (Acta Ss. nov. II,
situato presso l'odierna via Bertoloni n, p. 460 e Recherches, p. 61 sgg.)
(cf. STYGER, Die riim . Katak. p. 245). pensa che si tratti di due persone di·
Della sua scoperta siamo debitori al stinte, e cioè di un Non no realmente
Bosro ( Roma sol/e,-ra11ea, Roma, 1632, martire di Porto e di Ippolito, il mar-
p. 563; cf. M. VAN CuTSEM, Une /e/tre tire della via Tiburtina, che era a
inUite d11 P. Gar,,et mr la catacombe Porto soltanto onorato. Di Ercolano
de Saint-Hermis in A11alecta Boli. LII, e Taurino è ricordato il martirio e la
1934, p. 334 sgg.). Ivi si sono rin- sepoltura in Porto nella Passio di santa
venuti un frammen to di cornice mar- Aurea e in quella di san Censorino
morea col nome di sant'Ermete in (Acta Ss. sept. II, p. 524); e i loro nomi
lette re, pare, filocaliane (Bu/I. arcb. appai ono insieme, col titolo di mar-
crisi. 1894, p. 14), e due iscrizioni tiri, in un antico sarcofago portueose
relative a Bassilla, oggi nel museo (DIEHL, Imcr. lai. christ. vet. n. 2008).
Lateranense (MARUCCHI, I mo11umwti ( 3) Martire nella persecuzione di
del 11mseo cristiano Pio Latera11e11se, Diocleziano, di cui non ci sono pervenute

Cod. 1'oposr., Il.


26 DEPOSITIO EPISCOPORUM

.m. mus SEPT. Proti et lacincti, in Basillae C•>.


.xvm. KA L. OCTOB. Cypriani, Africae; Romae celebratur in Ca-
listi >.
C2

2. & abraio tra Cyprlnnl ~ atrlcac V

notizie storiche, e da non confondere da lui ivi fatti eseguire (Epigr. n. 96;
con l'omonimo martire di Nicomedia cf. DE Rossi in Bull. are/i. crisi. cit.
(cf. DELEHAYE in Acta Ss. nov. II, u, pp. 32-4; S0tAEFER, loc. cit.; STvGi,R,
p. 497 n. 1). Il sepolcro era sulla via op.cit. I, p. 239 e Il, tav. 85 c.). La loro
Labicana nel cimitero ch11mato ad camera sepolcrale è oggi identificata.
Duas Lauros (cf. Martirologio Gero11i· Si tr:itta di una doppia cripta; nella se-
miano, 9 settembre), presso il mausoleo cond.1, in una nicchia chiusa da una la-
di sant' Elena (oggi Tor Pignattara); e stra di marmo, vennero riconosciuti,
il santo è ivi rappresentato nella pittura risparmiati dal fuoco, i resti mortali di
di un cubicolo (fine secolo 1v o inizio Giacinto, con qut:sta epigrafe: op lii IO\'S
del v) sotto il Salvatore e gli apostoli SEPTE8R YACINTH\'S MARTYR (G. M(AR·
Pietro e Paolo, e insieme con gli alt ri CHI], Afo1111mmli dtlle arti crisi. pri-
tre martiri principali della cJtacomba milivt nella metropoli del clistia11tsi1110,
(WILPERT, le pitture delle catacombe, Roma, 1844, p. 238 sgg.; DE Rossi
pp. 4\~ -6 e tav. 252). Conosciamo i11 8111/. arc11. crisi. cit. p. 28 sgg.,
anche liscrizione che a lui dedicò STYGER, op. cit. l', p. 237 e 11, uv. 85 b).
papa DAMASO ( Epigr. n. 31). Il marmo Del sepolcro di Proto si è rinvenuto un
originale, trasferito Jal cimitero dell.1 avanzo di architr.ive con la iscrizione
via Labicana alla chiesa di S. Mar- votiva SEPULCRUM PROTI M[artyris]
tino ai Monti, è andato perduto nel se- (MARCHI, loc. cit.; STVGER, op. cit. I,
colo xv111. Damaso sapeva che Gorgonia p. 237). Un'altra epigr.ife, conserv:ita
era stato prete (cf. ScnAEFER, Die 8t- dalla silloge di Einsiedeln, ricorda che
de11t1111g &c. pp. 203-5; STVGER, Rom. un prete Leopardo ornò il sepolcro
Màrlyr. I, pp. 211-2). di Giacinto martire (DE Rossi, I11srr.
(I) cr. Martirologio Gero11i111ia110 clii ist. Il, p. 30 n. 73: cf. Jos1, Stpul-
( 11 settembre). Proto e Giacinto, crnm HJaci11tlii martir'is Leopard11s pre-
secondo la tarda e leggendaria Passio sbyler ornavit in Rom Quartalsclir.
di sant' Eugenia (MIGNE, P. L. XXI, XXXII, 1924, p. IO sgg.).
coll. 1105-22), sarebbero stati i mae- (2) Nel cimitero di Callisto, nella
stri evangelid di Bassilla, condannati cripta di SJn Cornelio, vi sono pitture,
a morte con essa (cf. 01:: Rossi, l11 p.1rc della seconda metà del secolo v1,
cripta dei ss. Proto e Giaci11/o in 81111., nelle quali accanto a san Cornelio è
are/i. crisi. 1894, pp. 30-1 ). Sul loro rappresentato san Cipriano, il martire
sepolcro il papa 0AMA5<> pose un'iscri- vescovo di C.1rtagine (WrLPERT, l t
7.ione, metà dcli.• quale oggi si con- pitt111e dtlle catac. pp. 459-62 e tav.
sen •a nella chiesa dei Ss. Quattro 256). La r1gione di un tale avvicina·
Coronati (Epiv n. 19, cf. SCHAEFER, memo sta nel fatto che essi furono in
Die 8ede11trwg &c. pp. 205 sgg.. \'Ìt.l c:ongiunti d'amicizia e la loro festa
SnG~R, Rom . .\ fiìrl)r. I, pp. 238-9); ricorre\'a nello stesso giorno, sebbene
e un'altra relativa ai due martiri pose morissero in anni diversi (cf. Acta Ss.
anche il prete Teodoro, contemporaneo nov. Il, 11, p. 505; KBNNEDV, Tbt Sairlts
in circ~ di Damaso, a proposito di lavori &c. pp. 119-23). Cipriano fu anche
DFPOSITIO ~fARTYRC~i

.x. KAL. OCTOB. Basillae, Salaria vetere, Oiocletiano .v1111. et Maxi-


miano .vm. consul. <•l.

M~NSE OCTOBRE.
PRIU. rnus ocTon. Calisti, in via Aurelia , miliario .111. <».
5 McNSE NOVEMBRE.
. v. rous NOVEMB. Clementis, Semproniani, Claudi, Nicostrati, in
Comitatum Ci>.

2. corr. coss. 8 6. V corr. VI 8 claul V

un sostenitore dell'unità della Chiesa lezione, C. CECCHeLl.I - E. PsRs1co,


e del primato dei vescovi romani (cf. Ss••"1arcel/i110 e P1tlro. La chitsa e
SEPPELT, Der Aufstieg dts Papsllums, la cata comba, Roma, [1938), pp. 57-<J),
pp. s7-6o), onde a Roma se ne dovette e di cui la festa tradizionale cadeva
conservare con venerazione il ricordo. non il 9 novembre, ma l' 8 (cf. Mar-
\I) Cf. Jfartirologio Geroni111ia110 tirologio Grronimia110, che li indica
( 22 settembre). Il DE Rom (Roma come venerati «ad Caelio monte • ).
sol/. II, p. 21 5) e il MARUCClll (le calar. Su questi santi regna una grande oscu-
rom. p. 574) credono che Bassilla abbia rità. Secondo alcuni sarebbero da
sofferto il martirio sotto Valeriano, e identificare coo i murmorarii panno·
che qui !':mao v1111 di Diocleziano e vm nici, uccisi presso Sirmio sotto Dio-
di Massimiano, corrispondente al 304, cleziano e trasferiti in seguito a Roma
debba riferi rsi ad una traslazione; pen- (DucHESNI!, Lt culle ro11111i" des Quatrè.-
sano invece che sia da attribuirsi al Co11ro1111ts in Mtla11g. d'arch. et d' hist.
martirio FRANCHI DE' CAVALIERI in XXXI, 1911, p. 2p, sgg.; DELE-
Studi e Testi n. 27, pp. 123-5 e DE· HAYE, Le cultt des Quatre Co11ror111is a
LEHAYE in Acta Ss. nov. li. Il, p. s22. Rome in Analecta Boli. XXXII, 1913,
li KtRSCH (Le c11tac. rom. p. 62) distin· p. 63 sgg.; lo. Lts Passio11s dts Mar-
ue Bassilla martire della persecuzione i) rs ti /es gmres littJrairts, Bruxel-
di Diocleziano dalla fondatrice dd cimi- lt!s, 1921, p. 328 sgg.; lo. fitudt sur
tero omonimo. lr Ug. Rom. p. 64 sgg.; Acta Ss.
(2) li papa Callisto er.1 s.:polto, come nov. Ul, p. 748 sgg.; SnGER, op.
si è veduto, nel cimitero di Calcpodio cit. I, pp. 217-8; per il numero v.
(cf. anche Martirologio Gero11i111ia11<1, N. Vuuc', Q11tlq11rs oburoatio11s s11r
14 ottobre), ritrovato versp il terzo mi- la Passio Sa11rtoru111 Q11alt1tor
glio della via Aurelia, dirimpetto al Coro11atorr1111 in Riv. arcb. crist .
casale di Pio\' (cf. K1RSCH. l.t 111r111orie Xl, 1934, pp. 1)6-<]); secondo altri i
dei martiri sulle vie A111 tli11 t Co• 11tlia mdrtiri pannonici sarebbero stati DC'IU
in Studi t Testi n. 38, 1924, pp. 8~-4). sepolti, ma soltanto venerati, a Ronu,
(3) Sono i nomi dei Quattro Coro- e col volger del tempo, caduta io dimen-
nati, eccetto Clemente, che è st:tto ticanza la loro storia e la loro patria,
sostituito a « Castor • o " C.1stori us » sarebbero stati identificati con quattro
(cf. STYGER, Rom . .\1iirlyr. I, pp. 216-7; martiri anonimi romani (FRANCHI DE'
non manca però chi ritiene esatta la CAVALIERI, I Santi Quallro io Studi e
28 DEPOSITIO EPISCOPORUM

.m. KAL. DEC. Saturnini, in Trasonis <•>.

?viENSE DECEMBRE.

mus DECEMB. Ariston, in Portum <».


r. 0111. A 3.-pontum VB

Testi n. 24, 1912, pp. 64-5). Anche sul stato fatto romano dal suo martirio.
significato da attribuire alla espressione Egli in realtà nei primi mesi del 250
« in Comitatum >> non si è concordi : doveva trovarsi in esilio a Roma, e
mentre da taluni vi si vuol vedere patì il ma rtirio sotto Decio, o in un'altra
designata Sirmio (DucHESNE, op. cit. persecuzione successiva, come quella
pp. 233 -4 ; DELEHAYE, Étude sur lt Ug. di Valeriano (cf. FERRUA, S. Sa1tir-
Rom. p. 68); da altri vi si riconosce, 11ino martire cartagimse-romano in Ci-
più giustamente, un appellativo del ci- viltà Cau. XC, 1939, li, p. 436 sgg.).
mitero ad Duas Lam·os, dove i Quattro Le indicazioni dell'epigrafe damasiana
Coronati avrebbero avuto la loro se- però sono discordi da quanto si
poltura, e derivato dalla vicinanza al legge nella Passio Sisinnii, che il
latifondo imperiale, che li si estendeva PROFUMO (La memoria di s. Pietro,
(cf. DE Rossi in Bull. arei!. crisi. 1879, p. 61) ritiene più antica del pontificato
p. 76; G. ToMASSETIJ, La campagna di Damaso. Quindi, io Roma, su Satur-
romana, Roma, IIJ, 1913, pp. 389-90; nino già esistevano due storie difformi,
R. KANZLER, L'ultima scoperta di Au- l'una accanto ali ' altra (cf. ScHAEFEll,
gusto Bevig11a11i. Graffiti storici ml Die Bedmtu11g &c. pp. 228-32).
cimitero dei Ss. Marcelli1io e Pietro iu (2) Nel codice «in Pontum »; ma
Studi Romani, I, 1913, pp. 190- 1). la vera lezione deve essere « in Portu »,
( 1) Il cimitero di Trasone, sulla via come nel Martirologio Gero11imiano al
Salaria Nuova (sotto villa Savoià), 22 Jello stesso mese. Se Ariston poi
avrebbe preso il nome da un ricco per- sia da identificare con quello ricordato
sonaggio, proprietario del terreno, che nella Passio di san Sebastiano.(A eta Ss.
ivi seppell\ molti martiri, fra cui il vec- ian. Il, p. 63 S), rimane incerto (c( DE-
clùo Saturnino (Acta Ss. ian. Il, pp. 369- LEHAYE ibid. OOV. II, Il, p. 661 n. 34;
371). A questo DAMASO dedicò un elo- R. AIGRAIN in Dictio1111afre d' /Jisloire et
gio ( Epigr. n. 46), da cui si ricava che, de géoKraphie ecclisiasliq11es, IV, 192 5,
dapprima cittadino di Cartagine, era coli. 198-9).
I PAPIRI DI MONZA

Quando la venerazione dei corpi dei martiri era


ancora più forte del desiderio di possederne reliquie,
l'ambizione dei romipetae, devotamente peregrinanti per
i cimiteri suburbani, doveva contentarsi di riportare
alle proprie case, a titolo di reliquia preservatrice, un
poco d'olio tratto dalle lampade (luminaria) che vi
erano perennemente accese. Cosl i visitatori del santo
Sepolcro si tenevano paghi di raccogliere in piccole am-
polle metalliche, rotonde e piatte, dell'olio benedetto a
perpetuo ricordo della loro peregrinazione. Ad alimen-
tare queste lampade provvedeva con appositi lasciti la
pietà dei fedeli, la cui mistica fiducia e confidente devo-
zione attribuiva a quegli oli pregi e virtù inestimabili,
e lo s~esso Gregorio Magno, nell'agosto 598, ringraziava
l'ex console Leonzio del gradito dono dell'olio della
santa Croce « quod tactum benedicat » (Regùtr. epùt.
t. II , p. 36). ~
Nessuna meraviglia quindi !che una raccolta di oli
estratti dalle lampade dei cimiteri suburbani di Roma,
proprio all'epoca del predetto pontefice, venisse por-
tata e presentata alla neofita T eodelinda, come dono
regale, da un tale Giovanni, non meglio conosciuto.
Questo diligente e pio raccoglitore indicò in apposi te
30 I PAPIRI

targhette di papiro (pz'ttacz'a), raccomandate al collo di


ciascuna ampolla, a quale gruppo agiografico apparte-
nessero gli oli in quella fiala commisti. E Io stesso,
per ragioni che ora ci sfuggono, redasse un indice
(notula) degli oli dei martiri <e qui Romae in corpore
« requiescunt », terminan.te con questa indicazione:« quas
<e olea sancta tenporibus domni Gregorii papae adduxit

« Iohannis, indignus et peccator, domnae Th eodelin-


« dae reginae, de Roma». Notula e pz'ttacz'a, scritti
su papiro, si conservano in originale nel tesoro della
basilica di Monza; ma i pittacia, per essere quasi del
tutto svanita la tinta dell'inchiostro, sono oramai
quasi indecifrabili.
In base alla su riferita sottoscrizione della notula,
dal Muratori a l de Rossi i papiri erano stati circo-
scritti entro i limiti cronologici del pontificato di Gre-
gorio Magno (59o-604); senonchè l'ultimo editore, il
Sepulcri, dietro un esame paleografico e linguistico dei
due documenti , credet te di poter ascrivere i pt.ttaàa
alla seconda me tà del secolo vu e la notula al secolo
successivo. Di conseguenza questa non sarebbe più
una compilazione dello stesso raccoglitore, ma una tarda
copia dei p ittacia, eseguita per comodo della catte-
drale, de tentrice di quelle venerate reliquie.
La tesi del Sepulcri, combattuta con validi argo-
menti da A. Profumo, è oggi senz'altro abbando-
nata. Pare infatti pacifico che l'estensore della no -
t u. la non possa essere altri che lo stesso Giovanni, il
latore degli olea, il quale solo, parlando di sè nell'ag-
giun ta final e, poteva perme ttersi quelle formule di umiltà,
che non si usere bbero nei riguardi di una terza persona.
DI MONZA 31

Altrettanto perspicuo appare che con le parole « ten-


« poribus domni Gregorii » lo scrittore non si riferiva a
un passato, bensì a un presente, còme può provarsi
con espressioni consimili, tratte, per esempio, da carte
Farfensi e di S . Maria in Via Lata (GroRGI e BALZANI,
Il R egesto d·z" Farfa e HARTMANN, Ecclesz"ae S. Man:ae z"n
Vz"aLata Tabulari·um, passz.m). Quanto alle sgrammati-
cature rilevate dal Sepulcri, esse non costituiscono una
peculiarità del tempo, chè identiche se ne riscontrano in
documenti a nteriori, come nel Cronografo del 354. D a
ultimo le a rgomentazioni del Sepulcri a carattere paleo-
grafico hanno ben poco valore, non potendosi dalla grafia
distinguere con sicurezza periodi relativamente vicini.
Ciò posto, la data tradizional e della notula, pur nella sua
imprecisione, resta nella piena validità, e quell'elenco
conserva il carattere di un documento coevo ai pi"ttacz'a.
Pu bbl ichiamo i due testi in colonna, non tanto per
dare rilievo alle reciproche relazioni, quanto per met-
tere in grado il lettore di procedere all'integrazione di
quello dei due elench i che presenta qualche difetto nella
serie dei nomi.
Il confronto segnala queste differenze sostanziali:
nel primo pittacio è segnato solo san Pietro, a cui nella
notula è accoppiato san Paolo; nel secondo gruppo il pù-
tacio conserva le vestigia di un nome nella notula omesso;
nel quarto è la notula che raggruppa san Sisto con
L orenzo ed Ippolito, contro il pz"ttaào corrispondente; nel
quinto troviamo il nome « Y (... ) gion » col gruppo dei
santi Giovanni e Paolo, che nella notula è associato con
le martiri del cimitero di S. Agnese, di cui manca il
corrispondente pi"ttacz"o .
32 I PAPIR I

Il duodecimo pi.ttacio, elencando reliquie diverse


dagli oli (pare evidente l'accenno ad un frammento della
spugna con cui si scherni il Cristo assetato), difficil-
mente può aver relazione con le ampolle, e nella
notula esso non trova alcuna corrispondenza.
Gli oli di una ampolla raramente appartengono ad
un solo martire o ad un'unica tomba di uno stesso
cimitero; normalmente provengono da tombe plurime
e da cimiteri differenti. Dei quali, non facendosi
espressa parola, noi potremo, in base ai raggruppamenti
agiografici, indovinare i nomi e forse anche il settore,
ma nulla più. Pretendere di ricavare da questi elenchi
veri e prop ri itinerari, val quanto convertirli in testi
topografici e presupporvi un fine riposto, che nemmeno
incidentalmente si associò alle intenzioni del pio rac-
coglitore. Si pretende perfino di imporre una specie
di ordine logico alle visite di Giovanni, e di guidarlo
per i cimiteri suburbani, in base alle momentanee
comodità delle vicinanze, come se in materia la logica
potesse avere maggior ingerenza che il caso. Tutto al
più dalla notula, reda tta fo rs'anche sul filo conduttore
dei ricordi, senza aver sott'occhio i p ittacr.'a (il che spie-
gherebbe le lievi reciproche divergenze), potremo sup-
porre che Giovanni , iniziata la raccolta dalla tomba d i
san Pietro in Va ticano, presso la via Cornelia, si por-
tasse sull'Aurelia, passasse quindi a lla Salaria Nuova,
alla Tiburtina per fare una punta ta sul Celio e dirigersi
alla Nomentana, all'Appia, alle due Salarie, e termi -
nare con l'Ardea tina . Itinerario che ha un valore
puramente d ipendente dal presupposto che la notula
segua il succedersi delle visi te ai luoghi san ti, anzichè
D I M ONZA 33

il fortuito presentarsi dei pi'ttada nel momento della


trascrizione (se ques ta fu fatta dire tta mente su di
essi), salva la precedenza data ai principi degli apostoli.
Se per queste considerazioni i due documenti, spo-
glia ti . di ogni presunto valore topografico, tornano nel
loro significato storico, essi restano sempre i più atten-
dibili testimoni dei san ti che nel v1 secolo riscuotevano
la venerazione dei fedeli nelle catacombe romane. L 'e-
lenco appare poi incompleto, perchè mancano gli oli
delle vie Flaminia, Labicana, Latina, Portuense; è invece
annoverato qualche martire che, come Ercolano, non
si rinviene nei cimiteri di Roma fino ad oggi esplora ti ,
e qualche altro, come Ba uso, che non figura nemmeno
nei martirologi.
La notula fu pubblicata dal MURATORI, Anec-
dota latina, II, Mediola ni , 1697, pp. 191-2; dal Ru1-
NART, Acta prz'morum martyrum, Amstelae<lam i, 1713,
p. 619 sg.; dal MABILLON, Praefatz'ones in Acta SS. Ord.
SS. B enedicti·, Tridenti, 1724, pp. 648-52; da A. F. GoRI,
Thesaurus veterum dt'ptychorum, II, Florentiae, 1759,
p. 222; da A. F. FRISI, M emorz'e della Clii'esa Mon-
zese, D issertaz. I I , p. 6 1, poi nelle M emorie storiche di·
Monza, I , 20, II , 1 sgg. (con facsimile); notula e pz't-
tacz'a da G. MARINI, Papi'ri· diplomatici, Roma, 1805,
pp. 208-9, che per primo decifrò con abbastanza pre-
c isione la diffici le scri ttu ra, e da l DE Ross i, Roma
sott. crist. I , p. 175 sgg., che riprodusse Marini; fina l-
mente, con maggiore esattezza ancora, da A. SEPULCRI,
I papi'ri della basilica di' Monza &c. in Misceli. di' Studi
e Documenti offerta al Congresso Stor. lntern. dalla So-
cietà Stor. Lombarda, Roma e la Lombardi'a, Castello

Cod. Topoer., Il.


3;i 1 PAPIRI DI MONZA

Sforzesco, 1903, pp. 20-24 e in Archi"vt·o Stor. Lombardo


cit. pp. 258-62, dove è anche una riproduzione elio-
tipica dei papiri.

Cf. MURATORI, op. cit. p. 191 sgg.; FR1s1, Mem. della Cbiesa Monz.. cit.
p. 61 sgg. e Mem. Stor. di Mon'{a cit. I, 20, II, 1 sgg., 111, 1 1; MARINI, op. cit.
pp. 377-8o; DE Rossi, op. cit. pp. 133-4; G. BoNAVENIA, La silloge di Verd1111
, · e il papiro di Monz.a, Roma, 1902; SEPULCRI, op. cit. in Arch. Stor. Lomb. p. 241
sgg.; MARuccm, li valore topografico della silloge di Vtrd1111 e dtl papiro di
Mon'{a in N. Bull. archeol. crisi. IX, 1903, p. 344 sgg.; CH. DIEHL, Manuel d'art
Bna11ti11, Paris, 192), voi. I, pp. 310-2; A. PROFUMO, La memoria di San Pietro
nella regione Salario-Nomwlana, pp. 91-2; CABROL-LECLERCQ. Dici. d'nrcb.
cbril. ti de liturgie, I, 1924, col. 1737 sgg.; C. CECCHELLI, Noie ico11ograjiche
su alcune ampolle Bobbiesi io Riv. arch. crisi., 1927, p. 11 ); G. CASATI, Le
catacombe roma11e e il papiro di Mon'{a io Rivista di Mo11'{a, I, 1933, luglio
PP· 21-4.
I PAPIRI DI MONZA
I PAPIRI

PITTACIA

I.
ffi oleo sancti Petri apostoli <•>

IL
[sancti Panc]rati <»
sancti Arte[m]i <i> sancta Sofia cum tres fi[/Jias [s11as1<•)
[sancta Can]dida <sl et sancta Paulin[a) <6> sancta Lucina <1l
[sanct1] Processi sanct[i MJa[rliniJani <8> 5

( 1) Il pittacio elenca soltanto l'olio memorie dei martiri rnlle vie A1trelia t
della confessione di san Pietro, al quale Cornelia, pp. 68-9.
1a 110/11la associa quello dell'altro gra nde (4) Questo gruppo è indicato sulla
apostolo Paolo. Se questi oli furono via Aurelia e sull'Appia, ed i nomi
raccolti insieme, bisognerebbe pensare della madre e delle figlie si presentano
al luogo ad Catac11mbas sull'Appia, dove nella orma latina e greca (E. Fu-
entrambi gli Apostoli erano celebrati. SCIARO I, in Rii'. arcb. crisi. I, 1923,
Ma è probabile che la raccolta si i'ni- pp. 17 3-4, ne vorrebbe far due gruppi
ziasse proprio alla basilica di S. Pietro agiografici distinLi). Il fatto che nes-
~on l'olio del principe deg li Apostoli, suna fome lit urgica antica conosce una
e che poi la devot.1 pietà di Giovanni festa o commemorazione di queste
a~sociasse, nella 110/11la, al primo anche sante; che esse non sono menzionatt:
l'olio dcli' apostolo Paolo, se pure rac- nel Martirologio Gero11imia110; che,
colti in momenti diversi. La lista non infine, manca a loro riguardo una pre-
poteva ragionevolmente prendere più cisa indicazione di sepoltura, fa ri te·
autorevole inizio. nere che il culto di questo gruppo
(2) 11 primo s:rntuario al secondo leggendari<.> derivi da una falsa inter-
miglio della via Aurelia, per chi usciva pret:tzione di pitture o iscri zioni, di
dalla rorta omonima, era il· cimitero cui però oggi non rimane alcuna trac-
di S. Pancrazio, su cui sorgev,1 la b:i- cia nelle regioni cimiteriali conosciute
silica eretta in onore Jd celebre rn:irtire (cf. Kmsc11 Le 111d111orie &c. pp. 70-1;
roman o. STYGER, Rò111. Miiflyr. I, p. 2 7 1; A.
(3) Nella catacomba presso la ba- B1c io1. MAtR in Lex. f. 17ieol. 11. Kirche,
~ilica di S. Pancrazio, in due cripte, IX, 1937, col. 672). Il gruppo si ri-
cr.mo le sepolture di Artemio e di sua trova in una delle tavole affisse oel
figlia P.1olina (Paolino di altre fonti portico di S. Silvestro i11 Capitt, e con-
non pare .ltlendibile). cr. ){ lllSCll, Le tenenti la Notitia 11ataliciomm dei santi
DI MO NZA 37

NOT[ULAJ DE OLEA SANCTORUM MAl\TYRUM


QUI ROMAE IN CORPO RE REQUIESCUNT IDEST:

sancti Petri apostholi


sancti Pauli apostholi

5 [sane/ Ji Pane rati


sancti Arthemi
sanctae Sofiae cum tres fi l ias su:is
sanctae Paulinae
sanctae Luci nae
10 sancti Processi
sancti Martiniani

1. Not. Alcuni hanno lei/o No111fo, o//ri Notitia. Il &pu/crl preja1 Notula, a1-
pog~iondosi od uno trouri1ìnne fatta 11d t fJ .S:J 1npra un f n(lliO la1ciato in bianco in
1
11na Bibbitr, anco ra e1i1/enle 11e//'arcl1. Capilo/ore d1 Mo11;a e segnala g -
I

trasferiti dalle loro tombe primitive a cr. Le mm1orie &c. pp. 74-s;
KJRSCll,
questa chiesa (cf. DE Rossi, 8111/. are/i. L•ErtMANN, Pttl'lls 1111d Pa11/11.s, p. 179
crisi. 1882, pp. 39-40). sgg. ; STYGER, Die riim. Katak. p. 2 1.
(S) Nella Passio dei santi Pietro (8) Processo e Martini2no furono de-
e Marcellino, Candida a ppare 111 rela· capitati e sepolti sulla via Aureli2 presso
zione con i due martiri dcli' Aurelia un acquedotto, che sarebbe da idcnti-
Artemio e Paolina (cf. KrRSCH, Lt mt- fic2re con quello di T raiano (Acta Ss.
m orie &c. pp. 68-9; STYCER, Die r6111. iul. I, p. 270). Il cimitero che da loro
Katalt. p. 281). prendeva il nome costituiva una re-
. (6) Cf. nota 3. gione a sè, estenden tesi sotto pane
(7) I test i agiografici non ci aiutnno della villa Doria Pamphili, tra la via
a ricostruire un a tradi zione veramen te Aurelia e la basilica di S. Pancr:Ìzio,
storica intorno ad una santa Lucina in vicinanza del già casino dei Quattro
romana. li suo culto sembra che abbia Venti (cf. STYCER, Die riim. J-:atak.
la fonte nella Passio dei santi P rocesso pp. 287-9). Nel Martirologio Gmmi-
e Martiniano. In verità un ceno nu- 111ia110 (2 luglio) le tombe dei due m ar-
mero di matrone romane, tutte Lucine, tiri sono indicate «in cimiterio Damasi•,
att raverso le narrazioni agiografiche parole che il K1RSCH (Le memorie &c.
prendono una parte considerevole nel p. 73) vorrebbe sopprimere, ritenendole
culto dd martiri. Nessun calendario un' aggiunt:t poste riore; mentre il Du-
però o martirologio segnala una festa CllESNE e il DELEHAYE ( Acta Ss.nov.II,
di santa Lucina romana prima di Adone. . li, p. 348 nota 4) non contestano il va-
I PAPIRI

III.<•>
(l)
[sancti GJris:mtis
[sancii /]ason . .
[sancti Satu)r(11]ini . . . . . <J>

IV.
ffi sancti L ca11rtnli] <il
san cti ( YJpp(o/iti] 5

V.
sancti Yr .. Jgion sanctus Iohannis
et Paulus <6 >

1-3. Il ,l/nri11i, e/te vide il pillncio qrtandfl l'inchio1tro era me110 111anito, le1u:
Scs G .. rlsa ntl& Sc&.ju Darlas Scs Maurus I Srj J • • uaon et alil SCi multa milia I Sci . .
Saturninl et Se •. a(u)pìn lo '1•

lore di tale testimonianza. Sul cimitero serva lievi tracce della primitiva scrit·
sorgeva nel iv secolo una chiesa, che tura.
fu concessa ai Montanisti, in quanto (2) La Passio di Crisante e Daria
i due martiri, ritenuti Frigi, sarebbero conferma eh' essi, con Mauro e Gia-
stati seguaci di quella setta (A NONYMVS sone, furono sepolti sulla via Salaria
AUCTOR Pratdrstinali in MrGNE, P. L. (Acta Ss. oct. XI, p. 48 3; cf. Marti-
LIII, col. 616); ma poi venne resti· rologio Gero11imia110, 29 novembre).
tu ita al culto cattolico, e GREGORIO MA- Insieme con questi martiri riposava
GNO vi pronunciò una omelia nel giorno anche un !numero di mili/es, su cui le
commemorativo dei martiri, il che la- fonti sono discordi; ma che dietro la
scia supporre una chiesa di dimen- testimonianza di DAMAso(Epigr.n.43),
sioni piuttosto ampie (Ho111il. i11 Eva11- può esser fissato in sessantadue, come
gtli,1 , ll, 32 in MtCNE, P. L. LXX\'J, dovette leggersi nell'antico testo del
col. 1232). Cf. KtRSCH, Le memorie &c. Martitologio Gero11imia110 (c( l<IRSCH,
pp. 71-4; STVCER, Ròm . .\.ffirlJr. I, Der stadtrom. kristl. Festkal. p. 93).
pp. :i72-3. Del santuario, sorto sulla sepoltura dei
(1) Con questo g ruppo di martiri due primi, p:irla GREGORIO or TouRs
passiamo sulla via $3larL\ !\uova, e più (Liber i11 gloria mnrl)'rum, cap. 38 in
precisamente al cimitero di Trasone. M. G. H., Srript. rtr. Merovillg. I, p. S12).
Il pittacio, come oggi si presenta, con- il quale ricorda gli abbellimenti dovuti
DI MONZA 39

[snn ]c[li]Grisanti
tsancl]ae 0 (a)riae
sancti Mauri
sancti Iason
5 [et a)ii[iJ sancti multa milia
sane ti Sat[11r)nini
sa net i (A11pi)nionis Ci>

sancti Systi
[sancl]Ì L(a111rcnti
r o [sa11].:t i cYppJoliti

sanctorum Iohannis et Pauli

7. Il nr11/1•0 ('Omp/elamenln ., .1pf11ggia a/111 lellur.1 che .r~('f J:W il Marini del
pillacio ,, J.

a DAMASO(Epigr. n. 42; ScHAEFER, Dit Martirologio Geio11i111ia110 S.lluminoap-


Bedtulu11g &c. pp. 358- 63); e dove, pare già insieme, sotto la dat:i d.:llJ
stando :1lla silloge Virdu nense, questo su:i celebrazione (29 novembre), con
papa av rebbe posto un carme (Epigr. il gruppo agiografico qui riconl:lto
n. 42) a ricordo di martiri, dei quali (cf. anche ibid. 12 agosto).
« nomina nec numerum potuit retinere (4) Si è voluto restituire u Aupinio »;
« vetustas 11. La chiesa fu in seguito ma la congetturn rimane incerta, non
devastata dai Goti e poco dopo restau- ricorrendo tal nome in alcuno Jc1
rata (IHM, Domasi tpigr. o. 87; cf. DE martirologi.
Rossi, lllscr. cbrist. Il, p. 13 5 nota 9). (5) Con questo quarto gruppo Ji
Mau ro, che sta nella 11ot11la, fu cele- mart iri ci trovi:tmo ncll' agro Verano
brato da DAMASO in un epigramma sulla via Tiburtina. San Sisto, elen-
(n. 44; cf. SCHAEFBR, Dit Bedeutw1g &c. cato solo nella 11ot11la, non può far
pp. H6-8). parte del gruppo, pcrchè sepolto ne l
(3) Saturnino, Ji cui si fa cenno cimitero di Callisto sull'Appia.
anche nell:i Depositio mari) 111111, ebbe (6) L' inJicJlionc ci porta entro
presto gli onori di un culto fervente, per Roma, sul Celio, nella fJmosa basilica
cui nel soprassuolo cimiteriale crebbe dei Ss. Giovanni e Paolo. li pittacio
quell'oratorio che nel Catalogo dei ci- associa con questi il s:tnto <<Y[ .. ]gion »,
miteri dì Roma è preso come indice che secondo la 110 111/ll andrehbe piuttosto
del cimitero sottostante (cf. PROFUMO, raggruppato con Agnese e le alt re mar-
la memoda di s. Pietro, p. 57). Nel tiri della via Nomentana.
I PAPIRI

VI.
. . . . . [san]cta S[apiJentia Cl) sancta Spes sancta Fidcs sancta
[Caritas sancta] C[ae]ci[/i]a <~> sanctus Tarsicius (s)
. . . . et mu[/taJ mi[ii)a sanctorum'

VII.
sanctus Systus (8> sanctus Libcralis sanctus

1. Al Sepulcri parve di poter rilevare ~e so1herls nll'inirio di queJ/o pillac10; il


Marii1i però nulla leue al riguardn.

( 1) li pittacio dcli' ampolla conte- anti che ·notizie su Ji essa risalgono


nente gli oli presi nel cimitero •di alla Passio : leggendaria'!' (MoMBRIZto,
S. Agnese è andato perduto. A ricordo Sa11c/11arium , l, pp. 32-41), della fine
degli oli sicu ramente attint ivi da Gio- del v secolo, secondo cui sant'Urbano
v~nni, è rimasta la 110/u/11 . Del santo ne avrebbe deposto il cadavere « inter
" Y[.... )ion » non è facile suggerire u collegas suos episcopos "', cioè nel
una identificazione. cimitero di Callisto.
(z) La t10/11la ci permette una re - (S) Sembra abbastanza probabile che
sti tuzione quasi sicur:i dcl primo nome, il martirio di Tarsicio, conosciuto da
omesso o non più leggibile nel pittacio. DAMASO attraverso una tradizione di·
Il raccogliMre degli oli, da qualunque retta (Epigr. n. 14; cf. ScHAEFER, Die
parte venisse sull' Appia, in priri10 Buleufung &c. pp. 354-6), possa collo-
luogo sostò a S. Sotere, per pPi ,giun- carsi nella seconda metà del m secolo
gere al prossimo santuario di S. Sisto, o nel 1v. Tarsicio, anche se egli visse
e visitare la famos:1 cripta dei papi e posteriormente a papa Zefirino, fu con
di S. Cecilia. quest' ultimo raccolto in un tumulo,
(3) Di questo gruppo agiografico è dopo che i Goti ebbero devastate le
stato già detto (p. 36 nota 4). tombe del cimitero di Callisto. La se-
(4) Le questioni che si ricollegano poltura trovavasi sopra terra, ma è
a questa santa costituiscono uno dei oggi impossibile indicarla con esattezza.
punti più controversi dcli' agiografia · (6) Cf. Martirologio Gero11imia110
e della topografia cimiteriale. Le più ( 14 settembre). Il nome di Cornelio
DI MONZA

sanctae A[gnet]is et aliarum <1 l


mul[ta]rum mart[tyJrum
sancti Y [ . . . . )ion

sancta e So[lhJeris <•J


5 sanctae Sa[pie]ntiae
sancta e Sp[eiJ
sanctac Fides
sanctae Ca[rit]atis
sanctae ([a)e[ciliJae
1 o [sanct] i [ TJarsicii

sancti Cornilii C6l


et m ulta milia sanctorum <1l

[sanct]i Iohannis sancti Liberalis

3. Lacero il papiro. 4. Lacero il papiro. 5. Id. 14. Nel papiro si avverte


uno spa1io maggfore Ira . i no1hi ed i residui di a/ermi UIJni. Nella lrascri1ione del
. secolo Xl si legge sce lucine.

è scomparso dal pittacio. Sembra che zione di Cornelio; il resto si trovò


il nucleo del cimitero di Callisto, chia- (1852) quando fu scoperta la cripta.
mato dal de Rossi cripte di Lucina, sia (Roma sol/. J, 1864, pp. 250-1; STYCER,
stato scavato in un podere dei Ceci li. · Riim. Martyr. I, pp. 97-105 e li,
Papa Cornelio, con essi congiunto per tav. 51 a). Al disopra del sepolcro il
sangue, potè a questo titolo trovar qui papa Damaso pose un suo carme (n. 19;
posto (cf. STYCER, L'orig ine delle cripte cf. l'integrazione del DE Rossi, op. cit. J,
di Lucina sull'Appia in Rend. Ponti]. pp. 287-91 ); e un'altra iscrizione, col-
Accad. Rom. Archeol. Hl, 1925, p. 283; locat:i in basso e di cui oon rimangono
lo. Die 1·iim. Katak. p. 30). La trasla- che poche lettere, è attribuita dal
zione a Roma di Cornelio, morto in DE Rossi al papa Siricio, che avrebbe
esilio a Centocelle (2B), non fu effet- completato l'opera di Dam:iso (op. cit.
tuata verosimilmente prima della fine PP· 2 91-9).
del m secolo, sotto il pontificato di (7) Questa frase pare riferibile agli
Gaio (cf. ibid. p. 29); sotto il plpa ossari dei martiri del ci mirero di Cal-
Dionisio (2s9- 68) crede invece FRAN· listo, che stanno a dimostrare in quanta
CHI DE' CAVAUERI (La persecuzJ011e di venerazione fossero sa nta Cecilia ed i
Gallo i11 Roma in Studi e Testi n. 3 3, papi ivi sepolti (cf. p. 88 nota 2).
p. ~06). Nella vigna della famiglia (8) Con Fisto (non Sisto), Liberale,
Molinari sull'Appia il DE Ross i rin- Giovanni, Blasto e gli altri martiri, dt!i
venne (1849) un frammento dell'iscri- quali il prete Giustino avrebbe curato

Cod. Toposr.. Il.


I PAPIRI

sanctus Blastro et multa milia san [ctorum]


[et] alii .cxxu. et alii sancti .XL. • • . • .

\ 'III.
sancta Felic[itas <•>wm septcm filios su]os s.rnctus Bonifatius sanctus Hermis
sanctus cPrJotus sanctus .... sanctus M1aximilianus<» sanctus Crispus <1>
[sanctus H er]culanus (4) • • • • . . sancta BaJsilla 5

la sepoltura, passiamo all.1 Sai.tria s11bt11'bio in 811/l. Ca111. XXX VII, 1909,
Vecchia, al cimitero ad cliv1m1 C11cu· pp. 113- 5; MARUCCHI, Noti-z_ie in N.
meris. La chiesa era dedicata a Gio- 8111/. arc'1. crisi. XV, pp. 139-40).
vanni; nel sottosuolCJ riposavano Dio- « Liberatus » o « Liberalis n ci è noto
gene, Bonifaziano, Fisto, Blasto, Lon- soltanto a traverso due carmi, che
gino, Ludna, Liberato, Mauro ( cf. Mar- ·costituivano evidentemente uu solo
tirologio Gero11i111iano, 17 e 24 giugno). epigramma, trascritti nel secolo \'Il sulla
Del primo conosciamo anche l'iscrizione via Saluia \'ecchi:i dall'autore delta
posta sul suo sepolcro dopo la deva- silloge l:.aurcsamense quarta (DE Rossi,
stazione che la catacomba soffri da l11scr. clnist. Il, p. 101 n. 23 e p. 104
parte dei Goti (DE Rossi, l11scr. christ. n. 38). Dal testo si ricava che fu patrizio
II, p. 83 n. 25 e p. 100 n. 13; IHM, e console; ma il suo nome non figura
Damasi epigr. n. 99). li suo nome, con nei Fasti, onde si e indotti a suppor re
quelli di Blasto e Longino, è inciso che si tratti di uno di quei consoli suf-
io un antico cippo marmoreo adope- feti o designati, ùi cui molti nomi sono
rato come bar.e di :iltare nell:i chiesa sconosciuti (cf. DI:. Hoss1, lnsig11i sco-
di S. Marcello al Corso, e pri m:i con- perll 11el cimitero 1/i P1iscilla per le tsca-
tenente le reliquie dci detti martiri, va~io11i fallt mg/i 1J1111i 1888- 9 in 8111/.
ivi trasportate nel secolo vm. L'epi- arcb. crisi. 1888-9, pp. 54-5; DELEHAVI:.
grafe (secolo Xt o xu) deve ricordare in Acta Ss. nov. 11, 11, pp. 207 e 659).
una reposizione o una ricognizione ( 1) In questo pittacio, e corrispon-
(cf. G. GA·rrr, NotizJe di rtce11ti tro- dente sezione della 110111/a, vengono in
vamenti di a111ic'1itd i11 Roma e 11el certo modo confusi i martiri delle due
DI MONZA 43

[sancti .8)1astro et multorum sanctorum


[sed et] alii sancti idest .ccLxn.
[in llntt]m locum et alii .cxxn.
[et a/ii sancii] .XLV. quos omnes
5 [fo sl)inus presbiter colliga
[sancii La1mJnti martyris sepelivit

[sanctae FeliJcitatis cum septem


[jilios S]UOS
sancti Bo(niJf[a)ti
1o sancti Hermiti s

sancti Proti
sancti Iacynti
sancti Maximiliani
sanctus Crispus
1 5 sanctus Herculanus

sanctus Ba osa, <s>


sancta Basilia
1. L'angolo inftriort sinillro dtl papiro mancn. 2. sta ti la trascrii· dd u<". Xl.
sed ti s11ppli1u Maritti. 3. In uoum lra•<"rir. di. 4. ti alii sci lra1cr1r. <"ti.

Salarie, la Vecchi.i e la Nuova. A masi tpigr. n. 89; Lii>. Poritif. I, p. 227).


quesl'ultima app:artiene il sepolcro di (2) È menzionato nel M artirologio
Felicita (cf. Martirologio Gero11imiano, Gtronimia110 sotto il 26 agosto:« Rom:ie
2 3 novembre). li ra ccoglitore degli oli. «in cimitcrio Basillac Maximili:ini ».
tratto in inganno dalla piuurn murnle, Nella Notitia uclisiarn111 è chiamato
r~ppresentante Felicita in mezzo a setle « Maximus " • ma in Guc1.1~LMO MAL·
figure, ha cn:duto che qui riposassero MESBURIENSE (( Maximilianus ».
con lei i suoi sette figli. Il sepolcro (3) Il DucHESNE vorrebbe identificare
della martire pn re che venisse poi questo martire col cc Cri spolus >; ricor-
tra sreri to, dalla cripla souerrane~, dato nel Martirologio Gtro11i111ia110 al -
nella basi lica cost ruita sopra terra da i' 11 g iugno; congettur:i non :1cccn.1ta
papa lkmif.1cio I (cr. K1RSCH, Dit dal DELEllAYE (Acta Ss. nov. JI, 11,
Grabst1ille11 &c. p. 123). Questi volle p. 314 nota 6). Di un Crispo si p:irl:t
esser sepolto presso la sua pMrona, nella Passio dci santi Giovanni e P:iolo,
come indic:ino il .'vfartiro/ogio Gero11i- mettendone però la sepoltura sul Celio
111inr10 (-4 settembre) e il Libtr Ponti- (Acta Ss. iun. VII, p. 230) •
.ficalis (I, p. 228). La devozione del papa (4) Un santo di questo nome non si
a Felicita sarebbe nata dall'essersi egli ritrova in alcuna delle catacombe ro-
rifugi:uo in quel cimitero durante lo mane.
scisma di Eul:ilio, terminato, a suo cre- (5) Non ricorre in nessun maniro-
dere, per graida dell:i sant:i (IHM, Da- logio.
I PAPIRI

VIII!.
Lsedes nb]i p[rius] sedi[t sanctu]s Petrus et oleo (•)
.. sanctus A/Jex:mder [sanJctus Martialis C» sanctus [Mar].:ellu1s)
. . sanct]i Silvestri sancti Felic[is] sancti Fi[/Jippi et a[/iv-
rnm mu/t]orum sanctorum

X.
ffi sancti Seva[sli]ani sanctus Eu[tycius C1J sanctus QJuirin[11]s 5
sanctus Valerianus <~> [sanclus Tibttr]tius sanctus Maxim[11Js s:111ctus
Orba[n11Js sanctus Ja[111ta]rius

( 1) Il DE Rom ( La cattedra dir. Pietro accede re all'opin ione del de Rossi, non
nel Vaticano e quella dtl cemetuo Ostria- manca di ri levare la difficoltà che offre
110 in 811/1. arcb. crisi. 1867, pp. 37-40), ed la soluzione del problema, il quale po-
altri che lo han no seguito, ri feriscono trebbe forse esser chiarito da ulteriori
questa memoria dell 'apostolato di Pietro scavi nell a regione più antica de l cot·
al cimitero Maggiore sulla via Nomen- meterium M aius. Negli itine rari del
ta na ; di parere decisam ente contrario v11 secolo nessun accenno a questa cat·
è il MARUCCm (le catac. rom. pp. 466-7), tedra di s:rn Pietro.
che la colloca invece n el cimitero di (2) Alessandro, Marziale, e il Vitale
Priscilla s ulla Salaria Nuova. lo realtà, della 110111/a, presun ti figli di Felicita,
ne l cimitero Maggiore esiste una cat- ve nn ero d eposti nel cimitero dei Gior-
tedra scava ta n el tu fo, e in quello di dani. Al raccoglitore degli oli s fuggi
Priscilla , nella basilica di S. Silvestro, che questi tre martiri fossero i figli di
una nicchia , pare destinata :iJ altra Felicita, che egli credette di aver visi·
cattedra; ma d i queste SI! ne conoscono tato tutt i insieme nel cimitero di
ben undici, cosicchè le due sopra indi- Massimo.
cate, mentre non costitui scono una par- ( 3) Sul martire Eutichio noi posse-
ticolarità di quei cim iteri. non possono diamo l'elogio di DAMASO ( Epigr. n. 27),
altresì esser considerate come prova pervenutoci nella lapide originale, che
di una locale tradi?.io ne di una " sedes è stata ritrovata nella basilica di S. Se-
« s:rncti Petri '" Lo STYG ER (Die 1·ò 111. bastiano. Del martirio del santo, Da·
Katak. pp. 21 7 , 220- 1), che sembrà maso parl a attraverso una rivelazione;
DI MONZA 45

oleo de s[iJde ubi prius se<lit sanctus Petrus


sancti Vitalis
sane ti Alexand ri
sanctus Martialis
5 sanctus Marcellus
sancti Silvestri
sancti Felicis
sancti Filippi et aliorum multorurn sanctorum

sancti Sevastiani
IO sancti Eutycii
sancti Quirini
sancti Valeriani
sa net i Tiburtii
sancti Maximi
sancti O rba(niJ
sancti fanuarii

ma le spiccatissime analogie che il W AAL, Sa11t' Euticbio martire 11el ceme-


racconto presenta con quello di Luciano tero « ad Catacu111bas » in Rom. Quar-
di An1iochia (cf. FRANCHI DE' CAVA· talschr. XXIX, p. 269 sgg.; SCHAEFER,
LIERI, Di 1111a probabile fo11te della Die Bede11t1mg &c. pp. 3 1 3- 22; STYGER,
lrrgenda dei ss. Giova1111i e Paolo in Rom. Mart_ri-. I, pp. 143-5.
Struii e Testi o. 9, 1902, p. 58 nota 2) (4) r martiri sono topograficamente
lascerebbe supporre come fonte di Da· enumerati secondo il luogo della loro
maso una leggenda orientale. Eu1ichio sepoltura: subito dopo quelli che giace-
non è ricordato nè nella Depositio 111ar- vano nel cimitero di S. Sebastiano, sono
tyrum, nè nei Sacra111e11tari Leo11ia110, notati gli oli di Valeriano, Tiburzio,
Gelasia110, Gregoriano; nel Martirologio Massimo, Urbano e Gennaro. Col no-
Gero11imia110 (2 luglio, cod. di Bema) strd testo si trovano in perfetto accordo
figura erroneamente nel cimitero di Cal- gli /itinerari del v11 secolo, i quali ci
listo, anzichè in quello ad Catacumbas. dicono che, movendo da S. Sebastiano
Quasi con certezza prima di Damaso di per l'Appia verso nord, s'incontrava
un martire Eutichio (giacchè mancano una chiesa dei martiri Tiburzio, Vale-
anch e gli Atti) non si aveva notizia di riano e Massimo, un' ~!tra di S. Zenone,
sorta. E allora il suo rinvenimento e sotto terra giacev:ino vari martiri,
sarebbe compreso tra quei «multa tra cui Urbano e Gennaro (cf. Jos1,
«sanctorum corpora » che Damaso Le regio11i esplorale nel cimitero di Pre·
« requisivit et invenit, quorum [gesta) testato in Riv. arcJ1. crisi. IV, p. 196;
<< etiam versibus declaravit '" Cf. DE STYGER, Die rom Katak. P· 163). No-
I PAPIRI

Xl.
[sàn]cta Petronilla <•) sanctus Nereus sanctus Acilleus
[san]ctus Da[m)asus sanctus Marcellianus
[sanctttS] Marcus

XII.
t hic . de spong
sanctus lis sanctus a . 5
ia et oleo sanct
rum multa

ubile l omissione degli oli dei diaconi sformata in figlia di san Pietro; trasfor-
Ji Sis to li, Felicissimo e Agapito, che mazione antica e già attestata dalla
pur riposavano in questa regione cimi- Praxis Pell'i, il trattato gnostico ante-
t eriale. riore ad Ireneo, che si è scoperto nel
(1) Siamo sulla via Ardeatina. Pe- 1896 (cf. OurnuRCQ, t111de mr les Ges Ia
tronilla solo per il nome è st:ita tr:t· Ma r I)''" p. 254). Ess:i, almeno d:illa
DI MONZA 47

sanctae Petronillae filiae san eti Petri apostoli


sane ti Nerei
saneti Da masi
sancti Marcelliani
5 [sancti A1cilki
esancii Ma]rci

ffi Quas olea sa ncta tenporib(u]s


domni Gregorii papae a<ldu-
xit Iohannis indignus et pecca-
1 o tor domnae Theodelindae
reginae de Roma.

5. Acillel] Fuori po1to, come ri1u//a anche dal pillacio. 9. ti nell'interl.

metà del IV secolo, ebbe una speciale cimi/eri e il De /ocis sa11clis mnrtymm
venerazione nella catacomba di Domi· chiamano di S. Petronilla. Più a nord,
tilla. Presso di lei erano sepolti Nereo dall'altra parte della via, tra l'Arde.i·
ed Achilleo (nella 110/ula per un errore t ina e l'Appia, era la basilica in cui
distanziati) e sopra le loro tombe S9r· riposava papa Damaso, e, non lungi di
geva una chiesa, che il Catalogo dei Il, l'altra dei san ti Marco e Marcelliano
TAV. I.

k ISTlT. 'TOA. ITAL . PU. I L M. F.

PAPIRO DI .MONZA.
IL CATALOGO DEI CIMITERI DI ROMA

Come già osservammo nelle Deposi"ti'ones, e tro-


veremo confermato in altri testi, il numero dei cimi-
teri romani appare rilevante sin dalle fonti più antiche;
giacchè nelle sole adiacenze suburbane si annoverano
trentasei gruppi ci miteriali, senza computarne altri
ci nque in territori meno prossimi. In questo cata-
logo che prendiamo a illustrare sono omesse le vie
Nomentana1 Flaminia, Cornelia, Tiburtina, lungo le
quali la presenza di cimiteri è sicura.
Come essi si sviluppassero non è sempre accerta to.
A volte, nei primi tempi, i cimiteri cristiani continuano
le necropoli già in uso per i pagani, e fino a l 111 secolo
ci è dato riconoscere ipogei di cristiani e pagani in una
promiscuità che non sorprende. Più tardi, quando
presso alla tomba di un martire molto venerato s'era
già costituito un gruppo cimiteriale, nella sua circo-
scrizione veniva eretta una chiesa, l'a ltar maggiore della
quale ri su ltava sull'asse del sepolcro più in fama. Per-
chè, fatta eccezione degli Apostoli, fino allora i marti ri
furono tumul ati con gli altri cristiani, e solo speciali
segni caratteristici furono sufficienti per riconoscerne la
tomba. Del resto durante le persecuzioni di Decio,
Valeriano e Diocleziano anche per la deposizione di

Cod. 'l'opùll r., 11. 4


50 IL CATALOG O

martiri non deve essere stato agevole trovare partico-


lari cim iteri.
Da l 1v secolo il moltipl icarsi e l'acc.rescersi dei cimiteri
cristian i sono strettamen te in legam e con la diffusione del
cris tianesimo. La nuova religione fu prima accolta dalla
popolazione g reca dell'Urbe, allora considerevoli ssima
(SENECA,D1:at. XI I, 6, 26; GIOVENALE, Sat. III , 60-1 );
e si servl di quella lingua per attecchire in un ce to
sociale piuttosto basso, fatto di commercianti, profes-
sionisti, esercenti di vari mestieri. E l'adozione dcl
greco come lingua ufficiale della primitiva Ch iesa Ro-
mana presuppone un pubblico in maggioranza formato
da uomini a cui quella lingua fosse familiare. Ippoli to
(t c. 235) ancora l'usa, e il primo a introdurre anche
il latino nelle lettere ufficiali è il \'esco\·o Vittore (189-
199); fino a lui la lista dei vescovi romani presenta due
soli nomi latini. Le iscrizioni sepolcrali dei papi nel
cimitero di Callis to sono tutte in greco, eccettuata quella
di Cornelio (251-3). Sta di fatto che solo verso la metà
del III secolo la Chiesa Romana comincia a diventare
latina e trova in Novaziano il suo primo scri ttore, e il
gra nde processo di latinizzazione si compie verso la
fine di quel secolo. Con ciò non si nega la preesis tenza
di un considerevole elemento latin o; solo questo non
presenta una decisa prevalenza sul greco; tanto vero che
non prima della me tà del n secolo cominciano le tradu-
zioni dal greco dei testi liturgici per il culto divino.
Ma la diffusione anche in a ltri ce ti ed ambienti fu
p iu ttos to sollec ita, e quando Paolo sc risse da Corinto a i
Romani, questa comunità, nota per la sua fede, contava
nel suo seno alcune « ecclesiolae » (Ad Rom. cap. 16) ;
DEI CIMITERI DI ROMA 5I

più tardi, alla sua venuta in Roma, cristiani s1 trova-


vano nello stesso palazzo imperiale. L'HERRMANN vor-
rebbe riconoscere altrettanti cristiani nei condannati
sotto Tiberio, Caligola e Nerone per incesto, per adul-
terio con uno schiavo, per magia, o in quelli che furono
semplicemente deportati in Sardegna. All'età di Nerone,
stando a Tacito, Roma annoverava una « ingens multi-
« tudo christianorum », e la notizia riceve una esatta con-
ferma da una lettera di Clemente, scritta verso il 95
dell'èra nostra. La comunità era allora forte di parecchie
centinaia di adepti. Le prime catacombe com inciano
a funzionare. Sotto Settimio Severo (T ERTULLIANO, Ad
Scap. 4) il cristianesimo penetra nella nobi ltà, ed al
principio del m secolo sono già costituite in Roma sette
comunità destinate a un continuo incremento. Dalla
seconda metà di quel secolo è documentabile la presenza
di qualche cristiano nelle coorti pretorie, anzi tra
gli stessi ufficiali. Quando arriviamo all'età del vescovo
Fabiano (2 36-50) la Chiesa avverte ormai la necessità di
una ripartizione nelle sfere d'azione del clero, nei servizi
del culto e dell'assistenza ai poveri, vedove ed orfani .
Perchè in essa si è già costituito un patrimonio, il che
presuppone il concorso di fedeli ricchi e generosi, patri-
monio che permetterà, nel suo sviluppo, una più vasta
assistenza agli umili, e la costituzione di grandi cimiteri
con annessi stabilimenti per i servizi di manutenzione,
amministrazione e culto.
La prima s tatistica ufficiale della consistenza della
Chiesa Romana l'abbiamo dal \'escovo Cornelio: qua-
rantasei preti, sette diaconi, sette suddiacon i, quaran-
tadue acoliti, cinquantadue tra esorcisti, lettori ed
IL CATALOGO

ostiari , millecinquecento tra vedove e indigenti che


la Provvidenza divina alimentava nella sua Chiesa
(EusEBIO, Hùt. Eccles. VI, 43, I 1, ed. ScHWARTZ-
MoMMSEN). Ammontando il to tale del clero a circa
centocinquantacinque persone che avevano la cura di
un dato numero di anime, si può approssimativamente
calcolare a tren tamila la comunità cristiana del tempo.
Dall' inizio del secolo 1v il valore nu merico della
popolazione cristiana di Roma acquista sempre più
considerevole impor tanza, tanto da determinare in ta-
luni impera tori a tteggiamenti filocristiani. E se la
plebe cristiana all'occorrenza era anche blandita, nume-
ricamente doveva esser cresciuta a cifre impressionanti;
cioè essere divenu ta una forza politica.
L'espandersi delle catacombe lungo le strade che si
irradiano ·da Roma, lasciando la cinta Aureliana, è in
ragione diretta con le adesioni in massa alla nuova reli-
gione. I I Cronografo del!' anno 354 nomina già tre cimi-
teri sull'Appia: d i Callisto, di Pretes tato e ad Cata-
cumbas; sulla Labicana quello 1:n Comùatu; due sulla
via Tiburtina; uno sulla Nomentana; quattro sulla Sala-
ria: di Priscilla, dei Giordani, di Massimo, di Trasone;
quello di Bassilla sulla Salaria Vecchia; uno sull'Aurelia.
Ed altri dovettero esistere, alcuni dei quali molto anti-
chi. Più frequenti sono dunque le sepolture verso il
sud della città nelle adiacenze dell'Appia, Latina e
Ardeati na, come lungo le vie a nord, nelle dipendenze
delle due Salarie e della Nomen tana. Ma se si tengono
presenti i sepolcri dei martiri ad est, sulle vie Tibur-
tina e Labicana, e quelli ad ovest lungo la Por tuense e
l'Aurelia, vedremo la città come recinta entro un mae-
DEI CIMITERI DI R O MA 53

stoso anello d i santificazione, tale da giustificarne l'elo-


gio « martyrum sanguine rubeam ! ».
Intorno alle basiliche cimiteriali si · raggrupparono
dal I V secolo grandi camposanti sopra terra, con mau-
solei di forme varie, nei quali venivano tumulati, in
adorni sarcofagi, gli appartenenti a ricche famiglie.
A llora presero maggiore incremento tutti quei gruppi
di edifici necessari al culto ed ai vari servizi: bat-
tisteri, conventi, alberghi muniti di bagni per p el-
legrini, alloggi per inservienti, fossori, ministri del
cui to. E tutta una nuova vita, organizzata in assi-
stenza fraterna, fatta di pietà, che palpita e fiorisce
intorno ai luoghi consacrati dal cu lto dei martiri, e si
protrae nel te mpo, fino a che la guerra giunse a violare
anche la pace dei morti. J Goti furon o infes ti a lle
catacombe, ch e trovarono indifese fu ori della cinta Au -
reliana; abbattuti i sacrari, profanati i sepolcri , frantu -
marono fin le pi etre tombali con g li epigrammi di
Damaso, lasciando ~ papa Vigilio l'a rduo dovere di
una riparazione, opera che risultò necessaria men te
incompl e ta. Verso il secolo vm parvero a pparire 1
segni di un culto rinnovellato; ma fu per poco. Roma,
spopolata, si res tringeva nei nucle i in terni, ed i sob-
borghi, in assoluto abbandono, non più offrirono al
pellegrino sicurezza e accoglienza ospitale. Le cripte
vennero colmate, il loro cammino cadde in disuso e
solo poche basiliche rimasero aperte a lla \'enera zione
dei pellegrini. Dalle altre i resti dei martiri furono
pietosamente raccolti; e, trasferiti entro l'U rbe, so tto
gli altari vigi lati da lampade, continuarono a ricevere
il devoto omaggio dei fedeli.
TL CATALOG O

Il catalogo che pubblichiamo ha una trad izione ma-


noscritta risultante da cinque codici.
C = Chigiano A. V. 141 1 oggi nella Bibl. Vaticana,
membranaceo, di probabile origine Farfense, e conte-
nente, trascritti nella prima me tà del secolo XII, i Dz'a-
loghz' di san Gregorio Magno, con questa nota, di mano
del secolo xvn, in un fogli o cartaceo aggiunto in prin-
cipio: « Codex antiquus ms. dialogorum s. Gregorii
« Papae: videtur fuisse Patrum de Ara Coeli de Urbe
«ab anno 1260 usque ad annum 14661 quo ad Fratres
« Tuscanellae fuit translatus a P. Francisco de Carbo-
« nibus ». Nel primo fogli o di guardia, senza alcun rap-
porto col restO del volume, leggesi il catalogo cimite-
riale, di scrittura, a quanta sembra, un p o' più antica
di quella dei D1:alogh1:, e cioè della fine del secolo xr
o, al massimo, del principio del xn.
A = A shburnhamiano n. 1554 della Laurenziana
di Fi renze, membranaceo, scritto da una sola mano, ad
eccezione di alcuni spaz i, che, lasciati in bianco, vennero
rie mpiti da mano posteriore. Contiene una collezione
canonica divisa in due parti, intramezza te da ma terie
differenti, tra cui un catalogo dei papi fino a Ca llisto II ,
e la nostra lista dei cimiteri (c. r8 r). L'e tà del ms.
viene de termina ta dal catalogo papale, che si chiude
con Callisto (1r19-24), senza la durata del pontificato,
aggiunta in un secondo tempo. Altro indizio sicuro
sull'e tà del ms., si può riconoscere nella rota disegna ta
in rosso a e 4 r , coi nomi degli a pos toli Pie tro e Paolo
e quello di papa· Callisto.
L == cod. della Bi bl. Capitolare di Lucca n. 500,
membranaceo, dove, a seguito di notizie di storia ebraica,
DEI CIMITERI DI ROMA 55

greca e romana, troviamo: De portù R omanae urbis,


Stati"ones quas beatus Gregori'us prz'mus statuit, Cymi·-
teria (c. 1 3), R eliquz'ae quae requiescunt i'n basi'lica
quae dictur Sanct~ Sanctorum, e parecchi altri scritti,
tra i quali la cronaca dei papi di Martino Oppaviense,
termina nte con Nicolò III , e protratta fino a Giulio II
da mani diverse. L'arrestarsi della prima mano della
cronaca a Nicolò III , permette di fissare l'età del
codice tra gli anni 1277-80.
V = cod. Vat. Lat. 3851, membranaceo (sec. xv),
nel quale, in mezzo a materia varia, è contenuto anche
il catalogo delle regioni di Roma, sotto il titolo:
Regi'ones Urbù Romae natz'onum omnium domz'nae cum
breviariz's suù. In questo, dopo l'elenco delle vie, cioè
dopo la prima appendice, s'inserisce il catalogo dei
cimiteri (c. 42 r), e il numero totale («Cimiteria XVI »)
è ripetu to alla fine del « breviarium »o seconda appen-
dice; viene poi aggiunto il novero delle torri, dei merli,
delle porte di Roma, compresa la città Leonina, quale
a un dipresso si ritrova all'in izio di certe redazioni dei
Mirabilia. Il DE Rossi (Roma sott. I , 130), osservando
che nella raccolta è compreso un catalogo di papi da
san Pietro ad Urbano II , pensò che !' in tiero codice
potesse essere stato trascritto sopra un esemplare del-
l'età di quel pontefice (1088-99); ma fu giustamente
obiettato che se ciò può valere per il catalogo, lo stesso
giudizio non può es tendersi a tutti gli altri tes ti, di
materia diversa e indipendenti, tra i quali la R elatt'o
tripartita dcl patriarca di Gerusalemme a Innocenzo III
dell'anno I 199 (cf. P. GurnI, L 'antico documento cimi'te-
riale cristiano noto sotto il nome di' C a t a I o g o de i
IL CATALOGO

e imi t eri· di· Rom a in Rend. Pontif. Accad. Rom.


Archeol. I , 1923, pp. 186-8).
E =cod. della Bibl. dell'Escorial S. III. 27 1 cartaceo,
contenente il trattato di Frontino sugli acquedotti e il
testo delle regioni, col titolo R omae [Romanae?] Urbù
regionum brevis descripti·o, e con le stesse aggiunte
(c. 40) del cod. Vaticano, salvo l'accenno alla città
Leonina, eviden temente omesso. A c. 32 v si legge
« Romae anno nat. D omini .DCCCCLquinto. per me Ioan-
« nem Vynck, cler icum Colonien. diocesis, transcriptum
« feli citen >. Sebbene i cataloghi cimiterial i dei due codici
presentino qualche diversità r: ella grafia e nell'ordine,
pure è da ritenere che entrambi derivino, più o meno
dire ttamente, da un medesimo archetipo.
L e questioni che a l nostro testo si riferiscono ver-
tono specialmente sulla sua natura ed e tà; e una plausi-
bile soluzione può solo essere suggerita da un esame
delle sue fonti e della sua tradizione manoscritta.
Ritenuto una antica aggiunta all'autentica D escri·-
zione delle regiom·, il catalogo p rendeva per il DE Ross i
(Roma sott. I , p. 130 e L'z'ndfre antù hùsimo dei· cz'mz'teri·
romani· ùi un esemplare del secolo Xl in Bui/. di arch.
crùt. 1878, pp. 44-5) e per lo STEVENSON (Di· un nuovo
z'nsigne esemplare dell' antz'chùsùno z'ndfre dei· cz'mz'teri
crùti"ani di' Roma in Nuovo Bull. !di· arch. crz'st. III, 1897,
/
pp. 273-5) tutto il valore di quel vetusto documento,
donde la tendenza a riportarlo al secolo v1 (de Rossi),
e al v, forse agli ultimi decenni del rv (Stevenson).
Anche il PROFUMO (La memoria di· san Pùtro nella
regi'one Salario-Nomentana, p. r 2 nota) lo assegna al
v secolo, basandos i sullo sta to del culto sopratterraneo,
DEI C IMIT E RI DI ROMA 57

quale risulta dal testo. Lo JosI invece (// Coemete-


ri'um Jordanorum, p. 58) e lo STYGER (D ù rom. Katak.
p. 63) tendono ad abbassarne l'antichità fino al se-
colo vu.
Che il nostro documento facesse parte del corpo
dell'antico Catalogo regionario fu già escluso dal GUIDI
(L 'antùo 1:ndùe dei' Cimi"teri cristiani· di R oma in Studi
Romam:, III, 1922, pp. 76- 8) in base alla tradizione
manoscritta: si trova infatti inserito nel Cata logo solo
in due codici del secolo xv, mentre in a ltri tre, dei
secoli xm, XII e xI, si presenta o isola to od unito a d
a l tri tes ti che nulla ha nn o di comune col Catalogo su
<le t to; inoltre, come noi già sappia mo, i p iù autorevoli
codici del Regiona rio ignora no q uesto ind ice cimiteria le.
Conclusione: esso vi fu incluso a ssai ta rd i e non ne
cos tituì ma i, in tempi a ntichi , una pa rte integra nte.
Pa rtendo da ques ta consta tazione, ana lizzia mo il
tes to nei suoi ca ratteri intrinseci, e, per non dilungarci
t roppo, ria ssumiamo i risulta ti de l nos tro esa me.
i o. L' indice deve ri salire indubbia mente a d una
\'e tus tà rispe tta bile, perchè ci presenta i no mi primi-
ti,·i dei c imiteri , alcuni dei quali pres to sco mparvero.
Anche le chiese ivi ricorda te sono antichiss ime.
2 0 . I nomi dei cimiteri si trovano tutti nell a D epo-
sz"tio martyrum o ne l Martz'rologz'o Geronùniano meno
tre: il cimitero di D omitit!a, che però so tto q ues to
a ppella ti vo ricorre nella Passio dei san ti Nereo ed
Achilleo (sec. v1) ; il cimitero d i B asileo, un martire
ri cordato nella Passio d i santo Stefano papa e nel
Mari. Geronimi·ano (25 decembre), la prima volta senza
indizio della deposizione, la seconda come sepolto sul-

Cod. Topo gr., 11.


IL CATALOGO

l'Ardeatina; il cimitero ad lnsalatos, che con questo


appellativo, o con le sue varianti grafiche, altrove non
compare.
3° La chiesa ad Catacumbas fu da principio detta
degli Apostoli, ma in uno degli itinerari del v11 secolo
porta già la denominazione di S. Sebastiano, sebbene
il primo appellativo continuasse a sopra\·vivere, tanto
vero che su llo scorcio del secolo vm lo ritroviamo nella
biografia di Adriano I (Li"b. Poni. I, p. 508).
Per tutte queste ragioni anche noi non crediamo
di poter scendere col documento ad una età posteriore
al secolo VII.
Ma si tratta veramente di un documento mutilo ?
E: indubitato che esso presenta una tradizione mano-
scritta difettosa nel numero e, fatta eccezione per il
Laurenziano, anche nell'ordine. I cimiteri ricordati
salgono a sedici (codd. Vatica no, Escorialense) o dicias-
sette (codd. Ashburnhamiano, Chig iano, Lucchese), men-
tre, come s'è visto, erano più numerosi, e manca l'enu-
merazione delle catacombe della Flaminia, Nomentana,
Tiburtina, Trionfale o Cornelia. Questi difetti, secondo
il dc Rossi e lo Stevenson, non risalirebbero però all'ar-
chetipo, indubbiamente integro, ma alle alterazioni
introclottevi degli a manuensi. Opinione ugualmente
con tradetta dal Guidi, che si rifiuta di riconoscere nel
documento una sta tis tica di tutti i cimiteri, per vedervi
invece una specie di tavola di concordanza di appel-
lazioni diverse nel designare uno s tesso luogo, redatta
in un tempo in cui l'illanguidirsi del nome antico, e
la non ancora affermata prevalenza del nuovo, esigeva
siffatti riferimen ti, anche per evitare nei pellegrini il
DEI CIMITER I DI ROMA 59

pericolo della confusione. E l'ipotesi è certamente inge-


gnosa, anche perchè non ci obbliga a supporre muti-
lazioni; sebbene, allo stato delle cose, non possa dirsi
difinitiva.
I I testo fu pubblicato nel 1864 dal DE Rossi in Roma
sott. I, p. 131 e pp. 176, 178, r8o, 182 (cod. Vaticano)
e nuovamente nel 1878 in Bui/. di· arch. crùt. cit. p. 46
(cod. Chigiano); nel 1897 dallo STEVENSON in Nuovo
Bui/. di· arch. crùt. p. 260 (cod. Ashburnhamiano, con
una riproduzione in nota anche dei testi Vat. e Chig.);
e nel 1923 dal Gurn1 in Rendùont-z" cit. pp. 189, 193, 196,
200-3, sui tre codici indicati, più il Lucchese e l'Esco-
rialense, riprodotti anche in tavole eliotipiche.
Noi diamo il catalogo su tutti questi codici, seguendo
l'ordine regolare dell'Ashburnhamiano; degli altri il
Vaticano è affine all'Escorialense, il Chigiano al Luc-
chese.

Cf. DF. Rossi, Roma sol/. I, pp. 130-r, lo. in B11ll. arch. crisi. cit. p. 44 sgg.;
STEVENSON in N. 811/l. a1Cb. crisi. p. 2 ss sgg.; M. card. RAMPOLLA DEL TIN-
DARO, Di 1111 catalogo cimittriale romano in Atti li Congruso Interna~. di arcll.
rtist. lt1111to i11 Roma 11ell'aprilt 1900, Roma, 1902, p. 85 sgg.; STYGl!R, Il monu·
mento apostolico dr/l'Appia in Disserl. Po11/if. Accad. Rom. Arclleol. ser. 11, t. XIII,
1918, p. 25 sgg.; A. HARNA CK, Die missio11 u11d Ausbreil1111g des Chrisle11l1m11,
Lcipzig, 1924, Il, p. 799 sgg.; KtRSCH, Die Grabstattm der romiscl1w Murly1er,
p. r 16 sgg.; 1\. B. SCHUCllERT, Dir romisclie Kal111ro111beu-Maltrei im Wa11del der
J\1111stkritik in Rom. Q11altulscl". XXXIX, 1931, p. 7 sgg.; L. l-IERRMANN, D11
GolgMb11 011 P11lali11, Bruxelles; 1934; C. MERCURELLI, Il sarcofago di 1111 ce11t11·
rio11e prrlo1ia110 crist1a110 in Riv. are/i. crisi. XVI, pp. 93-4.
60 IL CATALOGO

Cymiterium Priscillae ad sanctum Silvestrum via Salaria<•>.


Cymiterium Iordanorum ad sanctum Alexandrum via Salaria <2 >.
Cymirerium ad Septem Palumbas ad caput sancti Iohannis in
clivum Cucumeris (Jl.
5 Cymiterium Trasonis ad sanctum Sarurninum via Salaria <4>.

C Ord(na: I. 2. 7, 8. 9· /O. 6. / I . J• .16. 1 7. 5· /2. I J. 15. 4. /./.,


V: 1. 2 . 7. 10. 8 9. 6. 11. J. 16. 17. 5. 12. t .'/· 15. 4.
L: 1. 2. 7. 9· 8. 10. 6. 11 . .J· 16. 17. 5· 12. 13. 15 • .s. 14.
E: /. 2. 7. 8. 9· 10. 6. Il. J· 16. 17. 5 · 12. 1.J. 15 4.
1. Clmlteria tolius Roman[c urbis] prtmdlt V Item X VI •unt cymltcrla prtm11/t L
Cimltcrlum umprt V Eymlterlum E prlMlle V in . via A 2. clmiterlum E lorda-
miorum A iordanoorum C L 3. c imltcrlum C ad fCptcm palumbas] ad aancinm
columbam V E loanols E 4 clibum C l cllvlum V 5. thruonia E

{ 1} Cf. p. 13 nota 1. Mercè gli scavi La notizia dell'esecuzione sulla via S1-
eseguiti dopo il 1889-90 si è potuto 1:1ria non pare attendibile; ma il luogo
rilevare che la basilica di S. Silvestro, della sepoltura è confermato dagli iti-
donde si accedeva per una scala, risa- nerari del vu secolo. Questo Giovanni
lente al 1v secolo, alla catacomba, era c:ra segnato anche nel Martirologio
costituita da due edifici absidati, posto Geronimiano, al 24 giugno, come il
l'uno di fronte all'altro ed eretti sulle Battista e l'Evangelista, dai quali venne
fondamenta di un'antica vili.i degli Acili forse assorbito (cf. DELEHA YU in Acta
Glabrioni. Intorno aveva oratori e mau· Ss. nov. li, 11, p. 334).
solei (cf. os Rosst, La b.isilica di S. Sil- ( 4) Cf. p. 28 nota 1. La ba sili ca
vestro sul cimitero t!i Priscilla io Bull. di S. Saturnino, distrutta da un incendio,
arch. crisi. 1890, p. 97 sgg. ; MARUèCHI, venne riedificata da Felice IV all a fine
La basr1ica papaù del cimitero di Pri- del primo trentennio dcl secolo v1 (Lib.
scilla in N. Bull. arch. crisi. XIV, 1908, Po11tif. I, p. 279); più tard i, andata di
p. 5 sgg. e Le calac. rom . p. 508 sgg.). nuovo in rovina, fu ricostruirn e deco -
(2) Cf. p. 20 nota 2. Secondo il rata con pitture da Gregorio IV (ibid.
sistema adottato in questo catalogo, II, p. 74). Il ToRRIGlO (i n 811l/. Com.
deve anche qui alludersi ad un edificio XIX, 1891, p. 147 nota) affcrm:i di
sorgente sul cimitero, dcl quale non averne ved1;1ti nel marzo dcl 1629 gl i
ci è però rimasta altr.i notizia (cf. Jos1, avanzi, cioè la tribun.i semici rcolare,
li « Coemel. jorda11ort1m », p. 57 sgg.). le mura e la porta, e che era lu nga
(3) Il cliv11s C11rnmuis si sa rebbe 16 dei suoi passi e brga poco meno,
trovato tra le moderne vie Paisiello, senza però il tetto. I vestigi e parte
Porpora e $pontini. Il prete Giovannj, delle antiche parietine erano state ~ià
qui ricord·\10 1 sarebbe stato fa1to deca· scgn:ilatc dal Bos10 (Roma soli. p. 488),
pitarc dall'imperatore Giuliano d3vanti circa ad 800 p:issi dalla porta Collina,
al simu l.1cro del Sole nel clivo suddetto. sopra la strada pubblica, andando verso
Lo afferma la Passio sancii Pi111e11iì (in il ponte Salario; il luogo riteneva sem-
DEl.EHAYE, t111de s11r le Ugm. Rom. pre l'antico nome di Saturnino, seb-
p. 262), la quale attesta pure che fu bene dal volgo si dicesse, corrottamente,
sepolto nello stesso luogo fra altri mar- Santa Citronioa. Cf. STYGER, Dii r 6m.
t iri ( « iuxta concilium martyrum " ). Katalt. p. 260.
DEI CIMITERI DI ROMA 6r

Cymiterium Basillae ad sanctum Hermeo via Salaria vetere <•>.


Cymiterium inter Duos Lauros ad sanctum Marcellioum et Pe-
trum via Lavicana <».

r. bassille V her m
A C hermcm L veterl L vetcre om V E 2. int cr] ad V E
duas LE lauros corr. su laurws V pctrum et marcelllnum V E 2-3. et pctrum om. CL

( l ) Cf. p. 2s nota l La basilica ltro dei Ss. Pietro e Marcelli110 in Rii•.


di S. Ermete, che pare risalga alla se- arc/1. crisi. VII, 1930, pp. 4 5-50; Un
conda metà del secolo 1v, sta nel cen- gruppo di cripte dipinte inedite del cimi·
tro del cimitero, al livello del secondo tiro dei Ss. Pietro e Marce/lfoo ibid.
piano. Consiste in un'ampia aula, di- pp. 203-5 e 234; U11 cubicolo co11 pittw e
vis:t in tre campate mediante archi profane fotditrnella calacamba dei Ss. Pie-
trasversali, e terminante in un'abside tro e Marcelli110 ibid. X. p. 284). Piet ro
con una n icchia rettangolare. È quasi e Marcellino, m art iri, secondo la Passio,
certo che Damaso portò anche in que- della persecuzione di Diocleziarw, ven -
st:l basilica le sue cure, perchè le let- nero seppelliti sulla via Labicana, al
tere di un blocco di m:irmo, forse a ppa r- terzo miglio (Acta Ss. iun. I, p. 169);
tenuto all'altare del martire, ri velano al quarto dice il Martirologio Gern-
la maniera fìlocaliana. La pìù antica 11imia110 (2 · g iugno, cod. di Berna).
rinnovazione Jella basilica pare debba Gli scavi ci han no restituito l'originale
attribuirsi a papa Pelagio II (Lib. Po11tif. sepoltu ra dei due martiri. Pare che
I, p. 309); un altro restauro fu eseguito da principio siano sta ti t umulati in uaa
da Adriano I (ibid. I, p. 509; cf. Jos1, comune galleri a, e che in un successivo
Scoptrta d' u11 altare e di pit111re 11el/a periodo la tomba sia stata isolata,
basilica di S. Ermete in Riv. arcb. crisi. cosicchè oggi essa si trova nel centro
XVII. 1940, p. 195 sgg.). Se ne in- di una la rg:i came ra del sottosuolo.
contra ancora menzione nel secolo x11. La iden ti ficazione è corroborata Jai
Il sepolcro di sant'Ermete non è stato graffiti incisi sulle pareti. Ivi papa
rinvenuto ; ma è probabile si trovasse DAMASO pose per Marcellino e Piet ro
sotto l'altare. Per la descri7.ione della un elogio, che ci è stato conservato
basilica e per i suoi r~pporti col cim itero da ll"autorc della Passio dei due santi
di Bassilla cf. STYGER, Die riim. Katak. (Epigr. n. 29), e di cui si è rinvenuto
pp. 245 -8 e Rom. Miirtyr. I, pp. 23 1-33; pure un frammento, in due pezzi (S!lldi
per l'es:1me strutturale R. l<R .\ UT- Roma11i, I. pp. 6 5- 6 e A. MuNoz, li
HEIMER, Corpus basilicar11m christia- restauro della rh iesa r del c/1ioslro dei
11arum Ro111ae, Citt:\ del Vaticano, I. Ss. Quattro Corcmali, Roma, 19 14,
19n, p. 195 sgg. p. 130; cf SCHAEFER, Di" Bedeiitrmg &c.
( 2) Il cimitero aveva denominazioni pp. 309-12). Il testo ci riport a ad una
diverse ( « ad Duas Lauros » e « inte r l e~~enda che Damaso ascoltò da bam-
« Duas La uros », cf. TERTULLIANO, bino. Nel vi secolo vi furo no eseguiti
Apologetict1111, XXXV, 9; «in «Comi- la,·ori sotto il papa Vigilio, che sembra
« tatu », cf. p. 27 nota 3). In esso ponesse li un'epigrafe simile a quelle
l'epitafio datato più antico ci riporta di lui fatte collocare in alt ri cimiteri,
all'a nno 307; ma le decorazion i pitto- e in cui si ricordava no le devasta-
riche possono farci risalire agli ul timi zioni dei Goti ( lHM, Dama si epigr. n. 89).
decenni del secolo 111 (cf. K IRSCH, Costantino, secondo il Liber Pontificalis
Pitt11 re iuedite di 1111 arcosolio del rimi- ( I, p. 182), avrebbe fond ato una basi-
62 IL CATALOGO

Cymiterium Praetextati ad sanctum hnuarium via Appia <•>.


Cymiterium Catacumbas ad sanctum Sebastianum via Appia <2'.

1. cimìterlum E 2. in cotacumbis A catecumbis V catecumbas E 2-1 di pa·


Kina 63. cym!terium calìxll ad sanctum sebastlanum ad cathacumbas via appia l, dove,
per errore, sono fusi insieme i due cimiteri.

lica cimiteriale iu onore di Pietro e il ricordo dei sepolti. Queste iscrizioni


Marcellino, ma di essa non rimangono ci permettono di affermare che la ba-
tracce. La basilica fu re9taurata da silica esisteva già nell'anno 356 o
Onorio I (lib. Pontif. I; p. 324) e 357, e che vi si continuò a seppellire
Adriano I, il quale rifece anche la scala fino ali' età carolingia. Sotto il suo
per la discesa alle cripte, che in quel pavimento, a destra della triclia, era
tempo era del tutto scomparsa (ibid. il sepolcro di san Sebastiano, destinato
I, p. 500). Cf. pure MARUCCHt, La cripta a dare più tardi il nome alla basilica,
storica dei ss. Pietro e Marcellino re- che, dopo l'abbandono del cimitero di
centeme11/e scoperta sulla via Labica11a in Callisto, divennt! il principale santuario
N. Bull.arch. crisi.IV, 1898, p. 139 sgg. dell'Appia. Due preti del titolo di Bi-
e p. 189 sgg.; STVGER, Rom. Miirtyr. sante sul Celio, Proclino e Urso, fecero
I, p. 205 sgg.; A. ScHUCHERT, Vie Gruft- ornare il sepolcro del martire sotto
a11lage der Martyrer Mar-zelli1111s 1md il pontificato d'Innocenzo I (401-1 7,
Pelrus ~u Rom 11nd ~u Seligenstadl am DIEHL, lmcr. lai. christ. vet. n. I 776),
Main, Mainz a. Rhein, (1938); CEC· forse devastato dai Goti (410). La
CHELLI-PERSICO, Ss. MarctUino e Pietro. chiesa fu restaurata da Adriano I (Lib.
La chiesa e la catacomba. Po11tif. I, p. 508), da Nicolò I, che vi
(1) Cf. p. 2 1 nota 2. Di una costruì anche un monastero (ibid. II,
chiesa cimiteriale dedicata a san Gen- p. 161), e da altri in seguito, fino a
naro non sappiamo nulla, sebbene la che assunse l'attuale forma per opera
notizia (Lib. Poritif. I, p. 420) del la ri- del cardinale Scipione Borghese. Cf.
costruzione del tetto nei "cymiteria" GROSSI GoNDJ, La data della costrn-
del gruppo dei martiri associati :i que- '{io1ie della cc basilica Apostolormn » sul-
sto santo legittimi la presunzione che 1' Appia in Civiltà Catt. LXIX, 191 8,
nella catacomba di Pretestato si ele- Ili, p. 230 sgg.; STYGER, Il mo11ume11to
vassero una o più chiese sopra tern1. apostolico della via Appia in Dissert.
(2) Cf. p. 17 nota 3. Il terreno Po11tif. Accad. Rom. Arc/Jeol. ser. 11,
sul quale s' innalza Li chiesa di S. Seba- t. XIII, p. 3 sgg.; LANCtANI, La
stiano divenne proprietà ecclesiastica cc memoria Apostolor11m » e gli scm1i di
circa la metà del 111 secolo ; prima era S. Sebastia110 ibid. t. XIV, p. 57 sgg.;
occupato da colombari o monumenti MARUCCHI, La memoria sepolcrale degli
funt!r:iri pagani. A questi venne sosti- Apostoli s11ll!1 via Appia ibid. p. 249 sgg.;
tuito un santuario dedicato agli Apo- DucHESNE, La «memoria Apostclorum »
stoli (memoria Apostolorwn), e Il presso de la via Appia, p. r sgg.; CHÉRAMY,
era la triclia, di cui si è parlato a p. 19 Sai11t- Si/lastie11 bors /es Murs; G. MAN-
nota i. Al principio del v1 secolo la CINI, San Sebaslia110 fuori le mura,
ll'iclia fu abbattuta, e al di sopra di Roma, [1928]; FORNARJ, S. Sebaslia110
essa fu costruita in onore degli Apo- «extra moe11ia »; lo. Il rilievo del com-
stoli una basilica cimiteriale, col pa vi- plesso moriw11e11tale di S1111 Sebastiano
mento in last re marmoree portanti scritto sulla t•ia Appia in Atti del l 11 Con-
DE I CIMITERI DI ROM.\ 63

Cymiterium Calixti :id sanctum Xixtum via Appia <•>.


Cymiterium Domitillac, Nerei et Achillei ad sanctam Petro-
nillam via Ardeatina (».

1. call~tl VE sanctl calix1i A sixtum CE sis1um V ~. domic1ll e /,E domiclle V


archilcl L V E 1-3.prctronill~m corr., p.ire, s11 Pe1rondlam L 3. ardentina L V

grrsso illlerna{. di Archeologia crrstia1111, Pare che sulla cripta sotterranea rac·
Roma, 1934, p. 315 sgg.; Josr, Riltn•i chiudente i martiri ~ereo, Achilleo
archeologici sugli scavi di S. Stbast1ano e Petronilla, sia stata costruita una
ibiJ. p. 32; sgg.; A. PRANDr, La 111111101 ia grande mtmoria, prima di Costantino
Apostolormn irz Catacumbas. Libro I. cresciuta in una basilica sotterranea
l/lustra\iolle del rilievo e studio atebi· cd abbelli ta di una iscrizione metrica
tellot1ico del complesso mo1w111t11tale, Città dam asia na in onore di Nereo e Achilleo
del Vaticano, 1936; [C. CELI), La me- (Epigr. n. 8). È questa la prima testi·
moria npostolica sull'Appia in Civiltà monianza storica che noi possediamo
Cali. LXXXVII, 1936, Il, p. 483 sgg., sui detti martiri, e l'elogio di Damaso
lii, p. 387 sgg. non concorda con la Passio, che è una re-
( 1) Cf. p. 12 nota 1. La basilica dazione della prima met:\'del v secolo o
di S. Sisto si vuol riconoscere nella del principio del v1. 0Jta la povertà del·
ulla tricbara posta accanto all'ingresso l'espressione poetica damasiana, non è
dcl cimitero di Callisto, e la CO· probabile vedere nell'elogio un accenno
st ruzio ne si fa da taluni risalire al a Nerone, per far risali re i due marti ri
p;ipa FabiJno (DE Rossi, R11ma so/I. li, al 1 secolo, e ditlicilmente essi appar-
pp. 6-9, III, 1877, pp. 468- 7 r ; cf. MA· tengono alle persecuzioni anche del u.
RUCCll r, La questio11e del sepolcro drl Due frammenti dell',iscrizione si ri o·
pnpa Zrffì rÌlto e del martire Tarsicio ven nero nel sepolcro dei due marti ri,
in N. Bull. are/i. crisi. XVI, 1910, scoperto nel 1 873, ma p.ire si tratti
p. 205 sgg. e Le catac. rom. p. 184), di una tarda copia (cf. SCHAEPER, Die
da altri al tempo della pace (W11 PliRT, Btde11t11ng &c. pp. 3 14-8). Sopra que·
La cr ipt11 dei papi, p. 93 sgg.). sta primitiva basilica ne fu eretta, verso
( 2 ) li cimitero di Domitilla, che IJ fine del I\' secolo, una più gr;iode
prese il nome da Flavia nomitilla seminterra12, a tre navate, durante il
moglie di Flavio Clemente e figlia di pontificato di Sirkio (390-5). in onore
una sorellJ degli imperatori Tito e Do- di sao ta Petronilla tcl. MAR UCCHI, Lt
miziano, giJce all'ovesl dcli' Ardeatina wtac. rom. PP· I 5 s-6). Nel giro dell':lb-
sulla vi.1 delle Selle Chiese, e crebbe: side si trova un trisomo mur.ito, dove
intorno :id una pree~istente necropoli si suppone fossero primitivamc ntc se-
p.1gana del 1 secolo. Secondo la polti Nereo, Achilleo e Petronilla, e
Ptlssio lcggend:i ria di Nereo e Achilleo, dinrnzi, in una colonna del ciborio,
questi sarebbero stati seppelliti in un si ha la raffigurazione del martirio
terreno di Domitilla sulla via Arde.1· di Achilleo, col nome del m•trtire.
tina, a un miglio e mezzo da Roma, Cf. STYGER, L'origiiu del etmitero di
presso la tom bJ di Petronilla (Acta Ss. 'Domitilla S11lf A•dtalina in Re11d. Po11tif.
mai1 lii, p. 11; cf. MARUCClll, .Wo1m- Acca.I. Rom. Arc/uol. V, p. 89 sgg.;
me11ti dtl cimiltro di Domitilla sulla t'Ìll Die rom. Jiatak. p. 6 3 s~g. e Rom.
.-lrdeati11a in Roma so/I. ci ist. Nuova Miirt)'r. I, p. 163 sgg.;A. M.ScHNEIDliR,
se rie, Roma, I, 1909-1..1, p. 15 7 sgg.). Dr1 Ei11ga11gzum Hypogae1rn1 Fla-
IL CATALOGO

Cymiterium Balbinae ad sanctum Marcum et Marcellianum


via Ardeatina <•>.
Cymiterium Basilei ad sanctum Marcum via Ardeatina <».
1. sancros CL marcelianum E 2. ardenrina l V 3. ardent ina /.

v i orn m in Rom. Mili. XLIII, 1928, Paris, 1908, p. 576), si trova a nord
p. 9 sgg.; R. KRAUTHEIMER-W. FRANKL, di quello di Callisto. Il W1LPERT (Ei11
Ruent discovel'ies in Cl1urchts ili Rome wichliger F1md 1:011 der K r_1·pta du Hti-
in America11 journal of Archaeol. XLIII, lige11 Marcus m1d Ma 1·cellia11us in Rom.
1939, PP· 397-8; OE ANGELIS o'OssAT, Q11artalschr. XXXVIII, p. 1 sgg.) ri-
op. cit, p. 110 sgg. conosce la primitiva camera sepol-
(1) In questo e nell'articolo se- crale dd due martiri in una rt:gionc
guente il DE Rossi (Roma sol/. I, p. 132) dell:i catacomba di Basileo sotto il giar·
riconosce l'u nica indicazione inesatta dino che è presso il chiostro di S. Cal-
del documento, perchè il cimitero di listo, come prove rebbe il ritrovamento
Balbina fu sotto la basilica di Marco, io quel luogo di un mattone graffito con
diversa da quella di Marco e Marce!· i nomi di en trambi i snnti; lo STYGER
liano, e propone di restituire il testo (Die ròm. Katak. p. 295) non crede di
cosi: « Cymeterium Balbinae ad san· pote rsi pronunciare in proposito. lnac·
« ctum Marcum » e (< Cymiterium Ba- cctt.1bile sembra l'ipotesi dd Marucchi,
• silei ad sanctum Marcum et Marce!- che vuol ravvisare nello stesso lu0go
« liaoum l>. Meno attendibile ci sembra la cripta dei martiri Greci (cf. KtRSCH,
l'opinione del Ot.:CHESNE (in Acta Ss. Die Grabstéittm &c. p. 128; W1tPllRT,
nov. Il, 11, p. 324 nota 9), il quale, La scoperta delle basiliche cimiteriali dei
basandosi sulle parole dd Martirologio Sa11ti i'Ylarco e Mal'cellia110 e Damaso in
Gtro11im1a110 « Romae cimiterio Bai- N. Bull. arch. crisi. IX, 1903, p. 4 3 sgg.;
« bioae via Ardeatina Marci et Mar- MARUCCHI, Discussioue critica sul luogo
« celliaoi » ( 18 giugno, cod. di Berna), recentemente aJtrib11ito ai sepolcri del papa
pensa che tanto il santuario di Marco Damaso e dei martiri Marco e .\1arcel-
e Marcelliano quanto la basilica di lia110 prmo la via A rdtali11a in N. B11ll.
Marco si trovasse ro nel cimitero di <Jrcb. crisi. Xl, 1905, p. 212 sgg.; Io.
Balbina; perchè ciò contrasterebbe col Brevi osseri•11zio11i archeologiche sulla
si3tem a seguito in qucst' indice, dove 1mova pianta della cripta della delle Co-
di ogni cimitero si indica sempre un /o1111e in Riv. arcb. crisi. Vll, p. 16 sgg.).
solo santuario, il principale. La Passio La chiesa dei Ss. Marco e Marcelliano
di san Sebastiano pone la sepoltura di è ricordata negli itinerari del v11 secolo
Marco e Marcelliano sulla via Appia, e nel Liber Po11tijicalis (I, p. 385 ).
al secondo miglio, nel luogo chiamato Era un ,edificio sopra terra, e i due
ad A1-enas (Acta Ss. ian. Il, p. 642). martiri g iacevano sotto un grandioso
La divergenza che si riscontra nei testi alta re.
quanto alla st rada (Appia o Ard1:atina) (2) La basilica costruita da pap:i Mar·
è più apparente che reale. estendendosi co, e dove egli riposava (Lib. Pontif.
il cimitero tra I.! due strade. Ad ogni I, p. 202; cf. Martirologio Geronimiano,
111odo il cimitero di Basileo, un mar- 6 ottobre), è indicata dal nome di
tire sul quale si hanno scarse e con- Ba !bina in una iscrizione della metà
tradittorie notizie (cf. QuENTIN, Les circa del v secolo (WI LPERT, Beilrtige
marlyrologes historiq11es du 111oye11- dge, ~11r chrisllichen Archtiologie in Rom.
DEl C IMIT E RI ÙI ROMA

Cymiterium Commodillae ad sanctum Fel icem et Audactum


via Ostiensi <•>.
Cymiterium Aproniani ad sanctam Eugeni:11n via Latina <».

1 comodille L E commodlle V commOdillç corr. su commo1ill~ A !anc1os Il Cl


fellces C audaetos C 2. hOilleosl A l os1fense C 3. Om. V E amponlanl l

Quartalschr. XV, 1901 , p. 41 nota 3). che appaiono come chierici, con ton-
Più tardi per la basilica invalse la su ra, tunica e pallio (cf. STYGER, Rom.
denominazione di Ma.reo, e soltanto .\1iirl)''· I, p. 266). l o onore di questi
questa conoscono gl'itinerari. Fu re· martiri, papa Damaso pose un' iscri·
staurata da Gregorio lii (Lib. Pontif zione (Epig r. n. 7). Ji cui si è rinvenuto
I, p. 420) e da Benedetto lII (ibid. 1111 frammento, oggi nel museo Late·
II, p. 147). Se ne vedevano ancora r:10ense (A.Sn.v ACNI, foscriptiones cbri·
gli avan zi nel 1640, quando di Il furono stia11ae urbis Romae septimo saec11lo anli·
tratti « molti pili antichi et altre sepol· q11iores, n. 6or6), e dalla quale risulta
«ture .. (WILPERT, op. cit. p. 42). che un presbitero Vero abbelli la pie.
(1) La personalità di Commodilla ci cola basilica, adornando il tumulo eJ i
sfugge del tutto; essa doveva, sicura- /i111i11a (cf. ScHABFER, Dit Btdt11/1111g &c.
mente o quasi, essere la proprietaria pp. 349-52). Un'altra iscrizione, gi unta
del terreno. Le iscrizioni più antiche a noi dimezza ta ~STYGER, op. cit. I,
del cimitero risalgono al 1v secolo. p. l 6S e Il, ta v. 9 1; S1LVAGN1, op .
.Alla tomb:i. dei due martiri (sui quali cit . n. 6Ql 7), ci fa sapere che forse
e( (DELEHAYf] , Lts sainls du cimitiére un prete felice apportò alla tomba
de Commodilk in A11alecla Bo//. XVI, nuove migliorie al tempo di papa Si·
1897, p. 17 sgg.) dava accesso origi· ricio (384-99). Più tardi Giovanni l
oariamente una scala, distrutta per (5 23·6) rinnovò il cimitero, probabil·
allargare la galleria, in cui i martiri mente la basilica che vi sorgeva sopra,
giacevano, in piccola basilica (sul luogo e Leone Ili (795- 816) ne ripa rò il tetto
della sepoltura si veda anche il Marti· ( Li/I. Po11tif. I, p. 276 e 11, p 2). Cf.
ro/ogio Geronimill'llO, 30 agosto). Pare STYGER, Die riim. Katak. p. 270 sgg.;
che al termine di questa fosse deposto B. BAGATTI, li cimitero di Co111111odilla
Felice, Adautto al principio, sotto la pit· o dei martiri Felice ed A darillo presso
t ura della Trnditio clat1iu1n. li cimitero, In v ia Ostierm, Città del Vaticano,
che sta nel colle a sinistra della via 1936; FERRUA, Le Ire Ro111e solltrrarl'e
Ostiense in vicinanza dell a basilica di in Civiltà Cali. LXXXIX, 1938, III,
S. Paolo, fu ritrovato dal BoLDETTI nel P· 406 sgg.; DE ANCELlS o'OssAT, op.
1720 (Osservazio11i rni cimiteri, Roma, cit. p. 58 sgg.
1720, pp. 342-3). il quale penetrò nella (2 ) Anche il Martirologio Ge1011i-
cripta dei due martiri; ma dopo pochi mia110, al 25 decembre, attest:a che
giorni la volta della cripta franò. Nel s:rnt'Eugenia era deposta «via Latina in
1903 si riprese l' esplorazione e la basili- « cimiterio Aproniani 11 (A cta Ss. oov.
chetta sotterranea fu di nuovo rimessa Il, 11 , p. 9 n. 34). Il nome di Aproniano
in luce. Si presenta di forma irregolare, ricorre come commeatariensc negli
con un arcosolio nel foodo e due ab- Acta Marcelli (Acta Ss. ian. II, p. 370);
sidi laterali. Le pareti sono affrescate ma non si rinviene prima di Beda al·
con pitture, nelle quali si vedono rap· cuna traccia di culto prestato ad un
presentati anche Felice eJ Adauuo, SJnt' Aproniano (cf. DELEH AYE, t111de

Cod. TopoKr., Il. 5


66 Il CATALOGO

Cymiterium Calepodii ad sanctum Calixtum via Aurelia<•>.


Cymiterium ad Insalatos ad sanctum Felicem via Portuensi <».
Cymiterium Pontiani ad Ursum Pileatum Abdon et Sennen
via Portuensi <i>.

1. calistum E 2. liiphalalos A insalsatos L portuense C 3. pilleatum C senen C


seiie L $ennem V 4. portuense C

sur le Ug. Rom. p. 29), nè la Passio di cola casa campestre ddla vigna Arrnc:I·
sant' Eugeni:i indic:i Aprooiano come lini (cf. STEVENSON in Bull. are/!. crisi.
proprietario dell'area cimiteriale. Ess:i 1881. p. ws; MARUCCHI, Le catac. rom.
dice che la santa fu sepolta « non loogc p. 75; STYGER, Rom. Mtfrt_n-. I, p. 273).
u ab Urbe, via Latirrn, in praedio eius (2) li cimitero stava suUa destra
«proprio» (MIGNE, P. L. XXI, col 1122; della via Portuense, un po' più distante
cf. DELEHA YE, op. cit. p. 17 t sgg.). Pare di quello di Ponziano; ma non è stato
che il cimitero di Aproniano debba ritrovato. Il nome, pervenutoci sotto
ravvisarsi a due miglia da Roma sulla le tre forme i11salatos, i11salsatos, i11pha-
via Latina. Ancora nel 1894 un in- latos, rimane inesplicabile. La conget-
gresso alla catacomb.1 era aperto nella tura del TOMASSE·rr1 ( N. 81111. arc/J. c1·isl.
vigna S.mt::imbrogio, ora della Ponti· V, 1899, pp. 78-<J), il quale vorrebbe
licia Commissione Archcologic:i; ma risalire a una forma primitiva ad i11J11·
in quel!' anno venne chiuso, firio a che latos,che richiamerebbe qualche rnppre-
nel marzo Jel 1937 um fr.urn sulla scntazione dci martiri Abdon e Sennen
sinistra della via latina, ali' :mg0lo di con mitre frigie, non persuade comple-
vi;1 Correnti, rivelava di nuovo l' e~i­ tamente. Quanto :!Ila basilica di S. Fe-
~tenza Ji quella regione c.1tacombale. lice, si ritiene che sia quella costruita
La bJsilica sul sepokro di sant' Eu- al terzo miglio della via Portuense da
genia si può rite11ere fosse già sorta nel Giulio I (cf. DucuEsNE, Lib. Po11tif. I,
\'I secolo; sotto il pontificato di Gio- p. 206 nota 8); e il Felice da cui essa
vanni VII (;05-7) era da lungo tempo s'intitolava non era il paoa Felice Il,
« distecta atque di ruta» ( Lib. Po11tif. I, ma un qualche martire celebre, che
p. 385). Verso la fine dcl secolo v111 diede il nome, come già vedemmo
fu restaurata da Adriano I, che vi fondò (voi. I, p. 31 5), anche all~ porta Por-
:rnche un monastero per donne (ibid. tuensc e a,1 un tratto della via ( cf.
1, pp. 509 e 5 1o). li luogo preciso KtRSCH, Le memorie dei mar/ili sulle
della sua situazione non è St•ttO ancora •11ie Aurrlia e Corntlia, p. 76 sgg. ). li
ritrovato. Sul cimitero e sulla basilic::i cimitero di Felice (la basilica?) fu rin·
cf. FERRUA, Una 111101;11 c11tacomba sulla novato più tardi d:t Nicolò I (Lib.
via Latina in Gi!iltà Catt. LXXXIX, Po11tif. Il, p. 16 1).
Il, p. 151 sgg.; Jost, Cimituo cristia110 (3) Cf. p. 21 noti 3. Alla b'lsilica
mila i•i11 Latina in Rit•. arc/1. crisi. t!i AOdon e Sennen accennano gli iti-
XVI, p. 19 sgg. e p. 197 sgg ;, XVII, nerari e anche il Liber Po11tific11lis, che
P· 7 sgg. la dice restaurata da Adri:rno 1 (Lib.
( 1) Cf. p. 16 not.1 1. Lo l>asilic:i Po11/if. I, p. 509) e da "icolò I (ibid,
sull:i tomba di Callisto fu costruita dal li, p. 161; qui si usa la parola e< cymi-
p:ip:i Giulio I (337-52). Si ritiene che • terium »). D:i quest' epoc:i se nl!
gli avanzi siano incorporati nella pie- perde ogni tr:icci:i.
NOTITIA ECCLESIARUM URB IS ROMAE

Allorchè da ogni parte del mondo cattolicizzato, i


pellegrini cominciarono ad affluire in gran numero
verso Roma, per pregare dinanzi alle tombe dei mar-
tiri, si pensò di munirli di apposi ti itinerari che li
gu idassero nelle loro visite devote. Ql:1este guide sono
giunte fino a noi e, per quanto redatte in epoca tarda,
rappresentano documenti topografici della più alta
importanza.
Con il precedente indice cimiteria le noi siamo entrati
nel vero corpo delle fonti topografiche della Roma cri-
stiana. Cronologicamente, ad esso tengono dietro gli
itinerari, differenti, come denuncia il loro fine, da
quelle omonime guide di viaggi, segnanti le tappe
lungo le grandi vie consolari, che ora mettevano in
comunicazione nazioni diverse. Qui il viaggio si compie
tutto nei dintorni dell'Urbe; le guide conducono il pelle-
grino da un cimitero all'altro. E così che esse stanno
alla topografia delle catacombe come i cataloghi regio-
nari alla topografia urbana.
Donde ci pervennero questi documenti ? La loro
dettagliata precisione ci vieta di credere che essi nasces-
sero nelle nazioni più presto cris tianizza te, come opera
dei primi visitatori di Roma. Noi non crediamo che qu~sti
68 NOTITIA ECC LE S IAR U M

schele trici indici di catacombe e basiliche possano ascri-


versi a grandi apos toli e organizzatori di pellegrinaggi,
come Benede tto Biscop e Wilfrido, Adelmo e Bonifacio.
T ante particolari conoscenze diffici lmente potrebbero
aspettarsi da un compilatore lonta no e scrivente anche
dietro ricordi immediati. Nate in Roma per i bisogni
locali, queste guide furon o porta te a li ' estero e quivi
trascritte e tra mandate. ei pellegrinaggi tengono il
primo luogo la Francia e l' Inghilterra che, dopo l'arrivo
di Agos tino, esce dal suo isolamento per rientrare nel
mondo la tino e nella tradizi one del suo passato. D al
598 le relazioni tra R oma e l' Inghilterra segnano un
continuo intensificarsi e i pellegrinaggi di Benedetto
Biscop a voi te univano al fin e religioso anche gli in-
teressi cultu rali, in quanto si riportavano da Roma in
Ingh ilterra molti libri « omnis divinae eruditionis ». E
fino al IX secolo l'afflusso dei pellegrini , a cui s'uni rono
quelli della Spagna e della Germania, non ebbe ter-
mine. Allora si generalizza rono a nche le traslaz ioni
delle rel iquie <lei martiri oltr'Alpe.

Viene primo in ordine di tempo quell ' itinerario che


va sotto il titolo diNotùz·a eccfesz·arum urbisRomae; indi -
cazione inesatta, perchè le chiese ivi ricordate, eccezion
fatta della basilica dei Santi Giovanni e Paolo, sono
tutte fuori della città, e oltre alle chiese si annoverano
anche i sepolcri dei martiri pos ti in cimiteri sotterranei.
Alla Noti'tia è unito, in ultimo, un accenno a i sacri
luoghi di Mi la no e una descrizione della basil ica Vati -
cana; ma, a lmeno questa, che comincia con una grande
URBIS ROMAE

sigla, come testo indipendente, si rivela, per lo stile e


per il contenuto, opera d'un autore diverso e di epoca
più tarda; ad ogni modo di poco posteriore alla metà
del secolo vm, perchè vi si trova menzione di opere
eseguite da Paolo I , mentre non si fa cenno a cappelle
e altari costruiti nel secolo rx (cf. DE Rossi, lnscrz'p-
tt'ones chrùt-ianae, II , p. 224 nota).
Il testo è contenuto in un codice già di Salzburg
n. 140, ora nella Bibl. Nazionale di Vienna n. 795,
membranaceo, della fine del secolo vm (cf. Ttt. S1CKEL,
Alcut'nstudt'en in Sz'tzungsberz'chte der k. Wt'ener Akademt'e
der Wz'ssenschaften, Phil. - hist. Classe, LXXIX, 1815,
p. 468 sgg.), scritto da più mani, e che comprende,
oltre la Notz'ti'a (cc. 184 r - 187 v) e il tes to topografico
che pubblichiamo in seguito, opere e lettere di Alcuino,
opere di sant'Agostino, lettere di Angilberto, una epi-
stola di Carlo Magno ad Alcuino, un trattato di orto-
grafia latina e l'alfabeto greco, runico e gotico.
L'epoca dell 'opuscolo è stata fissata dal DE Rossi
(Roma sott. crùt. I, pp. 144- 5). Esso fu evidentemerite
scritto sotto il papa Onorio I (625-38) o poco dopo
la sua morte, ma innanzi che T eodoro I (642-9) rinno-
vasse la basilica di S . Valentino. Infatti di Onorio
(che vien nominato ben tre volte) si ricordano alcu ni
restauri , tra i quali quelli esegu iti nella chiesa suddetta;
ricordo che non avrebbe avuto più ragione dopo il rin-
novamento della basilica da parte di papa T eodoro.
(Li'b. Pontij. I, pp. 332- 3).
Inoltre la data del pontificato di Onorio sarebbe
confermata anche dal fatto che nell'opuscolo non si
accenna ai martiri Primo e Feliciano, trasferì ti dalla
70 NOTITIA ECCLESJARUM

via Nomentana alla chiesa di S. Stefano sul Celio ad


opera di papa T eodoro verso il 648; nè delle reliquie
di sant'Anastasio, portate a Roma dopo il 628, anno
della morte del santo, ma vivente ancora l'imperatore
Eraclio, quindi non più tardi del 641, e venerate nel
monastero «ad Aquas Salvias ».
Autore della Notz"t-1:a fu senza dubbio un testimone
oculare, giacchè egli si mostra informatissimo. Pa r te
dall'interno della città, dalla basilica dei Ss. Giovanni e
Paolo, la sola chiesa urbana che àllora con tenesse corpi
di martiri, e va alla via Flaminia, poi percorre la Sa-
laria Vecchia e la Nuova, la Nomentana, la Tiburtina,
la Labicana, la La tina, l'Appia, l'Ardeatin a, l'Ostiense,
la Portuense, l'Aurelia, la Cornelia, fino a che arriva
alla tomba d i san Pie tro. Indica con esa ttezza l'orien -
tamento verso il quale si dirige; non segue sistema ti-
camente le vie principali, ma passa dall'una a ll'altra a
traverso diverticoli, senza rifarsi ogni voi ta dall 'inizio
della via, e indi cando di mano in mano le memorie
cristiane incontrate su ques te vie traverse; determina
con precisi particolari le basiliche e la topografia dei
gruppi agiografici, segna la ndo a ltresì se il ma rtire
giace sopra terra o sotto, se in una chiesa o in una
cripta, se a destra o a sinis tra del visitatore; nè si
a llontana dai cimiteri prossimi a Roma. Nei margini
sono state aggiunte tre postille: la prima della stessa
mano, le altre di un interpolatore, come può rilevarsi
anche dalla diversa grafia della parola (< ecclesia », che
nelle due postille è seri tta sempre con una sola c.
Per agevolare l'intelligenza del testo il DE Rossi
ritenne opportuno spiegare l' accez ione di taluni voca-
URBJS ROMAE

boli che m esso ricorrono, e che noi crediamo utile


riferire: « cubiculum » = sepolcro, applicabile a un
luogo sotterraneo, come anche a un edificio a cielo
aperto;« antrum »,«spelunca»= sepoltura sotterranea;
<< ecclesia » = edi ficio sacro sopratterraneo; « sursum » =

sopra terra ; « deorsum » = sotto terra; «ad sanc tum


« :vlarcum », cc ad sanctum D amasum » ecc., da in ter-
pretare per la chiesa sorta sopra terra sul loro sepolcro.
La Notùi'a, essendo stata trovata nel codice di Salz-
burg tra due lettere di Alcuino, fu dal FROBEN, abate
del monastero di S. Emmeramo, stampata nelle appen-
d ici ad Alcu1:ni· Opera omnia, t. II, par. II, Ratisbonae,
1777, pp. 597-8 ( = M IGNE, Patr. Lat. CI, coli. 1359-63);
avvertendo però che dalla presenza dello seri tto nel codice
non s'i ntendeva dedurre che fosse d'Alcuino, « licet nec
«ab illius pia curiosi tate, nec a consueto ipsius stylo
<< sit alienum »; onde accadde che taluni attribui rono

senz'altro ad Alcuino l'opuscolo. Una seconda edi-


zione, critica, fu data dal DE Rossi in Roma sott. crist.
I , pp. 138-40 e 175 sgg., il quale pubblicò l'appendice
riguardante la basilica Vaticana anche in lnscriptiones
christianae urbis Ror,zae, voi. Il , pp. 224-8 1 Romae,
1888. Di qui derivano tutte le successive' ristampe.

Cf. DE Rossi, op. cit. pp. 136-8, 144-5, 117-50, 155-6; J. Zr.rnNGFR,
Dit Beridite 1iber Ro111pilgn·. a11s 1/em Fn111Jmireiclu bis ~11111 )11/ir1 800 in Ro111.
Quartalsc/J1. Xl Supplèmcntheft, 1900; G. ScH°!'IEIOl-.R, (;/i 1111/111'1'1/ rrilnio di
c11111pila~io11e degli a11tic/1ì il111nari delle ralaco111bt R11111a11t in N. llrtll. aich.
crrst. XV, l<)OQ, p. 79 sgg; B. PiiSCI, L' il111trario Ro111111111 di Si~rric<> arciv.
Ct111te1 />11n• e la lista dti papi d11 /11i pc>rta/11 in lughiltn 111 in Rit·. 111< /i. crisi.
XIII. 1936, p. 43 sg~.; \\'. J. MooRl, Tiu Sr...:011 Pil!(1i111s lo Rcmu a11tl the Sebo/a
S1no1111111, Fribourg, 1937.
NOTITIA ECCLESIARUM

[D ENTRO R oMA.]

Primum in urbe Roma beatorum martirum corpora Iohannis


et Pauli tantum quiescunt, in basilica magna et valde formosa <•>.

1. Nel marf?ine superiore notitia ccclestarum urbi• romr 2-3 di paf{. 73. le prime
cinque linee del codice (Prlonum-Valentinus) 11>no state riscrille 1opra a//rellartle abrate.
3. tamcn cod.; il de Rosti (Ro'ma sol/. c risi ., I p. 175) annoia • fortasu tantum•

( 1) Sembra che verso la fine del Pauli ibid. n. 27, p. 4 3 sgg.; KiRSCH,
111 secolo l'abitazione di un tale Bi- Die riimische11 Titelkirchen im Altert11m,
0

sante sul Celio fosse convertita in una Padcrborn, 1918, p. 29; DELEHAYE,
domus ecclesiiu, cioè in un luogo desti- fit11de surle Lég. Rom. pp. 126-8). Con
nato alle riunioni liturgiche. Più tardi, chi siano da identificare questi due mar-
nel 1v secolo, un locale del palazzo tiri, è oggetto di controversia: vi si vuol
venne adattato ad oratorio, ed ivi vedere gli apostoli Giovanni e Paolo,
furono deposte, insieme con qudle di oppure Giovanni Battista e lapostolo
altri martiri, reliquie dt'i santi Gio- Paolo, opinione quest'ultima avvalo-
vanni e Paolo, le quali poterono facil- rata dal fatto che tra il quarto e il
mente far acquistare a quell'oratorio quinto secolo molte chiese furono con-
privato una grande celebrità e faTlo, sacrate io Italia in onore del Battista e
riguardare come una tomba dei mar- di Pnolo, e le loro reliquie furono ricer-
tiri. Non molto dopo, sullo scorcio catissime in O riente e in Occidente (cf.
di quel secolo, o piit probabilmente al LA NZONI, I titoli presbiteriali di Roma
principio del v, Pammachio, un nobile antica nella storia e 11ella legge11da in
e ricco romano, a cui inviarono lettere, Riv . arch. crisi. Il, p. 209). Quando si
san Gi rolamo, sant' Agostino, san Pao- perdette il ricordo delle vere reliquie
lino da Nola, e che la leggenda ci deposte ncll' oratorio del Celio, la
presenta figlio di Bisante, innalzò sul leggenda immaginò che Giovanni e
posto, a sue spese, una grande e sun- Paolo fossero due martiri romani, uccisi
tuosa basilic:i, come attesta un' iscri- nel proprio palazzo. La basilica è in-
zione, dei tempi forse di Leone I dicat.1 col titolo di Bizante in una
( 440-61 ), conservataci dalla silloge di iscrizione del tempo di Innocenzo 1
Lorsch, e che si leggeva ;,. illtroit11 ( 40 2-17; DJEttL, !user. lat. clirist. vet.
ecclesiae (DE Rossi, !user. christ. li, n. 1776 ), di Bizante e anche di Pam-
p. t 50 n. 20 ; !HM, Damasi epigr. n. 106). machio nel concilio di papa Simmaco
Di lì a qualche tempo nacque la leg- del 499 (A rta sy111iodornm /Ja/Jitar-Uw
genda della Passio, che è oper:f della Ro11111e in M. G. H., A11ct. 1111ti1J. XU,
fine ·del v o degli inizi del v1 secolo, p. 411 n. 4 , p. 412 n. 19, p. 413
e dove la casa di Pammachio diventa nn. 32, 33), di Giovanni e Paolo nel
quella dei santi Giova nni e Paolo secolo successivo ( Lib. Pontif. I, pp. 262,
(cf. DuFOURCQ, t1111le sm· lts Gesta 287; M. CoLAGROSSI , Di u11 111011f1-
mart yr . p. 146 sgg ; FRANCHI o~' t11e11lo scoperln presso il sepolC1·o apo-
CA v ALIERI, Di 1111a probabile (onte drlla stolico dell'Appia in N. Bill!. arc/J.
leggenda dei ss. Giovmwi e P.iolo in crisi. XV, p. 58; DE Rossi, luscr.
Studi e Testi n. 9, 1902 , p. 55 sgg. e Drl christ. I, p. 5 14 n. 112 3 ; Jos1 in
testo della P a s si o ss. [ oh 111111 i s et Atti del I Il Co11gresso fotuna :{_. di
TAV. JI.

11, . 1STlT . STQtt. 'TA1.. f'~· I l ~r. E .

No-r1TIA ECCLhS!ARUM (cod. Vienn. 795) .


URBIS ROMAE 73

[VIA FLAM/N/A.]
Deinde iotrabis per U rbem ad aquilonem; donec pervenies
ad portam Flamineam, ubi sanctus Valentinus martir quiescit via
Flaminea, in basilica magna, quam Honorius reparavit <•>, et alii
5 martires in aquilone plaga sub terra<».

5. mart lr con a8'8'iunla di h nell'inlerl. cod.

Arc!uol. crisi. p. 326; GREGORIO I, tonio Canevari e del padre Andrea


Rt.gisln1m epislolarw11 in M. G. H. t. I, Caragni, non sono rimaste di antico
p. 367), sebbene in seguito il tiwlo che le colonne della navata centrale
l'ammachii torni ad apparire unito ai e parte dei rnuri esterni (cf. S. ORTO-
nomi dei santi Giovanni e Paolo LANI, Ss. Giova1111i e Paolo, Roma, s. d.).
( Lib. Ponti(. I, p. 51 o) oppure da (1) Valentino sarebbe stato, secondo
solo (ibid. II, pp. 9, 20, 32, 77; cf. alcuni, un vescovo di Terni, che sub\
KIRSCH, op. cit. pp. 26-33 , 120-4 , il supplizio in Roma, e che qui fu, con
156-8). La chiesa fu elevata senza ogni probabilità, sepolto; secondo altri
dubbio nel perimetro d'una c;1sa ro- un martire romano (cf. DELEHA YE in
mana, come provano i resti ancora Acta Ss. nov. Il, 11, p. 92 n. 1 e Et11de
esistenti. Sotto di essa si è scoperto s11r le Ug. Rom. pp. 29- 30; EDM. M.
l'antico pavimento; in certe pani ri· DELLA PASSIONE [rUSClARDI), Studio
mangano anch'oggi le decorazioni ori· critico ml martire s. Valmlino di Terni.
ginali, le quali attestano che la c;1sa Terni, 193 5). Il cimitero è sulla destra
apparteneva a un cristiano; e si è ddla via Flaminia, al primo miglio fuori
conservato pure il piccolo oratorio della porta, sotto il versante occidentale
contenente una co11fessio, con pitture dt:i monti Parioli. Fu conosciuto, fin
a carattere religioso (cf. P. GERMANO da l xvi secolo, dall'Ugonio ( Thealrw11
DA S. STANISLAO, La casa Celi111011tam1 urbis Romae, cod. Barb. 1057, XXX,
dei ss. Giqvo.1111i e Paolo scoperta ed 67), e descritto dal Bos10 ( Roma sott.
illustrala, Roma, 189-1, p. 290 sgg. ; p. 576 sgg.) ; andato in abbandono,
W1LPERT, Die 1·0111ischm Mosaickm 1md venne di nuovo scoperto nel 1877. La
A1alereier1, II, p. 632 sgg.; Io. Le pit- più antica iscrizione risalirebbe al 3 r8,
ture della « co11fessio" sotto la lmsilica dei segno di un cimitero mb divo nei pressi
Ss. Gicwa1111i e Paolo in Scritti i11 onore della tomba di san Valentino ai tempi
di B. Nogara, Città del Va ticano, 1937, della pace. Le pitture non pare possano
p. 5I 7 sgg.; V. E. GASDIA, La casa ri portnrsi al di là del v11 secolo. Nel
paJ1,a110-cristitma del Celio. Ti I 11 l u s 1889 tornarono in luce anche gli
Byz.a11t1s sive Pammacbii, Roma, avanzi della basilica di S. Valentino,
1937 ; KENNEDY, 711e Sainls &c. p. 131 eretta dal papa Giulio I (33 7-5 2;
sgg.). Alla fine del secolo xvi la chiesa, Catalogo Liberiano in DucttESNE, Lib.
quantunque orm.1i t rasformata, doveva Po11lif. I, p. 9), restaurata, a qu:mto
pur sempre serbare il fascino della sua afferma il nostro itinerario, dal papa
antichità. Dopo però le demolizioni dcl Onorio (62 5- 38), e poco dopo ri co-
cardinale Filippo Howard (1677) e i re-
stauri settecenteschi dell'architetto An· Per I• nota (2) V. r•g. scg.

Cod. ToFo;;r., 11.


74 No TI TI A E e e LE.., I.\ R u ~I

LVIA S,n.4RJ.1 Vtccnu.]


Deinde vadis ad orientem donec venias aJ ccclesiam Ioh.111nis
martiris via Salina ria (1>: ibi requiescit Oiogcnus <» marcir et in
altero cubiculo Bonifacianus (}l marcir, et Fistus martir sub terra,
sub terr.t 13lastus manir. Deinde Iobannis m.trtir, posrea Longuinus 5
martir<4>. Deinde vadis ad australem via Salinaria, donec ''cnies ad
Sanctum Erme1cm <s>: ibi primum paus.1t in b:is(ilica BaJsiliss.1 <6 >
z-3. eccle5fa lohannl martlr cod 4. In origi11r t! stnto urillo honifadu5 martir,
poi fu correi/o honlfaclanus, cambinnJ,, u i11 a t ai:;r1u111{t11do nu 11ell'inltrl., e martlr
fu raso. 7. crmctem] IA r 11tll'i11ter/. pausatt>,1~ sllissa cod. La restltu;irme del
pa1SO e del de Rom' (op. cii. 1, p. 1 +9).

struita da Teodoro (642-9 ; L1b. ptrla di a11tichità cristìam 11ell' arta


Po11tif. I, pp. 332-3). Essa erJ a dt/la b11silirn mb11rba11a di S. Valwli110
tre navi e assai vasta; dai piedi del in 811/1. Ca111. LV, 1928, p. 26t sgg.;
monte, cui si appoggiava, doveva giun- lo. Ulltrron ossuva'.{_i1>11i S11l1t a11lichità
gere con la fronte fin quasi a toccar.: la rris/1a11e uopo te al primo miglio della
via Fl:lminia. lvi sarebbero state trasfe- lia Fla111i111a ibid. LVI, t928, p. t t9sgg.;
rite le reliquie del santo, forse dallo STVGl.R, Die 10111. Katak. p. 254 sgg.
stesso papa Giulio; sebbene il Marucchi e Riim .\f111l_ir. I, p. 251 sg-g.; I<1RSC11
creda ad una trasbzione all'età di Ono- in Lex f Thtol 11. h'irche , X, 1938,
rio. li nome di san Valentino è ricordato col. 478.
in una epigrafe metrica del v secolo (2) Verosimilmente i martiri collo-
circa, nella quale si parla di lavori di c.tti nella cripta dove prima giaceva il
abbellimento eseguiti« in martyris aula• corpo Ji san Valentino (cf. MARUCCHI,
da un medico Pastore (DIEHL, lnscr. Lt ratac. rom. pp. 6o2-3.
lai. christ. t!t/. n. 2141) ; e pare an- ( 1) Il cimitero aJ Septem Pt1/111nba1
che in un -iltro frammento di epigrafe (cf. p. 60 nota 3). Sulla Salaria \'cc·
della fine del secolo 111 o del princi- chia v. Jos1, La t•ia Salaria Vt/11s &.
pio dd IV. dove si legge AD DOMNl!M in Riv. nrcl1. c111/. I, t923, p. 19 sgg.
v[ALENTINUM) e R"f'RIGERET TIBI vf A- (2) Di Diogene conosc1amo l'iscri-
LENTll'US] ( MARUCClll, Le catac. 1'0111. zione posta sul suo sepolcro dopo la
p. 605 ). Tra le rovine Jella basilica devastazione ddlc catacombe f.tt la d:ti
si rin vennero pure alcuni avanzi di Goti (Dll Ro~s1, lnscr. chrisl. Il, p. 83
iscrizioni J.1masiane, di cui il Maruc- n. 2 5, p. 100 n. 13; I1m, Dn111asi epigr.
chi tentò il supplemento, e che ritenne n. 99). Cf. anche p. 41 not:t 8.
si riferissero a san Valentino Cf. .\IA- (3) Intorno :t Bonifaciano non si
RUCCHI, L11 cripta sepolcrale di S. Va- hanno alt re notizie.
k11ti110 11el/a t•1a Fla111i11ia, RomJ, 1878; (4) « Longinus » (cf. p .p not:t 8).
lo. il nmr/tro t la b.uilrca di S. Va- t S) Sul dmit~ro di S. Ermete cf.
lt11li110, Rom:i, 1<)04; lo. Di 1111.1 sco- p. 25 nota 1.
11osci11/a i>ert'.{_io11e da111asia11a i11 011orl (6) Basilissa è un.1 vari:mle di Bassilld,
del martire s. Jla/t11/i110 in N. 811/1. come lascia intendere l'aggruppamento
nrch. crisi. XI, p. 103 sgg.; Io. Sco- con sam'Ermctc (cf. p. 25 nota 1).
URB1S ROMAE 75

virgo et martir, in altera et martir Maximus <•>,et sanctus Ermes


marti r longe sub terra. Et in altera spelunca Protus martir et
Ia~intus, deinde Victor <» martir. Postea eadem via perveaies ad
Sanctum Pampulum martirem, .xxnu. gradibus sub terra {J).

5 [VI& SALARIA NuoPA.]

Deinde venies ad Sanctam Felicitatem <•> altera via, quae simi-


licer Sala.ria dicitur: ibi illa pausat in ecclesia sut'sum et Bonifacius

2, altero cod. 4. marcirum cod.

( 1) Ddla basilica sotterrane:t di ((XXIII!))' il De locis ((LXXX l>, GUGLIELMO


S. Ermete si è già detto (p. 61 nota 1); MALMESBURIENSE ((LX X))' e quest'ult ima
sul mart ire Massimo, o M.1ssimiliano, cifra sarebbe, secondo lo jos1, l'esatta
che avrebbe li riposato, cf. p. 4 3 not:t 2. (op. cit. I, pp. 43 e S 1). Il primo
(2) Anche il marti re Vittore, in periodo del cimitero pare d:ttabile tra
qm:sto luogo, è sconosciuto. Proba- la fine del 11 secolo e il principio del
bilmt:nte si fraintese il verso 111 (STYGER, Die ro111. Katak. p. 234),
hk V i et Or merult p=-ln111m 1 rrio r i Ile CC'lrOnam o senz' ahro dal 111 secolo <]osi, li
ddl'iscrizione posta nel cimitero da cimiluo al viale Rtgit1a Margherita in
papa DAMA SO (Epiff1·. n. 49}. Il DE· Riv. arei!. crisi. X, p. 209 nota 3;
LF.HAYE (Acta Ss. nov.11, 11, p. 258 n. 4) C. SERAFINI, Saggio irztorno alle morzete
però cosi vorrebbe leggere nel Marti- e 111tdaglio11i a11tic/Ji ritrovati utile cata-
rologio Gero11i111i1rno, al 17 maggio: combe di Paufilo ml/a i•ia Salaria Vt/us
« Romae via Salaria vetere fin cimi- Ì1l Roma in Scritti i11 011ore di B. Nogara,
« terio J B:isillae Victoris ». p. 421 sgg). La parte più n otevole è una
(3) li cimitero di S. Panfilo (presso doppia cappella, forse del principio del
la via Giovanni Pai~iello). in cui già v secolo, con un piccolo altare e due
il de !~ossi ed il Marucchi erano pene- cattedre scavate nel tufo, dove però non
trati (cf. DE Rossi, Una esplora1Jo11e s i sa quale martire fosse venerato. Sulla
s<>//1•rra>ua sulla via Salaria vecchia in persona lità di Panfilo siamo all'oscuro.
B11ll. arcb. crisi. 1865, pp. 1-2; Reso- Nel Martirologio Gero11imia110 si fa
co11ti drl/f 1ul1111a11~e tenute dalla Socie/a menzione di san Panfilo, vener:1to in
per le co11femrze d'archeol. crisi. in Africa, in Cesarea, in Sinnada. Ma
N. Bui/. 111cl1. crist. XXIV-XXV, se nell'eponimo del cimi tero, dice lo
19 18-9, p. 651, fu scoperto nel 1920 Jos1 (ibid. p. 53) sia da riconoscersi il
(cf. Josr, Il rimi/ero di l'a11jilo in fondatore di esso, ovvero soltanto il
H.iv. arei!. crisi. I, p. 1) sgg., lll, 1925, nome d'un martire venerato in tarda
p. s 1 sgg. }. Gli iti ncr:iri del VII secolo et:\, le cu i reliquie potrebbero ad es.
sono concordi nel rilt:varnt: la profon- e5Scre state trasla te dall'Africa su lla
dità, poidi.: soltanto pt:r cs~o se11to110 Salaria Vecchia per l'invasione van-
il bi~ogno J'indic.ire il numero dei dalica, non possiamo stabilire.
gradini; sehbcne n on di:ino tutti un:1 (4) li cimitero di Massimo ad S. Ftli-
c if1 J uguale:. Il nostro testo ne indica citatem (cf. p. 21 nota I) .


NOTITIA E'CCLES !ARU~

papa et rnartir in altero loco, et fili i <1) eius sub terra deorsum .
Deinde eadem via pervenies ad ecclesiam Sancti Saturnini papae <»
et martiris; in altera ecclesia Daria virgo et martir pausat et Cri-
santus marcir. Postea pervenies eadem via ad speluncam ubi
sancta Hila ria <i> martir; deinde eadcm via ad Sanctum Alexandrum 5
martirem: ibi pausant Theodo\us et Eventus <+>, et longe in interiore
spelunca Alexander martir requiescit. Postea ascenùens eadem via
3. crisanti cod.

( 1) Deve correggersi « filius », da di Crisanto, Dari.1, Mauro e Giasone.


riferire a Felicita, cioè Silano o Sil- (4) Il DE Rossi (Roma sott. I, pp. 142
vano, venerato nella basilicbetta sot· e 149) osse rva che i santi T codulo cd
te rranea. Evenzio giaccnno al settimo miglio
(2) Saturnino, deposto nel cimiterodi della via Nomcnt.tna e non sulln Sa-
T rasone (cf. p. 28 nota r), non fu papa. laria Nuova "a,! S.tnctum Alexau-
(3) Di Ilaria si p:trb nella Passio !<drum », dove trov.1vansi invece Mar·
dei sa nti Crisanto e Daria, indican· ziale e Vita le. Ritiene qu indi eh<.',
done il luogo della sepoltura con caduti nel codice alcuni nomi, altri
termini generici ed imprecisi (Acia ne siano stati suppliti da chi, ignaro
Ss. oc t. XI, p. 482). Nel .\ farliro lo· dei luoghi, fece confusione dei due
gio Ge ro'lli111ia110 è ricorda ta con Cri· diversi Alessandri; che ai di della pace
santo, Dari a, il marito e i figli al 12 davano il nome l'uno ad un cimitero
agosto, e al 31 decembre tra le sette della pri ma via, l'altro ad uno dell.1 sc·
vergini sepolte nel cimitero dei Gior- ccnda (il cimitero dei Giordani). Onde
dani. Se la martire sia sempre l:t stessa, propone di restituire il testo cosi: 11 dcin-
non è chiaro: lo credono alcuni, lo «de eadem via ad Sanctum Alexandrum
negano altri (cf. Jost, li 11 Coemet. jorda- 1< martyrem, ibi p1usant (Manial is t:t
1< 11oru111 » , p. 69 nota 4). La Notili11 1< Vitalis in ecclesia J et longe in inte·
tccltsiarnm nomina Ilaria e non le 1< riore spelunca Alcxandcr ma rt yr
sette vergini ; il Dt locis, al contrario, « requiescit ». Anche lo Jos1( Il" Cnr-
:rnnovera llari:t tra le sett~ \·ergini; <1 1111/. jorda11orum 1>, p. 60) ritiene che
l'itincrnrio di GUGLIELMO MALMESBU· l'introd u?.ione dei due no mi Even7.iO
nrENSE ricord:t tanto Ilari:i quan to un' (. e T eodulo, in quesw punto, si:i do·
l;irina tra le sette \'ergini ; e cosi anche vuta a un interpob torc, 110ichi: si tr:ttla
il Liber Po11tijicalis (I, p. 509) dis tin· di due martiri sepolti in un s.111rnario
gue il cimitero di S. Ilaria da quello delb via Nome11t:111a chi;: non i: ricor-
de i Giordani con le sette \' ergin i. Dal d.110 d;1Jl':mtore della Noti/io. A con-
nostro testo risulterebbe che Ilaria si rernrn egli aggiunge pure che, nell"iti-
trovava !Cpol ta in una « spdu nca » tr.1 nerario De l1•ris, di Evcnzio e Teodulo
il cimitero di Trasone e quello dei non v'è tmccia alcu n ~ nel i>:1s:.o reb-
Giorda ni. Molto proba bi Imente h 111110 ti vo .11 gruppo J ci Gior,fani, e solo in
ragione coloro che, i11 base al .\fortiro- un codi ce essi ricorrono, ma in un:i
logio Gtrù11i111ia110, a GUGLIELMO MA L· postilla interlinear<:. Al.:ssandro dun -
MESBUR!ENSE e al libu Po11tificalis, que era uno dei i>re,un ti figli di Feli-
disti nguono due llarie, una da ricolle- cit:t, sul quale \'Cdi jost, op. cit.
garsi :tl le sette vergin i, l'altra al gruppo P· S7 sgg.
URBIS ROMAE 77

ad Sancti Silvestri ecclesiam <•>, ibi multitudo sanctorum pausat:


primum Silvester sanctus papa et confessor et ad pedes eius san-
ctus Syricus C» papa, et in dextera parte Caelestinus <i> papa et Mar-
cellus episcopus, Philippus et Felix martires et multitudo sancto-
rum sub altare maiore, et in spelunca Crescencius (4) martir, et in
altera sancta Prisca Cs) martir ; et Fimitis <6> pausat in cubiculo
quando exeas. et in altera sancta Potenciana martir et Praxidis <1>.

(1) Il cimitero di Priscilla. (5 ) Questa Prisca viene considerata


(2) Di papa Siricio ci è stata con- identica alla martire di cui si festeg-
servata lepigrafe, a cui nella silloge giava io Roma la mi:moria il 18 gen-
Virdunense sono premesse le parol1:: naio. In tal giorno molti codici del
« Ad Sanctum Silvestrum ubi an te pau- Martirologio Gero11i111ia110 hanno « Pri-
« s:i vit super ilio alta re» (!HM, D1111111si « s~ae virginis » e alcuni aggiungono
epigr. n. 93; cf. DE Rossi, ]11Scr. christ. « martyris >>, senza però indicnione di
Il, p. 133 n. 5). luogo; solo il codice Epternacense,
(3) Anche di papa Celestino cono· anteriore alla metà del secolo v111, ha
sciamo l'epigrafe (IHM, Damasi epigr. «et Roma e via Salaria Priscellae »(Acta
n. 92). Egli aveva decor:ito la basilica di Ss. oov. 11, 11, p. · 47 ). Una Priscilla o
S. Sih·estro con pitture (lettera di AJria- Prisca è invocata già dal 1v secolo in
no I in Epis!olue K11roli11i aevl, Ill, p. 50), un graffito vicino a quello di Crescen-
le qua li rappresentavano l'ingresso dei zione (cf. STYGER, Die rom. Katak.
martiri Felice e Filippo nella Gerusa- p. 110; MARUCCHI, Il sepolcro del papa
lemme celeste e contenevano uo' all u· MMcelli110, pp. 130. 132); e una per-
sione ai dogmi dell'i ncarnazione e della sona cosi chiamata è senza dubbio
resu rrezione della carne (DE Rossi, l11scr. da ritenere come fondatrice del cimi·
clirist. II, p. 62 n. 2 e p. 138 n. 23; tero (cf. p. 13 nota 1 e STYGER, loc. cit.)
DucMES!'IE, Lib. Po11tif. I, p. 231 nota 5). Quale rapporto poi interceda tra la
(4) La cripta di Crescenzione è stata marti re della via Salari:\ e la omonima
identi fica ta. Dalla basilica di S. Sii· chiesa dell' Avent!no, non è ben chiaro
vestro si scende per una scala a una (cf. l<IRSCH, Die riim. Titelkircben,
srnnza con le part:ti r icoperte di ma· pp. 103, 162-3 ; LANZONI, I lito/i prr-
merosi graffiti, tra cui si legge questa sbiteriali, p. 247 sgg.; DElEHAVE in Acta
invocazione : « Sa\ba me domne Cre- Ss. cit. p. 47 additammta).
« sce ntione meam luce . .. » ; e di qui, (6) Forse è da correggere «Simetri»,
per un corto ambulacro, si arriv.1 ad come nel Dr. lo<is e in GUGLIELMO
un cubicolo che è ce rtamente il sepol- MALMESBURIENSE; un prete martirizzato
cro del martire, come prova questa con altri ventidue compagni, e che la
iscrizione trovata proprio incontro al beata Prassede seppdlì cc in coemeterio
cubicolo: « Felicissimus et Leopar[da « Priscillae »(Acta Ss. maii IV, p. 299).
« comparaveru.1t sibi] bisomum at Cri- Sulla determinazione locale della tomba
« scentl ionem martyrem prope] introi- vedi le ipotesi del MARUCCill (Il sepolcro
« t[um) » (STYGER, Riim. Miirl)'r. I, del papa Marcellino, p. I p.).
p. 248 e II, tav. 87 a ; cf. MARUCCHI, (7) Secondo gli Atti (Acta Ss.
Il sepolcro del papa Marce/lfoo, pp. 12 5- maii TV, pp. 298-9), Pudenziana e
9 e Le catac. rom. pp. 505-7). Prassede sarebbero state figlie del no·
:-JOTITIA ECCLESlARUM

[ ViA N o MHNTANA.]

Et poc;tea vadi-; ad orientcm quou<;que pcr\'enies ad s:inctam


Emercl n)tianam <•> martircm, qu:te pausat in e.::clesi:i sursum, et duo
manircs in spelunca dcorsum, Victor et Alexander <». Oeinùe via

bile Pudcn tc, il qu.tle trasformò la a fogliami, alcune lettere rosse, che, per
propri.\ c1s:1 del vico PJ trido in .:hies.1: essere quasi affatto cancellate, non potè
i loro corpi avrebbero a \'UtO sepoltura leggere(Ro111a sol/. I, p. 438). Vi pène-
presso il padre, nd cimitero di Pri· trò di nuovo l'ARMELLINt nel 1876, e in
scilla (cf. KtRSCH, Dir 10111. Tittlkircbe11, quelle lettere riuscì a leggere la pa-
pp. 149-5 1; LANZONI, 1 li/oli presbìlt- rola EMERENTIANETIS; onde ritenne di
liali, p. 224 sgg.). essere in presenza della cripta della
(1) Emcrcnzian:t è <lett:t dall:i leg· santa. Il corpo di lei sarebbe stato,
gend.1 ~orelb di bttc di s:mt' Agnese, sui primi tempi della pace, trasferito di
m:irtiri1.1.1t,1 poco dopo questa, e de post 1 li nella basilica eretta appositamente
«in confìnio agelli bc:itissimac virginis sopm terr,1 (Scnperta della cript11 di
« Ar.:nctis » ( .4rta Ss. ian. II, p. 717). s. E1111re11-zi111111 1 Rom:i, 1877). Ma
li cimitcnl in cui fu sepolt.1 st:iva sull 1 con trario 3 quc5ta ipotesi si e did1 i:1-
\'i,1 Nomentana, ed è chirnuto nelle r:1to lo Jos1 (Cot111tloi11111 mai11s in Ri11.
:111tid1e fonti « maim », for\c pe rchè il 11rc/1. rdst. X, p. 7 sgg.), facendo ossi.: r-
più gr.inJ c <lellJ \'i.1, o in r;1 pporto al nrc che di tJlc tr.1~lazione non si ha al·
vicino e :issai più piccolo dmitero di cuna memori.i nè indizio, e che la cripta
S. A ~nc~e. Il nome risult.1 da un frn111- dctt:1 di sa nta Emerenziana e le poche
111cnto d'i ~criziooc dcl \'I secolo cir..:~1, g:illcric ad c~.1 adi.1.:enti sono posteriori
rnrovJto nelle demoli1ioni dcll'antic.1 .lllc gallerie 1ld p1:1no superion.', e pre-
chics 1 di S. S.1lva1orc pres'o pon1c cisamente dcl secolo IV, come l'unic.1
Hotto nel Tr.1st1:vere, ma pro\·enientc sc.11.1 per la qu:i le :id esse si discendeva.
seni'\ dubbio d.tl cimitero dell:t Nomcn- Dunque è impossibile che in quel luogo
t.ul.l: '(\'! KAL. OCTOll. Mi\llr\'RORO[m sia stato il sepokro di sant.1 Emcrcn-
ili ci111i) fl R\' MA!ORl. \ tCTOR!S FELl[cis 1i~na, che dobbiamo in\'ece ritenere
p11pitu l 11/tll/rÌ ?] F. \Il lH'-:TIA!':ETtS r r fosse all'aperto, nel punto ove sorse
AL~XA-.:[,lti] (in Bui/. Ccm. Xl, 1883, l:i basilic:i. >=i:Il:i cripta non si do-
l l\". XX; StLYAGl-:l, l11scr. christ. vrebbe riconoscere che un comune
11. 1274; cf. Sn·c~ll, UiJ111 ••\ forl:>·1·. I, cubicolo sepolcrale del 1v secolo, in
p. 227); e dal i'vfa,.til olo,~io Gero11i111ia11(1 cui veni ,.a ri.:ord:it:i la martire dcl
( 16 settembre), che ci,(,\ rn.:he una inJi- I11ogo, forse soh a nto col suo nome seritto
cazione più p.irticolan: dcl luogo: in rosso (cf. anche STYGER, Dit 11ìm
« Rom:u: 'i.1 1'omcntana a.I C_1prea1n in f.'11/ak. p. 21 9). ~cl 1932 (cf. j ost, op.
"cimitcrio maiore \ 'ictoris. Fdicis, Ah:- ci t. p. 7 s~g.) è st~t:i t rov:ua nel ci-
" xandr i, l':ipi.1c, Emcrcnti:metis» (cf. Dc mitero una r:ipprcscntazione di due
Rossi, /)(/ l11og,1 appe/1111011 11 C" p 1·e 11111 defunti genuOcs'i ai piedi di una sa nta,
in /1111/. C(l111. cit. p. 24 I ~gg.) . Fin nell:t quale prob:ibilmentc è d.1 rico-
Jal 16..>1 il l3os10 penetri> in um cripta nos.:e ri.: Emeri.:nzi:in.1.
di que>to .:ìmitcro, do\'c vide intorno (2) Il cimitero e il compl.:sso mo·
a una grln mcchiJ, l.l\'Or.ltJ di stucco numentale, conosciuto con il nome di
URBlS ROMAE 79

Numentana ad ecclesiam Sanctae Agnae quac formosa est, in qua


sola pausat, et ipsam episcopus Honorius miro opere reparavit <•>.

[VIA TIBU.RTIN.4.]

Postea illam viam dernitcis et pcrvenies a<l sanctum Ypolitum


5 martirem, qui requiescit sub terra in cubicu lo, et Concordia (il mulicr
1. formosa) foriiosa cod. 2. et ipsam] Da qui si inip'a 1111a scrittura più sottile,
ma probabilmente della 1/essa mano. reparavil] I corr. su I 1· demittis) llemitus cod.
ypholhum cod., corr. su yplitu 5. tera cod.

basilica di S. Alessandro, vennero sco- (1) La chiesa di S. Agnese fu edi-


perti nel 18 54 nella località Pietra ficata, sul sepolcro della martire, da Co-
Aurea (oggi Coazze) al vu miglio stantina figlia di Costantino imp.:ratore
della via Nomentana. La più antica tra il 337 e il 349 (DE Rossi, !user.
iscrizione rimonta al secolo 1v. lvi, chrisl. II, p. 44 n. r 2); venne restau-
oltre ad Alessandro, erano sepolti :mche rata da Simmaco (498-p4; Lib. Po11-
i martiri Evenzio e Teodulo. Il luogo tif. I, p. 263); e ricostrnita nella forma
di sepoltur.i dei due primi è ben deter- che conserva tuttom da Onorio (62 5-
minato dall'altare che vi fu cretto sopra 638; ibid. I, p. 323). Questi decorò
e dall'iscrizione dedicatoria del vescovo l'abside con un mosaico che rappre-
Urso, tuttora esistenti. lnvecj! per senta Agnese in costume d'imperatrice
Teodulo pare sia avvenuto uno spo- bizantina, avente ai piedi gli strumenti
stamento della primitiva memoria, del su0 martirio, e fiancheggiata da due
ch'era distinta da quella degli altri dHe pontefici, Onorio, che offre un modello
martiri; e ciò dopo che la tomba fu della basilica, e, forse, Simmaco (cf. DE
forse devastata dalle genti di Alarico Rossi, Miuaici et istia11i e saggi dei pa-
o di Genserico nel v secolo (cf. STVGEH, vi111e11ti delle c/Jiese di Roma a11tel'iori al
Ròtn. Miirtyr. l, pp. 257-9; G. BEL- secolo xv, Roma, 1899). Al disotto del
VEDERI, La basilica e il cimitero di mosaico Onorio pose un 'iscrizione me-
S. Alessa11dro in Riv. arch. crisi. XIV, trica ancora esistentt: (oE Rossi, illscr.
1937, p. 7 sgg. e XV, 19381 p. 225 sgg.). c/Jrist. Il, p. 89 n. 42); e un'altra, con-
L:i Passio, e cosi pure il Libtr l'outifi- temporanea, tr.1mandataci dalle sillogi
calis e l'itinerario di GUGLIELMO MAL- epigrafiche, si leggeva ncll'arco(ibid. 11,
MESBURIENSE, fanno di Alessandro il p. 89 n. 43). La chiesa subi in seguito
papa che resse la Chiesa d;tl 105 al 11 5; nuovi restauri, gli ultimi dei quali verso
ma non c'è r;1gione per credere eh' egli la metà del secolo scorso. Cf. CF.cCllELLI,
fos~e un martire e che dovesse esser S. Arnese fuori le mura e S. Cosl<lll'.{ll,
sepolto tanto lungi dalla città. Il culto Roma, s. d.; KRAUTllEIMER, Corpus basil.
del nostro sant' Alessandro si sviluppa I, p. 14 sgg.; per g li clementi bizantini
tardi. Non esiste traccia di lui e dei nell'architettura dell:1 basilica v. F. W.
suoi due compagni di sepoltura nel DEICHMANN,5. Ag11esef11ori le 11/ttra
Sacramentario Leo11ia110 e oel Gelasia110, 1md die byza11ti11ische Frngt i11 der fnih-
mentre il gruppo figura sotto il 3 mag- cbristlicbw Arc/Jilektttr Ro111s in BJza11-
gio nei codici Epternacense e Berncnse ti11isrh~ Zeilschrijl, XLI, 1941, p. 70 sgg.
del Martirologio Ge1011i111ia110 (cf. KEN- (2) Concordia, secondo la fontastica
NEDY, Tiu Sai11ts &c. p. 1S1 sgg.). Passio di sant'lppolito (A11alecfa Boll.
80 NOTITIA ECCLESIARUM

eius martir ante fores, altero cubiculo sancta Triphonia regina et


martir, et Cyrilla filia eius et martir, quas Messius Dccius inter-
fecit, uxorem et filiam <1 l, et sanctus Genisius C» manir. Postea
pervenies ad ecclesiam Sancti Laurenti i: ibi sunt magnae basilicae
duae, in qua rum speciosiore et pausat (J) ; et est parvum cubicu- 5

2 . Messius] meditus cod.; la corr. e del Froben , settdlo dal de Rossi. lledus)
U11'allra ma110 sci·i•.<e i11 mar11 i11c con SCl(llO di richiamo Claudius (d. A c la Ss . oct. Vili ,
p. J 19). 5. speciosiore) quls specloriorem coJ. li de Rom (op. cii. I, p. 139) rite11e11a
che il sen.w {se 11011 le precise parole Jell'originale) f osse; • in quurum (illa) quac
speciosior est pausat •

LI, pp. 94, 96), sarebbe stata la nutrice stiani, istantaneamente si converti, e fu
di lui, e « iuxta corpora sanctorum decapitato (cf. QuEN"rtN, Les 111arly1'01.
« Yppoliti et ceterorum » l'avrebbe se- /Jist. p. 533 sgg.; F RANCHI DE' CAVA·
polta, dopo il manirio, il prete Giu- LIERI, S. Gmesio ·di Areiate &c. io S l11di
stino. Cf. anche .\farlirologio Gero11i- e Tesi i n. 65 , 193 5, p. 203 sgg.). Il
mia110, 2 2 febbraio. DELEHAIE (Acta Ss. nov. Il, Il, p. 464
( 1) Anche Trifonia e Cirilla figu- n. 1) ritieni: che si tratti di un solo
rano nella Passio di sant' l ppolito, Genesio, que llo di Arles, del qua le a
rispetti vamente come moglie e figlia Roma si venera va la me moria (cf. anche
di Decio, e ambedue sepolte nella P. RoASENDA, li mimo romano Gemsio
stessa cripta in cui riposava Ippolito in Didaskaleio11, n. s., VII, fase. 20,
(A11al. Boli. cit. pp. 97-98). Ma è 1927, p. 93 sgg.). A Genesio IÌl de-
stato osservato che la qualifica attri- dicat a una chiesa od oratorio sopra
buita alle due donne rispetto a Decio terra, di ~ui Gregorio III (7 31 - 41) re-
non trova alcun riscontro nella storia, staurò il tetto (Lib. Po11t1f. I, p. 419),
e che il nome di ti po ~ervile portato e che si è voluto riconoscere nei muri
d a Trifonia rende poco credibile che incorporati in un casale poco distame
ella fosse moglie dell'imperatore; tutto dall'ingresso del cimitero di S. Ippolito
al' piu potrebbe essere st:ita concubina, (DE Rosst, Il cimitero di S. Ippolito
come l'affrancat11 Marcia di Commodo presso la via Tiburlilla e fa sua pri11-
(cf. DE Rosst in Bull. arcb. crisi. I 882, cipale criptn storica ora dissepolta in
pp. 26- 7 ; DUFOURCQ, fitude sur /es 811//. arcb. crisi. 188~, pp. 23, 52-3;
Ges la Martyr. p. 202). Le tombe MARUCCHI, Le catac. rom. p. 370;
di santa T rifonia e Cirilla, e cosi pure cf. STYGER, Rom. Miirlyr. I, p. 19 1).
quella di Concordia, sono scomparse. (3) Una pri ma chiesa a cielo aperto
Sotto Leone I V (8.-17-55) si ricorda sopra il sepolcro di san Lorenzo fu
una traslazione d' Ippolito « cum suis edificata dall' i111peratore Costan tino, e
« familiis » alla basilica dei Quattro comunicava per mezzo di una do ppia
Coron ati ( lib. Pontif. Il,p. 11 s; cf. STY- scala col sotterraneo in cui giaceva il
GER, Rii111. Miù-lyr. I, p. 191). corpo dc l martire(Lib. Po11tif. I, p. 18 r).
(2) Conosciamo due santi di questo Il papa DAMASO pare vi ponesse un' i-
nome, commemorati nello stesso giorno scrizione conservata ci dalle sillogi di
(25 agosto) : il famoso martire di Arles Lorsch e di Pietroburgo (Epigr. n. p;
e il leggendario mimo romano che, pa- cf. SCHAEFER, Die Bede11/1111g &c. p. 220
rodiando davanti a Diocleziano i cri- sgg.). e tra gli anni 384- 41 7 un pre-
URBIS ROMAE 8r

lum extra ecclesiam in occidente. Ibi pausat sanctus Habundius


et Herenius mart ir, via Tiburtina, et ibi est ille lapis qucm tollent
digito multi homines nescientes quid faciunt <•>, et in altera ecclesia

1 . in hoc occidentur rod.; cf. 1ù Ro11i, or. dt. p. 1 39 nota alla linea :J, 3- ecdula]
eccrlsla cod.

sbitero Leopardo lavrebbe 1 ime~sa S. Lortnto Juo1 i le mura in Rill. arcb.


quasi a nuovo (DE Rossi, litscr. cbrisl. r1 ist. XI, p. 28s sgg., il quale però
II, p. 1 55 a. 3). Piu tardi, dietro la nel controverso problema della storia
basilica cos tant iniana, cioè ad ovest monumentale delle due basiliche si
di essa, ne fu costruita una seconJa, allontana, i~ qualche punto, dalle con-
che per le sue proporzioni fu chi.1mata clusioni su esposte. Ancora di più se
maior, e che viene attribuita a Sisto I U, 11e allontana C. DA BRA ( La basilica
sebbene il passo del Liber Po111ificalis 111 a i or di Sa11 Lorwto J1101·i le 11111ra,
(I, p. 2 34) da cui si vuol desumer ciò, Homa, 1939), il quale ritìene cbe il
sia d,1 taluni riferito a S. Lorenzo in sant ua rio di S. Lorenzo fosse costituito
Lucina; ad ogni modo questa basilica dal secolo 1v di due nuclei distinti: del·
esisteva già nel secolo v, come atte· l'edificio costantiniano super armarlo
suno due iscrizioni forse di quell'epoca cryplat, poi pelagiano (basilica maior)
(Dt~.HL, !user. lat. c/11 isl. 'l'fl. n. 21 29), e ddla cripta (hasilica speciosior); nel
e come lascia supporre un accenno ad secolo x111 la cript:i cessò di esistere;
una du plice auL1 che fa PRUDF.NZIO nel I.i tomb.1 del santo fu portata nella
Ptris1epha11011 ( li, v. 550). Sotto Pela- basilica pelagiana e allora si costruì il
gio II (579- 90; Lib. Ponlif. I, p. 309; DE gr:inde corpo di chiesa a tre navate,
Rossi, lnscr. chrisl. II, p. 63 n. 10, p. 1o6 che fu aggiunto alla basilica pelagiana,
n. 46, p. 157 n. 9) la basilica costanti· IJ quale a sua volta divenne presbi-
niana fu demolita, il terreno fu sc.1~·ato terio della nuova basilica.
e abbass:tto fino al livello della tomba (1) Di Abondio e Ireneo si parla
del martire, e a questo livello venne nella Passio di sant' Ippolito (A 11altcla
cost ruita una nuova basilica, utilizzando Roll. I.I, p. 96). dove è detto che furono
le colonne ddl'anticJ e con<;ervandone sepol ti « iuxta corpus beati La urentii
l' absiJe. È quesu la basilica sp1cio· «in crypta in agro \'era no• (cf. anche
s1or, o 111n•a come è chi:im 11.1 nel De Martirologio Gero11imia110, 2 3 agosto).
locis. Onorio III finalmenti: (1216-27; Del piccolo cubicolo in cui riposavano
L1b. Po11t1f. Il, p. 453) riunì le due basi· i due martiri non è rimasta traccia.
lichc in u11a sola, e da allor.1 l'edificio StJndo al De locis, invece, Aboodio
non ha più subito modificazioni C3SCn· .1 v rebbe riposato sotto lo ste sso altare
zLili, ~ebbene sia stato anche · nel se- in cui giaceva Lorenzo; la pietra, che
colo scorso rest:iurato e JecorJto. Cf. fu leg:11a al collo di Abondio, quando
S. PESAR INI, Co11trib11to all11 s/01 i11 1/rlla lu gettato nella fogna, sarebbe sta ta
basilica di Sa11 Lorw~o s11/la via T1h11r- conservata fuori della chiesa nel por-
li11a in Sl11di Roma11i, I, p. 37 sgg.; tico; e il sepolcro di Ireneo non si
Duc11ES.._f., l.J sa11ct11aire dt Saint Lau· intende bene se fosse nel luogo mede-
1e11I in Mlla11g. d'arcb. rt d'bisl. XXXIX, ~imo dov'era la pietra o altrove. Il
1921-22, p. 3 sgg. ; STYCF.R, Rom. OE Rossi (Bull. arcb. crisi. 1864,
M1ìrtyr. I, p. 1;5 sgg.; e KRAUTll EIMER, pp. 4 3-44) e lo STEVENSON (Cubicolo
Co11trib11ti per la storit1 della b11silirn di co11 graffiti storici ml cimiltro di Ci·

CoJ. Topogr., 11. 6


82 >JOTITIA ECCLESIARUM

sursum multi martires pausant. Prima est Cyriaca Cr>, sancta


vidua et martir, et in altero loco sanctus Iustinus, et iuxta eum
sanctus Crescentius <» martir et multitudo sanctorum, longc in spe-
lunca <leorsum sanctus Romanus <il martir. Poste~ ascendes ad
ecclesiam S.mcti Agapiti (4) martiris et diaconi sancti Systi pap:..c. 5

1 iaca in N. 811/1. arc/1. crisi. I, 1895 1 tina (Acta Ss. iul. IV, p. 3)9: cf.
pp. 82-83) hanno rite11uto che il "cu- DELEHAYh ibid. nov. II, 11, p. 338 11. t;
« biculum parvum » fosse fuori dell'in· STYGER, op. cit. I, p. 201 ).
gresso della basilica m t)?giore, che (3) Romano, secondo l:t Passio(A11a-
guarda ponente, e dove, nel fare i lecta Boli. LI, p. 91 ), fu decapitato • foras
fondamenti dcl muro di cinta del « muros portae Salariac » e seppellito
campo santo attuale, fu rinvenuta «in cripta in agro \'erano 11 (cf. Marll·
l'abside di una cappella con numerose rologio Gero11imia110, 9 ago:.to). :\ell.1
tombe ed iscrizioni, e perfino un fram- Passio è qualificato« mi lesi; (A11al. cit.
mento di epigrafe dam:t~iana; avanzi, p. 90)1 nel Uber Po11tificalis (!, p. 155),
in seguito, di nuovo distrutti o sepolti. dove si trova, insieme con Crescenzio,
li MARUCClll preferiva invece porre nel gruppo dei personaggi martirizzati
il cubicolo presso il portico della basi- Jopo pap:i Sisto, è detto • ostiarius ».
lica pelagiana (ibid. p. 8 ~ ). (4) li Librr Po11tijicalis (!, p. 252)
( 1) Nelb Passio di s.int:t Ciriaca, mar- attribuisce la costruzione di questa
tire sono Decio, è detto: ttCorpus vero chiesa, << iuxta basilicam Sancti Lau-
<• cius christiani in pracdio eiusdcm « rentii •,.i Felice Ili (483-92). L' ~i­
« sanctissimac mart vri~ ~epclierunt in sten7.a di una chiesa dedic1tJ ad .\gapito
« ;tgro Verano non longc :i corporé in questo luogo, potrebbe giustific:mi
«beati Lauremii a parte occidentali » con i nessi della leggend:1 popolare di
(Acta Ss. aug. I V, p. 404). L:t chiesa san Lorenzo, che cominciò a crescere
"sursunl» ~ forse la chic':t • mai0r • tìn dal secolo 1v, mm1cciando di
di S. Lorenzo? travolgere la tradizione storica sul
(2) Giustino e Crescenzio f,mno martirio di papa Sisto Il e dei suoi
anch'essi p.trte di quel gru ppo di se- compagni (cf. FRANClll DI'' C.WALlhRI,
polture tra Lorenzo ed Ippolito che C:11 rtcmtt stiulio sul illogo drl 111arli1 io
rimane ancora da scoprire (cf. STYCF.R, di sa11 Sisto II, pp. 17-1-S ). La chiesa fu
Rom. ,\1u1 f)'r. I, p. 191 ). Il primo era restaurata da Adrirno I e Leone Ili
un prete che figura ncll.1 Passio di san (l1b. Po11tif. !, p. 507 e Il, p. 33), nrn
Lorenzo, e che fu sepolto « in 4rypta noo se ne conosce la ~ituuione precisa.
«in agro \'erano» (Acta Ss. St:pt. \', Secondo la nostra fonte, si tro\•ava dopo
p. 475); il sccon lo nd U/Yr P111/i- S. Lorenzo per chi andava verso Roma,
jirnlis (I, p. 15 S) è chiamato « lector » , come :ifTermano anche gli altri due
e viene martirizzato, con Loren1.0 t•d itiner:1ri 1 e sulla collina. Il FoRNARI (Re·
altri, quakhc giorno Jopo Sisto Il l1qJ011e c11ca tma 1111ut•11 1 tgill11e ci111ilt·
(cf. Yarti1 o/oj!i1> Gei 1mi111ia110, 4 agosto). tialt a S. LNm\O in R1t·. 11rcb. crisi. \'I,
Un "Crt:s,cns » e un • lustinus • sono pp. 183-61 crcJene dì averne rinvenute
ricordati pure tra i sette fr:nelli nella le tracce. Cf. pure CtCCHliLLI, Notertllt
Pamo di santa Sinforos<1; ma questi topog1'aficlu su c/Jiest ro111a11e in Riv.
riposavano :il 1x miglio della via Tibur- arch. aist. XIV, pp. 347-8.
U R B I S R O ;\I A E

[VIA LABICA.V.4..]

Ad Helenam <•> via Canpania <» multi martyres pausant. In


aquilone parte ecclesiae Helenae <1> primus Tiburtius (4) martir.
Postea intrabis in speluncam: ibi pausant sancti martires Petrus
5 presbyter et Marcellinus martir. Postea io interiore antro Gor-
gooius martir, et m ulti alii, et in uno loco in interiore spelunca
.XL. martires <s>, et in altero .xxx. martires <6>, et in tercio IIII
Coronatos, et sancta Helena m sua rotunda.

2. helena cod. conpanla cod. J. haelenae cod. co11 la orima a espunta.


4. spluncam cod.

( r) È la rc:gione ad Duas Lnuros, (4) Stando alla Passio di san Se·


sulla via Labicana, dove sorgeva, in for- bastiano, Tiburzio, condotto al terzo
nrn di una vasta roto nda con cupola, il miglio della via Labkana, sarebbe stato
mausoleo di sant' Elena, la madre di i.•i ucciso e sepolto (Acta Ss. ian. II,
Costantino. Od monumento ri111an· p. 641 ; cf. Martirologio Gero11imin110,
gono ancora importanti a\·anzi (cf. T. 11 agosto). A lui dedicò un carme
AsHBY e G. LUGLI, La uillri dti Flavi DAMASO (Epigr. n. 30; cf. SCHAEFF.R,
cristiani «ad duas ùiu1·os » e iL rnb11r- Vie Be.le11t1mg &c. pp. 349-52). L'ora-
ba110 imperiale ad oriente di Roma in torio di questo martire, eretto con
Mem. Po11tif. Accad. Rom. Archeol. Il, molta probabilità sul luogo della sua
1928, p. 1 57 sgg.). D.1 EuSEino (Etç sepoltura, è stato identificato in una
-ròv ~(ov -rnu µotxotp(ou K<i.>va-rotv-r(vou basilichetta sopra terra del cimitero ad
~ixatÀt<i.>ç, III, 47) sappiamo che Co· Duas Lauros, :i nord dcl mausoleo di
staatino trasportò il corpo della madre sant'Elena, e presso l:t quale era la
ml T"Ìjv ~otaLÀCUOU<JotV fi6ÀtV, cioè a scala che mette va direttamente alla
Roma; e il grande sarcofago di porfido cripta sotterranea dei santi Pietro e
in cui t:sso fu deposto è oggi ndla sala Marcellino ( cf. \1A RUCCHI, La ci ipta
a croce greca del museo Vaticano (cf. storica dei ss. Pietro e Marcelli110, pp. 18 r .
FRANCHI DE' CAVALIERI, Il sarcofago 183 e Le catac. rom. p. 315).
di sa11t' Elwa p1 ima dti r1stauri del se· (S) Il DELf.HAYE (Acta Ss. nov. li. 11,
colo xvm in N. 8111/. are/i. crist. XX Vll, p. 39 n. 17) crede siano i celeberrimi
1921, p. 15 sgg.; G. RooF.NWALDT, quaranta martiri di Scbastia, onorati il
Zu111 Sarkophag der Hele11a in Scritti i11 9 marzo, e le cui reliquie furono divise
011ore di B. Nogara, pp. 389-93). J. in molti luoghi. Ne l Mal'lirologio Ge-
EaERSOL'f (Sarc11p/Jages i111piria11x de rn11i111icI110 sono ricordati sulb via Li·
Rome et de Co,.sta11ti11ople io B)'\Oll· hicana, al q gennJio. Cf. FRANCHI
tiuisc/Je Zeilscbrift, XXX, 1929-30, DE' CAVALIER!, J s1111li Q11ara11ta mar-
pp. 582-7) nega che il sarcofago \'a· tiri di Sebastia in Studi e Testi n. 49,
ticano sia quello di sant'Elena. 1928, p. r SS sgg.
(2) Errore di lettura, per Labicana? (6) Anche questi 30 martiri figurano
(3) La chiesa nel mausoleo di S<lll· nel M111 tirologio Gero11imia110, al 22 de-
t'Elena. cembre, ma non se ne sa altro.
NOTITIA ECCLESIARUM

[VIA LATINA.]

Deinde pervenies ad sanctum Gordianum martirem, cuius cor-


pus requiescit sub altare magno in ecclesia S;tncti Epimachi <•>,
et Quintus et Quartus <» martires iuxta [eum] ecclesiae in cubiculo
pausant, et longe in antro Trofimus <i> martir. Deinde pervenies 5
3. epimahl cod. 4 . eum 0111. cod.

( 1) Gordiano, dice la Passio, fu di una chiesa dedicat:i a saot' Epim:ico


sepolto sulla via Latina «non longe (come qui nel nostro testo) o a san
«ab urbe Rom<1, sed quasi milliario Gordiano (come nella topografia Eio-
" plu3 minus uno... in crypta », dove sidlense). Al cimitero del martiri Gor-
prima era stato seppdlito saat' Epimaco diano td Epimaco, che era il primo
(Acta Ss. maii Il, p. 552). Ua elogio santuario a cui :irrivavano i pellegrini
metr ico del martire, che, secondo la dopo usci~i dalla porta Latina, appar-
silloge di Tours (IHM, D11111asi epigr. terrebbero, secondo lo Jost (Ci111itero
n. 79), si leggeva «in nietropi via», cicè crislia110 sull11 via Lati11a in Riv. arcb.
&ulla via che dalla porta Metrobia con- crisi. X VII, pp. 31-5), le gallerie vedute
duceva alla via Latina, :mribuisce ad dal Boldetti nella vigna Moir:iga; le gal-
un prete Vincenzo una rinnovazione lerie ritrovate nella costruzione di una
dell'area marmorea e forse dell' iotiera casa al vicolo dell'Acqua Mariana; e
cripta «llimio perfecta labore». La rin- tutto il materiale archeologico rinve-
novazione potrebbe riportarsi a dopo le nuto nella villa Acquari. A tale ipotesi
devastazioni gotiche. Ep imaco avrebbe non può opporsi il ritrovamento dcl-
sofferto il martirio in Alessandria d'E- i' iscriiione « t Ec corpora scòr. Gor-
gitto; e di là le sue reliquie sarebbero « diani et Epimacbi •>, avvenuto nel
state trasferite a Roma. Gordiano ed cimitero ad Duas Lauros della via L:i-
Epimaco, in origine indipendenti, ven· bicaoa, che sarebbe un falso del dia-
gono congiunti insieme in tarde fonti, cono Deusdona (cf. H on.EtT, op. cit.
quali la vita di Adriano nel liber Po11ti- p. 10 e tav. l ).
.ficalis e gl'itinerari del vu secolo. Nel (2) Quinto e Quarto nel Martiro-
Martirologio Gero11imiat10 al 9 maggio logio Gero11imia110 (10 maggio) si pre-
appare solo Gordiano, a meno che il sentano deposti •ad Centum Aulas >>,
« Primoli '" che segue, non sia corru- luogo che potrebbe forse riconoscersi
zione di « Epimachi »;al 10 dello stesso dove il Boldetti visitò un cimitero si-
mese, nel codice di Berna, sono addi- tuato sotto un colle, in cui miravasi
tati tutt'e due, ma in cimiteri diversi un'antica fabbrica io gran parte diroc·
(Gordiano nel suo cimitero della via La- cata con vari archi e stanze a guisa di
tina, Epimaco nel cimitero di Pretestato bagni. Cf. Jos1, Cimitero &c. in Riv.
sull'Appia). I due codici che rappresen· are/i. crisi. XVII, p. 36.
tano la redazion e primitiva del Sacra- (3) Trofimo è ignoto come martire
mentario Gelasiano conoscono solo una romano. Nel Martirologio Gero11imia110
festa di Gordiano (cf. W. HOTZELT, Gor- si fa menzione al 18 settembre di un
dian urid Epimacus in Rom. Q11artalscbr. Trofimo venerato in Antiochia, al 19
XLV, 1938, p. 1 sgg.). Però deve am- io Sioaada di Frigia, al 28 novembre
mettersi lesistenza, sulla via Latina, in Oriente, al 5 decembrc forse io
URBIS ROMAE

eadem via ad speluncam: hic requiescit <1 > t eadem via sancta
Eugenia virgo et martir in cubiculo ecd esiac pausar, et in altero
loco Emisseus <» martir.

[VJA À PPIA.]

5 Postea pervenies via Appia ad s<1nctum Sebastianum martirem,


cuius corpus iacet in inferiore loco, et ibi sunt sepulcra apostolorum
Petri et Pauli, in quibus .XL. annorum requicscebant, et in occi-
dentali parte ecclesiae per gradus discen'dis ubi sanctus Cyrinus <il

z. t ccleslae) eeci ~od.

s
Ni comedia (Acta Ss. nov. Il, li, pp. 15, cando qua lsiasi indicazione d i luogo,
S17 n. 20, 62 5, 636 n. 15; cf. FRAN- non poss iam di re se siano da a ttribu ire
CHI DE' CAVALIEIU, Del martirio di al nostro. Cf. Josr, Cimitero &c. in
s. Trofimo e di alcune epigrafi crislia11e Rii·. arcb. crisi. XVI, p. 29.
dell'Asia Mi11ore in Studi ,, Testi n. 49, ( 3) San Quirino fu vescovo di Siscia
p. 101 sgg.; Jos1, Cimitero &c. in Riv. (Sisst:k) in Pannonia; avrebbe sofferto
arcb. crisi. XVI, p. 27). U n alt ro Tro- il martirio nel 3o8, a Sa va ria, e sarebbe
fi mo sa rebbe stato vescovo di Arles, stato là sepo lto in una basilica presso
e ci appare come il primo a postolo la «porta Scarabatensis » (cf. St. PAU·
della Gallia, sped ilo vi dallo stesso s~n LOVICS, La basilica di S. Q11iri110 11el-
Pietro. Il tardo ma rtirologio di Adone l'a11/ica Sav11ria in Corv ina, Rassegna
lo identifica con un discepolo d i san italo-1111gliuese, 1938, n. 3, pp. 227-8).
Paolo (cf. S. L EONIS MAGNI Epislolae Quando nel v secolo i barbari invase ro
in MJGNE, P. L. LI V, col. 88 1; KrnscH 1.1 Pannonia, i cristiani, fuggendo, por-
in Lex. f. Tbeol. 11. Kirche, X, col. 306). tarono seco a Homa il corpo di san
( 1) Qui e' è evidentemente una la- Quirino, « qucm \'Ì:l Appia, milliario
cuna. Secondo il DE Rossi (Roma sol/. « tertio sepelie ru n t in basi lica a posto·
I, p. 149), dove va essere ricordato S te- « lorum Pctri et Pauli, ubi aliquando
fano col suo d ero, co me negli altri due cc iacuerunt, et ubi s. Sebastianus ..
itinerari. « requiescit, in loco qui dkitur Gta-
(2) « Emisseus » è corruzione, per cc cumbas »(Acta Ss. iun. I, pagina 375;
« Nemeseus », « Nemesius » . Un mar- v. anch e Martiroloi;i•• Gero11i111ia110,
ti re di questo nome, sepolto « iuxta 4 giugno; cf. QuENTIN, Maityr. bis/.
« locum ubi decollatus est, in via La- p. 274). PRUDENZIO celebrò questo VC·
" tina non longe ab Urbe >>, apparisce scovo in Peristerha11011, V JI. La qualifica
negli Atti di s:ioto Stefano papa (A cta di papa ch e si dà qui nel nostro testo al
Ss. a ug. I, p. 142). Sulla sua perso- martire, non rico rre negli altri due iti-
na lita stori.:a però non abbiamo no- nernri. li mausoleo di san Qui rino (la
tizie sicure, e nem meno fonti litur- cosi detta Platouia) si trov ;1 ,Jietro l:i
g iche. La s illoge di Lorsch ci ha basi lica di S. Sebastiano. E un edificio
conserva to due distici che vennero posti di forma irrt!gobre, co~truito al pri n·
sulla to mba di un martire Nemesio ci pio del v secolo o neg li ult imi anni
(IHM, Da111asi epigr. n. 80); ma, man · dd rv, in cui si scopri una iscrizione
86 NOTITIA ECCLESIARUM

papa et martir pausat; et eadem via ad aquilonem ad sanctos mar-


tircs Tiburtium et Valerianum et Maximum <1 >. Ibi intrabis in
speluncam magn:tm <» et ibi invenies sanctum Urbanum <1> epi-
scopum et confessorem, et in altero loco Felicissimum et Agapi-
tum, martires et diaconos Syxti, et in tercio loco Cyrinum <•> mar- 5

z-3. lntrabls-lbl) Agg. i11 margine aalla llessa mano, con UfrllO di richiamo
5. d1aconus cod.

a grandi lettere bianche su fondo rosso, (2) La «spelunca magna» è una re-
in versi esametri, mutila, col nome di gione del cimitero di Pretestato, ne.Ila
Quirino (cf. A. DE WAAL, Dil Apostel- quale un descenso, a destra del mo-
grufl ad Catacumbas in R iim. Quar- derno quadriportico, immette diret-
talschr. IJl Supplementheft, i894, p. 100; tamente. Vedasi la descrizione in
STYCER, Rom. Miirtyr. I, p. 153). Le STYCER, Die rom. Katak. p. 1 S4 sgg,
· reliquie del martire pare siano state de- (3) È controverso se il papa Urbano
poste in una cripta quadrata di circa fosse sepolto nel cimitero di Pretestato
due metri di lato, rivestita di lastre di o in quello di Callisto. Alla seconda
ma rmo, e situata sotto il pavimento, opinione inclinò il DE Rossi (Roma
verso il mezzo. Cf. DucnESNE, la « me- sott. II, pp. sz-4), in base specialmente
« moria Aposlolorum » de la via Appia, al ritrovamento nella cripta dei papi
pp. 8-w; FoRNARI, S. Sebastia110 «extra di un frammento di coperchio di sa r·
« momia » pp. I 5-19; STYCER, op. cit. cofago COll l'iscrizione OYPBANOC E[ 7t(-
P· 'SI sgg. OX07tOç]; la prima trova invece con-
(1) La sepoltura di Tiburzio, Vale- ferma nella Passio di sant'Urbano papa
riano e Massimo era nel cimitero di (Acta Ss. maii VI, p. 1 l) e nel Liber
Pretestato. li Martirologio Gu011imitwo Po111ificalis (I, p. 143). li Martirologio
presenta due diverse indicazioni: «in CÌ· Gero11i111ia110 (25 maggio) dice: «in
<<mite.rio Praetextati » (r 1 aprile), <<in « coemeterio Praetextati natale UrbJni
« cimi terio Callisti» (2 1 stesso mese). «episcopi '" senza che sin possibile
li DE Rossi (Roma sotl. li, pp. 131-6) capire se si tratti del papa o d'un
pensò a una tra~lazione; ma il DELE· vescovo omonimo. Cf. WJLPERT, la
HAYE (Acta Ss. nov. II, 11, p. 201 n. 13) cripta dei papi &c. pp. 17-8, 33-4;
crede che la seconda indicazione topo- 0 1,LEHAYE in Acta Ss. nov. Il, 11, p. 262
grafica sia stata inserita per errore. n. 44. e p. 273 n. 3S; Jos1, Il cimitero
Dagli itinerari t!el vn secolo e da un di Callisto, p. 21; STYCER, Die riim.
passo della vita di Adriano I nel libu Katak. p. 49 e Rom Miirt)'r. I, p. 81,
Po11tificalis (I, p. S09) pare si possa ri- Il, t3 V. 49 C.
cavare una traslazione di questi tre mar- (4) Nella Passio dei santi Alessan-
tiri e dei seguenti, Urbano, Feli cissimo, d ro, Evenzio e Teodulo si parla di un
Agapito, Quirino, Genna ro, Zenone Quirino, padre di santa Balbina, se-
dalle loro cripte in tre chiese cimiteriali polto sulla via Appia cc in coemeterio
giacenti l'una presso l'altra (cf. STYCER, «Praetextati» (Acta Ss. maii I, p. 378);
Die rii111. Katak. p. 163), di cui però e in un frammento d' iscrizione, a ca-
non è stato possibile, lino ad ora, sta- r:nteri del secolo v, rinvenuto nel detto
bilire con ~icurezza la posizione (cf. cimitero, è ricordato t ra i marti ri ivi
MARUCCHr, Le catac. rom. p. 299). venerati anche Quirino (cf. MARUCCHr,
URBlS ROMAE

tirem, et in quarto Ianuarium {•) martirem, et 10 tcrtia ecclesia


sursum sanctus Synon <•> martir quiescit. Eadem via ad Sanctam
Caecilia111 <il ; ibi innumerabilis multitudo martirum: primus
Syxtus papa et martir, Dionisius papa et martir, Iulianus (4)
t. Il primJ1 in nel/'1nlerl. 2. rursum cod.

Ossen:a~ioni sulr iscri~ione dtl papa Po11· a quella dd papi, e lo STVGER (Papst-
iJa110 &c. p. 45 e tav. I n. 2). Di lerypta 1md Céiciliagriift, p. 75 sgg. e
lui si fa pure menzione nel Martiro- Die riim. Katak. p. 51 sgg.) ritiene di po-
logio Gtro11imia110 (30 aprile). Cf. tervi distinguere cinque periodi. Con
STYGER, Rom. Mari) r. I, p. 136. un primo si risalireb~ anteriormente
( 1) La vicinanza con Felicissimo e all'epoca della grande pace. In un se-
Agapito conferma quanto abbi.imo detto condo, che giungerebbe all:i fine del
indietro (p. 21 nota 2), che in questo 1v secolo, cominci:ino nella cripta gli
Gennaro sia da vedere uno dei diaconi adornamenti in marmo e in mos:1ico
di Sisto Il, piuttosto che uno dei sette a somiglianza di quanto si era fatto
figli di Fdicita (cf. STYCER, Die 1ò111. nella cripta dei papi. Nel terzo si
Katalr. p. 164). procedette :id ampliamenti. li quarto
(2) Zenone, del qualc nulla sappia· periodo si lascia riconoscere dni lavori
mo di sicuro. di rinnovamento, probabilmente in se-
(3) Nel \'li secolo, dunque, Cecilia guito alle profanuioni dei Go1i (410)
era ancora venerata nel cimitero di e dei Vandali (4 55): i mosaici scom-
C.1llisto. Al principio del secolo 1x p1rsi \"cancro sostituiti con pitture, che
in\•ece il suo corpo non era più a posto. non hanno alcunJ relazione con santa
Qu:indo nel!' 817 il pap.l Pasquale I ne Cecilia, e che ci riport:ino ali' età di
fece ricerca, non riusci a trovarlo; ma Simmaco, t ra I.i fine del v e l'inizio
avendo nell' 821 ordinato nuove inda- dcl v1 secolo. Il quinto periodo, per
gini, lo rinvenne, a quel che attesta il la prima volta, compreadc monumenti
Liba Po11tificalis (Il, p. 56), «io cimi· di Cecilia. Gli affreschi che la uffi-
u terio Pr:ietextati ». E cosi credono il guraao, le incisioni graffite. sono in·
DucttllSNE (ibid. p. 65 nota 20), il QuEN· ùizio di un culto Jocalt: della s:inta.
TIN (in Dictio1111airt d' arclu'ol. cbrét. Questa rinnovazione fondamcntak, che
rt de lit. Il, li, 1925, coli. 2733-5), il non si limitò alle sole pitture, può ri-
DELEllAYE (Ét11dt sur k Ug. Rom. portarsi al IX ~colo, senza che si ~ppia
pp. 88-93), supponendo che il corpo però se anteriore o posteriore :ti pre-
si:t stato trasportato, in un momento sunto ritrovamento delle reliquie di
imprecisabile (forse ai tempi dell' inva- Cecilia da parte di Pasquale I.
sione longob.trùa), da un cimitero dcl· (4j Questo ignoto papa Giuliano
I' Appi.i ad ua :iltro. li DE Rossi al sembra debba identificarsi col Giulboo
contrario (Roma sott. Il, p. 136), il ricord:ito nel .\{art1rofogio Gero11i111ia110
KJRSCH (Die htilit,e Cààlia i11 dtr al 9 agosto (cf. 01 LEHAYE in Acta Ss.
1ò111is<ht11 Kircbe dts Altert11111s, Padcr- nov. il, 11, p. 429 n. 27); e secondo
born, 1910, pp. 54-7), FRANCHI OR' In ricostruzione fattane dal OF Rossi,
CAVALIERI (Reet1iti st11d1 i11tor110 a s. Ct· il nome doveva leggersi anche nell:i
cilia in St11di e Testin . 24, pp. 22-}, 37) last ra marmorea che Sisto III pose nella
pensano che Cecilia sia rimasta sem- cripta dei papi (Roma sott. 11, pp. H -
pre nel cimitero di Callisto e sia stJt:I 48, 64-5, 226-7). Cf. anche SnGt:R,
li ritrovata. La sua cripta era vicin,1 Rom. Màrl)'· I, pp. 87, 90·
88 NOTIT I A ECC L ESIARUM

papa et martir, Flavianus (•) martir, sancta C:iecilia virgo et martir,


.Lxxx. martires <•> ibi rcquiescunt deorsum . Zeferinus Ci> papa et
confessor sursum quiescit, Eusebius pap.1 et martir longe in antro
requìescit, Cornelius papa et martir longe in antro altero requiescit.
Postea pervenies :i<l sanctam virginern Soterem (4l t't martirem, 5
[eaJem via venis :id ecclesiam parvam uhi decollatus est sanctus
Xystus cum diaconi bus suis) <s>, cuius corpus iacet ad aquilonem.
r. Flavianus) La prima a corr. su u 3. confessor] ar cod., errore tvide11te.
antro] n ntll'i11terl. altera cod. 6-7. Le pamle Ira pare11/eti aggiunte in marg Ìllt,
cll11 ug110 di richiamo, da u11a mano diverta, ma coeva.

( 1) Fabiano. Per la forma cf. DE dti papi, p. 105 sgg.) vorrebbe ricono-
Rossi, Rom. sol/. Il, p. 62. scere nella cella trichora situata a una
(2) Nel marti rologio di FtoRo di certa distanza dalla cripta dei papi,
Lione, al 4 marzo : " Roma e via Ap- in direzione d'occidente; il MARUCCHt
« pia sanctorum martyrum oètingt!n- (La questione del sepolcro del papa Zef-
« torum qu i sunt positi in cimiterio ad firi110, p. 205 sgg.) nell'altra cella tri-
« sanctam Caeciliam » (QUENTJN, Les chora che si trova proprio sopra la
martyrologes hist. p. 328), e cosi auche cripta dei papi. Cf. p. 40 nota 5.
ADmrn, che h:i però « Dcccc » (ibid. (4) Il cimitero di Santa Sotere era
p. 46 3). Nel De locis « Dccc» . Non tr.1 l'Appia e l'Ardeatina, ma non è
essendo stato ritro,·ato nel cimitero un stato ritrovato; come pure non è ri-
luogo che potesse contenere un:i cosi masta traccia della basilica che vi sor-
ingente moltitudine, si è giustamente geva sopra, e Ji cui il papa Stefano II
pensato ad un poliandro, in cui fossero (75 2-7) restaurò il tetto caduto (Lib.
stati messi gli scheletri tolti foori dai Po11tif. I, p. 444). La vergine Sotere,
sepolcri (per adoprar questi una seconda antenata paterna di s:mt' Ambrogio, è
volta) e collo~ati l'uno ~ccanto all'.tlt ro dJ questo celebrata per la b.:llezza delle
in file sovr,1pposte e divise da strati di forme, la nobiltà della stirpe e il co-
terra. Col tempo si cominciò a rite· raggio tDt exliortatiom virgi11itatis, XII,
n.:rc quell'ossa rio per una sepoltura in 82; De virgi11ibm, 111, 6). Nel Martiro-
ma~sa di martiri (cf. DE Rossr, RcJ11111 logio Gero11i111ia110 ricorre più volte, e
sol/. Il, pp. 155-61; WrLPErtT, La cripta al 6 f~bbraio con queste parole: "Romae
dei papi, pp. 75-80). «via Appia in cimiterio eiusdem natale
(3) Zefirino venne deposto, come af· « Soteretis (Soteris) virginis » (cf. DE-
ferma il liber Po11/ificalis (I, p.139), «in LEHA YE, Trois dates d11 cala11drier ro-
"cymiterio suo, iuxta cymiterium Ca- 111ai11, p. 59 ~gg.). V. anche DE Rossr,
« listi, via Appia». li luogo rim:ine sco- Roma soli. IIl, p. 5 sgg.; J. W1rr1c, S.
nosciuto; 111:1 dovette essere identico Soteris 11111/ i/J1·e Grabsliille in Rom.
con le cosi dette cripte di Lucina, per- Q11Mlalschr. XIX, 190>, p. 50 sgg. e
chè nelle vicinanze di quel complesso p. 105 sgg.; i\hRuCCtn, La cella tricorn
sotterraneo non esiste altro cimitero detta di Sa11ta Solere in N. Bull. are/i.
di epoca tanto anrica (cf. STYGrlR, R6111. crisi.XIV, p. 157 sgg.
MiirlJ1'. I, p. 8o). In seguito il suo (S) Qi.;alcuno ha voluto identificare
corpo fu trasportato in un oratorio SO· questa chiesa, ricordata nella presente
pra terra, che il WILPERT (La '1·ipta not3 marginale (che il DE Rossi, Roma
URBIS ROMAE

[ViA ARDEATINA.]

Et dimittis viani Appiam et pcn·enies ad Sanctum Marcum


papam et martirem, postea a<l Sanctum Damasum < > papam et rnar- 1

tirem, via Ardiatina, et ibi in altera ecclesia invenies Juos Jiacones


5 et martires Marcurn et Marcellianum, fratres germanos, cuius cor-
pus guiescit sursum sub magno a ltar~ ; deinde discendis per gradu~
ad sanctos martires Nereum et Achileu111. ·

( V1A Osr1ENSE.]

Et sic vadis ad occidentern, et invenies Sancturn Felicem <»


10 episcopum et martirem, et discendis per graJus aJ corpus eius, et
sic vadis ad Sanctum Paulum <i> via Ostensi, et in australi parte

soli. I, p. 149, ritiene fuori di posto) e Damaso, come risulta dal Liber. Ponti·
nell:i topografia di Einsiedeln, co n la ficalis (1, pp. 212-3), e alla qua le apportò
basilichetta tuttora esistente presso la. migliorie anche Giovanni VJI (ibid. I,
scala del cimitero di Callisto. Ma p. 385). Cf. WJLPERT, La scoperta delle ba·
l'identificazione è tutt'altro che sicura siliche ci111iteriali dei Sa11ti Marco e Mar-
(cf. STYCER, Ròm. Mtirtyr. I, p. 90). celliallo e Damaso, p. 43 sgg. ; M11RUCCHI,
Osserva il DucHESNE (lettera in WrL- Discussio11e critica ml luogo 1·ece11te111wte
PERT, La c1·ipta dei papi, pp. 82- 4) allribuito ai sepolcri del papa Damaso
che nel vn secolo la storia dd papa e dei martiri Marco e Marullia110
giustiziato sulla cattedra episcopale nel presso la via Ardeatina, p. 191 sgg. ~
cimite ro di C:1llisto, non si applicava più WILPERT, Beitrtige z111· cbristlicbm Ar-
a Sisto II, il quale ne aveva un'altra, chiiologie in Rom. Q11artalschr. XXII,
che lo faceva morir suppliziato, coi I 9o8, p. 124 sgg.; MARUCCHI, Esame
suoi due diaconi, sul cliviis del tempio di 1111 op11scolo di mo11s. G. Wilpert ri-
di Marte, presso l:i purta Appia; e qui g11arda11/e a/ermi miei studi rnlle Cata-
appunto, a sinistra, uscendo dalla porta, combe ro111a11e, Roma, 1909, p. S1 sgg.
sarebbe stato l'oratorio di cui parlano i STYGER, Die rom. Ktttak. p. 293.
testi su detti. Esso dovette esser fondato (2) Il sa n Felice del cimitero di Co m-
nel v11 od vm secolo, quando racconti modilla è sem pre congiunto con il
come h1 passione dei santi Lorenzo, commartire Adaucto. Qui rimane iso-
Sisto e Ippolito godevano di gr;;n cre- lato e pon a l'attributo di vescovo.
dito. Anche di questo oratorio però ( 3) L' a postolo Paolo fu sepolto in
non è rimasta traccia. un' :m~a cimiteriale ali' aperto a poca
( 1) Del sepolcro di Damaso sap- distanza dalla via 0;,tiense, nella pro-
piamo solo che doveva trovarsi sulla prietà d' una matro na cristian a Lucina
sinistra della via Ardeatina, nei pressi ( cf. STEV ENSON, Osserv az.io11i sulla topo-
dcl cimitero di Callisto. Era in una grafia della v i11 Ostie11se e rnl cimitero
basilica sopra terra o seminterrata, iYl!t f11 sepolto l' apostolo s. Paolo in N.
oggi scomparsa, costruita dallo stesso B111l. arch. crisi. lll, 1897, p. 283 sgg.

Cod. Topogr., Il.


No T I TI A E e e L Es I A R u ~!

cerne ecclesiam Sanctae T eclae <•> supra montem posi tam, in qua
corpus cius quiescit in spelunca in aquilone parte.

[VIA PonuENSE.]

In occidentali parte Tiberis ecdesia est Beati Felicis martiris,


2 eios ntll 'mlerl. 4. liberi cuJ.

e L'area dì l11rn1a sulla t•i11 Ostimse parte. Cf. P. FR. KEHR, Italia Po11t1f.
ibid. IV,p. 6osg~.; [C~Lt), Sulle memorie I, pp. 164-5; B. TKIFONE, lt carte dtl
t 1no1mmt11ti dei ss. apostoli Pietro e 11w11asttro di S 111 Paolo di Roma in
Paolo a Roma m Civillò Catt. LXXX\'!, Arcb. Soc Rom. di sl<Jr. patr. XXXI,
1935, 111, p. 582 sgg.; Io. L'area del 1908, p. 167 sgg.; PESARINt, La basi-
sepolcro di s. Paolo detta "di L11ci1111 » lica di S. Paolo rnlla via Ostiense prima
sulla Ostiwse ibid. LXXXVII, 1936, dtnt i1111011a'{io11i del sec. XVI in Studi
I, p. 129 sgg.; DE ANGELIS o'OSSAT, Romani, I, p. 386 sgg.; I. ScHUSTER, La
op. cit. p. 49 sgg.). Sulla tomba del basilica e il 111011asltro di S. Paolo fuori
martire, co~tantino elevò una basilica le mura, Torino, 1934; E. Ln' AGSINO,
di modeste proporzioni ( Ub. Po11tìf. Sa11 Paolo sulla via Ostimse, Roma,
J, p. 178). Nel 386 Valentiniano Il, s. d.
Teodosio ed ArcaJio diedero ordine al ( r) Si ha notizia di parecchie sante
prefetto Sallustio di ricostruirne una con questo nome, senza che sia possibile
pili grandi.' (Episl. 1111ptra/orum po11ti- determinare la Tecl.i a cui qui si allude.
fic11111 alio111m in Cor~. Script. Ecc/es. Pii1 famos.i di tutte fu la discepola di
Lai. XXXV, p. 46 n 3) e l'opera fu san Paolo, che era però sepolta :i Se-
condotta a termine sotto Onorio (StL· leucia (cf. STYGER, Rom. Mi.irlyr. I,
VAGNI, lt11cr. clirisl. n. 4780). Una p. 28 3). Il cimitero, già conosciuto dal
targhetta di bronzo, destinata ad essere BowETII (OsunJa'{ùmi sopra i cimilui,
sospesa al collo forse d'un cane da pp. 548-9), che non seppe dargli un ap·
pecoraio, con questa iscrizione • ad ba- pellativo, è stato identificato dall'AR·
" silica apostoli Pauli et dominorurn MELLINI (Das wiedtrgtfundene Orato-
« nostrorum, Felicissimi pecor[ariì] »,è rium 11. Ccnnetuium der H. Tbtela in
dal de R~si riportata ali' epoc:i della Ròm. Q11arlalsclir. III, 1889, p. 343 sgg.
cost ruzione ordinata dai tre Augusti e IV, p. 159sgg.)con quello sulla piccola
(ibid. n. 4779). In seguito Galla Pia· collina presso il Ponticello di S. Paolo.
cidia, sorella di Onorio, continuò la Il complesso sotterraneo consta tli due
decorazione della basilic:t sotto gli parti: la cripta e il cimitero; e la data
auspici dcl papa Leone I, collle.risulta può ricavarsi d:i alcune iscrizioni ritro-
dilli' iscrizione lungo il gi ro dcli' arco vate i11 situ, di cui la più antica risale
trionfale (ibid. n. 4784). Altri lavori forse al 354 e un'altra agli anni 381·
eseguirono, nello stesso secolo, un 388. Anche gli affreschi, con rappre-
prete Felice e un levita Adeodato sentazioni bibliche, possono riferirsi :il
(ibid. n. 4783), e tra la fine del secolo VI secolo 1v. Il carattere esotico di tutto
e il principio dcl vn un Eusebio (ibid. l'insieme e 11 nome di Tc:cla lasci:mo
n. 4794). Parecchi papi rivolsero le con probabilità supporre che il cimitero
cure loro alla manutenzione e all'ab- appartenesse ad orientali (cf. STYGER,
bellimento di questa basilica, che l'in· op. cit. I, pp. 283-4). V. anche DE
cendio Jel 1!h3 distrusse in grandissima ANGELIS o'OSSAT, op. cit. pp. 70-2.
lJRBIS ROMAE

10 qua corpus e1 us quiescit, et Alexandri < > martiris [et sanctac


1

Sabinae <» maniris. Deinde etiam in aquilone pane ecclesiae Sancti


Pauli paret ec[cJlesia Saneti Aristi <1> et Sancta e Christinae et Sanctae11
Victoriae, ubi ipsi pausane]. Deinde discendis ad aquilonem, et
5 invenies ecclesiam Sanctae Candidae (4) virginis et martiris, cuius
corpus ibi quiescit. Discendis in antrum et invcnies ibi innume-

1-4. Le parole tra pareittesi so110 seri/le parte 11ell'il1tcr/. e parie i11 margine
da/1.1 steun mano che ha fallo l'ag&iuntn preceJn1te. 4. \Ìctorc cod. 6. Discendi~]
Ln prima s nel/ 'interi.

(1) Chi sia stato questo Alessandro, p. 434); sebbene nella copia dell'mo i11-
\'Cner:ito nella chiesa di S. Felice non si cis.1 in marmo, e tuttora conservata, si
s:t (cf. DE Rossi, Roma sol/. I, pp. 182-3 ). legga « monasterium S. Aristi " (StL-
(2) La Sabina, che compare qui in \' AGNJ, /user. e/iris/. n. 4790). D'al-
un'aggiunta al codice, pare sia da tra parte, accettando la lezione Aristo,
identific.ire con quella del!' antico titolo come personalità diversa dall'Edisto
del!' Aventino. Un.1 martire di questo martire laurentino, scomparirebbero i
nome nou figura nel martirologio ro- vincoli di parentel,1 con le due martiri
mano del 1v e v secolo, e la sua feste\ insieme con lui ricord.tte nella leggenda,
è semp re celel.irata nell.1 chiesa del- e non si vedrebbe la ragione per l.l
1' Aventino, non già nelle catacombe. qu3le l'autore ddb nota marginai.:
Ed ali' Aventi no taluni riferiscono l'e- avesse potuto associare con Aristo, sulla
spressione della Passio (Acta Ss. 3ug. via Portuense, una martire venerata a
VI, p. 504) « oppidum Venùincnsium" Bolsena e un' ahrn in Sabina rcf. DE-
(= A,•entincnsium »);cosa che farebbe LEHA VE, S. HMi sie t'I S. Oreste in A 11t1·
riportare in Roma anche le altre indi- ltc/11 Boli. XLII, 1924, p. p 5 sgg.; LA'I·
cazioni topografiche dello stesso docu- 7.0NJ, Le d10crsi d'Italia, I, pp. 102-3,
mento. Con ciò verrebbe contradctta 536-41, 348-50).
l'opin ione del Dufourcq, e di altri, da (4) Anche il Mnrtirolcigio Ccro11i-
noi rift:rita nel voi. I, p. 246 nota 2. mia110 indic:t santa Candida: « :td Urs(1m
Cf. I<rnscll, Die 10111. Titelki1c/ie11.pp.99 "Pilt:atum" (3 ottobre), "in 'imiterio
e 165-6 e in Lex. f. Tbeol. 1t. J<irclit, « l'ontiani » (2 dccembre); e di una
IX, col. 51; LANZON t, T tifo/i pres/11te- matrona Can<lid.1, che avrebbe sepolto
rit1li, pp. 251-2; DFLEHA\'F. in Arta Ss. il .:orpo di s;in Pime11io, si parl.1 nella
nov. II, 11, p. 475 addita111t11/11. P11ssio di lJllCsto santo tin D1:.n11A YE,
(3) 11 SA \ ·10 (S. E.listo od 01 esu r op. cit. p;1g. 263). Il DELEHAYE (ibiJ.
co111pa~11i 11111rtiri di La11rm/tl in R1•111. p. 140) non crede di poter identific~re
Q1111rtalsc/.or. XXIX, p. 29 sgg.) ri- questa con la C.indid.1 del m.1rtirologio;
conos..:ercbhc nrl gruppo agiografico ma non ritiene tull.l\'Ìa improbabile
qui ricnrddto s,1 111 ' Edisto, con 1.1 fl?(li.1 che l'agiografo abbia pt:nsato alla s:tnta
Cristina e l.1 sua domc;tica Vittori:1, che ripos:l\'.t nel cimitr10 a1I Ursu111
uccisi .1 L:tun:mo. e più t.mii tr.isror· Pilt11/11111 :1 fianco Ji Pimenio. La bJ-
Liti a Ronu. L' n « mon.1Mcri11111 S. I le· 'ilk.1 \'Cune rinnov::it.t da AdriJno I
"Jisti " pr.:sso I.i chiesa <li S. Paolo (Li/i. l'v11t1f. I, !'· 509). Cf. SnccR,
.1pp.1re in m1.1 ,1,m.11ione fatta d.1 CRF- Dit 10111. l\11t.1k. p. 2tl 1 e Ro111 .•\!.11 t_1 1.
GORJO 1 nel 6»4 (Regi1/1. tpist. t. Il, '· p. 2lli.
~OTITIA ECCLESIARUM

rabilem multitudinem martirum: Pumenius <•> martir ibi quiescit,


et Milix <» martir in altero loco, .et omnis illa spelunca inpleta est
ossibus martirum. Tunc ascendis et pervenies ad Sanctum Ana-
stasium hl papam et martirem, et in alio Polion <•l martir quic:scit.
Deinde intrabis in ec(c)lesiam magnam: ibi sancti martires Abdo et 5
Sennes quiescunt. Deinde exeas et intrnbis ubi sanctus lnnocen-
tius <s> papa et martir quiescit.

(VfA ÀURJ!UA.)

Deinde ambulas ad sanctum Pancratium <6>, cuius corpus quie-


,, in) I corr. su a cO<i.

(1) Secondo la Passio, il prete Pi- (3) Del papa Anastasio (399-40 1)
menio sarebbe stato sepolto «in cripta, cosi dice il Li/ler Po1itificalis (I, p. 218 ):
« in cimiterio Pontiani ad Ursum P i- t< sepultus est in cymiterio suo ad
« leat um » (DELEHA Yll, Étude cit. p. 263, « Ursum Piliatum ». L'espressione
cf. p. 124 sgg.; Martirologio Gero11i- «in cymiterio suo>>, s ta ad indicare,
mia110, 2 decembre). In questo cimi tero, come osserva il Duc11ESNE (ibi<l. p. 21 9
sopra il muro di chiusura dcl cubicolo nota S), che Anastasio aveva nel
sepolcrale di Milix e Pimenio, si vedono grande cim itero di Ponziano la sua
ancora le immagi ni dei due martiri: tomba in un luogo speciale. Questa
il primo col vestito proprio della corte però non si è rin\'enuta. Cf. Marli-
bizantina, il secondo con l'abito dell e rologio Gero11imiauo, 19 decembre.
figure sacre (cf. W1LPE1ff, Le pillure &c. (4) Nel cimitero di Ponziano, Pol-
pp. 45 3-4 e t av. 255, 1). li nome di lione è rappresentato in un affresco, fra
Pimenio si legge anche nella iscrizione i san ti Marcellino e Pietro (cf. W JLPERT,
delle rel iquie trasferite alla chiesa di Le pillw·e &c. p. 453 e tav. 255, 2).
S. Silvestro i11 Capite; e in due altre Fu probabilmente un martire panno·
iscrizioni ritrovate sotto l'altare mag - nico, in Ponziano soltanto venerato,
giore di S. Salvatore i11 Co1·te nel Tra- o di cui si trovava ivi qualche reliquia,
stevere (cf. B11ll. arcb. crisi. 1891, pa- perchè dietro la pittura che lo rappre-
gina 149 sgg.). senta non v'è alcun posto per il suo
(2) O ltre alla rappre~entazione di sepolcro (cf. MANNA, Co11fributi n/lo
cui abbiamo p:irlato nel la nota prece- studio del ci111iltro di PonzJa110 sulla
dente, Mii ix figura pure nel!' affresco, vin Porlumst, p. 179; STYG llR, Ròm.
che decora la parete di prospetto del Miirl)•r-. I, p. 277 ).
sepolcro di Abdon e Sennen, a fianco ( S) Anche della sepoltura di q11es10
<l ei due martiri: qui port:t, come sol- papa (401-17), che il Liber Po11-
dato, la tunica succ inta e la clamide tificalis (1, p. 222) dice essersi tro-
(cf. W!LPERT, Le pitture &c. p. 79 e vata « in cym iterio ad lJrsum Pi lea-
tav. 258). Il nome ricorre in un graffito " tum » ( cf. Martirologio Get'011ì111iauo,
del cimitero <li Ponziano ( cf. DE Ross i 12 marzo), non i: rimasta traccia.
in 811/1. arch. crisi. 189 1, p. 150), e (6) È il cel.,bre giovi netto, cono-
nelle iscrizioni di S. Sil vestro i11 Capite sciuto soltanto attraverso la Passio leg-
e <li S. Salvatore i11 Corte citate. genJaria, che pa re debba riportarsi al
URBIS ROMAE 93

scit in formosa ecclesia via Aurelia, quam sanctus Honorius papa


magna ex parte reaedificavit, et in illa ecclesia intrabis longe sub
terra et invenies Ardhimium <•> martirem, et in altero loco sanctum
Paulinum <•>martirem, et in altero antro sanctam Sobiam martirem
5 et <luae filiae eius Agapitc et Pistis hl martires, et ascendis sursum
et pervenies ad ecclesiam; ibi quiescunt sanctus Processus et Mar-
tinianus sub terra, et sancta Lucina ''irgo et martir in superiori.
Deinde pen·enies eadem via a<l sanctos pomifices et martires duos
Felices <4>. Postea ea<lem via pen·enies a<l ecclesiam : ibi in veni es

2. parte reaedificavll) par tcrc ocdifìcuvit cod. 5. filli cod. 6-7. manlanu• cod.
7. In ripetuto due volte.

\' I secolo (cf. FRANCHI oF.' CAVALil:RI. parla di una rinnovazione integrale
Drlla lrggwda di s. Pa11c1·a\iO 10111ano in ( "a solo»); ma non c'è discordanza
Studi e Tuli n. 19, p. 77 ~gg.). Avrebbe col «magna ex p:irtc »del nostro testo,
sofferto il martirio al tempo dì Diode· perchè alcuni muri del I\' secolo sembra
zbno, sull'Aurelia, e Octavilla lo sep- siano stati consen•atì. La chies1, che
pellì nella vìcìna catacomba «in sepul- esiste sempre 'ullo ~ tesso posto, i: st 1tJ
« çhro novo» (cf. Martirologio Gtro- ri fott'1 in tempi moderni. cr. PESARll'I,
11i111ia110, 12 maggìo, cod. di llern:1). La '' ipta stpolrralt di s. Pa11cra~io t la
Sul sepolcro del martire forse sor· sua basilica sulla v ia A111tlia in N. Bui/.
geva una piccola chiesa fin dal 1v se· arcl1. crirt. XXVIII, p. 71 sgg. ; Fu-
colo, poi ingr~ndita d:i papa Simmaco SCIARDI, Catacombe, basilica t c011vwlo
( lii•. Po11tif. I, p. 262). GR1,coR10 0 1 di Sa11 Pa11cra'{io, Roma, 1929; STYGER,
Tou11s dice che la tomb:i di P:in- Rom. Martyr. I, pp. 269-7 1.
crJzio era collocata al di I.\ d~i CJn· (1) «:\rthc.:111iu11111.
celli posti sotto l'arco del coro (Liber (2) Cf. p. 36 nota 3.
i11 gloria 111art)'r111n, cap. 38); e la basi- (3) Cf. p. 36 nota 4.
lica dovev.i essere :ibbast:1111a spazio~a. (4) I due pontdici I-dice I (t 2 j 4 l
perchè \'Crso lo stesso 1empo G1uco1Ho e Felice Il (t 365 ), che, st:indo 111che
~I ACl'W convocò h il popolo, pronun- :ille noti1ie le~gc11d.1ric accolte nel
dando un'omeli 1 in occ.1sio11c della Liber Po11tifi(lllis (I, pp. e 58, 21 1 ) , erano
lesta dcl santo (Homil. 111 Eu1111geli11, vc.:ner.iti nel \ ' I \CColo in una b:isilk.1
Il, 27 inM1C'IF. P. L. LXXVl, col.1 204). .11 secondo migli11 della viJ Aureli:i.
01101 io I trovò la basilic:1 cc vc1ust.11e ! Ma è noto che Felice I fu se polto sulla
« conrect.1111, extra corpu~ mart \·ris ne.' via Appia nel ci111i 1ero di Callisto, e
1• glectu :11niquitatis extrnctam » ; e non è conosciuta nè ;1111111i~sibile un:i
«abrasa vctustat is mole, ruìn:1q ue mi- 1rn~l :11icmc sulJ',\urcli.1. Invece qui
" n mtc • .i fundamentis novitcr plebi \'erme re.1lmente seppellito Felice 11.
"Dd construxit, et corpu~ nurt\•ri\, r.letto papa dopo che Lib<..rio nel 355
u quoJ "" obliquo :iu:ac iaccl>.ll, alt.iri lu mand:110 in i:~ilio d:ill' imperatore
"insignibus ornato mt!t.11li~, lorn pro· Costanzo, non fu riconos.:iuto d:il po·
"prio colloc:wit " (DE Ro~c;1 , Insci . polo, e qua11Jo Liberio tornò, nel 358,
c/mrt. Il, p. 24 n. 28 e p. 15 6 11. 5). l·gli dovètte ritir.1r~i, n.:: 'i p:trli) piu
And1t: il Liber Pc>111iji(tl/i< ( I, r. )24) di lui. fu propria111\:J\l c! .111tip:1p:i, però
94 NOTITIA ECCLESIARUM

sanctu111 Calistum papam et martirem, et in altero [loco] m supe-


riori domo sanctu'> Iulius <•> papa et martir.

[ V1A CoRNEUA.]

Et sic intravis via Vaticana donec pervenies ad basilicam Beati


Petri, quam Constantinus, imperator totius orbis, condidit, eminen- 5
tem super omnes ecclesias et formosam, in cuius occidentali plaga
beatum corpus ei us quiescit <».

1 . loco supplisce de Roui. in ripetuto due 1•0//e. 4. bassilicam cod. S· Con-


stantìnus] con 11el/'i11terl.. e 11el rifrO, in cnrri1po11:iem;n, rasura. orbis] or bis, con
rnsurn 11el meno. end. 7. Qut se;p1e il pa110 relativo ad alcune clrieu di Milano,
eo11 i s1111ti elle vi riposm1a110.

l:i leggenda ne ha fatto un s.tnto ed un adattamento di un anteriore sepolcro


un martire. tr:isportando presso il suo pagano, avrebbe eretto una memoria il
sepolcro anche la tomba di Felice I. prete, poi papa, Anacleto (Lib. Po11tif
Il sito del cimitero dei «duo Felices » 1, pp. 55, 12 5) e più tardi costrul una
si è voluto riconoscere a destra della grandiosa basilica Costantino (ibid. I,
via Aurelia, presso il bivio con la via pp. 79, 176), che col tempo divenne
del Casale di Pio V entro la vigna Pd- l:t principale dell'Urbe. All'estremità
lcgrini, O\'C è l'ing resso ad un piccolo della navata di mezzo, sopra il sepolcro
intreccio <li gallerie completamente:: de- ddl' Apostolo, incurva vasi l'arco trion-
vasta te. Il Liber Poutifiralis (locc. citt.) fiile, ricoper10 da un grande mos.iico,
attribuisce la costruzione della basilica, in cui l'imperatore era rappresentato
dove avrebbero riposato i due Felici, in atto di offrire al Salvatore ed al
t.into a Felice 1 qunnto a Felice II; principe degli Apostoli il modello della
e non è impossibile che:: quest'ultimo nuova chiesa (cf. A. L. FROTHINGHAM in
avesse edificato il santuario in cui venne Rwue arcbiolo~ique, I, 188 3, p. 68 sgg.;
deposto. C:f. K1Rsc11, le 111m1orie dei CASPAR, op. cit. I, pp. 124-5). Una
martiri sulle vie Aurelia e Co111elia, didascalia in lettere d'oro commentava
p. 76 sgg. e Dir Grahstiille der Ftlicrs cosi la figurazione:
d110 p011tificts ti 111arl_1ns a11 der via A11- Quod Ju;e I C' mundus ~urrexit in astrA triumphans
1 rlia in Rt1111. Q1mrtal;·chr. XX X Ili, I-I.mc Consta.ntinu!I: viccor 1ibi condiJit :mlam.
1919, p. t sgg.; StLVACNI. Ln topogr11ji11 (SIL VAGKC, fosu. "" ist. n. 4092).

cimìlerialr della vili Aurelia in Rit'. nrrb. Un'altra iscrizione, posta nell'abside,
crisi. IX, pp. 1 io- 3; STYGHl, Rii111. es:1lt,1va la magnificenza delJ'opera di
Miirtyr. l, p. 273. Costantino, e di uno dei suoi figli
( 1) li pipa Giulio I non era morto (Costante) che l'aveva completat:1 (ibid.
m:1rtire (cf. f<IRSCH, Le 111em. dei 111a1·- n. 409~) . Il Ubn Po11tificalis non ci dà
titi s11/lt v ie A111 elir1 e Cornelia, p. 8"1). della chie::s.i un.i descrizione sistema-
(2) La via \'nticana è la via Cor- tica, e troppo fuggevoli notizie o cir-
ndia, presso b qu:ile:: fu sepolto san coscritte a semplici particolari ci hanno
Pietro dopo il martirio. Sulla tomba lasciato PAOLINO 01 NOLA (Epislll/ae,
di lui, costituita, a qu:rnto sembra, da Xlii, 13, eJ. HARTEL) e PRUDENZIO
C R R I S H O ~I :\ E 95

Intr.intc [te] in porticum Sancti AnJreac (•), occurrit tibi in


~ inistra manu altare S.tncti Laurcnti C2 >, dcindc Sancti Viti, deindc
1. Nel coJ. f- in mar;.rùu. ,fa /a/1111n 111terprelo/o Po~tca 1'111 pr11bab1/mente 1/
"'Il'"' dov('l'a richiamareil lell,,rc "" r1turno dello 11arr<1;ltl111' ad ar11omento ro1110110
dnpo l'tnltrru;iont 1opra 111di.-a1.1. [te) a;<g1u11;:e .le Rn.ul. porilum cnn ci Of:gtunto
nell'tnlt'rl. cod. saoctac co.J.

(Perisl1pha1w11, Xli, vv. 31 - 2); meglio Cìt·iltti Cuti. L.\XX\'I, Il, pp. 247 sgg.
informato, attraverso il diacono Agi- e ;87 s~g.; Jll, p. 167 sgg.; M. Cu-
lulfo. sembra GRLCORIO 01 T ouRs ( L1b. RATI, Docw11e11ti t 1 iarcbt per la storia
in glorill marlyrum, Cdp. 28; cf. Ou· dell'a11tica basilica l'utira11a . I. T1BERt1
CllESNE, Le Li ber Po 11tifie11 li s ALPHAR '"' 1 Dt B111ili<ar Vatic1111ar a11-
w Ga11lr a11 vie si}clt in JW1111g. J'a1 eh. ti~uiss1ma ~t 111n 111 Slt11rtura in Studi e
ti ,/' lnst. Il, 1882, pp. 2 77-8). Le Ji- 'Jesti n. 26, 1914; llu11 sHs, Le chuse
11u:ns1oni Jcll'cdificio ci sono pervenute di Roma 11el mtdio rt•o, Firenze, 1927,
Jtlra1:erso un frammento Ji antologi.1 p..pi!; A. MuNoz, S. Pìrlro ùz Vali·
cpigrJlica dcl \'Il secolocirc.1 (coJ. PJri~. e 1110, Roma, s. d.; CutRAMY, Sawt-
1\071. c. 61). Della primiti1:J forma Puirt de Ro11u, l'.ms, [1933); H.CHRIST,
della f.icci.1ta .1bbiamo una r:tpprc- Z11r E1klàr1111;: dts T-Jor1111ge11 C,11md-
stnta7.ionc in un codice di Farfa Jd risses ~r h'o11st.mlir1iuhtt1 I'ttt1 sin rdu
secolo x1 (Eton College n. 124; cf. 111 Rom in Rh•. 111c/1 crisi. Xli, p. 193

GRISAR. An11lrcta Rom. I, p. 465 '~K· ~gg.; G. TARDI);!, Bas1l1ca l'a11,-1111a e


e t:iv. X). Questa antica basilica scom· 801gbi, Roma, (1937].
p:irvc tra i secoli xv e X\I; la demo· l•J li portico dell:t chiesa e.li S. An·
li7.ionc ini1iata sottt1 Nicolò \', fu com JreJ. Questa cr.1 un:i delle tlue rotonde
piuta da Giulio II. Alla ricomuzionc destin:tte in origine :i sepoltura della
.:nncor:.cro il Bramante, 11 Sang:illo, RJf· famiglia i111pcrL1lc, 111a che :tve,·a ser-
facllo e Michelangelo. li .Maderno, sollo vito ben poco ai lini per cui na stata
Pao!o \',condusse a termine h f.iccia1a, costruita. 1-u tra~formau in chiesa
e AlessanJro \'li affidò al Bernini JJ papa Simm.ico al principio dcl se·
I' innJlzamcnto dcl colonn:ito. Cf. Du- colo\'! (Lib. Pc1ntif. I, p. 16 r) e distrutta
cui::s-.; E, Lib. Po11lif I, p. 193 not.t 61; verso il I SQO. Cf. m Ro~1. ]user.
GR1S~R, op. cit. p. 274 sgg.; :\. SrA· chrisl. Il, p. 221 11ota 1; Ot.:CHES:-.E,
l'\LTON 8ARNES, Saint Ptltt i11 Romt Valtea11a in ,\ flla11g. 1t'a1ch. ti tfbist.
1111d bis lo111b 011 lhe Vatica11 llill, Lon- XXII, 1902, pp. 389-90. 394-398; CEK·
don, 1900; KEHR, llalia Po11t1jicia, I, RA TI, op. cit. p. 1 3 l nota 1; 11. Km. THF,
pp. 132-3; W1LPER·r, Das Grab du Z11111 Mausolr111n do westnimisrbm Dy-
hl. l't'lrus im Licbtt dtr gtSchìclitliclw1 111islie bei Alt-Sa11kt-Ptttr in /<0111. Mili.
Nacliric/ile11 in Verei11sclirift ./ 11 do X LI, 1931, p. 19 sgg.
Gorrtsgm 1lschafl, 1907, p. 7 sgg. ; Io. L11 (2) Questo, e gli alt.11i che seguono,
lt•mba di san Pietro, Roma, 1ci22; Io. L.1 erano dentro h chi..:~.1 Ji S Andrea.
lmnba Ji s. Pietro in Riv. 11rch. '' ist. 11 Liber Po11tifu1ilis (I. p 261) tralascia
XIII, p. 27 sgg.; LIETZ\IAN"I, PttrrH Lorenzo e \'ito, che può compkuno
1md Pau!11s, p. 190; Cu. Gu1c~a.BERT, lx:11e, con la ni.:.;hi.1 J'entr JlJ e quella
La slp11lture de sairzl Pitrrt in Rnmt Ji fondo consacrata a ~ant'..\ndrcd, I.i
bisloriqae, CLX \'Ili, 1931, p. 22 S sgg.; serie degli .iltJri, corrispondenti alla
[Cf.tt), Sulle memorie t 11101111111e11li dt1 rotonda orl11cliora (d. D1,;cui-:sN1-., Vati-
ss. apostoli Pietro e Paolo a Roma in ccwu, p. 390).
NOTITIA ECCLESIARUM

Sancti Cassiani <•l, deinde ipsius Andreae in medio rotundae; et sic


Sancti Thomae, et sic Sancti Appollinaris, novissimeSancti Syxti <2 >.
Egrediente vero, accipiet sanctus te Martinus <i>, et deducet ad san-
ctam Petronellam C4l. ! bi te primo accipiet Salvator mundi <s>, adsi-
gnatque sanctae Anastasiae, et illa sanctissimae Genetrici Dei, quae 5
te commendat sanctae Petronellae, ut te ~educat ad filium ·suum
Salvatorem mundi, qui te per beatum Theodorum mittit ad san-
ctum Michaelem archangelum <6>, ut eius suffragio iterum ad san-
ctissimam suam Genetricem <1l deducaris, ut illa te reddat XII Apo-
stolis <8l, qui per beatum Petrum (9) principem apostolorum iterum 1 o
mittunt ad sanctam Mariam <•0 l. Ex cuius latere sinistro te Leo
4·5. adsii;natque] d su rasura 5. genetrfcls cod. 7. beatum] e nell'inter/.

( 1) Nel Liber P011lijicalis (I, p. 261 ): (6) Nel vestibolo che univa la chiesa
« sancti Cassiani et sanctorum Proti di S. P etronilla alla basilica Vaticana.
«et Yacinti» . L'ALFARANO (CERRATI, op. cit. p. 132)
(2) Errore, per « Sossi i » (cf. Lib. lo iodica «a dextera parte dicti vesti·
Ponti/. I, p. 261); un diacono dell:l (\ buli in angulo ad occideotem ».
chiesa di Miseno ricordato negli Atti (7) L'oratorio costruito da Paolo I
di san Gennaro (Acta Ss. sept. V I, (Lib. Ponti}. I , p. 465 ; cf. DE Rossi ,
pp. 866, 870; cf. DE Rossi, foscr . christ. foscr. cbris t. II, p. 22 S n. S). Portò il
Il, p. 246 n. 8 a) nome di S. Ma ria in Oratorio e anche
(3) L'altare di S. Martino « a nte de Ca11cellir, dai cancelli di bronzo che
« Sanctum Andream » è menzionato ne precludevano l'ingresso alle donne
nel Liber Po11tificalis, 11, p. 33. (cf. P. M ALLI O, Descriptiobasilitae Vati-
(4) L'altra rotond3, la più occiden· canae in DE Rossi, lmcr. chrisl. Il,
tale, in cui erano stati sepolti Maria p. 20 3 n. 9; M. VEGIO, De rebus an-
moglie di Onorio, Teodosio 11 ed altri tiquis memorabilibus basilicae S. Petri
membri della famiglia im periale, fu co- Romae in Acta Ss. iun. VII, n. 125;
minciata a trasformare in chiesa da l ALi'ARANO, p. ..p).
papa Ste fano II per trasferirvi, dalla v ia (8) Non se ne ha altrove notizia.
Ardeatina, il corpo di santa Petronilla, l9) Corrispond~ all'oratorio di S. A-
secondo un desiderio espresso dal re driano, dove fu seppellito il papa A-
dei Franchi Pippino il Breve. Il tra- driano L lvi per un certo tempo venne
sferimento avvenne poi sotto il succes- custodi ta la cattedra di san Pietro (cf.
sore Paolo I, nel 757 (cf. DuCHESN-E,. CERRATI, op. cit . p. 41 note 1 e 2).
Vaticana, pp. 390-1 ). Fu distrutta , a ( 10 ) Il CERRATI (op. cit. p. 40 nota 1)
causa dell 'erezione della nuova tribuna dice: u credo s i debba supporre non
m eridionale di S. Pietro. tra g li anni «appoggiato al muro ma elevato in
151 4-9 (cf. K oErnE, o p. cit. p. 13). «mezzo alla navata: in tal modo si
(S) Da qui a Teodo ro si indicano «capisce come il pellegrino, giunto là,
i sei altari che si trovavano entro la «avesse a sin istra l'altare di $. Leone,
chiesa di S. Pet ron illa, e che con le «e che dovesse tornare a passarvi vi-
due porte venivano a corrispondere <il le « cino quando dall'oratorio di S. Leone
celle di quest'altra rotonda oclachora. «si avvia va verso l'altar maggiore»-
URBIS ROMAE 97

papa<•> acc1p1et, re<lditque iterum eiJem Genetrici Dei <», cuius


auxilio tandem pervenies per cryptam ad caput beati Petri <1> prin-
cipis apostolorum, et exinde pervenies ad altare ~iaius eiusque con-
fessionem <•>, et exinde, post fusas poenitentiae lacrimas, vadis ad
5 locum uhi idem beatissimus apostolus apparuit cui<lam m:msionario
suo <s>. Tum ad eiusdem quoque Sancti Apostoli altare, quod no-
mine Pasroris nominatur, ubi ferunt lapsum mansionarium per
bcatum Perrum apostolum a ruina esse defensum <6>. Tum etiam
1. Corr. su acclples 2. per cryptam] Tra le due parole 11na /ti/tra abra1a.
~· pocnilcntiae] la prima e corr. 1u n

( 1) La tomba di Leone I fu in ori- « ligneis g radibus sub lampade pos1t1s,


gi ne nel portico; in seguito (688) venne « stabat, et lampadis rcCovcbat lumen,
tr:tsportata entro la chiesa da papa Ser- « cum repeote beatus Petrus aposto-
gio, che l'adornò di marmi, di piuure " lus in stola candida deorsum in pavi-
e mosaici (Lib. Po11l1f. I, p. 375; S1L- cc m ento constitit, ciquc dixit: "Con-
VAGN1, l11Scr. christ. n. 4 148 a;cr.CEP.· • liberte, quare tam ci tius surrexisti?"
RATI, op. cit. p. 38 nota 4). «Quo <lieto ab oculis aspicientis eva-
(2) V. p. 96 nota 10. " nuit ». La cc ianua » a cui si ac-
(3) Poichè è certo che il capo di cenna era quella con la quale si
san Pietro non fu mai conserv:ito fuori chiudevano i pectoralia dinanzi alla
del sepolcro, distaccato dal corpo, e confessione (cf. DE Rossi, /user. chrìst.
no n è credibile che, nel secolo v111 Il , p. 227 nota 13).
la tomba dell'apostolo fosse accessibile t6) Quest'altare si trovava sulla si-
a chiunque, il DE Rossi annota ( fo scr. nistra di chi usciva dai cancelli avanti
christ. Il, p. 226 nota 11): «opinar la confessione. Nd Lrber Po11tific:11is
« cryptae, id est hypogaei co11ftssio11is, (Il, p. 116) è Jeuo ornlol'i11111 Beati
« partem sanctiorem,quae adiri poterat, Postoris mar/Jris e in MALLIO tin oE
•ab anon ymo dici ad caput beati Ptlri, Rossi, !11Scr. c/Jrist. II, p. 219 n. 100)
• quod supra ipsum apostoli caput im- sanctus Pastor; ma, come osserva giu-
• mioeret ». stamente il DE Rossi (ibid. p. 227
(4) Sopra la cripta era situata la nota 14), la pa rol:t cc Pastoris » nel
confessione, cioè una cappella o groua, nostro anonimo deve riferirsi a una
in cui si apriva un pozzo, chiuso da due qualche rappresentazione di pastore,
grate, e attraverso il qu ale, solunto, si anzichè al santo di questo nome. Il
poteva vedere la camera sotterranea in CERRATI (op. cit. p. 60 nota 1) pensa
cui riposava l'Apostolo. Al di sopra che nell'altare potesse essere raffigu-
della confessione sta va l'altare mag- rato il Signore che dice a san Pietro:
giore. Cf. DucHESNE, L1b. Po11tif. I, «Pasce oves meas ». Il titolo di
p. 194 nota 61; CERRATI, op. cÌI. p. 27 « pastor » d:i to a san Pietro ricorre
nota 1. anche in GREGORIO MAGNO (Dialogi,
(5) Dell'app:iri2ione a Teodoro, cu- III, 2 5) e in una epistola di Stefano Il
stode della chiesa, parla GREGORIO (MtGNE, P. L. LXXXIX, col. 1022).
MAGNO in Diologi, III, 24 : u quadam Non sappiamo invece a che cosa pre-
• nocte dum citius ad melioranda iuxta cisamente si alluda con la salvazione
u ianuam lumina surrcxisset, cx more del mansionario.

Cod. Toposr., Il. 7


NOTITIA ECCLESIARUM

tibi pergendum est ad porticum uhi vivificae crucis vexillum ser-


vatur <•>, teque ad fontem ingrediente altare est in ·muro Beati
Georgii martyris <1 >; tum ad Sanctum Iohannem Evangelistam,
eoque salutato pervenies ad Sanctum lohannem Babtistam <i>, coque
<lucente curre ad Praesepe Sanctae Mariae Ci), eoque osculato perge 5
ad porticum Petronellae, gaudensque ascende ad Gregorii lectum,
patris sancti, in quo spiritum reddidit, Deo datori dignum munus,
et ibi ha bes alta ria .xt. <s>; indeque discende atque festina ad ora-
tionem Sanctae Mariae, quae Antiqua dicitur <6>. Deinde ad bpides

+· ba6 cod. 6. lec1il? cod. 8. adque rod. 8-9. horat!onem cod.

( 1) L'oratorio della Santa Croce luogo dove fu aperta nel 1300 la porta
costruito da papa Simmaco (lib. Po11- santa. Giovanni VII lo aveva deco·
tif. I, p. 261) e che anche MALLIO (in rato di mosaici (Lib. Pontif. I, p. 385).
DE Rossr, Inscr. cbrist. Il, p. 2o6 ( S) Il portico di Petronilla non
n. 28) indica • iuxta fontcm ». Già è menzionato altrove, ma se ne può
fatiscente al tempo di leone 111, venne determinare la posizione, sapendo che
da questo papa rifatto e decorato di la c:ippella di S. Gregorio era situata
marmi preziosi e mosaici (Lib. Ponti/. presso la b:isilic:i, a destra del portico
Il, p. 17). Fu distrutto sotto Nicolò V di entrata. Di quest:i si ha ricordo
(cf. VBGIO, n. 116). anche nel liber Pontificalis (Il, p. 196):
(2) Il fonte battesimale rimontava « oratori um Beati Gregorii ubi eius
a papa Damaso (cf. os W AAL, Das « lectus habetur, iuxta ecclcsiam prin·
Baptisterium des Papstes Damasus bei « cipis apostolorum ». Quanto agli un·
St. Peter in Rom. Quartalscbr. XVI, dici ahari, poich~ sembra impossibile
1902, pp. 58-61; FBRRUA, Dei primi potessero esser contenuti io cosi piccolo
Ballisleri parrocchiali e di quello di spazio, si è dal DE Rossi congettu-
S. Pitlro in particolare in Civiltà Cali. rato (lnscr. cliri$I. 11, p. 228 nota 20)
XC, ll, p. 1 50 sgg.). Leone III lo che si trov.1ssero nella contigua basi·
ampliò per adattarlo ai cresciuti bisogni lica di S. Vincenzo; e il DucHESNE (Vati-
del tempo, e lo abbelli (lib. Po11tif. II, ca110, pp. 420-1), riprendendo una
p. 17). All'età del Vsc10 (n. 116) era tale congettura, e notando che dopo
distrutto; ma si vedevano ancora i ca- Stefano V non si fa più parola d'un:i
nali sotterranei. Dell'altare di S. Gior- cappella di S. Gregorio nel luogo sud-
gio non si ha altra memoria. detto, non crede improbabile che 1:1
(3) 1 due oratori di S. Giovanni chiesa di S. Vincenzo fosse identica
Battista e di S. Giov:inni Evangelista all'oratorio detto del letto di S. Gre-
furono costruiti da Simmaco " ad fon- gorio, e che vi sia stato un cambia·
• tem » (lib. Po11tif. I, p. 262), e cono· mento di nome, tra il Ix e il xli secolo.
sciamo le iscrizioni che vi erano appo- (6) Il Dli Hosst (Imcr. r/Jrist. II.
ste (StLVACs1, foscr. chi ist. nn. 4137, p. 228 nota ai nn. 21-23) pensa che
4138). Cf. CSRRATI, op. cit. p. 49 nota 2. pos:.a alludersi all'immagine della Ver-
(4) Dice • curre •, perchè l'ora- gine che si trovava nel portico frontal.:
torio era lont11no dalla parte della della basilica e di cui parla l'ALFARANO
basilica fino ra descritta, e ,cioè nel (p. 117).
URBIS ROMAE 99

purpureos, qui in medio pavimento iacent et in modum crucis positi


sunt <1 >; et exinde ad corpus sancti patris Gregari <» eundum est,
et ex eo loco ad Sanctam Mariam quae Nòva dicitur Ci>.

( 1) Sempre nel portico di fronte. l'epitafìo. Cf. CeRRATr, op. cit. p. 86


(:i) Il corpo di san Gregorio Ma· nota 7; M. ANORIEU, la chaptlk de Saint
gno era all'~tremità sinistra del · por· Grigoire da11S l'a 11citrmt basiliqut Va.
tico per chi entrava nella basilica, lica11e in Riv. arcb. crisi. Xlll, pp. 61-3.
«ante secretarium • (Lib. Po11tif. I, (3) Credesi sia l'oratorio costruito
p. 312; GIOVANNI DIAC. S. Gregorii M. da Paolo 1 ( Lib. Pontif. I, p. 465),
vita, IV, 68; MALLIO in DE Rossi, chiamato S. Maria nd Grada (ibid. loc.
1'1scr. cbrist. 11, p. 209 n. 38). lvi sor- cit.), e poi ili Turri (ibid. 11, p. 339;
geva un altare ( Lib. Po11tif. 11, p. 18 MALuo, op. cit. in Acta Ss. iun. VII,
e p. 42 nota 7 3), e si leggeva un'iscri· n. 122; t\LFARANO, p. 126). Si tro-
zione sepolcrale, di cui si può veJere vava ai piedi del campanile innalzato
il testo in SILVAGNI, fom·. clirist. da Stefano Il, e poteva bt:nissimo, nel
n. 41 56. Più tardi il corpo fu traspor· tempo in cui scriveva il nostro ano·
tato Ja Gregorio IV nell'interno della nimo, esser detto novo. Cf. DE Rossi,
basilica (Lib. Po11tif. Il, p. 74), ma nel luscr. christ. Il, p. 228 nota 24 ; (ER·
luogo dell:i primitiva sepoltura rimase RATI, op. cit. p. 126 nota 1.
DE LOCIS SANCTIS MART YRUM QUAE SUNT
FORIS CIVITATIS ROMAE.
ECCLES IAE QUAE I NTUS ROMAE HABENTU R

Il DE Rossi (Roma sott. crùt. I, p. 136) osservò che


anche il titolo di questo itinerario, De loàs sanctù
martyrum quae sunt forù àvi'tatù Romae, non rispondeva
esattamente al suo contenuto, poichè, ·oltre ai luoghi
suburbani, sono indicate in esso le chiese dentro la
città; ma a noi se mbra che non vi sia inesattezza, e
che si tratti di due parti distinte, delle quali la prima
ha per titolo De loàs &., la seconda t lstae vero
ecclesi'ae 1:ntus Romae habentur.
Il testo ci è stato tramandato da tre codici:
A = cod. della Bibl. Nazionale di Vienna n. 1008,
già di Salzburg n. 178, membranaceo, del secolo ix o x,
il più corretto di tutti. Contiene opere di sant'Ago-
stino, di san Girolamo, di san Gregorio Magno, di Eu-
cherio vescovo di Lione e altr i scritti di carattere reli-
gioso o riguardanti cose naturali. Alla fine, tra un
sermone per la domenica dopo l'o ttava di Pasqua e
un De ortu et obi'tu Patrum, trovasi l'itin erari o (cc. 189 v-
191 r).
B = cod. della Bibl. Ui:1iversitaria di Wilrzburg
Theol. fol. n. 49, membranaceo. L' i ti ne rari o sta di
102 DE LOCIS SA?\CTIS MARTYRUM

seguito al Martirologio di Beda, ma sembra di mano


un po' più recente; e cioè del secolo x, mentre il Mar-
tirologio pare del 1x.
C = cod. della Bibl. Nazionale di Vienna n. 795,
già di Salzburg n. 140, di cui abbiamo parlato nella
precedente introduzione. L'itinerario è a cc. 187 v-
191 v ; sebbene venga di seg uito alla Noti'tia ecclesz·arum
urbi's Romae, è tuttavia di scrittura diversa, ma coeva.
Presenta parecchie aggiu nte interlineari e marginali;
delle quali alcune sono prese dalla Notz'ti'a ecdesz'arum,
a ltre da una fonte ignota, ma indubbiamente autorevole.
Vi si possono dis tinguere due mani: una più antica
che comprende le postille alle vie Appia, Latina, Labi-
cana-Prenestina e T iburtina, ed u na posteriore relativa
alle due Salarie e alla F laminia; è incerto se debba
riconoscersi una terza mano in una delle postille della
Salaria Vecchia.
Come ha dimostrato anche qui il DE Rossi (op.
cit. p. 145), l' itinerario è al pari del preceden te anteriore
alle pri me traslazioni dei martiri dai cimiteri alla città;
infatti nella basi lica di S. Stefano non si ricordano i
santi Primo e Feliciano che vi furon deposti da papa
Teodoro nel 648, e i martiri Simp licio, Faustino e Via-
trice portati dentro Roma nel 682 sono additati ancora
nel loro primitivo sepolcro sulla via Portuense. Di più
là dove si parla delle basiliche di S. Agnese e di S. Valen·
tino, mirabilmente ornate, par di vedere un 'allusione ai
recenti restau ri di papa Onorio I e T eodoro; e il capo
di sant'Anas tasio, che fu portato a Roma alquan ti anni
dopo il 628, è già indicato alle Acque Salvie. Per tutte
queste ragioni l'itinerario, almeno nella forma in cui

QUAE SUNT FORIS CIVITATIS ROMAE 103

oggi lo possediamo (poichè non è da escludere che


la prima compilazione sia s tata fatta circa i tempi
di Pelagio II ), dovrebbe risalire agli ultimi anni di
Onorio I o al principio <lei pontificato del suo succes-
sore T eodoro.
Contrariamente a l precedente, questo 1tmerario
comincia dalla basilica di S . Pietro, percorre la via
Cornelia, l'Aurelia, la Portuense, l'Ostiense, l'Ardea tina,
l'Appia, la Latina, la Labicana-Prenestina, la Tibur-
tina, la Nomentana, la Salaria Nuova e Vecchia, e
finisce alla chiesa di S. Valentino sull a via Flam inia,
spingendosi però anche ad Albano. A rigore non
è un vero e proprio itinerario, ma una notizia delle
chiese e dei sepolcri posti lungo ciascuna via, a cui
devono riferirsi le determinazioni di vici nanza o lon-
tananza, come pure gli altri rapporti indicativi; ta lvolta
disordinata, oscura per la sua brevità, e in cui si rav-
v icinano tra loro luoghi anche assai lontani. Il DE
R ossi (op. cit. pp. 150-3) la ritiene epitome d'una
descrizione più distesa, cioè d'un Lz'ber de locis sanctis
martyrum quae sunt forz's civùatz's Romae, compilato
circa 1 tempi di Onorio I , il quale doveva essere
un 'accurata enumerazione topografica de' subu rbani
sepolcri e memorie de' martiri e de' santi, con qualche
cenno storico aggiunto ad alcuni nomi e con le iscrizioni,
segnatamente metriche, riferite ai debiti luoghi. Da
paragrafi d i questo Lz'ber, trascurati dall'epitomatore o
troppo abbreviati, saltando indebitamen te la menzion e
di qualche santo o chiesa, potrebbero derivare, sempre
secondo il de Rossi, quelle aggiunte del cod. 795 che
abbiamo detto di provenienza ignota.
104 DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

A quale scopo sia stato messo al termine dell'i tine-


rano l'elenco delle chiese intramuranee, non è chiaro,
come resta tutt'altro che evidente il criterio seguito
nel loro ordinamento. Dall'ultima frase della lista,
lasciata incompleta, si potrebbe scoprire nel compila-
tore la volontà di redigere un catalogo delle stazioni
nelle varie chiese di Roma, celebrate fin dall'età del
papa Ilaro (461-8); ma non ci spieghiamo il mancato
ricordo di tante al tre chiese che invece appaiono in
documenti anteri ori, come nel Comes per le Epistole
del rito romano puro, conservato nel codice di Wtirz-
burg e redatto a ll'inizio del secolo vn. Due sole cose ci
sembra di dover mettere in rilievo: S. Anastasia solle-
vata per dignità fino a l terzo posto, e indicata quale
deposito delle croci stazionali appartenenti ai rioni; e
l'appellativo di Rotunda usato per la chiesa di S . Maria
ad Martyres, che ritroviamo anche nell'lndex sollem-
nium collectarum et stati.onum S. R. E. pubblicato dal
MABILLON in Museum ltali"cum, t. II, p. 5461 di epoca
forse più tarda.
Il testo fu ed ito per la prima volta, sul codice di
Wtirzburg, dall'EcKHART, Commentarù· de rebus Fran-
àae orùntalù, Wirceburgi, t. I , 1729, pp. 831-3; pi ù
tardi, sui codici di Salzburg 140 e 178, dal FROBEN,
ALCUINI Opera omni·a, voi. II ,! par. 11, r777, Append.
pp. 598-600 (= MrGNE, Patr! Lat. CI , coll. 1363-5);
e in fin e un'edizione critica su tutti e tre i codici diede
il DE RossT, Roma sott. crùt. I , pp. 141-3, 175 sgg.
L'URLICHS, Cod. urb. Rom. top. pp. 82-5 1 ristampò il
tes to sulle edizioni dell'E ckhart e del Froben. Le altre
ristampe sono state fatte sul de Rossi.
QUAE SUNT FORIS ClVITAT1S ROMAE

Cf. DE Rossi, op. cit. 1, pp. 135-8, 145, 150-3, 156; ScHNEIDER, Gli
autori e il criterio di compila-zìo11e degli a11tichi itillerari &c. cit. p. 79 s~g.;
G. MoRIN. Le plus ancieu Com es ou lectiomzaire de l'Eglise Romaine ia Revue
Bé11édictim, XXVII, 19w, p. 41 sgg.; KIRSCH, Origi11e e carattere p1·indtivo delle
slaiJ011i liturgiche di Roma in Rmd. Pontif Accad. Rom. Arcbeol. lll, 1925,
p. 123; lo. Vie Statio11skircbett des .'vi issale Roma1111111 mii eitler U11tusucl11mg
ubu Ursprung 1md E11twic'/cl1mg der liturgischen St11tio11sfeier, Ecci es i a Orans,
XIX Band, Freiburg im Br., 1926; Io. L'origine des Statio11s Uturgiques d11 Missel
• i
Romain ia Ephemerides Lilurgicae XLI, 1927, p. 137 sgg.; R. HIERZECGER, Col-
l ec ta und SI a ti o. Vie ròmischen Statio11protessio11e11 im f ruhe11 Mittelalter in
Zeitschrift fur katboliscbe Theologie, LX, 1936, p. 511 sgg. Per le pitture delle
chiese romane nei primi secoli cf. W1tPERT, Vie romischen Mosaikw u11d Ma-
lereiw der kirchlicht.11 Bauten vom IV. bis X/Il. jalirlnmderl, Freiburg im Br.,
1916; E. KrrzING ER, Ròmische Malerei vom Begi1111 des 7. bis 'Z"' Mille des 8.
j abrlmnderts, Mùnchen, : 936.

Cod. Topog-r., Il .
106 DE LOCIS SANCTIS MARTYHUM

DE LOCIS SANCTIS MARTYllUM QUAE SUNT FOIUS


CIVITATIS ROMAE

[ Vu eORNJ:.LJA.]
Prìmum Petrus in parte occidencali cidtatìs iuxta Y1am Cor-
neliam ad miliarium primum 1n corporc requie~cit, et pontilìcalis 5
ordo, cxcepto numero pauco, in coJem loco in tymbis propriis
requ icscit <•>.
lbi quoque iuxta eandem viam scdis est Aposcolorum, et mensa
et recubitus eorum Jc marmore facta usque hoJic apparet; mensa
quoque, modo altare, quam Petrus manibus suis fecit, ibidem est. 10
luxta eandem quoque viam, sancta Rufina, san..:ta Secunda <», s.incta

1.Dava11ti a que1tv titolo, 11el margillr. 1111'a11/ica 1110110 lta scritto dc li bro <.:
sanctorum R martìrum C I· Prlmum] K prrmette C, aJ indicare il rri11dpio del
para/!"ra/o, poiche 111 qlie1to cod1u 1 cap(>l'trll •11>n sono sempre dutìnti, come 1n1•ccc nel
cod. 11108. 4-5. corntlium Il corneltom C 8. eanJcmI n 11el/'111/erl. A apos1ulorum C
9. odic C 11. lux1a) K premei/e 11el/'i11terl. C cadem A 8 C

( 1) Le tombe dei papi si :iggrup- ed il'i scpoltc (Acta Ss. iul. lii, p. 31).
parono intorno alla 111t11101 ia dcli' Apo Lo Sn.\'ENSO'I (in KRACS, Rtal-E11c_1-
stolo fino .11 236, tranne per quelli kfopt1die dtr ilir istliclw1 Allei 1/11l111tr, 11,
che 111or1rono lontani da Roma. Da p. 128) vuol riconoscere la chiesa delle
quell'anno sappiamo che per quasi un Ss. Rufina e Second.1 in :tlcune rntichc
secolo i pJpi vennero deposti nellJ rovine tra il nono e il decimo miglio
criptn dcl cimitero di C1llìsto; m.1 dell:i \'iJ Corndia. A quel che n.trr:t
poi, ,rnchc raggiunta l,1 vi ttoria dcl un.1 fonte non controllabile: con tcs1i
c rìs1i:incsimo, si continuò a seppellirli .rntcnticì, ess.t s.1 rcbhe stata erctlJ d.1
nei cimiteri suburbmi. Con Leone I Giulio I e rinnovata da Damaso (cf.
sì ritorn.1 alla sepoltura in Vaticano, Bos10, 1<0111u sol/. p. 117'. L,1 basi-
scbbc11c l'uso regolare .:ominciassc lica Jc:I iv se.:olo fu rifatta da papa
con Simplicio (.181), r.1t1.1 appen.1 Adriano I ( Lib. Po11tif. I, p. 508 l, e
quJkhc cccc1ione. CL S n-c1:.R, Vie dil'cnnc poi sede dì una diocesi subur-
riim. l\a/11L p. 48 sgg. hi.::iria, rkord.1ta lìn d:il ~crnlo \, ~h.:
( 2) Il ,\f,1r/11 ol,>gio (,uo11i111ia11CJ, .11 portò i nomi ,fi l.ori11111, di Sell':t Can-
10 luglio: « Vi,1 Corndì:t 111ìliarìo \liii dida e di Sa111.1 H111i11.1 ( cf. TOMASSI 1 n,
« Rulinac <!t Sccund.1c » ; e la Passio f.11 C//lllpag1111 Y<!lll. JI, 1910, pp. 41\7- 8 ;
11:1rr.1 che le due sorelle furono 111.ir- l\i,11K, !111li11 Po111y· 11, pp. 24-7; K1Rsc 11,
tirizz:ite in una sch·a «in \"Ì.1 Corndi:i Lt 111<111ont clri 111. 11ir, mite 'l!te llmd1a
u ab urbe Roma mili.mo dc.:imo, in ( L'CJ111di11, pp. 9.1-6; LAS2.0:0.I, Lt ,fio·
« lundu qui dì.:ìtur Buxo» (oggi Boccca) f<'SI, J, pp. 506 7 ).
QUAE SUNT FORJS CJVITATIS ROMAE 107

Maria, sanctus Marius, sanctus Ambacu, sanctus Audafax <1 l et alii


quamplurimi sancti iacent.

[VIA A URELIA.]

Inde haud procul in s1mstra manu iuxta viam Aureliam, san-


5 ctus Processus, sanctus Marcianus <•l, sanctus Pancratius, sanctus
Paulinus, sanctus Arthemius, sanctus Felix, sanctus Calisrus, san-
ctus Calopus <il cum multis sepulti ìacent.

[ V1A P oRTUENSE.]

luxta viam Portuensem, quae et ipsa in occidentali parte ci-


1o vitatis est, sanctus Abdon et sanctus Sennis, sanctusque Milex et
sanctus Vincentius 'c4>, sanctus Polion, sanctus lulius <s>, sanctus

4. lnde) K pnmelle nel/'inter/. C haut A C Aurelìam) Co1·r. w haure da a/Ira


mano L 5. marttanfs 8 C pancrantlus A 8 C 9. luxta) K premei/e nell'inlerl. C
vìam] vero ngG". 8 C 10. sennes B

( 1) Nel Martirologio Gero11imia110 se (2) « Martin fan us '"


ne fa ricordo al 16 ge nn a io : « Romae (3) cc Calepodius ». Fu sepolto da
«via Corne lia miliario Xlll in cimi- Callisto " in coemetcrìo eiusdem >>,
« terio eorum passio sanctorum Marii, probabilmen te in una delle c ri pte prin-
« Manhae, Audifacis et Abacuc», e al cipa li. Sia per il culto ch e venn e
20 dello stesso mese. Al t 5 gennaio formandosi intorno alla sua tomba , sia
s i legge: «via Cornelia Ambacum » . perchè desig nato come martire nella
La Passio dice che, "ducti via Corneli a, Pa ssio Callisti, Calepodio fu ritenuto
cc miliario tertio decimo a d nymphas pe r tale; ma ciò non è provato da alcun
« Catabassi, ibi in eodem loco decollati documento archeologico o liturgico
cc sun t sub arenario, Marius, Audifax (cf: K1RscH, Lt memorie &c. pp. 83-4).
«et A bbacuc; Martha vero in nympha (4) Nel!' affresco del cimitero di
« necata e st » (Acta Ss. ian. II, p. 583). Ponziano, in cui è rappresentato Cristo
Il luogo corrisponde alla tenuta di in :mo di incoronare Abdon e Seoneo,
Boccca, dove fu eretta una chiesa, ai fianchi di questi ultimi sono dipinti
di cui è memoria in una bolla di a ltri due santi . coi loro nomi, cioè
Leone IV dell' 854 (L. ScHIAPARELLI, Milix e Vincenzo (scs BICENnus); il
Le carie 1111/icbe dtll'arcbivio Capitolare secondo un sa nto locale, sconosciuto.
di S. Pielf'o in ra1ica110 in Arch. Soc. Cf. WJLPERT, Le pitture &c. p. 79 e
Rom. di stor.patr. XXIV, 1901,p.435) tav. 258.
e in un' altra di Ad riano IV del 1 J 58 (5) Un san Giulio sulla via Por-
(81111. Vatica1wm, I, 57j. Di essa esiste tuen se non è ricord ato in alt re font i.
ancora un avanzo (cf. ToM11SSETrI, La Non è improbabile che in questo iti·
campag11a rom. 11, p. 489; KJRSCH , Le nera rio sia avvenuto uno scambio con
memorie &c. pp. 96- 9). la vb Aurelia.
108 DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

Pymeon, sanctus Felix, sanctus Simplicius, sanctus Faustinus,


sancta Beatricis dormiunt <•>.

l VIA OSTIENSE.]

In parte autem australi c1v1tatis, iuxta viam Ostensem, Paulus


apostolus corpore pausat, et Timotheus episcopus et m:myr, de 5
quo meminit liber Silvestri<», ibidem dormit, et ante frontem eius-

t. pfmeon A sympllcius C 2. sanctus A8 C doriii 8 C: dormitlo A 4. In) K


prnnelle nell'ìnlerl. C autem] au A huius C 0111. 8 e
5. thimotheus

( 1) Martirologio Gero11i111iat10 (29 lu- tpigr. n. 6•). Dall' abside si passava


glio): « Romae via Portuensi ad Sextum per una galleria al sepolcro dei mar-
« Philippi, Simplicii, Faustini, Via- tiri, sul quale si ammira ancora una
« tricis », e cosi anche la Passio (Acta pittura, del VI secolo, in cui sono
Ss. iul. VII, p. 47). Questo cimitero rappresentati, nel mezzo il Salvatore,
era al settimo miglio della via Por- a dest ra Simplicio e Viatricc, a sinistr:i
tuense, vicino a quello di Generosa, Faustino e Rufìniano, un santo scono·
proprietaria del terreno, come risulta sciuto, nggiunto probabilmente per una
dal!' iscrizione del sarcofago in cui p:irticolare devozione del donatore della
furono racchiuse le spoglie dt:i tre pittura (cf. DE Rossi, Ro111a sol/. Ili,
martiri, allorchè, verso la fine del VII se· p. 656 sgg. e tav. LI; W1LPERT, Le
colo, furono trasportate dentro Roma, pittm·e &c. pp. 457-9 e tav. 262). Sul
nella cappella di S. Paolo, attigua alla cimitero v. DE Rossi, op. cit. III, p. 647
chiesa di S. Bibiana (cf. STVGER, Rom. sgg.; STYGER, Ròm. Miirtyr. I, p.287; OE
Martyr. I, p. 288 ). Il luogo è stato ANGELIS o'OSSAT, op. ciL p. 32 sgg.
ritrovato in cima a una collina, sulla (2) Negli Act11s Silvestri (MoMBR1210,
riva destra del Tevere, presso il bosco II, p. 508) si narra che Timoteo, illustre
dei Fratelli Arvali. Vi si sono rinve- uomo cristiano, venne da Antiochi:i a
nuti avanzi di una basilica. Dallo predicare a Roma, dove fu decapitato.
sterro dell'abside e delle pareti di fondo, Una cristianissima donna, Theon, « in
cominciato nel settembre del 1936, «suo hortulo non longe a scpultura
risulta che le mur:iture vanno riportate "Pauli apostoli cius corpusculum su-
a due epoche differenti: la prima ali' età " sccpit ". La citazione dell'itinerario
damasiana, l'altra, più rozza, all'epoca s'incontra anche in Jue iscrizioni: mc
di papa Vigilio (cf. Josr, Cimituo di REQU!ESCIT CORPUS BEATI TYMOTHF.I
Ge11erosa in Riv. a1·c/1. crisi. X VI, M.\RTYR. Q, LECITUR IN VITA BEATI
p. 323). Tra le macerie torn:irono SILVESTRI PP. e CORFUS S. TH!MOTHEI
alla luce. nd secolo scorso, anche MART. Q. IN Vl'rA $ . SILVESTRI l'P. LE·
due frammenti dell'epistilio con l'iscri- c1TuR (Sn·cER, Rom. Marty,.. I, p. 72).
zione: «... [FA]t.:STtNO Vr.~TRIC! ...», Sul cimitero v. DE ANG ELIS D'OssAT,
in lettere fìlocalianc (IHM, Damasi op. cit. PP· 56- 7.
QUAE SUNT FORIS CIVITATJS ROMA E 109

dem basilicae oratorium est Stephani <1> martyris; lapis ibi, quo
lapidatus est Stephanus, super altare est positus.
Inde haud procul in meridiem mon:isterium est Aquae Sal\'iae,
ubi caput sancti Anastasi est, et Locus ubi decoll.nus est Paulus <»;
2. stdanus A C :J. l nde] K prtmtllt ntll'intt r f. C haut A C 4. ca pud e
anastl 8 decolatus e
( 1) Di un monastero intitolato a mazione dell' Ost iense, si fa risalire d:t
S. Stefano, non lungi dalla fronte della tal uni a Narsete, da altri a Onorio I.
basilica, il Sl!Vl!RANO (Memorie sacre Nd secolo v11 veniva chiamato mona·
delle sell' chiese di Roma &c., Roma, stero dei Cilici, dalla patria dei mon:tci
t68o, I, pp. 384-5) credette di aver ri- che vi soggiornavano ( MANS1, Conci/. X,
trov:tto alcuni :tv:mzi: cioè la porta, col. 903, a. 649); e nella Vita di sn11
due colonne di marmo e i resti della Nilo (M. G. H., Script. IV, p. 61 7) t:
tribun:t. Esso è ricordato in una let- scriuo cc g raecanicae gemi sempcr a<l-
tera di GREGORIO 1dcl604 (Regisir. epist. « dictum » . Questo carattere greco co-
t. Il, pp. 4 33-4); ed è indicato dalla for- stitul il principale motivo per deporvi il
mol:i 87 dcl L1ber di1mws Rom. po11lif. capo del martire persiano Anastasio, por-
(<lei tempo forse di Gregorio Il, 7 t s- 31) tato a Roma, come si è detto, verso la fine
• intro atrio beati Apostoli Pauli» del pontifi~ato J i Onorio I, o poco dopo.
(ediz. StCKEL, p. t 14 ; cf. KEttR, flalia Da ciò venne al monastero l'appellativo
P<mlij. I, p. 170). Onde può precisar- di S. Anastasio, già in uso nella vita di
sene l'ubicazione, davanti la facciata Adriano I ( Lib. Pontif. I, p. s12) e negli
della basilica, su d'un fianco del qua- atti del concilio di Nicea del 787, dove i
dril:ttero porticato (cf. ScHlJSTER, La vicari di papa Adriano afferma rono che
basilica t il monastero di S. Paolo f11ori le l'immagine e il capo del mart ire cu-
m11ra, p. 13). ~ella formola cit. risulta stodivansi in Roma •in monastcrio »
già abban<lon:uo, e viene commesso al (MANSI, op. cit. XIII, col. 58o). L:i dc·
preposto dcl cenobio di S. Cesario di nominazione Aq11a Salt•i11 compare nel
provvedere anche al suo mantenimento. Liber Po11tificalis, per la prima volta,
I due monasteri figurano uniti in carte nella biografia di BeneJeuo Ili (li,
Sublacensi del 961 e 967 (Regesto S11bla- p. 145). Che alle Acque Salvie fosse
ce11se del secolo x1 a cura di L. ALLODI e stato decapitato san Paolo è riferito
G. Li,v1, n. 139 p. 190, n. 127 p. 177), in negli Alti apocrifi dfgli Apostoli (R. A.
una delle qua lì si legge «monastcrium... Ltl'SIUS, Die apokr.1'jllit11 Apostelg1Scl1i-
« S:rncti Stephani et Ces~rii qui vocatu r c/Jlw 1111d Apostrllege11de11, voi. li, par. 1,
« Qu:muor Angulos », appellazione de- 1887, p. 399) e in GREGORIO I (Re·
rivante dal quad riportico. Finalmente gistr. episl. t. II, p. 434 ). Cf. G. A.
ritorna il semplice titolo J i S. Stefano SARTORIO, L'abba~ia ciste rcimse dflle
in un privilegio di GREGOR IO VII, con Tre Fonta11e in N1101•a A11tologia , 1 set-
dicitura identica a quella della lettera tembre 1913, p. JO sgg.; F. ANTO·
di Gregorio I (TRIFONE, l e carlt dtl NELLI, I primi monasteri di 11101111ci 01 it11·
111n11astrro di S. Paolo in Arc/J. Soc. tali i11 Roma in Riv. arc/J. Cl ist. V,
Rom. di stor. patr. XXXI, p. 279). Da pp. 109-14 ; S. Paolo e le Tre Fo11ta11e.
allora non se ne trova più sicura not izia. XXI I ucoli di storia messi ;,. luce da
( 2) li monJstero aJ Aq11as Sa/1.•ias, 1111 111011aco cisterce11se trappista, Roma,
posto sulla via Laurentina, una dira - 1938-41.
I IO DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

prope quoque basilicae Pauli ccclesia Sanctae Teclae est, ubi ipsa
corpore iacet. Et non longe inde ecclesia Sancti Felicis est, ubi
ipse dormit, cum quo, quando ad caelum migravit, pari te r pro-
pera ba t Ad a u c tu s <•>, et ambo requiescunt in uno loco; ibi
quoque et Nemescus <» martyr cum plurimis iacet. 5

[VIA ÀRDEATINA.]

Iuxta \'Ìam Ardcntinam ecclesia est Sanctae Petronellae; ibi


quoque sanctus Nereus et sanctu~ Achileus sunt et ipsa Petronella
sepulti. Et prope eandem viam sanctus Damasus papa dcpositus
est et soror eius Martha Cl), et in alia basilica non Jonge Marcus 1o
et Marcellianus sunt honorati, et aJhuc in alia ecclesia :ilius Marcus
cum Marcellino in honore habetur.

[ ViA APPIA.]

Iuxta viam Appiam, in orientali parte civitatis, ecclcsia est San-


ctae Sutcris martyris, ubi ipsa cum multis martyribus iacet, et I 5
iuxta eandem viam ecclesia est Sancti Sixti papae, uhi ipse dormit;
ibi quoquc et Caecilia virgo pausat, et ibi sanctus Tarsicius et san-
ctus Geferinus in uno tuim1lo iacent, et ibi ·sanctus Eusebius et
sanctus Colocerus et sanctus Parthenius per se singuli iacent, et

1. ecclaesia C, dm•e ricnrrrmn nncht' lr trrajie eclcsln, aecclesla, occclesie 2. F.1] K


premei/e 11ell'h1terl. l' 5. nornescus IJ 7. luxta] I\ p1·rmelle nell'lt1terl. C 9. F1) f(
premei/e ntll'interl. (. 10. sororl so nrl/'ittterl. A 11 ecclufa ne//'interl. A
14. luxU) I\ premei/e ne//'11t/er/. C 16. S) xtf A 1;. quoque cedlfa 8 tarsìti us C
to. se om. 8

(I) Cf. DAMASO, Epigr. n, 7. interpretati que~ti versi che erano nel -
(2) Un :\emcsio sulla via Ostiense nell'epigrafe dettata da DAMASO (Epigr.
t: ricorJ.110 anche in GuCLIFLMO MAI .· n. 9) per I.i sua tomba, e dove con
MESBURIENSF., e si è \'Oluto ricono- Marta si allude alla sorella di Lazzaro:
sct:rnc il s.:polcro in un locu lo nella
~ohcre qul potuit le.calia \!incula mortis,
basilicbctt:l del cimitero di Commo-
Post rcnebr.u fratrcm, post tCT'ria Juminasohs
dilla; ma, sembra, senza ragione (cf. AJ surcros ttttum M..1.rthae donare sorori.
B.~CArn, li cimitero di Commodilla,
pp. 56-8). Cf. Sc11Nh1DF.R, Gli a11k>ri e il Cl'ilerio
(3) La sorella di papa Damaso chiil· di compila~Jo11t degli anticbi iti11era1 i
mavasi Irene. Si sono erroneamente dellr rata c. rom. p. 8 3.
QUAE SUNT FORIS CIVITATIS ROMAE I I I

.occc. martyres ibidem requiescunt. Inde haud procul in cmu-


terio Calisti Cornelius et Cyprianus C1> in ecclesia dormiunt.
Iuxta eandem viam quoque ecclesia est multorum sanctorum,
id est Ianuarii, qui fuit de .vu. filiis Felicitatis maior natu, Urbani,
5 Agapiti, Felicissimi, Cyrini, Zenonis fratris Valentini, Tiburti, Va-
leriani [et MaximiJ et multi martyres ibi requiescunt.
Et iuxta eandem viam ecclesia est Sancti Sebastiani martyris
uhi ipse dormit, ubi sunt et sepulturae Apostolorum in quibus .xt.
annis quieverunt; ibi quoque 'et Cyrinus martyr est sepultus. Per
10 eandem vero viam pervenitur ad Albanam civitatem, et per ean-
dem civitatem ad ecclesiam Sancti Senatoris, ubi et Perpetua C» iacet
corpore et innumeri sancti et magna mirabilia ibidem geruntur.

(VJA LATINA.]

Iuxta v1am vero Latinam ecclesia est Sancti Gordiani, ubi ipse
r 5 cum fratre Epimacho in una sepultura; ibi quoque Quartus et
Quintus; ibi Sulpicius et Servilianus <i> et sancta Sofia<~> et
Trophimus cum multis martyribus sepulti dormiunt.

1. lode] K premei/e nel marG. C baut C baut h nell'interl. A 2. Callstl] calis


A 8 C, a cui un'altra ma110 ha a{flf· ti i11 C ciprianus 8 C dormlt A O dorm 8 dormi!]
Et in altera spelunca sanctus calocerus dlaconus a9g. da una prima mano ili C ne//'i11terl. e
nel marg. 3. luxta] K premei/e C 4. Id est ripetuto;,. C fillis) s 11ell'inter/. C
5. Felicissimi) slml nell'intert. A cirinl C tlburtll 8 6. et maximi atrs· nell'inter/.
da una prima ma110 i11 C 7. Et] K premei/e C 8. aposllorurn C 12. corj5 A
corpor 8 corpi" C et In magn:i A 14. luxtu) K premei/e C 16. sulpltius C
17. rrofimus A marrlrlbus C

(1) L'errore deriva dall'aver veduto 1, p. 118. Del tutto sconosciuta in


dipinte insieme le immagini di papa questo luogo è un:i martire Perpetua.
Cornelio e di Cipriaoo. li liber Po11ti· (3) Sulpicio e Scrviliano, come si
jicalis (!, p. 2 39) indica come fondatore l.:gge nella Passio dei santi Nereo e
di una basilica di S. Cornelio Leone l. Achilleo (Acta Ss. maii Ill, p. 13),
Però nessun avanzo è tornato in luce furono decapitati sotto Traiano, e
fio qui (cf. STYGER, Rom. M iirl:Jr. I, deposti «in praedio eorum, via Latina,
p. 108). « milliario secundo " · Il Bos10 vide
(2) Senatore e ricordato nel Martiro- presso la chiesa di S. An gelo in Borgo
logio Gero11imia110, al 26 settembre. Sul questa isc rizione: « Simplicius [da cor-
cimitero cf. DE Rossi, Le catacombe di « reggere Sulpicius) es martyr I Ser-
Alba110 in Bu/l. ai·c/J. crisi. 1 869, p. 65 " vilianus es martyr", che ritenne fosse
sgg.; MARUCCHI, Le catacombe di Al·
ba110, p. 89 sgg.; L ANZONI, Le diocesi, Per la noia (4) v. pag. seg.
II2 DE LOCIS SANCT1S MARTYRUM

Et iuxta eand~m viam basilica Tertuliani <1 > est, ubi ipse cum
multis martyribus iacet. Ecclesia quoque Sanctae Eugeniae iuxta
eam viam est, ubi ipsa cum matre sua in uno tumulo <» iacet; ibi
sanctus StefanusCll papa cum toto clero suo numero .xxvm. (~) mar-
tyres dormit ; ibi sanctus Nemeseus, sanctus Olimphius, sanctus 5
Simpronius, sanctus Theodolus, sanctus Superius, sanctus Oblo-
teris, sanctus Tiburticaous<s> martyres suot sepulti [et eadem via
ec (c]lesia est Sancti Stephani protomartyrisJ (6>.
1. E1] K premette C basilica nell'foterl. A tertullanl est bastlica 8 C stepbanus B
5. dormii om B dorm C olymphlus C 6. sympronfus C thcodutus 8 C 7. Le pa-
role tra parentesi agg. nell'interl. da una prima mano i11 C

l' antico titolo del sepolcro dei due (cf. DUFOURCQ, Étude sur les Ges ta
santi, quivi trasportato dal loro cimi- Martyr. p. 194).
tero; I' iscrizione era stata già letta (5) Tutti questi martiri fanno parte,
dal MANUZIO <<in horto aedis S. Mi· tranne « Obloteris » e « Tiburticanus »,
« chaelis regionis Leoninae». Cf. Jos1, del gruppo ricordato intorno a santo Ste-
in Riv. arc/J. crist. XVI, p. 30. fano, e sono dalla Passio(ActaSs. aug.1,
(4) Una Sofia martire romana, de- p. 142) fatti deporre sulla via Latina
posta sulla via Latina, è sconosciuta. o presso la stessa. Siccome tali nomi
Cf. p. 36 nota 4 e Jos1 io Riv. arch. non figurano. eccetto Nemesio, negli
crisi. XVI, p. 31. altri due itinerari, può sospettarsi di
(r) «Tertullini ». La Passio indica un'aggiunta, derivata dalla Passio.
Tertullino sepolto «in via Latina, se- In questa, invece di « Exsuperius »,
« cundo milliario... in crypta arenaria» si legge « Exsuperia» .
(Acta Ss. aug. I, p. 143). Il cimitero (6) Demetria Anicia costruì questa
non è stato però ritrovato. Cf. FERRUA, chiesa sopra un suo fondo, al tempo
Una 1111ova catacomba &c. pp. 153-4; di Leone I (440-6 1). Nel secolo IX
Jos1 in Riv. arc/J. crist. XVI, p. 31 doveva essere ancora officiata, perchè
e XVII, p. 36. una epigrafe ricorda l' erezione del
( 2) Non è esatto che giacessero campanile sotto Sergio li ad opera di
«in uno tumulo '" se per tumulo va un Lupo « grigarius » (Museo Naz.
intesa una stessa arca sepolcrale (cf. MA- delle Terme), e perchè nel lìber Pon-
RUCCHI in N. Bull. arch. crisi. XIV, tijicalis (II, p. 116) si rammentano i
p. 180 e in Roma so/I. crist. Nuova doni offerti alla chiesa da Leone IX.
se rie, I, pp. 68-70). Pare ancora rappresentata in una icno-
(3) Qui I' autore equivoca con la grafia di Roma del secolo xm (DE
basilica, al terzo miglio della via La- Ro$s1, Pia11te ic11ografiche e prospettiche
tina, eretta io onore del protomartire di Roma, p. 84 e tav. I). Tornò. alla
Stefano, e non del papa deposto « in luce nel 1857-8 (cf. L. FORTUNATI, Re-
«Callisti » (cf. ]osi in Riv. arch. crisi. laz.io11e gmera/e degli scavi e scoperte
XVJ, p. 31). Identico errore s'incontra fatte lungo la via Latina, Roma, 1859).
nella vita di Leone IV (Lib. Po11tif. II, Negli scavi fu rinvenuta in frantumi
p. 116 ). I' epigrafe dettata da Leone per De-
(4) Le fonti dissentono su questo metria (DIEHL, Imcr. lat. c/Jrist. vel.
numero. che sembra vada ridotto n. 176 5).
QUAE SUNT FORIS CIVITATIS ROMA E 113

[ Vi11 LABICANA-PRENESTINA .]

Iuxta v1am vero Lavicanam ecclesia est Sanctac Elcnae, ubi


ipsa corpore iacet ; ibi sancti isti dormiunt: Petrus, Marcellinus,
Tiburtius, sancti .xxx. milites, Gorgonius, Genuinus C•>, Maximus,
5 IIII Coronati, id est Claudius, Nicostratus, Simpronianus, Castorius,
Simplicius <·~ ibi et in cryptis sub terra innumcra martyrum mul-
litudo sepulta iacet. ciuxta viam ,·ero Penestrinam IUXta aquae-
<lu~tum ec[cllesia est Sancti Stratonici <i> episcopi et martyris, et
Sancti Castoli (4), quorum corpora longe sub terra sunt sepultaJ.

IO eVr... TtBURTINA .]

Iuxta viam Tiburtinam Lpropc murum civitatis e[c]clesia est Sancti


lanuarii episcopi et martyris <s>, eademque viaJ ecclesia est Sancti

2 . l uxta) K premei/e C 3 tacei nell'Inter/. A;- açç., parte nd riso, parie t1t'll'inlt'rl.,
in C 4. tyburttus A 6. simplfcius t' collocato a/tajinedt'I paraçrafo, dopo llcet (r 7), In C
6. cruptls 8 sub terra om. A 7. lactnl B I-# rarolt' tra pare11tn1 a!ff!· nel ma•·K· 1u·
puiore del cod. da una prima ma1to in(.; a luxta é premt'llO K 11. luxla) K prt'11tt'lle e
Le parole Ira parmlt'n agg. da 1111a prima mano, nello I/USO rigo t' in marçine, ;,, e

( 1) Questo nome ricorre soltanto qui romane in 811/l. arch. c/1rist. 1865, pp. 9-
e in GucuELMO MALMESBURlllNSE. Nel 10; O. Iom, Il cimitero di S. Castolo M.
Ma,.tirologio Gero11imia110 (9 ottobre): Roma, 1904 ; A. BARTOLI , Fra111mwti
" Homae inter Duos Lauros Genuini"· di sarcofago cristiano ri11vm11ti a S. Ca·
(2) Cf. p. 2 7 nota 3. stulo sulla via Labica11a in N. 8111/. arc/1.
( 3) Il vescovo e martire Str:1tonico crisi. XIV, p. 127 sgg.). Nel Martiro-
ci è ignoto. Sappiar110 soltanto che le logio Gero111mia110 al 12 gennaio: • Ro-
sue reliquie furono trasportate Ja Pa- cmae via Lavicana •. Castolh ("condo
squale I nella chi.:sa di S. Prassede ( v. l'acuta restituzione del Ducttl!SNS, in
iscrizione in MARUCCHI, Basiliq11ts ti Igli· Acta Ss. nov. Il, 11, p. J8); al 16
us de Romt, Paris- Rome, 1909, p. 325). marzo: « Romae in cimi terio elusdem
(4) Il cimi tero di S. Castolo fu sco- «via Lavicana natale sancti Castuli•;
perto nt:l 1672 da RAFFAELio F AllR IITTI ;11 30 novembre Ca~tolo è ricordato
( fosuiptiom1111 a11tiq11nr11111 q11ae i11 aedi· senza l'indicazione della via. Anche
b11s paternis asurva11t11r expliwtio, Ro· secondo la Passio (Arta Ss. nrnrt. Ili,
mac, 1702, p. 556) presso port a Mag· pp. 61 i-2) la sepoltura di Castolo si
giore, fra la via Prenestina e la Labicana, sarebbe trovat:t sulla via Labicana.
in vicinanza dell'acquedotto di Cl3udio. Un carme in onore Ji lui ci è stato
LI fu trovata un'iscrizione in cui si di· tramandato dalla silloge Turonensc
cc\·a che alcuni defunti er:rno se polti (IH\I, Damasi tpigr. n. 81 ). Cf. STYGER,
\ 1icino al martire san Castolo. Altre Rom. Martyr. I, p. 212.
scoperte vennero fatte nel 1861 ( cf. 01:. (S) la chiesa è indicata « iuxta por-
Rossi, Rivista generale dtllr rscava\_ÌOlli " tam Sancti L:rnrentii » in GRECO·
t ricerc/ie che ora si fa11110 11elle cataco111be RIO MAGNO (Dialogi, IV, 56) e « foris

Cod. Topogr., Il. 8


I I 4 DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

Agapiti multum honorabilis martyrum corporibus. Et prope ean-


dem viam ecclesia est Sancti Laurenti maior, in sua corpus eius
primum fuerat humarum, et ibi basilica nova mirae pulchritudinis,
ubi ipse modo requiescit; ibi quoque sub eodem altare Abundus
est depositus, et foris in portico lapis est, qui aliquando in collo 5
eiusdem Abundi pendebat, in puteum missi; ibi Hereneus, Iulianus,
Prirnitivus, T acteus, Nemeseus, Eugenius, Iustinus, Crescentia-
nus <•>, Romanus sunt sepulti, et sancta Cyriaca, sancta Sirnferosa
et Iustina <•) cum multis martyribus sunt sepulti.
Inde in boream, sursum in monte, basilica Sancti Hyppoliti est, ro
ubi ipse cum familia sua tota .xv1111. martyres iaceL <i>: carcer ibi est
1. Et] K premetle C 3. purcritudlnis <. 6. misi 8 C prlmtavus C 7. iustinus) nus
11el/'inlerl. A fusti C 7-8. crescentianis C 8. simperosa A symferosa 8 slmfcro-
san us C, dove è stato trasferito per errore il nus omesso ili !ustlnos 9. mariyres C
sepu lti om. Ae IO. lndc] K premette e hlpolitl Be
«porta Beati Laureotii» nel Liber basilica di S. Lorenzo Sinforosa e i suoi
Po11tificalis (I, p. 505). Da FLAMINIO figli; che invece, secondo la Passio, sareb-
VACCA (Memorie dirnrie a11tichità tro- bero stati deposti ali' ottavo o nono
vnte ili diversi luoghi della città di Roma miglio della via Tiburtina (Arta Ss. iul.
in FL. NARDINJ, Rom<L a11tica, t. IV, IV, p. 359); al nono, ~econdo il Marti-
p. 10) si ricava che verso la fine del rologio Gero11imia11n (27 giugno e 18 lu·
secolo xvi, presso la porta di S. Lo· glio; cf. DELEHA YE io Actu Ss. nov. 11,
renzo, furono ritrovati avanzi cospicui, 11, p. 382 e Étude sur le Ug. Rom.
pare riferibili a questa basilica e al pp. 121-3). Infatti al nono miglio furono
cimitero mb divo cresciutovi intorno. ritrovati i ruderi di una piccola basilica,
L'interpolatore del nostro testo, adope- a cui un'altra maggiore ne era stata
rando l'attributo «episcopus »,confonde in seguito addossata, forse nel secolo
evidentemente il diacono romano, se- \"Il; nel quale complesso lo STEVENSON
polto nel cimitero di Pretestato, col riconobbe il santuario dei martiri Sinfo-
martire della Campania. Cf. CEC- rosa e figli (La basilica doppia di S. Sill-
CHELLT, Noterelle top. su chiese ro1111111r, f aro sa e dei sttle rnoi figlirloli scopert11
pp. 348-50. al 110110 miglio della ·via Tib11rli11a in
( 1) I martiri Giuliano, Primitivo, Bull. arc/J. crisi. 1878, p. 75 sgg. e in
Tacteo (Stacteo), Nemesio, ELJgenio, Gli sludi i11 Italia , Roma, t878; cf. STY-
Giustino e Crescenziano s,1rebbero i GER, Ròm. Mari)''" I, pp. 20 1-2) .
sette figli di Sinforos~ , che ci richia- (2) « lustinus ».
mano un gruppo aoalogo, quello di (3) Nella Passio di sant' Ippolito si
santa Felicita, il cui nome nel signi- narra che questi e la sua famig lia (cioè
ficato corrisponde appunto a Sinforosa. i suoi servi di ambo i sessi, in numero
Ci trove remmo davanti ad una ~eplicr. di dici,1nnove) subirono il martirio fuori
ddb stori a della madre dei Maccabei 1Jella porta Tiburtina, e i loro corpi, la-
e ad una imitazione della Passio di sciati «io campo iuxta nimpham ad latus
santa Fdicita. Ali' infuori di questo «agri Verani »,furono seppelliti nel me-
nostro testo, nessuno ricollega con la desimo luogo (A11a/ecta Boli. LI, p. 95).
QUAE SUNT FORIS CIVITA TIS ROMAE I I 5

in quo fuit Laurentius; ibi est Trifonia uxor Decii Caesaris et


Cyrilla filia eius; inter utrasque Concordia et sanctus Geneseus,
et multi martyres ibi sunt.

(VIA N OMENTANA.]
5 luxta viam Numentanam est Sanctus Nicomedes (•) et iuxta ean-
dem viam basilica Sanctae Agnes mirae pulchritudinis, ubi ipsa
corpore iacet, propeque ibi soror eius Emerer.tiana, in alia tamen
basilica dormit. Ibi quoque [in] siogulari ecclesia Constantia, Con-
stantini filia, requiescit <•l; sanctusque Alexander, sanctus Felicis,
ro sanctus Papia <il, sanctus Vietar et alii multi ibi dormiunt.

[VIA SALARIA Nuor.11.]


Iuxta viam Salariam ecclesia est Sanctae Felicitatis, ubi ipsa iacet
corpore; ibi et Sillanus filius eius, unus de .vu., est sepultus, et Bo-
1. qua J. B C 2. clrllla B 5. luxta] K premei/e C nlchomedus C 6. pulcrl·
ludlnis C 7. prope iblque A 8. In 0111. A 8 C, Off8· de Rossi 10. sancta papla A B (,
12. l uxta) K premei/e C est 0111 A

( t) Un santo di tempo non deter- 62 5) e restaurata da Adriano 1 ( Ub.


mina bile, e ricongiunto alla Passio dei Pontif. I, pp. 321 e 5 II).
santi Nereo ed Achilleo. Il cimitero, (2) Questa chiesa è una trasforma-
già conosciuto dal BosJo (Roma sott. zione del mausoleo di Costantina, figlia
pp. 4 35-6), fu identificato dal DE Hoss1 di Costantino Magno, morta nel 354,
(B11U. are/i. crisi. 1864, p. 95 e 1lS65, e sepolta sulla via Nomentana {AM·
pp. 49·5 3) con una catacomba ritrovata MIANO M A RCELL. Rernm geslart1111 libri,
nel 1864 vicino alla porta Nomentana, XXI, 1, 5). In età posteriore, si ri-
facendosi lavori nell~ villa Patrizi; ma tenne che la chiesa avesse avuto per
la catacomba, per le sue modeste di - titolare una santa Costanza, igno·
mensioni, ha l'aspetto di un sepolcreto rata affatto dagli antichi documenti
privato, e non present:i nulla che della lit urgia romana. Il DuFOURCQ
ricordi san Nicomede; onde lo Jos1 (Ét11de s11r /es Gesta Martyr.
volle invece riconoscere il cimitero di p. 216) pensa che l'analogia del nome
Nicomede nelle gallerie rinvenute nt::I abbia a poco a poco trasformato la figlia
1920, quando si costruirono gli edi- di Costantino, che non s'era certo di-
fici per il Ministero delle Comunica- stinta per la regolarità della vita, nella
zioni (Resoconto ad1ma11z_e per le co11fer. zia Costanza, circondata da grande ve-
ti' are/i. crisi. in N. 811/1 are/i. crisi. nerazione, come si ric:iv:i dal Liber
XXVI, 1920, pp. 44-5). La Passio Po11tijicalis. C( CECCHELLT, S. A g11ese
pone la sepoltura del martire « iuxta fuori le 11111ra e S. Costan:{.a,· DE AN-
« muros, via Nomentana » (MoMBRIZtO, GELIS D'OsSAT, Chiesa di S. Costan:{.a
Il, p. 295). Sul cimitero sorgeva una in Palladio, IV, 1940, pp. 44-5.
chiesa dedicata da Bonifacio V (619- Per la nou (j) v, p•g. seg.
116 DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

nifacius [papa]<•> cum multis sanctis ibi dormit. Iuxta eandem


viam sanctus Saturninus cum multis martyribus dormit [in
alia quoque ec[c)lesia sanctus Chrisantus et Daria virgo<» et .LXII.
martyresJu>; propeque ibi sanctus Alexander et sanctus Vitalis san-
ctusque Martialis, qui sunt .111. de .vu. filiis Felicitatis, cum multis 5
martyribus iacent ribi in interiore spelunca sanctus Theodolus et
Eventus] C4>. !bi et .vu. virgines, id est sancta Saturnina et sancta
Hilaria, sancta Dominanda, sancta Serotina, sancta Paulina, sancta
Donata, sancta Rogantina requiescunt Cs>.
Iuxta eandem viam Salariam sanctus Silvester requiescit [ad 10
pedes eius s:mctus Syricius papa] <6> et alii quamplurimi, id est san-
ctus Caelestinus [papa] l1>, sancta Potcntiana, sancta Praxidis, sanctus
MarceUus [episcopus] <8>, sanctus Crescemianus, sanctus Maurus,
t . bonlfatlos C papa a/!8" lltll'inttrl. da una lttOnda mano in C lbt dor A ib domi C
lbl donn B l oxta] K ,remtllt C para 1gg. ntl/'i11ttrl. da una •«011da ma110 i11 C 2. mu·
tyrl& C dor 8 dorffi C 2-3- le paro/e t ra p4rtnte1i af!lf· tttl/'inltr/. da una UCOnda mano
ili e 6. u parole tra partnlui as8· ntl/'(nterl. da una uconda mano in e IO. l uxta] K
premttlt C I0-11. li! paro/t Ira partnteii afrf!. nt//' inttr/. da tma UC()n,(a mano in l'
12. papa allll· ntll'inttr/. da una 1tconda mano in C praxedls 8 12-3 unc1u s ntll'inttrl. A
13 eplscopus ass· in }int di rigo da 'ltna ltt:onda mano in e

(3) Dagli Atti leggendari di san Mar- (2) Dalla Notitia te&I.
cello si apprende che Papias e Mauro (3) Cf. p. 38 nota 2.
erano due soldati, i cui corpi vennero (4) Dalla Notilia rccl.
sepolti «io via Numcntana .. . ad oym· ( 5) M artirolngìo Gei 011i111ia mi (3 1
« phas beati Petri, ubi baptizabat »(Acta decembre) : « Romae via Salaria in
Ss. ian. II, p. 371). I due santi ricorrono « cimiterio Iordanorum Donatae, Pau·
anche nel Marlirologio Gero11imia110 al « linae, Rogatae, Domioandae, Sero-
16 settembre; e sarebbero attest,1ti in- " tinae, Saturninae, Hilarbe ». Le sette
fine, ~condo il DE Rossi ( Bull. arcb. vergini, senza i nomi, sono ricordate
&risi. 1877, p. 10), da una iscrizione, anche nel Libtr Po11tificalis (1, p. 509).
oggi nel museo Lateranense, trovata Ma intorno ad esse siamo completa-
presso le terme di Diocleziano, nella mente ali' oscuro, nè sappiamo a quale
quale si nominano Papro e Ma11roleo11e persecuzione debbano riportarsi. Tut-
(SILVAGNI, ltis<r. clirisl. n. 1478); ma tavia si è osservato che il supplizio
l'identificazione non sembra al QuENTIN delle sette vergini canoniche e diaco·
( Marlyr. /iist. p. 278) molto sicura. nes~c è un fatto che si constata, oltre-
Papias comparirebbe in una iscrizione chè a Roma, anche a Sirmio, a Co-
mutila del t:Of"mtleri11111 ,\ faius , se è rinto, ad Aocira, e ad esso fa riscontro
giusto il completamento che oc è stato nel genere maschile il massacro dei
fatto (cf. p. 78 noia 1); Mauro è forse sette diaconi romani nel zs8 (cf. Acta
identico al suo omonimo dcl cimitero Ss. nov. Il, n, p. 17 n. 4).
di Trasone (cf. KJRSCH in Ltx. f. Theol. (6) Dalla Notitia rccl.
"· Kirche, VII, 1935, col. 9). (7) Dalla Notitia eccl.
(1) Dalla Notilia eccl. (8) Dalla Notilia tccl.
QUAE SUNT FGRJS CIVITA TIS ROMAE 11 7

sanctus Marcellinus, sancta Prisca, (sancta FimitisJ <>, sanctus Pau- 1

lus <»,sanctus Felicis, uous de .vn., sanctus Philippus, unus de .vn.,


sanctus Semetrius, et in una sepultura (sub altare maiore]hl .CCCLXV.
Per eandem quoque venitur viam ad ecclesiam Sancti Mi-
5 chaelis C4l, .vu. milìario ab Urbe.

[ V1.i1 SJLARIA VE'CCH/J.]


lnde haud procul in occidentern iuxta ~iam [eandem] <s> in
cryptis sub terra .Lxxx. gradibus sanctus Pamphilus et sanctus
Candidus sanctusque Cyrinus cum multis martyribus iacent. Et
1 o inde io occidentem tendentibus apparet basilica Sancti Hermes, ubi

ipse manyr iacet clonge in terra) <6>. Ibi sunt sanctus Crispus et
sanctus Herculanus et sanctus MaximilianusC7l et sancta Basilessa et
[in altera spelunca] <8> sanctus lacintus et sanctus Protus [sanctus
Victor] (9) et sanctus Leopardus <10> cum multis martyribus sepulti.
a. sa ncta Fimitls aG'f!· nel/' interi. da una uconda mano in C 2. sanctus phillppus
unus dc v11 om. A 3. le parole tra parente1i agg. nel/' interi. da una seconda mano
i n C CCCLXII 8 4·5· michahrlls 8 7· tnde] K premei/e C haut A C undem agg-.
in fine di rir;o da una seconda maiio in C 8. crupll$ B pamphilius A 9. lacet 8 Et] K
premette C 11.le parole Ira parentesi tlfl'G'· nell'i11terl. da tma seconda mano in C so ni]
est A e 12. Corr. da una lt'COnda mano lii basilissa e 13. Le parole tra parentesi Of!fl·
nell'interl. da uno seconda ma110 in Ce cancellata /'et che precede; a In è premu10 K
l aclnctus 8 13-4. sanctus victor as1r· nell'intei·I. da u11a seconda mano i11 C

( 1) D:tlla Notitia ecci. Giubileo, che portava il nome di «mons


(2) Nd cimitero di Priscilla, al «S. Angeli n ancora nel 1391 (cf. TOMAS·
piano primo, è una grande aula a volta, SETTI, Della campagna romanci in Arch.
del 11 secolo, destinata certamente ad Soc. Ro111. di stor. patr. XIV, 1891 ,
adunanze liturgiche. Li presso trovasi p. 11 9). Siccome però il ricordo di
un cubicolo con la iscrizione in marmo una chiesa co~i distante da Roma non
PAVLVS e nella parete a sinistra l' ac- ricorre negli altri itinerari, sorge le-
clamazione « Paule vivas >>. 't. forse gitthno il sospetto di una interpola-
questo il martire di cui si parla nel· zione; tanto più che il segue11te : «lode
litinerario (cf. :'v!ARUCCHI, Le catac. « haud procul » non ci :illontana da
rom. pp. 471-2). Homa, ma ci fa rinianere nella circo-
( 3) Dall:i. Notitia ecci. scrizione 1opografica dei gruppi pre-
(4) Il Sacm111e11ta1·io Leo11ia110 e il cedenti.
Martirologio Gero11imia11c segnano al ( S) Cioè la Sa lari a.
29 ~ettern bre la dedicazione di questa (6) Dalla Nolilia ecc[.
basilica. Il Martirologio la indica al VI (7) Cf. p. 43 nota 22.
miglio dtlla Sal;uia; il Liber Pontifi- (8) Dalla Notitia tee/.
calis (II, p. 1 3) al v11, come nel nost ro ( 9) Dalla Notitia ecci.
testo. Si elevava, già fin dalla metà ( 10) Forse il presbitero che visse sulla
dcl v secolo, nella collina di Castel fine del secolo 1v e il principio del v,
118 DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

Inde non longe est in occidente ecclesia Sancti Iohannis mar-


tyris, ubi caput eius in alio loco sub altare ponitur, in al io corpus:
ibi sanctus Diogenis et sanctus Fistus et sanctus Liberatus et san-
ctus Blastus et sanctus Maurus <•> et sancta Longina <» mater
Iohannis sunt sepulti (et alii mille .ccxx11. martyres]. 5

[VIJ FLJ.l/IN/A.]

lnde prope iuxta viam Flamineam .ipparct ecclesia mirifice


ornata Sancti V.1lentini martyris, ubi ipse corpore iacet et multi
sancti ibiJem sunt sepulti (in aquilonali. plagaJ CJl,

t ISTAE VERO ECCLESIAE INTUS ROMAE HABENTUR ro


Basilica Constantiniana quae et Sah-atoris ipsa quoque et Sancti
Iohannis dicitur M .
1. I ode] K prtmtllt C ses ioli mir B 2. capud C 5. f..t parole tra parrnttsi
a1111. nt'll' interi. da una ler;a mano i11 C 7. lnde] K prtmrllr C 9. lr parole tra
parr11tr1i alJ/J· 11el marginr il1/rriore da una ueonda ma110 in C 10 t om. C
11-2. nasllica- dicitur 0111. A

e alla cui munificenza si debbono re- cui sorgeva, Costantiniana dal fonJato-
stauri m:llc chie;c e nei cimiterl. Il rc, e finalmente di S. Giovanni,. pare
suo nome si legge in una iscrizione dagli oratori dei Santi Giovanni Battista
ricordante i l.ivori da lui l'Seguiti sulla e Giovanni Evangelista, annessi 21 con-
tomba del martire Giacinto (STYGER, tiguo battistero. Devastata dai \' an
Ro111. Martyr. I, pp. 239-40). Uo Leo- d.1li di Genserico (455), fu restaurat.1
pardo, ~condo un tardo testo leg- da Lt:onc I (Lib. Pont. I, p. i3q); il
gendario, sarebbe stato martirizz.ato successore llaro e poi Giovanni IV
in Roma sotto Giuliano, ma sepolto cost ruirono oratori attorno al b;1tti-
ad O tricoli (cf. Acta Ss. sept. Vili, stero (ibid. I, pp. 242, 330); Adria-
p. 417 sgg. ; DuFOURCQ. Ét11de sur les no I, Sergio Il (ibid. 1, p. 507; II,
Gesta Martyr. p. 229). pp. t 1-27, 91) eseguirono nuovi re-
( 1) Mauro non figu ra .altrove, in StJ uri nella basilica, che più tardi
questo cimitt:ro nè in questo aggrup- \'enne in gran parte distrutta dal
pamento agiogr:ifico. terremoto dell' 896. Riedificata da
(2) « Longinus ». Sergio III (ibid. Il, p. 236), restaurata
(3) Dalla Notiti11 teel. e decorata da parecchi dei papi che
(4) Fu fondata dJ Costantino sui \'ennero Jopo, raggiunse un alto g rado
castn1 11ova Snuia11a e sopra un gran- di splendore al tempo del giubileo
dioso edificio app.1rh:nuto ai Laterani, dcl 1 300 sotto Bonifacio VIII. Fu in
e dedicata al Sllv.uorc. Fu detta basi· seguito rovinata dJi due incendi dcl
lica Ltteranense o Laterana dal luogo in secolo XIV ( 1308, 1361 ), e riparata la
QUAE SUNT FORIS CIVITATIS ROMAE 1r9

Basilica quae appellatur Sancta Maria Maior <•>.

prima volta da Clemente V, la seconda l'arco trionfale si legge ancora l' iscri-
da Urbano V e Gregorio XI. Quasi zione «Xystus epìscopus plebi Dei » ;
tutti i papi successivi rivolsero le mentre l'altra, metrica, che conteneva
loro cure alla basilica Lateranense; la dedica alla vergine Maria, e stava
ma essa dai tempi di Innocenzo X, nella p:irte interna dell'ingresso, ci è
che la fece rinnovare dal Borromini, pervenuta solo attraverso le sillogi
fino a Leone XIII, che sostitul la vec- epigr:ifiche (UE Rossi, Inscr. cbrist. II,
chia abside con un 'altrn costruita Jal- p. 71 n. 42, p. 98 n. 6, p. 139 n. z8).
1' architetto Vespignani, è venuta per- s
La dedicazione è segnata al agosto nel
dendo il suo aspetto antico. Cf. Marlìrologio Gero11imia110. Dal seco-
RoHAULT DE FLERY, Le Latra11 au lo v1, se la copia lapidaria della dona-
MoJen-dgt, Paris, 1877; PH. LAUER, zione di Flavia Santippe del secolo IX
Le Palais de Latran, Pari'S, 1911; OR- (MARIN I, Papiri diplomatici, p. 141
TOLAN I, S. Gi01Ja1111i in Laterano, n. XCJ e p. 299 sgg.) riproduce esatta-
Roma, s. d.; WILPERT, La decora~ione mente l'antico originale, e secondo
costa111inia11a della basilica Laterauense altri dai tempi di Sisto Ili o addirit-
in Riv. arch. crisi. VI, p. 53 sgg.; KR.WT- tura fin dall'inizio, la chiesa prese il
HEIMER, La fa;ade a11cie1111e dt Sai11t- cognome ad Prnesepe, da un oratorio
Jean de Latra11 tì Rome in Revue ar- o cripta in cui si vedeva una imita-
chiologiqut, 193), pp. 231 -5. Intorno zione del presepe di Betlemme (cf.
alle esplorazioni compiute di recente GRISAR, A11alecta Rom. I, p. 577 sgg.;
sotto il pavimento della chiesa cf. Jost, G. FERRI Le carte dell'archivio Libe-
Scoperte nella Basilica Costa11tilliana ·al riano in Arcb. Soc. Rom. di s/M. patr.
Laterano in Riv. arcb. crist. XI, p. 335 XXVII, 1904, PP· 151-2; E. LAVA-
sgg.; c. MERCURELLI, Scavi sotto la CNINO e V. MoscHINI, S. Maria Mag-
Basilica Lateranense in Palladio, III, giore, Roma, s. d., pp. 6-7; A. Scuu-
1939, pp. 184-6. CHF.RT, S. Maria Maggiore ~" Rom. I.
( 1) Generalmente si identifica con Die Grimdu11gsgeschicbte der Basilika
la basilica costruita dal pa pa Liberio 1111d die 11rspru11glicbe Apsisa11l11ge, Città
presso il macello di Livia ( Lib. Pontif. del Vaticano, 1939, p. 16 nota 4). In
I, p. 208), che Sisto III avrebbe rin- questa nostra lista s' incontra per la
novata e dedicata alla Vergine; sebbene prim:i volta l'appellativo « Maior »,
qualcuno si mostri propenso a cre- che è r imasto fino ad oggi. Più tardi la
dere che Sisto I Il non restaurasse chiesa è stata detta ancht: «ad Nives»,
la preesistente basilica di Liberio, ma nome che allude alla leggenda della
costruisse, a un:i certa distan7.a da que- fondazione di S. Marfa Maggiore da
sta, una nuova fabbrica ab imis ( cf. pane di papa Liberio dopo cadut:i la
G. BLAs1orr1, La basilica di S. Mar-in neve sull'Esquilino in piena estat<.:
Maggiore a Roma in Boll. d' Arte del (cf. GRISAR, op. cit. p. 585 nota 2).
Ministero della P. lstnqJ011e, 19 r4, Fu restaurata da Adriano l, Pasquale I,
p. 20 sgg. e p. 136 sgg.; lo. La basi- Eugenio III, e in modo anco r più note-
lica di Liberio su/l' Esq11ili110 erronea- vole sotto Nicolò IV, quando fu data
mente idw tifica/a con la basi/ic11 di all'interno quella disposi zione di parti
S. Maria Maggiort in Atti IV Co11- che la chiesa conserva tuttora. Deco-
gresso Naz.. Studi Romani, II, 1938, razioni vi eseguirono Callisto JIJ, Ales-
p. 351 sgg.; CECCHELLI, S. Maria ì11 Tra- sandro VI, Sisto V e Paolo V. L:i
stevere, Roma, s. d., pp. 161-2). Nel- facciata moderna ì: dovuta a Bene-
120 DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

Basilica quae appellatur Sancta Anastasia, ubi cruces servantur quae


portaotur per stationes <•>.

detto XIV, che affidò l'opera al Fuga. la chie5.1 fu costruito un battistero


Cf. MARUCCH1, Basiliq11es &c. p. 149 (DF. Rossr, op. cit. p. 150 n. 19).
sgg.; B1As1orr1, La basilica Esquili11a di D:1lla iscrizione su ricordata si apprende
S. Maria ed il pala\\O Apostolico a pud che più tardi, sotto il papa Ilaro(461-8),
S . Maria m Mai orem, Roma, 1911 Severo e Cassia due ignoti personaggi,
e opp. citt.; l.A VAGNINO e MOSCHINI, ne ornarono l'abside con un mosaico.
op. cit. ; WILPERT, La proclama<_ìone efe- Nelle sottoscrizioni al concilio Ro-
sino e i musail"i del/a basilica di S. Maria mano dt:I 499 la chiesa figura come
Maggiore in A11alecta Saci a TarraC<J- o. titulusAnas1asiau (Acta S)•nhoàoru'"•
11emia, VII, 193 1, p. 197 sgg.; B. BIA· pp. 4 13-4 on. 36, 50, 61), senza l'ap-
CllITI, Indagini illlort10 alra11tica nbside pellativo u saoctae », per cui il Du-
della basilica di Sa11la Maria Maggiore CHliSNll (Sai11le-At1astasie in Mélat1g.
in R111d. Ponti/. Accad. Rom. A rcheol. d' arch. et d' hisl. VII, 1887, pp. 389-
IX, 1933, p. 33 sgg.; lo. Ossen•az_io11i sui 393) pensa che la designazione debba
'"usaici della navata centrale nella ba- derivare dal nome della fondatrice,
silica di S. Maria M aggiore in Roma forse 11 madre di Anastasia, moglie
ibid. XIII, 1938,p. 101 sgg.; lo. Jntorrw di Fl. Avito Mariniano console nel 4l 3,
ai musaici dtlla 11avata ce11traU nella ba- o qualche altra sua parente più anziana.
silica liberia11a di S. Maria Mag1iore Quando, sotto l'imperatore Leone I
ibid. XV, 1940, p. 47 sgg.; N. DENIS- (4 S7-74) le reliquie di sant' Anastasia,
BouLET, Lu mosaiq11u a111iquts de da Sirmio, furono trasportate a Costan·
Sai11le-Marie-Majeurt in Ga\tfte des tinopoli, il culto della martire si dif-
Beaux-Arts, 1936, p. 65 sgg ; l. Dli fuse, oltrechè in Oriente, anche in
BRUYSf., :V1U111e ricerche ico11ografitbe Ocddente, e in Roma SJli a un alto
s11i mosaici iùl/'arco lrio11fale di S. Maria graJo di considerazione, attaccandosi
Maggiore in Riv. arch. crisi. Xlll, alla chies:i che porta v:i gi~. per altro
p. 2 39 sgg.; ScHUCHSRT, op. cit • il quale, motivo, il nome di Anastasia, e che
bas:andosi sull'esame critico completo div1:n11e « titulus Sanctac Anastasiae ».
di tutte le fonti Jntichc, e sui risultati Uua leggenda che correva in Roma
forniti dai lavori di restauro e dagli dopo il secolo v1 identificava la mar-
scavi, studia i tanto discussi problemi tire di Sirmio con una romana, colle-
dcll:i prima origine del monumento e ganJone il ricordo col martire di Aqui-
le sue relazioni con I' Jnh:riore edificio lei:i Crisogono (cf. KIRSCH in Dici.
Ji Liberio. d'11rch. chrl/. ti de lìtrirg. I, n, 1924,
( 1) La chiesa di S. Anastasia a pie' coli. 1919-20). La chiesa, che ebbe
del Palatino, dalla parte verso il Te- un:i particolare importanza fin dnll'ori-
vere, esisteva già nel secolo 1v, come ginc, per la sua situazione isolat:i in
si ricava da una iscri7ione che ricorda me7.zo :il quaniere centrale di Rom:i,
le pitture fattevi eseguire da papa raggiunse una posizione di primo or-
Damaso (DE Rossi, lnscr. christ. Il, dine nel periodo bizantino, venendo su-
p. 24 n. 25 e p. 1 so n. 18). Essa bito dopo le due cattedrali, del Late-
sorgev:l sopra una casa con bo1teghe, rano e di S. Maria Maggiore. Col
della metà circ:1 del Ili secolo (cf. tr:1111on10 del regime dei Bizantini co-
KRAU'rHEIMER, Corpus. basil. I, pp. 50- mincia la decadenza anche per questa
S1). Nei primi anni dd se.:olo v presso chiesa, che od secolo IX pare abbia
QUAE SU~T FORIS CIVITA TIS ROMA E I 21

Basilica quae appellatur Sancta Ma ria Antiqua <•>.


1. Om. B

ormai perduto il suo posto di privilegio. lita da Giovanni VII (lib. Po11tif. I,
Fu resta urata eh Leone III, e di que- p. J85), che ne decorò tutto il presbi·
st 'epoca è tutta l'ossatura superstite; terio, facendo s tendere uno strato d' in·
da un Azo, presbitero del titolo, nel tonaco sopra gli affre~chi anteriori; altre
1140-3; da Sisto IV; dal cardinale pitture vi furono eseguite al tempo di
Roberto de Viue nel 1s 1o; dal car- Zaccaria, e in una :ippare la figura
dinale Bernardo de Sandoval Royas, di un Teodoto, probabilmente fo zio 1
che ne ricostrul la facciata nel 16o5; di Adriano I, che offre alla Vergine
da Urbano Vili, che rifece di nuovo la cappell.1 (protesi) da lui decor.tta;
la facciata, dopo appena ventisette anni; :iltre ancora sotto P:iolo I e Adria-
e dal cardinale Nufio da Cunha, che nel . no I e io epoche posterio ri. La chiesa
172 1-22 ne ridusse l'interno alla forn1a pare fosse ' abbandonata verso la metà
attuale. Cf. DuCHESNE, op. cit. p. 387 del IX secolo, re, tando :illora al culto
sgg.; G RISAR, A11altcta Rom. I, p. 19s soltanto l'atrio, in cui vennero ritro-
sgg.; K1RscH, Dù rom. Tittlkircbt11, v1ti dipinti che possono assegna rsi
pp. 18 - 23, 16o-2; PH. B. W HITf.HEAD, al secolo Xl (d. P. ToESCA, Storia
"/1ie cburch of St. Anastasia in A11ter. delr arte italuwa, Torino, I, 1927,
journ. of A r&haeol. 1928, p. 405 sgg.; p. 213 ). Dice il liber Pontijicalis, nella
E. jUNYENT, la mai.<on romaitit J11 11/re vita di Benedetto lii, dte Leone IV
de Sainle A11astasie in Riv. arcb. crisi. a ve va costruitodalle fondamenta • viam
VII, p. 91 sgg ; KRAUTtlEIMER, op. « iuxta Sacram • la basilica • beatae
cit. I, p. 43 sgg. $. Anastasia, davanti cc Dei Genitricis qui(/) vocatur Antiqua •
ali.i quale: si apriva la grande piazza (II, p. 145), e poco appresso che Bene-
dcl foro Bo:irio e dove si rico llcga var.o detto fece un dono • in basilica beatae
le strade provenienti dall'interno e dal cc Dei Geoitricis quae olim Antiqua
mare, era il punto di riunione (col/teta) « voc.a batur, nunc autem sita est iuxta
per le pro~essiooi che si dirigeva~o «via Sacra• (loc. cit.; il DucHESNE
verso la chies:a duv' e ra fissata la statio crede sia da supplire: e nunc autem
(cf. HtERZEGGER, Col/ec ta und Sta l i o, e Nova dicitur qua e•). Nella vita poi di
s
p. 35). Nicolò I si afferma che Leone IV aveva
( 1) Di questa chiesa, costruita sulln edificato dalle fondamenta la chiesa
biblioteca a nnessa al tempio del Divo • virginis Mariae quae primitus Antiqua
Augusto, si ha. la primn menzione in « nunc autem Nova vocatur » (ibid.
quc:sto nostro testo, ma la sua origine II, p. 1 58). Inoltre in parecchie carte
d.:ve risalire alla fine del v secolo del Tab11lari11m S. Mariae Nova.e,
(cf. W. DE GRuNEISEN, S11i11te Marie del secolo x1. la chiesn ha il titolo
A11tiq11e avec le co11co11rs de HueLSEN, « vir~inis Mari ac: dominae nostr:ie quae
G10RG1s, fEDERICI, DAVID, Ronie;1911, « olim Antiqua vocabatur nunc autem
pp. 4 38- 9, 4 50; E. TEA, la basilica u Nova•. Tutto ciò fece ritenere ad
di Sa11ta Maria A111iq11a, MiL'lno, 1937, alcuni che S. Maria Antica fosse da
pp. J J, J6). Dopo l:i metà del se- identificare con S. Maria Nova, oggi
colo VI la basilica subi una r.1dicale S. F rancesca Romana; altri invece si
trasformazione, che la ridusse al tipo dichiararono di opinione contraria. Noi
bizantino, e verso la metà del secolo intendiamo le parole del Liber Po11tifi-
successivo venne rinnovata nelle pit- calis nel senso che Leone I V ricostr uì
ture e nelle iconografie. Poi fu :ibbel- poco distante, presso In via Sacra, la

Co.i. I opos r., 11. 8'


122 DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

Basilica quae appellatur Sancta Maria Rotunda C•>.


Basilica quae appellatur Sancta Maria Trnnstiberis; ibi est imago
sanctae Mariae quae per se facta est C».
z. transtyberls 8 e
chiesa di S. Maria Antic~ che si trovava I, pp. 110 e 317). La dedic:i è anche
forse in rovina. La nuova chiesa venne ricordat:i in una iscriiione di Boni·
considerata come una continuazione facio Vl11 in onore di Bonifado IV
dell'altra, e potè quindi dirsi che (DIEH L, ltiscr. lali11ae, tav. 37 d). Co-
prima si chiamava Antica ed ora Nova. stante Il nel 663 asportò il rivesti·
Del resto gli scavi hanno dato ugione meato di tegole di bronzo dell'antica
ai sostenitori della non identità delle cupola (lib. Po11tif. I, p. 34 3), che fu
due chiese. Nd luogo da noi indi· poi restaurata e ricopc::rta di lamine di
cato, sotto il Palatino, sono tornati piombo da Gregorio Ili tibid. I, p. 4 19).
in luce gli avanzi di una chiesa, già Questa rivestitura venne io seguito rin·
cominciati a scoprire fin dal 1702; e novata da Martino V (ibid. Il, p. 544)
sono indubbi:imente di S. Maria Antica, e da Nicolò V. Ad Urbano VIll si
percbè ciò risulta dall'iscrizione mu· deve un rest:iuro del portico, donde
raie della protesi : « ~ THEODOTUS però furono rimossi gli ornamenti in
«PRIMICERIO DEFENSORUM ET OISPEN· bronzo per fonderli ed adibirli ad altri
« SATORE SANCTE DEI GENETRICIS SEN· fi ni. Alessandro VII eresse due co·
« PERQUI! BIRGO MARIA QUI APPELLATUR lonne di granito nel lato orientale del
« ANTlQUA ». Cf. GRISAR, Archeologia pronao; e col tempo la chieS;1 venne
in Civiltà Call. XLVII, 1896, VI, p.458 isolata dalle modeste casupole che le
sgg.; LII, 1901, I, p. 228 sgg., p. 727 sgg. si erano addossate, attorniandola. cr.
e R oma alla fine del mondo a11tico, Homa, ARMELLJNI, Le cliiese di Roma dal se·
1930, I, p. 213 sgg.; V. FEDERICI, S.Maria colo IV al XIX, nuova ediz. a cura di
Antil/ua e gli ultimi scavi del Foro Ro· C. CECCHEtLI, Homa, 1942, pp. 589-
111a.1w in .o/rch. Soc. Rom. di s/or. patr. 92, 1374-s; MARUCCHI, Bast1iques &c.
XXIII, 1900, p. 517 sgg.; G. McN. pp. 412-6; GRISAR, Il Pa11theo11 ili Roma
RusHFORTH, Tbe clmrch of S. Maria e la sua dedica~io11e falla d11 Bo11i-
Antiqua in Papers of t/Je British Scbool f acio 1 V in Ci-1.!iltà Catt. LI, 1900,
at Rome, I, 1902, p. 1 sgg.; DE GRC- X, pp. 210 sgg.
NEISEN,op. cit.; CH. DIEHt, Sai11te Marre (2) Una fonte coeva, il Catalogo
Antiq11e in }oumal des Sava11ts, 1915, Liberiano (eJ. DucHESNE, p. 9), attri·
p. 49 sgg.; HuEtSEN, Le chiese, pp. 309- buisce al papa Giulio I due basiliche
3 10; P. LUGANO, S. M aria Nova, Roma, nel Trastevere: una sull'Aurelia «ad
s. d., p. 3; TEA, op. cit. Sul significato « Callistum >>, cioè quella nella cata-
dell'epiteto A11tiq11a v. I. DA vro in DE comba di Calepodio, e un'altra «re·
GRilNEISEN. op. cit. p. 4p., secondo il « gione XI!lI iuxta Callistum », che è
qua le il titolo sarebbe Mato proprio quella di cui qui si parla. In che con·
della diaconia, la prima istitui ta, e da sistcsse la memoria di Callisto, presso la
essa sarebbe passato nell'uso ordinario quale la chiesa fu edificata, non è facile
alla chiesa; di questo parere è anche stabilire. Un collare di schiavo del se-
TEA, op. cit. pp. 35-6. colo 1v ricorda un' « ar(e]a Callisti»
(1) Il Pantheon, trasformato da Boni· (C. I. L. X V, n. 7193), che potrebbe
facio I V ( 608- 15) in chiesa della Beat.t essere la località indicata nel Catalogo
Vergine e di tutti i Martiri (Lib. Po11tif. Liberia110. Quanto all'affermazione del
QUAE SUNT FORIS CIVITATIS ROMAE r23

Basilica quae appellatur Apostolorum Iacobi et Philippi <1 >.


1. Om. A apostulorum C
Liber Ponli/ica/is (I, p. 141), che Cal- gioe prevalse su ogni altra. La b:isilica
listo « fecit basilicam trans Tiberim >>, ebbe vari restauri (Lib. Po11tif. I, p. 509;
si i: sospettato possa trattarsi di un Il, pp. 80, 120, 147); fu ricostruita da
equivo.;o del relativamente tardo com· Innocenzo li (ibid. II, p. 384), e tra -
pilatore, e si è fatto anche osserv:ire sformata dai !.\\'ori che in tempi suc-
che il nome di basilica nel più antico ce~ivi vi furono eseguiti, specialmente
periodo cristiano è applicato a quel sotto Nicolò V, Sisto V, Clemente Vili,
qualunque luogo ove si svolge 1:t sinassi Pio IX. In occasione degli scavi pro-
liturgica, e che perciò si potrebbe risa- mossi da quest'ultimo, vennero ritro-
lire ali' idea della casa privata, del vati resti di antichi edifici, ma non
comacu/um in cui, secondo la Passio si a rrivò alle sostruzioni del iv se-
(Acta Ss. oct. VI, p. 439), Callisto colo, che debbono giacere molto sotto
raccoglieva la comunità (CECCllELLI, l'attuale pilno stradale. Cf. P. G. R1-
S. Maria in Trastevere, pp. 21-2). Del NALD1-Bucc1, Cmni storici e descri:zio11e
resto, stando al libtr Po11tificalis, Cal- della sacros1111t11 basilica Tras/tverina,
listo sarebbe romano, «de regione Ur- Roma, 1889; MARUCCHI, Basiliq11es &c.
« bera vennatium ", il che permette p. 428 sgg.; A. Tutu, L'1111tico titolo
rebbe di riallAcciarne i ricordi proprio di S. Maria in Trastevere in N. Bull.
col quartiere del Trastevere. Ad ogni arcb. christ. XVI, pp. 259-262; In. Il
modo, nei documenti del secolo iv e v problema arcbeofogico di Santa Maria i11
la basilica porta il nome di Giulio Tmstevere in Atti I I Co11gresso Naz..
(Epist11lae imperatorum pontificum alio- Studi Ro1na11i, I, 1931, p. 238 sgg. ;
rum in Corp. Script. Ecci. Lat. XXXV, 1, KrnscH, Vie 1·0111. Titdkircbm, pp. 10.i-8;
p. 2; Acta Syribodormn, a.499, pp. 411-2, CECCHELLI, op. cit. Della immagine
414 nn. 7, 28, 51); ma nel corso della Vergine, ricordata nel testo, e<l
del VI secolo conserva ancora l.1 remi· oggi perdut.1, il CECCHEl.Lt (op. cit.
niscenza di papa Callisto, perchè nel pp. 28-·9, 123 -4, 151-7) crede rimanga
concilio dd 595 appare un ct presbyter una restituzione nella Madonna della
« tituli Sancti Iuli et Calisti » (GRECO· Clemenza della cappell 1 Altemps, attri-
RIO I, Regislr. epist. t. I. p. 367). Verso buibile all'età di Giovanni VII.
questa età l:i chiesa dovette avere an · (1) L:i basilica, secondo una ipotesi
che un sacello dedicato alla Vergine, al molt0 dubbia dcl DucHESNE, s:irebbe
cui nome essa è intitolata in un docu- st:tt;t eretta da Giulio I << ri.:gione VII
mento del 587 (L BRU7.ZA, Regesto della « iuxta forum divi Traiani » 1 e chia-
cbiesa di Tivoli in 5t11di e Doc11111mti m:lla in origine <<basilica lulia » ( Cata-
di storia e diritto, 1880, p. 130). In se- fogo Liberiano eJ. DuCllESNE, pp. 8, 9;
guito questa appellazione si congiunge Ufo. Pontif. I, p. 205 e nota 4). Più
all'antica di Callisto, come riscon- probabile è che la fonJ,1sse Pelagio I
triamo in una donazione, dd Vll-\'111 (556-61; Lib. Po11tif. I, p. 303), e che
secolo in circa secondo il DF. Hoss1 la conducesse a termine il succe~sore
( U11'epigrafe di do1111z.ic111e alla basilica Giovanni 111, il quale la dedicò agli
di S. Maria i11 Trastevere in 811/1. arc/J. apostoli filippo e Giacomo (ibid. f,
c/Jrist. 1870, pp. 113- 5), del 1x-x1 se- p. 305; DE Rossi, lnscr. christ. 11,
condo il CECCHeLLI (op.cit. pp. 139-40); p. I 39 n. 27). Pc:rò in seguito la deno-
e nella vita di Adri:mo I ( Lib. Po11tif. I, minazione si estese a tutti gli Apostoli.
p. 509). Poi I' in titobzionc :illa Ver- Gi.\ nt:lle vite di Adriano I e Leone Ili,
ÙE LOCIS SA'NCTIS MARTYRUM

Basilica quae appellatur Iohannis et Pauli, ubi ipsi ambo in uno


tumulo iacent <1 >.
Basilica quae appellatur Cosmae et Damiani <».
B.asilica quae appellatur Sancti Laurenti, ubi graticula eiusdem ha-
betur Laurenti {J). 5

si legge « ecclesia Apostolorum in via Ss. Cosma e Damiano al Foro Roma110


«Lata» ( Lib. Po11tif. I, p. 500, li, p. 28) in N. Bui/. arcb. crisi. XIX, 1913, p. 14 3
e in BENEDETTO DI s. ANDREA DEL So- sgg.; lo. Tbe cburcli oj Ss. Cosma e
RATIE (Chronicon, p. 163) « ecclesia Damiano io America11 f 011rnal of Ar-
«Sanctorum apostolorum Iacobi et Phi· cbaeology, 1927, p. l sgg.; B1Asm111
cc lippi, que nos vocitamus Sancti Apo· e WHtTEHEAD, La ç/iiesa dei Ss. Cosma
u stoli ». Dopo i restauri di Paolo I, t Damiau~ al Foro Romano e gli. edi-
di Adriano I, di Leone III, la chies11 fu fici preesistenti in Rend. Po11tif. Ace.id.
rinnovata dalle fondamenta per opera Rom. A 1·clieol. voi. III, p. 83 sgg.;
di Stefano V (lib. Po11tif. I, pp. 465, B1As1orrr, La basilica dei Ss. Cosma
500; II, pp. 28, 195). In seguito la e Damiano dal rifacimmto di Ur-
restaurò li cardinal Giuliano della Ro· ba"o Vlll ad oui in Atti I Co11gresso
vere sotto Sisto IV (V. FORCELLA, lscri· Na'{_. Studi Roma11i, I, 1929, p. 689
;i:ioni delle cbiese e d'altri edificii di sgg.; KRAUTHEIMER, Corpus basi/. I,
Roma. dal secolo Xl fino ai giorni nostri, p. 137 sgg. WILPERT, Die ròm. Mo-
li, p. 228); e fu interamente rifatta fra saiken u. Maler. 11, pp. 1070-4, Abb.
il 1702 e il 1742 da Carlo Fontana e Bd. III, p. 102.
Niccolò Micchetti ; la fronte attuale si (3) Sorse su parte dell'area occupata
deve al duc:i Giovanni Torlonia ( 1827). da l quadrante dell'Horologi11111 di Augu-
Cf. GRISAR, A11alccta Rom. r, p. 611 sgg.; sto. Quando fu eletto un successore a Li-
ARMBLLINJ, Lr cbitse, pp. 309-12, berio, i seguaci di Damaso si adunarono
12 56-8; MARUCCHI, Basiliq11es &c. «in Lucinis» (3~6), termine col quale
pp. 390-2; HUELSEN, Le chiese, p. 202; pare si accenni, più che a una vera basi-
CECCHELLI in Riv. arcb. crisi. VII, lica, a una domus ecclesiae (Epist. imper.
pp. 311-2; F. SANTILLT, La Basilica po,,t, aliorum, p. 2). Il KrRSCH (Die 1·òm.
dei Ss. Apostoli, Roma, s. d; KRAUT· Titelkirc/m1, pp. 8-1-2), sottintendendo
HEIMER, Corpus basil. I, p. 79 sgg. * aedibus »,vuol riconnettere« Lucinis »
( t) Cf. p. 7 2 nota I. a un nome di persona, probabilmente
(2) Costruita da Felice IV (526-30; a una matrona cristiana che avrebbe
Lib. Ponlif. I, p. 279; DE Rossi, M11- consacrato al culto la propria casa;
saici; Io. lnsc1·. cbrisl. II, p. 71 n. 41, altri (C. MoHLBF.RG, Un'a11tica desiv1a·
p. I 34 n. 4, p. Vi2 n. 28, p. 353 o. 7, '{ione romana di sta:i;io11e u ad Sanct1m1
p. 439 n. t 32) nel tempio degli Dei Pe- « La11renlimnad Tita11 »in Rwd. Pont1f.
nati e nell'edificio rotondo, detto tem- Accad. Rom. Arcbeol. IV, p. 267)
pio del Divo Romolo, che, sulla _vi a vede nel vocabolo forse un'indicazione
Sacra, gli serviva da vestibolo. Fu re- di l_ocalità,daricongiungerecon un culto
staurata da Sergio I, da Adriano I, da a Giunone Lucin:i, che dal Cispio si
Leone III ( Lib. Pontif. I, pp. 37 5, 508, sarebbe trasferito anche nel campo
Il, p. 28), e ridotta allo stato -odierno Marzio. «Titulus Lucioae» si legge in
da Urbano VII!. Cf. WHtTF.HEAD, Degli una iscrizione del cimitero di S. Va-
a11ticbi edifici compo11e11ti la chiesa dei lentino, che può risalire al v1 secolo
QUAE SUN.T FORIS CIVITATJS ROMAE

Basilica quae appellatur Vincula Petri, uhi habetur catena qua Pc-
trus ligatus est <1 >.

o al principio del v (MARU(;CHI, La ba· riconosciuta nella sottoscrizione di un


silica e il cimitero di S. Valwlillo, p. 98), legato pontificio al concilio di Efeso del
e nel concilio del 499 (ActaSy11hodornm, 43 r, il quale firma così il breve sino-
p. 414 on. 57, 62); ma a cominciare dale al clero e popolo di Costantino·
dal secolo VI si trova aggiunto il nome poli, circa la deposizione di ?\estorio:
di S. Lorenzo (GREGORIO I, Registr. « Philippus Apostolorum ecclesiae pre-
episl. t. I, p. 102, II 2). Nelle sotto- « sbyter» (MAss1, Concil. IV, col.1303).
scrizioni al concilio del 595, accanto Nel IV secolo venne forse eretta a
al titolo di S. Lorenzo non compare titolo una casa della comunità cristiana,
più l'appellativo di Lucina (ibi<l. t. I, in cui le adunanze liturgiche si face-
p. 367). La chiesa, di cui rimane vano in onore degli Apostoli. Poi,
oscura l'origine, fu restaurata da Be- con elargizioni della famiglia impe-
nedetto II ( Lib. Po11/1f. I, p. 363), da riale, sotto Sisto III e per intercessione
Adriano I (ibid. I, p. 507), e da alcuni del presbitero Filippo, sul primitivo
papi del secolo Xli, e completamente titolo venne innalzata una basilica dedi-
trasformata dai lavori eseguiti tra il cata ai principi degli apostoli Pietro
1596 e il 1650. Cf. MARUCCHI. Basili- e Paolo (oE Rossi, l11scr. c/Jrist. II,
q1m &c. p. 405 sgg.; PESARINI io Studi p. 110 n. 6 7, p. 114 n. 3). Dall'inizio
Ro111at1i, I, P· 5 3 sgg.; KIRSCH, Die rom. del v secolo furono qui custodite, come
Titelkirc/u11, pp. 80-4; MoHLBERG, op. preziosa reliquia, le catene dell'apostolo
cit. p. 261 sgg.; L. HuErrER - E. LA- Pietro (ibid. II, p. r 34 o. 1; cf. GRISAR,
VAGNINO, S. Lonrqo in Luci11a, Roma, Della insignt tradiz.io11e romana i11tor110
s. d.; KRAUTH EIMER, Basiliche paleocri- alla calma di san Pielro nella basilica
slinm di Roma: San Loren1-o i11 Lucina Eudossia1111 in Civiltà Catt. XL V!Ill,
in L' lllwtra~Jone Vaticana, VI, 1935, 1898, lii, p. 205 sgg.). E che ciò fosse
pp. 667-8; KRAUTHEIMER-fRANKL, creduto anche. altrove, lo dimostra la
Recwt discoveries in Clmrches in Romt, domanda di siffatta reliquia, che pn:-
pp. 388-92. Sul supplizio della gra- sentarono a Roma nel 519 i legati del
ticola, che la critica moderna rigetta futuro imperatore Giustiniano. A mo-
come leggendario e improbabile, cf. tivo di queste catene la chiesa prende
FRANCHI DE' CAVALIERI, S. Lore11z.o il nome "a(d] Vi ncula S. Petri apo-
e il rnppliz.io della graticola in Rom. « stoli » nella biografia di Simmaco Lib.
Quartalschr. XIV, 1900, p. 159 sgg.; Ponti{. I, p. 261) e in una iscrizione di un
DELEHAYE, Rechuches sur le Ug. Rom. prete Severo, da riportare agli anni 533-5
p. 50 $gg.; e sulla identificazione pd (GRrSAR, A11alerta Rom. I, pp. 1 sz-3),
ddla chiesa, in cui si conservava I~ Nel 544 ARATORE lesse il suo poema
graticola del martire, con S. Lorenzo in De aclibus Apostolornm « in ccclesia
Lucina cf. P ESCI, L'itinerario ro111a110 di «Beati Petri, quae vocatur ad Vincula »
Sigerico arciv. di Ca11ttrbury &c. (Praefatio al poem:i, ediz. G. PERUGJ,
PP· 51-5. Roma, 1911, p. 83). Però nelle sotto-
( 1) Poichè nell'antico testo del Mar- scrizioni dei concili del 499(Acta Sy11/Jo.
tirologio Gero11i111ia110 verosimilmente dorum, pp. 413-4 nn. 39, 42, 49) e del
mancava la notizia che si legge in S95 (GREGORIO 1, Registr. episl. t. I,
alcuni manoscritti, al 1° agosto, la più p. 367) si riaffaccia l'antica denomi-
antica menzione di questa chiesa va nazione "titulus Apo~tolorum ». Dal
r26 DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

Basilica quae appellatur ad Sancta Adriana !•>.


Basilica quae appellatur Sancti Crisogoni <».
2. 1trl&0goni 8

secolo \'lii ne compare un:i nuova, e in PROCOPIO ( Dt bello Gotb. I, 2$, 19-
« titulus Eudoxiae •, qua~i per un ri- 20), che afferma essere cosi dai Ro-
torno retrospetti\'O .1lla costruz_ione di mani chiamate le Parche. Più tardi la
Sisto lii, dovuta spe~i alm cnte alla mu- chiesa fu dttta i11 T1ib11s Foris. Oggi è
nificenza di Eudossia. M.1 la denomi- scomparsa, in seguito al ripristino
nazione delle catene dopo il mille pre· della Curia. Cf. M. DArrOLI, Appu11/i
v.ile ed è quell.1 che è restata nel per la storia di S. Adria110 11ell't1il mo·
tempo. Alla chiesa, gtà restaurata da den1a in Are/i. Soc. Rom. di s/or. pntr.
Adrbno I ( Lib. Po11tif I, p. 508), fu. XLIII, 19201 p. 323 sgg.; HUELSl!N, Le
rono apportati, nei secoli xv e xn, no· cl1iesr, pp. 260-1; Cl!CCHELLI, La Curia
tevoli mut~menti d.1i lavori di Sisto IV che risorge in Capitolium, giugno 1933;
e Giulio I I. !'Jegli sc:ll'i del 1876 KRAUTHEIMl:.R, Corpus basi/. I, p. I
vcnnc ritrovato sotto i ~ radini dell 'al sgg.
l'.1har maggiore un anti.:o sarcofago (2) Il « titulus Chrysogoni » già ri-
dd 1v ~ccolo con reliquie dei fratelli corre nel concilio del 499 (Acta Sy11ho-
M:1cc:1bci. Cf. ARMllLLISI, Le cbiest, tlorm11, pp. 411-2 nn. 9, 14, 26); per il
pp 260-3, 1416; MARUCCHI, Basi/i· periodo anteriore non possediamo alcun
ques &~. pp. 311-9; K1RSCH, Die 1om. ricordo. In due iscrizioni invece del
Tittlkircl1t11, pp. 4)- 52; lo. S. Putro 521 e 522 l°'ILVAGNI, fosrr. cbrisl.
ad Vinrnla in Rii-. a•cb. crisi. li, nn. 4279, 428o) il titolo è chiamato
pp. 80-3; GRISAR, Arrbeolo;?ia in Ci- « S.incti Crisogoni »,e cosi nel!\! sotto-
i•iltil Ca//. XLVIII, 1897, XI,p.7 19 sgg.; scrizioni al concilio dcl 595 (GREGO·
FERRUA, Della ftSla dei ss. Maccabei e RIO I, Registr. rpist. t. I, p. 367). Al
di u11 a11/ico sermone 1" foro onore ibid. secolo \'I appart(ngono pure due :iltre
LXXXIX, Ili, pp. 321-7. iscrizioni, nelle quali il titolo viene in-
(1) L:i chiesa di S. Adriano, fonda t.1 dic.tto «beati martyris Crisogoni » e
da Onorio I nell'aula della Curia (Lib. Il s:tncti m:irtyris rCrisogooiJ » (SILVA·

/'1•11/if. I, p. 321) scnn alcuna altl'ra· GNI, op. cit. nn. 4 312, 4 367; Dé Rossi,
iion~ dd fabbricato, ed eretta in dia- Roma sott. III, pp. 519 1 521). Un culto
conia Ja Adriano I, che la restaurò (ibid. del martire aquileiense Crisogono sa-
I, pp. 508-9). Pasqu1le Il I.i dedicò rebbe stato importato a Roma nella
di nuovo nel 1101 (ibid. I I, p. 30>), e metà del v secolo, e poi al principio
un' altra consacrazione ebbe luogo nel del \'I localiaJtO nel titolo omonimo,
1228 (foRC1:.LLA, /sc1. li, p.49). L'edi- sostituendo il nome del fond:1tore
ficio allora vennc moJifi.:ato, ed altri (cf. D1JFOURQ.fi111dtsurles Cesta Mar-
cambiaP1enti subi nel 1589 e nel 1656 '·' r . .p. 121; KENl\l:.DY, 711e Saints &c.
(ibid. Il, p. 52 n. 147 e p 54 n. 153 l pp. 129-30). L:t chiesa primitiva po·
Portav:i l':tppell.itivo d1 in Trihus F11tis, 1rebbe ris,11ire al primo terzo del 1v se-
Jalle s1:uue delle tre Sibille, che PLINIO colo; subi via via Jlcuni cambiamenti, e
(N11t111a/is Hisloria, XXXIV, 22) ci dice nel secolo v111 Gn.:go rio III l,1 restaurò
essersi trovate presso gli antichi Rostri, e decorò di pitture, costruendovi vicino
cioè vicinissime :ill.1 Curh. L'appel· anche w1 monaMero (Lib. Po11tif. I,
!azione Tria Fata ricorre già in Ci· p. 418). Il cardinale Giovanni da
PRl\~O nel 250 (Episl. XXI, p. 531) Cr.:ma edificò una nuova chiesa sopra la
QUAE ·suNT FORIS CIVITA TIS ROMA E 127

Basilica quae appellatur Sancti Georgi <•>.


Basilica quae appellatur Sanct; Clementis <».

basilica antica, con la stessa orienta· denominazione « S.1nti Georgii in Ve-


zione, ma un poco più a destra, e la inau- « lum aureum,.; corruzione « Velum
gurò nel 1129 (FORCELLA, /scr. Il, p. 169 "aureum 11 dell'antico • Velabrum »
n. 487) ; il cardinale Scipione Borghese, u Velavrum -'· Gregorio IV (ibid. Il,
nel secolo xvu, la trasformò secondo i p. 76) vi eresse intorno dt:i ponici,
gusti del tempo. Avanzi delb chiesa ornandoli con pitture, rifabbricò con
primitiva sono stati rilm:ssi in luce da· somma cura l'JhsiJe dalle fond'lmenta
gli scavi. Cf. ARMELLlNt, lt chine, e ricostruì la sacrestil. Sul principio
pp. 847-9, 1281-2; MARUCCHI, Basillquu del secolo xm la chiesa dovette subire
&c. pp. 45:i-7; Io. L'aulica basi/ira cli un rifacimento, e a quel tempo ri sal-
S. Crisogono. i11 Trastevere rtce11te11m1te gono il bel campanile e il portico at-
scoperta sotto la chiesa alluaù in N. Bui/. tuale. Nel secolo seguente il cardinale
arc/1. crisi. XVII, 191 I, p. 5 sgg.; Iacopo Caetani Stefan~chi (t 1343)
Mu~oz, Chiesa di S. Crisogono in St11di fece dipingere l'abside con l'affresco
Romani, I , pp. 428-30; KIRSCH, Die tuttora esistente, opera, pare, del Ca-
rom. Tiltlkirchen, PP· lo8-13; MANCINI, vallini ; poi la ..:hies:i andò in deca-
Gli scavi sotto la basilica di S. Crisogono denza. La resta11rò il Muòoz nel 1926;
111 Trastroere in Rend. Ponti/. Accad. e dalle indagini compiute in tale occa-
Rom. Archtol. II, 1924, p. 137 sgg.; sione, come pure dai frammenti venuti
M. MESNARO, La basiliqut deSaint-01ry· in luce, si può ritenere che già nel
sogone à Rome, Città del Vaticano, secolo v o all'inizio del \'I ~istesse sul
193 S; KRAUTHElMER, Corpus basil. I, luogo una chiesa, fo rse di minori pro·
p. 144 sgg. porzioni. Cf. A RMF.LLINI, Le cbiese,
( 1) S. Giorgio in Vela bro. La più pp. 776-8, 1302-3; MAR UCCHI, Basili-
antica notizia di questa chiesa sarebbe ques &c. pp. 26 6-70; llUELStN, Lr. chim,
in una iscrizione del 461 o 482, dove pp. 25 5-6; MuNoz, li restauro drl/a
si nomina un « Jector de Belabru » basilica di S. Giorgio al Velobro a Roma,
(OIEHL, /tlscr. lai. crisi. vel. n. 1271 ), Roma, 1926.
se però fosse sicuro che si allude5SC (2) Chiesa antichissinu, r icordata
alta chiesa, anzichè al domicilio del fin dalla prima metà del secolo 1v in
chierico, e che si trattasse di S. Giorgio un collare di s'hiavo, con le p.11ole
anzichè di S. Anastasia, situata poco «dominicum Uementis» (C.I.L. XV,
distante. Per ave re un'indicazione più n. 7192; cf. LF.CLF.RCQ in Dici. d'arch.
attendibile dohbiamo scendere alta vita clm't. ti de lit. IV, 11, 1921, coli. 1385 - 6).
di Leone Il (Lib. Po11tif. l, p. 360), In essa s0no stati rinvenuti frammen t i
nella quale, in ùna nota aggiunta nei di un'iscrizione che ~i è creduto spettas·
manoscritti della classe E, si legge che sero a un elogio dannshno di SJn Cle-
per ordine del papa fu edificata « aecde· mente, ma i cui carntteri sembrano
« si:im iuxta Velum aureum in honore di epoca poste riore (oE Rossi in Bull.
« be.ni Sebastiani ... necnon in honore arcb. crisi. 1870, p. 148; lllM, Damasi
• martiris Georgii ». Però la prima tprgr. n. 60; Ci;cCHEL1.1, Sa11 Clemwtt,
notizia ben cena, per datazione, è Roma, s. J., p. 167). La menziona
nella vita di Zaccaria (ibid. I, p. 4 34), SAN GIROLAMO (De t•iw il/11stribus,
nella quale si vede anche che la chie- c:ap. 15, ed. G. HEROING, Lipsiae, 1879),
sa, già diaconia, porta ormai la sola come esistente gi:\ da tempo, avanti
128 DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

Basilica quae appcllatur S.· ~::tae Agathae <•>.


I. agate C

la sua partenza daRoma(385); sotto LAN, Tbe basilica of S. Ottntnte i11


papa Siricio (384-99) vi furono com- Rome, Tipografia Vatican:1, 1934, p. 6).
piuti dci lavori, attestati da una Un grande nuovo restauro si ebbe
dedica monumentale, di cui riman- al principio del secolo xvm, sotto
gono soltanto frammenti (DE Rossi, Clemente XI. In seguito agli se.ivi
8111/. cit. p. 147 e CECCHELLI, op. cit. iniziati verso la metà del secolo
p. 166); al tempo di papa Zosimo scorso, è stata rinvenuta la basilica
(417) vi si tenne un concilio (Episl. sotterranea e sono stati ritrovati gli
imper. pontif. al. I, I, p. 99); altri lavori avanzi dci due edifici romani su cui
vi esegui il prete Mercurio (che fu poi essa sorgeva. Uno, che ne sostiene
papa Giovanni Il) al tempo di papa per intero i muri perimetrali, ricorda
Ormisda (514-23; oERoss1, 811/l.cit. per la tecnica costruttiva certi ambienti
pp. 143-4, tav. X-Xl e CECCBELLI, op. della domus aurta; l'altro, su cui posa
cit. p. 167). La chiesa figur.t come uti· l'abside, è un'abitazione che ci riporta
« tulus ClementiSJ> e « Sancti Clemen- al periodo delle grandi imprese edilizie
« tis '' nelle sottoscrizioni al cancilio del dei Flavi. Cf. G. Mu1.LOOLY, Sai11/
499 (Atta Syrihodorum, pp. 411-2 nn. 6, Cltm1t1t pope aud 11111rl)'r a11d bis basi-
24) e come • titulus Sancti Clemeo- lica in Romt, Rome, 1873; NoLAN,
~ tis» t0 quelle del concilio del 59S op. cit.; KtRSCll, Die 10111. Titelkirdm1,
(GREGORIO I, Registr. epist. t. I, p. 367). p. 36 sgg. ; jUNYENT, La primitiva
Per essa probabilmente accadde quel basilica di S. Clemente e le roslru~Jo11i
'hc si verificò per altre chiese titolari a11ticht cii costanti in Riv. arGb. crisi.
dcli.i città. Un Clemente nel 111 secolo V, p. 231 sgg. ; Io. Els primiti11s
donò alla comunità cristi.toa la sua orige11s i dtst11rotllume11t del litol de
abitazione, convertita presto in chiesa Sani Cle111t11t de Roma in A11alecta sacra
e da lui denominata; durante il vi secolo Tarraco1wuia, V, 1929, p. 321 sgg.;
il fondatore del titolo è scambiato col lo. La bas. superior dtl titol de San i Cle -
discepolo degli Apostoli e terzo o quarto menl de R. i lts seves reformes successivu
vescovo di Roma (cf. KENNEOY' nie ibid. VI, 1930, p. 25 1 sgg.; lo. ll tilolo di
S11i11ts &. pp. 11 4-7). La chiesa fu re S. Cleme11te i11 Roma, Roma, 1932 ; lo.
staurata da Adriano I (Liò. Po11tif. I, N11<r11e indagini sotto la bas. primitiva di
p. 505), ma dovette subire danni al San Ck111tnle in RitJ. arç/1. crisi. XV,
tempo dell'incendio di Roberto il Gui- p. 147 sgg.; CECCHELLI, op. cit.; KRA UT·
scardo e andar sempre più in ro- HEIMER, Corpus basil. I, p. 118 sgg.
vina, tantochè sotto Pasquale Il ( 1099- ( 1) S. Agat:1 irl Sub11ra, restaurata
1118) il titolare, cardinale Anastasio, o costruita da FI. Ricimero, «magister
ne cominciò, servendosi come b.isc « utriusque militiae » tra il 462 e il 470
dcli' antico edificio, la ricostrutione a (os Rossi, foscr.cbrist. 11, p. 438 n. 127).
un livello più alto, condotta poi a Fu per un certo tempo chiesa Jel
termine ( 1128) da Pietro, forse il suc- Goti ; ma Gregorio Magno la restituì
cessore nel titolo, che potrebbe identi- al culto cattolico, p.irc nel 592, dedi-
ficarsi con Pietro Pisano (GArrt, Di candola a S. Agata (l1b. Pontif. I,
1111 1111ovo mo11ummto epigrafico relativo p. 312; GREGORIO I, Registr. epist.
alla b11silica di S. Cltmrnte in 81111. t. I, p. 253 e Dialogi, TII, 30). Venne
Com. XVII, 1889, p. 467 sgg.; L. No- rcstaur:i ta da Leone IIl ( Lib. Po11ti(. 11,
QUAE SUNT FORIS Cl VITATlS ROMAE 129

Basilica quae appellatur Sancti Stefani <•>.


Basilica quae appellatur Sancti Marci <».
Basilica quae appellatur Sancti Marcellini <i>.

1. llcphanl 8 3. sancii om. B

p. i 5) e altre volte in seguilo, tantoche (2) Chiesa eretta, s1ando alla tra·
oggi poco rimane dell' antico edificio. dizione, « iuxta Pallacinis-e dal papa
Cf. c. HUl!LSEN, c. CECCHELLI, G. Marco nel 336, molto probabilmeote
G10VANNONI, u. MONSERET DE V1L· sopra la sua abitazione privata, adibita
LARD, A. MuNoz, S. A gata dei Goti, per le adunanze del culto (lib. Po11tif.
Roma, i924 ; HuELSEN, Le chiese, I, p. 202). ' Un ulector de Pallacinc»,
pp. 166- 7; KRAUTHEIMER, Corpus basi/. ricordato io una iscrizione del 348 circa
I, p. 2 sgg. (DIERL, lnscr. lat. christ. vet. n. 1267 b),
(1) La chiesa fu fondata dal papa potrebbe essere stato addetto a questa
Simplicio (lib. Ponti{. I, p. 249), se- chiesa, che in seguito troviamo men-
condo alcuni sul t/Jolus del Macellum zionata nelle sottoscrizioni dcl concilio
Mag1111m, e finita di decorare da Gio- del 499 come «titulus Marci• (Acta Sy-
vanni l e Felice IV (cf. MARI NI in MAI, 11hodorum, p. 414 on. p,64)ed in quelle
Scr. 11tt. 11011a coli. V, 15 3 nn. 1-3; DE del S95 come ctitulus Sancti Marci•
Rossi, foscr. cbrist. Il, p. 1 52 on. 29 e (GREGORIO I, Registr. episl. t. 1, p. 367).
32). Venne dedicata di nuovo da Teo· Fu restaurata da Adriano I (lib. Pontif.
doro I (MARINI in op. cit. V, 152 n. 4; I, p. 500) e rinnovata da Gregorio IV,
DE Rossi, op. cit. II, p. i 52 n. 30), dopo abbattuta dalle fondamenta l'an-
restaurata da Adriano I (Ub. Po11tif. tica costruzione che minacciava rovina
I, p. 5 io), da Innocenzo Il (ibid. 11, (ibid. li, p. 74). L'edificio fu radical·
384), e ricostruita ex i11trgro da Ni- mente trasformato d:i Paolo Il nel se-
colò V (FoRcELLA, Jrcr. VIII, p. 208). colo xv, e l'interno subì modificazioni
Nella seconda metà del secolo x v1 per iniiiativa di Nicolò Sagredo (se-
venne in qualche parte ri.lttata da colo xvn) e del cardinale Angelo Maria
Gregorio XIII (ibid. p. 2 10), che la con- Quirini (secolo xvm). Cf. PH. DENGEL,
cesse al collegio Germanico- Unga rico. Palasi 11nd Basi/ilta Sa ri Mar co ;,, kom,
Oggi si chiama S. Stefano Rotondo, Rom, 191 3; K n~scn, Die 1òm. Titelkir-
denominazione che non ricorre nelle cbeu , pp. 87-90; F. llERMANIN, Sa11
fonti medioevali. Cf. DE Rossi, La basi· Marco, Roma, s. d.
lica di S. Stefa110 Roto11do "' il 111011as1,ro ( 3) « Marcellini » sta per « Marcelli ».
tli S. Erasmo in Studi e doet1111mli di La fondazione della chiesa viene attri-
storia e diritto, VII, 1886, p. i 11 sgg.; buita a papa Marcello dagli Acta Mar·
ARMELLINi, Le chiese, pp. 1S7-62, 14 S7 · relli (Acta Ss. ian. II, p. 373) e dal
14 58; MARUCCHI, Basiliques &c. pp. 219- libtr Po11tifealis ( I, p. 164), che, dipen-
2 3: A. STEINHUBER, Gescbicbte du Colk- dendo dagli Acta leggendari, non co-
gi11111 Germa11icum-Hu11gt1rrcu111 ili Rom, stituisce uoa fonte attendibile. La più
Freiburg i. Br. I, 1906, p. 143 sgg.; antica menziooe si riscontra in una
llUELSEN, Le chiese, p. 474; KRAUTHEI· lettera del prefetto di Roma Simmaco,
MER, Sa11to Stefa110 R0Jo11do a Roma e dell'anno 418 (Epist. imp. po11tif. alio-
la cbiesa del Sarl/o Sepolc1 o a Gernsa· rum, p. 60), ed il titolo figura nelle
l1111111e in Riv. arch. crisi. Xli, p. s1 ~gg. sottoscrizioni del concilio del 499 come

CoJ. Topogr., Il. 9


IJO DE LOCIS SANCTIS MARTYRUM

Basilica Sanni Micbaelis Archangeli <•>.


Bdsilica Sancti Bonifaci martyris, ubi ipse dormit <».

I. mlcbabel11 A 8 C arca ngeli C 2. bonlfatl C

« titulus Marcelli » (Acta Sy11/1odornm, invece presso il Tevere nella regione


p. •'1 4 no. 56, 65) ed in quelle del 595 ad · Eltphantem e crede che poi vi si ;
'con l'aggiunta u sancti » (GREGoRJo I, aggiuagesse il culto dei santi Abbaciro
Registr. epist. t. I, p. 367), il che pennette e Giovanni.
di supporre che la chiesa sorgesse (2) Questa chiesa esiste tuttora
sul!' abitazione privata di un Marcello, sull' Aventino. Oltrechè nel nostro
poi idenùficato col papa omonimo. catalogo, ncorre più tardi, come dia-
Venne restaurata da Adriano I (Lib. conia, nella vita di Leone III (Lib.
Ponlif. I, p. 509), e riedificata dalle Po11tif. II, pp. 9, 21 ). Essendo ignoto al
fondamenta, in seguito ad un incendio M artirologio Geroni111ia110 un manire
demolitore ( 1s19), su disegno del San· romano Bonifacio, deve trattarsi di un
sovino. Essendosi però la fabbrica della santo omonimo, trasferito, alla fine
chiesa protratta quasi per tutto Usecolo, del secolo VI o negli inizi del vn,
altri artisti, come ad es. il Sangallo, dalla Siria a Roma in seguito ali' in·
collaborarono alla ricostruzione. La vasione araba. La chiesa fu concessa
facciata odierna è opera del sec. xvii. al metropolita Sergio (a. 977}, da
Allora la chiesa ebbe un'orientazione Benedetto VII per istit uirvi un cenobio
diversa dal!' antica, e I' ingresso fu benedettino (A. DBGRASSI. ApJl'ndice
trasferito verso la via Lata, dove prima epigrafica, n. 4 in L'Istituto di StMdi Ro·
era labside. Nel 1912, a fianco della mani, Roma, 1941, p. 198); porta ancora
chiesa, venne ritrovata la piscina di un un solo nome nell'iscrizione deJ 984,
battistero, che si può ritenere rimo~ti in cui Crescenzio racconta d'aver preso
ali' cpcxa del primitivo titolo. Cf. G. l'abito monacale nel convento « Sancti
ALBARELLI, Il titolo di S. Marcello in "martiris invicti Bonifatii » (ibid. n. 5,
via Lata e la scoperta di 1111 antico bat- p. 199), e in un'altra pre~sochè contem-
tistero in N. 811//. arc/J. crisi. XIV, poranea (ibid. n. 3. p. 198). A comin-
pp. 109- 29; K1RSCH, Die r6m. Titel/tìr- ciare dal 987, in diplomi di donazione,
cht11, p. 77-80; L. MuNoz G...sPARINI, il nome di Bonifacio compare ac-
S. Marcello al Corso, Roma, s. d. coppiato con quello di S. Alessio
(1) Probabilmente è la basilica di ( M O NACI, Regesto di S. Almio al-
S. Michele Arcangelo, già esistente al r Aventino in Arch. Soc. Rom. di stor.
tempo di papa Simmaco (Lib. Po11tif. patr. XXVII, pp. 366-68), un santo
I, y. 262), e che si suole identrficare sconosciuto in Occidente fino a questo
con S. Arcangelo, chiesa congiunta tempo, come prova la sua assenza
con quella di S. Eufemia i11 vico Pa- Jai martirologi, calendari e libri litur-
tricio (cf. HuELSEN in Grsta Po11t. Rom. gici, e di cui la venerazione si dif-
ed. M oMMSEN, p. 283 e le chiese, fuse in Roma per opera del metro-
p. 387; CECCHELLI, Studi e doc11111mti polita Sergio e dei suoi comp:igni del
sulla Roma sacra, I, Roma, 1938, cenobio dell'Aventino (cf. K1RSCH in
pp. 41-3). Il M ARCHliTTI LONGlll Dici. d'hisl. et de gilogr. ecclés. Il, 1914,
( Elephas herbarius e Curtis Domi11at coli. 379-81 e in Lex f. Theol. u.
Miccitiae in Rt11d. Po11tif. Accad. Rom. Kìrcbe, I, 1930, col. 259). In seguito
Arcluol. IV, p. 321 sgg.) la colloca Alessio ebbe la prevalenza, e rimane
QUAE SUNT FORIS CIVITATIS ROMAE I 3I

Basilica
Basilica
Basilica
Basilica
5 Basilica
In his omnibus basilicis per certn tempora puplica m tio geritur.

1-5. Basilia. 0111. B C 6. staclo e


tuttora il titol.ire della chiesa e del p. 125 sgg.; G. B. LUGARt, S. Bo11ifazJo
monastero. La chiesa fu rifatta nel e S. Alessio 11ell' Avwfi110 in Dissert.
secolo xu; resuura ta nel 1 582 pcrch ~ Po11tij. Accati. Rom. Arc/Jeol. ser. 11,
minacciava di cadere; e finalml!ntl! t. V, 1894, p. 1 sgg.; MONACI, op.
nel 1750 trasformata per opera del cit. XXVII, p. 351 sgg. e XXVur,
cardinale Quirini. Cf. F. NERINI, 1905,p. 151 sgg. p. 395 sgg.; L. ZAM-
De ltmpw ti &<>enobio Sa11ctorum Bo- BARELLI, Ss. 8011ifacio e AltSsio ali' At·e11-
11ifacii e/ .-1/exii bistorica mo1111me11la, ti110, Roma,s. d.; KRAUTHEIMER, Corp11s
Romae, 1752; D ucllESNE, Notes sur In basi/. l, pp. 41 - 2; L. BIANCHI, Un faro
topograpbie de Rome a11 111oye11-dge in di ro111a11ità !a l' l sliluto di Studi Ro-
Mélang. d'arcbeol. e/ d'bist. X, 1890, mani cit. p. 1 S9 sgg.
GUGLIELMO D I MALMESBURY
Gesta regum Anglorum
(lib. IV, capp. 351-2).

Su Guglielmo di Malmesbury sappiamo ben poco.


:E probabile che sia nato intorno al 1080; fu monaco
nell'abbazia Benedettina di Malmesbury, dove rice-
vette la sua educazione, e ivi tenne l'ufficio di biblio-
tecario, che gli permise la conoscenza diretta non solo
delle fonti della storia: inglese, ma di quella di altre
regioni e degli scrittori classici e sacri, in possesso
delle biblioteche d'Inghilterra. Nel 1140 gli fu offerta
la dignità abbaziale, che non accettò. Come il tempo
della nascita, così ci è ignota l'epoca della morte; ma
poichè l'ultima sua opera rimane improvvisamente
interrotta a l 1142, si suppone ch'egli sia morto in quel -
l'anno, o poco dopo, se allora egli restò soltanto ina-
bilitato al lavoro.
Oltre a biografie di carattere storico ed agiografico,
a commenti sul Vecchio T estamento e ad alcune opere
teologiche e filosofiche, compose anche libri di storia,
tra cui i Gesta regum Anglorum, che, movendo dai tempi
della occupazione romana, arrivano fino al regno di
Enrico I. L'opera, che è dedicata al conte R oberto di
Gloucester, figlio di Enrico I , subì dei rifacimenti: la
134 GUGLIELMO DI MALMESBURY

prima redazione ter mina a l 1 I 2 0, la seconda a l 112 8 e


la terza presenta aggiunte fino al 1140: Nel quarto
libro egli inserisce una narrazione della prima crociata
seguendo Fulcherio di Chartres, un autent ico crocia to,
e a l luogo ove si parla del passagg io delle milizie per
l' Italia, sotto il comando di Roberto, fratello del re
d'Inghilterra, di Roberto di Fiandra e di Stefano di
Blois, e dell 'aiuto ch'essi diedero al pa pa Urbano II
per rientrare in Roma, tenuta dalle genti di G uiberto
(l'a ntipapa Clemente III ), Guglielmo interrompe il
suo racconto per una digressione (capp. 351- 2), intro-
ducendo anche un componimento poe tico d'Ildeberto
di Lavardin sulla città eterna e un ca talogo delle porte
e luoghi santi di Roma. Il primo con proba bi-
lità fu comunica to diretta mente dall 'autore allo s to-
riografo, il secondo provenne dai tesori delle librerie
inglesi o dalle notizie sparse nei manoscritti tra le
compilazioni di varietà cronologiche o tra quelle liste
di imperatori, pa triarchi ecc. che Gug lielmo ci dà in
altre parti dell a sua storia . La digressione si chiude
. col !amento dello scempio che si faceva allora dei
luoghi santi roma ni: « Haec sun t [cap. 353] R omana
« sanctuaria, haec sunt in terris d ivina pignora; et
« tamen in tra hoc quasi caeles te promptuariu m insano
«furore gens ebria, tum, cum illuc peregrini venerunt,
« foedo ambitu omnia turba bant, et supra ipsa sancto-
« rum corpora civilem li babant sanguinem, dum non
« possent satiare pecuniarum libidinem ».
Se non è poss ibile indicare più precisamente la fonte
che servì a Guglielmo per la sua descrizione di Roma,
egli certo ebbe so tt'occhio un documento, a carattere
GESTA REGUM ANGLORUM 135

topografico abbastanza antico, in quanto nomina delle


catacombe che nel secolo xu erano ormai obliate. Il
DE Rossi (Roma sott. crz'st. I, p. I 46) dice che il docu-
mento doveva essere certamente posteriore al 648,
perchè le reliquie dei santi Primo e Feliciano sono
additate già sul monte Celio, , e anteriore alle maggiori
traslazion i dei martiri avvenute nei secoli v111 e 1x:
Anzi dal fatto che le reliquie di Simplicio, Faustino e
Beatrice non sono nominate nè tra le memorie sacre
della via Portuense nè tra quelle dell'interno d i Roma,
mentre si annoverano parecchi martiri giacenti dentro
la città, egli ritiene che il documento sia anteriore al
682 1 non sembrandogli probabile che la solenne e re-
cente traslazione dei tre santi predetti venisse dimen-
ticata da un autore il quale avesse scritto sul finire
del vn o negli esordi dell'vm secolo. Ad ogni modo,
pare che Guglielmo non abbia copiato letteralmente
l'antico testo, ma abbia cercato, come dice egli stesso,
di ritoccarlo nella lingua: <<e t ne quis obscuri tate ver-
<< borum causetur se a cognitione rerum reiici, erit sermo
« quotidianus et levis »; sebbene non possa indovinarsi
in che sia consistito questo lavoro di adattamento e
di semplificazione. L'autore enumera di mano in mano
le porte e i gruppi agiografici distribuiti sulle vie corri-
spondenti, con molta esattezza (salvo rare eccezioni),
ma senza d istinguere i martiri del sopratterra da quelli
del sot toterra; nè sempre procede dalla porta verso la
campagna, ma talvolta, come per le vie Appia e Salaria,
segue un ordine inverso. Le porte sono indicate col
nome classico e con quello contemporaneo, secondo una
numerazione progressiva, che prende inizio dal Vati-
136 GUGLIELMO DI MALMESBURY

cano, a somiglianza del De locù, per poi continuare,


tenendo la destra, nella stessa direzione della Notz"ti'a.
Si accenna inoltre ai luoghi dei santi dentro Roma: sul
Celi o, sull 'Aventino e, sembra, sul Quirinale (mon te
Nola) .
L'edizione è condotta sopra i seguenti codici, che
sono i principal i delle tre famiglie A B C m cui li ha
classificati lo Stubbs :

A' = Londra, British Museum, Arundel 35, scritto poco


dopo il r 130.
A•= Londra, Brit. Mus. Addit. 23147 1 quasi dello stesso
te mpo.
A = Cambridge, Trin. Coli. R. 7. 101 circa il r 170.
3

A 1 = Oxford, Bodleian. Lib. Laud. mise. 5481 secc. xu-


x11 1.

A =
5
Oxford, Al! Souls Coli. 35, sec. xrv.
B' = Londra, Brit. Mus. H arlelan. 447 1 sec. xm.
B• = Londra, Brit. Mus. Royal 13. B. 19, sec. XIII.
B3 = Oxford, Bodleian. L ib. 712, sec. xiv.
C' = L ondra, Brit. Mus. Royal 13. D. 2 sec. xn.
1

c· = L ondra, Brit. Mus. Royal 13. D . 5, sec. XIII.


C3 = Oxford, Al! Souls Col!. 33, sec. xu.

Dopo l'edizione di GIROLAMO CoMMELIN m R erum


Bri'tannz'carum, i'd est · Anglt,'ae, Scoti'ae vz'cz'narumque
i'nsularum ac regionum, scrz'ptores vetustiores ac prae-
à pià, Heidelbergae, 1587 1 che comprende però solo
es tratti dei primi t.re libri, i Gesta regum Anglorum
furono pubblica ti da H ENR v SAVILE in Rerum Angli·-
carum S criptores post Bedam praeàpui·, ex vetustùsimis
codi'àbus manuscrt'plù nunc prt'mum z'n lucem edi'tt,', Lon-
GESTA REGUM A~GLORUM 1 37

clini, 1596, e Francofurti, 1601 , ma scorrettamente.


Un'edizione molto migliore diede THOMAS DuFFUS H AR-
DY, W1LLELMI MALM ESBURIENSlS MONACHI Gesta regum

Anglorum, Londini, 1840 (ristamp. in MrGNE, Patr. Lat.


CLXXIX, 1899) 1 e un'altra definitiva WILLIAM STUBBS,
WILLELMI MALMES BURI ENS IS MONACHI De gestù regum
Anglorum lt"bri qui·nque, London, 1887-9 in R erum
Britannùarum medii aevi scriptores. I 1 frammento delle
porte e dei cimiteri fu pubblicato da FR ANCESCO BIAN-
CHINI in ANASTASII BIBLIOTHECARII De vùù Romano-
rum Pontijicum, Romae, t. II , 1723, pp. cxu-cxur (su
l'ediz. di Francoforte del 1601) e ristampato in MrGNE,
Patr. Lat. CXXVII, 18791 coli. 375-J; dal DE R ossr
in R oma sott. crùt. I, p. 175 sgg. (su l'ediz. d i Londra
del 1840); dall'U RLICHS, Cod. urb. R om. top. pp. 86-<)
(sulla cit. ediz. di Francoforte).

Cf. DuPrus HARDY, prcfaz. all'ediz. cit.; STUBBS, prcfaz. all'cdiz. cit.; M. MA-
Nll'rus, Gtscl1icbte der lntefoiscbw Lileint11r des Millelallus, Munchcn, lii, 19p,
r· 466 sg_~.; DE Rossi, op. cit. I, pp. 134- 5, r46, 153-4, 156; ScHNELOtR,
Gli autori e il criterio di compila'{_. degli a11ticbi ititterari &. cit. p. 79 sgg.; Jos1. la
t•1a Salaria Vetus e i suoi cim itui cristiani io Riv. arc/1. crisi. I, pp. p-3.

Cod. Topop., 11.


138 GUGLIELMO DI MALMESBURY

[0E URBE ROMA.)

De Roma, quae quondam domina orbis terrarum, nunc ad


comparationem antiquitatis videtur oppidum exiguum; et de Ro-
manis, olim rerum dominis genteque togata<•>, qui nunc sunt
homiuum inertissimi, auro trutinantes iustitiam, praetio veoditances 5
caoonum regulam; de Urbe, inquam, et urbicis quicquid conarer
dicere, praevenerunt versus Hildeberti, Cenom:inensis primo episcopi,
post etiam Turonensis archi episcopi(•): quos hic cum inseruero,
non ideo faciam ut alieno labore pa rtam gloriam in me transferam ;
sed erit ingenurie mentis indicium, si, cius non invidus gloriae, 10
apponam testimonium venustae facundiae.

[VERSUS HILDEBERTJ, DE R OMA (1).]

Par tibi, Roma, nichil, cum sis prope tota ruina;


Quam magni fueris integra, fracta doces.

1. I titoli 10•.o Indicali soltanto i11 C' 4. ollm om. 8 1 • 1 ·1 Cl sunl] dlcuntur
A'·'·J 8" 1 hominu A'·'·J 6. dt-in.,uam] de urbano quldtm B'·"J 7. primo om A 1-f
8. pos1-archieplecopl om. A 1- f 10. glorfat ) gFc A 1-J IJJ 11. vttus1ç AJ 12. Quei/o
titolo anche in C:J

( 1) VtRGILIO, Am . I, 282. Yax scio:quu fuuim, vix Rom:ic: Roma rec.ordor,


Vis sinu occ•sus vcl mcminiuc mci.
(2) lldeberto fu trasferito dalla sede
Gratior hacc i1C1ura michi aucccuibus illis;
di Le Mans a quella di Tou rs nel 1125. Maior aum pauper clivitc, itanrc iaccns.
(3) Per questi versi cf. B. HAUR~u, Plu1 aqu .lis ''cxilla crucis, plus C.uart Pctrus,
Les M lla11ges pottiq11es tl'Hildeberl de PluJ cinctis ducibus vulgus incrm< dtdi1.
Su1ns domui terru, J"fcr-num din.na pubo ;
Lat'Ordi11 , Pa ris, 1882, pp. 5<}-63, il Corpora 111n1, animas fracta iaccnsquc rr.go.
quale corresse, sui codici e sul Balu· Tunc miscne plebi, modo prindpibu.1 tcncbnrum
zio, il testo dato dal BEAUGtNDRE Impero j tunc urbcs, nunc n1e.a regna polus.
(H1 LDEBERT1 Opera, Parisiis, 1708, 1 H4· Quae ne Cauaribus videar deberc vcl umia,
F.t spccics rcruni mcque meosquc trahat,
133 5). Egli pubblicò a nche (pp. 64-5), Ar1norum vis ili& ptrit, ruit alu senatus
riveduto, un altro carme dello stesso Gloria , procumbunt tempia, tbe:atra iacent,
l ldcberto, in cui si fa una viva apologia RoJlra vacant, edkta silent, su.a praemia dc.sunt
della nuov:i Roma, met ropoli dcl mondo l:mleritil, populo iura, c.o lonus agris;
Durus cquu, iudtx rigidus, pltbs libtra quo11<bm
cristiano : Quacrìt, 1m11. r•titur otia, lucra, iugum.
Dum stmulacra midu, dum num1na vana placcrrn1, bta iacc:nt ne forte mtus spem ponat in llhs
Mihtia. poputo, mocn1bu1 alta fui; Civii et evac:uet spcmque bonumquc cruda .
At 1imul tffig1u ara1que 1upcr1thiosas Crux aedu alias, aJios prominit honoru,
Dciidcns , uni sum famulata Oto, Mitnibus tributns regna supema suis.
~ucrunt ucc1, cccidcrc ralatìa divOm, Sub cruce rex 1ervit, ud libcr, lege tcnttur,
Scrnvlt populus, dcgenerav1t cqucs. Scd daadcrna Rttcns; iu.t1osa tremit, .sed amat.
GESTA REGUM ANGLORUM

Longa tuos fastus aetas destruxit, et arces


Caesaris et superum tempia palude iacent.
Ille labor, labor ille ruit, quem dirus Araxes
Et stantem trcmuit et ceci<lisse dolet;
5 Quem gladii regum, quem provida iura senatus,
Quem superi rerum constituere caput <1 >;
Quem magis optavit cum crimine solus habere
Caesar, quam socius et pius esse socer (2),
Qui, crescens studiis tribus, hostes, crimen, am1cos
io Vi domuit, secuit legibus, emit ope <i>;
In quem, dum fieret, vigilavit cura priorum;
Iuvit opus pietas hospitis, unda locum C4>.
2. palude] Corr. zu plaude A1 plaude A2, in marg. corr. palude plaude AJ·-1 BJ
12 . quem ] laborem scllfcet in mare., di altra ma110, A'

Fundit avarus opes. sed 11bundat; focncrAl ;dem 1 anche dei tempi avvenire. Ne l nostro
Sed bene custodii si .1 uper u1ra locat.
Quis 1tladio C.·1Cl ar, quis sollicituJinc consul,
poeta l'accorato rimpianto d'una Roma
Quis rhetor lingua, quac mc-a U$tra manu ~ignora del mo11do, possente per armi,
Tanta dcdcre michi ? Stud ii' et Jcgibus ho rum leggi, cultura, si compone nella rasse-
Obcinui tcnu; crux dcdlt una polum. gnazione al volere divino, che umiliava
Cf. P. E. ScHRAMM, Kaiser, Rom 1md la città pagana per solleva rla all'apo·
Renovatio, Leipiig, 1929, I, p. 296, che geo di una dominazione immortale,
riporta una traduiione dei d ue carmi, non sul cor po, ma sullo spirito, me-
in verità, non semp re felice; e MANI· diante la fede nel Cristo.
TIUS, Gescbichte der lat. Lit. des Mili. (1) Dunque la grandezza di Roma è
III, pp. 863-4. I versi di Ildeberto sor· concepit a come la risultante di valori
gono dal contrasto, spontaneo in uno spirituali e politici : la protezione cele·
spi rito educato al culto di Roma, tra ste connessa alla forza delle armi e
un passato di incomparabile grandezza alla s:ipienza delle leggi.
e l'umiliazione del presente, quanJo (2) Lo sfrenato desiderio della domi-
la città soffriva ancora delle ingiurie nazione spinge Cesare alla soppres·
di Enrico IV e degli orrori del sac· siom~ di Pompeo per non averlo col·
cheggio normanno. La senti ta anti- lega nell' imperi11111, e soffoca in lui la
tesi nel mondo interiore del poeta, voce del padre, che toglie alla figlia
prende la forma del cont rasto tra due il proprio marito.
coscienze universali e contra rie, di cui (3) Secondo Ildebeno la preminenza
Romn impersonava la sintesi e la di Cesare si affermò attraverso tre
sovrapposizione: paganesimo e cristia· principi politici: con la forza contro i
nesimo, natu rale e sopr:mnaturale, ter- nemici; con la inflessibilità della legge;
restre e celeste. Antitesi e sovrap· con l'accaparramento di amici, anche
posizione che nell'abito mentale de l attraverso la corruzione.
tempo si concretano in simboli: l'aquib (4) Il sorgere e grandeggiare della
e la croce, Cesare e Pietro, partico- potenza è attribuito alla cu ra degli
larmente cari alle creazioni umanistiche amichi padri, alla fusione delle stirpi
qo GUGLIELMO DI MALMESBURY

Materiam, fallros, expensas axis uterque


Misit, se muris obtulit ipse locus C•l.
Expendere duces thesauros, fata fav.orem,
Artifices studium, totus et orbis opes.
Urbs cecidit, de qua si quicquam dicere dignum 5
Moliar, hoc potero dicere: « Roma fuit ! i> .
Non tamen annorum series, non fiamma, nec ensis
Ad plenum potuit hoc abolere decus.
Cura hominum potu'it taotam componere Romam,
Quantai:n non potuit solvere cura deùm. IO
Confer opes marmorque novum superùmque favorem,
Artificum vigilent in nova facta manus;
Non tamen aut fieri par stanti machina muro,
Aut restaurari sola ruina potest.
Tantum restat adhuc, tantum ruit, ut neque p:trs stans I 5
Aequari possit, diruta nec refici <•J.
Hic superùm form as superi mirantur et ipsi,
Et cupiunt fictis vultibus esse pares.
Non potuit Natura deos hoc ore creare
Quo miranda deùm signa crea vit homo. 20
V ultus ad est his numinibus, potiusque coluntur
Artificum studio, quam deitate sua Ci>.
Urbs felix, si vel dominis urbs illa careret,
Vel dominis esset turpe carere fide! (4J
1. ma1erlem A •-f 15-6. Tantum-re Rei 0 111. tutti i codici.

sopravvenute nel Lazio, al Tevere co- (3) L' antica plastica fogg iò i numi
me via del commercio marittimo. in cosi mirabile perfezione di forn1e,
( 1) Le ricchezze materiali di tutto il che essi stessi non sdegnerebbero tanta
mondo concorse ro all ' abbellimento di scultorea bellezza; cd il loro culto
Roma, insieme con l'arte dei più con· sorse dalla venerazione verso il magi·
sumati maestri. stero dcli' arte.
( 2) L'immortalità di Roma trionfa (4 ) Felice città se non avesse pa-
della forza del Fato, incapace di di- droni, o se i suoi signori sentissero
struggere a pieno quanto aveva no la vergogna di mancar tanto spesso
messo insieme uomini degni di un di fede! Il poeta ha presenti i tradi-
destino immortale. Le gigantesche menti della nobiltà, tanto a Grego-
rovine restano per Ildeberto come rio VJI, quan to ad Enrico IV. Il mar-
segni di una tecnica inim itabile e chio della venalità grava va su i baroni
irraggiungibile. romani, per concorde giudizio degli
GESTA. REGUM ANGLO~UM

CDE NUMERO PORTAR UM ET SANCT1s RoM.\E.J

Parvane sunt haec ad demonstraodam in tanta urbe vel olim


bonorum dignitatem, ve! modo malorum maie sta~em ? Sed, ne
quid honori desit, adiciam et port:uum numerum et multitudinem
5 sacrorum cinerum; et, ne quis obscuritate verbo rum se causetur
a cognitione rerum reici, erit sermo coùdianus et levis.

(PRIMA PORTA.]

Prima porta Cornelia, quae modo dicitur porta Sancti Petri <•>,
et via Cornelia. Iuxta eam ecclesia Beati Petri sita est, in qua
IO corpus eius iacet, auro et lapidi bus parata; et iam nullus hominum
scit numerum sanctorum martyrum, qui in eadem ecclesia pausant.
In eadem via est altera ecclesia, in qua requiescunt sactae virgines

j. honorum 8 1 "·1 C' ·2 6. a rerum cognltlonc A 1 -1 rerum causarum 81 rcrum


vel causarum J)'- 2 10. auro) et argento Of!f{· A 1 -f lam om . A 1-f IJ} 11. sanctorum
om. C' -'·J 12. via) SesMe ccclcsla altera in B' ·•

storici, anche prima che tale tendema di A11relia110 e di Probo in Bull. Com.
prendesse le precise forme del tradi· LIX, 1932, pp. 78-9). Oggi non ne ri-
mento nella lolla tra G regorio VII ed mangono tracce. L'appellativo uS. Pe-
Enrico IV. In una glossa alla bio· ce tri »,come fu già detto (voi. I, p. 31 S
grafia di Gelasio Il è stigmatizzata la nota 4), deve attribuirsi alla porta Au-
m:ilafede dei Frangipani con questa relia sulla sinistr:l del Tevere, in corri-
espressione: uCencii Fraiapaoe,qui fra i:i spondenza dcl ponte Elio. Ciò risulta
«fide rectius voc:arentur- (l.M. MARCII, da PROCOPIO (De btlfo Gotb. I, 19, 4), il
Liber Po11tijica/is &c. Barcinone, 19 15, quale distingue un:i porta Aurelia deua
p. 166). L'HAUR~.Au (op. cit. p. 66), :anche di S. Pietro, dati' altra transti·
meno a ragione, vede nell'ultimo di stico benna detta Pa ncraziana (I, 13, 1),
un :iccenno agl'i mperatori Enrico 111, facendo implicitamente intendere che
IV e V. la pt ima era al di q ua dcl Tevere; e
( 1) La porta Cornelia, di cui si fa l:i <;Onferm:i di questa ioterpretazione
qui solo ricordo e che prendeva nome emerge anche dai riferimenti topogr:i-
dalla vi.i omonim:i, si apriva sulla ri va fici del cap. 11 dello stesso Procopio.
destra del Te vere, nd muro di forti· Non è d:i escludere però che in una et:\
ficazione che univa, ad ovest, il mau- non precisabile, m:i anteriore alla com-
soleo di Adriano al fiume. Della port a pilazione dell'itinerario di Guglielmo
:ibbiamo due rappresentazioni : una an- Malmesburiense, l:i design:izione «S.Pe-
teriore ad Alessa ndro VI, l'altra se- << tri » fosse passata alla po rta Cornelia,
condo la ricostruzione da lui · rattanc che, mediante un portico, da,•a accesso
(G. B. G1ovESALE, Le porte del reci11to alla basilica Vaticana.
GUGLIELMO DI MALMESBURY

Rufina et Secunda. In tenia ecclcsia sunt Marius et Martha;


etiam Audifax et Abacuc, filii eorum.

[ SECUNDA PORTA.]

Secunda porta Flamminea, quae modo appcllatur Sancti Va-


lentini <•>, et via Flamminea; et cum ad pontem Molbiutn pervcnit, 5
vocatur via Ra vennaoa, quae a<l RaYennam ducit <». Ibi in primo
miliario foris sanctus Valeotinus in sua ecclesia requiec:cit.

t. ccclesf u] builica A 1-J 4-5. Aammfnfa JJ•.2.J C' Hamlnca C 2 6. ravcn·


niana 11•-J qul3 8'·"1 7. In ecclcsfa sua ,p-J

( r) La porta si chiamò di S. Valen- torri vengono rialzate a $0miglianza


tino dalla prossima chies:a omonima, di quelle della pona Appia; cosicchè
ma continuò a mantenere anche I' ap- le due porte, donde uscivano dall'Urbe
pellativo classico di Flaminia. Nel se- le più importanti vie consolari, ebbero
colo xv, data la sua prossimità al Tevere, una storia, dal punto di vista costrut-
si disse pure Flumentana, e, almeno d.1lla tivo, non molto diversa. Nel t 561-2
stessa epoca, porta del Popolo, dalla il \'ignota disegnò per Pio IV una nuova
vicina chiesa di S. Maria, così appel- porta, consistente in un arco centra le
lat:i. E questa è IJ denomin:izioue che fiancheggiato da due larghe torri qua-
ha sopravvissuto. Ogg: è siata scar- dr:ingolari, di cui le pani più basse
t:ll.1 la vecchia ipotesi che attribuiva erano :tntiche; e più tardi (1655) il
:i Sisto I V la distruzione della port.L Bernini aggiunse l'attico. Nel 1877-9
antica, per ricostruirne un ':iltu, sosti- le torri furono sacrificate alle esigenze
tuendo con b:mioni quaJ r:lti lt torri del traffico moderno. Cf. C. L. V1s-
semicircolari •'i Onorio. Le vicende CONT1 e V. VESPIGNAN I, Delle scopei·/e
della porta, almeno ·ome possono ri avt•et111/1 per la demoli~io11e delle torri
cavarsi da elemt:nti strutturali, da an- dellt1 porla Flaminia in Bull. Com. V,
tiche figurazioni e descrizioni, sem- 1877, p. lt c sgg · ToMASSETTI, La
br:1110 poter~i riassumere iP questi campagna romana, III, pp. 202·4;
termini. Origin:1riamente nata mono- I. A. RICHMOND, TIJe .ity tV 11/ of impe-
fora, e fiancheggiata da b:istioni semi rial Rome, p. 191 sgg.; G10VEXALF,
circolari, fu restaur:ita a due forn~i. op. cit. P· 79 sgg.
In un secondo tempo sarebbe stat3 (2) Non la via Flaminia, come ~i
ricostruita la torre aJ occidente. In è inteso, i . seguito a una falsa le-
un terzo momento, come in altre zione Jel testo di Guglielmo pul>bli-
porte, le torri furono trasformate <la cato d11l'URUCHS (Cod. urbis Rom. top.
semicircolari a qu1drangola ri, e rive- p. 87: « quia ad Ravcno:im dudt » );
stite di marmi sottraili aJ antiche ma la via C:issia, che si staccava
tombe. In questo stesso momento dalla Flaminia subito dopo il ponte
larco ritorn.1 a un sol fornice e le Milvio.
GESTA REGUM ANGLORUM I 43

[TERTIA PORTA.]

Tertia porta Porciniana <•>, et via eodem modo appellata, sed


cum pervenit ad Salariam, nomen perdit<i>: t:!t ibi prope, in eo loco
qui dicitur Cucumeris, requiescunt martyres lohannes, Festus~
5 Liberalis, Diogenes, Blastus, Lucina; et in uno sepulchro ducenti
sexaginta, et in altero triginta.

[QUARTA PORTA.]

Quarta porta et via Salaria, quae modo Sancti Silvestri dicitur <i>.
Ibi iuxta viam sanctus Hermes requiescit, et sancta Vasella et Protus

2. portlciana B' portlnlana CJ 4. festus iohann~s B'" J C1 ..·J 6. quadra-


glnta A 1 -f 9. vasllla A'"-4

( 1) « Porcioiaoa » è corruzione di greca incisa nel concio in chiave del-


Pinciana. Generalmente si ritiene fosse l'a rco. Quando fu compilata la descri-
una posterula del recinto di Aureliano, zione delle mura, che è io appendice
trasformata in porta durante i restauri all'itinerario di Eiosiedeln, la porta era
di Onorio nel 403 (cf. LANCIANr,. Le chiusa, a meno che oon si tratti li di una
m11ra di A11relia1w e di Probo in B11ll. posteriore aggiunta marginale. In qual
Com. XX, 1892, p. to2; S. B. PLATNER· epoca sia stata riaperta oon sappiamo;
TH. Asusv, A Topographical Dìctio11ary ma. negli scrittori, dal secolo xu io poi,
of ancienl Rome, p. 4 12; LUGLI, I mo· di chiusura non si fa più cenno, e nel
11ume11ti autic/Ji di Roma e suburbio, secolo xv si ha notizia delle gabelle
Il, p. 170); di opinione diversa è il che vi si paga vano. Nel 1808 fu chiusa
GIOVENALE (op. c.it. p. 84 sgg.). Il di nuovo e riaperta nel 1887. Cf. To-
RICHMOND (op. cit. p. 169) distingue MASSETTI, Della campagna rom. in Arch.
tre periodi. In un primo tempo la Soc. Rom. di stor. patr. Xl, 1388, p. t 6o;
porta aveva un'importanza secondaria. Io. Del sale e focatico del Com1111e di
Essa era fiancheggiata ali ' est da un Roma nel medio tl'O ibid. XX, 1897,
muro-torre semici rcolare, e sotto pas- p. 361; RICHMOtm, op. cit. p. 1 S9 sgg.;
sa va una strada della quale s'ignora il GIOVENALE, op. cit. p. 84 sgg.
nome. Il secondo periodo coincide con p) La via Pinciana prendeva il suo
l'aggiunta della galleri a al muro e di nome dal colle omonimo, che a sua
una torre ad ovest; e la porta passò volta non potè averlo prima del 1v se-
da terza a seconda classe. Nel terzo colo, quando divenne una proprietà
per iodo, nel quale fu senza dubbio chia- della gens Pi11cia (cf. RICHMOND, op. cit.
mata porta Pinciana, essa ricevette un P· I 59).
assetto definitivo come opera di for- (3) Nome derivato dalla vicina basi·
tificazione. Fu restaurata da Narsete, lica di S. Silvestro nel cimitero di
secondo quel che lascia supporre la croce Priscilla. Quanto all'appellazione Be-
GUGLIELMO DI MALMESBURY

et lacinctus, Maxi[ mi)lianus, Herculanus, Crispus; et in altero loco


prope requiescùnt sancti martyres Pamphilus, Quirinus, septuaginta
gradibus in imo terrae. Deinde basilica Sanctae Felicitatis, ubi
requiescit illa et Silanus filius eius, et non longe Bonefacius martyr.
Ibidem in altera ecclesia sunt Crisantus et Daria et Saturninus et 5
Maurus et Iason et mater eorum Hilaria et alii inaumerabites.
Et in altera basilica sanctus Alexander, Vitalis, Martfalis, filii sanctae
Felicitatis, et sanctae septem virgines, Saturnina, Hilarina, Domi-
nanda, Rogantina, Serotina, Paulina, Donara. Deinde basilica
Sancti Silvestri, ubi iacet marmoreo tum ulo coopertus; et martyres 10
Caelestinus, Philippus et Felix: et ibidem martyres trecenti sexa-
ginta quinque in uno sepulchro req uiescunt; et prope Paulus et
Crescentianus, Prisca, Semetrius, Praxedis, Potentiana paw;ant.

[QUINTA PORTA.)

Quinta porta Nt:mentar.:i <•>: ibi sanctus Nicor,1edes presbyter 15

et martyr; itemque via eodem modo dicitur. luxta viam ecclesia


t. maxillanus i codd. 3. lbi A1-f 4. silvanus BJ e• 6. et iason et maurus A'-f
9. serantlna ci.>.J 1). Ibidem BJ C' "·1 ,

Àt<Jap(a, che s'incontra in alcuni ma- mente demolita. Sotto le due torri si
noscritti di PROCOPIO (De bello Go/11. scoprirono due tombe, di Q. Sulpicio
I, 18, 19; 22, 9), p~re riferibile, non a Massimo e di Cornelia figlia di Lucio
questa, ma alla porta Pinciana, pros- Scipione e moglie di Vatieno (d.
sima al qu artiere ge nera le di Belisario PLATNER-AsHav, op. cit. pp. 478-9,
(c(. RICHMOND, op. cit. p. 185). La 486- 7). Nel 1873, sul luogo da essa
port:i fu, come le altre, protetta da occupato, fu eretta una nuova porta
due torri semicircolari, ornate a somi- dal Vespignani; a sua volta abbattuta
glianza di quelle della Nomentana e La- nel 1921. Cf. RrcHMOND, op. cit.
tina, e costruita sopra un disegno stereo- p. 185 sgg.; G10VI!NALE, op. cit. pp. 70-2.
tipo. In uo secondo momento, al tempo ( 1) Si trovava tra la seconda t la
di Onorio, le torri vennero sopraelevate terza torre a destra di chi esce da
t! la loro parte inferiore fu ricoperta con porta Pia e fu chiusa dal papa Pio IV,
travertino. Grande oscuri tà involge la quando nel 1564 costruì la nuova porta,
storia della porta nelle età successive, che da lui prese il nome. A differenza
ma un largo rifacimento di m attoni, delle altre porte di Aureliano, questa
forse determinato dal collasso dell'arco ha gl i stipiti in opera laterizia e, a
in travertino, pare attribuibile a ll'epoca detta del Hicbmond, sarebbe l'unica
di Belisario. Già ro vinata dal tempo, porta originale di questo tipo giunta
fu g ravemente danneggiata dal bom- fino a noi. L'architettura semplice e
bardamento del 1870, e successiva- dimessa e ra io relazione con la me-
GESTA REGUM ANGLORUM

Sanctae Agnetis et corpus; in altera sancta Emerenti:lna et mar-


tyres Alexander, Felix, Papias. In septimo mil!ario eiusdern viae
sanctus papa Alcxander, curn Eventio et Theodolo, pausat.

[SEXT A PORTA.]

j Scxta porta et via Tiburtina, quae modo dicitur porta Sancti


Laurentii <•>. Iuxta hanc viam iacet sanctus Laurentius in sua ec-
clesia et Abundius martyr. Et ibi prope in altera ecclesia paus:mt
hi martyres: Ciriaca, Romanus, Iustinus, Crescentianus. Et ibi non
longe basilica Sanct i !politi, ubi ipse cum familia sua pausat, id
10 est decem et octo. Et ibi requiescunt beata Trifonia uxor Decii,
et filia eius Cirilla et Concordia nutrix eius <». Et in altera parte
viae illius est ecclesia Agapiti martyris.
1. altera ccclcaia A '-f 2. fcllx alcxand cr papfas A 1- f 3. pauaant B' "·J
6-7. ccclcala om. A 1-I 10. tripbona A 1-f trlfcna BJ <." trl fom• 8 1 trifona C"J
t 1. nutrtx ypolltl A 1- f 12. sanc ii agaplti A1·f

diocre importllnza della No mentaoa, zione fatta incidere dal senato e dal
una via a carattere vicinale. La torre popolo di Roma in o nore di Arcadio
a nord è ancora con servata in gran e O norio « ob instauratos Urbis aeter-
parte ; ed è costituita da una base cu- " nae muros, portas ac turres, egestis
bica , su cui si eleva una costruzione « imme nsis rude ri bus»; 1: ad orn amen to
semicircolare; l'altra, a sud, poggia della porta stessa furono da l prefe tto
sopra uno dei sepolcri delhl via No Macrobio Long iniano posti i simulacri
mentana , che nel 1827 fu riconosciuto dei due imperatori (C./. L. Vl,n. l l<)O;
per quello del g rande or:1tore Q uinto RICHMOND, op. cit. pp. 32-3). La
Aterio.Cf. R1cHMON D,op.cit .p.93 sg~.; porta subi danni nel 1410 per un bom-
G10VENALil, op. c it. pp. 7i-4. A quest a ba rdamento di q uattro giorni contro i
porta, e non all:i porta Maggiore, va Napoletani di re Ladislao, che ivi s i
riferito l'appd lativo «della Donna'" erano a sserragliati (ANTONIO DI P IETRO,
che troviamo in testi posteriori (SI· Diarimn Rom. p. 55); e le torri quadr:rn·
GNORILI, Descdplio urbis Romar; To- golari, che ogg i si vedon o, sono dovute
MASSE"rTI, Del sale e foc11tico &c. p. 361 ; al cHdinale Alessandro Farnese. Altri
AN"rDNto 01 PIETRO DELLO SCHIAVO, restauri furono eseguiti d al cardinale
Diarium Rom. pp. 17 e 9 7). AntnnioCa rafa, al tempo di Sisto V, per
( t) Cosi chiamata dalla vicina basi· la sistemazione d ello speco de ll 'acqua
lica di S. Lorenzo, a cui di lì si acce- Felice. Cf. H1c HMOND, op. cit . p. 170
deva. Una porta per la qua le Aureliano sgg.; GIOVENALE, op. cit. pp. 58-62;
aJoperò il preesistente a rco cost ru ito da LuGu, op. cit. Il, p. 194; L. MARIANI,
Augusto per convogliare sopra la via Ti- lavori di sistemazione alk porle di Roma
bunina le acque Marcia-Te pu la-Giu lia. in Bui/. Com. XLV, 19 18, p. 207 sgg.
Nella cortina originale di travertino, I l ) Questo « eius » n on va riferito a
che sta fra le due torri , si legge l'iscr i- Cirilla , ma a Ippolito (cf. p. 79 nota l).

Cod. Topop., Il. IO


GUGLIELMO DI MALMESBURY

[SEPTIMA PORTA.)

Septima porta modo Maior dicitur, olim Sircurana C•> dice-


batur <», et via Lavicana, quae ad Beatam Helenam tendit Ci>. Ibi
sunt propc, Petrus, Marcellinus, Tiburtius, Genuinus, Gorgonius,
et quadraginta milites, et ali i innumerabiles; et non longe sancti 5
Quatuor Coronati.

[0CTAVA PORTA.]

Octava porta Sancti lohannis, quae apud antiquos Assenarica (~l


dicitur Cs>.

2. siracusana 8 1• 2 C2 ·J 9. dicebatur 8'"'

( 1) Sessoriana. massi su cui era 111c1s:1 l'iscrizione di


(2) La porta Maggiore, detta anche Arcadio ed Onorio, chi.: vennero dili-
Sessoriana dal nome dcli ' importante gentemente ricomposti sopra un muro
fondo imperiale che vi si estendeva, nel piaz1ale esterno. Inoltre Gregorio
corrisponde alle due antiche porte restrinse l'ampiezza dei due fornici del-
Prenestina e Labicana. I nomi s' in- l'acquedotto con du<! diaframmi ad
contrano usati promiscuamente, ma arco rim piccolito e merlati', che furono
su tutti prese il sopravwnto quello di tolti via nel 1916. Cf. HtCHMOND, op.
Maggiore, che è oggi rimasto. Aure- cit. p. 205 sgg.; G10vEN ALE, op. cit.
liano costruì la duplice porta in fron te p. 48 sgg.; MARIANI, op. cit. p. 195 sgg.
al grande arco a due fornici con cui (3) l i m3usoleo di S. Elena.
l'acquedotto di Claudio attraversava (4) Asinaria.
le vie Prenestina e Labicana, ed eresse ( 5) La porta Asina ria, che figura qui
ai fianchi du e torri quadrate, e nel per l:i prima volta col nome di S. Gio-
111ez'zo una rotonda racchiudente il se- vann i, fu in o'r igine una semplice poste-
polcro del fornaio Eurisace, degli ultimi rub, sulla via omonima, nel mezzo di
tempi della Repubblica. Sulla porta due torri quadrate che <listavano tra
corrispondente alla via Labicana venne loro la lunghezza medi:i interposta trn
scolpita un'iscrizione relativa ad Ar- le altre torri del recinto Aureliano.
cadio e ad Onorio (C. I. L. VI, n. 1189), In un secondo p<!riodo, per spezzare il
identica a quell:i della pom Tiburtina. troppo lungo intervallo tra la porta La-
Nel 966 la porta Maggiore aveva uno bicana e la Metrobia, e dare un accesso
dei fornici aperti (.la porta Prenestina), al Cdi o i11 corrispondenza dell'antica
e l'altro chiuso (la porta Labicana) ; porta Cdimontana, si aggiunsero, tra le
cf. Regesto Sublace11u, docc. 118, 119. due torri quad rate e la porta, due torri
Le due torri furono più volte restau- semicircolari :i qu:ittro piani, e fin quasi
rate, e specialmente da Nicolò V. Alla all"altezza di queste si alzò il muro,
fine, nel 1838, Gregorio XVI demolì le munendolo di finestre e di una nuova
to rri e le porte, rimettendo in luce il merlaturn ; cosicchè la porta Asinaria
sepolcro di Eurisace e conservando i divenne una delle più maestose della
GESTA REGU M A~GLORUM 147

(NONA PORTA.)

Nona porta Metrosi <•> dicitur (2), et coram istis ambabus via
Latina iacet.

[DECIMA PORTA.]

5 Decima porta et via Latina dicitur (J>. Iuxta eam quiescunt in


una ecclesia martyres Gordianus et Epimachus, Sulpicius, Servi-
lianus, Quintus, Quartus, Sophia, Trifomus. Et ibi prope, in

z. metrosa 8 1 .> 6-7. seasserianos 8 1 .2e• scarserianus LJJ valerlanus C' ·J


7. trl phomus A 2 trifenus 8 1 "·J triphenus C' .2.J

cinta, ed anche oggi, quantunque il nome della via che vi passava sotto ;
chiusa, conserva la parte esterna quasi più ta rdi dalla parte interna della cinta
intat ta. Secondo il RICHMOND (op. cit. vi si appoggiò una to rre, a guisa dì
p. 159) la ricost ruzione dt!lla porta controporta, probabilmente per ospi tare
potrebbe essere attribuita a Masse01.io, un corpo di guardia. Nel 115 7 la torre
secondo altri :ilio stesso Au reliano o ad dovette. esser riparata, come si può ar·
Onorio (GIOVENALE, op. cit. pp. 66-7 ; g uire da una iscri zione eh<! vi sì vede
LUGLI, op. cit. Il, pp. 212-4). Il re mura ta e che ricorda rest;1uri eseguiti in
Ladislao la foce murare nel maggio dcl que l tratto delle mura (cf. /uvml. Mo11.di
1408 insieme con altre porte della città Roma dei Cultori di arrbitel/ura, Roma,
(cf. ANTONIO DI PIETRO, Diarimn Rom. 1908- 12, p. 427 ). La porta si crede
pp. 30- 1); fu poi riaperta, definì· sia stata chiusa al tempo di Callisto Il
tivamente chiusa quando nel 1574 ( 1 122), qua odo la Marrana venne intro·
venne rimpiazzata, un po' ad est, con la dotta in Roma per un canale scoperto,
porta S. Giovanni attuale. Cf. RICH· fatto passare sotto la porta stessa. Fi·
MONO, op. cit. 144 sgg.; GIOVEN ALE, g ura ancora come chiusa io documenti
op. cit. p. 65 sgg.; MARIANI, op. cit. e piante dei secoli successi vi. In questi
P· 194. ultimi anni sono stati riaperti al t raf·
( 1) « Metrobi » o « Metrovi ». fico alcuni nuovi fornici, a un li -
(2) La porta Metrobia (questa sembra vello molto più a lto. Cf. ToMASSETn,
la forma più esatta, cf. RICHMOND. op. op. cit. IV, pp. 13-s; R1cHMOND, op.
cit. 142; G1usEPPE e FRANCESCO ToMAS· cit. pp. 142-4; G1ovEN"ALE, op. cit.
sE:rn, La campagna romana, IV, 1926, pp. 68-9.
pp. 13- 4 \ non è chiaro donde derivi (3) La porta Lati na conservò q ue-
il suo nome, che si è pensato di ricon- sta denomina zione antica per tutto il
nt!tte.re con « Metrobius" e « Metro- medio evo; solo in do=umcnti dcl
" bianus ", personaggi ricorrenti in secolo Xlii s'incontrn l'appellativo cc Li-
iscrizioni del tardo Impero (C. I. L. III, « bera >>. In documenti pii.t tardi le due
on. 972, 973, 1028). Da principio fu, indicazioni, la vecchia e l:i nuova, si
come la porta Asina ria, una posterula alte.mano, finchè il nome classico pre-
senza proprie torri, e non si conosce vale, come dimo strano le pia11te icno·
GUGLIELMO DI MALMESBURY

ali o loco, T ertullinus; et no'n longe ecclesia Beatae Eugeniae, in


qua iacet et Claudia mater eius, et Stephanus papa curu clero suo,
numero decem et novero, et Nemesius diaconus.

[UNDECIMA PORTA.]

Undecima porta et via dicitur Appia <1 >. lbi requiescunt sanctus 5
Sebastianus et Quirinus, et olim requieverunt ibi Apostolorum
corpora . Et paulo propius Romam sunt martyres Ianuarius, Ur-

grafiche edite tra i secoli xv1- xvm. va llo, e sopraelevate di due piani.
È una delle porte meglio conservate cd La parte intermedia, con i due fornici,
e bbe fin dall'origine un solo fornice. venne a restringersi in misura del-
Delle due torri rotonde che la fian- l'ingrandimento delle torri, e il cam-
cheggiano, quella di ovest è in gran mino di ronda del primo piano rimase,
parte antica, quella di est invece e com'era, coperto, mentre nel piano
stata intieramente ricostruita sulle vec- superiore le porte delle torri davano
chie linee. L'ampiezza del fornice accesso ad un nuovo cammino di ronda
aureliano, eccezione che si riscontra scoperto e protetto da merli. Nello
solo in questa porta, è stata in un tempo stesso tem po venne costruita una
successivo ristretta, sia a scopi difen- corte interna, a cui servì come retro-
sivi, sia per agevolare le manovre della porta larco dell'acqua Antoniniana.
sa racinesca di chiusura. Sulla fronte In seg uito le torri furono rivestite per
esterna, nel cuneo in chiave dell'ar· l'altezza Jei primi dm: piani con basi
milla, è s.:olpito il monogramma co- quadrangolari, in basso di marmo; e
stantiniano, mentre nel cuneo dellii fu ricostruita b parte intermedia, tra-
fronte interna è incisa la croce bizan- sform ando la porta bifora in mono-
tina. Dai più si ritiene che gl' impor· fora. Ad Onorio si attribuiscono i
tanti restauri fatti alla porta si debbano principali lavori. È da notare che la
attribuire ad Onorio (TOMASSETTI, op. croce di antico tipo .:on le invocazioni
cit. IV, p. 8; PLHNER-ASHBY, o p. cit. greche ai santi Conone e Giorgio, scol-
p. 409; Lucu, op. cit. Il, p. 22:2); pite sulla chiave dell'arco interno, ci
il GiovENALE (op. cit. p. 96) li crede fanno risalire ad una età molto ante-
invece di Narsete. Fu dal principio dcl riore all'anno 536 (cf. R1CHM01'D, op.
secolo xv in pvi varie volte chiusa per cit. p. 108); e con ciò rimane infir-
ragioni belliche e sanitarie; e chiusa ri- mata la teoria di coloro che ammet ·
mase dal 1808al 1911,salvopochi mesi tono uoa restaurazione della porta per
del 1827. Cf. RtCHMOND, op. cit. p. 100 opera di Belisario. Adattamenti a Ila
sgg.; GIOVENALE, op. cit. p. 9 1 sgg. torre di est sembrano attribuibili al
(1) La porta Appia originale era a secolo xv; i merli della parete fra
due fornici e aveva ai fianchi due le due torri sono fattura moderna, da
torri semicircolari, di ti po simile a porre tra gli anni 1747-1821. Altri
quello delle porte Ostiense, Nomen- restauri ai merli, al parapetto e alla
t ana e Latina. In un secondo periodo torre di ovest sono stati eseguiti t ra il
le torri furono prolungate in avanti I926-27. Cf. RICHMOND, op. cit. p. 121
prendendo una forma a ferro di ca· sgg.; GIOVENALE, op. cit. p. io6 sgg.
GESTA REGUM ANGLORUM 149

banus, Xenon, Quirinus, Agapitus, Felicissimus. Et in altera


ecclesia Tiburtius, Valerianus, Maximus. Nec longe ecclesia Caeci-
liae martyris, et ibi reconditi sunt Stephanus, Sixtus, Zepherinus,
Eusebius, Melchiades, Marcellus, Euti..:ianus, Dionysius, Antheros,
5 Pontianus. Lucius papae, Optatius <•>, Iuliauus, Calocerus, Parthe-
nius, Tarsicius, Policamus (>l martyres. Ibidem ecclesi:i Sancti
Cornelii et corpus. Et in altera ecclesia, sancta Sotheris; et non
longe pausant martyres Ipolitus, Adrianus, Eusebius, Maria, Martha,
Paulina, Valeria, Marcellus; et prope Marcus papa in sua ecclesia.

IO [ 0 E VIA ARDEATINA.1

Inter viam Appiam et Ostensam est via Ardiatina Cll, ubi sunt
Marcus et Marcdlianus. Et ibi iacet Damasus papa in sua ecclesia;
et non longe sancta Petronilla et Nen:us et Achilleus et alii plures.

r q ulnllnus C' •·J 2. no n longc C"J 4. cu tlchianus n' ·"J C"J a n1cros .4 1- f
BJ C'"·J S· colocerus l'" ·J 7. ecc lesia om. R'"·I C'·I sancte C' " sancta nm. Cl
ti. O•llenscm 8'" e• o•tlensa m (;J a rdeati na BJ cr.>.; 13 pe1 ronel la A 1- f

(1) Ouato fu vescovo Vesceritano la porta Ardea tina, che conco rda anche
in Mauretania e dopo il 428 il suo corpo con quello della lista di Einsiedeln,
venne t rasferito io Roma e sepolto nella può forci ritenere che in questo tempo
catacomba di Callisto. Il suo nome la porta fosse già chiusa . Essa si tro-
si ritrova nella tavola marmo rea di vav:i fra la dodicesima e l:t tredicesima
Sisto lii tra i vescovi stranieri; e un torre ad ovest della porta Appia; pare
affresco, che lo rnppresenta nella cri pta fosse simile alle primitive Metro bia e
di Cornelio, sta :t dimostrare la de- Asinaria, a un solo fo rn ice e sen za
vozione che riscoteva. Negli scavi torri proprie; e scomp:irve nel 1 SJ8,
del 1863 vennero alla luce nel cimitero q uando il Sanga llo l.1 incorporò nel
di Callisto SPtte frammenti di una suo bastione, costruit o per incarico di
iscrizione relativa ad Ottato, il quale P.aolo lii. POGGIO 8RACCIOLINI (De
sarebbe Hato anch e in relazione episto- l·arielale fo rl1111ne in URLICHS, Cud. 11rb.
la re co n sant' Agostino a proposito della Rom. top. p. 242) riferisce di aver letto
generazione delle anim e (AGOSTI NO, su questa porta, ~ llora chiusa, la fa-
Episl11lae, P. IV, p. 137, ed. A. Gow- mosa iscrizione di Arcadio ed Ono rio
BACHER; cf. STYGER, Rom. Màrl)·r. I, rig uardante il restauro delle mura, delle
pp. 1o6 e 11 7-8). porte e delle torri; ma alcuni mettono
(2) Uno sconosciuto santo, che con in dubbio l'esattezza di tale in forma-
Sebastiano e Quirino, è r:1ppresentato zione. Cf. H UELSEN, La porta Ardea-
nella cripta di Cecilia (cf. STYCER, tiria in Rom. Mili. IX, 1894, p. p 1 sgg . ;
Rom. Martyr. I, p. 85). RICHMO ND, op. cit. pp. 21 7-9; G1ovE-
(3) Il silenzio del nostro testo circa NALE, op. cit. pp. 62-3.
GUGLIELMO DI MALMESBURY

[ D UODECIMA PORTA.]

Duodecima porta et via Ostensa dicitur, modo porta Sancti


Pauli vocatur <1 >, q uia iuxta eam requicscit in e.:clesia sua. lbidem-
que Timotheus martyr; et non longe, in ecclesia Sanctae Teclae•
sunt martyres Felix et Adauctus et Nemesius <». In Aqua Salvia 5
est caput Anastasii martyris.

2. ostlcnsa nr.•.J <.:J o•tiensls e• 3. !n sua occl~sl a C' 5. audactus BJ e:•

(1) Questa porta che, al pari del- dell'arco urbano quanto dcl suburbano,
l'.\ppia, è una delle più grandiose Jella e ri prodotta in grande dimensione sul
cinta Aureliana, (u in origine a due fi anco della torre orientale. Uno degli
forn ici, fiancheggiJti Ja Jue torri semi· archi del!J controporta fu chiuso, ma
circolari. In un second o periodo, forse non si sa se questo avvenisse allora o
al tempo di Massenzio, fu aggiunta una nel successivo periodo p.1pale. Non
controporta, anch'essa a due fornici, e sembra poi ammissibile che il POGGIO
vennero rin forzate cd elevate le torri. (De t 1arirtate forl1111ae loc. cit.) abbia
In un terzo periodo, sotto Onorio, per letto sulla port:i Ostiense 1.1 già r icordata
ragioni Ji sicurezza, h pona esterna epigrafe di Arcadio ed Onorio, inquan-
fu trJsformat.1 in monofora, e fu rico- tochè 11 parc:te l.ipiJc:a non ne presenta
struita e modificata la parete frontale traccia, nè è possibile supporre sia stata
fr:i le torri. Queste furono innalza te ricostruita dopo la vbit:1 del Poggio,
di un piano e rinforzate alle basi con il quale forse confuse la porta Ostiense
una copertura Ji tr J ve rti no bianco. Le con la Portuense (cf. RICHMOND, op.
trasformazioni subite d.llla port.i nel- cit. p. 5}). La denominazione di porta
l'ct.i bizantin.i pare possano riJur~i al Ostiense ricorre già nel I\' secolo io
rafforzamento della base della tor re AMMIANO MARCELLINO (XVII, 4, 12);
orh:ntale e alla wstituzionc di feritoie quella Ji porta S. Paolo, nella descri-
aJ un certo numero di finestre (cf. iione del Tevere dello PSEUDO-ETICO
lhc ttMONu, op. cit. p. 109 sgg.; LUGLI, (voi. I, p. 315) e in PROCOPIO (De
op. cit. II, p. 241 sgg.). Secondo il bello Gotb. II, 4, 3, 9), e dcri\'ava dalla
G10VENALE invece (op. cit. p. 102 sgg.) vicina ba,ilica dell'Apostolo. Nel 1410,
le radicali trasformazioni della costru- essendti la porta tenut:i dai soldati Ji
zione sarebbero da attribui re :i Narsete, Ladislao, fu bombardata e guastata
il quale avrebbe sostituito alla porta dalle milizie della ChieSJ (AsTONIO
bifora Ji Aureliano una monofora; DI PIETRO, Diarium Rom. P· ss>; più
avrebbe costruito la camera di manovra tardi, nel 14 5 1, venne restaurata da
eJ i sovrapposti casotti di guard ia, e Nicolò V. C( RICHMOND, op. cit. 109
restaurato radicalmente le torri. Con- sgg.; G1ovENALll, op. cit. p. 96 sgg.
troprova di ciò sarebbe la croce bizan- (2) Questi martiri sono erronea-
tina incisa nel cuneo in chiave, tanto mente posti nella chiesa di S. Tecla.
GESTA REGUM ANGLORUM

(TERTIADECIMA PORTA.]

Tertiadecima porta et via Portuensis dicitur <•>. lbi prope sunt,


10 una ecclesia, martyres Felix, Alexander, Abdon et Sennes, Si-

meon, Anastasius, Polion, Vincentius, Milex, Candida, Innocentia <2>.

[QUARTADECIMi\ PORTA.)
5
Quartadecima porta et via Aurelia, q~ae modo porta Sancti
Pancratii dicitur <1>, quia iuxta eam requiescit in ecclesia sua;- et alii

2. portutnsis dicltur et via A'- f 6. aurea C"J a• porta om. C1 ·•·J 7. In t QI


tcclesia B'"
( 1) Questa porta sorgeva 4 70 me- (2) Non è vero che questi marti ri r i-
tri a sud-ovest dell'attuale porta Por. posassero tutti in una medesima chiesa.
tese, costruita sotto Urbano Vili, nel (3) Anche questa porta, come la
1643,e compiuta da Innocenzo X, di cui precedente, fu sostituita coo un'altra da
si vede ancora ivi lo stemma. L'antica Urbano VIII, nel 1644, quando ricostrul
porta Aureliana era a due fornici, con le mura Gianicolensi. Essa, a quanto
torri semicircolari, come le altre che si ricava dalle piante prospettiche dei
si aprivano per il traffico dell'Urbe secoli xvr e xvu, stava nell'angolo for-
sulle più importanti arterie strada li mato dalle mura sulla sommità del
(Appia, Flaminia, Ostiense). Nella Gianicolo; era ad un fornice, e con
cortina, al di sopra dei fornici, era incisa Jue torri quadrangolnri, secondo il tipo
l'iscrizione in onore di Arcadio ed Ono- comune Onoriano. Dalla descriziooe
rio, che si leggeva sulle porte Tiburtina di AUDEBERT (io RICHMOND, op. cit.
e Labicana. In che consistesse qui pp. 221-2) apprendiamo che vi era
l'opera di Onorio non è chiaro; pare stata aggiunta una controporta a niat-
che egli sopraelevasse l'attico e le torri. toni da Paolo III; e che la porta esterna,
La porta fu la sola che al tempo di molto antica, era costruita di grosse
Onorio conse rva~se il doppio fornice, pietre, sulle quali erano anche incise
in rela zione ali' importanza economica parecchie vecchie iscrizioni, che per
di Porto nel commercio del v secolo l'antichità mal si potevano leggere.
e all'esistenza di un frt:q uentato scalo Quelle pietre dovevano provenire dalle
in quel tratto del Tevere. La chiusura prossime tombe della via Aurelia.
del\' arco di ovest è verosimilmente Quanto alla controporta, è probabile
connessa col declinare dell'attività com- che Paolo 111 restituisse solta nto, con
merciale di Porto dopo le invasioni sa- una nuova struttura, una preesistente
racene dell ' 846, e con le precauzioni corte interna, di cui l'antica porta sa·
prese allora da Leone IV. Cf. RICH· rebbe stata munita. La porta di Ur-
MOSD, op. cit. P· 200 sgg.; GIOVENALE, bano VIIl fu distrutta dai Francesi
op. cit. pp. 56-8. nell'assedio del 1849 e ricostruita odia
GUGLIELMO DI MALMESBURY

martyres, Paulinus, Arthemius, sancta Sapientia, cum tribus filiabus


Fide, Spe, Charitate. Et in altera basilica Processus et Martinianus;
et in tenia Felices duo; et in quarta sanctus Calixtus et Cale-
podius; et in quinta sanctus Basilides <•>, duodecimo miliario.
Intra urbem in monte Caelio sunt martyres Iohannes et Paulus 5
in sua domo, quae est facta ecclesia post eorum martyrium; et
Crispinus et Crispinianus, et sancta Beneùicta <». In eodem monte
est ecclesia Sancti Stephani prothomartyris, et ibi reconditi sunt
martyres Primus et Felicianus CJ>. In monte Aventino sanctus

2. liaslllca] Agg. marrlrc~ 1o 1 -J 4. duodecimo lntra urbtm Romam mlllarlo A 1-s


om. Romam 01. 2 J C:" 2 ·J

forma attuale da Pio IX. In PROCOPIO KIRSCH, Le nwnorie dei martiri sulle
( De btllo Goth. I, 18, JS; 23, 1; 28, 19) 11ie Aurelia e Corntlia, p. 86 sgg.
è già chiamata portJ di S. Pancra zio e (2) ~ella Pussio dei santi Giovanni
P.incraziana, dalla chiesa del m a rtire e Paolo è detto che Crispino, Crispi-
omonimo, ed evidenteme nte la sostitu- niano e Beuc:detta furono sepolti sul
zione fu adottata per evitare la confu- Celio «in domo loan ni s et Pauli. non
sio ne con la porta Aurelia u S. Pt:tri »; u longe ab ipsis » (Acta Ss . iun. VII,
m:i l'antico nome di Au relia ricorre p. :2}0· 1). L'episodio di questi tre santi
ancora nella lista J i Ei nsieJdn e in altri è ritenuto, nella Passio, una intrusione ;
documenti di epo.:a posteriore. Cf. no nostante si sia creduto di a'•e r ritro-
R1c11Mo so, op. cit. pp. 221-3; G10\·E· vato l.1 fossa in cui essi eran sepolti,
NALE, op. cit. pp. 74-6. e si voglia riconoscere 1,1 loro presenza
(1} Il Ma,-/irologio Gero11i111ia110 al nelle due celebri scene di martirio che si
1o g iugno: « Ron1ae, via Aurelia, 111i- vedono ncll.1 confessione superiore della
« liario Xlii i narnle Basilidi ~ », e al 12 « dom us C aelimontana •l (cf. GASDiA,
gi ugno:« Rom.te, ,.i:t Aurelia, miliari o v Lu cas11 pag1mo-cristia1111 del Ctlio,
• Basilidis ». Il numero più esJttO PP· 64- 5, 137, so8 sgg., SH >·
sembra «d uodecimo• del nostro iti - ( }) Primo e Feliciano, a quanto
nerario, per.:hè corrisponde al sito della afferma la Passw, sarebbe ro stati sepolti
ci ttà di Lorium (pre~so l'odierno Ca· « aJ arcus Numentanos ... iuxta a n:-
stel di Guido), nel cui territorio sor· « narium ». Alcuni anni appresso in
gcv.1 la chiesa eretta sull.1 tomba de l loro onore fu costrui ta una basilica «ab
martire Basilide. In quella regione, « 11rbe· Roma milliario quartodecimo »
a destra dell'Aurelia, sono stati anche ( Arta Ss. iun. Il, p. 152 ) . Il Martiro-
rinvenuti vestigi d1 un cimitero sotter- log1t1 Gtro11imia110 (9 giuguo) indica il
raneo (cf. STEVl-.NSO'll in KRAUS, Real- luogo di sepoltura • via ~omentana
E11c)•lrlopadit dtr cbristl. Allertb1imer, 11, e ad a rcas miliario xv ab Urbe ».
p. 1:28 ; ARM ELL!N!, Gli a11tichi rimitrri Del cimitero si sono voluti veder degli
cristia11i di Roma e d' ltaliu, Roma, indiz i sotto la chies:i dei Ss. Primo
t893, p. 61 S sgg.). La Passio di B:isi· e Feliciano presso Mentan:i (cf. Bo-
lidc ci è pervenut.1 in tre recensioni StO, Ro ma .<oli. p. .p6 ; STEVENSON,
(Acta Ss. iun. lii, pp. 6- 11). C( Raoco11to co11ftr. soc. ml/ori are/i. crist.
GESTA REGUM ANGLORUM 1 53

Bonefacius et in monte Nola <•> sancta Tatiana pau-;ant.

in Bull. arch. crisi. 188o, p. ro6). ( 1) Sconosciuto in Ro ma. Ma con·


Al tempo di papa Teodoro (642- 49) siderato che il M«p-ròp1ov Tijç O.yl«ç
i corpi dei du e martiri furono tra- TaTllXllijç ci indica il sepolcro di questa
sferiti nella chiesa di S. Stefano sul santa nella VI regi one augustea ( Alta
Celio ( Lib. Ponti(. I, p. 332), dove Stmila) e che i cau.loghi di Parigi, To·
rimane ancora il mosai co dell'epoca, rino e dd Sig norili ci segnalano una
che ci rappresenta i det ti martiri in chiesa di S. Ta ziana sul Quirinale
costume milit:u e, ai fia nchi di una ( H UBLSEN, Le chitu, p. l4 n. 364, p. 2 7
grande croce e con i loro nomi (cf. È. o. 24, P· 46 n. I so). ci sembra di poter
MALE, La 111os1Jiq1u de l'église de S. Sie· aderire all'ipotesi di coloro che iden-
fa110 Rotondo à Rome in Scritti i11 onore tificano e.on questo colle il •mons Nola •.
di B. Nogara, pp. 257-62). L' iscri- t probabile che dell'intiera parola a Qui-
zione appostavi dal pontefice è stJta « rinati• nella tradi zione manosc ritta
conserv.ita dalla silloge di Lorsch (or. siano rimaste le due ultime sill2bc, che
Rossi, lnscr. chrisl. 11, p. 152 n. 30). vennero poi male mterpretate da co -
È questo il piu antico ricordo di tra . pist i ignari Ji topogr.1fi.a romana (cf.
slazione di reliquie di martiri nell' in· FRANCHI os' CAVALIERI, S. Martina in
terno Jell.1 città. Rom. Quartalschr. XVII, 1903, p. 228).

Cod. Topa~r., Il. 10·


SILLOGE EPIGRAFI CA
ITINERARIO
DESCRIZIONE DELLE MURA D I ROMA
DEL COD. EIN SIEDLENSE.

Questi testi si conservano in un codice del monastero


di Einsiedeln (Svizzera), che appartenne a l monastero
Fabarùnse (Pfafers nel can t. di S. Gallo), come rile-
vasi da una nota, del secolo xiv o xv, scri tta nell'ul-
tima carta: « iste liber es t monasteri i Fabariensis »,e che
fu in un'epoca ignota « dni Ulrici de M urtzuls », secondo
che è indicato in principio. Il codice, mem branaceo,
miscellaneo, porta il n. 326 e il titolo esteriore, di mano
del secolo XIV, Gesta Sa!vatorù. Evangelz"um Nùodemi·;
e consta di cinque parti, scritte ciascuna da una mano
diversa, e riunite insieme con lega tura del secolo xm:
1. Notae lu!ù Caesar-ù; 2. Ceste> Sa!vatorù [evangelo
di Nicodemo]; 3. Quod diversi·tas cu!parum dz.versz"tatem
fact"at poenitentt"arum [canoni penitenziali]; 4. l'i tine-
rario con altri scritti di cui ora parleremo; 5. la conver-
sione di Costan tino alla fede cristiana e il ritrovamento
della croce per opera di Elena. La parte quarta, che
abbraccia le cc. 67- 97, comprende: una silloge d'iscri-
zioni, pagane e cristiane, quasi tutte riguardanti la
città di R oma, alcune poche Pavia (cc. 67-J9); l'iti-
SJtLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

nerario e la descrizione <delle mura (cc. 79-86); un'appen-


dice liturgica dei riti romani della Settimana santa
(c~. 86 v-8); e un'antologia di carmi latini (cc. 88-97),
tra i quali, in fine, si legge l'epitafio di Gerolto, morto
nel 799 e sepolto nella basilica del monastero di Augia
Dives (Reichenau, sul lago di Costanza), e l'epitafio
di Bernaldo, vescovo di Argentoratum (Strasburgo), che
fu educato in quel monastero e figura tra i frati defunti
(17 aprile 840) nel Necro!og,io Augiense (in Mon. Germ.
kùt., Necro!. I, p. 275). Questa quarta parte, come atte-
sta la scrittura tutta d'una mano, la numerazione dei
quaternioni e l'affinità della materia contenuta, doveva
formare prima di esser legata nella miscellanea un vo-
lume a sè; e poichè l'antologia dei carmi latini fu quasi
certamente scritta, per i riferimenti che vi si trovano,
nel monastero di Reichenau, così anche tutto il resto
della quarta parte si ritiene scritto nel secolo 1x o x
a Reichenau o dietro un archetipo proveniente di là.
La compilazione dell ' itinerario Einsiedlense deve
essere anteriore alla fondazione della città Leonina (848-
852), perchè di questa non è cenno nell'itinerario e
nella descrizione delle mura che g li fa seguito, e poste-
riore a i tempi di Onorio I (625-38), perchè vi si ricorda
il « monasteri um Honorii » da lui fondato, e posteriore,
parrebbe, anche alla fondazione del monastero di S. Sil-
vestro per opera di Stefano II (752-7) e Paolo I (757-67),
perchè un S. Silvestro si menziona presso S. Lorenzo in
Lucina e la colonna di Antonino. Dunque l' itinerario va
riportato ai tempi incirca di Carlo Magno, e con ciò,
dice il DE Ross i (lnscr. chrùt. II , p. 14) concorda anche
l'appendice liturgica messa di segu ito alla topografia; la
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA

quale forse è di un pellegrino cne vide in Roma le solen-


nità della Settimana santa e a nnotò le principali ceri-
monie quali non prima certamente del 687, e nel se-
colo VIII e nel principio del IX, solevano farsi dal papa.
L'au tore, come avverti per pri mo il DE Rossi (R oma
sott. crùt. I , p. I 54), deve essersi servito d'una pianta di
Ro m~, perchè gli edific i ch'egli indica alla destra e
alla sinistra non sono sempre quelli che fiancheggiano
materialmente la via, ma talvolta cosi lontani che non
potevano scernersi se non in una carta topografica;
e dello stesso pensiero è il LANCIANI (L'itt.'nerario di'
Ei'nsùdeln e l'ordi'ne di' B enedetto canoni'co in M onumenti'
antichi pubblicati dall'Accad. dei Lincei, I , coli. 445-6).
L' H UEL SEN invece (La pianta di R oma dell'Anom'mo
Ei'nsi'dlense in Dissert. della Pont. A ccad. Rom. di'Archeo-
logi·a, ser. n , t. IX, 1907, p. 382 sgg.) sostiene che non
si tratti di una semplice copia di una pia nta, e neppure
di un itinerario vero e 'proprio, ma d i un'epitome, in
molti luoghi troncata e confusa, di un itin erario molto
più ricco di notizie, il quale era annesso ad una pianta
di Roma, p robabilmente circolare, tracciata con l'a iuto
di pian te anteriori, rimontanti all'ultimo periodo del-
l'antichità. Secondo I' H uelsen un avanzo dell' itin e-
rario originale rima rrebbe nel frammento inseri to in
mezzo a lla sill oge ep ~g ra fica del medesimo cod ice, fram-
mento che corrisponde, nell'ultima parte, a l tracciato
dell' itinerar io einsied lense da porta Appia a lla Schola
graeca ma in cu i tutto è più chiaro e bene ordinato.
Non sfuggì però all' H uelsen la difficoltà d'indovinare
per quale motivo si sarebbe accorciato un testo già
per sè non lunghissimo; onde a noi par più probabile
SILLOGE EPIGRAFrCA. ITINERARIO

che il frammento della silloge epigrafica non sia


altro· che un itinerario a sè, tracciante il percorso
per la visita alle tombe dei due Apostoli, e dove,
data anche la disposizione delle voci tutte di seguito,
e non su due colonne, l'ordine è stato più facilmente
conservato.
L'autore del documento einsiedlense ha tracciato
undici itinerari, spingendosi ançhe fuori della città, dove
però si indicano alcuni santuari soltanto. Lo studio
di questo importante testo ci ha persuaso che tutto
il suo valore topografico è strettamente legato alla sua
struttura formale. Alla mancata intuizione di questo
carattere e di questa fragilità, quasi vitrea, della sua
conformazione, consistente in una serie ben congegnata
di relatività e di rapporti fra le singole voci, deve per
noi attribuirsi l'oscuramento della sua indiscussa auto-
rità. Fossero questi itinerari tracciati da chi ne seguiva
il percorso su di una carta, o da chi evocasse, fino al
dettaglio, la realtà topografica dei vari luoghi, il compi-
latore volle additare, con precisione, al peliegrino i
monumenti che avrebbe incontrato o veduto alla sua
destra o alla sua sinistra. Questa raggiunta evidenza
topografica, nell'archetipo misurata al centimetro, era
fatalmente destinata a perdersi non appena si fosse
smarrita la cons~pevo lezza, che il valore del documento
consisteva nella più fedele e quasi meccanica riprod u-
zione dell'originale. Invece quella delicata struttura
venne violata, alterate le distanze, sovvertito l'ordine
delle voci, tutto adattato, spesso, alle esigenze della
carta su cui si trascriveva. Di qui l'abbrivo ai topo-
grafi per ricostruzioni affatto arbitrarie.
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA

T enendo presente questa peculiare natura del docu-


mento e persuasi delle alterazioni da esso subite nella
tradizione manoscritta, in questa edizione siamo stati
rispettosi il più possibile dell'unico codice supers tite,
ma siamo riusciti, crediamo, molte volte, riportando i
vocaboli al posto primitivo, a dare ai singol i itinerari
l'evidenza che avevano una volta. Niente rimaneg~ia­
menti nell'ordine dei vocaboli, ma solo spostamenti
cauti e lievi, e, sopra tutto, uno sforzo interpretativo per
arrivare ad intendere a pieno le scheletriche indicazioni
del testo, proiettandole sempre sul terreno della realtà
topografica. Con questi criteri ci allontaniamo da al-
cuni precedenti studiosi, specie dall'Huelsen, che tal-
volta proponeva di violentare il testo più che non aves-
sero fatto, inconsapevolmente, gl i antichi amanuensi.
Però giusta era la conclusione dell ' illustre archeologo
tedesco: « Posto sul confin e delle due grandi fasi della
«storia della città, la Roma pagana dell'Impero e la
cc Roma cristiana della Chiesa, l' itinerario di Einsiedeln
«sta isolato, quasi senza compagni e senza derivazioni:
<e esso in quel periodo oscuro della storia, se non illumina

cc piena mente la topografia della città, nondimeno


«getta un po' di luce, e perciò per i nostri studi rimarrà
«sempre sommamente pregevole » (op. cit. p. 420).
La descrizione delle mura, che si presenta come
appendice ali' itinerario, ma che ne differisce sostan-
zialmente, perchè priva di ogni caratteristica delle
guide redatte ad uso dei pellegrini, è forse, tra le
fonti medioevali, quanto di meglio si abbia dal punto
di vista informativo. Essa ci dà un in ventario s tati-
stico delle varie sezioni delle mura, da porta a porta,
160 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERAR10

con le indicazion i numeriche delle torri, merli, posterule,


latrine, finestre maggiori e minori. Secondo lo J o R DAN
(Topogr. II, pp. 173- 4), questa descrizione rispecchie-
rebbe lo sta to delle mura quale era al tempo dell'impe-
ratore Onorio (403), e si baserebbe sopra la misurazione
del geometra Ammone, che Olimpiodoro assegna a
quell'età. Veramente la natura del documento non
sembra che presen ti le caratteristiche dell'opera di un
geometra, il quale non avrebbe tralasc iato di darci la
lunghezza del perimetro e forse anche le d istanze
radiali. Invece gli elementi di cui si dà la s tatistica
parrebbero rispondere a un fine difensivo, per offrire
una visione sinottica dello stato delle mura in ordine a
un eventuale restauro. Che la compilazione della lista,
o, meglio, del suo archetipo, non possa risalire all'età
onoriana, è provato dall'omissione della porta Clausa,
presso il cas tro Pretorio, la quale al tempo di Onorio
era aperta, come dimostra l'architettura di tipo ono-
riano; e cosl anche dall'appellativo « clausa » usato per
la porta Pinciana, la quale fino al 537 sicuramen te era
a perta; sempre che l'omissione della prima porta e
l'aggettivo « clausa », riferibile a ll'altra, fosse già nel
testo originale. Inoltre sembra dimostra to che le sei
torri del mausoleo di Adriano debbano assegnarsi al
tempo di T otila, e avremo quindi un nuovo indizio per
spostare ancora la data del documento fin dopo il 552.
Il R ICHMOND (op. cit. pp. 43-9), che ritiene la lis ta come
una s ta tistica delle parti architettoniche delle mura,
quand'esse erano in uno sta to di rovina, ai fini di un
futuro generale restauro, scarta l' ipotesi dello Jordan,
e sostiene che i termini cronologici del documento pos-
DEsCR1Zl0NE DELtE MURA DI ROMA

sano comprendersi tra il 440, anno in cui siamo infor-


mati sullo stato rovinoso delle mura (N ovellae Valentz'-
niam·, V, 3), o il 552 se l'« H adrianium »è il castello di
T otila, e il secolo vin, a llorchè quattro papi, Sisinnio,
Gregorio II e III , e Adriano I attesero al res tauro della
c inta. Che la lis ta rappresenti lo stato delle mura in
un momento di rovina, può desumersi, sempre secondo
il Richmond, dalle disuguaglianze di rapporti nella
distribuzione di « necessaria » e e< propugnacula » tra i
vari settori, disarmonie che sarebbero state eliminate
in un'opera di ricos truzione organica.
Nella nos tra edizione diamo, oltre il testo dell'iti-
nerario e delle mura, riveduto sul codice, anche un
estratto delle voci e dei passi della silloge epigrafica che
interessano la topografia. I frammen ti topografici, Il inse-
riti , non stanno per un e rrore, ma hanno, co me osservò il
D E R oss r (lnscr. christ. II , p. 14), con le iscrizioni un

certo collegamento. D o po i titoli di Proco e Giacinto


sulla via Pinciana, segue il frammento topografico che
dà i nomi di ma rtiri sepolti nello stesso luogo, e di quelli
che erano tra le vie Aurelia e Portuense, ai quali pure
dovevano forse essere acco mpagnate in origine iscrizioni.
Quindi v iene il framm ento che si riferisce a i martiri della
via Appia e Ardeatina, e, sotto, l' iscrizione del sepolcro
di N ereo e Achilleo. L'ultimo frammento topografico con
le iscrizioni che seguono, e con al tre che sembra siano
nell a silloge fu ori di posto e che debbano riportarsi qui ,
indicano la visita alla basilica di S. Pietro, a S. Paolo, a ll e
tombe dei ma rtiri pe r la via che dall'Os tiense conduce
a ll'Ardeatina e all'Appia, e il ritorno in città. L'a u~o re
della si lloge, che compilò probabilmente la sua raccolta

Co;i. Topo&r., I l. Il
SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

verso la fine dell' vm secolo, non sem bra sia quello


s tesso dell'itinerario, per cer te differenze ch e si notano
nelle denominazioni dei luoghi; o se fu lo stesso, egl i
non si ser vì di un'unica fonte. L 'edizione più accurata
e completa della silloge è quella del DE R ossi , lnscr.
chrùt. II , p. 18 sgg.
L ' itinerario fu pubblicato difettosamente in Vetera
Analecta, Parisiis, IV, 1685, p. 481 sgg. (ediz. in fol.
1723, p. 358 sgg.) dal MABILLON , il quale trascrisse le
voci· di seguito, n on accorgendosi ch e andavano invece
dis poste su due colonne; di lì lo riprodusse il BI AN-
CHINI in ANASTASII BIBLIOTHECARII De vz.tù Rom. P on-
tificum, II , pp. c xxv1-xxxv11 (= MIGNE, Patr. Lat.
CXXV II , col. 347 sgg.). Un'edizione diligente, a guisa
di fac-simil e, diede G. H AENEL, Der R egi·onar der Stadt
Rom i·n der Handschrijt des Klosters Ei'nsz'edeln in Are/i.
fur Plii'lologz'e und Padagogz'k, V, 1837, pp. 132- 7;
t.
poi vennero le edizioni dell'U RLICHS, Cod. urb. Rom.
topogr. pp. 70-1 (da Haenel); dello j oRDAN, Topogr. II,
pp. 646-63 (da H aenel, con le correzioni del Mommsen);
del L ANCIANI, op. cit. coli. 43<)-461 con un'ampia illu-
s trazione; e finalmente dell' H u ELSEN, op. cit. p. 392 sgg.,
con una riproduzione fotog rafica del testo.
L a descrizione delle mura fu pubblicata, oltrechè
dal M a billon e dal Bi a nchini, da H AENEL (op. ci t.
pp. 137-8), URLICHS (op . cit. p. 78), J oRDAN (op. cit.
pp. 578-80), RICH MOND (op. cit. p. 268).
Cf. C"' p. lnsr1. lai. \'!, 1, p. 1x sgg.; joRDAN, op. cit. p. 329 sgg.; DE Rossi,
Roma so/I. c1 ist. I, pp. 135, 1461 154->, 156; lo. Piaule ic11ograficbe e prosptllicht
di Roma, pp. 70-71; lo. fosrr. e/iris/. 11, p. 9 sgg.; LANCIANI, op. cii. col. 437 sgg.,
HuELSE:-:, op. ci t. p. 379 sgg.; S1t \' AGNI, 1\'"'wo ortffoamwto delle sillogi epigrafiche
di Roma 1mlt1io1i 11/ suolo Xl in Disuil. Poutif. Arcad. Ro111. A1cl1eol. ser. 11, t. XV,
192 1, p. 181 sgg.
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA

ESTRAT '.fO DALLA SILLOGE EPIGRAFICA.

I N PONTE T tBURT!NO <•>.


[C. I . L. VI, n. 11 99 a h]

I N PONTE SANCTI P ETRI <».


5 tl bid. n. 97 JJ.

I N A DR IA NIO (J).

[/bid. nn. 992, 99 1, 9/?Jl.

IN ARCU SANCTI P ETRI (4).

[DE Rossi, lnscr. cbrist. Il, p. 20 n. 6J.

IO I N ARCU INTUS RoMAE <s>.


[C. I. L . .VI, n. 11 96].

I NTus RoMAE <6>.


[/bid. VI, 11. 1728 a hJ.

clbid. VI, n. 125 21.

( 1) Il ponte dell a via Salaria, sul· torie sui Goti. Si trovava <l ava nt i al
l'Aniene, distrutto Ja Totila nel 547, ponte Neroniano (cf. Lucu, I 1110 11 .
fino alla superficie delle acque, e rico- a11t. di Ro111a, 11, p. 310; Ili, p. 94).
struito da Na rsete nel 565. (6) L'iscrizione lu veduta un tempo
(2) Il ponte Elio. io S. Giovanni e Paolo sul Celio; un
(3) Il mausoleo di Ad riano. altro esemplare giaceva nel secolo X\· 1
(4 ) L'arco maggio re e trionfale della io una strada tra il Campidoglio e il
basilica Vaticana. foro Traiano.
(5) L'arco di Arcadio, Onorio e Teo- (7) Nel fornice tuttora esistente in
dosio eretto dal senato e dal popolo un cortile di uno stabile al n. 14 di via
Romano per co mm emora re le loro vit- del Na zareno.
SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

I N ABSIDA SANCTl PETRJ.

[DE Ros.s1, lnscr. christ. II, p. 21 n. z.oJ.

I N AMBONE SANCTI PETRI.

[!bid. p. 2I nn. I r , r I a].

5
[C. I. L. VI, n. z 66o].

IN COLUMNA TRAlAN I.

[lbid. V I, nn. 960, 96 71.


[/bid. VI, n. 9971.

IN ARCU PROXlMO PONTI PETRI <». IO

[lbid. VI, n. II84J.

I N THERMIS DlOCLE'flAN!.

[lbid. VI, n. IIJO].

IN PORTA PRAENESTINA.

[/bid. VI, nn. 1256- 58]. l 5


[lbid. VI, mi. n78, 1402J(il.

I N PONTE SUPERIORE TRANS TIBERIM (4).

[lbid. VI, 1t. u75J.


IO. ponte cOd,

( 1) Il teatro di Marcello. SEN, Topographie der Stadi Rom im


(2) L'arco di Graziano, Valentiniano Alterl11m, I, 111, pp. 597-8; LUGLI, J 111~1 .
e Teodosio eretto tra il 379 e il 383 a11t. III, pp. 94, 2 59.
di fronte al ponte Elio, sulla sponda (3) Queste due iscri1.ioni erano, la
sinistra del fiume, al termine d'un gran- prima nel macello di Livia, la seconda
dioso porticato costruito da quegli im- sul monumento di C. Dillio Vocula.
peratori (portic11s 111axi111ae). Cf. HUEL· (4) Il ponte Cestio.
OESCRlZlONE DELLE MURA DI ROMA

PROPE PONTEM. BALINE UM I u uoR UM AKARIORUM <•>.

I N ABSIDA SANCTAE ANAS[TAS]IAE <».


[DE Rossi, lnscr. christ. Il, p. 24 n. 25].

IN FORO PALATINI (1).


5
[C. I. L. Jll, n. 11771.

I N A ECLESIA SANCTA E SAVINAE (~).

[DE Rossi, lnscr. cbrist. Il, p. 24 11. 27).

I N ABSIDA SANCTI PANCHRATll <s>.


IO [lbid. p. 24 Il. 28].

IN OBELISCO BATICANO <6 >.

[C. /. L. VI, n. 8821.

IN VIA APPIA (7)_

clbid. VI, 11 . 12701.

I N A RCU IN CI RCO MAX!MO <•>.


[lbid. V I, n. 944].

(1) Il ti tolo del bJgno non è :ihri- e Graziano, per cur.1 di Flavio Eupraxio,
meoti conosciuto (cf. M oMMSèN, Epigrtz· prefetto della città.
phischt A11altlte11 io Btriçhte uber d1t (4) Sull'Avemioo.
Vtrha ndlu11Ke11 dtr kg/. siidis. Gn<il- (5) Sulla via AureliJ.
sc/1afl der Wissensçhafte11, JI, 18 50, (6) Quello eretto da Caligola nella
pp. 188, 308). spina del ci rco Ji Gaio e Nerone.
(2) La chiesa a pie' Jel Palatino. (7) L'iscrizione riguarda il clivo di
(3) Di questo foro sappiamo solo Marte.
quel che si ricava dall'iscrizione:· che l8) L'arco di Tito, commemorante
cioè fu dato in dono al popolo Romano l'impresa contro i Giudei. Si apriva
dagli imperatori Valentiniano, Valente nel mezzo del lato curvo del circo.
166 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

IN SEPTIZONIO.

[Ibid. VI, n. 10321.


[DE Rossi, Inscr. christ. Il, p. 2 5 n. 32].

I N MONUMEN TO (•).

[!bid. p. 2 5 n. 33 a]. 5

Ao SANCTUM SEBASTIANUM C».


[/bid. p. 25 n. 34].

IN BASI CONSTANTINI <i>.


[C. /. L. VI, n. I l 41).

IN ARCU SEVERI (4) . IO

[/bid. VI, n. IO 3 3J.

IN CAPITOLIO Cs>.
[/bid. VI, nn. 89, 937,' 938].

I N ARCU C ONSTA NTINI.

[/bid. VI, n. I I 39].

Ao VII LucERNAS (6l.

[Ibid. VI, n. 945].

IN CA PITO LIO.

[/bid. VI, nn. 1014, 472, 1708, 562, 1472, 916].

( 1) Di M. Camurio Sorano. (5) Nei templi di Saturno, di Vespa-


(z) La chiesa di S. Sebastiano iii Pa. siano, della Concordia ai piedi del Cam-
lit/io (cf. DE Rosst, /mcr. christ. II, p. 15). pidoglio.
(3) La base della statua equestre di (6) L'arco di Tito, cosi detto da l
Costantino nel Foro. candelabro a sette bracci che vi è
(4) Di Settimio Severo nel Foro. scolpito.
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA

Ao TrnER[1M).
[/bid. VI, n. 77 JJ.

h: MONUM. IN VI A S ALARIA (•J.

[DE Rossi, lnscr. christ. Il, p. 27 11. 49].

5 ITEM IN [v i a Salar)IA (2) .

re. I. L. VI, 11 . 1016 a, b, C] .

IN IANICULO ANTE A ECLESIAM loHANNIS ET PAULI ( 1).

lDE Rossi, lnscr. c/Jrist. 11, p. 28 11. 5 1 J.

IN AECLESI A SANCTI PAULI (4).

IO [/bid. p. 28, 11. 52].

lN ABSIDA AD FONTEM.

[lbid . p. 28 11. 5)) .

. IN THEATRO POMPEI!.

rC. I . L. VI, 11. 1 r91] .

( 1) li monumento che Cn. Domizio (3)/Quc.:st:t chiesa è ri cordata sol-


Primigenio e sua moglie Afr.mi:i, li· tanto d:il nostro anonimo (cf. anche
berta di Ru rro , fecero per sè e per i p. 19 1); e poid1è qui lisc rizione ri-
loro liberti. g uarda un edit to del prefetto Claudio
(2) L'iscri zione è di Marco Aurelio Giulio Ecclesio Dinamio de fra11dib11s
e Commodo (i l nome di quest'ultimo 111ole11di11ariornm, la chiesa doveva tro-
è sta to abrnso) e riguH<la la determi- varsi presso le moli11ae, cioè oelle vici -
na zione del sito entro il qua le si do· nanze di portaS. Pancrazio (cf. H uELSEN,
vevano riscuotere certi dazi e gabelle, Le c/Jim, pp. 277-78).
a fine di evitare litigi , per tal motivo, (4) Alla sommità dell'arco t rio n-
tra mercanti e pubblicani. fa le.
168 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

IN BIBLIOTHECA SANCT! G1rEGORJJ QUAE EST IN MONASTERIO

CLITAURI [Clivi Scnttri] UBI IPSE DYA.LOGORUM [libros] SCRIPSIT (i) ,

[DF. Rossi, Inscr. christ. li, p. 28 n. 55J.

[ibid. p. 29 1111. 56, 56 a]C».

ANTE PORTAM fLAMINEAM IN VI A h>. 5


rC. /. L. VI, 11. 10 161.

IN IPSA VIA fLAMINEA <


•>.
lTEM IBID EM IN IPSO MONUMENTO, ITEM IN IPSO MONUMENTO.

[/bid. VI, n. 10047 a , b, e].

( 1) li monastero di S. Andrea, poi CIANI, Ancitnl Rome i11 tbe lig/11 of mi>-
detto di S. Gregorio, che il papa Grego- dern discuveries, p. 197. Sulla biblio
rio Magno fondò verso il 58o nella sua teca cf. H. I. MARROU, A11to11r de la
cas.1 (cf. lluELSF.N, Le cliitse, pp. 256-7), bibliot/Jlqrit du pope Agapit in Mlla11g.
e che divenne un cent ro attivissimo d'arch. et d'/1ist. XLVlll, 1931, p. ll4
di cultura e di evangelizzazione. Si sgg.; F. M1LKAU - G. LEYH, H,wdbucb
chiamò mo11astrl'i11111 Clibuscauri, clivi der Bib/iotheknuissmsc/,aft, Leipzig, Ili,
Scauri, i11 clivo .'ìr1111ri, e simili, dal 1910. pp. 102-3.
nome della strad:1 che sali va dalla ( 2) Si danno misure relative a loca•
valle tra il Palatino e il Celio su que- li tl, probabilmente della via Flam inia.
st'ultimo colle. Nella seconda metà ( 3) Iscrizione identica a quell:i della
<ld secolo x il monastero porta ancora nota 29, salvo che, nell'intitolazione,
la Juplice intitolazione di S. Andrea e Severo AlessJnJro è sost ituito a Com
S. Gregorio ( Reg. Sublacmu, p. 125 modo.
n. 81 e p. 116 n. 73 ), poi quest'ul- (4) ~cl monumento sepolcrale del
tima prevalse (cf. G1usAR, li 1no1111slero celebre :rnrig:i circense Publio Elio Gutta
primitivo di S. Gregor;,, Ma~noal Ctlio in Calpurn iano dei tempi di Adriano o J i
Cit·iltà C1111. LIII, 1902, VI p. 711 sgg.; Antonino Pio. A questo monumento
MAR ucc111, Bt1siliq11es &c. p. 212 sgg. ; sembrano esser appartenute le lastre
HuELSEN, Lrrbirse, loc.cit.; V. MOSCHINI, mJ rmoree con rilievi di quadrighe in
S. Gregoiio al Celio, Roma, s. d. ). Le cors.i, rinvenute tra il materiale di co-
grandiose mur.i in rovina non lungi struzione, quando nel 1877 fu distrutta
dalla chiesa, che sembrano designare la torre destr.-1 della porta Flaminia (cf.
lo spazio di un'ampia s:ila, p:ire siano V1scoNTI e VESPIGNANI, Delle scoptrle
i resti della biblioteca di Gregorio. avve1111/t ptr la dtmoli:{_io11t dtllt torri
Un disegno dt questi avanzi t rovasi della porla Flaminia, pp. 200-1 ; GA rr1,
in J. H. PARKER, A catalogue of JJOO No1ti:{.it di rtetnli lrtn•anrenti di 011/icllittl
historical Pl1otographs of A11tiq11ilies in Roma e nel suburbio in Bull. Ccm.
i11 Ro111e a11d /111ly, 1879 e in LAN- XXX IX, 191 1, pp. 187-9l).
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA

I N ADRIANIO.

[/bid. VI, 1111. 992, 991, 985, 986, 987-90, 993-95J.

IN VIA P1NCIA IN SEPULC HRO PROTI MARTYRIS.

[IHM, Damasi epigr. n. 49J.

5 IN SEPULCHRO Y ACJNTHI.
[DE Rossi, Inscr. christ. II, p. 30 n. 7J].

IN VIA PINCIA.

Pamphilus, Basilissa, Protus, Yadnthus, Hermes (•). Ubi Do-


minus caecum inluminavit; arcus, murus <». Inter Aurelia et Por-
' o tuensis sanctus Processus et Martinianus et Panchratius, Abdo et
Sennes.
IN VIA APP[IA] (3)_

Soter, Xistus, Urbanus, Marcellianus et Marcus, Ianuarius, et


aeclesia uhi decollatus est Xysrus, Sebastianus.

l 5 IN SEPULCHRO NERE! ET ACHILLEl IN VIA APPIA (4).

[!HM, pamasi epigr. n. 8].

A PORTA SANCTI Pt::TRI USQUE AD SANCTUM PAULUM <s>.

17. IN PORTA cod.

(1) Questi martiri erano sepolti sulla PROCOPIO, De bello Gol/i. I, l3, 3->).
via Pinciana, che imm etteva nella Sa· (3) E Ardeatina.
)a ri a Vecchia. (4) Il sepolc ro di Nereo e Achilleo
(l) Forse una pittura, iscrizione od era sulla via Ardeatfoa.
edicola a ricordo della restitu?.ione della (5) È qui indi cata, come si è g ià
vista ad un cieco. Si potrebbe pen- detto, la strada da percorrere per la
sare al miracolo operato da Dio, per visita alle tombe deg li ApostoH. Tor-
mezzo di sant' Alessandro, sulla nutri ce nrndo dalla basilica Va ti cana, si entra
del figlio di sant'Ermete (Acta Ss. maii in città per la porta di S. Pietro. si
I, p. 377); ma la leggenda non presenta va verso Cam po dci Fiori, poi, g irando
alcuna relazione coi riferimenti topo · sotto il Campidogl io, si passa per S. An-
g rafici del nostro testo. L'arco ci è sco- gelo in Pescheria e il teatro di Marcello,
nosciuto; quanto :il muro, potrebbe al· si prosegue lungo la riva sinistra dcl
ludersi al cosi detto «muro rotto», del Tevere e si arriva alla port.1 Ostiense
quale si raccontavano cose mirabili (cf. e a S. Pao lo. D,dla via Ostiense, per

Cod. Topogr., Il.


170 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

IN s. Sancti Laurentii <•> et theatrum Pompeii,


et per porticum usque ad Sanctum Angelum <» et templum
Iovis <i>. IN o. Tbeatrum <•>.

la strada dellt: Sette Chiese, si va ali' Ar- << Damasi vocatur ». In origine era
deatina e ali' Appia, fino al cimitero di orientata con l:i. fronte sulla via del
S. Seb:istiano. Si rientra quindi per la Pdlegrino. Allorchè nel secolo xv
porta Appia, e per la via che conduce il cardinale Riario fece costruire il
alle terme di Caracalla e al circo Mas- pal:i.zzo, detto poi della Cancelleria,
simo si arr iva a S. Anastasia. essa fu distrutta, rit:dificata con un
( 1) La chiesa di S. Lorenzo «in Da- orientamento diverso, e incorporala nel
« maso» costruita dal papa Damaso, che palazzo stess~. Cf. MARUCCHI, Basiliques
anche il liber Po11tijicalis ll, p. 212) &c. pp. 419-22; KIRSCH, Die rom.
indica « iuxta theatrum »;e che fu chia- Titelkircbtn, pp. 84-7;' HuELSEN, le
mata pure «in Prasino » dalla scuderia chiese, P· 284; LAVAGNINO, Il palano
di una delle fazioni del circo, la pra- drlla Ca1icelleria t la cbiesa di S. lo-
si11a, esistente li presso. Altra prova rm;zo ili Damaso, Roma, s. d.
sul fondatore di questa chiesa forni- (2) La chiesa di S. Angelo i11 foro
scono due iscrizioni damasiane: l'una Pisciu111 (in Pescheria), costruita, come
collocata probabilmente nell'abside, e attesta un'iscrizione (in GRISAR, A11a-
che ricordava la dedica del tempio a ltcla Rom. I, pp. 173-s e tav. II! n. S)
Cristo, grazie all'ausilio di san Lorenzo da Teodoto, zio di Adriano I, nel 7 S5
(Epigr. n. 55) ; l'altra, anch'essa scom- o 770. Il MuNoz (U11 angolo di Roma
parsa, posta « in introitu ecclesiae » medioevale in L'Urbe, aprile 1942, p. 6
(ibid. n. s7). Dalla dicitura di questo sgg.) ne vorrebbe riportare la prima
secondo epigramma, in cui si accenna origine ai seéoli v-v1, basandosi sulla
alla costruzione di edifici per gli ar- , tecnica muraria dell'arco che trovasi in
chivi, non è chiaro se Damaso ingran- asse con la porta principale della chiesa
disse un precedente locale già desti· e che Joveue essere eretto in funzione
nato a questo scopo, o ne edificasse uno di essa. Da principio fu dedicata al-
del 1utto nuovo, presso la casa del padre i' apostolo Paolo (cf. iscriz. cit.). Il
eretta a titolo. L'archivio era quello del cardinale Andrea Peretti la rinnovò
titolo, perchè l'archivio principale 1.lclla internamente nel 1611; un successivo
Chiesa doveva presumibilmente essere restauro si ebbe nel 1741 per opera
stato già collocato nel palazzo Latera- del cardinale Girolamo Colonna ; e un
nense (cf. MILRAU-LEYH. op. cit. III, restauro generale tra il 1869-70. Cf.
pp. 52-3). Il nuovo titolo fu chiamato, MARUCCHt, Basiliq11es &c. pp. 422- 5;
dal fondatore, « titulus Damasi » (Acta HUELSEN, Le chiese, p. 196; G. BoGGI
Synhodorum, p. 411 n. 1S), poi « titufus Bos1, la diaconia di S. A11gelo in Pe-
«Sancti D:i.masi» (GREGORIO I, Regislr. scheria, Roma, 1929; KRAUTHEIMER,
episl. t. I, p. 367). Quando in se- Corp11s basil. I, p. 66 sgg.
guito il nome di san Lorenzo venne (3) Nell'interno del portico di Ot-
dato alla chiesa, fu aggiunto «in Da- tavia, dove era stata costruita l:i chiesa
« maso», per distinguerla dalle altre di S. Angelo, sorgeva in :i.ntico il tempio
chiese dedicate allo stesso santo. GRE· di Giove Statore, e il nome doveva
GORIO MAGNO nei Dialogi (IV, 32) essere stato esteso agli avanzi che dentro
la inJica : « aecclesia beati Laureoti il portico ancora rimanevano.
« martyris, quae ex nomine conditoris (4) Di Marcello.
DESCRIZIONE DELLE MUR:.A DI ROMA

Iterum per porticum <•> usque :ld Eleph:lntum <».


Inde per scolam Graecorum h>;
ibi in sinistra aeclesia Graecorum <•>;
ibi est aqua subtus montem Aventinum currens <s>.

( 1) Il LANCIANI (L' ititl. col. 5o8) t:tva: «Veram CC\Smedin11. La pri·


fa di questo e dell'altro nominato prima, mitiva chiesa, di piccole proporzioni,
due portici distinti, uno a sinistra ed uno sorgeva entro le rovine della · sia/io 1
a destra; mentre, secondo l'HuELSEN A1111onae ed era sormontata da un
(La pianta, p. 419), è da intendere il monumento in travertino e tufo (il
percorso stradale stesso. tempio di Cerere, Libero e Libera) che
(2) C f. voi. I, p. 120 nota 4. Il simu· minacciava di schiacciarla e che per
Iacro dell' elefonte pare rimanesse a essere demolito, insieme con la chic·
lungo nel medio evo nella sua posizione setta, richiese l'opera di molti lavo·
originaria, e nel secolo iuv,sparito forse ratori per ci rca un anno. La nuova
il marmo o bronzo, se ne couscrvava costruzione risultò d'ogni parte isolat:i,
il ricordo in un:i pittura, sulla fronte essendo stati spaziati via i ruderi
di una casa presso il pontt; di S. Maria esistenti. Nicolò I edificò li presso
(oggi ponte Rotto), che rappresentava un palazzo • ad opus atque utilitatem
un elefante ed un gigante. Dall'ele· pontificum »,rifece la sacrestia, aggiunse
fante prendeva nome ancora nel se· un bel triclinio, un or:ttorio di S. Ni-
colo xn, come provano i Mirabilia (JoR· cola di Bari, e resuurò il portico (Lib.
DAN, 1òpog,.ap'1ie de r Stadi Rom im Po11tif. 11, pp. 154, 161). Un' :altra
A/krlum, Il, p. 641) e un privile~io riedificazione della chiesa viene attri·
dr Anacleto II (W AODING, A1malu Mi· buita a Calli~to II e al suo camerario
11ornm, Ili, 1931, p. 291), una contrada Alfano, di cui si leggono i nomi in
urbana, di cui il MARCHETTI LONCIHI alcune iscrizioni (GIOVENALE, La basi-
(Eùphas /Jerbari"s &c. p. 305 sgg.) ha lica di S. Maria ili Cosmtdin, Roma,
cercato <li <letermi11:1re i confini. 1927, pp. 63-4); m::t pare (ibid. p. 403 )
(3) Deve allude rsi alla C'>rporazione che i lavori fossero iniziati, sul cadere
dd Greci, che erano molto numerosi dd secolo x1, dal cardinal e Giovanni
in quella parte essenzialmente commer- Gaetano, poi papa Gelasio II, e che
ciale della ciui , tAntochi: la vicina ripa venissero continuati dal camerario Al·
del fiume si chi:1111:iva " ripa Gr.ieca » fano, fino a che C'\llisto II po1è pro·
(Ottonis lii diplo11111/a in M. G. H. cedere alla cons:icrazione il s maggio
p. 620 n. 209). del 1123. Dcturpat:t da su~cessivi
(4) S. Maria e/e scbola Graeca o restauri, la chiesa è stata recentemente
ili Cosmedin, che risale prob:ibilmente rimessa prcss' :t poco nello stato in cui
al VI secolo. L'origine biz.1ntina pare era nel secolo xu. Cf. GRISAR, S.te Ma·
rivelata dallo stesso appellativo« in Co- I ie i11 umnedi11 in Rt1111e der art ,,,,;.
"smedin » (xooµl8 tov), che s'incontra tie11, IX, 1898, p. 181 sgg.; MARUCCHI,
anche in chiese Ji Ravenna e di ~a· Basiliqrus &c. pp. 270-8; HUELSEN, Le
poli. Adriano I (Lib. Po11tif. I, p. 507) cliiese, p. p8; G10VRNALE, op. cit.
rinnovò dalk fond:11111:nt:1 la chic:sa, (5) L'acqua Appia (cf. FRONTINO,
che già aveva il titolo cli diaconia, e I, 5 e 22), secondo LANCIANI (L'ilfo.
che appan·c :ii contemporanei vera· col. S12) e HuELSlìl> (La pia11ta, p. 4 19);
mente degn.l dd cognome che por· il rivo, invece, che attraversa\·a la valle
SitLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

Scala usque in montem Aventinum <•>


et balneum Mercurii C».
Inde ad portam Ostensem.
Inde per porticum usque ad aeclesiam Mennae <1> et <le Mennae
usque ad Sanctum Paulum apostolum.
Inde ad Sanctum Felicem et Au<lactum 14> et Emeritam <s>.
Deinde <6> ad Sanctam Petronellam et Nereum et Achilleum.
Inde ad Sanctum Marcum et Marcellianum.
Inde ad Sanctum Soterum <1>.
Inde <8> ad Sanctum Sixtum; ibi et sanctus Fa vian us et Antheros Io

et Miltiades.
3. ostensls cod.

del circo Massimo, secondo A. P1GANIOL in Roma, che aveva per suo pat rono
(Lts origi11es du Fornm 13oariwn in sa n Menna (DE Rossi, lnscr. r/Jrist.
Mélang. d'arch. et tl'/iist. XXIX, 1909, II, p. 4ss; cf. DucHESNE, Le s1111·
pp. 129-30),segu!to da A. VON GERKAN ct11aire d' Aboukir in Bull. de la Soc. arrh.
(Der Lauf der rom. Stadtma11tr vom d' Alexa11drit, III, 1910, u. s. pp. 4-5).
Kapitol :(llm Avmtin in Rom. Mitt. Verso lo stesso tempo GREGORIO MA-
XLVI, 1931, pp. 168-9). GNO pronunciò nella chiesa una delle
( 1) Deve essere la scala Cassii del Cata· sue omelie (Ho111. i11 Eva11g. II, 35 in
logo regionario(cf. voi. I, p. 143 nota 2). MIGNE, P. L. LXXVI, col. 12 59), dalla
(2) Menzionato soltanto qui. Era quale si ricava che essa trova vasi a una
forse in con nessione con l'aqua Mer- certa distanza dalla città: «Quia Jon-
curii, che aveva le sorgenti nelle vici · « gius ab urbe digressi sumus, ne ad
nanze di porta Capena (Ov1DJO, Fasti, « reverteodum nos tardior hora prae-
V, 673) e che correva parallela :i.I circo « pediat » &c. Un restauro vi esegui
Massimo fin presso la chiesa di S. Ana- Leone III (Lib. Po11tif. Il, p. 2). Dopo
stasi:i, dove veni va raccolta in due ba- il secolo Xlii se ne perde ogni tra ccia
cini comunicanti fra loro (cf. L.~NClANI, (cf. DucHESNE, Lib. Po11t1f. Il, p. 34
I Come11/ari di Frnnti110, pp. 221-3); nota io; HU ELSEN, Le cliieu, p. 387).
LUGLI, I monum. ani. Il, pp. 272-3). (4) « Adauctum "·
L'ordine delle voci però lascerebbe pre- ( 5) Emerita (Merita) e D~gna ven-
sumere il « balneum » a sud-ovest del· gono ricordate come deposte in Com-
lAventino. modilla. Alcuni (Ka nder, Bonavenia,
(3) Menna (e più esattamente Me- Wilpert) ne riconoscono la sepoltura
nas) fu un celebre martire egiziano, nel sepolcro a forno, regione dell'are-
di cui le reliqu ie riposavano presso Ales· nario; altri (Marucchi, Bagatti) lo ne-
sandria e il culto si era largamente ga no. Allo st~to delle cose sarà pru-
diffuso in Oriente e in Occidente (cf. dente concludere che il sepolcro ci è
LECLERCQ in Dictio11naire d'arch . c/Jrét. ancora sconosciuto. Cf. BAGATTI, Il
et de li/11rg. XI, 1, 1933, col. 324 sgg.). cimitero di Commodilla, p. 83.
Il primo· ricordo della chies:i si ha in (6) Si passa alla via Ardeatina.
una iscri?.ione del 589, fatta incidere (7) « Sanctam Soterem ».
da una corporazione di Alessandrini (8) Si entra nell' Appia.
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA 173

Inde ad Sanctum Cornelium.


Inde ad Sanctum Sebastianum.
lode revei:tendo per viam Appiam ad ecclesiam ubi sanctus
Syxtus cum suis diaconibus decollatus est.
5 Inde ad portam Appiam;
ibi forma !opia <•>, quae venit de Marsia et currit usque ad ripam.
Inde ad cocleam fractam <».
Inde ad arcum Recordationis <».
IN s. Thermae Antoninianae. IN o. Xystus ( 4),
6. lbl] Precede un mìnu1rolo 1ehino, raffig urante la porla. 9-1 di pa81na se·
f!V"'lt. Xytt u's IN s. 1etnbra 111 ra111 ra .

(1) L'acquedotto derivato da lla Mar· vero e di Commodo, che devono essere
eia ·e che attraversava lAppia sul· state dentro le mura Au reliane, in vici-
l'arco detto impropri amente di Druso, nanza immediata dell:i pona.
presso la poru, ali' interno. La deno· ( 3) Probabilmente l'arco di Dr uso
mioazione di e Iovia • venne da qual- (cf. voi. I, p. 91 nota 4, e HUELSEN, La
che resta uro eseguito da Diocleziano. pianta, p. 416):
La e forrua lovia •, corrispondeva a Ila (4) Chies:i ricordata nei Dialogi di
«forma Antonini:ma », la qu:1le però, SAN GREGORIO (IV, cap. 17) e nelle
come è noto, andava alle terme di sottoscrizioni al concilio Romano del
Caracalla, anzichè « usque :id ripam >>. 59 5 (GREGORI O I, Registr. tpist. t . I,
La discordanza si è voluta d:1 taluno p. 367); e secondo il K1RSCH (Dit rom.
spiegare con una reale differenz.i di Titflkirc/Jen, p. 12), che l'identifica col
meta delle due « forma e» (LUGLI, I mo· «titulus Crescentianae•, :inche in quelle
num. aut. II, p. 357); da altri con la dd concilio del 499· La restaurò A·
supposizione che le parole « et currit driano I ( Lib. Po11tif. 1, p. 5o8>, In-
• usque ad ripam • siano fuori di po- nocenzo III (ibid. 11, p. 452), Sisto IV,
sto e vadano riferite ali' acqua Appia, e le diede l'aspetto moJuno il cardin:ile
di cui si p:trla sopra, a p. 71 r. 4 ( AsHRV, Filippo Boncomp;igni nd secolo xv11.
171t AqULducts of Ancimt Romt, p. 50). Gli scavi hanno dimostmtoche l'attuJle
A noi sembra più verosimile pensare chiesa deve essere st:lla costruita ndla
che la «forma lovia» andasse in re:ihà navata mediana dell'antica, la cui str ut-
alle terme di C1rncalla, ma poi si tura mur:irb presenta le caratteristiche
scaricasse nel Tevere, oppure che, ca- degli eJifici dd v secolo e il cui pa-
dute le terme in disu~o. il corso del- vimento gi:ice qualche metro più in
l'acqua che le alimentava, fosse deviato b:i.sso dell' odierno. Cf. ARMELLINI, Le
verso la riva dd fiume. cbitu, pp. 633-5 , 1451 - 2; MARUCClll,
( 2) Secondo il LANCIANI ( L' iti11. Basiliquu &c. pp. 168·9; HuELSEN, Le
col. S1 5) si tratterebbe for, e di un chiest , pp. 4 70-1 ; K1RSC ll, A11~eigrr f1ir
mausoleo di bizzarra architettur.1 sulla christlicbe Arcluiologie in Rorn. Quartal·
destra dcli' Appia iotramurane:i; se- schr. XLIII, 1936, pp. 296-7; A. Zuccm,
condo l'HUELSEN (La pianta, p. 416) Roma Do111e11ica11a, Firenze, 1938, I,
si potrebbe invece pensare alle rovine di p. 323 sgg.; BIANCHI in Osm valore
un grande nicchione delle ter me di Se- Rornano, gennaio 2, 3, 11, 12, 1939.
174 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

11-1 s. Nereus et Achilleus <•>.


Inde per porti.::um usque ad formam <1'.
Inde ad VIC das (1 >; ibi Sancta Lucia (4) et Septizonium.

(1) Davant i .1 S. Sisto stava, ed esi- zato, da I.eone III ( Lib. Po11lij. Il,
ste tuttora, la chiesa dei Ss. Nereo ed p. H ; cf. Resoconto adu,,. Soc. conftr.
Achilleo, pur essa antichissima, poichè arrluol. crisi. io N. Bull. arch. crisi. X1,
si tr0\'3 già menlionata come u titulus pp. 274-5; KRAUTHEI M ER-FRA~KL,
u Fasciolae • nell'epitafio dcl lettore Rtce11I discoverirs ifl Churches in Rome,
« Cinnamius Opas » del 377 (StLVAGNI, pp. 392- 4); in seguito andò i~ abban·
lnscr. cllfist. n. 48 1S) e come ude dono, e fu di nuovo restaurata d:i Si·
u Fasciola» in altre due iscrizioni, di sto 1V, e un secolo più tardi dal Baronio.
cui la sccond:a è de llo stesso secolo o Cf. MARUCC HI, Basiliq11es &c. pp. 163- 8;
dcl principio dc l seguente (B11/l. arrh. K IRSCH, Die ròm. Tiltlkircl1e11, pp. 90- 4;
crisi. I875, pp. 50- 4; 1879, p. 92), rin- ll uELSEN, Le cl1itse !oc. cit.
venute nella basilica dd Ss. !\ereo ed (2) Il portico potrebbe essere, se·
Achilleo sulla via Adeatina, e che pro- condo il LANClANJ (L'ititz. col. p5),
v:ino l:i relnione esistita tra il nostro fino ad un d:ito punto, quello fronteg·
titolo e la basilica cimiteriale. L'uso gi.rnte le terme Antonioiane.
del «de» st:i evidentemente ad indi· (J) « Septcm viae » si ritiene da
care che non si tr:illa del nome della taluni corru zione di « Septizonium »,
fond.micc, m.1 di designazione localt:. e propriamente una traduzione errata
La tradizione che vuol ricollegare il della forma popolare « Sept(iz)odium »
nome all:i fasc iola perduta d:i san =È7tTÒ'. 68o( (cf. HUELSEN, Topogr. I, 111,
Pietro sulla via Nov11, men tre, evaso p. 100 nota 134 ; PLATNER - ASHBY,
d:i l carcere, fuggiv<1, deriva da un mo- op. cit. p. 475) ; ma poichè il Setti·
ti vo della leggend.i popolare cristiana, zonio è ricordato subito dopo, ere·
3Ccolta d!!ll'autore della Passio dei diamo più verosimile l'opinione di
sant i Prncesso e ~fartiniano (Acta coloro che vogliono riconoscervi un
Ss. iul. I, p. 270). Il padre del pap.1 nodo di sette vie presso il Scttizonio,
Felice Ili (483-92) era "presbiter de corrispondenti probabilmente alle sette
« t itulo Fasciolae » ( Lib. Po11tif. I, "ie attuJli che conducono all'arco di
p. 252) e il titolo figura più tardi Costa111ino, al Laterano (clivus Scaun),
nelle sottoscrizioni al concilio del 499 alla porta di S. Sebastiano (via Appia),
(Ac/11 S)'11/Jotloru111. pp. 413-4 nn. 40, a S. Balbina, alla porta S. Paulo, al
41, 53). Invece nel concilio del 595 Vclabro (lungo il circo Massimo) e
app:ire il « titulu~ Sanctorum Nerei et alla chie~:1 di S. Bonaventura (cf.
«Achillei» (GllECORIO I, Reffis/,-, episl. Duc11ESNE, Lib. Po11tif. Il, p. 40
t. I, p. )67), che deve esser venuto nota 49).
fuori nel secolo v1, con la sostitu- (4) Questa di.iconia è ricord ata nel
zione, al titolo originario, del nome dei Liber Pontificalis (Il, pp. 11, 2 1, 79)
Jue 5anti a cui era deJic:ita la basilica con l'appdlati,·o «in \'Il vias•, e nel
cimiteriale, con la quale il santuario secolo Xli è detta « S. Lucia Palatii in
intramurJneo tro\'av:isi, come si è detto, « cyrco iuxta Septa Solis » (KEHR, /tal.
in rdazione. }:cl secolo IX la chies;i Po111if. I, p. 4 ; H. W. KLEWITZ, Die E11·
fu ricostrui t:i, in vicinanza dell'antica slrl1u11g tltS K11,.Ji,,alko/Jegi11ms in Zeil·
e ad un livello semibilmente rial· sclmft der Savig11y-Stiftu11g, Kan. Abteil.
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA 1 75

IN s. Circus Maximus. IN DEX. Palatinus.


Et sic per porticum maximum <•> usque ad Anastasiam, et
inde semper.

I N VIA OsTENSI.

5 (DE Rossi, lnscr. christ. II, pp. 31-32, n. 75].

I N SEPULCHRO SANCTI f ELICIS.


[IHM,Damasi epigr. n. 7J.

I N BASIL ICA SANCTI SEBASTIANI.

[/bid. n. 261.

XXV, 1 9~6, p. 120). Doveva sorgere ladistru~io11e dei suoi avan~i sotto Sisto V
fra il caput Circi (parte curva del circo in Bull. Com . XVI, 1888, pp. 297-8;
Massimo) c il Settizonio. Già innanzi BARTOLI, I documenti per la storia del
la fine del secolo xvi era caduta in Setli'{onio Severia110 e i diseg11i inediti di
rovini\ ; ma i suoi ruderi crede lo StE· Martm v1111 Heemskerik in Boli. d' A rie
VENSON, che durassero in piedi ancora del Ministero della P. Istrn~ione, 1909,
per qualche tempo, e ne sa rebbe docu- p. 253 sgg.; lo. La diaco11ia di Sa11ta
mento l'epigrafe in versi leonini di un Lucia ili Setti~ottio in Arch. Soc. Rom. di
vetusto affresco della Vergine col bam- stor. patr. L, 1927, p. 59 sgg.; H uELSEN,
bino, ricordata assieme alle rovine di Lt chitsf., p. 305).
una chiesa nella silloge epigrafica del (1) Fra il circo Massimo e il Pal:i-
Bos10-SEVERANO: « Prope Septisolium tino non v' era strada a cielo aperto,
«in ruinis cuiusd:1m templi, in vinca: ma serviva d:i strada l'ambulacro este-
« Maximus ecce Pate r gremio q11e111 fert ri ore terreno del ci reo ( cf. LANCIANI
«pia Mater» (// Settiz.onio Severiano e L'iti11. coli. 515-6).
176 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

ITINERAR I O

A PORTA SANCTI Pt::TR! USQUE AD SANCTAM L UCIAM IN 0RTHEA ( i).

IN s. Circus Flamineus <». IN o. Sancti Laurentii in Damaso.


Rotunda. Theatrum Pompei. Cypres-
[s)us <i>. 5
Thermae Commodianae <•>. Sancti Laurentii <s>. Capitolium.

2. I titoli e le indicn1io11i l1< s., IH o. 10110 di re11ola i11 inchio1tro rouo. 3. 111 u. -
IN s. cod., inverten.fo le due indica1io11i. 4- 5. Cypresus cod.

( 1) Dal ponte Elio si segue lo stesso (2) Erroneamente confuso con lo


percorso dell'itinerario precedente fino stadio di Domiziano.
al gruppo pompeiano, poi si prosegue (3) Si è pensato a un edificio o luogo,
per via delle Botteghe Oscure, la chiesa di qualche interesse per il visitatore,
di S. M:trco, il foro Traiano, si tocca che d:ill' albero prendt!SSC il nome
il foro Romano, si gira verso la Su- (LANCIANI, L'.iti11. col!. 450-1). l\oi
burra, si devia io direzione del vic11s non escluderemmo anche un' albe-
Lo11g11s per ritornar qui ndi alla Suburra, rata di cipressi (" cupressus" : " cu-
e si arriva a S. Luci:i in Orphta pressi •; cf. PETRONIO, Salirne, 131, 2;
sull'Esquilino. Sembra strano che il CLAUDIA NO, De 'apt11 Proserp. III,
termine di questo ir ioerario sia se· 370).
gnato dall.i chiesuola di S. Lucia. (4) Le terme di Agrippa, forse am-
Il LANCIANI (L'itin. col. 455) cn:de pliate o restaurate da Commodo (cf.
piuttosto che il termine si debba ricer· LANCIANI, L'itiu. col. 4 p ).
care nella voce «in Orphea •, nome ( S) S. Lorenzo i11 Pallacillis, mo-
proprio di regione; vale a dire che il nastero che prendeva il nome d.11 di-
pellegrino sia condotto sino all'arco di stretto Pallaci11ae in cui era situJto.
Gallieno, o porta Prenestina serviana, Si ha ricordo in CrcE.RONE (Ora/io pro
caposaldo di primo ordine anche in Stx. Roscio Amui110, 18) Jellc « balneae
pieno medioevo. - La chiesa di S. Lu· «Pallacinae» e di <<un vicus Pa.ll.1einae»
eia rimonta a Onorio I ( Lib. Po11/1f. (ibid. 1 32), che pare congiungesse
I, p. 324), ed è ricordata pure nelle vite l'estremit:\ settentrion.de del circo Fla·
di Leone III, Gregorio IV, Leone IV minio col principio dell.1 via Lata (cf.
con l'appellativo i11 Orphta ( Lib. Po11tif H i;ELSEN, Topogr. I, 111, pp. S55- 6).
II, pp. 1 1 1 21, 2R, 77, 110), n:miniscenza Il monastero è menzionato pi{1 volte 11el
ddl'antico lacus Orphci. In seguito fu Lihtr Po11tifiralis (I, p. 507; II, pp. 22,82,
detta in Siliu, d:ii seki dell.i stra.la 14 5 dove il nome di I orenzo si trova
ad essa adiacente, e i11 cap11t Suburat. congiunto con quello di Silvestro, 1 53-
cr. ARMELL!NI, Lt cbie.<e, PP· 27J-4; 154) e in una bolla di Agapito 11 dcl 9 55
KEHR, !tal. Ponti/. I, p. 5; HUELSEN, (FEDERICI in A rch . Soc. Rom. di slor. patr.
Le chitse, p. 3o6. XXII, 1899, p. 274). Il GRIMALOI (in
bESCRIZIONE DEtLE MURA Dt ROMA

Forum Traiani et columna eius. Sancti Sergii <•>, ubi Umbilicum


Rornae.
Tiberis <•>. ARCUS SEVERI.
Sancti Hadriani <J>. Cavallus Constantini <1>.
5 Sancti Cyriaci (•>. FoRUM RoMANUM.
Sancta Agatha; ibi imagines
Pauli et sanctae Mariae <s>. Sue URA.

MA RTINELLI, Roma ex elh11ica sa&ra posto per tutto il medio evo accanto
exposita, Romae, 16SJ, p. 36>) dice che alla chiesa di S. Marti na. Cf. sulla
la chiesa di questo nome si t rovava in statua L. ou ]AROIN, Del simulacro tibt·
faccia al palazzo Mattei e che fu di- ri110 di Marf orio e delle sta trte a.ffi11i
strutta allorchè venne fa bbricato, nel in Mem. Pontif. Accad. Rom. A rcheol.
secolo xvi, il monastero di S. Caterina III, 1932, p. 35 sgg., il quale crede
dci Fuaari. L' HuELSl!N (Le chiere, che si tratti di un simulacro del T e-
pp. 29 1-2) respinge la congett ura dcl vere, collocato in antico nel Comizio.
Marchetti Longhi, che la identifica con (3) Cf. voi. I, p. 17J nota 3.
gli avanzi trovati nel 1911 sotto il cortile (4) La chiesa dei Ss. Qui rico e Giu-
del palazzetto di Venezia, e crède che litta, di cui si trova qui la prima men-
fosse situata so pra la ro vina del circo zione, e che si fo da taluni risalire ai
Flaminio, sotto l'attuale palazzo Petroni. tempi di papa Vigilio ( 538-55). Poi-
( 1) Diaconia che sorgeva nel luogo chè il Libe1· Po11ti/icalis non ne parla
dei Rostri del periodo imperiale, presso mai, si pensa che in un primo tempo
l'arco di Settimio Severo, a pie' dcl potesse a\·ere un'altra dedicazione. No-
tempio della Concordia, e chiamata tevoli restauri vi eseguirono Sisto I V
anche dei Ss. Sergio e Bacco. Di- e nel 1 584 il cardinale Alessand ro de'
strutta anteriormente all'assunzione al Medici, poi papa col nome di Leone Xl.
pontifica to di Ad riano I , fu da questo Nei tem pi successivi se ne cambiò total ·
papa ricostruita in for ma più ampia mente il carattere e anche l'orienta-
e con maggior decoro (lib. Po11tif. I, mento. Esiste tuttora in via di Tor
p. S12). Alla fine del secolo Xli il de' Conti. Cf. A. RAVA, Santi Quirico
cardinale Lotario dei conti di Segni, a e Giuliltn in 81111. Com. LXI, 1933,
sue spese, ne rinno,·ò le p:ireti, il tetto, p. 217 sgg.; L. MoNTALTO, llldagini t
l'altare, il presbiterio: divenuto pap.1, ipotni sulla china dei Ss. Quirico e
vi fece costrui re din:inzi un portico :i Gi11/it111 in Bolletti110 dtl R. Istituto di
colonne. Nel secolo xv la chiesa fu archeologia e storia dell'arte, VI, 19 36,
restaurata ancora da Sisto IV. Essendo p 127 sgg.; G1ovANNONI, La chiesa dei
ridotta in cattive condizioni, Pio IV la Sa 111i Quirico t Giulittn i11 Roma estr.
fece abbattere del tutto, pare nel 1562. d:igli .411i del Il Conveg110 Nar... di
Cf. Al<MELLINI, Le cbiese, pp. 659-61, storia dell'architel/ura (Assisi, 1937).
1445 - 6; KEHR, !tal. Po11tif. I, p. 102; (5) Di queste immagini di Paolo e di
1-luELSEN, Le chieu, pp. 46 1-2. santa Ma ria, non si ha altrove notizia.
(2) L'Hu1·LSEN ( Ln pia11ta, p. 408) Nel mosaico dell'abside di S. Agata
ritiene giustamente, col Fea, il Bunsen, dei Goti, distrutto nel 1859, era rappre-
il Becker e altri, c}ie si debba inten· sentato il Salvatore con i dodici apo·
dere il celebre simulacro di Marforio, stoli. L'HuELSliN (l.a pia11ta, p. 394)

Cod. Torogr., Il. 12


178 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

Thermae Constantini. Pudentiana in \' ÌCO P:itricii <•>.

proporrebbe di correggere u imagines • titulus Sancti Pudentis ». In una


u sanctae Paulinae et sanctae Mariae », iscrizione pe rò, ritrovata nell:i cripta
poichè le reliquie di queste due sante sepolcrale di sant'lppolito sulb via Ti -
si conservavano (non è però certo se fin burtin:i, si affacci:1 la denomin:izione
dal tempo dell'anonimo Einsidlense) « titul i Pudenti:mae », dove la e< cc-
nc.!lb chiesa di s. AgJta. Il CECCHELLI « clesia Pudenti.tna 11, cioè del fon -
( S. Agala dti Goti, pp. 66-7 1), dando datore Pudente, è di venut.1 titolo di
ali' u ibi » un senso lato, come a qui Pudentiana (OamL , op. cit. n. 11.p);
«presso"• e mancando l'attributo santo e nella vita di Adriano I (Lib. Po11tif.
davanti a Paolo, pens1, riferendosi alla I, p. 508), a proposito dei restauri da
probabile esistenza di un bagno co- questo eseguiti, si legge: cc titu lu m Pu-
struito da un Paolo (forse il pontefice « dentis, id est ecclesia Sanctae Pudcn-
Paolo !), che in tale edificio si doves- " tianae, in ruinis pracvcntam noviter
sero vedere rappre~entnti l:t \'ergine e cc rcstauravit ». Nel v:i no in cui è
il costruttore dedicante. stata stabilita la chiesa si è ricono-
( 1) La leggenda la fa ri~ali re ai tempi sciut.1 un:i sala termale del 11 secolo, il
di Pio I (cf. Ltb. Po11tif. I, p. 1 p e p. 133 che confermerebbe la pre~enza. in quel
nota 8), ma il più antico documento si luogo, delle temJe di ~ov:1to ricord at e
curo è l'epigrafe di un Leopardo " lector negli Atti (Acta Ss. maii IV, p. 299;
ude Pudentiana » del 384 (SJL\'AGNI. cf. PLATNER-ASHl.IY, op. cit. p. 532).
Iimr. cbrìst. n. 3200). Fu costruita La chiesa fu rinnovata dalle fonda -
sotto il papa Siricio {DIEllL, lnsir. lai. ment:i sotto Gregorio \ 'Il (FORCELLA,
cbrisl. ve/. n. 1772) e gli abbellimenti lscr. Xl, p. 137 n. 26 2), e restaurata
interni vennero termin:lti sotto Inno- al tempo di Innocenzo lii (iscrizione
cenzo I, al tem po dci quali papi risale io PFIRIGNA NI, op. sotto cit. p. 12), per-
il magnifico mos:iico dell':ibside, in cui dendo quasi del tutto il suo aspetto
il S:ilvatore in trono sorregge un libro originario. v n 'ulto!riore e dcfinit iv:i
:i peno con la scritta « Dominus conser- trasforma ?.ione subi per opcrn del car·
u va tor ecclesiae Pude ntianae ». Proba· dinalc En rico C:ietani, durante il pon-
bilmente nelle due ligure muliebri che tific:ito di Sisto V (FoRC!oLLA , voi. cit.
sono tra gli apostoli devono ricono- p. 138 n. 264 ). Cf. .\ R~I~LI INI, Le
!tcersi, anzich~ Pudcn1iana e Prassede rbìtSt, pp. 240-), 1420·2; ~hRt.:CCHI,
(DF. Rossi, ,\f11miC1), I' c• Ecclesia cx Bas11iq1us &c. p. 36 ~ sgg.; K1Rsc11, Dir
« ci rcumcisione » e quella cc ex genti· riim. Tìtelkirrbm, p. 61 S!(g.; lfuELSEN,
cc bus » ( cf. T O ESCA, op. cit. pp. r 69-io; Le rliim, pp. 424-5; W. KòHUR,
G. MATTH111E,li11111Sairo rn111a110 di Sa11/a Das Apsis111osaik i·on Sta. P11dm;;Ja11a i11
P11dt11zJana in 81111. cl' :Irte, 19 37-8, Rom als Sti/dokummt in Forsclnmgm
p. p 8). In una cpignfo d'un presbitero \111' Ki1Clit11gtschirlile 11111/ ~11 r c/11islli-
del 489 (D1EH1, op. cit. n 1142 nota), clim K1111sl, 1931, p. 167 s~g; .\. PETRI·
nelle sottoscrizioni .il concilio del .J99 G~ASI, La 1'11silica ,/i S. P111lmzia11a
(Acta S_111/;0Jo111m, p. 411 nn. 1 1, 12), i11 Ro1111 suo11do gli sra1•1 recmtmu11tt
in un':iltra epigr.11t: d'un lettore del ue1:11ili, Roma, 193 4 ; Ft.RRUA, La
518 (D1rnL, op. cit. n. 1272) figura cbina di S. P11dnq,i1111a in Cit~·11ù
come « titulus Pud..:nti~ •>, e nelle sot- C111t. LXXX\'11, 1936 1 I\', p. 494 sgg.
toscri1ioni .il concilio dd 595 (GREGO- Sl1I cc vicus PJtriciu) » v. voi. 1, p. 61
RIO I, Rtgistr. ep1sl. t. I, p. 367) come 1101:1 7.
DESOUZIONE DELLE MURA DI ROMA 17 9

Sancti Vitalis in vico Longo, Lauremii in Formonso, ubi ille


ubi cavallliJ opt[imiJ <•>. assatus est <>J.
( 1) Chiesa fondata al tempo di In· n. 1249). Nella vita di Leone llI (Lib.
nocenzo I, in seguito ad un lascito di Po11lif. II, pp. 2 e ~ 2) ricorre « Sancti
una illustre donna Vestina, e dedicata « Vitalis »,che fi n da quel tempo aveva
ai martiri milanesi Gervasio e Protasio già prevalso sulle altre denominazioni.
(lib. Po11tif. I, p. 220). La scelta del La chiesa fu in gran parte ricostruita
luogo, oltrecbè dalla posizione della da questo papa (Lib. Po11tif. II, p. 2).
proprietà che Vestina aveva legato alla Nel 1475 Sisto IV la ridusse a una sol.1
Chiesa Romana: pare fosse dovuta anche navata, ed altri restauri vi furono ese·
a1 fatto che nella zona relativamente guiti sotto Clemente Vlll nel 159 5.
estesa, e ricca e popolosa, tra S. Mar- Dei tempi di Innocenzo I, oggi non
cello, S. Pudenziana, S. Susanna, S. Pie· ri mangono più che labside, la facciata e
tro in Vincoli, non esistev<tno chiese la prima travata dt:ll:i nave centra le. cr.
titolari. Il culto dei due martiri Ger- ARMELLINI, Le c/Jiese. pp. 235-7, 1472;
vasio e Protasio si era, da Milano, MARUCClll, Ba;i/iques &c. pp. 378-9;
diffuso nell'Occidente ; e fo rse il presbi· KrnscH, Die ròm. Titelkirchw, pp. 68-
tero Leopardo, che ebbe parte nella 70; HuELSEN, Le c/Jiese, pp. 488-9; R.
fondazione del titolo, aveva portato in VIELLIARD-, Sahlt-Vilal. Le dernier e11
Roma di ritorno da Milano, dov'era date des litres romai11s in Riv. are/i. crisi.
andato latore di una l.:ttera di pap:i. Si · XII, p. 103 sgg.; L. HuETIER e V. GoL-
rido contro l'eresia Giovini.ma tMANSI, zto, Sa11 Vitalt, Roma, s. d.; JuNVENT,
Co11cil. Ili, col. 664), alcune reliquie, che Le recenti scopute nella c/Jiesa li10/11 re
passarono in possesso di Vestina e fu· di S. Vitale in Riv. arch. crisi. X VI,
rono poi deposte nella basilica. Il ti- p. 129 sgg. - li « vicus Longus » ern
tolo venne per lungo tempo denomi· un a strada tra il Quirinale e il Viminale,
nato d:tlla ricca e generosa donatrice che presso le terme di Diocleziano si
« titulus Vestinae »;e cosi figura nelle congiungeva, per mezzo di un altro
sottoscrizioni al concilio del 499 ( .4cla tronco st radale, all'Alta Semita. Lori-
Sy11/iodorum, pp. 411-2 on. 2, 10, 2 5). cord..ino L1v10 (X, 23, 6), FESTO (De
In quelle invece del 595 (GREGORIO I, 'llerb. sig11if. p. 270), VALERIO MASSIMO
Registr. epist. ,, t. I, p. 367) si presenta (Facl. ti dici. mem. Il, 5, 6), PLUTARCO
il " titulus Sane ti Vitalis », secondo la (De fori. Ro111. 10),due iscri zioni (C. l.L.
leggenda padre dei due martiri, dd VI, nn. 97 36, 10023) e il Liber Po11tifi-
quale s'era diffusa la venerazione per calis (I, p. 221). Cf. HUELSEN,Zur Topo-
la fama della chiesa di Ravenn;\; e il grnphie des Q11iri11als in Rlufo. Mweum ,
nome di san Vitale s'incontra and1e XLIX , 1894, pp. 382-4. - Con l'espres-
nella dwimlialio pro septiformi /eta· sione «cavalli opti mi » ~ono indicate le
11ia di GREGORIO MAGl'<O (ibid. t. Il, due colossali stJtue d.:i Dioscuri insieme
p. 367). Però in una lettera ddlo ai loro cavalli, og~i sulla piazza del Qui·
stesso GREGORIO (ibid. t. 11, p. 27 5) rinale, e in origine forse collocate ncllt!
del 5 ottobre 600 ritorn a la denomina- vicine terme di Cosuntino. Cf. A. Ml·
zione «Sanctorum Protasi et Gcrvasi », CHAEl.IS, M o11/t Cat·allo in R(·im. Mili.
quantunque non fosse caduta d'uso XIJI, 1898, p. 248 sgg.; E. Pt'fcRsEN,
l'antica « Vestinae >>, come è provato Dù Dioskiiren 1111/ ,\fo11lt Cat•allo und
dal!' iscrizione sepolcrale dell' acolito jutimw, ibid. X\', 1900, p. 309 sgg.
Abundanzio, non anteriore al VI se· (2) La prima notizi~ di qu esti chiesa
colo (DIEHL, l11scr. lai. chrisl. ve/. i.: nella vit..t di Adriano l (lib. Po11tif.
180 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

Sanctae Eufemiae in vico Patri- lterum per Suburam. Thcrmae


cii<•>. Traiani. Ad Vincula< 2 >.

2. A PORTA SANCTI PETRI USQUE AD PORTAM SALARIAM (l).

PER AR CUM(4).
IN SINISTRA. Sancti Apollinaris<s>. h: o. Circus Flamineus <6>; ibi 5
Sancta Agnes <1>.

I, p. 507), dove si dice che il papa «geli, qui ponitur iuxt:t titulum Pu-
restaurò la chiesa di S. Lorenzo« quae « dcmis » (cf. p. 130 nota 1 ). Il
« appellatur ad Formonsum »; e due sito preciso risulta dalla pianta del
altri ricordi sono nella vita di Leone lii BUFALINI (FR. EttRLE, ln pia11ta di
(ibid. II, pp. 11, 120), dove la chiesa Roma di Leo11ardo Bujalini, dtl 1J;1,
è detta " in Formonsum » e et quae Roma, 191 1, foglio O). L'edificio
« ponitur in Formonsis ». Si crede fu distrutto quando Sisto V costruì
che l'appellativo possa veni re dal nome la via rettilinea tra il Quirinale
del fondatore. In seguito si disse (Ss. Domenico e Sisto) e l'Esquilino
S. Lorenzo «in Panisperna >>; altr.i (S. Maria Maggiore); ma le vestigia
denominaziom: oscura, da riconnettersi rimasero ancora per parecchio tempo.
forse con le distribuzioni di pane e l descrittori della Roma sacr.t della fine
prosciutto che ivi si sarebbero fatte dcl secolo xn e del principio del xvn
al popolo. La chiesa fu rinnovata le adJitano sull'angolo Jel ouadrivio, a
completamente dal cardinale Gi~como destra, andando da via Urbana verso
Colonna sul principio del secolo xiv; S. Maria Maggiore (cf. LANCIANt, M i-
e trasform:tta ancom sotto i pontifi- scella11ta topog rafica io B11ll. Com. XIX,
cati di Pio IV e V e di Gregorio XIII. pp. 307 - 8; lo. Storia dtgli scavi di
Un ultimo restauro si ebbe nel 1892-3. Roma, IV, pp. 130-1; HUELSEN, Le
Cf. P. ANDREA DA R occA 01 PAPA, .Me- chitse, pp. 249-50).
morie sloricht della chiesa e monastero di (2) «Ad Viocula » è da tener sepa-
S. lorw<,o i11 Pa11isper11a, Roma, 1893; rato dal te rmine precedente.
MARUCCHJ, Basiliques &c. pp. 374-S; (3) Dal ponte Elio si va verso l'at-
H uELSEN, Le chiese, pp. 292-3 . - li tuale piazza Colonna; si segue quindi
luogo dove san Lorento fu martirizzato una linea un po' a sinistra del Tritone,
non è ben conosciuto. La Passio (in si taglia diagonalmente il qua rtiere di
A11altcla Bo/I. LI, p. 91) pone il mar· Villa LuJovisi e si arriva alla porta
tirio nelle terme di Olimpiade (sulle Salaria.
quali cf. voi. 1, p. 21 s nota s). (4) L'arco di Arcadio, Onorio e
( 1) Restaurata dal papa Sergio I Teodosio.
(lib. Po11tif. I, p. 375), ai tempi del (S) Di questa chiesa, dedica ta al ce-
quale era già « per multa tempora lebre martire ravennate, ignoriamo le
« •. distecta ». Nella vita di Leone lii origini. t:. ricordata, oltrachè nel no-
(i biJ. II, p. 24) si fa menzione del
monastero « S. Euphcmiac et Archan- Per le noie (6) e (7) v. pag. ••g.
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA 181

Thermae Alexandrianae et Sancti


Eustachii <•>.
Sancti Laurentii in Lucina. Rotunda et thermae Commodia-
nae.
5 Oboliscum C». FoRMA V1RGI NIS. Colurnna Antonini .

stro anonimo, nella vita di Adriano I nella vita di Leone III (Lib. Ponti/ II.
(lib. Po11tif. I, p. 504). Secondo la de- p. :21); come basilica in quella di Gr~­
scrizione dell' UGONIO (Historia ddle gorio IV libid. II, p. 75). :E:: detta nei
sla-zio11i di Roma che si celtbra110 la Qua- documenti medioevali «in Platana »
dragesima, Roma, 1 588, p. 285 r e v) o « iuxta templum Agrippae » (cf.
aveva tre navi, appoggiate in parte H UELSEN, le chiese, p. 2 51 ). Può darsi
sopra colonne e in parte sopra pilastri e che la diiesa fosse restaurata, nel 991,
muri, sostituiti alle colonne mancanti. da Stefania, moglie di Alberico II, poichè
Era preceduta da un portico chiuso in una isc rizione sull'architrave, sopra
assai grande, e per entrarvi si scende- due delle colonne della fila a sinistra,
vano alcuni gradini. Benedetto XIV si leggeva che erano state donate da
la fece rieJificare nel 1748 dal Fuga. essa (A. KrRCHER, Historia Eustachio-
Cf. ARMELLINI, Le chiese, pp. 421-3, Mariana, Romae, 1665, p. 15 5 sgg.).
1256; HUELSEN, le chiese, pp. 200-1; Fu riconsacrata nel 1196 da Cele-
KRAUTHEIMER, Corpus basi/. I, p. 77. stino III (FORCF.Lu.., lscr. Il, p. 385
(6) Non circo Flaminio, ma stadio n. 1177) e ri..:ostruita al principio del
di Domiziano. secolo X\"111. Di antico non rimane
(7) Chiesa ancora esistente in piazza oggi che il campanile, il quale deve
Navona e menzionata per la prima essere opera dd secolo xn o xm. Cf. MA-
volta qui nel nostro itinerario. Si ha RUCCHI, Hasi/iqr1es & p. 510; L. T. To-
notizia di una consacrazione fatta da PIN11 Storia Eustachia11a, Roma, 1895;
Callisto II nel 112 3 (FORCELLA, lsc;. IX, HuELSt,N, op. cit. pp. 251 - 2; KRAUT-
p. S13). In una bolla di Urbano III HliIMER, Corpus basi/. I, p. 216 sgg.
( 1 186), in cui si annoverano le filiali (1) L'obelisco del campo Marzio
Ji S. Lorenzo in Damaso, è Jetta « Je (v. voi. J, p. 148 nota 6), a proposito del
« griptis Agonis » (HUELSEN, Le chiese, quale PLINIO (Nat. Hist. XXXVI, 72-
p. 132). Ave va l'ingresso nel lato 7 3) scrive: « Ei, qui est in campo, divus
opposto all'.attualc, cioè sulla odierna « Augustu~ aJdiJit mirabilem usua1
via dell'Anima, da dove per mezzo «ad deprendendas solis umbras die-
di una scala si scendeva all'oratorio. « rumque ac noctium ita magnitudi-
Sopra fu costruita l'attuale chiesa ba- " nes, strato lapide ad longituJinem
rocca da Innocenzo X. Cf. ARMELLINI, « obelisci, cui par fi eret umbra bru-
le cbiest, pp. 469-70, 1230 ; ' MARUC- • mae confectae die sexta hora paula-
cm, Basiliq11es &c. pp. 416-9; j uBARU, « timque per regulas, quae sunt ex
Safote-A g11is vierge ti martJ•re de la « aere inclusae, singulis diebus dccre-
voie No111w/a11e, p. 109 sgg.; HUELSEN, « secret ac rursus augesceret, digna
Le chiese, p. 168; KRAtJTHEIMER, Corpus « cognitu res, ingenio Facundi Nevi
basi/. I, p. 40. « mathematici. Is apiéi auratam pi-
(1) Di essa si fa menzione come « lam adJidit, cuius vertice umbra
diaconia fin dal tempo di Gregorio Il «colligeretur in se ipsam, alias enor-
(KEHR, Italia Po1itif 1, p. 97 on. 1-2) e « miter iaculante apice, ratione, ut
SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

Sancti Silvestri; ibi balneum C•). Sancta Susanna C>J et aqua de


forma Lateranense Cil.

2. latera nensae cod.

« feru nt, a capite hominis intellecta ». inizi.lii dal fratello e predecessore di


Al tempo di Plinio però, cioè dopo P.1010, Stefano JI, che intcndev,1 dt:di-
circa trent'anni, l'osservazione non care l'edificio, in ricordo del suo vi.1ggio
corrispondeva pii1. Quando l'obelisco in Francia, ai santi Dionisio, Rusti~o
sia caduto, non si sa; alcuni ritengono cd Eleuterio (BENEDETTO 01 S. AN-
nell'incendio di Roberto il Guisc;irdo. DREA DEL SoRArrE, Chro11. p. 81;
Verso la fine del secolo xv fu sco· Vita Ss. Dig11ae ti Merilae in MAR-
pena la platea con i gradi e le linee TINELLI, p. 356 ; PIETRO MALLIO in
di metallo dorato e negli angoli i HuELSEN, le chiese, p. 128). La chiesa
quattro venti in mosaico (cf. Excerpla maggiore infatti fu intitolata a san
a Po111po11io &c. in Studi t Docum. di Dionisio, mentre l'oratorio interno ai
s/or. e dir. III, 1882, pp. 59- 60); mentre santi Stefano e Silvestro (DuCHESKE,
l'obelisco sul principio del cinquecento S11illt- De11is in via Lata io Mela11g.
giaceva an~ora semisepolto (cf. LAN- d'arcb. et d'hist. XX, 1900, pp. 320-2).
C!AN!, Storia degli scavi, I, pp. 1 36, 169). Negli antichi documenti del monastero
Sisto V avrebbe voluto dissotterrarlo si trova tanto l'appellativo « Stephani
e rimetterlo in piedi, ma, essendo tutto «et Diooisii et Silvestri » quanto il
in pezzi e d.tnneggiato dal fuoco, al semplice ((Silvestri», e talvolta anche
Font.ma non parve che meritasse l:i t< Silvestri et Dionisii » oppure «Dio-
pena (cf. LANCIA:\!, op. cit. IV, p. 151). « nisii et Silvestri». Al titolo si uni-
Lo trasse invece fuori con grande spes:i sce frequentemente il cognome « cata
e difficoltà, dai sotterranei delle casu- «Pauli » (FEDERJCI, Regesto del 111011ast.
pole sotto cui si trovlva, Benedetto XIV di S. Silvestro de Capite in Are/i.
nel 1748 (iscrizione sulla casa n. 3 in Soc. Rom. di stor. patr. XXII, passim),
piazza Gabriele d'Annunzio), e sotto con cui si allude alla casa di papa Paolo
Pio VI fu eretto in piazza Monte Ci- sulla quale sorse l'edificio; e a co-
torio. Cf. HuELSEN, Topogr. I, 111, minciare da un documento del 1194
pp. 6w-12; LANCIAN!. TheRuins a11d (FEDERICI, op. cit. p. 509 n. 40) la
Excavalio11s of A11cimt Rome, pp. 466-8; determinazione «de capo urbis Rome»,
LUGLI, I 1110/llltll. a111. ur, pp. 191-4. poi èon le varianti «de capo Urbis,
(I) S. Silvestro i11 Capite. Narra il «in capp, de capite>> (FEDERICI, op.
Liber Po11tificalis t T, p. 464) che Paolo I cit. pas;im). Il primo cognome fu
edificò nella propri,1 casa un mona- continuato ad usare di regola col tit0lo
stero in onore dei santi Silvestro e dei tre santi Stefano, Dionisio e Sil-
Stefano papi; e che nell:l parte supe- vestro, il secondo col semplice Silve-
riore costrul un oratorio ( « oraculum »), stro, e « S. Silvestro in Capite» o «de
in cui depose i corpi dei due santi, ed «Capite» fu la denominazione che poi
entro la cinta del mon.istero una chiesa prevalse e rimase, e che erroneamente
di mirabile bellezza. Ciò è confernwto si suol ricongiungere alla reliquia del
anche da una bolla dello stesso papa capo di san Giovanni Battista (cf. FE-
del i61 (in M. G. H., Co11cil. lI, 66-7).
P.ire però che i I.i vori fossero stati Per le note (>)e (3) v. pag. seg.
DESCRIZIOXE DELLE MURA DI ROMA

Sancti Felicis m Pincis C1>. Thermae Sallusti:rnae et pirami-


dem <».
DERICI, op. cit. p. 221 nota 1). L'ap- nelle sottosérizioni invece del 595 ci
pellativo t< ioter Duos Hortos », che si presenta il t< titulus Sanctae Su-
trovi.11110 in G1ovANNI DIACONO e in s mnae » (GREGORIO I, Negistr. epist.
P1ETRO .\1ALLIO (Ht.:ELSE'I, Ll chiest, t. I, p. 367). Adriano I rifece alla
p. 128), non ricorre mai nei documenti. chiesa il tt:tto ( Lib. Po11tif. I, p. 507);
L.i chiesa si conservo, p.ire, nella forma Leone III la ricostruì dalle fondamenta,
primitiva fino ai tempi d'Innocenzo lii, dando forma di grande basilica, con
che vi esegui restauri, e fu inline ridotta portici, al precedente edificio angusto
nella forma attuale sotto il pontific.110 ed oscuro (ibid. I I, p. 3; DE Rossi,
di Clemente VJII. Cf. FEDERICt, op. cit. l11scr. christ. 11, p. 441 n. 149), e
p. 213 sgg.; DucttES'IE, op. cit. p. }I 7 ponendovi un mosaico in cui erano
sgg. j HUELSEN, op. cit. pp. 465-7. rappresentat i Carlo Magno e il papa
(2) Nel Marlirologio Gt1011i111ia110 che presentava la basilica da lui rico·
( r 1 agosto) già si ricorda la festa di struita (G. C1AMPINt, Veltfll Mo11immta,
santa Susanna «ad Duas Domos iuxta Romae, II, 1747, p. 140 tav. XLII).
cc Diocleci:mas », e l'appellativo cc aJ Li presso Leone eresse anche un b1tti-
cc Duas Domos » ricorre pure nella \·Ha stero (Lib. Po11t1f. loc. cit.). Le demo-
di Sergio I ( Lib. Po11tif. I. p. 371 ), lizioni eseguite nel 1938 hanno messo
in quella di Adriano I (ibid. I, p. 507), in luce piccoli resti di murature clas-
e in una iscrizione del VII secolo, se- siche di \·ari periodi, che si ricollegano,
condo il supplemento dcl Dli Rossi almeno in parte, agli import:inti avanzi
(Un' i11sig11e epigrafr di do11a~io11r di di edifici antichi visibili nei sotterranei'
f 011di f alla alla chiesa di S. S11sa1111a della chiesa (Notiz.,iario in B111l. Com. cit,
tlal papt1 Sergio I in Bui/. nrch. crisi. p. 251). La chiesa attuale risa le ai
1870, p. 93 e tav. Vlll). La spicga- restauri eseguiti trJ. il 159s e il 16o3
1ione di tale appcllJtivo, stando alla dal cardinale Rusticucci. Cf. Du-
P1wio di santaSusann.i (Acta Ss. au~.11, CHESNE, Les lége11drs ile l'Alt a Se -
p. 632), dovrebbe mere.usi nella tra- mila, PP· 28-9, n - 12. KIRSCH. Dit
dizione, che diceva essere stata la riim. Tittlkirrl1t11, pp. 10-4; HUELSEN,
chies.1 eretta sulla cas.1 di Gabinio, Lr cbirse, pp. 486-7; htA'IClll DF.' CA-
p1dre di Susanna, e su quella vicina \'ALIERI, S. S11sa1111.1 r il titulus Gai
di un Gaio, identificato dalla le!{gend 1 in St11di t Tes/1 n. 49, p. r 85 sgg.;
col papa omonimo. li Quirinale era , I<RAUTHEl\tF.R-FMANKr., Rrceut discoi·e-
del resto, un qu 1rticre popolato di case ' irs i11 C/m1clus i11 Romt, pp. 398-400;
p.1tri7.ie, e SC:t\'Ì praticati sotto la chiesa Cr:ccHF.LI r in AitMl·LUNt, Le Cbieu,
di 'i. Susanna hanno dimostr.1to l:t pp. . 1459-60.
presen1a di im porunti .w.1nzi di costru- (3) Il nome di cdormJ L1tcrancnsis»
zioni (cf. LANCI \NI in 811/l. dr/I' /usi. do\•rebbc riferir~i ;111' :icqua Claudia;
di cormp. 11rc/1ed. 1869, pp. 229-30; ma non si può prov:irc che un r.1mo
.\'ol1\1a1io in Bull. Com. LX\'[, 1939, di questa sia st.tto condotto sul Quiri-
p. 2 51 ). La chiesa n.:lle s •ttosrnzioni n:ih: (d. LANCI.\ SI, 1.'11111. coll. 4 s9-
;11 con.:ilio del 499 figure rebbe come 46o; Ht:F.L\F"I. L.1 pi1111t.i, P· 39 5).
u mulu~ G.1i » ( Arta Sp1boJ<> 111111, p. 41 3 ( I ) Di questa ..:hit:~:i, dedi.:11~ a san
nn. 11 , .n), sebbene alcuni riteng.ino Felice di >:ol.1 1 si IJ cenno nel Sacra-
che questo titolo fosse prossimo a
S. Susanna, ma non con essa identico;
SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

3. A PORTA NuMENTANA uSQUE FORUM RoMANUM <•l.

IN s. Thermae Oiocletianae. IN o. Thermae Sallustianae.


Sancti Cyriaci <». Sancti Vitalis. Sancta Susanna et cavalli mar-
morei.

mmlario Gregoriano (ed. L11rrtMANN, via del Quirinale (oggi XXIV Maggio),
p. 18 n. 19); probabilmente in un per la discesa del Grillo, fino al foro
epigramma di Damaso (SILVAGNI, Se Romano; secondo I' HuELSEN (Lu
il carme Damasiano d1 s. Felice ap· pia11la, p. 399) invece, e con maggiore
parle11ga veramenù a Nola in Riv. aderenza ai monumenti indicati sulla
arch. crisi. XII, p. 219 sgg.); e nel destra del percorso, si sarebbe se·
Liber Po11tijicalis (!, p. 500), dove è guita l'attuale via della Dataria, via
detto che, essendo ormai in rovina, della Pilotta, e per il foro Traiano
Adriano I la rinnovò. Pare che con· si sarebbe arrivati a quello Rom:rno.
servasse ancora il suo nome primitivo ( 2) La chiesa porta il nome del
nel I 547 (cf. ARMl!LLINI, Le chitSt, fondatore, sul quale manca ogni no-
p. 417), ma nel catalogo dcl 1 s)5 non tizia storica, e che col tempo venne
si trova più nominata. Stando alla confuso con il martire omonimo.
pia11ta del BUFALINI (foglio LM), la Nelle sottoscri zioni al concilio del 499
chiesa si elevava tra porta Pinciana figura come oc titulus Cyriaci » (Acta
e la Trinità dd Monti. Cf. ARMELLISI, S)t1bodoru111, p. 41 2 nn. 21, 22); in
op. cit. pp.•p6-7, 1292; HuELStoN, quelle in,·ecc del S9S come« titulus San·
Le cbiese, p. 2 52. « cti Quirilci » (GREGORIO J, Rrgislr.
(2) Le te,rme S:illustiane ricorrono epist. t. I, p. 367). Fu restaurata da
negli Atti dei santi (cf. jOROAN, To· Adriano I (Lib. Po11/lf I, p. SOì ) e
pogr. II, p. 124). Per la piramide consacrata di nuovo sotto Urbano Il
pare debb:i intendersi l'obelisco S:illu· (l\EHR, Italia Pontif. 1,p. 61). Col tempo,
stiano (v. voi. I, p. 290). che sarebbe essendo ormai fJtiscente, Sisto I\' ne
qui indicato sulla destra della strada, portò altrove il titolo. !: ricordata
mentre stava indubbiamc:nte sulla sini· ancora m:lla :lassa di Pio IV, ma in
stra. Il LANCIANI (L'iti11. coli. 460-1), un catalogo Jelle chiese del tempo di
data questa considerazione, ha pen· Pio V è detta rovinata (cf. RAVA,
saio a un edificio a più ordini rientranti, S. Ciri.zco i11 Tbermis in Roma, 1928,
da collocare nei gi:lrdini di S1Jlustio, p. 165). In un documento del 1010
ovvero a un sepolcreto piramidale nel (FEDELE in Arcb. Soc. Rom. 1/i slor.
trou co dell.l Sabri:t, compreso fra le pntr. XXVII, p. 44) è indicata « intro
porte Salaria e Collina; ma è stato confu- « thermas Dioclitiano »; io un altro del
tato d:ill'HU"-LSEN (Lu pianta, pp. 395-6), 1309 (F"-RRI ibid. XX X, 1907, p. 144
il quale ritiene che si tratti proprio n. 103) sono menzionate due pene di
dell'obelisco, trasferito nel codice dalla vigna dentro la citt3 •ad thcrmas Dio-
parte sinistra della strada alla destra. « cletianas, iuxu medium modiulum,
(1) Dalla porta Nomentana si per- « positum ante portam ecclesie Sancii
corre una line:i corrispondente all'at· « Ciriaci ». Nel secolo xr11 se ne ve·
tuale via XX Settembre. Alla fine devano ancora gli avanzi. Il loNIGO
di questa, secondo il LANClANI (L' iti11. (in HuELSEN, I.e cl1iese, p. 246) dice:
coli. 461 - 3), si sarebbe contin uato per oc giace bora quasi distrulta dcnt ro la
DESCRIZIONF. DELLE MURA DI ROMA

Saoctae Agathae in diaconia(•). Sancti Marcelli.


Monasterium Sanctae Agathae<». Ad Apostolos.
Thermae Constantini. Forum Trajani.
Saocti Hadriani.
5 In via Numeotana foris murum:
IN SINISTRA. Sanctae Agnes. IN DEXTR A. Sancti Nicomedis.

3. Constantinl] Nel cod. segue tu/la 1/ersa colonna In via Numentann - Nicomedis

«vigna dei Padri di S. Maria degli (P. AOINOLFI, Roma nel/' età di meno,
~ Angeli)) j e il MARTINELLI (Roma. ex Roma, Il, 188 I, p. 94 nota 7) e S. Agata
et/mica sacra exposita, p. 354): "vesti· «in Equo Marmoreo» nel catalogo delle
« gia cernuntur in vinca monachorum diaconie, del secolo xu, contenuto nel
« Carthusianorum, ca parte qu:i, tr:ins- cod. Vat. Reg. 712 (KEHB, Italia Pontif.1,
" actis horreis Urbani octavi, pro- p. 5). L'HuELSEN (op. cit. p. 399) pensa
« ceditur per viam Piam ad urbis possa essere identica con la «chiesa
"portam ». La pianta delle terme Dio· « ruinata nella vigna delli Giannucci >>,
clezianee attribuita ad ANTONIO DA che viene annoverata subito dopo S. Vi-
SANGALLO il vecchio (BARTOLt, Mo· tale nel catalogo delle chiese di Roma
11umenti antichi di Roma nei disev1i sotto il pontificato di Pio V (in Hua-
degli Ujfit.,i, Firenze, voi. I, tav. XCVI) SEN, Le chiese, p. 97 n. 31 ); e ag-
ci mostr:i la chiesa dent ro le ~erme, giunge che la « vigna di Gi rolamo
fra l'angolo nord dell'edificio centrale " Ginucci notaro » corrisponde quasi
e un'esedra (il « medius modiolus ») esattamente al sito del pubblico giardino
del recinto esterno; e da varie altre sul Quirinale. La posizione della chiesa
prove si può rite nere che veramente all'estremità dcli' Alta Semita, presso la
si trovasse entro il recioto delle terme, Consulta, è confermata anche dall'ap-
ali' incirca dove ora è l'angolo del partenenza ad essa, al pri ncipio dcl
palazzo delle Finanze, tra via Pa- secolo xm, della chiesuola di S. Salva-
strengo e via Cernaia. Cf. KIRSCH, tore de Cornulis, situata in vicinanza
Die 1·6m. Titelkirche11, pp. 7 5-7; HuEL· ai cavalli marmorei (PorrttAST, Reg.
SEN, Le cbiese, pp. 24 5-6; RA VA, op. • Po11tif. Rom. I. n. 2 53 1). Cf. HuELSEN,
cit. ; KRMJTHEIMER, Corpus basil. I, Le chiese, p. 166; HuELSEN, CECCHELLI,
pp. 115-17. G1ovANNONI &c. S. A gata Jt i Goti,
( 1) S. Agata de Caballo sul lato p. 61 sgg.).
merid ionale dell'Alta Semita, verso la (2) Il monastero annesso a S. Agata
sua estremità occidentale, e non la cele- de Subura e da cui questa traeva anche
bre basilica suburra M (cf. HuELSEN, il cognome ili Monasterio. Molti, sulla
La pia11la, pp. 397-9). i: ricordata base d'un p:isso del Liber Po11tijicalìs
nel Chro11icon di BENEDETTO o r S. AN- \I, p. 402), lo credono edificato da Gre-
DRRA DEL SoRATrE (p. 164) e in una gorio Il (7 15- 31); ma l'attribuzione
bolla di Celestino III del r 192 ( Bull. non è sicura. La prima menzione sto-
Val. 1, p. 15), dove si dice che trova- rica s'incontra nella vita di Leone III
vasi in « regione Caballi Marmorei». (ibid. 11, pp. I s. 22). Cf. HUl!LSEN,
La chiesa è chiamata S. Agat:i «de CECCHELLI, G10VANN0:-<1 &c. S. A gata
« Caballo » in un istrumento del 1291 dti Goti, p. 47 sgg.

Cod . Topogr., Il.


186 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

4. A PORTA F LAMINEA USQUE VIA L ATERANENSE <1 >


.

Pariturium <». Sancti L:mrentii in Lucina.


Sancti Silvestri. Et sic per porti-
cum (J) usque columnam AN TONINI. Oboliscum .
.Forma Virginis fracta {4J. Colummt Antonini. 5
Sancti Marcelli. Iterum per por-
ticum usque via Lateranenst: <s>.

( 1) Qui l' itinerario segue l' antica tunquc il LANCIANI (L'iti11. col. 467)
vi.i Fl.Lminia intramuranea, chiamata fJccia o~scrvarc che, dalla caduta del-
per un tratto via Lata, fino ai piedi dd l'Impero in poi, lt: riparazioni periodiche
Campidoglio, dove passava la grande dell'acquedotto si arrestano tutte al
arteria di comunic;iziooe tr J la basi- Trivio, mc111re la rimanente parte degli
lica di S. Pietro e quella di S. Gio- archi, attraverso la pianura campense,
vauni ( « via Lateranenis » ). fu definitivamente abbandoD:ita.
(2) Parola oscura, di cui si tt:ntò di (5) TI LANCIANI (L'iliti. coli. 468-
trovare una rassomi,dianza col «pari- 473 ) congiunge « Iterum per porticum
<< torium » della bolla di Benedetto V11I « usque » con "Ad Apostolos >> e pensa
del 1018 (MIGNE, P. L. CXXXIX, col. che il portico possa esser quello della
1621 n. r) e col << fundum paritorum" di stazione Jc:l l.1 prima coorte dei vi-
una concessione enfiteutica di Leone ve- gili. L' HuELSEN invt:cc (La pia11t11,
scovo di Velletri del 946 (Arcb. Soc. pp. 400-1), seguendo il Bccker e lo
Rom. di stor.patr. Xli, 1889, p. 74); ma Jordan, unisce « lterum-usque » con
queste località erano situate in cam· « via[m] Lateninense[m]" che segue
pngna, fuori di Roma. Noi, conside- nella colonna di destra, e crede non
rando .:he il « Pariturium » viene a inverosimile si alluda alla « porticus
trovarsi nella regione i11 L11ci11is, cosi « Saeptorum ». Questa seconda opi-
detta, secondo taluni, dal culto alla nione è certamemc la più attend ibile,
Jea protettrice dei parti, potremmo salvo che, dovendosi la posizione dei
pensa re a qualche cosa in relazione << Saepta >1 spostarsi, come si è visto
con questa divinità; perest:mpio, un'i~ti-. nel voi. I, verso via dcl Seminario,
tuzione assistenziale per le partorienti il portico lungo la via Lata dev'essere
o un edificio di statistica delle nascite, stato un altro; cioè qudlo di cui si sono
una volta funzionante sul Cispio (d. scoperti a più riprese gli avanzi, dalla
D10N1s10 o' A l.ICARNASSO, A 11tiq11itales via dcl Caravita fino all'asse della via di
Romanae, IV, 1 5, 5). S. Marco (cf. Gu. GArr1,Saepta !11/ia &c.
(3) Pare che qui si possa ricono- in Bui/. Com. LXU, 1934, pp. 126-8).
scere la po,.liet1s Vipsania (cf. vol. I, Nè si vede la necessità di rimanegghrt:
p. 111 nota 3). il testo, come propone l'Huelsen, sup·
(4) Cosi chiamavasi il tronco delle ponendo un disordine negli articoli.
arcuazioni della Vergine dal Trivio al Anche poco prima ci vien dato l'intiero
castello di via dcl Seminario. Questo percorso del portico fino all'estremo
stato dell' acquedotto è da supporre limite segnato dalla colonna di Anto-
risalisse ad epoca anteriore ai restauri di nino, tornando poi sui monumenti
Adriano I (Lib. Pontif. l, p. 520); quan- situati in questo tratto. Qui abbiamo
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA

Ad Apostolos. Thermae Alexandrianae.


Sancti Eustadii ,et Rotunda.
Thermae Commodiaoae.
Minervium <•> et ad Sanctum
5 Marcum.
In via Flaminea foris murum:
In sinistr:l. Tiberis. In dcxtera. Sancti Valentini.

A PORTA TIBURTINA usQUE SuauRA <2 >. 5.


Sancti Isidori <i>. Forma Claudiana <•>.
1. Aposlolos] Nel cod. teK"e sulla 11eua colonna In via llaminea - valentiul.

un caso analogo: si dà prima l'inticra (2) Questa parte del\ 'itinerario che
lunghezza del portico fino al suo sbocco ha affaticato i topografi, tanto da indurre
sulla vi:l Lateranense, e si ritorna poi I' HUE!.SEN (La pianta, p. 402) ad UD
su questo percorso per additare i mo- cambiamento nell'ordine delle voci,
numenti che si tro,·avano sulla destra acquista, :i nostro avviso, chiarezza
e sulla sinistra. qualora si riferisca alla colonna destra
(1) Il tempio di Minerva Chalcidica del testo I' indicazione «Via subtus
(v. voi. I, p. 127 nota 2), sulle rovine del « montem ». Ne risulterebbero due
quale fu costruita la chiesa di S. Maria tracci:iti autonomi per raggi ungere la
i11 Minerva o mpra Mitierua111. La tradi- Suburra dalla porta Tiburtina. Il
zione vuole che questa chiesa esistesse primo :indrebbe, a un dipresso, dalla
già ai tempi del papa Zaccaria (741- p), porta suddetta alla odierna pi:izza Vit-
che l'avrebbe data alle monache Basi- torio Emanuele, donde si spingerebbe a
liane di Costantinopoli, riparate a Roma S. Maria Maggiore per tornare indietro
durante le persecuzioni degli Icono- fino a S. Eufemia sul vico Patricio.
clasti ; ma il primo ricordo sicuro è li secondo, dalla porta Tiburtina, se-
quello che troviamo qui nell'itinerario guendo I' ~icquedotto della ~:t;cia-Te­
Einsidlense. Nella seconda m età del pula-Giulia, raggiungerebbe !:i porta
secolo Xlii passò in possesso dei Do- Viminale, e scendereb'be per il vico
menicani, i quali nel 1280 (breve di Ni- Patricio alla Suhurra, indicando al
colò Ili del 24 giugno, Po..-rHAST, Reg. pellegrino chiese ad una cert:i distanza
Po11t1f. Rom. Il, n. 21723) cominciarono dal percorso.
a trasformare l'antico modesto edificio (3) Di questa chiesa, oggi scomparsa
nel magni fico tempio tuttora esistente. e di cui non si conosce la precisa
Cf. P. T. MASETTI, Memorie istoric/Jedel/a posmone, si vuol vedere un ricordo
c/iiesa di S. Maria sopra Mi1u1·1111, Hom:i, nella vita di Leo ne JlI (lib. Po11lif.
1855; ARMELLINI, Le cbiesc, pp. 592-8, Il, p. 24); cosa però neg:ita dal CEC·
1361-4 ; FR. J. J. BERTHIF.R, L'église CHELLI (Note su chirse e case romane
de la Mi11troe à Rome, Rome, 1910 ; spuialmmte del mtdio evo in 811/l. Com.
R. SPINELLI, S. Maria soprn Minerva, LXIV, 1937, pp. 236-7). Rimane
Roma, [1924]; HuELSEN, Le chine,
pp. 346-7. Per la noia (~) v , p•g. scg.
r88 SILLOGE EPIGRAFICA.. ITJNERARlO

Saoctì Eusebii <•).Via subtus mon tem <». Thermae Diocletiani.


Sanctus Vitus (1). Sanctae Agathae (il.
Saoctae Mariae in Praesepio. Sancti Vitalis.
Iterum Sancti Viti <s>. Sanctac Pudentianae.

molto dubbio se ad essa si riferisca u macellum parvum » (il macello Ji


l'accenno di un documento del Re- Livia), e nel 1238 Gregorio IX la ricon-
gestc Sublacmse del 965 (p. 181 n. 130). sacrò "in honore[m] beatorum Eusebii
Cf. HuELSEN, Le chiese, pp. 278-9. «et Vincentii • (foRCliLLA, lscr. X,
(4) t l'acquedotto della Giulia, p. 405 n. 46o). Altri restauri vi furono
che si distacc:t va da quello della apportati nel 1711 e 17 50. Nell'abside
Ma rcia-Tepula-Giulia nei pressi della dell'antica chiesa era rappresentato a
porta Tiburtina e andava al Nympbewn, mosaico l'Agnello divino tra :i Itri
di cui si vedono gli avanzi in piazza agnelli, con sotto un distico elegiaco,
Vittorio Emanuele. Qui, come osserva allusivo :illa rappresentazione, conser·
l'HuELSEN (La pianta, p. 403), l'autore vatoci da PIETRO SABINO (DE Rossi,
ha esteso il nome di u forma Clau- liiscr. cbrist. II, p. 4 36 n. 117). Cl.
diana » a tutti gli acquedotti del!' alti· ARMELLINI, Le chiese, pp. 996-1000,
piano esquilino. 1291; K1RSCH DiL rom. Tittllrircbw,
l i ) Secondo la tradizione, le origini pp. 58-61 ; HuELsE:N, Lt c/Jim, p. 251;
della chiesa si ricollegano a un prete KRAUTHE!MER, Corpus basi/. I, p. 209.
Eusebio, martirizzato nel IV secolo sotto (2) Il valico corrisponde :\Ila port:t
Costanzo(cf. Acta Ss. aug. Ili, pp. 166- Viminale Jell' aggere Serviano. Cf.
167); e un Eusebio, fondatore del titolo, LANC!ANI, L'itin. coli. 477-8.
è menzionato nel .\fartirologio Gero11i· (3) S. \'ito i7I Macello, indicato
miario (14 agosto) : u Eusebii, tituli sui nella vita di Leone III ( Lib. Po11tif. II,
uconditoris». Abbiamo poi un gr:iffito pp. 1 2, 21) come diaconi.t. La chiesa,
del cimitero dei Ss. Pietro e Mar· che tuttora esiste presso larco di Gal·
cellina, del 1v secolo incirca, relativo lieno, fu ricostruita da Sisto I V poco
a un lettore cede Eusebi » (W1tPERT, lontano dJl luogo primitivo, e fu di
Bei/rage \"" cliristlicbe11 A rc/Jaologie in nuovo restaurata sotto Gregorio XVJ
R6m. Quartalsc/1r. XXII, p. 81); I! e al principio di questo secolo. Cf. AR·
un epitafio, forse di un presbitero «tituli MELLISI, Le cbitst, pp. 1oo:i-4, 1473 ;
« Eusebi »,del 474, fu rinvenuto nello Bt~SlOTTI, Le diaco11ie carJi11ali-;Jt e la
stesso cimitero (ibid. p. So). « Timlus di11co11ia di S. Vito i11 .\.focello, Rom:i,
« Eusebi » si legge ancora nelle sotto- 1911; I IUBLSEN, Le cbiese, pp. 499-
scrizioni al concilio del 499 (Acta soo; CECCllELLI, Note SII cbitu e case
Synhodorum, pp. 412-3-5 no. 18, }5,66); roma11e, pp. 24 5-6.
invece in quelle del 59S appare il u t1- (4) S. Agata ili diafo11i11.
« tulus Sancti Eusebi » (GREGORIO I, ( 5) Questa indicazione, che J'HUEL·
Registr. episl. t. I, p. 367). La chies:i fu SEN (La pianta, p. 402) trova impos·
restaurata da Zaccaria ( Lib. Po11tif. I, sibile, si può sp;egare supponendo che
p. 435) e rinnovata da Adriano I (ibid. terminasse a S. ~laria Maggiore 1:1
p. 508). Nel secolo X BENEDETTO DI via seguita dal pellegrino, il quale
s. ANDREA DEL SoRATT1i(Chro11. p. 165) fosse obbligato di ritornnre all'arco di
la chiama u ecclesia S:mcti Eusebii iuxta Galliena per arrivare al vico Patricio.
DESCRIZIONE DELLE MùRA DI ROMA

Sanctae Eufemiae. Sancti Laurentii in Formonso,


ubi assatus est.
Monasterium Sanctae Agathae.

ITEM ALIA VlA TIBURTIN A USQUE AD SANCTUM V1TUM (•). 6.

5 Forma Claudiana. P ER AR CUM <2 >. Sanctae Agathae (Jl,


Sanctae Bivianae <+>. NIMPHEuM<s>. Sancti Eusebii.
In via Tiburtina foris murum:
In sinistra. Sancti Ypoliti. In dextera. Sancti Laurentii.

7. In via - Laurentii) Sulla 1U1M linea nelle due colonne del codice.

( 1) Non riteniamo necessario il (4) De-dic:ua dal p2 pa Simplicio


supplemento ((ALIA VIA [A PORTA] (468-83; Lib. P~11tif. I, p. 249) e si-
" TIBURTINA» suggerito dall'HUELSEN tuata non lungi dal monumento chia-
(La pia11ta1 p. 403), in quanto il mato volgarmente tempio di Minerva
tronco stradale poteva essere qui in- Medic:1. È però incerto se Simplicio
dicato dal nome della via, anzichè consacrasse una nuova costruzione o
designato d:il punto di partenza. li qualche vano appartenente a un edi-
tr:icciato di questa strada, che andava ficio romano. Al tempo di Leone III
dalla porta Tiburtina a S. Bibiana, a vi ern già annesso un monastero (ibid.
S. Eusebio, ai cosiddetti Trofei di II, p. 24). Fu restaurata, come sem-
Mario e a S. Vito è rimasto fino ai tempi bra, da Onorio Ili (FORCELLA, lscr. XI,
nostri, e sono stati anche scoperti p. I 14 n. 229) e trasformat:t da Ur-
avanzi, della pavimentazione (cf. LAN- bano vm, che affidò I' incarico dei
C!ANI, L'itill. col. 479). lavori :ti Bernini. Nella struttura at-
(2) Tanto il LANCIANI (L'iti11. col. tuale non rimangono avanzi nè romani
479), quanto l'HUELSEN (La pitmta, nè paleocristiani. Cf. MARUCCHI, Ba-
p. 403) credono sia un fornice della siliq11es &c. pp. 344-5; FERRI, Le carte
«forma Claudiaaa », più nobilmente dell'arcbivio Liberiano in Arch. Soc.
ornato delle altre arcuazioni. Rom. di stor. patr. XXVII, pp. 15 3- 6;
(3) Una chiesa di S. Agata sul- HuELSEN, Le cbiest, p. 2. q ; E. DoN-
!' Esquilino è sconosciuta. Però da un CKEL, St1uiie11 uber de11 Kultus der hl.
documento Jel Rtg. Sublaceim (n. 14 Bibiana in R 8m. Quartalsc!Jr. XLIII,
a. 973) si ricava l'esistenza Ji un p. 2 3 sgg.; Io. Der c11lt11s der hl. Bi/lia11a
campo di S. Agata in vicinanza della i11 Rom in Riv . urch. crisi. XIV,
e massa Iuli:ma », press' a poco nella p. 125 sgg.; KRAUTHliIMER, CorpttS
località risultante dal nostro itinerario basi!. I, p. 94.
(cf. CECCHELLI in ARMELLINI, Le cbitse, ( s) Il ninfeo di piazza Vittorio Em:i-
p. 1228). nuele.
SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

7. A PORTA AURELIA USQUE AD PORTAM P RAENESTINAM (•>.

Fons Sancti Petri, ub1 est carcer Molinae. Mica Aurea (1>. San-
eius (a). ctae Mariae.

( 1) Dalla porta Aurelia si discende guardare il carcere Mamertino. Una


il clivo Gia nicolcnse fino alla odierna osservazione però del LUCARI (/1 Gia·
pi:izza <li S. ~faria in Trastevere, poi 11icolo &c. pp. 23-4) non ci sembr.1
~i continua verso 11 ponte Maggiore trascurabile. Se l'indicazione « Fons
(ponte Rotto), e, attra verso questo, si « S.111i;ti Petri ubi est carcer eius »
va, p:issando per S. Giorgio in Velabro appartiene realmente al Foro, è strano
e per la via <li S. Teodoro, al foro che non ricorra mai negli itinerari 1,
Romano ; di qui si continua pel foro 2 , 8 , quando l'anonimo Einsidlense
T ransitorio, si percorre la Suburra fino passa, per ben tre volte, dinanzi al
a S. \'ito, e per l':intica vÌ'\ Labicana- carcere Maml'rtino.
Prenestina (via Principe Eugenio e via (3) La "mica aurea» in Trastevere
di port•I Maggiore) si raggiunge la porta sarebbe menzionata, prima dell'ano-
Prenesti11J. nimo <li EinsieJeln, soltanto io una la-
(2) Il LA~CtASI (L'iti11. col. 481), pide sepolcrale cristiana della fine dcl
rimandando al MtCliAELIS (Rom. Mili. vt ~ecolo o del principio del vu, rin-
188], p. 2 s8 ', ritiene che: l'indicazione venuta nei prati sotto il Gianicolo, in
debba riferirsi alle memorie: e tradi- prossimità della chiesa di S. Cosimato,
zioni vetuste del martirio Jcl principe se « Miciurea » è li nome di luogo,
degli Apostoli sul Monte d'oro, e di come parve al GATTI (Della Mica aurea
tale opinione è anche G. H. l uGt.RI 11tl T1 astevert in B11ll. Com. XVII,
(Il Gianicolo luogo dtlla m•cifissio1u pp. 392-3), anzichè di persona (HUEL·
di san Pitlro, Roma, 1905, p. 2osgg.; li Set" in Rom. Mili. VI, 1891, p. 1t18;
culto di sa11 Pietro sril Gia11icolo e il Li· FEDhLF, Ca rte del mo11astero dei Ss. Co·
bro Pontrficale Rat1tmiatr, Rom:t, 190;, s111a e Damia11<> i11 Mica A111ta in
p. 36); mentre il M.~RUCClll (Di a/cime A re/i. Snc. Ro111. di slor. pntr. XXI, 1898.
recmti p11bblicatio11i, 11el/e q11ali si acce111111 p. 466 nota 4). In seguito l'appella-
111/a q11estio11e 1/fl martirio dtlr apostolo th·o «in Mica Aurea» si trova :tggiunto
s. Pietro iTl Roma in N. Tlull. arc/1. a due chiese della regione Trastibcrina,
crist. V, 1899, pp. 114-11 5; Lr me11101ie cioè a quella dci Ss. Cosma e Da-
degli apostoli Pietro e Paolo i11 Roma, miano (S. Cosirnato) e a uo'altr:t di
Roma, 1903, p. 15 sgg.; ~a _c1ocifissio11r S. Giovanni (cf. HuELSES, Le cNese,
rli s. Pietro 1u/ l'atira110 in N. Bull. Xl, pp. 240, 273). Dal nostro itinerario
pp. 160-3; Pit/10 e Paolo a Roma, To· si desume che doveva trattarsi di un
rino-Roma, 1934, p. 27 sgg.) e il Du- luogo od edificio situato tra porta
CHESSF. (Le For11111 c'1rétie11, Rome, 1899, S. Pancra?.io, presso cui erano le « 1110-
pp. 2 3 6), che negano, con i pii.I, << linac »,e S. Maria in Trastevere. La

qualsiasi rapporto del martirio di san dcnominJzionc si estese col tempo Jll:t
Pietro col Gi:rnicolo, credono che que- zona sottopost:t al Gianicolo, in cui si
st' indic:izionc dcli' itinerario sia st.lta trova vano le due chiese sopra indicate.
spostata: essa dovrebbe riunirsi al Sul signifi~ato della parola «mica»
gruppo dei monumenti del foro Ro- v. ,·ol. I, p. 91 nota 7. Il G.-.111 però
mano che viene poco dopo, e rÌ· (op. cit. p. 397) suppone che qui si di·
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA

Sancti lohannis et Pauli. Sancti Chrisogoni et Sanctac


Caeciliae <•>.
Per pontem Maiorem <».
Sancti Georgii. Sancti Sergii. Palatinus. Ad Sanctum Theodo·
5 rum (Jl.

Per ar cum (4).


Capitolium. Umbilicum. Sancta Maria Antiqua.
3. Per ponltm d1 1t9uito a ~ri;il dtlla l111ta uguentt, t malorcm nt/l'inttr/. 1opra
Palatinus 6. l'cr ar ndla 11tssa linra d1 Umbllicum, cum 11t/1' 11tltrl 1npra Sanela Maria.

cesse «mica aurea» la sabbia dd luogo, Noi. Scaui, 1900, pp. 12 sgg. e 230-1;
oppme che umica aurea» esprimesse G10nNALE, Ricercbe arc/Jitet1011iclie della
sost antivamente il concetto di quakhe basilica di S. Ctrilia in Trastevere io
cosa che u micat aureo fulgore». Cos111os catholiws, 1902, p. 648 sgg.;
( t) Chiesa fond:lla, secondo 1:1 tra- Io. Scavi i11111111{1 a/111 basilica di Satrla
dizione, sulla casa in cui la santa subi il Cwlia i11 Trastever1 in N. Bull. arc/J.
marttno. li titolo gi~ esisteva al prin· cml. IJJ, pp. 2~9-54; \·. StANCHI CA-
cipio del v secolo, per~bè ricordato GLIESI, 5. Cecilia e la sua basilica 11el
nel M artirologio Gtro11imia110 (22 no· Trastevere, Roma, 1912; K1RSCH, Die hl.
vembre), e in un cpitafìo frammentario, Cacilia i11 der rii111, Kirclu cit.; lo Die
da tabile tra il 379 e il 464 {DtEHI, ròm. Titelkird1e11, p. 11 3 sgg.; KKAUTllEI·
illscr. lai. chrisl. vtl. n. 3 36). I pre- MER, Corpus basil. I, p. 9 5 sgg.
sbiteri del « titulus Sanctae Caeciliac,. (2) Il ponte Emilio.
si sottoscri vono :ii concili del 499 (Acta (3) !\on si conoscono le origini
S)liho.lorum, pp. 41 1, 414 on. 3, 54) Ji quest.1 chi..:sa che, stando al mo-
e 595 (GREGORIO I, Registr. epist, t. r, SJico Ji cui è adorna l'JbsiJe, deve
p. 367). Nel IX secolo, ess.:ndo la risalire all't:tà bir.antina, cioè a circa
chiesa orma i in rovina, Pasquale J la il secolo v11. Fu rit:Jifìcata da Ni-
ricostru\ più splendida che in pas· colò V, forse in più piccole dimensioni,
salo, e a breve distanz:i d:iU' :inti:a .iJ eccezione della tribuna, e restau-
( Lib. Po11tif. II, p. 56). I restauri eh.: r.ita più tarJi ( 1674) dal cardinale
vi furono eseguiti nel 1 59') dal cardi- BJrberioi. Cf. ARMt:LLINI, le cbitse,
aak Sfondrati, nel 1724 dal cardinale pp. 649-p, I 46o ; MARUCCHI, Basili-
Acquavi va e nel 18 23 d~I carJin.1le ques &c., pp. 243-6; HuELSEN, lt
Doria ne cambiarono il carattere. ~/Jiese, p. 489.
li primitivo titolo sarebbe stato innal- (4) Non è ben chi.1ro a quale arco
zato sopra una grande abita zione si allud3. Il LASCIASI (L'ititi. col. 483)
romana, appartenente ad una cristiana pens.i possa trattarsi di uno degli
Cecilia, che l'avrebbe donata alla arcus /atertcii della basilica Giulia
comunità. Col nome della donatrice gil fatiscente, anzi cadut:i in rovina,
si sarebbe poi confusa la marùre che il popolo chiamJva arcus Romuli.
della catacomba di S. Callisto sulla L' HuELSES (La pia11ta, p. 404) segna
via Appia. Cf. P. CROSTAROSA, Sco· invece l'arco di Severo; certo a torto,
perle i11 S. Cecilia i11 Trastevere in perchè ques1 'arco nell'itinerario è sem-
N. Bull. arch. crisi. V, p. 261 sgg., VI, pre designato col proprio nome, e
1900, p. 143 sgg., p. 265 sgg.; GAT"rt, pcrchè si trovava dopo l'u umbilicum ».
192 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

Equus Constantini <•>.


Sancti Hadriani. Sancti Cosmae et Damiani.
Forum Ro manum.
Sancti Cyriaci et thermae Con- Palatium Traiani<»; ibi ad Vin-
stantini. cula. 5
.Monasterium Saoctae Agathac.
Su su RA. Sancta Lucia in Orthco <i>.
Sancti Laurentii in Formonso. Sancti Silvestri et Sancti Mar-
Sancti Vitalis. tini (4).
1. Equus Con ne/In st111n linea di H adrian!; alantlni rre//'i>rlerl. 1opra Sancii Cosmae

( 1) Abbiamo trasportato a destra cd esercitato le funzioni di prete tito·


questo monumento, nell'itinerario in- lare, avanti la sua elezione al papato.
dic:uo nel mezzo, perchè in tale posi- Ad ogni modo, fin dal rv secolo il ri-
zione non potevan trovarsi che archi, cordo del papa Silvestro era in qualche
ponti, acqucJotti, strade, a traverso cui maniera collegato col culto in questo
il pellegrino passava. luogo, come dimostrn l'iscrizione «san-
(2) Le terme di Traiano. ucto Silvestrioancilla sua votum solvii.,
(j) «Orphea». incisa sopra una ricca lampada vo-
(4) Xci liber Po11t1jicalis (I, p. 170) tiva, cbe si rinvenne nel 1632 nel giar-
~i legge che il p:ipa Silvestro fondò dino del convento in prossimità dcli.i
una chiesJ nel "prnedium », cio.:: nel chies:i (VIHL!ARD, op. cit. p. 121 sgg.).
pal:izzo, di un suo prete, di nome Nelle sottoscrizioni al concilio dcl 499
Equizio, pn:sso le terme di Domiziano ricorre il « titu lus Equitii 11 (Acta SJ•-
tTrJiano), che si chiamò « titulus 11/iodomm, pp. 411-3 nn. I}, 34, 43);
« Equitii ». Di que~to « praedium » e ma in un catalogo dei papi del principio
del primitivo titolo di Equizio riman- del secolo v1 (framm. Laurenziano
gono avanzi sotto l'attuale chiesa di in DucHESNE, Lib. Po11tif. I, p. 46)
S. Martino ai Monti, che sono stati troviamo già l'appellativo di S. Sih·c-
illustr.1ti dal VrnLLIArtO (Lu origi11es stro, e u titulus Sancti Silvestri» si
du tìlre de SaÌllt-Martill au:c Mo11ts legge nelle sottoscrizioni al concilio
ii Rom•, Roma-Parb, 19p, p. 24 sgg.; del 59) tGRECORIO I, Rtgistr. epist.
cf. ossen•azioni in Bui/. Com. LXI, t I, p. 367). Intanto Simmaco (498-
p. 247). Questi però h.i notato che 514) :weva, accanto alla chiesa di
il passo su riferito dcl Uber Po11lifi- S. Silvestro, dedicato a san Martino
calis cd un altro, sempre della vita di una! basilica, costruita a sue spese da
~an Silvestro, in cui ~i p:irh della fon- un .'nobile di nome Palatino (framm.
dazione del titolo dcli' E~qui lino, non La urenz. cit.). La b:isilica di Sim-
ricorrono nella red.izione primith•a, maco, dopo essere stata restaurata da
cioè nei compendi Feliciano e Cono Adriano I ( Lib. Po11tif. I, p. so7), fu
ni:ino, e che quindi non si può con rifatta, in un luogo non molto lon-
sicurezza att ribuire la fondazione del t:ino, da Sergio Il (844 - 7). e allora il
titolo al papa Silvestro. Esso ris.ili- titolo si cambiò in quello dei Ss. Sil-
rcbbè più indietro. al corso dcl secolo 111; vestro e ~nino (ibid. II, p. 92; iscri-
e Sitv~stro avrebbe li soltanto abitato zione in S1LVACN1, La basilica di S. Mar-
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA 193

Sancra Pudentiana er Sancta Eu- Palatium ìuxta Iherusalcm <•>.


femia.
Sancta Maria Mai or. Palatium Pilati (2 >. Hierusalem (1>.

ti110, r oratorio di s. Silvesll'O e il titolo pp. 31-4; HUliLSEN, Lechiese. pp. 382-3;
costa11tinia110 di Equi:{iO in Arch. s()(. VTELUARD1 op. cit.
Rom. di stor. patr. XXXV, 191 :i, p. 412). ( t) Da qui al monastero di Onorio
Poi il nome di S. Silvestro cadde e l'ordine delle voci si presenta inver-
r imase solo quello di S. Martino, coo tito. - Il • palatium iuxta l hcrusalcm •
l'appellativo in Mo11tib11s, che già ve- è il palazzo Sessoriano, già di pro-
diamo io uso nel secolo xu, e che si prietà imperiale forse fio dall'origine;
conservò in seguito. La chiesa di S. Sil- certamente' fin dal secolo 1v. Le
vestro fu restaurata da Adr iano I (Lib. tegole con bolli recanti i nomi di Com-
Po11tif. I, p. 505) e nuovi restauri vi modo e di Settimio Severo fanno fissare
ve nnero eseguiti nel secolo Xlii (cf. la data della costruzione tra il 180 e
V1 ELLtARD,op. cit . p. 102 sgg.) ; la sala il 21 t circa; la tecnica muraria ri·
liturgica primitiva, dopo secoli di ab- sponJerebbe a quella usata nel primo
bandono, fu restituita al culto verso quarto dcl m secolo ( cf. KRAUTHl!lMER ,
la metà del Seicento (cf. A. FILIPPINI, Corpus basi!. I, p. 177). Da princi-
Ristrello di tutto quello che appartime pio, quando non esistevano ancora le
aTl'anticliità e ve11eratione della chiesa mura Aureliane, tutto il complesso
dri Ss. Silt•eslro e Marti110 de' Mo11/i dovette costituire una \'llla suburbana,
di Roma, Roma, 1639, p. 7 sgg.). La sul tipo di tante altre che sorgevano
chiesa Ji S. Martiuo, ricostruita come lungo le grandi strade dell'agro Ro-
si è detto dl Sergio Il, e condotta a mano. La parola « Sessorium » ricorre
termint: per la parte decorativa dal in un passo, corrotto, di PLUTARCO
suo successore Leone IV ( lib. Po111;j. ( Galba, 18,3), nel quale viene indicato
Il , p. 131 e iscriz. cit.), ebbe dei rc- come luogo delle esecuzioni capitali, e
Mauri sotto Innocenzo Jll; ma poi negli scolii dello PssuDACRONE (Schol.
seg uì un periodo di oscurità fino al in Horati11m, Epod. 5, 100; Serm. I, 8,
secolo x vi, quando vi dedicarono le 14). Il re Teoderico, ment re era in
loro cure i cardinali Ca rafa, Bo rromeo, Roma nel 500- 1 , vi fece decapitare un
Paleotto, e :il secolo x v11, allorchè fu suo ufficiale (ANONIMO V ALESI ANO in
promosso, per opera del p. Filippini, un .\.{. G. H., Chro11. mi11. I, p. 324 n. 69).
rinnovamen to artistico della basilica. Cf. LUGLI, I 111011. aut IJI, pp. 486-9<>).
Altri lavori furono eseguiti nel 1676, (2) Questo « palatium Pilati» è
nel 1741 1 nel 1780, nel 1793, fino :il segnato nell'itinerario sulla colo nna
mod erno restauro dovuto al •Fondo sinistrn, prim:i di S. Maria Maggiore,
culto. Cf. SILVAGNI, op. ci t. p. 329 e l'HuELSEN (la pia11ta, p. 405) lo
sgg.; I 1>. Il titolo costa11ti11ia110 di Eqr1itio colloca nell'altura del Cispio. Ma io
in N. 811/l. arr/J. crisi. XIX , p. 167 sgg.; un testo di Mirabilia e Indulgenze
W1LP"-RT, Die rom. Mosaikw 1111d .\ fa. contenuto nel codice Vat. L.:u. 4265
lrrrim, I. pp. 322-n; K1Rsc11, Die (secolo xiv ), a proposi to della chiesa
1 0111. T itellrircbw, pp. 41-5; lo. I sn11- di S. Croce in Ge rusal emme s1 legge
tua1 i d~111rstiri di martiri 11ei titoli ro (c. 214 v): «Ex alia parte versus
mani rd altri simili sa11t1UJ1 i rulle chitst « SJactum Johannem in Laterano est
cristia11e t 11ellr case prhmtr di fedeli
in Re11d. Po1it1J. Arrad. Ro111. A1 chtol.11, p., •• not• (i) v. r•g. seg.

Cod Tapocr., Il. I 3


194 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

Sanctus Vitus. Nympheum M. Amphitheatrnm (2 l.


Sancta Biviana. Forma Lateranense. Monaste-
rium Honorii (J>.
Forma Cla[u)diana. Porta Prae nestina.
In via Praenestina C•l foris mu- 5
rum: Forma Claudiana <sl.
Sancta Helena. Sanctus Marcel-
linus et Petrus
4. ciadiana cod.

« domus Pylati »; onde abbiamo cre- I, p. 179), forse nella cappella di sant' E-
duto di dover trasportare l'indicazione lena. Cf. GRISAR, A11alecta Rom. I,
sulla colonna destra. Dalle Memorie p. 556 sgg.; G. B1As10TTI e S. PEsA-
(p. 10) di FL. VACCA risulta che dinanzi RINJ, Pillure del Xli serolo scoperte nella
alla chiesa dei Ss. Quattro Coronati, basilica di Sa11/a Crnce i11 Gernsalwmze
scavandosi in certi canneti, si trovò, a Roma in Studi Roma~ii, I, p. 260 sgg.;
tra frammenti di marmo ivi trasportati ORTOLANI, S. C1·oce in Gerusalemme,
per ridurli in calce, un epitatio di Roma, s. d.; HUELSEN, Le c/Jiese,
Ponzio Pilato. Il ricordo di Pila to in p. 243 ; KRAUTH EIMER, Corpus basil. 1,
Rom a e spiegabile con l'atteggiamento p. 165 sgg. .
della primitiva trad izione cristiana nei (r) Di piazza Vittorio Emanuele.
riguardi del procuratore romano, che (2) L'anfiteatro Castrense.
non solo lo assolse da ogni complicità O) 11 monastero fondato da l papa
sulla morte del Cristo, ma ne fece un Onorio I nella sua casa presso il La-
cristiano, almeno nel suo convincimento te rano, in onore degli apostoli Andrea e
interiore (TERTULLIANO, Apologelic11m, Bartolomeo ( Lib. Po11tif. I, p. 324), re-
XXT, 24, ed. H. HOPPE; cf. HERRMANN, staurato più tardi da Adriano I (ibid. l,
Du Golgolha n11 Pala /hz, p. 9). p. 506), e ricordato nella vita di
( 3) La chiesa di S. Croce in Gerusa- Leone Ill (ibid. II, p. 22). Pare si
lemme. fu fondata da Costantino uin pa- trovasse nel luogo ove oggi sorge l'o-
tc latioSessoriano»(lib. Po11tif. I, p. 179) spedale di S. Gio\·anni, presso il batti-
e restaurata da Gregorio II (ibid. I , stero della basilica; ivi esiste ancora
p. 40 1), Adriano I (ibid. I, p. 508) e una cappella ded icata a sant' Andrea.
Lucio II (ibid. II, p. 385 ), che la rin- Cf. DuCHESNE, Lib. Po11tif. I, p. 327
novò completamente. Benedetto XIV nota 21 e li, p. 4 3 nota 80; HuF.LSEN,
la trasformò nella chiesa atluale. Il Le c/Jiese, p. 195.
suo nome ufficiale era « Hierusalem », (4) Propriamente Labicana.
come si ricava anche d:i una iscrizione ( 5) Abbiamo trasportato, contrari:i-
di Valentiniano, P lacidia ed Onoria (DE mente a quanto si legge nel codice,
Rossi, fo scr. christ. li, p. 4 35 n. 107), « Sancta Hdena. Sanctus Marcellinus
dagli atti del sinodo romano del 501 «et Petrus » sulla sinistra e la <t Forma
(A eia Syubodornm, p. 4 28) e da passi <t Claudiana » sulla destra, perchè ta le
0

del Liber Pontijicalis ( locc. citt. e II, era la loro posizione rispetto alla via
pp. 12, 20, 121, 195); denominazione Labicana. In rapporto :illa vera via
che si riattaccava evidentemente con Prenestina, le voci sarebbero and::1te
la reliquia della croce ivi deposta (ibid. tutte sulla destra.
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA 195

A PORTA SANCTI PETRI USQUE PORTA A SINARIA (•). 8.

Per ar cum.
Circus Flamineus ; ibi Sancta Sancti La.urentii in Damaso.
Agnes.
5 Thermae Alexandrioae. Tbeatrum Pompei.
Sancti Eustachii. Rotunda. Cypre[sJsus.
Tbermae Commodianae. Sancti Laurentii.
Minerviam <2 >; ibi Sancta Ma- Capitolium.
ria in Minerva <i>.
10 Ad Sanctum Marcum. Sancti Sergii; ibi Umbilicum
Romae.
Forum Traiani et columna eius. Saocti Georgii <•>.
Tiberis <s>. R. <6> PER AR CUM SEVERI.
Sancti Hadriani. Forum Roma num <1>. Sancta Maria Aotiqua.
1 5 Sancti Cosmae et Oamiani. Ad Sanctum Theo<lorum.
Palatius Neronis < >. Aeclesia Palatinus.
8

Sancri Petri (9).

9. in Minerva n~I cod. ugue a Sancll Laurcntil d~lla linea 7.

(r) Dal ponte Elio all'arco di Se· delle chiese, del secolo xm, è ricordato
vero nel Foro, si segue lo stesso cam· un S. Giorgio «a Sancta Adrian o n
mino del primo itinerario; quindi si (H UELSEN, L e chitst, p. 23 n. 292),
attra,·ersa il for<> Homano, percorrendo che, dal punto di vista topografico, coin·
la via Sacra, si gira a destra il Co· ciderebbe con l'ordine di questo itine·
!osseo, e per la via dei Ss. Quattro si rario ; ma non se ne ha da altre fonti
arriva a S. Giovanni io Laterano, e di documentata l'esist~nza.
qui alla porta Asinaria. (5) V. p. 177 nota 2 .
(2) « Minervium ». (6) Forse <e Recto». Cf. HuELSEN,
(3) L'appellativo cci o Minerva» non La pia'1ta, pp. 408-9.
può riferirsi a S. Lorenzo i11 Palla· (7) «Forum Romanum », nel CO·
ci11is dell'altra colonna, corue sta nel dice, è segnato nella colonna sinistr2.
codice. Doveva essere unito qui a (8) Al LANCIANI ( L'itill. col. 494)
S. Maria, o essere scritto in margine, sembra debba intendersi la basilica di
e fu messo dal copista fuori di posto. Costantino.
(4) Generalmente in questa indica· (9) Questa voce va ~cparata dalla
zione suol ravvisarsi S. Giorgio al Ve· seguente «Ad Vincula ».Qui si all ude
labro, che però resta molto lontano dai alla chiesa dei Ss. Pietro e Paolo
pressi del Foro. Nel catalogo parigino iri via Sacra, che il Liber Pontifealis
SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

Ad Vincula. Arcus Titi et Ve- Testamentum C•l. Arcus Con-


spasiàni <1>. stantini.
Palatium Traiani. Amphithea- Meta Sudante.
trum.
Ad Sanctum Clcmentem. Caput Affricac. 5
Monasterium Honorii. Forma Q uattuor Coronati <1>.
Claudiana.

(I, p. 465) indica « iuxta templum Ro- coll. 499- 500); ma etrambe le ipotesi ·
« mae ». Fu edificata da Paolo J (loc. non appaiono soddisfacenti.
cit.), e deve essere scomparsa assai (3) Chiesa che dovette esser co-
presto, forse quando venne fondata struita, tra la fine del rv e il principio
la basilica di S. Maria Nova. Però del v secolo, nel luogo dove esisteva
essa manca già nel catalogo delle chiese un titolo eretto sulla casa di una ma-
di Roma del tempo di Leone Ili. Cf. trona Emiliana. Fino al termine del
DucHESNE, Le Forum chréti111, pp. 15- v secolo il titolo mantenne il suo antico
19; LANCIANI, L'itin. colL 494·6; HuliL· appellattivo di « tìtulus Aemilianae»
SEN, La pianta, p. 409 e Le chiese, (Acta Synhodomm, pp. 412-3-4 on.
p. 422; PRANDI, Vicende edilitie della 16, 38, 60); dal v1 secolo entra in uso
ba1ilica di S. Maria Nova in Rend. Pont. la denominazione « Quatuor Coronato-
Accad. Rom. Archeol. XIIJ, 1938, p. 228. «rum» tGREGORIO I, Registr. epist. t. I,
( 1) L'arco di Tito eretto nel settore p. 367), senza che però la più antica
più alto della Sacra via, a ri cordo venisse completamente dimenticata.
della presa di Gerusa lemme. Non tro· La chiesa è ricordata già come centro
viamo accenno al monumento negli del culto di questi quattro martiri nel
scrittori classici, a meno cbe alla inci- Martirologio Geronimiano (8 novem-
piente costruzione non alluda MARZIALE bre). Onorio I la riedificò (Lib. Po11tif.
(De speclac. JI, 2). Ad ogni modo, I, p. 324), Adriano I la restaurò (ibid.
l'iscrizione, tuttora esistente, ci fa sa- I, p. s12), e Leone IV tibid. II, p. 1 1 S)
pere che era dedicato soltanto a Tito; la rinnovò dalle fondamenta, abbellen-
l'attribuzione anche a Vespasiano deriva dola. Incendiata dai Normanni nel
da inesatta interpretazione di essa : 1084, fu ricostruita, ma in minori
e S. P. Q R. divo Tito, divi Vespasiani proporzioni, da Pasquale II e dedi-
e fìlio, Vespasiano Augusto», Il LAN- cata nel 1116 (ibid. 11, p. 305; cf.
CIANI (L'iti11. col. 496) mette in r ilievo FORCELLA, Iscr. VIU, p. 289 n. 717;
il particolare cbe il pellegrino non KEHR, Papsturkundet1 Ì1I • Umbrien in
passa sotto l'arco, ma lo gira dalla Nachricbtm von der kii11igl. Gesfllschaft
parte di ponente; a meno che anche der Wissenscbaften ~" Giitlinge11, Phil-
qui, osserviamo noi, non sia avvenuto hist. Klasse, 1898, p. 379 n. 5). Sue·
uno spostamento della voce. cessivi restauri vi eseguirono il cardi-
(2) La località rimane ignota. C'è nale spagnolo Alfonso Car illo sotto
cbi ha creduto ri conoscervi una se- Martino V, il papa Pio IV, e nel 162 3- 4
c.onda nomenclatura dell'a rco di Tito, il cardinale Giov. Garzia Millini, che
e chi ba ricongiunto il vocabolo al fece cambiare la decorazione dell' ab-
Chartu/arium (cf. LANCIANI, L' ili11. side, distruggendo gli affreschi .di Pa·
DF.sCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA 197

Patriarchium Lateranense<•>. Sancti Iohannis in Lateranis.


Porta Asi naria.

D E SEPTEM VllS USQUE PORTA METROVIA <». g.

In sinistra. Iobannis et Pauli. In dextera. Cli vus T auri (J).

squalc II, e trasformare !:i cripta. del pontefice ; fu il ce ntro culturJle per
Cf. I. Gu1RAUD, Le li/re des Sai11ts Qua- la preparJzionc al s:icerdozio e alle
Ire Couro1111és au moye11-dg' in fi11ules alte dignità ecclesiastiche, con scuole,
d' /Jist. du moyw-iige dédiis à Gabriel biblioteca ed archivi. Vi eseguirono
Mo11od, Paris, 1896, p. 2 35 sgg.; Mu Noz, lavori Zaccaria, Adri.1110 1, Leone Ili,
Il restauro della chiesa e del chiostro Gregorio IV. D:mneggi:tto certamente
dei Ss. Quattro Coronali cit.; KlRSCll, anch 'esso dal terremoto che sotto Ste-
Die ròm. Tìulltircben, pp. 3 Mi HUELSEN, fano VI rovinò gran parte della basi-
Le chiese, pp. 427- 8. lica, dovette essere restaurato da Ser-
( 1) La residenza dei papi, insl;li- gio II; più tardi lo abbellirono lo-
lata nel palazzo dell'aotica e illu- nocenzo Ili e Bonifacio VIII. l\el
stre famiglia romana dei L:iterJni, che secolo xiv fu due volte devastato dal
sotto Costantino faceva parte dcl do- fuoco ( 1308 e 136 1), e i papi al loro
minio imperiale e che da lui fu do11,1to ritorno da Avignone, trov:indolo forse
alla Chiesa. Nel palazzo del Laterano, in cattive condizioni, semirono il biso-
chiamato domus Faustae (la sccon J:i gno di t rasferirsi al Vaticano. Final-
moglie di Costantino), il papa Mil- mente Sisto V demolì quJnto rimaneva
ziade raccolse nel 313 un concilio, JeU 'antico « patriarchium >>, facendo
in cui furono condannati i Donatisti erigere il palazzo attuale. Cf. Ro-
(OPTATO 01 M1LETO, De scbismale Do- HAULD DE FtEURY. le l atra11; LAUER,
11alistarum, I, 23 in M1GNF. P. L. Xl, op- cit.; G10VE.'<ALE, li Battistuo Lale-
col. 93 1) ; ma, come osserva il LAUER ra11tme 11elle reu11ti illdagi11i dtlla Poni.
( le palais de Latra11, pp. 26-7). non Commissione di A rc/Jeologia Sacra,
risult~ da ciò che la Chiesa Romana Roma, 1929, pp. 48-5 '-
ne sia stata in possesso fin d'allora; (2) Dal Settizonio, per la via dei Ss.
può darsi benissimo che, in occasione Giovanni e Paolo, ~i sale alla piazza
del concilio, l'impera trice abbia sem- della Na vice Ila e da qucst.a si )Cende
plicemente messo a disposi l ione del a porta Metrobia. Quindi, per l'oJiema
papa un locale del suo pal. izo, di vi:i di Druso, ~i pJSsa sulla via Latina
dimensioni sufficienti per accogliere e la sinistra dell' Appia.
l'assemblea dei vescovi. Solo con Sil- (3) «Chvuscauri ».Con questa indica-
vestro i papi avrebbero cominciato ad zione deve intendt'rsi non già la strada,
abitare in Late rano (LAUER, op. ci t. che non poteva esser segn1lata sulla
p. 36). Per un tempo abbastanza lungo destra, ma il monastero di S. Andre:a,
il « patriarchium » costituì la sede del .1 quale in altri documenti del tempo
governo della Chiesa, con gli uffici della è chiamato, come si è vi)tO (p. 168
gerarchia cen trale e l'a bitazione privata nota 1), « monasteri um Clivuscau ri '"
SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

Forma Lateranense. Ad Sanctum Stephanum in Cae-


Ad Sanctum Erasmum <1>. lio monte <2>.
Sancta Maria Dominica <i>.
Item alia via de porta Metrovia<•>.
In dextera. Ad Sanctum Sy- 5
stum.
z-6. Nei cod. :
Ad unct um erasmum Item alla via de porla metrovia . In dextera
Sanc ta m aria domlnlca ad &anctum syxium. In sinis tra accl~la

( 1) La chiesa ed il monastero di avere S. Stefano sulla sinistra, e non


S. Er,1smo si fanno risalire al secolo v1, sulla de5tra.
ma qualche notizia sicur.t si ha solo (3) S. Maria «Dominica,, o «in
nella seconda metà del vu, col pontefice « Domnica » nell'itinerario è registrata
Adeodato, che ivi crebbe cd arricchi il sulla sinistra, ma noi abbiamo creduto
monastero di nuovi edifici e di fondi di trasponarla sulla destra, conforme
rustici (Lib. Po11tif. I, p. 346). Nel se- alla realtà topografica. L'appellativo
colo x il monastero fu unito, per ordine deriva da « dominicum • dato ai titoli,
di Leone VII (jAFFt·LOEWENFELD, Ret. e la chiesa doveva esistere, come a;a-
Po11tif. Rom. I, n. 36o8), a quello di Su- conia, già dal principi!' del pontificato
biaco, e nel secolo xm fu assegnato a di Adriano I (cf. OUCH'ESNE, Lib. Po11tif.
monache benedettine (F. CAMOBREco, Il II, p. 65 nota 17). La più antica men ·
monastero di S. Erasmo sul Celio in Ar&li. zionc ~ nella vita di Leone IlI (ibid.
So&. Rom. di stor. patr. XXVJII, 1905, 11, pp. 9, 14, 16, 19, 30). Pasquale I,
p. 288). Figura ancora nel catalogo essendo ormai la chiesa cost ruita da
del ' 55S (et: HuELSEN, Le &biest, p. 82 parecchio tempo e prossima alla rovina,
o. 66), ma non in quello di Pio V; e la riedificò più grande e più bella (ibid.
dovette s.:omparire prima del 1561, Il, p. 55); la rinnovò al principio del
pcrchè in quell'anno si rinvennero sul Cinquecento il cardinale Giovanni dei
Celio gli avanzi della chiesa di S. Erasmo Medici (poi Leone X), e molti lavori di
(CAMOBRECO, op. cit. p. 199). La posi- restau ro vi eseguì, sotto Pio VII, il cardi·
zione è indicata nella bolla di Leone Vll nale Raffaele Riario Sforza, e in epoca
«ante venerabilem titulo sancti Christi successiva il cardinal Consolini. L'ap-
« protomartyris Stephaai ecclesiam •; pellativo attuale di S. Maria in Na1:itella
e I' UGoNto (Histor.a dtllt stazJ011i &c. non risale oltre il secolo xv1, e proviene
p. 192) dice che stava a mano manca dalla piccola nave situata sulla piazza
vi.:ino ali' entrata della chiesa di S. Ste· dinanzi :illa chiesa, che è copia fatta
fano. a. DE Rossi, La basilica di eseguire da Leone X di un esempla1 ~
S. St1fano Rot011do ed 1l 1no1uistero di antico, forse un ex voto posto r:ella vi-
S. Erasmo, p. 131 sgg. ; C.otOBRECO, cina edicola di luppiter red11x, nei castra
op. cit. p. 265 sgg. ; HuELSEN, Le chiese, peregrina. Cf. AR MELUNI, lt chiese,
p. 249. pp. 6 t 1-3 ; .\o1ARUCCRI Basiliquts &c.
( 2 ) Coot rariameute al L \ NClANI pp. 21 7 9; HuELSEN, Lt chiese, pp. 331 ·2.
(L'1ti11. coli. 503, 507), I' HuELSEN ( La (4) Il tratto di strada (oggi via di
pia11ta, p. 110) sostiene che il vian- Druso) che da porta Metrobia va a sboc-
d:tnte seguisse lodierna e antichissima care poco sopra il punto di riunione
vi.i delta Navicell.i e dovesse quindi d.:11' Appia con la Latina.
DESCRlZIONE DELLE MURA DI ROMA 199

In via Latina intus in c1v1tate:


In sinistra. Aeclesia Sancri Io-
hannis <•>.
Extra civitatcm:
5 In sinistra. Oratorium Sanctae In dextera <2 >. Sancti Ianuarii.
Mariac <i>. Oratorium Sancti Systi.
Sancti Gordiani. Sancta Eugenia. Ad Sanctum
Theodorum <•>.

DE PORTA APPIA USQUE SCOLA GRAECA. h: VIA APPIA .

IO Forma lobia Cs>.


Coclea fracta.
Arcus Recordation is.
T hermae Antoninianae. Sancti Xysti .
Sancri Nerci et Achillei.
1- 14. Nel coJ.
In via latina l otus In cl vit ate Sanctl lohan nis
In sinistra Extia clvharem. In dcxlcra sanctl lanuurll
Oratorium sanctac marlac Orator lum sanctl sy•tl
Sanctl gordiani Sancla eugenia. Ad unctum 1heodorum
d c porta appia usquc sco la greca In via appia
coclea fracta. T hcrmac antoninlan3c forma !obla. Sancii ncrtl cl achillei
Arcus rccordationls Sanci i xystl

(1) L'antichissima chiesa di S. Gio· dopo da parte del cardinale Girolamo


vaoni Evangelista situata al di qua Albani. cr. G. M. CRESCIMBENI, L'islO·
della porta Latina. Dai bolli di mattoni ria della cbiesa di S. Giovr11111i at1at1/i
col nome di Tcodcrico, si fa risalire al porta Lali11a, Roma, 171 6; ARMELLINt,
tempo tra il 49S e il 526. Fu rico- Le cbiut, pp. 63 s-6, 1314; MARUCCHI,
struita da Adri2no I ( Lìb. Pontif. I, Basiliquu &c. pp. 170-1; Sn·ci;R, op. cit.
p. so8) e dedicata di nuovo da Cele- p. 261 sgg.; HuELSEN, lt cbiese, p. 274.
stino 111 nel 119 r (FORCELLA, lscr. Xl, (2) Quest':ila destra della via Latina
p. 161 o. 297; cf. per la data STYGER, La \'iene estesa fi no :illa sinistr:i dcli' Appia.
decora'{_io11e a fresco del Xli ucolo della (3) Non alt rimenti documentato.
cbiesa di S. Giovarmi a 1tlt por I a,:, (4) Probabile corruzione, per 1Theo·
Lati11a111 in Studi Romani, II, 1914, «dolum».
p. 263 nota I ; KRAUTHEIMER, An ( S) Abbi:lmo trasportato nel meZ10
ol"ie11tal basilica ;,, Rame: S. Giova1111i I 1 «Forma fobia• e I'• Arcus Recor-
a Porta Lati11a in Amer. journal of « dationis », che nell'itim:rario figura-
h chaeology, XL, 1936, p. 485 sgg.). no, rispettivamente, sulla destra e sulla
Altri restauri riceve tte verso la metà sinistra ; attenendoci :illa verosimile
del secolo xvi, sotto Pio IV, per opera posizione di questi due cavalcavia.
del cardinale Crivelli, e ritocchi poco Appoggiandoci poi al frammento inse-
200 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

l NoE PER PORTICUM uSQuE AD FORMAM. PcR VII v1As <•>.

IN Circus Maximus.
SINISTRA. IN DEXTERA. Sancta Lucia.
Mons A\'entinus. Septizonium <». Palatinus.
Et sic per porticum usque ad Sanctam Anastasiam.
Item in eadem via <1> extra ci- 5
vitatem:
Ad Sanctum hnuarium. Sancta Petronella. Nerei et A-
chillei.
Marci et Marcelliani. Ad San-
ctum Soterum. 10
Ubi Systus martirizatus est. Sancti Cornelii, Xysti, Faviani,
Sancta Eugenia. Antheros et Militiadis.
Ad Sanctum Theodorum (4). Ad Sanctum Sebastianum.

u. IN<s > VIA PoRTENSI EXTRA CIVITATEM: IN DEXTRA. Abdo et Sennes.

In via Aurelia extra civitatem :


[/n sinistra]. Sancti Pancratii. In dextra. Processi et Martiniani.
In via Salaria extra civitatem:
[/11 sinistra]. Sancti Saturnini. In dextra. Sanctae Felicitatis cum
. vn. fi liis.

J. Scp11zonium 1ulla c(l/011na 1i11illra dopo Avcminut cod.


16· 20 . Nel cod.:
In via aurtlla txtrach h atem. In dotra sancii pancratil. procu~• ti martinta nl
In via salarla extra clvltal<m. In destra uncll suurnmt. sanctat ftllchatb com . v11. filtts

rito nella silloge epig rafica (p. 17-i), (3) I sepolcri qui elencati non ern no
abbiamo trasferito dalla destra alla lut ti sulla via Appia: ncll' aln destra
sinistra la chiesa dd Ss. Nereo ed si comprendono santua ri che sorgevano
Achilleo. anche presso lArdeatina, e lala sini·
(1 ) "Pu \"Il \ ' IA S » , che nel co- st r:i viene estesa fi no all.1 destra della
dice è scritto di seg uito a « FORMAM » , Latina.
senza Sl·gno di pun1eggi:itura, ,va stac· (4) Cf. p. 199 nota 4.
ca 10 da ciò che preced~; cf. p. 174, dove (S) Qui l'amanuense ha confuso i11·
s: legge << lnde ad VII vias ». sieme le colonne di destra e di sinistra,
(l) Il Scttizonio, indicato nel testo e il passo viene dato da noi ~ccondo
sulla sinistra, si trov:iva invece sul l.l la restituzione dcl DE Rossi (Roma
destra, come il Palatino (cf. p. 175). sol/. I, p. 15 5).
DESCRIZ10:-.IE DELLE MURA DI ROMA 20 1

In via Pinciana extra civitatem:


[/n sinistra]. Sanctae Basilissae. In dextra. Sancti Pamphili.
Proti et Yacinthi . Sancti Her- Sane ti Iohannis ca put.
mctis.

1·4 Nel cod.:

In via plnctana extra clvitatwi in dextra


saoctae b11tltssu. sanctl pamphlll
proti et yaclnthl. aanc tl hermet ls aancti iohannls caput.

Cod. Toposr., Jt.


202 SILLOGE EPIGRAFICA. ITI NERARIO

DESCRIZIONE DELLE MORA

A <•> porta Sancti Petri cum ipsa port:i usque portam Flami-

( 1) Intorno al monumentale anello verso la città con grandi archi e prov·


murario, che circonda la città, è sorta vedu te di feritoie al di fuori. Al di
tutta una letteratura, non sempre di sopra di questa elevazione venne fatto
pareri concordi. Il RICHMOND (The city correre qud cammino di ronda che
W1J// &c. pp. 17 sgg. e 241 sgg.) distin· prima coron.iva le mura, munito di un
gue, nella storia ddle mura, parecchi parapdto e di merli. Tale sopraele·
periodi. Nel primo la città fu ricinta vazionc importò di conseguenza I' in·
da Aurdi:rno con un muro di circa 26 nalzamento, e talvolta una costruzione
piedi di altezz~, per il timore di un' in· ex "ovo delle torri, che presero una
cursione dci barbari. li muro infatti forma più grandiosa e maestosa delle
era dest inato a tener lontano un eser- precedenti. Anche le porte subirono
cito sprovvisto di macchine d'assedio, notevoli cambiamenti, per adattarle
e assomigliava generalmente a un ter· alle murJ; anzi due, l'Appia e I' Asi-
rapieno, sul tipo del limu germanico naria, vennero addirittura ricost ruite
o britannico. Nella parte superiore sul mod ello di quelle di Torino, Spa·
correva un cammino di ronda scoperto lato, Treviri. Cosi I' intiera opera pro-
e riparato verso I' esterno da un mu· tettiva assunse un aspetto quale diffi·
rello guarnito d'una merlatura rada e cilmente si sarebbe potuto ritrovare in
disuguale. In alcuni settori, per ragioni tutto il m ondo romano. Questo largo
che non conosciamo, ma certo di ca- rifacimen to è attribuito a Massenzio,
rattere difensivo, la cinta saliva fi no sia perchè dopo Massenzio, e fino ad
ali' altezza di 3S piedi, per la soprat:le- Onorio, non occorrono circostanze
vazione di una galleria sormontata dal storiche da giustificare una ricostru·
solito camminamento. Le mura ave· zione delle mura; sia perchè il cara\tcre
vano torri massicce quadr.ue, e porte generale dell'opera, e quello partico·
ad uno o due fornici, a seconda del- lare di akuni dettagli, lasciano ragio-
1' importanza del traffico della via nevolmente pensare ch'essa appartenga
sottostante, fiancheggiate da due torr i a lui. Inoltre da un passo del Cro-
semicircolari. Per gli sbocchi stradali 11ografo dr/ J54 ( voi. I, p. 28 1) si rkava,
di secondaria importanza si aprivano sebbene le mura non siano esplicita·
qua e là « postcrulae » ad un solo fornice mente nominate, che Massenzio, al·
e sprovviste di torri. Aureliano aveva l' avvicinarsi di Costantino, dovette
dato tutte le disposizioni per questa provvedere a rendere sempre più effi.
enorme recinsione dell' Urbe nel 271, dente la difesa di Roma.
prima di partire per la guerra co ntro Di un terzo restauro, al tempo di
i Palmireni, e l'opera, affidata ai «col- Arcadio ed Onorio (401-3), u audito
«legia • fu portata innanzi con criteri « rumore Getarum 11, fanno testimo·
uniformi ed utilitari, senza però trascu- nianza CLAUDIANO (Panegyricus dt stx/o
rare completamente anche l'estetica, comu/a/u Ho11orii, vv. 519-36) e le trt
specie nei tipi delle porte. iscrizioni collocate sopra tre porte, a
In un secondo periodo le gallerie, memoria dci lavori eseguiti dal senato
costruite in particolari settori, vennero e dal popolo Romano alle mura, alle
estese a tutto il circuito murario, aperte porte e nllc torri, sotto la prefettura di
DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA 203

neam <1 >: turres .xvi., propugnacul::t .DCCLXXXII. <», posternas


Flavio Macrobio Longiniano (C. 1. L. tomo alle mura; e perchè gli assalti
VI, nn. 1188-90). La fisonomia delle nemici si effettua vano per solito dal
mura non fu ·alter;ita; il rifacimento si nord, fece chiudere con pietre la porta
limitò alla stretta necessità. Al di fuori Flaminia (PROCOPIO, De bello Gotb. 1,
fu tolto l'enorme cumulo di materie di 14, 15; 19, 16). Dieci anni dopo, nel
scarico; e le porte venn ero abbellite 546, Totila, entrato io Roma per la
con la messa in opera di marmi e de- porta Asina ria, disfece in parecchi punti
cora zioni. le mura, per circa un terzo di tutto il
Alt ri restau ri segui rono a inte r:i.ralli ci rcuito (ibid. lii, 22, 7); e quando
più o meno luoghi. Un editto di Teodo- Belisario, partito Totila, rie ntrò in città,
sio Il e Valentiniano III del 440 (Novel- non essendo in grado d i restituire in
lae Vale11ti11ia11i, V, J) contiene l'ordine breve i t ratti di mura abbattuti, in
che il prefetto avrebbe dovuto dare per venticinque giorni, con il lavoro inde-
la ripa razione delle mura, torri e porte, fesso di tutto l'esercito, li rifece alla
che erano $ labefactata ». Siccome poi • meglio, con muro a secco (ibid. Ili,
seguì nel 442 un terremoto (C. I. L. 24, 6). Manca ogni noti zia di restauro
VI, nn. 32086-90; cf. PAOLO DtACONO alle mura riferibile a Narsete, sebbene
Historia Romana, XIII, 16) che rovinò, taluni vedano in lui non solo un restau-
olt re a vari edifici cittadini, le mura, ratore della cinta, ma g li attribuiscano
specialmente tra la porta Tiburtina ed gran parte dell'opera di Belisario (cf.
il fiume, è presumibile che anche ciò G10VENA!.E, Le porte del rtcinto di Aure-
richiedesse immediati lavori di re- lia110 e di Probo, p. 46).
stau ro. Ulteriori restauri si ebbero nel se-
In oltre alcune lettere d i CASSIODORO colo vm, per iniziativa di qua ttro papi,
(Variae, I, 2 5; li, 34; cf. ANONIMO Sisinnio, Gregorio II e Ili, e Adriano
V ALESIANO, n. 67) alludono ad una re- (Liii. Po11tif. I, pp. J88, 396, 420, 501;
staurazione degli edifici <li Roma d u- F.SCHNEIOER, Die Epitapbim der Ptipstt,
rante la prima decade del VI secolo; Rom, 1933, p. 25 n. 30 vv. 13-4). No-
ma no n è possibile precisare, dalla tevole specialmente l'opera dell'ultimo,
dizione dell ':\Utore, se in questa furono ta ntochè il DE Rossi (Piante icnografiche
comprese anche le mura della città. e pro spett. di Roma, p. 71) e il LANCIANI
Ad ogni modo alcuni bolli di mattoni, (le mura di Aurelia110 e di Probo, p. 101
ritro vati, stlrebbero ad attestare, a n- nota 2) non esitano a ri attaccare ad essa
che nei ri guardi di esse, l'opera rico- l'origine della descrizione contenuta
struttiva di Tcoder ico (cf. RICHM OND, nel codice di Einsiedeln.
op. cit. p. 37). (1) Delle mura sulla sinistra del
Dopo T eodcrico lo stato delle mura, fiume, dal ponte Elio fino alla porta
per circa un trentennio, non subi mo· Flaminia, non rim:ingono tracce, salvo
di ficazioni degne di essere segnalate, una sezione di que l tratto che una volta
mentre aJ esse era ri serba to un c6m- si estendeva dalla porta Flaminia ali.i
pito importantissimo durante la g uerra sponda del Tevere. Che lungo il fiume
Goti ca. Nel 536, quando Belisa rio en- corresse un muro, si ricava in partico-
t rò in Roma, prese cura della cinta ro- lar modo da un passo di PROCOPIO (De
vinata in più settori; diede poi ad ogni brll. Gotb. I, 19, 6- 7); dal bisogno di un
merlo una forma, in piano, di I- per ripa ro, data la facilità di g uadare il
proteggere i difensori anche dal lato
sinistr0 ; scavò una profonda fossa at- Per la nota ( 2) v. p•g. scg .
SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERARIO

.m. (I), necessariae .1111. ~», fenestrae maiores forinsecus .cvn.,


minores .txvr. CJ>.

fiume, specialmente nei periodi di ma· menzionata in documenti anteriori :il


gra; e dall'esistenza di posterule in 1 177, presenta tutta \•ia le caratteristi·
questa zona. Come fosse il muro Io che di una posterula ant ic.i, pe rchè
dice l'autore citato: basso e comple- ivi metteva capo una vecchia st rada
tamente sprovvisto di torri. E allora diretta alla slatio marmorn111, e per
dove collocheremo le sedici torr i indi· aver tratto probabilmente il nome
cate dalla lista di Einsiedeln lungo dagli horti Domitiae che si estende-
questo percorso? Otto se ne conoscono vaoo di rimpetto nella riva opposta.
nella sezione dalla porta Flaminia al Cf.C. CoRVIStERI, Dtllt posterule tibtri11t
Tevere (v. pianta del MAGGI 1661, in tra la porta F/a111i11ia ed il po11te Gia11i·
.C. ScACCIA SCARAPONI, Lt pia11te di colmse in Arc/J. Soc. Rom. di slor. patr.
Noma, Roma, 1939), di cui la maggior I, 1878, p. 79 sgg.; RrcHMOND, T/Je cii)'
parte andò distrutta nella sistemazione wall of imperial Romt, pp. 236-8.
del Lungotevere. È qu asi certo che le (2) Questi • necessaria » rientrano
rimanenti dovessero innalzarsi nel muro in un sistema di esigenze igieniche, an·
di r:iccordo d ella porta di S. Pietro che se nell'interno non prese111avano
con la sponda del fiume, nel lato est, alcun conforto. Si tratta va di una CO·
in corrispondenza delle nove segnala- struzione semicircolare, sporgente all'e·
teci dalla lista nell'altro muro di rac- sterno della cinta e poggiante su robu~te
cordo della pane ovest. mensole di trave'rtino. Siccome a pp:i·
{2) Questi merli, numerati in se- iono generalmente nella parte più :ilta
zioni da porta a porta, si presentano del muro, la loro costruzione appartiene
con una rilevante dissimetria, della al momento in cui questo \'enne soprae-
quale oggi non è agevole inJùvinJr la levato. Di tali latrine se ne consc n •:i
ragione. V. le congetture dcl R1ct1· integra una sol:i, ad est della porta Sa-
MONO in op. cit. pp. 45-6. laria. Allo stato attuale d elle mura,
( 1) Di queste « posternae » o « po- non è possibile determinare quali criteri
" sterulae », t ra la porta di S. Pietro e abbiano presieduto alla loro cotloc:i-
la Flnminia, se ne conoscono quattro. zione. Nella nostra fonte si pre~entano
Ln posterula di S. Martino, già di irregolarmente distribuite. Cf. R1c11 -
S. Agata, e chi.imata «ant ica» fin dal MON0, op. cit. pp. 84-6.
962. Era a capo di un g ruppo di (3) Il R1c 1rno-io (op. cit. pp. 46-8)
st rade molto importante che andavano ritiene che i termini « fenestrae maiores
dalla via Flnminia, per il mausoleo di u forinsecus »e« fenestrae minores » non
Augusto, al fiume. La posterula Ji abbiano un preciso senso, se vengono ri-
S. Lucia Quatuor Portarum, che ricorre spet tivamente riferiti alle finestre delle
nei documenti fin dal 1002, e che aveva torri e alle feritoie della parte esterna
adiacente l'altra Jell.i Pila, ancb' essa del muro, perchè il numero risulterebbe
conosciuta Ja documenti dcl 955 e eccessivo. Per questo egli suppone una
1010. AmbeJue si trovav:mo n~lle vici· inversion e nei termini, e proporrebbe
nanze delle Cico11iat Nixae, cioè d i quel· 1.1 seguente lettur.1: cc fenestrae minores
l'approdo fluvia le donde i vini fiscali « forinsecus » = fc:rito ie, e « fcnestrae
venivano portati al tempio del Soli.", • maiores • (da sottintendere • intrin-
anche in etl posteriore aJ AureliJno. =
• secus ») arcate delle gallerie dal lato
La posterula Dimizia, che sebbene nou della città. Noi invece, prescindendo


DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA zo5

A porta Flaminea cum ipsa porta usque ad portam Pinciaoam clau-


sam : turres .xxv1111. <•>, propugoacula .ocxLim., necessariae .m.,
feoestrae mai-0res forinsecus .Lxxv., minores .cxvu.
A porta Pinciana clausa cum ipsa porta usquc ad portam Sala-
5 riam: turres .xxu., propugnacula .CCXLVI., necessariae .xvu.,
fenestrae maiorés forinsecus .cc., minores .CLX.
A porta Salaria cum ipsa porta usque Numentanam: turres .x. <1 >,
propugnacula .cxcvnu., necessariae .11., fenestrae maiores forin-
secus .Lxxi., minores .LXV.
10 A porta Numentana cum ipsa porta usque Tiburtinam ( J): tu rres
.LVII.<+), propugnacula .occcv1., necessariae .u., feoestrae ma-
iores forinsecus .ccx1m., minores .cc.

dalla questione del numero, resa sempre all'età onoriana, mentre la primitiva
più ardua dalle mutazioni a cui le mura porta è scomparsa. Non se ne conosce
sono andate soggette, ritorni.imo alla il nom1: originario, ma vi passava sotto
comune interpretazione, che vedeva la strada che, partendo dalla porta Vi·
nelle « fenestrae maiores » quelle delle mi nale, divideva poi con la Tiburtina,
torri e delle cortine di raccordo, e nelle alla quale congiungevasi, il traffico per
« fenestrae minores »le feritoie. Anzi- Tivoli-Sulmona-Adriatico. In seguito,
tutto per non violentare la dicitura del avendo la Tiburtina preso sempre ma g·
testo, e poi perchè la descri zione eviden· giore importanza, la strada più a nord,
temente ha per oggetto lo stato esterno venne meno frequent ata e forse passò
delle mura, in ordine alla loro efficienza d'uso. Non è però determinabile
difensiva; senza dir che il termine t<fe- quando la porta fu chiusa ; certo essa
" nestrae maiore!s » a significa re le grandi ebbe sempre un'importanza secondari:i,
arcate delle gallerie ancora visibili, ap- anche se in quakhe momento storico
pare tull'altro che proprio. il traffico locale salì ad una certa consi·
( I) Le torri oggi esistenti sono J1:razione. La porta non ebbe mai
quindici ; il RICHMOND (op. cit. p. 269) torri. Fu restaurata da Belisa rio;
propone di leggere t< xx1111 >1 in luogo subi modificazioni per dar luogo al
di « XXVllU ». passaggio dello speco dell'acqua Felice,
(2) Il numero è giusto, qualora si sotto Sisto V; e nel 1628 nuovi rc-
escludano le due torri della porca: quindi st:iuri vi apportò Urbano Vili. Cf.
anticamente lo sta to delle mura e'ca RICHMOND, pp. 181 -4; GIOVENALE. Op.
diverso, o la lista è erm1a, il che è più cit. PP· 63-5.
verosimile (RICHMOND, op. cit. p. 269). (4) li numero delle torri dall:t porta
(3) Tra la Nomentana e la Tibur· Chiusa alla Tiburtina è di diciotto; nel
tinl è omessa la «porta Cl a usa u, come settore delle m ura rimanenti non è
poi si omettono l'Ardeatina e la Sctti- facile trovare il posto per trentanove
miana, perchè certamente fuor d'uso e torri, quante ne mancano pt:r raggiun·
dimenticate. L:i « Clausa », adiacente gere il «LVII». Il R1CHM01'D (op. cit.
al lato meridionale del castro Pretorio, p. 269) crede sia caduto un « X>> , e si
nella sua forma attuale può risalire debba correggere « Y.LVll ».
206 SILLOGE EPIGRAFICA. ITINERAR10

A porta Tiburtina cum ipsa porta usque ad Praenestina[rn]: turres


.xv1m. <•>, propugnacula cum porta Praenestina .cccn., neces-
sariae .1., fenestrae maiores foriosecus .Lxxx., minores .cvm.
A porta Praenestina usque Asinariam: turres .xxvi., propugna-
cula .01111., necessariae .vi., fenestra e maiores forinsecus .CLXXX., 5
minores .CL.
A porta Asinaria usque Metroviam: tum:s .xx. <2 >, propugnacula
.cccxw., necessariae .un., fenesrrae maiores forinsecus .cxxx.,
minores .CLXXX.
A porta Metrovia usque Latinam: turres .xx. hl, propugoacula 10
.ccxc1111., necessariae .xvu., fenestrae maiores forinsecus .c.,
minores .cLxxx.111.
A porta Latina usque Appiam : turres .xu. (4l, propugnacula
.cLxx1111., necessariae .vu., fenestrae maiores forinsecus .Lxxx.,
minores .Lxxxv. 15
A porta Appia usquc ad Ostensem <s>: turres .XLVIITI. <6>, propu-
gnacula .ocxv., necessariae .xxvm., fenestrae maiores forinsecu s
.cccxxx., minores .CC.LXXXIII!.
A porta Ostensc usque ad Tiberim: turres .xxxv. <1>, propugna-
cula .occxxxm., necessariae .xv11., fenestrac maiores forinsecus 20
.cxxxvm., minores .ccx1.

3. mlnoru] malotes cod. 4. usque] Stl(ut rasura, forse di ad

(1) Se ne conoscevano diciotto; ma cortina fra lo spazio di due torri (RICH-


il taglio praticato per il passaggio della MOND, o p. cit. P· 269).
ferrovia ne h.1 fa tte scomparire qua t· (4) Se ne conoscono undici, e come
tordici. dodicesima può essere computata la tor-
(2) Ne conosci:tmo tredici ; il Rtor · retta del!' acqua Antoniniana (RrCH·
MONO (Op. cit. p. 269) pensa che il MOXD, Op. cit. p. 270).
«xx» del testo si:i corruzione d'un (S} Tra la porta Appia e l'Ostiense
originale "xv». In q uesto caso il è su 'ta omessa l'A rdeatina , che dovev:i
numero sarebbe esatto, qua lo ra alle già esser chiusa.
tredici torri conosciute si aggiungano (6) Il numero qua rantanove sembra
le due della porta <li pa rtenza, con- inferiore al vero, conoscendosene cin-
forme al metoJo che sembra ordina- quanta (R tCll MOND, op. cit. p. 270).
riamente seguito. (7) Se ne conoscono ventitre, ma
(3) Se ne conoscono diciannove; molte delle torri sulla sponda del fiume
ma può essere considerat.1 come ven- sono scomparse (RICHMOND, op. cit .
tesim:i la cost ruzione sporgente in una P· 270).
)

DESCRIZIONE DELLE MURA DI ROMA 207

A flumine T yberi usque ad portam Portensem: tu rres .1111. < >, pro- 1

pugnacula .LVllll., fenestrae maiores forinsecus .x., minores .xv.


A porta ·Portensi usque Aureliam: turres .xxvmr. C», propugnacula
.cece., oecessariae .11., fenestrae maiores forinsecus .cxxxvn.,
5 minores .CLXII!.
A porta Aurelia usque Tiberim (J): turres .xxnn. e~>, propugnacula
.ccc.xxvu., n~cessariae .x1., fenestrae maiores forinsecus .cu.,
mmores .cxxxi.
A Rumine Tiberi usque ad portarn Sancti Petri : turres .v1111. (sl,
10 propugnacula .cccc.Lxxxv1111., fenestrae maiores forinsecus .xxr.
et minores .vn., posternae .li. (6).
PoRTA SANCTI PETRI. IN HADRIANIO sunt turres .v1., propugnacula
.cLxmr., fenestrae maiores forinsecus .x1111., minores .xvm. <1l.
Sunt simul turres .CCCLXXXIII., propugnacula .vuxx., posternae .v.,
15 necessariae .cxvi., fenestrae maiores fo rinsecus .il.Lxvi. (8l.
1. ponen~i cod. 13. xvtttt cod. 15. Nel cod. manca il totale delle fmes lre mi11or i.
(r ) Anche la piaota del MAGGI mo- MONO (op. cit. p. 238}, seguendo il LAN;
stra quattro torri, qualora si comprenda CIANI ( Formae U1·bis Romae, tav. 14), la
nel numero quella est della porta sposta piì.1 a sud, verso il Triga1·ium, un
(RICHMOND, op. cit. p. 270). punto abbastanza importante per i tra-
(2) Se ne conoscono soltanto qui n· sporti fluviali. La seconda potrebb'essere
dici, ma devono essere state. di più situata, col CORVISIERI (op. cit. pp. I 56-
(RICHMOND, op. cit. p. 270). 159), incontro al vicolo del Polverone,
(3) Tra l' Aurelia (Pancraziaoa) e il sebbene manchino prove definitive al
Te vere è omessa la porta Settimiana. riguardo (cf. RICHMOND, op. cit. p. 238).
(4) Se ne conoscono diciassette. Il (7} La t rasform:izione del mausoleo
TEMPESTA ( Urbis Romae prosprctus r59 J, di Adriano in fortezza risale forse ai
riprod. di FR. EHRLE, Città del Va- tempi di Onorio. Un ulteriore al lar-
ticano, 1932) ne segna venti; ma com- gamento si ebbe sotto Toti la (PRo-
putando le du e della porta Settimiana, coP10, De bello Goth. IV, 33, 14-6),
e aggiu ngendone due a quelle che e i dati della lista di Einsiedeln, che
vanno di li al Tevere, si arri va a ven- chiama l'intero complesso « Hadria-
t iquattro (RICHMOND, op. cit. p. 270). « nium », dc,·ono riflettere lo stato del
( 5) Non resta alcuna traécia nè delle fortilizio dopo quest' ultima modifica-
torri nè del muro. zione. Cf. RICHMOND, op. cit. pp. 20-6.
(6) Una di queste posterule porta il (8) In questo elenco riassuntivo ri-
nome de Episcopo, ed è ricordata in dne sultano io meno quau ro torri, ses-
donazioni dell'anno t013 (Regesto di santa merli, cinque latrine. e io più
Farfa, compilato da GREGORIO 01 Ct..- diciannove finestre maggiori ; il che sta
TINO, a cura di ). GIORGI e u. BALZANI, a dimostrare le alterazioni subite dalle
nn. 665, 666). li CORVISIERI (op. cit. cifre ndla tradizione mrnos.:ritta, e il
pp. 155-6) la collocava in corrispon- valore relativo che può essere att ribuito
denza del ponte Vat icano, ma il R1ctt- alle singole indicazioni numeriche.
• . hTIT. S TCll'. I( \ • >tlt Il M, [.

DESCRIZIONE DELLE. MURA 01 ROMA (co<l. Einsied. 326).


IL LIBER PONTIFICALIS
E LE SUE CON TINUAZI ON I

Il valore topografico del Lt:ber Pontijicalù può dirsi


fino ad oggi più intufto che conosciuto nella sua reale
consistenza. Nessuno infatti s'era ancora provato a
raccogliere, in una specie di corpo, tutti gli accenni
topografici, in modo da permetterne una analisi alla
luce de.ll'archeologia e della storia.
Eppure trattasi di una fqnte di prim'ordine, oltrec~è
per l'autenticità dei documenti donde ci provengono
le notizie, p er la immanenza del fattore topografico in
un racconto storico che si protende per secoli.
Anche a ltri testi non mancano di notizie topografiche
preziose, ma si tratta spesso di indicazioni a carattere
fr.a mmentario e discon tinuo: solo il Liber Pontijicalù
ci permette di assistere, in una v isione panoramica
continuativa, alla reazione secolare opposta da una
immensa metropoli alle forze degli uomini e del tempo,
congiurate a trasformare, se non a cancellare e dissol-
vere, quanto era espressione materiale e durevole di
culti o di istituzioni di un mondo, con cui una società
nuova non desiderava con tatti. Con questo noi non
crediamo affatto ad una volontà distruttiva del cri stia-
nesimo. Nelle biografie dei papi compresi fra i secoli

()od. Topo;;-r., Il. 14


210 IL "unER PONTIFICALtS ' 1

111 e 1v la Roma pagana affiora nello sfondo evanescen te,


come veduta dalla distanza delle vie. consolari, lungo le
quali s'aprono, sotterra, le ca tacombe.
La fison omia dell'Urbe non appare affatto mutata,
anche se la nostra fonte non ricorda che un numero
limitato di templi, terme, acquedotti, teatri, mercati.
Se allora non mancavano persone che avevano una
gran voglia di manomettere le costruzioni antiche, è
anche vero che l'autorità statale ancora imponeva un
doveroso rispetto delle opere d'arte e dei monumenti:
« sicut sacrificia prohibemus, ita volumus. publicorum
« operum ornamenta servari » (Cod. Theod. XVI, 10,
1 5). Siamo nel gennaio 399; ma una disposizione infor-

mata agli stessi criteri era sta ta già emessa dal no-
vembre 346 (ib id. XVI, 10, 3). Una funzione quasi
statale degli antichi templi vien documentata fino al
370 1 nel quale anno fu pubblicata nel Pantheon una
ordinanza imperiale ad Olibrio, prefetto di Roma, sulla
ammissione dei libertini in talune corporazioni. Per
l'occasione il Senato era stato convocato nel Pantheon,
secondo l'antico costume di radunarlo talvolta nei
tem pli (ibid. Xliii , 3, 10; cf. O. SEECK, Regesten d.er
Kaiser u. Péipste, p. 8). Del resto, anche contro il
divieto imperiale, ancora vivevano i cul ti di Ves ta, Mitra
e Cibele, radicati in particolari centri di superstizione.
Verso il secolo v la visione topografica nella nostra
fonte diventa più vasta e le denominazioni antiche
con tinuano ancoraa ricorrere: il templum Ma muri,
la ca t h ed r a 1api d e a F 1or i a n a, la regione
.e a p u t T auri che si stendeva SUI giardini di
T . Statilio Tauro, il p a 1a ti u m Licinia n u m , le
E LE SUE CONTINUAZIONI 2I I

terme di Traiano, il Sicininum , il vicu s Longus,


il c 1i v u s P a tric i u s, il c 1iv u s Sa 1 u ti s ecc.
Se i nomi però res tano, la trasformazione urbana
già assume proporzioni impressionanti. Da lla fine del
secolo IV san Girolamo consta tava con compiacimento
la dissoluzione della religione pagana e l'abbandono dei
templi: «Auratum squale t Capitolium, fulig ine e t ara-
« nearum telis omnia Romae tempia cooperta sunt,
« movetur urbs sedibus sui s e t inundans populus· ante
« delubra semiruta, currit ad martyrum tumulos ...
<< di quonda m na tionum cu m bubonibus e t noc tuis in
« solis culminibus remanserunt » (Ep. CVII , nn. 678-<)).
E vero che Cla udiano nel 404 ancora ammirerà stupito
dal Campidoglio l'augus ta bellezza del F oro', ma tre
anni dopo (407) Arcadio, Onorio e T eodosio bandiscono
dovunque quei simulacri che i pagani onoravano ancora
di un culto. I te mpli, le a re passan o in uso dello Stato,
quando i legitti mi possessori non sono costre t t i a di-
struggerle (Cod. cit. XVI , ,10, 19). Già Cos tantino
disapprova va (325) gli spe ttacoli cruenti dei gladiatori,
e le stragi umane finiscon o da l 404 e i I ud i andarono
in dissuetudine, fin che verso la metà del secolo VI (s23)
l'Anfitea tro vedrà le ult ime ve n a ti o n e s e il circo
Massimo verso il 550 le ultime corse.
Coll'inizio del secolo v sorge, per un decreto di
papa Marcello , quella , o,rganizzazione dell'assistenza
spiritua le che la Chiesa loca lizza nei ti t o I i . S i tratta
di palazzi di pri vati dona tori, adibiti prima come
luoghi di raccolta e di culto. Confiscat i e in gran
( 1) Pa11tg)•r. de sexlo co11ml<1fa Ho11orii in M. G. H., Auct. A111iq. X, p. 237,
vv. 44-5 2.
212 IL •<-1.IBER PONTIFICALIS"

parte distrutti in forza dell'editto di D iocleziano del


303, vennero restituiti per l'editto di Galerio del 311 ,
come proprietà cotlettiva della comunità cristiana, e
poi, col nome di titoli, pa~sarono a sedi dell'ammini-
strazione spirituale. Li troviamo per tutta Roma: su
tutti i setti colli e nelle valli sottostanti, in tutte le
quattordici regioni. Per alcuni di questi edifici sacri
conosciamo con certezza la fondazione tra l'epoca di.
Costantino Magno e il principio del v secolo.
Intanto la costruzione di chiese si fa più frequente;
esse si circondano di quadriportici con battisteri, ninfei,
cantari, bagni, vasche. Gli edifici crollanti per l'età
sono des tinati a somministrare le loro pietre, i loro or-
nati alle nuove fabbriche, sebbene dal 376 anche ques to.
guasto legale <lei monumenti fosse stato vietato. La
funzione urbana delle terme, condannata dai cristiani,
è da tempo cessa ta; t'amo vero che capita nella nostra
fonte di sentir ricordato un istituto di bagni solo per pre-
cisare la collocazione di un titolo. Altre chiese vanno ad
annidarsi dentro gli antichi edifici o ne occupano parte
dell'area. Un settore del circo di Gaio e Nerone ha ce;
duto lo spazio alla basilica del principe degli Apostoli;
il palazzo dei Laterani ha ospitato la chiesa di S. Gio 7
vanni ed è diventa:to il patn:archz"um, la sede del ponte-
fice;_quello Sessoriano ha fatto posto alla basilica H ieru-
salem; fin che gli stessi imperatori concederanno aree
pubbliche per la costruzione di templi cristiani, come
avvenne della meridiana di Augusto, utilizzata per la
chiesa di S. Lorenzo in Lucina; o, come Foca, lasce-
ranno che il Pantheon venga consacrato e prenda il
nome di S. Maria ad ilfartyres (609),' o, come Eraclio,
E LE SUE CONTINUAZIONI 213

perme tteranno di copri re la basi lica di S. Pie tro


(625-38) con le tegole dorate del tempio di Venere e
Roma.
Parimenti S. Stefano sul Celio sorge sopra cos tru-
zioni, pare, pagan e; S. Pudenziana sulle terme cli No-
vato; S. Andrea sull'E squ ilino in una sala del palazzo
di Giunio ~asso, anche se ne è rispettato l'ornato con
emblemi isiaci; e S. Sebastiano nel te mpio su ll 'altura
orientale del Palatino, anche se è di proposito evitata
la cella, che imponeva un sacro rispetto come un mira-
colo immanen te (CASSIO DORO, Variae , VII , r 5). Se a
qu esto punto, cioè alla fine del sesto secolo, diamo una
occhiata alla Roma d i Gregorio Magno, essa ci appare
ancora quella grande e bella metropoli (unica a l mondo),
per la quale lo stesso Belisario perorò presso T otila,
onde si guardasse dal distruggerla (PROCOPIO, De bello
Goth. III , 22); ma vicino alla Roma pagana, la cristiana
appare orma i già grande e monumentale, capace insomma
di competere per le sue chiese e basiliche con le gran-
dezze del passato.
Giungiamo così al secolo vm, quando le diaconie
hanno già ereditato la pesante funzione dell'annona.
La città viene integralmente cris tia nizzata. Manten-
gano o no le diaconie una amm inistrazione laica, a lla
loro effici enza dovettero sicu ramente essere interes-
sati lo Stato, fin che sussistette, la Chiesa, la stessa
organizzazione civica, non meno degli istituti cari-
tativi esistenti. Fatto è che, materialmente, le dia-
conie con gli a nnessi monas teri vanno ad occupare
o edifici prima destinati all'Annona, o monumenti
antichi.
214 IL " LIBER PONTlFICALIS "

Ed ecco che S. Maria in Cosmedin si estende sopra


l'Aedis Cererù,Liberi· et Liberae;S.Teodoro si piazza nel
cuore degli Horrea Agrippi'ana; S. Sergio e Bacco nei
Rostra ; S. Maria Antica nella biblioteca d'Augusto;
S. Cosma e Damiano nel tempio degli dei Penati e
nel cosl detto heroon del divo Romolo; S. Vito nel Ma-
cello di Livia; S. Maria in Aquiro nella basilica di Ma-
tidia; S. Lucia nel Settizonio; S. Eustachio nelle terme
Alessandrine; S. Maria in Via Lata nei portici fiancheg-
gianti la Flaminia; S. Maria Nuova fra i colonna ti ante-
riori del tempio di Venere e Roma; S. Adriano occupa
l'aula della Curia.
A lla fi ne dell'v111 secolo il gran corpo della Roma im-
periale è quasi irretito dentro una maglia densissima di
basiliche, chiese, titoli, diaconie, monasteri, oratori,
ospizi, ospedali che, se non trasformano del tutto il
volto di Roma, spostano verso nuovi cen tri gli interessi
materiali e spiri tuali della cittadinanza. Fin la tenacia
della tradizione romana sembra staccarsi dalle monu-
mentali grandezze della latinità, per rifiorire intorno a
nuove g lorie, a nuovi monumenti, destinati a rifondere
l'orbe nell 'U rbe, nel segno di un a ltissimo valore ideale.
L 'attività costruttiva dei papi e il loro interesse edi-
lizio non sono più assorbi ti dalla manutenzione o abbel-
limento delle ch iese esistenti: la necessità per Roma di
provvedere anche alla propria difesa, nell'abbandono
totale da parte di Bisanzio, ha fatto convergere sul pon-
tefice gli sguardi. di tutti, come a nume tutelare e
vero signore temporale. Per l'importanza che prende
questa funzione politica, alcuni papi, più e meglio degli
imperatori di Bisanzio, si sentono g li eredi legittimi
E LE SUE CONTINUAZIO:\I 2 r5

degli antichi diritti romani, i legittimi difensori del


popolo, donde il risorgere di una coscienza del rispetto
per i grandi monumenti , considerati testimoni di una
potenza ancor viva e operante, anche se trasformata.
C'è ancor molto in piedi dell'antica Roma. Nella
nostra fonte echeggia il ricordo dei Tr ia F a t a, del-
l'E lefante erbario, della contrada in Or p h e a, del
mausoleo di Adriano, del Velabro, del Sessorio, del
campo Marzio, del c I iv u s S c a uri ; e alcuni p on-
tefici chiameranno a raccolta, davanti al perico lo sara-
ceno, i popoli del Lazio, dell a T uscia e della Campania
per restituire nella loro efficienza strategica le mura
Aureliane, o ripristineranno le varie f orma e della
Sabatina, della Giovia, della Claudia,_ della Vergine,
che da tempo avevano privato la ci ttà della dovizia delle
loro acqu e salutari.
Siamo però orma i vicini a ll' ultima fase della vita
degli antichi monumenti, quando le rivalità e gli
odi delle grandi famiglie romane li trasformera nno in
fortilizi: e sarà la più deleteria profanazione che subi-
ra nno quelle augu ste reliquie di un passa to di g loria.
E ques to il colpo d'occhio, omessi copiosi partico-
lari, che dal punto di vista topografico ci o ffre il L iber
Pontificalù: in altri termini una grandiosa sintesi della
materiale trasformazione del centro del paganesim o nell a
sede mondiale del cris tianesim o, trasformazione accom-
pagnata dal len to progressivo oscuram ento della po-
tenza imperiale; da un al terno avvicendarsi di pelle-
grini e di penitenti in cerca di reliquie o di perdono, di
sovrani che spesso con la spada nel pugno si sp ingono
fino alla tomba di san Pietro per legittimarvi l'acquisto
216 IL " U BER PONTIFICALIS "

di una corona, di lotte e contrasti, da cui uscirà il


primo principato civile romano.
Nelle note abbiamo segu ito le vicende delle singole
costruzioni, attraverso i secoli, richiamandoci al me-
todo del primo volume.
Quanto alla fo rmazione del Li.ber Pontificalù, ci limi-
tiamo a sunteggiare le notizie più accredita te e accettate.
Questa g rande s toria dei papi in forma di biografie
a schema fisso, e talvolta a formule stereo tipate, deriva
da anonimi impiegati di curia. Le biografie, brev i e
semplici all'inizio, si fanno sempre più nutrite, finchè
col chiudersi del ve il principio del VI secolo cominciano
a prendere il sapore e il colore della contemporaneità.
Dal VI secolo il L i.ber assume l'aspetto d'una specie
di memoriale s torico della politica papale e dell'ammini-
strazione della Chiesa, redatto, quasi, per un uso interno.
Con molta probabilità il pontificato di Felice IV ~
da riconoscere come il termine della prima redazione,
eseguita forse da un chierico romano sotto il pontifi-
cato di Bonifacio II (s30-2). Il catalogo Feliciano
rappresenta un estratto di questa prima redazione,
come nel catalogo Cononiano, che va fino al papa Conone
(686-J), viene . riconosciuto il compendio della stessa
redazione, e, per il seguito, di una redazione ulteriore.
Da anonimi impiegati di curia vennero poi raggruppate
le successive biografie, alcune a carattere ufficiale e re-
datte durante la vita dello stesso pontefice. E sse giun -
gono fino ad Adriano II o a Stefano V (886); la biografia
di Nicolò I appartiene forse ad Anastasio bibliotecario.
Le precedenti possono ascriversi ad uomini di minor
levatura, che attingevano tuttavia le .notizie alle fonti
E LE SUE CONTINUAZIONI

ineccepibili dell'Archivio ecclesiastico, donde il valore


delle indicazioni a carattere topografico.
Dopo una pausa, durata attraverso il secolo x e gran
parte del XI, in cui non si ebbero che aridi cataloghi,
solo qua e là corredati di qualche breve notizia sto-
rica, le estese biografie ricominciano da Gregorio VII
per opera di diversi contemporanei, gli scritti dei qu ali
presero un carattere unitario e ufficiale nelle redazioni
del chierico romano Pandolfo (c. I 137), del bibliote- ,
cario Pier Guglielmo di S. Gilles ( r i42) e di altri ano-
nimi che protrassero il racconto fino alla morte di
Martino V (1431). Al resto penserà la storiografia uma-
nistica con a capo il Platina.
Resta a dir brevemen te dei criteri con cui diamo gli
estratti. Tenuto conto dello scopo strettamente topo-
grafico di queste nostre raccolte di testi , i frammenti
scelti sono ordinati al fine illustrativo della vita di
ciascun monumento. ,Quanto appariva estraneo o su-
perfluo a questo scopo, è stato omesso senz'altro.
Abbiamo pure generalmente tralasciato quei passi in
cui si menzionano località e monumenti già in prece-
denza ricordati , senza aggiunte di qualche significato.
E intuitivo che quando parliamo di testo del Liber
Pontijicalù ci riferiamo (salvo che si indichi esplicita-
mente il contrari9) ,alla seconda edizione. Perdutasi la
prima molto presto, la restituzi one del testo originale
tentata dal Duchesne, combinando i due compendi,
il F eliciano ( = F) e il Cononiano ( = K) - derivati
ambedue, in piena autonomia, dalla prima edizione -
si fonda su criteri troppo personali e malsicuri per
poter dare l'affidamento necessario. Solo in certi casi

l'od. Topog r., li.


218 IL "LIBER PONTIFICALIS"

i due compendi F e .K ci danno alcune tracce sicure


del!' antico testo da cui dipendono; e all'occorrenza
ne è stato tenuto il debito conto.
Non essendo questo il luogo di fare nuove classi-
fiche di manoscritti, accettiamo quelle già pacificamente ,
accolte nelle edizioni critiche moderne. Lo stesso di-
ciamo delle sigle per rappresentare i codici. Solo av-
vertiamo, per la valutazione dell'apparato critico, che
tutti i codici del Lz'ber Pontificalz's propriamente detto
poss.ono venir divisi in tre classi. Le due prime segnano
due serie di recensioni nettamente distinte. La prima
classe viene rappresentata dai codici A, il principe dei
quali è il Lucense 490, del secolo VIII. La seconda classe
comprende specialmente i codici B, il cui principe è il
Napoletano IV A 8, del secolo vn; si possono ancora distin-
guere, dentro questa classe, due famiglie: l'una con bio-
grafie posteriori a Stefano I I, l'altra che non procede col
racconto oltre a questo papa. L'originale di tutto il
gruppo risale a un'epoca molto vicina alla morte di Ste-
fano II (7 57). La terza classe abbraccia i codici misti, o
contaminati; dei quali molti si avvicinano tanto alla
classe B, da poter essere aggruppati con essa, e vengono
rappresenta ti da C e D: altri se ne discostano di più e
vanno per conto loro; di questi i principali sono E, G, H .
Per stabilire il testa, ci siamo serviti delle edizioni
critiche esistenti; cioè: 1) per il periodo da san Pietro
a papa Constantino (t 715), delle edizioni di Duchesne
e di Mommsen; 2) per il periodo da Gregorio II (715-
731) a Urbano II (1088-99), dell'edizione di Duchesne;
3) per il periodo da Pasquale II (109g-u8) a Onorio II
(1124-30), di quelle di Duchesne e March.
t LE SUE CO'STINUAZJONI 21 9

Quanto alle varia n t i s iamo s tati parchi, accogl iendo


soltanto quell e che ha nno qualche valore topografico,
e riducendo al minimo quelle puramente grafiche.
Le biografie papa li pri ve di quals iasi accenno topo-
g rafico, sono s tate senz'altro trascurate .

La prima edizione del Li'ber Pontificalù vide la luce


in Magonza n el 1602: ANASTASII S. R. E. BIBLIOTHECARII
Hùtoria de vdù romanorum Pontificum a b. Petro apo-
stolo usque ad Nz'colaum I, nunquam lzactenus typù ex-
cusa. Dei'nde vi'ta H adriani Il et Steplzam· V I auctore
Guillelmo bt'bli'othecario. Ex biblz'otheca Marci' Ve/seri
Augustanae r[ei]p[ublùae] l l viri, curata dal gesuita
GIOVAN NI B uvs di Nimega; e l'esemplare a lui fornito
dal Welser era copia del cod. Vaticano . 3764. Il testo
di Magonza fu riprodot to nelle edizioni successive: di
CARLO ANNIBALE f ABROT, Parisiis, 1649 (ri s tamp. a
V enezia nel 1729); di FRANCESCO B1 ANCHrN1, R omae,
voi. I , 1718; voi. II , 1723; voi. III, 1728; voi. IV, curato
dal nipote Giuseppe, 1735; il voi. V , con cui l'op era
doveva finire, non fu pubblicato (ris tamp. in M1G NE,
Patr. Lat. CXXV I I - CXXVI II , 1852); di A NTON IO
L uoov1co M URATORI, in R erum ltalicarum Scriptores,
t. III , Mediolani , 1723. I n quell'epoca s i ebbe pure
l'edizione di GIOVANNI VrGNOLI (Romae, voi. I , 1724;
voi. II , 1752 ; voi. III , 1755; il secondo e terzo
volume furon o cu ra ti dal n ipote Pie tro Giuseppe Ugo-
lini) : ma questa edizione in cui si cercò di migliorare il
testo, mettendo a profitto le varianti di alcuni mano-
scritti, rappresentò invece u n regresso su lle anter iori,
sia per lo scarso numero e la poca autorità dei mano-
220 It "'LIBER PO~TtFICAUS"

scritti adoperati, sia per l' inabilità dell'autore a servir-


sene. Con la monumental e edizi one del D ucH ESNE,
Le Li'ber Pontijicalù, texte, i'ntroducti'on et commentat're,
Paris, t. I, 1886, t. II , 1892, l'opera venne finalmente
a riposare sopra un solido fo ndamen to critico; e dopo
qualche anno ad essa seguì l'altra, per certi riguardi
non meno pregevole, del MOMMSEN, Gesta pontificum
Romanorum, voi. I (fino a Costantino t 715; il voi.
secondo non è s tato pubblicato), in Mon. Germ. hùt.
Berolini , . I 898. U na edizion e del tes to di Pandolfo,
limi tata alle biografie da Pasquale II ad Onorio I I,
diede il padre MARCH sopra u n codice di T ortosa (L i.ber
Pontijicalù prout exstat i·n codice manuscripto Dertusenst·
textum gemtt'num complectens, hactenus ex parte inedt"tum,
PANDULPHI scriptorù pontificù', Barci none, 1925)'.

cr. DUCHESHE, Prcfaz. al Lib. Po11tif. cit.; MOMMSEN, Prefaz. ai Gnln


Po11tif. Rom. cit.; MARCII , Pn.:faz. al Libtr Po11tif. cit.; E. CASPAR, Gesrl1iciJlf
drs Papst111111s, II, 193), pp. 314-20; SE.PPELT, Libtr Po11tif. in Lexiko11 f. 17ieo-
logù rwd Kirche, \'I, coli. 551-2; F. HERMANIN, Rome au Moyw Agt, P:1ris, 1927;
V IELLIARO, lts 11/1 ts romai11s eJ les dtux tditio11s du L i be r Po n I i f i e a I i s
in Riv. arcb. rrist. \ ', pp. 89-103; LESTOCQ.UOY, Administratio11 de Rome ti
Diaco11ies d11 1'11• nu IX< sitclt, p. 261 sgg.; GRISAR, Roma alla ji11e dfl mo111/o
a11tico (trad. di R. MERCATI e aggiunte di A. BARTOLI), Roma, 1930; KIRSCH ,
Origi11e t carnttert degli a11ticbi titoli cristiani n Roma, p. 39 sgg.; A. KALSBACH,
Die U111w1111d/1111g 1/ts luid11isclm1 in das christlicbr 10111ische Stadtl>ild in Sciwli11
sacra, '17ieologiscbe Festgabe fii r K. f. Sch11/tt , KOln, 1935, p. 71; CECCHloLLI,
Aspetto di Roma 111ctlioev11/e in L'Urbe, IV, rtgosto 1939, p. ' 1 sgg.

( 1) Ci duole che particob ri motivi abbiano impedito al p. March di col-


laborare con noi nel fissue il testo del Lrber Po11tifiralis. Ad ogni modo gli
siamo grati di qualche notizia di cui ci siamo giovati in questa prefazione, e
della piena :id~-sione con la quale avev:i. accolto il nostro desider io.
E LF. S UE CO~Tl~CAZIO;-.oI 221

LIBER PONTlFICALIS

8 EATUS PETRUS - sepultus est via Aurelia, in templum Apoltinis <•J,


iuxta locum ubi crucinxus est, iuxta palatium Neronianum <»,
in Vaticanum, iuxta territurium Triumphalem <i>.
i . templo F A.'·4·f·6 8 1 ·6c• 1polllnis A 8 1 D a ppolinisC' 3pollonls ~li altri. 4 . t>a ti ·

c1no Af.6 vaticano A' C2 In te rrhurium F In krriturlo I\. trfumphale F Al·• 8 1

( 1) Non si ha notizia di un tempio 21 ), e di cui Nerone si ser"iva per


di Apollo in Vaticano; si conosce in· sfogare la sua passione d i :iuri ga rr.-.-
Vt'Ce un ager A pollinis argmtei nel In CITO, Ab exc1ss11 divi Augusti, XIV,
zona di monte Mario e della via Trion· 14). È ricordato anche nella vita di
fale, ma a tropp:i distanza d:il luogo in Elag:ibalo (Hist. .4.11g11sta, 2 3). Himase
cui fu sepolto san Pietro (cf. ScHN~I· in piedi fino all' inizio del 1v secolo,
DER GRAz1os1, Nou di topog rafia e di qu:indo una p.rne con~idercvole venne
epigrafia in BuU. Com. :\~I, 191 3, distrutta per fabbricarl'Ì sopra la b1Si-
pp. 54-7; A. STRONG, Sep11lchral Re- lica cost~ntioiana di S. Pie1ro. Pii1
litf of a Pritst of Bello11a in Papers of tardi, nel mezzo ddl'arcna, furono co-
the British School al Rome, IX , 1920, s truit i i due g rrndi m.1 usolei roton.!i,
p. 2 0 5 sgg.). L 'opinione più attendi- su cui cf. p. 95 nota 1 e p. 96 not:i 4.
bile è sempre quella dcl D uCHESN & Dal GRIMALDI (Hui;1s~s, Il circo dì
(L ìb. Po11tif. I, p. 119 nota 13 e p. 193 Nero11e al Vatic11110 srco11do lii descri·
nota 61; Vatica 11a, in Méla11g. XXII, zJom ì11edita 11el r<'dirr A111brosia110 di
pp. 8-9), che possa cioè tramrsi del Giacomo Gri111aldi in .\fiscelln11en Ce-
celebre tempio della Magna Mater, an· ri1111i, Milano, 1910, p. 257 sgg.) np·
corn in funzione alla fine del 1v secolo. prendiamo che le due nav:itc meridio-
La confusione, già esistente nel sincre· nali dell a basilic:i di S. Pietro, cioè il
tismo pagano degli ultimi tempi, tra muro esterno e i Jue colon nat i, poggia-
Cibele, Mithra-Sole ed Apollo pub esse- vano sopra tre muri pH.illcli dcl lato
re stata causa del cambiamento di nome settentrionale del circo. Egli ci for-
nel linguaggio popola re. Si noti anche nisce anche le mi~ure dcl cir~o ste~so,
che il collegio dti Quindecttnt•iri sacris sulle quali però cf. C'liMRATI, op. cit.
f aciundis presic:deva tanto al culto di Ci· p. xxxvi. Se poi i cnrrern, che e ra no
bel e qu:rnto a quello di Apollo. L'es pres- fiancheggiati da due tor ri, colloca te in
sione però « in templum », a meno modo asimmetrko rispetto all'asse lon·
che non sia da intendere nel signifi· gitudinale dt:I circo, ~i trovassero ad
cato di vicinanza, è inesatta; perchè 0\'CSt, come S('gn:I il LANCIANI ( Formn
la sepoltura Jell'Apostolo doveva tro- Urhis Romnt, 1a''· 13). o :iJ est, .:ome
varsi, se mai, presso e non dentro il indicano K1 i,_pi,.wr- ll u10LSf.N ( Fonuae
santuario di Cibele. Urbis Romae A 11tiq11ae, tav. Il ), è con-
(2) Il circo di Gaio e Ne rone co· troverso; m.1 la second~ opinione sem·
struito da Caligola (SUETONI O, Cai11s, br.1 più probabile (cf. H u~LS~N , Il cirro
S4 ; Pt1s10, Nat. Hisl. XV I, 20 1 e di Nerone cit. pp 262- 5). - La voce
XXXVI, 74>,dovcClaudio fece dare fre-
quenti spettacoli tSUETONIO, Cla111li11s,
IL "LlBER PONTlFICALIS"

LtNUS- sepultus est . . . in Vaticano.


CLETUS <•> - de regione vico Patricii <2>- scpultus est iuxta corpus
beati Petri in Vaticanum.
CLEMENS- de regione Caeliomonte CJ) - fecit .vn. regiones, diviJit
notariis fidelibus Ecclesiae, qui gestas martyrum sollicite et cu- 5
riose, unusquisque per regionem suam, diligenter perquireret <•>.
ANECLITUS - memoriam beati Petri construxit et conposuit, dum
presbiter factus fuisset a beato Petro, seu alia loca ubi episcopi
reconderentur sepulturae Cs>; ubi tamen et ipse sepultus est iuxta
corpus beati Petri. ro
1. vaticanum F ba1lcanum Af 2. !uxta corpus] In basilica K 3. batlcano A 1
1· v111 A' 7. anlclltu s K anecletus e• E' anacletu s gli nitri. 8-10. seu alla !ci.ca ..
sepulturae •. loxta corpus beati Pttrl om. F K, e pare si tratti di i11tupola<ione del u -
eo11do editort'.

« palatium » nelle fonti medioevali è raggruppamento amministrativo ;!ella


usata, senza distinzion e, per indicare popolazione, ma soltanto un modo
monumenti di carattere diverso. usuale per indicare il domicilio (cf. Du-
(3) Le pertinenze ddla via Trionfale. CHESNF., Les dgio11s de Rome a11 lllO)'etl-
Anche SAN GIROLAMO (De viris illustri· age in Méla11g.d'arcb. et d'bist. X, p.138).
bus, cap. 1) localizza presso questa via ( 3) È la vecchia denominazione della
la sepoltura dell'apostolo Pietro. Allora regione li. Se la basilica di S. Cle-
la via Cornelia nella pri m:i p.irte del suo mente vénne costruita, come pare, sulla
antico percorso aveva perduto il proprio casa di proprietà di colui che poi fu il
nome, in seguito alla costru zione della primo papa di questo nome,l'abita ?.ione
basilica Costantioian~, consen•andolo si s:trcbbe trovata, stando all:t cli vi sione
solo al di là di questa. Tra il ponte di antica, piuttosto nella regione lll.
Adriano e la b.isilka non rimanevano (4) Accanto alla divisione a mmini-
che la vi:i Trionfale e l'Au relia; la Cor- strativa e ufficule della città di Roma
nelia era stata ridotta ad un portico in qua tto rdici regioni, parrebbe che con
chiam:ito di S. Pietro (cf. DucHESNE, Clemente ne ven isse istituita un'altra,
Vatica11a in Mna11g. XXII, pp. 6-1>. in sette, d i ca rattere puramente e~cle·
( t ) Sembra che questo pontefice, il siastico, in quanto che ai notai prepo·
qun lc non figura nella lista d'Ireneo stivi sarebbe spettato soltanto il compito
nè di Eusebio di Ce~~rea , non sia altro della redazione degli A cta m11rtyrum.
che una variante di Anacleto (o A nen- Ma ness un alt ro documento testimonia
cleto). che dette origine a uno sdop- la funzione che qui vorrebbe attri buirsi
piamento di pcrsonJ. • ella serie dei ai notai, e ci troviamo di nanzi a uno
papi il posto di Anacleto sarebbe tra dei primi indizi, di quella tendenu,
Lino e Clemente (cf. DucHESNE, Ub. particolare :il Uber Po11tificalis, a pro-
Po11tif. I, pp. LXIX- Lxx: CASPAR, o p. iettare nel tempo antico istituzioni che
cit. I, pp. 8-14 e 569-70). si verificarono invece piu tardi.
( l) Qui l'espressione non è un ter- (S) Nella memoria non :ivrebbero
mine ufficiale corrisponden te ad un potuto trO\'a r posto che gl' immediati
E LE SUE CONTINUAZIONI 223

EvARISTUS- titulos in urbe Roma dividit presbiteris 0l - sepultus est


iuxta corpus beati Petri in Vaticanum.
ALEXANDER - de regione Caput Tauri <» - sepultus est via Numen-
tana, ubi decollatus est, ab urbe Roma non longe, miliario .vu.<i>.
5 X YSTus - de regione via Lata - sepultus est iuxta corpus beati Petri
in Vaticanum.
T ELESPHOR - sepultus est iuxta corpus beati Petri in Vaticanum .
YGINUS - sepultus est iuxta corpus beati Petri in Vaticanum.
Prns - sepultus est iuxta corpus beati Petri in Vaticanum - (Hic
IO ex rogatu beatae Praxedis dedicavit ecclesiam thermas Novati,
in vico Patricii, in honore sororis suae Potentianae) <~>.

1. cvvaristus A B'·'·1 evarcstus E' 2 vatìcano 8 1 batìcano A 2 6. vaticano a6


7. thelespor F thelesfor K telcsphorus A' batlcano A vaticano 8 1 ·6 8. batlcano A
vaticano C2 9-ll· Pio colloc<JnO dopo Aniceto F K Af CJ·4 E'·J vaticano 8 1 ·6 bati-
cano A'· f .6 Hlc - Potentlanae 10/0 in E' e derivnti.

successori di san Pietro; e la necessità Tauri, da collocare, sembra, sull'Esqui-


di allargare la zona di sepoltura può lino; e Ta11ri11a fu chiamata la porta
spiegart: in qualche modo la modifica- di S. Lorenzo. La denominazione di
zione apport:lta al testo primitivo ''al « c:1put Tauri» sarebbe venuta dalle
secondo redattore. teste di toro usate forse come motivo
(1) Abbiamo qui un altro esempio ornamentale nei possessi di T. Sta-
di anticipazione di fatti, poichè la tilio Tauro, che si estendevano su gran
fondazione dd titoli presbiteriali, nella parte della V regione augustea (cf. DE
sua maggior parte, pa re debba ripor- Rossi e GArri, Miscella11ea di notizie
tarsi al lungo periodo dt pace che /libliografiche e crificbe per la topografia
seguì la persecuzione di Valeriano. Nel e la sto1·ia dei 11101111met1li di Roma in
periodo precedente soltanto case pri- 811/l. Com. XVIII, 1890. pp. 280-3;
vate o sale di riunione erano adibire P. ,GRtMAL, l.tS Horti Tauriani in
alle necessità del culto (cf. CASP1\R, o p. Mha11g. d' ai cli. ti d'liisl. LIII, 1936,
cit. I, p. 54; KJRSCH, Origine e carat- p.' 265 sgg.).
tere degli a11/ichi titoli cristiani in Atti (3) L'autore, tratto in inganno dal·
11 I Cong resso Naz.. Studi Ro111a11i, voi. I, l' omonimia, confonde questo papa, con
1934, P· 39 sgg.). ogni probabilità sepolto in Vaticano
(2) Questa regione viene io seguito e dagli 3ntichi scrittori non ritenuto
indicata nella biografìa di Anastasio Il martire, col martire Alessandro della
col numero V, sebbene la tradizione via Nomc11tana.
manoscritta si presenti li incerta e (4) Qut:sta notizia dipen,fe dagli Atti
confusa. Ad ogni modo in fonti mc· delle s,111tc: Pudenziana e Prassede (cf.
dioevali abbiamo ricordo di un forum DuCHESNE, li/I. Po11lif I, p. I 33 11ota 8)-
224 IL " LIBER PONTlFICAUS"

ANICITUS - scpultus est iuxta corpus beati Petri in Vaticano<•>.


SoTER - sepultus est iuxta corpus beati Petri (2).
faEUTllER (z75-89) - sepultus est iuxta corpus beati Petri m Va-
ticano.
V1cTOR (I89-99) - sepultus est iuxta corpus beati Petri 10 Va- 5
ticanum .
Zr:PHERINUS (z99-2I7) - sepultus est in cymiterio suo, iuxta cymi-
terium Calisti, via Appia <J>.
CALISTUS (2z7- 22) - natiooe Romanus, ... de regione Urbera-
vennantium M - fccit basilicam trans Tiberim Cs> - sepultus est xo
in cymiterio Calepodi, via Aurelia, miliario .111. - fecit alium
cymiterium via Appia, ubi multi sacerdotes et martires requie-
scunt, qui appellatur usque in hodicrnum diem cymiterium
Calisti.
URBANUS (222-30) - sepultus est m cymiterio Practextati, via 15
Appia <6J.
PoNTIANUs (230-5) - Quem beatus Fabianus ... sepelivit in cymi-
terio Calisti, via Appia.
ANTEROS (235-6) - gestas martyrum diligenrer a notariis exqui-
si vit et in ecclesia recondit - sepulrus est in cymiterio Ca listi, 20
via Appia.

1. luxt• • vatlellno] In cymoterlo calistl 1/ lello completo. 2. iuxta- Petrl ] in cymlterlo


c.dls1I via appia id. 3 cleutherius K A"' ·J+6 In va tlcu no) apo•toll BC"J D 5-6. batl·
cano A" J.6 vaticano CJ B'·J·4 E' 7. zy pherinus F uphlrinus Jtl.J .6 zepyrlnu. E:;J
9-IO urbcrabennatlum K. 1 u rbera»ennatl um AJ.6 11 . ca llpodl A 1 aliud A4· f.6 E 13. bodlerno
die A ' 17 I'o11;iano col/rxano dopo A11terote FCJ ·4 E 1·J 17-8 In - Appia) In cimi·
teno catacumbas K 19. anterus K antheros A4 8 1 ·~ J l' antherus A' '·J·J·6 martyrum)
Se1111e et legcntlum 111 · ' · ) clcgentlum A 4 20. rccoo'did it A1·6 V El.J

(1) Cf. ibid. I, p. LXI. (4) Il quartiere che prendeva il nome


(2) Cf. loc. cit. dai classari di Ravenna, i quali ave·
(3) Poichè nell:i t:i vola marmorea Ji vano l.1 lo ro caserma nel Trastevere, ai
Sisto JJI (cf. p. 238 nota 5) non figura il piedi dcl Gianicolo (cf. HuELSEN, Noie
nome di Zefirino tr:i i papi sepolti nel di lopografia ro111a11a a11lira e medieval&
sotterraneo, è prob:ibilc che la tomba in B11/I. Com. LV, p. 85 sgg.).
di lui, almeno da quel tempo, ~i tro· (5) S. Ma ri:i in Trastevere.
vasse nella basilichettn s11rs11111, con- (6) Cf. p. 86 nota 3.
forme alla indicazione degli it incrnri.
t LE SUE CONTINUAZ10N1 225

f Al!IANUS (z36-50) - regiones dividit diaconibus <1 > et fecit .vu.


subdiaconos, qui .v11. notariis inminerent, ut gestas martyrum
in integro fiJeliter colligerent, et multas fabricas <» per cymi-
teria fieri praecepit - sepultus est in cymiterio Calisti, via Appia.

5 CoRNELIUS (z5r-3)- rogatus a quodam matrona Lucina, corpora


apostolorum beati Petri et Pauli de Catacumbas <i> levavit noctu:
primum quidem corpus beati Pauli accepto beata Luci~a posuit
in praedio suo, via Ostense, iuxta locum ubi decollatus est (4);
beati Petri accepit corpus beatus Cornelius episcopus, et posuit
IO iuxta locum ubi crucifixus est, inter· corpora sanctorum episco-
porum, in templum Apollinis, in monte Aureum <s>, in Vati-
canum, palatii Neroniani - Decius <6> •.• cCorneliumJ iussit prae-

1. divislt A E 3-4. et-pra eccpi t O'll. F 6. beati om. K 81 fC 2 E acceptum À'


1
IO .iuxca locum) ad l• tuS Be DE Il. !empio K 8 1 E apollln is A I 8 D apollonh 81i

altri. aureo F KM B C1 • 2 6
11 - 2 . vulcano K 8 E

( 1) Con Fabiano comincia il primo plizio di san Paolo ad Aquas Salvias


tentativo di una organizzazione interna (cf. p. 109 nota 2), perchè lo spazio
della Chiesa Romana. Pare che Fabiano che corre tra questo luogo e la basilica
affidasse :ti sette Ji aconi lincarico del- della via Ostiense non può essere indi-
)' :1postolato nelle regioni. La bre've no- cato che molto imprecisamente con la
tizia, tratta da I Catalogo Uberia110, « hic parola « iuxta ».
« regiones di\·iJi t diaconibus• può essere (5) Confrontando questo passo con
interpretata nel senso che egli assegnò, l' altro dell a vita di san Pietro (p. :221 ).
pe r t.: necessitit del culto, a ciascun si notano ident iche designazioni topo-
diacono due n:gioni augustee, come grafiche, tranne il •mons Au re us >>,che
3nche che creasse un:i nuova divisione per indicare il Vaticano s'incontra so-
regionale dell<t citt:\, d.il punto di vista lamente qui; mentre di regola tal e
dell'assistenza spirituale, scn z:i rispet- appellazione è riferita al Gianicolo.
ta re la vigente divisione amministrativa Potrebbe trattarsi di una glossa fuor
(cf. CASPAR, o p. ci t. 1, pp. 5 1-2). di posto, segnata in o rigine a ucrucifixus
( 2 ) Secondo il DE Rossi 'Rqma soli. I, «est» , da chi aveva presente la tradi-
pp. 117, 199; Il, p. 278 sgg.) ricntrereb· r.i one di un ma rtirio dell'Apostolo sulla
bero in questi l.1vori la sala sotterranea collina Gianicolense.
cent rale nella scwnda area del cimitero (6) li racconto provirne da lla Passio
Ji Callisto e 1111 ' esedra a tre :ibsidi 11el Come/ii (E. S CHELESTRATE, A11tiq11itas
so;>rassuot..> della stcs~a regione cimi- Ecclesiae disserlalio11ibus, mo11imwlis ac
teriale. 110/is illustrata, Romae, l, 1692, pp. 188-
(3) Cf. p. 19 nota 1. 190). È da osscrva reperòche Cornelio
(.~ ) Il Liba Pontijicalis si allontana non potè esse r condannato da DecÌ(I,
qui dalla tr:iJizionc, che colloca il sup- morto circa due anni prima.

Co.i. ·1opogr., 11.


2 26 IL ..· LIBER PONTl FlCALIS "

sentari sibi in T ellude ... (•) ante templum Palladis . . . et praecepit


duci eum ad templum Martis <2 l ut adoraret ; quod si non fe-
cerit, dicens capite truncari. Qui etiam decollatus est hl in locum
supradictum ·.. Cuius corpus . . . collegit beata Lucina cum clericis
et sepelivit in crypta, iuxta cymiterium Calisti, via Appia , in 5
praedio suo.
Luc1us (253-4) - sepultus est m cymiterio Calisti, via Appia.
STEP HANUS (254~) - sepultus est in cymiterio Calisti , Yia Appia.
X YSTUS II ( 257-8) -. capite truncatus est, et cum eo alii sex dia-
cones Felicissimus, Agapitus, lanuarius, Magnus, Vincentius et 10
Stephanus - post tertia die passus est beat~s Laurentius - Q ui
Yero [Xyst11s1 sepultus est in cymiterio Calisti, via 1\ppia ; n:un
.vi. diaconcs supra<licti sepulti sunt in cymiterio Praetext:ni l4),
1. Inter ludc A' 2 in tdlure Af·J.6 in lntellude B C In lmerlude m E PalladbJ
palati! A s. In - callstl] luxta cymitcrlu m ca listi In a r1 nar1o (arinaria) 8 C
( 1) Per «io Tellure•, le vicinanze (4) Soltanto Felicissimo e Agapito
dcl tempio Ji Tellus. In molte passioni erano sepolti nel cimite ro di Pretestato;
di ma rtiri il processo si svolge i11 Ttl· gli altri qua tt ro, di cui i nomi dati d:il
lude, davanti o prt'SSO il tempio di Uber Po11/ificalis sembrano con ogni
Pallade; e il ucrelari11111 della prefet· verosimiglianza auten tici, furono invece
tura urbana, dove il prefetto :immini· deposti in quello di Callisto. Questi
st ra va la giusti zi:\, cr:l detto lell11re11se ultimi vengono ricordati in modo
(cf. LA NCtANI, Gli tdifici dtlla ptrf~t1111a vago da DAMASO tEpigr. n. 1 2 v. 4) 1
urba11a Jra la Ttl111rt t le /erme d1 senza indicazione di nomi e di numero.
Tito e di Traia110 in H11/l. Com. XX, Anche SAN CIPRIANO ( Epist. LXXX, 1)
pp. 31- 2). Stando alle Passio11es, I' cdi· parla di quattro diaconi uccisi insieme
fido Junque :adibito alla tratuzi0ue dei con Sisto "in cimiterio •. La sepoltura
processi doveva t rovarsi in prossimità dci commaniri di Sisto in due cimiteri
del foro di Nerva, nel quale era appunto diversi può spiegarsi con la supposi·
il tempio di Pallad.:. cr. [DF.LEHAYE], zione che Felicissimo e Agapito, sfug·
L' Ampbi1/Jltllrt Flaviw ti ses muirons giti alla st rage nel cimitero di Callisto,
da11S lrs lix/es hagiograpliiques in A11a· venissero poi sorpresi per via o nel
lecta Boli. XV I, pp. 2p -5 . prossimo cimitero Ji Pretestato, e m~s­
(2) Fuori dell:l porta Appia. sacrati (cl. FRANCHI os' C...vALtERI in
( 3) Egli morì inve.:e .t Centocelle, Sludi e Tesli n. 31, pp. 173-4). Che
scru:a css.:re stato martirizzato, come l'autore dd libu Pontificalis riunisca
attesta il C11talogo Li1'triano : •Post hoc i sei diaconi in uno si.:sso cimitero,
•Centumcellis expubus; ibi cum gloria può esser conseguenza Jell' impreciso
cdormitionem acccpit • (in Ducl!ESNE, ricordo laM:iato da Damaso per uno dei
Lib. Pont1f I, p. 6). Le sue reliquie, gruppi, e della venerazione invece in
in seguito, furono portate a Roma (cf. cui erano presto saliti Felkissimo e
p. 40 nota 6). Agapito.
E LE SUE CO'.'JTINUAZ!ONI 227

via Appia; supradictus autem beatus Laurentius in cymiterio


Cyriaces in agrum Veranum, in crypta, cum aliis multis lTlar-
tyribus.

DIONYSIUS (259- 68) - presbiteris e(clesias dedit et cymiteria et


5 parrocias diocesis constituit «> - sepultus est in cymiterio Ca-
listi, via Appia.

FELIX (269- 74) - fecit basilicam in via Aurelia, ubi et sepultus


est .. . miliario ab urbe Roma .11 . <».

EuTYCIANUS (275- 83) - per diversa loca .cccxu1. martyres manu


10 sua sepeli vit <i> - sepultus est in cymiterio Calisti, via Appi:l.

GAIUS (283-96) - regiones dividit diaconi bus (4) - sepultus est in


cymiterio Calisti, via Appi<l.

M.\RCELLINUS ( 296-304) - Marcellus<s> presbiter collegit ... corpora


rMarcellini, Claudii, Cyrini, A11toniniJ cum presbyteris et dia-
'5 coni bus cum hymnis et sepelivi t in via Salaria, in cymiterio

4-5. d,>dlt] divldit K E"J cymitcria] minisl•ria tiJ·J ·J d Jioccsc• ;t>·6 et dloccsls 86
7. fcch - Aurdia om. F K 7-S. ubi - es1) •epultu• est in cimherio suo via Aurllla F K 8. mi.
liarlo·ll nm. I\ g. eu1ychlanus Af.6 eu tichlanus 8 1 E' eu1hychlanus BJ CCCLXII A2.J 8 1
9- 10. manus su:is A 1 84 11. regiones -d inconibus om. F 14-5. cum presb. - hymnls om. F K

( 1) Abbiamo qui la più <llltica n otizia (3) Non si ha notizia dì una perse-
della organiuazione pn:sbiteriale, come cuzione sotto Eutich iano. La con tu-
sotto Fabiano si è incontrata quella della sione potrebbe esse r nata da quaalo è
costituzione diacona le (cf. CASPAR, op. detto neg li itinerari del v 1 1 secolo, cht:
cit. I, p. 54). Secondo il DucHESNE(lìl>. in S. Silvestro, sulla via S:ilaria, si vene·
Pou/if. I, p. 157 nota 3), qui paroc/Jia sta· rava una tomba coi resti di 362 o )65
rebbc per diocesi episcopale, e cliousis martiri (cf. Duc HESNE, Lib. Po111if 1,
nd senso di diocesi metropolit ana o pri- p. 159 11ot.1 2 e Co\WAR, op. cii. I.
ma?.iale. Quindi a Dionigi viene attri - p. 84 nOt~ I).
buita, prima l'istit uzione di un governo ( 41 Ripetizione di <1ua11to è stato già
presbiterble sulle chiese 11 rbane e sui detto a riguardo di p;1pa Fal>i:rno.
cimiteri del suburbio, e poi la delimita- < 5) La vita di M.trcellino dipende da
zione delle diocesi episcopali, comprese un ,1 perduta Passio, come pure dagli
nell.1 circoscrizione primaziale del papa. Acta dipende l':iltra di Marcello, scritti
(2) Anche in questo luogo si i! fatta che fanno pa rte d i u11 ciclo di rom a 11,i
confusione tra il papa Felice e un santo sacr i raggruppantisi intorno alla ma-
omonimo; il p:ip:i fu sepolto nel cimi- trona Lucina (cf. CASPAR, op. cit. I,
tero di Callisto. PP· 97-8).
228 IL "UBER PONTIFICALIS "

Priscillae, in cubiculum qui patet usque in hodiernum diem ...


in crypta iuxta corpus sancti Criscentionis <•>.
MARCELLUS (3o8- 9) - de regione via Lata - fecit cymiterium via
Salaria<», et .xxv. titulos in urbe Roma constituit quasi dio-
cesis <i>, propter baptismum et paenitentiam multorum qui con- 5
1-2. in cubfculum - Criscentlonls om. K in cubiculo claro Af.6 1:: quod Al E 2. e re·
scen,ionls A 2 crescentionis E 3. de - Lata om. P K 3-1 di pas-. seg. fecit - mar-
tyrum om. F fecit] hlc rogavit quendam matronam nomine prlscillam et fecit E cymi-
terium) Segue novelle (noille, noblle) C2 ·1·4 5-1 di pag. ug. maltorum - paganlg om. K

(1) Dal carattere modesto del se- 1880, p. 8; OuCHESNE, Etude .w r le Li-
pokro di questo papa. in contrapposi- be1· Po11tif icalis, Paris, 1877, p.77).
zione con le sepolture dei vescovi nella (3) Il Liber Po11tijicalis attribuisce
catacomba di Callisto, è nato il sospetto l' istituzione dei titoli a parecchi papi,
che un martire sconosciuto sia stato e considera il numero venticinque come
scambiato per il papa Marcellino (cf. risa lente a un'antica t rad izione li,
CASPAR, op. cit. 1, p. 99 nota 1). Ad pp. 122, 143, 244). Questo passo do-
ogn i modo, se trattasi realmente del vrebbe essere inteso ne l senso che
papa, la ragione della sepoltura nel ciascun titolo abbraccia va una parte
cimitero di Priscilla, deve ricercarsi, della comunità cristiana a somiglianza
come per il suo successore Marcello, di diocesi, cioè di p:irrocchia, e senza
nella confisca del cimitero di Callisto che i limiti coincidessero con quelli
fatta fin dal 303 da Diocleziano (cf. . delle regi oni civili (cf. V1 ELLIARll, ltS
STYGER, Rom. Màrlyr. l, pp. 115- 6). origines du li/re de Sainl-Mar/in aux
( 2) Questo cimitero, secondo la testi- Monls, p. 3 ; CASPAll, op. cit. I, p. 54).
monianza di alcuni codici, si sarebbe Nelle sottoscrizioni :il concilio del 499
chiamato di Novella, nome che rico rre (Acla S) 11/Jodoru111, pp. 410- 5) s' incon·
0

anche nei Gula Liberii, un apocrifo trano più di vet11icinque tit01i; ma è


simmachianodel principio del \' I secolo, da notare che alcune delle chiese tito·
dove è indicato al lii miglio della via lari vengo no ivi indicate con du.;: o
Salaria e non distante dal cimitt!rO più nomi ; nelle segnature poi del
~triano (MIGNE, P. L. VIII, col. 1389 concilio del 595 (GR EGORIO I, Regislr.
cap. 2 e col. 1391 cap. 5). Il de Rossi epist. t. I, pp. 366-7) sono nominati!
lo r iconosce a destra della via Salaria, soltanto ventiquattro chiese, ma ag-
davanti a quello di Priscilla, negli ipo· giungendo"i S. Anastasia, che Slp-
gei che comunicano con esso per gal- piamo essere stata pur essa un titolo,
lerie arenarie. Tait! settore potrebbe si rnggiunge esattamente il numero
'benissimo, per il tempo, risali re a Mar- di venticinque. Dal!' esame ddla di-
cello, perchè non contiene alcuna sepol- stribuzione topogr:ifica dei titoli risulta
t ura che possa farsi rimontare a una eh' essi si trovavano quasi tutti in
dàta anteriore a questo papa. Il nome zone relativamente periferiche. Al-
Novella si vorrebbe ricollegare a una i' epoc:i della loro creazione il paga-
Priscilla iuniore, discendente dal!' an- nesimo era ancora in una posizione di
tica fondatrice del cimitero omonimo predominio, e i cristiani si astennero
( cf. DE Rossi, Roma sott. I, p. 189; Bull. volutamente dal fondare chiese dove
a1'c11. crisi. 1873, p. 7, 1877, pp. 67-8, erano più folti i monumenti antichi
E LE SUE CONTINUAZIONI 229

vertebantur ex paganis et propter sepulturas martyrum< 1 >- dam-


natus est<2 >in Catabulum <i>- Matrona quaedam, nomine Lucina, ...
domum suam nomine beati Marcelli titulum dedicavit - corpus
[Marce/li] .. . beata Lucina ... sepelivit in cymiterio Prìscillae,
5 via Salaria C•>.
EusEBIUS (3ro) - sepultus est in cymitcrio Calisti, via Appia Cs'.
M1LTIAD ES (3ro-4)- sepultus est in cymiterio Calisti, via Appia (6>.
1-1. damnarus - catabulum om. F K 2-3. ca·abolo E carabu lo f{li altr i. ma trona -
dedica vii 11m. F K titolo Af.6 3-4. corpus - scpclivlt] ~erultus est F K 5. via sa -
larla om. K 6. calisri] Segue in c ripta E 7. meltiaJes A 2 ·J+f Cl E' meJ chlades Bf C2
mekhiadis JJ6 sepu ltus - Appia om. F via Appia om. K Appia] Sef{ue In cripta E

(cf. OucHESNE, Lu titres presb)·térnux ai la ti dell.1 via Flaminia, stavano i


t.I les diaco11ies ìn Me'la11g. d' arch. et titoli di Marcello e di Ludna (poi
d' hisl. VII, pp. 230-3). Cosi nd cuore S. Lorenzo) ; e pilt ad ovest, nell a
della città, ai pìedi del Palatino, si regione del circo' Flaminio,· quelli di
trovava il solo titolo di S. Anastasia, Marco e di Damaso. Cf. KrnscH, Die
che do,·ev.i servire per quattro regioni ròm. Tilelkirche11; lo. I sa11tuari dome-
augustee, la I V, Vili, X e Xl. Nel q uar- stici di 111artiri ·1ui lito/i ro111a11i &c.
tiere transtiberino, occupato in grnn p. 2 7 sgg.; lo. Origi11e e carattere
pa rtt: da g iude i e da cristiani, ~rano degli a11tichi titoli ci istia11i n Roma,
i titoli di Giulio (poi Gìulio eCallìsto), p. 4 I sgg.; LANZONt. i titoli 1·1·es1'i-
di C risogono, di S. Cecilia; sull 'Aven· teri11li &c. p. 195 sgg.
tino i tito li di S. Sabìna e di Prisca, (r) L'ufficio dd preti titolari, esten-
e sull'Aventino mino re quello d i S. Bal- dendosi anche :ii cimiteri subu rba ni ,
bina (identico forse ali' antico titolo di doveva riguardare la stpolt ura non
Tigrid:i), mentre g iù in b:i.sso presso solo dei martiri, ma d i tutti i cri -
l'Appia stavano i titoli di F asciohi (poi stiaui.
dei Ss. Nereo cd Achilleo) e di S. Sisto (2) L'aulort: de l Liber Po11ti/ica/is
(anteriormente, secondo taluni, di Cre - aveva prete ntc gli A cla Ma rulli ( Acta
scenzi:111a, ma con molt.t incert ezza). Ss. ian. Il, p. 37 3)
Il Celio aveva due chiese, il titolo d1 (3) La scuderi a e deposito di merci
Bizan te o P:immachio (poi dd Ss. Gio- della corpora zione Je i calabole11ses, cioè
vanni e Paolo) e il titolo di Em iliana dei pubbl ici spedizionieri (Cod. 17ieod.
( poi dei Ss Quattro Coronati). Nella XIV, Ili, 9- 10; CASSTOOO RO, Variae,
vallata tra il Celio e l'Esquilin<> erano il Ili, 10, 2).
titolo di Clemente e quello de i Ss. Mar- (4) Contrariamente al racconto deg li
eeli i no e Pietro (probabilmente. in pre · Atti, segui to t 1ui dal Libtr Poutificalis,
cedenza, di Nkomede e di S. Matteo). pare più probabi le che Marce llo sia
Sull 'Esquilino aano situati i titoli di s tato bandito da Mass<!nzio, pe r porre
Prassede, d i Eusebio, di Pudente, Jegli un termine alle sedizioni dei lapsi, e
Apostoli, di Equizio (poi S. Silvestro); chi: sia morto io esilio. li suo cadavere
sul Quirinale quell i di Vestina (poi fu poi riport,<to a Roma.
S. Vitale), di Ga io (poi S. Susanna), di ( S) Cf. p. 1 5 nota 2.
Ciriaco. Nella parte bJSSa della città, t6) Cf. p. 1 ~ nota 2.
IL "lIBER PONTIFICALIS"

SILVESTER (3r4-35) - fecit in urbe Roma ecclesiam in praedium


cuiusdam presbiteri sui, qui cognominabatur Equitius, quem
titulum Romanum i:onstituit, iuxt:t thennas Domitian:is, qui
usque in hodiernum diem appellatur titulus .E.quitii, ubi et
haec dona constituit <•>: ... domum in urbe curo balneum, in Sici- 5
nini <2 > regione . . . ; bortum intra urbem Romam, in regione
ad Duo Amantes <11 ... ; domum in regione Orfea, intra urbe -
Huius temporibus fecit Const.mtinus Augustus basilicas ist.is quas
et ornavit: basilicam Constantinianam, ubi posuit ista dona : ...
cameram basilicae ex auro tritnita in longum et in latum ... <~> 10
Fontem sanctum, ubi baptizatus est Augustus Constantinus, ex
lapide porfyreti~o et ex omni parte coopertum imrinsecus t:t
fori s et desuper et quantum aquam continct ex argento puris-
simo ... In medio fontis columna porfyretica qui portai fiala
aurea ... In labio fontis baptisterii agnum aureum fundentem 1 5
aquam ... ; ad Jexteram ::igni Salvatorem cx argento puris-
simo .. ; in laeva agni beatum Iobannem Baptistam ex argento, ...

1. praedio 8 f ·6 D E 5. baln ~o 8 1·6 DE 7. urbem B' DE 8·7. di J'Of: . sri;.


Hulu s • epi ~cori nm. /-' 8. baslllcas is r.s om. K 9 . <.:ons1anHniana m] Sei;ue et a lt• s
quas cl oru av il K 10. frfmtta Af.6 B' 1rimme I:: 11 , Cons1an1i11us] Set;ut a sa nc10
stlveslro K 12-3. et cx omni - aquam om. K

(t) La mJggior parte Jei ma no· e SAN GIROLA MO; ma su ciò cf. ,-ol. I ,
scritti Jell.i seconda redazione ri por· p. 97 nota 5.
tano Ji nuovo la stt:ssa notizi1 alla fi ne ( 2) :-.lome Ji deriv.uiooe ignotJ,
dell.1 biogra fi.i di Silvestro, però con che qui Jesigna un qua rtiere sull' Esqui-
nou:voli varianti drca le don1tiooi che lino. Cf. H uEtSEN . Topogr. I, 111, p. 3J6
il papa avrebbe fo tto al titolo. Q.)1anto nota 34 e PLAT NEK- A SHBY, op. ci t.
alle terme presso le quali il titolo sor- pp. 488-9.
geva, la prima \'ella sono chiam Hte (3) Co11osciamo una chiesa di $. Sai·
u Oomitian1e» , ~ome nel testo di un v.11ore ad D11os A111a11tes, da ide ntificJ rsi
concilio apocrifo attribuito al papa Sil- forse con S. Salva tore presso l'odierna
vestro (CH. Po1SNEL in Mélang ti' arcb. piazz:i del Collegio Rom:ino (d. H UEL·
t i d' bisl. VI, 1886. p. 4); la seconda SEN, Le cl1itse, p. 6o 1); ma nel passo dcl
si aggiunge. ali' appellati vo Domiziane, L1br1 Pontificalis sembren:bbc si allu·
«qui cognomin:mtur T raianae ", come de~se .1 una località sull' Esquilino
nel Conslit11t11 111 Silvestri, un apocrifo (cf. Duc11F.sNE. Ub. Po11w. 1. p. 188
si111mJchiano ( ~1 1G\IE, P. L VII I. noi.I 12 .
col. 83 2). A Domiziano sembrerebbe ro {4) La volta dell'abside in lamine
attribuirle anche il Cbronograpb~s a. Jf 4 d'oro.
E ·LE SUE CONTINUAZIONI 231

cervos argenteos .vn. fundentes aquam C•> - fecit basilicam beato


Petro apostolo in templum Apollinis, cuius loculum Ca) cum
corpus sancti Petri .. recondit ... Et exornav,it supra columnis
purfyreticis et alias columnas vitinens, quas de ·Graecias per-
5 Juxit (J) . Fecit autem et cameram basilicae ex trimma auri
fulgentem - fecit .. basilica!n beato Paulo apostolo ex sugge-
stione Silvestri episcopi - fecit .. basilicam in palatio Sess9-
riano , .. ubi et nomen ecclesiae dedicavit, quae ·cognomiflatur
usque in hodiernum diem Hierusalem - fecit basilicam sanctae
1. basHicam) ex rogatu Silvestri preude in K E • 1-1. beali petri apostQll A' B'
templo A'·6 DE ·2·. In - Apollinis om. K apollo~fs Bf CJ appollonls 8JC 1 • 2 4. vlterlas K
de grecla K C:1 E 5. extrema cx K cx trema B'-J+6 cxtrimmam BJ éxtrcmam B
trimiram A' tremltam AI . 6. aposrulo A' 7-8. sesAOria.num 8 1 s<n•oriano B 2 - f
sossorlanum s6 CJ 1osorianum C' sosorlano n &-9.
ubf - Hferusal~m om. F ercle-
siae .. que - dlem om. K

( 1) Il bat tistero attuale di S. Gio- che Costantino fu bat tezzato in punto di


vanni, costruito coa materiali antichi, morte presso Nicomedia (cf. F.]. DoEL·
11on risale oltre l'età di Sisto Ili (cf. GER, Die Taufe Km1.slauti11s 1md jbre Pro·
H. KOHLER, 'i11 de11 Spoliw im Bapti- blet11e in Rom. Quartalscbr.'XIX Supple·
steri11111 der Lateranbasilika !n Ròm. mentheft, 1913, pp. 403 sgg. e 4 16 sgg.).
Mili. LII, 1937, p. 106 sgg.). Pe rò, ( 2.) li sarcofago Jo"e i I corpo era
in b;ise agli scavi, si sono pot(\te deposto.
fi~s~re noa solo le formt: arch itettoniche (3) Dalle informa zio11i' di GREGOHIO
del battistero costantiniano. ricono· 01 TouRs (Libei in gloria marl) r.
scendone la pianta, le foadazioai del cap. 27, p. 5041 sappiamo che le
muro pt:rimetrale e quelle dei pilastri colonne di porfido, 111 numero d i
interni che l' h.anno rafforzato, ma si quattro, sòstene\'ano il cibori o del-
è accertata 1' esistenza di un fonte 1' altaré; le altre vi1inet: « mirne cl i-
battesimale anter'i ore a quello di Co- « ga111iae, ca ndore niveo" a vrebbero
st antino, provvisoriamente eretto fin sostenuto il ciborio del sepolcro, sot-
d:ii tempi forse di papa Milziade, toposto ali' alt:ire. Pare che q11este
e a cui si rifeci réhbe la dedicntio l>ap- quattro ultime colonne venissero so-
tisteri a11tiq11i segn;1rn :il 29 giugno stituite con altre11an1e di argento da
nel Mal'lirologio Gero11i111ia110 (èf. Gm- Gregorio Magno (Lib. Po11tif. I, p. 312),
VENALE, Il Battiskro Later41u11se &c. e poi facessero parte delle sei co-
p. 56 sgg. l. La · notizia invece dcl lonne cht: Gregorio Ili trovò erette
battesimo. di Cost.tntino al L:11er.1no, «ante confessionem » e portò al nu-
deriva da una leggenda che fece la sua mero di dodici (ibid. I, p. 417; cf. GRt-
apparizione a Roma nella seconda metà s11n, A11alecla Ro111. 1, p. 303 ). Oggi
del v secolo t: il cui fondo, a parere del otto di esse figurano nelk quatt ro tri-
LEVISON (Komta11tiniscbe Sche11A-t111g rmd bune della cupola di S. Pietro; uaa
Si/vester-Lege11de in Stridi e Testi a. 38, si trova nella cappell.i della Pietà; tre
p. 165 sgg.), è di origine roman:1. Eu- :111darono perdu te nei vari trasporti.
SEBIO ( Dt vita Co11sta11tilli, I V, 6 3-4) dice Cf. CERRATI, op. cit . p. 53 sgg.
2 32 IL " LIBER PONTIFICALIS "

martyris Agnae ex rogatu filiae suac et baptisterium <•>- fecit


hasilicam beato Laurentio martyri via Tiburtina in agrum Ve-
ranum supra arenario cryptae, et usque ad corpus sancti Laurenti
martyris fecit grados ascensionis et descensionis. In quo loco
construxit absidam et exornavit marmoribus purphyreticis - 5
fecit . . basilicam beatis martyribus Marcellino presbitero et
Petro exorcistae in territorio inter Duos Lauros et mysjleum ubi 1
mater ipsius sepulta est Helena Augusta, via Lavicana, miliario
.111. - Hisdem temporibus constituit beatus Silvester in urbe
Roma titulum suum in regione Ili iuxt,a thermas Domitianas IO
qui cognominantur T raianas, titulum Silvestri ... Obtulit et
omnia necessaria titulo Equitii - sepultus est in cymiterio
Priscillae, via Salaria, ab urbe Roma miliario .111.

M ARCUS (336) - fecit duas basilicas: unam via Ardiatina, ubi


requiescit, et a\iam in urbe Roma iuxta Pallacinis - Ex huius 15
suggestione obtulit Constantinus Augustus basilicae, quem cymi-
terium constituit <» via Ardiatina, fundum Rosarium - sepultus
est in cymiterio Balbinae, via Ardiatina, quem ipse insistens fecit.

Iuuus (337- 52) - Fecit basilicas .11. : una in urbe Roma iuxta

1. agnen A'" agnls K rogatu] &su~ oon11anilae F E 2-5. martyri - purphyre-


1ici11 om . F vi a • purhyrttlcls om. K 3. arenarium C2 ·J_. 4. gntdus A2 IP C1 D
7. In ttrr llurlo solta1110 A 2 ·1 6 7-1 0. Inter - 111 om. F mosyleum s6 mo6lleum C' mu-
sileum A1 et myalleum om. K 8-g. via· lii om. K 9- 12. Hisdem - Eqoltli 01a. F K E
IO. termas B C'·J Il. que 81(:2 11. SllYtstrl] aequilil e• 14-7. fecit - rosarium
'"''· F K un• A1•2 ardeatina A 1 • 2 ·1·1 15. 1cl11 A 1 • • 16. quam E 16-17. cym1-
1trlo s6 ardeatina A 8 1 ro•arum 8 1 E 18. ardta tlna Al 6 8 1 E vfa a rdlatlna om. K
qucm - fcclt F K Al E 19-2 di pag. seg. F'eclt - Portuense om. F K In urbe romana E
in urbem roma m A1 om. B<.: D

(J) Di questo ba ttistero nan 'è ri- tistcro in S Ag nese è provata da qu anto
masta traccia. Qualcuno ha voluto si legge nel Liber Po11tificalis (I, p. 227),
riconosce rlo nel mausoleo di Costan- che cioè nel 419, t rovand osi il papa Bo-
tina, per l:i decor:izione musiva a ca- nifacio impedito l'accesso al Laterano
rattere ba ttesimale, e per il fatto che dal suo competitore Eulalio, ccelebra vit
vi si sono rinvenute la vasca e con- e baptismum Paschae io b:r.silica Beatae
dutture per I' a.:qna ; ma tale ipotesi " m:irtyris Agnae • ( cf. FERRUA, Dei pri-
è rc:spi11ta dal CECCHELLI (5. Agntse mi Bauisttri parrocchiali &c. pp. 147-8).
f1101 i le mura e S. Coslar•\n, pp. 28-30). ( 2) D:indogli la dignità di un pub-
Ad og11i modo, la presenza di un bat· blico cimitero della Chiesa.
E LE SUE CONTINUAZION I 233

forum <•> et altera trans Tiberim; et cymiteria .m. (•) : unum


via Flamminea, alium via Aurelia et alium via Portuense -
sepultus est via Aurelia, in cymiterio Calepodi, miliario .m.

L1BERIUS (352- 66) - ha~it<tvit in cymiterio Sanctae Agnae<il .. Con-


5 stantius .. revocavit Liberium de cymiterio .. , et eregit Felicem
·de episcopatu .. , et revocavit Liberium - Qui depositus Felix
de episcopatum habitavit in praediolo suo via Portuense, ubi et
requievit in pace<•> - Liberius ornavit dc platomis marmoreis
sepulchrum sanctae Agnae - fecit basilicam nomini suo iuxta
ro macellum Libiae - scpultus est via Salaria, in cymiterio Pri-
scillat! <s>.

1. altera 1rans Tiberim] a lla m via Haminìa 8 CO E 3. via aurelia om . K cali.


pod i F K A1 6 8 2 ·) mlltario 111 0 111. K miliarlo] Segue ab urbe romana E 4, habitavit.
Agna.: 0111. F agnes A 1 • 2-f ·6 5. de cymiterio om. K e iech FAf·6c• egecit A2 E
elecerunt K 6. cpi•copato B' et revocavit Liberlum om. K 6-7. Qui - episcopatum
om. K 7. via Portuense om. F K &-w. Liberius • Llbiae om. F K 9. aiinaes A 1
agncs A2 ·f 9- 10. l'<ch • Libiae om. 13 CD via Sa laria om K.

( 1) Nella basilica presso il foro si sono inconcili.i bil i. Nessun fondamento


crede indic:ita la chiesa Jei Ss Apo- h a poi il racconto del duplice episco-
stoli ; l'altra è la basilica d i S. Maria pato (cf DucHESNE, Lib. 1'0111ij·. I,
in Tr.istevere. pp. c xx- v; CASPAR, op cit. I, p. 1891.
(z) "cymiteria >> nel s ignificato di ( 5) Sul luogo della deposizione di
basiliche cimiteri ali : cioè eg li cos1rui Liberio t acciono completam ente g l'ili·
la basilica di S. Va lentino sulla Fla- nerari del v11 secolo; prova in.liretta
minia, la basilica nd cimitero di Cale- che egli non era in venerazione, seb·
podio sull'Aurelia e la basilica proba bil- bene fosse ricordato con rispetto da
mente Ji S. Felice sulla via Portuense. due uomin i dell:i gencrakione a lui
(3) La dimora di Libe rio nel cimitero vicina, AMBROGIO (De virgi11ib11s, III,
di S Agnese, al suo ritorno <lall' esilio cap 1) e il vescovo ANASTASIO I
(358>, è pura leggenda. Forse i lavori (I ~ voN DEN GHEYN, La lettre d11 pape
eh' egli fece eseguire in quel luogo, A11astase /tr sur la c011dem11alion d'Ori-
indussero il biografo a farlo fermare tèlle in Rev. d' /Jist. et de litt relig . IV,
li prima dcl suo ingresso in città 1899, p 1). Certo a Ila sua fama dovet-
(cf. DucHESNE, Lib. Pcmlij. I, p 208 tero nuocere I.: leggende felici<1nc L:i
nota 10) . lunga iscriiione scpo lcr:ile versificata
(4) Il Felice àeposto sulla via Por- della silloge Centulense, che akuni (de
tucnse non è da confondere con I' anti- Ross i, Duchesne, Batiffo l) ritennero
papa Felice, ann overato nella tarda dettat:i per Liberio, sicu ramente non gli
tradizione papale dd Libtr Po11tificalis appa rtiene, come può ricava rsi d a l
tra i papi legitti mi; anche perchè le v. 42: « lnsuper e xilio deced is martyr :id
date obituarie dell'uno e dcli' altro « astra » (cf. CA SPAR, op ci t. I, p 591).

Cod. Topof!r., Il.


234 IL "LIBER PO NTIFJCALIS "

FEL1x Il (356- 65) - feci t basilicam via Aurelia - capite trun-


catur <•> . . . iuxta muros U rbis, ad latus forma T raiana - corpus
eius chrisciani ... sepelierunt in basilica supradicta eius, via
Aurel ia.
0AMASUS (366- 84) - feci t basilicas <luas: un:i beato Laurentio iuxta 5
theaLrum C» et :dia via Ardiatina, ubi requicscit; et dedicavic
platomam in Catacumbas, ubi iacuerunt corpora sanctorum apo-
stolorum Petri et Pauli, quam et versibus exornavit (1) - se-
pultus est ,·ia An.liatina in basi lica sua .. iuxca matrem suam et
germanam suam C4>. IO

S1R1c1us (384- 99) - sepultus est in cymitcrio Priscillat!, Yia Salaria.

1. Aurelia] Ses1u millario ab urbe 11 uM et requlevll F ut-i •I requlucot K


capile 1runca1ur) pnsus est BC' J I> E c1pite 1runca1ur] 111 civltatc cor1n1 Af.6 IJ
1 - 2.

CD E 1-4. capite - Aurelia) sepultusque est K l iux r" • T ralnna 0111. B CD forme E
1ratanl F A2 E 4. Aurelia ... In mitiario secundo B C ()E 5. fech - requ lcsci t 0 111. K
unam JIJ f.6 8 2 ·1 CD E 5-6. beato· et alla om. F allam ;tJ /Jf C2 E o.
"ia · requlesch
et om. H C D ardeatina A2 et ) hic I\ 7. In catacumMs et dedlcavlt plaMman E
6-8. et In ca1atymbas ubi l1cuerunt corpora sanctorum a postolorum pctrl et paull, In quo
loco platomam ipsam ubi i1cuerun1 corpora s1nct1 ver.ibus C\orna"h A et alla In catl-
cumbas ubi iacueruut corpora sanc1a apos1olorum oetri el paoli in quo loco pla1omam
ipsam ubl lacuerunt corpora sancta versi bue exornavlt 8 C /) li-9. e1 - sutt 0 111. F
7. pla1onlam e• F. pla1omum K 9. ard~atlna A e•
ç>-10. cum matre sua cl germana F
om. I\ 11 . via Salarla 01n. I\

(1) Que~•c parole, sul presumo mar- vata dalle sillogi epigrafiche (DAMASO,
ti rio di Fdke 11, rassomigliano molto, Epigr. n. 26).
osse rva il DucHESNe ( Lib. Po11tif I, (4) Negli s.:a vi del r903, pr~ticati
p. cxxv), a una fi na le di passione, e nel la r1:g ionc 111edi.111a del cimitero di
devouo ri ferirsi a uuo sconosciu to mar- Marco e M.ircclliano, tra il mJteri ale
tire Felice, di\•erso dal papa omonimo. di sterro n n nc alla luce un pezzo
(:i l L a chiesa di S. Lorenzo in Da· dcli' iscrizione sl'polcrale metrica, che
maso presso il teatro di Pompeo. L'al- D.iniaso a ve va composto per sua ma-
tra pare si trovasse presso quella di dre: « Hic Damasi m ater posuit Lau·
Marco e Marcellia no; ma il preciso " rentia membra» ( WI LPERT, L11 sco-
luogo dove essa sorgeva, col sepolcro ptrta &c. in .V. 811/l. 111 cb. crisi. I X,
del papa, non è conosciuto. pp. 52-5; MARUCCHI, Omn•a\ioni sto-
( 3) Si cr. il DuCHES:-IE ( l11 ,,, t lii or i a rie/Jr e<I epigrafic/Je sulla iscri\Ulllt ret m ·
A po s I o lor 11 m de la 11ia Appia, /e111e11fe scopt1 lrt della madre dtl p.1pa
pp. 3-5), che ha rip reso in esame Damaso ibid. p. S9 sgg.; Io. Discussio11e
h t radizione manoscritta del passo. critica &c. ibid. Xl, p. 193 sgg.). L'iscri-
Sembr:t che « platoma" significhi la zione per la sorella ci è pervenuta in-
lastra di marmo su cui era incisa tegra nel codice di Lorsch (Epigr.
liscrizione. Quesu ci è stata conser- n. 10).
E LE SUE CONTINUAZIONI

ANASTASIUS (399- 402) - Fecit . .. basilicam quae Jicitur Crescen-


tiana, in regione II, via Mamurtini, in urbe Roma <•> - sepultus
est in cymiterio suo <» ad Ursum Piliatum.
I NNOCENTJUS (402- I7) - <ledicavit basil icam Sanctorum Gervasi et
5 Protasi <1> ex devotione cui usdam inlustris feminne Vestinae,
laborantibus presbiteris Ursicino et LeoparJo et diacono Li-
viano ... Et constructam usque ad perfectum basilicam, . . titu-
lum Romanum constituit et in eodem domi nico optulit: ...
domus iuxta basilica Libiana <•l ... ; balneum in eodem loco,
IO iuxta templum Mamuri Csl ••. ; domus in clivum Salutis <6l bai-

1-2. Fccit - Roma om. F K crescentiniann A2 2. in om. e• in via 8e2 •J DE ma-


mo rt ir i Af .6 e4 mamurtlna 8"1·4 C1 mamortlna 8> mamertina E 2-3. in - suo om. F K
3. suo om. Af·6 urso pi lato FK ursupilentum R' ursupiliaium B"J·i CJ ursupilatum 81 C'"
4-9 di pafr. ug. dedicuvlt - ornari om. F K S· devotlone] SelJUe ttstamentl Be DE
6. ursino A•.;.6 6-7. libia no Be Dr:: B. romane Ai 86 romc gli a//ri. 9-7 di pan.
u;:r. domus - Numenta noe 0 111. A2 Q. domos A 1 E basil icam llblanam B"J E' 10. ma-
mo.>ri Ai·6 marmurl n6 d.>mos A1 ~CI domum BJ E

( 1) II KIRSCH ( Die n'im. Tiltlkirclm1, I e 11, una modifìc azio11e di confine.


p. 25l ritiene che il« titulus Cresccntia- Se invece l'autore allude :illa Il regione
« n:ic ».ricordato nelle souoscrizioni al ecclesiastica, in questa pot rebbe rien -
concilio Homano del 499. preesistesse trare tanto S. Sisto quanto la zona
al p:ip.1 An:istasio, il quale nel posto adiacente al ca rcere Mamertino (cf. DE
di un'antic:i e picco[;\ « Gotteshrns » Rossi, Roma sol/. Ili, pp. 515-6).
avn:bbe ..:ostruito una nuov:1 chiesa, (2) L'espressione va intesa nel senso
ch'egli identifi.:a con S. Sisto, sul pri n- che Anastasio fu sepolto nel cimitero
cipio de lla via Appia. La« via Ma111ur· di Ponziano in una tomba speciale, di-
« tini " pe rò, non fac il111ente iden ti fi- stinta dalle due basiliche di S. Candida
cabile nella topografia rom a n:t del basso e dei Ss. Abdon e Sennen.
Impero, si potrebbe riavvicinare al c.tr- ( 3) Oggi S. Vitale.
cere ~a m ertino o al cli1·11s Ma11111ri \4) Potrebbe pensa rsi alla basilica
(virns .V.a11111111rli11i negli Atti di s:inta « iuxta nrncellum libiae » (S. Maria
Susanna, Acta Ss. ;tug. II. p. 632 ); nei Maggiore); ma le parole « in eodem
quali casi la basilica :111Jrebbe ri.:c::rca ta «loco» della successiva donazione, dove
lon tano da S. Sist0. D'altrn parte non si tratta di località nelle adiacenze di
sappiamo se I' indicazione della regione S. Vitale, fa rebbero piuttosto ritenere
li si riferisca :ill.1 de limitazione augu· che si alluda a una « domus Ubiana»
ste:1 o a quella Jelle sette n:gioni ec- (cosi chiamata dal di acono Liviano?
clesiastiche. Nel primo caso, siccome cf. H uELSEN, Zur Topograpbie des Q11i-
S. Sisto si troverebbe de;:ntro la I re- ri11als, p. 382) presso questa basilica.
gione, bisognerebbe suppo rre o un cr· (5) Si è già parlato (voi. I, p. 108
ron: nella tr.1dizione manoscritta del nota 2 e p. 216 nota 2) di una statua
Libfr Po11ti1icalis, o che fosse interve-
nuta, data l:i .:ontiguit:\ delle regioni Per I• not• (6) v. p•g . seg.
t1. " LIBER PONTIFICALlS"

neata ... ; domus Emeriti, iu clivum Mamuri, intra urbe Roma,


iuxta basilicam ... ; domus iu clivum Patrici<•> arbitrata <»; do-
mus iuxta basilicam, in vicum Longum, quae cognominatur ad
Lacum ... ; domus ad cathedra lapidea Floriana <i> ... ; pistrinum
in vico Longo, qui cognominatur Castoriani ... ; balneum in 5
vicum Longum, qui cognominatur Templus ... ; siliquas .111.,
uncias .111. ponae Numentanae (4) - constituit ut basilicam Beatae
Agnae martyris a presbiteris Leopardo et Paulino sollicitudini
gubernari et tegi et ornari - sepultus est in cymiterio ad
Ursum Pileatum. 10

ZostMUS (4I7-8) - sepultus est via Tiburtina, iuxta corpus beati


Laurenti martyris <s>.

1. domos A 1 Bf CJ E clyvo E marmorl e6 mamurtlnl C2 urbem B1 ·i·6 E ro-


mam B'·f om. E 2. domum A 1 clyvo E domum s6 E 3. vico longo E 4. cathe-
dram lapideam Bf C2 E florlanam E 5. quod 8 1 cas torini 86 C' c•storani CJ 8 1- 4
cutorano E 6 . vico longo 8 1 ·6 E templum Ai sr-4 E 7. porta numentana Af ·6
8. 'agncs Af·6 a presbitcris] presbiterorum Af ·6 leopardi et paulin l Af·6 sollichodine
AH 6 B 2 ·J.4.6 D 10. plll iatum A•·j plliatum 82·1·4 CJ 11. via Tiburtina om. K

e di un vicus Mamuri. Il « templ um » ( 2) La casa è eletta « arbitr:ita »


deve qui ricollegarsi alla tradizione perchè le rendite erano sotto sequestro
locale di Veturio Mamurio, e probabil- al momento della dona?.ione; tanto è
mente all'edificio in cui una volta forse vero che nel testo manca I' indica?.ione
trovavasi la statua di questo perso- del reddito.
n:iggio. (3) Da ricongiungere forse col tem-
(6) Un cccliv usSalutis»,cheprendev,1 pio di Flora.
il nome dal collis Salutaris o dal tempio (4 l Una parte dd gettito della ga-
di Salus, ricorre anche in una lettera bclla di introito dd la porta Nomcn-
di SIMMACO (V, 54, 2) e un «vicus» tana.
dello stesso nome in una iscrizione ri- (5) Col crescere della venerazione
trovata sotto 11 monastero delle Sacra- per san Lorenzo, aumentò nei fedeli
mentate all'ini?.io di via dd Q11irin:1le il desiderio di esser sepolti presso la
(C. I. L. VI, addii. a. 3 t 270). Cor- su;i tomba ; cosiccht: si dvv1:tte :mche
rispondeva press'a poco alla via della costruire una cripta nutwa dietro il
Consulta (cf. HuELSEN, T1>pogr. 1, Ili, tumulo dcl santo e rendere pii! acces-
p. 405 ). sibile la discesa al sotterraneo. Dal
( 1) Probabilmente cosi si chiamava Liber Poutificalis sappiamo che • ad
allora l'ultimo tratto del i•irns Pn- « sanctum Laurcntium 11 furono sepolti,
tricius, clte saliva verso la spianata con Zosimo, Sisto lii e llaro (cf. STY-
delle terme di Diocleziano. GER, Die rom. Katuk. P· 188).
E LE SUE CONTINUAZIONI 237

BoNIFATIUS (4I8-:z:z) - ordinatur... in basilica Iuli <1> habi- -


tavìt. .. in cymiterio Sanct:ie Felicitatis martyris, via Salaria <» -
fecit oratorium in cymiterio Sanctae Felicitatis, iuxta corpus
eius, et ornavit sepulchrum sanctae martyris Felicitatis et sancti
5 Silvani (i ) - sepultus est via Salaria, iuxta corpus sanctae Feli-
citatis.

CAE LESTINUS (422- 32) - dedicavit basilicam Iuli, in qua optulit,


post ignem Geticum, patenam (4) - sepultus est in cymi terio
Priscillae, via Salaria.

ro XvsTUs III (432- 40) - fecit basilicam Sanctae M:iriae, quae ab


antiquis Liberii cognominabatur, iu xt:t macellum Libiae, ubi
et optulit hoc: ... domus Pal mati, intra urbe, iuxta inibì basi-
licae, cum balneum et pistrinum ... ; domus Claudi, in Sici-
ninum <s> ... ; cenacula a regiae gradorum adhaerentes basilicae
15 - Fecit autem basilicam sancto Laurentio, quod Valentinianus

1. ordlnatur - iuli om. F K lul ie A 1 " F. 1 3-5· fecit - Silvan i om. F K 3-4. iux1a -
Felicilalls om. A65. via Salaria om. K 7-8. dedicavi! - Geticum om. F K 9. via sa-
laria om. K 1cr-10 di pag. see. feci I - construxil om. F 1cr-1 t. qua e - c0gnomina·
t>a1ur om . K 11-10 d i pag. Uf!. ubi - cons1ruxit 0111. K 12. domos A' e• urbem BI<? F.
urbem romam A 13. balneo B'·f ·6 C1 E pistrl no H2 domos At.f B4 13-,,. sici11um
A l.i 86 ll sicl11ium 8 2 C 1 rs-3 di pafi. sei(. Feci! - cxornavit om. lJ CV E

( 1) Non già nella basilico di Giulio competitori dovette molto allont.111a rsi
(in Later.1110), bensl in quella di S. ~lar­ da l~oma (cf. Ducm.S'.'IF., Lii>. P1•11lif. I.
cello (cf. (ASPAR, op. cit. I, p. 36 1). p. 229 not 16; CASPAR, op. cit. I, p. 363
Q ui l'errore è st ato gene rato dall a iden · not ar; STYGrrn, Rom . Miit'lyr. I, p. 247).
tica noti zia che rn:orre nella vit:i di (3) Nelle :ilrre fomi Sil:rno, fig lio di
Bonifacio Il (c( DucHESNE, Lii" Po11t1f. relicit,1.
I, P· L XI !). \4) Generalmente vi si riconosce
(2) Allorchè, in seguilo alle com- l'altuale S. Ma ria in Tr:istevere, che
peti zioni con L mtipapa Eula lio, rice- Cckstino avrebbe dedicato in seguilo
vette l'ordine imperiale di abbandonare a ri11no,·amemi ed ilizi. Con tro questa
la cinà. È sembrato a t.duno che il comune opinione, il CECCHELLI (5. .'vla-
luogo di esilio fosse t roppo vic1110, t 1·ia i11 Trasltvtre, p. 2)) ri tiene piL1
che proba bilmcnlc i rest auri eseg uiti probabile identificarvi la basiiic:i di
nella c:naco111ba dal pon tefice possano Giulio presso il roro T raia no.
ave r fatto sorge r l' idea di una sua (5) Due località sconosciute, che
per111ancnz:1 costi; per quanto dalla però, dall'accenno al « Sicininum »,si
susseguente na rrazione biogr:1fica ri- possono collocare sull'Esquilino, nelk
sul ti che ne l'uno 11è l'alt ro dei due adi:icenze di S. Maria M:iggiorc.
IL " LIBER PONTIFICALIS "

Augustus concessit <•> - Fecit . . . monasterium C•) in Cata-


cumbas; fecit et fontem baptisterii ad Sanctam Matiam et
columnis porphyreticis exornavit Ci) - constituit columnas in
baptisterium basilicae Constantinianae, quas a ternpore Con-
stantini Augusti· fuerant congregatas, ex metallo purphyretico 5
numero .vm., quas erexit cum epistolis suis et versibus exor-
navit C4>, et platoma in cymiterio Calisti, uhi conmemorans no-
mina [scripsil] episcoporum <s> - huius temporibus fecit Petrus
episcopus basilicam in urbe Roma Sanctae Savinae, uhi et
fontem construxit <6> - sepultus est via Tiburtina, in crypta, 1 o
iuxta corpus beati Laurenti.
1-2. catatymbas A' 1-7. feci! - exornavit] fecit in baslltcam constantinianam
ornamentum super fontem, quod ante non erat, Id est epistllla marmorea d columnas
purfyrctica~ cregit, quas cvnstantlnus augustus congregaus demislt et lussit ut erlge-
rentur quas et versibus cxornavit 8>.J C' 6. epistilia B>.J C' E epistoila D 7. pla-
tomam 8 1 e• et] agg. feclt Ai .6 B CD E ca listi] Segue via appia Al .6 B CO E
7- 8. ubi
nomina eplscoporum et martyrum scripslt commcmorans /J L" DE, e con qualche sposta-
mento di pttrole A> .6 8-10. hulus - const ruxit 0111. 8 CO 9. rom a orn. E sabine A2
10. in crypta om. K 11. ad sanctum laurentlum F K

( 1) Alcuni credono S. Lorenzo in cramento dd ba ttesi mo (c f. LAL"Ell, Le


Lucina. L'intervento di \'alentiniano pal. de Lalra11 , PP· 4 s-6; GIOVENALE,
sare bbe giustificato dalla concessione Il Bai/istero Latua11enu, p. 89 sgg.;
di un'~rea statale , quella. cioè, della F. J. DòLGER, Die foschrift im Bapti-
merid iana di Augusto. Gli scavi più slerium S. Giova1111i i11 Fo11te a11 der
recenti hanno dimostrato l'esistenza di Latera11ensischen Basilika a11s dn Zeit
n :sidui appartenenti a una gran de ba· Xyst11s /JI (432-40) tmd die Symbolik
silica a tre navate sotto l'attuale chiesa des T1111Jbrw111ms bei Leo dem Grossm
di S. Lorenzo in Lucina. Il tipo di co- in A11tike umi Christenlum, Il, 1930,
struzione ci riporta alle alt re basiliche pp. 252-7).
erette da Sisto lii: S. Maria Maggiore e (5) Questa grande lastra di marmo
s. Sabina (cf. KRAUTH EIMER-FRANKL, non c'è perve nuta, ma nella cripta pa-
Rtcent discoveries i11 C/111rcbu i11 Rome, pale dd cimitero di Callisto si può
p. 388 ). riconoscere il posto d ov'era s tata af-
(z) Lo scopo della istituzione con · fissa. Ne ha data una ricostruzione il
si stette nel\" :.issicurare alla basil ic:i la DE Rossi (Roma soli. li, p. 33 sgg.),
regolarità del culto. li m onastero, ca· in base al late rcolo conservatoci dalla
duto in rovin:t ai tempi di :\icolò I, si lloge Turonensc ( foscr chrisl. Il,
pare si a st:ito da lui ricostruito (Lib. p. 66 n. z 3a), con opportun i comple-
.Pontif. II, p. 161 ). menti suggeriti dal Martirnlogio Gero·
(3) Oggi scomparso. 11imir1110. Nella predetta ricostruzione
(4) Le otto col onne ancora sorreg· figurano, oltre i nomi dei vescovi ro-
gono l'architrave (epist)'lia) ottagonale, m:mi, altri di sedi diverse.
che reca in ogni faccia un disti co de lla (6) La basilica di S. Sabina fu co-
iscri7.ione di Sisto III, esaltante il sa- minciata dal presbitero ro mano Pietro,
E LE SUE CONTINUAZIOl\1

L EO (440-6r) - Hui us temporibus fe cit Demetria, ancilla Dei,


basilicam sancto Stephano via Latina, miliario .111., in praedio
suo - Hic renovavit basilicam Beati Petri apostoli (•) et Beati
Pauli post igaem di vinum <». Fecit vero cameram in basi-
1-J. Huius - suo om. F I\ 1. demitria A 1
apostolum om. F apostoli) et cameram a9siuttifOllO i mana1eri11i A, " le lluit parole
/1>rnano, fuse in •nodo diverSI> nel l'Ontuto dei l'IJdd. sucassivi.

di nazionalità illi rica, sotto il pontifi· Rom A rcluol. :-cr. 11. t. X111, p. l 19 sgg.;
cato di Celestino I, come si ricJv:i Io. L11 basilica di Su11tu Sa/1i11a ;,, Roma,
dall'antica iscri zione io mos;iico tuttora Milano, i919; lo. L'lglise de Sai111t
esistente, nel!' interno, sopra la grande S11bi11e à Rome, Homa, 1924 ; Jo. fl re·
porta centrale (in BERTtmm. l'rglise stauro della bnsi1ica dì Sa nta Sabina,
de Sai11 lt·Sabiue à Rome, Roma, 1910, Homa, 19 38; K IRSCB, Die riim. Titel·
p. 248). Al tempo di Sisto III può kirrbm, pp. 96- 100; Io. An\eìgrr fur
essere s1.11a condotta a termine, quando cbrisllicbe A rclui(lfogie in Rom. Qriartal-
Pietro era già salito alla dignità ve- sclirift, XLIII, p. 2•n; LANWN1, 1 titoli
scovile. A questo Pietro però s1 do- presbiteriali, pp. 213 .j, 2) I ·2; MARROU,
vrebbe sohJnto l'ampliamento di un Sur ùs origi1us ./11 Jilre 'omain de Safole
preesistente luogo di culto d1e pren· Sabine in A rcb. Fratrum l'ratdicutorum,
deva il nome d.11la fond~tricc Sll>ina. Il, 1932. p. 316 sgg.; MALE, Études sur
Gli sca,·i eseguiti sotto la chiesa hanno /es lglises ro111u111ts. L'iglise Sai11te·
rimesso in luce gli ava nzi di una c.1s:1 S11bi11e io Rw11e des Veux Mo11Jes, 1 juio
privat,1 del 11 o Ili secolo. Per tutto 19 38, p. S5~ sgg.; I. T AU RISANO, Sa11/a
il secolo v, come fanno fede un epi· Sabina, Ho ma, s. d.
t,1fio conscrv~ to in S. Paolo fuori le ( 1) L'opl!ra di Leone I .ivrebl,c, tra
mu ra (S11..VAGNI, ln scr. cbrisl. n. ) 1 S4 ) l'altro, rigu.i rd:i to I.i decorazione i1!
e le sottoscrizioni al concilio del 499 mosJico della primitiva fa.:ciata costao-
(Acta S,r11hodor11111, p. 41 2 n. 30, p. 4 11 tin i.u1a. Ne so~tenncro le spese, come
11. 58; dh·ersamentc a p. 411 n. 8), diceva l'epig r:ife, il già prefetto e con·
il titolo è chiamato «S~bi n aen; ma nel sole ordinario i\hri111a110 e l.1 sua .:oo·
v1 secolo la chiesa si trova gi.'I dedicata sorte Anastasia (S1L\ \Gs1, lnscr. cbrisl.
.t santa Sabina (GREGORIO, I, Rt;:islr. n. 4 t02). Il soggetto puo vedersi nel
epist. t. I, pp. 109 e 367; S1t.VAGN1, codice Farfensc: del collegio di Eton
op. cit. n. 6o88), anche qui per una (G1<1SAR, A11alec/a Rom. I, pp. 479-8 1).
evidente iJen tificazione della fonda- ( 2 ) f l;ivori Ji Leone I in S. Paolo con-
t rice dcl tit olo con una mart ire omo· sistettero nel rifacimento dcl tetto eroi·
nima. Fu restau rata da Leone lii, Eu- lllto, non si sa prccis.1111cnte per quale
genio Il e da alt ri pontefici, lino :t che cau5J (S1LVAGS1, lnsr'. cbrisl. n. 4783;
sotto ~isto V perdette l'antico Jsrcuo, PE~A KINI, Ut111 pagi1111 1111wa 1ulli1 storia
che le Ili restituito in tempi rc<cnti tiella basili•a di Sa11 l'11cJlo sulla via
dJ Antonio .\lunoz. Cf. BERTHll R, op. Oslimse in Dìsurl. Po11/. Accad Rom.
cit .; MuNoz, Indagini s11ll11 chiesa di Arrbrol.ser. 11, t. Xlii, p. 203 ~g.); nellJ
Sa11ta Sabilla s11/f Aw11tino in Studi restit uzione dell'acqu,1 ~Ila fontana del·
Romani, Il, p. 329 sgg.; Io. Studii l'atrio(SIL\'AGX1,op.ci1.11. 47SS); e ncl-
sulle basiliche romane di S. S11bi1111 t 1'.1ver portato a termine l'opera di Teo-
di S. Pramde in Dissert. Poni. A ccad. do~io e di Valentiniano {ibid. n. 4784).
lL "LIBER PONTIFICALIS "

lica Constantiniana <1>. Fecit autem basilicam beato Cornelio


episcopo et martyri, iuxta cymiterium Calisti, via Appia -
constituit monasterium apud Beatum Petrum apostolum C•l
sepultus est aput Beatum Petrum apostolum <i>.
Hr LARUS (46r-8)-Hic fecit oraturia .!IL in baptisterio basilicae 5
Constantinianae: Sancti Iohannis Baptistae et Sancti Iohannis
Evangelistae et Sanctae Crucis, omnia ex argento et l1pidibus
pretiosis <•>: . . . nympheum et triporticum ante oraturium Sanctae
Crucis, ubi sunt columnae mirae magnitudinis quae dicuntur

1-z. Feclt - Appia om. K BC O 3-4. constltuit - apostolum 0111 . Al apostolum]


Se11ue quae nuncupatur sanctorum iohannts et pauli in E 3. apud - apostolum] In basilica
beati pelrì FK ap. 1-asillcam b. pctrl apostoli C2·J·4 E 5. bylarl os AJ CJ hllarlus 92.J.6 O
5 -1 0 di pafJ'. us. Hic fecit - Luna 0111. F K 9. mirae - dlcuntur om. B CO E

( 1) Pii! che dtll'abside (Duchesoe, (3) Fu tumulato u in extrema por·


L au cr), pare che qui si tra tti del sof- « ticu .. ante secretarium >>, dove G10·
fitto Jelb chiesJ, danntggiato dal s ac- VANNI DIACONO (Sancii Gregorii M.
cheggio vandalico (45 5). vita, IV, 68) lesse l'epitafio, oggi sco m-
(2) Questo monastero, se è esatta pa rso, con quelli di Simplicio, Gelasio
l'indicazio ne dei codici E, che lo chia- e Simmaco. In seguito il corpo venne
mano dei Ss. Giovanni e Paolo, si sa· trasft:rito, come si è già detto (p. 97
rebbe trov:ito, anzichè a nord della basi- nota 1), da Sergio I dentro la basilica.
lic:i, secondo la segnalazione dell'Alfa· (4) Gli oratori dei Ss. Giovanni Bat·
rano, piuttosto ad ovest dell'antica tista cd Evangelista erano situati ri-
abside. Di esso si fa menzione pii! volte spettivamente a sinistra e a dest ra del
nel Liber Po11tijicalis, nel constiluto Battistero, entrando dal portico delle
sinoJale (732) di Gregorio III (O. GON- Ss. Rufina e Seconda. Che la costru-
THER, Kritische Beitriige zu den Akte11 zione risalga ad Ilaro è testimoniato
der romische11 Sy11ode in Neues Archiv, da iscrizioni (LAUER, Le pal. de Ln-
XVI, 1890, p. 245) e in privilegi di tra11, pp. 53-6). L'oratorio del Bat-
Giovanni XIX e Benedetto IX (MtGNE, tista conservava ancora, sebbene ritoc-
P. L. CXLI, coll. 1129, 1355). In un cati, i mosaici della volta all'età del
documento di S. Maria in via Lata Panvinio e del Ciampini; mentre l'altro
(1030) è chiamato « maior » e in dicato dell'Evangelista è pervenuto fino a noi
«ad Sanctum Petrum" (HARTMANN, nella primitiva forma e con la deco-
Ecclesiae S. Mariae i11 v ia Lata tab11- razione dc::lla volta (cf. ibid. pp. 56- 7).
lari11m, I, o. 55 , p. 69). Pare sia scom· L'oratorio di S. C roce, demolito sollo
parso allorchè Nicolò V cominciò la Sisto V, si elevava a nord-ovest della
costruzione della nuova abside di S. Pie- ca ppclla di S. Giovanni Battista; ri-
tro, aozichè sotto Paolo V come rac- chiamava, nella forma a croce greca,
conta il Cancellieri (cf. Du c HESNE, Vatì- il mausoleo di Galla Placidia a Ra-
c1111u in Méln11g. d'arch . et d'bisl. XXXIV, ven na; ed era incrostato di marm i
1914, pp. 324- 5; Hur:LsEN, Le chiese, preziosi e ornato di mosaici (cf. ibid.
p. 278). P· 57 sgg.).
E LE SUE CONTINUAZIONI

ecatonpentaicas, et concas striatas duas cum columnas purphy-


reticas raiatas aqua fundentes; et in medio lacum purphyreti-
cum cum conca raiata in medio aquam fundentem, circumdata
a dextris ve! sinistris in medio cancellis aereis et columnis cum
5 fastigiis et epistulis, uodique ornatum ex musibo et columois
aquitanicis et tripolinis et purphyreticis <•l - fec it monasterium
ad Sanctum Laurentium et balneum et a.lium sub aere et praeto-
num. Fecit autem et biblioth ecas .II. in eodem loco <2>. Item
monasterium · intra urbe Roma ad Luna <il - sepultus est ad
IO Sanctum Laurentium, in crypta, iuxta corpus beati episcopi Xysti.

1. exatonpeniaicas A 1 ecatonpentala!cas CJ 8 1 -4 G E ' conchas 8 1 columnis A'·6 C'


1-2. porfyretlcls C2 por6retlcis E foraris Af·6 ragiata• fora tas G ragia ti• foratis E
aquam B"l G E' 3. clrcumdata A' 5. epistullis B1 Cl eplstollis A2 B6 eplstllils
8 2 ) C' musivo BJ E 6. monaster lo A' monasteriu A' monasterla 8 1 ·4 CJ G E
7. et - aere om. BCDEG 7-8. praeiorium] Se;.r ue sancto stcpbano. Fecit autem ora-
torlum sanctl stephani In baptisterio lateranense B CO E G 9. urbem Af· 6 Bi C2 DE
roma om . B C O E lunam Bf .6 r;• DE 10. In crypta om. K e plscorl om. F K B6
xysti episcopi A 2 ·6 C

( 1) Davanti all'oratorio si stendeva la prima del successivo cominciò la


una specie di peristilio (11y111plm1111), distruzi one di questo ricco monumento.
chiuso per tre la ti da un portico, con Al tempo del Panvinio non rimanevano
colonne di straordinaria grandezza, de- che mi seri a vanzi (cf. LAUER, Le palais
nominate eca/011pentnicas o ecato11pe11- dt Latra11, p. 63).
tal·1ira.<, espressione determinabile so l- {2) Il monastero di S. Stefano, che
tanto per il sig nificato numerico. Ai ·sorgeva nel luogo dell'a ttuale. Nelle
due lati del peristilio si trova vano due immediate vicinanze si trovavano i due
bacini striati gettanti acqua, con co- stabilimenti termali (uno per i bagni
lonne di porfido; nello ~pa7.iO inte r- caldi, l'altro a ll'aperto ~r i freddi) e
m edio stava una fontan a di porfido la casa di abitazione (praetorium), forse
con un a conca s triau, pure versante vi lla pontifi cia, provvista di due biblio-
acqua, circondata da c;ancelli di bronzo teche, cioè, verosimilmente, di due rac-
e da colonne con i loro coronamenti co lte di coJ ici, una g reca e l'altra latina.
ed epistilii; e dovunque ornamenti a (3) Loca lità sconosciuta. La con-
mosaico e co lo1 ne Ji Aquitania, <li ge ttura dd Bianchini, che vo rrebbe
Tripoli e di porfido. A questo com- r:i vvicinare a questo passo l'iscrizione
plesso monumentale, che richiamava trovata presso S. Eusebio, relativa a UD
b magn ificenza e suntuosità dei por- edificio eretto in onore di S. Lo renzo da
tici roman i dcli ' Impero, pare debb.i un arcidiacono llaro, rim au e assai dub-
rife rirsi un 'is.:ri zione (DE Rossi, lnscr. bia, perchè il monaste10 di S. Lorenzo,
c/Jrist. Il, p. 147 n. 12), dalla quale a cu! egli si riporta, pare debba ricer-
risulta che Ilaro do\'e tte di Il rimuo- carsi a una notevole distan za da S. Eu-
vere un immemo cumulo di rovine sebio ( cf. DucHESNE, Les 111011 dtsstrv. de
per dar luogo alln sua costruzio ne. Sai11te- Marie-Majeure in Milang. d'arcb.
Tra la seconda met:i del secolo 1x e rt d'hist. XXV!l, 1907, pp. 484- 5).

Cod. Topogr., Il. 16


IL "LIBER PONTIFICALIS "

StMPLicrus (468-83) - Hic dedica vit basilicam Saneti Stephani in Cae-


lio monte<•>, in urbe Roma, et basilicam Beati apostoli Andreae,
iuxta basilicam Sanctae Mariae<», et aliam basilicam Sancti Ste-
phani, iuxta basi licam Sancti Laurenti <1>, et aliam basilicam intra
urbe Roma, iuxta palatium Licinianum, beatae martyris Bibianae, 5
uhi corpus eius requiescit <•>. Hic constituit ad Sanctum Petrum
apostolum et ad Sancturn Paulum apostolum et ad Sanctum
Laurentium martyrem [h)ebdomadas ut presbyteri manerent,
propter paenitentes et baptisrnum: regio III ad Sanctum Laureo-
1-Q. Hl c - requle11eit om. F K 2. aposLuli A 1 3. stefani A1 5. urbem romam C2 D
romam om. E llclanum A2 B"f.6 (co1·r. Bf j luclnlanum C' vibiane BJ biviane C'
7. apostolnmbis om. F K apostulumhi• A 1 7-8. et - martyrem om. A2 ma rtyrem om. F K
9. penitentes et baptismum) baptismum et peniten tlam (-a) petentlbus F K dc re-
g ione ltr F K regloncm g li a/ll"i . .

( 1) S. Stefano Rotondo. che si conservano, e dalle ri pro,fu?.ioni


(2) Il papa trasfo rmò in chiesa e che ci hanno lasciato il Sangallo, il
dedicò, fra il 471 e il 483, un'an tica Ciampini e i disegn:nori raccolti nel
sala fatta costruire da Giunio Basso Corpus di Cassiano del Pozzo. Cf.
console nel 331 (B11ll. ore/i crisi. 1871, HueLSEN, op. cit. pp. 17<)-81 ; lo. Dit
p 27). Il pal:tzzo di Giu ni o Basso era Basilica des limius Bassus 1md die
passato in possesso di Flavio Valila. Kirc/Je S. A11drea cala Barbara ai~( de111
che col predio sull'Esquilino lo donò, Esq11i/in in Feslsrhrift frir juli11s Scblos-
morend o, alla Chiesa (DIEHL, foscr. ' se,., Wien, 1927, p. B sgg.; LUGLI-
lat. e/iris/. vet. n. 1785). L' aula, ric- AsHBY, La basi/ira di Giunio Basso
camente adornata con deco razioni in rn//' Esquilillo in Riv . arch. Cl'ist. IX,
opera settile, venne da Simplicio adat- p. 221 sgg.; KRAUTHEIMER, Corpus l>asil.
tata alle esigenze del culto cristiano I, PP· 64- 5; G. DE j ERPHANION, R11l-
e dedicata a sant' Andrea, al quale letiil d' arcbéologie cbrltie1111e et bJ'z.a111ille
fino allora nessuna chiesa era stata in Orientalia Christia1111 Periodica, 1V,
vot:ita in Roma. In seguire la chiesa 1938, pp. 528-n.
portò gli appellativi di i11xta Praese- ( 3) Pare si elevasse non lungi dal-
pe111 e di ral11 Barbara patricia. Nella l'a ngolo sud- est dell'a11uale chies~ . Vi
metà del secolo xv era già mezzo sarebbe stato sepolto un Leone vescovo
scoperta, e ridotta a pollaio, secondo la e martire, di cui si ritrovò sul luogo,
testiri1onianza di G10VAN~I Ru<.:EL LAI frammenrn ria, l'iscrizione sepolcrale,
(li Giubileo dr/I' a11110 r 4 50 in A rch. Soc. dalla quale siamo informati chi: egli,
Ro111. di stor. pail'. IV, 1881, p. 574), e prima della sua conversione, aveva Il
due secoli pii1 tardi BhNEDE'ITO MELLINI una villa c:im pestrc, per godersi le gioie
ci dav:i una descri1ione dei vestigi che della \'it:i (DAMASO, Epi,:1'. n . 3 3). Sim-
ne rimanevano (in HuELSEN, Le chitse, plicio avrebbe quindi dedicato soltanto
p. 180). Avanzi dei muri si vedono un edificio già preesisten te. Cf. DE
ancora entro il già monastero di S. An- Rossi, 8111/. affh. c>ist. 1864, pp. 54-6.
tonio. Della splendida decora zione pos- (4) 11 « pal:itium Licinianun1», che
siamo farci un' idea dai pochi framment i ricorre anche nella Passio di santa Bi-
E LE SUE CONTINUAZIONI

tiurn, regio prima ad Sanctum Paulum, regio VI vel septima ad


Sanctum Petrum C•l - sepultus est in basilica Beati Petri apostoli.
Fa1x III (483-92) - ex patre Felice presbitero de. titulo Fascio-
lae<2> - fecit basilicam Sancti Agapiti iuxta basilicam Sancti Lau-
5 renti martyris - sepultus est in basilica Beati Pauli apostoli Ci>.
GELASIUS (492- 6) - sepultus est in basilica Beati Petri apostoli .
ANASTASIUS lI (496-S) -de regione V (4) Caput Tauri - sepultus est
in basilica Beati Petri apostoli Cs>.
SvMMACHUS (498-5r4) - Hic fecit basilicam Sancti Andreae apostoli
10 apud Beatum Petrum <6>, ubi fecit: ... oraturium Sancti Thomae
1. VI vcl om. F K 2. ad beato pe1ro (- um - um) F K 3. presbitero om. Bf
3-4. de - Fasclolae om. F K Bf 4-5. feci! - martyrls 0111. F K 5. in - apostoli] apud
bealo Paulo (- um - um) F K 6. In - apos1otl] apud beatum Pe1rum F K 7. quinia
A2 ·f·6 8 D quinta tau ma C"l·4 E G capud C' E A' 8. in - aposioll] apud bca!um pelrum
In vaticanum F ad bea1um Pctrum K 9. apostull g-6 di pag. 246. Hlc - Alexandrl
om. F apostuli A 1 10. aput A' ad D 10-6 di pas-. 246. ubl- i\lexandrl] e! ornavit tam
eam quam alias qnamplures cx auro argentoque plurimo. Hlc fui! cons1ructor ecclesiarum K

biana (Bibliothera Casùumis, III, Flori- 111analmente i titol:iri delle chiese d~lla
legium, p. 192), sar.:bbestata una costru- · · VI e VII regione(i titoli - diamo sempie
zione o un complesso di costruzioni nei delle i11dicazioni app rossima1 ive - di
giardini dell'imperatore Licinio Gal· Giulio, di Crisogonn, di Ceéilia, di Da-
lieno(cf. GRJ.\IAL, Les H or ti Tau1' i a 11 i maso, di Marco); in S. Paolo quelli della
pp. 280-2). Secondo la Passio, Bibiana I (di Sabina, di Prisca, di Ball'ina, di Fa-
fu sepolta nella sua casa, accanto alla sciola e forse .ti S isto); in S. Lorenzo
madre e alla sorella ~io cubiculo Romae qut:lli della III (d i Prassede, dr Eu~ebio,
«ad caput Tauri, iuxta palatium Lici- di Pudente, degli Apostoli, di Equizio,
« niaoum, ad formam Claudianrn. di Marcellino e Pietro, di Clemente).
( 1) Con questo decreto sulla orga- ( 2) Lo stesso persnnaggio che fu
nizzazione parrocchiale, Simplicio in- incaricato da Leone I di ri parare la
tendeva collegare strettamente il st:r- basilka di S. Paolo, e di cui nel mona-
vizio religioso delle catacombe con stero rimane ancora l'iscrizione sepol-
quello delle basiliche maggiori poste crale (S1LVAGNr, lnscr. chrisl. n. 4958).
fuori della città: S. Pietro, S. P:iolo e (3) Dov'era sepolta la sua fam iglia.
S. Lorenzo. Data l'affluenza dei Ro- ( 4) Augustea.
mani e dei pelleg rini in queste basiliche, (5) L'epitafio in SILVAGNI, l11scr.
il servizio spirituale era troppo grave christ. n. 4149.
perchè potessero disimpegnarlo i preti (6) Questa attività edilizia in S. Pie-
titolari, anche se esenti dall'ufficiatura, tro va connessa con le difficoltà che
affida ta a monaci. Per ovvia re all'in- Simmaco incontrò nei primi anni. del
conveniente, Simplicio stabili, io base pontificato (501-6) per p:trte degli ade-
alla divisione delle region i ecclesia- rent i all'anti papa Lore nzo, che gli im-
stiche, che in S. Pietro restass~ ro setti- pedirono di abitare nel Laterano.
244 IL " LIBER PONTIFICALI$ "

apostoli ... ; confessionem Sancti Cassiani et Sanctorum Proti et


Yachinti ... ; oraturium Sancti Apollinaris ... ; ~raturium Sancti
Sossi . . . Item ad fontem, in basilica 13eati Petri apostoli,
oraturium Sanctae Crucis... Fecit autem ora tu ria .n.: Sancti
fohannis Ev:mgelistae et Sancti Johaonis Baptistae ... (i) ; quas 5
cubicula omnes a fondame nto perfecta construxit. Basilicam vero
Beati Petri marmoribus oroavit. Ad cantharum Beati Petri
cum quadriporticum ex opere marmoribus ornavit et ex musivo
agnos et cruces et palmas ornavit<». Ipsum vero atrium omnem
conpaginavit; grados vero ante fores basilicae Beati Petri amplia- 10
vit et alios grados sub tigno dextra laevaque construxit. Item
episcopia in eodem loco dextra laevaque fecit(i>. Item sub grados
in atrio alium cantharurn foris in campo posuit, et usum necessi-
tatis humanae fecit (4). Et alios grados ascendentibus ad Beatum
Andream fecit et cantharum posuit. Hic fecit basilicam Sanctae r 5
martyris Agathae, via Aurelia, in fundum Lardarium; a fun<la-
mento cum fontem extruxit (s) - fecit basilicam Sancti Pancrati ... ;

1. sancii A 5.-6. quas-omnes) quc omnia A'"f·6 B"J DEG 7. sancii 8 2 exor-
navit BJ C2 cantarum AJ 9. omne A2 8 2 E6 G 10 . gradus A 2 ·i·6 8 2 C' D sancii A
pelrl apostoli A 11. gradus 8 2 12. gradus A 2 8 2 14. gradus A'-' 8 2 16. fundo Ci
E6 G lardario A2 ·6 17. fonte construxit CJ 9>.;.4 E'·6 G

(1) Simmaco, non potendo celebrare pera di Simmaco resta in una iscrizione
il battesimo pasquale nella basilica La- ch'era collocata• in dextro atrio » (ibid.
teranense, ebbe cura di costrui re io Va- Il, p. 53 o. ))·
ticano quegli stessi oratori che erano (3) La forzata dim ora in S. Pietro
attorno al battistero di S. Giovanni, o bbligò Simnnco a costruirsi presso la
e che avevano, per il loro significato basilica due residenze, che furono la
simbolico, un nesso con il rito della prima origine del palazzo Vaticano.
iniziazione. (4) Questo secondo can1aro era sulla
( 2) Il quadriportico pare esistesse fin pia zza, davanti alla gradinata che dava
dal tempo di Simplicio (DE Rossi, accesso all'atrio,e sembra fosse connesso
l11scr. christ. Il, p. 148 o. 13). Del con luoghi di decenza per comodita
cantaro ci danno più tardi notizie i dei pellegrini affluenti alla basilica. È
Mirabilia (jORDAN, Topogr. II, p. 626) descritto da PIETRO MALuo (DE Rossi,
e P1ETRO M ALL IO (DE Rossi, lnscr. lmcr. chrisl. II, p. 220 n. 103 ).
christ. II, p. 220 n. 102 e p. 428 nota 67), (5) La basilica è indicata «io colle
secondo i quali esso allora consisteva «Pino» in una bolla di Leone IX, dove
in una grande pigna di bronzo, donde si ricorda anche la «casa Larda ria io al
sgorgava l'acqua, cadente io un bacino secondo miglio Jell' Aurelia (ScHIAPA-
contornato da colonne porfiretiche, con RELLI, Le caru a111iche delfaah. Capit.
ornamenti di animali. Ricordo dell'o- di S. Pietro ù1 Valicano in Arcb. Soc.
E LE SUE CONTINUAZIONI 245

fecit autem in eodcm loco balneum <1>. Item aput Bcatum Paulum
apostolum: in basilicam renovavit absidam, quae in ruina inmi-
nebat, et post confessionem picturam orna,•it et camcram fecit
et matroneum ... ; et ant~ fores basilicae grados fecit in atrium
5 et caot[h)arum; et post absidam aquam introduxit, ubi et balneum
a fuodamento fec it <2>. Intra civitatem Romaoam, basilicam
Sanctorum Silvestri et Martini a fund:m1ento construitit iuxta
Traianas ...h>. Ad Beatum Iohannem et Paulum fccit grados post
absidam <~>. Item ad Arch.ingelum Miclucl basilicam ampliavit
10 et grados fecit et introduxit aquam <s>. Item a<l Sanctam Mariam
oratorium Sanctorum Cosmae et Damiani a fondamento con-

1. ad l ' 1. basilica B"J C' E G rulnam B CD E 4. matron lum C' gradui AJ.6
R. 1hermas (1trmas) 1raianas C"J ·~ E bu1os E6 G sanc1os. A' gradus A' ·' B' E"6
10. sradu& A' B' J E 1 ·6 &anela mJrla A 1

Rom. di stor. patr. XXIV, p. 471). guiti :ia Eusebio (cf. p. 89 noia 3).
Il cimitero intitol:ito alla stessa santa, La fontana, collocata nel piazzale anti-
si dice, nella biografa di Leone IV stante all'ingresso principale della basi-
(lib. Po11tif. Il, p. 114), che trov:1v.1si lica, con l'iscrizione esaltrnte l' o pera
fuori porta S. Pancrazio, e nei Mirnl>ilia di Leone l , è ricordata anch e nella sil-
(JoROAN, Topogr. 11, p. 618) «ad gi ro· loge epigrafica, non di Cola di Rieozo,
tt lunl». Pare che la basilic:i, gi:\ di- come rit enn e il DE Rossi (biscr. christ.
ruta al tempo di Adriano IV (ScmA· 11, p. p8 o. 10), ma, pare, di Poggio
PARELLI, op. cit. p. 298), sorgesse sullJ 13racciolini (cf. StLVAGN I, lnscr. christ.
sinistra dell'A urelia, qu:asi nel sito del J, p. XXXI n. 8).
cimitero dei Ss. Processo e Martiniano, (3) A Simmaco deve attribuirsi la
e vada ricercata probabilmente nel cost ruziooe ex 11ovo della chiesa di
colle su cui sta il p:alazzo della Villa '>. Martino e un ampliamento dell'at-
P:unphili (cf.S1LVAGNI, La lopogrnji.1 Cl· tigua chiesa di S. Silvestro (cf. V1EL-
1111teriale della via Aurelia, p. 1 r 2 nota 1 ). 1 IAKD, les origi11es du tilre de Safot-
( 1) Si dove trattare forse di un in- Marti1i a11x Mo11/s, pp. S3-5). La le-
g randimento di un santuario già esi- zione « basilicam Sanctorum Silvestri
stente, perchè la necessità di un b.1gno «et Martini », data qui dai codici della
lascia supporre che il luogo fosse già seconda redazione della vita di Sim ·
molto frequentato (cf. KtRSCH, le me- maco, riflette l'appellativo corrente
morie dti martiri sullt vie A11r'1ia e all'età dei loro trascri1tori, cioè nel
Com e/in, pp. 65-6). secolo 1x o più tardi (cf. StLVAGNJ,
( 2) Non è possibile precisare la pane La basilica di S. Martino, p. J72).
di :ibbdlimentoo ricostrU1ione spellante (4) Per questa scala, costruita dietro
a Simmaco, ma la prese nza del cantaro, l'abside della chiesa dei Ss. Giovanni e
esistente già dal tempo di Leone I, e Paolo sul Celio, cf. GASOIA, la casa
del bagno ci viene confermat:i dalla paga110-crislia11a del Ctl10, pp. 220-1.
iscri zione io cui si parla dci lavori ese· (5) Cf. p. 130 nota 1.
IL "LIBER PONTIFICALIS"

struxit ... (•) Item ad Beatum Petrum et ad Beatum Paulum et ad


Sanctum Laurentium pauperibus habitacula construxit... Hic
reparavit basilicam Sanctae Felicitatis <1l, guae in ruinam inmi-
nebat. Hic absidam Beatae Agnae, quae in rui11am inminebat,
et omnem basilicam renovavit - Hic fecit cymiterium lorda- 5
norum in melius, propter corpus sancti Ah:xandri - sepultus est
in basilica Beati Petri· apostoli .

HoRMISDA (5r 4-23) - sepultus est in basilica Beati Petri apostoli <il.

loHANNES (523- 6) - refecit cymiterium W Beatorum martyrum


Nerei et Achillei, via Ardiatina; item rcnovavit cymiterium 10
Sanctorum Felicis et Audacti <s); item renovavit cymiterium
Priscillae <6). - sepultus est in basilica Beati Petri C1l.

FEux llll (526- 30) - Hic feci t basilicam Sanctorum Cosmae et


Damiani in urbe Roma, in loco qui appellatur via Sacra, iuxta

3. qui A' 8 C1 /) iam E' 2-4. Hic - lnminebat om. A D 7. In - apostoli] apud
bcatum Petrum F K 8. in - arostoli] apnd beatum Petrum F K 9.-12. refecit - l'ttrl
om. F K 11. adaucti Af·6 adauti Bf 13-3 di pag. ug. Hlc - refec it om. K
14. In - Sacra om. F

( 1) Trova vasi dietro labside di lS) Secondo il BAGATTI (Il cimitero


S. Maria Maggiore. Col tempo si chia· di Commodilla, pp. 111-2) l'opera di
inò semplicemente S. Cosma, e quando Giova11oi I dovette, con ogoi probabi-
nella ·chiesa si stabili la confraternita lità, consistere nell'allargamento di una
dei pittori, cambiò il nome io S. Luca. galleria, riducendola ad una vera basili·
Fu distrutta sotto Sisto V, per l'ingran- chetta con due absidi; e nell'abbellire il
dimento della piazza. cr. DucHESNE, pio luogo, facendo dipingere la Traditio
Les 111011asteres desserva11ts de Sai11te- clavi11m, gli intonachi delle absidi con
Marie-Maje11re, pp. 480-4. il motivo delle palme, e comporre il
(2) L'o ratori o di Bonifacio I. g rande mosaico al termine della basili-
(3) Fu sepolto nel pavimento del chett:i stessa.
portico di S. Pietro, e l'epitafio, dedi- (6) Verosimilmeate la basilica di
catogli dal figlio Silverio, fu ritrovato S. Sii vestro.
dal DE Rossi in un codice del 1x secolo (7) Nel portico della basilica. L'epi-
contenente i poemi di Alcuino (S1L- tafio è stato identificato dal DE Rossi
VAGNI, Inscr. chrisl. n. 4150). in un gruppo d'iscrizioni provenienti .
(4) La parola « cymiterium » deve dall'atrio di S. Pietro e contenute nel
anche qui prendersi oel senso di basi- cod. Parigino Lat. 8071, in base al
lica (cf. DE Rossi, Bull. al'ch. crisi. verso : « antistes Domini procumbis
1874, p. 15). Per il restauro da attri· « victima Christi » '(StLVAGNI, lnscr.
bnirsi a questo papa cf. ibid. p. 70. christ. a. 41 p ).
E LE SUE CO:\TNUAZIO:\I

templum urbis Romae <1 >. Huius temporibus consumpta est


incendio basilica Sancti martyris Saturnini, via Salaria , quam
a solo refecit - sepultus est in basilica Beati Petri apostoli <».

BoN IFATIUS II (530 -32) - ordinatur ... in basilica Iuli <1> - sepultus
5 est in basilica Beati Pctri apostoli (4).

loHANNES II (533- 5) - de Caelio monte - sepultus est in basilica


8l'ati Petri ai>ostoli <s>.

AGAPITUS (535 -6) - clericus a Sanctos Iohannem et Paulum <6> -


corpus ... translatum usque in basilicam Beati Petri apostoli,
ro uhi et sepultus est <1>.

S11.VERIUS (536-7) - Ingressus .. Vilisarius . . m urbem Romam ..


custodiis et monitionibus vel fabricis murorum aut repara-
tione fossati ci rcum<ledit civitatem Romanam et munivit -
ecclesias et corpora martyrum sanctorum exterminatae sunt a

3. in - Petri] apud beato pe1ro F, elle jìrii1ee con questa vita. ad bcatum pc1rum K
8. clcricu~ - Pnulum om. K ad 02 de Af 6 9. translu1um est romam KAl ·6 u'que
0111. K 11. fn 111·bc roma Ar.J 12. m1111ilionlbu~ Af.6 u6 C' D 12-~. rcp:1ra1lo11e AJ·f.6 E,
rcrar»tioncm gli altri. 14. extcrminata Af·6 U" 6

(1) Si ri tenev:i che Felice IV avesse nell,t parte ovest del pntl'Ìarr/1i11m e
trasform:ito in chiesa l'antico edificio prospiciente sul rn111p11s L11ùrnnmsis
rom:ino mediante la costruzione del- (attuale piazza di S. Giovanni). Si trnv.1
l'abside, ma sembra che questa risalg:i menzionata ;anche in una lettera di
:il t\' secolo. Felice l'avrebbe soltanto GREGORIO I (Rtgistr. tpisl t. Il, p. 365).
decorata col mos:iico ancora esistente. La denominaziont: esatta s:1rebbe, se-
la~cianJo intatto il resto dell'edificio condo il LAUER(T.t pnl. de l.11tra11, p. 39),
(cf. KRA UTHE IMER, Corpus basi/. I. "b;.1sili~a Iuli a», da Giulia, figlia di
pp. r 42-3 e l'iscrizione dedic:itoria in Nerva e moglie di Vero, o da Elena
DF.Hoss1, Musaici). Il tnnplum 111·/lis Flavia Giulia, figli:i di Costantin o.
Romae è quello di Venere e Roma e ( 4) L'epitafìo in Sn.VAGNI , lnscr.
non la basilica di Costantino, come christ. n. 4 r 53. Un frammento nelle
pensò il DucHESNE ( Templum Rm11ne &c. grotte Vatic:1nc (0. DuFRLSNF., les
in .\1tla11g. aarch. ti d'hist. VI, p. 25 cr.vptn Vt1ticams, P.iris, r 9 02, p. 64
sgg.; cf. Rull. Com. XXVlll, 1900, n. 124).
p. 303 nota 3). (5) L'epitafio in SIL\'.o\G..;1, lnscr.
{2) L' epatafio io StL\'AGNt, lmcr. ciirist. n. 4 t 54·
rl1rist. n. 4152. (6) La chiesa dcl Celio.
(3) Una sala per ricevimenti ufficiali (7) L'epitafio non ci ~ pcn·enuJo.
lL " LlBER PONTIFICALlS "

Gothis <1 > -· Abiit Vilh<;arius in palatio Pinciano <2 > - falsi
tcstes ... dixerunt quia nos vicibus invenimus Silverium papam
scripta mitteotem ad regem Gothorum: « veni ad portam, qui
« appellatur Asinariam, iuxta Lateranis, et civitatem tibi trado »
- Tunc ( Vilisarius] fecit.. Silverium papam venire ad se in 5
p:ilatium Pincis ... ; ingressus lohannis, subdiaconus regionarius
primae regionis, tulit pallium de collo eius ... Tunc Xystus,
subdiaconus regionarius regionis sextae, .. nuntiavit ad clerum,
dicens quia domnus papa depositus est.

V1GJLTUS (537-55) - Fecit Vilisarius patricius xenodochium in ro


via Lata (1) - Anthemus scribon, veniens Romae, invenit eum
l Vigilimn] in ecclesia Sancta e Caeciliae - [Totila]... iotra vit
Romam a porta Saocti Pauli - corpus [ Vigilii] sepultus est ad
Sanctum Marcellum, via Salaria (4).

PELAGIUS (556-6I) - initiata est basilica apostolorum Philippi et I 5

2. vodbus C' 3. qoae Af·6 8 2 ·1 C 2 E 4. latHanas C4 E 11. romam AJ· f .6 8 2 ·J6.


14. Salarla] Sesue In cymherio prisclllae Af C"4 E

(1) Sì è già avuta occasione di ri· viene indicata dalla chiesa <li S. Maria
conia re le devastazioni compiute dai in Trivio (presso la fontana di Trevi),
Goti nelle c:uacombe. Le epigrafi che che un'iscrizione metrica, superstite,
p:nlano dei restauri allora eseguiti, di bassa et~, attribuisce, non sap-
hanno accenti di esecrazione per questi piamo coa quanta ragione, a Belisario
barbari che « Moverunt sanctis bella (cf. HuELSEN, Le chiese, pp. 365-6).
«nefanda prius,, ; e qua e là si accenna Pare sia quello stesso xenodochio
al « furor hostilis », al cuo re sacrilego, che nella vita di Leone III (lib.
alla « effera rabies », all'offesa fatta al Po11tif. II, p. 12) è chiamato o. Fir-
sacro diritto dei morti (DE Rossi, /mcr. mis » ed attaccato a un oratorio di
ch1'ist. II, p. 100 n. 18, p. 137 n. 20, S. Maria.
p. 83 n. 25, p. 100 n. 13 e n. 18, p. 84 (4) Presso la tomba del papa Marcello
n. 29). nella t>asilica di S. Silvestro sulla via
(2) Da privato possesso dei Pinci, Salaria. Le sue benemerenze nei re-
divenne in seguito proprietà imperiale. stauri delle catacombe della Salaria, più
La udomus Pinciana» è ricordata in delle altre danneggiate dai Goti, forse
C1.ss1000RO (Variae, III, 10), il quale non sono sufficienti, come qualcuno
ci fa sapere che le decorazioni mar- vorrebbe credere, a spiegare perchè
moree, st:iccate dall'edificio, vennero, egli non abbia trovato posto tra i suoi
pe r ordine di Teoderico, trasportate antecessori nel portico di S. Pietro.
dai catabolensi a Ravenna. Certo non risultano segni di culto, presto
(3) L'area di questo xenodochio o tardi, a lui auribuito.
E LE SUE CONTINUAZIONI 2 49

Iacobi (•); qui dum initiaretur fabricari, mortuus est et sepultus


est in basilica Beati Petri apostoli <».
l oHANNES III (56r-74) - amavit et restauravit cymiteria sanctorum
martyrum (J>. Hic instituit, ut oblationem et amula \"el lumi-
5 naria in easdem cymiteria per omnes dominicas de Lateranis
ministraretur (4) - perfecit ecclesiam apostolorum Philippi et
Iacobi et dedicavit eam Csl - retenuit se in cymiterio Sanctorum
Tiburtii et Valeriani, . et habitavit ibi multum tcmporis (6J -
sepultus est in basilica Beati Petri apostoli <1>.
ro BENEDICTUS (575-9) - sepultus est in basilica Beati Petri apostoli,
in secretarium es>,
1. qui - fabrlcari om. K quae A"f E' 2. est om. K 3. ama•it et om. K 4. con-
stlt ult K B' 6. min istrarentur AD E 1 apostolorum 0111. K 7. et· cam om .K reti·
n ult AJ·f 8"6 11 . secratarium A1 B"J·6 O secretarlo K 1 A2 E6 G secratario K'

(1) L'iscrizione cont~mporanea, an· la serie delle dispos izioni per il culto
cora esistente sull'architrave della porta delle catacombe, e reagisce ad una
d'ingresso, ricorda l'opera iniziata da tendenza all'abbandono, manifestatasi
Pelagio e il compimento di papa Gio- dal momen to in cui cessarono in quelle
vanni, riconoscendo ad ambedue ugual le tumula zioni normali. Cf. DE Rossi,
merito (DE Rossr, lnscr. christ. li, Roma sotl. I, p. 218 sgg.; III, p. 527 sgg.
p. I 39 n. 27). ( 5) Per il compimen to dell 'edificio
(2) L' epitafio in StLVAGNI, lnscr. iniziato da Pelagio, si vedano, oltre
s
chrisl. n. 41 5. La sepoltura si tro- l'iscrizione già citata alla nota 1, a nche
vava , secondo la testimonianza di i dist ici che stavano nell'abside e di cui
PtETRO MALLIO, «ante secreta rium ». il VoLATERRANO, nel secolo xv, lesse
(3) Quali restauri a bbia eseguito nei ancora il primo (DE Rossi, lnscr. cbrist.
cimiteri questo papa, non si sa. Il II, p. 65 n. 18, p. 248 n. 14, pp. 354-5),
Wu.PERT (Le pitture &c. pp. 461-2) (6) Questo allontanamento tempo·
gli vorrebbe attribuire gli affreschi rap· raneo del papa dal Laterano, pare sia
presentanti Cornelio e Cipriano, Sisto stato cons ig liato dai torbidi che segui-
ed Ott ato nella cripta di S. Cornelio rono la caduta in disgrazia di Narsete
(catacomba di Callisto); ma non pare (cf. CASPAR, op. cit. II, p. 350). Gio-
di questa opinione lo STYGER (R iim. vanni III av rebbe soggiornato nelle
Mti rt)'Y. I, p. 1o6), il quale si limita cost ruzioni sopratterra dcl cit11itcro di
soltanto ad assegnarli al secolo v o Pretestato sull' Appia.
al più tardi all'inizio del v1. (7) Il sepolcro si trovava davanti al
(4) Con queste provvidenze, a carico secretario (cf. PtETRO MALL tO in Acili
dell'amministrazione centrale ecclesia- Sa11ct. n. 49 ; MAFFEO VEGIO, n. 142;
stica, circa l'offerta del pane, del vino ALFARANO, p. 118).
e dei ceri per la celebra zione della (8) Cf. MALLIO in DE Rossi, lnscr.
messa domenica le nelle basilicbe cimi- cbrisl. II, p. 208 n. 36; VEGtO, n. 142;
teriali, Giovanni III si riattacca a tutta AL~"ARANO, p. 119.

Cod. Topos r., 11.


IL "LIBER PONTIFICALIS "

PELAG!US II (579 -90) - domum suam fecit ptochium pauperum


senum - fecit cymiterium Beati Herll)etis martyris <1 > - fecit
supra corpus beati Laurenti m:irtyris basilicam a fondamento
constructam <» - sepultus aJ Beatum Petrum apostolum <i>.
GREGORIUS (590- 604) - dedicavit ecclesia Gotborum, quae fuit in 5
Su bora, m nomine beatae Agathae martyris (4) - domum. suam }
consti~it monasterium <s> - sepultus in basilica Beati Petri apo-
stoli, ante secretarium <6>.
SABTNIANUS (604 -6) - fu nus eius eiectus , est per portam Sancti
Iohannis, ductus est foris muros civitatis ad pontem Mul- t o
bium <1> - sepultus est in ecclesia Beati Petri apostoli <8>.

1-4. domum - constructam om. K 1. xenodochiurt1 A B>.J C1 synodochi um Al C' D


~· ecclesiam B>.J.4 CJ E' G quae fuit 0111 . K est AC' D 6. subura K Af 7-8. in - apo-
stoli) ad beatum pctrum apostolum A D 9. •avinia nus AD Ef ir• 1. fu nus - mulblum
om. K eiec tum A 2 ·f E' G e~t om. AD 10. duc1um Af E' G eductus B"J·4 C1 "
1c>-11. mulvium A' Ef milvium A2 molvium AJ B"J f E' molblum C2 D

( 1) Si tratterebbe di una rinnova· form. 24. pp. 17-8; M. G. H., Epist.


zione della chiesa sopratterra (cf. STY· Karolfoi nevi, t. lii, p. 50).
GER, Ròm. Miirtyr. I, p. 233). ( s) li monastero in clivo Scauri.
(2) Una rassegna della entità .dei (6) Ugualmente è indicato il luogo
lavori promossi da questo papa nella di sepoltura di Gregorio dal suo bio-
primitiva basilica di S. Lorenzo l'ab- grafo GIOVANNI DIACONO t)V, 68) e
biamo nell'iscrizione metrica dedica· piu tardi da PIETRO MALLIO (in DE
toria, fatta restituire, dietro la testi- Rossi, lnsrr. chrisl. Il, p. 209 n. 38).
monianza ·degli antichi raccoglitori di L' epitafio in S1LVAG1'I, !user. christ.
epigrafi, sull'a reo trionfale. Nel mo- n . 4156. Due fr;;mmenti rimangono
S;tico dell'arco stesso restau rato e sup- nelle grotte Vaticane (OuFRESNE, op.
plito nelle parti perite, si vede Pelagio cit. p. 66 n. 12 5).
col moddlo della basilic:i nelle m:mi (7) b proba bile che la politica eco-
(DE Rossi, Musaid) . nomica di Sabiniano, restri ttiva in con-
(3) Nel portico, sotto il pavimento fronto a qu.ella di Gregorio I , glì avesse
( ALFARANO, pp. 118-9). procu rato delle inimicizie; e il lungo
(4) Gregorio. con gran concorso di percorso estraurbano del funerale po-
popolo esultante e lit.iniante, prese trebbe spiega rsi come misura preven-
possesso dell.t chiesa degli Ariani, da tiva contro eventuali dimostrazioni
due an ni chiusa, e la dedicò al culto ostili (cf. CASPAR, op. cit. II, p. s18).
cristiano, trasportandovi le reliquie dei (8) Nel portìco, sotto il pavimento
santi Sebastiano ed Agata, e abbellen- (ALFARANO, p. wj). L'epitafio io
done le pareti con pitture e mosaici StLVAGNI, fo scr. christ. n. 4157. Un
(cf. GREGORIO !, Dinlogi, 111, 30; lo. fr:immento nelle grotte Vaticane (Du-
Registr. epist. t. l, p. 2) 3; Uber di11rn11s, FRESNE, op. ci t. P· 79 n. I 54).
E LE SUE CONTlNUAZ! ONl

BONIFATJUS III (606-7) - sepultus est in ecclesia Beati Petri apo-


stoli <1>.
BoNIFATius IIII (608 IS)- petiit a Focate principe templum qui
appellatur Pantheum, in quo fecit ecclesiam Beatac Mariae sem-
.5 per virginis et omnium Martyrum <•> - domum suam mona-
sterium fecit b> - sepultus est ad Beatum Petrum apostolum (4).
DEUSDEDIT (6r5-8) - sepultu,s .est ad Beatum Petrum apostolum <s>.
BoNIFATIUS V (6r9-25)- perfecit cymiterium Sancti Nicomedi et
dedicavit eum <6> - sepultus est ad Beatum Petrum apostolum <?>.
IO HONORIUS (625-38) - investivit regias in ingresso ecclesiae eius
[Beati PetriJ, quas vocant Mediana, ex argento <8l - levatae
3. petit 8 CJ quod A2 ·J E' 4. panthcus A 2 pantheon E' 4-5 . sem~r - mar·
tyrum om. K 8-9· perfecit - eum om. K fecit A' s6 8. aanctl om. A2 nfcomedls A1
nicodcmi Ai C'f 10-1. investlvlt - argento om. K elus- vocant] malores qui appellatur
BC DE 11. medlanas D

(1) Nel portico, presso la tomba di suo secondo successore, in S1LVAGNI,


Gregorio I (MALLIO in DE Rossr, I11sc1" lnscr. christ. n. 4 160.
christ. II p. 211 o. 42). L'epitafìo in (6) Qui, come altrove, con «cymi·
SJLVAGNI, Imcr. rhrisl. n. 4 I 58. « terium » vien designata la basilica so-
(2) Questa richiesta di Bonifacio IV, vrastante, che questo papa avrebbe o
come il consenso dato più tard i da portata a termini:: o costruita ex 110110.
Eraclio per la rimozione delle tegole La dedicazione è stata regist rata nei
dd tempi o di Roma. dimostrano la Sacramwtari Ge/11sia110 e Gregoriano
immanenza dell'autorità imperiale in e nei Martirologi (Acta Ss. nov. Il, 11,
Roma, nonostante le funzioni assunte p. 291 ; QuENTIN, Les martrrologu
d al papato nel governo cittadino con bi;/, pp 5 ' ' 3 50, 429, 482, 697, 698).
Gregorio Magno. La Chiesa, con l'ac- (7) L'epitafio in StLVAG:>:r, ltiscr.
quisto del Pantheon e la dedicazione e/iris/. n. 4162.
ali.i Vergine, di venta.va proprietaria di (8) La porta centrale ddla basilica,
uno dei pii1 bei monumenti che fos- che da questo rivestimento prese il
sero allora dentro la città (cf. CASPAR, nome di A rgmtta. Le lastre memlliche
op cii. Il, p 5:9; DoELGER, Regestm furono asportate dai Saraceni e rin -
der Kaisernrk1111dw, I, n. l 5~). novate da Leone IV ( Lib. Po11tif. II,
(3) Qualcu no ha ritenuto nella Mar- p. 1 27). Queste duravano ancora al
sica, ma pa re piuttosto in Roma (-f. te mpo della fa11ci111lezza di PIETRO
DucHES~E, Lib. Po11tif. I, p. 3 17 11ota. .\1ALLJO (in Acta Ss. n. 15 7; cf. VEG IO,
l ), sebbene non possa determin.1rsi a n. 143), ma poi vennero tolte. Euge·
quale monastero si alluda. nio IV fece fondere la porta in bronzo
(4) >lei portico (MALLJO in DE Rossi, da l Filarete (..:f. CERRATI, op. cit. p. 10
!user. rhrist. Il, p. 208 n. 37). L'epi- nota 2). Sui ba ttenti dell:i porta ono-
t:il'io in SILVAGN r, l11scr. e/iris/. n. 4159. riana si leggevano due isc rizioni (S11:-
(5) L 'epitafio, apposto da Onorio, VAGNI, lnscr. rb risl. nn. 4119, 4 120).
lL " LIBER PONT1FICAtlS"

sunt trabes in ecclesia Beati Petri numero .xv1. Hic cooperuit


ecclcsiam omnem ex tigulìs acreis, quas lev~vit de templo qui
appellatur Romac, ex concessu piissimi Heraclii imperatoris <•>
- fecit ecclesiam Beatae Agnac martyris, via Numentana, mi-
liario ab urbe Roma .m., a solo, ubi requiescit, quem undi- 5
que ornavit <2 > ••• ; fecit absida eius<lem basilicae ex musi bo CJl
- fecit basilicam Beati Apollenaris martyris in urbe Roma,
in porticum Beati Petri apostoli, qui appellarur ad Palmata, a
solo <•> - Fecit ecclesiam beato Cyriaco martyri a solo, via
Ostense, miliario .vu. <s> - fecit ecclesiam Beatorum marty- 10
rum Quattuor Coronatorum, quem et de<licavit - Reno-
vavit et cymiterium Beatorum martyrum Marcellini et Petri,
,·ia Lavicana - fecit basilicam beato Pancratio martyri, ,·ia
Aurelia, miliario sccundo, a solo - (Et ibi constituit mola in
murum in loco Traiani, iuxta murum civitatis, et formam qui 1 5

1. xv11 K n6 opuuh AD 2. 1abulis K E' 3. conKnsu A' n6 E1 G 4. eccle·


sia A 1 via Nomentaua om. K 5. a aolo om. K s-6· quem • ornavlt 0111. K 6. fecit -
muslbo nm. K absldam C'" E abside A6 8"1·• 6 CJ ~· fech. solo 0111. K 7. ba-
silica A' basillcam BJ apolln1ris BJ C' 8. p«rtlco B"J.4 C' ad om. AD 9-13' Fecfl.
Lavfcana om. I\ 9. ecclesla A 1 n6 basilica A 1 CJ qulrfaco A i.J D 13-4. martyrf -
Aurelia om. K 14. m!lfarlo] Septt ab urbe roma AD 14- 2 dt rog. 1eg. Et. Tyberh
1010 ;,. E 1·6

(t) Una gran pane di queste te· RATI, op. cit. uv. I hb), e venne de-
gole di S. Pietro esistevano all'età del molita in occasione dei lavori per la
B10NOO (Roma illst. I, 51). Paolo V nuova facciata di S. Pic:tro, al prin-
le spedi ad Ancona per fonderle e con- cipio del secolo XVII (cf. ARMELLINI,
vertirle: in bombarde (Cl!RRATI, op. cit. Le cbieu, p. 916 ; HuELSEN, Le cbirse,
p. 20 nota 2 ) . p. 201).
(1) L.1 decor.1z1one interiore della (5) Questa chiesa, elevata io onore:
chiesa era cosi riassunta nella iscrizione di Ciriaco dal papa Onori o nel cimi-
dell':irco(cit. a p. 79 notn 1): «aula tero della via Ostiense, è esistita fino
« micat variis decorata metallis» . al tempo di PtETRO MALLIO (in Act11 Ss.
(3) L'iscri1ione dell'abside (cit. ibid.) n. 165). li Bos1o(Roma soli. p. 165) ne
cdebra gli effetti della luce, che, gra· ritrovò gli a\'anzi al \'li miglio, a metà
zie alla rinnovazione della chiesa per della collina prospiciente il usale chia-
oper.1 di Onorio, allontanava le tene· mato di S. Ciriaco; e tale identifica-
bre da cui fino allora era stata av- zione è stata confermata dag li scavi
volta la tomba della martire. del 191 s, dai quali è risult:ito anche
(4) La basilica venne eretta alla che Onorio costruì l'edificio a solo
estremit:\ sud del portico, come in· (cf. FoRsARI, Lt reu11ti esplor. ntl ri-
dica J.1 pi:inta dell' ALFARANO (in CER· 111itero di S. Cirii1co, p. 69).
E LE SUE CONTINUAZIONI 253

-
deducit aqua io lacum Sabbatinum, et sub se formam qui con-
ducit aqua Tyberis <1 >) - Fecit ecclesiam Beatae Luciae <» in
urbe Roma, iuxta Sanctum Silvestrum, quem et dedicavit - Fecit
ecclesiam Beati Adriani in Tribus Fatis, q~am et de<licavit
5 - Fecit autem in domum suam iuxta Lateranis monasterium
in honore sanctorum apostolorum Andreae et Banholomaei, qui
appellatur Honorii - sepultus est uhi supra <i>.

SEVERINUS (640) - devastatus est episcopius Lateranensis a Mau-


ricio cartulario et Hisacio patricio et exarcho Italiae, dum
10 adhuc electus esset domnus Severinus (4l - renovavit absidem
Beati Petri apostoli ex musibo, quod dirutum erat <s> - sepultus
est ad Beatum Petrum apostolum <6>.

loHANNES IIII (640-2)- fecit ecdesiam beatis martyribus Venantio,


Anastasio, Mauro et aliorum multorum martyrum, quorum
r5 reliquias de Dalmatias et Histrias adduci praeceperat, et recondit
eas in ecclesia suprascripta, iuxta footem Lateranensem, iuxta

-r7. feclt - Honorlì om. K 2. ccclcsia A' 3-7. feclt - Honor!I solo in 8 1 ·J·4
7. ubl supra) ad b