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LE FONDAZIONI MISTE: UNA NUOVA

FRONTIERA DELLINGEGNERIA GEOTECNICA


Metodi di calcolo e loro applicazioni.

Marco Franceschini (marco.franceschini@teleios-ing.it)

Federico Fiorelli (federico.fiorelli@teleios-ing.it)

TELEIOS srl - Officina di Ingegneria

1. ABSTRACT

Le fondazioni miste rappresentano certamente una delle frontiere pi interessanti e


stimolanti della moderna ingegneria geotecnica.
Esse coniugano, sotto lo stesso tetto, il progetto di dettaglio delle indagini geotecniche, la
conoscenza della necessaria modellazione ad elementi finiti e la conoscenza e costruzione di
un modello dedicato, accompagnato da metodi specifici, che associno insieme la teoria delle
fondazioni profonde e superficiali sia dal punto di vista della resistenza che della
deformabilit.
Solo da questa sinergia di aspetti possono nascere metodi e conoscenze appropriate per
approcciare il tema senza adottare soluzioni casalinghe derivate da retaggi nozionistici non
adeguati e comunque superati.
In altre parole le fondazioni miste, o pi propriamente le "piled raft foundations", bypassando
una nomenclatura italiana non perfettamente congruente e rischiosamente fuorviante,
permettono di analizzare con razionalit un aspetto che fino ad oggi era trascurato, cio
linterazione tra pali e platea di collegamento in una fondazione profonda.
Questo fatto portava il pi delle volte, se dimensionati correttamente i pali, a fondazioni
profonde tradizionali dotate intrinsecamente di margini di sicurezza decisamente pi elevati
di quelli normativamente richiesti con conseguente inutile dispendio economico.
Nell'articolo che si presenta si analizza questo tema affrontandolo da vari punti di vista,
chiaramente non in modo esaustivo stante la vastit della materia, ma cercando di dare ad
esso una visibilit prettamente progettuale anche alla luce dellimpossibilit di affrontare in
questa sede l'imponente ed impegnativo impianto teorico.
Si scelto quindi di presentare due progetti effettivamente realizzati che trovano in essi le
due prerogative basilari delle piled raft foundations, ovvero un sistema fondale in cui i pali
sono dedicati solo alla riduzione dei cedimenti e uno dove tutta l'opera, sia pali che platea,
sono mutuamente impegnati a soddisfare entrambi gli Stati Limiti, ovvero resistenza (SLU) e
deformabilit (SLE).
Si presenta innanzi tutto il metodo analitico principe per un dimensionamento di massima di
fondazioni miste, ovvero il metodo PDR (Poulos Davis Randolph), per poi analizzare una
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sua evoluzione analitica, denominata PDR_mod, dovuta a studi lungamente condotti dagli
scriventi; nel processo progettuale si passa poi necessariamente ai metodi numerici FEM di
ultima generazione, condotti comunque in campo 2D, che possono e devono essere
prerogativa anche di uno studio professionale di natura geotecnica a differenza dei FEM 3D
geotecnici che necessitano invece di un impegno di livello spesso superiore.
il caso di dire in questa prefazione che esistono molteplici metodi di calcolo riscontrabili in
letteratura sulle piled raft foundations. La scelta di quelli presentati, che sono ovviamente
anche quelli che fanno parte del bagaglio tecnico e scientifico degli scriventi nella
progettazione pratica, frutto di meditati vagli basati anche su studi e numerosi colloqui
specialistici avuti in vari congressi. Si scelto prioritariamente di non trattare qualsiasi
metodo che si rifacesse a sistemi di molle, ritenendo questo modo di procedere uneredit
obsoleta di una geotecnica non legata al presente, o metodi che si basassero unicamente su
programmi di calcolo specifici.
Evidente che proprio per la freschezza e lo stimolante fermento che possiede questo speciale
campo dellingegneria geotecnica il dibattito aperto ad ogni confronto, e lo stesso non pu
che essere di stimolo costruttivo per ulteriori sviluppi.

2. PILED RAFT FOUNDATIONS

Nel calcolo di una fondazione profonda tradizionale si soliti trascurare il contributo


resistente offerto dalla platea, come se il contatto tra questa ed il terreno non fosse presente o
efficace. In realt, a parte rari casi particolari (vedi strutture offshore), tale condizione non
veritiera e conduce ad un dimensionamento eccessivamente conservativo della fondazione.
Infatti la sovrastruttura, la sua fondazione (di qualunque tipo essa sia) ed il terreno compreso
nel volume significativo interagiscono tra loro indipendentemente dal fatto che il progettista
lo consideri o meno nei suoi calcoli.
Una fondazione mista o, pi correttamente, una piled raft foundation, una tipologia fondale
nella quale si considerano interagenti i meccanismi resistenti dei pali e della platea che li
collega. Tale opzione progettuale stata finalmente introdotta anche nelle NTC2008 visto che
un argomento che in ambito geotecnico studiato dalla fine degli anni 70
(Burland et al., 1977).
Come desumibile anche da quanto indicato nelle NTC2008 ai paragrafi 6.4.3.3 e 6.4.3.4,
esistono concettualmente due tipologie di fondazioni miste:
1) Fondazioni miste in cui i pali hanno la sola funzione di regolare il cedimento Raft on
Settlement reducing Pile [SPRF]: la platea di collegamento tra i pali, considerata come
una fondazione superficiale tradizionale, in grado di trasmettere in maniera adeguata i
carichi al terreno. In tal caso i pali possono essere dimensionati (per numero,
disposizione planimetrica, lunghezza) solo per regolare il cedimento della fondazione e
perci possono essere sfruttati fino al 100% della loro resistenza ultima in quanto, non
collaborando alla resistenza della fondazione, non devono rispettare alcun criterio di
sicurezza.
2) Fondazioni miste in cui i pali contribuiscono alla resistenza - Piled raft foundation [PRF]:
quando la capacit portante della sola platea non sufficiente a trasferire al terreno il
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carico, allora si considera che i pali contribuiscano anche in termini di resistenza. In tal
caso questi devono rispettare precisi criteri di sicurezza (e quindi entrano in gioco
appositi coefficienti parziali) e servono anche criteri di calcolo per combinare i valori
caratteristici della resistenza limite dei due sistemi, platea e gruppo di pali.
Chiaro che sono necessari metodi di calcolo altamente specialistici per procedere al progetto
di unopera geotecnica di questo tipo, qualunque delle due tipologie sopra descritte si
consideri.

3. IL METODO PDR (POULOS, DAVIS & RANDOLPH)

Uno dei metodi bibliograficamente pi noti per lanalisi di una fondazione mista quello
messo a punto da Poulos, Davis & Randolph (Poulos, 2001), dai quali prende appunto il suo
nome.
Il PDR un metodo analitico che consente di eseguire unanalisi di interazione tra una platea,
dotata di rigidezza Kp e carico limite Qp,lim, ed un gruppo di pali, avente rigidezza Kg e carico
limite Qg,lim. Questi due sistemi si combinano a costituire una piled raft di rigidezza Kpr e carico
limite Qpr,lim.
Il procedimento si articola in due fasi principali:
a) Valutazione della capacit portante della fondazione mista.
b) Valutazione della curva caricocedimento dellopera.
Il carico limite di una piled raft pu essere espresso, come affermato da Poulos (Poulos, 2000)
impiegando una delle seguenti espressioni:
QPR,lim QG,blocco QP,ext (1)
QPR,lim QG,lim QP,lim (2)
Nella (1) QG,blocco il carico limite del gruppo di pali valutato nellipotesi di rottura a blocco e
QP,ext il carico limite della parte di platea esterna allarea occupata dai pali (Figura 1).

Figura 1 - A sinistra, rottura a blocco del gruppo di pali (equazione 1). A destra meccanismo resistente
dellequazione (2).

Nella (2), invece, QG,lim e QP,lim sono i carichi limite, rispettivamente, del gruppo di pali e della
platea valutati separatamente e mediante approcci convenzionali propri dellingegneria
geotecnica.

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Per quanto riguarda la formulazione (2), le perplessit riguardano la somma diretta dei
carichi limite delle due componenti: non si tiene conto che la platea ha una diversa capacit
portante quando posta su pali, in conseguenza delle modifiche apportate al terreno
dallinstallazione degli stessi, ed anche della diversa resistenza del gruppo di pali in presenza
di platea in sommit. Cio viene trascurata la mutua interazione tra i due sistemi resistenti.
Ricerca pi avanzate nellambito dello studio del carico limite di PRF fanno invece riferimento
alla formulazione proposta da Liu (Liu et al.,1994):
QPR,lim G QG,lim P QP,lim (3)
G e P sono dei coefficienti che esprimono linfluenza reciproca a rottura tra la platea ed il
gruppo di pali quando combinati in una fondazione mista. Si ritiene tale formulazione quella
pi valida da utilizzarsi in ambito progettuale.
Per quanto riguarda la determinazione della curva carico-cedimento, il PDR ipotizza che il
comportamento della platea e del gruppo di pali sia di tipo elastico lineare fino al
raggiungimento dei rispettivi carichi limite: ci determina per la PRF un legame costitutivo di
tipo trilineare, come quello riportato in Figura 2.

Figura 2 - Metodo PDR: legame costitutivo trilineare della piled raft foundation.

La trilineare definita da due punti notevoli:


Il punto A, nel quale si esaurisce la resistenza del gruppo di pali Qg,lim e solo la platea
ancora in grado di offrire un contributo.
Il punto B, nel quale la resistenza della fondazione mista nel suo complesso interamente
mobilitata, ovvero stata sfruttata anche lintera capacit portante della platea.
Nel primo tratto della trilineare pali e platea collaborano, quindi la pendenza pari alla
rigidezza della piled raft, Kpr. Nel secondo tratto la pendenza pari invece a quella della sola
platea, Kp, essendosi esaurito il contributo dei pali.
La legge con la quale varia il cedimento della fondazione fino al punto A quindi:
Q
w (4)
K PR
Mentre oltre il punto A ogni eventuale incremento di carico pu essere assorbito dalla sola
platea; il cedimento sar quindi dato da:
QA Q QA
w (5)
K PR KP

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Lespressione che definisce la rigidezza Kpr della piled raft (Mandolini):

1 1 2 cp P

K
KG
K PR X KG con X (6)
1 cp 2 P
K
KG
In questespressione cp un coefficiente di interazione. Analisi rigorose condotte da
Randolph e Clancy (Randolph & Clancy, 1993) hanno mostrato che cp tende ad un valore
costante pari a circa 0.8, indipendentemente dalla configurazione dei pali (cio numero N,
interasse s, snellezza L/d). Lespressione di Kpr si riduce quindi a:
1 0.60 P
K

K PR X KG con X K G (7)

1 0.64
KP
KG
Il coefficiente X rappresenta perci lincremento di rigidezza del gruppo di pali indotto dalla
presenza della platea. Finch il carico applicato alla piled raft si mantiene inferiore a QA, la
percentuale pr di carico trasferita dai pali al terreno vale (Mandolini):
1
pr
1

1 cp
KP 0.2
P
K
(8)
KG

G
1 cp P 1 0.8 P
K K K
KG

KG
Gli andamenti dei coefficienti X e pr sono graficati in Figura 3.

Figura 3 - Andamento dei coefficienti X e pr al variare della rigidezza della platea e del gruppo di pali
(Mandolini).

Lanalisi di questultimo grafico permette di comprendere il comportamento di una


fondazione mista.
Si vede che per gruppi di pali molto rigidi rispetto alla platea (KP/KG 0), la rigidezza della
fondazione mista tende a coincidere con quella del solo gruppo (X 1), il quale trasferisce
lintero carico al terreno (pr 1). Ci si avvicina quindi al caso di fondazione profonda
tradizionale.
Al crescere del rapporto KP/KG la rigidezza della fondazione mista si mantiene simile a quella
dei soli pali (X 1,1 per KP/KG 1), ma il carico si distribuisce pi equamente tra platea e pali
(pr 0,5). Si comprende quindi limportanza del considerare anche il contributo della platea.
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Ovviamente non sempre possibile ottimizzare il rapporto KP/KG in quanto dipende anche
dalle propriet geotecniche riscontrate e dalla geometria della PRF, per la quale possono
sussistere dei vincoli geometrici, tecnici o progettuali.

4. SVILUPPO DEL METODO PDR: LEGAME NON LINEARE PALO - TERRENO

Come detto, il metodo PDR prevede un legame costitutivo lineare per descrivere sia il contatto
platea-terreno che quello palo-terreno.
Ci, se da un lato rende il metodo semplice, dallaltro pu risultare eccessivamente
approssimato per descrivere un fenomeno che, in realt, molto complesso.
Infatti linterazione tra unopera geotecnica ed il terreno sempre non lineare, gi a piccoli
livelli di carico, quindi occorre applicare leggi costitutive pi specifiche per ottenere risultati
maggiormente accurati ed attinenti alla realt.
Con questo intento gli scriventi hanno voluto sviluppare il metodo PDR introducendo un
legame non lineare per quanto riguarda linterazione palo-terreno, continuando a ritenere
valida, come nella formulazione originale, lipotesi di linearit al contatto platea-terreno. Tale
metodo nel seguito sar denominato PDR_mod.
Per eseguire unanalisi con il PDR occorre procedere con i seguenti step:
si definisce la geometria del gruppo di pali.
Si definisce la geometria della platea di collegamento e se ne ricava la rigidezza,
considerandola come una fondazione superficiale.
Si calcola la rigidezza del palo singolo e, da questa, la rigidezza del gruppo di pali.
Si ottiene infine il rapporto KP/KG: da questa grandezza dipendono le propriet della piled
rarf secondo il metodo PDR (vedi eq. 6, 7 e 8).
Cos facendo la rigidezza del palo si mantiene implicitamente costante per ogni livello di
carico su di esso applicato.
Lo sviluppo apportato consiste nellaver introdotto unespressione analitica di tipo iperbolico
per descrivere il legame costitutivo dellinterfaccia paloterreno.
A questo scopo stata impiegata la formulazione proposta da Randolph e Wroth (Randolph &
Wroth, 1978). Il cedimento w legato al carico Q applicato in testa al singolo palo da una legge
iperbolica:
QIp
w= (9)
d E0 1-f Q Qult
g

Nella quale d il diametro del palo, E0 il modulo elastico del terreno in valore tangente
iniziale, Qult la portata ultima del palo mentre f e g due coefficienti che regolano la funzione
iperbolica. Ip un fattore di influenza definito come:
1 8 tanh L L
1+
1-
L d
I p =4 1+ (10)
4 4 tanh L L
+
1- L d

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In questespressione i diversi coefficienti tengono conto del diametro del palo, della sua
snellezza, del materiale costituente, dellomogeneit del suolo e della rigidezza relativa palo-
terreno.
Il vantaggio principale di questo metodo per la previsione della curva carico-cedimento del
palo singolo che necessita di dati di input desumibili con un buon grado di affidabilit:
geometria del palo, resistenza limite (contributo laterale e di punta) e, per quanto riguarda
linterazione palo-terreno, moduli elastici del terreno in valore tangente, ottenibili dalla
misura della velocit di propagazione delle onde di taglio, Vs.
Per quanto tali grandezze siano facilmente calcolabili, sarebbe sempre preferibile tarare la
curva sulla scorta dei risultati di prove di carico statiche (Figura 4), anche se non molto spesso
possibile eseguirle su pali pilota preliminarmente al progetto.

Load (kN)
0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 1100 1200
0

2
Displacement (mm)

8 Measured load-displacement
Designed ultimate bearing capacity
PDR_mod: Randolph&Wroth load-displacement
10

Figura 4 - Confronto tra curve carico-cedimento. In magenta quella misurata in sito durante prova di carico
statica eseguita nellambito di un campo prove realizzato presso lo stabilimento della Ceramica
SantAgostino (palo FDP = 320 mm L = 20.0 m). In verde interpretazione iperbolica con metodo di
Randolph & Wroth (Randolph & Wroth, 1978).

Lapplicazione di un legame costitutivo non lineare allinterfaccia palo-terreno trasforma


landamento trilineare del PDR in un curva, con rigidezza sempre variabile in funzione del
carico agente sul singolo palo.
Il principale vantaggio dello sviluppo apportato che in fase di analisi al variare della
geometria del gruppo di pali, quindi del carico agente sugli stessi, si pu prevederne in modo
pi corretto il cedimento e, di conseguenza, la rigidezza del gruppo, il rapporto K P/KG e quindi
la rigidezza della piled raft e la ripartizione del carico tra platea e pali.
Inoltre, rispetto al PDR, si elimina la difficolt intrinseca nel linearizzare un fenomeno nella
realt non lineare, non dovendo pi determinare a priori un valore di rigidezza secante
costante, valido a rigore in un solo punto della curva carico-cedimento ed accettabile in un suo
limitato intorno (vedi Figura 5). Si pu cos sfruttare tutta la curva carico-cedimento, senza
problemi di fortettarie semplificazioni a priori.

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Load (kN)
0 100 200 300 400 500 600 700 800 900 1000 1100 1200
0

Displacement (mm)
4

8 Measured load-displacement
Designed ultimate bearing capacity
PDR_mod: Randolph&Wroth load-displacement
PDR ORIGINAL:secant stiffness
10

Figura 5 - Curva carico-cedimento del palo singolo: in magenta misura da prova di carico, in verde
interpretazione iperbolica con metodo di Randolph & Wroth nel metodo PDR_mod, in blu rigidezza secante
costante calcolata e adottata nel metodo PDR.

Con il metodo PDR necessario, per non commettere errori grossolani, far lavorare i pali in
un range di carico limitato allintorno del punto in cui la linearizzazione scelta interseca la
curva carico-cedimento; evidente come la scelta a priori della rigidezza costante da
impiegare nel PDR risulti affetta da una insufficiente valenza geotecnica.
Partendo dallessenziale presupposto che limpiego di una piled raft foundation conveniente
nellottica di unottimizzazione della fondazione e, quindi, della riduzione dei pali (in termini
di numero e/o lunghezza), questi si trovano gioco forza a lavorare a tassi sempre diversi e
poco compatibili con una esclusiva linearizzazione del loro comportamento.
Col metodo PDR_mod, al contrario, si pu lavorare a qualunque livello di carico, anche dove i
pali giungono a comportarsi in modo spiccatamente non lineare, senza il rischio, nei limiti
intrinseci del metodo, di commettere imprecisioni eccessive.
In questo modo molto pi semplice sfruttare la fondazione mista nella sua accezione pi
interessante, ovvero con i pali vicini al loro carico limite, ottenendo unottimizzazione
prestazionale ed economica del progetto.
Si fa inoltre notare che il PDR, se applicato senza conoscerne i limiti e l ipotesi, pu portare a
risultati fuorvianti e non cautelativi. Si cercher di chiarire questo aspetto.
Liter progettuale di una fondazione mista, una volta che la soluzione di fondazione
superficiale sia risultata non perseguibile (per insufficiente resistenza o eccessivi cedimenti),
inizia dalla configurazione di fondazione profonda tradizionale, cio con tutto il carico
trasmesso al terreno dai pali. Si pu poi impiegare il metodo PDR per diminuirne il numero,
variarne la distribuzione planimetrica e/o la lunghezza.
Con tale metodo, per, come si vedr nel successivo esempio, si pu essere portati a
considerare soddisfacenti geometrie fondali (intendendo in tal senso numero, interassi e
lunghezze dei pali) che, in realt, manifestano cedimenti molto maggiori di quelli previsti col
PDR.
Con lintroduzione del legame non lineare palo-terreno del PDR_mod prevista dagli scriventi,
invece, al diminuire del numero dei pali, e allaumentare del carico assiale sugli stessi, il
cedimento cresce in maniera non lineare ed quindi possibile prevedere con migliore

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accuratezza la prestazione della fondazione mista, ottimizzandone la geometria in modo
molto pi consapevole di quanto possibile col PDR.
In questo semplice esempio numerico si procede allottimizzazione di una piled raft nel caso
in cui la platea da sola sia in grado di resistere ai carichi applicati (SPRF). Si prende come
riferimento la prova di carico eseguita su un palo isolato gi riportata in Figura 4. Questa
stata innanzitutto interpretata con il metodo di Randolph & Wroth (curva verde in Figura 5).
stato poi calcolato il cedimento del palo singolo e quindi la sua rigidezza (retta di colore blu
in Figura 5). Questa, quindi, rappresenta la rigidezza costante del complesso palo-terreno
assunta nel PDR.
Evidente che, noto landamento di una prova di carico, il progettista pu interpolarla
scegliendo in un limitato range di curve iperboliche, mentre la modellazione lineare, essendo
definita da un sola retta, rappresenta in teoria un solo livello di carico.

100000

90000

80000

70000
Load (kN)

60000

50000

40000

30000
Carico SLE
PDR ORIGINAL N1 pali
20000
Curva PDR_mod N1 pali
PDR ORIGINAL N2 pali
Curva PDR_mod N2 pali
10000
PDR ORIGINAL N3 pali
Curva PDR_mod N3 pali
0
0 10 20 30 40 50 60 70 80 90 100
Displacement (mm)

Figura 6 - Legame costitutivo della piled raft al diminuire del numero di pali con metodi PDR e PDR_mod.

In Figura 6 riportato il confronto tra le curve ottenute applicando i metodi PDR e PDR_mod
per tre configurazioni della stessa fondazione, che prevede una platea quadrata di lato 26.0 m
soggetta ad un carico verticale centrato la cui risultante vale 96000 kN allo SLU e 65000 kN
allo SLE. I pali previsti hanno diametro di 320 mm e lunghezza netta di 20.0 m (vedi Figura 4).
A variare sono solo il loro numero e linterasse.
Le curve blu fanno riferimento ad una configurazione della PRF che prevede N1 = 11x11 = 121
pali (interasse pari a 7.5 volte il diametro del palo), le curve rosse a N2 = 9x9 = 81 pali
(i = 10 ), quelle verdi a N3 = 8x8 = 64 pali (i = 11 ).
Si fa notare che 121 anche il numero di pali che sarebbe stato necessario prevedere in caso
di dimensionamento come fondazione profonda tradizionale.

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Cedimento della piled raft (mm)
N1 = 11x11 = 121 pali
PDR PDR_mod 45

Cedimento piled raft (mm)


40
22.8 15
35
-34 % 30
PDR ORIGINAL

N2 = 9x9 = 81 pali 25 PDR_mod


PDR PDR_mod 20
Lineare (PDR ORIGINAL)
15
25.9 24.5 10 Poli. (PDR_mod)
-5 % 5

N3 = 8x8 = 64 pali 0
121 pali 81 pali 64 pali
PDR PDR_mod Numero pali del gruppo
29 42.5
+46.5 %
Figura 7 - Risultati dellesempio di confronto tra PDR e PDR_mod.

Il metodo PDR farebbe pensare che, a fronte di una riduzione dei pali da 121 a 64, pari al 47%,
il cedimento della fondazione aumenterebbe solo da 22.8 mm a 29 mm (+27%), rimanendo
entro limiti accettabili (vedi Figura 7).
Con il PDR_mod, quindi con pali in ambito non lineare, la fondazione manifesta una risposta
caratterizzata da una maggiore variabilit. Risulta pi rigida con 121 pali poich essi lavorano
nel tratto iniziale della curva carico-cedimento. Con 81 pali la risposta dei due approcci
sostanzialmente simile, in quanto il valore scelto per la rigidezza secante costante nel PDR ben
rappresenta la curva della prova di carico in questo range di azioni sui pali. Riducendone
ulteriormente il numero, la loro risposta entra in campo fortemente non lineare poich
ognuno di essi risulta pi sollecitato e la previsione del cedimento offerta dal PDR lineare
ampiamente sottostimata. Infatti col PDR_mod, a fronte di una riduzione del numero dei pali
pari al 47% (da 121 a 64) il cedimento aumenta del 283% (da 15 mm a 42.5 mm).
Si quindi mostrato come il PDR_mod sia implicitamente pi accurato nel processo di
ottimizzazione della configurazione della fondazione mista.
Occorre comunque ricordare che nel PDR_mod persistono ancora i limiti intrinseci del metodo
originario, ovvero la non possibilit di contemplare geometrie irregolari della platea e nella
distribuzione dei pali oppure la presenza di significative azioni flettenti.
In questi casi imprescindibile limpiego di metodi di calcolo numerici per il progetto
esecutivo dellopera, che permettono non solo di superare i limiti dei metodi analitici ma
anche di contemplare in modo pi accurato linterazione terreno-strutture (pali e platea)
grazie a modelli costitutivi avanzati.
Questa la logica seguita anche dagli scriventi nei casi di pratica progettazione.

Ottobre 2015 10
5. LE FONDAZIONI MISTE E LE INDAGINI GEOTECNICHE

Dopo il suo studio scientifico e lo sviluppo analitico, il metodo PDR_mod stato applicato in
diversi casi reali di progetto di fondazioni miste.
Tali progetti hanno riguardato sia edifici ad uso civile che produttivo: due esempi saranno
trattati con maggiore dettaglio ai paragrafi successivi.
Indipendentemente dal fatto che i pali contribuiscano (PRF) o meno (SPRF) alla resistenza
della fondazione, e comunque in generale per un corretto progetto geotecnico, strettamente
necessario eseguire una campagna geognostica molto accurata, rigorosamente progettata dal
geotecnico e non da terzi, volta alla definizione di un modello geotecnico di terreno adatto per
lapplicazione sia di metodo analitici ma anche, e soprattutto, per le necessarie analisi ad
elementi finiti.
Certamente unopera geotecnica che ha uninterazione col terreno cos spiccata come una
piled raft deve essere studiata e progettata con a monte unaccurata caratterizzazione
geotecnica dei terreni.
Daltronde lottimizzazione tecnica ed economica conseguibile adottando una fondazione
mista invece che una profonda tradizionale, ove il tipo di progetto e le condizioni lo
consentano, supera ampiamente il costo di una campagna geognostica pi accurata.
In generale le indagini geotecniche da prevedersi sono delle seguenti tipologie:
Prove penetrometriche statiche con piezocono CPTu
Prove dilatometriche DMT
Sondaggi con prelievo di campioni
Indagini di laboratorio:
o Prove edometriche
o Prove triassiali consolidate drenate TX CD
o Prove triassiali consolidate non drenate TX CIU
Indagini geofisiche:
o MASW + HVSR
o Prove con piezocono o dilatometro sismici SCPTu e SDMT

Daltro canto si pu asserire che, alla luce anche delle ultime ricerche sulle prove in situ
sviluppatesi in modo chiaro sulla base degli ultimi due fondamentali ed esemplari congressi,
ovvero il CPT14 e il DMT15, in molti casi lesecuzione di corrette ed accurate prove in situ pu
essere al limite dellesaustivit per le informazioni che riguardano i modelli geotecnici da
costruire.
Appunto per questo, una campagna geognostica mirata in funzione del progetto geotecnico
che si sta affrontando e che sfrutta le moderne tecniche di indagine, anche se in grado di
fornire in maniera alquanto accurata i parametri necessari per le analisi, non necessariamente
comporta un impegno economico consistente.
Chiaro che, per specifiche esigenze o condizioni litologiche, non corretto dire che si possa
prescindere a priori dai sondaggi e dalle prove in laboratorio.
Nei paragrafi successivi si descriveranno due casi reali di impiego di piled raft foundations,
mostrandone i principali risultati.
Ottobre 2015 11
6. LESEMPIO DELLA PALAZZINA UFFICI DEL NUOVO COMPLESSO
INDUSTRIALE FIVE DI BOLOGNA.

Nellambito della ri-progettazione del nuovo stabilimento industriale della societ F.I.V.E. srl a
Bologna in Via Cerodolo, stata prevista la realizzazione di una palazzina di 5 piani adibita ad
uffici. Tale edificio ha pianta pressoch quadrata, di lato circa pari a 14.0 m, ed dotata di
struttura sismoresistente in c.c.a.
Il progetto fornito prevedeva una fondazione profonda tradizionale posta su 81 pali tipo CFA
di diametro 500 mm. A seguito di analisi la progettazione geotecnica ha scelto, relativamente
allambito fondale, di impiegare una piled raft foundation.
Linterpretazione delle indagini ha mostrato depositi limo-argillosi a carattere coesivo fino a
circa 18.0 m di profondit, con unintercalazione sabbiosa tra i -5.0 m ed i -7.0 m dal p.c. Oltre
i 18.0 m di profondit sono state rilevate sabbie e ghiaie consistenti.
Il progetto di una fondazione parte dal valutare laccettabilit o meno della soluzione
superficiale. Nel caso specifico si visto come una platea quadrata di lato 17.0 m, stanti le
propriet geotecniche al suo piano di imposta, fosse dotata di sufficiente capacit portante da
trasmettere i carichi al terreno con i richiesti margini di sicurezza. Il cedimento da essa
sviluppato in condizioni di esercizio, per, risultato essere dellordine dei 240 mm, valore
ritenuto del tutto incompatibile con la funzionalit dellopera.
Per tale motivo la fondazione mista progettata del tipo raft on settlement reducing piles
(SPRF), ovvero la resistenza della fondazione interamente offerta dalla platea mentre ai pali
delegato il solo compito di regolare il cedimento, di conseguenza possono essere sfruttati
fino ad esaurirne la capacit portante limite.
Tenendo conto di ci, partendo dalla configurazione di fondazione profonda tradizionale, si
proceduto allottimizzazione impiegando inizialmente i metodi analitici PDR e PDR_mod. Data
la loro relativa semplicit sono stati utili per discriminare tra diverse soluzioni; solo quelle
ritenute pi corrette sono state poi analizzate mediante pi complesse analisi FEM.
Il risultato di questi affinamenti una fondazione posta su 45 pali CFA diametro 500 mm con
la punta attestata a 20.0 m di profondit da p.c. (Figura 8).
Si quindi conseguita una riduzione del 45% nel numero dei pali rispetto alla soluzione base.

Ottobre 2015 12
Figura 8 - Distribuzione planimetrica dei pali assunta in progetto.

Dal punto di vista progettuale, una volta costruito il modello geotecnico stato impiegato il
metodo di Randolph & Wroth per prevedere la curva carico-cedimento del palo singolo.
stato poi calcolato il cedimento del palo con un metodo lineare e quindi la sua rigidezza,
impiegata nel metodo PDR. Tali curve sono riportate in Figura 9.

Load (kN)
0 200 400 600 800 1000 1200 1400 1600 1800 2000
0

5
Displacement (mm)

10

15 Designed ultimate bearing capacity

PDR_mod: Randolph&Wroth load-displacement

PDR ORIGINAL: secant stiffness


20

Figura 9 - In verde previsione iperbolica con metodo di Randolph & Wroth della curva carico-cedimento del
palo singolo impiegata nel metodo PDR_mod in fase di progetto. In blu rigidezza costante impiegata nel
metodo PDR.

Il tutto poi stato confermato mediante analisi FEM con software Plaxis 2D analizzando
diverse sezioni, trasversali e longitudinali, che comprendessero diverse porzioni della
struttura in elevazione. Il terreno stato modellato impiegando il legame costitutivo HS Small,
in grado di tenere conto della maggior rigidezza del materiale alle piccole deformazioni.
I pali sono stati invece modellati impiegando i nuovi elementi tipo embedded pile row
(Sluis et al., 2013), che sono in grado di tener conto di effetti di interazione tridimensionali tra
i pali anche in analisi 2D in stato piano di deformazione. Si tenga presente che questi elementi
sono stati implementati nel software solo di recente ma studi condotti ne dimostrano
lattendibilit e le potenzialit in ambito di analisi piane.

Ottobre 2015 13
Figura 10 - Analisi FEM con Plaxis 2D: sezione lungo il vano scale.

Si presentano in Figura 11 i risultati ottenuti dalle analisi.

150000

0
Plaxis 2D
125000
PDR LINEAR
Cedimento verticale [mm]

PDR NON LINEARE


100000
-10
Load (kN)

75000

50000 -20

25000
Carico SLE
PDR ORIGINAL
-30
Curva PDR_mod
0
0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200
Displacement (mm)

Figura 11 - Confronto tra i risultati ottenuti con i metodi PDR, PDR_mod e da analisi FEM con Plaxis.

Si nota dai grafici di Figura 11 come, stante la configurazione scelta per la fondazione, i pali
lavorino in un range di carico nel quale la rigidezza della curva non lineare maggiore di
quella secante lineare. Il cedimento sviluppato dalla piled raft con il metodo PDR_mod risulta
quindi minore di quello desunto con il PDR. Il calcolo FEM con Plaxis conferma i risultati
ottenuti e questo comportamento.
Dopo la posa in opera dei pali, al fine del collaudo della struttura, sono state eseguite le prove
di carico, una delle quali spinta fino alla rottura del complesso palo-terreno. In Figura 12 la
curva carico-cedimento misurata viene comparata a quella assunta in fase di progetto
(prevista con metodo di Randolph & Wroth) e con rigidezza costante considerata nel PDR.
Si nota una risposta del palo pi rigida di quella prevista, quindi la fondazione mista
manifester spostamenti minori di quelli calcolati.

Ottobre 2015 14
Load (kN)
0 200 400 600 800 1000 1200 1400 1600 1800 2000
0

Displacement (mm)
10

15 Measured load-displacement
Designed ultimate bearing capacity
PDR_mod: Randolph&Wroth load-displacement
PDR ORIGINAL: secant stiffness
20

Figura 12 - Curva carico-cedimento del palo singolo: in magenta misura da prova di carico eseguita in fase di
collaudo, in verde previsione iperbolica con metodo di Randolph & Wroth nel metodo PDR_mod, in blu
rigidezza costante assunta nel metodo PDR.

7. LESEMPIO DEI SILI DI STOCCAGGIO CEREALI DELLAZIENDA C.A.P.A.


COLOGNA.

Nel progetto delle fondazioni di 5 nuovi sili per stoccaggio granaglie di elevata capacit
(> 4000 mc ciascuno), realizzato presso lazienda C.A.P.A. Cologna in Comune di Berra (FE),
stata adottata una piled raft per ottimizzare il progetto rispetto ad uniniziale
predimensionamento come fondazione profonda tradizionale.

Figura 13 - Sili per stoccaggio cereali. Diametro 16.4 m, altezza 17.65 m in gronda e 22.65 m al colmo.

La campagna di indagini geognostiche, che ha previsto prove come quelle elencate al capitolo
precedente, ha evidenziato condizioni geotecniche particolarmente sfavorevoli, con banchi di
limi-argillosi poco resistenti ed alquanto compressibili di spessore variabile tra 15.0 m ed
oltre 20.0 m, allinterno dei quali si trovano intercalazioni torbose di potenza variabile fino ad
un massimo di circa 3.0 m. Il tutto posto su banchi di sabbie di buone caratteristiche
meccaniche.

Ottobre 2015 15
Alla luce di tali condizioni stratigrafiche stato immediato, a seguito di alcune valutazioni
preliminari, concludere che non sarebbe stato possibile adottare fondazioni superficiali, per
quanto estese. Sono stati infatti riscontrati deficit sia per quanto riguarda la resistenza, cio la
capacit portante, sia per quanto riguarda i cedimenti, che risultavano, stanti anche le
caratteristiche delle opere in elevazione, veramente rilevanti (maggiori di 400 mm nel lungo
periodo).
A maggior riprova ci, altre batterie di sili gi esistenti presso la stessa azienda, previsti da
altri progettisti su platee, hanno manifestato nel tempo cedimenti e rotazioni tali da
pregiudicarne gravemente la funzionalit, con elevati costi di manutenzione straordinaria.
Per ragioni connesse alle modalit di carico e scarico dei sili, ognuno degli stessi prevede una
platea quadrata indipendente, giuntata a quella del silo adiacente senza trasmissione di
momento.
I pali impiegati nel progetto sono del tipo prefabbricato in calcestruzzo a profilo cilindro-
troncoconico, con diametro alla punta di 32.0 cm e diametro massimo di 50.0 cm.
Un primo dimensionamento come fondazione profonda tradizionale porterebbe ad impiegare
46 pali per ognuna delle 5 platee.
A questo punto, nellottica di unottimizzazione della fondazione, stata presa in
considerazione lipotesi di impiego di una piled raft. In tal caso i pali devono contribuire anche
alla resistenza della fondazione mista in quanto la platea, da sola, non in grado di assolvere a
questo compito; devono quindi essere rispettati i criteri di sicurezza indicati nelle NTC2008 al
6.4.3.3.
Impiegando i moduli elastici tangenti ricavati dalle Vs misurate dalle indagini geofisiche
stata prevista, con il metodo di Randolph e Wroth, la curva carico-cedimento del palo singolo
(in verde in Figura 14). La rigidezza secante del palo singolo stata calcolata impiegando
metodi lineari ed riportata in blu in Figura 14: stato cos possibile impiegare anche il
metodo PDR, che funge sempre da utile confronto.

Load (kN)
0 250 500 750 1000 1250 1500 1750 2000 2250 2500 2750 3000
0

10
Displacement (mm)

15

20

Designed ultimate bearing capacity


25
PDR_mod: Randolph&Wroth load-displacement
PDR ORIGINAL:secant stiffness
30

Figura 14 - In verde previsione iperbolica con metodo di Randolph & Wroth della curva carico-cedimento del
palo singolo impiegata nel metodo PDR_mod in fase di progetto. In blu linearizzazione della curva impiegata
nel metodo PDR.

Ottobre 2015 16
Le analisi analitiche con i metodi PDR_mod e PDR hanno consentito di diminuire il numero dei
pali da 46 a 30 per ogni silo, con una riduzione del 35 %.
Il tutto poi stato confermato mediante analisi FEM con software Plaxis 2D, in modo analogo
a quanto gi descritto nellesempio precedente.

Figura 15 - Distribuzione planimetrica dei pali assunta in progetto.

Il progetto stato poi ulteriormente raffinato prevedendo, a seconda della platea interessata,
pali di lunghezze diverse (20.0 m, 22.0 m o 25.0 m) cos che tutti si attestassero nelle sabbie,
rilevate a profondit variabili dal piano campagna, per un tratto simile (vedi Figura 16).

Figura 16 - Geometria della sezione longitudinale della fondazione.

Come visto nellesempio precedente, analisi FEM condotte con software Plaxis 2D sono
seguite alle valutazioni analitiche con PDR e PDR_mod. Sono state analizzate sia sezioni
trasversali che longitudinali. Le prime sono servite anche come confronto con i risultati dei
calcoli analitici, che sono riferiti al silo singolo per poter considerare una maglia quadrata di
pali. Le seconde hanno consentito di studiare anche diverse condizioni di carico del materiale
insilato ed anche la storia di carico nel tempo.

Ottobre 2015 17
Figura 17 - Analisi FEM con Plaxis 2D: sezione longitudinale.

Si presentano in Figura 18 i risultati ottenuti dalle analisi. Anche in tal caso si nota dai grafici
che i pali lavorano in un range di carico per il quale la curva pi rigida della linearizzazione e
quindi il cedimento della piled raft con il metodo PDR_mod risulta minore di quello del PDR. Il
calcolo FEM con Plaxis conferma i risultati ottenuti e questo comportamento.

100000

-30
Cedimento verticale [mm]

80000

-35
Load (kN)

60000

-40

40000

-45
20000 Plaxis 2D
Carico SLE PDR LINEAR
PDR ORIGINAL N1 pali
PDR NON LINEARE
Curva PDR_mod N1 pali -50
0
0 20 40 60 80 100 120 140 160 180 200
Displacement (mm)

Figura 18 - Confronto tra i risultati ottenuti con i metodi PDR, PDR_mod e da analisi FEM con Plaxis 2D per
un silo con pali di lunghezza L = 25.0 m.

In fase di collaudo sono state eseguite delle prove di carico a rottura su alcuni pali
appositamente predisposti: queste hanno fornito risultati (curva magenta in Figura 19) che
riscontrano ottimamente la previsione della curva carico-cedimento con metodo di Randolph
& Wroth eseguita in sede progettuale (in verde in Figura 14 e Figura 19).
Chiaro che un riscontro cos positivo tra previsione e misura della curva carico-cedimento del
palo singolo raro ed anche fortunato, anche se frutto di unaccurata campagna di
caratterizzazione geotecnica. In ogni caso, il metodo di Randolph & Wroth, in tutte le occasioni
in cui stato impiegato dagli scriventi, ha sempre fornito buoni riscontri, confermandone
laffidabilit.

Ottobre 2015 18
Load (kN)
0 250 500 750 1000 1250 1500 1750 2000 2250 2500 2750 3000
0

10

Displacement (mm)
15

20

Measured load-displacement
25 Designed ultimate bearing capacity
PDR_mod: Randolph&Wroth load-displacement
PDR ORIGINAL:secant stiffness
30

Figura 19 - Curva carico-cedimento del palo singolo: in magenta misura da prova di carico eseguita presso
lazienda CAPA Cologna, in verde previsione iperbolica con metodo di Randolph & Wroth nel metodo
PDR_mod, in blu linearizzazione nel metodo PDR.

Attualmente in corso una fase di monitoraggio al fine della validazione delle ipotesi
progettuali. Si riportano in Figura 20 i dati attualmente disponibili relativamente alla sezione
trasversale dei sili, cos da avere un confronto diretto con quanto riportato in Figura 18.

-5
Cedimento verticale [mm]

-10

-15

-20
Plaxis 2D
-25 PDR LINEAR
PDR NON LINEARE
-30

-35

-40

-45

-50

Figura 20 - Confronto tra PDR, PDR_mod, analisi Plaxis 2D e monitoraggio per un silo con pali di lunghezza
L = 25.0 m.

Com possibile vedere in Figura 20 in fase di progetto era stato previsto un cedimento del
silo singolo compreso tra circa 32.0 mm e 38.0 mm con Plaxis 2D ed il PDR_mod. Di circa
44.0 mm, invece, con il PDR. Levidenza del monitoraggio, qui riportato per varie sezioni al
momento in cui la batteria di sili stata per la prima volta caricata al 100%, mostra un
cedimento compreso tra circa 9.0 mm e 19.0 mm.
Tenendo conto che:
I sili stanno subendo il loro primo ciclo completo di carico e quindi il cedimento non ha
ancora avuto modo di stabilizzarsi e di manifestare il suo andamento nel tempo.
Le analisi analitiche e ad elementi finiti sono state condotte a tempo infinito e quindi
contemplano anche i cedimenti di consolidazione.

Ottobre 2015 19
Nonostante lottimizzazione della fondazione conseguita impiegando una piled raft stato
in ogni caso considerato in fase progettuale un modello geotecnico che presentava delle
cautele nella scelta dei valori caratteristici dei parametri.
I metodi PDR e PDR_mod sono, nonostante le loro potenzialit, dei metodi analitici che
mantengono delle forti ipotesi di base, ovvero geometria regolare, solo carico verticale
centrato, ecc. e quindi il riscontro ottenuto comunque soddisfacente.
Le analisi Plaxis 2D, come detto, sono state svolte modellando i pali con i nuovi elementi
embedded pile row. Questi sono di recente introduzione e, da qualche studio ben recepito
in recenti bibliografie, paiono sovrastimare il cedimento. Questa uninformazione utile
per tararne le propriet in futuri impieghi progettuali.
Stante tutti questi aspetti si ritiene che il problema sia stato approcciato in maniera corretta
producendo risultati compatibili con quelli mostrati dal monitoraggio allo stato attuale. Col
procedere del tempo e con levolversi del cedimento probabilmente il riscontro tra
monitoraggio e previsione progettuale tender anzi a migliorare.

8. CONCLUSIONI

Nel presente articolo sono stati descritti gli sviluppi apportati dagli scriventi al PDR, metodo
analitico per il calcolo di fondazioni miste.
Il metodo base contempla un legame elastico lineare sia allinterfaccia platea-terreno che a
quella palo-terreno; queste assunzioni possono comportare valutazioni non corrette nel caso
si voglia ottimizzare il progetto in termini di riduzione del numero di pali impiegati.
Per questo motivo gli scriventi hanno sviluppato il metodo PDR introducendo unespressione
analitica iperbolica per descrivere la risposta non lineare dellinterfaccia palo-terreno; in
questo modo il metodo in grado di prevedere in maniera pi puntuale i cedimenti del palo
singolo da cui dipendono, nel metodo di calcolo, la rigidezza del gruppo di pali, la rigidezza
della piled raft e la ripartizione del carico tra pali e platea.
Sono stati inoltre descritti in dettaglio due esempi progettuali reali relativi allimpiego di
fondazioni miste che hanno messo in evidenza i seguenti aspetti:
La necessit e lutilit di una campagna di indagini geognostiche accurata, progettata in
funzione del tipo di fondazione impiegata, dei metodi di calcolo usati e delle condizioni lito-
stratigrafiche riscontrate.
Lattendibilit del metodo di Randolph & Wroth per la previsione della curva carico-
cedimento del palo singolo.
Lutilit di metodi analitici, quali il PDR ed il PDR_mod, nella definizione della geometria di
una piled raft. Dato il dispendio di tempo e di risorse per eseguire analisi numeriche di
questo tipo di opere, uniniziale ottimizzazione pu essere efficacemente condotta
applicando il PDR e, soprattutto, il PDR_mod.
La definizione in dettaglio della piled raft e la sua verifica eseguite applicando un metodo
numerico FEM, quale Plaxis, utile anche per analizzare in maniera pi accurata condizioni
che esulano dalle ipotesi poste alla base dei metodi analitici.

Ottobre 2015 20
Daltro canto analisi FEM complesse come quelle geotecniche, nelle quali possono
riscontrarsi incertezze circa la stratigrafia, la falda, la parametrizzazione geotecnica, ecc,
possono essere soggette ad una importante variabilit dei risultati. Il PDR_mod, quindi,
costituisce anche un utile, e necessario, strumento di controllo dei risultati ottenuti per via
numerica nellaccezione del capitolo 10 delle Norme NTC2008.
In conclusione si pu affermare che il PDR_mod pu essere visto come uno strumento dotato
delle potenzialit per affiancare altri metodi, se mai di maggior complessit numerica, nella
progettazione di fondazioni miste e non solo durante il predimensionamento, almeno nei casi
in cui siano rispettate le ipotesi originali del metodo che comunque permangono.
Si vogliono in ogni caso rimarcare le grandi potenzialit di questo genere di opere
geotecniche: non solo rappresentano uninteressante sfida per gli ingegneri geotecnici ma
anche lo spunto perch una progettazione accorta e consapevole possa apportare reali
benefici, non solo tecnici ma anche economici, in questo campo.

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