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Stabilità in pendii in roccia

PENDII IN ROCCIA 1
FENOMENI DI INSTABILITA’ PER
SCIVOLAMENTO IN PENDII IN ROCCIA
Quando l’ammasso roccioso è costituito da una matrice debole ed è
caratterizzato dalla presenza di molti sistemi di discontinuità variamente
orientati, il meccanismo di rottura che si instaura in seguito ad un fenomeno
di instabilità è simile a quello di un terreno omogeneo: la superficie di
scorrimento si genera all’interno dell’ammasso, che si comporta come un
continuo, ed assume la forma più o meno circolare.

Per verificare la stabilità di un pendio con queste


caratteristiche si utilizzano allora i metodi basati sull’equilibrio
limite globale tipici della Meccanica delle Terre (Bishop,
Janbu,…).
PENDII IN ROCCIA 2
Quando invece la superficie di rottura è condizionata dalla presenza
di discontinuità preesistenti, l’orientamento preferenziale di tali piani
può sviluppare differenti tipi di meccanismi di rottura:

•Scivolamento di un blocco isolato

•Scorrimento lungo un piano

PENDII IN ROCCIA 3
•Scorrimento lungo una superficie a gradini

•Scorrimento di un cuneo

PENDII IN ROCCIA 4
NOTA
La giacitura (o orientazione) del piano di discontinuità deve essere espressa
mediante il valore dell'azimut della linea di massima pendenza (dip direction) e
dell'inclinazione di questa rispetto all'orizzontale (dip).

Nord

α
β

α = dip direction

β = dip

La misura dell’orientazione di una discontinuità è eseguita con


la bussola. Questa deve essere livellata con una livella a bolla
d’aria prima di effettuare la misura con il coperchio parallelo
all’immersione. In tal modo l’inclinazione può essere misurata
direttamente.
PENDII IN ROCCIA 5
Scivolamento di un blocco isolato
Una semplice e speditiva procedura per l’analisi di un sistema regolare di blocchi può
trarre le mosse dall’analisi di stabilità di un blocco singolo di roccia, di forma regolare
(larghezza b ed altezza h), che può tendere ad un cinematismo di scorrimento (ed
eventualmente di ribaltamento) su un pendio inclinato di un angolo ψ, caratterizzato da
un “angolo di attrito” con il blocco pari a φ.

Le condizioni di
incipiente
instabilità si
ottengono
semplicemente da
equazioni di
equilibrio alla
rotazione ed allo
scorrimento.

PENDII IN ROCCIA 6
Rottura planare

Affinché si sviluppi questo tipo di meccanismo


di collasso, devono essere soddisfatte le
seguenti condizioni geometriche:
le direzioni d’immersione del fronte e della discontinuità devono essere parallele o quasi
parallele (meccanismo planare) e coincidenti in verso:

α F − α D ≤ 20°
affinché si possa chiudere il solido, l’inclinazione del fronte dev’essere maggiore di quella
della discontinuità che, a sua volta, deve superare quella del piano di campagna:
β F > β D > β P .C .
perché si abbia scorrimento, l’inclinazione della discontinuità deve superare l’angolo di
resistenza per attrito di quel piano:
βD > φ
presenza di superfici di rilascio laterali (scarse caratteristiche di resistenza).

PENDII IN ROCCIA 7
Consideriamo adesso la presenza di una tension crack (frattura da
trazione): il caso in cui essa affiora sul piano di campagna è
rappresentato in Figura a, sul fronte del pendio in Figura b.

Figura a – Tension crack


che affiora sul piano di
campagna.

Figura b – Tension crack


che affiora sul fronte del
pendio.

PENDII IN ROCCIA 8
Si fanno le seguenti ipotesi:
 sia la superficie di slittamento sia
la tension crack sono parallele alla
superficie del pendio;

 la tension crack è verticale e


l’altezza dell’acqua al suo interno è zw;

 l’acqua all’interno del pendio filtra


lungo la superficie di scorrimento ed
esce alla pressione atmosferica dove
il pendio e la discontinuità si
intersecano;

 le forze W (peso della massa


instabile), U (risultante delle
pressioni di sollevamento dell’acqua
sulla superficie di scorrimento) e V
(risultante delle pressioni dell’acqua
nella tension crack) sono applicate nel
baricentro della massa instabile, ossia
il collasso è per solo slittamento.
PENDII IN ROCCIA 9
L’espressione del coefficiente di sicurezza,
considerando che il materiale sia dotato anche di
coesione, risulta:

cA + ( Wcos β D − U − V sin β D ) tan φ


F=
W sin β D + V cos β D

che si può scrivere nella forma adimensionale:

F=
( 2c
γ H ) ⋅ P + (Q cot β D − R ( P + S ) ) tan φ
Q + RS cot β D

dove:

P =
(1− z )
H , R=
γ w zw z
⋅ ⋅ , S =
zw z
⋅ ⋅ sin β D
sin β D γ z H z H

PENDII IN ROCCIA 10

( )  cot β
Q = 1 − z

2
− cot β F  sin β D (caso di tension crack che affiora sul
 H D
 piano di campagna)

(
Q =  1− z ) cos β D ( cot β D ⋅ tan β F − 1)
2
(caso di tension crack che affiora sul
 H  fronte del pendio)

PENDII IN ROCCIA 11
F=
( 2c
γ H ) ⋅ P + (Q cot β D − R ( P + S ) ) tan φ
Q + RS cot βD
Nella pratica ci si può servire dei diagrammi:

P =
(1− z )
H ,
S =
zw z
⋅ ⋅ sin β D
sin β D z H

Abachi per
la
valutazione
di P, S

PENDII IN ROCCIA 12
Abachi per la valutazione
di Q (linea tratteggiata:
caso di Figura b) per
varie geometrie di pendio

Figura a

Figura b PENDII IN ROCCIA 13


NOTA
Rinforzando il pendio con un sistema di
ancoraggi e chiodi, il fattore di sicurezza
diventa:

Pendio con sistema di stabilizzazione

T=N ·ti (ti = forza coazione singolo ancoraggio)

Tc=n ·s ·τs (s = sez. metallica chiodo; τs = tensione di esercizio)

ESEMPIO SCORRIM PLANARE IN AMM ROCC

PENDII IN ROCCIA 14
Rottura lungo superficie a gradini
Se nell’ammasso sono presenti due sistemi di
discontinuità aventi immersione prossima a
quella del pendio o del fronte di scavo ed
inclinazione a franapoggio, il primo, e
subverticale, il secondo, lo scivolamento
traslazionale può avvenire lungo una superficie
a gradini, invece che lungo un’unica superficie
piana.

In tal caso sono da considerare:


i = inclinazione del fronte rispetto all’orizzontale
β1= immersione del primo sistema di discontinuità (a franapoggio)
β2= immersione del secondo sistema di discontinuità (subverticale)
ψ= inclinazione della superficie di scivolamento media rispetto all’orizzontale

2c ⋅ seni ⋅ sen ( β1 − ψ )
F = tgφ cot gψ +
γ Hsen ( i −ψ ) sen ( β1 − β 2 ) senβ 2

PENDII IN ROCCIA 15
Vista
Rottura a cuneo
prospettica
del cuneo

Condizione geometrica:
Dip del fronte del pendio > dip della linea di intersezione dei due piani > angolo di attrito

Vista lungo
la linea di
intersezione

Vista
ortogonale
alla linea di
intersezione

PENDII IN ROCCIA 16
N1senϑ1 = N 2 senϑ2

N1 cos ϑ1 + N 2 cosϑ2 = W cos β

da cui :
W cos β ⋅ senϑ2
N1 =
sen (ϑ1 + ϑ2 )

W cos β ⋅ senϑ1
N2 =
sen (ϑ1 + ϑ2 )
R c A + c A + N1 tan ϕ1 + N 2 tan ϕ2
F= R = 1 1 2 2 =
Rm Wsenβ

c A + c A W/ cos β senϑ2 tan ϕ1 + W/ cos β ⋅ senϑ1 tan ϕ2


= 1 1 2 2+ =
Wsenβ /
Wsen β ⋅ sen (ϑ1 + ϑ2 )

c A + c A senϑ2 tan ϕ1 + senϑ1 tan ϕ2


= 1 1 2 2+
Wsenβ tan β ⋅ sen (ϑ1 + ϑ2 )

Nota: vedere m. di Hoek, Bray, Boyd (1973) per valutazione F in condizioni più
generali (spinte idrauliche; sup. del pendio a monte obliqua rispetto al fronte).
PENDII IN ROCCIA 17
ROTTURA PER RIBALTAMENTO
Ribaltamento flessionale:
(a) le colonne di roccia, isolate da un sistema
di discontinuità subverticale orientato
verso l’esterno del pendio, soggette ad un
sovraccarico in testa tendono a rompersi
per flessione;
(b) il moto di ogni mensola produce slittamento
alle interfacce.

Ribaltamento a blocchi.

(a):Ribaltamento dei conci di sommità;


(b):Ribaltamento dei conci di base;
(c):Ribaltamento dei conci di piede;
(d):Ribaltamento per frattura di trazione;
(e):Ribaltamento per instabilità del deposito
di terreno al piede.

PENDII IN ROCCIA 18
Una semplice e
speditiva procedura
per l’analisi di un
sistema regolare di
blocchi può trarre
le mosse dall’analisi
di stabilità di un
blocco singolo, come
già esaminato.

Analisi più sofisticate devono essere condotte per sistemi e


meccanismi più complessi, come per la progettazione dei sistemi di
stabilizzazione.

PENDII IN ROCCIA 19
Una procedura per l’analisi di un sistema regolare di blocchi è stata
proposta da Goodman & Bray (1976).

Il fine dell’analisi è verificare le


condizioni d’equilibrio limite globale
del sistema e determinare il valore
delle forze esterne – ad esempio il
tiro T di un ancoraggio come in
figura – richiesto per stabilizzare il
pendio.

La procedura calcola l’equilibrio


delle forze su ogni blocco,
determinando la forza d’interazione
con quello adiacente, a partire dal
più alto e procedendo fino al piede.

PENDII IN ROCCIA 20
ROTTURA PER CROLLO
Per determinare le equazioni del moto di blocchi instabili bisogna
ricorrere all’analisi dinamica.

Dinamica del fenomeno:


•Distacco
•Caduta libera
•Impatto col versante
•Rimbalzo
•Rotolamento e/o scivolamento
•Arresto PENDII IN ROCCIA 21
Il rimbalzo del blocco è governato dal
coefficiente di restituzione che esprime la
dissipazione energetica all’impatto, nel caso
di un blocco che impatta il terreno:

v’ = velocità del blocco


v'
k=
dopo l’impatto;

v = velocità del blocco


v prima dell’impatto.

Una miglior analisi del rimbalzo si ottiene definendo due coefficienti di


restituzione: uno in direzione normale ed uno in direzione tangenziale
alla superficie del pendio.

E’ riportata una tabella con valori indicativi di kn e kt per numerosi tipi


di superficie d’impatto.

PENDII IN ROCCIA 22
kn e kt per
numerosi
tipi di
superficie
d’impatto.

PENDII IN ROCCIA 23
Noti i coefficienti kn e kt, si determinano le componenti normale e
tangenziale del blocco dopo l’impatto.

Uno schema di pratico utilizzo per il progetto della


trincea, basato sul lavoro di Ritchie (1963)

PENDII IN ROCCIA 24
Slope Mass Rating
1. C0
2. RQD
3. spaziatura delle discontinuità RMRB = R1+ R2+ R3+ R4+ R5
4. condizioni delle discontinuità
5. venute d’acqua Bieniawski

Romana (1985):

SMR = RMRB + (F1 F2F3)+ F4

Scivolamento
Ribaltamento (T)
piano (P)

Nota: estensione al caso di scivolamento a cuneo


PENDII IN ROCCIA 25
CASO molto favorevole favorevole discreto sfavorevole molto sfavorevole

P αd − αp
>30° 30°÷20° 20°÷10° 10°÷5° <5°
T (αd − αp ) −180°

P/T F1 0.15 0.40 0.70 0.85 1.00

P βd <20° 20°÷30° 30°÷35° 35°÷45° >45°

P F2 0.15 0.40 0.70 0.85 1.00

T F2 1 1 1 1 1

P βd − βp >10° 10°÷ 0° 0° 0°÷ -10° <-10°

T βd + βp <110° 110°÷120° >120°

P/T F3 -0 -6 -25 -50 -60

pendio esplosivo esplosivo o espl. non


metodo di scavo presplitting
naturale controllato meccanico controllato

F4 +15 +10 +8 0 -8

PENDII IN ROCCIA 26
SMR

RACCOMANDAZIONI IN MERITO AI
ATTRIBUZIONE DI UNA CLASSE DI POSSIBILI INTERVENTI DI
STABILITÀ : STABILIZZAZIONE:

SMR CLASSE
Da 0 a 20 Roccia molto scadente e V
pendio assai instabile

Da 21 a 40 Roccia scadente e pendio IV


instabile

Da 41 a 60 Roccia discreta e pendio III


parzialmente stabile

Da 61 a 80 Roccia buona e pendio II


stabile

Da 81 a 100 Roccia molto buona e I


pendio completamente
stabile

PENDII IN ROCCIA 27
Rockfall Hazard Rating System
Lo scopo del sistema di
classificazione RHRS (Pierson
et al., 1990), riassunto in
Figura, è identificare pendii cui
è associato un alto rischio di
massi e che quindi
caduta massi,
richiedono un intervento
urgente (punteggio totale>500),
tramite ispezione visiva e
calcoli semplici; ai pendii con un
rating finale <300 è associata
una bassissima priorità.

PENDII IN ROCCIA 28
Altezza del pendio
pendio..
Il punteggio è dato in proporzione all’altezza del pendio: più questa è grande,
maggiore è l’energia potenziale dei massi e quindi la loro pericolosità.
Per definire correttamente l’altezza del pendio, si fa riferimento alla Figura:

PENDII IN ROCCIA 29
Il punteggio:

y=3 x

dove x vale:

Categoria x
Slope height Altezza del pendio, [feet] /25
Average vehicle risk AVR/25
Sight distance (120 – PDSD)/20
Roadway width (52 – larghezza della strada, [feet]) /8
Block size Dimensione equivalente del blocco, [feet]
Volume Volume, [cu.yards] /3

PENDII IN ROCCIA 30
slope height

100

90

80

70
category score

60

50

40

30

20

10

0
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100 105
slope height, [feet]

PENDII IN ROCCIA 31
Efficacia della trincea
trincea..
Il punteggio è dato secondo lo schema:

3 punti Tutti, o quasi tutti, i massi vengono trattenuti dalla trincea


9 punti Qualche masso occasionalmente raggiunge la sede stradale
27 punti I massi raggiungono frequentemente la sede stradale
81 punti Assenza di trincea o trincea completamente inefficace

PENDII IN ROCCIA 32
Rischio medio del veicolo (AVR)
(AVR)..
Misura la percentuale di tempo occupata da un veicolo nella zona in questione.
Si calcola in funzione della lunghezza del pendio, del traffico medio giornaliero
(ADT) e del limite di velocità imposto in quel sito:

ADT ,[n°macchine / ora ] × Lpendio ,[miglia ]


AVR = × 100%
velocitàLIMITE ,[miglia / ora ]

Il punteggio:
y=3 x

dove x vale:
Categoria x
Slope height Altezza del pendio, [feet] /25
Average vehicle risk AVR/25
Sight distance (120 – PDSD)/20
Roadway width (52 – larghezza della strada, [feet]) /8
Block size Dimensione equivalente del blocco, [feet]
Volume Volume, [cu.yards] /3
PENDII IN ROCCIA 33
average vehicle risk

100

90

80

70
category score

60

50

40

30

20

10

0
0 5 10 15 20 25 30 35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100 105
AVR, [%]

PENDII IN ROCCIA 34
Spazio di decisione
decisione..
La “decision sight distance” (DSD) è usata per determinare la lunghezza di
strada, misurata in piedi, che il conducente copre nel tempo necessario a
prendere una decisione; la “sight distance” è la più piccola distanza lungo una
strada dalla quale è continuamente visibile al conducente un oggetto di una data
altezza. La DSD si valuta secondo lo schema

limite di velocità, [mph] Decision Sight Distance, [ft]


30 450
40 600
50 750
60 1000
70 1100

Il “Percent of Decision Sight Distance” si valuta in funzione del DSD e della


distanza effettiva della zona di pericolo (“Actual Site Distance” ASD)

ASD
PDSD = × 100%
DSD
PENDII IN ROCCIA 35
Il punteggio:

y=3 x

dove x vale:

Categoria x
Slope height Altezza del pendio, [feet] /25
Average vehicle risk AVR/25
Sight distance (120 – PDSD)/20
Roadway width (52 – larghezza della strada, [feet]) /8
Block size Dimensione equivalente del blocco, [feet]
Volume Volume, [cu.yards] /3

PENDII IN ROCCIA 36
sight distance

100

90

80

70
category score

60

50

40

30

20

10

0
35 40 45 50 55 60 65 70 75 80 85 90 95 100
PDSD, %

PENDII IN ROCCIA 37
Larghezza della strada
strada..
Questa dimensione è misurata perpendicolarmente alla mezzeria della strada
da uno spigolo all’altro della pavimentazione: rappresenta lo spazio di manovra
disponibile per evitare un masso.

Il punteggio:

y=3 x

dove x vale:

Categoria x
Slope height Altezza del pendio, [feet] /25
Average vehicle risk AVR/25
Sight distance (120 – PDSD)/20
Roadway width (52 – larghezza della strada, [feet]) /8
Block size Dimensione equivalente del blocco, [feet]
Volume Volume, [cu.yards] /3

PENDII IN ROCCIA 38
roadway width

100

90

80

70
category score

60

50

40

30

20

10

0
18 20 22 24 26 28 30 32 34 36 38 40 42 44 46 48 50 52
roadway width, [feet]

PENDII IN ROCCIA 39
Caratteristiche geologiche
geologiche..
Il caso 1 riguarda pendii nei quali le discontinuità sono la caratteristica
strutturale dominante; il caso 2 riguarda i pendii dove l’erosione differenziale o
l’accentuata ripidità sono le cause generatrici della caduta dei massi.

•Caso 1 - Condizioni strutturali.

3 punti Giunti discontinui con orientazione favorevole


9 punti Giunti discontinui con orientazione casuale
27 punti Giunti discontinui con orientazione sfavorevole
81 punti Giunti continui con orientazione sfavorevole

Resistenza allo scorrimento delle discontinuità.


3 punti Micro e macro rugosità, incastro tra i piani dei giunti
9 punti Micro e macro rugosità, piani ondulati
27 punti Micro rugosità, giunti planari
81 punti Riempimento con materiale molto meno attritivo della roccia

PENDII IN ROCCIA 40
•Caso 2 - Condizioni strutturali.

3 punti Piccoli fenomeni di erosione non distribuiti


9 punti Piccoli fenomeni di erosione distribuiti lungo tutto il pendio
27 punti Grandi e numerosi fenomeni di erosione
81 punti Casi pericolosi di erosione e pendenze accentuate

Differenza nel tasso d’erosione.

3 punti Pendii in equilibrio con l’ambiente


9 punti Il fenomeno evolve ad intervalli di qualche anno
27 punti Il fenomeno evolve annualmente
81 punti Il fenomeno si sviluppa rapidamente

PENDII IN ROCCIA 41
Dimensioni del blocco o intensità per evento
evento..
Questa misura dovrebbe essere rappresentativa dell’entità dell’evento che più
probabilmente può accadere: se si tratta prevalentemente di distacchi
individuali di blocchi, si usa per il punteggio la dimensione del blocco; se invece
è dominante la caduta di più blocchi, si usa il loro numero medio per evento.

Il punteggio:
y=3 x

dove x vale:

Categoria x
Slope height Altezza del pendio, [feet] /25
Average vehicle risk AVR/25
Sight distance (120 – PDSD)/20
Roadway width (52 – larghezza della strada, [feet]) /8
Block size Dimensione equivalente del blocco, [feet]
Volume Volume, [cu.yards] /3

PENDII IN ROCCIA 42
block size

100

90

80

70
category score

60

50

40

30

20

10

0
0,2 0,4 0,6 0,8 1 1,2 1,4 1,6 1,8 2 2,2 2,4 2,6 2,8 3 3,2 3,4 3,6 3,8 4 4,2
equivalent dimension, [feet]

PENDII IN ROCCIA 43
quantity of rockfall per event

100

90

80

70
category score

60

50

40

30

20

10

0
0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13
volume, [cubic yards]

PENDII IN ROCCIA 44
Clima e presenza d’acqua
d’acqua..

La presenza d’acqua e di cicli di


gelo/disgelo possono contribuire
all’indebolimento dell’ammasso.
Le aree sulle quali cadono meno di
20 pollici di pioggia all’anno, sono
definite zone a bassa
precipitazione; quelle in cui
cadono più di 50 pollici all’anno, ad
alta precipitazione.
Un punteggio di 27 è dato a zone
soggette a lunghi periodi di gelo o
ad alte e continue precipitazioni.
Un punteggio di 81 è riservato ai
siti soggetti a lunghi periodi di
gelo ed a uno o due eventi estremi
di precipitazione all’anno.

PENDII IN ROCCIA 45
Storia del sito
sito..
3 punti In base alle informazioni storiche, cadute di massi sono occorse
alcune volte, ma solo in seguito ad eventi meteorologici severi. Oppure
non si dispone di dati storici.
9 punti Avvengono regolarmente più volte l’anno in seguito a forti eventi di
pioggia
27 punti Avvengono frequentemente durante alcune stagioni, ma non sono un
problema significativo durante il resto dell’anno
81 punti Avvengono frequentemente per tutto l’anno e spesso sono gravi

PENDII IN ROCCIA 46
Nota: proposta di metodi RHRS modificati più consoni a “contesti italiani”.

es. Budetta (2004): PARAMETRI

due differenze sostanziali tra RHRS e RHRS Modificato:


METODO RHRS MODIFICATO
I. la prima, di tipo”stradale”, influisce sul valore critico da
assegnare alla larghezza stradale. Nel metodo italiano ALTEZZA DEL PENDIO
infatti i punteggi relativi a questo parametro sono
dimezzati rispetto al metodo originario, proprio per non EFFICACIA DELLA TRINCEA
penalizzare eccessivamente le dimensioni delle strade locali
di norma piuttosto ridotte. RISCHIO MEDIO DEL VEICOLO

II. La seconda differenza invece può essere definita di tipo


% SPAZIO DI DECISIONE
“geologico”: le strade americane infatti presentano
normalmente uno sviluppo chilometrico notevole ed
attraversano contesti lito - strutturali disomogenei e LARGHEZZA DELLA STRADA
differenziabili quindi tra loro sulla base di pochi elementi.
Nel metodo americano, per valutare le caratteristiche INDICE SMR
geologiche si analizzano l’orientazione dei giunti, la rugosità
e la presenza di erosione; per quanto riguarda invece il DIMENSIONI DEL BLOCCO
metodo modificato esso introduce la stima dell’indice di
qualità SMR, che fornisce una caratterizzazione più CLIMA E PRESENZA D’ACQUA
accurata dell’ammasso, inserendo anche la valutazione di
eventuali venute d’acqua in superficie, indicatore invece STORIA DEL SITO
trascurato nel metodo originario.
PENDII IN ROCCIA 47