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Le gallerie metropolitane

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Le gallerie metropolitane
1.1 Introduzione
Nel corso dellultimo secolo il progresso della societ moderna ha notevolmente ridimensionato la fisionomia degli agglomerati urbani. Con la nascita e lo sviluppo di grandi complessi industriali, la crescita delle esigenze di mobilit e servizi, in un contesto mondiale sempre pi urbanizzato, rende necessario un continuo sviluppo di nuove infrastrutture (strade, ferrovie, metropolitane...) e di nuovi servizi (acquedotti, fognature, reti tecnologiche...) prevalentemente in sotterraneo, a modesta profondit e spesso in aree fortemente popolate, con sezioni e geometrie di scavo sempre pi impegnative. Una galleria metropolitana caratterizzata essenzialmente da una bassa copertura, da uno scavo in depositi alluvionali con caratteristiche geotecniche scadenti, dalla presenza di un acquifero e dallesistenza nellintorno dello scavo di altri manufatti.

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Il progetto e la costruzione di una galleria nel sottosuolo di una grande citt presenta aspetti peculiari e per certi versi pi delicati di quelli dei grandi collegamenti stradali o ferroviari extraurbani; per tali motivi i problemi connessi alla sua realizzazione, non dovendo essere sottovalutati, necessitano di studi approfonditi e valutazioni accurate nei confronti dei possibili effetti indotti. Un aspetto molto importante consiste nel fatto che lopera, sia essa una galleria di linea o una stazione, si trova quasi sempre in aderenza, quando non li sottopassa, a fabbricati di notevole altezza e antichit, che impongono condizioni al contorno pi restrittive, soprattutto in termini di deformazione, rispetto ad opere di analogia tipologia, ma di diversa localizzazione. Il passaggio del fronte di scavo, infatti, crea inevitabilmente nel terreno una zona perturbata, che interessa in maggior o minor misura i fabbricati prospicienti la linea e il tipo di struttura con cui realizzato il fabbricato, ne influenza la risposta, nel senso che gli edifici con strutture a telaio, ben eseguiti, quasi non avvertono il passaggio della galleria, mentre per contro, con edifici in muratura necessario pensare a particolari opere di presidio o a particolari metodologie di realizzazione. In questo senso necessario che il Progettista non sottovaluti i limiti deformativi che la Committenza impone in questi casi ed anzi diventa necessario che vengano svolte tutta una serie di valutazioni necessarie a stimare correttamente le subsidenze e le distorsioni che si possono innescare durante i lavori. Unaltra condizione al contorno molto importante che il Progettista deve considerare molto attentamente la presenza della falda freatica, che pu oscillare

considerevolmente anche durante lesecuzione dei lavori. Con i moderni mezzi di calcolo oggi a disposizione, per possibile introdurre nei modelli strutturali lipotesi di eventuali variazioni di livello della falda, suscettibili di influenzare la statica dellopera. Ne consegue, sommando tutte le problematiche, che i costi diretti di costruzione risultano elevati e cos pure, se non maggiori, sono gli oneri per mitigare le interferenze con lambiente e le strutture esistenti. Lobiettivo principale di questo capitolo sar quindi quello di accennare ai principali aspetti riguardanti la realizzazione di gallerie in ambiente urbano mettendo a confronto le due tipologie base di scavo (a cielo aperto e a foro cieco) nonch analizzare la scelta

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del

metodo di scavo, i problemi di stabilit connessi ad uno scavo di una galleria

superficiale e le principali tipologie degli interventi di stabilizzazione.

1.2 Tecniche costruttive di una galleria metropolitana


Come detto al paragrafo precedente, sempre pi frequentemente nelle grandi citt si ricorre allutilizzo del sottosuolo per la collocazione di grandi reti di trasporto e di transito. La realizzazione di opere sotterranee, quali gallerie e stazioni metropolitane (spesso di grandi dimensioni e realizzate a piccola profondit per contenere il dislivello tra il piano campagna ed il piano del ferro, onde agevolare laccesso degli utenti), soggetta a vincoli geometrici, strutturali, geologici ed ambientali che influenzano, specie nei terreni, il tracciato e la posizione delle stazioni, nonch la scelta del metodo esecutivo. Nel progettare e costruire tali opere devono essere presi in considerazione molteplici elementi che potremmo cos sintetizzare: 1) Tipo di terreno: generalmente si incontrano materiali con scarse caratteristiche geotecniche, tipicamente di origine alluvionale (sabbie e ghiaie con presenza di ciottoli e argille pi o meno consolidate...) spesso contenenti altre opere come fondazioni, condotte fognarie, reperti archeologici, ecc. 2) Presenza della falda: questo uno degli aspetti pi importanti e delicati nel processo di progettazione e realizzazione di una galleria sotterranea poich la valutazione della presenza di pressioni idriche prodotte da un acquifero pu modificare drasticamente lintero progetto. 3) Disturbi in superficie: luso del sottosuolo affidato alle moderne tecniche di scavo integrale (TBM) sempre pi in grado di condurre efficientemente i lavori di escavazione senza turbare le normali attivit cittadine in superficie, in particolare ci si riferisce al traffico dei mezzi e ai principali impatti ecologici, come rumori, fumi, vibrazioni e inquinamento della falda.

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4) Opere presenti nel sottosuolo: data la modesta profondit di lavoro facile imbattersi in costruzioni sotterranee gi presenti nel terreno da scavare, quali fognature, cunicoli di servizi, canalizzazioni di acqua e gas, sottopassaggi, ecc. 5) Danni alle strutture in superficie: per ragioni intrinseche di progetto, lubicazione di una galleria metropolitana non pu che incontrare lungo il suo tracciato opere come edifici, ponti, viadotti, ferrovie o, pi semplicemente, sedi stradali. Lo stato delle costruzioni adiacenti alla linea metropolitana deve sempre essere controllato al fine di minimizzare i danni indotti dallo scavo verso le strutture sovrastanti. Pertanto, in ragione della maggiore o minor sensibilit ai cedimenti indotti si potranno scegliere diversi metodi di scavo e di rinforzo al fine di non danneggiare le fondazioni dei suddetti immobili.

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Figura 1.1 Sezioni tipo di una linea metropolitana

I metodi di scavo pi utilizzati per la costruzione di gallerie urbane sono riconducibili alle seguenti due tipologie:

scavo a cielo aperto (detto anche a trincea o cut and cover) scavo a foro cieco (o in sotterraneo)

Non esiste un particolare motivo che determini in modo assoluto la scelta della prima tipologia piuttosto che lo scavo in sotterraneo. Proprio a tale proposito si vogliono evidenziare i molteplici fattori che influenzano lapplicazione di uno o dellaltro metodo:
q q

sviluppo del tracciato; condizioni idrogeologiche;

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q q q q q

larghezza delle strade; opere esistenti nel sottosuolo; stato di consistenza delle strutture in superficie; dimensioni delle gallerie; disturbo sul traffico in superficie.

Di seguito si riporteranno le caratteristiche principali di entrambi i metodi di scavo con particolare riguardo ai vantaggi e svantaggi che porteranno alla scelta decisiva del metodo di scavo.

1.2.1 Metodo cut and cover


Il metodo di scavo a cielo aperto ha comportato, in anni passati, lo scavo di trincee con scarpate ad angolo naturale di riposo del terreno e la successiva posa di un rivestimento prefabbricato con ricopertura del manufatto. E evidente che gli svantaggi di cui soffre tale metodo, spreco di spazio e disturbo in superficie, hanno portato oggigiorno allabbandono di questa tecnica. Attualmente, infatti, sono adottati due metodi che si riferiscono allo scavo di trincee con particolare riguardo alla protezione della struttura: scavo previa protezione con pali trivellati scavo sotto battente di bentonite e posa di paratie di protezione (anche detto Metodo Milano). Brevemente, nel primo caso si eseguono ad una distanza pari alla larghezza dello scavo diversi pali trivellati, tra loro ravvicinati, fino a formare un vero e proprio muro interrato; in un secondo tempo si getta la trave di coronamento che lega la serie di pali e si procede al ribasso dello scavo fino alla quota di progetto, previa eventuale tirantatura delle pareti della trincea. In ultimo si costruisce un solettone di calcestruzzo armato per il ripristino della sede stradale e un secondo solettone di fondo scavo.

La seconda tipologia (Metodo Milano) si presta meglio a essere descritta attraverso unelencazione delle sue fasi, che risultano:

1. scavo di una trincea (ad esempio, alta 1 m e larga 1,5 m); 2. calo delle murette; Politecnico di Torino 6

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3. riempimento dello scavo con bentonite; 4. approfondimento della trincea sino a livello di progetto; 5. esecuzione di un tratto di trincea lungo alcuni metri e successiva posa dellarmatura in tondini di acciaio; 6. esecuzione del getto di calcestruzzo che spiazza la bentonite la quale va a riempire un secondo spezzone di trincea gi preparato; 7. allargamento della trincea oltre le murette; 8. messa in opera di una trave prefabbricata a sostegno della sede stradale; 9. ripristino della sede stradale; 10. rimozione del cuore con scavo a foro cieco.

Esistono inoltre molte varianti di questo metodo con possibilit di realizzazione di travi di rinforzo sotto gli edifici adiacenti allo scavo.

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Figura 1.2 Particolare del diaframma di cls nel Metodo Milano

1.2.2 Scavo a foro cieco


Lo scavo in sotterraneo diventa una soluzione obbligata nel momento in cui non si possa assolutamente sconvolgere lordinaria amministrazione in superficie o quando si devono sottopassare strutture od aree non libere. Mentre lo scavo a cielo aperto, sebbene con varianti costruttive, si ispira sostanzialmente al classico Metodo Milano, le tecniche e le modalit dello scavo a foro cieco sono alquanto differenti in relazione, principalmente, al tipo di terreno. Si possono pertanto definire schematicamente le seguenti tipologie di scavo in funzione della litologia da attraversare (Tabella 1.1).

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Tabella 1.1 Modalit di scavo in funzione del tipo di terreno

LITOLOGIA

MEZZO DI SCAVO

Esplosivo

Roccia

Abbattimento mediante fresa Abbattimento per fasi con utilizzo di: - picconatori - pale escavatrici - frese a braccio brandeggiabile - scudo meccanizzato scudo scudo sotto aria compressa scudo sotto battente di bentonite e metodi analoghi spingitubo sistemi tipo minitunnel, telemole... (per piccoli diametri) scavo previo consolidamento del terreno

Terreno coerente

Terreni sciolti ed acquiferi

E da notare che il metodo di abbattimento della roccia con lutilizzo di esplosivo deve essere controllato, in termini di vibrazioni indotte, nellipotesi che la galleria da scavare attraversi centri abitati od opere sensibili a queste sollecitazioni vibratorie. In tale contesto, nel piano di brillamento, opportuno frazionare la carica esplosiva limitando cos i potenziali danni alle strutture adiacenti allo scavo. Ovviamente, sempre in materiale roccioso, lutilizzo di macchine di scavo integrale in grado di evitare le tipologie di danno sopra menzionate; tuttavia da tenere presente che le tecniche facenti uso dello scudo comportano il problema della subsidenza, fenomeno molto importante specialmente in ambito metropolitano. Viceversa, la tecnica di consolidamento del terreno mediante congelamento pu dare luogo al fenomeno opposto alla subsidenza, ovvero, una dilatazione superficiale del piano campagna.

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Figura 1.3 Scavo a foro cieco in roccia stratificata: particolare del fronte

Come emerge dalla Tabella 1.1, lo scavo in sotterraneo si pu condurre secondo luso di due grandi metodi costruttivi: Metodi tradizionali; Metodi impieganti lo scudo.

I primi sono basati sulla parzializzazione della sezione totale della galleria e sono principalmente costituiti da:

a) Metodo inglese: attacco a piena sezione per piani orizzontali successivi cominciando dal piano pi elevato e con sostegno immediato del terreno. Operando sullintera sezione tale metodo necessita di notevoli armature. Trattandosi di un metodo di attacco a piena sezione adatto per gallerie site in terreni buoni o in rocce dure; risulta tra laltro il sistema pi rapido ed economico non comportando lo scavo di gallerie minori.

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b) Metodo belga: attacco in calotta con sostegno immediato del terreno, rivestimento della calotta, scavo dello strozzo e dei piedritti con rivestimento di questi, scavo e rivestimento di arco rovescio ove necessario. Il metodo belga non pu essere convenientemente impiegato in terreni franosi o spingenti e non necessita di particolari armature poich il lavoro viene svolto in piccole sezioni.

c) Metodo austriaco : attacco con due cunicoli, uno inferiore per lo smarino ed uno superiore calottino collegato con quello inferiore a mezzo di pozzi. Se la roccia buona si scava a piena sezione, negli altri casi si opera seguendo il metodo belga. Il metodo austriaco conveniente nel caso di terreni con scadenti caratteristiche geomeccaniche.

d) Metodo tedesco : attacco con tre cunicoli, due inferiori per i piedritti ed uno superiore dal quale si scavano gli allarghi di calotta il cui rivestimento appoggia su quello dei piedritti gi eseguiti precedentemente. Il metodo tedesco il pi sicuro ma anche il pi costoso; per essere impiegato con vantaggio necessario che la galleria abbia una sezione molto ampia.

Oltre ai metodi sopra descritti, un accenno particolare merita il nuovo metodo austriaco (New Austriac Tunnelling Method, NATM) di costruzione di gallerie. Questo metodo ha lobiettivo di rendere la roccia o il terreno, incontrati durante lo scavo, collaboranti, nel significato che parte del carico che graverebbe sulla gallerie viene assorbito dalla massa circostante che viene cos ad assumere una funzione di struttura portante. La stabilizzazione della superficie di scavo avviene mediante la messa in opera di centine, bulloni e lapplicazione pneumatica di miscele di cemento e sabbia con acceleranti (shot-crete, gunite) proiettate ad alta velocit. Il rivestimento che si viene a formare costituisce una parte integrale del processo di scavo e realizza il rivestimento primario (al posto dei tradizionali metodi di supporto temporaneo). In particolare, il ruolo principale dello shot-crete, nel prevenire lindebolimento dellammasso roccioso, di provvedere una sufficiente resistenza al taglio lungo le superfici di frattura. Proprio per queste necessit di rapido intervento sui giunti della

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roccia, lo shot-crete vede indispensabile laggiunta di sostanze chimiche acceleranti la presa della miscela. I vantaggi del NATM consistono nel fatto che un metodo molto adattabile e flessibile purch non ci sia la presenza di forti flussi dacqua verso linterno del cavo; inoltre da sottolineare che richiede un rivestimento di dimensioni ridotte rispetto agli altri metodi e fornisce una protezione molto efficace dei lavori. Tra gli svantaggi si pu annoverare che esige limpiego di minatori qualificati e tecniche molto specializzate e familiarizzate con questo metodo. Inoltre, un metodo molto costoso.

Passando ora ad analizzare i metodi impieganti lo scudo, si pu subito affermare che, sebbene i primi tentativi sulluso risalgono allOttocento, solo negli ultimi anni queste tecniche hanno subito una tale evoluzione da essere frequentemente adoperate soprattutto per lo scavo di gallerie metropolitane. La funzione principale dello scudo quella di sostenere lo scavo, fronte e pareti, prima della messa in opera del rivestimento, fornendo maggiore protezione ai macchinari e agli operai e tecnici addetti alle lavorazioni di scavo. Lo scudo costituito da una camicia esterna, normalmente di forma cilindrica, di diametro maggiore del diametro esterno del rivestimento; sulla parte anteriore si trova montato un bordo tagliente per facilitare linfissione nel terreno. Appena dietro il bordo tagliente opera eventualmente una fresa rotante azionata da motori oleodinamici di adeguata potenza. Nella parte centrale della corona trovano posto i martinetti idraulici necessari per fare avanzare lo scudo; il loro numero deve essere valutato in base alla spinta necessaria. Nella coda dello scudo posizionato un dispositivo (erettore) per la messa in posa dei conci di rivestimento. Posteriormente, agganciato allo scudo vi un complesso su cui sono installati i trasformatori elettrici, le elettropompe idrauliche azionanti i motori oleodinamici ed i martinetti, i serbatoi dellolio idraulico, i macchinari per il sollevamento e

lavvicinamento allerettore dei conci, le pompe per le iniezioni a tergo del rivestimento e, in ultimo, il nastro trasportatore per lo smarino del materiale scavato.

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1.2.3 Scelta del metodo di scavo


Per quanto riguarda la scelta del metodo costruttivo per la realizzazione d gallerie in i ambito urbano possiamo certamente affermare che non ci sono n possono esserci regole fisse per luso di un particolare metodo di costruzione e che le scelte non si possono trasferire da una citt allaltra. La decisione se utilizzare il metodo cut-and-cover o a foro cieco una conseguenza della valutazione di una serie di problematiche, quali:

struttura topografica della citt; caratteristiche del sistema di trasporto; obiettivi di pianificazione e riqualificazione urbana; idrogeologia e geologia; caratteristiche geotecniche de terreno; dimensioni della sezione di scavo e lunghezza della galleria; impatto ambientale; costi di costruzione.

Certamente lattraversamento di agglomerati urbani che presentano un centro storico di notevole pregio e dallurbanistica molto irregolare reso possibile quasi unicamente dallutilizzo di tecniche di avanzamento a foro cieco, mentre gli usuali disagi connessi ai cantieri civili vengono limitati ai pochi punti singolari posti in corrispondenza ai pozzi di attacco. Il metodo cut-and-cover invece, pur presentando indubbi vantaggi in termini di costi, viene pi facilmente impiegato in zone di non elevata urbanizzazione, quali i prolungamenti verso la zona di cintura della citt, ove i vincoli di superficie sono meno importanti. Si tratta comunque del sistema generalmente pi usato per eseguire lavori superficiali in ambito urbano anche se il pi delle volte comporta delle onerose deviazioni e spostamenti dei servizi pubblici esistenti nel sottosuolo e in superficie. Una volta accertato il tipo e la quantit di detti servizi, essi vanno spostati ed installati in appositi cunicoli correnti lungo i lati esterni delle strade interessate dalla futura linea metropolitana. Politecnico di Torino 13

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Questo metodo costruttivo ha linconveniente di mantenere per tutto il periodo dei lavori lo scavo completamente aperto con problematiche per la circolazione

superficiale, da risolvere con onerose opere provvisionali di scavalco.

Diversamente, una volta che si deciso di adottare la tecnica di avanzamento a foro cieco, e tenendo presente che nella maggior parte delle citt i lavori di costruzione delle metropolitane interessano lattraversamento di terreni soffici, gli elementi che

maggiormente bisogna considerare sono: stabilit del fronte di scavo; omogeneit del fronte di scavo; presenza o meno di terreni sciolti sotto falda; pressione dellacqua di filtrazione.

La diversa combinazione di questi elementi porta ad individuare una condizione agevole di scavo quando il terreno coesivo, piuttosto che un grado di elevata difficolt di lavoro in caso di terreno incoerente sotto falda. La scelta del metodo di scavo va fatta in relazione alle dimensioni geometriche dello stesso: per le gallerie di stazione, in genere di notevoli dimensioni, vengono preferiti metodi tradizionali di scavo, modificati in relazione ai diversi casi specifici; per le gallerie di linea, invece, si fa sempre pi uso di scudi meccanizzati (TBM) con interventi ausiliari per bilanciare la pressione dellacqua di falda (aria compressa, fanghi di bentonite - slurry shield, pressione di terra Earth Pressure Balanced Shield-EPB), oppure, adottando metodi tradizionali, si ricorre a trattamenti del terreno mediante consolidamenti (a bassa o alta pressione). Infine, anche la lunghezza della galleria influenza la convenienza, o meno, dellutilizzo di determinate tecnologie di scavo. Tutti i metodi accennati consentono la realizzazione del requisito fondamentale di uno scavo e cio la stabilizzazione del fronte e della superficie di scavo che, a seconda dei casi, pu essere raggiunta con modalit, tecniche e macchine completamente differenti.

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1.3 Scavo di gallerie superficiali


Il problema della realizzazione di unopera in sotterraneo si presenta alquanto complesso per la molteplicit delle variabili che lo definiscono e dei fattori che influenzano a breve e a lungo termine il comportamento dellopera. Lo scavo di una galleria, intuitivamente, corrisponde allannullamento delle tensioni normali e di taglio agenti al suo contorno, o quantomeno ad una loro riduzione nel caso sia presente una pressione di supporto o un rivestimento. La perturbazione dello stato tensionale che cos si viene a creare, genera dei movimenti nel mezzo circostante: inizialmente si hanno delle deformazioni elastiche, poi quando il deviatorico supera la soglia di snervamento, si manifestano delle deformazioni di tipo plastico.

Nel caso di una galleria con bassa copertura, a causa della preponderanza delleffetto gravit, il fenomeno di plasticizzazione, espandendosi radialmente sul contorno del cavo, si sviluppa principalmente verso lalto, andando a coinvolgere la superficie del terreno e originando quindi dei cedimenti. Per avere una visuale pi corretta del problema si deve tener conto che il processo di realizzazione dellopera crea un disturbo di tipo tridimensionale nel terreno che deve essere considerato nellanalisi. Inoltre nella definizione del problema, oltre alle variabili che descrivono il comportamento meccanico dei materiali e le condizioni iniziali del terreno, esistono diversi altri parametri che influenzano levoluzione dello stato tenso-deformativo, quali la procedura di avanzamento, i tempi e la tecnologia impiegati nellesecuzione. Oggigiorno sono a disposizione diversi metodi che semplificano il problema e nello stesso tempo permettono di valutare adeguatamente il graduale sviluppo dello stato tensionale e deformativo nel terreno e nelle strutture di sostegno e di verificare eventuali rischi di instabilit della cavit. Durante la progettazione e la realizzazione di una galleria, sia essa superficiale piuttosto che profonda, occorre prestare molta attenzione allo stato deformativo indotto dallo scavo, in quanto si possono verificare degli spostamenti tali da comportare il collasso dellopera. Politecnico di Torino 15

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Volendo costruire una tabella riassuntiva dei movimenti registrati durante lo scavo e le principali cause di queste deformazioni, si pu giungere al risultato espresso nella Tabella 1.2 sottostante:

Tabella 1.2 Relazione tra tipi di movimenti e loro cause

Tipo di movimento

Principali cause
allentamento del davanti alla galleria mezzo

Movimento quasi istantaneo

estrusione del mezzo allavanzamento del fronte deformazioni indotte fra la fase di scavo e la messa in opera dei sostegni ridistribuzioni delle attorno alla galleria tensioni

fenomeni deformativi dipendenti dal tempo (deformazioni viscose) variazione delle pressioni interstiziali attorno alla galleria in seguito allo scavo con linnesco dei processi di consolidamento (in particolari casi)

Movimento differito nel tempo

In conclusione, da quanto detto sopra, la stima dei movimenti allinterno del cavo e degli spostamenti verticali in superficie risulta un calcolo di notevole complessit proprio per la sua inevitabile dipendenza dai numerosi fattori precedentemente illustrati nel paragrafo. Nelle prossime pagine verranno brevemente descritte le problematiche che insorgono nella realizzazione di una galleria superficiale.

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1.3.1 Problemi di stabilit


In qualsiasi genere di galleria in sotterraneo uno dei requisiti fondamentali per la buona riuscita dellopera soddisfare le condizioni di stabilit del fronte e del cavo.

Stabilit del fronte: nella realizzazione di una galleria, assume un ruolo molto importante lo studio del comportamento del fronte in quanto qui che si verificano i maggiori problemi di stabilit, dipendenti dal fatto che la posa in opera delle strutture di sostegno / stabilizzazione avviene quando comunque si gi verificata una certa quota di deformazione. Occorre quindi conoscere il comportamento del mezzo nelle vicinanze del fronte di scavo. Lo studio delle condizioni di stabilit del fronte di scavo, particolarmente importante per le gallerie in prossimit della superficie ed in terreni difficili, rappresenta dunque un problema complesso, che pu essere studiato in modo rigoroso mediante modellazione numerica tridimensionale. Un approccio puramente analitico al problema di stabilit del fronte prevede il ricorso ai teoremi dellanalisi limite della teoria della plasticit, in modo da determinare un limite superiore ed uno inferiore del carico di collasso.

Stabilit del cavo: qualunque sia la legge di resistenza del mezzo in esame, i modelli di collasso non riguardano soltanto linstabilit del fronte, ma possono prevedere

meccanismi piani da essi indipendenti, che si sviluppano in una sezione trasversale allasse della galleria. Uno scavo realizzato in prossimit della superficie pu portare a due possibili condizioni finali:

condizioni di instabilit: i volumi di terreno o di roccia interessati sono estesi per tutta laltezza al di sopra della galleria, senza

formazione di alcun effetto arco; condizioni di stabilit: in questo caso, grazie alla mobilitazione di un certo effetto arco, il cavo raggiunge una condizione stabile.

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Nel primo caso lintera altezza di ricoprimento graver sulle strutture di rivestimento, nel secondo invece si forma un solido di carico di altezza inferiore al ricoprimento. Il manifestarsi delluna o dellaltra condizione, e quindi anche lentit dei carichi gravanti sulla strutture nel lungo termine, dipendono da una molteplicit di fattori. Particolarmente importanti sono il comportamento meccanico del mezzo interessato dallo scavo, lo spessore del ricoprimento, il coefficiente di spinta a riposo, le modalit esecutive (fasi di scavo, sequenza degli interventi di sostegno/stabilizzazione).

Le analisi di stabilit vengono molto spesso eseguite con lausilio di metodi di analisi di tipo numerico, come il Metodo agli Elementi Finiti e il Metodo alle Differenze Finite. Le versioni tridimensionali dei suddetti metodi, che ultimamente stanno avendo notevole successo, permettono di descrivere adeguatamente le fasi di realizzazione, sebbene comportino un onere di calcolo spesso g ravoso. Per evitare questa grande mole di lavoro che, peraltro, ha insiti i limiti propri delle modellazioni,sono stati fatti numerosi studi, presentati in letteratura, per proporre analisi pi semplici, come ad esempio, riportare il problema allesame di una serie di situazioni equivalenti, in condizioni piane di deformazione, che consentano di tenere conto della

tridimensionalit del problema attraverso particolari procedure di calcolo.

1.3.2 Il fenomeno della subsidenza


La subsidenza il risultato di una complessa interazione di fenomeni, tutti volti a provocare un abbassamento della superficie (Figura 1.4). Per questo motivo, limpostazione della progettazione deve essere orientata al controllo delle deformazioni del terreno, sia per limitare la subsidenza di superficie e sia per ottimizzare gli interventi di sostegno nelle varie fasi della costruzione.

La necessit del controllo delle subsidenze deve essere orientata ad:

1. evitare il danneggiamento delle infrastrutture e degli edifici in superficie; 2. garantire la sicurezza dei lavoratori in tutte le fasi di lavoro; 3. controllare lincremento delle sollecitazioni nel rivestimento provvisorio che pu risultare dal decadimento dei parametri di resistenza dei terreni, da

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carichi asimmetrici (dovuti alla geomorfologia, in prossimit di unaltra cavit), ed eterogeneit del terreno; 4. evitare linnesco e la rimobilitazione di fenomeni di instabilit di versante.

Per definire in particolare il livello di interferenza fra lo scavo di una galleria e le strutture e i servizi presenti in superficie o in sotterraneo, necessario, da un lato, valutare la subsidenza indotta e, dallaltro, definire i valori del cedimento ammissibile in relazione alla tipologia e alla finalit duso dellopera interessata dal movimento. Oltre ai movimenti locali e immediati dovuti allo sconvolgimento dellequilibrio naturale con lapertura di superfici di discontinuit presenti nelle formazioni, esistono movimenti generali legati alle caratteristiche dei terreni e allinterazione tra la formazione e il rivestimento. Questi ultimi, pi facilmente quantificabili, sono altres attribuibili alle seguenti cause:

abbassamento della falda acquifera, con conseguente cessazione della spinta idrostatica sugli strati di copertura;

perdita di terreno, conseguente allo scavo, a cui fa seguito una ridistribuzione delle pressioni nella formazione;

comportamento viscoso della formazione di copertura (fenomeno chiaramente reologico).

Concludendo questo paragrafo molto generale sul fenomeno della subsidenza si riportano nella Tabella 1.3 i principali fattori che incidono sullampiezza dei movimenti indotti in superficie da uno scavo in sotterraneo:

Tabella 1.3 Fattori influenti sulla subsidenza del terreno


q q q q q

rapporto fra copertura e diametro del cavo (C/D) coefficiente di spinta a riposo (K0 ) tensioni agenti sul contorno del cavo caratteristiche geotecniche del mezzo presenza di falda

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1.3.3 Metodi di previsione delle subsidenze


La previsione degli abbassamenti superficiali del terreno a seguito dello scavo di gallerie metropolitane stata sinora permessa, pi che altro, dalla esperienza dei progettisti. Di qui linteresse con il quale oggi si guarda a metodi di calcolo di previsione che utilizzino dati oggettivi, facilmente misurabili e correlabili, da un lato, con il tipo e le modalit di scavo, dallaltro, con le caratteristiche geologiche, idrogeologiche e geotecniche delle formazioni attraversate. Solo cos scientificamente accettabile una previsione dei cedimenti a giorno da cui pu derivare u obiettiva previsione dei danni na alle strutture preesistenti. In base a quanto stato detto a riguardo dei fenomeni di subsidenza, durante la realizzazione di unopera in sotterraneo occorrer considerare i seguenti punti:

1. valutazione dellorigine dei movimenti nel terreno; 2. determinazione della ripartizione spaziale degli spostamenti; 3. rilevazione dellevoluzione del bacino di subsidenza; 4. correlazione dei cedimenti con la deformazione delle fondazioni interessate; 5. formulazione di criteri di danneggiamento delle opere.

Finora si soprattutto tentato di ottenere correlazioni dirette fra gli abbassamenti misurati in superficie e gli avanzamenti degli scavi nel sottosuolo. Ci ha richiesto semplici osservazioni, in superficie, degli effetti a lungo termine, osservazioni che poco hanno rivelato circa lo sviluppo meccanico del fenomeno. Ben pi significative si sono invece dimostrate le campagne di misure (spostamenti nel terreno) condotte gi nellimmediato intorno dello scavo: tali misurazioni hanno permesso uno studio completo tridimensionale del movimento ed sulla base di esse che pu essere tentata unindagine pi generale del fenomeno della subsidenza e della prevenzione, in vista di sue dannose conseguenze. I principali metodi di valutazione della subsidenza sono elencati di seguito: Metodi fisici : basati sullimpiego di modelli di laboratorio ai fini dello studio in similitudine completa del fenomeno fisico. Questi modelli

presentano i notevoli svantaggi della costruzione del modello fisico, della Politecnico di Torino 20

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necessaria lentezza di esecuzione delle prove (se si vuole operare in similitudine completa) e delle difficolt di ottenere quantificazioni precise (Sauer et al,1978;Sharma 1975; Hudson et al.1976). Studi stocastici : questi metodi sono basati sulla analogia, riscontrata in pi casi, fra sezioni massime del bacino di subsidenza e curve di distribuzione probabilistiche, per es. di tipo Gaussiane. Lo svantaggio principale deriva dal fatto che difficile tenere preventivamente conto di grandezze variabili (ad es. coesione e angolo di attrito del terreno) che influenzano molto il fenomeno della subsidenza. La base del metodo si riduce praticamente al un semplice bilancio fra il volume di terreno abbassato (volume di subsidenza) e il volume di terreno perso durante lo scavo (volume perso), tenuto conto della profondit z alla quale posto il tunnel. Si tratta tuttavia di un procedimento molto speditivo (Myrianthis 1974; Peck 1969, Attewell et al.,1975; Botti 1974). Metodi analitici : questi metodi permettono di determinare lo spostamento radiale in un mezzo omogeneo non pesante, infinito, a comportamento prevalentemente elastico e sottoposto ad uno stato tensionale geostatico di tipo isotropo. Essi consentono di definire unicamente lordine di grandezza dello spostamento finale in corrispondenza dellasse della galleria. Metodi numerici : ad esempio, il metodo ad elementi finiti permette di svolgere il problema sotto svariate ipotesi sia per il terreno (mezzo elastico, plastico, viscoso, ecc) che per i carichi (peso proprio della copertura, azione delle fondazioni vicine, ecc) (Attewell et al., 1975; Chisari et al., 1977; Evangelista et al., 1971; Barla et al., 1974; Sagaseta et al., 1974). Metodi empirici : elaborazione di una popolazione sufficientemente vasta di dati empirici in casi pratici di subsidenza, a seguito di scavo, per le diverse situazioni (tipo di terreno, posizione della falda, metodi di avanzamento) (Cording et al., 1977; Schultz 1975; Hudson et al., 1976; Botti 1972; Oteo et al., 1979). Politecnico di Torino 21

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Ora si vogliono sviluppare con maggior dettaglio i metodi numerici e quelli empirici visto che saranno oggetto dello studio nei capitoli successivi.

I metodi numerici (prevalentemente ad elementi finiti o alle differenze finite) consentono di superare gran parte dei limiti di applicazione dei metodi analitici: si possono infatti introdurre gli stati di sollecitazione pi opportuni, le geometrie pi complesse, leggi di comportamento e di resistenza non lineari, elastoplastiche, viscose, di studiare levoluzione del cedimento in superficie in funzione delle varie fasi esecutive e in relazione ai diversi interventi messi in opera per il loro controllo. Sebbene negli ultimi anni si siano resi disponibili sul mercato codici e pacchetti informatici sempre pi agevoli dal punto di vista economico, il ricorso a questi metodi rimane comunque oneroso ma necessario per un attento studio di situazioni particolari, per le quali la presenza di altre strutture in sotterraneo o lelevato grado di complessit geologica renda non sufficiente il ricorso al altre metodologie. Analisi di tipo accoppiato flussi-tensioni sono inoltre indispensabili nel caso in cui la presenza della falda e il suo grado di permeabilit del terreno comportino una sua interazione sostanziale con lo scavo. Se lanalisi abbastanza semplice nel caso di ipotesi di deformazione piana, indipendente dal fattore tempo, essa si complica considerando il comportamento viscoso delle formazioni e soprattutto le condizioni non simmetriche del fronte in corso di scavo. E altres impegnativo, nelle analisi numeriche, tenere in conto il comportamento del rivestimento e soprattutto delle importanti opere di intasamento atte a ridurre il terreno perso.Tuttavia certi risultati di previsione fatti con questo metodo sono in soddisfacente accordo con quanto poi misurato, pur denotando talvolta un certo eccesso di subsidenza rispetto al reale.

I metodi empirici, invece, si basano sullanalisi comparata delle registrazioni dei movimenti osservati nella realizzazione di un gran numero di gallerie urbane. Le correlazioni che sono state definite consentono di valutare la distribuzione spaziale, lampiezza e levoluzione delle subsidenze in conformit a parametri di semplice definizione.

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Linsieme delle esperienze sino ad ora maturate ha confermato come landamento del cedimento superficiale verticale in una sezione normale allasse della galleria, possa essere descritto in buona approssimazione con una funzione probabilistica normale (Metodo della curva Gaussiana). Linviluppo della zona interessata dalle deformazioni funzione della distanza dallasse verticale della galleria e dipende dalle dimensioni del cavo, dalla sua quota, dal volume di terreno perso e dai parametri resistenza-deformabilit del terreno attraversato. La bont di un metodo empirico ovviamente assicurata da una gran massa di dati sperimentali che oggi sarebbe doveroso raccogliere ma che, per molteplici motivi, in pratica, non sono facilmente reperibili (Oteo et al.,1979). Il metodo empirico consente, forse meglio di altri, di tenere conto, nello studio della subsidenza, del metodo e delle condizioni di scavo adottate quali:

il comportamento del materiale; le condizioni geometriche dellopera (profondit, diametro, ecc); le condizioni al contorno (ad esempio, la presenza di fondazioni); il tipo di avanzamento (piena sezione o sezione parzializzata, ecc); le macchine di scavo (TBM o altro); le velocit di avanzamento; la forma del fronte (diritto, inclinato, ecc); lesistenza di sistemi di contrasto delle pressioni geostatiche e idriche (battente di bentonite, aria compressa, ecc); il tipo di rivestimento e la tempestivit della sua messa in opera.

Le considerazioni svolte ai punti precedenti valgono in tutti in quei casi in cui i processi deformativi indotti in superficie si sviluppano in accordo ad una distribuzione continua dei cedimenti, in direzione trasversale e longitudinale, cio senza che si inneschino, nellintorno del cavo e verso lalto, superfici di scorrimento localizzato. E allora possibile, sulla base di soluzioni analitiche, metodi numerici e/o criteri empirici, formulare con buona approssimazione delle previsioni sullandamento del cedimento trasversale e longitudinale, in funzione dellavanzamento del fronte di scavo. Politecnico di Torino 23

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E altres noto che, via via che la galleria si avvicina alla superficie, si possono innescare, pur in presenza di interventi stabilizzanti, fenomeni di instabilit che portano alla formazione di profili discontinui, dove la convergenza verticale misurata in galleria tende a progressivamente ad avvicinarsi al massimo cedimento verticale in superficie Wmax , con il risultato che pressoch la totalit dei carichi gravita sulle strutture poste in opera. Il meccanismo che si innesca in modo progressivo intorno alla galleria e che g overna il cedimento della superficie, pu essere interpretato in base alla formazione di una banda che inizia in profondit (piano della galleria) e si estende verso il piano campagna, entro cui si concentrano le deformazioni (Hansmire e Cording, 1985; Cividini e Gioda, 1992).

1.3.4 Metodologia di analisi dei fenomeni di subsidenza in aree urbane


Sulla base di tutte le considerazioni fatte nei paragrafi precedenti, una corretta metodologia per la previsione e il controllo dei fenomeni di subsidenza e degli effetti provocati sulle strutture, deve prevedere le seguenti fasi: STUDIO DEL TRACCIATO In questa fase di studio del problema, oltre alla definizione della geometria dei lavori, in termini di profilo della galleria, quote, geometria e vincoli degli imbocchi, dovranno essere censiti gli edifici che, per ubicazione e per caratteristiche costruttive, possono essere considerati a rischio. Dovr quindi essere definita la tipologia della struttura portante e delle fondazioni, compresa la quota di imposta. In considerazione delle condizioni geologiche riscontrate lungo il tracciato, il terreno dovr essere classificato in classi omogenee di comportamento. SCELTA DEGLI INTERVENTI PROGETTUALI La scelta del metodo di scavo e degli interventi di sostegno dovr essere condotta sulla scorta delle esperienze maturate in contesti simili in funzione degli effetti provocati dallo scavo sulle infrastrutture in superficie. Politecnico di Torino 24

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Ove necessario si definiranno gli interventi di consolidamento e di presostegno pi idonei per garantire il presidio delle opere in superficie. DEFINIZIONE DEL BACINO DI SUBSIDENZA Considerando le tipologie di scavo adottate si eseguir una stima della perdita di volume percentuale in funzione del volume teorico di scavo utilizzando i valori disponibili in letteratura e lesperienza maturata in casi simili. In funzione di questi valori si eseguiranno i calcoli di previsione dei cedimenti massimi, delle massime pendenze del profilo di subsidenza trasversale e longitudinale utilizzando le relazioni citate in letteratura. In proposito, si vogliono riportare le seguenti figure esplicative dei concetti di:

bacino di subsidenza (Figura 1.4); profilo trasversale di subsidenza (Figura 1.5); profilo longitudinale di subsidenza (figura 1.6).

Figura 1.4 Bacino di subsidenza (Attewell, 1987) Politecnico di Torino 25

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Figura 1.5 Profilo trasversale di subsidenza (OReilly e New, 1991)

Figura 1.6 Profilo longitudinale di subsidenza (OReilly e New, 1991)

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SUDDIVISIONE IN CLASSI DI INTERFERENZA E OTTIMIZZAZIONE DEL PROGETTO DEGLI INTERVENTI Identificata larea di terreno, sopra la galleria, che sottoposta a movimenti significativi di massa, la stima degli effetti che i cedimenti hanno sulle strutture presenti dovr considerare la distorsione angolare (o rotazione relativa) del terreno (e quindi delle fondazioni) e il valore assoluto del cedimento massimo. Il calcolo della distorsione angolare massima si basa sulla lunghezza tipica degli edifici, ossia la distanza tra due plinti o la lunghezza della trave di fondazione, e sulla massima pendenza del profilo del cedimento. I valori ottenuti dovranno essere confrontati con i relativi valori ammissibili imposti da capitolato o, qualora non ci fossero prescrizioni specifiche, con i valori consigliati dalla letteratura. Nel caso in cui i valori di previsione fossero superiori ai limiti consentiti, occorrer in fase di progetto, prevedere ulteriori interventi di contenimento che permettano un pi efficace controllo delle perdite di terreno. In base ai valori di copertura e di distanza d allasse della galleria, ed in funzione del valore della perdita di terreno, i manufatti cos censiti e studiati dovranno essere suddivisi in classi omogenee di interferenza. BACK-ANALYSIS Nellambito approfondire della progettazione particolareggiata della galleria in occorrer modo da

lanalisi

dellinterferenza

galleria-superficie

ottimizzare la metodologia di consolidamento ed avanzamento. Durante lesecuzione dello scavo, un attento monitoraggio consentir la verifica delle previsioni formulate con i dati registrati. Una rapida ed efficace interpretazione dei profili di subsidenza trasversale e longitudinale consentir il controllo delle ipotesi di progetto con i dati ottenuti in sito.

1.3.5 Presenza della falda


Nello scavo in sotterraneo, soprattutto in ambito metropolitano, accade molto spesso che i lavori di scavo debbano essere eseguiti sotto il livello dellacquifero, a pressioni a volte piuttosto elevate.

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Si tratta di un problema che richiede molta attenzione da parte del progettista, poich ha causa della presenza di una falda si possono verificare: problemi di esecuzione dello scavo; problemi a lungo termine; problemi connessi allalterazione dellacquifero.

Vari sono gli interventi che possono essere impiegati al fine di rendere possibile lo scavo senza incorrere nel rischio di rifluimento di terreno al fronte. Primo fra tutti labbassamento del livello della falda al di sotto della linea di scavo mediante drenaggio attraverso pozzi. Questo metodo se usato male pu provocare dei cedimenti superficiali che, a volte, possono essere dannosi per le strutture in superficie, oppure lasciare delle sacche residue dacqua. Unaltro modo per superare tale difficolt consiste nellimpiego di uno scudo sotto pressione daria per bilanciare la pressione della falda. Questo sistema consiste nel mantenere, nel cantiere, una pressione superiore a quella dellacqua che permea il mezzo da attraversare, in modo che questultima non possa affluirvi. Naturalmente ci implica che anche il personale lavori ad una pressione ambiente superiore a quella ordinaria, e ci porta ad una riduzione molto sensibile della capacit produttiva: infatti, allatto di entrare nel cantiere per iniziare il lavoro, o di uscirne a lavoro terminato, le persone devono essere, molto gradualmente, portate alla pressione interna, o da questa riportate alla pressione esterna, facendole sostare in apposite camere di compensazione. Anche lintroduzione, nel cantiere, di materiali o macchine, e lestrazione del marino, sono pi complesse che negli scavi a pressione ordinaria, dovendo avvenire attraverso sistemi di doppie porte a tenuta delimitanti una camera in cui la pressione deve essere portata dal valore esterno al valore di cantiere, quando si tratta di introdurre materiali, e viceversa quando si tratta di portarli fuori. Le pressioni di lavoro corrispondono allincirca al battente dacqua che insiste al piede della galleria, e raramente possono superare i 3 bar (in rari casi si giunti a 3.5 bar). Questo sistema, per motivi di fughe daria compressa dal cantiere di lavoro, non praticabile in terreni molto porosi (ghiaie, sabbie grossolane e simili). Inoltre va ricordato che tutti i giunti e le eventuali fessure del rivestimento devono essere a tenuta daria e le iniezioni di intasamento eseguite molto velocemente. Politecnico di Torino 28

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Per ultimo, si vuole anche sottolineare una terza modalit di affronto alla falda acquifera: il trattamento del terreno mediante iniezioni, consolidamenti e congelamenti. Si tratta di metodi molto onerosi e non totalmente affidabili che vanno impiegati quando ogni altra possibilit di lavoro impedita.

In sintesi, dalla breve analisi sui metodi per ostacolare la falda si pu concludere dicendo che la scelta di utilizzo di un metodo di intervento dipende principalmente dalle caratteristiche geotecniche del terreno oltre che dal suo costo operativo.

1.4 Cenni sulle tecniche di consolidamento


Quando le caratteristiche geotecniche dei terreni sono scadenti, e non utilizzabile lo scavo con TBM scudate, inevitabile ricorrere a t cniche di consolidamento del terreno e per poter proseguire, in sicurezza, con il lavoro di scavo. Nel caso specifico delle gallerie, una classificazione dei consolidamenti

complicata dalla differente modalit di azione dei vari interventi in termini di miglioramento delle condizioni di stabilit. La possibilit e/o lesigenza di agire davanti al fronte di scavo ha infatti portato a sviluppare ex-novo o adattare tecniche originariamente utilizzate per interventi a giorno ed a mettere a punto macchine specializzate, anche di grande impegno tecnologico, come, per esempio, i posizionatori per gli infilaggi.

Con specifico riferimento alla tipologia esecutiva e tecnologica si possono individuare le seguenti famiglie di consolidamenti: miglioramenti; rinforzi; presostegni; drenaggi.

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Metodi di miglioramento Sono metodi che migliorano (dal punto di vista ingegneristico) le caratteristiche di resistenza meccanica, di rigidezza o di permeabilit dellammasso roccioso, iniettando in esso fluidi, con particolari propriet, o congelando i fluidi ivi presenti. Appartengono a questa categoria le iniezioni convenzionali o a bassa pressione (per permeazione), i trattamenti massivi con colonne di jet grouting e il congelamento.

Metodi di rinforzo Sono metodi che prevedono linserimento nel terreno di elementi strutturali resistenti con una dimensione prevalente, che migliorano il comportamento dellammasso roccioso, applicando ad esso tensioni di taglio distribuite sulla propria interfaccia. Appartengono a questa categoria i chiodi, costituiti da barre o tubi (di varie forme e materiali) integralmente o parzialmente connesse allammasso (per attrito o per cementazione), ed i micropali.

Metodi di presostegno Sono metodi che prevedono linserimento nel terreno di elementi strutturali resistenti sul profilo della galleria ed in avanzamento rispetto al fronte, cos da creare una struttura di presostegno del cavo. Tali elementi strutturali, realizzati in varie forme e dimensioni, con materiali di diversa natura, non applicano, come i rinforzi, tensioni di taglio alla propria interaccia, ma esplicano lazione stabilizzante attraverso la propria rigidezza flessionale in direzione trasversale e/o longitudinale. Sono costituiti

essenzialmente dal pretaglio meccanico, dagli ombrelli di infilaggi e dallarco cellulare. Qualora le tecniche di miglioramento dellammasso roccioso siano utilizzate per creare una fascia di terreno consolidata, di spessore contenuto in avanzamento (ombrello di colonne di jet grouting con o senza armatura, coronelle iniettate rinforzate con elementi in vetroresina), lazione di insieme deve essere vista sulla natura tipologica e quindi lintervento rientra tra i metodi di presostegno.

Drenaggi Sono tecnologie il cui obiettivo quello di asportare, anche solo parzialmente, lacqua dagli ammassi convogliandola, in modo controllato, verso il cavo.

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Per concludere si pu ricordare la classificazione proposta da Pelizza e Peila (1993), che introduce tre categorie principali: le tecniche di miglioramento (improving), le tecniche di presostegno (preserving) e le tecniche miste (Tabella 1.4).

Tabella 1.4 Caratteristiche degli interventi pi significativi (Pelizza e Peila,1993)


Tipologie di intervento Flessibilit Affidabilit Durabilit Realizzabilit Rapidit di esecuzione Campi di applicazione Monitoraggi

Iniezioni a bassa pressione


Variabile Buona Buona Alta Semplice (pu
richiedere alta specializzazione)

Possibili Bassa Sabbie, ghiaie, rocce


(geofisica, sondaggi)

Rinforzo radiale
Molto alta

Alta (dubbi
sulla efficacia della cementazione)

(possibile uso di materiali non corrosivi)

Semplice (sia
per cavi che per barre o tubi)

Da media ad alta

Vari tipi di terreno e rocce Terreni e Possibili

Da media ad

Drenaggio

Alta

alta (difficolt
di progetto)

Da media ad alta Non

Da media a semplice

Alta

rocce sotto falda

Difficili

Congelamento

Bassa

Media

importante
(temporaneo)

Difficile

Media

Terreni saturi

Difficili

Buona

Variabile
(possibile uso di materiali non corrosivi)

Vari tipi di Media-alta Semplice


(installazione lo scavo)

Ombrello di infilaggi
Da media al alta

(elementi sicuramente installati)

terreni
(variando il

Possibili (non
importanti)

alternata con numero di tubi)

Media

Ombrelli colonne jet grouting

Da media ad alta
(possibile armatura)

(difficile conoscere stato delle

Alta
(dipende dalla

Da media a molto difficile

Media
(installazione alternata con lo scavo)

Sabbie e ghiaie
(difficile con trovanti)

Difficili

colonne prima durabilit del dello scavo) cemento)

Chiodatura del fronte

Alta

(usata

Alta
(elementi stabili)

Non importante
(temporaneo)

Media Semplice
(installazione alternata con lo scavo)

Terreni scadenti e argille Possibili

con altre tecniche)

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