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Corso di Costruzione di Ponti - a.a. 2007/08 dott. ing.

Lorenzo Macorini


Novembre 2007 v. 1.0 - Pag. 7.1 -








7. PONTI A CASSONE






Ponti a cassone dott. ing. Lorenzo Macorini

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7.1. Ponti a cassone: generalit e modellazione

Gli impalcati a cassone sono costituiti da un insieme di piastre piane collegate tra loro in un
modo da formare una o pi sezioni scatolari chiuse.

Questa tipologia di impalcato stata diffusamente impiegata negli ultimi anni sia per
soluzioni in acciaio che in calcestruzzo grazie a:
elevata rigidezza torsionale;
manutenzione semplificata;
possibilit di far passare eventuali servizi allinterno del cassone;
aspetto estetico pi attraente rispetto agli impalcati a travata (basso rapporto altezza/luce).
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Sezioni tipiche a cassone.

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A questi vantaggi si contrappone una maggiore difficolt costruttiva nel caso di c.a. e c.a.p.
Infatti qualora limpalcato sia gettato in opera si ha l'onere del recupero della cassaforma interna
mentre, nel caso della prefabbricazione, gli elementi da manovrare risultano spesso molto
pesanti.

Evoluzione della sezione trasversale dellimpalcato: a) impalcato a travata; b) cassone bicellulare c) cassone monocellulare;
d) cassone monocellulare a pareti sub-verticali.
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Comunque, nonostante queste difficolt esecutive, grazie alla tecnica di costruzione per
conci successivi e alla possibilit di prefabbricare e varare intere campate a spinta, la
maggioranza dei nuovi ponti di una certa importanza a cassone.

Nel passato la sezione a cassone in c.a./c.a.p veniva efficacemente impiegata nei ponti
realizzati a sbalzo con conci, gettati in opera o prefabbricati. Tali tipi strutturali, in genere, si
prestano a soluzioni isolate su luci medio alte 80150 m ed ancora oggi mantengono la loro
funzionalit e campo di applicazione. Per quanto concerne le luci di impiego oggi si tende,
particolarmente per viadotti di notevole sviluppo, ad operare in una fascia tra i 4080 m per
campata. Si pu dire che le applicazioni degli anni 50-60 con viadotti a travate prefabbricate
sono praticamente abbandonate. Anche la prefabbricazione di serie, in officina, orientata verso
la realizzazione di travi a cassone assemblate longitudinalmente in opera per assicurare la
continuit statica.

Le ottime caratteristiche meccaniche dei materiali, che oggi si raggiungono, determinano
una sensibile riduzione degli spessori mentre l'esigenza di ridurre le dimensioni trasversali delle
sottostrutture (capitelli, pile e fondazione), problema questo particolarmente importante per le
sopraelevate urbane ed extraurbane, orienta verso la progettazione di sezioni con nucleo chiuso
ridotto rispetto alla larghezza totale della sezione stessa.

Infine tali impalcati sono dotati di traversi di irrigidimento unicamente alle estremit, in
corrispondenza degli appoggi. L'assenza di diaframmature in campata legata a problemi di
ordine tecnologico connessi al controcassero interno. Il complesso delle caratteristiche di tali
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sezioni a cassone, (e cio spessori ridotti, rapporto tra la larghezza della sezione utile e la
larghezza del nucleo a cassone molto maggiore dell'unit, assenza di diaframmature correnti),
non permette di ritenere queste sezioni trasversalmente rigide come richiesto dalla teoria classica
o quanto meno impone verifiche pi approfondite che devono indagare sugli effetti statici della
deformabilit trasversale del profilo. Per condizioni non simmetriche di carico gli spigoli
possono subire spostamenti relativi, la sezione trasversalmente non rispetta la sua geometria,
nascono sollecitazioni trasversali, sollecitazioni normali, globalmente equilibrate, tipiche delle
strutture a lastre (Folded plate).


I problemi legati allalterazione del profilo
possono essere ulteriormente influenzati dalle
esigenze di alloggiamento dei cavi da
precompressione sia nella controsoletta nei
ponti a travata appoggiata, sia nella soletta nei
ponti a travata continua. Le situazioni critiche
si hanno in soletta per la contemporanea
presenza delle azioni dirette dei carichi
accidentali (effetti locali).



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Modellazione

La generica sezione trasversale del cassone subisce per
effetto dei carichi una deformata in genere molto complessa
che pu essere scomposta in deformate elementari provocate
da effetti distinti: flessione longitudinale, flessione
trasversale, torsione e distorsione.

Nel caso di sezione trasversalmente indeformabile (ponte
stretto e lungo con pareti rigide o con irrigidimenti
trasversali in campata) una schematizzazione ammissibile
quella di trave soggetta a flessione e taglio pi uneventuale
torsione dovuta alleccentricit del carico accidentale.

Qualora si rimuova lipotesi di sezioni trasversalmente
indeformabili limpalcato va trattato come una struttura a
cassone e lunica trattazione rigorosa risulta essere quella
con il metodo degli elementi finiti (strisce finite ecc.)


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Stato tensionale dovuto a un comportamento a trave.

Stato tensionale da ingobbamento torsionale impedito.
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Deformazione associata alla perdita di forma della sezione trasversale (assenza di diaframmi rigidi).
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Deformazione e stato di tensione associati allo shear-lag in flessione.
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7.2. Calcolo approssimato dei cassoni unicellulari

I cassoni unicellulari sono la tipologia pi frequente impiegata in quanto gli spessori minimi
imposti alle anime da ragioni costruttive o dai pericoli di corrosione per l'acciaio sono in genere
sovrabbondanti per assorbire gli sforzi di taglio.
Un calcolo semplificato che tiene conto della perdita di forma della sezione pu essere condotto
ipotizzando uno schema di semplice appoggio alle estremit ove siano anche presenti dei setti
indeformabili.

Si scompone il carico in due
contributi, uno simmetrico w
m
e
uno emisimmetrico w:

( ) ( ) ( )
( ) ( ) ( )
m 1 2
1 m
w x w x w x 2
w x w x w x
= +

=


Il carico simmetrico w
m
sollecita la trave nel suo insieme a flessione, mentre il carico
emisimmetrico w determina torsione e flessione differenziale delle due pareti.



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Possono essere individuate due situazioni
limite:
- sezione rigida;
- cassone composto da piastre prive di
rigidezza flessionale fuori dal loro
piano (comportamento a lastra).
Nel secondo caso il carico emisimmetrico
non viene portato per torsione ma come
flessione differenziale delle lastre che va a
sommarsi a quella provocata dal carico
simmetrico. Queste sollecitazioni si possono
valutare facilmente imponendo luguaglianza
delle deformazioni normali lungo gli spigoli.

Nei casi reali, pur in assenza dei
setti, le piastre avranno una
rigidezza flessionale fuori dal loro
piano non nulla per cui ci si verr a
trovare in una situazione
intermedia: un carico emi-
simmetrico per una parte
provocher torsione pura (Bredt) e
per la rimanente parte flessione
differenziale delle anime.
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Per valutare questa ripartizione si
schematizza il cassone reale
tramite:
- lastre longitudinali collegate
tramite articolazioni lungo i
bordi (sottostruttura a membrana
A).
- strisce trasversali (sottostruttura
a telaio B) che si oppongono
elasticamente alla rotazione
relativa tra le lastre
1
.
Sistema di forze che agisce sulla sottostruttura a membrana.
Sistema A
La porzione di carico (w-2p)
provoca flessione differenziale
delle anime mentre la parte
rimanente viene portata per
torsione.



1
Queste due parti in cui si idealmente scomposto il cassone si trasmetteranno delle azioni mutue, incognite a priori ma costituenti
necessariamente un sistema equilibrato.
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Lincognita p che in generale varia tra 0 e
w/2 per i due casi limite (rispettivamente per
la modellazione a lastre incernierate o a
sezione indeformabile), pu essere calcolata
imponendo la congruenza tra le de
sottostrutture A e B.

Si ottiene una relazione del tipo:
( )
4
4 4
4
d
4K 2K C w x
dx

+ = (*)
4
con K =2 EJ' b

corrisponde alla distorsione della striscia trasversale unitaria (sottostruttura B) per il sistema
di forze autoequilibrate con p=1.

Lequazione (*) formalmente corrisponde allequazione differenziale di una trave su suolo
elastico di soluzione nota nelle ipotesi = 0 per x=0 e x=l. Ovvero nel caso di indeformabilit
della sezione trasversale alle due estremit (presenza di diaframmi rigidi).

Dopo aver calcolato si determina lincognita p = / e quindi le flessioni differenziali nelle
anime per il carico w 2p. Mentre le sollecitazioni di flessione trasversale (da sommare agli
effetti locali di trasmissione del carico) si possono ricavare dalla sottostruttura B sempre nota .

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7.3. Calcolo approssimato dei cassoni pluricellulari

I cassoni pluricellulari, generalmente in c.a. e c.a.p, vengono impiegati per impalcati di notevole
larghezza, sono composti da diverse pareti verticali longitudinali (anime del cassone) e spesso,
per ragioni costruttive, non presentano setti trasversali intermedi (in campata).
Risentono quindi della perdita di forma della
sezione trasversale provocata da carichi
eccentrici, fenomeno amplificato dal basso
rapporto altezza/larghezza che caratterizza la
sezione retta.
Nel calcolo possibile tenere conto in modo
approssimato della deformabilit delle
sezioni trasversali modellando il cassone
mediante un grigliato equivalente (metodo
Guyon-Massonnet).

Affinch il graticcio ideale rappresenti in
modo soddisfacente il comportamento della
struttura reale sar necessario scegliere
opportunamente le rigidezze e l'ubicazione
delle travi fittizie.
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Il modello a graticcio fornisce risultati soddisfacenti se si considera:
i) il piano del graticcio coincidente con il piano di flessione della sezione scatolare complessiva;
ii) le travi longitudinali coincidenti con le anime del cassone;
iii) le travi trasversali ubicate in corrispondenza di eventuali diaframmi e comunque devono
essere fra loro distanziate non pi di 0.200.25 L (L luce della trave) nel caso di travi appoggiate
e 0.150.20L per le travi continue.

Inoltre:
iiii) la rigidezza flessionale delle travi corrisponde a quella delle sezioni a doppio T ottenute con
i tagli ideali del cassone;
iiiii) la rigidezza flessionale dei trasversi quella delle sezioni a doppio T costituite dalla soletta,
controsoletta e da anime ideali di area opportuna.
OSS: Tale area per lanima dei traversi va calcolata per tener conto in modo opportuno della
distorsione che pu subire la sezione retta della struttura.





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Si assegna all'anima delle travi trasversali
un'area tale per cui la loro deformabilit per
taglio riproduca la deformabilit del cassone
dovuta alla distorsione. Ci equivale ad
imporre luguaglianza tra gli spostamenti delle
due strutture in figura.
per il cassone si ha:
( )
3 3 3
s i a
c 3 3 3 3
a s i
t t t b
T E w
b t b t t c

+


+ +


per la trave ideale con area a taglio As:
s t
A G w
T
b

=
per w
c
=w
t
si ricava:
( )
3 3 3
s i a
s 2 3 3 3
a s i
t t t b E
A
b G t b t t c

+
=

+ +


OSS: il calcolo a graticcio porta a sovrastimare le sollecitazioni flessionali nelle anime della trave a cassone dovuta alla
flessione differenziale anche nel caso di setti trasversali indeformabili, mentre nel cassone reale la presenza di questi setti
comporterebbe solo torsione. Per tener conto di questo fatto, dopo aver risolto il graticcio ideale, le sollecitazioni di flessione
nelle varie travi vanno depurate dai valori calcolati per lo stesso graticcio ipotizzando la presenza di infiniti traversi
infinitamente rigidi e dovuti alleccentricit dei carichi esterni.
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7.4. Calcolo approssimato dei cassoni unicellulari interconnessi

I cassoni unicellulari interconnessi in c.a. e c.a.p vengono impiegati per impalcati di notevole
larghezza quando si vuole prefabbricare elementi di lunghezza di unintera campata.


Cassoni collegati con traversi
2


Poich generalmente i traversi
continuano allinterno dei cassoni
divenendo dei setti di irrigidimento
si trascurano i fenomeni legati alla
perdita di forma della sezione. Si
suppone inoltre che la rigidezza
torsionale dei traversi sia
trascurabile.

I carichi esterni si possono trattare
singolarmente considerando la
somma di un contributo simmetrico
e un contributo emisimmetrico.



2
Si pu trascurare la presenza della soletta per la ripartizione trasversale dei carichi, quindi dopo aver calcolato gli effetti locali si pu calcolare
direttamente lo schema di carico nodale.
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Carichi simmetrici:

Si possono assumere come incognite i momenti
flettenti m in mezzeria del traverso. Essendo taglio e
rotazione nulli per simmetria si ha il seguente sistema
di n equazioni in n incognite (i valori m
i
):
( )
n
ij j j i t,i
j 1
P b m m c E J 0 per i=1...n
=
=

dove J
t,i
il momento di inerzia del traverso i-esimo e
ij
il coefficiente di influenza delle
rotazioni nel singolo cassone considerato come trave appoggiata (rotazione in i provocata da un
momento unitario in j).
OSS: per traversi infinitamente rigidi: J
t,i
= risulta m
i
=P
i
b (non si ha torsione nei cassoni).
Carichi emisimmetrici:


Si possono assumere come incognite gli sforzi di
taglio T nella mezzeria del traverso. Essendo, per
emisimmetria, nulli i momenti e gli abbassamenti si
ha il seguente sistema di n equazioni in n incognite (i
valori T
i
):
( ) ( ) ( )
n n
ij j j ij j j
j 1 j 1
3
i t,i
P T T b c P b b c
1/ 3T c E J 0 per i=1...n
= =
+ + +

=

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dove
ij
il coefficiente di influenza degli abbassamenti nel singolo cassone considerato come
trave appoggiata (abbassamento in i provocata da un momento unitario in j).
OSS: per cassoni infinitamente rigidi a torsione e traversi infinitamenti rigidi a flessione risulta
P
i
= T
i
(i carichi emisimmetrici non provocano flessione e qualsiasi carico si distribuisce in
egual misura tra i due cassoni). Se in vece le due rigidezze tendono a zero tutto il carico emi-
simmetrico impegna i cassoni a flessione e non si ha ripartizione trasversale del carico.


Cassoni collegati con soletta

Se la sezione si mantiene costante si
pu adottare uno dei metodi di calcolo
validi per i sassoni pluricellulari.
Tuttavia se si accetta l'ipotesi di
cassoni che non perdano la forma
ancora possibile condurre una
trattazione approssimata basata su
unanalisi armonica della struttura,
sempre valida nellipotesi di impalcato
semplicemente appoggiato alle due
estremit. I carichi esterni si possono
ancora trattare come somma di un
contributo simmetrico e un contributo
emisimmetrico.
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OSS: se si sviluppa il carico in serie di Fourier lungo l'asse x del cassone, le deformate saranno
anch'esse sinusoidali e cos il momento ed il taglio incogniti lungo la mezzeria della soletta
centrale. Anche in questo caso quindi l'analisi riconduce il problema della ricerca di una
funzione incognita, a quello molto pi semplice del calcolo di una sola incognita.
Nota la rigidezza flessionale della soletta
( )
3
2
1 E s
D
12
1

=

si pu calcolare:
per carico simmetrico: ( )
n
n n
m c
p b m 0
D

= ;
per carico emisimmetrico: ( ) ( ) ( )
3
n
n n n n
t c
p t p b t b c b c 0
3D
+ + + =

;
con
2
2 2
l
l
n G K
=

e
4
4 4
l
l
n E J
=


e sono rispettivamente la rotazione e labbassamento in mezzeria della trave a cassone
quando viene sollecitata da un momento torcente ovvero da un carico sinusoidale lungo x e di
valore massimo unitario.

OSS: nel caso di carico uniformante distribuito p
0
possibile riferirsi al primo termine dello
sviluppo in serie: n=1 e p
1
=4/ p
0


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Riferimenti bibliografici

Progettazione e costruzione di Ponti con cenni di patologia e diagnostica delle opere esistenti.
M. P. Petrangeli (IV edizione, MASSON, 1997).
Ponti a struttura dacciaio. F. de Miranda (Collana tecnico-scientifica per la progettazione di
strutture in acciaio, Distribuzione CISIA 1972).
Ponti e viadotti: concezione, progetto, analisi, gestione. Atti dei corsi di aggiornamento
1998/99 presso il Politecnico di Milano.