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Corso di Teoria e Progetto dei Ponti
Universit degli Studi di Pavia
Teoria e Progetto dei Ponti
Anno Accademico 07/08
Prof. Gian Michele Calvi
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Corso di Teoria e Progetto dei Ponti
Universit degli Studi di Pavia
Analisi di travi a cassone
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Evoluzione dello schema statico
Si passa da travi isostatiche (semplicemente appoggiate o con schema
Gerber) a travi continue (per lunghezza fino a 1500 m)
VANTAGGI TRAVE CONTINUA
Pi favorevole distribuzione delle
sollecitazioni
Riduzione dei giunti e quindi della
necessit di manutenzione
Deformabilit pi ridotta
Miglior comportamento in zona
sismica per la favorevole influenza
sulla risposta delle pile
SVANTAGGI TRAVE CONTINUA
Insorgenza di sollecitazioni in
presenza di deformazioni
impresse congruenti ma NON
compatibili con i vincoli
ATTENZIONE A:
Cedimenti fondali
Variazioni di temperatura tra
intradosso ed estradosso
impalcato
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Evoluzione dello schema statico
La sezione a cassone (per lo pi monocellulare) costituisce oggi la soluzione
pi diffusa per gli impalcati a trave continua.
PRESENTA I SEGUENTI VANTAGGI:
notevole capacit portante ( 0,5)
sostanziale indifferenza al segno del momento
elevata rigidezza e resistenza torsionale
idoneit alla prefabbricazione ed alla industrializzazione
eleganza formale che ne agevola linserimento
paesaggistico
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Principali Campi di Impiego
Impalcato continuo
Elevate sollecitazioni torsionali
richiesta di rigidezza torsionale elevata
eccentricit del carico
ponti curvi
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Principi generali
Comportamento flessionale:
le due piastre superiore ed inferiore
(cls/armatura) forniscono la necessaria
coppia resistente
trascurabile il contributo delle due anime
Comportamento a taglio:
le due anime forniscono la necessaria
resistenza
trascurabile il contributo delle due ali
Comportamento torsionale:
torsione pura
flusso di taglio costante
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Comportamento Torsionale
Meccanismo resistente di pura torsione
momento torcente equilibrato da uno stato di solo taglio
non coinvolge torsione non uniforme (warping), come ad esempio in profili
aperti, dove la resistenza fornita attraverso linflessione delle ali fuori dal piano della
sezione
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Comportamento Torsionale: Torsione Uniforme
Torsione pura (St. Venant):
la sezione ruota attorno al centro di torsione*
angolo di rotazione costante per tutti i punti della sezione
non coinvolge flessione dei singoli elementi fuori dal piano della sezione
in realt questa condizione raramente soddisfatta per sezioni scatolari, dove alla
torsione si accompagna sempre una flessione dei singoli pannelli che la
compongono. Tuttavia tali deformazioni sono trascurabili rispetto a quelli indotti
dagli sforzi di taglio di natura torsionale.
* Centro di istantanea rotazione della sezione nel proprio piano (definizione
cinematica). Coincide con il centro di taglio: punto di applicazione per il quale la
risultante del taglio non produce momento interno torcente (definizione statica).
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Comportamento Torsionale: Torsione Uniforme
Torsione pura (St. Venant):
il contributo resistente delle mensole di soletta trascurabile
lo spessore t di anime e solette piccolo rispetto alle dimensioni della
sezione: ipotesi di sforzo di taglio costante
ipotesi di flusso di taglio costante: t = = cost [N/m]
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Comportamento Torsionale: Torsione Uniforme
Calcolo della rigidezza torsionale K
T
:
T = G K
T
d / dx = G K
T

x: direzione longitudinale dellimpalcato
T: momento torcente
: rotazione della singola sezione
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Comportamento Torsionale: Torsione Uniforme
Calcolo della rigidezza torsionale K
T
: si utilizza il principio dei lavori
virtuali su un segmento elementare dx
Il momento torcente reale T produce una rotazione d: quindi su ogni elemento
della sezione si origina una deformazione a taglio:
Il momento torcente virtuale produce un flusso di taglio
ed un forza di taglio:
eguagliando il lavoro interno ed esterno delle forze virtuali con gli spostamenti
reali:
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Eccentricit del Carico:
Azione scomponibile nelle due componenti simmetrica ed antisimmetrica
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
In queste condizioni di carico necessario aggiungere alle azioni agenti
sulla sezione (taglio V e momento T) un sistema di forze autoequilibrato:
La componente antisimmetrica del carico, infatti, origina un sistema di forze
diagonali R, con conseguente deformazione delle piastre componenti la sezione
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Idealizzazione:
Analisi del comportamento globale mediante scomposizione in due
meccanismi distinti:
piastre incernierate (sist. primario) deformazione a parallelogramma
+comportamento trasversale a telaio (sistema secondario)
=ogni singolo elemento (anime ali) si comporta come una trave su appoggio
elastico lungo la luce dellimpalcato (la deformata a parallelogramma
vincolata dal meccanismo a telaio della stessa sezione trasversale: si ipotizza un
comportamento elastico e pertanto reazioniproporzionali alla deformazione dei
componenti)
Sistema incernierato
(primario)
Meccanismo a telaio
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Soluzione per le anime della trave:
r(x): forze diagonali distribuite lungo
la luce della trave, con componente
orizzontale e verticale
rispettivamente:
1 soluzione del sistema
primario (a cerniere, staticamente
determinato - ipotesi: nessun
trasferimento di taglio tra anime e
solette):
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Soluzione per le anime della trave: sistema primario (1)
Azioni nella soletta superiore (t) ed inferiore (b): proporzionalit analoga a
quella tra le forze agenti r(x)
requisito di congruenza tra le deformazioni longitudinali (sistema staticamente
indeterminato): c trasferimento di taglio tra anime e solette (azioni di taglio K
insorgono in direzione longitudinale)
Imponendo tale requisito si ottiene:
Dove le incognite B
i
possono essere ottenute in funzione della geometria della
sezione
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Soluzione per le anime della trave (sistema primario (1))
la distribuzione di sforzi corrispondente pu essere definita attraverso il
parametro a (posizione dellasse neutro) e k
w
Momento agente sulle anime trascurando la
congruenza (non viene trasferito taglio alle
solette solo le anime collaborano alla
resistenza)
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Soluzione per le anime della trave (sistema primario (1))
equazione della linea elastica
Taglio sulle ali (sistema primario)
taglio: la risultante sulle anime la stessa del sistema staticamente
determinato si ha solo una redistribuzione di sforzi
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Soluzione per le anime della trave (sistema secondario (2))
il comportamento a telaio (sist. secondario) della sezione soggetta ad
azioni diagonali offre un vincolo parziale alla deformazione del sistema a
cerniere (primario)
la singola anima subir una forza verticale che si oppone alla
deformazione verticale
tale reazione funzione di tale spostamento (appoggio elastico)
e rappresenta la componente verticale dellazione diagonale indotta
dal comportamento a telaio
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Soluzione per le anime della trave (sistema secondario (2))
mediante il principio dei lavori virtuali possibile calcolare i momenti
indotti nei singoli elementi e la reazione vincolare agente sulle anime:
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Soluzione per le anime della trave (sistema secondario (2))
quindi possibile modificare lequazione della linea elastica per le
anime, introducendo il contributo di tale vincolo:
Trave su appoggio elastico
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Soluzione per le anime della trave: sintesi
Si ottiene quindi la soluzione finale attraverso la seguente procedura:
risolvo lequazione della trave su appoggio elastico rispetto a imponendo
le necessarie condizioni al contorno
calcolo il momento flettente longitudinale sulle anime
ed i corrispondenti sforzi
ottengo i momenti in direzione trasversale in funzione di
calcolo il taglio nelle anime conseguente alle azioni diagonali
sommandolo al contributo associato al momento torcente T, ottengo il taglio
totale (in modo analogo possibile ottenere anche il taglio nelle solette)
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Note
Data la particolare forma della soluzione dellequazione differenziale
leffetto del carico si smorza ad una distanza pari a 34 L; quindi per
azioni concentrate inutile luso di diaframmi a distanza superiore a
34 L.
In genere per azioni distribuite si hanno incrementi delle tensioni
longitudinali dellordine del 1020%; per azioni concentrate gli
incrementi di tensione possono raggiungere il 30%.
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Esempio di calcolo
Trave semplicemente appoggiata vincolo torsionale agli estremi
Confronto tra 2 condizioni di carico: (entrambi al centro della campata)
simmetrico: 2 veicoli di peso Q equidistanti dallasse long. del ponte
eccentrico: 1 solo veicolo
calcolo di taglio e momento nelle anime
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Esempio di calcolo
sezione trasversale
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Esempio di calcolo
Soluzione carico simmetrico:
Q l / 2
Soluzione non congruente non viene
trasferito taglio alle solette solo le anime
collaborano alla resistenza flessionale
M
w
= 0.5 x 0.2 x Q l / 2 = 0.05 Q l
2 anime
T
w
= 0.5 Q
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Esempio di calcolo
Soluzione carico eccentrico:
carico torcente ext:
momento di calcolo:
flusso di taglio:
azione diagonale:
componente verticale:
taglio nellanima associato alla sola torsione:
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Esempio di calcolo
Soluzione carico eccentrico:
Tagli e momenti indotti nellanima dalla risposta trasversale della
sezione: ottenuti risolvendo lequazione della trave su appoggio elastico
(secondo la procedura presentata in precedenza) con:
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Esempio di calcolo
Soluzione carico eccentrico: risultanti del momento sulle anime
Massima sollecitazione inferiore a quella ottenuta per
condizione simmetrica di carico (0.05 Q l)
( Valori: coeff. che
moltiplicano [Q l] )
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Comportamento Torsionale: Carico eccentrico
Esempio di calcolo
Soluzione carico eccentrico: risultanti di taglio sulle anime
Massima sollecitazione = condizione simmetrica
di carico (0.5 Q l), ma ottenuta con carico ext. Q
anzich 2Q !!
( Valori: coeff. che
moltiplicano [Q l] )
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l
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=luce campata di estremit
l
i
=luce campata interna
l =luce campata
d =altezza sezione
l
e
/l
i
0,75
Comunque adottare l
e
/l
i
0,45 per
evitare il sollevamento degli
appoggi in presenza dei casi di
carico sfavorevoli
Per l
e
/l
i
<0,45 adottare contrappesi
(evitare ancoraggi permanenti nel
terreno almeno in presenza dei
permanenti e di una quota
significativa dei variabili)
Dimensionamento in direzione Longitudinale
RAPPORTO OTTIMALE TRA LUCI ESTERNE l
e
E LUCI INTERNE l
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Dimensionamento in direzione Longitudinale
ALTEZZA DELLA SEZIONE
Laltezza pu essere mantenuta costante fino a luci di 90 m, comunque oltre i
60 m in genere necessario aumentare lo spessore della controsoletta in
prossimit degli appoggi intermedi. Adottare
l/d 20 25
Per l >60 m comunque conveniente strutturalmente variare laltezza della
sezione lungo la luce. Il rapporto tra le altezze in asse pila (d
s
) e in mezzeria
(d
m
) bene che sia
d
s
/d
m
=1,5 3
La legge di variazione dellaltezza dovrebbe comunque essere scelta in modo
che le risultanti di compressione e di trazione abbiano variazione lineare lungo
lascissa (taglio =cost); in tal modo si evita di ricorrere a variazioni di spessore
delle anime. Per altezza variabile risulta pertanto:
l/d
s
=12 24
l/d
m
=18 72
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Dimensionamento in direzione Longitudinale
Nel caso di luci elevate, che
comportano valori elevati delle
reazioni vincolari, pu risultare
conveniente sdoppiare gli
appoggi intermedi. In tal caso
si viene ad ottenere un
notevole grado di incastro delle
singole campate ed un
risparmio dei cavi inferiori di
precompressione. Occorre ,
per, fare in modo che risulti l
i
/l
1/20 altrimenti si pu arrivare
al distacco degli appoggi per
effetto di qualche caso di
carico variabile o delle fasi di
movimentazione del carro di
varo (autovaro).
l
i
=distanza appoggi
l =luce campata
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Dimensionamento in direzione Trasversale
Preferire i cassoni monocellulari per
ragioni di economia di cassero
CASSONI MONOCELLULARI
per d/B 1/5 1/6
CASSONI PLURICELLULARI
per d/B <1/6
(raramente pi di due cellule)
B =larghezza impalcato
NOTA: Nel caso di adozione di
cassoni monocellulari binati, evitare il
collegamento attraverso la sola
soletta; perch poco efficace per la
risposta di insieme e causa di
notevoli sollecitazioni flessionali in
soletta.
Molto meglio un collegamento con
una fitta diaframmatura prefabbricata
(elementi speciali)
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Dimensionamento in direzione Trasversale
l
var
/l
2
0,4 0,5
l
1
045 l
2
t
1
/t
2
=0,33 0,50
20 cm <t
3
l
3
/30
t
4
30 cm
t
5
15 cm
Diaframmi (con passo duomo) in genere solo in corrispondenza degli
appoggi (semplicit costruttiva).
Talora sono telai di irrigidimento (attenzione alla sostituzione degli appoggi)
I parametri geometrici della sezione possono essere scelti, di massima,
secondo le seguenti indicazioni:
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Procedimenti costruttivi
Costruzione a conci
prefabbricati, con giunti coniugati
e montaggio con traliccio di varo
(eventualmente con stralli
provvisori)
Costruzione a conci
prefabbricati, montaggio di
unintera campata e successiva
solidarizzazione con le campate
precedenti
Costruzioni a conci gettati
(cantilever classical)
Costruzione con avanzamento a
spinta di elementi a giunti
coniugati (estrusione)
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Procedimenti costruttivi
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Procedimenti costruttivi
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Procedimenti costruttivi
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Procedimenti costruttivi
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Procedimenti costruttivi
Modulo operativo di base
per ponti a cassone
a) Metodo costruttivo
cantilever classico
bilanciato (Rhine Bridge)
b) Metodo costruttivo
cantilever con cavi ausiliari
(Lahntal Bridge)
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Procedimenti costruttivi
c) Metodo costruttivo
cantilever con carro di
varo (Siegtal Bridge)
d) Metodo costruttivo con
varo della trave
(Krahnenberg Bridge)
e) Metodo a varo
incrementale a spinta
(Taubertal Bridge)
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Procedimenti costruttivi
CAMPI DI IMPIEGO E VELOCIT DI COSTRUZIONE DEI DIVERSI SISTEMI
T
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a

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4
4
/
5
5
Procedimenti costruttivi
VALUTAZIONE MEDIA DELLE QUANTIT DI MATERIALI DA IMPIEGARE
a) Calcestruzzo, espresso come
spessore di soletta equivalente
b) Acciaio da precompressione
c) Acciaio ordinario
150 kg/m
m in l
m
m l
t
m 2
3
100
45 , 0
35 , 0 +
m in l m kg l A
p 3
/ 5 , 0 5 , 4 + =
64,5 0,89 120
54,5 0,80 100
44,5 0,71 80
34,5 0,62 60
24,5 0,53 40
A
p
(kg/m) t
m
(m/m) l (m)
23
T
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i
a

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P
r
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t
o

d
e
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P
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n
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4
5
/
5
5
Fasi di montaggio
SCHEMA FASI DI MONTAGGIO (conci prefabbricati)
a) Partenza dal concio di testa pila
su martinetti e messa in tensione
delle barre di sicurezza delle
stampelle
b) Montaggio dei conci
alternativamente (ammesso lo
squilibrio di 2 conci) con
interposizione di resina
epossidica (tempo di lavorabilit
1.52 ore) e con barre di
serraggio temporaneo: regolare il
serraggio in modo da ottenere
(con il peso del concio) una
pressione circa uniforme di 23
kg/cm
T
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i
a

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P
r
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t
o

d
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i

P
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t
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4
6
/
5
5
Fasi di montaggio
c) Infilaggio dei cavi di precompressione superiori e loro messa in
tensione da entrambi i lati, quindi rimozione delle barre temporanee.
( ammesso il montaggio di 2 conci a sbalzo per non far interferire
montaggio e precompressione definitiva)
d) Al termine della costruzione della stampella sua regolazione
planoaltimetrica e getto del concio di sutura (l 4080 cm)
e) Infilaggio e tesatura cavi inferiori
f) Esecuzione delle iniezioni (talvolta al termine della via di corsa)
24
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i
a

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P
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t
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d
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i

P
o
n
t
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4
7
/
5
5
Fasi di montaggio
1) Posizionamento per il
sollevamento del 1
concio
2) Avanzamento del 1
concio
T
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o
r
i
a

e

P
r
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g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































4
8
/
5
5
Fasi di montaggio
3) Rotazione e varo del
1 concio
4) Costruzione del cavalletto
in acciaio per la via di
corsa sul 1 concio
posizionato e rimozione
del cavalletto temporaneo
25
T
e
o
r
i
a

e

P
r
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g
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t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































4
9
/
5
5
Fasi di montaggio
5) Concio di sinistra prima
della rotazione
6) Posizionamento per il
sollevamento del concio di
destra
7) Rotazione e varo del
concio di sinistra
8) Sollevamento del concio
di destra
T
e
o
r
i
a

e

P
r
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g
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t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































5
0
/
5
5
Fasi di montaggio
9) Concio di sinistra
posizionato
10) Avanzamento del concio di
destra
11) Rotazione e varo del
concio di destra
26
T
e
o
r
i
a

e

P
r
o
g
e
t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































5
1
/
5
5
Fasi di montaggio
ROSIGNOLI
Perno di varo rimovibile
Cavo di tesatura
T
e
o
r
i
a

e

P
r
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g
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t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































5
2
/
5
5
Fasi di montaggio
a) Sollevamento b) Spinta
c) Abbassamento d) Ritorno
Limitazioni
geometriche:
piano e rettilineo o
circolare
circolare (vert.) e
rettilineo
circolare in un piano
inclinato e piano
circolare in profilo
altimetrico e
planimetrico
Negli ultimi due casi le
proiezioni in pianta
sono archi di ellisse
ROSIGNOLI
27
T
e
o
r
i
a

e

P
r
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g
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t
t
o

d
e
i

P
o
n
t
i





































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3
/
5
5
Chiavi di taglio
La costruzione a conci coniugati
prevede le seguenti fasi:
1) Getto di un concio dotato di chiavi di
taglio
2) Traslazione, con R
ck
100120 kg/cm
2
(~16 h)
3) Getto nuovo concio a contatto con il
precedente con interposizione di film o
foglio di disarmo
CHIAVI DI TAGLIO:
1. Concentrate nelle solette (armate)
2. Nelle anime:
a. CONCENTRATE (armate) [1
a
gen]
b. DISTRIBUITE (armate) [2
a
gen]
c. DSTRIBUITE (non armate) [3
a
gen]
T
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o
r
i
a

e

P
r
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g
e
t
t
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d
e
i

P
o
n
t
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4
/
5
5
Chiavi di taglio
FUNZIONI DELLE CHIAVI DI TAGLIO al montaggio
garantire la corretta geometria dei
conci, quando la resina interposta
funge da lubrificante
permettere lequilibrio del concio
sospeso in collaborazione con le
barre di precompressione usate per
il montaggio
F
1
,F
2
=forze di serraggio fornite dalle
barre
P =peso concio
C =azione scambiata tramite la chiave
di taglio
N =sforzo assiale residuo
28
T
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P
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P
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n
t
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5
/
5
5
Chiavi di taglio
garantire la continuit della soletta
superiore attraverso i giunti superiori
aperti
garantire il corretto assorbimento
delle sollecitazioni taglianti e torcenti
tramite un meccanismo di SHEAR-
FRICTION nelle zone in cui i giunti
(attraversati da cavi) sono aperti
garantire la trasmissione delle
sollecitazioni taglianti e torcenti nelle
zone in cui i giunti sono chiusi ma
lattrito non sufficiente.
FUNZIONI DELLE CHIAVI DI TAGLIO allo SLU