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FRASCATI (Roma) Villa Falconieri

AFFRESCHI
DI UN’EPOCA
Villa di delizie ai Castelli Romani, di proprietà
di una ricca famiglia di banchieri, la dimora barocca
svela dipinti che raccontano un raffinato
mondo di colorate allegorie e conversazioni colte
TESTI Rossella Cerulli FOTOGRAFIE Massimo Ripani

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Scorcio della sala
della Primavera, uno
degli ambienti più
suggestivi di Villa
Falconieri. Gli affreschi,
opera di Giovanni
Francesco Grimaldi,
furono realizzati
intorno al 1672.

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FRASCATI (Roma) Villa Falconieri

Le finte vedute
aprono le grandi sale
sul giardino esterno
———————

C
he i pendii dell’antica Tu-
sculum, digradanti sui Colli
Albani, fossero un perfetto
luogo di delizie lo sapevano
bene i Romani: i benestan-
ti, già in età repubblicana, fuggivano
qui in fuga dai tumulti dell’Urbe e in
cerca di un otium non sine litteris, un
“riposo con studio” che ritemprasse le
menti negli agi di confortevoli dimore.
E così Lucullo e Cicerone diedero vi-
ta al concetto moderno di villa che il
’500 finirà poi per far suo, popolando
questa zona, venti chilometri a sud-est cio, eretto da un allievo di Antonio da in cerca del suo posto al sole: quella dei
della capitale, di dimore principesche, Sangallo il Giovane, gode in effetti di fiorentini Falconieri. Banchieri arric-
le cosiddette Ville Tuscolane. La prima uno splendido affaccio sulla campagna chitisi con l’estrazione del sale e i pre-
fu Villa Falconieri, chiamata in origi- romana fino alla Città Eterna. stiti al papato, Orazio e suo figlio Paolo
ne Villa Rufina. Correva l’anno 1546: Francesco trasformano la casa, senza
passato il terribile sacco di Roma e ras- DA RUFINI AI FALCONIERI, badare a spese, nel loro buen retiro
serenatisi animi e tempi, nella zona di UNA GARA DI MAGNIFICENZA d’eccellenza, secondo la moda dilagan-
Frascati, detta “Tusculum Novum”, il Rufini però, a causa dei debiti, è co- te dell’epoca che vedeva l’aristocrazia
vescovo Alessandro Rufini fa erigere stretto a vendere dopo pochissimi anni, romana gareggiare in magnificenza
una magione di campagna sui resti dando inizio a una serie di cambi di pro- nelle proprie magioni fuori porta. Se-
di una villa romana. Il committente è prietà che saranno una costante nella guendo i disegni di Francesco Borro-
probabilmente papa Paolo III Farnese, storia (anche recente) della villa. Fino mini, l’impianto originale sparisce per
innamorato di questi luoghi per l’aria a quando, nel 1628, non irrompe sulla lasciare posto a un’elegante facciata mo-
pura e le incantevoli vedute. L’edifi- scena tuscolana una rampante famiglia dulare, lunghissima (ben 90 metri),

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Sopra: la monumentale
sala d’ingresso della
villa. Dalle lunette
affrescate si affacciano
alcuni membri della
famiglia Falconieri.
Pagina precedente, in alto:
autoritratto del pittore
Pier Leone Ghezzi
(1674-1755), autore
dei dipinti nella sala
delle Conversazioni.
Qui a destra: dettaglio
delle piccole caricature
che popolano
gli affreschi nella
sala delle Ringhiere.

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ricca di pieni e di vuoti e dominata da
un portico a tre arcate.
Fin dall’ingresso, gli antichi proprietari
fanno gli onori di casa. Prima esibiscono
sul selciato il loro stemma – una scala a
pioli, forse un trespolo per falchi – poi
si presentano direttamente, una volta
entrati nell’arioso atrio dalla volta a bot-
te. Entrambi si affacciano da una coppia
di lunette dipinte da Niccolò Berrettoni
(1637-82), allievo di Carlo Maratta, in
un mix di leggerezza e solennità seicen-
tesca, appoggiati a una balaustra.

SALA DOPO SALA VA IN SCENA


IL TRIONFO DELLE STAGIONI
Tra decori pastello trompe l’oeil e affre-
schi allegorici, il Barocco pervade gli
ambienti e riempie gli spazi, benché con-
finato oggi in una sola ala della villa. Sede
del comando supremo tedesco dal 1941,
l’edificio venne infatti in parte colpito dal
bombardamento alleato dell’8 settembre
1943, nel tentativo fallito di colpire il
feldmaresciallo Albert Kesselring. Così,
voltate le spalle alla parte moderna, vale
la pena godersi la fuga di sale a sinistra,
dedicate alla celebrazione delle quattro
stagioni. Ancora una volta, a occhieg-
giare dal riquadro di una porta è un
Falconieri in tricorno e bastone (forse
Mario, capo della casata nel 1727, epoca
della maggior parte degli affreschi alle
pareti), che invita gli ospiti a entrare.
Ecco aprirsi quindi la sala dell’Inverno,
detta anche sala delle Conversazioni. Ri-
tratti a grandezza naturale, proprietari,
ospiti e prelati discorrono sommessa-
mente, inseriti in luminose quinte archi-
tettoniche che, dilatandosi, sembrano
quasi annullare i confini del locale.

Nella foto grande: modelli


di navi e architetture
di fantasia, forse ispirate
a palazzi napoletani, nel
corridoio della Marina,
di autore ignoto. Pagina
precedente, da sinistra:
figure di putti nella
sala della Primavera;
dettaglio del Ratto
di Orizia (1675-77)
sulla volta della sala
dell’Inverno o delle
Conversazioni, opera
di Ciro Ferri. A destra:
scorcio della sala
delle Conversazioni.
Nessun dettaglio, specie negli abiti, è
lasciato al caso e l’atmosfera è quasi di
famiglia. Il merito è di Pier Leone Ghezzi
(1674-1755), brillante artista e famoso
caricaturista: per apprezzare questa
sua qualità basta ammirare le esilaran-
ti figurine nella stanza della Ringhiera.
Ghezzi è talmente intimo dei proprietari
da poter ritrarre al meglio i diversi ospiti
e comparire perfino nella sala, appolla-
iato su una balaustra con sguardo furbo
e marsina di velluto mirabilmente drap-
peggiata. Le stagioni si susseguono nelle
altre sale, con il Trionfo di Bacco immor-
talato sulla volta della sala dell’Autunno
da Ciro Ferri (1634-89), allievo di Pietro
da Cortona, e un Trionfo di Cerere co-
me allegoria dell’estate di Giacinto Ca-
landrucci (1646-1707): al centro la dea
porta spighe di grano tra i capelli.
Ma è nella sala della Primavera (1672)
che il Barocco trionfa: qui il giardino “en-
tra” nella stanza, la invade, ne tappezza
ogni centimetro. L’artista scenografo
Giovanni Francesco Grimaldi scatena
la sua vena paesaggistica, dipingendo
un’incredibile quantità di essenze ar-
boree dalle infinite sfumature di verde
che si alternano a terrazze, colonne e ba-
laustre. La natura in questo microcosmo
vegetale finalmente si risveglia. Fiori e
ghirlande, soffiate in alto da Zefiro e tra-
sportate da putti solerti, si poggiano su
erme e statue di divinità, rianimandole
dal loro marmoreo sonno invernale. L’il-
lusione di trovarsi in un giardino è accen-
tuata dalla fontana al centro della sala.

LA RINASCITA DELLA VILLA,


“CASA” DI STUDI UMANISTICI
Estinta la stirpe dei Falconieri, la villa su-
bisce nei secoli un’incredibile serie di tra-
versie, fino a diventare in anni più recenti
proprietà del Ministero dell’Istruzione,
dell’Università e della Ricerca, che la
destina a uffici di vario tipo, rendendola
Sopra: l’ala sinistra
della villa e una parte inaccessibile per oltre 20 anni. Nel mag-
del corpo centrale visti gio 2016, la svolta: presa in concessione
dal giardino, sistemato dall’Accademia Vivarium Novum, scuo-
all’italiana, con la internazionale di studi classici e cam-
la vasca della Galera
in primo piano.
pus prestigioso per allievi di tutto mondo,
Qui a sinistra: l’edicola la dimora riapre finalmente al pubblico,
con la breve richiamando ben 10 mila visitatori nel
scalinata che scende 2017 e tornando a essere sede di attività
alla peschiera. culturali. La tradizione delle Ville Tusco-
Villa Falconieri ospita
la scuola internazionale lane, tra studio e riposo, continua.
di studi umanistici
Accademia Vivarium
Novum ed è di nuovo alla pagina seguente
visitabile dal 2016.
come
dove
quando
FRASCATI
(Roma)

Dolce vita ai
Castelli Romani Villa Aldobrandini

Una gita sui Colli Albani tra ameni panorami e passeggiate primaverili, sontuose ville e fontane monumentali,
cantine per merende rustiche o cene creative tra le botti di Rossella Cerulli Fotografie Massimo Ripani

al Museo Civico ITINERARI DEL VINO


Tuscolano-Scuderie I fiaschi della tradizione
Aldobrandini e le novità del biologico
(piazza Marconi 6,
06/94.18.44.07), grande I Colli Albani vantano una lunga tradizione
spazio multifunzionale vitivinicola. La Strada dei Vini dei Castelli
ristrutturato da Romani (www.stradadeivinideicastelliromani.
Massimiliano Fuksas. it) suggerisce alcuni itinerari nelle aree di
All’interno una produzione. A Monte Porzio Catone, vicino
collezione di reperti a Frascati, l’indirizzo giusto è la Cantina
provenienti dalla città Sociale di Monteporzio Catone (via Aldo
romana di Tusculum, Moro 5, 06/944.91.95): tra le sue etichette
con tantissimi ex voto, top c’è il Sine Metu Frascati Superiore
e una serie di modelli Docg; punto vendita aperto lunedì-sabato
lignei di tutte le Ville 9-13 e 16,30-19,20. A Monte Compatri è
Per raggiungere Frascati in auto si segue l’autostrada A1 Tuscolane; aperto d’obbligo un giro all’Azienda Agricola Casale
Milano-Napoli fino a San Cesareo, da dove si imbocca martedì-venerdì 10-18 Mattia (via Monte Mellone, 06/942.62.49);
la diramazione per Roma Sud fino a Monte Porzio e sabato-domenica visite su prenotazione, acquisti anche
Catone. Da qui seguire le indicazioni per Frascati 10-19; 5,50 €. Uno all’enoteca aziendale (a Frascati, via XX
(a 4 km). In treno: dalla stazione di Roma Termini degli edifici religiosi Settembre 48). Nei dintorni troviamo la
partono ogni ora treni regionali diretti a Frascati. più interessanti è senza Tenuta Le Quinte (Monte Compatri, via delle
In camper: area sosta nel parcheggio della ferrovia, dubbio la chiesa del Marmorelle Nuova 91, 06/943.87.56): ottimo
in via Antonio Mancini. Per la visita: Villa Falconieri Gesù (piazza del Gesù, il bianco Virtù Romane; punto vendita aperto
è in viale Borromini 5, a 10 minuti dalla stazione, e 06/942.02.38), ricca lunedì-sabato 8,30-13 e 15-19, domenica
ospita l’Accademia Vivarium Novum (06/66.58.98.33). di affreschi barocchi e 9-12,30. A Marino, famosa per la Festa
È aperta tutte le domeniche dalle 10 alle 13 (visite dalla facciata attribuita dell’Uva, spiccano i rossi d’eccellenza
guidate ore 10 e 12); la prima domenica del mese a Pietro da Cortona; dell’Azienda Agricola Dino Limiti (via San
anche 15-18 (visite ore 16 e 17); ingresso gratuito. visita su richiesta. Vincenzo de’ Paoli 5, 06/938.59.51); visite
Superata la piazzetta su prenotazione. Ultima tappa un po’ più
Paolo III si arriva alla a sud, a Lanuvio, per scoprire le uniche
Tutta la città in quattro tappe chiesa più antica di “bollicine” dei Castelli Romani, prodotte
Famosa per le sue seicentesco di villa Frascati, Santa Maria dalle Cantine Silvestri (via Nettunense 195,
ville e il celeberrimo Aldobrandini (via in Vivario (piazza San 06/930.33.65); vinoteca aperta lunedì-
vino bianco, Frascati, Cardinal Massaia 18, Rocco, 06/942.10.89). sabato 9-13 e 15-19,30, domenica 9-13.
adagiata lungo un 06/942.25.60), con Costruita nel XII
ripido pendio, era il famoso teatro delle secolo sui resti di una
già a fine Settecento Acque, opera di Carlo villa romana, è stata
una meta del Grand Maderno e Giovanni spesso rimaneggiata.
Tour. Deve il nome Fontana, e il grande La leggenda vuole che
al termine “frasca”: Atlante che regge nel 1656, durante una
distrutta la città di il globo al centro pestilenza, sia affiorato
Tusculum nel 1191 del ninfeo; villa non sotto l’intonaco un
dalle truppe civiche visitabile, giardini affresco con San Rocco:
romane, la popolazione aperti lunedì-venerdì da quel momento la
superstite si costruì 8,30-17,30; ingresso peste cessò, e la chiesa
delle capanne di gratuito. Scendendo prese anche il nome del
fortuna con le fronde. verso il centro vale la santo; aperta 15,30-17,
Un fiasco di Frascati Doc
Scenografico il parco pena fare una sosta domenica anche 9-11,30.

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come
dove
quando
FRASCATI
(Roma)

PUPAZZE E PORCHETTA
Una sosta dal fornaio
e una dal norcino
Sono tantissimi gli antichi forni a Frascati, e
sfuggire alle loro tentazioni golose è quasi
impossibile. È una storia che abbraccia
ormai quattro generazioni quella del Forno
Ceralli (piazza Bambocci 15, 06/942.04.39)
dove dal 1920 si acquistano pizze, pani
e biscotti di vario genere, che nascono
da una memorabile pasta frolla. Spiccano
in particolare i fagottini alla marmellata
d’uva e i taralli al latte. Ma il biscotto tipico
Hotel Flora Il Fraschetto
del posto è la celebre pupazza frascatana,
croccante delizia a base di farina e miele
Gli alberghi giardino. Tra le tante Oliver Glowig è tornato che rappresenta una bambolina con
proposte per gli ospiti, a deliziare i palati con tre seni: secondo la tradizione, le balie
Hotel Flora ★★★★ i corsi sulla raccolta delle la sua originalità. Sublimi frascatane davano infatti ai bambini, oltre
(viale Vittorio Veneto 8, erbe aromatiche. Doppia le eliche cacio e pepe al latte, anche il vino. La versione originale
06/941.61.10). Offre 34 con colazione da 70 €. ai ricci di mare. Menu si trova alla Pasticceria Purificato (piazza
camere e 3 junior suite B&B Villa delle Acacie degustazione da 80 €. del Mercato 4, 06/94.01.01.89). Altro
divise tra due suggestive (vicolo Prataporci 6, ‘Na Fojetta (via prodotto celeberrimo della zona è la
ville: l’edificio principale 06/942.47.32). Risorgimento 4, porchetta, protagonista di tante merende.
e villa Le Camelie. Molto Uno dei primi b&b 06/97.24.54.20). Da provare quella del chioschetto
panoramica la terrazza della zona, in un bel parco Tantissimi piatti della L’Angolo del Panino (piazza del Mercato,
del roof garden. Doppia a due chilometri dal tradizione in questo 338/912.64.27 e 333/804.45.40)
con colazione da 109 €. centro. Due le stanze, locale di recente apertura. insieme ad altri salumi. Per prepararsi
Hotel Colonna ★★★S moderne e accoglienti, Spiccano la pasta con gli un pranzo al sacco, l’indirizzo giusto
(piazza del Gesù 12, nei toni del bianco asparagi o i fiori di zucca è Sfizio (via Cairoli 30, 06/941.67.06),
06/94.01.80.88). Albergo e dell’écru. Doppia e lo strudel ai carciofi. alimentari fornitissimo dove acquistare
centralissimo, curato con colazione da 60 €. Ottimi i dolci. Conto le coppiette di maiale, sottili, gustosissime
nei particolari, è il 30 €, con i vini della casa. strisce di carne di suino essiccata,
risultato del restauro I ristoranti Il Fraschetto tipiche dei Castelli Romani. Per un’ottima
di un palazzo d’epoca. (via del Mercato 7, colazione o un aperitivo serale vale
Venti stanze arredate in Barrique (Monte 06/83.80.93.02). la pena invece sostare (è il caso di dirlo)
stile Impero, alcune con Porzio Catone, via La storica cantina al bar-caffetteria-pub Fermate N’attimo
affaccio panoramico sulla Fontana Candida 3c, vanta ben 165 etichette (via Cairoli 19-21, 06/941.69.96), punto
piazzetta. Doppia 06/941.66.41). Tecnica di vini: assolutamente d’incontro anche della movida serale.
con colazione da 80 €. tedesca e tradizione da visitare la “grotta”
Erba Regina (vicolo di tricolore: nella barricaia dove sono custoditi.
Colle Reti, 06/946.45.38). high tech dell’Azienda L’ambiente è semplice
Country house immersa Agricola Poggio Le Volpi, e molto informale.
nel verde, con 10 stanze a 10 minuti da Frascati, In tavola zuppe
confortevoli, di cui 7 con lo chef “bistellato” e quattro tipi di taglieri
misti con il meglio
Barrique di formaggi e salumi.
Conto sui 25 €.
Cantina Da Santino
(via Pietro Campana
27, 06/94.29.81.10).
Il locale è un’autentica
“fraschetta”. La formula
è semplice: il cibo
Pasticceria Purificato
lo si porta da casa
per accompagnarlo
con del buon Frascati
locale. Un bicchiere
di vino, affiancato
info
da ciambelline Frascati Point, piazza Marconi 5,
dolci, costa 3,50 €. 06/94.18.44.06; www.visitcastelliromani.it

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