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MUSSOLINI 2 Come si diventa un leader

MENSILE
N° 97 • 4.90 €

IL MENSILE CHE VA OLTRE LA SOLITA STORIA MAGGIO 2019


P.I. 12-04-19

WALT DISNEY
IL TESTIMONE
D’ACCUSA
IL SENATORE MCCARTHY
L’IDEOLOGO DEL PROCESSO

HUMPHREY BOGART
TESTIMONE A DIFESA

GLI ANNI BUI DEL MACCARTISMO

HOLLYWOOD
TARIFFA R.O.C. - POSTE ITALIANE SPA SPED. IN ABB. POST. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27.02.2004, N° 46), ART.1, COMMA 1, S/NA

RICHARD NIXON

ALLA SBARRA
MEMBRO DELLA COMMISSIONE

NEGLI ANNI ‘40 LA COMMISSIONE ISPIRATA DAL SENATORE MCCARTHY


INDAGÒ SU CHIUNQUE, NEL MONDO DEL CINEMA, FOSSE SOSPETTATO
DI SIMPATIE COMUNISTE. FU UNA VERGOGNOSA, INDECENTE CACCIA ALLE STREGHE CHARLIE CHAPLIN
UNA DELLE VITTIME ILLUSTRI
CAMPI DI STERMINIO IL RE SOLE, GRANDE GUERRIERO LA VIA FRANCIGENA
I Sonderbauten, postriboli nazisti Passò alla Storia per le sue conquiste Il cammino della fede,
per condannati a morte non per lo sfarzo della corte dei commerci e delle invasioni

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DI
IL NUMERO
GIUGNO ESCE
IL

15 MAGGIO
QUESTA CARTA
RISPETTA
MAGGIO 2019 L’AMBIENTE

Sommario
SERVIZI
14 Luigi XIV, splendido
guerrafondaio
Non solo una corte sfarzosa, ma anche una
riforma dell’esercito e grandi conquiste.

22 Le meraviglie e le insidie
di una strada millenaria
La via Francigena, un itinerario per pelle-
grini, viandanti, ma anche per re e invasori.

30 L’eroica ed effimera
Repubblica di Kolky
La storia degli ucraini che tentarono di
opporsi sia ai nazisti che ai sovietici. 8 Cover story
Una pagina nera di Hollywood:
la “caccia alle streghe”
42 Il Vallo di Antonino, ultima Negli anni ‘40 McCarthy ispirò una crociata
frontiera della Britannia romana anticomunista contro attori e sceneggiatori
Testimonianza della vita delle legioni al
confine ultimo dell’Impero romano.
62 La Schola Salerni:
48 Partner e rivali: Fascisti e
dove nacque la medicina
Culla della scienza medica e punto di
RUBRICHE
Massoni marciarono insieme riferimento per malati, studiosi e medici.
Un rapporto complesso, articolato e 2 Accadde a...
spesso contrastante.
68 Sonderbauten, gli atroci 4 Pietre miliari
postriboli dei Lagher
56 Storia di un colpevole Giovani prigioniere costrette alla
a tutti i costi prostituzione in cambio di una promessa 36 Omnibus
Dopo l’Isola del Diavolo Dreyfus fu assol- di libertà non mantenuta.
to, ma non dall’opinione pubblica. 88 Mete da non perdere
72 Tutto il potere alle donne! • Peloponneso, Grecia
La consulente del film “La Favorita” ci rac-
conta la verità sul regno della regina Anna.

14 78 Dal socialismo ai fasci di


combattimento: così germogliò
la rivoluzione fascista
La seconda parte della biografia di Beni-
to Mussolini, dal 1911 al 1919.

68 88
90 Domande e risposte

92 Manifestazioni

93 Rivivere la Storia

94 Passatempi

[1] BBC HISTORY ITALIA


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ACCADDE A... MAGGIO
1 2 3
maggio maggio maggio
1945 1955 1497

Joseph Goebbels, Ministro Lo scrittore americano Viene finalmente


della Propaganda del Terzo Tennessee Williams vince consacrata la Certosa
Reich, muore suicida a il Premio Pulitzer per il di Pavia, il gioiello
Berlino insieme alla moglie dramma teatrale “La gatta architettonico iniziato
Magda, dopo aver tolto la sul tetto che scotta”. un secolo prima da Gian
vita ai 6 figli. Galeazzo Visconti per
adempiere al voto della
moglie Caterina.

7 8 9
maggio maggio maggio
1915 1794 1849

Il transatlantico Lo scienziato Antoine- Giunto in soccorso


britannico Lusitania, Laurent de Lavoisier viene della nuova Repubblica
salpato il 1º maggio da ghigliottinato a Parigi: Romana, Garibaldi
New York, viene affondato nonostante i grandi meriti intercetta la spedizione
in acque irlandesi da acquisiti nella chimica, la borbonica diretta in città
un siluro lanciato dal Rivoluzione non gli perdona per soffocare la rivolta e la
sottomarino tedesco U-20: il ruolo di funzionario sbaraglia nella Battaglia
1201 i morti. statale del fisco. di Palestrina.

13 14 15
maggio maggio maggio
1909 1643 1905

Parte alle 3 del mattino da A soli 5 anni Luigi XIV di Con la vendita all'asta
piazzale Loreto a Milano Borbone diventa re di di 45 ettari di terreno,
la 1ª edizione del Giro Francia. nasce in Nevada il
d'Italia: 127 partecipanti, Il Re Sole regnerà fino alla villaggio ferroviario di
7 squadre e 8 tappe. morte per 72 anni e 110 Las Vegas: diventerà la
Lo vincerà Luigi Ganna. giorni, il regno più longevo capitale statunitense del
della Storia. divertimento e del gioco
d'azzardo.

18 19 20
maggio maggio maggio
1993 1536 1859

Tradito dalle intercettazioni Condannata per la falsa Nel comune pavese


delle sue telefonate ai figli, accusa di adulterio, Anna di Montebello, vicino
finisce in manette il boss Bolena, seconda moglie a Voghera, i franco-
mafioso Nitto Santapaola. di Enrico VIII d'Inghilterra, piemontesi sconfiggono
viene decapitata nella Torre le truppe austriache nella
di Londra. prima grande battaglia
della Seconda guerra
d'indipendenza.

25 26 27
maggio maggio maggio
1521 1831 1508

L'Editto di Worms Il patriota italiano Ciro Nel castello francese


dichiara Martin Lutero un Menotti, uno dei precursori di Loches, dopo 8 anni di
fuorilegge e vieta la lettura del Risorgimento, viene prigionia, muore l’ex duca
o il possesso dei suoi scritti. impiccato a Modena di Milano Ludovico il Moro:
Per un certo periodo il a seguito di un fallito sepolto a Tarascona,
religioso è costretto tentativo di insurrezione la sua salma non sarà mai
a darsi alla macchia. antiasburgica. rimpatriata.

[2] BBC HISTORY ITALIA

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Giorno per giorno gli eventi da non dimenticare

4 5 6
maggio maggio maggio
1471 1946 1840

Le forze fedeli al casato di Dall'idea di tre giornalisti, Illustrato dall'effigie della


York sconfiggono quelle dei nasce il concorso della regina Vittoria, viene
Lancaster nella Battaglia Sisal, poi Totocalcio: la emesso in Inghilterra
di Tewkesbury, scontro prima schedina costa il 1° francobollo della
decisivo nella Guerra 30 lire e premia un solo Storia, il Penny Black.
delle due rose che dilaniò fortunato vincitore che
l'Inghilterra. azzecca tutti i 12 risultati.

10 11 12
maggio maggio maggio
2006 1812 1797

Giorgio Napolitano viene Un mercante fallito uccide Napoleone è in riva alla


eletto alla presidenza della a colpi di pistola Spencer Laguna, Ludovico Manin,
Repubblica: è Perceval, Primo Ministro 120° (e ultimo) Doge della
il 1° Presidente del Regno Unito: l'omicidio Repubblica di Venezia,
proveniente dalle fila del avviene di prima mattina abdica e si ritira nel
Partito Comunista Italiano. nel porticato della Camera palazzo di famiglia, mentre
dei Comuni. i francesi entrano in città.

16 17
maggio maggio
218 1941

Il comandante della Legio III Dopo una strenua


Gallica proclama Eliogabalo resistenza, per la quale
imperatore di Roma: il fu loro tributato l'onore
giovane sovrano assume lo delle armi, le truppe
stesso nome di Caracalla, italiane asserragliate sulla
Marco Aurelio Antonino. montagna etiope dell'Amba
Entrambi appartenevano Alagi si arrendono
alla dinastia dei Severi. agli inglesi.

21 22 23 24
maggio maggio maggio maggio
1904 1819 1430 1910

A Parigi nasce la La nave americana Mentre protegge la ritirata Il maratoneta italiano


Fédération Internationale Savannah salpa dalla dei suoi soldati dentro Dorando Pietri corre la sua
de Football Association Georgia per la 1ª traversata le mura di Compiègne, ultima maratona a Buenos
(FIFA), l'organismo oceanica a vapore: Giovanna d'Arco è Aires stabilendo il suo
internazionale che governa raggiungerà Liverpool catturata dai Borgognoni, record personale
lo sport del calcio. il 20 giugno. che la consegnano agli con 2h 38' 48".
inglesi: saranno loro a
mandarla al rogo il 30
maggio 1431.

28 29 30 31
maggio maggio maggio maggio
1606 1985 1635 1962

A Campo Marzio, in seguito Prima della finale di coppa La Pace di Praga, stipulata Il criminale nazista Adolf
ad un alterco per un fallo dei Campioni tra Juventus durante la Guerra dei Eichmann, arrestato dalla
durante una partita di e Liverpool, allo stadio Trent'anni tra l'Imperatore polizia segreta israeliana
pallacorda, il pittore Heysel di Bruxelles, Ferdinando II e gli stati in Argentina, dove si era
Michelangelo Merisi, 39 tifosi muoiono nei protestanti, interruppe rifugiato, viene impiccato
detto il Caravaggio, disordini scatenati temporaneamente il pochi minuti prima della
ferisce a morte dagli ultras inglesi. conflitto armato tra i mezzanotte nella prigione
Ranuccio Tommasoni. principati tedeschi. israeliana di Ramla.

BBC HISTORY ITALIA [3]

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pietre miliari
I giorni che hanno cambiato la Storia: maggio
a cura di Elena Percivaldi

8 MAGGIO 1898
I cannoni di Bava Beccaris contro i milanesi in rivolta
La “rivolta dello stomaco” era contro l'aumento
del prezzo del pane. Dopo averla soffocata, il generale ricevette in
premio dal re una medaglia d’oro e un seggio in Senato

N ella primavera del 1898 numerose città italiane videro


sollevazioni popolari a causa della congiuntura econo-
mica, disoccupazione e miseri salari, acuita dal quasi rad-
caserma del Trotter, alcuni operai rimasero a terra, uccisi
dal fuoco militare. Il 7 maggio venne proclamato uno scio-
pero generale di protesta al quale i cittadini, non solo ope-
doppio del prezzo del grano, e quindi del pane, da 35 a 60 rai ma anche negozianti e tramvieri, aderirono in massa
centesimi al chilo a causa degli scarsi raccolti e, in parte, innalzando barricate in corrispondenza delle Porte del-
all'aumento del costo dei cereali d'importazione (all’epo- la città. A quel punto il governo decretò lo stato d'asse-
ca a Milano un operaio medio guadagnava 18 centesimi dio e il generale Bava Beccaris, veterano della Guerra di
per ogni ora di lavoro). Le quattro giornate di moti milane- Crimea e delle Guerre d’indipendenza, si insediò in piazza
si (6-9 maggio) furono precedute dalla del Duomo che divenne in quei giorni il
morte, il 5 maggio, di Muzio Mussi, figlio suo quartier generale. Il giorno succes-
del vicepresidente della Camera, Giu- sivo, il generale diede ordine di canno-
seppe Mussi. Furono i soldati a sparare neggiare le barricate e la folla compo-
su Mussi a Pavia mentre cercava di pla- sta anche da donne, vecchi e bambini.
care gli animi. Aspettandosi il peggio, il Il governo mobilitò 20mila soldati, a cui
Ministero dell'Interno – il presidente del si aggiunsero altri notevoli rinforzi, che
Consiglio era Antonio di Rudinì – aveva fecero salire le forze a disposizione di
autorizzato i Prefetti ad affidare, in caso Bava Beccaris a 88 battaglioni di fan-
di necessità, il ristabilimento dell'ordi- teria, 13 squadre di cavalleria, 9 batte-
ne all'autorità militare territorialmente rie di campagna. Un esercito in assetto
competente. da guerra spedito a reprimere la rivolta
A Milano, il 5 maggio, il Prefetto, baro- di 40mila civili che si difendevano dietro
ne Antonio Winspeare, avvertì il gene- le barricate lanciando pietre.
rale Fiorenzo Bava Beccaris, coman- Fu una strage: nelle strade e piazze
dante della III Armata, che in città sta- milanesi rimasero uccise 81 persone
vano per scoppiare nuovi disordini. I e 450 furono i feriti. Il 9 maggio cadde
“moti del pane”, come qualcuno chia- anche l’ultima barricata eretta dai citta-
merà questa sommossa, o anche “rivol- dini con la conseguente resa del popo-
ta dello stomaco”, partirono il 6 maggio lo. Prima del tramonto, Bava Beccaris
1898, fra gli operai della Pirelli che accusavano il governo telegrafò a Roma al presidente del Consiglio e al Ministro
di essere il vero responsabile della carestia e di far mori- della Guerra per annunciare che «la rivolta può conside-
re il popolo di fame. La rabbia degli operai era ormai inne- rarsi domata».
scata: i lavoratori delle fabbriche milanesi scesero in stra- Una volta riportato l'ordine, il generale, che per l'opinio-
da protestando duramente e scontrandosi con la polizia. ne pubblica era ormai il “macellaio di Milano”, ricevette da
Le Forze dell'ordine risposero con una raffica di arresti tra Umberto I la Medaglia d'oro al Valor militare, la Gran Cro-
i sindacalisti che portarono ad una crescita ulteriore della ce dell'Ordine militare di Savoia e il 16 giugno un seggio al
tensione. Diversi manifestanti vennero arrestati e rimes- Senato. L'anno seguente, il 29 luglio 1900, a Monza, l'a-
si in libertà solo dopo l’intervento del deputato socialista narchico Gaetano Bresci avrebbe ucciso il re per vendica-
Filippo Turati. Quello stesso giorno, durante l’assedio della re i morti e l'offesa della decorazione a Bava Beccaris. •
[4] BBC HISTORY ITALIA

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31 MAGGIO 1279 A.C.
Ramses II sale al trono d'Egitto
Considerato il più grande dei faraoni, regnò per 75 anni
e la sua figura fu divinizzata non solo per le vittorie militari,
ma anche per le grandi opere che fece edificare

G uerriero indomito, infaticabile costruttore e


straordinariamente longevo non solo per la sua
epoca – morì nel 1212 a. C., a 97 anni – Ramses II ha
stenza ittita fu strenua al punto da costringere gli
egiziani ad un sostanziale pareggio. Dopo la batta-
glia, Ramses fu divinizzato come già era accaduto
lasciato un segno indelebile nella storia dell’Egitto e al padre e, a eterno ricordo dell'epico scontro, fece
dell'umanità. Amato dal suo popolo, al quale garantì erigere ad Abu Simbel un maestoso tempio sepol-
un lungo periodo di prosperità, temuto dagli avver- crale ricavato dal fianco della montagna, voluto dal
sari e protetto dagli Dei, Ramses nacque intorno faraone sia per commemorare l'impresa di Kadesh,
al 1290 a.C. a Menfi, figlio del faraone Sethi I e del- sia per intimorire i vicini Nubiani. Il tempio fu solo la
la sposa reale Tuya. La morte del fratello maggio- prima grande opera messa in cantiere da Ramses,
re gli spalancò le porte del regno e a soli 10 anni il che per l'alacrità dimostrata nel far costruire monu-
padre lo condusse con sè in battaglia per avviarlo menti capaci di eternare la sua grandezza fu detto
alla professione militare e fare di lui un uomo forte “il costruttore”. Tra le opere più importanti che risal-
e coraggioso, pronto a raccogliere la sua eredità. Il gono al suo regno ci sono il Ramesseum a Tebe, un
fiore all'occhiello del suo curriculum di battaglie vin- tempio funerario dedicato alla figura divinizzata del
te, o almeno così fu trasmesso ai posteri, fu quella faraone, il completamento della grande sala ipo-
di Kadesh, nella Siria del Nord, roccaforte del sovra- stila del Tempio di Amon, la propria grandiosa tom-
no ittita Muwatalli II, uno degli scontri più famosi e ba nella Valle dei Re e la tomba KV5, recentemente
documentati dell'antichità. Contro il rivale più forte scoperta e ancora in fase di scavo, voluta per i suoi
e invadente dell'area, Ramses II mosse con tutto il suo pode- numerosissimi figli. Ne ebbe 169 da 77 mogli diverse, anche
roso esercito e sul campo di battaglia riuscì, almeno nella ver- se la sua sposa prediletta rimase Nefertari (il cui nome signi-
sione “ufficiale” della storia, a ribaltare miracolosamente le fica “la bella fra le belle”) alla quale dedicò un tempio, nume-
sorti di una sfida che si riteneva ormai persa: in realtà la resi- rose statue e una tomba di straordinaria imponenza. •
23 MAGGIO 1498
Savonarola impiccato e poi arso sul rogo
Dopo un'esistenza passata a predicare contro la corruzione dei costumi,
fu giustiziato dai fiorentini in seguito alla scomunica di papa Borgia

N ato a Ferrara il 21 settembre del 1452 da una famiglia di


nobili origini, Girolamo Savonarola studiò medicina pri-
ma di farsi frate domenicano. Fustigatore di costumi e nemi-
libri, opere d'arte, suppellettili. Entrato in rotta di collisione
con Alessandro VI, papa Borgia, emblema della degenera-
zione della Chiesa che il frate domenicano si era dato man-
co di ogni lusso e ostentazione, conquistò i fiorentini con le dato di abbattere, Savonarola fu scomunicato il 12 maggio
sue prediche accorate. Propugnò una radicale rifor- del 1497. La Repubblica fiorentina in un primo
ma della Chiesa e, diventato vicario generale per la tempo lo sostenne poi, per timore dell'interdizio-
Toscana della Congregazione dei conventi domeni- ne papale, gli tolse l'appoggio. Noncurante del-
cani, cominciò a mettere in pratica il suo progetto di la scomunica, Savonarola continuò la sua cam-
un ordine mendicante, vendendo i beni dei conven- pagna contro i vizi della Chiesa, ma fu messo in
ti e quelli personali dei frati, distribuendo il ricava- minoranza dal partito che propugnava il ritorno
to tra i poveri. Alla nascita della repubblica a Firen- dei Medici al potere in città. Catturato nel con-
ze, Savonarola la appoggiò. Intanto continuava a vento di San Marco, il frate venne imprigionato in
predicare e a incendiare gli animi di sdegno anche una cella nella torre di Palazzo Vecchio. Più vol-
grazie ai suoi scritti: in città organizzò un “falò del- te torturato, al termine di un processo dagli esiti
le vanità” durante il quale vennero date alle fiamme scontati fu impiccato e poi bruciato per eresia. •
BBC HISTORY ITALIA [5]

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Pietre miliari: maggio

23 MAGGIO 1992
Cosa Nostra all'attacco:
la strage di Capaci
L'omicidio di Falcone, della moglie e
della scorta, apre la stagione degli
attentati con i quali i vertici della
mafia intendevano ricattare lo Stato
1 MAGGIO 1994
Senna, l'incidente mortale
al Gran Premio di San Marino
Considerato da molti esperti il
più forte pilota nella Storia della
Formula 1, Ayrton Senna morì a soli
34 anni al culmine della carriera

A Capaci, in Sicilia, i vertici di Cosa Nostra inauguraro-


no la stagione delle stragi e degli attentati, una vio-
lenta sfida allo Stato, nel tentativo di indebolirlo e ricat-
A vvenne nel tardo pomeriggio del primo maggio 1994,
a seguito di un tragico incidente durante la disputa
del Gran Premio di San Marino, sul circuito di Imola. Fu un
tarlo. A soli tre mesi da Capaci, a Palermo, un'autobomba week end di corse che era nato sotto una cattiva stella:
uccise Paolo Borsellino, amico e collega di Falcone, e gli nelle prove del venerdì il pilota Rubens Barrichello si era
uomini della sua scorta. Altri ordigni esplosero a Firenze, schiantato rompendosi il setto nasale; il sabato in quali-
Roma e Milano provocando la morte di persone innocenti fica Roland Ratzenberger aveva disintegrato la sua vet-
e causando danni gravissimi al patrimonio artistico. Il tut- tura contro il muretto, morendo nel terribile schianto. Ma,
to con lo sperato (dalla mafia) clamore su giornali e tv. Fu secondo il principio che “the show must go on” (lo spet-
il 23 maggio 1992 alle ore 17.58 che Giovanni Brusca attivò tacolo deve continuare), domenica la gara fu regolarmen-
il telecomando che innescava mezza tonnellata di esplo- te disputata. Al 7º giro la Williams di Senna, al comando
sivo sistemata nel canale di drenaggio al km 5 dell'auto- davanti ad un giovane Schumacher, alla curva del Tam-
strada A29, all'altezza dello svincolo per Capaci. Il man- burello uscì di pista con un brusco scarto verso destra,
to stradale saltò in aria e proiettò la Fiat Croma marrone schiantandosi contro il muretto. All'arrivo dei soccorsi
di testa in un uliveto a oltre 100 metri di distanza: mori- la situazione apparve disperata: il pilota aveva già per-
rono sul colpo gli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani so conoscenza; sarebbe morto alle 18.40 all'Ospedale
e Rocco Dicillo, vale a dire l'intero equipaggio della prima Maggiore di Bologna. Nato a San Paolo del Brasile il 21
vettura del convoglio che scortava il magistrato antima- marzo 1960 da una famiglia benestante, Ayrton Senna
fia Giovanni Falcone. La Croma bianca guidata dal giudi- da Silva aveva cominciato a correre sui kart a soli 4 anni.
ce venne investita da un uragano di cemento e detriti: Fal- Il 1984 fu l'anno del grande salto in Formula 1 a bordo di
cone e la moglie, Francesca Morvillo, furono scaraventa- una Toleman, dopo aver dominato l'anno prima il campio-
ti contro il parabrezza, estratti dalla carcassa dell’auto nato di Formula 3. Con la Lotus conquistò le prime affer-
agonizzanti: sarebbero morti in ospedale. Soltanto feriti mazioni nella massima serie e si meritò il passaggio alla
l'autista Giuseppe Costanza (seduto nei sedili posteriori McLaren. La definitiva consacrazione arrivò nel 1988, al
della Croma bianca: sarebbe morto lui al posto di Falco- termine di un mondiale combattuto punto su punto con
ne, se fosse stato al volante) e gli agenti Paolo Capuzza, quello che sarebbe diventato il suo rivale storico, il fran-
Gaspare Cervello e Angelo Corbo, che occupavano la ter- cese Alain Prost, e deciso nel Gran Premio del Giappone.
za macchina blindata. Mentre la notizia della strage face- Rimasto attardato al via, Senna infilò una serie di sorpas-
va il giro del mondo e lasciava gli italiani attoniti, i mafio- si fino a riprendere Prost e infilarlo passando tra la mac-
si detenuti nel carcere palermitano dell'Ucciardone brin- china e il muretto: era nata una Stella della Formula 1:
davano all'uscita di scena del loro nemico numero uno. • secondo alcuni la più luminosa di tutte. •
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Cover story

Il senatore Joseph Raymond McCarthy,


simbolo della caccia alle streghe
anticomunista. Sotto, lo sceneggiatore e regista
Dalton Trumbo circondato dai suoi sostenitori, mentre
aspetta di trasferirsi nella prigione federale
per aver rifiutato di testimoniare davanti alla
Commissione per le Attività Antiamericane (HUAC) .

UNA PAGINA NERA DI


HOLLYWOOD:
LA “CACCIA ALLE STREGHE”
Alla fine degli anni Quaranta, la Commissione per le attività antiamericane ispirata
dal senatore McCarthy indagò su attori e sceneggiatori dell’industria
del cinema. Il risultato fu l’allontanamento di chiunque fosse sospettato di
simpatie comuniste, compresi geni come Chaplin e Bernstein

[8] BBC HISTORY ITALIA

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MUSSOLINI 2 Come si diventa un leader

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MEMBRO DELLA COMMISSIONE

NEGLI ANNI ‘40 LA COMMISSIONE ISPIRATA DAL SENATORE MCCARTHY


INDAGÒ SU CHIUNQUE, NEL MONDO DEL CINEMA, FOSSE SOSPETTATO
DI SIMPATIE COMUNISTE. FU UNA VERGOGNOSA, INDECENTE CACCIA ALLE STREGHE CHARLIE CHAPLIN
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U
no dei tentacoli della macchina cre-
ata dal governo degli Stati Uniti per
scoraggiare la deriva comunista era
entrato in azione. La sistematica per-
secuzione che ne seguì è passata alla Storia come
maccartismo. Ma per quanto possa apparire
incredibile, il senatore McCarthy, l’uomo che
incarnò la torva caccia alle streghe anticomuni-
sta, non fece mai parte della Commissione per le
attività antiamericane che seminò il terrore a Hol-
lywood. Eppure è proprio con il suo nome che è
noto il più cupo periodo di persecuzione politi-
ca del Novecento negli USA. Come mai? Una
risposta possibile è che il senatore McCarthy è
riuscito a incarnare alla perfezione il personag-
gio di profeta dell’anticomunismo e di cane da
guardia del “way of life” americano, uno stile di
vita messo in discussione dagli umori che duran-
te le prime fasi della Guerra Fredda serpeggiava-
no soprattutto tra gli intellettuali. Questo scatenò
la reazione dei conservatori, sublimata dalla cro-
ciata contro chiunque fosse in odore di simpatie
socialiste o comuniste.
Il senatore, assurto a simbolo di questa cac-
cia alle streghe, non era un tipo qualsiasi. Joseph
Raymond McCarthy, oscuro av vocato del
Wisconsin, aveva delle risorse, soprattutto quella
di autopromuoversi. Tanto che riuscì a farsi eleg-
gere senatore. Come? Soprattutto grazie a una
foto. Durante la guerra si era arruolato in Marina:
nessuna medaglia al valore, essendo stato adibito
a mansioni d’ufficio, ma alla fine della guerra si
era fatto fotografare ai comandi di una mitraglia-
trice antiaerea con sguardo truce, ghigno ferino

MONDADORI/Courtesy Everett Collection/Mondadori Portfolio


e a torso nudo. A vederlo in quella posa da Ram-
bo sembrava che avesse fatto tutto lui.

L’arte di farsi pubblicità La foto gli tor-


nò molto utile quando si candidò alle primarie
del Wisconsin. Stampata su migliaia di volanti-
ni elettorali fu il suo asso nella manica per vin-
cere la sfida con il senatore La Follette, accusato
da McCarthy di essersi imboscato durante il con-
flitto (in realtà era solo troppo anziano per par-
teciparvi).
Approdato a Washington, McCarthy si accor-
se presto che c’erano tanti altri senatori come lui
e che, se avesse voluto farsi notare, avrebbe dovu-
to inventare qualcosa con cui alimentare giorna-
li e programmi tv. L’idea della crociata con-

BBC HISTORY ITALIA [9]

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Cover story Una pagina nera di Hollywood: la “caccia alle streghe“

per aver chiesto accertamenti su alcuni milita-


ri tra cui – diceva – si erano insinuati parecchi
comunisti, ma la sua causa fu accolta, con mol-
ta più discrezione e consapevolezza, da alcuni
politici come Richard Nixon, e da alti funziona-
ri come J. Edgar Hoover, il potente capo dell’FBI.
Agitando la bandiera del patriottismo, alimen-
tarono tensioni e un clima di costante sospetto:
Hoover tenendo sotto continuo controllo centi-
naia di personaggi scomodi (per esempio, il reve-
rendo Martin Luther King, Elvis Presley, i Beat-
les, i Kennedy) e Nixon ergendosi a paladino dei
valori americani, con quel tanto di paternalismo
ipocrita che non manca mai ai censori. E così
cominciarono a circolare le liste nere dei rossi o
dei presunti tali.

La semina dell’odio anche a Hollywood


Del resto, le liste nere a Hollywood non erano
una novità, anche fuori dalla politica. Fin dalla
nascita degli studios ogni produttore aveva la sua.
L’ideologia c’entrava poco: un attore poteva esse-
Il senatore McCarthy, l’uomo che incarnò la torva caccia re diventato scomodo perché si era portato a letto
alle streghe anticomunista, non fece mai parte un’attricetta che piaceva al produttore, e per que-
sto finiva nella lista di quelli da non far lavorare.
della Commissione che seminò il terrore a Hollywood
Non mancavano le motivazioni legate al business
della celluloide.
tro il pericolo comunista gli venne da un pre- McCarthy Negli anni Venti c’era la necessità di arginare gli
te irlandese, padre Edmund Walsh. L’occasione illustra su una effetti deleteri che una serie di scandali sessuali sta-
per impugnare l’arma dell’anticomunismo si veri- mappa degli vano producendo sull’opinione pubblica americana,
ficò in una borgata dell’America patriarcale nel USA il dilagare mettendo a repentaglio la politica dello “star-sistem”,
febbraio del 1950, durante le presidenziali. Pre- della “piaga” in base al quale i produttori investivano grosse som-
sentandosi di fronte alla brava gente di Wheeling comunista. me per “costruire” l’immagine di un attore. Già da
(West Virginia), McCarthy mostrò una cartellina allora i film rendevano in base alla popolarità dei
di cuoio dicendo: «Ho in mano una lista di 205 divi che li interpretavano: uno scandalo che distrug-
elementi noti al Segretario di Stato come membri geva un mostro sacro del cinema poteva far chiude-
del Partito Comunista e che nonostante ciò lavo- re i battenti a una casa di produzione. Nelle liste di
rano ancora al Dipartimento di Stato e ne deter- proscrizione finirono più di 100 attori e sceneggiatori
minano la politica». Una notizia davvero preoc- dalla condotta morale biasimevole. Per motivi di cas-
cupante: 250 potenziali spie comuniste infiltrate sa bisognava salvaguardare la moralità dell’industria
nel Dipartimento di Stato! cinematografica più importante del mondo.
MONDADORI/Courtesy Everett Collection/Mondadori Portfolio

Oggi si direbbe che quella di McCarthy fos- Erano stati i successivi conflitti sindacali tra le
se una fake news o, con un linguaggio più colo- case di produzione e le gilde degli auto-
rito, una bufala: non c’era nessuna lista e, infat- ri a seminare i primi veleni nel mondo
ti, il senatore non lesse mai (neppure in seguito) i del cinema. Poi, a sopire le rivalità, era
nomi del suo fantomatico elenco. Ma il germe del arrivata la guerra, alla quale tutti furo-
sospetto aveva già attecchito: ripresa dai giornali, la no chiamati a contribuire ciascuno
notizia del Dipartimento di Stato infiltrato dai ros- secondo le proprie capacità. Hollywo-
si si fece lentamente strada nel Paese, alimentata od si era messa in divisa e mentre gli
dal crescente clima della Guerra Fredda che con- attori andavano sui vari fronti a tenere
trapponeva il mondo occidentale alla minacciosa Walt Disney alto il morale delle truppe, famosi regi-
URSS. Le frange del potere che volevano esercita- presta giuramento sti si erano impegnati nella propaganda
re un controllo più stretto sulla società ne approfit- prima della sua dell’Esercito, della Marina e dell’Aero-
tarono per soffiare sul fuoco dell’anticomunismo: testimonianza nautica. I film rigurgitavano di orgo-
bisognava liberare la società americana dalle ser- alla Commissione glio patriottico e di valori democratici.
pi che si erano annidate nel suo seno. per le Attività Gli scrittori potevano professare le loro
McCarthy finì nel dimenticatoio 5 anni dopo, Antiamericane. idee più liberamente che mai e i pro-

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MUSSOLINI 2 Come si diventa un leader

MENSILE
N° 97 • 4.90 €

IL MENSILE CHE VA OLTRE LA SOLITA STORIA MAGGIO 2019


P.I. 12-04-19

WALT DISNEY
IL TESTIMONE
D’ACCUSA
IL SENATORE MCCARTHY
L’IDEOLOGO DEL PROCESSO

HUMPHREY BOGART
TESTIMONE A DIFESA

Humphrey Bogart, divo pentito GLI ANNI BUI DEL MACCARTISMO

HOLLYWOOD

TARIFFA R.O.C. - POSTE ITALIANE SPA SPED. IN ABB. POST. D.L. 353/2003 (CONV. IN L. 27.02.2004, N° 46), ART.1, COMMA 1, S/NA
RICHARD NIXON

ALLA SBARRA
MEMBRO DELLA COMMISSIONE

NEGLI ANNI ‘40 LA COMMISSIONE ISPIRATA DAL SENATORE MCCARTHY


INDAGÒ SU CHIUNQUE, NEL MONDO DEL CINEMA, FOSSE SOSPETTATO
DI SIMPATIE COMUNISTE. FU UNA VERGOGNOSA, INDECENTE CACCIA ALLE STREGHE CHARLIE CHAPLIN

S
UNA DELLE VITTIME ILLUSTRI
CAMPI DI STERMINIO IL RE SOLE, GRANDE GUERRIERO LA VIA FRANCIGENA

e Clark Gable era diventato un divo gra-


I Sonderbauten, postriboli nazisti Passò alla Storia più per le sue conquiste Il cammino della fede,
per condannati a morte che per lo sfarzo della corte dei commerci e delle invasioni

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zie al torso nudo di “Accadde una notte”,


Bogart si era conquistato un posto di rilievo
nella hall of fame per l’efficacia con cui inter-
pretava personaggi complessi e tormentati.
Quando la caccia alle streghe cominciò a mie-
tere vittime a Hollywood, Humphrey Bogart si
schierò attivamente dalla parte dei persegui-
tati. Assieme a lui c’era il regista John Huston,
un altro pezzo grosso di Hollywood.
La resistenza di Bogart, però, si esaurì con
il tempo. Il sostegno pubblico dato ai 10 scrit-
tori perseguitati gli causò molte grane e, alla valere il suo peso e, molto sbrigativamente, Humphrey Bogart,
lunga, le accuse di simpatizzante comunista si tirò fuori dai guai salvando la sua carriera. la moglie, Lauren
lo sfinirono. Lo stesso fece Huston, che lo diresse ancora Bacall, e il regista
Dichiarò di aver commesso una sciocchezza in film successivi, quando l’atmosfera a Hol- John Huston sul
a dar retta a quanti lo avevano pregato di far lywood era cambiata. set de “L’isola di
corallo”, 1948.

blemi legati all’ideologia comunista erano stati di de covo di attività sovversive degli interi Stati Uni-
colpo accantonati. In fondo gli USA erano allea- ti», c’era anche chi voleva sbarazzarsi dei talenti
ti dei sovietici, no? “rossi” per eliminare concorrenti o proteggere i
Con la fine della guerra alle porte e i nuovi propri affari.
equilibri mondiali che andavano definendosi, la Quando, nel maggio del 1947, la Commissio-
situazione poco alla volta mutò: l’alleanza USA- ne stilò la prima lista nera del nuovo corso poli-
URSS si era conclusa con la fine della guerra e tico, proprio utilizzando il materiale raccolto dai
lo spettro del Comunismo cominciò ad aleggiare volenterosi dell’Alleanza, a Hollywood la noti-
sugli Stati Uniti. Nel 1945 non era più tollerabile zia non destò entusiasmi. L’industria non voleva
che 16 membri dei 40 eletti nel comitato esecu- mettere a rischio il proprio volume d’affari rinun-
tivo del Sindacato sceneggiatori fossero iscritti o ciando agli artisti più talentosi, ma voleva scac-
vicini al partito comunista americano. ciare da sé l’immagine di covo dei sovversivi. La
Mentre la Commissione per le attività antiame- Commissione intanto aveva avviato l’inchiesta e
ricane aveva cominciato la sua crociata, qualco- invitò i primi 41 testimoni a comparire. Di que-
sa ribolliva spontaneamente anche a Hollywood. sti, 19 dichiararono che non avrebbero coopera-
L’Alleanza cinematografica per la difesa degli ide- to. Furono subito definiti pubblicamente “testi
ali americani si attivò con molto zelo. Annovera- non amichevoli”.
va attori come John Wayne, Clark Gable, Gary
Cooper e grossi produttori. Se “La Mecca del Charlot alla sbarra Il caso Charlie Chaplin
cinema” era stata accusata di essere «il più gran- fece particolarmente scalpore. Il più osannato
genio del cinema fu convocato per chiedergli
conto delle sue idee e frequentazioni politiche,
ma la sua comparizione fu rinviata 3 volte per
ragioni organizzative.
A questo punto Chaplin mandò alla Commis- Un fumetto di
sione un telegramma in cui scriveva testualmen- propaganda
te: «Non sono un comunista, non mi sono mai anticomunista
iscritto a un partito politico od organizzazione del 1947: “Is This
politica in vita mia». Tomorrow” (È
La Commissione, evidentemente soddisfat- questo il domani?
ta della reazione del grande Charlot, lo esonerò L’America sotto
dal comparire. In seguito, però, quando Chaplin il Comunismo!).
mise la sua firma su un appello in sostegno dei
colleghi chiamati a testimoniare, gli fu notifica-
ta una nuova istanza. Il radiogramma lo rag-

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Cover story Una pagina nera di Hollywood: la “caccia alle streghe“

Il papà di Topolino odia i comunisti


Il primo a testimoniare è Jack Warner, famo-
sissimo produttore. Non ama i comunisti, ne
ha sempre avversato il partito, ha fatto film che
rispecchiano lo spirito americano e si schiera al
fianco di chi intende proteggere il Paese dalla
minaccia “rossa”. Walt Disney è molto più duro:
attribuisce ai comunisti americani l’organizza-
zione di uno sciopero che ha colpito anni prima
i suoi studi (era successo durante la lavorazio-
ne del cartone animato “Dumbo”). Si dichiara
pronto a fare ciò che serve per combatterli e tiene
fede all’impegno: Disney sarà una spia dell’FBI
fino agli anni Sessanta. Molto più diplomatico si
dimostra Ronald Reagan, futuro presidente USA,
che all’epoca è un affermato divo ed è stato posto
al vertice del sindacato attori. Reagan si dichiara
nemico dell’ideologia socialista, ma si dice anche
L’attore Adolphe preoccupato dal salvaguarda-
L’Alleanza cinematografica per la Menjou, re le libertà di pensiero
MONDADORI/Courtesy Everett Collection/Mondadori Portfolio - Mondadori Portfolio/Carlo Bavagnoli

difesa degli ideali americani annoverava dell’Alleanza e di parola che ogni


attori come John Wayne, Clark Gable, cinematografica americano considera
Gary Cooper e grossi produttori, per la difesa fondamentali. Una
tutti zelanti accusatori degli ideali posizione politica,
americani, sta essenzialmente
per testimoniare garantista, che
giunse a bordo del piroscafo con il quale stava davanti all’HUAC. nel l a s o s t a n -
tornando in Inghilterra. L’attore decise di resta- Al tavolo della za contest a il
re dov’era e non rientrare più negli Stati Uni- commissione metodo appli-
ti. Tornerà ad Hollywood soltanto nel 1972 per si riconosce cato dall’in-
ricevere un Oscar che voleva essere una sor- Richard Nixon. chiesta: mettere
ta di risarcimento morale per la persecuzio- sotto accusa non
ne patita. L’inchiesta intanto proseguiva con i comportamen-
il vento in poppa e diventò un grande even- ti, ma il modo di
to mediatico: venne infatti trasmessa in diret- pensare.
ta televisiva. Dalton Trumbo,
Alle 10,30 del 20 ottobre 1947 Parnell uno degli sceneggiato-
Thomas, Richard Nixon, John McDowell e ri più politicizzati, è uno
Richard Vail entrano nell’aula ricavata nella scrittore di assoluto valore.
sala Caucus dell’Old House Office Building Sono suoi (solo per citare due sceneggiature di
di Washington. Sono incaricati di condurre gli grande successo) “Spartacus” ed “Exodus”. All’e-
interrogatori. Di fronte hanno fan in delirio, poca dei fatti ha al suo attivo altri grandi successi
120 giornalisti assiepati ovunque, forze dell’or- al botteghino. Si rifiuta di testimoniare e con lui
dine e tantissimi curiosi. Nel trambusto una Gli Hollywood Ten altri colleghi degli Hollywood Ten, il gruppo di
donna cade e si rompe una gamba. Si era issa- sulle gradinate del scrittori finiti tra i primi nella lista nera.
ta su un termosifone per vedere meglio. District Building Trumbo fu condannato a 11 mesi. Dopo il car-
a Washington, cere, andò a vivere in Messico e da lì continuò il
dopo essere stati suo lavoro senza mai comparire nei titoli dei film
dichiarati non da lui sceneggiati. Nel 1957 vinse un Oscar per il
colpevoli da parte soggetto originale de “La più grande corrida”; ci
del Congresso. fu grande imbarazzo in sala durante la cerimo-
Nell’ovale, il nia dell’assegnazione dei premi, perché a ritirare
compositore, la statuetta non c’era nessuno. Non tutti sapeva-
pianista e direttore no che dietro il nome di Robert Rich si nascon-
d’orchestra deva lui: Dalton Trumbo. Fu il secondo Oscar
Leonard che il reietto Trumbo non aveva potuto ritirare
Bernstein. (il primo lo aveva meritato per “Vacanze roma-

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MUSSOLINI 2 Come si diventa un leader

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N° 97 • 4.90 €

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IL TESTIMONE
D’ACCUSA
IL SENATORE MCCARTHY
L’IDEOLOGO DEL PROCESSO

HUMPHREY BOGART
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HOLLYWOOD

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ALLA SBARRA
MEMBRO DELLA COMMISSIONE

NEGLI ANNI ‘40 LA COMMISSIONE ISPIRATA DAL SENATORE MCCARTHY


INDAGÒ SU CHIUNQUE, NEL MONDO DEL CINEMA, FOSSE SOSPETTATO
DI SIMPATIE COMUNISTE. FU UNA VERGOGNOSA, INDECENTE CACCIA ALLE STREGHE CHARLIE CHAPLIN
UNA DELLE VITTIME ILLUSTRI
CAMPI DI STERMINIO IL RE SOLE, GRANDE GUERRIERO LA VIA FRANCIGENA
I Sonderbauten, postriboli nazisti Passò alla Storia più per le sue conquiste Il cammino della fede,
per condannati a morte che per lo sfarzo della corte dei commerci e delle invasioni

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Gli sceneggiatori
e produttori,
Samuel Ornitz,
Ring Lardner,
Albert Maltz,
Alvah Bessie,
Lester Cole,
Herbert
Bieberman e
Edward Dmytryk,
si recano in
tribunale per
il processo del
Congresso.

ne”), ma l’ostracismo nei suoi confronti era pros- essere un comunista. Anni

©Ronald Grant / Mary Evans/Mondadori Portfolio


simo alla fine. Nel 1960 Kirk Douglas rivelò che dopo, come per Chaplin, fu
era stato Trumbo lo sceneggiatore di “Sparta- riabilitato a furore di popolo.
cus”. Ormai riabilitato, Dalton Trumbo nel 1971 La caccia alle streghe lasciò
scrisse e diresse un grande film di denuncia del- una scia di cause per inden-
la guerra: “E Johnny prese il fucile”. nizzo dei danni morali e
materiali subiti. Il primo a
Zero Mostel nel film come nella realtà intentare un’azione legale fu
La storia di Zero Mostel ha molti punti di con- John Henry Faulk, che portò
tatto con quella di Trumbo, ma fu più dramma- in giudizio una delle aziende
tica. Mostel era un attore ebreo. private che valutavano le sim-
Godeva di una notevole fama quando entrò patie comuniste e collocava-
nella lista nera, nel 1955, venne marchiato per- no i sospetti nella propria lista
ché testimoniando in aula si rifiutò di fare i nomi nera. Era il 1957. La causa si
di altri artisti comunisti. Si rifugiò nel teatro ed è chiuse nel 1962 con la vitto-
proprio il teatro che lo riportò in auge nel 1961. ria di Faulk. Il tribunale rico-
Con il nuovo decennio l’aria è cambiata: alla nobbe il danno professionale
Casa Bianca c’è Kennedy. dell’artista radiotelevisivo e
Mostel tornò di fronte alla macchina da presa il conseguente risarcimento.
con “Il prestanome” del regista Martin Ritt, un Le liste nere non furono
film del 1976 con Woody Allen. Interpretava l’at- più alimentate, anche per
tore comico che si suicida perché, dopo essere paura dei costi che la proscrizione avrebbe potuto Zero Mostel sul
finito nella lista nera, nessuno lo fa più lavorare. comportare per il sistema, ma dovettero passare set di “The Front”
Tra le vittime più illustri della caccia alle stre- altri anni perché scrittori e attori finiti all’indi- (“Il prestanome”),
ghe va certamente menzionato Leonard Bern- ce potessero tornare a lavorare in piena libertà. il film che nel 1976
stein, il celebre compositore. Fu messo al bando Anche McCarthy pagò lo scotto della ven- lo riportò in auge.
nel 1950, nonostante avesse assicurato di non tata di persecuzioni che porta il suo nome. La
campagna contro le infiltrazioni comuniste tra i
militari era stata la sua tomba politica. Il Senato
americano lo aveva persino sanzionato per la sua
condotta aggressiva e “contraria alle tradizioni”
parlamentari, lasciando una cicatrice profonda e Charlie Chaplin
insanabile nell’uomo McCarthy. riceve da Jack
Dopo l’ennesimo ricovero, morì a 48 anni Lemmon l’Oscar
nell’ospedale di una città di provincia. • alla carriera nel
1972: una sorta di
ARMANDO ORLANDO risarcimento per i
(Giornalista e scrittore di Storia). torti subiti.

BBC HISTORY ITALIA [13]

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Storia francese

LUIGI XIV
SPLENDIDO
GUERRAFONDAIO

Il Re Sole ha lasciato un segno nella Storia


non solo per lo splendore della sua corte,
per la cultura e il mecenatismo che lo hanno
contraddistinto, ma anche perché fu lui
a rendere grande la Francia, grazie soprattutto
all’esercito, potente ed efficiente, che vinse
mille battaglie e allargò i confini del regno

[14] BBC HISTORY ITALIA

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O
rmai anziano, malato e giunto alla
fine dei suoi giorni, per il re Sole, Lui-
gi XIV, fu tempo di bilanci. Ripercor-
rendo i 54 anni del suo regno, dei quali
ben 34 lo avevano visto combattere per realizzare
le proprie ambizioni, constatò con amara sincerità
di “aver amato troppo la guerra”.
Più delle scintillanti feste nei suoi suntuosi palaz-
zi, più delle sue innumerevoli amanti, più dell’eb-
brezza del potere assoluto, Luigi XIV infatti amò
la guerra e con quelle parole pronunciate sul let-
to di morte volle riassumere il suo regno e la sua
più duratura eredità nella Storia. «È certo», scrisse
Voltaire nella sua opera “Le guerre di Luigi XIV”,
«che egli bramasse appassionatamente la gloria,
più che le conquiste stesse».
Luigi di Borbone fu incoronato re quando ave-
va appena 4 anni, ma ascese al potere assoluto solo
nel 1661, dopo la morte del cardinale Giulio Rai-
mondo Mazzarino, al quale sua madre Anna d’Au-
stria aveva affidato il governo effettivo del Paese.
Con 18 milioni di abitanti, la Francia era allo-
ra di gran lunga la nazione più popolosa d’Euro-
pa – l’Austria degli Asburgo ne contava 8, Spagna
e Inghilterra 6 – ma «il disordine vi regnava sovra-
no», annotò Luigi nelle sue Memorie. Un Paese
grande e prospero, all’avanguardia nello svilup-
po agricolo e ben avviato in quello commerciale e
industriale, ma privo di peso politico e ancora feu-
dale nella sua struttura più intima, con un pote-
re frammentato nelle mani di una classe nobiliare
senza altre ambizioni che quella di conservare i
propri privilegi.

Cominciò dall’esercito Per diventare il “Re


Sole”, Luigi dovette dare un obiettivo a quella
nobiltà cinica e demotivata, e ci riuscì impo-
nendo ad essa per prima, ma anche a tutto il
popolo, il dovere di mettersi al servizio della
corona e di realizzare i suoi sogni di una Francia
più grande e potente. Fu lui l’inventore del con-
cetto, caro a tutti i francesi, di “grandeur”.
Era la premessa di una lunga stagione di
guerre. Gli obiettivi territoriali di Luigi XIV
erano ambiziosi: l’estensione della Francia su
quelli che egli considerava i suoi confini natura-
li, dal Reno, a Est, fino ai Pirenei, a Sud.

Ricevimento del “Grand Condé” a Versailles, dopo la


vittoria a Seneffe. Luigi II di Borbone-Condé si inchina
davanti a Luigi XIV tra le bandiere catturate al nemico.

BBC HISTORY ITALIA [15]

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Storia francese

Le principali battaglie del Re Sole


I n trent’anni di guerre, non tutte con esito favorevole alla Francia, il Re Sole allargò notevolmente i confini del suo regno, anche se a costo di
insanabili crisi economiche, annettendosi l’Alsazia, Metz, Toul, il Rossiglione, l’Artois, le Fiandre francesi, Cambrai, la Contea di Borgogna,
la regione della Saar, l’Hainaut e la Bassa Alsazia. Ecco in dettaglio 4 delle sue battaglie più importanti:

GUERRA OLANDESE (1672-1678)


BATTAGLIA DI SENEFFE
Località: Belgio.
Data: 11 agosto 1674.
Comandante francese: principe Luigi II di Borbone-Condé.
Comandante avversario: principe Guglielmo III d’Orange.
Avversari: Stati Tedeschi, Spagna, Olanda.
Forze in campo: 44.000 francesi contro 65.000 alleati.
Perdite: 8.000 francesi, 20.000 alleati.
Esito: vittoria francese. Il duca d’Enghien salva la vita del padre, Luigi II di Borbone-Condé, a Seneffe.

GUERRA OLANDESE (1672-1678)


BATTAGLIA DI ENTZHEIM
Località: Alsazia, Francia.
Data: 4 ottobre 1674.
Comandante francese: visconte di Turenne.
Comandante avversario: principe Alexander von Bournonville.
Avversario: Impero asburgico.
Forze in campo: 22.000 francesi contro 38.000 imperiali.
Perdite: 3.500 francesi, 4.000 imperiali.
Piano della battaglia di Entzheim nel 1674. Esito: vittoria francese.

GUERRA DELLA GRANDE ALLEANZA (1688-1697)


BATTAGLIA DI MARSAGLIA
Località: Marsaglia presso Torino.
Data: 4 ottobre 1693.
Comandante francese: maresciallo Nicolas Catinat.
Comandante avversario: duca Vittorio Amedeo II di Savoia.
Avversari: Spagna e Savoia.
Forze in campo: 35.000 francesi contro 30.000 spagnoli e savoiardi.
Perdite: 1.800 francesi, 10.000 alleati. Disposizione delle due armate (a sinistra
Esito: Vittoria francese. i francesi, a destra gli alleati).

GUERRA DI SUCCESSIONE
SPAGNOLA (1702-1713)
BATTAGLIA DI MALPLAQUET
Località: Francia.
Data: 11 settembre 1709.
Comandanti francesi:
duca de Villars e duca de Bouffliers.
Avversario: Grande Alleanza.
Forze in campo: 100-120.000 alleati
contro 90.000 francesi.
Perdite: 25.000 alleati, 12.000 francesi.
In alto a destra le truppe alleate, in basso a sinistra quelle francesi. Esito: Vittoria alleata.

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Luigi XIV, splendido guerrafondaio

In particolare, le sue mire sul versan- ta la gestione delle Forze Armate france- Ritratto del
te orientale riguardavano territori di si, il cui potere, affermò Luigi nelle cardinale
lingua francese – l’Artois, la Lore- sue Memorie, «era infinito, supe- Mazzarino ad
na, la Franca Contea – ma anche riore a quello dello stesso re».Tra opera di Philippe
province storicamente estranee le varie prerogative del Colon- de Champaigne.
alla Storia del Paese, come le nello Generale, la più impor- Fu solo alla morte
Fiandre spagnole e l’Alsazia. tante era l’assegnazione delle del cardinale,
Mise così in gioco l’equilibrio “commissioni” da ufficiale: un sopraggiunta il
tra i poteri delle nazioni euro- sistema, allora in uso in tutta 9 marzo 1661, che
pee, e tutte le grandi potenze Europa, mediante il quale l’in- il giovane Luigi XIV
continentali si coalizzarono per carico di colonnello comandan- potè governare
contrastare quello che era espli- te di un reggimento era un vero autonomamente.
citamente un progetto egemonico. e proprio investimento economico
Ma prima di combattere i nemici riservato ai nobili più facoltosi. Que-
esterni, Luigi dovette fare i conti con sti comperavano il titolo dal Colonnel-
quelli interni. L’esercito che avrebbe dovuto lo Generale, divenendone a tutti gli effetti il
realizzare i suoi ambiziosi disegni, infatti, era nel- proprietario, e poi lucravano sulle spese del suo
le peggiori condizioni possibili. Solo 70mila uomi- mantenimento, che erano a carico delle casse rea-
ni, oltretutto indisciplinati, scarsamente addestrati, li. Un mercato estremamente lucroso: in questo
sottoposti a una gerarchia corrotta e inefficiente. modo il Colonnello Generale poteva esercitare
I gradi non si guadagnavano con l’impegno e il un’enorme influenza sulla nobiltà, non solo asse-
valore ma si acquistavano. gnando gli incarichi ai propri amici, ma soprattutto
Come era accaduto per la sua ascesa al potere, chiudendo un occhio,
resa possibile dalla morte del cardinale Mazzari- o entrambi, sulle loro
no, anche in questo caso fu la morte di un anzia- malversazioni. L’esercito francese era nelle peggiori
no notabile di corte a spianargli la strada. Il duca di Morto de La Valet- condizioni possibili. Solo 70mila
Épernon, Bernard de Nogaret de La Valette, rive- te, Luigi prese nel- uomini, indisciplinati, scarsamente
stiva infatti il ruolo di Colonnello Generale della le sue mani anche addestrati, sottoposti a una gerarchia
Fanteria, un incarico chiave nell’amministrazione questo potere, abolì corrotta e inefficiente
francese dell’epoca, perché da lui dipendeva tut- l’incarico di Colon-

Nicolas de Catinat
de La Fauconnerie
alla testa delle
truppe fracesi
durante
la Battaglia
di Marsaglia, in
Piemonte,
il 4 ottobre 1693.
Nella pagina a
fronte, Luigi XIV in
un ritratto ufficiale
del 1673, attribuito
a Philippe de
Champaigne.

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Storia francese

re fama, non si deve dimenticare che essa per ben


due volte subì l’onta di vedere violata Parigi dagli
eserciti nemici, mentre i generali del Re Sole riu-
scirono sempre a evitarlo. I loro nomi sono poco
conosciuti, ma personalità come Turenne, Con-
dé, Vauban, Catinat, meritano un posto d’onore
nell’empireo dei più grandi comandanti militari.
Henri de la Tour d’Auvergne, visconte di Turen-
ne (1611–1675), fu il più vincente tra tutti i mare-
scialli di Francia del XVII secolo, un maestro della
guerra di manovra. Il principe Luigi II di Borbo-
ne detto “Le Grand Condé” fu un genio militare
precocissimo: a soli 22 anni vinse forze superiori
spagnole nella Battaglia di Rocroi. Sébastien Le
Prestre de Vauban (1633-1707) rivoluzionò con le
sue idee le tecniche d’assedio e l’ingegneria milita-
re, perfezionando il sistema della traccia bastionata
italiana (un nuovo tipo di fortificazione da contrap-
porre ai progressi dell’artiglieria).
La regina Anna nello Generale e avviò una profonda opera di Nicolas Catinat (1637-1712), di nascita borghe-
d’Asburgo, meglio ristrutturazione delle Forze Armate, affidando que- se, iniziò la carriera militare nelle guardie di Lui-
nota come Anna sto compito a un uomo che può essere considerato gi XIV salendo per i suoi meriti fino al grado più
d’Austria, moglie – al pari dello stesso re – uno dei più grandi rifor- alto, Maresciallo di Francia.
di Luigi XIII, ritratta matori militari di tutti i tempi: François Michel le Costituendo un corpo ufficiali con responsabi-
con i suoi figli, Tellier, marchese di Louvois. Competente e riso- lità e compiti ben definiti, si stabiliva una catena
il futuro Luigi luto, appoggiato senza riserve dal re, trasformò in di comando e una gerarchia chiare e indiscutibi-
XIV e Filippo I di pochi anni un’armata fatiscente in un’efficiente li: era il rango militare e non il prestigio sociale o i
Borbone-Orléans. macchina da guerra. vincoli personali a determinare chi doveva coman-
Il grado di colonnello, con l’annessa proprietà dare e chi obbedire, e questo divenne il principio
del reggimento, rimase oggetto di compravendita operativo futuro di tutti gli eserciti. Le forme del-
tra nobili, ma il comando effettivo dei reggimen- la guerra sono cambiate molte volte da allora, ma
ti fu loro sottratto e trasferito a militari di profes- le istituzioni militari ancora oggi impiegano gli
sione con gradi creati ad hoc: tenente colonnello, stessi titoli, adottano le stesse categorie e instaura-
comandante del reggimento, mentre i maggio- no le stesse relazioni stabilite per i reggimenti fran-
ri comandavano i battaglioni. Questa riforma fu cesi del XVII secolo. Con la riforma di Luigi XIV,
completata nel 1667, quando Luigi creò anche il quella dell’ufficiale diventò una professione, la più
grado di brigadiere generale, un ufficiale superiore nobile delle professioni. Il principio base del suo
che comandava più reggimenti. Luigi decretò che esercito, e lo sarebbe diventato per tutti gli eserci-
a questo incarico potessero accedere anche ti, fu: ordine, disciplina, abnegazione.
i tenenti colonnelli, definendo in que- Il controllo di Louvois e dello stesso
sto modo una via interna all’esercito re sul grado di efficienza raggiunto
di avanzamento per merito agli uffi- dai suoi reggimenti era continuo e
ciali più dotati, indipendentemen- capillare: Luigi dedicava quotidia-
Ritratto del duca di te dalla loro nobiltà o ricchezza, namente ore e ore ad assistere alle
Épernon, Bernard e contemporaneamente confe- esercitazioni e alle manovre sul
de Nogaret de La rendo al suo esercito una solida campo delle proprie truppe, e
Valette, che rivestiva ossatura professionale. il suo esempio spingeva anche i
il ruolo di Colonnello nobili proprietari dei reggimen-
Generale della Per i feriti gravi c’era ti a emularlo per guadagnarsene
Fanteria: tutta la l’Hôtel des Invalides Con la benevolenza. «Più battaglie
gestione delle Forze questa lungimirante riforma, la sono vinte dal buon ordine e dal
Armate francesi Francia di Luigi XIV promosse contegno delle truppe che dai
dipendeva da lui. una generazione di comandanti colpi di spada e di moschetto e
Alla morte del duca, militari di altissimo livello. Se quel- questa abitudine a marciare bene e
il re concentrò nelle la partorita dalla Rivoluzione, oltre a tenere l’ordine può essere ottenuta
sue mani anche un secolo dopo – Napoleone e i suoi solo con l’addestramento», scrisse il Re
questo potere. Marescialli – gode sicuramente di maggio- Sole nelle sue Memorie, aggiungendo: «Il

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Luigi XIV, splendido guerrafondaio

La Fronda

P rima di Luigi XIV fu il cardina-


le Mazzarino a reggere le sorti
della Francia. La sua politica, però,
scatenò la rivolta del Parlamento e
della nobiltà, conosciuta come “la
Fronda”, per le fionde con le quali
i parigini tempestarono di sassi le
finestre del cardinale. Luigi e sua
madre furono costretti alla fuga e il giovane re fu profondamente segna-
to dagli avvenimenti, nei quali era coinvolto anche il cugino, principe di
Condé, che venne perdonato divenendo uno dei suoi generali di maggio-
re successo (1648-1652). Sconfitta la Fronda, Luigi si avvicinò gradata-
mente al potere effettivo, che raggiunse però solo alla morte di Mazza-
rino (1653-1661). (Nella foto Luigi XIV come vincitore della Fronda).

dell’editto reale del 1670, che recitava: «Per colo- A sinistra, ritratto
Prima della riforma di Luigi XIV, gli ro i quali hanno rischiato la loro vita e profuso il di François Michel
eserciti durante le campagne militari loro sangue per la difesa della monarchia, affin- Le Tellier, marchese
avevano un numeroso seguito di ché passino il resto dei loro giorni in tranquillità». di Louvois. Luigi XIV
non combattenti: le mogli e i figli dei gli affidò il compito
soldati, nonché le prostitute Armate, non carovane in divisa Grazie di ristrutturare
all’addestramento ossessivo, le truppe agivano mec- profondamente le
canicamente ed obbedivano senza la minima esi- Forze Armate.
buon ordine ci fa sembrare sicuri, ed è sufficien- tazione ai propri ufficiali.
te a farci apparire coraggiosi, perché molto spesso Questi ultimi però dovevano essere pronti a con-
i nostri nemici non aspettano che ci avviciniamo durli in battaglia offrendo loro l’esempio di mas-
abbastanza da costringerci a dimostrare di esser- simo coraggio e sprezzo del pericolo: la mortalità
lo veramente». tra gli ufficiali francesi raggiunse livelli molto più
Agli occhi di Luigi XIV il combattimento era alti che negli altri eserciti europei, ma le truppe
innanzitutto uno scontro di volontà dal quale francesi si guadagnarono la fama di un coraggio
sarebbe uscita vincitrice la schiera con il più alto ineguagliabile.
spirito di sacrificio: una convinzione che si radicò Nessun dettaglio venne trascurato per raggiun-
in tutti gli eserciti europei e che ha rappresentato gere l’obiettivo. Prima della riforma di Luigi XIV, L’Hôtel des
un dogma inconfutabile fino alle stragi sui campi gli eserciti durante le campagne militari avevano Invalides, adibito
di battaglia della Grande Guerra, dove si immo- un numeroso seguito di non combattenti: al ricovero dei
larono senza esitazioni milioni di uomini. Il sol- le mogli e i figli dei soldati, prostitute, mer- soldati feriti in
dato del re Sole non aveva più tempo per oziare: canti e chiunque altro trovasse conveniente battaglia affinché
ogni momento della sua giornata era dedicato a unirsi alle armate. In nome dell’efficienza potessero
una precisa attività, in una routine che si sarebbe e della moralità, le armate francesi aboli- passare «il resto
ripetuta giorno dopo giorno, anno dopo anno, fino rono questo uso, eccettuato un ristretto dei loro giorni in
alla morte o al suo onorevole congedo. L’esercito numero di vivandiere e ambulanti per tranquillità»,
divenne una famiglia, con un padre severo ma giu- servire le truppe, e una ventina di come recita
sto e riconoscente: la disciplina veniva fatta rispet- mogli di buona reputazione dei sol- l’editto reale
tare anche a costo di crudeli pene corporali, ma dati in qualità di sarte, lavandaie del 1670.
per i meritevoli c’era-
no premi e avanzamen-
ti di carriera, e chi era
stato gravemente ferito
aveva diritto alle cure
che l’Hôtel des Invali-
des, a Parigi, riservava
ai reduci dei campi di
battaglia, come stabilito

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Storia francese

I quattro generali
di Luigi XIV che
più contribuirono
alle sue vittorie.
Dall’alto, in senso
orario: Henri de La
Tour d’Auvergne,
visconte di Turenne;
Sébastien Le
Prestre de Vauban;
Luigi II di Borbone-
Condé, vincitore
della Battaglia di
Seneffe; Nicolas
de Catinat de
La Fauconnerie,
raggiunse il grado
di Maresciallo di
Francia partendo da
semplice guardia.

e infermiere, ruoli comunque indispensabili. Se


si confrontano le rappresentazioni artistiche degli
eserciti della prima metà del Seicento con quelle
dell’epoca del Re Sole, la differenza salta all’oc-
chio: a dipinti che ritraggono soldati oziosi e caro-
vane e accampamenti ammassati alla rinfusa, si
sostituiscono rappresentazioni di uomini intenti
ad addestrarsi perfettamente inquadrati, focolari
e tende allineati con un ordine che avrebbe fat-

[20] BBC HISTORY ITALIA

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Luigi XIV, splendido guerrafondaio

Jean-Baptiste Colbert

J ean-Baptiste Colbert fu controllore


generale delle finanze di Francia dal
1665 fino alla morte, avvenuta nel 1683.
Fu un eccellente e infaticabile ammini-
stratore: a lui Luigi XIV dovette il risana-
mento economico del suo regno e il repe-
rimento delle immense risorse necessa-
rie per i suoi progetti militari. L’influenza
di Colbert si estese a ogni settore di attivi-
tà che avesse anche il pur minimo risvol-
to economico: dagli incentivi all’industria
e al commercio, fino all’attenzione per lo
sviluppo culturale, tecnologico e scientifi-
co. Ma nemmeno Colbert, il suo genio e la
sua dedizione, furono sufficienti a trova-
re le risorse necessarie per pagare i costi
delle guerre di Luigi XIV, per cui alla mor- Jean-Baptiste Colbert
te del re le condizioni economiche della presenta i membri
Francia erano tutt’altro che floride. Col- dell’Accademia Reale delle
bert fu ben più di un ministro delle finan- Scienze nel 1667, in un
ze: si deve a lui la dottrina economica nota dipinto di Henri Testelin.
come Colbertismo o mercantilismo.

to invidia alle pur disciplinate Legioni romane. Ritratto equestre si era quindi dotata della più moderna macchina
I reggimenti divennero così comunità esclusiva- di Luigi XIV che da guerra dell’epoca, grazie anche alla sua numero-
mente maschili, che isolavano i loro appartenenti ritrae il sovrano sa popolazione: in pochi anni, nel 1667, le truppe di
dal contesto sociale per concentrare tutte le loro duante l’assedio di Luigi raggiunsero le 125mila unità, per il primo atto
attenzioni e il loro tempo all’unità di cui faceva- Namur (1692). delle campagne di conquista previste da Luigi XIV,
no parte, cementando il legame tra commilitoni, ossia la Guerra di devoluzione contro l’alleanza tra
la fedeltà al reggimento e al re. Olanda, Spagna, Inghilterra e Svezia.
Vennero introdotte a questo scopo uniformi- Nel corso degli anni l’intera Europa si coalizzò
tà di reclutamento, equipaggiamento, vestiario contro la Francia, e questa rispose mobilitando e
e organizzazione, uguaglianza nel trattamento armando mediamente 300mila uomini fino ad un
economico e disciplinare, una parità di condi- massimo di 450mila, una cifra straordinaria mai
zioni che rafforzava ancor di più raggiunta fino alle guerre napoleoniche. Que-
più il senso di appartenen- sto sforzo gigantesco non solo fu alla lunga trop-
za ed è alla base del reg- po gravoso per l’economia e la società francese,
gimento moderno, con la ma non fu nemmeno sufficiente a vincere con-
sua storia, la sua tradizio- tro le forze coalizzate dell’Europa
ne e il suo spirito di corpo. intera. Il tramonto del Re Sole pro-
Le uniformi grigie delle iettò malinconiche ombre
fanterie francesi distin- sulle sue ambizioni delu-
guevano un reggimen- se, e semmai delineò il
to dall’altro grazie ad un profilarsi all’orizzonte di
preciso schema di colori, il quel “diluvio” che dopo di
reclutamento territoriale raf- lui avrebbe sommerso l’antico regime,
forzava la lealtà reciproca tra proprio a causa di quel suo irri-
soldati e “paesani” e diede ducibile e incontenibile amo-
impulso al culto della tradi- re per la guerra.•
zione e allo spiri-
to di corpo. NICOLA ZOTTI
La Francia (Storico, esperto di
di Luigi XIV Storia militare).

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Medioevo

LE MERAVIGLIE E LE INSIDIE
DI UNA STRADA
ADOBESTOCK

MILLENARIA
L’itinerario che dal Nord della Francia portava a Roma era il percorso abituale
dei pellegrini verso la città santa e dei mercanti verso le fiere della Champagne.
Un tragitto di quasi 1.600 km che nella parte italiana ricalcava le
antiche strade romane e si collegava al cammino di Santiago de Compostela

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La mappa
dell’itinerario
seguito da
Sigerico, da
Canterbury a
Roma.

A
ridosso dell’anno mille, il mona- risalente a oltre 100 anni prima che il nostro Nell’altra pagina, a
co inglese Sigerico, appe- monaco si mettesse in viaggio e in cui sinistra, vista della
na nominato arcivescovo compare il nome “Francigena”. Era Val d’Orcia, sulla
di Canterbury, prese il detta così, come è facile capire, per- via Francigena,
bordone, la borraccia, la sacca da ché aveva origine in Francia ed oggi patrimonio
viandante e, come un pellegrino era percorsa, oltre che dai pelle- dell’Unesco;
qualsiasi, si mise in viaggio per grini diretti a Roma provenienti in basso,
Roma, dove avrebbe ricevuto da quel Paese e dall’Inghilter- pellegrini della
dalle mani di papa Giovanni ra, dai mercanti che viaggiava- via Francigena
XV il pallio, simbolo della sua no tra le due regioni più ricche raffigurati in un
nuova dignità. Attraversata la d’Europa, cioè le Fiandre e il bassorilievo nel
Manica, imboccò a Calais la Nord Italia, e andavano a ven- duomo di Ferrara.
via Francigena, cioè il percor- dere le loro merci nella Cham- Nel tondo, papa
so che dalla Francia portava in pagne, dove si tenevano le fiere Giovanni XV
Italia, superando le Alpi al colle più frequentate. che avrebbe
del Gran San Bernardo e scen- Tra i tanti viandanti che si consegnato nelle
dendo in Val D’Aosta. misero in cammino lungo la Fran- mani di Sigerico
Era un tragitto già noto da secoli. cigena, prima e dopo il monaco il pallio, simbolo
Ad Abbadia San Salvatore, sul mon- inglese, perché dunque la strada più della sua carica
te Amiata, nella biblioteca dell’anti- battuta del Medioevo è stata chiamata come arcivescovo
ca abbazia, si conserva una pergamena “L’itinerario di Sigerico”? Perché lui di Canterbury.

BBC HISTORY ITALIA [23]

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Medioevo

Statua di Sigerico,
arcivescovo di
Canterbury situata
a Glastonbury, nel
Somerset, dove fu
istruito come monaco.

fu il solo che, oltre a per-


correrla, l’abbia anche rac-
contata.
Non durante il viaggio di
andata, ma al ritorno. Una
volta esauriti gli impegni che
lo avevano portato a Roma,
ricevuto il pallio dal papa
e fatto il giro delle 7 gran-
di basiliche come ogni bra-
vo pellegrino, si rimise in
cammino verso l’Inghilterra.
Ma stavolta tenne un diario
in cui segnò in maniera det-
tagliata tutte le località che
attraversava e in cui faceva
sosta. Ne risultò una sorta di guida che fu di gran-
Quante Francigene? de aiuto a chi si mise in viaggio dopo di lui
e che ancora oggi ci permette di individua-

I l nome di Francigena si applicava a tutte le strade che venivano dal


Nord e portavano a Roma. Se quella più frequentata era, come si è
detto, quella descritta da Sigerico, cioè la via della Fiandra, un altro
re con precisione l’esatto tragitto compiuto
del neoarcivescovo.

percorso, utilizzato soprattutto dalle popolazioni germaniche, seguiva Siena, tappa obbligata Sigerico ha divi-
il corso del Reno fino a Basilea, scendeva in Italia per il passo del San so il suo cammino in 80 tappe che, secondo la
Gottardo e a Piacenza si congiungeva con la Francigena classica. Sem- tradizione, avrebbe percorso in 80 giornate. Se
pre a Piacenza, in prossimità del guado del Po, si ritrovavano anche i questo fosse vero, avrebbe dovuto fare 20 km al
viandanti che venivano dalla Francia atlantica e che, dopo avere rag- giorno senza interruzioni per completare i qua-
giunto Lione, valicavano le Alpi per il colle del Moncenisio o del Mongi- si 1600 km che separavano Roma da Calais: un
nevro, percorrevano la Val di Susa e raggiungevano il Po a Torino. I pel- vero record anche per un atleta di oggi se si tie-
legrini provenienti dai Paesi dall’Est Europa preferivano invece il vali- ne conto dei lunghi tratti in salita, dell’attraver-
co del Brennero, da dove per Verona e Bologna scendevano a Rimini e samento dei fiumi, delle infinite difficoltà che
di qui raggiungevano Roma percorrendo l’antica via Flaminia. Va pure i viandanti dovevano affrontare in quei tempi
ricordato che i principali comuni italiani, sempre più ricchi e fiorenti, remoti. Ad ogni modo, stando al suo diario,
diventarono presto centri di grande richiamo non solo per i mercanti Sigerico uscì da Roma e fece la 1ª sosta nell’at-
ma anche per i pellegrini. Così nei primi secoli dopo il Mille buona par- tuale località La Storta, per giungere con la 10ª
te dei viandanti diretti a Roma, una volta giunti a Piacenza, deviavano tappa, dopo aver superato Sutri, Viterbo, Mon-
per Pavia e andavano a Milano, che si stava imponendo come il cen- tefiascone, ad Acquapendente.
tro più importante del Nord Italia. Allo stesso modo, da Lucca, invece Come si può notare (si veda la mappa a p. 23),
di proseguire verso Siena lungo il tragitto tradizionale, prendevano la il percorso dei pellegrini coincideva con quel-
direzione di Firenze, che da città mercantile qual era fece di tutto per lo della Cassia, l’antica via consolare che uni-
attrarre i pellegrini e godere degli stessi vantaggi economici che ave- va Roma a Firenze, e lo seguiva pari pari fino a
vano regalato il benessere alla sua rivale toscana. Siena. Alla Francigena, che la attraversava da Nord
a Sud, Siena doveva infatti la sua origine, tan-

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Una strada millenaria: la via Francigena

Nell’altra pagina,
il re di Francia
Carlo VIII, che
discese in Italia
percorrendo la via
Francigena.
A sinistra, il
Pellegrinaio di
Santa Maria della
Scala (XIV - XV
secolo), a Siena,
tappa obbligata
per i pellegrini
diretti a Roma.

La folla del Giubileo

S e il pellegrinaggio a Roma era già una diffusa pratica reli-


giosa nei secoli dell’Alto Medioevo, contribuendo alla
popolarità della via Francigena, nel 1300 diventò per milio-
gio, così femmine come uomini, di lon-
tani e diversi Paesi, e di lungi e d’apres-
so. E fue la più mirabile cosa che mai
ni di credenti un’occasione quasi obbligata per visitare la cit- si vedesse, ch’al continuo in tut-
tà eterna. In quell’anno papa Bonifacio VIII to l’anno durante avea in Roma
(nel tondo) indisse il primo Giubileo oltre al popolo romano 200mila
della Storia cristiana, riprenden- pellegrini, senza quegli ch’era-
do una tradizione di perdono e di no per gli cammini andando e
preghiera che proveniva dalla tornando». La Francigena, con
religione ebraica. Tutti colo- le sue varianti, resse benissi-
ro che nel corso di quell’an- mo la prova di quello straordi-
no avessero visitato per 15 nario flusso di pellegrini diret-
giorni di seguito le basili- ti a Roma. Più difficoltoso risul-
che romane dei santi Pie- tò regolare il traffico in città.
tro e Paolo avrebbero otte- Dante, nella Divina Commedia,
nuto il perdono dei peccati ricorda quello che vide con i suoi
e l’indulgenza plenaria. «Per occhi, e cioè che per la grande
la qual cosa», racconta nel- ressa si dovette istituire il dop-
la sua “Nuova Cronica” il fio- pio senso di marcia sul ponte di
rentino Giovanni Villani (qui a Castel Sant’Angelo: da una par-
destra) che partecipò al Giubi- te camminavano i pellegrini che
leo, «gran parte de’ Cristiani ch’allo- andavano a San Pietro, dall’al-
ra viveano feciono il detto pellegrinag- tra quelli che ne tornavano.

BBC HISTORY ITALIA [25]

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Il Primo Novecento italiano

to che questa bellissima città veniva chiamata “la


figlia della strada”.
Ma le doveva anche il grande benessere, grazie
alle gabelle, ai pedaggi, alle elemosine che un tale
andirivieni portava nelle casse del comune. E non
è un caso che qui sia sorto, proprio intorno all’an-
no Mille, il primo vero ospedale della Storia, il
Santa Maria della Scala, dove una sala, poi stupen-
damente affrescata, si chiama ancora oggi il Pelle-
grinaio perché serviva per l’appunto ad accogliere i
pellegrini.
Superata Siena, il percorso abbandonava il traccia-
to della Cassia e piegava a Ovest, lungo la Val d’El-
sa, fino ad arrivare a Lucca e di qui a Luni, antica
città romana al confine tra Toscana e Liguria, in
prossimità dell’attuale Sarzana.
Di quella storica località restano solo le rovine,
ma nell’Alto Medioevo aveva un porto molto attivo
soprattutto per il commercio del marmo delle Apua-
ne, una sede vescovile e la giurisdizione sulla valle
che da essa prese il nome, la Lunigiana.

L’entrata
trionfante di In onore di San Michele Il borgo di Mont Saint-Michael,
Carlo VIII a Napoli, in Normandia. Da qui partiva
in un dipinto di
Eloi Firmin Féron,
conservato
U n’altra frequentata via dei pellegrini, che per
la parte centrale ricalcava la Francigena ma
se ne differenziava nel primo tratto e con l’ulti-
il pellegrinaggio in onore di
San Michele che giungeva
fino al Gargano, in Puglia.
alla Reggia di mo proseguiva oltre Roma fino al promontorio
Versailles. del Gargano, era quella che collegava i tre prin-
Per raggiungere cipali santuari europei dedicati a San Michele
il nostro Paese e arcangelo, molto venerato in quei tempi di guer-
attraversare la re e violenze. Partiva da Mont Saint-Michel, lo
penisola, il re di spettacolare isolotto sulla costa della Norman-
Francia si servì dia su cui sorge un’antica abbazia dedicata a
della stessa San Michele, e scendendo per Rouen arrivava a
strada percorsa Parigi, da dove andava a incrociare la Francige-
da pellegrini e na nella Champagne, oppure, scendendo verso
penitenti: la via Lione, puntava al passo del Moncenisio e sbuca-
Francigena. va in Val di Susa. Qui, a una quarantina di chilo-
metri da Torino, si incontrava il secondo santua-
rio dedicato all’arcangelo, la Sacra di San Miche-
le, forse meno noto ma altrettanto suggestivo di
quello francese, costruito intorno all’anno Mille.
È il convento al quale si ispirò Umberto Eco per
ambientarvi “Il nome della rosa”. Il pellegrinaggio
proseguiva poi sullo stesso tracciato della Fran-
cigena fino a Roma. Quindi si dirigeva verso l’A-
bruzzo per scendere in Puglia e puntare sul Gar-
gano. A Monte Sant’Angelo si trovava l’ultimo dei zione grazie all’opera dei Longobardi, appena con-
santuari dedicati a San Michele, ma il primo ad vertiti al cristianesimo, che dell’arcangelo Miche-
essere costruito, in ricordo di un antico prodigio. le fecero quasi un eroe nazionale. Proprio a cavallo
Qui infatti, nel 490, l’arcangelo era apparso den- dell’anno Mille, pochi anni dopo la morte di Sigeri-
tro una grotta scavata nella roccia, a san Loren- co, al santuario sul Gargano si presentò un illustre
zo Maiorano. Quel luogo e quell’evento diventa- pellegrino, l’imperatore Ottone III di Sassonia, sceso
rono subito oggetto di una vasta e intensa devo- dal Brennero e da Rimini. Era venuto a chiedere l’a-

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Una strada millenaria: la via Francigena

Palmieri o Romei?

N on tutti i pellegrini erano uguali. C’erano quelli ricchi,


che andavano a cavallo ed erano accompagnati
da una schiera di servitori, e quelli poveri, che pote-
ta, «si possono intendere in due modi, in uno largo e in
uno stretto: in largo, in quanto è peregrino chiunque
è fuori della sua patria; in modo stretto non s’in-
vano contare solo sulle loro gambe e sulla cari- tende peregrino se non chi va a la casa di san
tà della gente. C’erano i signori protetti da scor- Jacopo [di Compostela] o riede. E però è da
te armate e i contadini che si si spostavano in sapere che in tre modi si chiamano propria-
gruppo per meglio difendersi dagli animali mente le genti che vanno al servigio de l’Al-
selvatici e dai briganti. C’erano i grandi prelati tissimo: chiamansi palmieri in quanto van-
che viaggiavano con apparati principeschi e i no oltremare [cioè a Gerusalemme], là onde
poveri monaci che trovavano ospitalità in ere- molte volte recano la palma; chiamansi pere-
mi sperduti. Ma la differenza, oltre che nella grini in quanto vanno a la casa di Galizia, però
condizione sociale, stava anche nel loro nome, che la sepoltura di san Jacopo fue più lonta-
che cambiava a seconda della destinazione. A na de la sua patria che d’alcuno altro aposto-
dircelo è Dante (nell’ovale), niente di meno, che lo; chiamansi romei in quanto vanno a Roma».
nella sua “Vita Nova” racconta di avere incontrato Dunque, Sigerico, come tutti coloro che percor-
alcuni pellegrini e spiega perché era improprio chia- revano la via Francigena per andare a Roma, era, in
marli genericamente così. «Ché peregrini», dice il poe- modo stretto per dirla con Dante, un “romeo”.

Attraverso monti e valli A Luni la Franci-


gena incrociava un altro grande itinerario dei pel-
legrinaggi medievali, la strada che percorreva tutta
la Liguria ricalcando l’antica via Aurelia, attraver-
sava la Provenza e andava a congiungersi prima
dei Pirenei con il cammino di Santiago de Com-
postela.
L’Aurelia arrivava a Luni da Roma attraversan-
do la “Marittima”, come si diceva allora, cioè la
Maremma, con un tragitto più breve di quello che
passava per Siena. Ma quel percorso lungo la costa
era ampiamente coperto da paludi e infestato dalla
malaria, per cui si preferiva evitarlo per percorrere
la più lunga e agevole via Francigena. L’arcivesco-
vo Sigerico proseguì il suo cammino risalendo la
Lunigiana lungo il Magra fino al valico della Cisa.
Allora si chiamava monte Bardone, contrazio-
ne del nome latino Mons Longobardorum, cioè
Monte dei Longobardi, che di qui transitavano
per passare nella Tuscia. Dal valico Sigerico scese
seguendo il corso del Taro, attraversò Fornovo, rag-
giunse Fidenza per arrivare a Piacenza. Pochi chi-
lometri a monte della città emiliana, in una località
che oggi si chiama Calendasco, guadò il Po con
una barca per puntare poi su Pavia, Vercelli, Ivrea
e finalmente Aosta.
Ad Aosta cominciava il tratto più duro del
iuto del santo prima di andare a Roma per imporvi viaggio, con la salita al Gran San Bernardo
il suo controllo con la forza di un potente esercito. e la lunga discesa che passando per la valle
Il santuario di monte Sant’Angelo era, infine, una del Rodano arrivava a Losanna, sul lago di
tappa obbligata dei “palmieri”, cioè dei pellegrini Ginevra. Va detto che il valico del Gran San
che, provenendo da Roma o da Rimini, scendeva- Bernardo non era il solo. C’era già allora chi,
no in Puglia e arrivavano fino a Brindisi per imbar- soprattutto se veniva dalla Francia occidentale,
carsi alla volta di Gerusalemme. preferiva superare le Alpi passando per il colle del
Moncenisio, scendendo poi per la Val di Susa

BBC HISTORY ITALIA [27]

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Medioevo

Ricostruzione dell’abbazia di verso Torino e andando a incrociare la Francige-


Cluny, in Borgogna, na a Vercelli, o più giù, a Piacenza.
da cui passò Sigerico Anzi, con l’andare del tempo, diventerà que-
tornando in Inghilterra. sto l’itinerario più battuto, non solo dai pellegri-
ni ma anche dagli eserciti. È da qui che, alla fine
del Quattrocento, scenderà in Italia il re di Fran-
cia Carlo VIII, aprendo la strada alle conquiste stra-
niere (e a Fornovo, sempre sulla Francigena, sarà
sconfitto dalla tardiva reazione delle signorie ita-
liane mentre tornava da Napoli, diretto al suo Pae-
se). Va aggiunto che tutta questa regione a cavallo
delle Alpi faceva parte del ducato di Savoia, i cui
signori, futuri re d’Italia, dovevano proprio al con-
trollo dei passi alpini la loro potenza e ricchezza.
A Losanna cominciava l’ultimo tratto della Fran-
cigena, lungo ma più agevole della parte italia-

Ghino di Tacco, il brigante terapeuta

I l rilievo collinare che separa la Val d’Orcia dalla Valle del


Paglia, nel Sud della Toscana, viene adesso facilmente supe-
rato grazie a una comoda galleria stradale sulla Cassia. Nel
punto di andare a Roma con qualche centinaio di uomini, sali-
re al Campidoglio, entrare nella sala dove si amministrava la
giustizia e, come ricorda Dante, decapitare il giudice Beninca-
Medioevo, invece, il tracciato dell’antica via romana saliva sulla sa da Laterina, che quando stava a Siena aveva condannato a
sommità dello spartiacque, dove, a 800 m sul livello del mare, morte suo padre e suo zio. Poi, infilzata la testa sulla punta di
sorge il borgo di Radicofani, dominato dalla mole imponen- una picca, se ne tornò a Radicofani senza che nessuno potes-
te di una fortezza sulla quale svetta un’alta ed elegante torre se fermarlo. Il macabro trofeo rimase esposto molti giorni sulla
merlata. Verso la fine del Duecento questo castello fu il domi- torre del castello, a feroce ammonimento di podestà e giudici
nio e il rifugio del brigante Ghino di Tacco, un bandito di stra- temerari. In una novella del “Decamerone” si racconta che l’a-
da diventato presto popolare come una sorta di Robin Hood bate di Cluny, mentre tornava da Roma sofferente di lancinan-
nostrano. Ghino apparteneva ad una famiglia della piccola ti dolori allo stomaco, pensò di andarsi a curare alle vicine ter-
nobiltà di campagna che, in mancanza di altre risorse, ave- me di San Casciano. Ma, sequestrato da Ghino di Tacco, guarì
va pensato bene di procacciarsi da vivere rubando e rapinan- del suo male grazie alla dieta impostagli dal bandito durante
do. Catturato insieme al padre e allo zio, lui venne risparmia- la prigionia, che era composta solo di pane, fave secche e Ver-
to per la giovane età, mentre i suoi due parenti furono con- naccia di San Gimignano. L’abate ne restò così soddisfatto che
dannati a morte e giustiziati in piazza del Campo a Siena. Nel chiese e ottenne dal papa il perdono per il brigante terapeuta.
1290 Ghino decise di riprende-
re la lucrosa attività di fuorileg- La Fortezza di Radicofani,
ge e, messa insieme una briga- in cui si insediò Ghino di
ta di gente come lui, si imposses- Tacco nel 1290, taglieggiando i
sò della fortezza di Radicofani, viandanti della via Francigena.
che faceva parte dello Stato pon-
tificio, ma era al confine con la
repubblica senese. Da lassù pote-
va controllare il tratto sottostante
della Francigena e catturare i ric-
chi viandanti, mercanti o pellegri-
ni, che poi tratteneva prigionieri
CREATIVE COMMONS/Stefano Viola

nella torre fino a quando avessero


pagato un buon riscatto. Stanar-
lo era praticamente impossibile:
Siena non poteva farlo perché il
castello era fuori del suo territo-
rio, il papa non voleva farlo perché
aveva ben altri grattacapi. Sicuro
della sua impunità, Ghino arrivò al

[28] BBC HISTORY ITALIA

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Una strada millenaria: la via Francigena

RISCOPRIRE L’ITALIA E L’EUROPA A PIEDI


Ottone III di La statua di San Bernardo domina la sommità del colle
NU
CAMMINI

OV
A!

Sassonia, in una I cammini ITINERARI STORICI E


PELLEGRINAGGI che i pellegrini valicavano per scendere in Italia.
miniatura di un
Evangeliario
d’Europa Il Cammino di SANTIAGO
de COMPOSTELA
PREPARAZIONE
PERFETTA
Lo zaino,
l’abbigliamento e
l’equipaggiamento

na. Lasciando il lago di Ginevra, Sigerico risalì la


del X secolo.
L’imperatore O ggi si usano espressioni
come “mobilità dolce”,
“slow feet”, “itinerari di senso”:
A PIEDI lungo
le grandi VIE
La VIA
FRANCIGENA
cosiddetta via della Fiandra, scavalcò i monti del
Giura, superò la Franca Contea con Besançon, la
fu uno dei della FEDE La rete dei
Borgogna con la grande abbazia benedettina di
tanti modi per non dire più
CAMMINI EUROPEI
UN NUOVO MODO DI VIVERE LA NATURA
pellegrini illustri “pellegrinaggio”, eppure è
, TRA STORIA E TRADIZIONE
Cluny edificata neanche un secolo prima (neanche
che visitarono il così che sono nati i grandi
A SUD VERSO GERUSALEMME
Le antiche vie per la Città
LE ORIGINI
tra terra
STORICHE
e mare
Santa,
SCOPRIRE L’ITALIA
Turismo lento tra grandi
e centinaia di Borghi
città d’arte
storici
I SENTIERI DEL CAI
60.000 chilometri tra
e Appennini
Alpi un secolo dopo avrebbe avuto come abate Ildebran-
do di Soana, futuro papa Gregorio VII, proveniente
cop_001_Cammini_deurop
a_2019.indd 1

santuario percorsi a piedi attraverso 28/02/19 11:04

di San Michele il Continente e lungo i quali è stata forgiata dalla Toscana pure attraversata dalla Francigena) la
sul Gargano. l’unica, vera forma di identità e di cultura Champagne con Reims, l’Artois con Arras e final-
europea.
Prima il Cammino di Santiago, poi la Via mente giunse al canale della Manica, in prossimi-
Francigena e, a seguire, decine e decine di tà di Calais.
antichi sentieri che, negli ultimi anni, sono sati Dalla riva, mentre aspettava di imbarcarsi, poteva
riscoperti, riattivati, attrezzati e resi praticabili vedere le “bianche scogliere di Dover” e la sospira-
da una moltitudine crescente di appassionati. ta Inghilterra, dove lo aspettava la prestigiosa sede
Nasce così “Cammini: itinerari storici e
pellegrinaggi” la prima rivista interamente arcivescovile di Canterbury. L’avrebbe occupata per
dedicata a chi vuole riscoprire l’Italia e l’Europa non più di 4 anni – giusto il tempo per riposarsi dal
a piedi: un modo nuovo di vivere la Natura, tra lungo viaggio – quanti ne passarono dal suo ritorno
storia e tradizione. in patria alla morte, avvenuta il 28 ottobre del
Puoi acquistarlo in edicola dal 19 aprile a € 9,90
o online, anche in versione digitale, a € 4,90 sul
994, a neppure 45 anni di età. •
sito: www.sprea.it/cammini MARCELLO RICCARDI
(Giornalista e ricercatore storico).

BBC HISTORY ITALIA [29]

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Seconda guerra mondiale
CREATIVE COMMONS/ «Svoboda»’s Picasa Gallery

L’EROICA ED EFFIMERA
REPUBBLICA DI KOLKY
Una pagina gloriosa e misconosciuta degli anni bui in cui l’intera Europa
era sotto il tallone germanico l’ha scritta l’inerme Ucraina, che osò sfidare prima
l’Armata Rossa e poi le spietate legioni con la svastica: riuscì a fondare una
repubblica indipendente che fu poi annegata nel sangue

N
Alcuni ella Seconda guerra mondiale una in un’Europa sconvolta e oppressa dallo scontro
manifestanti di nazione osò ribellarsi orgogliosamen- di due potenze in preda al delirio di conquista.
Svoboda, partito te all’occupazione tedesca e, benché Una realtà che ricorda un’esperienza simile veri-
ucraino che si circondata da nemici potenti e ficatasi nel Nord Italia: la Repubblica par-
rifà all’ideologia implacabili come Russia e Germania, tigiana dell’Ossola. In Ucraina, come
del politico conquistò l’indipendenza dal Terzo in Italia, il finale fu tutt’altro che lieto.
Stepan Bandera, Reich, sia pure temporaneamente, pri- Il neonato Stato, costretto a combatte-
di cui mostrano ma di ricadere sotto il suo giogo. re su più fronti, resistette disperatamente
CREATIVE COMMONS/Alex Tora

orgogliosamente Fu la pacifica Ucraina, più volte inva- finché fu sopraffatto. Il suo eroico corag-
l’effigie (Kiev, sa, che seppe reagire energicamente fino gio fu punito con una terribile rappresa-
2009). Al centro lo a costituire una Repubblica indipenden- glia. Sarebbe dovuto passare molto altro
stemma dell’OUN, te, libera a tal punto da svolgere elezioni tempo, prima che gli ucraini ottenesse-
Organizzazione e creare istituzioni autonome in grado di ro la sospirata indipendenza.
Nazionalista gestire ogni ambito della vita pubblica, dall’or- La lotta ucraina proviene da lontano. Dopo
Ucraina. dine pubblico alla scuola, alla sanità. Un caso stra- la Grande Guerra, le regioni più occidentali del-
ordinario di un’oasi di pace, ordine e democrazia la nazione odierna, Volinia e Galizia, erano sta-

[30] BBC HISTORY ITALIA

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Le truppe tedesche si comportarono
in Ucraina come in tutti gli altri Paesi
occupati: coprifuoco, retate,
arresti, requisizioni e cittadini ai
lavori forzati in Germania

te annesse al risorto Stato polacco. Da subito si


diffusero movimenti nazionalisti ucraini, seppur
divisi fra loro e osteggiati dalle autorità. Più tar-
di, nel 1939, in seguito all’invasione tedesca della
Polonia, i capi dell’Organizzazione Nazionalista
Ucraina (OUN) che erano stati imprigionati furo-
no liberati: fra loro, Stepan Bandera, che era fra i
tanti che guardavano a Hitler come a un liberato-
re, dato che Stalin aveva governato le altre regioni
ucraine col terrore. Si calcola che negli anni Tren-
ta le sue “purghe” siano costate la vita a milioni
di ucraini. La Germania, quindi, apparve a molti
come il male minore.
Ma le due nazioni si spartirono il bottino e, in
seguito al Trattato Molotov-Ribbentrop, Volinia e
Galizia diventarono di proprietà dell’URSS: così
andarono incontro allo stesso destino del resto
dell’Ucraina, soffocata dall’odiosa oppressione sta-
liniana. Per l’eroico popolo ucraino non sembra-
va esserci scampo.

Dopo Stalin, Hitler L’invasione tedesca della


Russia, tuttavia, era parsa a molti ucraini, compreso
Bandera, un’occasione di riscossa. Liberata dal giogo conobbero la ferocia che si celava sotto l’emblema La 2ª Compagnia
staliniano, il 30 giugno 1941 l’Ucraina proclamò l’at- della croce uncinata. Si sviluppò allora un movi- del 115°
to di indipendenza. Si formarono persino alcuni bat- mento di resistenza clandestino, mentre gli abitanti Battaglione
taglioni (Roland, Nachtigall, Galizia) di nazionalisti delle regioni occidentali, per lo più contadini, for- Schutzmannschaft
ucraini che combatterono sul fronte russo a fianco marono bande di partigiani autonome, non colle- alla cerimonia di
della Wehrmacht. Ma bastarono pochi giorni per far gate all’OUN. consacrazione
cadere ogni illusione e rendersi conto di essere passa- Le truppe tedesche si comportarono in Ucraina della bandiera
ti dalla padella alla brace. come in tutti gli altri Paesi occupati: coprifuoco, nazionale ucraina,
Dopo le truppe russe arrivarono quelle tedesche: retate, arresti, continue requisizioni di alimentari a Dereczyn in
Hitler non intendeva accettare alcuna nazione indi- e invio di lavoratori forzati in Germania. La soppor- Bielorussia, il
pendente nel suo nuovo ordine europeo. Come tut- tazione della pacifica popolazione ucraina durò fino 31 ottobre 1943.
te le altre regioni orientali, l’Ucraina gli serviva per all’inizio del 1943, quando esplose la ribellione con un
realizzare quello “spazio vitale” (Lebensraum) dove aperto scontro armato tra la risorta OUN e le truppe
il popolo tedesco avrebbe sottomes- di occupazione. L’organizzazione Nazionali-
so gli abitanti e depredato ogni risorsa sta riuscì a raccogliere sotto il
disponibile. Per la Germania nazista, comando di un suo uomo, il
l’Ucraina era una preda preziosa in generale Roman Shukhevy- Francobollo
quanto “granaio d’Europa” e serbato- ch, le altre bande partigia- commemorativo,
io di manovalanza forzata. ne, tranne quelle comuniste, per il centenario
Quando l’occupazione tedesca e a inquadrarle nell’Esercito della nascita di
del Paese sostituì quella sovietica, i Insurrezionale Ucraino (UPA). Stepan Bandera,
capi dell’autoproclamata nazione Da quel momento, la tattica leader dell’OUN
libera furono arrestati e deportati, i degli oppositori al Nazismo e fondatore
battaglioni ucraini soppressi e l’Or- cambiò radicalmente, le azioni dell’Esercito
ganizzazione Nazionalista (OUN) di guerriglia e sabotaggio lascia- Insurrezionale
dichiarata fuorilegge. Gli ucraini rono spazio alla guerra aperta: Ucraino (UPA).

BBC HISTORY ITALIA [31]

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Seconda guerra mondiale

Memoriale ni) riuscirono a liberare buona parte del territorio.


CREATIVE COMMONS/Nataliya Shestakova

commemorativo Particolare successo ebbero le bande guidate da


della Repubblica Klym Savur (Dmytro Klyachkivsky), nel distret-
di Kolky. to di Kolky. A contrastarle, oltre ai tedeschi, era la
Sotto, vittime minoranza polacca, che ricopriva la maggior par-
civili polacche te dei posti nell’amministrazione pubblica, Polizia
del massacro compresa, e che temendo ritorsioni si era posta sot-
compiuto dalle to la protezione degli occupanti. Tra le due fazio-
forze dell’UPA, ni ci furono episodi di guerra civile sanguinosa,
nel villaggio di come l’eccidio in cui 40 polacchi morirono bru-
Lipniki in Polonia ciati in una chiesa cattolica a cui i ribelli ucraini
(26 marzo 1943). avevano dato fuoco.
La regione della
Volinia, e quella Rinascita di una nazione Nel maggio 1943
della Galizia, Kolky si era resa di fatto indipendente, senza il con-
facenti parte esercito contro esercito. I tedeschi risposero tra- tributo dei partigiani rossi, che non volevano allearsi
oggi dello Stato sferendo dal fronte intere divisioni, come l’VIII di all’Esercito insurrezionale ucraino (UPA), di cui non
ucraino, furono cavalleria delle SS, per intraprendere una serie di condividevano i piani strategici.
prima assegnate operazioni antipartigiane con l’impiego di aerei e Gli stessi occupanti tedeschi riconobbero il valore
alla Polonia e mezzi corazzati. Nello stesso tempo, fecero leva dei combattenti dell’UPA. «I nazionalisti ucraini», fu
poi all’URSS, sulla propaganda: con volantini e manifesti, bolla- riferito in giugno ad Alfred Rosenberg, Ministro del
scatenando forti rono gli insorti come alleati dei sovietici. Il vescovo Reich per i territori orientali occupati, «ci causano
risentimenti di ortodosso di Luc’k, aperto collaborazionista, arrivò maggiori difficoltà delle bande bolsceviche». Per ten-
natura etnica ad affermare sfrontatamente che i ribelli difende- tare di stroncare la ribellione, i tedeschi depredavano
negli ucraini. vano gli interessi della «cricca ebreo-bolscevica»! e radevano al suolo i villaggi che sostenevano l’UPA.
Grazie al largo sostegno della popolazione, le Per difendersi, la popolazione diede vita all’Unità di
centurie partigiane (brigate formate da 100 uomi- Autodifesa popolare ucraina, favorevole all’UPA. Nel
corso dell’estate la rivolta si estese alla Galizia. Nella
regione di Lviv (Leopoli) alcune unità dell’UPA riu-
Dopo aver scacciato i tedeschi, gli insorti organizzarono scirono a liberare i lavoratori forzati in una cava di
la Repubblica di Kolky con strutture autonome pietra, annientando la sorveglianza tedesca.
e libere elezioni. I giovani venivano La Repubblica insurrezionale di Kolky, che prese
educati prima di essere arruolati nell’UPA nome dal villaggio in cui era localizzato il quartier
generale partigiano di Klym Savur, comprendeva la
maggior parte della Volinia, per un totale di 2.500
km². Al commissario del Reich Erich Koch era rima-
sto il controllo di solo 2 delle 7 regioni di questa par-
te del Paese. La ribellione aveva tirato dalla propria
parte molti ex collaboratori dei tedeschi inseriti nelle
istituzioni e nella Polizia locale.
Dopo aver prevalso sul piano militare, gli insorti
presero a organizzare il neonato Stato con struttu-
re autonome. Furono istituiti consigli elettivi a più
livelli: dai villaggi, paesi e città ai rajon (province),
distretti e regioni. Ciascun consiglio era formato da
12 a 60 membri, con a capo uno starosta (sindaco)
o un presidente. Per nominarli, furono indette ele-
zioni in cui godevano di diritto di voto tutti gli abi-
tanti maggiorenni, donne comprese. Un’apposita
organizzazione si occupava di curare l’educazione
politica dei giovani e di arruolarli nell’UPA. Non in
tutti i rajon si poterono insediare le nuove ammini-
strazioni, ma in quelli interamente liberati dall’in-
vasione tedesca si procedette, nonostante le gravi
difficoltà negli approvvigionamenti, a riorganizzare
l’assistenza sanitaria, con tanto di corsi per infermie-
ri, e l’istruzione pubblica dai 6 ai 17 anni di età. La

[32] BBC HISTORY ITALIA

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L’eroica ed effimera Repubblica di Kolky

Il generale
Shukhevych, Stepan Bandera,
comandante
dell’UPA. Sotto eroe dai due volti
il suo comando
si riuscì a riunire
tutte le forze
insurrezionali e le
A ncora oggi il capo dell’OUN
e fondatore dell’UPA (le due
forze di liberazione non sempre
bande partigiane. alleate), Stepan Bandera (1909-
Nel box, Stefan 1959), è oggetto di giudizi con-
Bandera. Sotto, trastanti. La sua azione politi-
la famiglia di ca, del resto, fu sempre sul filo
Bandera nel 1933. dell’alleanza o della lotta alla
Germania nazista, a seconda
delle circostanze. Nato in Gali-
zia e proveniente da una fami-
glia di sacerdoti, Bandera fu sia dai polacchi, durante e dopo
repubblica ebbe educato ai valori del patriotti- la guerra. Il padre fu condan-
un grande con- smo e del nazionalismo ucrai- nato a morte da un tribunale
senso popolare no. Dopo aver collaborato con militare sovietico e fucilato; le
grazie a questi le autorità tedesche in chiave tre sorelle finirono nei gulag e
prov vedimen- anti sovietica, fu tra i promoto- una di esse vi morì; due dei tre
ti, anche perché ri della resistenza contro i nazi- fratelli furono invece uccisi nel
prima sotto i tedeschi gli ospedali erano preclusi sti. Internato nel campo di con- lager di Auschwitz da prigio-
ai civili e la scuola si limitava ai primi 4 anni. Nel- centramento di Sachsenhau- nieri polacchi, mentre l’altro
la capitale, Kolky, erano attivi persino una Polizia sen, in seguito alla proclama- cadde in combattimento per
locale e un tribunale. zione dell’indipendenza ucrai- mano tedesca. Dopo la guer-
na nel 1941, tre anni dopo fu ra, Stepan riparò in Germania
La fine del sogno Un simile organismo statale rilasciato affinché guidasse da Ovest, sotto la protezione degli
avrebbe certamente avuto il suo peso in una confe- Berlino, sotto stretta sorve- angloamericani. Ciò non impe-
renza di pace post bellica. Al di là dei buoni propo- glianza della Gestapo, la resi- dì al KGB di assassinarlo, dopo
siti, però, la situazione restava quanto mai precaria. stenza contro i nuovi invasori, ripetuti tentativi, a Monaco di
Coloro che sostenevano l’OUN non erano automa- ovvero l’Armata Rossa. A que- Baviera, dove abitava con la
ticamente disposti a combattere per essa in prima sto scopo ricevette dal Reich moglie e il figlio.
linea, mentre alle ridotte forze dell’UPA sarebbe armi e agenti addestrati per Nel 2010 il presidente ucrai-
spettato l’improbo compito di contrastare sia l’e- azioni di sabotaggio. no Yushenko assegnò a Stepan
sercito tedesco sia quello sovietico se la Germania, È cer to che Bandera non Bandera l’onorificenza di eroe
come ormai era prevedibile, avesse perso la guerra. ebbe alcun ruolo nelle azio- dell’Ucraina, «per aver difeso
I repubblicani temevano un ritorno al regime stali- ni dell’Esercito Insurreziona- le idee nazionali e combattu-
nista più che una controffensiva dei tedeschi, che le Ucraino ai danni di ebrei e to per uno Stato ucraino indi-
apparivano sempre più in difficoltà, specie dopo l’ar- polacchi. Tuttavia, la sua fami- pendente». Il gesto, fortemen-
mistizio italiano che lasciava sola la Germania con glia finì per subire ritorsioni sia te simbolico, suscitò le pro-
un fronte in più su cui combattere. Gli Ucraini dai tedeschi sia dai sovietici, teste del governo di Mosca e
della comunità ebraica. L’an-
no seguente l’onorificenza fu
annullata dalla corte suprema
ucraina, ma nel 2014 l’attuale
presidente Poroshenko la rein-
trodusse. Nel Paese, diventa-
to indipendente nel 1991 dopo
essere uscito dal blocco degli
stati comunisti, sono numero-
se le piazze e le vie intitolate a
Bandera e non mancano statue
che ne esaltano la figura.

BBC HISTORY ITALIA [33]

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Seconda guerra mondiale

Poster di
propaganda
dell’UPA. Il soldato
sta calpestando

CREATIVE COMMONS/Bundesarchiv, Bild 183-R53525 / CC-BY-SA 3.0


le bandiere degli
oppressori: l’URSS
e la Germania
nazista.
A destra, Hans-
Adolf Prützmann,
comandate delle
SS e della Polizia
ucraina.
CREATIVE COMMONS/--Irpen

erano divisi tra i due mali: c’era chi preferiva quello Viktor Yushchenko,
russo e chi quello tedesco, che stava soccombendo. Ma ex presidente Pur avviati alla sconfitta finale,
il mostro con la svastica non era ancora morto e in otto- ucraino che nel i tedeschi attuarono una vasta
bre, inaspettatamente, i tedeschi avviarono una vasta 2010 ha assegnato operazione anti partigiana sotto la
operazione anti partigiana sotto la guida del coman- una controversa guida del comandante
dante delle SS e della Polizia in Ucraina, Hans-Adolf onoreficenza a
delle SS Prütsmann e misero in atto
Prützmann. Come se non bastasse, l’UPA fece l’errore Bandera, “per aver
di concentrare le scarse truppe a sua disposizione intor- difeso gli ideali una vendetta feroce
no a Kolky, esponendole così ai bombardamenti aerei nazionali”.

tedeschi, che causarono centinaia di vittime anche fra


i civili. Il 4 novembre, i tedeschi riconquistarono l’in-
tera città a colpi di cannone. In Galizia la lotta durò
fino alla fine dell’estate del 1944. Come in altre circo-
stanze simili (si pensi a Varsavia) i tedeschi si abban-
donarono a una vendetta spietata, che non risparmiò
neppure i feriti negli ospedali. La coraggiosa Repub-
blica di Kolky, dopo 8 mesi di eroica sopravvivenza,
fu annegata nel sangue. In totale, si stima che i caduti
fra gli insorti furono tra i 10.000 e i 12.000, altrettanti
quelli nelle file dei tedeschi e dei loro alleati, come gli
ungheresi che facevano parte delle truppe di invasione.
I nazionalisti ucraini ripresero la guerriglia in clan-
destinità sino alla fine della guerra, e anche dopo.
Nel 1945 Stalin avrebbe voluto processare i loro capi,
ma gli Alleati (USA, Francia, Inghilterra e persino la
Polonia) si opposero, dal momento che essi avevano
combattuto contro Hitler. Dopo tedeschi e polacchi,
la lotta degli ucraini proseguì contro il regime sovieti-
co: per quel popolo fiero e indomabile la guerra durò
fino agli anni Cinquanta. •
ANDREA ACCORSI
(Giornalista e ricercatore storico).

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OMNIBUS News, oggetti, personaggi e curiosità dal passato
a cura di Elena Percivaldi, storica medievista

AD AMELIA (TERNI) CONVEGNO INTERNAZIONALE E MOSTRA


PER CELEBRARE UNO DEI GENERALI PIÙ AMATI DELL’ANTICA ROMA
NEL SEGNO DI GERMANICO: IN UMBRIA IL BIMILLENARIO DELLA MORTE DEL CONDOTTIERO

I l 10 ottobre 19 d.C. si spegne-


va ad Antiochia, a soli 34 anni e
all’apice della popolarità, Germa-
tale era stato anche designato dal
padre adottivo Tiberio.
Per celebrare il Bimillenario del-
co e poi romantico nell’acquafor-
te di Alexander Runciman alla Tate
Gallery di Londra e in un dipinto di
nico Giulio Cesare. La moglie Agrip- la sua morte, il Comune di Amelia Lawrence Alma-Tadema della Col-
pina, accompagnata dai figli (tra i (Terni) ha promosso la realizzazio- lezione Pèrez Simòn di Città del
quali il futuro imperatore Caligola), ne di un Comitato Nazionale, pre- Messico.
ne riportò a Roma le ceneri dalla sieduto dal Prof. Daniele Mana- L’idea dell’iniziativa parte dalla
Siria, mentre l’Urbe e tutte le città corda, che sta realizzando “Ger- presenza, ad Amelia, di una statua
Museo Archeologico e Pinacoteca di Amelia

dell’Impero gli tributarono alti ono- manico Cesare, un nuovo trionfo”, di bronzo che rappresenta Germa-
ri: il suo carattere e le sue capacità un progetto di ampio respiro con nico vestito con la lorica (coraz-
militari lo ave- lo scopo non solo di raccontare za militare) nel gesto dell’adlo-
vano reso la figura del generale romano, ma cutio, mentre cioè arringa l’eser-
agli occhi anche di valorizzare il ricco patri- cito schierato (nella foto). Que-
del popo- monio materiale che la città umbra sto autentico capolavoro di scul-
lo roma- custodisce. tura antica, scoperto nel 1963 in
n o, l’uni- Germanico è ricordato come l’in- frammenti nel sottosuolo della
co degno carnazione stessa del condottie- cittadina umbra e poi sottopo-
successore ro. La sua figura, giunta a noi tra- sto a restauro, è esposto al loca-
di Augusto, e mite le interpretazioni della Fran- le Museo Archeologico, dove si
cia del XVII secolo e dell’epoca di svolgeranno anche gli eventi del
Napoleone, rappresenta oggi un Bimillenario. Dopo il lancio, già
modello in grado di trasmette- avvenuto a marzo, con il noto sto-
re l’identità della rico e scrittore Valerio Massimo
cultura romana in Manfredi, si terranno un convegno
Europa. internazionale che vedrà il 24 e 25
Le tracce mate- maggio studiosi da tutto il mondo
riali di questa ere- confrontarsi sui molteplici aspet-
dità si possono tro- ti – politici, militari, intellettuali –
vare nei musei di tutto il della personalità del condottiero,
mondo: se il Louvre con- e una grande mostra allestita dal
serva un suo ritratto in marmo 10 ottobre al 31 gennaio 2020.
greco rinvenuto a Gabii, il Minnea-
polis Museum of Fine Arts espone Per informazioni: Museo Arche-
una grande tela di Nicolas Poussin ologico, piazza Augusto Vera 10,
che ne raffigura la morte, men- Amelia (Terni), tel. 0744 978120,
tre il dolore di Agrippina incarna amelia@sistemamuse o.it,
un modello culturale neoclassi- www.bimillenariogermanico.it. •

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ARCHEOLOGIA

POMPEI: DOPO LEDA E IL CIGNO, ECCO UNO SPLENDIDO NARCISO


A ncora scoperte importanti a Pom-
pei, e sempre nella Regio V, che sta
restituendo in questi ultimi mesi ritro-
vamenti davvero notevoli.
Dopo il bellissimo affresco di Leda e
il cigno, riaffiorato nel corso delle ope-
razioni di consolidamento dei fronti di
scavo di un edificio patrizio lungo via
del Vesuvio, è la volta di un’altra raffi-
natissima pittura, emersa nell’atrio del-
la stessa dimora, che rappresenta Nar-
ciso nell’atto di specchiarsi nell’acqua
rapito dalla sua immagine, secondo il
celebre mito classico.
Amore e soavità dei sensi, nelle più
svariate forme, trasudano dunque dal-

Parco archeologico di Pompei


le stanze di questa elegante domus che,
già dal corridoio di ingresso, accoglieva
gli ospiti con l’immagine vigorosa e di
buon auspicio del Priapo, anche essa
già documentata mesi fa e molto simi-
le a quella ben nota della vicina Casa
dei Vettii. •

STORIA

«COLOMBO? NON ERA UN SANTO, MA NEMMENO UN GENOCIDA»

M entre negli Stati Uniti è in


atto la damnatio memoriae
nei confronti di Cristoforo Colom-
cancellarono le civiltà Maya, Inca
e Azteca.
Colombo, sostiene lo studioso,
bo, accusato di essere colpevole voleva compiere una grande impre-
di genocidio nei confronti dei nati- sa, raggiungere le Indie praticando
vi americani, da noi c’è chi, docu- una rotta occidentale; cercava l’o-
menti alla mano, prova a riflette- ro e commerciava in schiavi (non
re serenamente sulla figura del diversamente da molti suoi con-
navigatore genovese e sul reale temporanei, indios compresi).
impatto che la scoperta ebbe sul E se comminò mutilazioni e con-
Nuovo Mondo. danne a morte, lo fece non a dan-
Partendo dai recenti episodi di no dei nativi, bensì nei confronti dei
cronaca – imbrattamento di effi- coloni spagnoli, come mostrano gli
gi e distruzioni plateali di statue, atti del processo intentato nei suoi
l’ultima delle quali avvenuta a Los confronti nel 1500.
Angeles – Antonio Musarra nel È vero che si macchiò di vari cri-
suo libro “Processo a Colombo. mini a danno dei nativi a lui ostili, to, ma sicuramente nemme-
Scoperta o sterminio?” (Edizioni «ma non gli passò mai per la testa no un genocida». ( Per saperne
La Vela) dimostra come l’esplo- di sterminare sistematicamente la di più sulla storia e le avventu-
ratore non possa in alcun modo popolazione mesoamericana, cosa re di Colombo, potete acquistare
essere messo sullo stesso piano che avvenne dopo. Colombo. Medioevo Misterioso 22, in edi-
dei conquistadores spagnoli, che Insomma, non fu certo un san- cola e online su www.sprea.it).•

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OMNIBUS

STORIA DELLE ARMI STRADE DELLA STORIA


GASSER M1870 VIA ETTORE BASTIANINI

U tilizzata nell’esercito to, tamburo di 5 col-


CREATIVE COMMONS/M11rtinb

austro-ungarico per la pi e proiettili calibro 11,


prima volta nel 1870, la e presentava canne di due
rivoltella Gasser M1870 lunghezze diverse. Adottata
fu prodotta dalla Leo- come arma dalla cavalleria, venne
pold Gasser Waffenfa- utilizzata, nelle sue varianti, fino al
brik di Vienna. La pistola 1918, fino cioè alla fine della Gran-
era caratterizzata da castello aper- de Guerra. •

CURIOSITÀ STORICHE
A NAPOLI NEL TRECENTO SI ASSISTEVA ANCORA
AI GIOCHI GLADIATORII

N el 1343, mentre si trovava a Napo-


li, il poeta Francesco Petrarca
vide uno spettacolo che lo riempì di
sta città d’Italia con una ferocia tale
da fare invidia ai barbari». La passio-
ne per questo tipo di attrazioni, come
orrore e raccapriccio. «Un giorno», noto, risale ai tempi dell’antica Roma;
scrive in un’epistola datata 1° dicem- evidentemente, però, mille anni dopo
bre al cardinale Giovanni Colonna, la fine dell’Impero questi spettacoli
«fui condotto in un luogo vicino del- feroci affascinavano ancora le folle.
la città chiamato Carbonaria, nome
adattissimo alla situazione: infat-
ti quella scellerata officina deturpa
Sarebbero stati aboliti nel Regno di
Napoli solo alla fine del XIV secolo.• S uperba voce di baritono, il
senese Et tore Bastianini
(1922-1967) è stato uno dei più
e denigra gli spietati fabbri che lì si grandi cantanti lirici del Nove-
affaticano sull’incudine della mor- cento.
te». All’improvviso, il poeta sente Dopo un esordio come basso, a
alzarsi un fragoroso applauso: al partire dal 1952 passò al registro
cospetto della regina Giovan- baritonale, a lui decisamente più
na e del suo giovane consor- congeniale, finendo per impor-
te Andrea d’Angiò, e davan- si sulla scena lirica alla pari di
ti alle milizie napoletane e star assolute come Maria Callas,
a una grande folla che era Renata Tebaldi, Mario Del Mona-
accorsa da tutte le par- co, Carlo Bergonzi, Giuseppe Di
ti, un giovane cade, tra- Stefano, Franco Corelli (per non
passato da un pugna- citarne che alcuni dei più noti).
le, ai suoi piedi, lascian- Interprete d’elezione del reper-
dolo «attonito e inorridi- torio verdiano (memorabili i suoi
to». Spronato il cavallo, Vargas, Rodrigo, Germont e Con-
Petrarca fugge a gam- te di Luna), ha segnato in manie-
be levate dall’«infernale ra indelebile il ruolo baritonale
spettacolo», lamentan- costituendo un esempio insupe-
do la crudeltà degli spet- rato di fraseggio limpido e tenu-
CREATIVE COMMONS/QuartierLatin1968

tatori e la stoltezza dei ta di fiati insieme a una dizione


combattenti che vi parte- perfetta e a una notevole pre-
cipavano. senza scenica: virtù grazie alle
La truculenta scena a cui quali trionfò nei teatri di tutto il
aveva appena assistito era, mondo, in particolare alla Sca-
lo spiega egli stesso, «l’infame la di Milano e al Metropolitan di
gioco dei gladiatori», che «in pie- New York.
no giorno, alla vista del popolo e al Morì a Sirmione per cancro alla
cospetto dei re, si esercita in que- faringe a soli 45 anni. •

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L’OGGETTO SANTI E FESTIVITÀ
BEDA IL VENERABILE
CALCIOBALILLA (25 MAGGIO)

N ato nei ruggenti anni Venti, il calcio-


balilla o biliardino fu inventato pro-
babilmente in Inghilterra o in Germa-
V issuto nel monastero benedet-
tino di San Pietro e San Paolo
a Wearmouth e a Jarrow, in Nor-
nia (altri dicono in Francia) per simulare thumberland (Inghilterra), Beda il
una partita di calcio su un tavolo da gioco. Il funzionamento è semplice: i gioca- Venerabile (673-735) è una figu-
tori, da 2 a 4 suddivisi in 2 squadre, devono manovrare 11 calciatori (detti “omi- ra importantissima per la cultu-
ni”) riprodotti in miniatura e montati su apposite stecche, cercando di colpire ra occidentale e non solo perché
la pallina e segnare, insaccandola nella porta avversaria. scrisse l’“Historia ecclesiastica
Il nome sembra derivare da Balilla, appellativo con cui era noto il giovanis- gentis Anglorum” (Storia ecclesia-
simo patriota genovese Giovan Battista Perasso, che nel 1746 lanciando una stica del popolo degli Inglesi), ope-
pietra nel quartiere di Portoria diede inizio alla rivolta popolare antiasburgica ra in cui raccontò le vicende del
che portò alla liberazione della città. Nell’epoca in cui il gioco cominciò a dif- popolo inglese. Infaticabile lettore
fondersi in Italia, “balilla” erano i ragazzi in divisa fascista, orgoglio del Regime. e commentatore di testi antichi, sia
Il primo calcetto italiano sembra sia stato creato nel 1937 da un artigiano di cristiani che pagani, conosceva il
Poggibonsi (Siena), mentre la produzione industriale fu introdotta molto più tar- latino, il greco e un po’ di ebraico, e
di, nel 1949, dal francese Marcel Zosso, che si rivolse per la fornitura di legno fu tra i primi a dividere la Storia del
ad un produttore di bare. Diffuso in tutto il mondo grazie alla ditta Garlando, mondo in “prima” e “dopo Cristo”.
dagli anni Cinquanta in poi il calciobalilla è diventato un vero e proprio sport con Inoltre, approntò un’edizione del-
tanto di competizioni internazionali e una Coppa del Mondo, organizzata per la la Bibbia destinata ad essere uti-
prima volta nel 1998. • lizzata dalla Chiesa fino al 1966.
Il titolo “ Venerabilis” sembra fu
associato al nome di Beda poco
dopo la morte, tut-
PERCHÉ SI DICE COSÌ tavia fu dichiara-
UTILE IDIOTA to santo e dottore
della Chiesa solo

« Utili idioti dell’Occidente»: così, pare, Lenin era solito definire (e l’idea che
sottintendeva non era certo lusinghiera) intellettuali, giornalisti e autorevoli
commentatori che, pur vivendo nell’Occidente capitalista, sostenevano l’Unione
nel 1899.
La vasta erudi-
zione, l’umiltà e
Sovietica e le sue politiche. La questione, però, è abbastanza controversa per- la costante ricer-
ché secondo recenti ricerche storiche, sembrerebbe che il rivoluzionario leader ca in tutti i cam-
sovietico non abbia mai fatto uso di tale espressione né nei suoi scritti, né nei suoi pi dello scibile gli
discorsi. Ad ogni buon conto, oggi nel linguaggio politico viene definito “utile idio- ha fatto merita-
ta” chi, a prescindere dall’orientamento ideologico e dall’appartenenza partitica, re il titolo di santo
simpatizza con le idee di un altro partito, di un potere economico e di un gruppo patrono degli stu-
ideologico o terroristico, facendone il gioco e finendo per esserne manipolato. • diosi. •

ORIGINE DELLE PAROLE IL FRANCOBOLLO


SPRONE MANTOVA CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA (2016)

L a parola è una variante di


sperone che deriva dall’anti-
co francone “sporo” a indicare
I l francobollo, celebrativo di Man-
tova Capitale Italiana della Cultu-
ra 2016, è stato emesso il 15 otto-
l’arnese che, posto sul tacco del bre 2016, anniversario della nascita
cavaliere, serviva a stimolare il di Virgilio: ad Andes, nei pressi del-
cavallo e a spingerlo a procedere la città, l’autore dell’“Eneide” vide
con un ritmo più sostenuto. Il ter- infatti la luce nel 70 a.C. L’emissio-
mine ha poi assunto un significa- ne presenta l’effigie del poeta lati-
to traslato e più ampio di incitare no in bianco su sfondo rosso, affiancata dalla
e incoraggiare. • scritta “Mantua me genuit” (Mantova mi ha generato) e dal logo del Comune. •

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OMNIBUS

MISTERI DELLA STORIA


LA MORTE DI ALESSANDRO MAGNO

I l 10 o 11 giugno del 323 a.C. Alessan-


dro Magno si spense a Babilonia in
modo tragico e prematuro. Dopo aver
conquistato in soli 12 anni un territorio
che si estendeva dalla Grecia alla Per-
sia, dall’Asia Minore all’Egitto, il sovra-
no stava programmando l’invasione
dell’Arabia e la guerra contro Cartagi-
ne quando all’improvviso si ammalò e
nel giro di 13 giorni spirò. Aveva solo 32
anni e passò direttamente dalla Sto-
ria alla leggenda. Avvolte dal mistero
sono rimaste le circostanze della sua
morte, ancora non chiare nemmeno
per l’odierna scienza medica: troppi i
dubbi e gli interrogativi, e non solo per
CREATIVECOMMONS/Berthold Werner

via della consueta problematicità del-


le fonti, ma anche perché del sepolcro
di Alessandro si sono perse nel tem-
po le tracce. In mancanza del corpo è
quindi praticamente impossibile sta-
bilire con esattezza che cosa stron-
cò all’improvviso, in una calda giorna-
ta di giugno, la vita di uno dei più gran-
di condottieri di tutti i tempi.
Il decorso della malattia di Alessan-
dro fu annotato con dovizia di partico-
lari nei diari reali redatti dal segreta- provvedessero a riorganizzare l’eser- la tesi dell’avvelenamento da tossi-
rio di Alessandro, Eumene di Cardia, e cito. A un certo punto si diffuse la voce co era infatti ideale per conferire al
dal suo assistente Diodoto d’Eritrea, che il macedone fosse morto e i sol- condottiero quella “morte romantica”
ma il testo originale è andato perdu- dati, presi dal panico, si precipitaro- che arrecava le stimmate di un esse-
to: sopravvivono solo alcuni frammen- no alle porte della reggia e furono fat- re divino ed eccezionale, stroncato da
ti, citati nelle opere di Plutarco (46- ti entrare, sfilando uno ad uno davan- un complotto di semplici uomini invi-
127 d.C. ca) e Flavio Arriano (95-175 ti al letto del loro generale, che li rico- diosi del suo genio e del suo successo.
d.C.), i quali li utilizzarono come fonte nobbe accennando con la testa. Infi- La scienza, però, l’ha sempre respin-
per la ricostruzione del tragico even- ne, il 28 del mese di Daisios (il 10 o 11 ta sulla base dei sintomi descritti dal-
to nelle loro opere. Entrambi raccon- giugno) verso sera, morì. le fonti, ritenuti incompatibili con l’av-
tano che il malessere incominciò con Come è comprensibile, date le circo- velenamento da stricnina o arsenico.
la febbre, dapprima in maniera lieve, stanze e lo spessore del personaggio, Qualcuno, riprendendo un dettaglio
ma col passare dei giorni in progres- incominciarono subito a circolare voci riportato da Giustino (II-III secolo), ha
sivo aumento. su un suo possibile avvelenamento. chiamato in causa la calicheamicina,
L’infermità non impediva però al Il principale sospettato fu Antipatro, tossina prodotta da un batterio tipico
condottiero di continuare a seguire le suo luogotenente, che si volle insuf- delle rocce calcaree greche e presen-
attività dei suoi consiglieri, di fare fre- flato dal filosofo Aristotele; qualcuno te nel fiume Stige (odierno Mavrone-
quenti bagni (consigliati dalla medici- additò persino Rossane, ultima moglie ri), la cui pericolosità era nota anche in
na del tempo per abbassare la tem- del condottiero. antico (lo stesso Dante lo trasforma in
peratura) e di compiere sacrifici agli Queste voci incontrollate passaro- palude infernale).
dei. Una settimana dopo l’inizio delle no dall’Antichità al Medioevo attra- Altri hanno invocato la febbre del
febbri, Alessandro sempre più debole verso il “Romanzo di Alessandro”, una Nilo occidentale, virus che colpisce
(non riusciva più nemmeno a dormire) raccolta di racconti leggendari che uccelli e altri animali e trasmesso agli
si rese conto della gravità della situa- ebbe immenso successo fino ai tem- esseri umani dalle zanzare, altri anco-
zione e chiamò i suoi generali perché pi moderni, e la cosa non stupisce: ra un’intossicazione acuta da alcol,

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provocata da ingenti quantità di vino
seguite da una bevanda tossica a base L’8 Maggio 1808 di Goya IN 5 PAROLE
di elleboro, pianta usata per scacciare
i demoni. L’ipotesi più probabile resta
però quella del tifo addominale o del-
la febbre terzana maligna, che hanno
1 OCCUPAZIONE
Il dipinto, che rappresenta la
fucilazione dei madrileni durante
carica della cavalleria francese
contro i rivoltosi in piazza Puerta
de Sol. Il giorno dopo ci fu il tra-
sintomi del tutto simili a quelli descrit- l’occupazione francese, fu realiz- gico epilogo.
ti dalle fonti. zato da Francisco Goya nel 1814
Ma c’è chi non si accontenta e ha for- su commissione del Consiglio
mulato, poche settimane fa, un’ipotesi
più inquietante. Katherine Hall dell’U-
niversità di Odago, in Nuova Zelanda
della Reggenza. Attualmente è
conservato al Museo del Prado di
Madrid, che lo ha inserito tra i 14
4 FUCILAZIONE
All’alba del 3 maggio, le truppe
napoleoniche radunarono fuori da
ha puntato sul fatto che, stando alle quadri più significativi delle pro- Madrid centinaia di spagnoli e li
fonti, nei 6 giorni successivi alla mor- prie collezioni. fucilarono. L’evento non fu risolu-
te il corpo di Alessandro Magno non tivo perché la ribellione continuò
mostrò segni di decomposizione: un grazie anche all’appoggio dell’ar-
segnale scambiato, all’epoca, come
la prova della sua divinità, ma che in
realtà sarebbe indice di morte appa-
2 INDIPENDENZA
Il sanguinoso episodio fa par-
te della Guerra d’indipendenza
mata condotta dal duca di Wel-
lington e comprendente solda-
ti inglesi, spagnoli e portoghesi.
rente. Il condottiero, insomma, sareb- spagnola (1808-1814) iniziata con La guerra terminò nel 1814 con la
be stato vittima della Sindrome di Guil- l’arrivo di Napoleone, intenziona- cacciata dei francesi, ma l’indebo-
lain-Barré (GBS), una malattia causata to a invadere la Spagna in quan- limento a causa del conflitto por-
dall’infezione da Campylobacter pylori, to controllava attraverso lo stret- tò la Spagna a perdere progressi-
che provoca paralisi impedendo gra- to di Gibilterra l’accesso al Medi- vamente il controllo delle colonie
dualmente di muoversi e parlare pur terraneo. Dopo un primo momen- americane.
restando coscienti. Poiché egli respi- to di abboccamento con il prin-
rava in maniera impercettibile, i medi- cipe Ferdinando VII di Borbone, i
ci ne avrebbero dunque diagnostica-
to la morte avviando le cerimonie per
la sepoltura mentre era ancora in vita.
francesi decisero di allontanare
il debole Carlo IV costringendolo
ad abdicare in favore di Giuseppe
5 INCIDENTE
Il dipinto di Goya non fu gradi-
to agli ambienti borbonici e rima-
La tesi, pubblicata su “The Ancient Bonaparte, fratello di Napoleone. se a lungo dimenticato finché non
History Bullettin”, sta ovviamente venne esposto per la prima vol-
facendo discutere. Quel che colpisce ta nel 1872 al Prado. Durante il
però, al di là della sostenibilità scien-
tifica (vista come detto l’impossibilità
di analizzare il corpo, mai ritrovato), è la
3 GEMELLO
Il quadro segue un’altra tela
dipinta da Goya, “Il 2 maggio
trasporto da Valencia, avvenuto
insieme al quadro gemello, le due
tele furono però “vittime” di un
leggerezza con cui la stampa generali- 1808”, terminata dal pittore 2 incidente stradale e “Il 2 maggio
sta ha titolato, forzando evidentemen- mesi prima. Quest’ultima ope- 1808” rimase danneggiato, per-
te la mano, che Alessandro fu “sepol- ra è dedicata alle conseguenze dendo parte del colore. •
to vivo”, mentre in realtà è ben noto che della sommos-
il corpo venne sorvegliato a lungo pri- sa del popolo
ma di essere sottoposto al processo di di Madrid con-
mummificazione. Sorse poi una dispu- tro il trasferi-
ta tra i suoi generali per stabilire il luo- mento in Fran-
go della sepoltura finché, dopo alter- cia dei Borbo-
ne vicende, il cadavere giunse in Egit- ne. Il mare-
to, dapprima a Menfi e poi ad Alessan- sciallo france-
dria, dove nei secoli seguenti fu visita- s e G i o a c c hi-
to, nell’ordine, da Giulio Cesare, Augu- no Murat diede
sto, Caligola, Settimio Severo e Cara- ordine di fer-
calla. Se il mistero sulle cause della mare i ribelli e
morte rimane, una cosa è certa: dire passarli per le
che Alessandro Magno possa essere armi. Goya raf-
stato “sepolto vivo” è, con buona pace figura in quella
del sensazionalismo mediatico, del tela la violenta
tutto impossibile. •

BBC HISTORY ITALIA [41]

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La grande Roma

IL VALLO DI ANT O
ULTIMA FRONTIERA DELLA BRIT A

Busto dell’imperatore
Antonino Pio (sul trono
dal 138 al 161), fu lui a
volere la costruzione del
Vallo che porta il suo nome.

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T ONINO
Costruito dal 142 d.C., il Vallo di Antonino
portava più a Nord il confine dell’Impero
rispetto al precedente di Adriano.
Investimento grandioso e forse utile solo
all’immagine di Antonino Pio, rappresenta

T ANNIA ROMANA oggi una delle testimonianze più vivide


della vita delle legioni a 2.500 km da Roma

O
ggi perlopiù interrato e in genere non Nella foto grande,
visibile, il Vallo di Antonino serpeg- la veduta della
gia attraverso le campagne della Sco- linea del Vallo a
zia centrale. Questa mastodontica Ovest di Rough
fortificazione, che un tempo segnava il confine Castle.
settentrionale dell’Impero romano e divideva la A sinistra, le
GETTY IMAGES/ALAMY/ROBERT HARDING

Scozia in due, aveva lo scopo di difendere il ter- fondamenta delle


ritorio romano dalle turbolente tribù dei Cale- terme presso
doni, che vivevano in quelle terre. la fortezza romana
Tracce del Vallo si possono ancora ammirare di Bar Hill.
in una serie di siti archeologici che punteggiano
il suo percorso. La sezione meglio conservata si
trova a Ovest della città di Falkirk, nascosta nei
boschi dietro la Ruota di Falkirk, modernissimo
ascensore idraulico per imbarcazioni, presso la
fortezza di Rough Castle. Il sito porta ancora i
segni dei cambiamenti apportati al paesaggio

BBC HISTORY ITALIA [43]

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La grande Roma

dai Romani più di 18 secoli fa. Con le sue ondulazio- Il sito di Rough Firth of Clyde. Comprendeva 17 fortezze e altri edi-
ni erbose che sorgono dal terreno, a prima vista Rough Castle visto fici fortificati più piccoli, posti più o meno ogni km
Castle sembra più una bizzarria del paesaggio che un dal bordo e mezzo, in cui erano alloggiati 6.000-7.000 soldati.
sito archeologico. Oggi l’area circostante è ricoperta da settentrionale del Il professor Bill Hanson, docente presso l’Universi-
THE HUNTERIAN, UNIVERSITY OF GLASGOW/ALAMY

alberi e qualche palo della luce, ma l’analisi dei pollini Vallo di Antonino. tà di Glasgow, specializzato in Storia e Archeologia
esaminati dagli studiosi ci dice che all’epoca in cui ebbe Qui era di stanza delle frontiere romane, definisce il Vallo «un proget-
inizio la costruzione del Vallo, nel II secolo d.C., era una la VI Coorte dei to enorme, un’opera architettonica mastodontica,
terra coltivata e senza grandi alberi, che probabilmente Nervi, proveniente che senza dubbio troneggiava su tutto il paesaggio».
permetteva allo sguardo di spaziare oltre. Visto da lì, il dall’odierno Belgio. Che cosa spinse l’Impero romano a investire una
Vallo e le sue fortificazioni dovevano essere uno spetta- tale quantità di risorse umane e materiali in un ter-
colo impressionante. ritorio nemico e inospitale, a 2.500 km di distanza
dalla capitale? La risposta, a quanto pare, va ricerca-
Propaganda dell’imperatore Costruito a par- ta nell’astuto carrierismo politico dell’uomo di cui il
tire dall’anno 142 d.C. ad opera di 3 legioni sotto la Vallo porta il nome: Antonino Pio. Divenuto impera-
guida del governatore Quinto Lollio Urbico, il Val- tore nel 138 d.C., era noto per il suo carattere mite e
lo era lungo circa 40mila passi secondo le misura- sensibile, inoltre non vantava successi militari nel suo
zioni romane (60 km) e andava dal Firth of Forth al curriculum. «In una società in cui il potere e il pre-

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Il Vallo di Antonino

GETTY IMAGES/ALAMY/ROBERT HARDING


stigio di un imperatore dipendevano dalle sue abili-
tà militari e dalla sua capacità di allargare l’Impero», «Nelle fortezze abitavano centinaia di persone
spiega il professor Hanson, «ad Antonino serviva un che avevano denaro: questo attirava
progetto espansionistico, se voleva accreditarsi delle mercanti, viaggiatori, prostitute e tavernieri»
credenziali militari». La Britannia era il posto ideale
per una campagna politica di questo genere: un ter-
ritorio ormai familiare alle truppe romane, storica- anche il Vallo doveva essere difeso da truppe ausilia- In alto a sinistra,
mente legato a Giulio Cesare che l’aveva invaso per rie venute da ogni parte dell’Impero. Era un sistema lilia (fossi scavati
primo nel 55 a.C. Ma Antonino Pio sapeva tempe- pensato per evitare che le truppe prendessero le par- a scopo difensivo)
rare le sue ambizioni con la prudenza: anziché cor- ti della popolazione locale. Sappiamo che a Rough presso Rough
rere il rischio di muovere guerra alle tribù caledoni Castle era di stanza la VI Coorte dei Nervi, ausiliari Castle e veduta
per ridurre tutta la Scozia sotto il controllo romano, gallici provenienti dall’odierno Belgio, e che in altre Ovest di Watling
optò per la più modesta soluzione di spostare il con- parti del Vallo c’erano truppe giunte sin dalla Siria e Lodge, dove il ripido
fine 150 km più a Nord rispetto al suo predecessore, dal Marocco». fossato costituiva
l’imperatore Adriano. E la sua impresa diede i frutti una barriera
sperati: Roma lo premiò con un’acclamazione impe- Come scoraggiare possibili assalti Non formidabile.
riale, la seconda della sua carriera come sovrano. abbiamo resoconti scritti su come funzionasse la vita
Per quanto fosse sulla frontiera più settentriona- quotidiana nel Vallo, per cui dobbiamo attingere alle
le dell’Impero, quella fortezza era parte integrante fonti archeologiche. Fin dai primi anni del XX seco-
di un sistema assai più vasto e articolato. «Proprio lo, gli scavi hanno fatto emergere una grande quanti-
come i Britanni coscritti nell’esercito romano veni- tà di oggetti di bronzo e altri metalli, monete, fibbie e
vano dislocati in altri luoghi, come la Germania, moltissimo vasellame, «il genere di materiale che si

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Un cippo della
II Legione rinvenuto
nella fattoria di
Summerston,
presso il forte
romano di
Balmuildy, nel
1694 ca. Un tempo
doveva essere
dipinto con
colori vividi.

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La grande Roma

Altri luoghi dove sono


conservati artefatti
dal Vallo di Antonino
Hunterian Museum, Glasgow
Accanto alle sue collezioni zoologiche e
anatomiche, l’Hunterian Museum ospita una
mostra permanente sulla storia del Vallo, dalla
sua costruzione e occupazione, alla riscoperta
archeologica, insieme a molti altri manufatti
rinvenuti presso gli altri siti del Vallo.
Assieme ai cippi istoriati sono esposti oggetti
di uso quotidiano come una lampada di
bronzo, i pezzi di un gioco, una tenda di cuoio
e la scarpa da bambino trovata presso la
fortezza di Bar Hill.
gla.ac.uk/hunterian
Frammento di un trova sempre nei siti romani», nota il professor Han-
Isca Augusta, Caerleon, gioco da tavolo son, elencando una serie di ritrovamenti a lui familia-
Galles meridionale rinvenuto ri. «Oggi si può camminare attorno alle fondamenta
Situata nel villaggio di Caerleon, nel Galles nel forte romano delle baracche della guarnigione, dei bagni, del gra-
meridionale, questa fortezza era uno dei 3 di Bearsden. naio e dell’alloggio del comandante. Si vedono anco-
principali quartier generali romani in Britannia, ra tracce della strada militare che i Romani avevano
assieme a York e Chester, e vi risiedeva la creato a Sud del Vallo per facilitare il trasporto di
II Legione Augusta. truppe e rifornimenti».
Fondata nel 75 d.C. rimase una base militare da A differenza del Vallo di Adriano (sui cui resti i visi-
cui organizzare spedizioni contro la bellicosa tatori possono ancora arrampicarsi), il Vallo di Anto-
tribù dei Siluri per i successivi 200 anni. nino non era interamente di pietra: era costituito da
A Caerleon si trovano anche il più grande un terrapieno con una base di pietra, dell’altezza di
anfiteatro romano (su suolo britannico), in grado ben 3.5 m e largo in certi tratti anche 4 m. Oggi,
di ospitare 5.000 persone, e il Museo Nazionale però, dopo 18 secoli di esposizione al clima scozzese,
delle Legioni Romane (che riaprirà in autunno). anche la parti meglio preservate (che si trovano pres-
cadw.gov.wales so Rough Castle) sembrano solo gibbosità del terreno
coperte d’erba. Eppure il Vallo non era semplicemen-
Vindolanda, Northumberland te un cumulo di terra: sul lato Nord lo affiancava un
Occupata dall’85 d.C. (circa) al 370 d.C., fossato enorme, ben più grande di quello del Vallo di
Vindolanda costituisce un’impressionante Adriano, largo 12 m, profondo 3.5 e pericolosamente
serie di fortezze lungo il Vallo di Adriano. ripido. La parte meglio conservata la si può ammira-
Gli imponenti resti sono fruibili tra aprile re presso Watling Lodge: ancora oggi, dopo secoli di
e settembre: vi potrà erosione atmosferica, basta recarvisi per rendersi con-
capitare di poter osservare to di quanto sarebbe stata assurda l’idea di scalarlo.
gli archeologi al lavoro. E le difese non si fermavano qui. Guardando da
Proprio qui è stata sopra il fossato, Rough Castle offre lo spettacolo più
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rinvenuta quella che insolito: una serie di fosse di forma ovale, perfetta-
forse rappresenta mente disposte in file alternate. Il professor Hanson
la più importante ci spiega che si tratta dei lilia, il cui nome dal suono
testimonianza della floreale nasconde la loro vera natura: quella di trappo-
vita quotidiana della le letali. «I lilia erano buche con uno spuntone acu-
Britannia romana: minato sul fondo e poi coperte per mimetizzarle. In
le tavolette di Vindolanda, realizzate alcuni casi erano invece riempite di cespugli spinosi,
in legno sottile e scritte a inchiostro, che una sorta di filo spinato naturale. Erano disposte in
riportano registrazioni uniche sulla vita file alternate perché risultasse quasi impossibile risa-
della guarnigione locale, inclusa una festa di lire il fossato senza incontrarne una: chiunque aves-
compleanno tenutasi nell’anno 100 d.C. se osato sgusciare attraverso le difese se le sarebbe
vindolanda.com trovate davanti. Se ci aggiungete il fossato stesso e la
muraglia, comprenderete perché il Vallo non potes-

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Il Vallo di Antonino

se essere preso facilmente d’assalto».


Le legioni di Urbico non ricorrevano solo a difese
materiali per scoraggiare le aggressioni, ma anche
a tattiche intimidatorie. Lungo il Vallo erano siste-

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mati cippi incisi per segnare le distanze: oggi se ne
può vedere qualcuno nell’Hunterian Museum di
Glasgow. Oltre a testimoniare i lavori di costruzio-
ne intrapresi dalle varie legioni, questi cippi erano
istoriati con scene particolarmente violente sulla sot-
tomissione militare delle tribù della Scozia, dipinte
a colori vividi. I Romani avevano persino utilizzato
una specifica sfumatura di rosso per rendere il san-
gue dei Caledoni decapitati e i becchi insanguinati
delle aquile romane.
Tutto questo suggerisce che Roma prendeva mol-
to sul serio la minaccia rappresentata dalle tribù
settentrionali. «Sono del parere che i Romani con-
siderassero gli attacchi da Nord un pericolo con-
creto», dice il professor Hanson. «Può darsi che la abbandonati meno di 20 anni dopo il loro inizio, a Un’altra immagine
creazione di un nuovo confine fortificato, che passa- dispetto di tutte le enormi risorse investite. La ragio- del Vallo, come
va brutalmente attraverso confini sociali già esisten- ne potrebbe essere che l’esercito romano, in quel si presenta oggi
ti, avesse provocato reazioni violente da parte della momento impegnato in diverse e difficili campagne presso il forte
popolazione locale. Sappiamo inoltre che al proget- in altre parti dell’Impero, non aveva più i mezzi per di Rough Castle.
to originale del Vallo furono aggiunte altre fortezze, tenere in vita quel costoso presidio.
il che farebbe pensare proprio a un modo per argi- Dunque, non volendo o non potendo continuare
nare una reazione locale». a mantenere quel confine, le truppe ausiliarie ripie-
garono ancora una volta all’altezza del vecchio e più
La vita privata dei legionari Va però conside- solido confine del Vallo di Adriano: i cippi furono
rato che i rapporti tra occupanti Romani e indigeni sepolti, le fortezze demolite, ma il fosso e il terrapie-
non erano di inimicizia. «Per tenere sotto controllo le no rimasero al loro posto, e divennero una caratteri-
popolazioni locali i Romani impiegavano tutta una stica permanente del paesaggio scozzese. E sono là
serie di metodi, dagli interventi militari, agli accor- ancora oggi, a testimonianza dell’immensità dell’Im-
di politici. Gli scavi archeologici presso i broch (for- pero e del suo declino. •
tezze megalitiche) scozzesi della zona hanno portato
alla luce molti manufatti di origine romana, a testi- ELLIE CAWTHORNE
monianza dei rapporti commerciali intercorsi tra i (Giornalista di BBC History UK).
due popoli».
Anche nelle vicinanze del Vallo le linee di separa-
zione tra le truppe romane e la gente del posto era- Civiltà romana
no tutt’altro che nette. «Si tende spesso a dimenticare
che queste fortezze non avevano solo uno scopo mili-
tare. Dentro ci abitavano centinaia di persone con
L a storia di Roma antica, dalla sua fondazione
fino alla dissoluzione dell’Impero, copre
quasi un millennio.
esigenze da soddisfare e denaro per poterlo fare: si Si tratta non solo di un periodo lunghissimo,
ma anche del più fecondo, ricco e sorprendente
attiravano perciò mercanti, viaggiatori, prostitute e per la nostra penisola. Se oggi siamo quel che
tavernieri, ed era inevitabile che attorno a ogni edi- siamo, lo dobbiamo alle scelte, alle scoperte,
ficio fortificato si formassero piccole comunità. Pres- alle leggi e ai costumi degli abitanti dell’Urbe.
so Croy Hill, ad esempio, sappiamo che esistevano: Per conoscere tutto su quei secoli così cruciali
un insediamento civile da un lato del Vallo e fattorie è nata Civiltà romana, l’unico bimestrale
interamente dedicato alla storia dei Cesari.
con un’officina di vasellame dall’altro. Non solo alla loro politica, alle conquiste e alle
Dalle tracce archeologiche emerge sempre più l’e- istituzioni, ma anche all’esistenza quotidiana,
videnza che, sebbene i soldati romani avessero il per- alle curiosità e al modo di pensare di quei tempi.
messo di sposarsi solo a partire dal III secolo, alcuni Nel numero ora in edicola: la bellezza inquieta di Poppea, le nuove scoperte
di loro avevano compagne e famiglie che vivevano di Pompei, la cavalleria delle legioni, Mario contro Silla e tanto altro!
nei forti o poco lontano: a Bar Hill, ad esempio, sono
state rinvenute delle scarpe di cuoio da bambino. Puoi acquistarlo in edicola a euro 6,90 oppure online, anche in versione
Il Vallo, questa possente opera difensiva, rima- digitale a soli euro 3,90, sul sito www.sprea.it/civiltaromana
se però incompiuto. I lavori di costruzione furono

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Il Primo Novecento italiano

PARTNER E RIVALI:
FASCISTI E MASSONI
MONDADORI/ Fine Art Images / Heritage-Images / Mondadori Portfolio

MARCIARONO INSIEME
Il dibattito tra studiosi sui rapporti che intercorsero tra il Fascismo e la
Massoneria, tra collaborazione e contrapposizione, fa riaffiorare
aspetti interessanti e talvolta inediti del processo che portò all’avvento
del Regime, rivelando fatti sorprendenti di quella rivoluzione sociale

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F
ascismo e Massoneria furono nemi- a una matrice risorgimentale e a un’idea In alto, a sinistra,
ci giurati o fratelli congiura- nazionale dell’Italia. Avevano forti la piramide
ti? Di solito la storiografia radici anticlericali e una visione massonica illustra
si divide tra queste due dell’Italia laica, condivideva- i diversi gradi
opzioni, considerando sia le no la venerazione di figure raggiungibili nella
leggi antimassoniche vara- come Giuseppe Garibal- Massoneria. Sopra,
te dal Regime, sia la folta di e Giordano Bruno, la un’illustrazione del
presenza di massoni alle celebrazione di ricorren- XIX secolo raffigura
origini del Fascismo. In ze fondative come il 20 l’iniziazione di un
verità le due cose non settembre (Breccia di adepto. Nell’ovale,
sono in contraddizione Porta Pia) e il 21 apri- il leader del
e i rapporti tra il movi- le (Natale di Roma). partito fascista
mento politico di Musso- Non rinnegavano pul- Benito Mussolini,
lini e la Massoneria negli sioni repubblicane pur negli anni Venti.
anni Venti e Trenta furo- accettando la monar- I rapporti tra
no complessi e articolati, chia come una neces- il partito e la
fortemente intrecciati e nel sità. Avevano in comune Massoneria
contempo conflittuali. anche il culto della natura, furono alterni e
Sul piano ideologico, il della gioventù, dell’educazio- controversi.
Fascismo delle origini e la ne fisica, dello sport e l’idea di
Massoneria avevano molti pun- molte riforme sociali.
ti di incontro, a partire da una reli- Sulla base di questi punti di
gione laica della patria, richiamandosi contatto, le due entità percorsero un

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Il Primo Novecento italiano

Statua bronzea di tratto di strada insieme verso comuni obiettivi,


CREATIVE COMMONS/dalbera - CREATIVE COMMONS/Gran loggia

Giordano Bruno, tentando di influenzarsi l’un l’altra e continuan-


opera di Ettore do a essere rivali anche quando lavoravano insie-
Ferrari (Roma, me. La rivalità fu evidente fin dalle premesse.
piazza Campo de’ Fu Benito Mussolini – quando era ancora socia-
Fiori). L’artista lista massimalista, rivoluzionario e pacifista – a
(a destra) nel promuovere nel Congresso Socialista di Ancona
1904 fu eletto dell’aprile 1914 l’espulsione dei massoni dal par-
Gran Maestro del tito. In quel momento pensava che essere socia-
Grande Oriente lista fosse incompatibile con l’essere iscritto alla
d’Italia. Sotto a massoneria.
destra, sigillo
della Gran Loggia D’accordo sull’interventismo All’epoca esi-
d’Italia degli Alam. stevano in Italia due principali associazioni mas-
soniche: il Grande Oriente d’Italia (GOI), che
rappresentava l’organizzazione storica fin dal 1861-
1862, con 20-25mila affiliati nel 1914, e la Sere-
nissima Gran Loggia d’Italia, nata nel 1908-1910
dalla scissione del Supremo Consiglio del Rito
Scozzese, in seguito alla decisione del Gran Mae-
stro del GOI, Ettore Ferrari, di sottoporre a pro-
cesso massonico i deputati massoni che avevano
votato contro la proposta del socialista Leoni- ni difese i massoni anche quando finirono sotto
da Bissolati di proibire l’insegnamento del- attacco perché sembravano pronti ad accettare
la religione nella scuola elementare. Erano un trattato di pace che non riconoscesse piena-
emerse in quell’occasione le due anime del- mente all’Italia tutte le sue aspirazioni territo-
la Massoneria, quella politicizzata laici- riali nell’Adriatico.
sta e anticlericale, e quella spiritualista e «Il composito blocco degli interventisti», spie-
filoistituzionale. In quelle circostanze il ga il professor Aldo Mola, autore di “Storia della
GOI si espose agli attacchi sia dei cat- Massoneria in Italia dal 1717 al 2018”, «si ritrovò
tolici, sia dei nazionalisti che accusa- unito in guerra, ma era formato da realtà molto
vano i massoni di essere al servizio diverse, ciascuna delle quali aveva un proprio pro-
degli stranieri per i loro legami tagonismo e una propria agenda. Con la Rivolu-
con Londra, Parigi e Washing- zione Russa cominciarono ad affiorare problemi e
ton, sia dei socialisti che li rite- divergenze, perché uno dei temi era stabilire che
nevano un’insidiosa consorteria cosa fare nel dopoguerra con le istituzioni italia-
borghese. ne. I leader massonici Ernesto Nathan ed Ettore
Fu lo scoppio della Prima Ferrari consideravano il bolscevismo un nemico
guerra mondiale a rimescolare da avversare, mentre a quell’epoca non era ancora
le carte. Per recuperare un ruolo ben chiara la posizione di Mussolini, che sposava
politico eminente, il GOI – rite- istanze sovversive. Mussolini era tra i sostenito-
nendosi erede del Risorgimen- ri di una repubblica anticlericale, mentre i mas-
to – cavalcò l’interventismo a soni non avevano una linea chiara nei confronti
fianco di Inghilterra e Francia della monarchia. Il Gran Maestro Domizio Tor-
contro l’Austria-Ungheria. In rigiani (responsabile di mol-
questa sua operazione andò in te delle scelte filofasciste,
cerca di alleati e si trovò così ma che poi venne con-
a fianco di Gabriele d’Annun- dannato a 5 anni di
zio, dei nazionalisti, e anche confino e fu rilascia-
di Mussolini divenuto nel frat- to quasi in punto di
tempo acceso interventista. Il morte), per esempio,
cambio di posizione del futuro non pronunciò mai
Duce si manifestò anche sul una parola a soste-
suo giornale, il “Popolo d’Ita- gno della monarchia e
lia” (che secondo alcuni rice- affermò anzi che l’Ita-
veva generosi finanziamenti lia poteva esistere anche
dai massoni), sul quale Mussoli- senza monarchia. Terreno

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Partner e rivali: fascisti e massoni marciarono insieme

determinante sostegno ripetutamente offerto dalla Gabriele


Massoneria al Partito Nazionale Fascista e a Musso- D’Annunzio è
lini in tutti i tornanti più difficili della lunga marcia stato massone
verso la conquista del potere. A partire dalla nasci- della Gran Loggia
ta stessa dei Fasci di combattimento: nella riunio- d’Italia degli Alam.
ne fondativa di Piazza San Sepolcro del 19 marzo Sotto, Gioacchino
1919 a Milano, sede messa a disposizione dal mas- Murat ritratto
sone Cesare Goldmann, circa la metà erano mas- come re di Napoli
soni, tra cui Roberto Farinacci, che rimase a lungo da Francois
un pilastro del Regime. Gérard, nel 1812.
Fu il primo Gran
Il contributo massone all’ascesa del Cancelliere del
Fascismo Nell’ascesa del Fascismo, dun- Grande Oriente
que, la Massoneria giocò un ruolo importante, d’Italia nel 1805.
come confermato dai fatti della Marcia su Roma
dell’ottobre 1922. Almeno uno dei Quadrumvi-
ri, Italo Balbo, era certamente massone, e secon-
do alcuni studiosi lo erano tutti e quattro. Anche
molti militari tra quelli che presero parte agli
eventi di quei giorni (in realtà pacifici) erano
affiliati alla Massoneria. Il 19 ottobre 1922 il

Sul piano ideologico, Fascismo


e Massoneria avevano in comune
una religione laica della patria,
richiamandosi a un’idea nazionale
dell’Italia di matrice risorgimentale Xxxe l’esilio in
Svizzera. Sotto,
Rosa Maltoni con
comune tra massoni e protofascisti era poi il il primogenito
forte anticlericalismo che invece li divideva dai Benito. Ebbe altri
nazionalisti, più vicini ai cattolici conservatori». due figli, Arnaldo
Finita la guerra, i compagni di viaggio interven- ed Edvige.
tisti si trovarono ancora uniti dalla retorica del-
la vittoria mutilata e condivisero l’entusiasmo per
l’impresa dannunziana di Fiume (furono i masso-
ni a sostenere logisticamente l’impresa e a redige-
re la Carta del Carnaro).
Ma nel 1920 alcuni nodi vennero al pettine: fu
l’anno dell’occupazione delle fabbriche e delle
sollevazioni socialiste in Europa e in Italia. D’An-
nunzio rimase insurrezionalista, i massoni invece
volevano scongiurare la degenerazione dello scio-
pero in rivoluzione.
Mussolini all’epoca aveva iniziato a schierare i
Fasci di combattimento contro le organizzazio-
ni sindacali marxiste. Quindi, nonostante la com-
parsa di alcuni contrasti, nel primo dopoguerra
di fronte all’emergenza bolscevica da un lato e al
ritorno del protagonismo cattolico dall’altro, mol-
te logge vedevano con favore il Fascismo, perché
sembrava un efficace strumento per arginare que-
ste spinte e ristabilire l’ordine. Risulta ci siano stati
massoni che finanziarono direttamente il movi-
mento fascista. Nei suoi scritti successivi, il mas-
sone antifascista Ubaldo Triaca non ha dubbi sul

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Il Primo Novecento italiano

Gran Maestro del GOI Torrigiani diramò una


La Massoneria in Italia circolare in cui il Fascismo era giustificato come

L a Massoneria è nata in Inghilterra il 24 giu-


gno 1717, data di fondazione della Gran Log-
gia di Londra. Gli inglesi portarono poi la Masso-
rivolta necessaria e andava approvato quale libe-
razione dal caos in cui versava il Paese. Inoltre,
un ruolo rilevante se lo ritagliò Raoul Palermi,
neria in Italia. Si parla di una prima loggia italiana Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia, il quale
già nel 1723 a Girifalco, in Calabria, ma la prima incontrò Mussolini assicurandogli il proprio appog-
documentazione certa è la fondazione a Napo- gio, che a suo dire consisteva nella simpatia offerta da
li nel 1728 di una loggia regolarmente autorizza- diversi suoi affiliati presenti tanto nella Real Casa che
ta dalla Gran Loggia d’Inghilterra. Seguirono altre tra i vertici militari. Un incontro importante per l’esi-
realtà, come quella di Firenze nel 1731, la prima a to di quegli eventi, secondo il professor Mola, sareb-
subire già dal 1738 scomunica e persecuzione da be stato la visita a re Vittorio Emanuele III da parte
parte della Chiesa cattolica. di Ernesto Civelli, uno degli organizzatori della Mar-
Nonostante la reciproca contrapposizione tra cia, inviato la mattina del 28 ottobre da Palermi, con
Massoneria e Chiesa, nacque una loggia a Roma il compito di garantire al re che i fascisti non avreb-
nel 1735, su iniziativa di alcuni inglesi. Personag- bero messo in discussione la corona e sarebbero sta-
gi di spicco della Massoneria del Settecento furo- ti anzi favorevoli alla monarchia.
no il Principe di San Severo a Napoli e due famo- Nel governo di larga coalizione che nacque alla
si avventurieri, Giacomo Casanova (qui sopra) e fine del 1922 la presenza massonica era considerevo-
il conte di Cagliostro (nel tondo), a Venezia. Nel XVIII secolo nacquero le. Comprendeva, per esempio, l’Ammiraglio Paolo
molte logge negli stati italiani, ma spesso furono costrette a chiude- Thaon de Revel. Ma ancora più forti erano i nazio-
re. I massoni italiani furono coinvolti nel clima socio-politico-filosofi- nalisti, che della Marcia su Roma erano stati prota-
co dell’Illuminismo e così prese piede la Massoneria di stampo fran- gonisti assoluti e che determinarono il corso degli
cese, rafforzata dal dominio napoleonico. Fu all’ombra della Francia
che nel 1805 a Milano venne fondato quello che sarebbe divenuto l’at-
tuale Grande Oriente d’Italia, il cui primo Sovrano Gran Commenda-
tore fu il viceré d’Italia Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleo-
MONDADORI/ Album / Fine Art Images / Mondadori Portfolio

ne, mentre il primo Gran Cancelliere fu il principe Gioacchino Murat.


Caduto l’Impero napoleonico vi fu un’ondata di repressioni anti-
massoniche, ma i massoni tennero duro e divennero protagonisti del
Risorgimento. Giuseppe Garibaldi e Francesco Cri-
spi furono tra i più eminenti massoni della secon-
da metà dell’Ottocento, quando l’organizzazio-
ne massonica divenne nazionale e spostò la
sede centrale a Roma: furono anni di acerrimo
scontro con la Chiesa. All’inizio del XX secolo
divenne sindaco di Roma uno dei più illustri
Gran Maestri, Ernesto Nathan. Tra il 1908 e il
1910, però, in seno alla Massoneria avvenne
una scissione, con la nascita della Serenissi-
ma Gran Loggia d’Italia.

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Partner e rivali: fascisti e massoni marciarono insieme

In alto, molti l’eliminazione dei fascisti


Sono emerse, in quegli anni turbolenti, personaggi di più estremisti, si con-
due distinte anime della Massoneria: spicco del Regime fermava l’accettazio-
quella politicizzata laicista che furono ne della monarchia,
e anticlericale, e quella spiritualista massoni, da e così si procedette
e più conservatrice sinistra: Paolo verso la “conciliazio-
Thaon di Revel, ne” con i cattolici e la
Giacomo Acerbo, Santa Sede.
eventi successivi. Avvenne infatti che appena si sen- Edmondo Rossoni, In questo quadro
tì abbastanza forte, Mussolini iniziò a eliminare dal Alessandro massoni e fascisti, ormai
governo potenziali rivali, cominciando dai cattolici Dudan, Curzio contrapposti, si trovarono a
del Partito Popolare. Malaparte, doversi dichiarare guerra, ma in real-
I nazionalisti invece accrebbero la loro forza e si Giuseppe tà non la fecero fino in fondo. Addi-
affiancarono ai cattolici conservatori e filopapisti; e a Belluzzo. In alto rittura, ci furono gerarchi fascisti che aderirono alla
farne le spese fu proprio la Massoneria. «Nel febbra- a destra, il logo Massoneria dopo la decisione del Gran Consiglio:
io 1923», ricorda Mola, «il Gran Consiglio del Fasci- della Serenissima come Edmondo Rossoni, il capo dei sindacati fasci-
smo stabilì l’incompatibilità fra logge e fasci, benché Gran Loggia sti, Curzio Malaparte, e altri. Molti militari di primo
molti gerarchi fossero, o fossero stati, massoni: a parti- d’Italia. piano, da Luigi Capello a Giovanni Messe, erano
re da nomi di peso come Italo Balbo, Giacomo Acer- massoni e lo rimasero».
bo, Cesare Rossi, Achille Starace, Alessandro Dudan. La Gran Loggia di Piazza del Gesù rilasciò alla
Questa dichiarazione permise ai nazionalisti di con- stampa una dichiarazione in cui affermava che i mas-
fluire all’interno del Partito Nazionale Fascista. Pre- soni aderenti «obbediscono devotamente alla gerar-
valeva la linea del ritorno all’ordine, cominciava chia fascista, superiore a tutte le contingenze e quindi
possono continuare a servire la Patria e l’organizza-
zione fascista, fedeli e disciplinati al supremo duce
Benito Mussolini e al suo governo», e rendeva obbli-
gatoria una dichiarazione di fedeltà al Fascismo da
parte dei propri affiliati. Altri massoni, invece, bol-
larono pubblicamente il pronunciamento fascista
come «un atto di ingratitudine verso la Massone-
ria in genere, e verso la Massoneria milanese in par-
ticolare».

Ma le divergenze aumentano Eppure il con-


CREATIVE COMMONS/Chiccolinux

Achille Starace,
Segretario del trasto tra Fascismo e Massoneria, anche quella che
Partito Nazionale aveva dichiarato pubblicamente la sua adesione al
Fascista, anche Regime, andava acuendosi, almeno apparentemen-
lui massone, salta te. «L’obiettivo di Mussolini negli anni 1924-25»,
in un cerchio di spiega il professor Mola, «era quello di annullare
fuoco durante una ogni rischio di organizzazione occulta di un parti-
manifestazione to nel partito, con il potenziale rischio di un’alter-
al Foro Italico. nativa al suo potere. Temeva che la Massoneria,

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Il Primo Novecento italiano

Nell’ascesa del
Fascismo,
la Massoneria
giocò un ruolo
importante,
a partire dalla
Marcia su
Roma: uno dei
Quadrumviri,
Italo Balbo,
era massone
(ma forse lo erano
tutti e quattro)

Roberto Farinacci, essendo bene organizzata, potesse costituire un primo titolare dell’Educazione Nazionale, anche lui
il Ras di Cremona, riferimento pericoloso nel PNF e nello Stato». iniziato nel Grande Oriente d’Italia e messo all’I-
era un massone. I massoni furono accusati dell’omicidio di struzione per fare da argine alla clericalizzazione
Qui è ritratto Giacomo Matteotti e di un fallito attentato a Mus- dell’università e dei licei dopo i Patti Lateranensi».
insieme a solini, anche se Mola manifesta più di un dubbio In questo contesto, secondo Mola, una figura
Mussolini a un sul fondamento di tali accuse. chiave per capire il Regime fu Alberto Beneduce,
convegno agrario Venne quindi presentata una legge che vietava ai che su incarico di Mussolini divenne il primo presi-
a Cremona. pubblici impiegati (inclusi i militari) di far parte di dente dell’IRI. Tutti sapevano che fosse su posizioni
associazioni segrete e chiedeva loro di dichiarare per massoniche e un reduce del GOI: «Beneduce dice-
iscritto a quali associazioni appartenessero. Un’altra va di non essere fascista, ma mussoliniano: “Mus-
legge autorizzò il licenziamento dei dipendenti con- solini è il governo, se attraverso questo governo io
siderati “infedeli”. La Massoneria non seppe oppor- riesco a realizzare quello che è il nostro program-
si a questa aggressione che aveva lo scopo evidente ma, non vedo che cosa non vada bene”. Ciò illu-
di metterla fuori gioco. stra chiaramente la posizione assunta dalla maggior
Si registrò anche una breve stagione di violenze parte dei massoni di spessore nel Ventennio, men-
fasciste contro alcune logge, con sanguinose spe- tre solo pochi fuggirono all’estero diventando fin da
dizioni punitive non di rado guidate da fascisti ex subito antifascisti. Per la Massoneria, così come per
Aldo Mola, storico massoni, forse desiderosi di far sparire i loro docu- i nazionalisti e per altre componenti che sostenne-
ed esperto della menti. Precedendo di pochi giorni la pubblicazione ro il Regime, il governo fascista era uno strumento,
Massoneria, dal della legge, Torrigiani il 22 novembre 1925 decretò il taxi che in quel momento la Storia offriva e che
1986 è direttore lo scioglimento di tutte le logge massoniche in Ita- andava preso per portare avanti i propri programmi
del Centro per lia, in questo modo quasi nessuno fu costretto né originari. Per questo, e partendo da alcune affinità,
la Storia della ad abiurare né a denunciare una doppia “fedeltà”. la presenza di tanti massoni fra i gerarchi non fu a
Massoneria. Secondo Mola, «questo è uno dei punti centrali: mio avviso frutto di mero opportunismo, ma corri-
di circa 50mila massoni in Ita- spose al disegno di innervare il Regime indirizzan-
lia, quanti caddero in disgrazia? dolo sui propri binari».
Pochissimi; e ben pochi dovette- Come Mussolini scaricò, almeno formalmente,
ro lasciare il loro posto di lavoro. la Massoneria quando si ritenne abbastanza forte
Il reato approvato alla Came- per eliminare un potenziale concorrente, così quan-
ra non era retroattivo e anzi da do il Regime fu in declino e franò sotto le temera-
CREATIVE COMMONS/Jose Antonio

quel momento in poi comin- rie avventure belliche, i massoni scesero da quel
ciò il “ripescaggio” di perso- “taxi” e riprese forza in Italia l’ala che aveva milita-
naggi importanti, massoni che to, anche in esilio, nell’antifascismo. Come in tutte
continuarono ad essere prota- le vicende storiche, furono le circostanze più che la
gonisti nel Regime. Il massone comunione di ideali a determinare la collaborazio-
Giuseppe Belluzzo fu Ministro ne tra Fascismo e Massoneria, e poi la sua fine. •
dell’Economia e poi della Pub-
blica Istruzione, carica in cui OSVALDO BALDACCI
fu seguito da Balbino Giuliano, (Giornalista e scrittore di Storia).

[54] BBC HISTORY ITALIA

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L’affaire Dreyfus

STORIA DI UN COLPEVOLE
A TUTTI I COSTI

La sciabola spezzata di Alfred Dreyfus


durante la sua solenne degradazione,
nel cortile della Scuola MIlitare di Parigi.
A lato, Dreyfus ritratto nell’anno
della sua morte, 1935.

L’ex prigioniero dell’Isola del Diavolo, presunta spia tedesca, il cui processo
aveva spaccato in due la Francia, fino alla definitiva riabilitazione
nel 1906, partecipò come ufficiale di artiglieria al conflitto 1914-18. Combatté
valorosamente, ma la sua comprovata innocenza non gli fu mai perdonata

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Dreyfus militava con il grado di capitano
nello Stato Maggiore dell’esercito,

«
quando venne accusato di aver passato
informazioni riservate all’addetto militare tedesco

In alto i cuori. La Germania è spregevole Alfred. Nel 1894


e merita di ricevere un vigoroso colpo fina- lavorava con il
le». Così scriveva il maggiore Alfred Dreyfus grado di capita-
all’amica marchesa Arconati Visconti il gior- no nello Stato
no stesso del suo richiamo in servizio come ufficiale Maggiore dell’e-
delle forze di artiglieria destinate alla difesa di Pari- sercito, quando
gi, minacciata dall’avanzata delle armate del kaiser venne t ravol-
Guglielmo II. Era la tarda estate del 1914, la guerra to dall’accusa
scoppiata qualche settimana prima vedeva gli eser- di aver passato
citi dell’Intesa – Gran Bretagna e Francia – costret- informazioni
ti sulla difensiva sul Fronte occidentale, mentre su riservate all’ad-
quello orientale i russi, alleati di francesi e inglesi, detto militare
tentavano di prendere Konigsberg, principale città tedesco, Maxi-
della Prussia dell’Est. Dreyfus si apprestava a com- milian von
battere con ardore patriottico i tedeschi che, secon- Schwartzkop-
do le accuse, lui aveva servito in qualità di spia. pen (il cosid-
Rimessa la divisa, l’ex prigioniero dell’Isola del detto “borderau”, rinvenuto da una donna delle “Le Traitre!”
Diavolo ebbe l’incarico di ispezionare la cintura pulizie che collaborava con i servizi segreti france- (Il Traditore),
fortificata creata a protezione della capitale e nel si nel cestino della carta straccia dell’attaché ger- caricatura che
contempo di controllare i cannoni e gli armamen- manico). Arrestato, condannato alla deportazione ritrae Dreyfus
ti della 168ª divisione che venivano spediti al fron- perpetua, degradato nella piazza d’armi della Scuo- come un
te. Quegli stessi cannoni – ironia della sorte – i cui la militare di Parigi (la famosa scena, rievocata in lindworm (drago
segreti, 20 anni prima, era stato accusato di aver libri e ricostruzioni cinematografiche, della sciabo- leggendario);
venduto al nemico. la spezzata e delle spalline strappate dall’uniforme, da una serie di
di fronte a una folla muta e ostile), Dreyfus trascor- manifesti: “Musée
L’imperdonabile colpa di essere ebreo se oltre 4 anni (febbraio 1895 – giugno 1899) nella des Horreurs”,
Nato il 9 ottobre a 1859 a Mulhouse, in Alsazia, colonia penale della Guyana. L’emergere di pro- Parigi, 1899.
regione a lungo contesa tra Germania e Francia ve sempre più schiaccianti della sua innocenza e
(lo sarà fino alla sconfitta del Terzo Reich, nel 1945, dell’effettiva colpevolezza del maggiore Ferdinand
e alla sua definitiva assegnazione alla Repubblica Walsin Esterhazy, gli fece però ottenere un secondo Il quotidiano
francese); di famiglia ebraica, Alfred Dreyfus optò processo, che si concluse ancora con una condan- “Action Française”
per la Francia dopo la guerra del 1870-71 e la vitto- na, a 10 anni, e il riconoscimento delle attenuanti (4 Febbraio 1909)
ria prussiana sul Secondo Impero di Napoleone III. generiche, mentre si faceva sempre più teso e ser- che inneggia a una
Uscito dalla prestigiosa École Polytechnique, scel- rato lo scontro tra le opposte fazioni, i dreyfusardi e manifestazione
se la carriera nell’esercito, opzione non frequente gli antidreyfusardi: l’affaire denunciato a gran voce contro Dreyfus
nell’agiata borghesia ebraica: il padre avrebbe volu- dallo scrittore Émile Zola, campione degli inno- capeggiata da
to farne un ingegnere o un avvocato, ma lo choc centisti, aveva spaccato la Francia, fino a trascinarla Maurras e Daudet.
per la disfatta di Sedan ebbe un peso determinan- sull’orlo della guerra civile.
te in questa decisione del giovane

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L’affaire Dreyfus

Illustrazione Tuttavia, il progressivo


che raffigura cambiamento del clima poli- Arrestato, condannato alla deportazione perpetua,
l’Isola del Diavolo, tico, contraddistinto dall’ar- degradato nella piazza d’armi della Scuola
la prigione retramento delle destre e Militare di Parigi, Dreyfus trascorse oltre
francese dall’affermazione di uno 4 anni nella colonia penale della Guyana
di Alfred Dreyfus. schieramento progressista,
del quale il leader radicale
George Clemenceau fu il
principale esponente, favo-
rì la definitiva riabilitazione
dell’ex deportato, avvenu-
ta nel 1906. L’ufficiale alsa-
ziano fu così reintegrato
nell’esercito e decorato con
la Legion d’Onore come
indennizzo per la perdita
dell’onore e i 4 anni passati
all’inferno. I patimenti del-
la durissima prigionia non
ne avevano spezzato la resi-
stenza, ma segnato il fisico.
Salvata Parigi, con la vit-
Mathieu Dreyfus, toriosa Battaglia della Mar-
fratello del capitano na, la Prima guerra mondiale
degradato, che si ristagnava nelle trincee e il
battè per la sua maggiore Dreyfus doveva difendersi dai venti gla- non aveva vestiti di ricambio, ma nelle lettere alla
riabilitazione. ciali del Nord indossando pesanti cappotti e lunghi moglie, Lucie Hadamard (anche lei ebrea, di una
A lato, Alfred manicotti di lana. Aveva i capelli quasi bianchi e i famiglia di ricchi commercianti di preziosi, sposa-
Dreyfus con baffi candidi; ben poche tra le reclute ai suoi ordi- ta nel 1890 e dalla quale aveva avuto due figli, Pier-
la moglie ni conoscevano la sua storia: al momento dell’arre- re e Jeanne), raccontava di “sentirsi benissimo”. Dai
Lucie Hadamard sto, nel 1894, molti di loro non erano ancora nati familiari si faceva mandare, per se stesso e per i suoi
e i due figli, o erano solo dei bambini. I suoi soldati gli avevano soldati, camicie e maglie di lana, tabacco e tavolet-
Pierre e Jeanne. riservato un simpatico soprannome, “binochard”, te di cioccolata, coinvolgendo anche la suocera e la
equivalente di “quat-
trocchi”, per quegli
occhialini eterna-
mente aggrappati al
naso affilato.
Dopo lunghe insi-
stenze, nel febbraio
1917, Dreyfus otten-
ne di essere asse-
gnato alla prima
linea, nella regione
dell’Aisne e poi nel-
la Lorena. Non lon-
tano, combatteva il
figlio Pierre. Nono-
stante avesse supera-
to da parecchio i 50
anni, Dreyfus sop-
portava le durezze
della vita al fronte
con fede patriotti-
ca. Dormiva su un
pagliericcio, si lava-
va alla bell’e meglio,

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Storia di un colpevole a tutti i costi

Émile Zola,
campione degli
innocentisti e
il suo celebre
editoriale
“J’accuse”,
pubblicato
sul quotidiano
“L’Aurore”, scritto
sotto forma di
lettera aperta al
Presidente Félix
Faure. Denunciava
i persecutori
di Dreyfus e
le irregolarità
avvenute durante
il processo.

sorella Henriette nella raccolta dei beni e nell’in- caso, anche perché sembrava che l’immobile appar-
vio dei pacchi. Il 25 settembre 1918, Dreyfus ven- tenesse ai Rotschild, i ricchissimi banchieri ebrei. Dreyfus davanti al
ne promosso colonnello e collocato nella riserva. Di La rappresentazione, nel febbraio 1931, al Thèatre consiglio di guerra
lì a poco, in una carrozza ferroviaria sistemata nel- de l’Ambigu, di un dramma di Jacques Richepin, sulla copertina de
la foresta di Compiegne, una delegazione militare dal titolo “L’Affaire Dreyfus”, provocò gravi disor- “Le Petit Journal”
tedesca firmò la resa. dini inscenati dai seguaci dell’Action Français, del 20 agosto 1899.
La guerra era finita. La Francia aveva vinto. Nel
conflitto, Dreyfus aveva perso numerosi familiari.
Dal fronte non tornarono più Emile, figlio dell’ado-
rato fratello Mathieu, che più di ogni altro si era bat-
tuto per la sua riabilitazione; morti anche Maurice
e Charles, figli del fratello maggiore Jacques che,
stroncato dal dolore, li seguì nella tomba un anno
più tardi. Si salvò invece Pierre, con ben 5 decora-
zioni per altrettanti atti di eroismo. Partito come
caporale, tornava a casa con il grado di capitano.
Scampò alla carneficina anche il genero di Alfred,
l’ufficiale medico Pierre-Paul Levy, che aveva spo-
sato la figlia Jeanne.
L’ultima parte dell’esistenza di Dreyfus, fino
alla morte, avvenuta a Parigi il 12 luglio 1935, fu
relativamente serena, circondata dall’affetto della
moglie, dei figli, degli 8 nipotini, anche se di tanto
in tanto emergevano gli strascichi dello scandalo,
ancora non del tutto dimenticato. A guerra finita,
la ricerca di un alloggio nella capitale, per i coniu-
gi Dreyfus, non fu facile. L’amministratore di uno
stabile, che aveva già ricevuto la caparra, ruppe il
contratto. Gli altri inquilini avevano fatto pressio-
ni, temendo atti di ostilità o comunque di disturbo
da parte delle squadracce antidreyfusarde ancora
in circolazione: i giornali antisemiti montarono il

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L’affaire Dreyfus

A lato, Ferdinand
CREATIVECOMMONS/Praticien

Walsin Esterhazy, la vera spia (impunita)


Esterhazy, il vero
colpevole del
tradimento di
cui fu accusato
M entre Dreyfus atten-
deva ancora la revi-
sione del processo e del-
tari. Il 10 gennaio 1898, il
Consiglio di Guerra si pro-
nunciò all’unanimità per la
Dreyfus. la condanna alla deporta- sua innocenza, nonostante
Sotto, copertina zione perpetua, Ferdinand stessero emergendo pro-
de “Le Petit Walsin Esterhazy ebbe il ve sempre più schiaccian-
Journal” coraggio, o la sfrontatezza, ti sulla sua implicazione
dedicata di confessare, al quotidia- nell’affaire.
all’affaire. I due no “Le Matin”, che era lui, Una sentenza scanda-
ufficiali seduti non Dreyfus, la spia anni- losa, a cui lo scrittore Émi-
sono il capo data nello Stato Maggiore le Zola reagì pubblicando il
di battaglione dell’esercito francese. suo famoso “J’accuse” sul
Hervieu (a Ma per l’attività di spio- giornale “L’Aurore”, lettera
sinistra) e il capo naggio a favore dei tede- aperta al presidente del-
del battaglione schi, il maggiore – nobile la Repubblica Felix Fau-
Ravary. A destra, di lontane origini unghere- re, nella quale accusava lo
Maximilian von si – non scontò neppure un Stato Maggiore di aver fab-
Schwartzkoppen giorno di galera. bricato le false accuse contro Dreyfus.
a cui Dreyfus, Nato a Parigi il 16 dicembre 1847, Ferdinand fu Scagionato e tornato in libertà, Esterhazy riparò a
secondo le allevato al liceo Bonaparte. Fece parte della Legio- Londra. Nell’intervista pubblicata da “Le Matin” nel
accuse, avrebbe ne d’Antibes, corpo francese dello Stato pontificio e 1899, spiegò di aver contraffatto i documenti del
passato le poi della Legione straniera, con la quale partecipò caso “per ordini superiori”, circostanza che sareb-
informazioni alla Guerra franco-prussiana del 1870-71. be stata poi confermata dal colonnello Henry, uffi-
militari segrete. Nel 1877 venne distaccato al Deuxieme Bureau, ciale dei servizi segreti, prima di suicidarsi.
il servizio segreto militare. Stabilitosi nella capi- Dal 1903 al 1906, l’ex maggiore in esilio fu corri-
tale con la moglie Anne de Nettancourt, sposata spondente in Inghilterra del giornale antidreyfusar-
nel 1886, contrasse molti do “La Libre Parole”.
debiti con il gioco e le erra- Nel 1908 si trasferì ad Harpenden, città nell’Est
te speculazioni di Borsa. I dell’Inghilterra, dove celò la sua vera identità con il
guai finanziari lo spinsero nome di conte Jean di Voilemont, fino alla morte,
a passare al soldo dell’ad- avvenuta nel 1923, libero e impunito.
detto militare tedesco, il
colonnello Maximilien von
Schwartzkoppen, a cui for-
nì informazioni sull’appa-
rato militare francese.
D o p o l’ a r r e s t o d i
Dreyfus, la sua condanna
e la deportazione all’Iso-
la del Diavolo, Esterhazy
pensava di averla fatta
franca. Ma nel novembre
1897, Mathieu, il fratel-
lo di Alfred, lo denunciò
al Ministro della Guer-
ra come effettivo autore
dello spionaggio e della
contraffazione di docu-
menti. Esterhazy chiese
allora di essere giudica-
to, contando sull’appog-
gio delle influenti amici-
zie nelle alte sfere mili-

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Charles Maurras,
fondatore
dell’Action
Française (a
sinistra) in
compagnia di
Maxime Réal Del
Sarte, membro del
Camelot du Roi (a
destra). Entrambe
le organizzazioni
furono le più
accese sostenitrici
della colpevolezza
di Dreyfus.

Tornato nell’esercito, il maggiore


Dreyfus, con capelli e baffi quasi bianchi,
ottenne di essere assegnato alla prima
linea, nella regione dell’Aisne
e poi nella Lorena

movimento di estrema destra capeggiato da Char-


les Maurras, spalleggiati dai Camelots du Roi, ex
combattenti che volevano riportare l’ordine nel Pae-
se (l’ordine a modo loro).
A questo e ad altri eventi, Dreyfus assisteva La locandina di
comunque con distacco. Tutto ciò che chiedeva un film ispirato
era di dimenticare ed essere dimenticato, trascor- alle vicende del
rere in pace gli ultimi anni della sua vita. Trovata, caso Dreyfus.
infine, una sistemazione in rue des Renaudes, nel
quartiere degli Champs-Elysees, frequentava spes- Emile-Armand Mayer, ucciso in duello nel 1892
so i cinema della zona, passeggiava aiutandosi con dal marchese De Morès, per aver voluto difendere
un bastone. Era un habitué dei negozi di filatelia, il suo onore e la sua fede religiosa. La moglie Lucie
il suo hobby, e giocava a bridge nel circolo militare gli sopravvisse 10 anni.

MONDADORI/Courtesy Everett Collection/Mondadori Portfolio


di place Saint Augustin. Ogni domenica mattina, Durante la Seconda guerra mondiale e l’occupa-
i nipotini si mettevano in fila per rendergli omag- zione nazista, Lucie Dreyfus si sottrasse alla cattu-
gio e ricevevano un bacio dal nonno, che odora- ra assumendo la falsa identità di madame Duteil e
va di pipa. trasferendosi prima a Tolosa e poi a Valence. Made-
Varcata la soglia dei 70, cominciò ad accusa- leine, la nipote prediletta, figlia di Jeanne, aderì
re dei disturbi. Venne operato d’urgenza alla pro- alla Resistenza. Fatta prigioniera, venne deporta-
stata, ma non si riprese più. I funerali si svolsero il ta ad Auschwitz dove morì nel gennaio del 1944.
14 luglio 1935, giorno della festa nazionale france- Pierre espatriò con la moglie e i 4 figli negli Stati
se. Il corteo funebre attraversò Place de la Concor- Uniti. Prese contatti con la Francia libera gaullista
de, dove i corazzieri che si stavano esercitando per e contribuì alla causa delle democrazie lavorando
la grande parata del pomeriggio (che quell’anno si nell’Office of War statunitense. Morì in un inci-
sarebbe trasformata in una dimostrazione di mas- dente aereo di ritorno da Parigi, dove si era recato
sa a sostegno del Fronte popolare di Leon Blum), per assistere la madre Lucie gravemente malata. •
salutarono la salma con le spade sguainate. Dreyfus
venne sepolto nel cimitero di Montparnasse, non ROBERTO LODIGIANI
distante dalla tomba di un altro ufficiale ebreo, (Giornalista e ricercatore storico).

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Meraviglie del Medioevo

LASCHOLA
SALERNI
DOVE NACQUE LA
:

SCIENZA MEDICA
Tra l’XI e il XIII secolo la Scuola Salernitana rappresentò l’istituzione medica
più avanzata d’Europa, antesignana delle moderne università.
La fama dei suoi dottori era tale da richiamare nella città campana malati e studenti
da tutta la Cristianità. La sua storia desta meraviglia ancora oggi

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CREATIVE COMMONS/M2m
L’acquedotto dell’Arce di Salerno dove, secondo
la leggenda, il greco Pontus, il latino Salernus, l’arabo
Abdela e l’ebreo Helinus fondarono la Scuola.

Q
uante volte ci siamo sentiti ripetere sug-
gerimenti del tipo «dopo pranzo riposa,
dopo cena passeggia», oppure «la pri-
ma digestioneavvieneinbocca»,o anco-
ra «perché il sonno ti sia lieve, la tua
cena sia breve». Saggi consigli, il cui fine è sugge-
rire uno stile di vita attento a evitare inutili com-
plicazioni, senza dover ricorrere a farmaci o a cure
mediche. Perle di saggezza popolare si potrebbe
pensare, si tratta invece di traduzioni di locuzio-
ni latine, facilmente rintracciabili nel “Regimen
Sanitatis Salernitanum”, ovvero la Regola Sanitaria
Salernitana, un compendio in versi redatto molto
probabilmente tra il XII e il XIII secolo, ma alcuni
sostengono addirittura intorno alla metà dell’XI: un
testo che raggiunse un’incredibile popolarità e fu
tenuto in grande considerazione come base per l’in-
segnamento e la divulgazione medica fino al XIX
secolo. Un primato invidiabile: tradotto quasi in tut-
te le lingue europee, oggi se ne contano una qua-
rantina di versioni. Ed è solo uno dei grandi lasciti
dalla Scuola Medica Salernitana, quella che viene
considerata unanimemente la prima e più impor-
tante istituzione medica europea, antesignana del-
le moderne università.

Riproduzione della prima


edizione del “Regimen
Sanitatis Salernitanum”.

BBC HISTORY ITALIA [63]

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Meraviglie del Medioevo

Mulieres Salernitanae

L o statuto della Scuola Medica Salernita-


na non precludeva alle donne la professio-
ne medica. Il caso di Trotula de Ruggiero, dive-
ca, ma anche alla produzione di
opere teoriche, alcune delle qua-
li sono arrivate sino a noi.
nuta celebre per il suo impegno nello studio Oltre al famoso “ De passioni-
di discipline come la ginecologia e l’ostetricia, bus mulierum ante in et post par-
non è quindi un caso limitato. tum”, a Trotula sono attribuiti altri due tratta- Illustrazione di
Altre figure riuscirono a ritagliarsi grande ti: “De ornatu mulierum”, e “Practica secundum una partoriente
notorietà: Rebecca Guarna, Abella Salernitana, Trotam”. Altrettanto conosciuti sono 2 testi di a corredo del
Mercuriade e Costanza Calenda. Nell’“Historia Abella Salernitana: “De atrabile” e “De natura “De passionibus
Ecclesiastica ” di Orderico Vitale veniamo a seminis humani”. mulierum ante in
sapere che anche la seconda moglie di Roberto Nel primo l’argomento è la bile nera, nel et post partum” di
il Guiscardo, Sichelgaita di Salerno, ebbe modo secondo la natura del seme umano. Questa Trotula de Ruggiero.
di formarsi nell’ambiente della scuola campa- prolifica attività femminile è senza dubbio un
na. Il ruolo di queste donne non era limitato allo altro esempio del grande influsso che ebbe la
studio o all’insegnamento della materia medi- scuola nel panorama dell’Europa medievale.

Costantino Africano esamina le urine L’Almo Collegio era un corpo


portate dai pazienti.
accademico che agiva per tutelare gli
interessi della professione e porre
freno a quelli che venivano definiti i
“medicastri” senza abilitazione

Sintesi tra Oriente e Occidente Una fama dav-


vero meritata come dimostrano le parole di Tommaso
d’Aquino: «Sono […] 4 le città preminenti, Parigi nelle
scienze, Bologna nelle leggi, Orleans nelle arti attoriali
e Salerno nelle medicine». Era la metà del XIII seco-
lo e in Europa nessun’altra istituzione poteva anche
lontanamente sperare di eguagliare tale primato. E
tutto questo grazie a un approccio più articolato del-
la materia che, basandosi su una mirabile sintesi della
tradizione greco-latina e le più avanzate conoscenze
arabe ed ebraiche, permise di introdurre nuove meto-
dologie e regole di profilassi. Rispetto alla medicina
altomedioevale, legata a una visione imperniata sul-
la fede (la malattia era intesa come una sorta di puni-
zione divina a cui non ci si poteva opporre se non con
la preghiera), fu dato sempre più peso alla conoscenza
e all’esperienza diretta, aprendo in tal modo la strada
a un più attuale metodo empirico, sia come rimedio
che come prevenzione.
Come nacque questa celebre Scuola e perché pro-
prio a Salerno? Se il periodo di massimo splendore si
colloca all’incirca tra l’XI e il XIII secolo, dopodiché
si registra una lenta ma inesorabile decadenza, sul-
le origini e sulla fase formativa (X-XI) le notizie sono
scarse. Ci viene però in aiuto la tradizione: in alcu-
ne testimonianze più tarde si racconta infatti che un
giorno un pellegrino di origine greca di nome Pontus,
giunto a Salerno, avesse trovato rifugio per passare la
notte sotto gli archi dell’acquedotto dell’Arce. Scoppia-

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La Schola Salerni: dove nacque la scienza medica

to un violento nubifragio, fu presto raggiunto da altri Lo dimostra il grande contributo di 3 figure dell’ordi- “San Tommaso
viandanti, l’arabo Abdela e l’ebreo Helinus, e in parti- ne benedettino attive in città nell’XI secolo: l’abate di d’Aquino”, dipinto
colare il latino Salernus, che nel frattempo si era pro- Montecassino Desiderio (futuro papa Vittore III), il di Carlo Crivelli,
curato una seria ferita. Mentre Salernus si medicava, vescovo Alfano e papa Gregorio VII. Ed è proprio tra 1476 (National
gli altri lo osservavano incuriositi dal modo in cui trat- la fine dell’XI e l’inizio del XII, come le cronache del Gallery di Londra).
tava la sua piaga e dopo un breve conciliabolo i 4 sco- tempo sottolineano, che la Schola Salerni comincerà Il Dottore della
prirono di essere tutti medici. Fu così che decisero di ad attrarre sempre più insistentemente malati da tut- Chiesa, esponente
unirsi e dare vita a una scuola per unire le loro scien- ta Europa, consapevoli che le nuove conoscenze di della Filosofia
ze e far sì che fossero messe al servizio del prossimo. quella scuola erano quelle che davano loro le mag- Scolastica, nel XIII
Che cosa ci sia di vero in questa leggenda non è dato giori probabilità di guarigione. Nel frattempo, arriva- secolo riconobbe
sapere, di certo però già nel IX secolo la città, partico- vano a Salerno un gran numero di allievi, desiderosi l’importanza della
larmente apprezzata per la salubrità del suo clima, era di apprendere i segreti di quella scuola, unica del suo Schola Salerni.
nota per l’abilità dei suoi medici. «Erano privi di cul- tempo, in cui cultura scientifica e lavoro pratico anda-
tura letteraria, ma forniti di grande esperienza e di un vano di pari passo. Ecco perché in poco tempo la sua
talento innato», ha scritto l’accademica Cecilia Troc- fama crebbe sempre più, senza una possibile concor-
chi. Non stupisce quindi che il vescovo Adalberone di renza. Non stupisce perciò che nel 1231 l’illuminato
Laon (947-1030), noto per i suoi componimenti poetici Federico II, emanando la Costituzione di Melfi, abbia
in latino, abbia voluto a tutti i costi – era il 984 – farsi stabilito che la pratica medica potesse essere esercitata
curare nella città campana. Così come altri eminenti solo ed esclusivamente da dottori in possesso di diplo-
personaggi di quell’poca. ma rilasciato dalla Schola.
La nascita, e il successivo sviluppo, della Scuo- Ma dov’era esattamente la scuo-
la Medica Salernitana sono spiegabili solo tendendo la, dove si tenevano le lezio-
conto di due fattori: la posizione strategica della città ni? Secondo lo storico
al centro del Mediterraneo, con il suo porto traffica- Riccardo Avallone,
tissimo, e la capacità di recepire e metabolizzare gli le sedi cambiarono
svariati influssi culturali provenienti dal mondo arabo nel tempo: il pri-
e greco-bizantino. Nel suo porto giunsero figure illu- mo nucleo
stri come il grande medico Costantino l’Africano pare fosse
(1020-1087) che per diversi anni vi risiederà, tradu-
cendo dall’arabo alcuni dei testi medici più impor-
tanti come il “Tegni o Microtegni” e il “Megategni”
di Galeno, il “Viaticum” di al-Jazzar, gli “Aphorisma”
e i “Prognostica” di Ippocrate, il “Liber febrium”, il
“Liber urinarium” e il “Liber dietorum” di Isaac Isra-
eli (il Vecchio), così come il “Liber divisionum” e il
“Liber experimentorum” di Rhaze: il massimo della
scienza dell’epoca. A Salerno arriveranno con largo
anticipo anche le opere di uomini di scienza come
Avicenna e Averroè. Sarà proprio questo vivace cli-
ma culturale a far sì che trattati di medicina antica
o straniera trovino diffusione in un ambiente ricetti-
vo in cui erano presenti dottori di grande talento.

Un faro di scienza nel Mediterraneo


Ma anche gli ordini religiosi in città (i monaste-
ri di Salerno e la vicina abbazia di Cava) con-
tribuirono a diffondere quella conoscenza in
materia medica che nei secoli dell’Alto Medio-
evo era rimasta celata tra le mura dei conventi.

Disse Tommaso d’Aquino:


«Sono 4 le città preminenti, Parigi
nelle scienze, Bologna nelle
leggi, Orleans nelle arti attoriali
e Salerno nelle medicine»

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Meraviglie del Medioevo

Il Medioevo ubicato nel castello di Arechi o nelle strutture ad esso


in edicola adiacenti. Altrettanto probabili sedi furono le cappel-
le di Santa Caterina, in prossimità del Duomo (oggi
Per gli sale di San Tommaso e San Lazzaro). Quando poi gli
appassionati ambienti di Santa Caterina divennero inagibili, la sede
di Medioevo,
nelle edicole principale si sarebbe spostata nel palazzo dell’antica
c’è una rivista pretura, localizzato in via Trotula de Ruggiero. L’ul-
interamente tima collocazione in ordine temporale sarebbe stata
dedicata a questo invece l’ex seminario arcivescovile.
periodo storico, Sul piano dell’ordinamento, in base ai documenti
affascinante e
peno di sorprese: disponibili, per gli allievi era previsto un curriculum
“Medioevo studiorum suddiviso in 3 anni di logica, 5 di materie
Misterioso”. mediche (con lezioni di anatomia e chirurgia) e alme-
no 1 di apprendistato presso un medico già avviato.
In edicola a 9,90
o in versione Ogni 5 anni, inoltre, era stabilito che si effettuasse
digitale a 4,90 su un’autopsia. Alle materie mediche o affini si aggiun-
www.sprea.it gevano anche corsi di teologia, legge e filosofia. Asso-
luta novità per il tempo è che ai corsi erano ammesse
anche le donne, sia come studentesse che in qualità di
Statua di Federico insegnanti. Sul piano delle materie di insegnamento
II di Svevia. si faceva una netta distinzione tra teoria e pratica: nel
Al centro, affresco primo caso si fornivano tutte le informazioni neces-
raffigurante sarie alla comprensione della struttura del corpo
i medici greci umano e il suo funzionamento; nel secondo le
Ippocrate regole di profilassi e i modi per operare. Se il fon-
e Galeno. damento teorico si basava sui principi enunciati
nei vari trattati di Ippocrate e Galeno (in cam-
po filosofico predominava Aristotele), sul piano ramento era il momento culminante del lungo iter di
pratico si sperimentarono nuove tecniche come studi: il medico si impegnava, dinnanzi a Dio, a met-
la chirurgia, che presto assurgerà al grado di tere la sua conoscenza al servizio dei bisognosi senza
scienza, grazie a una figura come Ruggie- chiedere nulla in cambio, mantenendo uno stile di
ro di Fugaldo. A lui dobbiamo il primo vita onesto. Dopodiché l’autenticità dei privilegi dot-
trattato sulla materia, presto diffusosi torali, che valevano ovunque il laureato decidesse di
in tutto il continente. A compimen- operare, veniva attestata dalla firma di un notaio.
to del loro ciclo di studi, gli studen-
ti erano sottoposti a un rigoroso Medicus et clericus Nel corso del tempo, il
esame per poter ottenere il privi- corpo insegnanti andò incontro a una significati-
legio dottorale che sarebbe ser- va trasformazione: l’originario medicus, colui che
vito per esercitare la professione educava basandosi sulle conoscenze derivanti dal-
medica o l’insegnamento. Ciò la pratica nell’attività di tutti i giorni, fu presto
avveniva nell’Almo Collegio, un sostituito dal medicus et clericus che all’esperien-
corpo accademico indipendente dal- za aggiungeva anche la conoscenza della mate-
la scuola, organizzato come una strut- ria medica. Una figura chiave in tal senso, con
tura professionale che agiva anche per cui unanimemente si fa iniziare il periodo aureo
tutelare gli interessi della professione e della Scuola Medica, è il chierico italiano Gario-
porre freno a quelli che venivano defi- ponto, grande conoscitore dei testi di Ippocrate e
niti i “medicastri” senza abilitazione. Galeno, che operò e insegnò probabilmente tra il
Secondo i documenti il conferi- 1020 e il 1050, specializzandosi principalmente in
mento delle lauree aveva luogo nella malattie urinarie, calcoli della vescica e dei reni.
Chiesa di San Pietro a Corte o nel- Negli stessi anni fu attiva anche Trotula de Rug-
la Cappella di Santa Caterina. Il giu- giero, un medico donna che raggiunse gli onori

L’imperatore Federico II, nella Costituzione di Melfi, stabilì


che la pratica medica potesse essere esercitata esclusivamente
da dottori in possesso di diploma rilasciato dalla Schola

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Guarigioni
leggendarie

L a fama della Scuola Medica di Salerno è testimoniata da alcune leg-


gende arrivate sino a noi. Una delle più affascianti, rappresentata per-
sino su una miniatura che fa bella mostra sul frontespizio di una copia
del Canone di Avicenna, narra la storia del cavaliere Roberto di Norman-
dia colpito da una freccia avvelenata durante una crociata in Terra San-
ta. Visto che le sue condizioni peggioravano continuamente, nel corso del
viaggio che avrebbe dovuto riportarlo in Inghilterra, il suo seguito decise
di fare una sosta a Salerno per avere il parere dei medici locali. Il respon-
so fu drastico: si sarebbe salvato solo se qualcuno fosse stato disposto a
suggere il veleno dalla ferita, avvertendo però che sarebbe morto al suo
posto. Il cavaliere non volle che nessuno si avvicinasse, preferendo lasciar-
si morire, pur di lasciar morire un altro al suo posto. Durante la notte, però,
la moglie Sibilla, senza svegliarlo, si coricò al suo fianco e succhiò il veleno
dalla ferita. Roberto ebbe salva la vita, ma per Sibilla non ci fu nulla da fare.
Una leggenda ancora più nota – decantata addirittura in un famoso poe-
ma del XII secolo attribuito a Hartmann von Aue – riguarda il barone di Sve-
via Enrico, famoso per ricchezza e prestigio. La sua esistenza fu però fune-
stata dai terribili sintomi della lebbra che, in poco tempo, incominciarono
a devastare il suo corpo. Enrico non si rassegnò a una così terribile sorte
e volle a tutti i costi che i medici di Montpellier lo visitassero. Nessuno fu
però in grado di trovare una terapia.
Solo dopo aver incontrato un medico che aveva studiato a Salerno, ven-
ne a sapere che una soluzione in realtà c’era, per quanto drastica: solo
approfondendo discipline come la ginecologia e immergendosi nel sangue di una vergine in età di matrimonio, avrebbe
l’ostetricia. A lei è attribuita la pubblicazione di potuto mettere fine alle sue sofferenze. Resosi conto di quanto crudele
un trattato fondamentale come il “De passionibus fosse un simile rimedio, Enrico si rassegnò al suo destino: donò tutte le sue
mulierum ante in et post partum”. ricchezze e si ritirò in una casa di campagna isolata. Ma proprio in quel-
Una delle nozioni in esso contenute fu ad esem- la proprietà conobbe una fanciulla di nome Elsie, figlia del contadino che
pio la tecnica di suturazione chirurgica delle l’amministrava, che non ebbe terrore della sua condizione e si innamorò di
lesioni perineali. L’apporto di queste figure nel- lui. Dopo essere venuta a sapere che esisteva una soluzione per guarirlo,
la crescita della scuola, in particolare nel secolo la giovane convinse Enrico a intraprendere un lungo viaggio fino a Saler-
successivo, è di fondamentale importanza. Altri no per mettere in pratica il proposito. I medici tentarono in tutti i modi di
comunque seguirono le loro orme: il Maestro farla desistere, ma senza successo: era determinata a donare la vita per
Salerno ad esempio, autore di due opere fonda- il suo amato. Ma quando Elsie fu adagiata sul tavolo operatorio, Enrico
mentali “Tabulae Salernitanae” e “Compendium”, intervenne all’ultimo secondo, pensando alla mostruosità dell’azione. Si
che trattavano di terapie generali e di preparazio- oppose all’estremo sacrificio, rassegnandosi a un’esistenza da lebbroso.
ne dei farmaci; e anche Matteo Plateario (Il Giova- Il suo altruismo fu però ricompensato. Sulla via del ritorno infatti accad-
ne), discendente di una famiglia di illustri cultori de il miracolo: una guarigione improvvisa e inattesa. Fu così che i due gio-
dell’arte medica, che affrontò il tema delle piante e vani poterono sposarsi e trascorrere il resto della vita insieme.
della sofisticazione dei prodotti medicinali. Alcuni
di loro ebbero modo di prestare servizio anche nel
corso di operazioni mili- ricordare Filippo Fundacario e Bartolomeo de Val- Due pagine illustrate
tari: basti lona che furono al servizio del duca di Calabria, di un’edizione
Roberto D’Angiò, durante la spedizione in Sici- inglese del 1830 del
lia del 1299. “Regimen Sanitatis
La reputazione di questi uomini di medicina Salernitanum”: quella
superò ben presto i confini italiani, arrivando a di sinistra propone un
toccare ogni angolo d’Europa, tanto da dar vita rimedio alle bevute
a numerose leggende sulle loro capacità di cura- serali e indicazioni
re malattie inguaribili. • per il sonno
pomeridiano, quella
ANTONIO RATTI di destra rappresenta
(Giornalista e ricercatore storico). invece le stagioni.

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Germania nazista

SONDERBAUTEN,
GLI ATROCI POSTRIBOLI
DEI LAGER
Venivano scelte tra le internate più giovani e in salute, reclutate
con la promessa della libertà in cambio di 6 mesi di nauseanti prestazioni.
Erano le “lucciole” dei Sonderbauten: sedute di sesso per premiare i prigionieri
più utili e servizievoli. Tranne gli ebrei, naturalmente

L
Donne sofferenti ’ennesimo orrore (forse il meno noto) L’ultimo “reparto per lo svago” fu costruito a Mittel-
e bisognose di messo in atto dai nazisti fu un’idea di bau-Dora pochi mesi prima della caduta del Reich,
cure radunate Heinrich Himmler, capo delle SS e uno quando le sorti del conflitto erano ormai segnate.
nelle baracche degli ideatori della “soluzione finale”: fu
ospedaliere dopo lui che decise di far costruire postriboli in tutti i La morale prima di tutto Constatata la scar-
la liberazione da principali lager. Sonderbauten, si chiamavano, o sa produttività dei prigionieri di Mauthausen, nel
parte di inglesi anche “Casa delle bambole”. A partire dall’estate corso di un sopralluogo, Himmler decise di forni-
e canadesi del del 1942 ne furono realizzati 12, fra cui quelli di re ai detenuti che lavoravano nei lager uno stimo-
campo di sterminio Mauthausen, Buchenwald, Auschwitz, Birkenau e lo a “collaborare”, vale a dire restare vivi e operosi.
di Bergen Belsen, Dachau. Nomi che evocano sofferenza, indicibi- Alla costruzione dei postriboli fu data anche una
nell’aprile del 1945. li torture e morte, che non sembrano avere nul- motivazione ideologica, poiché in essi fu visto
la a che vedere con l’edonismo e col sesso, ma un rimedio alla diffusione, all’interno dei lager,
che divennero l’atroce manifestazione concreta dell’omosessualità, ritenuta una malattia oltrag-
dell’incontro freudiano tra Eros e Thanatos: lot- giosa per la morale nazista.
ta per la vita e culto della morte. Per realizzare il progetto furono incaricati due

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membri delle SS. Ini- fare la doccia, quindi Il bordello

CREATIVE COMMONS/Bundesarchiv, Bild 192-174 /Bundesarchiv, Bild 183-1985-0417-15 / CC-BY-SA 3.0 - U.F.A./Album/Mondadori Portfolio
zialmente fu il medico di sottoporsi a una visi- del campo di
Siegfried Schwela, che ta medica di controllo. concentramento
introdusse le procedu- Una formalità neces- di Gusen nel 1942.
re igieniche da rispet- saria per evitare che Altri Sonderbauten
tare e dettò le norme detenuti destinati alla erano presenti
su come il rapporto camera a gas potesse- nei lager di
sessuale dovesse essere ro essere la prima fonte Mauthausen,
consumato. Catechiz- di contagio di eventua- Flossenbürg,
zò con le sue prescri- li patologie. La perma- Buchenwald,
zioni tutti i medici operativi nei vari campi dove fosse nenza in una stanza del Sonderbauten durava circa 15 Auschwitz,
presente un Sonderbauten. La sua opera fu prosegui- minuti. La prestazione sessuale si svolgeva in un un’u- Birkenau,
ta da un altro ufficiale delle SS, l’Oberscharführer nica posizione (la donna attendeva supina sulla bran- Monowitz,
Oswald Kaduk, quando Schwela morì nel maggio da), senza uso di contraccettivi (le ragazze venivano Neuengamme,
del 1942 in seguito alla terza ondata di tifo petecchia- preventivamente sterilizzate, in caso di gravidanze si Dachau,
le che investì Auschwitz colpendo insieme alle vitti- ricorreva a un rimedio drastico: l’aborto). Ed era sor- Sachsenhausen,
me anche qualche carnefice. vegliata, attraverso un foro, da un soldato delle SS, per Dora-Mittelbau.
I Sonderbauten riscossero subito un macabro verificare che tutto si svolgesse “nella norma”. Sotto, a sinistra,
successo ed entrarono ufficialmente a far parte I più assidui frequentatori erano i Funktionshäft- donne al lavoro
del “Regolamento per la concessione di agevola- linge, ossia i detenuti che svolgevano funzioni di nel campo di
zioni ai prigionieri”. Fin dall’apertura di ciascuno di controllo all’interno dei campi, come i Kapo, che Ravensbrück.
essi, i fruitori furono presenti in gran numero. Per le già godevano di diversi privilegi. Insieme a loro, Sotto, Marlene
amministrazioni dei campi, queste officine del sesso erano ammessi i prigionieri politici e i crimina- Dietrich, icona
rappresentavano anche una fonte di entrate: l’accesso li comuni. della bellezza
era vincolato al pagamento di 2 Reichsmark. Le rego- L’accesso alla baracca, inoltre, era regolato da tedesca, in una
le da seguire erano poche, ma tassative: i “clienti” un orario prestabilito: dalle 20 alle 22, ad ecce- scena del film
ammessi non includevano ebrei, rom, zingari né pri- zione della domenica, quando l’apertura era “L’Angelo Azzurro”.
gionieri sovietici. Neppure i membri delle SS, sebbe- estesa anche alle ore del pomeriggio.
ne la scrittrice Helga Schneider, nel suo romanzo “La
baracca dei tristi piaceri”, che racconta il Sonderbau-
ten di Buchenwald, faccia espliciti cenni a contatti tra Per le “bambole” il vitto era di quantità e qualità
le donne e le guardie. Per guadagnarsi l’accesso, inol- superiore: mangiavano carne e frutta tutti
tre, bisognava presentare domanda. In seguito all’ac- i giorni; vivevano in camere singole sommariamente
cettazione di questa, si stabiliva una lista. arredate, con acqua calda e bidet
Prima di accedere alle camere, vigeva l’obbligo di

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Germania nazista

Constatata la scarsa produttività


dei prigionieri di Mauthausen, Himmler decise di fornire
ai detenuti che lavoravano nei lager uno
stimolo a restare vivi e operosi

Heinrich Vita da “bambola” Il campo di Ravensbrück cette, gonne di lino, biancheria intima di buon livel-
Himmler visita era quello che forniva le internate da selezionare e lo, cosmetici, calzature. Il tutto preso dalle valigie
il Sonderbauten inviare ai postriboli, salvo alcune che provenivano sequestrate alle altre internate al momento del loro
di Gusen: fu lui a dal settore femminile di Birkenau. Circa il 70% del- ingresso nel campo. Era loro dovere mantenersi in
istituire le “Case le “bambole” era di nazionalità tedesca, ma non ci forze per soddisfare i clienti. E presentarsi loro ben
delle bambole”. si faceva scrupolo di proporre il “lavoro” anche a vestite e truccate. La media delle prestazioni anda-
A destra, alcune volontarie provenienti dai Paesi occupati (Polonia va dai 6 agli 8 incontri a sera. Il Sonderbauten di
donne polacche e Ucraina in particolare), attratte dalla possibilità di Auschwitz, nel blocco 24, arrivò a contare fino a 21
sopravvisute uscire da quelle anticamere di morte dopo 6 mesi ragazze operative contemporaneamente. Risulta che
agli esperimenti di prestazioni (inutile dire che la promessa non fu le detenute coinvolte furono, in tutto, circa 200. Gli
nazisti del campo mantenuta). Nessuna di loro era italiana. E, natural- accoppiamenti avvenivano in base a un criterio di
di Ravensbrück, mente, nessuna ebrea. razza: una donna tedesca non poteva accoppiarsi a
insieme ai dottori L’età era un rigido criterio di scelta: necessario il un prigioniero slavo, e viceversa.
Alexander e Bell: requisito di essere al di sotto dei 25 anni, come pure Nonostante tutte le precauzioni e i controlli attua-
furono testimoni l’accettazione di una sorta di tirocinio: stupri e vio- ti, ci fu chi, in mezzo a quell’orrore mercificato, riu-
CREATIVE COMMONS/Bundesarchiv, Bild 192-220 / CC-BY-SA 3.0

importanti per lenze per saggiare la resistenza e la disponibilità scì a coltivare un autentico rapporto umano. «Per gli
il Processo delle prescelte. Alcune di loro prima di cominciare internati la motivazione alla base dell’incontro non
ai dottori di decisero di tirarsi indietro, ma la gran parte accet- era necessariamente quella di fare sesso», scrive lo
Norimberga del tarono l’incarico. La scelta, in fondo, non era una storico Robert Sommer in “Das KZ-Bordell”, il sag-
15 dicembre 1947. scelta: o la prostituzione o la morte. gio che ha aperto gli occhi su uno degli aspetti anco-
Per loro fu coniata un’etichetta apposita: “dete- ra oscuri dei lager, «bensì quella di sentirsi di nuovo
nute antisociali”. Ed è innegabile che, grazie ai pri- come una persona; alcuni facevano modesti regali alle
vilegi loro accordati, avessero ben poco a che fare ragazze e c’è anche un caso noto in cui un uomo e
con le altre. Per loro il vitto era di quantità e qua- una donna conosciutisi in un simile bordello e soprav-
lità superiore. All’interno del Sonderbauten non vissuti allo sterminio si sono sposati dopo la liberazio-
solo si prostituivano, ma ci vivevano, e ognuna di ne dei campi».
queste baracche era dotata di camere singole som-
mariamente arredate, con acqua calda e bidet. Man- Dopo l’orrore, la vergogna Molte prostitute
giavano carne e frutta una volta al giorno, i ritmi dei Sonderbauten sono sopravvissute. Con la com-
di lavoro erano blandi così come le altre mansioni plicità delle autorità politiche, hanno scelto la via
che svolgevano. Godevano di tutte le cure mediche. del silenzio. Loro, chiamate “antisociali”, divenne-
Avevano in dotazione anche un guardaroba: cami- ro tali a tutti gli effetti. È questa cortina di silen-

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Sonderbauten, gli atroci postriboli dei lager

E poi venivano utilizzate come cavie

N on tutte le donne internate nei Sonder-


bauten rividero la luce del sole alla fine
della guerra. Alcune si ammalarono. Altre
cavie scelte ad hoc. Ad occu-
parsene fu Friedrich Menne-
cke, medico addetto all’euge-
furono letteralmente sfinite e prostrate dal netica. Su sua direttiva, quel-
numero di prestazioni eseguite. Una prosti- le donne subivano fratture,
tuta malata o stanca non serviva più a nul- amputazioni, ferite di ogni
la. Consumata l’efficienza del corpo, spariva- genere allo scopo di essere
no anche tutti i privilegi concessi. Le detenute infettate da virus e batteri.
erano rispedite nei Per accentuarne l’effetto, corpi estranei veni- Il blocco 50 che,
campi da cui era- vano introdotti fino a produrre lo sviluppo di insieme al 46, fu
no arrivate, dove una gangrena. A quel punto era possibile spe- sede di abominevoli

CREATIVECOMMONS/Heinrich Stürzl
diventavano cavie rimentare l’efficacia terapeutica dei farmaci esperimenti su cavie
per gli esperimenti e degli interventi cui lo stesso Mennecke ave- umane nel campo
condotti dai medi- va dato vita. di Buchenwald.
ci delle SS, insieme Un altro fronte su cui il “dottore” procedeva A sinistra, la
ad altre detenute di a sperimentare le proprie teorie erano la ste- sopravvissuta
razze inferiori. rilizzazione a raggi X e quella farmacologica, J. Dzido mostra
P r o p r io c o m e le volte a impedire che le razze “indesiderabili” ai dottori di
p r o s t i t u t e , e r a- si riproducessero, garantendo così la purezza Norimberga
no utilizzate come del nuovo ordine mondiale nazista. i risultati degli
esperimenti subiti.

zio che ha reso la loro storia un buco nero per tanti


anni. Qualcuno osò parlarne dopo la liberazione Il “lavoro” veniva proposto anche a volontarie
dei campi, ma le prime ricerche e testimonianze provenienti dai Paesi occupati (come
su questi fatti risalgono agli anni Novanta. Le don- Polonia e Ucraina), attratte dalla possibilità di uscire
ne forzate a prostituirsi erano consapevoli di aver vive da quell’inferno dopo 6 mesi
scavato un solco tra sé e le altre prigioniere, perché
la loro sorte – sia a Mauthausen, sia a Buchenwald
e Auschwitz – era stata diversa. Pesava su di loro la in una prospettiva diversa, ma allora era una scel-
vergogna di aver usato il proprio corpo come mer- ta obbligata: o il bordello o le camere a gas di Birke-
ce di scambio. Non avevano voglia di parlarne, di nau». Jozef Szajna, un detenuto, ha riconosciuto nei
uscire allo scoperto. Una tendenza incoraggiata postriboli dei lager l’ennesimo strumento della mal-
dai governi delle due Germanie. Quello dei Son- vagità nazista perpetrata nei campi. «Chi pensa che
derbauten, in fondo, fu il meno atroce dei crimini il blocco 24 fosse una specie di regalo per i prigionie-
nazisti. Le “bambole” quindi sono donne dimenti- ri», dice, «non sa niente di Auschwitz. È stato ideato
cate, rifugiatesi volontariamente nel silenzio. Poche, per umiliare le persone. Era solo un’altra manifesta-
pochissime hanno avuto il coraggio sovrumano di zione di sadismo e crudeltà, un ennesimo crimine
uscire allo scoperto e offrire la testimonianza di del Nazismo». Una sopravvissuta, Zofia Bator-Ste-
quanto avvenuto. Dal gruppo di studio di Auschwitz pien, ricorda la storia di una ragazzina che accettò
si leva la voce di Iga Bunalska: «Lavorare nel bor- di prostituirsi, perché stremata dagli stenti. «Si offrì
dello», ha dichiarato al MailOnLine, «ha dato loro volontaria», racconta, «non sapendo di che cosa si
la possibilità di sopravvivere. Ora vediamo le cose trattasse esattamente, ma accettò quando il medico
le disse che sarebbe stata sterilizzata e non avrebbe
più potuto avere figli». Perché? Forse per avere la cer-
tezza di non dover raccontare un giorno a un figlio
quello che stava vivendo.
Per una ragione o per l’altra, di tutto questo si è Mappa dell’Austria
parlato molto poco, ma è un silenzio agghiaccian- con indicata
te, perché esprime la vergogna di aver tanto soffer- l’ubicazione
to. Un silenzio degli innocenti e dei perseguitati. • del campo di
Mauthausen e
DANIELA FERRO di alcuni suoi
(Giornalista e ricercatrice storica). sottocampi.

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Settecento inglese

TUTTO IL POTERE
ALLE DONNE!
PHOTO BY ATSUSHI NISHIJIMA © 2018 TWENTIETH CENTURY FOX FILM CORPORATION

L’ultimo film dedicato alla corte


inglese, “La favorita” – la cui
protagonista, Olivia Colman
ha vinto l’Oscar – presenta il
regno della regina Anna come un
dominio assoluto delle donne.
Hannah Greig, consulente storica
Olivia Colman nel ruolo della regina Anna nel
del film, ci racconta cosa c’è
film “La favorita” di Yorgos Lanthimos.
Durante il regno di Anna le donne furono di storicamente vero in
protagoniste di feroci scontri non solo politici. questa sorprendente ricostruzione

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« Posso ricordarvi che voi non siete la
regina?». Quando Robert Harley pro-
nuncia queste parole all’indirizzo di
Sarah Churchill, in una scena del
nuovo film di Yorgos Lanthimos, “La favo-
rita”, sta dicendo la verità: Sarah Churchill
non è la regina. Ma, come Harley ha appe-
na scoperto suo malgrado, è come se lo fos-
se. Non solo ne fa le veci, ma decide per lei.
Harley (interpretato dall’attore Nicholas
Hoult) è un importante parlamentare Tory
giunto a corte per chiedere di incontra-
re la regina, ma si trova la strada sbarra-

BBC HISTORY ITALIA [73]

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Settecento inglese

la corte dell’epoca – perlomeno nella visione di


La regina Anna in Lanthimos – era dominata dal potere femmi-
un dipinto di sir nile: donne sempre al centro dell’azione, in un
Godfrey Kneller, rimescolarsi di relazioni personali confuse, ses-
1702-1710. sualizzate e non di rado manipolative che inter-
La sovrana conferì secano regolarmente le dinamiche della politica
i più importanti di stato. Gli uomini della corte, con le loro par-
incarichi di corte rucche eccessive, vengono ignorati, calpestati o,
alla sua amica nella migliore delle ipotesi, costretti a raccoman-
d’infanzia darsi alle donne perché li sponsorizzino.
Sarah Churchill.
Fantasia o realtà storica? Ma si tratta di
un’interpretazione storicamente verosimile? Era-
no veramente le donne a dettare le regole del gioco
in quel luogo e in quell’epoca? Se si considerano
solo le scene con la corsa delle aragoste, i mangia-
tori di fuoco o la sequenza in cui un cortigiano
nudo e in carne viene bersagliato con dei grani di
melagrane, si sarebbe tentati di alzare le spalle e
prenderlo solo per un film di immaginazione. Ma
sarebbe un errore, perché nella sua analisi delle
politiche matriarcali all’alba del XVIII secolo – un
momento in cui le donne esercitarono un’influen-
za mai vista prima alla corte inglese – “La favori-
ta” si avvicina alla verità storica più di quanto non
si possa credere.
«La nazione intera provava una particolare gelo-
sia per i favoriti di corte», raccontò lo scrittore
Daniel Defoe, autore di “Robinson Crusoe”, che
visse in quel periodo ed ebbe sotto gli occhi la cor-
te della regina Anna e i suoi rivolgimenti. Furono
proprio due favorite a determinare le sorti di quel
regno, finendo per trascinarlo in una delle sue più
grandi controversie.
L’ascesa al trono di Anna, nel 1702, portò alla
parallela elevazione della sua carismatica con-
fidente Sarah Churchill. Le due, amiche fin
dall’infanzia, in privato si erano persino date i
soprannomi di miss Morley (Anna) e miss Free-

ta da Sarah, sostenitrice del partito Definita “un’autentica


avverso ai Tories, i Whigs, che met- dittatrice”, la duchessa
te in campo tutto il proprio potere
per impedire che l’udienza abbia di Marlborough era
luogo. una donna astuta
Ambientato alla corte inglese agli con la passione della
inizi del XVIII secolo, “La favori- politica e l’ambizione di
ta” racconta il delicato equilibrio di «governare la regina
potere tra la regina Anna (interpretata da che governava il regno»
Olivia Colman) e le sue due più influen-
ti cortigiane: Abigail Masham
(Emma Stone) e l’indomabile Sarah Churchill, duchessa
ALAMY/BRIDGEMAN

Sarah Churchill, duchessa di Marlborough (a sinistra)


di Marlborough (Rachel e Abigail Masham, che
Weisz). Come si intu- divenne sua acerrima
isce dallo scontro tra rivale nella contesa per
la duchessa e Harley, il favore della regina.

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Tutto il potere alle donne!

La regina Anna
nella Camera dei
Lord in un dipinto
di Peter Tillemans
realizzato tra il
1708 e il 1714.
Mentre presenzia
alla sessione della
Camera, la regina
è circondata da un
consiglio privato
di donne.

Copertina della
3ª edizione
dell’opera di Mary
Astell “A Serious
Proposal” (1696),
che chiedeva
una migliore
educazione e
maggiori possibilità
di carriera
per le donne.

man (Sarah) per cancellare la distanza tra una sem- la sovrana. Ma tutto ciò non le bastava, la
plice donna dell’aristocrazia e una della famiglia sua ambizione guardava oltre.
reale, e continuarono a usarli anche da adulte, fino Definita “un’autentica dittatrice” da
a quando il loro rapporto non si guastò. Defoe, Sarah mostrava un’assoluta dedi-
Sotto il patrocinio della regina, Sarah e suo mari- zione alla politica e una forte passione
to John, ufficiale dell’esercito ed eroe della Batta- per il governo. Durante il regno di Anna
glia di Blenheim, salirono sempre più in alto nella era molto forte la divisione tra i due par-
scala della nobiltà, fino al rango di duca e duches- titi, i Whigs e i Tories, che lottavano fero-
sa di Marlborough. I due divennero a tutti gli effetti cemente per riuscire a influenzare una
una coppia potentissima, intenzionata ad assume- sovrana che aveva il potere di veto su
re il controllo tanto dello Stato quanto dell’esercito. qualunque provvedimento parlamentare
La duchessa ottenne le più prestigiose cariche che e poteva estromettere chiunque dall’atti-
una donna potesse occupare a corte: responsabile vità politica. La duchessa di Marlborou-
degli abiti della regina e assistente alle sue abluzio- gh era Whig fino al midollo e usò la sua
BRIDGEMAN

ni private, tesoriera della corona e custode del gran- influenza sulla regina per inserire a cor-
de parco di Windsor. In altre parole, aveva nelle sue te molti politici Whigs con le rispettive
mani le proprietà, le finanze e la persona stessa del- famiglie, per agevolare il suo partito

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Settecento inglese

e sbarrare la strada a quello opposto. Inoltre,


I personaggi storici del film voleva far sì che la regina supportasse la posizione
della sua fazione sulla Guerra di successione spa-
gnola (i Whigs ritenevano che l’Inghilterra doves-
La regina Anna (1665-1714) è stata a lungo ricordata se intervenire direttamente nel conflitto).
come una sovrana di poco polso, timida, cagionevole di Ma c’era un problema: la regina Anna non era
salute e troppo dipendente dalle sue favorite di corte. un burattino e la posizione di favorita non durava
Tuttavia, biografie recenti hanno rivalutato la sua figura, necessariamente per tutta la vita. Con il passare
sottolineando la fioritura della cultura durante il suo del tempo le divergenze su varie questioni di Sta-
regno e gli eventi politici fondamentali di cui la regina fu to scavarono un solco tra “miss Morley” e “miss
protagonista, non ultimo l’Atto di Unione del 1707 Freeman”, reso ancor più profondo dall’entrata in
che trasformò Inghilterra e Scozia in un unico scena di una nuova contendente al titolo di favo-
regno, la Gran Bretagna. rita: Abigail Masham.

Rivali nel ruolo di favorita A introdurla a


Sarah Churchill (1660-1744), nata nella nobiltà di campagna corte era stata proprio la duchessa di Marlborou-
dell’Hertfordshire, trovò la via del potere nella sua amicizia gh, ignara del fatto che questa sua protetta l’avreb-
d’infanzia con la futura regina Anna e nel suo matrimonio con be un giorno rimpiazzata nel ruolo di favorita.
John Churchill, destinato a diventare un eroe militare. Come Così Abigail Masham divenne la principale rivale
duca e duchessa di Marlborough, i due giunsero a esercitare una politica e personale della duchessa: confidente del
straordinaria influenza politica sul governo del Paese. Anche ministro Tory, Robert Harley, usò a sua volta la
dopo aver perso la sua posizione a corte, Sarah continuò ad vicinanza alla regina per perseguire i suoi scopi,
avere un certo peso nelle scelte politiche dei Whigs in fino a tagliare fuori la duchessa a dispetto dell’a-
quanto matriarca di una vasta famiglia. micizia d’infanzia che legava questa alla sovrana.
Nel 1711 la regina Anna spogliò la duchessa
di tutte le sue cariche ufficiali, e per ripicca la
Elizabeth Seymour (1667-1722), duchessa di Somerset, fu una duchessa si portò via tutti gli infissi e le suppellet-
giocatrice di primo piano nella partita per il potere alla corte di Anna. tili del suo appartamento, quando ne fu sfrattata.
Jonathan Swift, autore de “I viaggi di Gulliver”, ebbe a dire che dietro Quella rivalità mortale che si sviluppò nel rap-
i suoi modi cortesi si celava “una donna assai insinuante”, e molti porto tra la regina e le due cortigiane non man-
la considerarono la regista occulta della caduta del duca e della cò di affascinare tanto i contemporanei quanto
duchessa di Marlborough. Nel 1702 divenne cameriera personale gli storici successivi. Tre donne all’apice del pote-
della regina, e fu lei a rimpiazzare Sarah Churchill nel ruolo re nell’Inghilterra settecentesca in un carosello
di assistente alle abluzioni private regali, nonostante di astuzie, colpi bassi, bruschi cambi d’umore.
l’ascesa di Abigail Masham nei favori della regina. Ma non furono solo queste tre le protagoniste
femminili della vita politica di quel periodo, né
fu la corte la sola arena in cui le donne lascia-
Elizabeth Hervey (1676-1741) , diciassette figli e un marito che ai dibattiti di rono un segno significativo. In quel momento
Westminster preferiva le corse dei cavalli a Newmarket non bastarono storico il giornalismo politico era assai attivo: l’a-
a impedirle di lasciare il suo segno nella politica del tempo. Corteggiò nimosità tra Sarah Churchill e Abigail Masham
tanto il duca e la duchessa di Marlborough, quanto la regina per fu osservata, descritta e ampiamente sfruttata da
riuscire a piazzare la sua numerosa prole in vari posti vacanti in tutta la carta stampata dell’epoca, e molte delle
Parlamento. Lei stessa e suo marito (anche lui parlamentare) giornaliste che se ne occuparono furono donne.
ottennero un titolo nobiliare, prima quello di baroni, nel 1703, e poi Tra queste c’era Mary Astell, «la prima femmi-
quello di conti, nel 1714. Da loro discese un’intera dinastia di nista d’Inghilterra», autrice di libelli sul dirit-
parlamentari Whigs e cortigiani dai modi spesso eccentrici. to femminile all’educazione e contro la tirannia
del matrimonio, nonché grande sostenitrice del-
le politiche dei Tories.
PUBLIC DOMAIN/ALAMY/BRIDGEMAN

Delarivier Manley (1670-1724 ca.) , spesso definita la prima E non fui lei la sola donna a levare critiche
giornalista politica della Storia, impiegò la sua penna come una vera contro i Whigs: la penna affilata della “prima
e propria arma. Il suo romanzo del 1709, “New Atalantis”, metteva in giornalista politica” Delarivier Manley ebbe
satira i dibattiti politici del suo tempo con devastanti attacchi contro occasione di infilzare la duchessa di Marl-
i Whigs, tanto da essere arrestata per diffamazione. Ma lei sostenne borough, suo marito e vari importanti politi-
che si trattasse di un’opera di finzione e i suoi avversari dovettero ci Whigs con una prolifica serie di romanzi
desistere, poiché insistere avrebbe significato ammettere che satirici, libelli e saggi politici. Lavorò anche su
effettivamente si identificavano nei personaggi del romanzo. commissione per lo stesso lord Harley e diven-
ne un’efficacissima forza di propaganda, come

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Tutto il potere alle donne!

ben dimostrato dalla rabbia che i suoi scritti susci-


tavano tra i Whigs.
Di tenore opposto fu invece il lavoro della dram-
maturga Susanna Centlivre, che manifestò il pro-
prio sostegno ai Whigs in opere come “The Man’s
Bewitch’d”, del 1709, in cui l’eroina si libera da
sola della tirannia di un tutore Tory e trova la feli-
cità con un affascinante eroe Whig.
Altre donne, anziché avvicinarsi alla politica
attraverso la parola scritta, scelsero un approccio
più personale: usare le loro posizioni di mogli,
sorelle o figlie di ministri e parlamentari per
influenzare, convincere o costringere. Una delle
più illustri esponenti di questa tattica era la contes-
sa Anna di Strafford, che passava incessantemente
da un salotto londinese all’altro, allacciando alle-
anze e scambiando informazioni politiche. Tra i Xxxxxxxxmo
suoi bersagli principali figuravano una lady il cui Matteotti al
marito era avversario diretto del duca di Marl- Cimitero di Riano.
borough alla Camera dei Lord, la duchessa di Sotto, Emilio
Lussu, politico
Somerset (che aveva rimpiazzato la duchessa di
antifascista e
Marlborough come assistente alle abluzioni priva-
scrittore.
te della regina) e la stessa Abigail Masham.
La contessa di Strafford fu particolarmente con-
tenta di venir invitata a una serie di riunioni tenu-
te dalla duchessa di Shrewsbury, la cui casa era
usata spesso dai sostenitori di lord Harley come della vita politica per un volto grazioso. La vita Nicholas Hoult (a
luogo di ritrovo fuori dalla corte. I suoi avversa- politica infligge un’aria cupa allo sguardo e una destra) nel ruolo
ri politici la detestavano ferocemente per questa sgradevole amarezza ai lineamenti del viso. Inol- del ministro Tory
sua disponibilità, e un’acida duchessa di Marlbo- tre, approfondisce le rughe e provoca più rossori Robert Harley, nel
rough ebbe a dire che la duchessa di Shrewsbury del brandy […] Non ho mai incontrato una don- film “La favorita”.
«portava in giro i suoi sgraziati seni esponendoli na che si sia dedicata alla politica e sia riuscita a Robert Harley fu
con strane movenze». conservare la sua bellezza per un anno». colui che pagò la
La residenza della duchessa di Stafford, nonché Ma, se anche le donne abboccarono all’assurda brillante scrittrice
il suo quartier generale politico, era in St James’s idea che la politica potesse guastare il loro bell’a- satirica Delarivier

PHOTO BY ATSUSHI NISHIJIMA © 2018 TWENTIETH CENTURY FOX FILM CORPORATION


Square, a poche porte di distanza dal domicilio di spetto, evidentemente decisero che il gioco valeva Manley per
un’altra dama dell’alta società, lady Hervey, futu- la candela: man mano che le donne di spicco spa- pubblicare opere
ra contessa di Bristol, a sua volta impegnata in rivano dalla ribalta, altre le sostituirono. contro i Whigs.
una vasta campagna di alleanze e intrighi a favo- Al termine del secolo la situazione si replicò
re dei Whigs. e i Whigs trovarono una nuova figura di riferi-
Lady Hervey era molto vicina alla duchessa di mento nell’indomabile Georgiana, duchessa di
Marlborough e alle sue figlie (quasi tutte astu- Devonshire. Attorno a queste figure femminili di
tamente date in moglie ad aristocratici Whigs): riferimento si radunavano poi tante altre donne
sedeva accanto a loro in teatro, partecipava ai d’alto profilo che discutevano, scrivevano, organiz-
loro balli, come pure a quelli organizzati da altre zavano campagne e petizioni, partecipavano atti-
importanti dame Whigs tra cui lady Wharton e vamente alla ricca vita pubblica del tempo.
lady Portland. Durante la conferenza stampa di presentazione
del film, il regista Yorgos Lanthimos si è sentito
La politica imbruttisce le donne Questi domandare se “La favorita” possa riferirsi in qual-
continui maneggi non sfuggirono all’occhio del- che modo alle attuali rivendicazioni di genere, ma
la stampa, e non tutti i giornalisti uomini apprez- la risposta non poteva essere che una: le rivendica-
zarono quel teatrino di perfidie. Commentando zioni femminili appartengono a tutte le epoche e
il crescente numero di donne con influenza sulla le donne il potere se lo sono preso ogni volta che
politica, lo “Spectator” affermò che la «vita di par- ne hanno avuto l’opportunità. •
tito» era «un vizio da uomini» e che le donne che
vi prendevano parte mettevano a rischio la loro HANNA GREIG
delicata bellezza: «Non c’è nulla di più deleterio (Docente di Storia moderna presso l’Università di York).

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Storia di un leader
(Seconda parte)

SOCIALISMO AI FASCI DI C
DAL
COSÌ GERMOGLIÒ LA RIVOL U
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Sempre all’opposizione, sia della maggioranza
riformista socialista, sia della destra
interventista. Contrario ad ogni schema,
refrattario ad ogni regola, Mussolini
diventa prima il beniamino degli
antimilitaristi, poi l’idolo dei reduci, in una
corsa senza tregua che infrange
resistenze politiche e cuori femminili

L
’insediamento di Benito Mussoli-
ni come segretario della federazio-
ne socialista di Forlì, oltre che come
direttore del settimanale “La lotta di
classe”, ebbe l’effetto di una scossa sismica in
un partito e in un ambiente che, seppur bat-
taglieri e vivaci, apparivano incapaci di dar-
si un’organizzazione e una precisa strategia.
L’attivismo del giovane segretario era tutto
inteso a produrre nuovi stimoli e a suscitare
nuovi entusiasmi.
«Ognuno faccia il suo dovere», scrisse nel pri-
mo editoriale del settimanale socialista. «Ognu-
no compia il suo sforzo anche piccolo: l’umile
operaio che sul lavoro, per la strada, nel ritrovo
serale fa la propaganda spicciola agli incoscien-
ti e ai refrattari è utile alla causa socialista quan-
to il giornalista che scrive un articolo o l’oratore
che fa un discorso».
Quanto questo sforzo sia stato proficuo
lo si vide subito nella lotta violenta contro
i proprietari delle macchine trebbiatrici e
ancora più l’anno successivo con le prote-
ste per l’occupazione della Libia. Voluta dal
governo di Giolitti per difendere gli interes-
si italiani già presenti sull’altra sponda del
Mediterraneo e per prevenire analoghe ini-
ziative delle grandi potenze, in particolare
la Francia, l’impresa libica prese l’avvio con
l’ultimatum del 25 settembre 1911 alla Tur-
chia, del cui Impero la Libia faceva parte,
Mussolini subito seguito dallo sbarco delle nostre trup-
arrestato a Roma pe e dalla rapida conquista della Tripolita-
dopo un comizio nia e della Cirenaica.
interventista, Più difficile fu l’occupazione delle regioni
l’11 aprile 1915. interne, dove le tribù locali, guidate da ufficia-

COMBATTIMENTO:
li turchi, condussero lunghe
e sanguinose azioni di guerri-

DI glia. A quel punto Giolitti por-


tò la guerra nel mare Egeo, in
prossimità delle coste turche,

L UZIONE FASCISTA
occupando Rodi e le isole del
Dodecaneso per costringere
l’Impero ottomano a cede-
re, come poi accadde.

BBC HISTORY ITALIA [79]

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Mussolini e Nenni alla sbarra Il partito Una foto del va violentemente Bissolati e Bonomi, “colpevo-
socialista era ufficialmente schierato contro la X Congresso li” di avere accompagnato Giolitti al Quirinale
guerra, ma con varie gradazioni, che andavano nazionale del per congratularsi con il re Vittorio Emanue-
dall’opposizione intransigente della sinistra rivo- PSI, tenutosi a le III, appena scampato a un attentato anarchi-
luzionaria a quella più morbida e possibilista dei Firenze nel 1908. co. Quella virulenta polemica era il prologo di
riformisti, facenti capo a Filippo Turati, all’ac- Fu proprio durante ciò che sarebbe successo di lì a qualche mese, al
cettazione esplicita di Leonida Bissolati e Ivanoe un congresso del congresso nazionale socialista di Reggio Emilia.
Bonomi, che si definivano riformisti di destra e PSI, nel 1912, che Al congresso, aperto il 7 luglio del 1912, Mus-
si disponevano a entrare nel governo Giolitti. Mussolini si solini prese la parola il pomeriggio del giorno
Benito Mussolini era contrario, e dei più arrab- fece un nome a successivo. Il suo discorso, infiammato e travol-
biati. Lui e Pietro Nenni, a capo dei repubbli- livello nazionale. gente, fatto di frasi secche e dirette, accompa-
cani, tennero discorsi incendiari, e lo sciopero gnato da un gesticolare teatrale, sottolineato da
generale di protesta contro la guerra, ideato e frequenti pause e dal roteare degli occhi – tut-
condotto dai due, ebbe successo. Anche troppo. to l’apparato mimico che gli sarà abituale – fu
La Polizia, allarmata dalla massiccia adesione una violenta arringa contro i riformisti di destra.
(ma solo nel Forlivese, nel resto «Ditemi, Bissolati», esclamò rivolgendosi diret-
d’Italia fu un mezzo flop) e dal- tamente al “reprobo”, «quante volte siete sta-
le azioni di sabotaggio messe to a rendere omaggio a un muratore caduto da
in atto dagli scioperanti, pen- un’impalcatura? E che cos’è l’attentato al re se
sò bene di arrestare i caporioni. non un infortunio sul lavoro?». Concluse fra gli
Mussolini e Nenni finirono in applausi chiedendo l’espulsione dal partito del
carcere, e il tribunale di For- gruppo di Bissolati e Bonomi «per gravissima
lì li condannò a un anno offesa allo spirito della dottrina e alla tradizione
di detenzione il primo, a socialista». Il suo ordine del giorno fu approvato
un anno e 15 giorni il Benito Mussolini a larga maggioranza.
secondo. Il processo nel 1916, sul Arrivato al congresso come il semisconosciu-
di appello a Bologna Carso. Il futuro to segretario della federazione forlivese, il giovane
ridusse le pene e il Duce prestò Mussolini diventò di colpo il beniamino dell’as-
12 marzo 1912 Mus- servizio nei semblea e si impose tra i leader della corrente dei
solini tornò in liber- Bersaglieri rivoluzionari, tanto che entrò a far parte della nuo-
tà. Quattro giorni dopo fino al 1917, va direzione nazionale del partito. Passarono pochi
“Lotta di classe”, da lui raggiungendo mesi e nella successiva direzione tenutasi in novem-
diret to, pubblicò un il grado di bre gli fu attribuita all’unanimità la carica di diretto-
suo articolo che attacca- caporale maggiore. re del quotidiano “Avanti!”.

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Dal Socialismo ai Fasci di combattimento

Al congresso di Reggio Emilia che duratura, la più utile, almeno nella Pietro Nenni
aveva lanciato in orbita Mussoli- fase iniziale, e la più difficile da in uniforme da
ni era presente anche l’avvocato accettare da parte della moglie soldato nel 1915.
milanese Cesare Sarfatti, espo- Rachele. Finirà solo nei pri- Fu compagno di
nente della corrente riformi- mi anni Trenta, quando a lotte politiche
sta, che, dopo l’intervento Margherita verrà vietato di di Mussolini.
di Mussolini, aveva manda- punto in bianco l’accesso
to alla moglie Margherita a palazzo Venezia.
un resoconto entusiastico Lei non gli avrebbe ser-
in cui, fra l’altro, scriveva: bato rancore e, trasferita
«Benito Mussolini: segna- negli Stati Uniti, avreb-
ti questo nome. È lui il be tenuto conferenze sul
prossimo uomo». E lei, Fascismo pubblicando
diligentemente, se lo era una biografia del Duce Mussolini
segnato. Sarebbe stato di (realizzata con la collabo- ricoverato
buon auspicio per Mussoli- razione dello stesso prota- all’ospedale
ni e la Sarfatti. I due si incon- gonista), dal titolo “Dux”, militare di Milano,
trarono in dicembre, quando che venderà più di un milio- nel febbraio 1917.
lui si trasferì a Milano per pren- ne di copie in tutto il mondo. Ferito da
dere in mano la direzione del Quando poi nel 1938 saranno un lanciabombe
giornale. Lei, che già collaborava introdotte in Italia le leggi razzia- era stato
all’“Avanti!” con una apprezzata rubri- li, troverà rifugio in Sudamerica, da operato al fronte.
ca di critica d’arte, si presentò, come vuole
la prassi, al nuovo direttore.

Un’amante raffinata ed ebrea Fu così


che il rozzo figlio del fabbro romagnolo conob-
be la colta e raffinatissima rappresentante dell’al-
ta borghesia milanese. Di origine ebraica, nata
Grassini nel 1880 a Venezia e cresciuta nel fasto-
so palazzo Bembo sul Canal Grande, sposata a
18 anni all’avvocato Cesare Sarfatti, Margheri-
ta teneva in corso Venezia 94 a Milano un fre-
quentatissimo salotto dove si riunivano artisti e
intellettuali, imprenditori e finanzieri.
Qui, tra un cocktail e una serata di musica, si
proponeva come mecenate e protettrice di arti-
sti e poeti d’avanguardia, da Rosai a Boccioni, da
Marinetti a Ungaretti, e qui diede vita a “Nove-
cento”, il movimento che avrebbe raggruppato
i personaggi più rilevanti dell’arte e della cultu-
ra del suo tempo.
Inutile dire che il nuovo direttore e la redattri-
ce si intendono fin dal primo incontro. Ne nasce
una relazione, sempre meno riservata con l’au-
mentare della passione di lei e della popolarità
di lui, che andrà avanti per 20 anni.
Non resterà esclusiva nell’irrequieta vita
sentimentale del futuro Duce, ma sarà la più

Congedato per una grave ferita


di guerra, era stato promosso caporale
per la sua «attività esemplare, le
qualità battagliere, la serenità di mente,
l’incuranza ai disagi, lo zelo»

BBC HISTORY ITALIA [81]

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Storia di un leader (Seconda parte)

dove tornerà in patria solo nel 1947, a guerra Cesare Battisti


finita. Meno fortunata di lei, sua sorella Nella, nel 1915, amico
morirà ad Auschwitz. e sostenitore di
Oltre che nella relazione con Margherita, Mussolini nel
Mussolini si buttò a capofitto nel lavoro. I nemi- periodo trentino,
ci interni, che speravano di vederlo naufragare fu a capo degli
con i conti del giornale, dovettero presto ricre- irredentisti che
dersi. Sotto la sua direzione, la diffusione del- caldeggiavano
l’“Avanti!” passò infatti da 30mila a 60mila l’intervento al
copie, con punte di 100mila nel 1914: un risul- fianco dell’Intesa.
tato economico che faceva sorridere le casse del
partito, oltre che del giornale. Con queste cre-
denziali le manovre dei riformisti per rimuo-
verlo dall’organo ufficiale socialista, sempre più
spostato su posizioni rivoluzionarie, erano desti-
nate a fallire.
Ma è proprio nel 1914 che si arriva alla resa
dei conti. Il 7 giugno, prima domenica del mese,
si tiene in tutta Italia la tradizionale festa dello Claudio Treves
Statuto, in ricordo dello Statuto Albertino del con Carlo Rosselli
1848. Per quello stesso giorno le sinistre, con (in piedi) e Filippo
l’appoggio dell’“Avanti”, organizzano una serie Turati, in esilio
di manifestazioni antimilitariste. Festeggiamen- a Parigi. Per
ti e proteste si svolgono senza incidenti in molte contrasti politici,
città, ma non ad Ancona, dove gli anarchici di Mussolini sfidò
Errico Malatesta e i repubblicani di Pietro Nen- Treves a duello.

ni godono di un forte sostegno popolare. Al ter-


mine del loro comizio, la forza pubblica apre il
fuoco contro i dimostranti. Sull’asfalto rimango-
no due morti e un ferito grave. Le opposizioni
reagiscono con la proclamazione dello sciope-
ro generale, mentre nelle Marche e in Roma-
gna esplode una rivolta popolare che porta alla
occupazione di sedi comunali e prefetture e a
duri scontri con l’esercito, subentrato alle forze
di polizia nel mantenimento dell’ordine pubbli-
co. È la cosiddetta “settimana rossa”, che si con-
clude con un sostanziale fallimento. L’opinione
pubblica, prima ancora della Giustizia, condan-
na i promotori della insurrezione e i loro soste-
nitori, a cominciare dall’“Avanti!” mussoliniano.

Da neutralista a interventista Non si era-


no ancora spenti gli echi di quella rivolta popo-
lare quando, il 28 giugno, un nazionalista serbo
assassinò a Sarajevo l’arciduca d’Austria France-
sco Ferdinando. Poteva essere uno dei tanti atti
terroristici di quegli anni tumultuosi, invece fu
la scintilla che fece esplodere la Prima guerra
mondiale. L’Italia si dichiarò neutrale, giustifi-
cando la sua scelta con la decisione unilaterale
dell’Austria di attaccare la Serbia, il che contrav-
veniva agli accordi della Triplice Alleanza, di cui
il nostro Paese faceva parte con l’Impero Austro-
ungarico e la Germania.
Ma c’erano molte forze che spingevano per

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Dal Socialismo ai Fasci di combattimento

A sinistra, ritratto
dell’onorevole
avvocato Cesare
Sarfatti .
A destra,
sua moglie
Margherita, che
fu l’amante di
Mussolini
per ben 20 anni.

l’intervento: in primo luogo gli irredentisti gui-


Cesare Sarfatti scrisse alla moglie Margherita:
dati da Cesare Battisti (amico e sostenitore di
Mussolini durante il suo periodo trentino), che «Benito Mussolini: segnati questo
si battevano per il ritorno all’Italia di Trento e nome. È lui il prossimo uomo». Lei lo segnò,
Trieste, rimaste sotto il giogo asburgico; e poi e in seguito diventò la sua amante
i nazionalisti, i radicali, per non parlare dei
monarchici, che speravano di completare l’uni-
tà del Paese. A queste forze si aggregarono ampie lo metterà per iscritto nel suo rapporto.
frange di cattolici, nonostante la ferma opposi- «Riferì», vi si legge, «di aver saputo
zione della Chiesa, e molti socialisti rivoluzio- che il 17 gennaio del 1914 ebbe luogo
nari, sicuri che la guerra avrebbe fatto insorgere a Ginevra un colloquio tra il Mussolini
il proletariato e portato al crollo del capitalismo. e l’ex presidente del consiglio francese
Nei mesi successivi allo scoppio della guerra, Caillaux, in seguito al quale quest’ul-
Mussolini passò gradualmente dal neutralismo, timo avrebbe versato a Mussolini la
prima “assoluto”, poi “attivo”, cioè possibilista, somma di un milione di lire». Il rap-
ad un convinto e proclamato interventismo. porto precisa che quelle dichiarazio-
Sconfessato dal partito, il 21 ottobre del 1914 ni non meritavano di essere prese in
lasciò la direzione dell’“Avanti!”. Neanche un considerazione, essendo la donna una
mese dopo, il 15 novembre, usciva in edicola il nevrastenica ricoverata in una clinica
suo nuovo giornale, “Il Popolo d’Italia”. di Caserta e animata solo dalla volon-
Dove aveva trovato i soldi per farlo? A prendere tà di vendicarsi del suo seduttore. «Tut-
per buone le parole di Ida Dalser, una sua aman- tavia», conclude, «dalle indagini fatte
te trentina che proprio in quel mese di novem- è risultato che effettivamente, non alla
bre gli diede un figlio di nome Benito Albino, data indicata dalla Dalser, ma il 13 novembre
sarebbe stato finanziato dai francesi, interessati 1914 (cioè due giorni prima dell’uscita in edi-
a sostenere l’entrata in guerra dell’Italia al fian- cola de “Il Popolo d’Italia”), il Benito Mussoli- Rachele Guidi,
co di Francia e Inghilterra. La Dalser lo dichiarò ni si trovava a Ginevra, precisamente all’Hotel moglie di Benito
al quotidiano torinese “La Stampa”, ottenendo- d’Angleterre». La Dalser, che si vantava di esse- Mussolini, in una
ne un compenso di 700 lire, e lo ripeterà qual- re la vera moglie di Mussolini (verrà addirittura fotografia degli
che anno dopo a un funzionario di Polizia che alle mani con Rachele quando la incontrerà anni Trenta.

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Storia di un leader (Seconda parte)

Ida Dalser, che si vantava di essere


la vera moglie di Mussolini,
venne alle mani con Rachele
quando la incontrò all’ospedale
dove lui era ricoverato

nella stanza d’ospedale dove il futuro Duce,


ferito in guerra, era ricoverato) passerà da un
manicomio all’altro e finirà i suoi giorni in quel-
lo di Venezia. Il figlio Benito Albino farà la sua
stessa fine nell’ospedale psichiatrico di Mombel-
lo, vicino a Milano.
Resta il fatto che, sovvenzionato dai francesi o,
più probabilmente, dalla ricca borghesia finanzia-
ria e industriale che nella guerra vedeva un’im-
perdibile occasione di arricchimento, Mussolini
si lancia nella campagna interventista senza più
freni, con la stessa foga con cui fino a un mese
prima sulle colonne dell’“Avanti!” sosteneva a spa-
da tratta la neutralità. E se prima era il beniamino
dei socialisti, adesso è il campione degli interven-
tisti. Gli ex compagni, anche quelli che pendeva-
no dalle sue labbra, lo bollano come traditore e ne
chiedono l’espulsione dal partito, che viene deci- Ida Dalser, Alla fine, la volontà della monarchia, del
sa il 24 novembre dalla sezione socialista di Mila- amante di Benito governo e dei sempre più numerosi, e rumorosi,
no. Lui proclama: «Sono e rimarrò un socialista: Mussolini, con il interventisti ha la meglio. Dopo aver sottoscrit-
12 anni della mia vita di partito sono e dovrebbe- figlio nato dalla to con Francia e Inghilterra il Patto di Londra
ro essere garanzia». loro realazione, (che non verrà rispettato, come vedremo), con
Benito Albino. cui si stabiliscono i vantaggi territoriali per l’I-
Duello al primo sangue Agli attacchi più talia a fronte di un intervento al fianco dell’In-
violenti Mussolini risponde battendosi in duello. tesa, il 24 maggio del 1915 il nostro Paese entra
È quello che succede con Claudio Treves, che in guerra. Mussolini viene chiamato alle armi
aveva diretto l’“Avanti!” prima di lui. Si scontra- il 31 agosto, arruolato nei bersaglieri.
no alla sciabola nelle campagne della Bicocca, Restò sotto le armi due anni, fino all’ago-
periferia Nord di Milano, e restano entrambi sto del 1917, quando fu mandato in licenza in
feriti. Non va peggio solo perché i padrini inter- seguito a una grave ferita per lo scoppio di un
rompono il duello all’ottavo assalto, contro la lanciabombe. Dal suo stato di servizio risulta
volontà dei contendenti che vorrebbero batter- Prima pagina de che fu promosso caporale per merito di guer-
si all’ultimo sangue. “Il Popolo d’Italia”, ra. La promozione fu motivata «dall’attività sua
Ma intanto “Il popolo d’Italia” ottiene un giornale fondato esemplare, dalle qualità battagliere, dalla sere-
insperato successo: partito da 30mila copie, arri- da Mussolini, nità di mente, dall’incuranza ai disagi, dallo
va in poche settimane a punte di 80mila. Musso- dove si chiede zelo, ecc...». Insomma, fu un perfetto soldato.
lini conserva immutata la sua popolarità, ha solo l’entrata in guerra Lui avrebbe anche voluto frequentare il cor-
cambiato la platea dei suoi sostenitori. dell’Italia. so allievi ufficiali, ma lo Stato Maggiore si era
opposto in considerazione dei «suoi deplorevo-
li precedenti».
Una volta congedato, Mussolini si ributtò
anima e corpo nella lotta politica con il suo
“Popolo d’Italia”. Le difficoltà della guerra si
ripercuotevano anche sul giornale, che vedeva
ridursi il numero dei lettori e faticava a far qua-
drare i conti. Eppure, quel foglio compilato nel-
la piccola redazione di via Paolo da Cannobio
restava la voce più viva e ascoltata dell’interven-
tismo di sinistra, dato che il suo direttore con-

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Dal Socialismo ai Fasci di combattimento

tinuava a considerarsi un socialista, nonostante Gli “sconfitti dalla vittoria” I suoi soste- Mussolini a una
l’espulsione dal partito. nitori ora sono soprattutto i reduci. Milioni di manifestazione
Per inciso, in quella redazione porta a termine uomini che tornano dalle trincee dopo 4 anni di interventista a
un’altra conquista. Si chiama Bianca Ceccato sofferenze inenarrabili e si ritrovano senza arte Milano nel 1915.
ed è la segretaria. Ha appena 19 anni e quando né parte. La riconversione delle fabbriche, che Al suo fianco,
lui la accompagna in gita a Como o a Venezia, dopo aver prodotto bombe e cannoni devono ora Filippo Corridoni,
la prendono per sua figlia. sfornare auto e trattori, richiede tempo. Le terre, socialista e
Alla fine di ottobre del 1917, la rotta di generosamente promesse ai soldati che andava- sindacalista:
Caporetto sembrò preludere a una sconfit- no al fronte, restano nelle mani degli agrari che, troverà la morte
ta irrimediabile. Mussolini, come altri leader soprattutto al Sud, pur di non cederle le lascia- a San Martino del
dell’interventismo, passò giorni di profondo no improduttive. Gli operai e i contadini chia- Carso durante la
sconforto, al punto che, secondo la testimonian- mati a combattere una guerra da loro non voluta Grande Guerra.
za della sorella Edvige, avrebbe anche pensa- formano ora un esercito di disperati senza lavo-
to al suicidio. Quando però la nuova linea del ro né sostegno. La piccola borghesia artigianale
fronte si stabilizzò sul Piave e il peggio sembrò e impiegatizia è impoverita dal costo della vita,
passato, tornò ad essere l’uomo eccessivo e bat- raddoppiato rispetto all’anteguerra. E poi ci sono
tagliero di sempre. Ma con proclami nuovi e i mutilati e invalidi, a centinaia di migliaia, che
avversari diversi. si aspettano riconoscimenti e aiuti e ricevono,
Il rivoluzionario estremista di un tempo quando va bene, una medaglia e qualche vaga
diventò di punto in bianco un acceso reazio- promessa. «Cercai il polso della folla», dichia-
nario che, per la salvezza del Paese, invocava la
sospensione temporanea dei diritti civili, la lotta
senza quartiere ai “nemici interni”, la soppres- Il rivoluzionario estremista di un tempo diventò
sione dei giornali e persino la chiusura del Par- di colpo un acceso reazionario che invocava
lamento. Se prima inneggiava alla rivoluzione la sospensione temporanea dei diritti civili, persino
russa e ne auspicava una anche in Italia, ades- la chiusura del Parlamento
so esaltava i vantaggi della dittatura, dato che
«la condotta democra-
tica della guerra è la
più sublime delle stu-
pidità umane».
Se prima indicava
come esempio di buon
governo il presiden-
te americano Wilson,
adesso diceva di prefe-
rire l’autoritarismo del
francese Clemenceau.
Insomma, nell’anno
che va da Caporetto a
Vittorio Veneto Mus-
solini, più pronto di
tutti a fiutare i mutati
umori della popolazio-
ne, matura le idee e i
programmi che staran-
no alla base della sua
azione futura. I soste-
nitori di prima diven-
tano i suoi più acerrimi
nemici. Ma il generale
malcontento del dopo-
guerra gli offre schie-
re di arrabbiati che si
riconoscono in lui e
applaudono i suoi pro-
grammi.

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Storia di un leader (Seconda parte)
MONDADORI/Mondadori Portfolio/Mcrr

rò Mussolini in un’intervista successiva dove Un reparto di che diventa il nuovo elemento di aggregazione
spiegava la nascita dei Fasci di combattimen- arditi a Giavera dei cattolici.
to, «e capii come, nel disorientamento generale, (Treviso) nel Mussolini guarda agli altri, a quelli che non si
il mio pubblico ci fosse […] I battuti dalla vit- 1917, durante riconoscono nei vecchi e nuovi partiti di massa
toria furono gli ufficiali inferiori, i sottufficiali la Prima guerra e che nel variegato mondo degli ex combatten-
cui alcuna guarentigia aveva conservato il posto mondiale. Proprio ti si mostrano i più delusi, i più arrabbiati, i più
di lavoro occupato quando la guerra non c’era. tra i veterani degli pronti a menare le mani.
Gli sconfitti erano stati, per lo svilimento della Arditi Mussolini Fra tutti, gli Arditi. Questo corpo speciale,
moneta, i reddituari fissi, i piccoli risparmiato- troverà terreno
ri, gli anticipatori allo Stato dei mezzi per fare la fertile per i suoi
guerra, ossia i sottoscrittori del debito pubblico». Fasci italiani di
Ai tanti “sconfitti dalla vittoria” si aggiungo- combattimento.
no gli altrettanti delusi dalla pace. Alla Confe-
renza di Parigi le cose vanno male. Le richieste
italiane di ottenere l’Istria e la Dalmazia, come
previsto dal Trattato di Londra (con l’aggiun-
ta di Fiume), si scontrano con l’opposizione del
presidente americano Wilson, fermo sostenito-
re dell’autodeterminazione dei popoli ma scarso
conoscitore della situazione europea.
Il temporaneo abbandono per protesta della
nostra delegazione, seguito dall’umiliante ritor-
no a Parigi, infiamma la propaganda dei nazio-
nalisti. D’Annunzio parla di “vittoria mutilata” e
lo slogan ha facile presa su una popolazione pro-
strata e delusa nelle sue aspettative.
È questo il pubblico al quale Mussolini e il
suo giornale si rivolgono nei mesi tormentati
dell’immediato dopoguerra. Lo fanno anche gli
altri partiti: il Socialista, che rimane il naturale
riferimento politico degli operai e dei contadi-
ni, e il neonato Partito Popolare di don Sturzo,

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Dal Socialismo ai Fasci di combattimento

L’identikit della Polizia

Il ritratto più fedele e credibile di Mussolini


al tempo della fondazione dei Fasci lo dob-
biamo a all’ispettore generale Giovanni Gasti,
È un emotivo ed un impulsivo e que-
sti caratteri lo rendono nei suoi discor-
si suggestivo e persuasivo per quanto, pur
in un rapporto redatto per il capo del governo parlando bene, non possa dirsi un oratore.
Vittorio Emanuele Orlando. Lungo e articola- È in fondo un sentimentale, ciò gli atti-
to, il rapporto lo si può leggere nel primo volu- ra molte simpatie ed amicizie […].
me della monumentale biografia di Renzo De È molto intelligente, accorto, misura-
Felice dedicata al fondatore del Fascismo e to, riflessivo, buon conoscitore degli uomi-
pubblicata da Mondadori. Eccone alcune parti. ni e delle loro qualità e manchevolezze. Faci-
«Benito Mussolini è di forte costituzione fisica le alle pronte simpatie ed antipatie, capa-
sebbene sia affetto da sifilide. Questa sua robu- ce di sacrificio per gli amici, è tenace nelle
stezza gli permette un continuo lavoro. Riposa inimicizie e negli odi. È coraggioso ed auda-
fino a tarda ora del mattino, esce di casa sua ce; ha qualità organizzatrici, è capace di
a mezzogiorno, ma non vi rientra più che alle determinazioni pronte, ma non altrettan-
3 dopo la mezzanotte, e queste 15 ore, meno to tenace nelle convinzioni e nei propositi.
una breve siesta per i pasti, sono devolute alla È ambiziosissimo, animato dalla convinzio-
attività giornalistica e politica. È un sensuale e ne di rappresentare una notevole forza nei
ciò è dimostrato dalle varie relazioni contrat- destini d’Italia ed è deciso a farla valere.
te con donne delle quali le più notevoli quel- È uomo che non si rassegna a parti di secon-
le colla Guidi e colla Dalser sopra accennate. do ordine. Vuole primeggiare e dominare».

organizzato durante la guerra per le missio- insieme ai tanti altri disperati che tornavano
ni più rischiose e abbondantemente utilizzato dalle trincee.
nelle battaglie del Piave e di Vittorio Veneto, Mussolini fu il più lesto a schierarsi dalla loro
era famoso per il coraggio, oltre che per l’in- parte e a difenderne le rivendicazioni: prontamen-
disciplina. te ricambiato. Gruppi di Arditi presero a presidiare
Terminato il conflitto, si era deciso lo sciogli- il portone del palazzo che ospitava “Il Popolo d’I-
mento dei reparti e migliaia di ufficiali, sottuf- talia” e sempre gli Arditi formarono il nerbo delle
ficiali e militari di truppa si trovavano a spasso, squadre che il 15 aprile 1919 assaltarono e incen-
diarono la sede dell’“Avanti!”,
in via San Damiano. Il poeta e
Le comandavano Ferruccio scrittore Gabriele
Vecchi, uno dei capi degli Ardi- D’Annunzio
ti, e Filippo Tommaso Mari- parla con Benito
netti, il leader dei Futuristi. Mussolini su una
Entrambi avevano preso par- panchina nei
te alla riunione di Piazza San giardini della villa
Sepolcro che tre settimane pri- di Cargnacco
ma, il 23 marzo, aveva dato (il Vittoriale degli
vita ai Fasci di Combattimen- italiani) a Gardone
to. Da quella data, da quell’e- Riviera, nel
vento avevamo iniziato questo maggio 1925.
racconto. Che qui si conclu-
de, ora che Mussolini ha mes-
so insieme le truppe per fare la
sua rivoluzione.
Il seguito è noto: Benito
Mussolini prenderà il potere e
cambierà la Storia del XX seco-
lo, e non solo per l’Italia. •
GIANNI BRAGATO
(Giornalista e scrittore di Storia).

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METE DA NON PERDERE

PELOPONNESO

IL FASCINO DI UN PASSATO CHE NON TRAMONTA


È il turno della storica Anna Beer, che ci accompagna alla riscoperta del
Peloponneso, penisola incantata nel Sud della Grecia, che vanta le testimonianze
di diverse culture e popoli del passato: Greci, Bizantini, Turchi e Franchi

I
nizialmente non sono stati i siti storici classi- Se la descrizione di Leigh Fermor di un ango- L’antico Teatro
ci ad attirarmi nel Peloponneso, ma il libro di lo ancora medievale dell’Europa mi ha portato nel greco di
Patrich Leigh Fermor “Mani: Viaggi nel Pelo- Peloponneso, fu una gita di un giorno a Mistrà – un Epidauro, che
ponneso”, un resoconto delle sue escursio- lungo e tortuoso viaggio da Stoupa – che mi avreb- vanta un’acustica
ni, negli anni Cinquanta, nell’arido paesaggio di be stimolato a tornarvi in futuro. perfetta e
montagne e mare del Mani, estrema propaggine Consiglio caldamente ai futuri visitatori di pas- un’altrettanto
del Peloponneso. Leigh Fermor era solito allog- seggiare per le strade di questa città bizantina, ai superba
giare in vecchie case a torre in rovina, che porta- piedi del monte Taigeto: ci si imbatte in storiche esecuzione
vano i segni di secoli di guerre e faide sanguinarie, chiese diroccate e si scoprono antichi affreschi che architettonica.
e il suo animo romantico ne fu conquistato. si stanno dissolvendo (Mistrà è vicino a Sparta, per
AWL/ALAMY - MAP: PAUL HEWIT-BATTLEFIELD DESIGN

Sebbene fossero gli anni Cinquanta, questa questo è estremamente evocativa di un altro tipo di
meravigliosa penisola nel Sud della Grecia non Storia, quello della lotta dell’antica città stato con
era un luogo così arido e remoto come l’autore Atene, la Guerra del Peloponneso).
ha voluto presentarlo. Infatti, quando scrisse del Mistrà è stata una rivelazione, e mi ha condotto
villaggio di Kardamili, che sarebbe stato la sua a un’altra meraviglia bizantina: l’unica e sola città
futura casa, ha omesso di parlare delle fabbri- fortezza di Monemvasia (o Malvasia), scavata nella
che di olio d’oliva, che ne hanno cambiato l’a- roccia e collegata alla terraferma esclusivamente Il campanile
spetto. Quando sono stata a Stoupa, un po’ più a da una strada rialzata che corre sull’acqua. e la chiesa di
Sud di Kardamili, negli anni Novanta, la città era Fondata nel 583 d.C. dalle popolazioni in fuga Elkomenos
una destinazione abituale inclusa nei pacchetti dalle invasioni della Grecia da parte degli Slavi e Christos (Cristo
vacanze delle agenzie, e alloggiare nella camera degli Avari, la città fiorì tra il X e il XV secolo, prima Incatenato),
di un resort, piuttosto che in quella di un grande di essere completamente abbandonata, e poi par- nella città di
albergo, era una normale esperienza turistica. zialmente ripopolata nel tardo XX secolo. Monemvasia.

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Arrivare a Monemva- tappa, dopo Nau- CONSIGLI PER
sia è il sogno di ogni plia, potrebbe esse- I VIAGGIATORI
viaggiatore. Dal conti- re il celebre Teatro QUANDO
nente, tutto quello che di Epidauro, famo- ANDARE
I momenti
si può vedere è sola- so per la sua acusti- migliori sono
mente una strada rial- ca superba, giunto la primavera e
zata e la nuda roccia. a noi perfettamen- l’autunno, anche
se a Pasqua la
Una volta avvicinati si te conservato nelle presenza di folle
può scorgere l’unica sue caratteristiche di turisti diventa
porta di accesso, ma architet toniche; parte di questa
esperienza!
una volta attraversa- Olimpia – raggiungi- Il rischio è
ta si scopre una città bile con un viaggio più lungo – è una perfetta desti- che alcune
fiabesca senza auto, nazione se si viaggia con dei bambini, che possono attrattive
con edifici antichi rivivere il sogno delle antiche Olimpiadi correndo possano essere
chiuse, e che
scavati nella pietra e su e giù per lo stadio; non va poi dimenticato di visi- siccome il
densamente popola- tare l’antico Tempio di Apollo Epikourios a Bassae, tempo potrebbe
ta da gatti. un’altra combinazione mozzafiato di architettura e essere più
freddo e
Il mio suggerimen- paesaggio. piovoso, solo il
to è di trat tenersi Tuttavia il mio cuore è maggiormente legato ad più temerario
anche per la notte, per altri luoghi storici, meno conosciuti. In Arcadia (e avrebbe il
coraggio di fare
poter respirare appie- chi non vorrebbe fare un salto in Arcadia?) occor- un tuffo in mare!
no la vera magia di re fare molta attenzione, perché le sue strade
Monemvasia. In alta sono strette e tortuose, ma ne vale la pena per- COME ARRIVARE
Se avete a
stagione, barche cari- ché la regione vanta stupendi e affascinanti villag- disposizione un
che di turisti arrivano gi come Dimitsana e Stemnitsa. La prima ospita il po’ di tempo,
in giornata da Nauplia, Water-Power Museum, un museo all’aperto che sarebbe
che è la città più cono- offre un’interessante visione del sistema di sfrut- meraviglioso
arrivare in nave
sciuta della regione, e tamento delle risorse idriche nella società prein- da Venezia a
che sicuramente vale la pena visitare. Felicemente dustriale; la seconda, invece, ospita il Folklore Patrasso, e poi
situata in una bellissima baia, l’antica città offre, se Museum, gemellato con la Scuola di Argenteria e lì noleggiare
un’auto. In alta
ci si presta un po’ di attenzione, un’evocativa visione Oreficeria: le due istituzioni in questo modo lavora- stagione ci sono
della Storia un po’ più recente della Grecia. Control- no in sinergia per sostenere la tradizionale produ- voli diretti per
lata da Franchi, Veneziani, Turchi, ancora Venezia- zione di gioielleria della regione. Entrambi i villaggi Calamata, e per
Atene durante
ni, poi di nuovo Turchi, tutti gli invasori lasciarono la hanno spettacolari caratteristiche paesaggisti- tutto l’anno.
loro impronta nella città: Nauplia fu la prima capita- che, che offrono la possibilità di fare avvincenti
le della Grecia moderna, una volta liberata dal con- escursioni, grazie a un’antica rete di percorsi che CHE COSA
PORTARE
trollo degli Ottomani, nell’aprile 1822. si snodano attraverso emozionanti gole e condu- Scarpe comode
La cosa più affascinante nel visitare il Pelopon- cono anche a remoti monasteri. per esplorare i
neso è che con una breve gita in pullman si può Un’altra perla nascosta (e non solo per gli appas- siti archeologici.
viaggiare indietro nel tempo di 2.000 anni. E non sionati di treni), è la ferrovia a cremagliera degli anni Nei mesi non
estivi occorrono
si può certo farsi scappare l’opportunità di visita- Novanta dell’Ottocento, che parte da Diakopto, sul- anche vestiti
re gli antichi e spettacolari siti classici. La prima la costa occidentale del Peloponneso. Inoltre, come un po’ più
se non bastasse lo stupore per l’impressionante pesanti per le
fresche sere in
opera ingegneristica, e per il monastero che si scor- montagna.
ge lungo il percorso, la destinazione del viaggio è
Kalavrita: un potente richiamo alla Storia più recen- SOUVENIR
Soprattutto
te dell’Europa. L’orologio del villaggio segna sempre cibo e bevande.
le 14:34, per commemorare il massacro degli abi- Olio d’oliva e
tanti greci da parte degli occupanti nazisti, per rap- miele sono
presaglia all’uccisione di soldati tedeschi. un’ottima scelta,
ma sono da
Che sia l’occupazione nazista, o la guerra tra Ate- provare anche
ne e Sparta, il passato è sempre tangibile nel Pelo- le nuove varietà
ponneso. E se la Storia non basta a giustificare il di vini greci.
Per un ricordo
viaggio, restano sempre le splendide spiagge! • più duraturo,
raccomando
ANNA BEER i gioielli di
Stemnitsa.
(Professoressa presso il Kellogg College, Università di Oxford).

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DOMANDE&RISPOSTE Curiosità e interrogativi storici
a cura di Elena Percivaldi

STORIA MILITARE
CHI E PERCHÉ ESCLAMÒ “VARO, RENDIMI LE MIE LEGIONI”?
settembre, mentre

T ra l’8 e l’11 set-


tembre del 9
d.C. nei b oschi
i legionari attra-
versavano la fore-
sta carichi di sal-
intorno a Kalkrie- merie sul terreno
se, non lontano da reso pesante dal-
Osnabrück, nella la pioggia, li attac-
Bassa Sassonia cò all’improvviso.
tedesca, 3 intere La battaglia durò
legioni romane – la 3 giorni duran-
XVII, la XVIII e la XIX te i quali i soldati
– furono annien- romani, bersaglia-
tate dai Germani ti da frecce e inca-
insieme a 6 coor- paci di schierarsi
ti di fanteria e 3 ali e contrattaccare,
di cavalleria ausi- furono massacrati
liaria per un totale a migliaia. Lo stes-
di 15-18mila morti. so Varo, dopo aver
La tremenda ordinato la distru-
sconfitta di Teuto- zione delle vet-
burgo – nome con tovaglie nel vano
cui la disfatta passò alla Storia – rap- però non volle procedere alla gradua- tentativo di sgravarsi il passo, ritenne
presentò il clamoroso esito della rivol- le romanizzazione delle zone conqui- che la fine più dignitosa fosse il suici-
ta capeggiata da Arminio, principe dei state, ma cercò di imporla con la forza. dio gettandosi sulla propria spada. L’11
Cherusci, a seguito della conquista Ciò, unito al fatto che i Romani miras- settembre la vittoria di Arminio poté
della parte settentrionale della Ger- sero a espandere il proprio dominio dirsi completa.
mania completata tra il 4 e il 5 d.C. da anche a Est dell’Elba, suscitò nuo- Lo storico latino Svetonio narra che
Tiberio, figlio adottivo dell’imperato- ve sollevazioni che sfociarono in una quando la terribile notizia della “Cla-
re Augusto. Sedata la ribellione del- grossa rivolta, alla testa della quale des Variana” giunse a Roma, Augusto
le tribù germani- si mise il giovane Arminio, un germa- fu così avvilito «da lasciarsi crescere
che, Augu- no che aveva militato come ausiliario la barba e i capelli, sbattendo, di tan-
sto ave- nell’esercito romano ottenendo anche to in tanto, la testa contro le porte gri-
va orga- la cittadinanza. dando: “Varo, rendimi le mie legioni!”.
nizzato All’inizio dell’autunno del 9 d.C., Varo Dicono anche che considerò l’anniver-
il territo- si accinse a trasferire le legioni negli sario di quella disfatta come un giorno
rio com- accampamenti invernali: avrebbe però di lutto e tristezza». Sei anni dopo, un
preso tra i dovuto attraversare una fitta regione altro generale romano, Giulio Cesare
fiumi Reno boscosa, territorio poco congeniale al Germanico, si sarebbe recato sul luo-
ed Elba, modo di combattere dei Romani, che go della strage per seppellire le ossa
inviando sul privilegiavano lo schieramento in cam- dei soldati, ancora visibili nel bosco.
posto come po aperto. Della circostanza approfit- E anche se in seguito Roma riuscì a
governato- tò Arminio, che ben conosceva le tecni- recuperare le insegne delle 3 legioni
re Publio Quin- che di combattimento nemiche, e pre- perdute a Teutoburgo, le stesse non
tilio Varo. Egli parò contro i Romani un’imboscata. Il 9 furono mai più ricostituite. •
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Scrivete a: redazione@bbchistory.it

STORIA DEI SIMBOLI


DA DOVE DERIVA IL BISCIONE, SIMBOLO DEI VISCONTI?

Il celebre “biscione” che compare sullo stemma


della casata dei Visconti ha un’origi-
ne misteriosa e anche controversa.
1315) riconduce le origini alle Crociate: «Viene offer-
to dal Comune di Milano a uno della nobilissima
stirpe dei Visconti che ne sembri il più degno, un
Una leggenda vuole che sia stato adot- vessillo con una biscia dipinta in azzurro che
tato dal capostipite della dinastia, in inghiotte un saraceno rosso [...]. Questo pri-
CREATIVE COMMONS/Giovanni Dall’Orto

un’epoca remota e imprecisata, dopo vilegio si dice concesso a quella famiglia


aver sconfitto il terribile drago Taràn- in considerazione delle vittoriose impre-
to (o Tarantasio), che infestava il Lago se compiute in Oriente contro i saracini da
Gerundo, esteso sul territorio oggi com- un Ottone Visconti valorosissimo uomo».
preso tra i fiumi Adda e Serio, cibandosi Altre ipotesi sull’origine riconducono al
della carne dei bambini. culto della vipera, di matrice ctonia, che
Un’altra versione tra le tante vorrebbe invece si dice professato dai Longobardi, di cui i
che il biscione sia stato aggiunto allo stemma Visconti si ritenevano discendenti.
da un esponente della famiglia dopo che questi Il biscione fu poi ereditato dagli Sforza
aveva trovato una vipera dentro l’elmo. quando questi subentrarono alla guida del
Lo scrittore milanese Bonvesin de La Riva (1240- Ducato di Milano. •
STORIA DELLA CULTURA
CHI FU LA PRIMA DONNA A OTTENERE LA LAUREA?

C orreva l’anno 1678 quando una


nobildonna veneziana, Elena
Lucrezia Cornaro (o Corner) Pisco-
importanti Accademie di dotti del
tempo. Un giorno la giovane ten-
ne una disputa pubblica in latino e
pia, riceveva la laurea in filoso- greco, terminata la quale il padre
fia a Padova, prima donna a chiese all’Università padova-
ottenere un dottorato al mon- na di riconoscerle la laurea in
do. La giovane aristocratica teologia; tuttavia il cardinale
(aveva 32 anni, essendo nata Gregorio Barbarigo si oppose
in Laguna nel 1646) aveva sostenendo che fosse «uno
approfondito sin da piccola, sproposito dottorar una don-
spinta dal padre Giovan Bat- na», tantomeno in questio-
tista, un ventaglio di discipline ni teologiche. Alla fine, Elena
diverse e padroneggiava il lati- Lucrezia ottenne la meno “com-
no, il greco, l’ebraico e lo spagno- promettente” laurea in filosofia,
lo. In breve, la fama della sua eru- ma non poté insegnare in quanto
dizione corse per l’Europa e le val- donna. Morì di gangrena a soli 38
se l’ammissione ad alcune delle più •
anni, il 26 luglio 1684.

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MANIFESTAZIONI a cura di Riccardo Mazzoni

IN MOSTRA A TREVISO EVENTI DA NON PERDERE


ALLA SCOPERTA DI GEISHE E SAMURAI
SIRACUSA
il Giappone un topos culturale descritto, ARCHIMEDE
per esempio da un artista come Kitagawa EXPERIENCE
Utamaro (1753-1806), che nei suoi dipinti Fino al 31 dicembre 2019
ha rappresentato la vivacità dei quartieri di Galleria Civica
Edo (l’odierna Tokyo). Montevergini (SR)
La visita permette anche di scoprire Info: 093124902
le storie dei samurai che, dal XII secolo press@civitasicilia.it
alla metà del XIX, hanno segnato e guida-
to il Sol Levante. Una cultura affascinan- FIRENZE
VERROCCHIO,
te ancora presente nel Giappone moder-
IL MAESTRO
no, spesso rievocata dal cinema e dalla DI LEONARDO

I l Giappone, fin dal suo primo contatto


con i popoli europei, ha suscitato fascino
e curiosità. Il percorso espositivo di que-
narrativa.
Ma il Giappone non è solo questo, è
anche religione, con un olimpo affolla-
Fino al 17 luglio 2019
Palazzo Strozzi e Museo
Nazionale del Bargello
sta mostra si sviluppa attraverso delle tissimo di divinità e di demoni tanto loca- Info: 0552645155
isole tematiche che permettono di foca- li quanto provenienti da altre terre. Ecco info@palazzostrozzi.org
lizzare l’attenzione dei visitatori, special- allora la scoperta di come il Buddhismo,
mente sui costumi e sulle attività tradizio- di origini indiane, si è trasformato nella ROMA
ROMA UNIVERSALIS
nali nipponiche. variante Zen. Ma l’arte e la cultura nip-
L’IMPERO E LA DINASTIA
Ovviamente, parlando di Giappone, non ponica sono anche tanto altro: dal teatro VENUTA DALL’AFRICA
si può fare a meno di pensare a geishe e Kabuki, alla moda del kimono, allo shin- Fino al 25 agosto 2019
samurai. Sono queste, infatti, tanto nel- toismo. Colosseo, Foro Romano, Palatino
la realtà quanto nell’immaginario comu- All’arte figurativa tradizionale, con l’in- Info: 0669984443
ne, le due figure di riferimento della cultu- gresso del Paese nella modernità, si è info@coopculture.it
ra giapponese: le donne dal fascino sua- affiancata la fotografia: una ricca galleria
dente e i guerrieri indomiti e inesorabili. di immagini suggestive che ci permette di CAGLIARI
DONNA O DEA
Attraverso questo viaggio si scopre che la documentare l’evoluzione del Sol Levante.
Le raffigurazioni femminili
geisha, caratterizzata da un trucco che ne Chiude il percorso il ritorno alla tradizio- nella preistoria e protostoria sarda
imbiancava il viso, era una donna non solo ne: una grande sala dedicata alla forma Fino al 12 maggio 2019
attraente, ma anche colta, esperta di musica d’arte più complessa e insieme più affa-
Museo archeologico nazionale
e perfetta intrattenitrice, e non, come spes- scinanta del Giappone, la scrittura.
Info: 070655911
so si è pensato, donne di piacere. Ben diver- pm-sar.museoarcheo.cagliari@
se erano infatti le case del Tè dai bordelli. GIAPPONE. TERRA DI GEISHE E SAMURAI beniculturali.it
Il volto ovale delle geishe cosparso di Casa dei Carraresi
cipria bianca, gli abiti elegantissimi e i Fino al 30 Giugno 2019 RONCHI
modi cadenzati, hanno rappresentato per Info: 0422 513150 (MARINA DI MASSA)
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COLLEZIONISMO
IN MOSTRA A VERONA MILITARE
SULLE ORME DEGLI ANTICHI ESPLORATORI 25-26 maggio
Info: 328 405547

L a mostra porta i visitato-


ri a seguire le tracce degli
esploratori che, attratti dalle
chi e volumi pregiati, testimonianze
fotografiche e video, l’Etiopia viene
svelata attraverso la sua Storia, le
sarasota@hotmail.it

APRILIA
SHINGLE 1944
descrizioni del mitico regno sue ricchezze e la sua natura.
STORIA
del Prete Gianni, hanno viag-
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giato attraverso la terra del- ETIOPIA: LA BELLEZZA RIVELATA.
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RIVIVERE LA STORIA a cura di Riccardo Mazzoni

LIBRO
C’ERA UNA VOLTA IL WEST

L a storia dei nativi americani docu-


menta con cruda evidenza quan-
to sia stata crudele la colonizzazio-
Nel suo libro, Aram Mattioli, profes-
sore di Storia contemporanea all’Uni-
versità di Lucerna, racconta con stra-
ne messa in atto dalle genti approda- ordinaria plasticità il lungo e violento
te sulle coste dell’America dall’inizio processo di colonizzazione messo in
del Seicento. scena dai “bianchi” contro i nativi india-
Con lo sbarco dei Padri Pellegrini ini- ni, dal Settecento alla prima decade
ziò la conquista di quelle terre lonta- del Novecento, mettendo in evidenza
ne senza alcun riguardo per chi ci vive- il punto di vista dei “vinti” e i vari modi
va. Con l’arrivo dei pionieri, i nativi per- con cui reagirono ai soprusi e alla con-
sero le basi della loro sussistenza, le quista. Il volume analizza, inoltre, le
loro risorse naturali e persino la liber- strutture sociali, i caratteri cultura-
tà di continuare a vivere secondo le loro li e i modi di vivere dei popoli dalla pel-
usanze e tradizioni. le color rame.
In seguito all’invasione degli uomini Narratore potente, oltre che studioso
bianchi, con i cavalli e le armi da fuoco, approfondito, Mattioli descrive i sopru-
le praterie divennero terra di conquista si, le battaglie, i massacri, i periodi di
e la caccia ai bisonti, sostentamento di difficile convivenza con i bianchi, le
ogni tribù, divenne una pratica sporti- marce per trasferire intere popolazioni
va alla ricerca del record per il maggior MONDI PERDUTI nelle riserve, la dura sopravvivenza dei
numero di bisonti abbattuti le cui car- Una storia dei nativi nordamericani 1700-1910 nativi. Protagonisti e vittime della con-
casse venivano abbandonate a miglia- di Aram Mattioli quista del West appaiati in uno scena-
ia, magari solo per strapparne la lingua. pp. 364 − € 32,00 rio grandioso e terribile.

PICCOLO E GRANDE SCHERMO


PALLADIO KURSK

S empre più spesso il


cinema porta sul gran-
de schermo eventi e perso-
A gosto del 2000, il sot-
tomarin o nucle are
russo partì per la sua pri-
naggi storici non come pro- ma esercitazione: a bor-
tagonisti di “fiction”, ma di do c’erano 118 uomini, tra
veri e propri documentari ufficiali e marinai.
strutturati e realizzati con A causa di un malfunzio-
le modalità e la forma nar- namento dei siluri che
rativa dei film. dovevano essere lancia-
“Palladio” di Giacomo ti, il sottomarino esplose
Gatti permette di scoprire e si adagiò a 108 m di pro-
i segreti del grande archi- fondità.
tetto le cui creazioni, le vil- Quando finalmente un
le palladiane, sono state batiscafo inglese riuscì ad
ispiratrici dei grandi edifi- agganciarlo lo trovò com-
ci americani di oggi, come pletamente allagato.
la Casa Bianca, il Palazzo dei Congressi, la Borsa di New York e la Tutti i componenti dell’equipaggio erano deceduti.
casa di Jefferson a Monticello, tanto che Palladio nel 2001 è sta- Il film racconta l’inutile tentativo di sopravvivere, aspettan-
to nominato “Padre dell’architettura americana”. do i soccorsi, degli ultimi 23 marinai rimasti vivi. 

BBC HISTORY ITALIA [93]

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GIOCHI

PASSATEMPI a cura di Alessandro Agnoli


La scienza è un grande
gioco che ispira e
tonifica. Il campo di
gioco è l’universo stesso.
ISIDOR ISAAC RABI

CRUCIVERBA
ORIZZONTALI: 1 Inizia-
li di Bellini - 3 Accrescere,
aumentare - 11 Il Quinto
Fabio che fu detto “il Tem-
poreggiatore” - 17 Bates, at-
tore britannico - 19 Grosso
centro in prov. di Brindisi
- 20 È meta di sciatori nel
Bellunese - 21 Luciano, il
regista di L’anatra all’aran-
cia - 23 Città dell’Austria
nordorientale - 24 Relative
a ossa del bacino - 26 En-
te che assicura (sigla) - 28
Affascinato, ammaliato - 30
Ostentare qualità che non si
hanno - 33 Un acido gras-
so saturo naturale - 34 Di-
sgrazia, rovina - 35 A lume
di... cioè per intuito - 38 Il
dipartimento francese con
Orléans - 39 Mariano, narratore e critico cileno - 40 Città belga - 5 Regione vinicola francese - 6 Est Sud-Est - 7 Donna di piccola
- 41 Un insieme di movimenti fisiologici involontari - 43 La Fal- statura - 8 Abbreviazione di telegiornale - 9 Dà brio a una festa - 10
laci scrittrice - 44 David, il regista di Il ponte sul fiume Kwai - 45 Informa l’assemblea - 11 Un ballo esotico - 12 Behn, la poetessa in-
Vertebrati superiori come Rettili, Uccelli e Mammiferi - 46 Il fiume glese di Oroonoko - 13 Era “ultima dea” per i Romani - 14 Alla fine
di Mostar - 48 Giampaolo che ha scritto Il sangue dei vinti - 49 conclusa - 15 Antichi giorni romani - 16 Lo “stunt” del cinema - 18
Insieme di migranti che fuggono dai loro paesi (4,6) - 52 Coda di La proprietà che ha un metallo come il litio - 20 Portati alla massima
serpe - 53 Il francese è “oui” - 54 Avvoltoio andino - 55 Fine di concentrazione - 22 Ha condotto in TV Sarabanda (6,4) - 23 Luc-
Amiens - 56 Bagna anche Berna - 57 Misure lineari inglesi - 59 cichio, lampeggiamento - 25 Propria della cosa in sé - 27 Abbellire
Contengono gioie - 60 Sono simili alle colombe - 61 La “E” che con fregi - 29 Cantilena, filastrocca - 31 Né tua, né sua - 32 Come
appare nel quadrante della bussola - 63 Un tipo di vino amabile - 65 la terapia fatta con l’aerosol - 36 Un Claudio attore - 37 Esortativo
In quantità insufficiente - 67 Gambi di fiori - 68 Figure geometriche in modo letterale - 39 Divisione amministrativa svedese - 41 Distolto
- 69 Animali che si aggiogano - 70 Un segno zodiacale - 71 Sigla dall’indolenza - 42 Sta sotto il tetto - 45 Il Li’l dei fumetti - 47 Cerca
di un ex impero italiano. il nettare - 48 Carlo, poeta milanese - 50 Raffaele e Mario attori - 51
Ripidi, scoscesi - 54 Liliana, celebre danzatrice - 58 Apre una breve
VERTICALI: 1 Erano famosi quelli fabbricati a Samo - 2 Una scala - 59 Fa scattare lo stadio - 62 Atomo senza vocali - 64 Centro
Erika attrice - 3 Ostinata senza giusto motivo - 4 Minerale di ferro della casbah - 65 Il greco che vale 3,14 - 66 Alla fine di Besançon.

REBUS Rebus (6, 9) LA SFINGE


1.RADDOPPIO 3. BIFRONTE SILLABICO
FATICHE NUZIALI. PRONTI… VIA!
Oggi mi sono xxxyxxx: Ho fatto il pieno di xxxx energetici:
tutto è stato perfetto, in programma ho un bel giretto
proprio come me l’ero immaginato! in xxxx con degli amici molto atletici.
Ora però sono xxxyyxxx e voglio un letto. Siamo proprio un bel gruppetto!

2. SCARTO DI CONSONANTE 4. SCARTO


RICETTE LIGURI. PAUSA PRANZO SUL LITORALE.
Ti do un xxxyxxxxx: Siamo seduti sotto una xxxyx maestosa
sfuma il soffritto con il vino che guardiamo la spiaggia e il mare
e solo dopo metti a cuocere il xxxxxxxx. gustandoci una pizza alla xxxx deliziosa
Poi aspetta che sia cotto a puntino! prima di riprendere a lavorare.

[94] BBC HISTORY ITALIA

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PAG. 4 PAG. 24 PAG. 72 PAG. 19
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P R E C O C E S L E G A R E T R A P A N O C E L I O S I B A R I T A E T O L I A E Rebus
SOLUZIONI
T O N A N T E I N E R Z I A G I N E V R A A N D E C A S A R A N O S N E L L O C G
D I Z I O N E C A S T O R O S P I G O L A P E A C A B I N A T O S A E T T E R A G G R ossi conta in E, R = grossi container
Giocare con la Storia
T R A E N T E P E R S O N E S F O G L I A P T I A L I N O T C O V A A S C E S I
A R I C C I A C O N C I S A N O Z
Dalla testa ai piedi: A (sopra l’elmo), D (collo),I O N IC E L A S T I N A T A L A M I C T E S T O
La Sfinge
(intorno
F A L ai R O
I Egomiti), C
B I(cosce), G R I G L I A
O C C H EE (tibie). L I S S A A M E T O P A R I M I R A R E 1. Sposata - spossata
I M P E G N O E R O G H E S U O C E R A L A M A S A U O M O O C A M E R A A M
Prima
A Z E G L I O
o Seconda?CDSono battaglie della
A I R O T A
Prima guerra
R O S E T T A O C A T R U L L I E C C E P I R E A C I
2. Consiglio - coniglio
C U R I O
mondiale: A,S C,O E, MH.A L T E S E P R E T E S A T O R A M O N A M O L I S A N A C R A L
A P I A R I O S T R A M B E C H I A N T I
3. Cibi - bici
T S A L I V A A L L A G A T O P I E N I
L A C R I M E C L I N I C A M U L A T T O 4. Palma - pala
O R O N E R O A Z I O N A R E A F A S I A
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PAG. 38 PAG. 82
PAG. 21
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La qualità e la storia dell'enigmistica italiana


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E QUATTRO DURANTE
LA PRIMA GUERRA MONDIALE
COMBATTUTE DURANTE
QUATTRO VENNERO
DI QUESTE BATTAGLIE,
PRIMA O SECONDA?
E) Schiniere
D) Gorgiera
C) Cubitiera
B) Cosciale
A) Cimiero
PIÙ IN BASSO:
MEDIEVALE, DA QUELLO PIÙ IN ALTO A QUELLO
RIORDINATE QUESTI TIPICI PEZZI DI ARMATURA
DALLA TESTA AI PIEDI
INTERDEFINITO GIOCARE CON LA STORIA
DI
IL N U M E R O
PROSSIMAMENTE GIUGNO ESC
15 MAGGIO
E IL

I prigionieri di guerra italiani


di tutti i fronti
Nel corso della Seconda guerra mondiale più
di 1.300.000 dei nostri militari furono presi prigionieri
nei diversi teatri del conflitto e finirono dietro
i reticolati di cinque continenti.
Indaghiamo sulla loro drammatica sorte.

Il Granducato di Toscana I soldati


potenza coloniale ebrei
Mentre le potenze europee si spartivano di Hitler
il Nuovo Mondo, l’Italia stava Dalle deliranti
a guardare. Solo la Toscana, teorie
nei primi anni del Seicento, tentò genetiche del
di occupare una terra sperduta del Regime, era
Sudamerica per farne una colonia. uscita una regola
per cui ogni ebreo
era etichettato in
Saint Just all’ombra base ai quarti di
sangue semita.
della ghigliottina Eppure, molti di loro,
La Rivoluzione che ha cambiato la Storia è stata
arruolati, morirono
un mostro che divorava i suoi figli,
al fronte sotto le
e il brillante Antoine de Saint Just, sempre in
bandiere con
gara per essere il più rigoroso e spietato,
la svastica.
seguì la stessa sorte delle sue vittime.

HANNO COLLABORATO: Riccardo Mazzoni, Elena Percivaldi, Armando Orlando, Nicola Zotti, Andrea Accorsi, Osvaldo Baldacci, Roberto Lodigiani,
Antonio Ratti, Daniela Ferro, Gianni Bragato; Luca Tarenzi, Michela Lampronti (traduzioni).
IMMAGINI: Mondadori Portfolio/Electa/AKG Images/Album/Leemage/Excalibur Milano; IMPAGINAZIONE a cura di Sabrina Zanicchi.

REDAZIONE espressa autorizzazione alla loro libera utilizzazione da parte di Sprea S.p.A. Per qualsiasi fine e a
Art director: Silvia Taietti titolo gratuito, e comunque, a titolo di esempio, alla pubblicazione gratuita su qualsiasi supporto
Direttore editoriale: Mario Sprea cartaceo e non, su qualsiasi pubblicazione (anche non della Sprea S.p.A.), in qualsiasi canale di
IL MENSILE CHE VA OLTRE LA SOLITA STORIA Grafici: vendita e Paese del mondo.
Marcella Gavinelli, Alessandro Bisquola, Nicolò Digiuni, Tamara Bombelli, Luca Patrian ll materiale inviato alla redazione non potrà essere restituito.
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Roberta Tempesta, Elisa Croce, Laura Vezzo, Laura Galimberti, Michela Lampronti,
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IL MENSILE CHE VA OLTRE LA SOLITA STORIA

La Schola Salerni fu l’istituzione medica più Tutto il potere alle donne! Nel film “La favorita” si
avanzata d’Europa. La fama dei suoi dottori presenta il regno della regina Anna come un dominio
era tale da richiamare nella città campana assoluto femminile. Un’esperta ci racconta che cosa ci sia
malati e studenti di medicina da ogni dove. di storicamente vero nella sorprendente ricostruzione.

Storia di un colpevole a tutti i costi La presunta spia tedesca, il cui L’eroica ed effimera Repubblica di Kolky Una pagina gloriosa degli
processo aveva spaccato in due la Francia, dopo la riabilitazione partecipò anni bui in cui l’intera Europa era sotto il tallone germanico, l’ha scritta la
in qualità di ufficiale alla Grande Guerra. Dreyfus combatté valorosamente, pacifica Ucraina, che osò sfidare prima l’Armata Rossa e poi le spietate
ma la sua comprovata innocenza non gli fu mai perdonata. armate tedesche, per riconquistare la sua indipendenza.

Il Vallo di Antonino Costruito dal 142 d.C., portava Fascisti e massoni, partner e rivali Il dibattito tra studiosi sui rapporti
il confine dell’Impero più lontano del precedente di che intercorsero tra il Fascismo e la Massoneria, fa riaffiorare aspetti
Adriano. Investimento utile forse solo all’immagine di interessanti e inediti del processo che portò all’avvento del Regime, rivelando
Antonino Pio, è oggi testimonianza della vita delle legioni. fatti sorprendenti di quella rivoluzione non sempre pacifica.

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